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	<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 07:12:03 +0000</pubDate>
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		<title>Correndo con le forbici in mano</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 15:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aury</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I have a dream...]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio primo scontro con la realtà, il primo di cui abbia memoria diretta almeno, risale all&#8217;incirca a quindici anni fa. Avevo sette o otto anni, non ricordo di preciso.
Era la fine di un giorno di scuola come tanti, le lezioni erano appena terminate e il suono dell&#8217;ultima campanella, con la sua quotidiana regolarità, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.unbuconellalcool.com/public//2009/06/30giugno09.png" title="30giugno09.png" alt="30giugno09.png" align="left" />Il mio primo scontro con la realtà, il primo di cui abbia memoria diretta almeno, risale all&#8217;incirca a quindici anni fa. Avevo sette o otto anni, non ricordo di preciso.</p>
<p>Era la fine di un giorno di scuola come tanti, le lezioni erano appena terminate e il suono dell&#8217;ultima campanella, con la sua quotidiana regolarità, ci intimava di abbandonare le aule, per concedere a quelle quattro pareti troppo bianche e troppo strette un po&#8217; di meritato riposo.</p>
<p>Di solito ero una delle prime a sgattaiolare fuori, se non altro per poter assicurare a me e al mio pachidermico zainetto un posto sulle poche panchine disponibili che qualche anima buona aveva piazzato per i poveri figli di degeneri genitori lavoratori ritardatari, ma quella volta, mentre gli altri sgambettavano verso il cortile urlando e strattonandosi come ogni giorno, io attraversai il corridoio con la pesantezza d&#8217;animo del condannato a morte, che sa che ogni passo avanti è un passo in meno verso la fine. Varcai il cancello per ultima, con gli occhi mogi e tristi, cosa piuttosto inusuale quando sapevo che ad attendermi all&#8217;uscita avrei trovato mio padre.</p>
<p>E infatti, l&#8217;incongruenza gli saltò subito agli occhi.</p>
<p> <a href="http://www.unbuconellalcool.com/correndo-con-le-forbici-in-mano/#more-392" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>La maledizione dello Scripta manent (o del perché le parole talvolta mi rendono inquieta)</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 16:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aury</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ogni passo avanti è un passo in meno]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è capitato altre volte di non scrivere per un po&#8217;,  non tanto per mancanza di tempo quanto per latitanza ispirativa. Voi che mi seguite nell&#8217;ombra dovreste aver imparato ormai che ciò accade di solito quando nella mia vita avviene un cambiamento. Non importa tanto che esso sia positivo o negativo, ma fondamentalmente è qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.unbuconellalcool.com/public//2009/05/3maggio09.png" title="3maggio09.png" alt="3maggio09.png" align="left" />Mi è capitato altre volte di non scrivere per un po&#8217;,  non tanto per mancanza di tempo quanto per latitanza ispirativa. Voi che mi seguite nell&#8217;ombra dovreste aver imparato ormai che ciò accade di solito quando nella mia vita avviene un cambiamento. Non importa tanto che esso sia positivo o negativo, ma fondamentalmente è qualcosa che arriva silenzioso e inaspettato e dà uno scossone all&#8217;agognato equilibrio che ormai da tempo cerco di ricostruire invano.</p>
<p>Il mutismo letterario che deriva da queste occasioni può avere più di una giustificazione. Da una parte, è la concreta manifestazione della classica sensazione del non aver parole, preambolo di un periodo più o meno lungo di meditazione che permetterà di metabolizzare la cosa e riprendere in mano la penna. D&#8217;altro canto, potrebbe essere anche pura e semplice omertà, il non voler esternare i propri pensieri lì dove hanno libero accesso tutti coloro che vogliono. Un non voler mettere le carte in tavola, insomma, per preservare quanto c&#8217;è di più bello nelle vicende umane, ossia l&#8217;imprescindibile grado di indeterminatezza che ne vivacizza le sorti.</p>
<p> <a href="http://www.unbuconellalcool.com/la-maledizione-dello-scripta-manent-o-del-perche-le-parole-talvolta-mi-rendono-inquieta/#more-394" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Epica di fine Pasquetta</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 10:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aury</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Del perché ogni tanto l'autodisintegrazione molecolare]]></category>

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		<description><![CDATA[Noi umani siamo succubi
schiavi delle passioni,
nemici del buon senso
prede dei nostri umori.
Basta uno sguardo intenso
a sguinzagliar gli ormoni
E quasi mai c&#8217;è tempo
per le elucubrazioni.
Questo ci porta spesso
quasi in continuazione
a far false partenze,
se ne abbiamo occasione.
si fottano le apparenze!
ma non c&#8217;è soluzione.
Causa dell&#8217;insuccesso?
Non si usa la ragione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.unbuconellalcool.com/public//2009/04/18aprile09.png" title="18aprile09.png" alt="18aprile09.png" align="left" />Noi umani siamo succubi</p>
<p>schiavi delle passioni,</p>
<p>nemici del buon senso</p>
<p>prede dei nostri umori.</p>
<p>Basta uno sguardo intenso</p>
<p>a sguinzagliar gli ormoni</p>
<p>E quasi mai c&#8217;è tempo</p>
<p>per le elucubrazioni.</p>
<p>Questo ci porta spesso</p>
<p>quasi in continuazione</p>
<p>a far false partenze,</p>
<p>se ne abbiamo occasione.</p>
<p>si fottano le apparenze!</p>
<p>ma non c&#8217;è soluzione.</p>
<p>Causa dell&#8217;insuccesso?</p>
<p>Non si usa la ragione.</p>
<p> <a href="http://www.unbuconellalcool.com/epica-di-fine-pasquetta/#more-390" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<item>
		<title>Onyrica</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aury</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I have a dream...]]></category>

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		<description><![CDATA[

Piano respira e piano cammina.
Passi lenti, circolari, ragionati. Pesanti, ampi, inutili.
Passi scanditi dall&#8217;illusorietà dei luoghi chiusi, dove l&#8217;incedere non serve a portarti altrove, ma ti rende padrone del tempo e dello spazio.
Ma quale tempo, quanto spazio.
Il letto disfatto e le mura in penombra sono testimoni e custodi della tua ricerca. Calpesti la polvere, lasci tracce. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.unbuconellalcool.com/public//2009/03/23marzo09.png" title="23marzo09.png" alt="23marzo09.png" align="left" /></p>
<p></p>
<p>Piano respira e piano cammina.</p>
<p>Passi lenti, circolari, ragionati. Pesanti, ampi, inutili.</p>
<p>Passi scanditi dall&#8217;illusorietà dei luoghi chiusi, dove l&#8217;incedere non serve a portarti altrove, ma ti rende padrone del tempo e dello spazio.<br />
Ma quale tempo, quanto spazio.</p>
<p>Il letto disfatto e le mura in penombra sono testimoni e custodi della tua ricerca. Calpesti la polvere, lasci tracce. Le ricalchi, una volta, due volte, una volta ancora. Vagabondare su se stessi ha un beneficio, perdi i pensieri, ma non l&#8217;orientamento. Sai già dove stai andando e il punto di arrivo non è frutto della distanza, ma del momento.</p>
<p>L&#8217;attimo giusto, è quella la meta.</p>
<p> <a href="http://www.unbuconellalcool.com/onyrica/#more-388" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Toccata e fuga</title>
		<link>http://www.unbuconellalcool.com/toccata-e-fuga/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 11:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aury</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I have a dream...]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho accantonato la musica da tempo, come ho fatto e continuo a fare con tutto ciò per cui non mi sento sufficientemente capace da essere considerata brava.
Non ho mai avuto una particolare vocazione per il mondo dei suoni, ma l&#8217;ho sempre trovato affascinante. C&#8217;è stato un tempo in cui preferivo le scale naturali a Bim [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.unbuconellalcool.com/public//2009/03/9marzo09.png" title="9marzo09.png" alt="9marzo09.png" align="left" />Ho accantonato la musica da tempo, come ho fatto e continuo a fare con tutto ciò per cui non mi sento sufficientemente capace da essere considerata brava.</p>
<p>Non ho mai avuto una particolare vocazione per il mondo dei suoni, ma l&#8217;ho sempre trovato affascinante. C&#8217;è stato un tempo in cui preferivo le scale naturali a Bim Bum Bam e non trovavo passatempo più entusiasmante dell&#8217;incastrare accordi, prettamente minori e solitamente inesistenti, usando in realtà i tasti bianchi solo per riempire i vuoti che quelli neri non erano in grado di gestire da soli. Lo spirito malinconico è una delle mie tante precocità.</p>
<p>All&#8217;epoca mi sentivo brava. Del resto, i miei unici spettatori erano mia madre, i miei cani e nelle occasioni speciali AmicaT, ossia in assoluto gli esseri, umani e non, più propensi a farmi sentire, ognuno a suo modo, migliore di quello che sono. Io suonavo. Loro sorridevano e scodinzolavano. E a me piaceva.</p>
<p> <a href="http://www.unbuconellalcool.com/toccata-e-fuga/#more-386" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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