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	<title>Agora Torino Valley</title>
	
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	<description>I blog di Scienza e Tecnologia</description>
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		<title>La strage ignota degli animali</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 20:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Si parla poco di questa notizia
Un tappeto di uccelli morti sulla statale di Faenza. Dopo gli Stati  Uniti e la Svezia, anche in Italia un inquietante fenomeno che evoca  scenari alla Hitchcock: circa 800 tortore, specie molto diffusa nel  Faentino, sono morte per motivi ancora non del tutto chiariti, facendo  seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2011/01/08/linquietante-strage-di-animali-dimenticata/">Si parla poco di questa notizia</a></p>
<blockquote><p>Un tappeto di uccelli morti sulla statale di Faenza. Dopo gli Stati  Uniti e la Svezia, anche in Italia un inquietante fenomeno che evoca  scenari alla Hitchcock: circa 800 tortore, specie molto diffusa nel  Faentino, sono morte per motivi ancora non del tutto chiariti, facendo  seguito alla strage di merli (oltre cinquemila) registrata il giorno di  Capodanno a Beebe, nell’Arkansas, seguiti da duemila pesci tamburo  pancia all’aria sulla superficie del fiume Arkansas. Anche se i  risultati degli esami e degli accertamenti diagnostici arriveranno solo  la prossima settimana, dai primi esami necroscopici effettuati sui corpi  delle tortore, l’ipotesi più plausibile e più accreditata al momento è  quella di uno squilibrio digestivo per eccesso di un particolare tipo di  cibo (i semi di girasole) legato ad un momento sfavorevole delle  condizione atmosferiche. Il freddo infatti non avrebbe permesso loro di  trovare altro tipo di cibo.] Un tappeto di uccelli morti sulla statale  di Faenza. Dopo gli Stati Uniti e la Svezia, anche in Italia un  inquietante fenomeno che evoca scenari alla Hitchcock: circa 800  tortore, specie molto diffusa nel Faentino, sono morte per motivi ancora  non del tutto chiariti, facendo seguito alla strage di merli (oltre  cinquemila) registrata il giorno di Capodanno a Beebe, nell’Arkansas,  seguiti da duemila pesci tamburo pancia all’aria sulla superficie del  fiume Arkansas.</p></blockquote>
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		<title>Twitter dallo spazio</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2010/12/22/twitter-dallo-spazio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 05:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il twitter spaziale è qui
Quando i primi uomini andarono in orbita attorno alla  luna, Marshall  McLuhan fu colpito dal fatto che, mentre tutti noi ci  aspettavamo  fotografie dei crateri lunari, il simbolo di questa  avventura spaziale  diventò l’immagine della Terra ripresa da un oblò  della navicella  spaziale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/12/21/twitt-spaziali/">Il twitter spaziale</a> è <a href="http://twitter.com/#!/astro_paolo">qui</a></p>
<blockquote><p>Quando i primi uomini andarono in orbita attorno alla  luna, Marshall  McLuhan fu colpito dal fatto che, mentre tutti noi ci  aspettavamo  fotografie dei crateri lunari, il simbolo di questa  avventura spaziale  diventò l’immagine della Terra ripresa da un oblò  della navicella  spaziale. «Tutti noi che stavamo guardando abbiamo  avuto un’enorme  risposta riflessiva. Eravamo allo stesso tempo outered e  innered.  Eravamo sulla Terra e sulla luna simultaneamente». E avere  fatto  un’esperienza di massa di quel tipo ha indubbiamente  relativizzato il  nostro punto di vista: ci siamo per la prima volta  visti, come specie  umana, contenuti da un oblò in un’immagine  televisiva o in una  fotografia su un quotidiano.</p>
<p>Questo momento è  stato descritto come un «intervallo di risonanza»  perché «la vera  azione non era sulla Terra o sulla luna, ma piuttosto  nel vuoto  senz’aria tra…». Un’esperienza inedita che ha dato forma   all’immaginario di una società dell’immagine che si è costruita attorno   ai media di massa. Oggi è invece la realtà conversazionale del web a   portare nello spazio il microblogging, con l’astronauta italiano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Nespoli">Paolo Nespoli</a> che passerà i prossimi due mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e che dal suo canale Twitter <a href="http://twitter.com/#%21/astro_paolo">@astro_paolo</a> si prepara a raccontare la sua esperienza direttamente dal cielo dopo avere accompagnato le ore precedenti il lancio:</p></blockquote>
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		<title>La zuppa primordiale al Cern</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2010/11/29/la-zuppa-primordiale-al-cern/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 10:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[cern]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo successo al Cern di Ginevra. 
Lhc, la più potente  macchina della scienza mai costruita dall’uomo, ha infatti ricreato in  laboratorio la ‘zuppa primordiale’, quel pizzico di materia esistita nei  primi istanti di vita dell’Universo successivi al Big Bang. L’annuncio  è arrivato oggi dal Centro Europeo di Ricerche Nucleari  di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/11/27/una-zuppa-primordiale-in-laboratorio-al-cern/">Nuovo successo al Cern di Ginevra. </a></p>
<blockquote><p>Lhc, la più potente  macchina della scienza mai costruita dall’uomo, ha infatti ricreato in  laboratorio la ‘zuppa primordiale’, quel pizzico di materia esistita nei  primi istanti di vita dell’Universo successivi al Big Bang. L’annuncio  è arrivato oggi dal Centro Europeo di Ricerche Nucleari  di Ginevra.  “Durante i run di queste settimane con ioni pesanti, è stato osservato  per la prima volta dall’esperimento Atlas il fenomeno del jet quenching,  probabile indizio -afferma l’Infn- della produzione in laboratorio  della zuppa di quark e gluoni che costituiva l’Universo primordiale, il  cosidddetto Quark Gluon Plasma” “Solitamente – spiega Leonardo Rossi,  responsabile Infn  dell’esperimento Atlas – le collisioni producono  getti di particelle in  modo simmetrico in tutte le direzioni”.</p>
<div>
<p>“L’osservazione  di jet sbilanciati non è spiegabile con la fisica conosciuta fino ad  ora.  Questa asimmetria – aggiunge – potrebbe essere dovuta alla  formazione  del plasma di quark e gluoni che attenua i getti di  particelle che lo  attraversano”. Questo risultato, in corso di  pubblicazione su Physical  Review Letters, costituirebbe la prima  dimostrazione della possibilità  di riprodurre ad Lhc le condizioni  fisiche dei primissimi istanti  dell’Universo. “L’esperimento Alice –  sottolinea l’Infn – aveva  pubblicato gia’ nelle scorse settimane i  primi risultati sulle  collisioni di ioni pesanti, mentre l’esperimento  Cms, che ha osservato a  sua volta il fenomeno del jet quenching, si  prepara a pubblicare i suoi  risultati”.</p>
</div>
</blockquote>
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		<item>
		<title>I nuovi GiovedìScienza in inglese e in rete</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2010/11/15/i-nuovi-giovediscienza-in-inglese-e-in-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 21:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Per festeggiare la 25a edizione GiovedìScienza parlerà anche inglese e  si apre così a un pubblico internazionale. È  lo sviluppo logico della  sua presenza in diretta e in differita sul  Web. Ormai da quattro anni al pubblico di 1300-1500 torinesi che ogni   settimana riempiono il Teatro Colosseo si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/11/15/i-nuovi-giovedi-scienza-a-torino/">Per festeggiare</a> la 25a edizione <a href="http://www.giovediscienza.org/">GiovedìScienza</a> parlerà anche inglese e  si apre così a un pubblico internazionale. È  lo sviluppo logico della  sua presenza in diretta e in differita sul  Web. Ormai da quattro anni al pubblico di 1300-1500 torinesi che ogni   settimana riempiono il Teatro Colosseo si è affiancato il pubblico   invisibile ma certo non virtuale che segue i GiovedìScienza sullo   schermo del computer e sempre più spesso usa l’archivio delle conferenze   come un prezioso serbatoio di informazioni scientifiche. E il pubblico   di Internet, non avendo collocazione geografica – abita il mondo  intero –  né fusi orari –  tutte le ore sono buone per imparare  direttamente  dagli scienziati dove va la ricerca –  ha come lingua  naturale  l’inglese, che è il latino, o se volete l’esperanto, della  scienza  moderna. <a href="http://www.giovediscienza.org/">Qui</a> il programma delle conferenze</p>
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		<title>A Genova dal 29 ottobre al 7 novembre il Festival della Scienza</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 02:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[festival scienza]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>

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		<description><![CDATA[La tradizionale kermesse di Scienza e divulgazione 
A Genova dal 29 ottobre al 7 novembre il solito straordinario Festival della Scienza. Da quest&#8217;anno il Festival ha  una piattaforma  multicanale in affiancamento al sito web ufficiale: Festival Scienza  Live realizzata dal Festival della Scienza e da Telecom Italia che  seguirà in diretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/10/29/parte-a-genova-il-festival-della-scienza-2010/">La tradizionale kermesse di Scienza e divulgazione </a></p>
<blockquote><p>A Genova dal 29 ottobre al 7 novembre il solito straordinario <a href="http://www.festivalscienza.it">Festival della Scienza</a>. Da quest&#8217;anno il Festival ha  una piattaforma  multicanale in affiancamento al sito web ufficiale: <a href="http://www.festivalscienzalive.it">Festival Scienza  Live</a> realizzata dal Festival della Scienza e da Telecom Italia che  seguirà in diretta alcune conferenze della manifestazione da Palazzo  Ducale, tramite un’equipe di cameramen, redattori e blogger.</p>
<p>E per districarsi nel fittissimo programma di eventi  c&#8217;è anche <a href="http://itunes.apple.com/app/festival-della-scienza-2010/id397981241?mt=8">l&#8217;applicazione per Iphone</a></p></blockquote>
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		<item>
		<title>Sulla scena del mistero: il libro</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2010/10/25/sulla-scena-del-mistero-il-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 14:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro da leggere
Gli strumenti, le tecniche e il metodo per svelare fenomeni occulti o inspiegabili, che quasi sempre inspiegabili non sono!
Per  indagare occorre armarsi di razionalità, spirito d’avventura e una  fornita biblioteca. Questo libro,  in sei lezioni piene di  verve, introduce al metodo scientifico e  mostra come applicarlo per  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="sulla scena del mistero" src="http://www.sironieditore.it/images/catalogo/978-88-518-0134-2.jpg" alt="" width="200" height="280" /></p>
<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/10/25/sulla-scena-del-mistero/">Un libro da leggere</a></p>
<blockquote><p>Gli strumenti, le tecniche e il metodo per svelare fenomeni occulti o inspiegabili, che quasi sempre inspiegabili non sono!<br />
Per  indagare occorre armarsi di razionalità, spirito d’avventura e una  fornita biblioteca. <a href="http://www.sironieditore.it/libri/schedainarrivo.php?ID_libro=978-88-518-0134-2">Questo libro</a>,  in sei lezioni piene di  verve, introduce al metodo scientifico e  mostra come applicarlo per  trovare una spiegazione convincente a una  serie esemplare di fenomeni  apparentemente inspiegabili.</p>
<div>Il lettore metterà alla prova le  previsioni astrologiche, farà  congetture sul miracolo della liquefazione  del sangue di san  Gennaro, riporterà nel loro contesto gli antichi  artefatti di presunta  origine extraterrestre… Più in generale,  imparerà a fare  osservazioni sul campo, a condurre interviste, a  formulare ipotesi, a  fare un esperimento e a valutarne i risultati.<br />
Per  quanto divertente, questo metodo di indagine è meno frivolo di  quanto  possa sembrare: la cassetta degli attrezzi si dimostrerà utile  anche per  affrontare questioni più serie, come le teorie negazioniste o  quelle  del complotto.</div>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Trovata una possibile causa della celiachia</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2010/07/24/trovata-una-possibile-causa-della-celiachia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 08:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[celiachia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una scoperta che potrebbe cambiare la vita di molti
Tre sostanze tossiche contenute nel glutine sono  responsabili della  celiachia. L’intolleranza alla proteina dei cereali,  spesso causa di  seri problemi di assimilazione e deperimento, potrebbe  così avere una  cura. La scoperta, annunciata sulla rivista Science Translational Medicine,  apre la strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/07/23/scoperta-la-possibile-causa-del-celiachia/">Una scoperta che potrebbe cambiare la vita di molti</a></p>
<blockquote><p>Tre sostanze tossiche contenute nel glutine sono  responsabili della  celiachia. L’intolleranza alla proteina dei cereali,  spesso causa di  seri problemi di assimilazione e deperimento, potrebbe  così avere una  cura. La scoperta, annunciata sulla rivista <a href="http://stm.sciencemag.org/"><em>Science Translational Medicine</em></a>,  apre la strada a nuovi trattamenti e accelera la  corsa verso un  vaccino per questo male, che impedisce al celiaco di  mangiare pane,  pasta, biscotti, pizza e ogni altro prodotto contenente  glutine –  presente nei cereali come il grano – o anche alimenti che  hanno avuto  contaminazioni.</p>
<p>A individuare i tre peptidi  killer, quelli che più di tutti  scatenano la reazione immunitaria delle  pareti dell’intestino, è uno  studio delle università di Oxford e  Melbourne. Per l’analisi sono stati  arruolati 200 pazienti. I  partecipanti sono hanno mangiato pane,  focaccine di segale o orzo  bollito. Dopo sei giorni, gli studiosi con  un prelievo di sangue hanno  isolato le cellule immunitarie artefici  della reazione al glutine  ingerito giorni prima. Poi hanno fatto  ‘incontrare’ queste cellule  (linfociti T) con 2700 peptidi sospetti e  hanno trovato i tre che si  accoppiano piu’ saldamente alle cellule.</p></blockquote>
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		<item>
		<title>A Torino il meglio della scienza mondiale per Esof 2010</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2010/06/30/a-torino-il-meglio-della-scienza-mondiale-per-esof-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 18:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Condividere]]></category>
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		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[A Torino dal 2 al 7 luglio
&#60;!&#8211; 
&#8211;&#62;

L’abbiamo  atteso a lungo e finalmente Esof 2010 è arrivato: una sessione d’apertura, 4 sessioni plenarie, 18 keynote  lectures e 105 sessioni ordinarie. Passion for Science è il tema  dell’edizione 2010 che sarà per la prima volta in Italia al Lingotto di  Torino dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/06/30/esof-2010-a-torino-dal-2-al-7-luglio/">A Torino dal 2 al 7 luglio</a></p>
<p>&lt;!&#8211; </p>
<p>&#8211;&gt;</p>
<div>
<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/logo_esof2010_torino.jpg"><img class="alignright" title="logo_esof2010_torino" src="http://www.pasteris.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/logo_esof2010_torino.jpg" alt="logo esof 2010 torino" width="296" height="163" /></a>L’abbiamo  atteso a lungo e finalmente <a href="http://www.esof2010.org/">Esof 2010</a> è arrivato: una sessione d’apertura, 4 sessioni plenarie, 18 keynote  lectures e 105 sessioni ordinarie. Passion for Science è il tema  dell’edizione 2010 che sarà per la prima volta in Italia al Lingotto di  Torino dal 2 al 7 luglio. Gli argomenti affrontati durante le giornate  di <a href="http://www.esof2010.org/">Esof  2010</a> sono di varia  natura, tematiche vicine alla vita e alla quotidianità di tutti: spunti  di attualità, scoperte scientifiche che hanno cambiato e cambieranno il  corso dell’umanità, evoluzioni e invenzioni, differenze culturali e  innovazione tecnologica.</p>
<p>Più di 500 relatori provenienti da 42 paesi affronteranno i 10 temi  individuati per questa edizione: Vita e mobilità sostenibili,  Evoluzione, sviluppo e adattamento degli organismi, Oltre e dentro il  nostro mondo quantistico,  Come rispondere alle sfide globali, Frontiere  della ricerca energetica,  Scienza, conoscenza, credenze, Memoria e  apprendimento negli organismi e nei sistemi sociali e artificiali,   Linguaggi, culture e diversità, Integrare ricerca e salute pubblica,  Politiche per la ricerca e oltre</p>
<p>Oltre allo <a href="http://www.esof2010.org/programme/scientific">Scientific Programme</a>,  Esof2010 si articola in altri tre programmi: <a href="http://www.esof2010.org/programme/career">Career Programme</a>,  dedicato ai giovani ricercatori, protagonisti di questa edizione  italiana; <a href="http://www.esof2010.org/programme/science_business">Science  to Business Programme</a>, vetrina per l’industria e per gli istituti  di ricerca e <a href="http://www.esof2010.org/scienceinthecity">Science  in the City</a>, dedicato al grande pubblico, con oltre 80 appuntamenti  al Lingotto Fiere, nei palazzi storici, nelle piazze e nelle strade  della città. Al Lingotto Fiere trova spazio anche il Research &amp;  Innovation Exhibition, con oltre 50 espositori tra istituti di ricerca,  università, aziende e fondazioni da tutto il mondo.</p>
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		<title>Esof 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 19:52:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo spot di Esof 2010







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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/06/11/esof-2010-il-video/">Lo spot di Esof 2010</a><br />
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		<title>Al via Queryonline</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 04:34:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nasce il sito del CICAP
Dopo l’uscita, un mese fa, del primo numero di Query, il nuovo periodico del CICAP, prende oggi il via il suo complemento naturale:Queryonline.it. «Poiché la rivista esce ogni tre mesi» dice Beatrice Mautino, curatrice di Queryonline.it, «ci sembrava importante aprire un canale che potesse rappresentare sia un osservatorio aggiornato sulle notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/06/12/nasce-queryonline-it/">Nasce il sito del CICAP</a></p>
<blockquote><p>Dopo l’uscita, un mese fa, del primo numero di Query, il nuovo periodico del CICAP, prende oggi il via il suo complemento naturale:Queryonline.it. «Poiché la rivista esce ogni tre mesi» dice Beatrice Mautino, curatrice di Queryonline.it, «ci sembrava importante aprire un canale che potesse rappresentare sia un osservatorio aggiornato sulle notizie che da sempre interessano il CICAP, sia un punto di riferimento e ritrovo quotidiano per tutti coloro che seguono l’attività del Comitato e non possono accontentarsi di seguirci solo sulla rivista».</p>
<p>In questi ultimi anni i blog della famiglia del CICAP e dei suoi molti amici sono diventati sempre più delle vere e proprie fonti di informazione critica sui fenomeni misteriosi e sulle pseudoscienze. L’obiettivo che Queryonline.it si pone è quello di aggregare queste punti di riferimento contribuendo a consolidare una rete che si è formata nel tempo e che si sta allargando sempre più.</p></blockquote>
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