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	<title>agora.torinovalley.com Master Site Feed</title>
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	<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 23:31:05 +0000</pubDate>
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		<title>Laboratori Virtuali e Mondi Virtuali</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 23:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>
<category>gemidi</category><category>meteore</category>
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		<description><![CDATA[Nelle note di riferimento dell&#8217;articolo citato nel precedente post di M. Yu. Khlopov si trova quest&#8217;altro interessante articolo di Piet Hut, Professore di Studi Interdisciplinari all&#8217;Institute for Advanced Study di Princeton, studi che esplorano modi differenti di vedere il mondo, coinvolgenti una gamma di discipline che prevede fisica, astrofisica, geologia e paleontologia, inteligenza artificiale, psicologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle note di riferimento dell&#8217;<a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0801/0801.0376v1.pdf');"  href="http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0801/0801.0376v1.pdf" target="_blank">articolo citato</a> nel precedente <a href="http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/06/18/istituti-di-ricerca-virtuali/" target="_blank">post</a> di M. Yu. Khlopov si trova <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/arxiv.org/abs/0712.1655');"  href="http://arxiv.org/abs/0712.1655" target="_blank">quest&#8217;altro interessante articolo</a> di <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.ids.ias.edu/~piet/');"  href="http://www.ids.ias.edu/~piet/" target="_blank">Piet Hut</a>, Professore di <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.ids.ias.edu/');"  href="http://www.ids.ias.edu/" target="_blank">Studi Interdisciplinari</a> all&#8217;Institute for Advanced Study di Princeton, studi che esplorano modi differenti di vedere il mondo, coinvolgenti una gamma di discipline che prevede fisica, astrofisica, geologia e paleontologia, inteligenza artificiale, psicologia cognitiva e filosofia. Il Prof. Hut &#8220;tagga&#8221; il suo articolo con la parola chiave &#8220;Sociologia dell&#8217;Astronomia&#8221;.</p>
<p><em>Poichè non possiamo mettere le stelle in un laboratorio, gli astrofisici hanno dovuto aspettare l&#8217;invenzione dei computer proma di divenire scienziati di laboratorio</em>. <em>Da ormai mezzo secolo stiamo conducendo esperimenti nei nostri laboratori virtuali. Tuttavia siamo rimasti dietro una tastiera, con lo schermo del monitor a separarci dal mondo che stavamo simulando. Recentemente  la tecnologia <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Computer_grafica_3D');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Computer_grafica_3D" target="_blank">3D</a> online, sviluppata dapprima per i giochi e adesso sviluppata per i mondi virtuali come </em><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Second_life');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Second_life" target="_blank">Second life</a><em>, sta iniziando a rendere possibile per gli astrofisici l&#8217;accesso ai loro laboratori virtuali, nella forma di avatar. Ciò ha molti vantaggi, dalle nuove possibilità di esplorare i risultati delle simulazioni alla presenza condivisa in un laboratorio virtuale con collaboratori remoti in continenti differenti. Riporterò le mie esperienze con l&#8217;uso dei</em> <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.qwaq.com');"  href="http://www.qwaq.com" target="_blank">Qwaq Forums</a><em>, un mondo virtuale sviluppato da una nuova compagnia. </em></p>
<p><em>[...] Un anno fa,</em> <em>avevo solo una vaga familiarità con i mondi virtuali, avevo letto degli articoli su </em><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Second_life');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Second_life" target="_blank">Second life</a> <em>che mi sembrarono abbastanza interessanti, ma non avevo una chiara idea di come potesse essere veramente questo mondo. Tutto questo è cambiato quando fui invitato a tenere una conferenza sull&#8217;astronomia in </em><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/videoranch.com/');"  href="http://videoranch.com/" target="_blank">Videoranch</a><em>, un altro mondo virtuale più piccolo. Mi sono reso conto di quant&#8217;è differente questo tipo di mezzo di comunicazione dagli altri provati prima, fosse il telefono o l&#8217;email, l&#8217;</em>&#8216;istant messaging <em>o i </em>shared screens. <em>C&#8217;era un senso di stare in mezzo agli altri più grande e coinvolgente di quanto aspettassi. Ho velocemente capito il grande potenziale di questi mondi per la collaborazione remota nei progetti di ricerca.</em></p>
<p><em>Da allora, ho esplorato molti ambienti virtuali con lo scopo di usarli come strumenti di collaborazione in astrofisica come in altri progetti interdisciplinari nei quali ho un ruolo di organizzatore. Complessivamente le mie esperienze sono state incoraggianti e mi aspetto che questi mondi virtuali diventino il media scelto per la collaborazione remota nei tempi dovuti, eventualmente rimuovendo il bisogno della maggioranza di tutti i viaggi a lunga distanza.  La domanda principale mi sembra essere non se, ma quando questo accadrà. Tento di indovinare che accadrà in 5 o 10 anni, ma posso sbagliarmi: la tecnologia si sta evolvendo rapidamente e le cose possono cambiare addirittura più rapidamente.</em></p>
<p><em>In ogni caso predico che fra 10 anni ci stupiremo per come la vita potesse essere prima del nostro uso delle realtà virtuali, così come adesso ci stupiamo di come potesse essere prima del</em> World Wide Web <em>o di come ci stupivamo 10 anni fa immaginandola senza e-mail</em>. [...]</p>
<p><img src="http://www.qwaq.com/images/screenshot-partners-technical_consultants.jpg" alt="" width="315" height="118" /></p>
<p><img src="http://www.qwaq.com/images/screenshot-partners-content_developers.jpg" alt="" width="315" height="118" /></p>
<p><img src="http://www.qwaq.com/images/screenshot-partners-meeting_facilitators.jpg" alt="" width="315" height="118" /></p>
<p><em>Dopo aver esplorato alcuni </em> <em>differenti mondi virtuali ho scelto </em><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.qwaq.com');"  href="http://www.qwaq.com" target="_blank">Qwaq Forums</a> <em>per il mio iniziale esperimento di uso degli spazi virtuali come strumenti di collaborazione. </em>Qwaq <em>è una </em><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Startup_(economia)');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Startup_(economia)">start-up</a> <em>che fornisce uffici virtuali e altre stanze chiamate forum. Là si possono mettere, visualizzare i contenuti di vari documenti su panelli murali. Che siano </em>pdf, <em>immagini </em><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/JPEG');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/JPEG">jpeg</a>, <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Powerpoint');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Powerpoint">powerpoint </a><em>o</em> <em>presentazioni</em> <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Openoffice');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Openoffice">openoffice</a> <em>o persino filmati, si può semplicemente trascinarli col mouse dal tuo desktop e posizionarli su un muro della stanza virtuale. Così il documento diviene visibile per tutti gli altri utenti presenti nell&#8217;ambiente virtuale. Le stanze continuano ad esistere nelle varie sessioni: quando gli utenti visitano successivamente la stessa stanza i documenti sono ancora là per essere consultati. [...]</em></p>
<p><em>Quando ho avviato le due [mie] organizzazioni in Qwaq, [...] nel Maggio 2007</em>, <em>non sapevo che aspettarmi precisamente, </em> <em>data la novità dei mondi virtuali usati come strumento collaborativo per le indagini accademiche. Ma comunque, avevo una immagine grezza di ciò che potesse accadere</em>:</p>
<p><em>- un inizio promettente per il mio gruppo di astronomia, uno più lento per il mio gruppo interdisciplinare;</em></p>
<p><em>- i mondi virtuali come un mezzo per facilitare collaborazioni esistenti</em></p>
<p><em>- un&#8217;enfasi sull&#8217;utilizzo degli strumenti: web browsers, oggetti 3D , ecc.</em></p>
<p><em>Con mia grande sorpresa, tutte queste 3 aspettative si sono rivelate errate. E&#8217; accaduto invece che:</em></p>
<p><em>- il mio gruppo interdisciplinare è decollato prima</em></p>
<p>- <em>creato nuove collaborazioni</em></p>
<p>-<em> la presenza nel mondo virtuale 3D era molto più importante degli strumenti specifici</em>.</p>
<p><em>[...]</em></p>
<br /><strong>Tags:</strong> <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.technorati.com/tags/gemidi');"  href="http://www.technorati.com/tags/gemidi" title="Browse for gemidi" rel="tag">gemidi</a>, <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.technorati.com/tags/meteore');"  href="http://www.technorati.com/tags/meteore" title="Browse for meteore" rel="tag">meteore</a><br><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/torinovalley/agoranetwork/~4/345124079" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Un grande passo per l’umanità</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2008/07/24/un-grande-passo-per-lumanita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Astronomia]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Paolo Attivissimo

Fra il 20 e 21 luglio 1969, trentanove anni fa, Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i primi due esseri umani a posare il piede sul suolo lunare, mentre Michael Collins li attendeva in orbita nel modulo di comando dell&#8217;Apollo 11. Per una volta, nella storia dell&#8217;umanità, le risorse umane, tecniche ed economiche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/attivissimo.blogspot.com/2008/07/un-piccolo-passo-per-un-uomo-un.html');"  href="http://attivissimo.blogspot.com/2008/07/un-piccolo-passo-per-un-uomo-un.html">Paolo Attivissimo</a></p>
<p><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.flickr.com/photos/paoloattivissimo/2687634103/');" title="AS11-40-5903HR by Paolo Attivissimo, on Flickr"  href="http://www.flickr.com/photos/paoloattivissimo/2687634103/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3283/2687634103_74a2c489dc_b.jpg" alt="AS11-40-5903HR" width="433" height="437" /></a></p>
<p>Fra il 20 e 21 luglio 1969, trentanove anni fa, Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i primi due esseri umani a posare il piede sul suolo lunare, mentre Michael Collins li attendeva in orbita nel modulo di comando dell&#8217;Apollo 11. Per una volta, nella storia dell&#8217;umanità, le risorse umane, tecniche ed economiche, la determinazione e l&#8217;intelligenza di una nazione intera erano state dirette a realizzare un grandioso, indimenticabile obiettivo di pace. Per una volta, in quella notte, l&#8217;umanità fu accomunata non da una grande tragedia, ma da un grande trionfo.</p>
<p>Una delle eredità di quell&#8217;incredibile missione, e delle altre che seguirono nei mesi successivi, è una sterminata serie di fotografie. Molti di noi hanno visto quelle immagini attraverso copie di copie di copie. Ma grazie a Internet ora potete ammirarle in tutto il loro dettaglio presso l&#8217;<a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.apolloarchive.com/apollo_gallery.html');"  href="http://www.apolloarchive.com/apollo_gallery.html">Apollo Archive</a>, scandite direttamente dalla pellicola originale.</p>
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		<title>La fine della carie ?</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2008/07/24/la-fine-della-carie/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 04:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agora]]></category>

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		<description><![CDATA[I dentisti devono correre ai ripari. Addio trapano: un gruppo di scienziati del Leeds Dental Institute ha scoperto una proteina che permette di riparare i buchi sulla superficie smaltata dei denti in maniera naturale, attirando i minerali che formano lo smalto nello stesso modo in cui il corpo crea i nuovi denti. Secondo gli esperti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dentisti devono correre ai ripari. Addio trapano: un gruppo di scienziati del Leeds Dental Institute ha scoperto una proteina che permette di riparare i buchi sulla superficie smaltata dei denti in maniera naturale, attirando i minerali che formano lo smalto nello stesso modo in cui il corpo crea i nuovi denti. Secondo gli esperti, che hanno inventato anche un potente colluttorio, il nuovo sistema potrebbe essere utilizzabile entro i prossimi cinque anni.</p>
<p>La nuova proteina, riporta il Daily Telegraph, potrebbe essere utilizzata anche per riempire i piccoli buchi sullo smalto dei denti che li rendono sensibili al caldo e al freddo. Per quanto riguarda il colluttorio invece, si tratta di una molecola che viene assorbita dai batteri che causano la placca e che, una volta attivata da una luce potente, li uccide.</p>
<p>Il metodo, chiamato terapia fotodinamica, si basa su alcune tecniche già in uso per curare i malati di cancro ed eà stato sviluppato pensando alle persone disabili che non possono usare un normale spazzolino. Secondo Jennifer Kirkham, direttrice dell’istituto, la terapia potrebbe essere utilizzata anche per combattere i problemi alle gengive.</p>
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	<item>
		<title>Blogbar 2.0 preview</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 04:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blogbar]]></category>

		<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Blogbar 2.0 prevede un programma di massima di 7 appuntamenti di base nei mesi di ottobre, novembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio più eventuali appuntamenti spot legati a eventi o persone di passaggio.
Blogbar 2.0 sarà costituito da 4 Blobgbar Classic con conferenze monotematiche con esperti in sala ed eventuali connessioni esterne in videoconferenza via skype.
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right" src="http://agora.torinovalley.com/blogbar/files/2008/07/blogbar_crop.png" alt="" width="230" height="99" />Blogbar 2.0 prevede un programma di massima di 7 appuntamenti di base nei mesi di ottobre, novembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio più eventuali appuntamenti spot legati a eventi o persone di passaggio.</p>
<p>Blogbar 2.0 sarà costituito da 4 Blobgbar Classic con conferenze monotematiche con esperti in sala ed eventuali connessioni esterne in videoconferenza via skype.</p>
<p>A questi si aggiungeranno 3 appuntamenti di Blogbar bricolage, incontri del sabato mattino dedicati  a temi pratici del tipo fai da te con l’elettronica digitale, in cui esperti guideranno all’uso delle tecnologie i neoifiti.<br />
Tanto per capirsi una cosa simile simile ai <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/isabatidiblumouse.simplicissimus.it/');"  href="http://isabatidiblumouse.simplicissimus.it/">sabati di blumouse</a>.</p>
<p>Ovviamente tutti gli evneti di Blogbar si svolgeranno <a href="http://agora.torinovalley.com/blogbar/fnac-torino/">alla Fnac di Torino in  via Roma 52</a></p>
<p>Tutte le puntate saranno riprese da <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.youtube.com/user/TorinoTV');"  href="http://it.youtube.com/user/TorinoTV">TorinoTV </a>per poi essere messe a disposizione on-line.</p>
<p>E per la serie non ci facciamo mancare nulla c’è anche il <a href="../">blog</a></p>
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	<item>
		<title>the end</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/divagatoriscientifici/2008/07/22/the-end/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 13:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>divagatoriscientifici</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[divulgazione]]></category>

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		<description><![CDATA[ESOF è finito. Siamo appena stati alla cerimonia del passaggio di consegne tra Barcellona e Torino. È tempo di smantellare gli stand e di rilfettere su quel che è stato e su quel che sarà.
L&#8217;Oca Sapiens ci dice che siamo stati critici. È vero, lo siamo stati e lo siamo ancora. Ci viene da cheiderci per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="photo_container pc_s"><a class="image_link" title="non ce la facciamo piu'.." href="http://agora.torinovalley.com/photos/llctorino/2690116326/in/set-72157606314503689/"></a></span><span class="photo_container pc_s"><img class="alignleft pc_img" style="float: left;margin: 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3233/2690116326_4c6eb9b790_s.jpg" alt="non ce la facciamo piu'.." width="75" height="75" /></span>ESOF è finito. Siamo appena stati alla cerimonia del passaggio di consegne tra Barcellona e Torino. È tempo di smantellare gli stand e di rilfettere su quel che è stato e su quel che sarà.</p>
<p>L&#8217;<a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it/2008/07/18/politica/#comment-62841');" title="oca sapiens"  href="http://ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it/2008/07/18/politica/#comment-62841" target="_blank">Oca Sapiens</a> ci dice che siamo stati critici. È vero, lo siamo stati e lo siamo ancora. Ci viene da cheiderci per chi si faccia questo genere di manifestazioni. Sono una vetrina per università, centri di ricerca e industrie? Sono congressi scientifici multitematici? Sono manifestazioni di divulgazione?</p>
<p>Da lavoratori, l&#8217;impressione è che fosse un mescolone di tutto questo, senza però che ci fossero punte di eccellenza. Come dice <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/blog.formicablu.it/archives/184');" title="formicablog"  href="http://blog.formicablu.it/archives/184" target="_blank">Bos</a>, il programma scientifico non era tutta &#8217;sta meraviglia e dal punto di vista della divulgazione possiam dire che i venti/trenta bambini al giorno che passavano siam riusciti a conquistarli. E, come noi, tanti colleghi, dagli amici torinesi della caccia al tesoro a quelli del divertisuolo. Ma non è quello che ci si aspetta da una manifestazione del genere.</p>
<p>Sia chiaro, non siamo scontenti di essere venuti qui. Abbiamo fatto il nostro lavoro bene, quei pochi bambini che c&#8217;erano si sono divertiti, abbiamo avuto modo di rivedere vecchi amici e colleghi, di conoscere personaggi matti al punto giusto e di metter su nuove collaborazioni. E tutto questo in una città bellissima e con qualche ora al giorno a disposizione per fare i turisti. Ce ne fossero di lavori così&#8230; però un po&#8217; di amarezza rimane.</p>
<p>Adesso bisogna organizzare (bene) il prossimo, ma prima qualche giorno di vacanza.</p>
<p>Al ritorno caricheremo tutte le <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.flickr.com/photos/llctorino/sets/72157606314503689/');" title="foto llc"  href="http://www.flickr.com/photos/llctorino/sets/72157606314503689/" target="_blank">foto </a>e metteremo a posto il blog.</p>
<p>¡Adios!</p>
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	<item>
		<title>O ti licenzi, o salti l’esame</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/homosapiens/2008/07/22/o-ti-licenzi-o-salti-l%e2%80%99esame/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 06:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[homo sapiens]]></category>

		<category><![CDATA[retroscena]]></category>

		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Giulia vola su La Stampa
Problema numero uno: studiare e dare gli esami; problema numero due: lavorare e mantenersi; problema numero tre: al Politecnico di Torino studiare e lavorare «sono quasi completamente incompatibili». O almeno questo pensa un professore e questo ha scritto il Garante per gli studenti a Eleonora Ferrarese, 24 anni, universitaria e lavoratrice, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giulia vola su La Stampa</p>
<p>Problema numero uno: studiare e dare gli esami; problema numero due: lavorare e mantenersi; problema numero tre: al Politecnico di Torino studiare e lavorare «sono quasi completamente incompatibili». O almeno questo pensa un professore e questo ha scritto il Garante per gli studenti a Eleonora Ferrarese, 24 anni, universitaria e lavoratrice, al terzo anno di Ingegneria delle Telecomunicazioni. Risultato: «Signorina, è inutile che si presenti all’appello, sprecherebbe solo del tempo». Parola di accademico. Guida dello Studente alla mano, la frequenza sarebbe obbligatoria, con le modalità concordate tra studente e professore. Il fatto è che Eleonora ha già dato 36 esami, gliene mancano quattro e ha già pronto il titolo della tesi.</p>
<p>L’odissea inizia il primo aprile e assomiglia a un «pesce». Quattro mesi dopo lo scherzo non è finito, gli appelli quasi. «Il punto è - spiega -, che il professore non ha voluto darmi il materiale per studiare». Prende fiato, ordina i pensieri, riparte: «Lavoro a tempo pieno, spesso fuori città, non posso seguire le lezioni. Quindi gli ho scritto una e-mail prima che iniziasse il suo corso chiedendogli il programma e se fosse necessario frequentare, come ho sempre fatto. Un mese e mezzo dopo mi ha risposto che avrebbe inserito dei documenti online, ma che le lezioni erano importanti. Come se non lo sapessi, ma io ho bisogno di lavorare». Si ferma, incrocia le braccia, si mordicchia il labbro, è spaventata ma anche stanca. «Mi ha rovinato la vita. Dicevo, ho creduto alla sua buona fede. E ho aspettato».</p>
<p>Nel frattempo ha dato un altro esame e lavorato per l’agenzia di moda che le dà uno stipendio. Il 6 giugno ha fissato un incontro con il professore: «La prima domanda è stata sul mio lavoro e alla mia risposta ha storto il naso. Mi ha detto che visto che non avevo seguito le lezioni, di fatto avevo scelto tra studio e lavoro e non potevo pretendere di sostenere l’esame come i frequentanti. Peccato che la frequenza qui non la attesti nessuno». Non pago, il professore le suggerisce «caldamente» di non presentarsi agli appelli del 30 giugno e del 18 luglio «poiché del tutto inutile, secondo il docente non avrei avuto le basi per sostenerlo». Al primo ha rinunciato, al secondo è andata con tanto di statino in mano: «Se avesse avuto ragione, il Politecnico non me lo avrebbe stampato». Uscita dall’aula credeva di aver messo un punto «e invece il professore mi ha detto che avrei dovuto sostenere anche un orale». Arrivata a casa, stessa solfa: scrive al professore, gli chiede il programma, riceve il silenzio.</p>
<p>Mentre parla sfoglia il dossier che ha preparato, infilando una dopo l’altra le e-mail al Garante degli studenti, al preside di Facoltà e al suo rappresentante legale. Alza lo sguardo, ricomincia: «Non volevo arrivare fin qui, ma non è giusto. Io ho diritto a studiare. E mi viene bene: ho preso 30 di Fisica e 29 di Analisi Matematica».</p>
<p>Il nodo si stringe quando il professore, su «ordine» del Preside, indica a Eleonora una serie di siti per prepararsi: «Peccato che mi abbia segnalato il Centro Nazionale per l’Informatica nella pubblica amministrazione e il Garante per la Privacy, l’universo mondo, milioni di dati, casi specifici. Gli ho chiesto precisazioni ma è stato inutile».</p>
<p>D’altronde si sa, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e i carteggi raccontano il tentativo del Preside di risolvere la questione senza alzare i toni. «Il professore ha sbagliato - dice Claudio Beccari, Garante per gli studenti - ma non credo l’abbia discriminata perché lavoratrice. Piuttosto, essendo un esterno che arriva da Giurisprudenza, non conosce le dinamiche del nostro ateneo, che prevedono una bibliografia chiara e a disposizione degli studenti». Incalzato, Beccari va oltre: «È certo che la ragazza è stata danneggiata. Se il professore continua a rifiutarsi e se il preside riterrà che non è più in grado di soddisfare la qualità della didattica, si farà in modo che non gli venga rinnovato il contratto».</p>
<p>Interpellato, il professore non risponde. Così come il Politecnico, che preferisce non prendere le parti di nessuno prima che l’orale sia concluso. E intanto Eleonora aspetta che qualcuno le stacchi il pesce d’aprile dalla schiena.</p>
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		<title>Dentro a Esof 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 06:04:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<title>Hola, tengo una pregunta un poquito rara…</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 12:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>divagatoriscientifici</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Così è iniziata la nostra avventura a Barcellona, in una rosticceria dalle parti di Montjuic. I mesi di spagnolo sono serviti a qualcosa: sappiamo chiedere al rosticcere se per caso gli avanzano ossa di pollo&#8230; un conto è andare dal girarrosto sotto casa che già sa delle tue attività strambe, ma provate voi ad andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onclick="javascript:urchinTracker ('/downloads/divagatoriscientifici/files/2008/07/p1010035.jpg');"  href="http://agora.torinovalley.com/divagatoriscientifici/files/2008/07/p1010035.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7" style="margin: 10px;float: left" src="http://agora.torinovalley.com/divagatoriscientifici/files/2008/07/p1010035-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Così è iniziata la nostra avventura a Barcellona, in una rosticceria dalle parti di Montjuic. I mesi di spagnolo sono serviti a qualcosa: sappiamo chiedere al rosticcere se per caso gli avanzano ossa di pollo&#8230; un conto è andare dal girarrosto sotto casa che già sa delle tue attività strambe, ma provate voi ad andare in una città che non conoscete e chiedere in una lingua che non conscete una cosa del genere. Riuscirci sono soddisfazioni. Il rosticcere comunque non ha apprezzato più di tanto il gesto e la sua espressione non era poi così diversa dall&#8217;espressione dei tanti commercianti che abbiamo incontrato in queste settimane di preparativi, dal venditore di sabbia a quello di scagliola. &#8220;Huesos del pollo?!? Tienes razon, es muy raro&#8230;&#8221; Ecco, tutto il mondo è paese.</p>
<p>Comunque, Barcellona per il momento è bellissima, mentre ESOF, per il momento, non molto. Il congresso scientifico in sè è bello e interessante, ma ESOF dovrebbe essere anche una manifestazione per il pubblico, mentre qui di pubblico (sempre per il momento) non se ne vede. Forse in Italia siamo abituati troppo bene tra Festival e mostre alla Experimenta. Forse i Barcellonesi preferiscono andare al mare piuttosto che venire a estrarre DNA da ossa di pollo (come non capirli&#8230;). Forse basta essere un minimo pazienti e aspettare che arrivi il weekend.  Per il momento però l&#8217;idea è che non abbiano fatto molta pubblicità tra la popolazione e che si siano concentrati di più sulla parte scientifica. Che è un po&#8217; un peccato.</p>
<p>Tra un po&#8217; inizia il nostro primo laboratorio completo. A presto per gli aggiornament e le foto (in quella postata qui ci potete vedere in uno dei nostri soliti attacchi di art attack).</p>
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		<title>partecipazione</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 07:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>divagatoriscientifici</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una divagazione prima di partire.
L&#8217;altra sera il quartiere di San Salvario a Torino è stato chiuso al traffico in occasione dell&#8217;inaugurazione di un progetto di architettura partecipata. Cosa c&#8217;entri questo con la scienza lo  scoprirete arrivando al fondo di questo post (altrimenti che divagazione sarebbe?).
Fino a qualche anno fa San Salvario era un posto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una divagazione prima di partire.<br />
L&#8217;altra sera il quartiere di San Salvario a Torino è stato chiuso al traffico in occasione dell&#8217;inaugurazione di un progetto di architettura partecipata. Cosa c&#8217;entri questo con la scienza lo  scoprirete arrivando al fondo di questo post (altrimenti che divagazione sarebbe?).<br />
Fino a qualche anno fa San Salvario era un posto da frequentare il meno possibile. Nonostante fosse a cinque minuti dal centro e dal parco del Valentino, nonostante ci fossero palazzi molto belli e &#8220;signorili&#8221;, la gente aveva paura a rientrare a casa la sera. Troppa criminalità.<br />
Poi sono iniziati a spuntare i primi locali, poi altri e altri ancora e da qualche tempo il quartiere è più vivo che mai. Un bell&#8217;esempio di &#8220;riqualificazione&#8221;, senza nemmeno il bisogno dell&#8217;esercito.<br />
Ora, questa cosa ha le sue controindicazioni, perchè d&#8217;estate i locali mettono i dehors e i ragazzi ci si piazzano fino a notte fonda, parlando, ridendo e facendo tutto quello che fanno normalmente i ragazzi nei dehors. Gl abitanti dei palazzi sopra i dehors hanno iniziato a lamentarsi con i commercianti e i commercianti hanno iniziato a lamentarsi delle lamentele. In una situazione normale tutto sarebbe finito a secchiate d&#8217;acqua e sgomberi delle forze dell&#8217;ordine, ma c&#8217;è chi ha pensato che questa situazione potesse diventare un laboratorio di partecipazione. Si sono detti &#8220;perchè non proviamo a trovare tutti assieme una soluzione?&#8221; In fondo i locali e i ragazzi nei dehors servono al quartiere, un po&#8217; perchè fanno la gioia dei commercianti, un po&#8217; perchè se il quartiere si riqualifica le case acquistano valore e un po&#8217; perchè così si può tornare a casa la sera senza la paura di essere accoltellati.<br />
E allora, <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.avventuraurbana.it/');" title="avventura urbana"  href="http://www.avventuraurbana.it/" target="_blank">un gruppo di giovani architetti </a>è stato chiamato per gestire la cosa. Nel corso dell&#8217;ultimo anno si sono svolte diverse assemblee pubbliche al teatro Baretti durante le quali sia gli abitanti dei palazzi, sia i commercianti, sia i ragazzi dei dehors hanno detto la loro. Gli architetti hanno ascoltato e proposto progetti che sono stati valutati, scelti e alla fine realizzati.<br />
L&#8217;altra sera al Biberon di San Salvario, sotto casa mia (bea), si è svolta l&#8217;inaugurazione del primo dehors dotato di &#8220;Lampada Ssst&#8221; e &#8220;Trappola per suoni&#8221;, la strada era chiusa al traffico e ad applaudire e provare queste nuove strutture c&#8217;erano tutti i partecipanti al progetto, ragazzi dei dehors, commercianti e abitanti dei palazzi.<br />
Tutti i soggetti coinvolti si sono confrontati, sono scesi a compromessi e alla fine hanno collaborato per realizzare una cosa comune. I ragazzi dei dehors potevano anche solo limitarsi a ribadire il loro diritto al divertimento, gli abitanti dei palazzi potevano limitarsi alle secchiate d&#8217;acqua o alle petizioni, i commercianti potevano chiamare degli architetti e commissionare un lavoro e gli architetti potevano fare il lavoro senza accettare suggerimenti. E invece hanno discusso e lavorato assieme per un anno intero e adesso si godono la loro invenzione tutti assieme.<br />
Bene, quando i <a title="blog Bucchi" href="massimianobucchi.nova100.ilsole24ore.com/">sociologi</a> parlano di scienza partecipata credo che intendano qualcosa del genere. Non è molto difficile, basta sostituire i commercianti con lo stato, i ragazzi dei dehors con gli scienziati, gli abitanti dei palazzi con i cittadini e gli architetti con i comunicatori della scienza. Si potrà fare?<br />
Al ritorno ci si vede al Biberon per un aperitivo e intanto visitate la <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.avventuraurbana.it/scheda/227');" title="progetto avventura urbana"  href="http://www.avventuraurbana.it/scheda/227">pagina del progetto</a>.<a title="avventura urbana" href="http://www.avventuraurbana.it/scheda/227" target="_blank"><br />
</a></p>
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		<title>I divagatori scientifici</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 05:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Fai da te]]></category>

		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo blog di Agora Torino Valley: il primo post

Eccoci qui, dopo tre mesi di corso intensivo di spagnolo, serate passate a guardare i film di Almodòvar mangiando tapas e bevendo sangria, pomeriggi passati a guardare El Parque Jurasico (mangiando tapas e bevendo sangria) siam finalmente pronti per partire per Barcellona alla volta dell’ESOF (e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <a href="http://agora.torinovalley.com/divagatoriscientifici/">nuovo blog</a> di Agora Torino Valley: il <a href="http://agora.torinovalley.com/divagatoriscientifici/2008/07/16/prima_divagazione/">primo post</a></p>
<div class="entry">
<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none;margin: 10px 20px;float: left" src="http://www.scienceinpublic.com/scienceinmelbourne2007/images/Sponsor_logos/ESOF%20logo%20%5Bweb%20res%5D.bmp" alt="logo esof" width="98" height="128" />Eccoci qui, dopo tre mesi di corso intensivo di spagnolo, serate passate a guardare i film di Almodòvar mangiando tapas e bevendo sangria, pomeriggi passati a guardare El Parque Jurasico (mangiando tapas e bevendo sangria) siam finalmente pronti per partire per Barcellona alla volta dell’<a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.esof2008.org/');" title="ESOF"  href="http://www.esof2008.org/" target="_blank">ESOF</a> (e delle tapas e della sangria…). Forse lo spagnolo l’abbiamo imparato poco, ma facciamo un’ottimo gazpacho. Abbiamo capito che le “s” al fondo si mettono sempre solo nei plurali, che “olè” non va detto cosi’ spesso come ci immaginavamo e che tra gli aves e gli aviones c’è una bella differenza, soprattuto se si parla di evoluzione. E, ovviamente, <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.llctorino.it/');" title="llc"  href="http://www.llctorino.it/" target="_blank">noi</a> parleremo (poco) e giocheremo (tanto) con i bambini barcellonesi di evoluzione, usando un approccio molecolare… bella sfida.</p>
<p>L’ESOF è una manifestazione europea arrivata alla sua terza edizione nella quale si parla di scienza, comunicazione della scienza, percezione della scienza, scienza e società, e vedremo cos’altro. La prossima edizione si terrà a <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.esof2010.org/');" title="esof2010"  href="http://www.esof2010.org/" target="_blank">Torino</a> nel 2010 e per la gioia di Iberia, la delegazione torinese a Barcellona sarà abbastanza folta, Chiampa in testa.</p>
<p>Per rendervi partecipi delle nostre avventure in terra catalana abbiamo ideato qualche stratagemma ultratecnologico: su <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.flickr.com/llctorino');" title="LLC su flickr"  href="http://www.flickr.com/llctorino" target="_blank">Flickr</a> caricheremo le foto e in questo blog  racconteremo di quel che vediamo e sentiamo.</p>
<p>Abbonatevi al feed rss o venite a visitarci spesso, tra un bicchiere e l’altro scriveremo di noi e degli altri.</p>
</div>
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	<item>
		<title>prima divagazione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 09:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>divagatoriscientifici</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[divulgazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci qui, dopo tre mesi di corso intensivo di spagnolo, serate passate a guardare i film di Almodòvar mangiando tapas e bevendo sangria, pomeriggi passati a guardare El Parque Jurasico (mangiando tapas e bevendo sangria) siam finalmente pronti per partire per Barcellona alla volta dell&#8217;ESOF (e delle tapas e della sangria&#8230;). Forse lo spagnolo l&#8217;abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none;margin: 10px 20px;float: left" src="http://www.scienceinpublic.com/scienceinmelbourne2007/images/Sponsor_logos/ESOF%20logo%20%5Bweb%20res%5D.bmp" alt="logo esof" width="98" height="128" />Eccoci qui, dopo tre mesi di corso intensivo di spagnolo, serate passate a guardare i film di Almodòvar mangiando tapas e bevendo sangria, pomeriggi passati a guardare El Parque Jurasico (mangiando tapas e bevendo sangria) siam finalmente pronti per partire per Barcellona alla volta dell&#8217;<a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.esof2008.org');" title="ESOF"  href="http://www.esof2008.org" target="_blank">ESOF</a> (e delle tapas e della sangria&#8230;). Forse lo spagnolo l&#8217;abbiamo imparato poco, ma facciamo un&#8217;ottimo gazpacho. Abbiamo capito che le &#8220;s&#8221; al fondo si mettono sempre solo nei plurali, che &#8220;olè&#8221; non va detto cosi&#8217; spesso come ci immaginavamo e che tra gli aves e gli aviones c&#8217;è una bella differenza, soprattuto se si parla di evoluzione. E, ovviamente, <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.llctorino.it');" title="llc"  href="http://www.llctorino.it" target="_blank">noi</a> parleremo (poco) e giocheremo (tanto) con i bambini barcellonesi di evoluzione, usando un approccio molecolare&#8230; bella sfida.</p>
<p>L&#8217;ESOF è una manifestazione europea arrivata alla sua terza edizione nella quale si parla di scienza, comunicazione della scienza, percezione della scienza, scienza e società, e vedremo cos&#8217;altro. La prossima edizione si terrà a <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.esof2010.org/');" title="esof2010"  href="http://www.esof2010.org/" target="_blank">Torino</a> nel 2010 e per la gioia di Iberia, la delegazione torinese a Barcellona sarà abbastanza folta, Chiampa in testa.</p>
<p>Per rendervi partecipi delle nostre avventure in terra catalana abbiamo ideato qualche stratagemma ultratecnologico: su <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.flickr.com/llctorino');" title="LLC su flickr"  href="http://www.flickr.com/llctorino" target="_blank">Flickr</a> caricheremo le foto e in questo blog  racconteremo di quel che vediamo e sentiamo.</p>
<p>Abbonatevi al feed rss o venite a visitarci spesso, tra un bicchiere e l&#8217;altro scriveremo di noi e degli altri.</p>
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		<title>Uomini e donne</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 05:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[discussioni]]></category>

		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Galileo
Anche in Finlandia, terra delle pari opportunità, il paese dove al vertice della piramide istituzionale c&#8217;è una presidentessa della Repubblica, Tarja Halonen, ebbene anche lì le donne non se la passano poi così bene, soprattutto quelle che lavorano. Se è vero, come dimostra una tesi di Sami Napari, della Helsinki School of Economics, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.galileonet.it/il-punto/10301/una-sfida-persa-in-partenza');"  href="http://www.galileonet.it/il-punto/10301/una-sfida-persa-in-partenza">Galileo</a></p>
<blockquote><p>Anche in Finlandia, terra delle pari opportunità, il paese dove al vertice della piramide istituzionale c&#8217;è una presidentessa della Repubblica, Tarja Halonen, ebbene anche lì le donne non se la passano poi così bene, soprattutto quelle che lavorano. Se è vero, come dimostra una tesi di <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.hse.fi/EN/news/research/diss_napari.htm');"  href="http://www.hse.fi/EN/news/research/diss_napari.htm" target="_blank">Sami Napari</a>, della <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.hse.fi/EN/frontpage');"  href="http://www.hse.fi/EN/frontpage" target="_blank">Helsinki School of Economics</a>, che anche nel paese scandinavo le retribuzioni nel settore privato non sono affatto equivalenti tra i due sessi. E, com&#8217;è facile indovinare, quelle più basse non sono quelle dei maschi.</p>
<p>Napari ha studiato le differenze tra i salari di uomini e donne nel settore privato tra il 1995 e il 2004, basandosi su dati ottenuti dall&#8217;Istituto nazionale di Statistica finlandese e la Confindustria locale. Scoprendo che all&#8217;origine del “gender gap” ci sono soprattutto i primi dieci anni di carriera. In questo periodo, il divario tra lo stipendio di un uomo e quello di una donna può persino raddoppiare, per poi mantenersi costante negli anni successivi. A fare la differenza sono soprattutto tre fattori. In primo luogo, spiega Napari, la maggiore disponibilità dei maschi a cambiare lavoro, per raggiungere obiettivi più appetibili e affrontare sfide più stimolanti: il passaggio da un&#8217;azienda a un&#8217;altra porta quasi sempre a un miglioramento della condizione economica. In secondo luogo, l&#8217;arrivo dei figli, che comporta inevitabilmente un arresto nella carriera femminile – e dunque nella progressione salariale – mentre non sembra avere alcun effetto sul percorso lavorativo dei maschi. Terzo fattore, forse il più preoccupante, è quello che riguarda il grado di formazione. Secondo Napari, il gap di genere tra le retribuzioni è dovuto anche alle differenze nelle scelte educative tra i due sessi. I lavoratori con un grado di istruzione più basso hanno in genere una retribuzione del 30 per cento inferiore rispetto ai colleghi più istruiti. E nel primo gruppo la percentuale di donne è maggiore.</p></blockquote>
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	<item>
		<title>RE: Previsioni</title>
		<link>http://feeds.feedburner.com/~r/torinovalley/agoranetwork/~3/335578126/</link>
		<comments>http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/07/15/re-previsioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 00:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo post l&#8217;astrofisico e cosmologo Amedeo Balbi sostiene che la metodologia di scienze sociali come economia, storia e sociologia sia alla stessa stregua della psicostoria di Isaac Asimov, la quale si baserebbe sensibilmente sulla Teoria dei Giochi. Non conosco bene la Teoria dei Giochi, ma posso assicurare che essa non è l&#8217;unico riferimento metodologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.keplero.org/2008/07/previsioni.html');"  href="http://www.keplero.org/2008/07/previsioni.html" target="_blank">post</a> l&#8217;astrofisico e cosmologo Amedeo Balbi sostiene che la metodologia di scienze sociali come economia, storia e sociologia sia alla stessa stregua della <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Psicostoria');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicostoria" target="_blank"><strong>psicostoria</strong></a> di <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov">Isaac Asimov</a>, la quale si baserebbe sensibilmente sulla <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_giochi');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_giochi">Teoria dei Giochi</a>. Non conosco bene la Teoria dei Giochi, ma posso assicurare che essa non è l&#8217;unico riferimento metodologico delle scienze sociali. Nel piano di studi sociologico ad esempio è previsto un comune (a tutte le facoltà) esame di statistica prevedente lo studio dei classici <strong><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Indicatore_statistico');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indicatore_statistico" target="_blank">indici statistici</a></strong>:</p>
<dl>
<dt><strong><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_posizione');" title="Indice di posizione"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_posizione">indice di posizione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dd><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Media_%28statistica%29');" title="Media (statistica)"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Media_%28statistica%29"></a></dd>
<dt><strong><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_dispersione');" title="Indice di dispersione"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_dispersione">indice di dispersione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dd><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Varianza');" title="Varianza"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Varianza"></a></dd>
<dt><strong><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_concentrazione');" title="Indice di concentrazione"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_concentrazione">indice di concentrazione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dd><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_concentrazione_di_Gini');" title="Indice di concentrazione di Gini"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_concentrazione_di_Gini"></a></dd>
<dt><strong><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_correlazione');" class="mw-redirect" title="Indice di correlazione"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_correlazione">indice di correlazione</a></strong></dt>
<dt> </dt>
<dt> </dt>
<dt>oltre che di elementi del <strong><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Campionamento_statistico');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campionamento_statistico" target="_blank">campionamento statistico</a></strong>, e della <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Statistica_multivariata');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statistica_multivariata" target="_blank"><strong>statistica multivariata</strong></a>. Il software più comunemete usato è lo <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/SPSS');"  href="http://en.wikipedia.org/wiki/SPSS" target="_blank"><strong>SPSS</strong></a>.</dt>
<dt> </dt>
<dt>Sicuramente sussiste il problema del legame empirico tra le variabili costruite e le grandezze reali, così come della rigorosa misurazione di quest&#8217;ultime, problema questo però comune a tutte le scienze, così come quello del rischio di incappare in <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Correlazione_spuria');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Correlazione_spuria" target="_blank">correlazioni spurie</a>, ma questo rientra nella normale procedura di interpretazione del ricercatore e quindi dipende molto dalle capacità individuali, competenze e conoscenze di quest&#8217;ultimo.</dt>
<dt> </dt>
<dt>Ma d&#8217;altra parte stiamo parlando di previsioni <strong>statistiche </strong>e non <strong>deterministiche</strong>, le scienze sociali non fanno eccezione rispetto alle scienze naturali ed è quindi sottintesa l&#8217;eventualità del popperiano <strong>cigno nero</strong>. Quindi se come è detto nel blog di Balbi<em> &#8220;gli autori di fantascienza, per natura sensibili alle avvisaglie di mutamenti tecnologici, riescono spesso a vedere più lontano di umanisti e filosofi&#8221;</em> penso seguendo una sorta di istinto immaginativo che denota comunque una certa capacità correlativa, a rigor di logica non vedo perchè gli studiosi delle scienze sociali non possano far lo stesso unendo al sopracitato istinto interpretativo una maggiore rigorosità statistica ottenibile grazie agli strumenti di misurazione a disposizione, discutibili certo, ma forse anche migliorabili.</dt>
<dt> </dt>
<dt>Che ne so, le indagini dell&#8217;Istat o di simili istituti non faranno una fotografia del Belpaese, ma in qualche trend previsto possiamo riconoscere di starci dentro. Penso qualcuno ne beccano. </dt>
<dt> </dt>
<dt>Ribadisco sono previsioni <strong>statistiche </strong>e non <strong>deterministiche</strong>, una sorta di bozza di mappe del futuro, nient&#8217;altro. </dt>
<dt> </dt>
<dt>Se poi c&#8217;è qualcuno che ci tiene ad essere chiamato &#8220;futurologo&#8221;, &#8220;guru&#8221; o quant&#8217;altro e dice di prevedere alla virgola il futuro&#8230;il problema è suo&#8230; </dt>
<dt> </dt>
<dt>P. S. Proverò a leggere il libro di Taleb, magari poi cambierò opinione sull&#8217;argomento. </dt>
<dt> </dt>
<dd><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Covarianza');" title="Covarianza"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Covarianza"></a></dd>
</dl>
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	<item>
		<title>Giornalisti e ricercatori per la comunicazione scientifica</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2008/07/10/giornalisti-e-ricercatori-per-la-comunicazione-scientifica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 03:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La scienza moderna corre veloce, migliaia sono le notizie che arrivano ogni giorno sul tavolo del redattore. È importante quindi accertarne la qualità per poi divulgarle correttamente. Un lavoro questo che non può essere fatto senza una concreta collaborazione fra le parti in causa, ricercatori e giornalisti.
Comunicare la scienza è un dovere sociale prima ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scienza moderna corre veloce, migliaia sono le notizie che arrivano ogni giorno sul tavolo del redattore. È importante quindi accertarne la qualità per poi divulgarle correttamente. Un lavoro questo che non può essere fatto senza una concreta collaborazione fra le parti in causa, ricercatori e giornalisti.<br />
Comunicare la scienza è un dovere sociale prima ancora che professionale, che impegna lo scienziato e chi fa da tramite con la pubblica opinione, il giornalista appunto, che deve raccontarla in modo efficace, ma anche rispettoso della verità, sebbene complessa. </p>
<p>Per confrontarsi su questo tema, si sono incontrati nel workshop organizzato dalla Fondazione Giovanni Armenise-Harvard in collaborazione con l’UGIS, Unione Giornalisti Italiani Scientifici. presso il Centro Congressi del CNR di Milano, giovani giornalisti  e giovani ricercatori.</p>
<p>Al workshop, moderato da Paola De Paoli, presidente dell’UGIS, Amanda J, Pullen, Executive Director della Fondazione Giovanni Armenise-Harvard, e Robert H. Neal, interim Associate Dean of Public Affairs, Harvard Medical School sono intervenuti Peter M. Howley, direttore del Centro Armenise-Harvard di Biologia del Cancro e del Dipartimento di Patologia della Harvard Medical School, Marco Cattaneo, direttore responsabile di Le Scienze, Lara Ricci, senior editor di La Domenica del Sole24Ore.</p>
<p>E’ emerso che gli editori sono in genere restii a dare ampio spazio alla scienza sottraendo spazio all’informazione che ha maggiore audience. Inoltre i giornalisti sono più preparati a riportare notizie sulle terapie che sulla ricerca di base, quest’ultima ancora troppo lontana dal largo pubblico.<br />
Eppure i ricercatori hanno bisogno di essere supportati dai media, per influenzare la politica e per trovare ulteriori finanziamenti.</p>
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		<title>Buone Vacanze</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blogbar/2008/07/08/hello-world/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 06:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blogbar]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci vediamo quest&#8217;autunno per Blogbar 2.0
none]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3 alignright" style="float: right" src="http://agora.torinovalley.com/blogbar/files/2008/07/blogbar_crop.png" alt="" width="230" height="99" />Ci vediamo quest&#8217;autunno per <a href="http://agora.torinovalley.com/blogbar">Blogbar 2.0</a></p>
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	<item>
		<title>La classe dirigente in crisi</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/homosapiens/2008/07/05/la-classe-dirigente-in-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 06:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[homo sapiens]]></category>

		<category><![CDATA[leader]]></category>

		<category><![CDATA[retroscena]]></category>

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		<description><![CDATA[Luigi La Spina sulla Stampa
Quando la festa finisce, soprattutto se è stata una bella festa, c’è sempre un po’ di malinconia. Il convegno mondiale degli architetti che si è chiuso ieri è stato davvero un successo. Novemila professionisti hanno visto e celebrato la grande trasformazione della nostra città e riporteranno nei loro paesi il racconto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luigi La Spina sulla Stampa</p>
<blockquote><p>Quando la festa finisce, soprattutto se è stata una bella festa, c’è sempre un po’ di malinconia. Il convegno mondiale degli architetti che si è chiuso ieri è stato davvero un successo. Novemila professionisti hanno visto e celebrato la grande trasformazione della nostra città e riporteranno nei loro paesi il racconto di questa straordinaria esperienza. Accanto a tale sentimento, però, se ne avverte un altro, meno confortante; anzi, un vero segnale di allarme. Sembra in pericolo, infatti, una delle condizioni che ha permesso proprio quel positivo cambiamento che gli architetti di tutto mondo hanno così apprezzato: la sostanziale coesione e unità della classe dirigente. La mancanza di un traguardo esaltante come poteva essere quello delle Olimpiadi, ma soprattutto la diffusa e pesante riduzione delle risorse economiche stanno producendo un grave scollamento. Politica, economia e società civile comunicano a fatica. Da mesi, un muro di gelo divide Chiamparino e la Bresso da molti esponenti del loro partito.</p>
<p>La vicenda delle nomine alla Compagnia di San Paolo ha lasciato una scia di molteplici e intrecciati risentimenti dentro la maggioranza, ma anche nei rapporti con l’opposizione che, giustamente, lamenta una emarginazione nelle scelte. E’ partito un carosello di lamentele e rimbrotti tra assessori per la spartizione degli esigui finanziamenti quest’anno a disposizione. Nelle rappresentanze delle forze economiche si sono manifestate evidenti gelosie categoriali, con artigiani e commercianti che hanno ripreso l’antico ritornello contro lo strapotere, in città, degli industriali. In maniera trasversale, corre, infine, una polemica sul rinnovamento della classe dirigente cittadina che, restando sempre sulle generali e non precisando mai nomi e cognomi, non individuando mai le presunte responsabilità per il fenomeno, sembra più l’alibi di pretendenti delusi e magari immeritevoli che la denuncia di straordinari talenti misconosciuti.</p>
<p>Ci vuole poco a far ricredere, oltre che gli architetti del mondo, anche i torinesi e i cittadini italiani sul “miracolo” di Torino. La percezione del successo si costruisce con molta più fatica di quanto tempo ci voglia per distruggerla. Come dimostra anche l’ultimo grido d’allarme, quello dei responsabili della “Film commission”, l’emergenza sulle ristrettezze finanziarie costituisce un gravissimo pericolo per il futuro della nostra città. Guai se a questo rischio si dovesse aggiungere la miope tentazione di un “si salvi chi può”, a base di accuse a raffica in tutte le direzioni. Forse sarebbe il caso che il sindaco Chiamparino riprendesse in mano l’idea di quegli “stati generali” che ha rinviato a causa delle elezioni. Un invito alla responsabilità collettiva e individuale, in questo momento a Torino, sarebbe necessario. Perchè, ancora una volta, la nostra città ha bisogno di scossa.</p></blockquote>
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	<item>
		<title>No ai docenti “accellerati”</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/homosapiens/2008/06/27/no-ai-docenti-accellerati/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 21:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>homosapiens</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[homo sapiens]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovanna Favro su lastampa.it
Un abuso». «Un’e-normità». «Un insulto». All’Università degli studi di Torino c’è una feroce levata di scudi contro la decisione della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali di chiamare in cattedra «per chiara fama» il guru di Slow Food, Carlin Petrini.
Pochi giorni fa i docenti hanno attivato la procedura che gli consentirebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200806articoli/7445girata.asp');"  href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200806articoli/7445girata.asp">Giovanna Favro su lastampa.it</a></p>
<p><span class="articoloGIRATA">Un abuso». «Un’e-normità». «Un insulto». All’Università degli studi di Torino c’è una feroce levata di scudi contro la decisione della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali di chiamare in cattedra «per chiara fama» il guru di Slow Food, Carlin Petrini.</p>
<p>Pochi giorni fa i docenti hanno attivato la procedura che gli consentirebbe di evitare anni di concorsi, e di essere subito incoronato professore ordinario: il più alto grado degli universitari. Insegnerà «sociologia dell’ambiente e del territorio». La procedura è eccezionale, occorreranno anche i sì di Senato Accademico, Cun e ministero. Ma già al primo gradino dell’iter è scoppiata la guerra. Tra gli umanisti s’è levato un coro di voci indignate. Uno dei cattedratici più noti della facoltà di Lettere, Giuseppe Ricuperati, ha scritto una lettera durissima, che ha fatto il giro dell’ateneo.</p>
<p>Riconosce «al signor Carlo Petrini d’aver fondato un’iniziativa meritoria sul piano nazionale e internazionale». Però «non ha niente a che fare con la sociologia». Parla di «abuso del meccanismo della chiara fama, nato per riportare in Italia grandi studiosi e usato in modo disinvolto e sconcertante». Una prassi «più grave dell’abuso di lauree ad honorem», compiuta «nel più profondo disprezzo della verifica delle competenze».</p>
<p><strong>Levata di scudi</strong><br />
Immediate le adesioni di molti colleghi, dal geografo Paola Sereno al semiologo Ugo Volli, con una forte reazione soprattutto dei sociologi.<br />
Il direttore del dipartimento di Scienze sociali Adriana Luciano parla di «troppi atenei che si fanno belli con le penne di pavone altrui: credono, chiamando persone famose in cattedra o attribuendo loro lauree ad honorem, di avere e di dare lustro e lustrini, mentre si sviliscono, se non pongono in cima alle priorità le competenze». Si associano a Ricuperati anche Arnaldo Bagnasco e Sergio Scamuzzi, per il quale «le cattedre comportano responsabilità didattiche e scientifiche: al più, si dia una laurea ad honorem».</p>
<p>Chiara Saraceno parla di un «fortissimo sgarbo istituzionale». Insiste: «Ai concorsi Petrini esaminerà i sociologi, anche se di sociologia non sa nulla. Come si permettono, i colleghi di Scienze, di far diventare qualcuno sociologo? Noi attribuiamo forse il titolo di fisico?» «La sociologia è una scienza - chiosa Franco Garelli - sono perplesso».<br />
</span></p>
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	<item>
		<title>Per salvare il Progetto Atlantide</title>
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		<comments>http://agora.torinovalley.com/blog/2008/06/23/per-salvare-il-progetto-atlantide/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 12:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Galileo
Il tempo sta per scadere. Anzi: è praticamente terminato. Se entro la fine di giugno il governo non metterà mano al portafoglio stanziando fondi per il Programma Nazionale di Ricerca in Antartide, il consorzio (formato da Cnr, Enea, Ingv e Ogs) che ne garantisce l&#8217;attuazione sarà costretto a chiudere. Il suo statuto prevede infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.galileonet.it/primo-piano/10201/gli-ultimi-giorni-del-pnra');"  href="http://www.galileonet.it/primo-piano/10201/gli-ultimi-giorni-del-pnra">Galileo</a></p>
<p>Il tempo sta per scadere. Anzi: è praticamente terminato. Se entro la fine di giugno il governo non metterà mano al portafoglio stanziando fondi per il <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.pnra.it/');"  href="http://www.pnra.it/" target="_blank">Programma Nazionale di Ricerca in Antartide</a>, il consorzio (formato da <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.cnr.it/');"  href="http://www.cnr.it/" target="_blank">Cnr</a>, <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.enea.it/');"  href="http://www.enea.it/" target="_blank">Enea</a>, <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.ingv.it/');"  href="http://www.ingv.it/" target="_blank">Ingv</a> e <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.ogs.trieste.it/Show/ShowUniversity/DataUniversity.aspx?IdLanguage=1');"  href="http://www.ogs.trieste.it/Show/ShowUniversity/DataUniversity.aspx?IdLanguage=1" target="_blank">Ogs</a>) che ne garantisce l&#8217;attuazione sarà costretto a chiudere. Il suo statuto prevede infatti che se entro il 30 giugno non vengono erogati dei fondi, i partecipanti sono chiamati a scioglierlo.</p>
<p>Con conseguenze gravissime. La prima: l&#8217;Italia getterebbe alle ortiche 500 milioni di euro. Tanti sono infatti i soldi che il nostro paese ha stanziato dal 1985 a oggi e cioè da quando è iniziato il Pnra. Che nel corso di questi 23 anni ha messo in evidenza la ricerca italiana, con <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.galileonet.it/search/?qq=pnra&amp;advanced=1');"  href="http://www.galileonet.it/search/?qq=pnra&amp;advanced=1" target="_blank">notevoli scoperte e studi all&#8217;avanguardia</a>. Insieme ai soldi (e quindi alla possibilità di fare ricerca) si butterebbero poi i benefici che hanno ottenuto le nostre aziende dagli studi condotti in Antartide per non parlare dei vantaggi geopolitici e di estrazione mineraria che si ottengono dal mantenimento di un avamposto in un luogo del mondo che (al momento) non appartiene ad alcun paese.</p>
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	<item>
		<title>Istituti di Ricerca Virtuali</title>
		<link>http://feeds.feedburner.com/~r/torinovalley/agoranetwork/~3/314945418/</link>
		<comments>http://agora.torinovalley.com/scienza2punto0/2008/06/18/istituti-di-ricerca-virtuali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 21:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scienza2punto0</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Science 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo interessante post si parla dell&#8217;Istituto Virtuale di Fisica delle Astroparticelle, proposta elaborata qualche mese fa dal cosmologo russo Maxim Yu Khlopov. Qui si puo&#8217; leggere il relativo articolo in inglese, mentre io proverò a tradurne stralci in italiano SOLO PER VOI MIEI CARI AMICI (quei pochi).
Gli studi in Fisica delle Astroparticelle sono attivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo interessante <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/anisotropie.blogspot.com/2008/06/istituti-di-ricerca-virtuali.html');"  href="http://anisotropie.blogspot.com/2008/06/istituti-di-ricerca-virtuali.html" target="_blank">post</a> si parla dell&#8217;<strong>Istituto Virtuale</strong> di Fisica delle Astroparticelle, proposta elaborata qualche mese fa dal cosmologo russo <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.apc.univ-paris7.fr/%7Ekhlopov/');"  href="http://www.apc.univ-paris7.fr/%7Ekhlopov/">Maxim Yu Khlopov</a>. <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/arxiv.org/abs/0801.0376');"  href="http://arxiv.org/abs/0801.0376">Qui</a> si puo&#8217; leggere il relativo articolo in inglese, mentre io proverò a tradurne stralci in italiano SOLO PER VOI MIEI CARI AMICI (quei pochi).</p>
<p><em>Gli studi in Fisica delle Astroparticelle sono attivamente sviluppati in tutto il mondo. E&#8217; chiaro che l&#8217;efficacia del lavoro dipende fortemente dal tasso di scambio delle informazioni e dal coordinamento globale di ques&#8217;attività. Un forum internazionale, sia esso virtuale, che comprenda tutti i gruppi e coordini i loro sforzi darebbe una spinta significativa a questa cooperazione. Questo è particolarmente importante per gruppi scientifici isolati e scienziati che vivono in piccoli stati che possono contribuire molto a questo lavoro [...]</em></p>
<p><em>Gli studi in Fisica delle Astroparticelle collegano astrofisica, cosmologia e fisica delle particelle e coinvolgono centinaia di gruppi scientifici organizzati in network regionali e centri nazionali. [...] L&#8217;analisi teorica di questi risultati avranno un impatto sulla conoscenza fondamentale sia della struttura microscopica del mondo che dell&#8217;Universo e sia riguardo le leggi fisiche fondamental della Natura ancora sconosciute. [...]<br />
</em></p>
<p><em>Un buon esempio di tale tipo di struttura creata nel 2002 è l&#8217;</em><a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/www.ivoa.net/');"  href="http://www.ivoa.net/" target="_blank">International Virtual Observatory</a>. <em>Il quale ha dimostrato l&#8217;efficacia del lavoro e la cooperazione fruttuosa di molte organizzazioni di tutto il mondo. [...]</em></p>
<p><em>Verranno sperimentati</em></p>
<p><em>•</em><em>Seminari virtuali dove i ricercatori potranno partecipare usando software di videoconferenza (adobe, EVO, marratech, ecc.)<br />
• L&#8217;Istituto considererebbe il coinvolgimento di giovani fisici nella sua attività come l&#8217;aspetto più importante del lavoro. Aprirebbe la possibilità per persone giovani di trovare una guida scientifica e anche argomenti di studio con un apposito supervisore.  A questo scopo il sito fornirebbe lezioni virtuali per giovani scienziati di tutto il mondo.<br />
• Spazi collaborativi (ad es. <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Wiki');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki" target="_blank">WIKI</a>) saranno creati dove lo scambio di lavoro su specifici compiti comporteranno il coinvolgimento di più co-autori.<br />
•  Saranno disponibili </em><em>anche </em><em>spazi pubblici</em><em> dove verranno presentati i risultati principali del dominio di competenza.<br />
• Database di <a onclick="javascript:urchinTracker ('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/.ppt');"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/.ppt" target="_blank">presentazioni .ppt</a> delle conferenze più importanti suli vari argomenti affrontati. </em></p>
<p><em>La struttura organizzativa di partenza dell&#8217;Istituto sarebbe minimale. Includerebbe un Direttore Scientifico ed un </em>Technical Manager<em> per l&#8217;amministrazione del web. Il suo contenuo scientifico sarà supervisionato da un Comitato Scientifico Internazionale, e la sua amministrazione da un Consiglio di Amministrazione formato dai finanziatori. Ci saranno Sezioni Scientifiche per ogni settore disciplinare con i propri supervisori e moderatori del corrispondente topic del forum. Ogni Sezione deve avere una lista di insegnanti e supervisori atti all&#8217;insegnamento nell&#8217;istituto Virtuale. [...]</em></p>
<p><em>Il linguaggio di comunicazione sarà l&#8217;inglese</em> <em>ma è scontato che il sito ospiterà altri contenuti multi-lingua (Francese, Italiano, Spagnolo, Tedesco, Russo). [...]</em></p>
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		<title>L’Istituto Nazionale di Neuroscienze a Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:27:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[biologia]]></category>

		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca e la sperimentazione in Italia, nonostante le polemiche inerenti alla “fuga dei cervelli”  all’estero, non conosce tregua e investimenti e risorse continuano ad essere indirizzate in  macchinari e strutture sempre più all’avanguardia. 
L’Istituto Nazionale di Neuroscienze rientra in questa logica e si appresta a diventare vero e
proprio “fiore all’occhiello” per l’innovazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca e la sperimentazione in Italia, nonostante le polemiche inerenti alla “fuga dei cervelli”  all’estero, non conosce tregua e investimenti e risorse continuano ad essere indirizzate in  macchinari e strutture sempre più all’avanguardia. </p>
<p>L’Istituto Nazionale di Neuroscienze rientra in questa logica e si appresta a diventare vero e<br />
proprio “fiore all’occhiello” per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico.  Studiare e capire il cervello umano e le pulsioni che da esso derivano significa costruire  difese e barriere che consentano il miglioramento della vita umana e l’eliminazione di quelle  malattie che colpiscono in particolare le popolazioni più povere. </p>
<p>L’Accademia delle Scienze di Torino, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di  Neuroscienze ed il Politecnico di Torino, organizza la giornata di presentazione dell’Istituto  Nazionale di Neuroscienze. L’ incontro si terrà venerdì 27 giugno 2008 presso la Sala dei  Mappamondi dell’Accademia con inizio dalle ore 10,00. </p>
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