Golf Monthly: la prova del driver Nike Dymo SQ
Posted on | Febbraio 14, 2009 | No Comments
Ecco il nuovo video tratto dal canale YouTube di Golf Monthly
Al nostro golf serve un Tiger. E Belen
Posted on | Febbraio 11, 2009 | No Comments
Datemi le mie mazze da golf, un po’ d’aria fresca e una bella ragazza. E potete anche tenervi le mazze e l’aria fresca. Carina, no? Stamattina ci ho 
provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L’aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando mi sono anche infreddolito. Mezz’ora di lezione con Enrico Trentin. Il tempo per correggere il grip. Sì, l’impugnatura insomma. Tenevo il pitch troppo sul palmo della mano. E lo swing? Meglio lasciar perdere. Del resto, è da fine novembre che la mia sacca poltriva in cantina. Ho anche puttato e provato qualche chip. Il putter mi ha salvato la mattinata. E sarei andato volentieri anche in campo. Magari con quella bella ragazza che praticava. Ma i fairway erano inzuppati d’acqua. Sarà per domani. O al massimo venerdì. Pioggia e il buon Dio permettendo. Le previsioni del tempo sono buone. Sole al nord, dicono e voglio crederci. Leggo che Francesco Molinari e Alessandro Tadini saranno impegnati da domani a Kuala Lumpur in Malesia. Chicco può far bene, gli avversari non sono impossibili, un milione e mezzo d’euro di montepremi sono pur sempre tre miliardi delle vecchie lire. Così la Gazzetta dello sport avrà domenica qualcosa di meglio da scrivere delle solite storie trite e ritrite come il tesseramento libero per sfondare il muro dei centomila tesserati. Non discuto che il tesseramento libero, voluto e sostenuto da Franco Read more
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E ora Alessandro Del Piero lancia l’ultima sfida: “A fine carriera potrei darmi al golf”
Posted on | Febbraio 7, 2009 | No Comments
Ogni mattina combatto tenacemente con la Tigre che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania. Fanno disordine,
puzzano, proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: "O loro (i ritagli) o io", ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul punto di cedere: un po’ di ragione magari anche ce l’ha. La pila di carta ha infatti ormai superato il metro d’altezza e quasi quasi mi si rovescia addosso. Quando l’occhio mi è caduto su un’intervista dell’otto gennaio scorso che Alessandro Del Piero ha rilasciato in esclusiva (o quasi) alla Gazzetta. "Attenta Inter, la mia Juve ti può venire a prendere". Sì, campa cavallo che l’erba cresce. Purtroppo. Ma non è questo il punto. E neanche mi ha interessato più di tanto il fatto che Pinturicchio, come lo battezzò l’Avvocato, riceva spesso e volentieri una telefonata al lunedì da John Elkann o da Andrea Agnelli. Ovviamente di buon mattino. Al canto del gallo. Come è sana abitudine di famiglia. E’ stata invece una domanda che mi ha particolarmente incuriosito: "Nel suo futuro bianconero si vede più allenatore o dirigente". E lui, il grande Alex, a sorpresa: "Magari mi darò al golf". Come? Al golf? "Massì. Potrebbe essere la nuova sfida della mia vita. Anche se nessuno in questo caso scommetterebbe un euro su di me. E sapete perchè?". Nooo. "Perchè dicono che mi sono avvicinato troppo tardi ai green e ai fairway, al putt e allo swing". Ora non so bene quando Del Piero si sia dato anima e cuore al golf. Saranno tre o quattro anni. Al massimo cinque. Forse proprio nel periodo nel quale Read more
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Tre buone ragioni per non essere allegri…
Posted on | Febbraio 5, 2009 | No Comments
C’è poco da stare allegri. Anche se la Gazzetta di domenica scorsa ha dedicato una pagina intera al golf. Ed infatti è nevicato. E pure di brutto al Nord. Un’intervista al numero uno europeo, Robert Karlsson, che parla anche sin troppo bene del nostro Chicco Molinari. Poi Carolina Durante che illustra la nuova stagione di Giulia e Silvia, Diana, Veronica, Stefania, Federica, Margherita e Isabella, le nostre proette. Otto in tutto: non moltissime. Dicevo: c’è poco da stare allegri. Anche se sul Corrierone il buon Marco Dal Fior, ora presidente dell’Assogiornalistigolfisti, di cui un tem
po facevo parte, mi ha aperto il cuore rivelando che il dolcissimo Toto Bulgheroni ha tutte le carte in regola per sedere a brevissimo termine sulla poltrona che Franco Chimenti ben volentieri gli lascerebbe se dovesse davvero battere Gianni Petrucci nella corsa alla presidenza del Coni. Detto tra noi, e senza che la notizia faccia subito il giro del mondo, non basterebbe neanche che nevicasse ad agosto sulle montagne intorno a Palermo per vedere il professor Chimenti prossimamente al Read more
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Qualche immagine prima di riprendere mazze e palline
Posted on | Gennaio 26, 2009 | No Comments
Perchè vale la pena giocare a golf
Posted on | Gennaio 15, 2009 | No Comments
I video di Golf Monthly: la prova del Cleveland launcher 09
Posted on | Gennaio 9, 2009 | No Comments
Comincia questa settimana una nuova collaborazione. Sarà la rivista inglese Golf Monthly a fornirci alcuni filmati ed in particolare di prove di materiale tecnico.
In una prima fase pubblicheremo i video in lingua originale ma stiamo lavorando per provvedere quanto prima alla loro traduzione.
Nick’s tips: l’approccio basso
Posted on | Gennaio 8, 2009 | No Comments
Come promesso, oggi vi propongo un genere diverso di approccio, con una traiettoria più bassa nel volo della palla. Capiamoci: anche se alla gente appare più spettacolare e bello il colpo descritto la settimana scorsa (l’approccio alto), quello descritto oggi è molto, ma molto più efficace in termini di risultato!! Non appena la situazione ve lo permette, non cercate di imbucare al volo il vostro approccio, visto che non state giocando a basket, e prendete invece in considerazione che il far rotolare la palla sulla superficie del green è più facile oltre che più redditizio in termini di score!
Set-up: notate innanzitutto come il set-up sia completamente diverso da quello presentato in occasione dell’approccio con la traiettoria alta: il busto e la schiena sono più 
sopra alla palla, posta in posizione arretrata sulla parte destra del corpo. Lo sterno è più a sinistra della palla e le mani sono in una posizione più avanzata rispetto alla stessa in modo da favorire una riduzione del loft del mio sand iron. Ovviamente il mio peso grava maggiormente sulla mia base d’appoggio di sinistra. Nella visione frontale ho voluto inoltre mettere in evidenza come il braccio sinistro sia perfettamente allineato con lo shaft.
Backswing: il mio backswing è decisamente più corto, infatti cerco di limitare al massimo la flessione dei polsi con questo genere di colpo. Il bastone ha viaggiato molto vicino 
alla target line attraverso una piccola azione delle mie spalle. In conseguenza del set-up che ho adottato, le mie spalle hanno ruotato su un piano verticale in modo da non alterare, durante lo swing, la posizione del mio corpo. Ritengo infatti l’azione poc’anzi descritta, uno degli errori più gravi.
Impatto e Finish: durante questa fase del colpo mi preoccupo di far ruotare il corpo mantenendo le mani ancora di fronte allo stesso, così da evitare qualsiasi chiusura della faccia del bastone che causerebbe un rotolio eccessivo della palla dopo l’impatto della stessa nel terreno. La faccia del bastone è ancora molto vicina al terreno, bassa. 
Desidero farvi notare inoltre che all’impatto della faccia del mio sand-wedge con la palla il mio polso sinistro è ancora davanti alla parte del club che vi ho descritto: molto spesso trovo infatti giocatori che ancor prima dell’impatto frenano l’azione del loro corpo facendo passare davanti la faccia del bastone rispetto al grip, annullando pertanto tutti gli effetti desiderati con l’azione descritta. Personalmente eseguo questo colpo molto più frequentemente rispetto a quello descritto la scorsa settimana: non appena la situazione lo permette, cioè quando tra la mia palla e la buca non ci sono ostacoli particolari. Lo ritengo decisamente più facile e lo considero un ottimo sistema per realizzare i miei up&down che consentono di "non subire reti" prendendo a prestito la terminolgia calcistica.
Nick’s tips: l’approccio alto
Posted on | Gennaio 1, 2009 | No Comments
Buon 2009 a tutti i nostri lettori!! In attesa di poter tornare sul campo, ecco il mio primo consiglio settimanale di quest’anno. Nelle prossime due settimane vi parlerò di due colpi fondamentali per riuscire a fare risultato anche quando lo swing non è al meglio e ci si richiede di recuperare attraverso l’abilità del proprio gioco corto.
Gli approcci, come vi suggerisce il vostro istinto, possono essere eseguiti con due diverse traiettorie (quella alta e quella bassa) ma fate tuttavia attenzione che non voglio riferirmi agli estremi noti con i termini di lob o pitching-run ma bensì a semplici approcci che vanno eseguiti da una distanza minima di 20 metri sino ad una massima di 50 metri dalla buca. Questi approcci possono essere giocati con una traiettoria alta oppure una bassa a seconda delle circostanze e dell’utilità pratica che solo l’esperienza vi farà capire: lascio a voi pertanto la scelta sull’uno o sull’altro colpo!
Set-up: la posizione del corpo di fronte alla palla è decisamente uno dei fondamentali imprescindibili nel gioco del golf e niente di più vero si può ripetere nel gioco 
corto.Come potete notare dalla posizione del mio corpo, per eseguire questo genere di colpo prima di tutto allontano lo sterno (noto anche come "swing center") dalla palla e pertanto assumo una posizione molto seduta sulle mie gambe. Adotto questo genere di set-up per favorire l’apertura del mio sand-wedge, basilare per ottenere una traiettoria alta, e così pure avere un angolo di discesa della testa del bastone verso la palla e rispetto al terreno, molto piatto. Le linee del corpo sono leggermente aperte e la mia colonna vertebrale e leggermente inclinata verso il lato destro del corpo in modo da riuscire a star dietro alla palla durante l’intero svolgimento del movimento, così da essere ancora più sicuro di ottenere quanto desidero
Backswing: visto che il colpo che devo eseguire è corto, anche il movimento del mio sistema è ridotto e pertanto le mie spalle affettuano una piccola azione rotatoria attraverso una stabile base di appoggio. Per quanto mi riguarda comunque, alla 
rotazione delle spalle attribuisco poca importanza ed invece cerco di mantenere il più a lungo possibile il bastone nella linea di tiro con la faccia aperta così come lo era in partenza. Ho alzato leggermente il mio braccio sinistro e così pure ho provveduto a flettere i miei polsi in modo da consentire un loro veloce scaricamento all’impatto con la palla e favorire un’azione con la faccia del bastone sempre aperta, requisito che ritengo basilare per eseguire questo colpo.
Finish: all’impatto con la palla, voglio essere sicuro di avere la faccia del bastone aperta e, pertanto, cerco di eseguire un 
follow-trough mantenendo il più a lungo possibile la stessa nella linea del bersaglio. Il mio finish rispecchia la posizione che aveva il corpo al set-up e pertanto la schiena è ancora leggermente inclinata verso il lato destro anche se ho cercato di passare il peso sul lato sinistro attraverso l’azione della parte bassa del mio sistema. Tutto ciò, come già descritto, per restare dietro alla palla durante l’azione che segue l’impatto con la stessa e favorire maggiormente la traiettoria alta del mio approccio. Le mani sono finite in una posizione alta, se consideriamo la limitatezza della distanza che dovevo ricoprire.
Due ultime racomandazioni mi sembrano doverose: visto che si tratta di un colpo la cui distanza è ridotta, cerco di eseguire l’intera azione con estrema delicatezza e fluidità in modo da ottenere un volo di palla lento e pertanto un immediato stop della stessa al suo impatto nelle vincinanze della buca. Infine gioco questo particolare tipo di colpo proprio quando le circostanze non permettono alternative, altrimenti mi affido a quello più semplice che tratterò la prossima settimana….
Nick’s tips: il Par 2, un ottimo allenamento per il vostro gioco corto
Posted on | Dicembre 25, 2008 | No Comments
Non poteva certo mancare nel giorno di Natale il mio consiglio per migliorare il vostro gioco. Anzi forse oggi avrete anche più tempo per approfondire la cosa!!
Sovente mi succede di incontrare giocatori che pur trascorrendo parecchio tempo ad allenarsi per migliorare il proprio gioco, non riescono a progredire nei risultati di gara. La causa di ciò la si deve al fatto che l’allenamento non è funzionale allo score ma fine a sé stesso. E così si passano ore e ore al driving range, colpendo migliaia di palline e, se si potesse, anche di più, nella convinzione che più pratico più miglioro, più palle tiro e meglio si ripete il mio swing… Nulla di più errato!!

Chiarito che non intendo oggi sminuire l’importanza della pratica o dell’allenamento in senso lato, ciò che tuttavia intendo trasmettervi è che l’importante non è la quantità del vostro lavoro ma la qualità, l’unico elemento che sarà realmente in grado di apportare dei miglioramenti ai vostri risultati.
Affinché l’allenamento sia funzionale al proprio gioco e quindi al risultato è indispensabile renderlo il più possibile simile al gioco sul percorso ed è in questo senso che il consiglio di questo mese è il Par 2!
Tutti sappiamo quanto importante sia il gioco corto (quello che, per semplicità, sisvolge dai 50 metri che precedono la buca) nell’economia del proprio score e tutti conosciamo che la difficoltà maggiore di questo settore del gioco è sentire l’energia che è necessario erogare alla palla per coprire una determinata distanza: volgarmente si considera tutto ciò con il termine "sensibilità".
Nei miei passati anni quando mi avvicinavo al campo approcci, avevo sempre la mia borsa delle palle personali, tutte lavate ed abbastanza nuove, aprivo la stessa e svuotavo il contenuto sul terreno in un punto che andava dai 30 ai 50 metri dalla buca; trascorrevo infine interi pomeriggi per Read more
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