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	<title>xtraWine Blog</title>
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		<title>Lugana: uno storico vino che punta al futuro</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/lugana-uno-storico-vino-che-punta-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Colaprice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lugana DOC è una delle denominazioni di origine più affascinanti e storiche d&#8217;Italia. Situata a cavallo di Lombardia e Veneto, si estende tra le province di Brescia e Verona, abbracciando le sponde meridionali del Lago di Garda. La denominazione &#8220;Lugana&#8221; deriva dall&#8217;antico toponimo latino &#8220;Lucus&#8221;, che significa bosco sacro, a testimonianza delle fitte foreste che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p><strong>Lugana DOC</strong> è una delle denominazioni di origine più affascinanti e storiche d&#8217;Italia. Situata a cavallo di Lombardia e Veneto, si estende tra le province di Brescia e Verona, abbracciando l<strong>e sponde meridionali del Lago di Garda</strong>. La denominazione &#8220;Lugana&#8221; deriva dall&#8217;antico toponimo latino &#8220;Lucus&#8221;, che significa bosco sacro, a testimonianza delle fitte foreste che un tempo ricoprivano questa zona. La sua storia vitivinicola<strong> risale ai tempi dei Romani</strong>, che riconobbero il valore eccezionale di questa terra per la coltivazione della vite.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/06/45-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-50113"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-la-turbiana-la-protagonista-del-lugana">La Turbiana: la protagonista del Lugana</h2>



<p>Il protagonista indiscusso del Lugana è il <strong>vitigno Turbiana</strong>, conosciuto anche come Trebbiano di Lugana. Questo vitigno autoctono si distingue per la sua straordinaria capacità di adattarsi al terroir locale. Il suolo della zona è ricco di argille calcaree, residuo delle glaciazioni che hanno interessato il territorio migliaia di anni fa. Questo tipo di terreno, combinato con il <strong>microclima mite del Lago di Garda</strong>, conferisce all&#8217;uva <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/trebbiano">Turbiana </a>caratteristiche uniche: una notevole acidità, mineralità e una buona struttura che permettono di produrre vini di grande longevità.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-un-grande-potenziale-evolutivo">Un grande potenziale evolutivo</h2>



<p>Negli ultimi anni, la denominazione Lugana ha conosciuto un notevole sviluppo, sia in termini di qualità che di popolarità. Produttori molto capaci come<strong> <a href="https://www.camaiol.it/">Cà Maiol</a> </strong>stanno riuscendo a coniugare le tecniche tradizionali di viticoltura con le più moderne pratiche enologiche. Questo equilibrio consente di esprimere al meglio le potenzialità del vitigno Turbiana, preservandone la tipicità e migliorandone la qualità. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-bianchi"><img decoding="async" width="1024" height="333" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/06/21-1024x333.png" alt="Lugana  Prestige Cà Maiol" class="wp-image-50144"/></a></figure>



<p>Oltre al classico Lugana, che è <strong><a href="https://blog.xtrawine.com/ca-maiol-lugana-deccellenza/">noto per la sua freschezza e versatilità</a></strong>, i produttori stanno esplorando nuove tipologie di vino, come il Lugana Superiore, Riserva e Spumante. Queste varianti dimostrano come il Turbiana possa dare vita a vini complessi, strutturati e adatti all&#8217;invecchiamento.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-lugana-superiore">Lugana Superiore</h3>



<p>Uno degli esempi più interessanti di Lugana superiore è sicuramente <a href="https://www.xtrawine.com/it/products/ca-maiol-lugana-superiore-molin-2022"><strong>Molin di Cà Maiol</strong></a>. Per produrlo è necessario <strong>un trattamento d’invecchiamento di almeno un anno</strong> dopo la vendemmia. Ha un colore più tendente al dorato ed un notevole profumo che ricorda distintamente le erbe di campo, gli agrumi e le spezie, al palato è elegante e di buona struttura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/products/ca-maiol-lugana-superiore-molin-2022"><img decoding="async" width="1024" height="333" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/06/19-1024x333.png" alt="Lugana Superiore Cà Maiol" class="wp-image-50149"/></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-lugana-riserva">Lugana Riserva</h3>



<p>Il Lugana Riserva, che subisce un trattamento di affinamento di 24 mesi, presenta le stesse caratteristiche del Superiore ma molto più accentuate sia nella colorazione che nel gusto. Il <a href="https://www.xtrawine.com/products/ca-maiol-lugana-fabio-contato-riserva-2020"><strong>Lugana Riserva di Cà Maiol</strong></a> ha un bouquet di frutta matura a pasta gialla, agrumi canditi ed evidenti nuance balsamiche che lo rendono sorprendentemente elegante.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-lugana-vendemmia-tardiva-nbsp">Lugana Vendemmia Tardiva&nbsp;</h3>



<p>Mentre il&nbsp;<strong>Lugana Vendemmia Tardiva</strong>&nbsp;rappresenta una categoria a parte: come suggerito dalla denominazione, l’uva viene fatta lungamente maturare sul vitigno e viene raccolta a fine autunno. Questo procedimento conferisce al vino un aspetto più denso, un sapore lievemente dolce ma contrastato dalla giusta acidità.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-lugana-spumante">Lugana Spumante</h3>



<p>La <strong>versione spumantizzata</strong> chiude la cerchia con le sue note fragranti e con il suo fine perlage e il procedimento di spumantizzazione può essere effettuato secondo il&nbsp;<a href="https://blog.xtrawine.com/spumantizzare-con-il-metodo-charmat-martinotti/">Metodo Charmat&nbsp;</a>o il&nbsp;Metodo Classico.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/06/Foto-blog-1024x576.jpg" alt="Lake Garda Sirmione" class="wp-image-50155"/></figure>



<p>Il Lugana rappresenta una denominazione dinamica e in continua evoluzione. La combinazione di un vitigno autoctono unico, un terroir eccezionale e una comunità di produttori appassionati e innovativi sta portando questi vini a nuovi livelli di eccellenza. Con una crescente attenzione verso la sostenibilità e una capacità di adattarsi alle esigenze del mercato globale, è destinata a consolidare la sua posizione tra le eccellenze vinicole italiane e internazionali. Che si tratti di un Lugana giovane e fresco o di una Riserva complessa e strutturata, i vini di questa denominazione offrono un&#8217;esperienza sensoriale unica e indimenticabile.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Alla scoperta dei vini del Friuli Venezia Giulia</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/alla-scoperta-dei-vini-del-friuli-venezia-giulia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Rattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[vini friulani]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri i vitigni e le zone vitivinicole del Friuli Venezia Giulia i vini tipici del Friuli...Leggi tutto l'articolo!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p>Nel precedente articolo ti ho parlato dei vini di Bordeaux, oggi ti parlo del Friuli Venezia Giulia.</p>



<p>In Friuli <strong>la vite si coltiva già dall’XI e XII secolo</strong>. Infatti documenti storici attestano l’esistenza della Robiola, cioè la Ribolla, del Picolit e del Refosco.</p>



<p>Nel XIX secolo il Conte Theodor de La Tour sposa la nobile Elvine Ritter de Zahony, proprietaria della tenuta Villa Russiz.  Nel 1868 il Conte porta a Villa Russiz vitigni internazionali come il Pinot Grigio, Bianco e Nero, Sauvignon e Merrlot.</p>



<p><strong>Contenuto</strong>:</p>



<ul>
<li><a href="#h-clima-e-territorio">Clima e Territorio</a></li>



<li><a href="#h-vitigni-e-vini">Vitigni e vini</a></li>



<li><a href="#h-zone-vitivinicole">Zone Vitivinicole</a></li>



<li><a href="#h-conclusioni">Conclusioni</a></li>
</ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-clima-e-territorio">Clima e Territorio</h2>



<p>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Friuli-Venezia_Giulia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Friuli Venezia Giulia</a> è incastonato tra Austria, Slovenia, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mare_Adriatico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mare Adriatico</a> e Veneto.</p>



<p>Le aree principali sono quattro:</p>



<ol>
<li><strong>zona Montana</strong>: comprende la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carnia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carnia</a> e la parte finale delle Alpi Carniche e Alpi Giulie. Il clima è rigido e piovoso e poco adatto alla coltivazione della vite</li>



<li><strong>zona Collinare</strong>: territorio che si snoda lungo il confine con la Slovenia. Questa zona è la più vocata per la vite. Il terreno è flysch di Cormòns, ponca in friulano. Questo terreno è formato da rocce friabili marnoso-arenacee e creato dai detriti ricchi di limo, argille e sabbia lasciati dal mare</li>



<li><strong>la Pianura</strong>: il clima è temperato e umido. Questa zona pianeggiante si divide:</li>
</ol>



<ul>
<li>Alta Pianura: corrisponde alle Grave del Friuli. Qui i terreni derivano da ghiaie e detriti trascinati dai ghiacciai</li>



<li>Bassa Pianura: il mare rende il clima più mite. I terreni sono sabbioso-argillosi e ricchi di minerali</li>



<li>piana dell’Isonzo: i terreni sono ciottolosi e ricchi di ferro</li>
</ul>



<ol start="4">
<li><strong>zona Costiera</strong>: comprende il territorio verso Trieste e l’Istria. La terra carsica è arida e difficile con terreni ricchi di calcare sulle pendici a ridosso del mare. Mentre, nelle zone interne e pianeggianti, la terra è rossa, ricca di ferro e più fertile. Il clima è submediterraneo. Le colline proteggono i vigneti, sferzati a volte dalla bora</li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Coltivazione-della-vite-in-Friuli-Venezia-Giulia"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="670" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/vini-friulani-05.webp" alt="Coltivazione della vite in Friuli Venezia Giulia" class="wp-image-49902"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-vitigni-e-vini">Vitigni e vini</h2>



<p>I <strong>vini bianchi</strong> rappresentano&nbsp; il <strong>67% della produzione</strong> vinicola del Friuli.</p>



<p>I <strong>sistemi di allevamento</strong> più utilizzati sono a <strong>Spalliera</strong>, il <strong>Sylvoz</strong>, il <strong>Guyot </strong>e la <strong>Cappuccina</strong>. Mentre nelle Grave è diffuso il <strong>Casarsa</strong>.</p>



<p>I principali <strong>vitigni</strong> a <strong>bacca bianca</strong> sono:</p>



<ul>
<li><strong>Pinot Grigio</strong>: è il vitigno più coltivato e rappresenta il 38% del totale e oltre il 50% tra i vitigni a bacca bianca e grigia</li>



<li><strong>Glera</strong>: vitigno che domina la denominazione Prosecco. Questo vitigno ha origine nel comune di Duino Aurisina</li>



<li><strong>Chardonnay</strong>: vitigno ottimo anche per i vini-base per spumanti a Metodo Classico</li>



<li><strong>Sauvignon</strong>: il suo ambiente ideale è sulle colline del Collio e sui Colli Orientali del Friuli e nella zona dell’Isonzo</li>



<li><strong>Friulano</strong>: è il primo tra i vitigni autoctoni, ed è il più amato dai friulani</li>



<li><strong>Ribolla Gialla</strong>: la coltivazione di questo vitigno è antichissima. La sua zona di elezione è sulle colline di Udine e di Gorizia</li>



<li><strong>Vitovska</strong>: vitigno a maturazione tardiva coltivato nella zona carsica</li>



<li><strong>Verduzzo friulano</strong> <strong>e Picolit</strong>: vitigni a maturazione tardiva. La terra di elezione è sulle colline orientali</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="668" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/06/vini-friulani-02.webp" alt="Vigneto a bacca nera di un vigneto in Friuli Venezia Giulia" class="wp-image-49895"/></figure>



<p>I principali <strong>vitigni</strong> a <strong>bacca nera</strong> sono:</p>



<ul>
<li><strong>Merlot</strong>: è il vitigno a bacca nera più coltivato (15%)</li>



<li><strong>Cabernet Franc</strong>: si esprime molto bene nei terreni sassosi delle Gravi, lungo i fiumi</li>



<li><strong>Cabernet Sauvignon</strong>: è coltivato un po’ in tutto il Friuli e si presta bene all’invecchiamento in legno</li>



<li><strong>Refosco dal Peduncolo Rosso</strong>: vitigno più diffuso in tutto il Friuli</li>



<li><strong>Schioppettino</strong>: chiamato Ribolla Nera deriva dalla buccia croccante che schioppetta in bocca. Il suo terreno di elezione nel cru di Prepotto</li>



<li><strong>Pignolo</strong>: il suo terreno di elezione è sulle colline di Rosazzo, Buttrio e Rocca Bernarda</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-zone-vitivinicole">Zone Vitivinicole</h2>



<p>Le zone vitivinicole sono:</p>



<ul>
<li>zona litoranea in provincia di Udine</li>



<li>zona delle Grave</li>



<li>colline in provincia di Udine e Gorizia</li>



<li>Isonzo</li>



<li>Carso</li>
</ul>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-zona-litoranea-in-provincia-di-udine">Zona litoranea in provincia di Udine</h3>



<p>Questa zona inizia nella zona pianeggiante del Lison-Pramaggiore, che è in provincia di Pordenone. Qui i terreni sono ricchi di calcio e i venti del vicino Mare Adriatico rendono questa zona vocata per la produzione di vini eleganti e profumati.</p>



<p>Lungo la costa del Mare Adriatico trovi la denominazione Friuli Latisana. Questa zona si estende a Sud della provincia di Udine. Qui i vitigni internazionali e locali danno vini bianchi di grande pregio.</p>



<p>Nella piccola area lagunare trovi la denominazione Friuli-Annia. Quest’area ha buone escursioni termiche e i terreni danno una singolare struttura e profumi al Traminer aromatico, Friulano e Pinot Grigio.</p>



<p>Questa zona termina con la denominazione <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-friulani" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Friuli-Aquileia</a>, che si estende dalla laguna di Grado fino alla fortezza di Palmanova. I terreni sono sabbioso-argillosi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-zona-delle-grave">Zona delle Grave</h3>



<p>Questa zona è la più grande del Friuli con un’estensione di circa 7500 ettari. Questa zona interessa le province di Pordenone e Udine.</p>



<p>Le montagne riparano le <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-friulani" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Grave</a> dai venti freddi settentrionali, mentre il Mare Adriatico ne mitiga l’effetto.</p>



<p>Il Pinot Grigio rappresenta oltre il 30% della produzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-colline-in-provincia-di-udine-e-gorizia">Colline in provincia di Udine e Gorizia</h3>



<p>Nelle straordinarie colline della provincia di Udine trovi la denominazione Friuli Colli Orientali.</p>



<p><a href="https://www.xtrawine.com/collections/colli-orientali-del-friuli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Friuli Colli Orientali</a> comprende 5 sottozone:</p>



<ol>
<li><strong>Cialla</strong>: è protetta da boschi di castagni e querce e la valle lunga e stretta. Questa zona percorsa dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bora">bora</a>, che condiziona le benefiche escursioni termiche</li>



<li><strong>Schioppettino di Prepotto</strong>: è un’isola a bacca nera nel mare di vitigni a bacca bianca. Lo Schioppettino è prodotto da secoli nella piccola area di Prepotto e Albana, nella Valle dello Judrio</li>



<li><strong>Ribolla Gialla di Rosazzo</strong>: con il Pignolo di Rosazzo identificano gli omonimi vini prodotti in tre comuni ai piedi dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Rosazzo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abbazia di Rosazzo</a>, fondata dagli Agostiniani nel 1068</li>



<li><strong>Pignolo di Rosazzo</strong></li>



<li><strong>Refosco di Faedis</strong>: interessa solo 47 ettari dei cinque comuni più a Nord-Est della denominazione, dove il Refosco o Refoscone o Refosco Nostrano si esprime al meglio</li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Vigneto-nella-zona-del-Collio"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="666" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/vini-friulani-03.webp" alt="Vigneto nella zona del Collio" class="wp-image-49898"/></figure>



<p>Tra queste straordinarie colline  trovi anche la <a href="https://www.xtrawine.com/collections/picolit" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DOCG Colli Orientali del Friuli Picolit</a>. Questo fuoriclasse emana sentori di fiori, miele d’acacia e frutta sciroppata, può invecchiare per molti anni. L’abbinamento ideale con torchon di fegato d’oca e crostini di pan brioche, oppure la tradizionale <a href="https://ricette.giallozafferano.it/Gubana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gubana</a>.</p>



<p>Nelle colline della provincia di Gorizia, a ridosso del confine sloveno tra l’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isonzo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Isonzo</a> e lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Judrio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Judrio</a> nasce la <a href="https://www.xtrawine.com/collections/collio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DOC Collio</a>. Su queste colline si producono ottimi vini bianchi, che rappresentano l’86% della produzione.</p>



<p>Il Pinot Grigio, il Sauvignon, il Pinot bianco, la Ribolla Gialla e il Friulano sono i veri dominatori.</p>



<p>Inoltre a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dolegna_del_Collio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dolegna</a> e Ruttars l’intreccio pedoclimatico regala Sauvignon tra i migliori del mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-isonzo">Isonzo</h3>



<p>La denominazione <a href="https://www.xtrawine.com/collections/friuli-isonzo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Friuli Isonzo</a> si estende tra la Valle dell’Isonzo e l’alta pianura della provincia di Gorizia.</p>



<p>La combinazione tra la protezione delle montagne, la vicinanza del mare i soffi della bora, crea favorevoli escursioni termiche per ottenere vini profumati, strutturati minerali e vocati per l’invecchiamento.</p>



<p>Nella fascia tra Gorizia e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cormons" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cormòns</a> si chiama <strong>Rive Alte</strong>. In questa fascia si concentrano le vigne delle varietà a bacca bianca.</p>



<p>Tra Gradisca , Romans e Mariano, a sinistra dell’Isonzo, trovi <strong>Rive di Giare</strong>. Questa è la zona più calda e sottoposta a una costante ventilazione. Qui il Refosco dal Peduncolo Rosso e il Merlot danno i migliori risultati.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-carso">Carso</h3>



<p>L’altopiano del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carso" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carso</a> è a ridosso del confine con la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Slovenia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Slovenia</a>. Qui la terra è rossa perché ricca di ferro, sassosa e arida perché trattiene a fatica l’acqua e da nord-est soffiano le raffiche della bora.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Coltivazione-della-vite-in-Friuli-Venezia-Giulia"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="666" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/vini-friulani-04.webp" alt="Coltivazione della vite in Friuli Venezia Giulia" class="wp-image-49900"/></figure>



<p>Nella provincia di Trieste e in piccola parte quella di Gorizia trovi la denominazione <a href="https://www.xtrawine.com/collections/carso-wines" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carso</a>. Qui la viticoltura è difficile, dove si scavano trincee e le si riempie di terra rossa di dolina per poi piantare la vite.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-conclusioni">Conclusioni</h2>



<p>Ora quando sentirai parlare dei vini del Friuli Venezia Giulia non rimani fuori dalla conversazione. Come te la cavi con i termini del vino? Sei un esperto oppure sei un principiante? Consulta il <a href="https://blog.xtrawine.com/piccolo-glossario-del-vino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piccolo glossario del vino</a>.</p>
</span><p>L'articolo <a href="https://blog.xtrawine.com/alla-scoperta-dei-vini-del-friuli-venezia-giulia/">Alla scoperta dei vini del Friuli Venezia Giulia</a> proviene da <a href="https://blog.xtrawine.com">xtraWine Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vini vulcanici: da nord a sud, un&#8217;eccellenza italiana</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/vini-vulcanici-da-nord-a-sud-uneccellenza-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Colaprice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e società]]></category>
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		<category><![CDATA[vini vulcanici]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.xtrawine.com/?p=49995</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia è un paese famoso per la sua straordinaria tradizione vinicola, che si estende dalle Alpi alla Sicilia. Tra le molte varietà di vini italiani, i vini vulcanici occupano un posto di rilievo grazie alle loro caratteristiche uniche e al loro legame profondo con il territorio. Questi vini nascono da terreni vulcanici, arricchiti da minerali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p>L&#8217;Italia è un paese famoso per la sua straordinaria tradizione vinicola, che si estende dalle Alpi alla Sicilia. Tra le molte varietà di vini italiani,<strong> i vini vulcanici</strong> occupano un posto di rilievo grazie alle loro caratteristiche uniche e al loro legame profondo con il territorio<em>. </em>Questi vini nascono da<strong> terreni vulcanici</strong>, <strong>arricchiti da minerali </strong>che conferiscono ai vini una complessità e una struttura particolari. Esploriamo insieme alcune delle principali regioni italiane produttrici di vini vulcanici e scopriamo cosa rende questi vini così speciali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/Foto-blog-4-1024x576.jpg" alt="Suolo vini vulcanici" class="wp-image-50007"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-caratteristiche-dei-vini-vulcanici">Le caratteristiche dei vini vulcanici</h2>



<p>I terreni vulcanici sono ricchi di <strong>minerali </strong>come potassio, magnesio e fosforo, elementi <strong>che influenzano positivamente la crescita delle viti e, di conseguenza, la qualità del vino</strong>. I vini prodotti su suoli vulcanici spesso presentano una freschezza minerale, una buona acidità e una longevità notevole. Tra le note aromatiche più comuni si trovano i sentori di pietra focaia, grafite e un certo sapore salino, che li rendono facilmente riconoscibili e molto apprezzati dagli intenditori.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-regioni-e-vini-vulcanici-italiani">Regioni e vini vulcanici italiani</h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-etna-sicilia">Etna, Sicilia</h3>



<p>La regione dell&#8217;Etna è forse la più famosa per i suoi vini vulcanici. Situata sulle pendici del vulcano attivo più alto d&#8217;Europa, <strong>l&#8217;Etna offre un terroir unico</strong>. Qui, i vitigni autoctoni come il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio per i rossi, e il Carricante per i bianchi, danno vita a vini di grande eleganza e complessità. I vini dell&#8217;<strong><a href="https://www.xtrawine.com/it/vini/sicilia/14?c=195+536">Etna Rosso</a></strong> sono noti per i loro aromi di frutti rossi, spezie e una distintiva nota minerale, mentre l&#8217;Etna Bianco presenta freschezza e vivacità, con note di agrumi e fiori bianchi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-rossi"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="292" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/24827-1-1024x292.jpg" alt="" class="wp-image-50012"/></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-soave-veneto">Soave, Veneto</h3>



<p>Il <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/soave"><strong>Soave</strong></a> è un altro esempio di vino vulcanico di grande qualità, prodotto nella zona collinare dei <strong>Monti Lessini, nel Veneto.</strong> Il vitigno principale qui è la Garganega. Il terreno vulcanico della zona conferisce al Soave una struttura minerale e una freschezza che lo rende particolarmente piacevole. I vini Soave sono spesso caratterizzati da aromi di frutta a polpa bianca, mandorla e una sottile sapidità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/products/pra-soave-classico-colle-santantonio-2019"><img loading="lazy" decoding="async" width="2200" height="573" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/49059-1-edited.webp" alt="" class="wp-image-50022"/></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-vesuvio-campania">Vesuvio, Campania</h3>



<p>Nella regione della Campania, <strong>le pendici del Vesuvio</strong> ospitano vitigni che producono vini di grande carattere. Tra i più celebri c&#8217;è il <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-campani">Lacryma Christi del Vesuvio</a>, disponibile sia in versione bianca che rossa. Il terreno vulcanico del Vesuvio conferisce a questi vini una mineralità distintiva, con note di frutti maturi, spezie e una piacevole freschezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/products/feudi-san-gregorio-lacryma-christi-bianco-2023"><img loading="lazy" decoding="async" width="2200" height="571" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/50534-1-edited.webp" alt="" class="wp-image-50032"/></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-colli-euganei-veneto">Colli Euganei, Veneto</h3>



<p>Anche i <a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=colli+euganei">Colli Euganei</a>, <strong>un gruppo di colline di origine vulcanica nel Veneto</strong>, sono noti per i loro vini vulcanici. Qui si producono vini rossi e bianchi da vitigni come Merlot, Cabernet Sauvignon, Moscato e Serprino. I vini dei Colli Euganei si distinguono per la loro eleganza, la buona acidità e le complesse note minerali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-rossi"><img loading="lazy" decoding="async" width="2200" height="606" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/48222-1-edited.webp" alt="" class="wp-image-50042"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-abbinamenti-gastronomici-dei-vini-vulcanici">Abbinamenti gastronomici dei vini vulcanici</h2>



<p>I vini vulcanici, grazie alla loro freschezza e alla complessità aromatica, si prestano a numerosi abbinamenti gastronomici. Un <strong><a href="https://blog.xtrawine.com/en/etna-rosso-doc-introducing-the-volcanic-wine/">Etna Rosso</a></strong>, ad esempio, si abbina perfettamente con carni rosse, formaggi stagionati e piatti della cucina siciliana come la caponata. Il<strong> Soave </strong>è ideale con piatti a base di pesce, risotti e formaggi freschi. Il <strong>Lacryma Christi </strong>del <a href="https://blog.xtrawine.com/en/the-italian-wine-of-naples-your-quick-and-easy-guide/">Vesuvio </a>si sposa bene con piatti della tradizione campana, come la pizza margherita o il pesce alla griglia.</p>



<p>I vini vulcanici italiani rappresentano un patrimonio enologico unico, capace di raccontare la storia e la geologia dei territori da cui provengono. La loro<strong> complessità </strong>e la loro<strong> freschezza minerale </strong>li rendono vini affascinanti e versatili, perfetti sia per momenti di degustazione che per accompagnare piatti della cucina italiana e internazionale. Se non li avete ancora provati, i vini vulcanici italiani sono sicuramente da inserire nella vostra lista di degustazioni per scoprire un mondo di sapori e aromi davvero unico.</p>
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		<title>Berlucchi &#8217;61: la linea che celebra l&#8217;eccellenza del Franciacorta</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/la-linea-berlucchi-61-leccellenza-del-franciacorta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Colaprice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[guido berlucchi]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La linea Berlucchi &#8217;61 è una celebrazione della tradizione e dell&#8217;innovazione nel mondo del Franciacorta, il rinomato vino spumante italiano. Nata per commemorare il 1961, anno in cui Guido Berlucchi e Franco Ziliani crearono il primo Franciacorta, questa linea incarna la passione, l&#8217;arte e la dedizione che caratterizzano la produzione di Berlucchi. La Storia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p><a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/berlucchi-guido"><strong>La linea Berlucchi &#8217;61</strong> </a>è una celebrazione della tradizione e dell&#8217;innovazione nel mondo del Franciacorta, il rinomato vino spumante italiano. Nata per commemorare il <strong>1961, anno in cui Guido Berlucchi e Franco Ziliani crearono il primo<a href="https://blog.xtrawine.com/franciacorta-eccellenza-ditalia/"> Franciacorta</a></strong>, questa linea incarna la passione, l&#8217;arte e la dedizione che caratterizzano la produzione di Berlucchi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-la-storia-di-berlucchi">La Storia di Berlucchi</h2>



<p>La storia dei vini Berlucchi inizia negli anni &#8217;50. <strong>Guido Berlucchi</strong>, nobile uomo di campagna e proprietario dell’originaria tenuta di Borgonato, era&nbsp;alla ricerca di un tecnico capace di stabilizzare il suo Pinot del Castello, il vino bianco che produceva con passione. L’enologo Franco Ziliani era la persona giusto al momento giusto. &nbsp;</p>



<p>Ziliani, infatti, aveva una visione: creare un vino che potesse <strong>competere con i migliori champagne francesi. </strong>Berlucchi, da raffinato amante del vino, comprese la portata di questa sfida e l’accettò. &nbsp;</p>



<p>Dopo alcune annate meno fortunate, nel <strong>1961 furono sigillate tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta.</strong> Stappate l’anno dopo, si rivelano ottime. Nacque così il primo spumante metodo classico della Franciacorta.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/BERLUCCHI-CANTINA-12-edited-1024x576.jpg" alt="Cantina Berlucchi cellar " class="wp-image-49595"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-la-filosofia-della-linea-61">La Filosofia della Linea &#8217;61</h2>



<p>La linea Berlucchi &#8217;61 rappresenta un tributo all&#8217;anno in cui tutto ebbe inizio. Ogni bottiglia della linea è realizzata con <strong>uve provenienti dai migliori vigneti della Franciacorta</strong>, coltivate seguendo rigorosi standard di sostenibilità e qualità. L&#8217;obiettivo è creare vini che non solo riflettano l&#8217;eccellenza del territorio, ma anche la visione innovativa dei fondatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-i-protagonisti-della-linea-61">I Protagonisti della Linea &#8217;61</h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-berlucchi-61-brut">Berlucchi &#8217;61 Brut</h3>



<p>Il <a href="https://www.xtrawine.com/it/products/berlucchi-61-franciacorta-extra-brut"><strong>Berlucchi &#8217;61 Brut</strong></a> è un Franciacorta equilibrato e versatile, ideale per ogni occasione. Caratterizzato da un perlage fine e persistente, offre al naso note di frutta fresca, agrumi e lievi sentori di crosta di pane. Al palato è fresco e vivace, con un finale armonioso che invita al sorso successivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/products/berlucchi-61-franciacorta-extra-brut"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="281" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/38629-1-edited-1024x281.jpg" alt="Berlucchi '61 Brut" class="wp-image-49610"/></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-berlucchi-61-saten">Berlucchi &#8217;61 Satèn</h3>



<p>Il <a href="https://www.xtrawine.com/it/products/berlucchi-61-franciacorta-saten-brut"><strong>Satèn</strong></a> è un&#8217;espressione raffinata e delicata del Franciacorta, realizzata esclusivamente con uve Chardonnay. Questo vino si distingue per la sua morbidezza e finezza, con un perlage cremoso e note di frutta a polpa bianca, fiori bianchi e mandorla. Perfetto per accompagnare piatti di pesce e antipasti leggeri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/products/berlucchi-61-franciacorta-saten-brut"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="271" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/1092-1-edited-1024x271.jpg" alt="Berlucchi '61 Satèn" class="wp-image-49630"/></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-berlucchi-61-rose">Berlucchi &#8217;61 Rosé</h3>



<p><a href="https://www.xtrawine.com/it/products/berlucchi-61-franciacorta-rose-brut"><strong>Il Berlucchi &#8217;61 Rosé </strong></a>è una scelta elegante e sofisticata, ottenuta da un blend di Pinot Nero e Chardonnay. Questo spumante si presenta con un colore rosa tenue e un perlage finissimo. Al naso, sprigiona aromi di frutti rossi, come fragole e ciliegie, insieme a delicate note floreali. Al palato, è fresco e bilanciato, con una piacevole persistenza aromatica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.xtrawine.com/it/products/berlucchi-61-franciacorta-rose-brut"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="276" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/1091-1-edited-1024x276.jpg" alt="Berlucchi '61 Rosé" class="wp-image-49620"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-l-impegno-per-il-futuro-della-franciacorta">L&#8217;Impegno per il futuro della Franciacorta</h2>



<p>Berlucchi non è solo sinonimo di qualità, ma anche di sostenibilità. L&#8217;azienda ha adottato pratiche agricole rispettose dell&#8217;ambiente, riducendo l&#8217;uso di pesticidi e<strong> promuovendo la biodiversità nei vigneti</strong>. L&#8217;obiettivo è preservare il territorio della Franciacorta per le future generazioni, continuando a produrre vini eccellenti nel rispetto della natura.</p>



<p>La linea Berlucchi &#8217;61 rappresenta il perfetto connubio tra la tradizione e le prospettive future. Ogni bottiglia racconta la storia di un territorio unico e la visione pionieristica dei suoi creatori. Che si tratti di un brindisi speciale, di una cena elegante o di un momento di convivialità, i vini Berlucchi &#8217;61 sono sempre la scelta ideale per <strong>celebrare l&#8217;eccellenza italiana</strong>. Salute!</p>
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		<item>
		<title>Vellutata di piselli e menta</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/vellutata-di-piselli-e-menta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Rattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti unici]]></category>
		<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti sfiziosi]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariani e Vegani]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento cibo-vino]]></category>
		<category><![CDATA[vellutata piselli e menta]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.xtrawine.com/?p=49960</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ingredienti ·400 g di piselli surgelati · 2 cipolle gialle · 5 foglie di menta · 205 ml di acqua... Leggi tutta la ricetta!</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.xtrawine.com/vellutata-di-piselli-e-menta/">Vellutata di piselli e menta</a> proviene da <a href="https://blog.xtrawine.com">xtraWine Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p>Nel precedente articolo ti ho proposto le <a href="https://blog.xtrawine.com/patate-alla-birra-al-forno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">patate alla birra al forno</a> , oggi ti propongo la ricetta della vellutata di piselli e menta.</p>



<p>I <strong>piselli</strong> sono <strong>ricchi di vitamine</strong>. Infatti contengono vitamina <strong>A</strong>, <strong>B1</strong>, <strong>B6</strong>, <strong>C</strong> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acido_folico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acido folico</a>. Inoltre, contrastano i sintomi della menopausa grazie ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fitoestrogeno" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fitoestrogeni</a>.</p>



<p><strong>Contenuto</strong>:</p>



<ul>
<li><a href="#h-ingredienti">Ingredienti</a></li>



<li><a href="#h-preparazione">Preparazione</a></li>



<li><a href="#h-vino-in-abbinamento">Vino in abbinamento</a></li>
</ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-ingredienti">Ingredienti</h2>



<ul>
<li>400 g di piselli surgelati</li>



<li>2 cipolle gialle</li>



<li>5 foglie di menta</li>



<li>205 ml di acqua</li>



<li>olio extravergine di oliva q.b.</li>



<li>sale, pepe q.b.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Vellutata-di-piselli-e-menta"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/vellutata-piselli-menta-02-1.webp" alt="Vellutata di piselli e menta" class="wp-image-49971"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-preparazione">Preparazione</h2>



<ol>
<li>Lava le cipolle, prendi un tagliere e taglia le cipolle</li>



<li>Prendi una casseruola capiente, aggiungi qualche cucchiaio di olio EVO</li>



<li>Aggiungi le cipolle e falle rosolare, fino quando la cipolla non diventa trasparente</li>



<li>Aggiungi i piselli surgelati e coprili con l’acqua</li>



<li>Quando inizia il bollore aggiungi le foglie di menta legate con lo spago</li>



<li>Fai cuocere per circa 18 minuti, poi togli le foglie di menta</li>



<li>Prendi il frullatore ad immersione fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo</li>



<li>Distribuisci la vellutata di piselli e menta nei piatti. Decora con un giro d’olio e una foglia di menta in ogni piatto</li>



<li>Buon apettito!</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-vino-in-abbinamento">Vino in abbinamento</h2>



<p>Il vino in abbinamento è un <a href="https://www.xtrawine.com/collections/falanghina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Falanghina del Sannio DOC</a>. Questo vino campano è di colore <strong>giallo paglierino</strong>. Al <strong>naso</strong> <strong>profumi intensi di frutta matura</strong>, accompagnati da note di gelsomino. Al <strong>palato</strong> il vino è <strong>fresco</strong>, <strong>equilibrato</strong>, <strong>sapido</strong>.</p>
</span><p>L'articolo <a href="https://blog.xtrawine.com/vellutata-di-piselli-e-menta/">Vellutata di piselli e menta</a> proviene da <a href="https://blog.xtrawine.com">xtraWine Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>La musica nei vigneti migliora la crescita delle viti</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/la-musica-nei-vigneti-migliora-la-crescita-delle-viti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Colaprice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e società]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.xtrawine.com/?p=49919</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;agricoltura non è mai stata statica; è un campo in continua evoluzione che adotta tecnologie e tecniche innovative per migliorare la resa e la qualità delle colture. Tra le novità più affascinanti degli ultimi anni c&#8217;è l&#8217;uso della musica per migliorare la crescita dei vigneti. Questa pratica, che può sembrare stravagante, si basa su principi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p>L&#8217;agricoltura non è mai stata statica; è un campo in continua evoluzione che adotta tecnologie e tecniche innovative per migliorare la resa e la qualità delle colture. <strong>Tra le novità più affascinanti degli ultimi anni c&#8217;è l&#8217;uso della musica per migliorare la crescita dei vigneti. </strong>Questa pratica, che può sembrare stravagante, si basa su principi scientifici che esplorano l&#8217;interazione tra le onde sonore e le piante. Vediamo come la musica viene utilizzata nei vigneti, le tecniche impiegate e alcuni esempi di successo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-come-la-musica-influisce-sulla-crescita-delle-piante">Come la musica influisce sulla crescita delle piante</h2>



<p>La ricerca nel campo della bioacustica vegetale ha dimostrato che le piante possono percepire e rispondere alle vibrazioni sonore. Le onde sonore, che sono variazioni di pressione dell&#8217;aria, possono influenzare vari processi biologici nelle piante, come la germinazione, la crescita delle radici, e la resistenza agli stress ambientali.</p>



<p>La musica nei vigneti può <strong>stimolare l&#8217;apertura degli stomi</strong>. I suoni a determinate frequenze possono aiutare le piante ad aprire meglio gli stomi, migliorando così la fotosintesi e la respirazione. Anche<strong> il metabolismo della viete può essere incentivato</strong> dall&#8217;impiego degli stimoli sonori, le cui vibrazioni facilitano l&#8217;assorbimento dei nutrienti essenziali dal suolo. Infine, la musica ha effetti positivi sull<strong>&#8216;attività enzimatica</strong>: le vibrazioni sonore possono aumentare l&#8217;attività di alcuni enzimi cruciali per la crescita delle piante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/42-1024x576.jpg" alt="Musica nei vigneti fa crescere bene le viti" class="wp-image-49934"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-musica-nei-vigneti-anche-contro-i-parassiti">Musica nei vigneti anche contro i parassiti</h2>



<p>I parassiti che infestano i vigneti, come insetti e piccoli animali, possono essere influenzati dalle onde sonore. <strong>Le vibrazioni sonore possono disturbare i loro comportamenti </strong>di alimentazione, accoppiamento e movimento, rendendo l&#8217;ambiente meno ospitale per loro. </p>



<p>Alcune frequenze sonore possono disorientare e disturbare i parassiti, rendendo difficile per loro alimentarsi e riprodursi. Le onde sonore, inoltre, possono creare un ambiente sgradevole per i parassiti, costringendoli a lasciare l&#8217;area, <strong>riducendo la loro capacità di coordinarsi e comunicare tra loro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-tecniche-di-utilizzo-della-musica-nei-vigneti">Tecniche di utilizzo della musica nei vigneti</h2>



<p>L&#8217;implementazione della musica nei vigneti non è un processo casuale; richiede l&#8217;uso di specifiche tecniche per massimizzare i benefici. Le ricerche hanno identificato che <strong>le frequenze tra i 100 Hz e i 400 Hz sono particolarmente efficaci per stimolare la crescita delle piante</strong>. Musiche classiche e armoniose sono spesso preferite per queste frequenze.</p>



<p> La musica viene solitamente riprodotta per alcune ore al giorno, spesso <strong>durante le prime ore del mattino e al tramonto, quando le piante sono più recettive</strong>, utilizzando altoparlanti posizionati strategicamente nei vigneti per assicurare una copertura uniforme. Alcuni vigneti impiegano sistemi audio solari per un approccio sostenibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/43-1024x576.jpg" alt="Le sinfonie di mozart sono le più efficaci" class="wp-image-49939"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-quale-compositore-fa-crescere-meglio-le-vigne">Quale compositore fa crescere meglio le vigne?</h2>



<p>Nei vigneti, la musica di <strong>Mozart</strong>, in particolare le sue composizioni più famose come le sinfonie e i concerti, sembra essere la più apprezzata. Contiene una gamma di frequenze che <strong>rientra nei parametri considerati ottimali per la stimolazione delle piante</strong>. Le frequenze tra i 100 Hz e i 400 Hz, comuni nelle sue opere, sono particolarmente efficaci per la loro crescita.</p>



<p>Altrettanto importante è la struttura armonica e il ritmo equilibrato delle composizioni del genio austriaco, che creano un ambiente sonoro stabile e piacevole per le piante, riducendo lo stress e favorendo processi biologici positivi come la fotosintesi e la respirazione.</p>



<p>Una delle aziende vinicole che espone le sue uve alla musica di Mozart è, ad esempio, <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/tenuta-mara"><strong>Tanuta</strong> <strong>Mara</strong></a> che in provincia di Rimini culla le sue uve <a href="https://blog.xtrawine.com/rinascimento-romagna-e-sangiovese/">Sangiovese</a> al suono delle sinfonie mozartiane e dei canti gregoriani 24 ore su 24. Uno dei suoi migliori risultati è il <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-rossi">Sangiovese <strong>Maramia</strong></a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini-rossi"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="286" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/mm-per-web-1-rotated.jpg" alt="musica nelle vigne Tenuta Mara Maramia Sangiovese 2017" class="wp-image-49928"/></a></figure>



<p>Sarà proprio la musica a rendere così sorprendente la personalità gustativa di questo vino così equilibrato e ricco di note balsamiche. <strong>Complessità aromatica è particolarmente&nbsp;fine&nbsp;ed&nbsp;elegante</strong>,&nbsp;ricca di profumi floreali, fruttati e speziati. Se le uve che crescono a suon di musica danno tutte questo risultato, meglio rendere questa tecnica obbligatoria!</p>



<p>L&#8217;uso della musica nei vigneti è un esempio perfetto di come l&#8217;innovazione possa incontrare la tradizione per creare risultati sorprendenti. Sebbene possa sembrare una pratica insolita, i benefici osservati in vari vigneti nel mondo dimostrano che le onde sonore possono effettivamente migliorare la crescita e la qualità delle viti. Con ulteriori ricerche e applicazioni pratiche, questa tecnica potrebbe diventare una prassi comune nei vigneti di tutto il mondo, contribuendo alla produzione di vini di alta qualità in modo sostenibile.</p>
</span><p>L'articolo <a href="https://blog.xtrawine.com/la-musica-nei-vigneti-migliora-la-crescita-delle-viti/">La musica nei vigneti migliora la crescita delle viti</a> proviene da <a href="https://blog.xtrawine.com">xtraWine Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>Piemonte e Fontanafredda: matrimonio perfetto</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/fontanafredda-e-piemonte-matrimonio-perfetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Rattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[fontanafredda]]></category>
		<category><![CDATA[Nebbiolo]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fontanafredda: produttori di Barolo e dei grandi vini delle Langhe in Serralunga d’Alba. Nasce nel 1858 dalla storia d’amore…leggi il resto!</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.xtrawine.com/fontanafredda-e-piemonte-matrimonio-perfetto/">Piemonte e Fontanafredda: matrimonio perfetto</a> proviene da <a href="https://blog.xtrawine.com">xtraWine Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p>Nel precedente articolo ti ho parlato dei vini pugliesi, oggi ti parlo del Piemonte e di un produttore d’eccezione: Fontanafredda.</p>



<p>Sai che su xtraWine puoi fare <a href="#h-xtrawine-spedizioni-multiple">spedizioni multiple</a>? <a href="#h-come-faccio-le-spedizioni-multiple">Puoi farlo in 8 semplici passaggi!</a>  Le spedizioni multiple puoi farle tutto l’anno, non solo nelle feste!</p>



<p><strong>Contenuto</strong>:</p>



<ul>
<li><a href="#h-piemonte-terra-di-vini">Piemonte: terra di vini</a></li>



<li><a href="#h-fontanafredda-come-e-nata">Fontanafredda: come è nata</a></li>



<li><a href="#h-xtrawine-spedizioni-multiple">Spedizioni multiple? Falle su xtraWine!</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-piemonte-terra-di-vini">Piemonte: terra di vini</h2>



<p>In <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piemonte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piemonte</a> si fa vino da sempre. Infatti la <strong>viticoltura</strong> pare <strong>si pratichi dal VI secolo a.C.</strong> dalle popolazioni celto-liguri. Poi sotto i romani la vite si diffonde lungo i più importanti assi viari.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-clima-e-territorio">Clima e Territorio</h3>



<p>Il <strong>clima</strong> del Piemonte è di tipo <strong>continentale</strong>: inverni lunghi e freddi con estati calde e siccitose con forti escursioni termiche tra giorno e notte. Tuttavia ogni zona ha le sue peculiarità.</p>



<p>Il famoso nebbiolo si coltiva sia nel Nord, che nel Sud del Piemonte. In queste zone i terreni sono acidi e ricchi di minerali, soprattutto nelle zone di Biella, Vercelli e Novara. Inoltre in questi terreni ci sono forti escursioni termiche.</p>



<figure class="wp-block-image size-large" id="Vitigni-nelle-Langhe"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/fontanafredda-barolo-06-1-1024x576.webp" alt="Vitigni nelle Langhe" class="wp-image-49848"/></figure>



<p>I <strong>terreni</strong> delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Langhe" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Langhe</strong></a><strong> sono compatti</strong>, <strong>marnosi</strong> e con <strong>presenza di gesso e argilla</strong>.</p>



<p>I terreni del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monferrato" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Monferrato</strong></a> <strong>sono ricchi di sedimenti marini</strong>. Invece i terreni del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canavese" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Canavese</strong></a> sono di <strong>origine morenica</strong>, originati dallo sfaldamento dei ghiacciai. Questi terreni sono poveri, ma ricchi di minerali.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-vini-e-vitigni">Vini e vitigni</h3>



<p><strong>I vini piemontesi sono soprattutto rossi</strong> e ottenuti <strong>da monovitigno</strong>. I vini rossi assieme ai vini rosati rappresentano oltre il 60% della produzione complessiva.</p>



<p>Invece <strong>il moscato bianco è la base</strong> per la <strong>produzione di 85 milioni di bottiglie di </strong><a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=asti" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Asti</strong></a><strong> e </strong><a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/moscato" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Moscato d’Asti</strong></a>, vini apprezzati in tutto il mondo.</p>



<p>Il <strong>vitigno a bacca nera più coltivato</strong> è la <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/barbera" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Barbera</strong></a>. Da sola rappresenta circa il 30% del vigneto piemontese. Questo vitigno ha una maturazione medio-tardiva. Viene vinificato in purezza e permette di ottenere vini molto diversi &#8211; dai tradizionali frizzanti alle versioni più strutturate e ambiziose che garantiscono ottime evoluzioni nel tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large" id="Vino-rosso-e-tartufo-piemontese"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/fontanafredda-barolo-07-1024x684.webp" alt="Vino rosso e tartufo piemontese" class="wp-image-49850"/></figure>



<p>Invece, il <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/nebbiolo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Nebbiolo</strong></a>, una delle uve più importanti uve a bacca nera del mondo, <strong>occupa solo il 10% del vigneto piemontese</strong>. Questa è la prova che quantità non fa sempre rima con qualità. Il nebbiolo ha una maturazione lenta, è dotato di un importante corredo di zuccheri. Nelle Langhe si coltivano tre sottovarietà:</p>



<ol>
<li>lampia</li>



<li>michelet</li>



<li>raro rosé</li>
</ol>



<p>Un <strong>altro vitigno tipico</strong> del Piemontese è il <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Grignolino</strong></a>. Le aree di massima vocazione sono le colline tra Asti e Casale Monferrato. Grignolino sembra derivare da “grignole” che in dialetto indica i vinaccioli.</p>



<p>Per le <strong>uve a bacca bianca</strong> troviamo il <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/cortese" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Cortese</strong></a>. Il cortese si coltiva nel Casalese, nei Colli Tortonesi e a Gavi &#8211; in Lombardia lo si coltiva soprattutto nell’Oltrepò Pavese. Questo vitigno predilige terreni ben esposti, asciutti e poco fertili. Matura a fine Settembre e ha una produttività abbastanza elevata, soprattutto se impiantato su suoli ricchi.</p>



<p><strong>Altro vitigno</strong> coltivato è l’<a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/vini" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Erbaluce</strong></a>. Lo si coltiva nel Canevese, nelle province di Biella, Vercelli e Novara, dove è chiamato greco novalese. Dall’erbaluce si ottengono vini con profumi di tiglio e acacia, erbe aromatiche e susine gialle.</p>



<p><strong>Infine</strong> un’altra varietà importante è l’<a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/arneis" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Arneis</strong></a>. Oggi si coltiva nelle Langhe. Viene vendemmiato verso la terza decade di Settembre. I vini prodotti con l’arneis hanno intense note di fiori, frutta a polpa bianca e vegetali.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-fontanafredda-come-e-nata">Fontanafredda: come è nata</h2>



<p>Dopo averti dato alcuni dati sul Piemonte ti parlo di <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/fontanafredda" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fontanafredda</a>. Come tutte le cose belle, anche Fontanafredda <strong>nasce da una storia d’amore</strong> tra il primo Re d’Italia, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Emanuele_II_di_Savoia" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Vittorio Emanuele II</strong></a> <strong>e </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Vercellana" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Rosa Vercellana</strong></a>.</p>



<p>Nel <strong>1858 Vittorio Emanuele II</strong>, come pegno d’amore, <strong>dona a Rosa il terreno</strong> <strong>dove oggi sorge la cantina</strong>.</p>



<p>Da sempre Fontanafredda è una comunità unita intorno al rispetto della terra.</p>



<p>Oggi coltiva <strong>oltre 120 ettari vigneti certificati a biologico</strong>. Inoltre i vigneti fanno da cornice al primo Villaggio Narrante d’Italia, nel segno di una nuova prospettiva: il Rinascimento Verde.</p>



<figure class="wp-block-image size-large" id="Cantina-di-affinamento-di-Fontanafredda"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/fontanafredda-barolo-03-1024x682.webp" alt="Cantina di affinamento di Fontanafredda" class="wp-image-49852"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-il-barolo-di-fontanafredda">Il Barolo di Fontanafredda</h3>



<p>Il Re dei Vini e il Vino dei Re, cioè il Barolo, <strong>si ottiene da uve Nebbiolo in purezza</strong>.</p>



<p>Il Barolo <strong>nasce a metà dell’Ottocento</strong> grazie a Carlo Alberto di Savoia e alla Marchesa di Barolo Giulia Colbert Falletti.</p>



<p>Il Barolo è un vino unico! Infatti <strong>si produce solo nel cuore delle Langhe</strong> sulle colline di <strong>11 comuni</strong>, tra cui Serralunga d’Alba.</p>



<p>Qui da oltre 160 anni, Fontanafredda produce come affermata cantina.</p>



<p>Inoltre, Fontanafredda, è pioniera di grandi innovazioni:</p>



<ul>
<li>nel 1886 spedisce il primo Barolo oltreoceano</li>



<li>nel 1964 nasce il Barolo Vigna La Rosa, primo Barolo con indicazione della vigna in etichetta</li>



<li>nel 1988 viene prodotto il primo Barolo a menzione comunale, vinificando separatamente le uve del comune di Serralunga d’Alba</li>
</ul>



<p>Fontanafredda è uno dei più grandi produttori privati di Barolo: da sola rappresenta circa il 6% dell’intera denominazione.</p>



<p>Fontanafredda nel suo barolo racconta le sfumature di un territorio, del suo clima, delle persone che in ogni singola MGA hanno la capacità di evidenziare le qualità e l’unicità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-xtrawine-spedizioni-multiple">xtraWine: spedizioni multiple</h2>



<p>Spedizioni multiple vuol dire che con un singolo acquisto puoi fare più spedizioni a più persone.</p>



<p>In breve:</p>



<ul>
<li>inserisci gli indirizzi di spedizione</li>



<li>compri online</li>



<li>decidi tu chi e cosa inviare</li>



<li>paghi</li>
</ul>



<p>Tutto il resto lo fa xtraWine!</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/Spedizioni-multiple-su-xtraWine.mp4"></video></figure>



<p><strong>Unica limitazione:</strong> <strong>tutte le spedizioni devono essere dirette verso uno stesso Stato</strong>. Se devi spedire in diversi Stati, raggruppa i destinatari per ogni Stato, quindi crea le spedizioni multiple una per ogni Stato.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-come-faccio-le-spedizioni-multiple">Come faccio le spedizioni multiple?</h3>



<p>Per prima cosa vai su <a href="https://www.xtrawine.com/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">xtraWine</a> e entra con le tue <a href="https://www.xtrawine.com/it/account/login" target="_blank" rel="noreferrer noopener">credenziali</a>.</p>



<ol>
<li>Clicca su <a href="https://www.xtrawine.com/it/ordini-multipli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Spedizioni Multiple</a></li>



<li><strong>Compila il form</strong> per ogni destinatario, quindi clicca su “<strong>Aggiungi</strong>”. Compila il campo “<strong>Messaggio per il regalo</strong>” se aggiungere un altro tocco personale</li>



<li><strong>Aggiungi nel carrello</strong> gli <strong>articoli</strong> che vuoi regalare, come hai sempre fatto</li>



<li>Clicca sul tuo carrello, clicca su “<strong>Procedi all’ordine</strong>”</li>



<li>Su “<strong>Dati consegna</strong>” clicca su “<strong>Modifica</strong>”, quindi clicca su “<strong>Inviare a più di un indirizzo?</strong>”. I destinatari devono avere tutti la stessa nazionalità. Accorpa i destinatari per nazionalità.</li>



<li>Decidi quali e quanti articoli regalare ad ogni destinatario nel box “Cosa invierai a chi?” (ultima parte dell’ordine)</li>



<li>Clicca su “<strong>Salva cosa invierai a chi?</strong>”</li>



<li>Infine clicca su “<strong>Acquista Ora</strong>”</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-congratulazioni-hai-completato-il-tuo-ordine">Congratulazioni hai completato il tuo ordine!</h2>



<p>Ora la spedizione la gestisce xtraWine, che monitoria ogni <a href="https://www.xtrawine.com/it/pages/shipping" target="_blank" rel="noreferrer noopener">spedizione</a> e ti garantisce consegne sicure e veloci.</p>
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		<item>
		<title>Bordeaux e i suoi vini</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/bordeaux-e-i-suoi-vini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Rattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[bordeaux]]></category>
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		<category><![CDATA[vini bordolesi]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Francia, Bordeaux è tra la Garonna e la Dordogna: xtraWine ti fa scoprire Bordeaux e i suoi vini!</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.xtrawine.com/bordeaux-e-i-suoi-vini/">Bordeaux e i suoi vini</a> proviene da <a href="https://blog.xtrawine.com">xtraWine Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p>Nel mio precedente articolo ti ho parlato dell’<a href="https://blog.xtrawine.com/alla-scoperta-dei-vini-dellalsazia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alsazia</a> e dei suoi vini.</p>



<p>Oggi ti parlo di Bordeaux e dei suoi vini. Una frase che esprime la filosofia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bordeaux" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bordeaux</a> è:</p>



<p>Un vigneto che non ha passato è un vigneto senza avvenire</p>



<p>Bordeaux è famosa per i grandi vini rossi prodotti con il classico uvaggio bordolese, cioè dal Merlot e dal Cabernet Sauvignon.</p>



<p>Accanto ai vini rossi ci sono gli spettacolari vini dolci, ottenuti dai grappoli sovramaturi di Sémillon, assieme a piccole quantità di Sauvignon blanc e Muscadelle, attaccati dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Botrytis_cinerea" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Botrytis cinerea</em></a>.</p>



<p><strong>Contenuto</strong>:</p>



<ul>
<li><a href="#h-clima-e-territorio">Clima e Territorio</a></li>



<li><a href="#h-vitigni">Vitigni</a></li>



<li><a href="#h-bordeaux-e-le-sue-denominazioni">Le denominazioni</a></li>



<li><a href="#h-alcune-zone-vitivinicole">Alcune zone vitivinicole</a></li>



<li><a href="#h-conclusioni">Conclusioni</a></li>
</ul>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Il-sole-sorge-sopra-i-vitigni-nella-territorio-di-Bordeaux"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="364" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/bordeaux-suoi-vini-04.webp" alt="Il sole sorge sopra i vitigni nella territorio di Bordeaux" class="wp-image-49763"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-clima-e-territorio">Clima e Territorio</h2>



<p>L<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Estuario_della_Gironda" target="_blank" rel="noreferrer noopener">’estuario della Gironda</a> e i fiumi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Garonna" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Garonna</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dordogna_(fiume)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dordogna</a> sono la linea di confine del territorio vitato di Bordeaux e lo dividono in due parti diverse:</p>



<ol>
<li><strong>parte occidentale</strong>: verso Nord-Ovest tra il litorale oceanico e il grande estuario</li>



<li><strong>parte orientale</strong>: colline definite che di rado superano i 100 metri sul livello del mare. Da questi pendii morbidi si ottengono il Pomerol e il Saint-Émilion</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-clima">Clima</h3>



<p>Il clima è <strong>oceanico temperato e umido</strong>, ma gode degli <strong>effetti benefici della </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_del_Golfo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Corrente del Golfo</strong></a>. Inoltre la foresta di pini che si snoda lungo il litorale oceanico protegge dai venti occidentali.</p>



<p>Tuttavia la vite è a rischio per:</p>



<ul>
<li>le gelate di Maggio</li>



<li>i forti temporali di Agosto</li>
</ul>



<p>Mentre i picchi di insolazione di Luglio e Agosto favoriscono la perfetta maturazione fenolica e aromatica dei grappoli d’uva.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-terreno">Terreno</h3>



<p>Il terreno di Bordeaux ha un’<strong>origine terziaria di cinquanta milioni fa</strong>.</p>



<p>A settentrione a <strong>sinistra</strong> della <strong>Gironda e</strong> del <strong>Médoc</strong> i terreni sono in prevalenza<strong> calcarei e marno-calcarei</strong>.</p>



<p>A <strong>sinistra della Garonna</strong>, nelle Graves, si trovano <strong>sabbie silicee</strong>, <strong>calcare</strong> e <strong>argille</strong>, con forte presenza di ciottoli, adatti a Merlot e Sémillon.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-vitigni">Vitigni</h2>



<p>La legislazione sulle uve nel Bordeaux prevede sei vitigni a bacca nera e nove a bacca bianca.</p>



<p>I vitigni a <strong>bacca nera</strong> sono:</p>



<ol>
<li><strong>Merlot</strong>: vitigno simbolo di Bordeaux e rappresenta oltre il 60% dei vigneti impiantati con vitigni a bacca nera. Questo vitigno da il suo meglio sui terreni argillosi. Offre splendide note di piccoli frutti rossi, con un elegante accenno di erba appena tagliata, stemperato da sfumature di violetta e note minerali</li>



<li><strong>Cabernet Sauvignon</strong>: vitigno simbolo del Médoc. Questo vitigno risente molto della composizione del sottosuolo. Infatti preferisce le grave del Médoc rispetto al terreno argilloso di Pomerol</li>



<li><strong>Cabernet Franc</strong>: nel Saint-Émilion è noto come Bouchet. Questo vitigno rappresenta il 20% delle uve coltivate</li>



<li><strong>Carmenère</strong>: vitigno carico di storia. I vini prodotti con questo vitigno hanno un colore molto intenso e profondo, una bella complessità fruttata e un corpo scolpito da tannini austeri e eleganti</li>



<li><strong>Petit Verdot</strong>: preferisce terreni piuttosto umidi, come quelli nel Médoc</li>



<li><strong>Malbec o Cot</strong></li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Vitigni-nella-zona-di-Bordeaux"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="654" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/bordeaux-suoi-vini-02.webp" alt="Vitigni nella zona di Bordeaux" class="wp-image-49755"/></figure>



<p>I vitigni a <strong>bacca bianca</strong> sono:</p>



<ol>
<li><strong>Sémillon</strong>: questo vitigno non ha rivali né in qualità, né in quantità. Rappresenta il 55% delle uve bianche. Da questo vitigno si ottengono splendidi vini dolci, soprattutto nel Sauternes e nel Barsac</li>



<li><strong>Sauvignon blanc</strong>: è il miglior complemento del Sémillon nella produzione di vini bianchi secchi o dolci ottenuti da uve sovramure. Questo vitigno copre circa il 33% della superficie vitata</li>



<li><strong>Muscadelle</strong>: uva preziosa per i vini di Bordeaux. I 1000 ettari coltivati a Muscadelle si usano nella produzione di vini dolci, come <a href="https://www.xtrawine.com/collections/sauternes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AOC Sauternes</a> e <a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=barsac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AOC Barsac</a></li>



<li><strong>Ugni blanc</strong>: è il Trebbiano ed è il vitigno più coltivato nell’AOC Bordeaux. Nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charente" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Charente</a> si usa nella produrre vini da avviare alla distillazione e produzione del <a href="https://blog.xtrawine.com/come-si-fa-cognac/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cognac</a></li>



<li><strong>Colombard</strong>: rappresenta il 2% delle uve a bacca bianca</li>



<li><strong>Merlot blanc</strong></li>



<li><strong>Ondenc</strong></li>



<li><strong>Chenin blanc</strong></li>



<li><strong>Mauzac</strong></li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-bordeaux-e-le-sue-denominazioni">Bordeaux e le sue denominazioni</h2>



<p>Nel Bordeaux, a differenza di altre zone, il sistema delle denominazioni ha fatto addirittura giurisprudenza.</p>



<p>L&#8217;<strong>Esposizione Universale di Parigi</strong> del <strong>1855</strong> fu l’<strong>occasione per creare una precisa classificazione di Bordeaux</strong>. Si voleva che i vini di Bordeaux rappresentassero l’esperienza e la professionalità di 150 anni del territorio girondino.</p>



<p>Alcuni Château sono testimonial d’eccellenza di Bordeaux come Château Margaux, Château Latour, Château Haut-Brion, Château Lafite-Rothschild e Château d’Yquem.</p>



<p>Termini oggetto di una regolamentazione dei vini di qualità sono:</p>



<ol>
<li>Premier Cru</li>



<li>Grand cru</li>



<li>Cru Classé</li>



<li>Cru</li>



<li>Clos</li>



<li>Camp</li>



<li>Haut</li>
</ol>



<p>I primi tre fanno riferimento di una classificazione privata del 1855 valida per i vini del Médoc, delle Graves e del Sauternais. Mentre altri territori bordolesi stabilirono una classificazione solo molti anni più tardi.</p>



<p>Nella <strong>classificazione dei vini di Bordeaux</strong> ci sono<strong> sei famiglie</strong>:</p>



<ol>
<li>Bordeaux e Bordeaux Supérieur</li>



<li>Côte</li>



<li>Médoc e Graves</li>



<li>Mondo del Merlot</li>



<li>Vini bianchi secchi</li>



<li>Vini bianchi dolci</li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Coltivazione-della-vite-nel-territorio-di-Bordeaux"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="751" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/bordeaux-suoi-vini-07.webp" alt="Coltivazione della vite nel territorio di Bordeaux" class="wp-image-49776"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-alcune-zone-vitivinicole">Alcune zone vitivinicole</h2>



<p>Bordeaux possiede una ricca varietà territoriale che si traduce in una vasta gamma di vini, riassunti nella sei grandi famiglie.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-medoc">Médoc</h3>



<p>Il nome Médoc deriva del latino <em>mediae aquae</em>.</p>



<p>Questa è <strong>una delle zone più famose al mondo per la produzione di grandi vini rossi</strong>.</p>



<p>La zona del Médoc è una zona quasi circondata dalle acque, perché è una penisola lunga 120 chilometri. Questo territorio si estende da Nord-Ovest di Bordeaux dal ruscello Jalle di Blanquefort, fino a raggiungere l’Oceano Atlantico e l’estuario della Gironda.</p>



<p>I vigneti occupano un’area lunga 70 chilometri e larga dai 2 ai 5 chilometri, che termina a nord nel villaggio di Vensac.</p>



<p>Le AOC Médoc e Haut-Médoc sono un’area produttiva molto varia: l’Haut-Médoc inizia a nord di Bordeaux e finisce a Saint-Seurin-de-Cadourne. Mentre il Médoc si estende nella parte più a nord del cono della Gironda.</p>



<p>L’AOC Haut-Médoc comprende sei AOC comunali eccellenti:</p>



<ol>
<li><a href="https://www.xtrawine.com/collections/margaux-aoc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Margaux</a></li>



<li><a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=listrac+medoc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Listrac-en-Médoc</a></li>



<li><a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=moulis+en+medoc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moulis-en-Médoc</a></li>



<li>Saint-Juline</li>



<li><a href="https://www.xtrawine.com/collections/pauillac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pauillac</a></li>



<li><a href="https://www.xtrawine.com/collections/saint-estephe" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Saint-Estèphe</a></li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Vitigni-nella-zona-del-Bordeaux"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="668" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/bordeaux-suoi-vini-03.webp" alt="Vitigni nella zona del Bordeaux" class="wp-image-49758"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-le-graves">Le Graves</h3>



<p>I vigneti delle Graves hanno un antico blasone legato al Claret, cioè un vino rosso leggero e amato in Inghilterra fin dal Medioevo.</p>



<p>Le vigne delle Graves <strong>prendono il nome dal nome della composizione del terreno</strong>: <strong>le grave</strong>. Questi terreni derivano da depositi alluvionali, ciottoli e sassi che affiorano in superficie.</p>



<p>Le AOC delle Graves sono:</p>



<ul>
<li><a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=graves" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Graves</a></li>



<li>Graves Supérieures</li>



<li><a href="https://www.xtrawine.com/collections/pessac-leognan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pessac-Léognan</a></li>



<li><a href="https://www.xtrawine.com/collections/sauternes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sauternes</a></li>



<li><a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=barsac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barsac</a></li>



<li>Cérons</li>
</ul>



<p>L’AOC Graves Supérieures è una denominazione di vini bianchi abboccati e amabili, ottenuti soprattutto da Sémillon. Sono vini da bersi come aperitivo e sono ottimi con una tarte tatin.</p>



<p><strong>Vini di grande qualità</strong> sono quelli dell’<strong>AOC Pessac-Léognan</strong>. I vitigni utilizzati sono il Cabernet Sauvignon e il Merlot.</p>



<p>I vini hanno tonalità scure e profonde con riflessi violacei, profumi di violetta, frutti rossi maturi, mentre il passaggio in barrique regala ricordi di cacao, caffè e mandorla tostata. L’abbinamento ideale è con piatti di cacciagione o selvaggina.</p>



<p>I <strong>vini bianchi dolci</strong> della <strong>riva sinistra</strong> della <strong>Garonna</strong> si chiamano <em>Vin blanc liquoreux</em> dalla legge francese. I vini meno dolci si chiamano <em>Moelleux</em>.</p>



<p>Eccellenza dei <em>vin blanc liquoreux</em> sono AOC Sauternes, Barsac e Cérons, che hanno rese molto ridotte &#8211; 25 hl/ha per il Sauternes e  40hl/ha per i vini di Cérons.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Affinamento-del-vino-in-una-cantina"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="665" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/bordeaux-suoi-vini-06.webp" alt="Affinamento del vino in una cantina" class="wp-image-49767"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-saint-emilion">Saint-Émilion</h3>



<p>Saint-Émilion è la <strong>più antica area viticola del territorio di Bordeaux</strong>.</p>



<p>Il clima è oceanico temperato e umido, con temperature dolci &#8211; intorno ai 20 °C &#8211; in Luglio e Agosto, un’insolazione limitata e rese basse. Infatti l’insolazione limitata rallenta la maturazione delle uve.</p>



<p>Nei vini il Merlot è quello più usato, con percentuali che raggiungono il 55-65%, seguito dal Bouchet (Cabernet Franc) con il 30 &#8211; 35%, dal Cabernet Sauvignon con 5 &#8211; 15% e dal Noir de Pressac (Malbec).</p>



<p>Il <a href="https://www.xtrawine.com/collections/saint-emilion-aoc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Saint-Émilion</a> <strong>ha una classificazione particolare</strong>. Infatti i vini ci sono solo due categorie di vini:</p>



<ul>
<li><strong>Premier cru Classé</strong> &#8211; divisi in classe A e B: tra i Premier Cru Classé classe A si trovano gli Château Cheval Blanc e Château Ausone. Invece tra la classe B ci sono 13 Château tra cui <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/chateau-angelus" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Château Angelus</a>, <a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/chateau-pavie" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Château Pavie</a>, Clos Fourtet</li>



<li><strong>Grand cru Classé</strong></li>
</ul>



<p>Nel territorio del Saint-Émilion ci sono <strong>due importanti AOC</strong>:</p>



<ol>
<li><strong>Saint-Émilion</strong>: identifica una fisionomia sensoriali di vini di ottimo livello. I vini sono rosso rubino in gioventù, granato dopo 3 &#8211; 5 anni, con note di fragoline di bosco e violetta, accompagnati da note dei spezie dolci, cacao e fumé</li>



<li><strong>Saint-Émilion Grand cru Classé</strong>: comprende 47 Grand cru Classé, prodotti da uve raccolte nei vigneti del plateau calcareo, cioè terreni coltivati in alto sulla collina, che circonda la città e delle côte argilloso-calcaree</li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Il-sole-sorge-sopra-un-vigneto"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="468" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/bordeaux-suoi-vini-05.webp" alt="Il sole sorge sopra un vigneto nel territorio di Bordeaux" class="wp-image-49771"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-pomerol">Pomerol</h3>



<p>Il <strong>paesaggio</strong> del Pomerol è formato da un <strong>morbido altopiano</strong> che raggiunge i <strong>40 metri sul livello del mare</strong>.</p>



<p>L’<a href="https://www.xtrawine.com/it/collections/bordeaux" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AOC Pomerol</a> <strong>si estende per 800 ettari di terreni molto eterogenei</strong>, con argilla, sabbia e grave. I terreni vitati sono molto frazionati tra moltissimi piccoli produttori.</p>



<p>In generale l’uvaggio usato per questi prevede l’80% di Merlot, 10% di Cabernet Franc, 8% di Cabernet Sauvignon e 2% di Malbec.</p>



<p>I vini hanno intense tonalità di rubino o granato, il profumo è complesso con accenni di violetta, con uno sfondo di tartufo nero, cuoio, liquirizia e prugna secca. L’abbinamento perfetto sono piatti di cacciagione e formaggi stagionati.</p>



<p>Nell’<a href="https://www.xtrawine.com/it/search?q=lalande+de+pomerol+aoc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AOC Lalande-de-Pomerol</a> il Merlot rappresenta il 75% dell’uvaggio, il Cabernet Franc è preferito rispetto al Cabernet Sauvignon, con una piccola percentuale di Malbec.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-conclusioni">Conclusioni</h2>



<p>Ora quando sentirai parlare dei vini di Bordeaux hai dei punti di partenza per approfondire le tue conoscenze sul vino.Come te la cavi con i termini del vino? Mettiti alla prova con il <a href="https://blog.xtrawine.com/piccolo-glossario-del-vino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piccolo glossario del vino</a>!</p>
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		<title>Vino senza alcol: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/vino-senza-alcol-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Colaprice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[vino senza alcol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino senza alcol sarà il futuro? Quello che sappiamo con certezza e che gli anni che stiamo vivendo sono contraddistinti da una forte attenzione alla salute e alla forma fisica. Non è un caso che, a fronte di un calo piuttosto generalizzato delle vendite degli alcolici, sia nata una nicchia di consumatori &#8220;salutisti&#8221; che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p><strong>Il vino senza alcol sarà il futuro?</strong> Quello che sappiamo con certezza e che gli anni che stiamo vivendo sono contraddistinti da una forte attenzione alla salute e alla forma fisica. Non è un caso che, a fronte di un calo piuttosto generalizzato delle vendite degli alcolici, sia nata una nicchia di consumatori &#8220;salutisti&#8221; che non vuole rinunciare al piacere del vino.</p>



<p><strong>L&#8217;interesse crescente per i vini senza alcol o a <a href="https://blog.xtrawine.com/vin-de-soif-i-vini-leggeri-tornano-in-auge/">basso contenuto alcolico </a></strong>è sotto la lente di ingrandimento di produttori e governi. Se i vignaioli e i paesi più conservatori alzano le barricate, molti altri sono già pronti con legislazioni che favoriscono la produzione di vini dealcolati. Scopriamo come si realizza il vino senza alcol, da dove nasce questa richieste e quali sono le prospettive di consumo. </p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-tendenze-e-motivazioni">Tendenze e motivazioni</h2>



<p><strong>Le tendenze verso uno stile di vita più sano</strong> e consapevole hanno spinto molti consumatori ad esaminare attentamente il loro rapporto con l&#8217;alcol. Il desiderio di ridurre il consumo di alcol per motivi di salute o semplicemente di godersi un bicchiere in più senza preoccupazioni, ha portato alla <strong><a href="https://www.federvini.it/news-cat/5886-a-verona-federvini-accende-i-riflettori-sui-valori-del-vino-italiano">crescita della domanda </a>di alternative a basso contenuto alcolico.</strong></p>



<p>Già da anni siamo abituati a trovare sugli scaffali della grande distribuzione la birra zero alcol. In Italia ha lasciato perplessi i puristi, ma nessun grosso allarme. Anzi, le aziende produttrici hanno cavalcato l&#8217;onda di questa richiesta ottenendo un buon ritorno. Ma il vino senza alcol si può definire vino? Diciamo subito che in Italia l&#8217;argomento non è regolamentato e più avanti approfondiremo la questione. Sappiamo però che la <strong>dealcolazione è già concessa </strong>per i vini a Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Denominazione di Origine Protette (DOP).<strong> </strong>Si parla di <strong>dealcolazione totale quando il volume di alcol è inferiore allo 0.5%</strong>.  </p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-leggi-sul-vino-senza-alcol">Le leggi sul vino senza alcol </h2>



<p>L&#8217;unica legge di riferimento in materia è un<strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C_202400694"> Regolamento Europeo del 2013 </a></strong>che stabilisce la libera circolazione nel mercato comune di questo prodotto e ne definisce i parametri produttivi perché non si alterino le qualità organolettiche del vino. Il regolamento fa riferimento a <strong>una chiara comunicazione in etichetta</strong> perché il consumatore sia informato sulla natura e la qualità del prodotto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/40-1024x576.jpg" alt="vino a basso contenuto di alcol" class="wp-image-49825"/></figure>



<p>Tuttavia, è importante notare che le normative specifiche possono variare leggermente da paese a paese all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea. <strong>In Italia, ad esempio, <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/il-ministero-dellagricoltura-cambia-idea-sui-vini-dealcolati-facciamoli/">non è possibile per i produttori produrre vino senza alcol </a>nei propri stabilimenti </strong>perché non è permessa loro la detenzione, seppur temporanea, dell&#8217;alcol generato dal processo di separazione. Il più grosso scoglio per lo sviluppo di questo settore in Italia sussiste proprio in questo. Alcune aziende che si sono dimostrate interessate a sperimentare hanno già dichiarato di aver dovuto spedite il proprio vino all&#8217;estero, nei paesi dove la dealcolizzazione è regolamentata diversamente, per poi reimportare il prodotto finito.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-come-viene-prodotto-il-vino-senza-alcol">Come viene prodotto il vino senza alcol</h2>



<p>La produzione di vino senza o a basso contenuto di alcol comporta sfide uniche per i viticoltori e gli enologi. Mentre il processo di fermentazione è fondamentale per la creazione del vino, è possibile intervenire per controllare il livello di alcol prodotto. Questo può essere realizzato in diverse fasi, ad esempio, raccogliendo l&#8217;uva prima che raggiunga il suo massimo potenziale di zucchero, utilizzando tecniche di fermentazione a bassa temperatura o sottoponendo il vino a<strong> processi di dealcolizzazione.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/39-1024x576.jpg" alt="produzione vino senza alcol" class="wp-image-49819"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-esistono-diversi-metodi-per-rimuovere-l-alcool-dal-vino-ecco-alcuni-dei-principali">Esistono diversi metodi per rimuovere l&#8217;alcool dal vino. Ecco alcuni dei principali:</h3>



<ol>
<li><strong>Evaporazione sottovuoto:</strong> Questo metodo coinvolge il riscaldamento del vino a temperature inferiori al suo punto di ebollizione normale sotto vuoto. Poiché l&#8217;alcool ha un punto di ebollizione più basso dell&#8217;acqua, può essere separato dal vino tramite evaporazione. Il vapore d&#8217;alcool viene quindi condensato e rimosso, mentre il vino rimanente è dealcolato.</li>



<li><strong>Osmosi inversa:</strong> Questo processo sfrutta una membrana semipermeabile per separare l&#8217;alcool dal vino. Il vino viene pressurizzato e passato attraverso la membrana, che trattiene l&#8217;alcool e altre molecole più grandi, consentendo all&#8217;acqua e ad altre sostanze di passare attraverso. Il risultato è un vino con un tenore alcolico ridotto.</li>



<li><strong>Filtri a carbone attivo:</strong> Questo metodo coinvolge il passaggio del vino attraverso filtri a carbone attivo che assorbono l&#8217;alcool. Il vino può essere ricircolato attraverso i filtri finché non viene raggiunto il livello desiderato di riduzione dell&#8217;alcool.</li>



<li><strong>Spremitura a membrana:</strong> Questo processo utilizza membrane per separare l&#8217;alcool dal vino. Il vino viene pressurizzato e passato attraverso membrane che consentono all&#8217;alcool e ad altre molecole più piccole di passare, mentre trattenendo molecole più grandi come l&#8217;acqua e i composti aromatici.</li>



<li><strong>Riscaldamento a bassa temperatura:</strong> In questo metodo, il vino viene riscaldato a temperature relativamente basse per evaporare l&#8217;alcool. Poiché l&#8217;alcool ha un punto di ebollizione più basso dell&#8217;acqua, può essere rimosso senza causare danni significativi ai componenti aromatici del vino.</li>
</ol>



<p>Questi sono solo alcuni dei principali metodi di dealcolizzazione del vino, e la scelta del metodo dipende spesso dalle preferenze del produttore e dalla natura del vino stesso. Bisogna ricordare, infine, che <strong>il vino biologico o naturale, per normativa non può essere sottoposto a questo tipo di processi. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-il-mercato-del-vino-senza-alcol">Il mercato del vino senza alcol</h2>



<p>Mentre in passato i vini senza o a basso contenuto alcolico potevano essere visti con sospetto o considerati come compromessi di qualità, l&#8217;accettazione e l&#8217;apprezzamento di queste alternative stanno aumentando rapidamente. </p>



<p>Uno studio pubblicato da <strong><a href="file:///C:/Users/vince/Downloads/Volano_sui_mercati_i_vini_dealcolati.pdf">Wine Intelligence nel 2022</a> </strong>ha riscontrato che<strong> un terzo dei consumatori in grandi mercati</strong> come Stati Uniti, Giappone, Australia e Svizzera si è detto disposto a ridurre drasticamente il consumo di alcol. Al contempo nei paesi del vecchio continente si è registrata un&#8217;effettiva flessione del consumo annuo di bevande alcoliche. Questo è particolarmente vero per <strong>il pubblico più giovane che non vede di buon occhio gli effetti collaterali dovuti all&#8217;alcol</strong>. Sappiamo, infine, che più della metà della popolazione mondiale non consuma alcol per motivazioni alimentari ma anche religiose. Perché non arrivare a queste fasce di mercato proprio con il vino senza alcol?</p>



<p>Tutti gli indicatori presentati al<strong><a href="https://www.federvini.it/news-cat/5886-a-verona-federvini-accende-i-riflettori-sui-valori-del-vino-italiano"> Vinitaly 2024 dall&#8217;Osservatorio Federvini</a></strong> evidenziano una crescita nella vendita dei vini dealcolati negli USA (+16%), Germania e Regno Unito (+6%) nel 2023 rispetto al 2021. In Italia, così come in Francia, l&#8217;introduzione di tecniche di dealcolizzazione ha lasciato molto perplessi i governi e i produttori. Tuttavia, la mancata apertura a queste tecniche di produzione lascia i due maggiori produttori mondiali di vino in una posizione di <strong>forte svantaggio competitivo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/05/Foto-blog-3-1024x576.jpg" alt="giovane donna beve vino leggero" class="wp-image-49831"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-i-giovani-lo-stile-di-vita-e-il-cambiamento">I giovani, lo stile di vita e il cambiamento</h2>



<p>L&#8217;interesse per i vini senza o a basso contenuto alcolico rappresenta una tendenza significativa nel mondo del vino moderno. Questa evoluzione del settore del vino riflette un cambiamento più ampio verso uno stile di vita più equilibrato e consapevole, offrendo agli amanti del vino un&#8217;ampia gamma di opzioni per esplorare e godersi.</p>



<p>A sostegno di questa riflessione citiamo una recente rilevazione di TradeLab presso i consumatori italiani.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Interpellato sul fenomeno dei vini&nbsp;low alcohol, quasi la metà del campione dichiara di conoscere l’esistenza di vini senza alcol o con ridotta presenza di alcol, anche se soltanto una esigua minoranza, il 5%, ha dichiarato di averli provati. Il 33% si dichiara interessato a consumare vini con bassa gradazione o senza alcol, specie i più giovani, sebbene il 57% degli intervistati non si mostri favorevole. Il 45% del campione, in particolare i giovani, si dichiara convinto che il trend del&nbsp;low alcohol&nbsp;modificherà il mix di consumi di bevande nei prossimi anni, la percentuale scende al 37% per i prodotti dealcolati.</em></p>
<cite>Fonte: Federvini 2024 &#8211; Rilevazione TradeLab</cite></blockquote>



<p></p>
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		<item>
		<title>Alla scoperta dei vini pugliesi</title>
		<link>https://blog.xtrawine.com/alla-scoperta-dei-vini-pugliesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Rattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[In-Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
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		<category><![CDATA[vini pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[xtraWine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.xtrawine.com/?p=49663</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Primitivo e il Negroamaro sono i vigneti pugliesi a  bacca rossa più famosi: scopri i vini pugliesi su xtraWine!</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="cb-itemprop" itemprop="reviewBody">
<p>La Puglia è famosa per i suoi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trullo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trulli</a>. Forse non sai che la Puglia è una terra di ottimi vini rossi e magnifici rosati.</p>



<p>Se ti piacciono i vini trentini sul blog trovi un articolo sui vini di <a href="https://blog.xtrawine.com/cavit-uneccellenza-trentina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cavit</a>.</p>



<p><strong>Contenuto</strong>:</p>



<ul>
<li><a href="#h-clima-e-territorio">Clima e Territorio</a></li>



<li><a href="#h-vitigni">Vitigni</a></li>



<li><a href="#h-zone-vitivinicole">Zone vitivinicole</a></li>



<li><a href="#h-conclusioni">Conclusioni</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-clima-e-territorio">Clima e Territorio</h2>



<p>Il <strong>clima</strong> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Puglia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Puglia</a> è un <strong>clima mediterraneo</strong>. Gli inverni sono miti e poco piovosi, mentre le estati sono calde, asciutte e ventilate. Questo clima favorisce la produzione di vini strutturati.</p>



<p>I <strong>terreni</strong> sono <strong>soprattutto calcareo-argillosi</strong>. I migliori risultati si ottengono da terreni calcarei e sabbiosi.</p>



<p>Nell’altopiano carsico delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Murge" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Murge</a> i terreni sono calcareo-argillosi o siliceo-argillosi. Una caratteristica di questo altopiano sono le forti escursioni termiche.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Tratto-delle-coste-pugliesi"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="706" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/alla-coperta-vini-pugliesi-03.webp" alt="Tratto delle coste pugliesi" class="wp-image-49692"/></figure>



<p>Sulle <strong>coste tra le Murge e il Mare Adriatico</strong> i <strong>suoli</strong> sono <strong>tufacei e sabbiosi</strong>, cioè suoli ideali per la coltivazione del moscato reale.</p>



<p>Infine nel <strong>Salentino</strong> i <strong>terreni</strong> sono <strong>rossi</strong>, composti da un mix di <strong>calcare e argilla</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-vitigni">Vitigni</h2>



<p>Le viti sono coltivate soprattutto a <strong>Spalliera</strong>.</p>



<p>Nel Salento e in piccole aree del barese si usa l’Alberello, mentre nella zona centro settentrionale le viti si coltivano a Tendone.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Vitigno-pugliese"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="664" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/alla-coperta-vini-pugliesi-05.webp" alt="Vitigno pugliese" class="wp-image-49683"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-vitigni-a-bacca-rossa">Vitigni a bacca rossa</h3>



<p>Le <strong>uve a bacca rossa</strong> più coltivate sono:</p>



<ul>
<li><strong>Negroamaro</strong>: assieme al Primitivo è la bacca più coltivata in Puglia. Forse furono i greci antichi a portare in Puglia. Il Negroamaro è <strong>coltivato</strong> soprattutto nelle <strong>province di Brindisi e Lecce</strong>. Il nome forse deriva da <em>niuru maru</em> che in dialetto indica il colore degli acini e il finale amarognolo del vino</li>



<li><strong>Primitivo</strong>: portato in Puglia dai profughi slavi tra il XV e il XVI secolo. Verso la fine del Settecento è coltivato a Gioia del Colle. Il Primitivo <strong>matura tra fine Agosto e le prime settimane di Settembre</strong>. Inoltre quest’uva è particolare perché, un mese dopo la vendemmia dei grappoli principali, c’è la seconda raccolta dei grappoli, detti racemi, che maturano sui tralci secondari, detti <em>femminelle</em> o <em>vreccole</em>. Questa seconda raccolta è pari al 20-30% della produzione. Il Primitivo è coltivato nel provincia di Taranto e di Bari</li>



<li><strong>Uva di Troia</strong>: all’inizio si chiamava uva di Canosa. Questo nome faceva riferimento alla leggenda di Diomede, eroe della guerra di Troia, che avrebbe portato questo vitigno dalla sua patria. L’uva di Troia ha una maturazione tardiva</li>



<li><strong>Malvasia Nera</strong>: questo vitigno in Puglia ha le varietà di Lecce e Brindisi. Questo vitigno viene usato in molti blend assieme al Negroamaro. Se viene vinificata in purezza ha profumi di melograno e di lampone</li>



<li><strong>Bombino Nero</strong>: coltivato nell’area di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_del_Monte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Castel del Monte</a>. Da questo vitigno si ottengono vini rosati freschi, fragranti, sapidi</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Coltivazione-della-vite-in-provincia-di-Taranto"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="688" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/alla-coperta-vini-pugliesi-06.webp" alt="Coltivazione della vite in provincia di Taranto" class="wp-image-49687"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-vitigni-a-bacca-bianca">Vitigni a bacca bianca</h3>



<p>Le <strong>uve a bacca bianca</strong> più coltivate sono:</p>



<p>Trebbiano Toscano: molto diffuso in tutte le province pugliesi, ma di limitato rilievo qualitativo</p>



<ul>
<li><strong>Verdeca</strong>: coltivati da secoli nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valle_d%27Itria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valle d’Itria</a>, nel Salento, nella provincia di Taranto e nella provincia di Bari. I vini prodotti sono freschi e con i riflessi verdolini</li>



<li><strong>Bombino Bianco</strong>: è detto anche buonvino per la produzione abbondante. Quest’uva è diffusa nella provincia di Foggia e nella parte centro-settentrionale della provincia di Bari</li>



<li><strong>Pampanuto</strong>: coltivato nella zona di Castel del Monte</li>



<li><strong>Bianco d’Alessano</strong>: coltivato nella Valle d’Itria fin dal 1870. Quest’uva è vinificata assieme al Verdeca e al Minutolo</li>



<li><strong>Minutolo</strong>: noto anche come moscatellina. Uva diffusa nelle province di Bari, di Taranto e nell’area del salentino</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-zone-vitivinicole">Zone vitivinicole</h2>



<p>In Puglia le migliori zone vitivinicole sono:</p>



<ul>
<li><a href="#h-la-capitanata">Capitanata</a></li>



<li><a href="#h-murgia-centrale">Murgia Centrale</a></li>



<li><a href="#h-valle-d-itria">Valle d’Itria</a></li>



<li><a href="#h-salento">Salento</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-la-capitanata">La Capitanata</h3>



<p>Nell’antichità si chiamava Daunia e corrisponde oggi alla provincia di Foggia.</p>



<p>In quest’area si <strong>producono vini rossi e rosati</strong>, <strong>spesso vinificati in purezza</strong>. Un’eccezione è il Cacc’e Mmitte di Lucera DOC, un blend con Montepulciano, Sangiovese e uve a bacca bianca.&nbsp;</p>



<p>Tra le denominazioni di questo territorio c’è il San Severo e il Tavoliere delle Puglie o Tavoliere</p>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Trulli-pugliesi"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="669" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/alla-coperta-vini-pugliesi-02.webp" alt="Trulli pugliesi" class="wp-image-49681"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-murgia-centrale">Murgia Centrale</h3>



<p>Murge deriva dal latino <em>murex</em>, cioè pietra aguzza.</p>



<p>Quest’area è una <strong>zona altamente vocata per la vitivinicoltura</strong>. I vini rossi sono complessi, strutturati e longevi.</p>



<p>Tra le denominazioni di questa zona c’è:</p>



<ul>
<li>Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG</li>



<li>Castel del Monte Rosso DOC</li>



<li>Castel del Monte Aglianico DOC</li>



<li>Castel del Monte Bombino Nero DOCG</li>
</ul>



<p>Dopo anni si sta <strong>riscoprendo il Moscato di Trani DOC</strong>, <strong>vino dolce</strong> che offre ricordi di albicocca disidrata, scorza di cedro e arancia. L’abbinamento ideale di questo vino sono i dolcetti di pasta di mandorle.</p>



<p>Nella parte meridionale della Murgia Centrale si estendono le colline calcaree delle denominazioni Gravina e Gioia del Colle.&nbsp;</p>



<p>Nella provincia di Bari troviamo Locorotondo e Martina Franca, oltre le IGP Murgia e Valle d’Itria.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" id="Coltivazione-della-vite-a-bacca-rossa-in-Puglia"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://blog.xtrawine.com/wp-content/uploads/2024/04/alla-coperta-vini-pugliesi-01.webp" alt="Coltivazione della vite a bacca rossa in Puglia" class="wp-image-49689"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-valle-d-itria">Valle d’Itria</h3>



<p>In questo territorio <strong>si producono soprattutto vini bianchi</strong>.</p>



<p>In particolare nella zona di Gravina la Malvasia bianca, nell’area di Gioia del Colle il Trebbiano Toscano, Chardonnay, Falanghina, Greco, Minutolo.</p>



<p>Mentre nella zona di Locorotondo troviamo il Verdeca, il Bianco d’Alessano.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-salento">Salento</h3>



<p>Nel Salento c’è una <strong>penisola pianeggiante</strong> chiamata Tavoliere di Lecce.</p>



<p>Questa zona è caratterizzata da un <strong>microclima unico</strong>: il caldo estivo è mitigato dalle brezze marine che spirano da una costa all’altra. In questo modo si crea un clima simile a quello collinare.</p>



<p>L<strong>’Alto Salento</strong> è particolarmente <strong>vocato per la coltivazione del Negroamaro</strong> e si producono vini rossi e rosati, a volte eccellenti.</p>



<p>Tra le denominazioni troviamo Brindisi DOC e Salice Salentino DOC, oltre le IGP Salento e Puglia.</p>



<p>Vini di maggiore complessità e struttura si ottengono nella IGP Salento in provincia di Brindisi. Qui si coltivano la Malvasia Bianca, il Fiano, il Minutolo, il Vermentino, lo Chardonnay e il Sauvignon. Inoltre in questa zona si producono i migliori passiti della regione con Aleatico, Negroamaro, Malvasia nera, Malvasia bianca, Chardonnay, Sauvignon, Sémillon e Riesling. Ad esempio il Salice Salentino Aleatico Dolce DOC si abbina alla perfezione con uno strudel di ciliegie.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-conclusioni">Conclusioni</h2>



<p>Adesso quando senti parlare della Puglia hai qualche idea dei vini prodotti e dei vitigni coltivati.</p>



<p>Per i termini del vino sul blog trovi il <a href="https://blog.xtrawine.com/piccolo-glossario-del-vino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piccolo dizionario del vino</a>.</p>
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