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	<description>Dirottiamo verso il futuro</description>
	<pubDate>Mon, 05 May 2008 21:03:31 +0000</pubDate>
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		<title>La Libia preoccupata dalla Lega Nord</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:55:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ringrazio raser per l&#8217;articolo scritto sul suo blog, per avermi riportato ad una notizia sfuggita nel flusso esuberante di ogni giorno. L&#8217;articolo in questione, è da precisare, non è tanto preoccupato dalla Lega Nord, come ho scritto per faziosa estensione nel titolo, quanto da un suo militante: Roberto Calderoli. Più che preoccupata, per affinare ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio raser per l&#8217;<a href="http://raser.ilcannocchiale.it/post/1893055.html" target="_blank">articolo scritto sul suo blog</a>, per avermi riportato ad una notizia sfuggita nel flusso esuberante di ogni giorno. L&#8217;articolo in questione, è da precisare, non è tanto preoccupato dalla Lega Nord, come ho scritto per faziosa estensione nel titolo, quanto da un suo militante: Roberto Calderoli. Più che preoccupata, per affinare ancora di più il concetto, sarebbe, pare, pronta a modificare il suo rapporto politico con l&#8217;Italia qual&#8217;ora il sopracitato diventasse nuovamente Ministro.<br />
Facile risalire alle <a href="http://www.repubblica.it/2006/b/dirette/sezioni/esteri/vignette/calderoli/index.html" target="_blank">motivazioni</a> di tanto astio. Difficile capire come alla Libia convenga coltivarlo - l&#8217;astio - piuttosto che esprimere una preoccupazione od un&#8217;idea in modo più diplomatico. Sicuramente la situazione rischierebbe di tornare delicata, soprattutto a causa della difficile analisi di certi fatti politici attraverso diverse culture politiche e religiose e quindi di un difficile dialogo. Ma credo che alla fine prevarrà un sobrio interesse politico.<br />
Ecco l&#8217;articolo in questione tratto da <em>La Repubblica</em>:</p>
<p><span id="more-64"></span></p>
<blockquote><p>ROMA - La Libia minaccia &#8220;ripercussioni catastrofiche nelle relazioni con l&#8217;Italia&#8221; se Calderoli tornerà a fare il ministro. Lo ha affermato il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Saif El Islam, secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia ufficiale libica Jana. &#8220;E&#8217; un affare interno che riguarda l&#8217;Italia, ma la questione è molto grave&#8221;.</p>
<p>La nota della Jana ricorda infatti la manifestazione di protesta scoppiata a Bengasi il 17 febbraio 2006 contro il Consolato italiano in seguito alla maglietta con la vignetta anti-islamica mostrata dall&#8217;allora ministro delle Riforme durante un&#8217;intervista televisiva. I manifestanti furono affrontati dalla polizia in scontri che riportarono un bilancio di 11 morti.</p>
<p>&#8220;La crisi - si legge nel testo della Jana - è stata allora circoscritta, causando anche le dimissioni del ministro italiano. Ma in seguito alla vittoria della destra italiana nelle ultime elezioni, sono giunte voci sulla possibilità di ricandidare nuovamente quel ministro, che si considera il vero assassino dei cittadini libici morti in quell&#8217;occasione&#8221;.</p>
<p>Alle pesanti accuse libiche, non tarda ad arrivare la risposta dello stesso Calderoli: &#8220;La scelta della squadra di governo spetta a Silvio Berlusconi che ha avuto un mandato dal popolo che è sovrano, partendo proprio dalle indicazioni che quel popolo gli ha fornito&#8221;. Anche Mario Borghezio ha commentato le dichiarazioni del figlio del leader libico: &#8220;Le terribili minacce che giungono da Tripoli dimostrano che avevo visto giusto indicando la Libia come regista della strategia di invasione delle coste meridionali del nostro Paese. Per fortuna, grazie agli elettori, vi sarà finalmente nel nuovo governo la presenza significativa dei crociati della Lega Nord, in grado di combattere fermamente il pericolo del terrorismo jihadista e i suoi palesi e occulti sostenitori. L&#8217;Italia, grazie anche alla Padania, è un grande Paese e non si farà intimidire da chi semina sentimenti di odio contro di noi, contro la nostra religione e contro la nostra civiltà&#8221;.</p>
<p>(2 maggio 2008) </p></blockquote>
<p>Se devo dire la mia fingendo di essere un arbitro <em>super partes</em>: come dicevo più su, Saif El Islam è stato poco diplomatico nell&#8217;esternare il suo pensiero; però non riesco a non essere almeno comprensivo con lui e con i cittadini libici che pensano che quei morti siano responsabilità di Calderoli. E&#8217; sicuramente una scorciatoia d&#8217;opinione poco illuminata, che taglia fuori molte considerazioni politiche ed etiche e diplomatiche. Ma se fossi nei panni di un libico e se ragionassi più di pancia che di fino, non esiterei a prendere la stessa scorciatoia.<br />
C&#8217;è inoltre da dire che se fossimo tutti paesi di cultura liberista, democratica e moderna individui come Calderoli li si farebbero sprofondare nella merda senza bisogno di morti; magari solo con carta e penna in mano alla persona giusta.</p>
<p>Concludo tranquillizzando i lettori su Borghezio: non preoccupatevi: non è umanamente possibile che abbia visto qualcosa giusto.</p>
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		<title>Ridere²: Luttazzi ci restituisce Woody Allen</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 14:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Lo premetto: io sono un appassionato allo sbaraglio di Woody Allen. Quindi per me questi passaggi quasi scientifici sulle sue - ma non solo sue - tecniche del ridere, per fare ridere. Luttazzi, che non è solo un comico volgare cacciato da diverse reti, bensì è un artista ed un teorico della comicità, nonché persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo premetto: io sono un appassionato allo sbaraglio di Woody Allen. Quindi per me questi passaggi quasi scientifici sulle sue - ma non solo sue - tecniche del ridere, per fare ridere. Luttazzi, che non è solo un comico volgare cacciato da diverse reti, bensì è un artista ed un teorico della comicità, nonché persona di cultura, riscopre le fondamenta del ridere attraverso la sua correzione delle prime tre raccolte di storie di Woody Allen, sfangandole dalle ignoranti traduzioni di trent&#8217;anni fa. La <em>lectio magistralis</em>, è il caso di dirlo, non è nuova (duemilaquattro) ed è già segnalata su diversi siti. Io l&#8217;ho ascoltata per la prima volta ieri sera grazie ad una segnalazione dei Wu-Ming che mi era sfuggita qualche mese fa. Ma credo che dare la possibilità anche solo a tre persone in più di sentirla sia un&#8217;occasione da non perdere. Per me e per voi. La durata del file audio è di 37 minuti. Investiti, non persi. Buon ascolto.</p>
<p><a href="http://infoflux.netsons.org/wp-content/uploads/Daniele_Luttazzi_lezione_sul_comico_07052004.mp3">Daniele Luttazzi - Lezione sul comico</a></p>
<p>P.S. Io intanto penso seriamente di comprarmi <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#038;ct=res&#038;cd=1&#038;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLe_rire_(H._Bergson)&#038;ei=_BMfSPbMC4maeerI6N4M&#038;usg=AFQjCNHi--0jyekdiE0gNC23hD2D1knRNw&#038;sig2=7suYSAFtI7frmWgsjENvgQ" target="_blank"><em>Le rire</em> di Bergson</a>, come consigliatomi tempo fa dal prof. Ficara all&#8217;università, per cominciare farmi una cultura su un argomento così bello, interessante e da scoprire.</p>
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		<title>Schifani Presidente del Senato. E nessuno si ricorda niente…?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 12:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cerca cerca per internet quella cosa che non ricordavo&#8230;eppure sapevo ci fosse qualcosa che non quadrasse: avevo già letto delle cose a riguardo&#8230; Toh! Alla fine salta fuori! E&#8217; proprio vero che la nostra informazione ufficiale e di partito fa schifo. Ringrazio dunque La casa della legalità e della cultura per avere pubblicato questo post, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cerca cerca per internet quella cosa che non ricordavo&#8230;eppure sapevo ci fosse qualcosa che non quadrasse: avevo già letto delle cose a riguardo&#8230; Toh! Alla fine salta fuori! E&#8217; proprio vero che la nostra informazione ufficiale e di partito fa schifo. Ringrazio dunque <em>La casa della legalità e della cultura</em> per avere pubblicato <a href="http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=3089&#038;Itemid=1">questo</a> post, di cui riporto qui la stessa citazione dal libro <strong>I Complici - tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento</strong>di Lirio Abbate e Peter Gomez. Buona lettura&#8230;<br />
<span id="more-61"></span><br />
</p>
<blockquote><p>&#8220;Schifani disse a La Loggia: ‘senti Enrico, dovresti telefonare a Nino Mandalà, perché ha detto che a Villabate Gaspare Giudice non ci deve mettere piede&#8230; e quindi c&#8217;è la possibilità di recuperare Nino Mandalà, telefonagli&#8217;. Il mafioso è quasi divertito. Tanta confusione intorno al suo nome in fondo lo fa sentire importante. Alzare la voce con i politici è sempre un sistema che funziona. E, secondo lui, anche Renato Schifani ne sa qualcosa. Dice Mandalà: ‘Simone, hai presente che Schifani, attraverso questo [il candidato di Misilmeri]&#8230; aveva chiesto di avere un incontro con me, se potevo riceverlo. E io gli ho detto no, gli ho detto che ho da fare e che non ho tempo da perdere con lui. Quindi, quando ha capito che lui con me non poteva fare niente, si è rivolto al suo capo Enrico La Loggia che, secondo lui, mi dovrebbe telefonare. Ma vedrai che lui non mi telefonerà. Mi può telefonare che io, una volta, l&#8217;ho fatto piangere?<br />
Nell&#8217;auto di Simone Castello la domanda del boss di Villabate è seguita da qualche secondo di silenzio. Poi le microspie dei carabinieri registrano la storia di un&#8217;amicizia tradita. Una storia di mafia in cui i capibastone minacciano e i politici, terrorizzati, chiedono piangendo perdono.<br />
Mandalà la narra con astio, tutta d&#8217;un fiato. Torna con la mente al 1995, l&#8217;anno in cui suo figlio Nicola era stato arrestato per la prima volta. Accusa La Loggia di averlo lasciato solo, di averlo ‘completamente abbandonatoì, forse nel timore che qualcuno scoprisse un segreto a quel punto divenuto inconfessabile: lui e Nino Mandalà non solo si conoscevano fin da bambini, ma per anni erano anche stati soci, avevano lavorato fianco a fianco in un&#8217;agenzia di brokeraggio assicurativo.<br />
‘Non mi aspettavo che dovesse fare niente, che dovesse fare dichiarazioni alla stampa, ma almeno un messaggio, ‘ti do la mia solidarietà&#8217;, [mr lo poteva mandare]. Stiamo parlando di un rapporto che risale alla notte dei tempi, quando eravamo tutti e due piccoli - lui è più piccolo di me - [nemmeno] mi ricordo quando ci siamo conosciuti. [Ma] suo padre&#8230; era mio padre, lui era un cristiano con i cazzi, non [come] questo pezzo di merda&#8230; [Poi siamo stati] soci in affari perché abbiamo avuto assieme una società di brokeraggio assicurativo, lui presidente e io amministratore delegato. [Andavamo] in vacanza assieme&#8230;&#8217;<br />
Il portaordini di Provenzano cerca d&#8217;interromperlo, sembra voler tentare di calmarlo: ‘Va bene, magari è il presidente [dei senatori di Forza Italia e non si può esporre]&#8230;&#8217;<br />
‘D&#8217;accordo, però, dico, in una situazione come questa&#8230; Dio mio mandami un messaggio. [Poteva farlo attraverso] ‘sto cornuto di Schifani che [allora] non era [ancora senatore], [ma faceva] l&#8217;esperto [il consulente in materie urbanistiche] qua al Comune di Villabate a 54 milioni [di lire] l&#8217;anno. Me lo aveva mandato [proprio] il signor La Loggia. Lui [Schifani] mi poteva dire, mi chiamava e mi diceva: ‘Nino vedi che, capisci che non si può esporre però è con te, ti manda [i saluti]&#8216;. No, e invece non solo non mi manda [a dire] niente lui, ma Schifani&#8230;&#8217;<br />
‘Dice che non ti conosce&#8230;&#8217;<br />
‘Schifani, quando quelli là in Forza Italia, gli chiedono ‘ma che è successo all&#8217;amico tuo, al figlio dell&#8217;amico tuo&#8217; risponde ‘amico mio?&#8230;no, manco lo conosco, lo conosco a mala pena&#8217;. [Così] il signor Schifani [quando veniva a Villabate] per motivi di lavoro [la consulenza per il Comune] vedeva a me e, minchia, scantonava, scivolava, si spaventava come se&#8230; come se prendeva la rogna, capisci? Poi, un giorno, dopo la scarcerazione di Nicola, [io e La Loggia] ci siamo incontrati a un congresso di Forza Italia. Lui viene e mi dice: ‘Nino, io sai per questo incidente di tuo figlio&#8230;&#8217;.<br />
Gli ho detto: ‘Senti una cosa, tu mi devi fare una cortesia, pezzo di merda che sei, di non permetterti più di rivolgermi la parola&#8217;.<br />
‘Ma Nino, ma è mai possibile che tu mi tratti così?&#8217;.<br />
‘E perché come si deve trattare? Perché non è possibile spiegarmelo. Chi sei?&#8217;<br />
‘No, ma io non dico questo, ma i nostri rapporti&#8230;&#8217;<br />
‘Ma quale rapporto.&#8217;<br />
‘Senti possiamo fare una cosa, ne possiamo parlare in ufficio da me?&#8217;, ‘Si perché no&#8230;&#8217; E ci siamo trasferiti in via Duca della Verdura [lo studio di La Loggia].<br />
[...]<br />
Da un certo punto di vista l&#8217;astio dell&#8217;avvocato Mandalà è perfettamente comprensibile. Lui Schifani e La Loggia li aveva sempre considerati degli amici, tanto che erano stati tra gli ospiti importanti del suo secondo matrimonio, avvenuto nei primi anni Ottanta. A quell&#8217;epoca Nino Mandalà era appena rientrato in Sicilia da Bologna, dove lavorava nel mondo delle concessionarie d&#8217;auto e dove anche suo figlio Nicola era nato. Con loro aveva fondato la Sicula Brokers, una strana società in cui i suoi futuri leader di Forza Italia sedevano fianco a fianco di imprenditori di odor di mafia e boss di Cosa Nostra.<br />
A scorrere le pagine ingiallite di quei documenti societari c&#8217;è da rimanere a bocca aperta: la Sicula Brokers viene creata nel 1979 e tra i soci, accanto a Mandalà, La Loggia e Schifani, compaiono i nomi dell&#8217;ingegnere Benny D&#8217;Agostino, il titolare delle più grandi imprese di costruzioni marittime italiane, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e di Giuseppe Lombardo, l&#8217;amministratore delle società di Nino e Ignazio Salvo, i re delle esattorie siciliane arrestati nel 1984 da Giovanni Falcone perché capi della famiglia mafiosa di Salemi.<br />
La Sicula Brokers è insomma una società simbolo di quella zona grigia nella quale, per anni, borghesia e boss hanno fatto affari.<br />
Palermo del resto è sempre stata così: nel dopoguerra i mafiosi erano i campirei dei ricchi, erano gli uomini di fatica ai quali la borghesia e l&#8217;aristocrazia delegavano l&#8217;amministrazione delle terre e dei beni. Un rapporto quasi simbiotico, spesso caratterizzato da reciproci scambi di favori. Ecco quindi che Benny D&#8217;Agostino, il socio di La Loggia, Schifani e Mandalà, viaggia nei primi anni Ottanta in Ferrari con don Michele Greco, il &#8220;papa della mafia&#8221;; ospita nelle sue proprietà i latitanti; si dedica con i prestanome di Provenzano, come il boss Pino Lipari, al controllo della spartizione degli appalti pubblici. Ecco quindi che il senatore Giuseppe La Loggia, il padre di Enrico, stando al racconto di Mandalà, si presenta da un capomafia come Turiddu Malta per domandare il suo appoggio elettorale.<br />
Un fatto quasi normale per l&#8217;epoca, tanto che del sostegno dato da Cosa Nostra a La Loggia senior parlerà anche Nick Gentile, un pezzo da novanta nella Cosa Nostra made in USA, consigliere di Al Capone e Lucky Luciano.<br />
[...]<br />
Il problema è che la mafia, al contrario della politica, non dimentica. Anche a distanza di anni, anzi di decenni, è difficile scrollarsi di dosso certi rapporti, certe antiche relazioni. Ed è difficile anche per Enrico La Loggia che pure, a metà degli anni Ottanta, fa parte come assessore della prima giunta del sindaco Leoluca Orlando e, per diretta ammissione di Nino Mandalà, in quelle vesti risponde di no alle sue richieste di aiuto.<br />
Così le vittorie elettorali di Forza Italia nelle zone di Villabate e Bagheria, feudi di Provenzano e della famiglia Mandalà, diventano pericolose.<br />
Francesco Campanella, che osserva quanto accade dalla sua poltrona privilegiata di presidente del consiglio comunale, se ne accorge quasi subito. Nel 1994 l&#8217;avvocato Nino Mandalà sbandiera i suoi legami importanti. Se ne fa vanto. Dice a Francesco di avere ‘strettissimi rapporti con il senatore&#8217;, gli parla del suo matrimonio al quale anche lui e Schifani avevano partecipato, e Campanella capisce che non mente. Il nuovo segretario comunale viene scelto dal sindaco Navetta su ‘segnalazione di La Loggia&#8217; e la stessa cosa accade con Schifani: ‘I rapporti tra loro erano ancora ottimi durante l&#8217;inizio dell&#8217;attività politica del Mandalà nel &#8216;94, tant&#8217;è vero che La Loggia era il suo riferimento all&#8217;interno di Forza Italia [...]; a un certo punto Schifani fu segnalato da La Loggia come consulente e quindi nominato dal sindaco come esperto in materia urbanistica. [...] Le quattro varianti al piano regolatore di cui abbiamo parlato, parco suburbano, la variante commerciale, la viabilità, furono tutte concordate dal punto di vista anche di modulazione, di componimento, insomma dal punto di vista giuridico con lo stesso Schifani&#8217;.<br />
[...]<br />
Lì Mandalà organizzò tutto per filo e per segno interagendo in prima persona. [...] Mi disse che aveva fatto una riunione con Schifani e con La Loggia e che aveva trovato un accordo per il quale i due segnalavano il progettista del piano regolatore generale, incassando anche una parcella di un certo rilievo [...]. L&#8217;accordo, che Mandalà aveva definito con i suoi amici Schifani e La Loggia, era quello di manipolare il piano regolatore, affinché tutte le sue istanze - che poi erano [la richiesta] di variare i terreni dove c&#8217;erano gli affari in corso e addirittura di penalizzare quelle della famiglia mafiosa avversaria o delle persone a cui si voleva fare uno sgarbo - fossero prese in considerazione dal progettista e da Schifani [...] Cosa che avvenne, perché poi cominciò questa attività di stesura del piano regolatore e io mi trovai a partecipare a tutte le riunioni che si tennero con lo stesso Schifani, qualche volta allo studio di Schifani e qualche altra volta al Comune. Io [poi] partecipai anche alle riunioni, più tipiche della famiglia mafiosa, in cui Schifani non c&#8217;era&#8230;&#8217;<br />
[...]<br />
Il clan di Villabate si butta a capofitto nell&#8217;affare. Dal Nord torna il costruttore che se ne era andato dal paese quando era scoppiata la faida con i Montalto. Si mette in società con Nino Mandalà, assieme a lui contatta tutti i proprietari degli appezzamenti di terreno che sarebbero dovuti diventare edificabili e fa loro firmare dei preliminari di vendita. In buona sostanza la mafia si accaparra tutte le zone in cui si potrà costruire. In un incontro con il sindaco Navetta e i due Mandalà, Francesco discute il piano regolatore e ‘gli inserimenti fatti dal progettista con i pareri di Schifani&#8217;.<br />
Domanda il pubblico ministero [a Francesco Campanella]: ‘Io volevo capire questo: le risulta che Schifani fosse al corrente all&#8217;epoca degli interessi di Mandalà in relazione all&#8217;attività di pianificazione urbanistica del Comune di Villabate?&#8217;<br />
‘Assolutamente sì, il Mandalà mi disse che aveva fatto questa riunione con La Loggia e con lo stesso Schifani e l&#8217;accordo era appunto nominare, attraverso loro, questo progettista che avrebbe incassato questa grossa parcella che in qualche modo avrebbe condiviso con lo stesso Schifani e La Loggia [...]&#8216;<br />
‘Quindi la parcella non sarebbe andata soltanto al progettista?&#8217;<br />
‘No, il progettista era il titolare di un interesse economico che era condiviso dallo stesso Schifani e La Loggia&#8217;.<br />
[...]<br />
‘&#8230;però rimane da capire, signor Campanella, esattamente in che epoca si collocano o si colloca, se colo una, quella riunione tra Mandalà, La Loggia e Schifani in relazione alla pianificazione urbanistica del Comune di Villabate&#8217;.<br />
‘Questa si colloca sicuramente in epoca successiva all&#8217;arresto di Mandalà Nicola, nell&#8217;epoca in cui stavamo adottando questi atti&#8230;&#8221;</p></blockquote>
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		<title>Ecco (alcune del)le piccole ed ignobili cose che frenano una moderna mentalità politica</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 17:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Vince Alemanno a Roma? Ad ostia si prende a picconate una targa in memoria delle Fosse Ardeatine. Così, nella capziosità e nella prevenzione generale che regna nel nostro pensare la politica, da sinistra continuano ad esserci scuse per dare dei fascisti a destra e viceversa a dire che ci si inventa il fascismo per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vince Alemanno a Roma? Ad ostia si prende a picconate una targa in memoria delle Fosse Ardeatine. Così, nella capziosità e nella prevenzione generale che regna nel nostro pensare la politica, da sinistra continuano ad esserci scuse per dare dei fascisti a destra e viceversa a dire che ci si inventa il fascismo per fare sopravvivere il comunismo e bla bla bla. Il problema continua ad essere lo stesso: all&#8217;Italia non manca la libertà, ma mancano gli uomini liberi. <em>[Clicca l'immagine]</em></p>
<p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=23279&#038;sez=HOME_ROMA"><img align=" center" src="http://img403.imageshack.us/img403/6356/20080428fossetu3.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>Basta folklore!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 12:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Eccheccazzo! Io non riesco a sopportare l&#8217;esagerazione del linguaggio fino a livelli tanto alti. Mi ritengo intelligente e meritevole di essere trattato come tale. E credo anche quei tanti elettori della lega, almeno in parte, si sentano in imbarazzo di fronte alla prosecuzione della linea folkloristico-invettiva.
Non aggiungo altro alle parole di Two Face del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccheccazzo! Io non riesco a sopportare l&#8217;esagerazione del linguaggio fino a livelli tanto alti. Mi ritengo intelligente e meritevole di essere trattato come tale. E credo anche quei tanti elettori della lega, almeno in parte, si sentano in imbarazzo di fronte alla prosecuzione della linea folkloristico-invettiva.<br />
Non aggiungo altro alle parole <del datetime="2008-04-29T12:24:52+00:00">di Two Face</del> del nostro prossimo ministro - probabilmente delle riforme -:</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-04-29_129171600.html">
<div align="center"><strong>Bossi: pronti fronteggiare sinistra</strong><br />
Se vuole scontri ho 300mila uomini a disposizione</div>
<p></a></p>
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		<title>Senato: nuovo Presidente e già i lavori cominciano. Ed anche bene.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 12:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho appena visto in TiVù l&#8217;elezione del nuovo Presidente della Camera del Senato: Schifani del PdL. Che dire? Personalmente non gli darei nemmeno la macchina in prestito (un panda del 99, si noti). Però questo non conta. Quel che conta di più è che Bondi non fosse tra i candidati! Dunque buon lavoro al Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena visto in TiVù l&#8217;elezione del nuovo Presidente della Camera del Senato: Schifani del PdL. Che dire? Personalmente non gli darei nemmeno la macchina in prestito (un panda del 99, si noti). Però questo non conta. Quel che conta di più è che Bondi non fosse tra i candidati! Dunque buon lavoro al Presidente Schifani.</p>
<p>Un plauso va però ai senatori del PdL, i quali hanno approfittato del primo giorno effettivo per cominciare a lavorare. Ciò, visto che i &#8220;gettoni&#8221; glieli paghiamo noi, è molto positivo di per sè, ma è avvalorato ulteriormente dall&#8217;oggetto della prima mozione della nuova legislatura - da me parafrasata-: «Bassolino fuori dai coglioni!». Avete tutto il mio appoggio&#8230; Ecco l&#8217;ANSA del fatto:<br />
<span id="more-58"></span><br />
</p>
<blockquote>
<table class="content_table" border="0" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tbody>
<tr>
<td class="content_title_primopiano" bgcolor="#f9f9f9">Senato:  dal Pdl prima mozione</td>
</tr>
<tr>
<td class="section_secondtitle12">Chiesta rimozione del presidente della Campania Bassolino</td>
</tr>
<tr>
<td class="content_text_news12"><img class="section_image_not" src="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/med/e3e6fa8e492a31ccb67fd99134b5dcf8.jpg" border="0" alt="" hspace="10" align="left" /> (ANSA) - ROMA, 29 APR - E&#8217; dei senatori del Pdl Paravia, De  Feo, Compagna, Contini e altri, il record della prima  mozione presentata al Senato.I parlamentari chiedono al  Governo la rimozione del presidente della Campania Bassolino  e lo scioglimento del Consiglio regionale per l&#8217;emergenza  rifiuti. La mozione e&#8217; stata finora firmata da 12 senatori  (il regolamento prevede almeno 8 firme) &#8216;ma abbiamo gia&#8217;  provveduto a chiedere -ha detto il sen.Paravia- la firma di  tutti i senatori del Pdl-Lega-MpA&#8217;.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</blockquote>
<p>
P.S.: A proposito di Bondi, peggior - forse - persona che io abbia mai visto entrare in una camera negli ultimi anni: è stato l&#8217;unico tra i suoi colleghi pidiellini a fare flop in queste elezioni. Ex comunista si presenta alle comunali di Massa in Toscana per il Popolo delle Libertà!??!? Tiè! Godo parecchio! [Scusate questo post scriptum pregno di personalismo...]</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Liberazioni e memorie - piccolo sfogo</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 16:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Non avevo ancora scritto nulla sulla giornata di ieri, 25 Aprile, festa delle Liberazione dal Nazifascismo. Piuttosto che scrivere un bel post lungo, noioso ed autoreferenziale, ho pensato di sfruttare un articolo postato da un blogger che vado spesso a trovare e con il quale, non condividendo le linee politiche, trovo spesso molti spunti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; padding-right:5px; padding-bottom:5px;" src="http://img390.imageshack.us/img390/6746/libertguidailpopoloitalvm0.jpg" alt="" width="250" height="201" />Non avevo ancora scritto nulla sulla giornata di ieri, 25 Aprile, festa delle Liberazione dal Nazifascismo. Piuttosto che scrivere un bel post lungo, noioso ed autoreferenziale, ho pensato di sfruttare un articolo postato da un blogger che vado spesso a trovare e con il quale, non condividendo le linee politiche, trovo spesso molti spunti di discussione civile e pacata, ma profonda e convinta. Il post che lui ha scritto sulla giornata di ieri mi ha fatto però incaxxare un po&#8217; più del solito, per cui ho deciso di rispondergli con questo post, che ho anche scritto nei commenti del suo.<br />
<br />
Lo spunto a questo indirizzo: <a href="http://ilpensatore.wordpress.com/2008/04/26/il-25-aprile-e-un-inganno/" target="_blank">http://ilpensatore.wordpress.com/2008/04/26/il-25-aprile-e-un-inganno/</a><br />
<br />
Ed ecco la mia risposta:</p>
<p><span id="more-57"></span><br />
L’ipocrisia, per quanto mi riguarda, è il conservatorismo intermittente. Quando fa comodo, è tutto da dimenticare. Quando fa comodo, le radici sono fondamentali. E sembra di intravedere nessuno qui che voglia intraprendere un qualche primo passo verso la de-ideologizzazione di una festa repubblicana. State a casa e lamentatevi delle invettive anacronistiche contro il fascismo. Lasciate fare agli altri e le cose non vi piacciono; in più date a tutti dei comunisti, dei parassiti dei movimenti sessantottini, dei paraculi surfisti dell’onda dell’egemonia culturale comunista su alcuni eventi.</p>
<p>Mi spiace, ma questo è irrispettoso. Ho sentito parlare il vicepresidente nazionale dell’ANPI: lui gli alleati li ricordava, anche se a Torino sono arrivati a città liberata. Cosa credi? Che un povero vecchio che ha fatto una o due guerre abbia problemi a fare giusti panegirici alle forze alleate? Quanta ingenuità ci vorrebbe? Quanta ignoranza?</p>
<p>Vorrei poi scoprire quanto il tuo primo argomento sull’inutilità della memoria terrebbe se applicato ad altri ambiti. Io, per me, ritengo fondamentale la memoria e gli insegnamenti della storia. Scindendo la Storia dalla storiografia e dall’uso pubblico della storia, che sono tre cose differenti tra loro. Mi spiace che la prima - la Storia - possa essere tradita solo perché ci si trova da una parte o dall’altra, in schieramenti che NON ESISTEVANO nel dato momento storico di cui parliamo. Riusciamo a fare ideologismo retroattivo! Magnifico…</p>
<p>Io sono comunque stufo di essere preso per comunista per gesti che faccio in onore alla Repubblica ed alla Democrazia. Io che ringrazio i padri costituzionali perché tra qualche giorno Berlusconi possa tornare al governo votato dai cittadini, io che m’incazzo con gli organizzatori della manifestazione del 25 aprile perché qualche coglione ha infilato Contessa a tutto volume durante il corteo. Ieri ho voluto solo ricordare l’inizio della Libertà e della Democrazia. L’hanno portata i partigiani, i disertori fascisti, gli alleati? Bene. L’hanno portata avanti persone che erano fasciste e che, dopo l’amnistia, hanno accettato di stare dentro ad un sistema democratico? Bene. Per le critiche faziose ho tutto il resto dell’anno.</p>
<p>Scusate lo sfogo, ma mi avete fatto arrabbiare! ^_-</p>
<p>Saluti!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pino Masciari</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 10:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Tutta questa assenza, soprattutto in periodo elettorale, dal blog e non solo. Nemmeno un post sul panorama politico. Nemmeno un post. Ma un motivo c&#8217;è: c&#8217;è stato, e c&#8217;è ancora, bisogno di stare vicino ad una persona, un cittadino, un amico; e, tramite lui, da stare vicino al senso civico, alla legalità, a quei principi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="float: right;" src="http://img518.imageshack.us/img518/191/pinomasciarity2.jpg" alt="" width="360" height="241" />Tutta questa assenza, soprattutto in periodo elettorale, dal blog e non solo. Nemmeno un post sul panorama politico. Nemmeno un post. Ma un motivo c&#8217;è: c&#8217;è stato, e c&#8217;è ancora, bisogno di stare vicino ad una persona, un cittadino, un amico; e, tramite lui, da stare vicino al senso civico, alla legalità, a quei principi imprescindibili per ogni cittadino consapevole, onesto, attivo, attento. Questa persona è Giuseppe (Pino) Masciari.</p>
<p style="text-align: justify;">Doveroso ora scrivere di lui anche qui, in questo spazio angusto e poco letto, dato che Pino pensa che «ogni persona in più che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno». Sarò molto breve e lascerò al fondo i link sui quali approfondire una storia, una vita, un percorso, un movimento che stanno troppo stretti in un singolo post.<span id="more-55"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Pino Masciari è un imprenditore calabrese; undici anni fa la sua vita viene sconvolta da una delle decisioni più difficili e più onorevoli che un cittadino in Italia possa pensare di intraprendere: diventa testimone di giustizia denunciando le pressioni che subirono le sue imprese da parte del racket &#8216;ndranghetista. Fatto questo, come ricompensa, cominciarono le minacce verso la sua persona, i suoi cari, i suoi stipendiati, i suoi averi. Le istituzioni del suo territorio decidono dunque di passare all&#8217;azione: anch&#8217;esse, colluse con il sistema mafioso, cominciarono ad esercitare pressioni economiche illegali nei suoi confronti. Lo si chiama &#8220;pizzo&#8221;. Ma è solo la punta di un iceberg.</p>
<p style="text-align: justify;">Pino non mise freno al suo senso civico del dovere, non rinunciò ad i suoi diritti di cittadino onesto; denunciò tutto e tutti. E non fu nemmeno facile denunciare, perché le stesse forze dell&#8217;ordine gli suggerirono di lasciare perdere, pena mettersi in una situazione sempre peggiore. Ma la decisione è presa, il primo passo, esiziale, già fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Scatta il programma di protezione testimoni. D&#8217;un tratto bisogna svuotare la casa dalle cose indispensabili, prima di tutto moglie e due bambini. Un&#8217;auto della polizia aspetta fuori pronta a partire. Ma lì per lì non immagini che l&#8217;autista sia un Caronte.</p>
<p style="text-align: justify;">Undici anni dopo la traversata dell&#8217;Acheronte Masciari ha la fortuna di non essere finito tanto in basso: s&#8217;è fermato nel limbo. Limbo dei diritti, limbo dei doveri, limbo sociale. Nascosto con tutta la famiglia per undici anni, sotto scorta, lontanissimo da casa. Non si può parlare con nessuno. I bambini non possono crescere con tutte le possibilità che un bambino ha il diritto di avere. Il lavoro è perso, le imprese lasciate allo sfascio; il sussidio statale non fa altro che fare incazzare, perché Pino era, è, un imprenditore ed aveva un giro economico invidiabile, onesto, frutto di lavoro del padre prima poi  del suo ed i soldi se li è sempre saputi guadagnare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://img530.imageshack.us/img530/2646/highres1317798el4.jpg" alt="" width="240" height="320" />Le misure cautelari sono giuste e comprensibili; Pino si è fidato per tanti anni, anche quando la scorta gli è stata ridotta, quasi revocata. Pino si sente nel giusto; ed in quanto cittadino nel giusto aspetta solo che tutto si risolva e si torni alla vita, confida nelle istituzioni. Nonostante gli alti e bassi nel loro comportamento negli anni.</p>
<p></p>
<p style="text-align: justify;">Pino Masciari sono UNDICI anni che comprende, che si fida, che attende. Evidentemente qualcosa non ha funzionato: se dopo undici anni si mena ancora il can per l&#8217;aia invece di mettere mano a provvedimenti per restituire dignità e libertà ad un cittadino che ha fatto solo di buono e per questo sta pagando, e-v-i-d-e-n-t-e-m-e-n-t-e &#8220;qualcosa&#8221; non ha funzionato. Undici anni sono tanti, ma per un ragazzino che ne ha pochi di più sono TROPPI. Ed è questo che Pino Masciari e sua moglie, Marisa, non possono tollerare.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo al 30 Marzo 2008. Chi conosce Pino resta basito e preoccupato: improvvisamente si sa che Pino è partito, con due amici, per la Calabria. Molti lo vengono a sapere dal comunicato stampa che recita nel titolo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO  O  ADOZIONE AD ALTRO STATO (<a href="http://www.pinomasciari.org/node/1443" target="_blank">qui il comunicato stampa completo con video</a>)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Vi lascio leggere il comunicato stampa o, meglio, ascoltare Pino mentre annuncia il suo gesto per capire meglio la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui in avanti è tutta storia, giorno per giorno, ancora in avvenire. Impossibile ricostruire queste ultime tre settimane se non leggendo il sito di Pino - che segnalerò in chiusura. Da dire è che assieme a Pino ci sono stati decine e decine di cittadini in tutta Italia che si sono organizzati per fare sapere a centinaia e centinaia di persone ciò che stava accadendo - riportato poco dai media -, per allungare la vita di Pino di una moltitudine di giorni, attraverso sit-in, manifestazioni, presidi (permanente 24h al giorno quello di Torino), volantinaggio. Insomma in ogni forma che un normale cittadino con la sua voce, le sue gambe, le sue braccia può trovare per esprimere la sua solidarietà, per stare vicino e per aiutare un amico. Ricordando anche tutte la altre 74 (75? Non ricordo, ma siamo lì&#8230;) persone che vivono la stessa situazione di Masciari (<a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-04-23_123188649.html" target="_blank">vedi questa notizia fresca</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni dei riferimenti per conoscere e seguire la vicenda:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.pinomasciari.org" target="_blank">Il sito di Pino</a> (cominciando da <a href="http://www.pinomasciari.org/node?page=7" target="_blank">questa</a> pagina per rileggere dall&#8217;inizio di questa epopea)</li>
<li>Il <a href="http://masciaritorino.altervista.org" target="_blank">blog</a> del presidio di Torino (segnalo questo perché ne faccio parte, <a href="http://www.acmos.net/newspino/index.php/Categoria:Presidi_e_Manifestazioni" target="_blank">qui</a> info su altri)</li>
<li>La <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=110361184715135689878.000449f54126f29cc3a3e&amp;ll=48.019324,11.271973&amp;spn=6.892911,14.853516&amp;z=6|" target="_blank">mappa</a> di tutti i presidi</li>
<li>Il <a href="http://www.acmos.net/newspino/" target="_blank">wiki</a> che sta raccogliendo ed ordinando tutte le informazioni sulla vicenda (quindi ottima fonte)</li>
<li>I <a href="http://www.antenneattive.org" target="_blank">video</a> registrati e mandati in streaming durante il viaggio</li>
<li>Tutti gli <a href="http://www.acmos.net/newspino/index.php/Video:_tutto_da_YouTube" target="_blank">ultimi video su Pino</a> presenti su YouTube</li>
<li>Una <a href="http://www.flickr.com/photos/25353070@N04/show/with/2387948727/" target="_blank">selezione di foto</a> dei presidi, del viaggio, del 21 Marzo a Bari (giornata nazionale in ricordo delle vittime di mafia)</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pino Torinese!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 12:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[No, non il bel paese appena fuori torino, arroccato sulle colline! E&#8217; proprio il nostro Pino Masciari ad essere diventato, dal pomeriggio di ieri, 16 Aprile 2008, cittadino onorario del comune di Torino!

Questo non solo è un piacere ed un orgoglio ed una gioia per tutti noi torinesi che gli siamo stati vicino, ma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">No, non il bel <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=pino+torinese&amp;jsv=107&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=13.630778,29.882813&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.051453,7.77832&amp;spn=0.100415,0.233459&amp;z=12" target="_blank">paese</a> appena fuori torino, arroccato sulle colline! E&#8217; proprio il nostro Pino Masciari ad essere diventato, dal pomeriggio di ieri, 16 Aprile 2008, cittadino onorario del comune di Torino!</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://img169.imageshack.us/img169/3231/pinotorinesecu0.png" alt="" width="518" height="216" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo non solo è un piacere ed un orgoglio ed una gioia per tutti noi torinesi che gli siamo stati vicino, ma è anche un precedente politico incredibilmente importante. E&#8217; il riconoscimento dell&#8217;importanza della sua storia, del suo coraggio, della sua situazione. Ed uno dei maggiori comuni d&#8217;Italia l&#8217;ha - finalmente - capito. Ora non si può che far cominciare un circolo virtuoso: per noi che da semplici cittadini, ostracizzati dal mainstream mediatico, proviamo a fare sentire, attraverso le nostre parole ed i nostri gesti, la voce di Pino, un evento del genere è una conferma del fatto che no, non stiamo lottando per niente. No, non possono fare i sordi all&#8217;infinito.</p>
<p style="text-align: justify;">Un grazie enorme a tutti i consiglieri del Consiglio Comunale di Torino, che hanno mantenuto la loro parola - data l&#8217;altra settimana - e che hanno compiuto un gesto, primi in Italia, che ci rende felici e che rende felice Pino e tutta la famiglia Masciari. E pure la aiuta.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chi serca la sapienza la trova</title>
		<link>http://infoflux.netsons.org/index.php/2008/02/09/chi-serca-la-sapienza-la-trova/</link>
		<comments>http://infoflux.netsons.org/index.php/2008/02/09/chi-serca-la-sapienza-la-trova/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 11:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pioneer Skies</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Un po' per ridere]]></category>

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		<description><![CDATA[So che rischio di sembrare anacronistico con questo piccolo post; ma voglio scongiurare questo eventuale minunderstanding chiarendo che non è certo un tentativo di informazione, nè intenzione di (ri)aizzare gli animi più sensibili all&#8217;argomento. Inoltre arrivo così tardi a causa di studio, esami, impegni vari. Vi state chiedendo attorno a cosa sto girando? Di cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">So che rischio di sembrare anacronistico con questo piccolo post; ma voglio scongiurare questo eventuale <em>minunderstanding </em>chiarendo che non è certo un tentativo di informazione, nè intenzione di (ri)aizzare gli animi più sensibili all&#8217;argomento. Inoltre arrivo così tardi a causa di studio, esami, impegni vari. Vi state chiedendo attorno a cosa sto girando? Di cosa sto parlando? Sicuramente lo capirete mentre leggerete questo passo della Bibbia che vi propongo:  <em>Sapienza, </em>6, 12-21&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://img150.imageshack.us/img150/6315/19151889jy3.jpg" alt="ImageShack" border="0" /></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-52"></span></p>
<blockquote>
<p align="justify"> <strong>12</strong> La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l&#8217;ama,  trovata da chiunque la ricerca. <strong>13</strong> Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano. <strong>14</strong> Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, a troverà seduta alla sua porta. <strong>15</strong> Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni. <strong>16</strong> Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade,va loro incontro con ogni benevolenza. <strong>17</strong> Suo principio assai sincero è il desiderio d&#8217;istruzione; la cura dell&#8217;istruzione è amore; <strong>18</strong> l&#8217;amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità <strong>19</strong> e l&#8217;immortalità fa stare vicino a Dio. <strong>20</strong> Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno. <strong>21</strong> Se dunque, sovrani dei popoli, i dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.</p>
</blockquote>
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