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      <title><![CDATA[l'Unit�]]></title>
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			<title><![CDATA[Israele lliberer� 20 detenute per un video su Shalit ]]></title>
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					<description><![CDATA[<img hspace="0" height="254" align="left" width="304" vspace="0" src="/img/upload/image/AREA%202%20304x254/MONDO/shalit1.jpg" alt="" />Venti detenute in cambio di qualche immagine, una prova che il caporale Shalit &egrave; ancora vivo. Il braccio armato di Hamas ha  confermato l'accordo raggiunto indirettamente con Israele per la  liberazione di 20 &laquo;prigioniere&raquo; palestinesi in cambio di un  filmato di 60 secondi sul soldato israeliano Ghilad Shalit rapito nel 2006 e in nome del quale &egrave; stata fatta la guerra in Libano e il successivo attacco a Gaza.<br /> <br /> La notizia era stata diffusa dal  sito online Ynet, che citava fonti ufficiali. La conferma &egrave; arrivata successivamente dall'ufficio del primo ministro con un comunicato in  cui si precisa che la decisione di liberare le detenute  palestinesi &egrave; stata adottata dal 'Consiglio di difesa' del  governo. In cambio, aggiunge l'ufficio del premier, Israele  ricever&agrave; da Hamas &laquo;un segno di vita&raquo; riguardo Shalit.             Questi sviluppi sono legati alla mediazione fra Israele e  Hamas condotta dall'Egitto e da un emissario dei servizi segreti  della Germania.<br /><br />Il filmato del soldato israeliano  Ghilad Shalit sarebbe gi&agrave; stato inoltrato da Hamas al mediatore  tedesco, secondo quanto riporta radio Gerusalemme. A quanto pare esso sar&agrave; inoltrato in Israele venerd&igrave; contestualmente alla liberazione delle detenute. <br /><br /> Shalit era stato catturato da un commando palestinese il 25 giugno del 2006 e da allora &egrave; tenuto in ostaggio da Hamas. All'indomani del suo sequestro era stata avanzata la richiesta di liberare le donne&nbsp; palestinesi&nbsp; e i minori detenuti&nbsp; in cambio di informazioni sul caporale rapito. Nei giorni seguenti, i sequestratori avevano chiesto la liberazione di 1000 detenuti e lo stop alle operazioni nella Striscia di Gaza come riscatto per Shalit.<br /> <br type="_moz" />]]></description>
					<category>Mondo</category>
					<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 11:56:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Salvadori: �La Germania insegna, se il socialismo � di centro � destinato a perdere�]]></title>
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					<description><![CDATA[<img hspace="0" height="254" align="left" width="304" vspace="0" src="/img/upload/image/linke.jpg" alt="" />Le socialdemocrazie hanno inseguito un centro che non c&rsquo;era pi&ugrave; e si sono appiattite su posizioni moderate. Perci&ograve; sono in crisi. Ma di qui a stilare diagnosi di morte ce ne corre&raquo;. Giudizio netto quello di Massimo Salvadori, tra i massimi storici del movimento operaio e della socialdemocrazia, oggi professore emerito di Storia delle dottrine politiche all&rsquo;Universit&agrave; di Torino. E analisi imperniata su un dato: non &egrave; vero che nelle nostre societ&agrave; &egrave; sparito il lavoro dipendente, con trionfo di lavoro autonomo e ceti medi. Al contrario, sostiene Salvadori, &laquo;c&rsquo;&egrave; stata una polarizzazione sociale, e un aumento delle diseguaglianze, proprio sotto la sferza della bufera finanziaria e liberista, oggi in preda allo tsunami &raquo;. Una dinamica che i socialisti europei non hanno compreso, fino al punto da smarrire la percezione della realt&agrave;, e quella della loro identit&agrave;. Vediamo come e perch&eacute;. <br /><br /><strong>Professor Salvadori, &laquo;campane a morte per il socialismo europeo&raquo;, dicono un po&rsquo; tutti, progressisti moderati in prima fila. Davvero il socialismo si sta estinguendo, come titola l&rsquo;&laquo; Herald Tribune&raquo;? </strong><br />&laquo;Per tutto il 900 hanno risuonato quelle campane, per l&rsquo;una e l&rsquo;altra forza politica, salvo assistere a impreviste rinascite. La condizione del socialismo europeo &egrave; certo allarmante, ma non sappiamo se siamo in fase terminale. Anche il liberismo fu dato per spacciato e invece &egrave; ritornato alla grande. La Spd e il Psf oggi sono alle corde? &Egrave; vero, ma &egrave; gi&agrave; iniziata una forte discussione interna. In Germania comunque c&rsquo;&egrave; il 23 %della Spd, e il 12,7% della Linke: sintomo di una forte richiesta di sinistra. Quindi ci vuole cautela, perch&eacute; i numeri dicono che una base politico-sociale esiste per un&rsquo;opposizione programmatica&raquo;. <br /><br /><strong>Michele Salvati ha scritto: c&rsquo;e stata l&rsquo;ondata neoliberista e la socialdemocrazia doveva assecondarla, ma verranno tempi migliori. Condivide? </strong><br />&laquo;Ma allora perch&eacute; col neoliberismo in crisi non c&rsquo;&egrave; stata la risalita delle forze socialiste? Invece abbiamo visto il contrario. In realt&agrave; c&rsquo;&egrave; stato un appannamento del ruolo socialista. Sicch&eacute; l&rsquo;Spd, che ha giocato sul fronte moderato, ha perso. Mentre la Linke, che &egrave; stata radicale, ha avuto successo. No, non credo che i socialisti dovessero per forza cavalcare l&rsquo;ondata neoliberista. Credo all&rsquo;opposto che proprio tale scelta moderata, in Europa, abbia portato alla sconfitta, alla mancanza di presa. Perch&eacute; se si tratta di fare i &ldquo;centristi&rdquo;, questo sanno farlo molto meglio altri partiti. Blair ha trasformato Londra nella seconda Wall Street delle oligarchie finanziarie, illudendosi di espandere il benessere. Cos&igrave; non &egrave; stato, e oggi il Labour &egrave; allo stremo. I socialisti si sono &ldquo;confusi&rdquo; con i conservatori su terreni cruciali, a cominciare dalla deregulation finanziaria, denunciata da Obama. Ne&egrave; derivato unosmarrimento di identit&agrave;, una perdita della ragion d&rsquo;essere&raquo;. <br /><strong><br />E il paradosso &egrave; che la destra assume in proprio certe ragioni di sinistra, a cominciare dal governo dell&rsquo;economia... </strong><br />&laquo;Ovvio. Le forze di centrodestra hanno imbracciato subito l&rsquo;intervento pubblico, malgrado le maledizioni del passato, e a proposito di campane a morto...Nessun imbarazzo nel salvare le banche, con regole prima reputate mortifere. Ora &egrave; evidente che senza catturare il centro non si vincono le elezioni. Per&ograve; un conto &egrave; puntare alla conquista di quella zona sociale, altro appiattirsi su di essa, inseguendo il fantasma di un ceto medio che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, e che si &egrave; impoverito. Dinanzi a questo, dinanzi alla finanza trionfante, la sinistra non ha saputo leggere le &ldquo;implicazioni di processo&rdquo;, rinunciando cos&igrave; a un programma che partisse dagli interessi veri: ceto medio minacciato, precariet&agrave;, disoccupati, e lavoro dipendente ancora maggioritario. &Egrave; passata un&rsquo;analisi falsa, che ha frainteso le diseguaglianze di reddito crescenti, ed enfatizzato la realt&agrave;- spesso miserevole - dello stesso lavoro autonomo, largamente minoritario. Conclusione: la sinistra deve mobilitare e riorganizzare tutte queste realt&agrave;. Certo, non secondo una visione vetero-classista e polarizzante che non tiene pi&ugrave; - la &ldquo;centralit&agrave; operaia&rdquo; -main base a unageografia sociale aderente alla realt&agrave;. Il che significa che i diritti sociali - l&rsquo;altra gamba della democrazia assieme ai diritti politici - devono diventare strategici perun programma di governo&raquo;. <br /><strong><br />Dunque, governo dell&rsquo;economia, diritti sociali, redistribuzione, qualit&agrave; dello sviluppo e democrazia industriale devono ridiventare cruciali per i socialisti? </strong><br />&laquo;Naturalmente.Senza queste ragioni il divario delle socialdemocrazie con il loro retroterra e con quello sociale pi&ugrave; ampio - inasprito da crescenti diseguaglianze - &egrave; destinato ad approfondirsi. Fino alla cancellazione del loro ruolo&raquo;. C&rsquo;&egrave; una lezione da trarre anche per l&rsquo;Italia, dove il Pd appare solcato da una discussione proprio su identit&agrave; e rappresentanza? &laquo;Sono convinto che il Pd manchi di un&rsquo;identit&agrave;, sulle questioni di fondo. Ci sono posizioni opposte e minacce di secessione da una parte e dall&rsquo;altra. &Egrave; in corso bene o male un congresso, chiamato a dare una risposta. Bersani ha detto con chiarezza due cose: il Pd sar&agrave; un partito nuovo, che deve tenersi la propria tradizione di sinistra. E ancora: la categoria della sinistra non pu&ograve; essere esclusa dall&rsquo;identit&agrave; del Pd. Sappiamo per&ograve; quanti nel partito rifiutino una vocazione di sinistra...&raquo;. <br /><strong><br />Tenersi quest&rsquo;identit&agrave; &egrave; un contributo alla crisi italiana, nonch&eacute; alla crisi delle socialdemocrazie? </strong><br />&laquo;Penso proprio di s&igrave;. Anche in virt&ugrave; di una considerazione pi&ugrave; generale, estesa al contesto internazionale pi&ugrave; vasto. Ebbene, senza dubbio alcuno, i centrodestra europei sono pi&ugrave; moderni e dignitosi di quello italiano. Per&ograve; dobbiamo chiederci. Se i partiti socialdemocratici sono ormai qualcosa di residuale, davvero il centrodestra &egrave; in grado di offrire una risposta ai problemi sul tappeto? Le destre hanno sul serio un programma espansivo, capace di assorbire e includere le domande che vengono da una societ&agrave; a forte disoccupazione, dal ceto medio cos&igrave; impoverito e cos&igrave; bisognoso di sicurezze? C&rsquo;&egrave; nel centrodestra un paradigma di valori, e di cultura economica e politica, stabilizzante, dinanzi alle emergenze presenti, tale da poter far morire la sinistra?&raquo;. <br /><strong><br />Francamente questo pericolo esiste, almeno sul piano demagogico immediato, e fino al punto da far smottare la sinistra. Non le pare?</strong><br />&laquo;Il centrodestra potrebbe sfondare, ma solo a condizione che sappia replicare incisivamente a tutti quei problemi che hanno sempre costituito la grammatica della sinistra: dall&rsquo;immigrazione, al lavoro, alla precariet&agrave;, alla sicurezza sociale, all&rsquo;ambiente. Ma che siano in condizione di farlo, sino a far smottare le basi sociali della sinistra, io non lo credo &raquo;.<br /><strong><br /> Insisto, il rischio &egrave; concreto, e se ne vedono le avvisaglie in Europa. </strong><br />&laquo;D&rsquo;accordo, non sarebbe la prima volta che la sinistra viene messa in ginocchio. Eppure non &egrave; morta, ed &egrave; risorta. Vedremo come va a finire. In passato si diceva: &egrave; il secolo del fascismo, &egrave; il secolo del liberalismo, &egrave; il secolo della socialdemocrazia, del comunismo. Che questo sia il secolo del conservatorismo e del centrosinistra io non lo credo. Oltretutto nel mondo ci sono realt&agrave; progressiste e di sinistra al governo, in India, in America Latina, e c&rsquo;&egrave; Obama. Il che accresce il paradosso europeo, della destra sugli scudi malgrado la crisi liberista. Ma accresce pure le speranze &raquo;.]]></description>
					<category>Mondo</category>
					<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:39:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Valsesia, alla Loro Piana la solidariet� delle donne difende il lavoro di tutti]]></title>
				<link>http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=89048</link>
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					<description><![CDATA[<img hspace="0" height="254" align="left" width="304" vspace="0" alt="" src="/img/upload/image/tessile.jpg" />La provincia di Vercelli &egrave; lunga e stretta. In pianura, attorno al capoluogo, si allargano le risaie che, da queste parti, sono molto di pi&ugrave; di una importante attivit&agrave; economica. Sono cultura, tradizione, lavoro. Ogni anno in questo lembo di terra vengono trasformati oltre3 milioni di quintali di riso, dai formidabili &ldquo;Baldo&rdquo; e &ldquo;Carnaroli&rdquo; ad altri tipi pi&ugrave; popolari, ma sempre di grande qualit&agrave;. <br /><br />Dal basso bisogna seguire il fiume Sesia, o &ldquo;la&rdquo; Sesia come dicono familiarmente in tanti, e risalire piano piano, godendosi il paesaggio di paesi e torrenti, fino a incontrare le valli, le montagne. A Romagnano gli ipermercati e gli spacci delle grandi firme delle lane e dei tessuti segnalano il cambio di scenario, un&rsquo;altra vocazione industriale fatta di aziende innovative e di lavoratori abilissimi. Inizia il ricco distretto del Made in Italy. Imboccare la Valsesia &egrave; un po&rsquo; come tornare a casa. Attorno al fiume generoso, e oggi limpidissimo, si &egrave; creata nel tempo una comunit&agrave; di imprese e di lavoro,ma non solo. Qui, sotto il maestoso Monte Rosa che vigila sull&rsquo;intera valle, sono state scritte pagine di storia della guerra partigiana e della Liberazione. La Valsesia sa come &egrave; nata la nostra Repubblica. A Borgosesia, il centro produttivo, c&rsquo;&egrave; il Museo della Resistenza. Nel 1981 quando mor&igrave; il comandante partigiano Cino Moscatelli arriv&ograve; il presidente Sandro Pertini a celebrare i funerali. <br /><br />Per questo la sorpresa &egrave; grande quando, alla Camera del lavoro di Borgosesia, ci avvertono che il nuovo sindaco &egrave; una leghista, la signora Alice Freschi, archeologa, una creatura del parlamentare Bonanno, che viene considerato una specie di fenomeno politico da queste parti e ogni settimana compra pagine di pubblicit&agrave; sul giornale locale &ldquo;Notizia Oggi&rdquo; per illustrare le sue iniziative. Possibile che ci siamo giocati pure Borgosesia? Dov&rsquo;&egrave; finita la sinistra? Scomparsa... <br /><br />Luciana Mancin, attivissima funzionaria della Cgil, racconta che il centrosinistra &laquo;aveva presentato come candidato sindaco un ingegnere un po&rsquo; aristocratico che faceva fatica a parlare con la gente e che dopo la sconfitta non saluta nemmeno pi&ugrave; se lo incontri per strada&raquo;. Fantastico. La consolazione, ed &egrave; per questo che l&rsquo;Unit&agrave; &egrave; salita in Valsesia, &egrave; nella vita e nei comportamenti delle operaie delle decine di fabbriche attorno. La recessione &egrave; arrivata anche qui, seppur senza i drammi sociali che si vivono nelle grandi concentrazioni urbane, e viene affrontata con seriet&agrave; e pragmatismo. Sono in difficolt&agrave; le piccole aziende, gli artigiani, i terzisti che lavorano per conto dei grandi nomi. La crisi &egrave; soprattutto finanziaria, troppi debiti per fronteggiare un periodo ancora lungo di incertezze. Un grande nome come la Zegna Baruffa (che non c&rsquo;entra col vero gruppo Zegna), 800 addetti, &egrave; in sofferenza. &laquo;Finora abbiamo governato la prima emergenza occupazionale facendo ricorso agli ammortizzatori sociali e speriamo, naturalmente, di poter veder presto la ripresa altrimenti il tessuto produttivo rischia di incontrare gravi problemi&raquo; analizza Luciana Mancin. <br /><br />In queste fabbriche sono le donne a dominare, a indicare la direzione. L&rsquo;occupazione tessile &egrave; in larga misura femminile. E sono state proprio le lavoratrici della Loro Piana, leader del cashmere, un nome conosciuto in tutto il mondo,a scegliere e condividere una via alternativa, concordata dal sindacato e dall&rsquo;azienda, per superare la crisi. La Loro Piana &egrave; stata creata nel 1924, oggi occupa un migliaio di dipendenti nei cinque stabilimenti della zona. Ha un impianto anche in America. Il quartier generale &egrave; a Quarona, nei pressi di Borgosesia. Capitalismo familiare in stile piemontese, toni bassi e tanto impegno. E se i figli non studiano vengono spediti in fabbrica a imparare cosa vuole dire la fatica. <br /><br />Maria Grazia Gritti, 39 anni e nove mesi di lavoro in fabbrica, neo pensionata, &egrave; una &ldquo;rammendatrice&rdquo;, una delle specialit&agrave; pi&ugrave; richieste nelle imprese tessili. Ha iniziato nel 1969, a 15 anni, con uncontratto di apprendistato a cottimo. Ha un figlio di trent&rsquo;anni che fa il geometra. Racconta: &laquo;&Egrave; stato il dottor PierLuigi (Loro Piana) a informare il sindacato che l&rsquo;azienda aveva delle difficolt&agrave; perch&egrave; gli ordini erano calati. Bisognava fare qualche cosa per superare questo momento e nelle assemblee si &egrave; fatta largo la proposta di un patto di solidariet&agrave; tra tutti per evitare sacrifici pi&ugrave; duri. Si lavora di meno, si taglia un po&rsquo; lo stipendio,ma nessuno perde il posto. Io ho preso questa occasione e sono andata in pensione, mi considero fortunata. La preoccupazione pi&ugrave; grande &egrave; vedere tutti questi giovani che non riescono a trovare un posto vero, fisso. Sempre in ostaggio delle agenzie interinali. La crisi, purtroppo, rischia di mettere un lavoratore contro l&rsquo;altro, si diventa tutti pi&ugrave; individualisti ed &egrave; un grave pericolo&raquo;. <br /><br />L&rsquo;impegno in fabbrica, i turni, i sacrifici per difendere i diritti sono i bastioni su cui, nelle parole di queste lavoratrici, le donne hanno costruito la loro dignit&agrave; e conquistato un ruolo nel mondo del lavoro. Roberta Sasso, delegata Rsu della Loro Piana, ha appena finito il turno. Indossa la divisa dell&rsquo;azienda: maglia verde, pantoloni beige. Ha una figlia di 23 anni. Sta a Castelletto, ogni giorno fa 30 km per andare in fabbrica e altri 30 per tornare a casa. &laquo;Ma non bisogna lamentarsi - dice - vedo tanti uomini e donne, ad esempio nelle fabbriche del biellese, che rischiano di perdere il lavoro, che stanno finendo la cassa integrazione e non sanno cosa succeder&agrave; domani. A noi, per adesso, &egrave; andata bene, anche perch&egrave; la Loro Piana si &egrave; dimostrata un&rsquo;azienda responsabile. Il nostro lavoro &egrave; organizzato sul &ldquo;sei per sei&rdquo;, si lavora sei giorni la settimana per sei ore.Con la solidariet&agrave; abbiamo perso sei ore, non lavoriamo al sabato e a noi donne, diciamo la verit&agrave;, fa comodo stare a casa. Lo stipendio &egrave; un po&rsquo; pi&ugrave; magro, ma l&rsquo;azienda ci ha mantenuto i premi e la perdita &egrave; modesta. Per un anno andiamo avanti cos&igrave; e poi speriamo che la situazione migliori per tutti. Altrimenti sono guai grossi&raquo;. <br /><br />La sua collega Nadia Loro Ronco lavora al reparto prodotti finiti, cio&egrave; dove arrivano i cappotti, le giacche, i vestiti di Loro Piana. Lavora qui dal 1988. Ha una figlia di 11 anni. &laquo;Sono abbastanza ottimista, almeno per la nostra azienda. Abbiamo subito un colpo, perch&egrave; la crisi c&rsquo;&egrave; dappertutto, ma vedo che l&rsquo;attivit&agrave; non &egrave; mai cessata, gli ordini bene o male arrivano e adesso bisogna capire cosa succeder&agrave; per il 2010. La nostra azienda penso sia messa bene, perch&egrave; la famiglia Loro Piana non ha mai smesso di investire, di innovare, ha sempre cercato di difendere le professionalit&agrave; presenti in fabbrica. La cosa che pi&ugrave; mi preoccupa &egrave; che i rapporti tra lavoratori stanno lentamente cambiando, la crisi e le difficolt&agrave; rischiano di dividerci, di allontanarci. Io vedo gli interinali, quelli che non hanno il posto sicuro, sono sempre ricattati, non possono maiagire liberamente. Li invitiamo alle assemblee, ma hanno paura. Questi giovani devono aspettare anni per essere assunti, e non &egrave; giusto&raquo;. Il giro &egrave; finito. L&rsquo;incontro con le lavoratrici dei lanifici &egrave; terminato. Si va in pizzeria. Nella piazza centrale c&rsquo;&egrave; un palco disadorno, ingombrante. &laquo;Lo ha messo la giunta leghista: al sabato sera fanno un po&rsquo; di musica, la gente balla...&raquo; spiega la sindacalista della Camera del lavoro. Gli epigoni di Bossi al governo di Borgosesia: di questi tempi uno pu&ograve; immaginarsi di tutto, ma questa proprio no. &Egrave; troppo.]]></description>
					<category>Economia</category>
					<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:09:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un clown nello spazio, per 35 milioni di dollari]]></title>
				<link>http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=89047</link>
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					<description><![CDATA[<img hspace="0" height="254" align="left" width="304" vspace="0" src="/img/upload/image/AREA%202%20304x254/SPETTACOLI/astronauta%20clown1.jpg" alt="" />Un naso rosso in faccia, infilato nella sua tuta spaziale: un clown nello spazio, con il sorriso stampato in faccia - anche se il biglietto per un giro tra le stelle &egrave; costato un occhio della testa. &Egrave; stata lanciata dal cosmodromo  kazako di Baikonur, alle 11.15 ora di Mosca (le 09.15 in Italia)  la navicella Soyuz che porter&agrave; sulla stazione spaziale  internazionale (Iss) un nuovo equipaggio di tre cosmonauti, tra  i quali&nbsp; il miliardario canadese Guy Laliberte, ex trampoliere e  mangiatore di fuoco, fondatore&nbsp; del mitico Cirque du  Soleil ed ora settimo turista spaziale per 35 milioni di dollari: un regalo che Guy si &egrave; concesso per i&nbsp; suoi 50 anni.<br /><br />&quot;Ha detto solo 'super'! E' molto felice&quot;, cos&igrave; i compagni di&nbsp; navigazione hanno raccontato della reazione dell'ex clown al lancio. La Soyuz impiegher&agrave; due giorni per raggiungere la Stazione spaziale. Per Laliberte, che ha fatto della sua passione per la clownerie un affare miliardario, non sar&agrave; per&ograve; solo un viaggio di piacere. La sua intenzione &egrave; di trarre ispirazione dall'assenza di peso per nuove acrobazie. E di lanciare un messaggio, approfittando dell'eccezionale palcoscenico, a favore del diritto di tutti all'accesso all'acqua potabile.&nbsp;A bordo Laliberte ha portato nove nasi rossi e intende tenere una&nbsp; performance che sar&agrave; trasmessa in diretta via internet su&nbsp; www.onedrop.org il prossimo 9 ottobre,&nbsp; con un collegamento a 14 citt&agrave; nel mondo, per promuovere il suo messaggio sull'acqua.<br /><br /> Laliberte possiede il 95 per cento del Cirque du Soleil, fondato nel 1994. Forbes stima il suo patrimonio in 2.5 miliardi di dollari. ]]></description>
					<category></category>
					<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 09:56:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Berlusconi: "La manifestazione sulla libert� di stampa? E' una farsa"]]></title>
				<link>http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=89046</link>
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					<description><![CDATA[<img hspace="0" height="254" align="left" width="304" vspace="0" alt="" src="/img/upload/image/AREA%202%20304x254/ITALIA/berlusconi%20a%20orecchie%20chiuse.jpg" />La manifestazione di sabato prossimo per la libert&agrave; di stampa &egrave; &laquo;una farsa&raquo;, parola di Silvio Berlusconi. Intervistato da Sky tg 24 il cavaliere&nbsp; ha ripetuto il suo ritornello: &laquo;In Italia c'&egrave; pi&ugrave; libert&agrave; di stampa che in qualsiasi altro paese.La manifestazione ci fa del male nei confronti degli altri paesi: questa anti italianit&agrave; credo faccia davvero male al paese&raquo;. Dunque la stampa e la tv sono liberissimi, secondo il premier che a riprova ha esibito indifferenza sull'istruttoria Santoro. &laquo;Non me ne  sono interessato e non me ne interesso perch&egrave; sarebbe facile  cadere in qualche tranello&raquo;.&nbsp; Il premier per&ograve; non ha mancato di ricordare il suo editto bulgaro di  qualche anno fa di Rai durante una sua visita in Bulgaria, quando disse che&nbsp; &laquo;i  vari Santoro e Biagi possono stare in tv finch&egrave; non se ne fa un  uso criminogeno, finch&egrave; non si commettono reati come la  diffamazione...&raquo;.&nbsp; Il che - anche senza le precisazioni del premier - &egrave; gi&agrave; previsto dalla legge, visto che il reato di diffamazione &egrave; pres-esistente all'ascesa del Cav. Che si &egrave; concesso una battuta, che malcela il livore: &laquo;Lunga vita  alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al  centrodestra...&raquo;.<br /><br />Al di l&agrave; delle dichiarazioni di Berlusconi, il caso Annozero resta sul tavolo. Oggi &egrave; convocata la commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, fissata alle 14,30 a palazzo San Macuto, su richiesta del&nbsp; presidente Sergio Zavoli dovrebbe essere presente anche Paolo Romani, sottosegretario alle comunicazioni.     L'audizione serve a fare chiarezza sulle polemiche seguite alla prima puntata di Aannozero e per verificare quali modifiche il governo ha intenzione di apportare al cosiddetto &laquo;contratto di servizio&raquo; che stabilisce le finalit&agrave; della Rai come servizio pubblico.    Ieri Romani ha avuto un primo incontro con Zavoli ed ha ribadito che il governo &egrave; deciso a non rinunciare all'idea di &laquo;aprire una istruttoria su Annozero&raquo;. L'8 ottobre ci sar&agrave; un incontro tra Claudio Scajola, ministro per lo sviluppo economico, il sottosegretario Paolo Romani, Mauro Masi e Paolo Garimberti, direttore e presidente della Rai.&nbsp; &laquo;Nell'incontro acquisiremo ai massimi livelli informazioni su annozero ed eventuali altri programmi rispetto alla verifica che intendiamo fare sull'adeguato rispetto del contratto di servizio in materia di libert&agrave;, obiettivit&agrave; e pluralismo&raquo;, ha detto Romani.&nbsp; Garimberti getta acqua sul fuoro: &laquo;La convocazione del governo &egrave; diventata un colloquio ... naturalmente andremo e sentiremo le motivazioni del governo. ma intanto si &egrave; sdrammatizzata la situazione di confronto duro tra il governo e i vertici della Rai. Se la politica ingerisse meno e ci lasciasse lavorare in pace, ci farebbe un grande favore. d'altra parte certi conduttori dovrebbero avere pi&ugrave; senso di responsabilit&agrave; e ricordare che il microfono non appartiene a loro, ma &egrave; di propriet&agrave; dell'editore e dei cittadini che pagano il canone. bisogna calmare le acque da tutte e due le parti&raquo;.<br /><br />    Secondo Romani il governo potrebbe addirittura chiedere all'Agcom (l'authority per le garanzie nelle comunicazioni) di intervenire con una sanzione nei confronti della rai che pu&ograve; arrivare addirittura al 3% del fatturato dell'azienda. Nel mirino anche Parla con me, la trasmissione condotta da&nbsp; Serena Dandini: un programma del quale il sottosegretario non sembra aver capito la natura satirica. &laquo;Mi risulta che la Dandini mandi in onda tre minuti di recita dai bagni ricostruiti di palazzo Grazioli (la residenza del premier), con ragazze non meglio identificate. L'ho appreso dai giornali. vorrei capire cosa c'entri tutto questo con il servizio pubblico&raquo;.]]></description>
					<category>Italia</category>
					<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 09:20:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Verso il congresso Pd. Penati "sfiducia" Franceschini. Salta la segreteria, Bersani frena]]></title>
				<link>http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=89045</link>
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					<description><![CDATA[<img hspace="0" height="254" width="304" vspace="0" align="left" src="/img/upload/image/AREA%202%20304x254/ITALIA/bersafrance.jpg" alt="" />Il clima rimane infuocato per tutta la giornata, e sebbene in serata Franceschini parli di &laquo;incidente chiuso&raquo;, sebbene Bersani garantisca al segretario &laquo;piena collaborazione&raquo;, i sospetti reciproci rimangono e la vicenda lascia strascichi che rischiano di condizionare nelle prossime settimane la vita del Pd.<br /><br /> Succede che Filippo Penati legge i risultati dei congressi di circolo che si chiudono oggi (il dato provvisorio d&agrave; Bersani al 54-55%, Franceschini al 37-38% e Marino all&rsquo;8%) e con i giornalisti che gli chiedono un commento si lascia andare a questa considerazione: &laquo;Fino alle primarie Franceschini di fatto non &egrave; pi&ugrave; il segretario perch&eacute; non ha ottenuto il consenso da parte di due terzi del partito che sta gestendo&raquo;.<br /><br />La cosa arriva alle orecchie del segretario, che non la prende bene. Anche perch&eacute; il coordinatore della mozione Bersani, nel rispondere alle critiche che gli piovono immediatamente addosso dal fronte pro-Franceschini, aggiunge che a questo punto servirebbe una &laquo;gestione collegiale&raquo; del partito. Il leader del Pd, che &egrave; a Caorso per un&rsquo;iniziativa contro il nucleare, prima telefona sia a Bersani che a Massimo D&rsquo;Alema per chiedere una presa di distanza dalle parole di Penati, poi sconvoca la segreteria fissata in agenda per oggi.<br /><br /> Da luglio, cio&egrave; da quando sono state formalizzate le candidature alla segreteria del partito, quest&rsquo;organismo &egrave; allargato anche a Bersani (che per&ograve; non ha mai partecipato, mandando al suo posto proprio Penati) e Marino. &laquo;Non sar&agrave; una gestione collegiale, ma certo &egrave; una gestione condivisa&raquo;, si lamenta Franceschini con i suoi. &laquo;Tutto quello che si &egrave; fatto fin qui &egrave; stato deciso insieme. C&rsquo;&egrave; una strumentalizzazione fatta per delegittimare il segretario. Se loro non riconoscono che c&rsquo;&egrave; una gestione condivisa, allora io quell&rsquo;organismo non lo riunisco&raquo;. E cos&igrave; &egrave;.  Non c&rsquo;&egrave; solo quel &laquo;non &egrave; pi&ugrave; il segretario&raquo; di Penati a suscitare l&rsquo;irritazione di Franceschini. <br /><br />C&rsquo;&egrave; anche il sospetto che dal fronte bersaniano si lavori da qui al 25 ottobre per svuotare il significato delle primarie. Lo dice apertamente Piero Fassino, che accusa Penati di &laquo;minare l&rsquo;unit&agrave; del partito&raquo;. Per il coordinatore della mozione Franceschini, Penati sta cercando di &laquo;condizionare pesantemente le primarie facendo credere che gli elettori siano chiamati a nulla pi&ugrave; che una ratifica formale dell&rsquo;esito dei congressi&raquo;. Un messaggio rivolto non solo alla persona ma all&rsquo;intero schieramento, a cui fanno eco le parole di Marino: &laquo;Se Bersani pensa di essere il segretario del partito perch&eacute; arrivare fino al 25 ottobre? Se pensa che il segretario sia gi&agrave; stato eletto con il voto dei circoli &egrave; grave, soprattutto perch&eacute; offende il popolo delle primarie&raquo;.<br /><br /> Bersani non ci sta a passare per quello contrario alla consultazione allargata a tutti gli elettori del Pd. Quando Franceschini lo chiama al telefono, ascolta il suo sfogo: &laquo;Le regole le abbiamo decise insieme, il segretario resta in carica fino alle primarie, ma parole come quelle di Penati di fatto delegittimano il ruolo che ho cercato di svolgere garantendo tutti&raquo;. Poi da un lato lo rassicura sul fatto che nessuno intende spodestarlo prima del 25 ottobre, dall&rsquo;altro difende il ruolo degli iscritti perch&eacute; non gli piace sintir dire che tutto si decide ai gazebo e quanto avvenuto fin qui non merita considerazione. <br /><br />Diffonde una nota piuttosto esplicita: &laquo;Franceschini, come &egrave; ovvio e come &egrave; giusto, &egrave; a pieno titolo il segretario del Pd cos&igrave; come prevede lo statuto, e ha la nostra piena collaborazione come &egrave; stato fin qui&raquo;. Poi: &laquo;Ci auguriamo tutti che le primarie abbiano un grande successo di partecipazione, cos&igrave; come &egrave; stato per la fase dei congressi di circolo&raquo;. Parole a cui aggiunge per&ograve;, a voce, che quella scoppiata &egrave; &laquo;una colossale tempesta in un bicchier d&rsquo;acqua&raquo;, che &laquo;non bisogna sottovalutare il ruolo degli iscritti&raquo; e che lui non ha &laquo;alcuna preoccupazione per le primarie, visto che non c&rsquo;&egrave; una differenza antropologica tra iscritti ed elettori&raquo;.<br /><br />  Un discorso che fa anche D&rsquo;Alema, ripetendo in pubblico e in privato, con Franceschini, che &laquo;non c&rsquo;&egrave; nessun motivo di polemizzare&raquo; e che nessuno intende &laquo;mettere in discussione&raquo; il ruolo del segretario: &laquo;Lavoreremo perch&eacute; alle primarie ci sia una grande partecipazione a conferma della vitalit&agrave; del Pd, ma anche l&rsquo;impegno e l&rsquo;indicazione della maggioranza assoluta degli iscritti vanno rispettati&raquo;.]]></description>
					<category>Italia</category>
					<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:58:00 +0200</pubDate>
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