Guerrilla mob dell’Adidas organizzato ad Amsterdam per la squadra di calcio della capitale olandese, l’Ajax. In occasione del lancio e della presentazione della nuova maglia ufficiale per la nuova stagione sportiva c’è stato un vero terzo tempo mob, ovvero un’esplosione di condivisione delle t-shirt, proprio come fanno i calciatori a fine partita.
La gente che indossava la nuova maglia dell’Ajax chiedeva ai passanti lo scambio della maglietta.
Un gesto bellissimo che ha messo in mostra parecchie panze, ma ha anche divertito tantissimo.
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È uscita a Giugno, in Inghilterra, la ristampa del libro di John Grant, “The Green Marketing Manifesto”(qui anche il suo blog).
Il punto di vista proposto è interessante e cerca di coniugare quanto di teoricamente più conflittuale: il marketing (che nasce e si sviluppa per far consumare di più, anche oltre i veri bisogni) con la coscienza ecologica (che, invece, promuove un approccio orientato alla riduzione dei consumi, anche quelli più strettamente necessari).
La teoria è semplice, persino banale: il marketing non solo può non essere nemico dell’ambiente, ma può diventarne un prezioso alleato, utile per promuovere un nuovo stile di vita, più consapevole e rispettoso dell’ambiente e delle sue risorse.
Quindi il paradigma si sposta. Non più l’applicazione delle tecniche di marketing come strumento per seguire le mode del momento e fare greenwashing (per es. trovando delle chiavi di comunicazione ambientali), ma senza realmente cambiare il proprio modo di fare business.
Piuttosto lo sfruttamento del marketing come approccio e insieme di tecniche per orientare e sviluppare una nuova coscienza ‘verde’, allargando la base di coloro che sono disposti a rispondere positivamente alle istanze ambientali, anche attraverso le proprie scelte di consumo.