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	<title>Tommaso Tessarolo</title>
	
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	<description>«Turn on, tune in, drop out»</description>
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		<title>The Flog</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The Flog è una evoluzione dei formati info-talk nati a partire da Rocketboom, una vera evoluzione sotto tutti gli aspetti fondamentali per il confezionamento di un buon prodotto TV: scrittura, regia, casting, recitazione, qualità delle riprese, montaggio, grafica e sonorizzazione. The Flog è un prodotto di "nicchia" fatto veramente bene che merita di essere seguito dagli appassionati del genere. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2012/04/11/the-flog/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/flog_logo.png"><img class="alignleft  wp-image-1284" title="flog_logo" src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/flog_logo-201x300.png" alt="" width="145" height="216" /></a>Flog in inglese significa parlare di qualche cosa in maniera ripetitiva o con discorsi eccessivamente lunghi. Parlantine che per chi le subisce, sono come una sequenza di colpi di frusta. The Flog è una trasmissione settimanale condotta dalla bravissima Felecia Day, prodotta dalla <a href="http://geekandsundry.com/" target="_blank">Geek &amp; Sundry</a> e distribuita solo online. E&#8217; una delle trasmissioni selezionate da YouTube per il primo <a title="YT Original Channels" href="http://www.youtube.com/creators/original-channels.html" target="_blank">elenco di canali</a> dal contenuto di alto livello: una selezione già piuttosto numerosa, per il momento di soli prodotti americani, che ha ricevuto da YouTube un sostanzioso finanziamento sotto forma di anticipo pubblicitario. Ci sono molti, moltissimi contenuti di qualità. Serie o programmi originali concepiti per una distribuzione online (con il fluido del <em>social graph</em> parte del loro DNA).</p>
<p><a href="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/flog_info.png"><img class="alignnone  wp-image-1283" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" title="flog_info" src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/flog_info-1024x447.png" alt="" width="584" height="254" /></a></p>
<p><a href="http://theflog.geekandsundry.com/" target="_blank">The Flog</a> è una evoluzione dei formati info-talk nati a partire da Rocketboom, una vera evoluzione sotto tutti gli aspetti fondamentali per il confezionamento di un buon prodotto TV: scrittura, regia, casting, recitazione, qualità delle riprese, montaggio, grafica e sonorizzazione. The Flog è un prodotto di &#8220;nicchia&#8221; fatto veramente bene che merita di essere seguito dagli appassionati del genere.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/m-4wIUxuk0k" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Apple TV: il telecomando sarà un iPad mini?</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2012/04/10/apple-tv-il-telecomando-sara-un-ipad-mini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Se l'iPad Mini fosse in realtà il telecomando della nuova Apple TV? Compreremmo il televisore con un iPad Mini in dotazione. I problemi di prezzo ed interfaccia utente sarebbero cosi risolti in un sol colpo. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2012/04/10/apple-tv-il-telecomando-sara-un-ipad-mini/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/iPad-Mini-comparison-t.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1276" title="iPad-Mini-comparison-t" src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/iPad-Mini-comparison-t-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a>La Apple TV arriva, questo sembra ormai è certo. E non stiamo parlando della meravigliosa scatoletta nera rivisitata e corretta, ma di veri e propri televisori marcati Apple. E una forte sensazione mi dice che anche questo settore industriale è seriamente minacciato dalla discesa in campo della casa di Cupertino. Apple non può accettare di limitarsi alla attuale Apple TV: è un device esterno che viene sempre in secondo ordine rispetto alle &#8220;dashboard&#8221; native nei televisori. Se accendo il mio Samsung si carica la SmartTV e da li posso accedere alle app, al VoD, ai social network etc. etc. e per &#8220;sintonizzarmi&#8221; sulla Apple TV devo cambiare input device sul televisore. Inaccettabile: quando accendo il televisore devo essere dentro l&#8217;ecosistema Apple, e basta (anzi lo devo essere sempre, anche a televisore spento). Prepariamoci quindi alla rivoluzione della Apple TV che più propriamente sarà la rivoluzione delle App applicate al Televisore e dei contenuti liquidi immersi nel mare di iCloud. Di questo parleremo diffusamente, perché sarà probabilmente il colpo definitivo al monopolio dell&#8217;industria televisiva sul business dei contenuti e delle sue extensions.</p>
<p>Mi si sono posti però un paio di interrogativi: come farà Apple a giustificare un costo molto alto per i suoi apparecchi televisivi (immaginiamo saranno di fascia super-alta come tutti i prodotti Apple) e, soprattutto, come renderanno un successo il sistema di App che gireranno sulla Apple TV (oltre a dotare il TV set di un processore molto potente, di un&#8217;interfaccia semplicissima da usare, &#8230;)?</p>
<p>Da mesi girano voci della messa in produzione di un iPad con schermo più piccolo dell&#8217;attuale, un iPad Mini. Apple ha sempre smentito dicendo che del tablet vuole avere una sola versione con una sola &#8220;grandezza&#8221;. Ecco: e se l&#8217;iPad Mini fosse in realtà il telecomando della nuova Apple TV? Compreremmo il televisore con un iPad Mini in dotazione. I problemi di prezzo ed interfaccia utente sarebbero così risolti in un sol colpo.</p>
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		<title>Current TV licenzia Keith Olbermann!</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2012/03/31/current-tv-licenzia-keith-olbermann/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 17:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Al Gore]]></category>
		<category><![CDATA[CURRENT TV]]></category>
		<category><![CDATA[Keith Olbermann]]></category>

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		<description><![CDATA[La scommessa Keith Olbermann non ha funzionato, e Current TV lo licenzia. Guerra su Twitter: comunicato stampa di Al Gore e Joel Hyatt  e repliche di  Keith Olbermann. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2012/03/31/current-tv-licenzia-keith-olbermann/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/keith-olbermann-fired-from-current-tv-today.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1270" title="keith-olbermann-fired-from-current-tv-today" src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/keith-olbermann-fired-from-current-tv-today-300x187.jpg" alt="Keith Olbermann" width="300" height="187" /></a>E&#8217; finita. In maniera clamorosa. La scommessa Keith Olbermann non ha funzionato, e Current TV lo licenzia. Guerra su Twitter: comunicato stampa di Al Gore e Joel Hyatt  e repliche di  Keith Olbermann.</p>
<p>Doveva essere il motivo di rilancio di Current TV negli USA, il fuoriclasse sul quale è stato puntato tutto, compresa una quantità consistente di denaro. A costo di immolare i canali Italia e Inghilterra (anche Current TV UK ha chiuso i battenti) il rilancio negli USA con Olbermann sarebbe dovuto essere il punto di svolta definitivo. I risultati evidentemente non sono arrivati: ascolti TV deludenti, pochissima stampa, nessun rumore vero online. Immaginiamo che di conseguenza anche la raccolta pubblicitaria non ne abbia goduto. Comunque non è andata. Era qualche mese che si era capito che i rapporti d&#8217;amore tra Current e Olbermann si erano fortemente incrinati. Come spesso capita, Olbermann ha cominciato evidentemente a dare le colpe alla poca visibilità di Current TV negli USA, così come Current avrà cominciato a innervosirsi per l&#8217;odore crescente di mega investimento andato a male.</p>
<p>Forse di ultima occasione persa?</p>
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		<title>NOW TV: SKY lancia l’over-the-top television.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2012/03/27/now-tv-sky-lancia-lover-the-top-television/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 11:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>

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		<description><![CDATA[NOW TV – un nuovo brand di SKY creato per lanciare un innovativo servizio di over-the-top TV (OTT) in Inghilterra. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2012/03/27/now-tv-sky-lancia-lover-the-top-television/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="NOW TV" src="http://corporate.sky.com/multimedia/37c53e3ab6d34a539297dfd51021ed7d/now_tv_small" alt="NOW TV LOGO" width="170" height="113" /> &#8220;Now TV segna una nuova tappa nella nostra storia&#8221;: queste le parole con cui Jeremy Darroch, CEO di BSkyB, ha commentato la scorsa settimana l&#8217;annuncio di NOW TV – un nuovo brand di SKY creato per lanciare un innovativo servizio di over-the-top TV (OTT) in Inghilterra.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è conquistare tutta quella enorme fetta di pubblico che non sopporta gli abbonamenti o che semplicemente non se li può permettere. Nessun impegno, nessuna parabola, nessun set-top-box. Now TV sarà un servizio puramente OTT accessibile da qualsi device connesso ad internet: PC, Connetcted TV, game consolle, iPad &amp; Co.</p>
<p>Si partirà con un&#8217;offerta di Cinema per arrivare subito dopo ad introdurre anche lo sport. Chi vuole potrà comprare la visione del singolo contenuto (servito on-demand – all&#8217;inizio – e quindi in diretta per lo sport), senza nessun impegno.</p>
<p>Now TV sarà flessibile, facile da usare, multi-piattaforma, accessibile ovunque e in qualsiasi momento: sempre e solo via Internet.</p>
<p>Molto intelligente la scelta di SKY di adottare un nuovo brand per lanciare questa iniziativa, potendosi così permettere di mantenere l&#8217;offerta &#8220;classica&#8221; inalterata senza attivare competizioni (o cannibalizzazioni) interne. Ennesima dimostrazione di come SKY abbia capito che il mondo della fruizione della TV è gà cambiato.</p>
<p>Per tutti gli altri: cominciare ad agire ora o soccombere alla disintermediazione.</p>
<p><a title="NOT TV" href="http://www.nowtv.com/" target="_blank">http://www.nowtv.com/</a></p>
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<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?a=ULQobWYr0Y0:lz_LcUTXhMs:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?a=ULQobWYr0Y0:lz_LcUTXhMs:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?i=ULQobWYr0Y0:lz_LcUTXhMs:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?a=ULQobWYr0Y0:lz_LcUTXhMs:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?a=ULQobWYr0Y0:lz_LcUTXhMs:I9og5sOYxJI"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/tommasotessarolo?d=I9og5sOYxJI" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/tommasotessarolo/~4/ULQobWYr0Y0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Perché alle donne piace il genere #crime?</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/11/17/perche-alle-donne-piace-il-genere-crime/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 16:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[E' noto che al pubblico femminile piace il genere Crime. Ma perché? Apparentemente sembrerebbe controintuitivo. Le donne guardano (o leggono) il Crime perché si sentono istintivamente in pericolo e pensano in questo modo di poter avere informazioni su come evitare o scampare ad eventuali situazioni di pericolo. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/11/17/perche-alle-donne-piace-il-genere-crime/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/Mf4U8ti8mX0?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E&#8217; noto che al pubblico femminile piace il genere Crime. Ma perché? Apparentemente sembrerebbe controintuitivo: sangue e violenza parrebbero essere due argomenti molto lontani dal gentil sesso al quale tenderemmo ad attribuire più naturalmente generi come la commedia, la fiction. E invece no, il genere Crime attira più donne che uomini. E questo è vero sia per la televisione (dove la sproporzione è spesso enorme) che per i libri.</p>
<p>Ricercatori dell&#8217;università dell&#8217;Illinois si sono posti la domanda ed investigando su un campione di donne appassionate del genere letterario Crime hanno rilevato che le ragioni principali sono:</p>
<ul>
<li>Per imparare come non diventare delle vittime.
</li>
<li>Per imparare come sopravvivere se si diventa una vittima.
</li>
<li>Per imparare a riconoscere segnali sospetti (comportamenti strani, situazioni di pericolo).
</li>
<li>Per imparare delle strategie di sopravvivenza, dei trucchi per fuggire.</li>
</ul>
<p>In poche parole le donne guardano (o leggono) il Crime perché si sentono istintivamente in pericolo e pensano in questo modo di poter avere informazioni su come evitare o scampare ad eventuali situazioni di pericolo. Gli uomini molto meno, perché di base si sentono più forti ed al sicuro. Il paradosso è che – naturalmente – è stato verificato che le donne, dopo aver provato l&#8217;esperienza – anche se finzionale – di scene di crimine, tendono ad aumentare il loro senso di insicurezza (mai avuto gli incubi dopo un film horror?). E&#8217; quindi un meccanismo che sembrerebbe rafforzare perversamente se stesso: un loop paura, esperienza simulata, apprendimento, paura.</p>
<p>Al di la di tutto, questa semplice rilevazione statistica spiega perché le serie Crime di maggior successo sono quelle che contengono sia un alto livello di spettacolarizzazione delle scene criminali che una fortissima dose didattica: si osserva la vittima, la si vede perire e si parte quindi per una lunga esplorazione sulle cause, il movente, l&#8217;analisi della scena, della mente dell&#8217;assassino. In questo modo si soddisfano perfettamente i due &#8220;bisogni primari&#8221; delle appassionate del genere: vedere e capire. Ecco quindi, per chi volesse, gli ingredienti fondamentali per creare una nuova serie Crime di successo.</p>
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		<title>Sandro c’è, il rito può cominciare.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 10:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sandro Ruotolo sarà parte della squadra di Michele Santoro per la nuova avventura di Servizio Pubblico: la produzione televisiva modello terzo millennio, liquida e multi piattaforma. Al di la del più o meno innovativo modello di distribuzione (la vera innovazione – parliamoci chiaro – sta nell'utilizzo massiccio della rete) quello che si preannuncia è la messa in scena del rituale consolidato nel tempo, quella sequenza di momenti, avvenimenti e personaggi alla quale milioni di persone sono abituate da anni. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/10/30/sandro-ce-il-rito-puo-cominciare/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/PBRyBrL66rI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sandro Ruotolo sarà parte della squadra di Michele Santoro per la nuova avventura di Servizio Pubblico: la produzione televisiva modello terzo millennio, liquida e multi piattaforma. Al di la del più o meno innovativo modello di distribuzione (la vera innovazione – parliamoci chiaro – sta nell&#8217;utilizzo massiccio della rete) quello che si preannuncia è la messa in scena del rituale consolidato nel tempo, quella sequenza di momenti, avvenimenti e personaggi alla quale milioni di persone sono abituate da anni. Ed è questo il vero segreto del modello Santoro, quella formula magica – dagli ingredienti espliciti e pubblicamente esposti – che anche i più stretti seguaci (o imitatori) non riescono ad emulare. Si perché, nonostante sia tutto sotto gli occhi di tutti, gli ingredienti sono difficilmente replicabili. Anche l&#8217;ottimo Formigli – che ha già toccato il 10% di share su LA7 – difetta di tutti qui momenti che scandiscono il rito santoriano. L&#8217;anteprima, la musica di testa (Piovani), i servizi carichi d&#8217;azione con musiche ossessive di violini di fondo, l&#8217;editoriale di Travaglio dopo il secondo break, il collegamento con &#8220;la gente dalla strada&#8221; di Sandro Ruotolo, il gran finale con Vauro. Questa la sequenza che scandisce il rito. Non basta uno studio circolare con politici al seguito per emulare la magia. Mancava Sandro Ruotolo, l&#8217;ultimo pezzo del puzzle. Ora Sandro c&#8217;è e Servizio Pubblico può cominciare!</p>
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		<title>TV On-Demand.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 11:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[la7]]></category>
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		<category><![CDATA[mediaset premium]]></category>
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		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[rai replay]]></category>

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		<description><![CDATA[La TV on-demand è sicuramente il futuro. Ameremmo tanto fosse il presente ma ancora non ci siamo. Eppure progetti come "LA7 On-Demand" – on-air da più di un anno – hanno mostrato come sia possibile realizzare un prodotto più che dignitoso utilizzando le tecnologie attualmente a disposizione. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/10/17/tv-on-demand/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/jbiXzP_ziG4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La TV on-demand è sicuramente il futuro. Ameremmo tanto fosse il presente ma ancora non ci siamo. Eppure progetti come &#8220;LA7 On-Demand&#8221; – on-air da più di un anno – hanno mostrato come sia possibile realizzare un prodotto più che dignitoso utilizzando le tecnologie attualmente a disposizione. I canali 800 del digitale terrestre sono infatti &#8220;dedicati&#8221; ai cosiddetti canali on-demand. L&#8217;unico che funziona ad oggi è – appunto – quello di LA7 che possiamo trovare al canale 807. Il principio di funzionamento è semplice: il canale è in realtà <em>solamente</em> un canale dati che, quando ci si sintonizza, carica una applicazione MHP e mostra un menu degli ultimi sette giorni di programmazione del canale, più una library di contenuti &#8220;cult&#8221;. Scorrendo con il telecomando si sceglie il contenuti e con un click si può vedere e rivedere quel che volgiamo. Il tutto grazie ad una TV o ad un set-top-box collegato ad Internet (le TV di ultima generazione sono compatibili con questa tipologia di canale, cosi come tutti i STB con il bollino Gold DGTV).</p>
<p><img alt="LA7 On-Demand" src="http://www.dday.it/userFiles/gallery/articles/La7OnDemand_b_41726.jpg" title="LA7 On-Demand" class="alignnone" width="660" height="383" /></p>
<p>Una meccanismo semplice e dal funzionamento (quasi) impeccabile. Ben diverso da i sistemi on-demand di SKY e Mediaset Premium che continuano ad usare canali di trasmissione broadcast per registrare fisicamente dei contenuti su l&#8217;hard disk del nostro set-top-box locale. Quello digitale terrestre è un meccanismo decisamente più <em>moderno</em>, con potenzialmente enormi margini di espansione (la library a disposizione può essere teoricamente infinita) ma ancora più costoso se applicato su volumi di massa (lo streaming di contenuti per milioni di persone costa ancora incredibilmente di più di un canale broadcast).</p>
<p>Eppure, dopo più di un anno di felice sperimentazione di LA7, le alternative di fatto non esistono. RAI ha presentato un servizio on-demand con funzionamento e tecnologie omologhe a quelle di LA7 (e quindi MHP+Internet) chiamato RAI Replay (più un servizio on-demand per i TGR) ma nessuna data di rilascio è stata ancora annunciata. Mediaset latita, presente sul mercato solo con il servizio NetTV di Mediaset Premium che però è fruibile solo con una manciata di set-top-box dedicati, levandoci quindi il piacere di mantenere un unico telecomando usando le connected TV di ultima generazione.</p>
<p>Il 2011 sta per concludersi ormai e di sperimentazioni ne sono state fatte tante. Perché non spingere sull&#8217;acceleratore di servizi che tutte le misurazioni danno come i più graditi al pubblico? Perché non usare semplicemente quello già a disposizione per dare una spinta vera al sistema di distribuzione digitale della TV in Italia? E ancora, perché non sperimentare delle forme di advertising ad hoc su questi sistemi (LA7 On-Demand è ancora meravigliosamente senza pubblicità)?</p>
<p>In fondo basta costruire una applicazione MHP che carichi via Internet un menu dal quale accedere ad una libreria di contenuti da offrire in streaming direttamente sul televisore. Troppa grazia?</p>
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		<title>Ultaviolet Vs KeyChest</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; partita la guerra per standardizzare la distribuzione di contenuti video online: lo streaming di Film (e Serie TV). La morte del DVD è stata annunciata, la proprietà del futuro sarà liquida, multidevice, on-demand: “Buy Once, Play Anywhere”. Due sono &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/10/14/ultaviolet-vs-keychest/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/ultraviolet.png" alt="The Ultraviolet mechanism" title="Ultraviolet" width="724" height="639" class="alignnone size-full wp-image-1183" /></p>
<p>E&#8217; partita la guerra per standardizzare la distribuzione di contenuti video online: lo streaming di Film (e Serie TV). La morte del DVD è stata annunciata, la <em>proprietà</em> del futuro sarà liquida, multidevice, on-demand: “Buy Once, Play Anywhere”. Due sono gli scenari che si stanno proponendo al mercato, due le filosofie, due le alleanze industriali che si sono formate. </p>
<p>La prima si chiama Ultraviolet (UV) ed è supportata dalla santa alleanza DECE (Digital Entertainment Content Ecosystem) che annovera un numero impressionante di big companies inclusi content providers come Fox Entertainment Group, Lionsgate, NBC Universal, Paramount Pictures e Warner Bros. Entertainment cosi come importanti player tecnologici come Motorola, Panasonic, Samsung Electronics, Sony e Toshiba. L&#8217;idea dietro Ultraviolet è semplice: esisterà un unico contenitore online per tutti i film che andremo ad acquistare; ogni device in nostro possesso avrà quindi una sua <em>app</em> che ci permetterà di vedere la nostra library: smartphone, tablet, TV, PC. Il funzionamento di UV – descritto in sintesi dall&#8217;immagine in testa a questo post – è molto semplice e decisamente convincente. Tutto ciò che compriamo è sempre a disposizione in rete, in modalità protetta. Sarà quindi ad ogni device in nostro possesso ospitare un&#8217;app per fruire i contenuti. Ultraviolet permetterà anche di avere una copia fisica del nostro contenuto: potremmo continuare a comprare i nostri bluray se lo vorremmo, by default avremmo comunque a disposizione la copia liquida del contenuto.</p>
<p>Ultraviolet sembra essere quindi semplice, intuitiva, senza nessuna innovazione tecnologica vera (sempre di DRM e streaming stiamo parlando) e – soprattutto – piattaforma sostenuta da un numero impressionanti di grandi player.</p>
<p>La sorella di Ultraviolet – perché deve sempre esistere un&#8217;alternativa (almeno all&#8217;inizio) – si chiama KeyChest: il cesto delle chiavi. KeyChest nasce da un progetto Disney ed è supportata nientemeno che da Apple, Google ed Amazon. Qui il principio è un altro, altrettanto semplice: quando si compra un contenuto video online si acquista di fatto il diritto di vederlo da qualsiasi piattaforma lo si desideri (e che supporti KeyChest). Quindi in un mondo ideale si potrebbe comprare un film su iTunes potendolo vedere anche in streaming sul tablet Amazon o sui telefonini Android di Google, accedendo direttamente dalle rispettive piattaforme. Con KeyChest quello che viene centralizzato online non è il contenuto ma il diritto acquistato: sarebbe possibile vedere lo stesso contenuto anche scaricandolo da Ultraviolet se quest&#8217;ultimo supportasse il meccanismo di KeyChest.</p>
<p>Kelly Summers – Vice President di Disney – precisa che KeyChest è basato su open standard, che è un abilitatore per la distribuzione digitale (e quindi non è un competitore di nessun servizio esistente, anzi) ed infine che non sarà Disney a controllare e gestire la piattaforma che verrà affidata ad un consorzio &#8220;aperto&#8221;.</p>
<p>Due approcci diversi, entrambi interessanti che prospettano una nuova guerra degli standard stile &#8220;Blueray vs HD-DVD&#8221;. Di sicuro c&#8217;è che il DVD è destinato a perire presto e che la distribuzione digitale sarà l&#8217;unica via (con buona pace di chi vive dove ancora Internet è concetto sconosciuto). E questo è un bene, perché rende la nostra proprietà acquistata, il diritto di visione di un film, indipendente dalle tecnologie che verranno (con le TV del 2050 e l&#8217;iPad di 15ma generazione potremmo comunque vedere ciò che abbiamo acquistato 40anni prima).</p>
<p>Personalmente considero l&#8217;approccio KeyChest più interessante, soprattutto perché permette – di fatto – di trascendere dal concetto di acquisto: un diritto di visione può essere applicato anche per i contenuti affittati, con l&#8217;unica differenza che il diritto ha una scadenza. I rumors più accreditati riportano che sarà tanto per cambiare Apple a dare il via a questa tecnologia con il passaggio della parte video su iCloud prevista per fine anno.</p>
<p>Ancora una volta rimaniamo alla finestra ad osservare con una sola certezza: nulla – a breve – sarà più come prima.</p>
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		<title>Libero streaming in libera Italia.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 18:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Corte europea di giustizia ha dichiarato «contrari al diritto comunitario» tutti quei contratti esclusivi firmati dalle emittenti televisive che impediscono agli appassionati di Paesi esteri di vedere le partite dei campionati nazionali con decoder più economici.  <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/10/07/libero-streaming-in-libera-italia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-FbUN6cJCbvI/Tbwhs2V0IYI/AAAAAAAAAcc/vD4RoIvyPyI/s1600/pallone+da+calcio%25282%2529.jpg" title="Streaming Calcio" class="alignnone" width="1024" height="768" /><br />
La decisione colpisce soprattutto il lucrativo contratto firmato dalla Premier League con varie emittenti europee e potrebbe avere un impatto enorme sugli introiti che il campionato inglese riesce ad ottenere dalla cessione dei propri diritti tv nel resto d’Europa. Tutto nasce infatti da una proprietaria di pub in Inghilterra che utilizzava all’interno del locale un decoder con una scheda greca meno costosa dell’equivalente britannica e per questo era stata multata per una cifra pari a 8.000 sterline (circa 9.400 euro).</p></blockquote>
<p>[via <a href="http://geek.coolstreaming.us/featured-news/leuropa-cancella-i-diritti-tv-territoriali-svolta-streaming/" target="_blank">Geek</a>]</p>
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		<title>Current TV: Intrigo Internazionale.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/27/current-tv-intrigo-internazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 12:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nulla di nuovo sul fronte SKY. A livello nazionale la comunicazione tace, nella probabile convinzione che piano piano il polverone passerà e nessuno si ricorderà più cosa è veramente successo. Noi rimaniamo in attesa di avere un confronto per chiarire &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/27/current-tv-intrigo-internazionale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nulla di nuovo sul fronte SKY. A livello nazionale la comunicazione tace, nella probabile convinzione che piano piano il polverone passerà e nessuno si ricorderà più cosa è veramente successo.</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" xml:lang="IT">Noi rimaniamo in attesa di avere un confronto per chiarire 5 fondamentali punti con SKY Italia.</span></p>

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	<tr class="row-1 odd">
		<th class="column-1">SKY Italia</th><th class="column-2">Current TV</th>
	</tr>
</thead>
<tbody class="row-hover">
	<tr class="row-2 even">
		<td class="column-1">Current TV è stata cancellata per soldi.</td><td class="column-2">Current TV stata cancellata senza nessuna trattativa.<br />
</td>
	</tr>
	<tr class="row-3 odd">
		<td class="column-1">Current TV ha chiesto 10 milioni di dollari.</td><td class="column-2">Current TV stata cancellata senza nessuna trattativa. L’unica richiesta di Current TV – dopo la cancellazione – è stata di 4.3 milioni di euro.<br />
</td>
	</tr>
	<tr class="row-4 even">
		<td class="column-1">Current TV è stato un flop di ascolti.</td><td class="column-2">Gli ascolti sulla giornata sono rimasti stabili, nel prime time sono aumentati del 15%. E il trend per il 2011 è positivo.</td>
	</tr>
	<tr class="row-5 odd">
		<td class="column-1">Current TV ha 3000 spettatori al giorno.</td><td class="column-2">Current TV ha 3.400 spettatori al minuto, oltre 400 mila contatti unici al giorno, oltre 2 milioni di contatti unici a settimana, oltre 5 milioni di contatti unici al mese.</td>
	</tr>
	<tr class="row-6 even">
		<td class="column-1">Current TV usa la causa della libertà di informazione per scopi commerciali.</td><td class="column-2">Current TV stata cancellata senza nessuna trattativa. Sta semplicemente chiedendo a SKY di aprire una trattativa per avere una cifra congrua a gestire le proprie attività.</td>
	</tr>
</tbody>
</table>

<p class="MsoNormal">Sul fronte internazionale invece la comunicazione continua, soprattutto in Inghilterra dove BSkyB con interviste e dichiarazioni dello stesso Mockridge batte la linea già tentata in Italia, forse certi di avere minori possibilità di essere smentiti.</p>
<p class="MsoNormal">Tutto questo mentre assistiamo ad una bizzarra sequenza di eventi, che sembrano avere diversi elementi di contatto:</p>
<p class="MsoNormal">1. Al Gore (vicino all’amministrazione Obama) rimprovera a Murdoch di avere interessi a combattere Current TV su tutti i fronti; in USA perché canale scomodo (sono di fatto ripartite le presidenziali 2012 con l’apertura della campagna di Obama); in Italia perché forse il Digitale Terreste è l’unico vero sbocco per far sì che SKY possa continuare ad espandere il suo business e quindi in qualche modo andare contro a Berlusconi potrebbe non essere esattamente il massimo.</p>
<p class="MsoNormal">2. Il Grande Oriente Democratico pubblica sul suo sito un <a href="http://www.grandeoriente-democratico.com/Rupert_Murdoch_e_Silvio_Berlusconi_contro_Barack_Obama_SKY_MEDIASET_e_Italia_paese_dei_semi_monopoli.html" target="_blank">comunicato</a> di supporto a Current TV dove insinua una interessante teoria <i>“Parrebbe che il Magnate di Arcore sarebbe intenzionato a finanziare in modo occulto e con ingenti fondi occulti alcuni candidati repubblicani USA intenzionati ad ottenere la nomination per sfidare Obama alle presidenziali del 2012. Ma non si tratterebbe degli stessi “cavalli” su cui vorrebbe/potrebbe puntare Rupert Murdoch (Newton Gingrich, Sarah Palin, Rick Santorum e altri), bensì di personaggi suggeriti al Cavaliere Muratore di Arcore da altri ambienti e amicizie, alcune delle quali in comune con il Clan Bush.A meno che &#8211; e anche questo ci suggeriscono alcune fonti &#8211; Berlusconi e Murdoch non si accordino per sostenere e finanziare il repubblicano John Bolton, già Ambasciatore degli Stati Uniti all’ONU (2005-2006) durante la seconda amministrazione di George W. Bush.”</i></p>
<p class="MsoNormal">3. Confalonieri &#8211; alla domanda di un cronista se il Biscione fosse eventualmente disposto a fare un&#8217;offerta per poter trasmettere al posto di Sky il palinsesto di Current Tv &#8211; ha risposto ironicamente &#8220;sì sì, subito, stiamo già riunendo il Cda&#8221;</p>
<p class="MsoNormal">4. Murdoch parla al G8e, facendo un <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/24/news/g8_24_maggio-16677629/?ref=HREC1-6" target="_blank">discorso</a> nel quale afferma tra l’altro: “La stessa tecnologia che ha cambiato tutti gli aspetti della nostra vita, deve ora trasformare il mondo dell&#8217;educazione”. Questo mentre i grandi della terra discutevano su come regolamentare l’uso della rete.</p>
<p class="MsoNormal">5. Berlusconi <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/1010621/berlusconi-da-vespa-i-media-sono-contro-di-noi.shtml" target="_blank">attacca</a> quindi SKY affermando a Porta a Porta: “I grandi giornali, a partire dal Corriere della Sera, le tv private Sky e La7, e la Rai pagata con i nostri soldi, stanno tutti con la sinistra&#8221;. SKY sta con la sinistra? Chi? Forse SKYTG24 con la grande figura fatta facendo insultare in diretta Pisapia dalla Moratti? O forse parlava di qualche altro canale su SKY?</p>
<p class="MsoNormal">6. Berlusconi, al tavolo del G8, improvvisa un teatrino per lanciare pubblicamente un pizzino ad Obama dicendogli: “Ho una nuova maggioranza” e “in Italia c’è una quasi dittatura dei giudici di sinistra”.</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" xml:lang="IT">Tre nomi &#8211; <i>Murdoch, Berlusconi, Obama</i> &#8211; che ritornano. E’ un quadro complesso, in un periodo di profondi cambiamenti negli equilibri di potere nazionali e internazionali. Dove il mondo dei soldi, della politica e dei media stanno trovando nuovi intrecci. Che in questa guerra per la conquista delle nuove posizioni di controllo ci siano delle cosiddette vittime collaterali ci stà e – di solito – non frega niente a nessuno.</span></p>
<p><span lang="IT" xml:lang="IT">Alla pagina <span style="mso-field-code:"><a href="http://nocensura.current.com/" target="_blank">nocensura.current.com</a></span></span> del nostro sito sono disponibili avatar e banner per sostenere Current.<br />
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		<title>#4 Current TV: modelli alternativi.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/25/4-current-tv-modelli-alternativi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 May 2011 08:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/25/4-current-tv-modelli-alternativi/</guid>
		<description><![CDATA[Dopo gli ascolti, i soldi e la politica vediamo ora cosa potrà accadere per il nostro futuro. Molti si chiedono “SKY vi ha cancellato, ma non esiste un modello alternativo?”. La risposta anche questa volta è semplice: sì, esiste – &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/25/4-current-tv-modelli-alternativi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <u><a target="_blank" href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/21/1-current-tv-la-verita-sui-dati-di-ascolto/">gli ascolti</a></u>, i <a target="_blank" href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/23/2-current-tv-la-verita-sui-soldi/"><u>soldi</u></a> e la <u><a target="_blank" href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/24/3-current-tv-la-verita-sulla-politica/">politica</a></u> vediamo ora cosa potrà accadere <b>per il nostro futuro</b>. Molti si chiedono “SKY vi ha cancellato, ma non esiste un modello alternativo?”. La risposta anche questa volta è semplice: sì, esiste – anzi – ne esistono diversi.</p>
<p>Il principale è naturalmente il <b>Digitale Terrestre</b> (DTT).<br />
Current TV (medie 2010) su SKY ha avuto circa 3500 spettatori medi ogni minuto (notte compresa), con oltre 400 mila contatti unici al giorno (oltre 2 milioni di contatti unici settimanali e 5 milioni di contatti unici al mese). Questo su un bacino stimato di 12/14 milioni di individui, ovvero l’universo SKY.Il Digitale Terrestre arriverà a coprire nei prossimi mesi oltre <b>il 90% della popolazione italiana</b>. Già oggi, comunque, si stima un fattore moltiplicatore di x5 come pubblico potenziale nel passaggio tra SKY e DTT. Quindi in teoria passando su DTT Current TV potrebbe avere <b>17/18 mila spettatori medi al minuto</b>.</p>
<p>A questo elemento vogliamo aggiungere un <b>aumento delle ore di programmazione fresca</b> da mettere in palinsesto. Fino ad oggi ne abbiamo avuto circa 220 l’anno, decisamente poche per implementare un palinsesto strutturato – ma questo è quanto abbiamo potuto esprimere con il budget a disposizione. Vorremo portare il numero di ore di contenuti freschi a 600, quindi applicando un fattore x3. Generalmente, aumentando le ore di contenuti freschi aumentano gli ascolti (meno repliche = più pubblico che guarda nuovi contenuti): con 600 ore di contenuti stimiamo di poter partire da un x2 di ascolti.</p>
<p>Sommando quindi i maggiori ascolti derivati dall’aumento di ore di programmazione a quello derivante dall’allargamento del bacino di pubblico potenziale possiamo prudenzialmente stimare che portando Current TV su DTT potremmo partire il primo anno con una base di <b>20/30 mila spettatori medi al minuto</b>. Questo per poi crescere fino ad almeno 60 mila spettatori minuto nei successivi due anni. Questa stima ci porterebbe nel bacino dei canali che superano il <b>0.5% di share nazionale</b>, ovvero in quella cerchia di canali grande valore da un punto di vista pubblicitario.</p>
<p>Queste sono stime, <b>previsioni</b>, fatte in base a ragionamenti condivisi con esperti del settore DTT, concessionarie pubblicitarie etc.<br />
Ogni previsione deve essere confermata nei fatti – e questo è sempre il passaggio più complicato – ma ad ogni modo questo scenario porterebbe a dire che spostare Current TV su DTT avrebbe grandi <b>convenienze</b>: un numero di spettatori decisamente più ampio, un peso quindi più importante ed influente nel panorama TV nazionale, un modello di business con numeri di raccolta pubblicitaria molto interessante.</p>
<p>Quali sono le <b>difficoltà per attivare un canale su DTT</b>?</p>
<p>1) E’ necessario versare una “caparra” di oltre <b>6 milioni di euro</b><br />
2) Per avere un business model sostenibile è necessario avere un <b>buon numero di canale</b> (entro i primi 100). Questo è ancora possibile ma le peripezie per l’assegnazione del numero di canale (LCN) sembrano essere non poche.<br />
3) E’ necessario affittare la capacità di trasporto, la <b>banda DTT</b> per trasmettere il canale. Su base nazionale – con un buon carrier – costituisce un costo a tendere tra i 3 e i 4.5 milioni di euro l’anno.<br />
4) E’ quindi fondamentale avere una <b>solida raccolta pubblicitaria</b> – con una buona concessionaria – e con brand che vogliano investire sul canale.</p>
<p>Quindi per entrare nel magico mondo del DTT esistono una serie di <b>barriere d’ingresso</b> non indifferenti – non solo per Current TV ma per chiunque. La cosiddetta “democratizzazione dell’accesso al sistema televisivo” sbandierata con l’avvento del DTT è in realtà bloccata da un sistema di regole e – soprattutto – di costi che rendono possibile l’ingresso in questo settore solo a pochi, pochissimi (per il momento quasi solo gli stessi di sempre).</p>
<p>Current TV potrà essere distribuita su DTT? Sì, se troveremo una risposta solida per far quadrare tutti i pezzi. Per il momento abbiamo avuto moltissimi interessi da parte di tanti soggetti importanti. <b>Siamo fiduciosi</b>, ci stiamo lavorando.</p>
<p>In aggiunta al DTT altre due piattaforme di distribuzione: <span style="font-size: medium;"><b>Tivùsat</b></span> – la piattaforma Satellitare free (gestita da RAI, Mediaset e Telecom) che ha appena compiuto 2 anni di vita e che ha quasi raggiunto 1 milione di box venduti, e quindi <b>Internet</b> – con lo streaming del canale online visibile a tutti. Sono due ulteriori distribuzioni che stiamo considerando, che aiuterebbero ad ampliare in maniera significativa il bacino di spettatori (anche se implicano un maggior costo nell’acquisizione dei diritti).</p>
<p>Un progetto complesso, che stiamo analizzando con convinzione – penalizzati dal <b>ridicolo periodo di tempo che SKY ci ha concessi</b> per rimanere in vita (fino al 31 luglio 2011). Ma è un progetto che ad oggi sembra più che fattibile. Non è da escludersi poi che non proveremo ad implementare – come suggeritoci da molti di voi – un <b>modello di sottoscrizione popolare</b> che possa aiutare il canale a vivere. Tutto questo è in fase di studio, idee e contributi sono ben accetti.</p>
<p>Una cosa è certa: <b>non molleremo</b>. Vogliamo continuare ad esistere, essere ancora più visibili per poter dare sempre più fastidio proponendo – a questo punto all’intera platea televisiva nazionale – tutte le scomode verità che nessuno ha il coraggio di raccontare.</p>
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		<item>
		<title>#3 Current TV: la verità sulla politica.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/24/3-current-tv-la-verita-sulla-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 May 2011 08:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo gli ascolti, dopo i soldi, la politica. Ad Andrea Scrosati (Vicepresidente di SKY Italia) che mi dice – tramite agenzia stampa – “con la libertà di informazione non si scherza” che rispondiamo? Siamo tutti con te Andrea. Sono con &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/24/3-current-tv-la-verita-sulla-politica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/21/1-current-tv-la-verita-sui-dati-di-ascolto/" target="_blank">ascolti</a>, dopo i <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/23/2-current-tv-la-verita-sui-soldi/" target="_blank">soldi</a>, la politica. Ad <b>Andrea Scrosati</b> (Vicepresidente di SKY Italia) che mi dice – tramite agenzia stampa – “<i>con la libertà di informazione non si scherza</i>” che rispondiamo? Siamo tutti con te Andrea. Sono con te. Sai quanto ti stimo e credo tu sia una delle chiavi del successo di <b>SKY Italia</b>. Ma allora aiutami, aiutaci, a rispondere a queste domande:</p>
<p>1) Perché ci avete dato il benservito senza avviare <b>nessuna trattativa economica</b>? – sostenendo poi che i SOLDI erano il problema?<br />
2) Dove sono i <b>10 milioni</b> che avete detto avevamo chiesto?<br />
3) Perché avete detto che Current TV è un flop di ascolti quando è dimostrato dai numeri che non lo è? – e voi avete sempre detto <b>e scritto il contrario</b>?</p>
<p>Tutto qui, in nome della verità. E per far sì che il lavoro di 3 anni di 30 persone <b>che adesso rischiano il loro posto</b> non venga messo alla berlina strumentalmente. Non si può dire che usiamo la “libertà di informazione” per scopi di trattativa, avere una copertura economica congrua è alla base di ogni attività (o pensi che chi fa informazione campi d’amore?).</p>
<p>E ancora affermi “<i>Quando si fa una trattativa ci sono diversi scambi. Possiamo dibattere se la tattica sia quella giusta. Se sia meglio partire in modo o in un altro, ma da che mondo e mondo è l’ultimo documento quello che vale, non il primo</i>“. Ed è una trattativa un processo che parte con una cancellazione senza confronto con tanto di buonuscita? E’ una tattica? E ancora: quello che vale è l’ultimo documento? Benissimo, <b>attendiamo un ultimo documento</b> o l’ultimo documento è quello per cui dovremmo fare un canale TV con 1 milione di euro l’anno?</p>
<p>Ed un <b>confronto</b> è necessario per stabilire la verità. Lo facciamo? Ci confrontiamo direttamente, faccia a faccia?</p>
<p>Oppure, per capire cosa è successo tra inizio e fine aprile – ovvero tra quando era tutto a posto e Current TV attendeva (per vostre stesse ripetute dichiarazioni) l’inizio delle negoziazioni per continuare a lavorare assieme e quando improvvisamente ci avete comunicato la non volontà a proseguire dandoci il benservito – non possiamo che affrontare <b>vari tipi di ragionamento</b>.</p>
<p><b>Ragionare per esclusione</b>: non avevamo chiesto soldi, non avevamo problemi di ascolti, non avevamo problemi di visibilità, non avevamo problemi di relazioni con voi, e allora qual è il motivo?</p>
<p><b>Ragionare per assurdo</b>: una piattaforma Pay TV cancellerebbe – senza neanche negoziare – un canale che va bene, porta prestigio e visibilità?</p>
<p>Oppure possiamo affidarci a <b>dichiarazioni off the record di persone News Corp</b> che ci dicono che “è arrivato un input dall’alto”? Guarda caso proprio quando Keith Olbermann ha aperto il suo blog “FOK News” su Current?</p>
<p>Possiamo fare tanti tipi di ragionamento per cercare di intuire cosa è successo. Ma la cosa migliore, ripeto, sarebbe avere un <b>franco confronto</b>. Ma con SKY Italia non c’è confronto (ad oggi). E questa non è una bella notizia.</p>
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		<item>
		<title>#2 Current TV: la verità sui soldi.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/23/2-current-tv-la-verita-sui-soldi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 10:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il primo punto sulla verità sui dati d’ascolto, andiamo al secondo punto delle argomentazioni di SKY: i soldi. Vediamo cosa dice SKY proprio nella mail che Mockridge – di “suo pugno” – sta scrivendo e riscrivendo a migliaia di &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/23/2-current-tv-la-verita-sui-soldi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="IT" xml:lang="IT">Dopo il primo punto sulla</span> <u><span style="mso-ansi-language:#00FF;mso-fareast-language:#00FF;mso-bidi-language: #00FF"><a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/21/1-current-tv-la-verita-sui-dati-di-ascolto/" target="_blank">verità sui dati d’ascolto</a></span></u><span lang="IT" xml:lang="IT">, andiamo al secondo punto delle argomentazioni di SKY: i soldi.</span></p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Vediamo cosa dice SKY proprio nella mail che Mockridge – di “suo pugno” – sta scrivendo e riscrivendo a migliaia di abbonati che chiedono la disdetta: “<em><span style="font-family:Times">A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale.   Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari.”</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Qui la verità è semplice: <strong><span style="font-family:Times">SKY ha cancellato Current TV senza neanche entrare in una trattativa. Punto.</span></strong></p>
<p>Potremmo fermarci qui. Questo basta e avanza. Ma andiamo avanti.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Non abbiamo MAI chiesto 10 milioni di dollari. Dopo l’indignazione manifestata a SKY per la sua decisione, SKY ha chiesto a Current TV di fare una proposta: e abbiamo chiesto 4.3 milioni di euro l’anno, il 30% in più di quanto percepivamo. Punto.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Potremmo fermarci qui. Già questo basterebbe per affermare con assoluta certezza che le dichiarazioni di SKY sono false: ci hanno cancellato deliberatamente, prima di qualsiasi trattativa; una volta fatto loro presente la gravità di quanto stavano facendo ci hanno chiesto “quanto volete?” – e per iniziare una trattativa quindi abbiamo proposto un 30% in più. E’ molto grave che venga scritto e comunicato agli abbonati SKY e quindi diffusa per mezzo stampa una informazione completamente FALSA.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">A chi ha già capito qual è la verità consiglio di fermarsi qui. <strong><span style="font-family:Times">Chi vuole capire i dettagli</span></strong> di quello che è successo e leggere le prove venga pure avanti in quello che ora diventa un racconto – e sarà lungo.</p>
<p>Current TV parte l’8 maggio del 2008 con un contratto di 3 anni con SKY Italia; scadenza designata 8 maggio 2011. Nel contratto erano previste delle condizioni di rinnovo automatico: come dice Mockridge se avessimo raggiunto i 4500 spettatori medi il secondo ed il terzo anno avremmo avuto il nostro contratto rinnovato per altri due anni alle stesse condizioni. Così non è stato: abbiamo cambiato linea editoriale, abbiamo puntato sulla qualità e non sulla quantità. Abbiamo avuto progressivamente un incremento degli ascolti consolidando un pubblico di persone desiderose di informarsi, per poter cambiare il mondo. Un pubblico che sfugge all’Auditel, non è rappresentato in maniera numericamente significativa nel panel di rilevazione, e che ha però un <strong><span style="font-family:Times">profilo molto alto</span></strong>. Lo abbiamo fatto lavorando nei confini di un contratto pensato per una tipologia diversa di canale: l’idea originaria del 2005 di un palinsesto multitematico con tantissimi video presi dalla rete. Un’idea di TV a basso costo, con poca anima e di poco interesse per il pubblico televisivo. Abbiamo cambiato quindi Current TV nel 2009 (ad aprile) trasformandola progressivamente in quello che conoscete. Gli ascolti sono notevolmente aumentati, l’identità del canale è diventata sempre più forte, ma soprattutto è diventata più forte l’importanza della sua missione: una garanzia di libertà, come l’hanno definita in molti.</p>
<p>SKY Italia è diventata nel corso del tempo una grande fan di Current TV. Da Tom Mockridge in giù, tutta l’alta dirigenza di SKY era “orgogliosa di avere Current TV nella piattaforma SKY Italia” (loro parole che ho ricevuto via mail) fino ad accoglierci con – letteralmente – scrosci di applausi durante le presentazioni interne. Le ultime comunicazioni, sempre dall’alta dirigenza SKY a me personalmente, sono state: “Non ti preoccupare degli ascolti – l’Auditel non riesce a rilevarvi” (la stessa Sky</span> <u><span style="mso-ansi-language:#00FF;mso-fareast-language:#00FF;mso-bidi-language: #00FF"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/03/sky-italia-auditel-mockridge.shtml?uuid=281439b2-0f39-11de-b874-530b20f3f76e&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">ha contestato in passato il sistema Auditel</a></span></u> <span lang="IT" xml:lang="IT">per la sua scarsa rappresentatività del mercato televisivo di oggi). E poi “generate talmente tanto interesse e rumore quotidiano che per SKY Italia siete una risorsa irrinunciabile”.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Discorsi comprensibili visti i nostri risultati (la nostra rassegna stampa degli ultimi 24 mesi è semplicemente impressionante – idem per l’online, etc.) e visto il fatto che SKY è una piattaforma a “sottoscrittori”: ovvero paghi per vedere, e quindi vale la pena avere dei canali che generino nuovi abbonati (o che mantengano gli attuali).</p>
<p>Tutto bene quindi. Anzi benissimo. Compreso l’ultimo meeting che ho personalmente avuto con l’alta dirigenza SKY (al telefono). Era il 5 aprile 2011, poco più di un mese prima della scadenza del nostro contratto. In quel meeting abbiamo discusso di contenuti – della nostra nuova linea di Film e Mini Serie TV – e mi è stato confermato che “Current TV ci piace cosi com’è; non cercate facili soluzioni per aumentare gli ascolti, va bene così. Stiamo già lavorando sul rinnovo che vi manderemo a breve”. Il successivo 8 aprile – ad un mese esatto dalla scadenza del contratto – il mio CEO Mark Roshental e il fondatore di Current, <strong><span style="font-family:Times">Joel Hayatt</span></strong>, hanno quindi incontrato Tom Mocrikdge per un pranzo a Milano – per confermare le intenzioni di SKY a rinnovare il contratto – senza parlare di numeri. Manco a dirlo: il risultato dell’incontro è stato eccezionale. Grandissimi apprezzamenti per Current e quindi la comunicazione che SKY era già al lavoro per il rinnovo che aveva intenzione di chiudere entro la scadenza del contratto (quindi in 1 mese).</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Tutto bene quindi. Come ampiamente previsto.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Ci siamo messi in attesa a quel punto della proposta di SKY pronti ad iniziare una fase di negoziazione. Eravamo curiosi soprattutto di capire quanto SKY ci avrebbe proposto in termini economici, visti i grandi apprezzamenti che ci avevano fatto e gli oggettivi ottimi risultati che avevamo loro portato.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">E’ a questo punto che accade qualcosa di strano, di “incomprensibile”.</p>
<p>Invece di ricevere una bozza del contratto di rinnovo, il 22 aprile 2011 arriva un fax (quello che abbiamo</span> <u><span style="mso-ansi-language:#00FF; mso-fareast-language:#00FF;mso-bidi-language:#00FF"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-21-a-16.04.17.png" target="_blank">condiviso con voi</a></span></u> <span lang="IT" xml:lang="IT">nei giorni scorsi, nella nostra sede in America (anticipato da una telefonata di Tom Mocrkridge a Joel Hyatt) dove si dice che per “inaspettate restrizioni di budget [SKY] non è in una posizione tale da poter negoziare un rinnovo dell’accordo di distribuzione” e che quindi il contratto scadrà il 7 maggio 2011. Sempre nello stesso FAX, SKY ci comunica che fissa al 30 giugno 2011 il termine delle nostre trasmissioni.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Cosa?!!</p>
<p>Cosa è successo? Perché SKY ha improvvisamente e radicalmente cambiato idea <strong><span style="font-family:Times">senza nemmeno entrare in una fase negoziale</span></strong>? Dopo averci detto che ci adoravano, che erano completamente soddisfatti, che andava tutto bene, che gli ascolti andavano bene, che amavano Current TV per quello che era tanto da pregarci di non cambiare niente ci cancellano di punto in bianco dandoci 1 mese di tempo per levarci dai maroni? E peggio: proponendoci 1 milione di euro per uscire dalle scatole senza fare rumore!</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Cosa è successo?!! E’ quello che Joel Hyatt ha chiesto a Tom Mockridge immediatamente: Mockridge ha ribadito la testi dell’“improvvisa restrizione del budget”. A quel punto Hyatt – manifestando tutto il nostro stupore per la clamorosa e completamente inaspettata posizione di SKY Italia – ha chiesto di darci tempo almeno fino al 31 luglio 2011 per chiudere le trasmissioni, cosa che è stata formalmente accettata da SKY in un successivo FAX.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Da quel punto in poi non ci sono state successive comunicazioni. Abbiamo aspettato di parlare con loro nuovamente di persona in un incontro che era già stato in precedenza fissato per il 10 maggio a Los Angeles tra James Murdoch e Joel Hyatt, Mark Roshentall e Al Gore. In origine il tema dell’incontro era tutt’altro: come estendere la collaborazione con SKY. Ma si è evidentemente trasformato nell’occasione per discutere direttamente con la “proprietà” il perché di questa clamorosa decisione.</p>
<p>Capite bene che già prima di quell’incontro noi avremmo potuto fare uscire la notizia: Current TV è stata improvvisamente cancellata da SKY Italia senza che sia stata avviata <strong><span style="font-family:Times">nessuna trattativa economica</span></strong> e contro ogni assicurazione precedente da parte di SKY stessa.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Siamo invece voluti andare a quel meeting confidenti che la questione sarebbe cambiata. Mi si riferisce che Murdoch in quell’incontro è stato molto cordiale; si è mostrato all’oscuro di quanto stava accadendo e – dopo che è stato informato che Current TV non avrebbe accolto in silenzio la decisione di SKY – ha chiesto 48 di tempo per informarsi e trovare una soluzione. Dopo poco più di un giorno infatti Tom Mockridge chiama nuovamente Joel Hyatt e chiede “cosa volete per rimanere nella piattaforma SKY?”.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">E’ quello il primo ed unico momento in cui Current TV propone a SKY Italia una cifra per iniziare la trattativa, e la cifra è: 4.3 milioni di euro l’anno; ovvero il 30% in più della somma percepita precedentemente; ovvero 0,02 centesimi di euro in più per ogni abbonato SKY.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Quello è il solo ed unico momento in cui ci è stato chiesto di fare una proposta.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">In risposta, da SKY il 13 maggio 2011 arriva alla sede americana di Current TV</span> <u><span style="mso-ansi-language: #00FF;mso-fareast-language:#00FF;mso-bidi-language:#00FF"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-21-a-16.05.06.png" target="_blank">un fax con la prima e sola proposta di SKY</a></span></u><span lang="IT" xml:lang="IT">: 1 milione di euro l’anno, ovvero il 70% in meno di quello che percepivamo prima. In aggiunta SKY ha 1 milione di euro l’anno di pubblicità, forse non sapendo che già oggi ne facciamo più di 1.3 milioni.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">La verità è che ci hanno proposto una cifra con cui non si fa un canale TV che deve andare 24 ore al giorno 365 giorni l’anno e auspicabilmente aumentare gli ascolti.</p>
<p>Per realizzare i 5 minuti a puntata di <em><span style="font-family:Times">Qui Radio Londra</span></em>, in onda su Rai1 dopo il Tg1 delle 20, dal lunedì al venerdì, si pagheranno 5 milioni di euro all’anno. Per una puntata di X-Factor su Rai2 si parlava di costi attorno a 1.200.000 euro. Ora il talent show sbarcherà su Sky Uno in autunno, e l’Italia sarà così l’unico paese al mondo dove X-Factor andrà in onda su una pay-tv. Per il programma – chiuso dopo la prima puntata – di Vittorio Sgarbi su Rai1, 8 milioni in tre anni.</p>
<p>Insomma, quella di Sky non è stata una proposta. È stato un insulto; una mossa fatta con l’evidente obiettivo di poter poi pubblicamente affermare: noi l’offerta l’abbiamo fatta, sono loro che non l’hanno accettata!</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">E ti credo che non l’abbiamo accettata! Con quelle cifre NON si fa televisione, non il tipo di televisione che stiamo facendo noi pur essendoci imposti dei costi di produzione e acquisizione dei contenuti super economici rispetto al mercato. <strong><span style="font-family:Times">Con quella cifra non si fa televisione</span></strong> né tantomeno si permette a una canale che sta andando bene, nel quale credi, che ti porta tanto valore, di crescere.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Quella cifra è stata un insulto, una mossa pensata solo per “pararsi” da quella che è sempre stata la verità: SKY Italia ci ha cancellato deliberatamente, senza nessuna motivazione economica.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">A quel fax Joel Hyatt ha risposto con una mail a Tom Mocrkidge dicendo “Tom, spero che nel fax che ci avete appena inviato ci sia un errore di battitura nella cifra che ci avete proposto”.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Nessuna risposta da SKY. <strong><span style="font-family:Times">A quel punto abbiamo deciso di rendere pubblica la notizia</span></strong> del comportamento di SKY nei nostri confronti ed è successo quello che sapete: il 19 maggio 2011 Al Gore è sbarcato a Roma, ha incontrato i blogger, ha parlato con la stampa è stato ospite ad Annozero. La notizia è uscita.</span></p>
<p style="margin-bottom:12.0pt"><span lang="IT" xml:lang="IT">Il giorno successivo – il 20 maggio 2011 – SKY ha dato la sua risposta che (rimanendo solo sulla questione economica) recita: “noi di SKY abbiamo fatto una proposta a CurrentTV, sono loro che non l’hanno accettata”. Come da copione. E per dare dimostrazione hanno diffuso copia del fax che ci avevano mandato <strong><span style="font-family:Times">“sbianchettando” le cifre</span></strong> (per forza! Non potevano farsi un autogoal così clamoroso rivelando la cifra ridicola messa sul piatto). Ma l’autogoal SKY se l’è fatto comunque, perché a quel punto Current TV per dimostrare – senza più ombra di dubbio – la veridicità della sua posizione ha deciso di pubblicare il fax del 22 aprile 2011 (quello dove SKY cancellava Current TV senza che mai ci fosse stata una trattativa economica, adducendo improvvisi motivi di budget) e quindi il fax con la proposta di SKY del 13 maggio – senza però l’uso del bianchetto, con le cifre rivelate perché tutti sappiano come stanno veramente le cose.</span></p>
<p><span lang="EN" style="font-size:12.0pt;font-family:" xml:lang="EN">Questo il racconto, molto lungo ma essenziale per spiegare come sono andate le cose. Lungo il racconto, breve la conclusione: SKY Italia ha cancellato Current TV senza nessuna trattativa economica e ha quindi mentito ai suoi abbonati e all’opinione pubblica su diverse questioni (cosa è accaduto, le cifre richieste da Current, …). Niente male. Rimanete connessi per le prossime puntate.</p>
<p>Alla pagina <u><a href="http://nocensura.current.com/"><strong><span style="mso-bidi-font-family:">nocensura.current.com</span></strong></a></u> del nostro sito sono disponibili avatar e banner per sostenere Current.<br />
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		<title>#1 Current TV: la verità sui dati di Ascolto.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/21/1-current-tv-la-verita-sui-dati-di-ascolto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 May 2011 10:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come promesso e premesso, ecco il primo punto su cui riflettere relativamente alle motivazioni di SKY di non rinnovare il contratto di Current TV: la questione dei dati di ascolto. SKY dice che Current TV va male con gli ascolti, &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/21/1-current-tv-la-verita-sui-dati-di-ascolto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso e <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/20/current-tv-le-scomode-verita/" title="Current TV le scomode verità.">premesso</a>, ecco il primo punto su cui riflettere relativamente alle motivazioni di SKY di non rinnovare il contratto di Current TV: la questione dei <b style="mso-bidi-font-weight: normal">dati di ascolto</b>.</p>
<p class="MsoNormal">SKY dice che Current TV va male con gli ascolti, che siamo <u>crollati</u>. Ma è vero?</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">Vediamo prima di tutto cosa esattamente ha comunicato SKY tramite le agenzie stampa:</span></p>
<p class="MsoNormal"><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">&#8221;Va anche precisato che, pur ribadendo l&#8217;apprezzamento per la qualità di alcuni dei programmi in onda su Current, la sua performance non è purtroppo in crescita. L&#8217;ascolto medio giornaliero di Current TV nel 2011 è stato finora di un totale di 2952 telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del 2010. Se poi si analizza il prime time, purtroppo, tra il 2011 ed il 2010 &#8211; conclude la nota &#8211; la perdita di ascolti di Current TV è prossima al 40%&#8221;</span></i></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">Partiamo dalla parte più interessante degli argomenti SKY, quella dove è avvenuto un abile utilizzo dei numeri per sostenere falsamente la tesi che gli ascolti di Current TV sono crollati.</span></p>
<p class="MsoNormal"><b style="mso-bidi-font-weight:normal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">SKY ha confrontato due periodi temporali</span></b><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">: dal 1 gennaio – 18 maggio 2010 e quindi dal 1 gennaio – 18 maggio 2011. E afferma che abbiamo perso il 20% di ascolti medi nell’intera giornata e quasi il 40% nel <i style="mso-bidi-font-style:normal">primetime</i> (21:00 – 23:00). C’è un “piccolo” problema in questa analisi: vi ricordate cosa è successo il 25 marzo 2010 (ovvero dentro il primo periodo considerato da SKY)?</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">Current TV – assieme ad altre emittenti – ha trasmesso RaiPerUnaNotte, l’evento di protesta contro l’oscuramento dei talk show organizzato da Michele Santoro. Bene: si è trattato di un evento unico nella storia della TV italiana, un fatto clamoroso, irripetibile (e speriamo non da ripetersi, per le implicazioni che rappresentava per libertà di informazione in Italia). Quella sera Current TV nel <i style="mso-bidi-font-style:normal">primetime</i> ha fatto quasi il 2.5% di share nazionale, diventando il settimo canale più visto in Italia (superando LA7). Questo accadimento clamoroso ha ovviamente falsato tutte le medie del canale, soprattutto quella relativa al <i style="mso-bidi-font-style:normal">primetime</i> (ovvero la fascia oraria dove RaiPerUnaNotte fu trasmesso).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">Se togliamo quell’evento – sottolineo, unico e irripetibile &#8211; dal conteggio che ha fatto SKY, se quindi riconsideriamo le medie <u>senza</u> RaiPerUnaNotte, e quindi sui dati medi e reali, viene fuori uno scenario completamente ribaltato: Current TV dal 2010 al 2011 per il periodo considerato ha perso 1% sull’intera giornata (quindi sostanzialmente ha mantenuto gli ascolti) mentre ha guadagnato un significativo 15% sul <i style="mso-bidi-font-style:normal">primetime!</i></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">Capito l’inganno? SKY dice che gli ascolti sono <u>crollati</u> perché “purtroppo” non abbiamo la possibilità di avere Michele Santoro con uno show evento almeno una volta all’anno sul nostro canale, o forse perché “purtroppo” quest’anno non sono riusciti ad oscurare i talk show e quindi non si è reso necessario. La verità è che gli ascolti sono gli stessi sull’intera giornata e sono significativamente aumentati nel <i style="mso-bidi-font-style:normal">primetime</i>: ovvero l’esatto opposto!</span></p>
<p class="MsoNormal"><b style="mso-bidi-font-weight:normal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">Dopodiché SKY spara un altro numero</span></b><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">: i nostri ascolti medi nel 2011 sarebbero di 2952 spettatori – in realtà al 17 maggio 2011 sono di 3022. Differenza minima, ma il fatto importante da sapere è che gli ascolti sono in aumento, e aumenteranno ulteriormente perché la programmazione dei programmi principali è prevista per il periodo maggio-luglio e quindi novembre-dicembre. Dare il dato annuale 2011 quando non abbiamo finito di giocare nemmeno il “primo tempo” della partita è profondamente scorretto, perché viene comparato ad un dato consolidato, quello del 2010, che tiene conto di ogni fase della programmazione per l’anno che si è concluso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT" xml:lang="IT">Ma la questione fondamentale da capire è che loro hanno comunicato il nostro dato senza dare a nessuno la possibilità di paragonarlo con gli altri canali della piattaforma SKY – sia quelli del “Pacchetto Intrattenimento” di cui Current fa parte che quelli del “Pacchetto Documentari”. Current TV nel 2010 (tutti i 12 mesi) ha avuto una media di 3461 spettatori. Volete sapere come vanno alcuni altri canali? Ad esempio Nat Geo Adventure e FX? Eccovi qualche esempio.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/201105211447.jpg" width="480" height="437" alt="201105211447.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal">Abbiamo preso in considerazione due periodi di tempo: il primo con i 12 mesi da maggio 2010 a maggio 2011; il secondo parte dal 1 gennaio 2011 al 17 maggio 2011 (l’anno in corso quindi). I risultati sono sempre gli stessi: abbiamo evidenziato in giallo i canali che hanno ascolti medi inferiori a Current TV.</p>
<p class="MsoNormal">Che ne dite? Visti i nostri numeri confrontati con quelli di altri canali la percezione cambia? E quanti altri canali quindi dovrebbero essere chiusi se le motivazioni degli ascolti fossero vere?</p>
<p class="MsoNormal">Per concludere, sintetizzando, due affermazioni non vere nella comunicazione SKY:</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">1. Crollo degli ascolti (calcolato su una evidente anomalia)</p>
<p class="MsoNormal">2. Ascolti medi troppo bassi (in linea con la piattaforma e più alti di molti altri canali)</p>
<p class="MsoNormal">Questo è il primo punto per spiegare come SKY non stia raccontando la verità. Ne abbiamo ancora altri tre: rimanete connessi.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Current TV le scomode verità.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[La reazione della rete alla notizia della decisione di SKY di non rinnovare il contratto con Current TV è stata impressionante, di massa. Cosi come enorme è stata la reazione sulla stampa ed in televisione. Ma è alla rete che &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/05/20/current-tv-le-scomode-verita/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La reazione della rete alla notizia della decisione di SKY di non rinnovare il contratto con Current TV è stata impressionante, di massa. Cosi come enorme è stata la reazione sulla stampa ed in televisione. Ma è alla rete che vorrei rispondere: non solo con un infinito grazie a tutti – indistintamente – ma proponendo una serie di informazioni che spero possano continuare ad alimentare le tante interessanti discussioni che si sono sviluppate.</p>
<p>I punti fondamentali sembrano essere quattro (felice di considerarne altri):</p>
<ol>
<li>I dati di ascolto. SKY dice che Current TV va male con gli ascolti, che siamo crollati. Ma è vero?</li>
<li>I soldi. SKY dice che abbiamo chiesto soldi. Che abbiamo chiesto troppi soldi e che il tutto è fuori mercato. E così?</li>
<li>Motivazione Politica. Per SKY non ci sarebbe nessuna motivazione politica nella loro decisione. Ne proveniente dagli USA ne nessuno strascico Italiano. Siamo sicuri?</li>
<li>Modello Alternativo. SKY non rinnova il contratto di Current TV ed è libera di farlo, ma Current TV non ha un modello alternativo di distribuzione?</li>
</ol>
<p>Sono convinto che una volta conosciuti i particolari su ogni singolo punto le discussioni in merito potranno essere più precise e che, magari, qualcuno potrà cambiare opinione capendo che “non sempre” c’è da credere ai soli comunicati stampa. Ad ogni punto voglio dedicare un post perché di dati da rivelare e di informazioni da condividere ce ne sono molte. Li pubblicherò nell’ordine che ho riportato nel tempo più breve possibile.</p>
<p>
<!--EndFragment--></p>
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		<title>Nano a chi?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 08:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta vi prego! Vogliamo continuare a far commentare la televisione a chiunque o vogliamo darci un minimo di regole? Usciamo dal Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia – organizzato dalla stratosferica Arianna Ciccone – con una forza ed una consapevolezza &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/04/21/nano-a-chi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Basta vi prego! Vogliamo continuare a far commentare la televisione a chiunque o vogliamo darci un minimo di regole?</i></p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Usciamo dal Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia – organizzato dalla stratosferica Arianna Ciccone – con una forza ed una consapevolezza senza precedenti. Current TV ha trovato il suo punto di equilibrio nel panorama nazionale (e non) dettando i tempi e i modi di come un nuovo modo di fare approfondimento sia possibile. Avendo seguito, tanto (non si capisce subito che è séguito e non seguìto, ma non mi viene un’altra formula). Coinvolgendo (e facendo ragionare) intorno a grandi temi i principali protagonisti – autentici – del panorama dell’informazione nazionale. Arrivando a consolidare un profilo di “lettori” assolutamente non nazional-popolari (con tutto il rispetto) che vedono in questo progetto un segnale di cambiamento forte, concreto, consapevole. Travaglio, Cruciani, Gabanelli, Telese (che mi definisce come un Gheddafi circondato da amazoni in un suo recente post sul ilfattoquotidiano.it) e ancora Sofri, Bianchi, Giglioli, Rossi, Gomez, Formigli, Saviano, Ammaniti, Santoro (etc., etc.). Tutti intorno ad una discussione che abbiamo saputo generare e che continuiamo ad alimentare grazie alla nostra indipendenza e alla nostra noncuranza del sistema precostituito (e calcificato). Assieme a loro – fondamentali e centrali come non mai – centinaia di migliaia di “lettori”, di spettatori, di utenti che ogni giorno partecipano alla conversazione su come decostruire questo mondo che poco ci piace per costruirne un altro: diverso, consapevole, migliore.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Ben vengano tutte le critiche: riconoscendo i nostri errori saremo ancora più forti (!!!). Ma, per favore, non banalizziamo. Non lasciamoci tradire da letture superficiali e di convenienza, perché altrimenti nulla sarà davvero possibile.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Claudio Plazzotta scrive su Italia Oggi [20-4-2011] “Fenomeni alla Current TV, canale di Al Gore di cui si è molto parlato al recente Festival del Giornalismo di Perugia, hanno audience da prefisso telefonico (0,02% di share), analoghe, per esempio, a SuperTennis o Video Italia”, sottolineando al contempo il grande successo di share di RAI1 in prima serata.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">A tutti coloro che parlano ancora di share in relazione al nostro progetto vorrei ricordare la scelta di MTV da sempre: vi risulta che sia rilevata? E perché non lo è? E ancora: come è composto il panel Auditel e – in definitiva – a cosa serve strumentalmente?</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Fossimo in una condizione libera e democratica usciremmo volentieri dall’Auditel, certi di non dover subire una pesatura pubblicitaria funzionale al mantenimento dell’attuale regime. Ma, stanti così le cose, non possiamo farlo. Quello che possiamo fare è continuare ad andare avanti, dritti per la nostra strada invitando a parlare – e scrivere – di televisione solo chi ha realmente intenzione di raccontare la verità di questo folle mercato.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Perché Cruciani su Current.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 08:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Fare informazione indipendente da fastidio, non c&#8217;è dubbio. Non lavorare con una tesi precostituita da dover precuocere ed imboccare ai propri lettori, non sottostare a logiche di potere, non dover rispondere a nessun partito politico, sono tutti privilegi che noi &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/04/15/perche-cruciani-su-current/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fare informazione indipendente da fastidio, non c&#8217;è dubbio. Non lavorare con una tesi precostituita da dover <i>precuocere</i> ed imboccare ai propri lettori, non sottostare a logiche di potere, non dover rispondere a nessun partito politico, sono tutti privilegi che noi ci siamo conquistati con il progetto Current TV e che continuiamo ad usare per informare chiunque ci vorrà continuare a seguire.</p>
<p>Il nostro obiettivo è informare non convincere. Mostrare i fatti, far sentire le opinioni – le più differenti – lasciando che sia il pubblico, una volta digerita l&#8217;informazione, a formarsi autonomamente la propria opinione. Questo il principio che guida tutte le nostre scelte.</p>
<p>Quando cominciammo a programmare Marco Travaglio (nell&#8217;agosto 2010) ci piovvero addosso un mare di critiche per aver messo in palinsesto un personaggio dichiaratamente antiberlusconiano definito antipatico, arrogante, fazioso e parziale. Il Giornale e Libero ci hanno distrutto per questo (anche con titoli in prima pagina) definendoci &#8220;la TV con il più alto tasso di antiberlusconismo&#8221; e ancora &#8220;TeleTravaglio&#8221;. Il risultato è stato un grande successo di pubblico: che ti piaccia o no Travaglio comunque ti informa, con un formato che rompe gli schemi televisivi. Se non vuoi vederlo cambia canale, se vuoi sentire cosa dice stai li, ti farai poi la tua opinione in autonomia.</p>
<p>Una valanga di critiche ci sta piovendo addosso per aver programmato una nuova trasmissione &#8220;Il Tritacarne&#8221; scritto e condotto da Giuseppe Cruciani (La Zanzara). Senza neanche averla vista centinaia di commenti ci definiscono come &#8220;traditori&#8221; per aver dato voce ad un berlusconiano, servo del potere, arrogante, fazioso, parziale.</p>
<p>Vedremo come il pubblico reagirà al programma. Lo scopriremo tra qualche mese. Ma questa è esattamente la nostra missione e continuare a misurare una continua insofferenza per quello che facciamo è un segnale positivo – fondamentale – che ci fa andare avanti ancora più forti, ancora più convinti.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Televisioni del Mondo #IJF</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 15:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<title>Il controllo dell’informazione online.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/02/27/il-controllo-dellinformazione-online/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 08:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche la rete – apparentemente isola felice della libera informazione – soffre dell’egemonia dei potenti. Sono loro che determinano le regole del sistema: quanto costa, quanto va veloce, chi è servito e dove. Ma sono loro che, un po’ per &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/02/27/il-controllo-dellinformazione-online/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la rete – apparentemente isola felice della libera informazione – soffre dell’egemonia dei potenti. Sono loro che determinano le regole del sistema: quanto costa, quanto va veloce, chi è servito e dove. Ma sono loro che, un po’ per ingegno un po’ per caso, hanno evitato che per l’informazione online si  costituisse un’abitudine data da un sistema capace di pretendere e al contempo garantire il giusto prezzo per chi produce informazione.<br />
Mi spiego. Assistiamo oggi ad una presa di coscienza diffusa – con vari tentativi laterali mai andati a buon fine – che l’informazione online è destinata a rimanere gratuita. Le grandi testate in tutto il mondo si arrovellano sul come poter rimediare a quello che sembrerebbe un vero e proprio peccato originale: abbiamo abituato la gente a poter fruire dei migliori siti online gratuitamente. Ora cambiare il modello è praticamente impossibile.<br />
Meno male, si sarebbe portati a pensare. Ma cosi non è.  Pensateci bene: il fatto che tutta l’informazione sia libera, fa sì che sia possibile leggere il NewYorkTimes, il Guardian, Repubblica e il Corriere senza sborsare un euro. E non è il massimo per tutti questi soggetti, che comunque vivono sempre più di pubblicità e che più in generale campano e camperanno grazie alle importanti quote di lettori che si sono conquistati soprattutto grazie alla loro possibilità di autosussistenza pregressa al sistema Internet. Decisamente pessimo per tutti gli altri: per chi fa ha un blog – gestito anche professionalmente e con un importante seguito – per chi vuol fare un sito di informazione indipendente, per chi vuole sperimentare nuove forme di comunicazione. Tutto il resto del mondo informativo online – ed è la fetta decisamente più grande – eredita una abitudine diffusa che farà si che loro non riusciranno quasi mai ad essere pagati direttamente dai loro lettori. E se comunque ci riusciranno, raccoglieranno cifre ridicole, con in più l’aggravante che i loro numeri non saranno mai realmente interessanti per generare volumi importanti di proventi. Per intenderci, di rado si riesce a tirar su una cifra per pagarsi tre o quattro caffè in un mese. Lo sterminato esercito di micro sorgenti di informazione generalmente fa affidamento a Google per la raccolta pubblicitaria: non come i potenti che hanno le loro concessionarie di riferimento. Google ha creato un meraviglioso sistema per la gestione diffusa della pubblicità, un meccanismo che ne ha decretato il travolgente successo. Fu, e spesso è ancora venduto, come un approccio democratico alla pubblicità, una nuova via capace – disintermediando – di  sovvertire i poteri precostituiti aprendo a tutti la possibilità di investire e di ricavare profitto dalla pubblicità. A tutti, anche ai più piccoli. Un meccanismo perfetto comunicato con grande abilità. Sì, perché la vera verità è che la raccolta pubblicitaria di Google rientra pienamente nel paradosso della “Lunga Coda”, e il paradosso sta nell’aver fatto credere a una massa di persone esattamente il contrario di come stanno le cose. La teoria della “lunga coda” – postulata da Chris Anderson nell’omonimo libro – fa scoprire al mondo come nell’era digitale la gente – potendolo fare –sceglie e quindi acquista beni che mai avrebbe acquistato nel mondo reale, solo perché nel mondo degli atomi la disponibilità dei magazzini e la capacità espositiva di negozi e showroom è decisamente limitata. Non avrò mai e mai ho avuto un negozio di dischi con milioni di scelte a disposizione. Online sì. Ed è questo che nelle statistiche di vendita dei grandi negozi online ha generato una lunga coda di acquisti al di fuori delle normali vendite legate ai successi del momento. Questa analisi – incontrovertibile – ha generato, per colpa di una lettura troppo naïve o per un disegno preciso di comunicazione, un’enorme falsa speranza nel far credere che avendo tutti i prodotti una reale chance d’acquisto grazie ad Internet, allora anche i più piccoli, i meno considerati, storicamente meno acquistati o semplicemente usciti di moda avrebbero potuto avere possibilità di ricavi. Alla fine il dato di fatto rimane confermato: è vero che la gente, potendo scegliere, ora sceglie – ed è quindi vero che viene acquistato online anche il brano anni sessanta di autore praticamente sconosciuto e mai balzato alle cronache – ma è altrettanto vero che l’autore di quel brano anche se ricevesse per miracolo un centinaio di acquisiti a suo favore praticamente guadagnerebbe denaro sufficiente forse solo per un caffè.</p>
<p>Chi vende nello spazio della lunga coda, soprattutto nelle zone basse, non fa un euro. Chi ci guadagna con la lunga coda sono gli aggregatori. Se io sono iTunes guadagno una percentuale di denaro indipendentemente da quello che sto vendendo – magari guadagnerò di più o di meno a secondo degli accordi presi, ma guadagnerò sempre. Aver suo malgrado generato al suo interno un fenomeno di “lunga coda” significa per iTunes un più 30/40 percento di ricavi. Mentre per la maggior parte dei facenti parte della “lunga coda” i ricavi rimangono vicini allo zero.</p>
<p>Lo stesso avviene per la pubblicità di Google. Dare a tutti la possibilità di mettere degli annunci pubblicitari significa solo rendere felice Google che guadagna da ogni singola inserzione, anche se poi viene programmata su siti a bassa o bassissima frequentazione secondo gli standard industriali. Tutto lecito, per carità, e vale comunque la regola del “meglio di niente”. Resta il fatto che questo meccanismo alimenta il sistema, ma non lo sovverte. Spesso illude la gente, non regalandogli niente.</p>
<p>Pensate invece se dapprincipio le cose fossero andate diversamente. Se, come lamentano i grossi editori, avessimo abituato la gente a pagare per l’informazione reperibile online. Prezzi modici, centesimali, ma comunque reali e sempre a discrezione dell’editore (quindi anche pari a zero volendo). Se avessi avuto un blog molto specializzato e discretamente seguito in un regime di “paga quel che leggi” avrei potuto scegliere di stare sopra la media di mercato e di far pagare per la lettura dei miei post una cifra superiore: la cifra che avrei ritenuto adatta a sostenere la mia attività, non alienando al contempo il mio pubblico potenziale. In questo caso la pubblicità sarebbe stata un di più, e avrei quindi tentato in prima istanza la via del consenso cercando costantemente di allargare il mio bacino di lettori grazie alla qualità e all’esclusività dei miei contenuti. Null’altro sarebbe veramente contato.</p>
<p>Ma per far sì che questo potesse accadere – ne parlo comunque ormai al passato – sarebbe dovuto entrare a far parte dei meccanismi di base della rete un sistema universale di micro pagamenti. Non un sistema – o più sistemi – creati e commercializzati da singole entità private. Un meccanismo universale, facente parte dei “protocolli” standard della rete capace semplicemente di intermediare la fruizione di un contenuto a fronte del pagamento di una somma in denaro. Un sistema complesso, complessissimo ma fondamentale.</p>
<p>Ci ripetiamo invece che la gratuità della fruizione dei contenuti in rete è sinonimo di libertà, non capendo che questo meccanismo alimenta il sistema.</p>
<p>Sperare oggi che la governance di Internet possa contemplare questa dinamica è pura utopia: il sistema funziona e – salvo alcune eccezioni – serve bene la causa del potere. Dovremmo forse, capendo a fondo il problema, pretendere che tali dinamiche siano presenti nei nuovi sottoinsiemi che la rete sta partorendo. Dovremmo pretendere ad esempio che Facebook non preveda i micro pagamenti solo per comprare giochi o elementi di gioco, ma che estenda questo principio a qualsiasi contenuto, così che il profilo di Facebook possa diventare un luogo dove un piccolo, piccolissimo editore possa esercitare liberamente il suo diritto d’espressione: incluso il fatto di essere pagato per il suo lavoro. Pensateci: se con 700 amici su Facebook chiedeste 5 euro a semestre per seguire la vostra bacheca riuscireste ad avere 7000 euro l’anno. Una cifra forse interessante per voi, che comporterebbe un esborso di meno di due centesimi a settimana per i vostri lettori. Con lo stesso sforzo richiesto al lettore, chi si trovasse ad avere 15 mila amici avrebbe un ingresso di 200 mila euro all’anno – forse sufficienti per offrire un ottimo servizio online. Per ricavare le stesse cifre con introiti pubblicitari, magari derivati dal sistema pubblicitario di Google, avreste bisogno di convogliare sul vostro sito masse oceaniche.</p>
<p>Solo concependo un sistema che permetta a chiunque di monetizzare il proprio sforzo produttivo si potrebbe rivoluzionare davvero il mondo dell’informazione. </p>
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		<title>Off The Record [PILOT].</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/02/22/off-the-record-pilot/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 17:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>

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		<description><![CDATA[Off the Record è uno show di ispirazione radiofonica portato in televisione, dedicato alle testimonianze scomode, ai contenuti di denuncia e alle dichiarazioni rilasciate &#8220;a registratore spento&#8221;. La puntata pilota &#8220;I professionisti del potere&#8221; è dedicata all&#8217;omonimo libro pubblicato da &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2011/02/22/off-the-record-pilot/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/_mxfDjUEW6c" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Off the Record è uno show di ispirazione radiofonica portato in televisione, dedicato alle testimonianze scomode, ai contenuti di denuncia e alle dichiarazioni rilasciate &#8220;a registratore spento&#8221;. La puntata pilota &#8220;I professionisti del potere&#8221; è dedicata all&#8217;omonimo libro pubblicato da Chiarelettere.</p>
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		<title>Al Gore con Current al Festival Internazione del Giornalismo di Perugia.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Gore sarà a Perugia al Festival Internazione del Giornalismo alle ore 21 del 24 Aprile dove terrà un keynote per parlare del futuro del giornalismo e di Current TV.]]></description>
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<p>Al Gore sarà a Perugia al Festival Internazione del Giornalismo alle ore 21 del 24 Aprile dove terrà un keynote per parlare del futuro del giornalismo e di Current TV.</p>
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		<title>Sul giornalismo d’inchiesta e sulle difficoltà di fare i conti con il nostro sistema giornalistico.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/11/27/sul-giornalismo-dinchiesta-e-sulle-difficolta-di-fare-i-conti-con-il-nostro-sistema-giornalistico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista rilasciata a Radioradicale.it, Tommaso Tessarolo &#8211; Direttore di Current Italia &#8211; affronta il tema del giornalismo d&#8217;inchiesta e della difficoltà di fare i conti con il nostro sistema giornalistico. via: RadioRadicale.it download: MP3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="550" height="24" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105" type="application/x-shockwave-flash"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105" /><param name="flashvars" value="config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/291838?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /></object></p>
<p><em>In un&#8217;intervista rilasciata a Radioradicale.it, Tommaso Tessarolo &#8211; Direttore di Current Italia &#8211; affronta il tema del giornalismo d&#8217;inchiesta e della difficoltà di fare i conti con il nostro sistema giornalistico.</em></p>
<p>via: <a href="http://www.radioradicale.it/colloquio-con-tommaso-tessarolo-current-tv-linformazione-indipendente-made-in-italy">RadioRadicale.it</a><br />
download: <a href="http://download.radioradicale.it/store-50/2009/11/MP532378.mp3">MP3</a></p>
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		<title>Current: l’informazione indipendente fa paura?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/tommasotessarolo/~3/M57uFqq3x68/</link>
		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/11/25/current-linformazione-indipendente-fa-paura/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tommaso.tessarolo.it/?p=1096</guid>
		<description><![CDATA[Botte da destra e da sinistra. In questi ultimi giorni, Il Giornale e RedTV hanno attaccato Current, molto probabilmente, a testimonianza che siamo sulla strada giusta: se si abbraccia l’informazione indipendente, quella senza preconcetti, senza sponsor politici, senza peli sulla &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/11/25/current-linformazione-indipendente-fa-paura/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Botte da destra e da sinistra.  In questi ultimi giorni, Il Giornale e RedTV hanno attaccato Current,  molto probabilmente, a testimonianza che siamo sulla strada giusta: se si abbraccia l’informazione indipendente, quella senza preconcetti, senza sponsor politici, senza peli sulla lingua o tesi da dover dimostrare si scontentano un po’ tutti, o meglio tutti quelli che preferirebbero che certe informazioni (o in alcuni casi certi pensieri) non venissero neanche esposti.</p>
<p>Andiamo con ordine: sabato 21 novembre un articolo a tutta pagina de IL GIORNALE critica Current per la sua programmazione. Titolo: ‘la TV con il più alto tasso di antiberlusconismo’; Lunedi 23 via Facebook , RED TV mi risponde polemicamente a un post rilasciato sul mio blog in merito alla non opportunità di accostare progetti come YouDem, in primis, e quindi REDTV a Current.  Allo stato delle cose, penso sarebbe meglio destinare i finanziamenti pubblici a TV e periodici per scopi più utili per la comunità.</p>
<p>Non voglio entrare in nessun modo in una polemica politica con chicchessia, perché questo non è il mio obiettivo, quanto analizzare le questioni poste sul tavolo da IL GIORNALE e da RED da un punto di vista di comunicazione portando a supporto alcuni numeri che ritengo fondamentali.</p>
<p>Partiamo dal IL GIORNALE. Ci definisce la tv con il più alto tasso di antiberlusconismo, questo perché nel corso delle ultime stagioni (da marzo 2009 a novembre 2009, dove la seconda stagione è ancora in corso) avremmo commesso l’azzardo di programmare ben tre documentari su Silvio Berlusconi. Tutti e tre guarda caso mai mandati in onda da nessun altro canale TV in Italia. Il primo “Citizen Berlusconi” visto da oltre 4 milioni di spettatori è un doc prodotto in Italia da SteFilm con la partecipazione di quattro televisioni pubbliche europee e mandato in onda in america della TV pubblica PBS; il secondo, “L’affaire Mondadori” distribuito dalla francese Artè, ha totalizzato ad oggi quasi 800 mila spettatori; “Berlusconi la sua storia” è un titolo prodotto da BBC visto da oltre 1 milione e 800 mila spettatori. Tre titoli, circa tre ore di programmazione su un totale nello stesso periodo di circa 90 ore di contenuti originali programmati che, conti alla mano, fa circa 3.3% del palinsesto. Pensate un po, 3 ore di programmazione di documentari di BBC, Arte e Stefilm fanno di Current la TV a più alto tasso di antiberlusconismo in Italia. Il che paradossalmente può anche sfiorare il vero visto che il 100% delle altre TV in Italia di contenuti informativi su Berlusconi non ne manda, tranne rari casi citati a parallelo di Current proprio da IL GIORNALE,  come Santoro e la Gabanelli. </p>
<p>Current, sempre secondo il quotidiano diretto da Feltri, è nano-share: in pratica si afferma che non la guardi nessuno o quasi. E allora perché attaccarci? Forse perché in realtà qualcuno ci guarda? Oltre mezzo milione di persone ogni giorno, 2 milioni e 100 mila spettatori unici a settimana,  per una platea totale nell’ultimo mese di ottobre di 5 milioni e 200 mila spettatori unici (dati Auditel). Cifre che se accostate a quante copie diffonde ogni giorno IL GIORNALE ovvero 176 mila (periodo agosto 2008 – luglio 2009 fonte Audipress) fanno di Current un soggetto informativo del quale è probabilmente giunto il momento di cominciare a parlar male. Almeno stando alle vecchie logiche perché una recente ricerca qualitativa che Current ha commissionato a <em>Simulation Intelligence </em>traccia un profilo del pubblico che dovrebbe far pensare anche gli esperti di comunicazione de IL GIORNALE: Il 38% del pubblico di Current si dichiara schierato politicamente a destra o a sinistra (gli altri, la maggior parte, si dichiarano “non schierati”). Tra gli schierati, più di un terzo (13%) si dichiara di destra (il 25% a sinistra) . Ma ancor più sorprendente è che, incrociando il dato con quanti dichiarano di apprezzare il canale con un giudizio positivo, coloro che hanno un orientamento politico a destra superano quelli di sinistra (32% contro 26%, gli altri sono “non schierati”). In sintesi tra il nostro pubblico chi ama più il canale tende ad essere un elettore di destra.<br />
Questo porta a pensare che:<br />
a) il 96.7% del palinsesto di Current che non informa su Berlusconi tratta probabilmente di tematiche trasversali (affari internazionali, ambiente, droghe, religione, mafie e ecomafie etc.) che trascendono qualsiasi colore politico<br />
b) che anche l’elettorato di destra è forse interessato finalmente ad avere dei documentari informativi su chi ci governa, soprattutto se prodotti all’estero e firmati da grandi produzioni come BBC.<br />
Oltre a queste evidenze sarebbe bastato agli uomini di Feltri passare qualche ora in più davanti al nostro canale per rendersi conto di quanto complesso è l’universo che stiamo cercando di indagare, quante sono le inchieste che abbiamo aperto, quante testimonianze inquietanti sono state documentate in riferimento al nostro paese e in definitiva quanto grande è ormai il mondo che interessa anche noi piccoli Italiani per come, ad esempio, le conseguenze dei crimini ambientali in corso da decenni alla fine non potranno che riguardare anche noi.<br />
In Italia, però,  l’abitudine della stampa a ignorare i fatti mistificando le situazioni scomode è ormai oltre lo stadio di consolidamento: è la normalità. A noi questo sembra assurdo, noi che stiamo lottando perché il mondo dove viviamo e dove vivranno le nostre famiglie entri in una nuova era di ragione, permeata di responsabilità e giustizia. Crediamo che l’unico modo che abbiamo a disposizione –facendo il mestiere che facciamo &#8211; sia quello di informare il nostro pubblico su tutti i temi di interesse generale, senza pregiudizi, senza manipolazioni e senza censure. E credo che questi siano gli stessi valori in cui si riconosce la totalità delle persone per bene in Italia, senza colore politico, senza etichette. </p>
<p>Sulla polemica avanzata da RED solo poche parole.<br />
Si è arrivato a dire che il mio attacco alle “TV di partito” e ai finanziamenti per l’editoria a favore di realtà senza un vero progetto editoriale e, soprattutto, senza un reale seguito di pubblico, sia un attacco ai lavoratori di queste realtà. Mai mi augurerò che nessuno perda il proprio posto di lavoro, diritto fondamentale. E di certo non era questo il senso del mio post. Il senso è, e mi ripeto, spendere bene i nostri soldi: finanziare pubblicamente le imprese meritevoli, quelle che hanno progetti seri e che riescano in un lasso di tempo ragionevole a dimostrare sul mercato il loro valore. Non è questo il caso di molte realtà che ricevono periodicamente ingenti finanziamenti pubblici, per i quali è normale che un qualunque cittadino abbia il diritto di chieder di render conto. Con gli oltre 4 milioni di euro all’anno che RED riceve come finanziamento qual è il progetto editoriale in piedi? Quali sono gli obiettivi e le promesse nei confronti del pubblico? Quali i risultati? <em>(per la cronaca i dati di Red Tv, “la macchina da presa dalemiana”, vengono elencati con raro tempismo in prima pagina su Il Foglio del 25 novembre 2009, senza purtroppo alcuna citazione della fonte o della società di ricerca da cui provengano)</em></p>
<p>Credo che porsi queste domande non sia solo lecito ma anche doveroso. Agli amici di RED se vorranno dare delle risposte o, molto più semplicemente, aprire un dibattito civile e costruttivo.</p>
<p>Noi quello che possiamo dire è che con una cifra simile stiamo facendo Current.</p>
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		<item>
		<title>YouTube DIRECT – Il Citizen Journalism per tutti.</title>
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		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/11/18/youtube-direct-il-citizen-journalism-per-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[YouTube si fa piattaforma anche per siti terzi. Espressamente pensata per aziende media che vogliano raccogliere raw footage dalla strada per trasformali in notizie. Semplice e potente. YouTube spazza via in un sol colpo tutti gli aspiranti distributori di piattaforme &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/11/18/youtube-direct-il-citizen-journalism-per-tutti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tgGxi3hiOnY&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tgGxi3hiOnY&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>YouTube si fa piattaforma anche per siti terzi. Espressamente pensata per aziende media che vogliano raccogliere raw footage dalla strada per trasformali in notizie. Semplice e potente. YouTube spazza via in un sol colpo tutti gli aspiranti distributori di piattaforme e di comunità annesse. La sfida più grande rimane sempre la stessa: grantire la qualità del contenuto. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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		<title>Al Gore is taking interactive TV to the next level in Italy.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Gore&#8217;s Milan-based Current TV outpost &#8212; it&#8217;s only operation in continental Europe &#8212; has just started airing Italy&#8217;s first Web TV drama series, called &#8220;Frammenti&#8221; (Fragments) about an investigative journo who falls prey to a memory loss drug, accused &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/11/08/al-gore-is-taking-interactive-tv-to-the-next-level-in-italy/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Gore&#8217;s Milan-based Current TV outpost &#8212; it&#8217;s only operation in continental Europe &#8212; has just started airing Italy&#8217;s first Web TV drama series, called &#8220;Frammenti&#8221; (Fragments) about an investigative journo who falls prey to a memory loss drug, accused of a murder he did not commit.</p>
<p>Viewers, both on TV and the Web, try to rescue Lorenzo Soare, the intrepid protag, becoming investigators themselves and an integral part of the show. Besides being a totally new type of content for Italy, the series also marks the first foray into scripted drama for Current TV, which has heretofore made guerrilla-style journalism its trademark.</p>
<p>Since setting up a local channel in May 2008 featuring both user-generated content and purchased product, beamed by Rupert Murdoch&#8217;s Sky Italia satcaster and visible online, Current TV is making Italy its global testing ground for the niche new media web, aimed at 18- to 35-year-olds.</p>
<p>&#8220;Italy acts as a laboratory for the whole network; one that yields positive results,&#8221; says Current TV Italy managing director Tommaso Tessarolo.</p>
<p>[...]</p>
<p>full article at: <a href="http://www.variety.com/article/VR1118010992.html?categoryId=14&#038;cs=1&#038;cache=false">VARIETY</a>.</p>
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		<title>Chiudiamo le TV di partito.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci risiamo. Dopo le dichiarazioni al lancio le menti illuminate del PD oggi sul &#8220;Il Fatto&#8221; ripropongono lo stesso teorema: YouDem è come Current TV? chiede il giornalista del quotidiano diretto da Padellaro a Walter Vetrini &#8220;storico braccio destro di &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/11/06/chiudiamo-le-tv-di-partito/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo. Dopo le dichiarazioni al lancio le menti illuminate del PD oggi sul &#8220;Il Fatto&#8221; ripropongono lo stesso teorema: YouDem è come Current TV? chiede il giornalista del quotidiano diretto da Padellaro a Walter Vetrini &#8220;storico braccio destro di Water Veltroni&#8221;. La risposta laconica: &#8220;L&#8217;idea è quella, ma con molti meno uomini e mezzi&#8221; risponde l&#8217;ormai ex direttore rivelandosi attento osservatore televisivo. </p>
<p>Capisco che fa probabilmente tanto comodo questo accostamento agli strateghi del PD ma la verità, talmente chiara e lampante da essere chiara anche ad un bambino di quinta elementare, è che Current con i progetti TV del PD (YouDem e RED) non c&#8217;entra un benemerito! Trovo l&#8217;accostamento insultante per un progetto come Current che: a) non è la TV di Al Gore (nel senso che loro credono) b) non è la TV del partito democratico americano. Aggiungerei anche c) Current non è come YouDem per bocca del suo ex direttore dichiara di essere una TV che trasmette &#8220;i video degli utenti&#8221; e i grandi eventi del partito.</p>
<p>Current nasce e si sviluppa come progetto di Independent Information, di TV democratica nel senso che rompe le tradizionali barriere tra un network televisivo e chi ha idee e capacità per creare delle storie d&#8217;inchiesta in grado di scoperchiare le verità più scomode nel nostro paese e nel mondo. Non è una TV di partito finanziata con i soldi pubblici, ma un progetto commerciale distribuito ad oltre 60 milioni di famiglie in tutto il mondo. Non è una TV asservita a logiche di potere ma una voce libera ed indipendente che non si schiera ma investiga e documenta a 360 gradi. E in difinitiva non è la TV megafono di Al Gore, apparso solo una volta sul canale per rispondere alle 10 domande (!!) proposte e votate dagli utenti del Social Network DIGG e presentate dallo stesso Kevin Rose (esattamente come rispondere senza contraddittorio per bocca di Vespa&#8230;). </p>
<p>Da &#8220;Il Fatto&#8221; mi aspetterei una bel approfondimento su quei 1.2 milioni di euro che Vetrini dichiara di avere a budget per gestire YouDem; ma una domanda corretta all&#8217;ex direttore è stata posta: &#8220;Quanti spettatori ha YouDem?&#8221;. Risposta: non siamo rilevati dall&#8217;auditel, forse 10/20 milia spettatori al giorno. La verità è che, per fortuna, le TV di partito non le guarda nessuno. Varrebbe la pena chiudere i finanziamenti a questi pubblici sperperi (inutili quotidiani e periodici compresi) e finanziare l&#8217;entrata dell&#8217;Italia nell&#8217;era moderna consentendole di avere una diffusione del servizio di banda larga che sia almeno in scia con la media europea. E invece no, Internet fa tanta paura, meglio dare i soldi alle TV anche se non le vede nessuno. </p>
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		<title>FRAMMENTI || LETENOX.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 07:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per me Frammenti nasce poco meno di un anno fa. Ero a San Francisco e in occasione di una splendida conferenza sulle nuove-televisioni mi raggiunge al caldo della baia Davide Bartolucci il CEO di SHADO (la società che assieme a &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/10/22/frammenti-letenox/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me Frammenti nasce poco meno di un anno fa. Ero a San Francisco e in occasione di una splendida conferenza sulle nuove-televisioni mi raggiunge al caldo della baia Davide Bartolucci il CEO di SHADO (la società che assieme a LOG607 ha ideato e prodotto il format). Eravamo davanti ad importanti quantità di sakè quando discutemmo per la prima volta di quella che all’epoca era ancora un’idea. Io ero appena tornato da un lungo week-end solitario a Los Angeles durante il quale decisi con grande convinzione che Current doveva smettere di essere un canale “generalista” per diventare il solo canale di informazione indipendente in Italia: niente più pod user generated, short form, programmazione shuffle; via alle inchieste, ad una selezione di pregio di reportage, ad una programmazione di più alto valore e più semplice da leggere per lo spettatore. Mi era tutto chiaro ed ecco che ascolto l’idea di Frammenti: una fiction. Vacillo, dubito, mi chiedo “che c’entra?” ma poi mi rispondo che c’entra eccome e con convinzione dentro un piccolo sushi bar brindo con Davide battezzando di fatto la nascita di Frammenti per Current. E’ passato quasi un anno e Frammenti è nato; per l’Italia è una novità assoluta un intreccio tra NET e TV che mai era stato tentato prima. Alcuni casi simili li troviamo all’estero ma nulla di cosi integrato, nulla di cosi complesso e al contempo semplice. Quando vedemmo i primi materiali girati capimmo subito che la promozione della serie doveva essere centrata tutta sul LETENOX, il sedativo memoriale del quale stiamo abusando tutti ormai da tempo. Un mese prima del lancio della serie mandammo in onda lo spot del LETENOX e di li a poco è scoppiato il caso.  Si è sviluppata una conversazione scritta e parlata intorno ad un concetto verosimile, un futuro possibile che non è detto che accada solo perché lo si abbia visto. Ed è scattata la voglia di capire, di partecipare, di giocare aiutando il giornalista protagonista della serie a ricostruire i  Frammenti della sua memoria che lui stesso ha seminato sotto forma di enigmi per tracciare un percorso a ritroso che lo riporti dritto alla verità.</p>
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<p>La programmazione di Frammenti ed il relativo gioco dureranno circa quattro mesi; la curiosità di capire come andrà in termini di ascolti e partecipazione è molto alta. Ma il progetto, e lo dico a poche ora dalla prima messa in onda, è comunque valso la pena. Altra dimostrazione di come l’alternativa ad una televisione brutta, vecchia, noiosa, stantia, sempre meno attraente, faziosa e schierata, sia effettivamente possibile #currenttv.</p>
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		<title>Essere Comunisti in Mediaset.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 10:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben s’intenda la parola comunista non ha più nessun senso, ma tant’è, ogni tanto vale la pena tirarla fuori di nuovo per appiccicarla sopra chi non la pensa come si vorrebbe. Di Brachino quasi non vale neanche la pena parlare &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/10/20/essere-comunisti-in-mediaset/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ben s’intenda la parola comunista non ha più nessun senso, ma tant’è, ogni tanto vale la pena tirarla fuori di nuovo per appiccicarla sopra chi non la pensa come si vorrebbe. Di Brachino quasi non vale neanche la pena parlare ma ci suggerisce suo malgrado come potremmo scatenare il popolo dei video maker a testimoniare il nulla: questa si che sarebbe una rivoluzione culturale degna del nostro sistema. Massima solidarietà a quella gigantesca parte sana di giornalisti Mediaset che si trovano oramai in una situazione che più che stravagante dovremmo definnire bizzarra (si consulti lo Zanichelli per cogliere la sottile differenza). I comitati di vigilanza non esistono, il conflitto d’interesse neanche, ma studiando la storia recente del primo populista al mondo dopo il nostro premier, siamo diretti con spedito passo verso lo stesso destino. Mutatis mutandi, s’intenda. Comunque Chavez ha almeno una storia più romantica alla spalle, una base su cui i maghi dello storytelling – attivi anche in Venezuela – hanno costruito una leggenda. Qui da noi la storia è sempre la stessa, ogni tanto rassicuranti cambiamenti per nulla mutare vivendo coccolati l’eterno ritorno.  W il giornalismo d’inchiesta.</p>
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		<title>Gabanelli Reloaded.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Convincente il nuovo corso Gabanelli. Quanto spesso sarà accaduto che si sia lasciato andare un servizio di Report nella convinzione che anche se qualcuno se ne fosse accorte e avesse anche provato ad aprire un’inchiesta tanto poi il tempo passa, nessuno se lo ricorda, si susseguono gli indulti e tutto passa in cavalleria.  <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/10/19/gabanelli-reloaded/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Convincente il nuovo corso Gabanelli. Quanto spesso sarà accaduto che si sia lasciato andare un servizio di Report nella convinzione che anche se qualcuno se ne fosse accorto e avesse anche provato ad aprire un’inchiesta tanto poi il tempo scorre, nessuno se lo ricorda, si susseguono gli indulti e tutto passa in cavalleria? Tornare è invece la chiave di volta. O meglio, miscelare le nuove inchieste con il percorso di verifica, di monitoraggio, di controllo; ruolo che i giornalisti non dovrebbero mai dimenticare ma che oggi è concetto complicato. </p>
<p>Ritornare sulle storie, sulle inchieste e sui luoghi già visitati lancia un messaggio ancora più forte: non solo denunciamo ma rimaniamo vigili. Non ci prenderete per sfinimento!</p>
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		<title>CURRENT: intervista senza censura.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
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