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		<title>I social network  sul posto di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimopaolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 02:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi è stato chiesto da alcune imprese di parlare ai loro ufficio marketing e relazioni relativamente alla loro presenza sui social media. Per quanto mi piacerebbe portarli sulle proposte, però, ho pensato che avrei dovuto quantomeno prendermi il tempo di capire i problemi concreti che stanno affrontando. Dopo aver parlato con alcuni clienti e aver [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-670 " title="social-networking" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/social-networking-226x300.jpg" alt="" width="136" height="180" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/social-networking-226x300.jpg 226w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/social-networking.jpg 773w" sizes="(max-width: 136px) 100vw, 136px" /> Social in the work place
<p>Mi è stato chiesto da alcune imprese di parlare ai loro ufficio marketing e relazioni relativamente alla loro presenza sui social media. Per quanto mi piacerebbe portarli sulle proposte, però, ho pensato che avrei dovuto quantomeno prendermi il tempo di capire i problemi concreti che stanno affrontando.</p>
<p><span id="more-890"></span>Dopo aver parlato con alcuni clienti e aver posto qualche domanda nella cerchia dei social media, ho compreso una parte dei timori che tormentano i direttori quando si tratta di dipendenti e social media. Naturalmente, il passo successivo è la ricerca del modo giusto per affrontare questi problemi.</p>
<p>Ora, conosciamo già i vantaggi derivanti dall&#8217;utilizzo dei social media sul posto di lavoro, soprattutto se si desidera imprimere alla propria azienda il “pensiero innovativo&#8221;. I social media sono parte della meravigliosa evoluzione che avviene on-line, o lo comprendi o rimani indietro. La trasparenza è sovrana e lo sviluppo dei contenuti, la costruzione di una relazione e il coinvolgimento degli utenti possono avvenire in 140 caratteri (o anche meno).</p>
<p>I vantaggi dei social media sono abbastanza evidenti: si ha un altro canale per ampliare la ricerca di mercato. Puoi fare branding personale: questo è un modo per aggiungere il fattore e l&#8217;elemento umano, una piacevole rifinitura. Non dimentichiamo la reputazione che si ottiene scrivendo post eccellenti, rispondendo alle domande e instaurando conversazioni intelligenti.</p>
<p><strong>Pensieri seri da dirigenti seri sui social media.</strong></p>
<p>Per cui, ok, dai, va tutto bene. Le conversazioni in 140 caratteri si trasformano in 500 nuovi clienti, promuovono l’azienda e così via&#8230; un eccellente ROI. Però i direttori devono pensare anche ad altro. Vengono in mente subito alcune domande:</p>
<ul>
<li>E la produttività dei dipendenti?</li>
<li>O i problemi con la pirateria per gli account?</li>
<li>Per quanto riguarda la sicurezza?</li>
<li>Che dire egli ex-dipendenti infelici?</li>
</ul>
<p>Certo, tutti abbiamo sentito parlare del caos che uno stagista può causare alla reputazione, delle responsabilità legali e degli altri incubi sulla relazione con il cliente&#8230; capisco, davvero.</p>
<p>Molte aziende si trovano di fronte a un dilemma enorme. Direttori e altri pezzi grossi di primo livello anelano a saltare sul carro dei social media per il bene della loro azienda. Tuttavia, la preoccupazione per le possibili ripercussioni negative è legittimo. Per esempio, se una infrastruttura aziendale si basa su un sistema Mac, PC o Linux, ogni minuto online è una possibile esposizione alle minacce per la sicurezza.</p>
<p>Decidere di vietare i social media è una vostra scelta. Tuttavia, se il divieto di accesso ai social network è a causa dei possibili rischi per la sicurezza, allora si potrebbe vietare anche Internet. È possibile impostare limiti e restrizioni d&#8217;uso &#8211; alcune aziende hanno scelto questa strada &#8211; o consentire l&#8217;accesso incontrollato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.thesocialworkplace.com/wp-content/uploads/wordle_socialworkplace1.gif"><img decoding="async" fetchpriority="high" class="size-medium wp-image-671" title="wordle_socialworkplace1" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/wordle_socialworkplace1-300x176.gif" alt="" width="300" height="176" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/wordle_socialworkplace1-300x176.gif 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/wordle_socialworkplace1.gif 811w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>Suggerimenti per i direttori aziendali a proposito di siti di social networking</strong></p>
<p>Piuttosto che bloccare Internet, la migliore protezione contro la perdita della sicurezza sono l’informazione e l’uso intelligente. Questo non vuol dire che i dipendenti darebbero informazioni sensibili di proposito, ma in effetti le reti sociali spingono le persone a condividere tutto di se. Involontariamente, potrebbero lasciarsi scappare informazioni importanti.</p>
<p><strong># 1: Stabilire orari per il social networking</strong></p>
<p>Prima che i dipendenti inizino a lavorare, dopo aver completato il lavoro, nelle pause o durante il pranzo, consentite pure l&#8217;accesso ai siti di social networking. Con un programma di web filtering, è possibile impostare l&#8217;accesso temporizzato a siti specifici.</p>
<p><strong># 2: Educate i vostri dipendenti</strong></p>
<p>Non lasciate che i vostri dipendenti restino all’oscuro, la conoscenza è troppo importante. Fategli sapere cosa può causare problemi alla sicurezza. Se necessario, fate intervenire un esperto di sicurezza dei sistemi. Accertatevi che sappiano che cliccare su un link può causare download di malware sul proprio computer. Alcuni popup scaricano virus in modo automatico &#8211; anche se si clicca sulla &#8220;x&#8221; per chiuderla. Educate il vostro staff!</p>
<p><strong># 3: Impostate le politiche aziendali</strong></p>
<p>Cosa possono fare i dipendenti durante l&#8217;orario di ufficio? Possono parlare della loro vita personale su Twitter? Vi aspettate che restino concentrati sul lavoro anche durante il pranzo, sui social network? Stabilite le politiche per l’utilizzo e la sicurezza online. Assicuratevi che i dipendenti sottoscrivano tali politiche e conoscano l’eventuale azione disciplinare nel caso in cui non vengano rispettate.</p>
<p>Mentre migliaia, forse milioni, di titolari di attività commerciali si interrogano per decidere se consentire l’uso dei social media oppure no, milioni di altri hanno già fatto. Perché?</p>
<p>Fidatevi di me, cari direttori: i social media non sono una moda passeggera, come alcuni pensano. I siti di social networking come Facebook e Twitter sono quelli con la maggiore crescita di sempre. Infatti, nel momento in cui vi convincerete entrare nel mondo dei social media, scoprirete quanto sia possibile la crescita delle imprese&#8230; in 140 caratteri (o anche meno).</p>
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		<title>Perché i professionisti SEO spingono Google Analytics?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimopaolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 01:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di parlare dei nostri servizi SEO con un cliente, una delle prime cose che domandiamo è &#8220;Hai installato Google Analytics sul tuo sito?&#8221; Non siamo i soli a chiederlo: una qualche forma di analisi dei dati è auspicabile per migliaia di professionisti SEO. Perché? Cosa sono Google Analytics e gli altri programmi di analisi? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><a href="http://www.potenture.com/images/choosing-professional-seo-company.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-815" title="choosing-professional-seo-company" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/choosing-professional-seo-company.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a> The road to success with Google analytics
<p>Prima di parlare dei nostri servizi SEO con un cliente, una delle prime cose che domandiamo è &#8220;Hai installato Google Analytics sul tuo sito?&#8221; Non siamo i soli a chiederlo: una qualche forma di analisi dei dati è auspicabile per migliaia di professionisti SEO. Perché? Cosa sono Google Analytics e gli altri programmi di analisi? Che cosa possiamo imparare?</p>
<p>Ora, l’ottimizzazione dei motori di ricerca è un servizio specializzato. Si tratta di un settore in continua evoluzione, e bisogna tenere il passo. Questo significa che non possiamo passare tutto il tempo che ci vorrebbe per diventare specialisti di analitica, perché siamo impegnati a migliorarci in qualità di professionisti qualificati sulla SEO. Ne sappiamo abbastanza per aiutare i nostri clienti, ma anche noi di tanto in tanto ci rivolgiamo a qualcuno che conosce a fondo l’analisi dei dati. Il nostro specialista di analisi dei dati è Massimo Paolini, di <a title="Massimo Paolini, Analytics" href="http://www.mpaolini.com/" target="_blank">MPThree Consulting</a> (una promozione spudorata, ma ne vale la pena!).</p>
<p>Perché? Perché Google Analytics fornisce dati concreti. Non si tratta di sole supposizioni, lettori; dati concreti, unitamente alla capacità di comprenderli fino in fondo, sono due passaggi fondamentali per la crescita del tuo sito web e della tua attività.<span id="more-877"></span></p>
<h2><strong>Cosa ci insegna Google Analytics </strong></h2>
<p>Google Analytics fornisce una miniera di informazioni sul proprio sito web, come:</p>
<p>• Quanti visitatori arrivano sul sito?<br />
• Qual’è la loro landing page? Ogni pagina del tuo sito web è una landing page, ognuna di esse può attirare visitatori.<br />
• Da dove provengono? I visitatori possono arrivare da numerosi luoghi.<br />
• Quali sono i termini di ricerca che hanno usato per approdare sul tuo sito web?<br />
• Stanno navigando nel tuo sito o si stanno allontanando dalla landing page su cui sono giunti?<br />
• Se visitano altre pagine, su quali si soffermano?</p>
<a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/important.png"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-819 size-medium" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/important-300x300.png" alt="STOP... think, importance" width="300" height="300" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/important-300x300.png 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/important-150x150.png 150w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/important.png 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> STOP&#8230; think, importance
<h2><strong>Perché queste informazioni sono importanti?</strong></h2>
<p><strong>Landing page: </strong>Ogni pagina può essere una landing page, ma alcune pagine non sono pensate per esserlo. In altre parole, le tue FAQ, ad esempio, potrebbero non avere il testo giusto per mantenere l’interesse dei visitatori. Che potrebbero leggere le FAQ e lasciare il tuo sito senza andare più a fondo. Se scopri che i visitatori approdano alle FAQ più frequentemente che sulla tua home page (che dovrebbe essere la principale landing page), allora le tue pagine potrebbero non essere impostate  nel modo giusto in termini di SEO e di classifica.</p>
<p><strong>Da dove arrivano i visitatori:</strong> In Google Analytics, hai tre fonti relative al traffico: diretto (i visitatori digitano l’indirizzo del tuo sito web); rinvii (dai collegamenti esterni al sito) e motori di ricerca (basato su parole chiave).</p>
<ul>
<li>Rinvii  &#8211; Se stai utilizzando i social media per acquisire visitatori, vorrai sapere se i tuoi sforzi stanno dando risultati. Lo stesso discorso vale per l’article marketing, per il guest blog posting e per il link building. Potresti scoprire che l’articolo XYZ genera traffico maggiore dell’articolo ABC, quindi saprai di doverti concentrare di più su XYZ.</li>
</ul>
<ul>
<li>Diretto &#8211; Il numero di visitatori che arriva al tuo sito digitando l’indirizzo del tuo sito web è un’indicazione della grande fedeltà dei visitatori e del passaparola. Confrontare il numero di visitatori diretti con l&#8217;andamento dei visitatori e la loro fedeltà (trending) può contribuire a darti un&#8217;idea di quanto il tuo sito sia interessante e appropriato per i visitatori.</li>
</ul>
<ul>
<li>I motori di ricerca &#8211; I report relativi all’osservazione del traffico dai motori di ricerca possono essere impagabili in termini di messa a fuoco dei tuoi sforzi in ambito SEO. Per esempio, potresti scoprire che, mentre il tuo sito vende candele, stai attirando visitatori che cercano stoppini e candelieri, perché i visitatori vogliono far da sè. Se stai ricevendo visite relative a termini di ricerca che hai elencato pur non essendo il tuo business, allora saprai che devi modificare le tue esigenze in ambito SEO.</li>
</ul>
<p>Ricerca o abbandono? Google Analytics non si limita a mostrare come arrivano i visitatori: ci fa vedere anche quel che fanno una volta sul sito. C&#8217;è un termine poco conosciuto, infatti, che descrive proprio questo passaggio. Si chiama &#8220;bounce rate&#8221;. La bounce rate indica semplicemente la percentuale di persone che visita una pagina e poi visita le altre pagine del sito, rispetto a quelli che si fermano su una sola pagina e poi abbandonano il sito. Una bounce rate elevata (oltre il 40%) significa che i visitatori si aspettano di trovare qualcosa che invece non c’è. Se vi state chiedendo perché avete 10.000 visitatori al mese e nessuna conversione, probabilmente avete una bounce rate elevata.</p>
<p><strong>Pagine visitate. </strong>Sapere quali pagine vengono visualizzate da un visitatore mostra il modo in cui i visitatori navigano il tuo sito. Quando hai pubblicato il tuo sito web, avrai ipotizzato che i visitatori sarebbero arrivati sulla home page, cliccato sui tuoi servizi o prodotti e quindi ordinato qualcosa. Uno, due, tre, soldi, tutto fatto. Con l’analisi dei dati potresti invece riscontrare che, mentre alcuni visitatori seguono il percorso da te ipotizzato, altri magari arrivano sulla pagina dei tuoi servizi o prodotti, cliccano sulla sezione “Chi siamo”, visitano la homepage e poi abbandonano il sito.</p>
<p>Allora perché Google Analytics? Perché dati concreti? Potresti fare quello che hanno fatto molti gestori di siti web da quando è stata inventata la Internet: provare, interpretare, riscrivere, modificare, cancellare, spostare le pagine, nel tentativo di ottenere la &#8220;formula magica&#8221; per la conversione definitiva. Oppure, potresti usare Google Analytics e visualizzare dati concreti. Di conseguenza, quando ti troverai a riscrivere, modificare, cancellare o spostare le pagine, non starai tentando di indovinare. Avrai un piano preciso, e lo metterai in pratica.</p>
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		<title>La Danza di Google</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SEOcopy]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 01:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo di giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molto tempo fa, in epoca antica (prima dei giorni degli aggiornamenti continui), Google veniva aggiornato a spizzichi e bocconi. Un importante aggiornamento dell&#8217;indice poteva richiedere diversi giorni per essere completato. Nel frattempo, si poteva assistere a lievi quanto impetuose fluttuazioni nelle SERP. 1Dieci volte l&#8217;anno Google chiamava tutti i suoi centri dati insieme, unitamente al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/Googleit1.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-835" title="Googleit" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/Googleit1-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/Googleit1-300x181.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/Googleit1.jpg 646w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> Google &#8211; Italia
<p>Molto tempo fa, in epoca antica (prima dei giorni degli aggiornamenti continui), Google veniva aggiornato a spizzichi e bocconi. Un importante aggiornamento dell&#8217;indice poteva richiedere diversi giorni per essere completato. Nel frattempo, si poteva assistere a lievi quanto impetuose fluttuazioni nelle SERP. 1Dieci volte l&#8217;anno Google chiamava tutti i suoi centri dati insieme, unitamente al suo indice, alla cache e agli indici secondari, e scatenava una grande confusione – La Danza di Google.<span id="more-826"></span></p>
<p>Nell&#8217;agosto del 2003 Google ha cambiato il modo in cui aggiornare l&#8217;indice, passando da aggiornamenti saltuari ad aggiornamenti continui. In altre parole, Google è in costante aggiornamento: solo quando gli aggiornamenti sono davvero importanti la maggior parte delle persone se ne accorge. &#8211; E alcuni aggiornamenti di Google sono stati davvero notati&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">
<a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/Google-Dance-it.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-828 " title="Google Dance (it)" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/Google-Dance-it-111x300.jpg" alt="" width="111" height="300" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/Google-Dance-it-111x300.jpg 111w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/Google-Dance-it-380x1024.jpg 380w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/Google-Dance-it.jpg 1000w" sizes="(max-width: 111px) 100vw, 111px" /></a> La Danza di Google
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		<title>Web Analytics Education: Changing Table Views</title>
		<link>https://www.viaseo.it/web-analytics-education-changing-table-views/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[massimopaolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 02:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo di giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Education]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Do you now have a Google Analytics account for your web page? If not, I highly suggest that you register now for you to track down the important statistics like web traffic for your online business. Just sign up here: http://www.google.com/analytics/sign_up.html. The following information will show you how to change the table view in Google [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://epiclaunch.com/wp-content/uploads/2010/08/confusion.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-681" title="confusion" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/confusion.jpg" alt="" width="180" height="180" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/confusion.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/confusion-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>Do you now have a Google Analytics account for your web page? If not, I highly suggest that you register now for you to track down the important statistics like web traffic for your online business. Just sign up here: <a href="http://www.google.com/analytics/sign_up.html" target="_blank">http://www.google.com/analytics/sign_up.html</a>.<span id="more-659"></span></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright size-full wp-image-660" title="2010-07-29_Report tabs_250X193" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/02/2010-07-29_Report-tabs_250X193.jpg" alt="" width="200" height="154" /></p>
<p>The following information will show you how to change the table view in Google Analytics. The default data view is provided in a table. This can be changed to any of the following by clicking on the respective icon:</p>
<ul>
<li>Pie Chart</li>
<li>Bar Chart</li>
<li>Delta (Comparison)</li>
<li>Pivot</li>
</ul>
<p>The most quickly intuitive views to see what activity is occurring from your data are the:</p>
<h3>Pie Chart:</h3>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-661" title="2011-02-28_GA-Pie-Chart" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/02/2011-02-28_GA-Pie-Chart.jpg" alt="" width="300" height="155" /></p>
<h3>Bar Chart:</h3>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662" title="2011-02-28_GA-Bar-Chart" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/02/2011-02-28_GA-Bar-Chart.jpg" alt="" width="300" height="156" /></p>
<p>The Delta view allows you to use the <strong>Compare to Past</strong> date range feature and provides a comparison of performance to that previous time period.</p>
<h3>Delta Chart:</h3>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-663" title="2011-02-28_GA-Delta-Chart" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/02/2011-02-28_GA-Delta-Chart.jpg" alt="" width="300" height="160" /></p>
<p>The Pivot Table view allows you to view multiple data points at the same time. Thus decreasing the need to switch back and forth between reports.</p>
<h3>Pivot Table:</h3>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-664" title="2011-02-28_GA-Pivot-Chart" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/02/2011-02-28_GA-Pivot-Chart.jpg" alt="" width="300" height="182" /></p>
<p>There you have the different types of illustrative formats that you can use in the representation of your data. You may select the format of your choice. Having these sets of illustrations lets you analyze the data and formulate effective strategies to earn more money for your online business.</p>
<p>The <a title="Google Analytics changing table views" href="http://www.mpaolini.com/google-analytics-education-changing-table-views">Web Analytics Education: Changing Table Views article</a> was originally written by <a title="MPThree Consulting" href="http://www.mpaolini.com/">MPThree Consulting</a> under <a title="Google Analytics education videos" href="http://www.mpaolini.com/category/education">Web Analytics Training</a>.</p>
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		<title>Google -(e^πi) Significa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SEOcopy]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 01:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo di giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Google +1]]></category>
		<category><![CDATA[Google Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Google Social]]></category>
		<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un gran parlare in merito a una nuova funzione social di Google, il gigante di Internet finalmente ha svelato che cos’è &#8220;Google +1”. Il servizio si presenta come un tentativo di integrare  &#8220;validazione sociale&#8221; in seno ai risultati di ricerca, una sorta di “Mi piace” alla Facebook, traslato in altro ambito. Nonostante questo genere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_801" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px">
	<a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Google-Lab.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-801" title="Google Lab" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Google-Lab-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/Google-Lab-300x138.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/Google-Lab.jpg 717w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Google +1 </p>
</div>
<p>Dopo un gran parlare in merito a una nuova funzione <em>social</em> di Google, il gigante di Internet finalmente ha svelato che cos’è &#8220;Google +1”. Il servizio si presenta come un tentativo di integrare  &#8220;validazione sociale&#8221; in seno ai risultati di ricerca, una sorta di “Mi piace” alla Facebook, traslato in altro ambito. <span id="more-800"></span></p>
<p>Nonostante questo genere di stimoli relazionali possano contribuire a  migliorare la ricerca, la mossa sembra essere soltanto l&#8217;ultimo  tentativo di Google di rimettere in moto una sorta di orientamento ai  social network: qualcosa che potrebbe avere scarse possibilità di  successo, almeno per come è attualmente configurata. Perché? Perché le  persone non fanno riferimento a Google quando pensano ai social network.</p>
<p>La caratteristica principale del servizio “Google +1” è quella di permettere agli utenti di votare i risultati della ricerca o gli annunci. Il loro voto viene poi visualizzato accanto al risultato, per tutti coloro che fanno parte della rete sociale di Google.</p>
<p>E che cosa è la rete <em>social</em> di Google? Buona domanda. è la gente nei tuoi contatti di Gmail, le persone che hanno deciso di connettersi attraverso Google Talk, persone che si iscrivono al servizio Reader attraverso il lettore di RSS, e coloro che ti seguono nella rete Buzz social.</p>
<p>A questo punto, Google cerca di incollare insieme tutte queste diverse fonti di contatti, gli amici, attraverso <a title="Google Profile" href="https://plus.google.com/115417043856689954546/about" target="_blank">il tuo profilo Google</a> &#8211; e non è un caso che quando si attiva il “Google +1”, una delle prime cose che l&#8217;azienda cerca di farti fare è o di creare un profilo, oppure, se ne hai già uno, di aggiornare il tuo profilo. Il problema più grande, come di tanta parte di ciò che Google ha cercato di fare con la caratterizzazione social e dei servizi fino ad ora (sì, parlo proprio di Google Buzz), è che i profili di Google non sono realmente collegati in rete in modo efficace.</p>
<p>Certamente posso collegare il mio account Twitter e la mia pagina di Facebook al mio profilo di Google, ma è un semplice link HTML che qualcuno può cliccare &#8211; ammesso che qualcuno effettivamente arrivi a visitare la pagina del mio profilo Google; per quanto ne so io, nessuno lo fa mai.</p>
<p><a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Google-+1-tab.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-802" title="Google +1 tab" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Google-+1-tab-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/Google-+1-tab-300x171.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/Google-+1-tab.jpg 978w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>La realtà è che nulla di ciò che faccio all&#8217;interno della rete dei servizi di Google riguarda o è collegato realmente a qualcosa che faccio altrove: e sono i luoghi dove in realtà spendo molto tempo, come i blog, Twitter e Facebook. E questa è una grossa parte del problema.</p>
<p>Quindi sì, l’idea di “Google +1” come integrazione <em>social</em> è stata una cosa intelligente da fare. Ma questo obiettivo (focus) è parte del problema: tutto quello che Google fa è ancora riferito alla lente della Ricerca, perciò ho difficoltà a capire come intendano progredire in direzione <strong>social network</strong>. Guarda il Buzz: nessuno veramente lo usa&#8230;</p>
<p>Rendere la Search un luogo di interazione in vista del <em>social sharing</em> può essere interessante per Google, e utile a milioni di persone, ma in un’ottica puramente utilitaristica &#8211; non per qualsiasi tipo di strada social. In qualche modo, infatti, questi due scopi sono del tutto antitetici fra loro, ed è per questo che nessuno pensa a Google come a un luogo per le social relationship. E potrei sbagliarmi, ma non credo che il miglioramento dei risultati, per adesso solo teorico, è motivazione sufficiente per convincere la gente a giocare con la versione di Google quale social network Almeno non ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda dice che sta valutando l&#8217;aggiunta di collegamenti e connessioni a Twitter e ad altri servizi per future interazioni di “Google +1”, e spero lo faccia presto, perché nella sua attuale concretizzazione, Google come social network è profondamente poco interessante.</p>
<div id="attachment_811" class="wp-caption aligncenter" style="width: 300px">
	<a href="https://services.google.com/fb/forms/plusonesignup/"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-811" title="+1Yoursite" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/04/+1Yoursite-300x126.jpg" alt="" width="300" height="126" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/+1Yoursite-300x126.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/04/+1Yoursite.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Sign up for +1</p>
</div>
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		<title>Social media marketing: funzionerà?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariangela Lecci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 02:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo di giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il marketing negli ultimi anni sta assumendo contorni e forme nuove. Assistiamo partecipi a un work in progress che si rinnova ogni giorno, che tira fuori novità ogni ora. Quello che funzionava un anno fa può rivelarsi obsoleto. Ma una caratteristica rintracciabile c&#8217;è. Sempre meno persone si affidano alla pubblicità tradizionale: la cartellonistica e i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-725" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/social-networking-icons280x280.jpg" alt="Social Networking" width="168" height="168" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/social-networking-icons280x280.jpg 280w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/social-networking-icons280x280-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" />Il marketing negli ultimi anni sta assumendo contorni e forme nuove. Assistiamo partecipi a un work in progress che si rinnova ogni giorno, che tira fuori novità ogni ora. Quello che funzionava un anno fa può rivelarsi obsoleto. Ma una caratteristica rintracciabile c&#8217;è. Sempre meno persone si affidano alla pubblicità tradizionale: la cartellonistica e i volantini cartacei sembrano cose d&#8217;altri tempi, sempre più out per il loro carattere invasivo e anti-ecologico. Pochi ricorrono agli spot pubblicitari nei cinema e nelle tv, un po<strong></strong>’ perché i costi non sono sopportabili da tutti gli imprenditori, e un po’ perché la concorrenza combatte anche su altri fronti. Il guerrilla, il viral, il non conventional marketing più genericamente. Ma soprattutto il social media marketing.<span id="more-723"></span></p>
<p><strong>Che cos’è il Social Media Marketing?</strong></p>
<p>Una cosa molto semplice: diffondere il proprio brand tramite i social media per arrivare anche fuori dal web. Vantaggi: è gratuito. Svantaggi: nessuno.</p>
<p>Chi sa usare i social network e ha iniziato a lavorarci sul serio, sa che la presenza su di essi è fondamentale e proficua. Una notizia che normalmente avrebbe bisogno di mesi per la diffusione, su twitter si espande a macchia d’olio nel giro di poche ore. Non solo: <em>case studies</em> di successo raccontano che alcune aziende grazie alla loro presenza sui social network attuano un’efficacissimo metodo di customer service/satisfaction a costi quasi prossimi allo zero.</p>
<p>Ma ragioniamo con ordine.</p>
<p>Io sono un’azienda e ho bisogno di far conoscere la tipologia e la qualità dei miei prodotti e servizi. Convenzionalmente avrei bisogno di contattare una concessionaria di pubblicità, un giornale, una tipografia e un grafico. Nel marketing non convenzionale invece io posso adottare altre strategie. In questa sede specificamente mi soffermerò sulle potenzialità del marketing tramite l&#8217;uso dei Social Media.</p>
<p><strong>Che cosa farò per divulgare il mio brand?</strong></p>
<p>Supponiamo io venda articoli per il giardinaggio. Partirò dall’avere un buon weblog dove oltre a presentare la mia realtà commerciale, i miei prodotti, scriverò dei post per raccontare quali sono i vantaggi dell’uso di certi strumenti, potrò scrivere di tecniche di coltivazione, potrò suggerire cose adatte alla stagione, ecc. Poi aprirò dei profili sui principali canali social. Creerò un profilo su facebook: tramite una fan page suggerirò ulteriori informazioni utili alla causa e creerò interazione con l’utenza: un buongiorno con un sorriso, una risposta a dei dubbi su un certo prodotto, una promozione faranno sì che i miei potenziali clienti abbiano costantemente un contatto con me. Idem per <a href="http://viaseo.wpengine.com/twitter-seo-una-combinazione-vincente" target="_blank">Twitter</a>, ma con sfumature leggermente diverse: twitter infatti ha una potenzialità di possibili contatti raggiungibili notevolemente superiore a facebook. Su quest’ultimo infatti la notizia si propaga in maniera lineare, su twitter invece esponenziale: se infatti tra i miei contatti mi retwitta una persona che è seguita da 10.000 followers la cosa… cambia notevolmente, che ne pensi? Su facebook ad un buon regime ho 1000 amici: a meno che non condividano tutti e 1000 la notizia, essa rimane lì, su twitter invece rimbalza notevolemente di più a seconda di più fattori. Non basta: se un mio potenziale cliente in quel momento che io scrivo è lì e ha da chiedermi qualcosa anche se non è “un mio amico” posso rispondergli e soddisfare un suo eventuale bisogno. Gratuitamente.</p>
<p>Ben diverso dal ricevere terribili telefonate da parte di centraliniste agguerrite che devono necessariamente venderti qualcosa, non credi? Tra l’altro il servizio di marketing sia inbound che outbound avrebbe un costo non indifferente. Un canale sui social network invece non costa nulla, costa solo la buona volontà di imparare a gestirlo.</p>
<p>Naturalmente facebook e twitter sono solo due esempi. Se io volessi aprire un canale youtube per mostrare delle tecniche di coltivazione? Dei tutorial specifici a vantaggio dei miei clienti? Anche quello è gratuito. E i video sono molto competitivi in rete!</p>
<p>La parola d’ordine è fantasia! Ci vuole molta inventiva per affermare il proprio brand in questo modo, ma di certo i risultati al momento indicano che i coraggiosi del social web stanno avendo ragione! Non sei ancora convinto? Sappi che uno degli argomenti di cui parleremo di persona nei workshop di giugno sarà proprio questo. Seguici nei prossimi post e iscriviti alla <a href="http://emilia-romagna-mariangela.eventbrite.com/" target="_blank">sezione formativa</a> per imparare a gestire i Social Media.</p>
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		<title>DAO (Digital Asset Optimization) è la nuova SEO?</title>
		<link>https://www.viaseo.it/dao-digital-asset-optimization-e-la-nuova-seo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[SEOcopy]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 02:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo di giorno]]></category>
		<category><![CDATA[DAO]]></category>
		<category><![CDATA[ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[parole chiave]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riconosco volentieri di non essere sempre la prima a venire a conoscenza di un nuovo termine. La mia prima reazione a &#8220;Hai mai sentito parlare di [inserisci il termine qui]&#8221; è quella di andare su un motore di ricerca. O, alla fine, ne parlo su Facebook, Twitter, e qualche volta sui forum SEO che frequento. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Thanks-DAO.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-757" title="Thanks DAO" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Thanks-DAO-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Riconosco  volentieri di non essere sempre la prima a venire a conoscenza di un  nuovo termine. La mia prima reazione a &#8220;Hai mai sentito parlare di  [inserisci il termine qui]&#8221; è quella di andare su un motore di ricerca.  O, alla fine, ne parlo su <a title="SEO Organico e Intelligenza Web da viaSEO" href="http://www.facebook.com/pages/SEO-Organico-e-Intelligenza-Web-da-viaSEO/167797639909606" target="_blank">Facebook</a>, <a title="ViaSEO" href="http://twitter.com/viaseo" target="_blank">Twitter</a>, e qualche volta sui forum  SEO che frequento.</p>
<p><span id="more-754"></span>Ora,  DAO &#8211; (<strong>Digital Asset Optimization</strong>) &#8211; non è proprio quello che chiamerei  un termine &#8220;familiare&#8221;, ma ultimamente l’ho visto spesso. Infatti,  quando qualcuno ha menzionato &#8220;DAO&#8221;, ho pensato che avesse rovesciato  l&#8217;acronimo. (DOA= Dead on arrival) Dopo aver ripetuto &#8220;DAO&#8221; e non &#8220;DOA&#8221;, ho finalmente capito  che era il momento per il mio ricercatore e per me di approfondire.</p>
<p>Quel  che abbiamo trovato da principio mi ha sorpreso, perché abbiamo trovato  titoli come &#8220;DAO &#8211; la nuova SEO&#8221; oppure &#8220;DAO sostituirà la SEO?&#8221;  Voglio dire, sì, siamo sepolti nelle trincee, e raramente cacciamo fuori  la testa. Tuttavia, non siamo così impegnati a fornire SEO da non  essere aggiornati con le ultime novità. Insomma, quando qualcosa  minaccia l&#8217;industria dell’ottimizzazione, noi ci siamo.</p>
<p>Non potevo credere a quello che abbiamo finalmente scoperto&#8230;</p>
<p><strong>DAO &#8211; La &#8220;nuova” SEO</strong><br />
DAO non è nuova. In realtà, è una parola che gira dal 2007, e anche da  prima per qualsiasi esperto di SEO. In effetti, è successo che alle  vecchie conoscenze e tecniche di ottimizzazione sia stato dato un nuovo  nome.</p>
<p><strong>Allora, cos’è DAO?</strong><br />
Qui  a <a title="Organic SEO services" href="http://level343.com" target="_blank">Level343</a>, la abbiamo definita &#8220;smagliature dello spazio verticale di  ricerca&#8221;. Siamo fantasiosi anche noi. Chissà quanti altri nomi ha.</p>
<p>Una nota su Facebook descrive DAO come &#8220;<em>&#8230;  L&#8217;ottimizzazione olistica dei contenuti online &#8211; dai video e dalle  immagini fino ai testi normali e ai PDF. Tutto, dai nomi dei file  ottimizzati ai meta tag, è una parte importante della DAO. Testi  alternativi mirati per le immagini, descrizioni chiare di file audio e  video, e specifici titoli dei widget: tutto influenza i motori di  ricerca. </em>&#8221;</p>
<p>In vari livelli di descrizione e di prosa, altri articoli concordano con questa definizione. Questo suona un po’ più familiare?</p>
<p>Quando  si leggono le informazioni disponibili online, è possibile confondersi.  Gli articoli fanno sembrare la DAO come qualcosa di totalmente diverso  rispetto alla SEO. Non è così. In realtà è solo, beh, SEO  con tutte le  carte in regola ma con una sigla di fantasia. Come se avessimo realmente  bisogno di un altro termine per confondere i nostri lettori &#8230;</p>
<p>Vedete,  le “basi” dell’ottimizzazione sono la scelta delle giuste parole  chiave, l’utilizzo di testo alternativo per le immagini, la verifica che  i collegamenti in loco siano realizzati correttamente, link building,  ecc (prima di essere attaccata per aver ridotto la quantità di lavoro,  lasciatemi sottolineare che questa è solo una breve lista). Poi c&#8217;è SEO vera e propria, che è &#8211; apparentemente &#8211; chiamata DAO.</p>
<p><strong>Perché DAO è importante?</strong><br />
Se  si guarda oggi il motore di ricerca, si nota che è molto diverso  rispetto a qualche anno fa (almeno negli Stati Uniti, in alcune parti  del mondo devono ancora capire l’ORM &#8211; <strong>Online Reputation Management</strong>, ma  questo sarà un altro articolo). Si può cercare tutto quello che si  vuole. Ad esempio, quando si utilizza Google Real Time Search, non si  visualizzano più solo frammenti di siti web, ma frammenti di  conversazione. Quando si utilizza Google Image Search, si otterranno  solo le immagini, e così via.</p>
<p>Inserendo  video ben ottimizzati YouTube &#8211; o altri siti di video &#8211; si ha la  possibilità di ottenere traffico da questo spazio di ricerca. Se sei  attivo su Twitter, Google Real Time Search ti cattura. Se inserisci  sul  tuo sito immagini ben ottimizzate, Google Images può inserirle nel  traffico.</p>
<p>Ora,  utilizzare &#8211; o meno &#8211; questi spazi di ricerca è un punto controverso.  Bisogna ricordare che i propri visitatori utilizzano questi spazi. Se  non rientrano tra i propri obiettivi, si può perdere molto traffico  potenziale. Se questo non ti tiene all’erta, non saprei cos’altro  potrebbe farlo.</p>
<p><strong>Come funziona DAO?</strong><br />
Più o meno così:<br />
Devi  aggiungere ad un tuo post un piccolo, grazioso file in Excel da far  scaricare ai tuoi lettori. Puoi lasciare che Excel subentri e ti nomini  il file &#8220;Book1.xls&#8221;. Oppure, potresti fare un po&#8217; di sana DAO. Potresti  salvare il file come &#8220;<strong>Piccolo-grazioso-[Parola  chiave]-Excel-Download.xls</strong>&#8220;.</p>
<p>Poi,  vai in File&gt; Proprietà e aggiungi quante più  informazioni possibili  sul tuo foglio Excel, e lo salvi di nuovo. Scegli un&#8217;immagine di  anteprima, salvi il nome dell’immagine con qualcosa di simile a   &#8220;<strong>Piccolo-grazioso-[Parola chiave rilevante]-Download.jpg</strong>&#8220;. Apri le  proprietà del file immagine e, di nuovo, inserisci tutte le informazioni  possibili, tenendo a mente le parole chiave, la campagna SEO e i  visitatori.</p>
<p>Naturalmente,  sia il file di Excel che la miniatura dell’immagine devono essere  relativi ad un post pertinente. Sia il post sia la pagina dedicata  all’mmagine devono avere una URL appropriata e facile da usare. Il  codice dell’immagine e il codice del file Excel devono avere titolo e  testo alternativo.</p>
<p>E così via&#8230;</p>
<p><strong>Un assetto accessibile al visitatore</strong><br />
Una  risorsa digitale è, in breve, qualsiasi cosa che viene pubblicata  online. Se hai un video, è una risorsa digitale. Un’immagine è una  risorsa digitale. I file in Excel e PDF, pagine web, podcast,  newsletter, webinars&#8230; sono tutti ugualmente risorse digitali.</p>
<p>DAO prende tutte queste risorse, le ottimizza all’ennesimo grado e poi  le promuove. Quali tipi di file pensi possano/debbano essere  ottimizzati? Beh, una buona regola è: se può essere indicizzato, può  essere ottimizzato.</p>
<p>Una volta ottimizzate, tutte queste risorse hanno punti in comune, tra cui:</p>
<p>•  <strong>Sono dotati di una descrizione completa.</strong> Praticamente ogni tipo di file  che si può creare ha una opzione &#8220;Proprietà&#8221;. Una risorsa ben  ottimizzata avrà ogni proprietà ben descritta prima ancora di uscire dal  computer.<br />
• <strong> Hanno URL user-friendly. </strong>Abbiamo discusso a lungo la questione di URL  intuitive e facili da ricordare. Ha più senso avere una &#8220;URL  descrittiva&#8221; invece di &#8220;company.com/12/?2364&#8221;. Chi potrebbe ricordare  un’indirizzo come questo?<br />
•  <strong>Hanno i nomi dei file descrittivi e intuitivi.</strong> Invece di &#8220;Book1.xls&#8221;,  il nome del file descrive realmente cosa c&#8217;è nel file&#8230; utilizzando  parole chiave, ovviamente.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
E  dunque, la DAO è qualcosa di nuovo? No. In effetti, devo ammettere che  la lettura di alcuni articoli che ho trovato in fase di ricerca mi ha un  po’ seccata. Tra questi, molti dicono che la SEO si concentra  semplicemente sul sito web al fine di far salire il sito nelle  classifiche. Mi permetto di dissentire. Noi di Level343, crediamo che la  SEO si concentri sulla ottimizzazione nel tempo. Non solo  l&#8217;ottimizzazione del sito web.</p>
<p>Ora,  come bambini, relativamente al settore dell’ottimizzazione &#8211; rispetto a  pezzi grossi come <a title="Jill Whalen" href="http://www.searchengineguide.com/jill-whalen/" target="_blank">Jill Whalen</a>, <a title="John Audette" href="http://searchengineland.com/seven-questions-for-seo-pioneer-john-audette-53978" target="_blank">John Audette</a> e <a title="Ted Ulle" href="http://www.seobook.com/tedster-interview" target="_blank">Ted Ulle</a> &#8211; noi siamo  ancora in fasce. Quindi, devo dire, se operi in ambiente SEO da tempo,  prima di noi, e non hai ottimizzato le risorse digitali fino a quando  non è venuto fuori il termine DAO, bè, avresti bisogno di trovare una  diversa linea operativa.</p>
<p>Se  sei un neofita della SEO o sei nella fase “apprendimento dei trucchi  del mestiere” allora dovresti iniziare a guardare meglio i contenuti che  hai generato. Cosa puoi fare per renderli più accessibili ai motori di  ricerca e ai visitatori? Quali nuovi tipi di contenuti potresti produrre  per conquistare maggiori spazi di ricerca? Insomma, se non hai  abbastanza risorse digitali da doverti preoccupare della DAO, cerca di  produrne un po’!</p>
<p>Con la grande spinta della DAO, inizierai a guardare alle diverse modalità di classificazione delle tue risorse digitali?</p>
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		<title>Laura Antonini, il sorriso di Radio Deejay!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Igor La Camera]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 02:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come nasce questa intervista. Ho incontrato Laura per caso su Twitter. La sua disponibilità a socializzare e la sua gentilezza hanno colpito molti di noi. Difficile trovare un personaggio pubblico che fa conversazione sui social. Infatti alcuni esperti di social media l&#8217;hanno definita: “personaggio pubblico realmente social”. Ed ecco che per il suo stile 2.0 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><span style="font-size: small;"><em><strong>Come nasce questa intervista.</strong></em></span></p>
<p><em><strong>Ho incontrato Laura per caso su Twitter. La sua disponibilità a socializzare e la sua gentilezza hanno colpito molti di noi. Difficile trovare un personaggio pubblico che fa conversazione sui social. Infatti alcuni esperti di social media l&#8217;hanno definita: “personaggio pubblico realmente social”. Ed ecco che per il suo stile 2.0 e la sua bravura è diventata la candidata perfetta per un’ intervista social dove le domande vengono poste direttamente dagli utenti di Twitter. Buona lettura.<span id="more-881"></span></strong></em></p>
<a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/STUDIO.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-766" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/STUDIO.jpg" alt="Laura Antonini" width="250" height="246" /></a> Laura Antonini
<p><strong>Ciao Laura, ti lascio subito alle domande dei tuoi Twitter-ascoltatori&#8230;</strong></p>
<p>●<em> Gabriella, su Twitter <a title="Gabriella Bri" href="http://twitter.com/#!/Gabriella_bri" target="_blank">@Gabriella_bri</a> (Blogger) ti chiede</em>:  <strong>Cosa ne pensi di Twitter?</strong></p>
<p>L’ho amato fin dal primo giorno. Mi piace la gente che lo popola, mi interessano tantissime persone, trovo e leggo tanta “intelligenza”. Entro, un po’ leggo e un po’ chatto, rido, mi informo, mi appassiono. Un circolo interessante, davvero.</p>
<p>● <em>Gabriella Sannino, su Twitter <a title="Gabriella Sannino" href="http://twitter.com/SEOcopy" target="_blank">@SEOcopy</a> (Esperta SEO e Social Media) ti chiede</em>: <strong>Parlando di social network, che uso consigli ai tuoi ascoltatori?</strong></p>
<p>Sicuramente un uso non eccessivo e mirato ai propri interessi. Il social network serve per stare al passo con i cambiamenti, con l’informazione, per essere ovunque in un secondo. Non deve diventare una catena però. Di fronte a una chiacchierata intorno ad un tavolo con gli amici non c’è network che tenga!</p>
<p>● <em>Silvia, su Twitter <a title="Silvianovesette" href="http://twitter.com/silvianovesette" target="_blank">@silvianovesette</a> (Blogger e Sportiva) ti chiede</em>: <strong>Mentre fai attività sportiva, fai il punto della situazione, pensi al programma? Dato che l&#8217;attività fisica predispone all&#8217;attenzione.</strong></p>
<p>No, mai. Lo sport mi serve proprio per scaricare adrenalina e tensioni, perciò se occupassi il tempo elucubrando su quello che devo fare finirei con l’essere più tesa che mai. Di solito mi godo il momento di pace!</p>
<p>● <em>Elisa, su Twitter <a title="Elisa" href="http://twitter.com/elisatron" target="_blank">@elisatron </a>(Journalist2.0) ti chiede</em>: <strong>Noi ciclisti siamo i più bistrattati della strada. Bello il bike-sharing ma a che serve se non ci sono le piste ciclabili?</strong></p>
<p>Di solito io parto dal presupposto che i grandi cambiamenti avvengono col tempo, gradualmente. Quindi mi piace che intanto le città si stiano predisponendo alla “mentalità della bicicletta”, mettendo a disposizione del cittadino servizi di Bike Sharing. Questo è di certo più facile per loro che costruire piste ciclabili, che laddove esistono sono di sicuro insufficienti per condurre a un radicale cambiamento di abitudini dei cittadini. Voglio pensare che questo sia un primo passo, poi le piste verranno ampliate o costruite dove mancano. Resta però da scardinare una mentalità ossessionata dalla necessità di spostare un’automobile anche per pochi metri di tragitto. Quello forse è il passaggio più difficile …</p>
<p>● <em>Cristina, su Twitter <a title="Cristi Pitstop" href="http://twitter.com/CristyPitstop" target="_blank">@CristyPitstop</a> (Architetto) ti chiede</em><strong>: Laura parlaci del tuo contributo al programma “Parole Note”, se non sbaglio su twitter <a title="Parole Note" href="http://twitter.com/parolenote" target="_blank">@parolenote</a> giusto?</strong></p>
<p>Sì, giusto! Insieme a Maurizio Rossato che ne è l’ideatore (e produttore del CD omonimo), scrivo i testi e presto la voce al programma radiofonico in onda su Radio Capital ogni giovedì alle 23 (e in replica la domenica alle 16. Il programma segue un filone poetico-letterario-cinematografico e musicale. Tutto ciò che ruota intorno alla poesia ne può far parte.</p>
<p>● <em>Filippo Lopresti, su Twitter <a title="Filippo Lopresti" href="http://twitter.com/FilippoLopresti" target="_blank">@FilippoLopresti </a>(dj &amp; Vj) ti chiede</em>: <strong>Come vive una Speaker radiofonica come te una serata in discoteca? Cosa fai Laura, ti trasformi?</strong></p>
<p>Io non metto piede in discoteca per lavoro dal 1995. Per scelta non faccio serate. L’ultima volta che ci sono stata è per vedere il Dj Albertino ai Magazzini Generali a Milano. Un paio d’ore e sono scappata via, troppo caos per me!!</p>
<a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/bw1.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-773" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/bw1-300x184.jpg" alt="La sensualità di Laura" width="245" height="151" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/bw1-300x184.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/bw1.jpg 414w" sizes="(max-width: 245px) 100vw, 245px" /></a> La sensualità di Laura
<p>● <em>Camilla, su Twitter <a title="Camilla Can" href="http://twitter.com/CamillaCan" target="_blank">@CamillaCan</a> (booksblogger per librisulibri) ti chiede</em>: <strong>Qual è il personaggio letterario nel quale ti riconosci di più e qual è il libro che avresti voluto scrivere tu?</strong></p>
<p>Se solo fossi in grado di scrivere un libro sarei la persona più felice del mondo. Non tendo molto ad identificarmi con i personaggi, ma mi capita di avere affinità con loro a volte. Amo molto l’avvocato Guerrieri di Gianrico Carofiglio o la Kay Scarpetta di Patricia Cornwell. Mi sembra di conoscerli da sempre.. Vorrei davvero avere delle storie da narrare e amo lo stile della Mazzantini, tanto per fare un esempio. Ma l’unica cosa che ho scritto giace nel cassetto, essendo improponibile!!</p>
<p>● <em>Eleonora, su Twitter (statistic and social media lover) ti chiede</em>: <strong>I tuoi fan devono essere davvero speciali, per ascoltarti ti devono inseguire nei tuoi continui cambi di ora e giorno. Sono dei veri </strong><em><strong>aficionados</strong></em><strong>. L&#8217;appuntamento domenicale con Rudy (Rudy Sunday) è finalmente un punto fermo e definitivo o sei già pronta per un&#8217;altra avventura?</strong></p>
<p>In realtà anche Megajay (sabato e domenica mattina dalle 7 alle 10) è un punto fermo perché conduco quel programma da quasi sette anni. Mi piace molto l’orario di apertura delle trasmissioni, tra quotidiani da leggere, notizie di agenzia da controllare, news in diretta con i giornalisti, meteo, oroscopo, aggiornamenti sul traffico e tutto quel che può essere utile al mattino. Ma sono sempre pronta per nuove avventure!!</p>
<p>● <em>Francesca, su twitter <a title="Francesca" href="http://twitter.com/Francesca_Me" target="_blank">@Francesca_Me </a>(aspirante giornalista, entusiasta del web 2.0) ti chiede</em>:<strong> In un tuo <a title="Parole e..." href="http://laura.blog.deejay.it/2011/01/18/parole-e-principesse/" target="_blank">post</a> hai parlato dei tuoi lettori sempre molto gentili ed educati. Secondo me ognuno si ritrova il pubblico che si merita. Anche tu credi che la rete sia stupendamente e tremendamente meritocratica?</strong></p>
<p>Io sono fortunata, ma non credo che la rete sia sempre meritocratica. A volte dietro l’anonimato di un nick si nascondono denigratori anche abbastanza molesti e maleducati, per quanto ci si possa impegnare nei propri post a far capire che le inutili polemiche non sono gradite. Alcune persone si sentono in diritto di giudicare il lavoro altrui senza alcun titolo (almeno manifesto!). Leggo i blog in giro e spesso mi trovo a pensare come si possa esprimere un parere o una critica feroce su una persona che non si conosce. Il problema enorme a monte è che l’educazione non è più un requisito fondamentale …</p>
<p><em><strong>Laura permettimi di chiudere con un pezzo rubato da un tuo <a title="Collezione..." href="http://laura.blog.deejay.it/2010/12/01/collezione-privata/" target="_blank">post</a> che mi è piaciuto particolarmente&#8230;</strong></em></p>
<p><em>&#8220;Per me la radio è tutto. Ne sono figlia, amante, succube, innamorata, padrona e schiava. Come in tutte le cose in cui c’entrano i sentimenti è facile sbagliare o porsi male. Se l’ho fatto, è di certo colpa del mio essere priva di giudizio ed accecata di passione di fronte a Lei.&#8221; (Laura Antonini)</em></p>
<a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/021.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-779" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/021-300x199.jpg" alt="La grinta di Laura" width="220" height="147" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/021-300x199.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/021.jpg 425w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a> La grinta di Laura
<p>Sì sì è proprio roba mia…fa impressione essere citati! Ringrazio tutti gli utenti di Twitter e te per le bellissime domande. Non avevo dubbi, su Twitter c’è gente interessante.  Scusate se le risposte non lo sono altrettanto!</p>
<p><strong>Grazie Laura per la tua disponibilità .</strong></p>
<p>Grazie a te.  Ciao a tutti!</p>
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		<title>Social Media Marketer: ci fai o ci SEO?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimopaolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 02:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo post nasce da un episodio realmente accaduto qualche giorno fa tra le nuvole del web e la domanda che si pone, in tono ironico nel titolo, è quanta SEO (Search Engine Optimization) ci sia nel tanto in voga Social Media Marketing. L’episodio: Si svolge in un gruppo Facebook, di Social Media Marketing appunto, dove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://commonsenseatheism.com/wp-content/uploads/2009/05/calvin_arguing.png"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-677" title="calvin_arguing-1" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/calvin_arguing-1-300x202.png" alt="" width="180" height="121" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/calvin_arguing-1-300x202.png 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/calvin_arguing-1.png 400w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a></p>
<p><!--StartFragment-->Questo post nasce da un episodio realmente accaduto qualche giorno fa tra le nuvole del web e la domanda che si pone, in tono ironico nel titolo, è quanta SEO (Search Engine Optimization) ci sia nel tanto in voga Social Media Marketing.</p>
<p><!--EndFragment--><span id="more-884"></span></p>
<p><strong>L’episodio:</strong></p>
<p>Si svolge in un gruppo Facebook, di Social Media Marketing appunto, dove brillanti menti del settore si scambiano quotidianamente opinioni ed esperienze sui temi della propria professione. Tutto in perfetto clima Social di sereno <strong>confronto</strong> e <strong>condivisione</strong>. Finché un bel mattino qualcuno ha l’ardire di iniziare una discussione sui recenti cambiamenti dell’algoritmo Google, chiamato Panda, e le sue conseguenze in campo SEO.</p>
<p>Senza addentrarmi nei particolari dell’operazione di Google, e dei risultati, vi rimando all’ottimo post dell’amico Alessandro “<a title="Alessandro" href="http://pro.dbatrade.com/wordpress/aggiornamento-algoritmo-google-panda/" target="_blank">DbaTrade</a>” Vitale e se ancora non vi bastasse e voleste approfondire, leggetevi pure la traduzione di Davide “<a title="Tagliaerbe" href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/03/google-panda-update.html" target="_blank">Tagliaerbe</a>” Pozzi dell’intervista di <strong>Wired</strong> agli ingegneri di Google.</p>
<p><!--StartFragment-->Tornando al nostro episodio, la discussione si fa viva, gli interventi numerosi, chi allarmato, chi minimizza, chi cerca di capirne di più. Poi il <em>casus belli</em>: un giovane membro del gruppo si lamenta del, secondo lui, “fuori tema”, “Questo è un gruppo di Social Media Marketing, non di SEO” sbotta, e la frittata è fatta. Scoppia il <strong>flame</strong>, qualcuno cerca di stemperare, altri polarizzano la propria posizione, gli amministratori latitano, fino all’uscita indignata dal gruppo dell’autore del post originale.</p>
<p><!--EndFragment--><strong>Le reazioni:</strong><br />
all’incauto intervento del “nostro” le reazioni sono state le più disparate, ma la prima, forse ovvia, forse dovuta, l’istantaneo ricorso a <strong>Wikipedia</strong> nel tentativo di trovare una definizione comune di <a title="Social Media Marketing" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_media_marketing" target="_blank">Social Media Marketing</a>. Tentativo purtroppo vano, dato che ognuno interpreta l’etimologia del termine a proprio vantaggio. Chi ne enfatizza il legame col posizionamento e la <strong>Social Media Optimization</strong>, chi l’aspetto di gestione aziendale <em>tout court</em>, chi sottolinea l’importanza dell’analisi dei dati e chi invoca la sociologia&#8230; siamo in Italia, baby, qui ci si insulta ancora tra “comunisti” e “fascisti” e ci si picchia per Roma-Lazio, e il confronto sereno, tanto Social, va a farsi benedire.</p>
<p><strong>Le riflessioni:</strong></p>
<p><!--StartFragment-->assodato che nel nostro Paese confronto spesso fa rima con scontro, che alcune intemperanze giovanili sono appunto attribuibili all’età, spiace constatare che in un gruppo dedicato ai Social Media si sia persa di vista la prima e fondamentale risorsa “social”, la <strong>conversazione</strong>. Spiace sentir parlare di “vecchio approccio” e rottura col passato in riferimento alla SEO, di SMM in “senso stretto” con relative limitazioni e distinzioni disciplinari tra ambito tecnico e culturale, di intravedere quasi uno scontro generazionale tra chi nel web lavora da anni, e magari guarda con curiosità e sospetto chi ci è appena entrato, e chi si è appena buttato nella corrente 2.0, e magari fatica a riconoscere l’importanza delle esperienze che l’hanno preceduto.</p>
<p>Ma non era proprio il Web 2.0, il Social Networking, che doveva eliminare tutti questi limiti favorendo la creazione di <strong>community</strong>, la condivisione della conoscenza, il <strong>mashup</strong> dei saperi?</p>
<p><strong>Le (mie) conclusioni:</strong></p>
<p>Come ho già avuto modo di affermare nel suddetto gruppo, e altrove, io per primo sono un convinto assertore che il cambiamento portato dai Social Media nella comunicazione riguardi innanzi tutto un <strong>salto “culturale”</strong> più e prima che il mero utilizzo di strumenti, che il Web 2.0 abbia cambiato, e stia cambiando, la percezione e l’utilizzo della rete e non solo i mezzi per “navigarla”. Ma se devo imparare come affrontare questo cambiamento, se devo approfondirne le dinamiche, se voglio mettere in pratica strategie di <strong>marketing</strong>, allora la conoscenza degli strumenti non può venir meno.</p>
<p>Quindi ben vengano le discussioni e i tutorial su come realizzare una perfetta Fan Page di Facebook, su come utilizzare tal pulsante o tal altro di un qualsiasi Social Network, ma certo questo non può prescindere dai fondamenti di Web Marketing. Ho un bel agitarmi a cercare di creare <strong>engagement</strong> (coinvolgere prego, non ingaggiare!) di stimolare la conversazione, i commenti, la condivisione sul mio sito/blog, se poi questo è sconosciuto perché penalizzato dai motori di ricerca.</p>
<p>Nel web, come in tutte le cose, niente è totalmente nuovo e slegato dal percorso che ha portato al cambiamento: Google sta cambiando, SEM (Search Engine Marketing) e SEO sono in continua evoluzione, tutto sta diventando più “social” e maggiormente incentrato sui <strong>contenuti</strong>, ma quei contenuti io devo renderli facilmente reperibili.</p>
<p>La mia formazione umanistica e il mio sconfinato amore per Barthes e il suo approccio semiologico a tutti i campi del sapere, mi fanno dare grande importanza ai termini con cui definiamo le cose (d’altronde il nostro stesso pensiero è fatto di linguaggio) ma senza che i nomi diventino limitazioni, senza dimenticare che le definizioni sono in continuo divenire.</p>
<p>E al mio giovane amico che ha concluso il suo intervento con la domanda provocatoria se sia allora da ritenere Social Media Marketing tutto il web (marketing, SEO, sviluppo, grafica&#8230;), altrettanto provocatoriamente rispondo che sì, è proprio questo che si cela in quelle due paroline, perché Media significa tutti questi supporti e perché per renderli Social devo sempre mantenere una visione il più ampia e il più <strong>interdisciplinare</strong> possibile.</p>
<p>E’ questa la grande sfida e la grande rivoluzione della comunicazione che il Web 2.0 ci invita ad affrontare e che, personalmente, mi stimola  e mi coinvolge maggiormente.</p>
<p>E tu cosa ne pensi? Ci fai o ci SEO? Si scateni la discussione nei commenti!</p>
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		<title>Giornali, giornalisti, blogger e social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimopaolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 02:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“E&#8217; colpa del web con la sua informazione gratuita se i giornali sono in crisi”. Questa l&#8217;opinione di tanti editori e giornalisti. Voi siete d&#8217;accordo? Io no! I motivi possono essere diversi. Sappiamo che una buona parte del mondo si è svegliata e si è accorta di non essere adeguatamente informata. Si è consolidata una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Editoria1.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-700" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/Editoria1-300x220.jpg" alt="" width="180" height="132" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/Editoria1-300x220.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/Editoria1.jpg 800w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>“E&#8217; colpa del web con la sua informazione gratuita se i giornali sono in crisi”. Questa l&#8217;opinione di tanti editori e giornalisti. Voi siete d&#8217;accordo? Io no! I motivi possono essere diversi. Sappiamo che una buona parte del mondo si è svegliata e si è accorta di non essere adeguatamente informata. Si è consolidata una mancanza di fiducia sull&#8217;informazione tradizionale.</p>
<p><span id="more-888"></span>Questo può essere un motivo valido della crisi dei giornali, no? Il web è solo una buona alternativa. Ma il vecchio sistema che non vuole morire, cerca di insinuare il dubbio, di dipingere internet come portatore di problemi. Ma oggi più che mai, si sente il bisogno di una informazione libera e democratica. La rete è la più accreditata per ricoprire questo ruolo. Per troppo tempo abbiamo consumato informazioni preconfezionate. Possiamo dire che il gioco è finito!</p>
<p>Un bravo giornalista con un blog e un buon uso dei social media, può crearsi la sua rete di lettori a livello internazionale, con un contatto diretto dal quale ottiene un confronto immediato e sempre utile. Capisco che chi ricopre un posto importante grazie a raccomandazioni e non per merito, ha grossi problemi a sposare i nuovi media.</p>
<p>Entrare e confrontarsi può essere rischioso. In questa evoluzione o rivoluzione, la gente sceglie! Nella spasmodica ricerca di rimanere adeguatamente informati, oggi si consuma una grande quantità di notizie. Su una vicenda si cerca un buon approfondimento. Chi fa buona informazione e dimostra affidabilità, si consolida. Tutto ciò che è oscuro o chi si dimostra stranamente distratto proprio quando non dovrebbe esserlo è destinato a cambiare mestiere. C&#8217;è in atto una selezione meritocratica.</p>
<p><a href="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/www.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-701" src="http://viaseo.wpengine.com/wp-content/uploads/2011/03/www-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" srcset="https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/www-300x185.jpg 300w, https://www.viaseo.it/wp-content/uploads/2011/03/www.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ecco perché la posizione di alcuni illustri giornalisti ed editori è sbagliata. Non è vero che solo i giornalisti fanno informazione attendibile. Esattamente come è sbagliato credere che essere un blogger significa automaticamente essere inaffidabile. Nella selezione “cade” il blogger come il più conosciuto giornalista. Sono convinto che la gente quando trova delle buone fonti d&#8217;informazione è disposta anche a pagare e lo fa volentieri. Non siamo lontani dalla verità: il tentativo disperato di esercitare un controllo sul web da parte di molti governi ne è la prova.</p>
<p>La perdita di potere dei monopolisti dell&#8217;informazione va a vantaggio dei lettori e dei giornalisti che vogliono fare giornalismo di qualità. C&#8217;è ancora un po&#8217; di strada da fare, soprattutto in Italia. La rivoluzione è già iniziata. Penso a chi giornalmente fa suo il detto: “io son io e voi non siete un cazzo”.  Per capirci, li possiamo notare con un rapido giro ad esempio su Twitter, il social che più di altri ha rivoluzionato il mondo dell&#8217;informazione. Da come si approcciano si notano subito.</p>
<p>Sembra che non capiscano che il nuovo si fonda sull&#8217;immediatezza, sulla condivisione e sul confronto.  Ma non capiscono o non gli conviene capire?  Con arroganza cercano di imporre le vecchie regole. Il metodo dei monologhi con rifiuto del confronto, del non condividere, ponendosi su un piedistallo. Forti del posto che occupano. Portano dunque il metodo televisivo tanto osannato da Pasolini in un luogo che nasce, cresce e vince proprio perché è il suo esatto opposto.  Il web è democratico e i suoi discepoli sono persone che sanno ascoltare e che creano collaborazioni.  Sono “grandi” perché le loro azioni lo sono.</p>
<p>Sapete cosa vi dico? Io vedo sorgere un grande sole sull&#8217;informazione! Vedo meritocrazia&#8230; finalmente.  La transizione non può che essere dolorosa perché costa fatica e sacrifici avvicinarsi alla Libertà.</p>
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