Secondo Tremonti oramai è profonda crisi come nel 29.




Parla chiaro oggi Tremonti , forse come non mai.
Saranno le responsabilità, sarà quel senso del dovere che incombe su ogni ministro delle Finanze, certo è che le parole sono serie e pesanti, nel suo discorso è evidente la paura di un domani incerto.
Nessun roseo futuro all'orizzonte, nessuna certezza, l'orizzonte economico mondiale è buio e tetro.
Gli italiani si preparino, anche quelli che erano convinti di un qualche cambiamento.
Altro che ulteriore riduzione delle tasse, sarà già tanto se si riesce a mantenere quanto già dato , per fortuna che la detassazione degli straordinarie è solo sperimentale.
Ci attendono lacrime e sangue ad ascoltare Tremonti.
Così sono avvisati anche quelli che si erano illusi.
Tremonti non lascia spazi alla fantasia, va giù piatto ed in barba a quell'ottimismo che tanti predicano come necessario in economia.
Dice il ministro , "Qui nessuno si rende conto di quello che sta succedendo. Aprite le televisioni o andate a leggere le agenzie di stampa. Scoprirete quello che è successo oggi negli Stati Uniti e in Belgio. Siamo di fronte ad una crisi economica profonda. Metà del sistema bancario americano è stato nazionalizzato. Invece da noi c’è gente che ancora non vuole capire la gravità di quello che sta avvenendo. Eppure ho dimostrato di avere una certa capacità di previsione. Chi aveva scritto che si rischiava un nuovo ‘29?».
E' chiaro ora il concetto di cosa si rischia e di quello che ci dovremo aspettare secondo il nostro ministro delle Finanze ? Ma siamo certi che tutti , nei vari dicasteri, abbiano colto il clima e l'andazzo ? Anche quelli che criticavano così aspramente Visco e la sua caccia agli evasori ? In fondo, forse è proprio questa l'unica strada ancora percorribile per una qualsiasi riduzione delle tasse di questi periodi, pagare tutti per pagare di meno e ridare così ossigeno alla crescita ed allo sviluppo.
E se il mondo non ride, noi Italiani sicuramente abbiamo qualche motivo in più per piangere.
Per ora sono solo avvisaglie, qua e là per il mondo, qualche fila di clienti, dapprima inglesi ed ora americani, davanti agli sportelli delle banche per ritirare i loro risparmi, gli interventi dello stato laddove prima si parlava di "sane privatizzazioni", le borse di mezzo mondo , compresa piazza Affari, che bruciano da giorni miliardi su miliardi di euro.
Tutto questo con un costo del petrolio ormai insostenibile e forse una guerra all'orizzonte, proprio in Iran , uno dei più importanti produttori di petrolio.
Se c'è ancora qualcuno che crede nei miracoli io credo sia giunto il momento di cominciare a pregare.































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