Menu Content/Inhalt
Home arrow Blog 2 Brain arrow La maschera digitale ci smaschera ? (2ª Parte)

Area Free Members

Documento senza titolo
Diventa publisher di Brain2Brain, registrati come free member e poi contattaci a staff@brain2brain.net
La maschera digitale ci smaschera ? (2ª Parte) PDF Stampa E-mail
Scritto da MarioEs   
domenica 22 giugno 2008
logo
 
Un concerto in SL
 
 
 
Continua il dialogo tra Zygmunt e Pimpa sul rapporto tra identità digitale ed identità reale.
 
Buona lettura.
 
Pimpa:

Che domanda complessa e allo stesso tempo intrigante.

Prima di tutto vorrei dire che oggi più che mai ci ritroviamo a vivere una vita nella quale i confini del reale e del virtuale sono sempre più sfumati.
La nostra società della complessità fa “saltare” i cardini sui quali poggiavano le vite tradizionali: il pubblico e il privato si intersecano, il lavoro e il tempo libero si incontrano su nuovi spazi creativi, il sociale e l’individuale producono fattori nuovi che regolano il sociale stesso.

In questa cornice, quella appunto della complessità, è difficile oggi definire con certezza quale è la nostra identità virtuale e quale quella reale. Già Baudrillard sosteneva che la vita che noi viviamo, consumiamo e della quale facciamo esperienza ogni giorno, è una vita sempre più mediata, un vivere simbolico. È come se ogni nostro gesto, ogni situazione in fondo non fossero altro che copie e ripetizioni di una matrice originale che si è persa nel tempo.
Le esistenze oggi corrono sul filo dell’emozione, dell’immateriale, addirittura dell’ironia, le nostre identità sociali sono pertanto costruzioni simboliche con un forte accento di rappresentazione di altro da sé. In fondo oggi più che mai la comunicazione stessa si rende altamente simbolica.

La vita intera, come sosteneva Debord, è una vita spettacolarizzata, una realtà immaginifica. Le nostre identità quotidiane stesse dunque non si fondano più su elementi forti come la famiglia di provenienza, il lavoro, il reddito. Piuttosto sono identità fluide in senso “baumaniano”, identità cangianti in perenne mutamento che per edificarsi rubano dal mondo immaginario che hanno attorno. Sono, ad esempio, le identità sociali dei giovani intorno alle comunità informatiche e le identità di marca sportive.

Le identità reali per prime oggi hanno molto a che fare con il mondo virtuale. Il mondo dei consumi stesso in generale oggi crea un terreno immateriale, irreale sul quale costruire il proprio personaggio nel mondo.
Le identità virtuali propriamente dette, come nel mio caso il mio avatar Pimpa su SL, sembrano essere lontane dall’esistenza concreta, ma se oggi noi viviamo la nostra vita in forma mediata, la realtà virtuale diviene allora terreno sul quale costruire una parte stessa della propria identità reale….

Oggi sono stata in SL ed ho scambiato due chiacchiere con un ragazzo che ho conosciuto da poco, con il quale insieme ad altri stiamo pensando di creare alcune opportunità di formazione, avremo anche bisogno di incontrarci almeno una volta faccia a faccia per definire i termini della questione… e intanto eravamo ad una festa, ballavamo, parlavamo con altri, scherzavamo……. Ecco è vero io stavo vivendo la mia identità virtuale ero Pimpa, ma nello stesso tempo arricchivo la mia individualità concreta di una nuova esperienza, di nuova conoscenza….

Questo esempio per dire che oggi l’utilizzo dei media e delle piattaforme digitali in fondo non fanno altro che creare un ponte di collegamento del reale e del virtuale.
 
 
Tags: brain 2 brain second life identità reale e digitale estetica etica distanze fisiche e sociali 
 
 
Il mio essere nel mondo è in fondo anche determinato dal mio essere nel virtuale e viceversa.

Dunque oggi forse sta per perdere senso la dicotomia tra identità virtuale e reale a favore di un nuovo concetto di sincretismo tra l’una e l’altra dimensione, così come allo stesso modo noi oggi assistiamo al privato che si mostra in pubblico e il pubblico che diviene un fatto privato.

A questo proposito Zyg, vorrei chiederti cosa pensi, all’interno della relazione virtuale-reale, del rispetto delle distanze fisiche e sociali?

Zygmunt:

Il concetto di distanza richiama immediatamente quello di spazio entro il quale la distanza si può “punteggiare” ed eventualmente cristallizzare.

In Second Life viviamo in uno spazio multi - dimensionale in cui le nostre identità, esse stesse multi – dimensionali , si mescolano fra di loro in un continuo gioco “senza fine” di azioni e retro-azioni in cui, come ho detto, la maschera ci serve per smascherarci.

Lo spazio in cui siamo immersi e che ci contiene è uno spazio estetico - relazionale nel quale le architetture digitali ed i nostri avatar interagiscono continuamente creando esperienze, vissuti e sentimenti ed in cui la tecnologia, di per sé fredda, viene “riscaldata” dalla passione e dalla tattilità della cyber-socialità.

Ci troviamo di fronte a quello che Michel Maffesoli chiamerebbe il “reincanto del mondo” ed alla ri–nascita di una spiritualità dionisiana e di sensualità dionisiache in quanto in SL non è presente la razionalità ed il razionalismo della vita reale e della cultura capitalistica, non abbiamo finalità e ruoli predefiniti, ma possiamo continuamente re-inventarci.

Questo re-incanto, certamente agevolato da estetiche digitali spesso accattivanti e innovative, si esprime attraverso la ri-scoperta del magico (es. la possibilità di mutare estetica e forma dell’avatar a proprio piacimento) e del mito (es. il mito del “cyborg”) che assieme costituiscono l’elemento di viscosità attraverso cui si coagulano le tribù digitali del metaverso.

In tale spazio complesso e multi-vettoriale, le distanze fisiche e quelle sociali non sempre ricalcano quelle del mondo “reale” anche se è gioco-forza che taluni comportamenti siano pressoché speculari, come quando un avatar si avvicina “troppo” a noi ed “invade” il nostro territorio o ci troviamo a frequentare una land che non rispecchia la nostra visione estetica e, più in generale, adotta un linguaggio ed argomenti a noi non familiari o che non ci interessano per nulla.

Ecco che allora si individua subito come una tendenza della società “reale”, quella del neo-tribalismo, si sia naturalmente manifestata ed amplificata in SL dove molte land tentano di creare processi di identificazione e di appartenenza attraverso l’uso di strumenti come l’architettura estetica della Sim, il “look” degli avatar membri del gruppo, la musica ascoltata, gli argomenti trattati, i “segreti” custoditi ed i codici rivelati solo agli adepti.

Ogni land - spazio intangibile, immaginario ed immaginifico, ma al tempo stesso reale per i sentimenti e le passioni che evoca – diventa o cerca di diventare “unica” nel suo genere mediante la creazione di una “distanza” dalle altre in termini di vissuto e di esperienze socio-emozionali.

In tal senso, io parlerei di identità tribali delle varie land di SL e di relative tribù in continuo divenire e abitate in maniera fluida e “baumaniana” da membri in cerca di identificazione.
Il tutto all’insegna dell’esserci “qui ed ora” e quindi senza la inevitabile progettualità stringente (anche se di breve periodo) tipica della “prima vita”, ma in una sorta di “eterno presente” in cui il vissuto e la relativa memoria non precludono un futuro che è tutto da inventare.

Si tratta di una “socialità sognante” in cui le distanze che lo stesso corpo fisico può creare (e crea) nella realtà fisica vengono ri-modellate e riconfigurate attraverso la mediazione degli avatar e del messaggio estetico ed etico di cui essi sono portatori in rappresentanza dei rispettivi internauti.

Ma, a tuo parere Pimpa, c’è più rischio che la “magia” della seconda vita possa offuscare la “banalità” della prima in un pericoloso processo sostitutivo o invece intravedi un feedback positivo fra i due mondi comunque interconnessi ed intimamente legati dall’unità delle persone che ne fanno parte?

 
Creative Commons License

Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Commenti o Domande
Aggiungi NuovoCercaRSS
Scrivi commento
Nome:
Quale prodotto vuoi commentare?
Edita Commento:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 

Powered by JoomlaCommentCopyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved.Homepage: http://cavo.co.nr/

Ultimo aggiornamento ( domenica 22 giugno 2008 )
 
< Prec.   Pros. >