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	<title>Zio Burp</title>
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	<description>Il blog di Cristiano Callegari: copy, musico, blogger, babbo.</description>
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		<title>A Love Supreme. Incantamenti metropolitani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 05:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere/Scrivere]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono in metro, linea tre, la gialla, una qualsiasi delle mie mattine. La strada la so, piastrella dopo scalino, inutile guardarsi intorno. Oggi niente musica in testa. Ho un libro. Entro nel vagone mi aggancio, apro il libro... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/09/21/love-supreme-amori-incontri-metropolitana/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="_4_j7 _5s6c">Sono in metro, linea tre, la gialla, una qualsiasi delle mie mattine. La strada la so, piastrella dopo scalino, inutile guardarsi intorno. Oggi niente musica in testa. Ho un libro. Entro nel vagone mi aggancio, apro il libro e chiudo il resto. E tiro dritto.<br />
Ma poi entra lei. Che ha capelli ricci e rossissimi ed è la seconda cosa che penso. La terza<span class="text_exposed_show"> cosa che penso è che è uguale a <a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.mymovies.it%2Fbiografia%2F%3Fa%3D58909&amp;h=IAQHFWezm&amp;enc=AZMEOV-6lgwR5r8ks0g02YXo9lWzj4Ojj8jPAGeXgYDcJJpUCA4xchHt-5t62XLB81xd3puivzLwAhRlLDTiUy0wrz0y79jTtjbETpns_yUKNCO2oVC3fYRV-938kfCXJeW9cQgEf4Ufe_ySCR-VGg5bduw3Nn3PtYpQm85x-6Y_oE5vuWd_ysMD-jT-snLA_G8&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow">Violet Baudelaire</a>, ma da grande. La prima cosa che penso – e che non smetto di pensare durante la seconda e la terza – è che lei è bellissima.<br />
</span>Mentre faticosamente fingo di non guardarla, lei si piazza proprio davanti a me e inserisce lo sguardo fisso altrove. Che è quella specie di scudo che usano a volte le ragazze o le donne in metropolitana, specie se attraenti. Il suo sguardo fisso altrove è sui toni del grigio e del verde ed è perfetto. Perfetto per attirare la mia attenzione.</div>
<div class="mbm _5k3v _5k3y">
<div id="id_57e21adaaf5e39158715284" class="text_exposed_root text_exposed">
<p>Ma c’è qualcosa che mi stordisce ancora di più. Ha le cuffie ed è così vicina che riesco a sentire cosa sta ascoltando.<br />
Cazzo. Ascolta Coltrane.<br />
Lei. Sta. Ascoltando. <a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dp_ywkpVJ624&amp;h=IAQHFWezm&amp;enc=AZNQKCjqyfVf0UZgylNu621WHrsSHE6H98CuCjzUakXCdsufnkkO3iUaOLqKum4WA9t474VGBZBpklP2Oo863owCEaJp3jrx_eT-fhlJlMjCuCUZJqBrAeyOF9xTlVp3j8hgsWHl5VtTnlTvHM_7fdplNQVW9Jz8LJIeaZFotwNLE-dtOuAm-gsocVFt-nChl8E&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow">Naima</a>.<br />
Uno dei temi più belli e magici di sempre. Che John dedicò alla moglie.<br />
Estraggo l’iPod e mi metto a srotellare. Ce l’ho anche io, quella Naima lì. Voglio raggiungerti, rossa. Voglio entrare in paradiso un momento con te, prima che tu scenda. Uniamoci ora qui sul metro. Almeno musicalmente intendo.<br />
Indosso le cuffie un po’ lasche, come le ha lei, in modo che ne esca il suono. Metto Naima e non contento di sentire il tenore coltraniano che mi accarezza i timpani, voglio che siamo unisoni. Io e la rossa, sì. E John galeotto sullo sfondo. Voglio che la nostra Naima sia una sola, sincronizzata come fossimo un solo paio di orecchie. Voglio che ci proviamo, anche se lei non lo saprà mai. Forse. E così, smanetto e ascolto e srotello, finché magicamente le nostre cuffie trasmettono insieme la stessa magia in perfetta sincronia.<br />
Intanto la metro si è svuotata e forse anche la mia fermata è passata ma ora non m’importa. La rossa però improvvisamente sgancia lo sguardo dal suo altrove e lo punta su di me. Si scosta un auricolare e ascolta. Sente Naima doppiamente stereo, unita e incatenata solo per noi due. Il vagone è vuoto. Lei sorride ed è un lampo grigio verde. Io capisco che lei ha capito e sento che vorrei, dovrei scappare. Ma lei mi indica, sorride, scuote la testa vagamente incredula e in quel momento si aprono le porte della metro ed entra un giovane col chiodo, tutto borchiato e piercingato, che si agita al ritmo di una musica che non capisco da dove viene ma Naima non c’è più e lui ha un orologio al collo e si mette a ballare oscenamente davanti alla rossa che non sorride più e la musica che rimbomba sempre più forte e lui sghignazza e lei la vedo che ha paura ma non posso parlare perché la musica è troppo forte e quella musica porca puttana è proprio quella lì.</p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Guardo il soffitto.<br />
Spengo la sveglia.<br />
Scendo dal letto.</p>
<p>[<a href="https://www.facebook.com/notes/cristiano-zioburp-callegari/a-love-supreme-incantamenti-metropolitani/435590768391">da una nota Facebook del settembre 2010</a>]</p>
</div>
</div>
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		<title>Le mutande rosse</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/08/28/le-mutande-rosse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2016 18:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere/Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[emograzione]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il mio nonno Battista, che qui lavoro non ce n’era e se ne andava in giro in Slovacchia e Ungheria a fare il minatore. E gli alberi li tagliavano d’inverno, e uscivano al mattino con una gamella di... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/08/28/le-mutande-rosse/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">“Il mio nonno <b>Battista</b>, che qui lavoro non ce n’era e se ne andava in giro in Slovacchia e Ungheria a fare il minatore. E gli alberi li tagliavano d’inverno, e uscivano al mattino con una gamella di brodo ghiacciato. E qui avevamo un campo che dava patate e orzo che qui grano se ne è sempre visto poco. E una mucca, una capra e un maiale.<br />
E poi Battista è andato a fare il minatore nel Minnesota.<br />
Era sposato con la nonna Viola che era nata nel 1871. (Vedi oltre per i figli).<br />
Quando è nata la Lina (1894 il Battista era già in America che lì stavi 40 giorni su un’isola quando arrivavi per toglierti tutto lo sporco del viaggio, ma soprattutto i pidocchi e le malattie).<br />
E poi un giorno arrivavano e dicevano “Abbiamo bisogno di 1000 minatori in Minnesota, chi vuol venire?” E lui viveva così. Ed è stato lì 6 anni, mandando a casa i soldi.<br />
E la Lina, primogenita, a 5 anni ogni mattina andava alla fontana con le donne del paese a lavare. E un giorno mentre lavava ha detto: “La mia mamma stanotte ha dormito con un uomo con le mutande rosse”. E le donne del paese ma va là, ma cosa dici il Battista l’è in America e la Viola è una donna perbene. Però poi tra loro chissà cosa pensavano e iniziavano a chiedersi chi fosse quello là con le mutande rosse. E nei paesi, si sa, le voci girano. Ma tra quelle donne ce n’era una che si chiamava Zaiga che andò su in casa dalla nonna Viola e le disse più o meno: “Senti Viola, tu nel tuo letto fai quello che vuoi ma stai attenta che tua figlia ti vede e stamattina alla fontana ha raccontato che hai dormito con uno con le mutande rosse.”<br />
E a quel punto dalla camera da letto è uscito il nonno Battista, con le mutande rosse. Che era tornato proprio quella notte dall’America con su quei mutandoni lunghi e antichi tipo quelli dei cowboy. Hai mai visto “Quella casa nella prateria”? Lo danno dopo pranzo su Rai3 e il papà della famiglia ha proprio quelle mutande lì, una salopette lunga e rossa che poi ormai quello del Battista era un rosso tutto scolorito quindi una specie di rosa, con la bottoniera proprio qui che è dove gli uomini fanno la pipì.”</span></p>
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		<title>&#8220;Il soldato col braccio&#8230; infetto fino al soffitto&#8221;</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/08/28/il-soldato-col-braccio-infetto-fino-al-soffitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2016 17:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere/Scrivere]]></category>
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					<description><![CDATA[Storia Nera di Nonna Nena Il soldato col braccio&#8230; infetto fino al soffitto.   C&#8217;era la Prima Guerra Mondiale. Qui era tutta Austria e si combatteva proprio su queste montagne. E i soldati feriti li portavano via dal... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/08/28/il-soldato-col-braccio-infetto-fino-al-soffitto/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="cv238" data-offset-key="5g5k4-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5g5k4-0-0"><span data-offset-key="5g5k4-0-0"><span data-text="true">Storia Nera di Nonna Nena</span></span></div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dfsiv-0-0"><span data-offset-key="dfsiv-0-0"><span data-text="true">Il soldato col braccio&#8230; infetto fino al soffitto.</span></span></div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="726g9-0-0"><span data-offset-key="726g9-0-0"> </span></div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="aa4ij-0-0"><span data-offset-key="aa4ij-0-0"><span data-text="true">C&#8217;era la Prima Guerra Mondiale. </span></span></div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="calqo-0-0"><span data-offset-key="calqo-0-0"><span data-text="true">Qui era tutta Austria e si combatteva proprio su queste montagne. E i soldati feriti li portavano via dal fronte e venivano curati anche nelle case. </span></span></div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="98qm3-0-0"><span data-offset-key="98qm3-0-0"><span data-text="true">Qui dove siamo ora (il tinello di casa nuova) ai tempi della casa vecchia era la legnaia e al piano sopra c’era la ueuna (il solaio), dove c’era il fieno e i soldati venivano adagiati lì e curati dalle donne del posto.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="cv238" data-offset-key="80jie-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="80jie-0-0"><span data-offset-key="80jie-0-0"><span data-text="true">Mia nonna Viola era molto brava e come tutte le donne di quei tempi sapeva fare un po’ di tutto, anche l’infermiera. </span></span></div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="52af-0-0"><span data-offset-key="52af-0-0"><span data-text="true">Viola Bertagnolli classe 1871, di sentimento austriaco.</span></span></div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="duebf-0-0"><span data-offset-key="duebf-0-0"><span data-text="true">Un giorno portano in casa un giovane soldato con una bruttissima ferita infetta al braccio. E col braccio gonfissimo. Così mi raccontò anni dopo la zia Gina, allora 15enne che dava una mano. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="cv238" data-offset-key="9k53s-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9k53s-0-0"><span data-offset-key="9k53s-0-0"><span data-text="true">In casa in quei giorni c&#8217;era un sacco di grappa. L’esercito mandava in giro delle damigiane di grappa. E c’era anche un’epidemia di spagnola e si era sparsa la voce che se bevevi grappa non ti potevi prendere la spagnola. </span></span></div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5t7ab-0-0"><span data-offset-key="5t7ab-0-0"><span data-text="true">Insomma, il braccio era gonfissimo e il dottore stesso disse che non c&#8217;era niente da fare e quel povero ragazzo poteva solo morire.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="cv238" data-offset-key="36tup-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="36tup-0-0"><span data-offset-key="36tup-0-0"><span data-text="true">La Nonna Viola invece si era fissata che lo voleva salvare. Appena il dottore andò via, prese un coltellaccio grosso così e con l’aiuto delle altre donne che glielo tenevano fermo, incise il braccio del soldato. E il pus era talmente tanto che è schizzato fin sul soffitto. Lì proprio sopra quel mobile lì, care nipotine, per anni c&#8217;è stato un segno scuro che non era mai venuto vie del tutto.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="cv238" data-offset-key="ahjfs-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ahjfs-0-0"><span data-offset-key="ahjfs-0-0"><span data-text="true">Poi l&#8217;hanno disinfettato con la grappa e aveva la febbre altissima ma il giorno dopo la febbre era scesa e nel giro di pochi giorni non era più in pericolo di vita.&#8221;</span></span></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Storie nere di Nonna Nena: la scapola dello scheletro</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/07/22/storie-nere-di-nonna-nena-la-scapola-dello-scheletro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 06:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere/Scrivere]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Una volta sono scesa nei sotterranei della mia scuola, che era l’Accademia di Brera [siamo a Milano negli anni &#8217;50] e lì sotto c’erano ancora i resti di una chiesa e di un convento. E sotto le volte... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/07/22/storie-nere-di-nonna-nena-la-scapola-dello-scheletro/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Una volta sono scesa nei sotterranei della mia scuola, che era l’Accademia di Brera [siamo a Milano negli anni &#8217;50] e lì sotto c’erano ancora i<span class="text_exposed_show"> resti di una chiesa e di un convento. E sotto le volte c’erano tutte queste ossa di frati morti, vissuti centinaia di anni prima, magari nel 1200 o giù di lì. E siccome dovevo disegnare uno scheletro allora ho pensato che potevo copiarlo dal vivo. E mi sono portata via, di nascosto, una scapola. (Segue spiega alla settenne che sta mangiando un biscotto, di cosa sia e dove stia la scapola).<br />
Poi, dopo che l’ho copiata sul mio disegno di compito, non sapevo più cosa farmene di &#8216;sta scapola e allora… siccome aveva una forma adatta ho pensato: &#8220;Diventerà un posacenere!&#8221; Ma mia mamma… [Nonna Dina, detta Nonna Temporale per motivi che sarò divertente raccontarvi] eh, avresti dovuto sentirla.<br />
Una sera, a casa, appena ho appoggiato la sigaretta accesa sulla scapola, si è sprigionato quel puzzo di… hai presente quando bruciano dei capelli o le unghie? Ecco, e mia mamma mi ha ordinato di buttar via SUBITO quello strano posacenere. E io che non avevo mica il coraggio di riportarlo nelle segrete dove l’avevo trovato (per paura che mi beccassero e poi ci voleva del fegato a tornare là sotto&#8230;), allora l’ho portato al museo tal dei tali dicendo che l&#8217;avevo trovato in giro. E così lì l’hanno esposto in una teca. E in definitiva, escludendo la parte della storia in cui è stata bruciacchiata, alla fin fine &#8216;sta scapola ci ha pure guadagnato…&#8221;</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sogni di Viola: l&#8217;autobus con le celebrità</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/07/21/sogni-di-viola-lautobus-con-le-celebrita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 06:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mestiere di Babbo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8211; Viola, mi ripeti il sogno che hai fatto e io provo a scriverlo velocissimo sul computer nel tempo che tu me lo racconti? &#8211; Allora io spesso sogno che c’è tipo un autobus e tipo è pieno... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/07/21/sogni-di-viola-lautobus-con-le-celebrita/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; Viola, mi ripeti il sogno che hai fatto e io provo a scriverlo velocissimo sul computer nel tempo che tu me lo racconti?<br />
&#8211; Allora io spesso sogno che c’è tipo un autobus e tipo è pieno di celebrità, tu sai cosa sono vero?, ma questa idea mi è venuta che visto che è così che quando sogno anzi sogno sempre di essere una ragazza di 16 anni più o meno che si chiama tipo Alice o Miranda o un nome così…<br />
Quindi stavo andando al ballo sull’autobus con Matteo P. e LaFlavia e a un ce<span class="text_exposed_show">rto punto c’erano anche dei tizi oltre all’autista e poi c’erano altri tizi, tanti tizi e sono arrivate anche delle celebrità e abbiamo dovuto far diventare l’autobus già grande molto più grande con tipo una cosa del telefono, che però non è un telefono e che si usa per allungare il telefono, che esce fuori una tastiera e tu scrivi quello che vuoi, poi a un un certo punto c’erano i bagni che però non c’erano i bagni ma siccome eravamo sull’autobus erano delle bottiglie, perché c’è questa tastiera come quella di un telefono che se tu vuoi comparire qualcosa lo scrivi su questa tastiera e quella cosa compare.<br />
Così io ho fatto apparire delle altalene e quindi ero sull’autobus con i Blink182, i Greenday e i Beatles, papà ma sei riuscito a scrivere tutto?</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Olio di palma e sostenibilità</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/07/18/olio-di-palma-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 08:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adv/Mkt]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno sono andato a un incontro organizzato dall’Unione Italiana per l&#8217;Olio di Palma Sostenibile e nella mia beata ignoranza ho scoperto che la questione è parecchio complicata, come già avevo verificato leggendo Wired e IlPost. Non si trattava... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/07/18/olio-di-palma-e-sostenibilita/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">L&#8217;altro giorno sono andato a un incontro organizzato dall’<a href="http://www.oliodipalmasostenibile.it/" target="_blank">Unione Italiana per l&#8217;Olio di Palma Sostenibile</a> e nella mia beata ignoranza ho scoperto che la questione è parecchio complicata, come già avevo verificato leggendo <a href="http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/05/08/tutta-verita-olio-di-palma/"><span class="s2">Wired</span></a> e <a href="http://www.ilpost.it/2016/05/11/olio-di-palma-cancro/"><span class="s2">IlPost</span></a>.<br />
Non si trattava però di un confronto tra pro e contro ma di un incontro tra l’Associazione e stampa e media e blogger, quindi in buona sostanza non era un dibattito con entrambe le opinioni in campo.<br />
Che prima ancora di essere questione di salute e sostenibilità sia una questione di lobbying forse ci si poteva arrivare.<span class="Apple-converted-space">  </span><br />
Ecco le cose che non sapevo. Il successo clamoroso dell’olio di palma in questi ultimi anni è dovuto al fatto che costa poco e sostituisce grassi necessari, più costosi e non necessariamente più sani. Sul tema della salubrità, la soluzione sembra essere la solita: attenzione nelle scelte, moderazione in tutto, variare la dieta.<br />
Il suo impatto ambientale è minore rispetto ad altri olii vegetali (poca acqua, pochi fertilizzanti, pochi insetticidi). Però nessun orango era presente e ha preso la parola per smentire l&#8217;assunto.<br />
Attenzione al palmito. Quello è davvero meno sano.<br />
In Italia il settore alimentare pesa solo per il 20% nell’importazione di olio di palma. L’incremento altissimo degli ultimi anni, che ha aumentato l&#8217;allarme deforestazione perché in Indonesia e Malesia, fuori dal perimetro delle coltivazioni sostenibili, il rischio c&#8217;è eccome, è dato dalle altre industrie: carburante e cosmesi in particolare.<br />
Chi come Plasmon sceglie di fare prodotti palma-free fa una scelta &#8211; non di salute e prevenzione ma &#8211; di marketing e lo dichiara (“altrimenti a quel target non avremmo mai più venduto biscotti”).<br />
</span><span class="s1">Lo studio di EFSA che ha fatto tanto scalpore  riguardava tutti gli olii ma in Italia, stampa e opinione pubblica hanno amplificato i guai del palma.<br />
</span><span class="s1">La soluzione? Nella sostenibilità delle coltivazioni. Nella chiarezza delle informazioni in etichetta. Nella sensibilità di un consumatore consapevole, attento e informato. Sono tre elementi in costruzione, su piani diversi. L’ultimo in Italia è praticamente una chimera.<br />
In buona sostanza c’è un discorso di lobby. Attualmente i pro-palma sono sotto i riflettori, sul banco degli accusati via, e vengono dipinti molto peggiori quello che sono, grazie all’attacco degli anti-palma che fa leva in modo più o meno consapevole su una stampa sensazionalistica e su un’opinione pubblica disinformata, ansiogena e un po’ boccalona. Il che è piuttosto tipico italiano.<span class="Apple-converted-space">  </span><br />
L’incontro si è aperto con una dichiarazione del prof Carlo Alberto Pratesi che suonava così: “Anche negli anni ’80 in Usa, il palma fu oggetto di crociate e sollevazioni popolari, orchestrate quella volta dai produttori di olio di soia”.<br />
“Quindi per capire chi ci sta facendo la guerra al palma basta vedere chi ci guadagnerebbe se il palma perdesse quote, quindi quelli che lo seguono nella spartizione attuale del mercato?” Questa è stata la mia unica domanda. La risposta arrivata tra le righe suonava come un sì, forse. Ma è troppo presto per capire.<br />
Se tanto mi dà tanto, queste cose hanno tempi lunghi.<br />
Prevedo che in un evento in USA per stampa e blogger approssimativamente nel 2046 verrà svelato chi in Italia nel 2016 mosse guerra al palma.<span class="Apple-converted-space">  </span><br />
</span></p>
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		<title>Ho sognato Hedy Lamarr</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 08:06:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho sognato Hedy Lamarr. Io ero al pianoforte, vestito da scienziato. Hedy trafficava a un tavolo, con cavi e transistor. Stavamo rivedendo la sua famosa invenzione, quella per comandare i siluri verso le navi nemiche. L&#8217;idea stavolta non... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/07/01/ho-sognato-hedy-lamarr/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/07/Hedy_lamarr_-_1940.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-3445" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/07/Hedy_lamarr_-_1940.jpg" alt="Hedy_lamarr_-_1940" width="271" height="357" srcset="https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/07/Hedy_lamarr_-_1940.jpg 1104w, https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/07/Hedy_lamarr_-_1940-228x300.jpg 228w, https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/07/Hedy_lamarr_-_1940-768x1012.jpg 768w, https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/07/Hedy_lamarr_-_1940-777x1024.jpg 777w" sizes="(max-width: 271px) 100vw, 271px" /></a><br />
Ho sognato Hedy Lamarr.<br />
Io ero al pianoforte, vestito da scienziato.<br />
Hedy trafficava a un tavolo, con cavi e transistor.<br />
Stava<span class="text_exposed_show">mo rivedendo la sua famosa invenzione, quella per comandare i siluri verso le navi nemiche. L&#8217;idea stavolta non era militare: era quella di indurre a distanza l&#8217;Estasi. Sí, avete inteso bene. L&#8217;avremmo chiamata con il titolo del suo film più famoso. E questo ci avrebbe dato un decisivo volano pubblicitario (anche sui social).<br />
L&#8217;idea ci era venuta leggendo insieme un fumetto di Milo Manara.<br />
Il sogno era in bianco e nero (1940 circa).<br />
Io ero al piano, vestito da scienziato, suonavo Cole Porter,<br />
Lei era in piedi, svestita da scienziato.<br />
Indossava solo un blocco di appunti e una matitina dell&#8217;IKEA.</span></p>
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		<title>Coming out: le mutande del nonno</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/06/24/coming-out-le-mutande-del-nonno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 08:55:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mio nonno paterno si chiamava Igino con la I davanti, e quando si incazzava diceva porcomondo. Se n’è andato nel 1973 quindi ci siamo incrociati davvero per poco ma in qualche modo l’ho portato con me molto a... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/06/24/coming-out-le-mutande-del-nonno/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mio nonno paterno si chiamava Igino con la I davanti, e quando si incazzava diceva porcomondo. Se n’è andato nel 1973 quindi ci siamo incrociati davvero per poco ma in qualche modo l’ho portato con me molto a lungo.<br />
Il nonno Igino era altissimo, aveva un fucile da caccia, un carretto e un negozio a Belgioioso in cui vendeva sementi e biancheria intima.<br />
Ora, nessuno sa esattamente il perché di questo strano accoppiamento merceologico. A me piace pensare che anche i suoi genitori fossero ambulanti come lui da giovane, uno di sementi e l’altro di maglieria, e che lui avesse ereditato entrambi i banchi al mercato e poi in età avanzata avesse riunito tutto il business in un’unica minuscola bottega. Che io ricordo perfettamente, freschissima e ombrosa d’estate. Con i sacchi bianchi delle sementi posate in terra e il bancone col vetro contenente le scatole di cartone beige e verdine con maglie, calze e mutande.<br />
Quando il nonno morì, mio padre chiuse la bottega ovviamente. Regalò o vendette o smaltì chissà dove le sementi e portò a casa nostra a Pavia le scatole di biancheria.<br />
Tutte.<br />
La mia famiglia, composta di solo due adulti e due bambini, si trovò dunque attorno al 1973 in possesso di un quantitativo di maglie e mutande atto a soddisfare le esigenze di un reggimento dell’esercito. Ovviamente era un peccato gettarle. Erano tutti capi nuovi, non sarebbero certo andati a male, c’erano tutte le misure utili.<br />
Ma poi figuratevi se io bambino mi interessavo delle mutande che indossavo. Erano quelle, punto. Ragno o Cagi, i tipici mutandoni fantozziani, rigorosamente bianchi, attillati, con i fianchi alti e l’asola centrale per estrarre prontamente il pistolino. Attraversai serenamente l’infanzia fino all’adolescenza, dunque, senza il minimo disagio.<br />
Poi però arrivò la prima liceo.<br />
Gli slip si erano già diffusi e insomma nello spogliatoio, tra le occhiate di disgusto e lo scherno bonario di tutti, eravamo rimasti solo io e Vincenzo a vestire i mutandoni.<br />
Vincenzo però pesava 85 chili, veniva da un paesino, era figlio di contadini e non aveva palesemente alcuna esigenza di look.<br />
Il giorno in cui in quello spogliatoio della palestra del Liceo Copernico, il più figo della classe 1a A, Massimiliano, si tolse i pantaloni (come Nick Kamen nello spot Levi’s) e rivelò un paio di inediti, inusitati, boxer tinta pastello a fiorellini, il tempo si fermò: tutti lo guardarono con ammirazione e si sentirono a disagio nei loro slippini monocromatici e strizzapalle.<br />
Vincenzo non fece una piega ché in campagna il tema non era così sentito.<br />
Io mi sentii a disagio al quadrato perché, mutandato come il campagnolo, ero già indietro di ben due tornate dell’evoluzione del costume dell’intimo. Speranzoso che presto, prima o poi insomma, anche l’altra metà del cielo mi avrebbe visto in intimo, capii che non potevo continuare a indossare le mutande acquistate dal mio avo circa 15 anni prima.<br />
Andai a casa e chiesi con fermezza a mia mamma di acquistarmi delle mutande contemporanee.<br />
In fondo, già da due anni, erano iniziati gli anni ’80.</p>
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		<title>Camping Mon Perin: bello il posto, bellissima la storia</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/05/19/camping-mon-perin-bello-il-posto-bellissima-la-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2016 10:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere/Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[campeggio]]></category>
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					<description><![CDATA[C’era una volta in Istria, un bellissimo litorale naturale che rischiava di essere trasformato in una moderna riviera fitta di alberghi, appartamenti e stabilimenti balneari e la sua ovvia strada statale per portare il turismo. Tanto turismo. Forse... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/05/19/camping-mon-perin-bello-il-posto-bellissima-la-storia/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">C’era una volta in Istria, un bellissimo litorale naturale che rischiava di essere trasformato in una moderna riviera fitta di alberghi, appartamenti e stabilimenti balneari e la sua ovvia strada statale per portare il turismo. Tanto turismo. Forse troppo turismo.<br />
Per fortuna è andata in modo diverso, molto diverso.<br />
Non ero mai stato in Croazia, né in Istria e questa storia mi incuriosiva. Così qualche settimana fa, complice un weekend di ponte, ho preso la macchina, ci ho stipato la famiglia e li ho portati a Mon Perin. Per la precisione al <a href="http://www.camping-monperin.hr">Camping Mon Perin</a>, vicino al paesino di Valle, a metà strada tra le ben più rinomate Pola e Rovigno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Noi (purtroppo, per ora) non siamo veri campeggiatori. Siamo cittadini piuttosto viziati, quindi ci siamo sistemati in un bungalow. Che però era una meraviglia e stava esattamente a metri 15 dal mare. Qualche campeggio e villaggio turistico italiano l’avevamo frequentato in passato. Quanto basta per renderci conto che a Mon Perin è tutto molto diverso. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_9217.jpg" rel="attachment wp-att-3424"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-3424 size-large" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_9217-1024x1024.jpg" alt="IMG_9217" width="1024" height="1024" srcset="https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_9217-1024x1024.jpg 1024w, https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_9217-150x150.jpg 150w, https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_9217-300x300.jpg 300w, https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_9217-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
Il camping si snoda lungo tutto il litorale, sono 9 chilometri di costa, quindi manca un vero centro villaggio, quello in cui tipicamente c’è il palco per gli spettacoli e l’animazione e io il primo giorno vado subito a verificare quando è “la serata del dilettante” perché noi famiglia musicale cogliamo al volo le occasioni di nuovi pubblici, specie se internazionali.<br />
Ma qui a Mon Perin non c’è nulla di tutto questo. Non ci sono il palco per gli spettacoli, non ci sono una o più mega piscine, non c’è il mega supermercato che ti fa sentire in città, non ci sono gli animatori che ti requisiscono i figli con la scusa di farli divertire, né i personal trainer che solitamente ti fissano la pancetta in quel modo che tu ti senti un po’ in colpa e non puoi evitare di fare almeno un paio di lezioni di acqua gym. Almeno a me capita.<br />
A Mon Perin tutto questo non c’è.<br />
In compenso c’è un mare che è una meraviglia, specie per gente come noi che è abituata a quello del litorale ligure, ecco. Poi c’è il senso di una natura rispettata. Le piazzole per tende e roulotte sono ampie e sempre circondate dagli alberi del bosco. I bungalow, di qualunque tipo, dal più basico al più accessoriato, sono ben dislocati in mezzo agli alberi. Il nostro poi, forse anche perché era un Exclusive, era particolarmente “imboscato” come posizione. Nel senso che i vicini distavano 20 o 30 metri. Abbiamo passato un paio d’ore a suonare e cantare in veranda, per dire, senza molestare le orecchie di chicchessia.<br />
E poi era proprio una casa, il nostro bungalow, non una di quelle casette in cui se scendi troppo in fretta dal letto ti trovi nell’armadio o direttamente nella stanza accanto. In quattro ci si stava più che comodamente, grazie anche a una veranda davvero enorme.<br />
A Mon Perin poi ecco non è che siete abbandonati nel bosco, sensazione in sé tutt’altro che fastidiosa: ci sono 4 ristoranti dove si mangia più che bene a prezzi decisamente moderati, un bar, un mini mini market. Noi ci siamo stati a fine aprile quindi in bassissima stagione e quindi in mare abbiamo solo pucciato i piedi (e ci è rimasta parecchia golosità estiva ovviamente), ma le mie figliole per esempio hanno passato un pomeriggio a cavallo. Immersioni e gita in barca, anche quelle invece rimandate alla prossima volta, causa &#8211; ah sì &#8211; causa maltempo. Non siamo stati fortunati ecco. Ha piovuto e abbiamo preso un discreto freddino. Tanto che nel bungalow abbiamo tenuto acceso il condizionatore sì, ma per il riscaldamento.<span class="Apple-converted-space">  </span>Così ne abbiamo approfittato per scoprire qualche posto nei dintorni con gite a Rovigno e Valle.<br />
E proprio a Valle, abbiamo chiacchierato con l’assessore al turismo che ci ha raccontato il resto della storia. Che è il lieto fine di questo post.<br />
Di fronte alla prospettiva della cementificazione imminente, il paesino di Valle decise di reagire sia per tutelare la propria costa sia per realizzare un progetto inclusivo, della cittadina e dei suoi abitanti. In brave cosa fecero a Valle. Semplice: una lista civica con cui conquistare il governo locale e svincolarsi dal giogo e dal gioco politico dei partiti centrali pro cementificazione. E poi avviarono una forma di azionariato popolare per cui ogni cittadino di Valle potevano diventare azionisti del progetto Mon Perin. Non deve essere stato per niente facile vendere ai cittadini di Valle, un piccolo paesino di campagna con poco più di mille abitanti, una cosa che non c’era. Suggerire a queste persone di diventare in qualche modo mini azionisti di una scommessa fatta sul futuro turistico della zona. Ma questo accadeva qualche anno fa. Ora direi che ce l’hanno fatta. Il litorale è salvo perché il camping lo preserva dalla cementificazione. Valle è diventata l’epicentro di un progetto turistico virtuoso. E il fatto che i bungalow siano già TUTTI prenotati fino a settembre conferma due cose:<br />
1. ripeto: che ce l’hanno fatta a inventarsi questa cosa e il pubblico, i turisti, hanno capito e li premiano (i prezzi sono piacevolmente più bassi che in Corsica o Sardegna).<br />
2. che io e la mia famiglia per tornarci dovremo aspettare l’estate prossima. Oppure provare il brivido inedito di una tenda o di una roulotte.<br />
Vi tengo aggiornati ok?</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Addio bella giornata</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/05/04/addio-bella-giornata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2016 20:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mestiere di Babbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi era una bella giornata. Ero reduce da un concerto meraviglia, mi sono alzato e ho raccolto spinaci e lattuga (quest&#8217;ultima in quantità diciamo come minimo imprenditoriale). Poi Viola appena alzata mi ha mostrato i suoi disegni strabelli... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/05/04/addio-bella-giornata/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Oggi era una bella giornata. Ero reduce da un concerto meraviglia, mi sono alzato e ho raccolto spinaci e lattuga (quest&#8217;ultima in quantità diciamo come minimo imprenditoriale). Poi Viola appena alzata mi ha mostrato i suoi disegni strabelli e io le ho stampato le parti nuove per violino. Ho parlato con Alice di Elio e di Prince. Poi sono sceso in edicola a comprare Rolling Stones e ho letto il pezzo di Giulia su Prince, che è molto bello e ha un finale, intendo proprio l&#8217;ultima frase, ancora più bello.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Poi davanti al mio caffè, al bar del quartiere in un sabato primaverile di sole, ho aperto il Corriere e ho fatto l&#8217;errore di leggere interamente le due pagine sulle indagini sulla bimba di Caivano. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E ho detto addio alla mia bella giornata. Mi viene il vomito e non ho voglia di parlare con nessuno. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">No, di quella storia lì, nemmeno con voi.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>You, sexy thing</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/05/03/you-sexy-thing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2016 07:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie/Eventuali]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo post è per voi che avete appena suonato il clacson festosi sotto il mio balcone.&#8211; La premessa numero uno è che fa caldo e che quando un uomo lavora la propria terra ha diritto di mettersi comodo.... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/05/03/you-sexy-thing/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-version="7" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
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<p style=" margin:8px 0 0 0; padding:0 4px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/BE0gydToWkF/" style=" color:#000; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none; word-wrap:break-word;" target="_blank">La lattuga di oggi #ortoinvaso #ortosulbalcone</a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;">A photo posted by Cristiano Callegari (@zioburp) on <time style=" font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px;" datetime="2016-04-30T10:08:50+00:00">Apr 30, 2016 at 3:08am PDT</time></p>
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</blockquote>
<p><script async defer src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script></p>
<p>Questo post è per voi che avete appena suonato il clacson festosi sotto il mio balcone.<br />&#8211; La premessa numero uno è che fa caldo e che quando un uomo lavora la propria terra ha diritto di mettersi comodo. Per questo indossavo la mia candida canotta della salute.<br />&#8211; La premessa numero due è che è Spotify che sceglie le canzoni. Oggi avevo impostato una radio random Anni &#8217;70, quindi non potevo sapere che dopo gli America, Steve Wonder, Paul Simon e via dicendo mi avrebbe regalato proprio quella canzone.<br />Cioè &#8220;You, sexy thing&#8221;, resa poi famosa dalla sountrack di &#8220;Full Monty&#8221;.<br />&#8211; Come potrete comprendere, il gesto di far roteare in aria la camicia, ballando e cantando, è venuto da sé.<br />&#8220;How did you know I needed you so badly?”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Momenti decisivi</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/04/29/momenti-decisivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 08:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mestiere di Babbo]]></category>
		<category><![CDATA[elio e le storie tese]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella vita di ognuno di noi ci sono momenti decisivi, che non si dimenticano e che contribuiscono a fare di te un cittadino e un essere umano migliore. Essere genitore significa anche riconoscere l&#8217;importanza altamente educativa e simbolica di... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/04/29/momenti-decisivi/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Nella vita di ognuno di noi ci sono momenti decisivi, che non si dimenticano e che contribuiscono a fare di te un cittadino e un essere umano migliore. </span><span class="s1">Essere genitore significa anche riconoscere l&#8217;importanza altamente educativa e simbolica di questi momenti e saperli rivivere con la propria prole. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel mio caso oggi, con la figlia 14enne.</span></p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-version="7" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
<div style="padding:8px;">
<div style=" background:#F8F8F8; line-height:0; margin-top:40px; padding:50.0% 0; text-align:center; width:100%;">
<div style=" background:url(data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAACwAAAAsCAMAAAApWqozAAAABGdBTUEAALGPC/xhBQAAAAFzUkdCAK7OHOkAAAAMUExURczMzPf399fX1+bm5mzY9AMAAADiSURBVDjLvZXbEsMgCES5/P8/t9FuRVCRmU73JWlzosgSIIZURCjo/ad+EQJJB4Hv8BFt+IDpQoCx1wjOSBFhh2XssxEIYn3ulI/6MNReE07UIWJEv8UEOWDS88LY97kqyTliJKKtuYBbruAyVh5wOHiXmpi5we58Ek028czwyuQdLKPG1Bkb4NnM+VeAnfHqn1k4+GPT6uGQcvu2h2OVuIf/gWUFyy8OWEpdyZSa3aVCqpVoVvzZZ2VTnn2wU8qzVjDDetO90GSy9mVLqtgYSy231MxrY6I2gGqjrTY0L8fxCxfCBbhWrsYYAAAAAElFTkSuQmCC); display:block; height:44px; margin:0 auto -44px; position:relative; top:-22px; width:44px;"></div>
</div>
<p style=" margin:8px 0 0 0; padding:0 4px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/BEyC2AhoWrW/" style=" color:#000; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none; word-wrap:break-word;" target="_blank">Ok figliola: ora hai 14 anni. È il momento di diventare grandi @elioelst</a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;">A photo posted by Cristiano Callegari (@zioburp) on <time style=" font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px;" datetime="2016-04-29T11:08:42+00:00">Apr 29, 2016 at 4:08am PDT</time></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Quelli che vengono da lontano (a sentire noi)</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/04/17/quelli-che-vengono-da-lontano-a-sentire-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 09:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie/Eventuali]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì notte, dopo il nostro concerto davanti al Teatro Fraschini, sarà stata mezzanotte passata.Mi fermo a chiacchierare con Francesca e ci si avvicina un vecchietto che biascica qualcosa. Parla così male che proprio non capisco. Ha sottomano il libro... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/04/17/quelli-che-vengono-da-lontano-a-sentire-noi/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://flic.kr/p/GdF3qx"><img decoding="async" src="https://farm2.staticflickr.com/1677/26397686191_a9d7c463f2_z.jpg" alt="AM-20160415-9946" width="640" height="334" /></a></p>
<p>Venerdì notte, dopo il nostro concerto davanti al Teatro Fraschini, sarà stata mezzanotte passata.<br />Mi fermo a chiacchierare con Francesca e ci si avvicina un vecchietto che biascica qualcosa. Parla così male che proprio non capisco. Ha sottomano il libro &#8220;La mia prima volta con de Andrè&#8221;.</p>
<p>Ci spiega che sta cercando un taxi per andare in via Lebbroso, all&#8217;Hotel Cosengarten.<br />Lombroso e Rosengarden, ovviamente.<br />Gli diciamo che a piedi è lunga. Taxi non ce n&#8217;è. Gli dico: vabbè su, l&#8217;accompagno io, in auto sono tre minuti. [Intanto i miei strumenti erano ancora sul palco, ma vabbè, non c&#8217;era mica fretta].<br />Vado a prendere la macchina, lui sale, ci presentiamo e poi con un bellissimo accento napoletano mi fa.<br />&#8220;Che musicisti meravigliosi avete in questa città, ma lei li conosce quelli che hanno suonato all&#8217;inizio?&#8221;<br />Quindi capisco che non mi ha riconosciuto. Mi ripresento (&#8220;Ero il pianista&#8221;) e lui mi racconta la sua storia.<br />&#8220;Oggi mi sono alzato alle 5 del mattino e sono partito ma è lunga fin qui eh? Volevo vedere il concerto e anche la mostra. Sa, seguo de Andrè da 40 anni. Poi domani scendo a Genova, vedo un&#8217;altra mostra, poi faccio un salto a cimitero e infine me ne torno giù, a casa.&#8221;<br />Ecco, credo di aver conosciuto per caso, il nostro fan che veniva da più lontano.<br />Il signor Antonio, da Procida (Napoli).</p>
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		<title>Attendo una proposta indecente</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/04/15/attendo-una-proposta-indecente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 09:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie/Eventuali]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel dormiveglia ho pensato che dovrei farmi sponsorizzare l&#8217;orto balcone da qualche produttore o garden center.Un bello striscione di una decina di metri con una scritta tipo &#8220;L&#8217;orto balcone dello Zio utilizza i prodotti XYZ&#8221;.Poi ovviamente temo che... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/04/15/attendo-una-proposta-indecente/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-version="7" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
<div style="padding:8px;">
<div style=" background:#F8F8F8; line-height:0; margin-top:40px; padding:50.0% 0; text-align:center; width:100%;">
<div style=" background:url(data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAACwAAAAsCAMAAAApWqozAAAABGdBTUEAALGPC/xhBQAAAAFzUkdCAK7OHOkAAAAMUExURczMzPf399fX1+bm5mzY9AMAAADiSURBVDjLvZXbEsMgCES5/P8/t9FuRVCRmU73JWlzosgSIIZURCjo/ad+EQJJB4Hv8BFt+IDpQoCx1wjOSBFhh2XssxEIYn3ulI/6MNReE07UIWJEv8UEOWDS88LY97kqyTliJKKtuYBbruAyVh5wOHiXmpi5we58Ek028czwyuQdLKPG1Bkb4NnM+VeAnfHqn1k4+GPT6uGQcvu2h2OVuIf/gWUFyy8OWEpdyZSa3aVCqpVoVvzZZ2VTnn2wU8qzVjDDetO90GSy9mVLqtgYSy231MxrY6I2gGqjrTY0L8fxCxfCBbhWrsYYAAAAAElFTkSuQmCC); display:block; height:44px; margin:0 auto -44px; position:relative; top:-22px; width:44px;"></div>
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<p style=" margin:8px 0 0 0; padding:0 4px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/BEaYOEZIWoL/" style=" color:#000; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none; word-wrap:break-word;" target="_blank">Zio, ma quanto è grande il tuo balcone? Cosí. #ortoinvaso #ortosulbalcone</a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;">A photo posted by Cristiano Callegari (@zioburp) on <time style=" font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px;" datetime="2016-04-20T06:33:43+00:00">Apr 19, 2016 at 11:33pm PDT</time></p>
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<p><script async defer src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script></p>
<p>Nel dormiveglia ho pensato che dovrei farmi sponsorizzare l&#8217;orto balcone da qualche produttore o garden center.<br />Un bello striscione di una decina di metri con una scritta tipo &#8220;L&#8217;orto balcone dello Zio utilizza i prodotti XYZ&#8221;.<br />Poi ovviamente temo che i miei condomini non sarebbero d&#8217;accordo.<br />Pensate che il condomino stronzo di turno ebbe pure da ridire, anni fa (quanti? tipo 12?), sulla bandiera della Pace.<br />E allora potrei mettere un semplice striscione senza fini commerciali con il motto &#8220;Un altro balcone è possibile&#8221;. <br />Firmato Subcomandante Horto.</p>
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		<item>
		<title>La contesa delle tette (sì, quella di Nick Hornby, esatto)</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/03/25/la-contesa-delle-tette-si-quella-di-nick-hornby-esatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 12:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere/Scrivere]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono in stazione in coda per fare l&#8217;abbonamento. È quasi il mio turno. Una signora piccina coi i capelli bianchi affianca la coda, mi guarda. Poi mi si avvicina di lato sorridendo per dirmi qualcosa.Fermo immagine. Flashback.Io questa... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/03/25/la-contesa-delle-tette-si-quella-di-nick-hornby-esatto/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in stazione in coda per fare l&#8217;abbonamento. È quasi il mio turno. Una signora piccina coi i capelli bianchi affianca la coda, mi guarda. Poi mi si avvicina di lato sorridendo per dirmi qualcosa.<br />Fermo immagine. Flashback.<br />Io questa signora la conosco. E lei forse mi ha riconosciuto. Sta venendo a salutarmi.<br />È la stessa signora che diversi anni fa mi apriva la porta di casa salutando gentilmente. Io ricambiavo il saluto e raggiungevo la cameretta di sua figlia. Eravamo amichetti, morosi&#8230; dire fidanzati sarebbe troppo. Avevamo intorno ai 16 anni.<br />Cosa accadeva in quella stanza, ma soprattutto cosa non accadeva è facile immaginarlo.<br />Noi chiacchieravamo, ci raccontavamo gli affari di scuola, ascoltavamo De Gregori sul mangianastri e via dicendo. Ma soprattutto noi pensavamo alle sue tette. Entrambi. Io a come raggiungerle, lei a come proteggersi dall&#8217;attacco ogni minuto più imminente, atteso e temuto da entrambi, per ragioni opposte e parallele.<br />A un certo punto, in un punto del tempo a piacere tra i tuoi quattro assi, l&#8217;angolo retto di una stella e il collega spagnolo, lì partiva il limone duro. E le nostre rispettive armate si posizionavano sullo scacchiere. Una logorante guerra di posizione. Teatro degli eventi bellici, di volta in volta un maglione, una camicia, un vestito. Obiettivo unico, sempre identico. Quelle due meravigliose e inesplorate colline.<br />Se stai pensando che questa descrizione l&#8217;hai già vista o letta hai ragione.<br />È esattamente come la descrive Nick Hornby all&#8217;inizio di Alta Fedeltà. Oramai quando mi tornano in mente alcune storie, anche senza intenzione, le rivedo e le riscrivo con il filtro di quel libro.<br />Fine flash back, seguitemi, torniamo in stazione. In quella frazione di secondo in cui la signora sorride e si avvicina, io sono felice che mi abbia riconosciuto. L&#8217;ho incrociata diverse volte in questi anni, ma non mi ha mai salutato. O forse soltanto non mi ha mai visto e identificato. Quella morosa in fondo era durata un solo paio di mesi, spezzandomi adeguatamente il cuore (e la contesa per le colline si era chiusa in un sostanziale, dignitoso pareggio.). <br />Ora però la genitrice delle colline in fiore viene dritta verso di me. Le chiederò come sta sua figlia, la manderò a salutare, tenderò un piccolo filo verso il passato, senza intenzione, per il puro piacere della conservazione dei legami e dei ricordi.<br />E invece no. <br />&#8211; “Mi scusi, devo solo chiedere un&#8217;informazione. Posso passarle davanti? Ci metto un attimo.”<br />&#8211; “Sì, certamente signora, s&#8217;immagini&#8230;”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il testamento del capitano in una notte che pioveva</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/03/01/il-testamento-del-capitano-in-una-notte-che-pioveva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 07:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mestiere di Babbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica a Pavia pioveva di brutto e siccome avevo promesso a Viola che l&#8217;avrei portata &#8220;uno di questi giorni&#8221; in città a mangiare una crepes alla nutella (sono la sua nuova passione), io speravo che mi dicesse una... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/03/01/il-testamento-del-capitano-in-una-notte-che-pioveva/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica a Pavia pioveva di brutto e siccome avevo promesso a Viola che l&#8217;avrei portata &#8220;uno di questi giorni&#8221; in città a mangiare una crepes alla nutella (sono la sua nuova passione), io speravo che mi dicesse una cosa tipo: &#8220;Piove troppo, dai, è lo stesso: ci andiamo un&#8217;altra volta.&#8221; <br />Lei invece ha detto solo: &#8220;Andiamo in macchina e portiamo due ombrelli. Sei pronto?&#8221;<br />Poi in auto lei, che in deroga (concessa da me) si è seduta davanti (causa pianoforte ingombrante sul sedile dietro) ha frugato nel portaoggetti della portiera e se ne è uscita con un cd di Canti degli Alpini &#8211; Il Coro della SAT, che non ricordavo nemmeno fosse finito lì. <br />Dopo 10 minuti di &#8220;Testamento del Capitano&#8221;, abbiamo parcheggiato, imbracciato gli ombrelli, abbandonato l&#8217;auto e il cd e per farci coraggio nel percorso ventoso e allagato tra viale Matteotti e p.zza Vittoria, abbiamo intonato &#8220;Era una notte che pioveva&#8221;. Lei si agganciava sicura alla melodia e io aggiungevo la quinta sotto. Eravamo perfetti. Mancavano solo un mulo, della polenta e un fiasco de vin.<br />Poi la canzone ha preso le nostre sembianze e ha iniziato a raccontare che &#8220;era un bel giorno che pioveva Viola voleva una crepes con nute-e-e-lla&#8221;. Per amor di lirica vi segnalo solo il pregevole verso con assonanza &#8220;Passiamo in auto in piazza Mine-erva, ma dietro ai vetri c&#8217;è un tempo di me-erda&#8221;.<br />E così a causa di un pianoforte lasciato in auto (invece di essere regolarmente scaricato in casa dopo un concerto), sono ritornate di moda le canzoni degli alpini. Almeno così sembrava. <br />Che tutto nascesse dal caso.<br />Poi oggi mi accorgo che è l&#8217;1 di marzo. Che è, sì certo, il giorno in cui se n&#8217;è andato Lucio Dalla ma anche il giorno in cui se n&#8217;è andato mio papà qualche anno prima. Che era, e qui si chiude il cerchio, la persona che mi ha insegnato quelle canzoni lì. <br />Tra l&#8217;altro oh, è un po&#8217; che non lo vedo. <br />Sarà che ha imparato a non farsi beccare.<br />http://www.zioburp.net/2013/03/01/io-ti-vedo/</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come ho &#8220;conosciuto&#8221; Umberto Eco</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/02/22/come-ho-conosciuto-umberto-eco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 08:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie/Eventuali]]></category>
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					<description><![CDATA[Vabbè allora visto che oggi lo fate tutti, vi racconto anche io di come ho conosciuto Umberto Eco. No, non ci siamo incontrati in treno, né sono andato a intervistarlo a casa sua, né siamo stati vicini di... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/02/22/come-ho-conosciuto-umberto-eco/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbè allora visto che oggi lo fate tutti, vi racconto anche io di come ho conosciuto Umberto Eco. <br />No, non ci siamo incontrati in treno, né sono andato a intervistarlo a casa sua, né siamo stati vicini di tenda in campeggio, né abbiamo condiviso focacce, panini, comitati centrali, pipe, né altro.<br />L&#8217;ho semplicemente conosciuto grazie a Luisa Carrada, sul suo Mestiere di Scrivere, sarà stato il 1997.<br />Sì, certo avevo già letto Il nome della Rosa (ma non avevo ancora provato a guardare il film con la figlia di 10 anni fermandomi pentito e imbarazzato alla realistica e animalesca scena di sesso di Adso).<br />Ma non avevo ancora conosciuto il semiologo e anzi ne avevo forse un po&#8217; timore<br />Ebbene, sul sito di Luisa, che fu la mia bibbia e il mio romanzo di formazione in quell&#8217;anno in cui cercavo di capire cosa fare da grande e quanto il mio futuro potesse c&#8217;entrare tanto con la scrittura e poco con la laurea che chiusi subito in un cassetto, trovai i famosi 40 consigli su come SCRIVERE bene in italiano. Il tutto maiuscolo ha un motivo.<br />http://www.mestierediscrivere.com/articolo/eco2<br />Sì, si tratta di &#8220;scrivere&#8221;. Nulla a che vedere col &#8220;parlare&#8221;, anche se in questi giorni quelle 40 perle stanno uscendo dappertutto come &#8220;consigli di Eco per parlare bene l&#8217;italiano&#8221;.</p>
<p>E comunque onore al merito di Pennamontata che le ha prontamente ripubblicate in comodi visual<br />https://www.facebook.com/media/set/…<br />Ecco, qui consigli tra l&#8217;altro non sono nemmeno stati creati proprio da Eco. Di più. Meglio ancora. Sono stati raccolti e tradotti dalla tradizione dei business writer americani. Solo che, esattamente come negli &#8220;Esercizi di stile&#8221; che lui tradusse da Quenau, anche qui ci voleva un genio per tradurli in quel modo senza tradirli.<br />Ecco, quelle 40 scintille di ingegno, quelle 40 capriole, che riuscivano a condensare in una o due righe una regola e la sua dimostrazione, strappando a volte persino il sorriso, furono per me vero novizio (Zio Adzo inzomma), la prima dimostrazione che con la lingua si potevano far succedere cose meravigliose, giocandoci, piegandola, scrivendola. <br />Che la parola scritta fosse uno strumento straordinario e potente qualunque fosse la tua missione, professionale o personale: convincere, divertire, commuovere o innamorare.<br />Una lezione indimenticabile.<br />http://www.mestierediscrivere.com/articolo/eco2</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ciao Umberto</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/02/20/ciao-umberto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 08:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere/Scrivere]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8216;Sii coinciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinchè il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/02/20/ciao-umberto/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">&#8216;Sii coinciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinchè il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.&#8217;</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ciao Umberto. E grazie di tutte le parole.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Apposto così, papà&#8221;</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/02/17/apposto-cosi-papa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 08:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie/Eventuali]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8211; Alice, ascolta, mi spiace per l&#8217;altra sera&#8230; Voglio dire&#8230; in pizzeria con i tuoi amici per il tuo compleanno (e i genitori ben confinati al tavolo più lontano), con quel pianobarista da strapazzo che stava trasformando la... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/02/17/apposto-cosi-papa/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; Alice, ascolta, mi spiace per l&#8217;altra sera&#8230; Voglio dire&#8230; in pizzeria con i tuoi amici per il tuo compleanno (e i genitori ben confinati al tavolo più lontano), con quel pianobarista da strapazzo che stava trasformando la pizzeria in balera&#8230; Cioè io capisco che tu volessi &#8220;smerdare&#8221; (hai detto proprio così) quella ragazza che ha cantato Adele (mica male tra l&#8217;altro, secondo me era la figlia del pianista) ma poi quando siete venuti tutti da me, tu e i tuoi amici, a chiedermi che pezzo potevamo fare insieme io e te, insomma non ne abbiamo trovato subito uno pronti-via in cui fossimo abbastanza sicuri entrambi sia del testo che della musica, cioè io &#8220;One&#8221; l&#8217;avrei fatta ma tu non eri sicura di ricordarti il testo, tu volevi fare &#8220;Lucy in the sky&#8221; e io non ero sicuro di ricordarmi tutti gli accordi, ecco, ascolta la prossima volta ci prepariamo delle cose prima, le teniamo vive in repertorio e le rinfreschiamo ogni tanto ok? E quindi insomma mi spiace che tu non abbia cantato quella sera&#8230;<br />&#8211; No, papà ascolta. Non hai capito. Io non volevo cantare. Volevo solo che i miei amici me lo chiedessero e lo hanno fatto. Ma io non volevo cantare quella sera. Apposto così, papà.<br />&#8230;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Kellogg e le colazioni perdute</title>
		<link>https://zioburp.net/2016/01/16/kellogg-breakfast-better-days-colazioni-perdute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[zio burp]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 11:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mestiere di Babbo]]></category>
		<category><![CDATA[better days]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[kellogg]]></category>
		<category><![CDATA[mattina]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
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					<description><![CDATA[  In collaborazione con Kellogg ho deciso di  scrivere un post sulla colazione e, grazie anche ai dati messi a disposizione da GFK, mi si sono aperti gli occhi sul tema colazione.   Da questo punto di vista... <a class="read-more" href="https://zioburp.net/2016/01/16/kellogg-breakfast-better-days-colazioni-perdute/">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/IMG_7525-e1452942110421.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" title="Kellog e le colazioni perdute1" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/IMG_7525-e1452942110421.jpg" alt="" width="512" height="512" /></a><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/IMG_7531-e1452942136135.jpg"><br /></a> </p>
<p>In collaborazione con <a href="http://www.kelloggs.it/it_IT/home.html" target="_blank">Kellogg</a> ho deciso di  scrivere un post sulla colazione e, grazie anche ai dati messi a disposizione da GFK, mi si sono aperti gli occhi sul tema colazione.  </p>
<p>Da questo punto di vista la mia non è proprio una famiglia modello… Certo, è vero, oggi è tutto così maledettamente veloce che non si ha il tempo di mettersi  a  fare colazione insieme in famiglia. Almeno nei giorni feriali. </p>
<p>Però io ho fatto un passo indietro e ho provato a ricordare come erano le mie colazioni di bambino e ragazzo. Da questo punto di vista erano uguali a ora. Anzi forse peggio. Io non ho mai visto i miei genitori seduti con me a fare colazione. Il caffè l’avevano già bevuto prima di svegliare noi e farci trovare il the o il caffèlatte con pane e miele. Il sottofondo era quello della radio accesa. <br />In principio era la Rai (indimenticabile il segnale orario con l&#8217;uccellino e la mattina dell&#8217;8 dicembre &#8217;80 con le tragiche notizie da NY), poi venne RadioPop dagli anni &#8217;90 in avanti. <br />E poi si usciva tutti insieme alla stessa ora, in auto alle 7.50, a a scuola (tutti, i miei erano insegnanti) alle 8.10 al massimo. A questo punto sarei curioso di chiedere a mia mamma come fossero le sue colazioni da bambina… e non escludo di farlo&#8230;</p>
<p><span id="more-3368"></span></p>
<p>Da noi ora va così. Il tavolo è già apparecchiato dalla sera prima (e ovviamente non per merito mio). I genitori non sono mai tutti insieme al tavolo ma affaccendati in altro. Le figliole arrivano alla spicciolata e spesso nemmeno si incrociano, perché escono a orari diversi. Se fosse per loro nemmeno la farebbero la colazione. C’è stato un tempo bello in cui svegliavo la piccola e la portavo all’asilo e mi prendevo un po’ di calma con lei. E a colazione me la intortavo con qualche storia: sui sogni appena fatti, o sui biscotti che imploravano aiuto prima di tuffarsi e poi essere spietatamente divorati. Bei tempi. All’asilo potevamo entrare fino alle 9.30.</p>
<p>Oggi, il tempo stringe. La ragazza di 13 anni esce alle 7.40 e quella di 8 inizia a far colazione in quel momento. Dipendesse da lei, ci passerebbe la giornata, a colazione. Nel senso che non avendone voglia, trova ogni scusa per rallentare. E poi a volte sono io che la presso perché almeno 2-3 volte la settimana (siccome come sapete su questo sono una specie di papà tigre&#8230;) deve studiare almeno 10 minuti di violino <em>prima</em> di andare a scuola. Per la gioia dei vicini di casa, che devo essere sincero non hanno mai mai protestato. Test volante: chi di voi non sarebbe felice di sentire una manciata di scale maggiori e minori e un minuetto alle 8 del mattino dall’altra parte del muro? Occhio che il violino mica sempre è intonato eh…</p>
<p>Sabato e domenica ovviamente i tempi sono diversi, ma gli esiti sono sostanzialmente simili. Addirittura qualcuno di cui non farò il nome, la primogenita, si porta la colazione in camera. Vabbè, a 13 anni si è sfuggenti per definizione.</p>
<p>Insomma la mia famiglia sembra ampiamente in linea con il campione della ricerca raccontata da Kellogg, dove 4 bambini su 10 non fanno colazione. E dal momento che la colazione è un momento importante dal punto di vista nutrizionale, sia potenzialmente utile e “caldo” sul fronte affettivo, non è che ne siamo molto orgogliosi.</p>
<p>Ecco forse ci potremmo provare in vacanza, noi come famiglia, a trovare il modo e il momento per prendercela un po’ più con calma questa colazione. Io, tra l’altro, ho smesso di fare colazione al bar da quando una gentile dietista dopo avermi pesato mi disse: “Tolga la brioche del bar e le bibite gassate e in due mesi perderà 5 chili”. E aveva ragione. Sono più magro. (E la figlia più piccola si lamenta perché a lei piace il papà con la pancia, il perché non mi è ancora chiaro.)</p>
<p>Oltre però alle famiglie come la nostra, c’è chi sta messo peggio. Ci sono moltissime famiglie e ovviamente bambini che la colazione non la fanno non per distrazione o perché devono correre altrove, ma perché molto semplicemente ne devono fare a meno per questioni economiche. Per questo Kellogg stessa ha lanciato il progetto <a title="kelloggs breakfasts for better days" href="http://www.kelloggs.it/it_IT/home/breakfastsforbetterdays1.html%20%20%20" target="_blank">Breakfast per Better Days</a> (#kellogg4breakfast) che attraverso Banco Alimentare, fornisce le colazioni a bambini e persone bisognose.</p>
<p>Pensiamoci nella nostra fretta!</p>
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<p><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/IMG_7525-e1452942110421.jpg"><br /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/IMG_7531-e1452942136135.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" title="Kellog e le colazioni perdute" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/IMG_7531-e1452942136135.jpg" alt="" width="512" height="512" /></a></p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/03-BFBD_page_header.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-3380" title="03-BFBD_page_header" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/03-BFBD_page_header.jpg" alt="" width="760" height="287" srcset="https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/03-BFBD_page_header.jpg 950w, https://zioburp.net/wp-content/uploads/2016/01/03-BFBD_page_header-300x113.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 760px) 100vw, 760px" /></a></p>
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