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	<title>Vita Digitale</title>
	
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		<title>Comunicare in digitale: il corso alla Statale</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 13:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il Master IFG in Giornalismo abbiamo organizzato un corso intensivo in tre giorni sui cosiddetti nuovi media: &#8220;Comunicare in digitale&#8221;. Complice in tutto questo Paolo Tacconi, collega e amico di Microsoft. Sotto trovate il programma aggiornato. Per informazioni e iscrizioni cliccate qui. &#160; COMUNICARE IN DIGITALE Come stanno cambiando il giornalismo e l&#8217;informazione online. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il <a href="http://www.giornalismo.unimi.it/" target="_blank">Master IFG in Giornalismo</a> abbiamo organizzato un corso intensivo in tre giorni sui cosiddetti nuovi media: &#8220;Comunicare in digitale&#8221;. Complice in tutto questo Paolo Tacconi, collega e amico di Microsoft. Sotto trovate il programma aggiornato. Per informazioni e iscrizioni <a href="http://www.giornalismo.unimi.it/index.php?page=164&amp;p_id=162" target="_blank">cliccate qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>COMUNICARE IN DIGITALE</p>
<p>Come stanno cambiando il giornalismo e l&#8217;informazione online.</p>
<p>I giornali e le aziende tra social network, applicazioni,</p>
<p>smartphone e tablet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CORSO PRATICO CON I PROTAGONISTI DELLA COMUNICAZIONE DIGITALE</p>
<p>( 6-7-8 giugno 2012)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì 6 giugno 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Comunicare in digitale</p>
<p>(9:00/13:30)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• Introduzione al corso: presentazione partecipanti, docenti e ospiti</p>
<p>• Informazione e giornalismo in Rete: la rivoluzione della tecnologia (Federico Cella, giornalista Corriere della Sera-Corriere.it)</p>
<p>• I giornali alla prova di tablet e app (Gianluca Mercuri giornalista Corriere della Sera-Corriere.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(14:30/18:30)</p>
<p>• Scenari della Rete. E quelli fuori dalla Rete (Paolo Tacconi ,Executive Producer MSN Western Europe Microsoft).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovedì 7 giugno 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(9:00 /13:30)</p>
<p>Mercati e business</p>
<p>• L’impresa digitale: costruire un business plan (Luca Solari, professore ordinario, Organizzazione aziendale, Facoltà di Scienze politiche, Università degli Studi di Milano)</p>
<p>• Le aziende e la comunicazione digitale (Federico Palomba Head of New Media Communication at Juventus FC )</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(14:30/18:30)</p>
<p>Social network e le esperienze italiane</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• L’importanza di 140 caratteri: il fenomeno Twitter ( Alberto D’Ottavi , Giornalista, blogger, imprenditore – Infoservi.it) –</p>
<p>• Il mercato del social: il sistema Facebook (Saverio Schiano Account manager at Facebook Italy)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Venerdì 8 giugno 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(9/13:30)</p>
<p>Mercati e business</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>• I modelli di business (Marco Gambaro, professore associato, Economia dei media, Facoltà di Scienze politiche, Università degli Studi di Milano)</p>
<p>• Marketing digitale: dove sono i soldi? (Michela Colamussi , Marketing manager, Corriere della Sera- RCS Digital)</p>
<p>(14:30/18:30)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tavola rotonda con i grandi protagonisti della comunicazione digitale</p>
<p>Coordina Luca Sofri</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Massimo Russo (Kataweb/Repubblica)</p>
<p>Marco Pratellesi (Condè Nast)</p>
<p>Giorgio Mulé (Panorama.it)</p>
<p>Paolo Landi (Panorama.it)</p>
<p>Jacopo Barigazzi (Linkiesta.it)</p>
<p>Giampiero Di Carlo (Rockol.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Twitter-rassegna tech 2 (Zynga, Kinect e Zuckerberg)</title>
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		<comments>http://vitadigitale.corriere.it/2012/05/07/twitter-rassegna-tech-2-zynga-kinect-e-zuckerberg/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rapida e personale rassegna tech di quanto visto questa mattina su Twitter. Mentre @newsyc20 linka il racconto del blog Don&#8217;t mind me sulla discesa in borsa (38%) di Zynga, fenomeno di gaming sui social network e non solo, a causa di scelte sbagliate, molto interessante è il racconto di @ZDNet su TeleHuman, una tecnologia sviluppata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rapida e personale rassegna tech di quanto visto questa mattina su Twitter. Mentre <a href="https://twitter.com/#!/newsyc20" target="_blank">@newsyc20</a> linka il racconto del blog <a href="http://silencedgood.tumblr.com/post/22547672461/zyngas-going-down" target="_blank">Don&#8217;t mind me</a> sulla discesa in borsa (38%) di Zynga, fenomeno di gaming sui social network e non solo, a causa di scelte sbagliate, molto interessante è il <a href="http://www.zdnet.com/blog/emergingtech/telehuman-taps-kinect-for-3d-holographic-videoconferencing/3265" target="_blank">racconto</a> di <a href="https://twitter.com/#!/ZDNet" target="_blank">@ZDNet</a> su TeleHuman, una tecnologia sviluppata dalla Queen&#8217;s University basata su Kinect di Microsoft che &#8211; sperimentalmente &#8211; rende possibile una videoconferenza sostanzialmente &#8220;olografica&#8221; (vedi il video sotto).</p>
<p><a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/05/07/twitter-rassegna-tech-2-zynga-kinect-e-zuckerberg/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>L&#8217;articolo di giornata che ho trovato più interessante è senz&#8217;altro il <a href="http://nymag.com/news/features/mark-zuckerberg-2012-5/?mid=nymag_press" target="_blank">ritratto di Mark Zuckerberg</a> tratteggiato dal New York Magazine (<a href="https://twitter.com/#!/NYMag" target="_blank">@NYMag</a>): il fondatore di Facebook &#8211; ragazzo miliardario anzitempo -, da nerd geniale (perché è geniale, non si può pensare il contrario) è diventato un manager brillante e saggio. Una maturazione rapida e tutta da leggere.</p>
<p><a href="https://twitter.com/#!/VitaDigitale" target="_blank">@VitaDigitale</a><br />
(seguitemi, cercherò di non perdermi)</p>
<p>Nota<br />
Scusate la brevità ed eventuali imprecisioni o errori di battitura: questo post è stato scritto durante il mio <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/04/07/papa-e-a-casa-lunga-parentesi-analogica/" target="_blank">periodo di congedo parentale</a> e dunque il mio vero e unico lavoro &#8211; impegnativo ma di grande soddisfazione &#8211; è la cura di Martina.</p>
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		<title>Twitter-rassegna tech 1 (Bing, videogiochi, Firefox, Facebook etc.)</title>
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		<comments>http://vitadigitale.corriere.it/2012/05/02/twitter-rassegna-tech-1-bing-videogiochi-firefox-facebook-etc/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 07:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notizia più interessante per gli Usa, ma forse Bing verrà prima o poi localizzato anche per l&#8217;Italia. Intanto nella battaglia, persa (per sempre?), contro Google il motore di ricerca di Microsoft mette a segno una rivisitazione grafica che si ispira proprio alla Big G. O meglio, all&#8217;inizio di Google, quando il sito di Mountain View [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia più interessante per gli Usa, ma forse Bing verrà prima o poi localizzato anche per l&#8217;Italia. Intanto nella battaglia, persa (per sempre?), contro Google il motore di ricerca di Microsoft mette a segno una rivisitazione grafica che si ispira proprio alla Big G. O meglio, all&#8217;inizio di Google, quando il sito di Mountain View era più famoso per la grafica &#8220;zen&#8221; che per i doodle: Bing proporrà risultati puliti, con pochi link e tools. Una sorta di scambio di &#8220;look and feel&#8221;: ce lo racconta <a href="http://techcrunch.com/2012/05/01/bing-redesigned-search-results/" target="_blank">John Constine</a> di <a href="https://twitter.com/#!/TechCrunch" target="_blank">@TechCrunch</a>.</p>
<p>Mentre <a href="https://twitter.com/#!/mashable" target="_blank">@Mashable</a> ci fa un&#8217;interessante <a href="http://mashable.com/2012/05/01/summer-games-2012/" target="_blank">rassegna dei videogiochi più attesi dell&#8217;estate</a> (si comincia con Diablo ovviamente) e <a href="https://twitter.com/#!/gigaom" target="_blank">@GigaOm</a> racconta dei <a href="http://gigaom.com/2012/05/01/twitters-big-problem-it-still-needs-better-filters/" target="_blank">problemi irrisolti</a> dei filtri di Twitter, <a href="https://twitter.com/#!/arstechnica" target="_blank">@ArsTechnica</a> approfondisce la nuova release di Firefox. Anche qui nessuno inventa niente di nuovo: <a href="http://arstechnica.com/business/news/2012/05/new-firefox-design-will-offer-uniform-look-across-desktop-and-mobile.ars" target="_blank">la Volpe entra in scia</a> e propone un browser che offrirà un&#8217;esperienza d&#8217;uso e grafica che non farà differenza tra online e offline. Il futuro è nelle nuvole e dobbiamo iniziare a farci la bocca.</p>
<p>Infine Facebook, con il binomio con Microsoft-Skype a farsi sempre più interessante: <a href="https://twitter.com/#!/ZDNet" target="_blank">@ZdNet</a> <a href="http://www.zdnet.com/blog/facebook/leaked-screenshot-facebook-messenger-getting-video-calling/12336" target="_blank">fa il punto sull&#8217;aggiornamento del servizio di messaggistica</a>, che diventa app per iPad con Messenger che finalmente &#8211; dopo molti rumors &#8211; avrà la possibilità di parlarsi in video. Prima su dispositivi mobili, poi su Windows e Mac.</p>
<p><a href="https://twitter.com/#!/VitaDigitale" target="_blank">@VitaDigitale</a><br />
(seguitemi, cercherò di non perdermi)</p>
<p>Nota<br />
Scusate la brevità ed eventuali imprecisioni o errori di battitura: questo post è stato scritto durante il mio <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/04/07/papa-e-a-casa-lunga-parentesi-analogica/" target="_blank">periodo di congedo parentale</a> e dunque il mio vero e unico lavoro &#8211; impegnativo ma di grande soddisfazione &#8211; è la cura di Martina.</p>
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		<title>Il doodle per Eadweard Muybridge</title>
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		<comments>http://vitadigitale.corriere.it/2012/04/09/il-doodle-per-eadweard-muybridge/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 07:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai Google fa notizia quando non ha un doodle, non più il contrario. Però quello di oggi è davvero bello: Eadweard Muybridge era un fotografo (qui su Wikipedia) famoso per le sue foto in sequenza di un cavallo in corsa e in generale per la &#8220;crononofotografia&#8221;. Oggi è il giorno del suo 182° anniversario dalla nascita, [...]]]></description>
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</script></p>
<p>Ormai Google fa notizia quando non ha un doodle, non più il contrario. Però quello di oggi è davvero bello: Eadweard Muybridge era un fotografo (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eadweard_Muybridge" target="_blank">qui su Wikipedia</a>) famoso per le sue foto in sequenza di un cavallo in corsa e in generale per la &#8220;crononofotografia&#8221;. Oggi è il giorno del suo 182° anniversario dalla nascita, non proprio una data da spellarsi le mani dagli applausi&#8230;</p>
<p>Ps.<br />
La data di oggi è assai (ma assai assai) più importante per un altro compleanno: tanti auguri <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2011/04/13/quanto_e_bella_la_vita_analogi/" target="_blank">topolina</a>.</p>
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		<title>Easter Eggs, una breve storia</title>
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		<comments>http://vitadigitale.corriere.it/2012/04/08/easter-eggs-una-breve-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 16:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le uova di Pasqua, rigorosamente in inglese “Easter eggs” sono delle “sorprese” innocue e spesso divertenti nascoste all’interno di software di ogni genere. Il nome nasce (secondo Wikipedia) sia dai doni nascosti nelle uova Fabergé dell’impero russo, sia dalla tradizione anglosassone della caccia all’uovo, di nascita pagana e poi rielaborata in chiave cristiana. La caccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/Spore_1.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-4058" title="Spore_1" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/Spore_1-500x312.gif?v=1333902128" alt="" width="500" height="312" /></a>Le uova di Pasqua, rigorosamente in inglese</strong> “<a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=EASTER&amp;submit.x=14&amp;submit.y=7" target="_blank">Easter eggs</a>” sono delle “sorprese” innocue e spesso divertenti nascoste all’interno di software di ogni genere. Il nome nasce (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Easter_egg_(media)" target="_blank">secondo Wikipedia</a>) sia dai doni nascosti nelle uova Fabergé <a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=640&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/atariadventure.jpg',680,500)"><img class="alignright size-medium wp-image-4059" title="atariadventure" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/atariadventure-250x140.jpg?v=1333902384" alt="" width="250" height="140" /></a>dell’impero russo, sia dalla tradizione anglosassone della caccia all’uovo, di nascita pagana e poi rielaborata in chiave cristiana. La caccia alle <em>easter eggs</em> era una pratica irrinunciabile da parte degli smanettoni in nuovi giochi e software fin dai primi anni Ottanta e nel corso di tutti i Novanta. Poi l’uso di livelli, scritte e sorprese nascoste nei programmi si è in realtà un po’ “istituzionalizzato” e dunque è diventato meno intrigante. Parlare di queste uova elettroniche è un buon modo per festeggiare la Pasqua in stile Vita Digitale.</p>
<p><strong><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=960&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/macse.jpg',1000,680)"><img class="alignleft size-medium wp-image-4060" title="macse" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/macse-250x140.jpg?v=1333902530" alt="" width="250" height="140" /></a>Il tutto nasce nel 1979, le versioni convergono</strong> su questo, all’interno del gioco Adventure – un precursore delle avventure prima testuali e poi grafiche – della Atari: compiendo una serie di azioni si poteva arrivare all’interno di una stanza altrimenti inaccessibile dove si trovava solo una semplice scritta (“Created by Warren Robinett”, vedi sopra) che celebrava il creatore del gioco. La tradizione da allora va avanti. Si passa dagli “scherzi” nascosti all&#8217;interno delle varie versioni dei sistemi operativi Mac (la foto del team di sviluppo del software del Macintosh SE, a sinistra) o Windows (con il Microsoft Bear che faceva <a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=960&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/bear.jpg',1000,680)"><img class="alignright size-medium wp-image-4061" title="bear" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/bear-250x140.jpg?v=1333902583" alt="" width="250" height="140" /></a>capolino cliccando ctrl+alt+shift all’interno dell’“About” di Win 3.1, a destra), per proseguire con le chicche per veri intenditori da trovare per esempio nei videogiochi classici per pc. In Doom 2, nella mappa finale, si poteva trovare non solo la testa decapitata di John Romero (mitico creatore del gioco della Id Software, vedi sotto), ma anche un file musicale che – se riprodotto al contrario – dava un’oscura indicazione su come finire l’infernale livello: &#8220;To win the game, you must kill me, John Romero&#8221;. Un culto in quegli anni era quindi diventato il “Konami code” (premere in successione le frecce Su, Su, Giù, Giù, Sinistra, Destra, Sinistra, Destra quindi i tasti B e A) che permetteva di accedere a uova pasquali nei giochi della softwarehouse e non solo.</p>
<p><strong><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=640&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/Romero_head.png',680,620)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4062" title="Romero_head" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/Romero_head-500x375.png?v=1333902646" alt="" width="500" height="375" /></a><br />
Andando avanti negli anni – tra un Flight Simulator</strong> nascosto in Excell (foto a sinistra) e un Flipper in Word, tutti versione 97 -, come detto l’uso delle uova nascoste è diventato sempre meno frequente o sempre meno “nascosto” o <a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=960&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/excell1.jpg',1000,680)"><img class="alignleft size-medium wp-image-4065" title="excell" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/excell1-250x140.jpg?v=1333903155" alt="" width="250" height="140" /></a>goliardico. In campo software, un grande classico degli ultimi anni sono i percorsi impossibili proposti da Google Maps, come gli ormai “classici” tratti a nuoto proposti per alcuni itinerari (a destra). Nei videogiochi, terreno fertile, qualcosa di divertente si trova non a caso in titoli che in un qualche modo hanno le radici nella “vecchia scuola”: nel troppo presto <a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=960&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/googlemaps.jpg',1000,680)"><img class="alignright size-medium wp-image-4064" title="googlemaps" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/googlemaps-250x140.jpg?v=1333902710" alt="" width="250" height="140" /></a>dimenticato Spore, nella versione demo, facendo ruotare velocemente la galassia compare la faccia stupita del “maestro” Will Wright (foto d’apertura del post); diverse le easter eggs nascoste nel primo Halo (soprattutto nell’impossibile modalità “Leggendario”), come l’alieno lassista dell’ultimo livello: lo troverete prendendo una piccola stradina fuori dal percorso principale, non vi attaccherà e anzi pronuncerà la frase &#8220;Fortuna che sulla nave ci sarà qualcosa da bere perché mi è venuta proprio una gran sete&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Papà è a casa – (Lunga) parentesi analogica</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 05:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Congedo parentale]]></category>

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		<description><![CDATA[«Quand’è che inizi ad allattare?». La domanda che mi ha fatto un collega qualche giorno fa riassume in modo più colorito il dato che mi relega a una minoranza tanto piccola da farmi credere di non aver mai fatto parte di un gruppo così ristretto. Sarà che sono sempre stato poco originale. Ora non più: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Quand’è che inizi ad allattare?»</strong>. La domanda che mi ha fatto un collega qualche giorno fa riassume in modo più colorito il dato che mi relega a una minoranza tanto piccola da farmi credere di non aver mai fatto parte di un gruppo così ristretto. Sarà che sono sempre stato poco originale. Ora non più: tra pochi giorni sarò tra il 6,9% dei padri che in Italia, <a href="http://www.istat.it/it/archivio/48912" target="_blank">secondo l’Istat</a>, si prendono un congedo parentale di almeno un mese per stare a casa con i propri figli. Insomma, vado in paternità (<a href="http://27esimaora.corriere.it/tag/paternita/" target="_blank">guarda sulla 27esima Ora tutti i post di approfondimento</a>). E ci starò per poco meno di cinque mesi. Le reazioni alla «notizia» si dividono usualmente in due, a seconda del genere dell’interlocutore: «Bravo!», dicono le donne; «E perché?!», mi chiedono gli uomini.</p>
<p><strong><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=362&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/barbapapa.jpg',402,484)"><img class="alignleft size-medium wp-image-4054" title="barbapapa" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/barbapapa-250x237.jpg?v=1333718776" alt="" width="250" height="237" /></a>Perché la mia scelta, ragionata e condivisa in famiglia</strong>, è così originale pur non essendo per nulla eccezionale? Perché in Italia, per i padri, pensare di stare a casa con i figli è così difficile? Scoperta la percentuale, ne ho parlato con Marina Piazza, sociologa esperta di politiche di genere che ha fatto parte per l’Italia del network comunitario «Family&amp;work». Le ragioni sarebbero sostanzialmente tre. Quella economica, legata al fatto che durante il congedo parentale lo stipendio scende al 30% (per i dipendenti pubblici il primo mese rimane al 100%), dato che ci pone all’ultimo posto in Europa: in Francia si è al 45%, nel Nord Europa all’80. C’è quindi un timore legato a una diffusa ostilità nelle aziende, che specialmente in tempo di crisi suggerisce di essere cauti con un certo tipo di scelte di vita. Spiega Piazza: «Si viene visti come dei «traditori» del proprio genere: i maschi, a differenza delle femmine, dovrebbero dare tutto per il lavoro». Infine, una motivazione più puramente culturale che vede in Italia ancora una rigida divisione dei ruoli che sarebbero propri dell’uomo e della donna: «Ma i giovani sono sempre meno legati a queste problematiche».</p>
<p><strong><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=516&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/giornata.jpg',556,768)"><img class="alignleft size-medium wp-image-4056" title="giornata" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/giornata-250x1008.jpg?v=1333802511" alt="" width="250" height="1008" /></a>Una mentalità comunque dura a morire</strong>, ma che potrebbe essere incrinata dal recente Ddl sulla riforma del lavoro: «L’obbligo per il padre di astenersi dal lavoro, pur per soli tre giorni contro, per esempio, i quindici in Francia», conclude Piazza, «aiuterebbe a sostenere il concetto di genitorialità condivisa».</p>
<p><strong>A questi motivi ne aggiungerei poi un quarto</strong>, quello che più ho faticato a superare: la paura di non essere all’altezza. Paura che può poi tradursi anche in non voglia. Perché fare il papà attivo (non chiamatelo «mammo»: esiste già «papà» ed è una parola così bella), al pari della mamma attiva, è una gran fatica. Un compito che non concede pause (<em>vedi la tabella</em>) e che richiede un’alta professionalità. L’igiene personale del piccolo, i cambi di pannolini e vestitini (con l’attenta valutazione delle condizioni atmosferiche) non si possono improvvisare. Né tantomeno il cucinare e gestire la nutrizione di un bambino di un anno e tenere adeguatamente pulito e a sua misura — tra spigoli-killer e prese di corrente a portata di ditino — l’ambiente dove vive.</p>
<p><strong>Una volta presa la decisione con Laura, mia moglie</strong>, era sorta un’altra preoccupazione: l’iter burocratico da percorrere per arrivare al congedo. Temevo compilazioni e code infinite, e reiterate, agli uffici Inps e una montagna di documenti da portare in azienda. Niente di più sbagliato: tutto si fa online sul sito <a href="http://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=2&amp;iNodo=2&amp;iiDServizio=250&amp;sURL=https%3a%2f%2fserviziweb.inps.it%2fServiziCittadino%2f" target="_blank">Inps.it</a>. Bisogna però prima capire cosa prevede la legge per il congedo parentale. Ecco: entro gli otto anni del figlio i genitori possono prendere, a turno, fino a dieci mesi di astensione facoltativa dal lavoro — che diventano undici se il padre ne fa almeno tre —, con un massimo di sei mesi per genitore (sul sito<a href="http://www.cislfpsna.it/public/donne/CongediParentali_2011.pdf" target="_blank"> Cisl.it</a> si trova un documento in «pdf» molto chiaro). A questo punto, dopo aver ottenuto il Pin d’accesso alla sezione «Servizi online» del sito Inps, basta compilare la domanda di richiesta. Inviata, si ottiene un numero di protocollo: basta comunicarlo all’azienda e la burocrazia è finita (e, papà, non dimenticate la possibilità di chiedere di integrare lo stipendio con il Tfr fino a tornare al 100% della spettanza mensile).</p>
<p><strong><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=500&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/papa.jpg',540,534)"><img class="alignright size-medium wp-image-4055" title="papa" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/papa-250x197.jpg?v=1333718830" alt="" width="250" height="197" /></a>Per concludere voglio che siano chiare le mie motivazioni</strong>. Malgrado questo articolo, non vado in paternità per dare il buon esempio (e così incentivare i maschi italiani a condividere piaceri e doveri della genitorialità) o creare un caso. Non lo faccio per raccogliere materiale per un reportage sul maschio casalingo, né perché ho un libro da scrivere. La ragione è molto più alta e si chiama Martina, un amore che solo chi è genitore può capire. È una persona speciale con cui ho un rapporto speciale che la legge italiana mi permette di coltivare in esclusiva e senza distrazioni per un certo periodo di tempo. Per aiutarla a crescere, perché lei mi aiuti a crescere. Più prosaicamente, poi, l’uso del congedo parentale permette a Laura e me di stare a casa con nostra figlia fino a settembre. Sperando poi di essere fortunati nella lotteria dei nidi comunali. Ma questa è già un’altra storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli italiani e i videogiochi: sondaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 11:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo il Rapporto annuale Aesvi, sono quasi 11,5 milioni le famiglie italiane a possedere una console di gioco. Come siete messi a macchine di gioco, voi lettori di Vita Digitale? Sotto il nostro sondaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/journey-screen1.jpg',1064,716)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4052" title="journey-screen1" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/journey-screen1-500x281.jpg?v=1333710494" alt="" width="500" height="281" /></a>Secondo il <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/04/05/videogiochi-il-rapporto-annuale-2012/" target="_blank">Rapporto annuale Aesvi</a>, sono quasi 11,5 milioni</strong> le famiglie italiane a possedere una console di gioco. Come siete messi a macchine di gioco, voi lettori di Vita Digitale? Sotto il nostro sondaggio.</p>
Nota: C'è un sondaggio incorporato in questo post, visita il sito per parteciparvi.
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		<title>Videogiochi, il rapporto annuale 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’altra inflessione, dopo quella dell’anno scorso, ma questa volta più corposa. D’altronde pensare che un’industria pur fiorente come quella dei videogiochi fosse immune dalla crisi era impensabile. Pur avendo dalla propria Mario, Master Chief e compagnia bella. Ma se nel Rapporto annuale di Aesvi (sviluppato con Gfk) il mercato scende per la prima volta dall’inizio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/skyrimaesvi.jpg',1064,716)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4050" title="skyrimaesvi" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/skyrimaesvi-500x281.jpg?v=1333635307" alt="" width="500" height="281" /></a><br />
Un’altra inflessione, dopo quella dell’<a href="http://vitadigitale.corriere.it/2011/05/02/videogiochi_la_classifica_annu/" target="_blank">anno scorso</a></strong>, ma questa volta più corposa. D’altronde pensare che un’industria pur fiorente come quella dei <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=videogiochi&amp;submit.x=22&amp;submit.y=15" target="_blank">videogiochi</a> fosse immune dalla crisi era impensabile. Pur avendo dalla propria Mario, Master Chief e compagnia bella. Ma se nel Rapporto annuale di <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=aesvi&amp;submit.x=21&amp;submit.y=8" target="_blank">Aesvi</a> (sviluppato con Gfk) il mercato scende per la prima volta dall’inizio della rilevazione sotto il miliardo di euro (993,1 milioni), con un calo del 7,1% rispetto all’anno precedente, la buona notizia è che abbiamo superato la Spagna. L’Italia è ora il quarto mercato europeo (<em>vedi sotto</em>).</p>
<p><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/pag_5.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4043" title="pag_5" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/pag_5-500x346.jpg?v=1333634467" alt="" width="500" height="346" /><br />
</a><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/pag_6.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4044" title="pag_6" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/pag_6-500x338.jpg?v=1333634519" alt="" width="500" height="338" /></a></p>
<p><strong>Bisogna notare nei dati riportati nei grafici sopra però</strong> che questi si riferiscono al solo mercato “tradizionale” dei videogiochi: l’indagine non coinvolge i segmenti dell’online e del mobile, che stanno acquisendo <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/04/04/angry-birds-space-e-i-giochi-per-il-nuovo-ipad/" target="_blank">un peso sempre più importante</a> sul valore complessivo del settore.</p>
<p><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/pag_11.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4045" title="pag_11" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/pag_11-500x335.jpg?v=1333634635" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p><strong>Cresce ancora il numero di famiglie italiane che possiedono</strong> una qualche console per videogiochi (<em>vedi sopra</em>): due punti percentuali in più rispetto al 2010 per un totale del 45,5% dei nuclei, ossia 11.455.800 famiglie. Sale anche la penetrazione dei pc, presenti nel 58,8% delle case (14.802.900 famiglie, +1,3% rispetto al 2010).</p>
<p><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/pag_8.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4046" title="pag_8" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/pag_8-500x340.jpg?v=1333634681" alt="" width="500" height="340" /></a></p>
<p><strong>Per quanto riguarda il mercato hardware, le piattaforme</strong> vendute registrano un calo significativo pari all’11,7% (<em>vedi sopra</em>). Su questo dato, oltre alla tendenza generale incide anche l’attesa per i nuovi lanci sul fronte delle console fisse: dopo 6-7 anni di vita delle vecchie macchine (che l&#8217;anno scorso erano anche state scontate), parte del pubblico è probabilmente in attesa della fine dell’anno e di quello nuovo per l’arrivo della nuova generazione di console.</p>
<p><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/pag_13.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4047" title="pag_13" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/pag_13-500x342.jpg?v=1333634890" alt="" width="500" height="342" /></a></p>
<p><strong>Sul fronte software (<em>vedi sopra il mercato</em>) si conferma</strong> la tendenza alla preferenza per videogiochi adatti a tutte le età (<em>vedi sotto</em>), anche se i Pegi 18 passano dal 15 al 18% rispetto a un anno fa. Nella top 20 è confermato lo storico sorpasso di Fifa a Pes per il gioco più venduto (<a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=fifa+pes&amp;submit.x=35&amp;submit.y=6" target="_blank">l&#8217;avevamo anticipato</a>). Oltre ai classici blockbuster, ottime le performance di Just Dance 3, di LA Noire della Rockstar e del titolo <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/01/06/i-10-videogiochi-piu-belli-del-2011-video/" target="_blank">votato dai lettori di Vita Digitale</a> come il migliore dell’anno, ossia Skyrim.</p>
<p><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/pag_21.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4048" title="pag_21" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/pag_21-500x341.jpg?v=1333634946" alt="" width="500" height="341" /><br />
</a><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/pag_23.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4049" title="pag_23" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/pag_23-500x361.jpg?v=1333634960" alt="" width="500" height="361" /><br />
</a><strong>Ottimista, e ci mancherebbe altro (i settori dell&#8217;intratteniment</strong>o davvero in crisi sono altri), il commento finale di <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=persegati&amp;submit.x=27&amp;submit.y=11" target="_blank">Andrea Persegati</a>, presidente Aesvi. &#8220;Per il 2012 guardiamo anzitutto con entusiasmo al segmento delle piattaforme tradizionali. A febbraio è arrivata sul mercato la nuova portatile di casa Sony, la PlayStation Vita, mentre verso la fine dell&#8217;anno è previsto il lancio della Nintendo Wii U. Inoltre, Microsoft e Sony potrebbero annunciare qualche novità sul lancio delle nuove versioni delle loro console domestiche. Anche il segmento delle nuove piattaforme, online e mobile, avrà un impatto sempre più importante non solo sui consumi delle famiglie, ma anche sullo sviluppo di un&#8217;industria nazionale. L&#8217;abbassamento delle barriere d&#8217;ingresso al mercato ha favorito, infatti, la nascita di nuove start-up in Italia specializzate nella produzione di videogiochi e confluite nel 2011 all&#8217;interno nostra Associazione attraverso il programma <a href="http://www.aesvi.it/" target="_blank">AESVI4Developers</a>&#8220;.</p>
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		<title>Angry Birds Space e i giochi per il nuovo iPad</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 09:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si discute ancora molto sulle qualità del nuovo iPad di Apple (qui la prova fatta da Mal di Tech). Una cosa però è certa: il trasporto del Retina display dall’iPhone alla tavoletta ha aperto nuove prospettive nel mondo del mobile gaming, i videogiochi da passeggio che possono contare – tra smartphone e tablet – su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-4038" title="inewpad" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/inewpad-250x204.jpg?v=1333531593" alt="" width="250" height="204" />Si discute ancora molto sulle qualità del nuovo <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=ipad&amp;submit.x=22&amp;submit.y=12" target="_blank">iPad</a></strong> di Apple (<a href="http://malditech.corriere.it/2012/03/20/ecco-il-nuovo-ipad-la-nostra-prima-prova-con-video/#more-567" target="_blank">qui</a> la prova fatta da Mal di Tech). Una cosa però è certa: il trasporto del <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=retina&amp;submit.x=19&amp;submit.y=9" target="_blank">Retina display</a> dall’<a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=iphone&amp;submit.x=23&amp;submit.y=9" target="_blank">iPhone</a> alla tavoletta ha aperto nuove prospettive nel mondo del mobile gaming, i <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=videogiochi&amp;submit.x=34&amp;submit.y=10" target="_blank">videogiochi</a> da passeggio che possono contare – tra smartphone e tablet – su qualcosa come 500 milioni di dispostivi in giro per il pianeta. Un mercato ricco e che in prospettiva diventerà ricchissimo (<a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/02/06/il-mercato-del-gioco-in-movimento-e-la-sfida-di-psvita/" target="_blank">ne avevamo parlato qui</a>). Non è un caso che del nuovo iPad Apple abbia sottolineato proprio le potenzialità per i videogiocatori, sia per lo schermo (2048 x 1536 pixel), sia per la potenza della Gpu quadcore. Il nuovo iPad ha davvero senso (forse) solo per i gamer. E infatti eccoci qua.</p>
<p><strong><p><script type="text/javascript">
// <![CDATA[
var player = new Player('9', null, null, '6efa1a3c-7da8-11e1-adda-3290e3a063cc', null, null, null, null, null, "false", "false", null, null, null, null, null, null);
// ]]&gt;
</script></p></strong></p>
<p><strong>Nella <a href="http://video.corriere.it/opinioni/vita-digitale/index.shtml" target="_blank">videorubrica</a> della settimana abbiamo voluto recuperare</strong> un lancio che <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/04/02/quanto-e-bella-la-vita-analogica2/" target="_blank">per forza maggiore</a> ci era scappato. Abbiamo voluto tornarci con dieci giorni di ritardo per questioni affettive e per motivi propriamente giornalistici: il <a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/Angry-Birds-Space-02.png',1064,689.89606299213)"><img class="alignleft size-medium wp-image-4039" title="Angry-Birds-Space-02" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/Angry-Birds-Space-02-250x134.png?v=1333531739" alt="" width="250" height="134" /></a>nuovo <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=angry&amp;submit.x=35&amp;submit.y=8" target="_blank">Angry Birds</a> se – come diciamo nel video – non propone un gameplay che si discosta dai precedenti, è comunque un evento. Perché parliamo di un fenomeno che ha avuto un impatto sull’espansione del platea dei videogiocatori pari – con le dovute differenze &#8211; all’intuizione “motion” di <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=wii&amp;submit.x=20&amp;submit.y=10" target="_blank">Nintendo Wii</a>. Parliamo di oltre 700 milioni di downloads, una cifra inimmaginabile fino a 3-4 anni fa. La migrazione nello spazio della battaglia tra uccellini e maiali è stata lanciata nei mercati digitali quasi in contemporanea con l’arrivo della nuova tavoletta <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=apple&amp;submit.x=35&amp;submit.y=11" target="_blank">Apple</a>. Un tempismo non casuale (lo accenniamo nel video), anche se la app non è ottimizzata per il nuovo display. Forse lo farà. O forse è il gioco in sé a non richiedere questa implementazione grafica.</p>
<p><strong>Implementazione che invece sta coinvolgendo giorno</strong> dopo giorno sempre più titoli presenti sull’AppStore (le mail delle softwarehouse con l’annuncio dell’upgrade fioccano nella mia casella). Sotto ne trovate un elenco aggiornato <a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/387428400_screen_2_big.jpg',1064,768)"><img class="alignright size-medium wp-image-4040" title="387428400_screen_2_big" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/387428400_screen_2_big-250x187.jpg?v=1333531874" alt="" width="250" height="187" /></a>alla scorsa settimana. Molti ovviamente sono giochi. E alcuni, testati per l’occasione con grande piacere, sono, graficamente, davvero incredibili: da Infinity Blade 2 ad Asphalt 6, da Sky Gamblers allo splendido Mass Effect Infiltrator. L’idea, e la realtà, di avere in mano una tale ricchezza e fluidità grafiche su uno schermo-foglio (pur spesso, e pesantuccio alla lunga) rivoluziona completamente il concetto stesso di videogiocare. Sony e Nintendo hanno sul campo “portable” due corazzate come <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=ps+vita&amp;submit.x=21&amp;submit.y=16" target="_blank">Vita</a> e il <a href="http://vitadigitale.corriere.it/?s=3ds&amp;submit.x=23&amp;submit.y=9" target="_blank">3DS</a>, console che sarebbero state micidiali fino a qualche anno fa, ma che ora sono a rischio obsolescenza – malgrado le caratteristiche, diverse ma vincenti, di ognuna delle due console – nel mondo dei dispositivi mobili con grafica e capacità di calcolo che si avvicinano sempre di più alle macchine da salotto. E anche queste ultime, nelle nuove versioni in arrivo tra questo (Wii U) e il prossimo anno (Xbox 720 e Playstation 4), non potranno non considerare quanto sta succedendo, di rivoluzionario, nel mondo dei videogiochi.</p>
<p><strong>Videogiochi ottimizzati per il nuovo iPad</strong>:</p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/it/app/id505730036?mt=8" target="_blank">Sky Gamblers: Air Supremacy</a><br />
<a href="http://itunes.apple.com/us/app/id498136115?mt=8" target="_blank"><br />
Flight Control Rocket<br />
</a><a href="http://itunes.apple.com/it/app/infinity-blade-ii/id447689011?mt=8" target="_blank"><br />
Infinity Blade II</a></p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/us/app/mass-effect-infiltrator/id486601093?mt=8" target="_blank">Mass Effect Infiltrator (EA)</a></p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/it/app/order-chaos-online/id414664715?mt=8" target="_blank">Order &amp; Chaos Online</a></p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/it/app/asphalt-6-adrenaline/id400973408?mt=8" target="_blank">Asphalt 6</a></p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/it/app/diamond-dash/id461402734?mt=8" target="_blank">Diamond Dash</a></p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/it/app/labyrinth-2-hd/id307758975?mt=8" target="_blank">Labyrinth 2 HD</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quanto è bella la vita (analogica)/2</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 18:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Cella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog è rimasto muto per qualche giorno, mi scuso con i lettori. Sono stato (e mi sono) impegnato: la spiegazione tardiva la vedete nella foto sopra. Ps. Il titolo (analogico/2) si riferisce al post di un anno fa che completa la decifrazione della foto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="javascript:void(0)" onclick="return openMypopup('http://vitadigitale.corriere.it/popup/?width=1024&img=http://vitadigitale.corriere.it/files/2012/04/tworingstorulethemall.jpg',1064,768)"><img class="aligncenter size-large wp-image-4035" title="tworingstorulethemall" src="http://static2.blog.corriereobjects.it/vitadigitale/wp-content/blogs.dir/10/files/2012/04/tworingstorulethemall-500x375.jpg?v=1333390049" alt="" width="500" height="375" /></a><br />
Il blog è rimasto muto per qualche giorno, mi scuso con i lettori. Sono stato (e mi sono) impegnato: la spiegazione tardiva la vedete nella foto sopra.</p>
<p>Ps.<br />
Il titolo (analogico/2) si riferisce al <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2011/04/13/quanto_e_bella_la_vita_analogi/" target="_blank">post di un anno fa</a> che completa la decifrazione della foto</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/vitadigitale/~4/Qfpo7BePrQQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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