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    <title>Quintanews - Interviste e citazioni</title>
    
    
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    <updated>2011-12-17T15:14:40+01:00</updated>
    <subtitle>The Network wants to be Neutral
One Network, bitstream access.</subtitle>
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        <title>2011.12.17 La Repubblica - La vera scommessa è il New Deal digitale</title>
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        <published>2011-12-17T15:14:40+01:00</published>
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        <summary>di Riccardo Luna Scommettere tutto su Internet, oggi, in Italia, non è più un fatto ideologico. È un fatto economico. Conviene a tutti. L´economia digitale è capace di creare nuova occupazione. Ed è una capacità dimostrata da decine di studi....</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>di Riccardo Luna</p>
<p>Scommettere tutto su Internet, oggi, in Italia, non è più un fatto ideologico. È un fatto economico. Conviene a tutti. L´economia digitale è capace di creare nuova occupazione. Ed è una capacità dimostrata da decine di studi. L´effetto della diffusione della banda larga sulla crescita del prodotto interno lordo non è solo una formula matematica. C´è di più oggi, in Italia. Come Paese siamo davanti a un´occasione storica: l´azzeramento del cosiddetto divario digitale è ormai a un passo. E questo vuol dire tante cose, ma soprattutto una: poter fissare il conto alla rovescia per portare tutta la pubblica amministrazione in rete e soltanto in rete. E quindi abolire la carta nelle operazioni con lo Stato e gli enti locali. Cancellare per sempre le file. Superare opacità e inefficienze. È un sogno lontano, presente in documenti e atti ufficiali di tutti i governi di ogni colore da una quindicina di anni. Ora si può realizzare.<br />Manca infatti davvero poco dall´obiettivo minimo di garantire a ciascun cittadino un accesso decente alla rete. Non parliamo qui degli ambiziosi target fissati dall´Agenda digitale europea che prevede che tutti abbiano un accesso a Internet con una connessione minima di 30 megabit entro il 2015 (per dare un´idea: oggi in Italia siamo a 3 megabit in media. Manca un´eternità). Per arrivare fino a lassù non basta la banda larga in rame: serve una banda ultralarga, garantita solo dalla fibra ottica o dall´Internet mobile di nuova generazione (Lte). E servono investimenti dell´ordine delle decine di miliardi di euro per i quali si sta attrezzando una grande alleanza che vede assieme quasi tutte le compagnie telefoniche, la Cassa depositi e prestiti del ministero dell´Economia, più un grande fondo privato dedicato alle infrastrutture (F2y). Quell´alleanza ha la bandiera di Metroweb, si sta ancora consolidando e se tutto andrà bene vedremo i suoi benefici effetti, soprattutto sulle grandi città e i distretti industriali destinatari della banda ultralarga, nella seconda metà di questo decennio.<br />L´obiettivo che abbiamo davanti oggi è molto più semplice e molto più vicino. Dare a tutti un accesso alla rete a uno o due megabit: non sono tanti ma sufficienti per navigare, usare la mail e persino gestire un sito. Farlo vuol dire unire la nuova Italia nel segno di Internet: il Nord, che è già molto connesso (con Lombardia e Trentino a guidare la classifica), e il Sud che invece in certe aree arranca (soprattutto Molise e Basilicata). Le città alla campagna. I nativi digitali e i loro nonni. Passare insomma dal digital divide al digital united.<br />Perché è così importante? Perché soltanto quando tutti gli italiani, nessuno escluso, avranno la possibilità di collegarsi alla Rete, lo Stato potrà fare la scelta di diventare “solo digitale”. Il cosiddetto switch over (simile come concetto a quello avvenuto con il digitale terrestre della tv, ma molto più ambizioso) dovrà avvenire dopo una transizione, naturalmente, ma il giorno che questa sarà terminata, saremo davanti alla più grande rivoluzione sociale che il Paese ha vissuto dai tempi della unificazione. E i risparmi sarebbero enormi.<br />L´ultimo calcolo di una digitalizzazione di Sanità, Istruzione e Giustizia, firmato da Confindustria, risale a un paio di anni fa ed è quindi necessario aggiornare quei numeri: ma come ordine di grandezza parliamo di valori pari a una manovra come quella appena approvata dal governo. Di qualche giorno fa invece è uno studio di fattibilità dell´economista Francesco Sacco e del tecnologo Stefano Quintarelli per la cosiddetta digitalizzazione delle fatture: in questo caso si calcolano risparmi fino a due miliardi l´anno per lo Stato e fino a 60 miliardi per le imprese. Lo studio è già sul tavolo del governo.<br />E fin qui parliamo solo di risparmi, senza considerare l´impatto della banda sulla nuova occupazione, sulla crescita economica e, non meno importante, sulla crescita culturale del Paese che da fanalino di coda mondiale dell´economia digitale potrebbe condividere la leadership con i Paesi più avanzati.<br />Quanto costa fare questo passo? Pochissimo. Partiamo da quanta Italia è ancora “digital divisa”. Secondo le stime più attendibili, prodotte dall´Osservatorio banda larga, il 6 per cento della popolazione è al buio (a questi va aggiunto un 40 per cento che non ha richiesto un accesso alla Rete pur vivendo in una zona coperta, ma si tratta evidentemente di un problema culturale). L´obiettivo è quindi mettere in Rete tre milioni e mezzo di italiani che vivono soprattutto in zone rurali o isolate ma non solo. Farlo, sempre secondo l´Osservatorio banda larga, costa meno di 600 milioni di euro. Una somma alla nostra portata anche in tempi difficili come questo. Qualche giorno fa per far ripartire opere pubbliche e infrastrutture, il ministro Passera ha sbloccato 12,5 miliardi di fondi fermi al Comitato interministeriale programmazione economica (Cipe). La banda larga non c´era. Eppure al Cipe ai tempi del governo Berlusconi, si erano volatilizzati 800 milioni a essa destinati. E soprattutto, l´asta per le frequenze per Internet in mobilità (Lte) qualche mese fa ha generato un surplus di più di un miliardo di euro che si era stabilito che sarebbe stato reinvestito nel settore prima che il ministro Tremonti lo usasse per tappare i buchi.<br />Il governo ha quindi davanti una occasione imperdibile: come il New Deal di Franklin Delano Roosevelt poggiò la ripresa degli Stati Uniti sulla costruzione di strade e ponti, il New Deal di Mario Monti può scommettere sulle autostrade dell´informazione e sui ponti della conoscenza fra i cittadini italiani e il mondo. Il punto non è se ci possiamo permettere di farlo: è che probabilmente non ci possiamo permettere di non farlo.</p></div>
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        <title>2011.11.14 Unità - Buon compleanno web, Berners-Lee festeggia 20 anni di Internet a Roma</title>
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        <published>2011-11-16T09:48:08+01:00</published>
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        <summary>Roma celebra i 20 anni della rete Internet con l'evento «Happy Birthday Web» che si tiene oggi, a partire dalle 10, al Tempio di Adriano, con i previsti interventi di esperti italiani e stranieri. L'evento si può seguire in diretta...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Roma celebra i 20 anni della rete Internet con l'evento «Happy Birthday Web» che si tiene oggi, a partire dalle 10, al Tempio di Adriano, con i previsti interventi di esperti italiani e stranieri. L'evento si può seguire in diretta streaming anche su Unita.it (CLICCA QUI). Grande ospite del galà Tim Berners-Lee, che tornerà a aprlare alle 17.45<br /><br />«Dobbiamo iniziare a parlare di diritto all'accesso al web e anche di diritto a non essere spiati. Dobbiamo fare in modo che Internet resti gratuito, aperto e neutrale». Ha detto Berners-Lee in un suo primo intervento.<br /><br />All'iniziativa partecipano filosofi, economisti, giuristi, esperti di nuove tecnologie, come Stefano Rodotà, Maurizio Ferraris e Stefano Quintarelli. «Oramai tutto il mondo è online e i governi devono utilizzare il web come supporto perchè aumenta l'efficienza e l'accessibilità ai dati, le persone che votano devono essere informate», ha aggiunto Berners-Lee, spiegando che man mano che la piattaforma cresce e si irrobustisce «bisogna lavorare per ridurre il divario tra chi lo usa o chi no, cercando di non lasciare indietro gli anziani. In Italia è connesso al web il 51% della popolazione, è una dato su cui bisogna lavorare. Tutti devono far parte della società dell'informazione». Alla fine del suo applauditissimo intervento, in un sala al Tempio di Adriano gremita di pubblico, Tim Berners-Lee ha spento 20 candeline su una torta con in cima un mondo a ricordare la diffusione planetaria del web.</p></div>
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        <title>2011.11.14 Il Tempo - Vent'anni WWW</title>
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        <published>2011-11-15T18:10:02+01:00</published>
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        <summary>La Capitale festeggia il compleanno della Rete con il suo «papà» Tim Berners-Lee: il web deve essere libero per tutti e senza spioni di Antonio Angeli È arrivato un po' di soppiatto: vent'anni fa nessuno sapeva esattamente cosa fosse, ma...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><br />La Capitale festeggia il compleanno della Rete con il suo «papà» Tim Berners-Lee: il web deve essere libero per tutti e senza spioni<br />di Antonio Angeli<br />È arrivato un po' di soppiatto: vent'anni fa nessuno sapeva esattamente cosa fosse, ma ci ha cambiato la vita.<br />&lt;<br />Il World Wide Web (per tutti ormai www) ha iniziato una metamorfosi mondiale (e non solo della comunicazione) che nessuno è riuscito a fermare, dominare o dirigere. Per la maggior parte è stato un bene, ma c'è anche qualcuno che rimpiange l'alfabeto morse. Comunque il fondatore del www, sir Tim Berners-Lee, ha spento venti candeline ieri, nella Città Eterna. E ha lanciato un avvertimento: il web è bello e buono quando: a) è aperto a tutti; b) non ci sono spioni. Berners-Lee ieri è stato l'ospite d'onore di «Happy Birthday Web», mega-manifestazione promossa da Andrea Mondello, presidente del Tecnopolo di Roma, Stefano Venditti, presidente di Asset Camera e curata da Riccardo Luna. Alla maratona di interventi e conferenze, per tutta la giornata, nel centralissimo Tempio di Adriano, hanno partecipato filosofi, economisti, giuristi, politici, esperti di nuove tecnologie, come Stefano Rodotà, Maurizio Ferraris, Stefano Quintarelli, Nicola Zingaretti. «Dobbiamo iniziare a parlare di diritto all'accesso al web e anche di diritto a non essere spiati - ha tuonato Berners-Lee - Dobbiamo fare in modo che Internet resti gratuito, aperto e neutrale. Oramai tutto il mondo è online e i governi devono utilizzare il web come supporto perché aumenta l'efficienza e l'accessibilità ai dati e le persone che votano devono essere informate», ha aggiunto Berners-Lee, spiegando che man mano che la piattaforma cresce e si irrobustisce «bisogna lavorare per ridurre il divario tra chi lo usa o chi no, senza lasciare indietro gli anziani. In Italia è connesso al web il 51 per cento della popolazione, è una dato su cui bisogna lavorare. Tutti devono far parte della società dell'informazione». Vent'anni fa Berners-Lee, sconosciuto ricercatore del Cern, compose la prima pagina web della storia e la rese accessibile a tutti, non solo agli «addetti ai lavori». All'epoca esisteva già Internet, ma era un sistema solo per agli istituti di ricerca. «Se torno indietro e penso all'epoca del Cern mi rendo conto che mi sono trovato in un contesto meraviglioso - ha ricordato Berners-Lee davanti ad una platea strapiena nel Tempio di Adriano - Facevo dialogare i programmi e i computer, in poche parole avevo il diritto di innovare e non avevo un controllo. Ora, invece, viviamo in un periodo in cui dobbiamo lottare affinché le forze commerciali non chiudano Internet. Dobbiamo fare in modo che il web rimanga gratis, aperto e neutrale». Le sue sono convinzioni concrete: non ha mai brevettato l'invenzione ed è per questo che tutti possono usare il World Wide Web senza pagare royalties ed è anche per questo che è diventato lo strumento principe per la diffusione delle idee. In tanti anni (ma in fondo sono solo una manciata) il web ha reso impossibile l'isolamento totale dei Paesi, alla faccia delle dittature di ogni colore, ma non ha solo fatto del bene. Internet può dare dipendenza (come una droga) e non si può mettere il mouse in mano ad un bambino senza uno stretto controllo. Comunque il web è una forza della democrazia. «Se avessi creato una società per sfruttare la mia idea - conclude - avrei soltanto dato vita ad un nuovo standard di comunicazione e la diffusione universale del web non ci sarebbe mai stata».</p></div>
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        <title>2011.11.14 Prima Comunicazione - INTERNET: BERNERS-LEE, DIRITTO AD ACCESSO E NON ESSERE SPIATI</title>
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        <published>2011-11-15T18:09:11+01:00</published>
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        <summary>Prima Comunicazione, 14/11/2011 PAPA’ WEB, STOP DIGITAL DIVIDE, GOVERNI RENDANO ACCESSIBILI DATI (ANSA) - ROMA, 14 NOV - “Dobbiamo iniziare a parlare di diritto all’accesso al web e anche di diritto a non essere spiati. Dobbiamo fare in modo che...</summary>
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            <name>Stefano Quintarelli</name>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>    <br />Prima Comunicazione, 14/11/2011<br /><br />PAPA’ WEB, STOP DIGITAL DIVIDE, GOVERNI RENDANO ACCESSIBILI DATI<br /><br />(ANSA) - ROMA, 14 NOV - “Dobbiamo iniziare a parlare di diritto all’accesso al web e anche di diritto a non essere spiati. Dobbiamo fare in modo che Internet resti gratuito, aperto e neutrale”. E’ questo il messaggio di Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, che oggi a Roma ha festeggiato i 20 anni della sua invenzione, all’iniziativa ‘Happy Birthday Web’ curata da Riccardo Luna ex direttore di Wired Italia, ora firma de La Repubblica. All’iniziativa partecipano filosofi, economisti, giuristi, esperti di nuove tecnologie, come Stefano Rodotà, Maurizio Ferraris e Stefano Quintarelli. “Oramai tutto il mondo è online e i governi devono utilizzare il web come supporto perché aumenta l’efficienza e l’accessibilità ai dati, le persone che votano devono essere informate”, ha aggiunto Berners-Lee, spiegando che man mano che la piattaforma cresce e si irrobustisce “bisogna lavorare per ridurre il divario tra chi lo usa o chi no, cercando di non lasciare indietro gli anziani. In Italia è connesso al web il 51% della popolazione, è una dato su cui bisogna lavorare. Tutti devono far parte della società dell’informazione”. Alla fine del suo applauditissimo intervento, in un sala al Tempio di Adriano gremita di pubblico, Tim Berners-Lee ha spento 20 candeline su una torta con in cima un mondo a ricordare la diffusione planetaria del web. (ANSA).</p></div>
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        <title>2011.11.14 ADN Kronos - Il World Wide Web compie vent'anni</title>
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        <published>2011-11-15T18:07:58+01:00</published>
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        <summary>Roma - (Adnkronos) - Al Tempio di Adriano si spengerenno le candeline insieme al creatore della rete Sir Tim Berners-Lee insieme a molti altri blogger, filosofi, economisti e innovatori italiani e stranieri. Roma, 14 nov. (Adnkronos) - Www compie vent'anni....</summary>
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            <name>Stefano Quintarelli</name>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><br /><br />Roma - (Adnkronos) - Al Tempio di Adriano si spengerenno le candeline insieme al creatore della rete Sir Tim Berners-Lee insieme a molti altri blogger, filosofi, economisti e innovatori italiani e stranieri.<br /><br />Roma, 14 nov. (Adnkronos) - Www compie vent'anni. La rete world wide web festeggerà oggi a Roma al Tempio di Adriano in piazza della Pietra, dalle ore 10. A spegnere le candeline il creatore della rete Sir Tim Berners-Lee insieme a molti altri blogger, filosofi, economisti e innovatori italiani e stranieri. L'evento sara' suddiviso in 4 sezioni in cui si discuterà di come il web ha cambiato e cambiera' le nostre vite e i nostri modelli di sviluppo. Altratv.tv, Rai5 e Formiche, media partner della manifestazione, trasmetteranno l'incontro in diretta "a rete unificata" sul sito www.happybirthdayweb.it.<br /><br />Tra i partecipanti: Anne-Marie Slaughter (Princeton University), Beth Noveck (New York Law School), Alec Ross (innovatore), David Osimo (analista politico), Luca Sofri (Il Post), Frieda Brioschi (Wikimedia Italia), Massimo Marchiori (Universita' di Padova), Enrico Giovannini (Istat), Nicola Zingaretti (Provincia di Roma), Marco Patuano (Telecom Italia), Gianni Di Giovanni (Eni).<br /><br />E ancora: Andrea Mondello (Tecnopolo), Maurizio Ferraris (autore "Anima e iPad"), Stefano Quintarelli (Gruppo 24Ore), Jeff Jarvis (giornalista e scrittore), Alberto Cottica (economista e musicista), Marco Zamperini (blogger), Federico Morello (fondatore FriuliADD), Gloria Origgi (studiosa di scienze cognitive), Layla Pavone (Isobar Communications), Mariatje Shaake (eurodeputato), Wael Abbas (blogger e attivista), Muna Hasan (attivista palestinese) e Na'ama Shamgar ("Young Leaders").</p></div>
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        <title>2011.11.14 Libero - Happy Birthday Web: festa con il papà della Rete</title>
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        <published>2011-11-15T18:06:12+01:00</published>
        <updated>2011-11-15T18:10:22+01:00</updated>
        <summary>Internet ‘Let the web serve humanity’, è il motto di Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web che è al suo ventesimo anno di vita. Il 14 novembre, per tutto l’arco della giornata, si festeggia il compleanno del WWW (World...</summary>
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            <name>Stefano Quintarelli</name>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Internet<br /><br />‘Let the web serve humanity’, è il motto di Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web che è al suo ventesimo anno di vita. Il 14 novembre, per tutto l’arco della giornata, si festeggia il compleanno del WWW (World Wide Web) assieme al suo creatore e a molti altri blogger, filosofi, economisti e innovatori italiani e stranieri, tra i quali: Anne-Marie Slaughter (Princeton University), Beth Noveck (New York Law School), Alec Ross (innovatore), David Osimo (analista politico), Luca Sofri (Il Post), Frieda Brioschi (Wikimedia Italia), Massimo Marchiori (Università di Padova), Enrico Giovannini (Istat), Nicola Zingaretti (Provincia di Roma), Marco Patuano (Telecom Italia), Gianni Di Giovanni (Eni), Andrea Mondello (Tecnopolo), Maurizio Ferraris (autore “Anima e iPad”), Stefano Quintarelli (Gruppo 24Ore), Jeff Jarvis (giornalista e scrittore), Alberto Cottica (economista e musicista), Marco Zamperini (blogger), Federico Morello (fondatore FriuliADD), Gloria Origgi (studiosa di scienze cognitive), Layla Pavone (Isobar Communications), Mariatje Shaake (eurodeputato), Wael Abbas (blogger e attivista), Muna Hasan (attivista palestinese) e Na’ama Shamgar (“Young Leaders”).<br /><br />L’evento sarà suddiviso in 4 sezioni in cui si discuterà di come il web ha cambiato e cambierà le nostre vite e i nostri modelli di sviluppo. L’evento sarà tradotto nella lingua dei segni Lis per permetterne la comprensione ai non udenti.<br /><br />La diretta dell’evento sarà in onda su Happybirthdayweb.it, su Altratv.tv e su centinaia di micro web tv, blog, video blog e micromedia iperlocali del network. Tutti i portali e le web tv che vorranno aderire all’iniziativa rilanciando la diretta potranno ‘embeddare’ il player della trasmissione sulla propria piattaforma richiedendo il codice via mail a info@altratv.tv. Per chi vuole seguirlo dal vivo, l’iniziativa è al Tempio di Adriano a Roma. Altratv.tv è l’osservatorio italiano sulle micro web tv e i micromedia iperlocali. Nato nel 2004 a Bologna, oggi coinvolge ricercatori italiani ed esteri che analizzano le evoluzioni del micro citizen journalism. Monitora attualmente oltre 500 canali. Ispiratore dell’iniziativa è Carlo Freccero.</p></div>
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        <title>2011.11.14 La Repubblica - Grande festa per il web - "Banda larga è cosa seria"</title>
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        <published>2011-11-15T18:05:29+01:00</published>
        <updated>2011-11-15T18:10:42+01:00</updated>
        <summary>Celebrati a Roma i vent'anni del www. Con il creatore Tim Berners-Lee i rappresentanti dell'economia, dell'industria e della politica. Rodotà: "Online sono stati creati 700mila posti di lavoro, non si può scherzare con i fondi per il broadband" Grande festa...</summary>
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            <name>Stefano Quintarelli</name>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Celebrati a Roma i vent'anni del www. Con il creatore Tim Berners-Lee i rappresentanti dell'economia, dell'industria e della politica. Rodotà: "Online sono stati creati 700mila posti di lavoro, non si può scherzare con i fondi per il broadband"<br /><br />Grande festa per il web "Banda larga è cosa seria" Tim Berners-Lee spegne le candeline per i 20 anni del web (ansa)<br />ROMA - Un'invenzione straordinaria da alimentare con dedizione perché non scompaia. E' il world wide web, nato vent'anni fa nei laboratori del Cern di Ginevra e celebrato oggi a Roma con un incontro al quale ha partecipato il creatore del www. <br /><br />Dopo l'intervista rilasciata a Repubblica 1, Berners-Lee ha ribadito il suo messaggio alla classe dirigente: "La rete è un valore economico e pubblico", ha spiegato. "Bisogna iniziare a parlare di diritto all'accesso e di diritto a non essere spiati".<br /><br />A Roma, Berners-Lee è stato festeggiato con tanto di torta e spegnimento di 20 candeline e ha ricordato quelli che sono i cardini di Internet, allora come ora, "accessibilità, gratuità e neutralità", e ha insistito sull'importanza della riduzione del divario digitale anche per gli anziani.<br /> <br />"Se torno indietro e penso all'epoca del Cern mi rendo conto che mi sono trovato in un contesto meraviglioso - ha detto Berners-Lee alla folta platea del Tempio di Adriano -. Facevo dialogare i programmi e i computer, in poche parole avevo il diritto di innovare e non avevo un controllo. Ora, invece, viviamo in un periodo in cui dobbiamo lottare affinché le forze commerciali non chiudano Internet. Dobbiamo fare in modo che il web rimanga gratis, aperto e neutrale", ha ricordato il suo inventore sottolineando la volontà a suo tempo di allargare il mezzo "a più persone possibili". Per inciso, Berners-Lee non ha mai brevettato la sua invenzione ed è per questo che tutti usiamo il World Wide Web senza pagare royalties ed è anche per questo che è diventato un potente strumento di diffusione di idee.<br /><br />"Tutti devono fare parte della società dell'informazione, è importante che le persone siano connesse - ha sottolineato Tim Berners-Lee -. In Italia è in rete il 51% della popolazione: è un dato su cui bisogna lavorare, cercando di non lasciare indietro neanche gli anziani. Se tutti si collegano i governi potranno usare il web come supporto, come è accaduto nel Regno Unito dove c'è stato un risparmio di costi e spostamenti per i servizi del 25% e dove tutti i ministeri hanno messo online i loro dati. Se alcuni servizi come l'archiviazione dei dati sono pagati dai contribuenti, allora è giusto che questi abbiano i dati a disposizione. Nel futuro la rete diventerà una piattaforma ancora più robusta e potente e non dobbiamo perdere di vista queste cose fondamentali", ha detto Tim Berners-Lee ad una platea composta anche da giuristi come Stefano Rodotà, esperti del settore come Stefano Quintarelli e filosofi come Maurizio Ferraris.<br /><br />Proprio da Rodotà è arrivato il richiamo alla politica italiana, da mesi alle prese con il destino dei fondi destinati e mai stanziati per la banda larga 2: "Negli ultimi 15 anni il web ha creato settecento mila posti di lavoro", ha ricordato Rodotà. "Giocare con gli investimenti sulla banda larga, come è stato fatto, dicendo che ci saranno investimenti di 800 milioni che poi scompaiono è un modo pessimo per affrontare queste questioni".</p></div>
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        <title>2010.12.16 Sole 24 ore - L'AGCOM si agita per la TV</title>
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        <published>2010-12-17T17:48:08+01:00</published>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>L'autorità decide che cos'è la televisione</p>
<p>Di Stefano Quintarelli</p>
<p>La tv non è più quella di una volta e lo sarà sempre meno: sarà sempre più difficile distinguerla da un computer. Il broadcaster, del resto, non svolge più solo la selezione ed erogazione di contenuti in un palinsesto sequenziale (tv lineare), ma anche la gestione di un catalogo a disposizione dell'utente per l'accesso on demand (tv non lineare). Nel 2003 la Commissione europea ha avviato un procedimento di regolamentazione della nuova tv concluso nel 2010 con la Direttiva audiovisual media services, recepita in Italia il 15 marzo 2010. Il "servizio televisivo" è solo un di cui della categoria più ampia dei "servizi media audiovisivi": la direttiva regolamenta quelli "in concorrenza con la radiodiffusione televisiva". Il recepimento prevede una dichiarazione di inizio attività all'Agcom che deve anche produrre un regolamento individuante, tra l'altro, i criteri dei soggetti da ritenersi fornitori di servizi media, i concorrenti della vecchia tv. Viene anche data facoltà ad Agcom di disporre l'interruzione della ricezione di contenuti in violazione del diritto d'autore, ordinandolo anche all'operatore di rete (l'intermediario). La direttiva europea richiamava esplicitamente l'esclusione di responsabilità degli intermediari, ma il richiamo è assente nella norma italiana. I provvedimenti Agcom sono in corso di discussione in questi giorni; la loro approvazione da parte del Consiglio è già slittata a seguito del clamore sviluppatosi attorno alle bozze che sono trapelate. Le prime indiscrezioni riportavano che, per essere "in concorrenza con la radiodiffusione televisiva" fosse sufficiente una soglia ridicolamente bassa, ovvero un giro di affari annuo di 100mila euro in presenza di un catalogo di video fruibili on demand e/o di 24 ore settimanali di erogazione lineare. Le indiscrezioni raccontavano anche di previste azioni per una "cessazione immediata delle violazioni, senza lungaggini", misure nei confronti di siti sospetti con verifiche "eventualmente" necessarie, blocco di alcuni protocolli di rete e servizi di streaming, obblighi di oscuramento di siti che fanno riferimento a indici di contenuti protetti da copyright, eccetera. Non stupisce che l'approvazione del provvedimento Agcom sia slittata e che nulla trapeli delle nuove bozze. Sotto l'albero di Natale speriamo di non trovarci una sorpresa amara</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-12-15/metamorfosi-televisione-130900.shtml?uuid=AYFURwrC" target="_self">www.ilsole24ore.com/dossier/tecnologie/nova</a> Leggi online la versione integrale dell'analisi</p></div>
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        <title>2010.11.06 Radio 24 -2024 su wifi e Pisanu/Stanca</title>
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        <title>2010.11.05 Rai2 - TG2 su wifi e Pisanu/Stanca</title>
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