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	<title>Il blog di Paolo Ratto|Social Web</title>
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	<description>Il blog di Paolo Ratto e una "dolce introduzione" al caos postmoderno innescato dalla diffusione del Social Web nella Comunicazione e nel Business.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Mar 2020 08:31:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di quella volta in cui all’alba dei 37 anni persi i poteri</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 08:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="851" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280.jpg 1280w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280-300x199.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280-768x511.jpg 768w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><img class="aligncenter size-large wp-image-3193" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280-1024x681.jpg" alt="" width="1024" height="681" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280-1024x681.jpg 1024w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280-300x199.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280-768x511.jpg 768w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2020/03/superheroes-1560256_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Volge al termine una settimana durissima.</p>
<p>Chiunque è immerso nell&#8217;economia reale non può fare altro che essere molto preoccupato. La situazione delle aziende clienti legate a turismo, trasporti e sanità è drammatica e non tarderanno gli effetti nefasti su tutta la filiera industriale e inevitabilmente anche su realtà di servizi a valore aggiunto come la nostra.</p>
<p>Tralasciando le modalità tafazziane con cui media e politica stanno affrontando la questione, devo ammettere di aver vissuto un momento di grande sconforto.</p>
<p>Un percorso pazzesco, in una vorticosa spirale estremamente positiva, col vento sempre in poppa, a velocità supersonica e all&#8217;improvviso un brusco risveglio. Uno squarcio nel cielo di carta. E poi dubbio. Preoccupazione. Paura.</p>
<p>Le sensazioni sono quelle di un professionista con la presunzione di vedere in maniera abbastanza chiara un pelino più in là della media, con la vista improvvisamente molto appannata. Superman immerso nella criptonite, Spiderman senza il senso di ragno, Hulk privo di forze. Non benissimo, insomma.</p>
<p>Il tutto mentre ogni singola cicatrice degli ultimi 10 anni assume un senso davanti ad un sogno che diventa realtà: una nuova sede che moltiplica per tre spazi (orizzontali e verticali!) e possibilità. Uno spazio pensato come polmone di ossigeno in una città spesso soffocata dal mugugno oltre che, soprattutto ultimamente, da una logistica precaria.</p>
<p>Il tutto mentre (anche) da te dipendono direttamente ed indirettamente i destini di almeno 30 persone e relative famiglie. Ed il flusso di colloqui per nuove posizioni procede inarrestabile parallelamente alle stime di costi e benefici in un paese in cui per dare 1.300 euro al mese a chi ne meriterebbe anche di più ne devi tirarne fuori quasi 35.000 in 12. Follia.</p>
<p>Tuttavia, giorno dopo giorno, grazie soprattutto ad un valoroso mix tra &#8220;ecosistema&#8221; che ti sta attorno (a partire dalla famiglia, di sangue o acquisita, primo vero baluardo) e carattere, il pensiero positivo torna a prendere il sopravvento e, seppure con la vista ancora totalmente annebbiata, la sensazione di avere forza ed elasticità per farcela sempre e comunque prende il sopravvento.</p>
<p>Si torna a programmare, a spingere, ad entusiasmarsi. Forse perché è più comodo andare avanti piuttosto che fermarsi. Sicuramente con un pizzico di consapevolezza in più rispetto ai propri limiti.</p>
<p>Domani è il mio trentasettesimo compleanno ed in TWOW alziamo l&#8217;asticella, aggiungendo &#8220;peso&#8221; grazie a due nuove importanti risorse: con Daniele è bastata meno di un&#8217;ora per essere convinti dalla sua grande voglia di rilancio, Sara addirittura si sposta da casa di oltre 300 km pur di fare un pezzo di questo meraviglioso viaggio insieme.</p>
<p>Super poteri o meno, esiste forse un modo migliore per farsi gli auguri?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/ErikaWittlieb-427626/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1560256" target="_blank" rel="nofollow noopener">ErikaWittlieb</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1560256" target="_blank" rel="nofollow noopener">Pixabay</a></em></p>
<p><em>(articolo pubblicato originariamente su <a href="https://www.linkedin.com/pulse/di-quella-volta-cui-allalba-dei-37-anni-persi-i-poteri-paolo-ratto/">Linkedin</a>)</em></p>
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		<title>DuemilavenTWOW</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 08:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Se fossi un tuo dipendente sarei orgoglioso di avere un capo come te&#8220;. Probabilmente uno dei complimenti più grandi che mi abbiano mai fatto arriva ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="1599" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0.jpg 1200w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0-225x300.jpg 225w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p><img class="aligncenter size-large wp-image-3197" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0-768x1024.jpg" alt="" width="768" height="1024" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0-768x1024.jpg 768w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0-225x300.jpg 225w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2019/12/0.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />&#8220;<em>Se fossi un tuo dipendente sarei orgoglioso di avere un capo come te</em>&#8220;.</p>
<p>Probabilmente uno dei complimenti più grandi che mi abbiano mai fatto arriva dopo un sentitissimo speech di fine anno dall&#8217;ultimo (in ordine cronologico) dei partner strategici a cui abbiamo aperto le porte della nostra azienda.</p>
<p>Creare il contesto. Questo il mio dovere, questo il mio impegno, di fronte ad un gruppo di ormai una trentina di unità che compongono questa &#8220;roba qui&#8221;.</p>
<p>Persone speciali che ancora non sanno e/o non si rendono conto della strada che possono fare, dei limiti che possono superare, delle accelerazioni che possono dare.</p>
<p>Creare il contesto per permettergli di farlo. Con una visione, una direzione, una protezione, un supporto. Vero. Concreto.</p>
<p>Oggi in un mondo del lavoro sempre più liquido, multiforme e difficile da inquadrare, con Emanuela Genovesi ci siamo resi conto di quanto abbia smesso di avere senso il concetto di &#8220;possesso&#8221; di una risorsa umana.</p>
<p>Abbiamo smesso di possedere il tempo dei nostri ragazzi e abbiamo cominciato a lavorare per avere responsabilità ripagata con fiducia, impegno ripagato con elasticità, ambizione ripagata con progetti di valore in cui lasciare una traccia.</p>
<p>Al di là di tempo e spazio.</p>
<p>&#8220;Un pezzo di strada insieme&#8221;. L&#8217;idea che stiamo portando avanti è sempre più scollegata da un&#8217;idea di vicinanza vs lontananza di dipendenti, collaboratori, partner e sempre più collegata invece ad identificare &#8220;pezzi di strada&#8221; da percorrere insieme dando e ricevendo valore, esaltando le specificità, creando collegamenti e connessioni.</p>
<p>Persone giuste, al momento giusto, nel posto giusto (e di nuovo parlo di spazi e tempi relativi!).</p>
<p>Il 2020 ci mette davanti a tantissime sfide difficili.</p>
<p><em><br />
Articolo originariamente pubblicato su <a href="https://www.linkedin.com/pulse/duemilaventwow-paolo-ratto/?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_profile_view_base_post_details%3BZFBbKw8jRX6cWEfwj5rgvQ%3D%3D">Linkedin</a></em></p>
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		<title>Web Marketing per il B2B: il punto tra criticità ed opportunità</title>
		<link>http://paoloratto.com/2017/10/web-marketing-per-il-b2b.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 14:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il B2B Digital Day, sapientemente organizzato nei giorni scorsi da Marketing Arena e dal suo condottiero Giorgio Soffiato (evento davvero di spessore, bravi!), è stata ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2017/10/web-marketing-per-il-b2b.html">Web Marketing per il B2B: il punto tra criticità ed opportunità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/11/b2b-web-marketing.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/11/b2b-web-marketing.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/11/b2b-web-marketing-300x167.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/11/b2b-web-marketing-768x427.png 768w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/11/b2b-web-marketing-360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-3184" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/11/b2b-web-marketing.png" alt="" width="810" height="450" />Il <strong>B2B Digital Day</strong>, sapientemente organizzato nei giorni scorsi da Marketing Arena e dal suo condottiero Giorgio Soffiato (evento davvero di spessore, bravi!), è stata l&#8217;occasione giusta per riflettere sulla situazione del <strong>Web Marketing B2B in Italia</strong>, confrontando l&#8217;esperienza personale, maturata in <a href="https://twow.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TWOW</a>, con quella di un&#8217;interessante miscela di accademici, imprenditori e professionisti del settore che hanno animato la fruttuosa mattinata.</em></p>
<p><strong>B2B e Digital, quali sono le criticità? </strong></p>
<p>Principalmente, a mio parere, sono 3 le criticità che ci troviamo oggi ad affrontare quando si tratta di impostare progetti di Web Marketing per aziende di questo segmento:</p>
<p><strong>1. La spaventosa lentezza nel muoversi e nel prendere decisioni è per antonomasia non compatibile con la velocità del Digital e dei suoi strumenti</strong>. Ci troviamo a che fare spesso con una classe imprenditoriale troppo lenta (spesso attempata anagraficamente) che si trova ad approcciare il marketing online (ma potrei tranquillamente limitarmi a dire &#8220;il marketing&#8221;) con poca convinzione, generalmente spinta dalla nuova generazione che avanza internamente (il tessuto imprenditoriale italiano è pieno di queste dinamiche) e magari da qualche azienda competitor che ha deciso finalmente di muoversi scatenando il più classico dei &#8220;<em>se lo fanno loro, voglio farlo anche io&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p><strong>2. Le risorse umane sono inventate, difficilmente all&#8217;altezza e spesso abbandonate a se stesse.</strong> Nel B2B domina la politica del riadattamento dei ruoli, del multitasking interno esasperato (nel senso che chi fa i cataloghi gestisce i social e spesso anche qualche campagnetta Adwords), del &#8220;<em>cosa ci andiamo a fare su Facebook se non vendiamo al cliente finale</em>&#8220;. Poca, anzi pochissima formazione. A meno che &#8220;<em>non te la fai per i fatti tuoi magari di notte o nella pausa pranzo</em>&#8220;. E le agenzie? &#8220;<em>Spariamo a vista, troppo care!</em>&#8220;.</p>
<p><strong>3. L&#8217;investimento in marketing è spesso irrisorio, considerato sempre un di più e neanche lontanamente equiparato ad altre attività aziendali. </strong></p>
<p>&#8220;Q<em>uanto investite in marketing?</em>&#8220;.<br />
&#8220;Mmm. Mmm. Mmm<em>&#8230; Sicuramente poco. Ma&#8230; Ma&#8230; Ma perché non abbiamo mai avuto risultati</em>&#8220;.<br />
<em>&#8220;Lei ha appena ucciso il concetto stesso di sequenza causa-effetto. Mi scusi, e in logistica quanto spendete?&#8221; </em><br />
<em>&#8220;Logistica? Che c&#8217;entra? Quella è un&#8217;altra cosa</em>&#8220;.</p>
<p>(sono andato a memoria, ma assicuro di non essermi discostato tanto dalla realtà)</p>
<p>Mi scuso ovviamente per la generalizzazione, comunque necessaria per dare un quadro della situazione. La situazione sicuramente non è totalmente in discesa ma&#8230; Si c&#8217;è un ma ed è anche, per nostra fortuna, abbastanza grande: non solo criticità dunque, anche grandi opportunità.</p>
<p><strong>B2B e Digital, quali sono le opportunità? </strong></p>
<p><strong>&#8211; La conoscenza verticale e specializzata del proprio mercato e dei suoi attori, da parte delle aziende B2B, è un asset fondamentale quando si tratta di fare marketing</strong>. Lo è probabilmente ancora di più quando si tratta di impostare una strategia di Web Marketing. Se nel B2C ci si trova spesso a comunicare prodotti molto trasversali in mercati di difficile lettura, nel B2B è più facile trovarsi in situazioni in cui l&#8217;azienda conosce benissimo i suoi interlocutori (e quelli che non lo dovranno mai essere). E conoscerli è un passo decisivo per coinvolgerli.</p>
<p><strong>&#8211; Strategicamente (ma forse dovrei dire &#8220;tatticamente&#8221;) è relativamente semplice, e spesso efficace, posizionarsi sulla domanda espressa tramite il Web</strong>. Difficile sbagliarsi quando ad un&#8217;azienda B2B si propone una campagna di lead generation tramite Google Adwords sul breve periodo e/o un&#8217;attività di posizionamento organico (SEO) sul medio/lungo periodo. Le keyword sono spesso specifiche e di settore e la partita si gioca tutta sulla loro competitività.</p>
<p><strong>&#8211; Le aziende B2B hanno fisiologicamente database più piccoli ma spesso di valore e custoditi con grande gelosia. Un gran bel punto da dove partire</strong>. Non ci si stancherà mai di ripetere l&#8217;enorme importanza assunta da una corretta gestione corretta del CRM in ottica marketing. Ancora di più in un mercato fatto ancora molto di relazioni (e comunicazioni) personali con clienti e fornitori. È il momento di tirare fuori dal cassetto la lista dei contatti ed usarla non solo per comunicare meglio ma anche per potenziare tutte le attività pubblicitarie (oggi Facebook e Google performano statisticamente meglio quando hanno a disposizione un db da cui attingere per raffinare informazioni e algoritmi).</p>
<p><strong>&#8211; Un mercato in cui gli imprenditori sono lenti, investono poco e non valorizzano le risorse umane specializzate è un mercato in cui c&#8217;è tantissimo spazio. </strong>Paradossalmente le criticità che ho espresso poche righe più in alto sono allo stesso tempo i motivi delle grandi opportunità nel settore. Se nel B2C è difficile immaginare di recuperare certi treni ormai forse persi per sempre, il B2B offre ancora enormi possibilità a chi deciderà di muoversi: il gap da colmare non è enorme ma il solco da scavare rappresenta a mio parere un&#8217;occasione unica.</p>
<p>Per concludere, voglio sottolineare alcuni spunti interessanti portati a casa dall&#8217;evento:</p>
<p><strong>&#8211; L&#8217;assimmetria informativa, spesso molto evidente nel B2C, si riduce molto nel B2B. E bisogna tenerne conto per l&#8217;attività di comunicazione. </strong>Scrivevo qualche riga più su che l&#8217;azienda B2B conosce bene il suo interlocutore. È vero ed è vero anche il contrario: l&#8217;interlocutore è informato, conosce l&#8217;azienda, i prodotti e vantaggi e svantaggi rispetto ai competitor. La partita si vince con un&#8217;attività di content marketing solida, concreta e soprattutto autoritaria.</p>
<p><strong>&#8211; La fine delle &#8220;piccole lepri&#8221;, sancisce un problema ed una serie di responsabilità.</strong> Il tempo delle piccole eccellenze che, sfruttando dimensioni ed elasticità, scappano via sul terreno dell&#8217;innovazione è finito. Oggi chi domina la trasformazione digitale è spesso un colosso che investe pacchi di soldi. I piccoli hanno un grosso problema e noi in qualità di consulenti ed agenzie Web abbiamo il dovere e la responsabilità di ricordarglielo e di proporre soluzioni. Efficaci.</p>
<p><strong>&#8211; L&#8217;approccio orientato al &#8220;<em>business to people</em>&#8221; è corretto, ma le peculiarità di ciascun mercato vanno riconosciute e possibilmente sfruttate. </strong>Può risultare in parte anacronistico continuare a contrapporre B2B e B2C, soprattutto alla luce dell&#8217;evoluzione comune rispetto alle dinamiche e agli strumenti della comunicazione digitale. Il cosiddetto B2P rappresenta una sfida in cui vale sicuramente la pena essere della partita. Eppure sarebbe forse miope lasciarsi alle spalle le tantissime peculiarità del mondo B2B senza almeno prima provarle a sfruttare fino in fondo.</p>
<p><strong><a href="https://www.marketingarena.it/2017/10/20/il-marketing-del-b2b-e-un-tema-vero-appunti-e-spunti-da-b2b-day/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui</a></strong> un impeccabile resoconto, intervento per intervento, relatore per relatore, del <em>B2B Digital Day a cura proprio di Giorgio Soffiato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2017/10/web-marketing-per-il-b2b.html">Web Marketing per il B2B: il punto tra criticità ed opportunità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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		<title>Che fine farà il Social Media Marketer?</title>
		<link>http://paoloratto.com/2017/08/che-fine-fara-il-social-media-marketer.html</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 15:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un interessante spunto di Luca Carbonelli su Facebook a proposito di Social Media Marketing mi ha dato voglia e forza di finire e pubblicare uno ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2017/08/che-fine-fara-il-social-media-marketer.html">Che fine farà il Social Media Marketer?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo-.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo-.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo--300x167.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo--768x427.png 768w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo--360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><img class="aligncenter size-full wp-image-3172" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo-.png" alt="" width="810" height="450" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo-.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo--300x167.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo--768x427.png 768w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2017/08/Facebook-per-il-turismo--360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" />Un interessante <a href="https://www.facebook.com/lucacarbonelli/posts/10213601992708044" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spunto</a> di Luca Carbonelli su Facebook a proposito di Social Media Marketing mi ha dato voglia e forza di finire e pubblicare uno dei tanti articoli in bozza ormai da qualche settimana (la produzione scritta del sottoscritto è purtroppo, o per fortuna, inversamente proporzionale alla crescita di Twow e a tutte le priorità che questa crescita comporta).</p>
<p>Il tema è attualissimo ed effettivamente centrale nel panorama del digital marketing attuale. In estrema (e provocatoria) sintesi, per usare le stesse parole di Luca: <em>vale ancora dire banalmente che i social sono uno strumento utile all&#8217;azienda?<strong> </strong></em>E soprattutto, aggiungo io, <strong>che futuro si prospetta per l&#8217;attività di social media marketing e per chi se ne occupa a livello professionale?</strong></p>
<p>In realtà sono diversi i temi chiave che Luca tocca nella sua arguta riflessione:</p>
<p><strong>&#8211; i costi sono diventati importanti</strong>, sia perché l&#8217;advertising è<em> conditio sine qua non</em> (da queste parti lo vado dicendo da anni) sia perché l&#8217;evoluzione più sensata rispetto allo &#8220;scaricare a terra&#8221; queste attività sembrerebbe implicare sempre di più un investimento interno all&#8217;azienda. Ha davvero senso investire su questa attività? Quanto è un limite eventualmente sostenibile per questo investimento?</p>
<p><strong>&#8211; le proposte che arrivano dal mercato appaiono limitate</strong> in un senso (il freelance non può garantire una competenza così trasversale) o nell&#8217;altro (la standardizzazione della maggior parte delle agenzie rispetto al piano editoriale da 3 post a settimana appare sempre più anacronistica). Cosa conviene effettivamente fare?</p>
<p>Su questi temi si è espresso in maniera molto intelligente anche l&#8217;amico Giorgio Soffiato con un <a href="https://www.facebook.com/notes/giorgio-soffiato/smm-al-funerale-dei-parrucchieri-dellorganico/1560718190626573/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">post</a> che vi consiglio di leggere e che ricalca, rispetto ai 3 punti su cui si focalizza, anche la posizione del sottoscritto :</p>
<p><strong>1. siamo di fronte alla fine del piano editoriale riempitivo asincrono</strong>. &#8220;<em><em><em><em>Il PED va fatto assieme al cliente, dal cliente, col cliente&#8221;;</em></em></em></em></p>
<p><strong>2. i piani editoriali non esistono senza sponsorizzazione</strong>. <em><em><em><em>&#8220;La verità è che sta buttando i soldi chi l’advertising non lo fa&#8221;;</em></em></em></em></p>
<p><strong>3. se produrre e pubblicare contenuti rilevanti costa, perché non pubblicare di meno? </strong>&#8220;<em>è difficile sostenere un piano editoriale (&#8230;) con 5 uscite a settimana. </em><span class="_4yxo"><em>Fatene due e non abbiate paura del bianco</em>&#8220;.</span></p>
<p>Restando sul tema, trovo rilevante <a href="https://www.kaushik.net/avinash/stop-organic-social-media-marketing-solve-for-profit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un recente articolo</a> del guru Avinash Kaushik che decreta senza mezzi termini (e con un&#8217;evidente retrogusto amarognolo) la fine del <em>social media organic marketing</em>.</p>
<p>Se perfino il buon e indiscutibile Avinash &#8220;cade dalle nuvole&#8221; con una presa di coscienza definitiva sull&#8217;anacronismo della distribuzione organica nei social, forse abbiamo dato (sottoscritto in primis) troppo per scontata la situazione.</p>
<p>Personalmente trovo ormai anacronistico anche solo parlare di social media e dover ogni volta sottolineare la distinzione tra <em>paid</em> e <em>organic</em>. Eppure, a quanto pare, occorre continuare a fare chiarezza a costo di risultare ridondanti.</p>
<p><strong>I social sono ormai a tutti gli effetti canali <em>paid</em> quando sono in modalità <em>push</em></strong>, ovvero per la distribuzione di contenuto che deve generare ritorni sostenibili, <strong>mentre restano canali <em>owned</em> in modalità<em> pull</em></strong>, ovvero quando si tratta di utilizzarli come estensione del servizio clienti.</p>
<p><strong>&#8220;<em>Fare social</em>&#8221; oggi non solo è utile, ma è indispensabile</strong> per:</p>
<p><strong>&#8211;</strong> &#8220;parlare&#8221; a singoli gruppi ben definiti con qualcosa di molto personalizzato da dire. Ogni singolo post può effettivamente costituire una micro campagna a tutti gli effetti. Perché non approfittarne?</p>
<p><strong>&#8211;</strong> costruire un primo pubblico di <em>lookalike audience </em>(per intercettare domanda latente) e<em> retargeting</em> (per re-intercettare domanda espressa) a costi bassi e con altissime possibilità di ritorno sull&#8217;investimento;</p>
<p><strong>&#8211;</strong> tenere un piede dentro al fenomeno chat bot e continuare a sfruttare le grandi possibilità relative al customer care. Qual è ancora oggi lo strumento più veloce per parlare ad un&#8217;azienda?</p>
<p><strong>Gestione social interna, esterna o ibrida?</strong> In <a href="https://twow.it/servizi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Twow</a> stiamo sperimentando diverse tipologie di gestione social (per noi NON c&#8217;è Social senza Advertising, se ancora ci fossero dubbi!) e mi sento di dire che la gestione totalmente esterna ha effettivamente grossi limiti legati soprattutto allo sviluppo di competenze specifiche e verticali sui temi dell&#8217;azienda, mentre quella totalmente interna spesso può risultare onerosa o troppo tecnica (chi è dentro l&#8217;azienda può facilmente gestire un ped ma difficilmente essere specializzato in adv). Il giusto compromesso è spesso un ibrido che dipende molto dalle risorse a disposizione (persone, tempo, budget).</p>
<p><strong>La sfida dev&#8217;essere quella di individuare e pesare esattamente le variabili in gioco e proporre al cliente una strada personalizzata che sia garanzia de &#8220;il migliore dei mondi possibili&#8221; tenendo presente che la componente editoriale/pubblicitaria vale tanto quanto l&#8217;organizzazione di una procedura funzionale per l&#8217;integrazione del social care con il servizio clienti tradizionale</strong>.</p>
<p>Andando oltre le modalità di gestione, il tema forse più interessante riguarda proprio il futuro del social media employer. <strong>Che fine farà il social media marketer? </strong>In ballo ci sono diverse questioni che riguardano in primis l&#8217;evoluzione del &#8220;mestiere&#8221; in termini di attività, attitudini e capacità:</p>
<p><strong>&#8211; deve capirne e saperne (anche) di advertising</strong>. Punto e basta. Non esiste Facebook senza Facebook Ads, non esiste Instagram senza&#8230; Facebook Ads;</p>
<p><strong>&#8211;</strong> non può limitarsi a ragionare a tavolino sulle personas. Dev&#8217;essere in grado di <strong>costruire (strategicamente e tecnicamente) i pubblici a cui comunicare</strong> sfruttando le potenzialità di profilazione delle piattaforme;</p>
<p><strong>&#8211;</strong> non può comporre solo piani editoriali e post da pubblicare. Deve poter &#8220;scaricare a terra&#8221; micro campagne pubblicitarie su target specifici che, dato un investimento x, devono generare un ritorno y, il più possibile pesante e valutabile. <strong>Numeri, numeri e ancora numeri</strong>;</p>
<p><strong>&#8211;</strong> non può pensare al community management come qualcosa di slegato dalle dinamiche del servizio clienti dell&#8217;azienda. <strong>Social fa sempre meno rima con <em>engagement</em> e sempre di più con <em>customer care</em></strong> e la difficoltà è quella di <strong>costruire percorsi virtuosi di risposta strutturata al cliente</strong> (in attesa della definitiva esplosione del fenomeno bot);</p>
<p><strong>&#8211; </strong>competenze grafiche? Importanti. Competenze da copywriter? Importanti. Competenze tecniche? Importanti. <strong>Capacità e attitudine per fare da collante tra azienda e fornitori esterni o tra management e fornitori interni? Indispensabili.</strong></p>
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		<title>I ritorni nascosti (e sottovalutati) del social media marketing</title>
		<link>http://paoloratto.com/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 08:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Chi mi conosce e/o mi segue sa quanto negli ultimi anni mi sia speso per una focalizzazione del web marketing verso risultati di business veri, evidenti e ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.html">I ritorni nascosti (e sottovalutati) del social media marketing</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti-300x166.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti-360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3120" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.png" alt="social-media-marketing-ritorni-nascosti" width="810" height="450" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti-300x166.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti-360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a>Chi mi conosce e/o mi segue sa quanto negli ultimi anni mi sia speso per una focalizzazione del web marketing verso risultati di business veri, evidenti e pesanti dal punto di vista economico. In quest&#8217;ottica, anche <strong>le attività legate al social media marketing devono sempre e comunque essere progettate e messe in pratica con l&#8217;idea di valutarne con precisione il ritorno sull&#8217;investimento</strong> (non avrei scritto oltre 60 pagine di  ebook per identificare <strong><a title="social media roi ebook" href="http://paoloratto.com/socialmediaroi" target="_blank">un modello di analisi per il Social Media ROI</a></strong> se non ci credessi veramente!).</p>
<p>C&#8217;è un però. <strong>Non tutto ciò che torna può essere misurabile e attribuibile al 100% e una buona parte rischia di essere comunque di difficile anticipazione e percezione</strong> (non sapendo dove aspettarti il ritorno rischi di perdertelo per strada e sottostimare i benefici dell&#8217;attività!). Qualche tempo fa, proprio in uno dei capitoli dell&#8217;ebook citato in precedenza, ho provato a razionalizzare al massimo la questione&#8230;</p>
<blockquote><p>Ciò che ho voluto identificare con il nome “effetti collaterali” si riferisce alla parte più “umana” del social media marketing e delle sue attività. E cioè <strong>tutta quella serie di effetti poco prevedibili e difficilmente immaginabili al momento della pianificazione strategica delle azioni ma che, soprattutto nel medio/lungo periodo, possono emergere ed essere fonte di gradite sorprese per tutta l’entità che comunica</strong>.</p>
<p>Durante le attività gestite nel corso degli ultimi anni ne ho individuati almeno di tre tipi:</p>
<p><strong>1. guadagnare un vantaggio competitivo anticipando, in qualche modo, il futuro</strong>. Per esempio, chi ieri ha investito su Facebook, oggi molto probabilmente si sta avvantaggiando delle continue evoluzioni che la piattaforma mette a disposizione ai suoi utenti, lato business. In questo senso, la maggior parte delle operazioni di comunicazione digitale tendono a proiettarsi verso il futuro e quindi un ritorno sotto questo punto di vista è spesso garantito. Va però individuato e valorizzato;</p>
<p><strong>2. la costruzione di relazioni di lungo periodo che spesso un’attività di social media marketing garantisce alle “entità” che decidono di investire su un coinvolgimento interno diretto</strong>. Senza far polemica, direi che siamo dinnanzi al ritorno principale di azioni di <em>blogger engagement</em> anche perché la relazione che si innesca tra persone (prima ancora che tra &#8220;entità&#8221;!) può avere benefici grandi e di lunga durata (se volete approfondire, vi invito a leggere questo post di qualche tempo fa dedicato proprio all’argomento “benefici da blog tour”: <a href="http://paoloratto.com/2013/10/a-che-cosa-serve-veramente-un-blog-tour.html" target="_blank">http://paoloratto.com/2013/10/a-che-cosa-serve-veramente-un-blog-tour.html</a>);</p>
<p><strong>3. un’attività di team building e di fortificazione di competenze “laterali” del team (se interno) coinvolto direttamente sui progetti</strong>. Pensate per esempio alla possibilità di accelerare la consapevolezza delle risorse umane nei confronti degli strumenti della comunicazione digitale, grazie al vissuto di un&#8217;esperienza collettiva emotivamente positiva, oppure alla possibilità che i social network diventino una sorta di palcoscenico su cui mettere in scena lo spettacolo collettivo di un team di lavoro affiatato e vincente.</p>
<p><strong>Gli Effetti Collaterali sono sicuramente la metrica più sfuggente e difficile da individuare</strong>. Il fatto di essere poco prevedibili, e purtroppo poco considerati, li rende molto complessi da correlare con le iniziative che li hanno generati (o hanno contribuito in maniera netta a farlo). Avere a disposizione un periodo di analisi piuttosto ampio a livello temporale può aiutare a tenere sotto controllo eventuali cause ed effetti correlati.</p>
<p>tratto dal  mio <a title="social media roi ebook" href="http://paoloratto.com/socialmediaroi" target="_blank">&#8220;<em>Un modello di analisi per il Social Media ROI&#8221;</em></a>, scaricabile gratuitamente.</p></blockquote>
<p><em>Perché questa pappardella tirata fuori ora? </em>, vi starete giustamente chiedendo.</p>
<p>Perché oggi è uno di quei giorni in cui la pratica è meglio della teoria, la realtà supera l&#8217;immaginazione, il fare vince sul dire.</p>
<p>Succede infatti che in pieno clima &#8220;tempestoso&#8221; da chiusura d&#8217;anno, con un bel cumulo di report da analizzare in cui sbatti la testa su cose come costo per lead, ritorno sul budget investito in advertising (ROAS per gli amici!) e tassi di conversione vari ed eventuali, sia un cliente a stupirti.</p>
<p>A riportarti all&#8217;essenza delle cose.</p>
<p>A farti luccicare gli occhi.</p>
<p><em>&#8220;Pensate per esempio alla possibilità di accelerare la consapevolezza delle risorse umane nei confronti degli strumenti della comunicazione digitale, grazie al vissuto di un&#8217;esperienza collettiva emotivamente positiva, oppure alla possibilità che i social network diventino una sorta di palcoscenico su cui mettere in scena lo spettacolo collettivo di un team di lavoro affiatato e vincente&#8221;, s</em>crivevo qualche tempo fa in un capitolo secondario di un ebook per pochi intimi, provando a teorizzare situazioni pratiche che mi erano capitate.</p>
<p><em><strong>La possibilità che i social network diventino una sorta di palcoscenico su cui mettere in scena lo spettacolo collettivo di un team di lavoro affiatato e vincente</strong></em>, sottolineo.</p>
<p>Quante volte in corsi ed eventi, dinnanzi anche a facce un po&#8217; sorprese e attonite, mi sono spinto nel sottolineare che <strong>un&#8217;attività social progettata con cognizione di causa può condurre ad enormi benefici nella comunicazione interna</strong>, prima ancora che esterna, di un&#8217;azienda.</p>
<p>Quante volte in libri, articoli, convegni e formazioni di settore vi abbiamo detto che <strong>uno degli obiettivi principali del social media marketing è &#8220;rendere umana l&#8217;azienda&#8221;</strong>, &#8220;avvicinarla alle persone&#8221;, &#8220;poter comunicare sullo stesso livello&#8221; e che, nel migliore dei mondi possibili, <strong>i primi veri ambasciatori dell&#8217;azienda stessa sarebbero dovuti essere i suoi dirigenti e soprattutto dipendenti</strong>, magari in maniera spontanea grazie ad un percorso condiviso e partecipato.</p>
<p>Ma oggi è uno di quei giorni in cui la pratica è meglio della teoria, la realtà supera l&#8217;immaginazione, il fare vince sul dire.</p>
<p>Date un&#8217;occhiata qui sotto&#8230;</p>
<div class="fb-video" data-href="https://www.facebook.com/unieuromeda/videos/1304554336286381/" data-width="800" data-show-text="true">
<blockquote class="fb-xfbml-parse-ignore" cite="https://www.facebook.com/unieuromeda/videos/1304554336286381/"><p><a href="https://www.facebook.com/unieuromeda/videos/1304554336286381/">Lettera ad una persona speciale: auguri da #UnieuroMeda!</a>Il 2017 è alle porte ed è tempo di fare un bilancio dell&#8217;anno trascorso ed impegnarsi a pensare a dei buoni propositi per migliorare l&#8217;anno che verrà.</p>
<p>Ma noi di #UnieuroMeda cosa vogliamo di più, se già il nostro punto vendita è speciale ed è composto da un team davvero unico? E poi c&#8217;è Gianfranco&#8230; che ci coinvolge sempre e ci rende protagonisti, anche qui su Facebook!!</p>
<p>Questo video è una sorpresa del team per lui, una persona speciale che più che un capo è parte della squadra&#8230; perché Unieuro Meda è fatto di persone come noi, ma soprattutto come te.</p>
<p>Grazie Gianfranco!</p>
<p>Posted by <a href="https://www.facebook.com/unieuromeda/">Unieuro Meda</a> on Wednesday, December 28, 2016</p></blockquote>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>(per visualizzare correttamente tutto il post, soprattutto da mobile &#8211; il testo del post non si legge! &#8211; vi consiglio di <a href="https://www.facebook.com/unieuromeda/videos/1304554336286381/&quot;&gt;https://www.facebook.com/unieuromeda/videos/1304554336286381/">guardarlo direttamente su Facebook</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La &#8220;parte più umana dei social&#8221;. Che genera risultati inaspettati, difficili da misurare e da attribuire, spesso inimmaginabili. Ma&#8230;</p>
<p>Ma non si compra e non si vende da nessuna parte. Purtroppo.</p>
<p>Ma rischia di funzionare solo se c&#8217;è veramente sostanza. Tanta sostanza.</p>
<p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/download.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3117" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/download.png" alt="download" width="502" height="142" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/download.png 502w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/download-300x84.png 300w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></a></p>
<p>Ma quando quei risultati li genera fa veramente luccicare gli occhi. Altro che cpl, roas e cr.</p>
<p>Buon 2017 a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Disclaimer: Unieuro Meda è un nostro cliente &#8220;sperimentale&#8221;, nel senso che, grazie alla sapiente regia di <strong><a href="https://www.futurosemplice.net/">Rosa Giuffrè</a></strong> che ci ha coinvolti nel progetto, sperimentiamo una gestione dell&#8217;attività di comunicazione a più mani. Noi di <strong><a href="https://twow.it/" target="_blank">TWOW</a></strong> nello specifico ci occupiamo della pianificazione del piano editoriale, della gestione degli account social e dell&#8217;attività del social advertising.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/12/social-media-marketing-ritorni-nascosti.html">I ritorni nascosti (e sottovalutati) del social media marketing</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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		<title>Web Marketing per Hotel: qual è la strada giusta?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 16:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[bto]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il panel proposto con Rocco Rossitto per l&#8217;edizione 2016 del Buy Tourism Online mi ha dato l&#8217;opportunità di riflettere a fondo sul tema &#8220;Web Marketing ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/12/web-marketing-hotel.html">Web Marketing per Hotel: qual è la strada giusta?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo-.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo-.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo--300x166.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo--360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><em><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo-.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3107" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo-.png" alt="web marketing hotel" width="810" height="450" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo-.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo--300x166.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/Copy-of-Facebook-per-il-turismo--360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a>Il panel proposto con Rocco Rossitto per l&#8217;edizione 2016 del <a title="bto" href="https://www.buytourismonline.com/" target="_blank"><strong>Buy Tourism Online</strong></a> mi ha dato l&#8217;opportunità di riflettere a fondo sul tema <strong>&#8220;Web Marketing per Hotel&#8221;</strong> e provare a tracciare <strong>una possibile rotta verso un&#8217;attività proficua, suffragata da risultati molto incoraggianti</strong>.</em></p>
<p>Quinta esperienza di fila per il sottoscritto in BTO. Come al solito tanti gli spunti, ma soprattutto importante la possibilità di confrontarsi con i professionisti più &#8220;spessi&#8221; del settore. Giudizio sulla manifestazione quindi necessariamente positivo.</p>
<p>Quest&#8217;anno, dopo anni focalizzati su aspetti molto specifici (<a href="http://paoloratto.com/2013/12/modello-social-media-roi.html" target="_blank">social media roi</a>, <a href="http://paoloratto.com/2014/12/pubblicita-su-facebook-turismo.html" target="_blank">social advertising</a>, <a href="http://paoloratto.com/2016/01/facebook-turismo-infografica-video-slide.html" target="_blank">facebook marketing</a>), si è optato per un intervento diverso: un mix di filosofia e visione, strategia e tattica, operatività e concretezza estrema (abbiamo &#8220;osato&#8221; parlare anche di soldi&#8230;).</p>
<p>Provo a sintetizzare quanto espresso nei circa 50 minuti a voce. Lo faccio per punti, sottolineando che, al di là delle tante provocazioni sotto forma di &#8220;panel dei paradossi&#8221;, quello che abbiamo voluto fare Rocco ed io è stato rispondere ad una NON semplice domanda: &#8220;<em><strong>se gestisco una struttura ricettiva, che cosa mi conviene fare oggi dal punto di vista del web marketing?</strong></em>&#8220;.</p>
<p><strong>1. Prodotto, prodotto e, prima di tutto, ancora prodotto</strong>. La &#8220;comunicazione viene dopo&#8221;. Lo abbiamo sottolineato in tutti i modi possibili. Se le fondamenta non sono totalmente apposto, la casa crolla. Anche se è la più bella casa del mondo. Quindi prima di pensare a Twitter pensiamo alla pulizia delle stanze.</p>
<p><strong>2. Non comunicare è comunque un rischio</strong>. Un prodotto buono ben comunicato vince. Un prodotto cattivo comunicato in qualsiasi modo perde. Ma un prodotto buono non comunicato? Avete mai pensato di un prodotto/servizio/struttura &#8220;se lo avessi saputo prima&#8230;&#8221;. Ecco quello. All&#8217;evento ho raccontato la storia di Giorgia Losi, ex &#8220;comunicatrice&#8221;: nel suo cv tre tra le più grandi Web Agency in Italia, ed oggi ristoratrice di successo in quel di Genova (dove la sua <em><a href="https://www.acciughetta.it/" target="_blank">Acciughetta</a></em> è uno dei ristoranti del momento). Perché un buon comunicatore può diventare un buon ristoratore ma è così difficile il contrario?</p>
<p><strong>3. La sfida non è sostituire Booking. La sfida è utilizzarlo correttamente</strong>. Ok l&#8217;intermediazione, no all&#8217;iper intermediazione. Cosa voglio dire? Se un cliente mi cerca su Google perché vuole prenotare da me deve poter prenotare da me senza passare da Booking (mi devo dotare di una strategia di brand protection su Adwords). Se chi è stato mio cliente vuole tornare, non è concepibile pagare una percentuale di intermediazione (mi devo dotare di una strategia di email marketing). Almeno quello.</p>
<p><strong>4. Il Web Marketing è costoso, difficile e viene dopo il prodotto ma è qualcosa che funziona e spesso ti permette di tenere il coltello dalla parte del manico</strong>. Non devi fare tutto e subito. Non devi essere ovunque per forza. Non devi parlare se non hai nulla da dire. Però ci sono alcune attività &#8220;tattiche&#8221; che non puoi permetterti di non valutare. Almeno valutare.</p>
<p><strong>5. La strada giusta? </strong>Bando alle ciance. La strada giusta passa attraverso 5 aspetti. Sito. Contenuti. Social. Advertising. E Database. Il sito dev&#8217;essere performante e fruibile, i contenuti devono permettere di generare audience di riferimento da profilare in seguito con promo commerciali, i social devono essere sempre più utilizzati in ottica di customer care in tempo reale, l&#8217;advertising dev&#8217;essere strumento di revenue e il database&#8230; beh il database è una delle cose più di valore che possedete e va &#8220;coccolato&#8221; con continuità ma senza abusare dell&#8217;attenzione dei contatti. Ognuno di questi aspetti, se sistemato, può generare un notevole miglioramento del business. Il mix corretto è quello che può fare la differenza.</p>
<p>Non ne siete convinti?</p>
<p>Date un&#8217;occhiata ai risultati ottenuti in <strong><a title="web marketing a performance" href="https://twow.it/" target="_blank">TWOW</a></strong> con l&#8217;Hotel <em>Arc En Ciel</em> di Diano Marina (attività cominciata nel 2015 con primissimo setup, portata a regime per la stagione 2016 e con ancora tantissimi spazi di manovra per il 2017).</p>
<p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/arc-en-ciel.png"><img class="aligncenter wp-image-3108" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/arc-en-ciel.png" alt="arc-en-ciel" width="600" height="448" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/arc-en-ciel.png 797w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/12/arc-en-ciel-300x223.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Ed ecco tutte le slide dell&#8217;intervento di Firenze:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe style="border: 1px solid #CCC; border-width: 1px; margin-bottom: 5px; max-width: 100%;" src="//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/AcxDOtFI3K0In" width="595" height="485" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"> </iframe></p>
<div style="margin-bottom: 5px; text-align: center;"><strong> <a title="La comunicazione viene dopo, prima di tutto [BTO2016]" href="//www.slideshare.net/jul_x/la-comunicazione-viene-dopo-prima-di-tutto-bto2016" target="_blank">La comunicazione viene dopo, prima di tutto [BTO2016]</a> </strong> from <strong><a href="//www.slideshare.net/jul_x" target="_blank">Paolo Ratto</a></strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/12/web-marketing-hotel.html">Web Marketing per Hotel: qual è la strada giusta?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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		<title>Vendere online con il retargeting dinamico di Facebook [slide + riflessioni]</title>
		<link>http://paoloratto.com/2016/10/vendere-online-retargeting-dinamico-facebook.html</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 14:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social advertising]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le campagne di retargeting dinamico su Facebook (Facebook Dynamic Ads) sono una stuzzicante opportunità per le aziende che vendono online. Eppure le difficoltà, soprattutto tecniche, ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/10/vendere-online-retargeting-dinamico-facebook.html">Vendere online con il retargeting dinamico di Facebook [slide + riflessioni]</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads-300x166.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads-360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><strong><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3096" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads.png" alt="facebook dynamic ads" width="810" height="450" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads.png 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads-300x166.png 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/facebook-dynamic-ads-360x200.png 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a>Le campagne di retargeting dinamico su Facebook</strong> (<em>Facebook Dynamic Ads</em>)<strong> sono una stuzzicante opportunità per le aziende che vendono online</strong>. Eppure le difficoltà, soprattutto tecniche, nell&#8217;implementarle le rendono un prodotto pubblicitario ancora poco conosciuto e molto poco sfruttato (e quindi ancora più interessante!).</p>
<p>In<strong> <a title="twow web marketing" href="https://twow.it/" target="_blank" rel="noopener">TWOW</a></strong> le stiamo utilizzando su diversi clienti e, dopo alcuni mesi a &#8220;spaccarcisi sopra la testa&#8221;, i <strong>risultati in termini di conversioni e ritorno sull&#8217;investimento appaiono davvero interessanti</strong>. Per questo motivo a Luglio ho deciso di parlarne al <a href="https://www.webmarketingfestival.it/" target="_blank" rel="noopener">Web Marketing Festival di Rimini</a>, palcoscenico perfetto per un intervento del genere (complimenti all&#8217;organizzazione perché per costruire un evento così mastodontico ci vuole davvero spessore!).</p>
<p>L&#8217;argomento, sicuramente molto specifico e piuttosto spinoso per la mancanza di esperienze condivise e letteratura in merito,  mi ha dato anche l&#8217;opportunità di ragionare su temi più ampi che considero fondamentali: il percorso d&#8217;acquisto dell&#8217;utente ed i possibili <em>touchpoints</em> legati a Facebook e l&#8217;implementazione di una strategia completa ed integrata di <em>Facebook Advertising</em>.</p>
<p>Ed oggi colgo al balzo la &#8220;scusa&#8221; della condivisione delle slide dell&#8217;intervento (e questo titolo &#8220;vagamente&#8221; acchiappa click!) proprio per <strong>mettere a fuoco alcuni punti davvero importanti che riguardano il presente ed il futuro del Web Marketing</strong>.</p>
<p>Se l&#8217;attività di social media marketing, nella sua versione &#8220;originale&#8221; si è sempre rivelata efficace nella prima parte del percorso d&#8217;acquisto, associata soprattutto a momenti di stimolo e di scoperta su bisogni magari ancora non maturi, il boom del social advertising ha completamente rivoluzionato la situazione. <strong>Oggi i social, nella loro accezione completa di media anche a pagamento, potenzialmente coprono l&#8217;intero funnel e possono fare la differenza in diversi momenti del percorso dal &#8220;<em>non ti conosco, non so chi sei</em>&#8221; al &#8220;<em>ti compro e anzi perché mi son trovato bene ti faccio anche pubblicità</em>&#8220;</strong>. Addirittura possono risultare decisivi anche quando&#8230; c&#8217;è da convincere un indeciso a compiere l&#8217;ultimo passo verso l&#8217;acquisto.</p>
<p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel.jpg"><img class="aligncenter wp-image-3088" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-1024x675.jpg" alt="fb-funnel" width="750" height="495" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-1024x675.jpg 1024w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-300x197.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel.jpg 1489w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p>Proprio in quest&#8217;ottica è necessario organizzare (anche) l&#8217;attività su Facebook ponendosi l&#8217;obiettivo di portare l&#8217;utente al passo successivo del suo percorso d&#8217;acquisto.</p>
<p>Per questo occorre segmentare correttamente il pubblico rispetto al punto del percorso in cui si trova (o in cui si è stoppato!) e somministragli (parola bruttina ma che fa capire che tale azione non possa e non debba essere casuale!) il tipo di contenuto più adatto per farlo procedere:<strong> l&#8217;obiettivo è quello di controllare ogni punto di contatto tra persona e azienda e rendere tale contatto &#8220;morbido&#8221; e confortevole</strong>.</p>
<p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-2.jpg.png-e1475614735923.jpg"><img class="aligncenter wp-image-3090" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-2.jpg.png-e1475614735923-1024x620.jpg" alt="" width="750" height="455" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-2.jpg.png-e1475614735923-1024x620.jpg 1024w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-2.jpg.png-e1475614735923-300x181.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-2.jpg.png-e1475614735923.jpg 1506w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p><strong>L&#8217;attività avanzata di profilazione, pilastro di una strategia vincente di <em>funnel optimization</em>, risulta uno dei fiori all&#8217;occhiello di Facebook</strong>, fortissimo nell&#8217;individuare una certa tipologia di persona (pensate alla profilazione sociodemografica ma soprattutto a quella per interessi) in un preciso momento del percorso d&#8217;acquisto: mi riferisco ai pubblici personalizzati o <em>custom audience</em> che permettono di costruire audience basate sulle specifiche azioni fatte (&#8220;aggiunta al carrello&#8221;, per dirne una &#8220;pesante&#8221;) o pagine visitate all&#8217;interno di un sito (quali, per quanto tempo e con quale frequenza), o in base a quanto a lungo hanno guardato un video postato dall&#8217;azienda su Facebook o ancora, come hanno reagito a precedenti comunicazioni pubblicitarie (<em>canvas</em> e <em>lead ads</em>).</p>
<p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3092" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-3.jpg" alt="fb-funnel-3" width="580" height="484" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-3.jpg 580w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-3-300x250.jpg 300w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></a></p>
<p><strong>Il mix tra l&#8217;avere a disposizione tali dati e costruire delle campagne perfette dal punto di vista della &#8220;finta&#8221; personalizzazione</strong> (finta nel senso che è gestita da un algoritmo e da una sapiente testa umana che decidono di mostrare a Francesca quello che è coerente con le sue aspettative e che è diverso da ciò che sarebbe coerente per le aspettative di Giulia) <strong>costituisce una delle più grandi possibilità che abbiamo oggi in termini di <em>Digital Marketing</em></strong>. Se poi tale possibilità risulta scalabile anche dal punto di vista della costruzione della creatività (il contenuto promosso!) siamo davvero a cavallo.</p>
<p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-4.jpg"><img class="aligncenter wp-image-3093" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-4-1024x678.jpg" alt="fb-funnel-4" width="700" height="464" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-4-1024x678.jpg 1024w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-4-300x198.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-4.jpg 1428w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&#8220;Scalabile dal punto di vista delle costruzione della creatività&#8221; o, più semplicemente, con un contenuto che si genera automaticamente a seconda dell&#8217;utente che lo guarda.</p>
<p>Mi riferisco proprio al <strong>retargeting dinamico</strong>, che ha la peculiarità di offrire una seconda (e a volte terza e quarta, ma occhio a non esagerare!) <strong>possibilità di intercettare proprio quella persona che ha guardato quello specifico prodotto con un contenuto (testo + immagini) costruito in maniera automatica e riferito proprio a quel prodotto</strong> (o a quel prodotto e ad altri prodotti correlati!) e quindi tendenzialmente molto rilevante.</p>
<p>Come anticipavo ad inizio articolo, c&#8217;è un &#8220;però&#8221; ed è un &#8220;però&#8221; che è molto interessante sviscerare:<strong> l&#8217;attività pubblicitaria fino ad oggi contraddistinta da un grande sforzo creativo, anche nella sua forma online, si sta trasformando sempre di più in un&#8217;attività che prevede un intenso dispendio di energie anche dal punto di vista &#8220;tecnico&#8221;</strong>, soprattutto in questa veste automatizzata e dinamica.</p>
<p>E, in questo senso, <strong>una buona commistione tra chi &#8220;<em>fa marketing</em>&#8221; e chi &#8220;<em>si occupa del sito</em>&#8221; può fare davvero la differenza</strong>.</p>
<p>Prevedo un futuro (domani, non tra un anno!) in cui chi si occupa di marketing (digitale) dovrà necessariamente sporcarsi sempre più le mani con attività che fanno rima con &#8220;pixel,<em> codice javascript</em>,<em> feed xml</em> e così via&#8230;&#8221; e chi si occupa di IT dovrà mettersi seriamente a trovare il bandolo della matassa per quanto riguarda <em>tracking &amp; analytics</em> (provate a chiedere ad un programmatore vecchio stampo che ne pensa di &#8220;queste robe da markettari&#8221;!).</p>
<p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-5.jpg"><img class="aligncenter wp-image-3095" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-5-1024x695.jpg" alt="fb-funnel-5" width="750" height="509" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-5-1024x695.jpg 1024w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-5-300x203.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/10/fb-funnel-5.jpg 1399w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p><strong>La gestione perfetta di progetti di Web Marketing deve passare forzatamente attraverso un effort creativo, strategico e tecnologico, distribuito probabilmente in parti uguali ma soprattutto coordinato, integrato ed ottimizzato</strong> (la differenza tra il dire e il fare qui è abissale!).</p>
<p>Vinceranno la partita le poche aziende che sapranno trovare questa difficilissima alchimia internamente, o individuando partner in grado di fondersi in maniera elastica con l&#8217;azienda (e/o con eventuali altri partner!), vinceranno le poche agenzie ultra specializzate (ma per davvero!) ma con l&#8217;elasticità mentale che consenta di non diventare schiavi della propria specializzazione, vinceranno i pochi consulenti con sensibilità e know how tali da oliare meccanismi di gestione ed esecuzione quando inevitabilmente scricchioleranno davanti a pressioni aziendali politiche e commerciali. O mi sto forse sbagliando?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per te, coraggioso lettore che immagino cimentarsi nella lettura di questi aspri paragrafi e/o per te, che (giustamente!) sei atterrato su questa pagina in cerca di slide su <em>Facebook Dynamic Ads, </em>ecco la presentazione completa. Fanne buon uso <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/11/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: center;"><iframe style="border: none;" src="https://www.slideshare.net/jul_x/slideshelf" width="760px" height="570px" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p> Mi permetto anche alcuni consigli finali:</p>
<ul>
<li>Se sono andato un po&#8217; troppo forte, non conosci bene il retargeting o non ne hai capito del tutto le dinamiche, ti consiglio <a href="https://www.studiosamo.it/web-marketing/che-cose-il-remarketing-o-retargeting-e-come-funziona/" target="_blank" rel="noopener">questa introduzione</a> di Jacopo Matteuzzi (Studio Samo);</li>
</ul>
<ul>
<li>Se vuoi capire come impostare, step by step, questa tipologia di campagne segui la <a href="https://www.facebook.com/business/a/online-sales/dynamic-product-ads" target="_blank" rel="noopener">guida ai &#8220;primi passi sulle inserzioni dinamiche&#8221;</a> di Facebook;</li>
</ul>
<ul>
<li>Per cominciare ad approfondire gli aspetti un po&#8217; più avanzati ti rimando al guru del settore <a href="https://www.jonloomer.com/2015/02/23/facebook-dynamic-product-ads/" target="_blank" rel="noopener">Jon Loomer</a>;</li>
</ul>
<ul>
<li>Se invece hai un progetto di E-commerce e vuoi comprendere come in TWOW implementiamo questa tipologia di attività, integrandola al resto delle attività di Web Marketing, non ti resta che <a href="https://twow.it/contatti.html" target="_blank" rel="noopener">farci un fischio</a>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/10/vendere-online-retargeting-dinamico-facebook.html">Vendere online con il retargeting dinamico di Facebook [slide + riflessioni]</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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		<item>
		<title>Facebook non esiste senza Ads e non è per forza un male</title>
		<link>http://paoloratto.com/2016/08/facebook-non-esiste-senza-ads.html</link>
		<comments>http://paoloratto.com/2016/08/facebook-non-esiste-senza-ads.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2016 07:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social advertising]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.paoloratto.com/?p=3051</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nonostante in molti continuino a storcere il naso e/o fatichino ad accettarlo, Facebook dimostra oggi un&#8217;essenza profondamente ancorata a logiche pubblicitarie. Siamo davanti ad un ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/08/facebook-non-esiste-senza-ads.html">Facebook non esiste senza Ads e non è per forza un male</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads.jpg 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads-300x166.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads-360x200.jpg 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><em><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3074" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads.jpg" alt="fb-solo-com-ads" width="810" height="450" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads.jpg 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads-300x166.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/08/fb-solo-com-ads-360x200.jpg 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a>Nonostante in molti continuino a storcere il naso e/o fatichino ad accettarlo, <strong>Facebook dimostra oggi un&#8217;essenza profondamente ancorata a logiche pubblicitarie</strong>. Siamo davanti ad un bivio: far finta di niente e procedere nelle attività di Web Marketing come se nulla fosse o cercare di adattare strategie ed azioni a questo dato di fatto con l&#8217;obiettivo di ottimizzare il rapporto tra costi e benefici e generare risultati pesanti per il business. </em></p>
<p>Prima di tutto però una serie di precisazioni per evitare di essere frainteso:</p>
<ul>
<li><strong>nessuno qui vuole negare l&#8217;importanza del contenuto</strong>. Potete spendere tutti i soldi che avete ma se il contenuto che decidete di sponsorizzare è &#8220;brutto&#8221;, le reazioni a quel contenuto nella migliore delle ipotesi saranno &#8220;brutte&#8221;. Nella peggiore verrete ignorati. Punto.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>nessuno qui vuole negare l&#8217;importanza di Facebook come strumento di ascolto e di attenzione al cliente</strong>. Ho scritto <a href="http://paoloratto.com/2013/02/social-customer-care-manifesto.html" target="_blank">pagine </a>e <a href="http://paoloratto.com/2013/02/social-customer-care.html" target="_blank">pagine</a> su questo tema, arrivando a teorizzare addirittura un <a href="http://paoloratto.com/2015/07/facebook-raggiungere-obiettivi-business.html" target="_blank"><strong>utilizzo di Facebook a 3 corsie e/o velocità</strong></a> di cui una non può che essere quella dell&#8217;<a href="http://paoloratto.com/2015/05/facebook-social-advertising.html" target="_blank">attenzione al cliente in tempo reale</a>. E non è questo né il luogo né il momento in cui me le rimangi.</li>
</ul>
<ul>
<li>quando scrivo &#8220;sponsorizzare un post&#8221;<strong> non vi sto invitando assolutamente (mai, neppure sotto tortura!) a lanciarvi senza cognizione di causa nel <em>self advertising</em></strong>, convinti che con un profilo Facebook e una carta di credito prepagata possiate cambiare le sorti del vostro business a colpi di &#8220;<em>boost your post</em>&#8220;. Le cose sono un tantino più complicate di così. Ed io ho il dovere di sottolinearvelo.</li>
</ul>
<p>Ora possiamo procedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Facebook è un <em>paid medium</em> e come tale dev&#8217;essere trattato. </strong>Facebook oggi (fine luglio 2016), (non solo) in Italia, è il miglior strumento che le aziende hanno a disposizione per distribuire contenuto. Una constatazione, più che un&#8217;ipotesi, suffragata dalle seguenti &#8220;prove&#8221; inconfutabili:</p>
<ul>
<li><strong>numero e trasversalità</strong> socio demografica degli utenti, nonché la quantità di <strong>tempo trascorso</strong> all&#8217;interno della piattaforma (i <a href="https://investor.fb.com/financials/?section=quarterlyearnings" target="_blank">dati finanziari del Q2 2016</a> sono bestiali!);</li>
</ul>
<ul>
<li>enorme <strong>profondità di profilazione</strong>, alimentata dalla gigantesca mole di dati più o meno consapevolmente dati in pasto alla piattaforma;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>funzionalità all&#8217;avanguardia</strong>, sia a livello macro (<em>retargeting</em> dinamico, per esempio) sia a livello micro (penso a <em>lead ads</em> e <em>canvas</em>), fornite a getto continuo grazie all&#8217;incessante sviluppo tecnologico della piattaforma.</li>
</ul>
<p>E non è un caso se due delle tre &#8220;prove&#8221; hanno a che fare sostanzialmente con la pubblicità: Facebook è a tutti gli effetti un <em>paid medium</em><strong><em> </em></strong>(e sono anni che è così!). Ed è nella sua essenza di strumento pubblicitario che <a title="ha senso spendere su facebook oggi per un'azienda?" href="http://paoloratto.com/2015/03/spendere-su-facebook.html" target="_blank">dev&#8217;essere valutato come uno dei possibili strumenti di marketing per le aziende</a>. Semplice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La <em>reach</em> organica è più costosa della <em>reach</em> a pagamento.</strong> Se consideriamo la possibilità di utilizzare Facebook come canale di comunicazione aziendale <strong>senza prevedere un investimento specifico</strong> per la distribuzione del contenuto che vogliamo comunicare, stiamo in realtà sbagliando approccio: siamo <strong>convinti di spendere di meno quando in realtà spendiamo di più</strong>.</p>
<p>Che cosa voglio dire con questa frase all&#8217;apparenza contorta?</p>
<p>Voglio dire che <strong>la portata<em> </em>organica oggi è molto (ma molto!) più costosa della portata a pagamento</strong>.Voglio dire che costa molto di più (e per costo il sottoscritto intende sempre il terzetto denaro, fatica, tempo!) ottenere risultati senza investire nello sponsorizzare i propri contenuti.</p>
<p>Se partiamo dal presupposto di voler risparmiare non è limitando l&#8217;investimento pubblicitario che possiamo raggiungere questo obiettivo. Altrettanto semplice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il lavoro del social media / community manager in relazione alla creazione del piano editoriale dev&#8217;essere probabilmente ripensato. </strong>Se le cose stanno effettivamente così (e se lo scrivo è perché ci credo veramente!), se cioè possiamo considerare Facebook a tutti gli effetti come uno strumento pubblicitario e di conseguenza prevedere sempre e comunque un investimento per utilizzarlo paradossalmente nella maniera più economica possibile, è impossibile non fermarsi a riflettere sulla <strong>possibilità di scardinare alcune concezioni dogmatiche del social media marketing</strong>, in relazione soprattutto al piano editoriale, con l&#8217;obiettivo di ottimizzare il rapporto costi/benefici dell&#8217;attività:</p>
<ul>
<li><strong>frequenza di pubblicazione e  &#8220;scadenza&#8221; del contenuto</strong>: in principio era &#8220;<em>pubblica almeno tre volte al giorno per raggiungere con costanza la tua fan base</em>&#8220;. Poi divenne &#8220;<em>una volta al giorno per evitare di essere ridondante</em>&#8220;. Infine &#8220;<em>tre volte alla settimana: tutte le agenzie vendono pacchetti da 3 post a settimana, ci sarà un motivo!</em>&#8220;.Ebbene signore e signori oggi vi dirò una cosa che cambierà le vostre prospettive a proposito della fatidica domanda: &#8220;<em>quante volte pubblico alla settimana su Facebook?</em>&#8220;.
<p><strong>Pubblicate tutte le volte che volete a patto di avere qualcosa di rilevante da dire e la possibilità di sponsorizzare ciò che postate, per mostrarlo ad un pubblico potenzialmente interessato</strong>. Banalizzo. Avete tanto budget? Potete pubblicare spesso frammentando quel budget su tanti post o pubblicare meno spesso investendo di più su ciascuno dei post che pubblicate. Direi che questa specifica scelta dipende anche da quanto è &#8220;costato&#8221; il singolo post e da quanta importanza riveste per il vostro business in quel particolare momento. Avete poco budget? Pubblicate meno, solo quello che vale veramente la pena e usate il poco budget per mostrarlo a chi veramente se lo merita. Dovrebbe essere chiaro a questo punto che la vituperata &#8220;scadenza&#8221; del contenuto smette di essere una questione algoritmica per trasformarsi in una questione strategica: un contenuto pertanto durerà quanto deciderete di farlo durare.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>la qualità e la specificità di ogni post</strong>: se il fatto di pagare per mostrare ogni singolo post dovrebbe avere la conseguenza diretta di costringerci ad alzare il livello qualitativo di quello che pubblichiamo (non vogliamo né dobbiamo mica spendere per pubblicare cose irrilevanti, giusto?) è corretto sottolineare anche che <strong>il piano editoriale dovrebbe essere creato tenendo sempre e comunque in considerazione le peculiarità di profilazione del pubblico</strong> su cui si andrà a distribuire a pagamento.
<p>In <a href="https://twow.it/" target="_blank">TWOW</a> già da qualche tempo creiamo il piano editoriale del cliente tenendo ben presente questa cosa.E la prospettiva di scervellarsi per <strong>soddisfare i bisogni specifici di nicchie di pubblico verticali</strong> in relazione ad un servizio/prodotto risulta sinceramente molto più affascinante e stimolante rispetto a quella di soddisfare l&#8217;ego di aziende ed imprenditori all&#8217;insegna del &#8220;quanto siamo buoni e quanto siamo belli e quanto siamo leader del mercato&#8221;. E quando un&#8217;attività genera risultati, l&#8217;ego (di tutti) è comunque soddisfatto, fidatevi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>KPI e <em>vanity metrics</em></strong>: in questa nuova prospettiva cambia anche l&#8217;importanza dei KPI su cui siamo soliti valutare l&#8217;attività social e confrontarci con i competitor. Se la <strong>fan base diventa sempre di più un accessorio meramente &#8220;estetico&#8221;</strong> (spesso <em>costo per click</em> o <em>costo per engagement</em> di un pubblico verticale selezionato a tavolino per un contenuto specifico è comparabile se non inferiore a quello della fan base, che 9 volte su 10 è stata fatta in maniera discutibile &#8211; mai sentito parlare di <em>non invitare amici a caso a mettere mi piace alle vostre pagine solo per fare numero? &#8211;</em>, <strong>l&#8217;obiettivo massimo </strong>(mi verrebbe da dire unico!)<strong> quando parliamo di <em>vanity metrics </em>risulta essere la condivisione, lo <em>share </em></strong>(per approfondire l&#8217;argomento metriche vi rimando al mio <a title="social media roi" href="http://paoloratto.com/socialmediaroi" target="_blank">ebook sul Social Media ROI</a> scaricabile gratuitamente).
<p>Abbastanza semplice capirne il perché: se l&#8217;utente si porta in timeline un vostro contenuto sponsorizzato ecco che la parolina NON magica &#8220;sponsorizzato&#8221; scompare e tutto quello che verrà fuori dal vostro contenuto non più sponsorizzato sarà tutto di guadagnato (quelli bravi direbbero: &#8220;<em>passaggio da paid a earned medium!&#8221;</em>).p.s. non ditelo a nessuno ma cose molto simili a queste le <a href="http://paoloratto.com/2014/03/facebook-distribuzione-organica-pagamento-contenuti.html" target="_blank">anticipavo già a Marzo 2014</a> senza per nulla essere un luminare. Per dire&#8230;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>le competenze del <em>social media</em> /<em> community manager</em></strong>: possiamo accettare tutto questo<em> ambaradam </em>e nello stesso tempo lasciare che i profili vengano gestiti da risorse umane che non hanno la minima competenza e consapevolezza rispetto a questa evoluzione? Beh, io penso proprio di no.Il <em>social media/ community manager</em> oggi non può sopravvivere senza competenze legate alle dinamiche della piattaforma pubblicitaria. Per capirci: non si deve per forza occupare della gestione delle campagne o maneggiare perfettamente<em> ads manager </em>e<em> power editor</em> ma sicuramente deve essere in grado di elaborare un piano editoriale che tenga anche conto almeno del budget pubblicitario a disposizione e delle tipologie di profilazione del pubblico che Facebook mette a disposizione.
<p><strong>Non ha molto senso progettare un piano editoriale che non sia totalmente integrato ad un piano pubblicitario</strong>. La programmazione editoriale deve contenere al suo interno una programmazione della distribuzione del contenuto. Chi pensa di poter andare avanti senza adattarsi a questa situazione si dimostra poco lungimirante e sta sprecando una grossa opportunità, oltre che (ancora una volta, paradossalmente) tempo e soldi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ah, dimenticavo, la voglia di scrivere questo articolo me l&#8217;hanno data le tante reazioni a questo post pubblicato sulla pagina Facebook.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpaolorattoblog%2Fposts%2F10153555281976396%3A0&amp;width=500" width="500" height="538" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Che la discussione&#8230; continui.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/08/facebook-non-esiste-senza-ads.html">Facebook non esiste senza Ads e non è per forza un male</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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		<title>Mobile, Social e Chat App: com’è il Web a 9, 14 e 17 anni?</title>
		<link>http://paoloratto.com/2016/02/web-mobile-social-chat-app-9-14-17-anni.html</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 13:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[social web]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questi ultimi mesi sto dedicando tempo a cercare di comprendere le peculiarità nell&#8217;utilizzo del Web da parte di giovani e giovanissimi. Ritengo che lo studio ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/02/web-mobile-social-chat-app-9-14-17-anni.html">Mobile, Social e Chat App: com&#8217;è il Web a 9, 14 e 17 anni?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi.jpg 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi-300x166.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi-360x200.jpg 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3037" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi.jpg" alt="web per giovani e giovanissimi" width="810" height="450" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi.jpg 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi-300x166.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/02/web-per-giovani-e-giovanissimi-360x200.jpg 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a>In questi ultimi mesi sto dedicando tempo a cercare di comprendere le <strong>peculiarità nell&#8217;utilizzo del Web da parte di giovani e giovanissimi</strong>. Ritengo che lo studio delle abitudini delle nuovissime generazioni consenta di cogliere alcune sfaccettature rispetto alla possibile evoluzione di fenomeni come il <em>mobile</em>, i <em>social network</em> e le <em>chat app. </em></p>
<p>Per questi motivi, qualche settimana fa, ho trascorso un pomeriggio <a title="il web per un 17enne" href="http://paoloratto.com/2016/01/lezione-17enne-web-mobile-social-chat-app.html" target="_blank"><strong>a lezione da Guglielmo Schenardi</strong></a>, <strong>17enne</strong> genovese che mi ha offerto una bella quantità di spunti e riflessioni. La bella chiacchierata si è trasformata in <a href="http://paoloratto.com/2016/01/lezione-17enne-web-mobile-social-chat-app.html" target="_blank">un articolo che ha raccolto un buon interesse</a> e si è arricchito ulteriormente grazie ad una intensa partecipazione nei commenti.</p>
<p>E così, la piccola griglia di 20 domande che avevo sottoposto a Guglielmo è diventata una base su cui ottenere nuove risposte da parte di altri giovanissimi. Grazie anche all&#8217;intraprendenza e alla curiosità rispettivamente di mamma Monica e papà Fabio sono arrivate anche <strong>le risposte di Carlotta e di Alice, 14 anni la prima, 9 la seconda</strong>, a fornirci ulteriori spunti di riflessione sul tema.</p>
<p>Dal canto mio, ho esclusivamente raccolto le risposte e le ho confezionate in <strong>una sorta di &#8220;intervista tripla&#8221;</strong> (riportando nuovamente anche quelle di Guglielmo) con la speranza che il confronto diretto tra i 3 potesse far emergere ulteriori stimoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SMARTPHONE E APP</strong></p>
<p><strong><em>1. Quanto usi il computer di casa o il portatile?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: A casa lo uso molto raramente, forse una volta al mese; a scuola 2 volte alla settimana sul Macbook Air.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Abbastanza.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Praticamente mai, solo quando sono “obbligato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>2. Per fare cosa?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: A casa lo uso per i siti internet di insegnamento di inglese quando lo insegno ai miei nonni; certe volte per il sito delle American Girl Doll. A scuola ci fanno seguire alcune materie: matematica e letteratura.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Studiare, fare ricerche, guardare video youtube e usare twitter.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni:Scaricare materiale pesante, fare operazioni impossibili sul telefono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>3. Tempo passato sullo smartphone?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Raramente, quando uso Whatsapp per messaggiare con una mia amica usando lo smartphone di mia mamma con quello di sua mamma.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Circa 2 ore al giorno, ma tra scuola, studio e allenamenti non ho molto tempo per tenerlo in mano.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Dipende dai giorni. Ad intervalli, se ci sono messaggi o meno o qualcosa su cui mi voglio informare. In generale molto tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>4. App di cui non puoi fare a meno?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Minecraft, Youtube, l&#8217;app VIDEO sul mio tablet per fare qualche modifica ai miei video.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: whatsapp e twitter.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Whatsapp sarebbe un problema e da sportivo livescore e tmw, un downloader di musica qualsiasi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>5. App famose che potrebbero tranquillamente sparire?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Il gioco Jetpack Joiride, Instagram, Twitter, sms.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Facebook, non lo uso e non sono iscritta.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Per i ragazzi Twitter, iTunes e mail, adesso, magari un domani Facebook.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SOCIAL NETWORK</strong></p>
<p><strong><em>6. Se ti dico… Facebook?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Grazie a mio papà che pubblica i miei video del mio canale Youtube più persone li vedono.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Non ce l&#8217;ho quindi non so risponderti.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Lo uso se mi annoio e per vedere qualche video “da cazzeggio” e scrivere a persone che non conosco. Sta lentamente sparendo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>7. Se ti dico… contenuti sponsorizzati su Facebook?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Non ho capito niente.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Non ce l&#8217;ho quindi non so risponderti.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Li vedo, ma molto spesso intravedo che non c’entrano nella mia home e li evito. Esempio di questi giorni un video promozionale di hp dopo ogni video. In rari casi ci presto attenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>8. Instagram: davvero è così indispensabile?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Non lo conosco ma non mi piace perché mi pare ci siano solo foto e non si può dire niente.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Per me è indispensabile: voglio vedere cosa postano gli altri, e devo seguire le &#8220;pagine&#8221; che danno aggiornamenti sugli One Direction.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Per me no, per altri si. Sta sostituendo Facebook in modo abbastanza veloce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>9. Youtube: vale ancora la pena?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Assssssolutamentissimamente si! Così posso conoscere altre perone anche dall&#8217;estero che fanno video sulle American Doll come me.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Secondo me si. Io seguo molto gli youtuber.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Se una persona può cercare il tuo contenuto si. Se no e sei slegato dai social è molto dura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>10. Twitter non te lo chiedo neanche, vero?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Boh&#8230;</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Twitter per me vale la pena seguo le celebrità e gli One direction.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Bravo. Pochissimissimi e per seguire le celebrità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MOBILE CHAT APP</strong></p>
<p><strong><em>11. Snapchat: chi, cosa e perchè?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Boh&#8230;. non ho capito.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Seguo Amici e cantanti, non posto molto, qualche foto di amici presa a tradimento ma mi piace perché dopo 24 ore sparisce tutto.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Amici, qualsiasi cavolata quotidiana che reputo abbastanza interessante, facile, veloce immediato, sparisce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>12. Whatsapp: dove, come quando?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Lo uso con la mia amica Chiara per preparare il musical che facciamo ogni anno in vacanza a Montessoro: ci scambiamo i testi scritti e le registrazioni audio delle scene che faremo.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Sempre, per parlare con gli amici e con il gruppo della classe, dove ci scambiamo compiti e suggerimenti per le lezioni e per lo studio. Posto messaggi e immagini, pochi messaggi vocali.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Ovunque tranne con gli amici, se mi sto divertendo o facendo qualcosa di veramente importante. Solo smartphone, tracce audio messaggi lunghi, scritte frasi brevi. Quasi sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>13. Facebook Messenger è qualcosa che ti/vi serve?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: No, per niente.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Mai usato.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Poco o nulla solo con persone che non conosco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>14. Ma se dovessi scrivere velocemente ad un’azienda per una info?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Se dovessi comprare qualcosa sul sito delle American Doll gli scriverei da lì; per ordinare le cose che desidero.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Userei whatsapp se avessi i numeri, ma non avendoli penso che scriverei una mail.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Preferirei uno dei miei social che scrivere una mail che non uso mai con tempi di risposta spesso lunghi. Comunque Facebook per adesso sono solo li fra i “miei social”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>15. Comprarsi qualcosa usando… Snapchat?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Non lo uso.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Dipende da cosa: i biglietti di un concerto di sicuro li comprerei.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: C’è la barriera della carta di credito che è ancora importante alla nostra età.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VARIE ED EVENTUALI</strong></p>
<p><strong><em>16. Mail mandate e ricevute al giorno?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Ogni tanto ne mando per gioco a mia mamma e mio papà; lui a volte me ne manda con delle foto e dei video.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: mandate zero, ricevute tante ma sono solo notifiche, pubblicità e le mail di unaparolaalgiorno.it perché il prof di arte vuole che le impariamo tutte.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Ricevute mille da spammers e scuola, mandate zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>17. I ragazzi vogliono apparire sui social o farsi i fatti loro?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Non lo so perché tra i miei amici non c&#8217;è nessuno che li usa.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: La maggior parte dei ragazzi vuole apparire ma io mi faccio i fatti miei.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Ci sono due categorie, una vuole apparire l’altra farsi i fatti propri quando si annoia. Spesso prevalgono i primi diventando pesanti per i secondi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>18. Cos’è la privacy?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: La roba privata&#8230;</p>
<p>Carlotta, 14 anni:  La Privacy è qualche cosa che protegge i dati. Boh.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Concetto che ha perso molto di significato rispetto alle generazioni precedenti o così ci dicono. Ciò che riguarda SOLO me e/o SOLO le persone a me molto vicine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>19. Devi cercare qualcosa online. Che fai?</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Su Chrome su Google e su Youtube.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Google e Wiki.</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Safari+Google+Wiki=fatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>20. Una domanda interessante che pensi non ti abbia fatto. E una risposta!</em></strong></p>
<p>Alice, 9 anni: Cosa metti su Youtube? Preparo io i video, tutto da sola e poi li pubblico. Tutto da sola.</p>
<p>Carlotta, 14 anni: Perché mi stai facendo queste domande?</p>
<p>Guglielmo, 17 anni: Ti informi in rete? Al 80% si che siano cavolate o cose serie. Il 10% viene dai miei genitori l’altro, 5% scuola, 5% amici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un grazie speciale ai miei 3 piccoli, grandi ospiti e nel caso di Alice e Carlotta anche a Fabio e a Monica che mi hanno fatto da faclitatori.</p>
<p><strong>Alice Burlando</strong>, 9 anni da compiere; 3th grade (terza elementare) all&#8217;International School di Genova; bilingue italiano/inglese. Appassionata di video, ama i contatti con le sue nuove amiche conosciute su Youtube. In attesa di partecipare ad un progetto formativo italiano di programmazione e robotica per bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni in programma nella prossima primavera a Genova. Da grande vuole fare la maestra di inglese negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Carlotta Loreti</strong>, 14 anni, prima liceo scientifico. Nuotatrice agonistica, credo di essere la più giovane travel blogger d&#8217;Italia, quando mi ricordo di esserlo, sul blog di mia mamma. Vivo il web da quando sono nata, adoro la chimica, la matematica e le scienze, anche se leggere e scrivere non mi dispiace affatto, ascolto musica all day long e mi piace viaggiare. Da grande vorrei lavorare nella ricerca, preferibilmente scientifica, e mi piacerebbe farlo all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Guglielmo Schenardi</strong>, 17 anni, quinta liceo linguistico. Appassionato di sport, soprattutto calcio. Blogger, amante ed utilizzatore del web fin da piccolo. Ha partecipato a progetti legati al web con Nesquik, Telecom Italia, Mtv e Sony. Da grande vorrebbe occuparsi di turismo ma non sa ancora cosa fare in mezzo. Mentre decide cerca di imparare, studiare e creare qualcosa di interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/02/web-mobile-social-chat-app-9-14-17-anni.html">Mobile, Social e Chat App: com&#8217;è il Web a 9, 14 e 17 anni?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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		<title>A lezione da un 17enne: il Web tra mobile, social e chat app</title>
		<link>http://paoloratto.com/2016/01/lezione-17enne-web-mobile-social-chat-app.html</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 13:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ratto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Era da un po&#8217; che avevo in mente di confrontarmi con un/a giovanissimo/a su argomenti legati al Web, al Mobile e al Social. Questo soprattutto ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/01/lezione-17enne-web-mobile-social-chat-app.html">A lezione da un 17enne: il Web tra mobile, social e chat app</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="810" height="450" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4.jpg 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4-300x166.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4-360x200.jpg 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p><p><a href="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3021" src="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4.jpg" alt="20 domande sul Web che avevo voglia di fare ad un diciassettenne (4)" width="810" height="450" srcset="http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4.jpg 810w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4-300x166.jpg 300w, http://paoloratto.com/wp-content/uploads/2016/01/20-domande-sul-Web-che-avevo-voglia-di-fare-ad-un-diciassettenne-4-360x200.jpg 360w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></p>
<p>Era da un po&#8217; che avevo in mente di <strong>confrontarmi con un/a giovanissimo/a su argomenti legati al Web, al Mobile e al Social</strong>.</p>
<p>Questo soprattutto per due motivi:</p>
<ul>
<li><strong>il pubblico più difficile da coinvolgere ed interessare in qualsiasi modo sul Web è quello degli adolescenti</strong>. Se ci avete a che fare in qualche modo all&#8217;interno di un progetto di Web Marketing, probabilmente la penserete come me. L&#8217;atteggiamento corretto, in questo senso, è quello di mettersi ad ascoltare e cercare di capire i come, i dove, i quando ed i perché;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>sono molto affascinato dalle generazioni nate con Internet già totalmente &#8220;sdoganato e affermato&#8221;</strong> (diciamo la fine della generazione Y e tutta la generazione Z), ovvero quelli che Mafe De Baggis in un&#8217;azzeccatissima espressione chiama <a href="https://books.google.it/books?id=_G-ABAAAQBAJ&amp;pg=PT13&amp;lpg=PT13&amp;dq=mafe+de+baggis+pesci+e+ragni&amp;source=bl&amp;ots=ceCpMmSKbM&amp;sig=hKviwoSoBS5o1bN6sLrFQHyal2Q&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwix4vjPpLjKAhUG8Q4KHXyIDJ0Q6AEIJTAB#v=onepage&amp;q=mafe%20de%20baggis%20pesci%20e%20ragni&amp;f=false" target="_blank">&#8220;pesci&#8221; (in contrapposizione ai &#8220;ragni&#8221;)</a>, e sono davvero curioso di capire (e giocare ad anticipare!) l&#8217;evoluzione di tutto questo ambaradam.</li>
</ul>
<p>Stavo solo aspettando occasione e persona giuste. Così, quando ho incontrato <strong>Guglielmo Schenardi</strong>, 17enne genovese parecchio sveglio, in trasferta a #BTO2015 con l&#8217;obiettivo dichiarato di capirne di più sul come poter un giorno lavorare in maniera proficua nel mondo del turismo (coraggioso il giovane!), ho pensato subito&#8230; &#8220;<em>ecco il mio prossimo docente!</em>&#8221;</p>
<div id="fb-root"></div>
<p><script>// <![CDATA[
(function(d, s, id) {  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];  if (d.getElementById(id)) return;  js = d.createElement(s); js.id = id;  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.3";  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);}(document, 'script', 'facebook-jssdk'));
// ]]&gt;</script></p>
<div class="fb-post" data-href="https://www.facebook.com/paolorattoblog/posts/10153147628716396" data-width="500">
<div class="fb-xfbml-parse-ignore">
<blockquote cite="https://www.facebook.com/paolorattoblog/posts/10153147628716396"><p>L&#8217;importanza di fare formazione. Oggi è toccato a noi di TWOW ed abbiamo avuto la fortuna di avere un docente di&#8230;</p>
<p>Posted by <a href="https://www.facebook.com/paolorattoblog/">Il blog di Paolo Ratto</a> on <a href="https://www.facebook.com/paolorattoblog/posts/10153147628716396">Friday, January 15, 2016</a></p></blockquote>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appena possibile ci siamo incontrati e, dopo una proficua e fluida chiacchierata di mezzo pomeriggio in cui abbiamo toccato gli argomenti più disparati, ho pensato che fosse interessante provare, in qualche modo a mettere per  iscritto, anche di getto, qualche spunto della nostra conversazione e cosi&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ciao Guglielmo,</em></p>
<p><em>per dar seguito alla nostra chiacchierata ti propongo un&#8217;intervista, ma un po&#8217; diversa dal solito.</em></p>
<p><em>Non ti sto a fare domande noiose e pesanti ma ti dico delle brevi frasi rispetto a cose di cui abbiamo parlato e altre che magari abbiamo solo sfiorato nei nostri discorsi e tu mi rispondi al volo senza pensarci troppo, altrettanto brevemente.  </em><em>Una sorta di botta e risposta. Stimolo e ciò che il mio stimolo ti porta a pensare. Se ti viene meglio puoi anche fare tutto vocale e mandarmelo in un file che poi ci penso io a trascriverlo.</em></p>
<p><em>Vediamo se salta fuori qualcosa di interessante. Se si, come penso, scriverò un articolo su &#8220;Il blog di Paolo Ratto&#8221; perché penso sia importante fare cultura rispetto a quello che i ragazzi della tua età fanno su Internet&#8230;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per comodità mia, sua e vostra ho <strong>diviso le 20 domande in 4 macro categorie: <em>smartphone e app</em>, <em>social network</em>, <em>mobile chat app</em> </strong>e<strong> <em>varie ed eventuali</em> </strong>. Quelle che potete leggere qui di seguito sono le risposte di Guglielmo (che ringrazio per la disponibilità e con cui mi complimento per la maturità!). Nude e crude.</p>
<p>Buona lettura e se avete qualcosa da dirci&#8230; vi aspettiamo (entrambi!) nei commenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SMARTPHONE E APP</strong></p>
<p><strong>1. Quanto usi il computer di casa o il portatile?</strong></p>
<p>Praticamente mai, solo quando sono &#8220;obbligato&#8221;</p>
<p><strong>2. Per fare cosa?</strong></p>
<p>Scaricare materiale pesante, fare operazioni impossibili sul telefono.</p>
<p><strong>3. Tempo passato sullo smartphone?</strong></p>
<p>Dipende dai giorni. Ad intervalli, se ci sono messaggi o meno o qualcosa su cui mi voglio informare. In generale molto tempo.</p>
<p><strong>4. App di cui non puoi fare a meno?</strong></p>
<p>Whatsapp sarebbe un problema e da sportivo livescore e tmw, un downloader di musica qualsiasi.</p>
<p><strong>5. App famose che potrebbero tranquillamente sparire?</strong></p>
<p>Per i ragazzi Twitter, iTunes e mail, adesso, magari un domani Facebook.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SOCIAL NETWORK</strong></p>
<p><strong>6. Se ti dico&#8230; Facebook</strong></p>
<p>Lo uso se mi annoio e per vedere qualche video &#8220;da cazzeggio&#8221; e scrivere a persone che non conosco (UPDATE del 21/01:  Non ho precisato che le persone che non conosco non sono quelle che non ho mai visto ma quelle con cui non ho sufficiente confidenza da avere il numero). Sta lentamente sparendo.</p>
<p><strong>7. Se ti dico&#8230; contenuti sponsorizzati su Facebook?</strong></p>
<p>Li vedo, ma molto spesso intravedo che non c&#8217;entrano nella mia home e li evito. Esempio di questi giorni un video promozionale di hp dopo ogni video. In rari casi ci presto attenzione.</p>
<p><strong>8. Instagram: davvero è così indispensabile?</strong></p>
<p>Per me no, per altri si. Sta sostituendo Facebook in modo abbastanza veloce.</p>
<p><strong>9. Youtube: vale ancora la pena?</strong></p>
<p>Se una persona può cercare il tuo contenuto si. Se no e sei slegato dai social è molto dura.</p>
<p><strong>10. Twitter non te lo chiedo neanche, vero?</strong></p>
<p>Bravo. Pochissimissimi e per seguire le celebrità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MOBILE CHAT APP</strong></p>
<p><strong>11. Snapchat: chi, cosa e perchè?</strong></p>
<p>Amici, qualsiasi cavolata quotidiana che reputo abbastanza interessante, facile, veloce immediato, sparisce.</p>
<p><strong>12. Whatsapp: dove, come quando?</strong></p>
<p>Ovunque tranne con gli amici, se mi sto divertendo o facendo qualcosa di veramente importante. Solo smartphone, tracce audio messaggi lunghi, scritte frasi brevi. Quasi sempre.</p>
<p><strong>13. Facebook Messenger è qualcosa che ti/vi serve?</strong></p>
<p>Poco o nulla solo con persone che non conosco.</p>
<p><strong>14. Ma se dovessi scrivere velocemente ad un&#8217;azienda per una info?</strong></p>
<p>Preferirei uno dei miei social che scrivere una mail che non uso mai con tempi di risposta spesso lunghi. Comunque Facebook per adesso sono solo li fra i &#8220;miei social&#8221;.</p>
<p><strong>15. Comprarsi qualcosa usando&#8230; Snapchat</strong></p>
<p>C&#8217;è la barriera della carta di credito che è ancora importante alla nostra età.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VARIE ED EVENTUALI</strong></p>
<p><strong>16. Mail mandate e ricevute al giorno?</strong></p>
<p>Ricevute mille da spammers e scuola, mandate zero.</p>
<p><strong>17. I ragazzi vogliono apparire sui social o farsi i fatti loro?</strong></p>
<p>Ci sono due categorie, una vuole apparire l&#8217;altra farsi i fatti propri quando si annoia. Spesso prevalgono i primi diventando pesanti per i secondi.</p>
<p><strong>18. Cos&#8217;è la privacy?</strong></p>
<p>Concetto che ha perso molto di significato rispetto alle generazioni precedenti o così ci dicono. Ciò che riguarda SOLO me e/o SOLO le persone a me molto vicine.</p>
<p><strong>19. Devi cercare qualcosa online. Che fai?</strong></p>
<p>Safari+Google+Wiki=fatto.</p>
<p><strong>20. Una domanda interessante che pensi non ti abbia fatto. E una risposta!</strong></p>
<p>Ti informi in rete?</p>
<p>Al 80% si che siano cavolate o cose serie. Il 10% viene dai miei genitori l&#8217;altro, 5% scuola, 5% amici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Guglielmo Schenardi</strong>, 17 anni,  quinta liceo linguistico. Appassionato di sport, soprattutto calcio. Blogger, amante ed utilizzatore del web fin da piccolo. Ha partecipato a progetti legati al web con Nesquik, Telecom Italia, Mtv e Sony. Da grande vorrebbe occuparsi di turismo ma non sa ancora cosa fare in mezzo. Mentre decide cerca di imparare, studiare e creare qualcosa di interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com/2016/01/lezione-17enne-web-mobile-social-chat-app.html">A lezione da un 17enne: il Web tra mobile, social e chat app</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://paoloratto.com">Paolo Ratto</a>.</p>
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