A ragion veduta https://blog.uaar.it Il mondo osservato dall’Uaar Thu, 19 Sep 2019 15:18:41 +0000 it-IT hourly 1 http://www.uaar.it/news/http://www.uaar.it/images/uaarlogosmall.jpgUAAR La clericalata della settimana, 37: bando della Regione Sardegna per gli oratori interparrocchiali https://blog.uaar.it/2019/09/19/clericalata-settimana-37/ https://blog.uaar.it/2019/09/19/clericalata-settimana-37/#comments Thu, 19 Sep 2019 15:18:41 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63259 Leggi tutto »]]> Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è della Regione Sardegna che

ha emanato un bando per la realizzazione di oratori interparrocchiali, rivolto alle diocesi, che prevede contributi fino al 90% della spesa ammessa e fino a un massimo di 1,35 milioni di euro per ciascun intervento

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Il leader leghista Matteo Salvini, durante il suo comizio al recente raduno di Pontida, ha citato papa Giovanni Paolo II per proclamare che “l’Europa o è cristiana o non è”.

Il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, rispondendo al diktat del cardinale della Cei Gualtiero Bassetti, si sta impegnando affinché il Parlamento legiferi presto sul fine vita prima del termine fissato dalla Corte Costitizionale.

L’ufficio studi del partito Fratelli d’Italia e la fondazione di destra FareFuturo hanno diffuso un controverso e dubbio Rapporto sull’islamizzazione dell’Europa, caratterizzato da un approccio identitario cristianista, in cui si arriva a sostenere che nel 2100 metà della popolazione italiana potrebbe essere musulmana.

Il Comune di Forlì ha stanziato 110mila euro per illuminare tutti i 27 campanili delle chiese della città nel periodo natalizio.

Il dirigente di Fratelli d’Italia Francesco Minutillo ha attaccato un insegnante elementare di Predappio (FC) per aver consigliato agli alunni tra le letture estive anche il libro “Ascolta il tuo cuore” di Bianca Pitzorno, perché avrebbe “espliciti contenuti gender”.

Il Comune di Firenze ha patrocinato il pellegrinaggio dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina nella città per la venerazione della reliquia di san Giovanni Crisostomo conservata nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Il sindaco di San Pietro al Tanagro (SA) Domenico Quaranta ha presenziato alla messa per l’elevazione a santuario di una cappella sul Monte Ausiliatrice.

La redazione

]]> https://blog.uaar.it/2019/09/19/clericalata-settimana-37/feed/ 4 Buone novelle laiche https://blog.uaar.it/2019/09/16/buone-novelle-laiche-62/ https://blog.uaar.it/2019/09/16/buone-novelle-laiche-62/#comments Mon, 16 Sep 2019 14:48:56 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63104 Leggi tutto »]]> Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.

Un agosto rovente per la politica italiana, con la crisi di governo fatta esplodere da Matteo Salvini. Lo scontro parlamentare ha riportato nel dibattito persino il tema della laicità, messo in sordina durante l’esecutivo Lega-5 Stelle per le iniziative confessionaliste di alcuni esponenti del governo. Il presidente del consiglio uscente (e rientrante) Giuseppe Conte ha pungolato il leader leghista ed ex alleato di governo anche sullo spericolato uso dei simboli religiosi da parte di Salvini. “Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare di accostare agli slogan politici i simboli religiosi”, ha ammonito Conte, “sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e di oscurare il principio di laicità alla base dello Stato moderno”. Nella sua replica a Conte il leader leghista non ha esitato a invocare in aula la protezione del cuore immacolato della Madonna sull’Italia, mentre il senatore Simone Pillon esibiva un rosario e l’ex ministro Lorenzo Fontana estraeva una coroncina. Con il levarsi delle proteste dai banchi dell’opposizione, la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha fatto presente che in aula non si possono esporre simboli religiosi, dato che il regolamento di Palazzo Madama lo vieta nel rispetto del principio di laicità. Questi moniti delle maggiori cariche politiche contro l’ostentazione dei simboli religiosi in un’aula istituzionale sono una boccata d’aria fresca per la laicità in Italia. Ma mettono in evidenza una vistosa contraddizione: se in Senato l’imbarazzo è tale che ci si ricorda di rispettare il principio di laicità, ci si dimentica che in tantissimi contesti istituzionali politici – magari degli stessi schieramenti – promuovono senza ostacoli l’imposizione identitaria del crocifisso. Dopo la crisi di governo e il successivo conferimento dell’incarico da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per formare un nuovo esecutivo, lo stesso Conte ha citato tra i principi che ne hanno ispirato l’azione, “non negoziabili, scritti nella nostra Costituzione”, anche “il principio di laicità e la difesa degli interessi nazionali nel quadro di un multiculturalismo efficace”. Tutto questo può far sperare che ci sia un cambio di rotta con il nuovo governo sui temi laici? Chissà, magari riusciranno veramente a sorprenderci.

Qualche novità potrebbe arrivare sul fronte dell’istruzione. Dopo la Camera anche il Senato ha approvato la legge che reintroduce l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole del primo e secondo ciclo. L’insegnamento prevede 33 ore annue e il voto in pagella, ma l’effettiva implementazione rischia di slittare non prima dell’anno scolastico 2020-2021. La crisi di governo ha infatti contribuito al ritardo della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, avvenuta solo il 21 agosto. Tempo insufficiente per far trascorrere i 15 giorni richiesti a decorrere dal primo settembre “del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore”. Ma il Ministero dell’Istruzione sta cercando di fermare il rinvio con un decreto.

Il tema dei costi della Chiesa non viene dimenticato. Il Comune di San Giovanni Rotondo (FG), noto per la presenza di padre Pio, ha chiesto di versare l’Imu non pagata per l’ospedale dedicato all’attuale santo. Si parla di circa 1,7 milioni di euro che l’immobiliare della Casa Sollievo della Sofferenza – spa che fa capo all’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa) – deve al Comune. Per il momento l’immobiliare ha fatto ricorso, fermando l’iter.

La redazione

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/16/buone-novelle-laiche-62/feed/ 15
La clericalata della settimana, 36: il Comune di Genova aderisce all’accordo proposto dal Forum Ligure delle associazioni familiari https://blog.uaar.it/2019/09/12/clericalata-settimana-36/ https://blog.uaar.it/2019/09/12/clericalata-settimana-36/#comments Thu, 12 Sep 2019 09:34:22 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63251 Leggi tutto »]]> Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del Comune di Genova che

ha aderito all’accordo proposto dal Forum ligure delle associazioni familiari, di impostazione confessionalista, per la difesa della famiglia e la promozione della natalità.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Il senatore Simone Pillon e l’ex ministro Lorenzo Fontana (Lega) hanno criticato il nuovo governo perché a loro dire potrebbe aprire su adozioni gay ed eutanasia. Pillon ha evocato l’anatema di padre Livio Fanzaga su Radio Maria e si è rammaricato per la nomina a ministri di Elena Bonetti e Vincenzo Spadafora. Fontana dal canto suo ha sostenuto che la “componente gay è ben rappresentata in questo governo”.

Il sindaco di Monserrato (CA) Tomaso Locci ha recuperato la “tradizione” di far suonare la banda alle sei del mattino durante la festa della locale Beata Vergine.

La redazione

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/12/clericalata-settimana-36/feed/ 4
Il mondo dopo Salvini https://blog.uaar.it/2019/09/12/il-mondo-dopo-salvini/ https://blog.uaar.it/2019/09/12/il-mondo-dopo-salvini/#comments Thu, 12 Sep 2019 08:23:31 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63263 Leggi tutto »]]> Fuori Salvini. E fuori anche Fontana, fuori Pillon, fuori tutta la loro compagnia orante dalla gestione del potere. È una buona notizia laica e non possiamo negarlo. Nemmeno esaltarci, però. C’è infatti già chi, pensando anche a Johnson e all’Afd (?), sostiene che “potremmo essere vicini al picco populista” (Gwynne Dyer su Internazionale), e chi, sostituendo l’Afd con Trump, intravede il “crepuscolo dei leader cattivisti” (Fabrizio Tonello sul Manifesto). Magari fosse vero.

I cattivisti non stanno certo da una parte sola: in fondo, Benito Mussolini era un oratore ridicolo anche quando era un socialista anticlericale. Per averne la conferma basta e avanza il caso di Fabio Sanfilippo, il caporedattore Rai che rischia la sospensione per aver attaccato Salvini senza alcun freno inibitore. Ma l’errore più grande dei laici sarebbe dare per scontato che, una volta accaduto un evento ritenuto importante, la storia è ormai destinata ad andare in un certo modo. Tecnicamente, si chiama “fallacia della brutta china”. Ci siamo forse già dimenticati di Silvio Berlusconi, che dopo essere stato dato per spacciato per aver subito due sconfitte elettorali (1996 e 2006), in seguito è riuscito a vincere altrettante elezioni politiche (2001 e 2008)? Se diamo un’occhiata ai sondaggi, notiamo poi che Johnson è dato addirittura per vittorioso. E se è vero che Salvini è stimato in calo, resta il fatto che, se andassimo oggi al voto, gli basterebbe un’alleanza con i neofascisti di Fratelli d’Italia per sfiorare la maggioranza assoluta in parlamento. È probabilmente lo scenario peggiore da 74 anni a questa parte: non lo sentite un brividino risalirvi lungo la schiena?

La parola “demagogia” è, anche etimologicamente, un sinonimo di “populismo”. La demagogia è nata insieme alla democrazia, è la sua sorella gemella (per quanto eterozigote). Ne è quindi un effetto collaterale inevitabile: e infatti le politiche populiste erano praticate già ad Atene, oltre due millenni fa. L’ateo Crizia, uno dei trenta tiranni, riteneva che la religione fosse «uno spauracchio» necessario per imbrogliare le masse. Ma già durante l’epoca d’oro della democrazia, l’età di Pericle, nel 438 aev, fu introdotta la condanna per empietà per chi non credeva negli dèi venerati dagli ateniesi. Fu a causa di tale editto che Anassagora e Protagora furono costretti ad andarsene in esilio, e Socrate a bersi la cicuta. Se riavvolgiamo il nastro della storia fino al suo inizio, possiamo quasi rimanere sorpresi per essere riusciti ad arrivare dove siamo arrivati oggi. A un mondo, comunque, in cui imperversano i Trump e i Putin, i Modi e gli Erdogan, i Netanyahu e i Bolsonaro, per tacere dei regimi al potere in Arabia Saudita, in Iran e in Cina.

A volte ritornano, i Salvini-Fontana-Pillon. E sicuramente ritorneranno, se non si attuerà un’autentica discontinuità. La debolezza del nuovo esecutivo risiede proprio nell’incapacità di far immaginare agli elettori una dimensione diversa, con un respiro enormemente più ampio dello scontato rifiuto dell’estremismo tribaleghista – che ci fa ricadere nella medesima logica conflittuale, “o noi o loro”, nella quale è sicuramente perdente. Piaccia o no, al momento il mondo dopo Salvini è lo stesso di quando Salvini era ministro, con gli stessi problemi e con gli stessi elettori.

E con gli stessi fedeli a votarli. A ben vedere Salvini, più che un cattolico, sembra un fondamentalista yankee, tanto odia gli immigrati e apprezza le armi – e fors’anche la pena di morte. Poiché la maggioranza degli italiani si dichiara cattolica, però, e poiché Salvini è un nazionalista (oggi: i voti dei “terroni” gli fanno comodo, e parecchi meridionali smemorati glieli danno pure), il leader della Lega fa altrettanto, limitandosi a enfatizzare gli aspetti più tradizionali, persino pittoreschi del cattolicesimo, evocando lo stesso desiderio di purezza degli integralisti. Anche se è lecito dubitare che lo condivida intimamente.

È per questo motivo che il suo approccio comunicativo è e deve essere semplice, più che semplice, basic. Funziona su tante persone, che spesso non hanno (giustamente) alcuna voglia di perdersi in elucubrazioni politologiche. Ma sbaglieremmo a pensare che i suoi elettori sono tutti analfabeti funzionali. Non fosse altro che, in Italia, gli analfabeti funzionali sono così tanti che non possono certo stare soltanto dalla sua parte.

Se vogliamo che il mondo dopo Salvini sia diverso, quindi, dobbiamo lavorare molto – sul breve, sul medio e sul lungo periodo – per costruirne uno diverso. Se pensiamo di vincere con le argomentazioni dobbiamo cominciare a formularle in modo comprensibile a chiunque, presentandole in una cornice coerentemente laica.

Che può vantare numerose credenziali per dare tantissimo a ogni essere umano: libertà personale, uguaglianza di diritti, un approccio rispettoso delle evidenze, un sano realismo, la ragionevole aspettativa che chi detiene la responsabilità di governo sia in grado sia di prendere decisioni a ragion veduta, sia di creare le condizioni affinché ognuno possa a sua volta compiere le scelte personali migliori. Un mondo laico è la migliore prospettiva possibile anche per l’ultimo degli analfabeti funzionali. Ma sta a noi farglielo capire. Cambiare si può: noi, lui, e poi il mondo intero. Quando vogliamo cominciare?

Raffaele Carcano

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/12/il-mondo-dopo-salvini/feed/ 16
Suicidio assistito: le ultime mosse in attesa della Consulta https://blog.uaar.it/2019/09/09/suicidio-assistito-ultime-mosse-attesa-della-consulta/ https://blog.uaar.it/2019/09/09/suicidio-assistito-ultime-mosse-attesa-della-consulta/#comments Mon, 09 Sep 2019 15:00:13 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63233 Leggi tutto »]]> Il destino dell’art. 580 del codice penale, quello per intenderci che punisce chiunque istighi una persona al suicidio o l’aiuti a metterlo in pratica, è ormai da tutti considerato segnato. I suoi giorni , nella formulazione attuale, sono contati e termineranno con tutta probabilità il prossimo 24 settembre, data in cui la Corte costituzionale non potrà che ribadire l’incostituzionalità della seconda delle ipotesi appena citate, ovvero quella che punisce chi “agevola in qualsiasi modo l’esecuzione” del proposito suicida. Incostituzionalità che di fatto fu già individuata dalla Consulta il 24 ottobre dello scorso anno, nel corso dell’esame del processo contro Marco Cappato sul caso di Dj Fabo, mettendo in luce che la difesa di persone deboli e indifese da chi vorrebbe condizionarne le scelte è perfettamente legittima, ma non può sconfinare nella privazione del diritto di scegliere per sé di chi invece, nel pieno delle proprie facoltà, chiede di autodeterminarsi.

La Corte però decise di non decidere, o almeno di non farlo subito ma piuttosto adottare una nuova tipologia di sentenza che qualcuno definì “incostituzionalità differita”, e concesse undici mesi di tempo al legislatore perché intervenisse evitando che la Corte stessa fosse costretta a sentenziare negativamente. Quegli undici mesi sono tuttavia passati invano; il governo non si è fatto carico del problema, evidentemente divisivo in seno alla maggioranza gialloverde dal momento che l’orientamento in merito delle due parti è profondamente diverso, e il Parlamento è riuscito a malapena ad abbozzare varie, in numero e tipo, proposte di legge mai realmente portate avanti. Se il rinvio della Consulta voleva essere una sorta di salvagente per i no-choice allo scopo di limitare i danni (per loro), o non l’hanno capito o non hanno saputo approfittarne.

Ora che si è agli sgoccioli è chiaro che tutti cercano di incrementare l’impegno sul tema. Da parte laica si registrano in particolare il convegno organizzato da Uaar e Consulta di Bioetica presso la Sala Isma del Senato dal titolo “Per il diritto al suicidio medicalmente assistito: un’urgenza non più rimandabile” e relativo appello alla Consulta sottoscritto da varie personalità, che sarà seguito da tavoli e iniziative locali organizzati dai circoli Uaar nel weekend del 14-15 settembre e, infine, giorno 19 in piazza San Giovanni Bosco a Roma appuntamento con la manifestazione/concerto organizzata dall’Associazione Luca Coscioni – alla quale anche l’Uaar parteciperà – all’insegna dello slogan “Per vivere #LiberiFinoAllaFine fatti vivo anche tu!”. E naturalmente anche da parte clericale si affilano le armi pensando alla fase che seguirà il pronunciamento della Consulta, quella cioè in cui si dovrà prenderne atto in un modo o nell’altro e modificare l’art.580. Magari con una legge che tenga conto anche del pesante e tutt’altro che scontato parere espresso dal Comitato di Bioetica in favore del suicidio assistito. O magari con l’esame della proposta di legge sull’eutanasia presentata dal comitato Eutanasia Legale, che giace in Parlamento ormai da ben sei anni. Ipotesi entrambe inaccettabili, ovviamente, per i no-choice.

Le attenzioni della Chiesa cattolica sono in particolare orientate verso il bispresidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, che con il venir meno del contributo leghista al governo è ritenuto il principale baluardo delle istanze clericali. Non solo lui in realtà, qualche altra figura nei palazzi del governo che potrebbe tornare utile per cercare di limitare i danni la si trova, sebbene la compagine nel suo complesso sembri in minoranza. Qualcuno ipotizza che lo stesso capo dello Stato potrebbe essere determinante contro un’ipotetica legge pro eutanasia. E così, mentre il papa si rivolgeva agli oncologi ribadendo la prospettiva della Chiesa secondo cui l’eutanasia non rappresenterebbe un incentivo alla libertà personale ma piuttosto una visione utilitaristica della persona, senza evidentemente riuscire a spiegare in che modo sarebbe utile a qualcuno il protrarsi dell’inevitabile sofferenza, il cardinale Bassetti chiamava a raccolta tutte le associazioni cattoliche sostenitrici della non-vita ad ogni costo in un tavolo contro eutanasia e suicidio assistito.

Dal canto suo l’associazione Pro Vita ha pensato di avviare una nuova campagna sul tema seguendo il suo solito stile aggressivo che cerca di scioccare il passante, e che quasi sempre ci riesce anche se non necessariamente nel senso da loro auspicato. Stavolta il sentimento su cui fare leva è quello dell’affetto verso la persona sofferente la cui morte, secondo Pro Vita, un congiunto non potrebbe mai accogliere con favore. La domanda rivolta alle persone che vedono la campagna è sostanzialmente «se quella persona che chiede di morire fosse tua nonna/madre/sorella/figlio come ti comporteresti?», dando per scontato che la risposta sarebbe «lo impedirei». Ma a parte che la domanda è fuorviante, visto che i soggetti non sono malati terminali bensì persone senza problemi tali da giustificare un ricorso al suicidio assistito, nella realtà la stragrande maggioranza degli italiani risponderebbe in modo molto diverso. La campagna è poi completata da uno spot diffuso online che Avvenire definisce “efficace”. Con i like che non arrivano nemmeno a un decimo dei dislike, nel momento in cui scrivo, ci vuole un bel coraggio a definire efficace tale spot. Dal punto di vista di Avvenire ovviamente, perché invece da quello laico è di sicuro efficacissimo.

Massimo Maiurana

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/09/suicidio-assistito-ultime-mosse-attesa-della-consulta/feed/ 3
Appello alla Corte Costituzionale perché riconosca il diritto al suicidio assistito https://blog.uaar.it/2019/09/09/appello-alla-corte-costituzionale-perche-riconosca-diritto-suicidio-assistito/ https://blog.uaar.it/2019/09/09/appello-alla-corte-costituzionale-perche-riconosca-diritto-suicidio-assistito/#comments Mon, 09 Sep 2019 08:43:16 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63238 Leggi tutto »]]> Al convegno in corso oggi alla sala Isma del Senato della Repubblica, organizzato da Uaar e Consulta di Bioetica, è stato lanciato il seguente appello alla Corte Costituzionale affinché riconosca la fondatezza costituzionale del diritto al suicidio medicalmente assistito nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale. I firmatari, che si sono idealmente costituiti come amici curiae, sono una pluralità di esperti (filosofi, medici, giuristi), di attivisti e di rappresentanti di associazioni impegnate per il diritto all’autodeterminazione nel fine vita.

APPELLO ALLA CORTE COSTITUZIONALE
perché riconosca il diritto al suicidio medicalmente assistito

I sottoscritti firmatari di quest’appello condividono l’urgenza che in Italia sia modificato il divieto assoluto di aiuto al suicidio posto dall’art. 580 c.p., perché oggi esso non risponde più ai valori personalissimi di libertà e di autonomia costitutivi della dignità della persona, costituzionalmente tutelata.
Presentando quest’appello al Convegno “Per il diritto al suicidio medicalmente assistito: un’urgenza non più rimandabile” (Roma, 9 settembre 2019), i sottoscritti si rivolgono alla Corte Costituzionale in vista dell’udienza fissata per il 24 settembre 2019, costituendosi idealmente come amici curiae che riepilogano le principali ragioni a sostegno del suicidio medicalmente assistito e della parziale illegittimità dell’art. 580 c.p.

  1. L’enorme sviluppo delle tecniche mediche degli ultimi decenni ha reso obsolete parte delle modalità di tutela della vita umana apprestate prima dell’avvento della rivoluzione biomedica oggi in corso. In particolare, il suicidio medicalmente assistito si differenzia sostanzialmente dalle forme più tradizionali di questa azione, nelle quali il suicida fa tutto da solo e in segreto, tenendo celati i propositi e le modalità di esecuzione. Nelle nuove condizioni, il proposito di porre fine alla propria vita è dichiarato pubblicamente, e quest’aspetto cambia radicalmente la situazione, perché consente un approfondimento della richiesta, una valutazione delle ragioni che la sostengono, e anche una eventuale rimozione delle difficoltà contingenti (sociali, psicologiche etc.) che potrebbero averla generata. La nozione di “aiuto” deve essere ripensata alla luce delle attuali capacità mediche, perché nel nostro contesto l’assistenza si pone come collaborazione a una richiesta pubblicamente controllabile che è avanzata dall’interessato per realizzare il proprio progetto esistenziale. Non basta, pertanto, né l’appello alla generica “tutela della vita”, né tantomeno la sottolineatura dello stato di “fragilità” delle persone prossime alla morte, per mantenere intatto l’attuale divieto previsto dall’art. 580 c.p.
  2. I valori etici che la pratica del suicidio medicalmente assistito si propone di tutelare sono la libertà e l’autodeterminazione, ossia i valori costituitivi della sfera personalissima di ciascuno, che riceve la massima protezione nella tradizione costituzionale liberale e democratica. La persona ha diritto al rispetto delle proprie decisioni autonome, e questo vale soprattutto alla fine della vita quando si completa il progetto esistenziale: le persone vogliono morire in coerenza con il proprio modo di vita, che non è lo stesso per ognuno di noi. Alcuni rifiutano l’idea stessa di morte, e lottano contro la morte in ogni modo, sopportando qualsiasi intervento; altri, invece, la accettano e non fanno nulla né per allontanarla né per anticiparla; altri ancora, infine, vogliono fermarsi quando vedono che il continuare la vita porta a sfigurare se stessi. Non è solo il dolore il fattore principale che può portare alla richiesta di aiuto finale, ma a strutturare la decisione è il senso della propria dignità, che si avverte essere minacciata o violata quando il processo del morire è sottratto al nostro controllo e alla nostra libertà. Posizione questa sostenuta anche dalla maggioranza dei componenti del Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) nel Parere apposito del 18 luglio 2019, Riflessioni bioetiche sul suicidio medicalmente assistito.
  3. Non vale l’obiezione che è impossibile accertare la volontà dell’interessato prossimo alla morte, perché in realtà ci sono metodi per farlo. La legge 219/2017 li stabilisce anche “in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi” (art. 4, 1) regolando le disposizioni anticipate e le modalità per la raccolta delle stesse. Come ci sono forme attraverso cui è possibile accertare il consenso informato di chi vuole rifiutare le cure salvavita e accetta la morte lasciando che la natura faccia il proprio corso, così è possibile accertare l’autenticità della richiesta di chi chiede assistenza medicalizzata al suicidio.
  4. Non solo il rispetto per le scelte autonome dell’interessato sostiene la liceità del suicidio medicalmente assistito, ma vi sono anche ragioni di tipo solidaristico che portano in quella direzione. Infatti, l’assistenza offerta a chi si trova in una situazione di profonda sofferenza può essere dettata da benevolenza. È certamente crudele lasciare immutato l’attuale divieto imposto dall’art. 580 c.p. che in pochi anni ha portato oltre 600 italiani a recarsi in Svizzera, lontano dai propri affetti, pur di cessare le sofferenze di un’esistenza ormai giunta alla conclusione. Il fenomeno del “turismo per suicidio” (suicide tourism) è in crescita, e sollecita sia problemi di giustizia sociale dal momento che la pratica è accessibile solo agli abbienti, sia aperture alla “mortemvolontaria”, nozione che include l’eutanasia attiva volontaria ossia la pratica in cui l’atto finale è compiuto da terzi su richiesta dell’interessato.
  5. Le professioni sanitarie sono dedite al servizio alla persona e alla salute intesa come stato di benessere psicofisico. Molti medici già condividono le nuove esigenze circa la fine della vita e sono disponibili a prestare l’assistenza richiesta al suicidio: pratica che consente di tutelare la salute-benessere. L’auspicio è che presto cambino le regole deontologiche, e che esse ammettano anche il suicidio medicalmente assistito, consentendo ciò che già è accaduto con il consenso informato, il rispetto della privacy, la contraccezione, l’aborto, e altre pratiche un tempo vietate.
  6. Le cure palliative sono un ausilio importantissimo per alleviare le sofferenze, ma non sempre rappresentano la strada percorribile per garantire il rispetto del proprio piano di vita, né devono diventare un palliativo esse stesse a un problema più grande, che persiste e che a volte può essere risolto solamente con la morte volontaria.

Nel trentesimo anniversario della storica sentenza 203/1989, con cui la Corte Costituzionale ha riconosciuto la laicità come “supremo principio costituzionale”, i sottoscritti firmatari, esponenti di una pluralità di concezioni del mondo, per le ragioni brevemente sopra esposte, auspicano che la Corte Costituzionale dichiari l’illegittimità parziale dell’art. 580 c.p., riconoscendo la fondatezza costituzionale del diritto al suicidio medicalmente assistito nell’ambito del SSN: diritto derivante dal giusto rispetto dell’autonomia del cittadino e dai legami solidaristici che reggono il vincolo sociale.

Roma, 9 settembre 2019.

Maurizio Mori, Consulta di Bioetica Onlus, Presidente, Università di Torino;
Roberto Grendene, Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Segretario nazionale;
Piergiorgio Donatelli, Consulta di Bioetica Onlus, Sapienza Università di Roma;
Mariella Immacolato, Consulta di Bioetica Onlus, Medico legale;
Adele Orioli, Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, giurista;
Carlo Flamigni, Consulta di Bioetica Onlus, Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti;
Mario Riccio, Consulta di Bioetica Onlus, medico rianimatore;
Patrizia Borsellino, Comitato per l’Etica di Fine Vita, Presidente, Università degli studi Milano-Bicocca;
Marinella Maucioni Piludu, Associazione Walter Piludu, Cagliari;
Emilio D’Orazio, Centro Studi Politeia, Milano, Direttore;
Alessandra Pisu, Associazione Walter Piludu, Presidente, Università di Cagliari;
Paolo Briziobello, LItaliaintesta, Presidente;
Lisa Canitano, Vita di Donna, Presidente;
Silvana Prosperi, Associazione Itinerari Laici;
Johannes Agtenberg, olandese, autore de volume Libertà di decidere. Il fine-vita volontario in Olanda, 2017;
Eugenio Lecaldano, Consulta di Bioetica Onlus, Centro Studi Politeia, emerito La Sapienza Università di Roma;
Laura Cattinari, Associazione Libera-Uscita, Presidente;
Cinzia Caporale, CNR; componente CNB;
Luca Savarino, Università Piemonte Orientale, componente CNB;
Luigi Manconi, A Buon Diritto, Presidente.

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/09/appello-alla-corte-costituzionale-perche-riconosca-diritto-suicidio-assistito/feed/ 4
Mostra del Cinema di Venezia: il premio Brian a “The perfect candidate” https://blog.uaar.it/2019/09/06/mostra-del-cinema-venezia-premio-brian-the-perfect-candidate/ https://blog.uaar.it/2019/09/06/mostra-del-cinema-venezia-premio-brian-the-perfect-candidate/#comments Fri, 06 Sep 2019 16:17:26 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63226 Leggi tutto »]]> Il film “The perfect candidate” di Haifaa Al Mansour è la pellicola insignita quest’anno del Premio Brian, assegnato fin dal 2006 dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar).

“Il film – spiega la giuria – denuncia la difficile condizione delle donne in un paese islamico fondamentalista, l’Arabia Saudita, attraverso il percorso della protagonista, ostacolata nella vita lavorativa e nell’impegno politico da una misoginia diffusa e sedimentata nelle istituzioni. La regista mostra con ragionevole speranza il contributo che le donne saudite possono dare alla società emancipandosi dalle anacronistiche tradizioni”.

Il Premio Brian, dal nome del film satirico dei Monty Python “Brian di Nazareth”, viene conferito ogni anno alla pellicola che meglio evidenzia ed esalta «i valori del laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose».

Vincitori delle passate edizioni del “Premio Brian”, che è ufficialmente riconosciuto dalla Mostra, sono stati: nel 2006, “Azul oscuro casi negro” di Daniel Sanchez Arevalo; nel 2007, “Le ragioni dell’aragosta” di Sabina Guzzanti; nel 2008, “Khastegi” di Barman Motamedian; nel 2009, “Lourdes” di Jessica Hausner; nel 2010, “I baci mai dati” di Roberta Torre; nel 2011, “Le Idi di Marzo” di George Clooney; nel 2012, “Bella addormentata” di Marco Bellocchio; nel 2013, “Philomena” di Stephen Frears; nel 2014 “Mita Tova” di Tal Granit e Sharon Maymon; nel 2015 “Spotlight” di Tom McCarthy; nel 2016 “La ragazza nel mondo” di Marco Danieli; nel 2017 “Les bienheureux” di Sofia Djama; nel 2018 “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini.

La giuria è composta da Michele Cangiani, Paola Casanova, Paolo Ferrarini, Paolo Ghiretti, Maria Giacometti, Chiara Levorato, Marcello Rinaldi, Maria Turchetto.

Maggiori informazioni: www.uaar.it/uaar/premio-uaar-venezia.

Comunicato stampa

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/06/mostra-del-cinema-venezia-premio-brian-the-perfect-candidate/feed/ 1
Roma, 9 settembre: Convegno “Per il diritto al suicidio medicalmente assistito: un’urgenza non più rimandabile” https://blog.uaar.it/2019/09/05/roma-settembre-convegno-per-diritto-suicidio-medicalmente-assistito-urgenza-non-piu-rimandabile/ https://blog.uaar.it/2019/09/05/roma-settembre-convegno-per-diritto-suicidio-medicalmente-assistito-urgenza-non-piu-rimandabile/#comments Thu, 05 Sep 2019 12:27:53 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63210 Leggi tutto »]]> Il 9 settembre dalle ore 10 presso la Sala ISMA del Senato della Repubblica
Palazzo di Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica 72
Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
e Consulta di Bioetica Onlus
organizzano il Convegno
“Per il diritto al suicidio medicalmente assistito: un’urgenza non più rimandabile”

A pochi giorni dalla pronuncia della Corte costituzionale – prevista per il 24 settembre – che interverrà in merito alla liceità del suicidio medicalmente assistito, Consulta di Bioetica e Uaar organizzano un Convegno per approfondire la questione dal punto di vista etico, filosofico, medico, giuridico e anche di esperienza personale. Un evento che mira a ribadire in modo forte e chiaro che anche in Italia la pratica è diventata un’esigenza sociale diffusa.

Durante la densa giornata di approfondimento si alterneranno tra gli altri gli interventi di Beppino Englaro, Mario Riccio, Carlo Flamigni, e – in chiusura – quelli degli esponenti politici Monica Cirinnà (PD), Riccardo Magi (+EU), Michela Rostan (Leu), Doriana Sarli (M5S).

«Di fronte all’immobilità del Parlamento – spiega il segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), Roberto Grendene – assieme alla Consulta di bioetica e con il sostegno di altre undici associazioni abbiamo deciso di fare sentire la voce laica a favore del diritto al suicidio medicalmente assistito. Nessuna persona deve essere condannata a vivere in condizioni di sofferenza che ritiene inaccettabili e lo Stato, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, deve aiutare queste persone rispettando la loro volontà e la loro dignità. Per ottenere questo obiettivo durante il Convegno sarà lanciato un appello rivolto alla Corte costituzionale, chiamata a breve a esprimersi sull’illeggittimità del divieto all’aiuto al suicidio».

«Se si guarda la situazione mondiale – fa eco Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica Onlus – ci si rende conto che sulle questioni di fine vita solo alcuni Stati con pochi abitanti (sotto i 20 milioni di abitanti, come Olanda, Belgio, Oregon, eccetera) riescono a legalizzare soluzioni favorevoli alla morte volontaria. Negli Stati più popolosi (la California fa eccezione!) la politica si rivela incapace di trovare mediazioni adeguate, e allora il compito passa alle Corti supreme che interpretano le Costituzioni, le quali solitamente mettono alla base la libertà individuale. Ecco perché abbiamo pensato di organizzare un Convegno per rivolgerci direttamente alla Corte costituzionale, dopo aver preso atto che il Parlamento non sarebbe riuscito a concludere nulla (come peraltro è capitato anche in altri Stati vicini: si pensi alla Francia, per esempio o anche alla Gran Bretagna)».

Il programma completo del Convegno è disponibile al seguente link:
www.uaar.it/diritto-al-suicidio-medicalmente-assistito-urgenza-non-piu-rimandabile.

Ingresso previo accreditamento fino a esaurimento posti, richiesto abbigliamento formale.

La richiesta di accredito va inviata a info@uaar.it oppure a segreteria@consultadibioetica.org entro il giorno 6 settembre alle ore 10.

Comunicato stampa

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/05/roma-settembre-convegno-per-diritto-suicidio-medicalmente-assistito-urgenza-non-piu-rimandabile/feed/ 2
La clericalata della settimana, 35: il sindaco di Ferrara acquista 358 crocifissi per le scuole https://blog.uaar.it/2019/09/05/clericalata-settimana-35/ https://blog.uaar.it/2019/09/05/clericalata-settimana-35/#comments Thu, 05 Sep 2019 10:37:31 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63201 Leggi tutto »]]> Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri (Lega), che

ha comprato 385 crocifissi per marcare tutte le scuole del Comune, spendendo 1.703 euro

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Il ministro per gli Affari europei Lorenzo Fontana (Lega), parlando alla Berghem Fest di Alzano Lombardo (BG), ha espresso preoccupazione per la prospettiva che il nuovo governo possa approvare una legge contro l’omofobia e per le adozioni alle coppie gay, attaccando Monica Cirinnà (Pd) e Vincenzo Spadafora (M5S).
Il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli (Pd), presente al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini come diversi altri politici, ha attaccato la “spudoratezza blasfema” della destra che usa i simboli religiosi e ha chiamato a raccolta il “cattolicesimo politico” per arginare la deriva populista.

Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ha auspicato un nuovo centrodestra “di governo, moderato, riformista, cattolico, liberale”.

Il Ministero dell’Interno ha impugnato la sentenza del tribunale di Bari, che aveva autorizzato la trascrizione dell’atto di nascita del figlio di una coppia di donne, unite civilmente, di cui una madre naturale.

Il sindaco di Cernusco sul Naviglio (MI) Ermanno Zacchetti, con fascia tricolore, e il vicesindaco Daniele Restelli hanno partecipato a una messa per la festa della Croce Bianca.

La redazione

]]>
https://blog.uaar.it/2019/09/05/clericalata-settimana-35/feed/ 11
C’era una volta “l’ideologia gender” https://blog.uaar.it/2019/08/30/era-una-volta-l-ideologia-gender/ https://blog.uaar.it/2019/08/30/era-una-volta-l-ideologia-gender/#comments Fri, 30 Aug 2019 09:51:37 +0000 https://blog.uaar.it/?p=63193 Leggi tutto »]]> Ci può sembrare un’eternità, ma in realtà sono passati soltanto pochi anni. Come molti ricorderanno, tra il 2015 e il 2016 non esisteva alcun organo d’informazione che non parlasse del “gender”. O, per essere più accurati, della “teoria del gender”, dell’“ideologia del gender”, e persino del “complotto del gender”. I militanti cattolici avevano lanciato una durissima offensiva contro tutte queste imminenti minacce per il pianeta Terra. E facevano notizia.

In quegli anni, in cui furono organizzati ben due Family Days, gli attacchi erano particolarmente forsennati in ambito educativo. Ricordiamone alcuni tra i più notevoli: la censura contro gli opuscoli anti-omofobia dell’Unar; i figli tenuti a casa da scuola per protesta; i libri messi all’indice dal sindaco di Venezia Brugnaro; i parroci che pubblicizzavano la nascita di istituti privati rigorosamente “no gender”. Ogni santo giorno dovevano somministrarci una dose da cavallo di Gender®: prima, durante e dopo i pasti. E senza gastroprotettore.

Ci toccava trangugiarla, purtroppo, anche se era palese che si trattava di minacce immaginarie e argomentazioni pretestuose, peraltro caratterizzate da una notevole confusione tra sesso biologico, identità di genere e orientamento sessuale. Furono pubblicati alcuni pregevoli libri (Papà, mamma e gender di Michela Marzano e Tutti pazzi per il gender di Chiara Lalli, per citarne due) e fu dispiegato un grande impegno laico per ribadire, una volta di più, che l’estensione di diritti a gay e lesbiche non lede in alcun modo la libertà dei cattolici, e men che meno quella della chiesa. Fu ripetuto a destra e manca che è giusto insegnare già a scuola che abbiamo tutti gli stessi diritti, e che siamo quindi tutti meritevoli dello stesso rispetto e delle stesse opportunità. A prescindere se siamo o ci riteniamo donne o uomini o intersex, etero o gay o bisex o asex. O qualunque altra parola scegliamo per definirci, o qualunque maniera scegliamo per vivere la nostra la vita.

Ma era dura. Perché anche le gerarchie religiose erano scese in trincea per combattere. Il cardinale Bagnasco definì il gender una “manipolazione da laboratorio” per creare esseri umani “transumani”. Anche l’amabile papa disse “chiaramente, con ‘nome e cognome’”, che il gender era “una colonizzazione ideologica”, perché “ai bambini a scuola si insegna che il sesso ognuno lo può scegliere”. Per la precisione, il gender era “come la bomba atomica”, utilizzata nell’ambito di “una guerra mondiale per distruggere il matrimonio”. Nientepopodimeno che.

E dunque, come sta andando questa guerra mondiale?

Se consultiamo Google Trends, da tre anni a questa parte il gender sembra un argomento di ben scarso interesse. La sezione specifica creata sul sito del quotidiano dei vescovi Avvenire non appare aggiornatissima, e sembra che la loro principale battaglia, oggi, sia quella condotta contro l’enigmatico “farmaco gender”. Se poi effettuiamo una ricerca sul sito ufficiale del Vaticano… sorpresa: dopo il 2016, le espressioni “teoria del gender” e “ideologia del gender” scompaiono letteralmente dal radar. Zero titoli.

Che sarà mai successo? Possibile che nei sacri palazzi si siano finalmente resi conto che le argomentazioni che usano sono decisamente imbarazzanti? In fondo, il più vecchio articolo vaticano dedicato alla “teoria del gender” risale al 2003, in occasione di una giornata mondiale per la gioventù, ed è stato scritto da mons. Tony Anatrella. Sì, proprio quel mons. Anatrella: strombazzato sostenitore delle screditate terapie di conversione dei gay, prima, in seguito sospeso per aver abusato di cinque suoi pazienti.

A ben vedere, però, la guerra vaticana al gender era già nata nel 2000, con un documento del Pontificio consiglio per la famiglia contrario alle unioni di fatto. Era l’epoca in cui, nel nostro paese, si cominciava a discutere del riconoscimento delle coppie non sposate, sia etero che gay. Laura Balbo, ministra per le pari opportunità tra il 1998 e il 2000, fin dal suo insediamento aveva “scandalizzato cattolici e benpensanti con le prese di posizione a favore dei gay, delle famiglie di fatto, delle adozioni e della fecondazione assistita per i single”. Si era persino espressa sulle adozioni per le coppie dello stesso sesso. Guarda caso, se analizziamo l’interesse vaticano per il “gender”, constatiamo facilmente un fenomeno carsico: è stato molto più acceso proprio nei periodi in cui, in Italia, la politica ha dibattuto del riconoscimento delle unioni civili. Ecco perché da tre anni a questa parte sono diventati silenti sul gender: il 20 maggio 2016 è stata approvata la legge 76 che riconosce le unioni civili. E apparentemente non vi sono partiti ansiosi di metterla in discussione.

Il silenzio non è ovviamente totale: i fedeli estremisti (come quelli presenti al congresso delle famiglie di Verona) proseguono ostinatamente la loro guerra contro il fantomatico “gender”. Con buona pace dei credenti in buona fede, prigionieri nella camera dell’eco cattolica, la nuda realtà è però che l’ideologia, la teoria e il complotto sono spariti dalla narrazione ecclesiastica. Erano soltanto una cortina fumogena creata ad arte per un obbiettivo politico ben preciso: continuare a negare diritti alle coppie italiane non sposate.

Per carità, non è detto che non vedremo risorgere il “gender”, magari anche a breve termine. Esistono infatti ancora tantissimi diritti che la chiesa vuole continuare a negare, in Italia: come le adozioni omosessuali o la protezione dall’omofobia – giusto per limitarci al caso specifico. C’è chi, legittimamente, si compiace delle ossessive premure che la Santa sede riserva al nostro paese. C’è chi, altrettanto legittimamente, pensa che somiglino un po’ troppo a quelle di uno stalker.

Raffaele Carcano

]]>
https://blog.uaar.it/2019/08/30/era-una-volta-l-ideologia-gender/feed/ 18