Gay Pride, parole d’ordine: “Dignità, parità, laicità”

Gay Pride 2008

Un’acclamatissima Vladimir Luxuria, con una tiara in testa e un gonnellino bianco, ha dato il via al corteo. Sullo striscione d’apertura del ‘Bologna Pride’ le tre parole d’ordine della manifestazione: “Dignità, parità, laicità”. A tenerlo ci sono, tra gli altri, Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, Marcella Di Folco, leader del Movimento transessuali italiani (in mise nera in segno di lutto, ha spiegato) e l’ex deputata Luxuria. “Avevano previsto una Bologna grigia e nuvolosa, siamo venuti a colorare questa città”, ha spiegato Vladimir Luxuria. In testa la tiara con la scritta ‘No angel’. Alla domanda sul perché di quella scritta, ha risposto: “Perché, meno male, non sono un angelo”. A sfilare in corteo anche Nicki Vendola, presidente della Regione Puglia, Vittoria Franco, ‘ministro ombra’ del Pd per le Pari opportunità, e Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay. Lungo il percorso molti cartelli a favore della laicità ed anche uno dal tono un po’ spinto rivolto al ministro Carfagna: “Carfy, te la sbatto in faccia la cravatta”, che allude all’invito rivolto dal ministro ad un Pride meno appariscente in giacca e cravatta. Per gli organizzatori i partecipanti sono ventimila, ma secondo la questura sarebbero 6-7mila.

Bologna avrà una strada intitolata a Stefano Casagrande, figura storica del Cassero, il circolo gay cittadino tra più antichi e attivi in Italia: il sindaco Sergio Cofferati, incontrando nella mattina gli organizzatori del Gay Pride, ha infatto detto sì alla richiesta avanzata nei giorni scorsi dalle associazioni omosessuali e transgender. E a un’azione simbolica, Cofferati ne ha aggiunta anche una concreta, annunciando che a giorni aprirà un ufficio dedicato a gay, lesbiche e trans, all’interno dello sportello comunale per le politiche delle differenze. Intanto, in attesa dei Pacs o Dico, a Bologna Alessandro Grisolini di Firenze e Bernard Vandal del Quebec si sono uniti in matrimonio simbolicamente davanti al consigliere comunale Alessandro Zan di Padova, che introdusse l’anagrafe delle coppie di fatto. A sancire il matrimonio simbolico una foto e un bacio.

I partiti sono fuori dal Gay Pride. Ma per Franco Grillini, storico leader del Movimento Gay ed ex deputato, manifestare significa fare politica: “La politica dei partiti è scarsamente presente, perché ormai da tempo quelli che in Parlamento hanno abbandonato la battaglia per i diritti politici, ma il Gay Pride è una festa della politica”. Anche Nichi Vendola ha partecipato fin dalla partenza del pre-corteo al Gay Pride nazionale di Bologna. “Non essere qui è davvero uno spreco, c’è un’energia formidabile, è il punto fondamentale per ricominciare battaglie di libertà” ha detto il presidente della Regione Puglia “È un vero peccato che il Pd non ci sia, ma non parlo solo del Pd, tutti quelli che hanno a cuore la domanda di libertà del paese non possono non essere qui”. “Questo Pride è diverso perché si sente nel Paese un forte vento di intolleranza” ha spiegato Vendola “sono tornate a parlare e a vincere culture regressive. Sulla diversità si gioca una partita cruciale per la democrazia”.

Commenti

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Il 29 Giugno 2008 alle 11:31 lapolide ha scritto:

Padova, 29 giugno 008.

” Forbidden..Benedetto Della Vedova !”

Per quanto ci riguarda, conosco solo un Benedetto che ha il diritto di cavalcare con il rispetto dovuto alla spiritualità dell’anima che impersona, quella famosa , magnifica citazione che recita >, divenuto poi Benedetto XVI°, Papa dei Romani e dei Cristiano Cattolici Apostolici di tutto il mondo.

Tutti gli altri nomati “Benedetti”, nati nel Suo tempo, ci spiace constatarlo, si sono dimostrati, e rimangono, soltanto “fuffa “, cosa di poco conto,” pupi siciliani”. E della specie più inquietante, sebbene diconsi umani.

Ripensandoci, siamo sicuri che se all’epoca recente delle elezioni, (ecco uno dei lati negativi di quella Legge attuale sul voto che si manifesta nelle forme più macabre) avessimo saputo che “Un” signore distinto, come è senz’altro B. Della Vedova, fosse diventato, senza colpe ma anche senza lodi, un “Relatore” del partito a cui anche noi cittadini, popolani, abbiamo dato l’assenso , siamo certi che almeno quei voti, sarebbero confluiti altrove.

Ricordiamo la recidività dell’ “ Homo Sapiens” di cui stiamo parlando, ancora quando nel lontano mese di Maggio del 2007, ci fu la riunione bolognese (?) sul tema della Famiglia, per la quale lo ringraziammo sentitamente della Sua “Non” partecipazione, constatati i principi distorti sull’insegnamento del vivere come insegnatoci da Madre Natura, preferendo unioni unisex di vario tipo, invece del matrimonio tra uomo e donna, puntualmente rispuntati ieri con la Sua partecipazione al Gay Pride, guarda caso, nella Città principe dei cosiddetti “Busoni” ( dicono gli esperti). Non vagoliamo , con i nostri pur modesti scritti, nelle sabbie mobili da lui sapientemente postate, nei suoi discorsi concettuosi ma devianti dalla Natura Umana, della quale siamo attenti e rispettosi seguaci. Come: “l’Amore, quello vero, è dato dall’unione tra un uomo ed una donna. Il resto è devianza, da rispettare, sì, ma non ci sono parole intermedie ”. Questo è il concetto basilare di chi è un credente e per di più cattolico cristiano. Diverso da quello in cui ha creduto di portarci il “Nostro”, tentando, come un “satanello” tentatore di provincia, di giustificare il suo preferire (?) silenzioso “contro natura”, incessantemente, perché gli manca (forse) il coraggio di pronunciare “Quella parola ” sì cara ai Gay (forse per non perdere il posto o la stima, forse per celia, forse per non morire politicamente, chi lo sa ?). Intanto parlano i due articoli da Lui postati, uno su il Giornale del 28 giugno, e l’altro di Domenica su Libero., che non hanno bisogno di venire commentati. Constatando, altresì , se non soprattutto, i componenti della “dolce Brigata “ con Luxuria che fa da “Star “ da marciapiede, e della contro brigata “anti-gay pride ”, in altra piazza, scomodando sempre il solito Dante Alighieri, che credo, fra Rondoni e il giullare Benigni ( che Iddio ce ne liberi), si sia rotto gli “zebedei”, al continuo sussultare nella tomba.

Basta, per favore, caro Benedetto Della Vedova con l’ipocrisia. Se prevale in Lei il “basic-instinct ”, come per Cecchi Paone ( diverso da quello della Sheron Stone, per intenderci) questo prenderci in giro con noi stessi.

Continui se non può farne a meno, su quella strada. Nessuno glielo ha imposto, è stata una sua libera scelta. Così come continueremo la nostra di strada che è della maggioranza umana, favorevole a preferire e seguire le leggi di Madre Natura ( poiché cogitante) e non quella bestiale, che cogitante non lo è.

Diabolico illuderla (la Natura) ed anche dissacrante in certi casi. Ci lasci concludere con la piccola frase da Lei stesso coniata, quando noi lettori di passaggio, per sbaglio, clicchiamo incautamente, sul Suo blog : >.

Ad Maiora. …e continui così, se le piace.

lapolide.

Il 29 Giugno 2008 alle 13:12 lapolide ha scritto:

Padova, 29 giugno 008.

Forbidden..Benedetto Della Vedova !

Una cosa “aggia ‘a capì, cari Amici dell Redazione.
Perchè mi avete oscurato la frase di chiusura del mio articolo quì sopra postato stamane che così recita:
> ?
Mi avete rovinato il finale del discorso. Se è offensivo, sono affari di Benedetto Della Vedova non miei. Ho copiato la frase dal Suo blog, capito mi avete ? Grazie se mi chiarirete il perchè.
Lapolide.

Ad Maiora. …e continui così, se le piace.

lapolide.

Il 1 Luglio 2008 alle 15:56 flintstone ha scritto:

A dir la verità nel Paese, contrariamente a quanto afferma Vendola,si avverte un olezzo nauseabondo al passaggio di un corteo sculettante composto da squalificati protagonisti esibizionisti, rappresentanti soltanto di carnevalesche sceneggiate degne del peggior avanspettacolo.Le culture vincenti tornate a vincere sono quelle che il popolo sovrano gradisce e non quelle che vorreste imporre camuffandovi da vittimi. L’omossessualità in Italia non è discriminata. Lo dimostra il fatto che uno come Vendola guida la regione Puglia. Quello che viene criticato è solo lo sbracato ed indecente spettacolo messo in scena a dispetto della decenza, dell’educazione e del rispetto che si deve al resto della cittadinanza.Tutti quelli che hanno a cuore la vera domanda di libertà dell’Italia hanno fatto benissimo a non essere presenti.La risposta datevela da soli, pagliacci.

Il 5 Luglio 2008 alle 12:10 noirpink _ modello pandemonium ha scritto:

Un’intervista a un’altra mamma Agedo…
http://noirpink.blogspot.com/2.....ne-il.html

Alcune foto, se volete…
http://noirpink.blogspot.com/2.....-2008.html

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