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	<title>Calabria Contatto</title>
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	<description>Calabria Contatto, portale di informazione turistica, promozione Eventi, Vacanze, Passioni, Storia, Eco-Turismo, Cultura ed Informazioni, Mare, Montagna</description>
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	<title>Calabria Contatto</title>
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		<title>Evoluzione digitale: Domenico Gambardella  all&#8217;Unical</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 11:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AI, creatività e futuro dell&#8217;audiovisivo nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale Domenico Gambardella, filmmaker e regista di programmi RAI come Kiliman­giaro, Sapiens e Cose Nostre, è stato protagonista di una lezione-evento all&#8217;Università della Calabria, dove ha affrontato il tema dell&#8217;evoluzione digitale nel filmmaking e il ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nella produzione audiovisiva contemporanea. L&#8217;incontro, dal titolo “Senza fatica: l&#8217;illusione [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>AI, creatività e futuro dell&#8217;audiovisivo nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale</h3>
<p><strong>Domenico Gambardella</strong>, filmmaker e regista di programmi RAI come <em>Kiliman­giaro</em>, <em>Sapiens</em> e <em>Cose Nostre</em>, è stato protagonista di una lezione-evento all&#8217;<a href="https://www.unical.it/" target="_blank">Università della Calabria</a>, dove ha affrontato il tema dell&#8217;evoluzione digitale nel filmmaking e il ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nella produzione audiovisiva contemporanea.</p>
<p>L&#8217;incontro, dal titolo <strong>“Senza fatica: l&#8217;illusione della perfezione AI e il futuro del filmmaking”</strong>, ha offerto una riflessione approfondita su come le nuove tecnologie stiano trasformando i linguaggi del cinema, della comunicazione e della narrazione visiva.</p>
<h3>Il confine tra talento umano e automazione nell&#8217;era dell&#8217;AI</h3>
<p>Durante il dialogo con gli studenti dei corsi di <strong>Media e Società Digitale</strong> e <strong>Scrittura, Immagini e Media Digitali</strong> del Dipartimento di Scienze e Politiche Sociali, Gambardella ha raccontato la propria esperienza professionale, attraversando decenni di trasformazioni: dal cinema analogico alla produzione digitale avanzata.</p>
<p>“Giro da decenni e ho visto cambiare strumenti, flussi di lavoro e linguaggi,” ha spiegato il regista. “Adesso, però, sta cambiando qualcosa di più profondo: il modo in cui pensiamo al processo creativo, alla fatica e, soprattutto, all&#8217;errore. L&#8217;AI ci propone una perfezione levigata che può diventare una prigione per l&#8217;originalità se non siamo noi a governarla.”</p>
<p>Il tema centrale dell&#8217;incontro è stato il rapporto tra <strong>automazione, intelligenza artificiale e creatività umana nel filmmaking</strong>, con un&#8217;attenzione particolare al rischio di omologazione estetica e perdita di autenticità.</p>
<h3>Intelligenza artificiale e futuro del cinema</h3>
<p>Gambardella ha invitato gli studenti a utilizzare l&#8217;<strong>AI</strong> come strumento creativo e non come sostituto del pensiero critico:<br />
“Lasciatevi sorprendere. Non fate che l&#8217;intelligenza artificiale spenga la vostra testa, ma l&#8217;accenda, sfruttandola come una risorsa. Non inseguite la comodità del risultato immediato, ma cercate sempre l&#8217;anima di ciò che raccontate.”<br />
Un messaggio rivolto ai futuri professionisti del <strong>cinema digitale, della comunicazione e dei media audiovisivi</strong>, chiamati a confrontarsi con un settore in rapida trasformazione.</p>
<h3>Un ritorno alle radici e alla comunità accademica</h3>
<p>Il regista ha inoltre espresso gratitudine per l&#8217;invito e per il valore dell&#8217;incontro formativo:</p>
<p>“Desidero ringraziare il Rettore dell&#8217;Università della Calabria, Gianluigi Greco, e il professor Daniele Dottorini per l&#8217;accoglienza e per aver promosso un momento di riflessione così vitale. Tornare nella mia terra per parlarne ha un sapore particolare: è un debito di conoscenza che si restituisce a una comunità di talenti che ha il diritto di essere protagonista del cambiamento.”</p>
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		<item>
		<title>Torre Galli, 100 anni dagli scavi di Paolo Orsi</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/torre-galli-100-anni-scavi-paolo-orsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 13:26:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Museo]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Torri]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>100 anni dagli scavi di Paolo Orsi a Torre Galli Sono trascorsi 100 anni dalla pubblicazione dei risultati emersi nello scavo archeologico effettuato da Paolo Orsi nella necropoli di località “Torre Galli” , nel territorio di Drapia. La ricorrenza sarà commemorata con un apposito incontro in programma lunedì 18 maggio, alle ore 11, nel Museo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>100 anni dagli scavi di Paolo Orsi a Torre Galli</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/museo-vibo-valentia-incontro-locandina-torre-galli-calabria-contatto.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/museo-vibo-valentia-incontro-locandina-torre-galli-calabria-contatto-200x300.jpg" alt="Museo Vibo Valentia Incontro Locandina Torre Galli Calabria Contatto" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-15233" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/museo-vibo-valentia-incontro-locandina-torre-galli-calabria-contatto-200x300.jpg 200w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/museo-vibo-valentia-incontro-locandina-torre-galli-calabria-contatto-49x73.jpg 49w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/museo-vibo-valentia-incontro-locandina-torre-galli-calabria-contatto.jpg 599w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/museo-vibo-valentia-incontro-locandina-torre-galli-calabria-contatto-200x300@2x.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Sono trascorsi <strong>100 anni dalla pubblicazione dei risultati</strong> emersi nello scavo archeologico effettuato da Paolo Orsi nella necropoli di località “Torre Galli”<span id="more-15222"></span><br />
, nel territorio di Drapia. La ricorrenza sarà commemorata con un apposito incontro in programma <strong>lunedì 18 maggio, alle ore 11</strong>, nel<a href="https://cultura.gov.it/luogo/museo-archeologico-nazionale-vito-capialbi"> Museo archeologico nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia</a>, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria.</p>
<hr />
<h3>L&#8217;iniziativa “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi”</h3>
<p>L&#8217;iniziativa &#8211; dal titolo <strong>“Torre Galli, 100 anni dopo Orsi &#8211; Dallo scavo al racconto del patrimonio”</strong> &#8211; attraverso un momento di approfondimento scientifico e di divulgazione aperto al pubblico, intende ripercorrere, a un secolo di distanza, l&#8217;importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Dallo scavo emersero <strong>oltre 300 tombe</strong>, in gran parte preelleniche.</p>
<hr />
<h3><strong>Il programma dell&#8217;evento</strong></h3>
<p>Il programma dell&#8217;evento promosso dal “Vito Capialbi” prevede gli interventi di studiosi, funzionari e professionisti che, a vario titolo, hanno contribuito allo conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del sito e dei materiali provenienti dagli scavi.</p>
<p>I lavori saranno aperti dal direttore delegato della <a href="https://www.calabriacontatto.it/nuovo-comitato-scientifico-drmn-calabria/">Direzione regionale Musei nazionali Calabria</a>, <strong>Fabrizio Sudano</strong>.</p>
<p>Subito dopo tra le mura del castello normanno-svevo di Vibo Valentia si alterneranno:</p>
<ul>
<li>il direttore del Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi”, <strong>Michele Mazza</strong></li>
<li>il direttore degli scavi di Torre Galli, <strong>Marco Pacciarelli</strong></li>
<li>la restauratrice dei reperti provenienti dallo scavo, <strong>Marianna Musella</strong></li>
<li>il funzionario archeologo della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, <strong>Francesco Parrotta</strong></li>
<li>il direttore responsabile de “LaCNews24”, <strong>Franco Laratta</strong></li>
</ul>
<hr />
<h3>Documentario e approfondimenti</h3>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro sarà tra l&#8217;altro illustrato dall&#8217;autore e proiettato in sala il documentario del fotoreporter <strong>Saverio Caracciolo</strong>, dedicato alla storia dello scavo, ai reperti e al paesaggio archeologico di Torre Galli.</p>
<p>L&#8217;appuntamento rappresenta un&#8217;occasione unica per riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla necessità di costruire nuove forme di narrazione del patrimonio, capaci di coniugare <strong>rigore scientifico, tutela e divulgazione</strong>.</p>
<hr />
<h3>Informazioni utili</h3>
<p>Nella giornata di lunedì 18 maggio il Museo archeologico nazionale rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico dalle <strong>9 alle 13</strong>. Si consiglia la prenotazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Giuria &#8211; Parte VII</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-vii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 13:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concorso Letterario 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria in Versi]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso Letterario]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SEZIONE A- POESIA Federica Nanci Si vuotavano le orbite e cercavano nel buio oltre gli oggetti i disamori i dissapori il principio delle foglie essiccate. E respiravano l&#8217;aroma della pece bruciata. Adesso piangono gli orfani di luce sulle vampe che santificano gli olmi. Sanno d&#8217;incenso, corallo, resina adusta, s&#8217;aggrappano nell&#8217;ombra al futuro che non sanno [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>SEZIONE A- POESIA</h3>
<p>Federica Nanci</p>
<blockquote class="modern-quote full"><p>Si vuotavano le orbite e cercavano nel buio<br />
oltre gli oggetti i disamori i dissapori il principio<br />
delle foglie essiccate. E respiravano l&#8217;aroma<br />
della pece bruciata. Adesso piangono gli orfani di luce<br />
sulle vampe che santificano gli olmi. Sanno d&#8217;incenso,<br />
corallo, resina adusta, s&#8217;aggrappano nell&#8217;ombra al futuro<br />
che non sanno più vaticinare: il mistero qui si annida<br />
nei riverberi, nella battigia lurida<br />
di sangue e coriandoli. I profeti in preda al sonno<br />
si reggono come cavalli stanchi. Tutta la notte hanno vegliato<br />
pregando per la brina calpestata, gli anemoni incendiati,<br />
invalidate le speranze e predizioni. Senza più fame<br />
si dileguano tra le stagioni, dispersi<br />
nella babele degli accenti. Il flusso nelle vene<br />
non s&#8217;avverte, gli umani impazzirebbero, sì,<br />
folleggerebbero, se potessero saggiare<br />
la bolgia delle cellule.<br />
Dal mare come polvere<br />
s&#8217;incrosta la salsedine, ristagna<br />
sulla bocca delle spose, si mescola<br />
al silenzio delle pietre: rimane come demone<br />
la nostalgia. E le logora.</p></blockquote>
<hr />
<h3>Federica Nanci</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/federica-nanci-calabria-contatto.jpeg"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-15221" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/federica-nanci-calabria-contatto-225x300.jpeg" alt="Federica Nanci Calabria Contatto" width="225" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/federica-nanci-calabria-contatto-225x300.jpeg 225w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/federica-nanci-calabria-contatto-55x73.jpeg 55w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/federica-nanci-calabria-contatto.jpeg 600w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/federica-nanci-calabria-contatto-225x300@2x.jpeg 450w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Federica Nanci (1988) vive e lavora a Catanzaro. Giurista di formazione, presta servizio presso il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, conciliando la passione per l&#8217;argomentazione giuridica con la ricerca poetica.</p>
<p>​Vincitrice nel 2021 del concorso &#8220;<a href="https://www.calabriacontatto.it/calabria-in-versi-2021-grande-successo-evento-finale/">Calabria in Versi</a>&#8220;, oggi ne cura l&#8217;organizzazione e la selezione critica come membro della Giuria di Qualità per l&#8217; Associazione Calabria Contatto. Suoi testi sono stati pubblicati sul blog Finestre de l&#8217;Irregolare. Con la raccolta Sanguinis Effusione è attualmente finalista alla XXV edizione del Premio InediTo &#8211; Colline di Torino.</p>
<hr />
<h3>SEZIONE A- POESIA</h3>
<p>Roberta Cricelli</p>
<blockquote class="modern-quote full"><p>Nodo di lingue che non si scioglie<br />
sotto il doppio peso del tempo.<br />
L&#8217;ulivo inciso e il sale che vaga<br />
da nave a porto.<br />
Giufà passa e nessuno lo trattiene<br />
ride quando sbaglia,<br />
inciampa mentre comprende,<br />
e ogni sua caduta è una forma di sapienza<br />
che si fa favola.<br />
La striscia in cui l&#8217;alba incontra il tramonto<br />
in un solo respiro è ancora la mia nákē<br />
Lì mi adagio, avvolta in un manto purpureo<br />
che racconta la miscela del mio destino.<br />
Resti limes la mia pelle.<br />
Che il mio sguardo trovi lo zenit<br />
tra le mura di un monastero ove un eremita fa l(i)evitare una lode<br />
affinché pure il fratello cenobita riconosca<br />
nella pace meticcia il suo unico pane azzimo.</p></blockquote>
<p>*<cite>la striscia è l&#8217;Istmo di Catanzaro è il punto più stretto d&#8217;Italia (circa 30 km), permettendo di ammirare l&#8217;alba sul Mar Ionio e il tramonto sul Mar Tirreno nello stesso giorno.</cite></p>
<p>*<cite>dal greco νάκη (nákē), che significa “vello lanoso”, adoperato verosimilmente per la costruzione proprio delle culle. La Naca di Catanzaro è una storica e solenne processione penitenziale del Venerdì Santo che attraversa il centro storico del capoluogo calabrese, celebrando la morte di Cristo. Il termine &#8220;Naca&#8221; (culla) indica il catafalco barocco in cui viene adagiata la statua del Cristo Morto, adornato con fiori, luci e angioletti, portato a spalla dai Vigili del Fuoco.</cite></p>
<p>*<cite>Tradizionalmente in Occidente, il monaco cenobita è legato alla regola, alla comunità, al lavoro ordinato del tempo (Benedettini: “ora et labora”). In Oriente, l&#8217;eremita tende più spesso alla dissoluzione del ruolo sociale: isolamento, ascesi radicale, spoliazione del linguaggio. Nel testo la volontaria inversione dei ruoli segue una logica di empatia meticcia.</cite></p>
<hr />
<h3>Roberta Cricelli</h3>
<div id="attachment_15220" style="width: 179px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/roberta-cricelli-calabria-contatto.jpeg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-15220" class="size-medium wp-image-15220" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/roberta-cricelli-calabria-contatto-169x300.jpeg" alt="Roberta Cricelli Calabria Contatto" width="169" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/roberta-cricelli-calabria-contatto-169x300.jpeg 169w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/roberta-cricelli-calabria-contatto-41x73.jpeg 41w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/roberta-cricelli-calabria-contatto.jpeg 450w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/roberta-cricelli-calabria-contatto-169x300@2x.jpeg 338w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a><p id="caption-attachment-15220" class="wp-caption-text">ph Gianluca Bellacoscia</p></div>
<p><strong>Roberta Cricelli</strong>, classe 1995, nata a Catanzaro, si diploma tra i banchi del Liceo delle Scienze Umane “E.Fermi” del capoluogo.</p>
<p>Successivamente consegue la laurea in Sociologia all&#8217;Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro e in Metodi e linguaggi del giornalismo all&#8217;Università degli Studi di Messina. È giornalista pubblicista e collabora con testate cartacee e online, blog culturali e rubriche di approfondimento, occupandosi di temi culturali e sociologici, oltre a dedicarsi alla scrittura poetica e in prosa. Nel 2014 vince una borsa di studio nell&#8217;ambito del progetto “Pace e Dialogo con le Nuove Generazioni” promosso dal Rotary Club Distretto 2100 con il saggio “L&#8217;eterna esigenza dell&#8217;uomo”. Nel 2018 è selezionata tra i poeti della VII edizione del premio “Alda Merini” promosso dall&#8217;Accademia dei Bronzi di Catanzaro, partecipando all&#8217;antologia “Versi per Alda” con la poesia “Fenice”.</p>
<p>Nel 2019 ottiene il primo posto al concorso “Calabria in Versi” con la poesia “Radices” e partecipa come componente della giuria di qualità nelle edizioni successive entrando a far parte del team associativo di Calabria Contatto. Nello stesso anno è selezionata con “Intensa-Mente” per il concorso nazionale di poesia “Dantebus” e la sua “Marzo” arricchisce il Calendario 2020 de “L&#8217;Albero di Kery ONLUS”.<br />
Nel 2020 il componimento “Risacca” è finalista web del contest “I corpi e i luoghi” promosso dall&#8217;Accademia Mondiale della Poesia. Nel 2021 si classifica al terzo posto al “Premio Nazionale di Poesia La Masnada”, sezione poesia inedita e avvia l&#8217;attività di recensione letteraria per la rubrica “Calabria Libri” di <a href="https://www.calabriacontatto.it/chisiamo/">Calabria Contatto</a>.</p>
<p>Nel tempo cura anche prefazioni ai volumi del poeta catanzarese Italo Cirene e intraprende collaborazioni editoriali: “ La poesia &#8220;L&#8217;acrobata” è pubblicata nel volume &#8220;Avvocati.Ritratti di una professione di Gianluca Bellacoscia (YoucanPrint); il componimento “a(Essenza)” è inserito nella collana Libro Verde (IVVI Editore); il racconto “(In)sonorizzati” compare nella raccolta Musikkeller (Kulturjam Edizioni), curata da Annalisa Nicastro. Suoi testi sono stati pubblicati sul blog Finestre de l&#8217;Irregolare.<br />
Scrive tra rigore e immaginazione, senza prendersi troppo sul serio ma prendendo molto sul serio le<br />
parole.</p>
<hr />
<h3>SEZIONE B- RACCONTO BREVE E ALTRE SCRITTURE</h3>
<p>Marco Angilletti</p>
<blockquote class="modern-quote full"><p><strong>TESTIMONIUM KALABRIA COAST TO COAST*</strong><br />
Esistono sentieri che richiamano alle armi il cuore, dove le emozioni escono dall&#8217;alveo di un fiume e irrobustiscono di bellezza i ponti in pietra dell&#8217;anima. Si percorrono scalzi, con la stessa esaltazione di un bambino.<br />
Sono cammini che scombinano i punti cardinali dell&#8217;Io, a ricordare che la vera bussola è lo spirito, non i piedi.<br />
Non conosce argini la magia con cui lo Ionio e il Tirreno irrorano il seme di ogni tappa conquistata.</p>
<p>I canti eufonici di aironi cenerini si mescolano con i sussurri di voci antiche.</p>
<p>Le pupille luccicano di fronte ai ruderi impregnati di incanto e storia.</p>
<p>Le carezze dei pioppi neri e dei faggi rassicurano i ricordi, come saggi eremiti che insegnano a non avere paura. Ogni sorgente è una mano che rinfresca la vita, ogni campo di grano è una radura di sogni.<br />
Si avverte l&#8217;odore della terra: profuma di valori, di incontri e racconti, di speranze mai estinte.</p>
<p>Siamo fatti di passi, siamo fatti di impronte, come la terra di Calabria che ti benedice la fronte e ti converte alla pace interiore.</p></blockquote>
<p>*<cite>Scritto da Marco Angilletti, il testo viene riportato sul testimonium del<a href="https://www.kalabriatrekking.it/il-cammino-coast-to-coast/en/from-the-ionian-to-the-tyrrhenian-sea-the-camino-kalabria-coast-to-coast/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Kalabria Coast to Coast</a>, il percorso<br />
di 55 chilometri che collega Costa ionica e tirrenica.</cite></p>
<hr />
<h3>Marco Angilletti</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/marco-angilletti-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-15219" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/marco-angilletti-calabria-contatto-222x300.jpeg" alt="Marco Angilletti Calabria Contatto" width="222" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/marco-angilletti-calabria-contatto-222x300.jpeg 222w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/marco-angilletti-calabria-contatto-54x73.jpeg 54w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/marco-angilletti-calabria-contatto.jpeg 591w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/marco-angilletti-calabria-contatto-222x300@2x.jpeg 444w" sizes="auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px" /></a>Marco Angilletti nasce a Catanzaro il 12 giugno 1985.</p>
<p>Dopo una lunga esperienza tra sociale, no profit e diritti umani, oggi lavora nella pubblica amministrazione.Ha fatto da poco ritorno in Calabria, sua terra d&#8217;origine. Una scelta dettata dalla voglia di ristabilire il contatto con le proprie radici.<br />
Il desiderio di raccontare le diversità dell&#8217;animo umano lo spinge alla scoperta dei vissuti più nascosti e straordinari, concentrandosi su realtà e storie che non trovano la giusta voce nella società.</p>
<p>È autore dello storico settimanale Confidenze su cui racconta storie vere. Ha pubblicato il libro inchiesta Morbi et Orbi (Falco Editore), finalista al “Premio Nabokov 2013” e la raccolta epistolare-storiografica Al di là dei fuochi (Ursini Edizioni), conquistando il primo posto al “Premio Letterario Città di Tiriolo”.Si è classificato al secondo posto nella XII edizione del Premio Letterario La Quara 2025 con il racconto dal titolo &#8220;Qua dentro&#8221;. &#8220;Qua dentro&#8221; è ambientato nella cruda realtà carceraria, esplorando le distanze fisiche e metaforiche create dai muri. La passione per la scrittura gli ha permesso di ottenere riconoscimenti in tutta Italia e pubblicazioni in diverse antologie.</p>
<p><strong>Cammina con Federica, Roberta, Marco e tutti noi, partecipa a Calabria in Versi<a href="https://www.calabriacontatto.it/calabria-in-versi-ottava-edizione/"> ottava edizione</a>!</strong></p>
<hr />
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		<title>In prima linea per la vita</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/in-prima-linea-per-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Megafono del Calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Megafono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo degli infermieri catanzarese si prepara ad accogliere un appuntamento che unisce etica professionale e responsabilità civile. Il prossimo 15 maggio 2026, alle ore 9:00, nella sala convegni e centro di simulazione dell&#8217;OPI Catanzaro (Ordine delle professioni infermieristiche), si terrà un incontro di sensibilizzazione dedicato alla donazione di sangue e midollo osseo. L&#8217;iniziativa nasce [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo degli <strong>infermieri catanzarese</strong> si prepara ad accogliere un appuntamento che unisce etica professionale e responsabilità civile. <span id="more-15178"></span><br />
Il prossimo 15 maggio 2026, alle ore 9:00, nella sala convegni e centro di simulazione dell&#8217;OPI <a href="https://www.calabriacontatto.it/ciclone-di-solidarieta-a-catanzaro/" target="_blank">Catanzaro</a> (Ordine delle professioni infermieristiche), si terrà un incontro di sensibilizzazione dedicato alla donazione di sangue e midollo osseo.</p>
<p>L&#8217;iniziativa nasce dalla collaborazione tra OPI, <a href="https://www.opicatanzaro.it/nasce-opi-giovani-catanzaro-inoltra-la-tua-candidatura/" target="_blank">OPI GIOVANI Catanzaro</a>, <a href="https://www.admocalabria.it/" target="_blank">ADMO Calabria</a> (<em>Associazione donatori midollo osseo</em>) e <a href="https://www.aviscatanzaro.it/" target="_blank">AVIS Comunale Catanzaro</a> 2013 (Associazione volontari<br />
italiani sangue), con l&#8217;obiettivo di promuovere l&#8217;iscrizione ai registri donatori e rafforzare una cultura della solidarietà attiva.</p>
<h3>Infermieri donatori: un modello che fa scuola</h3>
<p>Il messaggio è chiaro: gli infermieri non sono solo professionisti della cura, ma anche protagonisti diretti della donazione. Sempre più operatori sanitari scelgono infatti di iscriversi ai registri ADMO e AVIS, diventando un esempio concreto per la comunità. «Gli infermieri che donano rappresentano un modello autentico di responsabilità sociale – sottolinea la presidente dell&#8217;OPI Catanzaro, Giovanna Cavaliere –. Non ci limitiamo ad assistere: scegliamo di esserci fino in fondo, offrendo una possibilità di vita anche al di fuori del nostro ruolo professionale».</p>
<h3>Giovani al centro della campagna</h3>
<p>Particolare attenzione è rivolta ai giovani tra i 18 e i 35 anni, fascia fondamentale per l&#8217;iscrizione al registro dei donatori di midollo osseo. L&#8217;invito è diretto: diventare “il tipo giusto”, aderendo a un gesto che può fare la differenza. «Vogliamo trasmettere un messaggio forte alle nuove generazioni – prosegue Cavaliere –: la donazione è una scelta consapevole che può salvare vite. Gli infermieri che già hanno aderito dimostrano che è possibile coniugare professione e impegno civile».</p>
<h3>Una rete per la vita</h3>
<p>L&#8217;evento rappresenta anche un momento di confronto tra istituzioni sanitarie e associazioni di volontariato, con l&#8217;obiettivo di costruire una rete sempre più solida a favore della cultura del<br />
dono. Attraverso testimonianze, interventi informativi e momenti di dialogo, l&#8217;incontro punta a trasformare la sensibilizzazione in azione concreta: iscrizioni, partecipazione e diffusione di<br />
consapevolezza.</p>
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		<title>La Giuria &#8211; Parte VI</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-vi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concorso Letterario 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria in Versi]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso Letterario]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SEZIONE A- POESIA Teresa Rizzo Il giurato consiglia – Timira: romanzo meticcio di Wu Ming 2 e Antar Mohamed (Einaudi, 2012) Panoramica del libro In un capolavoro del neorealismo, &#8220;Riso amaro&#8221; di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in hot pants compare una strana mondina nera. Il suo nome è Isabella Marincola, ma in [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-vi/">La Giuria &#8211; Parte VI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.calabriacontatto.it">Calabria Contatto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>SEZIONE A- POESIA</h3>
<p>Teresa Rizzo</p>
<hr />
<h3>Il giurato consiglia – Timira: romanzo meticcio di Wu Ming 2 e Antar Mohamed (Einaudi, 2012)</h3>
<blockquote><p><strong>Panoramica del libro </strong></p>
<p>In un capolavoro del neorealismo, &#8220;Riso amaro&#8221; di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in hot pants compare una strana mondina nera. Il suo nome è Isabella Marincola, ma in Somalia si farà chiamare Timira. Donna appassionata e libera, nata nel 1925 a Mogadiscio, è una figura nascosta e leggendaria, uno scrigno di storie intrecciate, tra Europa e Africa, che questo libro per la prima volta disseppellisce. Timira è un &#8220;romanzo meticcio&#8221; che mescola memoria, documenti di archivio e invenzione narrativa. Scritto da un cantastorie italiano dal nome cinese, insieme a un&#8217;attrice italosomala ottantacinquenne e a un esule somalo con quattro lauree e due cittadinanze. Per interrogare, attraverso l&#8217; epopea del passato, un tempo che ci vede naufraghi, sulla sponda di un approdo in fiamme. Questo tempo dove ci salveremo insieme, o non si salverà nessuno.</p></blockquote>
<hr />
<h3>Una pagina tira l&#8217;altra &#8211; Lo sguardo di Teresa Rizzo</h3>
<p><cite>In un mondo che ci vede naufraghi, quasi senza un&#8217;identità positiva perché sballottati da idee e preconcetti</cite><br />
<cite>molto preoccupanti e a volte dolorosi, ci deve illuminare la convinzione che il senso di umanità e del nostro</cite><br />
<cite>profondo umanesimo alla fine ci porterà alla salvezza. Credo che possa essere un messaggio da indirizzare</cite><br />
<cite>ai nostri giovani, che sono sicura saranno in grado di cogliere questa sfida.</cite><br />
<cite>Forse, noi adulti, non abbiamo saputo coglierla e affrontarla fino in fondo.</cite></p>
<hr />
<h3>Teresa Rizzo</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/teresa-rizzo-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-15174" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/teresa-rizzo-calabria-contatto-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/teresa-rizzo-calabria-contatto-150x150@2x.jpeg 300w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/teresa-rizzo-calabria-contatto-150x150.jpeg 150w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/teresa-rizzo-calabria-contatto-73x73.jpeg 73w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/teresa-rizzo-calabria-contatto.jpeg 640w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/teresa-rizzo-calabria-contatto-300x300@2x.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Teresa Rizzo, nata a Albi, un piccolo paese della Presila, vive a Catanzaro fin dalla più tenera infanzia. Dopo aver conseguito il diploma di abilitazione magistrale ha svolto il suo percorso universitario presso la facoltà di Magistero di Salerno, dove ha conseguito la laurea in pedagogia.<br />
È una dirigente scolastica in pensione e attualmente è attiva in associazioni culturali e nel volontariato. Dal 2007 guida, in qualità di Presidente, il locale Comitato della Società Dante Alighieri e da oltre un trentennio è volontaria presso il Comitato Provinciale UNICEF, per il quale segue il progetto scolastico “La Scuola dei diritti dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;adolescenza”.</p>
<hr />
<h3>SEZIONE B- RACCONTO BREVE E ALTRE SCRITTURE</h3>
<p>Pasquale Rogato</p>
<hr />
<h3>Una sera a teatro con &#8220;<a href="https://www.calabriacontatto.it/semi-sepolti-sulla-sabbia/">Semi sepolti sulla Sabbia&#8221;</a></h3>
<hr />
<h3>Direzione a cura di Pasquale Rogato</h3>
<hr />
<h3>Un pensiero per Calabria in versi – Il teatro come luogo di attraversamento di Pasquale Rogato</h3>
<p><em>Ho sempre pensato al teatro come a un luogo di attraversamento.</em><br />
<em>Attraversamento di corpi, lingue, memorie, fragilità. </em></p>
<p><em>Uno spazio dove le identità non si chiudono mai definitivamente, ma si espongono all&#8217;incontro, al cambiamento, alla possibilità di essere trasformate dall&#8217;altro. Forse è anche per questo che nel mio lavoro torno spesso verso storie sospese, vite ai margini, umanità che cercano un posto nel mondo senza sapere se riusciranno davvero a trovarlo.</em></p>
<p><em>Nel mio ultimo lavoro teatrale, <strong>“Semi sepolti sulla sabbia”</strong>, ho sentito ancora una volta la necessità di</em><br />
<em>interrogarmi sul significato della partenza, dell&#8217;attesa, della speranza e della perdita. Non soltanto come</em><br />
<em>temi legati alla migrazione, ma come condizioni profondamente umane, capaci di attraversare ogni</em><br />
<em>territorio e ogni tempo.</em><br />
<em>La Calabria, in fondo, custodisce dentro di sé questa natura complessa e stratificata. È una terra costruita</em><br />
<em>da incontri continui, da culture sovrapposte, da differenze che nel tempo hanno imparato a convivere</em><br />
<em>lasciando tracce profonde nel linguaggio, nei volti, nei gesti, nella memoria collettiva.</em><br />
<em>Per questo credo che la parola meticcia non possa spaventare, non debba indicare una perdita, ma una</em><br />
<em>ricchezza. Dentro questa idea esiste la possibilità del dialogo, dell&#8217;ascolto reciproco, della convivenza tra</em><br />
<em>storie differenti. Esiste la capacità di riconoscere nell&#8217;altro non una minaccia, ma una presenza capace di</em><br />
<em>completare e trasformare la nostra visione del mondo.</em><br />
<em>Anche il teatro, quando riesce davvero a essere vivo, funziona così: mette in relazione differenze, crea spazi</em><br />
<em>di ascolto, costringe a guardare più da vicino ciò che spesso scegliamo di tenere distante.</em><br />
<em>Forse oggi abbiamo ancora bisogno di luoghi capaci di generare incontro. Luoghi dove le diversità non</em><br />
<em>vengano cancellate o temute, ma accolte come parte necessaria di una comunità più ampia, più fragile, più</em><br />
<em>umana.</em><br />
<em>È forse per questo che sento profondamente vicino il tema di Calabria Meticcia: perché ogni identità viva</em><br />
<em>nasce dall&#8217;incontro, dal dialogo e dalla capacità di lasciarsi attraversare dall&#8217;altro.</em></p>
<hr />
<h3>Pasquale Rogato</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/pasquale-rogato-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15171" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/pasquale-rogato-calabria-contatto-287x300.jpeg" alt="Pasquale Rogato Calabria Contatto" width="287" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/pasquale-rogato-calabria-contatto-287x300.jpeg 287w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/pasquale-rogato-calabria-contatto-70x73.jpeg 70w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/pasquale-rogato-calabria-contatto.jpeg 800w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/05/pasquale-rogato-calabria-contatto-287x300@2x.jpeg 574w" sizes="auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px" /></a>Pasquale Rogato (1986) è regista, attore e insegnante di recitazione. Laureato in Regia presso l&#8217;Accademia<br />
di Belle Arti di Catanzaro con una tesi dedicata alla maschera nel teatro e nel cinema, da anni porta avanti<br />
un percorso artistico e pedagogico legato alla ricerca teatrale, alla formazione e alla scrittura scenica.<br />
Collabora stabilmente con Edizione Straordinaria – Scuola di Teatro Enzo Corea, dove è responsabile dei<br />
corsi di recitazione e propedeutica teatrale nelle diverse sedi del territorio calabrese. Parallelamente<br />
all&#8217;attività formativa, lavora come attore in numerose produzioni teatrali dirette da Salvatore Emilio Corea<br />
e da altri importanti registi, portando in scena testi originali e riletture della tradizione teatrale<br />
contemporanea.<br />
Nel suo percorso registico e drammaturgico sviluppa un teatro fortemente legato ai temi dell&#8217;identità, della<br />
memoria, dell&#8217;emarginazione e dell&#8217;incontro tra fragilità umane e territorio. Tra i lavori più recenti figurano<br />
Semi sepolti sulla sabbia, Su ogni pallottola un nome, Oltremare, Chiacchiere da Bardo e numerosi progetti<br />
originali realizzati tra teatro, formazione e comunità.<br />
Nel corso degli anni ha curato la direzione artistica di rassegne teatrali e culturali sul territorio calabrese,<br />
collaborando con enti, scuole e associazioni nella realizzazione di percorsi artistici e sociali dedicati<br />
soprattutto ai giovani e alle comunità locali. Attualmente è anche consigliere comunale del Comune di<br />
Fossato Serralta con delega all&#8217;Istruzione, Cultura, Spettacolo e Intrattenimento.</p>
<p><strong>Cammina con Teresa, Pasquale e tutti noi, partecipa a Calabria in Versi e aspetta i prossimi &#8220;episodi&#8221; per scoprire di più sulle giurie dell<a href="https://www.calabriacontatto.it/calabria-in-versi-ottava-edizione/">&#8216;ottava edizione</a>!</strong></p>
<hr />
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		<title>1° Maggio a Catanzaro 2026: musica, sport e solidarietà al porto</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/1-maggio-a-catanzaro-2026-musica-sport-e-solidarieta-al-porto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 11:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Megafono del Calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Festa del 1° Maggio a Catanzaro 2026: il porto torna a vivere tra musica, sport e solidarietà Il 1° Maggio a Catanzaro non è solo una ricorrenza, ma quest&#8217;anno diventa un vero simbolo di rinascita per il quartiere marinaro. L&#8217;area del porto si prepara ad accogliere una giornata intensa, pensata per unire comunità, intrattenimento e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Festa del 1° Maggio a Catanzaro 2026: il porto torna a vivere tra musica, sport e solidarietà</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/festa-primo-maggio-catanzaro-calabria-contatto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/festa-primo-maggio-catanzaro-calabria-contatto-205x300.jpg" alt="Festa Primo Maggio Catanzaro Calabria Contatto" width="205" height="300" class="alignright size-medium wp-image-15144" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/festa-primo-maggio-catanzaro-calabria-contatto-205x300.jpg 205w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/festa-primo-maggio-catanzaro-calabria-contatto-701x1024.jpg 701w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/festa-primo-maggio-catanzaro-calabria-contatto-50x73.jpg 50w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/festa-primo-maggio-catanzaro-calabria-contatto.jpg 900w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/festa-primo-maggio-catanzaro-calabria-contatto-205x300@2x.jpg 410w" sizes="auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px" /></a>Il <strong>1° Maggio a Catanzaro</strong> non è solo una ricorrenza, ma quest&#8217;anno diventa un vero simbolo di rinascita per il quartiere marinaro. L&#8217;area del porto si prepara ad accogliere una giornata intensa, pensata per unire comunità, intrattenimento e solidarietà, in un momento ancora segnato dagli effetti del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ciclone_Harry"><strong>Ciclone Harry</strong>.</a></p>
<p>L&#8217;evento trasforma lo spazio portuale in un grande luogo di incontro, dove spettacolo e partecipazione diventano strumenti per riportare attenzione e vitalità su un territorio che vuole rialzarsi.</p>
<hr />
<h3>Una giornata che parte dallo sport e arriva alla condivisione</h3>
<p>La giornata prenderà il via già dalle ore 9:00 con l&#8217;inaugurazione di un vero e proprio villaggio sportivo. Sarà una mattinata dinamica e aperta a tutti, caratterizzata da gara ciclistica, maratona, competizioni di pesca e una divertente gara amatoriale canina, senza dimenticare l&#8217;energia dello spinning e del pugilato. </p>
<p>Il pomeriggio riserverà un momento di grande aggregazione per i tifosi giallorossi quando, alle ore 15:00, il maxi-schermo posizionato nell&#8217;area dell&#8217;evento trasmetterà in diretta la sfida <strong>Palermo-<a href="https://www.calabriacontatto.it/category/province/catanzaro/" target="_blank">Catanzaro</a></strong>, unendo la passione sportiva al clima di festa della piazza.</p>
<hr />
<h3>La musica come filo conduttore della festa</h3>
<p>Quando il sole inizia a calare, il palco principale prende vita e la musica diventa protagonista assoluta. Dieci band si alternano in un percorso che attraversa generazioni e stili diversi, omaggiando la grande musica italiana.</p>
<p>Dai tributi a <strong>Renato Zero e Claudio Baglioni</strong>, fino ai richiami a <strong>Modà, Negramaro e Nomadi</strong>, passando per le interpretazioni intense di <strong>Mina e Fiorella Mannoia</strong>, ogni performance contribuisce a costruire un racconto musicale condiviso.</p>
<p>Non mancano le sonorità blues di <strong>Zucchero</strong>, l&#8217;energia delle atmosfere dance anni &#8217;70 e &#8217;80 e i momenti più leggeri del music cabaret, che accompagnano il pubblico fino a sera.</p>
<hr />
<h3>Intrattenimento e finale sotto le stelle</h3>
<p>La conduzione della giornata è affidata a <strong>Maurizio Infusino e Stefania De Marco</strong>, che guidano il pubblico tra musica, spettacolo e momenti di intrattenimento.</p>
<p>La comicità di <strong>Piero Procopio</strong>, insieme al duo Rino &amp; Giulio, aggiunge leggerezza e ritmo a una giornata già ricca di emozioni.</p>
<p>Il gran finale è affidato alla musica di <strong>Daygorson DJ</strong> e all&#8217;animazione di Francys Power, che chiudono l&#8217;evento in un&#8217;atmosfera di festa sotto le stelle.</p>
<hr />
<h3>Sapori e convivialità al centro del porto</h3>
<p>Accanto al palco e alle attività sportive, trova spazio anche il gusto. Un ampio <strong>street food village</strong> accompagna l&#8217;intera giornata con oltre venti stand dedicati alla cucina locale e non solo.</p>
<p>Grigliate, pesce fresco, pizza e dolci tipici calabresi diventano parte dell&#8217;esperienza, trasformando il 1° Maggio in un momento da vivere senza fretta, tra musica e convivialità.</p>
<hr />
<h3>Una festa costruita insieme al territorio</h3>
<p>Il valore dell&#8217;evento nasce anche dalla rete che lo sostiene: istituzioni, associazioni, commercianti e volontari lavorano insieme per dare vita a una giornata che va oltre lo spettacolo.</p>
<p>Il contributo del Comune di Catanzaro che vede in prima fila il vicesindaco di Catanzaro Giusy Iemma, il presidente della Camera di Commercio Pietro Falbo e le attività del quartiere marinaro e delle forze dell&#8217;ordine rende possibile un&#8217;iniziativa che punta a lasciare un segno concreto nella comunità.<br />
Un plauso particolare va all&#8217;ingegnere <strong>Domenico Stilitano</strong>, alle associazioni sportive, agli sponsor e al lavoro instancabile dei Vigili Urbani e Vigili del Fuoco.</p>
<hr />
<h3>Un 1° Maggio che parla di rinascita</h3>
<p>Il <strong>1° Maggio a Catanzaro 2026</strong> è un segnale di ripartenza, un modo per ritrovarsi e per restituire centralità a un&#8217;area che vuole tornare a essere cuore vivo della città.</p>
<hr />
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		<title>La Giuria &#8211; Parte V</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-v/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 15:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concorso Letterario 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria in Versi]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso Letterario]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SEZIONE A- POESIA Antonio Pitaro &#8216;PORTAVA I CAPELLI LUNGHI&#8217; Quell’uomo che aveva una camicia Rosa portava i capelli lunghi. Strofinava i sentimenti sugli anni Che scorrevano, Che erano pagine Di un libro di cui nessuno Ha lasciato un finale. Nei capitoli, come fotografie, L&#8217;aria in macchina dal finestrino, Una cena di gioia assordante, Un letto [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-v/">La Giuria &#8211; Parte V</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.calabriacontatto.it">Calabria Contatto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>SEZIONE A- POESIA</h3>
<p><strong>Antonio Pitaro</strong></p>
<hr />
<h3>&#8216;PORTAVA I CAPELLI LUNGHI&#8217;</h3>
<blockquote class="modern-quote full"><p>Quell’uomo che aveva una camicia<br />
Rosa portava i capelli lunghi.<br />
Strofinava i sentimenti sugli anni<br />
Che scorrevano,<br />
Che erano pagine<br />
Di un libro di cui nessuno<br />
Ha lasciato un finale.</p>
<p>Nei capitoli, come fotografie,<br />
L&#8217;aria in macchina dal finestrino,<br />
Una cena di gioia assordante,<br />
Un letto che odora<br />
Del profumo della vita</p>
<p>Si aggiungevano a trame<br />
Che non hanno timore.</p>
<p>Sfogliando senza guardare<br />
Una pagina<br />
Si é squarciata.</p>
<p>Una carezza è stata identica<br />
A un chiodo nello zigomo,<br />
La compagnia si è vestita di solitudine,<br />
Il cibo è diventato pietra<br />
E La speranza del non conoscere<br />
Ha preso la forma<br />
Di sei blocchi di cemento.</p>
<p>Non volendolo sapere,<br />
Dopo uno sguardo<br />
Giallo e deformato,<br />
L’abbraccio è diventato un addio.</p>
<p>C&#8217;è chi crede che urlare<br />
Alle casse di legno<br />
Riscriva le pagine.</p>
<p>C&#8217;è chi ha pagine da riempire<br />
E si disfa della penna.<br />
Chi, strappate quelle altrui,<br />
Non pensa che esistano i libri.</p>
<p>C&#8217;è chi ha salutato<br />
Pensando al domani,<br />
Sapendo che ciò che oggi appare,<br />
In pochi gradini,<br />
Non lascia più traccia.</p>
<p>Ed io<br />
Quando guardo nel cielo<br />
Strizzo l&#8217;occhio<br />
Perché ti vedo.
</p></blockquote>
<hr />
<h3>Dentro la poesia &#8211; Il commento di Federica Nanci</h3>
<p>Questi versi inediti tessono la trama di <strong> un&#8217;elegia moderna</strong> costruita attraverso il montaggio di ricordi sensoriali e riflessioni esistenziali, un percorso induttivo della memoria che procede dal particolare all&#8217;universale.<br />
L&#8217;autore accetta la morte, <em>lo squarcio</em> della pagina, definitivo nella carne, ma <strong>l&#8217;addio si trasforma in un</strong> <strong>cartello stradale che punta dritto al cielo.</strong> Il linguaggio, colloquiale e però ricercato, si serve di figure che raggiungono ogni senso: la gioia è assordate, il letto odora del profumo della vita, l&#8217;uomo strofina i<br />
sentimenti sugli anni.<br />
<strong>Il poeta scava nel fango della memoria per trovare</strong> <strong>un &#8220;frammento di luce&#8221;</strong>. E lo fa alla maniera di Proust, convinto che un profumo o un dettaglio fisico possa riaprire interi &#8220;capitoli&#8221; di un&#8217;esistenza passata.<br />
<em>Quell&#8217;uomo che aveva una camicia / Rosa portava i capelli lunghi</em> In Pitaro, come nel Pavese di <em>Lavorare stanca</em>, il carattere delle persone viene evocato dai dettagli fisici e dagli oggetti: la camicia rosa, i capelli lunghi, i segni di una personalità ribelle e anticonformista, elementi intrisi di <strong>un realismo “sporco” e malinconico.</strong><br />
L&#8217;uomo, l&#8217;amico, non viene ricordato con elogi ma con tratti sciamanico-quotidiani, rifuggendo patetismo eccessivo e grandi parole vacue. <strong>L&#8217;eternità si annida nel dettaglio banale e questo, scomparsa la persona, diventa relitto sacro.</strong></p>
<p>Colpisce, di tali versi inediti, l&#8217;abilità di poetare sul quotidiano e sugli affetti con un tono piano, quasi domestico, capace tuttavia di improvvise <strong>accensioni liriche.</strong><br />
<em>Una carezza è stata identica a un chiodo nello zigomo</em>. L&#8217;immagine è crudele e spiazzante nell&#8217;ordito, ossimoro concettuale che ribalta l&#8217;aspettativa del lettore, evocando l&#8217;irruzione della morte con un ritmo che si fa sempre più serrato: la pagina si squarcia, la carezza diventa chiodo, la compagnia si riveste di solitudine. L&#8217;accostamento non ha margine d&#8217;appello: non aspira alla similitudine ma punta alla sostituzione estrema, iconografia della frattura-morte che spinge il dolore privato verso la dimensione sacrale e<br />
universale.<br />
Negli ultimi versi le carte si mescolano ancora, la poesia cessa di essere elegia, canto di lutto, e disvela l&#8217;invisibile, l&#8217;assenza che è presenza, come il luminolo che rivela le tracce del sangue già versato: linfa che s&#8217;attacca alla terra e lì rimane, anche quando le vene sono vuote.</p>
<hr />
<h3>Antonio Pitaro</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/antonio-pitaro-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-15130" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/antonio-pitaro-calabria-contatto-222x300.jpeg" alt="Antonio Pitaro Calabria Contatto" width="222" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/antonio-pitaro-calabria-contatto-222x300.jpeg 222w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/antonio-pitaro-calabria-contatto-54x73.jpeg 54w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/antonio-pitaro-calabria-contatto.jpeg 518w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/antonio-pitaro-calabria-contatto-222x300@2x.jpeg 444w" sizes="auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px" /></a>Antonio Pitaro è nato l&#8217;1 agosto 2003 a Catanzaro, città in cui si è diplomato al liceo classico “P. Galluppi” nel 2021 ed in cui è attualmente studente di Giurisprudenza presso l&#8217; ”Università Magna Graecia”.</p>
<p>Nel 2025 è risultato vincitore della VII edizione del concorso letterario “Calabria in Versi” &#8211; sezione poesia.<br />
Nello stesso anno, nella città di Catanzaro, ha partecipato alla rassegna culturale “Cura d&#8217;Arte”, svoltasi al Museo del Rock del capoluogo calabro e ha dialogato con l&#8217;autore Emanuele Pinto durante un incontro organizzato dalla <a href="https://www.facebook.com/nunziobelcaro/?locale=it_IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Libreria Ubik</a> di Catanzaro relativo all&#8217;ultima raccolta poetica di quest&#8217;ultimo.</p>
<hr />
<h3>SEZIONE B- RACCONTO BREVE E ALTRE SCRITTURE</h3>
<p><strong>Daniela Pietragalla</strong></p>
<hr />
<h3>&#8216; Senza il mio assenso non cadrà foglia&#8217;</h3>
<blockquote><p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/SENZA-IL-MIO-ASSENSO-NON-CADRA-FOGLIA-daniela-pietragalla-calabria-contatto.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il racconto</a></p></blockquote>
<hr />
<h3>Tra le righe- Il commento di Roberta Cricelli in dialogo con Chatgpt</h3>
<p>Il racconto (<strong>in corso di pubblicazione sulla rivista &#8220;Calabria Letteraria&#8221;</strong>) si apre già dal titolo come una dichiarazione di poetica e di controllo simbolico sul reale.</p>
<p>Il verso, attribuito alla sensibilità di <strong>Wislawa Szymborska</strong>, è la chiave interpretativa dell&#8217;intero impianto narrativo: suggerisce infatti un mondo in cui nulla accade per caso. <strong>Il viaggio di Caterina è una discesa guidata dentro la Calabria e dentro sé stessa.</strong><br />
La narrazione si sviluppa come un sogno progressivo, in cui il passaggio dal reale al visionario avviene senza fratture nette. Caterina Marasca, inizialmente immersa in un&#8217;atmosfera di malinconia domestica fatta di pioggia, nostalgia e desiderio del Mediterraneo, viene lentamente avvolta in uno spazio altro, dove la Calabria si trasforma da luogo geografico a territorio mentale. <strong>Ogni elemento della quotidianità diventa soglia, apertura verso un canale più profondo della coscienza.</strong></p>
<p>In questo movimento si inserisce una fitta trama di riferimenti letterari e culturali che sorregge l&#8217;intera costruzione narrativa. Il richiamo alla Divina Commedia di Dante Alighieri è centrale nella strutturazione del viaggio come esperienza iniziatica: Caterina intraprende un percorso che ricorda la logica ascensionale e rivelatrice del poema dantesco. Scilla e Cariddi, le coste, le montagne e le fiumare sono tappe di una geografia interiore in continua trasformazione.<br />
All&#8217;interno di questa dimensione simbolica si collocano anche i Bronzi di Riace, che assumono un valore che va oltre la connotazione storico-archeologica: diventano presenza viva, memoria incarnata di una classicità che non appartiene al passato, ma continua a riemergere nel presente. La Calabria si configura così come un palinsesto temporale in cui epoche diverse convivono e si sovrappongono, dissolvendo la linearità del tempo.</p>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/daniela-pietragalla-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15131" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/daniela-pietragalla-calabria-contatto-219x300.jpeg" alt="Daniela Pietragalla Calabria Contatto" width="219" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/daniela-pietragalla-calabria-contatto-219x300.jpeg 219w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/daniela-pietragalla-calabria-contatto-53x73.jpeg 53w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/daniela-pietragalla-calabria-contatto.jpeg 446w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/daniela-pietragalla-calabria-contatto-219x300@2x.jpeg 438w" sizes="auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px" /></a><strong>La scrittura procede per immagini sensoriali,</strong> costruendo un tessuto narrativo in cui il paesaggio pare tangibile. <strong>Il ricorso all&#8217;intelligenza artificiale non sacrifica la sensibilità culturale ed emotiva dell&#8217;autrice, ma </strong><strong>la condensa in una curiosa formula trascinante.</strong> Il volo attraverso la Calabria (dalla Sila all&#8217;Aspromonte, dalla Costa Viola alla piana di Sibari) coniuga la geografia a un&#8217;esperienza emotiva e percettiva: profumi, luci, colori e silenzi diventano linguaggio narrativo, contribuendo a una costante declinazione poetica del reale.</p>
<p>Lungo il sentiero assume un ruolo centrale la figura di <strong>Mastrangelino,</strong> alter ego trasfigurato del cane dell&#8217;autrice. L&#8217;animale rappresenta un limite vivente tra realtà e immaginazione: creatura affettiva e insieme mitica, è ciò che lega il quotidiano alla dimensione simbolica del racconto. La sua funzione non è accessoria, ma strutturale: Mastrangelino guida, interpreta, accompagna e soprattutto traduce il paesaggio in rivelazione.</p>
<p>Attraverso di lui,<strong> la Calabria prende voce</strong>. Mastrangelino incarna una doppia natura: da un lato la tenerezza domestica del legame affettivo, dall&#8217;altro la dimensione archetipica della guida spirituale. È per questo che può attraversare il cielo, sollevare Caterina, condurla oltre la porta del reale: appartiene a un livello intermedio tra mondo sensibile e immaginario poetico.</p>
<p>Il rapporto tra Caterina e Mastrangelino si fonda su una forma di fiducia assoluta, quasi di abbandono. Caterina si lascia portare così come ci si lascia attraversare dalla memoria quando diventa sogno. Mastrangelino, a sua volta, non consola soltanto, ma costringe a guardare, a vedere davvero ciò che la<br />
Calabria le mostra tra bellezze e ferite.<br />
Anche nei momenti di massima espansione visionaria, la sua presenza resta il punto di equilibrio del racconto: è ciò che tiene insieme il visibile e l&#8217;invisibile, la materia la suggestione, il ricordo e la mutazione.</p>
<p>Quando infine si dissolve nella luce, non scompare realmente, ma si ritrae nella dimensione da cui era venuto, lasciando Caterina e il lettore nella consapevolezza che il viaggio non è stato un&#8217;immersione incosciente <strong>nella coscienza radicata a una terra complessa ma densa di luce.</strong><br />
Il riconoscimento ottenuto — primo posto al concorso “Calabria in versi” 2025, dedicato alla memoria della poetessa <a href="https://www.calabriacontatto.it/giusi-verbaro-omaggio/">Giusi Verbaro</a>, nella sezione “altre scritture” (poi accorpata nel 2026 al racconto breve) — si inserisce coerentemente in questo quadro. Il racconto risponde infatti in modo diretto al tema proposto, “Calabria: un sogno nel Mediterraneo”, trasformandolo in esperienza narrativa concreta: <strong>non un semplice sogno della </strong><strong>Calabria, ma la Calabria stessa come sogno governato da una regia invisibile.</strong><br />
È una Calabria che non cade “senza assenso”, perché è essa stessa, nel sogno, a dettare le regole della visione possibile.</p>
<hr />
<h3>Daniela Pietragalla</h3>
<p>Valicando qualunque canonica definizione professionale e personale, l&#8217;autrice ama oggi considerarsi “<em>una italianista che, dopo aver compreso il potere terapeutico della scrittura, è diventata psicologa</em>”.</p>
<p><strong>Cammina con Antonio, Daniela e tutti noi, partecipa a Calabria in Versi e aspetta i prossimi &#8220;episodi&#8221; per scoprire di più sulle giurie dell<a href="https://www.calabriacontatto.it/calabria-in-versi-ottava-edizione/">&#8216;ottava edizione</a>!</strong></p>
<hr />
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Giuria &#8211; Parte IV</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-iv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 11:08:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concorso Letterario 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria in Versi]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso Letterario]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SEZIONE A- POESIA Simone Migliazza &#8216;DETTO COSÌ, UNA SERA&#8217; L&#8217;ha molto impressionato il suonatore d&#8217;organetto — come si muove ai margini della città — nessuno che l&#8217;ascolti e il freddo e poi lui — buonanotte aveva detto, ma questo all&#8217;inizio ed era notte in effetti, era notte senza dubbio, per lui. Adesso, mentre scrive sa [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-iv/">La Giuria &#8211; Parte IV</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.calabriacontatto.it">Calabria Contatto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>SEZIONE A- POESIA</h3>
<p><strong>Simone Migliazza</strong></p>
<hr />
<h3>&#8216;DETTO COSÌ, UNA SERA&#8217;</h3>
<blockquote class="modern-quote full"><p>L&#8217;ha molto impressionato<br />
il suonatore d&#8217;organetto — come<br />
si muove ai margini<br />
della città — nessuno che l&#8217;ascolti<br />
e il freddo<br />
e poi lui — buonanotte<br />
aveva detto, ma questo all&#8217;inizio<br />
ed era notte in effetti, era notte<br />
senza dubbio, per lui.<br />
Adesso, mentre scrive<br />
sa già di non poter credere a quelle<br />
poesie — le immagini<br />
i simboli così ben congegnati<br />
— l&#8217;inverno, appunto, la neve, perfino<br />
il cimitero, e gli animali e tutto —<br />
e sa benissimo<br />
che non è questo ad essere importante.<br />
Si mette a tavola da solo, invece<br />
— le uova, le colora con dell&#8217;erba<br />
cipollina, accanto<br />
qualche verdura — è una cosa che fa<br />
sempre. E mastica<br />
per iniziare a mangiare.<br />
Si può vedere tutta<br />
la casa — esce una luce, ma piccola<br />
fuori — si può vedere<br />
la casa con un uomo dentro. Lui<br />
la vede tutta la casa — il giardino<br />
i muri esterni, anche.<br />
Osserva come i cani<br />
diventino figure che ritornano.<br />
Crede di averlo un posto. Nondimeno<br />
dice Wunderlicher Alter, soll ich mit dir geh&#8217;n?<br />
e suona un po&#8217; retorico<br />
detto così, una sera.</p></blockquote>
<h3>Dentro la poesia- Il commento di Federica Nanci</h3>
<p>Fu scritto che “l&#8217;uomo è ciò che mangia” ma ben prima fu scritto che “non di solo pane vive l&#8217;uomo”. La<br />
logica vuole quindi che ciascuno sia fatto delle cose delle quali si nutre: interessi, letture, passioni. E<br />
Migliazza si sostanzia – in quanto si sostenta – di musica, arte e poesia.</p>
<p><strong>Aleggia, nel suo verso, la presenza </strong><strong>di Hopper</strong>, da sempre pittore e musa di scrittori tra i quali pare doveroso richiamare quantomeno Mark Strand. E <strong>si coglie l&#8217;allusione al suonatore d&#8217;organetto di Schubert</strong> (<em>Der Leiermann</em>), dove l&#8217;Autore non indugia con linguaggio oscuro sulla condizione spettrale del carattere evocato, piuttosto si serve dell&#8217;immagine per transitare verso nuove scritture. Il protagonista osserva la figura dell&#8217;organettista e ne rimane colpito, indugiando su dettagli capaci di suggestionare la platea tradizionale. Tuttavia, si rende conto di quanto un certo modo di fare poesia non gli appartenga e va oltre, assumendosi il rischio dell&#8217;isolamento, come lo stesso suonatore evocato. Il poeta non si tira indietro, beve dal calice venefico, abbracciando la propria sorte con encomiabile rassegnazione. E così suona retorico l&#8217;assillo finale (devo venire con te?), in quanto la risposta non può che essere l&#8217;affermazione.<br />
Parlando con voce “nuova” Migliazza <strong> assume toni prosaici per rendere la solitudine concreta</strong>, secondo<br />
l&#8217;insegnamento del Merrill <em> in The Changing Light at Sandover:</em> “(…) <em>signori,</em>/ <em><strong>il vero poeta è, di tutti gli</strong></em><br />
<em><strong>scribi, il più attratto/ dal concreto.</strong> Sissignori noi ce ne nutriamo!/ non la politica, piccola nei modi e nella</em><br />
<em>moda,/ piccola, anche, nei grandi “temi” altisonanti/ ci fa palpitare, ma i fatti sì./ sissignori, eccome”.</em><br />
Così l&#8217;Autore si sofferma sulla descrizione del pasto consumato, aprendo <strong>una feritoia sulla quotidianità,</strong><br />
sulla falsariga dei mangiatori di patate di Van Gogh e tuttavia adottando la tecnica di Hopper: il lettore,<br />
<em>come lo spettatore, non è parte dell&#8217;ambiente ma rimane all&#8217;esterno</em>, gli è dato di vedere soltanto una<br />
porzione, <em>“esce una luce, ma piccola/ fuori — si può vedere/ la casa con un uomo dentro. Lui/ la vede tutta</em><br />
<em>la casa”</em>. Non si può non pensare al Nightawks, dove l&#8217;osservatore si ferma all&#8217;esterno del locale, di là dalla<br />
gelida vetrata.<br />
<em>Il verso si distingue per lucidità e precisione, pochi aggettivi: tutto viene lasciato alla descrizione nuda e</em><br />
<em>cruda – pressoché asettica – degli oggetti e delle azioni, capaci per sé di evocare l&#8217;estrema alienazione,</em><br />
l&#8217;indifferenza del mondo. La poesia non segue uno schema fisso. Alterna versi brevi a versi più lunghi,<br />
creando un andamento che mima il parlato o il flusso dei pensieri. Il poeta spezza continuamente la frase<br />
tra un verso e l&#8217;altro, creando un senso d&#8217;inciampo e un&#8217;atmosfera rarefatta, di sospensione: s <em>a già di non</em><br />
<em>poter credere a quelle / poesie ed era notte in effetti, era notte / senza dubbio</em>. La poesia acquisisce così la<br />
valenza di una riflessione interiore, una confessione sussurrata a sé. Il suono sibilante provocato<br />
dalle allitterazioni in “s” (<em>si muove, senza, scrive, simboli, sa benissimo, si mette, si può</em>)<br />
contribuisce a rendere l&#8217;ambiente soffuso e solitario.<br />
<strong>Ma è nella struttura anulare, nella chiusura ciclica che salda la conclusione con il titolo, che si raggruma </strong><strong>l&#8217;essenza del pensiero poetico: sono i cani che ritornano, come il braccio del suonatore d&#8217;organetto che </strong><strong>ruota la manovella all&#8217;infinito.</strong></p>
<hr />
<h3>Simone Migliazza</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/simone-migliazza-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-15104" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/simone-migliazza-calabria-contatto-300x225.jpeg" alt="Simone Migliazza Calabria Contatto" width="300" height="225" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/simone-migliazza-calabria-contatto-300x225.jpeg 300w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/simone-migliazza-calabria-contatto-97x73.jpeg 97w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/simone-migliazza-calabria-contatto.jpeg 960w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/simone-migliazza-calabria-contatto-300x225@2x.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Simone Migliazza (1982) insegna nella scuola secondaria di primo grado.<br />
Ha pubblicato i libri di poesia <em> Un estuario fecondo d&#8217;isole</em> (Pluriversum Edizioni, 2020) e <em>Poesie della voce nuova</em> (Puntoacapo, 2022).</p>
<p>Il suo prossimo progetto editoriale, <em>Un posto per tutti,</em> uscirà per Industria &amp; Letteratura nella primavera 2026.<br />
Alcuni suoi testi sono stati selezionati dalla redazione di Laboratori Poesia e inclusi ne <em>Lo sfogliabile</em> 2025.<br />
Altri scritti sono apparsi su riviste e blog, tra cui <em>The Bookish Explorer,</em> <em>Poeti Oggi</em>,<em> Avamposto poesia,</em><em>Formavera</em> e altri spazi online.<br />
Cura il blog letterario <em>Un posto per tutti,</em> dedicato alla poesia contemporanea e alla riflessione sulla<br />
letteratura.</p>
<hr />
<h3>SEZIONE B- RACCONTO BREVE E ALTRE SCRITTURE</h3>
<p><strong>Valerio De Nardo</strong></p>
<h3>&#8216;Jenduvidendu&#8221;</h3>
<blockquote class="modern-quote full"><p>Jenduvidendu,<br />
ho sempre pensato<br />
guardando lo Jonio<br />
donde provenne<br />
lo splendido logos.<br />
Donde longevo<br />
tornava da Bisanzio</p>
<p>con vento d&#8217;oriente<br />
e d&#8217;oro l&#8217;onore<br />
l&#8217;alto dignitario<br />
e fonda a Vivario<br />
convinto il convento<br />
per allevare pesci,<br />
virtute e canoscenza.<br />
Mamma li turchi!,<br />
arriva il saraceno<br />
e scorrazza e rapisce<br />
e sgozza e ferisce<br />
e spinge a far borghi<br />
su in alto laddove<br />
inquieta fremente<br />
frana la terra.<br />
Andando vedendo<br />
il mare nascosto:<br />
è questa la chiave<br />
di volta in volta<br />
conosco involta,<br />
talvolta travolta<br />
d&#8217;ennesima cresta<br />
dell&#8217;onda sull&#8217;onda.<br />
Se il sud è dove<br />
qualcosa s&#8217;interrompe<br />
allora è qui,<br />
battigia meticcia<br />
a Steccato di Cutro<br />
dove finì<br />
venendo da Kabul<br />
travolta dall&#8217;onda<br />
Torpekai Amarkhel.</p></blockquote>
<hr />
<h3>Tra le righe- Il commento di Roberta Cricelli</h3>
<p>La poesia si apre con un respiro quasi arcaico, quel <strong>Jenduvidendu</strong> che sembra emergere da una soglia remota, come un frammento di oralità che attraversa il tempo e si deposita sulla pagina. È un incipit che trasporta il lettore dentro una dimensione sospesa, dove la lingua stessa diventa memoria viva. Da subito si percepisce uno sguardo rivolto al Mar Ionio <strong>come origine e attraversamento</strong>, grembo liquido di storie e pensieri, luogo in cui lo splendido logos approda e si trasforma in meta del viaggio. Il riferimento a Bisanzio si carica allora di una luce simbolica. Quel punto da cui il sapere, il potere, la cultura si rimettono in moto, sospinti da un vento d&#8217;oriente che ha il sapore dell&#8217;eredità e della trasmissione. Si avverte con chiarezza il guizzo narrativo dell&#8217;autore, capace di condensare in pochi versi un&#8217;intera traiettoria, quasi fosse un racconto in filigrana che scorre sotto la superficie lirica. La fondazione, il convento, l&#8217;atto di allevare pesci, virtute e canoscenza diventano così immagini vive, scene accennate ma nitide, ove il concreto e e l&#8217;intangibile si intrecciano. Poi, improvvisa, l&#8217;irruzione della storia: Mamma li turchi! Il tono si incrina, accelera, si fa quasi colloquiale, <strong>sulla scorta ironica ma lucidamente pop di un narratore d&#8217;esperienza</strong>, come un grido tramandato di generazione in generazione.</p>
<p>L&#8217;arrivo del saraceno è scossa tellurica che ridisegna lo spazio e l&#8217;anima. I verbi si susseguono con urgenza, scorrazza, rapisce, sgozza, ferisce, fino a spingere la vita su in alto, nei paesi arroccati, dove la terra stessa sembra condividere quell&#8217;inquietudine, fremente e instabile. Anche in questa tessitura si intravede il tratto narrativo: la poesia descrive pur restando evocativa costruisce una dinamica, un prima e un dopo, una trasformazione. Nella sezione centrale il ritmo si fa ondoso, quasi ipnotico. Le ripetizioni volta in volta, talvolta travolta paiono semplici giochi fonici e al contempo vere e proprie increspature del senso, che mimano il moto incessante del mare e della memoria. È una chiave interpretativa che invita a leggere oltre la superficie, a cogliere il non detto, il sommerso. Il finale, è una cesura brusca e necessaria. Steccato di Cutro non è più solo luogo, ma ferita aperta, punto in cui il tempo mitico e quello storico collassano. Il nome di Torpekai Amarkhel, voce dell&#8217; informazione afgana resa muta dal mare che si fa tomba, emerge con una forza silenziosa, restituendo individualità a ciò che spesso resta indistinto. La battigia meticcia si fa allora immagine potentissima: spazio di incontro e di perdita, di approdo e di fine, dove le onde continuano a portare e a sottrarre vite, storie, identità. Ed è proprio qui che si coglie con maggiore evidenza la consapevolezza progettuale del testo: la poesia appare chiaramente scritta ad hoc per il concorso letterario Calabria in versi. Non a caso riprende e rielabora alcuni passaggi della traccia, innestandoli nel proprio tessuto linguistico, e dialoga apertamente con il tema dell&#8217;ottava edizione, <a href="https://www.concorsiletterari.net/bandi/calabria-in-versi-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Calabria meticcia</a>. Ma lo fa senza mai risultare didascalica:<strong> trasforma il tema in un preciso proprio sentiero ispirazionale,</strong> lungo il quale il lettore è guidato attraverso epoche, visioni e fratture, fino a riconoscere nella mescolanza tanto il dato un dato storico quanto uno status di profonda immersione nella realtà. Quella che non ha mai una sola forma o un un unico colore.</p>
<hr />
<h3>Valerio De Nardo</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/valerio-de-nardo-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-15105" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/valerio-de-nardo-calabria-contatto-300x300.jpeg" alt="Valerio De Nardo Calabria Contatto" width="300" height="300" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/valerio-de-nardo-calabria-contatto-150x150@2x.jpeg 300w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/valerio-de-nardo-calabria-contatto-150x150.jpeg 150w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/valerio-de-nardo-calabria-contatto-73x73.jpeg 73w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/valerio-de-nardo-calabria-contatto.jpeg 960w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/valerio-de-nardo-calabria-contatto-300x300@2x.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Valerio De Nardo è nato a Catanzaro nel 1965. Laureato in Giurisprudenza, è stato iscritto all&#8217;Ordine dei Giornalisti. Dirigente di enti locali, ha ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di Direttore del Dipartimento “Servizi per la cultura e restauri” della Provincia di Roma, con l&#8217;Ufficio di Direzione “Rete biblioteche”, e di Direttore della Istituzione Sistema Bibliotecario Centri Culturali di Roma Capitale.</p>
<p>È stato consigliere di Amministrazione della Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio, nonché delegato alle Assemblee dei Soci dell&#8217;Associazione Teatro di Roma e della Fondazione Cinema per Roma in rappresentanza della Provincia di Roma / Città Metropolitana di Roma Capitale.</p>
<p>Coautore con il collettivo Lou Palanca dei romanzi “Blocco 52 – Una storia scomparsa, una città perduta” (2012), “Ti ho vista che ridevi” (2015 &#8211; vincitore ex aequo nel 2017 del Premio Matteotti indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), “A schema libero” (2017), “Mistero al cubo” (2019), “Padre vostro” (2021), tutti pubblicati da Rubbettino Editore, e “Il morzello di Nancy Harena”, pubblicato da Slow Food Editore nel 2018.</p>
<p>Con il collettivo Silvana Mansio nel 2023 ha pubblicato con Leonida Editore il romanzo “La Grande Sognatrice”, vincitore della XVII edizione del Premio Letterario “Gaetano Cingari”.</p>
<p>Quale autore singolo è risultato vincitore della VIII edizione del medesimo Premio “Gaetano Cingari” per la narrativa inedita con il romanzo “Profondo Jonio”, pubblicato a novembre 2013 da Leonida Edizioni, e secondo classificato alla X edizione con il romanzo “Settembre viterbese”, pubblicato dallo stesso editore a novembre 2016.</p>
<p>Primo classificato nel 2022 alla 54a edizione del Premio “Rhegium Julii” per l&#8217;inedito con il racconto “Il soldatino” e finalista nel 2024 alla 56^ edizione del medesimo premio, sezione silloge inedita, con menzione della giuria per la raccolta di poesie “Segmenti inversi”.</p>
<p>Vincitore del premio Velletrilibris 2024 con il racconto “Tino, soldato”, inserito nella raccolta “Per un pugno di storie” edizione Fondazione “De Cultura” 2024.</p>
<p>Membro della Giuria Tecnica del concorso letterario “Calabria in Versi” dalla seconda edizione (2020) ad oggi e componente del gruppo che ne gestisce l&#8217;organizzazione per l&#8217;associazione &#8220;Calabria Contatto&#8221;.</p>
<p><strong>Cammina con Simone, Valerio e tutti noi, partecipa a Calabria in Versi e aspetta i prossimi &#8220;episodi&#8221; per scoprire di più sulle giurie dell<a href="https://www.calabriacontatto.it/calabria-in-versi-ottava-edizione/">&#8216;ottava edizione</a>!</strong></p>
<hr />
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colora la tua estate: un murales della pace</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/colora-la-tua-estate-un-murales-della-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Longobardi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Murales della pace a Longobardi: un progetto educativo e artistico Grande partecipazione per l&#8217;inaugurazione del murales realizzato presso la scuola primaria di Longobardi, nel plesso di Longobardi Marina. L&#8217;opera nasce all&#8217;interno del progetto “Colora la tua estate”, promosso nell&#8217;ambito del PN Coesione – Piano Estate 2025, con l&#8217;obiettivo di diffondere il valore della pace attraverso [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Murales della pace a Longobardi: un progetto educativo e artistico</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-longobardi-murales-pace-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-longobardi-murales-pace-calabria-contatto-282x300.jpeg" alt="Scuola Longobardi Murales Per La Pace Calabria Contatto" width="282" height="300" class="alignright size-medium wp-image-15083" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-longobardi-murales-pace-calabria-contatto-282x300.jpeg 282w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-longobardi-murales-pace-calabria-contatto-962x1024.jpeg 962w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-longobardi-murales-pace-calabria-contatto-69x73.jpeg 69w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-longobardi-murales-pace-calabria-contatto.jpeg 980w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/scuola-longobardi-murales-pace-calabria-contatto-282x300@2x.jpeg 564w" sizes="auto, (max-width: 282px) 100vw, 282px" /></a>Grande partecipazione per l&#8217;inaugurazione del murales realizzato presso la scuola primaria di Longobardi, nel plesso di Longobardi Marina. L&#8217;opera nasce all&#8217;interno del progetto “Colora la tua estate”, promosso nell&#8217;ambito del PN <a href="https://pn20212027.istruzione.it/avvisi/piano-estate-2025/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Coesione – Piano Estate 2025</a>, con l&#8217;obiettivo di diffondere il valore della pace attraverso l&#8217;arte.</p>
<h3>Protagonisti gli alunni della scuola primaria</h3>
<p>Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti dell&#8217;amministrazione comunale, il dirigente scolastico e i docenti, ma i veri protagonisti sono stati gli alunni della scuola primaria dell&#8217;Istituto Comprensivo Belmonte Calabro, che hanno contribuito con entusiasmo alla realizzazione del murales.<br />
Il progetto è stato coordinato dai docenti Aurelio De Luca, Maria Luisa Pellicone e Loredana Di Santo, che hanno guidato i bambini in un percorso creativo ed educativo.</p>
<h3>Un murales che racconta la pace</h3>
<p>L&#8217;opera rappresenta una scena estiva su una spiaggia, caratterizzata da un&#8217;atmosfera serena e spensierata. Bambini che giocano, sorridono e condividono momenti di gioia diventano simbolo di pace, condivisione e armonia come succede in tutte le <a href="https://www.calabriacontatto.it/le-cinque-province-della-calabria/">province calabre</a>.<br />
Attraverso il linguaggio universale dell&#8217;arte, il progetto ha stimolato nei più piccoli una riflessione concreta su valori fondamentali come la convivenza e la solidarietà.</p>
<h3>Il valore educativo dell&#8217;iniziativa</h3>
<p>Durante l&#8217;inaugurazione, il dirigente scolastico Pasqualino Antonio Iallorenzi ha sottolineato come la pace sia un concetto semplice ma profondamente significativo, che si costruisce ogni giorno anche attraverso piccoli gesti.</p>
<p>La consigliera Simona Brusco ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, evidenziando l&#8217;importanza sociale ed educativa dell&#8217;iniziativa per tutta la comunità.</p>
<h3>Un messaggio che resta nel tempo</h3>
<p>Il murales resterà come testimonianza concreta di un percorso condiviso tra scuola e territorio, diventando simbolo di speranza e di pace per l&#8217;intera comunità di Longobardi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Giuria &#8211; Parte III</title>
		<link>https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-iii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concorso Letterario 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria in Versi]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso Letterario]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SEZIONE A- POESIA Girolamo Cangemi &#8216;DIARIO DALLA TERRA DI MEZZO&#8217; Ti leggo dal diario di una terra di mezzo da un’isola di madrepore che non c’è nella fretta di un caffè al bar lasciato a metà è andato via anche il clochard che dormiva nel parco qui il vento soffia sempre di bolina e l’indifferenza [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>SEZIONE A- POESIA</h3>
<p><strong>Girolamo Cangemi</strong></p>
<h3>&#8216;DIARIO DALLA TERRA DI MEZZO&#8217;</h3>
<blockquote class="modern-quote full"><p>Ti leggo dal diario di una terra di mezzo<br />
da un’isola di madrepore che non c’è<br />
nella fretta di un caffè al bar lasciato a metà<br />
è andato via anche il clochard che dormiva nel parco<br />
qui il vento soffia sempre di bolina<br />
e l’indifferenza gela i sottopassi<br />
a settentrione la guerra è una tv che non smette<br />
sul mare a sud il sole domani brillerà per un altro<br />
anche se ti sei rifatta la tinta ai capelli<br />
la crepa sul muro è rimasta la stessa di una volta<br />
la luna più il lago meno il tempo perso<br />
esattamente la formula di quello che non siamo stati<br />
ma il canto più antico è del bicchiere di cristallo<br />
che fa un rumore di luce quando cade<br />
Un altro giorno alle spalle a dire domani<br />
e tu com’eri e ancora prima come fosti<br />
e ora quella che sei aggrappata al tuo aoristo<br />
e dopo quella che sarai in fine un’altra ancora<br />
tu che mi guardi con occhi opachi il cuore<br />
e io e il mio ottativo che più non ti attraversa.</p></blockquote>
<h3>Dentro la poesia- Il commento di Federica Nanci</h3>
<p>Nel &#8220;Diario dalla terra di mezzo&#8221; Cangemi intreccia <strong>fotogrammi urbani e riflessioni esistenziali.</strong></p>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/diario-dalla-terra-di-mezzo-copertina-girolamo-cangemi-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/diario-dalla-terra-di-mezzo-copertina-girolamo-cangemi-calabria-contatto-178x300.jpeg" alt="Diario Dalla Terra Di Mezzo Copertina Girolamo Cangemi Calabria Contatto" width="178" height="300" class="alignright size-medium wp-image-15076" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/diario-dalla-terra-di-mezzo-copertina-girolamo-cangemi-calabria-contatto-178x300.jpeg 178w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/diario-dalla-terra-di-mezzo-copertina-girolamo-cangemi-calabria-contatto-43x73.jpeg 43w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/diario-dalla-terra-di-mezzo-copertina-girolamo-cangemi-calabria-contatto.jpeg 457w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/diario-dalla-terra-di-mezzo-copertina-girolamo-cangemi-calabria-contatto-178x300@2x.jpeg 356w" sizes="auto, (max-width: 178px) 100vw, 178px" /></a>Il titolo, esteso all&#8217;opera stampata per Dialoghi nel 2025, non rimanda alle fantasiose lande tolkieniane, ma si fonde con la coscienza dell&#8217;io parlante, oggettivata nello spazio che – pur assumendosi quale mediano – trascina l&#8217;inclemenza del vivere, da declinarsi tanto quale “tempo vissuto” quanto – ed ancor più – come “tempo non vissuto”. Appare “desolata”, questa terra di mezzo, in cui campeggiano: l&#8217;indifferenza che gela i sottopassi, la guerra che non cessa, la crepa sul muro che fagocita l&#8217;ingenuità della tintura tricologica, il vano – e perciò tanto più misero – sforzo di celare gli effetti del tempo che trascorre. Nulla permane e nulla può tornare, se non quella crepa sul muro, tutto quanto passa e si trasforma: un altro giorno alle spalle a<br />
dire domani. La poesia è un continuo contrapporsi tra ciò che non muta perché transitato per la cruna dell&#8217;ineluttabile e ciò che è destinato a svanire, un eternarsi sì ma nel passato (e ora quella che sei aggrappata al tuo aoristo), un tempo che non lascia ancora asilo al desiderio, all&#8217;ottativo che più non attraversa.<strong> Forte è l&#8217;eco di Montale nella trasfigurazione degli oggetti,</strong> in quella stessa crepa sul muro che torna quasi ossessivamente nelle poesie della raccolta, tracciando <strong>un&#8217;estetica della lesione,</strong> come l&#8217;anello che non tiene, l&#8217;elemento che disvela, <strong>la fessura che propaga la luce </strong>(<em>There is a crack, a crack in everything.That&#8217;s how  how the light gets in: Anthem, Leonard Cohen</em>). C&#8217;è ancora Montale nella solennità che traspare dal tono di questo monologo dialogico, dove c&#8217;è un tu ripetuto, quasi martellante e un io che preferisce evaporare nelle cose. C&#8217;è la<strong> malinconia cittadina, ironica e rassegnata,</strong> tipica di Larkin; c&#8217;è lo <strong>squallore urbano eliotiano</strong>, la sensazione di una modernità frammentata e priva di centro, un lessico iperrealistico e quotidiano incanalato verso la direzione simbolica e metaforica. E c&#8217;è un&#8217;apertura alla speranza che spiazza, annidandosi persino nell&#8217;insospettabile luogo del titolo: in quella medianità che evoca per sé la possibilità di un luogo nuovo. Domani il sole brillerà per un altro, noi non saremo più e questa terrà svanirà con il respiro, ma forse ci sarà un altrove. <strong>Lo sguardo disilluso del Cangemi non annichilisce l&#8217;anelito della resurrezione ma lo consegna alla “liturgia” del quotidiano, al canto del bicchiere di cristallo che fa un rumore di luce quando cade.</strong></p>
<h3>Girolamo Cangemi</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/girolamo-cangemi-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/girolamo-cangemi-calabria-contatto-225x300.jpeg" alt="Girolamo Cangemi Calabria Contatto" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-15087" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/girolamo-cangemi-calabria-contatto-225x300.jpeg 225w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/girolamo-cangemi-calabria-contatto-55x73.jpeg 55w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/girolamo-cangemi-calabria-contatto.jpeg 525w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/girolamo-cangemi-calabria-contatto-225x300@2x.jpeg 450w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Girolamo Cangemi è nato nel 1951 e risiede a Polistena (RC). È risultato vincitore e finalista di diversi premi per la poesia tra i quali: “Calabria in versi”, “Ischia Isola Verde”, “Il giardino di Babuk”, “Premio Pomezia”, “Premio speciale della giuria Città di Latina” e medaglia del Senato al concorso “Memorial Guerin Cittadino” di Rende (CS). Diario dalla terra di mezzo è la sua nuova silloge.</p>
<h3>SEZIONE B- RACCONTO BREVE E ALTRE SCRITTURE</h3>
<p><strong>Luca Calvetta</strong></p>
<h3>&#8216;Il mare nascosto&#8221; (lungometraggio, 2023)</h3>
<blockquote class="modern-quote full"><p>Il mare nascosto è un&#8217;opera poetica e politica, un film corale che supera i confini tra cinema, teatro e documentario, tra realtà e immaginazione. Liberamente ispirato alla favola di Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, questo lavoro è un viaggio interiore e fisico attraverso luoghi misteriosi, personaggi  inattesi, volti e lingue, è una ricerca sul potere salvifico dell&#8217;arte, sulla libertà di essere sé stessi e riappropriarsi del proprio futuro, sulle ingiustizie del nostro tempo. Il mare nascosto restituisce ai senza voce  parole che non hanno mai avuto, illumina i fondali dimenticati della Storia. Un film da leggere come un libro e un libro da guardare come un paesaggio.  Il pellegrinaggio di un ragazzo venuto da lontano (come nella favola, ma trasposto nella contemporaneità) diventa allora scoperta del nostro sud e di tutti i sud del mondo, delle sue storie e della sua fragile bellezza. Il suo sguardo interroga ciascuno di noi. In ogni luogo. Perché, come dice il protagonista di questo film, magistralmente interpretato da Ascanio Celestini: “Dove finisce il mio teatro inizia forse il mare e il mare non finisce”.<br />
Interamente girato in una Calabria misteriosa e affascinante (i luoghi costituiscono un vero e proprio personaggio), Il mare nascosto è interpretato da Ascanio Celestini, Marco Leonardi, Anna Maria De Luca, Carlo Gallo, Carmelo Giordano, Nadia Kibout, e per la prima volta sullo schermo il rapper Kento, lo scrittore Gioacchino Criaco, il giovane poeta Mohamed Amine Bour e la sorprendente Josephine Faraci.</p></blockquote>
<h3>L&#8217;eco del cinema- Il commento di Roberta Cricelli</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/11/luca-calvetta-locandina-mare-nascosto-calabria-contatto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/11/luca-calvetta-locandina-mare-nascosto-calabria-contatto-210x300.jpg" alt="Luca Calvetta Locandina Mare Nascosto Calabria Contatto" width="210" height="300" class="alignright size-medium wp-image-14757" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/11/luca-calvetta-locandina-mare-nascosto-calabria-contatto-210x300.jpg 210w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/11/luca-calvetta-locandina-mare-nascosto-calabria-contatto-51x73.jpg 51w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/11/luca-calvetta-locandina-mare-nascosto-calabria-contatto.jpg 685w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/11/luca-calvetta-locandina-mare-nascosto-calabria-contatto-210x300@2x.jpg 420w" sizes="auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px" /></a>C&#8217;è una Calabria che non si lascia raccontare facilmente, <strong>un crogiolo di contraddizioni stratificate</strong>, un luogo che continua a mutare senza mai chiudersi del tutto. In &#8220;Il mare nascosto&#8221;; di Luca Calvetta, questa Calabria emerge quale <strong>nucleo di metamorfosi incessanti.</strong> Come nei passaggi più riflessivi de Il Piccolo Principe, il film invita a cogliere ciò che pulsa tra gli spigoli delle cose, tra le correnti e i riflessi.<br />
La regia di Calvetta è lenta e attenta, simile al respiro dei pini marittimi lungo la costa e al calore dei pomeriggi estivi che curvano la quotidianità. Ogni inquadratura diventa un quadro, ogni riflesso sull&#8217;acqua una parola muta, ogni lieve movimento della vegetazione una storia da ascoltare. <strong>I silenzi non sono vuoti</strong>:<br />
parlano di assenze, di memorie, di legami invisibili che uniscono il territorio alle persone. Qui emerge una <strong>Calabria lontana dagli stereotipi</strong>, fragile e intensa, una Calabria dalla tessitura pasoliniana, che conserva l&#8217;ancestrale connessione tra la vita della gente e la forza del paesaggio. La voce di Ascanio Celestini guida lo spettatore in questo <strong>viaggio poetico e civile.</strong> Calda e profonda, attraversa le immagini come un filo che collega visibile e invisibile, intime confessioni e riflessioni sociali. La sua lettura fa vibrare lo spettatore come se stesse ascoltando racconti intorno a un fuoco, dove le parole  diventano ponte tra generazioni, luoghi e memorie.<br />
<strong>Il mare assume qui un ruolo centrale e quasi mitico</strong>: non è solo sfondo scenografico, ma organismo vivo, capace di segnare il tempo e lo spazio, di modellare le coste e l’anima dei suoi abitanti. Ogni onda, ogni increspatura della superficie, ogni variazione di colore diventa parte del racconto. Il mare è custode dei desideri e delle memorie, luogo di contemplazione e di fuga, compagno silenzioso delle vite che percorrono le strade costiere. I flutti parlano di storie antiche, le correnti tracciano percorsi invisibili,<strong> le scogliere</strong><br />
<strong>custodiscono segreti di sale e luce.</strong> È una presenza che attraversa il corpo e l&#8217;anima, invitando a un ascolto profondo del mondo, ricordando quanto il legame tra uomo e natura possa essere sublime, sottile e sacro. <strong>Il film dilata il tempo e lo spazio</strong> senza fretta. I paesaggi, sospesi tra ieri e oggi, diventano materia viva di un racconto che intreccia estetica ed etica. I dettagli più minuti si fondono in un ritmo contemplativo che avvolge lo spettatore, costringendolo a respirare insieme alla terra e al mare.<br />
<strong>Calvetta esplora anche la Calabria meticcia,</strong> fatta di storie stratificate che convivono senza soluzione di continuità. È un luogo dove le memorie del passato dialogano con il presente e lasciano spazio al futuro, dove la storia dei territori si mescola con la vita delle persone e i segni di modernità e tradizione si intersecano. La Calabria scevra dalle esemplificazioni è una terra che parla piano e chiede di essere ascoltata con attenzione.</p>
<p>&#8220;Il mare nascosto&#8221; è un progetto indipendente nella sua natura pragmatica ed onirica che invita a fermarsi, a percepire il respiro dei luoghi, a sentire ciò che non appare subito ma pulsa tra i silenzi e le onde. <strong>Ogni scena diventa esperienza sensoriale ed emotiva</strong>: il movimento lento delle acque, il calore della luce, il profumo del mare che si mescola agli agrumi e agli ulivi, il rumore lontano delle barche, <strong>tutto</strong> <strong>diventa strumento di narrazione</strong>. La Calabria di Calvetta non si mostra mai completamente, ma si svela a chi sa  ascoltare, a chi accetta di percorrere lentamente le sue coste, di entrare nei suoi silenzi e di coglierne i segreti più profondi, trasformando ogni attimo in poesia, memoria e canto di un Sud che non finisce mai.</p>
<p><strong><a href="https://vimeo.com/954445660" target="_blank">Guarda il trailer del film</a></strong> </p>
<hr />
<h3>Luca Calvetta</h3>
<p><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/luca-calvetta-calabria-contatto.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/luca-calvetta-calabria-contatto-249x300.jpeg" alt="Luca Calvetta Calabria Contatto" width="249" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-15074" srcset="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/luca-calvetta-calabria-contatto-249x300.jpeg 249w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/luca-calvetta-calabria-contatto-60x73.jpeg 60w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/luca-calvetta-calabria-contatto.jpeg 580w, https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2026/04/luca-calvetta-calabria-contatto-249x300@2x.jpeg 498w" sizes="auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px" /></a><strong>Luca Calvetta</strong> è nato a Ginevra e ha trascorso la sua vita tra <strong>Roma</strong>, <strong>Parigi</strong> e <strong>Bruxelles</strong>. Ha conseguito una laurea in Scienze politiche e un Dottorato di Ricerca in Teoria politica alla Luiss Guido Carli di Roma. Ha fatto esperienza alle Nazioni Unite di Ginevra e nella comunicazione culturale a Parigi. Il <em>World Economic Forum di Davos</em> lo ha nominato Young Global Shaper. Ha lavorato per 7 anni a di Martedì, il programma di Giovanni Floris, in onda in prima serata su La7, per cui ha scritto la parte culturale e di approfondimento.</p>
<p>Ha poi collaborato con la Rai a quattro edizioni della serata finale del Premio Campiello di letteratura, trasmesse dal Teatro La Fenice di Venezia.</p>
<p>Cosmopolita da sempre, conserva uno stretto legame con la <a href="https://www.calabriacontatto.it/le-cinque-province-della-calabria/">Calabria</a>, terra di origine della sua famiglia paterna. Ispirandosi alla vita e all&#8217;opera dell&#8217;antropologo Vito Teti ha realizzato il documentario Il paese interiore, nel tempo libero e a costo zero, liberamente visibile su Vimeo, fuori da qualsiasi logica commerciale. Del documentario, senza alcuna campagna stampa, hanno parlato il domenicale de Il Sole 24 ore, La Repubblica, La gazzetta del mezzogiorno, e numerose testate, tv e radio locali. Il mare nascosto è stato presentato in anteprima assoluta nella serata di apertura dell&#8217;Ischia Film Festival 2024 in selezione ufficiale e poi al Social World Film Festival e all&#8217;Ortigia Film Festival, fuori concorso. </p>
<p>Ha ricevuto il premio come Migliore Documentario al <a href="https://www.calabriacontatto.it/mare-nascosto-poesia-memoria-della-calabria/" target="_blank">Magna Graecia Film Festival 2024</a>; i premi come Miglior Lungometraggio al Caorle Film Festival 2024, al Lecce Film Festival 2024, al Garofano Rosso Film Festival 2024 e al Versi di Luce Film Festival 2024; Premio alla Regia, al Miglior Attore Protagonista (Ascanio Celestini) e alla Miglior Attrice Non Protagonista (Anna Maria De Luca) al Tropea Film Festival 2024; Premio alla Miglior Regia all&#8217;Asti Film Festival 2024; Menzione d&#8217;onore al Festival del Cinema di Cefalù 2024 e Menzione Festambiente &#8211; Legambiente al Clorofilla Film Festival 2024.</p>
<p><strong>Cammina con Girolamo, Luca e tutti noi, partecipa a Calabria in Versi e aspetta i prossimi &#8220;episodi&#8221; per scoprire di più sulle giurie dell<a href="https://www.calabriacontatto.it/calabria-in-versi-ottava-edizione/">&#8216;ottava edizione</a>!</strong></p>
<hr />
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<span class="logo-part-calabria-versi" style="max-width: 23%; margin-right: 4%;"><a href="https://www.giornaledicalabria.it/" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/06/logo-il-giornale-di-calabria.jpg" alt="Logo Il Giornale Di Calabria" width="885" height="432" class="alignleft size-full wp-image-6621" /></a></span><br />
<span class="logo-part-calabria-versi" style="max-width: 14%; margin-right: 4%;"><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2019/05/edizione-straordinaria-logo.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2019/05/edizione-straordinaria-logo.jpg" alt="Logo Edizione Straordinaria" width="885" height="432" class="alignleft size-full wp-image-6621" /></a></span><br />
<span class="logo-part-calabria-versi" style="max-width: 14%; margin-right: 4%;"><a href="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/06/logo-scuola-teatro-enzo-corea.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.calabriacontatto.it/wp-content/uploads/2025/06/logo-scuola-teatro-enzo-corea.jpg" alt="Logo Scuola Teatro Enzo Corea" width="885" height="432" class="alignleft size-full wp-image-6621" /></a></span>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabriacontatto.it/la-giuria-parte-iii/">La Giuria &#8211; Parte III</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.calabriacontatto.it">Calabria Contatto</a>.</p>
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