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	<title>Ti racconto una fiaba &#8211; La grande raccolta di fiabe e favole</title>
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	<description>La più grande raccolta di fiabe classiche, racconti originali, audio fiabe e video fiabe per avere una fiaba nuova da raccontare ogni sera ai tuoi bimbi.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 15:52:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ti racconto una fiaba &#8211; La grande raccolta di fiabe e favole</title>
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	<item>
		<title>Il cigno nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sanja Rotim]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[artigiani]]></category>
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					<description><![CDATA[Fiaba vincitrice del concorso Paese da Fiaba 2024 Padenghe sul Garda

Giulia, figlia di artigiani, sfida una strana tradizione reale con coraggio e creatività per seguire il suo cuore e cambiare il destino.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Fiaba vincitrice del concorso Paese da Fiaba 2024 Padenghe sul Garda</strong></em></p>
<p data-start="31" data-end="392">Tanto tempo fa, in una famiglia di artigiani, viveva un’incantevole ragazza di nome Giulia. I suoi genitori realizzavano vari articoli in argilla, ai quali di solito incollavano sassolini verniciati o vetri colorati. Dalle loro mani esperte uscivano bellissimi oggetti artistici di varie forme e dimensioni, che vendevano ai turisti e nelle fiere d’artigianato.</p>
<p data-start="394" data-end="661">Giulia aveva imparato sin da piccola a modellare l’argilla, grazie agli insegnamenti preziosi dei genitori. Alla giovane ragazza piaceva andare spesso in un vicino bosco o lungo la riva di un lago dalle acque trasparenti, per raccogliere i sassi per la loro attività.</p>
<p data-start="663" data-end="950">Un giorno, mentre era in giro per il bosco, incontrò un bellissimo ragazzo. Iniziò a parlare con lui e, per la prima volta in vita sua, provò una nuova sensazione, una specie di batticuore. Il ragazzo, che si chiamava Osvaldo, oltre a essere bello e affascinante era anche molto educato.</p>
<p data-start="952" data-end="1237">Così incominciò la loro storia d’amore. Sembravano fatti l’uno per l’altra, ma negli occhi del ragazzo Giulia riusciva a intravedere una certa malinconia, tanto da portarla un giorno a chiedergli il motivo. Solo allora Osvaldo le rivelò la sua vera identità: era il principe del reame.</p>
<p data-start="1239" data-end="1314">Giulia, sbigottita e incredula, chiese perché non gliel’avesse detto prima.</p>
<p data-start="1316" data-end="1379">“Il problema è che presto mi devo sposare”, le disse sottovoce.</p>
<p data-start="1381" data-end="1440">La ragazza, sentendo quelle parole, andò su tutte le furie.</p>
<p data-start="1442" data-end="1660">“Ti devi presto sposare e corteggi me. Non voglio vederti mai più, vergognati! E non mi interessa se sei l’erede al trono o chissà chi. Posso almeno sapere chi è lei?” chiese alla fine, trattenendo a stento le lacrime.</p>
<p data-start="1662" data-end="1740">“Non lo so nemmeno io, non l’hanno ancora scelta”, le rispose con aria triste.</p>
<p data-start="1742" data-end="1854">“Che cosa stai dicendo? Non sei tu che devi scegliere la tua sposa?” domandò allora, più curiosa che arrabbiata.</p>
<p data-start="1856" data-end="2132">“Purtroppo no. È una tradizione del nostro regno. La mia famiglia sceglierà la ragazza che si presenterà con la corona più bella in testa durante una cerimonia organizzata solo per trovare la futura sposa del principe. E questa cerimonia è prevista per la settimana prossima.”</p>
<p data-start="2134" data-end="2326">“È una cosa assurda, come puoi accettare una cosa del genere? Scegliere la moglie in base alla corona che porta in testa! Certo che voi aristocratici siete proprio strani”, si sfogò incredula.</p>
<p data-start="2328" data-end="2716">“Sfortunatamente non posso cambiare le regole. Naturalmente questo invito si manda solo alle famiglie dei nobili, perché una ragazza qualunque non può presentarsi con una corona in testa. Non voglio farti soffrire di più, Giulia. Hai ragione, è meglio che non ci vediamo più, ma so soltanto che ti amo da morire”, le disse e se ne andò a malincuore, con un’infinita tristezza negli occhi.</p>
<p data-start="2718" data-end="2864">Nei giorni seguenti Giulia non riusciva ad accettare di aver perso per sempre il suo amore, e la sua disperazione venne notata anche dai genitori.</p>
<p data-start="2866" data-end="2946">“Non ho niente, sono solo un po’ stanca”, rispose loro, cercando di minimizzare.</p>
<p data-start="2948" data-end="3194">Così, sempre più frequentemente, si rifugiava nel bosco o raggiungeva la sponda del lago e lì, seduta tutta sola, non riusciva a trattenere le lacrime. Nel lago nuotava un cigno dalle piume nere come il carbone, completamente diverso dagli altri.</p>
<p data-start="3196" data-end="3297">Quando le si avvicinò, Giulia smise di singhiozzare perché all’improvviso il cigno si mise a parlare.</p>
<p data-start="3299" data-end="3391">“Lo so cosa ti angoscia, cara ragazza, è tutto per quella maledetta corona”, disse il cigno.</p>
<p data-start="3393" data-end="3419">Giulia sobbalzò incredula.</p>
<p data-start="3421" data-end="3453">“Ma tu sei in grado di parlare?”</p>
<p data-start="3455" data-end="3534">“Sì, ma ti ammetto che è la prima volta da tanto tempo che parlo con qualcuno.”</p>
<p data-start="3536" data-end="3669">Giulia, senza pensare troppo alla stranezza di quella situazione, raccontò tutto, ma stranamente il cigno sapeva già tutta la storia.</p>
<p data-start="3671" data-end="3734">“Allora secondo te che cosa dovrei fare?” chiese al cigno nero.</p>
<p data-start="3736" data-end="3797">“Prima ti racconterò una storia che successe tanto tempo fa.”</p>
<p data-start="3799" data-end="3824">Giulia era tutta orecchi.</p>
<p data-start="3826" data-end="4092">“Una volta, in un castello, viveva una regina. Aveva tutto quello che si poteva desiderare, ma la cosa che amava di più al mondo era la sua preziosa corona adornata di diamanti e di altre pietre preziose. Non ne esisteva una più bella e la regina ne era molto fiera.</p>
<p data-start="4094" data-end="4359">Da giovane la portava soltanto in occasioni ufficiali ma, con il passare del tempo, se ne affezionò così tanto da non volerla togliere più dalla sua testa. La teneva tutto il giorno, nonostante il peso che a volte le provocava addirittura un terribile mal di testa.</p>
<p data-start="4361" data-end="4517">La toglieva solo quando andava a dormire per riporla sul suo comodino. Era così testarda che neanche il re riuscì a farle cambiare questa assurda abitudine.</p>
<p data-start="4519" data-end="4835">Un giorno però si svegliò al mattino e non trovò più la sua corona dove l’aveva lasciata: era sparita inspiegabilmente. Più tardi si scoprì che qualcuno aveva fatto addormentare le guardie davanti al castello ed era riuscito a entrare nella reggia indisturbato e a portare via la corona mentre lei e il re dormivano.</p>
<p data-start="4837" data-end="5120">Si cercò dappertutto, nel castello e fuori, ma della corona non c’era nessuna traccia. Il re annunciò che avrebbe premiato con una somma cospicua chiunque avesse dato informazioni utili al ritrovamento, ma i vari tentativi non ebbero successo. La corona non venne mai più ritrovata.”</p>
<p data-start="5122" data-end="5214">Giulia continuava ad ascoltare in silenzio, dimenticandosi per un momento dei suoi problemi.</p>
<p data-start="5216" data-end="5284">Il cigno fece un sospiro profondo e continuò a raccontare la storia.</p>
<p data-start="5286" data-end="5607">“Il castello in cui viveva questa regina era circondato dalla fitta vegetazione di un bosco. All’interno di questo bellissimo insieme di piante, cespugli e alberi, qualcuno notò un tiglio che era tanto diverso dagli altri, come se un manto scintillante avesse avvolto il suo tronco e rivestito la superficie delle foglie.</p>
<p data-start="5609" data-end="5793">Si sparse la voce in tutto il regno e la gente incuriosita si affollava a vedere con i propri occhi questo strano fatto. Il tiglio, giorno dopo giorno, diventava sempre più splendente.</p>
<p data-start="5795" data-end="5956">Furono ingaggiati esperti botanici e bravi scienziati, ma nessuno seppe mai dare una spiegazione concreta al perché quell’albero fosse così diverso dagli altri.”</p>
<p data-start="5958" data-end="6001">“C’entra qualcosa la corona?” intuì Giulia.</p>
<p data-start="6003" data-end="6268">“Hai indovinato, cara ragazza. Tanti anni dopo, successe che la regina di un altro regno, oltretutto una conoscente della nostra testarda regina, in punto di morte, forse per alleggerirsi la coscienza, confessò che era stata lei a organizzare il furto della corona.</p>
<p data-start="6270" data-end="6618">Era così gelosa da incaricare due brutti ceffi, che erano già in prigione per furti vari, di rubarla con la promessa di una bella somma di denaro e della grazia per la loro pena. I malviventi erano riusciti a ingannare le guardie addormentandole con delle bibite contenenti sonnifero e a rubare la corona, che però non era arrivata mai alla regina.</p>
<p data-start="6620" data-end="6951">I due loschi individui le raccontarono che, euforici per aver portato a termine il compito, si erano ubriacati così tanto da costringerli a passare la notte in una locanda per riprendersi. Per paura che qualcun altro potesse prendere la corona avevano trovato una vanga e scavato una buca profonda sotto un albero dove nasconderla.</p>
<p data-start="6953" data-end="7211">Siccome avevano ricoperto il tutto con terriccio e tante foglie, quando il giorno dopo erano andati a riprendere la corona non si ricordavano più la posizione. Ancora un po’ ubriachi e con un forte mal di testa, cercarono e cercarono ma non trovarono niente.</p>
<p data-start="7213" data-end="7400">Si ricordavano a malapena che la buca era vicino a un albero, ma niente di più. Quando confessarono alla regina cosa avevano combinato, lei si infuriò e ordinò di rimetterli in prigione.”</p>
<p data-start="7402" data-end="7597">Quando invece la nostra regina sentì questa storia, allora capì che sotto quel tiglio era sotterrata la sua corona. Oltretutto anche lei era andata una volta a vedere quella meraviglia nel bosco.</p>
<p data-start="7599" data-end="7793">Così chiese al re di abbattere l’albero per recuperare la corona. All’inizio il marito cercò di farle capire che non si poteva abbattere un albero secolare e anche così bello, ma lei insistette.</p>
<p data-start="7795" data-end="8077">Il re aveva un carattere debole ed era sempre accondiscendente con la moglie, così diede ordine ai suoi collaboratori di abbattere l’albero. Ma non riuscirono a togliere il ceppo, nonostante tutti gli sforzi impiegati con attrezzature varie. Così la corona non venne mai recuperata.</p>
<p data-start="8079" data-end="8138">Il cigno nero si fermò un attimo, poi proseguì il racconto.</p>
<p data-start="8140" data-end="8289">“Quella stessa notte, mentre il re andava in bagno, nella camera della regina dalla finestra entrò una creatura verde. Sembrava un insolito fantasma.</p>
<p data-start="8291" data-end="8566">Prima che potesse reagire, bloccata dalla paura, le disse che era il protettore dei boschi e che l’avrebbe trasformata in un cigno nero per l’eternità. Doveva comprendere la gravità di quello che aveva fatto, perché un albero vale più di un milione di corone. Ed eccomi qua.”</p>
<p data-start="8568" data-end="8657">“Allora sei tu la regina che ha ordinato di abbattere l’albero?” chiese incredula Giulia.</p>
<p data-start="8659" data-end="8867">“Esatto. Quella stessa notte mi ritrovai in questo lago a nuotare. Mio marito e i miei figli mi cercarono disperati dappertutto, li vedevo pure passare di qui, ma non volevo parlare con loro e dire la verità.</p>
<p data-start="8869" data-end="8965">Non potevo più tornare indietro, avrebbero solo sofferto di più se avessero scoperto la verità.”</p>
<p data-start="8967" data-end="9034">“Ma forse c’è un modo per sciogliere l’incantesimo?” chiese Giulia.</p>
<p data-start="9036" data-end="9185">“Non mi interessa neanche. Il fatto successe tanti anni fa, tutti i miei cari sono morti da parecchio tempo, ma quel ceppo è ancora in questo bosco.”</p>
<p data-start="9187" data-end="9332">“Quel fatto successe proprio qui? Allora vuol dire che tu sei un’antenata dell’attuale re?” domandò, sapendo già quale sarebbe stata la risposta.</p>
<p data-start="9334" data-end="9450">“Infatti. E come ho potuto capire di recente, i miei discendenti sono ancora così fissati con queste dannate corone.</p>
<p data-start="9452" data-end="9569">Bisogna mettere fine una volta per tutte a questa assurda tradizione e forse sei tu quella che può cambiare le cose.”</p>
<p data-start="9571" data-end="9608">“Io? E come?” chiese Giulia scettica.</p>
<p data-start="9610" data-end="9765">“Bisogna combattere sempre per il vero amore e, come ho potuto vedere, tu e Osvaldo vi amate veramente. Non può mettervi i bastoni tra le ruote una corona.</p>
<p data-start="9767" data-end="9955">Ho pensato che potresti facilmente imbrogliarli al castello”, le disse, “potresti fare una corona d’argilla e pitturarla in color oro, adornarla con sassi che sembreranno pietre preziose.”</p>
<p data-start="9957" data-end="10099">“Forse sono in grado di fare un oggetto del genere, ma io non ho nemmeno ricevuto l’invito per la cerimonia”, spiegò Giulia alzando le spalle.</p>
<p data-start="10101" data-end="10312">“Non ti preoccupare per l’invito, vedrai che resteranno abbagliati dalla tua bellezza e non cercheranno di approfondire. Poi c’è Osvaldo, che sicuramente sarà strafelice del tuo coraggio e starà dalla tua parte.</p>
<p data-start="10314" data-end="10395">Ma non dirgli niente di me, il mio destino deve rimanere solo il nostro segreto.”</p>
<p data-start="10397" data-end="10480">“Forse hai ragione, non voglio perderlo, torno subito a casa e mi metto al lavoro.”</p>
<p data-start="10482" data-end="10730">Dalle mani di Giulia uscì una bellissima corona e nessuno, da lontano, poteva intuire che fosse di poco valore. La ragazza, speranzosa, si informò sulla data della cerimonia e si presentò al Palazzo Reale insieme ad altre ragazze di nobili origini.</p>
<p data-start="10732" data-end="10845">Quando Osvaldo la vide, quasi non svenne dall’emozione, ma intuì che quella corona non poteva essere in oro puro.</p>
<p data-start="10847" data-end="11049">Tutti furono colpiti dalla bellezza e dalla dolcezza di Giulia, oltre che dalla sua corona scintillante, e così fu scelta come futura sposa dell’erede al trono. In poco tempo conquistò i cuori di tutti.</p>
<p data-start="11051" data-end="11277">Non si sa se il re scoprì mai che la sua non era una vera e propria corona ma, probabilmente, dopo essere venuto a conoscenza che Giulia era figlia di bravi artigiani, aveva intuito la verità, ma comunque non disse mai niente.</p>
<p data-start="11279" data-end="11524">Gli anni passarono, Giulia e Osvaldo ebbero un figlio e una vita lunga e felice insieme. Quando il nuovo erede al trono diventò grande e in cerca della sua sposa, si parlò ancora della cerimonia per sceglierla in base alla bellezza della corona.</p>
<p data-start="11526" data-end="11652">Giulia suggerì a Osvaldo di abolire questa tradizione e lui, convinto e d’accordo con la moglie, disse deciso davanti a tutti:</p>
<p data-start="11654" data-end="11750">“Questa usanza non ha senso, ormai è superata. Mio figlio potrà scegliere da solo la sua sposa”.</p>
<p data-start="11752" data-end="11762">E così fu.</p>
<p data-start="11764" data-end="11909">Ogni tanto Giulia passava vicino al lago dove nuotava il cigno nero, che non parlava più, ma Giulia poteva leggere la gratitudine nei suoi occhi.</p>
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		<title>Il lupo chef</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rinalda chiappani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:48:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Un lupetto solo trova accoglienza in una fattoria e, grazie alla cucina, costruisce una nuova famiglia tra gli animali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="152">Un piccolo lupo, che aveva perso il branco, si trovò a vagare solitario in cerca di cibo fino a raggiungere un villaggio.</p>
<p data-start="154" data-end="458">Lui era mansueto, ma sia gli altri animali, sia ancor più gli abitanti del villaggio, lo tenevano a debita distanza. E così il povero lupetto era costretto, per mangiare, a rovistare nottetempo alla bell’e meglio tra i vari rifiuti lasciati dagli abitanti, ma anche dalle botteghe, ristoranti e pizzerie.</p>
<p data-start="460" data-end="907">Una notte, avvicinatosi troppo a un pollaio, fu fronteggiato dalla gallina Giuditta; era questa un’autorità tra gli animali, che governava come una sorta di regnante. A spaventarsi, più che Giuditta, fu il lupacchiotto, che all’atto rimase impietrito. Giuditta, che da tempo seguiva i movimenti del lupetto, aveva cominciato a provare per lui tenerezza (solo, senza compagni e spesso affamato) e decise di accoglierlo nella comunità degli animali.</p>
<p data-start="909" data-end="1183">Lupetto era sveglio e voglioso di sdebitarsi, e fu così che, dopo un po’, propose a Giuditta di dar vita insieme a un’attività culinaria per l’intera comunità animale e, secondo lui, il casotto abbandonato dietro il pollaio, una volta riordinato, veniva proprio a proposito.</p>
<p data-start="1185" data-end="1596">Già, facile a dirsi, ma come fare? Lupetto disse che, nel suo peregrinare, aveva spesso curiosato tra le varie cucine del villaggio e si sentiva in grado di mettersi all’opera; si trattava di trovare la materia prima. A questo pensò Giuditta, che convocò prontamente la sua corte e, secondo le indicazioni di Lupetto, ordinò a ciascuno di procurare qualcosa, mentre alle sue galline di fare uova tutti i giorni.</p>
<p data-start="1598" data-end="1831">Lupetto, con l’aiuto di Giuditta, si diede subito un gran da fare, sperimentando varie ricette e, giorno dopo giorno, migliorò sempre di più, tanto che, ormai pronti a partire, Giuditta nominò Lupetto chef della mensa della fattoria.</p>
<p data-start="1833" data-end="2065">La cosa funzionò a tal punto che, a volte, arrivavano animali anche dalle fattorie vicine e così, oltre al cibo, si creò una vera comunità, tra lo stupore degli abitanti, che dedicarono a Lupetto una targa da apporre alla sua mensa:</p>
<p data-start="2067" data-end="2113">&#8220;Qui Chef Lupetto dà il benvenuto a tutti!!!!&#8221;</p>
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		<title>Le caramelle</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/cinque-sorelle-caramelle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[barbara cerrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque caramelle un po’ speciali cambiano il destino di una pasticceria con una storia dolce, buffa e sorprendente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="269">C’era una volta una caramella… una sola? Chiederete voi. In realtà era una caramella che valeva per tre e aveva anche quattro sorelle, tutte caramelle, e ognuna di loro valeva per dieci. Così, tutte insieme, facevano una bella confezione.</p>
<p data-start="271" data-end="521">Stavano lì, sul bancone della pasticceria “Solodolci”, a far l’occhiolino ai numerosi clienti del negozio. I quali, però, compravano solo bignè alla crema o torte al cioccolato e non degnavano di uno sguardo le cinque povere sorelle, tutte caramelle.</p>
<p data-start="523" data-end="737">“Bisogna far qualcosa,” disse un bel giorno la prima delle sorelle, tutte caramelle. “Qui non ci compra nessuno, vogliono solo i dolci fatti dal pasticciere… facciamoci venire un’idea o faremo la muffa tra un po’.”</p>
<p data-start="739" data-end="1043">“Che muffa e muffa,” brontolò la seconda delle sorelle, tutte caramelle. “Stai zitta tu! Vali solo per tre: che dovremmo dire noi che valiamo per dieci e ci trattano come zeri? Guardate, ecco un cliente che ci osserva, cerchiamo di far bella figura: state dritte, mostrate i colori dell’incarto, su, su.”</p>
<p data-start="1045" data-end="1277">Nel dir così, si drizzarono tutte, stirando l’involucro luccicante per farsi vedere meglio. Ma il signore che le stava fissando, d’un tratto: “Mario!” esclamò. “Queste caramelle si muovono! Forse ci sono degli animaletti là dentro.”</p>
<p data-start="1279" data-end="1442">“Che? Ma cosa dici! Quelle sono caramelle a lunga scadenza, confezionate e conservate bene: non ci possono essere animaletti,” rispose il pasticciere ridacchiando.</p>
<p data-start="1444" data-end="1557">“Eppure ti dico che si sono mosse! Dunque come fanno delle caramelle a muoversi? Ci deve essere qualcosa dentro.”</p>
<p data-start="1559" data-end="1845">“Ma che farfugli? Mosse? Le caramelle? Hai preso il mattarello in testa da tua moglie? Non dire scemenze: se avessi delle caramelle che si muovono le avrei già portate al circo per farle scritturare,” disse sempre ridendo il pasticciere, mentre serviva una fetta di torta a una signora.</p>
<p data-start="1847" data-end="2215">“Ecco, vedete cosa avete fatto?” borbottò la terza delle sorelle, tutte caramelle. “Qui si è creato un incidente diplomatico e quel cliente non ci comprerà più, perché è convinto che abbiamo i vermi. Voi e le vostre iniziative! Chi vi ha fatto venir l’idea di muovervi? Lo sapevo: il tizio se ne va tutto arrabbiato e noi resteremo qui chissà per quanto tempo ancora.”</p>
<p data-start="2217" data-end="2370">“Tutta colpa del pasticciere,” protestò la quarta delle sorelle, tutte caramelle. “Privilegia sempre le sue creazioni e noi qui neglette a fare i vermi.”</p>
<p data-start="2372" data-end="2532">“Anche tu con i vermi,” urlò inferocita la seconda delle sorelle, tutte caramelle. “Non ci sono vermi qui e la freschezza non ci manca, cara la mia sciocchina.”</p>
<p data-start="2534" data-end="2812">Quella scalmanata, nell’agitarsi così, provocò una conseguenza che aggravò il quadro. Si mosse quel tanto che bastò a provocare un grosso guaio: un destino infame volle che proprio in quel momento entrasse nel negozio la figlia del droghiere, grande pettegola e nota malalingua.</p>
<p data-start="2814" data-end="3188">Nel cercare fra tutte le torte esposte quella che meglio si adattava alla sua ingordigia, per caso posò lo sguardo strabico sulle sorelle, tutte caramelle. Vide quel lieve movimento dell’incarto e, senza dire una parola, uscì veloce dalla pasticceria. Le bastò un solo pomeriggio per diffondere nel paese la notizia che da Mario il pasticciere c’erano caramelle con i vermi.</p>
<p data-start="3190" data-end="3416">Da lì a dire che Mario vendeva roba avariata, che era un imbroglione e “chissà quanti ne ha intossicati in vita sua”, il passo fu breve. Da allora nessuno volle più comprare dolci da lui e, in poco tempo, si ritrovò a fallire.</p>
<p data-start="3418" data-end="3584">“Povero me!” piagnucolava con la moglie lo sciagurato. “Che ho fatto per meritare ciò? Sono sempre stato onesto, i miei prezzi erano giusti, i dolci freschi e buoni.”</p>
<p data-start="3586" data-end="3672">“Ma caro,” gli rispondeva lei, che non ci stava tanto col cervello, “di questi tempi…”</p>
<p data-start="3674" data-end="3755">“Che c’entrano i tempi? Qui si tratta di calunnia. Quella vipera mi ha rovinato!”</p>
<p data-start="3757" data-end="3848">“Ma caro, di questi tempi non si può mai sapere se le caramelle sono avariate per davvero.”</p>
<p data-start="3850" data-end="3967">“Ma sei impazzita? Che c’entrano i tempi, ti dico? Le caramelle sono buonissime, è il tuo cervello che non funziona.”</p>
<p data-start="3969" data-end="4206">“Ma di questi tempi…” insisteva lei, che sapeva dire solo questo. A questo punto lui si arrabbiava sul serio e si chiudeva nel laboratorio a rimpiangere i bei giorni in cui lavorava giorno e notte per dare buoni dolci ai suoi compaesani.</p>
<p data-start="4208" data-end="4317">In tutto questo caos, le più preoccupate erano, indovinate? Proprio loro: le cinque sorelle, tutte caramelle!</p>
<p data-start="4319" data-end="4591">Eh sì, perché si era parlato più volte di gettarle via, anche per far mostra di accontentare l’opinione pubblica e ripartire da nuove caramelle e da un negozio che apparisse, diciamo così, purificato. E se nessuno l’aveva fatto ancora era perché Mario ci si era impuntato.</p>
<p data-start="4593" data-end="4786">Diceva: “Sono buone, accidenti! Si devono convincere quei villanzoni!” e se le andava a chiudere in cassaforte per timore che Anselma, la moglie, gliele buttasse nell’immondizia mentre dormiva.</p>
<p data-start="4788" data-end="5079">Ma il rischio di caramellicidio c’era comunque. E la quinta delle sorelle, tutte caramelle, che non aveva detto nulla fino a quel momento, espresse viva preoccupazione per la loro sopravvivenza e cominciò a torcersi così forte nell’incarto che si sentiva lo scricchiolio da fuori il bancone.</p>
<p data-start="5081" data-end="5297">“Smettila, ci farai mandare al tritarifiuti se continui ad agitarti così,” disse la terza delle sorelle, tutte caramelle. “Pensiamo piuttosto a come salvarci da questo pericolo! Sforzatevi: lo zucchero non vi manca.”</p>
<p data-start="5299" data-end="5535">Allora le cinque sorelle, tutte caramelle, si misero d’impegno a pensare. E, per la gran concentrazione, iniziarono a sudare, ma a sudare così tanto che, piano piano, un liquido vischioso cominciò a colare e si diffuse nella confezione.</p>
<p data-start="5537" data-end="5639">In poco tempo si ritrovarono tutte appiccicate, da non saper più come staccarsi tanto erano incollate.</p>
<p data-start="5641" data-end="5813">“E ora, che si fa?” chiese pacatamente la quinta delle sorelle, tutte caramelle, che era la più ragionevole e anche la più modesta, forse perché era una caramella all’orzo.</p>
<p data-start="5815" data-end="6159">“Che si fa, che si fa,” starnazzò isterica la seconda delle sorelle, tutte caramelle, che era al caffè e l’agitazione le competeva. “Sapete solo far domande e non date mai risposte! Io direi di aspettare: sicuramente quando ci saremo raffreddate un po’, staccarsi sarà più facile. E nel frattempo non vi agitate, o gli incarti si strapperanno.”</p>
<p data-start="6161" data-end="6353">Aspettarono circa mezz’ora, così incollate come gemelle siamesi, poi provarono di nuovo a staccarsi. Macché. Nulla da fare. La situazione era grave, direi quasi tragica. Di sicuro appiccicosa.</p>
<p data-start="6355" data-end="6557">Mentre piangevano sul troppo zucchero che fa incollare le sorelle, tutte caramelle, e ingrassare le matrone, tutte ciccione, ecco il buon Mario che torna da un’immersione nostalgica nel suo laboratorio.</p>
<p data-start="6559" data-end="6805">“Oh, questa è bella!” disse vedendole conciate così, tutte un mucchietto caramelloso. “Cos’è successo? Ora sembrate proprio da buttare… forse avevano ragione i clienti e io sbagliavo, forse… oh, non so più!” e si mise a piangere come un lattante.</p>
<p data-start="6807" data-end="6950">Le sorelle, tutte caramelle, a vederlo così sconsolato si sentirono quasi in colpa per avergli provocato, senza volerlo, tutto quel dispiacere.</p>
<p data-start="6952" data-end="7159">“Oh, ragazze,” bisbigliò la prima delle sorelle, tutte caramelle, “qui abbiamo fatto un doppio guaio: noi incollate e lui più disperato che mai. E ora ci butta, ve lo garantisco, non c’è salvezza, stavolta.”</p>
<p data-start="7161" data-end="7280">“OHHHHHH!!!!” piansero e gemettero insieme le cinque sorelle, tutte caramelle, al pensiero del bidone della spazzatura.</p>
<p data-start="7282" data-end="7415">“C’è una tal puzza, là dentro,” borbottò fra le lacrime la seconda delle sorelle, tutte caramelle. “Io ci soffocherei subito, ohimè!”</p>
<p data-start="7417" data-end="7633">E nel bel mezzo di tutto quel frignare, come se non bastasse, giunse anche Anselma, la svanita. Giunse a sproposito, come faceva sempre, ma disse una scemenza così grossa che il marito non poté fare a meno di ridere.</p>
<p data-start="7635" data-end="7745">Ecco che anche una sciocca come Anselma può essere utile e salvare la vita di cinque sorelle, tutte caramelle.</p>
<p data-start="7747" data-end="7974">Mario si allontanò con la moglie ridendo a crepapelle e si dimenticò di loro, per fortuna. L’esecuzione era rimandata: per il momento si trattava solo di una tregua, ma tutto serve ai condannati, anche un attimo di vita in più.</p>
<p data-start="7976" data-end="8187">Intanto, le nostre cinque sorelle, tutte caramelle, stavano tenendo consiglio. Cercavano di capire se fosse possibile scappare anche così, tutte attaccate, magari rotolando… il problema era come darsi la spinta.</p>
<p data-start="8189" data-end="8278">Non erano in grado di agire e non c’era chi potesse farlo per loro. No. Nessuna speranza.</p>
<p data-start="8280" data-end="8461">Cominciarono a credere che fosse finita davvero quando videro Mario avvicinarsi lentamente al banco, con la testa ciondoloni. Aveva l’aria di un boia triste e guardava proprio loro.</p>
<p data-start="8463" data-end="8569">“Povere caramelle,” disse a un tratto, “come vi siete appiccicate in quel modo? Ah, adesso vi sistemo io.”</p>
<p data-start="8571" data-end="8648">Ci fu un sommovimento degli incarti, seppur incollati, una specie di fremito.</p>
<p data-start="8650" data-end="8769">“Olà,” gridò Mario, “ma allora è vero! C’è qualcuno là dentro. Fuori, vermi maledetti, o butto tutto nella spazzatura!”</p>
<p data-start="8771" data-end="8795">Nulla. Ferme come sassi.</p>
<p data-start="8797" data-end="9049">“Che abbia avuto un’allucinazione?” si chiese Mario. “Oh, povero me, a forza di sentir dire che si muovono m’è parso di vederle muovere davvero. Sai che ti dico? Io non le butto. Non do soddisfazione a quei pazzi che hanno causato questo gran macello.”</p>
<p data-start="9051" data-end="9195">“Ora le separo: si rovineranno gli incarti, ma non importa. Ho dei fogli di carta colorata, giusti giusti per rifarvi il vestitino, ah, ah, ah!”</p>
<p data-start="9197" data-end="9329">Rideva, ma insieme al riso sulle guancette rotonde gli erano comparsi di nuovo certi lacrimoni da far compassione anche alle pietre.</p>
<p data-start="9331" data-end="9557">Prese le cinque sorelle, tutte caramelle, e con santa pazienza le staccò una a una. Certo, a qualcuna l’operazione causò una piccola mutilazione, perché le venne a mancare un pezzettino che restò attaccato alla sorella vicina.</p>
<p data-start="9559" data-end="9709">Nel complesso, però, il lavoro non gli riuscì male. Tolse gli incarti ormai rovinati, ne fece di nuovi, molto belli e lucidi, e con questi le rivestì.</p>
<p data-start="9711" data-end="9865">Sembravano delle signore caramelle, davvero di classe, elegantissime. Infine, tanto per completare l’opera, prese un bel cestino di vimini e ce le adagiò.</p>
<p data-start="9867" data-end="10043">“Ecco, ora siete pronte. Non vi butterò, non serve. Dovrei buttare anche me stesso, allora? Resteremo qui insieme, nel nostro negozio, ad aspettare i clienti che non verranno.”</p>
<p data-start="10045" data-end="10068">E si rimise a frignare.</p>
<p data-start="10070" data-end="10273">Quando si allontanò, con il capo più chino di quando era arrivato, le sorelle, tutte caramelle, commosse anche loro, dovettero fare un grande sforzo per non piangere zucchero e riappiccicarsi come prima.</p>
<p data-start="10275" data-end="10349">“Eh, che uomo sensibile!” sospirò la prima delle sorelle, tutte caramelle.</p>
<p data-start="10351" data-end="10426">“Eh, che uomo buono!” piagnucolò la seconda delle sorelle, tutte caramelle.</p>
<p data-start="10428" data-end="10505">“Eh, che uomo coraggioso!” sentenziò la terza delle sorelle, tutte caramelle.</p>
<p data-start="10507" data-end="10717">La quarta e la quinta, invece, già dormivano e non dissero nulla. Ebbero terribili incubi tutta la notte: sognarono pattumiere che le ingoiavano ridendo e tritarifiuti che le inseguivano con un’accetta in mano.</p>
<p data-start="10719" data-end="10742">Fu una notte terribile.</p>
<p data-start="10744" data-end="10820">La mattina dopo, e di buon’ora, qualcuno bussò alla saracinesca del negozio.</p>
<p data-start="10822" data-end="10884">“Mario, Mario… c’è nessuno? Sono Annetta, mi apri per favore?”</p>
<p data-start="10886" data-end="11065">Le cinque sorelle, tutte caramelle, ebbero un sussulto. Una cliente a quell’ora? Che avesse saputo di trovarle ancora lì e fosse venuta per protestare? Rabbrividirono al pensiero.</p>
<p data-start="11067" data-end="11144">Mentre si interrogavano sul caso, ecco arrivare Mario in pigiama a righe blu.</p>
<p data-start="11146" data-end="11220">“Un momento… eccomi… ma che storia è questa? Il negozio è chiuso da mesi.”</p>
<p data-start="11222" data-end="11333">Tirò su la saracinesca e: “Annina, allora? Qual buon vento a quest’ora?” borbottò con la voce ancora assonnata.</p>
<p data-start="11335" data-end="11519">“Eh, Mario, sapessi… c’è qui il mio bambino che ha saputo a scuola delle caramelle che si muovono e le vuole vedere a ogni costo! Mi sta dando il tormento da giorni, possiamo entrare?”</p>
<p data-start="11521" data-end="11713">“Certo, ma le caramelle non si muovono, caro giovanotto,” disse rivolto al bambino lentigginoso che Annetta teneva per mano. “Comunque venite, sono qui, esposte nel bancone come ai bei tempi.”</p>
<p data-start="11715" data-end="11852">Il bambino, come una saetta, si precipitò verso l’espositore. Le caramelle, in preda alla fifa più nera, stavano lì più immobili che mai.</p>
<p data-start="11854" data-end="11974">“Visto?” disse la madre al bambino. “Stanno ferme, sono tutte frottole che ti hanno raccontato, torniamo a casa, vieni.”</p>
<p data-start="11976" data-end="12083">“No, mamma, ancora un pochino, voglio essere sicuro,” protestò il ragazzo con il naso appiccicato al vetro.</p>
<p data-start="12085" data-end="12291">Nello stesso istante, la terza delle cinque sorelle, tutte caramelle, ebbe voglia di grattarsi. Come una caramella possa avere bisogno di grattarsi è cosa assai misteriosa, tuttavia questo è ciò che capitò.</p>
<p data-start="12293" data-end="12502">Non sapendo come fare per non essere vista, ebbe come un sussulto, quasi una contorsione. Mario e la signora stavano parlando del più e del meno e non si accorsero di nulla. Il bambino, invece, la vide eccome.</p>
<p data-start="12504" data-end="12593">“Mamma, mamma, guarda! Si è mossa, una delle caramelle si è mossa!” gridò tutto eccitato.</p>
<p data-start="12595" data-end="12681">“Che dici, sciocchino? Non si è mossa nessuna caramella e ora basta, si torna a casa.”</p>
<p data-start="12683" data-end="12779">“No, mamma, no, si è mossa, ti dico. Le voglio, compramele. Voglio le caramelle che si muovono.”</p>
<p data-start="12781" data-end="12925">“Ragazzo, le mie caramelle non si muovono. E non ricominciamo con questa storia o io…” stava per dire Mario, tutto offeso. Ma qualcosa lo fermò.</p>
<p data-start="12927" data-end="13129">Le cinque sorelle, tutte caramelle, sentito che il bambino le voleva comprare proprio perché si muovevano, non posero tempo in mezzo e presero a muoversi come indemoniate per attirare la sua attenzione.</p>
<p data-start="13131" data-end="13212">Mario le vide. La madre del bambino, signora Annetta, le vide. Rimasero di sasso.</p>
<p data-start="13214" data-end="13292">Non appena si ripresero, parecchi secondi dopo, Annetta era su tutte le furie.</p>
<p data-start="13294" data-end="13381">“Ah, allora è vero che ci sono i vermi nelle tue caramelle! Altrimenti come si spiega?”</p>
<p data-start="13383" data-end="13478">“No, non… non ci sono i vermi, ti dico,” si difese Mario, tutto tremante. “E te lo dimostrerò.”</p>
<p data-start="13480" data-end="13529">Mai caramelle furono così ingiustamente umiliate.</p>
<p data-start="13531" data-end="13697">Scartate una ad una, esaminate con tanto di lente di ingrandimento, furono poi giudicate innocenti, scagionate dall’accusa, rivestite e adagiate di nuovo nel cestino.</p>
<p data-start="13699" data-end="13823">“Mah, avevi ragione… mi dispiace,” balbettò confusa Annetta. “Converrai con me che le apparenze erano tutte contro di loro.”</p>
<p data-start="13825" data-end="13939">“Sì, sì, va bene. L’importante è che una volta per tutte la verità sia venuta a galla,” concluse Mario gongolando.</p>
<p data-start="13941" data-end="14041">“Beh, adesso andiamo, Paolino. Le caramelle sono innocenti, ma noi dobbiamo andare a casa, è tardi.”</p>
<p data-start="14043" data-end="14087">Ma il bambino piantò un capriccio pestifero.</p>
<p data-start="14089" data-end="14227">Si gettò a terra e cominciò a singhiozzare e a dibattersi con tutte le forze, urlando: “Voglio quelle caramelle! Voglio quelle caramelle!”</p>
<p data-start="14229" data-end="14307">Non fu proprio possibile calmarlo. Non fu proprio possibile non comprargliele.</p>
<p data-start="14309" data-end="14395">Paolino uscì dalla pasticceria con la sua bella confezione di caramelle sotto braccio.</p>
<p data-start="14397" data-end="14487">“Che vi avevo detto? Ci voleva un bambino,” disse la terza delle sorelle, tutte caramelle.</p>
<p data-start="14489" data-end="14635">“Zitta, tu, non avevi detto proprio nulla… e stai un po’ ferma, mi fai venire il mal di mare,” brontolò la seconda delle sorelle, tutte caramelle.</p>
<p data-start="14637" data-end="14815">“Ferma?” rispose la terza. “Ma se il bambino ci ha comprate proprio perché sappiamo muoverci! Anzi, agitatevi anche voi, rammollite. Su, su, che un po’ di ginnastica vi fa bene.”</p>
<p data-start="14817" data-end="15008">Detto fatto: cominciarono a scuotersi come forsennate e il bambino non stava più nella pelle dalla gioia. La madre si raccomandò soltanto che non le mangiasse, perché erano pur sempre strane.</p>
<p data-start="15010" data-end="15215">Così le cinque sorelle, tutte caramelle, vissero a lungo felici e contente, finché, troppo vecchie anche per muoversi, si ritirarono in campagna, in un pensionato molto chic per caramelle e dolci d’annata.</p>
<p data-start="15217" data-end="15456">Ben presto si diffuse la notizia che le caramelle di Mario non erano avariate e che non c’erano vermi nella sua pasticceria. I clienti tornarono a chiedergli dolci e pasticcini più di prima, tanto che riaprì il negozio dopo appena un mese.</p>
<p data-start="15458" data-end="15492">Gli affari andavano a gonfie vele.</p>
<p data-start="15494" data-end="15650">Ecco, finisce qui la storia delle sorelle, tutte caramelle, che prima nessuno voleva comprare perché si muovevano, e poi furono comprate proprio per questo.</p>
<p data-start="15652" data-end="15698">Erano davvero in gamba, quelle cinque sorelle.</p>
<p data-start="15700" data-end="15808">Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Tutte. Caramelle.</p>
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		<title>Sentieri luminosi</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/giornata-serena-famiglia-sogni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruni Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:41:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[affetto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.tiraccontounafiaba.it/?p=11133</guid>

					<description><![CDATA[Un momento di vita quotidiana tra affetti, giochi e sogni, dove la semplicità diventa un piccolo tesoro da scoprire ogni giorno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di cambiare! Non le solite abitudini&#8230;<br data-start="80" data-end="83" />Una giornata serena e una tavola imbandita, i miei genitori che leggono e scrivono assieme a me la storia!<br data-start="189" data-end="192" />Un fratello che mi viene a trovare spesso e un cuore da riempire di luce e verità!<br data-start="274" data-end="277" />Dolci carezze e poche angosce!<br data-start="307" data-end="310" />Tom e Gerry alla TV, che bei cartoni, torno piccola con Gaia e Greta, le mie nipotine di quattro e nove anni!<br data-start="419" data-end="422" />Bere e mangiare, giocare e dormire beati!<br data-start="463" data-end="466" />Vedo le mie giornate diverse e uniche, brillanti e divertenti, un tesoro nascosto dentro di me, da conquistare piano piano!<br data-start="589" data-end="592" />Decido di amare, non le solite scelte!<br data-start="630" data-end="633" />Alvin e la scuola! Le principesse e Hello Kitty!<br data-start="681" data-end="684" />Il tesoro non è primeggiare sugli altri, ma essere della Terra nostra&#8230;<br data-start="756" data-end="759" />Ci sentiamo bene non solo quando non abbiamo angosce, ma anche quando i problemi riempiono i nostri giorni, e i bambini disegnano il loro avvenire con noi.<br data-start="914" data-end="917" />Viene la sera, ci sentiamo come Pinocchio con Geppetto, il suo papà!<br data-start="985" data-end="988" />Studio e lavoro non mancano, c&#8217;è chi ci consola e non siamo solo numeri e tabelle sopra il nostro taccuino azzurro!<br data-start="1103" data-end="1106" />A letto a mezzanotte, sempre, dopo il film!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le carote di cioccolato</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/valle-leprotti-pasqua-fantasia-carote.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Orsola Vaccariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
		<category><![CDATA[gara]]></category>
		<category><![CDATA[indovinelli]]></category>
		<category><![CDATA[leprotti]]></category>
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		<category><![CDATA[valle]]></category>
		<category><![CDATA[velocità]]></category>
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					<description><![CDATA[Una gara speciale nella valle dei leprotti insegna che fantasia e creatività rendono ogni festa più magica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="165">La valle dei leprotti festeggia la Pasqua con una gara di velocità e una di indovinelli. In palio vi sono uova colorate e tanti premi.</p>
<p data-start="167" data-end="387">Leprotto Jason narra sempre agli amici cosa accadde una Pasqua di non molto tempo fa. In una bella mattina di Pasqua, le gare stavano per iniziare e gli abitanti della valle attendevano con ansia e parlottavano tra loro.</p>
<p data-start="389" data-end="558">Ma c’era qualcosa che non andava. Leprotto Margherita era stufa, voleva altri premi e diceva che la magia era nella fantasia che nessuno aveva. Questo ritardava le gare.</p>
<p data-start="560" data-end="787">Leprotto Loris, che ama il cioccolato, ebbe un’idea. Si mise nella piccola cucina e creò con pazienza, con cacao amaro, mescolando con zucchero e vaniglia, confezionando con sorprese varie carote di cioccolato grandi e piccole.</p>
<p data-start="789" data-end="839">Le portò a Margherita, che diede il via alle gare.</p>
<p data-start="841" data-end="962">Tutti esultarono dalla gioia. Loris e Jason vinsero ed ebbero due magnifiche carote: dentro vi trovarono un portafortuna.</p>
<p data-start="964" data-end="1031">Ma la sorpresa venne premiata come miglior idea della valle felice.</p>
<p data-start="1033" data-end="1170">Questo insegnò ai leprotti che la fantasia, la pazienza e la creatività aiutano nella vita, anche nei nostri momenti di gioco e serenità.</p>
<p data-start="1172" data-end="1227">Tutti mangiarono la cioccolata e cantarono spensierati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217; agnellino sperduto</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/agnellino-california-lupo-buono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Sabella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[agnellino]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[lupo]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[Una fiaba delicata sull’incontro tra un agnellino e un lupo, dove la paura lascia spazio alla fiducia e a una sorprendente amicizia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="258">C’era una volta un piccolo agnellino dal manto soffice e bianco come la neve. Si chiamava California, un nome strano per un agnellino, ma la sua mamma diceva sempre che dentro di lui c’era un’anima libera, grande come il cielo.</p>
<p data-start="260" data-end="509">California viveva in un villaggio circondato da colline verdi, dove il sole accarezzava l’erba e il vento raccontava storie tra gli alberi. Ma quel villaggio nascondeva anche una verità che il piccolo agnellino aveva iniziato a capire troppo presto.</p>
<p data-start="511" data-end="602">Un giorno sentì gli uomini parlare.<br />
«Questo sarà perfetto per la festa…» disse uno di loro.</p>
<p data-start="604" data-end="752">California non capiva tutto, ma capiva abbastanza. Il tono, gli sguardi… e soprattutto la paura che sentiva crescere dentro di sé come un temporale.</p>
<p data-start="754" data-end="843">Quella notte, mentre tutti dormivano, il piccolo agnellino prese una decisione.<br />
Scappare.</p>
<p data-start="845" data-end="852">La fuga</p>
<p data-start="854" data-end="986">Il suo cuore batteva forte mentre correva tra i recinti, scivolando tra le ombre e attraversando un piccolo varco nella staccionata.</p>
<p data-start="988" data-end="1001">Non si fermò.</p>
<p data-start="1003" data-end="1107">Corse oltre il villaggio, oltre i campi… fino a quando si ritrovò davanti a un bosco fitto e silenzioso.</p>
<p data-start="1109" data-end="1130">Non era mai stato lì.</p>
<p data-start="1132" data-end="1215">Le foglie sussurravano, i rami scricchiolavano, e ogni rumore sembrava un pericolo.</p>
<p data-start="1217" data-end="1244">«Mamma…» sussurrò tremando.</p>
<p data-start="1246" data-end="1277">Ma indietro non poteva tornare.</p>
<p data-start="1279" data-end="1292">E così entrò.</p>
<p data-start="1294" data-end="1314">Il bosco sconosciuto</p>
<p data-start="1316" data-end="1441">Il bosco era diverso da tutto ciò che conosceva. L’aria era più fredda, i colori più scuri, e il silenzio sembrava osservare.</p>
<p data-start="1443" data-end="1528">California si nascose dietro un cespuglio quando vide un uomo passare tra gli alberi.</p>
<p data-start="1530" data-end="1552">Lo osservò da lontano.</p>
<p data-start="1554" data-end="1687">L’uomo raccoglieva legna, parlava da solo, a volte si fermava a guardare il cielo. Non sembrava cattivo… ma California non si fidava.</p>
<p data-start="1689" data-end="1759">Aveva imparato che gli uomini potevano sorridere… e poi fare del male.</p>
<p data-start="1761" data-end="1792">«Perché fanno così?» si chiese.</p>
<p data-start="1794" data-end="1813">Non trovò risposta.</p>
<p data-start="1815" data-end="1835">Un incontro inatteso</p>
<p data-start="1837" data-end="1916">Una sera, mentre cercava qualcosa da mangiare, sentì un rumore alle sue spalle.</p>
<p data-start="1918" data-end="1933">Un passo lento.</p>
<p data-start="1935" data-end="1943">Pesante.</p>
<p data-start="1945" data-end="1965">Si voltò… e lo vide.</p>
<p data-start="1967" data-end="1975">Un lupo.</p>
<p data-start="1977" data-end="2078">Grigio, con il pelo arruffato e gli occhi stanchi. Non era giovane, non era feroce come nelle storie.</p>
<p data-start="2080" data-end="2093">Era… diverso.</p>
<p data-start="2095" data-end="2122">California rimase immobile.</p>
<p data-start="2124" data-end="2150">Il lupo lo guardò a lungo.</p>
<p data-start="2152" data-end="2222">Poi disse, con voce calma:<br />
«Se volessi mangiarti… lo avrei già fatto.»</p>
<p data-start="2224" data-end="2242">L’agnellino tremò.</p>
<p data-start="2244" data-end="2281">«Ti… ti prego… io non voglio morire…»</p>
<p data-start="2283" data-end="2312">Il lupo sospirò e si sedette.</p>
<p data-start="2314" data-end="2383">«Neanch’io volevo diventare ciò che sono,» disse. «Mi chiamo Burney.»</p>
<p data-start="2385" data-end="2454">California lo guardò con occhi pieni di paura… ma anche di curiosità.</p>
<p data-start="2456" data-end="2477">«Io sono California…»</p>
<p data-start="2479" data-end="2502">Un’amicizia impossibile</p>
<p data-start="2504" data-end="2558">I giorni passarono, e qualcosa di incredibile accadde.</p>
<p data-start="2560" data-end="2602">Burney non fece mai del male a California.</p>
<p data-start="2604" data-end="2624">Anzi, lo proteggeva.</p>
<p data-start="2626" data-end="2719">Gli mostrò dove trovare acqua, quali erbe mangiare, dove nascondersi quando sentiva pericolo.</p>
<p data-start="2721" data-end="2768">«Perché mi aiuti?» chiese un giorno California.</p>
<p data-start="2770" data-end="2805">Il vecchio lupo abbassò lo sguardo.</p>
<p data-start="2807" data-end="2879">«Perché il mondo è già abbastanza crudele… non voglio esserlo anche io.»</p>
<p data-start="2881" data-end="2910">California si avvicinò piano.</p>
<p data-start="2912" data-end="2948">Per la prima volta, non aveva paura.</p>
<p data-start="2950" data-end="2972">La verità sugli uomini</p>
<p data-start="2974" data-end="3038">Un giorno, nascosti tra gli alberi, osservarono di nuovo l’uomo.</p>
<p data-start="3040" data-end="3085">Stava lasciando del cibo vicino a una radura.</p>
<p data-start="3087" data-end="3118">«Per chi è?» chiese California.</p>
<p data-start="3120" data-end="3137">Burney lo guardò.</p>
<p data-start="3139" data-end="3148">«Per me.»</p>
<p data-start="3150" data-end="3177">California rimase sorpreso.</p>
<p data-start="3179" data-end="3206">«Ma… allora non è cattivo!»</p>
<p data-start="3208" data-end="3232">Burney annuì lentamente.</p>
<p data-start="3234" data-end="3302">«Non tutti lo sono. Alcuni distruggono… altri cercano di rimediare.»</p>
<p data-start="3304" data-end="3347">California guardò l’uomo con occhi diversi.</p>
<p data-start="3349" data-end="3391">Forse il mondo non era solo bianco o nero.</p>
<p data-start="3393" data-end="3420">Forse… era fatto di scelte.</p>
<p data-start="3422" data-end="3433">Il pericolo</p>
<p data-start="3435" data-end="3482">Un giorno, però, il villaggio arrivò nel bosco.</p>
<p data-start="3484" data-end="3491">Uomini.</p>
<p data-start="3493" data-end="3500">Rumore.</p>
<p data-start="3502" data-end="3509">Fucili.</p>
<p data-start="3511" data-end="3540">«C’è un lupo qui!» gridavano.</p>
<p data-start="3542" data-end="3561">Burney capì subito.</p>
<p data-start="3563" data-end="3591">«Devi scappare, California.»</p>
<p data-start="3593" data-end="3612">«No! Vieni con me!»</p>
<p data-start="3614" data-end="3646">Il vecchio lupo scosse la testa.</p>
<p data-start="3648" data-end="3691">«Io sono il loro bersaglio. Tu sei libero.»</p>
<p data-start="3693" data-end="3711">California pianse.</p>
<p data-start="3713" data-end="3732">«Tu sei mio amico…»</p>
<p data-start="3734" data-end="3773">Burney gli leccò la testa con dolcezza.</p>
<p data-start="3775" data-end="3853">«E tu sei la prova che anche ciò che sembra impossibile… può diventare reale.»</p>
<p data-start="3855" data-end="3864">La scelta</p>
<p data-start="3866" data-end="3888">California non scappò.</p>
<p data-start="3890" data-end="3897">Rimase.</p>
<p data-start="3899" data-end="3950">E quando gli uomini arrivarono, uscì allo scoperto.</p>
<p data-start="3952" data-end="3994">«Fermatevi!» sembravano dire i suoi occhi.</p>
<p data-start="3996" data-end="4064">L’uomo che portava il cibo riconobbe Burney… e poi vide l’agnellino.</p>
<p data-start="4066" data-end="4096">«Aspettate!» gridò agli altri.</p>
<p data-start="4098" data-end="4113">Ci fu silenzio.</p>
<p data-start="4115" data-end="4142">Un lungo, fragile silenzio.</p>
<p data-start="4144" data-end="4225">«Guardate…» disse piano. «Se fosse pericoloso… quell’agnellino non sarebbe vivo.»</p>
<p data-start="4227" data-end="4252">Gli uomini si guardarono.</p>
<p data-start="4254" data-end="4291">Poi, lentamente… abbassarono le armi.</p>
<p data-start="4293" data-end="4308">Un nuovo inizio</p>
<p data-start="4310" data-end="4342">Da quel giorno, qualcosa cambiò.</p>
<p data-start="4344" data-end="4375">L’uomo continuò a portare cibo.</p>
<p data-start="4377" data-end="4404">Burney non fu più cacciato.</p>
<p data-start="4406" data-end="4449">E California… trovò il suo posto nel mondo.</p>
<p data-start="4451" data-end="4473">Non più nel villaggio.</p>
<p data-start="4475" data-end="4494">Non solo nel bosco.</p>
<p data-start="4496" data-end="4550">Ma in un luogo fatto di fiducia, coraggio… e amicizia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La marmotta e il riccio postino</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/il-riccio-gentile-e-la-marmotta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sanja Rotim]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[marmotta]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[riccio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tiraccontounafiaba.it/?p=11120</guid>

					<description><![CDATA[Una tenera storia nel bosco che racconta come la gentilezza e il rispetto possano conquistare il cuore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="178">Sulla cima di una montagna c’era un fitto bosco dove abitavano molti animali. In questo mondo speciale tutti gli abitanti avevano un ruolo preciso.</p>
<p data-start="180" data-end="771">Il riccio faceva da postino. Girava in bicicletta e distribuiva la posta agli altri animali. Era sempre indaffarato, perché le lettere e le bollette erano tante ogni giorno. Il riccio era un tipo molto educato e raffinato, vestito sempre in modo elegante. Mentre lavorava portava sempre una cravatta che gli stava molto bene. Gli dava forse un aspetto un po’ troppo serio per la sua età, ma era contento così. Anche quando si esprimeva usava sempre parole colme di attenzioni e riguardo per gli altri: per favore, grazie, mi permetta, mi consenta, mi scusi eccetera, il che non era da tutti.</p>
<p data-start="773" data-end="1400">In questo bosco abitava anche una bella marmotta. Tutti sapevano quanto fosse carina e molti animali erano invaghiti di lei. Tra loro c’era anche il riccio postino. Era sempre in attesa che alla marmotta arrivasse qualche lettera, bolletta o un pacco da consegnare. Ma non aveva mai avuto il coraggio di chiederle di uscire perché era molto timido. Naturalmente la marmotta si era accorta della sua cotta, perché diventava sempre rosso quando le parlava e a volte persino balbettava. A lei sembrava simpatico e una volta gli chiese di uscire insieme, perché sospettava che il timido riccio non avrebbe mai fatto il primo passo.</p>
<p data-start="1402" data-end="1494">Come era felice il riccio, anche se avrebbe preferito che la proposta fosse arrivata da lui.</p>
<p data-start="1496" data-end="1570">“Solo a passeggiare un po’, così a fare due passi insieme”, gli disse lei.</p>
<p data-start="1572" data-end="1656">“Naturalmente, anch’io volevo dirti la stessa cosa”, rispose il riccio allegramente.</p>
<p data-start="1658" data-end="1994">Si misero d’accordo di uscire un giorno dopo il lavoro e fu la passeggiata più bella che il riccio avesse mai fatto in vita sua. Chiacchieravano di tante cose, avevano molti interessi in comune. Quando arrivò il momento di salutarsi, il riccio le mise istintivamente il braccio intorno alle spalle e lei, infastidita, si mise a gridare:</p>
<p data-start="1996" data-end="2190">“Che cosa fai, non vedi che mi pungi, imbranato che non sei altro? Mi hai fatto male, la mia pelliccia è delicata, non ti rendi conto?”, era furibonda. Il riccio rimase molto male dell’accaduto.</p>
<p data-start="2192" data-end="2385">“Mi permetti di scusarmi, marmotta, l’ho fatto senza pensarci. Tra noi ricci ci salutiamo così e mi sono persino dimenticato che sono ricoperto di aghi”, il riccio cercò di spiegare l’accaduto.</p>
<p data-start="2387" data-end="2458">Ma la marmotta non ne volle sapere delle sue scuse e continuò a urlare:</p>
<p data-start="2460" data-end="2495">“Trovati qualcun’altra da pungere”.</p>
<p data-start="2497" data-end="2606">“Sono desolato, marmotta, non lo faccio più, te lo prometto”, cercò di convincerla, scusandosi ripetutamente.</p>
<p data-start="2608" data-end="2690">Ma lei tornò indietro senza neanche salutare e il riccio rimase molto, molto male.</p>
<p data-start="2692" data-end="2832">Così passarono alcuni giorni e il castoro invitò la marmotta a uscire con lui. Di sicuro non era timido come il riccio. La marmotta accettò.</p>
<p data-start="2834" data-end="2867">“Almeno lui non punge”, si disse.</p>
<p data-start="2869" data-end="2972">Così si incontrarono per stare un po’ insieme. Ma improvvisamente il castoro iniziò a fare le puzzette.</p>
<p data-start="2974" data-end="3068">“Ma ti pare una cosa da fare davanti a me, che sono una signorina?” la marmotta era incredula.</p>
<p data-start="3070" data-end="3199">“Cosa ti lamenti, marmotta, ho mangiato pesante. Perché, ti dà fastidio? Non sei mica una principessa”, le disse senza imbarazzo.</p>
<p data-start="3201" data-end="3269">“Me lo chiedi pure, vergognati!”, gli urlò la marmotta e se ne andò.</p>
<p data-start="3271" data-end="3341">“Ma guarda questa, presuntuosa”, le gridava dietro il castoro, offeso.</p>
<p data-start="3343" data-end="3519">Alla marmotta venne in mente il riccio e pensò a come si comportasse sempre in modo così educato ma anche piacevole. Di sicuro lui non le avrebbe risposto così maleducatamente.</p>
<p data-start="3521" data-end="3988">La marmotta era attraente e, vedendola libera, anche gli altri animali provarono a conquistarla. Fu la volta del coniglio e la marmotta accettò di uscire con lui. Mentre parlava, il coniglio in continuazione muoveva il naso, che era una cosa un po’ fastidiosa per la marmotta. Ma quando iniziò a fare i ruttini, lei se ne andò senza dire niente. E ancora una volta si ricordò del riccio e dei suoi modi educati. Anche il coniglio le gridava dietro dicendo cattiverie.</p>
<p data-start="3990" data-end="4317">Quando la marmotta uscì con lo scoiattolo, le girava la testa perché lui camminava a zig-zag accanto a lei e in più diceva un sacco di parolacce. Dopo di lui la marmotta uscì anche con il gufo, che in continuazione girava la testa all’indietro facendo versi strani e parlava anche con qualcun altro mentre era in sua compagnia.</p>
<p data-start="4319" data-end="4705">“Basta, non voglio più uscire con nessuno, sono tutti così maleducati”, pensò la marmotta. Però le venne in mente che l’unico animale educato e gentile era il riccio. Iniziò a pensare a lui e a chiedersi se le avesse veramente fatto così male con i suoi aghi. Ma sapeva anche che lui non avrebbe di sicuro avuto il coraggio di invitarla nuovamente a uscire dopo quello che era successo.</p>
<p data-start="4707" data-end="4819">Un bel giorno arrivò una lettera per la marmotta e il riccio si trovò di nuovo davanti a lei, tutto imbarazzato.</p>
<p data-start="4821" data-end="4941">“Buongiorno, marmotta. Dovrei consegnarti questa lettera, se permetti. Vado via subito, spero di non averti disturbato.”</p>
<p data-start="4943" data-end="4985">Ma prima che se ne andasse, lei gli disse:</p>
<p data-start="4987" data-end="5033">“E se facciamo un’altra passeggiata insieme?”.</p>
<p data-start="5035" data-end="5076">Il riccio quasi non svenne dall’emozione.</p>
<p data-start="5078" data-end="5110">“Mi piacerebbe molto, marmotta.”</p>
<p data-start="5112" data-end="5413">Così uscirono di nuovo insieme e passarono un pomeriggio divertente, apprezzando la compagnia reciproca. Ma quando fu il momento di salutarsi, il riccio di nuovo, inavvertitamente, mise il suo braccio intorno alle spalle della marmotta ma, appena si rese conto di cosa stava facendo, lo ritirò subito.</p>
<p data-start="5415" data-end="5595">“Mi scuso sinceramente, marmotta, puoi perdonarmi? Mi sono dimenticato ancora dei miei aghi. Potrai mai perdonarmi? Sono proprio un disastro”, disse con gli occhi pieni di lacrime.</p>
<p data-start="5597" data-end="5745">“Riccio, hai forse arrotondato le punte dei tuoi aghi? A me non punge più niente, non mi fanno neanche solletico”, gli disse la marmotta sorridendo.</p>
<p data-start="5747" data-end="5792">“Non l’ho fatto”, rispose sorpreso il riccio.</p>
<p data-start="5794" data-end="5935">Da allora continuarono a frequentarsi e, dopo qualche anno, si sposarono. Fu una bella cerimonia, anche se alcuni animali invidiosi dicevano:</p>
<p data-start="5937" data-end="5984">“Ma che cosa fa una bella così con quello lì?”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL Granchio e il Mare.</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/il-piccolo-granchio-e-il-mare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Rita Formica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[granchio]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[onde]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>
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					<description><![CDATA[Una tenera poesia su un granchio e l’incontro con i bambini, tra gioco, paura e gentilezza sulla spiaggia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="217">Ho due occhietti e un corpo duro e leggero,<br data-start="74" data-end="77" />di esser crostaceo sono assai fiero.<br data-start="113" data-end="116" />Mi muovo furtivo tra le onde, temendo rappresaglie,<br data-start="167" data-end="170" />per questo ho due grandi chele come tenaglie.</p>
<p data-start="219" data-end="455">Mi nascondo sotto i fondali in mucchietti di sabbia come bottoni,<br data-start="284" data-end="287" />quando vedo giungere gli uomini e i loro grandi piedoni.<br data-start="343" data-end="346" />Scappo, mi nascondo, corro anche all’incontrario<br data-start="394" data-end="397" />e svolgo questa attività in tutti i mesi del calendario.</p>
<p data-start="457" data-end="627">D’estate mi muovo spesso, c’è più lavoro&#8230;<br data-start="500" data-end="503" />perché gli uomini cercano nel mare un fresco ristoro!<br data-start="556" data-end="559" />&#8230;allora fuggo qui e fuggo là,<br data-start="590" data-end="593" />non sto fermo mai: non è novità!</p>
<p data-start="629" data-end="788">Sono anche un segno zodiacale<br data-start="658" data-end="661" />e per farmi pubblicità non è poi tanto male!<br data-start="705" data-end="708" />Per finire, alle volte, casco nei secchielli<br data-start="752" data-end="755" />di quei sorridenti bimbi belli,</p>
<p data-start="790" data-end="941">che, credendomi un nuovo giochino,<br data-start="824" data-end="827" />mi fan spesso il solletichino.<br data-start="857" data-end="860" />E allora grido con bolle a bocca piena,<br data-start="899" data-end="902" />guardando triste lassù la luna piena.</p>
<p data-start="943" data-end="1022">&#8220;Libertatemi veloci nell’acqua di sale,<br data-start="982" data-end="985" />la mamma mia è solo questo mare!!!&#8221;</p>
<p data-start="1024" data-end="1186">I fanciulli mi guardano con tenerezza,<br data-start="1062" data-end="1065" />perché conoscono dell’acqua la freschezza.<br data-start="1107" data-end="1110" />Il loro cuore è generoso come un fiore<br data-start="1148" data-end="1151" />perché conoscono la parola amore.</p>
<p data-start="1188" data-end="1356">Delicatamente mi ripongono nel fondale sabbioso,<br data-start="1236" data-end="1239" />luogo di pace e non rumoroso.<br data-start="1268" data-end="1271" />&#8220;Grazie!!&#8221; dico loro con sorriso sincero.<br data-start="1312" data-end="1315" />Parola di granchio&#8230; un granchio vero!</p>
<p data-start="1358" data-end="1452">Le parole gentili sono come preghiere<br data-start="1395" data-end="1398" />che sciolgono il gelo e superano tutte le frontiere.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fil-piccolo-granchio-e-il-mare.html&amp;linkname=IL%20Granchio%20e%20il%20Mare." title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fil-piccolo-granchio-e-il-mare.html&amp;linkname=IL%20Granchio%20e%20il%20Mare." title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_pinterest" href="https://www.addtoany.com/add_to/pinterest?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fil-piccolo-granchio-e-il-mare.html&amp;linkname=IL%20Granchio%20e%20il%20Mare." title="Pinterest" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fil-piccolo-granchio-e-il-mare.html&amp;linkname=IL%20Granchio%20e%20il%20Mare." title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fil-piccolo-granchio-e-il-mare.html&amp;linkname=IL%20Granchio%20e%20il%20Mare." title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fil-piccolo-granchio-e-il-mare.html&#038;title=IL%20Granchio%20e%20il%20Mare." data-a2a-url="https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/il-piccolo-granchio-e-il-mare.html" data-a2a-title="IL Granchio e il Mare."></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un micio di nome Meo</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/meo-gatto-speciale-fiaba-diversita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Cuomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[fattoria]]></category>
		<category><![CDATA[fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[gatto]]></category>
		<category><![CDATA[nebbia]]></category>
		<category><![CDATA[unicità]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
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					<description><![CDATA[Una tenera storia sulla diversità e il coraggio, dove un piccolo gatto scopre che ciò che lo rende unico può salvare gli altri.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="160">C’era una volta, in una piccola fattoria circondata da colline morbide e profumate di lillà, un micio molto speciale di nome Meo.</p>
<p data-start="162" data-end="420">Meo non era un gatto come tutti gli altri. Aveva il pelo soffice, color miele, e due occhioni grandi e curiosi che brillavano più delle stelle. Ma la cosa strana di lui era un’altra: invece di dire “Miao!” come tutti i gatti… diceva sempre e soltanto “Meo!”.</p>
<p data-start="422" data-end="496">All’inizio, gli altri animali del villaggio trovarono la cosa molto buffa.</p>
<p data-start="498" data-end="541">“Fai un verso strano!” ridevano le galline.</p>
<p data-start="543" data-end="582">“Non si dice così!” nitriva il cavallo.</p>
<p data-start="584" data-end="673">Anche i gatti del vicinato scuotevano la testa: “Un vero gatto dice ‘Miao!’, non ‘Meo!’”.</p>
<p data-start="675" data-end="754">Meo, però, non si arrabbiava: sorrideva e rispondeva con il suo solito e dolce:</p>
<p data-start="756" data-end="762">“Meo!”</p>
<p data-start="764" data-end="813">Un giorno, però, accadde qualcosa di inaspettato.</p>
<p data-start="815" data-end="1079">Un temporale e un fitto nebbione avvolsero il paese. Era così denso che nessuno riusciva più a vedere la strada di casa. Gli animali si spaventarono: le pecore si persero, le galline non trovavano il pollaio e perfino il cane del fattore non riusciva a orientarsi.</p>
<p data-start="1081" data-end="1147">Meo, che era piccolo ma molto coraggioso, decise di aiutare tutti.</p>
<p data-start="1149" data-end="1210">Saltò su una roccia alta e cominciò a miagolare ad alta voce:</p>
<p data-start="1212" data-end="1231">“Meo! Meo! Meeeoo!”</p>
<p data-start="1233" data-end="1371">Il suo verso, diverso da tutti gli altri, attraversava la nebbia in modo chiaro e riconoscibile. Non si confondeva con nessun altro suono.</p>
<p data-start="1373" data-end="1431">“Sentite?” disse una mucca. “È Meo! Seguiamo quella voce!”</p>
<p data-start="1433" data-end="1652">Uno dopo l’altro, tutti gli animali iniziarono a seguire quel suono unico. Le galline si avvicinarono, poi le capre, poi il cane del fattore… finché, guidati dal “meo” di Meo, tornarono tutti sani e salvi alla fattoria.</p>
<p data-start="1654" data-end="1751">Quando la nebbia finalmente si dissolse, gli animali si guardarono tra loro e poi guardarono Meo.</p>
<p data-start="1753" data-end="1798">“Il tuo ‘Meo!’ ci ha salvati!” disse il cane.</p>
<p data-start="1800" data-end="1888">“Se fosse stato un normale ‘Miao!’, non ti avremmo riconosciuto!” aggiunsero le galline.</p>
<p data-start="1890" data-end="1994">Tutti gli animali, impauriti ma felici, applaudirono il loro salvatore con baci e tanti, tanti abbracci.</p>
<p data-start="1996" data-end="2151">Da quel giorno, nessuno prese più in giro Meo. Anzi, tutti impararono una cosa importante: essere diversi non è un difetto… ma può essere un dono speciale.</p>
<p data-start="2153" data-end="2250">Perché la vera ricchezza di una società è nel riuscire a far convivere le differenze senza paura.</p>
<p data-start="2252" data-end="2258">E Meo?</p>
<p data-start="2260" data-end="2385">Lui continuò a gironzolare felice tra le sue colline morbide e profumate di lillà, salutando tutti con il suo inconfondibile:</p>
<p data-start="2387" data-end="2393">“Meo!”</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oreste il fotografo delle nuvole</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/oreste-il-fotografo-delle-nuvole.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Cuomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 11:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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		<category><![CDATA[osservazione]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[vecchietto]]></category>
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					<description><![CDATA[Oreste fotografa le nuvole e insegna a guardare il cielo con fantasia, scoprendo forme, emozioni e piccoli messaggi di pace.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="254">Oreste è un simpatico vecchietto che passa le sue giornate a fotografare le nuvole.<br data-start="114" data-end="117" />Ciao Oreste! Ma perché fotografi solo le nuvole? Con un sorriso mi risponde: perché ogni nuvola, se la guardi bene, rappresenta qualcosa.</p>
<p data-start="256" data-end="468">Ed è vero, non ci facciamo caso, ma se guardiamo con attenzione, veramente rappresenta qualcosa. Guarda Oreste, quella nuvola sembra un cagnolino che rincorre una palla. Sì! È Fagottino, lo vedo spesso nel cielo.</p>
<p data-start="470" data-end="665">Guarda quelle altre, sembrano tante pecorelle… bello! Guarda quella, è una mucca con il vitellino, che ridere… Lentamente, come in una processione, le nuvole discutono tra di loro e io le saluto.</p>
<p data-start="667" data-end="848">A volte le vedo arrabbiate: dal bianco colore che sono diventano nere e corrono a più non posso. Non hanno forma, ma fanno un po’ paura. Le sento litigare tra di loro rumorosamente.</p>
<p data-start="850" data-end="1048">Ma poi, come amichette dispettose, incominciano a piangere. Il vento, con il suo soffiare, colora il brutto tempo di azzurro e il nostro amico sole risplende di nuovo e asciuga le lacrime del cielo.</p>
<p data-start="1050" data-end="1233">Ciao Oreste! Mi ha fatto piacere parlare con te, mi sono divertito tanto. Nel rientro a casa guardo le nuvole, ma che cosa strana… una nuvoletta piccola, piccola sembra che mi saluti.</p>
<p data-start="1235" data-end="1439">Ciao nuvoletta, porta il tuo saluto al mondo, che il tuo saluto possa essere un segno di fratellanza, ad aiutare chi ha bisogno e a riscoprire le meraviglie del creato, per una pace duratura tra i popoli.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Foreste-il-fotografo-delle-nuvole.html&amp;linkname=Oreste%20il%20fotografo%20delle%20nuvole" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Foreste-il-fotografo-delle-nuvole.html&amp;linkname=Oreste%20il%20fotografo%20delle%20nuvole" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_pinterest" href="https://www.addtoany.com/add_to/pinterest?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Foreste-il-fotografo-delle-nuvole.html&amp;linkname=Oreste%20il%20fotografo%20delle%20nuvole" title="Pinterest" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Foreste-il-fotografo-delle-nuvole.html&amp;linkname=Oreste%20il%20fotografo%20delle%20nuvole" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Foreste-il-fotografo-delle-nuvole.html&amp;linkname=Oreste%20il%20fotografo%20delle%20nuvole" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Foreste-il-fotografo-delle-nuvole.html&#038;title=Oreste%20il%20fotografo%20delle%20nuvole" data-a2a-url="https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/oreste-il-fotografo-delle-nuvole.html" data-a2a-title="Oreste il fotografo delle nuvole"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La tazza del tasso</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/la-tazza-del-tasso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Orsola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 10:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[ingegno]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[quotidianità]]></category>
		<category><![CDATA[tasso]]></category>
		<category><![CDATA[volpe]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tasso Cocco va nel bosco con una tazza e incuriosisce tutti gli animali. Una storia semplice e gentile su piccole idee che aiutano ogni giorno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="236">Un giorno il tasso Cocco decise di andare nel bosco con una tazza, e tutti incuriositi si chiesero il motivo. La volpe pensò che servisse per lavarsi, la tartaruga per bere, la lepre per i frutti di bosco.</p>
<p data-start="238" data-end="341">Per esaudire la curiosità, la volpe gli chiese:<br data-start="285" data-end="288" />Cocco, amico mio, perché vai nel bosco con una tazza?</p>
<p data-start="343" data-end="504">Mia cara, mi serve per lavare i frutti di bosco e altro cibo. Ho mal di schiena e devo chinarmi, sento molto dolore. In questo modo è più semplice, spiegò Cocco.</p>
<p data-start="506" data-end="640">Giorni dopo anche la volpe usò una tazza, e anche la tartaruga e altri animali. Il tasso era divertito: aveva così inventato una moda.</p>
<p data-start="642" data-end="784">Nel bosco piccole accortezze sono utili. Piccoli rimedi facilitano la vita di tutti i giorni, pensò poi tra sé Cocco mangiando i suoi lamponi.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fla-tazza-del-tasso.html&amp;linkname=La%20tazza%20del%20tasso" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fla-tazza-del-tasso.html&amp;linkname=La%20tazza%20del%20tasso" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_pinterest" href="https://www.addtoany.com/add_to/pinterest?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fla-tazza-del-tasso.html&amp;linkname=La%20tazza%20del%20tasso" title="Pinterest" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fla-tazza-del-tasso.html&amp;linkname=La%20tazza%20del%20tasso" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fla-tazza-del-tasso.html&amp;linkname=La%20tazza%20del%20tasso" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.tiraccontounafiaba.it%2Ffiabe%2Fvarie%2Fla-tazza-del-tasso.html&#038;title=La%20tazza%20del%20tasso" data-a2a-url="https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/la-tazza-del-tasso.html" data-a2a-title="La tazza del tasso"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Cipollini e i Topollini</title>
		<link>https://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/i-cipollini-e-i-topollini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sanja Rotim]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 10:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[topolini]]></category>
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					<description><![CDATA[Due famiglie vivono nella stessa casa senza saperlo. Una fiaba tenera e originale sul superare i pregiudizi e vivere insieme felici.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="31" data-end="521">Nella stessa casa abitavano due famiglie, la famiglia Cipollini e la famiglia Topollini.<br data-start="119" data-end="122" />La particolarità di questa casa era che Fabio e Carmela Topollini sapevano perfettamente che abitavano nella stessa casa con i signori Cipollini, ma il signor Guido e la signora Rita ignoravano l’esistenza dell’altra famiglia sotto il loro tetto.<br data-start="368" data-end="371" />I Topollini avevano allestito il loro appartamentino attraversando una feritoia nel muro.<br data-start="460" data-end="463" />Erano due topolini, come probabilmente si era già intuito.</p>
<p data-start="523" data-end="839">Quando i Cipollini uscivano di casa, allora i Topollini si impadronivano dei loro spazi.<br data-start="611" data-end="614" />A Fabio piaceva molto accomodarsi nella poltrona del signor Guido, mettere i suoi occhiali e leggere il suo giornale.<br data-start="731" data-end="734" />Invece Carmela diventava la regina della cucina: tirava fuori tutti quegli utensili, impastava la farina…</p>
<p data-start="841" data-end="1101">La cosa migliore per la famiglia Topollini era quando i signori Cipollini erano in vacanza.<br data-start="932" data-end="935" />Allora non dovevano pensare di risistemare tutto in fretta.<br data-start="994" data-end="997" />Però, quando erano soli, sentivano la mancanza dei loro amici grandi, perché ormai si erano affezionati.</p>
<p data-start="1103" data-end="1458">Succedeva spesso che il signor Guido si lamentasse con la signora Rita e viceversa.<br data-start="1186" data-end="1189" />“Perché tocchi sempre le mie cose? Sposti sempre le ciabatte, non le trovo mai. Anche gli occhiali, li lascio in un posto e poi non ci sono più.”<br data-start="1334" data-end="1337" />“Non sono stata io. Piuttosto tu, cosa frughi sempre nei cassetti della cucina? Che cosa cerchi? Vorrei proprio saperlo.”</p>
<p data-start="1460" data-end="1668">Questi discorsi erano molto frequenti.<br data-start="1498" data-end="1501" />I topi si sentivano un po’ imbarazzati, sapendo che era colpa loro.<br data-start="1568" data-end="1571" />Pensavano sempre a rimettere tutto a posto, ma evidentemente qualcosa sfuggiva al loro controllo.</p>
<p data-start="1670" data-end="2047">Dopo l’ennesima discussione, i signori Cipollini avevano deciso di andare dallo psicologo.<br data-start="1760" data-end="1763" />Raccontarono tutta la storia e lo psicologo giunse alla conclusione che tutti e due erano un po’ stressati e dovevano fare una lunga vacanza.<br data-start="1904" data-end="1907" />Infatti avevano un lavoro molto impegnativo, sia lui che lei.<br data-start="1968" data-end="1971" />Rita era una maestra d’asilo e Guido un dirigente di una ditta molto grande.</p>
<p data-start="2049" data-end="2306">Così, accettando il consiglio dello psicologo, andarono al mare per due settimane.<br data-start="2131" data-end="2134" />Come se la erano spassata Fabio e Carmela!<br data-start="2176" data-end="2179" />Lei sempre a cucinare i manicaretti, lui beato in poltrona a guardare le partite.<br data-start="2260" data-end="2263" />Anche se iniziavano a sentirsi un po’ soli.</p>
<p data-start="2308" data-end="2724">Quando finalmente tornarono dal mare, speranzosi che i problemi fossero superati, i signori Cipollini invece ricominciarono con le solite liti e discussioni.<br data-start="2465" data-end="2468" />“Io non ti capisco proprio, Guido, cosa hai cercato nella mia borsetta per il trucco?”<br data-start="2554" data-end="2557" />“E dimmi tu, perché hai usato la mia schiuma da barba? E ancora, hai spostato gli occhiali: stamattina sono quasi arrivato in ritardo al lavoro perché non li trovavo.”</p>
<p data-start="2726" data-end="3231">Era ritornata la solita vita di incomprensioni e, dopo un po’ di tempo, stavano seriamente pensando di separarsi.<br data-start="2839" data-end="2842" />“Dobbiamo fare qualcosa per salvare il loro matrimonio. E poi è tutta colpa nostra, ma non possiamo ammetterlo perché ci sbatterebbero fuori. Scervellati, Carmela, cosa possiamo fare?”<br data-start="3026" data-end="3029" />“Cosa ne pensi di comprare quel libro che il signor Guido desiderava tanto e quella stoffa che voleva la signora Rita per la gonna? Prepariamo i regali, così penseranno che uno abbia pensato all’altro.”</p>
<p data-start="3233" data-end="3654">Così topo Fabio procurò quello che gli aveva raccomandato Carmela e anche la carta da regalo per preparare i pacchi.<br data-start="3349" data-end="3352" />Carmela era una brava sarta e nella sua stanzetta segreta aveva una minuscola macchina da cucire.<br data-start="3449" data-end="3452" />Confezionò la gonna con il tessuto che desiderava la signora Rita.<br data-start="3518" data-end="3521" />Dopo aver incartato anche il libro per il signor Guido, avevano sistemato i regali nei posti dove potevano essere trovati facilmente.</p>
<p data-start="3656" data-end="3972">“Caro, ma che bella sorpresa, ti sei ricordato della gonna che volevo. Che gesto carino, sono quasi commossa.”<br data-start="3766" data-end="3769" />Lui non ebbe il tempo di replicare perché si era trovato in mano il libro tanto atteso.<br data-start="3856" data-end="3859" />Quanto lo desiderava leggere, ma non aveva mai avuto il tempo di cercarlo.<br data-start="3933" data-end="3936" />“Grazie, cara”, e le diede un bacio.</p>
<p data-start="3974" data-end="4192">Tutti e due dimenticarono la stranezza di questa faccenda, ma smisero di essere scontrosi a vicenda.<br data-start="4074" data-end="4077" />Anche la separazione sembrava una cosa dimenticata.<br data-start="4128" data-end="4131" />Invece, nella casetta piccola dietro al muro, si festeggiava.</p>
<p data-start="4194" data-end="4387">“Cos’è questo rumore qua sotto?”, la signora Rita si era piegata per vedere.<br data-start="4270" data-end="4273" />“Oh, mio Dio, Guido, abbiamo i topi in casa. Prendi una scopa, veloce.”<br data-start="4344" data-end="4347" />“Topi? In casa nostra, non è possibile.”</p>
<p data-start="4389" data-end="4624">Si era piegato per sbirciare dentro ed era rimasto di stucco.<br data-start="4450" data-end="4453" />C’era la carta da regalo, la stessa con cui erano incartati i loro regali.<br data-start="4527" data-end="4530" />E anche una macchina da cucire.<br data-start="4561" data-end="4564" />Loro due si erano guardati sbigottiti.<br data-start="4602" data-end="4605" />Ma erano solo topi!</p>
<p data-start="4626" data-end="4802">In quel momento i signori Cipollini si erano resi conto che avevano avuto dei pregiudizi sbagliati.<br data-start="4725" data-end="4728" />E da quella volta decisero di non voler mai più ripetere lo stesso errore.</p>
<p data-start="4804" data-end="5068">Cosa è successo dopo?<br data-start="4825" data-end="4828" />Vi dico che la famiglia Topollini non è più clandestina e non abita più nell’apertura del muro, ma ha una sua stanza.<br data-start="4945" data-end="4948" />Carmela ha anche il suo studio per cucire.<br data-start="4990" data-end="4993" />Fabio e Guido guardano insieme le partite, Carmela e Rita cucinano insieme.</p>
<p data-start="5070" data-end="5210">Si può dire che non esistono più due famiglie sotto quel tetto, ma una sola: una famiglia “allargata”, molto originale e soprattutto felice.</p>
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