In queste calde serate estive si può risolvere una cena leggera pescando qualche prelibatezza in una buona gastronomia.

Protagonista a fianco alla burrata di Andria, ai pomodorini arrosto e alla pizza genovese, tutte specialità nostrane, è la cecina de Leon, un salume squisito, saporito che per caratteristiche è proprio una via di mezzo tra il prosciutto e la bresaola. Sul sito del consorzio IGP è definita come “carne bovina seccata e affumicata proveniente dalla parte posteriore dell’animale. La cecina presenta esteriormente un colore tostato-abbrustolito, leggermente scuro, dovuto al processo della elaborazione. “
Molto interessante è la storia di questo salume noto fin dal I° secolo d.C. (e non dal IV secolo a.C. come riportato erroneamente qui) secondo la testimonianza di Lucio Giunio Moderato Columella, nel suo “De re rustica”.













