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	<title>Universita.it</title>
	
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	<description>Istruzione per l'uso</description>
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		<title>Tirocini di formazione e lavoro al Parlamento Europeo</title>
		<link>http://www.universita.it/tirocini-formazione-lavoro-parlamento-europeo-2010/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Mazzetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[studenti disabili]]></category>
		<category><![CDATA[tirocini estero]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un&#8217;occasione da non perdere la offre il Parlamento Europeo, con percorsi di formazione e lavoro per diverse figure e professioni, dal settore politico-istituzionale a quello ad indirizzo giornalistico.
A usufruirne possono essere in molti: laureati, giornalisti, traduttori, interpreti e disabili. Tutti possono presentare la propria candidatura per un periodo di tirocinio, a patto che si abbia [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Tirocini+di+formazione+e+lavoro+al+Parlamento+Europeo&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Ftirocini-formazione-lavoro-parlamento-europeo-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5034" title="parlamento europeo tirocini" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/parlamento-europeo-tirocini.jpg" alt="parlamento europeo tirocini" width="200" height="126" /></p>
<p>Un&#8217;occasione da non perdere la offre il Parlamento Europeo, con percorsi di formazione e lavoro per diverse figure e professioni, dal settore <strong>politico-istituzionale</strong> a quello ad indirizzo<strong> giornalistico</strong>.</p>
<p>A usufruirne possono essere in molti: laureati, giornalisti, traduttori, interpreti e disabili. Tutti possono presentare la propria candidatura per un periodo di <strong>tirocinio</strong>, a patto che si abbia più di diciotto anni e si conoscano almeno <strong>2 lingue</strong> ufficiali dell’Unione europea.</p>
<p><span id="more-5022"></span></p>
<p>Nello specifico si tratta di <strong>tirocini retribuiti</strong> della durata di <strong>5 mesi</strong> rivolti ai <strong>laureati</strong> ad <strong>indirizzo politico-istituzionale</strong> e <strong>giornalistico</strong> di cui è disponibile il <a title="bando di concorso" href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do?id=147&amp;pageRank=2&amp;language=EN">bando di concorso</a>. La scadenza per presentare la domanda di partecipazione è fissata per il <strong>15 maggio 2010</strong>.</p>
<p>E ancora l&#8217;offerta continua con <a title="stage retribuiti" href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do?id=147&amp;pageRank=5&amp;language=EN">stage retribuiti</a> e <a title="stage non retribuiti" href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do?id=147&amp;pageRank=6&amp;language=EN">stage non retribuiti</a> di 3 mesi, per <strong>interpreti</strong> e <strong>traduttori</strong>.</p>
<p>Infine ci sono i tirocini retribuiti riservati alle persone <a title="disabili" href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do?id=147&amp;pageRank=4&amp;language=EN">disabili</a>, per favorire l&#8217;integrazione sul posto di lavoro.</p>
<p>Per maggiori informazioni sui <strong>tirocini del Palmento Europeo</strong> si possono consultare le <a title="Regole generali" href="http://www.europarl.europa.eu/pdf/traineeships/general_rules_en.pdf">&#8220;Regole generali&#8221;</a> e il sito dei <a title="tirocini al Parlamento Europeo" href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do;jsessionid=B5558ECAC6C5BDA69E104A4BAA3F8E7E.node1?language=EN&amp;id=147">tirocini al Parlamento Europeo</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Vienna, studenti europei contro le riforme degli ultimi dieci anni</title>
		<link>http://www.universita.it/studenti-contro-vertice-vienna-2010/</link>
		<comments>http://www.universita.it/studenti-contro-vertice-vienna-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 09:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma università]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni europa]]></category>
		<category><![CDATA[processo di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo hanno chiamato &#8220;Bologna burns&#8221; ed è una rete di studenti universitari di tutta Europa che si sono dati appuntamento a Vienna dall&#8217;11 al 14 marzo per protestare contro la celebrazione del decimo anniversario del Processo di Bologna, l&#8217;evento che ha dato il via alle riforme universitarie in Europa.
Mentre è in corso il vertice di [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Vienna%2C+studenti+europei+contro+le+riforme+degli+ultimi+dieci+anni&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fstudenti-contro-vertice-vienna-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5037" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5037 " title="studenti contro vertice vienna 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/bologna-burns.jpg" alt="studenti contro riforme vienna 2010" width="300" height="163" /><p class="wp-caption-text">studenti contro vertice vienna 2010</p></div>
<p>Lo hanno chiamato &#8220;<strong>Bologna burns</strong>&#8221; ed è una rete di <strong>studenti universitari</strong> di tutta Europa che si sono dati appuntamento a Vienna dall&#8217;11 al 14 marzo per protestare contro la celebrazione del decimo anniversario del Processo di Bologna, l&#8217;evento che ha dato il via alle riforme universitarie in Europa.</p>
<p>Mentre è in corso il vertice di <strong>Vienna</strong>, alcune migliaia di studenti hanno deciso di organizzare un <strong>controvertice</strong>, attraverso manifestazioni pacifiche, cortei e sit-in, ma anche workshop e seminari in piazza.</p>
<p><span id="more-5033"></span></p>
<p>Secondo i primi dati diffusi in rete, i partecipanti al &#8220;Bologna burns&#8221; sarebbero più di <strong>10.000</strong>. Studenti provenienti da università di Paesi diversi &#8211; tra cui Italia, Spagna, Germania, Serbia, Grecia, Francia e Turchia &#8211; che da giovedì stanno manifestando per le strade della capitale austriaca, per ricordare ai <strong>46 ministri</strong> dell&#8217;Istruzione europei che partecipano al vertice, che dieci anni fa è iniziato un processo di smantellamento dell&#8217;istruzione pubblica.</p>
<p>In un comunicato, il <strong>network italiano</strong> &#8220;Uniriot&#8221;, che sta partecipando alle manifestazioni di Vienna, spiega la protesta come una opposizione degli studenti alla &#8220;dequalificazione dei saperi, frammentazione del percorso di studi, sfruttamento economico dello studente, tagli dei finanziamenti pubblici, dismissione progressiva dei diritti e delle strutture del Welfare&#8221;.</p>
<p>La giornata dell&#8217;11 marzo è stata caratterizzata da <strong>cortei e scontri</strong> con la polizia, ieri e oggi ci sono stati e ci saranno una serie di <strong>workshop </strong>autogestiti, e domani si concluderà il controvertice con una <strong>dichiarazione </strong>congiunta dei vari movimenti studenteschi che hanno aderito.</p>
<p>Il video del corteo di giovedì 11 marzo:<br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vHiQCTGfLr0&#038;feature=player_embedded#&amp;rel=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/vHiQCTGfLr0&#038;feature=player_embedded#&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cortei in piazza: trecentomila studenti in oltre 40 città</title>
		<link>http://www.universita.it/cortei-studenti-12-marzo-2010/</link>
		<comments>http://www.universita.it/cortei-studenti-12-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 15:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma università]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione cgil]]></category>
		<category><![CDATA[sudenti onda]]></category>
		<category><![CDATA[UDU]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Trecentomila tra studenti universitari e della scuola hanno manifestato nelle piazze in più di 40 città italiane. È questo il bilancio della giornata di sciopero generale indetta dalla Cgil, e a cui hanno aderito non solo lavoratori e precari, ma anche studenti e ricercatori.
I cortei organizzati dalla Rete degli studenti e dall&#8217;Unione degli Universitari [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Cortei+in+piazza%3A+trecentomila+studenti+in+oltre+40+citt%C3%A0&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fcortei-studenti-12-marzo-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5024" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-5024" title="cortei studenti 12 marzo 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/manifestazione-onda.jpg" alt="cortei studenti 12 marzo 2010" width="248" height="187" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">cortei studenti 12 marzo 2010</p></div>
<p><strong>Trecentomila </strong>tra studenti universitari e della scuola hanno manifestato nelle piazze in più di<strong> 40 città </strong>italiane. È questo il bilancio della giornata di sciopero generale indetta dalla Cgil, e a cui hanno aderito non solo lavoratori e precari, ma anche studenti e ricercatori.</p>
<p>I <strong>cortei </strong>organizzati dalla Rete degli studenti e dall&#8217;<strong>Unione degli Universitari</strong> hanno coinvolto tutto lo stivale: Roma, Milano, Padova, Bologna, Torino, Palermo, Napoli, ma anche Bolzano, Trento, Modena, Reggio Emilia, Firenze, L&#8217;Aquila, Parma, Brescia, Pavia, Genova, Frosinone, e molte altre.</p>
<p><span id="more-5021"></span></p>
<p>Migliaia gli studenti che anno manifestato nelle grandi città: <strong>5000</strong> a Torino, <strong>2000 </strong>a Bologna e Milano, <strong>1000 </strong>a Roma. Lo rende noto Sofia Sabatino, portavoce nazionale della Rete degli Studenti della scuola, che insieme all&#8217;UdU hanno aderito allo sciopero generale per mettere &#8220;in rete&#8221; scuola e università e protestare contro il &#8220;<strong>furto del futuro</strong>&#8221; a danno delle nuove generazioni.</p>
<p>(Foto: <em>Arturo Ponciarelli</em>)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sciopero generale, manifestazioni in tutta Italia. A Roma assedio al Miur</title>
		<link>http://www.universita.it/sciopero-generale-12-marzo-2010/</link>
		<comments>http://www.universita.it/sciopero-generale-12-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma università]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione cgil]]></category>
		<category><![CDATA[sudenti onda]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Studenti e ricercatori universitari in piazza al fianco di sindacati e scuola. È quello che sta accadendo in queste ore nelle strade delle principali città italiane dove nel corso della mattinata stanno sfilando cortei misti in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil.
Grande corteo a Roma, dove in prima fila c&#8217;è la rete degli [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Sciopero+generale%2C+manifestazioni+in+tutta+Italia.+A+Roma+assedio+al+Miur&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fsciopero-generale-12-marzo-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_2390" class="wp-caption alignleft" style="width: 176px"><strong><strong><img class="size-thumbnail wp-image-2390" title="sciopero generale 12 marzo 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2009/10/manifestazione-studenti24483_img1-150x148.jpg" alt="sciopero generale 12 marzo 2010" width="166" height="163" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">sciopero generale 12 marzo 2010</p></div>
<p><strong>Studenti e ricercatori</strong> universitari in piazza al fianco di sindacati e scuola. È quello che sta accadendo in queste ore nelle strade delle principali città italiane dove nel corso della mattinata stanno sfilando cortei misti in occasione dello <strong>sciopero generale</strong> indetto dalla Cgil.</p>
<p>Grande corteo a <strong>Roma</strong>, dove in prima fila c&#8217;è la rete degli universitari che protesta <strong>contro i tagli</strong> della riforma, e chiede politiche dell&#8217;istruzione volte a garantire il diritto allo studio.</p>
<p><span id="more-5004"></span></p>
<p>La marcia capitolina, che vedrà insieme studenti universitari e delle superiori, ricercatori, precari dell&#8217;università e della scuola, associazioni e sindacati, è partita <strong>alle 10</strong> a piazza della Repubblica e terminerà tra qualche ora davanti alla sede del <strong>Ministero </strong>della Pubblica Istruzione. Qui, hanno annunciato i manifestanti, ci sarà un &#8220;<strong>assedio permanente</strong>&#8220;.</p>
<p>In queste ore la <a title="mobilitazione studentesca 12 marzo 2010" href="http://www.universita.it/mobilitazione-studentesca-12-marzo-2010/">mobilitazione studentesca</a> sta coinvolgendo altre città italiane, in una manifestazione nazionale organizzata dal <a title="coordinamento universitario link" href="http://www.linkassembleastudentesca.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=78:sciopero-generale-dei-lavoratori-studenti-in-piazza&amp;catid=3:news&amp;Itemid=13">Coordinamento universitario Link</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>G8 Università, condanne di reclusione per 9 degli indagati</title>
		<link>http://www.universita.it/condanne-g8-universita/</link>
		<comments>http://www.universita.it/condanne-g8-universita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[21 arresti g8 torino]]></category>
		<category><![CDATA[g8 università]]></category>
		<category><![CDATA[sudenti onda]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta ieri al Tribunale di Torino l&#8217;udienza contro i manifestanti dell&#8217;Onda al G8 dell&#8217;Università. Sono in tutto 28 gli indagati per gli scontri con la polizia avvenuti nella giornata del 19 maggio 2009 proprio a Torino. Di questi, 9 sono stati condannati alla reclusione.

Le condanne, che il Pm di Torino ha richiesto per [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=G8+Universit%C3%A0%2C+condanne+di+reclusione+per+9+degli+indagati&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fcondanne-g8-universita%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5000" class="wp-caption alignleft" style="width: 137px"><img class="size-thumbnail wp-image-5000" title="condanne g8 università" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/scontri1-150x150.jpg" alt="condanne g8 università" width="127" height="127" /><p class="wp-caption-text">condanne g8 università</p></div>
<p>Si è svolta ieri al Tribunale di Torino l&#8217;<strong>udienza </strong>contro i manifestanti dell&#8217;Onda al <strong>G8 dell&#8217;Università</strong>. Sono in tutto 28 gli indagati per gli scontri con la polizia avvenuti nella giornata del 19 maggio 2009 proprio a Torino. Di questi, <strong>9</strong> sono stati <strong>condannati </strong>alla reclusione.</p>
<p><span id="more-4998"></span></p>
<p>Le <strong>condanne</strong>, che il Pm di Torino ha richiesto per i 9 giovani, varieranno da <strong>un anno</strong> e sei mesi a un anno e dieci mesi. Questa dunque l&#8217;entità della pena, emersa dopo l&#8217;applicazione del rito abbreviato, che consiste nello sconto di un terzo della pena.</p>
<p>La prossima udienza è stata fissata per il <strong>1 aprile</strong>, data in cui il giudice dell&#8217;udienza preliminare potrebbe pronunciarsi anche in merito alle richieste di rinvio a giudizio che riguardano gli altri giovani indagati per gli scontri avvenuti durante il <a title="g8 university summit 2009" href="http://www.universita.it/torino-g8-university-summit-2009/">G8 University Summit 2009</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Editoriale. Diritto allo studio, come cambia l’università</title>
		<link>http://www.universita.it/editoriale-diritto-allo-studio/</link>
		<comments>http://www.universita.it/editoriale-diritto-allo-studio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritto studio]]></category>
		<category><![CDATA[università di massa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.universita.it/?p=4980</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;università è diventata un lusso per pochi? Lo avevamo chiesto ai nostri lettori attraverso un sondaggio aperto il mese scorso a seguito del dibattito pubblico sul diritto allo studio, argomento tornato alla ribalta con le preoccupazioni espresse non solo da studenti e ricercatori italiani, ma anche da organi di stampa e ministri.
A rispondere di sì, [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Editoriale.+Diritto+allo+studio%2C+come+cambia+l%26%238217%3Buniversit%C3%A0&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Feditoriale-diritto-allo-studio%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4989" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><img class="size-full wp-image-4989" title="editoriale, diritto allo studio" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/studenti3.jpg" alt="editoriale diritto allo studio" width="226" height="199" /><p class="wp-caption-text">editoriale diritto allo studio</p></div>
<p>L&#8217;università è diventata un <strong>lusso per pochi</strong>? Lo avevamo chiesto ai nostri lettori attraverso un <a title="sondaggio università lusso per pochi" href="http://www.universita.it/sondaggio-universita-lusso-per-pochi/">sondaggio</a> aperto il mese scorso a seguito del dibattito pubblico sul <strong>diritto allo studio</strong>, argomento tornato alla ribalta con le preoccupazioni espresse non solo da studenti e ricercatori italiani, ma anche da organi di stampa e ministri.</p>
<p>A rispondere di<strong> sì</strong>, è stato quasi il <strong>60 per cento</strong> degli utenti che hanno partecipato al nostro sondaggio. Per questi, l&#8217;università sta diventando un lusso perché costa troppo e dà in cambio poco.</p>
<p><span id="more-4980"></span></p>
<p>Per il <strong>50 per cento</strong> degli utenti che hanno risposto al sondaggio, infatti, l&#8217;università richiede <strong>troppe spese</strong> in tasse, libri, affitti e trasporti. Per l&#8217;<strong>8,5 per cento,</strong> invece, le <strong>borse di studio</strong> sono insufficienti. Quello che emerge è quindi l&#8217;assenza di una politica trasversale che metta davvero a servizio di tutti l&#8217;istruzione.</p>
<p>D&#8217;altra parte una buona fetta di lettori, il <strong>31 per cento</strong>, ci tiene a sottolineare come in realtà l&#8217;università di oggi sia accessibile a chiunque, soprattutto se la si confronta con il sistema di alta formazione di cinquant&#8217;anni fa, quando a laurearsi erano solo ed esclusivamente i giovani di estrazione sociale medio-alta.</p>
<p>C&#8217;è poi un <strong>10,4 per cento</strong> che ricorda come il problema dell&#8217;accesso sia in parte risolvibile conciliando studio e <strong>lavoro</strong>. Per dire, insomma, che non sempre la laurea la pagano tutta mamma e papà.</p>
<p>Certo, l&#8217;innalzamento delle spese per gli studenti non è un&#8217;invenzione.  È di fine 2009 la <strong>classifica </strong>stilata dal Sole24Ore sulle <a title="tasse universitarie fuori controllo" href="http://www.universita.it/tasse-universitarie-fuori-controllo/">tasse fuori controllo nelle università</a> italiane, fenomeno inevitabile a seguito degli ingenti tagli che gli atenei stanno subendo con le recenti politiche finanziarie di governo. In altre parole, quello che gli atenei stanno cercando di fare è recuperare la perdita dei finanziamenti ministeriali alzando le <strong>contribuzioni </strong>degli studenti.</p>
<p>Questo, affiancato a un mercato degli <strong>affitti </strong>che sicuramente non facilita la mobilità studentesca, né l&#8217;indipendenza dei ragazzi dalle famiglie, alimenta un quadro critico che in un certo senso mette in crisi il concetto tradizionale di <strong>diritto allo studio</strong> inteso come &#8220;istruzione gratuita&#8221;. Un cambiamento che ha portato nel giro degli ultimi anni all&#8217;aumento dei fuori corso e al complessivo calo delle immatricolazioni, come emerge anche dall&#8217;ultimo <a title="rapporto università 2009" href="http://www.universita.it/rapporto-universita-2009-aumentano-fuori-corso/">rapporto annuale sullo stato del sistema universitario</a>.</p>
<p>D&#8217;altro canto non si può neanche sostenere, com&#8217;è stato fatto, che l&#8217;<strong>università di massa</strong> non esiste più. Le università pubbliche oggi più che mai sono <strong>aperte </strong>a studenti di tutte le età e provenienti da famiglie di ogni tipo. La questione è piuttosto quella di guardare al cambiamento con occhi nuovi, cerando di capire <strong>dove </strong>si sono spostate le asimmetrie sociali nel sistema dell&#8217;istruzione.</p>
<p>Nonostante l&#8217;università sia ancora di massa, infatti, le <strong>differenze </strong>ci sono eccome. Prima fra tutte quella tra chi ha alle spalle una <strong>famiglia </strong>in grado di pagare un intero corso di studi completo di specializzazione e master, e chi invece per intraprendere la carriera universitaria ha bisogno di studiare e lavorare insieme. A vacillare non è tanto, quindi, l&#8217;accesso in senso stretto, ma piuttosto il <strong>modo </strong>in cui ad ogni studente è concesso di vivere l&#8217;università.</p>
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		<title>A Trento tornano gli “ICT days”, per studenti appassionati di tecnologia</title>
		<link>http://www.universita.it/ict-days-trento-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orientamento università]]></category>
		<category><![CDATA[università trento]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi e domani l&#8217;Università di Trento dedica una due giorni alle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione. 11 e 12 marzo sono gli ICT days, un&#8217;occasione di incontro tra studenti e aziende, ma anche un modo per riflettere su come internet e l&#8217;informatica hanno cambiato gli stili di vita nel giro di pochi anni.
A organizzare l&#8217;evento, [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=A+Trento+tornano+gli+%26%238220%3BICT+days%26%238221%3B%2C+per+studenti+appassionati+di+tecnologia&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fict-days-trento-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4975" class="wp-caption alignleft" style="width: 156px"><img class="size-full wp-image-4975" title="ict days trento 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/ict-days.jpg" alt="ict days trento 2010" width="146" height="218" /><p class="wp-caption-text">ict days trento 2010</p></div>
<p>Oggi e domani l&#8217;<strong>Università di Trento</strong> dedica una due giorni alle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione. 11 e 12 marzo sono gli <strong>ICT days</strong>, un&#8217;occasione di incontro tra studenti e aziende, ma anche un modo per riflettere su come internet e l&#8217;informatica hanno cambiato gli stili di vita nel giro di pochi anni.</p>
<p>A organizzare l&#8217;evento, è il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell&#8217;ateneo trentino, che negli spazi della facoltà di Scienze aprirà le porte a importanti <strong>aziende</strong>, <strong>ricercatori </strong>e <strong>giovani</strong>.</p>
<p><span id="more-4974"></span></p>
<p>Dalle 10 alle 18 sarà quindi possibile parlare di <strong>nuove professioni </strong>ed esperienze legate al mondo dell&#8217;ICT, ma anche informarsi sulle ricerche più all&#8217;avanguardia e sugli sbocchi occupazionali dei corsi di laurea in questo settore.</p>
<p>In particolare, il <strong>programma </strong>è suddiviso per temi nella giornata di oggi e di domani:</p>
<ul>
<li><strong>Oggi, 11 marzo</strong>, è il placement day: dedicato all&#8217;incontro tra studenti universitari e aziende tra cui anche Accenture, Alcatel-Lucent, Centro Ricerche FIAT (CRF), IBM e Telecom Italia</li>
<li><strong>Domani, 12 marzo</strong>, è l&#8217;educational day: dedicato all&#8217;incontro tra studenti delle superiori e ricercatori, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere i ragazzi per dare loro un’idea dei progetti di ricerca e dei corsi universitari su ICT e nuove tecnologie</li>
</ul>
<p>Gli<a title="ict days 2010" href="http://ictdays.disi.unitn.it/"> ICT days</a> includono inoltre due incontri di approfondimento sul mondo del lavoro, e sull&#8217;importanza dell&#8217;information technology nello sviluppo futuro.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Domani l’Onda in piazza contro la riforma Gelmini</title>
		<link>http://www.universita.it/mobilitazione-studentesca-12-marzo-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma università]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[sudenti onda]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Domani studenti universitari e ricercatori scenderanno in piazza in tutta Italia contro il disegno di riforma Gelmini. Nella giornata dello sciopero generale indetto dalla Cgil, gli universitari manifesteranno al fianco dei colleghi delle scuole superiori contro quello che definiscono come lo smantellamento dell&#8217;istruzione pubblica.
&#8220;Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli&#8221;, questo lo slogan scelto dai [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Domani+l%26%238217%3BOnda+in+piazza+contro+la+riforma+Gelmini&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fmobilitazione-studentesca-12-marzo-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_4972" class="wp-caption alignleft" style="width: 171px"><strong><strong><img class="size-thumbnail wp-image-4972" title="mobilitazione studentesca 12 marzo 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/12marzo-150x150.jpg" alt="mobilitazione studentesca 12 marzo 2010" width="161" height="161" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">mobilitazione studentesca 12 marzo 2010</p></div>
<p><strong>Domani </strong>studenti universitari e ricercatori scenderanno<strong> </strong>in piazza in tutta Italia contro il disegno di riforma Gelmini. Nella giornata dello<strong> sciopero generale</strong> indetto dalla Cgil, gli universitari manifesteranno al fianco dei colleghi delle scuole superiori contro quello che definiscono come lo smantellamento dell&#8217;istruzione pubblica.</p>
<p>&#8220;Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli&#8221;, questo lo slogan scelto dai ragazzi per la manifestazione che coinvolgerà, a partire dalle prime ore del mattino, <strong>diverse piazze</strong> italiane.</p>
<p><span id="more-4971"></span></p>
<p>Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Catania, sono solo alcune delle <strong>città </strong>che aderiranno alla mobilitazione contro i tagli previsti dalle riforme dell&#8217;istruzione.</p>
<p>&#8220;Saremo in piazza il <strong>12 marzo</strong>, partecipando allo<strong> sciopero generale</strong> dei lavoratori con le modalità autonome del movimento studentesco, manifestando la nostra solidarietà a chi sta pagando il prezzo più alto della crisi e proponendo la nostra piattaforma per <strong>cambiare dal basso</strong> scuola e università&#8221; fanno sapere in un comunicato gli studenti del <a title="coordinamento universitario link" href="http://www.linkassembleastudentesca.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=78:sciopero-generale-dei-lavoratori-studenti-in-piazza&amp;catid=3:news&amp;Itemid=13">Coordinamento universitario Link</a>.</p>
<p>Tra le <strong>richieste </strong>degli studenti, i blocco dei disegni di riforma così come proposti dal governo, maggiori investimenti nell&#8217;edilizia universitaria, una legge nazionale che garantisca il <strong>diritto allo studio</strong>.</p>
<p>E poi la proposta di una &#8220;<strong>altrariforma</strong>&#8220;, come la chiamano gli <strong>studenti dell&#8217;Onda</strong>, che sia di tutti e che renda possibile l&#8217;innovazione ma anche la partecipazione democratica ai processi decisionali, e che prenda le mosse da un nuovo <em>welfare </em>e da una ricerca libera da interessi commerciali.</p>
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		<item>
		<title>“Non aprire quel pc!”, in Usa misure anti-laptop in aula</title>
		<link>http://www.universita.it/misure-anti-laptop-universita-usa/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[università usa]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle aule delle università americane ci è entrato in punta di piedi all&#8217;inizio degli anni ottanta, e in poco tempo è diventato uno degli accessori sempre a portata di mano degli studenti. Il pc portatile &#8211; o laptop - insomma, negli Stati Uniti ha presto sostituito il vecchio blocco per gli appunti durante le lezioni.
Ma [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=%26%238220%3BNon+aprire+quel+pc%21%26%238221%3B%2C+in+Usa+misure+anti-laptop+in+aula&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fmisure-anti-laptop-universita-usa%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4947" class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><img class="size-full wp-image-4947" title="misure anti-laptop" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/laptop.jpg" alt="misure anti-laptop" width="190" height="143" /><p class="wp-caption-text">misure anti-laptop</p></div>
<p>Nelle aule delle<strong> università americane </strong>ci è entrato in punta di piedi all&#8217;inizio degli anni ottanta, e in poco tempo è diventato uno degli accessori sempre a portata di mano degli studenti. Il <strong>pc portatile</strong> &#8211; o <em>laptop </em>- insomma, negli Stati Uniti ha presto sostituito il vecchio blocco per gli appunti durante le lezioni.</p>
<p>Ma adesso alcuni docenti vorrebbero fare un passo indietro. Il pc sul banco è causa di troppe distrazioni, spiegano. E iniziano a prendere <strong>misure anti-laptop</strong>.</p>
<p><span id="more-4943"></span></p>
<p>Il problema, si sa, non è tanto il computer in sé, ma la possibilità di <strong>navigare in rete</strong> durante le lezioni. &#8220;Come mettere sul banco di ogni studente cinque riviste, diversi programmi televisivi, la possibilità di fare shopping e telefonare al tempo stesso&#8221; racconta al Washington Post David Cole, professore della Georgetown University che ha aderito al divieto. Per questo motivo si stanno aggiungendo alla lista sempre più università che <strong>vietano </strong>di accendere il pc durante le lezioni, identificandolo come un elemento di <strong>distrazione</strong>.</p>
<p>Ancora una volta, insomma, torna a fare capolino la questione dell&#8217;<strong>antagonismo </strong>tra professore e pc, uomo e macchina. E non è raro che questo conflitto &#8211; alimentato dalla paura dei docenti di essere sostituiti dal computer &#8211; diventi addirittura un <strong>corpo a corpo</strong> tra titani.</p>
<p>Di qualche settimana fa è la notizia del <strong>professore </strong>dell&#8217;Università dell&#8217;<strong>Oklahoma,</strong> che esasperato dalla disattenzione degli studenti durante le sue lezioni di fisica, ha letteralmente <strong>distrutto il pc</strong> di un allievo, prima immergendolo in una sostanza chimica e poi sbattendolo violentemente sul pavimento.</p>
<p>Ma la tecnologia, ancora una volta, l&#8217;ha fatta da padrona. La scena è stata infatti ripresa da uno studente con il telefonino, e il <strong>video </strong>ha ricevuto migliaia di click su <strong>YouTube</strong>. A quanto pare, insomma, sconfiggere il &#8220;nemico&#8221; non è così facile come potrebbe sembrare.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/t5w-7IpI0fI&amp;feature=related&amp;rel=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/t5w-7IpI0fI&amp;feature=related&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>I ricercatori? Non crescono sugli alberi. Intervista a due cervelli tornati in Italia</title>
		<link>http://www.universita.it/intervista-ricercatori-alberi/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatori]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;I ricercatori non crescono sugli alberi&#8221;, non è solo un monito a metà tra l&#8217;ironia e la voglia di cambiare le cose, ma è anche il titolo del libro appena pubblicato da Laterza. Un saggio che introduce e dettagliatamente spiega la situazione attuale della ricerca in Italia, attraverso la testimonianza diretta di due ricercatori del [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=I+ricercatori%3F+Non+crescono+sugli+alberi.+Intervista+a+due+cervelli+tornati+in+Italia&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fintervista-ricercatori-alberi%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4865" class="wp-caption alignleft" style="width: 126px"><img class="size-full wp-image-4865" title="intervista ricercatori alberi" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/ricercatori-alberi.jpg" alt="intervista ricercatori alberi" width="116" height="193" /><p class="wp-caption-text">intervista ricercatori alberi</p></div>
<p>&#8220;I ricercatori non crescono sugli alberi&#8221;, non è solo un monito a metà tra l&#8217;ironia e la voglia di cambiare le cose, ma è anche il titolo del <strong>libro </strong>appena pubblicato da Laterza. Un saggio che introduce e dettagliatamente spiega la situazione attuale della <strong>ricerca in Italia</strong>, attraverso la testimonianza diretta di due ricercatori del Cnr, Francesco Sylos <strong>Labini </strong>e Stefano <strong>Zapperi</strong>. Entrambi fisici, entrambi specializzati all&#8217;estero. Cervelli fuggiti, insomma, ma poi tornati a fare ricerca in Italia. Li abbiamo <strong>intervistati</strong>.</p>
<p><span id="more-4685"></span></p>
<p><strong>Molti studenti universitari hanno smesso di pensare alla ricerca come una possibilità di futuro. Chi è il ricercatore, che tipo di giornate vive, e soprattutto vale ancora la pena sognare una vita da ricercatore?</strong><br />
Fare ricerca è sicuramente un privilegio, quando lo si fa con passione. Un ricercatore ha il privilegio di essere pagato per pensare e per risolvere problemi che spesso lo assorbono completamente anche oltre il normale orario di lavoro. In Italia purtroppo le capacità e l&#8217;iniziativa dei giovani sono spesso soffocate da un sistema che non ha nessun interesse a valorizzarli. Inoltre non dimentichiamoci che la ricerca dovrebbe essere un settore di importanza strategica per un paese come il nostro. Solo la capacità di innovazione ci può permettere, nel lungo periodo, di competere con i paesi emergenti in cui la mano d&#8217;opera costa meno di un decimo che da noi. Solo la ricerca potrà dare delle risposte alla crisi ambientale ed energetica.</p>
<p><strong>Quali sono stati i motivi della progressiva separazione tra i due principali compiti dell&#8217;Università – l&#8217;insegnamento e la ricerca – e quali potrebbero essere le conseguenze a lungo termine di questo modello culturale?</strong><br />
Il motivo è uno e semplice: il completo abbandono a se stesso del sistema universitario e della ricerca. Senza una programmazione ed una visione prospettica lungimirante il sistema si avviluppa su se stesso creando delle dinamiche primitive in cui il più forte vince ed il più debole soccombe, senza lasciare spazio a nessun&#8217;altra logica. Nei dipartimenti dove si fa ricerca di una qualche importanza c&#8217;è ancora uno stretto legame con un insegnamento di qualità. La ricerca e l&#8217;insegnamento sono complementari ed un insegnamento di qualità in genere si sviluppa in un ambiente creativo dove si svolge ricerca di avanguardia. Se la ricerca viene abbandonata a se stessa sarà tutto il sistema universitario a risentirne, cosa che infatti inizia ad accadere. Gli errori di oggi si pagheranno più salati domani, in quanto avranno effetti ben peggiori a lunga scadenza.</p>
<p><strong>Nel vostro libro scrivete più volte che “la ricerca in Italia è trattata come una sorta di bene di lusso cui si può rinunciare quando i soldi scarseggiano”. Perché succede secondo voi, e come dovrebbero andare le cose invece?</strong><br />
Innanzitutto bisogna distinguere quello che ha fatto il governo Prodi da quello che hanno fatto i due governi Berlusconi. Nel primo caso c’è stata una gestione disattenta ed approssimativa accompagnata da dichiarazioni roboanti su quello che si sarebbe voluto fare per l&#8217;univerisità e la ricerca. Ci sono stati dei tagli, ma sono stati limitati. Si sono fatte delle cose sbagliate, come ad esempio la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca, ma soprattutto non ci sono state l&#8217;attenzione e la cura necessarie verso il sistema università-ricerca. Nel governo Berlusconi invece i tagli sono stati enormi, tanto che alcune università non saranno in grado di pagare gli stipendi ai propri docenti nel prossimo futuro. E le riforme sono state a senso unico: rafforzare i forti, i baroni, i rettori, prendendosela con i deboli, ovvero con chi sta ancora ai margini del sistema universitario. Il fatto è che il “ritorno” per l&#8217;investimento sull&#8217;istruzione superiore e la ricerca richiede tempi lunghi, così come un intervento di riforma serio. Nessuno ha il tempo, la voglia e le capacità di gestire questo sistema, parliamo della classe politica ma anche della classe dirigente di atenei e centri di ricerca, certo con le dovute eccezioni.</p>
<p><strong>Sempre più spesso si parla della ricerca come di un settore che tra qualche anno sarà inglobato dal sistema imprenditoriale. Voi invece spiegate che la privatizzazione della ricerca è un falso mito. Perché la ricerca deve essere pubblica?</strong><br />
Per come la vediamo, il sistema universitario italiano si trova tra l&#8217;incudine e il martello. Da una parte ci sono i sostenitori dello <em>status quo</em>, che hanno interesse a difendere le loro posizioni ostacolando ogni riforma che potrebbe cambiare profondamente il sistema attuale, pur restando nell&#8217;ambito pubblico. Il martello è invece rappresentato dai tanti che propongono un semplicissimo e, a nostro avviso, fallimentare schema ideologico: l&#8217;università così com&#8217;è non funziona e dunque bisogna privatizzare il sistema. Una volta che si sarà instaurato un meccanismo di mercato, in cui il “migliore” vince, solo le università prestigiose potranno sopravvivere. E questo avverrà perché gli studenti, divenuti i principali finanziatori del sistema privato, sceglieranno di andare nelle migliori università pagando ingenti rette.</p>
<p><strong>A tal proposito, fate il paragone con l&#8217;estero..</strong><br />
Certo, non c&#8217;è nessun paese al mondo in cui il sistema universitario funzioni in questa maniera e trattare la ricerca e l&#8217;istruzione come se fossero un mercato al pari di altri settori economici è davvero miope. Lasciando stare l&#8217;Europa, dove il sistema è prevalentemente pubblico, negli Stati Uniti le università private sono affiancate da un sistema pubblico che è certo di minor prestigio ma che fornisce un serbatoio di competenze ed energie per quello privato. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti il finanziamento federale alla ricerca è del 65% del totale, a cui si aggiungono i finanziamenti dei singoli stati. Le imprese private contribuiscono per il 5% del totale e le università, che sono enti no-profit, forniscono il resto. Dunque anche in questa situazione è lo Stato che si fa carico della ricerca di base ed i privati contribuiscono per una parte del tutto marginale. Le università e la ricerca di qualità non si fanno per decreto ministeriale o adottando un certo schema ideologico, ma solo se sono sostenute da tutto il sistema.</p>
<p><strong>Parliamo della riforma in corso, a vostro parere sarà in grado di migliorare le cose?</strong><br />
No, qui si pensa innanzitutto a fare cassa tagliando finanziamenti all&#8217;università. Il resto è fumo. Il taglio del 20% del fondo di finanziamento ordinario della legge 133/08 – anche detta Tremonti-Gelmini – è una mannaia che si abbatte in modo orizzontale sul sistema, senza un’effettiva analisi del merito, e a farne le spese sono i più deboli, vale a dire i giovani.</p>
<p><strong>Una curiosità: se durante un pranzo di lavoro un collega straniero vi chiedesse cos&#8217;è che non va nell&#8217;Università italiana, cosa gli rispondereste?</strong><br />
Basterebbe raccontare che nell&#8217;università italiana i fisici che hanno un posto permanente e che hanno meno di quaranta anni sono il 2%, mentre il 48% ne ha più di sessanta e il 30% ha età maggiore di sessantacinque anni! Questi sono numeri che fanno impallidire chiunque. In nessun altro paese al mondo troviamo un tale squilibrio tra anziani e giovani, a discapito di questi ultimi. In nessun altro paese i docenti universitari vanno in pensione oltre i settanta anni. L&#8217;età è in genere fissata a 65 anni. Fanno eccezione gli Stati Uniti, dove però non si trovano tanti ultrasessantenni e dove i “giovani” sono incentivati ad essere indipendenti e a sviluppare le proprie ricerche in libertà, perché la carriera è basata sul merito scientifico e non sull&#8217;anzianità. Si potrebbe poi raccontare – al nostro ipotetico collega straniero – delle procedure di concorso, dei chili di documenti necessari a partecipare e del tempo che passa tra il bando e la chiusura del concorso, o degli esiti. Insomma, parlare con un ricercatore straniero del sistema italiano è difficile perché l&#8217;Italia è un mondo a parte, completamente fuori dal mercato del lavoro internazionale.</p>
<p><strong>Ma allora perché siete tornati&#8230;</strong><br />
Per ragioni personali, sia affettive che professionali, ma anche per la voglia di contribuire, nel nostro piccolo, a cambiare le cose.</p>
<p>Per saperne di più, segnaliamo il <a title="blog ricercatori alberi" href="http://ricercatorialberi.blogspot.com/">blog degli autori</a>.</p>
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