<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gruppo Maurizi</title>
	<atom:link href="http://gruppomaurizi.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://gruppomaurizi.it</link>
	<description>Sicurezza Alimentare, Sicurezza Ambientale, Sicurezza sul Lavoro</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Aug 2015 09:55:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.9.8</generator>
	<item>
		<title>ALLERTA EFSA: RISCHIO CLORATO PER I BAMBINI CON CARENZA DI IODIO</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/rischio-clorato-bambini/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/rischio-clorato-bambini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2015 09:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Mazzeo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[acqua potabile]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[EFSA]]></category>
		<category><![CDATA[frutta e verdura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7873</guid>
		<description><![CDATA[<p>Un’esposizione a lungo termine al clorato contenuto negli alimenti e in particolare nell’acqua potabile può essere motivo di preoccupazione per la salute dei bambini, in particolare di quelli con carenza lieve o moderata di iodio.  Ma è improbabile che l&#8217;assunzione totale in una sola giornata, anche ai più elevati livelli stimati, possa superare il livello [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/rischio-clorato-bambini/">ALLERTA EFSA: RISCHIO CLORATO PER I BAMBINI CON CARENZA DI IODIO</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<h5 style="text-align: justify;"><em>Un’esposizione a lungo termine al clorato contenuto negli alimenti e in particolare nell’acqua potabile può essere motivo di preoccupazione per la salute dei bambini, in particolare di quelli con carenza lieve o moderata di iodio. <a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/08/water-459320_1280.jpg" rel="lightbox[7873]"><img class="alignright wp-image-7884 size-medium" title="rischio clorato acqua potabile" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/08/water-459320_1280-195x300.jpg" alt="rischio clorato nell'acqua potabile" width="195" height="300" /></a></em></h5>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma è improbabile che l&#8217;assunzione totale in una sola giornata, anche ai più elevati livelli stimati, possa superare il livello di sicurezza raccomandato per i consumatori di tutte le età.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ il <a href="http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4135.htm" target="_blank">parere dell&#8217;EFSA</a> (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sui rischi cronici e acuti per la salute pubblica derivanti dall’esposizione alimentare al clorato, compresa l&#8217;acqua potabile.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Frutta e verdura e i surgelati in genere gli alimenti più a rischio, </strong>proprio perché sono risultati avere  i tenori massimi di clorato, probabilmente dovuto alla quantità contenuta nell’acqua utilizzata durante il processo di lavorazione. <strong>E’ l’acqua potabile però la fonte principale di clorato nella dieta, </strong>contribuendo probabilmente fino al 60% dell’esposizione cronica al clorato per i neonati.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il clorato introdotto nella dieta attraverso gli alimenti contaminati, normalmente è rapidamente eliminato con l&#8217;urina e non si accumula nell&#8217;organismo. Tuttavia, se <strong>assunto in elevate concentrazioni</strong>, può impedire temporaneamente l’assorbimento dello iodio, con effetti sulla tiroide. Ad altissime concentrazioni (superiori a 50 mg/Kg di peso corporeo assunte per via orale), il clorato può essere addirittura letale con lisi dei globuli rossi e decadimento dei reni.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Esposizione cronica</h5>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;EFSA ha stabilito una <strong>dose giornaliera tollerabile</strong> (DGT) di 3 microgrammi per kg (µg/kg) di peso corporeo per l&#8217;esposizione a lungo termine al clorato contenuto negli alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le<strong> stime più elevate</strong> dell&#8217;EFSA in merito all’<strong>esposizione cronica dei neonati</strong>, dei bambini piccoli e degli altri bambini (fino a 10 anni di età) <strong>superano la DGT</strong>, determinando un allarme per tutti i bambini che presentino una carenza di iodio lieve o moderata.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Esposizione acuta</h5>
<p style="text-align: justify;">Un elevato apporto di clorato durante un solo giorno potrebbe essere tossico per l&#8217;uomo, poiché può<strong> limitare la capacità del sangue di assorbire l&#8217;ossigeno</strong>, portando a insufficienza renale. L’EFSA ha pertanto stabilito anche un <strong>livello massimo di assunzione giornaliera</strong> di clorato pari a 36 µg/kg di peso corporeo (chiamato &#8216;<em>dose acuta di riferimento</em>&#8216;).</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le stime più elevate di esposizione alimentare acuta per tutte le età si sono rivelate al di sotto di questo livello di assunzione di sicurezza, prendendo in esame anche categorie di <strong>consumatori particolarmente a rischio</strong>, come gli individui con malattie genetiche che possano influenzare il metabolismo del clorato o dello iodio.</p>
</blockquote>
<h5 style="text-align: justify;">Attualmente il limite per il clorato negli alimenti è di 10 µg/kg (Reg. CE 396/05 Art. 18)</h5>
<p style="text-align: justify;">Ciò vale a dire che, per raggiungere la dose giornaliera tollerabile, un adulto di 70 Kg potrebbe tranquillamente ingerire un quantitativo di cibo pari a circa 21 Kg! Il pericolo derivato dagli alimenti dunque, a patto che siano rispettati i limiti di legge, è nullo.</p>
<h6><strong>Maggiori problemi possono derivare invece dall’acqua potabile </strong></h6>
<p style="text-align: justify;">per la quale non esistono limiti di legge ma solo linee guida pubblicate dall’OMS, che ha proposto limiti pari a 0,7 mg/L (pari a 700 µg/L). In questo caso sarebbe sufficiente una assunzione giornaliera di appena 0,3 litri per raggiungere la dose giornaliera tollerabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi dati possono sembrare allarmanti,<strong> </strong>ma le stime dell’EFSA hanno considerato numerosi fattori, che hanno portato comunque ad <strong>escludere gli adulti dalle fasce di rischio</strong> (uno dei fattori è derivato dalle stesse linee guida dell’OMS, per le quali la concentrazione media di clorato nell’acqua non è mai superiore a 100 µg/L e quindi a livelli assolutamente tollerabili da un adulto). Permane, come detto, un pericolo significativo per i bambini fino a 10 anni di età.</p>
<p style="text-align: justify;">Il parere all’EFSA è stato richiesto dall’Unione Europea proprio perché la Commissione ed alcuni Stati membri stanno <strong>riesaminando le misure in atto</strong> per limitare l&#8217;esposizione dei consumatori al clorato negli alimenti e per tutelare le classi di consumatori più sensibili.</p>
<!-- Start Shortcoder content --><blockquote style="height:40px;">Per saperne di più<a style="font-style: normal !important; float:right;" href="mailto:alimenti@gruppomaurizi.it" class="button flat-alt">Contattaci</a></blockquote><!-- End Shortcoder content -->
<h6><strong>VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NUOVE ALLERTE EFSA?</strong></h6>
<h5>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER:</h5>
[contact-form-7]
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/rischio-clorato-bambini/">ALLERTA EFSA: RISCHIO CLORATO PER I BAMBINI CON CARENZA DI IODIO</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/rischio-clorato-bambini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ANTINCENDIO: APPROVATA LA NUOVA REGOLA TECNICA PER GLI ALBERGHI</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/antincendio-regola-tecnica-alberghi/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/antincendio-regola-tecnica-alberghi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 14:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[alberghi]]></category>
		<category><![CDATA[antincendio]]></category>
		<category><![CDATA[decreto 14 luglio 2015]]></category>
		<category><![CDATA[evacuazione]]></category>
		<category><![CDATA[ministero interno]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7903</guid>
		<description><![CDATA[<p>Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 14 luglio 2015 è approvata la nuova regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l&#8217;esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere. &#160; Il testo, recante le &#8220;Disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere con numero di posti letto superiore a 25 e fino a 50&#8220;, semplifica i requisiti [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/antincendio-regola-tecnica-alberghi/">ANTINCENDIO: APPROVATA LA NUOVA REGOLA TECNICA PER GLI ALBERGHI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<h5 style="text-align: justify;">Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/24/15A05627/sg" target="_blank">Decreto 14 luglio 2015</a> è approvata la nuova regola tecnica di prevenzione incendi per la <strong>progettazione,</strong> la <strong>realizzazione</strong> e l&#8217;<strong>esercizio </strong>delle<strong> attività ricettive turistico-alberghiere.</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="s1">Il testo, recante le &#8220;Disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-</span><span class="s1">alberghiere con numero di <strong>posti letto superiore a 25 e fino a 50</strong>&#8220;, semplifica i requisiti previsti dal decreto del Ministero dell&#8217;interno 9 aprile 1994 (e successive modificazioni) &#8220;<em>allo scopo di raggiungere i </em></span><em style="color: #444444;">primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni contro i rischi di incendio</em><span style="color: #444444;">&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #444444;">Pertanto, le strutture oggetto del decreto devono essere realizzate e gestite in modo da:</span></p>
<ul>
<li><em style="color: #444444;">minimizzare le cause di incendio;<a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/08/room-421048_1280.jpg" rel="lightbox[7903]"><img class="alignright wp-image-7920 size-medium" title="regola tecnica alberghi" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/08/room-421048_1280-300x198.jpg" alt="regola tecnica alberghi" width="300" height="198" /></a></em></li>
<li><em><span style="color: #444444;">garantire la stabilità delle strutture portanti al fine di </span><span style="color: #444444;">assicurare il soccorso agli occupanti; </span></em></li>
<li><em><span style="color: #444444;">limitare la  produzione e la propagazione di un incendio </span><span style="color: #444444;">all&#8217;interno della struttura ricettiva;</span></em></li>
<li><em><span style="color: #444444;">limitare la propagazione di un incendio ad edifici od aree </span><span style="color: #444444;">limitrofe; </span></em></li>
<li><em><span style="color: #444444;">assicurare la possibilità che gli occupanti lascino i  locali </span><span style="color: #444444;">e le aree indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo; </span></em></li>
<li><em><span style="color: #444444;">garantire la possibilità per le squadre di soccorso di </span><span style="color: #444444;">operare in condizioni di sicurezza.</span></em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, il testo fornisce <strong>disposizioni tecniche</strong> in merito a:</p>
<ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;">l&#8217;ubicazione degli edifici,</li>
<li style="text-align: justify;">le caratteristiche costruttive,</li>
<li style="text-align: justify;">la presenza di aree ed impianti a rischio specifico, di depositi di liquidi infiammabili e di impianti tecnologici (quali ascensori e montacarichi, impianti termici o per la preparazione di cibi, di condizionamento e/o ventilazione, elettrici, energetici, di trattamento delle acque, frigoriferi o di protezione attiva),</li>
<li style="text-align: justify;">le misure per l&#8217;evacuazione in caso d&#8217;incendio,</li>
<li style="text-align: justify;">i mezzi e impianti per l&#8217;estinzione,</li>
<li style="text-align: justify;">la segnaletica di sicurezza prevista in loco.</li>
</ul>
</ul>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; da precisare che le disposizioni della regola si applicano &#8220;<em><strong>anche nel caso di interventi di ristrutturazione o di ampliamento</strong>, limitatamente alle parti interessate dall&#8217;intervento e comportanti l&#8217;eventuale rifacimento dei solai in misura non superiore al 50%</em>&#8220;, fatta salva la facoltà, per il responsabile delle attività, “<em>di <strong>optare per l&#8217;applicazione delle pertinenti disposizioni di cui al decreto del Ministro dell&#8217;interno 9 aprile 1994</strong> e successive modificazioni</em>”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span class="s1">In particolare, per quanto riguarda l<strong>&#8216;ubicazione delle strutture</strong>, il testo impone la non ammissibilità nelle vicinanze di &#8220;</span><em>quelle attività, ricomprese nell&#8217;elenco I del <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2011-08-01;151!vig=" target="_blank">decreto del Presidente della Repubblica n.151/2011</a>, in cui sono detenute o manipolate sostanze o miscele pericolose, o in cui si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell&#8217;incendio o dell&#8217;esplosione</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono invece essere comunicanti con gli alberghi le attività non pertinenti &#8220;<em>tramite filtro a prova di fumo ed <strong>a condizione che le rispettive vie di esodo siano indipendenti</strong>, salvo quanto previsto per le destinazioni miste</em>&#8220;, nella misura in cui gli elementi di separazione rispettino le &#8220;<em>caratteristiche di <strong>resistenza al fuoco almeno pari alla classe</strong> di resistenza al fuoco<strong> più elevata</strong> tra quella richiesta per l&#8217;attività ricettiva e quella richiesta per l&#8217;attività adiacente e comunque non inferiore a REI 30</em>&#8220;.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, è prevista l<strong>&#8216;istallazione<span class="s1"> di almeno un pulsante manuale di allarme</span></strong><span class="s1">, </span>posizionato nelle parti comuni dell&#8217;edificio misto, con cui si attivi una segnalazione d&#8217;allarme all&#8217;interno dell&#8217;attività alberghiera.</p>
</blockquote>
<h5 style="text-align: justify;">Ciò che tuttavia risulta maggiormente rilevante sono le misure previste per quanto concerne la gestione della sicurezza, <a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/08/stairs-826052_1280.jpg" rel="lightbox[7903]"><img class="alignright wp-image-7954 size-medium" title="regola tecnica scale antincendio " src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/08/stairs-826052_1280-225x300.jpg" alt="regola tecnica scale antincendio " width="225" height="300" /></a></h5>
<p style="text-align: justify;">a carico del responsabile della struttura ricettiva, <strong><span class="s1">tenuto a </span>predisporre un piano di emergenza</strong> contenente le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso incendio, che deve essere mantenuto <strong>costantemente aggiornato</strong>. Devono inoltre essere pianificate, ed indicate nel piano di emergenza, le <strong>procedure per l&#8217;assistenza a persone con limitate capacità sensoriali e/o motorie</strong>, che possono incontrare difficoltà specifiche nelle varie fasi dell&#8217;emergenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle planimetrie d&#8217;orientamento, da apporre in ogni piano lungo le vie d&#8217;esodo, molta importanza viene infine attribuita alla segnaletica esposta in ciascuna camera della struttura alberghiera, che deve contenere istruzioni precise sul comportamento da tenere in caso di incendio, ed essere <strong>tradotta in diverse lingue</strong> sulla base della loro diffusione tra la clientela della struttura ricettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale cartellonistica deve inoltre essere sempre accompagnata da una planimetria che riporti schematicamente la <strong>posizione della camera rispetto alle vie di evacuazione</strong>, alle scale ed alle uscite, nonché la posizione e la funzione di eventuali spazi calmi o di spazi compartimentati, destinati alla sosta in emergenza di eventuali  persone con impedite o ridotte capacità sensoriali e/o motorie.</p>
<!-- Start Shortcoder content --><blockquote style="height:40px;">Per saperne di più<a style="font-style: normal !important; float:right;" href="http://www.gruppomaurizi.it" class="button flat-alt">Scopri i nostri corsi</a></blockquote><!-- End Shortcoder content -->
<h6><strong>VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO SULLA PREVENZIONE INCENDI?</strong></h6>
<h5>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER:</h5>
[contact-form-7]
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/antincendio-regola-tecnica-alberghi/">ANTINCENDIO: APPROVATA LA NUOVA REGOLA TECNICA PER GLI ALBERGHI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/antincendio-regola-tecnica-alberghi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GUERRA ALLE CANNE FUMARIE A CARBONI ATTIVI A ROMA. CHIUSURA PER I RISTORANTI DEL CENTRO STORICO IRREGOLARI</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/canne-fumarie-a-carboni-attivi/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/canne-fumarie-a-carboni-attivi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Mazzeo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[asl roma]]></category>
		<category><![CDATA[confesercenti]]></category>
		<category><![CDATA[Emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[home restaurant]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7847</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il comune di Roma dichiara guerra alle famigerate canne fumarie a carboni attivi che potrebbero nuocere alla salute dei lavoratori ed inquinare l’ambiente interno ed esterno. Sono già arrivate le prime chiusure disposte dalla ASL per esercizi pubblici del centro storico che esercitano attività di ristorazione “a caldo” sprovvisti di canna fumaria tradizionale, come quello [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/canne-fumarie-a-carboni-attivi/">GUERRA ALLE CANNE FUMARIE A CARBONI ATTIVI A ROMA. CHIUSURA PER I RISTORANTI DEL CENTRO STORICO IRREGOLARI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<h5 style="text-align: justify;">Il comune di Roma dichiara guerra alle famigerate canne fumarie a carboni attivi che potrebbero nuocere alla salute dei lavoratori ed inquinare l’ambiente interno ed esterno.</h5>
<p><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/rome-382143_1280.jpg" rel="lightbox[7847]"><img class="alignright wp-image-7858 size-medium" title="canne fumarie roma" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/rome-382143_1280-300x200.jpg" alt="canne fumarie roma" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono già arrivate le prime chiusure disposte dalla ASL per esercizi pubblici del centro storico che esercitano attività di ristorazione “a caldo” sprovvisti di canna fumaria tradizionale, come quello della terrazza Barberini dove è stato <a href="http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_luglio_14/terrazza-barberini-cucine-chiuse-cb986728-2a55-11e5-b455-a2526e9b2de2.shtml" target="_blank">denunciato il proprietario per utilizzo di canna fumaria con il metodo “scrub”</a> e quindi non idonea. Inoltre sono state rilevate anche frodi in commercio perché sul menù non era indicato se i cibi fossero o meno surgelati.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ una delibera dello scorso 25 marzo del primo Municipio diretta ai locali del centro storico che vieta all&#8217;ufficio Attività produttive di accettare l&#8217;avvio di nuove attività di somministrazione <em>“a caldo”</em> che siano sprovvisti di canna fumaria tradizionale esterna all&#8217;edificio con sbocco dei fumi sul tetto e quindi di chiudere quelle attività che sono fornite di canne fumarie a carboni attivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Situazione che penalizza almeno <strong>metà dei locali romani del centro storico che sarebbero fuorilegge secondo la Asl </strong>perché lavorano con canne fumarie a carboni attivi, cosiddetti “scrubber”, impianti alternativi che per la Asl erano regolari secondo una <strong><a href="https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/RegolamentoPPEE_01_09.pdf#page=9" target="_blank">legge regionale del 2009</a></strong> che aveva sdoganato le canne fumarie alternative imponendo però ai comuni di prevedere un regolamento per dettarne l’utilizzo corretto. Roma non ha fatto mai nulla e per questo la Asl con lettera inviata al comune il 9 marzo scorso ha precisato che l’adozione di impianti alternativi alle canne fumarie è da ritenersi irregolare.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">È prevista per settembre la firma di un protocollo d’intesa tra la Asl RmA e le associazioni di categoria: l’obiettivo è quello di limitare la discrezionalità, spesso molto ampia, degli ispettori ASL stabilendo una linea comune.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ristoratori del centro storico e associazioni di categoria sono in attesa della definizione di una normativa univoca in materia a tutela del commercio e della salute di lavoratori e residenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Una esigenza sentita anche per combattere l’abusivismo e la necessità di dare una regolamentazione agli “<em><a href="http://gruppomaurizi.it/home-cooking/" target="_blank">home restaurant</a></em>” per inquadrare questo fenomeno presente ormai in maniera evidente a Roma.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Stop alle multe a tappeto e alla chiusura dei locali con canne fumarie a carboni attivi, dicono le Associazioni di categoria</h5>
<p style="text-align: justify;"><strong>Associazione Esercenti</strong> e <strong>Fiepet – Confesercenti</strong> si schierano a sostegno dell’utilizzo di queste apparecchiature alternative solo dove strettamente necessario alla prosecuzione dell’attività commerciale e con controlli stringenti che siano intransigenti per quanto riguarda la manutenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella delle canne fumarie è una situazione che non può essere risolta soltanto con le multe e la chiusura dei locali che andrebbe a penalizzare molte attività. Occorre prevedere, dicono le associazioni di categoria, un piano che possa permettere alle attività che oggi si trovano “irregolari” di potersi adeguare senza compromettere irreversibilmente il proprio lavoro.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Perché adottare una canna fumaria alternativa a quella tradizionale?</h5>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la scelta del metodo da usare per abbattere fumi e odori è <strong>dettata dai costi</strong> in quanto per una canna fumaria a carboni attivi si può spendere sui 1.500 euro contro gli oltre 20mila per un sistema tradizionale che prevede una canna fumaria di un certo diametro che arrivi fino alla sommità del tetto superando di un metro il tetto più vicino.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre ottenere i permessi per fare passare una canna fumaria tradizionale nel proprio condominio o per l’autorizzazione della sovraintendenza nel caso di locali del centro storico non è semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è da sapere comunque che questi sistemi, sia tradizionali che alternativi, <strong>non impediscono la fuoriuscita di emissioni</strong> e che per quanto riguarda le emissioni dalle cappe a carboni attivi se gli stessi non vengono usati in maniera corretta, cambiando regolarmente i filtri, possono diventare rischiose per la salute del personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<!-- Start Shortcoder content --><blockquote style="height:40px;">Vuoi saperne di più?<a style="font-style: normal !important; float:right;" href="mailto:info@gruppomaurizi.it" class="button flat-alt">Contattaci</a></blockquote><!-- End Shortcoder content -->
<h6><strong>PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO SU QUESTO ARGOMENTO</strong></h6>
<h5><strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER:</strong></h5>
[contact-form-7]
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/canne-fumarie-a-carboni-attivi/">GUERRA ALLE CANNE FUMARIE A CARBONI ATTIVI A ROMA. CHIUSURA PER I RISTORANTI DEL CENTRO STORICO IRREGOLARI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/canne-fumarie-a-carboni-attivi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ADAP: I NUOVI REGOLAMENTI UE 828/14 E 609/13 APPLICATIVI DAL 20 LUGLIO 2016</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/adap-nuovi-reg-ue-82814-e-60913/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/adap-nuovi-reg-ue-82814-e-60913/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 13:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti senza lattosio]]></category>
		<category><![CDATA[gluten free]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della salute]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti dietetici]]></category>
		<category><![CDATA[reg. 1169/11]]></category>
		<category><![CDATA[Reg. UE n ° 828/14 e n° 609/13]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7805</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il prossimo 20 Luglio 2016 diventeranno applicativi i Reg. UE n ° 828/14 e n° 609/13 riguardanti rispettivamente le informazioni ai consumatori sulla presenza di glutine negli alimenti e gli alimenti destinati a fini medici speciali e alla prima infanzia. Sono molte le novità che si prospettano nel campo di quelli che vengono comunemente definiti [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/adap-nuovi-reg-ue-82814-e-60913/">ADAP: I NUOVI REGOLAMENTI UE 828/14 E 609/13 APPLICATIVI DAL 20 LUGLIO 2016</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<h5 style="text-align: justify;">Il prossimo 20 Luglio 2016 diventeranno applicativi i Reg. UE n ° 828/14 e n° 609/13</h5>
<p style="text-align: justify;">riguardanti rispettivamente le informazioni ai consumatori sulla <strong>presenza di glutine negli alimenti</strong> e gli <strong>alimenti destinati a fini medici speciali e alla prima infanzia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/noodles-631042_1280.jpg" rel="lightbox[7805]"><img class="aligncenter wp-image-7830 size-banner" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/noodles-631042_1280-536x240.jpg" alt="ADAP gluten free" width="536" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono molte le novità che si prospettano nel campo di quelli che vengono comunemente definiti Alimenti Adatti ad una Alimentazione Particolare (ADAP): in primo luogo, il Reg. 609 <strong>manderà in pensione la Direttiva 2009/39/C.E. e il Reg. C.E. 41/2009</strong>, due norme che negli ultimi anni hanno segnato il cammino di chi volesse intraprendere la strada della commercializzazione degli ADAP.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la Direttiva (già ultima versione dell&#8217;originale Direttiva CEE 398/89 e recepita in Italia dal <strong>D.Lgs. 111/92</strong>) ha introdotto il concetto di &#8220;<em>prodotto dietetico</em>&#8220;, dando poi il via a tutto l&#8217;iter burocratico per la notifica degli ADAP ai Ministeri della Salute degli Stati Membri, il Regolamento ha sdoganato la definizione di &#8220;<em>alimento senza glutine&#8221;</em>, rendendola applicabile non solo ai prodotti dietetici ma anche ai prodotti di uso corrente. <strong>Due provvedimenti fondamentali</strong> dunque, che andranno a decadere perché ritenuti ormai superati nei loro concetti chiave.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se poco o nulla andrà a cambiare per i prodotti destinati a fini medici speciali e per quelli destinati alla prima infanzia, il vero stravolgimento avverrà per le categorie dei <strong>prodotti dietetici</strong> (come i senza glutine e i delattosati)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il concetto di prodotto dietetico andrà infatti a decadere e di conseguenza non sarà più consentito aggiungere la dicitura &#8220;<em>dietetico</em>&#8221; nella denominazione dell&#8217;alimento, così come non sarà più obbligatorio notificare al Ministero della Salute i prodotti posti in commercio. La notifica rimarrà però su base volontaria per poter usufruire del rimborso a carico de S.S.N.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministero della Salute si è espresso già sull’argomento con la pubblicazione della <strong><a href="http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf;jsessionid=xN9dHHIhFUtpF4UAg+rz-Q__.sgc3-prd-sal?anno=0&amp;codLeg=52396&amp;parte=1%20&amp;serie" target="_blank">Nota Ministeriale 0027673-P-07/07/2015</a></strong>, destinata alle associazioni di categoria. Inoltre il Ministero stesso, contattato telefonicamente dal Gruppo Maurizi, ha fornito alcune indicazioni e chiarimenti in merito a quanto diverrà applicativo dal prossimo Luglio. In particolare il Ministero ha precisato che il <strong>D.Lgs. 111/92, </strong>laddove non vada in contrasto con la nuova normativa, rimarrà comunque in vigore. Resta da capire in ogni caso se la UE lascerà libertà agli Stati Membri di applicare norme nazionali non armonizzate o se vorrà optare per l’applicazione tout court dei due Regolamenti.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In merito a ciò il Ministero ha assicurato che entro i primi mesi del 2016 verranno pubblicate altre circolari o note, volte a fare ulteriore chiarezza sull’argomento</p>
</blockquote>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Le principali novità prese in considerazione dalla nota del Ministero, che si applicheranno a partire dal 20 Luglio 2016:</strong></h6>
<ol style="text-align: justify;">
<li>La categoria dei prodotti “<em>dietetici</em>” scomparirà dal quadro legislativo e, di conseguenza, la corrispondente dicitura non potrà più essere applicata ai prodotti alimentari</li>
<li><span style="text-align: justify;">I cambiamenti maggiori riguarderanno gli alimenti </span><strong style="text-align: justify;">senza lattosio e <a href="http://gruppomaurizi.it/seminario-informativo-per-la-produzione-e-commercializzazione-dei-prodotti-senza-glutine/" target="_blank">senza glutine</a></strong><span style="text-align: justify;">, la cui indicazione ricadrà nell’ambito delle indicazioni volontarie previste dall’Art 36 del Reg U.E. 1169/11</span></li>
<li><span style="text-align: justify;">Non saranno più consentite indicazioni del tipo </span><strong style="text-align: justify;">“per diabetici”</strong><span style="text-align: justify;"> sugli alimenti, in quanto i diabetici potranno facilmente scegliere gli alimenti loro adatti, in base alla tabella nutrizionale e all’elenco ingredienti</span></li>
<li>Per i prodotti senza glutine ci sarà un nuovo insieme di diciture da poter applicare sugli imballi, a partire dall&#8217;indicazione:</li>
</ol>
<ul style="text-align: justify;">
<ul>
<li><strong>Senza glutine, </strong>utilizzabile su tutti i prodotti nei quali il contenuto di glutine non sia superiore ai <strong>20 mg/Kg</strong></li>
<li><strong>Con contenuto di glutine molto basso, </strong>utilizzabile solo sui prodotti contenenti frumento, segale, orzo o avena, specialmente lavorati per ridurre il tasso di glutine, in modo che questo non sia superiore ai <strong>100 mg/Kg</strong></li>
</ul>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> Queste due prime diciture potranno essere corredate dalle ulteriori indicazioni:</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>Adatto alle persone intolleranti al glutine</strong></li>
<li><strong>Adatto ai celiaci</strong></li>
</ul>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Laddove l’alimento sia stato espressamente prodotto per ridurre il tenore di glutine nell&#8217;alimento o per sostituire gli ingredienti contenenti glutine con altri che ne siano privi, l&#8217;imballo potrà inoltre riportare una delle seguenti diciture (assolutamente equivalenti tra loro):</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>Specificamente formulato per celiaci</strong></li>
<li><strong>Specificamente formulato per persone intolleranti al glutine</strong></li>
</ul>
</ul>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quanto appena detto per gli<strong> alimenti senza glutine </strong>si deve considerare<strong> obbligatorio </strong>solo<strong> dal 20 Luglio 2016</strong>, mentre può essere applicato su base volontaria fin da subito</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">5.  Per le indicazioni riguardanti il tenore di lattosio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<ul>
<li>In attesa di una norma Europea che armonizzi il quadro legislativo (presumibilmente successiva alla data del 20 Luglio 2016) saranno da<strong> considerarsi valide le considerazioni presenti nella Nota Ministeriale</strong> in oggetto</li>
<li><span style="text-align: justify;">Verrà eliminata la dicitura “<em>delattosato</em>”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “<em>dietetico</em>”. S</span>i potrà usare al suo posto la dicitura <strong>senza lattosio</strong> per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio <strong>inferiore a 0,1 g per 100 g o ml</strong> e sulle cui etichette andrà aggiunta la dicitura <strong>meno di… </strong>(riportante la soglia residua di lattosio)</li>
<li>Solo per i latti e i latti fermentati si potrà usare la dicitura <strong>a ridotto contenuto di lattosio, </strong>solo se il lattosio è <strong>inferiore a 0,5 g per 100 g o ml. </strong>Sulle etichette in questione andrà riportata l’indicazione che <strong>il tenore di lattosio è meno di 0,5 g per 100 g o ml</strong></li>
<li>Le due precedenti diciture dovranno necessariamente essere integrate da una indicazione del tipo:<strong> &#8220;il prodotto contiene glucosio e galattosio in conseguenza della scissione del lattosio&#8221;.</strong></li>
</ul>
</ul>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quanto appena detto per gli<strong> alimenti senza lattosio </strong>si deve considerare<strong> obbligatorio </strong>solo <strong>dal momento in cui verrà emanata la norma Europea</strong> che armonizzerà il settore, mentre può essere applicato su base volontaria fin da subito</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ci preme ricordare che tutte le indicazioni fornite ai consumatori continueranno a ricadere nei <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:304:0018:0063:it:PDF" target="_blank">nei limiti imposti dall’Art. 7 del Reg. U.E. 1169/11</a> riguardante le pratiche leali di informazione. Non sarà comunque possibile utilizzare una dicitura riguardante l’assenza di glutine o la naturale assenza di lattosio, laddove ciò sia da ritenersi scontato e laddove tutti i prodotti analoghi presentino le medesime caratteristiche (ad esempio, non si potrà utilizzare il claim “senza glutine” su una confezione di latte).</p>
<p style="text-align: justify;">Resta da verificare come vorrà comportarsi il Ministero con tutta una serie di prodotti che potremmo definire “border line” (conserve vegetali, succhi di frutta ecc.) per i quali l’applicazione dei claims potrebbe essere una forzatura ma che attualmente è soggetta ad interpretazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/adap1.png" rel="lightbox[7805]"><img class="aligncenter wp-image-7840 size-content" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/adap1-246x1024.png" alt="faq commercio adap" width="246" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><!-- Start Shortcoder content --><blockquote style="height:40px;">Vuoi saperne di più?<a style="font-style: normal !important; float:right;" href="http://gruppomaurizi.it/corso-pratico-per-letichettatura-alimentare/" class="button flat-alt">Scopri i nostri corsi</a></blockquote><!-- End Shortcoder content --></p>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI ADAP</strong></h6>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER:</strong></h5>
<p style="text-align: justify;">[contact-form-7]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/adap-nuovi-reg-ue-82814-e-60913/">ADAP: I NUOVI REGOLAMENTI UE 828/14 E 609/13 APPLICATIVI DAL 20 LUGLIO 2016</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/adap-nuovi-reg-ue-82814-e-60913/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IGIENE E SICUREZZA DELLE NOSTRE AZIENDE ALIMENTARI: CONTROLLI SEMPRE PIU’ ESIGENTI E LE INFRAZIONI AUMENTANO</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/infrazioni-igiene-e-sicurezza-alimentare/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/infrazioni-igiene-e-sicurezza-alimentare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 15:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Mazzeo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[haccp]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[rasff]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7772</guid>
		<description><![CDATA[<p>Oltre 170 mila ispezioni e 8 mila audit effettuati dalle Aziende Sanitarie Locali (ASL), attraverso i competenti servizi veterinari e di igiene e sicurezza degli alimenti e nutrizione, sugli stabilimenti per gli alimenti di origine animale che hanno rilevato quasi 17 mila non conformità, relative a condizioni strutturali ed attrezzature. I controlli su quasi 288 [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/infrazioni-igiene-e-sicurezza-alimentare/">IGIENE E SICUREZZA DELLE NOSTRE AZIENDE ALIMENTARI: CONTROLLI SEMPRE PIU’ ESIGENTI E LE INFRAZIONI AUMENTANO</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Oltre <strong>170 mila ispezioni e 8 mila audit</strong> effettuati dalle Aziende Sanitarie Locali (ASL), attraverso i competenti servizi veterinari e di igiene e sicurezza degli alimenti e nutrizione, sugli stabilimenti per gli alimenti di origine animale che hanno rilevato <strong>quasi 17 mila non conformità</strong>, relative a condizioni strutturali ed attrezzature.</p>
<p style="text-align: justify;">I controlli su quasi <strong>288 mila</strong> <strong>unità operative</strong> di imprese alimentari hanno trovato <strong>più di 50 mila irregolarità</strong>, soprattutto nell&#8217;ambito della ristorazione, seguito da produttori e confezionatori che vendono prevalentemente al dettaglio.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le non conformità rilevate hanno riguardato, per lo più, l&#8217;igiene generale e del personale, le strutture e l’HACCP</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per le infrazioni riscontrare sono state adottate da parte delle ASL <strong>66.628 provvedimenti amministrativi</strong> e comunicate all’Autorità giudiziaria <strong>1.115 notizie di reato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono i dati contenuti nella relazione al Parlamento sulla sicurezza alimentare <a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2389_allegato.pdf" target="_blank">&#8220;<strong><em>Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia</em></strong>&#8220;</a> relativa all’anno 2014 pubblicata dal Ministero della Salute il 9 luglio scorso, che raccoglie le informazioni e i numeri delle operazioni che riguardano l’indagine più completa sul controllo della qualità dei prodotti alimentari lungo tutta la filiera produttiva.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Il Gruppo Maurizi ha analizzato i dati</h5>
<p style="text-align: justify;">elaborandoli in modo da capire il trend degli ultimi anni sulla situazione della sicurezza alimentare tra tutti gli operatori del settore alimentare nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che l’Italia mantiene il <strong>primo posto in Europa</strong> in quanto a sistemi di controlli sulla sicurezza alimentare, guardando alle <a href="http://gruppomaurizi.it/sicurezza-alimentare-rasff/%20" target="_blank"> notifiche di irregolarità inviate al sistema di allerta comunitario Rasff</a>, possiamo affermare che sta crescendo la professionalità del personale degli organi del Servizio Sanitario Nazionale addetti al controllo e alla sicurezza alimentare (Asl e laboratori ufficiali) e di conseguenza la quantità delle infrazioni rilevate è in aumento nel corso degli ultimi anni.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>numero di attività controllate </strong>negli ultimi 4 anni<strong> è diminuito </strong>e ciò indica che ancora una migliore calibrazione fra risorse a disposizione, sia umane che economiche, sia un obiettivo da raggiungere.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dal 2010 al 2014 l’attività ispettiva ha riguardato un numero sempre minore di attività sottoposte a controllo (più di 400 mila nel 2010 e 287 mila nel 2014) ed anche il numero di ispezioni effettuate sono diminuite (da circa 845mila a quasi 473 mila). Nonostante questa diminuzione dei controlli <strong>il numero delle infrazioni è in costante aumento</strong> passando dal 12,6%  di unità con infrazioni del 2010 al 17,6% del 2014.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ciò lo attribuiamo non ad un peggioramento delle nostre aziende alimentari di ogni tipologia bensì più probabilmente al fatto che il personale ispettivo stia<strong> crescendo professionalmente</strong> nel corso degli ultimi anni.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Analogo discorso per quanto riguarda le indagini effettuate attraverso analisi su campioni, che sono diminuite di numero (dalle oltre 372 mila del 2010 a poco meno di 111 mila del 2014). E’ aumentata tuttavia la percentuale di<strong> campioni irregolari </strong>(dallo 0,8% del 2010 all’1,8% del 2014).</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In un contesto di alta qualità alimentare come quello italiano questo dato va interpretato come una <strong>maggiore consapevolezza e conoscenza</strong> sia da parte delle autorità competenti che delle nostre aziende e delle produzioni.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ne consegue che la scelta degli alimenti da campionare è più mirata ovvero sono analizzati maggiormente quegli alimenti a più alto rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">A conforto di quanto sopra, i dati del Ministero dimostrano che la percentuale di aziende alimentari con infrazioni rispetto al numero complessivo delle imprese registrate sul territorio (produttori, distributori, vendita al dettaglio, confezionatori e ristorazione) sono, negli ultimi sette anni, in diminuzione anche se in misura ridotta (da 4,15% a 3,36%).</p>
<h5 style="text-align: justify;">Infrazioni: ristorazione al primo posto con negligenza su igiene, HACCP e formazione del personale</h5>
<p style="text-align: justify;">I provvedimenti amministrativi sono passati dai poco più di 51 mila del 2008 agli<strong> oltre 66mila del 2014</strong> con quasi 1900 notizie di reato effettuate nel 2008 e le poco più di mille del 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardano al dettaglio del 2014 dell’attività ispettiva svolta da SIAN e SV si nota che le attività più controllate sono state la ristorazione (intesa sia pubblica che collettiva) con <strong>oltre 92 mila unità controllate</strong>, a seguire la produzione primaria (più di 61mila), la distribuzione (oltre 78mila) e quindi i produttori e confezionatori al dettaglio (più di 35 mila)</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La distribuzione delle infrazioni vede<strong> al primo posto la ristorazione</strong> con il 30%, seguita dai produttori e confezionatori al dettaglio e dai produttori e confezionatori con circa il 20% ciascuno.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se entriamo nel dettaglio della tipologia di infrazioni è evidente che il discorso igienico è ancora quello che copre la maggior parte delle infrazioni con oltre il 46% e a seguire l’applicazione del sistema HACCP e la formazione del personale (più del 28%).</p>
<p style="text-align: justify;">Le tabelle seguenti, elaborate dal Gruppo Maurizi, mostrano una inversione di tendenza per quanto riguarda le <strong>infrazioni relative al sistema HACCP e formazione</strong> che negli ultimi anni avevano dato risultati incoraggianti (passando dal 41,2% del 2009 al 28,2% del 2014). Il discorso legato all’<strong>igiene</strong> è ancora un dato significativo con un andamento altalenante.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La valutazione di questi dati può essere ancora legata alla tipologia di richieste (sempre maggiori e puntuali per quanto riguarda l’HACCP e la formazione) da parte dell’autorità competente, che <strong>non è più disposta a tollerare situazioni di igiene precaria</strong>.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_tab1.png" rel="lightbox[7772]"><img class="alignnone wp-image-7779 size-full" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_tab1.png" alt="Infrazioni igiene HACCP e formazione" width="680" height="187" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se guardiamo alle attività per le quali sono state riscontrate più sanzioni, ovvero ristorazione e produttori e confezionatori al dettaglio, possiamo vedere che, per quanto riguarda la ristorazione, il <strong>25% delle unità controllate </strong>negli ultimi 4 anni<strong> presentava delle irregolarità</strong>. È facile pensare che il risultato migliore degli anni precedenti non fosse dettato da una migliore  e reale condizione degli stessi, piuttosto da un controllo meno approfondito ed esigente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_ristorazione_tab1.png" rel="lightbox[7772]"><img class="alignnone size-full wp-image-7780" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_ristorazione_tab1.png" alt="Infrazioni ristorazione tab1" width="876" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_ristorazione_tab2.png" rel="lightbox[7772]"><img class="alignnone size-full wp-image-7781" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_ristorazione_tab2.png" alt="Infrazioni ristorazione tabella 2" width="876" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Analogo discorso per  i produttori e confezionatori al dettaglio, che comprendono tutte le attività artigianali senza somministrazione (laboratori di pasticceria, gelateria, gastronomia) che vendono al dettaglio. Infatti, se entriamo nel merito della tipologia di infrazioni,<strong> l’aspetto igienico presenta il dato più significativo</strong>, con un netto peggioramento negli ultimi 4 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_produttori_tab1.png" rel="lightbox[7772]"><img class="alignnone size-full wp-image-7783" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_produttori_tab1.png" alt="Infrazioni produttori tabella1" width="875" height="232" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_produttori_tab2.png" rel="lightbox[7772]"><img class="alignnone size-full wp-image-7782" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/infrazioni_produttori_tab2.png" alt="Infrazioni produttori tabella2" width="876" height="377" /></a></p>
<p>Siamo permanente diventati più “zozzoni”? O forse l’autorità competente non perdona più nulla?</p>
<!-- Start Shortcoder content --><blockquote style="height:40px;">Per saperne di più<a style="font-style: normal !important; float:right;" href="http://gruppomaurizi.it/servizi/sicurezza-alimentare/" class="button flat-alt">Contattaci</a></blockquote><!-- End Shortcoder content -->
<h6><strong>NON PERDERE GLI AGGIORNAMENTI SUL CONTROLLO DEGLI ALIMENTI!</strong></h6>
<h5><strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER:</strong></h5>
[contact-form-7]
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/infrazioni-igiene-e-sicurezza-alimentare/">IGIENE E SICUREZZA DELLE NOSTRE AZIENDE ALIMENTARI: CONTROLLI SEMPRE PIU’ ESIGENTI E LE INFRAZIONI AUMENTANO</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/infrazioni-igiene-e-sicurezza-alimentare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SICUREZZA ALIMENTARE, RESPONSABILITA&#8217; GLOBALI</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/responsabilita-globali/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/responsabilita-globali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 15:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Nazionale dei Chimici]]></category>
		<category><![CDATA[expo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Chimico Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Punto]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della salute]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7737</guid>
		<description><![CDATA[<p>Quando si tratta di responsabilità e sicurezza alimentare, l&#8217;Italia vanta un ruolo di primo piano nella tutela di imprese e consumatori. &#160; Il Sistema Sanitario Pubblico Italiano per la Salute animale e la Sicurezza alimentare prevede infatti un apparato strutturato che integra una molteplicità di attori coinvolti, ognuno con le proprie responsabilità per il controllo, la prevenzione e il contrasto alle [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/responsabilita-globali/">SICUREZZA ALIMENTARE, RESPONSABILITA&#8217; GLOBALI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="199" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/fruit-426002_1280-300x199.jpg" class="post_image attachment-medium" alt="Sicurezza alimentare, responsabilità globali" style="float:left;margin:0 1.5em 1.5em 0;" title="Sicurezza alimentare, responsabilità globali" />
<h5 style="text-align: justify;">Quando si tratta di <strong>responsabilità e sicurezza alimentare</strong>, l&#8217;Italia vanta un ruolo di primo piano nella tutela di imprese e consumatori.</h5>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/fruit-426002_1280.jpg" rel="lightbox[7737]"><img class="aligncenter size-banner wp-image-7691" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/fruit-426002_1280-536x240.jpg" alt="Sicurezza alimentare, responsabilità globali" width="536" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_EventiStampa_355_intervisteRelatori_itemInterviste_0_fileAllegatoIntervista.pdf" target="_blank">Sistema Sanitario Pubblico Italiano per la Salute animale e la Sicurezza alimentare</a> prevede infatti un apparato strutturato che integra una molteplicità di attori coinvolti, ognuno con le proprie responsabilità per il controllo, la prevenzione e il contrasto alle frodi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Del tema si è recentemente parlato anche all&#8217;Expo di Milano, con il convegno <a href="http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=2158" target="_blank">Fighting food crime, enforcing food safety</a>, durante il quale il Ministero della Salute ha presentato i risultati delle azioni di prevenzione e controllo messe in atto:<span style="color: #2a2a25;"> nel 2014 sono state <strong>oltre 171.000 le ispezioni </strong>e<strong> 8.000 gli audit</strong> dei servizi veterinari e di igiene e sicurezza degli alimenti e nutrizione delle ASL italiane sugli stabilimenti per gli alimenti di origine animale, nonché quasi <strong>288.000 le unità operative</strong> di imprese alimentari controllate e più di <strong>110.000</strong> <strong>i campioni </strong>analizzati dai laboratori ufficiali.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Punto di Daniela Maurizi su <strong>Il Chimico Italiano</strong>, rivista ufficiale del <a href="http://www.chimici.it/cnc2014/index.php?id=73" target="_blank">Consiglio Nazionale dei Chimici</a>:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/Ilpunto_chimicoitaliano1.png" rel="lightbox[7737]"><img class="alignnone wp-image-7733 size-full" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/Ilpunto_chimicoitaliano1.png" alt="il punto: sicurezza alimentare, responsabilità globali" width="692" height="876" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><strong>VUOI SAPERNE DI PIU&#8217;?</strong></h6>
<h5><strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER:</strong></h5>
[contact-form-7]
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/responsabilita-globali/">SICUREZZA ALIMENTARE, RESPONSABILITA&#8217; GLOBALI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/responsabilita-globali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ARSENICO: I FATTORI CHE AUMENTANO IL RISCHIO DI ESPOSIZIONE ALIMENTARE</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/arsenico-fattori-rischio/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/arsenico-fattori-rischio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 09:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Mazzeo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[acqua minerale]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico nell'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[EFSA]]></category>
		<category><![CDATA[food and drug administration]]></category>
		<category><![CDATA[istituto superiore di sanità]]></category>
		<category><![CDATA[latte e latticini]]></category>
		<category><![CDATA[livelli massimi arsenico e piombo]]></category>
		<category><![CDATA[nitrasone]]></category>
		<category><![CDATA[ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7705</guid>
		<description><![CDATA[<p>Latte e latticini e prodotti vegetali sono i prodotti più a rischio di contaminazione da arsenico. &#160; Attraverso il suolo l’arsenico, un metallo presente nell’ambiente nel terreno o nell’acqua, arriva nelle piante per assorbimento e accumulo. L’esposizione alle persone a questo composto chimico può avvenire attraverso l’ingestione di cibi o acqua contaminati e nel corso [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/arsenico-fattori-rischio/">ARSENICO: I FATTORI CHE AUMENTANO IL RISCHIO DI ESPOSIZIONE ALIMENTARE</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<h5 style="text-align: justify;">Latte e latticini e prodotti vegetali sono i prodotti più a rischio di contaminazione da arsenico.</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/latte-e-arsenico.jpg" rel="lightbox[7705]"><img class="alignright wp-image-7710 size-full" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/latte-e-arsenico.jpg" alt="arsenico latte" width="108" height="144" /></a>Attraverso il suolo l’arsenico, un metallo presente nell’ambiente nel terreno o nell’acqua, arriva nelle piante per assorbimento e accumulo. L’esposizione alle persone a questo composto chimico può avvenire attraverso <strong>l’ingestione di cibi o acqua contaminati</strong> e nel corso del tempo l’accumulo nell’organismo può avere conseguenze dannose alla salute. Le abitudini alimentari influenzano l’esposizione alimentare all’arsenico soprattutto in zone dove la presenza supera i limiti di normalità: pratiche di consumo regolare di acque di rubinetto e di sorgente ricche di arsenico; consumo di alimenti (pane ad esempio) trasformati con impiego di acqua locale o il consumo di alimenti vegetali prodotti localmente.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Di contaminazione con arsenico nella catena alimentare si è parlato al <a href="http://www.arsenicfoodchain.it/pages/ProgrammaScientifico.html#" target="_blank">convegno organizzato dall’Istituto superiore di sanità</a> a giugno scorso</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se negli Stati Uniti l’uso di arsenico organico nei mangimi è autorizzato, in Europa l’Efsa si è espressa in due occasioni sull’arsenico nelle filiere zootecniche affermando che il <strong>Nitarsone,</strong> composto organico di arsenico usato come additivo nei mangimi, non è permesso in Europa. I dati inizialmente non erano sufficienti per stimare il rischio per i consumatori poi studi condotti negli Usa hanno dimostrato un <strong>aumento della concentrazione di arsenico nei reflui zootecnici</strong> che contribuisce alla presenza nel suolo e nell’acqua. Nel 2015 la Food and Drug Administration americana si è espressa non autorizzando ulteriormente l’uso di nitarsone, ultimo organo arsenicale rimasto in zootecnia.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’Efsa si è poi espressa sulla <strong>contaminazione</strong> con arsenico dei mangimi e alimenti per animali da reddito e i suoi riflessi sulla sicurezza degli alimenti di origine animale</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">I mangimi per acquacoltura sono quelli con i livelli più alti, di conseguenza i pesci possono dare un importante contributo all’arsenico totale nella dieta umana anche se <strong>i dati sono ancora incompleti per una valutazione sulla tossicità</strong>. La presenza nei prodotti ittici e nei mangimi per acquacoltura non pone però un problema paragonabile a quello dell’arsenico nei prodotti vegetali ed inoltre l’assunzione dipende dal tipo di prodotti della pesca (crostacei e molluschi più a rischio) e come si preparano.</p>
<p style="text-align: justify;">In genere per gli altri mangimi per animali l’arsenico non è valutato dall’Efsa come non un contaminante prioritario per tutelare la sicurezza alimentare, tuttavia <strong>in aree con elevati livelli di arsenico nell’ambiente si registra un aumento significativo anche nel latte</strong>. I ruminanti sono particolarmente esposti all’ambiente e quindi il consiglio è di fare <strong>attenzione a</strong> <strong>latte e latticini</strong> provenienti da zone dove si è registrata una presenza diffusa di arsenico, anche se a basse concentrazioni, in un gruppo di alimenti ad elevato consumo ed in particolare nel latte usato per i bambini.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Da gennaio 2016 entreranno in vigore due regolamenti comunitari che stabiliscono i <a href="http://gruppomaurizi.it/piombo-e-arsenico-inorganico-alimenti/" target="_blank"> nuovi limiti per piombo e arsenico inorganico negli alimenti.</a></p>
</blockquote>
<ul>
<li>I gruppi alimentari che contribuiscono maggiormente all’esposizione all’arsenico sono cereali e prodotti da forno, acqua minerale e bevande, verdure e ortaggi.</li>
<li>I bambini e i residenti in aree con abbondanza naturale di arsenico nell’ambiente rappresentano i gruppi di popolazione con i livelli espositivi più elevati.</li>
</ul>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/arsenico-fattori-rischio/">ARSENICO: I FATTORI CHE AUMENTANO IL RISCHIO DI ESPOSIZIONE ALIMENTARE</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/arsenico-fattori-rischio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AGROALIMENTARE: ITALIA AI PRIMI AL MONDO NELLA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/agroalimentare-lotta-alla-contraffazione/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/agroalimentare-lotta-alla-contraffazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 09:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Mazzeo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[grana padano]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[sequestri e controlli agroalimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7548</guid>
		<description><![CDATA[<p>Contraffazione agroalimentare: nel primo semestre 2015 49 mila controlli e sequestri per 57 milioni di euro Perquisizioni e controlli in caseifici e magazzini di stoccaggio di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, 310 mila ettolitri sequestrati tra mosti, vini e succhi d’uva, oltre 580 chili di latticini freschi, in prevalenza mozzarella di bufala campana a marchio [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/agroalimentare-lotta-alla-contraffazione/">AGROALIMENTARE: ITALIA AI PRIMI AL MONDO NELLA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Contraffazione agroalimentare: nel primo semestre 2015 49 mila controlli e sequestri per 57 milioni di euro</strong></h6>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/contraffazione.jpg" rel="lightbox[7548]"><img class="alignleft size-full wp-image-7549" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/contraffazione.jpg" alt="contraffazione" width="259" height="195" /></a>Perquisizioni e controlli in caseifici e magazzini di stoccaggio di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, 310 mila ettolitri sequestrati tra mosti, vini e succhi d’uva, oltre 580 chili di latticini freschi, in prevalenza mozzarella di bufala campana a marchio “DOP” che non avevano i requisiti di rintracciabilità del prodotto. Sono alcuni dei <a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8861" target="_blank">dati relativi al primo semestre 2015 pubblicati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali relativi ai controlli effettuati nell&#8217;agroalimentare.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gennaio e giugno 2015 sono 49 mila i controlli effettuati in aumento del 14% rispetto al primo semestre dello scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Una notizia che conferma come il nostro Paese prenda la sicurezza alimentare molto sul serio nonostante l’Unione Europea ci spinge in direzioni che non vorremmo prendere come ad esempio cambiare la nostra legislazione per <a href="http://gruppomaurizi.it/formaggi-con-latte-in-polvere-lo-dice-lue/" target="_blank">permettere che i formaggi si possano fare anche a partire da latte in polvere.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alle operazioni dell&#8217;Ispettorato repressione frodi (Icqrf), dei Nuclei Anticontraffazioni Carabinieri &#8211; Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari (Nac), del Corpo forestale dello Stato e delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera sono stati eseguiti sequestri per un valore di circa 57 milioni di euro. Inoltre sono state elevate oltre 4 mila sanzioni amministrative e più di 700 persone sono state denunciate.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/agroalimentare-lotta-alla-contraffazione/">AGROALIMENTARE: ITALIA AI PRIMI AL MONDO NELLA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/agroalimentare-lotta-alla-contraffazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FORMAGGI CON LATTE IN POLVERE LO DICE L’UE</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/formaggi-con-latte-in-polvere-lo-dice-lue/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/formaggi-con-latte-in-polvere-lo-dice-lue/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 16:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Mazzeo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[divieto utilizzo latte in polvere]]></category>
		<category><![CDATA[etichette]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi e prodotti caseari.]]></category>
		<category><![CDATA[latte in polvere]]></category>
		<category><![CDATA[latticini]]></category>
		<category><![CDATA[legge 1974 produzione formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[petizione contro unione europea formaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7545</guid>
		<description><![CDATA[<p>Pochi giorni fa la Commissione europea ha inviato una lettera all&#8217;Italia per chiedere la fine del divieto di utilizzo di latte in polvere per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari, un divieto previsto da una legge nazionale del 1974. Dal 1974 la legge italiana dice che i formaggi si fanno a partire dal latte fresco [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/formaggi-con-latte-in-polvere-lo-dice-lue/">FORMAGGI CON LATTE IN POLVERE LO DICE L’UE</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/formaggio.jpg" rel="lightbox[7545]"><img class="alignright wp-image-7546 size-full" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/07/formaggio.jpg" alt="FORMAGGI" width="279" height="181" /></a>Pochi giorni fa la Commissione europea ha inviato una lettera all&#8217;Italia per chiedere la fine del divieto di utilizzo di latte in polvere per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari, un divieto previsto da una legge nazionale del 1974.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1974 la legge italiana dice che i formaggi si fanno a partire dal latte fresco vietando l&#8217;uso di latte in polvere o ricomposto. L&#8217;Italia ha già ricevuto una diffida dall&#8217;UE perché questa norma va contro il libero mercato europeo&#8230; prepariamoci alla difesa dei nostri formaggi e a leggere sempre di più le <a href="http://gruppomaurizi.it/etichette-prodotti-alimentari/" target="_blank">etichette</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono ovviamente già partite polemiche e prese di posizione contro il progetto avviato dall’Unione Europea di usare il latte in polvere nella fabbricazione di prodotti lattiero-caseari. <strong>Tanti formaggi potrebbero non essere più prodotti con latte fresco.</strong> A rischio c&#8217;è la qualità di numerose specialità tipicamente italiane, dalla mozzarella al caratteristico pecorino sardo. Proprio a difesa dei formaggi sardi è partita una <a href="https://www.change.org/p/niente-latte-in-polvere-per-i-formaggi-sardi-no-alle-imposizioni-europee-maumartina/sign?utm_source=action_alert&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=339311&amp;alert_id=tyfeNeaEAv_Ii6ZZJX%2F1uZIdMNoP7vawFz461MWAtHqxngF7yQGJ07SnXcBFCXNMyaL%2B0GagB9s" target="_blank">petizione niente latte in polvere per i formaggi sardi, no alle imposizioni europee</a></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/formaggi-con-latte-in-polvere-lo-dice-lue/">FORMAGGI CON LATTE IN POLVERE LO DICE L’UE</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/formaggi-con-latte-in-polvere-lo-dice-lue/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NUOVI LIMITI PER PIOMBO E ARSENICO INORGANICO NEGLI ALIMENTI</title>
		<link>http://gruppomaurizi.it/piombo-e-arsenico-inorganico-alimenti/</link>
		<comments>http://gruppomaurizi.it/piombo-e-arsenico-inorganico-alimenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 16:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Isabella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamenti legislativi]]></category>
		<category><![CDATA[controllo alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[livelli massimi arsenico e piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Reg UE 1005/2015]]></category>
		<category><![CDATA[Reg UE 1006/2015]]></category>
		<category><![CDATA[Reg. 1881/06]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gruppomaurizi.it/?p=7471</guid>
		<description><![CDATA[<p>Si applicheranno dal 1/01/2016 i due nuovi Regolamenti UE pubblicati oggi in Gazzetta ufficiale, che vanno a modificare il Reg. 1881/06 per quanto concerne i tenori massimi di piombo e arsenico inorganico negli alimenti. &#160; Tutti i prodotti già immessi sul mercato prima di questa data possono pertanto continuare ad essere commercializzati fino alla loro durata minima [&#8230;]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/piombo-e-arsenico-inorganico-alimenti/">NUOVI LIMITI PER PIOMBO E ARSENICO INORGANICO NEGLI ALIMENTI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<h5 style="text-align: justify;">Si applicheranno dal 1/01/2016 i due nuovi Regolamenti UE pubblicati oggi in Gazzetta ufficiale, che vanno a modificare il Reg. 1881/06 per quanto concerne i tenori massimi di piombo e arsenico inorganico negli alimenti.</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/06/europe-558828_1280.jpg" rel="lightbox[7471]"><img class="aligncenter wp-image-7506 size-banner" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/06/europe-558828_1280-536x240.jpg" alt=" piombo e arsenico commissione UE" width="536" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i prodotti già immessi sul mercato prima di questa data possono pertanto continuare ad essere commercializzati fino alla loro durata minima di conservazione o scadenza.</p>
<h5 style="text-align: justify;">La novità più importante riguarda l’arsenico</h5>
<h5 style="text-align: justify;">(Reg UE 1006/2015)</h5>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/06/biscuit-93171_1280.jpg" rel="lightbox[7471]"><img class="alignright wp-image-7503 size-medium" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/06/biscuit-93171_1280-300x199.jpg" alt="arsenico cracker riso" width="300" height="199" /></a>Fino ad oggi, per l&#8217;arsenico non era previsto nessun limite sugli alimenti, <a href="http://http://gruppomaurizi.it/arsenico-nell-acqua/%20‎">ma solo per l’acqua</a>. Studi dell’EFSA hanno infatti dimostrato che forti consumatori di riso in Europa e i bambini di età inferiore ai 3 anni, sono i più esposti all’arsenico inorganico attraverso l’alimentazione. Da qui la necessità di definire dei <a href="http://http://gruppomaurizi.it/allarme-arsenico-nel-riso-in-italia-il-problema-e-nelle-acque/">limiti per l’arsenico per il riso</a> e i prodotti a base di riso quali cracker, gallette, dolci di riso, cialde ecc.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Le nuove voci e i loro limiti per l’arsenico inorganico sono:</strong></h6>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Riso lavorato non parboiled (riso brillato o bianco) <strong>&lt;0.20mg/kg</strong></li>
<li>Riso parboiled e riso semigreggio <strong>&lt;0.25mg/kg</strong></li>
<li>Cialde di riso, cialdine di riso, cracker di riso e dolci di riso <strong>&lt; 0.30 mg/kg</strong></li>
<li>Riso destinato alla produzione di alimenti per lattanti e i bambini <strong>&lt; 0.10 mg/kg</strong></li>
</ul>
<h5 style="text-align: justify;">Le novità riguardanti il piombo (Reg UE 1005/2015)</h5>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>sono più articolate <span style="font-size: 13px;">e scaturiscono sempre da un parere EFSA per:</span></strong></h6>
<ul style="text-align: justify;">
<li>diminuire l’esposizione dei lattanti e bambini fino ai 3 anni come anche delle donne in età fertile;</li>
<li>rivedere alcuni limiti che erano stati distinti per alcune specie vegetali,come anche rivedere alcuni limiti in modo più restrittivo.</li>
</ul>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una novità importante riguarda il miele, per il quale non era previsto un limite. Il rilevamento di tale sostanza ha tuttavia generato delle contromisure degli Stati Membri che hanno creato difficoltà a livello di commercializzazione nel mercato comune.</p>
</blockquote>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Le nuove voci inserite per il piombo sono:</strong></h6>
<p><a href="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/06/shutterstock_115517950.jpg_cumisuveggel.jpg" rel="lightbox[7471]"><img class="alignright size-medium wp-image-7531" src="http://gruppomaurizi.it/wp-content/uploads/2015/06/shutterstock_115517950.jpg_cumisuveggel-300x216.jpg" alt="piombo alimenti bambino" width="300" height="216" /></a></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Alimenti a base di cerali e altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini <strong>&lt;0.050mg/kg</strong></li>
<li style="text-align: justify;">Alimenti a fini medici speciali destinati in modo specifico ai lattanti, commercializzati
<ul>
<li><span style="text-align: justify;">in polvere </span><strong style="text-align: justify;">&lt;0.050mg/kg</strong></li>
<li>allo stato liquido <strong>&lt;0.010mg/kg</strong></li>
</ul>
</li>
<li>Bevande destinate ai lattanti e ai bambini etichettate e vendute come tali
<ul>
<li>Commercializzate allo stato liquido o da ricostituire <strong>&lt;0.030mg/kg</strong></li>
<li>Da preparare mediante infusione o decozione <strong>&lt;1.50mg/kg</strong></li>
</ul>
</li>
<li>Ortaggi esclusi cavoli a foglia, salsefica, ortaggi a foglia ed erbe fresche, funghi, alghe marine e ortaggi a frutto<strong> &lt;0.10mg/kg</strong></li>
<li>Mirtilli rossi, ribes a grappoli, bacche di sambuco e frutti del corbezzoli <strong>&lt;0.20mg/kg</strong></li>
<li>Ortaggi a frutto</li>
<li>Granoturco dolce <strong>&lt;0.10mg/kg</strong></li>
<li>Altri diversi dal granoturco dolce <strong>&lt;0.05mg/kg</strong></li>
<li><span style="text-align: justify;">Miele </span><strong style="text-align: justify;">&lt;0.10mg/kg</strong></li>
</ul>
<h6><strong style="text-align: justify;">I principali cambiamenti riguardano invece le seguenti voci:</strong></h6>
<ul>
<li>Crostacei</li>
<li>Cerali e leguminose</li>
<li>Ortaggi</li>
<li>Cavoli a foglia, salsefica, ortaggi a foglia escluse le erbe fresche e i seguenti funghi: Agaricus bisporus (prataioli), Pleurotus ostreatus (orecchioni), Lentinus erode (Shitake)</li>
<li>Frutta, esclusi mirtilli rossi, ribes a grappoli, bacche di sambuco e frutti del corbezzolo</li>
<li>Vini</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Queste ultime sono state modificate con inserimento di limiti diversi o per lo più con aggiunta di più voci che differenziano le tipologie di alimenti. Si rimanda al <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:JOL_2015_161_R_0005&amp;from=IT" target="_blank">testo ufficiale</a> per un approfondimento e per i limiti di dettaglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- Start Shortcoder content --><blockquote style="height:40px;">Per saperne di più<a style="font-style: normal !important; float:right;" href="http://gruppomaurizi.it/servizi/sicurezza-alimentare/" class="button flat-alt">Contattaci</a></blockquote><!-- End Shortcoder content --></p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>VUOI RIMANERE AGGIORNATO SU QUESTO ARGOMENTO?</strong></h5>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER:</strong></h6>
<p style="text-align: justify;">[contact-form-7]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it/piombo-e-arsenico-inorganico-alimenti/">NUOVI LIMITI PER PIOMBO E ARSENICO INORGANICO NEGLI ALIMENTI</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://gruppomaurizi.it">Gruppo Maurizi</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gruppomaurizi.it/piombo-e-arsenico-inorganico-alimenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
