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		<title>Usa: aumentano le vendite al dettaglio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 13:55:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Usa: aumentano le vendite al dettaglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>(ANSA) &#8211; ROMA, 14 OTT &#8211; Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a settembre sono salite dell&#8217;1,1%. Gli economisti avevano puntato su un rialzo dello 0,7%.</strong></em></p>
<p>Anche dagli Stati Uniti arrivano notizie di riprese dell&#8217;economia. Le previsioni degli economisti sono state riviste al rialzo. Come ormai sottolineamo da tempo questa crisi economica sembra che nel mondo finanziario abbia subito già un&#8217;inversione, ma si continua a parlarne in termini disastrosi per non si sa quali motivi.<span id="more-1000"></span></p>
<p>Inoltre il dato in particolare è un importante segno di ripresa dei consumi e di circolazione della moneta. Un aumento di questo genere in questo particolare periodo dell&#8217;anno è particolarmente significativo. Continuiamo a sostenere che dietro parole cosi tragiche di giornali e media in generale ci sia la voglia di condizionare in qualche modo il pensiero della gente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come leggere una barra</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 07:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ora è il momento]]></category>

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		<description><![CDATA[Come leggere una barra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche una singola barra di un grafico può dare innumerevoli ed interessanti indicazioni. Restiamo sempre nel nostro esempio di un grafico con dati giornalieri.</p>
<p>La prima cosa che osserveremo è la lunghezza della barra e confrontarla con le precedenti. Questo tipo di osservazione cida una misura un po approssimativa, ma immediata della volatilità della seduta. Spesso alcuni movimenti sono generati proprio dopo una barra lunga due o tre volte le precedenti.<span id="more-997"></span></p>
<p>Altro aspetto immediato ma importante è il rapporto tra apertura e chiusura. Chiaramente se l&#8217;apertura è al di sopra della chiusura abbiamo assistito ad una seduta negativa, mentre con un&#8217;apertura al di sotto della chiusura la seduta sarà stata positiva.</p>
<p>Ancora più importante è il rapporto tra la chiusura e gli estremi della barra. Una chiusura vicino ai minimi o ai massimi della barra ha un valore molto importante per la &#8216;previsione&#8217; di ciò che succederà nella prossima seduta. Ad esempio una barra con chiusura vicino ai massimi (specie se in un trend ascendente) rappresenta una forza chiara a favore dei compratori e viceversa per una chiusura vicino ai minimi.</p>
<p>Larry Williams, un famoso trader, chiama queste chiusure, &#8216;chiusura forte&#8217; dadndo un parametro ben preciso: una chiusura è forte se è nel 25% superiore (o inferiore) di una barra.</p>
<p>Barre molto particoolari sono quelle in cui l&#8217;apertura e la chiusura sono sullo stesso livello. Mutuando il nome dalle candele giapponesi vengono chiamate barre doji e sono formazioni molto importanti perché rappresentano sedute molto contrastate in cui compratori e venditori si equivalgono.</p>
<p>Nel prossimo articolo approfondiremo i particolari tipi di barre doji e le loro implicazioni.</p>
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		<title>L’antitrust interviene sulle assicurazioni auto</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 12:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[L'antitrust interviene sulle assicurazioni auto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>(ANSA) &#8211; ROMA, 12 OTT &#8211; Tra il 2009 e il 2010 gli aumenti delle polizze Rc auto sono stati &#8221;anche del 25% per un individuo che assicura un&#8217;autovettura e di oltre il 35% nel caso di un motociclo&#8221;. E&#8217; la denuncia del presidente dell&#8217;Antitrust, Antonio Catricala&#8217;, ascoltato in audizione in Commissione Industria del Senato.</strong></em></p>
<p>Pensavamo che l&#8217;antitrust non ci fosse più in Italia ed invece&#8230; Scherzi a parte, riteniamo che sia giusto occuparsi delle assicurazioni che stanno veramente aumentando vertiginosamente, ma, d&#8217;altro canto bisona ammettere che l&#8217;incidenza sui costi assicurativi di coloro che cercano di frodare le compagnie è veramente alta.<span id="more-995"></span></p>
<p>Pensiamo che si dovrebbe cominciare a capire che tutto ciò che è un servizio non può essere utilizzato per sfruttare la situazione e cercare di lucrare, un po più di coscienza civica ci farebbe stare meglio.</p>
<p>Approfittiamo per segnalare che anche ieri il petrolio ha chiuso in calo ed oggi in apertura è ancora col segno negativo, e sui giornali campeggia la notizia di nuovi aumenti dei carburanti. Faremo nei prossimi giorni una petizione per fare intervenire l&#8217;antitrust, ma saremmo molto più felici di un intervento spontaneo di questo organo.</p>
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		</item>
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		<title>Perché il grafico a barre</title>
		<link>http://www.tradingreale.it/ora-e-il-momento/perche-il-grafico-a-barre/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 07:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ora è il momento]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché il grafico a barre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un aspetto molto importante del trading è il modo di visualizzare i dati a disposizione. Il modo più semplice è sicuramente il grafico lineare che si forma tracciando una linea tra tutti i valori di chiusura di un titolo. Questa semplice visualizzazione è di facile consultazione ma ci da poche indicazioni su ciò che è successo.<span id="more-990"></span></p>
<p>Il tipo di visualizzazione che viene utilizzata maggiormente dai trader e, in generale, dagli operatori di borsa è il grafico a barre. Come funziona? Per comodità di esposizione ci riferiremo ad un grafico azionario giornaliero.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tradingreale.it/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-1.png" target="_blank"  rel="lightbox[990]"><img class="aligncenter size-full wp-image-991" style="border: 1px solid black;" title="Schermata-1" src="http://www.tradingreale.it/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-1.png" alt="" width="173" height="266" /></a></p>
<p>Come vediamo ciascuna barra ha una lunghezza diversa, infatti la linea della barra viene tracciata tra i valori massimi e minimi della seduta. Il trattino che si vede alla sinistra della barra corrisponde col valore di apertura della seduta e il trattino a sinistra è il valore di chiusura. Si capisce bene che con un occhio bene allenato si riesce ad avere subito la sensazione di ciò che è successo durante la seduta, e, in particolare, la volatilità (lunghezza della barra), se la seduta è stat positiva o negativa e tante altre cose di cui ci occuperemo in seguito.</p>
<p>Vi sono altri tipi di rappresentazione grafica dei dati di borsa noi, per comodità, ci occupiamo solo delle candele giapponesi. Si tratta di una rappresentazione molto simile a quella a barre con la differenza che lo spazio fra apertura e chiusura (body) è colorato di bianco per le sedute positive e nero per le sedute negative. Come tutto ciò che è legato alla cultura giapponese le candele hanno tuttauna filosofia dietro molto antica (almeno dal 1700) e le figure (pattern) con le candele hanno nomi molto poetici e significativi, ma noi riteniamo che la rappresentazione a candele sia molto più complicata da interpretare immediatamente e risulta molto più confusionaria.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tradingreale.it/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-2.png" target="_blank"  rel="lightbox[990]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-992" style="border: 1px solid black;" title="Schermata-2" src="http://www.tradingreale.it/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-2-204x300.png" alt="" width="204" height="300" /></a></p>
<p>Nel prossimo articolo ci occuperemo di ciò che si può capire da una barra e da un insieme di barre.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
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		<title>Ancora un segno di una crisi che sta recedendo</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora un segno di una crisi che sta recedendo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>(ANSA) &#8211; ROMA, 12 OTT &#8211; Aumento della produzione industriale dell&#8217;1,2% nella zona dell&#8217;euro e dello 0,9% nella Ue-27 in agosto rispetto a luglio, quando era aumentata rispettivamente dell&#8217;1,1% e dello 0,9%. L&#8217;Italia ha registrato uno degli aumenti piu&#8217; significativi tra i paesi della zona dell&#8217;euro, con +4,3%</strong></em></p>
<p>Ancora un segno della crescente crisi! Come spesso ci è capitato di scrivere questa crisi sembra più nelle società di rating e negli articoli dei giornali piuttosto che in ambito finanziario. Come più volte abbiamo scritto una crisi per i normali cittadini è sicuramente in atto, ma a guardare l&#8217;aspetto della finanza non ci sono evidenze che la confermino.<span id="more-988"></span></p>
<p>Le borse sono in recupero gli indicatori cosiddetti macroeconomici sono o stazionari o in recupero. La verità è che il PIL non aumenta perché l&#8217;Italia non è mai stata competitiva se non con l&#8217;aiuto dello stato centrale, sotto forma di sovvenzioni o di svalutazione della lira.</p>
<p>Come nel caso del petrolio si costruiscono dei veri e propri bombardamenti mediatici per portare il mercato nella direzione che più conviene senza che la gente si ribelli.</p>
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		</item>
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		<title>Ci stanno massacrando col prezzo dei carburanti. Promuoviamo una petizione</title>
		<link>http://www.tradingreale.it/attualita/ci-stanno-massacrando-col-prezzo-dei-carburanti-promuoviamo-una-petizione/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 11:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci stanno massacrando col prezzo dei carburanti. Promuoviamo una petizione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>(ANSA) &#8211; ROMA, 12 OTT &#8211; Proseguono i rialzi sulla rete carburanti. Questa mattina, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, IP ha aumentato di 1 cent il prezzo della benzina, mentre Q8 e&#8217; tornata a muoversi con un +0,5 cent sia su verde che su diesel. Il prezzo medio praticato della benzina (servito) va cosi&#8217; oggi dall&#8217;1,622 euro al litro degli impianti Eni all&#8217;1,630 di quelli IP (no-logo su a 1,541). Per il diesel si passa dall&#8217;1,519 euro al litro di Eni e Tamoil all&#8217;1,525 di Q8, (no-logo in salita a 1,411).</strong></em></p>
<p>Dopo che nella settimana scorsa e in quella ancora precedente il prezzo del barile di petrolio era sceso dai 90 $ fino ai 70, il prezzo risale fino agli attuali 84 $. Nelle due settimane precedenti il prezzo al consumo dei carburanti non è sceso minimamente ora non si capisce come si riapplichino aumenti del prezzo della benzina. Tenendo presente che il cambio euro-dollaro rispetto alle due settimane precedenti è diventato maggiormente favorevole.<span id="more-985"></span></p>
<p>Come è possibile che nessuno si occupi di questo scandalo? Cosa possiamo fare noi consumatori per fermare questa vergognosa speculazione? Il prezzo della benzina è almeno 40 cent superiroe a quello che dovrebbe essere. Dov&#8217;è finito l&#8217;antitrust? Dove sono le forze che dovrebbero tutelare i consumatori?</p>
<p>Cerchiamo di reagire nei prossimi giorni promuoveremo una petizione perché venga messo sotto la lende d&#8217;ingrandimento dell&#8217;antitrust il prezzo dei carburanti, aiutateci a non essere pecore!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le aree di congestione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 07:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ora è il momento]]></category>

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		<description><![CDATA[Le aree di congestione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente il trend è il momento più importante da tenere sotto la lente per chi fa trading, ma è altrettanto utile capire le situazioni di &#8216;pausa&#8217; dei mercati. Premettiamo che per la maggior parte del tempo, un mercato, si muove orizzontalmente, che significa che non ha una direzione ben precisa, ma in quel momento si può pensare ad un forte accumulo di energia che porterà ad un movimento, che, a volte, è esplosivo.</p>
<p>Questi particolari momenti tendono a formare sul grafico delle vere e proprie aree di congestione. La letteretura del trading le ha classificate utilizzando svariate definizioni. Nella analisi tecnica classica si parla di rettangoli, cunei e bandiere. Si cercava di riportare particolari andamenti grafici alle figure della geometria euclidea. Il rettangolo è un&#8217;area di congestione omogenea che non ha particolari implicazioni, mentre cunei e bandiere sono legati ad un momento di pausa in cui la volatilità sta aumentando o diminuendo e quindi sono premessa di movimenti esplosivi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tradingreale.it/wp-content/uploads/2011/10/ford.png" target="_blank"  rel="lightbox[980]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-982" style="border: 1px solid black;" title="ford" src="http://www.tradingreale.it/wp-content/uploads/2011/10/ford-300x214.png" alt="" width="300" height="214" /></a><span id="more-980"></span></p>
<p>Nell&#8217;esempio si vede come lo sviluppo dell&#8217;uptrend passi attraverso fasi successive di congestione, e come il breakout faccia segnare forti aumenti della volatilità</p>
<p>Tutti i grandi trader hanno fatto una classificazione delle aree di congestione chiamandole in modo diverso, ma quello che a noi interessa è che subito dopo una pausa il mercato avrà una forte direzionalità. Una pausa molto breve tenderà ad una ripresa del trend, una pausa molto lunga rischia, invece, di far fermare le &#8216;oscillazioni&#8217;  del grafico per lungo tempo precludendo la  possibilità di speculare.</p>
<p>Le aree di congestione che a noi interessano sono quelle che non superano le 20 barre, perché se si prolungano per un tempo maggiore diminuiscono fortemente le probabilità di un movimento esplosivo. La ricerca di queste particolari formazioni deve essere seguita dall&#8217;osservazione del &#8216;movimento d&#8217;uscita&#8217;. Risulta fondamentale la rottura (breakout) dell&#8217;area di congestione. Solitamente un movimento esplosivo va di pari passo con un esplosione della volatilità. Si tende ad indicare dei parametri della lunghezza della barra rispetto a quella delle barre dell&#8217;area di congestione, che secondo noi, deve essere almeno doppia.</p>
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		</item>
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		<title>Trichet e il fantasma della crisi che si continua ad agitare</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Trichet e il fantasma della crisi che si continua ad agitare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>(ANSA) &#8211; ROMA, 11 OTT &#8211; &#8221;La crisi, che ora e&#8217; sistemica, nelle ultime tre settimane e&#8217; peggiorata e le istituzioni devono agire rapidamente, senza ulteriori ritardi che altrimenti aggraveranno la situazione&#8221;: lo ha detto il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, in un&#8217;audizione al Parlamento Ue</strong></em></p>
<p>Noi poveri mortali ci limitiamo a registrare che, mediamente, i mercati, nelle ultime tre settimane, hanno registrato un aumento percentuale sugli indici di circa il 10%. E allora che dire? Quando si inizia a parlare di crisi si sbandiera come prova il &#8216;crollo&#8217; dei mercati, quando i mercati hanno una ripresa, ci sono altre motivazioni recondite che la causano.<span id="more-977"></span></p>
<p>Noi crediamo che la crisi sia in atto ma che con i mercati non ha nessun tipo di attinenza e semplicemente si cerca di &#8216;controllare&#8217; l&#8217;andamento delle borse a suon di dichiarazioni. D&#8217;altra parte la situazione che più volte abbiamo citatato del petrolio ci fa capire come si cerchi di portare i prezzi ed i consumi nella direzione che meglio si preferisce.</p>
<p>Mettiamoci bene in testa che sui mercati, in questo momento, un sacco di speculatori ci sta guadagnando e quando le occasioni migliori saranno finite ci diranno che il vento è cambiato, ma per noi, poveri mortali, sarà troppo tardi. Svegliamoci!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La classificazione dei trend e i loro orizzonti temporali</title>
		<link>http://www.tradingreale.it/ora-e-il-momento/la-classificazione-dei-trend-e-i-loro-orizzonti-temporali/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 07:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ora è il momento]]></category>

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		<description><![CDATA[La classificazione dei trend e i loro orizzonti temporali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo capito come riconoscere e capire i trend sia l&#8217;essenza della speculazione in borsa. Ma bisogna distinguere i trend in funzione del loro orizzonte temporale. Una classificazione di questo tipo, ancora una volta, per la prima volta fu fatta da Gann, che parlava di trend principali, secondari e di breve termine. In pratica questo tipo di classificazione è stata mantenuta nello studio dell&#8217;analisi tecnica classica.<span id="more-974"></span></p>
<p>Un trend primario dura anni fino a coprire decenni. Per riuscire ad osservare uno sviluppo di questo genere è molto utile andare a vedere un grafico mensile o almeno settimanale. Le oscillazioni di questo grande trend formano i cosiddetti secondari. Sono trend che durano fino ad un anno ma che in generale, si misurano con l&#8217;ordine delle settimane. Gann parlava di secondario in un&#8217;epoca in cui il trading era alle grida e non c&#8217;era una immediatezza, come quella odierna, dell&#8217;acquisto e quindi risultava non facilissimo andare a fare speculazioni in questi orizzonti temporali. I trend di breve termine sono quelli che si sviluppano in pochi giorni fino ad un massimo di qualche settimana, questi sono i trend più osservati oggi dall&#8217;avvento del trading on line.</p>
<p>In più noi oggi dovremmo parlare dei trend intaday cioè di quelli che si sviluppano all&#8217;interno di una giornata e che sono quelli che sono sfruttati da daytrader e scalper.</p>
<p>Come si capisce i trend si intrecciano e si inseguono a seconda della prospettiva che noi abbiamo nella nostra analisi e nelle nostre osservazioni. Oggi i mercati sono molto volatili e poco prevedibili perché il numero degli investitori è aumentato a dismisura e fare trading su orizzonti temporali troppo ampi è diventato molto più difficile anche se come dice un vecchio adagio di Wall Street &#8216; un trend è un trend&#8217;.</p>
<p>La prossima volta ci occuperemo delle fasi in cui il trend ha una pausa come riconoscerle e soprattutto come sfruttarle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Marcegaglia inizi a guardare all’interno di Confindustria</title>
		<link>http://www.tradingreale.it/attualita/marcegaglia-inizi-a-guardare-allinterno-di-confindustria/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 10:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Marcegaglia inizi a guardare all'interno di Confindustria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8221;La logica del condono da un messaggio assolutamente sbagliato, in un certo senso premia i furbi e noi abbiamo invece bisogno che tutti paghino le tasse e rispettino le regole: quindi non credo che sia la scelta giusta&#8221;. Lo ha detto Emma Marcegaglia<br />
</strong></em></p>
<p>Approviamo assolutamente l&#8217;esternazione de presidente di Confindustria. Ma riteniamo che al no ai condoni, bisognerebbe aggiungere il no agli aiuti statali alle imprese che falliscono la loro politica industriale. Anche li ci sono i furbi che quando le cose vanno bene incassano gli utili, quando vanno male si votano alla cassa integrazione sempre sulle spalle dei contribuenti.<span id="more-968"></span></p>
<p>Crediamo che prima di assurgere a giudici dei comportamenti degli altri bisogna seriamente guardarsi dentro. I grandi cambiamenti partono da se stessi non dagli altri e, in Italia, oggi, sono pochi a poter parlare a testa alta. Fra qusti non vi è sicuramente l&#8217;industria italiana che ha perso competitività semplicemente perché non ce l&#8217;ha mai avuta, e riusciva a competere sul mercato grazie alle successive svalutazioni della lira che i vari governi facevano, ancora una volta per sopperire a una politica industriale inesistente.</p>
]]></content:encoded>
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