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	<title>Viaggio nel Mondo</title>
	
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		<title>Benin, dalla frenesia di Cotonou alla Porta del Non Ritorno</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 17:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro viaggio in Benin prosegue in una delle città più caotiche e trafficate del West Africa, Cotonou, per poi proseguire nel villaggio su palafitte di Ganvié e lungo la strada degli schiavi, fino alla Porta del Non Ritorno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10766" class="wp-caption alignright" style="width: 350px"><a href="http://www.flickr.com/photos/kaysha/2983281049/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10766 " title="Cotonou" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/cotonou-340x255.jpg" alt="Cotonou, Benin" width="340" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">© kaysha</p></div>
<p>Il nostro <strong>viaggio in Benin</strong> prosegue in una delle città più caotiche e trafficate del West Africa, si tratta di <strong>Cotonou</strong>. Il nome ha un significato davvero inquietante, ovvero &#8220;bocca del fiume della morte&#8221; ed allude al ruolo che storicamente la zona ha avuto nell&#8217;esportazione degli schiavi.</p>
<p>Arriviamo da <a href="http://www.viaggionelmondo.net/2011/02/benin-i-tangba-e-il-re-di-abomey/">Abomey</a> in taxi-brouss (100km circa) e ad accoglierci troviamo un sciame di <strong><em>zémigiàn</em></strong>, i taxi-motorino che sfrecciano per le strade dell&#8217;inquinatissima città. In un batter d&#8217;occhio siamo nel traffico, in mezzo al delirio dei gas di scarico fino a reggiungere un piccolo e mediocre hotel di cui ci accontentiamo, l&#8217;Hotel le Crillon, in centro. La città non offre grandi attrazioni ed è anche poco sicura (ogni tanto si sente di qualche aggressione, soprattutto nei pressi del lungomare), ma è tappa quasi obbligata di un tour del Benin, perché in posizione strategica per raggiungere alcune località di mare degne di nota.</p>
<p>Già che ci siamo visitiamo il <strong>grande mercato di Dantokpa</strong>, dove si vende di tutto, un&#8217;esperienza divertente considerata la quantità impressionante di feticci: teste di animali, zampe, testicoli di scimmia, strane statuette chiodate&#8230; Senza contare che a stabilire il prezzo sono gli spiriti, che avrete l&#8217;onore di interrogare tramite il <em>fetichior</em> (ah, ricordate che è concesso trattare persino con loro&#8230;). Un regalino da portare a casa? Il feticcio dell&#8217;amore ovviamente: sfregatelo tra le mani, dite sette volte il nome dell&#8217;amato/a, toccate la persona in questione e il gioco è fatto!</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10767" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/ganvie-benin-1-340x233.jpg" alt="Ganvié, Benin" width="340" height="233" />Il giorno successivo ci spingiamo qualche km a nord e in 25 minuti raggiungiamo l&#8217;altra sponda del lago Nokoué, limitrofo alla stessa Cotonou, e il villaggio su palafitte di <strong>Ganvié</strong>. Noleggiamo una piroga e ci muoviamo tra le case e la gente. Ganvié è la città lacustre più grande dell&#8217;Africa e l&#8217;atmosfera è suggestiva anche se non delle più cordiali. Essendo un punto di notevole passaggio turistico, gli abitanti sono abituati ad avere gente curiosa che gironzola tra le case e non sembrano gradirlo più di tanto (almeno questa è stata la nostra esperienza), né gradiscono di essere fotografati senza compenso. Meglio navigare lungo le sponde e raggiungere altri villaggetti meno battuti. La caretteristica di Ganvié è che si tratta di una vera e propria cittadina tutta su palafitte, le abitazioni sono in legno (ma stanno iniziando a costruire con materiali più resistenti) e si reggono su pali di bambù profondi due metri. Gli abitanti vivono di pesca e si muovo a loro volta su piroghe.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-10769" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/porta-del-non-ritorno-benin-340x231.jpg" alt="Tratta degli schiavi, Benin" width="340" height="231" />Il giorno dopo lasciamo Cotonou e raggiungiamo <strong>Ouidah</strong>, lungo la strada che ci porterà alla nostra prossima meta, Grand Popo. Ad Ouidah vale la pensa fermarsi, si può fare una gitarella alla foresta sacra, visitare il tempio del pitone e soprattutto ripercorrere la strada degli schiavi, la stessa che fu protagonista della drammatica storia del commercio degli schiavi. Si va a piedi, lasciato alle spalle il Forte Portoghese, si percorre il tragitto fino a raggiungere il mare, dove venivano imbarcati. Qui c&#8217;è un monumento in memoria, la Porta del Non Ritorno, nel mezzo di una bellissima e ampia spiaggia isolata, un luogo sospeso nel tempo e nel silenzio.</p>
<p class="notice" style="font-size: 12px;">Il viaggio continua&#8230; Con un po&#8217; di mare a Grand Popo ➔</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2012, <a href='http://www.viaggionelmondo.net'>Viaggio nel Mondo</a>. All rights reserved. </p>
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		<title>Milano, tra negozi vintage e shopping alternativo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 13:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Evelyn</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un itinerario dello shopping alla scoperta di alcuni tra i negozi milanesi più caratteristici, quelli dedicati alla moda vintage e agli acquisti non convenzionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10572" class="wp-caption alignright" style="width: 350px"><a href="http://www.flickr.com/photos/friarsbalsam/5761743021/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10572 " title="Duomo, Milano" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/milano-340x255.jpg" alt="Milano" width="340" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">© Friar&#39;s Balsam</p></div>
<p>Quando si pensa al fashion in Italia si pensa innanzitutto alla <a href="http://www.turismo.milano.it/visitMI/it-home-succedecitta-grandieventi-ge12148" target="_blank">moda a Milano</a> con i suoi eventi e le sue famose vie dello shopping. Cosmopolita e dinamica, la città meneghina è punto di riferimento per gli stilisti di tutto il mondo che l&#8217;hanno eletta tempio destinato alla presentazione delle loro creazioni. Il profondo legame con il mondo della moda ha reso Milano una città ricca di boutique, atelier e punti vendita, in grado di soddisfare qualsiasi tipologia di acquirente.</p>
<p>Vi proponiamo un <strong>itinerario dello shopping alternativo</strong>, alla scoperta di boutique caratteristiche dedicate al<strong> vintage</strong> e agli <strong>acquisti non convenzionali</strong>. Negli ultimi anni, hanno iniziato a circolare termini quali <a href="http://rispendo.corriere.it/2012/02/10/swap-party-a-milano-il-18-febbraio-si-barattano-capi-e-accessori-fashion/" target="_blank">swap party</a>, <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/dress-crossing/dress-crossing/dress-crossing.html" target="_blank">dress crossing</a> e shopping ecofriendly&#8230; E i negozi spesso si reinventano trasformandosi in concept store e negozi-laboratorio. Abbiamo seleziononato alcuni tra gli esempi meneghini più significativi (se hai suggerimenti e pareri commenta l&#8217;articolo!).</p>
<p>Il nostro tour parte dalla zona più centrale di Milano, in prossimità di Piazza Duomo, e in particolare in via Cappellari 3, dove si trova l’<a href="http://www.humanavintage.it/" target="_blank"><strong>Humana Vintage</strong></a>, punto vendita unico nel suo genere. Nel negozio, gli amanti del vintage troveranno pane per i loro denti: vestiti, gilet, completi, sciarpe, bigiotteria e giacche, tutti rigorosamente anni ’60, ’70 e ’80 a prezzi decisamente abbordabili. Ma l’aspetto veramente originale di Humana Vintage è il fatto che appartiene a una catena di <strong>charity shop</strong>. Si tratta cioè di un negozio che raccoglie capi e accessori in regalo per poi rivenderli, donando il ricavato per scopi umanitari.</p>
<p>Lo &#8220;shopping tour&#8221; continua nello storico quartiere di Brera, famoso per l’omonima Accademia. Qui vale la pena visitare il <a href="http://www.cavallienastri.com/" target="_blank"><strong>Cavalli e Nastri</strong></a> (via Brera 2), che propone abiti e accessori dagli anni ’20, provenienti da ogni angolo del mondo. Il negozio è noto anche perché ospita periodici <strong>swap party</strong>, gli eventi in cui si barattano capi d’abbigliamento  e oggettistica di vario tipo, nel pieno principio del re-inventare e riciclare.</p>
<div id="attachment_10660" class="wp-caption alignleft" style="width: 350px"><img class="size-medium wp-image-10660 " src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/cavalli-e-nastri-340x244.jpg" alt="negozi Vintage" width="340" height="244" /><p class="wp-caption-text">Cavalli e nastri</p></div>
<p>Per chi è avvezzo al riuso, altrettanto invitante è la modalità proposta dall’<a href="http://www.urbanswaparty.it/" target="_blank"><strong>Atelier del Riciclo</strong></a> (via Asti, 17 – Zona Piazza Piemonte), swap boutique che permette di rinnovare il guardaroba, attraverso uno scambio con abiti ormai dimenticati perché non più adatti al proprio stile o alla propria taglia. Il baratto è molto semplice. È sufficiente associarsi e portare i propri vestiti e oggetti da permutare, che sono valutati dallo staff e ripagati con coupon utilizzabili per “acquistare” abiti o accessori consegnati da altri iscritti. Una forma di “shopping” ecosostenibile e  &#8211; dettaglio apprezzabilissimo – gratificante per il conto corrente.</p>
<p>Infine segnaliamo in uno dei quartieri storici di Milano, l’<strong>Isola</strong>, <strong><a href="http://www.fridaisola.it/negozio1.html" target="_blank">Particelle Complementari</a> </strong>(via Pollaiuolo, 3), annesso a uno dei locali più amati e frequentati della zona, il Frida. La peculiarità del punto vendita è che può essere considerato il primo prototipo di <em>eco-fashion shop</em> italiano, che desidera coniugare il rispetto della natura con il desiderio di vestirsi con gusto e personalità. I prodotti acquistabili al suo interno spaziano dalle scarpe agli accessori di vario genere, con un minimo comune denominatore: tutti gli articoli sono eco-friendly.</p>
<p>Oltre a queste esperienze di shopping “alternativo”, in zona Isola ci si può imbattere in vere chicche per gli amanti del vintage. Uno dei negozi più apprezzabili, in tal senso, è <strong>Miss Ghinting</strong> (via Borsieri, 16), piccola boutique in cui le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate. Al suo interno si possono trovare veri e propri gioielli dal Primo Novecento agli anni ’60: pochette, sottogonne, cappellini, guanti ricamati, abiti a ruota e accessori d’epoca. Ce n’è davvero per ogni gusto. Lo stesso si può dire del vicino <strong>Le Vintage</strong> (via Garigliano, 4), negozio che racchiude perle di moda provenienti dalle più grandi sartorie italiane, francesi e americane. Gli articoli &#8211; che includono borse, abiti stravaganti, foulard e cappottini griffati &#8211; sono catalogabili dagli anni ’40 in poi. Le Vintage è senza dubbio una boutique imperdibile nel suo genere, perché colorata, allegra e assolutamente adatta a chi ama curiosare e osare.</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2012, <a href='http://www.viaggionelmondo.net'>Viaggio nel Mondo</a>. All rights reserved. </p>
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		<title>Val di Fassa, viaggio nella cucina ladina</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mad</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel cuore delle Dolomiti i piatti poveri della cucina ladina d’un tempo si trasformano in pietanze gustose: benvenuti in Val di Fassa, meta irrinunciabile per gli amanti del gusto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10502" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><a href="http://www.flickr.com/photos/spw1981/3929692000/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10502  " title="Val di Fassa" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/Moena_Val-di-Fassa-226x340.jpg" alt="Moena, Val di Fassa" width="226" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">© Steve Walesch</p></div>
<p>Quando si scelgono le <strong>Dolomiti</strong> per un tour enogastronomico, la parte più impegnativa è scegliere la località. Sia la cucina bellunese che quella altoatesina e trentina danno le loro soddisfazioni, per cui, decisa la meta, il resto è in discesa. Noi abbiamo optato per è la <a href="http://www.dolomitisuperski.com/valfassa/" target="_blank"><strong>Val di Fassa</strong></a>: sia perché è compresa nella famosa Strada dei formaggi delle Dolomiti (evviva il Puzzone!) sia perché la cucina ladina riserva sapori particolari che nascono da pietanze povere rivisitate nel tempo. Eccovi qualche indicazione per un weekend da buongustai!</p>
<p>La <strong></strong><strong>Strada dei formaggi delle Dolomiti</strong><strong> </strong>è stata proposta per congiungere i luoghi della produzione casearia d’alta quota, attraversando una delle parti più belle del Trentino, in cui rientra anche la zona di cui stiamo parlando. Raggiunta la Val di Fassa, il primo comune è <strong>Moena</strong>, dove viene prodotto il <strong>Puzzone</strong> di Moena presidio <a href="http://www.viaggionelmondo.net/tag/slow-food/">Slow Food</a>, chiamato dai locali <em>Spretz Tzaorì</em>, ovvero formaggio saporito. In effetti la sua pasta morbida e odorosa – il segreto della “puzza” sta nella stagionatura &#8211; ha un sapore intenso con una nota leggermente piccante, che ben si accompagna con polenta e purè. Alla <a href="http://www.malgapeniola.it/" target="_blank">Malga Peniola</a>, a 5 km dal centro di Moena, potrete gustare diverse portate arricchite con questo formaggio o gustarlo semplicemente con mostarda di cipolle, oltre ad altre prelibatezze ipercaloriche tipiche come lo <strong>stinco </strong>di maiale. Adorabile l’idea della merenda con i dolci caratteristici: le <strong>fortaes</strong>, dalla tipica forma a chiocciola, con composta di mirtillo rosso o le <strong>kaiserschmarren, </strong>imparentate con le crepes. Non preoccupatevi delle porzioni, il sentiero che porta alla malga è un toccasana per la digestione e all’andata è indicato per farvi venire un bell’ appetito. Un altro indirizzo da segnare è quello dell’<a href="http://www.booking.com/hotel/it/foresta.it.html?aid=338378;label=vnm" target="_blank">Hotel Ristorante Foresta</a> in stile tirolese: il menù è strepitoso e propone tra i primi un piatto molto presente nella cucina ladina: l’<strong>orzo</strong>, che nella versione tradizionale si presenta in zuppa,  mentre qui si veste di una più contemporanea mantecatura con trota Astro e rucola. La carta dei <strong>vini</strong> è davvero interessante, e troverete tutte, ma proprio tutte, le etichette trentine: un vero e proprio tempio è dedicato alla tenuta San Leonardo di cui sono presenti tutte le annate dal 1982.</p>
<div id="attachment_10588" class="wp-caption alignright" style="width: 350px"><a href="http://www.flickr.com/photos/januschka/1535910180/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10588 " title="enogastronomia" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/kaiserschmarren-340x255.jpg" alt="kaiserschmarren" width="340" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">© Januschka25</p></div>
<p>Proseguendo per Vigo di Fassa, raggiungete <strong>Tamion</strong>, piccolo borgo sopra Vigo, e all’interno dell’Hotel Gran Mugon troverete un piccolo ristorantino, <em>L chimpl da Tamion</em>, in cui premiare le vostre papille gustative. Qui i prodotti genuini sono lavorati splendidamente in esperimenti culinari d’eccezione: i tipici <strong>canederli</strong> si prestano a un cuore di Fassa – formaggio più delicato, il <strong>Cher de Fascia</strong> &#8211; con rape rosse e liquirizia e il <strong>cervo</strong> non può che essere al profumo di bosco. Se siete poi dei cultori del <strong>miele</strong>, ricordate di fare tappa alla <em>Mason Del Douc</em> (Streda de la Val, 11 – Vigo di Fassa), azienda agricola che offre visite guidate e originali confezioni regalo con caratteristiche candele di pura cera d’api.</p>
<p>Un altro piatto tipico della zona sono i <strong>ravioli cajoncie</strong>, piccoli e a forma di mezzaluna. Il ripieno varia da quello di spinaci, patate e fichi o zucca, ma quelli più particolari sono i <em>cajoncè da megol vert</em>, con erbe silvestri, e i <em>cajoncè da clozegn</em>, con pere selvatiche che crescono in alta montagna. A <strong>Campitello di Fassa </strong>è possibile gustare questo piatto all’Albergo ristorante Sott’Piè (Streda Marin 23) che oltre a questa portata tradizionale propone taglieri di salumi – lo <strong>speck</strong> è un altro prodotto caratteristico locale – e salsicce con i crauti. Sempre a Campitello, presso il <strong>Caseificio Sociale</strong> (Strèda de Pènt de Sera, 15) potrete assaggiare tutte le specialità del territorio, tra cui il <strong>Nostrano di Fassa </strong>e le caciotte alle erbe, e decidere poi cosa mettere nella sporta destinata al rientro a casa, scegliendo anche tra yogurt, panna, burro e tante altre ghiottonerie.</p>
<div id="attachment_10587" class="wp-caption alignleft" style="width: 350px"><a href="http://www.flickr.com/photos/gengish/4799786398/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10587 " title="Val di Fassa" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/Campitello-di-Fassa-340x255.jpg" alt="Campitello di Fassa" width="340" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">© gengish skan</p></div>
<p>Non dimentichiamoci però delle basi: l’importanza di un <strong>pane</strong> profumato e fragrante è primaria. Che sia alle patate, ai cereali, ai semi di cumino o di papavero non importa: scegliete quello che preferite, ma provate anche lo <strong>Schüttelbrot</strong>, d’origine altoatesina, un pane croccante di segale tondo, piatto, secco e speziato, spesso esposto su una particolare scansia in legno. Altro prodotto da forno, sempre di segale ma più morbido, sono le <strong>Puces</strong>, ideali per una merenda rinforzata con speck e formaggio. Al Panificio Boninsegna (Piaz de Ciampedel, 19 – Campitello) potete sbizzarrirvi e cadere anche in tentazione sulla pasticceria.</p>
<p>Spostandosi a <strong>Canazei</strong>, fate una visita all’Enoteca Valentini situata in pieno centro, dove oltre ad una ricca cantina troverete tantissime specialità trentine tra cui anche miele e confetture. Per un pranzo a base di prodotti tipici, a Canazei c&#8217;è l’osteria tipica <a href="http://www.elpael.com/">El Pael</a> (Via Roma, 58), dove, oltre a innamorarvi dell’arredamento curato e accogliente, apprezzerete le materie prime che, come da disciplinare delle osterie tipiche del Trentino, provengono esclusivamente dal territorio. Tra le tante proposte da provare ci sono i <strong>grafons</strong>, prelibate sfogliatine di patate servite con i crauti.</p>
<p>Ovunque vi fermerete, avrete l’occasione di scoprire la cultura e l’ospitalità ladina. Certo un fine settimana non basta a esaurire tutta la valle: dai locali caratteristici a conduzione familiare, dove assaporare i classici della cucina fassana, ai ristoranti più raffinati con piatti d’autore c’è davvero di che essere indecisi sulla scelta. E che dire dei rifugi in quota, delle malghe o dei negozietti dove degustare i prodotti tipici? Fatevi guidare dall’istinto e ovviamente dall’olfatto!</p>
<p><strong>Dove dormire</strong>. Tra le tantissime possibilità di alloggio, suggeriamo l&#8217;<a href="http://www.booking.com/hotel/it/enrosadira.it.html?aid=338378;label=vnm" target="_blank">Hotel Enrosadira</a> a Vigo di Fassa e il <a href="http://www.booking.com/hotel/it/garni-tyrolia.it.html?aid=338378;label=vnm" target="_blank">B&amp;B Garni Tyrolia</a> a Campitello di Fassa.</p>
<p><strong>Come arrivare. </strong>In <strong>auto</strong> da Milano prendere l’autostrada del Brennero (A22) e uscire all’altezza del casello di Egna – Ora. Immettersi sulla SS48. Seguire le indicazioni per Cavalese e proseguire attraverso la Val di Fiemme fino a raggiungere il primo paese della Val di Fassa, ovvero Moena. In <strong>treno</strong>, le stazioni più vicine sono Bolzano e Trento, da cui partone le coincidenze con autobus di linea per la valle.</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2012, <a href='http://www.viaggionelmondo.net'>Viaggio nel Mondo</a>. All rights reserved. </p>
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		<title>Visitare Assisi sulle tracce di S. Francesco e S. Chiara</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assisi è un'incantevole cittadina dell'Umbria circondata da mura fortificate che fanno capo a due castelli, la Rocca Maggiore e Minore, con otto porte di accesso. Il nostro è un itinerario sulle orme di due grandi protagonisti della città: San Francesco e Santa Chiara.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10553" class="wp-caption aligncenter" style="width: 680px"><a href="http://www.flickr.com/photos/chris-yunker/42906940/"><img class="size-medium wp-image-10553" title="Veduta di Assisi" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/assisi1.jpg" alt="Assisi" width="670" /></a><p class="wp-caption-text">© ChrisYunker</p></div>
<p>Assisi è un&#8217;incantevole cittadina dell&#8217;Umbria circondata da mura fortificate che fanno capo a due castelli, la Rocca Maggiore e Minore, con otto porte di accesso. È un luogo intriso di religiosità, oltre che di chiese, monasteri e luoghi di culto, che richiamano ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini ed è sede di importanti manifestazioni religiose che riguardano anche i dintorni della città come Gubbio e Perugia.</p>
<p>La spiritualità che si respira, passeggiando per le viuzze del centro storico e lungo le mura è qualcosa di particolare che non si trova facilmente con la stessa intensità e soprattutto densità di luoghi da visitare. E l&#8217;aspetto più celebre di questo clima che aleggia nell&#8217;aria è rappresentato dal legame che questi  luoghi hanno con la vita di due Santi passati alla storia, e nell&#8217;immaginario collettivo, quasi come fossero una coppia, <strong>San Francesco</strong> (1182-1226) e <strong>Santa Chiara</strong> (1193-1253).</p>
<p>Ad Assisi, infatti, i due santi nacquero, vissero e morirono, oltre che collaborarono. San Francesco è il Patrono d&#8217;Italia, ed è uno dei santi più venerati in tutto il mondo, fondatore dell&#8217;ordine religioso da cui prende il nome. Le sue vicende storiche sono tra le più note e celebrate non solo in ambito religioso. Chiara d&#8217;Assisi è invece la fondatrice delle monache Clarisse. Fu la prima donna a essere ammessa nell&#8217;ordine religioso di Francesco. E per rivivere l&#8217;emozione di ripercorrere la vicenda di questi due protagonisti della storia del Cristianesimo e di toccare con mano i luoghi in cui operarono, l&#8217;itinerario che seguiremo è molto ricco e valido tutto l&#8217;anno, anche se tra il 3 e il 4 ottobre, durante la <strong>festa di San Francesco</strong> si tengono delle sollenni cerimonie liturgiche e altre  manifestazioni civiche.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_10554" class="wp-caption alignleft" style="width: 350px"><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/gengish/381699041/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10554 " title="Basilica di San Francesco" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/assisi2-340x255.jpg" alt="Basilica di San Francesco, Assisi" width="340" height="255" /></a></strong><p class="wp-caption-text">@ gengish</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Partimo dalla <strong>chiesa di San Francesco</strong> che sorge su quello che un tempo era chiamato il “colle d&#8217;inferno” perché era destinato alle esecuzioni pubbliche. Fu edificata nel 1200 per volontà di Papa Gregorio IX  grazie al supporto di frate Elia, vicario dei francescani scelto dallo stesso San Francesco. È qui che il santo decise di essere sepolto e i suoi resti sono tutt&#8217;oggi qui conservati.</p>
<p>La struttura è composta da due chiese sovrapposte, la Basilica Inferiore, in stile romanico, bassa e austera, a cui si accede da un meraviglioso portico del 1200, e quella Superiore in stile gotico, alta, slanciata e luminosa. Qui, sulla navata, ci sono gli affreschi attribuiti a <strong>Giotto</strong> (ma la cosa è molto controversa) che narrano appunto la vita di S. Francesco che si può così ripercorrere attraverso 28 scene dipinte su un falso portico che danno l&#8217;impressione di oltrepassare le mure della chiesa. I primi sette episodi ricostruiscono la storia della conversione e della rinuncia ai suoi beni materiali, sino alla fondazione dell&#8217;ordine religioso. Il gruppo dei quattordici dipinti centrali esalta invece la storia dell&#8217;Ordine francescano, mentre gli ultimi sette affreschi sono dedicati alla storia delle esequie, della canonizzazione e dei miracoli post mortem a lui attribuiti. La chiesa, insieme ad altri luoghi francescani, è stata dichiarata dall&#8217;Unesco Patrimonio dell&#8217;Umanità. Purtroppo, il luogo è anche tristemente ricordato per il terremoto del 1997, che causò delle profonde lesioni e il crollo di parte della volta della Basilica Superiore che ha portato alla morte di alcune persone e alla chiusura per ben due anni, prima che il restauro fosse ultimato.</p>
<div id="attachment_10555" class="wp-caption alignright" style="width: 350px"><a href="http://www.flickr.com/photos/atrogu/4734124308/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10555 " title="La Basilica di Santa Chiara" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/assisi3-340x225.jpg" alt="Basilica di Santa Chiara, Assisi" width="340" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">© Antonio Trogu</p></div>
<p>Poco lontano, nella <strong>Basilica di Santa Chiara</strong> sono invece conservate le spoglie della santa. La chiesa sorge su una piazza con archi rampanti sul fianco dell&#8217;edificio ed è caratterizzata da uno splendido rosone centrale sulla facciata. Dalla piazza si gode di un panorama meraviglioso che nelle giornate serene regala una visione sulla valle umbra che arriva fino a <a href="http://www.umbriagriturismo.net/perugia/" target="_blank">Perugia</a>.<br />
Fu costruita tra il 1257 e il 1265, in stile gotico italiano, lungo la strada che da Porta Nuova conduce alla chiesa di San Francesco. È stata realizzata con le tipiche pietre rosa estratte dalle cave di Monte Subasio, la montagna su cui sorge Assisi, e contiene anch&#8217;essa affreschi molto preziosi e antichi. I resti di Santa Chiara si trovano nella cripta e, nella prima cappella a destra lungo l&#8217;unica navata della chiesa, si trovano anche delle importanti reliquie storiche, come una veste realizzata dalla santa in persona e un saio appartenuto a San Francesco. Inoltre, qui è conservato il crocefisso che secondo la tradizione, avrebbe invitato San Francesco a &#8220;rifondare la Chiesa&#8221;. Si tratta di un crocefisso particolare perché non ha l&#8217;aspetto sofferente che contraddistingue la maggior parte delle crocefissioni, ma con le braccia aperte, sembra quasi comunicare un messaggio di speranza. E originariamente si trovava nella Chiesa di San Damiano.</p>
<div id="attachment_10556" class="wp-caption alignleft" style="width: 350px"><a href="http://www.flickr.com/photos/netnicholls/2304729535/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10556 " title="Veduta di San Daminao" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/assis4-340x226.jpg" alt="San Daminao, Assisi" width="340" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">© netNicholls</p></div>
<p>La <strong>Chiesa di San Damiano</strong>, al suo interno, possiede una navata unica e una piccola abside decorata con affreschi che rappresentano S. Damiano, S. Rufino la Madonna e Gesù.  Nella parte superiore dell&#8217;arco che compone l&#8217;abside c&#8217;è una copia del Crocefisso leggendario trasferito nella Basilica di Santa Chiara. Ma è a San Damiano che, nel 1205, il Cristo in croce ha parlato a San Francesco che  pregava chiedendogli di “riparare la sua casa” e spiegando poi il senso metaforico e non letterale dell&#8217;esortazione. L&#8217;apparizione ebbe un impatto enorme nella vita del Santo e proprio a San Damiano avrebbe composto il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cantico_delle_creature" target="_blank">Cantico delle creature</a>.</p>
<p>Ma questi luoghi furono ugualmente importanti anche per Santa Chiara e in questa chiesa sarebbero avvenuti i suoi miracoli, come la moltiplicazione del pane, il dono dell&#8217;olio, la fuga dei saraceni dal chiostro, oltre ad alcuni esorcismi e guarigioni e all&#8217;apparizione della croce sul pane davanti al Papa. Qui, infatti, tra il 1211 e il 1212, a seguito di una profezia di San Francesco, Santa Chiara fondò il suo ordine di claustrali che rimase in questi luoghi sino al 1260. Nella chiesa di <strong>San Rufino</strong> la Santa era stata battezzata con quel nome per via di una voce celeste che aveva annunciato alla madre, poco prima del parto, che stava per dare al mondo una “chiara luce” che lo avrebbe illuminato. La notte della domenica delle Palme, nel marzo del 1212, la fanciulla raggiunse di nascosto San Francesco alla Porzianucola e fu ammessa nel suo Ordine. Fu vestita del saio e le furono tagliati i capelli. Poi si ritirò nella chiesa di San Damiano dove per più di quarant&#8217;anni si dedicò alla vita monacale in povertà e semplicità. Nel 1252, il Papa Innocenzo IV giunse a San Damiano e il suo Ordine delle Clarisse fu in questo modo ufficializzato.</p>
<div id="attachment_10566" class="wp-caption alignright" style="width: 350px"><img class="size-medium wp-image-10566 " title="Eremo delle Carceri" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/eremo-carceri-340x255.jpg" alt="Eremo delle Carceri, Assisi" width="340" height="255" /><p class="wp-caption-text">© Enrico Zacchetti</p></div>
<p>La <strong>Cappella Porziuncola</strong>, in stile romanico umbro è la classica struttura benedettina costituita di pietre quadrate e un po&#8217; rozze. Oggi, è accolta all&#8217;interno dell&#8217;ampia Basilica di Santa Maria degli Angeli, costruita su progetto di Alessi fra il 1569 e il 1679 a protezione della Cappella della Porziuncola, il povero ritrovo dei primi frati francescani. Fu restaurata da San Francesco dopo che si spogliò delle sue ricchezze e abbandonò la famiglia. Qui si rifugiò e la ottenne poi in dono dai benedettini. Successivamente fu costruito anche il campanile, aggiunto il tabernacolo di ispirazione gotica e un portale ligneo del tardo Quattrocento.</p>
<p>Ci spostiamo infine appena fuori Assisi, a 5km, e raggiungiamo l&#8217;<strong>Eremo delle Carceri</strong>. Una collina suggestiva dove trascorrere qualche ora camminando lungo il sentiero immerso nel bosco, tra grotte naturali  e piccole cappelle. San Francesco e i suoi seguaci si raccoglievano qui in solitudine e preghiera. L&#8217;atmosfera mistica del luogo è la perfetta conclusione del nostro itinerario sulle orme di San Francesco e Santa Chiara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="notice">
<strong>Dove dormire</strong>: in <a href="http://www.booking.com/hotel/it/berti.it.html?aid=338378;label=vnm">hotel</a> nel centro storico di Assisi; in <a href="http://www.cortedellupo.com">agriturismo</a> sulle colline umbre nel segno del relax e della buona cucina.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diego Suarez, la perla nord del Madagascar</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 17:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antsiranana, detta Diego Suarez, sorge su una splendida baia di 156 km, seconda solo a quella di Rio de Janeiro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-10520" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/madagascar-mare-diego-suarez-340x224.jpg" alt="Diego Suarez, Madagascar" width="340" height="224" />Non troppo lontana dalle più famose <a title="nosy be" href="http://www.viaggionelmondo.net/2012/02/nosy-be-isole-madagascar/">Nosy Be e Nosy Mitsio</a>, <strong>Antsiranana</strong>, detta Diego Suarez,  è meta ogni anno di migliaia di turisti che amano la natura e i grandi spazi. Antico distaccamento francese, dall&#8217;architettura coloniale, sorge su una splendida baia di 156 km, seconda solo a quella di <a href="http://www.viaggionelmondo.net/tag/rio-de-janeiro/">Rio de Janeiro</a>.</p>
<p>Raggiungiamo Diego Suarez, ultima tappa del nostro <a href="http://www.viaggionelmondo.net/2011/10/madagascar-viaggio/">viaggio in Madagascar</a>, da Nosy Be con una speed boat che in meno di 2 ore (circa 10€)    ci ha portato al porto di Ankify e da lì con un taxi brousse fino a Diego    Suarez (250 km). I pochi giorni che restano prima di ritornare in Italia, non sono certo abbastanza per scoprire tutte le meraviglie della regione, paradiso di sub e velisti: la <strong>Baia di Sakalava</strong> sulla costa orientale; la <strong>Riserva speciale di Ankarana</strong>, paesaggio lunare e selvaggio che si estende per 200 kmq e risale a oltre 400 milioni di anni, famosa per le formazioni rocciose calcaree a forma di guglia, i Tsingy; il <strong>Parco nazionale Montagna d&#8217;Ambra</strong>, massiccio vulcanico tra i più visitati del Nord del Madagascar; e tanto altro ancora&#8230;</p>
<p>Così ci dedichiamo alle bellissime spiagge di cui Diego è contornata. La più facile da raggiungere è <strong>Ramena</strong>, villaggio di pescatori abbracciato da palme di cocco (a soli 20 km, collegata con numerosi taxi). La spiaggia è l&#8217;ideale  in agosto perché in posizione riparata dai forti venti. Ci dedichiamo a un dolce far niente in compagnia degli abitanti di Diego, che la raggiungono nel fine settimana. Lungo la strada, in Boulevard Duplex, è d&#8217;obbligo una sosta per ammirare il panorama su <strong>Nosy Lonja</strong>, simbolo di Diego e di tutta la baia, meglio conosciuta come Pan de Sucre, per la forma che ricorda la più imponente montagna del porto di Rio in Brasile; è off limits per noi stranieri in quanto isolotto <em>fady</em> (tabù),  riservato alle cerimonie <em>fijoroana</em> che evocano gli antenati.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10521" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/madagascar-diego-suarez-340x224.jpg" alt="Mar di smeraldo, Diego Suarez" width="340" height="224" />Organizziamo poi un&#8217;escursione in barca a <strong>Sakalava</strong>, più difficilmente raggiungibile e quindi meno frequentata, ma certamente non meno bella. Un&#8217;ampia laguna aperta al vento e adatta agli amanti del surf, che insieme  alle baie deserte e remote dei Piccioni e delle Dune viene chiamata l&#8217;area delle Tre Baie.</p>
<p>L&#8217;indomani con l&#8217;aiuto di Adelio, un amico italiano che gestisce con la moglie malgascia il ristorante/albergo <a href="http://www.hotel-diego.com/" target="_blank">La Rosticceria</a> (in rue Colbert al 47), ci spostiamo in barca nella splendida laguna <strong>Mare di Smeraldo</strong> fuori dalla baia di Diego. Ci auguriamo che il mare sia calmo abbastanza per lo snorkeling tra le splendide barriere coralline (desiderio che raramente sarà esaudito se come noi visiterete il paese in agosto, informazione che difficilmente si legge nelle guide). E infatti niente snorkeling, ma ci &#8220;accontententiamo&#8221; di una giornata di sole e relax su una stupenda spiaggia di sabbia fine, mangiando pesce alla griglia pescato al momento, in riva a un mare che è davvero color smeraldo intenso, da far invidia ai migliori colori tropicali. Un degno saluto a questo paese così ricco e vario, un&#8217;isola che ci ha lasciato la voglia di tornare per nuovi itinerari, magari in altre stagioni,  quando è capace di offrire colori ed emozioni sempre diversi.</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2012, <a href='http://www.viaggionelmondo.net'>Viaggio nel Mondo</a>. All rights reserved. </p>
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		<title>Plitvice, il Parco Nazionale dei Laghi della Croazia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 18:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il parco, dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità, comprende ben 16 laghetti incantevoli e caratteristici, collegati tra loro da un insieme di cascate mozzafiato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10293" class="wp-caption aligncenter" style="width: 680px"><a href="http://www.flickr.com/photos/38398826@N04/4213163615/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10293 " title="Parco Nazionale" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/laghi1.jpg" alt="Plitvice" width="670" height="502" /></a><p class="wp-caption-text">© Luptor</p></div>
<p>Il <strong>Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice</strong> (<em>Nacionalni Park Plitvička Jezera</em>), in <strong>Croazia</strong>, si trova nel complesso montuoso di <strong>Lička Plješivica</strong>, a circa 200 km da Trieste e da Spalato, non lontano dalle isole <a title="krk" href="http://www.isolecroazia.com/krk.php" target="_blank">Krk</a> e Cres. Il parco offre una serie di itinerari meravigliosi che possono soddisfare da tanti punti di vista gli amanti della natura: dalle famiglie alla ricerca di comode gite in giornata, a piedi, in barca o in treno, sino alle escursioni impegnative per veri duri appassionati del trekking.</p>
<p>Istituito nel 1949, ha una superficie molto vasta (più di 300 km quadrati) e comprende ben 16 laghetti incantevoli e caratteristici, collegati tra loro da un insieme di cascate mozzafiato. Con quasi un milione di visitatori all&#8217;anno, non solo costituisce il primo parco del paese, ma è anche un luogo naturale che si contraddistingue a livello internazionale, tanto che, nel 1979, è stato dichiarato dall&#8217;<strong>UNESCO</strong> Patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<p><strong>Il parco si può dividere in due parti. </strong>In quella superiore (<em>Gornja jezera</em>), i laghi si estendono dal lago di Prošcan a quello di Kozjak con un fondale dolomitico e sono collegati dalle spettacolari cascate e circondati da foreste. Nella parte inferiore (<em>Donja jezera</em>) si possono ammirare i laghetti caratterizzati dalla vegetazione più bassa con un fondo calcareo e il fiume Korana che forma un canyon.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Le caratteristiche del Parco</h4>
<div id="attachment_10294" class="wp-caption alignleft" style="width: 350px"><a href="http://www.flickr.com/photos/routard05/5034918643/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10294  " title="Laghi di Plitvice" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/laghi2-340x255.jpg" alt="Parchi Croazia" width="340" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">© Routard05</p></div>
<p>La particolarità di questa riserva naturale è dovuta a dei fenomeni che sono stati studiati già a partire dagli anni Trenta del secolo scorso dallo scienziato <strong>Ivo Pevalek</strong>, ovvero la formazione di caratteristiche dighe naturali che fungono da sbarramento all&#8217;acqua dei due fiumi Bijela Rijeka e Crna  Rijeka (Fiume Bianco e Fiume Nero) che scaturiscono da sorgenti  sotterranee. Le strutture geomorfologiche di tufo portano alla formazione dei tanti laghetti cristallini e crescono di circa un centimetro ogni anno. Quando però la pressione della corrente rompe gli argini naturali, l&#8217;acqua si riversa fuori e si apre nuovi percorsi, creando le numerose cascate e continuando questo processo creativo all&#8217;infinito. Si tratta di un meccanismo carsico comune a tutte le acque calcaree, ma in questa zona è particolarmente evidente e spettacolare ed è conosciuto in tutto il mondo per le mitiche cascate di tufo, i 16 laghi e le numerose grotte di cui, però, è agibile solo una piccola parte.</p>
<p>Oltre all&#8217;aspetto geologico, un&#8217;altra delle ragioni per cui l&#8217;UNESCO ha inserito il parco nel Patrimonio dell&#8217;Umanità è rappresentata dalla <strong>biodiversità</strong> davvero unica di flora e fauna presenti. I boschi del parco sono popolati da oltre 150 specie di uccelli, 70 specie di mammiferi tra cui 20 tipi di pipistrelli e altri animali come l&#8217;orso bruno, il lupo, la lince, la volpe, il tasso, il cinghiale e il capriolo, per non parlare delle oltre 300 specie di farfalle. Una meta unica per tutti gli amanti degli animali e della fotografia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Passeggiate ed escursioni</h4>
<p>Anche se non tutte le parti del parco sono accessibili ai visitatori, sono disponibili chilometri e chilometri di sentieri da passeggio, costellati di ponticelli di legno e di passerelle sull&#8217;acqua per esplorare la natura circostante che abbaglia il visitatore con la sua bellezza. Ci sono <strong>8 differenti itinerari </strong>che si possono scegliere in base alle zone che si vogliono visitare oppure al tempo di percorrenza. Si va dalle 2 ore per una visita parziale alle 4, 6 e anche 8 ore per visitare tutti i 16 laghi. Naturalmente, i percorsi sono di tutti i tipi, da quelli faticosi per esperti a quelli per le famiglie che possono contare anche su varie stazioni di sosta: ci sono 5 sponde in cui è possibile fare il bagno e si incontrano molti punti di ristoro con tavoli da picnic. È consigliabile avventurarsi con al seguito delle provviste e dei beveraggi, vista la natura selvaggia dei luoghi. È vero che è possibile rifornirsi nei locali all&#8217;interno del parco, ma i prezzi sono un po&#8217; cari e talvolta i ristoranti registrano il tutto esaurito. Un&#8217;ultima raccomandazione: meglio non allontanarsi dai sentieri marcati, anche perché sono presenti animali selvatici come orsi, lupi e serpenti.</p>
<div id="attachment_10295" class="wp-caption alignright" style="width: 350px"><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/malexorg/3694391946/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10295  " title="Plitvice" src="http://www.viaggionelmondo.net/wp-content/uploads/2012/02/laghi3-340x255.jpg" alt="Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice" width="340" height="255" /></a></strong><p class="wp-caption-text">© Malex.org</p></div>
<p>E&#8217; possibile percorrere i sentieri anche in bicicletta e d&#8217;inverno con gli sci, oppure aggirarsi sull&#8217;acqua in canoa. Per chi predilige le comodità, il consiglio è quello di servirsi di mezzi più romantici e panoramici: ci sono battelli e barche che navigano sul lago Kozjak e che collegano i laghi superiori e inferiori, oppure c&#8217;è il trenino. Quest&#8217;ultima soluzione è assolutamente da provare, i <strong>trenini panoramici</strong> partono da Plitvice, raggiungono anche le parti più lontane del parco e permettono delle soste per godere della vista dei laghi dalle migliori prospettive.</p>
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<h4>Informazioni utili</h4>
<p><strong>I percorsi. </strong>Gli ingressi al parco sono due, dotati di parcheggi spaziosi (7 Kuna all&#8217;ora) e offrono le piantine con percorsi prestabiliti di vari tipi. <strong>Percorso A:</strong> giro a piedi di 2/3 ore nella parte meridionale del Parco;<strong> percorso B o F:</strong> la parte meridionale del parco nazionale inclusa la navigazione sul lago Kozjak (3/4 ore), B o F a seconda del punto di partenza;<strong> percorso C: </strong>giro a piedi, giro in autobus fino alle parti superiori del parco e navigazione sul lago Kozjak (4/6 ore);<strong> percorso E:</strong> giro a piedi attraverso le parti superiori del Parco nazionale (2/3 ore);<strong> percorso K:</strong> è il più lungo (6/8 ore) e consiste nel giro a piedi di tutto il Parco; <strong>percorso G:</strong> giro a piedi, navigazione e giro in autobus nella parte meridionale e centrale del Parco.</p>
<p><strong> </strong><strong>Quando andare. </strong>Il Parco è un luogo bellissimo durante tutto l’anno, ma il periodo migliore è la primavera, in maggio/giugno, quando i laghi sono carichi d&#8217;acqua e gli alberi e i fiori (con tanto di farfalle e altre meraviglie faunistiche) sono rigogliosi. Anche l&#8217;estate è un buon periodo, ma tenete presente che ogni giorno arrivano circa 11.000 turisti, per cui potrebbe essere un po&#8217; affollato. Infine, per chi ama la neve, il Parco è aperto anche d&#8217;inverno, ma i percorsi vengono ridotti a seconda della quantità di neve. Meglio informarsi prima di presentarsi con gli sci.</p>
<p><strong>Quanto costa.</strong> Il biglietto di ingresso al Parco, in alta stagione costa 110 Kuna (15 € circa), in bassa 70 Kuna (dal 1 novembre al 31 marzo). I ragazzi dai 7 ai 18 anni hanno diritto a un riduzione (55 e 40 Kuna a seconda delle stagioni), mentre i bambini sotto i 7 anni entrano gratis.</p>
<p><strong>Dove dormire. </strong>Attorno al Parco ci sono villaggi che offrono svariate possibilità di alloggio, dagli appartamenti come il <a href="http://www.booking.com/hotel/hr/ranch-jelov-klanac.it.html?aid=338378;label=vnm" target="_blank">Ranch Jelov Klanac</a>, agli hotel come il <a href="http://www.booking.com/hotel/hr/pansion-miric.it.html?aid=338378;label=vnm" target="_blank">Plitvice Pension Miric</a> e i campeggi come il <a href="http://www.booking.com/hotel/hr/bungalows-korana-campsite-korana.it.html?aid=338378;label=vnm" target="_blank">Bungalows Korana</a>. Una soluzione alternativa ed economica, sono le numerose camere che si possono affittare dai privati.</p>
<p style='text-align:left'>&copy; 2012, <a href='http://www.viaggionelmondo.net'>Viaggio nel Mondo</a>. All rights reserved. </p>
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