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	<description>Il blog personale di stedime</description>
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		<title>Paranoia del lunedì: trovare una paranoia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Di Mecola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 15:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Drammi]]></category>
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					<description><![CDATA[Per ogni lunedì che si rispetti cè una paranoia. Da sempre scivola tra le pieghe del cervello come si trattasse del caffè a colazione. Ci si abitua anche e forse &#8211; ma forse &#8211; genera dipendenza più della caffeina. Si &#8230; <a href="https://stedime.wordpress.com/2012/10/22/paranoia-del-lunedi-trovare-una-paranoia/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per ogni lunedì che si rispetti cè una paranoia. Da sempre scivola tra le pieghe del cervello come si trattasse del caffè a colazione. Ci si abitua anche e forse &#8211; ma forse &#8211; genera dipendenza più della caffeina. Si perchè, ogni lunedì è più semplice trovare un buon motivo per rendersi oltremodo difficile la settimana. Qualche esempio? L&#8217;amica razionale che ti rende partecipe di un suo dubbio, l&#8217;amica inguaribile che continua a vaneggiare su un amore finito, l&#8217;amico che ti ricorda come era più semplice vivere certe emozioni qualche tempo fa, tua madre che continua a chiederti se va tutto bene davvero. Tutti in cerchio e tu al centro ad assorbire. E allora pensi che che in effetti qualcosa potrebbe andare meglio, che forse dipende dal tuo atteggiamento, che magari un corso di yoga potrebbe aiutarti quanto un tweet sull&#8217;account di uno psicologo. E ti trovi a leggere su siti tipo maldamore o mentesana, a fare domande inutili su yahoo answers (dovrebbero bloccarlo in azienda, altro che Facebook) e  cogliere ovunque segnali su disfatte imminenti o errori gravissimi in corso d&#8217;opera.  I passanti si trasformano in guru preziosi e la tua estetista in Freud.</p>
<p>Santa miseria! Tutto questo mi ricorda quando in terza media l&#8217;insegnante voleva che scrivessimo dei problemi adolescenziali su un tema&#8230; e nessuno capiva di cosa si trattasse. L&#8217;insegnante voleva partecipare ai drammi del futuro e ora sento quasi l&#8217;esigenza di farle una telefonata per il remake nell&#8217;immaturità dei 30. Ma lei ne sarebbe onorata, me lo sento.</p>
<p>Di positivo ci tengo ad evidenziare  due cose:</p>
<p>1. Nel tempo &#8211; perchè ci sono volute diverse settimane e diversi lunedì &#8211; quello sforzo sovra umano permette di riflettere talmente tanto sui massimi sistemi che nel tempo di 8 ore si riesce a: creare un dramma, valutare ogni possibile  causa o conseguenza, prendere decisioni e confutarle per tornare allo stato precedente. Si riesce perfino a smaltire e a tornare sereni &#8211; ma proprio col sorriso &#8211; come dopo un acquazzone.</p>
<p>2. Oggi non ho paranoie se non il fatto di non averne. Ma forse oggi non conta. Ho la febbre.</p>
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		<title>L&#8217;incaglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Di Mecola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frullati]]></category>
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					<description><![CDATA[Quell’aria nei capelli la conosco: quando mi capita di sentirla riesco sempre ad accoglierla bene. Senza uno specchio per controllare, non ho dubbi sul fatto che i capelli disegnino perfette onde in movimento. E allora chiudo gli occhi, allargo le &#8230; <a href="https://stedime.wordpress.com/2012/01/26/lincaglio/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quell’aria nei capelli la conosco: quando mi capita di sentirla riesco sempre ad accoglierla bene.<br />
Senza uno specchio per controllare, non ho dubbi sul fatto che i capelli disegnino perfette onde in movimento.<br />
E allora chiudo gli occhi, allargo le braccia e con quel ghigno sul volto inizio il viaggio: sento quel profumo familiare misto ad un brivido che solletica il cuore e quella voglia di vivere che penso sia solo mia e di nessun altro.<br />
E invece è pieno di gente intorno, pieno di rami verdi al vento con le stesse sensazioni. Solo che non emettono nessun suono e ti pare di esser l’unico al mondo.<br />
E continui ad andare: senti distintamente che ti muovi. Non corri ma vai veloce nell’immobilità perché è il tuo spirito a far tutto. E’ la corrente a trascinarti e non ti bagni. Non ti sembra.<br />
Le immagini scorrono come titoli di coda animati che segnano l’inizio e non una fine. Vedi i colori che descrivono sensazioni provate, belle e brutte ma intense come un caffè caldo alla cannella che mandi giù in un sorso proprio per pelarti la lingua.<br />
Hai ali di farfalla e non ti interessano i fiori, non perché ti sembra di non averne bisogno ma perché non sai neppure che esistono.<br />
Tutto il viaggio è lì davanti e scorre con te dentro.<br />
Mai aprire gli occhi in questi casi!<br />
E’ come la fine di un giramento di testa, come quando qualcuno ti fa ballare e poi ti stoppa. Capisci che è passato l’istante più bello, quello in cui i piedi non toccavano a terra, e devi provare a capire quel passaggio anche se proprio non ti va. Devi risponderti senza prenderti in giro.<br />
E’ un ramo secco fermo nella corrente, l’incaglio. Perchè non l&#8217;hai visto prima? Non preoccuparti per questo: non lo conosce nessuno a prima vista ma se provi a descriverlo, se lo racconti a qualcuno nei dettagli, scopri che ha mille nomi ed è più vecchio di un dinosauro.<br />
E siamo tutti fermi, aggrappati o incastrati ma fermi davvero. Non solo questa volta.<br />
Di buono c’è che la corrente continua a fluire e se vuoi ti aspetta.</p>
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		<title>Dissociazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Di Mecola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 20:13:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;era una ragazza con dei pendenti azzurri che leggeva sulle scale mobili. Aveva lo sguardo basso sul libro stretto a sé. Sembrava presa dalla sua lettura, ma ogni tanto non dimenticava di controllare a che punto della salita si trovasse &#8230; <a href="https://stedime.wordpress.com/2010/09/28/dissociazioni/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una ragazza con dei pendenti azzurri che leggeva sulle scale mobili. Aveva lo sguardo basso sul libro stretto a sé. Sembrava presa dalla sua lettura, ma ogni tanto non dimenticava di controllare a che punto della salita si trovasse e se c&#8217;era qualcuno di strano tutto intorno a lei. Aveva una codina bionda e dei piccoli ciuffi che le ricadevano sugli occhi azzurri, ben evidenziati dalla matita nera. Sentivo un profumo intenso, come di qualcuno che sa quello che vuole. Un profumo dolce, chiaro e persistente, molto legato ad un familiarissimo odore di shampoo. Si trattava di un&#8217;altra ragazza però. Una con un soprabito blu, i capelli castani, lunghi, folti e ben piegati. </p>
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		<title>Pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Di Mecola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 12:31:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era nero al rientro. Le parole, i rintocchi e il cuore sussurravano piccole ma frettolose emozioni. Eravamo scese per rincasare ma niente faceva sospettare che il vero nero l’avremmo conosciuto di lì a poco. Non era che marrone, forse giallo &#8230; <a href="https://stedime.wordpress.com/2010/08/08/pace/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era nero al rientro. Le parole, i rintocchi e il cuore sussurravano piccole ma frettolose emozioni. Eravamo scese per rincasare ma niente faceva sospettare che il vero nero l’avremmo conosciuto di lì a poco. Non era che marrone, forse giallo o addirittura blu. Capimmo troppo tardi quanto fosse nero il vero nero. Tutto intorno si fece gelido e nessuno osò rincasare. Un pò di ambrato faceva al caso nostro ma niente di più. </p>
<p>Ora non resta che del nero nel rosso del nero.</p>
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		<title>Coriandoli e pesci rossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Di Mecola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 22:52:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La bolla è di nuovo stracolma e il pesce non l&#8217;ho ancora comprato. Quant&#8217;è utile un pesce rosso! Tutti sanno che la condizione umana è terribile e che quella di un pesce rosso è quasi invidiabile: lui vive nell&#8217;acqua misera &#8230; <a href="https://stedime.wordpress.com/2010/06/22/coriandoli-e-pesci-rossi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La bolla è di nuovo stracolma e il pesce non l&#8217;ho ancora comprato.<br />
Quant&#8217;è utile un pesce rosso! Tutti sanno che la condizione umana è terribile e che quella di un pesce rosso è quasi invidiabile: lui vive nell&#8217;acqua misera di un sacchetto che non ha neppure consistenza, cresce in una bolla di vetro &#8211; se è fortunato &#8211; e mangia fino a morire. Si è rosso e respira in modo piuttosto vistoso ma non emette sentimenti, no di quelli che fuoriescono dalle bollicine.<br />
Mi sembra piuttosto chiaro che avere un pesce rosso potrebbe essere la valida risposta alla confusa condizione umana&#8230; a questo punto. Non avremmo di che lamentarci, di che soffrire, di che preoccuparci. Noi sappiamo esattamente che la nostra bolla è piena di muschi e neppure riusciamo a vedere bene quello che c&#8217;è fuori; noi viviamo di emozioni giornaliere e di scaramantici obiettivi; possiamo decidere di non mangiare per giorni e poi ingozzarci senza sosta. A noi è concesso l&#8217;arbitrio e il relativo caos e non sono inutili bollicine i nostri sospiri. Ecco quanto è utile un pesce rosso inutile, ecco quanto abbiamo e quanto vorremmo ancora e quanto un pesce rosso non avrà mai. Povero, povero piccolo!</p>
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		<title>Le cause</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:11:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Girovagando tra bit e sanpietrini ho scovato un orologio da taschino. Non ha lancette, nè ore&#8230; non conosce tempo. Indosserò piume di struzzo correndo tra lampi di vento solo per raccontarlo a tutti. Ho scoperto chi sono e cosa voglio &#8230; <a href="https://stedime.wordpress.com/2010/06/05/le-cause/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Girovagando tra bit e sanpietrini ho scovato un orologio da taschino. Non ha lancette, nè ore&#8230; non conosce tempo. Indosserò piume di struzzo correndo tra lampi di vento solo per raccontarlo a tutti. Ho scoperto chi sono e cosa voglio e non c&#8217;è più una ragione per restare ferma. Ora passerò dal mio amico per riposare un pò senza che nessun&#8217;altro se ne accorga e poi riprenderò a volare&#8230; con o senza ali.<br />
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