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	<title>XI Congresso PRC</title>
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	<description>XI Congresso del Partito della Rifondazione Comunista</description>
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		<title>STATUTO APPROVATO DALL’XI CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 16:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Statuto]]></category>
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					<description><![CDATA[In attesa di approvazione da parte della COMMISSIONE DI GARANZIA DEGLI STATUTI E PER LA TRASPARENZA E IL CONTROLLO DEI RENDICONTI DEI PARTITI POLITICI STATUTO&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>In attesa di approvazione da parte della COMMISSIONE DI GARANZIA DEGLI STATUTI E PER LA TRASPARENZA E IL CONTROLLO DEI RENDICONTI DEI PARTITI POLITICI</em></strong></p>



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<p><em>STATUTO APPROVATO DALL’XI CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA<br>23-24 e 25 ottobre 2021</em></p>



<p>TITOLO I – Principi e finalità<br>Art. 1 – Principi<br>Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea (d’ora in poi siglabile anche come Prc-Se), con sede in Roma, in via degli Scialoja n. 3, è libera organizzazione politica della classe operaia, delle classi popolari, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle precarie e dei precari, delle disoccupate e dei disoccupati, delle e dei giovani, delle donne e degli uomini che si uniscono per concorrere alla trasformazione della società capitalista e patriarcale e alla liberazione dell’umanità da ogni forma di oppressione, sfruttamento e discriminazione attraverso la costituzione di una società comunista e democratica, fondata sull’uguaglianza, la libertà e l’autodeterminazione.<br>Per realizzare questo fine, il Prc-Se si ispira al pensiero fondativo di Karl Marx e di Antonio Gramsci e partecipa ai movimenti anticapitalistici internazionali. Si propone di rifondare teoria, prassi e organizzazione del movimento operaio per superare la società capitalista nel tempo presente, segnato dall’intersezione fra dominio di classe e genere, discriminazioni su base etnica e devastazione ambientale. Il Prc-Se si propone, dunque, di continuare e innovare la storia delle comuniste e dei comunisti e riconosce nella sua genealogia la Comune di Parigi, la Rivoluzione d’Ottobre, la Resistenza antifascista, la contestazione del biennio ‘68-’69, il movimento altermondialista contro la globalizzazione neoliberista. Si riconosce altresì nella coniugazione di comunismo e democrazia che ha connotato la tradizione comunista in Italia e la questione della rivoluzione in Occidente. Difende la Costituzione italiana nata dalla Resistenza e lotta per la sua piena attuazione. Il Prc-Se è pacifista e antifascista e ripudia la guerra e ogni forma di fascismo. Condanna l’antisemitismo e ogni forma di persecuzione su base religiosa. Promuove e difende la laicità dello Stato.</p>



<p>Art. 2 – Finalità<br>Il Prc-Se lotta perché in Italia, in Europa e nel mondo avanzino e si affermino le istanze di libertà dei popoli, di giustizia sociale, di pace e di solidarietà internazionalista; pratica il conflitto di classe e si batte contro lo sfruttamento del lavoro produttivo e riproduttivo in ogni sua forma; si impegna per la giustizia ambientale, la difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici; persegue il superamento del capitalismo e del patriarcato e la libera autodeterminazione di donne e uomini. Il Prc-Se assume il posizionamento femminista e intersezionale ed è consapevole della piena autonomia dei movimenti femministi e per la libera espressione dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale; ripudia ogni forma di violenza maschile contro le donne, di sessismo, di omolesbobitransfobia e ogni forma di razzismo, di xenofobia, di discriminazione, di sfruttamento, di respingimento delle persone migranti; sostiene le lotte di liberazione e autodeterminazione dei popoli; pratica il mutualismo conflittuale e la connessione delle lotte come forma concreta di ricomposizione del proprio blocco sociale e di costruzione di una società fondata sulla solidarietà e sulla cura.<br>Il Prc-Se rigetta ogni concezione autoritaria e burocratica, stalinista o d’altra matrice, del socialismo e ogni concezione e ogni pratica di relazioni od organizzativa interna al partito di stampo gerarchico e plebiscitario.<br>Riconosce l’autonomia e la politicità degli organismi e delle associazioni della sinistra alternativa e dei movimenti anticapitalisti, con i quali collabora e si confronta alla pari ed ai quali partecipa in modalità democratica e non settaria.<br>Il Prc-Se agisce per la collaborazione e la reciproca solidarietà tra le forze politiche, i soggetti sociali, i movimenti comunisti e anticapitalisti di tutto il mondo e coopera alle iniziative che tendono a unirli per l’alternativa di società e contro la globalizzazione capitalista e tutte le manifestazioni dell’imperialismo.<br>Il Partito della Rifondazione Comunista è soggetto fondatore del Partito della Sinistra Europea (Party of the European Left). Propone l’unità politica e sociale delle lotte, dei movimenti, della sinistra di classe e di alternativa per la liberazione dell’Europa dal neoliberismo su cui si fondano i Trattati vigenti.<br>Le comuniste e i comunisti del Prc-Se sono parte del movimento reale per la trasformazione dello stato di cose presente e partecipano attivamente ai movimenti anticapitalisti, femministi, ambientalisti, antirazzisti, pacifisti che danno vita alla futura umanità nel tempo presente.</p>



<p>TITOLO II – L’adesione al Partito<br>Art. 3 – L’iscrizione al Partito<br>Il partito favorisce l’adesione alla sua organizzazione che avviene mediante l’iscrizione. L’iscrizione al partito è individuale.</p>



<p>Possono iscriversi al partito coloro che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età e che, indipendentemente dalla nazionalità e dalla confessione od opinione religiosa, condividano principi e finalità espressi nel presente statuto. L’adesione al partito impegna altresì al rispetto del presente statuto.</p>



<p>Art. 4 – La domanda di prima iscrizione<br>La domanda di prima iscrizione è rivolta al circolo territoriale o funzionale più vicino al luogo di residenza, lavoro o studio. L’iscrizione può essere presentata anche per via telematica e, in tal caso, è trasmessa alla struttura territoriale o funzionale di riferimento.</p>



<p>L’eventuale rifiuto di prima iscrizione deve essere motivato e comunicato per iscritto all’interessata/o entro un mese dalla domanda. Contro il rifiuto è ammesso il ricorso agli organismi di garanzia che sono tenuti a deliberare entro un mese. Qualora il collegio di garanzia riconosca il diritto dell’interessata/o, la/il segretaria/o di circolo provvede alla consegna della tessera.</p>



<p>Art. 5 – Il rinnovo dell’iscrizione<br>La/Il compagna/o iscritta/o ha diritto a ricevere la tessera per gli anni successivi alla prima iscrizione; in tal caso, la consegna della tessera è atto dovuto.</p>



<p>Art. 6 – La procedura del tesseramento<br>L’atto di iscrizione si perfeziona solo al momento del regolare versamento della quota tessera. L’iscritta/o riceve la tessera, valida per l’anno solare in corso contenente l’indicazione delle sue generalità e della quota versata.</p>



<p>È compito della/del segretaria/o firmare la tessera e curarne la consegna all’iscritta/o. La/Il segretaria/o verifica altresì il corretto inserimento dei dati dell’iscritta/o nel database della piattaforma del partito nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.</p>



<p>Art. 7 – Le incompatibilità<br>Non è ammessa la contemporanea iscrizione al Prc-Se e ad altra organizzazione partitica. È fatta eccezione per le/gli straniere/i residenti in Italia e per le/gli italiane/i residenti all’estero purché l’iscrizione si riferisca ad altro partito comunista o progressista con il quale il Prc-Se abbia rapporti ufficialmente stabiliti.</p>



<p>L’iscrizione al partito è incompatibile con l’appartenenza ad associazioni segrete o che comportino un particolare vincolo di riservatezza o i cui principi ispiratori contraddicano i valori e le scelte del partito.</p>



<p>TITOLO III – La vita democratica del Partito<br>Art. 8 – I diritti dell’iscritta/o<br>Ogni iscritta/o al Prc-Se ha il diritto di partecipare alle attività, alla discussione e ai processi decisionali di partito, con piena libertà di avanzare proposte di discussione e di lavoro. È suo diritto che queste proposte vengano prese in esame e ricevano risposta.</p>



<p>Ogni iscritta/o ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni politiche e di formulare critiche sia nelle sedi di partito che esternamente, in luoghi pubblici o in rete, rispettando la dignità delle istanze e delle persone.</p>



<p>Ogni iscritta/o ha il diritto di elettorato attivo e passivo interno secondo le norme del presente statuto. Ogni iscritta/o ha il diritto di candidarsi o di essere candidata/o nell’elezione degli organismi dirigenti, esecutivi e di garanzia nonché di proporsi o di essere proposta/o per ogni livello della rappresentanza istituzionale.</p>



<p>Ogni iscritta/o ha il diritto di essere informata/o delle discussioni e delle decisioni delle varie istanze organizzate del partito e delle critiche rivoltele/gli.<br>Art. 9 – I doveri dell’iscritta/o<br>Le/Gli iscritte/i al Prc-Se sono tenute/i a contribuire alla realizzazione delle proposte e delle iniziative del partito; a promuoverne la crescita, prendere parte alla sua vita interna e ad avere in essa comportamenti democratici e solidali; a contribuire al finanziamento del partito; a diffonderne la comunicazione.</p>



<p>Le/Gli iscritte/i al Prc-Se sono tenute/i a sostenere e votare tutte le liste elettorali e le/i candidate/i il cui sostegno sia stato deciso dall’organismo politico del partito al livello competente.</p>



<p>Le/Gli iscritte/i al Prc-Se sono tenute/i ad appoggiare, contribuire alla costruzione e partecipare alle attività degli organismi e delle associazioni della sinistra alternativa, dei movimenti critici e anticapitalisti, a contribuire allo sviluppo delle organizzazioni sindacali di classe, delle associazioni democratiche e dei movimenti di massa.</p>



<p>Le/Gli iscritte/i sono tenute/i a fornire una rappresentazione pubblica corretta della linea politica del partito.</p>



<p>Le/Gli iscritte/i, in ottemperanza all’art. 5 del decreto legislativo n. 460/1997, sono tenute/i a non trasmettere ad altre/i la quota tessera e le sottoscrizioni al partito, escludendone la rivalutabilità.<br>Art. 10 – Libertà e partecipazione alla vita del Partito<br>La libertà e la partecipazione rappresentano l’essenza della vita democratica del partito.</p>



<p>L’intera vita interna del Prc-Se è orientata alla democrazia e al confronto, basi fondamentali per una dialettica interna rispettosa delle persone e che anticipi e metta in pratica nella quotidianità la qualità totalmente democratica delle relazioni della futura umanità.</p>



<p>L’organizzazione dei tempi della vita interna di partito e della sua iniziativa deve tendere a rimuovere gli ostacoli materiali alla partecipazione.</p>



<p>Per consentire la piena partecipazione alle attività in rete, il partito promuove la formazione digitale delle iscritte e degli iscritti e lavora a rimuovere gli ostacoli di fatto all’accesso e al pieno utilizzo degli strumenti telematici.</p>



<p>Il Prc-Se organizza, in forme plurali e democratiche, l’elaborazione teorico-politica, il lavoro di inchiesta, la formazione politica; sostiene la libera organizzazione al proprio interno o in forma indipendente, di luoghi di ricerca e tematici aperti alla partecipazione di persone non iscritte al partito; è aperto alla collaborazione con associazioni, riviste e altri luoghi e modi di ricerca teorico-politica.</p>



<p>Art. 11 – Pluralismo e unità del Partito<br>Il partito è una collettività politica unitaria con una pratica politica e una direzione unitarie. Il libero dibattito e la pluralità delle posizioni contribuiscono alla definizione dell’indirizzo politico del partito, impegnato nei suoi organismi alla costante ricerca della sintesi.</p>



<p>La pluralità delle posizioni può esprimersi liberamente in fase congressuale e anche nel corso di dibattiti su questioni di grande rilevanza politica.</p>



<p>La rappresentazione della pluralità del dibattito interno è garantita anche dagli organi di stampa e dai mezzi di comunicazione digitali del partito.</p>



<p>Non è consentita la formazione di correnti o frazioni permanentemente organizzate o finalizzate all’ottenimento di ruoli negli organismi dirigenti.</p>



<p>Art. 12 – L’attuazione della linea politica del Partito<br>Ogni istanza di partito promuove, in raccordo con le istanze superiori, le iniziative ritenute più idonee a perseguire gli obiettivi politici del partito a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale nel rispetto della linea politica definita dal Congresso nazionale, nonché delle decisioni assunte dal Comitato politico nazionale nell’intervallo fra due congressi nazionali.<br>Nel Prc-Se le strutture territoriali del partito hanno il compito e l&#8217;autonomia di sviluppare l&#8217;iniziativa locale, di fare analisi e inchiesta, di arricchire ed articolare la linea del partito. L’autonomia delle federazioni e dei regionali, per quanto riguarda le elezioni regionali e i capoluoghi di provincia, non autorizza ad alleanze elettorali non compatibili con la linea approvata dal Congresso e dal comitato politico nazionale. Qualora le strutture locali del partito esprimessero posizioni riguardanti importanti questioni in netto contrasto con le scelte decise dal Congresso e dagli organismi nazionali, compromettendo la credibilità e l&#8217;azione complessiva del partito, è compito degli organismi dirigenti: a) aprire subito il confronto e la necessaria dialettica politica con le strutture locali e con tutte le compagne e i compagni di quella realtà con lo scopo di raggiungere una sintesi condivisa e coerente con gli orientamenti generali del partito; b) valutare le iniziative e le decisioni da prendere in relazione all&#8217;esito del suddetto confronto per tutelare il ruolo e le scelte di fondo del partito.</p>



<p>Art. 13 – La democrazia di genere, l’autodeterminazione e la co-rappresentanza<br>Il Prc-Se assume come fondanti per la rifondazione comunista il posizionamento femminista e intersezionale e la lotta per il superamento del capitalismo e del patriarcato e sostiene i movimenti femministi, per la libertà e l’autodeterminazione delle donne e delle soggettività LGBTQIA+. Riconosce pienamente la libertà delle compagne iscritte nella scelta delle pratiche femministe di autorganizzazione e autodeterminazione e delle relazioni politiche tra donne dentro e fuori il partito.</p>



<p>Il Prc-Se sostiene la partecipazione delle donne alla politica e contrasta a tutti i livelli – politico, sociale, culturale, linguistico – il sessismo, la discriminazione e la violenza contro le donne in tutte le sue forme. Nella vita interna del partito e dei movimenti a cui esso partecipa ripudia ogni forma di sessismo e omolesbobitransfobia. Nelle iniziative pubbliche non vi può essere una rappresentazione monosessuata del partito, salvo comprovati motivi.</p>



<p>Il Prc-Se si riconosce nel principio della democrazia di genere. Gli organismi dirigenti, di garanzia ed esecutivi, le delegazioni nei congressi e nelle conferenze, la composizione delle liste elettorali devono contemplare a tutti i livelli, salvo comprovati motivi, una composizione paritaria tra i generi e tenere conto delle disponibilità reali, delle possibilità materiali e dei tempi di vita e di lavoro delle iscritte e degli iscritti.</p>



<p>Il Prc-Se si riconosce nel principio della co-rappresentanza. La funzione di segretaria/o può, a tutti i livelli, essere svolta contemporaneamente da due persone di genere diverso.</p>



<p>Per scelta le donne comuniste si riuniscono periodicamente in Conferenza nazionale al fine di elaborare a partire da sé la propria proposta politica; di discutere, anche in relazione ai movimenti trans-femministi e contro la violenza maschile sulle donne, del nesso fra capitalismo e patriarcato, di democrazia di genere, di antisessismo, di lotta contro l’omolesbobitransfobia; di attuare pratiche di autodeterminazione dentro e fuori il partito.</p>



<p>Per scelta gli uomini comunisti promuovono incontri periodici per discutere a partire da sé del superamento del patriarcato, del sessismo e di ogni forma di violenza contro le donne fino a sperimentare momenti di Conferenza nazionale.</p>



<p>Il Forum delle donne del Prc-Se è un luogo di incontro permanente di percorsi diversi, di relazione tra donne dentro e fuori il partito e sede comune di elaborazione e costruzione della politica di genere. Le donne che scelgono di parteciparvi decidono autonomamente i modi e le forme del funzionamento del Forum. Il Forum concorre alla formazione degli orientamenti e delle scelte del Prc-Se.</p>



<p>Art. 14 – La partecipazione alla vita del Partito attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione<br>Il Prc-Se utilizza le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) al fine di promuovere la massima partecipazione nell’elaborazione e nella costruzione delle decisioni, la messa in comune delle intelligenze e delle conoscenze, la comunicazione interna ed esterna, il funzionamento del partito come intellettuale collettivo. L’uso delle Tic è finalizzato a integrare l’attività in presenza e a garantire la partecipazione ove ostacoli logistici impediscano la presenza fisica alle riunioni. Respinge ogni uso delle Tic che causi partecipazione passiva e pratiche plebiscitarie.</p>



<p>Il Prc-Se si dota di una piattaforma informatica al fine di: promuovere l’adesione al partito anche per via telematica; costruire un database delle/degli iscritte/i nel rispetto della normativa a protezione dei dati personali e sensibili; agevolare l’elaborazione e la scrittura partecipata; organizzare la partecipazione a forum tematici e riunioni da remoto o in forma mista (in presenza e/o online).</p>



<p>Il presente statuto rinvia al regolamento di cui all’art. 75 per la definizione delle modalità di svolgimento delle riunioni in forma mista (in presenza e online) e la modalità di votazione attraverso la piattaforma. In ogni caso, andrà garantita la regolarità e, ove prevista, la segretezza del voto.</p>



<p>Art. 15 – La democrazia diretta e gli organismi dirigenti<br>Il Prc-Se pratica la connessione tra forme di democrazia diretta e delegata nella costruzione della decisione. A tal fine si avvale della convocazione periodica delle assemblee delle/degli iscritte/i al livello competente, anche avvalendosi di piattaforma digitale.<br>Su questioni di particolare rilievo politico, gli organismi dirigenti possono promuovere forme di consultazione diretta di tutte/i le/gli iscritte/i secondo norme e modalità stabilite dal regolamento di cui all’art. 75.<br>Tali consultazioni sono effettuate anche quando richiesto dalla maggioranza assoluta del Comitato politico nazionale o del Comitato politico federale o da un quinto delle/degli iscritte/i della Federazione o di una regione o da un decimo del partito a livello nazionale, in almeno tre regioni. Possono essere altresì promosse dalla Direzione nazionale in caso di grave conflitto nei territori fra organismi dirigenti circa la collocazione politica del partito e l’individuazione di candidature per le liste elettorali di pertinenza territoriale.</p>



<p>Art. 16 – La funzione dirigente e di rappresentanza<br>La funzione dirigente si esprime nel: promuovere la partecipazione democratica e l’attività politica di tutte/i le/gli iscritte/i; stimolare l’approfondimento teorico e culturale, anche attraverso l’attività di formazione; assicurare la circolazione delle informazioni; garantire la libera espressione di tutte le opinioni; lavorare costantemente per l’unità del partito attraverso il dibattito democratico e l’azione solidale di tutte/i le/i militanti; organizzare l’attività politica in modo da favorire la più ampia partecipazione; proporre decisioni operative e far sì che le decisioni assunte trovino concreta applicazione; riferire periodicamente alle/agli iscritte/i circa l’attuazione delle decisioni assunte; contribuire a superare gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che limitano la possibilità di partecipazione di tutte/i le/gli iscritte/i.</p>



<p>Non possono esercitare la funzione dirigente le/i compagne/i che non abbiano tempestivamente rinnovato, senza giustificato motivo, la tessera per l’anno solare in corso entro tre mesi dall’inizio della campagna di tesseramento.</p>



<p>Le/i compagne/i elette/i in ruoli di rappresentanza pubblica hanno un particolare dovere di responsabilità democratica nei confronti del partito, di solidarietà nei confronti della comunità politica e di coerenza con le decisioni democratiche assunte dalle istanze del partito.</p>



<p>I gruppi dirigenti, gli apparati e le rappresentanze istituzionali sono tenuti a comportamenti esemplari nella promozione e nella difesa, all’interno del partito, di rapporti di democrazia, di solidarietà, di lealtà e di eguaglianza. Debbono essere loro assegnate responsabilità definite e sottoposte a verifica nelle modalità di esercizio e nei risultati. Il Prc-Se contrasta moralmente e politicamente l’utilizzo di ruoli di responsabilità per la ricerca di posizioni di prestigio e di privilegi materiali e la costituzione dei gruppi dirigenti in ceti separati.</p>



<p>Art. 17 – Gli organismi: definizione<br>Gli organismi sono dirigenti, di garanzia ed esecutivi.</p>



<p>Gli organismi dirigenti sono:<br>l’Assemblea di circolo<br>il Comitato Direttivo di circolo (siglabile “Direttivo”)<br>il Comitato Politico Federale (siglabile “CPF”)<br>il Comitato Politico Regionale (siglabile “CPR”)<br>il Comitato Politico Nazionale (siglabile “CPN”)<br>la Direzione Nazionale (siglabile “DN”)<br>Gli organismi esecutivi sono:<br>la/il Segretaria/o<br>la/il Tesoriera/e<br>le segreterie di qualsiasi livello<br>Gli organismi di garanzia sono:<br>i collegi di garanzia previsti da questo statuto per i diversi livelli</p>



<p>Art. 18 – Lo scioglimento del Partito<br>Lo scioglimento del partito, la sua confluenza o unificazione in una nuova soggettività politica possono essere decisi solo dal congresso del partito con la maggioranza dei due terzi delle delegate e dei delegati.</p>



<p>TITOLO IV – L’organizzazione del Partito</p>



<p>Capo 1 – Il Partito<br>Art. 19 – L’articolazione territoriale del Partito<br>L’organizzazione del partito si articola, di norma, in circoli, federazioni e comitati regionali.</p>



<p>Le strutture territoriali operano nell’ambito di pertinenza, che deve essere sempre definito. Possono essere: sub-comunali, comunali, intercomunali, sub-provinciali o provinciali, interprovinciali e regionali.</p>



<p>L’articolazione del partito e l’ambito territoriale di pertinenza delle strutture territoriali sono definiti dal Piano organizzativo regionale di competenza.</p>



<p>Art. 20 – Il Piano organizzativo regionale<br>Il Piano organizzativo regionale deve essere redatto in conformità allo statuto e al regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Il Piano organizzativo regionale è elaborato e proposto dall’Assemblea regionale. Diviene esecutivo se approvato dalla Direzione nazionale.</p>



<p>Viene posto a verifica e discusso, a partire dai territori, almeno ogni tre anni, di norma in corrispondenza dei congressi nazionali.</p>



<p>Art. 21 – L’assemblea regionale<br>L&#8217;Assemblea regionale è costituita:</p>



<p>Nelle regioni fino a 200 iscritte/i da tutte/i le/gli iscritte/i.<br>Nelle regioni sopra le/i 200 iscritte/i da:<br>le/i componenti del Comitato politico nazionale e del Collegio nazionale di garanzia della regione;<br>le/i componenti del Comitato politico regionale, del Collegio regionale di garanzia e del Coordinamento regionale delle/dei Giovani Comuniste/i ove eletto.<br>le/i componenti dei Comitati politici federali della regione;<br>le/i Segretarie/i dei circoli della regione;<br>le/i referenti dei nuclei territoriali della regione che non fanno riferimento a nessun circolo;<br>le/i compagne/i indicate/i dalla Segreteria regionale tenuto conto delle proposte delle/dei Segretarie/i delle federazioni, in numero non superiore al 20% delle/dei componenti del Comitato politico regionale.</p>



<p>L’Assemblea regionale ha le seguenti funzioni:</p>



<p>predisporre, con il metodo del consenso, il Piano organizzativo regionale attraverso cui definire, in forma di proposta e senza automatismi coercitivi, l’articolazione del partito sul territorio di competenza;<br>promuovere occasioni e iniziative di elaborazione e partecipazione che coinvolgano in forma assembleare – oltre al gruppo dirigente regionale in senso proprio – i quadri attivi dei diversi territori.</p>



<p>L’Assemblea regionale viene convocata con le medesime modalità con cui viene convocato il Comitato politico regionale.</p>



<p>Art. 22 – Il Circolo: generalità<br>Il circolo è l’istanza fondamentale del partito. Il circolo può essere territoriale o funzionale.</p>



<p>L’iniziativa per la costituzione dei circoli è assunta dall’organismo politico competente territorialmente e/o dalle/i singole/i iscritte/i.</p>



<p>Possono assumere l’iniziativa anche iscritte/i che risiedano nel medesimo ambito territoriale o che operino nel medesimo ambito di lavoro, di studio, vertenziale o di pratica sociale. Il regolamento di cui all’art. 75 definisce le modalità di costituzione ed il numero minimo dei/delle promotrici/ori. La costituzione dei circoli è diritto delle/dei proponenti nelle forme e nei limiti stabiliti dal regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Per qualificarsi quale istanza congressuale i circoli devono essere composti da un numero minimo di iscritte/i stabilito dal regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Art. 23 – Il Circolo territoriale<br>Il circolo territoriale è composto da tutte/i le/i sue/suoi iscritte/i nella forma dell’assemblea di circolo con le attribuzioni previste nel presente statuto e nel regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Si possono costituire nuclei organizzativi territoriali, composti da un numero di compagne/i inferiore a quello necessario per la formazione di un circolo, ai fini di un capillare radicamento del partito. Tali strutture sono costituite su istanza delle/degli interessate/i e possono fare capo all’istanza congressuale competente per territorio. Godono di autonomia organizzativa e non costituiscono livello congressuale.</p>



<p>Organo fondamentale del circolo territoriale è l’assemblea delle/degli iscritte/i.</p>



<p>L’assemblea del circolo approva il bilancio preventivo e consuntivo, nonché il piano di lavoro proposto dalla/dal segretaria/o o dal Comitato direttivo laddove eletto.</p>



<p>Ogni circolo territoriale è diretto da una/un segretaria/o e, ove eletto, da un Comitato direttivo. Il Comitato direttivo è eletto dal congresso del circolo. I circoli con meno di 30 iscritte/i possono decidere, in sede congressuale, di non eleggere il Comitato direttivo, le cui funzioni in tal caso sono assunte dall’assemblea delle/degli iscritte/i.</p>



<p>Alle/Ai componenti del Comitato direttivo possono essere attribuiti incarichi specifici.</p>



<p>La/Il Segretaria/o e la/il Tesoriera/e sono eletti dal Comitato direttivo, ove istituito, al proprio interno a maggioranza di voti e dall&#8217;assemblea delle/gli iscritte/i negli altri casi.</p>



<p>Art. 24 – Il Circolo funzionale<br>Il circolo funzionale può essere: di luogo di lavoro, di studio, vertenziale o di pratiche sociali. È composto da tutte/i le/i sue/suoi iscritte/i nella forma dell’assemblea di circolo con le attribuzioni previste nel presente statuto e nel regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>L’iscrizione al circolo funzionale è compatibile con l’iscrizione al circolo territoriale fino a quando esso non si costituisca in istanza congressuale.</p>



<p>La scelta di costituirsi in istanza congressuale non prevede automatismi (deve rispettare il numero minimo di iscritte/i previsto nel regolamento) ed è assunta dall’assemblea delle/degli iscritte/i.</p>



<p>Organo fondamentale del circolo è l’assemblea delle/degli iscritte/i.</p>



<p>Il circolo funzionale sperimenta le forme organizzative che ritiene più idonee alla propria azione. L’assemblea delle/degli iscritte/i elegge la/il segretaria/o.</p>



<p>L&#8217;organismo politico competente territorialmente verifica che la costituzione e le forme organizzative dei circoli funzionali siano compatibili con il Piano Organizzativo regionale e con il regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Art. 25 – La Federazione<br>La federazione è costituita, con le attribuzioni previste dal presente statuto e dal regolamento di cui all’art. 75, di norma, dove sono costituiti, quali istanza congressuale, almeno due circoli.</p>



<p>Possono essere costituite federazioni in ambiti territoriali caratterizzati da omogeneità ovvero in ambito provinciale, sub-provinciale, interprovinciale, area metropolitana.</p>



<p>Alla costituzione delle federazioni provvede la direzione nazionale anche approvando il Piano Organizzativo Regionale di cui all’art. 20. Il Piano Organizzativo Regionale può prevedere motivate deroghe al primo comma del presente articolo.</p>



<p>Art. 26 – I Comitati Regionali<br>Nelle regioni si costituisce un Comitato regionale eletto dal congresso regionale con le attribuzioni previste dal presente statuto e dal regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Art. 27 – Le minoranze nazionali e linguistiche<br>Nelle realtà territoriali in cui siano presenti minoranze nazionali e linguistiche vengono promosse sedi di partecipazione e meccanismi di rappresentanza riservati alle/agli iscritte/i appartenenti a tali minoranze.</p>



<p>Art. 28 – L’autonomia sarda<br>Il partito riconosce la condizione specifica della autonomia sarda così come si esprime nei suoi valori di progresso e di sentimento unitario di popolo, coerentemente con gli obiettivi di liberazione umana; di identità e di espressività del proprio patrimonio storico, culturale e linguistico; del progetto di rinascita economica e sociale delineato dalla norma costituzionale dell’art. 13 dello Statuto d’autonomia. E ciò essenzialmente in coerenza con l’ispirazione del pensiero di Antonio Gramsci e di Emilio Lussu in tema di sentimento nazionale, di democrazia effettiva e di autogoverno del popolo, da affermare nel contesto unitario italiano, europeo e mediterraneo.</p>



<p>Art. 29 – Il Partito all’estero<br>Nei Paesi di emigrazione italiana possono essere costituite strutture organizzate del Prc-Se sulla base delle norme del presente statuto.</p>



<p>Le aree continentali o subcontinentali possono essere equiparate ai Comitati Regionali. Il responsabile nazionale delle/degli italiane/i nel mondo è componente di diritto dei suddetti comitati.</p>



<p>Le organizzazioni del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea all’estero sviluppano e articolano i rapporti di collaborazione con le formazioni politiche locali orientate analogamente al partito e con le forze politiche e sociali che organizzano e costruiscono rapporti con le/gli emigranti all’estero.</p>



<p>Capo 2 – Le conferenze di organizzazione e tematiche</p>



<p>Art. 30 – Le conferenze<br>Per esaminare lo stato dell’organizzazione, problemi politici o pianificare l’azione del partito su determinate tematiche, possono essere convocate conferenze di circolo, cittadine, zonali, di federazione, regionali e nazionali. I gruppi di lavoro nazionali e/o i Comitati Politici Federali e/o Regionali possono proporre alla Direzione Nazionale lo svolgimento di conferenze nazionali su temi di carattere generale.</p>



<p>Vengono indette, per ogni singola istanza del partito, dai rispettivi organismi dirigenti che stabiliscono gli obiettivi politici e le modalità di svolgimento e di partecipazione.</p>



<p>Le conferenze non sono sostitutive dei congressi e non possono eleggere o modificare gli organismi dirigenti. Possono essere anche aperte a realtà esterne al partito.</p>



<p>Gli atti in esse approvati entrano a far parte della linea politica del partito al livello corrispondente con effetti vincolanti.</p>



<p>Art. 31 – L’assemblea delle/dei Segretarie/i di circolo<br>Le/I segretarie/i di circolo si riuniscono in assemblea, a livello nazionale, almeno una volta all’anno.</p>



<p>L’assemblea delle/dei segretarie/i di circolo è convocata dalla direzione nazionale e può svolgersi con modalità articolate sul territorio.</p>



<p>Capo 3 – Giovani comuniste e comunisti</p>



<p>Art. 32 – L’organizzazione delle/dei giovani comuniste/i (siglabile “Le/I G.C.”)<br>Le/I giovani comuniste/i sono l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea; ne fanno parte tutte le iscritte e gli iscritti del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea che non abbiano ancora compiuto 30 anni e che, volontariamente, aderiscano al partito mediante la tessera delle/dei giovani comuniste/i.</p>



<p>All’organizzazione delle/dei giovani comuniste/i è riconosciuta autonomia di proposta e iniziativa politica, la costruzione di campagne e di intervento territoriale e tematico nelle istanze di movimento, la possibilità di concorrere alla creazione di strutture aperte alle/ai non iscritte/i (collettivi studenteschi, comitati per il lavoro ecc.), la promozione, nei circoli del partito, della discussione e dell’iniziativa politica sulle tematiche che caratterizzano lo specifico giovanile.</p>



<p>All’organizzazione delle/dei giovani comuniste/i è riconosciuta la facoltà di promuovere la creazione di circoli funzionali che caratterizzano lo specifico giovanile (studenti medi, università, apprendisti, ecc.).</p>



<p>L’organizzazione delle/dei giovani comuniste/i si dà un proprio regolamento interno, approvato dalla conferenza nazionale, nel quale sono definite tutte le procedure non presenti nel presente statuto. Il regolamento contiene altresì le specifiche discipline in funzione di quanto prescritto dallo statuto.</p>



<p>Gli organismi di garanzia competenti per le/i giovani comuniste/i sono gli stessi del partito, indicati al capo 4 del Titolo VI dello statuto.</p>



<p>Art. 33 – L’adesione delle/dei giovani comuniste/i<br>L’adesione all’organizzazione delle/dei dei giovani comuniste/i avviene secondo le norme di cui al Titolo II dello Statuto.</p>



<p>Al fine di favorire l’incremento delle adesioni, alla/al portavoce è riconosciuta la possibilità di iscrivere, nel rispetto dell’art. 6 primo comma, firmandone le tessere, le/i giovani comuniste/i che non abbiano un’agevole possibilità di contattare i circoli competenti territoriali o funzionali. La/Il portavoce provvederanno tempestivamente alla trasmissione delle tessere da loro firmate, unitamente alle relative quote versate dalla/lo iscritta/o, alla/al segretaria/o del circolo competente.</p>



<p>Le/I segretarie/i di circolo sono tenute/i ad informare le/i portavoce federali delle/dei giovani comuniste/i in caso di adesione di iscritte/i con età inferiore ai 30 anni.</p>



<p>Art. 34 – I diritti e i doveri delle/dei giovani comuniste/i<br>Le/I giovani comuniste/i godono degli stessi diritti e degli stessi doveri di tutte/i le/gli iscritte/i al Prc-Se.</p>



<p>Alle/Ai dirigenti delle/dei giovani comuniste/i si applicano le norme sulla funzione dirigente e di rappresentanza di cui all’art. 16.</p>



<p>Art. 35 – L’articolazione territoriale delle/dei giovani comuniste/i<br>L’articolazione territoriale delle/dei giovani comuniste/i si struttura di norma sui livelli organizzativi del partito così come definiti dal competente Piano organizzativo regionale, salvo forme di sperimentazione proprie sempre definite nel medesimo Piano e previa consultazione da parte della Direzione Nazionale del comitato esecutivo nazionale delle/dei giovani comuniste/i.</p>



<p>A livello di federazione l’assemblea delle/dei giovani comuniste/i iscritte/i nella federazione medesima è l’istanza di base delle/dei giovani comuniste/i.</p>



<p>Nelle regioni può essere costituita un’assemblea regionale delle/degli iscritte/i giovani comuniste/i appartenenti alla medesima regione.</p>



<p>Viene istituita l’assemblea nazionale di cui fanno parte tutti e tutte gli iscritti alle/ai giovani comuniste/i. Tale organismo viene convocato almeno una volta l’anno ed ha funzioni consultive e di impulso politico.</p>



<p>Art. 36 – La conferenza nazionale delle/dei giovani comuniste/i<br>A livello nazionale, ogni tre anni viene convocata la conferenza nazionale costituita dalle/dai delegate/i elette/i su base federale tra le/i giovani comuniste/i secondo quanto previsto dal regolamento per la conferenza approvato dal coordinamento nazionale.</p>



<p>La conferenza nazionale elegge il coordinamento nazionale e ne determina il numero delle/i componenti.</p>



<p>La conferenza nazionale approva il regolamento nazionale dell’organizzazione delle/dei giovani comuniste/i. Tale può essere modificato dal Coordinamento nazionale delle/dei Giovani comuniste/i con voto favorevole della maggioranza dei componenti.</p>



<p>Per lo svolgimento delle conferenze, ordinarie e straordinarie, delle/dei dei giovani comuniste/i si applicano per quanto compatibili le norme di cui al titolo V dello statuto.</p>



<p>Art. 37 – Gli organismi dirigenti<br>L’assemblea federale delle/degli iscritte/i giovani comuniste/i è costituita dalle/dagli iscritte/i alla medesima federazione del Prc-Se. All’assemblea spetta il compito di direzione politica in ambito locale delle/dei giovani comuniste/i.</p>



<p>L’assemblea federale con un numero di iscritte/i pari o superiore a quello stabilito dal regolamento di cui all’art. 32 quarto comma, può eleggere un coordinamento federale con compiti esecutivi e di direzione politica, il quale opera su mandato dell’assemblea e risponde ad essa.</p>



<p>L’assemblea regionale delle/degli iscritte/i giovani comuniste/i ha il compito di coordinare regionalmente l’attività della organizzazione giovanile, la sua promozione, rafforzamento e sviluppo, partecipa all’organizzazione delle attività di formazione, determina una piattaforma politica regionale. Dirige l’attività sui territori ove non siano istituiti i livelli federali, finalizzandola al radicamento locale.</p>



<p>L’assemblea regionale può eleggere un coordinamento regionale, rappresentativo di tutte le federazioni costituite, il quale opera su mandato dell’assemblea e risponde ad essa. La costituzione dei coordinamenti regionali è disciplinata dal regolamento di cui all’art. 32 quarto comma.</p>



<p>Il Coordinamento nazionale coordina e dirige la politica e le attività dell’organizzazione.</p>



<p>Nel caso in cui il coordinamento nazionale perdesse la metà più uno delle/dei sue/suoi componenti, i rimanenti avranno l’obbligo di convocare entro tre mesi una conferenza nazionale straordinaria. Passato questo termine, il Comitato politico nazionale ha il diritto di individuare, di concerto con le/i componenti rimanenti del coordinamento nazionale stesso, una/o compagna/o delle/dei giovani comuniste/i a cui affidare il compito di convocare entro tre mesi una conferenza nazionale straordinaria.</p>



<p>La frequenza delle riunioni delle assemblee e dei coordinamenti a tutti i livelli è disciplinata dal regolamento di cui all’art. 32 quarto comma.</p>



<p>Art. 38 – Gli organismi esecutivi<br>Organi esecutivi delle/dei giovani comuniste/i sono: le/i portavoce federali, le/i referenti e portavoce regionali, le/i portavoce nazionali e il comitato esecutivo nazionale.</p>



<p>Le/I Giovani Comuniste/i si riconoscono nel principio della co-rappresentanza. La funzione di portavoce e referente può, a tutti i livelli, essere svolta contemporaneamente da due persone di genere diverso. La/Il portavoce fa parte di diritto dell’organismo dirigente corrispondente del partito ed invitata/o permanente nell’organismo esecutivo corrispondente del partito, qualora siano due lo sono entrambi.</p>



<p>L’assemblea federale delle/degli iscritte/i o il coordinamento, se costituito, eleggono la/il portavoce con compiti esecutivi nei riguardi degli indirizzi approvati dall’assemblea federale. La/Il portavoce convoca l’assemblea e/o il coordinamento e ne presiede e organizza i lavori.</p>



<p>La/Il referente regionale è eletta/o dall’assemblea regionale delle/degli iscritte/i nelle regioni in cui vi siano almeno due federazioni costituite. È invitata/o permanente al Comitato politico regionale. Compiti della/del referente sono la cura dei rapporti con il Prc-Se, la convocazione delle assemblee delle/dei giovani comuniste/i, il coordinamento tra le federazioni della regione e l’organizzazione collettiva dei lavori.</p>



<p>Nelle regioni con numero di iscritte/i alle/ai giovani comuniste/i pari o superiore a quello stabilito dal regolamento di cui all’art. 32 quarto comma, l’assemblea delle/degli iscritte/i o il coordinamento, se costituito, eleggono una/uno o due portavoce. La/Il portavoce ha compiti esecutivi nei riguardi degli indirizzi approvati dall’assemblea regionale dal coordinamento; convoca l’assemblea e/o il coordinamento e ne presiede e organizza i lavori.</p>



<p>Il coordinamento nazionale elegge al suo interno una/uno o due portavoce. La/Il portavoce nazionale delle/dei giovani comuniste/i fa parte di diritto anche della Direzione nazionale, qualora siano due, ne fanno parte entrambi.</p>



<p>Il coordinamento nazionale elegge al proprio interno, su proposta delle/dei rispettivi portavoce, un comitato esecutivo presieduto e coordinato dalle/dai portavoce stesse/i. L’esecutivo collegialmente decide, ove eletto, in merito alle funzioni attribuite alla/al portavoce in co-rappresentanza qualora non vi sia accordo tra gli stessi. Negli altri casi prevale la decisione della/del portavoce anziana/o determinata/o secondo i criteri previsti dal regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Ad ognuna/o delle/dei componenti del comitato esecutivo nazionale vengono affidati incarichi specifici tra i quali la responsabilità del radicamento dell’organizzazione per macro aree territoriali.</p>



<p>Le/I giovani comuniste/i ad ogni livello possono costituire gruppi di lavoro ai sensi dell’art. 46.</p>



<p>Le/I giovani comuniste/i possono dotarsi ad ogni livello di una/un cassiera/e di maggiore età che gestisca le risorse loro assegnate dalla/dal tesoriera/e di pari livello e di quelle frutto dell’autofinanziamento realizzato. La/Il cassiera/e è eletta/o dalla corrispondente assemblea o al proprio interno dal coordinamento, ove costituito. La/Il cassiera/e nazionale è eletta/o dal coordinamento nazionale. Alla/Al tesoriera/e di pari livello, le/i cassiere/i rendono il loro conto annualmente ed ogni qualvolta cessino dall’incarico, informandone per conoscenza l’assemblea o il coordinamento corrispondente secondo quanto prevede il regolamento di cui all’art. 32 quarto comma.</p>



<p>Art. 39 – Scioglimento delle articolazioni territoriali delle/dei giovani comuniste/i<br>Nel caso in cui si determinino situazioni di mancato rispetto delle regole democratiche, di comprovata inattività, o di grave pregiudizio all’immagine esterna del partito, il coordinamento nazionale, a maggioranza assoluta dei suoi membri, con il parere favorevole del collegio nazionale di garanzia, può sciogliere i coordinamenti regionali e federali, convocarne le conferenze straordinarie. Tali conferenze devono essere svolte entro sei mesi e, allo scopo, il coordinamento nazionale individua una/un compagna/o con i compiti di commissaria/o straordinaria/o. Questi non può assumere iniziative che vadano oltre i contenuti del suo mandato, così come specificato dall’organismo che lo nomina.</p>



<p>TITOLO V – I Congressi</p>



<p>Art. 40 – I Congressi: norme generali<br>Il congresso è, per ogni istanza del partito, il massimo organo deliberativo.<br>Il congresso nazionale definisce la linea politica e il programma del partito nel suo complesso.<br>I congressi di federazione e di circolo vi contribuiscono definendo, nel contempo, il programma d’iniziativa politica delle rispettive organizzazioni.<br>Il congresso regionale definisce il programma d’iniziativa del partito a livello regionale. Definisce, nel contempo, il programma di iniziativa nei territori della regione ove non siano presenti istanze congressuali di federazione con lo scopo di ricostituire le medesime.<br>Ogni iscritta/o che partecipa al congresso ha diritto di esprimere, nel dibattito, opinioni e proposte, presentare ordini del giorno, illustrarli, chiedere che siano messi in votazione e che vengano trasmessi al congresso di istanza superiore.<br>In presenza di documenti congressuali alternativi la designazione delle/dei delegate/i e l’elezione in sede congressuale degli organismi politici e di garanzia dovranno essere proporzionali ai consensi ottenuti dai diversi documenti.<br>In caso di più liste, collegate a documenti congressuali o sottoscritti da almeno il 20% delle/degli aventi diritto al voto, il numero delle/degli elette/i verrà calcolato proporzionalmente ai consensi ottenuti dalle liste medesime.<br>Per lo svolgimento dei congressi straordinari di circolo, di federazione e regionali si applicano le norme usate per lo svolgimento dell’ultimo congresso ordinario, per quanto applicabili.<br>Gli organismi eletti dal congresso, in ogni istanza e articolazione del partito, rimangono in carica fino alla data del congresso successivo, salvo quanto altrimenti previsto dal presente statuto.</p>



<p>Art. 41 – Il congresso di circolo<br>Il congresso di circolo è costituito dall’assemblea generale delle iscritte e degli iscritti.<br>Viene convocato dalla/dal segretaria/o o dal direttivo ove eletto di norma in corrispondenza con la convocazione del congresso di federazione. Può essere convocato in via straordinaria e per decisione motivata dal comitato politico federale oppure, nel caso in cui la maggioranza delle/degli iscritte/i lo richieda.<br>Elegge le/i delegate/i al congresso di federazione, stabilendone la composizione numerica, elegge il comitato direttivo salvo quanto disposto dagli artt. 23 quinto comma e 24 terzo comma; in quest’ultimo caso elegge la/il segretaria/o e la/il tesoriera/e del circolo.</p>



<p>Art. 42 – Il congresso di Federazione<br>Il congresso di federazione è costituito dall’assemblea delle/dei delegate/i dei circoli elette/i proporzionalmente alle/agli iscritte/i ed è convocato dal comitato politico federale di norma in corrispondenza con la convocazione del congresso nazionale.<br>Può essere convocato in via straordinaria su decisione motivata della direzione nazionale oppure nel caso in cui la maggioranza delle/degli iscritte/i lo richieda.<br>Il congresso di federazione elegge il comitato politico federale e il collegio federale di garanzia stabilendone anche la composizione numerica; elegge altresì le/i delegate/i al congresso nazionale e al congresso regionale.</p>



<p>Art. 43 – Il congresso regionale<br>Il congresso regionale è costituito dall’assemblea delle/dei delegate/i elette/i dai congressi delle federazioni ed è convocato entro tre mesi dallo svolgimento del congresso nazionale. Ove non siano istituite federazioni è costituito dall’assemblea di tutte/tutti le/gli iscritte/i ed è convocato di norma in corrispondenza con la convocazione del congresso nazionale.<br>Può essere convocato in via straordinaria per decisione motivata dalla direzione nazionale o su decisione della maggioranza delle/dei componenti del comitato regionale o su richiesta di almeno un terzo delle/degli iscritte/i nella regione.<br>Il congresso regionale elegge il comitato politico regionale e il collegio regionale di garanzia.<br>Le/I segretarie/i di federazione fanno parte di diritto del comitato politico regionale.</p>



<p>Art. 44 – Il congresso nazionale<br>Il congresso nazionale è costituito dalle/dai delegate/i elette/i dai congressi di federazione o di quelle/i elette/i ai sensi dell’articolo 43 primo comma secondo capoverso proporzionalmente alle/agli iscritte/i.<br>È convocato dal comitato politico nazionale almeno ogni tre anni.<br>Può essere convocato in via straordinaria su deliberazione del comitato politico nazionale o su richiesta motivata di comitati politici federali, con voto a maggioranza delle/dei componenti, che rappresentino almeno un terzo di tutte/i le/gli iscritte/i al partito.<br>Con l’atto di convocazione si stabiliscono, anche, le norme per lo svolgimento dei congressi a ogni livello.<br>Il congresso nazionale elegge il comitato politico nazionale e il collegio nazionale di garanzia.<br>L’elezione del comitato politico nazionale deve avvenire in modo tale che vi sia la percentuale del sessanta per cento di rappresentanza territoriale.<br>Il congresso nazionale esamina le proposte di carattere statutario e decide su di esse con voto espresso a maggioranza.</p>



<p>TITOLO VI – Gli organismi</p>



<p>Capo 1 – Norme Generali</p>



<p>Art. 45 – Gli organismi. Norme generali<br>Gli organismi dirigenti, di garanzia ed esecutivi sono eletti secondo le norme stabilite dal presente statuto.<br>Le sedute degli organismi collegiali dirigenti, esecutivi e di garanzia, ad ogni livello, sono valide in prima convocazione, se è presente la maggioranza delle/dei componenti. In seconda convocazione le sedute sono valide qualunque sia il numero delle/dei presenti.<br>Tutte le sedute degli organismi collegiali possono svolgersi sia in presenza sia a distanza o in forma mista come normato dal regolamento di cui all’art. 75.<br>L’Ordine del giorno (siglabile “O.d.g.”) con il quale è convocato l’organismo o l’assemblea delle/degli iscritte/i deve sempre contenere data, ora, luogo e modalità di svolgimento della riunione, nonché la chiara indicazione delle materie poste in discussione e distintamente individuate quelle sulle quali si effettueranno votazioni.<br>Le deliberazioni negli organismi collegiali sono prese a maggioranza di voti, salvo sia richiesta dal presente statuto una maggioranza qualificata.<br>Ogni atto deliberativo assunto dalle istanze del partito deve essere sancito dal voto e verbalizzato insieme all’esito della votazione, a pena di nullità. L’esito della votazione deve essere immediatamente proclamato.<br>Le/I componenti di un organismo collegiale, dopo tre assenze consecutive non giustificate, sono dichiarate/i decadute/i dall’organismo di appartenenza sulla base di una verifica effettuata dal collegio di garanzia competente.</p>



<p>Capo 2 – Gli organismi dirigenti</p>



<p>Art. 46 – Gli organismi dirigenti: generalità<br>Nell’intervallo tra due congressi la direzione politica del partito spetta, nell’ambito di propria competenza, all’Assemblea di circolo o al Comitato direttivo di circolo ove eletto, al Comitato politico federale, al Comitato politico regionale e al Comitato politico nazionale.</p>



<p>Le riunioni dei suddetti organismi sono convocate dalla/dal segretaria/o, sentita la segreteria corrispondente, o su richiesta di un terzo delle/dei componenti l’organismo politico stesso.</p>



<p>Delle convocazioni degli organismi è data notizia a quelli di ambito territoriale superiore. Questi ultimi hanno diritto a designare una/un invitata/o a parteciparvi senza diritto di voto.</p>



<p>Le/I presidenti dei comitati politici, ove eletti, hanno il compito di presiedere le sedute, sovrintendere alla registrazione delle presenze e alla verbalizzazione delle decisioni.</p>



<p>Nel caso di cessazione dalla carica, per qualsiasi causa, di una/un componente degli organismi dirigenti eletti in sede congressuale, l’organismo dirigente stesso provvede alla sua sostituzione nella prima seduta utile successiva alla cessazione dalla carica. La sostituzione deve avvenire nel rispetto degli esiti congressuali e deve essere approvata a maggioranza delle/dei votanti, che non potranno essere inferiori ad un terzo delle/dei componenti.</p>



<p>La cooptazione di nuove/i componenti negli organismi dirigenti è consentita solo motivatamente ed è deliberata a maggioranza delle/dei votanti che non potranno essere inferiori ad un terzo delle/dei componenti.</p>



<p>Le cooptazioni superiori al dieci per cento della composizione originaria dell’organismo per il quale vengono proposte sono consentite solo con il voto favorevole dei due terzi delle/degli aventi diritto.</p>



<p>Art. 47 – I gruppi di lavoro<br>Sono costituiti, su temi di maggiore rilevanza, a livello nazionale, regionale e di federazione. Possono articolarsi a ogni livello o essere costituiti dagli organismi dirigenti che li ritengano necessari. Sono luogo di elaborazione e di proposta integrando le competenze tra i vari livelli del partito. Sono aperti a esterne/i, e contribuiscono ai processi decisionali degli organismi dirigenti.<br>Le/I responsabili sono nominati dall&#8217;organismo dirigente competente.<br>I gruppi di lavoro nazionali devono di norma prevedere la partecipazione di compagne/i designati dal comitato esecutivo nazionale delle/dei giovani comuniste/i.<br>Le modalità di funzionamento sono disciplinate dal regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>Art. 48 – I funzionari<br>L’assunzione delle/dei funzionarie/i di partito o di gruppo consiliare e di gruppo parlamentare è a tempo determinato ed è decisa dalle competenti segreterie, su proposta dei tesorieri o dei gruppi istituzionali, e deve essere comunicata agli organismi dirigenti.<br>Nei comitati politici delle federazioni e dei regionali la presenza delle/dei funzionarie/i non può essere superiore a un decimo delle/dei componenti.<br>Nel Comitato politico nazionale e nella Direzione nazionale la presenza delle/dei funzionarie/i di partito non può essere superiore al trenta per cento.</p>



<p>Art. 49 – Assemblea di Circolo o Comitato Direttivo (siglabile “Direttivo”)<br>L’Assemblea di circolo, costituito in livello congressuale, o il Direttivo di circolo ove eletto, dirige l’attività politica del partito a livello locale, approva le candidature per le liste elettorali di pertinenza territoriale, il bilancio consuntivo e preventivo, dirige e coordina l’attività delle altre istanze nell’ambito territoriale di pertinenza.</p>



<p>L’Assemblea di circolo o, ove eletto, il Direttivo elegge al proprio interno e a maggioranza di voti, la/il segretaria/o e la/il tesoriera/e.</p>



<p>L’Assemblea di circolo si riunisce almeno ogni due mesi su convocazione della/del segretaria/o o del Comitato direttivo del circolo laddove eletto. Ove non eletto il Comitato direttivo, l’Assemblea del circolo si riunisce almeno una volta al mese. Deve essere convocata tempestivamente dalla/dal segretaria/o anche su richiesta motivata di almeno un quinto delle/degli iscritte/i. Il Direttivo ove eletto si riunisce almeno una volta al mese.</p>



<p>L’Assemblea di circolo, o il Comitato direttivo ove eletto, indica al gruppo del consiglio comunale la proposta per la/il capogruppo. Nel caso di più circoli nello stesso comune, l’indicazione avviene nella riunione congiunta delle assemblee di circolo alla presenza della segreteria di federazione.</p>



<p>Art. 50 – Il Comitato Politico Federale (siglabile “CPF”)<br>Il Comitato politico federale decide gli indirizzi politici della federazione, approva le candidature per le liste elettorali di pertinenza federale, il bilancio consuntivo e preventivo, dirige e coordina l’attività dei circoli e delle altre istanze nell’ambito territoriale di competenza.<br>Il Comitato politico federale si riunisce almeno ogni due mesi, in caso contrario può essere convocato dalla segreteria regionale.<br>Deve prevedere la rappresentanza di tutti i circoli che siano istanza congressuale. Le/I segretarie/i di circolo, qualora non componenti, sono invitate/i permanenti.<br>Il Comitato politico federale elegge, fra le/i sue/suoi componenti, la/il segretaria/o, la segreteria, la/il tesoriera/e e, qualora lo ritenga necessario, la/il presidente del Comitato politico federale.<br>Alle/Ai componenti la segreteria vengono attribuiti con l’elezione incarichi specifici sulla base di un piano di lavoro.<br>Il Comitato politico federale nomina i responsabili dei Gruppi di lavoro nell’ambito territoriale di competenza.<br>Il Comitato politico federale discute, annualmente, un rapporto sull’attività delle/degli elette/i nelle liste del partito e di coloro che rivestono cariche pubbliche alle quali sono state/i designate/i dal partito.<br>Il Comitato politico federale indica al gruppo del comune capoluogo e della provincia e della città metropolitana la proposta per la/il capogruppo.<br>Nel caso di più federazioni nella stessa provincia, l’indicazione avviene nella riunione congiunta dei comitati politici federali alla presenza delle segreterie e regionale e nazionale.</p>



<p>Art. 51 – Il Comitato Politico Regionale (siglabile “CPR”)<br>Il Comitato politico regionale coordina l’attività delle organizzazioni di partito nella regione, ne promuove il rafforzamento e lo sviluppo, promuove e organizza l’attività di formazione sul piano regionale, determina e dirige la politica regionale sulla base di una piattaforma politica concernente la dimensione regionale, definisce le liste per le elezioni regionali, decide le scelte politiche e di collocazione rispetto al governo regionale ed orienta, sul piano politico e organizzativo, le attività delle federazioni. Dirige le attività del partito sui territori ove non siano istituite federazioni.</p>



<p>Il comitato politico regionale elegge, fra le/i sue/suoi componenti, la/il segretaria/o, la segreteria, la/il tesoriera/e e, qualora lo ritenga necessario, la/il presidente del Comitato politico regionale.</p>



<p>Alle/Ai componenti la segreteria vengono attribuiti con l’elezione incarichi specifici sulla base di un piano di lavoro.</p>



<p>La carica di segretaria/o regionale è incompatibile con quella di segretaria/o di federazione.</p>



<p>Il comitato politico regionale indica al gruppo del consiglio regionale la proposta per la/il capogruppo e, su proposta di questi, discute e approva i criteri relativi all’organizzazione funzionale dell’attività dei gruppi.</p>



<p>Il comitato politico regionale si riunisce almeno ogni tre mesi e comunque entro il mese successivo allo svolgimento di un Comitato politico nazionale. In caso contrario provvede alla convocazione la Direzione nazionale.</p>



<p>Art. 52 – Il Comitato Politico Nazionale (siglabile “CPN”)<br>Il Comitato politico nazionale è il massimo organismo dirigente del partito. Esso determina gli indirizzi fondamentali e gli obiettivi dell’attività complessiva del partito, ne verifica l’attuazione e ne risponde collegialmente al congresso nazionale.</p>



<p>Le/I componenti del Comitato politico nazionale rappresentano il partito a livello nazionale ed estero e operano in collegamento con le federazioni e i regionali di provenienza senza vincolo di mandato.</p>



<p>È convocato dalla/dal segretaria/o nazionale, sentita la segreteria nazionale, oppure, in via straordinaria, su richiesta di un terzo delle/dei componenti il Comitato politico nazionale.</p>



<p>Il Comitato politico nazionale si riunisce almeno ogni tre mesi.</p>



<p>Il Comitato politico nazionale elegge, tra le/i sue/suoi componenti, la/il Segretaria/o del partito, la/il tesoriera/e nazionale, la Segreteria, la Direzione nazionale e, qualora lo ritenga necessario, la/il presidente del Comitato politico nazionale.</p>



<p>Approva in via definitiva le liste per il Parlamento italiano ed europeo e avanza la proposta ai gruppi parlamentari per l’elezione delle/dei capigruppo al Parlamento italiano ed europeo.</p>



<p>Fanno parte di diritto del comitato politico nazionale: il presidente del collegio nazionale di garanzia, le/i presidenti dei gruppi parlamentari, e le/i portavoce nazionali delle/dei giovani comuniste/i.</p>



<p>Il comitato politico nazionale, con decisione a maggioranza semplice, può invitare ai propri lavori, con diritto di parola e non di voto, in relazione a singoli punti dell’ordine del giorno o in modo permanente, iscritte/i individualmente al Partito della Sinistra Europea.</p>



<p>Art. 53 – La Direzione Nazionale (siglabile “DN”)<br>La Direzione nazionale è composta da un numero di componenti stabilito dal Comitato politico nazionale.</p>



<p>Ne fa parte di diritto la/il segretaria/o del partito. Sono invitate/i permanenti le compagne e i compagni della segreteria nazionale se non componenti.</p>



<p>La Direzione nazionale opera su mandato del Comitato politico nazionale e risponde ad esso.</p>



<p>In conformità agli orientamenti fissati dal comitato politico nazionale, provvede a esaminare le problematiche inerenti la vita del partito e delle sue relazioni esterne, discute gli orientamenti politici, esprime il parere sulla composizione delle liste per il Parlamento italiano e quello europeo, sulla proposta di indicazione per le/i capigruppo al Parlamento italiano ed europeo, discute e approva, in seduta allargata alle/ai segretarie/i dei Comitati politici regionali, il bilancio preventivo e il rendiconto del partito. A quest’ultime sedute le/i tesoriere/i regionali sono invitati senza diritto di voto.</p>



<p>Capo 3 – Gli organismi esecutivi</p>



<p>Art. 54 – Norme generali<br>L’elezione della/del segretaria/o, della segreteria e della/del tesoriera/e, a tutti i livelli, è fatta a scrutinio segreto.</p>



<p>In prima convocazione la votazione degli organismi esecutivi è valida se vi partecipa la maggioranza delle/degli aventi diritto. In seconda convocazione la votazione è valida se vi partecipa almeno un terzo delle/degli aventi diritto.</p>



<p>Il Comitato politico federale, il Comitato politico regionale e il Comitato politico nazionale, qualora lo ritengano necessario, procedono alla elezione a scrutinio segreto dei rispettivi presidenti.</p>



<p>Risulta eletta/o alle rispettive cariche la/il candidata/o che riporti la maggioranza dei voti.</p>



<p>Le Segreterie di federazione, regionale e nazionale vengono elette a scrutinio segreto, su lista bloccata, a maggioranza dei voti rispettivamente del Comitato politico di federazione, del Comitato politico regionale e del Comitato politico nazionale. La proposta viene avanzata dalla/dal segretaria/o rispettivamente di federazione, regionale o nazionale.</p>



<p>Art. 55 – Le/I Segretarie/i<br>La/Il segretaria/o, ad ogni livello, coordina la segreteria, presiedendone i lavori, presiede l’organismo dirigente corrispondente qualora non siano state/i elette/i le/i presidenti del Comitato politico federale, regionale e nazionale, rappresenta il partito. La/Il segretaria/o nazionale presiede i lavori della direzione nazionale, ha la rappresentanza generale del partito e detiene la disponibilità del simbolo.</p>



<p>La funzione di segretaria/o nazionale non può essere svolta oltre tre mandati congressuali interi consecutivi e, comunque, per non più di 10 anni consecutivi.</p>



<p>Tale norma si applica anche alle funzioni di segretaria/o regionale e di federazione, salvo deroga motivata approvata dalla Direzione nazionale.</p>



<p>Art. 56 – Le Segreterie<br>La Segreteria ad ogni livello ove sia prevista è organo con funzioni esecutive.</p>



<p>A ciascun componente sono assegnati incarichi specifici sulla base di un piano di lavoro da comunicare al Comitato politico corrispondente.</p>



<p>La Segreteria collegialmente decide in merito alle funzioni attribuite dal presente statuto alla/al segretaria/o in co-rappresentanza qualora non vi sia accordo tra gli stessi.</p>



<p>Alla Segreteria nazionale compete, anche, di convocare la Direzione nazionale, di definirne l’ordine del giorno e di istruirne i lavori.</p>



<p>Capo 4 – Gli organismi di garanzia</p>



<p>Art. 57 – I Collegi di Garanzia<br>Il Collegio di garanzia è eletto in sede congressuale a scrutinio segreto a livello nazionale, regionale e di Federazione.<br>Esso è composto da un numero di componenti non inferiore a tre e non superiore a sette a livello federale e regionale e di nove a livello nazionale.<br>Ogni collegio elegge, al proprio interno, una/un presidente che fa parte di diritto del rispettivo organismo dirigente eletto al congresso.<br>Il Collegio nazionale di garanzia elegge, al proprio interno, un/una presidente, due vicepresidenti e una/un segretaria/o.<br>Il Collegio nazionale di garanzia si dà un proprio regolamento interno conforme ai principi e ai criteri adottati nel regolamento nazionale di funzionamento.<br>È compito del collegio di garanzia, nell’ambito di competenza:<br>esaminare le questioni attinenti i diritti e i doveri delle/dei singole/i iscritte/i;<br>garantire il rispetto delle regole di funzionamento della democrazia interna e l’attuazione dello statuto, con particolare attenzione alla democrazia di genere;<br>adottare misure disciplinari nei casi di violazione dello statuto;<br>formulare proposte per il superamento di conflitti tra gli organismi dirigenti e adottare misure per risolverle;<br>esprimere parere vincolante sull’interpretazione delle norme statutarie e dei regolamenti nazionali, nonché di giudicare sulla conformità allo statuto di questi ultimi e dei quesiti previsti dall’art. 15 secondo comma;<br>esprimere parere vincolante sulla proposta di scioglimento degli organismi dirigenti di cui all’art. 62;<br>verificare la validità delle firme per la convocazione dei congressi straordinari;<br>esaminare i bilanci preventivi e i conti consuntivi.</p>



<p>Per l&#8217;esame dei bilanci e dei conti consuntivi il Collegio Nazionale di Garanzia elegge tra le/i sue/suoi componenti un collegio dei revisori dei conti composto da tre persone di cui una/un presidente.</p>



<p>I Collegi di garanzia esercitano la vigilanza sulla attività finanziaria e patrimoniale delle corrispondenti istanze di partito. Quelli federali vigilano anche sulla attività finanziaria e patrimoniale dei circoli, funzione esercitata da quelli regionali allorché non costituiti quelli di federazione competenti.</p>



<p>Il Collegio nazionale di garanzia assume il compito della formazione e dell’informazione delle/dei componenti dei collegi federali e regionali.</p>



<p>Le/I componenti dei collegi di garanzia partecipano alle riunioni del Comitato politico corrispondente con diritto di parola e senza diritto di voto.</p>



<p>Il Collegio nazionale di garanzia è istanza di appello rispetto ai Collegi federali e regionali.</p>



<p>Il Collegio nazionale può intervenire in funzione sostitutiva in caso di carenza o di inerzia di tutti i livelli inferiori.</p>



<p>Il Collegio federale di garanzia è competente, in prima istanza, per le questioni disciplinari relative alle/agli iscritte/i dei circoli della federazione, e per le/gli elette/i nei consigli circoscrizionali comunali e provinciale. Il Collegio regionale di garanzia, in prima istanza, per quelle relative alle/ai componenti degli organismi regionali e le/i consigliere/i e deputate/i regionali, nonché quelle di competenza dei collegi federali di garanzia ove non costituiti. Il collegio nazionale di garanzia per quelle relative alle/ai componenti degli organismi nazionali e alle/ai compagne/i investite/i di mandato parlamentare nazionale o europeo.</p>



<p>In caso di cessazione dall’incarico, per qualsiasi causa, delle/dei componenti dei Collegi di garanzia, provvede alla sostituzione rispettivamente il Comitato politico federale, il Comitato politico regionale e il Comitato politico nazionale in seduta congiunta con il corrispondente Collegio di garanzia, nel rispetto degli esiti congressuali, e deve essere approvata a maggioranza delle/dei votanti che non potranno essere inferiori ad un terzo delle/degli aventi diritto.</p>



<p>La funzione di componente di un collegio di garanzia è incompatibile con quella di un collegio di garanzia di livello superiore anche se, come nel caso del collegio regionale, esso non è istanza d’appello per decisioni dei collegi federali.</p>



<p>La funzione di componente di un collegio di garanzia è incompatibile con quella di tesoriere/a a qualsiasi livello.</p>



<p>Art. 58 – Le misure disciplinari<br>Il ricorso a misure disciplinari va considerato come rimedio a situazioni non altrimenti risolvibili.</p>



<p>Le sanzioni disciplinari per le/gli iscritte/i al partito sono:<br>il richiamo formale<br>la sospensione da incarichi direttivi<br>la sospensione dal partito<br>l’allontanamento dal partito</p>



<p>La sospensione da incarichi direttivi è adottata in caso di gravi violazioni dello statuto.</p>



<p>La sospensione dal partito è adottata nel caso di violazioni gravi e ripetute dello statuto, ovvero, di comportamenti lesivi dell’immagine pubblica del partito.</p>



<p>Le misure disciplinari della sospensione dagli incarichi direttivi e della sospensione dal partito sono comminate per un periodo minimo di un mese e per un periodo massimo di un anno.</p>



<p>L’allontanamento dal partito è adottato nel caso di grave pregiudizio all’organizzazione del partito.</p>



<p>Nei casi di particolare gravità, le misure sospensive di cui ai commi precedenti e l’allontanamento dal partito possono essere eseguite, in via provvisoria, anche in pendenza di ricorso, alla condizione che la relativa decisione sia assunta dal collegio di garanzia con la maggioranza dei due terzi dei componenti ed immediatamente comunicata al collegio nazionale di garanzia. Il collegio nazionale di garanzia può annullare il provvedimento di provvisoria esecuzione.</p>



<p>Le sanzioni sono deliberate con il voto favorevole della maggioranza delle/dei componenti dell’organismo e comunicate per iscritto all’interessata/o ed all’organismo dirigente di livello corrispondente.</p>



<p>Il provvedimento che irroga una sanzione deve essere redatto in forma scritta, datato, motivato e sottoscritto dalla/dal presidente del Collegio o da componente da questi delegato, trasmesso all’interessata/o e all’organismo dirigente di livello corrispondente.</p>



<p>Contro il provvedimento chiunque vi abbia interesse può proporre ricorso all’organismo di appello entro trenta giorni dalla sua comunicazione.</p>



<p>Il ricorso presentato oltre il termine è inammissibile.</p>



<p>Le/Gli iscritte/i che siano state/i allontanate/i dal partito non possono essere reiscritte/i prima di due anni dal provvedimento di allontanamento e, in ogni caso, sulla re-iscrizione deve esprimersi favorevolmente il collegio di garanzia che ne aveva emanato in via definitiva il provvedimento di allontanamento.</p>



<p>Art. 59 – Diritto alla difesa<br>L’iscritta/o sottoposta/o a procedimento disciplinare deve essere posta/o a conoscenza dei fatti che le/gli vengono addebitati.</p>



<p>Ella/Egli ha diritto di essere sentita/o dal Collegio di garanzia che esamina il suo caso, di produrre memorie, documenti e quant’altro ritenga opportuno per la sua difesa.</p>



<p>I collegi di garanzia a ogni livello si pronunciano nel termine di due mesi. Questo termine è elevato a tre mesi per il collegio nazionale di garanzia.</p>



<p>Art. 60 – La sospensione cautelare<br>La sospensione cautelativa dall’attività di partito può essere decisa, come misura temporanea, nel caso di pendenza di indagini giudiziarie. Non costituisce sanzione disciplinare e non può essere stabilita per più di dodici mesi, prorogabile per eguale periodo, anche più volte, in caso di necessità.</p>



<p>La deliberazione è assunta dagli organismi di garanzia che ne fissano le modalità e può essere revocata dai medesimi in ogni momento.</p>



<p>L’autosospensione volontaria dal partito o dai suoi organismi è consentita esclusivamente nel caso in cui la/il compagna/o sia coinvolta/o in indagini giudiziarie; in tutti gli altri casi l’autosospensione equivale alle dimissioni dagli incarichi di partito.</p>



<p>Art. 61 – Le altre misure<br>Tutti gli atti e i provvedimenti disciplinari del collegio nazionale di garanzia sono definitivi e vincolanti per le/gli iscritte/i al partito.</p>



<p>Il rifiuto o la non osservanza di tali provvedimenti disciplinari, degli atti prescrittivi di fare, non fare, permettere, emanati dal collegio nazionale, le formali dimissioni dal partito nonché la candidatura in liste alternative e/o contrapposte a quelle del partito o da questo sostenute, comporta la perdita dell’iscrizione al partito.</p>



<p>La perdita dell’iscrizione al partito si concreta con il mero atto di accertamento dell’inadempienza e con la conseguente declaratoria.</p>



<p>La re-iscrizione al partito non può avvenire prima di due anni dalla declaratoria di perdita dell’iscrizione e, in ogni caso, sulla richiesta di re-iscrizione, deve pronunciarsi il collegio nazionale. Il termine è ridotto a un anno nel solo caso di formali dimissioni dal partito.</p>



<p>Per l’esecuzione dei provvedimenti emanati, il Collegio nazionale di garanzia può incaricare gli organismi dirigenti locali che sono tenuti a provvedere, oppure, può nominare, di volta in volta, un commissario ad acta.</p>



<p>Art. 62 – Lo scioglimento degli organismi<br>Nel caso si determinino situazioni gravi di mancato rispetto delle regole di democrazia, di inadempienza statutaria, di dissesto finanziario o di grave pregiudizio all’immagine pubblica del partito, la direzione nazionale, il Comitato politico federale e regionale, preavvisando la struttura interessata, con il parere favorevole dei corrispondenti collegi di garanzia, possono sciogliere gli organismi delle istanze immediatamente inferiori e convocarne il congresso straordinario.</p>



<p>Questo congresso straordinario deve essere indetto entro sei mesi. Per periodi superiori deve essere acquisito il parere favorevole del collegio nazionale di garanzia. I collegi di garanzia possono preliminarmente audire le parti interessate al fine di acquisire gli elementi utili al rilascio del loro parere.</p>



<p>La gestione delle situazioni di cui al comma 2 è affidata, temporaneamente, ad una/un compagna/o con i compiti di commissaria/o straordinaria/o. Questi non può assumere iniziative che vadano oltre i contenuti del suo mandato, così come specificato dall’organismo che lo nomina.</p>



<p>TITOLO VII – LE CARICHE PUBBLICHE ED ELETTIVE</p>



<p>Art. 63 – La designazione e la concentrazione<br>Per tutti gli altri incarichi di partito e per la designazione a cariche pubbliche si procede con deliberazioni degli organismi politici competenti, assunte a maggioranza di voti e con voto segreto.</p>



<p>In caso di pluralità di circoli e di federazioni nel medesimo ambito territorio, ciascun circolo o federazione avanza una proposta sulla quale decide l’istanza superiore.</p>



<p>È da evitare la concentrazione di più incarichi di partito e istituzionali su singole/i compagne/i.</p>



<p>Dinanzi a fenomeni di concentrazione, dovranno intervenire gli organismi di garanzia che, a fronte del rifiuto di rinunciare a incarichi di pari livello, faranno decadere le/gli interessate/i da quelli di partito.</p>



<p>Le segreterie devono essere costituite in maggioranza da compagne/i non impegnate/i a livello istituzionale di pari livello.</p>



<p>Sono incompatibili gli incarichi istituzionali di carattere esecutivo con i compiti esecutivi a livello di partito.</p>



<p>Art. 64 – Le candidature e gli eletti: norme generali<br>La definizione delle candidature relative a ogni livello della rappresentanza istituzionale deve perseguire l’obiettivo di eleggere donne e uomini in termini paritari.</p>



<p>La/Il candidata/o anche se non iscritta/o al Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea e da questo sostenuta/o non può svolgere la campagna elettorale in modo contrario all’impostazione stabilita dal partito ed è tenuta/o a rispondere ai requisiti previsti dal presente articolo. A tale fine verrà concordato un impegno.</p>



<p>Le/Gli elette/i debbono:<br>conformarsi rigorosamente agli orientamenti del partito ed al regolamento del gruppo nell’esercizio del loro mandato;<br>versare al partito una quota dell’indennità di carica e ogni emolumento percepito in forza del loro mandato sulla base dei regolamenti di cui all’art. 71, primo e secondo comma.</p>



<p>Art. 65 – Le cariche elettive regionali, nazionali ed europee<br>Le cariche nelle assemblee elettive regionali, nazionali ed europee non sono cumulabili, ad eccezione di chi svolge la funzione di segretaria/o nazionale del partito.</p>



<p>Nel rispetto del vincolo di maggioranza sulle alleanze e le scelte politiche approvate dagli organismi dirigenti, nelle cariche elettive vanno valorizzate le pluralità delle esperienze e delle soggettività interne al partito e di quelle esterne che collaborano con esso.</p>



<p>Non può essere ricandidata/o, fatto salvo chi svolge la funzione di segretaria/o nazionale, chi ha ricoperto i seguenti incarichi istituzionali per un numero di anni consecutivi equivalenti a due mandati interi: parlamentare europea/o, deputata/o, senatrice/ore, consigliera/e regionale e chi ha svolto funzioni di governo nazionale, regionale, provinciale e comunale in città capoluogo di provincia.</p>



<p>Con voto espresso sul singolo caso della maggioranza dei tre quinti delle/dei componenti, l’organismo deputato ad approvare le liste può stabilire singole eccezioni al precedente vincolo.</p>



<p>Art. 66 – Le candidature negli Enti Locali e nelle Regioni<br>Le candidature nei consigli comunali, circoscrizionali e municipali vengono discusse e votate nei circoli interessati all’elezione.</p>



<p>Nel caso in cui insistano più circoli in un comune, le candidature sono proposte dai circoli del comune e votate dal Comitato politico federale se esistente e in caso contrario dal Comitato politico regionale.</p>



<p>Le proposte di candidature per le elezioni provinciali e delle città metropolitane vengono adottate nei comitati politici federali se esistente e in caso contrario dal Comitato politico regionale competente.</p>



<p>Spetta altresì ai Comitati Politici Federali, ove esistenti (e in caso contrario ai Comitati Politici Regionali competenti), approvare le candidature per i consigli comunali del comune capoluogo di provincia ed avanzare le candidature per i consigli regionali, limitatamente ai collegi elettorali di propria pertinenza, sulla base dei criteri, delle indicazioni e degli orientamenti formulati dal Comitato politico regionale, che approva in via definitiva le liste regionali.</p>



<p>Non può essere ricandidata/o chi ha svolto due mandati interi consecutivi in una assemblea o in una carica di governo nel medesimo ente locale, ovvero tre mandati in enti locali differenti, prevedendo eccezioni motivate con voto espresso sul singolo caso dalla maggioranza dei tre quinti delle/dei componenti del comitato competente.</p>



<p>Il Comitato politico regionale valutata la proposta nel suo complesso, provvede all’approvazione definitiva delle candidature al consiglio regionale.</p>



<p>Art. 67 – Le candidature al Parlamento nazionale ed europeo<br>Per le candidature al Parlamento nazionale, i Comitati politici federali, ove esistenti, sulla base delle indicazioni del Comitato politico nazionale e del Comitato politico regionale, formulano le varie proposte.</p>



<p>Per le candidature al Parlamento nazionale, ove non esista il Comitato politico federale, il Comitato politico regionale, sulla base delle indicazioni del Comitato Politico Nazionale, formula le varie proposte.</p>



<p>Per le candidature al Parlamento europeo, la Direzione nazionale approva le liste su proposta dei Comitati Politici Regionali interessati alle singole circoscrizioni.</p>



<p>VIII &#8211; L’AMMINISTRAZIONE DEL PARTITO</p>



<p>Art. 68 – La/Il Tesoriera/e<br>La/Il tesoriera/e ha la responsabilità delle attività amministrative, finanziarie e patrimoniali dell’istanza presso la quale è nominata/o.</p>



<p>Ad essa/o è attribuita la rappresentanza legale, giudiziale verso terzi, sia attiva che passiva, in materia amministrativa, finanziaria e patrimoniale.</p>



<p>La/Il tesoriera/e ha la responsabilità di redigere il rendiconto annuale ed il bilancio preventivo annuale delle entrate e delle spese della propria organizzazione; di richiedere o verificare presso l’Agenzia delle entrate l’attribuzione del codice fiscale relativo alla struttura rappresentata; di richiedere o verificare la corretta iscrizione nell’elenco delle/dei tesoriere/i del partito, comunicando i propri dati e quelli della struttura rappresentata alla tesoreria nazionale.</p>



<p>Provvede altresì alla tenuta ed all’aggiornamento delle scritture e dei documenti contabili ed all’inventario dei beni mobili, immobili e delle partecipazioni.</p>



<p>Il patrimonio immobiliare del partito a qualsiasi livello appartiene all’intera comunità di iscritti ed iscritte al Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. La sua alienazione, anche parziale, o vendita può essere deliberata solo con il voto favorevole dei due terzi dei presenti della direzione nazionale.</p>



<p>La/Il tesoriera/e nazionale è abilitata/o a riscuotere le somme spettanti al partito in relazione agli adempimenti della legge sul finanziamento pubblico.</p>



<p>Nel caso di elezione di una/un nuova/o tesoriera/e, la/il tesoriera/e uscente è obbligata/o a redigere un rendiconto della sua gestione e consegnarlo alla/al nuova/o tesoriera/e mediante apposito verbale.</p>



<p>La/Il tesoriera/e è componente di diritto della segreteria, a tutti i livelli.</p>



<p>Nel corso dei lavori del congresso nazionale la/il tesoriera/e nazionale rende il conto della propria gestione.</p>



<p>Art. 69 – I mezzi finanziari e le spese<br>I mezzi finanziari del partito sono costituiti da:<br>le quote del tesseramento<br>il finanziamento pubblico e le risorse previste dalle disposizioni di legge<br>gli introiti delle feste e delle altre iniziative politiche e di autofinanziamento<br>le erogazioni liberali, anche quelle previste dall’art. 11 del decreto-legge n. 149 del 2013 convertito in legge n. 13 del 2014 e s.m.i.</p>



<p>Ogni organizzazione di partito può promuovere sottoscrizioni informandone le/i tesoriere/i e gli organismi esecutivi del livello immediatamente superiore.</p>



<p>Il Comitato politico nazionale, i Comitati politici regionali ed i Comitati politici federali stabiliscono, per ogni entrata derivante dalle iniziative del partito, le quote da ripartire fra le diverse istanze.</p>



<p>L’importo minimo della tessera è stabilito dalla direzione nazionale che fissa l’ammontare delle quote e le percentuali spettanti alle diverse istanze di partito, a partire da quelle di base.</p>



<p>I circoli, le federazioni e i comitati regionali hanno proprie distinte e autonome amministrazioni finanziarie, patrimoniali, economiche e contabili. Ciascuna struttura organizzativa risponde, inoltre, esclusivamente degli atti e dei rapporti giuridici posti in essere e non è responsabile per gli atti compiuti dalle altre articolazioni.</p>



<p>Per ogni spesa deve essere indicata la relativa copertura.</p>



<p>La spesa va prioritariamente e prevalentemente impegnata a sostegno, lavoro esterno di partito, di massa o di movimento. Quindi viene data priorità al finanziamento delle articolazioni territoriali del partito. In ogni caso il partito tende a ridurre al minimo indispensabile i ruoli d’apparato centrale per il cui funzionamento è nel complesso tenuto a contribuire.</p>



<p>Art. 70 – I bilanci preventivi e i rendiconti<br>Ciascun livello di organizzazione del partito deve redigere ed approvare annualmente un bilancio preventivo e un rendiconto.</p>



<p>Il bilancio preventivo è predisposto e approvato entro il 31 gennaio di ogni anno. Il rendiconto si chiude alla data del 31 dicembre di ciascun anno, deve essere redatto secondo il modello di rendiconto approvato dalla direzione nazionale e deve essere sottoposto all’approvazione nei tempi e nelle modalità previsti dalla legge n. 2/1997 e successive modificazioni. Al rendiconto è allegato l’inventario dei beni mobili ed immobili.</p>



<p>I bilanci preventivi e i rendiconti sono predisposti dalla/dal tesoriera/e, esaminati dal competente collegio di garanzia e sottoposti all’approvazione dei rispettivi organismi dirigenti. Quelli nazionali sono sottoposti all’approvazione della direzione nazionale.</p>



<p>Copia dei bilanci preventivi e dei rendiconti approvati deve essere trasmessa alle/ai tesoriere/i dell’istanza superiore. I rendiconti dei comitati regionali devono essere allegati al rendiconto del partito.</p>



<p>L’approvazione e la trasmissione dei bilanci preventivi e dei rendiconti alla tesoreria nazionale è condizione necessaria all’erogazione dei contributi, a qualsiasi titolo, da parte della direzione nazionale del partito.</p>



<p>Il rendiconto nazionale è esaminato ed approvato dalla direzione nazionale riunita con le/i segretarie/i regionali e con le/i tesoriere/i regionali quest’ultimi con diritto di parola e senza diritto di voto qualora non siano componenti della direzione nazionale stessa.</p>



<p>I bilanci preventivi e i rendiconti regionali sono esaminati e approvati dai Comitati Politici Regionali, riuniti con le/i segretarie/i provinciali e le/i tesoriere/i provinciali quest’ultime/i con diritto di parola senza diritto di voto qualora non siano componenti del Comitato politico regionale stesso.</p>



<p>I bilanci preventivi e i rendiconti delle federazioni sono esaminati ed approvati dai Comitati politici federali, riuniti con le/i segretarie/i di circolo e con le/i tesoriere/i di circolo quest’ultimi con diritto di parola senza diritto di voto qualora non siano componenti del Comitato politico federale stesso.</p>



<p>Il bilancio preventivo e il rendiconto devono essere portati a conoscenza delle/degli iscritte/i.</p>



<p>Il rendiconto nazionale è pubblicato integralmente, ai sensi di legge, sul sito web del partito.</p>



<p>In ottemperanza all’art. 5 del decreto legislativo n. 460/1997, si fa divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita del partito, salvo che non sia imposto per legge.</p>



<p>Il partito si obbliga a devolvere il suo patrimonio, in caso di scioglimento, ad altra associazione od organizzazione politica avente le medesime finalità politiche e ideali. In tal caso si dovrà sentire l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge n. 662/1996.</p>



<p>Art. 71 – La contribuzione delle/degli elette/i<br>I contributi delle/dei consigliere/i regionali, delle/dei deputate/i, delle/dei senatrici/tori e delle/dei parlamentari europee/i, vengono versati all’amministrazione nazionale del partito sulla base di un regolamento approvato dalla direzione nazionale e conforme ai principi e criteri del regolamento di cui all’art. 75.</p>



<p>I contributi delle/dei consigliere/i provinciali, comunali, circoscrizionali o delle/dei rappresentanti designate/i dal partito a tutti i livelli, vengono versati alle articolazioni territoriali di competenza che ne fissano l’entità e la ripartizione in sintonia con i criteri fissati dal regolamento della direzione nazionale di cui al primo comma del presente articolo.</p>



<p>Il mancato rispetto di questa norma determina l’intervento del collegio di garanzia e l’automatica esclusione da successive candidature delle/degli interessate/i, fatta salva l’irrogazione per le/gli iscritte/i di eventuali sanzioni disciplinari da parte dei collegi di garanzia competenti.</p>



<p>I regolamenti nazionale, di cui al primo comma del presente articolo, e locali, di cui al secondo comma del presente articolo, si atterranno al principio di fissare il trattamento economico delle/dei rappresentanti istituzionali, tenuto conto delle spese e degli oneri collegati al mandato, nonché dei diritti acquisiti in materia retributiva, in misura pari a quella dei funzionari di partito di livello corrispondente tenuto conto delle retribuzioni del lavoro dipendente.</p>



<p>I regolamenti di cui al comma precedente fissano l’ammontare massimo delle retribuzioni.</p>



<p>IX &#8211; LA STAMPA ED I MEZZI DI COMUNICAZIONE</p>



<p>Art. 72 – La stampa ed i mezzi di comunicazione: principi<br>La stampa del partito e i mezzi di comunicazione di cui il partito dispone si ispirano agli orientamenti politici fissati dal Comitato politico nazionale.</p>



<p>Corrispondono alle esigenze del libero dibattito garantendo a tutte le opinioni gli spazi adeguati ed una informazione pluralista.</p>



<p>La/Il direttora/e degli organi di informazione nazionale, sentite le rispettive redazioni, sono eletti dalla Direzione nazionale su proposta della/del segretaria/o nazionale.</p>



<p>I social del partito, la loro gestione e i rispettivi responsabili sono definiti dall’organo esecutivo a ogni livello che ne dà comunicazione all’organo dirigente corrispondente.</p>



<p>La comunicazione del partito deve conformarsi alla linea politica decisa dal congresso così come interpretata dagli organi dirigenti a ciascun livello di competenza territoriale.</p>



<p>X – I SIMBOLI DEL PARTITO E I SIMBOLI ELETTORALI</p>



<p>Art. 73 – I simboli del Partito<br>La bandiera del partito è rossa e reca, in colore oro, la stella, la falce e il martello. Un nastro con i colori nazionali è legato all’asta della bandiera.</p>



<p>Il simbolo del partito è così descritto: «due cerchi eccentrici e tangenti internamente sulla destra. Il più grande a fondo rosso, in secondo piano, riporta nella porzione di cerchio visibile a sinistra, la scritta in bianco SINISTRA EUROPEA. Il secondo cerchio, in primo piano, è più piccolo e interno al primo, con fondo bianco e riporta: falce, martello e stella gialli sopra una bandiera rossa distesa e inclinata a sinistra sormontato dalla scritta in nero RIFONDAZIONE, nella parte inferiore compare la scritta in nero PARTITO COMUNISTA. Le due scritte sono separate da due settori circolari verde a sinistra e rosso a destra che, con il fondo bianco, compongono i colori della bandiera nazionale».</p>



<p>Gli inni del partito sono: l’Internazionale, Bandiera Rossa, l’Inno dei lavoratori.</p>



<p>Nei territori in cui vivono minoranze etniche, linguistiche e nazionali, il simbolo e le scritte del partito devono essere plurilingue, così come gli atti ufficiali ove possibile.</p>



<p>Art. 74 – I simboli elettorali<br>Nelle elezioni nazionali ed europee, l’eventuale adozione di simbolo diverso da quello del partito deve essere approvata con il voto favorevole della maggioranza delle/dei componenti del Comitato politico nazionale.</p>



<p>Nelle elezioni degli enti locali e regionali, l’eventuale adozione di simbolo diverso da quello del partito deve essere approvata con il voto favorevole della maggioranza delle/dei componenti del corrispondente organismo dirigente.</p>



<p>XI – IL REGOLAMENTO DEL PARTITO</p>



<p>Art. 75 – Il regolamento nazionale di funzionamento<br>Il Prc-Se si dota di un regolamento nazionale nel quale sono definite tutte le procedure non presenti nel presente statuto e contiene altresì le specifiche discipline in funzione di quanto prescritto dallo statuto.</p>



<p>Il regolamento di funzionamento è deliberato dal congresso nazionale. Può essere modificato dal Comitato politico nazionale, su proposta della Direzione nazionale, con votazione favorevole della maggioranza delle/dei componenti.</p>



<p>Art. 76 – Altri regolamenti<br>I regolamenti adottati dalle federazioni e dai regionali sulle materie ad esse eventualmente demandate dal regolamento nazionale di funzionamento devono conformarsi ai principi ed ai criteri adottati nel regolamento nazionale di funzionamento.</p>



<p>XII – TUTELA DEI DATI PERSONALI</p>



<p>Art. 77 – La privacy<br>Il partito riconosce ed assicura a chiunque entri in relazione con sé il diritto al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali che lo riguardano in conformità a quanto previsto e disciplinato dal regolamento UE n.679/2016 GDPR e dal “Codice in materia di protezione dei dati personali” di cui decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche -, alle norme a esso collegate nonché ai provvedimenti dell’autorità garante.</p>



<p>XIII – NORME TRANSITORIE<br>Art. 78 – Norme transitorie<br>In sede di prima applicazione, i piani organizzativi regionali potranno essere adottati entro sei mesi dalla conclusione dell’XI Congresso nazionale e la riorganizzazione del partito da questi determinata sarà immediatamente operativa e verrà sottoposta a verifica dopo un anno dalla loro adozione.</p>



<p>La/Il tesoriera/e nazionale ha mandato per apportare tutte le modifiche al presente statuto approvato in sede di XI Congresso che si rendessero necessarie per l’ottenimento dell’iscrizione al Registro dei partiti politici, ai sensi dell’art. 4 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.149, convertito con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014 n. 13 e s.m.i.</p>
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		<title>L&#8217;analisi della sconfitta di Francesca Fornario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Nov 2021 11:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il testo dell’applauditissimo intervento della compagna Francesca Fornario, giornalista, scrittrice e autrice satirica, ospite al nostro XI congresso. Compagne e compagni, grazie per avermi invitato&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Il testo dell’applauditissimo intervento della compagna Francesca Fornario, giornalista, scrittrice e autrice satirica, ospite al nostro XI congresso.</em></p>



<p>Compagne e compagni, grazie per avermi invitato al vostro congresso a fare l’analisi della sconfitta alla quale non intendo sottrarmi.</p>



<p>Sconfitta è la sedicente sinistra che ti chiede il voto per fermare le destre e poi con le destre ci governa: la sinistra omeopatica.</p>



<p>Sconfitto è chi crede che il governo migliore sia un governo tecnico.</p>



<p>Sconfitto è chi crede che siano gli stranieri a rubarci il lavoro.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che sia giusto tagliare la spesa pubblica per ridurre il debito pubblico.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa sia necessario andare in pensione più tardi perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. L’età pensionabile torna ad allungarsi anche se la vita si accorcia: di questo andranno in pensione solo i cattolici.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che i vecchi debbano rinunciare alla pensione perché i giovani in pensione non ci andranno mai, come se ci fosse un rapporto di causa effetto e non fossero due effetti della stessa causa.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa sia stato giusto cancellare l’articolo 18 perché c’erano tanti giovani sfruttati con la partita iva e i contratti a progetto, che è come se zoppichi dalla gamba destra e vai dall’ortopedico e quello, per farti guarire, ti azzoppa la gamba sinistra.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa sia necessario dare soldi alle imprese perché sono le imprese a creare lavoro. Lo ha detto Briatore: senza il ricco il povero non mangia, e invece è il ricco che non mangia senza il povero che serve ai tavoli, coltiva i pomodori, ci fa il sugo e dopo pulisce i piatti.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che sia giusto salvare le banche invece delle persone.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che la Nato che ci chiede di aumentare le spese militari porti la pace.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che Cuba sia una dittatura e gli Stati Uniti la più grande democrazia del mondo. Quelli che a forza di esportare la democrazia sono rimasti senza.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che le cose andrebbero meglio se ci fosse più meritocrazia, come se l’essere bravo a scuola sia un merito e non la conseguenza della gran botta di culo di essere nato in un ambiente sereno, da genitori incoraggianti, in case piene di libri.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che se perde il lavoro è colpa sua e non delle leggi che hanno precarizzato il lavoro.</p>



<p>Sconfitto è chi crede alle lamentele degli imprenditori che si lagnano che non trovano più lavoratori da quando c’è il reddito di cittadinanza.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che perdiamo un sacco di soldi perché ci sono persone che intascano il reddito senza averne il diritto e non perché ci sono le aziende che intascano la cassa integrazione senza avere diritto, che assumono con i contratti a part time per farti lavorare full time, che evadono le tasse pagandole nei paradisi fiscali, che oltre due terzi – vine fuori a un controllo superficiale, rubano in un modo o in quell’altro.</p>



<p>Sconfitto è Alessandro, che lavorava con i voucher dal lunedì al venerdì e lo trovava normale perché, mi ha detto: “Se la domenica non lavoro perché devono pagarmi?”.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che andare in ferie sia un privilegio e non un diritto, andare in pensione un privilegio e non un diritto.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa di essere ambientalista perché si compra l’auto ibrida con gli incentivi statali.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che i sindacati non servano a fare la lotta ai padroni anzi non servono proprio perché siamo tutti sulla stessa barca, i padroni e i proletari, che chi è sconfitto non li chiama così, li chiama gli imprenditori e gli imprenditori di stessi, i collaboratori e se sei collaboratore collabori, mica protesti. E il confitto? Sconfitto è chi pensa che il conflitto sia una patologia, che se sei uomo e hai un’alleggiamento conflittuale con il capo te la sei cercata e se sei donna e hai un atteggiamento conflittuale hai le mestruazioni.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che se questo è il solo paese europeo dove i salari sono diminuiti la colpa sia delle tasse e non del fatto che a pagarle siano in misura sempre maggiore in lavoratori e le imprese, e non del fatto che non ci sia un salario minimo, e non del fatto che esistono contratti legali che permettono di pagare i lavoratori 4 euro l’ora.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che chi sciopera fa un danno alla comunità e comunque non ha voglia di lavorare.</p>



<p>Sconfitto è chi legge Repubblica, la Stampa, guarda la Rai e crede a quello che legge mentre tutto il resto sono fake news.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che Draghi sia il migliore e Calenda il nuovo e Forza Italia un partito moderato e Giorgetti un sincero democratico e Giorgia Meloni che incidentalmente non sta al governo con il pd ma governa in tutti i territori governa con quelli che stanno al governo con il Pd sia un’interlocutrice.</p>



<p>Alessia Morani, Pd: ha detto: “Dispiace che Giorgia Meloni non abbia detto sì come noi del Pd al Governo Draghi”. Sarebbe stato un 25 aprile da sballo.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che Mimmo Lucano sia un ladro.</p>



<p>Gino Strada una spia.</p>



<p>Alessandro Barbero uno svitato maschilista quasi come Assange che in più non si lava.</p>



<p>E Corbyn un antisemita e Melanchon naturalmente anche.</p>



<p>E i No Tav terroristi.</p>



<p>Chi combatte al fianco del popolo curdo terrorista.</p>



<p>Ve lo hanno già detto che Ken Loach è pedofilo e si mangia la cacca o ve lo anticipo io?</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che comunismo e Nazismo siano opposti estremismi, come del resto ha stabilito una risoluzione del parlamento europeo.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che l’Unione Europea sia la nostra patria e non l’Europa, non il mondo intero.</p>



<p>Sconfitto è chi pensa che Stefano Cucchi se la sia cercata, Carlo Giuliani se la sia cercata, gli operai in picchetto che vengono presi a manganellate se la siano cercata mentre un manipoli di fascisti può tranquillamente assaltare la sede della Cgil di fonte alle guardie che li lasciano fare. (Secondo me perché pensavano che i fascisti di Forza Nuova volessero entrare nella sede della Cgil per fare vertenza a Giorgia Meloni che li fa lavorare a nero).</p>



<p>Compagne e compagni, compagno segretario Maurizio Acerbo, io vi ringrazio del privilegio, del conforto, dell’emozione che mi regate invitandomi a parlare di fronte alla platea di quante e di quanti non sono stati sconfitti.</p>



<p>Di quante e di quanto hanno perso, ma non si sono persi.</p>



<p>Di quante e di quanti hanno pensato che di fronte allo sfascio che ho decritto l’obiettivo principale non possa essere quello di eleggere in coalizione con chi ha demolito lo statuto dei lavoratori, privatizzato i servizi pubblici, chiuso i porti, comprati i cacciabombardieri tornado.</p>



<p>Eleggere in coalizione perché così magari ti fanno aprire una biblioteca o sistemare un parco mentre loro si spartiscono i soldi del Pnrr che poi sono i nostri regalandoli alle imprese.</p>



<p>Spero che il dibattito congressuale, alla quale mi dispiace di non aver potuto prendere parte dall’inizio, non giri intorno alla questione del tornare ad eleggere perché eleggere è il mezzo e non il fine.</p>



<p>Il fine delle comuniste e dei comunisti è trarci in salvo a vicenda.</p>



<p>Trarre in salvo soprattutto quelli che si sono fatti fare il lavaggio del cervello o non se lo sono fatti fare ma non sono andati a votare perché magari un partito di sinistra che non fosse in coalizione con il pd lo hanno hanno cercato ma ne hanno trovati 5 e allora…</p>



<p>e allora un privilegio è quello di trovarmi di Fronte alle compagne e ai compagni della forza politica che in questi anni ha sempre cercato con generosità di unire quel fronte, di tenere insieme gli anticapitalisti, di fare la colla, perché ci sono diverse storie e diverse appartenenze e legittimi motivi di divisione ma quello che ci unisce è di più e più urgente di quello che ci divide. Fare la colla per tenere insieme chi lotta contro questo sistema. Ci ho provato con voi, ho fallito con voi, ci proverò ancora: saremmo sconfitti se smettessimo di provarci.</p>



<p>Chiudo, brevemente, sul senso della vita.</p>



<p>Brevemente, vado proprio dritta al senso della vita, perché penso debba essere anche il senso del nostro trovarci qui.</p>



<p>Lo storico Alessandro Barbero ha detto in sostanza che le donne non fanno carriera come gli uomini perché non sono stronze come gli uomini che fanno carriera: quelli aggressivi e prevaricanti.</p>



<p>E molte donne, invece di stamparsi la frase su una maglietta da indossare l’otto marzo,</p>



<p>invece che incazzarsi contro un sistema che premia chi è più aggressivo, chi è disposto a fare gli straordinari, a rinunciare agli affetti e alla militanza politica per ottenere il premio di risultato, invece che incazzarsi contro un sistema che prima il più forte a scapito del più debole, si sono incazzate con Barbero.</p>



<p>Questo è solo l’ultimo di molti episodi che ci dimostrano quanto là fuori, tra gli sconfitti, il senso, il significato delle cose sia stato ribaltato.</p>



<p>L’aggressività diventa un valore, l’individualismo un valore, fare carriera a discapito degli altri un valore: le donne rivendicano di saperlo fare di più e meglio degli uomini: «Vedeste come sappiamo essere predatrici anche noi!». E dicono di non essere affatto mansuete come sostiene Barbero, come se il contrario di aggressiva fosse “mansueta” e non pacifica.</p>



<p>Io lavoro in un campo dopo per fare carriera devi essere come Barbara Palombelli, che ci dice che se una donna viene ammazzata di botte magari se l’è cercata perché dietro a un uomo violento c’è una donna che lo esaspera, che infatti se un uomo sfascia la televisione in preda a un raptus magari è perché c’è Barbara Palombelli in televisione.</p>



<p>Io non voglio fare carriera. Da donna e da comunista non penso che il lavoro sia fare carriera, io penso che il lavoro sia quella cosa che c’è scritta nella Costituzione: una funzione che concorra al benessere materiale e spirituale della società, che ti lasci il tempo per goderti gli affetti, la militanza, le passioni, un tempo che è un diritto ma anche un dovere prendersi (“Il lavoratore ha diritto alle ferie e non può rinunciarvi”) e non c’è vanto nel sacrificare le ferie per lavorare.</p>



<p>Concorrere al benessere spirituale, non sgomitare, non sopraffare, non aggredire, non premiare chi è sicuro di sé a discapito di chi è insicuro.</p>



<p>Compagne e Compagne quello che vi dico a voi sembra giusto, perfino scontato, perché noi siamo i pochi che non sono stati sconfitti. Ma là fuori, se non ce la fai è colpa tua e farcela vuol dire ottenere soldi e fama, non trarsi in salvo a vicenda e tenersi stretti.</p>



<p>Questa nostra consapevolezza è la nostra forza e la nostra salvezza. La consapevolezza delle comuniste e dei comunisti che ha ispirato larga parte della Costituzione repubblicana.</p>



<p>Rispetto ad allora siamo meno ma non meno consapevoli.</p>



<p>Fate in modo che l’obiettivo di questo congresso e del nostro agire politico sia non fare l’analisi della sconfitta, non chiederci come eleggere in coalizione o no, ma come diffondere questa consapevolezza. Anche attraverso campagne come quella per il salario minimo legale, in difesa delle pensioni, per la casa, per il reddito. Lotte che rimettano a posto il senso delle cose.</p>



<p>Domandarci come trarre in salvo Alessandro che pensa che se la domenica non lavori è giusto che non ti paghino. Come trarre in salvo le donne che rivendicano di saper essere aggressive e predatrici anche più di un uomo. Come trarre in salvo chi pensa che Enrico Letta sia di sinistra perché Oh, è più di sinistra di Renzi.</p>



<p>Queste elezioni vinte da quelli del centrosinistra che governano insieme al centrodestra non sono state un successo ma poteva andare molto peggio. Potevamo essere uno di loro.</p>
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		<title>Documento conclusivo dell&#8217;XI congresso</title>
		<link>https://www.rifondazionecomunista.org/xi/2021/11/02/documento-conclusivo-dellxi-congresso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;XI congresso del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea assume la linea, le analisi e le proposte contenute nelle tesi approvate come indicazioni di&#8230;]]></description>
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<p>L&#8217;XI congresso del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea assume la linea, le analisi e le proposte contenute nelle tesi approvate come indicazioni di lavoro che impegnano tutto il partito con spirito unitario allo sviluppo dell’iniziativa politica.</p>



<p>La pandemia ha evidenziato le profonde contraddizioni di un capitalismo neoliberista che antepone l’accumulazione di capitale e la logica del profitto ai bisogni sociali. Assistiamo oggi alla convergenza su scala planetaria di crisi ecologica, crisi epidemiologica, crescita delle disuguaglianze, instabilità globale, guerre. Catastrofi, ingiustizie e sofferenza sociale si accumulano mentre l’umanità avrebbe tutte le potenzialità per garantire la pace tra i popoli, un’esistenza degna a tutte/i e per porre le basi per un rapporto con la natura non autodistruttivo. L’eco-socialismo del XXI secolo è la ricerca e la lotta per un’alternativa a un modello fondato sullo sfruttamento, l’esclusione e la devastazione ambientale.</p>



<p>A trenta anni dalla nascita del nostro partito rivendichiamo le ragioni di una tenace resistenza al neoliberismo e l’attualità del nostro comunismo democratico, libertario, ecologista, femminista, internazionalista. La rifondazione comunista è un compito di lunga lena, in cui il punto di vista di classe e quello femminista sono indispensabili per la critica e l’analisi del capitalismo presente.</p>



<p>Rifondazione Comunista è un partito delle classi lavoratrici che rilancia l’impegno per la difesa e l’estensione dei diritti, un piano per il lavoro e la riconversione ecologica, il rilancio del pubblico a partire dalla sanità e dalla scuola, la lotta per la democrazia e l’attuazione della Costituzione.</p>



<p>Il nostro partito nacque difendendo l’eredità feconda di una cultura politica comunista originale come quella italiana a partire dall’elaborazione di Antonio Gramsci che oggi è punto di riferimento per le sinistre e i movimenti sociali in tutto il mondo, una visione della politica che si pone il tema dell’egemonia e l’importanza di comprendere e intervenire nella complessità dei rapporti di classe e del contesto politico, sociale, istituzionale, culturale.</p>



<p>Abbiamo bisogno di un partito sociale che pratica il mutualismo e la ricostruzione del legame sociale, l’internità ai movimenti e alle lotte, l’attivismo ambientalista e solidale, antirazzista, internazionalista e per la pace, che costruisce vertenze e promuove campagne. Il radicamento sociale è condizione per conoscere la realtà e sviluppare l’iniziativa politica.</p>



<p>Abbiamo bisogno di un partito che sappia incontrare le nuove generazioni che subiscono le conseguenze di un capitalismo delle cui contraddizioni cominciano ad assumere consapevolezza a partire dalla crisi ambientale che causa il cambiamento climatico.</p>



<p>Abbiamo bisogno di un partito che non perda l’ispirazione e l’impegno internazionalista, per rafforzare la solidarietà e l’agenda comune con i popoli che si battono per la propria liberazione, a partire dai Palestinesi, dai Curdi e dal popolo Saharawi, da Cuba, dal Venezuela e dalle forze del Foro di Sao Paulo in America Latina, con particolare attenzione al consolidamento del Partito della Sinistra Europea per rafforzare l’azione comune della sinistra radicale nello spazio europeo. Un partito che sappia dare voce a tante/i compagne/i non italiani, che nei diversi territori si sono iscritti, contribuendo alla ricchezza politica della nostra organizzazione.</p>



<p>Nella consapevolezza delle nostre difficoltà, nella straordinarietà del contesto in cui si svolge il nostro XI congresso, il partito avvia un percorso di rinnovamento che deve coinvolgere sia il nostro modo di essere che il gruppo dirigente. Questo processo deve attraversare i territori e operare un decisivo salto di qualità sul livello centrale e anche ridefinire il gruppo dirigente nazionale in una conferenza da tenersi tra luglio e settembre 2022. Il Congresso nel dare questo mandato al nuovo cpn, alla direzione e alla segreteria li impegna a valorizzare le competenze di chi ha fatto decenni di militanza nel partito ma puntando decisamente sugli elementi di novità e sulle energie giovanili che ci sono nel partito. Proprio il carattere unitario del congresso e l’obiettivo della gestione unitaria della nostra organizzazione si devono sostanziare in un’attitudine all’innovazione in direzione di un maggior radicamento del partito nelle lotte sociali.</p>



<p>Nel nostro paese le politiche neoliberiste hanno prodotto una profonda crisi sociale e il progressivo svuotamento della democrazia costituzionale. La radicalità dei problemi pone la necessità di un’alternativa di società che il bipolarismo invece tende a escludere e cancellare.</p>



<p>Il governo Draghi è espressione, pur dentro la crisi del neoliberismo, della capacità egemonica di un progetto neocapitalista su una politica che non pone al centro i bisogni e le emergenze sociali del paese, ma gli interessi delle classi dominanti italiane ed europee.</p>



<p>Solo una ripresa della lotta di classe e dei movimenti sociali può cambiare i rapporti di forza e modificare l’agenda delle priorità.</p>



<p>Lavoriamo per l’unificazione delle lotte, per la promozione di una nuova stagione di movimento e opposizione, capace di aggregare un blocco sociale popolare su un programma di attuazione della Costituzione e di radicale alternativa ai poli esistenti.</p>



<p>Ci sono segnali di ripresa delle mobilitazioni che come nel caso della GKN riescono a mettere in moto un coinvolgimento largo intorno a rivendicazioni unificanti come quella di una legge contro le delocalizzazioni. La convergenza, che si è andata costruendo a partire dalle giornate del ventennale di Genova 2001 fino alla preparazione della manifestazione contro il G20 del 30 ottobre a Roma, è un primo passo nella giusta direzione.</p>



<p>Al PNRR e alla manovra di Draghi contrapponiamo una piattaforma sociale e ambientalista per il salario minimo legale, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e la redistribuzione del lavoro produttivo e riproduttivo, una lotta senza quartiere a tutte le forme di precarietà che colpiscono in modo particolare le donne e i giovani, il reddito di base, pensioni a 60 anni di età o dopo 40 di lavoro coperto da contributi, il rilancio del ruolo pubblico nell’economia e nella riproduzione sociale con grandi investimenti nella sanità, nella scuola, nei servizi sociali, in un’autentica transizione ecologica, un piano nazionale per la casa e un sostegno per gli affitti, la ripubblicizzazione e reinternalizzazione dei servizi, la difesa dei beni comuni, la riduzione drastica delle spesse militari.</p>



<p>La frantumazione e le identità chiuse non aiutano alla costruzione di spazi di iniziativa unitaria capaci di parlare al Paese e, soprattutto, a chi subisce le conseguenze della crisi e delle politiche delle classi dominanti. Vogliamo essere “colla” nella sinistra sociale e politica, lavorare per superare una situazione che genera impotenza e passività.</p>



<p>Come Partito della Rifondazione Comunista lanciamo un messaggio a tutte le donne e gli uomini che non si rassegnano a un paese senza opposizione e senza sinistra, a tutte le realtà organizzate che condividono l’urgenza della costruzione dell’alternativa.</p>



<p>Nel nostro Paese vi sono energie ed esperienze che vanno in controtendenza, un diffuso tessuto di pratiche sociali, culturali e politiche che alimenta il conflitto di classe e ambientale, la dialettica sociale e democratica, il mutualismo e la solidarietà, le pratiche femministe e le campagne per la pace, i diritti e contro ogni discriminazione e razzismo. Vi sono reti, intelligenze e soggettività (associazioni, comitati, settori sindacali conflittuali, movimenti, partiti, liste ed esperienze civiche legate al territorio) che operano positivamente, senza però avere quel profilo politico comune necessario al fine di costituire uno stabile punto di riferimento per le classi popolari e per larga parte del Paese.</p>



<p>Dall’opposizione al governo Draghi, vogliamo contribuire allo sviluppo di un movimento che, a partire dalle questioni sociali, sindacali, ambientali, democratiche, da quelle legate alla differenza di genere, porti alla costruzione, tanto difficile quanto necessaria, di un ampio schieramento, di un fronte diffuso, di una confederalità sociale che da sinistra, insieme a forze ambientaliste e civiche, si batta per l’alternativa alla brutalità neoliberista e ai poli politici oggi esistenti.</p>



<p>Rifondazione Comunista propone di aprire un nuovo percorso da costruire insieme, anche con forme inedite, con lo scopo di costruire una soggettività, un’aggregazione che, per dimensioni e credibilità, possa rappresentare una alternativa allo stato di cose presente. Allo stesso tempo, abbiamo la consapevolezza che non si possa ricondurre ad uno la pluralità delle diverse esperienze e che nessuna delle formazioni della sinistra di alternativa abbia oggi la forza e l’autorevolezza per realizzare questo obiettivo.</p>



<p>In tutta Europa c’è una sinistra antiliberista e anticapitalista rosso-verde, che fa riferimento al Partito della Sinistra Europea e al gruppo parlamentare “La Sinistra”, che rappresenta lo spazio politico in cui si colloca la nostra proposta.</p>



<p><p>Il Congresso dà mandato al CPN, alla direzione e segreteria di dare attuazione agli indirizzi approvati.</p>

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		<title>CPN XI CONGRESSO &#8211; 156 componenti</title>
		<link>https://www.rifondazionecomunista.org/xi/2021/11/02/cpn-xi-congresso-156-componenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:44:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1 Acerbo Maurizio2 Alessandri Daniela3 Alfonzi Daniela4 Allocati Valeria5 Amato Fabio6 Angiletti Milena7 Arcuri Viola8 Avagliano Filomena9 Azzetti Cesare10 Baggi Fabrizio11 Ballerini Lorenzo12 Barbarossa Imma13&#8230;]]></description>
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<p>1 Acerbo Maurizio<br>2 Alessandri Daniela<br>3 Alfonzi Daniela<br>4 Allocati Valeria<br>5 Amato Fabio<br>6 Angiletti Milena<br>7 Arcuri Viola<br>8 Avagliano Filomena<br>9 Azzetti Cesare<br>10 Baggi Fabrizio<br>11 Ballerini Lorenzo<br>12 Barbarossa Imma<br>13 Barbera Giovanni<br>14 Barranca Antonella<br>15 Basta Valentina<br>16 Becchis Michela<br>17 Bellomo Lucetta<br>18 Benvegnù Paolo<br>19 Berardi Francesca<br>20 Bertini Tatiana<br>21 Bertocchi Fiorenzo<br>22 Bettarello Claudio<br>23 Bigonciari Paola<br>24 Bilanceri Fulvia<br>25 Billero Rosalìa<br>26 Bon Luigi<br>27 Brai Stefania<br>28 Bruno Giovanni<br>29 Campanella Antonio<br>30 Camposampiero Anna<br>31 Candido Nicola<br>32 Capelli Giovanna<br>33 Cappucci Roberto<br>34 Carcone Domenico<br>35 Carletti Lorenzo<br>36 Castellani Irene<br>37 Cesani Silvana<br>38 Cesaria Nicola<br>39 Chiaretta Marisa<br>40 Chitè Carmelo<br>41 Ciao Maria Rosaria<br>42 Colaprice Vincenzo<br>43 Collina Mauro<br>44 Colombo Luisa<br>45 Colombo Osvaldo<br>46 Conca Silvia<br>47 Consolo Marco<br>48 Coppa Anna Rita<br>49 Cosentino Mimmo<br>50 Cristofori Stefano<br>51 De Angelis Giulio<br>52 De Berardinis Mirko<br>53 Della Pia Tony<br>54 Della Vecchia Luciano<br>55 Esposito Caro Antimo<br>56 Fars Marco<br>57 Fasoli Fiorenzo<br>58 Favilli Alessandro<br>59 Ferrari Eliana<br>60 Ferrero Paolo<br>61 Ferretti Giovanni<br>62 Forenza Eleonora<br>63 Foresti Diego<br>64 Fraleone Loredana<br>65 Fumetta Vincenzo<br>66 Fuoco Federica<br>67 Galieni Stefano<br>68 Galletta Giada<br>69 Gallo Elisabetta<br>70 Gandini Riccardo<br>71 Gasparo Diletta<br>72 Ghidorzi Mara<br>73 Giaccone Alessio<br>74 Grandi Cristina<br>75 Greco Dino<br>76 Grondona Stefano<br>77 Guerra Tonia<br>78 Iannello Daniele<br>79 Iannone Christian<br>80 Lai Enrico<br>81 Lazzerini Sabina<br>82 Leoni Roberta<br>83 Licari Davide<br>84 Locatelli Ezio<br>85 Lombardi Massimo<br>86 Loro Piana Marina<br>87 Macario Francesco<br>88 Mainardi Nando<br>89 Malpezzi Andrea<br>90 Manfredi Anna<br>91 Mantovani Ramon<br>92 Marchini Daniela<br>93 Marcozzi Gabriele<br>94 Marino Loredana Irene<br>95 Marotta Antonio<br>96 Marra Rosario<br>97 Martinelli Nicolò<br>98 Marzocchi Chiara<br>99 Mastronicola Sara<br>100 Masum Matteo<br>101 Mauri Maura<br>102 Mazzoni Elena<br>103 Meloni Vito – Tesoriere nazionale<br>104 Montecchiani Rossana<br>105 Mulliri Pierluigi<br>106 Rosa Nadia<br>107 Nardi Monica<br>108 Nemati Fard Silvio Keivan<br>109 Onor Giancarlo<br>110 Paciucci Gianluca<br>111 Palagi Dmitrij<br>112 Palomba Giuseppe<br>113 Pantano Giuliano<br>114 Patta Antonello<br>115 Pegolo Gianluigi<br>116 Perini Cadigia<br>117 Pezzella Giulia<br>118 Piazzi Roberta<br>119 Pierallini Ugo<br>120 Piraccini Antonella<br>121 Poguish Tania<br>122 Prencipe Matteo<br>123 Quaglierini Gianluca<br>124 Ramadori Beatrice<br>125 Ravera Marco<br>126 Renda Francesco<br>127 Ricciardi Jacopo<br>128 Rinaldi Rosa<br>129 Ruffini Daniela<br>130 Russo Spena Giovanni<br>131 Saccomanno Francesco<br>132 Satalino Rosella<br>133 Savini Vittorio<br>134 Savorelli Ermanno<br>135 Scapinelli Rita<br>136 Scarpelli Pino<br>137 Schiavon Gianluca<br>138 Sgherri Monica<br>139 Shtylla Renzo<br>140 Soccio Antonello<br>141 Soriani Stefania<br>142 Spallotta Umberto<br>143 Sparacino Francesca<br>144 Stocchetti Silvia<br>145 Tecce Raffaele<br>146 Testi Mirna<br>147 Ticca Giovanna<br>148 Toppi Barbara<br>149 Torli Cristina<br>150 Valentini Lia<br>151 Varesi Paola<br>152 Vento Stefano<br>153 Viani Andrea<br>154 Villani Roberto<br>155 Voza Pasquale<br>156 Zanella Gabriele</p>
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		<title>COLLEGIO NAZIONALE GARANZIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
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					<description><![CDATA[COLLEGIO NAZIONALE GARANZIAXI CONGRESSO PRC-SE 1 Alberione Stefano &#8211; Presidente2 Castaldi Clarissa3 Carroccia Giuseppe4 Evola Barbara5 Ferlisi Frank6 Flora Lucrezia7 Lorenzini Luca8 Manganotti Katia9 Piccin&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>COLLEGIO NAZIONALE GARANZIA<br>XI CONGRESSO PRC-SE</em></p>



<p>1 Alberione Stefano &#8211; Presidente<br>2 Castaldi Clarissa<br>3 Carroccia Giuseppe<br>4 Evola Barbara<br>5 Ferlisi Frank<br>6 Flora Lucrezia<br>7 Lorenzini Luca<br>8 Manganotti Katia<br>9 Piccin Gregorio</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Messaggio di Ken Loach letto all’apertura del nostro Congresso nazionale</title>
		<link>https://www.rifondazionecomunista.org/xi/2021/11/02/messaggio-di-ken-loach-letto-allapertura-del-nostro-congresso-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ken Loach]]></category>
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					<description><![CDATA[Ken Loach* &#8211; Cari amici e compagni. Sono molto lieto di inviarvi un messaggio di supporto e spero che la vostra conferenza sia produttiva. I&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Ken Loach*</em></strong> &#8211; </p>



<p>Cari amici e compagni.</p>



<p>Sono molto lieto di inviarvi un messaggio di supporto e spero che la vostra conferenza sia produttiva.</p>



<p>I paesi dell’Europa occidentale condividono lo stesso problema principale: il sistema economico sta fallendo, la gente soffre di disagio e insicurezza, eppure la sinistra seria, la sinistra che chiede grandi cambiamenti strutturali, è divisa e manca di una forte presenza politica. Il capitalismo si sta indebolendo, tuttavia l’idea del capitalismo rimane forte.</p>



<p>Abbiamo alcune lezioni dalla nostra recente esperienza. I “media mainstream”, posseduti o controllati da chi è al potere – la classe dirigente – non hanno raccontato questa storia perché è pericoloso per loro. Vi propongo quindi un breve riassunto.</p>



<p>Il nostro partito laburista, tradizionalmente controllato da socialdemocratici di destra come Tony Blair, ha eletto un leader, Jeremy Corbyn, che è un uomo di sinistra.</p>



<p>Lui e un suo collega, John McDonnell, hanno sviluppato un programma che avrebbe ridotto il potere delle multinazionali. Hanno proposto la nazionalizzazione di ferrovie, gas, elettricità, acqua, servizio postale ed eventualmente anche le industrie strategiche. Avrebbero riportato il nostro Servizio Sanitario Nazionale ai suoi principi originari: un servizio interamente controllato e finanziato dal pubblico, senza esternalizzazioni o subappalto.</p>



<p>Hanno proposto pieni diritti sindacali per ogni lavoratore dal primo giorno di lavoro; investimenti pubblici nelle regioni disagiate; un vero salario di sussistenza e la fine della profonda povertà per coloro che non possono lavorare. Gli investimenti pubblici nella “green economy” erano al centro della loro politica, così come la difesa dei diritti umani e delle relazioni internazionali. Ciò significava nessuna vendita di armi a regimi oppressivi o a quelli con una politica di apartheid.</p>



<p>Potete capire perché questa era una minaccia per il potere delle multinazionali e perché l’establishment britannico era preoccupato! Non potevano tollerare un’economia basata sul trasferimento del potere alla classe operaia e la fine del sostegno automatico alla politica estera imperialista degli Stati Uniti.</p>



<p>Durante questo periodo, il partito laburista di Corbyn è diventato il più grande partito in Europa, con circa 600.000 membri. Nel 2017, ha quasi vinto le elezioni generali. Quello che è seguito, visto oggi, sembra inevitabile.</p>



<p>Corbyn, McDonnell, il programma e i loro sostenitori sono stati distrutti. Ci sono voluti quattro anni, è stato un assassinio politico e gli assassini erano l’ala destra del partito laburista.</p>



<p>Non c’era un giornale o un’emittente mainstream, inclusa la BBC, che permettesse di discutere il programma di Corbyn. Egli è stato accusato di essere troppo vecchio, incompetente, estremista e sostenitore del terrorismo, antipatriottico e responsabile di tutti i precedenti fallimenti del Labour che si proponeva di riparare.</p>



<p>Ma l’accusa più avvelenata di tutte è stata quella di incoraggiare l’antisemitismo. Ovviamente non era vero. Corbyn è sempre stato un accanito oppositore di ogni razzismo. Sostiene i diritti dei palestinesi e avrebbe riconosciuto la Palestina come Stato indipendente.</p>



<p>Gli attacchi a Corbyn sono stati così intensi che il suo nomeè stato sempre legato alla parola “antisemitismo”… E questo ha avuto l’effetto desiderato. Le persone senza esperienza di cosa sia l’antisemitismo avevano l’impressione che Corbyn fosse in qualche modo marcio. I laburisti hanno perso pesantemente le elezioni del 2019. Corbyn è stato sostituito, e ora non vengono menzionati né lui né il programma di trasformazione proposto. È come se non fossero mai esistiti,come se la possibilità di un cambiamento radicale non si fosse mai verificata.</p>



<p>È un omaggio al potere sottile della borghesia. Siamo stati derubati e non sappiamo nemmeno cosa sia successo. Un movimento che avrebbe dovuto ispirare la sinistra in tutta Europa è stato tenuto isolato in Gran Bretagna.</p>



<p>Quali sono le lezioni ? Primo, l’unità della sinistra è possibile, ma ha bisogno di disciplina e di mettere i bisogni della classe operaia al di sopra degli interessi settari.</p>



<p>In secondo luogo, la classe dirigente è spietata. Su Jeremy Corbyn sono state raccontate le bugie più velenose, e le voci a sua difesa sono state messe a tacere e non sono state ascoltate sui mass media.</p>



<p>Il più grande ostacolo al cambiamento radicale sono i socialdemocratici di destra. Fanno confluire, sabotandola, la richiesta popolare di riforma in un vicolo cieco politico. Propongono solo piccoli cambiamenti che non hanno effetto duraturo. Ma poiché sono abituati al potere, non potevano nè volevano rispettare i valori e propositi democratici del partito e lavorare sotto una guida diversa. Era chiaro che preferivano un governo di destra populista, guidato da Boris Johnson, a uno che mettesse al primo posto gli interessi della classe operaia.</p>



<p>Alcuni di noi conoscono queste dure verità da una vita. Eppure la sinistra continua a fare gli stessi errori.</p>



<p>Dobbiamo unirci, non solo in un paese, ma in tutta Europa. Ma anche insieme alla classe operaia al di là dei nostri confini, dove lo sfruttamento consente di riempire di merci i nostri negozi e fornisce servizi, come la logistica di cui tutti noi beneficiamo. È un viaggio difficile, ma un passo alla volta possiamo farcela. Dobbiamo farcela!</p>



<p>In bocca al lupo al congresso, e solidarietà nella lotta!</p>



<p>*<em>Regista UK</em></p>
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		<title>Messaggio del nostro Compagno, Citto Maselli, letto all’apertura dell’XI Congresso nazionale del PRC-S.E.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:41:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Citto Maselli]]></category>
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					<description><![CDATA[Citto Maselli &#8211; Care compagne, cari compagni, caro Segretario, è la prima volta nei miei oltre 70 anni di militanza comunista che non partecipo a&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Citto Maselli</em></strong> &#8211; </p>



<p>Care compagne, cari compagni, caro Segretario,</p>



<p>è la prima volta nei miei oltre 70 anni di militanza comunista che non partecipo a un congresso del mio partito: la convalescenza dopo una recente operazione me lo impedisce.</p>



<p>Mi impedisce di essere fisicamente con voi ma non di partecipare anche se da lontano – ma con la passione di un comunista – ad un congresso che io considero molto importante. È infatti il primo congresso unitario dopo tanti anni di divisioni. Unità come punto di forza, non certo come eliminazione delle differenze che esistono tra di noi e che sono la nostra ricchezza. Garavini diceva nella sua relazione al nostro primo congresso “fondiamo un partito non per chiuderci in una casa come rifugio della nostra fede…. ma per darci una struttura nella quale sono aperte tutte le porte e tutte le finestre”.</p>



<p>Penso che mai come oggi il partito abbia bisogno di essere unito per poter affrontare le battaglie politiche difficilissime che ci aspettano: tornare ad essere noi organizzatori delle lotte dei lavoratori; tornare ad essere, da comunisti, punto di riferimento per la costruzione di una società diversa basata sulla giustizia sociale, sulla partecipazione, sull’inclusione, sulla solidarietà. Un partito che abbia la forza di combattere il pensiero unico dilagante e la dilagante “cultura della realtà” e di costruire la propria egemonia contro questa nuova barbarie.</p>



<p>E, nell’immediato, la sfida delle elezioni politiche e il ritorno della nostra rappresentanza in Parlamento.</p>



<p>Buon lavoro compagne e compagni.</p>



<p>Buon lavoro al nostro segretario Maurizio Acerbo che ha di fronte sfide difficili che sono convinto saprà affrontare con l’intelligenza di comunista che ha dimostrato in questo periodo in condizioni difficilissime e straordinarie.</p>



<p>Buon lavoro al nostro partito, buon lavoro a Rifondazione comunista.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il messaggio al congresso di Marino Severini dei Gang</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marino Severini]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo intitolato il nostro XI congresso e la tessera del 2021 “Le radici e le ali” riprendendo il titolo di una canzone e di un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Abbiamo intitolato il nostro XI congresso e la tessera del 2021 “Le radici e le ali” riprendendo il titolo di una canzone e di un album dei Gang che uscì trenta anni fa, in quel 1991 che segnò la fine del PCI e la nascita di Rifondazione Comunista. Marino Severini ci ha mandato questo messaggio per il congresso:<br>Auguro a tutte le compagne e i compagni presenti un Buon Lavoro<br>E Ringrazio di cuore il segretario e tutto il partito di Rifondazione Comunista per il titolo di questo congresso: Le radici e le Ali…che più che il titolo di album di canzoni, in questa circostanza e in questo contesto, diventa quasi un Manifesto programmatico e una dichiarazione di intenti e di buone volontà. Nel salutarvi approfitto per condividere con voi una mia semplice riflessione.<br>Come ormai ripeto da anni, anche con un fare provocatorio, io, in tempi come questi, non ho bisogno di politici, buoni o cattivi che siano, ma ho un disperato bisogno di Pontefici! Di uomini e donne, compagni e compagne che sappiano costruire in questo Tempo di Passaggio, dei ponti… fra le culture, le religioni, i linguaggi, le generazioni, fra i sogni e i bisogni. Perchè credo e sono sempre più convinto che oggi abbiamo bisogno di quei ponti che ci possono condurre verso il Futuro, quello della FUTURA UMANITA’, la radice e l’utopia comuni, ancora oggi, a tutti noi .<br>Non vorrei andare oltre e dilungarmi, correndo il rischio di annoiarvi, ma proprio per questo chiedo a voi tutti un grande applauso per dire grazie al Compagno segretario Maurizio Acerbo, di cui ho sempre ammirato le grandi doti di Pontefice oltre che di politico, e proprio per questo riconosco in lui il Compagno che meglio di tutti noi può rappresentare questo Partito, poichè sa riaccendere in esso stagione dopo stagione quel “sogno di una cosa” e che sa bene come guidarlo verso quella Vittoria che spetta a tutti noi Comunisti: l’Unità.<br>Con il cuore e con la mente (ma senza tessera) io voto MAURIZIO ACERBO come futuro segretario del Partito di Rifondazione Comunista .<br>Un grande Abbraccio a tutti voi dai banditi senza tempo</p>



<p>Adelante Companeros!</p>



<p><strong><em>Marino Severini, The Gang</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il messaggio di Giovanni Impastato al nostro XI congresso</title>
		<link>https://www.rifondazionecomunista.org/xi/2021/11/02/il-messaggio-di-giovanni-impastato-al-nostro-xi-congresso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Impastato]]></category>
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					<description><![CDATA[Care compagne e compagni, mi dispiace non poter essere con voi per l’XI Congresso Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, che è anche il trentennale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Care compagne e compagni,</p>



<p>mi dispiace non poter essere con voi per l’XI Congresso Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, che è anche il trentennale dalla nascita di Rifondazione. E’ un invito che ho molto gradito, ma ho degli impegni già presi che non posso spostare. Voglio però mandarvi il mio saluto insieme a quello di Casa Memoria, del Centro Impastato e dei compagni di Peppino.</p>



<p>Il titolo che vi siete dati, “LE RADICI E LE ALI Praticare l’opposizione, costruire l’alternativa” ci sembra molto appropriato; da diversi anni accostiamo due parole molto simili a quelle che avete usato voi, che sono: Memoria e Impegno, perché riteniamo che senza memoria non si vada da nessuna parte.</p>



<p>La memoria serve per costruire il futuro nel rispetto della verità storica, va alimentata costantemente, non ci possiamo distrarre nemmeno per un momento e non possiamo sottovalutare fenomeni che potrebbero sembrare ridicoli o di scarsa entità, perché il rischio di ritornare indietro è molto reale. Su alcuni punti dobbiamo essere fermi. Sull’antifascismo per esempio. Non possiamo consentire nemmeno uno spazio a chi fa azioni squadriste, come quelle avvenute alla sede della CGIL nazionale a Roma. Dobbiamo però stare molto attenti a non limitare la nostra lotta solo contro i gruppi criminali neofascisti, che vanno sciolti immediatamente, ma anche e soprattutto combattere contro il fascismo che siede in Parlamento e all’interno del Governo, un fascismo che non ha mai interrotto i rapporti con questi criminali, come diverse inchieste dimostrano. Dobbiamo riflettere attentamente sul fascismo istituzionale per non ripetere una nuova Genova, dove, in occasione del G8, la violenza di Stato colpì i movimenti di lotta sociale, riapplicando quelle strategie repressive che hanno coinvolto istituzioni, gruppi dell’estrema destra, servizi segreti e mafia. Era già successo con la repressione dei fasci siciliani, con la strage di Portella della Ginestra, con le bombe alle camere del lavoro del ’47 e durante “gli anni di piombo”… a proposito di radici e di memoria.</p>



<p>Oggi ci tocca opporci al governo Draghi, un governo delle “larghissime intese” che tiene al suo interno partiti razzisti come la Lega, ma soprattutto dobbiamo costruire un’alternativa politica unitaria di sinistra, che parta dall’ascolto delle istanze che vengono dal basso e che faccia i conti con il momento drammatico che abbiamo vissuto e che ancora non è passato. Sappiamo che il perdurare dell’emergenza sanitaria da COVID-19 ha accentuato le conseguenze negative sul sistema sociale ed economico, conseguenze rese ancora più gravi dalle politiche capitaliste basate sul profitto, difficoltà finanziarie di cui potrebbero approfittare le mafie.</p>



<p>Le fasce più deboli della popolazione sono quelle che pagano le maggiori conseguenze, in termini sociali ed economici.</p>



<p>Il distacco tra il popolo e le istituzioni è ormai in atto, i populismi lo hanno reso sempre più profondo. Lo si può vedere anche dagli scarsi numeri di votanti alle elezioni. La politica è lontana dalla vita delle persone, non è in grado di intercettare i bisogni che vengono dalla società e di rappresentarla, questo è molto pericoloso ed a crescere sono i gruppi eversivi di destra e le mafie che costruiscono il loro consenso nei territori, lo abbiamo visto e lo stiamo vedendo. Anche se le destre sono state sconfitte alle ultime elezioni, il clima che si sente non fa stare tranquilli.</p>



<p>A sinistra la mancanza di un progetto unitario fa allontanare tanti giovani dall’impegno politico. Non c’è più una base di riferimento, non si riesce a dialogare e non si danno risposte.</p>



<p>Bisogna ricostruire una vera cultura di sinistra, mettendo al centro la giustizia sociale, l’antifascismo, i diritti umani e civili, il femminismo, il pacifismo, l’antirazzismo, il lavoro, l’antimafia.</p>



<p>Bisogna dire basta alle morti sul lavoro, dobbiamo richiedere sempre più sicurezza, cura dei luoghi di lavoro e delle persone. Dobbiamo unirci alle lotte dei lavoratori, come gli operai della GKN di Firenze che stanno elaborando una legge per resistere alle delocalizzazioni, affinché le imprese si impegnino a seguire percorsi che tutelino l’occupazione e il tessuto produttivo dei territori. Dobbiamo lottare per mantenere il blocco dei licenziamenti. Bisogna impegnarsi per la tutela dell’ambiente e del territorio, non accettare il ricatto che spesso viene proposto: scegliere tra salute e lavoro. Bisogna difendere la bellezza della natura, la vita umana, la salute e lottare per i diritti di tutti.</p>



<p>Bisogna anche impegnarci seriamente e concretamente contro la violenza di genere e per fermare quella strage che ogni giorno colpisce le donne, il così detto femminicidio. Le donne durante la pandemia si sono sobbarcate maggiormente sulle proprie spalle il problema della cura, durante il lock down hanno subito più di tutti la perdita del lavoro e l’abbassamento degli stipendi e purtroppo hanno subito tante violenze dentro le mura domestiche. Dobbiamo partire da noi se vogliamo che la società cambi: dentro i partiti di sinistra dobbiamo mettere al centro il ruolo delle donne, sono loro che hanno compiuto la più grande rivoluzione pacifica della storia, quella femminista, lottando per i diritti di tutti, per i diritti civili e sociali, come fece Rosa Parks. Se vogliamo contrastare la cultura patriarcale che è causa di questa vera e propria strage, dobbiamo cominciare a cancellare il maschilismo che c’è anche dentro le nostre strutture.</p>



<p>Mia madre è stata un esempio di donna che si è riscattata, il suo esempio viene seguito da tante donne che si impegnano a Casa Memoria, dove a portare avanti la nostra realtà è un direttivo tutto al femminile.</p>



<p>Da queste riflessioni, dalla rete con il mondo dell’associazionismo e con realtà che mettono al centro pratiche di mutualismo, solidarietà, accoglienza, cooperazione può nascere un vero cambiamento che può coinvolgere tanti giovani.</p>



<p>Bisogna prima di tutto ricostruire la fiducia, le delusioni sono state tante. Ma non possiamo lasciare spazio alla rassegnazione, le persone rassegnate sono quelle che non hanno bisogno della verità e se manca la verità si dà spazio alla mafia e al fascismo, e si mette a rischio la democrazia. Non dobbiamo lasciare noi stessi e le giovani generazioni alla rassegnazione, alla paura, all’indifferenza, alla solitudine, dobbiamo spingere a reagire, lottare, disobbedire, per i diritti umani, per la difesa dell’ambiente, per la giustizia sociale. E’ dal basso che bisogna ripartire, con coraggio e senza divisioni. Buon lavoro.</p>



<p><strong><em>Giovanni Impastato</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Messaggio di Vittorio Agnoletto al nostro XI congresso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Agnoletto]]></category>
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					<description><![CDATA[Care compagne, cari compagni, mi spiace molto di non poter partecipare di persona al vostro congresso ma, come sanno i compagni e le compagne lombarde,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Care compagne, cari compagni,</p>



<p>mi spiace molto di non poter partecipare di persona al vostro congresso ma, come sanno i compagni e le compagne lombarde, in questi giorni siamo impegnati nella grande mobilitazione contro la nuova legge sull’organizzazione della sanità lombarda proposta dall’assessora Moratti.<br>Il testo di legge preparato dalla giunta Fontana e che andrà in discussione tra poche settimane, invece di puntare sulla centralità del servizio pubblico e della prevenzione, aumenta ulteriormente il peso delle strutture sanitarie private accreditate con il Servizio Sanitario pubblico. Pensate che arriva perfino a prevedere case della salute e ospedali di comunità gestite dal privato!<br>Contro questa legge abbiamo organizzato una giornata di mobilitazione per sabato 23 ottobre, sulla base di una piattaforma elaborata da “Dico 32. Coordinamento regionale per la difesa della salute!”, manifestazione alla quale per la prima volta ha aderito tutta l’opposizione, ma partendo dai nostri contenuti. Una mobilitazione alla quale fin dall’inizio ha contribuito Rifondazione che in questi difficili anni non ha mai fatto mancare il suo impegno nella lotta per il diritto alla salute.</p>



<p>La Lombardia rappresenta il punto più alto di penetrazione del neoliberismo nella sanità, l’obiettivo è il medesimo in tutta Italia e in tutto il mondo capitalista: trasformare i nostri corpi in merce, la salute di tutti in profitto di pochi. L’obiettivo è chiaro: distruggere il Servizio Sanitario Nazionale, puntare ad una medicina di classe, destinata ad aumentare ulteriormente le differenze nella qualità e quantità di vita tra ricchi e poveri. In questo progetto ovviamente la medicina preventiva e territoriale non deve avere nessun peso.</p>



<p>Pensate che se la Lombardia fosse una nazione, come chiedeva Bossi, quasi trent’anni fa, sarebbe al secondo posto dopo il Perù come numero di morti per Covid in relazione alla popolazione!</p>



<p>La logica del profitto applicato alla sanità è la stessa che nega i vaccini a quasi quattro miliardi di persone per tutelare i brevetti e quindi gli interessi di Big Pharma; non mi dilungo, voi siete parte fin dall’inizio della campagna “Nessun profitto sulla pandemia. Diritto alla cura” finalizzata a raccogliere un milione di firme per obbligare la Commissione Europea a modificare il proprio comportamento di difesa totale degli interessi delle aziende farmaceutiche e di netta contrapposizione alle proposte di una moratoria sui vaccini, sui kit diagnostici e per una socializzazione del know-how. E’ bene essere chiari: la posizione della Commissione Europea deriva direttamente dalle scelte dei governi europei, in primo luogo della Germania, ma anche dell’Italia. La Commissione e i governi europei, compreso il nostro, sono corresponsabili delle migliaia e migliaia di morti che si verificano quotidianamente; sono le migliori alleate del virus. E agli interessi delle aziende farmaceutiche sono pronti a sacrificare anche la vita dei propri concittadini, infatti, come sapete, nei Paesi dove non arrivano i vaccini il virus si diffonde, si formano nuove e più aggressive varianti che arriveranno a anche da noi e nessuno, oggi, ci sa dire se i vaccini che avremo saranno in grado difenderci.</p>



<p>Il disprezzo per la vita umana è tragicamente visibile anche nei tre infortuni mortali sul lavoro che si verificano ogni giorno. Anche in questo caso non siamo di fronte a pura casualità, ma al risultato di politiche che, mettendo al primo posto il profitto degli imprenditori, hanno ridotto ai minimi termini la tutela della salute nei luoghi di lavoro; non sono fatalità, ma omicidi.</p>



<p>Prima di concludere vorrei condividere con voi qualche considerazione politica.</p>



<p>Non è indifferente come usciremo dalla pandemia: “ritornare agli schemi precedenti sarebbe davvero suicida, …. ecocida e genocida” sono parole pesanti, quelle pronunciate da papa Francesco, pesanti ma vere, che, almeno in questa occasione, possiamo sottoscrivere.<br>Per realizzare un cambiamento profondo, che metta in discussione il sistema liberista, sono necessari grandi movimenti sociali, pensieri e culture alternative ed un campo di forze politiche motivato e organizzato. Non c’è tempo da perdere. Tutto il campo antiliberista, dal locale al globale, è chiamato alla mobilitazione.</p>



<p>Per quanto ci riguarda siamo ben consapevoli che per noi significa ripartire da Genova 2001, da quanto allora avevamo elaborato; non ci hanno ascoltato, ci hanno represso ferocemente e la situazione odierna è la conseguenza di tale scelta.<br>Allora dicevamo “Un altro mondo è possibile”, oggi affermiamo che “Un altro mondo è urgentemente necessario.” Ma abbiamo elaborato insieme anche un altro slogan che ben riassume la situazione attuale “Voi, 8,5% della popolazione mondiale che possedete l’86% della ricchezza del pianeta, voi siete la malattia, noi, 7,8 miliardi di persone, la cura. La cura del pianeta, delle specie, dalla specie umana, di ogni persona.”<br>E da medico vi dico che in questo caso la cura passa anche attraverso la lotta.<br>Grazie per il tempo che mi avete dedicato.</p>



<p><strong><em>Vittorio Agnoletto</em></strong></p>
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