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	<title>La tua stagione</title>
	
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	<description>Insieme. Per l'ambiente, l'innovazione, il lavoro.</description>
	<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 21:15:00 +0000</pubDate>
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		<title>Rosaria Capacchione , da Il Mattino di Caserta , 2/1/2011</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 20:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era un convitato eccellente al tavolo della trattativa per la localizzazione del termovalorizzatore a Santa Maria la Fossa. Un tavolo misto, opaco, segreto, del quale si è intuita l&#8217;esistenza senza che questa fosse mai dimostrata. Un tavolo al quale la camorra partecipava a pieno titolo, discutendo alla pari così com&#8217;era stato ai tempi degli appalti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">C&#8217;era un convitato eccellente al tavolo della trattativa per la localizzazione del termovalorizzatore a Santa Maria la Fossa. Un tavolo misto, opaco, segreto, del quale si è intuita l&#8217;esistenza senza che questa fosse mai dimostrata. Un tavolo al quale la camorra partecipava a pieno titolo, discutendo alla pari così com&#8217;era stato ai tempi degli appalti dell&#8217;Alta velocità con le istituzioni.</p>
<p><span id="more-1475"></span></p>
<p>A rappresentare il cartello casalese c&#8217;era l&#8217;uomo forte dell&#8217;ala imprenditoriale del clan: Michele Zagaria. Fonti riservate aggiungono: ci fu una riunione alla quale Zagaria partecipò assieme a un uomo legato ai servizi segreti e a un delegato istituzionale, del commissariato straordinario di Governo o della Regione. All&#8217;ordine del giorno c&#8217;era l&#8217;opportunità o meno di costruire nel cuore dei Mazzoni l&#8217;impianto di incenerimento dei rifiuti, struttura malvista dalla comunità locale che già da tempo sopportava i disagi delle discariche ufficiali e di quelle illegali ma la cui costruzione, in quei giorni, veniva data per imminente. Era la fine del 2006. La localizzazione del secondo inceneritore della Campania, dopo quello di Acerra, era cosa ormai decisa dalla Regione, per l&#8217;avvio delle opera si aspettava soltanto la seconda valutazione di impatto ambientale da parte del ministero dell&#8217;Ambiente. Gli espropri dei terreni avrebbero interessato 553 aziende agricole e zootecniche e l&#8217;intera filiera di produzione della mozzarella. La strada sarebbe stata attraversata da circa 180 camion al minuto. Sarebbe diventato inutile anche il centro commerciale già localizzato su un&#8217;area al confine tra Santa Maria la Fossa e Casal di Principe. Parte delle aziende bufaline e centro commerciale sono attività di diretto interesse del clan dei Casalesi. Zagaria chiedeva una sorta di ristoro per i mancati guadagni dal comparto agroalimentare, e lo chiedeva all&#8217;interlocutore istituzionale. Ma quale ruolo aveva l&#8217;altro partecipante all&#8217;incontro? Era stato lui, l&#8217;agente segreto, l&#8217;intermediario e il garante? Del tavolo segreto si è vociferato per anni, oggi pare che ne esista una traccia più concreta, la stessa che ha portato gli investigatori a ipotizzare un ruolo paraistituzionale nella copertura della latitanza di Michele Zagaria, fatto sul quale la Dda di Napoli ha aperto un fascicolo contro ignoti per favoreggiamento della camorra e, nello specifico, dell&#8217;ultimo capo ancora in libertà dopo oltre quindici anni di inutili ricerche. Tra gli episodi sospetti, l&#8217;annotazione dell&#8217;Aisi su un progetto di rapina tra Villa Literno e Casal di Principe che ha prodotto quale risultato alcune perquisizioni che hanno rischiato di far saltare l&#8217;arresto di Sigismondo Di Puorto, reggente della famiglia Schiavone. Nell&#8217;ambito della stessa inchiesta, sono stati interrogati, nella veste di persone informate sui fatti, alcuni funzionari delle Poste ai quali è stato chiesto di spiegare in che modo una lettera possa essere stata recapitata al destinatario in indirizzo senza che risultasse il timbro dell&#8217;ufficio che aveva provveduto alla spedizione. Lettera anonima, scritta con le modalità delle relazioni di servizio degli organi investigativi, che conteneva alcune indicazioni riservate sulla localizzazione di un covo sicuro di Michele Zagaria, arrivata al centro Dia di Napoli alla fine di novembre. La Dda di Napoli con molta probabilità chiederà anche di acquisire dalla Procura di Caltanissetta copia dell&#8217;altro anonimo, recapitato alla fine dell&#8217;estate alla Dia di quella città, scritto con le stesse modalità e pervenuto, pure quello, senza timbro sulla busta. Un&#8217;altra copia dello stesso appunto è arrivato a palazzo San Macuto, a Roma, sede della commissione antimafia, sempre senza timbro. Nella nota si faceva riferimento a una riunione che si sarebbe svolta alla periferia di Messina e alla quale avrebbero partecipato, con l&#8217;obiettivo di programmare una serie di attentati contro alcuni magistrati, esponenti di Cosa nostra, camorra casalese e ‘ndrangheta.</p>
<p> </p>
<p>Una volta c&#8217;era il traffico di armi, settore di elezione dei rapporti promiscui tra criminalità organizzata e apparati di sicurezza. Oggi, ma non certo solo da oggi, il terreno d&#8217;incontro e dello scambio è quello del traffico dei rifiuti speciali e tossico-nocivi. In tempi di emergenza, anche di quelli ordinari. C&#8217;è un uomo, nella storia delle indagini sulle ecomafie, che di questi rapporti polifonici ha fatto la sua fortuna. Si chiama Cipriano Chianese, è un avvocato-politico-imprenditore caduto in disgrazia giudiziaria nel 1993, risalito a galla fortunosamente, riaffondato tredici anni dopo grazie a una serie di indagini della Dda di Napoli sullo smaltimento illegale tra Parete, Giugliano e Villa Literno (la stessa area utilizzata da Gaetano Vassallo per far sparire sotto terra milioni di tonnellate di scorie tossiche). L&#8217;inchiesta del pm Alessandro Milita, che nel 2006 ne chiese e ottenne l&#8217;arresto per associazione camorristica, documentò che tra i suoi amici c&#8217;era un agente del Sisde, in servizio nel Lazio. Lo 007 aveva incontrato un paio di volte Chianese e gli aveva chiesto alcuni favori. Per esempio, di essere aiutato a ottenere un trasferimento. Come l&#8217;avvocato potesse favorirlo e attraverso quali canali non è stato mai accertato. Quale la contropartita neppure si sa. È invece certo che l&#8217;ineffabile imprenditore dei rifiuti, l&#8217;uomo che secondo un collaboratore di giustizia avrebbe anche cercato di assoldare un killer per far uccidere Milita, frequentava Licio Gelli, in fondatore della P2. Cipriano Chianese, grazie alle sue oblique entrature, era riuscito a ottenere grossi favori dal Commissariato di governo per l&#8217;emergenza rifiuti. Per esempio, la riapertura delle due discariche X e Z, in località Scafarea a Giugliano, esaurite da tempo e mai bonificate, e a incassare oltre trenta milioni di euro per l&#8217;opera prestata durante la prima emergenza rifiuti. Una sorta di miracolo che è costato la richiesta di rinvio a giudizio, in un&#8217;altra indagine, a lui e all&#8217;ex sub-commissario Giulio Facchi. Negli atti, i rapporti irregolari con alcuni carabinieri che, secondo l&#8217;ipotesi di accusa, intervenivano a comando con sopralluoghi negli impianti di smaltimento utilizzati dal Commissariato di governo che venivano puntualmente sequestrati. A Facchi non restava altra scelta che ricorrere al buon Chianese, che così otteneva le autorizzazioni provvisorie allo smaltimento in deroga alle ordinanze di chiusura, e la copertura finanziaria adeguata al pagamento del servizio reso.</p>
<p> </p>
<p>Rosaria Capacchione, Il Mattino di Caserta , 2/1/2011</p>
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		<title>Finanziaria 2011: fine delle politiche sociali?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 14:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;approvazione definitiva della Legge di Stabilità, il sito www.nens.it pubblica l&#8217;aggiornamento dell&#8217;analisi di Antonio Misiani (&#8221;Finanziaria 2011: fine delle politiche sociali?&#8221;) sui tagli della spesa sociale. Buona lettura.
La Redazione di Nens
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;approvazione definitiva della Legge di Stabilità, il sito <a title="http://www.nens.it/" href="http://www.nens.it/" target="_blank">www.nens.it</a> pubblica l&#8217;aggiornamento dell&#8217;analisi di Antonio Misiani (&#8221;<a title="http://www.nens.it/_public-file/Finanziaria%202011%20e%20politiche%20sociali%20-%20aggiornamento%20approvazione%20definitiva.pdf" href="http://www.nens.it/_public-file/Finanziaria%202011%20e%20politiche%20sociali%20-%20aggiornamento%20approvazione%20definitiva.pdf" target="_blank">Finanziaria 2011: fine delle politiche sociali?&#8221;) </a>sui tagli della spesa sociale. Buona lettura.</p>
<p>La Redazione di Nens</p>
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		<title>CANCUN-COP16</title>
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		<comments>http://www.latuastagione.it/wordpress/2010/12/08/cancun-cop16/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 21:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dibattiti (ambiente)]]></category>

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		<description><![CDATA[CANCUN-COP16: UN PIANO MONDIALE PER L&#8217;AMBIENTE E UNA CARBON TAX MONDIALE PER GESTIRE LE EMERGENZE AMBIENTALI GLOBALI. LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO TROVA IL SUPPORTO DI JEREMY RIFKIN.

Da Copenhagen a Cancun la storia non cambia: l&#8217;egoismo nazionale di pochi Paesi industrializzati rischia di affondare la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici. Per superare l&#8217;inerzia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CANCUN-COP16: UN PIANO MONDIALE PER L&#8217;AMBIENTE E UNA CARBON TAX MONDIALE PER GESTIRE LE EMERGENZE AMBIENTALI GLOBALI. LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO TROVA IL SUPPORTO DI JEREMY RIFKIN.</p>
<p><span id="more-1469"></span></p>
<p>Da Copenhagen a Cancun la storia non cambia: l&#8217;egoismo nazionale di pochi Paesi industrializzati rischia di affondare la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici. Per superare l&#8217;inerzia in cui si trova il mondo a causa della divisione dell&#8217;umanita&#8217; in Stati nazionali sovrani occorre cambiare rotta. Il Movimento Federalista Europeo (MFE) propone la costituzione di un&#8217;Organizzazione Mondiale per l&#8217;Ambiente (OMA) sul modello della Comunita&#8217; Economica per il Carbone e l&#8217;Acciaio (CECA), gestita da un&#8217;Alta Autorita&#8217; indipendente che disponga di adeguate risorse finanziarie proprie. Tali risorse possono derivare da entrate automatiche, con l&#8217;istituzione di una carbon tax mondiale per gestire le emergenze ambientali globali e per ridurre le emissioni di carbonio (CO2). Jeremy Rifkin - nel suo intervento al Convegno dei Federalisti Europei alla Fiera Ecomondo in vista del vertice di Cancun – ha espresso piena sintonia di vedute con le proposte del MFE e ha invitato il movimento a proseguire in tale azione.</p>
<p>La divisione dell&#8217;umanita&#8217; in Stati nazionali sovrani impedisce di affrontare efficacemente i problemi globali, tra i quali il mutamento del clima, dovuto all&#8217;attivita&#8217; dell&#8217;uomo. Il Movimento Federalista Europeo, che si batte per il superamento di tale divisione a partire dall&#8217;Europa mediante la creazione della Federazione Europea, evidenzia che senza interventi immediati, incisivi e consistenti per la riduzione, a livello planetario, delle emissioni di CO2 nell&#8217;atmosfera, l&#8217;aumento della temperatura media continuera&#8217; senza sosta con gravissimi rischi e pericoli per tutti i cittadini del Pianeta e le generazioni future.</p>
<p>Fino ad ora non sono stati adottati provvedimenti significativi, a livello globale capaci di contrastare il degrado ambientale che puo&#8217; diventare irreversibile. Il protocollo di Kyoto, pur avendo svolto, storicamente, un ruolo importantissimo si e&#8217; rivelato uno strumento inadeguato rispetto ai propri obiettivi (non solo perche&#8217; non applicabile ad aree di fondamentale importanza quali Stati Uniti, India e Cina). Trattandosi di un mero trattato internazionale e&#8217; scarsamente impegnativo ed e&#8217; stato largamente disatteso: occorre andare oltre lo strumento del Trattato internazionale.</p>
<p>Fermiamo la febbre del pianeta riducendo le emissioni di CO2 nell&#8217;atmosfera e affidando la stabilizzazione del clima a istituzioni internazionali adeguate al carattere globale della sfida climatica, che non puo&#8217; essere affrontata unilateralmente da nessuno Stato del Mondo. </p>
<p>E&#8217; necessario che i principali Paesi inquinatori (Stati Uniti, Unione Europea, Cina, India, Russia, Brasile, Messico, Giappone, Sud Africa) affrontino insieme la sfida climatica, partendo da un primo accordo di principio finalizzato a costituire la premessa di un atto di grande rilievo politico di risonanza mondiale.</p>
<p>E&#8217; necessario che si preveda l&#8217;assunzione di impegni vincolanti da parte degli Stati e la costituzione di un&#8217;Organizzazione Mondiale per l&#8217;Ambiente, dotata di reali poteri, gestita da un&#8217;Alta Autorita&#8217; indipendente e che disponga di adeguate risorse finanziarie proprie.</p>
<p>Detta Organizzazione Mondiale costituira&#8217; lo strumento per gestire insieme le emergenze ambientali globali, per incoraggiare i Paesi in via di Sviluppo a condividere la diminuzione delle emissioni di</p>
<p>carbonio (CO2) e i Paesi Sviluppati ad aiutarli fornendo loro una considerevole quota di sostegno finanziario e tecnologico da impiegare esclusivamente per l&#8217; utilizzo di energie rinnovabili. Il modello di istituzione proposto si ispira a quello della CECA .</p>
<p>I mezzi finanziari propri dovrebbero derivare da entrate automatiche con l&#8217;istituzione di una carbon tax mondiale, concepita come addizionale delle accise nazionali sul consumo di carburanti fossili, esistenti in tutti i paesi sopraindicati, salvo che negli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea ha il dovere di manifestare la propria capacita&#8217; e volonta&#8217; di assumere, parlando con una sola voce, un ruolo di leadership nella riconversione in senso ecologico dell&#8217;economia mondiale .</p>
<p>_ _ _ fine del comunicato _ _ _</p>
<p>A cura dell&#8217;Ufficio stampa del Movimento Federalista Europeo, 0039.347.0359693, ufficiostampa@mfe.it</p>
<p>_ _ _ w w w . m f e . it _ _ _</p>
<p>Per ulteriori approfondimenti potete scaricare il Quaderno &#8221;Un governo europeo per l&#8217;ambiente&#8221; all&#8217;indirizzo<br />
<a href="http://www.mfe.it/doc/2010/quaderno-governo-europeo-ambiente.pdf">http://www.mfe.it/doc/2010/quaderno-governo-europeo-ambiente.pdf</a></p>
<p>_ _ _ w w w . m f e . it _ _ _</p>
<p>Rimini, Fiera &#8221;Ecomondo 2010&#8221;, sabato 6 novembre, convegno sul tema : &#8221;La posizione dell&#8217; Europa e le proposte dei Movimenti e delle Organizzazioni della Societa&#8217; Civile in vista della Conferenza dell&#8217;ONU sul clima di Cancun&#8221;.</p>
<p>Interviste ed interventi video:<br />
- Jeremy Rifkin - docente all&#8217;Executive Education Program della Wharton School presso la University of Pennsylvania, intervento in videoconferenza<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=28V9LRXzVQw">http://www.youtube.com/watch?v=28V9LRXzVQw</a></p>
<p>- Alberto Majocchi - docente di scienza delle finanze all&#8217;Universita&#8217; di Pavia &#8220;Una carbon tax europea per la riconversione ecologica dell&#8217;economia&#8221;<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=O8ynXhLGPns">http://www.youtube.com/watch?v=O8ynXhLGPns</a></p>
<p>- Maurizio Gubbiotti - Coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente &#8220;Le proposte delle organizzazioni della societa&#8217; civile in vista di Cancun&#8221;<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=F2z0gtI8M7o">http://www.youtube.com/watch?v=F2z0gtI8M7o</a></p>
<p>- Roberto Palea - Presidente del Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino &#8220;Un &#8216;Organizzazione Mondiale per l&#8217;Ambiente sul modello della CECA&#8221;<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=uTT7JDU0S2w">http://www.youtube.com/watch?v=uTT7JDU0S2w</a></p>
<p>- Vittorio Prodi - Parlamentare Europeo - Membro della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo &#8220;Il ruolo del Parlamento Europeo alla Conferenza dell&#8217;ONU sul clima di Cancun &#8221;<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=VN0esipgiaA">http://www.youtube.com/watch?v=VN0esipgiaA</a></p>
<p>- Liliana Di Giacomo - Direzione nazionale del MFE - Segretaria del MFE della Puglia &#8220;Fermiamo insieme la febbre del Pianeta - Un Piano mondiale per l&#8217;Ambiente-Un ruolo attivo dell&#8217;U.E.&#8221;<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9KSy6zcSbxM">http://www.youtube.com/watch?v=9KSy6zcSbxM</a></p>
<p>- Angelo Consoli - President du Centre Europeen pour la Troisieme Revolution Industrielle di Bruxelles &#8220;Un&#8217;Europa post-carbon : un nuovo grande progetto per l&#8217;integrazione europea&#8221;<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UPpxPQ_inSU">http://www.youtube.com/watch?v=UPpxPQ_inSU</a></p>
<p>Interventi audio dei relatori:</p>
<p>- Relazione introduttiva: Lamberto Zanetti<br />
<a href="http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Relazione-introduttiva-di-Lamberto-Zanetti.mp3">http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Relazione-introduttiva-di-Lamberto-Zanetti.mp3</a></p>
<p>- Introduzione: Roberto Palea<br />
<a href="http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Roberto-Palea.mp3">http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Roberto-Palea.mp3</a></p>
<p>- Un&#8217;Europa post-carbon: Angelo Consoli<br />
<a href="http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Angelo-Consoli.mp3">http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Angelo-Consoli.mp3</a></p>
<p>- Una carbon tax europea: Alberto Majocchi<br />
<a href="http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Alberto-Majocchi1.mp3">http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Alberto-Majocchi1.mp3</a></p>
<p>- Vittorio Prodi<br />
<a href="http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Vittorio-Prodi.mp3">http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Vittorio-Prodi.mp3</a></p>
<p>- Presentazione del documento “Fermiamo insieme la febbre del Pianeta”: Liliana Di Giacomo<br />
<a href="http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Liliana-Di-Giacomo.mp3">http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Liliana-Di-Giacomo.mp3</a></p>
<p>- Conclusioni di Maurizio Gubbiotti.<br />
<a href="http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Maurizio-Gubbiotti.mp3">http://www.gfeforli.eu/wp-content/uploads/2010/11/Maurizio-Gubbiotti.mp3</a></p>
<p>Il convegno e&#8217; stato organizzato dalla Commissione Nazionale Ambiente del Movimento Federalista Europeo, dal Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino e dall&#8217;Istituto di Studi sul Federalismo e l&#8217;Unita&#8217; Europea &#8221;Paride Baccarini&#8221;, con il patrocinio del Parlamento Europeo, della Commissione Europea, del Comune di Rimini, e con la collaborazione del CIME, dell&#8217; AICCRE e dell&#8217; AEDE.</p>
<p>_ _ _ w w w . m f e . it _ _ _</p>
<p>Il Movimento Federalista Europeo</p>
<p>Il Movimento Federalista Europeo e&#8217; stato fondato a Milano il 27-28 agosto 1943 da un gruppo di antifascisti raccolti intorno ad Altiero Spinelli. I principi sulla base dei quali esso e&#8217; nato sono contenuti nel Manifesto di Ventotene, elaborato nel 1941 dallo stesso Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e Eugenio Colorni. L&#8217;analisi e le proposte politiche contenute nel Manifesto si basano sulla presa di coscienza della crisi dello stato nazionale - ritenuto la causa principale delle guerre mondiali e dell&#8217;affermazione del nazifascismo - e sulla convinzione che solo il superamento della sovranita&#8217; assoluta degli Stati attraverso la creazione di una Federazione europea avrebbe assicurato la pace in Europa. L&#8217;MFE si differenzia radicalmente dai modelli normali di organizzazione politica, i partiti e i gruppi di pressione. Diversamente dai gruppi di pressione, che cercano solo vantaggi particolari per gruppi particolari senza modificare necessariamente l&#8217;assetto dei poteri costituiti e a differenza dei partiti, che hanno come quadro privilegiato di azione il quadro nazionale, l&#8217;MFE esercita un&#8217;iniziativa politica autonoma rivolta alla fondazione di uno Stato nuovo, la Federazione europea.</p>
<p> Il 21 maggio 2006 in occasione della sua prima visita ufficiale a Ventotene il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano dichiaro&#8217; che &#8221;per rilanciare l&#8217;idea di Europa c&#8217;e&#8217; bisogno dell&#8217;impulso dei giovani, il cui sentire europeo si e&#8217; fatto naturale e profondo, e nell&#8217;avanguardia della Gioventu&#8217; Federalista Europea ( la sezione giovanile del Movimento Federalista Europeo) la molla piu&#8217; forte&#8221;.</p>
<p> Movimento Federalista Europeo<br />
Sezione italiana dell&#8217;Unione Europea dei Federalisti e del World<br />
Federalist Movement<br />
Via Poloni, 9 - 37122 Verona - Tel. e fax +39 045 8032194</p>
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		<title>L’Espresso. Taddei: “Su, tassiamo la casa”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 09:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il settimanale l&#8217;Espresso pubblica un articolo dell&#8217;economista bolognese Filippo Taddei.
&#8220;Su, tassiamo la casa&#8221;.
Siamo il paese che punisce di meno gli immobili e di più il lavoro. E se provassimo a spostare il carico fiscale?
Ecco cosa si potrebbe fare con soli 450 € l&#8217;anno di imposta sul mattone.

L&#8217;Espresso. Taddei: &#8220;Su, tassiamo la casa&#8221; 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il settimanale l&#8217;Espresso pubblica un articolo dell&#8217;economista bolognese Filippo Taddei.</p>
<p>&#8220;Su, tassiamo la casa&#8221;.<br />
Siamo il paese che punisce di meno gli immobili e di più il lavoro. E se provassimo a spostare il carico fiscale?<br />
Ecco cosa si potrebbe fare con soli 450 € l&#8217;anno di imposta sul mattone.</p>
<p><span id="more-1467"></span></p>
<p><a style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;" title="View L'Espresso. Taddei: " href="http://www.scribd.com/doc/44648278/L-Espresso-Taddei-Su-tassiamo-la-casa">L&#8217;Espresso. Taddei: &#8220;Su, tassiamo la casa&#8221;</a> <object width="100%" height="600" type="application/x-shockwave-flash" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf"><param name="id" value="doc_3270423517649" /><param name="name" value="doc_3270423517649" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="document_id=44648278&amp;access_key=key-2j3abkh1tbqfjhar8fby&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><param name="src" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>06.12.10 - Idee e progetti per governare la montagna - Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 14:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

		<category><![CDATA[Dibattiti (ambiente)]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 6 dicembre 2010 dalle ore 16.00 alle ore 19.30
Sala riunioni della sede PD, Via G. Rivani 35 – Bologna
Idee e progetti per governare la montagna
Le proposte del PD, l’azione della Regione Emilia-Romagna

Intervento di apertura Giorgio Sagrini (Coordinatore Gruppo regionale PD “Per la montagna”)
Interventi di
Simonetta Saliera (Vice Presidente della Regione – Assessore alla Montagna)
Tiberio Rabboni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lunedì 6 dicembre 2010 dalle ore 16.00 alle ore 19.30<br />
</strong>Sala riunioni della sede PD, Via G. Rivani 35 – Bologna</p>
<p><strong>Idee e progetti per governare la montagna<br />
Le proposte del PD, l’azione della Regione Emilia-Romagna</strong></p>
<p><span id="more-1453"></span></p>
<p>Intervento di apertura Giorgio Sagrini (Coordinatore Gruppo regionale PD “Per la montagna”)</p>
<p>Interventi di<br />
Simonetta Saliera (Vice Presidente della Regione – Assessore alla Montagna)<br />
Tiberio Rabboni (Assessore regionale all’Agricoltura)<br />
Giancarlo Muzzarelli (Assessore regionale alla Green Economy)<br />
Paola Gazzolo (Assessore regionale alla Difesa del Suolo)<br />
Maurizio Melucci (Assessore regionale al Turismo)</p>
<p>Dibattito</p>
<p>Intervento conclusivo Stefano Bonaccini (Segretario regionale PD Emilia-Romagna)</p>
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		<title>“La lobby di Dio” di Ferruccio Pinotti</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 20:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[ di redazione MicroMega
Una super lobby, ma anche una realtà di fede. Un network potentissimo, che spazia dagli affari alla politica, dalla finanza all’industria; ma anche una galassia di realtà non profit che realizzano opere caritatevoli che portano aiuto a molte persone in difficoltà. I suoi detrattori affermano che è più potente dell’Opus Dei, più efficiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> di <strong>redazione MicroMega</strong></em></p>
<p>Una super lobby, ma anche una realtà di fede. Un network potentissimo, che spazia dagli affari alla politica, dalla finanza all’industria; ma anche una galassia di realtà <em><span style="font-family:">non profit</span></em> che realizzano opere caritatevoli che portano aiuto a molte persone in difficoltà. I suoi detrattori affermano che è più potente dell’Opus Dei, più efficiente della massoneria, più «connessa» di Confindustria. È in questa duplice natura il fascino e l’attrattiva di Comunione e liberazione, un network di potere che sta conquistando crescenti posizioni in Italia e all’estero.</p>
<p><span id="more-1459"></span></p>
<p>Una battuta che ricorre nelle alte sfere del Vaticano, tra cardinali e alti prelati, dà l’idea di quanto sia ormai forte Cl: «L’obiettivo di Comunione e liberazione? Il prossimo Papa e il prossimo premier». Uno scenario che non appare affatto improbabile, con importanti figure come Angelo Scola, cardinale e patriarca di Venezia organico a Comunione e liberazione, che viene indicato come possibile successore di Ratzinger.</p>
<p>Al di là dei <em><span style="font-family:">rumors</span></em>, il movimento creato nel ’54 da don Luigi Giussani rappresenta oggi un fenomeno di grande interesse; ed altrettanto stimolante sul piano analitico è il suo braccio economico, la Compagnia delle opere. Le imprese e i professionisti che la compongono sono una rete solidissima, che si integra e assiste le altre realtà del movimento. I numeri della Compagnia delle opere sono impressionanti: 41 sedi in Italia e in altri 17 paesi, 34.000 imprese e 1000 associazioni no-profit. Il fatturato complessivo è stato stimato in almeno 70 miliardi di euro. Numeri in difetto perché tengono conto soltanto delle imprese iscritte alla Cdo. Soltanto la sezione milanese della Cdo conta più di 6000 aziende di tutti i comparti e le tipologie. Già nel 2008 il numero di associati della Cdo di Milano ha superato quelli di Assolombarda.</p>
<p>Comunione e Liberazione esprime un leader, Roberto Formigoni, che guida da 15 anni una regione, la Lombardia, che con un bilancio di 24,9 miliardi di euro è più importante di molti piccoli Stati dell’Europa allargata. Ma Cl e Cdo si stanno espandendo con forza anche nella &#8220;rossa&#8221; Emilia Romagna, in Piemonte, in Lazio, in Calabria, in Sicilia; mentre all’estero è ormai presente in 70 paesi, dove conta su forti presenze, tanto che ormai il leader spirituale di Cl è uno spagnolo, monsignor Julian Carron, succeduto a Giussani alla sua morte, nel 2005. Straniero anche il presidente della Compagnia delle Opere, il tedesco Bernhard Scholz.</p>
<p>Comunione e Liberazione vanta forti simpatie e sostegni nella politica: da Silvio Berlusconi (sostenitore de <em><span style="font-family:">Il Sabato </span></em>nel ’78 e premier indicato apertamente da Cl e Cdo in varie tornate elettorali) a Pierluigi Bersani (ospite fisso del Meeting di Rimini) fino a Enrico Letta, Francesco Rutelli, Matteo Renzi, e molti ancora.<br />
Oggi però esprimono «vicinanza» a Comunione e liberazione big dell’economia e protagonisti della finanza come Corrado Passera, Sergio Marchionne (ospite d’onore al Meeting 2010), il numero uno di Generali Cesare Geronzi, il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, top manager di multinazionali come Enel e Edison, noti professori universitari, giornalisti, medici, imprenditori.</p>
<p>Al fenomeno Cl è dedicato un corposo libro di inchiesta, <em><span style="font-family:">La Lobby di Dio </span></em>(dal 25 novembre in libreria per Chiarelettere) di Ferruccio Pinotti, che in 480 pagine fitte di dati e ricche di oltre 60 interviste, illumina per la prima volta un mondo in grande crescita. Un potere che sembra inarrestabile. «Questo nostro modello conquisterà l’Italia», disse una volta Roberto Formigoni. Il modello, in gergo ciellino, si chiama «amicizia operativa». E oggi sempre più imprese, complice la crisi finanziaria, si avvicinano a Cl per godere dell’ombrello protettivo della Compagnia delle opere. La Cdo ha infatti stretto accordi con banche come Unicredit, Intesa-San Paolo, Bnl, Banco Popolare, Popolare di Milano; e la battuta che gira tra molti imprenditori in crisi è che «se non sei della Cdo non hai accesso al credito».</p>
<p>I critici di Cl sostengono che, sfruttando il <em><span style="font-family:">mantra </span></em>della sussidiarietà, Cl e Cdo hanno colonizzato la sanità lombarda, privatizzandola rapidamente (le strutture private nei 15 anni di guida fomigoniana sono cresciute esponenzialmente) ed occupandola con i suoi uomini. Identiche accuse sono state rivolte relativamente alla guida di società ad hoc create dalla Regione come Finlombarda, Infrastrutture Lombarde, Cestec, Ferrovie Nord, Fiera di Milano.</p>
<p>Ma nella sezione dell’inchiesta intitolata «Tutti i business della Compagnia della opere», Pinotti investiga a fondo i <em><span style="font-family:">core business</span></em> della Cdo, da Milano alla Sicilia: l’occupazione della scuola, gli anziani e l’assistenza, i trasporti, l’energia, le mense, i servizi alle imprese. Una parte importante dell’inchiesta è quella legata all’espansione di Cl e Cdo nel mondo universitario: attraverso la costruzione di residenze e studentati, ma anche con un’occupazione culturale che emerge in tutta la sua forza dalle molte interviste raccolte.</p>
<p>C’è anche un risvolto giudiziario, che ha sfiorato le attività di Cl. Con interviste, testimonianze e atti processuali, <em><span style="font-family:">La Lobby di Dio </span></em>ricostruisce inchieste come quella sulla Cascina (mense e ristorazione), l’operazione Why Not in Calabria, l’inchiesta sulle tangenti in Trentino, lo scandalo Oil for Food, l’indagine Montecity a Milano, fino all’inchiesta di Padova sui fondi europei, che ha visto recentemente rinviati a giudizio i vertici della Compagnia dele Opere del Nordest.</p>
<p>Il libro-inchiesta però non affronta solo la parte pubblica di Comunione e liberazione: Pinotti è entrato nel modo di essere del movimento, dentro un sistema di valori che origina quasi una realtà parallela, visibile e allo stesso tempo segreta, misteriosa pur se sotto gli occhi di tutti. Questa chiave di lettura è proposta attraverso il racconto dei suoi membri: dai semplici simpatizzanti che ogni anno, a fine agosto, si ritrovano al Meeting di Rimini ai più severi militanti noti come <em><span style="font-family:">Memores Domini</span></em>, l’élite di Comunione e liberazione, i laici che dedicano la loro vita a Cl vivendo nella castità e nell’obbedienza più rigorosa, pur ricoprendo nel mondo incarichi importanti, ruoli e responsabilità politiche ed economiche di primo rilievo, come lo stesso Formigoni. Voci, atmosfere, testimonianze e storie toccanti, anche di persone che si sono lasciate alle spalle con dolore l’esperienza di Comunione e Liberazione.</p>
<p>Ma quale sarà l’evoluzione di Cl? Nella quinta parte, «Il futuro di Cl», l’inchiesta si interroga sul futuro del movimento, che trovò l’11 febbraio 1982 ampio riconoscimento formale da Giovanni Paolo II, un Papa che ha aiutato in maniera determinante i movimenti di chiara impronta conservatrice. Ma il potere raggiunto da Cl sotto il papato di Ratzinger, un pontefice (assistito tra l’altro proprio da «suore laiche» di Cl) è crescente. Benedetto XVI vede in Cl il <em><span style="font-family:">think thank </span></em>della sua Chiesa, il serbatoio da cui probabilmente pescherà il suo successore: un progetto ambizioso che punta proprio su uno dei grandi protettori di Cl in Vaticano, il cardinale Angelo Scola. Il movimento quindi guarda lontano, con idee chiare e obiettivi precisi, forte di solidi riferimenti nella Chiesa, nella politica, nell’economia e nella finanza.</p>
<p><em><span style="font-family:">(22 novembre 2010)</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><a title="http://temi.repubblica.it/micromega-online/fede-politica-e-affari-il-boom-di-cl/" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/fede-politica-e-affari-il-boom-di-cl/">http://temi.repubblica.it/micromega-online/fede-politica-e-affari-il-boom-di-cl/</a></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>Codice etico: mondo dell’impresa e valori</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 12:35:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Dibattiti (lavoro/lavori)]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi si è svolto il convegno &#8220;Etica e impresa&#8221; organizzato dalla Prefettura e dalla Camera di Commercio di Forlì Cesena al fine di effettuare una valutazione obiettiva di come il tessuto economico locale stia reagendo a tale sfida ed individuare i percorsi e le azioni future per favorire sempre più uno sviluppo economico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial;">Nei giorni scorsi si è svolto il convegno &#8220;Etica e impresa&#8221; organizzato dalla Prefettura e dalla Camera di Commercio di Forlì Cesena al fine di effettuare una valutazione obiettiva di come il tessuto economico locale stia reagendo a tale sfida ed individuare i percorsi e le azioni future per favorire sempre più uno sviluppo economico locale capace di coniugare competitività e responsabilità.<br />
Sottoscritto lo scorso 11 marzo 2010 da ventiquattro soggetti istituzionali e di rappresentanza della provincia, su proposta della Prefettura di Forlì-Cesena, il cosiddetto &#8220;codice etico&#8221; può definirsi come la &#8220;carta costituzionale&#8221; dell&#8217;impresa, una carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di ogni partecipante all&#8217;organizzazione imprenditoriale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span id="more-1456"></span><br />
E&#8217; un mezzo efficace a disposizione delle imprese per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell&#8217;azienda, perché introduce una definizione chiara ed esplicita delle responsabilità etiche e sociali dei propri dirigenti, quadri, dipendenti e spesso anche fornitori.<br />
E&#8217; indubbio come negli ultimi anni si stiano vivendo profondi sconvolgimenti nel panorama economico-produttivo nazionale sul rapporto tra etica ed impresa: Parmalat, Cirio, e scandali similari hanno messo in luce un rapporto difficile tra l&#8217;imprenditore e la sua coscienza etica. Le conseguenze sono state poi nefaste: posti di lavoro saltati, risparmiatori sul lastrico, competitività ridimensionata, e così via.<br />
Non si può certamente andare avanti così.<br />
Oggi per progredire non bastano le reti economico-produttive e di fornitura, le alleanze strategiche, se prima non si fa rete di valori, forti e condivisi. I costi economici sono sempre anche costi umani. I costi umani hanno sempre anche una ricaduta economica. Più l&#8217;economia è virtuosa più il contesto si fa più umano. Più il contesto promuove le qualità della persona e dei lavoratori più l&#8217;economia - eticamente orientata - trova vento per le proprie vele.<br />
E&#8217; giunto dunque il momento di essere gli artefici di un nuovo percorso, senza aspettarsi che dall&#8217;alto ci siano le soluzioni ai nostri problemi. Il fatto che Forlì abbia recentemente ricevuto il riconoscimento di &#8220;città equosolidale&#8221;, alla presenza del Prof. Andrea Segrè, deve essere un ulteriore stimolo per tutta la cittadinanza e per i tanti mondi dell&#8217;impresa a proseguire, in forma cooperativa, questo impegno.</p>
<p>Thomas Casadei<br />
Consigliere Regionale PD<br />
</span></p>
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		<title>Il decalogo per salvare l’ Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 16:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Repubblica — 11 novembre 2010   pagina 148   sezione: PRIMA PAGINA
NEL mese di aprile del 2010, il debito pubblico italiano ha raggiunto il livello record di 1812,8 miliardi di euro, superando così il precedente record che datava ottobre 2009. In termini di indebitamento pubblico in rapporto al Pil, l&#8217; Italia occupa la sesta posizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Repubblica — 11 novembre 2010   pagina 148   sezione: PRIMA PAGINA</p>
<p>NEL mese di aprile del 2010, il debito pubblico italiano ha raggiunto il livello record di 1812,8 miliardi di euro, superando così il precedente record che datava ottobre 2009. In termini di indebitamento pubblico in rapporto al Pil, l&#8217; Italia occupa la sesta posizione tra i paesi di tutto il mondo, la terza tra quelli sviluppati - secondo lo stesso parametro-e la seconda trai paesi sviluppati in relazione alla detenzione del debito da parte degli stranieri. Il 70% del debito pubblico italiano è effettivamente posseduto da «non italiani».</p>
<p><span id="more-1449"></span></p>
<p>Domani l&#8217; editore Fazi manda in libreria il saggio di Jacques Attali &#8220;Come finirà? L&#8217; ultima chance del debito pubblico&#8221; (pagg. 216, euro 17,50). Anticipiamo parte del capitolo sulla situazione italiana scritto in occasione di questa edizione uesta proporzione è del 95,6% per la Grecia, del 52,2% per la Francia, del 16,5% per la Gran Bretagna. Ciascun italiano è così debitore di una somma di 31.000 euro per il rimborso del debito pubblico, ovvero sedici mesi delle sue entrate. La Banca d&#8217; Italia ha tra l&#8217; altro registrato una diminuzione delle entrate fiscali dell&#8217; 1,8%, secondo una proporzione sulla prima parte dell&#8217; anno. In base a questa evoluzione, il debito pubblico italiano nel 2010 dovrebbe raggiungere il 118,4% del PIL, contro il 115,8% nel 2009. (&#8230;) Nel 2016, la Repubblica italiana avrà settant&#8217; anni, l&#8217; età della maturità e della saggezza per ogni regime politico in Europa. In confronto, nessuna Costituzione francese è durata di più. Se non ci si muove in tempo, l&#8217; Italia si ritroverà irrimediabilmente sprofondata in una crisi d&#8217; identità, e verrà cancellata dalla scena mondiale (&#8230;). Prima di qualsiasi misura economica, occorrerà innanzitutto ridurre i rischi di nuove importanti spese pubbliche dovute agli errori del sistema finanziario, imponendo regole di prudenza molto più rigorose: è scandaloso che un governo sia costretto a ridurre le spese che servono a migliorare sanità e giustizia per finanziare gli errori dei banchieri americani. Per trovare reali margini di manovra, occorrerà in seguito approntare bilanci pubblici e sociali tali da individuare un surplus sufficiente a riportare in alcuni anni il debito pubblico a livelli tollerabili. Sarà anche necessario continuare la lotta contro la frode e l&#8217; evasione fiscale. Questo piano d&#8217; emergenza deve essere attuato prima delle prossime grandi scadenze elettorali, cioè nei prossimi tre anni, e il suo proseguimento dovrà essere il tema fondamentale nel dibattito politico che, dopo le elezioni, preluderà alla nomina del presidente del Consiglio. Per definirlo occorre fare una scelta preliminare tra moratoria e rispetto della parola data. Attualmente, l&#8217; opzione da prendere in considerazione non si discute: la gravità di un dibattito successivo a una moratoria sarebbe incommensurabile. Occorre poi decidere di quanto devono essere ridotte le spese e aumentate le entrate, poiché sarebbe illusorio credere che il necessario adeguamento di bilancio si possa fare solo con una delle due cose. Una riduzione significativa delle spese pubbliche è possibile, anche senza mettere in pericolo la qualità e l&#8217; equità dei servizi pubblici italiani. Questo esige di proseguire la riforma dello Stato iniziata dieci anni fa. Si tratta di completarla con misure coraggiose, tanto caparbie quanto impopolari, troppo a lungo ritardate: la caccia sistematica agli sprechi o alle doppie occupazioni nelle amministrazioni militari, civili e sociali; la riduzione massiccia delle sovvenzioni all&#8217; agricoltura e alle industrie non più produttive; la diffusione delle tecnologie relative all&#8217; «ubiquità nomade» nei servizi pubblici; la soppressione di tutte le strutture amministrative e politiche superflue, siano esse statali, parastatali o regionali. È possibile migliorare i servizi pubblici anche destinando loro meno risorse di prima. Sarà necessario incrementare le entrate, e quindi decidere quali imposte aumentare: scelta eminentemente politica, dipendente dalle categorie sociali che la maggioranza al potere sceglie di proteggere come priorità. (&#8230;) Occorrerà certamente aumentare significativamente l&#8217; IVA (misura meno ingiusta in un periodo di stabilità dei prezzi) e creare una o due aliquote supplementari alle cinque attuali dell&#8217; IRPEF, piuttosto che pensare di ridurre quest&#8217; ultima soltanto a due aliquote. Inoltre sarà necessario tener conto della speranza di vita nel calcolo dei contributi e delle pensioni, anche per i lavoratori del settore pubblico, a eccezione di quelli che esercitano lavori usuranti o pericolosi, e finanziare, almeno in parte, le spese legate all&#8217; assistenza e all&#8217; allungamento della durata di vita con i redditi da capitale. L&#8217; aumento delle imposte comporterà altri sacrifici: una famiglia non potrà finanziare allo stesso tempo l&#8217; assistenza degli anziani con le tasse e gli «oggetti-nomadi» dei giovani con la spesa privata. Quest&#8217; aumento dovrà avere un limite: se diventa eccessivo, il rischio di veder crollare la competitività del paese e il suo tasso di risparmio diventa grande. Per garantire il successo di questo insieme di misure, occorrerà gestire in totale trasparenza la nuova ripartizione delle risorse tra generazioni presenti e future. Cioè ridefinire il modello sociale dell&#8217; Italia.</p>
<p>Traduzione di Emilia Bitossi - <em>JACQUES ATTALI</em></p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Rapporto Attali al secondo atto ma rischia il flop</strong></p>
<p>Repubblica — 16 ottobre 2010   pagina 33   sezione: ECONOMIA</p>
<p>PARIGI - Un lavoro inutile, nel migliore dei casi: il secondo rapporto della commissione Attali è stato accolto con un misto di scetticismo e di ironia da esperti e uomini politici. Presentato ieri sera a Nicolas Sarkozy, non è stato illustrato con nessuna conferenza stampa, segno inequivocabile del suo destino: finire in un cassetto. Se le 316 proposte di due anni fa, anche se in gran parte rimaste nel libro dei sogni, hanno almeno suscitato qualche discussione, il nuovo documento rischia di cadere nel vuoto. Chiamato a dire come rafforzare la crescita e ridurre i deficit all&#8217; uscita dalla crisi, Jacques Attali non ha la bacchetta magica. Per una parte, il suo documento propone misure già prese o previste dal governo (come la riduzione di certi sgravi fiscali e la diminuzione dei farmaci rimborsati dal servizio sanitario), mentre altre sono politicamente impraticabili a un anno e mezzo dalle presidenziali: tagli agli assegni familiari, riduzione delle prestazioni sanitarie, deregulation per medici e farmacisti, aumento dell&#8217; Iva per finanziare la previdenza sociale, congelamentoo quasi degli stipendi nella funzione pubblica. Secondo Attali, non basta ridurre il deficit pubblico entro il 3% nel 2013, ma occorre anche riportare il debito al 60% entro il 2020. Una cura da cavallo impossibile da far passare in un paese già in rivolta contro l&#8217; innalzamentoa 62 anni dell&#8217; età pensionabile. «Non è più Attali, è Attila», ha ironizzato Marine Le Pen, leader dell&#8217; estrema destra. Ma le proposte dell&#8217; ex braccio destro di François Mitterrand non hanno sorpreso nessuno, visto che in estate aveva già dato il tono: «Abbiamo davanti a noi dieci anni di austerità». Difficile immaginare che un programma di questo tipo possa trovare grandi appoggi nel mondo politico. -</p>
<p><em>Giampiero Martinotti</em></p>
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		<title>25-26.11.10 – Universale e locale Istituzioni e terzo settore insieme per un nuovo welfare – Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 14:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[Convegno nazionale
Universale e locale Istituzioni e terzo settore insieme per un nuovo welfare
Bologna 25-26 novembre 2010
 
La campagna I DIRITTI ALZANO LA VOCE è nata nella primavera del 2009, quando alcuni esponenti del terzo settore hanno cominciato a incontrarsi, condividendo un’insoddisfazione profonda per come i temi del welfare sono affrontati dalla politica e dai media. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Convegno nazionale<br />
<strong>Universale e locale Istituzioni e terzo settore insieme per un nuovo welfare</strong></p>
<p><strong>Bologna 25-26 novembre 2010</strong></p>
<p><strong></strong> <span id="more-1445"></span></p>
<p>La campagna I DIRITTI ALZANO LA VOCE è nata nella primavera del 2009, quando alcuni esponenti del terzo settore hanno cominciato a incontrarsi, condividendo un’insoddisfazione profonda per come i temi del welfare sono affrontati dalla politica e dai media. Da questo scambio di idee è nato il Manifesto per il welfare intitolato “Il benessere è un diritto, la disuguaglianza un’ingiustizia”. Già in quel testo sono indicati i principi etici e politici che ispirano la campagna e che dovrebbero orientare una riforma del welfare che non sia un suo mero smantellamento: la riaffermazione del valore della Costituzione e dei diritti di cittadinanza; la denuncia rispetto alla crescita della povertà, delle disuguaglianze, all’uso del diritto penale e del carcere come risposta ai problemi sociali; la richiesta di una nuova politica, capace di farsi carico, prioritariamente, del bene e dei beni comuni; il valore del lavoro, dell’istruzione, della salute, della casa, di politiche fiscali progressive, di politiche sociali ancorate a diritti universali ed esigibili.</p>
<p>La campagna vuole essere un luogo per costruire una posizione forte sulla riforma del welfare, per rendere più efficace l’interlocuzione con le istituzioni e la politica, ma anche per parlare all’opinione pubblica, ai cittadini. Insomma, per ridare senso e linguaggio ai diritti di cittadinanza, alla giustizia, alla solidarietà.</p>
<p>La Campagna I diritti alzano la voce è promossa da:<br />
Antigone, Arci, Arciragazzi, Associazione Città visibile, Associazione Familiari Alzheimer Pordenone Onlus, Associazione Welcome, Auser, Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) – Napoli, Comitato Diritti Civili delle Prostitute, Comunità Saman, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione Internazionale “Città sociale” – Campania, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione Scs/Cnos, Forum Droghe, Ires Campania, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, Movi, Movimento Rinnovamento democratico, Solidarietà e Cooperazione – Cipsi<br />
<a href="http://www.idirittialzanolavoce.org"><span style="color: #004080;">www.idirittialzanolavoce.org</span></a></p>
<p><a href="http://www.latuastagione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/programma_convegno-r01.pdf" target="_blank">Scarica il programma</a></p>
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		<title>23.11.10 - I rifiuti sono una risorsa - Forlì</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 20:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>teresa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda]]></category>

		<category><![CDATA[Dibattiti (ambiente)]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 23 novembre 2010 ore 20,30
Sala Santa Caterina, Via Romanello 2 Forlì

Tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì invitano all&#8217;incontro pubblico
I rifiuti sono una risorsa
Impariamo come gestire i cosidetti &#8220;rifiuti&#8221; per risparmiare risorse, guadagnare in salute, creare occupazione

Intervengono:
MANUELA RUGGERI già assessore all&#8217;ambiente di Monte San Pietro
Risponderà ad ogni vostra domanda sul porta a porta
CARLA POLI imprenditrice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Martedì 23 novembre 2010 ore 20,30<br />
</strong>Sala Santa Caterina, Via Romanello 2 Forlì
</p>
<p style="text-align: center;">Tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì invitano all&#8217;incontro pubblico</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I rifiuti sono una risorsa<br />
</strong>Impariamo come gestire i cosidetti &#8220;rifiuti&#8221; per risparmiare risorse, guadagnare in salute, creare occupazione</p>
<p><span id="more-1440"></span></p>
<p>Intervengono:<br />
MANUELA RUGGERI già assessore all&#8217;ambiente di Monte San Pietro<br />
Risponderà ad ogni vostra domanda sul porta a porta</p>
<p>CARLA POLI imprenditrice del Centro Riciclo di Vedelago colei che rende il rifiuto una risorsa economica</p>
<p><a href="http://www.latuastagione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/taafvolantino23nov.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1441" title="taafvolantino23nov" src="http://www.latuastagione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/taafvolantino23nov-212x300.jpg" alt="taafvolantino23nov" width="212" height="300" /></a></p>
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