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	<title>UAAR Ultimissime</title>
	
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	<description>Notizie scelte dall'UAAR - a cura di B.M., F. Sanna, R. Carcano, V. Salvatore</description>
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		<title>Pescara, l’UAAR ha manifestato davanti al Comune</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 14:50:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato mattina il circolo pescarese dell&#8217;UAAR ha manifestato davanti al Comune contro la censura e per la libertà di espressione. Il sit-in è stato indetto dopo il divieto formulato dal sindaco Luigi Albore Mascia nei confronti del manifesto &#8220;Crocifissi a scuola? No grazie&#8221; (cfr. Ultimissima del 24 dicembre 2009). Durante l&#8217;evento è stato mostrato al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato mattina il circolo pescarese dell&#8217;UAAR ha manifestato davanti al Comune contro la censura e per la libertà di espressione. Il sit-in è stato indetto dopo il divieto formulato dal sindaco Luigi Albore Mascia nei confronti del manifesto &#8220;Crocifissi a scuola? No grazie&#8221; (cfr. Ultimissima del <a href="http://www.uaar.it/news/2009/12/24/pescara-censurati-manifesti-uaar/" target="_blank">24 dicembre 2009</a>). Durante l&#8217;evento è stato mostrato al pubblico proprio tale manifesto.</p>
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		<title>Vittoria a tutto campo, sui media, per la portavoce atea Hack opposta al vescovo Zenti</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 14:45:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vittoria a tutto campo, sui media, per la portavoce atea Hack opposta al vescovo Zenti
Il confronto (del 20 gennaio 2010) fra il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti e l’astrofisica prof.ssa Margherita Hack non sembra avere avuto sui media quel risalto che meritava, a mio avviso per almeno due motivi. Il primo, l’avere eluso quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vittoria a tutto campo, sui media, per la portavoce atea Hack opposta al vescovo Zenti</p>
<p>Il confronto (del 20 gennaio 2010) fra il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti e l’astrofisica prof.ssa Margherita Hack non sembra avere avuto sui media quel risalto che meritava, a mio avviso per almeno due motivi. Il primo, l’avere eluso quello che era nelle premesse l’argomento centrale, ovvero la dimostrabilità o meno dell’esistenza di Dio (secondo la sfida a suo tempo lanciata da Zenti); il secondo, la magra esibizione del vescovo, al cospetto delle solide argomentazioni della Hack. Ciò potrebbe avere suggerito di glissare sull’evento.</p>
<p>I termini del confronto<br />
Il confronto era stato proposto proprio del vescovo che aveva dichiarato, senza mezzi termini, sul quotidiano locale “L’Arena” (9 novembre 2008): «Personalmente sono in grado di elaborare, anzitutto per me, ma non solo, almeno quindici argomentazioni razionali che mi rendono certo, anche culturalmente, che Dio c&#8217;è e non può non esserci (&#8230;). E non sto affermando: “Io credo, penso che Dio ci sia”. Sto evidenziando: “Ne sono certo anche culturalmente”».  Certo delle sue idee, Zenti chiedeva alla Hack «almeno cinque argomentazioni, capaci di convincere anche me della non esistenza di Dio».<br />
Lo stesso vescovo aveva anticipato, su “Verona fedele” (periodico della Curia di Verona; 30 novembre 2008) la sua posizione, rivolgendosi indirettamente alla stessa Hack, che oltretutto definiva (senza peraltro averla contattata per proporle il confronto auspicato!) «piuttosto riluttante ad un confronto pubblico», precisando che la sua certezza sull’esistenza di Dio si basa su «argomentazioni» razionali ed ha una precisa «certezza culturale».<br />
In quanto alle argomentazioni (premesso che argomentazione «Non equivale a prova matematica. È invece il corrispondente di una serie di ragioni che rendono più plausibile una affermazione rispetto al suo contrario») ve ne sarebbero almeno quindici «tra di loro così concatenate da costituire in definitiva una unica argomentazione». La «certezza culturale» sarebbe invece quella «che deriva dal principio della deduzione: poste alcune premesse certe, ne conseguono delle conclusioni fondate». «L’ampiezza argomentativa»  che proverebbe l’esistenza di dio sarebbe addirittura tale da non poterla esporre adeguatamente, per mancanza di spazio.<br />
Esaminiamo dunque la prima e fondamentale di queste argomentazioni. Scrive Zenti: «L&#8217;unica conoscenza che io ho per evidenza, cioè per immediatezza, è la percezione del mio essere io. Io e nessun altro. Tutte le altre conoscenze, quella scientifica compresa, sono mediate. Ora, per percezione intendo la conoscenza immediata dell&#8217;intero mio essere, come in un&#8217;autoistantanea. Così certa quale non mi è possibile per nessun&#8217;altra conoscenza. Anche se non mi vedo se non nello specchio. Io mi percepisco come un io dotato di risorse di varia natura: fisiche, intellettuali, volitive, psichiche, emozionali, sensitive, relazionali&#8230; Tutte comunque fanno riferimento al mio essere un soggetto. Io sono il soggetto unico di tutte le operazioni, svariatissime, che provengono da ogni dimensione del mio essere, dal camminare al ricordare: sono io che cammino, attraverso i miei piedi; sono io che ricordo, attraverso la mia memoria&#8230; Insomma, io mi percepisco un essere complesso e unitario. Un solo io con tante dimensioni. Mi è lecito pormi qualche domanda, dal momento che ne sono capace e che urge in me: sono questo io da me stesso o qualcun altro, che mi precede e trascende, mi ha costituito così come sono? Penso immediatamente ai miei genitori, ai quali non posso che essere riconoscente.  Ma da soli non giustificano la complessità del mio essere io. Non tutto il mio io è riassumibile in loro. Io sono altro da loro, ma non per effetto di una mia scelta o una potenza nascosta in me. Sento pertanto dentro di me come un istinto che sospinge lo sguardo della mia ragione più oltre. E si incrocia con un interrogativo, vero e per me insopprimibile, che enuncio così: Chi sta in definitiva all&#8217;origine di me? Chi è l&#8217;Arché di me stesso (per usare un termine tecnico greco)? Del resto io mi percepisco come realtà non assoluta. Io non ho da me stesso l&#8217;origine permanente dell&#8217;intero mio essere. Non appena prendo i contatti con il mio io profondo, attraverso la coscienza, simultaneamente io mi percepisco come dipendente da una Realtà che ha tutte le caratteristiche per pormi in esistenza in modo così perfetto da fare del mio essere, complesso, un&#8217;opera d&#8217;arte. Non sono un prodotto del caos. Sono un cosmo, cioè ordine, armonia. Così mi riscontro: nel mio essere io, mi percepisco sostanzialmente coordinamento armonioso, anche se in tensione, tra fisicità, psiche, mente, volontà, relazione. Mi ritrovo ad essere così, ma non sono io all&#8217;origine dell&#8217;intera realtà del mio essere. Chi ne sta all&#8217;origine? Mi basta per ora aver posto l&#8217;interrogativo a me stesso. E poiché non intendo ingannare me, alla ricerca come sono della verità su me stesso, lascio a questo interrogativo il compito di suggerirmene la risposta. In definitiva: dal momento che esisto io, che non ci sia un Altro Io che mi sta alle spalle? Io mi percepisco così: non sospeso al vuoto, al nulla. Mi sento agganciato all&#8217;Assoluto! Forse qualche altro sta avendo la stessa percezione!».<br />
Questo discorso, in realtà, tutto sembra meno che una «argomentazione» razionale. È piuttosto un opinabile giudizio soggettivo, sentimentale, che parte da un ‘voler credere’ a tutti i costi in qualcosa che la cultura religiosa invita a credere, e che si aggrappa a formule catechesiche ed apologetiche alquanto datate.<br />
Prendiamo ad esempio l’autopercezione di noi stessi, come «essere complesso ed unitario». Non è affatto così, come dimostrano psicologia e psicopatologia, che descrivono anche esempi di profonda destrutturazione di questa unità. La stessa coscienza non è prova di nulla, sia perché non è possibile tracciare un limite fra gli aspetti materiali e quelli eventualmente spirituali che ne determinano l’essenza, sia perché è abbondantemente certo che la coscienza non è attributo della sola ‘anima’ umana.<br />
Nel corso del dibattito Zenti sosterrà anche che «la materia non spiega tutto, basta osservare l’uomo, le cui attività sono in gran parte immateriali: il pensiero, le emozioni, i sentimenti»; in ciò riprendendo una apologetica vecchia di almeno un secolo, e che bene farebbe ad evitare per non dovere ammettere alla fine che, ad esempio, pure i computer hanno un’anima.<br />
Che l’uomo non sia un «prodotto del caos» lo aveva sostenuto anche Benedetto XVI nella sua prima omelia; ma dov’è la prova? Zenti la possiede? Sarebbe stato utile domandargli quale posto ritiene abbia la genetica nel determinare l’emergere e la consistenza psichica di questo essere che lui ritiene non possa avere avuto origine che da dio.<br />
E l’uomo è veramente ordine ed armonia? A rigor di termini non lo sostiene neanche la teologia, che infatti definisce quella umana una ‘natura decaduta’.<br />
Ma passiamo ai ‘toni’ della sfida. Sempre su “Verona fedele” mons. Zenti spiega: «ho espresso il desiderio di incontrare l&#8217;astrofisica di Trieste, Margherita Hack. Il motivo? Conversare con lei pubblicamente sulle nostre posizioni differenziate nei confronti di Dio. Questo desiderio si è acutizzato da quando ho letto una intervista da lei rilasciata sulla consistenza dell&#8217;identità di Dio. In quella circostanza l&#8217;astrofisica a grandi linee così sentenziò: “Dio è come Babbo Natale o la Befana. A mano a mano che si cresce, si diventa cioè adulti, ci si ricrede e li si valutano per quello che sono: un mito!”. Questa sentenza, che suona come un evidente e radicale screditamento di tutti i credenti, mi raggelò il sangue».<br />
Zenti, dunque, si preoccupa dunque in primo luogo dello «screditamento di tutti i credenti», piuttosto che dello screditamento delle credenze. E ciò conferma il suo approccio emotivo (ed in sostanza irrazionale); laddove il desiderio di ‘Verità’ da lui espresso lo dovrebbe spingere ad apprezzare l’attacco alle ‘credenze’ compiuto proprio nell’intento di saggiarne il fondamento (e dunque eventualmente capace di rafforzarle).<br />
Sempre su “Verona fedele” compare, in preparazione del dibattito, una intervista alla Hack, che riassume la sua posizione, peraltro arcinota. Secondo lei, innanzitutto, anche l’ateo ha una solida morale. Il passaggio chiave, in ogni caso, è questo: «Io da bambina accettavo, credevo. Poi piano piano mi sembrava che fossero tutte favole. Io non credo, però penso che anche l&#8217;ateismo sia una fede. Nel senso che non posso dimostrare né che Dio c&#8217;è e neppure che non c&#8217;è. L&#8217;idea di Dio non mi soddisfa».<br />
Coerentemente, per la Hack, la figura di Gesù («una delle più grandi personalità della storia») non è un problema. Lo è invece la chiesa che «ha avuto tanti pregi e tanti difetti. L&#8217;insegnamento del Vangelo certamente è da rispettare. Poi però l&#8217;applicazione è stata fatta dagli uomini e in molti casi è stata orrenda. Penso all&#8217;Inquisizione, a Galileo costretto ad abiurare. Quindi c&#8217;è stato il bene e il male, come in tutte le cose terrene».<br />
Andando al nocciolo del problema, e replicando anticipatamente a Zenti, per la Hack «la scienza cerca di capire i fenomeni e di spiegare le leggi che regolano l&#8217;universo, la nostra Terra, il nostro corpo. Noi siamo in grado di ricostruire il modo in cui l&#8217;universo si è evoluto ma non ne sappiamo il motivo, perché ci sia l&#8217;universo, la vita&#8230; Il senso della vita ce lo diamo noi. Esso può venire dalla solidarietà con gli altri, nel riconoscere le sofferenze altrui, nell&#8217;amare il prossimo come se stessi. Ma non è che si sappia perché c&#8217;è l&#8217;universo e le leggi fisiche sono quelle che sono. Noi cerchiamo capire come sono, come operano, ma perché ci sia la materia e abbia questa proprietà di aggregarsi fino a formare esseri così complessi come siamo noi, è un dato di fatto, ma trovo sia troppo facile e comodo spiegare con Dio»; la fede «in parte è razionale, nel senso della solidarietà fra gli esseri viventi, ma poi ci sono tante sovrastrutture che sono mitologia. È il caso della credenza negli angeli, nei diavoli, nel paradiso, nell&#8217;inferno».<br />
Al di là delle buone intenzioni per un dialogo rispettoso, espresse dall’uno e dall’altro campo, è chiaro che le posizioni sono ben diverse. Zenti conta più sulla forza delle parole, e probabilmente sul contesto in cui si svolgerà il dibattito. Cosa che non sfugge a qualche commentatore, ad esempio su www.ilbacodaseta.org: «Mons. Zenti […] afferma che proprio un vescovo non deve temere di esporsi sulle ragioni della propria fede. Afferma inoltre che “non sarà uno scontro, ma un vivace confronto di ragioni”. Magnifico. Meglio di così non si può pensare! Peccato che le ultime parole del suo annuncio tradiscano qualcosa di strano. Scrive: “Nessuno dei due esca umiliato da una disfatta. Vinca solo la Verità”. Non capisco perché qualcuno dovrebbe uscire mai umiliato da un civile (quale credo senza dubbio sarà) confronto di ragioni. A meno che quella “V” maiuscola non voglia significare e celare qualcosa di estraneo alla scienza imposto comunque. Non dobbiamo dimenticare che in questi giorni Benedetto XVI ha dichiarato che senza Dio l&#8217;uomo perde la dignità. Ma già: quale Dio?, come scrive mons. Zenti, alludendo a parole della stessa Hack . Umiliazione, sconfitta, disfatta, temo che nel bel testo siano parole sfuggite per abbondanza, ma ahimè rivelatrici di quella “V” maiuscola. Tutta piena la dignità è in chi ha una fede e crede e in chi, invece, ragiona soltanto. E in identico grado di valore etico».</p>
<p>I resoconti<br />
Come già premesso, l’evento non ha avuto grande riscontro sulla stampa (e stupisce in particolare l’assoluto silenzio di “Avvenire”). Ma quel poco basta a comprenderne l’esito.<br />
Partiamo da Michele Brambilla, il giornalista cattolico che lo ha moderato, e che cerca (su “La stampa” del 22 gennaio)  di mantenersi equidistante fra i due contendenti. Così facendo, non rende merito al chiaro esito in favore della Hack; e si concede più di una indebita licenza. Infatti, prima  ad esempio scrive che il pubblico era «equamente diviso tra i cattolici veronesi e i militanti della Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti, dei quali la Hack è presidente onorario) venuti in pullman da mezza Italia»; laddove invece, come testimoniato nei giorni suggestivi da molti interventi sui blog, il pubblico era composto in larga prevalenza da credenti, ai quali era stato consentito un ingresso privilegiato. Poi sostiene che alla fine «c’è stato un lungo, quasi interminabile applauso a entrambi i contendenti»; ed anche questo non è vero, perché più che un applauso c’è stata una ovazione per la sola Hack.<br />
Venendo al dibattito, Brambilla ritiene che: «la folla di Verona dell’altra sera è pure il segno di quanto fossero sbagliate le previsioni di coloro che volevano l’uomo del Duemila indifferente alla questione religiosa. Anche nel mondo delle cybercomunicazioni e dell’ingegneria genetica, la domanda sull’esistenza o meno di Dio resta la stessa dei primi passi dell’umanità; e la sola destinata ad appassionare per sempre. Perché non è una domanda che riguardi solo il Cielo (è abitato o no?), questione della quale potremmo anche infischiarcene. Riguarda ciascuno di noi, la nostra origine e il nostro futuro. Siamo figli di un Progetto destinati all’Eternità? Oppure, come diceva amaro Petrolini, “siamo pacchi senza valore che l’ostetrica spedisce al becchino?”. Il grande pubblico di Verona è anche, se ci è permesso, una lezione per tanto clero, che da tempo &#8211; forse nell’illusione di “seguire il mondo” &#8211; parla più spesso e volentieri di politica e di sociologia, trascurando il suo core business, l’unico che possa riempire nuovamente le chiese». Personalmente non ne sarei così convinto.<br />
Sul “Giornale” del 21 gennaio Stefano Filippi non nasconde le sue simpatie per il vescovo «ansioso di sfidare lo spauracchio che aveva paragonato Dio a Babbo Natale», e lamenta una presunta disparità di base fra i due: «Monsignore non ha particolari incarichi nella Cei; la studiosa invece è conosciutissima, astronoma, astrofisica, accademica dei Lincei, eccetera»; al punto che si sarebbe trattato di «un incontro ad alto rischio fortissimamente voluto dal presule, uno che ama le grandi sfide». E dopo avere riferito sui punti chiave del dibattito, conclude: «è finita senza né vincitori né vinti: come ha riconosciuto la Hack, “ognuno è rimasto della sua idea”»; dimenticando che in premessa doveva essere Zenti a convincere la Hack e non viceversa.<br />
Ben più articolato invece il commento su “Avanti” del 27 gennaio, a firma di Ermanno Caccia, il quale così esordisce: «Accendi la Tv per rilassarti e trovi un vescovo tutto d’un pezzo, mons. Giuseppe Zenti, deciso a dimostrare l’esistenza di Dio, che “duella” con un’atea professa come la scienziata Margherita Hack, con un pubblico che ha la parvenza di essere un fantasma ammutolito. Segui l’incontro fino alla fine e ti rendi conto di avere assistito a un non incontro, dal quale ciascuno se ne torna a casa propria con l’amaro in bocca per non avere appreso un bel fico secco rispetto a quello che già sapeva. E ti domandi, che senso e che utilità abbiano questi incontri».<br />
La colpa dell’inutilità, manco a dirlo, è del vescovo Zenti, che «ha sorvolato sulle questioni poste dalla scienziata che si espressa in modo molto accessibile e comprensibile anche all’ignaro spettatore. A voler ben guardare ci si aspettava molto di più da un vescovo, che due anni fa dalle colonne del giornale locale, “L’Arena”, aveva lanciato questa sfida, asserendo di avere 15 tesi ‘razionali’ atte a dimostrare alla Hack l’esistenza di Dio. Zenti non ha dimostrato molto, ha mostrato la sua fede, certamente ragionevole e razionale, ma nulla di più».<br />
Il rimprovero al vescovo non viene tuttavia esteso da Caccia alla fede in se: «Fede e scienza nascono, dunque, entrambe da una stessa caratteristica fondamentale dell’uomo, che è quella di porsi delle domande su se stesso e sul mondo che lo circonda. Chi sono? Perché esisto? Cos’è la vita? E la morte? Cosa c’è dopo la morte? Cosa è giusto? Cos’è l’universo? Qualcuno lo ha creato? È finito o infinito? Sono quesiti, questi, che non possono lasciare indifferenti né i credenti né gli atei. […] Erroneamente, secondo il mio modesto parere, si concepisce il cammino della scienza come il “reale” e compiuto cammino verso la verità, mentre il cammino religioso, quello che fa riferimento alla fede, sia solo robetta da vetero-oscurantisti». In definitiva «è erroneo definire la fede come un affare solo per donne, uomini e bambini dal cuore tenero, o per poveri sprovveduti e sempliciotti; rimane invece una dimensione di tutto l’essere umano. La fede, dunque, necessita della ragione non meno della scienza.[…] La scienza è necessaria alla fede affinché non scada in integralismo o in credulità, in modo da recuperare il ruolo insostituibile dell’intelligenza nella vita dell’uomo. La fede, a sua volta, è necessaria alla scienza perché essa mantenga una certa umiltà e non perda di vista il punto centrale che è l’uomo, mantenendosi al suo servizio».<br />
Si tratta, ovviamente, di opinioni assolutamente personali, abbastanza vicine a quelle espresse nella “Fides et ratio” da Giovanni Paolo II, e che certo non riflettono quanto emerso dal confronto fra Zenti e la Hack, nel quale solo il primo invocava questo mutuo sorreggersi dei due ambiti, mentre la seconda al più attribuiva alla fede un ruolo di supplenza all’incompletezza della scienza ed un potere consolatorio a buon mercato.</p>
<p>Sul WEB<br />
Anche scorrendo il WEB si ha l‘impressione che il dibattito abbia piuttosto deluso. I commenti del popolo dei blog sono in maggioranza critici verso l’insufficienza argomentatoria del vescovo. Quei pochi che provano a sostenere le ‘ragioni’ di Zenti, non riescono a mettere in campo argomenti più convincenti, e si astengono dal proporre personali prove sull’esistenza di dio. Come ad esempio Davide Galati su umbradei.wordpress.com: «il nostro vescovo ha preferito seguire un approccio più generale sulla fede, portando la propria testimonianza, senza rispondere nel particolare alle affermazioni della Hack. A mio avviso paragonare la fede in Dio alla credenza in Babbo Natale è innanzitutto profondamente irrispettoso di una fede, quella cristiana, che vede tra le sue fila milioni di martiri in ogni tempo della sua storia. Quando qualcuno dà la vita per una fede, per un credo, quel credo, quella fede merita rispetto, almeno il rispetto che si deve alla vita umana. Non sono a conoscenza di martiri o di sangue versato per Babbo Natale, per la Befana o per una favola. Certo, alle volte si può dare la vita per una fede sbagliata, ma quella fede anche se sbagliata, merita rispetto. Certo, la scelta di fede è una scelta fatta sul dubbio e quindi il credente potrebbe anche scoprire di essersi illuso, ma essersi illuso non vuol dire aver creduto a una favola».<br />
Si tratta, ancora una volta, di una presa di posizione emotiva più che razionale; come se il ‘rispetto’ delle idee altrui avesse qualcosa a che fare con il loro grado di ‘certezza’. Una idea fra l’altro pericolosa, perché legittima fondamentalismi di qualsiasi tipo.<br />
Ma, ricordiamolo, l’oggetto del contendere non era stabilire se sia legittimo credere personalmente ad un dio, quanto discutere ed eventualmente provare se questo dio esiste o non esiste. Infatti, come ben espresso su www.newnotizie.it: «scienza e fede possono coesistere, anche in una stessa persona. Ma non c’è punto di unione quando si mette in discussione il punto cardine di qualunque religione: l’esistenza del divino. La struttura crolla, priva della chiave di volta che la sosteneva, e nulla rimane». Ed oltretutto occorrerebbe poi dimostrare che questo eventuale dio sia proprio quello cristiano e non un altro.<br />
Un altro blogger già prima del dibattito (13 gennaio 2010) aveva lamentato con supponenza, su misteritalia.myblog.it, l&#8217;insostenibile «leggerezza del chiacchierare a vuoto», sottolineando che «si perde una fantastica occasione per tacere. E&#8217; vero che talvolta il silenzio è d&#8217;oro, o anche incenso e mirra». Infatti «parlare di Dio o di Dei in genere dovrebbe spettare a chi lo/li conosce almeno in parte e credo sinceramente che né i dipendenti del Vaticano né uno scettico convinto come la Hack possano vantare tale privilegio. Semplicemente, parleranno del nulla, come spesso fanno i sostenitori del cristianesimo di maniera o dell&#8217;islamismo di maniera eccetera. Oppure i portabandiera dello scetticismo-ateismo organizzato e militante. Costoro parlano e sparlano di religioni e religiosità senza mai toccare il tasto fondamentale: chi o cosa e perché ha creato i religiosi e la religione, e da dove veniva». Ma quanto valga questo commento si chiarisce poco dopo, allorché il blogger sostiene che «la Bibbia, per esempio, è un manuale di ufologia antica e che non serve il progetto SETI per capire che non solo l&#8217;Universo pullula di vita ma che noi stessi siamo giunti qui sulla Terra tramite DNA alieno. Il vero problema è che sia la Chiesa cattolica, sia l&#8217;UAAR mentono sapendo di mentire. E chiacchierando del nulla, fanno un gran favore a chi del Nulla si nutre e nel Nulla prospera felice».  Come dire, non chiacchiere ma proprio spazzatura.<br />
C’è poi chi sottolinea, su veronacittaaperta.blogspot.com che «l&#8217;incontro è avvenuto in campo avverso, la Verona di Tosi e di Zenti, e con manifesta disparità numerica tra le squadre. Infatti sul campo, sul palco, da una parte il presentatore, un sacerdote direttore della Fondazione ‘Toniolo”’, poi il moderatore Michele Brambilla giornalista de “La Stampa” già vicedirettore di “Libero”, autore di alcuni libri come “In nome del Padre”, “Gesù spiegato a mio figlio” ecc, poi il medico-ricercatore cattolico Caviraghi, il preside dell&#8217;istituto ‘”Stimmate” noto polemista cattolico e, infine, don Fasani editorialista di “Verona Fedele” e portavoce del vescovo, dall&#8217;altra parte la Hack e la filosofa Adriana Cavarero. Cinque a due».<br />
Ciononostante, come era largamente prevedibile, il risultato è stato quello che, senza mezzi termini, il giornale “Il Verona”, ha sinteticamente riassunto così: «Hack-Zenti uno a zero. Momento da ricordare: don Fasani fa un intervento che vorrebbe essere polemico ma risulta un po&#8217; ingarbugliato e la Hack, serafica : “non ho capito niente” e costringe l&#8217;irritatissimo don Fasani a ripetere la domanda. In conclusione il vescovo Zenti, gentile, dice alla Hack “ci rivedremo in paradiso”. Io non me ne intendo molto ma il vescovo è proprio sicuro di andarci in paradiso? Amico di Tosi, che non è amico dei diseredati, silente sulle malefatte dello stesso, consente che il suo giornale, “Verona Fedele” sostenga, che “non è giusto prendersela con Berlusconi solo perché gli piacciono le donne”. Fossi in lui, sull&#8217;ingresso in paradiso, avrei qualche dubbio. Tre giorni dopo il vescovo ha scritto su “L&#8217;Arena” il consueto articolo però questa volta quasi totalmente condivisibile fin dal titolo “La disoccupazione è una polveriera sociale”.  Il testo era conseguente al titolo. Effetto Hack? Hack taumaturga?».<br />
Anche sul blog www.larena.it la maggior parte dei commenti è pro Hack; fra quanti appartengono alla sua diocesi, la delusione per la condotta di Zenti appare profonda. Leggiamone qualcuno: «Sembra che ci sia stata una buona dose di umiltà da parte della scienziata, il cui interesse è parso essere solo quello del la possibilità e libertà della scienza di continuare il cammino della ricerca e che ,peraltro, non ha in alcun modo sottovalutato i temi etici, e un comprensibile atteggiamento di carattere conservativo da parte del vescovo, la cui funzione è in ogni caso caratterizzata da una imprescindibile esigenza di mantenere integro il consenso dei fedeli, su cui si regge l’intera struttura religiosa, il suo prestigio e il suo potere». «Personalmente penso che incontri del genere, che comunque sono sempre più auspicabili di questi tempi, servano molto di più ai credenti che ai non-credenti. Il credente, infatti, proprio perché animato da un atto di fede deve giornalmente alimentare e rinnovare questa fede (lo dicono espressamente i religiosi nelle loro omelie e raccomandazioni ai fedeli ed é anche riportato nelle scritture) mentre il non-credente non deve fare nulla per rinnovare un&#8217;assenza di atto di fede». «Ho seguito il dibattito in TV. Un dialogo terra terra. La Hack ha portato delle ragioni semplici, chiare, condivisibili. Zenti ha usato un linguaggio incomprensibile, tipico delle omelie vecchio stampo. Mi ha ricordato le domeniche di quando ero fanciullo e adolescente, in cui ero costretto ad andare in chiesa. Trovavo le omelie incomprensibili e prive di ogni senso logico». «Le ragioni della fede potrebbero essere meglio sostenute, se dietro, almeno, ci fosse una solida preparazione filosofica e teologica: Zenti non ha dimostrato neanche questo. Ha parlato un linguaggio povero e oltretutto incomprensibile. Secondo me si è fatto un autogol». «Mi chiedo se era proprio indispensabile far fare questa figuraccia al vescovo?? &#8230;..qualcuno dei suoi consiglieri &#8230;.non poteva fagli notare che forse era meglio evitare??». «Serata godibilissima, che mi ha fatto estasiare per una donna splendida, dall&#8217;intelligenza e dallo spirito illuminanti. Che sia atea non mi toglie il sonno per nulla, anzi. Grande Signora Hack!».<br />
Un caso a sé, assolutamente sorprendente, hanno suscitato poi alcune affermazioni  di mons. Zenti, che hanno fatto arrabbiare non poco i cattolici più attenti, come risulta da questo passaggio su uno dei loro più noti forum, www.cattoliciromani.com: «Mi ha anche colpito un intervento del Vescovo: “dire se Dio esiste o no è una questione che mi interessa poco. La questione vera è se esiste per me. Solo quando entra nella tua vita Dio esiste e a me l&#8217;ha rivelato Cristo che se non fosse il Figlio di Dio sarebbe il più grande impostore della storia poiché ci dice ‘io sono la via, la verità e la vita’, e devo dire che stiamo bene insieme”. Questo sembra rientrare pienamente in un discorso sul relativismo: non importa tanto se Dio (o magari la legge morale) esistono in assoluto, importa se esistono per me. Sorprendente!».<br />
In effetti, lo scivolone non è da poco. Ed infatti un altro credente veronese commenta sarcasticamente su www.giornale.ms: «Clamorose rivelazioni del vescovo di Verona mons. Zenti: il paradiso e l&#8217;inferno non esistono come luogo, bensì come condizione creata da se, e che Dio non è un giudice. Sicuramente gli atei, gli agnostici, i miscredenti e i pagani che mercoledì 20 gennaio hanno partecipato al confronto sui temi della religione e della razionalità tra l&#8217;astrofisica Margherita Hack e il vescovo di Verona, sono tornati a casa rasserenati. Probabilmente qualcuno di loro, prima dell&#8217;incontro avrà sicuramente nutrito qualche dubbio circa il giudizio di Dio dopo la morte, l&#8217;esistenza del diavolo e delle fiamme eterne. Ma dopo la sensazionale professione di fede del pastore di Verona, hanno avuto la certezza che gli evangelisti, le sacre scritture, la tradizione, i catechismi, e pure il figlio di Dio, mentivano».<br />
Un altro, su groups.google.com, stigmatizza la condotta del vescovo, più che le sue parole: «Sarei curioso di sapere cosa ne pensate del patetico incontro Hack Zenti! personalmente confesso che ho tifato per la Hack, tanto era l&#8217;impreparazione e la goffaggine del vescovo di Verona. Ma si può dire ad un&#8217;atea comunista abortista e filogay: “ne riparleremo in paradiso”? Meno male che la Hack ha onestamente risposto che lei in paradiso non ci andrà!!! se non fosse stato per don Fasani e il preside Fasol che hanno salvato la reputazione dei credenti, sarei stato tentato di convertirmi all&#8217;ateismo!!! la cosa che mi ha dato più fastidio, è stato vedere il vescovo calarsi le braghe per rendersi più simpatico all&#8217;atea Hack, che giustamente non ricambiava&#8230;anzi, raddoppiava la dose!!! spero che comunque qualcuno segnali a chi di dovere, le gravissime affermazione del vescovo di verona circa l&#8217;inesistenza del paradiso e dell&#8217;inferno come luogo fisico! VERGOGNA!!!!!!!».</p>
<p>Ma il vescovo non ci sta<br />
Dopo la  figuraccia rimediata, mons. Zenti non si da comunque per vinto, e qualche giorno dopo rilancia, con un articolo su “L‘Arena” (3 febbraio 2010) che assai immodestamente esordisce così: «Se nell&#8217;incontro del 20 gennaio tra il vescovo di Verona e l&#8217;astrofisica Margherita Hack il tempo a disposizione avesse permesso di rispettare l&#8217;intero palinsesto messo a punto, la conclusione avrebbe infiammato l&#8217;assemblea. Prevedeva infatti domande a sorpresa e risposte ad hoc tra i due interlocutori. Ne avevo in serbo un bel gruzzolo»; e addirittura rimprovera alla Hack di avere liquidato banalmente domande non eludibili, ad esempio: «Che fondamento scientifico ha l&#8217;evoluzione dall&#8217;atomo fino all&#8217;uomo? Come si giustificano i salti abissali evolutivi, dal meno al più?».<br />
Poi mons Zenti si arrampica sugli specchi, con una manovra diversiva rispetto a quello che avrebbe dovuto essere invece il centro del dibattito, ovvero la dimostrazione del’esistenza di dio: «Mi ha obiettato che la mia fede non è fondata razionalmente. Conviene precisare che razionale non si identifica con scientifico. Razionale è tutto ciò che è motivato razionalmente. Ha cioè il supporto di ragioni. Ponderate. In questo senso la mia fede è razionale, come è razionale un atto di fiducia tra amici. Essa si fonda su una serie di ragioni. La prima è data dal fatto che riempie la mia vita e le da pienezza di senso. Mi inducono inoltre a credere non solo l&#8217;esistenza di Dio, ma a credere in Lui, altre motivazioni razionali. Il fatto, ad esempio, che tutta la Sacra Scrittura abbia come protagonista Dio. Se Dio non esistesse, la Bibbia sarebbe un libro di favole e non certo ciò che è: il fondamento del vivere civile ad alta quotazione. Se poi penso a Gesù Cristo che ha parlato di Dio come suo Padre ed è stato crocifisso per essersi dichiarato Figlio di Dio!».<br />
Ma ne aveva già parlato nel corso del dibattito, senza convincere.<br />
Nessuno si sorprenderà, dunque, di questo lucido commento su giorgiobragaja.blogspot.com: «Ultima ora: Dopo il confronto perso con la Hack alcuni giorni fa, su “L&#8217;Arena» di questa mattina il vescovo Zenti disputa la rivincita. Ma alle sue condizioni: senza avversario, senza arbitro, senza pubblico e in casa. Due intere colonne di giornale. Perde ancora. Per autogol».<br />
<strong><br />
Francesco D’Alpa</strong><br />
7 febbraio 2010</p>
<p>© Proprietà letteraria riservata. Liberamente riproducibile in versione integrale e con indicazione dell’autore e della fonte (www.uaar.it).</p>
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		<title>Roma, spazio islamico con prodotti ‘halal’ alla Coop</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Salvatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 6 febbario è stato inaugurato per la prima volta in un ipermercato Coop di Roma uno spazio dove vengono venduti prodotti &#8220;halal&#8221;, ovvero in linea coi precetti islamici. La carne viene macellata alla maniera islamica (in particolare, da islamici e con utensili usati esclusivamente per quello scopo, tramite sgozzamento, con dissanguamento completo dell&#8217;animale prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 6 febbario è stato inaugurato per la prima volta in un ipermercato Coop di Roma uno spazio dove vengono <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/06/foto/coop_commesse_col_velo_e_carne_per_i_musulmani-2211510/1/">venduti prodotti &#8220;halal&#8221;</a>, ovvero in linea coi precetti islamici. La carne viene macellata alla maniera islamica (in particolare, da islamici e con utensili usati esclusivamente per quello scopo, tramite sgozzamento, con dissanguamento completo dell&#8217;animale prima della macellazione), i prodotti sono &#8220;certificati&#8221; dagli imam e le indicazioni sono sia in italiano che in arabo. Per le prime settimane ci saranno commesse di origine araba, con tanto di velo, per seguire i clienti.</p>
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		<title>Cadro (Svizzera): no crocifisso in aula? Allora in corridoio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:13:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il municipio di Cadro (vicino Lugano, in Svizzera) da alcuni giorni ha deciso di imporre il crocefisso nelle scuole del comune. Per aggirare la sentenza del Tribunale federale che da ormai una ventina d&#8217;anni impedisce l&#8217;imposizione dei crocifissi nelle aule delle scuole e su pressione del consiglio parrocchiale locale che aveva intenzione di lanciare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il municipio di Cadro (vicino Lugano, in Svizzera) da alcuni giorni ha deciso di imporre il crocefisso nelle scuole del comune. Per aggirare la sentenza del Tribunale federale che da ormai una ventina d&#8217;anni impedisce l&#8217;imposizione dei crocifissi nelle aule delle scuole e su pressione del consiglio parrocchiale locale che aveva intenzione di lanciare una raccolta firme, il municipio ne ha deciso l&#8217;affissione solo nei corridoi delle stesse (per il momento, uno solo). Le reazioni non sono mancate, tanto che sono arrivate al municipio numerose email di protesta.</p>
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		<title>Ex vescovo Scatizzi contro gay, convivenze e islam</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:20:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervistato dal sito Pontifex, il vescovo emerito di Pistoia, don Simone Scatizzi, si è espresso con durezza contro l&#8217;omosessualità, affermando che la sua pratica e la sua ostentazione &#8220;impediscono l&#8217;amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa e nessuno sicuramente é in grado di contraddire questo precetto&#8221;. Secondo il prelato, l&#8217;omosessualità &#8220;in quanto tale è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervistato dal sito <a href=" http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/24-interviste-ai-religiosi/3597-secondo-il-magistero-un-omosessuale-praticante-e-dichiarato-non-puo-fare-la-comunione-i-separati-more-uxorio-sono-esclusi-dal-sacramento-salvo-loro-pentimento-confidare-sempre-nel-perdono-e-misericordia-di-dio-islam-religione-violenta"><em>Pontifex</em></a>, il vescovo emerito di Pistoia, don Simone Scatizzi, si è espresso con durezza contro l&#8217;omosessualità, affermando che la sua pratica e la sua ostentazione &#8220;impediscono l&#8217;amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa e nessuno sicuramente é in grado di contraddire questo precetto&#8221;. Secondo il prelato, l&#8217;omosessualità &#8220;in quanto tale è un disordine&#8221;, verso cui &#8220;è necessario usare delicatezza e misericordia&#8221;, considerando che &#8220;alla fine il giudice ultimo è Dio, pertanto sulla Terra nessuno è autorizzato ad emettere sentenze&#8221;. Le cose però &#8220;cambiano un tantino&#8221; chiarisce Scatizzi, se l&#8217;omosessualità viene praticata e ostentata: &#8220;da pastore sono obbligato, sempre in linea generale, a rifiutare la comunione. Certo, se si presentano davanti a me non posso dire di no, non per buonismo, ma perchè non so se questi possano essersi confessati, pentiti o aver cambiato vita&#8221;.<br />
Il vescovo emerito ribadisce l&#8217;eslusione dai sacramenti anche per i divorziati: &#8220;non per una cattiveria della Chiesa&#8221; sostiene, ma perchè &#8220;esiste una oggettiva situazione incompatibile con il sacramento e la sua amministrazione&#8221;. Sulla convivenza more uxorio è duro: essa è &#8220;peccaminosa e comunque un atto impuro e come tale non permette al sacerdote di dare la comunione&#8221;.<br />
Sull&#8217;islam, pur distinguendo tra fedeli moderati e fondamentalisti, Scatizzi sostiene che &#8220;l&#8217;islam è per natura violento in quanto ciò che a noi cristiani sembra aberrante per loro é naturale e persino giusto, come la lapidazione. L&#8217; Islam in parte ha assimilato l&#8217; Antico Testamento senza la successiva mediazione e sviluppo di Cristo, e pertanto giustifica qualche condotta decisamente poco misericordiosa. Con categoria umane possiamo definire la religione islamica violenta&#8221;.<br />
Già nel 2005 il prelato, quando era ancora vescovo, si è scagliato contro l&#8217;omosessualità e la creazione di un registro per le unioni civili a Pistoia (<a href="http://www.uaar.it/news/2005/07/21/feroce-attacco-anti-gay-vescovo-pistoia/">Ultimissima del 21 luglio 2005</a>), tanto da portare ad una interrogazione parlamentare dell&#8217;onorevole Franco Grillini (<a href="http://www.uaar.it/news/2005/07/22/interrogazione-parlamentare-grillini-frasi-vescovo-pistoia">Ultimissima del 22 luglio 2005</a>).</p>
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		<title>Brindisi, prete condannato per mobbing</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 07:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Salvatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una dipendente della fondazione &#8220;Opera Bartolo Longo&#8221;, che a Latiano (BR) si occupa della riabilitazione di malati psichici, ne ha denunciato il rappresentante legale don Francesco Galiano per &#8220;mobbing&#8221;. Il tribunale, dopo aver raccolto numerose testimonianze e svolto perizie, non solo ha stabilito che gli orari di lavoro e le giornate di impego devono essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una dipendente della fondazione &#8220;Opera Bartolo Longo&#8221;, che a Latiano (BR) si occupa della riabilitazione di malati psichici, ne ha denunciato il rappresentante legale don Francesco Galiano per &#8220;mobbing&#8221;. Il tribunale, dopo aver raccolto numerose testimonianze e svolto perizie, non solo ha stabilito che gli orari di lavoro e le giornate di impego devono essere definiti con chiarezza, ma ha <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=307405&amp;IDCategoria=1">riconosciuto il carattere di &#8220;mobbing&#8221;</a> nei comportamenti del prete e gli ha intimato di &#8220;astenersi dall&#8217;adozione di ulteriori condotte vessatore e mobizzanti nei confronti della ricorrente&#8221;, condannandolo a risarcire 2000 euro. Secondo le testimonianze, l&#8217;atteggiamento del prete verso la ricorrente sarebbe cambiato dopo la diffusione di &#8220;insinuazioni ingiuriose tese ad ingenerare dubbi in ordine alla moralità&#8221; di quest&#8217;ultima.</p>
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		<title>Comunicazione ai lettori, aggiornamento</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 19:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Sanna | servizio moderazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[La redazione vi informa che dal 6 febbraio il tempo a disposizione per inviare commenti alle notizie è di 24 ore (non più 48)  dal momento della loro pubblicazione .
Tuttavia, in mancanza di post più recenti, la discussione sulle ultime notizie pubblicate rimarrà aperta anche  oltre il suddetto termine.
Tale situazione è temporanea: speriamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La redazione vi informa che dal 6 febbraio il tempo a disposizione per inviare commenti alle notizie è di 24 ore (non più 48)  dal momento della loro pubblicazione .<br />
<strong>Tuttavia, in mancanza di post più recenti, la discussione sulle ultime notizie pubblicate rimarrà aperta anche  oltre il suddetto termine.</strong><br />
Tale situazione è temporanea: speriamo di  riportare  il servizio al normale funzionamento quanto prima possibile. </p>
<p>Vi ringraziamo per l&#8217;attenzione che rivolgete alla nostra rubrica e vi ricordiamo che potete contattarci all&#8217;indirizzo <strong>moderazioneblog@uaar.it</strong>  per ogni problema riguardante la vostra partecipazione al  blog.</p>
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		<title>Benedetto XVI: “Eutanasia, colpo al cuore dei principi cristiani”</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 10:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervenendo ieri durante la visita ad limina in Vaticano dei vescovi scozzesi, Benedetto XVI si è soffermato sul tema dell&#8217;eutanasia. Il papa si è espresso con preoccupazione verso la &#8220;crescente marea di secolarismo&#8221;, riferendosi in particolare alla Scozia e auspicando una collaborazione del laicato cattolico per una rinnovata evangelizzazione della società. &#8220;Il sostegno all&#8217;eutanasia&#8221; ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervenendo ieri durante la visita <em>ad limina</em> in Vaticano dei vescovi scozzesi, <a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25095.php?index=25095&amp;lang=it">Benedetto XVI si è soffermato</a> sul tema dell&#8217;eutanasia. Il papa si è espresso con preoccupazione verso la &#8220;crescente marea di secolarismo&#8221;, riferendosi in particolare alla Scozia e auspicando una collaborazione del laicato cattolico per una rinnovata evangelizzazione della società. &#8220;Il sostegno all&#8217;eutanasia&#8221; ha affermato il papa &#8220;colpisce il cuore stesso dei principi cristiani sulla dignità della vita umana&#8221;. Anche i &#8220;recenti sviluppi dell&#8217;etica medica e alcune pratiche sostenute nel campo dell&#8217;embriologia&#8221; sono causa di &#8220;grande preoccupazione&#8221;. Benedetto XVI ha fatto notare che &#8220;se l&#8217;insegnamento della Chiesa è compromesso, anche di poco, in un&#8217;area come questa, diventa difficile difendere la pienezza della dottrina cattolica in maniera completa&#8221;. Il papa si è lamentato inoltre del fatto che &#8220;troppo spesso la dottrina della Chiesa viene percepita come una serie di proibizioni e posizioni retrogade&#8221; ma, precisa, in realtà la Chiesa sarebbe &#8220;creativa e vitale&#8221;.</p>
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		<title>Serra d’Aiello (CS), scandalo alla clinica “Giovanni XXIII” gestita dalla Curia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 10:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;indagine della Procura della Repubblica di Paola (CS) sulla scomparsa di numerosi degenti ospitati presso la clinica &#8220;Papa Giovanni XIII&#8221; di Serra d&#8217;Aiello, gestita da don Alfredo Luberto e di proprietà della Curia di Cosenza, ha assunto dei risvolti macabri. Ordinata l&#8217;apertura di parecchi loculi, sono state rinvenute bare senza nome con resti che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indagine della Procura della Repubblica di Paola (CS) sulla scomparsa di numerosi degenti ospitati presso la clinica &#8220;Papa Giovanni XIII&#8221; di Serra d&#8217;Aiello, gestita da don Alfredo Luberto e di proprietà della Curia di Cosenza, ha assunto dei risvolti macabri. Ordinata l&#8217;apertura di parecchi loculi, sono state rinvenute bare senza nome con resti che per il momento non è possibile identificare, di quelli che si sospetta fossero ex degenti della clinica, tenuti in condizioni indegne in una struttura fatiscente. L&#8217;identificazione è resa più difficile dall&#8217;alterazione delle cartelle cliniche degli ex degenti.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/05/news/clinica_serra_aiello-2201588/">&#8220;La Repubblica&#8221; scrive</a> di &#8220;silenzio complice di chi gestiva la clinica e di chi ci lavorava&#8221; e anche &#8220;dei politici che venivano eletti con i voti dei ricoverati, tutti residenti nell&#8217;istituto&#8221;. In particolare spicca la figura di don Alfredo Luberto: noto anche nelle Ultimissime (si vedano quelle del <a href="http://www.uaar.it/news/2009/03/10/scandalo-clinica-giovanni-xxiii-giudizio/">10 marzo</a>, del <a href="http://www.uaar.it/news/2007/07/17/prete-arrestato-scabbia-tra-degenti/">17 luglio</a> e del <a href="http://www.uaar.it/news/2009/11/06/scandalo-clinica-giovanni-xxiii-sacerdote-condannato-sette-anni/">6 novembre</a> 2009) e condannato a sette anni di reclusione per truffa, falso e malversazioni, intascava i lauti contributi versati dalla Regione per ogni degente e viveva nel lusso. Aggiunge inoltre &#8220;La Repubblica&#8221;, segnalando una situazione generalizzata di omertà e favoritismi, che &#8220;quasi tutti a Serra d&#8217;Aiello avevano almeno uno o due parenti che lavoravano nella clinica&#8221;, &#8220;senza specializzazioni mediche nella quasi totalità dei casi&#8221;.</p>
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		<title>Religiosità rallenta Alzheimer? La bufala corre sul web</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 09:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Salvatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verso la fine di gennaio è stata diffusa la notizia di uno studio, condotto dall&#8217;Università di Padova su 64 pazienti e pubblicato sulla rivista Current Alzheimer Research, secondo il quale la religiosità rallenterebbe la progressione dell&#8217;Alzheimer. In particolare, il gruppo di pazienti con &#8220;basso livello di religiosità&#8221; avrebbe avuto una perdita delle capacità cognitive del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verso la fine di gennaio è stata diffusa la notizia di uno studio, condotto dall&#8217;Università di Padova su 64 pazienti e pubblicato sulla rivista <em>Current Alzheimer Research</em>, secondo il quale la religiosità rallenterebbe la progressione dell&#8217;Alzheimer. In particolare, il gruppo di pazienti con &#8220;basso livello di religiosità&#8221; avrebbe avuto una perdita delle capacità cognitive del 10% in più rispetto agli altri con un livello di religiosità più alto. Uno degli studiosi che ha condotto i testi, il professor Enzo Manzato, <a href="http://www.corriere.it/salute/10_gennaio_26/demenza-senile-religione_db35b1c8-0a57-11df-9ce5-00144f02aabe.shtml">ha affermato</a> non solo che &#8211; prevedibilmente &#8211; &#8220;gli stimoli sensoriali provenienti da una normale vita sociale rallentano il decadimento cognitivo&#8221;, ma ha aggiunto che &#8220;sembra essere proprio la religiosità interiore quella in grado di rallentare la perdita cognitiva&#8221;. Intervistato in merito, Manzato aveva persino affermato che: &#8220;Non si tratta quindi di una ritualità cui si associano determinati comportamenti sociali, bensì di una vera e propria tendenza a &#8216;credere&#8217; in una entità spirituale&#8221;.<br />
Guido Romeo, giornalista del &#8220;Il Sole 24&#8243;,<a href="http://guidoromeo.nova100.ilsole24ore.com/2010/02/religione-alzheimer-bufala-perfetta-per-i-media.html"> scrive sul suo blog</a> che in realtà, leggendo il <em>paper </em>originale della ricerca in questione, le conclusioni sono un po&#8217; diverse da come sono state presentate dai media, che hanno parlato di scoperta sensazionale. Per prima cosa, i ricercatori &#8220;hanno trovato un&#8217;associazione e non una correlazione&#8221; tra l&#8217;essere religiosi e la progressione più lenta dell&#8217;Alzheimer e non &#8220;un legame causale netto come invece titolato nel comunicato&#8221;. Gli autori, inoltre, &#8220;sono molto chiari e onesti nel dire che, purtroppo, non hanno gli strumenti per isolare l&#8217;importanza delle interazioni sociali nel rallentamento della malattia&#8221;, quindi ad esempio quanto incida la credenza in sè. Inoltre, lo stesso professor Manzato, che ha fatto certe dichiarazioni sui media, &#8220;non è nè &#8216;primo autore&#8217;, nè &#8216;ultimo nome&#8217; (le posizioni solitamente riservate a chi ha effettivamente svolto la ricerca e chi l&#8217;ha supervisionata, tipicamente il capo del laboratorio), quindi forse non è il più titolato per spiegare il significato di questi studi&#8221;.<br />
Romeo parla esplicitamente di &#8220;balla&#8221;, dato che ricercatori, al contrario di ciò che ormai è stato diffuso a livello mediatico, non hanno trovato correlazione tra livello di religiosità e progressione dell&#8217;Alzheimer.</p>
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		<title>Germania, scoppia scandalo per abusi sessuali in scuole di preti</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 22:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La Repubblica&#8221; dà notizia di uno scandalo che è esploso in Germania e che ha coinvolto alcune tra le più prestigiose scuole superiori cattoliche. Per anni, in questi istituti gestiti da sacerdoti in varie città della Germania, decine di studenti sono stati costretti a subire violenze sessuali da parte di preti, insegnati e organisti. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/05/news/germania_abusi_preti_studenti-2201355/">&#8220;La Repubblica&#8221; dà notizia</a> di uno scandalo che è esploso in Germania e che ha coinvolto alcune tra le più prestigiose scuole superiori cattoliche. Per anni, in questi istituti gestiti da sacerdoti in varie città della Germania, decine di studenti sono stati costretti a subire violenze sessuali da parte di preti, insegnati e organisti. Il sospetto che si fa strada è che i responsabili delle scuole e i loro superiori, esponenti del clero, avessero ricevuto notizie di certi abusi ma che abbiano preferito non divulgare certe notizie. Si segnalano anche pagamenti di indennizzi per garantirsi il silenzio di alcuni di coloro che avevano subito abusi e il trasferimento dei colpevoli in altri luoghi, da parte delle diocesi, senza che venissero però denunciati alla giustizia.<br />
Lo scorso dicembre, dopo alcune testimonianze di ex studenti, il caso è montato ed è stato ripreso da varie testate, dando un ulteriore colpo alla credibilità della Chiesa in Germania.</p>
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		<item>
		<title>Lettera aperta sul caso “Lautsi vs Italia”</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/02/05/lettera-aperta-sul-caso-lautsi-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Consiglio d’Europa
All’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa
Alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Roma, 2 febbraio 2010.
Egregi Signori, Gentili Signore,
Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per fare sentire chiaramente la nostra voce al resto dell’Europa.
Lo scorso 3 Novembre la Corte Europea dei Diritti Umani, sezione seconda, ha preso una importante decisione nel caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Consiglio d’Europa<br />
All’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa<br />
Alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo</p>
<p>Roma, 2 febbraio 2010.</p>
<p>Egregi Signori, Gentili Signore,</p>
<p>Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per fare sentire chiaramente la nostra voce al resto dell’Europa.<br />
Lo scorso 3 Novembre la Corte Europea dei Diritti Umani, sezione seconda, ha preso una importante decisione nel caso Lautsi c. Italia, tutelando non solo i diritti della Sig.ra Lautsi e dei suoi figli ma anche quelli di milioni di cittadini italiani ed europei.<br />
La questione in discussione era l’imposizione per gli studenti di frequentare le lezioni in classi in cui domina il Crocifisso, un simbolo religioso. Una pratica che viola l’art. 9 della Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e l’art. 2 del Primo Protocollo Addizionale.<br />
Il dibattito che ne è seguito in Italia è stato aggressivo e violento contro non-credenti, i non cattolici, i cattolici non allineati e, ultimo ma non per importanza, contro i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani.<br />
Individualmente ed a nome delle migliaia di membri delle nostre associazioni vogliamo ringraziare la Corte e scusarci per il comportamento insultante di alcuni membri del Governo italiano dai quali sentiamo il dovere di dissociarci.<br />
Il nostro Stato soffre sempre più l’influenza politica delle gerarchie della Chiesa cattolica. Benché il numero di quanti seguono le direttive delle gerarchie sia in costante diminuzione, queste chiedono sempre maggiori privilegi e insistono per imporre le proprie visioni ai non cattolici ed ai non credenti. Inoltre la maggior parte dei leaders politici sono proni nell’accettare tali richieste senza riguardo per i diritti e le libertà, le vite e le storie personali, il credo e le scelte di milioni di donne e uomini. Questo accade regolarmente, ad esempio, per quanto riguarda i simboli religiosi, l’insegnamento religioso nelle scuole, la protezione giuridica per le coppie dello stesso sesso, la libertà di matrimonio, la libertà di divorzio, la procreazione medicalmente assistita, le direttive anticipate di trattamento e le volontà di fine vita, il finanziamento delle attività religiose della Chiesa cattolica.<br />
Alcuni di noi sono credenti e tutti noi rispettiamo i credenti, ma non possiamo accettare che una religione, neppure la più influente, sia imposta a tutti e tutte.<br />
Il principio di libertà religiosa e di laicità è racchiuso nella stessa Costituzione italiana, è parte della nostra storia come cittadini italiani e come cittadini europei. Faremo del nostro meglio per tenere i nostri passi sulla via della libertà, della democrazia dell’eguale dignità sociale per tutti e tutte, con l’aiuto di tutti i cittadini europei.<br />
Sinceramente vostri</p>
<p>Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni – Tullio Monti;<br />
UAAR &#8211; Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – Raffaele Carcano;<br />
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni – Carlo Cosmelli;<br />
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni – Tullio Monti;<br />
Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni – Donatella De Gaetano;<br />
Consulta della Provincia di Pesaro ed Urbino per la Laicità delle Istituzioni &#8211; Raffaele A. Belviso;<br />
Consulta Triestina per la Laicità delle Istituzioni – Gianni Bertossi;<br />
Consulta Napoletana per la Laicità delle Istituzioni;<br />
Fondazione Critica Liberale – Enzo Marzo;<br />
Tavola Valdese – Maria Bonafede;<br />
Associazione nazionale del libero pensiero Giordano Bruno – Maria Mantello;<br />
Libera Uscita Associazione Nazionale – Giampiero Sestini;<br />
Associazione “XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista (promossa dagli evangelici italiani)” – Nicola Pantaleo;<br />
FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti – Gigliola Corduas;<br />
Comitato Insegnati Evangelici Italiani (CIEI) – Lidia Goldoni;<br />
CIDI Nazionale – Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti – Sofia Toselli;<br />
Italialaica – Mirella Sartori;<br />
Democrazia Laica – Enrico Modigliani;<br />
Società Laica e Plurale – Nico Sferragatta;<br />
Associazione “per la Scuola della Repubblica” – Antonia Sani;<br />
Federazione Giovanile Evangelica Italiana (FGEI) – Ilaria Valenzi;<br />
Associazione Radicale Certi Diritti – Sergio Rovasio;<br />
Associazione Famiglie Arcobaleno – Giuseppina La Delfa ;<br />
WILPF Italia (Women&#8217;s International League for Peace and Freedom) – Antonia Sani;<br />
Comitato nazionale Scuola e Costituzione – Bruno Moretto;<br />
Coordinamento Genitori Democratici – Angela Nava;<br />
AMI Associazione Mazziniana Italiana;<br />
Exit Italia – Emilio Coveri;</p>
<p>Comitato Torinese per la Laicità della Scuola – Cesare Pianciola;<br />
CRIDES- Centro Romano di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola ;<br />
Circolo Vegetariano VV.TT., Calcata – Paolo D’Arpini;<br />
Associazione Viottoli &#8211; Comunità cristiana di base di Pinerolo – Paolo Sales;<br />
Centro evangelico di cultura «Arturo Pascal», Torino &#8211; Jean-Jacques Peyronel;<br />
Circolo Liberalsocialista Carlo Rosselli di Torino – Tullio Monti;<br />
Associazione Culturale “La Meridiana”, Rivoli – Carlo Zorzi;<br />
Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Torino &#8211; Domenico Massano;<br />
Associaziona Radicale Satyagraha, Torino – Stefano Mossino;<br />
Associazione democratica Giuditta Tavani Arquati, Roma – Sandro Masini;<br />
Associazione Iran Libero e Democratico, Torino – Yoosef Lesani;<br />
Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica “Piero Calamandrei”, Torino-Onlus &#8211; Palmira Naydenova;<br />
Arcigay, Napoli;<br />
Associazione “Radicali Napoli &#8211; Ernesto Rossi”;<br />
Cantiere per il bene comune, Napoli;<br />
Cellula Coscioni di Napoli ;<br />
Comitato Piero Gobetti, Napoli;<br />
Exit Italia, sez. Napoli;<br />
Libera Uscita, Napoli;<br />
UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Circolo di Napoli;<br />
UDI, Napoli;<br />
Giovani Federalisti Europei, Torino &#8211; Elias Carlo Salvato;<br />
Associazione Alternativa libertaria, Fano, Pesaro;<br />
Associazione Omnibus, Fano;<br />
Arcigay Agorà, comitato provinciale, Pesaro;<br />
Centro sociale autogestito Oltrefrontiera, Pesaro;<br />
Cgil Nuovi Diritti, Pesaro;<br />
Circolo A. Labriola, Fano;<br />
Circolo L. Polverari, Fano;<br />
Circolo S. Allende, Fano;<br />
Associazione La scala segreta, Fano;<br />
Centro Donna, Urbino;<br />
Movimento Radicalsocialista, Fano – Pesaro;<br />
ANPI Provincia di Pesaro ed Urbino;<br />
Associazione ZED, Torino;<br />
Gruppo di Studi Ebraici, Torino – Franco Segre;<br />
Agedo (Ass. Genitori e Amici di Omosessuali), Milano;<br />
ANPI, sezione zona 1; C.I.G. Arcigay Milano;<br />
Arcilesbica, circolo Zami, Milano;<br />
Centro Culturale Protestante, Milano;<br />
Associazione radicale Certi Diritti, Milano;<br />
Circolo Carlo Rosselli, Milano;<br />
Circolo La Riforma, Milano;<br />
Circolo Giordano Bruno, Milano;<br />
Ass. Culturale Marxista, Milano;<br />
Associazione radicale Enzo Tortora, Milano;<br />
Giuristi Democratici;, Milano;<br />
Keshet, vita e cultura ebraica, Milano;<br />
ICEI (Istituto di Cooperazione Economica Internazionale), Milano;<br />
Ass. La Conta, Milano;<br />
Ass. La Rosa Bianca, Milano;<br />
Le Sarte di Corso Magenta, Milano;<br />
Libera Università delle Donne, Milano;<br />
Saveria Antiochia, Milano;<br />
Omicron, Milano;<br />
UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) circolo di Milano;<br />
AICS – Associazione Italiana Cultura e Sport, Comitato Provinciale di Torino;<br />
Arcigay Torino;<br />
Altera, Torino;<br />
ARCI Nuova Associazione Torino;<br />
Associazione Amici della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni;<br />
Associazione Ippocrate, Torino;<br />
Associazione Luca Coscioni Cellula di Torino;<br />
AssoNatura, Cortazzone (AT);<br />
Associazione Silvio Pilocane, Torino;<br />
Associazione Socialdemocratica Giuseppe Saragat, Torino;<br />
CUB Scuola, Torino;<br />
Associazione Il Muretto, Torino;<br />
CEMEA Piemonte;<br />
Centro Evangelico di Cultura Lodovico e Paolo Paschetto, Torino;<br />
Coordinamento TorinoPride GLBT;<br />
FNISM– Federazione Nazionale degli Insegnanti, sez. Roma;<br />
Famiglie Arcobaleno, Torino;<br />
Circolo Ettore Valli, Torino;<br />
Associazione “XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista (promossa dagli evangelici italiani)”, sez. Torino;<br />
UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Circolo di Torino;<br />
Exit Italia, sez. Torino;<br />
UISP Torino – Unione Italia Sport per Tutti;<br />
COOGEN – Coordinamento Genitori Nidi, Materne, Elementari, Medie, Torino;<br />
Casa delle donne di Torino;<br />
Associazione Oltre il razzismo, Torino;<br />
Unione Culturale Franco Antonicelli, Torino;<br />
AMI Associazione Mazziniana Italiana, sez. Torino;<br />
Il girasole, Torino;<br />
Lambda, Torino;<br />
Associazione nazionale del libero pensiero Giordano Bruno, sez. Torino;<br />
FNISM– Federazione Nazionale degli Insegnanti, sez. Torino;<br />
Centro Yoga Shanti Marga;<br />
Circolo di cultura GLBT Maurice, Torino;<br />
LIDH Italia – Ligue Interregionale de droit de l’homme, Torino;<br />
Sotto la Mole, Torino;<br />
Fondazione ReligionsFree Bancale Onlus, Civitavecchia (RM) – Vera Pegna;<br />
Libera Uscita, Torino.</p>
<p>Eventuali nuove adesioni possono essere inviate a cortestrasburgo@gmail.com.</p>
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		<title>Veronesi su scienza e religione a Sky Tg 24: è polemica</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 09:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentino Salvatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervistato ieri da Paola Saluzzi di Sky Tg 24, l&#8217;oncologo Umberto Veronesi ha parlato del rapporto tra scienza e fede. Secondo Veronesi, scienza e fede &#8220;non possono andare insieme perchè la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervistato ieri da Paola Saluzzi di Sky Tg 24, l&#8217;oncologo Umberto Veronesi ha parlato del rapporto tra scienza e fede. Secondo Veronesi, scienza e fede &#8220;non possono andare insieme perchè la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di mettere in dubbio i misteri e i dogmi&#8221;. Quindi, &#8220;la religione per definizione è integralista, non si può credere per metà o credere a certe cose e non ad altre&#8221;, mentre &#8220;la scienza viceversa vive nel dubbio, vive nella ricerca dlela verità vive nel bisogno di provare, criticare se stessi, riprovare e così via&#8221;. Per questo secondo l&#8217;oncologo &#8220;sono due mondi e due concezioni del pensiero molto lontane l&#8217;una dall&#8217;altra, quindi non si possono abbracciare tutte e due&#8221;. &#8220;A mio parere&#8221;, ha chiarito.<br />
Sul rapporto tra scienza e politica nel nostro paese, Veronesi ha affermato: &#8220;non siamo soddisfatti della percezione della classe politica della scienza&#8221;, anche perchè storicamente lo scienziato è visto come &#8220;possessore di un potere alternativo alla politica&#8221; e quindi &#8220;quasi con sospetto&#8221; dai politici. Veronesi ha lamentato la scarsa attenzione della politica alla scienza, il tutto aggravato &#8211; come nel caso del testamento biologico &#8211; dalla &#8220;interferenza del mondo della religione&#8221;.<br />
Veronesi ha poi affermato di essere &#8220;un vero laico&#8221; &#8220;esaminando a fondo tutte le religioni&#8221;. Secondo l&#8217;oncologo, la religione &#8220;impedisce di ragionare&#8221;, nel senso che &#8220;devi accettarla senza ragione: non puoi discutere e criticare i testi religiosi o i dogmi religiosi&#8221;. Comunque, Veronesi ha chiarito: &#8220;rispetto profondamente chi crede, non ho nessuna volontà e neanche pensiero lontano di interferire in questa convinzione&#8221; e ammette che &#8220;anche nella malattia può aiutare, per questo sentirsi protetti da una divinità&#8221;, perchè può avere &#8220;un aspetto consolatorio&#8221;.<br />
L&#8217;articolata intervista di Veronesi, di cui sono presenti <a href="  http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/02/04/umberto_veronesi_scienza_fede_10.html">alcune parti sul sito di Sky Tg 24</a>, è stata oggetto di pesanti critiche, perchè è stata messa in risalto &#8211; e distorta &#8211; la posizione dello scienziato sommariamente espressa sul rapporto tra fede e ragione. In particolare, segnaliamo un articolo di <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/se_veronesi_fede_impedisce_ragionare/05-02-2010/articolo-id=419308-page=0-comments=1">Giorgio Israel su &#8220;Il Giornale&#8221;</a> e il comunicato dei Papaboys. Il rappresentante di questi, Daniele Venturi, ha parlato di espressioni &#8220;gravi e diffamanti per tutti i credenti, di tutte le religioni&#8221; e si augura che &#8220;i fratelli maggiori ebrei, ed anche i fratelli musulmani, abbiano il coraggio di farsi sentire&#8221;.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Crocifisso, PD: la base del partito critica la scelta bavarese</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Carcano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul sito de iMille, creato da iscritti del PD che ritengono che il partito &#8220;possa diventare un rivoluzionario meccanismo di cambiamento e rinnovamento della politica e della società italiane&#8221;, è stato pubblicato un articolo critico nei confronti della scelta &#8220;bavarese e catalana&#8221; in merito all&#8217;esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche (cfr. Ultimissima del 29 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito de iMille, creato da iscritti del PD che ritengono che il partito &#8220;possa diventare un rivoluzionario meccanismo di cambiamento e rinnovamento della politica e della società italiane&#8221;, è stato pubblicato <a href="http://www.imille.org/2010/01/nel-tempo-libero-faccio-il-senatore/" target="_blank">un articolo critico </a>nei confronti della scelta &#8220;bavarese e catalana&#8221; in merito all&#8217;esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche (cfr. Ultimissima del <a href="http://www.uaar.it/news/2010/01/29/crocifisso-sceglie-soluzione-bavarese/" target="_blank">29 gennaio 2010</a>). I commenti sembrano porsi sulla stessa lunghezza d&#8217;onda: è interessante notare come il senatore Ceccanti, primo firmatario del contestato disegno di legge, partecipi anch&#8217;esso al dibattito.</p>
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		<title>Ora alternativa, Bologna: l’Ufficio Scolastico blocca il sabotaggio ministeriale</title>
		<link>http://www.uaar.it/news/2010/02/03/ora-alternativa-bologna-lufficio-scolastico-blocca-il-sabotaggio-ministeriale/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Carcano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Ora Alternativa]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna ha affossato il tentativo del ministero dell&#8217;Istruzione di sabotare la richiesta di attivare insegnamenti alternativi all&#8217;ora di religione cattolica (cfr. Ultimissima del 20 gennaio e comunicato stampa UAAR del 27 gennaio). Il dirigente ha infatti dichiarato la non rilevanza del modulo ministeriale, che non contiene la voce &#8220;attività didattiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna ha affossato il tentativo del ministero dell&#8217;Istruzione di sabotare la richiesta di attivare insegnamenti alternativi all&#8217;ora di religione cattolica (cfr. Ultimissima del <a href="http://www.uaar.it/news/2010/01/20/ministro-gelmini-continua-sabotare-lora-alternativa/" target="_blank">20 gennaio</a> e comunicato stampa UAAR del <a href="http://www.uaar.it/news/2010/01/27/la-gelmini-vuole-cancellare-ora-alternativa-alla-religione-la-risposta-uaar/" target="_blank">27 gennaio</a>). Il dirigente ha infatti dichiarato la non rilevanza del modulo ministeriale, che non contiene la voce &#8220;attività didattiche e formative&#8221;. La nota dell&#8217;USP di Bologna è stata pubblicata sul sito dell&#8217;associazione <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/irc/Mod_iscriz_attalternat%20Religione%20Cattolica.pdf" target="_blank">Scuola e Costituzione</a>.</p>
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