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		<title>Da dicembre arriva Cielo: Sky sul digitale terrestre</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:52:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[

Sky sbarca in forze sul digitale terrestre
News Corporation Stations Europe annuncia il lancio in Italia di un canale televisivo nazionale in chiaro. Il canale si chiamerà Cielo e sarà visibile sul Digitale Terrestre (DTT) a partire dal prossimo 1 dicembre. La sede operativa di Cielo sarà a Milano, il canale si aggiunge alle operazioni gestite [...]]]></description>
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<blockquote><p>News Corporation Stations Europe annuncia il lancio in Italia di un canale televisivo nazionale in chiaro. Il canale si chiamerà Cielo e sarà visibile sul Digitale Terrestre (DTT) a partire dal prossimo 1 dicembre. La sede operativa di Cielo sarà a Milano, il canale si aggiunge alle operazioni gestite da News Corporation Stations Europe, la divisione che si occupa delle attività televisive di News Corporation in Europa Centrale e Orientale. Il nuovo canale beneficerà dell’esperienza e delle infrastrutture di SKY Italia, nonché di alcuni programmi e produzioni originali della piattaforma.</p>
<p><span> </span></p>
<p>Gary Davey, attuale Chief Operating Officer di News Corporation Stations Europe, assume anche l’incarico di General Manager di Cielo. Commentando il lancio di Cielo Davey ha dichiarato: “Cielo arricchirà l’offerta disponibile sul digitale terrestre in Italia, portando più concorrenza in un settore attualmente dominato da Mediaset e Rai. In considerazione del fatto che Cielo arriva nelle case degli italiani mentre il passaggio verso il DDT sta progredendo rapidamente, e che il canale realizzerà sinergie con gli investimenti già effettuati da Sky Italia, siamo convinti che Cielo si dimostrerà presto un altro investimento di successo per News Corporation in Italia, basato su un business plan realistico e vantaggioso in termini di costi.<br />
Siamo certi, inoltre, che Cielo sarà accolto molto positivamente sia dal pubblico televisivo che dagli investitori pubblicitari, che sono sempre alla ricerca di maggiore scelta e di nuove opportunità per comunicare con i propri clienti. Ci auguriamo, non appena lo switch off sarà completato in tutta Italia, di raggiungere con Cielo uno share vicino a quello dei due principali canali in chiaro che operano sul DTT, ovvero Boing e Rai 4.”</p>
<p>Cielo utilizzerà capacità trasmissiva di terzi e, al momento del lancio a dicembre, raggiungerà un bacino di circa 12 milioni di famiglie, che rappresentano più della metà della popolazione italiana. La penetrazione del canale aumenterà costantemente nell’arco dei prossimi 18 mesi, parallelamente all’espansione della penetrazione del DTT in tutta Italia. Cielo offrirà un mix di programmazione che va da serie tv, film, quiz, a reality show e news. La maggior parte del palinsesto di Cielo (80%) è composta da prodotti inediti per la TV in chiaro. Nelle prossime settimane, verrà resa nota in dettaglio l’intera programmazione del canale.</p></blockquote>
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		<title>Digitale terrestre ed anziani</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 19:26:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[

Finalmente qualcuno ah il coraggio di dire che il problema degli anziani e DTT è gravissimo
Panico nel Trentino-Alto Adige per l’utenza più anziana, che si è trovata spiazzata quando il passaggio al Digitale Terrestre ha causato l’oscuramento dei tradizionali canali televisivi. Innumerevoli le chiamate degli utenti per segnalare fantomatici guasti tecnici.
Non solo gli anziani, ma [...]]]></description>
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<p>Finalmente qualcuno ah il coraggio di dire che il <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pasteris.it/blog/2009/11/02/digitale-terrestre-spegne-la-televisione-degli-anziani/');"  href="http://www.pasteris.it/blog/2009/11/02/digitale-terrestre-spegne-la-televisione-degli-anziani/">problema degli anziani e DTT è gravissimo</a></p>
<blockquote><p>Panico nel Trentino-Alto Adige per l’utenza più anziana, che si è trovata spiazzata quando il passaggio al Digitale Terrestre ha causato l’oscuramento dei tradizionali canali televisivi. Innumerevoli le chiamate degli utenti per segnalare fantomatici guasti tecnici.</p>
<p>Non solo gli anziani, ma anche i meno avvezzi alla nuova tecnologia sono sul piede di guerra, minacciando future denunce e la disdetta del canone Rai. Le proteste sono sempre più numerose sebbene, la Regione, abbia incaricato un certo numero di tecnici per l’installazione gratuita dei decoder agli anziani con più di 75 anni.</p>
<p>Alla scarsa adattabilità dei meno tecnologici, si deve aggiungere sia la presenza in diverse case di televisori molto vecchi, ai quali è praticamente impossibile collegare i più moderni decoder digitali, ma anche delle antenne centralizzate che hanno visto nascere le prime trasmissioni televisive.</p>
<p>Considerando anche che a questa utenza dell’interattività e delle nuove frontiere digitali quasi nulla interessa, era prevedibile che questa transazione si sarebbe trasformata in una vera e propria scena tragicomica. Si attendono ulteriori sviluppi, ma c’è già chi parla di riaccendere i cari ripetitori analogici.</p></blockquote>
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	<item>
		<title>I furbetti piemontesi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 19:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[homo sapiens]]></category>
		<category><![CDATA[retroscena]]></category>

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		<description><![CDATA[

Con residenza all&#8217;estero
Hanno la residenza a Montecarlo, in Svizzera, o in tutti quei “paradisi” dove la pressione fiscale è ben diversa da quella italiana: tanti piemontesi sfuggono alle tasse italiane. E ora l´agenzia delle entrate concentra l´attenzione su di loro per capire se la residenza che hanno indicato sia reale o fittizia: sono ben 2023 [...]]]></description>
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<blockquote><p>Hanno la residenza a Montecarlo, in Svizzera, o in tutti quei “paradisi” dove la pressione fiscale è ben diversa da quella italiana: tanti piemontesi sfuggono alle tasse italiane. E ora l´agenzia delle entrate concentra l´attenzione su di loro per capire se la residenza che hanno indicato sia reale o fittizia: sono ben 2023 i cittadini “sospetti” che hanno ufficialmente abbandonato il Piemonte per l´estero, e 930 in particolare i torinesi. Anche Cuneo ha perso diversi residenti, 403 in tutto, mentre gli ex abitanti ad Alessandria e ora cittadini del mondo sono 209.</p>
<p>Ma si tratta davvero di persone che abitano a Monaco o in Svizzera, o alle isole Cayman? Oppure anche loro hanno utilizzato un escamotage per eludere il fisco italiano, come gli sportivi e gli artisti famosi noti alle cronache (da Valentino Rossi ad Alberto Tomba, da Luciano Pavarotti ad Andrea Bocelli, per citare alcuni di quelli che, “pizzicati” dai controlli avevano poi scelto di patteggiare)? Per ora l´inchiesta è solo all´inizio, ma i dubbi ci sono, e sono tanti. La direzione regionale e gli uffici dell´agenzia delle Entrate stanno facendo controlli a tappeto per capire, posizione per posizione, quale sia la realtà dei fatti. E le verifiche sono attente e capillari.</p>
<p><span> </span></p>
<p>Per appurare se gli “ex piemontesi” abbiano mantenuto in Italia il centro dei propri interessi economici e familiari, gli inquirenti effettuano controlli incrociati. Si parte dai dati forniti dall´anagrafe Italiana dei residenti all´estero (l´Aire) e ogni nominativo è poi messo a confronto con tutte le informazioni che possono indicare una effettiva attività sul territorio italiano. E così, l´Agenzia delle entrate controlla tutte le stipule dei contratti d´affitto, o il versamento dei contributi per le collaboratrici domestiche. Ma indicativi della presenza in Piemonte o a Torino anziché all´estero possono essere anche i pagamenti delle utenze domestiche: i “furbetti” infatti potrebbero essere smascherati dalle bollette di luce e gas, o dall´aver richiesto l´allacciamento di una linea telefonica. Oppure ancora, grazie al mantenimento della partita Iva in Italia.</p>
<p>«La lotta ai paradisi fiscali si è rafforzata, anche grazie allo scambio continuo di informazioni con le autorità dei paesi esteri» spiega il Direttore dell´Agenzia delle entrate Vincenzo Palitta. L´intensificarsi dei controlli e dell´attività di contrasto all´evasione, e in particolare delle false residenze all´estero, avviene in concomitanza con l´introduzione dello scudo fiscale, i cui termini per l´adesione scadranno il prossimo 15 dicembre.</p>
<p>Ma quali sono i paesi prediletti dai piemontesi per sfuggire al fisco italiano? Il primo è il Principato di Monaco, scelto come residenza da 812 cittadini che forse non amano Montecarlo solo per il mare della Costa Azzurra. Ma in tanti hanno scelto anche l´Uruguay (340) e la Costa Rica (174). Questi ultimi due paesi figurano nella lista nera dell´Ocse sui paradisi fiscali assieme a Malesia e Filippine. Ma nel mondo sono molti i paesi dove la pressione fiscale è minore: anche solo il Regno Unito, o la Spagna, la Svizzera, il Liechtenstein o la Svezia per restare nel vecchio continente. Chi predilige i territori esotici può invece scegliere le Bahamas, le Cayman, le Antille Francesi o le isole Vergini.</p></blockquote>
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	<item>
		<title>Il CSI Piemonte risponde alle accuse</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 21:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Renzo Rovaris parte al contrattacco sul CSI Piemonte
Leggo che il centrodestra è pronto a smembrare il Csi Piemonte, apprendo delle preoccupazioni del centrosinistra che, comunque, parla di mancanza di strategia e mi domando: perché? Il consorzio va bene, economicamente e produttivamente. Tutto si fonda sull’errata premessa che il Csi sia in crisi. Non è così. [...]]]></description>
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<blockquote><p>Leggo che il centrodestra è pronto a smembrare il Csi Piemonte, apprendo delle preoccupazioni del centrosinistra che, comunque, parla di mancanza di strategia e mi domando: perché? Il consorzio va bene, economicamente e produttivamente. Tutto si fonda sull’errata premessa che il Csi sia in crisi. Non è così. Forse la congiuntura tra elezioni politiche e il rinnovo del direttore generale sta agitando un po’ troppo la politica. Il consorzio è un bel boccone e qualcuno potrebbe farci dei soldi scardinandolo e rivendendolo sul mercato».</p>
<p>Renzo Rovaris, direttore generale del Csi Piemonte fin dalla sua istituzione nel 1977, non ci sta a fare da bersaglio. Soprattutto non vuole che la sua creatura sia trattata come tale. Le critiche piovute nei giorni scorsi non lo scompongono. «Il capogruppo di Forza Italia-Pdl in Regione, Angelo Burzi, dice che siamo indietro di dieci anni. Allora spieghi perché l’anno scorso abbiamo preso sette premi dal ministro della sua maggioranza Renato Brunetta e perché anche quest’anno ne abbiamo presi cinque», dice Rovaris.</p>
<p>Certo, quel documento della Booz&amp;Co che ha analizzato i costi riducibili del consorzio su mandato dello stesso Rovaris, proprio non ci voleva che finisse sui tavoli del Consiglio regionale. «Si tratta di migliorie che stiamo già attuando – spiega Rovaris -. Tra l’altro l’analisi di Booz&amp;Co ci sembra un po’ eccessiva. Calcolano tagli compresi tra i 25 e i 34 milioni per restare sul mercato. Noi siamo convinti che 10-12 basteranno: 2 li abbiamo recuperati da maggio, altri 5 il prossimo anno, una dozzina nei prossimi due».</p>
<p><span> </span></p>
<p>Secondo il direttore generale non è vero che le consulenze sono alte: «Ci sono nostri collaboratori che hanno un livello tale che, sul libero mercato, verrebbero pagati 150 mila euro l’anno, come posso pagarli meno di 100?». Poi, è vero, alcune figure esterne potrebbero essere coperte da professionisti interni: «Ma ci vuole formazione, per questo stiamo già procedendo». Le tariffe alte? «Su alcuni servizi abbiamo effettivamente il 10% in più, ma è anche vero che l’analisi di Booz&amp;Co si è basata su contratti standard e noi offriamo molto di più alle amministrazioni pubbliche». Il vero nodo, secondo Rovaris, sono i tempi lunghi per i progetti: «Stiamo lavorando per ridurre quello tra la proposta dell’amministrazione e il momento in cui effettivamente partiamo. Molto spesso questo periodo si allunga per le modifiche continue richieste dal cliente».</p>
<p>Ma a passare per inefficienti, no, Rovaris non ci sta. «Guardi: gestiamo un progetto per la sanità albanese, uno per le acque tunisine, un altro per le telecomunicazioni in Romania. Riceviamo riconoscimenti da tutto il mondo e di recente l’Unione Industriale ci ha scritto una lettera per ringraziarci: le nostre attività all’estero fanno lavorare le imprese piemontesi fuori dai confini nazionali».</p>
<p>I bilanci? Positivi. «È vero, la Regione quest’anno ci ha dato commesse per 106 milioni, 5 in meno rispetto al 2008, e il Comune di Torino è passato dai 38 milioni del 2005 ai 28 di oggi – spiega il direttore del consorzio informatico – ma non è mancanza di fiducia, è mancanza di soldi». C’è stata una riduzione del 4% che, in tempi di crisi, non è molto. Poi, certo, il problema dei pagamenti c’è. «Noi viviamo in una curiosa situazione: i nostri clienti sono anche i nostri padroni. Ma i mancati pagamenti ci stanno creando non poche difficoltà: gli enti locali ci devono 115,4 milioni. Noi un po’ abbiamo tamponato con le banche, ma ormai abbiamo raggiunto il tetto della nostra esposizione, 60 milioni, e cominciamo ad avere difficoltà a pagare i nostri fornitori. Oggi stiamo pagando agosto».</p></blockquote>
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	<item>
		<title>Influenza A: istruzioni per l’uso</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 21:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
<category>comunicazione e salute</category><category>influenza</category>
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		<description><![CDATA[

Qualche indicazione utile per sdrammatizzare l&#8217;influenza A
L&#8217;epidemia vera e propria di Influenza A è attesa fra una quindicina di giorni. Non serve lanciarsi nel panico, occorre prendere normali precauzioni per evitare il contagio. Se arriva la malattia con i suoi sintomi caratteristici che sono gli stessi dell’influenza stagionale e possono comprendere: febbre, tosse, mal di [...]]]></description>
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<blockquote><p>L&#8217;epidemia vera e propria di Influenza A è attesa fra una quindicina di giorni. Non serve lanciarsi nel panico, occorre prendere normali precauzioni per evitare il contagio. <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.kataweb.it/utility/influenza-2009/');"  href="http://www.kataweb.it/utility/influenza-2009/">Se arriva la malattia con i suoi sintomi caratteristici</a> che sono<a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/fermailvirus.it/ci_diagnosi_home.asp');"  href="http://fermailvirus.it/ci_diagnosi_home.asp"> gli stessi dell’influenza stagionale</a> e possono comprendere: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, mal di testa, brividi, debolezza e malessere generale, a volte diarrea e vomito. Se si pensa di essere ammalati conviene consultare  il proprio medico e usare i classici farmaci da influenza. Molta maggiore attenzione per le persone a rischio. Il vaccino esiste, ma non è ad oggi in quantità importanti, per cui viene somministrato solo ai soggetti a rischio.</p></blockquote>
<br /><strong>Tags:</strong> <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.technorati.com/tags/comunicazione e salute');"  href="http://www.technorati.com/tags/comunicazione e salute" title="Browse for comunicazione e salute" rel="tag">comunicazione e salute</a>, <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.technorati.com/tags/influenza');"  href="http://www.technorati.com/tags/influenza" title="Browse for influenza" rel="tag">influenza</a><br>
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		<title>CSI Piemonte: sempre nel tifone</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:38:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[retroscena]]></category>

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		<description><![CDATA[

Il futuro del CSI PIemonte sempre più critico
Prima Beppe Minello su Lastampa
Chi, per i motivi più diversi, confida nel fatto che al Csi l’era-Rovaris stia volgendo al termine è meglio che rifaccia i suoi conti. Tra i 570 aspiranti all’incarico di direttore generale c’è anche Rovaris che su quella poltrona siede ininterrottamente da oltre 30 [...]]]></description>
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<blockquote><p>Prima Beppe Minello su Lastampa</p></blockquote>
<blockquote><p>Chi, per i motivi più diversi, confida nel fatto che al Csi l’era-Rovaris stia volgendo al termine è meglio che rifaccia i suoi conti. Tra i 570 aspiranti all’incarico di direttore generale c’è anche Rovaris che su quella poltrona siede ininterrottamente da oltre 30 anni, da quando il Consorzio informatico lanciava i primi vagiti. «Invece di fare una selezione ad evidenza pubblica come ha deciso il cda forse sarebbe stato sufficiente ipotizzare un paio d’anni durante i quali affiancare ed accompagnare il successore…» ha commentato Rovaris a margine di una conferenza stampa durante la quale lui e il presidente Francesco Brizio hanno ribattuto punto su punto a tutte le accuse piovute addosso al Csi in questi mesi, in particolare dal vicepresidente della Sala Rossa, Michele Coppola (Fi-Pdl) e dal capogruppo in Regione dello stesso partito, Burzi.</p></blockquote>
<blockquote><p>Poi Rapahel Zanotti sempre su La Stampa</p></blockquote>
<blockquote><p><span>Ci sono tre motivi per cui il Csi Piemonte è diventato, negli ultimi tempi, zona di guerra. Uno: siamo a fine legislatura e il consorzio regionale, che offre sistemi informatici e servizi alle amministrazioni pubbliche, è un ottimo bacino di voti visti i suoi 1200 addetti. Due: Renzo Rovaris, il direttore generale che guida il consorzio dalla sua nascita, oltre trent’anni, è in parabola discendente. L’assessore regionale all’Innovazione Andrea Bairati ha deciso che era ora di cambiare. Tre: è in scadenza la convenzione con la Regione. Questo significa nuovi equilibri del consorzio con il suo maggior cliente che rappresenta, da solo, il 65% dei ricavi.</span><span> Non stupisce, dunque, che attorno a questo centro di potere si muovano gli appetiti di molti. C’è però un dato incontrovertibile che fa da sfondo e su cui tutti, indistintamente, dovranno fare i conti: il Csi Piemonte è diventato un pachiderma che fagocita milioni di euro, nonostante il suo bilancio risulti comunque in attivo.<br />
A dirlo è Booz&amp;Company, una delle prime società di consulenza strategica e direzionale al mondo che ha effettuato un’analisi organizzativa dell’intera struttura su mandato dello stesso Csi. Il risultato è che, a seconda della metodologia di analisi adottata (bottom-up, ovvero dalle singole persone e uffici risalendo alle funzioni di vertice, o top-down, ovvero dal vertice alle unità più dettagliate) il Csi ha sprechi che vanno dal 16% al 22%. In parole povere il Csi Piemonte, per essere concorrenziale, dovrà in futuro ridurre i propri costi di una somma compresa tra i 25,2 e i 34,9 milioni altrimenti il mercato, in breve tempo, avrà ragione di lui.</span></p>
<p><span>Booz&amp;Co indica quali sono, secondo le sue stime, i costi che vanno tagliati. Il Csi ha tariffe troppo alte e poco concorrenziali, non usa abbastanza le proprie risorse interne, ci sono troppi ritardi nella consegna e si richiedono troppe modifiche sui progetti. Non solo. L’acquisto di beni e servizi dai fornitori esterni va reso più efficiente, le consulenze esterne sono troppe o troppo esose (oltre quattro milioni di euro lordi nel 2008, con tre sui 100.000 euro) ed esistono doppioni nello staff che vanno eliminati. </span></p>
<p><span>Agendo su questi costi si otterrà, secondo la società di consulenza, una riduzione dei costi generali prevista tra il 9 e il 16%. Una cura dimagrante necessaria per evitare che , a breve, le amministrazioni pubbliche si trovino a un bivio: trovare sul mercato soluzioni a prezzi migliori rispetto a quelli che fa loro il consorzio. Sarebbe un dramma, per il Csi, che è una delle realtà in-house più grandi del Paese e che vive grazie alle commesse pubbliche.<br />
Grazie al Csi il Piemonte è una regione pilota per quel che riguarda l’informatizzazione della pubblica amministrazione. Pare che anche il ministro per l’Innovazione nella Pa, Renato Brunetta, abbia messo gli occhi sul consorzio. Il Csi Piemonte è una realtà da 180 milioni di ricavi l’anno ma rappresenta anche una struttura che soffre di una serie di difetti individuati come peculiari dal ministro: burocratizzazione, monopolio, ipertrofismo del personale e scarsa efficienza nel recuperare crediti (dagli enti locali il consorzio avanza ancora 115,4 milioni di euro). Per questo potrebbe essere un ottimo soggetto su cui sperimentare il piano “e-2012”. Insomma, non solo la politica locale guarda al futuro del Csi. E intanto la battaglia sulla direzione generale continua: ci sono 570 candidati per quella poltrona, compreso l’immarcescibile Rovaris.</span></p></blockquote>
<blockquote><p><span>Poi anche il capogruppo PdL in Regione<br />
</span></p>
<p><span>Il capogruppo di Forza Italia-Pdl in Regione, Angelo Burzi, è stato negli anni uno degli oppositori del direttore generale del Csi Renzo Rovaris, ma oggi lo difende. Perché capogruppo?<br />
«Rovaris ha commesso i suoi errori, ma oggi non è il tema principale. Se il Csi Piemonte si trova indietro di dieci anni non è colpa sua bensì di quei consorziati che hanno abdicato al loro compito di indirizzo delle politiche sull’informatica».<br />
Qual è l’errore fatto?<br />
«Di fronte alla crisi dell’Ict italiano, la politica ha messo in atto una strategia difensiva sviluppando enti strumentali e agenzie che assorbissero le persone che il mercato non era in grado di trattenere, tarando la domanda degli enti pubblici sulle caratteristiche e la natura dell’offerta».<br />
E invece?<br />
«E invece oggi il mondo è cambiato. Il fenomeno del “cloud computing”, ovvero l’utilizzo di server e software allocati sulla rete, e l’off-shoring, lo spostamento della produzione in zone del mondo a basso costo del lavoro, fa sì che una struttura fissa gigantesca come il Csi Piemonte sia ormai obsoleta».<br />
Da cosa si deduce?<br />
«Ci sono dati che lo dimostrano. Un confronto tra Csi e aziende del contesto omogeneo mostra un minor valore aggiunto del dipendente (68.000 euro a testa rispetto a una media di 74.000), un maggior costo medio del personale (51.000 euro contro una media nazionale di 45.000) e un minor ricorso al mercato (30% contro una media nazionale di circa 44%)».<br />
Qual è la vostra proposta?<br />
«Il consorzio andrebbe ridimensionato in 5 anni: dagli attuali 1200 addetti a 200, altamente qualificati e i 180 milioni di ricavi ai futuri 30 milioni ottenendo un’efficienza oggi non presente».<br />
Ma il livello occupazionale?<br />
«Non si perderebbe. Il consorzio andrebbe spacchettato producendo società spin off che assorbano il personale che dovrà uscire».</span></p></blockquote>
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	<item>
		<title>Disastro digitale terrestre</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regioni]]></category>

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		<description><![CDATA[

La situazione in Piemonte diventa difficile da gestire
Disastro digitale. A un mese dallo «swicth-off» che ha traghettato torinesi e cuneesi dal segnale analogico della televisione le proteste non si fermano. Come i disagi, i canali che spariscono, ritornano, scompaiono di nuovo. Ora, accanto ai cittadini, scendono sul piede di guerra anche gli installatori: «Un disastro [...]]]></description>
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<blockquote><p>Disastro digitale. A un mese dallo «swicth-off» che ha traghettato torinesi e cuneesi dal segnale analogico della televisione le proteste non si fermano. Come i disagi, i canali che spariscono, ritornano, scompaiono di nuovo. Ora, accanto ai cittadini, scendono sul piede di guerra anche gli installatori: «Un disastro – dice Umberto Pellegrini, titolare di una ditta individuale a Vinovo – di fronte ai primi problemi sorti a maggio dopo lo switch-over pensavamo che il passaggio definitivo di ottobre avrebbe risolto i guai. Invece, paradossalmente, la seconda fase del passaggio al digitale è stata e continua a essere più problematica della prima». Risultato? «I clienti se la prendono con noi, cominciano a pensare che siamo noi antennisti gli incapaci. E come dar loro torto, se un impianto installato ieri oggi non funziona più? Inutile spiegare che la causa sono i continui cambiamenti del segnale».</p></blockquote>
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		<title>Per Fermare il virus dell’influenza A</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 19:48:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
<category>influenza</category>
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		<description><![CDATA[

Il governo contro il virus dell&#8217;influenza A
Si chiama www.fermailvirus.it ed è il nuovo sito internet di giochi, test, servizi interattivi realizzato dal ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali per aiutare i cittadini a prevenire e combattere la diffusione dell’influenza A/H1N1. Attraverso giochi e test, facili da usare, il Ministero punta alla diffusione [...]]]></description>
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<blockquote><p>Si chiama <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fermailvirus.it/');"  href="http://www.fermailvirus.it/" target="_blank">www.fermailvirus.it</a> ed è il nuovo sito internet di giochi, test, servizi interattivi realizzato dal ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali per aiutare i cittadini a prevenire e combattere la diffusione dell’influenza A/H1N1. Attraverso giochi e test, facili da usare, il Ministero punta alla diffusione della buona informazione sulla nuova influenza e a stimolare il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini. E, oltre a capirne di più, si può anche vincere una suoneria per cellulari con le regole della prevenzione.</p></blockquote>
<br /><strong>Tags:</strong> <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.technorati.com/tags/influenza');"  href="http://www.technorati.com/tags/influenza" title="Browse for influenza" rel="tag">influenza</a><br>
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	<item>
		<title>Festival della Scienza 2009 a Genova</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:49:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[

Parte a Genova il solito Festival della Scienza dedicato al Futuro
Il futuro è la ragion d’essere della ricerca – scientifica, artistica, letteraria – è il luogo immaginario da conquistare con fantasia e applicazione, rigore e immaginazione, calcolo e previsione. La scienza, infatti, ci insegna che il limite del possibile può essere responsabilmente spostato sempre più [...]]]></description>
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<p>Il futuro è la ragion d’essere della ricerca – scientifica, artistica, letteraria – è il luogo immaginario da conquistare con fantasia e applicazione, rigore e immaginazione, calcolo e previsione. La scienza, infatti, ci insegna che il limite del possibile può essere responsabilmente spostato sempre più in là: lo dimostra il fatto che applicazioni che spesso hanno avuto, nel passato, il sapore di un futuro irraggiungibile, sono poi divenute realtà quotidiana. Per parlare ed esplorare il concetto di futuro, il Festival della Scienza ha organizzato il programma secondo cinque percorsi: il futuro della tecnologia, alle prese con le grandi potenzialità della comunicazione; il futuro della vita, sospeso fra naturale e artificiale; il futuro dell’universo, aperto verso esplorazioni sempre più impegnative; il futuro della natura, che deve affrontare la sfida della sostenibilità; il futuro delle idee, quello da cui dipende l’idea di pianeta che consegneremo alle generazioni future.</p></blockquote>
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	<item>
		<title>Crescono i carcerati del caso Grinzane</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 10:33:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[retroscena]]></category>
		<category><![CDATA[scandali]]></category>

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		<description><![CDATA[

Il caso Grinzane si allarga al mondo dell&#8217;enogastronomia
Va in carcere anche lo chef che ha inventato l’Italian culinary institute for foreigners, più noto negli uffici della Regione Piemonte con l’acronimo di Icif: là, bussando a più direzioni, Bruno Libralon ha ottenuto sostanziosi contributi pubblici per «celebrare» nel mondo l’ars gastronomica piemontese. Il suo referente principale [...]]]></description>
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<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pasteris.it/blog/2009/10/21/grinzane-gnam/');"  href="http://www.pasteris.it/blog/2009/10/21/grinzane-gnam/">Il caso Grinzane si allarga al mondo dell&#8217;enogastronomia</a></p>
<blockquote><p>Va in carcere anche lo chef che ha inventato l’Italian culinary institute for foreigners, più noto negli uffici della Regione Piemonte con l’acronimo di <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.icif.com/');"  href="http://www.icif.com/">Icif</a>: là, bussando a più direzioni, Bruno Libralon ha ottenuto sostanziosi contributi pubblici per «celebrare» nel mondo l’ars gastronomica piemontese. Il suo referente principale era Angelo Soria che l’ha finanziato (dal 2004 al 2008) per 1.157.841 euro e di cui, per un micro-importo, si dà conto nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del cuoco come «prova» del reato di peculato commesso dall’arrestato in concorso con l’ex dirigente regionale. Di Soria II il gip Silvia Salvadori si ricorda bene e scrive di lui nel provvedimento di ieri: «Era già emerso in precedenza con il fratello Giuliano. Angelo Soria dispone del denaro pubblico come fosse proprio, promettendo al di fuori di ogni regola e forma a parenti e amici denaro pubblico, e sanando successivamente situazioni obiettivamente insanabili e gravemente irregolari».</p>
<p>In questo caso il giudice si riferisce a un contributo di «soli» 13.800 euro (uno dei tanti) finalizzato a coprire parte delle spese per l’organizzazione di un cocktail in occasione della proiezione, a Los Angeles, del film «Dopo mezzanotte». L’unica fattura allegata all’«agile» rendicontazione è di 978 euro per il servizio di catering. Altro finanziamento più che sospetto riguarda l’iniziativa Art in Life a Pechino, «anch’esso accordato mesi dopo la realizzazione dell’evento». Insomma, quest’ultimo sviluppo delle indagini nate dalle malversazioni di Giuliano Soria per il fu Premio Grinzane, sembra esserne la coda giudiziaria. O dall’apparente coda si vuole ripartire?</p></blockquote>
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	<item>
		<title>voto Marino perché…</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/divagatoriscientifici/2009/10/21/voto-marino-perche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 20:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[

una divagazione politica
voto Marino perché sono una divagatrice scientifica e so che tra i tre lui è l&#8217;unico che sa cosa vuol dire fare scienza (e raccontarla) in questo Paese;
voto Marino perché mi piace pensare di averglielo suggerito io scrivendogli, come fanno le ragazzine coi cantanti, molti mesi fa (e mi aveva anche risposto!);
voto Marino [...]]]></description>
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<p><em><img class="alignleft" src="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/thumbs/brochureweb_layout1th.jpg" alt="" width="232" height="116" />una divagazione politica</em></p>
<p>voto Marino perché sono una divagatrice scientifica e so che tra i tre lui è l&#8217;unico che sa cosa vuol dire fare scienza (e raccontarla) in questo Paese;</p>
<p>voto Marino perché mi piace pensare di averglielo suggerito io scrivendogli, come fanno le ragazzine coi cantanti, molti mesi fa (e mi aveva anche risposto!);</p>
<p>voto Marino perché Franceschini aveva detto che non si sarebbe candidato e Bersani ha aspettato per anni che arrivasse il momento buono lasciando il PD andare a ramengo;</p>
<p>voto Marino perché il PD è andato a ramengo e non servono &#8220;aggiustatine&#8221; o alleanze con l&#8217;UDC ma una bella rivoluzione;</p>
<p>voto Marino perché non ha &#8220;accettato&#8221; la<a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.francescocosta.net/2009/10/16/vedi-alla-voce-polpetta-avvelenata/');" title="Francesco Costa sulla mossa di Scalfari"  href="http://www.francescocosta.net/2009/10/16/vedi-alla-voce-polpetta-avvelenata/" target="_blank"> polpetta avvelenata </a>di Scalfari;</p>
<p>voto Marino perché chissenefrega se non c&#8217;ha l&#8217;esperienza politica&#8230; sa trapiantare i fegati e mi basta come curriculum;</p>
<p>voto Marino perché <a href="http://agora.torinovalley.com/divagatoriscientifici/2009/05/03/non-e-neanche-avere-unopinione/" target="_blank">quel giorno</a> al dibattito sul testamento biologico c&#8217;era lui;</p>
<p>voto Marino perché sempre quel giorno gli avevo detto che lui era uno dei pochi elementi che mi tenevano vicina al PD e io sono una divagatrice coerente;</p>
<p>voto Marino perché anche se non è un &#8220;giovane&#8221; è l&#8217;unico che non ha liquidato i &#8220;giovani&#8221; dicendo che son troppo giovani per poi riciclarli perchè <em>si sa che c&#8217;è bisogno dei giovani</em>&#8230;</p>
<p>voto Marino perché è vero che vincere il confronto con Berlusconi è facile, ma per lui di più;</p>
<p>voto Marino perché se devo pensare a qualcuno che mi rappresenti voglio un qualcuno che sia migliore di me e, sarà che me la tiro, ma gli altri due non li vedo così in alto&#8230;</p>
<p>voto Marino perché tanto Bersani lo vota già la Binetti;</p>
<p>voto Marino perché non ho mai avuto così tanta voglia di andare a votare come adesso e deve pur voler dire qualcosa;</p>
<p>voterei Marino anche se non votassi per il PD, perchè è la cosa migliore da fare.</p>
<p>e voi?</p>
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	<item>
		<title>a Genova a divogar…</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 20:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita da divagatore (precario)]]></category>

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		<description><![CDATA[

Qua i divagatori un po&#8217; incoscientemente hanno presentato tre progetti tre al Festival della Scienza e tutti e tre son stati presi. Che è un bene, ma non se nel mentre bisogna anche farci stare un Convegno e una corsa in ospedale.
La divagatrice, che è una sperimentale e che nella sua vita mai aveva dovuto [...]]]></description>
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<p>Qua i divagatori un po&#8217; incoscientemente hanno presentato tre progetti tre al Festival della Scienza e tutti e tre son stati presi. Che è un bene, ma non se nel mentre bisogna anche farci stare un Convegno e una corsa in ospedale.</p>
<p>La divagatrice, che è una sperimentale e che nella sua vita mai aveva dovuto prendere antibiotici, adesso ha finalmente capito il valor della pensata di Fleming.</p>
<p>Comunque, tornando a bomba, se capitate dalle parti di Genova in periodo Festival (23 ottobre &#8211; 1 novembre) venite a trovarci.</p>
<p>Con il prof abbiamo messo su una <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.festivalscienza.it/site/Home/Programma/articolo5506.html');"  href="http://www.festivalscienza.it/site/Home/Programma/articolo5506.html" target="_blank">mostra</a> sui vent&#8217;anni del CICAP e un laboratorio, <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.festivalscienza.it/site/Home/Programma/articolo5332.html');"  href="http://www.festivalscienza.it/site/Home/Programma/articolo5332.html" target="_blank">Balle Spaziali</a>, sul moon hoax (quelli che dicono che non siamo mai andati sulla Luna). L&#8217;idea è quella nostra solita, di usare i mysteri per raccontare la scienza&#8230; vi faccio sapere se funziona.</p>
<p>Con gli altri divagatori invece abbiamo un laboratorio a Sant&#8217;Agostino sulla biodiversità che si chiama<a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.festivalscienza.it/site/Home/Programma/articolo5599.html');"  href="http://www.festivalscienza.it/site/Home/Programma/articolo5599.html" target="_blank"> Il tempo nelle mele</a>. Ora, lo so che il titolo fa un po&#8217; festa della medie, ma SantAgostino è bellissima, siamo immersi nelle scenografie originali di Luzzati e se riusciamo a montare tutto quello che dobbiamo montare entro le 9 di venerdì mattina viene un laboratorio fichissimo.</p>
<p>Ovviamente i pannelli sono ancora da finire, il plastico della superficie lunare è a Pontedecimo a casa di SIlvano Fuso (e come si arriva a Pontedecimo senza macchina?), il LEM ha subito l&#8217;attacco (complottista?) del figlio piccolo del prof, le mele di cartapesta sono ancora posticce e gli animatori che sarebbero dovuti venire oggi a farsi formare da Paolo Attivissimo (che arrivava apposta dalla Svizzera) non si sono fatti vivi.</p>
<p>Ma come ha detto Paolo oggi: questa è &#8220;emergenza creativa&#8221;. Sarà il nostro nuovo motto.</p>
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	<item>
		<title>La chiavetta USB per il digitale terrestre di Sky</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/digitaleterrestre/2009/10/20/la-chiavetta-usb-per-il-digitale-terrestre-di-sky/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 17:43:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[

Sky ha deciso di aprire un nuovo fronte sul DTT
Una penna Usb per accedere ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre. L’offerta è di Sky, che lancerà a dicembre la Digital Key, un nuovo strumento che – spiega la società in una nota – semplificherà l’accesso a tutti i canali in chiaro presenti sulle principali [...]]]></description>
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<blockquote><p><img class="alignright" src="http://images.gazzetta.it/Media/Foto/2009/10/19/sky_01--300x145.jpg" alt="La Digital Key che consente di accedere a tutti i canali del digitale terrestre. " />Una penna Usb per accedere ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre. L’offerta è di Sky, che lancerà a dicembre la Digital Key, un nuovo strumento che – spiega la società in una nota – semplificherà l’accesso a tutti i canali in chiaro presenti sulle principali piattaforme televisive, con un unico decoder e un solo telecomando: per consentire ai propri abbonati di completare il passaggio alla tv digitale accedendo anche ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre. La penna Usb con funzione di sintonizzatore tv digitale terrestre collegata al decoder SKY HD o My Sky HD, consentirà di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sul digitale terrestre in un modo semplice ed economico. Inoltre- aggiunge la nota Sky – i canali HD passeranno, entro il 2010, da 16 a 30. Per vederli sarà offerto a tutti gli abbonati un televisore full HD con soli 50 euro di anticipo e rate a partire da 6 euro al mese.</p></blockquote>
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	<item>
		<title>Influweb monitora l’influenza in rete</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 23:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[biologia]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>

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Influweb è un sistema di partecipazione volontaria per il monitoraggio dell’influenza in Italia. Si basa su una piattaforma web interattiva, cui ogni utente può accedere per registrarsi, partecipare attivamente, fornire aggiornamenti su eventuali sintomi influenzali e ottenere informazioni utili sul virus dell’influenza.
Da Febbraio 2009, Influweb e’ parte integrante di un progetto finanziato dalla comunita’ europea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Chitika|Premium - WordPress Plugin --><div class="chitika-adspace above"><script type="text/javascript"><!--
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<p align="justify"><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.influweb.it/');"  href="http://www.influweb.it/">Influweb</a> è un <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pasteris.it/blog/2009/10/18/linfluenza-a-misurata-dalla-rete/');"  href="http://www.pasteris.it/blog/2009/10/18/linfluenza-a-misurata-dalla-rete/">sistema di partecipazione volontaria</a> per il monitoraggio dell’influenza in Italia. Si basa su una piattaforma web interattiva, cui ogni utente può accedere per registrarsi, partecipare attivamente, fornire aggiornamenti su eventuali sintomi influenzali e ottenere informazioni utili sul virus dell’influenza.</p>
<p align="justify">Da Febbraio 2009, Influweb e’ parte integrante di un progetto finanziato dalla comunita’ europea, <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.epiwork.eu/');"  href="http://www.epiwork.eu/">EPIWORK</a>, che ha lo scopo di sviluppare una piattaforma per lo studio e la previsione della propagazione delle malattie infettive in Europa. A partire dal 2010, Influweb sara’ esportato in altre nazioni europee con il nome di Influenzanet, per raccogliere dati sulla stagione influenzale in tutta Europa.</p>
<p align="justify"><span style="color: #888888"><img src="http://www.influweb.it/images/stories/italia_mappa_home_page_16Ottobre.png" alt="" width="407" height="404" /></span></p>
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YtMkxU6rU6VGIe7pDe82hZec5ZM/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YtMkxU6rU6VGIe7pDe82hZec5ZM/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/torinovalley/agoranetwork/~4/tA55BseKBfY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Per la prima volta una donna Nobel per l’economia</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 08:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agora]]></category>

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		<description><![CDATA[

Da Repubblica.it
Gli economisti americani Elinor Ostrom e Oliver Williamson hanno vinto il Premio Nobel per l&#8217;Economia 2009. E&#8217; la prima volta che il Nobel per l&#8217;Economia viene assegnato a una donna da quando è stato istituito, nel 1968 (in un secondo momento rispetto al gruppo di premi istituiti originariamente dall&#8217;imprenditore Alfred Nobel nel 1895). I [...]]]></description>
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<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.repubblica.it/2009/10/sezioni/economia/nobel-economia/nobel-economia/nobel-economia.html');"  href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/economia/nobel-economia/nobel-economia/nobel-economia.html">Da Repubblica.it</a></p>
<blockquote><p>Gli economisti americani Elinor Ostrom e Oliver Williamson hanno vinto il Premio Nobel per l&#8217;Economia 2009. E&#8217; la prima volta che il Nobel per l&#8217;Economia viene assegnato a una donna da quando è stato istituito, nel 1968 (in un secondo momento rispetto al gruppo di premi istituiti originariamente dall&#8217;imprenditore Alfred Nobel nel 1895). I due economisti sono stati premiati per i loro studi sulla &#8220;governance dell&#8217;economia&#8221;.</p>
<p>Elinor Ostrom è nata nel 1933 e insegna all&#8217;Università dell&#8217;Indiana. Il riconoscimento è dovuto in particolare, si legge nella motivazione, &#8220;per aver dimostrato come la proprietà pubblica possa essere gestita dalle associazioni di utenti&#8221;. Il fatto che il suo sia il primo Nobel al femminile è una circostanza che vale la pena di sottolineare, afferma Cecilia Maria Guerra, docente di Economia Pubblica all&#8217;Università di Modena: &#8220;Di per sé si tratta di un&#8217;innovazione epocale. Se lei pensa che fino a 15 anni in Italia c&#8217;erano solo due donne professore ordinario, l&#8217;acquisizione femminile di un peso nell&#8217;ambito delle discipline economiche è così recente&#8230;E&#8217; un fatto epocale, &#8211; ripete la professoressa Guerra, che è anche redattore del sito Lavoce.info &#8211; che dimostra non tanto l&#8217;attenzione della Commissione di Stoccolma, ma il fatto che le donne contino di più nell&#8217;economia&#8221;. </p></blockquote>
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		<title>No segnale no canone</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 03:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Ora il passaggio al digital terrestre diventa un problema politico
In Piemonte non si vede bene il digitale terrestre? «No segnale no canone». E’ quanto sostiene Roberto Rao, capogruppo Udc in Commissione di vigilanza Rai, all’indomani dell’intervista concessa a La Stampa da Andrea Ambrogetti, presidente del consorzio Dgtvi. Giudicando «deboli o false» alcune dichiarazioni di Ambrogetti, [...]]]></description>
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<p>Ora il passaggio al digital terrestre <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pasteris.it/blog/2009/10/12/no-segnale-no-canone/');"  href="http://www.pasteris.it/blog/2009/10/12/no-segnale-no-canone/">diventa un problema politico</a></p>
<p>In Piemonte non si vede bene il digitale terrestre? «No segnale no canone». E’ quanto sostiene Roberto Rao, capogruppo Udc in Commissione di vigilanza Rai, all’indomani dell’intervista concessa a La Stampa da Andrea Ambrogetti, presidente del consorzio Dgtvi. Giudicando «deboli o false» alcune dichiarazioni di Ambrogetti, Rao sostiene la linea dura della protesta</p>
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		<title>Digitale Terrestre senza stress</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 15:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Regioni]]></category>

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		<description><![CDATA[

Adiconsum propone i suoi suggerimenti per il passaggio al digitale terrestre.
Il passaggio dall’analogico al digitale è per natura problematico
Passare dalla tv analogica a quella digitale è tecnologicamente complesso. Centinaia sono i tecnici impegnati a far sì che i canali televisivi siano visibili da tutti. Forse non tutti sanno che il passaggio al digitale è una [...]]]></description>
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<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.adiconsum.it/');"  href="http://www.adiconsum.it/">Adiconsum</a> <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pasteris.it/blog/2009/10/11/come-passare-al-digitale-terrestre-senza-stress/');"  href="http://www.pasteris.it/blog/2009/10/11/come-passare-al-digitale-terrestre-senza-stress/">propone i suoi suggerimenti per il passaggio al digitale terrestre</a>.</p>
<blockquote><p>Il passaggio dall’analogico al digitale è per natura problematico<br />
Passare dalla tv analogica a quella digitale è tecnologicamente complesso. Centinaia sono i tecnici impegnati a far sì che i canali televisivi siano visibili da tutti. Forse non tutti sanno che il passaggio al digitale è una scelta europea che garantirà uno sviluppo della televisione a vantaggio della qualità della visione e della quantità di canali, mettendo finalmente ordine nella giungla delle frequenze e garantendo maggiore pluralismo.</p>
<p>Analizzare i propri apparati di ricezione<br />
Prima di fare nuovi acquisti occorre verificare il proprio impianto di trasmissione televisiva. Se si ha già in casa un decoder (sat, terrestre o IPTV) durante lo switch over non occorre fare nulla. Se si ha un televisore privo di presa scart invece si potrebbero avere maggiori difficoltà. Forse sarebbe meglio acquistarne uno nuovo. Per legge i nuovi televisori in commercio hanno al loro interno un decoder digitale, al posto di quello esterno. Importante: per ogni televisore occorre un decoder! Ricordare inoltre che i videoregistratori non hanno il sintonizzatore analogico e quindi possono essere utilizzati solo parzialmente.</p>
</blockquote>
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	<item>
		<title>il CICAP compie vent’anni</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 12:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[

La divagatrice in questi giorni è al Convegno del CICAP.
Quest&#8217;anno compiamo vent&#8217;anni e, com&#8217;è giusto, si fa festa gossa assieme a tutti quelli che c&#8217;erano e ci sono ancora e ai tanti (si spera sempre di più) nuovi.
La divagatrice e il professor Sentimento Cuorcontento sono un po&#8217; presi dalle interviste da fare ai vari personaggi [...]]]></description>
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<p><img class="alignleft" src="http://www.cicap.org/new/images/a/k/abano_01.jpg" alt="" width="270" height="188" />La divagatrice in questi giorni è al Convegno del CICAP.<br />
Quest&#8217;anno compiamo vent&#8217;anni e, com&#8217;è giusto, si fa festa gossa assieme a tutti quelli che c&#8217;erano e ci sono ancora e ai tanti (si spera sempre di più) nuovi.</p>
<p>La divagatrice e il <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/sentimentocuorcontento.blogspot.com/');"  href="http://sentimentocuorcontento.blogspot.com/" target="_blank">professor Sentimento Cuorcontento</a> sono un po&#8217; presi dalle interviste da fare ai vari personaggi (per il momento hanno imparato che le videocamere son tutt diverse e non hanno mai tutto quello che serve assieme&#8230;) e dalla (ri)preparazione del loro intervento di sabato mattina (che è rimasto sepolto nell&#8217;hard disk presumibilmente rotto del prof.</p>
<p>Cercheremo comunque di fare un po&#8217; di live blogging (e se non sarà proprio live portate pazienza&#8230;).</p>
<p>Ci siamo spostati per il blogging <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/effettobarnum.wordpress.com/');" title="effetto barnum"  href="http://effettobarnum.wordpress.com/" target="_blank">qui</a>.</p>
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	<item>
		<title>A Torino casino digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 09:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>

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		<description><![CDATA[

Il giorno più lungo a Torino è stato il giorno più caotico.
Qualcuno ieri mattina s’è trovato due «Rai Uno» o due «Rai Tre». Niente paura, si chiama “cerotto”, ideato per cautelarsi in caso di problemi. Durerà qualche giorno, poi uno dei due canali sparirà. E comunque, se vi siete trovati il “cerotto” siete fortunati. Vuol [...]]]></description>
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<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pasteris.it/blog/2009/10/07/il-giorno-piu-lungo-della-televisione-torinese-lazione-chiave-e-risintonizzare-il-decoder/');"  href="http://www.pasteris.it/blog/2009/10/07/il-giorno-piu-lungo-della-televisione-torinese-lazione-chiave-e-risintonizzare-il-decoder/">Il giorno più lungo</a> a Torino è stato i<a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pasteris.it/blog/2009/10/08/magma-digitale-terrestre/');"  href="http://www.pasteris.it/blog/2009/10/08/magma-digitale-terrestre/">l giorno più caotico</a>.</p>
<blockquote><p>Qualcuno ieri mattina s’è trovato due «Rai Uno» o due «Rai Tre». Niente paura, si chiama “cerotto”, ideato per cautelarsi in caso di problemi. Durerà qualche giorno, poi uno dei due canali sparirà. E comunque, se vi siete trovati il “cerotto” siete fortunati. Vuol dire che vedete la tv. Voi due «Rai Tre», qualcuno nessuno. Buio totale, schermo grigio e niente tivù. O, peggio ancora, finestra sul mondo ristretta a un paio di canali di quart’ordine: «Vedo solo Rete Capri e Tele Varese», tuonava ieri sera alle otto la signora Marisa da piazza Bernini. «E lo stesso succede ai miei vicini di casa. Eppure abbiamo tutti effettuato la risintonizzazione».</p>
<p>Imboscate della tecnologia, nel giorno del passaggio finale al digitale terrestre per le province di Torino e Cuneo. Tre milioni di persone. Tecnicamente tutto è filato liscio. Bastava pigiare un pulsante. Alle sette tutti i vecchi ripetitori erano spenti e quelli nuovi – o riadattati – già attivi. Il segnale era pulito. Dal punto di vista pratico, invece, è stata una mezza catastrofe. Una Torino a macchia di leopardo, alloggi e interi condomini senza segnale; vallate e comuni di montagna senza televisione; centinaia di chiamate al numero verde del ministero, alla redazione de La Stampa e a quelle di tante tv private locali; una moltitudine in fila allo sportello della Rai di Torino per chiedere informazioni.</p></blockquote>
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PhcEKS_vtypIY8R1dsRQH-nv9X4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PhcEKS_vtypIY8R1dsRQH-nv9X4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/torinovalley/agoranetwork/~4/iDUBcX9p70o" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>A Torino Uniamo le Energie</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2009/10/07/a-torino-uniamo-le-energie/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
<category>ambiente</category><category>energia</category><category>torino</category>
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		<description><![CDATA[

Tutto sulla sostenibilità ambientale e l&#8217;energia

Tags: ambiente, energia, torino]]></description>
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