<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><!-- generator="FeedCreator 1.8.0-dev (info@mypapit.net)" --><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0">
    <channel>
        <title>Ti racconto una fiaba</title>
        <description><![CDATA[Tutte le fiabe di "Ti racconto una fiaba", iscriviti al feed e resta aggiornato!]]></description>
        <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/</link>
        <lastBuildDate>Thu, 31 May 2012 11:55:03 GMT</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.8.0-dev (info@mypapit.net)</generator>
		        <atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/tiraccontounafiaba/raw" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="tiraccontounafiaba/raw" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
            <title>Ed è così bianco come la neve</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/969-bianco-come-neve.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="bianco-come-neve" height="200" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/bianco-come-neve.jpg" /&gt;Dana vive in una palla di vetro. Una di quelle con la neve dentro, che si trovano sotto l’albero la mattina di Natale, di solito regalate da una vecchia zia che non vediamo da troppo tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una casetta che sembra di marzapane, gialla e rossa, con il fumo che esce dal camino. Un abete imbiancato dalla neve finta. Una piccola staccionata di legno chiaro. Una strada deserta che non porta da nessuna parte. È tutto qui il mondo di Dana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lei si sveglia la mattina ed esce dalla piccola porta rossa, alza il viso verso il cielo e la neve chimica le brucia le ciglia. Intorno è tutto silenzio, prova a parlare e la sua voce rimbomba come in una scatola chiusa. Appoggia le mani sul vetro curvo che delimita tutto il suo universo, le palme rivolte verso l’alto. Soffia sul vetro per farlo appannare, scrive piano con il dito qualcosa che nessuno leggerà mai, forse una richiesta d’aiuto, forse una preghiera, forse le parole di una canzone che le sembra di aver sognato la notte scorsa, una cosa completamente senza senso ora che ci pensa, dato che non esistono canzoni né musica di alcun genere lì dentro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non esiste niente, solo neve neve neve e aghi di pino schiacciati per terra. Non esiste niente, solo lei stessa e la sua bianca solitudine che la avvolge come una coperta.&lt;br /&gt; Ogni tanto qualcuno capovolge la palla di vetro e lei si ritrova a testa in giù, così, da un momento all’altro. L’unica emozione che potrà mai provare in tutta la sua vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dana non sopporta più niente, di tutto questo. Non sopporta più la neve, il silenzio, la pace che c’è. Non riesce ad accettare di non doversi mai mettere alla prova, lottare, provare delusioni, cadere e rialzarsi. Il bianco accecante che la circonda le fa male agli occhi. Sa che nessun sole asciugherà mai le sue lacrime di ghiaccio. Odia avere il mondo a un passo e non poterlo mai raggiungere, separata da una sottilissima parete di vetro. Vorrebbe un sole forte e cattivo che sciogliesse di colpo tutta la neve, sentirla svanire sotto le sue dita che lentamente riacquistano calore. Vorrebbe vedere di che colore è la terra sotto quel manto bianco che la soffoca, se ci sono dei fiori, magari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certe volte vorrebbe solo che qualcuno, distratto, mentre spolvera la sua prigione di cristallo, inavvertitamente la faccia cadere per terra. Passa ore a immaginare il suono del vetro che si rompe in mille pezzi a contatto col pavimento, così terribile e liberatorio allo stesso tempo. Allora forse potrebbe rialzarsi, un po’ intontita dalla caduta certo, ma libera, finalmente. Con qualche fiocco ancora tra i capelli e le mani arrossate e gelide, camminare per la prima volta in una strada che, anche se non si sa dove va a finire, porta sicuramente da qualche altra parte. E mentre aspetta, seguita a sognare, seduta in un angolo con le braccia intorno alle ginocchia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E intanto la neve continua a cadere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UY3tVAedz6VDZHueFF55UXl1UyM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UY3tVAedz6VDZHueFF55UXl1UyM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UY3tVAedz6VDZHueFF55UXl1UyM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UY3tVAedz6VDZHueFF55UXl1UyM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> maddalena.ramolini@tin.it (Maddalena Ramolini)</author>
            <pubDate>Wed, 30 May 2012 11:06:18 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/969-bianco-come-neve.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Nuvola, Pietra di Luna e l’Amore</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/968-nuvola-pietra-luna-amore.html</link>
            <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="nuvola-pietra-luna-amore" height="201" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/nuvola-pietra-luna-amore.png" /&gt;Nel bosco di Lilybets si estendeva, un tempo molto molto lontano, un territorio famoso perche’ composto in profondita’ da una roccia preziosa e molto dura. Le marmotte “scavatrici”, che commerciavano da generazioni ogni tipo di pietra, marmo e granito in tutto il Regno del Nord avevano da decenni messo gli occhi su quel tesoro e tante volte si erano date da fare per lavorarlo. Pero’,&amp;nbsp; pur essendo tecnici molto preparati, erano sempre stati costrette ad arrendersi: piu’ volte al giorno, infatti, si udiva in ogni angolo del bosco “Strrrrrrrrrrrrrrrrrr.......ROOOOOOOORRRRR...TACK “ che indicava, in successione, la fase di primo stridolio dell’attrezzo sulla pietra, il tentativo di spezzarla ed, infine, il tonfo netto della punta che si spezzava improvvisamente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Quella roccia pura ed inattaccabile, cosi’, continuava a rimanere li’ sola ed annoiata, finche’, un giorno, una nuvola carica di pioggia prese ad osservarla incuriosita e decise di rimanervi sopra per un po’. La pioggia scendeva ora leggera, come una dolce fresca carezza, ora violenta e gelida e, con il tempo, Pietra di Luna e Nuvola strinsero un’incantevole amicizia.Nuvola raccontava all’amica di paesi lontani abitati da bimbi e dall’allegria che solo la loro innocenza sa donare, da amanti sinceri ed appassionati e da generosi anziani che coltivavano con amore la terra nonostante gli acciacchi dovuti all’eta’.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pietra di Luna era sempre stata li’, immobile nelle sue idee e attenta a proteggersi da chiunque volesse modificarla, ma la curiosita’ e’ un’arma piu’ forte di ogni arnese e, giorno dopo giorno, si fa breccia anche negli animi piu’ chiusi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Accadde, cosi’, che un contadino privo anche dei piu’ umili beni&amp;nbsp; ed affascinato dalla bellezza di quel luogo,&amp;nbsp; vi costrui’ una casetta di legno e vi si stabili’ per un inverno.In primavera coltivo’ un lembo di terra, che la nuvola innaffiava periodicamente con amore, e vi nacquero in abbondanza frutti saporiti. Trascorso un anno il contadino, che si era innamorato, decise di costruire per la sua futura famiglia una casetta di pietra e si mise a scavare la buca per le sue fondamenta. Ahime’ anche lui, pero’, si imbatte’ nella roccia dura, pura ed inattaccabile di Pietra di Luna ed una sera, stanco ed arrabbiato, penso’ di arrendersi e lasciare quel luogo che, considerava, ormai, la sua casa, la terra dove crescere i suoi figli ed invecchiare con la donna amata.E pianse a lungo, senza potersi trattenere.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ma la pietra, commossa dai sentimenti puri del buon uomo, decise di farsi piu’ fragile e, cosi’, la mattina seguente il contadino riusci’ a portare a termine una parte dello scavo e lo completo’ in una settimana. Cosi’, Pietra di Luna fu adornata della prima casetta chiara ed il tetto rosso. Nei giorni successivi piovve come mai prima, leggera come neve e scintillante come gemme: non era, infatti, semplice pioggia, ma erano lacrime di commozione di Nuvola che aveva riconosciuto nel gesto di Pietra di Luna il cuore gentile dell’amica.In pochi mesi Pietra di Luna divenne un piccolo e meraviglioso Paesino, ammirato per la sua bellezza e la sua pace.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un giorno, pero’, il&amp;nbsp; vento del &amp;nbsp;Nord e Signore dei Cieli si accorse che Nuvola, resistendogli, &amp;nbsp;sostava da anni sopra quella terra e comincio’ a soffiare e soffiare con violenza inaudita. Nuvola provo’ a resistere, ma, alla fine fu trasportata via lontano. Improvvisamente, pero’, nello stesso istante, Pietra di Luna si trasformo’ in una zolla di roccia capace di viaggiare, sospesa nel cielo, seguendo l’amica nel suo avventuroso viaggio per il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’amore, mostrando la sua immane forza, aveva spezzato tutti i limiti e le catene e reso anche questa magica impresa possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;img alt="nuvola-pietra-luna-amore-hr" height="403" width="400" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/nuvola-pietra-luna-amore-hr.png" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera di Silvano Braido, Tecnica mista su carta 30x30 "L'isola della pioggia ".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wOmDd2SnAczyC90o19hJvRMKphc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wOmDd2SnAczyC90o19hJvRMKphc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wOmDd2SnAczyC90o19hJvRMKphc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wOmDd2SnAczyC90o19hJvRMKphc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> lilybetslu@gmail.com (lilybets)</author>
            <pubDate>Mon, 28 May 2012 11:57:17 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/968-nuvola-pietra-luna-amore.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>L'amicizia</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/967-lamicizia.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin-right: 10px;" alt="amicizia" height="259" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/amicizia.gif" /&gt;Amica mia, ti voglio bene&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ti credo, ti capisco, ti consolo, ti aiuto;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ti ho dato la mia fiducia perchè ho sempre saputo che l'avresti tenuta in una cassaforte&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;con la combinazione del nostro cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;So che quando sono triste mi tieni stretta fra le braccia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e so che quando son felice mi stampi un sorriso negli occhi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;mi fai felice, il mio cuore è sempre accanto al tuo,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;pronto ad esserti vicino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la nostra amicizia, c'è tutto:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;un sole caldo, un cielo sereno, un mondo felice, un sorriso sui visi...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ti conosco meglio degli altri,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;conosco il tuo viso, i tuoi sentimenti, il tuo cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' come se i nostri cuori fossero uniti;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;in un mondo così ,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ogni persona, ha bisogno di un amico, di un'anima gemella;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;se non ci fosse l'amicizia,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;il mondo , sarebbe solo una grotta buia,&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;piena di animali feroci e di orribili insetti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ti voglio un mondo di bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dedicato a: Patrioli Chiara&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lPRgEoPZOimZF30RdoWLJMKlJns/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lPRgEoPZOimZF30RdoWLJMKlJns/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lPRgEoPZOimZF30RdoWLJMKlJns/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lPRgEoPZOimZF30RdoWLJMKlJns/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> elenocchia19@hotmail.it (Genoni Elena)</author>
            <pubDate>Sun, 27 May 2012 12:18:13 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/967-lamicizia.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Lo specchio e il coro delle rane</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/966-specchio-coro-rane.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/specchio-coro-rane.jpg" width="200" height="162" alt="specchio-coro-rane" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;In uno stagno abitato da tantissime rane, piovve un giorno dal cielo uno specchio facendo “&lt;i&gt;splash!”&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che cos’è? Gracidavano spaventate in coro le rane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sappiamo, è un oggetto tagliente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non toccate, non toccate! Gracidavano in coro le rane: potrebbe essere qualcosa di malefico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma da questa parte è liscio, non può far male!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lasciate stare, ordinò il loro Re, potrebbe essere un dono malefico degli Dei invidiosi della nostra straordinaria bellezza e avvenenza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Gli Dei, che se ne stavano tranquilli nel loro Olimpo, sentendo le parole stolte del Re, per punizione costrinsero le rane a specchiarsi. Quando videro la loro bruttezza riflessa nello specchio rimasero tutte spaventate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma, chiese una rana, siamo davvero così brutte?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;No, gracidò il Re, è quello oggetto che ci fa vedere cosi brutte. La sua presenza è un’offesa alla nostra bellezza. Rompetelo, ordinò il Re, e torneremo di nuovo belle come prima. E così frantumarono lo specchio in mille pezzi…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di nuovo le rane tornarono in coro a intonare gracidando lodi alla loro bellezza e avvenenza…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6BK_lAZrCa3RI0AUft9hrFoRESY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6BK_lAZrCa3RI0AUft9hrFoRESY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6BK_lAZrCa3RI0AUft9hrFoRESY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6BK_lAZrCa3RI0AUft9hrFoRESY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> corinob@alice.it (brunocorino)</author>
            <pubDate>Fri, 25 May 2012 13:41:31 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/966-specchio-coro-rane.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La vita</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/965-vita.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin-left: 10px;" alt="vita" height="107" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/vita.png" /&gt;Prima sono una neonata&lt;br /&gt;e piango disperata;&lt;br /&gt;ora sono una bambina,&lt;br /&gt;allegra e biricchina;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;sono poi una ragazza,&lt;br /&gt;tutti mi dicon che son pazza;&lt;br /&gt;sono adesso un' adulta,&lt;br /&gt;pronta a prendere ogni multa;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;sono diventata mamma,&lt;br /&gt;il bimbo piange, è un dramma!&lt;br /&gt;Ora sono una nonna,&lt;br /&gt;anziana e sempre in gonna;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;sono morta!&lt;br /&gt;Mia figlia, al funarale si presenta in gonna corta!&lt;br /&gt;Sono in cielo a pregare,&lt;br /&gt;per tutti quelli che sanno amare...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjdrFw5thBaHu6rF_Io2ZzFGNtw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjdrFw5thBaHu6rF_Io2ZzFGNtw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjdrFw5thBaHu6rF_Io2ZzFGNtw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjdrFw5thBaHu6rF_Io2ZzFGNtw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> elenocchia19@hotmail.it (Genoni Elena)</author>
            <pubDate>Wed, 23 May 2012 18:06:11 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/965-vita.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Che lavoro farò da grande?</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/964-lavoro-grande-scrittrice.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/lavoro-grande-scrittrice.jpg" width="200" height="262" alt="lavoro-grande-scrittrice" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Qualche mese fa, a scuola ci hanno assegnato un compito per la settimana seguente: dovevamo scrivere un testo intitolato "Che lavoro farò da grande?" e spiegarne il perchè.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornai a casa, mi misi comoda, andai in camera mia e, sulla scrivania avevo carta e penna... in testa non avevo idee, non sapevo cosa scrivere; in realtà non avevo mai, ma dico mai pensato al fututro. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni giorni dopo, mi iniziarono a gironzolare per la testa delle idee, delle strane idee. Visto che solo a pensarle erano idee assurde, non scrissi nulla sula foglio; era ancora bianco e vuoto come quando l'avevo tirato fuori dal pacco... Mi stavo addormentando, grazie alla mia sorellina che la notte prima, piangendo, non mi aveva fatto chiudere occhio, tutta la notte a fissare il buio soffitto della camera. Mi stesi sul letto e nel giro di pochi minuti, mi addormentai. Aprii gli occhi e, mi ritrovai in uno strano posto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non c'erano bambini, erano solo adulti. Mi alzai, e, chiesi di casa in casa dove mi trovavo, ma la gente, faceva finta di nulla, mi ignorava, pensava soltanto al lavoro. Senza che io me ne accorgessi, giunse la sera e io mi cercai un posticino per dormire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mattina mi risvegliai, ero ancora lì. A quel punto mi misi paura, non sapevo che fare, la gente non mi parlava, non sapevo dove mi trovavo e mi mancava la mia calda casetta. Ad un tratto, mi risvegliai e capii che era tutto un sogno. Anche se nessuno mi aveva detto nulla, mi vennero molte idee per il testo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scrissi sul foglio che volevo diventare una scrittrice, non avevo motivo, ma qualcosa dovevo scrivere e, allora scrissi che lo volevo diventare una per poter raccontare tutti i fantastici sogni fatti nel passato, le avventure, i bei momenti passati con gli amici, insomma, volevo &amp;nbsp;raccontarmi. Proprio ora mi trovo qui, sulla mia scrivania a scrivere tutto ciò che mi viene in mente per poter creare fantastiche storie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QrQ9Qht2QI_j5Yp1FzfOSwxxYeg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QrQ9Qht2QI_j5Yp1FzfOSwxxYeg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QrQ9Qht2QI_j5Yp1FzfOSwxxYeg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QrQ9Qht2QI_j5Yp1FzfOSwxxYeg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> elenocchia19@hotmail.it (Elena Genoni)</author>
            <pubDate>Tue, 22 May 2012 16:48:49 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/964-lavoro-grande-scrittrice.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La magia di Tarosh</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/963-magia-tarosh.html</link>
            <description>&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="magia-tarosh" height="293" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/magia-tarosh.jpg" /&gt;Ci fu un’epoca meravigliosa, per alcuni, in cui la terra era popolata da creature mitiche: draghi, alberi parlanti e da personaggi straordinari: cavalieri valorosi, principesse, streghe e maghi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Era un’epoca in cui ogni giorno sembrava nascere solo per scrivere una pagina di storia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Purtroppo anche in quell’epoca favolosa c’era il male, sì, perché questo è vecchio quanto il mondo, e a causa sua c’erano guerre, sanguinose battaglie, complotti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;E, dunque, c’erano draghi buoni e draghi cattivi, cavalieri del bene e cavalieri oscuri, streghe malvagie e maghi votati al bene.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;È proprio di maghi che vogliamo parlare anzi, di un mago in particolare: Tarosh.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Beh, a dire il vero, all’inizio della nostra storia Tarosh era solo un apprendista mago, data la sua giovane età.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Da bambino il piccolo Tarosh era sempre stato affascinato dalle storiche gli raccontava il padre la sera, prima che si addormentasse; storie di cavalieri eroi, di principesse salvate, dell’eterna lotta fra il bene e il male.&lt;/p&gt;

&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;A quei tempi non si usava raccontare favole ai bambini: non c’erano scuole, non c’erano libri di storia, solo i ricchi avevano accesso a una forma d’istruzione, grazie ad istitutori privati, così la storia la tramandavano i padri ai figli raccontandola come una fiaba, con la stessa enfasi e lo scopo era d’indirizzare i bimbi verso il bene.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Al piccolo Tarosh piaceva sentire dei combattimenti fra draghi, di cavalieri che combattevano addirittura la magia nera delle streghe per salvare le loro amate, che comunque erano sempre principesse, mai contadine.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Al giovane, invece, fino dalla prima adolescenza, dal risvegliarsi dei sensi, piaceva Amina, una coetanea del suo villaggio, figlia del fabbro.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Erano nati e vissuti fianco a fianco, avevano giocato,da piccoli, a dame e cavalieri ed “Ammazza il drago”, dove la parte del drago veniva affidata al cugino di Tarosh, alto, grasso e non troppo sveglio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Poi, piano, piano, l’amicizia era diventata qualcosa di più e, raggiunti i sedici anni, era diventata amore.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Nel frattempo il ragazzo, a furia di ascoltare storie, aveva deciso che, visto che per lignaggio non poteva diventare cavaliere, allora sarebbe diventato un mago.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Così un giorno si presentò al mago di corte, forse non il mago più potente del mondo, ma certamente un buon uomo, un mago discreto e dotato di grande esperienza, soprattutto nella formazione dei giovani maghi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Certo che trasformare un contadino analfabeta in un mago non era cosa da poco e poi non tutti hanno insite in sé le doti necessarie per diventare maghi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Soprattutto occorre la forza d’animo e la rettitudine per non farsi attrarre dal lato oscuro della magia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Queste doti Tarosh le possedeva naturalmente e Almandor, il maestro mago, lo intuì subito e lo accettò come suo apprendista.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Oltretutto Tarosh aveva imparato dal padre a leggere e scrivere e quindi sarebbe stato in grado di consultare i preziosi manuali di magia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;A sedici anni si è adolescenti, forse ancora bambini: Tarosh dovette, invece, crescere in fretta, rinunciare ai giochi, alle amicizie, a tutto ciò che fanno, normalmente, i suoi coetanei.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Passò giorni e mesi ed anni a studiare, a consultare libri di magia antichi quanto il mondo, spesso scritti in lingue che egli non conosceva e che dovette imparare a decifrare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ma non furono queste sole le difficoltà che dovette superare: non le notti passate a studiare a lume di candela, non le frustrazioni e i primi insuccessi: il peggio fu dover accettare tutta una serie di regole, che poi sono quelle che fanno la differenza fra la magia bianca e quella nera e il suo potente maestro era disposto ad istruirlo solo se egli si fosse rivolto verso la luce.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Soprattutto la magia non poteva essere usata per il proprio tornaconto, per creare ricchezze, per costringere il prossimo ai propri voleri, per farlo agire contro la propria volontà.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;C’era un addestramento particolare per questo, non una cosa da veri maghi, ma da veri uomini: per alcuni giorni il giovane doveva stare seduto davanti a una tavola imbandita senza mangiare né bere nulla di quanto gli veniva proposto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ma Tarosh era determinato a diventare un grande mago bianco e superò prove ed esami e combatté con se stesso e sempre vinse.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Così bruciò i tempi e divenne mago molto presto: il più giovane mago che quelle terre avessero mai visto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Fece un lungo viaggio col suo maestro e questi lo presentò agli altri maghi e tutti si stupirono della sua giovinezza, della sua abilità e della sua purezza d’animo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Il&amp;nbsp; viaggio fu lungo e faticoso: certo avrebbero potuto fare una magia e trasportarsi velocemente e senza fatica da un luogo ad un altro ma, invece, fecero il viaggio a piedi, perché le loro forze magiche andavano risparmiate per fare del bene al prossimo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Tornarono al regno dopo oltre un anno: il maestro era invecchiato e l’allievo maturato.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Così cominciò l’attività di mago di Tarosh, al servizio della sua gente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ben presto il suo nome divenne famoso, fino a superare la fama del suo maestro.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Insieme combatterono le forze del male, le streghe e gli stregoni e i draghi al loro servizio, cavalcando anch’essi draghi figli della luce.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Fecero incantesimi potenti contro le carestie e le pestilenze e diedero per lungo tempo ai loro territori pace e serenità.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Anche un mago, però, a volte smette i panni del mago e rimette quelli delle persone normali, così quando non c’era bisogno della sua opera, egli rientrava a casa, aiutava la famiglia, frequentava gli amici di un tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Amici ed amiche, perché anche un mago, soprattutto se giovane, ha diritto all’amore.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;A Tarosh piaceva Caterina, una giovane che lavorava come dama di compagnia della principessa al castello.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Caterina era bella, bellissima, persino più bella della principessa stessa, che pertanto la costringeva a vestirsi male e a curare poco la sua persona, per non sfigurare al suo confronto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ma anche spettinata, senza trucchi e bei vestiti, Caterina risplendeva radiosa nella sua bellezza esterna ed interna.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ella aveva accettato di buon grado i sentimenti del giovane mago e più volte avevano fatto progetti insieme: il decalogo dei maghi ha regole ferree, ma non impedisce loro di amare, di sposarsi e di farsi una famiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Dopo anni di pace, successe un giorno che un cavaliere nero come la notte, alleato con uno stregone, si introducesse nottetempo nel castello per rapire la principessa e costringere così il re ad abdicare in suo favore, se voleva riavere la figlia, altrimenti il cavaliere nero l’avrebbe fatta sbranare dalle fiere della foresta dove è sempre notte, animali terribili, simili per dimensione ad un leone e per astuzia e vigliaccheria ad una iena.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Quella notte la principessa non era stata bene ed aveva voluto che Caterina dormisse con lei nella camera, anzi nel suo stesso letto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;La perfida coppia di complici figli delle tenebre s’introdussero nella camera e, viste le due ragazze vicine, rapirono la più bella, Caterina!&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ovviamente non era possibile ricattare il re con minacce ad un’ancella, così la giovane rischiava di essere data in pasto alle belve.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Tarosh senza pensarci decise di partire verso la foresta della notte per salvarla; insieme a lui il re mandò uno dei suoi più valorosi cavalieri: in fondo quella ragazza aveva inconsapevolmente salvato sua figlia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;I due uomini partirono, superarono pericoli, imboscate e, giunti alla foresta, Tarosh combatté a colpi di magia il mago nero, mentre il cavaliere si occupava dell’aspirante usurpatore.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;La battaglia fu lunga e dura, ma alla fine il bene prevalse: il cavaliere issò Caterina sul suo cavallo, mentre Tarosh li seguiva a piedi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Quando giunse al villaggio, però, scoprì che la ragazza si era innamorata del suo salvatore, dell’altro salvatore.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Tarosh era disperato: sentiva che il suo cuore non avrebbe retto, che si sarebbe spezzato.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Allora, per la prima ed unica volta, rivolse la propria magia su se stesso: trasformò il suo cuore in dura pietra.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Tarosh, col cuore di pietra che, nonostante ciò pulsava sangue nel suo corpo,&amp;nbsp; ma non era più capace di emozioni e sentimenti,visse molti anni, divenne molto vecchio, ma non fu mai più capace di amare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hhpNL2-0tHAsfWhmrRhAjcOYvvo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hhpNL2-0tHAsfWhmrRhAjcOYvvo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hhpNL2-0tHAsfWhmrRhAjcOYvvo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hhpNL2-0tHAsfWhmrRhAjcOYvvo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Tue, 22 May 2012 14:54:25 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/963-magia-tarosh.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il giorno senza sorriso</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/962-giorno-senza-sorriso.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="giorno-senza-sorriso" height="124" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/giorno-senza-sorriso.jpg" /&gt;Oggi è un giorno diverso dagli altri, a partire da questa mattina: mi sono svegliata male, senza il cinguettio degli uccellini sul pioppo davanti alla finestra della mia camera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto sono andata ad affacciarmi ad essa e, alzando lo sguardo, non vidi un cielo di un azzurro limpido, come mi aspettavo, ma un cielo plumbeo, senza nuvole, solo grigio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi vestii e me ne andai a scuola con un po' di malinconia, perchè quel colore non mi dava serenità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Schioccato mezzo giorno incominciai a vedere una gocciolina seguita da altre che si tuffavano nelle pozzanghere con un leggero tic - tic che aumentava sempre di più.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tornando a casa vidi come se il parchetto piangesse: senza nessun bambino che dondolava sulle sue altalene o che scivolava sui suoi scivoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il gelataio oggi non si sentiva felice, se ne stava lì solo soletto, sulla sua seggiolina a leggere un libro in attesa di clienti. Di solito, tornata a casa da scuola scrivevo una pagina del mio diario segreto sulla mia giornata, ma oggi non ne avevo voglia, chissà perchè.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con questo tempo noi ci scoraggiamo, ma alcuni animali, per esempio la chiocciola e la lumaca se ne approfittano per fare una passeggiata, e gli alberi si nutrono e pensando a questo forse un po' ci torna il sorriso, ma giusto un po'. Ma come per magia ad un certo punto sentii il cinguettio di un passerotto, poi mi accorsi di un arcobaleno dietro i monti e di un sole che mi spiava dalla persiana e tutto ciò successe per miracolo. Il mio broncio si trasformò in sorriso, il cielo plumbeo in azzurro limpido e le goccioline d'acqua in uccellini che canticchiavano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_JKsZkoHd6J1Hd7G8zZO5c3yrhY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_JKsZkoHd6J1Hd7G8zZO5c3yrhY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_JKsZkoHd6J1Hd7G8zZO5c3yrhY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_JKsZkoHd6J1Hd7G8zZO5c3yrhY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> chichi221@hotmail.it (Patrioli Chiara)</author>
            <pubDate>Tue, 22 May 2012 10:59:32 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/962-giorno-senza-sorriso.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il signor Tartaruga</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/961-signor-tartaruga.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="signor-tartaruga" height="159" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/signor-tartaruga.jpg" /&gt;Che cosa si può fare quando in cucina è finito l'olio? Il signor Tartaruga aveva frugato invano in tutti gli angoli della casa. Brontolò, imprecò e alla fine fu costretto ad andare dal suo vicino, il Cinghiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli agitò sul muso una zucca vuota che usava come recipiente e, con un sorriso affabile gli disse:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ ti prego, Cinghiale, dammi un po' d'olio”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Cinghiale, diffidente, agrottò la fronte e squadrò l'intruso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Amico mio a cosa ti serve quest'olio?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Certo il signor Tartaruga non poteva semplicemente dirgli che l'aveva finito, eh, no! Quel noiso si sarebbe messo a fargli la predica .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Devo portarlo al Topo, che ne ha un gran bisogno” gli rispose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Cinghiale, rassicurato, riempì la zucca fino all'orlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“non dimenticare di restituirmelo entro nove giorni!” si racomandò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il signor Tartaruga promise. Finalmente aveva il suo olio, ed era l'unica cosa di cui gli importava.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allo scadere del nono giorno, il Cinghiale, vedendo che il signor Tartaruga non si presentava, andò a casa sua per reclamare il credito. Ma la zucca era vuota.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ concedimi ancora un paio di giorni” piagniucolò il Signor Tartaruga “Solo due miseri giorni, nien'altro!”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Cinghiale grugnì, pestò i piedi, tuonò, poi gridò:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Va bene, hai ancora due giorni, ma guai a te se mancherai alla parola data.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vedendo il Cinghiale fare dietrofront, il signor Tartaruga pensò che affrontare la collera di un simile mostro sarebbe stato terribile, e soprattutto si sentì quasi mancare il fiato all'idea che in due giorni non avrebbe certamente trovato tutto quell'olio!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ Calmati, ti stai dimenticando di questo,” gli disse la moglie dandogli qualche colpetto sul guscio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Ascoltami bene, quando arriverà il Cinghiale, dovrai metterti nel posto in cui teniamo la pietra per macinare il granoturco.Una volta lì ritira le zampe, la coda e la testa nel guscio ma, una cosa importantissima, resta immobile e vedrai ti salverò dalle sue ire.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il marito annuì: aveva così tanta paura del Cinghiale che avrebbe fatto qualunque cosa, perfino trasformarsi in una macina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando il Cinghiale tornò, dopo due giorni, trovò la signora Tartaruga intenta a macinare il granoturco e le chiese con un terribile grugnito:”dov'è la mia zucca piena d'olio?”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lei continuò a macinare il grano senza neanche alzare gli occhi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“dove si è nascosto quel furfante di tuo marito?”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La signora Tartaruga continuò a macinare e macinare cantando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Cinghiale furioso, afferrò la pietra da macina e la scagliò lontano in mezzo all'erba gridando:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Mi hai fatto venire un attacco di bile tu e la tua maledetta macina!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, non avendo trovato il signor Tartaruga, partì come un folle alla sua ricerca, frugando nel terreno paludoso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Naturalmente non trovò né l'olio né la zucca, e tanto meno il signor Tartaruga, che si era velocemente nascosto in fondo a un buco nel terreno proprio dove il Cinghiale l'aveva gettato, e stava ridendo a crepapelle pensando allo scherzetto che gli aveva tirato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chissà se il Cinghiale lo sentì ridere? Forse si. Comunque continuò a frugare e frugare nel terreno paludoso, cercando a lungo il maledetto&amp;nbsp; che gli aveva mancato di parola. E da allora non ha mai smesso di tenere il muso nella melma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guardatelo! Ma saprà ancora quello che sta cercando, quello sciocco?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1X0K15-UdleG_KufDO8_oNQ1AQY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1X0K15-UdleG_KufDO8_oNQ1AQY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1X0K15-UdleG_KufDO8_oNQ1AQY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1X0K15-UdleG_KufDO8_oNQ1AQY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Mon, 21 May 2012 13:07:43 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/961-signor-tartaruga.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>L'ultimo ballo</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/960-ultimo-ballo.html</link>
            <description>&lt;p class="Standard"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="ultimo-ballo" height="124" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/ultimo-ballo.jpg" /&gt;Un tempo tutti gli animali vivevano insieme in armonia: il coniglio e la volpe, la rana e il maiale...il gatto e il topo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Quando arrivava la primavera iniziavala stagione dei grandi balli, che duravano tutta la notte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Quell'anno il musicista ufficiale era la cicala. Era così brava a suonare il violino che tutti parevano molto felici di ballare al suono della sua musica, anche se sapevano che quando iniziava non c'era modo di fermarla: non la smetteva più.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Non serviva neppure gridare “BASTA”!!!: quella non sentiva e, anzi, andava ancora più veloce!&lt;/p&gt;

&lt;p class="Standard"&gt;Una notte in cui la cicala stava suonando più freneticamente del solito, i ballerini, stanchi e senza fiato, avevano smesso poco alla volta di danzare e sulla pista erano rimasti solo un gatto e una topolina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;E forse avrebbero continuato a ballare ancora per un po', se il gatto a un certo punto non avesse calpestato l'orlo del vestito della topolina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;&lt;i&gt;Crac!&lt;/i&gt; Il vestito si strappò e la topolina cadde all'indietro! Tutti gli animali scoppiarono in una fragorosa risata, tranne il gatto. Lui infatti, pensando che la&amp;nbsp; topolina lo stesse prendendo in giro, si arrabbiò moltissimo e si lanciò contro sguainando gli artigli.&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;La topolina, dal canto suo, spaventatata e piena di vergogna per essere rimasta senza vestito davanti a tutti, corse a infilarsi in un buco nel muro. E da quella notte, quando un topo incontra un gatto si nasconde nel buco....&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qyvHn_7vXp4F2pd0NHEcCbiDIxY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qyvHn_7vXp4F2pd0NHEcCbiDIxY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qyvHn_7vXp4F2pd0NHEcCbiDIxY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qyvHn_7vXp4F2pd0NHEcCbiDIxY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Mon, 21 May 2012 13:03:57 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/960-ultimo-ballo.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il mondo magico</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/959-mondo-magico.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin-left: 10px;" alt="pensiero" height="240" width="174" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/pensiero.jpg" /&gt;Io conosco un mondo, un mondo che ho sempre sognato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;un mondo dolce e salato,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;dove regna la fantasia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e che non ti fa andar via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vieni anche tu e vivilo con me per sempre,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ma anche se andrai via ti resterà in mente,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e sai il perchè?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non posso dirtelo devi scoprirlo da te.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Beh, ma ora non stare lì a pensare,&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;ora dormi e cerca di sognare,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;così sognerai un mondo da mangiare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e dopo la merenda andrai a giocare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/JFf0Z1ZatX6YWvqMQ0fGmc9cVGg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/JFf0Z1ZatX6YWvqMQ0fGmc9cVGg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/JFf0Z1ZatX6YWvqMQ0fGmc9cVGg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/JFf0Z1ZatX6YWvqMQ0fGmc9cVGg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> chichi221@hotmail.it (Patrioli chiara)</author>
            <pubDate>Sun, 20 May 2012 17:06:02 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/959-mondo-magico.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Le uova di Pasqua</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/958-uova-pasqua.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="width: 299px; height: 168px; float: left; margin-right: 10px;" id="rg_hi" class="rg_hi uh_hi" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcToAO6GJy6wCqwDQ766mYbJzYoul4H070yf16NEXdOrXovn5OT42Q" width="200" height="112" data-height="168" data-width="299" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tanto tempo fa in una fattoria c'era una gallina di nome Lina: il suo aspetto era molto strano perchè era di color azzurro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno la gallina si accorse di essere incinta e siccome si sentiva diversa dalle altre galline, per non far nascere i suoi piccoli colorati prese un secchio e si dipinse come tutte le altre. Il giorno dopo fece le uova, ma erano di tutti i colori ed erano tantissime da covare "Come farò a covare ottanta uova? " Si chiese Lina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo le venne un'idea: "Chiederò a tutte le galline del pollaio". E così fece. Tutte insieme riuscirono a covare le uova e dopo qualche giorno una delle galline disse: : "Lina ho sentito un crack provenire da questo uovo". La gallina Lina andò a vedere, ma l' uovo era tutto chiuso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dopo un po' un'altra gallina disse le stesse cose della gallina precedente, ma anche lì l'uovo era&amp;nbsp; intatto. Poi Lina vide poco più lontano due pulcini colorati come le uova da cui si era sentito il crack,&amp;nbsp;vi guardò dentro e vi trovò un giochino. " Idea! " Esclamò Lina "...domani è Pasqua regalerò, a tutti i bambini un uovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quel giorno la mattina di Pasqua i bambini, di fianco al loro letto, trovano un uovo colorato, al gusto di cioccolato con dentro una sorpresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uVbARElrJUaWMIlVf04zmdc7NUc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uVbARElrJUaWMIlVf04zmdc7NUc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uVbARElrJUaWMIlVf04zmdc7NUc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uVbARElrJUaWMIlVf04zmdc7NUc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> chichi221@hotmail.it (Patrioli Chiara)</author>
            <pubDate>Sun, 20 May 2012 14:12:55 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/958-uova-pasqua.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Sindbad il marinaio: secondo viaggio // Audio fiaba</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/957-sindbad-marinaio-secondo-viaggio-audio.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/sindbad-marinaio-primo-viaggio-audio.jpg" width="200" height="129" alt="sindbad-marinaio-primo-viaggio-audio" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Eravi a Bagdad un povero facchino chiamato Sindbad. Un giorno mentre era occupato nei suoi tristi pensieri, vide uscire da un palazzo un servo che venne a prenderlo per un braccio, dicendogli:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Seguitemi; il signor Sindbad, mio padrone, vuol parlarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E lo condusse seco, introducendolo in una gran sala, ove erano molte persone intorno ad una tavola coperta d’ogni specie di vivande delicate. Vedevasi al posto d’onore un personaggio grave, ben fatto e venerabile per la sua lunga barba bianca, e dietro a lui erano in piedi molti ufficiali e famigliari intenti a servirlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo personaggio era Sindbad.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tratto da "&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/component/tag/le-mille-e-una-notte.html" title="Le mille e una notte" target="_blank"&gt;Le mille e una notte&lt;/a&gt;"&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Clicca su "Leggi tutto" per ascoltare l'audiofiaba.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h4&gt;L'audiofiaba&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;{mp3remote}http://dl.dropbox.com/u/75901206/audio/italian/sindbad/sinbad-secondo-viaggio.mp3{/mp3remote}&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Il testo originale&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;- Io aveva risoluto, dopo il mio primo viaggio, di passare tranquillamente il resto de’ miei giorni a Bagdad: ma non istetti a lungo senza annoiarmi di una vita oziosa e fui preso di nuovo dal desiderio di navigare e negoziare; comprai le mercanzie opportune a fare il traffico prefissomi, partendo una seconda volta con altri mercanti di cui era nota la probità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’imbarcammo su di un buon naviglio e dopo esserci raccomandati a Dio, sciogliemmo le vele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Essendo un giorno sceso con altri compagni in un isolotto, mentre si divertivano a cogliere fiori e frutta io presi le mie provvigioni portate meco e mi sedei vicino ad un ruscello all’ombra d’un albero; feci un buonissimo pasto, indi preso dal sonno m’addormentai: ma al mio risveglio non vidi più il bastimento all’ancoraggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lascio immaginare a voi la mia dolorosa sorpresa: credetti morir di dolore. Finalmente mi rassegnai al volere di Dio, e senza sapere quel che sarebbe avvenuto di me salii su di un grand’albero da dove osservai per tutti i lati onde vedere di scoprir qualcosa che potesse darmi qualche speranza di salvezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Volgendo gli occhi sul mare non scorsi che acqua e cielo: ma avendo osservato dalla parte di terra qualche cosa di bianco, scesi dall’albero, e coi viveri rimastimi diressi da quella parte i miei passi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando fui ad una certa distanza, osservai essere l’affare bianco un globo di un’altezza e di una grossezza prodigiosa. Avvicinatomi, lo toccai, e lo trovai levigatissimo. Girai intorno per vedere se vi fosse qualche apertura, ma non ne scorsi alcuna e mi parve impossibile potervi salir su, tanto era levigato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sole allora era presso al tramonto e l’aria si oscurò ad un tratto come se fosse coperta da una densa nube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma se io fui stupito di quella oscurità, lo fui ancor più quando mi accorsi ch’era cagionata da un uccello d’enorme e straordinaria grandezza il quale volando si avanzava verso di me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi ricordai d’un uccello chiamato Roc, di cui aveva sovente udito parlare dai marinai, e compresi essere il grosso globo un uovo di quell’uccello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti ei scese e vi si pose sopra per covarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vedendolo venire, io mi era talmente avvicinato all’uovo ch’ebbi innanzi a me uno dei piedi dell’uccello, e quel piede era grosso quanto un tronco d’albero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi vi legai fortemente con la tela che circondava il mio turbante, sperando che quando il Roc riprenderebbe il volo, mi avrebbe portato fuori di quell’isola disabitata. Difatti, dopo aver passata così la notte, fattosi giorno, l’uccello prese il volo e mi alzò così alto ch’io non vedea più la terra, poi discese con tanta rapidità ch’io non sentiva più me stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando posossi, ed io mi vidi a terra, sciolsi subito il nodo il quale mi teneva avvinto al suo piede; non appena ebbi terminato di staccarmi, ei diede col suo becco sopra un serpente di non mai vista lunghezza: lo prese e subito se ne volò via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il luogo ove mi lasciò era una valle profondissima circondata da montagne altissime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Camminando per quella valle, osservai esser la medesima disseminata di diamanti, dei quali alcuni erano di meravigliosa grandezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbi molto piacere nel guardarli, ma subito vidi da lungi molti esseri i quali diminuirono simil piacere; era un grosso numero di serpenti sì grossi e lunghi da poter ognuno di essi inghiottire un elefante. Durante il giorno si ritiravano nei loro antri ove si nascondevano a causa del Roc loro nemico, uscendo solo di notte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sole tramontò ed al venir della notte mi ritirai in una grotta, ove credei essere al sicuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Venuto il giorno i serpenti si ritirarono; allora io uscii dalla mia grotta, e posso asserire di aver camminato lungo tempo sui diamanti, senza averne il menomo desiderio. Infine sedetti, e ad onta dell’inquietudine ond’era agitato, siccome non avea chiuso occhio in tutta la notte, mi addormentai, dopo aver mangiato alquanto: era appena sopito, quando qualche cosa cadde con grande strepito vicino a me e mi risvegliò. Era un grosso brano di carne fresca, e nello stesso tempo ne vidi rotolare molti altri dall’alto delle rupi in luoghi differenti. Io avea sempre tenuto per un racconto favoloso che aveva udito dire più volte da alcuni marinai e da altre persone circa la valle dei diamanti e allo stratagemma usato da alcuni mercanti per cavarne le pietre preziose; onde conobbi che avevano detto la verità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti i mercanti vanno presso quella valle nel tempo in cui le aquile hanno i figli, tagliano della carne e ve la gettano a grossi pezzi: i diamanti, sulla punta dei quali cadono, vi si attaccano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le aquile che in quel paese sono più forti che altrove, si calano sui pezzi di carne e li portano nei loro nidi alla sommità delle roccie onde servan di pasto agii aquilotti. Allora i mercanti correndo ai nidi, obbligano colle loro grida le aquile ad allontanarsi, e prendono i diamanti che trovano attaccati ai pezzi di carne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io aveva creduto fino allora che mi sarebbe stato impossibile di uscir da quell’abisso: ma quel che vidi mi offrì campo di immaginare il mezzo di salvarmi la vita. Cominciai a raccogliere i diamanti più grossi che presentaronsi a’ miei occhi e ne riempii la mia borsa di cuoio la quale mi aveva servito per le provvisioni di bocca: indi presi un grosso pezzo di carne e lo legai fortemente intorno alla mia vita con la tela del mio turbante, poscia mi tesi boccone, colla borsa di cuoio legata alla cintura in modo che non potesse cadere. Le aquile vennero: ognuna si prese un pezzo di carne, una delle più forti avendomi sollevato unitamente col pezzo di carne col quale io mi era avviluppato, mi portò alla sommità della montagna fin dentro al suo nido.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I mercanti non mancarono allora di spaventare colle grida le aquile, e quando le ebbero obbligate a lasciare la preda, un d’essi mi s’appressò: ma appena mi vide, fu preso da timore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nulladimeno si rassicurò, ed invece d’informarsi per quale avventura mi trovassi colà, cominciò a rimproverarmi, domandandomi perché gli rapissi ciò che gli apparteneva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- Mi parlerete con più umanità - gli diss’io - quando mi avrete meglio conosciuto. Ho diamanti per voi e per me, più che non ne potrebbero avere tutti gli altri mercanti insieme. Ho scelto da me stesso in fondo della valle quelli che porto in questa borsa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciò dicendo, gliela mostrai, e non appena terminai di parlare, i mercanti che mi videro si affollarono Intorno a me molto meravigliati di vedermi, ed il racconto della mia storia aumentò la loro meraviglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi condussero all’alloggio ov’essi dimoravano, ed ivi avendo aperta la mia borsa in loro presenza, la grossezza dei miei diamanti li stupì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io pregai il mercante cui apparteneva il nido ov’io ero stato trasportato (avendo ogni mercante il suo), di sceglierne quanti ne volesse. Egli si contentò di prenderne uno solo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passai la notte con que’ mercanti. Non potevo moderare la mia gioia quando rifletteva d’essere fuori dei pericoli di cui vi ho parlato, e mi pareva che lo stato in cui mi trovavo fosse un sogno, non potendo credere di aver altro a temere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partimmo insieme l’indomani e camminammo per alte montagne, ov’erano serpenti di una prodigiosa grossezza, avendo cura di evitarli; arrivati al primo Porto, passammo all’isola di Roha, ove cresce l’albero dal quale si estrae la canfora. Tralascio molte altre particolarità di quell’isola, temendo di annoiarvi. Quivi barattai alcuni de’ miei diamanti con buona mercanzia; di là andammo ad altre Isole in relazione di commercio ed approdammo a Bassora, da dove me ne venni a Bagdad.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Appena giunto feci molte elemosine ai poveri, e godetti onoratamente del resto dell’immense ricchezze ch’io avea recate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wZrqUkQSFhQ1Xt4puifUyM_AWKA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wZrqUkQSFhQ1Xt4puifUyM_AWKA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wZrqUkQSFhQ1Xt4puifUyM_AWKA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wZrqUkQSFhQ1Xt4puifUyM_AWKA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> nikibartolo@hotmail.com (Nicoletta Bartolo)</author>
            <pubDate>Sun, 20 May 2012 13:37:52 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/957-sindbad-marinaio-secondo-viaggio-audio.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il merlo e la gazza ladra</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/953-merlo-gazza-ladra.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="merlo-gazza-ladra" height="146" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/merlo-gazza-ladra.jpg" /&gt;Tanto tempo fa il merlo era bianco come il latte, così quando volava alto nel cielo si confondeva con le nuvole e quando stava per terra si confondeva con la terra innevata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno, una gazza, una vera&amp;nbsp; ladra,si posò sul ramo di un pino caricodi neve, senza far caso al fatto che il merlo era poco distante. Credendo di non essere osservata, cominciò a graffiare la corteccia dell'albero e a darle piccoli colpi con il becco, nel quale stringeva ben saldo un oggetto brillante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Ehilà, gazza! Cosa stai combinando a quel povero pino?” chiese incuriosito il merlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gazza, che credeva di essere sola. Non capì da dove provenisse quella voce e per poco, per lo spavento, non cadde giù.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;“Quanti misteri!” ridacchiò il merlo. - fammi vedere un po' cosa volevevi nascondere sotto la corteccia! - le si avvicinò e si accorse che si trattava di un bellissimo anello d'oro, finemente cestellato, che brillava nella penombra dell'albero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Come mi piacerebbe averne uno simile, “-fischiò “Dove lo hai trovato?.-”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;alla gazza sfuggì un sospiro. Quel merlo era proprio un bel curioso!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“lontani, molto lontano, “ rispose. “Bisogna raggiungere le viscere della terra, mio caro, dove abita il Re dei tesori nascosti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“allora portami laggiù” disse il merlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gazza si avviò e il merlo la seguì. Andarono verso le montagne,poi volarono fino a un grande lagodove si apriva una caverna nera come la notte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“eccoci arrivati,”sussurrò la gazza. “ascoltami bene: una volta entrato nella caverna, per prima cosa troverai una grande sala piena di rame, poi un'altra piena d'argento, poi una terza piena zeppa d'oro. Nella quarta sala, incontrerai il Re dei tesori nascosti, seduto su un trono di diamanti. Lo riconoscerai perchè indossa una corona di zaffiri, abiti di guada e impugna uno scettro di cristallo. Ha uno sguardo benevolo e ti donerà tutto ciò che gli chiederai.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il merlo sbatte le ali, eccitato. “Arrivederci, amica mia, vado subito, “ replicò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gazza aggiunse:” Ti raccomando, però di non toccare niente senza avere avuto il permesso del Re, altrimenti ti troverai in un mare di guai!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ ma si, ma si, “ rispose il merlo entrando nella caverna, “ non temere.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laggiù tutto era proprio come aveva spiegato la gazza. Nella prima sala brillavano migliaia di oggetti di un bel colore rame, come tante stelle rosse e dorate, ma il merlo si accontentò di lanciarvi un'occhiata avida. La seconda sala era piena di meravigliosi oggetti in argento purissimo che rischiaravano l'oscurità come tanti fuochi tenui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il merlo si fermò per un istante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come gli sarebbe piaciuro possedere tutte quelle cose, lui, piccolo uccello bianco! Infine sbucò nella terza sala e fu preso da un capogiro: gli pareva di essere entrato in una foresta di fuoco, da tanto brillava l'oro che copriva le pareti, il soffitto e il pavimento. Lui non credeva ai suoi occhi e pensava con aria sognante:” che favolosi tesori!2 Si sa che l'oro rende folli e succede perfino agli uccelli! Cos' il merlo scordò i consiglio della gazza e si mise a beccare la sabbia d'oro che ricopriva il pavimento della sala.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non l'avesse mai fatto! All'improvviso ci fu un boato spaventoso e da una fenditura del terreno si alzò una nuvola d'oro dalla quale uscì una creatura mostruosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Tu hai osato toccare il tesoro del Re senza il sio permesso, miserabile uccellino!” ruggì il terribile guardiano, lanciandosi sul povero merlo con gli artigli sguainati, gli occhi che lanciavano fulmini e la bocca spalancata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'uccello, con un fulmineo colpo d'ala, riuscì ad alzarsi in volo e a sfuggire rapidamente, ma non potè evitare l'ultimo alito del mostro, che lo colpì con un fiammata rossa e fumante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gazza, che lo stava aspettando all'ingresso della grotta, vedendolo arrivare gli disse :&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ si capisce , eh, che non hai saputo resistere a tutto quell'oro!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ e come hai fatto ad accorgertene?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ Prova un po' a specchiarti nel lago.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il merlo si sporse sullo specchio d' acqua. Le fiamme gli avevano bruciato le belle piume bianche, che era diventato neo come la notte. Il suo becco, però, era color dell'oro, come la sabbia meravigliosa che aveva beccato. E questo un poco lo consolò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WaZn9xYezzO8i17RUnbp8j0LfFo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WaZn9xYezzO8i17RUnbp8j0LfFo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WaZn9xYezzO8i17RUnbp8j0LfFo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WaZn9xYezzO8i17RUnbp8j0LfFo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 08:03:37 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/953-merlo-gazza-ladra.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La favola di un burattino</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/952-favola-burattino.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="favola-burattino" height="266" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/favola-burattino.jpg" /&gt;C’era una volta un vecchio burattinaio che aveva bisogno di burattini nuovi. Ora­mai i bimbi erano stanchi dei soliti personaggi. I suoi personaggi li costrui­va lui stesso: la mano non tremava nello scolpire il legno: né nel cucire i vestiti, né nell’annodare le sottili cordicelle. Così si recò nel bosco e, scelto il pezzo di legno che l’esperienza gli consigliava, se lo portò a casa. Non sapeva, però, che il bosco era incantato e che gli alberi racchiudevano anime dormienti in attesa che qualche evento le ridestasse. Gli era venuto proprio bene quel burattino; forse lo voleva diverso, ma le mani sembravano non ubbidirgli nello scolpire. A risultato ottenuto, però, non ne era scontento: aveva un aspetto ed uno sguardo dolci: ne avrebbe fatto un personaggio per parti da eroe, o comunque da difensore del Bene contro il Male.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mente gli si schiarì piano piano. non sapeva perché si trovasse lì né chi fosse. Sentiva di essere vivo, di esserlo sempre stato, ma ora provava nuove sensazioni: il calore del sole, il fresco della brezza serale, l’inebriante silenzio delle notti del bosco e il dolce risveglio al canto degli uccelli e del ru­scello. Si guardò le mani, le giunture spigolose, i piedi, ed ogni cosa di sé che riusciva a vedere. Non cercava di capire chi fosse diventato e per quale motivo si trovasse in quelle spoglie: accetta­va la cosa e basta, perché sapeva che così era scritto che doveva es­sere e così era stato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il vecchio era rimasto stupito da quel suo burattino: era ben fatto, i perni agivano a regola d’arte seguendo i movimenti delle cordicelle, ma al momento in cui egli tentò di dargli la sua voce, il burattino PARLO’ da solo! Diceva cose belle, frasi d’amore e di poesia, parlava della natura, raccomandava di volersi bene, raccontava solo di cose buone. Ed il suo tono era sempre scherzoso. I bambini lo elessero subito a loro beniamino ed accorrevano sempre più numerosi, e volevano solo lui. Ed il vecchio, che aveva raccontato favole per tutta la vita, volle credere anche a questa: non se ne stupì più, muoveva il burattino e lasciava che questo parlasse con la sua voce dolce e ridente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aveva capito subito quale era il suo compito: era predestinato, era insito nel legno, nei suoi nodi, da secoli. Ed era bella la sua missione: regalare un sorriso, una parola di speranza, una massima saggia, un bonario rimprovero. I bimbi si stupivano di come il burattino conoscesse&amp;nbsp;i loro nomi, fosse sempre al corrente delle loro marachelle. Ridevano e batteva­no le mani. E lui si inchinava ringraziando “&lt;i&gt;lo spettabile pubblico&lt;/i&gt;”. Aveva imparato a conoscere i bambini uno per uno, ad amarli a consolare i più bisognosi e sfortunati. Sotto la giubba di fustagno marrone c’era solo legno, non c’era un cuore, ma fra gli spazi del legno c’era. uno spirito, un’anima: un’anima grande e generosa. E gioiva all’affetto dei suoi spettatori. Solo a sera li vedeva andar via e gli spiaceva. E allora avrebbe voluto se­guirli, restare sempre con loro. Ma aveva solo un’anima: non muscoli. Senza i fili, senza il burattinaio che li manovrava, era solo un povero pezzo di legno che pensava e gioiva e soffriva. “&lt;i&gt;Aspettatemi, portatemi con voi&lt;/i&gt;” gridò. Ed il suo grido era rià coperto dalle grida dei bimbi che correvano via. Capì che li divertiva, che per loro era bello stare con lui alcune ore, ma l’amore, quello no, non potevano darglielo, perché non si può amare un. pezzo di legno. Dagli occhi si sciol­se un po’&lt;b&gt; &lt;/b&gt;di vernice azzurra insieme ad una lacrima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vecchio era preoccupato: che cosa accadeva al suo miglior burattino? Si era spenta quella specie di luce che aveva negli occhi. Aveva ridipinto il colore che si era sciolto (maledet­ta umidità, aveva imprecato, mi rovina sempre tutto il lavo­ro) ma non era più&lt;b&gt; &lt;/b&gt;riuscito a ricreare quello sguardo. E poi quando parlava non diceva più cose allegre: raccontava sto­rie tristi, di solitudine, di morte. Ma i bimbi erano sempre lì e lo ascoltavano a bocca aperta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come tutte le sere i piccoli corsero via ed egli pianse in silenzio l’unica lacrima che riuscì a spremere dal suo le­gno stagionato. Ma quella sera un bimbo, il più piccino, era tornato a cercare la sua palla. Gli si fece incontro: “&lt;i&gt;Ciao, burattino, sei stato bravo anche oggi: ma perché piangi? Io ti voglio bene&lt;/i&gt;” e prima di correre a raggiungere g1i altri, gli sfiorò la gota con un bacio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vecchio oramai non si stupiva più di nulla. non si chiese neppure perché improvvisamente al suo burattino fosse di uovo tornata quella luce negli occhi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Lq8gjlMdzn7EklDOM7vS2j6a3Jk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Lq8gjlMdzn7EklDOM7vS2j6a3Jk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Lq8gjlMdzn7EklDOM7vS2j6a3Jk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Lq8gjlMdzn7EklDOM7vS2j6a3Jk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Thu, 17 May 2012 08:24:10 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/952-favola-burattino.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La bambina e l'orsacchiotto</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/951-bambina-orsacchiotto.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/bambina-orsacchiotto.jpg" width="200" height="200" alt="bambina-orsacchiotto" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;E' appena mattino e non riesco a svegliarmi. Ho tanto sonno. Saltando la colazione e senza accorgermi di essere vestita, mi trovo già fuori dalla porta per avviarmi verso la scuola. Eppure non mi sembra tutto normale o, quantomeno, di ordinario aspetto. Anche i prati che mi circondano hanno un colore verde intenso con miliardi di goccioline di rugiada che riflettono luce come tante stelline.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' una giornata di cielo sereno e l'aria ventila brevi soffi, alquanto freschi. Siamo nella prima decade d'aprile e la primavera comincia a mostrare i suoi sorrisi. Indosso una gonna azzurra con una camicia bianca ed un pullover celeste. Ho calzato un berrettino molto raffinato, con brevi tese e un nastrino anch'esso azzurro che gira intorno alla sua base. Così, con i miei libri sottobraccio, mi avvio sul sentiero a tratti inghiaiato, a tratti selciato. Guardandomi intorno ho l'impressione di vedere gli alberi e tutta l'area circostante non proprio come solito; mi sembra di vivere in un mondo diverso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dormo o son desta? Non lo so ma continuo a camminare quando, poco più avanti, noto una figura non meglio definibile che si muove all'interno di un filare di siepi. Forse un animale peloso, di piccola taglia e di colore marrone chiaro. Accanto alla siepe giace, con secolare autorità, l'amica quercia che tutte le mattine mi saluta scuotendo le sue foglie. Questa volta però non si muove per forza del vento ma quasi con moto autonomo, agitando insolitamente le sue lunghe braccia verso l'alto. Ad un tratto sento una voce che dice: « Sono triste e angosciato, ho perso la mia mamma e non so più dove cercarla. Aiutami, sono disperato». Non potevo crederci, ma é proprio lui che parla: un orsacchiotto. Che tenerezza. Molto timidamente si avvicina fino a sfiorarmi le mani, appoggiando il musetto sul mio petto, quasi voglia ritrovare l'affetto perduto. Mentre lo accarezzo un'altra voce esclama: «Ciao Valentina, mamma orsa é in pericolo, lo sento! Le foglie dei miei rami più alti percepiscono cattivi odori che provengono da quella parte, dietro la collina. Ci deve essere una grande fabbrica che sporca il cielo e colora di grigio l'erba e le pratoline».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che sorpresa; anche l'antica quercia parla e la sua profonda voce esce da un nodo scavato al centro del suo tronco. Per la seconda volta mi domando se sono desta o se sono caduta nel mondo dei sogni. L'orsacchiotto dice ancora: « La mamma si era allontanata in cerca di cibo e non ha più fatto ritorno. Ho aspettato tanto ma, il fumo grigio, che usciva dai camini della fabbrica, aveva reso l'aria irrespirabile e così , quasi intontito, sono andato verso il bosco, ma ho avuto paura e mi sono diretto in questa zona. La mamma potrebbe essere morta o ferita, ma la foresta é vasta, troppo grande per me, non ce la faccio da solo». Povero piccolo....non posso abbandonarlo a se stesso e così decido di saltare la scuola e di accompagnare il cucciolo alla ricerca di sua&amp;nbsp; madre. Mi dispiace rinunciare alle lezioni scolastiche ma il caso dell'orsacchiotto é un problema di vita o di morte. A scuola non sono la prima della classe, ma, comunque brava e perciò posso facilmente compensare l'assenza di un giorno. Prima ancora di incamminarci, la quercia dice: « Fate attenzione durante il vostro cammino. Cercate di stare lontano dalla radura dove stanzia la fabbrica ed evitate di respirare quell'aria velenosa. Qualcosa mi dice che mamma orsa abbia subìto danni a causa dello smog e che, disorientata e&amp;nbsp; debole, potrebbe giacere svenuta dentro il bosco. Andate a cercarla tra gli alberi dove potrebbe avere trovato temporaneo riparo. Andate, presto!». Seguendo il consiglio della saggia quercia ci avviamo arrampicandoci sulla collina che ci divide dalla larga radura della fabbrica. Arrivati in vetta ci accorgiamo subito del disastro ambientale provocato dallo smog. Infatti il cielo diventa sempre più grigio, man mano che ci avviciniamo e l'aria diventa pericolosamente densa e maleodorante. Forse, in quella fabbrica, producono pneumatici o qualcosa di simile; sicuramente usano, tra le altre cose, prodotti chimici pericolosi. Giunti alla fine della discesa voltiamo verso sinistra per dirigerci dritti verso la fitta foresta e, con tanta volontà, ci mettiamo a cercare qualche traccia o qualche orma lasciate dall'orsa smarrita. Purtroppo, la fabbrica, é il simbolo del progresso, il simbolo della modernità e delle comodità della vita che, però, paghiamo a caro prezzo. Si rovina l'ambiente, si altera l'ossigeno,si procurano danni alla flora e alla fauna, si creano le rischiose condizioni per l'estinzione di specie animali e, se tutto questo non verrà fermato, si rischierà l'estinzione della razza umana. I grandi dicono che si stanno prendendo provvedimenti ma le cose, intanto, non migliorano e siamo tutti molto preoccupati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Continuiamo ad addentrarci nel bosco, ma, la nostra ricerca, non dà ancora frutti. Ci fermiamo un attimo per riposarci e qui, per fortuna, respiriamo aria buona grazie al quotidiano lavoro degli alberi che, la notte assorbono anidride carbonica e di giorno emettono ossigeno puro. L'orsacchiotto, avvicinandosi verso le mie mani, mi guarda con angoscia e dice: « Perché non riusciamo a trovare la mia mamma, Valentina? Se é vero quello che ha detto nonna quercia, lei potrebbe essere passata troppo vicino alla fabbrica e respirato tanta aria cattiva e velenosa e allora potrebbe essere morta». Ed io: « No, mio caro cucciolo. Non essere così pessimista. Voi siete una specie vivente molto forte e resistente, siete plantigradi. Vedrai che le nostre speranze non saranno deluse». Lui ribadisce: « Certo la specie umana é intelligente, ma non usa questa dote&amp;nbsp; in&amp;nbsp; modo giusto e con razionalità . La fabbrica é un esempio». Con alto tono critico, aggiungo: « Noi, esseri umani, con l'intelligenza abbiamo scoperto tante cose importanti per il futuro, ma, invece di sfruttarle per il bene di tutti, vengono usate per distruggere il mondo. Le più belle invenzioni scientifiche della nostra storia, sono state e verranno sempre usate per produrre potere e ricchezza per le tasche di pochi a danno di tanti». E, per concludere questo triste paragrafo, dico: « La mia e la tua generazione sono state colpite da questo scellerato progresso e, così continuando, ci condurrà ad epoche di gravi e pericolose condizioni di vita, rischiando l'irreversibilità e avremo quindi molto da fare. Dovremo riparare i danni delle nostre precedenti generazioni che, per colpa o per distrazione,non hanno salvaguardato il pianeta e il nostro futuro. Cominciamo ad imboccarci le maniche e avanti!». C’é un attimo di pausa durante il quale ci fissiamo negli occhi&amp;nbsp; senza batter ciglio e, quasi con rassegnazione, ci&amp;nbsp; incamminiamo su di un nuovo sentiero. Il bosco é esteso e gli&amp;nbsp; alberi sono così alti e fitti da non far penetrare neanche un raggio di sole,&amp;nbsp; farcendoci sentire protetti da ogni possibile infiltrazione di smog. L'aria é pulita e ci riempie i polmoni. Dopo circa un chilometro sostiamo nuovamente un momento per riposarci; il sentiero sale ed é faticoso procedere. Il vento sibila lievemente tra gli aceri e gli eucalipti emettendo suoni simili a lamenti, ma uno tra i tanti é vero.&amp;nbsp; Proviene dal punto più alto dell'erta e quindi, in tutta fretta, corriamo per raggiungerlo. Evviva! E’ mamma orsa! E’ stesa sotto un largo tronco di quercia e respira emettendo sottili lamenti di richiamo. Non é certo in perfette condizioni, ma é viva! L'orsacchiotto corre subito ad abbracciarla cingendola al collo, baciandola ed esclamando ripetutamente: « Mamma, mamma. Svegliati!». Trovo utile fare qualcosa per stimolarla, e quindi apro la mia bottiglietta d'acqua e la verso sul suo viso, bagnandole anche gli occhi. Reagisce cercando il collo della bottiglia e si scola il rimanente, in un solo sorso. Dopo qualche minuto riprende conoscenza e, con una certa fatica, cerca di pronunciare qualche parola. Muovendosi, a destra e poi a sinistra, riesce a sollevarsi appoggiandosi al tronco dell'albero e, ripreso fiato, dice: « Non ne potevo più; stavo soffocando e per un momento ho creduto di morire. Poi sono riuscita a fuggire dalla nuvola grigia e, poco prima di perdere i sensi, ho raggiunto la vetta di questa boscosa collina e, come vedete, sono ancora viva». E poi aggiunge: « Come ti chiami bambina? Mi hai salvato la vita e hai condotto il mio orsacchiotto fino a me. Come potrò mai ringraziarti?». Interviene l'orsacchiotto: « Si chiama Valentina; così l'ha chiamata nonna quercia». Mamma orsa continua: « Non ho nulla da darti se non il mio più profondo sentimento d'amore e di affetto. Sei stata grande e hai dimostrato la tua sensibilità e la tua nobiltà di spirito». Queste parole, meramente sincere, elevano la mia anima al settimo cielo. Non credo di aver fatto tanto,ma, le parole di una madre premurosa , sono il massimo della saggezza e della spontaneità, sono quindi di fronte ad una verità che mi fa tanto onore. Ora dobbiamo pensare a riprendere le nostre strade; dobbiamo quindi salutarci. E pensare che hanno sempre figurato gli orsi come animali feroci e pericolosi. Forse sono così contro chi voglia fargli del male e devono quindi difendersi. Ma, se ci capita di incontrare un orso, che&amp;nbsp; può apparire innocuo e tranquillo, é&amp;nbsp; meglio starne lontani, badando a non procurargli fastidio. Purtroppo vedono l'essere umano come un nemico e perciò sono molto prevenuti. Non dimentichiamo che questi plantigradi, a volte goffi e sornioni, sono stati per secoli prede dei cacciatori, che vendevano le loro pellicce e, questa diffidenza verso l'uomo,&amp;nbsp; potrebbe raffigurarsi come una tara genetica maturata col tempo e radicata nell'istinto dell'animale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mamma orsa mi abbraccia e percepisco l'affetto e l'amore materno che, col calore della pelliccia, mi convince della sua completa guarigione. Anche il piccolo cucciolo mi corre incontro e mi abbraccia stretto, stretto. I suoi occhi sprizzano gioia a non finire. Mamma orsa e l'orsetto, auspicando in un prossimo incontro, si avviano addentrandosi nel fitto bosco per poi scomparire lontano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornando indietro mi avvio verso casa e, confesso, non mancano piccole gocce di lacrime sul mio volto. Sono un&amp;nbsp; po’ dispiaciuta per aver lasciato mamma orsa e il suo cucciolo e, allo stesso tempo, sono felice per aver visto risolversi un grande problema. Sento l'erba frusciare sotto le mie scarpe, sento il venticello che mi sfiora i capelli e sento , purtroppo, rumori che provengono dalla fabbrica, e comincio inoltre a fiutare cattivi odori. Mi accorgo però che, attorno ai capannoni, si sono radunate centinaia di persone che gridano slogan e agitano cartelloni con varie scritte. Poi tutti si legano un fazzoletto intorno alla bocca in modo da non respirare quei veleni. Ad un tratto appare una immensa nuvola&amp;nbsp; rosa che, adagio, adagio,&amp;nbsp; prima si mescola col grigio smog,&amp;nbsp; poi&amp;nbsp; si adagia sulla fabbrica, coprendo tutta la zona circostante. E’ una nuvola che profuma di speranza e di un colore che ti fa sorridere e pensare al meglio. Che strano! Non mi é mai capitato di assistere a questo insolito fenomeno. Non riesco a proseguire il cammino;&amp;nbsp; mi sono&amp;nbsp; incantata. Pochi minuti dopo la nuvola inizia ad alzarsi e, sotto di lei, appare un immenso prato verde, costellato di fiorellini di ogni colore e, tutte le persone che prima&amp;nbsp; contestavano, sono ora sedute e, allegramente, ridono e cantano. Sembra di ascoltare migliaia di note con melodie di cosmica felicità. Per la terza volta mi chiedo se sono sveglia o se sto sognando. E’ difficile capirlo ,ma sto bene, e non sarei mai voluta andar via da quel luogo incantato. Devo invece avviarmi verso casa. E’ proprio l’orario che, di solito, mi vede tornare da scuola quindi, ai miei genitori, posso non parlare di quello che&amp;nbsp; è&amp;nbsp; successo e, il giorno dopo a scuola,&amp;nbsp; potrei raccontare di aver avuto mal di testa o di pancia. No. Non devo dire bugie. Ho compiuto buone azioni, quindi, la mia assenza da scuola, é più che giustificata. La parte più difficile della vicenda é come far credere che tutto ciò sia veramente accaduto. Mamma e papà mi crederanno? Gli orsi che parlano, la quercia anch’essa loquace quanto preoccupata, la moltitudine di gente che contesta davanti alla fabbrica velenosa, il fumo grigio e maleodorante, e poi l’ immensa e profumata nuvola rosa che ha ripulito il cielo e cancellato quegli enormi capannoni con le loro altissime ciminiere. Il prato, ritornato verde, pieno di fiori e i contestatori sereni e allegri che cantano in coro note di gioia e di speranza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi avvicino a casa e mi trovo già in prossimità della quercia parlante che vedendomi, dice: « Ciao Valentina. L’espressione del tuo volto esprime ottimismo e soddisfazione. Comprendo che tutto è andato a buon fine con l’orsacchiotto che ha ritrovato mamma orsa, sana e felice. Adesso vai; i tuoi ti aspettano, come tutti i giorni e racconta loro quello che hai visto e sentito e ti risponderanno con un bacio e una carezza pieni d’amore». Si, grande quercia; ora vado e con te mi intratterrò più tardi o domani per raccontarti tutti i dettagli. Ciao.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto intravvedo la porta di casa che, avvicinandomi, s’ingrandisce sempre più e poi……………che sonno! Sono sveglia o son desta? Mi guardo intorno e vedo la mia stanza, quella di sempre, poi mia madre che, facendo capolino sull’uscio, mi chiede di alzarmi e di prepararmi per la scuola. E si; è stato tutto un&amp;nbsp; sogno, ma così reale, che difficilmente&amp;nbsp; dimenticherò. Purtroppo tante cose sono vere; il nostro pianeta sta piangendo perché lo stiamo trattando male e dobbiamo cercare di fare qualcosa per salvarlo, tutti insieme, tenendoci per mano e volendoci bene. Rispettandoci l’un l’altro, impareremmo ad amare noi stessi e il mondo. Impareremmo soprattutto a mantenere bella e splendente la nostra grande casa che si chiama “Terra” ed il futuro, per i posteri, sarebbe più sano e più di ricco di buon senso e di buoni insegnamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho fatto colazione, prendo la mia cartellina, do un bacio a mio padre e a mia madre, saluto il gattino bianco e, vestita come nel sogno, mi avvio sul viottolo che mi conduce fino a scuola. Guardo bene la quercia secolare e i suoi rami più alti che lasciano vibrare, silenziosamente, le foglie più giovani. Poi sento, tenera e canora, una voce : « Ciao Valentina, che tu possa trascorrere una bellissima giornata&amp;nbsp; insieme al maestro e ai tuoi compagni di scuola. Racconta loro il tuo sogno e vedrai che rimarranno incantati e contenti. Vi prenderete per mano e canterete in girotondo una bella canzone». Mi volto e vedo, ormai lontano, un orsacchiotto che ha appena lasciato l’ombra della quercia per raggiungere mamma orsa. Anche lui si volta ed agita un braccio in segno di saluto. Rispondo muovendo la mia mano e mi accorgo che anche la quercia agita vistosamente i rami. Questa volta non sto sognando e dopo aver notato, più lontano,&amp;nbsp; una grande nuvola rosa ,e senza domandarmi chi avesse pronunciato quell’ultima frase, riprendo il&amp;nbsp;&amp;nbsp; cammino, rapita e conquistata da questo stupendo miracolo della natura, che, gelosamente, conserverò per sempre nel mio cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0VVFp878b4OZJ4P-bx5aMZkY9Zk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0VVFp878b4OZJ4P-bx5aMZkY9Zk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0VVFp878b4OZJ4P-bx5aMZkY9Zk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0VVFp878b4OZJ4P-bx5aMZkY9Zk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> graziarelli@gmail.com (Silverio  Crociani)</author>
            <pubDate>Sun, 13 May 2012 16:08:12 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/951-bambina-orsacchiotto.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La tartaruga</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/950-tartarugat.html</link>
            <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="tartaruga" height="169" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/tartaruga.png" /&gt;Di anni ne aveva parecchi: era un vecchio maschio cattivo ed irascibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Portava sulla corazza i segni di cento battaglie combattute e vinte.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ma neppure la sconfitta degli avversari gli aveva mai dato un attimo di gioia. Combatteva ed uccide­va solo per sfogare la propria rabbia di esistere.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Odiava gli altri perché odiava se stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ed odiava la vita: nei pochi momenti in cui non era pericoloso e gli si poteva parlare, alcuni animaletti del bosco avevano cercato di convincerlo che la vita è bella e vale la pena di viverla.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Era bella per­ché c’è il cielo azzurro dove le nuvole si rincorrono e sarebbe stupendo scoprire dove vanno le nuvole.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Questo gli dicevano, ma lui a queste parole si arrabbiava “lo fate apposta” diceva, “mi prendete in giro perché siete più veloci e non vi posso raggiungere, altrimenti vi farei vedere io..... Ma quale cielo, quali nuvole, quale azzurro, io lo vedo il mon­do, è qui a poca distanza dai miei occhi: è grigio, sporco, è freddo e quando piove è ancora peggio: diventa fango, ti insudicia, si rompe in mille rivoli e ti bagna ovunque.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Già, lui non poteva guardare in alto, vedere il cielo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Pensava solo a divorare vermi ed insetti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Se vedeva un fiore lo calpestava o lo strappava col becco. Se&amp;nbsp; poteva, attacca­va gli animali più giovani, e buon per loro se lui, per la sua natura, era troppo lento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Del resto quando si nasce tar­taruga, costretti a portarsi appresso quella corazza, o si diventa filosofi o si intristisce. I&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;l bosco, quel piccolo mondo felice, oramai lo odiava: quell’essere senza slanci senza ne’ lacrime, ne’ sorrisi, ne turbava la pace e l’equilibrio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Decisero di liberarsene: bastava capovolgerlo e sa­rebbe stata la sua fine. Ma chi osava farlo? e chi ne aveva la forza? Allora si misero tutti assieme: i piccoli roditori scava­rono una buca e gli uccelli la coprirono di rametti sottili.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Gli altri animaletti si misero al di là della buca, inveendogli contro per farsi inseguire ed attaccare. nonostante l’età e l’esperienza abboccò come un novellino: cadde nella trappola e si rovesciò.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;....................................................................................................................................&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Quando riprese i sensi aprì gli occhi e fu quasi accecato.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Il mondo che vedeva non era più ne’ grigio ne’ sporco: era luce, era profumo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;E finalmente vide il cielo azzurro; Dio, che bello che era il mondo, e lui non l’aveva mai visto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Dio se avesse potuto tornare indietro ed essere ancora giovane! Di certo non avrebbe più fatto del male ne’ ucciso, perché tutti devono vivere, godere di tanta meraviglia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;E poi le nuvole! Com’erano belle anche loro! Proprio come gliele avevano descritte: alcune bianche, altre rosa, e correvano, correvano... chissà dove andavano? Arche lui avrebbe voluto sa­perlo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Questa era la vita ed era meravigliosa.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Gli scese perfino una lacrima.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Oramai lui era arrivato al suo capolinea, non poteva più fare nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Morì così, senza scoprire dove vanno le nuvole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DSMfbObv9991TcMSXl88Zm4XtJ8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DSMfbObv9991TcMSXl88Zm4XtJ8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DSMfbObv9991TcMSXl88Zm4XtJ8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DSMfbObv9991TcMSXl88Zm4XtJ8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Sat, 12 May 2012 10:43:55 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/950-tartarugat.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Perchè gli animali hanno la coda</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/949-perche-animali-coda.html</link>
            <description>&lt;p class="Standard"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="perche-animali-coda" height="222" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/perche-animali-coda.png" /&gt;Sembra incredibile, ma tanto tempo fa gli animali non avevano la coda!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Avete capito bene: niente coda! Né la volpe, né l'asino, né il coniglio, né il cane, nessuno di loro ne possedeva una.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;E senza coda tutti si sentivano molto tristi. La mucca, per esempio, era convinta che una coda le sarebbe stata assai utile per scacciare le mosche che la tormentavano, e anche il cavallo la pensava allo stesso modo. In quanto al cane, gli sarebbe molto piaciuto averne una per poter esprimere la propria gioia scodinzolando.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Immaginate la sorpresa di tutti quegli animali quando venne annunciato che, poco distante da dove vivevano, si stava tenendo una fiera specializzata......indovinate in cosa ? Ma in code, naturalmente!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“devo andarci immediatamente” pensò la volpe. E partì in tutta fretta; non aveva mai corso così veloce e arrivò per prima.&lt;/p&gt;

&lt;p class="Standard"&gt;Alla fiera c'erano davvero tante code, di tutti i tipi: grandi e piccole, corte o lunghe, a forma di foglia, di ponpon, di cordino, lisce come uno specchio o ruvide come un tronco di legno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Era proprio una meraviglia vedere quell'esposizione di code, e la volpe potè scegliere con comodo la più folta e la più rossa, in una parola, la più bella.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Sulla via del ritorno, incontrò il cane, che vedendo la sua bella coda rossa, esclamò:” Accidenti, che bella coda!! - Pensi che ne siano rimaste delle altre?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“&amp;nbsp; Ma certo mio caro, ma certo! La più bella, però è qui dietro di me,- fece la volpe con una risatina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Il cane corse alla fiera e trovò per sé una coda molto bella, simile a una grossa piuma nera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Tornando a casa incontrò il gatto che, vedendo quel piumone nero, esclamò: - Accidenti, che bella coda!! Pensi ne siano rimaste delle altre?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Ma certo, mio caro, ma certo! La più bella, però, è qui dietro di me,- fece il cane con una voce squillante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Il gatto corse alla fiera e trovò per sé una coda molto bella, simile a un serpente di seta, rigata come il mantello di una zebra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Sulla via del ritorno incontrò il cavallo che, vedendo quel serpente setoso, escamò:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Accidenti, che bella coda! Pensi ne siano rimaste delle altre?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;- ma certo mio caro, ma certo! La più bella però è qui dentro di me. - fece il gatto facendo le fusa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Il cavallo corse alla fiera e dovette cercare a lungo, ma alla fine riuscì a trovare una coda molto bella, fatta di lunghissimi crini, simile a una grande barba di granoturco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Tornando a casa incontrò la mucca che, vedendo quella lunga barba di granoturco, escamò: - Accidenti, che bella coda! Pensi che ne siano rimaste delle altre?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;- Eh non più molte, amica mia. E le ultime non sono così belle, - fece il cavallo facendo un sospiro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;La mucca corse alla fiera. Era proprio vero, le code più belle erano finite! Frugò e rovistò a lungo, poi ne trovò una, a dire il vero un po' ridicola, a forma di codino. “Bah! Per scacciare le mosche basta e avanza,” pensò&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Quasi tutti gli animali erano andati alla fiera a prendere una coda, e la scelta era ormai alquanto ridotta. Quando, da ultimo arrivò il maiale, ancora con il fiatone per la lunaga corsa, si mise a piagnucolare: - Non ne sarà rimasta più neppure una coda e sarò l'unico animale senza coda.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;E invece... ne era rimasta una, una misera e ridicola codina a forma di cavatappi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Ma se credete che il maiale ci sia rimasto male, vi sbagliate. Neanche per sogno! Lui se l'attaccò al fondo schiena e tornò a csa fiero come un re.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Questa è la vera ragione per cui tutti gli animali eddero&amp;nbsp; la loro coda. E non provate a tirargliela via. Perchè è ben attaccata!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DP42rV5oxo9b6L7b7VzpmCRcx_Q/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DP42rV5oxo9b6L7b7VzpmCRcx_Q/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DP42rV5oxo9b6L7b7VzpmCRcx_Q/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DP42rV5oxo9b6L7b7VzpmCRcx_Q/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Thu, 10 May 2012 12:22:57 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/949-perche-animali-coda.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il baratto matto</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/948-baratto-matto-ecologia.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Una filastrocca che insegna il valore della condivisione che ha il sapore di ecologia!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ecologia a scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Scuola dell'Infanzia di Boltiere. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Testo e video di Elide Fumagalli. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Musica offerta dal canale youtube amicodiverte&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{youtube}8OeQ2_OJ2Z4{/youtube}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TytBY4suNC8UAcm-S-XZfO8ASFA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TytBY4suNC8UAcm-S-XZfO8ASFA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TytBY4suNC8UAcm-S-XZfO8ASFA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TytBY4suNC8UAcm-S-XZfO8ASFA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> elide63@alice.it (Elide Fumagalli)</author>
            <pubDate>Wed, 09 May 2012 12:49:41 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/948-baratto-matto-ecologia.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Sindbad il marinaio: primo viaggio // Audio fiaba</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/947-sindbad-marinaio-primo-viaggio-audio.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="sindbad-marinaio-primo-viaggio-audio" height="129" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/sindbad-marinaio-primo-viaggio-audio.jpg" /&gt;Eravi a Bagdad un povero facchino chiamato Sindbad. Un giorno mentre era occupato nei suoi tristi pensieri, vide uscire da un palazzo un servo che venne a prenderlo per un braccio, dicendogli:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Seguitemi; il signor Sindbad, mio padrone, vuol parlarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E lo condusse seco, introducendolo in una gran sala, ove erano molte persone intorno ad una tavola coperta d’ogni specie di vivande delicate. Vedevasi al posto d’onore un personaggio grave, ben fatto e venerabile per la sua lunga barba bianca, e dietro a lui erano in piedi molti ufficiali e famigliari intenti a servirlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo personaggio era Sindbad.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tratto da "&lt;a target="_blank" title="Le mille e una notte" href="http://www.tiraccontounafiaba.it/component/tag/le-mille-e-una-notte.html"&gt;Le mille e una notte&lt;/a&gt;"&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Clicca su "Leggi tutto" per ascoltare l'audiofiaba.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h4&gt;L'audiofiaba&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;{mp3remote}http://dl.dropbox.com/u/75901206/audio/italian/sindbad/sinbad-primo-viaggio.mp3{/mp3remote}&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Il testo originale&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Eravi a Bagdad un povero facchino chiamato Sindbad. Un giorno mentre era occupato nei suoi tristi pensieri, vide uscire da un palazzo un servo che venne a prenderlo per un braccio, dicendogli:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Seguitemi; il signor Sindbad, mio padrone, vuol parlarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E lo condusse seco, introducendolo in una gran sala, ove erano molte persone intorno ad una tavola coperta d’ogni specie di vivande delicate. Vedevasi al posto d’onore un personaggio grave, ben fatto e venerabile per la sua lunga barba bianca, e dietro a lui erano in piedi molti ufficiali e famigliari intenti a servirlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo personaggio era Sindbad.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il facchino, il cui turbamento si accrebbe alla vista di tanta gente e d’un banchetto così splendido, salutò tremante la brigata. Sindbad gli disse di avvicinarsi, e dopo averlo fatto sedere alla sua destra, lo servì a pranzo egli stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine del pasto Sindbad, osservando che i suoi convitati non mangiavano più, volgendosi a Sindbad, che trattò da fratello secondo il costume degli arabi quando si parlano famigliarmente, gli domandò come si chiamava e qual era la sua professione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Signore — ei gli rispose — io mi chiamo Sindbad.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Son lieto di vedervi — rispose Sindbad. — Voi forse avete udito parlare confusamente delle mie strane avventure, e de’ pericoli corsi sul mare durante i miei tre viaggi; in ogni modo poiché il destro mi si offre spontaneo, ve ne farò un fedele racconto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Io aveva ereditato dalla mia famiglia beni considerevoli, e ne dissipai la miglior parte negli stravizi. Ma ravvedutomi dal mio acciecamento e rientrato in me stesso, conobbi esser le ricchezze passeggiere, ove non si governassero meglio di quanto io faceva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Commosso da tutte queste riflessioni raccolsi gli avanzi del mio patrimonio e vendei all’incanto in pieno mercato tutti i miei mobili; mi avvicinai poscia ad alcuni mercanti che negoziavano per mare, e consultai coloro che mi parvero capaci di darmi dei buoni consigli, volendo trar profitto del poco danaro che mi restava. Presa adunque questa risoluzione, non tardai ad eseguirla. Andai a Bassora, ed ivi mi imbarcai con molti mercanti su d’un vascello che equipaggiammo a spese comuni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sciogliemmo la vela e prendemmo la via delle Indie orientali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno ci sorprese la bonaccia rimpetto ad una piccola isola quasi a fior d’acqua. Il Capitano fece raccogliere le vele e permise di prender terra alle persone dell’equipaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma mentre ci divertivamo a bere, a mangiare, l’Isola tutta ad un tratto tremò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel vascello si accorsero del moto dell’isola, e ci gridarono d’imbarcarci subito, perché quello che a noi sembrava un’isola, era il dorso d’una balena. I più diligenti si salvarono nella scialuppa, gli altri si gettarono a nuoto; io era ancora sull’Isola, o piuttosto sulla balena, quand’essa si tuffò nel mare, ed ebbi appena il tempo ad attaccarmi ad un pezzo di legno portato dal bastimento per accendervi il fuoco, quando il capitano, dopo aver ricevuto a bordo le genti ch’erano nella scialuppa e raccolti alcuni di quelli che nuotavano, approfittando d’un vento favorevole se ne andò. Restai dunque in balìa delle onde. Non avevo più forze e disperava di salvarmi, quando un cavallone per avventura mi gettò sopra un’isola. Mi stesi allora per terra, e restai mezzo morto, finché non apparve il giorno e non mostrossi il sole. Allora, non tralasciai di trascinarmi per trovar dell’erbe buone a mangiare. Essendomi tornate le forze, m’inoltrai nell’isola, pervenendo ad una bella pianura, ove scorsi una cavalla che pascolava.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel mentre la mirava, udii la voce d’un uomo che parlava sotterra; indi a poco quell’uomo apparve ed avvicinatosi a me mi domandò chi fossi. Io gli narrai le mie avventure: ed egli dopo ciò, prendendomi per mano, mi fece entrare in una grotta ov’erano seco vari compagni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mangiai alcune vivande ch’essi mi offrirono; poi avendo domandato quel che facevano in luogo sì deserto, mi risposero essere palafrenieri del re Mihrage, sovrano di quell’Isola; che ogni anno nella medesima stagione avevano costume di menar colà la cavalla del re, per farla montare da un cavallo marino; che il medesimo dopo averla montata si metteva in atto di divorarla, ma che essi ne lo impedivano colle loro grida obbligandolo a rientrare nel mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’indomani essi presero il cammino della capitale dell’Isola, ed io li accompagnai. Al nostro arrivo il re Mihrage, a cui fui presentato, mi domandò chi fossi, e per quale avventura mi trovassi ne’ suoi Stati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quand’ebbi appagato la sua curiosità, rispose di prender molta parte alla mia sventura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi ha sotto il dominio del re Mihrage un’Isola chiamata Cassel, ove mi si disse si ascoltava tutte le notti un suono di timballi, che diede a credere a’ nocchieri che Degial vi dimorasse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbi desiderio d’esser testimonio di quella meraviglia. AI mio ritorno, trovandomi un dì sul porto, vidi approdare un naviglio. Dopo che fu all’ancora,cominciò a scaricare le mercanzie, ed i negozianti a cui appartenevano, le facevano trasportare nei magazzini. Gettando io gli sguardi su quelle balle, e sullo scritto che indicava a chi appartenevano, vi scorsi il mio nome. Riconobbi anche il Capitano: ma siccome io era persuaso ch’ei mi credeva morto, mi avvicinai domandandogli a chi appartenevano quelle balle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Egli mi rispose:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Io aveva a bordo un mercante di Bagdad, chiamato Sindbad. Un giorno in cui eravamo vicino ad un’isola, come a noi sembrava, scese sulla medesima con molti passeggieri: ma invece d’un’isola era una balena d’enorme grandezza addormentata a fior di acqua. Essa non sì tosto s’intese riscaldare dal fuoco che si era acceso sul suo dorso per fare da mangiare, cominciò a scuotersi, indi a tuffarsi nel mare. La maggior parte delle persone che vi erano sopra si annegarono, e lo sventurato Sindbad fu di quel numero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Queste balle erano sue ed io risolvetti di negoziarle, finché non avessi incontrato qualcuno della sua famiglia a cui restituire il guadagno che ne avrò ricavato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;— Capitano — gli dissi allora — io sono quel Sindbad da voi creduto morto, e queste balle sono miei beni e mie mercanzie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ei si scosse al mio discorso: ma fu subito persuaso ch’io non era un impostore, poiché giunsero persone del suo naviglio le quali mi riconobbero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scelsi ciò che vi era di più prezioso nelle mie balle e lo regalai al re Mihrage. Egli accettò il mio dono e me ne fece in cambio dei più considerevoli. Dopo di ciò tolsi da lui commiato e m’imbarcai sul medesimo naviglio: ma prima del mio imbarco barattai le mercanzie che mi restavano, con altre del paese. Passammo per molte isole ed approdammo infine a Bassora da dove giunsi in questa città col capitale di centomila zecchini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comprai schiavi dell’uno e dell’altro sesso, bei terreni e feci una gran casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu così che mi stabilii, risoluto d’obbliare i mali sofferti e di godere de’ piaceri della vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uuufFsD-GWqPw5__5lX-iLHyqwg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uuufFsD-GWqPw5__5lX-iLHyqwg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uuufFsD-GWqPw5__5lX-iLHyqwg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uuufFsD-GWqPw5__5lX-iLHyqwg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> nikibartolo@hotmail.com (Nicoletta Bartolo)</author>
            <pubDate>Tue, 08 May 2012 15:52:13 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/947-sindbad-marinaio-primo-viaggio-audio.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La fata che piangeva perle</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/946-fata-piangeva-perle.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="fata-piangeva-perle" height="200" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/fata-piangeva-perle.jpg" /&gt;C’era una volta un villaggio talmente piccolo da non avere neppure un nome: tutti, infatti, lo conoscevano, oramai, semplicemente come “Il villaggio”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non era sempre stato così: un tempo c’era una fiorente miniera di carbone, con tanta gente che vi lavorava; poi, all’improvviso la miniera si esaurì e i minatori dovettero, per la maggior parte, emigrare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi poté farlo, portò con sé anche la famiglia, ma molti se ne andarono da soli, ripromettendosi di farlo in un secondo tempo: qualcuno lo fece, altri no, altri non tornarono più e di loro nulla più si seppe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Presso il villaggio non c’era solo la miniera, ma anche una importante segheria che dava lavoro ad operai e taglialegna, ma ben presto anche questa dovette chiudere, poiché si preferiva importare il legname dall’estero.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo causò altra emigrazione, così al villaggio rimasero poche famiglie, molte delle quali incomplete, e molti bambini crebbero senza il padre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi era rimasto si arrangiava come poteva: lavori stagionali, un piccolo orto, la raccolta dei funghi in autunno negli ampi boschi che circondavano il villaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno Fiorenzo, uno dei ragazzi il cui padre era partito molti anni prima e non aveva poi dato più notizie di sé, si era spinto, assieme a due amici, molto addentro in un bosco alla ricerca di funghi e frutti quando, ad un tratto, i tre s’imbatterono in una fata. Che fosse una fata era evidente: stava seduta a gambe incrociate, col dorso delle mani poggiato sulle ginocchia, solo che era seduta… per aria, a circa un metro dal suolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fiorenzo, in particolare, rimase colpito dalla sua bellezza; la fata aveva lunghi capelli azzurri, un bell’abito di tulle rosa ma, soprattutto, due straordinari occhi blu: straordinariamente belli e straordinariamente tristi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“&lt;i&gt;Chi sei?&lt;/i&gt; - ebbe il coraggio di domandarle Fiorenzo, anticipando la domanda dei suoi amici &lt;i&gt;– e perché hai quell’aria così triste. Qual è la tua storia?&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La fata rispose con una voce dolcissima, tanto da sembrare una musica, più che una voce umana, ma anch’essa era enormemente triste: “&lt;i&gt;Mi chiamo Aqua e sono una fata di mare, solo che sono stata scacciata dalle profondità dove vivevo perché mi ero innamorata di un delfino, che era anche ambito dalla strega del mare, così ho dovuto lasciare il mio regno, i miei amici, la mia famiglia e rifugiarmi in questo bosco dove, da molti secoli, voi siete i primi esseri umani che vedo”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al ricordo della sua vita passata, la fata cominciò a piangere, solo che le sue lacrime, non appena sgorgate diventavano perle rare di ogni colore: ce n’erano bianche come la neve, azzurre come il cielo, rosa come il tramonto, nere come le notti di novilunio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli amici di Fiorenzo non tardarono un solo momento a raccogliere quelle preziosità: altro che funghi e lamponi! Quello era un vero tesoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“&lt;i&gt;Ora dobbiamo andare&lt;/i&gt; – le disse Fiorenzo – &lt;i&gt;la strada da percorrere è lunga, ma torneremo a trovarti, a farti compagnia: vedrai che non sarai più sola&lt;/i&gt;”. Aqua non rispose, ma chinò il capo e ricominciò a sognare il suo regno perduto. Tornati in paese, in poco tempo i due giovanotti avevano mostrato a tutti le perle e raccontato della fata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così il giorno seguente arrivarono a decine per vedere la fata: “&lt;i&gt;Com’è bella&lt;/i&gt;”, mormorò qualcuno, “&lt;i&gt;Com’è triste&lt;/i&gt;”, rispose Fiorenzo che s’era innamorato perdutamente di lei fin dal primo istante. &amp;nbsp;“&lt;i&gt;Fata, bella fata del mare&lt;/i&gt; – disse una donna – &lt;i&gt;tu forse mi puoi aiutare: mio marito è partito da sei anni e non ho più notizie di lui. Il mio bambino ha otto anni ed è malato da cinque. Non riesce più a camminare, solo che io non ho soldi per farlo curare&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sentendo una storia così triste, la fata cominciò a piangere, ed anche questa volta le sue lacrime divennero perle preziose che la donna raccolse e corse via col bambino in braccio: con quelle avrebbe potuto curarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fiorenzo avrebbe voluto restare solo con lei, parlarle, farle compagnia, togliere la tristezza dai suoi occhi, affinché fossero ancora più belli, ma oramai ogni giorno la gente aumentava e veniva anche dai villaggi vicini. “&lt;i&gt;O dolce fata&lt;/i&gt; – le disse una donna anziana – io &lt;i&gt;ho sempre lavorato per mantenermi, perché sono sola e senza una famiglia, facevo la tessitrice, ma ora con l’artrite le mie mani non riescono più a impugnare l’ago: come farò&amp;nbsp; a non morire di fame?&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La fata si commosse alla storia della vecchia e pianse: a fatica la donna raccolse le perle, la ringraziò ad andò subito a venderle nella lontana città.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oramai tutti avevano imparato come arricchirsi: bastava raccontare alla fata delle storie tristi, e questa piangeva perle rarissime: alcune delle storie erano vere (chi non ha una vicenda triste da raccontare?), ma altre erano inventate di sana pianta solo per avidità. Allora anche Fiorenzo si fece sotto, solo che lui non voleva arricchirsi, solo far capire alla fata un amore che non aveva il coraggio di confessare: “&lt;i&gt;Dolce creatura del mare, se tu hai dei poteri, dimmi: come posso far capire a una donna l’amore che provo per lei?&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Detto questo il giovane cominciò a piangere e la fata piangeva con lui: pianse come mai aveva fatto e, visto che il giovane esitava, tutti raccolsero le perle piante dalla fata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sembrava che questa non smettesse più di piangere: più delle storie di mariti lontani e bambini malati, quella le aveva ricordato il suo amore perduto. Pianse fino a non avere più lacrime da trasformare in perle; poi, ad un certo punto, lentamente scese fino a terra e vi si accasciò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti capirono che la fata era morta di crepacuore: “Oooh”, esclamarono le donne. “Oooh” fecero eco i bambini delusi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, visto che oramai non era più di nessuna utilità, se ne andarono: comunque tutti avevano raccolto abbastanza perle da non aver più problemi economici per il resto della loro vita. Rimase solo Fiorenzo a contemplare l’unica persona che avesse mai amato e che era morta senza sapere del &amp;nbsp;suo amore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così Fiorenzo cominciò a piangere sul corpo senza vita, e dai suoi occhi sgorgarono perle, perché il dolore sincero e profondo è la cosa più pura che ci sia al mondo, tanto da produrre le perle più belle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bqO9CNXfQuX5fn6gLGJYPCDmYUk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bqO9CNXfQuX5fn6gLGJYPCDmYUk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bqO9CNXfQuX5fn6gLGJYPCDmYUk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bqO9CNXfQuX5fn6gLGJYPCDmYUk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Sun, 06 May 2012 13:02:40 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/946-fata-piangeva-perle.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Pontecorvo e lo scoiattolo</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/945-pontecorvo-scoiattolo.html</link>
            <description>&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" height="148" width="200" alt="pontecorvo-scoiattolo" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/pontecorvo-scoiattolo.jpg" /&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="orphans: 0; text-indent: 1.25cm; widows: 0;"&gt;C’era una volta un grosso corvo soprannominato da tutti gli animali Pontecorvo. Il perché di tale nome derivava dal fatto che permetteva di realizzare una sorta di ponte con le fronde degli alberi; egli, infatti, posandosi su un ramo lo faceva abbassare, grazie al suo peso, tanto quanto bastava per farlo avvicinare a un altro posto dall’altra parte del fiume. In questo modo creava così un passaggio che era molto comodo a tanti scoiattoli del bosco che lo usavano come scorciatoia; così ogni volta che dovevano oltrepassare il corso d’acqua non facevano altro che chiamare il corvo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno, come accaduto tante altre volte, si sentì urlare «Pooontecooorvo mi faresti passare?» e poco dopo si vide il corvo uscire dal suo nido per vedere chi si permetteva di convocarlo, e scocciato rispose «Chi è che disturba il mio riposo?».&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;«Sono io» disse uno scoiattolo con voce tremolante «Cortesemente potresti aiutarmi a superare il fiume?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«E perché mai dovrei aiutarti?» furono le parole del corvo, che era molto scontroso e non aiutava mai volentieri gli scoiattoli, la sua disponibilità non era mai certa e dipendeva dal suo umore o se gradisse il passante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Perché sei un nostro amico, come tutti gli altri animali del bosco» ingenuamente esclamò lo scoiattolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Un tuo amico, ti sbagli di grosso, io non potrei mai esserti amico, mi sei antipatico e sei pure brutto, e io faccio passare solo chi voglio, e tu non passi». A queste parole lo scoiattolo deluso rinunciò, non fece nemmeno un altro tentativo, se ne andò via amareggiato e sconsolato a prendere il sentiero, con cui avrebbe allungato molto, ma che l’avrebbe portato ugualmente dall’altra parte. Ma quando ancora non era lontano vide degli altri scoiattoli che stavano sul ramo e con suo stupore Pontecorvo vi si posò sopra permettendogli di raggiungere l’altra sponda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infuriato lo scoiattolo corse, in tutta fretta, e raggiunse il ramo dove era ancora appollaiato Pontecorvo «Perché loro li hai fatti passare e a me no, questo non è giusto!» esclamò lo scoiattolo, ma proprio mentre diceva queste parole il corvo fece un cenno con l’ala di passare, sbalordito lo scoiattolo allora si precipitò, non credeva ai suoi occhi, e avanzò, finché a un certo punto &lt;i&gt;SPLAFFF&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con un colpo d’ali il corvo prese il volo, il povero scoiattolo che si trovava appena sulla punta del ramo, venne catapultato in aria lontano fino a che non si schiantò su un mucchio di foglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Aha... aha… aha… te l’ho detto che non ti faccio passare, mi sei antipatico, come te lo devo dire» ridendosela a crepapelle esclamò il corvo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ormai avvilito lo scoiattolo abbandonò definitivamente le proprie intenzioni e cambiò strada.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco tempo dopo in una giornata di pioggia e lampi si udirono degli spari di cacciatori, tutti gli animali del bosco scappavano nelle loro tane per rifugiarsi, tutti tranne Pontecorvo che sceso dal suo albero per procurarsi qualche facile vermiciattolo, non vi poteva fare ritorno avendo le ali bagnate che gli impedivano di volare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì vicino a Pontecorvo c’era una tana, molto grande, così vi si avvicinò per chiedere ospitalità quando si affacciò il padrone, era uno scoiattolo, anzi, era lo stesso che lui aveva deriso e umiliato sull’albero tempo prima e gli chiese «Ti prego fammi entrare, ho paura ci sono i cacciatori ho bisogno di un nascondiglio per rifugiarmi, altrimenti mi prenderanno».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«No, no non posso» rispose lo scoiattolo con fare deciso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Perché non puoi, la tana è molto grande c’è posto per tutti e due» disse impaurito Pontecorvo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Io non faccio entrare in casi gli sconosciuti e tu in più mi sei pure antipatico, anzi lo sai che c’è» ricordandosi lo scoiattolo di come era stato trattato «fai quello che sai fare meglio… attaccati al ramo» e lo lasciò lì fuori alla mercé dei cacciatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RJMs1fgkx_Gg4LODzpMa-q3Srao/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RJMs1fgkx_Gg4LODzpMa-q3Srao/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RJMs1fgkx_Gg4LODzpMa-q3Srao/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RJMs1fgkx_Gg4LODzpMa-q3Srao/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> sg.alessio@tiscali.it (Alessio Sgrò)</author>
            <pubDate>Fri, 04 May 2012 15:47:21 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/945-pontecorvo-scoiattolo.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Gli amici di Bruco Gina</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/944-amici-bruco-gina.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Associazione Compigioco. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Testo, progetto grafico e video di Elide Fumagalli. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Musica finale offerta dal canale amicodiverte.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{youtube}ZZf_rIVCmpk{/youtube}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FTN8PoH5PAASGRyqmWh8hl9GA3k/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FTN8PoH5PAASGRyqmWh8hl9GA3k/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FTN8PoH5PAASGRyqmWh8hl9GA3k/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FTN8PoH5PAASGRyqmWh8hl9GA3k/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> elide63@alice.it (Elide Fumagalli)</author>
            <pubDate>Thu, 03 May 2012 12:48:28 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/944-amici-bruco-gina.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il Cavaliere che divenne Principe</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/943-cavaliere-divenne-principe.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="cavaliere-divenne-principe" height="228" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/cavaliere-divenne-principe.jpg" /&gt;In un tempo senza tempo, in un paese lontano lontano, viveva un cavaliere dall'armatura scintillante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sole splendeva alto nel cielo, i monti disegnavano l'orizzonte,  distese di fiori alti quanto bambini riempivano gli occhi, ed il prode cavaliere, con una bella piuma rossa come pennacchio, cavalcava il suo destriero  lungo strade, boschi e campi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni volta che c'era un problema lui arrivava in soccorso:  salvava fanciulle in difficoltà, portava bimbi al sicuro e sconfiggeva  bestie feroci.&lt;br /&gt; "Ti siamo debitori, prendi in dono uno zecchino", lo ringraziavano i  vecchi capi villaggio. "Fermati un poco con noi, ti daremo lingotti  d'oro e argento", lo allettavano i borgomastri. "Rimani a proteggere il  castello e ti coprirò di gioielli e pietre preziose", gli proponeva il  Conte della fortezza antica.&lt;br /&gt; "No, grazie mille", rispondeva il cavaliere, faceva un inchino, scuoteva il rosso  pennacchio e ripartiva in groppa al suo cavallo mai stanco. Lui degli  zecchini non sapeva proprio cosa farsene e poi nella bell'armatura non  aveva neanche una tasca piccina piccina dove metterli; l'oro e l'argento  lo facevano riempire di bolle peggio di un folletto col varibillo; e la  fortezza non gli piaceva per niente, tutta scura e piena di spifferi  com'era.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le fanciulle amavano il cavaliere e sospiravano intravedendo il suo  sguardo di brace attraverso la fessura dell'elmo, i giovani sognavano di  poter essere forti e coraggiosi come lui, ma in verità il cavaliere non  era mica tanto contento. Ogni notte si stendeva ai piedi di un grande  albero a guardare le stelle. Ogni notte restava sveglio perché, se sei  solo in mezzo al bosco, puoi permetterti di dormire solo con gli occhi  aperti. Ogni notte si chiedeva quando avrebbe trovato riposo: fare  l'eroe gli piaceva assai ma delle volte un poco di pace ed un pisolino  come si deve non gli sarebbero mica dispiaciuti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno d'estate un vecchio contadino gli si parò davanti in mezzo al  sentiero: "Hai sentito la triste novella? In un paese lontano  lontano un Drago sta tenendo prigionieri un fattore e sua moglie.  Poverini, nessuno corre ad aiutarli perché tutti hanno paura di quel  bestione grande e cattivo."&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Ci andrò io", rispose lesto il cavaliere dal pennacchio rosso, che aveva il cuore grande e l'animo nobile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Ma è lontano."&lt;br /&gt; "Cavalcherò giorno e notte se sarà necessario", e così partì.&lt;br /&gt; Gli ci vollero due giorni e due notti, superò campi e monti, sfidò la  pioggia e la neve, fino a quando non giunse in una grande pianura con un  fiume che dalla montagna scendeva fino al mare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Davanti ad un'umile casetta stava seduto un Drago grasso e puzzolente. Il cavaliere poggiò la spada a terra, prese una fogliolina da un cespuglio, e piano  piano si avvicinò a quel bestione fiammeggiante. Passo, passo, senza far  scricchiolare l'armatura, arrivò fino ad un piedone dalle unghie zozze  e, trattenendo il fiato, fece l'unica cosa che può sconfiggere un vero  Drago, un segreto segretissimo che solo i grandi cavalieri d'armi e  d'onore conoscono: gli fece il solletico.&lt;br /&gt; L'animale spalancò la bocca piena di denti e, invece di sputare fuoco, iniziò a ridere.&lt;br /&gt; Una risata, uno sbuffo di fumo.&lt;br /&gt; Una risata, uno sbuffo di fumo, un colpo di tosse.&lt;br /&gt; Una risata, uno sbuffo di fumo, un colpo di tosse, uno starnuto.&lt;br /&gt; E a forza di ridere, sbuffare, tossire e starnutire, il verde sederone  squamoso si sollevò da terra ed il Drago volò via con un bell'attacco di  ridarella draghesca. Ahahah, puf, cof, etciù, ahahah, puf, cof, etciù,  ahahah, puf, cof, etciù si sentì sempre più distante, fino a quando non  ci fu silenzio e lontano nel cielo non rimase che un puntino verde  piccolo quanto una capocchia di spillo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Il fattore e la fattoressa uscirono di corsa da casa: "Grazie sconosciuto, grazie per averci salvato. Cosa possiamo fare per te? Noi  non abbiamo zecchini, oro, argento o pietre preziose ma se vuoi possiamo  dividere la nostra cena in tre."&lt;br /&gt; Il cavaliere, che un certo appetito in effetti ce lo aveva, accettò e mangiò con  loro una minestra che era proprio la fine del mondo. Poi, dato che era  stanco, si coricò al calduccio sopra un saccone di piume vicino al  caminetto. Gli occhi gli si fecero pesanti e, visto che non era da solo  ma in casa con lui c'erano quei due signori tanto gentili, decise che un  sonnellino piccolo piccolo se lo poteva fare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La mattina il fattore e la fattoressa si alzarono presto per preparare  la colazione al loro salvatore e grande fu lo stupore quando, al posto  del prode cavaliere, trovarono un bimbo dai grandi occhi neri ed il  sorriso del sole. "Quanto sei bello", gli disse la donna, "sembri  proprio un Principe".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Così il Cavaliere divenne Principe.&lt;br /&gt; Ed il fattore e la fattoressa divennero mamma e papà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HbNDn6sLteXqrec4DeBLqxBD9eA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HbNDn6sLteXqrec4DeBLqxBD9eA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HbNDn6sLteXqrec4DeBLqxBD9eA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HbNDn6sLteXqrec4DeBLqxBD9eA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> rossanatorino@yahoo.it (Jane Pancrazia Cole)</author>
            <pubDate>Wed, 02 May 2012 12:20:03 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/943-cavaliere-divenne-principe.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Fantalego e il suo viaggio</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/942-fantalego-viaggio.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/fantalego-viaggio.jpg" width="200" height="311" alt="fantalego-viaggio" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;C’era una volta un ingegnere che viveva in solitudine. Un giorno, per ravvivare le sue giornate, decise di costruire un burattino di lego. Non sapeva bene che forma dargli, ma nonostante ciò riuscì a creare un perfetto &lt;i&gt;buralego&lt;/i&gt;. Pensò di chiamarlo Fantalego. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Erano ormai le 11:00 di sera e l’ingegnere, ovvero Geprot, era molto stanco; così andò a letto. Durante la notte successe una cosa strabiliante: il piccolo Fantalego, grazie all’incantesimo del Divino Telma, prese vita. La mattina seguente Geprot corse a vedere il suo ‘’capolavoro’’ alla luce, ma esso non era più al suo posto. L’ingegnere si guardò attorno e ad un tratto sentì un rumore. Si voltò verso la porta e vide Fantalego che stava ritornando a casa in sella ad una fantastica Harley Davison. Non credeva ai suoi occhi e soprattutto non si capacitava del fatto che il suo burattino avesse preso vita. Da quel momento tutto cambiò. Geprot lo trattava come un figlio e come tutti i padri si preoccupava che non finisse nei guai. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno, tuttavia, non vedendolo arrivare allo stesso orario, andò a cercarlo in giro per la città. Vide la sua moto, ma alla guida c’era un altro ragazzo; gli chiese subito che fine avesse fatto Fantalego. Lui gli spiegò che la moto l’aveva acquistata da un tipo che aveva bisogno di soldi per fare un viaggio. Geprot capì subito che la curiosità di conoscere il mondo si era impadronita di Fantalego. Pensò che il Divino Telma fosse l’unico che potesse aiutarlo. Infatti egli, dopo essersi consultato con i suoi collaboratori, scoprì che Fantalego si trovava a Miami: non più in sella ad una moto, ma ad una tavola da surf.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Geprot prese il primo volo per la California; giunto a destinazione, inforcò il primo quod a disposizione e girò per tutte le spiagge alla ricerca del “figlio” . Giunse la sera: di Fantalego nessuna traccia. Geprot, sfinito, si rifugiò in un motel. La mattina seguente trovò un messaggio sul suo iPhone, che diceva : “Geppi, ho fatto una stupidata...me ne sono andato senza avvisarti e mi rendo conto solo adesso di quanto ti voglio bene e di quanto possa averti ferito. Spero di trovare i soldi per tornare al più presto!” Il volto del povero ingegnere si rigò di lacrime. Pochi istanti dopo sentì dei singhiozzi, ma si rese conto che non provenivano dalla sua bocca. Restò in silenzio: il rumore arrivava dalla stanza accanto. Accostò l’orecchio alla parete e quel pianto gli sembrò familiare. Bussò alla porta della stanza vicina: che gioia quando vide il suo Fantalego davanti all’entrata!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pieni di felicità i due si abbracciarono e, tra un sorriso e una sgridata, tornarono finalmente a casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Alice Vallotto&amp;nbsp; 1° B&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/brhaGtNxqjqyP1YlG2Hcomb3Zlc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/brhaGtNxqjqyP1YlG2Hcomb3Zlc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/brhaGtNxqjqyP1YlG2Hcomb3Zlc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/brhaGtNxqjqyP1YlG2Hcomb3Zlc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> luca.piergiovanni@libero.it (Alice Vallotto)</author>
            <pubDate>Wed, 02 May 2012 10:50:34 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/942-fantalego-viaggio.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il cane, il gatto, il topo</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/941-cane-gatto-topo.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="cane-gatto-topo" height="138" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/cane-gatto-topo.jpg" /&gt;C’era una volta una casa normale, abitata da gente normale, in cui vivevano un cane, un gatto e un topolino, solo che loro non erano del tutto normali, o almeno non lo erano nel modo che noi intendiamo abitualmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti questi tre animali domestici, così comuni in tutte le nostre case, contrariamente a ciò che vuole la tradizione e la consuetudine, non si odiavano: anzi, erano dei veri amiconi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quello che riguarda il cane e il gatto, il fatto è che loro erano in grado di parlare la stessa lingua, quindi fra di loro non c’erano problemi di comunicazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Normalmente un cane contento agita la coda, ma per il gatto questo è un segno d’irritazione; d’altra parte il gatto contento fa le fusa, che il cane può scambiare per un ringhio ostile, quindi l’atavica guerra fra le due specie è, alla fine, solo una questione di lingua: ciò che in quella di uno significa “pace”, per l’altro suona come “guerra” e viceversa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il nostro cane e il nostro gatto, essendo più evoluti dei loro simili, avevano superato queste incomprensioni lessicali, anche se non se ne rendevano conto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il discorso del topolino, invece, è un po’ diverso; i gatti, solitamente, mangiano i topi perché lo hanno sempre fatto, perché per loro è il cibo più abbondante e disponibile e perché viaggia sulla terra e non in cielo come gli uccelli o in acqua come i pesci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il nostro era un gatto domestico, ben curato e ben nutrito: che bisogno aveva di mangiare un topo che, sicuramente, gli avrebbe lasciato peli fra i denti, che sono una cosa antiestetica, fastidiosa e deleteria per l’alito?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’unico problema per i tre amiconi, erano le pulci: non quelle reali, contro le quali erano stati disinfestati dai loro padroni, ma quelle che i loro simili non si stancavano di mettere loro nelle orecchie, ammonendoli di non fidarsi di quegli amici inconsueti, poiché da sempre le specie sono state nemiche e se così è da secoli, un motivo ci sarà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così, dopo averne discusso a lungo fra di loro, i tre decisero di ascoltare la voce di un arbitro imparziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo modo, un bel giorno essi s’incamminarono verso l’eremo del grande saggio, che viveva in una grotta lontana e che sapeva tutto di tutto, visto che lui era vecchio come il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fatta un’abbondante colazione, dopo un lungo riposo, una mattina i tre si misero in viaggio, solo che questo si rivelò più lungo del previsto e, quando dopo giorni di cammino, giunsero dal vecchio saggio, erano stremati e affamati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“&lt;i&gt;Cosa volete, creature di Dio&lt;/i&gt;?” chiese loro l’eramita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“&lt;i&gt;Grande saggio –&lt;/i&gt; disse il cane, che era il portavoce del gruppo – &lt;i&gt;siamo venuti a te per una questione molto importante, solo che siamo talmente stanchi e affamati che ci è difficile parlare. Non avresti qualcosa da darci da mangiare?”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vecchio, che oltre che saggio era anche santo, divise con loro le offerte ricevute dai fedeli e consentì ai tre amici di riposare ai suoi piedi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al loro risveglio, il giorno seguente, questi avevano ripreso le forze ed esposero il loro problema: “&lt;i&gt;Come dobbiamo, dunque, fare? Continuare a combatterci, perché così è sempre stato, oppure continuare ad essere amici, perché così ci dice il cuore?”&lt;/i&gt; chiesero in coro i tre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“&lt;i&gt;Miei cari – &lt;/i&gt;esordì il vegliardo con voce flebile – &lt;i&gt;ascoltare&lt;/i&gt; &lt;i&gt;il proprio cuore è sempre la cosa migliore, anche se è spesso difficile non farsi traviare dalle voci degli invidiosi e dei protervi. Io non posso obbligarvi, ma sarò felice se continuerete ad essere amici, anche se so che sarà difficile che questo duri per sempre. Guardate gli uomini, per esempio: centinaia di migliaia di anni di evoluzione, sono la specie più intelligente, eppure anche loro continuano a farsi la guerra, ad uccidersi, solo perché nessuno fa lo sforzo di capire gli altri, la loro lingua, le loro tradizioni, le loro religioni e ognuno ritiene di essere il depositario unico e assoluto della verità. Andate dunque e meditate e cercate di resistere alla facile tentazione di prevaricare i più deboli”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni dei concetti espressi dal vecchio erano un po’ difficili per degli&amp;nbsp; animali che, per quanto evoluti, non hanno cognizioni né di storia, né di filosofia; comunque ringraziarono il saggio e si volsero per ritornare a casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante il tragitto, però, al gatto venne fame e cominciò a guardare con altro occhio il topolino: la sue coscette tenere gli mettevano l’acquolina solo a guardarle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In fondo, pensò, se da sempre i gatti mangiano i topi, vuol dire che questi sono stati creati solo per sfamare noi che siamo certamente superiori a loro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così saltò addosso a quello che fino a poco prima era stato suo amico e lo divorò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;“Perché lo hai fatto? Era un nostro amico da sempre”, &lt;/i&gt;chiese esterrefatto il cane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“&lt;i&gt;Perché avevo fame e lui era più piccolo e debole di me e anche meno evoluto. I gatti sono una razza superiore ed è quindi giusto che si mangino i topi”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cane rimase un po’ perplesso dalla giustificazione, ma tirò diritto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più tardi i due ebbero ancora fame e, rovistando nella spazzatura, trovarono un grosso osso con ancora attaccata molta carne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ce ne sarebbe stato abbastanza per due, ma il cane, che ancora non aveva perdonato al gatto l’omicidio dell’amico, con un colpo delle forti mascelle, spezzò il collo al gatto e si mangiò da solo tutto il cibo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“&lt;i&gt;In fondo – &lt;/i&gt;giustificò a se stesso – &lt;i&gt;se lui può mangiare il mio amico topo, che era inferiore a lui, perché io non posso uccidere lui, che è di una specie inferiore alla mia ed è un assassino?”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rifocillatosi e non più rallentato dalle corte zampe dei suoi ex compagni di viaggio, il cane riprese a trotterellare verso casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, finalmente, aveva capito i concetti del saggio: chi è più evoluto deve distruggere chi è inferiore a lui; egli lo aveva fatto e, quindi, ora si stava evolvendo e presto, forse, sarebbe diventato come l’uomo o, forse, superiore a lui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Magari un giorno lui e gli altri cani avrebbero potuto sterminare gli uomini e prendere il loro posto, forse, un giorno, quando sarebbero stati più evoluti…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DT25Ag4fHBdoGzs62CG5fx9GO_A/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DT25Ag4fHBdoGzs62CG5fx9GO_A/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DT25Ag4fHBdoGzs62CG5fx9GO_A/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DT25Ag4fHBdoGzs62CG5fx9GO_A/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:49:32 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/941-cane-gatto-topo.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il lago dei cigni</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/939-lago-cigni.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="lago-cigni" height="130" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/lago-cigni.jpg" /&gt;In un’oasi incontaminata vivevano, felici, e in armonia, un gruppo di animali che avevano trovato nella loro comunità equilibrio, solidarietà e anche amicizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti, tranne uno: un magnifico cigno, tanto bello ed elegante, quanto sprezzante ed isolato dagli altri. Non si sa se la sua fosse protervia o stupidità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuno può neppure dire se fosse, invece, chiusura di carattere: perché mai deve essere necessario fare gruppo, solidarizzare con gli altri forzatamente? C’è chi trova la propria dimensione nella solitudine e nell’isolamento, chi ama isolarsi per meditare e trovare risposte anche esistenziali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ovviamente nessuno si aspetta e pretende ciò da un cigno che, in fondo, è solo un’oca elegante e, forse, da questa ha ereditato anche le limitate capacità intellettive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così nell’oasi passavano i giorni e i mesi e si alternavano le stagioni e gli anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’erano animali che nascevano ed altri che morivano, perché anche questo è l’equilibrio della natura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il cigno invecchiava nel suo ostinato isolamento ed ignorato da tutti, anche perché, nel corso degli anni, chi aveva provato ad avvicinarlo aveva dovuto fare i conti col suo becco e le sue zampe. Stanchi di risse gli animali avevano così imparato a dimenticarsi della sua esistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Occorre anche dire che nell’oasi lui era il solo esemplare della sua specie: forse se ci fossero stati altri cigni, forse se avesse trovato una compagna, forse se avesse avuto una discendenza, forse...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma le cose nella vita a volte vanno così: nessuno ci può fare nulla e in tal modo ci sono esseri che sprecano la propria vita senza slanci, ma anche senza colpe, perché la ruota del destino gira sempre come le pare e non è mai equa nel distribuire fortuna e felicità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora ci sono esseri, animali o persone che siano, che soffrono, a volte in silenzio, altre urlando il proprio dolore, ma a chi importa? In fondo il mondo è più grande di una singola esistenza e va avanti ugualmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma forse il mondo, nella sua globalità, è fatto di tante singole esistenze ed ognuna di esse è, quindi, il mondo. Gli anni, dunque, passavano, quanti non importa, e il cigno era sempre lì, come un soprammobile a cui tutti si abituano e nessuno si affeziona, lontano dalle risa, dai giochi, dalla felicità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno, però, tutti dovettero accorgersi di lui, perché d’improvviso il cigno cominciò a danzare con una leggiadria e una grazia mai viste e tutti lo guardavano ammirati e si commuovevano a tanta bellezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quella non era una danza gioiosa: erano gli spasmi della morte che arrivava, solo che nessuno lo capiva perché nessuno andava oltre le apparenze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E dopo la sua danza meravigliosa il cigno si accasciò sul proprio piumaggio e cominciò un canto dolcissimo e triste che commosse tutti di nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E tutti pensarono: “&lt;i&gt;Oh, come canta bene, quale meraviglia è il suo canto: perché non ha mai cantato prima?&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma gli animali non potevano sapere che il cigno canta solo in punto di morte e che quello non era una musica d’amore, ma di morte, che erano i lamenti e il dolore di chi sente la vita sfuggire e la nera signora entrargli nelle carni con un dolore indescrivibile se non con quello che a tutti appariva solo una forma di arte straordinaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E dopo la danza, dopo il canto, il cigno chiuse gli occhi per sempre e da una palpebra chiusa per la prima e ultima volta sgorgò una lacrima. Allora tutti piansero: non per il cigno morto, ma per il proprio egoismo, perché mai più avrebbero visto e udito tanta grazia e tanta bellezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ognuno degli animali portò, chi una foglia, chi un petalo di fiore, per ricoprire con un sudario la morte, perché la morte fa paura e va nascosta, e perché la bellezza degrada e coprendo il cigno nessuno avrebbe visto tale degrado e tutti avrebbero conservato come ultima immagine di lui quella danza aggraziata e quel canto melodioso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, per la prima volta, per l’ultima volta, qualcuno pianse per il cigno e ad uno ad uno tutti gli animali piansero, piansero per lui per giorni e giorni, così che nell’oasi si formò uno stagno ed allora vennero altri cigni il stormo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni si accoppiarono ed altri ne nacquero e, poi, col passar del tempo, qualcuno di loro moriva ed in punto di morte emetteva quel lamento che a tutti pareva una musica e tutti godevano della bellezza assoluta e qualcuno moriva perché altri potessero trarre vantaggio dalla sua morte, perché così vanno le cose nel mondo, anche in un’oasi felice.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Psl-IO_ilIX0cwI6pptd9oRbfDg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Psl-IO_ilIX0cwI6pptd9oRbfDg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Psl-IO_ilIX0cwI6pptd9oRbfDg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Psl-IO_ilIX0cwI6pptd9oRbfDg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 14:32:42 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/939-lago-cigni.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La saggia civetta diventa consigliera del Re degli animali</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/938-saggia-civetta-consigliera-re-animali.html</link>
            <description>&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/saggia-civetta-consigliera-re-animali.jpg" width="200" height="200" alt="saggia-civetta-consigliera-re-animali" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Il Re della savana, il vecchio leone, era morto. Fu subito ordianto a tutti gli animali un lutto di trenta giorni in onore del Re.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Ma subito si dovette procedere all ricerca di un nuovo Re della savana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La scelta non fu facile. Nella savana i leoni erano ormai diventati pochi e oltremodo solitari, molto aggressivi e odiavano ogni incontro con gli altri animali.I leoni si sa sono animali molto feroci, ma anche molto timidi&amp;nbsp; ben educati, da sempre erano i Re di tutti gli animali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“A questo punto che scopo avere un Re ? Disse l'elefante durante l'assemblea per eleggere il nuovo Re.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ E' vero !! i leoni sono diventati troppo solitari e non capiscono i problemi della savana”disse la giraffa mentre sgranocchiava una foglia dalla chioma più alta dell'albero.&lt;/p&gt;

&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Ma non possiamo restare senza un Re “ interruppe la zebra&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“E chi lo dice?? noi siamo forti quanto i leoni disse la tigre&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“Una tigre Re della foresta!!! assolutamente no!! ringhiò il puma&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La situazione si stava trasformando in un vero e proprio litigio, quando si fece avanti uno scimpanzè.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Sbucciando una banana dopo l'altra disse:” ho trovato un canditato idoneo per fare il Re della savana”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ chi tu ??” risero in coro tutti gli animali&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ No, non io ... ma laggiù ai margini della savana c'è un leone. Non è un leone qualsiasi è un leone che è appena fuggito da un circo....lui si che sa molte cose, a differenza degli altri leoni, si annoia quando rimane solo e ama essere circondato dagli animali; pensate non odia neppure gli uomini, ha un cuore pacifico.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Un Re del genere piacque a tutti gli animali e fu fissata la data dell'incoronazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La festa fu preparata in modo insolitamente solenne.Vennero invitati tutti gli animali della terra, quelli del bosco, delle montagne e della fattoria. Oltre ai soliti discorsi d'occasione,si pensò di dare anche un concerto nella forma classica del quartetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Si sarebbero esibiti gli animali più rinomati come suonatori: il corvo, la rana, il cane e la mucca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Un'armonia di voci così diverse doveva assicurare una grande successo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Gli animali scelti fecero le prove nella radura in mezzo al silenzio della savana&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Disegnarono un quadrato con le canne di bambù , si disposero ai quattro angoli e cominciarono coraggiosamente a produrre&amp;nbsp; la loro musica, ciascuno secondo il proprio talento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;I pellicani&amp;nbsp; vennero ad ascoltare. Ma appena eseguito il primo pezzo, la metà degli ascoltatori scappò spaventata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;I musicisti si accorsero che c'era qualche difetto nell'esecuzione e pensarono di correggerlo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Ci siamo disposti male, disse la mucca.Io e il cane dobbiamo stare nella parte orientale del quadrato, il corvo e la rana verso occidente.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Si spostarono e ricominciarono il concerto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Ma quasta voltà fuggì anche l'altra metà dei pellicani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Ci siamo di nuovo disposti male, dichiarò il corvo, io e la rana dobbiamo suonare verso nord e il cane e la mucca verso sud.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;A questa nuova disposizione, accorsero gli scimpanzè sui rami degli alberi e incominciarono a ridere a ridere a ridere....Seguirono altri spostamenti e altre prove, finchè&amp;nbsp; non uscì dalla savana un rinoceronte tutto arrabbiato minacciando i quattro musicisti .&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La rana, il corvo, la mucca e il cane chinarono tristi le teste non sapendo cosa fare. Quale fu la loro sorpresa quando videro arriavre il futuro re leone in onore del quale si preparava il concerto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Il leone aveva un aspetto bonario e sembrava quasi divertito dall'insuccesso dei musicanti, che invece tremavamo di paura. Disse loro:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Io, di musica non me ne intendo ma ho sentito dire che tra gli animali c'è una civetta saggia che ha esperienza degli affari del mondo. Chiedete consiglio a lei!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Non si sa come accadde, ma in quello stesso momento la civetta spuntò dal cavo di un vecchio albero e disse:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Non è la disposizione che guasta il concerto, ma le vostre voci. Imparate prima a suonare ciascuno melodiosamente la propria parte: solo dopo si può cercare l'armonia con gli altri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Il futuro Re leone rimase colpito dalle parole della saggia civetta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Lui era sto ben educato nel circo ed era pienamente d'accordo con la civetta perciò le disse:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“Da oggi sarai la prima fra i consiglieri della mia corte . Che la saggezza abbia più peso degli schiamazzi e degli urli! E anche i miei sudditi, nei loro dubbi ricorreranno a te!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Così sia!” risposero gli scimpanzè che questa volta non ridevano più e anche i pellicani risposero allo stesso modo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La civetta chinò la testa in segno di riverenza e di consenso e come fu venuta così se ne andò.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Intanto la voce che il futuro Re leone avese nominato una civetta prima consigliera di corte fece il giro per tutta la savana e, come succede sempre, c'è chi per invidia vuole a tutti costi rovinare tutto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Le iene!! sono animali cattivi per natura sono viscidi e subdoli capaci di insinuare il più piccolo dubbio nel cuore di alcuni animali. E così fecero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Iniziarono dai lupi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Avete sentito che il nuovo Re ha nominato prima consigliera una civetta? Un'animale della notte !! non toccherebbe a voi lupi che siete le bestie più feroci del bosco? Insinuarono le iene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“Hanno ragione” dissero i lupi e,&amp;nbsp; si riunirono in branco per decidere cosa fare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Le iene intanto andarono dalle aquile:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Avete sentito anche voi cosa ha deciso il Re leone? Nominare prima consigliera di corte una civetta!! ma come, voi non siete gli uccelli più belli, più maestosi, più grandi del cielo? Qul posto tocca senz'altro a una di voi.” Le aquile rifletterono per un po' e decisero che si, le iene avevano proprio ragione!! una civetta consigliera di corte? Non si era mai vista una cosa del genere&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Passò il tempo,i preparativi per la festa erano quasi pronti. I musicisti suonvano in armonia, le aquile, i lupi tramavano alle spalle della civetta e del Re leone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Ma un giorno accadde qualcosa: il bosco era silenzioso, troppo silenzioso!! gli uccelli non cantavano e nemmeno le foglie si muovevano leggere nella brezza del vento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;All'improvviso si sentì un rumore sospetto, come di qualcuno che correva, e le grida lontane dei suoi inseguitori.Non era un uomo a scappare, ma il lupo nero, che correva trafelato per sfuggire ai cacciatori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Appollaiata su un ramo stava tranquilla la civetta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Il lupo la vide e con voce debole debole si rivolse alla civetta:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ti prego salvami!!I cacciatori mi insguono per uccidermi !!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La civetta esitò un momento, ma poi indicò un grosso cespuglio accanto all'albero su cui stava appollaiata e disse al lupo di nascondersi lì dentro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Arrivarono i cacciatori gridando:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“non hai visto un lupo correre in questa direzione?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“l'ho visto, rispose la civetta, ma è già molto avanti, correte se volete raggiungerlo!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;i cacciatori si allontanarono in fretta e furia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Il lupo uscì dal cespuglio, guardò la civetta e disse:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ oggi mi hai salvato la vita, sei degna di essere la prima consigliera&amp;nbsp; di corte”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Il lupo tornò al branco e raccontò l'accaduto e convinse i lupi della saggezza della civetta.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Una mattina di alcuni giorni dopo, l'aquila si svegliò molto presto e partì in volo ma dopo un po'&amp;nbsp; stanca,si fermò sul ramo di una quercia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Lì incontrò la civetta che si preparava a dormire nel buco del tronco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Sapendo chi era e che funzione aveva nel regno degli animali, le augurò cortesemente&amp;nbsp; ( si fa per dire!!) buon riposo!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La civetta sorrise e disse all'aquila:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Buon giorno. Sta' attenta amica e rifletti bene sugli affari loschi che ti aspettano” detto questo sparì all'interno del tronco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;L'aquila non comprese l'ammonimento. Guardò in tutte le direzioni e tutto gli sembrava normale come sempre. Ma ad un tratto sentì un fruscio che proveniva da sotto un albero.Guardò in basso e vide una tigre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La tigre gli faceva cenni amichevoli e diceva con una voce dolcissima:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“oh che belle ali che hai!! Vederti volare è magnifico, sei l'onore di tutti gli animali; eppure fin'ora non ci siamo conosciuti da vicino, scendi dall'albero e mettiti qui nell'erba fresca vicino a me discuteremo un po'”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;L'aquila pensò di scendere, ma all'ultimo momento si ricordò del monito della civetta e rimase sl ramo. Rispose alla tigre:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ ti ringrazio della tua gentile proposta, ma non posso accettarla. Non ci conosciamo personalmente e nelle nostre famiglie si raccontano brutte storie come quella di quell'aquilotto imprudente che era stato aggredito da una tigre e mangiato in un sol boccone.” la tigre sembrò offesa;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ che parole poco gentili devo sentire, si, è vero, anticamente potevano succedere queste brutte storie di cui si racconta ancora oggi. Ma tutto questo appartiene al passato ormai. Non sai che ora è stato emanato un decreto dal nostro nuovo Re leone che gli animali non devono più mangiarsi a vicenda ma che, al contrario devono amarsi e parlarsi amorevolmente?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;L'aquila fu stupita dalla straordinaria notizia e si era già lasciata convincere a scendere dall'albero per sedersi accanto alla tigre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Ma in quel momento sentì abbaiaire dei cani che sembravano avvicinarsi. Girò la testa da quella parte e ascoltò. La tigre notò il suo gesto e chiese;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“Cara aquila che cosa hai, cosa ti pare di sentire?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ ci sono dei cani da caccia che sembrano avvicinarsi” rispose.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Cani da caccia? “ disse spaventata la tigre.In questo caso non posso fermarmi qui e lasciarmi sorprendere da loro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Ma che dici? Non avrai paura dei cani? Diamine sei una tigre se vuoi puoi diventare feroce e mangiarli in un boccone: e poi non è stato pubblicato il decreto di sua maestà, il nostro re leone, sulla tolleranza fra gli animali?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“ Animli non educati come sono i cani da caccia, forse non hanno sentito che il decreto è stato pubblicato.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;La tigre sparì. L'aquila rimase sull'albero e pensò:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“guarderò come sono davvero questi cani.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Ben presto arrivò il branco di cani. Appena videro l'aquila sull'albero, alzarono i loro musi e cominciarono ad abbaiare ferocemente. L'aquila li guardò con stupore:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;“non vi ho fatto niente di male, perchè abbaiate così? Siete davvero maleducati. Meno male che non potete salire sull'albero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;In quel momento qualcuno le toccò le ali. Era la saggia civetta che gli sussurrò:” vieni presto a nasconderti da me, nel cavo dell'albero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Dopo i cani arriveranno i cacciatori. Hanno il fucile che spara in alto. L'aquila esitò un momento ma c'era già un cacciatore che mirò in alto con il fucile e sparò. Per fortuna non colpì l'aquila che si nascose presto nel cavo della civetta. Quando poi i cacciatori se ne andarono, l'aquila ringraziò la civetta&amp;nbsp; e prese il volo. Arrivata al nido raccontò a tutte le aquile la sua avventura e anche loro capirono che la civetta era veramente saggia e degna di essere la consigliera&amp;nbsp; di corte del re leone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard" style="text-align: justify;"&gt;Nessun animale ascoltò più le iene, la festa per l'incoronazione del Re leone fu un enorme successo e in seguito quando qualche animale aveva bisogno,&amp;nbsp; il Re leone li mandava dalla saggia civetta che aveva sempre per tutti un buon consiglio da dare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xFwlqY5MSnm_Mf-k_NdXhsmNMHM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xFwlqY5MSnm_Mf-k_NdXhsmNMHM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xFwlqY5MSnm_Mf-k_NdXhsmNMHM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xFwlqY5MSnm_Mf-k_NdXhsmNMHM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:16:01 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/938-saggia-civetta-consigliera-re-animali.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Come nascono i bambini</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/937-come-nascono-bambini.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="come-nascono-bambini" height="148" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/come-nascono-bambini.jpg" /&gt;Prima o dopo succede che tutti i bambini chiedano e vogliano sapere come sono nati: è un lungo viaggio, eccolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto comincia il giorno che una mamma e un papà s’innamorano. Si vedono (può essere stato ad una festa, per strada, in ufficio o in discoteca) e i loro cuori iniziano a battere come i bassi di un pezzo di disco – music (Ettunz, ettunz, ettunz...). Poi cominciano, forse per il troppo sangue affluito al cervello, a non capire più nulla: sapete, quelle cose stupide che fanno solo i grandi, tipo disimparare a parlare (picci-picci, cippi-cippi, cicci-cicci, muci-muci ecc. neanche il vostro fratellino piccolo era così scemo prima d’imparare a dire mamma e papà).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo viene la fase peggiore (per fortuna non quella del ritorno ai pannolini): si vanno a sedere su di una panchina al parco, si guardano negli occhi e scoprono che non sanno più pronunciare neppure quelle parole piene di “c”, ora fanno solo dei sospiri pieni di “a”; è proprio una regressione, dopo le consonanti tornano alle sole vocali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Che schifo vedere impiegati di banca, dirigenti e professionisti ridursi in questo modo! passi per le donne che, si sa, non hanno dignità, ma un papà, via, non si fa così!.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però è proprio durante questa fase di cretinismo che succede una cosa strana e meravigliosa: dai corpi dei due sospiranti vengono emesse delle bolle trasparenti che si chiamano amore, sono proprio come le bolle di sapone, ma invisibili, e si librano nell’aria e li circondano. La maggior parte di queste scoppia, ma, a volte, due di loro, una del papà e una della futura mamma, si uniscono a darne una più grande e resistente; siccome i due continuano a sospirare le loro “A” d’amore, a volte la mamma ingoia una di queste bolle e non sa che per una dozzina d’anni avrà finito di andare alle feste, in discoteca o a fare i falò in spiaggia insieme agli amici con la chitarra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dentro la mamma la bolla cresce e diventa un palloncino colorato, e qui ci sono regole ben precise: se il palloncino è rosa, il bambino sarà femmina, se è celeste, sarà maschio, se è viola saranno due gemelli di sesso diverso (due futuri sospiratori), se è rosso, due gemelle, se blu scuro due gemellini maschi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte cresce un palloncino di quelli fatti a forma di bruco, e allora saranno tre, quattro, cinque, o anche sei gemelli e ogni sezione del palloncino-bruco avrà un colore diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse abbiamo corso troppo, perché vedremo più tardi a cosa servono questi palloncini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La bolla, infatti, per diventare palloncino, ci mette molto tempo, circa nove mesi, durante i quali la mamma diventa grassa, perché così almeno non va in discoteca o sulle panchine a sospirare, altrimenti sai quanti gemelli avrebbe, magari cento o duecento!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo c’è in cielo un esercito di cicogne che, avendo il collo lungo, hanno anche la vista lunga e l’udito fino e così ascoltano i sospiri e riescono a vedere quando la mamma ingoia le bolle d’amore. Allora queste cicogne messaggere vanno alla fabbrica dei bambini a comunicarlo agli addetti all’assemblaggio che, durante i nove mesi, montano accuratamente tutti i pezzi del nascituro: gli organi, le venti dita (e non è facile, piccole come sono!), gli occhi e le orecchie; non c’è mai tempo a sufficienza per mettergli anche i trentadue denti, pazienza, per quelli c’è tempo anche dopo (non credeteci, non è così, il tempo ci sarebbe, ma questi assemblatori ricevono tangenti dai fabbricanti di omogeneizzati per non inserire i dentini).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando sono passati i nove mesi e la mamma assomiglia ad un pallone pubblicitario di quelli che si vedono alla domenica sopra gli stadi di calcio, in fretta, perché altrimenti la mamma vola via, viene chiamato un taxi, ma se lei è troppo grossa e non ci sta ci vuole un’ambulanza, e il papà l’accompagna al mercato dei bambini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui, poiché la povera mamma dovrà soffrire un poco, a tenerla allegra ci pensano dei personaggi da circo: ci sono l’uomo sui trampoli, i nani, i clown e anche i giocolieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver passato la grande insegna luminosa e multicolore con scritto “Bimbo Mercato”, occorre entrare prima nel laboratorio “analisi palloncini”; qui c’è un uomo molto magro che fa aprire la bocca alla mamma e le infila una delle sue sottilissime braccia fin dentro nella pancia: quando ha afferrato la corda del palloncino, lo tira fuori; capite allora perché le mamme provano un poco di dolore: prima il braccio in pancia, poi il palloncino, magari quello a bruco, che le passa dalla gola...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, l’uomo magro è così magro che, a volte, rischia di volare via attaccato al palloncino: per questo con lui c’è sempre la donna cannone che, nonostante la mole, è agile e svelta ad afferrarlo per i piedi non appena si alza da terra e lo tiene fin quando, tolto il filo, il palloncino viene lasciato andare in cielo, così gli angeli sanno che presto ci sarà un nuovo bambino da custodire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, così, si scopre finalmente il colore del palloncino e, quindi, di che sesso sarà il bambino o se saranno più di uno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’uomo magro manda allora uno dei suoi assistenti a legare il filo del palloncino alla pancia del bambino, così che lo si possa riconoscere (i grandi, che sono sempre complicati, chiamano questo filo “cordone ombelicale”).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sbrigate tutte le pratiche, sapete: documenti, nome, città di nascita eccetera, papà e mamma vengono finalmente accompagnati dagli assistenti dell’uomo magro nell’orto; qui ci sono un sacco di fiori e ortaggi ben ordinati. Sotto le margherite si trovano le bambine, sotto i girasoli, i maschietti, sotto i cavoli, che sono più grandi, ci sono i gemelli. Ora, qualcuno si chiederà perché i bambini vengono messi sotto i fiori: sapete, spesso i neonati, e chi ha un fratellino piccolo lo sa, fanno certe puzzette... almeno così il profumo dei fiori rinfresca l’aria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se vi chiedete perché i cavoli hanno cattivo odore, pensate a due, tre o più gemelli impegnati in una gara di puzze...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vicino all’orto c’è anche una piscina dove, sotto le alghe, nascono pesci, balene, granchi e tutti gli animali acquatici, mentre nella serra tropicale ci sono alte palme per le scimmie (ogni tanto qualcuna cade, picchia la testa ed è per questo che spesso le scimmie si grattano la zucca: è per i bernoccoli!).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma torniamo a mamma e papà che oramai hanno quasi finito il loro acquisto: eh sì, tutti i personaggi che abbiamo visto vanno pure pagati, è per questo che si dice “comprare i bambini”; in realtà i bambini sono gratis, ma ciò che si paga è il servizio, compreso il becchime per le cicogne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell’orto gli assistenti, che sono gnomi, poiché devono essere piccoli per guardare sotto i fiori, cercano a fiuto il famoso filo del palloncino: quando lo trovano, a fatica trascinano fuori i bambini da sotto il loro fiore, espongono su di questo la targhetta con scritto “libero” e consegnano il neonato a mamma e papà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ stata lunga, è stata dura, ma finalmente il bambino è nato: certo la procedura è un po’ complicata, ed è per questo che si aspettano alcuni anni per raccontare ai bambini come sono nati: mica è una cosa così semplice che tutti possano capire immediatamente!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KhnQEO1n4ig-moZcaGk2AdCsjCg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KhnQEO1n4ig-moZcaGk2AdCsjCg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KhnQEO1n4ig-moZcaGk2AdCsjCg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KhnQEO1n4ig-moZcaGk2AdCsjCg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Sun, 22 Apr 2012 21:34:22 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/937-come-nascono-bambini.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Le papere ballerine ed il ballo di fine estate</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/936-papere-ballerine-ballo-fine-estate.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="papere-ballerine-ballo-fine-estate" height="271" width="175" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/papere-ballerine-ballo-fine-estate.jpg" /&gt;Nel bosco di Lilybets vive una famosa coppia di papere appassionate di cià cià cià e vincitrice di numerose gare di balli di coppia. Nella loro scuola di danza, “Balla quà, quà, quà ”, vicino alla sorgente dalle acque blu, si radunano, così, sera dopo sera, tutti gli animali del bosco a seguire le loro lezioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I signori conigli scodinzolano a ritmo di musica le soffici codine a forma di pon pon, il lupo litiga con la moglie, perché si distrae quando vede signor e signora Porcellina ancheggiare tanta deliziosa ciccetta, le tartarughe, ahimè, trottolano sui piedi di tutti i partecipanti e tanti altri simpatici animaletti danzano allegramente. La scuola di ballo di Mr e Ms Papérs è aperta tutta l’estate, e, quando il caldo soffoca l’aria, è bello ritrovarsi insieme, mentre le lucciole illuminano la pista di ballo coperta da migliaia di sassi colorati. La musica avvolge magicamente alberi, piante e fiori e sembra di partecipare ad un ballo di corte in un meraviglioso palazzo regale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tempo scorre piacevolmente e, come spesso accade quando ci si diverte, i giorni volano via veloci. Così, un anno, arrivati alla fine dell’estate la maestra di danza decise di indire un ballo per proclamare la più brava coppia di ballerini dell'anno. E, quando finalmente arrivò la fatidica sera tutti gli animali del villaggio sembravano dame e principi; chi si era arruffato la criniera, chi aveva legato alla coda un fiocco colorato di raso, chi si era sistemato margherite e boccioli di rosa dietro le orecchie.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;“Ta ta taaa…ta ta taaaa..”un meraviglioso walzer risuonava per le vie del bosco, mentre la signora Papera invitava una coppia alla volta a sedersi perché meno brava delle rimanenti. Giunti a metà serata, però, le coppie escluse, indispettite e rese acidelle dall’invidia, presero a tornare a casa e, alla fine, rimasero solo le due coppie ancora in gara: i due cigni, che danzavano leggiadri ed eleganti, e le volpi, che ondeggiavano la coda in aria come una nuvola d’argento. E, quando tra le due fu eletta vincitrice la coppia dei cigni anche le volpi, ringhiando ed accusando la maestra, scapparono via offese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così, al momento della premiazione dei vincitori anche le lucciole avevano lasciato la pista ed era così buio e silenzioso che i due cigni divennero molto tristi. Ma all’improvviso dall’ombra corse verso di loro la coppia degli orsi, complimentandosi emozionati e felici per la loro vittoria. Esclusi al primo giro, perché muovendosi goffamente pestavano le zampe agli altri concorrenti, gli orsi avevano assistito in silenzio a tutto lo spettacolo. Ed allora si che la coppia di cigni fu davvero felice di quella vittoria, perché non c’è denaro o oggetto prezioso che possa riempire il cuore di gioia quanto poter condividere un momento felice con qualcuno che c’è sinceramente amico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/w9c65UR2DPJUkPdIs6IZdlzWkKk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/w9c65UR2DPJUkPdIs6IZdlzWkKk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/w9c65UR2DPJUkPdIs6IZdlzWkKk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/w9c65UR2DPJUkPdIs6IZdlzWkKk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> lilybetslu@gmail.com (lilybets)</author>
            <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:48:51 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/936-papere-ballerine-ballo-fine-estate.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>I vestiti nuovi dell'imperatore // Audio fiaba</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/935-vestiti-nuovi-imperatore-audio.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="vestiti-nuovi-imperatore" height="152" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/vestiti-nuovi-imperatore.jpg" /&gt;I vestiti nuovi dell'imperatore (o Gli abiti nuovi dell'imperatore) è una fiaba danese scritta da &lt;a title="Hans Christian Andersen" href="http://www.tiraccontounafiaba.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;id=64:hans-christian-andersen&amp;amp;Itemid=177"&gt;Hans Christian Andersen&lt;/a&gt; e pubblicata per la prima volta nel 1837 nel volume Eventyr, Fortalte for Børn ("Fiabe, raccontate per i bambini").&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il titolo originale è Keiserens Nye Klæder.La fonte da cui ha tratto ispirazione Andersen è una storia spagnola riportata da Don Juan Manuel (1282-1348), la XXXII dell'opera El Conde Lucanor.Il racconto appartiene al bagaglio culturale condiviso di tutto l'Occidente e i riferimenti a questa fiaba nella nostra cultura sono onnipresenti, sebbene, come per altre fiabe e favole, relativamente poche persone conoscano esattamente la storia o ne sappiano indicare l'autore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Espressioni come "i nuovi vestiti dell'imperatore", "l'imperatore (o il re) è nudo" e così via sono spesso usate in molti contesti con riferimento alla fiaba di Andersen. Solitamente, lo scopo è quello di denunciare una situazione in cui una maggioranza di osservatori sceglie volontariamente di non far parola di un fatto ovvio a tutti, fingendo di non vederlo. Una metafora simile, del XX secolo, è quella dell'elefante nella stanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno dei contesti in cui la frase ricorre in modo più frequente è quello politico, in cui la corrispondenza con il contenuto della storia di Andersen è spesso rinforzata dal fatto che una certa verità venga taciuta per compiacere il potere politico.La storia è anche usata per riferirsi al concetto della "verità vista attraverso gli occhi di un bambino", ovvero al fatto che spesso la verità viene proclamata da una persona troppo ingenua per comprendere le pressioni esercitate all'interno di un gruppo affinché essa venga taciuta. Nell'opera di Andersen il tema della "purezza degli innocenti" ricorre anche in molte altre fiabe.Il libro La mente nuova dell'imperatore di Roger Penrose fa evidente riferimento alla favola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(&lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_vestiti_nuovi_dell'imperatore"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Per ascoltare la fiaba clicca su "Leggi tutto".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h4&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;L'audiofiaba&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;{mp3remote}http://dl.dropbox.com/u/75901206/audio/italian/ivestitinuovidellimperatore-andersen.mp3{/mp3remote}&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Il testo originale&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Molti  anni fa viveva un imperatore che amava tanto avere sempre bellissimi  vestiti nuovi da usare tutti i suoi soldi per vestirsi elegantemente.  Non si curava dei suoi soldati né di andare a teatro o di passeggiare  nel bosco, se non per sfoggiare i vestiti nuovi. Possedeva un vestito  per ogni ora del giorno e come di solito si dice che un re è al  consiglio, così di lui si diceva sempre: «E nello spogliatoio!».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella  grande città in cui abitava ci si divertiva molto; ogni giorno  giungevano molti stranieri e una volta arrivarono due impostori: si  fecero passare per tessitori e sostennero di saper tessere la stoffa più  bella che mai si potesse immaginare. Non solo i colori e il disegno  erano straordinariamente belli, ma i vestiti che si facevano con quella  stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che  non erano all'altezza della loro carica e a quelli molto stupidi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Sono  proprio dei bei vestiti!" pensò l'imperatore. "Con questi potrei  scoprire chi nel mio regno non è all'altezza dell'incarico che ha, e  riconoscere gli stupidi dagli intelligenti. Sì, questa stoffa dev'essere  immediatamente tessuta per me!" e diede ai due truffatori molti soldi,  affinché potessero cominciare a lavorare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi montarono due  telai e fecero fìnta di lavorare, ma non avevano proprio nulla sul  telaio. Senza scrupoli chiesero la seta più bella e l'oro più prezioso,  ne riempirono le borse e lavorarono con i telai vuoti fino a notte  tarda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Mi piacerebbe sapere come proseguono i lavori per la  stoffa" pensò l'imperatore, ma in verità si sentiva un po' agitato al  pensiero che gli stupidi o chi non era adatto al suo incarico non  potessero vedere la stoffa. Naturalmente non temeva per se stesso;  tuttavia preferì mandare prima un altro a vedere come le cose  proseguivano. Tutti in città sapevano che straordinario potere avesse  quella stoffa e tutti erano ansiosi di scoprire quanto stupido o  incompetente fosse il loro vicino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Manderò il mio vecchio bravo  ministro dai tessitori" pensò l'imperatore "lui potrà certo vedere  meglio degli altri come sta venendo la stoffa, dato che ha buon senso e  non c'è nessuno migliore di lui nel fare il suo lavoro."&lt;br /&gt;Il vecchio  ministro entrò nel salone dove i due truffatori stavano lavorando con i  due telai vuoti. "Dio mi protegga!" pensò, e spalancò gli occhi "non  riesco a vedere niente!" Ma non lo disse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Entrambi i truffatori  lo pregarono di avvicinarsi di più e chiesero se i colori e il disegno  non erano belli. Intanto indicavano i telai vuoti e il povero ministro  continuò a sgranare gli occhi, ma non potè dir nulla, perché non c'era  nulla. "Signore!" pensò "forse sono stupido? Non l'ho mai pensato ma non  si sa mai. Forse non sono adatto al mio incarico? Non posso raccontare  che non riesco a vedere la stoffa!"&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Ebbene, lei non dice nulla!» esclamò uno dei tessitori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«È  splendida! Bellissima!» disse il vecchio ministro guardando attraverso  gli occhiali. «Che disegni e che colori! Sì, sì, dirò all'imperatore che  mi piacciono moltissimo!»&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Ne siamo molto felici!» dissero i due  tessitori, e cominciarono a nominare i vari colori e lo splendido  disegno. Il vecchio ministro ascoltò attentamente per poter dire lo  stesso una volta tornato dall'imperatore, e così infatti fece.&lt;br /&gt;Gli  imbroglioni richiesero altri soldi, seta e oro, necessari per tessere.  Ma si misero tutto in tasca; sul telaio non giunse mai nulla, e loro  continuarono a tessere sui telai vuoti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'imperatore inviò poco  dopo un altro onesto funzionario per vedere come proseguivano i lavori, e  quanto mancava prima che il tessuto fosse pronto. A lui successe quello  che era capitato al ministro; guardò con attenzione, ma non c'era nulla  da vedere se non i telai vuoti, e difatti non vide nulla.&lt;br /&gt;«Non è una bella stoffa?» chiesero i due truffatori, spiegando e mostrando il bel disegno che non c'era affatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Stupido  non sono" pensò il funzionario "è dunque la carica che ho che non è  adatta a me? Mi sembra strano! Comunque nessuno deve accorgersene!" e  così lodò la stoffa che non vedeva e li rassicurò sulla gioia che i  colori e il magnifico disegno gli procuravano. «Sì, è proprio magnifica»  riferì poi all'imperatore.&lt;br /&gt;Tutti in città parlavano di quella magnifica stoffa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'imperatore  volle vederla personalmente mentre ancora era sul telaio. Con un gruppo  di uomini scelti, tra cui anche i due funzionari che già erano stati a  vederla, si recò dai furbi truffatori che stavano tessendo con grande  impegno, ma senza filo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Non èmagnifique?» esclamarono i due  bravi funzionari. «Sua Maestà guardi che disegno, che colori!» e  indicarono il telaio vuoto, pensando che gli altri potessero vedere la  stoffa.&lt;br /&gt;"Come sarebbe!" pensò l'imperatore. "Io non vedo nulla! È  terribile! sono forse stupido? o non sono degno di essere imperatore? È  la cosa più terribile che mi possa capitare". «Oh, è bellissima!»  esclamò «ha la mia piena approvazione!» e ammirava, osservandolo  soddisfatto, il telaio vuoto; non voleva dire che non ci vedeva niente.  Tutto il suo seguito guardò con attenzione, e non scoprì nulla di più;  tutti dissero ugualmente all'imperatore: «È bellissima» e gli  consigliarono di farsi un vestito con quella nuova meravigliosa stoffa e  di indossarlo per la prima volta al corteo che doveva avvenire tra  breve. «Emagnifìque , bellissima,excellente » esclamarono l'uno con  l'altro, e si rallegrarono molto delle loro parole. L'imperatore  consegnò ai truffatori la Croce di Cavaliere da appendere all'occhiello,  e il titolo di Nobili Tessitori.&lt;br /&gt;Tutta la notte che precedette il  corteo i truffatori restarono alzati con sedici candele accese. Così la  gente poteva vedere che avevano da fare per preparare il nuovo vestito  dell'imperatore. Finsero di togliere la stoffa dal telaio, tagliarono  l'aria con grosse forbici e cucirono con ago senza filo, infine  annunciarono: «Ora il vestito è pronto.»&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giunse l'imperatore in  persona con i suoi illustri cavalieri, e i due imbroglioni sollevarono  un braccio come se tenessero qualcosa e dissero: «Questi sono i calzoni;  e poi la giacca - e infine il mantello!» e così via. «La stoffa è  leggera come una tela di ragno! si potrebbe quasi credere di non aver  niente addosso, ma e proprio questo il suo pregio!».&lt;br /&gt;«Sì» confermarono tutti i cavalieri, anche se non potevano vedere nulla, dato che non c'era nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Vuole  Sua Maestà Imperiale degnarsi ora di spogliarsi?» dissero i truffatori  «così le metteremo i nuovi abiti proprio qui davanti allo specchio.»  L'imperatore si svestì e i truffatori fìnsero di porgergli le varie  parti del nuovo vestito, che stavano terminando di cucire; lo presero  per la vita come se gli dovessero legare qualcosa ben stretto, era lo  strascico, e l'imperatore si rigirava davanti allo specchio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Come le sta bene! come le dona!» dissero tutti. «Che disegno! che colori! È un abito preziosissimo!»&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Qui  fuori sono arrivati i portatori del baldacchino che dovrà essere tenuto  sopra Sua Maestà durante il corteo!» annunciò il Gran Maestro del  Cerimoniale.&lt;br /&gt;«Sì, anch'io sono pronto» rispose l'imperatore. «Mi sta  proprio bene, vero?» E si rigirò ancora una volta davanti allo specchio,  come se contemplasse la sua tenuta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I ciambellani che dovevano  reggere lo strascico finsero di afferrarlo da terra e si avviarono  tenendo l'aria, dato che non potevano far capire che non vedevano  niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così l'imperatore aprì il corteo sotto il bel  baldacchino e la gente che era per strada o alla finestra diceva: «Che  meraviglia i nuovi vestiti dell'imperatore! Che splendido strascico  porta! Come gli stanno bene!». Nessuno voleva far capire che non vedeva  niente, perché altrimenti avrebbe dimostrato di essere stupido o di non  essere all'altezza del suo incarico. Nessuno dei vestiti dell'imperatore  aveva mai avuto una tale successo.&lt;br /&gt;«Ma non ha niente addosso!» disse  un bambino. «Signore sentite la voce dell'innocenza!» replicò il padre,  e ognuno sussurrava all'altro quel che il bambino aveva detto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Non ha niente addosso! C'è un bambino che dice che non ha niente addosso!»&lt;br /&gt;«Non  ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente. E  l'imperatore, rabbrividì perché sapeva che avevano ragione, ma pensò:  "Ormai devo restare fino alla fine". E così si raddrizzò ancora più  fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c'era.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/p4mbvQPAyg7wBosa6hvocgR9REY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/p4mbvQPAyg7wBosa6hvocgR9REY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/p4mbvQPAyg7wBosa6hvocgR9REY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/p4mbvQPAyg7wBosa6hvocgR9REY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> redazione@tiraccontounafiaba.it (Hans Christian Andersen)</author>
            <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/935-vestiti-nuovi-imperatore-audio.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La leggenda della Befana</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/934-leggenda-befana.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="leggenda-befana" height="191" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/leggenda-befana.jpg" /&gt;La notizia della nascita imminente del Salvatore si era sparsa per tutta la Palestina ed anche oltre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I poveri, gli umili, i bistrattati, ma anche uomini potenti si misero in marcia per andare a Betlemme, dove la famiglia che aveva avuto la fortuna di ricevere l’incarico di mettere al mondo il Cristo fatto persona, si era recata per il censimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andarono pastori con le loro greggi, portando doni: chi un agnello, chi una forma di formaggio di pecora, chi un piccolo sacco di grano, chi un pane appena sfornato nel forno di casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall’oriente anche tre re, così potenti da essere chiamati Magi, si misero in viaggio a dorso di cammello per andare a rendere il doveroso omaggio a colui che riconoscevano come molto superiore perfino a loro stessi, al loro prestigio e al loro potere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Erano tre uomini giusti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Portavano in dono dei regali degli del re dei re: l’oro, che dà potere, l’incenso, che eleva il suo fumo fino in cielo e consente di elevare le proprie suppliche fino a Dio, la mirra, la più rara e pregiata delle resine profumate, degna di essere usata solo dal re più grande.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il viaggio era lungo, faticoso e non privo di pericoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I tre Magi erano colti, sapevano di religione, di filosofia, di astronomia, ma nonostante ciò venne loro un aiuto divino che indicasse il percorso: una stella cometa che indicava la strada.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I re partirono e, mano a mano, anche altre persone, dopo aver loro domandato dove andassero ed averne ricevuto la risposta, chiedevano di accodarsi e di accompagnarli nel viaggio, al fine di non perdersi nelle fredde notti del deserto e delle brulle montagne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni seguivano a piedi, altri a dorso d’asino, ma tutti carichi di ciò che potevano donare, oltre che della loro fede e della speranza in colui che veniva a liberarli e salvarli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad ogni villaggio, ad ogni capanna isolata la domanda era sempre la stessa: “&lt;i&gt;Dove andate, o potenti re?&lt;/i&gt;” e la risposta pure non cambiava: “&lt;i&gt;Andiamo a vedere la nascita del Messia e a rendergli omaggio; vuoi venire con noi?”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così il corteo aumentava e la sera, accanto ai fuochi accesi per scaldarsi e cucinare, tutta quella gente cantava salmi di deferenza e di felice speranza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Naturalmente non tutti seguivano il corteo: c’erano coloro che non credevano, coloro che erano indecisi, coloro che erano troppo pigri per intraprendere quel viaggio lungo e faticoso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giunti a circa metà del loro lungo viaggio, i tre re e il loro corteo giunsero in un piccolo villaggio, talmente piccolo da non avere neppure un nome ed anche qui si ripeté l’usuale interrogatorio sulla loro destinazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco fuori dal villaggio, in una misera casupola isolata, viveva una vecchina di nome Befana; al vedere quel passaggio di gente guidata da quegli uomini imponenti sulle loro cavalcature, anche Befana uscì dalla sua casa e si fece incontro ai tre Magi: “&lt;i&gt;Scusate se ho l’ardire di rivolgervi la parola, o potenti signori, ma potrei sapere dove va questo vostro corteo? Sapete, qui non succede mai nulla e non si sa mai nulla”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con infinita pazienza e con dolcezza Melchiorre rispose: ”&lt;i&gt;La profezia sta per avverarsi: sta per nascere il messia, il liberatore, colui che ci salverà dal male e noi e tutta questa gente stiamo andando ad assistere a questo momento storico, il più importante per gli uomini giusti e di buona volontà: vuoi unirti a noi? La cometa nel cielo ci guida di giorno e di notte e poi siamo in tanti e i predoni del deserto non oseranno attaccarci”:&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vecchia ci pensò un poco, scuotendo la testa, poi rispose: “&lt;i&gt;No, grandi signori, sono vecchia, ho paura di non avere più le forze per un viaggio così lungo, e poi ho il pane e i biscotti nel forno e devo attendere di aver finito la loro cottura. Anzi, se aspettate posso darvi dei biscotti caldi per voi e per il messia”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa volta a parlare fu Baldassarre: “&lt;i&gt;Ti ringraziamo per la tua offerta, ma siamo già in ritardo e contiamo di arrivare a destinazione quando il messia sarà già nato da un paio di settimane, quindi non possiamo attendere oltre. Comprendiamo le tue ragioni, ma non possiamo aspettare oltre”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciò detto ripresero il viaggio, seguiti dal loro corteo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Befana rimase sola, col comignolo del forno che fumava e i suoi pani e biscotti che lievitavano e si doravano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non passò molto tempo che la donna si accorse che era rimasta sola nel villaggio, che tutti, uomini, donne e bambini, avevano seguito il corteo dei tre re.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si rese anche conto che era vecchia, che aveva vissuto una vita sciatta, senza affetti, senza slanci e novità ed ora che le si presentava l’ultima occasione di darle un senso, aveva gettato l’opportunità per non fare bruciare i biscotti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Corse in casa e raccolse in un sacco i suoi pani, i suoi biscotti, poche cose, legò il sacco ad una scopa da trascinarsi dietro, visto che questo pesava troppo per portarlo in spalla, e si mise in cammino quando, però, ormai non si vedeva più né il corteo dei Magi, né la stella che li guidava.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sapeva vagamente verso quale direzione viaggiavano, ma nel deserto dove tutto è uguale è facile perdersi e perdere l’orientamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così, ogni volta che vedeva un camino fumare, bussava alla porta e, offrendo in cambio i suoi dolciumi, chiedeva informazioni sul corteo, se fosse passato di lì e che direzione avesse preso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più volte s’accorse di avere sbagliato strada, di essersi perduta, allora chiedeva ospitalità presso qualche casa e faceva nuovi biscotti da offrire in cambio di informazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aveva sbagliato, aveva peccato in pigrizia ed ora era pentita e quell’errare per tutta la Palestina era la sua punizione: offrire dolciumi ai bambini e riceverne in cambio un sorriso, era la sua espiazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passarono i giorni ed oramai il Messia era nato, i Magi erano giunti a lui, avevano posato ai piedi della sua culla, ricavata da una mangiatoia, i loro preziosi doni, mischiati a quelli più semplici, ma altrettanto preziosi per i fedeli che li avevano recati lì, avevano pianto davanti a quel neonato, così piccolo e così potente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La vecchia Befana girava ancora per i villaggi, regalava biscotti, ne infornava altri, chiedeva informazioni, ma oramai la gente non ricordava più, la cometa era sparita verso altri mondi, altre stelle e galassie, ma la donna non si arrese mai ed ancora oggi visita le case dove c’è un camino acceso e vi deposita doni, sperando che uno dei bambini che vi dimorano sia il messia che lei non ha potuto vedere ed onorare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così Befana non può morire, ed ogni anno ricompare in occasione del natale del Messia, anche se non sa che oramai ha scontato il suo peccato regalando sorrisi ai bambini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fiy05TSKgYH2LvPeVUold16Fm-4/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fiy05TSKgYH2LvPeVUold16Fm-4/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fiy05TSKgYH2LvPeVUold16Fm-4/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fiy05TSKgYH2LvPeVUold16Fm-4/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:02:57 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/934-leggenda-befana.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Filastrocca della diversità</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/933-filastrocca-diversita.html</link>
            <description>&lt;p&gt;{youtube}VddP51M0VN8{/youtube}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Testo e video di &lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/il-tuo-profilo/userprofile/elide.html" title="Elide Fumagalli" target="_self"&gt;Elide Fumagalli&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Musica offerta dal canale amicodiverte.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y9lEv_vpsLBCGE4FKemzV5UotkA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y9lEv_vpsLBCGE4FKemzV5UotkA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y9lEv_vpsLBCGE4FKemzV5UotkA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y9lEv_vpsLBCGE4FKemzV5UotkA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> elide63@alice.it (Elide Fumagalli)</author>
            <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:06:04 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/933-filastrocca-diversita.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il pifferaio magico</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/932-pifferaio-magico.html</link>
            <description>&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="pifferaio-magico" height="144" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/pifferaio-magico.jpg" /&gt;Questa è una favola quasi vera, perché perfino in una città asettica e a volte disattenta e crudele come Milano, a volte si può ambientare una fiaba se si ha ancora voglia di emozioni semplici e pulite, se si ha voglia di credere nelle cose ingenue, semplici e belle.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Come tutte le fiabe inizia con: “&lt;i&gt;C’era una volta”...&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;C’era una volta un uomo anziano, ma non così anziano come si potrebbe pensare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Era un uomo modesto, un pensionato che viveva con un sussidio da fame dopo una vita di lavoro per arricchire altri, ma era pulito, ordinato, sempre sbarbato e con un sogno ed un’arte nel cuore.&lt;/p&gt;

&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Lui suonava l’armonica e sapeva milioni di storie, forse tutte quelle più belle dell’universo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;C’era stato un tempo, il tempo e l’età in cui si sa, o si crede, di avere davanti a sé tutto il tempo necessario per fare qualsiasi cosa, nel quale avrebbe voluto pubblicarle, le sue storie, non tanto per sete di guadagno, ma per farle conoscere, perché a volte sia un sorriso che una lacrima sono capaci di rendere migliori.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ben presto, però, si era accorto che pubblicare un libro è più che difficile, è quasi impossibile se non si hanno le conoscenze e gli appoggi giusti ed allora il libro l’aveva pubblicato da solo, sì, ma nella sua mente: lui le sue storie le ricordava tutte a memoria: gli bastava estrarre dalla tasca del cappotto, sempre lo stesso in tutte le stagioni, un foglietto oramai ridotto allo spessore di un pizzo pregiato, sul quale c’erano scritti tutti i titoli delle storie che lui aveva creato e il resto gli fluiva dalla voce con sicurezza, senza esitazioni e se qualche volta cambiava qualche parola, ciò serviva a migliorare e dare una rinfrescata ai racconti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;A volte questi erano malinconici, forse perché legati al ricordo di vicende personali e in una vita lunga come la sua, si sa, motivi di tristezza ce ne sono parecchi; altre volte si trattava di favole moderne, ma in tutti i casi c’era sempre, per chi sapeva coglierla, una morale, proprio come nei vecchi favolisti classici o, anche se il paragone gli sembrava irriverente, nelle parabole del Vangelo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Il vecchio ogni giorno, estate e inverno, primavera ed autunno, che ci fosse il sole o la pioggia o la neve e la nebbia di Milano, andava al parco, si sedeva su una panchina, sempre la stessa (e chissà perché non c’era volta che la trovasse occupata) e si preparava: per prima cosa estraeva un enorme fazzoletto da una delle infinite e profondissime tasche del cappotto e con quello si puliva con cura gli occhiali, quasi che lui le parole che recitava le leggesse scritte nell’aria e, quindi, volesse averne ben chiara la visione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Fatto ciò, estraeva da un’altra saccoccia un’armonica ed iniziava a suonare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Le melodie ne fluivano dolcissime: a ognuno pareva di conoscerle da sempre, eppure erano composizioni personali del vecchio e ciò che alla gente pareva di riconoscere, non era la musica, ma i propri ricordi più belli (pare che ognuno ne abbia alcuni, anche se spesso preferisce piangersi addosso e fingere di non ricordarsene).&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Quel giorno di marzo, era un giorno strano di un marzo ancora più strano: gli alberi tutto intorno erano fioriti di petali rosa o bianchi, ma sulla panchina preferita del vecchio si era addensata una nuvola bassa, a non più di una ventina di metri dal suolo, che scaricava fulmini in sordina e poi iniziò anche a nevicare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;All’arrivo del vecchio, però, la nube scomparve, la neve cessò, la panchina appariva asciutta e il sole tornò a splendere anche lì sopra; una leggera brezza mitigava il calore del sole, cosicché all’uomo il cappotto non desse fastidio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Dopo avere iniziato a suonare l’armonica, la cui melodia si diffuse ben presto per l’intero parco, i bambini lasciarono palloni, tricicli o biciclette ed altri giochi ed accorsero verso di lui come ipnotizzati dalle sue note.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Come ebbe il suo pubblico l’uomo iniziò a leggere nella propria mente le sue storie, dopo aver consultato il suo malconcio indice per scegliere la più appropriata e i bambini si sedevano a terra, le gambine incrociate, i gomiti poggiati su queste e il mento sorretto dalle mani a coppa ed iniziarono ad ascoltare nel massimo silenzio e con la massima attenzione quelle storie meravigliose che, a volte, commuovevano, ma erano belle lo stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Purtroppo, però, c’è chi è sordo nelle orecchie e chi lo è nel proprio cuore, così ci fu che pensò bene di chiamare i vigili e denunciare l’uomo perché, probabilmente, con la scusa della musica e delle sue storie, adescava i bambini.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Così arrivarono due “ghisa” in pompa magna e in evidente disagio che, pur non potendo fare a meno di commuoversi per la parte di storia che erano riusciti ad ascoltare, vietarono al vecchio di suonare e narrare per i bambini.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Tutti se ne andarono sconsolati e, questa volta, le lacrime dei bambini erano di disperazione, non di commozione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Ben presto tutti dimenticarono il vecchio, la sua musica, quasi che fossero stati vittime di un’ipnosi collettiva.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Qualcuno si domandava perché mai, con tutte le panchine occupate, ce ne fosse una sempre libera sulla quale nessuno osava sedersi, ma nessuno ricordava.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Sta di fatto che i bambini che un tempo avevano costituito il pubblico del vecchio suonatore erano tutti diventati più buoni e non facevano più i capricci né per mangiare, né per andare a dormire e neppure per fare i compiti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;La panchina del vecchio musicista rimase, dunque, per sempre vuota, nel grande parco di Milano, ma un giorno l’uomo ricomparve in un parco più piccolo, praticamente un fazzoletto di verde stritolato dalle strade piene di traffico e di gente nervosa; qui giunto, scelse una panchina sulla quale aveva nevicato fino a poco prima, e si era al ventuno di maggio, ed estrasse dall’enorme tasca del cappotto, un’armonica piccolissima, che incominciò a suonare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;A quel suono gli automobilisti si calmarono e diventarono perfino gentili, pur non riuscendo a captare la flebile musica,&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Neppure i pochi frequentatori del parco riuscivano a sentire alcun suono, ma quando passavano di là si sentivano bene, migliori e più ben disposti verso il loro prossimo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Gli unici che potevano sentire le dolci note del minuscolo strumento erano gli uccelli: dapprima giunsero i passeri, poi gli storni, quindi i piccioni, le cornacchie, qualche falco e persino un pappagallo fuggito da una gabbia alle prime note dell’armonica.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;I pennuti si misero a semicerchio intorno all’uomo e quando furono tanti, centinaia, il vecchio ripose l’armonica e cominciò a narrare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Lui, ovviamente, non sapeva la lingua di tutte quelle specie di uccelli, ma loro lo capivano ugualmente ed erano tutti stretti gli uni agli altri, compresi i predatori.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Lui iniziò la storia che aveva scelto dal suo vecchio indice: “&lt;i&gt;C’era una volta un vecchio pensionato che suonava l’armonica e raccontava storie ai bambini per renderli più buoni...”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Aveva scelto proprio bene: era l’ultimo racconto che aveva creato e stampato nella sua mente: gli uccelli ascoltavano attenti, mentre i passanti pensavano che quel vecchio matto fosse uno di quelli che portano le briciole per i volatili, ma la cosa strana era che nessuno emetteva un verso, fosse pure un cinguettio o un pigolio e che gli animali erano immobili e non si accapigliavano come fanno di solito per la conquista di una crosticina di pane.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Il vecchio terminò la sua storia e qualche uccello accennò ad un applauso con le ali.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Qualcuno, molto attento, giura anche che alcuni di loro piangessero di commozione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="line-height: 150%;"&gt;Quando tutti se ne andarono, rimase qualche penna per terra: una era del suonatore d’armonica, sì, perché non tutti gli angeli stanno in paradiso: qualcuno vive e lavora fra noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TQjIb2qi3SZYPWP8vnV5UN0zE6Y/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TQjIb2qi3SZYPWP8vnV5UN0zE6Y/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TQjIb2qi3SZYPWP8vnV5UN0zE6Y/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TQjIb2qi3SZYPWP8vnV5UN0zE6Y/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (marco.ernst)</author>
            <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 10:01:49 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/932-pifferaio-magico.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il fiammifero e la farfalla</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/931-fiammifero-farfalla.html</link>
            <description>&lt;p&gt;In un&amp;nbsp;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="fiammifero-farfalla" height="149" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/fiammifero-farfalla.jpg" /&gt;posto tutto buio e freddo, dove non si vedeva nulla, un piccolo fiammifero si aggirava tutto solo vagabondando di qua e di là in cerca di un po’ di compagnia, quando a un certo punto sentì la presenza di&amp;nbsp;qualcuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Chi è?» domandò cortesemente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sono una farfalla» ricevette come risposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Una farfalla, e che cosa è mai?» pensò il fiammifero non avendone mai vista una, quindi incuriosito chiese «Io sono un fiammifero e posso accendere un fuoco, e tu?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Ma che domanda è mai questa» scocciato si sentì replicare, quasi a snobbarlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;«Tutti sanno quanto sono bella e che con il mie stupende ali trasporto il polline necessario per inseminare i più bei fiori dei prati» disse la farfalla con un tono di superiorità nei confronti del piccolo e solo fiammifero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Scusami farfalla, ma non so come sei fatta, sei la prima che incontro, e non ti vedo quasi per niente» infatti tanto era buio che poté solo udirne la soave voce, ma nulla di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quel momento la farfalla incominciò a lamentarsi «Che freddo che ho, qui si gela. Le mie povere ali perderanno tutto il loro splendore, i miei sfavillanti colori appassiranno. Che freeeddo!» esclamò con tono tremolante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Ti aiuterei volentieri farfalla, ma non posso fare nulla per te» furono le parole che pronunciò il fiammifero, non fece in tempo di terminare che la farfalla stizzita disse «Come! Ma tu non puoi appiccare il fuoco… Allora fallo?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sì è vero ma così brucerei anch’io» affermò un po’ impaurito il fiammifero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Ho una idea» disse poi la farfalla prendendolo con le sue zampe e trasportandolo su una nuova superficie «Ecco qui è perfetto».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Non sei curioso di vedermi?» dichiarò ancora la farfalla, e questa volta in modo molto ammaliante «Come me non ce ne sono molte, avresti la possibilità di vedere la cosa più bella che tu abbia mai visto nella tua vita» continuò a dire «Non perdere questa occasione non ti ricapiterà più!».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fiammifero desideroso di vedere cosa si celava dietro a quella dolce voce, che lo aveva di fatto stregato, si piegò su se stesso, sfregò la sua rossa testina su una parete ma non successe nulla, era troppo liscia e fredda, allora provò per terra e così fu luce e calore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La testa del fiammifero bruciava di un vivo fuoco, color rosso al centro e giallo all’esterno, e mentre ciò accedeva poté finalmente vedere la farfalla che tanto bramava. Rimase tuttavia deluso da quella vista, davanti a sé infatti non c’era nulla di bello e sfavillante come si immaginava, bensì una cosa pelosa, tozza e di uno smorto grigio che si alzò in volo e incominciò a volare in circolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non poté ben capire cosa stesse accadendo ma vide vicino a sé un liquido oleoso che si infiammò a sua volta e tutto attorno delle pareti trasparenti che lasciavano oltrepassare la luce del più grande fuoco che ardeva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella realtà il piccolo fiammifero era stato ingannato da una perfida falena che lo aveva condotto all’interno di una lanterna appesa a un soffitto, e quando il poverino stava emettendo le sue ultime fiamme vide, giù a terra sul pavimento, tanti altri suoi fratelli ormai tinti a lutto e caduti nello stesso tranello. E così anche lui li raggiunse per sempre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q1BYsMuHzz4_tF8rUT7iKLJUf6E/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q1BYsMuHzz4_tF8rUT7iKLJUf6E/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q1BYsMuHzz4_tF8rUT7iKLJUf6E/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q1BYsMuHzz4_tF8rUT7iKLJUf6E/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> sg.alessio@tiscali.it (Alessio Sgrò)</author>
            <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 08:18:03 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/931-fiammifero-farfalla.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Le fiabe G K Chesterton</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/930-fiabe-chesterton.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le fiabe dicono la verità, non soltanto perchè affermano che i draghi esistono...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{youtube}D1R1EoufgHU{/youtube}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bfazcNK02JqqmoG0coKe1eN12Rg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bfazcNK02JqqmoG0coKe1eN12Rg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bfazcNK02JqqmoG0coKe1eN12Rg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bfazcNK02JqqmoG0coKe1eN12Rg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> elide63@alice.it (Elide Fumagalli)</author>
            <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:00:37 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/multimedia/930-fiabe-chesterton.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>L'amore di Filù</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/929-amore-filu.html</link>
            <description>&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="amore-filu" height="160" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/amore-filu.jpg" /&gt;C’è un piccolo bosco, in Trentino, che è ancora oggi abitato da una razza di gnomi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Negli altri boschi, purtroppo, specie affini si sono estinte a causa del disboscamento o del turismo, quindi potremmo considerare questi gnomi di montagna una specie protetta, solo che né il WWF, né alcun altro conosce la loro esistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;So che non mi crederete: perché mai nessuno li ha visti, se veramente esistono, vi domanderete? La risposta è semplice: per continuare ad esistere i pochi sopravvissuti devono tenersi nascosti, così da non fare la fine dei loro simili liguri, lombardi, silani eccetera.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ogni tanto qualcuno, è vero, afferma di averli veduti, ma, fortunatamente, nessuno gli crede e, spesso, lo intervistano in televisione come si fa con un mentecatto innocuo e, tutto sommato, simpatico e divertente.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Oltretutto questa è una specie di gnomi molto piccola, proprio di quelli così minuti da abitare dentro i funghi, che non crediate sia una bella cosa: sono dimore umide, il che non è un bene per chi ha centinaia di anni, e, a volte, le loro case vengono raccolte dai cercatori di funghi, professionisti o dilettanti che siano e, di sovente, mangiate con loro ancora all’interno! Così molti si sono adattati a vivere dentro funghi velenosi, in modo da non essere molestati dai fungaioli della domenica.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;I più ricchi prediligono l’Amanita muscaria, così elegante col suo bel tetto rosso punteggiato di bianco, altri si contentano delle Amanita phalloides o verna, un po’ più smunte nei colori.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Un gruppo di una setta deviante ha preso dimora nei Boletus satanas e, i più poveri, si sono dovuti accontentare di un fungaccio chiamato “fetidus”, per le cui scale e ballatoi ristagna sempre odore di minestrone rancido e che ha un solo servizio in comune per tutti gli gnomi condomini: meno male che il bosco garantisce un po’ di privacy a chi vuole espletare certe funzioni all’aperto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Sento che ci sono ancore molti scettici che non si fidano di quanto sto dicendo: provate allora ad andare in quel bosco (anche se non vi dirò mai dove si trova, poiché sono un ecologista) e sedervi su di un masso o un tronco abbattuto per fare merenda: spesso vi spariranno briciole di cioccolato, di cui loro sono ghiotti, o di pane o un mezzo biscotto che, per uno gnomo, vuol dire fare colazione per una settimana.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;A volte si mettono insieme per fare degli scherzi ai cittadini che invadono il loro habitat, per cui una ventina di loro potrebbe farvi sparire la roncola pieghevole con lo stemma del trentino impresso a fuoco che avevate appena comperato in paese: avrete del bello e del buono a cercare “...&lt;i&gt;dove diavolo sarà scivolata: era qui adesso&lt;/i&gt;?”: non la ritroverete mai più, ma se il vostro orecchio fosse allenato ai rumori della natura, potreste sentire i flebili risolini degli gnomi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ora che ve li ho presentati, che ve li ho descritti e raccontato delle loro abitudini, voglio narrarvi di uno di loro in particolare: il suo nome è Filù. Filù è un giovane gnomo, giovane per i tempi gnomeschi, visto che ha circa trecento anni.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Come tutti i giovani, lui vive una vita spensierata ed è sempre alla ricerca di una fidanzata. Un giorno, durante una delle sue peregrinazioni nel bosco, era in giro dalla mattina ed aveva già fatto almeno centocinquanta metri dall’alta Lepiota dell’istituto funghi popolari in cui viveva coi genitori e quattordici fratelli maggiori, vide quella che, aveva deciso, sarebbe stata la compagna della sua vita: una meravigliosa farfalla ballerina.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Non era la prima volta che Filù vedeva delle farfalle, ma erano quasi sempre cavolaie bianche, volgari e sguaiate, per non parlare delle lucciole che girano solo di notte pronte ad accendersi per il primo che passa! Questa era diversa: innanzitutto i colori; era gialla striata di nero con le antenne rosso vivo ed era talmente delicata che pareva che le sue ali fossero state lavorate al tombolo dalle esperte dita delle anziane gnome artigiane del pizzo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ma soprattutto, non appena c’era una bava di vento e gli steli d’erba si mettevano a suonare all’unisono la loro melodia dolcissima, lei si esibiva in balletti dotati di una grazia che Filù mai aveva visto nella sua breve vita.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Vederla danzare ed innamorarsene fu tutt’uno. Corse a casa a riferirlo alla madre e questa lo ammonì subito: “&lt;i&gt;Filù, sei proprio certo della tua scelta? Guarda che questi amori con specie diverse non sono mai fortunati: e poi cosa sappiamo di lei? Da dove viene, qual è la sua famiglia? Ed infine ricordati che noi gnomi siamo monogami e possiamo amare una sola volta nella vita e se lei non vivesse quanto noi, tu poi che faresti?&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ovviamente di tutte le sagge è un poco ansiose raccomandazioni della madre, Filù non ascoltò quasi nulla: era troppo felice, troppo innamorato; spesso gli veniva da piangere al solo pensare alla sua ballerina. Non appena la vedeva gli cominciava ad accelerare il cuore fino a che gli sembrava che questo sarebbe schizzato dal petto per correre più velocemente di lui all’appuntamento con l’amata che poteva già scorgere danzare in fondo alla radura.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Più volte aveva raccolto per lei mazzi di polline che aveva deposto ai suoi piedi come corbeille quale omaggio alla sua bellezza ed alla sua arte.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Così passavano i giorni, e un po’ tutto il bosco era in fermento per quell’amore così passionale che eccitava e commuoveva tutte le creature che vi dimoravano.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Passavano i giorni, dicevamo, che, per uno gnomo sono un tempo minimo, ma per una farfalla sono un’eternità, e così la ballerina invecchiava e, a causa dell’umidità del bosco, era piena di dolori. Si sentiva vecchia, troppo vecchia per danzare, troppo vecchia anche per amare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Oramai trascorreva gran parte delle sue giornate posata sulla corolla di un fiore in uno spazio aperto, così che il sole scaldasse le sue articolazioni doloranti, a quasi mezzo chilometro dalla casa fungo di Filù, cosa che costringeva il povero gnomo ad ore di cammino per arrivare all’appuntamento con la sua amata.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Lei non ballava più, ma il suo fisico era rimasto snello come quando era giovane, il sole che traspariva dai ricami delle sue ali creava stupendi arabeschi e lui l’amava come e più di prima: il contemplarla, anche da ferma, riempiva il suo cuore di gioia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Lo gnomo si sedeva su di un sassolino di fronte al fiore e le raccontava delle sue giornate, delle novità del bosco, di tutti gli animaletti che vi erano nati nelle ultime ore.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Lei sospirava ed ascoltava la voce, o almeno il suo suono, dato che non capiva il significato delle parole, accompagnato dalla melodia del vento fra l’erba.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Era passato un mese dal loro primo incontro, e la farfalla era vecchia, stanca, molto stanca; la trovarono una mattina a terra, sotto il suo fiore, le ali ripiegate e lei oramai immobile, ma con un sorriso di serenità che la illuminava come quando era giovane, felice e innamorata.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Filù pianse a lungo, credette che avrebbe pianto per gli altri settecento anni che gli restavano da vivere. A fatica trascinò una foglia e la ricoprì come con un sudario: era il suo ultimo dono a colei che aveva tanto amato; ora non avrebbe potuto amare mai più, la madre lo aveva avvertito, ma le mamme, si sa, quando si è innamorati, non si ascoltano mai.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Venne la fine dell’estate e scese prima l’autunno e poi l’inverno e queste stagioni scesero anche nel cuore di Filù: avrebbe voluto morire, raggiungere la sua amata e con lei danzare per sempre i walzer più belli.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ma il tempo è una gran medicina, anche se a volte crudele, e ti porta una cura che si chiama rassegnazione. Così passarono i mesi più freddi e tristi e ritornò alfine la primavera.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Nei prati attorno al bosco e nelle radure all’interno di esso cominciarono a comparire le prime farfalle, miracolosa metamorfosi di larve che avevano dormito per quasi metà anno.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Filù al vederle si sentì battere il cuore di emozione e di rimpianto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Poi un giorno le vide, vide quelle cinque farfalline giovani gialle e nere, con le antenne scarlatte, solo che queste avevano anche un ciuffo di capelli rossi, rossi proprio come quelli di Filù.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J9R5KYT8LYUHotpNly90SXNX8JM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J9R5KYT8LYUHotpNly90SXNX8JM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J9R5KYT8LYUHotpNly90SXNX8JM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J9R5KYT8LYUHotpNly90SXNX8JM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> prof.marcoernst@gmail.com (Marco Ernst)</author>
            <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 12:11:08 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/929-amore-filu.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Nel vecchio baule</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/928-vecchio-baule.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: right;" alt="vecchio-baule" height="136" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/vecchio-baule.jpg" /&gt;I ricordi si sfogliano,&lt;br /&gt; come le pagine ingiallite&lt;br /&gt; di un vecchio libro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piccolo baule marrone,&lt;br /&gt; in una buia cantina,&lt;br /&gt; la polvere si è unita&lt;br /&gt; ai graffi del tempo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Contenuto carico di perché,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di speranze di una bambina,&lt;br /&gt; di una adolescente&lt;br /&gt; che ancora sopravvive&lt;br /&gt; nella donna d’adesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vecchi libri di scuola,&lt;br /&gt; carichi di annotazioni,&lt;br /&gt; ricerche su antichi popoli,&lt;br /&gt; in quadernoni con le anele di metallo,&lt;br /&gt; le prime poesie scritte&lt;br /&gt; sul diario di Candy Candy.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un piccolissimo vocabolario,&lt;br /&gt; dalla copertina rossa,&lt;br /&gt; un piccolo malconcio&lt;br /&gt; vangelo per ragazzi,&lt;br /&gt; la biro dai sette colori,&lt;br /&gt; vecchi quaderni&lt;br /&gt; con la copertina&lt;br /&gt; di Sandokan, il Corsaro Nero,&lt;br /&gt; e della graziosa bambina,&lt;br /&gt; dall’aspetto un po’ retrò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle pagine dei libri,&lt;br /&gt; nelle pagine dei diari,&lt;br /&gt; nelle pagine dei quaderni&lt;br /&gt; ricordi che si sfogliano&lt;br /&gt; come le pagine ingiallite&lt;br /&gt; di un vecchio libro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ne4fNmIZWSAQ1NTAWIRoDQ9-CuM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ne4fNmIZWSAQ1NTAWIRoDQ9-CuM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ne4fNmIZWSAQ1NTAWIRoDQ9-CuM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ne4fNmIZWSAQ1NTAWIRoDQ9-CuM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> marziaornofoli@gmail.com (marzia.o)</author>
            <pubDate>Thu, 12 Apr 2012 15:10:33 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/filastrocche/928-vecchio-baule.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il profumo del paradiso</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/927-profumo-paradiso.html</link>
            <description>&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="profumo-paradiso" height="124" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/profumo-paradiso.jpg" /&gt;Beniamino era un bambino con un animo dolcissimo, buono e particolarmente sensibile. Quel giorno, si trovava al capezzale della madre morente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Non devi essere triste” le diceva la donna per rincuorarlo e rassicurarlo sfiorandogli dolcemente il capo sforzandosi di sorridere “Andrò in Paradiso che è un posto bellissimo”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Il piccolo però sembrava preoccupato e non convinto da quelle parole.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Ricorda inoltre, che io ti starò sempre accanto. Ti basterà chiudere gli occhi e mi sentirai vicino a te”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Mamma, com’è fatto il Paradiso?” domandò curioso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Devi sapere, che è pieno di fiori profumati e ci sono grandi nuvole bianche, soffici come batuffoli di cotone, sulle quali le persone si riposano al sole”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Il bimbo perplesso chiese: ”Come fanno i fiori ad arrivare in cielo?”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Li porta il vento” rispose la madre “E’ per questo che noi li coltiviamo, così quando ne ha bisogno, li può prendere.”&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La spiegazione non faceva una piega. Aveva convinto il piccolo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Adesso lasciami riposare che sono molto stanca”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Beniamino la baciò, si allontanò dalla sua stanza e si recò in tutta fretta in giardino.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La nonna che aveva assistito alla scena con un groppo alla gola, lo seguì, notando che si era messo a trafficare nelle aiuole del vialetto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Che cosa stai combinando?”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Sto piantando questi bei fiori” esclamò tutto contento ed eccitato allo stesso tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Perché mai?” continuò la nonna incuriosita “Non ne abbiamo già a sufficienza?”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Sì” rispose Beniamino “Questi gialli però, sono i preferiti di mamma” disse con l’innocenza della sua gioventù.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La donna continuava a non comprenderne il significato, ma lo lasciò fare. Aveva il cuore così colmo di dolore che gli dispiaceva sgridarlo, anche se si era tutto sporcato di terra.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Non trascorse molto tempo che giunse il triste giorno. La madre di Beniamino lo lasciò per sempre.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Tutti in casa erano tristi e piangevano, mentre il bambino correva a destra e a sinistra, passando da una finestra all’altra scrutando il cielo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Che cosa stai facendo?” gli chiese la nonna con un filo di voce e gli occhi gonfi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Cerco le nuvole bianche” rispose “E’ lì che adesso si trova la mamma”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La donna lo abbracciò forte forte scoppiando a piangere “Piccolo mio, quanto candore e purezza nelle tue parole”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“E poi deve arrivare il vento” continuò sicuro “Le deve portare i fiori che ho piantato per lei”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Forse era meglio così, che Beniamino credesse sul serio a quella bizzarra storia che le aveva raccontato la madre.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;A questo punto, la nonna non riuscì a dire null’altro. Troppa era la sofferenza. Il cuore distrutto in mille pezzi, le aveva tolto il respiro.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Quella notte un improvviso temporale imperversò sulla città: lampi, tuoni e pioggia scrosciante. Al mattino Beniamino svegliatosi urlò: “Nonna, vieni presto!”.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La donna corse pensando al peggio, ovvero che il bambino si stesse sentendo male ed invece lo trovò davanti alla finestra aperta della sua stanza con un sorriso enorme.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;“Guarda nonna” le disse indicando il giardino sottostante.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;L’anziana signora si affacciò e rimase a bocca aperta.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Nell’aiuola del vialetto, erano spariti proprio i fiori gialli che Beniamino aveva pianto per sua madre. Parevano stati raccolti, perché nella terra erano rimasti dei pezzetti di gambi. E nel cielo divenuto di un azzurro meraviglioso, era apparsa davanti casa, una soffice nuvola bianca.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Beniamino ricordandosi le parole della madre, chiuse gli occhi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;In quel momento sentì una dolce carezza sfiorarli il capo, mentre nell’aria si propagò un profumo di fiori a lui ben noto, che avvolte non solo il bambino ma anche sua nonna in un abbraccio d’amore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eScZ_J_8ofvBaQIocy0CCPZ4LM8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eScZ_J_8ofvBaQIocy0CCPZ4LM8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eScZ_J_8ofvBaQIocy0CCPZ4LM8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eScZ_J_8ofvBaQIocy0CCPZ4LM8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> d.mille@libero.it (Dora)</author>
            <pubDate>Thu, 12 Apr 2012 14:22:57 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/927-profumo-paradiso.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Maghetto e Streghina</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/926-maghetto-streghina.html</link>
            <description>&lt;p class="Standard"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="maghetto-steghina" height="178" width="178" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/maghetto-steghina.png" /&gt;Maghetto,un piccolo mago che abitava in mezzo al bosco, stava facendo colazione con i suoi biscotti preferiti quando sentì bussare alla porta:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Maghetto apri, sono io! Devo dati una notizia importante!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Era la sua amica Streghina, “Sai”!!!, gli disse non appena entrata in casa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“siamo stati invitati alla grande festa della magia, ci saranno le streghe, le fate e i maghi più bravi del mondo, si danzerà per l'intera notte, poi io e te insieme faremo sentire a tutti la nostra&amp;nbsp; prima formula magica e riceveremo in dono il cappello stellato.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Fantastico Streghina !” esclamò maghetto pieno d'entusiasmo, “adesso però dobbiamo pensare a una formula super, diversa da tutte quelle in circolazione, una formula magica nuova, strepitosa che lasci tutti a bocca aperta per la meraviglia”&lt;/p&gt;

&lt;p class="Standard"&gt;“Sono pienamente d'accordo Maghetto, ma da dove cominciamo? Vediamo...senti un po' questa: &lt;b&gt;obra cadobra&lt;/b&gt; che te ne pare?” chiese Streghina pensando già di essere sulla buona strada.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Mi dispiace Streghina”, rispose prontamente Maghetto, “Ma&amp;nbsp; &lt;b&gt;obra cadobra&lt;/b&gt; è quasi uguale a una&lt;b&gt; &lt;/b&gt;vecchia formula magica:&lt;b&gt; abra cadabra&lt;/b&gt;, ci vorrebbe qualcosa di più originale.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Hai ragione Maghetto. Per farci venire un'idea potremmo andare nel bosco a fare una passeggiatache ne dici?”propose Streghetta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Maghetto pensò che era un ottima idea, così si incamminarono nel bosco di buon passo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Nel bosco incontrarono Lampo, un simpatico folletto a cui le streghe, i maghi e le fate si rivolgevano a lui perchè solo lui sapeva procurare loro gli ingredienti più strani e introvabili da mettere nei filtri magici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Ehilà amici” li salutò Lampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“ho qui qualcosa da mostrarvi, roba di prima qualità, me l'hanno ordinata per la grande festa della magia.” E in men che non si dica aprì il fagotto che teneva sulle spalle: c'erano uova e denti di drago, code di lucertola, rametti di salice piangente,pelle di serpente,acqua di stagno melmoso,denti di pippistrello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“oh! Lampo, potremmo prendere qualche ingrediente per noi?” domandò Maghetto pieno di speranza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Si”, gli fece eco Streghina, “Qualcosa per noi!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“prendete pure ragazzi, qui ce n'è per tutti”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Maghetto e Streghina scelsero con cura una pelle squamosa di serpente, un rametto di salice piangente, una manciata di denti di pippistrello e un uovo di drago. Quindi si diressero verso casa con aria soddisfatta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“abbiamo avuto una magnifica idea” disse Streghina&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Ora non ci resta che costruire dei magici strumenti musicali con gli ingredienti che ci ha regalato Lampo”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Già, così la festa, invece di pronunciare una formula magica la suoneremo.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“E' vero !! Bravo Maghetto!! nessuno ci aveva pensari prima”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Streghina e Maghetto ce la misero&amp;nbsp; proprio tutta; versarono gli ingredienti magici in un grande paiolo e mescolarono per un po', poi li tirarono fuori, li posero sul tavolo e cominciarono a montare i vari pezzi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Maghetto con la pelle di serpente costruì un giuro squamoso da suonare con il rametto di salice; streghina si costruì un uovo-maracas riempito con i denti di pippistrello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;La notte della festa finalmente arrivò e fu una notte davvero indimenticabile, vi era una lunga tavola ricolma di ogni golosità per streghe, maghi e fate: ortiche fritte, patatine al pepe, tisane alle erbe amare, gelato alla mela verde, confetti al rosmarino, marmellata di rose,trippa di drago, granita di rape, torta alla radice di mandragola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Si fecero molti balli e canti intorno al fuoco, poi giunse il momento tanto atteso da tutti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Maghi, strghe e fate pronunciarono formule magiche davvero strepitose e molto potenti, poi Maghetto e Strghina furono fatti salire su un palchetto per far sentire alle streghe, ai maghi, e alle fate più bravi del mondo la loro prima formula magica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Nel silenzio generale Maghetto e Streghina cominvciariomo a suonare facendo uscire dai loro strumenti magici strani e affascinanti suoni: quella era la loro fornula magica e diceva cosi :&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;" align="center" class="Standard"&gt;&lt;b&gt;La formula puoi suonare, la stiamo ad ascoltatr&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;" align="center" class="Standard"&gt;&lt;b&gt;poi il cappello in premio avrai.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;" align="center" class="Standard"&gt;&lt;b&gt;Il cappello con tante stelle, stelle splendenti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;" align="center" class="Standard"&gt;&lt;b&gt;magiche e lucenti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;" align="center" class="Standard"&gt;&lt;b&gt;stelle nel cielo blu&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;" align="center" class="Standard"&gt;&lt;b&gt;suona quello che vuoi tu!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Tutti, sorpresi e conquistati, fecero un lungo applauso a Streghina e&amp;nbsp;&amp;nbsp; maghetto che ricevettero in dono il cappello stellato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WQ37nFLFRFgQ-Syuk2KxlXOYA8g/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WQ37nFLFRFgQ-Syuk2KxlXOYA8g/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WQ37nFLFRFgQ-Syuk2KxlXOYA8g/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WQ37nFLFRFgQ-Syuk2KxlXOYA8g/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Thu, 12 Apr 2012 14:19:22 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/926-maghetto-streghina.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il tesoro delle streghe</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/925-tesoro-streghe.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="tesoro-streghe" height="112" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/tesoro-streghe.jpg" /&gt;In un paese lontano esiste un tesoro fantastico: il tesoro delle streghe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma trovarlo non è facile perchè si trova in un sotterraneo di un buio e nero castello, dietro a una grande porta di ferro sulla quale sta di guardia la Strega Nera, la regina di tutte le Streghe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo giorno d'estate la Regina nera apre la porta di ferro per sette minuti e allora è possibile vedere l'immenso tesoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi ha il coraggio di stare con ragni velenosi, tarantole, ragnatele, pippistrelli, gufi, civette e barbagianni che custodiscono il tesoro in quel sotterraneo, potrà entrare nella stanza e portar via tutto l'oro che vuole.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per riempirsi le tasche di gioielli d'oro e monete d'argento, la Regina Nera concede sette minuti non di più, altrimenti si trasforma in un drago con le lingue di fuoco e non c'è più scampo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La leggenda del tesoro delle streghe si diffuse in tutti i paesi vicini e lontani così il primo giorno d'estate molti uomini e giovani si ritrovarono al castello nero per tentare di varcare la porta di ferro&amp;nbsp; e uscire con il tesoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma nessuno è mai tornato indietro, il drago li ha mangiati tutti in un sol boccone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malek, è un giovane pastore che ogni giorno porta il bestiame a pascolare nei prati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quel paese in ogni direzione si guardasse, si vedeva sempre là, sulla montagna, il castello nero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malek era incuriosito dalla leggenda e aveva giurato a se stesso che un giorno avrebbe sfidato la Strega nera e il drago.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosi decise che per prima cosa doveva scoprire come faceva la Strega nera a trasformarsi in drago e mangiare tutti gli uomini che non riescono ad uscire dal sotterraneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malek, mentre guardava le sue pecore che pascolavano si faceva mille domande, ma non riusciva a trovare una risposta; allora, quella sera stessa prova a chiedere a tutti gli abitanti del paese perchè la Strega nera è così cattiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Naturalmente nessuno lo sa o se qualcuno crede di sapere qualcosa per Malik non era sufficiente, non era soddisfatto delle risposte che riceveva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella notte non riusciva a dormire, il suo cervello non smetteva di ragionare e infine decise che il giorno dopo sarebbe andato dal nonno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nonno di Malik era un uomo molto vecchio e molto saggio speva dare buoni consigli ed era amato e rispettato da tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Sicuramente il nonno saprà dirmi qualcosa di più” pensò Malik&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;domani stesso andrò da lui. E così fece.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti il nonno riuscì a soddisfare la curiosità di Malik.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La Regina delle streghe è cattiva perchè soffre&amp;nbsp; giorno e notte a causa di una spina avvelenata che alcune streghe proprio il primo giorno dell'estate le hanno piantato nella schiena. E' proprio questa spina che le dà il potere di trasformarsi in drago”:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Nonno strapperò dalla schiena della Strega nera la spina che la rende un drago.” disse Malik convinto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nonno sapeva che Malik era un ragazzo forte e coraggioso, forse sarebbe riuscito a strappare quella maledetta spina&amp;nbsp; avvelenata dalla schiena della strega.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Tieni !” disse il nonno mostrando un pugnale incastonato di perle preziose, “ti servirà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fintanto che la strega nera sarà nel suo territorio, tu non potrà fare niente devi attirarla fuori da lì”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Ma come?” pensava Malik mentre ritornava a casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Bisogna rubare tutto il tesoro, ma non aspettando il primo giorno d'estate, bisogna farlo subito”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così Malik, il giorno seguente,con l'aiuto del pugnale, scava una galleria, proprio sotto il sotterraneo del castello dove si trova il cesto del tesoro. Ne taglia il fondo e una pioggia d'oro e d'argento si riversa su di lui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Richiamata dal rumore la Strega nera solleva il coperchio del cesto in cui si trovano i gioiellie scopre stupefatta di non avere più il tesoro!!&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"&gt;__MCE_ITEM__–&amp;nbsp; Malikkkk !!!-&amp;nbsp; urla la strega prima di trasformarsi in drago.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malik corre, si inoltra nel bosco, scava ai piedi di un grande albero, nasconde i gioielli e scompare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Appena in tempo!! Il drago sopraggiunge a grandi passi!! Man mano che si avvicina le piante si seccano e&amp;nbsp; muoiono&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il drago s'inginocchia ai piedi dell'albero, frugando rabbiosamente con le piccole zampe superiori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutt'attorno le foglie cadono e muoiono, i fiori appassiscono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio sopra di lei, Malik osserva la schiena del Drago appollaiato su un albero. Non è facile individuarla con tutti quegli aculei!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malik osseva meglio e infatti in mezzo alla schiena la spina avvelenata sporge leggermente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un baleno Malik si butta sul drago il quale sentendolo cerca di disarcionarlo muovendosi velocemente e rabbiosamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malik è aggrappato agli aculei ma un colpo violento lo fa retocedere fino alla coda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piano piano e con molta cautela si avvicina al punto in cui la spina è conficcata nella schiena e con i denti stappa la spina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Strega nera caccia un urlo spaventoso paralizzando tutto il bosco e il paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi silenzio.....&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco a poco, gli uccelli ricominciano a cantare, gli alberi rinverdiscono, sbocciano nuovi fiori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il bosco torna alla vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strega nera apre gli occhi: non soffre più, il suo sguardo si posa su Malik.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ come posso dimostrarti la mia riconoscenza” chiede la strega.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Sposami!!” risponde lui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strega gli dà un bacio e Malik improvvisamente diventa un uomo, uno spelndido cavaliere&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo tutto il paese è preoccupato e triste; nessuno più spera nel ritorno di Malik, così coraggioso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D'un tratto risuona un grido:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ La Strega!!!”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;presi dalla paura tutti fuggono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'entrata del paese entrano un cavaliere e una principessa&amp;nbsp; mano nella mano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cavaliere tenta di rassicurare gli abitanti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“non abbiate paura non è più una strega, ma una bellissima principessa e io sono Malik”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ma naturalmente nessuno ci crede. Solo sua madre osa avvicinarsi, lo tocca, lo accarezza e mormora:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“come sei diventato bello figlio mio”!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;allora gli abitanti del paese accolgono Malik ma non la principessa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Tu sei Malik ma questa donna è la strega nera ! Ha divorato i nostri fratelli, i nostri mariti, i nostri fidanzati!!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All'improvviso un rullo di tamburi interrompe le grida. Ecco l'entrata trionfale del Grande Saggio il nonno di Malik, circondato da numerosi uomini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono tutte le persone che la Strega nera aveva divorato quando si trasformava in Drago.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finalmente il paese è riunito. Madri, figli, mariti, mogli, bambini corrono a srtingersi intorno a Malik e alla principessa, quella magnifica coppia che ha riportato la pace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4wZD7C_3QiESOZiCXJPtUqurY9g/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4wZD7C_3QiESOZiCXJPtUqurY9g/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4wZD7C_3QiESOZiCXJPtUqurY9g/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4wZD7C_3QiESOZiCXJPtUqurY9g/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 21:21:47 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/925-tesoro-streghe.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il figlio del mare</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/922-figlio-mare.html</link>
            <description>&lt;p class="Standard"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="figlio-mare" height="177" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/figlio-mare.jpg" /&gt;In un paese lontano, sulle rive del grande oceano, i pescatori con le loro barche affrontavano ogni giorno le onde minacciose per pescare un po' di pesce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Con loro partiva sempre Medjo un giovane dai capelli rossi, forte e coraggioso che i pescatori avevano soprannominato “Figlio del mare”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Medjo non aveva una barca sua e il suo sogno più grande era proprio quello di possedere un veloce battello da pesca tutto suo per affontare da solo il mare aperto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;In attesa che questo sogno si avverasse, egli seguiva i pescatori in mare, li aiutava a tirare su le reti cariche di pesci, oppure scompariva tra le onde nuotando sempre più lontano dalla riva.&lt;/p&gt;

&lt;p class="Standard"&gt;Quando tornava sulla spiaggia, tutti i bambini del paese gli si facevano intorno per sentire iracconti delle meraviglie nascoste nel mare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Oggi ho visto una conchiglia grande come la piazza del paese con demtro una perla bianchissima, che si è chiusa appena una squalo si è avvicinato.” disse Medjo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“E non ti ha mangiato lo squalo ?” chiese un ragazzino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“No, perchè mi sono nascosto in un bosco di alghe insieme a tanti pesciolini colorati” rispose&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“ Come mai lo squalo non vi&amp;nbsp; ha visti'” chiese un'altro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“ Noi siamo stati più veloci di lui&amp;nbsp; a nasconderci e poi&amp;nbsp; lui si è arrabbiato ed è andato via”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Il giorno dopo ci fu una grande tempesta, le onde erano molto alte e minacciose e le navi furono costrette a fermarsi nel piccolo porto del paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Davanti a quelle splendidi navi Medjo pensava: “se potessi avere un veliero come quello, con le vele bianche come la neve e navigare per l'oceano !! sarei l'uomo più felice della terra, vivrei sempre in mare!!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Proprio da quel veliero scese il&amp;nbsp; Re per cercare un rifugio per la notte e vedendo quel giovane dai capelli rossi incantato a guardre la sua nave, gli si avvicinò e gli disse:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Ti piaccion le mie navi vero?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Certo, farei qualsiasi cosa per averne una tutta per me”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“Bene, ti cederò la mia nave, quella più grande con le vele bianche come la neve, se riuscirai a ripescare il mio tesoro che la tempesta ha trascinato sul fondo del mare, proprio lì all'imbocco del porto.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Medjo accettò la prova, raggiunse la punta estrema del porto e si tuffò nel mare in tempesta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“non ce la farà mai” pensavano i vecchi pescatori, nessuno sopravvive a una tempesta come questa”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Tuttavia rimaserò lì ad aspettare con una punta di speranza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;I minuti passarono lentissimi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Medjo intanto aveva raggiunto il fondo del mare; la tempesta agitava le acque cosi forte che riusciva a spostare&amp;nbsp; perfino alcune conchiglie che si erano incastrate sul fondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Era buio, non si vedeva niente, l'acqua era torbida e il giovane aveva ancora poca aria nei polmomi poi avrebbe dovuto risalire in superficie altrimenti sarebbe morto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Stava per darsi per vinto, quando un grasso delfino che si era&amp;nbsp; adagiato sul fondale, si mosse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Medjo vide un grosso forziere semiaperto dal quale, con la poca luce che ogni tanto filtrava, splendevano alcuni oggetti d'oro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Era il tesoro del re.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;I pescatori sulla spiaggia se ne stavano tornando nelle loro case quando all'improvviso videro qualcosa che stava spuntando dalle onde bianche di schiuma: era Medjo il giovane dai capelli rossi che nuotava verso il porto tenendo stretto a sé il forziere del re.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;“E' lui!! ce l'ha fatta! Ce l'ha fatta !” gridavano i pescatori e i bambini, mentre tutti accorrevano al porto per aiutare il giovane tanto coraggioso a tirare a riva il tesoro del Re.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Il re come promesso, diede al giovane il suo bellissimo veliero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Adesso anche Medjo, il figlio del mare, aveva una nave e la più bella che avesse mai potuto desiderare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="Standard"&gt;Avrebbe realizzato&amp;nbsp; così tutti i suoi sogni&amp;nbsp; da marinaio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/l9jETird8KCmHCHx0nE0PnN8pj0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/l9jETird8KCmHCHx0nE0PnN8pj0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/l9jETird8KCmHCHx0nE0PnN8pj0/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/l9jETird8KCmHCHx0nE0PnN8pj0/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 08:04:10 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/922-figlio-mare.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il seme di soffione</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/921-seme-soffione.html</link>
            <description>&lt;h1&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-CeILsbzVPu4/ThaiiY2dLtI/AAAAAAAAAb8/k3KcziJE3To/s1600/soffione1pw8.jpg" alt="soffione" style="float: left; margin-right: 10px;" width="200" height="300" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;In un verdissimo prato contornato da tante chiazze colorate viveva una pianta con tanti grossi fiori gialli, insieme a tante altre sue gemelle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pianta che attirati in primavera il maggior numero d’insetti per impollinare i suoi fiori, li vedeva trasformare in tanti piccoli semi, che potevano planare nell’aria con l’aiuto del vento, grazie ai lunghi filamenti bianchi posti come dei raggi di sole sulla testa del loro esile corpo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un giorno come tanti altri, quando ormai la stagione era matura e tutto pronto per l’addio dei semi dalla madre pianta, uno di questi nel vedere dalle altre piante il volar via degli altri semi di soffioni esclamò «Mamma perché dobbiamo andarcene?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«È così che le cose sono sempre andate e così devono andare» gli spiegò la madre, cercando di fargli accettare quanto stava succedendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Io non voglio lasciarti qui tutta sola, mamma, come sta accadendo per le altre piante» replicò il piccolo seme alla madre «Non è giusto» continuò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Figlio mio anche io prima di te sono stata un seme e ho dovuto lasciare mia madre e tutti i miei fratelli, solo così il mondo può proseguire» aggiunse la madre.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il piccolo seme però non ne voleva sapere di ascoltare la madre, convinto dell’ingiustizia di quanto stava accadendo, così non appena il vento autunnale iniziò a soffiare sempre più forte lui rimase lì stretto stretto a colei che lo aveva generato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Non vado via mamma... io no!» disse mentre i fratelli pian piano prendevano il volo, verso quella che sarebbe stata la loro nuova vita, in un futuro ancora incerto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una ventata ancor più potente si portò via in un attimo un intero ramo, tutti in una volta quei semi iniziarono il loro solitario viaggio, ma lui era ancora lì, attaccato con tutte le sue forze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così uno a uno i fratelli del seme, compagni in quella breve vita, senza fare alcuna resistenza andarono via; era rimasto solo lui... quando in un istante d’apparente quiete un soffio di vento lo prese alla sprovvista e anche lui si allontanò dalla pianta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Nooo...» gridò inutilmente il piccolo seme, ma ormai la madre non poteva più ascoltarlo, era da solo lì sospeso in aria a volteggiare da una parte e da un’altra, in balia del vento. Vedendo alcuni dei suoi fratelli che lo accompagnavano in questo viaggio e altri invece che si fermavano in qualche posto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Superata la prima iniziale paura, di quanto stava accadendo, il seme iniziò a guardarsi intorno, il prato che conosceva e dove era nato non c’era più, ma ora vedeva cose che mai aveva visto prima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«È stupendo» esclamò quando vide un azzurro fiume pieno di pesci che vi nuotavano dentro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Fantastico...» disse alla vista di immense montagne con le cime completamente innevate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La meraviglia del seme non trovò fine, non immaginava di trovarsi davanti a tante belle cose, lui che prima aveva conosciuto solo quel prato che ora gli sembrava così piccolo e pallido di fronte alle bellezze naturali che nemmeno immaginava che esistessero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Valli, pianure, laghi, boschi gli si presentavano innanzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando poi il vento, che l’aveva sospinto in quel suo viaggio alla scoperta del mondo, si placò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piccolo seme planò allora leggero leggero verso il basso in una immensa distesa dove solo il nulla gli faceva compagnia, ancora non sapeva che lì avrebbe passato il resto della sua vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giunto sulla terra si adagiò in una insenatura e passarono giorni, settimane, mesi, con l’alternarsi del sole e della luna, del giorno e della notte. Poi fitte piogge si fecero sempre meno intense, le giornate diventavano sempre più lunghe e là dove si era posato il seme fece la sua comparsa una verde gemma.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La primavera stava arrivando nuovamente e ciò che una volta era un seme divenne dapprima germoglio e poi una pianta ricoperta di tanti bei fiori gialli, così il piccolo seme di soffione capì di far parte del circolo della vita e che anche lui avrebbe generato altri suoi simili per consentire il continuo rigenerarsi del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XNf9KIYP3Qp-neRj_yLXPDVD2i0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XNf9KIYP3Qp-neRj_yLXPDVD2i0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XNf9KIYP3Qp-neRj_yLXPDVD2i0/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XNf9KIYP3Qp-neRj_yLXPDVD2i0/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> sg.alessio@tiscali.it (Alessio Sgrò)</author>
            <pubDate>Sat, 07 Apr 2012 12:47:09 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/921-seme-soffione.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La principessa sul pisello // Audio fiaba</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/920-principessa-pisello.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=180:principessa-pisello&amp;amp;catid=64&amp;amp;Itemid=177" title="La principessa sul pisello"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="principessa-pisello" height="150" width="150" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/principessa-pisello.jpg" /&gt;La principessa sul pisello&lt;/a&gt; è una fiaba danese scritta da &lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;id=64:hans-christian-andersen&amp;amp;Itemid=177" title="Hans Christian Andersen"&gt;Hans Christian Andersen &lt;/a&gt;nel 1835.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fa parte del primo volume di fiabe di Andersen Eventyr, fortalte for Børn con il titolo originale Prindsessen paa Ærten.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malgrado non sia stata riscontrata alcuna versione orale danese della fiaba precedente alla pubblicazione, Andersen ha dichiarato di averla sentita quando era bambino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(&lt;a target="_blank" title="Principessa sul pisello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_principessa_sul_pisello"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"C'era una volta un principe che voleva avere per sé una principessa, ma doveva essere una vera principessa. Perciò viaggiò per tutto il mondo per trovarne una, ma ogni volta c'era qualcosa di strano: di principesse ce n'erano molte, ma non poteva mai essere certo che fossero vere principesse; infatti sempre qualcosa andava storto. Così se ne tornò a casa e era veramente molto triste, perché desiderava di cuore trovare una vera principessa."&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Clicca su "Leggi tutto" per ascoltare la fiaba.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h4&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;L'audiofiaba&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;{mp3remote}http://dl.dropbox.com/u/75901206/audio/italian/lapricipessinasulpisello-andersen.mp3{/mp3remote}&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Il testo originale&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;C’era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva trattarsi di una principessa vera! Perciò si mise a viaggiare in lungo e in largo per il mondo, ma ogni volta non riusciva a decidersi: principesse ce n’erano un po’ dappertutto, ma erano principesse vere? Non si riusciva mai a saperlo con sicurezza: ogni volta sembrava mancare qualche cosa. Alla fine decise di tornare a casa sua, ma era pieno di tristezza per non essere riuscito a trovare una principessa vera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una notte che c’era un tempo orribile, con fulmini, tuoni, e acqua a catinelle, qualcuno bussò alle porte della città, e il vecchio re andò ad aprire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fuori dalle mura c’era una principessa: Dio mio, la pioggia e il brutto tempo l’avevano conciata proprio bene! L’acqua le picchiava sui capelli e sui vestiti, entrava nelle scarpe dalle punte e ne usciva dai tacchi: eppure lei sosteneva di essere una vera principessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Questo si vedrà,” pensò la vecchia regina, ma non disse nulla: andò in camera, tolse il materasso dal letto e mise sul fondo un pisello; poi prese venti materassi e li mise sul pisello, e sopra i materassi mise ancora venti grossi cuscini di piume.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella sera la principessa dormì lì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mattina dopo le chiesero come aveva dormito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Malissimo!” si lamentò la fanciulla, “non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! Chissà cosa c’era in quel letto! Ero coricata su qualcosa di duro e mi sono fatta un enorme livido blu e marrone. È stato terribile!”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così capirono che era una principessa vera, perché aveva sentito il pisello attraverso venti materassi e venti grossi cuscini di piume. Solo una principessa poteva avere una pelle così sensibile!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così il principe la prese in sposa, convinto finalmente di avere incontrato una vera principessa, e il pisello andò a finire in un museo, dove, se nessuno è venuto a rubarlo, lo si può vedere ancora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questa è una storia vera, sapete?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBJ96UqMTSpCsOi8JPyHOsJtGGs/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBJ96UqMTSpCsOi8JPyHOsJtGGs/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBJ96UqMTSpCsOi8JPyHOsJtGGs/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dBJ96UqMTSpCsOi8JPyHOsJtGGs/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> redazione@tiraccontounafiaba.it (Hans Christian Andersen)</author>
            <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 14:03:07 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/920-principessa-pisello.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Pollicina // Audio fiaba</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/919-pollicina-audio.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="pollicina" height="196" width="150" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/pollicina.jpg" /&gt;Mignolina (Tommelise) è una fiaba dello scrittore danese &lt;a title="Hans Christian Andersen" href="http://www.tiraccontounafiaba.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;id=64:hans-christian-andersen&amp;amp;Itemid=177"&gt;Hans Christian Andersen&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come in &lt;a title="Pollicino - Charles Perrault" href="http://www.tiraccontounafiaba.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=529:pollicino&amp;amp;catid=69&amp;amp;Itemid=181"&gt;Pollicino &lt;/a&gt;di &lt;a title="Charles Perrault" href="http://www.tiraccontounafiaba.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;id=69:charles-perrault&amp;amp;Itemid=181"&gt;Charles Perrault&lt;/a&gt;, Mignolina narra la storia di una bambina piccolina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa fiaba fu una delle prime scritte da &lt;a title="Hans Christian Andersen" href="http://www.tiraccontounafiaba.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;id=64:hans-christian-andersen&amp;amp;Itemid=177"&gt;Andersen &lt;/a&gt;e fu pubblicata per la prima volta nel 1835. La fiaba di Mignolina è stata successivamente adattata su vari media, tra cui i film di animazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte il nome della protagonista viene mutato in Pollicina.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(&lt;a target="_blank" title="Pollicina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thumbelina_-_Pollicina"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Clicca su "Leggi tutto" per ascoltare la fiaba.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h4&gt;&lt;/h4&gt;
&lt;h4&gt;L'audiofiaba&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;{mp3remote}http://dl.dropbox.com/u/75901206/audio/italian/pollicina-andersen.mp3{/mp3remote}&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Il testo originale&lt;/h4&gt;
&lt;p class="text12"&gt;Molto tempo fa viveva una donna che desiderava moltissimo avere un bambino. Disperando ormai di poterlo avere, si recò a trovare una vecchia strega molto conosciuta.&lt;br /&gt; - Vorrei avere un bambino; dimmi come posso fare.&lt;br /&gt; - Niente di più facile, - replicò la maga. - Ecco questo granello d'orzo: non appartiene ad una specie comune di cui si cibano gli uccelli. Piantalo in un vaso di fiori e vedrai...&lt;br /&gt; - Grazie - disse la visitatrice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="text12"&gt;Pagò la strega con dodici monete e poi ritornò a casa dove, piena di speranza, piantò il granello d'orzo.&lt;br /&gt; Ben presto spunto dalla terra un grande fiore simile al tulipano, ma con i petali chiusi intorno al pistillo. All'improvviso risuonò un leggero scoppio; i petali rossi e gialli si aprirono mostrando all'interno una piccolissima bambina delicata e graziosa. Alta come una pulce, graziosa come la principessa di una favola, la bambina fu chiamata Pollicina. Il suo lettino era un guscio di noce colorato; il materasso era di foglie di violette; la coperta un petalo di rosa.&lt;br /&gt; Di giorno la bambina giocava sulla tavola dove c'era un bicchiere colmo d'acqua. Pollicina si sedeva sul bordo di una foglia del tulipano, poi aiutandosi con due crini bianchi di cavallo usati come remi, si spingeva da una parte all' altra del recipiente. Offriva così uno spettacolo affascinante mentre cantava con voce pura e melodiosa. Con grande gioia della sua mamma adottiva, che l'adorava, alla bambina piaceva molto cantare! Ahimè! Una notte, mentre dormiva, un brutto rospo saltò nella stanza. Enorme ed appiccicoso, vide Pollicina che dormiva sotto il petalo di rosa.&lt;br /&gt; - Che graziosa bambina ho trovato, adatta a mio figlio, - disse il rospo.&lt;br /&gt; Impadronendosi del guscio di noce, scappò dalla finestra. In fondo al giardino c'era uno stagno. Il rospo abitava là con il suo brutto e sporco figlio.&lt;br /&gt; - Crac! Crac! - gracidò il figlio vedendo la fidanzata che il padre gli aveva scelto.&lt;br /&gt; - Sss! Svegliala dolcemente, - gli consigliò il vecchio rospo. - Agile com'è, ci potrebbe scappare facilmente. Mettiamola su quella grande foglia di lappola in mezzo al vicino ruscello. Sarà come su un isola e non potrà più scapparci. Nel frattempo prepareremo, in mezzo allo stagno, una grande camera che diventerà il vostro alloggio.&lt;br /&gt; E così fecero. Quando il mattino seguente la sfortunata bambina si risvegliò, scoppiò in singhiozzi non trovando via di fuga. Le onde provocate dai due rospi agitarono pericolosamente il guscio di noce e il più vecchio di loro, inchinandosi profondamente davanti a Pollicina, le disse:&lt;br /&gt; - Ecco mio figlio, il tuo futuro sposo; abiterai con lui sul fondo dello stagno. Adesso ti metteremo con il tuo ridicolo guscio di noce, indegno della sposa di un rospo, su quella bellissima foglia verde.&lt;br /&gt; Rimasta sola, la bambina scoppiò in pianto, pensando al suo triste futuro. I pesciolini che avevano sentito le parole del vecchio rospo accorsero intorno alla bambina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="text12"&gt;- Questo matrimonio è inaudito! - esclamarono. Tagliando il gambo della foglia la liberarono e, portata dalla corrente, Pollicina si allontanò dal suo brutto fidanzato. Mentre passava davanti agli alberi che ornavano le rive, la bambina sentiva cantare gli uccelli:&lt;br /&gt; "Ah! che divertimento. Buon viaggio, ragazzina!"&lt;br /&gt; Cammin facendo, un'incantevole farfalla tutta bianca incominciò a volteggiare intorno al fragile scafo. Pollicina fece un nodo scorsoio con la sua cintura attaccandone un' estremità alla foglia. L'altra la legò alla vita della farfalla. Quest'ultima, riprendendo il volo, trascinò rapidamente la barca e la sua felice passeggera. L'acqua dorata scintillava sotto il sole, mentre Pollicina canticchiava. All'improvviso un grosso maggiolino si gettò sulla bambina e, bruscamente, la prese con le zampe, poi si alzò in volo, mentre la foglia continuava la sua rotta, tenendo prigioniera la farfalla legata al suo gambo. Che spavento per la bambina, e che dispiacere per la farfalla in pericolo. Sarebbe morta di fame prigioniera della foglia?&lt;br /&gt; Il maggiolino dopo aver posato Pollicina su di un ramo di quercia le fece mille complimenti e le servì per cena polline d'acacia.&lt;br /&gt; - Puah! Com'è brutta senza ali e senza antenne! Abbandonala!&lt;br /&gt; Così dichiarò la tribù dei maggiolini, riunita intorno alla nuova venuta. Contrariato per lo sdegno che manifestava la sua famiglia, il grosso insetto prese Pollicina e con sgarbo la depose ai piedi dell'albero. Per alcune settimane la bambina visse felicemente, nutrendosi del succo dei fiori e dissetandosi con quello delle rose. Ahimè! ben presto arrivò il vento e dopo le fredde piogge cadde anche la neve sulla spoglia foresta. Poiché stava per morire di fame e di freddo, Pollicina si arrischiò ad entrare in un grande campo di grano gelato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="text12"&gt;Un topo di campagna vi aveva fabbricato la sua casa. Sottoterra aveva arredato una confortevole cucina, seguita da un salone e da una cantina piena di grano. Il bravo topo, impietosito dall'infelicità della bambina, le offrì un grano d'orzo, poi le rispose:&lt;br /&gt; - Se mi racconterai belle favole e mi curerai la casa, ti concederò di trascorrere l'inverno qui con me al caldo.&lt;br /&gt; Pollicina accettò riconoscente. Poco tempo dopo andarono a visitare il signor Talpa, grande amico e vicino di casa. In seguito Pollicina trovò, in fondo alla sua stanza, una rondinella che stava morendo. La bambina, che adorava gli uccelli e soffriva di vivere quasi al buio, si affrettò a riscaldarla. Riuscì a rianimarla e durante tutto l'inverno, all'insaputa dei suoi due amici, le portava cibo ogni notte. In effetti la talpa confessava spesso di detestare gli uccelli, perché troppo imprevidenti: in estate cantavano "cip! cip!" e in inverno morivano. I due roditori ritenevano una maledizione nascere uccelli, obbligati a vivere nell'aria. Quando arrivò la primavera la rondinella si accomiatò dalla bambina:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="text12"&gt;- Vuoi saliresulle mie spalle e raggiungere la foresta, buona Pollicina? Questi luoghi sotterranei sono così tristi!&lt;br /&gt; Ma la bambina rifiutò sapendo che il topo le si era affezionato. Maledizione! Dopo qualche tempo il signor Talpa la domanda in moglie e il topo, felicissimo le fece il corredo. Durante i lunghi mesi estivi in cui la natura era lussureggiante, Pollicina, con tristezza, tagliò, cucì e orlò sotto lo sguardo paterno e vigilante del topo. Il grano, divenuto alto, formava sull'entrata del sotterraneo una foresta impenetrabile per la minuscola bambina, diventata così doppiamente prigioniera. Come sospirava, la poveretta! Il signor Talpa, pretenzioso, miope e panciuto, non le era mai stato simpatico. L'idea di passare tutta la vita in una galleria scura e soffocante la rattristava.&lt;br /&gt; Una bella sera, Pollicina, si avvicinò all'uscita della tana del topo. Senti sopra di sé una voce: "Cip! Cip!". Due ali nere tagliarono l'aria fresca di quella bella serata d'autunno, mentre la rondinella amica si posò vicino alla bambina meravigliata,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="text12"&gt;- Parto verso i paesi caldi, - Disse l'uccello. - Vieni con me, piccola cara, dove il sole risplende: l'estate è eterna e i numerosi fiori profumano l'aria leggera!&lt;br /&gt; - Accetto con gioia, - Disse Pollicina.&lt;br /&gt; Saltò sul dorso dell'uccello e attaccò la sua cintura al collo della rondinella che rapidamente prese i volo, abbandonando per sempre quel triste luogo sotterraneo! Nel cielo, a quella altezza, faceva troppo freddo e l'aria pungente le arrossì la punta del naso; con il corpicino minuscolo, si rifugiò fra le calde piume. Ma si guardò bene dal riparare il visino per poter ammirare l'incantevole spettacolo della terra vista da quella altezza: i ghiacciai rosati dal sole, il susseguirsi di verdi foreste e le sinuosità di luoghi e calmi fiumi! Le due amiche si fermavano ogni notte per ristorarsi e riposarsi e la rondinella si preoccupava di sistemare Pollicina in alti nidi per proteggerla da animali malvagi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="text12"&gt;Dopo alcune settimane arrivarono nei paesi caldi, là dove la vite cresce in tutti i fossati e i frutteti di aranci e limoni si stendono a perdita d'occhio. Lungo le strade polverose i bambini giocavano con grosse farfalle variopinte. La meta del loro viaggio era un chiaro lago, in cui si specchiava un antico castello di marmo. Colonne slanciate si ergevano nel parco che discendeva dolcemente verso il lago. La rondinella depose a terra Pollicina.&lt;br /&gt; - Piccola amica, siamo arrivati alla fine del nostro viaggio. Il mio nido è deposto sopra un'alta colonna e sarebbe troppo pericoloso per te. Scegli tu stessa un fiore e io ti ci porterò.&lt;br /&gt; Pollicina scelse un grande giglio dall'alto calice immacolato. Quando l'uccello se ne andò, dopo un ultimo saluto, Pollicina rimase stupefatta nel vedere sul pistillo del fiore un omino tutto bianco, trasparente come il vetro. Aveva sulla testa una corona d'oro e due paia d'ali di madreperla sulle spalle. Era il genio dei gigli, il re di ogni minuscola coppia che viveva in quei fiori. Quando annunciarono il loro matrimonio, Pollicina ricevette in regalo un paio d'ali trasparenti, mentre coppie lillipuziane, danzando su tutti i fiori dei dintorni, le rendevano omaggio, e la offrivano altri regali.&lt;br /&gt; - Adesso ti chiamerai Maia, - Le disse il genio - un nome degno della tua bellezza. Ascolta! Sento un uccello che sta cantando per noi.&lt;br /&gt; - Addio, - disse la rondinella - andrò a raccontare la tua storia a tutti i bravi ragazzi del mondo. Cip! Cip! Regina Maia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MTuz-ohlfBPpEVCR80COCS54Sps/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MTuz-ohlfBPpEVCR80COCS54Sps/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MTuz-ohlfBPpEVCR80COCS54Sps/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MTuz-ohlfBPpEVCR80COCS54Sps/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> redazione@tiraccontounafiaba.it (Hans Christian Andersen)</author>
            <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 13:53:46 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/audio-fiabe/919-pollicina-audio.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Fiabe su Android, anche in inglese</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/contatti/news/918-fiabe-inglese-android.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="screenshot_2" height="333" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/news/screenshot_2.jpg" /&gt;Il lancio della versione anglofona "&lt;a target="_blank" title="Fairy tales and fables" href="http://www.itellyouastory.com"&gt;I tell you a story&lt;/a&gt;" ha permesso la pubblicazione dell'&lt;strong&gt;applicazione Android in inglese&lt;/strong&gt;, disponibile &lt;strong&gt;gratuitamente &lt;/strong&gt;su &lt;a target="_blank" title="Fairy tales and fables - Android" href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.itellyouastory.android"&gt;Google Play&lt;/a&gt; per offrire a piccoli e grandi lettori fiabe e videobook in lingua!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Potrebbe essere un utile strumento educativi, per abituare i bambini all'ascolto in inglese, con contenuti originali!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'&lt;a target="_blank" title="Fiabe e favole su Android" href="https://play.google.com/store/apps/details?id=it.tiraccontounafiaba.android"&gt;applicazione italiana&lt;/a&gt; sta per raggiungere i 50.000 download, un traguardo davvero interessante che permette all'applicazione di rimanere stabilmente nella top 10 della sezione "Istruzione".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Entrambe le applicazioni rispettano i principi di condivisione di "Ti racconto una fiaba", dando massima visibilità alle opere degli autori e regalando ai lettori una nuova opportunità per vedere tutti i contenuti del portale anche in mobilità. Tutto ciò dando la giusta attenzione alla valutazione dei contenuti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riporto alcuni commenti (&lt;a target="_blank" title="Fiabe e favole su Android" href="https://play.google.com/store/apps/details?id=it.tiraccontounafiaba.android"&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;li trovate tutti) come giusto tributo agli autori che decidono di condividere la propria fantasia:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;"se voglio far stsre tranquille le mie nipotine questa é la soluzione... cinque stelle"&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"Veramente veramente ben fatta come app. Non posso che unirmi ai commenti positivi. La mia piccola principessa apprezza."&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"Per la mia piccolina un anno e mezzo....spero che sia un ottimo rimedio serale".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per informazioni, idee e suggerimenti, non esitate a contattarci all'indirizzo &lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/mailto:redazione@tiraccontounafiaba.it"&gt;redazione@tiraccontounafiaba.it&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/E0IaHOQTReQoSyxWSe7azu4vol4/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/E0IaHOQTReQoSyxWSe7azu4vol4/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/E0IaHOQTReQoSyxWSe7azu4vol4/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/E0IaHOQTReQoSyxWSe7azu4vol4/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> redazione@tiraccontounafiaba.it (redazione)</author>
            <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 11:09:14 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/contatti/news/918-fiabe-inglese-android.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La signora del tempo // Un'autostrada affollata</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/917-la-signora-del-tempo-unautostrada-affollata.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/component/tag/la-signora-del-tempo.html" title="Signora del tempo"&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="signora-del-tempo" height="275" width="183" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/signora-del-tempo.jpg" /&gt;Qui &lt;/a&gt;tutte le puntate.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Londra shakespeariana per Clarissa fu un’esperienza incredibile, conoscere il grande commediografo la esaltò. Mentre viaggiavano per raggiungere l’epoca, il dottore le aveva detto che conosceva il commediografo di persona, l’unico problema era che Shakespeare fece molta fatica a riconoscerlo, ma bastò che il dottore gli mostrasse il quadro che aveva ispirato il suo sonetto e lui non ebbe più dubbi. Clarissa imparò che viaggiando con il signore del tempo poteva accadere di tutto. Un popolo che i signori del tempo avevano rinchiuso nella terra del vento cercò di cambiare la storia. Tre di loro avevano fatto una specie d’incantesimo a Shakespeare, sul momento il dottore non se ne era accorto. Le tre donne fecero l’errore di attaccarlo, con i loro incantesimi, in lui avevano riconosciuto uno dei loro nemici, quando una di loro cercò di carpire quali fossero i suoi punti deboli, lui riuscì a trarre forza da ognuno di essai. Il primo attacco fu di usare il nome di Catrin e di Luce; con il primo volevano far leva sul suo senso di colpa. Con il secondo invece di far leva sul dolore di non averla accanto sempre, ma nonostante la sofferenza lui riuscì a sventare l’attacco traendo forza da quei due dolori. Il secondo attacco lo fece con una bambola vudù, con uno spillo trapassarono il torace della bambola che lo rappresentava, il dottore cadde a terra, svenuto, la donna si allontanò convita d’averlo ucciso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Yaris non appena la donna si era allontanata definitivamente si alzò, ovviamente sapeva che doveva far ripartire il cuore al più presto, per sua fortuna Clarissa seppe cosa fare, con due colpi bene assestati gli fece ripartire il cuore. Il terzo fu persino banale, ma abbastanza efficace finché il dottore non uso il suo cacciavite sonico: le tre streghe con suoni a bassa frequenza, che solo i cani potevano sentire, aizzarono i cani contro di lui, come reazione il signore del tempo e Clarissa corsero per le strade polverose di Londra. Finché non entrarono in un vicolo e spalancarono la porta di un ripostiglio per gli attrezzi, piccolo che a mala pena vi stavano dentro. Clarissa si sentì arrossire quando si rese conto che il suo corpo era completamente appiattito contro di quello del dottore e per rendere meno imbarazzante la situazione, gli disse ridendo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Dottor Smith se volevi abbracciarmi potevi inventartene una migliore, che farci rincorrere dai cani».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Cosa?», rispose lui distratto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Niente, stavo solo cercando di rendere meno imbarazzante la situazione».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Oh capisco, riesci a prendere il mio cacciavite sonico, io non ci riesco».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Penso di sì, lo tieni nella tasca interna della giacca, giusto?», lui annuì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Clarissa fece passare un braccio fra i loro petti e si scusò quando inavvertitamente gli diede una gomitata sul naso, ma riuscì a recuperare il cacciavite e a passarlo nelle mani del dottore senza farlo cadere. Per trovare la frequenza adatta a neutralizzare quella delle streghe il dottore dovette abbracciarla e piegarsi leggermente in avanti per guardare ciò che faceva, quindi le disse:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Scusa non intendo profittare della situazione, non riesco a capire qual è la frequenza giusta».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Oh approfitta pure, a me non dispiace».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Scusa?» le domandò lui sorpreso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Che in fondo questa situazione non mi dispiace», e senza lasciargli il tempo di rispondere lo baciò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Perché?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Perché mi andava, e poi quando mi ricapita di averti fra le braccia, e poi sei stato tu a baciarmi per primo».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Ma io lo fatto per un motivo, e poi io a…».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sì lo so benissimo, vuoi darti una mossa con quel cacciavite».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Yaris non disse più nulla cercò la frequenza per neutralizzare quella delle streghe, Clarissa respinse le lacrime che le pungevano gli occhi. Lo sapeva benissimo che lui apparteneva alla dottoressa Braun, ricordava bene come la donna lo guardava, sospirò mentre usciva dal ripostiglio seguendo il dottore a teatro. Lo scopo delle tre streghe era di riportare il loro popolo nella dimensione di cui un tempo faceva parte, quando il dottore e Clarissa arrivarono, il teatro era in preda a un vento che vorticava su se stesso con figure umane che da semplici fantasmi prendevano sempre più corpo. Improvvisamente una voce si levò dal palco, era quella del dottore; Clarissa e tutti quelli sul palco non compresero ciò che stava dicendo, perché parlava nell’antica lingua dei signori del tempo, ciò che capirono fu solo il nome del popolo, la frase diceva:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Clasastrici soffia il vento della dimensione senza posa, e che si apra per voi la porta del vento urlato. Che si chiuda per sempre con il sigillo della corona delle nebulose silenti. Il vostro nome si perda nell’oblio tempo perduto, ora e sempre». Il vortice girò in senso contrario e tutto ciò che era clasastrico, fu risucchiato, comprese le tre donne, quando il vortice scomparve nel teatro, cade il silenzio, gli spettatori non capirono cosa era veramente accaduto, e pensarono che facesse tutta parte della nuova commedia di Shakespeare e applaudirono. Il sipario si chiuse e Clarissa abbracciando il signore del tempo gli disse:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sei stato grande, non ho capito nulla di quello che hai detto, ma sei stato grande».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Concordo amico mio, sei stato grande», intervenne Shakespeare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Yaris si limitò sorridere, per dirla tutta lui era stanco di dover rinchiudere popoli nel vortice temporale, se solo le razze si decidessero ad accontentarsi del proprio spazio senza volersi impadronirsi di quello altrui. Si potrebbe viaggiare e ci si potrebbe incontrare e confrontarsi senza guerre o altro, ma il signore del tempo sapeva che tutto ciò era un’utopia. Yaris e Clarissa tornarono al Tardis, lui era convito di riportare la ragazza a casa, ma quando la macchina del tempo atterrò, non erano né nei pressi della casa della giovane né nella sua casa, erano in un vicolo sporco, perplessa Clarissa gli domandò:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Dove siamo, sembra una città, ma non Londra?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Già andiamo a chiedere la giù al chiosco».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scoprirono che era la città di nuova York, domandarono come mai metropoli sembrasse deserta, gli fu risposto che la gente era scappata a causa di un’epidemia. Mentre il dottore stava parlando con uno dei proprietari dei chioschi Clarissa fu letteralmente trascinata in una macchina, la copia spiegò alla ragazza che non era prudente restare sulla banchina della strada, l’aria non era respirabile e inoltre nella nebbia si narrava che vi fossero creature in agguato pronte a mangiarsi gli sventurati che non trovavano rifugio in una macchina. Anche il dottore trovò un passaggio, fu felice di sapere che la razza umana e quella felina avessero trovato il modo di unire i propri geni per creare a una nuova razza, ma non riusciva a capire perché vivessero in macchina e soprattutto perché per percorrere un metro di strada ci mettessero tre messi. Trovando il modo di comunicare con le altre macchine Yaris scoprì che l’intera popolazione della città era stipata nelle auto, in pratica nascevano, crescevano e morivano in macchina, la questione andava avanti da venticinque anni. Yaris si disse che ne voleva sapere di più, ma prima di tutto doveva recuperare Clarissa, la quale le aveva comunicato d’essere quattro corsie più in basso di lui. Il signore del tempo ringraziò la simpatica famiglia che gli aveva dato il passaggio e passando da un’auto all’altra raggiunse la corsia della ragazza, il problema era come raggiungere l’auto dove si trovava Clarissa, stava ancora riflettendo quando si materializzò davanti ad una donna gatto chiamata Micene, il dottore fu molto felice di rivederla, ma poi le chiese:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Mi ricordo che l’ultima volta che ti ho visto, ti avevano arrestato, insieme con quella pazza della direttrice dell’ospedale. Immagino che tu abbia finito il tuo periodo di reclusione Micene».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sono stata liberata venticinque anni fa, a patto che mi occupassi del mio signore».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«All’epoca in cui ti conobbi, ti stavi occupando dell’ultimo Oboe, devo dedurre che ti stai occupando di lui?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sì, lui chiese alla dottoressa Braun di farmi liberare in modo che mi occupassi di lui, ed io ho accettato. Volevo dimostrarti che avevo capito quello che intendevi con l’eguaglianza fra i popoli».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Tu hai conosciuto Luce?».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Sì, ma ti spiego tutto dopo, ora devo portarti da lui».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«No aspetta».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Micene non ascoltò la sua protesta attivò il teletrasportò. Yaris protestò ma alla fine ascoltò cosa aveva da dire Micene. La donna gatto spiegò che subito dopo che la dottoressa Braun aveva riparato l’astronave dei Lipuzzani, i medici e i membri del consiglio inventarono una nuova droga che però uccise la maggior parte degli abitanti di nuova York, e aveva anche invaso l’aria oscurando il sole. Micene raccontò che per un certo periodo lei e Oboe avevano viaggiato nel tempo. Ma quando tornarono nella città, i pochi superstiti vivevano alla giornata, ma l’aria era ancora inquinata. Oboe prese la decisione di far credere la gente che nei vari punti del pianeta vi era del lavoro, cosi li fecero partire con le auto, nelle corsie sotterranee in quel modo la popolazione sarebbe stata al sicuro, aveva cercato di risistemare l’ambiente, ma la sua forma non gli permetteva di muoversi come desiderava. Lei aveva cercato di eseguire i suoi ordini, ma non era in grado di eseguirli. Oboe aveva cercato di mandare un messaggio psichico a lui e alla dottoressa Braun. Sperava di averli entrambi, un po’ per risolvere il problema della città e sia perché sentiva che le forze lo stavano abbandonando, e lui aveva bisogno di parlare con entrambi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/component/tag/la-signora-del-tempo.html" title="Signora del tempo"&gt;Qui &lt;/a&gt;tutte le puntate.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1zcl_yyWG5LuMQMBrp_G7VKwpqg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1zcl_yyWG5LuMQMBrp_G7VKwpqg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1zcl_yyWG5LuMQMBrp_G7VKwpqg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1zcl_yyWG5LuMQMBrp_G7VKwpqg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> marziaornofoli@gmail.com (marzia.o)</author>
            <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 05:55:35 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/917-la-signora-del-tempo-unautostrada-affollata.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il ponte sospeso tra inverno e primavera</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/916-ponte-sospeso-inverno-primavera.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px;" alt="ponte-sospeso-inverno-primavera" height="105" width="200" src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/ponte-sospeso-inverno-primavera.jpg" /&gt;Nel bosco di Lilybets c’e’ un antico ponte avvolto dall’edera e coperto da candide nuvole.Lo aveva creato, tanto tanto tempo fa, una strega di nome Betulla D’Argento. La strega, dal viso spigoloso e rude color argento, si divertiva a beffare gli abitanti del bosco ideando continuamente trappole e strategie. Un giorno, mentre osservava divertita una battuta di caccia, rimase incantata dal Principe del bosco che primeggiava veloce sul suo cavallo bianco.Cosi’, assunto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;l’aspetto di un’incantevole fata, decise di ammaliarlo donandogli tutto cio’ che poteva facilmente leggere nel profondo del suo cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strega, pero’, sapeva che, una volta all’altare, nessun inganno avrebbe potuto durare, cosi’quando il principe la chiese in sposa decise di rivelargli il suo inganno e si mostro’ in tutta la sua bruttezza nell’animo e nell’aspetto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il principe, che profondamente innamorato aveva aperto il suo cuore alla sua amata, ne rimase cosi’ deluso che scalo’ un’altissima montagna e si rifugio’ in una grotta buia. Quello divenne per lui un lunghissimo inverno: anno dopo anno il vento soffiava, la pioggia scrosciava violenta e la neve scendeva mesta e silenziosa coprendo tutta la vegetazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’inverno del suo cuore, tradito nel suo sogno piu’ caro di una famiglia felice, si era trasferito tutto intorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strega, pero’, intenerita dal cuore puro di quel principe, spendeva le sue giornate osservandolo senza riuscire a gioire della sua tristezza. Cosi’, un giorno fece apparire un lungo ponte che collegava quel luogo desolato ad un Regno incantato e, mentre il principe dormiva, gli fece apparire in sogno una magnifica fanciulla che accompagnava un gruppo di pecorelle ad un pascolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pastorella, semplice nei costumi, ma gentile ed aggraziata con tutti, cantava con una voce cosi’ dolce ed armoniosa che il principe se ne innamoro’ perdutamente. E la mattina dopo, udendo la stessa melodia provenire dall’altro capo di quel lungo sentiero sospeso sul cielo, si fece coraggio e percorse, un passo dopo l’altro, il ponte avvolto dalle nuvole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando, finalmente, i suoi piedi toccarono la terra ferma l’aria si fece tiepida e profumata, il sole brillante e la primavera lo accolse con tutta la sua bellezza.Dopo qualche istante, poi, guardando verso il prato vicino scorse la fanciulla avvicinarsi a lui con un meraviglioso sorriso. Cosi’ con il tempo la conoscenza divenne amicizia sincera e l’amicizia si trasformo’ in amore puro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ponte sospeso tra inverno e primavera rappresenta il legame tra il buio e la luce che spesso caratterizza periodi diversi della nostra esistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Talvolta siamo cosi’ affranti per qualcosa che tutto intorno a noi ci appare cupo e triste, ma basta concedere un po’ di fiducia ai nostri sogni per rivedere un raggio di sole e scorgere la bellezza della vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7zjsjG1EXM7hm8HTVPirl3F8FPc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7zjsjG1EXM7hm8HTVPirl3F8FPc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7zjsjG1EXM7hm8HTVPirl3F8FPc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7zjsjG1EXM7hm8HTVPirl3F8FPc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> lilybetslu@gmail.com (lilybets)</author>
            <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 09:19:11 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/916-ponte-sospeso-inverno-primavera.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>E' arrivata la primavera</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/915-arrivata-primavera.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/arrivata-primavera.jpg" width="200" height="125" alt="arrivata-primavera" style="float: right;" /&gt;E' una bella giornata: il sole splende, gli uccellini cantano e l'Orso Filippo si sveglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tutto l'inverno ha dormito ben coperto nel suo lettino e adesso ha molta fame e&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tanta volglia di correre, saltare, rincorrere le farfalle nel prato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dentro alla tana, l'orso Balù sta ancora dormendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, nonostante l'orso Filippo lo chiami gridando in continuazione, non sembra volersi svegliare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L'orso Filippo fa anche suonare la sveglia:&amp;nbsp; Driiiiin.....Driiin ....ma niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora affera un cucchiaio e una pentola e......... Pamm..pamm.pamm !!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fa un baccano infernale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Niente, l'orso Balù continua a russare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ Dormi pure quanto vuoi!!” dice tra se l'orso Filippo molto arrabbiato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ Io vado nel prato a giocare con le farfalle e gli uccellini” e allora indossa le scarpe e&amp;nbsp; mette il cappello&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;sopra la testa e se ne va nel prato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“ prendimi.....prendimi....” dice la farfalla Dorotea&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e subito l'orso Filippo la rincorrere .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi arriva la farfalla Caterina: “ prendi anche me...prendimi...!!!”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'orso Filippo rincorre la Farfalla Caterina, poi di nuovo la farfalla Dorotea ... “ divertendosi un mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo&amp;nbsp; aver corso di qua e di là nel prato, si sente veramente stanco e si siede a riposare nel prato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si guarda attorno e vede tanti bellissimi fiori profumati e colorati : viole, primule, margherite, ciclamini..li raccoglie e li mette dentro il cestino&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora&amp;nbsp; l'orso Filippo ha una gran fame,e&amp;nbsp; decide di avviarsi per&amp;nbsp; ritornare alla tana e preparare una buona merenda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sopra il tavolo mette un grosso vaso di miele e prepara dei buonissimi biscotti al cioccolato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora L'Orso Balù, sentendo un buon profumino venire dalla cucina decide di alzarsi, scende dal letto, mette le pantofole e sbadigliando dice all'orso Filippo :&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Umhh che buon frofumino e che fiori deliziosi ......ma perchè non mi hai svegliato prima!!! “””&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6hfaFNotR9bmgljClbxohvL-LAc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6hfaFNotR9bmgljClbxohvL-LAc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6hfaFNotR9bmgljClbxohvL-LAc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6hfaFNotR9bmgljClbxohvL-LAc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> patriziambrosini@libero.it (patty)</author>
            <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 09:12:10 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/915-arrivata-primavera.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La storia delle due amiche</title>
            <link>http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/914-storia-due-amiche.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.tiraccontounafiaba.it/images/stories/fiabe/storia-due-amiche.jpg" width="200" height="268" alt="storia-due-amiche" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;C'erano una volta due ballerine, che si chiamavano Giulia e Camilla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Loro erano migliori amiche, vivevano a Parigi ed erano molto famose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abitavano in una casa molto grande e bella, con la piscina, il giardino, ecc...&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Loro avevano un mezzo magico: un cane di nome Snooppy che quando capiva che c'èra bisogno di aiuto, si trasformava in un drago. Un bel giorno stavano andando alle prove per il prossimo saggio e all'entrata comparve una strega che non le fece entrare. Giulia e Camilla gli chiesero dolcemente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strega allora rispose:, e allora preso lo scetro e disse che le avrebbe trasformate in topi brutti e puzzolenti.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il loro cane Snooppy allora come un fulmine andò dalle due ballerine per salvarle, però arrivò troppo tardi e anche lui divenne un topo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad un tratto apparve il ballerino Erik&amp;nbsp; che con gesto amirevole assalì la strega Amelia, le prese lo scetro e lo ruppe. Così l' incatesimo svanì e sia le ballerine che Snooppy tornarono normali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Giulia e Camilla poterono fare il loro saggio; dopo il saggio, Erik si sposò con Camilla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E VISSERO TUTTI FELICI&amp;nbsp; E CONTENTI !!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;THE END !!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/r6vAp7F5fTQhwC1K7Cyat69olss/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/r6vAp7F5fTQhwC1K7Cyat69olss/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/r6vAp7F5fTQhwC1K7Cyat69olss/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/r6vAp7F5fTQhwC1K7Cyat69olss/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author> puffi.paff.2000@hotmail.it (Maini Giulia)</author>
            <pubDate>Fri, 23 Mar 2012 19:37:32 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.tiraccontounafiaba.it/fiabe/varie/914-storia-due-amiche.html</guid>
        </item>
    </channel>
</rss>

