Il tavolo del Consiglio dei Ministri
“Non si è parlato del decreto legge sulle intercettazioni” nel Consiglio dei ministri di oggi. Lo ha riferito il ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, al termine della riunione.
Anche Massimo D’Alema è intervenuto sul tema delle intercettazioni: “La sistematica pubblicazione di materiali coperti da segreto istruttorio è un problema in uno stato di diritto e in Italia non è mai stato processato nessuno per questo reato”. “Noi siamo contrari” ha evidenziato D’Alema “alle leggi ad personam ma siamo garantisti e il governo Prodi, nel quale c’era pure Di Pietro, aveva presentato un ddl che affrontava con equilibrio questa materia”. “Non ritengo di dover manifestare con Di Pietro perché dissento dal suo modo di condurre la battaglia politica” ha detto a Piero Fassino, ministro ombra degli Esteri del Pd, sulla manifestazione indetta l’8 luglio a Roma per protestare contro la politica in materia di giustizia del governo. “Secondo me ci andrà tanta gente, e anche tanta gente che vota il Partito democratico” ha affermato Fassino “e non ho niente da obiettare. Ma io avrò diritto di non andarci?”. “Non aderiamo alla manifestazione” ha spiegato il parlamentare del Pd “perché il taglio dato dagli organizzatori avvita ancora di più la politica in questa spirale di rissa, di radicalismo estremo alla fine del quale raccoglieremo solo macerie”. Intervenendo poi nella polemica degli ultimi giorni sulle intercettazioni che riguardano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Fassino ha detto: “Dove sta scritto che i giornali, quando vengono in possesso di un’intercettazione, devono pubblicarla? Come se fosse un obbligo morale. Non si pubblica qualsiasi cosa per vendere quattro copie in più e sputtanare il mondo”.
LEGGI ANCHE: Berlusconi non va a Matrix: Niente gossip”

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.








¶ Il 4 Luglio 2008 alle 16:43 Berlusconi: “Soddisfatto della squadra e del lavoro” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[…] Il premier, nella nota in cui motivava ieri il suo no a Matrix, spiegava che non voleva offuscare quanto fatto in questi due mesi di governo andando in una trasmissione a parlare di gossip. E oggi al termine del Consiglio dei ministri, dove non si è parlato di intercettazioni, si è presentato nella sala stampa di palazzo Chigi per tracciare un bilancio di questi primi sessanta giorni di esecutivo. Un governo che per Silvio Berlusconi è stato “eccezionale a dispetto del gossip dei giornali e del fango gettato da certa magistratura”. “A due mesi dall’inizio dell’attività del governo sono estremamente soddisfatto della squadra e del lavoro che siamo riusciti a fare”. E’ questo l’esordio in conferenza stampa affiancato dai ministri Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli, Mara Carfagna, Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Gianfranco Rotondi e Stefania Prestigiacomo. Poi entra nel merito di tutte le insinuazioni di questi giorni: “Nonostante tutto questo fango che, senza fondamento e senza base, viene gettato sul governo e su singoli ministri, i sondaggi ci premiano e continua a crescere la fiducia degli italiani”. Una fiducia che il premier indica essere cresciuta nelle ultime settimane ancora di uno 0,3%”. Come spesso gli accade agli attacchi Berlusconi risponde non mollando, ma anzi attaccando: “Non ci facciamo impressionare dagli attacchi delle toghe. Sui giornali in primo piano campeggiano continui attacchi da certa magistratura. Vogliono sovvertire il voto degli italiani, ma il tentativo fallirà. Quel tentativo che è riuscito nel 1994 non riuscirà questa volta non 2008”. Quindi la frase nuova. Dopo aver ribadito che non si avvarrà della norma blocca-processi e aver detto che non si tratta di una norma salva-premier, ma di una norma salva tutti esclama: “Il premier non ha bisogno di essere salvato. Si salva da solo: ha un’autorevolezza che va oltre i magistrati militarizzati e militanti”. E riguardi ai suoi processi si fa sfuggire una frase che frena subito dopo: “Alcuni non sono processi… li definirei in altro modo ma non voglio acuire la polemica”. Il premier quindi spiega che il governo dovrà non solo lavorare, ma anche spiegare agli italiani i risultati conseguiti. E per questo accanto a lui in conferenza stampa siedono tanti ministri a cui non risparmia lodi: “Sono estremamente soddisfatto della squadra di governo e voglio ringraziare l’entusiasmo la passione di ministri nuovi e giovani che ci hanno già fatto realizzare alcuni impegni elettorali”. Per spiegare agli italiani le cose fatte dal governo il premier sceglie la strada, già attuata con Forza Italia, dei gazebo: “Vogliamo comunicare i risultati del nostro lavoro e ogni fine settimana il Pdl, tramite i gazebo in tutta Italia, farà conoscere i risultati del governo”. Un’idea a cui si aggiunge la conferenza programmatica che ha annunciato il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi per il 24 luglio: “sarà la prima, poi gireremo le cento città italiane in tutta la legislatura, per raccontare quel che il governo ha fatto, ascoltare le proposte dei cittadini ed essere presenti sul territorio”. Il presidente del Consiglio, dopo aver promesso che i rifiuti di Napoli verranno rimossi entro il 20 luglio, ha quindi svolto una ricognizione dei provvedimenti – ha parlato contandone 67 – approvati del governo. E così i ministri che erano in conferenza stampa con lui. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi oltre alla promessa “per il mese di luglio di una riforma della giustizia sul lavoro”, ha ricordato quanto già fatto: “dalla detassazione degli straordinari e dei premi di produttività alla deregolazione della gestione dei rapporti di lavoro, fino all’abolizione del divieto di cumulo tra pensioni e redditi da lavoro”. Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il lavoro è stato tanto “e lo abbiamo fatto in completa coerenza con il nostro programma elettorale”. Ma Alfano ha parlato anche di giustizia civile: “Non di sola giustizia penale si vive e – ha aggiunto il Guardasigilli - Berlusconi ha voluto un grande impegno sul fronte della giustizia civile, la cui riforma è inserita nella manovra del governo”. Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, spiega che ci sarà presto “un garante per l’infanzia” e ha parlato dell’introduzione della nuova figura di reato, lo stalking e del ddl contro la violenza sessuale che tende a rafforzare la tutela penale introducendo delle aggravanti”. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha parlato di lavoro da smaltire per colpa di un’eredità pesante del precedente governo: “Abbiamo dovuto smaltire l’eredita’ del governo Prodi che ci ha lasciato 159 provvedimenti in materia ambientale non portati a compimento”. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha sottolineato la compattezza politica dell’esecutivo: “Questo è il governo più compatto e unito che si sia visto. Non dimentichiamo quello che succedeva nei precedenti governi, anche di centrodestra: contrasti e frizioni, cosa che non accade con questa squadra che sta lavorando per risolvere i problemi della gente”. Finale del Cavaliere con stilettata ai giornali: “Sto per partire per il Giappone per il G8. E lì parleremo e dovremo risolvere problemi quali la fame, il prezzo del petrolio, quello del grano, parleremo di ambiente e mutamenti climatici: quelli sono problemi molto seri. Mentre le pagine dei nostri provincialissimi giornali sono piene di polemiche da cortile”. LEGGI ANCHE: Il Consiglio dei ministri non parla di intercettazioni […]