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	<title>Universita.it</title>
	
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	<description>Istruzione per l'uso</description>
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		<title>I ricercatori? Non crescono sugli alberi. Intervista a due cervelli tornati in Italia</title>
		<link>http://www.universita.it/intervista-ricercatori-alberi/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;I ricercatori non crescono sugli alberi&#8221;, non è solo un monito a metà tra l&#8217;ironia e la voglia di cambiare le cose, ma è anche il titolo del libro appena pubblicato da Laterza. Un saggio che introduce e dettagliatamente spiega la situazione attuale della ricerca in Italia, attraverso la testimonianza diretta di due ricercatori del [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=I+ricercatori%3F+Non+crescono+sugli+alberi.+Intervista+a+due+cervelli+tornati+in+Italia&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fintervista-ricercatori-alberi%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4865" class="wp-caption alignleft" style="width: 126px"><img class="size-full wp-image-4865" title="intervista ricercatori alberi" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/ricercatori-alberi.jpg" alt="intervista ricercatori alberi" width="116" height="193" /><p class="wp-caption-text">intervista ricercatori alberi</p></div>
<p>&#8220;I ricercatori non crescono sugli alberi&#8221;, non è solo un monito a metà tra l&#8217;ironia e la voglia di cambiare le cose, ma è anche il titolo del <strong>libro </strong>appena pubblicato da Laterza. Un saggio che introduce e dettagliatamente spiega la situazione attuale della <strong>ricerca in Italia</strong>, attraverso la testimonianza diretta di due ricercatori del Cnr, Francesco Sylos <strong>Labini </strong>e Stefano <strong>Zapperi</strong>. Entrambi fisici, entrambi specializzati all&#8217;estero. Cervelli fuggiti, insomma, ma poi tornati a fare ricerca in Italia. Li abbiamo <strong>intervistati</strong>.</p>
<p><span id="more-4685"></span></p>
<p><strong>Molti studenti universitari hanno smesso di pensare alla ricerca come una possibilità di futuro. Chi è il ricercatore, che tipo di giornate vive, e soprattutto vale ancora la pena sognare una vita da ricercatore?</strong><br />
Fare ricerca è sicuramente un privilegio, quando lo si fa con passione. Un ricercatore ha il privilegio di essere pagato per pensare e per risolvere problemi che spesso lo assorbono completamente anche oltre il normale orario di lavoro. In Italia purtroppo le capacità e l&#8217;iniziativa dei giovani sono spesso soffocate da un sistema che non ha nessun interesse a valorizzarli. Inoltre non dimentichiamoci che la ricerca dovrebbe essere un settore di importanza strategica per un paese come il nostro. Solo la capacità di innovazione ci può permettere, nel lungo periodo, di competere con i paesi emergenti in cui la mano d&#8217;opera costa meno di un decimo che da noi. Solo la ricerca potrà dare delle risposte alla crisi ambientale ed energetica.</p>
<p><strong>Quali sono stati i motivi della progressiva separazione tra i due principali compiti dell&#8217;Università – l&#8217;insegnamento e la ricerca – e quali potrebbero essere le conseguenze a lungo termine di questo modello culturale?</strong><br />
Il motivo è uno e semplice: il completo abbandono a se stesso del sistema universitario e della ricerca. Senza una programmazione ed una visione prospettica lungimirante il sistema si avviluppa su se stesso creando delle dinamiche primitive in cui il più forte vince ed il più debole soccombe, senza lasciare spazio a nessun&#8217;altra logica. Nei dipartimenti dove si fa ricerca di una qualche importanza c&#8217;è ancora uno stretto legame con un insegnamento di qualità. La ricerca e l&#8217;insegnamento sono complementari ed un insegnamento di qualità in genere si sviluppa in un ambiente creativo dove si svolge ricerca di avanguardia. Se la ricerca viene abbandonata a se stessa sarà tutto il sistema universitario a risentirne, cosa che infatti inizia ad accadere. Gli errori di oggi si pagheranno più salati domani, in quanto avranno effetti ben peggiori a lunga scadenza.</p>
<p><strong>Nel vostro libro scrivete più volte che “la ricerca in Italia è trattata come una sorta di bene di lusso cui si può rinunciare quando i soldi scarseggiano”. Perché succede secondo voi, e come dovrebbero andare le cose invece?</strong><br />
Innanzitutto bisogna distinguere quello che ha fatto il governo Prodi da quello che hanno fatto i due governi Berlusconi. Nel primo caso c’è stata una gestione disattenta ed approssimativa accompagnata da dichiarazioni roboanti su quello che si sarebbe voluto fare per l&#8217;univerisità e la ricerca. Ci sono stati dei tagli, ma sono stati limitati. Si sono fatte delle cose sbagliate, come ad esempio la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca, ma soprattutto non ci sono state l&#8217;attenzione e la cura necessarie verso il sistema università-ricerca. Nel governo Berlusconi invece i tagli sono stati enormi, tanto che alcune università non saranno in grado di pagare gli stipendi ai propri docenti nel prossimo futuro. E le riforme sono state a senso unico: rafforzare i forti, i baroni, i rettori, prendendosela con i deboli, ovvero con chi sta ancora ai margini del sistema universitario. Il fatto è che il “ritorno” per l&#8217;investimento sull&#8217;istruzione superiore e la ricerca richiede tempi lunghi, così come un intervento di riforma serio. Nessuno ha il tempo, la voglia e le capacità di gestire questo sistema, parliamo della classe politica ma anche della classe dirigente di atenei e centri di ricerca, certo con le dovute eccezioni.</p>
<p><strong>Sempre più spesso si parla della ricerca come di un settore che tra qualche anno sarà inglobato dal sistema imprenditoriale. Voi invece spiegate che la privatizzazione della ricerca è un falso mito. Perché la ricerca deve essere pubblica?</strong><br />
Per come la vediamo, il sistema universitario italiano si trova tra l&#8217;incudine e il martello. Da una parte ci sono i sostenitori dello <em>status quo</em>, che hanno interesse a difendere le loro posizioni ostacolando ogni riforma che potrebbe cambiare profondamente il sistema attuale, pur restando nell&#8217;ambito pubblico. Il martello è invece rappresentato dai tanti che propongono un semplicissimo e, a nostro avviso, fallimentare schema ideologico: l&#8217;università così com&#8217;è non funziona e dunque bisogna privatizzare il sistema. Una volta che si sarà instaurato un meccanismo di mercato, in cui il “migliore” vince, solo le università prestigiose potranno sopravvivere. E questo avverrà perché gli studenti, divenuti i principali finanziatori del sistema privato, sceglieranno di andare nelle migliori università pagando ingenti rette.</p>
<p><strong>A tal proposito, fate il paragone con l&#8217;estero..</strong><br />
Certo, non c&#8217;è nessun paese al mondo in cui il sistema universitario funzioni in questa maniera e trattare la ricerca e l&#8217;istruzione come se fossero un mercato al pari di altri settori economici è davvero miope. Lasciando stare l&#8217;Europa, dove il sistema è prevalentemente pubblico, negli Stati Uniti le università private sono affiancate da un sistema pubblico che è certo di minor prestigio ma che fornisce un serbatoio di competenze ed energie per quello privato. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti il finanziamento federale alla ricerca è del 65% del totale, a cui si aggiungono i finanziamenti dei singoli stati. Le imprese private contribuiscono per il 5% del totale e le università, che sono enti no-profit, forniscono il resto. Dunque anche in questa situazione è lo Stato che si fa carico della ricerca di base ed i privati contribuiscono per una parte del tutto marginale. Le università e la ricerca di qualità non si fanno per decreto ministeriale o adottando un certo schema ideologico, ma solo se sono sostenute da tutto il sistema.</p>
<p><strong>Parliamo della riforma in corso, a vostro parere sarà in grado di migliorare le cose?</strong><br />
No, qui si pensa innanzitutto a fare cassa tagliando finanziamenti all&#8217;università. Il resto è fumo. Il taglio del 20% del fondo di finanziamento ordinario della legge 133/08 – anche detta Tremonti-Gelmini – è una mannaia che si abbatte in modo orizzontale sul sistema, senza un’effettiva analisi del merito, e a farne le spese sono i più deboli, vale a dire i giovani.</p>
<p><strong>Una curiosità: se durante un pranzo di lavoro un collega straniero vi chiedesse cos&#8217;è che non va nell&#8217;Università italiana, cosa gli rispondereste?</strong><br />
Basterebbe raccontare che nell&#8217;università italiana i fisici che hanno un posto permanente e che hanno meno di quaranta anni sono il 2%, mentre il 48% ne ha più di sessanta e il 30% ha età maggiore di sessantacinque anni! Questi sono numeri che fanno impallidire chiunque. In nessun altro paese al mondo troviamo un tale squilibrio tra anziani e giovani, a discapito di questi ultimi. In nessun altro paese i docenti universitari vanno in pensione oltre i settanta anni. L&#8217;età è in genere fissata a 65 anni. Fanno eccezione gli Stati Uniti, dove però non si trovano tanti ultrasessantenni e dove i “giovani” sono incentivati ad essere indipendenti e a sviluppare le proprie ricerche in libertà, perché la carriera è basata sul merito scientifico e non sull&#8217;anzianità. Si potrebbe poi raccontare – al nostro ipotetico collega straniero – delle procedure di concorso, dei chili di documenti necessari a partecipare e del tempo che passa tra il bando e la chiusura del concorso, o degli esiti. Insomma, parlare con un ricercatore straniero del sistema italiano è difficile perché l&#8217;Italia è un mondo a parte, completamente fuori dal mercato del lavoro internazionale.</p>
<p><strong>Ma allora perché siete tornati&#8230;</strong><br />
Per ragioni personali, sia affettive che professionali, ma anche per la voglia di contribuire, nel nostro piccolo, a cambiare le cose.</p>
<p>Per saperne di più, segnaliamo il <a title="blog ricercatori alberi" href="http://ricercatorialberi.blogspot.com/">blog degli autori</a>.</p>
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		<title>Bamboccioni a chi? Fino al 14 marzo lo speciale di Mtv</title>
		<link>http://www.universita.it/mtv-speciale-bamboccioni-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[bamboccioni]]></category>
		<category><![CDATA[mtv]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 14 marzo Mtv dedica uno speciale ai giovani italiani e alle loro storie con il programma &#8220;Bamboccioni a chi?&#8221; in onda tutti i giorni fino a domenica. Ogni puntata sarà dedicata al racconto in prima persona di ragazzi e ragazze che si sono dati da fare nello studio e nel lavoro.
Questi giovani, dicono [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Bamboccioni+a+chi%3F+Fino+al+14+marzo+lo+speciale+di+Mtv&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fmtv-speciale-bamboccioni-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4936" class="wp-caption alignleft" style="width: 169px"><img class="size-thumbnail wp-image-4936" title="mtv speciale bamboccioni 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/bamboccioni-150x150.jpg" alt="mtv speciale bamboccioni 2010" width="159" height="159" /><p class="wp-caption-text">mtv speciale bamboccioni 2010</p></div>
<p>Fino al <strong>14 marzo</strong> Mtv dedica uno <strong>speciale </strong>ai giovani italiani e alle loro storie con il programma &#8220;Bamboccioni a chi?&#8221; in onda tutti i giorni fino a domenica. Ogni puntata sarà dedicata al racconto in prima persona di ragazzi e ragazze che si sono dati da fare nello <strong>studio </strong>e nel lavoro.</p>
<p>Questi giovani, dicono gli autori del programma sono &#8220;l&#8217;<strong>altra faccia</strong> di una generazione spesso rappresentata come fannullona, chiusa in se stessa e poco propensa al sacrificio&#8221;.</p>
<p><span id="more-4932"></span></p>
<p>Dopo il dibattito sui bamboccioni italiani, risollevato nei mesi scorsi dal <a title="brunetta propone legge anti bamboccioni" href="http://www.universita.it/brunetta-propone-legge-anti-bamboccioni/">ministro Brunetta</a>, quella di <strong>Mtv </strong>è sicuramente una <strong>voce fuori dal coro</strong> che vuole testimoniare della spinta positiva e propositiva che è in fermento nelle generazioni più giovani.</p>
<p>Qui sotto, una delle clip del programma:<br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CgU9RKE3Sxw&amp;feature=related&amp;rel=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CgU9RKE3Sxw&amp;feature=related&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Almalaurea: laureate penalizzate dal mercato del lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Post laurea]]></category>
		<category><![CDATA[almalaurea]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Per loro è più difficile trovare lavoro, e se lo trovano è un&#8217;occupazione inadeguata rispetto alle proprie competenze e alla retribuzione. Cos&#8217;è? L&#8217;identikit delle laureate italiane tracciato da Almalaurea in occasione dell&#8217;8 marzo.
L’analisi parte dalla documentazione AlmaLaurea &#8211; appena pubblicata nel volume “XI Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati” a cura di Eliana Baici, economista [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Almalaurea%3A+laureate+penalizzate+dal+mercato+del+lavoro&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Flaureate-lavoro-almalaurea-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4904" class="wp-caption alignleft" style="width: 206px"><img class="size-full wp-image-4904" title="laureate e lavoro almalaurea 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/laureate-almalaurea.jpg" alt="laureate lavoro almalaurea 2010" width="196" height="196" /><p class="wp-caption-text">laureate lavoro almalaurea 2010</p></div>
<p>Per loro è più difficile trovare lavoro, e se lo trovano è un&#8217;occupazione inadeguata rispetto alle proprie competenze e alla retribuzione. Cos&#8217;è? L&#8217;identikit delle<strong> laureate italiane</strong> tracciato da Almalaurea in occasione dell&#8217;8 marzo.</p>
<p>L’analisi parte dalla documentazione <strong>AlmaLaurea</strong> &#8211; appena pubblicata nel volume “XI Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati” a cura di Eliana Baici, economista dell&#8217;Università del Piemonte orientale e Guido Maggioni, sociologo dell&#8217;Università di Urbino &#8211; e traccia un quadro non proprio idilliaco.</p>
<p><span id="more-4901"></span></p>
<p>Dai dati, che riguardano le <strong>laureate del 2003</strong> intervistate a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo &#8211; quindi nel 2004 e nel 2008 &#8211; emerge che rispetto ai colleghi maschi le studentesse che terminano il percorso di studi universitario sono <strong>penalizzate </strong>dal mercato del lavoro sia in termini di <strong>accesso </strong>che in termini di <strong>retribuzione</strong>.</p>
<p>In particolare, il tasso di disoccupazione delle laureate supera del <strong>50 per cento</strong> quello dei laureati maschi: 14 per cento contro il 7 per cento. Inoltre per quanto riguarda la stabilità del lavoro i laureati che possono contare su contratti stabili sono più uomini (46 per cento) che donne (35 per cento).</p>
<p>Questo dev&#8217;essere poi affiancato alla <strong>disparità retributiva</strong>: &#8220;Ad un anno dalla laurea &#8211; spiega Almalaurea &#8211;  gli uomini guadagnano il 25% in più delle donne, 1.312 euro contro 1.053; le differenze di genere sono confermate all’interno di ciascun gruppo disciplinare, in particolare nel giuridico dove gli uomini guadagnano ben il 44% in più delle colleghe&#8221;.</p>
<p>Stando sempre all&#8217;indagine di Almalaurea, lo squilibrio nelle carriere non sarebbe dovuto alla <strong>maternità</strong>. Infatti, dal confronto tra laureate madri e laureate senza figli emerge che in entrambi i casi le donne che assumono ruoli di responsabilità sono comunque inferiori agli uomini.</p>
<p>Certo, spiega Almalaurea, le laureate madri sono penalizzate rispetto alle colleghe senza figli.  &#8220;Ma <strong>posticipare la scelta</strong> di avere figli o rinunciare alla maternità non serve per avere maggiori possibilità di carriera. I favoriti rimangono i colleghi maschi. A sorpresa, quelli con figli&#8221;.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Torna Campus Orienta, a Milano fino al 12 marzo</title>
		<link>http://www.universita.it/campus-orienta-milano-2010/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orientamento università]]></category>
		<category><![CDATA[campus orienta]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna a Milano Campus Orienta, il Salone dello Studente, appuntamento atteso dai giovani studenti alle prese con le scelte di studio e lavoro. Oltre alla presenza di esperti in vari settori della formazione, la novità di quest&#8217;anno sarà la partecipazione di una equipe di 20 psicologi che dedicheranno ai giovani sedute di colloquio gratuite e [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Torna+Campus+Orienta%2C+a+Milano+fino+al+12+marzo&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fcampus-orienta-milano-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4889" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><img class="size-full wp-image-4889" title="campus orienta milano 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/orientamento3.jpg" alt="campus orienta milano 2010" width="180" height="232" /><p class="wp-caption-text">campus orienta milano 2010</p></div>
<p>Torna a Milano <strong>Campus Orienta</strong>, il Salone dello Studente, appuntamento atteso dai giovani studenti alle prese con le <strong>scelte </strong>di studio e lavoro. Oltre alla presenza di esperti in vari settori della formazione, la novità di quest&#8217;anno sarà la partecipazione di una equipe di <strong>20 psicologi</strong> che dedicheranno ai giovani sedute di colloquio gratuite e personalizzate.</p>
<p>La manifestazione si terrà <strong>dal 10 al 12 marzo</strong> e coinvolgerà più di 30 mila fra studenti universitari e delle scuole superiori.</p>
<p><span id="more-4887"></span></p>
<p>Tutti e tre i giorni dalle 9.00 alle 14.00, nei locali di Superstudio Più &#8211; via Tortona 27 &#8211; sarà possibile quindi prendere parte al salone dedicato all&#8217;orientamento universitario e post-laurea.</p>
<p>Ci saranno <strong>workshop</strong>, incontri con esperti, stand di università e aziende. Oltre ai <strong>colloqui </strong>individuali con gli psicologi, poi, altre importanti novità dell&#8217;edizione 2010 saranno la <strong>diretta radiofonica</strong> su Radio 105, e l&#8217;istituzione di uno spazio speciale dedicato alle università di <strong>arte</strong>, moda e design.</p>
<p>Al <a title="campus orienta milano 2010" href="http://www.campus.it/index.php?option=com_content&amp;id=1904224282&amp;task=view&amp;Itemid=1804308538&amp;start=1&amp;limitstart=1">Campus Orienta</a> &#8211; che ha ricevuto il patrocinio del ministero della Gioventù ed è stato organizzato in collaborazione del ministero dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca, la Commissione Europea, la regione Lombardia e l&#8217;Ufficio Scolastico Regionale &#8211; saranno presenti rappresentanti delle <strong>università </strong>italiane e straniere, degli istituti di istruzione superiore e post-laurea, degli enti per il diritto allo studio, ma anche di associazioni studentesche, scuole di lingue, enti turistici e aziende.</p>
<p>Un <a title="programma campus orienta milano 2010" href="http://www.campus.it/images/stories/pdf/programma_milano_def.pdf">programma</a> ricco, che conterà, tra l&#8217;altro, sulla partecipazione di <strong>personaggi</strong> di rilievo e volti noti come Giovanni Veronesi, Oliviero Toscani, Alessandro Costacurta, Elio Fiorucci, Giovanni Vernia, Irene Fornaciari, Natasha Stefanenko, Luisa Ranieri e Raul Cremona.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Elezioni, l’Università di Parma gioca a prevedere il futuro</title>
		<link>http://www.universita.it/gioco-previsione-universita-parma/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Mazzetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[facoltà economia]]></category>
		<category><![CDATA[università parma]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fino ad oggi non era mai successo che una università si esprimesse sulla previsione delle elezioni. A farlo per la prima volta è la facoltà di economia dell&#8217;Università di Parma che ha reso nota la seconda proiezione del Gioco di Previsione sulle prossime Elezioni Regionali, organizzato dal Laboratorio di Economia Sperimentale con il supporto della [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Elezioni%2C+l%26%238217%3BUniversit%C3%A0+di+Parma+gioca+a+prevedere+il+futuro&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fgioco-previsione-universita-parma%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4816" title="gioco previsioni elezioni" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/gioco-previsioni-elezioni-150x150.jpg" alt="gioco previsioni elezioni" width="150" height="150" /></p>
<p>Fino ad oggi non era mai successo che una università si esprimesse sulla previsione delle elezioni. A farlo per la prima volta è la facoltà di <strong>economia</strong> dell&#8217;<strong>Università di Parma</strong> che ha reso nota la seconda proiezione del <strong>Gioco di Previsione</strong> sulle prossime <strong>Elezioni Regionali</strong>, organizzato dal Laboratorio di Economia Sperimentale con il supporto della “Gazzetta di Parma”.</p>
<p>Le previsioni riguardano l&#8217;andamento delle prossime elezioni nella regione <strong>Emilia Romagna</strong>, e i vincitori verranno individuati alla conclusione delle Elezioni Regionali, previste per il 28 marzo 2010.</p>
<p><span id="more-4814"></span></p>
<p>Il Gioco di Previsione elettorale, che ha naturalmente una valenza di <strong>carattere scientifico</strong> e di valutazione dei limiti di applicabilità della metodologia proposta, è stato ideato dal <strong>Laboratorio di Economia Sperimentale</strong> prendendo spunto da quanto avviene in alcune Università straniere. Alcuni atenei stranieri come l&#8217;University of Iowa, hanno sviluppato infatti procedure sperimentali per aggregare informazioni e fornire <strong>previsioni</strong>, con numerose applicazioni in diversi campi.</p>
<p>Al Gioco di Previsione, riservato agli studenti e ai docenti dell&#8217;ateneo di Parma hanno partecipato <strong>787 persone</strong>. Ma come si gioca? In pratica ciascun giocatore dove esprimere la propria previsione riguardo l&#8217;esito delle prossime Elezioni Regionali per l&#8217;Emilia Romagna in <strong>tre round</strong> di gioco in successione.</p>
<p>Alla conclusione delle elezioni regionali verrà stilata la classifica finale dei giocatori che hanno elaborato le previsioni più corrette sull&#8217;esito elettorale. Naturalmente ci sono anche dei <strong>premi</strong> niente male per i primi 10 classificati, come per esempio un <strong>Kindle</strong> o un <strong>buono spesa</strong> da 150,00 euro.</p>
<p>Intanto la facoltà di economia dell&#8217;Università di Parma ha reso nota la <a title="proiezione secondo round" href="http://www.unipr.it/uffstampa/docs/2010/20100303092915.html">proiezione del secondo round</a> del <a title="gioco di previsione università di parma" href="http://www.experimentaleconomics.unipr.it/">Gioco di Previsione</a>. Per il 94,04% di coloro che hanno risposto prevarrà la coalizione di centro sinistra.</p>
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		<title>Cambridge, notizie “a nudo” sulla tv universitaria</title>
		<link>http://www.universita.it/naked-news-cambridge-university/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 13:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università cambridge]]></category>
		<category><![CDATA[web tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Due studenti dell&#8217;Università di Cambridge hanno deciso di prendere alla lettera il titolo della loro rubrica d&#8217;informazione &#8220;Naked news&#8220;, in onda sulla tv universitaria, e hanno condotto senza vestiti il telegiornale d&#8217;ateneo.
Il motivo? Sfatare il mito che gli studenti di Cambridge siano eccessivamente seriosi, e poi, ovviamente, alzare gli ascolti del programma.

Il ragazzo e la [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Cambridge%2C+notizie+%26%238220%3Ba+nudo%26%238221%3B+sulla+tv+universitaria&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fnaked-news-cambridge-university%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4852" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><img class="size-full wp-image-4852" title="naked news cambridge university" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/naked-news.jpg" alt="naked news cambridge university" width="212" height="166" /><p class="wp-caption-text">naked news cambridge university</p></div>
<p>Due studenti dell&#8217;<strong>Università di Cambridge</strong> hanno deciso di prendere alla lettera il titolo della loro rubrica d&#8217;informazione &#8220;<strong>Naked news</strong>&#8220;, in onda sulla tv universitaria, e hanno condotto senza vestiti il telegiornale d&#8217;ateneo.</p>
<p>Il motivo? Sfatare il mito che gli studenti di Cambridge siano eccessivamente <strong>seriosi</strong>, e poi, ovviamente, alzare gli ascolti del programma.</p>
<p><span id="more-4848"></span></p>
<p>Il ragazzo e la ragazza, entrambi <strong>ventenni </strong>e studenti alla Cambridge University, per l&#8217;occasione hanno scelto di appellarsi con i nomignoli &#8220;John Tucker&#8221; e &#8220;Jane Doe&#8221;, usati in Inghilterra per indicare le persone senza identità come gli smarriti o le persone qualsiasi.</p>
<p>Nel <strong>video</strong>, della durata di circa tre minuti, si vedono i due &#8211; in un primo momento vestiti con la tradizionale toga &#8211; aggirarsi tra gli edifici del campus. In giro non c&#8217;è nessuno, perché sono le<strong> sei del mattino</strong>. Successivamente i due cronisti universitari si spogliano del tradizionale abito e leggono le notizie del giorno.</p>
<p>La cosa ovviamente ha fatto scalpore, e oltre a provocare un&#8217;impiccata degli ascolti del programma, e il tam-tam dei commenti su YouTube, ha suscitato <strong>polemiche</strong>.</p>
<p>I ragazzi annunciano che la rubrica andrà in onda in questo modo <strong>ogni settimana</strong>, insomma un vero e proprio format: &#8220;Stiamo pensando di creare dei ruoli comici per John e Jane e stiamo pensando di farne dei personaggi&#8221;, hanno raccontato i due studenti al Telegraph, che ha lanciato la notizia rimbalzata poi sui principali <em>tabloid </em>britannici.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NCkb8&#215;2WE08&amp;rel=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/NCkb8&#215;2WE08&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Speciale “8 marzo all’università”, un’agenda ricca di appuntamenti</title>
		<link>http://www.universita.it/appuntamenti-universita-8-marzo-2010/</link>
		<comments>http://www.universita.it/appuntamenti-universita-8-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[eventi università]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la giornata internazionale delle donne, tutte le università italiane danno il via nelle prossime ore a incontri e dibattiti che coinvolgono le donne in prima persona. Dalla politica alla ricerca, dalla scienza alla cultura, passando per i corpi e per il pensiero di grandi filosofe, artiste, scienziate. Di seguito una selezione degli appuntamenti che [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Speciale+%26%238220%3B8+marzo+all%26%238217%3Buniversit%C3%A0%26%238221%3B%2C+un%26%238217%3Bagenda+ricca+di+appuntamenti&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fappuntamenti-universita-8-marzo-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4228" class="wp-caption alignleft" style="width: 166px"><img class="size-full wp-image-4228" title="speciale 8 marzo 2010" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/02/premio-tesi-donne.jpg" alt="speciale 8 marzo 2010" width="156" height="139" /><p class="wp-caption-text">speciale 8 marzo 2010</p></div>
<p>Per la <strong>giornata </strong>internazionale delle donne, tutte le <strong>università italiane</strong> danno il via nelle prossime ore a incontri e dibattiti che coinvolgono le donne in prima persona. Dalla politica alla ricerca, dalla scienza alla cultura, passando per i corpi e per il pensiero di grandi filosofe, artiste, scienziate. Di seguito una selezione degli <strong>appuntamenti </strong>che popoleranno le aule a partire da questa mattina.</p>
<p><span id="more-4828"></span></p>
<p><strong>Appuntamenti della mattina</strong></p>
<ul>
<li>Università di Bari, ore 10.00: il Comitato Pari Opportunità presenta il &#8220;<a title="piano azioni positive 2010" href="http://www.uniba.it/eventi-alluniversita/il-comitato-pari-opportunita-presenta-il-piano-delle-azioni-positive-alla-comunita-universitaria">Piano delle Azioni Positive alla comunità universitaria</a>&#8220;</li>
<li>Università di Bologna, ore 10.30: proiezione del cortometraggio &#8220;<a title="piccole cose di valore non quantificabile" href="http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Eventi/2010/03/08/Piccole_cose_di_valore_non_quantificabile.htm ">Piccole cose di valore non quantificabile</a>&#8220;</li>
<li>Università di Catania, ore 10.00: incontro &#8220;<a title="stop al femminicidio" href="http://www.agendabda.unict.it/open_page.php?sez=articolo&amp;id=4041">Stop al femminicidio</a>&#8220;</li>
<li>Università di Firenze ore 11.00: proiezione del film di Mario Monicelli &#8220;<a title="speriamo che sia femmina" href="http://www.unifi.it/mod-MDNotizie-master-action-view-bid-2543.html">Speriamo che sia femmina</a>&#8220;  e apertura gratuita del Museo di Storia Naturale per le visitatrici fino alle 17.00</li>
<li>Università di Milano, ore 11.00: Lella Costa interviene sul tema sul tema “<a title="donne, corpo, intelligenza" href="http://www.unimi.it/news/41603.htm">Donne, corpo e intelligenza</a>”</li>
<li>Università di Pisa, ore 11.00: convegno dedicato a &#8220;<a title="donne e qualità della vita" href="http://www.unipi.it/ateneo/comunica/comunicati/ottomarzo.htm_cvt.htm">Donne e qualità della vita</a>&#8220;</li>
</ul>
<p><strong>Appuntamenti del pomeriggio</strong></p>
<ul>
<li>Università di Verona, ore 15.00: si terrà l&#8217;incontro &#8220;<a title="donne e scienza, ipazia e le altre (pdf)" href="http://www.univr.it/documenti/Documento/allegati/allegati163231.pdf">Donne e scienza, Ipazia e le altre</a>&#8221; dedicato alla scienza vista attraverso gli occhi delle donne, partecipano Margherita Hack e Gemma Beretta</li>
<li>Università Milano Bicocca, ore 15.00: seminario su &#8220;<a title="donne e potere" href="http://www.unimib.it/XML/contenuti/evento/dett.jsp?_cid=9d4e8c8f&amp;param1=45004&amp;param2=2599104406063039795&amp;_crc=829d4460">Donne e Potere</a>&#8220;, con Giancarlo Bosetti (direttore Rerset) e Carmen Leccardi</li>
<li>Università di Padova, ore 15.00: appuntamento dedicato a donne e prevenzione intitolato &#8220;<a title="la salute è donna" href="http://www.unipd.it/area_news/salute_donna.htm">La salute è donna</a>&#8220;</li>
<li>Università di Palermo, ore 15.00: incontro su donne e malattie endocrino-metaboliche &#8220;<a title="la salute è donna" href="http://portale.unipa.it/home/Events/calendario/calendar_view?calYear=2010&amp;calMonth=2&amp;calDay=8&amp;calView=-1">La salute è donna</a>&#8220;</li>
<li>Università La Sapienza di Roma, ore 15.30: incontro &#8220;<a title="donne in ingegneria" href="http://www.uniroma1.it/home/100304_donne.php">Donne in ingegneria</a>&#8220;, dedicato alle studentesse vincitrici del progetto omonimo e che vedrà la partecipazione e il contributo di donne che lavorano in diversi settori</li>
<li>Università di Catania, ore 15.30: incontro &#8220;<a title="la salute è donna" href="http://www.agendabda.unict.it/open_page.php?sez=seminari_convegni&amp;id=1116">La salute è donna</a>&#8220;</li>
<li>Università di Catania, ore 17.30: inizio del ciclo di seminari intitolati &#8220;<a title="race and gender in american culture" href="http://www.agendabda.unict.it/open_page.php?sez=articolo&amp;id=3997 ">Race and Gender in American Culture</a>&#8220;</li>
<li>Università Iulm, ore 18.00: presentazione del libro &#8220;<a title="le scarpe della principessa" href="http://www.iulm.it/default.aspx?idPage=5089">Le scarpe della principessa. Le donne e l&#8217;arte di diventare se stesse</a>&#8220;</li>
</ul>
<p><strong>Appuntamenti dei prossimi giorni</strong></p>
<ul>
<li> Università di Cassino &#8211; 12 marzo: incontro dibattito su documentario &#8220;<a title="il corpo delle donne" href="http://www.unicas.it/NEWS/Primo-piano/CPO.-Incontro-dibattito-Il-corpo-delle-donne ">Il corpo delle donne</a>&#8220;</li>
</ul>
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		<title>Da non perdere. Gli appuntamenti della settimana dall’8 al 14 marzo</title>
		<link>http://www.universita.it/appuntamenti-universita-settimana-8-marzo-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi università]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana inizia con una serie di appuntamenti dedicati a donne e università &#8211; in occasione della giornata internazionale delle donne &#8211; e continua con career day e workshop per favorire l&#8217;incontro tra aziende e neolaureati. Ci saranno seminari e incontri, convegni e mostre, ma anche iniziative di solidarietà. Vediamo quali sono gli appuntamenti da [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Da+non+perdere.+Gli+appuntamenti+della+settimana+dall%26%238217%3B8+al+14+marzo&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fappuntamenti-universita-settimana-8-marzo-2010%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4621" class="wp-caption alignleft" style="width: 183px"><img class="size-full wp-image-4621" title="appuntamenti della settimana" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/02/settimana1.jpg" alt="appuntamenti settimana" width="173" height="116" /><p class="wp-caption-text">appuntamenti settimana</p></div>
<p>Questa settimana inizia con una serie di appuntamenti dedicati a <strong>donne e università</strong> &#8211; in occasione della giornata internazionale delle donne &#8211; e continua con career day e workshop per favorire l&#8217;incontro tra aziende e neolaureati. Ci saranno seminari e incontri, convegni e mostre, ma anche iniziative di solidarietà. Vediamo quali sono gli appuntamenti da non perdere nella settimana <strong>dall&#8217;8 al 14 marzo</strong>.</p>
<p><span id="more-4826"></span></p>
<p><strong>Oggi </strong>alle ore 15, l&#8217;Università di Verona organizza l&#8217;incontro &#8220;<a title="donne e scienza, ipazia e le altre" href="http://www.univr.it/documenti/Documento/allegati/allegati163231.pdf">Donne e scienza, Ipazia e le altre</a>&#8221; dedicato alla scienza vista attraverso gli occhi delle donne, partecipano Margherita Hack e Gemma Beretta.</p>
<p><strong>Oggi </strong>alle ore 15.30, l&#8217;Università La Sapienza di Roma organizza l&#8217;incontro &#8220;<a title="donne in ingegneria" href="http://www.uniroma1.it/home/100304_donne.php">Donne in ingegneria</a>&#8220;, dedicato alle studentesse vincitrici del progetto omonimo e che vedrà la partecipazione e il contributo di donne che lavorano in diversi settori.</p>
<p><strong>Domani 9 marzo </strong>alle ore 10.30, all&#8217;Università ella Tuscia si terrà il seminario &#8220;<a title="rapporto tra università, imprese e lavoro" href="http://www2.unitus.it/images/stories/file/Avvisi/2010/seminario%204.pdf">Rapporto tra università, imprese e lavoro</a>&#8221; a cui prenderà parte anche Pier Luigi Celli, direttore generale Luiss, e che sarà il primo di un ciclo di seminari sul tema.</p>
<p><strong>Mercoledì 10 marzo</strong> l&#8217;Università di Trieste organizza &#8220;<a title="job@units 2010" href="http://www2.units.it/~job/?q=node/2">Job@units</a>&#8221; una giornata dedicata all&#8217;inconro tra laureati e aziende, che &#8211; oltre alla partecipazione delle aziende &#8211; includerà anche quattro workshop sull&#8217;orientamento alle esperienze di lavoro e tirocinio in Italia e all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Giovedì 11 marzo</strong> presso la Casa dell&#8217;Architettura di Roma, si terrà il career day dedicato a giovani laureandi e laureati e intitolato &#8220;<a title="brain at work" href="http://www.brainatwork.it/">Brain at work</a>&#8220;, a cui prenderanno parte circa 60 aziende e per cui sono attesi circa 10.000 ragazzi.</p>
<p><strong>Venerdì 12 marzo</strong> all&#8217;Università di Catania, segnaliamo una mostra dedicata a Leonardo Sciascia e la fotografia intitolata &#8220;<a title="sicilia negli occhi" href="http://www.agendabda.unict.it/open_page.php?sez=articolo&amp;id=4028">Sicilia negli occhi</a>&#8220;.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che fino a <strong>sabato 13 marzo</strong>, i giovani volontari del Servizio Civile Nazionale celebrano la <a title="settimana donazione sangue 2010" href="http://www.serviziocivile.it/News/SchedaNews.aspx?idNews=206614&amp;Section=31">settimana della donazione del sangue</a>, sul sito Avis è possibile consultare la <a title="mappa sito avis" href="http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1403">mappa delle sedi</a> in cui donare.</p>
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		<item>
		<title>Le reazioni alle proposte di riforma del servizio civile: qual è la migliore?</title>
		<link>http://www.universita.it/reazioni-proposte-riforma-servizio-civile/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizio civile]]></category>
		<category><![CDATA[riforma servizio civile]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile volontario]]></category>

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		<description><![CDATA[Diverse sono le reazioni alle proposte di riforma del servizio civile da parte dei soggetti interessati alle dinamiche che ruotano intorno alla questione.
In particolare, la posizione della Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (CNESC) è favorevole rispetto alla proposta formulata da governo. In una recente intervista il presidente Primo di Blasio ha dichiarato che la [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=Le+reazioni+alle+proposte+di+riforma+del+servizio+civile%3A+qual+%C3%A8+la+migliore%3F&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Freazioni-proposte-riforma-servizio-civile%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4452" class="wp-caption alignleft" style="width: 266px"><img class="size-full wp-image-4452" title="servizio civile nazionale" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/02/logo-servizio-civile-nazionale.jpg" alt="logo servizio civile nazionale" width="256" height="216" /><p class="wp-caption-text">logo servizio civile nazionale</p></div>
<p>Diverse sono le <strong>reazioni</strong> alle <a href="http://www.universita.it/proposte-riforma-servizio-civile/" title="proposte riforma servizio civile">proposte di riforma del servizio civile</a> da parte dei soggetti interessati alle dinamiche che ruotano intorno alla questione.</p>
<p>In particolare, la posizione della <strong>Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile</strong> (CNESC) è favorevole rispetto alla proposta formulata da governo. In una recente intervista il presidente Primo di Blasio ha dichiarato che la proposta &#8220;<strong>Giovanardi</strong>&#8221; è quella che si pone più in linea con gli obiettivi dell&#8217;ente, in quanto mantiene inalterato il carattere unitario del servizio civile nel territorio nazionale.</p>
<p>Restano però alcuni <strong>aspetti insoluti</strong>, secondo il parere del CNESC.</p>
<p><span id="more-4451"></span></p>
<p>Questi riguardano, ad esempio il fatto che non viene fissato un <strong>contingente minimo</strong> annuale di volontari e che non si prevede la possibilità di partecipazione da parte dei <strong>cittadini stranieri</strong>, cosa che sarebbe auspicabile per favorirne l&#8217;integrazione.</p>
<p><strong>Negativa</strong>, invece, <strong>la reazione</strong> del CNESC alle proposte di riforma del servizio civile del <strong>PD</strong> e della <strong>Lega Nord</strong>. Quello che viene criticato è una visione eccessivamente regionalistica del servizio civile che rischia di spostare l&#8217;attenzione dalla centralità dei giovani alla necessità di soddisfare problemi specifici dei singoli territori, sostituendosi così a delle carenze di welfare.</p>
<p><strong>Di parere contrario</strong> sono invece le <strong>Regioni e gli Enti locali</strong> che si sono espresse a favore delle proposte del PD e della Lega proprio perché ritengono che debba essere delle Regioni il compito di valutare i progetti che si addicono maggiormente alle esigenze del territorio.</p>
<p>La proposta del Governo, al contrario, viene considerata generica, imprecisa e svincolata dall&#8217;effettiva esperienza maturata nel rapporto tra i giovani e i propri territori. Inoltre il centralismo della proposta viene considerato eccessivo e in controtendenza rispetto alle tanto enunciate politiche federaliste.</p>
<p>Dunque non è facile stabilire quale sia la migliore proposte di <a href="http://www.universita.it/riforma-servizio-civile/" title="riforma servizio civile">riforma per il servizio civile</a>, che resta una materia molto complessa e ricca di risvolti che interessano <strong>diversi soggetti</strong>. Quello che conta, però, è che si sia avviato  l&#8217;iter di riforma di in un&#8217;istituzione che merita di essere valorizzata per il bene della nazione.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>“Totoconcorsi”, scommetti chi vince il concorso?</title>
		<link>http://www.universita.it/blog-totoconcorsi-universitari/</link>
		<comments>http://www.universita.it/blog-totoconcorsi-universitari/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 09:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Mazzetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi universitari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.universita.it/?p=4769</guid>
		<description><![CDATA[
E&#8217; da poco online ma già ha riscosso un notevole successo. E&#8217; il &#8220;totoconcorsi&#8221; il gioco dedicato ai pronostici sulle selezioni accademiche per ricercatore, il tutto su un blog, a portata di mouse.
L&#8217;ideatore di questa curiosa iniziativa, in cui si scommette il nome di chi vincerà un concorso per ricercatore universitario, non poteva che essere [...]<p><a href="http://sharethis.com/item?&#038;wp=2.8.6&#38;publisher=bd09789e-c341-4df1-81b7-710c6311bda5&#38;title=%26%238220%3BTotoconcorsi%26%238221%3B%2C+scommetti+chi+vince+il+concorso%3F&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.universita.it%2Fblog-totoconcorsi-universitari%2F">ShareThis</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4795" title="totoconcorsi" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/03/totoconcorsi.jpg" alt="totoconcorsi" width="180" height="140" /></p>
<p>E&#8217; da poco online ma già ha riscosso un notevole successo. E&#8217; il &#8220;totoconcorsi&#8221; il gioco dedicato ai <strong>pronostici</strong> sulle selezioni accademiche per ricercatore, il tutto su un blog, a portata di mouse.</p>
<p>L&#8217;ideatore di questa curiosa iniziativa, in cui si scommette il nome di chi vincerà un concorso per ricercatore universitario, non poteva che essere un <strong>ricercatore</strong>, un giovane studioso italiano, andato all&#8217;estero proprio perché qui in Italia vincere un concorso è il più delle volte molto difficile.</p>
<p><span id="more-4769"></span></p>
<p>Alle scommesse può partecipare chiunque compilando una <strong>schedina</strong> con indicati l&#8217;università che indice il concorso, il settore disciplinare e il nome del candidato che si ritiene favorito.</p>
<p>Il gioco ideato dal giovane ricercatore, che comunque preferisce restare nell&#8217;anonimato, ha già riscosso un notevole successo tra gli utenti della rete, tanto che ad oggi i pronostici arrivati sono 324 e coprono tutti gli atenei italiani. Anche i media, tra giornali e radio già parlano del &#8220;totoconcorsi&#8221; online.</p>
<p>Il <strong>&#8220;totoconcorsi&#8221;</strong> online nasce dal presupposto che, per quanto riguarda i concorsi universitari, il famoso criterio meritocratico, basato sulla trasparenza dei concorsi di fatto ad oggi non è esistito. Bisognerà vedere se con le nuove regole più strette, introdotte dal Ministro Gelmini in una parte dei concorsi, questi diventeranno meno prevedibili. L&#8217;intento poi del &#8220;totoconcorsi&#8221; è principalmente quello di determinare se effettivamente i concorsi sono prevedibili e comunque i pronostici che quotidianamente arrivano sul <a title="blog totoconcorsi" href="http://pronosticailricercatore.blogspot.com/">blog</a> non vengono pubblicati.</p>
<p>L&#8217;ideatore del gioco si impegna a donare <strong>1,00 euro</strong> (con un tetto massimo di 100,00 euro), per ogni scommessa vinta, da donare a organizzazioni che promuovono la ricerca e l&#8217;istruzione.</p>
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