La Danimarca si converte all’auto elettrica?
30 Maggio 2008 di darietto
Come già avevo detto, l’auto elettrica è un prodotto geniale, in grado di migliorare in maniera estremamente significativa la qualità della vita nelle città e al contempo incrementare l’efficienza energetica del pianeta, ma per diffondersi su larga scala necessita di una infrastruttura dedicata, di fornitori affidabili e di un sistema fiscale premiante.
Sono queste le premesse del progetto Better-Place, nato in California per opera dell’imprenditore israelo-americano Shai Agassi e adesso esportato in Danimarca grazie a un accordo con la locale compagnia Dong energy e col governo scandinavo. Il piano prevede la realizzazione entro il 2011 di circa 20.000 punti di ricarica (situati in parcheggi, luoghi di lavoro e case private) per automobili e 150 stazioni di cambio, dove le batterie scariche potranno essere rapidamente sostituite se - per esempio - si sta affrontando un lungo viaggio, proprio come si fa oggi quando ci si ferma a fare il pieno.
“Il costo medio di un’auto in Danimarca” - dice Agassi – “è ora di circa 38.000 euro, in buona parte composto di tasse. Un’auto elettrica, sulla quale il governo rinuncerà agli introiti, dovrà invece costare sui 20.000 euro”. Il progetto prevede che gli automobilisti non siano i proprietari delle batterie ma paghino un ammortamento in base ai chilometri percorsi. Inoltre, secondo il Ministro per gli Investimenti Esteri, “le auto elettriche sono adatte a un Paese in cui gran parte della produzione di elettricità avviene attraverso turbine eoliche. Esse possono essere ricaricate durante la notte quando non c’è una grande richiesta dell’elettricità prodotta dalle turbine”.
I primi veicoli, prodotti da Renault ed equipaggiati con batterie Litio-Ioni realizzate da Nissan in collaborazione con Nec, inizieranno a circolare l’anno prossimo; se il progetto avrà successo Francia e Giappone potrebbero essere le prossime nazioni a lanciarsi nell’impresa. Non posso che gioire di questa iniziativa auspicando che si moltiplichi nel Mondo e magari anche nel mio bel Paese del Sole.
Credo comunque che il cerchio energetico si debba chiudere direttamente tra le mure di casa, almeno per quello che riguarda i consumi domestici. Intendo dire che l’auto elettrica dovrebbe essere ricaricata attraverso energia generata da fonti rinnovabili, come pannelli fotovoltaici installati sulla propria abitazione. Solamente in questo modo ci si potrà slegare dal monopolio del trasporto legato alle multinazionali (per i carburanti) e allo Stato (accise sugli stessi).
Un cambiamento è possibile. Un cambiamento è possibile.
LiveYourLife!
[Fonte: Aess Modena]
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Questo articolo è stato pubblicato il Venerdì, Maggio 30th, 2008 alle 19:49 ed è archiviato in Energia, Trasporti. Tags: mobilità, sviluppo sostenibile, Trasporti. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.










