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	<title>IZ Informatore Zootecnico</title>
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	<title>IZ Informatore Zootecnico</title>
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		<title>Assemblea Assolatte:  Italia seconda potenza mondiale dell’export caseario nel 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Assolatte]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Zanetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con un fatturato di 28,5 miliardi il settore lattiero caseario nazionale rappresenta l’11% dell’export e l’11% del giro d'affari  alla produzione dell’intera industria alimentare italiana </p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/assemblea-assolatte-italia-seconda-potenza-mondiale-export-caseario-2025/">Assemblea Assolatte:  Italia seconda potenza mondiale dell’export caseario nel 2025</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Con un fatturato di 28,5 miliardi il settore lattiero caseario nazionale rappresenta l’11% dell’export e l’11% del giro d'affari  alla produzione dell’intera industria alimentare italiana <!-- nbmpe --></div>

<p>Le tensioni geopolitiche internazionali e gli effetti dei dazi statunitensi non fermano il settore lattiero-caseario italiano che continua a dimostrare una straordinaria capacità di crescita sui mercati mondiali. Il 2025 si è chiuso con un nuovo record per l'export di formaggi Made in Italy, che ha raggiunto i 6,7 miliardi di euro, in aumento del 4,6% rispetto all'anno precedente. Una dinamica positiva che non si è arrestata nemmeno nei primi mesi del 2026. Tra gennaio e marzo, infatti, le esportazioni hanno registrato un ulteriore incremento del 3,8%.</p><div id="infor-778031431" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Sono i dati presentati oggi, 18 giugno, a Milano nel corso dell'assemblea di Assolatte, l'associazione italiana delle industrie lattiero-casearie, dal suo presidente, <strong>Paolo Zanetti</strong>, alla presenza del ministro all’Agricoltura, sovranità Alimentare e foreste <strong>Francesco Lollobrigida</strong> e del sottosegretario alla Salute, <strong>Marcello Gemmato</strong>.</p><div id="infor-3255375902" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<h2>Gli altri mercati compensano la frenata degli Stati Uniti</h2>
<p>A pesare sull'andamento delle vendite estere è stato il rallentamento del mercato Usa. Le esportazioni verso gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno infatti subito una <strong>contrazione dell'11,4</strong>%. Il calo è stato però ampiamente compensato dalla crescita registrata in numerosi altri mercati strategici.</p>
<p>In <strong>Germani</strong>a le esportazioni sono <strong>aumentate del 7,8%</strong>, in <strong>Spagna del 5,2%</strong>, nel <strong>Regno Unito del 4,5%</strong> e in <strong>Francia del 3,3%</strong>. Particolarmente brillanti anche le performance nei mercati extraeuropei, con il Canada che ha segnato un incremento del 22,2% e il Giappone del 13,6%.</p>
<h2>Le spedizioni all'estero di formaggi italiani superano in valore la Nuova Zelanda</h2>
<p>La crescita delle esportazioni ha consentito all'Italia di raggiungere un traguardo storico. Con <strong>2,01 miliardi di euro di esportazioni verso i Paesi extra-Ue</strong>, il nostro Paese ha infatti superato la Nuova Zelanda, diventando il secondo esportatore mondiale di prodotti lattiero-caseari per valore, alle spalle soltanto degli Stati Uniti.</p>
<p>Il mercato europeo continua comunque a rappresentare il principale sbocco c<strong>ommerciale per le produzioni nazionali. Oltre 4 miliardi di eu</strong>ro del fatturato estero del settore vengono infatti realizzati all'interno dell'Unione europea, che assorbe più di 479 mila tonnellate di formaggi italiani.</p>
<p>Numeri che contribuiscono a portare il valore complessivo del comparto a 28,5 miliardi di euro. Un peso economico rilevante che <strong>vale l'11% dell'export dell'intera industria alimentare italiana</strong>, l'11% del fatturato alla produzione del settore alimentare e il 9% dell'occupazione, con oltre 43 mila addetti.</p>
<h2>Cresce il latte italiano trasformato e diminuisce quello importato</h2>
<p>L'industria lattiero-casearia ha aumentato gli acquisti di latte italiano. Nel corso del 2025 sono state trasformate complessivamente 13,5 milioni di tonnellate di latte vaccino, con una crescita del 2,1% rispetto all'anno precedente.</p>
<p>A rafforzarsi è soprattutto il ruolo della materia prima nazionale. La quota di latte estero impiegata dall'industria, già scesa al 6% del totale alla fine del 2025 grazie a una riduzione del 7% delle importazioni, ha registrato un'ulteriore flessione del 22,5% nel primo trimestre del 2026.</p>
<p>La maggiore disponibilità di latte ha consentito alle imprese di aumentare quasi tutte le principali produzioni. In particolare il latte alimentare è cresciuto dell'1,7%, i prodotti fermentati del 4,8%, il burro del 6,8%, le creme del 5% e i formaggi vaccini dello 0,5%.</p>
<h2><span class="t-text -block -line-1-3em">Rapporto Strategico 2026 "Il sistema lattiero-caseario italiano - Valore sostenibile per il Paese"</span></h2>
<p><span class="t-text -block -line-1-3em">Nel 2025 la filiera italiana del latte  ha raggiunto un f<strong>atturato complessivo di 31,9 miliardi di euro</strong>, di cui 28,5 miliardi generati dall'industria: lo riporta il Rapporto Strategico 2026 "Il sistema lattiero-caseario italiano - Valore sostenibile per il Paese", realizzato da Teha Group in collaborazione con Assolatte e presentato nel corso dell'Assemblea annuale dell'Associazione a Milano. </span></p>
<p><span class="t-text -block -line-1-3em">Il settore genera inoltre <strong>6,4 miliardi di valore aggiunto</strong>, attiva investimenti per 1,2 miliardi e realizza esportazioni per 6,7 miliardi. Nell'ultimo decennio il comparto ha registrato una crescita media della proiezione internazionale del 12% all'anno, quasi il doppio rispetto alla media agroalimentare. </span></p>
<p><span class="t-text -block -line-1-3em">Accanto ai risultati economici, il rapporto evidenzia una trasformazione strutturale guidata dagli investimenti e dalla sostenibilità: il 100% delle imprese coinvolte nella survey condotta da Teha ha gia' avviato almeno un percorso Esg e circa otto aziende su 10 considerano oggi la sostenibilità un driver strategico e di mercato.</span></p>
<h2>Lollobrigida: «Un modello virtuoso che il mondo ci invidia»</h2>
<p>«Il settore lattiero-caseario - ha detto il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, intervendo all'assemblea di Assolatte - è un modello virtuoso che ci viene invidiato dal mondo e che rappresenta appieno il Made in Italy. Il Made in Italy significa qualcosa di più del semplice "fatto in Italia": significa bello, buono, di qualità e, fortunatamente, richiesto dai consumatori. I dati dimostrano come, anche in una fase complessa come quella che stiamo vivendo, il nostro prodotto lattiero-caseario riesca ad affermarsi e a crescere sia nei mercati consolidati sia nei mercati in espansione, i cosiddetti nuovi mercati del mondo».</p>
<p>Il ministro ha poi evidenziato il sostegno fornito alle imprese impegnate nei processi di internazionalizzazione: «Stiamo accompagnando le nostre aziende, permettendo ai nostri imprenditori di avere le spalle coperte quando decidono di investire in nuove esperienze di mercato, riuscendo a contaminare in senso positivo il resto del pianeta con ciò che sappiamo fare e con quanto abbiamo garantito in termini di benessere. Questo, ovviamente, produce benessere anche per la nostra comunità nazionale, offrendo crescita della ricchezza e del lavoro. Questi erano gli obiettivi che ci eravamo posti e sono gli obiettivi che stiamo raggiungendo insieme al mondo della produzione lattiero-casearia».</p>
<h2>Lombardia regione leader del latte italiano</h2>
<p><span data-olk-copy-source="MessageBody">«La Lombardia continua a essere il cuore della produzione lattiero-casearia nazionale - ha ricordato l'assessore all'Agricoltura, sovranità alimentare e foreste della Regione Lombardia, <strong>Alessandro Beduschi</strong> -; realizza il 46,5% del latte italiano e genera un valore superiore ai 2 miliardi di euro. Ma il dato economico, da solo, non basta a spiegare il successo di questa filiera. Il vero punto di forza è il modello lombardo, costruito negli anni grazie a un'alleanza solida tra agricoltori, allevatori, cooperazione e industria di trasformazione, capace di condividere una visione strategica comune».</span></p>
<p><span data-olk-copy-source="MessageBody">«Una scelta vincente è stata quella di puntare con decisione sulla trasformazione di oltre la metà del latte lombardo in prodotti Dop - ha aggiunto l'assessore lombardo -. Abbiamo superato una logica che considerava il latte una semplice commodity, creando invece valore aggiunto lungo tutta la filiera, rafforzando la competitività delle imprese e garantendo una maggiore stabilità anche nei momenti di tensione sui mercati. Le recenti difficoltà legate alla remunerazione del latte hanno inciso meno in Lombardia proprio grazie a questa impostazione, che considero non solo economicamente efficace, ma anche eticamente corretta».</span></p>
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	</ul>
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		<title>È uscito IZ 11.2026, con un dossier sulle strategie per contrastare le mastiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Setti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flash news]]></category>
		<category><![CDATA[IZ11.26]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nessuna immagine avrebbe potuto richiamare con maggiore imme­diatezza il concetto zootecnico di mammella sana della foto che abbiamo pubblicato nella copertina di IZ 11. Perfetta per lanciare il dossier "Contro le mastiti", quattro articoli che discutono delle strategie tecniche utili per evitare appunto patologie a carico della mammella bovina. D'altra parte la bovina ripresa</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/e-uscito-iz-11-2026-con-il-dossier-sulle-strategie-per-contrastare-le-mastiti/">È uscito IZ 11.2026, con un dossier sulle strategie per contrastare le mastiti</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title"><!-- nbmpe --></div>

<p>&nbsp;</p>
<p>Nessuna immagine avrebbe potuto richiamare con maggiore imme­diatezza il concetto zootecnico di mammella sana della foto che abbiamo pubblicato nella copertina di IZ 11. Perfetta per lanciare il dossier "Contro le mastiti", quattro articoli che discutono delle strategie tecniche utili per evitare appunto patologie a carico della mammella bovina.<br />
D'altra parte la bovina ripresa in coper­tina, che si chiama Fantasy Inseme Dar­sena e che è allevata all'azienda Oitana di Scalenghe (To), ha soltanto vinto il titolo di Campionessa assoluta al Dairy Show di Verona 2026. Ma soprattutto ha vinto an­che il titolo di "Miglior Mammella".<br />
La foto è stata fornita all'Informatore Zootecnico dall'associazione Anafibj.<br />
Il dossier, dunque. Qui spicca il mes­saggio tecnico lanciato (nel primo dei quattro servizi) da Stefano Milanesi dell'A­ral: attenzione alla mungitura. Perchè una cattiva esecuzione dell'operazione o un cattivo funzionamento dell'impianto può favorire la mastite. E... sorpresa: da que­sto punto di vista, aggiunge il ricercatore dell'Università Cattolica Luca Cattaneo, ci sono più rischi con i robot che non con gli impianti tradizionali.<br />
Sempre dal dossier si può segnalare an­che l'intervento dell'Ordine dei veterinari di Mantova. Dove si sottolinea come l'approccio alla mastite basato sugli antimicrobici a tappeto spesso si riveli in­sufficiente: meglio un buon management.</p><div id="infor-1619278232" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>P.S. - Sì, la rivista ha rinnovato la propria impostazione grafica: ora è più ariosa e leggibile.</p><div id="infor-1671338521" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p><em>Per consultare un’anteprima della rivista:</em> <a style="text-decoration: underline;" href="https://shorturl.at/GFb2U" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>https://shorturl.at/GFb2U</strong></em></a><em><br />
</em><em>Per abbonarsi:<strong> <a href="https://www.tecnichenuove.com/riviste/informatore-zootecnico" target="_blank" rel="noopener">https://www.tecnichenuove.com/riviste/informatore-zootecnico</a></strong></em></p>
<p><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/e-uscito-iz-11-2026-con-il-dossier-sulle-strategie-per-contrastare-le-mastiti/attachment/sommario-10/" rel="attachment wp-att-20039991"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20039991" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario.jpg" alt="" width="2480" height="1552" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario.jpg 2480w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-300x188.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-600x375.jpg 600w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-768x481.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-1200x751.jpg 1200w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-1536x961.jpg 1536w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-2048x1282.jpg 2048w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-696x436.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-1068x668.jpg 1068w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-671x420.jpg 671w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/sommario-1920x1202.jpg 1920w" sizes="(max-width: 2480px) 100vw, 2480px" /></a></p>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/e-uscito-iz-11-2026-con-il-dossier-sulle-strategie-per-contrastare-le-mastiti/">È uscito IZ 11.2026, con un dossier sulle strategie per contrastare le mastiti</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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		<title>ColtivaItalia, con ok della Commissione Agricoltura della Camera 300 milioni per la zootecnia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Previste  anche misure a favore delle aziende agricole colpite da epizoozie nel corso del 2025. Soddisfatto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/coltivaitalia-con-ok-della-commissione-agricoltura-300-milioni-per-la-zootecnia/">ColtivaItalia, con ok della Commissione Agricoltura della Camera 300 milioni per la zootecnia</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Previste  anche misure a favore delle aziende agricole colpite da epizoozie nel corso del 2025. Soddisfatto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida<!-- nbmpe --></div>

<p>Scatta il semaforo verde della Commissione Agricoltura della Camera al disegno di legge ColtivaItalia. Il provvedimento, che passa all'esame del Senato, mobilita oltre un miliardo di euro nel triennio 2027-2029, di cui 300 milioni per gli allevamenti, per rafforzare la competitività del settore primario. Le risorse oltre che per la zootecnia, sono destinate anche all’olivicoltura, al ricambio generazionale, alla ricerca e all’innovazione.</p><div id="infor-3405198004" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Il via libera al disegno di legge è stato annunciato dal ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, che ne ha sottolineato la portata strategica: «Oggi la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato il ColtivaItalia, un provvedimento che g<strong>arantisce oltre un miliardo di euro di investimenti</strong> in agricoltura. Ringrazio il presidente Carloni e i componenti per il loro lavoro su una legge davvero importante per il settore primario».</p><div id="infor-750467599" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Lollobrigida  ha definito il provvedimento voluto dal Governo uno degli interventi più rilevanti degli ultimi decenni: «Per importanza non si vedeva in Italia dalla legge Quadrifoglio del 1977».</p>
<p>Il ministro ha, inoltre, ricordato che il Governo ha <strong>già destinato al comparto agricolo investimenti per 16,8 miliardi di euro</strong> e che, secondo le stime elaborate da The European House - Ambrosetti, tali misure potrebbero generare nel lungo periodo un impatto economico complessivo pari a 248 miliardi di euro.</p>
<h2>Novecento milioni destinati a settori diversi, tra cui la zootecnia da carne</h2>
<p>La parte più consistente delle risorse è destinata alla strategia per la sovranità alimentare, che potrà contare su 900 milioni di euro. Di questi <strong>300 milioni</strong> finanzieranno il programma <strong>"Allevamento Italia"</strong>, finalizzato a <strong>ridurre la dipendenza dalle importazioni di vitelli e a rafforzare la produzione nazionale di carne bovina</strong>, con particolare attenzione alla linea vacca-vitello. Nel corso dell'esame parlamentare <strong>gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali</strong>.</p>
<p>Altri 300 milioni saranno destinati al Fondo Sovranità alimentare per sostenere la coltivazione di frumento, soia e altre produzioni considerate strategiche ma attualmente deficitarie.</p>
<p>Ulteriori 300 milioni saranno invece dedicati al Piano olivicolo nazionale, con l'obiettivo di favorire il reimpianto degli oliveti attraverso varietà resistenti e il recupero della capacità produttiva delle aziende.</p>
<h2>Sostegno alle imprese colpite da epizoozie e fitopatie</h2>
<p>Il provvedimento contiene anche misure a favore delle aziende agricole colpite da epizoozie nel corso del 2025. Le imprese interessate potranno beneficiare di <strong>una moratoria di dodici mesi sul rimborso della quota capitale delle rate di mutui e finanziamenti in scadenza nel 2026</strong>.</p>
<p>Per ottenere la sospensione sarà sufficiente presentare un'autocertificazione che attesti una riduzione del volume d'affari di almeno il 20% oppure una diminuzione della produzione pari ad almeno il 30% rispetto all'anno precedente.</p>
<p>Nel caso delle cooperative agricole, sarà considerata valida anche una riduzione di almeno il 20% delle quantità conferite o della produzione primaria rispetto all'anno precedente.</p>
<h2>Arriva il commissario straordinario per la Xylella</h2>
<p>Tra le novità introdotte durante l'iter parlamentare figura l'istituzione di una struttura commissariale per il contrasto alla Xylella. Il commissario straordinario avrà il compito di coordinare e monitorare le attività delle autorità locali, promuovere la ricerca e adottare eventuali provvedimenti urgenti per contenere la diffusione della fitopatia. La struttura resterà operativa fino al 31 dicembre 2028 e sarà finanziata con 3 milioni di euro.</p>
<h2>Contratti di filiera per stabilizzare il mercato del grano</h2>
<p>Per favorire una maggiore stabilità dei mercati agricoli vengono stanziati 10 milioni di euro destinati ai contratti di filiera del frumento.</p>
<p>La misura prevede un credito d'imposta compreso tra il 20% e il 40%, in funzione della durata degli accordi, che potranno variare da tre a cinque anni. I contratti consentiranno di fissare il prezzo per l'intero periodo di validità, riducendo l'esposizione alle oscillazioni dei mercati e garantendo maggiore certezza di reddito agli agricoltori.</p>
<h2>Giovani e donne al centro del ricambio generazionale</h2>
<p>Uno dei pilastri del provvedimento riguarda il ricambio generazionale. Per favorire <strong>l'ingresso di giovani e donne</strong> nel settore agricolo vengono <strong>stanziati 150 milioni di euro</strong> destinati a facilitare l'accesso al credito delle imprenditrici agricole e degli imprenditori tra i 18 e i 41 anni.</p>
<p>A questa misura si aggiunge il programma per l'assegnazione delle terre agricole. L'Ismea metterà infatti a <strong>bando 8.417 ettari</strong> che potranno essere concessi in comodato gratuito per dieci anni ai giovani tra i 18 e i 41 anni, con la possibilità di riscattare i terreni al termine del periodo versando il 50% del valore iniziale.</p>
<h2>Recupero delle terre abbandonate</h2>
<p>Il provvedimento interviene anche sul tema delle superfici agricole inutilizzate. I Comuni saranno chiamati a mappare le terre abbandonate o silenti e <strong>potranno assegnarle in concessione o affitto</strong>.</p>
<p>L'obiettivo è c<strong>ontrastare la frammentazione fondiaria</strong>, riportare alla coltivazione superfici oggi improduttive, aumentare la produzione agricola e contribuire al presidio delle aree interne. La misura punta, inoltre, a contrastare lo spopolamento rurale e a ridurre il rischio di dissesto idrogeologico.</p>
<h2>Ricerca, digitalizzazione e nuove assunzioni al Crea</h2>
<p>Alla ricerca e all'innovazione vengono destinati 14,5 milioni di euro. Le risorse serviranno anche a rafforzare il ruolo del Crea, che potrà assumere <strong>50 nuove unità di personale dedicate alle attività di ricerca</strong>.</p>
<p>Sono previsti investimenti nelle aziende agricole sperimentali del Crea e negli istituti agrari per favorire la diffusione di tecnologie avanzate, tra cui agricoltura di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica innovativa e meccatronica.</p>
<h2>Meno burocrazia e procedure più rapide</h2>
<p>Il disegno di legge introduce inoltre un pacchetto di misure di <strong>semplificazione amministrativa</strong>. Tra le principali novità, le istruttorie svolte dai Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa) diventeranno immediatamente esecutive per tutte le pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali, con l'obiettivo di velocizzare l'accesso agli aiuti pubblici e ridurre i tempi burocratici.</p>
<h2>Pratiche sleali e controlli sulla pesca</h2>
<p>Tra le modifiche approvate figura anche l'introduzione della diffida nell'ambito della normativa sulle pratiche commerciali sleali.</p>
<p>La novità consentirà agli organi ispettivi di adottare un approccio meno sanzionatorio nei casi in cui l'illecito sia sanabile. Le imprese potranno regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni, previo pagamento di una sanzione ridotta.</p>
<p>Infine, viene rafforzato il Nucleo centrale per la pesca marittima, che intensificherà i controlli sui certificati di cattura relativi ai prodotti ittici importati in Italia, con verifiche più capillari lungo tutta la filiera.</p>
<h2 dir="auto" data-olk-copy-source="MessageBody">Più forza alle norme contro le pratiche sleali</h2>
<div dir="auto" data-olk-copy-source="MessageBody"></div>
<div dir="auto" data-olk-copy-source="MessageBody">Soddisfatta Coldiretti che ha fatto sapere: «Ora ci auguriamo arrivi presto in Senato dove si possa concludere in tempi brevi l’iter legislativo e rendere operative misure attese da migliaia di imprese agricole. Rispetto al testo originario, sono state accolte numerose proposte avanzate da Coldiretti a sostegno delle filiere produttive, della competitività delle imprese e della tutela del reddito agricolo».</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">«Tra i risultati più importanti c’è - ha aggiunto Coldiretit - il rafforzamento delle norme sulle pratiche sleali, una battaglia storica di Coldiretti. Le modifiche introdotte consentono infatti agli agricoltori danneggiati di ottenere più rapidamente il ristoro economico e rafforzano gli strumenti di tutela contro gli squilibri lungo la filiera agroalimentare».</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<div>
<p class="x_MsoNormal"><span data-olk-copy-source="MessageBody">«Accogliamo con favore l'impostazione del disegno di legge e, in particolare, le risorse destinate al comparto zootecnico – dichiara <strong>Massimo Zanin</strong>, presidente di Assalzoo –. Consideriamo molto importante il riconoscimento del ruolo degli allevamenti nell'ambito delle politiche nazionali per la sovranità alimentare e la previsione di interventi finalizzati a rafforzare la competitività delle imprese».</span></p>
<h2>Bene ma non passato l'emendamento sul riconoscimento del mais da granella come coltura strategica nazionale</h2>
</div>
<div>
<p class="x_MsoNormal">Secondo Zanin è particolarmente positiva è la linea di intervento che individua nell'allevamento un asset strategico per il Paese e prevede risorse specifiche per il rafforzamento delle produzioni nazionali. Assalzoo valuta inoltre favorevolmente l'estensione degli interventi alle strutture produttive e alle infrastrutture aziendali, elemento essenziale per sostenere la competitività e la sostenibilità degli allevamenti italiani nel lungo periodo.</p>
<p class="x_MsoNormal">L'Associazione apprezza anche le misure rivolte al ricambio generazionale e alla semplificazione amministrativa, che rappresentano condizioni indispensabili per garantire maggiore efficienza al sistema agricolo e favorire gli investimenti delle imprese.</p>
</div>
<div>
<p class="x_MsoNormal">Assalzoo esprime, tuttavia, rammarico per il mancato accoglimento dell'emendamento presentato dall'Associazione che prevedeva il riconoscimento del mais da granella come coltura strategica nazionale. Il mais rappresenta infatti la principale materia prima impiegata dall'industria mangimistica italiana e costituisce un elemento essenziale per la competitività dell'intera filiera zootecnica nazionale. La forte contrazione della produzione nazionale ha determinato una crescente dipendenza dall'estero: oggi oltre il 60% del mais necessario al sistema produttivo italiano proviene dalle importazioni. La disponibilità di mais nazionale è strettamente collegata alla tenuta delle filiere zootecniche e alla produzione di numerose eccellenze agroalimentari italiane. Latte, formaggi, carni e salumi DOP che rappresentano il valore distintivo del Made in Italy agroalimentare trovano infatti il proprio fondamento negli allevamenti e nella disponibilità di mais nazionale necessario a produrre i mangimi ad essi necessari.</p>
</div>
</div>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/coltivaitalia-con-ok-della-commissione-agricoltura-300-milioni-per-la-zootecnia/">ColtivaItalia, con ok della Commissione Agricoltura della Camera 300 milioni per la zootecnia</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/coltivaitalia-con-ok-della-commissione-agricoltura-300-milioni-per-la-zootecnia/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Quotazioni Bmti, fermo il burro, avanza il latte. Stabili i suini e rialzi per il Grana Padano</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/quotazioni-bmti-fermo-burro-avanza-latte-stabili-suini-rialzi-grana-padano/</link>
					<comments>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/quotazioni-bmti-fermo-burro-avanza-latte-stabili-suini-rialzi-grana-padano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[bovini]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[Grana Padano]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino romano]]></category>
		<category><![CDATA[Suini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informatorezootecnico.edagricole.it/?p=20040023</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sempre in recupero il prezzo del latte spot e continua a scendere il calo a livello tendenziale che ora è a -34%. Riflettori anche su burro, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, bovini da macello e suini</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/quotazioni-bmti-fermo-burro-avanza-latte-stabili-suini-rialzi-grana-padano/">Quotazioni Bmti, fermo il burro, avanza il latte. Stabili i suini e rialzi per il Grana Padano</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Sempre in recupero il prezzo del latte spot e continua a scendere il calo a livello tendenziale che ora è a -34%. Riflettori anche su burro, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, bovini da macello e suini<!-- nbmpe --></div>

<p><strong> </strong>Dopo la pausa legata alla festività del 2 giugno, riprende la corsa dei prezzi del latte spot sulla piazza di Milano. Nella settimana dall'8 al 13 giugno in base alle rilevazioni delle Camere di Commercio e delle Borse merci, rielaborate dalla Bmti (Borsa merci telematica italiana), le quotazioni raggiungono 395 €/t, in aumento di 42,5 €/t rispetto all’ultima rilevazione disponibile, pari a una crescita del +12%. Si riduce ulteriormente la flessione tendenziale che scende al -34%. Anche sulla piazza di Verona si osservano nuovi rialzi, con il latte spot che sale a 405 €/t.</p><div id="infor-2826115026" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Identico incremento per il latte di provenienza estera quotato sulla piazza con il prodotto tedesco inferiore di 62,5 €/t rispetto al nazionale, mentre quello francese presenta uno scarto di 87,5 €/t. In aumento anche il latte biologico, che si porta a 530 €/t sulla piazza lombarda e a 680 €/t sulla piazza veneta.</p><div id="infor-3941199292" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
<div id="sas_87018"></div>
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</div></div>
<p>Segno positivo anche per il siero di latte sulla piazza di Verona: il prodotto destinato all’uso industriale refrigerato sale a 27,5 €/t, mentre il siero per uso zootecnico resta stabile a 8 €/t.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">LATTE (prezzi in €/t)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88"></td>
<td width="81">#DIV/0!</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Nazionale Crudo</td>
<td>380,00</td>
<td>-</td>
<td>410,00</td>
<td>-</td>
<td>-33,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Bovino Biologico</td>
<td>525,00</td>
<td>-</td>
<td>535,00</td>
<td>-</td>
<td>-21,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Pastorizzato Francese - 3,6% di grasso peso volume</td>
<td>300,00</td>
<td>-</td>
<td>315,00</td>
<td>-</td>
<td>-42,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Pastorizzato Tedesco - 3,6% di grasso peso volume</td>
<td>320,00</td>
<td>-</td>
<td>345,00</td>
<td>-</td>
<td>-39,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Scremato 0,03</td>
<td>185,00</td>
<td>-</td>
<td>205,00</td>
<td>-</td>
<td>-13,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Spot Nazionale Crudo - In cisterna</td>
<td>390,00</td>
<td>-</td>
<td>420,00</td>
<td>-</td>
<td>-32,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Titolato 3,5% M.G. prov. Germania - Austria - In cisterna</td>
<td>375,00</td>
<td>-</td>
<td>385,00</td>
<td>-</td>
<td>-32,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Magro Pastorizzato tipo 0,03 M.G. - In cisterna</td>
<td>200,00</td>
<td>-</td>
<td>220,00</td>
<td>-</td>
<td>-14,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Siero di latte per uso industriale raffreddato (FP)</td>
<td>27,00</td>
<td>-</td>
<td>28,00</td>
<td>-</td>
<td>83,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Siero di latte per uso zootecnico (FP)</td>
<td>7,50</td>
<td>-</td>
<td>8,50</td>
<td>-</td>
<td>6,7%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Latte nazionale crudo - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Burro/crema di latte</h2>
<p>Settimana all’insegna della stabilità per il comparto delle materie grasse. Sulla piazza di Milano il burro pastorizzato si conferma a 2,03 €/kg, mantenendosi su livelli inferiori di oltre il -60% rispetto allo scorso anno. Nessuna variazione anche sulla piazza di Mantova, dove il prodotto resta fermo a 2,35 €/kg, con una variazione tendenziale pari a circa il -57%.</p>
<p>Stabile anche lo zangolato, fermo a 1,83 €/kg, mentre prosegue il recupero della crema di latte, che sale a 1,80 €/kg dai precedenti 1,76 €/kg sulla piazza di Milano. Si tratta del quarto aumento consecutivo, escludendo la settimana di chiusura legata alla festività del 2 giugno.</p>
<p>Sulla piazza di Verona, la panna di centrifuga comunitaria mette a segno un incremento di 150 €/t, raggiungendo 1.700 €/t, mentre il prodotto nazionale si mantiene stabile a 1.850 €/t. Invariato il burro pastorizzato sulla piazza di Cremona, attestato a 3,60 €/kg. Sul fronte europeo si segnala il rialzo del prodotto francese che torna a collocarsi al di sopra della soglia dei 4 €/kg. Stabili, invece, i listini del burro di Kempten e del Verse Boter olandese, quest’ultimo ancora sotto la soglia dei 4 €/kg.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">BURRO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,0%</td>
<td width="81">0,0%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Cremona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro pastorizzato</td>
<td>3,60</td>
<td>-</td>
<td>3,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>-48,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro mantovano fresco classificazione CEE</td>
<td>4,05</td>
<td>-</td>
<td>4,05</td>
<td>0,0%</td>
<td>-43,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro mantovano pastorizzato</td>
<td>2,35</td>
<td>-</td>
<td>2,35</td>
<td>0,0%</td>
<td>-57,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Zangolato di creme fresche per la burrificazione</td>
<td>2,15</td>
<td>-</td>
<td>2,15</td>
<td>0,0%</td>
<td>-59,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Crema di latte - 40% di sostanza grassa - €/kg</td>
<td>1,70</td>
<td>-</td>
<td>1,70</td>
<td>-</td>
<td>-50,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Crema di latte italiana - 40% di sostanza grassa - €/kg</td>
<td>1,80</td>
<td>-</td>
<td>1,80</td>
<td>-</td>
<td>-48,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro di centrifuga</td>
<td>3,98</td>
<td>-</td>
<td>3,98</td>
<td>-</td>
<td>-45,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro pastorizzato - (comprensivo di premi quali-quantitativi, oneri di raccolta e provvigioni)</td>
<td>2,03</td>
<td>-</td>
<td>2,03</td>
<td>-</td>
<td>-62,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro prodotto con crema di latte sottoposta a centrifugazione e pastorizzazione</td>
<td>3,83</td>
<td>-</td>
<td>3,83</td>
<td>-</td>
<td>-46,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Zangolato di creme fresche per la burrificazione - (al netto dei premi quali quantitativi, oneri trasporti e provvigioni)</td>
<td>1,83</td>
<td>-</td>
<td>1,83</td>
<td>-</td>
<td>-64,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Panna di centrifuga 40% M.G. (nazionale) - In cisterna</td>
<td>1.800</td>
<td>-</td>
<td>1.900</td>
<td>-</td>
<td>-47,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Panna di centrifuga 40% M.G. (UE) - In cisterna</td>
<td>1.650</td>
<td>-</td>
<td>1.750</td>
<td>-</td>
<td>-51,4%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Burro pastorizzato - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Grana Padano</h2>
<p>Dopo i primi segnali di recupero emersi la settimana precedente, il mercato del Grana Padano mostra diffusi aumenti. Sulla piazza di Milano, la quotazione dello stagionato 9 mesi sale a 9,35 €/kg, in aumento di 5 centesimi rispetto l’ultima rilevazione, pur mantenendo un divario del -15% circa su base annua. Si registrano rialzi anche presso le altre principali piazze di scambio, con incrementi di 5 centesimi sulla piazza di Cremona e di 10 centesimi sulle piazze di Mantova e Verona per tutte le stagionature considerate.  Sul mercato europeo si osserva un calo settimanale per l’Edammer, mentre Gouda e Cheddar mantengono quotazioni sostanzialmente stabili.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">GRANA PADANO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,8%</td>
<td width="81">0,8%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Cremona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 9 mesi</td>
<td>9,30</td>
<td>-</td>
<td>9,45</td>
<td>0,5%</td>
<td>-14,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre i 15 mesi</td>
<td>11,25</td>
<td>-</td>
<td>11,75</td>
<td>0,4%</td>
<td>-9,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura tra i 12 e i 15 mesi</td>
<td>10,00</td>
<td>-</td>
<td>10,60</td>
<td>0,5%</td>
<td>-12,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano con bollo provvisorio di origine del Grana Padano -Stagionatura tra i 60 e i 90 giorni fuori sale</td>
<td>8,05</td>
<td>-</td>
<td>8,30</td>
<td>1,2%</td>
<td>-15,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana Padano stagionatura di 14 mesi e oltre</td>
<td>10,65</td>
<td>-</td>
<td>10,85</td>
<td>0,9%</td>
<td>-10,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 10 mesi e oltre</td>
<td>9,30</td>
<td>-</td>
<td>9,50</td>
<td>1,1%</td>
<td>-14,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 20 mesi e oltre</td>
<td>11,55</td>
<td>-</td>
<td>11,75</td>
<td>0,9%</td>
<td>-9,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura 60-90 g.g. fuori sale</td>
<td>7,25</td>
<td>-</td>
<td>7,35</td>
<td>-</td>
<td>-18,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 16 mesi e oltre</td>
<td>10,65</td>
<td>-</td>
<td>10,90</td>
<td>-</td>
<td>-12,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 9 mesi e oltre</td>
<td>9,30</td>
<td>-</td>
<td>9,40</td>
<td>-</td>
<td>-14,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura 10/12 mesi</td>
<td>9,40</td>
<td>-</td>
<td>9,50</td>
<td>-</td>
<td>-14,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre 15 mesi</td>
<td>10,30</td>
<td>-</td>
<td>10,60</td>
<td>-</td>
<td>-15,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre 20 mesi</td>
<td>11,10</td>
<td>-</td>
<td>11,20</td>
<td>-</td>
<td>-14,2%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Grana Padano stagionatura di 9 mesi e oltre - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Parmigiano Reggiano</h2>
<p>Poche novità per il mercato del Parmigiano Reggiano che resta in sostanziale equilibrio. Sulla piazza di Parma le quotazioni rimangono invariate, con lo stagionato 12 mesi fermo a 15,08 €/kg e il 24 mesi stabile a 17,63 €/kg, su livelli superiori rispettivamente del +15,1% e del +13,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Invariate anche le altre stagionature e le principali piazze di scambio. Fanno eccezione i soli listini della piazza di Reggio Emilia, dove gli stagionati 24 mesi e 30 mesi mettono a segno rialzi di 5 centesimi rispetto alla settimana precedente.  Sul fronte del commercio estero, nei primi due mesi dell’anno le esportazioni dell’aggregato Parmigiano Reggiano–Grana Padano hanno evidenziato una crescita di circa il +2% in volume rispetto allo stesso periodo del 2025, accompagnata da un aumento più marcato in valore (+9,3%). Tra i principali mercati di destinazione si segnalano gli incrementi registrati in Canada (+15,7% in quantità) e Spagna (+20%). Torna inoltre positivo il bilancio degli Stati Uniti (+1,7% in volume), che superano la Germania nella graduatoria dei principali paesi clienti; quest’ultima registra invece una flessione del -6,6%.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">PARMIGIANO REGGIANO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,0%</td>
<td width="81">0,0%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura di 12 mesi e oltre</td>
<td>15,00</td>
<td>-</td>
<td>15,20</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino 18 mesi e oltre</td>
<td>16,25</td>
<td>-</td>
<td>16,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>17,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino a 24 mesi e oltre</td>
<td>17,85</td>
<td>-</td>
<td>18,15</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino a 30 mesi e oltre</td>
<td>18,45</td>
<td>-</td>
<td>18,90</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura di 12 mesi e oltre</td>
<td>14,85</td>
<td>-</td>
<td>15,10</td>
<td>-</td>
<td>15,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 18 mesi e oltre</td>
<td>16,60</td>
<td>-</td>
<td>16,75</td>
<td>-</td>
<td>12,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 24 mesi e oltre</td>
<td>17,60</td>
<td>-</td>
<td>18,05</td>
<td>-</td>
<td>13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 30 mesi e oltre</td>
<td>18,75</td>
<td>-</td>
<td>19,20</td>
<td>-</td>
<td>16,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Modena</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 12 mesi e oltre</td>
<td>14,90</td>
<td>-</td>
<td>15,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 15 mesi e oltre</td>
<td>15,50</td>
<td>-</td>
<td>16,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 18 mesi e oltre</td>
<td>16,60</td>
<td>-</td>
<td>17,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 24 mesi e oltre</td>
<td>17,60</td>
<td>-</td>
<td>18,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 30 mesi e oltre</td>
<td>18,15</td>
<td>-</td>
<td>18,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Parma</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 12 mesi e oltre</td>
<td>14,90</td>
<td>-</td>
<td>15,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 15 mesi e oltre</td>
<td>15,35</td>
<td>-</td>
<td>15,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 18 mesi e oltre</td>
<td>16,55</td>
<td>-</td>
<td>17,05</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 24 mesi e oltre</td>
<td>17,50</td>
<td>-</td>
<td>17,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 30 mesi e oltre</td>
<td>17,90</td>
<td>-</td>
<td>18,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Reggio-Emilia</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 15 mesi e oltre</td>
<td>15,45</td>
<td>-</td>
<td>15,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 12 mesi e oltre</td>
<td>15,00</td>
<td>-</td>
<td>15,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 18 mesi e oltre</td>
<td>16,40</td>
<td>-</td>
<td>16,70</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 24 mesi e oltre</td>
<td>17,35</td>
<td>-</td>
<td>17,65</td>
<td>0,3%</td>
<td>14,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 30 mesi e oltre</td>
<td>18,05</td>
<td>-</td>
<td>18,65</td>
<td>0,3%</td>
<td>16,1%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Parmigiano Reggiano produzione minimo 24 mesi e oltre - Parma)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Pecorino Romano</h2>
<p>Il mercato del Pecorino Romano rilevato sulla piazza di Milano continua a muoversi in un contesto di sostanziale stabilità. Lo stagionato 5 mesi resta ancorato a 10,85 €/kg, livello invariato ormai da oltre quattro mesi e ancora inferiore di circa il -10% rispetto allo scorso anno. Nessuna novità anche per lo stagionato 8 mesi, che si mantiene stabile a 11,08 €/kg.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Bovini da macello</h2>
<p>Andamento differenziato per il mercato dei bovini da macello, con dinamiche che variano a seconda della categoria e della piazza di riferimento. I vitelloni Charolaise mantengono quotazioni stabili sulla piazza di Mantova, ferme a 4,47 €/kg, mentre sulla piazza di Modena si registra una lieve flessione di 3 centesimi, con il prezzo che scende a 4,53 €/kg. Dinamica simile anche per gli incroci nazionali, in calo sulle principali piazze, mentre i capi di razza Limousine confermano i livelli della settimana precedente. Segnali di recupero emergono invece sulla piazza emiliana per i bovini da ristallo, che guadagnano 10 centesimi portandosi a 5,45 €/kg. Sul fronte tendenziale, i rincari restano contenuti per i vitelloni Charolaise e gli incroci nazionali, mentre risultano più sostenuti per i Limousine. Permane invece un divario negativo per i bovini da ristallo, pari al -3,8% rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda i vitelli da latte, non si registrano variazioni per le manze pezzate nere rilevate sulla piazza di Mantova. Le quotazioni restano ferme a 1.675 €/capo per i soggetti gravidi da 3 a 7 mesi e a 1.875 €/capo per quelli gravidi oltre i 7 mesi. Il confronto con il 2025 continua a evidenziare flessioni che raggiungono il -8%. Nel comparto dei vitelli a carne bianca prevale ancora la stabilità per i pezzati neri nazionali, confermati a 7,22 €/kg sulla piazza lombarda e a 6,75 €/kg su quella emiliana. In calo, invece, i baliotti pezzati neri, che perdono 10 centesimi sulla piazza di Mantova e 5 centesimi su quella di Modena.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">BOVINI VIVI (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">-0,4%</td>
<td width="81">-0,4%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Da allevamento da latte: capi iscritti al libro genealogico - Manze pezzate nere gravide oltre i 7 mesi - €/capo</td>
<td>1.850,00</td>
<td>-</td>
<td>1.900,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>-7,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Da allevamento da latte: capi iscritti al libro genealogico - Manze pezzate nere gravide da 3 a 7 mesi - €/capo</td>
<td>1.650,00</td>
<td>-</td>
<td>1.700,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>-8,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni charolaise (U2 - U3 - E2 - E3) da kg. 650 a kg. 700</td>
<td>4,45</td>
<td>-</td>
<td>4,49</td>
<td>0,0%</td>
<td>2,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni Limousine (U2 -U3 - E2 - E3) da Kg 600 a Kg. 650</td>
<td>4,90</td>
<td>-</td>
<td>4,93</td>
<td>0,0%</td>
<td>5,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni incroci naz. con tori pie blue belga 1^ da kg. 550 a kg. 650</td>
<td>3,97</td>
<td>-</td>
<td>4,07</td>
<td>-0,7%</td>
<td>-14,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vacche da macello (a peso vivo) - Vacche di 1° qualità *(O2 - O3 - R2 - R3) - corrispondenti a classificazione CEE D. Lgs 286/94 e succ. modifiche</td>
<td>2,39</td>
<td>-</td>
<td>2,49</td>
<td>0,0%</td>
<td>-7,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli maschi pezzati neri - da 49 a 55 Kg.</td>
<td>5,10</td>
<td>-</td>
<td>5,20</td>
<td>-1,9%</td>
<td>-1,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli maschi pezzati neri - da 56 a 65 Kg.</td>
<td>5,10</td>
<td>-</td>
<td>5,20</td>
<td>-1,9%</td>
<td>-1,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli da carne bianca da 230 a 260 Kg. - Pezzati neri nazionali kg 230-260</td>
<td>7,17</td>
<td>-</td>
<td>7,27</td>
<td>0,0%</td>
<td>5,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Modena</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli baliotti da vita - Pezzati neri Kg. da 45 a 55</td>
<td>5,10</td>
<td>-</td>
<td>5,75</td>
<td>-0,9%</td>
<td>8,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Bovini maschi da ristallo - Charolaise ed incroci francesi Kg. 400</td>
<td>5,35</td>
<td>-</td>
<td>5,55</td>
<td>1,9%</td>
<td>-3,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Charolaise ed incroci francesi - qualità extra</td>
<td>4,49</td>
<td>-</td>
<td>4,57</td>
<td>-0,7%</td>
<td>1,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Limousine Extra Kg. 600-650</td>
<td>4,92</td>
<td>-</td>
<td>4,97</td>
<td>0,0%</td>
<td>8,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Incroci nazionali - 2° qualità</td>
<td>4,06</td>
<td>-</td>
<td>4,16</td>
<td>-1,2%</td>
<td>0,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli da macello - peso morto - Pezzati neri nazionali</td>
<td>6,65</td>
<td>-</td>
<td>6,85</td>
<td>0,0%</td>
<td>-3,6%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">trend ultimi 12 mesi (Charolaise ed incroci francesi qualità extra - Modena)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Suini</h2>
<p>Settimana nel segno della stabilità per il comparto dei suini dopo la recente fase di ribassi. Nel circuito Dop, la Cun ha formulato per la categoria 156–200 kg un prezzo di 1,541 €/kg, superiore di 0,5 centesimi rispetto al minimo della seduta precedente e inferiore di altrettanto rispetto al massimo. Su base annua il ribasso si mantiene intorno al -18%. Nel circuito non-Dop, la stessa categoria è stata quotata 1,419 €/kg, valore superiore di 0,9 centesimi rispetto al minimo e inferiore di 0,1 centesimi rispetto al massimo del range definito nella settimana precedente.</p>
<p>Sul fronte europeo prevale una situazione di stabilità per le carcasse tedesche e olandesi, mentre i suini vivi spagnoli mettono a segno un nuovo rialzo di 30 centesimi, superando la soglia di 1,30 €/kg. In calo, invece, i suini vivi belgi, che scendono sotto 1,20 €/kg, e quelli francesi, mentre la piazza danese continua a mostrare quotazioni stabili.</p>
<p>Dopo il calo registrato la settimana precedente, torna la stabilità nel comparto dei tagli di carne suina fresca. Le quotazioni restano tuttavia tutte inferiori ai livelli dello scorso anno, con flessioni che raggiungono circa il -20% per la coppa fresca con osso. Tra gli altri tagli, si conferma invariata sia la coscia fresca Dop sia quella non-Dop, con il differenziale a favore del circuito tutelato che si mantiene intorno a 0,70 €/kg per il taglio pesante - un livello che, escludendo il 2026, non si osservava dal 2022.</p>
<p>Prosegue invece la fase ribassista della pancetta fresca squadrata, che perde ulteriori 7 centesimi portandosi a 3,45 €/kg, valore che non si registrava dal 2022. Identica flessione anche per la spalla fresca, anch’essa attestata sui minimi degli ultimi anni.</p>
<p>Sul mercato europeo continua a prevalere una situazione di sostanziale stabilità, ad eccezione della piazza di Amsterdam, dove si registrano ribassi per spalla e prosciutto. In controtendenza la piazza di Anderlecht, dove le flessioni interessano l’insieme dei principali tagli.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">SUINI (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">-0,0%</td>
<td width="81">0,0%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">CUN Suini</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 90/115 kg</td>
<td>1,279</td>
<td>-</td>
<td>1,279</td>
<td>0,3%</td>
<td>-19,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 115/130 kg</td>
<td>1,294</td>
<td>-</td>
<td>1,294</td>
<td>0,3%</td>
<td>-19,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 130/138 kg</td>
<td>1,309</td>
<td>-</td>
<td>1,309</td>
<td>0,3%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 138/156 kg</td>
<td>1,339</td>
<td>-</td>
<td>1,339</td>
<td>0,3%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 138/156 kg</td>
<td>1,461</td>
<td>-</td>
<td>1,461</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 156/200 kg</td>
<td>1,419</td>
<td>-</td>
<td>1,419</td>
<td>0,3%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 156/200 kg</td>
<td>1,541</td>
<td>-</td>
<td>1,541</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 200/225 kg</td>
<td>1,369</td>
<td>-</td>
<td>1,369</td>
<td>0,3%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 200/225 kg</td>
<td>1,491</td>
<td>-</td>
<td>1,491</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">CUN Tagli</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Carrè senza coppa, senza fondello, senza costine (lombo Bologna)</td>
<td>3,400</td>
<td>-</td>
<td>3,400</td>
<td>0,0%</td>
<td>-12,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Carrè senza coppa, senza fondello, con costine (lombo Padova)</td>
<td>3,900</td>
<td>-</td>
<td>3,900</td>
<td>0,0%</td>
<td>-7,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Busto con coppa, senza fondello, con costine</td>
<td>3,800</td>
<td>-</td>
<td>3,800</td>
<td>0,0%</td>
<td>-15,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coppa fresca con osso</td>
<td>4,300</td>
<td>-</td>
<td>4,300</td>
<td>0,0%</td>
<td>-18,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata da 10 a 12 kg (peso medio 11)</td>
<td>4,490</td>
<td>-</td>
<td>4,490</td>
<td>0,0%</td>
<td>-3,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata da 12 kg e oltre</td>
<td>4,500</td>
<td>-</td>
<td>4,500</td>
<td>0,0%</td>
<td>-2,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata per produzione tipica (senza piede) da 11,8 a 13,5 kg (peso medio 12,7)</td>
<td>5,200</td>
<td>-</td>
<td>5,200</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata per produzione tipica (senza piede) da 13,5 a 18 kg (peso medio 15,8)</td>
<td>5,200</td>
<td>-</td>
<td>5,200</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coppa fresca refilata da 2,5 kg e oltre</td>
<td>5,850</td>
<td>-</td>
<td>5,850</td>
<td>0,0%</td>
<td>-9,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Spalla fresca disossata e sgrassata da 5,5 kg e oltre</td>
<td>3,200</td>
<td>-</td>
<td>3,200</td>
<td>-2,1%</td>
<td>-15,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560"></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">trend ultimi 12 mesi (Suini da macello Circuito tutelato 160/176 kg - CUN SUINI)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/quotazioni-bmti-fermo-burro-avanza-latte-stabili-suini-rialzi-grana-padano/">Quotazioni Bmti, fermo il burro, avanza il latte. Stabili i suini e rialzi per il Grana Padano</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/quotazioni-bmti-fermo-burro-avanza-latte-stabili-suini-rialzi-grana-padano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ok dell&#8217;Europarlamento alla riforma dell&#8217;Ocm, più sostegno al reddito e tutela della carne</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/ok-europarlamento-riforma-ocm-sostegno-reddito-tutela-carne/</link>
					<comments>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/ok-europarlamento-riforma-ocm-sostegno-reddito-tutela-carne/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:25:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[carne sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category>
		<category><![CDATA[reddito]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Ocm]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informatorezootecnico.edagricole.it/?p=20039981</guid>

					<description><![CDATA[<p>La riforma attribuisce inoltre maggiore peso alle Organizzazioni di produttori (Op)</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/ok-europarlamento-riforma-ocm-sostegno-reddito-tutela-carne/">Ok dell&#8217;Europarlamento alla riforma dell&#8217;Ocm, più sostegno al reddito e tutela della carne</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">La riforma attribuisce inoltre maggiore peso alle Organizzazioni di produttori (Op)<!-- nbmpe --></div>

<p>Via libera definitivo del Parlamento europeo a un pacchetto di misure destinato a rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e a contribuire alla stabilizzazione dei loro redditi. Con 560 voti favorevoli, 75 contrari e 25 astensioni, l’Assemblea di Strasburgo ha approvato il regolamento che modifica le norme dell’Unione europea sull’Ocm dei prodotti agricoli, introducendo strumenti pensati per riequilibrare i rapporti di forza lungo la filiera agroalimentare.</p><div id="infor-2736166335" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>L’obiettivo è fare in modo che chi produce possa ottenere una remunerazione più equa e che il prezzo riconosciuto ai prodotti tenga maggiormente conto dei costi sostenuti nelle aziende agricole.</p><div id="infor-3215073263" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<h2>Prezzi più trasparenti e legati ai costi di produzione</h2>
<p>Uno dei punti centrali della riforma sull'Ocm riguarda proprio la <strong>formazione dei prezzi</strong>. Le nuove disposizioni mirano infatti a garantire che il valore finale degli alimenti rispecchi più fedelmente i costi effettivi di produzione, con ricadute positive sui redditi degli agricoltori.</p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, gli Stati membri saranno chiamati a <strong>definire e pubblicare online parametri di riferimento</strong> che potranno essere utilizzati negli accordi contrattuali tra produttori e acquirenti, aumentando trasparenza e certezza nelle trattative commerciali.</p>
<h2>Organizzazioni di produttori con un ruolo rafforzato</h2>
<p>La riforma attribuisce inoltre <strong>maggiore peso alle Organizzazioni di produttori</strong> (Op), considerate uno strumento fondamentale per migliorare la capacità negoziale del comparto agricolo.</p>
<p>Le Op potranno trattare direttamente con gli acquirenti per conto dei propri associati, consolidando così la contrattazione collettiva. Parallelamente vengono introdotte norme specifiche per impedire che gli acquirenti possano aggirare tali organizzazioni rivolgendosi direttamente ai singoli produttori, pratica che rischierebbe di indebolire la loro funzione.</p>
<h2>Stop alle denominazioni della carne per i prodotti di laboratorio</h2>
<p>Tra le disposizioni approvate figura anche una misura destinata a incidere sul dibattito relativo ai prodotti ottenuti in laboratorio. Il testo <strong>vieta infatti l’utilizzo di denominazioni riservate alla carne</strong> derivante da animali macellati per <strong>identificare i surrogati creati in laboratorio</strong>.</p>
<p>Una scelta che punta a tutelare la chiarezza delle informazioni fornite ai consumatori e a preservare la distinzione tra le produzioni zootecniche tradizionali e i nuovi prodotti sviluppati attraverso tecniche di laboratorio.</p>
<h2>Lollobrigida: «Siamo stati i primi al mondo a vietare la carne sintetica»</h2>
<p>«Siamo stati i primi al mondo - ha commentato su Faceobook il ministro dell'Agricoltura, <strong>Francesco Lollobrigida </strong>- a vietare la produzione e il commercio della carne sintetica. Ci hanno accusato di oscurantismo, convinti che dall’Europa sarebbe arrivata una sonora bocciatura. Oggi, invece, dopo il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea e il Commissario per la Salute, anche il Parlamento europeo segue la linea italiana tracciata dal Governo Meloni. Avevamo ragione noi. Andiamo avanti su questa strada: a difesa delle nostre produzioni, della qualità italiana e del legame millenario tra uomo, terra e cibo».</p>
<h2>No al meat sounding</h2>
<p>Soddisfatta la Coldiretti e Filiera Italia: «Il voto del Parlamento europeo riunito in plenaria sulla riforma dell’Ocm recepisce infatti alcune delle principali richieste avanzate da Coldiretti e Filiera Italia, a partire dal divieto di utilizzare denominazioni come “carne”, “bistecca” o altri termini tradizionalmente associati ai prodotti zootecnici per gli alimenti prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali, piante, microorganismi, funghi o alghe».</p>
<p>L’intesa prevede, come ha sottolineato Coldiretti, una lista di denominazioni riservate che non potranno essere impiegate nemmeno per alcuni prodotti alternativi di origine vegetale, evitando così il rischio di pratiche commerciali fuorvianti. Si va da “filetto” a “costata”, da “fiorentina” a “bacon”, solo per fare alcuni esempi.</p>
<p>«L’accordo rappresenta - ha fatto sapere Coldiretti - un passo significativo verso una maggiore tutela del lavoro agricolo e della sostenibilità economica delle imprese del settore. Coldiretti e Filiera Italia esprimono soddisfazione e ringrazia gli europarlamentari che hanno sostenuto queste proposte insieme alle organizzazioni agricole di Francia, Spagna e Portogallo, con un riconoscimento particolare alla relatrice Céline Imart per il lavoro svolto. Un risultato che deve ora essere consolidato e rappresentare una base di partenza in vista della prossima revisione dell’Ocm post 2027».</p>
<p>&nbsp;</p>





	

 
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<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/ok-europarlamento-riforma-ocm-sostegno-reddito-tutela-carne/">Ok dell&#8217;Europarlamento alla riforma dell&#8217;Ocm, più sostegno al reddito e tutela della carne</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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		<title>Il sorgo sfida il mais nella filiera del Parmigiano Reggiano</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/alleva/il-sorgo-sfida-il-mais-nella-filiera-del-parmigiano-reggiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Servizio Produzione Primaria  Formaggio Parmigiano Reggiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alleva News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Strategie colturali contro stress idrici e micotossine nella filiera del latte</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/alleva/il-sorgo-sfida-il-mais-nella-filiera-del-parmigiano-reggiano/">Il sorgo sfida il mais nella filiera del Parmigiano Reggiano</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Strategie colturali contro stress idrici e micotossine nella filiera del latte<!-- nbmpe --></div>

<p>La sostenibilità della filiera del Parmigiano Reggiano è considerata sempre più su una scala di sistema piuttosto che di singola azienda. E in questo quadro si inserisce il progetto europeo Image Life – <em>Improving the resilience of Parmigiano Reggiano supply chain</em> – dedicato al rapporto tra resilienza colturale, sostenibilità ambientale e stabilità produttiva della filiera lattiero-casearia, progetto che vede tra i partecipanti il consorzio del Parmigiano Reggiano.</p><div id="infor-938432708" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Uno dei temi centrali considerato dal progetto riguarda il sorgo considerato come possibile alternativa al mais nelle razioni delle bovine da latte. La questione nasce da criticità ormai evidenti anche nel comprensorio del Parmigiano Reggiano: aumento delle incertezze legate alla disponibilità irrigua, indispensabile per la produzione di mais, maggiore instabilità produttiva e, in particolare, incremento del rischio micotossine.</p><div id="infor-1916479521" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Il sorgo presenta alcune caratteristiche agronomiche specifiche che lo collocano come possibile protagonista nei piani agronomici futuri: tolleranza agli stress idrici, minori fabbisogni irrigui, buona stabilità produttiva nelle annate difficili e minore esposizione ai rischi delle micotossine</p>
<h2>Lca: il confronto tra mais e sorgo entra nella filiera</h2>
<p>Uno dei pilastri tecnici del progetto è lo sviluppo di un sistema di Life cycle assessment (Lca) applicato all’intera filiera del Parmigiano Reggiano. L’approccio comprende coltivazione dei cereali, produzione dei mangimi, allevamento, trasformazione casearia e stagionatura. Il confronto tra mais e sorgo riguarda consumo idrico, potenziale di riscaldamento globale, rese colturali e impatti ambientali complessivi.</p>
<p>Le elaborazioni vengono costruite utilizzando dati aziendali reali provenienti dalle aziende coinvolte nel progetto, integrati con database standardizzati e algoritmi comuni. È previsto inoltre un <em>web-tool</em> dedicato ad allevamenti e caseifici della filiera.</p>
<p>Attraverso questionari annuali le aziende potranno inserire dati relativi a coltivazioni, razioni, ingredienti acquistati, consumi energetici, gestione delle deiezioni e consumi di caseificio. Il sistema elaborerà indicatori ambientali come impronta carbonica, consumo idrico, acidificazione ed eutrofizzazione, espressi per chilogrammo di latte e di Parmigiano Reggiano prodotto.</p>
<p>Il progetto prevede inoltre la tracciabilità del latte proveniente da “razioni Life”, cioè da stalle che utilizzano sorgo al posto del mais nell’alimentazione animale. Questo consentirà di confrontare direttamente gli impatti ambientali del latte e del Parmigiano ottenuti con sistemi alimentari differenti.<br />
La sostenibilità viene quindi valutata lungo l’intera catena produttiva e non soltanto a livello di singola coltura.</p>
<h2>Micotossine e stabilità produttiva</h2>
<p>Image Life sta raccogliendo anche informazioni sulla percezione che agricoltori e allevatori hanno del sorgo e delle sue prospettive nella filiera Parmigiano Reggiano. Le valutazioni riguardano fattibilità tecnica, redditività, rischio micotossine, disponibilità di assistenza tecnica e prospettive di mercato.</p>
<p>I primi riscontri raccolti mostrano una diffusione già significativa della coltura tra gli operatori coinvolti nel progetto. Tra gli elementi maggiormente apprezzati compaiono stabilità produttiva, tolleranza allo stress idrico, minore rischio micotossine e interesse agronomico nelle rotazioni.</p>
<p>Il tema aflatossine emerge con particolare evidenza. Il 91% di chi aveva già coltivato sorgo ha dichiarato di non avere riscontrato problemi significativi di contaminazione, mentre il 91% dei partecipanti ritiene che il sorgo presenti rischi inferiori rispetto al mais sotto questo profilo.<br />
La disponibilità futura verso la coltura appare elevata: il 75% dei partecipanti ha dichiarato l’intenzione di coltivare sorgo nei prossimi anni.</p>
<h2>Gestione nutrizionale e lavorazione della granella</h2>
<p>Uno dei principali limiti storicamente attribuiti al sorgo riguarda la minore degradabilità ruminale dell’amido rispetto al mais. Le evidenze tecniche più recenti stanno però ridimensionando parte di questi limiti.<br />
La risposta nutrizionale del sorgo dipende fortemente dalla lavorazione della granella. Macinazione fine e fioccatura aumentano degradabilità e digeribilità dell’amido, migliorando l’efficienza ruminale del cereale.</p>
<p>Le prove disponibili mostrano che il sorgo può sostituire quote elevate di mais senza penalizzare ingestione, produzione di latte, composizione o attitudine casearia. Cambia invece la cinetica fermentativa dell’amido, generalmente meno fermentescibile in rumine.</p>
<p>Questo richiede alcuni aggiustamenti nella formulazione delle razioni. Diventano più importante granulometria della macinazione, sincronizzazione tra energia e azoto fermentescibile e controllo dell’effettiva utilizzazione dell’amido. In alcune situazioni può risultare utile integrare la razione con cereali caratterizzati da fermentazione più rapida, come orzo o frumento, e monitorare parametri come urea del latte e amido fecale.<br />
L’introduzione del sorgo richiede quindi maggiore precisione nella gestione tecnica delle razioni più che modifiche radicali dell’impostazione alimentare.</p>
<h2>Nodi economici e organizzativi</h2>
<p>Accanto ai vantaggi agronomici restano diversi elementi di criticità. Gli operatori segnalano mancanza di incentivi economici strutturati, rese talvolta insufficienti, domanda di filiera ancora limitata e ridotta familiarità tecnica con la coltura. Persistono inoltre dubbi sull’adattabilità del sorgo ai diversi ambienti aziendali.</p>
<p>Le prove agronomiche mostrano infatti una forte variabilità delle rese in funzione di suolo, annata e scelta varietale. In condizioni irrigue il mais mantiene un vantaggio produttivo; nelle aree asciutte il sorgo mostra invece possibilità spesso superiori.<br />
Anche sul piano ambientale emergono differenze significative. Il sorgo richiede generalmente meno irrigazione, minore essiccazione della granella, ridotto impiego di insetticidi e fabbisogni inferiori di azoto.</p>
<p>Nell’ambito del progetto assume importanza il contratto di filiera sviluppato con Progeo Sca. Per il 2026 il progetto ha già raggiunto la capienza massima prevista di 250 ettari coltivati, dato che conferma l’interesse crescente verso il sorgo nel comprensorio Parmigiano Reggiano.</p>
<hr />
<h3><strong>Il nodo della granella di mais: filiera territoriale e dipendenza dall’importazione</strong></h3>
<p>Nel comprensorio Parmigiano Reggiano il tema sorgo si intreccia anche con un altro problema strutturale: la crescente difficoltà di produrre localmente quantità sufficienti di mais granella.<br />
Una quota importante della granella utilizzata nelle razioni delle bovine da latte proviene infatti da fuori comprensorio e, spesso, dall’estero.<br />
Per una filiera che fonda parte della propria identità sul legame territoriale dell’alimentazione animale, il tema assume un peso comunicativo oltre che tecnico. L’aumento delle quote di granella acquistata fuori area tende infatti ad allontanare una parte crescente della base alimentare dal territorio reale della Dop.<br />
In questo quadro il sorgo interessa allora anche per il suo ruolo nel recupero produttivo interno al comprensorio.<br />
La questione non riguarda perciò soltanto autosufficienza o costi alimentari. Dentro il sistema Parmigiano Reggiano significa anche mantenere maggiore continuità tra territorio, coltivazioni e alimentazione della mandria nelle stalle.</p>





	

 
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		<title>Gli additivi fitogenici frenano la metanogenesi enterica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Della Giovampaola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bovini da carne]]></category>
		<category><![CDATA[Inalca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto Methancut ha valutato l'efficacia di due additivi naturali a base di estratti vegetali nella mitigazione delle emissioni di metano enterico nei bovini da carne. La sperimentazione ha evidenziato riduzioni tra l'8 e il 20%, senza interferenze negative su accrescimenti, qualità delle carcasse,<br />
caratteristiche della carne e benessere animale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Il progetto Methancut ha valutato l'efficacia di due additivi naturali a base di estratti vegetali nella mitigazione delle emissioni di metano enterico nei bovini da carne. La sperimentazione ha evidenziato riduzioni tra l'8 e il 20%, senza interferenze negative su accrescimenti, qualità delle carcasse,
caratteristiche della carne e benessere animale<!-- nbmpe --></div>

<p>La riduzione delle emissioni di metano enterico rappresenta oggi una delle principali sfide per il settore zootecnico europeo. Nell’ambito delle strategie comunitarie orientate alla neutralità climatica entro il 2050, l’allevamento dei ruminanti è chiamato a contribuire alla diminuzione delle emissioni di gas serra attraverso l’adozione di pratiche e tecnologie in grado di migliorare l’efficienza ambientale dei sistemi produttivi senza compromettere la sostenibilità economica, il benessere animale e la qualità delle produzioni.</p><div id="infor-3860753125" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>In questo contesto si inserisce il <strong>progetto Methancut, promosso da Inalca e sviluppato attraverso la collaborazione scientifica tra le Università di Sassari, Milano e Bologna</strong>. Lo studio ha avuto l<strong>’obiettivo di valutare l’efficacia di due additivi alimentari di origine vegetale</strong>, Silvafeed e Anavrin, nel <strong>ridurre la produzione di metano enterico</strong> in bovini da carne allevati in condizioni intensive di ingrasso.</p><div id="infor-628807114" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>I risultati sono stati presentati nell’ambito della decima edizione del Food&amp;Science festival di Mantova e rappresentano uno dei più recenti contributi italiani alla ricerca applicata sulla mitigazione delle emissioni climalteranti negli allevamenti bovini.</p>
<h2>Il metano enterico: una sfida per la zootecnia moderna</h2>
<p>Il metano (CH₄) è considerato uno dei principali gas responsabili del cambiamento climatico. Sebbene la sua permanenza in atmosfera sia inferiore rispetto a quella dell’anidride carbonica, il suo potenziale di riscaldamento globale risulta significativamente più elevato nel breve periodo. Per questo motivo la riduzione delle emissioni di metano costituisce una priorità nelle strategie internazionali di mitigazione climatica.</p>
<p>Nel settore agricolo una quota importante delle emissioni deriva dai ruminanti. Durante la fermentazione ruminale, infatti, i microrganismi degradano carboidrati strutturali e non strutturali producendo idrogeno e anidride carbonica che vengono successivamente convertiti in metano dagli archea-metanogeni. Il gas viene quindi eliminato principalmente attraverso l’eruttazione e, in misura minore, mediante la respirazione.</p>
<p>La produzione di metano rappresenta un processo fisiologico inevitabile, ma non immutabile. Numerose ricerche hanno dimostrato che <strong>la modulazione della dieta può influenzare l’ecosistema microbico ruminale e modificare la quantità di metano prodotta.</strong> Tra le strategie maggiormente studiate negli ultimi anni vi è l’<strong>impiego di additivi fitogenici contenenti tannini, saponine, oli essenziali e composti fenolici</strong> capaci di interferire con i processi fermentativi e con l’attività dei microrganismi coinvolti nella metanogenesi.</p>
<h2>Un progetto costruito intorno a ipotesi scientifiche</h2>
<p>Uno degli aspetti più innovativi del progetto Methancut riguarda l’impostazione metodologica adottata. Lo studio è stato infatti sviluppato secondo un approccio esplicitamente “hypothesis-driven”, seguendo i principi illustrati dal professor Giuseppe Pulina dell’Università di Sassari, che ha coordinato il progetto.</p>
<p>Secondo questa impostazione, una ricerca sperimentale deve essere costruita attorno a ipotesi formulate a priori, biologicamente plausibili e verificabili attraverso il disegno sperimentale, evitando interpretazioni costruite successivamente sulla base dei risultati ottenuti.</p>
<p>La <strong>prima ipotesi sperimentale</strong> prevedeva che l’inclusione nella dieta di additivi a base di estratti vegetali fosse in grado di ridurre le emissioni di metano enterico attraverso una modulazione dei processi fermentativi ruminali.<br />
La <strong>seconda ipotesi</strong> era invece stata formulata per verificare che l’eventuale riduzione delle emissioni non fosse ottenuta a discapito delle prestazioni produttive, della qualità delle carcasse o del benessere animale. In altre parole, si voleva escludere che una minore produzione di metano potesse derivare da effetti negativi sull’ingestione, sulla crescita o sullo stato sanitario degli animali.</p>
<p>L’intero progetto è stato quindi concepito per rispondere simultaneamente a due domande fondamentali: <strong>è possibile ridurre il metano? E, soprattutto, è possibile farlo senza penalizzare la produttività?</strong></p>
<h2>La prova con i tre gruppi alimentari</h2>
<p>La prova è stata condotta tra gennaio e maggio 2025 presso la stalla Galvana di Inalca. <strong>Sono stati selezionati 36 bovini maschi di razza Limousine</strong>, con età media di circa 11,5 ± 2,02 mesi, distribuiti in nove box sperimentali e assegnati a tre differenti gruppi alimentari: Controllo, Anavrin e Silvafeed.<br />
<strong>Tutti gli animali ricevevano la stessa dieta di base (vedi tabella) integrata con un concentrato commerciale.</strong></p>
<p><strong>Sono stati selezionati 36 bovini maschi di razza Limousine,</strong> con età media di circa 11,5 (±) 2,02 mesi, distribuiti in nove box sperimentali e assegnati a tre differenti gruppi alimentari.<br />
<strong>Gruppo Controllo (Con). </strong>Gli animali del gruppo di controllo hanno ricevuto una dieta di base formulata secondo i fabbisogni nutrizionali previsti dal Nasem e integrata con 1,2 kg al giorno di concentrato commerciale privo di additivi.<br />
<strong>Gruppo Anavrin (Anav). </strong>Gli animali di questo gruppo hanno ricevuto la medesima dieta base integrata con un concentrato contenente l’additivo Anavrin (olii essenziali, tannini e bioflavonoidi), somministrato alla dose di 5 grammi ogni 100 kg di peso vivo.<br />
<strong>Gruppo Silvafeed (Silv). </strong>Gli animali assegnati al gruppo Silvafeed (tannini e saponine) hanno ricevuto la dieta base associata a un concentrato contenente 30 grammi per capo al giorno dell’additivo fitogenico.</p>
<p><strong>Tutte le razioni erano caratterizzate da una composizione nutrizionale analoga</strong> e da un contenuto lipidico relativamente elevato, pari al 5,73% della sostanza secca, condizione già nota per contribuire fisiologicamente alla riduzione della metanogenesi.</p>
<table width="494">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4" width="494"><strong>Composizione della razione alimentare base</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="108"><strong>DIETA BASE</strong></td>
<td width="110"><strong>kg/capo/giorno*</strong></td>
<td width="138"><strong>COMPOSIZIONE</strong></td>
<td width="138"><strong>% sulla sostanza secca</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Paglia</td>
<td width="110">0,6</td>
<td width="138">Sostanza secca</td>
<td width="138">69,78</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Integratore</td>
<td width="110">0,45</td>
<td width="138">Unità foraggere carne</td>
<td width="138">1,07</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Farina di soia</td>
<td width="110">1,1</td>
<td width="138">Proteina grezza</td>
<td width="138">12,65</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Farina di mais</td>
<td width="110">3</td>
<td width="138">Zuccheri</td>
<td width="138">5,19</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Grassi idrogenati</td>
<td width="110">0,22</td>
<td width="138">Amido</td>
<td width="138">39,33</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Biscotto</td>
<td width="110">1,6</td>
<td width="138">NDF</td>
<td width="138">24,23</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Pastone di mais</td>
<td width="110">3</td>
<td width="138">Grasso</td>
<td width="138">5,73</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Grano</td>
<td width="110">3</td>
<td width="138">Ca tot</td>
<td width="138">0,66</td>
</tr>
<tr>
<td width="108">Concentrato commerciale</td>
<td width="110">1,2</td>
<td width="138">P tot</td>
<td width="138">0,4</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"><em>* valori espressi sul tal quale</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Una valutazione multidisciplinare</h2>
<p>Uno dei punti di forza del progetto Methancut è rappresentato dall’<strong>ampiezza delle valutazioni effettuate.</strong><br />
Le emissioni di metano sono state monitorate settimanalmente mediante Laser methane detector, una tecnologia che consente di misurare la concentrazione di metano nell’aria espirata dagli animali. Ogni soggetto è stato monitorato due volte alla settimana, al mattino e al pomeriggio, attraverso registrazioni continue della durata di tre minuti.</p>
<p>Parallelamente sono stati rilevati consumi alimentari, accrescimenti ponderali, digeribilità apparente dei nutrienti, parametri ematochimici, caratteristiche delle carcasse, qualità della carne e numerosi indicatori di salute ruminale.</p>
<p><strong>Particolarmente approfondita è stata la valutazione del rumine</strong>. Oltre alle osservazioni macroscopiche effettuate al macello, sono state condotte analisi istologiche e istometriche della mucosa per verificare eventuali modificazioni strutturali associate ai trattamenti alimentari.</p>
<figure id="attachment_20039972" aria-describedby="caption-attachment-20039972" style="width: 976px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/gli-additivi-fitogenici-frenano-la-metanogenesi-enterica/attachment/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1/" rel="attachment wp-att-20039972"><img decoding="async" class="size-full wp-image-20039972" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1.png" alt="" width="976" height="1096" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1.png 976w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1-267x300.png 267w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1-356x400.png 356w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1-768x862.png 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1-696x782.png 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/economia1_inalca_methancut_11_2026_fig1-374x420.png 374w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20039972" class="wp-caption-text">Immagini rappresentative delle papille ruminali di animali del gruppo di Controllo (A e B), Anavrin (Ce D) e Silvafeed (E e F). Frecce nere: nuclei dello strato corneo; frecce gialle: cellule ipertrofiche</figcaption></figure>
<h2>Gli additivi mostrano un'efficacia fino al 20% di riduzione delle emissioni</h2>
<p>L’aspetto centrale della ricerca riguarda naturalmente le emissioni di metano. L’analisi statistica ha evidenziato una distribuzione non normale dei dati, motivo per cui i ricercatori hanno adottato un approccio interpretativo basato sugli intervalli di compatibilità. Considerando i valori espressi in ppm, il gruppo Controllo ha registrato una concentrazione media di 156,9 ppm, mentre il gruppo Anavrin si è attestato a 145,2 ppm. Il valore più basso è stato osservato nel gruppo Silvafeed, pari a 125,8 ppm.</p>
<p>In termini pratici, ciò corrisponde a una <strong>riduzione prossima al 20% per Silvafeed rispetto al controllo e a una diminuzione di circa il 7-8% per Anavrin</strong>. Ancora più interessante è il fatto che la riduzione osservata per Silvafeed sia stata supportata da intervalli di compatibilità completamente separati rispetto a quelli del gruppo di controllo.</p>
<p>L’analisi dei picchi respiratori ha confermato questo andamento. Le emissioni associate alla respirazione risultavano infatti significativamente inferiori negli animali trattati con Silvafeed, mentre le emissioni attribuibili all’eruttazione non mostravano differenze altrettanto evidenti.<br />
Questo risultato suggerisce che <strong>gli additivi abbiano agito principalmente sull’intensità dei processi fermentativi ruminali piuttosto che sulla frequenza degli eventi di eruttazione.</strong></p>
<p>Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il contesto sperimentale. La dieta utilizzata presentava già caratteristiche nutrizionali associate a basse emissioni di metano. In un sistema che partiva da una situazione favorevole, ottenere ulteriori riduzioni comprese tra l’8% e il 20% assume quindi un significato biologico e applicativo ancora maggiore.</p>
<h2>Prestazioni produttive: nessun effetto negativo</h2>
<p>Parallelamente alla riduzione delle emissioni, il progetto ha verificato la possibilità che gli additivi influenzassero negativamente la produttività.<br />
<strong>I risultati hanno mostrato una sostanziale assenza di differenze tra i gruppi per quanto riguarda ingestione alimentare, incremento medio giornaliero, peso finale e prestazioni complessive.</strong><br />
L’assunzione di sostanza secca è aumentata progressivamente durante il periodo di ingrasso seguendo un andamento fisiologico e sovrapponibile nei tre gruppi.</p>
<p><strong>Anche gli accrescimenti ponderali sono risultati analoghi</strong>, confermando che la riduzione delle emissioni non è stata ottenuta limitando il consumo alimentare o rallentando la crescita degli animali.<br />
Questo elemento rappresenta uno dei risultati più importanti dell’intero progetto, poiché <strong>dimostra la possibilità di migliorare le performance ambientali senza compromettere l’efficienza produttiva.</strong></p>
<h2>Digeribilità: effetto positivo di Anavrin</h2>
<p>Le valutazioni sulla digeribilità apparente hanno evidenziato alcuni aspetti interessanti. La digeribilità dell’amido è risultata significativamente superiore nel gruppo Anavrin rispetto al controllo, raggiungendo valori medi prossimi al 95%. Anche Silvafeed ha mostrato un andamento favorevole, seppur meno marcato.<br />
Le differenze si sono rese particolarmente evidenti nei mesi finali della prova, suggerendo una possibile modulazione dell’utilizzazione dei nutrienti a livello ruminale.</p>
<p>Per quanto riguarda la digeribilità della fibra neutro detersa (Ndf), invece, non sono emerse differenze significative tra i trattamenti. Analogamente, non sono stati osservati effetti rilevanti sulla digeribilità di proteine e lipidi.<br />
Nel complesso, i risultati indicano che gli additivi non compromettono l’efficienza digestiva e, nel caso di Anavrin, potrebbero addirittura favorire una migliore utilizzazione dell’amido alimentare.</p>
<h2>Parametri ematici e benessere animale</h2>
<p>Le analisi ematochimiche hanno confermato l’assenza di effetti negativi sulla salute degli animali.<br />
<strong>La quasi totalità dei parametri monitorati è rimasta entro i range fisiologici normalmente osservati nei bovini da carne.</strong><br />
Alcune differenze statisticamente significative hanno interessato l’acido urico, la bilirubina diretta, il cloro sierico e la capacità latente di legame del ferro, ma nessuna di queste variazioni è risultata associata a condizioni patologiche.<br />
Secondo i ricercatori, tali modificazioni potrebbero riflettere adattamenti metabolici legati alla presenza di metaboliti secondari delle piante e ai loro effetti sull’ecosistema ruminale, senza implicazioni cliniche rilevanti.<br />
Anche sotto questo profilo, quindi, l’ipotesi di possibili effetti negativi degli additivi non ha trovato conferma.</p>
<h2>Carcasse e qualità della carne</h2>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata alle caratteristiche produttive e qualitative delle carcasse.<br />
I dati raccolti alla macellazione hanno evidenziato l’assenza di differenze significative per peso finale, peso della carcassa, resa alla macellazione, pH muscolare e parametri colorimetrici.</p>
<p><strong>Gli animali trattati hanno raggiunto pesi ottimali mantenendo standard qualitativi elevati e perfettamente confrontabili con quelli del gruppo di controllo</strong>.<br />
Anche le valutazioni istometriche del muscolo <em>Longissimus thoracis</em> non hanno evidenziato modificazioni nella percentuale di fibre ossidative e glicolitiche. Tutto ciò conferma che la mitigazione delle emissioni non è stata ottenuta a discapito della qualità finale del prodotto.</p>
<h2>Il rumine racconta una storia interessante</h2>
<p>Per quanto riguarda le osservazioni effettuate sulla parete ruminale le analisi istologiche hanno evidenziato nel gruppo di controllo una maggiore presenza di infiltrati linfocitari nella lamina propria e <strong>segni compatibili con processi di paracheratosi</strong>. <strong>Nei gruppi trattati con Anavrin e Silvafeed tali alterazioni apparivano meno frequenti e meno marcate.</strong></p>
<p>Secondo i ricercatori, questo risultato suggerisce un <strong>possibile effetto protettivo degli additivi sull’integrità dell’epitelio ruminale</strong>. Pur non rappresentando l’obiettivo principale della ricerca, queste osservazioni rafforzano l’interpretazione biologica dei risultati ottenuti e aprono interessanti prospettive per studi futuri.</p>
<h2>Le parole di alcuni attori del progetto Methancut</h2>
<figure id="attachment_20039965" aria-describedby="caption-attachment-20039965" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/gli-additivi-fitogenici-frenano-la-metanogenesi-enterica/attachment/fotina1-andrea-rosati/" rel="attachment wp-att-20039965"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20039965 size-medium" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-300x229.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-524x400.jpg 524w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-768x587.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-1200x917.jpg 1200w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-80x60.jpg 80w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-696x532.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-1068x816.jpg 1068w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896-550x420.jpg 550w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-Andrea-Rosati-e1781528946896.jpg 1414w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20039965" class="wp-caption-text">Andrea Rosati</figcaption></figure>
<p>I risultati ottenuti dal progetto Methancut si inseriscono in un contesto più ampio di ricerca internazionale. Come ha sottolineato <strong>Andrea Rosati</strong>, segretario generale della Federazione europea della zootecnia (Eaap), la mitigazione delle emissioni rappresenta oggi una delle principali sfide per il settore zootecnico: “L'impatto della zootecnia, delle produzioni animali e del cambiamento climatico è una cosa che conosciamo tutti ed è per questo che gli zootecnici stanno facendo ricerca ormai da molti anni per diminuire questo impatto ambientale. Una delle principali problematiche riguarda l'emissione di metano enterico da parte dei ruminanti. La ricerca si è sviluppata in molte direzioni, sia da un punto di vista genetico sia fisiologico, e sta portando ad alcuni risultati interessanti. <strong>Probabilmente la soluzione migliore sarà un'integrazione tra diversi meccanismi di mitigazione, capaci di agire in maniera complementare</strong>”.</p>
<p>Le parole di Rosati evidenziano come gli additivi nutrizionali non debbano essere considerati come un'unica soluzione al problema, ma come uno degli strumenti disponibili all'interno di una strategia più articolata che comprende selezione genetica, gestione alimentare, efficienza produttiva e innovazione tecnologica.</p>
<figure id="attachment_20039966" aria-describedby="caption-attachment-20039966" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/gli-additivi-fitogenici-frenano-la-metanogenesi-enterica/attachment/fotina1-giovanni-sorlini/" rel="attachment wp-att-20039966"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20039966 size-medium" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-300x169.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-600x338.jpg 600w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-768x432.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-1200x675.jpg 1200w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-1536x864.jpg 1536w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-696x392.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-1068x601.jpg 1068w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini-747x420.jpg 747w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/fotina1-GIovanni-Sorlini.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20039966" class="wp-caption-text">Giovanni Sorlini</figcaption></figure>
<p>Proprio in questa prospettiva si colloca l'interesse di Inalca per il progetto Methancut. <strong>Giovanni Sorlini</strong>, responsabile qualità, sicurezza e sviluppo sostenibile dell'azienda Inalca, ha sottolineato come la ricerca rappresenti una tappa di un percorso più ampio di miglioramento della sostenibilità delle produzioni bovine: “Inalca è un'importante azienda italiana nel settore delle carni e, in questo contesto, è pienamente consapevole dell'importanza della riduzione delle emissioni di metano per contribuire concretamente al contenimento dei cambiamenti climatici. Negli anni abbiamo messo in atto una serie di pratiche agricole e zootecniche che, integrate tra loro, consentono di ottenere risultati tangibili sul fronte della sostenibilità. Tra queste, <strong>l'utilizzo di additivi alimentari</strong> di comprovata efficacia <strong>rappresenta</strong> uno <strong>strumento</strong> particolarmente <strong>interessante</strong> <strong>perché interviene direttamente su una delle principali fonti di emissione presenti negli allevamenti, ossia la fermentazione ruminale</strong>”.</p>
<p>Sorlini ha inoltre evidenziato un aspetto importante emerso dalla sperimentazione: “I risultati ottenuti sono incoraggianti non soltanto per la riduzione delle emissioni, che rappresentava l'obiettivo principale dello studio, ma anche perché hanno confermato l'assenza di effetti negativi sul metabolismo, sulla fisiologia e sul benessere degli animali. Gli additivi testati non hanno compromesso né le performance produttive né la qualità delle carni. Per questo motivo intendiamo proseguire il percorso avviato attraverso uno scale-up della sperimentazione su una popolazione più ampia di animali, così da consolidare ulteriormente le evidenze scientifiche e valutare l'applicabilità su scala commerciale”.</p>
<figure id="attachment_20039967" aria-describedby="caption-attachment-20039967" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/gli-additivi-fitogenici-frenano-la-metanogenesi-enterica/attachment/untitled_1-29-1/" rel="attachment wp-att-20039967"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20039967 size-medium" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-300x169.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-600x338.jpg 600w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-768x432.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-1200x675.jpg 1200w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-1536x864.jpg 1536w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-696x392.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-1068x601.jpg 1068w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1-747x420.jpg 747w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/Untitled_1.29.1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20039967" class="wp-caption-text">Mondina Francesca Lunesu</figcaption></figure>
<p>L'importanza dei risultati ottenuti è stata infine ribadita da <strong>Mondina Francesca Lunesu</strong>, ricercatrice di zootecnia speciale dell'Università di Sassari e tra i protagonisti della sperimentazione: “Durante la prova sperimentale abbiamo valutato due additivi alimentari a base di estratti vegetali su bovini da carne di razza Limousine, con l'obiettivo di misurare il loro effetto sulle emissioni di metano, sul benessere animale e sulle caratteristiche della carne”.</p>
<p>Secondo la ricercatrice, il dato più rilevante riguarda proprio la capacità di coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza produttiva: “I risultati sono stati particolarmente incoraggianti perché <strong>uno dei due additivi ha consentito di ridurre le emissioni di metano di circa il 20% senza influire negativamente sul benessere degli animali, sulle performance delle carcasse e sulla qualità della carne</strong>. Questo è un aspetto fondamentale, perché dimostra che è possibile lavorare per una zootecnia sempre più sostenibile senza compromettere il valore produttivo e qualitativo del prodotto finale”.</p>
<h2>Modello di collaborazione tra università e impresa</h2>
<p>Le considerazioni espresse dai rappresentanti della ricerca, delle organizzazioni tecnico-scientifiche e dell'industria evidenziano come il progetto Methancut abbia generato risultati che vanno oltre la semplice valutazione di due additivi alimentari. La sperimentazione ha infatti fornito evidenze scientifiche concrete sull'efficacia di strategie nutrizionali basate su estratti vegetali per la riduzione delle emissioni di metano enterico nei bovini da carne, dimostrando al contempo l'assenza di effetti negativi sulle performance produttive e sul benessere animale.</p>
<p>In particolare, la riduzione prossima al 20% assume un significato ancora maggiore considerando che la prova è stata condotta in condizioni alimentari già caratterizzate da basse emissioni di base. Ciò suggerisce che esistano ulteriori margini di miglioramento dell'efficienza ambientale degli allevamenti attraverso interventi nutrizionali mirati.</p>
<p>Alla luce delle prospettive delineate dagli stessi protagonisti del progetto,<strong> Methancut rappresenta quindi non soltanto un risultato sperimentale, ma anche un modello di collaborazione tra università e impresa</strong> finalizzato a trasferire l'innovazione scientifica all'interno delle filiere produttive. Un approccio che potrebbe contribuire in modo significativo agli obiettivi di sostenibilità richiesti alla zootecnia europea nei prossimi decenni.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Gli additivi fitogenici frenano la metanogenesi enterica" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/PWT0jEI6oyg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>





	

 
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	</ul>
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		<title>Assemblea Consorzio Virgilio, nel 2025 i formaggi trainano l&#8217;export</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bernardelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[fatturato]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Core business della cooperativa di secondo grado restano i formaggi con le due Dop Grana Padano e Parmigiano Reggiano in pole position</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/assemblea-consorzio-virgilioformaggi-valgono-oltre-50-export/">Assemblea Consorzio Virgilio, nel 2025 i formaggi trainano l&#8217;export</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Core business della cooperativa di secondo grado restano i formaggi con le due Dop Grana Padano e Parmigiano Reggiano in pole position<!-- nbmpe --></div>

<p>Bilancio 2025 positivo per il Consorzio Virgilio, approvato questa mattina in assemblea dai soci e trascinato dall'export. Il fatturato della cooperativa di secondo grado ha superato i 280 milioni di euro, ottenuto per il 34% dall’export (97,1 milioni di euro).</p><div id="infor-1631277643" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
<div id="sas_67408"></div>
<script type="application/javascript">
    sas.cmd.push(function() {
        sas.render("67408");  // Formato : Injection 1x1 1x1
    });
</script>
</div></div>
<p>La quota dell’internazionalizzazione, focalizzata prevalentemente in Europa, cresce fino al 53% nel segmento dei formaggi, che rimane - grazie alle due grandi Dop a pasta dura, Grana Padano e Parmigiano Reggiano - il core business del Virgilio, con un fatturato pari a 207,5 milioni di euro.</p><div id="infor-773047313" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
<div id="sas_87018"></div>
<script type="application/javascript">
    sas.cmd.push(function() {
        sas.render("87018");  // Formato : Parallax 1x1 1x1
    });
</script>
</div></div>
<p>Parallelamente, aumenta il tasso di penetrazione sui mercati esteri nel comparto del mascarpone (sia fresco che Uht), che cresce a due cifre sia in volume che in valore tanto in Europa quanto nei mercati crescenti del Medio Oriente e dell’Asia.</p>
<p>«Il risultato positivo – dichiara nel corso della sua relazione il presidente del Consorzio Latterie Virgilio, <strong>Giorgio Cecchin</strong> - è attribuibile principalmente al recupero della marginalità operativa, sostenuto da un progressivo riallineamento dei prezzi di vendita ai principali listini di settore, i quali hanno evidenziato nel corso dell’esercizio un andamento più stabile e coerente rispetto alle dinamiche straordinarie rilevate nell’anno precedente».</p>
<h2>Strategia di valorizzazione dei prodotti</h2>
<p>Inoltre, nel corso dell’esercizio, il Gruppo ha proseguito il percorso di sviluppo orientato alla valorizzazione di prodotti a più elevato valore aggiunto (anche grazie a certificazione che spaziano dal biologico all’halal, dal benessere animale all’attestazione etica) e con una più elevata componente di servizio, destinati sia al consumatore finale sia al comparto industriale. Allo stesso tempo, è continuata l’attività di ammodernamento delle linee di confezionamento, che hanno portato benefici in termini di contenimento dei costi operativi.</p>
<p>Un bilancio che si chiude positivamente per tutti i principali indicatori, a partire dagli  accantonamenti (in crescita anche l’Ebitda, che tocca i 5,9 milioni di euro), dalla svalutazione e dal percorso di esdebitazione che continua, in linea con un percorso di ristrutturazione partito sotto la presidenza di <strong>Paolo Carra</strong> (ringraziato per l’attività svolta da Cecchin) e da un rafforzamento dell’export.</p>
<p>&nbsp;</p>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
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			</item>
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		<title>Biagru Farm: quando un&#8217;idea diventa impresa</title>
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					<comments>https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-latte/biagru-farm-quando-una-idea-diventa-unimpresa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bernardelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bovini da latte]]></category>
		<category><![CDATA[contenuto sponsorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Stalla Open Lab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’azienda zootecnica da latte del futuro, le esigenze di oggi, le sfide di domani: produttività, sostenibilità, competitività. L’obiettivo è di allevare 1.200 bovine. Ambiente, reddito e ricambio generazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-latte/biagru-farm-quando-una-idea-diventa-unimpresa/">Biagru Farm: quando un&#8217;idea diventa impresa</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">L’azienda zootecnica da latte del futuro, le esigenze di oggi, le sfide di domani: produttività, sostenibilità, competitività. L’obiettivo è di allevare 1.200 bovine. Ambiente, reddito e ricambio generazionale<!-- nbmpe --></div>

<p>Con un sistema a “batch milking” che colloca a semicerchio 26 robot di mungitura (ripetiamo: 26!), solo per quel­lo meriterebbe di essere raccontata su queste pagine come stalla innovativa. Non sono molte, anche nella Pianura Padana leader nella produzione di latte a livello nazionale (la sola Lombardia produce il 47% del latte italiano), le realtà che si strutturano con un tasso così ele­vato di innovazione.</p><div id="infor-2714146954" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Ma Giuseppe Elias e Gianenrico Grugni, due allevatori visio­nari che hanno pensato di unire le forze in un percorso nato davanti a un panino, avevano esigenze specifiche: <strong>rafforzare la produzione per creare </strong>quell’<strong>economia di scala</strong> che oggi è un assioma, se si vuole puntare a fare redditività nel setto­re agro-zootecnico; <strong>garantire il ricambio generazionale</strong>, elemento non sempre fa­cile, come dicono i numeri.</p><div id="infor-1848507426" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Oggi <strong>in Italia i capi azienda che hanno meno di quarant’anni sono poco più del 9%</strong>, in calo del 2% rispetto al 2010. E sen­za prospettive le aziende lasciano.<br />
In Europa fra il 2010 e il 2020 hanno chiuso i battenti oltre 3 milioni di impre­se agricole, passate da 12 milioni a 8,9 milioni in un decennio e il trend continua a registrare una contrazione.</p>
<p>Altro elemento chiave che ha spinto i due imprenditori a unire le forze: <strong>l’esigenza di migliorare il benessere animale</strong>, che in una stalla con 50 anni di storia sulle spal­le era un fardello pesante da sostenere. E poi, altra sfida, <strong>l’esigenza di introdurre tecnologie innovative e automatizzate</strong> per fronteggiare le note difficoltà con­nesse a reperire manodopera qualificata.</p>
<p><strong>A fare da collante per sostenere un obiettivo ambizioso</strong>, complesso da re­alizzare dal punto di vista burocratico, <strong>la solidità e la visione di Elias e Grugni</strong>, due imprenditori seri e non sovrapponi­bili per alcune considerazioni che ogni tanto li collocano agli antipodi (“Tu tutta tecnologia”, dice Grugni a Elias; “E tu vo­levi spendere poco”, ribatte Elias in uno scambio di battute), in grado di mettere in fila i diversi aspetti di un progetto arti­colato, valido al punto da aver ottenuto un finanziamento all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>
<p><strong>La nuova società è stata ribattezzata Biagru Farm</strong>, la sede sorgerà a Cavenago d’Adda, nel Lodigiano, e sostituirà le stal­le ormai obsolete dell’azienda agricola di Giuseppe Elias. Un anno e mezzo i tempi tecnici di realizzazione, con l<strong>a nuova strut­tura in grado di ospitare a regime 1.200 vacche in lattazione.</strong><br />
La stalla, completamente hi-tech per ga­rantire appunto facilità di gestione, effi­cienza, competitività, attenzione ai costi e benessere per gli animali e per gli uomini che lavoreranno nella struttura, avrà un sistema di mungitura robotizzato.</p>
<h2>L’efficienza dei 26 robot</h2>
<p><strong>La soluzione individuata</strong> dai due imprendi­tori è<strong> il batch milking di Tdm</strong>, realtà tra le leader con sede a San Paolo, nel Brescia­no, nel cuore della zootecnia lombarda, prima regione in Italia con oltre il 47% delle consegne di latte nazionali.<br />
Come detto, <strong>complessivamente saranno 26 i robot di mungitura installati</strong>, oltre a due collocati separatamente per le vac­che al primo parto e, dunque, alla prima mungitura, e per la prima fase di colo­stratura. Viene inoltre ridotta al minimo la necessità di manodopera, combinando i vantaggi della mungitura robotizzata e della mungitura convenzionale.</p>
<p>Nella futura stalla di Biagru Farm, sti­ma Giuseppe Elias, “il lavoro sarà estre­mamente ottimizzato; in particolare, riteniamo di riuscire a gestire questo allevamento con circa 10-12 persone. Un allevamento di tipo tradizionale ne richiederebbe più del doppio”. <strong>L’obiettivo</strong>, aggiunge Gianenrico Grugni, “<strong>non è la so­stituzione del personale, ma arrivare ad aumentare la professionalità degli addetti</strong> all’allevamento, magari giovani, laureati, che trovano nel lavoro in stalla un motivo di soddisfazione perché viene coniugata la qualità di vita dell’uomo e dell’animale”.</p>
<p>Una volta a regime, terminata l’opera in­frastrutturale – oggi in fase di realizzazio­ne – saranno quattro le stalle con l’area per le bovine in lattazione, le manze, la vitellaia e l’area “recovery”, tutte studiate per facilitare i percorsi degli animali, l’effi­cienza gestionale, la sostenibilità ambien­tale, sociale ed economica.</p>
<p>Sono infatti <strong>previsti</strong> un<strong> impianto fotovol­taico</strong> per la produzione di energia rinnova­bile (in una fase successiva sarà valutato un impianto di biogas o biometano), così da migliorare l’impatto ambientale e risol­vere gli aspetti di gestione dei reflui zoo­tecnici. Inoltre, sono stati studiati <strong>impianti di ventilazione e di raffrescamento</strong> ad alto tasso di efficienza, <strong>abbeverate con acqua a temperatura controllata</strong> per garantire il massimo benessere per gli animali.</p>
<p><strong>Fra i partner tecnici</strong> individuati, oltre a <strong>Tdm</strong>, <strong>Evoteck</strong> che ha fornito attrezzature e impianti per la realizzazione delle stalle, <strong>Cmp</strong> per la parte elettrica e impiantistica e per i sistemi di ventilazione e raffresca­mento, illuminazione e idraulica; <strong>Aza</strong> <strong>In­ternational</strong> per l’automazione dei servizi della mangimistica.<br />
A gestire l’azienda, sul piano operativo, sarà la famiglia Grugni, con Gianenrico affiancato dal nipote Michele.</p>
<hr />
<h3><strong>Su YouTube il percorso di evoluzione della stalla </strong></h3>
<p>L’avventura di Biagru Farm a Cavenago d’Adda (Lodi) per molti aspetti è un paradigma inedito di impresa all’avanguardia, già a partire dall’idea di unire due esperienze imprenditoriali e fondare una società fra soggetti che fra loro non hanno lega­mi di parentela. Un inedito, tutto sommato, in un panorama agricolo così legato alla tradizione e alla dimensione familiare. Un’avventura che è, innanzitutto, caratterizzata da un elevato tasso di innovazione, che porterà ad avere a regime 1.200 vacche in mungitura, gestite da un sistema di 26 robot di mun­gitura in batch milking.<br />
Una storia che ha tutte le carte in regola per essere seguita anche da altri imprenditori che si trovino a dover fare i conti con dimensione, innovazione, ricambio generazionale.<br />
Per questo IZ ha deciso di raccontarla a puntate, sul magazine cartaceo e attraverso video su YouTube, con il progetto “Stalla Open Lab”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/stalla-open-lab/" target="_blank" rel="noopener"><span class="td_btn td_btn_md td_default_btn">SCOPRI IL PROGETTO <strong>STALLA OPEN LAB</strong></span></a></p>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Listini Bmti, aumenta il prezzo del burro e del Grana Padano, ora stabili bovini e suini</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/listini-bmti-aumenta-prezzoburro-grana-padano-ora-stabili-bovini-suini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 13:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[bovini]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[Grana Padano]]></category>
		<category><![CDATA[latte spot]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino romano]]></category>
		<category><![CDATA[Suini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre in ripresa il valore del latte spot e anche del burro. Il Grana Padano mostra segnali positivi. L'andamento di Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, bovini da macello e suini</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/listini-bmti-aumenta-prezzoburro-grana-padano-ora-stabili-bovini-suini/">Listini Bmti, aumenta il prezzo del burro e del Grana Padano, ora stabili bovini e suini</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Sempre in ripresa il valore del latte spot e anche del burro. Il Grana Padano mostra segnali positivi. L'andamento di Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, bovini da macello e suini<!-- nbmpe --></div>

<p>Settimana di pausa per i listini dei prezzi all’ingrosso del latte sulle piazze di Milano e Verona in concomitanza con la festività del 2 giugno. Nel complesso, dal minimo di 205 €/t toccato a metà marzo sulla piazza lombarda, le quotazioni hanno recuperato 147 €/t, raggiungendo a fine maggio i 352 €/t, pari a un incremento del 72%.</p><div id="infor-2424672977" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Rialzi si sono registrati anche per il latte di provenienza estera, seppur con intensità più contenuta. In particolare, il prodotto tedesco ha guadagnato circa 75 €/t rispetto ai minimi recenti e, dopo essere rimasto per circa due mesi su livelli superiori a quelli del latte nazionale, è tornato a collocarsi al di sotto, con uno scarto negativo di circa 65 €/t.</p><div id="infor-3818519619" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
<div id="sas_87018"></div>
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<p>Sul fronte degli scambi con l’estero, nel primo bimestre dell’anno si registra una marcata contrazione delle importazioni di latte intero sfuso, diminuite del -27,3% in volume e del -37,8% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025. La flessione è riconducibile principalmente al calo degli arrivi dalla Germania, che perde il primato come principale paese fornitore a favore della Slovenia, la cui quota raggiunge circa il 40% del totale importato.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">LATTE (prezzi in €/t)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88"></td>
<td width="81">#DIV/0!</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Nazionale Crudo</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Bovino Biologico</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Pastorizzato Francese - 3,6% di grasso peso volume</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Pastorizzato Tedesco - 3,6% di grasso peso volume</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Scremato 0,03</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Spot Nazionale Crudo - In cisterna</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Titolato 3,5% M.G. prov. Germania - Austria - In cisterna</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Magro Pastorizzato tipo 0,03 M.G. - In cisterna</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Siero di latte per uso industriale raffreddato (FP)</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Siero di latte per uso zootecnico (FP)</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Latte nazionale crudo - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Burro/crema di latte</h2>
<p>Seconda settimana consecutiva di rialzi nel comparto delle materie grasse rilevato sulla piazza di Mantova. In particolare, le quotazioni del burro pastorizzato guadagnano ulteriori 5 centesimi, portandosi a 2,35 €/kg, pur mantenendo una flessione su base annua del -56%.</p>
<p>Identico incremento anche sulla piazza di Cremona, dove il burro pastorizzato sale a 3,60 €/kg. Sul fronte europeo si segnala un recupero per il burro di Kempten (Germania), il cui prezzo medio torna a collocarsi leggermente al di sopra della soglia dei 4 €/kg. Restano invece al di sotto di tale livello il Verse Boter olandese e il prodotto francese.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">BURRO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+1,8%</td>
<td width="81">1,8%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Cremona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro pastorizzato</td>
<td>3,60</td>
<td>-</td>
<td>3,60</td>
<td>1,4%</td>
<td>-47,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro mantovano fresco classificazione CEE</td>
<td>4,05</td>
<td>-</td>
<td>4,05</td>
<td>1,3%</td>
<td>-43,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro mantovano pastorizzato</td>
<td>2,35</td>
<td>-</td>
<td>2,35</td>
<td>2,2%</td>
<td>-56,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Zangolato di creme fresche per la burrificazione</td>
<td>2,15</td>
<td>-</td>
<td>2,15</td>
<td>2,4%</td>
<td>-58,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Crema di latte - 40% di sostanza grassa - €/kg</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Crema di latte italiana - 40% di sostanza grassa - €/kg</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro di centrifuga</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro pastorizzato - (comprensivo di premi quali-quantitativi, oneri di raccolta e provvigioni)</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro prodotto con crema di latte sottoposta a centrifugazione e pastorizzazione</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Zangolato di creme fresche per la burrificazione - (al netto dei premi quali quantitativi, oneri trasporti e provvigioni)</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Panna di centrifuga 40% M.G. (nazionale) - In cisterna</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Panna di centrifuga 40% M.G. (UE) - In cisterna</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Burro pastorizzato - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Grana Padano</h2>
<p>Nel mercato del Grana Padano emergono i primi segnali di rialzi sulla piazza di Cremona. Dopo una fase di stabilità protrattasi dall’inizio dell’anno, lo stagionato 12 mesi registra un aumento di 5 centesimi, portandosi a 10,25 €/kg. Identico incremento anche per le altre stagionature. Prevale invece la stabilità sulla piazza di Mantova, che aveva però già evidenziato due rialzi nel corso del mese precedente. Le quotazioni restano comunque inferiori ai valori registrati un anno fa per tutte le stagionature. Sul mercato europeo si osservano nuovi rialzi, con il Gouda in aumento del +2,1% e l’Edammer del +3,8%, mentre il Cheddar continua a mostrare una sostanziale stabilità, mantenendosi tutti comunque al di sotto della soglia dei 4 €/kg.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">GRANA PADANO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,2%</td>
<td width="81">0,2%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Cremona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 9 mesi</td>
<td>9,25</td>
<td>-</td>
<td>9,40</td>
<td>0,5%</td>
<td>-14,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre i 15 mesi</td>
<td>11,20</td>
<td>-</td>
<td>11,70</td>
<td>0,4%</td>
<td>-9,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura tra i 12 e i 15 mesi</td>
<td>9,95</td>
<td>-</td>
<td>10,55</td>
<td>0,5%</td>
<td>-12,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano con bollo provvisorio di origine del Grana Padano -Stagionatura tra i 60 e i 90 giorni fuori sale</td>
<td>7,95</td>
<td>-</td>
<td>8,20</td>
<td>0,0%</td>
<td>-17,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana Padano stagionatura di 14 mesi e oltre</td>
<td>10,55</td>
<td>-</td>
<td>10,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>-11,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 10 mesi e oltre</td>
<td>9,20</td>
<td>-</td>
<td>9,40</td>
<td>0,0%</td>
<td>-15,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 20 mesi e oltre</td>
<td>11,45</td>
<td>-</td>
<td>11,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>-10,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura 60-90 g.g. fuori sale</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 16 mesi e oltre</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 9 mesi e oltre</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura 10/12 mesi</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre 15 mesi</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre 20 mesi</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Grana Padano stagionatura di 9 mesi e oltre - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Parmigiano Reggiano</h2>
<p>Continua la fase di sostanziale equilibrio nel mercato del Parmigiano Reggiano. Sulla piazza di Parma le quotazioni rimangono ferme, con il 12 mesi che si conferma a 15,08 €/kg e il 24 mesi stabile a 17,63 €/kg, su livelli superiori rispettivamente del +15,5% e del +14,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nessuna novità anche per le altre stagionature e sulle principali piazze di scambio, che continuano a mostrare listini invariati.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">PARMIGIANO REGGIANO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,0%</td>
<td width="81">0,0%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura di 12 mesi e oltre</td>
<td>15,00</td>
<td>-</td>
<td>15,20</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino 18 mesi e oltre</td>
<td>16,25</td>
<td>-</td>
<td>16,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>18,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino a 24 mesi e oltre</td>
<td>17,85</td>
<td>-</td>
<td>18,15</td>
<td>0,0%</td>
<td>17,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino a 30 mesi e oltre</td>
<td>18,45</td>
<td>-</td>
<td>18,90</td>
<td>0,0%</td>
<td>17,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura di 12 mesi e oltre</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 18 mesi e oltre</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 24 mesi e oltre</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 30 mesi e oltre</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>n.q.</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Modena</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 12 mesi e oltre</td>
<td>14,90</td>
<td>-</td>
<td>15,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 15 mesi e oltre</td>
<td>15,50</td>
<td>-</td>
<td>16,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 18 mesi e oltre</td>
<td>16,60</td>
<td>-</td>
<td>17,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 24 mesi e oltre</td>
<td>17,60</td>
<td>-</td>
<td>18,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 30 mesi e oltre</td>
<td>18,15</td>
<td>-</td>
<td>18,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Parma</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 12 mesi e oltre</td>
<td>14,90</td>
<td>-</td>
<td>15,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 15 mesi e oltre</td>
<td>15,35</td>
<td>-</td>
<td>15,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 18 mesi e oltre</td>
<td>16,55</td>
<td>-</td>
<td>17,05</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 24 mesi e oltre</td>
<td>17,50</td>
<td>-</td>
<td>17,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 30 mesi e oltre</td>
<td>17,90</td>
<td>-</td>
<td>18,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Reggio-Emilia</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 15 mesi e oltre</td>
<td>15,45</td>
<td>-</td>
<td>15,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 12 mesi e oltre</td>
<td>15,00</td>
<td>-</td>
<td>15,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 18 mesi e oltre</td>
<td>16,40</td>
<td>-</td>
<td>16,70</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 24 mesi e oltre</td>
<td>17,30</td>
<td>-</td>
<td>17,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 30 mesi e oltre</td>
<td>18,00</td>
<td>-</td>
<td>18,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,6%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Parmigiano Reggiano produzione minimo 24 mesi e oltre - Parma)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Pecorino Romano</h2>
<p>In attesa delle nuove quotazioni dalla piazza di Milano, il mercato del Pecorino Romano ha recentemente mostrato un quadro di sostanziale stabilità. In particolare, il prezzo dello stagionato 5 mesi si mantiene fermo a 10,85 €/kg dai primi di febbraio, livello che non si registrava dal 2022. Analoga la dinamica per il prodotto con 8 mesi di stagionatura, stabile a 11,08 €/kg.</p>
<p>Sul fronte del commercio estero, nei primi due mesi dell’anno le esportazioni di Pecorino Romano e Fiore Sardo hanno registrato una flessione del -17,5% in volume e del -21,2% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025. Il calo è riconducibile soprattutto alla contrazione delle spedizioni verso gli Stati Uniti, che si confermano comunque il principale mercato di destinazione, assorbendo circa la metà dell’export complessivo.</p>
<h2>Bovini da macello</h2>
<p>Si interrompe la fase ribassista nel mercato dei bovini da macello. I vitelloni Charolaise confermano le quotazioni della settimana precedente, attestandosi a 4,47 €/kg sulla piazza di Mantova e a 4,56 €/kg su quella di Modena. Stabilità che interessa anche gli incroci nazionali e i capi di razza Limousine. In controtendenza i bovini da ristallo rilevati sulla piazza di Modena, che recuperano 5 centesimi portandosi a 5,35 €/kg. Le variazioni su base annua restano nel complesso positive, sebbene ormai contenute, ad eccezione dei bovini da ristallo, che continuano a evidenziare un ribasso (-3,9%).</p>
<p>Per quanto riguarda i bovini da latte, si conferma l’assenza di variazioni per le manze pezzate nere sulla piazza lombarda: le quotazioni restano ferme a 1.675 €/capo per i soggetti gravidi da 3 a 7 mesi e a 1.875 €/capo per quelli gravidi da oltre 7 mesi. Per entrambe le categorie il confronto con lo scorso anno rimane negativo. Nel comparto dei vitelli a carne bianca prevale la stabilità. I prezzi dei pezzati neri nazionali restano invariati sia sulla piazza di Mantova (7,22 €/kg) sia su quella emiliana (6,75 €/kg). Invariati anche i baliotti pezzati neri rilevati sulla piazza lombarda, mentre sulla piazza emiliana si registra una flessione di 5 centesimi per la categoria 45-55 kg.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">BOVINI VIVI (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,0%</td>
<td width="81">0,0%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Da allevamento da latte: capi iscritti al libro genealogico - Manze pezzate nere gravide oltre i 7 mesi - €/capo</td>
<td>1.850,00</td>
<td>-</td>
<td>1.900,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>-7,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Da allevamento da latte: capi iscritti al libro genealogico - Manze pezzate nere gravide da 3 a 7 mesi - €/capo</td>
<td>1.650,00</td>
<td>-</td>
<td>1.700,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>-8,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni charolaise (U2 - U3 - E2 - E3) da kg. 650 a kg. 700</td>
<td>4,45</td>
<td>-</td>
<td>4,49</td>
<td>0,0%</td>
<td>3,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni Limousine (U2 -U3 - E2 - E3) da Kg 600 a Kg. 650</td>
<td>4,90</td>
<td>-</td>
<td>4,93</td>
<td>0,0%</td>
<td>5,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni incroci naz. con tori pie blue belga 1^ da kg. 550 a kg. 650</td>
<td>4,00</td>
<td>-</td>
<td>4,10</td>
<td>0,0%</td>
<td>-12,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vacche da macello (a peso vivo) - Vacche di 1° qualità *(O2 - O3 - R2 - R3) - corrispondenti a classificazione CEE D. Lgs 286/94 e succ. modifiche</td>
<td>2,39</td>
<td>-</td>
<td>2,49</td>
<td>0,0%</td>
<td>-6,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli maschi pezzati neri - da 49 a 55 Kg.</td>
<td>5,20</td>
<td>-</td>
<td>5,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>4,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli maschi pezzati neri - da 56 a 65 Kg.</td>
<td>5,20</td>
<td>-</td>
<td>5,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>4,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli da carne bianca da 230 a 260 Kg. - Pezzati neri nazionali kg 230-260</td>
<td>7,17</td>
<td>-</td>
<td>7,27</td>
<td>0,0%</td>
<td>5,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Modena</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli baliotti da vita - Pezzati neri Kg. da 45 a 55</td>
<td>5,15</td>
<td>-</td>
<td>5,80</td>
<td>-0,9%</td>
<td>11,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Bovini maschi da ristallo - Charolaise ed incroci francesi Kg. 400</td>
<td>5,25</td>
<td>-</td>
<td>5,45</td>
<td>0,9%</td>
<td>-3,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Charolaise ed incroci francesi - qualità extra</td>
<td>4,52</td>
<td>-</td>
<td>4,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>2,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Limousine Extra Kg. 600-650</td>
<td>4,92</td>
<td>-</td>
<td>4,97</td>
<td>0,0%</td>
<td>8,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Incroci nazionali - 2° qualità</td>
<td>4,11</td>
<td>-</td>
<td>4,21</td>
<td>0,0%</td>
<td>2,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli da macello - peso morto - Pezzati neri nazionali</td>
<td>6,65</td>
<td>-</td>
<td>6,85</td>
<td>0,0%</td>
<td>-3,6%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">trend ultimi 12 mesi (Charolaise ed incroci francesi qualità extra - Modena)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Suini</h2>
<p>Frena la fase ribassista nel comparto dei suini, favorita da un progressivo riallineamento tra domanda e offerta. Nel circuito DOP, la CUN ha formulato per la categoria 156–200 kg un range di prezzo compreso tra 1,536 €/kg e 1,546 €/kg. Il valore massimo risulta in aumento di 0,5 centesimi rispetto alla seduta precedente, mentre il minimo arretra di 5 centesimi. Dinamica analoga anche nel circuito non-DOP, dove la stessa categoria è stata quotata tra 1,410 €/kg e 1,420 €/kg. Sul fronte europeo restano stabili le quotazioni delle carcasse tedesche e olandesi. I suini vivi spagnoli registrano invece un ulteriore rialzo di 1,5 centesimi, salendo a 1,290 €/kg, sostenuti da una domanda dei macelli che si mantiene elevata a fronte del fisiologico calo stagionale dell’offerta. In controtendenza il suino vivo belga, che perde 2 centesimi scendendo a 1,21 €/kg.</p>
<p>Dopo circa tre settimane di stabilità, torna il segno negativo nel comparto dei tagli di carne suina fresca. Il lombo Bologna e il lombo Padova cedono entrambi 20 centesimi, scendendo rispettivamente a 3,40 €/kg e 3,90 €/kg. Identica flessione per il busto con coppa, che arretra a 3,80 €/kg, mentre la coppa fresca con osso resta stabile a 4,30 €/kg. Tra gli altri tagli si segnala il calo della coscia fresca DOP, che perde 2 centesimi attestandosi a 5,20 €/kg. In flessione anche la pancetta fresca squadrata, che scende a 3,52 €/kg dai 3,60 €/kg della settimana precedente.</p>
<p>Restano invece invariati i listini della coscia fresca del circuito non tutelato e della spalla fresca. Nel confronto con lo scorso anno si accentuano i ribassi dei lombi, che raggiungono il -7% per il lombo Padova e il -13% per il lombo Bologna. Sul fronte europeo continua a prevalere una situazione di sostanziale stabilità, ad eccezione della piazza di Anderlecht, dove si registrano ribassi per carré, pancetta, prosciutto e spalla con osso. Le variazioni tendenziali restano generalmente negative, con i cali più marcati rilevati sulla piazza di Barcellona.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">SUINI (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">-0,9%</td>
<td width="81">-0,9%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">CUN Suini</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 90/115 kg</td>
<td>1,270</td>
<td>-</td>
<td>1,280</td>
<td>0,0%</td>
<td>-18,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 115/130 kg</td>
<td>1,285</td>
<td>-</td>
<td>1,295</td>
<td>0,0%</td>
<td>-18,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 130/138 kg</td>
<td>1,300</td>
<td>-</td>
<td>1,310</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 138/156 kg</td>
<td>1,330</td>
<td>-</td>
<td>1,340</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 138/156 kg</td>
<td>1,456</td>
<td>-</td>
<td>1,466</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 156/200 kg</td>
<td>1,410</td>
<td>-</td>
<td>1,420</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 156/200 kg</td>
<td>1,536</td>
<td>-</td>
<td>1,546</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 200/225 kg</td>
<td>1,360</td>
<td>-</td>
<td>1,370</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 200/225 kg</td>
<td>1,486</td>
<td>-</td>
<td>1,496</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">CUN Tagli</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Carrè senza coppa, senza fondello, senza costine (lombo Bologna)</td>
<td>3,400</td>
<td>-</td>
<td>3,400</td>
<td>-5,6%</td>
<td>-12,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Carrè senza coppa, senza fondello, con costine (lombo Padova)</td>
<td>3,900</td>
<td>-</td>
<td>3,900</td>
<td>-4,9%</td>
<td>-7,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Busto con coppa, senza fondello, con costine</td>
<td>3,800</td>
<td>-</td>
<td>3,800</td>
<td>-5,0%</td>
<td>-15,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coppa fresca con osso</td>
<td>4,300</td>
<td>-</td>
<td>4,300</td>
<td>0,0%</td>
<td>-18,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata da 10 a 12 kg (peso medio 11)</td>
<td>4,490</td>
<td>-</td>
<td>4,490</td>
<td>0,0%</td>
<td>-3,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata da 12 kg e oltre</td>
<td>4,500</td>
<td>-</td>
<td>4,500</td>
<td>0,0%</td>
<td>-2,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata per produzione tipica (senza piede) da 11,8 a 13,5 kg (peso medio 12,7)</td>
<td>5,200</td>
<td>-</td>
<td>5,200</td>
<td>-0,4%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata per produzione tipica (senza piede) da 13,5 a 18 kg (peso medio 15,8)</td>
<td>5,200</td>
<td>-</td>
<td>5,200</td>
<td>-0,4%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coppa fresca refilata da 2,5 kg e oltre</td>
<td>5,850</td>
<td>-</td>
<td>5,850</td>
<td>0,0%</td>
<td>-9,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Spalla fresca disossata e sgrassata da 5,5 kg e oltre</td>
<td>3,270</td>
<td>-</td>
<td>3,270</td>
<td>0,0%</td>
<td>-13,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560"></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">trend ultimi 12 mesi (Suini da macello Circuito tutelato 160/176 kg - CUN SUINI)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/listini-bmti-aumenta-prezzoburro-grana-padano-ora-stabili-bovini-suini/">Listini Bmti, aumenta il prezzo del burro e del Grana Padano, ora stabili bovini e suini</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/listini-bmti-aumenta-prezzoburro-grana-padano-ora-stabili-bovini-suini/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Assemblea  Montasio, tiene la produzione e sale il fatturato</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/assemblea-montasio-tiene-la-produzione-e-sale-il-fatturato/</link>
					<comments>https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/assemblea-montasio-tiene-la-produzione-e-sale-il-fatturato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[montasio]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://informatorezootecnico.edagricole.it/?p=20039903</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei programmi del Consorzio un ulteriore rafforzamento dell'export focalizzato sui mercati europei, ma anche nei mercati oltreoceano ad alto potenziale</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/assemblea-montasio-tiene-la-produzione-e-sale-il-fatturato/">Assemblea  Montasio, tiene la produzione e sale il fatturato</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Nei programmi del Consorzio un ulteriore rafforzamento dell'export focalizzato sui mercati europei, ma anche nei mercati oltreoceano ad alto potenziale<!-- nbmpe --></div>

<p>Produzione stabile e fatturato in crescita per il Montasio nel 2025. L’Assemblea dei soci del Consorzio ha dato  il via libera al bilancio 2025 e contestualmente ha nominato anche il nuovo Consiglio d’Amministrazione composto da nove consiglieri, di cui cinque rappresentanti dei produttori del Friuli e quattro del Veneto Orientale.</p><div id="infor-3704342327" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
<div id="sas_67408"></div>
<script type="application/javascript">
    sas.cmd.push(function() {
        sas.render("67408");  // Formato : Injection 1x1 1x1
    });
</script>
</div></div>
<p>La Dop nel 2025 ha raggiunto una produzione complessiva di 757.535 forme mantenendo sostanzialmente invariati i volumi rispetto all’anno precedente ma superando del 9% la programmazione del Piano produttivo iniziale.  Particolarmente significativa la performance del Prodotto della Montagna  che ha superato le 71.500 forme, in crescita del 5% e pari al 10% della produzione complessiva.</p><div id="infor-203577461" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
<div id="sas_87018"></div>
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    sas.cmd.push(function() {
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    });
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<p>Sul fronte economico il dato più rilevante riguarda l’incremento del prezzo medio del Montasio, cresciuto del 3%, indicatore che evidenzia la crescente capacità di valorizzare il prodotto e rafforzare il posizionamento nei segmenti a maggiore valore aggiunto.</p>
<h2>Nei primi mesi del 2026 produzione in crescita</h2>
<p>Il trend positivo trova conferma anche nei primi mesi del 2026 con una produzione che registra già una crescita superiore al 4%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</p>
<p>«Le prospettive restano positive grazie all’espansione dei mercati, al rafforzamento delle attività promozionali e a un programma di investimenti focalizzato su innovazione, sostenibilità e valorizzazione della qualità certificata – ha commentato il presidente del Consorzio del Montasio, <strong>Valentino Pivetta</strong> –. Il crescente interesse dei consumatori verso prodotti certificati, territoriali e di alta qualità conferma la validità delle strategie adottate dal Consorzio e dagli operatori della filiera».</p>
<figure id="attachment_20039907" aria-describedby="caption-attachment-20039907" style="width: 872px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20039907 size-full" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/VALENTINO-PIVETTA.jpg" alt="" width="872" height="671" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/VALENTINO-PIVETTA.jpg 872w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/VALENTINO-PIVETTA-300x231.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/VALENTINO-PIVETTA-520x400.jpg 520w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/VALENTINO-PIVETTA-768x591.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/VALENTINO-PIVETTA-696x536.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/VALENTINO-PIVETTA-546x420.jpg 546w" sizes="auto, (max-width: 872px) 100vw, 872px" /><figcaption id="caption-attachment-20039907" class="wp-caption-text">Valentino Pivetta, presidente del Consorzio del Montasio</figcaption></figure>
<p>Tra le direttrici di sviluppo più significative si conferma il canale Ho.Re.Ca. ritenuto strategico per intercettare nuovi target di consumo e rafforzare la presenza del Montasio Dop nella ristorazione contemporanea. In questo contesto si inserisce la recente collaborazione con <em>La Piadineria</em>, che nei tre mesi di campagna ha registrato il consumo di oltre 450 mila piadine nei 497 punti vendita coinvolti, offrendo un’importante opportunità di visibilità e avvicinamento al consumatore.</p>
<h2>Internazionalizzazione, avanti tutta</h2>
<p>Parallelamente, il Consorzio prosegue il proprio percorso di internazionalizzazione con investimenti promozionali nei mercati europei e in aree ad alto potenziale come Nord America, Canada, Giappone, Australia, attraverso attività di comunicazione e sviluppo commerciale.</p>
<p>Il Consorzio continuerà inoltre a investire in ricerca, sostenibilità e valorizzazione di un prodotto autentico e nutrizionalmente equilibrato capace di parlare alle nuove generazioni di consumatori senza perdere il legame profondo con il territorio e la tradizione. In questo contesto il formaggio Montasio Dop si inserisce a pieno titolo anche come alimento pienamente inseribile in una dieta sana ed equilibrata. A confermarlo è lo studio promosso dal Consorzio di tutela del Montasio in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, che ha portato alla definizione di piani alimentari e nutrizionali calibrati per differenti età e stili di vita: dai bambini agli anziani, fino agli sportivi e alle donne in gravidanza.</p>
<p>«Il Montasio si conferma così protagonista attento di un modello alimentare moderno, equilibrato e scientificamente validato – ha sottolineato il direttore del Consorzio di tutela, <strong>Renato Romanzin  –</strong>. Grazie alla collaborazione con l’Università di Udine abbiamo trasformato le evidenze scientifiche in strumenti concreti, sviluppando piani alimentari facilmente applicabili. Inoltre, la possibilità di inserire il Montasio Dop nei menu scolastici rappresenta un’opportunità rilevante sia dal punto nutrizionale sia educativo».</p>
<p>Il prossimo autunno rappresenterà inoltre una tappa storica per il Consorzio e per l’intero comparto lattiero-caseario del Friuli: ricorreranno i quarant’anni dalla produzione della prima forma di formaggio Montasio certificata. Un anniversario significativo che renderà omaggio alla figura di <strong>Salvino Braidot</strong>, vero profeta e mentore del sistema lattiero caseario friulano dai primi anni del Novecento fino agli anni Sessanta, il cui lavoro e contributo hanno lasciato un segno profondo e duraturo per tutto il settore lattiero-caseario del Montasio friulano.</p>





	

 
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		<title>L’epigenetica traccia il nuovo identikit dei ruminanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Della Giovampaola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<category><![CDATA[Fedana]]></category>
		<category><![CDATA[Genetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal progetto “Cometa” alle applicazioni pratiche in stalla: ricercatori e associazioni allevatoriali a confronto sul futuro della selezione. Al centro del dibattito, l’interazione tra Dna e ambiente per contrastare lo stress termico e valorizzare il legame con il territorio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Dal progetto “Cometa” alle applicazioni pratiche in stalla: ricercatori e associazioni allevatoriali a confronto sul futuro della selezione. Al centro del dibattito, l’interazione tra Dna e ambiente per contrastare lo stress termico e valorizzare il legame con il territorio<!-- nbmpe --></div>

<h4>Accesso riservato</h4>



	<div class="vc_row wpb_row td-pb-row mpc-row"><div class="wpb_column vc_column_container td-pb-span12 mpc-column" data-column-id="mpc_column-786a352028a757b"><div class="vc_column-inner "><div class="wpb_wrapper">
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		<title>Consorzi di tutela, varato il nuovo Dm per rafforzare Dop e Igp</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 16:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Baldrighi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Dm Consorzi]]></category>
		<category><![CDATA[dop e igp]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento Ue 1143 del 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prevista anche la possibilità di costituire un unico Consorzio per più Dop e Igp</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Prevista anche la possibilità di costituire un unico Consorzio per più Dop e Igp<!-- nbmpe --></div>

<p>Il sistema italiano delle Indicazioni geografiche (Ig) compie un importante passo avanti: con il nuovo decreto ministeriale adottato dal ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste in attuazione del Regolamento europeo 1143 del 2024 (vedi qui <a href="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/MASAF-2026-0264637-MASAF-2026-0257501-Allegato-12_DMconsorziagro_2026cxdocx_030606DEF__signed.pdf">MASAF-2026-0264637-MASAF-2026-0257501-Allegato-12_DMconsorziagro_2026cxdocx_030606DEF__signed</a>) vengono, infatti, ridefinite funzioni, strumenti e governance dei Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp, rafforzandone il ruolo strategico all’interno delle filiere</p><div id="infor-3074345186" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>A sottolinearne l’importanza è Origin Italia, l’associazione che rappresenta i Consorzi di tutela italiani, che accoglie con soddisfazione il decreto definendolo uno dei principali pilastri nazionali di applicazione della nuova normativa europea. Secondo Origin Italia il decreto rappresenta un passaggio fondamentale per il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane e consente di rilanciare strategicamente il comparto, riconoscendo ai Consorzi una funzione sempre più ampia che va oltre le tradizionali attività di promozione e vigilanza.</p><div id="infor-2053139539" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Ai Consorzi viene infatti attribuito un ruolo centrale nella gestione complessiva delle denominazioni, nella tutela della reputazione dei prodotti, nella valorizzazione dei territori, nelle politiche di sostenibilità, nel turismo e nella regolazione dell’offerta.</p>
<p>Tra gli aspetti più significativi del provvedimento figura l’aggiornamento dei criteri di riconoscimento dei Consorzi, interpretati in maniera più moderna e flessibile per adattarsi alle diverse realtà produttive, territoriali e organizzative delle filiere Dop e Igp italiane. Una novità considerata essenziale soprattutto per le denominazioni di minori dimensioni, che potranno così dotarsi di strumenti di rappresentanza più efficaci.</p>
<p>«Con questo decreto – ha sottolineato <strong>Cesare Baldrighi</strong>, presidente di Origin Italia – si compie un passaggio decisivo nell’attuazione nazionale del Regolamento Ue 1143 del 2024. Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche ha bisogno di Consorzi forti, riconosciuti, rappresentativi e dotati di funzioni moderne per garantire la qualità agroalimentare. Un ringraziamento per il lavoro svolto al ministro Francesco Lollobrigida, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e in particolare al Dipartimento della Qualità».</p>
<h2>Possibile un solo Consorzio per più Ig</h2>
<p>Particolarmente rilevante è anche la possibilità di costituire un unico Consorzio per più Ig, anche appartenenti a filiere differenti. Una scelta che punta a favorire l’aggregazione tra produttori e operatori, superando frammentazioni storiche e creando strutture consortili più solide, efficienti e stabili, pur mantenendo l’autonomia decisionale delle singole denominazioni.</p>
<p>Il decreto aggiorna inoltre le norme statutarie di riferimento, definendo con maggiore chiarezza i criteri di rappresentanza delle diverse categorie produttive negli organi sociali e rafforzando i principi di trasparenza, equilibrio e partecipazione.</p>
<h2>Più competenze su tutela, mercati e web</h2>
<p>Uno degli aspetti più qualificanti del provvedimento è il pieno recepimento delle nuove funzioni attribuite dal Regolamento Ue ai gruppi di produttori riconosciuti. I Consorzi vengono confermati come soggetti centrali per la promozione, la valorizzazione, la vigilanza e la tutela giuridica delle denominazioni, con competenze rafforzate anche in materia di proprietà intellettuale, monitoraggio dei mercati e contrasto agli utilizzi illeciti, compresi quelli online.</p>
<p>Tra le nuove attribuzioni rientra anche la gestione dell’utilizzo delle denominazioni nei prodotti composti, elaborati o trasformati, attraverso il rilascio delle autorizzazioni e la tenuta degli elenchi degli operatori autorizzati.</p>
<h2>Sostenibilità e turismo entrano nel sistema</h2>
<p>Il decreto introduce inoltre in modo organico nuove competenze in materia di sostenibilità e turismo legato alle Ig. I Consorzi potranno infatti promuovere iniziative ambientali, sociali ed economiche coerenti con i disciplinari di produzione e con i territori di riferimento, oltre a definire linee guida per lo sviluppo del turismo enogastronomico collegato alle Dop e alle Igp.</p>
<p>Un altro capitolo riguarda la regolazione dell’offerta. Il provvedimento disciplina la possibilità di proporre misure temporanee finalizzate a migliorare la programmazione produttiva, l’equilibrio dei mercati, la valorizzazione delle produzioni e la trasparenza del sistema di offerta, nel rispetto delle norme europee sulla concorrenza.</p>
<p>Origin Italia ha inoltre confermato il proprio impegno ad accompagnare i Consorzi nella fase di adeguamento alle nuove disposizioni ministeriali, soprattutto in vista delle scadenze previste per l’aggiornamento degli statuti e della documentazione.</p>
<h2>Beduschi: «Le Ig sono strumenti di sviluppo»</h2>
<p>Positivo anche il giudizio di Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia e presidente di Arepo, l’Associazione delle regioni europee per i prodotti d’origine. «Accolgo con grande favore questo provvedimento, che riconosce ai Consorzi un ruolo sempre più centrale nella difesa e nella valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari» afferma Beduschi.</p>
<p>«Con questo decreto – aggiunge – le Ig vengono finalmente riconosciute per ciò che sono: non semplici marchi di qualità, ma autentici strumenti di sviluppo economico territoriale. I Consorzi non saranno più soltanto organismi di controllo e promozione, ma soggetti sempre più protagonisti nella governance delle filiere, nella programmazione strategica e nella valorizzazione del legame tra prodotto, territorio e comunità».</p>
<p>L’assessore ha ricordato, inoltre, che il 15 e 16 ottobre Mantova ospiterà l’Assemblea generale di Arepo. «Sarà un’occasione importante per confrontarsi sul futuro delle Indicazioni Geografiche e per mostrare come qualità, identità territoriale, innovazione e competitività possano continuare a generare valore, occupazione e sviluppo sostenibile per le nostre comunità».</p>
<h2>Una Dop economy da 20,7 miliardi</h2>
<p>Il sistema italiano delle Ig continua, intanto, a rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare. La Dop economy nazionale vale oggi 20,7 miliardi di euro alla produzione, mentre l’export delle produzioni certificate ha superato nel 2024 i 12 miliardi di euro. L’Italia mantiene inoltre il primato europeo per numero di prodotti Dop e Igp riconosciuti.</p>
<p>In questo scenario la Lombardia si conferma tra le regioni leader del settore. Nel 2024 la Dop economy lombarda ha raggiunto un valore di 2,9 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente, grazie all’attività di oltre 8.200 operatori e a un patrimonio costituito da 75 prodotti certificati tra Dop, Igp e Stg.</p>
<p>A trainare il comparto è il settore lattiero-caseario, che supera i 2 miliardi di euro di valore e rappresenta circa il 70% dell’intera Dop economy regionale, confermando la Lombardia come prima regione italiana per valore delle produzioni casearie certificate.</p>
<h2>AICoT: «Inizia una nuova fase»</h2>
<p>Favorevole anche il giudizio di AICoT, l’Associazione italiana Consorzi di tutela: «Questo provvedimento segna l’inizio di una nuova fase per il mondo delle Ig – ha affermato il vicepresidente <strong>Emilio Ferrara</strong> –. «I Consorzi di tutela vedono finalmente riconosciuto e rafforzato il loro ruolo strategico non solo nella difesa delle denominazioni, ma anche nella crescita economica delle filiere, nella promozione dei territori e nella tutela del patrimonio agroalimentare italiano sui mercati internazionali».</p>
<p>Ferrara hafatto notare, inoltre, il rafforzamento degli strumenti di vigilanza e di contrasto agli utilizzi impropri delle denominazioni: «La protezione delle Dop e delle Igp oggi si gioca anche online. Disporre di strumenti più efficaci per contrastare imitazioni, evocazioni e utilizzi scorretti delle denominazioni significa difendere produttori, consumatori e reputazione delle nostre eccellenze».</p>
<p>Sul fronte della sostenibilità e del turismo aggiunge: «Le Dop e le Igp non rappresentano soltanto prodotti di qualità. Sono espressione di comunità, tradizioni, paesaggi e competenze che generano valore diffuso. Il decreto riconosce questa funzione e offre ai Consorzi strumenti più adeguati per accompagnare lo sviluppo dei territori».</p>
<h2>Confeuro: «Più aggregazione e competitività»</h2>
<p>«Accogliamo con favore – ha fatto sapere il presidente nazionale di Confeuro, <strong>Andrea Tiso</strong> – il nuovo decreto firmato dal ministro Lollobrigida per il rafforzamento dei Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp» dichiara .</p>
<p>Secondo Confeuro il provvedimento introduce elementi innovativi e strategici per il futuro delle Ig italiane, a partire dal rafforzamento delle attività di tutela e vigilanza, dal sostegno alla regolazione dell’offerta e dalle misure dedicate alla promozione dei territori e del turismo legato alle eccellenze agroalimentari.</p>
<p>Particolarmente apprezzata è la possibilità di favorire l’aggregazione all’interno di strutture consortili più forti, coinvolgendo imprese agricole impegnate nella produzione di diverse Indicazioni Geografiche anche appartenenti a filiere differenti.</p>
<p>«Aggregare competenze, risorse e progettualità significa aumentare la capacità di investimento, rafforzare la rappresentanza dei produttori, sviluppare strategie comuni di valorizzazione e migliorare la presenza sui mercati nazionali e internazionali anche dei prodotti tipici di nicchia» osserva Tiso.</p>
<p>«Da una parte il decreto certifica e rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela, dall’altra introduce nuovi strumenti capaci di accompagnare le filiere verso modelli più moderni, sostenibili e integrati, con benefici che possono estendersi all’intero sistema produttivo e ai territori rurali».</p>





	

 
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		<title>Riconferma per Antonio Auricchio alla guida del Consorzio del Gorgonzola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 16:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Poltrone]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Auricchio]]></category>
		<category><![CDATA[CdA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio del Gorgonzola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riconfermati anche i vicepresidenti Fabio Leonardi  e Chiara Gelmini</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Riconfermati anche i vicepresidenti Fabio Leonardi  e Chiara Gelmini<!-- nbmpe --></div>

<p><strong>Antonio Auricchio</strong> è stato riconfermato alla presidenza del Consorzio per la tutela del  Gorgonzola. Per la prima volta il mandato del presidente avrà la durata di quattro anni e non più tre.</p><div id="infor-3622896357" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione riunitosi a Novara, nella sede del Consorzio, che lo ha eletto nell'ambito delle nuove cariche sociali. Riconfermati anche i vicepresidenti <strong>Fabio Leonardi </strong>(Igor srL) e<strong> Chiara Gelmini </strong>(Gelmini Carlo SrL).</p><div id="infor-928609436" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>«Ringrazio il CdA per questa conferma per me molto importante - ha commentato Auricchio - perché vuol dire che, oltre ad aver ricevuto tanto, forse sono riuscito anche io a dare il mio contributo in questi anni. Parliamo di un formaggio storico e di una produzione centrale nel ricchissimo paniere dei formaggi italiani certificati. Per questo motivo abbiamo voluto equiparare la durata della carica di Presidente a quella di Consorzi altrettanto importanti».</p>
<p>«Siamo un Consorzio molto ben strutturato e porterò avanti il mio incarico come un buon padre di famiglia - ha detto Auricchio - che ha la responsabilità di far crescere sempre più, insieme al CdA, un prodotto molto amato. Rafforzeremo sempre più la nostra visione internazionale. Anche le prossime campagne, che sicuramente confermeranno il mezzo televisivo, saranno veicolate anche sulla nostra piattaforma online che parla ben undici lingue. Possiamo far ancor meglio sul mercato interno, al momento un po’ sonnolento, e c’è tanto da fare anche all’estero, consolidando la presenza del Gorgonzola Dop in Spagna, Francia e Polonia e aprendoci sempre più a mercati più lontani, ma altrettanto interessanti come quelli dell’Estremo Oriente».</p>
<p><strong><em> </em></strong>Cremonese, classe 1953, Antonio Auricchio è presidente della Gennaro Auricchio SpA., di cui fa parte anche il marchio Giovanni Colombo che produce Gorgonzola Dop.</p>
<p>E’ da cinque anni alla guida di Afidop (Associazione Formaggi Italiani Dop) e Vicepresidente Assolatte. Oltre all’impegno nel lattiero-caseario, settore in cui è cresciuto, e ai reportage fotografici, da sempre si dedica al volontariato a favore di chi necessita aiuto.</p>
<h2>I componenti del Consiglio di Amministrazione</h2>
<p><strong>Giorgio Andreatta</strong> (Granarolo SpA), <strong>Marco Arrigon</strong>i (Arrigoni Battista S.p.A.), <strong>Maria Teresa Baruffaldi</strong> (Eredi Baruffaldi S.r.l.), <strong>Nicoletta Bassi</strong> (Bassi S.p.A.), <strong>Manrico Defendi</strong> (Cas. Defendi S.r.l.), <strong>Chiara Gelmini (</strong>Gelmini Carlo S.r.l.), <strong>Renato Invernizzi</strong> (Si Invernizzi S.r.l.), <strong>Alessandro La Malfa</strong> (Nuova Castelli S.p.A), <strong>Nicoletta Merlo</strong> (Mauri Emilio S.p.a.), <strong>Michele Falzetta</strong> (F.lli Oioli SrL), <strong>Manuel Porta</strong> (Biraghi S.p.A),<strong> Fiorenzo Rossino</strong> (Latteria Soc. Cameri).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>





	

 
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		<title>Martino Cassandro entra nel Board di Icar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Orsetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flash news]]></category>
		<category><![CDATA[Aia]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea generale di Icar]]></category>
		<category><![CDATA[board]]></category>
		<category><![CDATA[Icar]]></category>
		<category><![CDATA[Martino Cassandro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei sistemi di raccolta dati, gestiti in Italia dall'Aia, la registrazione (recording) e la successiva ricodifica (recoding) dei dati avvengono per obiettivi precisi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Nei sistemi di raccolta dati, gestiti in Italia dall'Aia, la registrazione (recording) e la successiva ricodifica (recoding) dei dati avvengono per obiettivi precisi<!-- nbmpe --></div>

<p><strong>Martino Cassandro</strong> è entrato nel board internazionale di Icar (International committee for animal recording). Lo ha eletto  l’Assemblea generale dello stesso Comitato internazionale che si è riunita per la 75esima edizione a Verona lo scorso 3 giugno.</p><div id="infor-1056752506" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>La candidatura di Cassandro è stata sostenuta dall'Aia quale membro fondatore dell'Icar sin dal 9 marzo 1951, data di costituzione dell’International Committee for Animal Recording (Icar), ovvero l'organismo internazionale per il controllo degli animali da allevamento, e fa riferimento alle procedure standard di <strong>registrazione </strong>e <strong>ricodifica </strong>dei dati zootecnici.</p><div id="infor-888717050" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Nei sistemi di gestione zootecnica e nei controlli funzionali, oggi chiamati raccolta dati, gestiti in Italia dall'Aia, la registrazione (recording) e la successiva ricodifica (recoding) dei dati avvengono per scopi specifici.</p>
<h2>Standardizzazione internazionale</h2>
<p><strong> </strong>L'Icar stabilisce linee guida globali per la raccolta dei dati zootecnici (es. quantità di latte, parametri di accrescimento, genetica). La ricodifica assicura che le informazioni registrate in diverse nazioni o con sensori diversi vengano "tradotte" in un formato standard per le valutazioni genetiche globali. Tali standard Icar sono riconosciuti dalla normativa europea n. 1012 del 2016 e da quella nazionale con il D. Lgs. N. 52 del 2018.</p>
<h2>Controllo dei dispositivi</h2>
<p>L'Icar accredita i Test Centre per verificare che i robot di mungitura e i sensori registrino correttamente i dati e li ricodifichino in parametri leggibili nei database ufficiali.</p>
<p>La candidatura e la nomina di. Cassandro nel board di Icar riflettono la convinzione condivisa che l'Icar trarrà beneficio dalla presenza in seno al Consiglio di un membro in grado di coniugare eccellenza scientifica, esperienza istituzionale e una comprensione diretta delle esigenze concrete degli allevatori, delle organizzazioni di registrazione e delle associazioni di razza.</p>
<p>Cassandro è direttore esecutivo dell'Anafibj (Associazione nazionale allevatori di razza Frisona, Bruna e Jersey italiana). È inoltre direttore tecnico della Fedana (Federazione Italiana delle associazioni nazionali di razze e specie), e professore ordinario di Zootecnia e produzione animale presso l'Università di Padova.</p>





	

 
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		<title>Zootecnia di montagna, da Regione Lombardia 2,5 milioni per malghe e alpeggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Orsetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flash news]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Beduschi]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[zootecnia di Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disponibili contributi fino al 90% per costruzioni, ristrutturazioni, energie rinnovabili, digitalizzazione e recupero del patrimonio rurale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/zootecnia-montagna-regione-lombardia-25-milioni-malghe-alpeggi/">Zootecnia di montagna, da Regione Lombardia 2,5 milioni per malghe e alpeggi</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Disponibili contributi fino al 90% per costruzioni, ristrutturazioni, energie rinnovabili, digitalizzazione e recupero del patrimonio rurale.<!-- nbmpe --></div>

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<p data-start="336" data-end="656">La Regione Lombardia investe sulla zootecnia di montagna con un nuovo <strong>bando da 2,5 milioni di euro</strong> del Csr destinato a sostenere la costruzione e l'ammodernamento di allevamenti, stalle, malghe e alpeggi nelle aree montane del territorio regionale. Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10 del 7 luglio 2026.</p><div id="infor-2331287566" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p data-start="658" data-end="989">L'iniziativa è rivolta agli enti pubblici proprietari di strutture a uso zootecnico situate nei comuni montani e punta a rafforzare la competitività delle aziende agricole che operano in territori spesso caratterizzati da condizioni produttive più difficili ma fondamentali per la tutela ambientale e la salvaguardia del paesaggio.</p><div id="infor-4277898877" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p data-start="991" data-end="1520">«L'agricoltura di montagna è molto più di un'attività economica – ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura <strong>Alessandro Beduschi</strong> – è tutela del paesaggio e presidio del territorio altrimenti a rischio abbandono. Con questo bando investiamo concretamente nelle malghe e negli alpeggi, riconoscendo il valore strategico di chi sceglie di restare e lavorare in montagna. Vogliamo che queste strutture siano sempre più moderne e competitive, perché il futuro dell'agricoltura lombarda passa anche, e soprattutto, dalla montagna».</p>
<h3 data-section-id="11690ea" data-start="1522" data-end="1552">Gli obiettivi della misura</h3>
<p data-start="1554" data-end="1955">Il bando è finalizzato al potenziamento e allo sviluppo delle aziende agricole zootecniche delle aree montane lombarde. Tra gli obiettivi figurano il miglioramento della produttività degli impianti, lo sviluppo delle filiere legate alla trasformazione, conservazione, commercializzazione e vendita diretta dei prodotti agricoli, l'efficientamento energetico delle strutture e la loro digitalizzazione.</p>
<p data-start="1957" data-end="2157">Particolare attenzione viene inoltre riservata al recupero del patrimonio edilizio storico montano, come maggenghi, alpi e malghe, e alla valorizzazione della multifunzionalità delle aziende agricole.</p>
<h3 data-section-id="sukzql" data-start="2159" data-end="2182">Chi può partecipare</h3>
<p data-start="2184" data-end="2480">Possono presentare domanda i soggetti pubblici proprietari di terreni agricoli e fabbricati a uso zootecnico in montagna. Tra i beneficiari rientrano Province, Comuni, Comunità montane, Università, Parchi nazionali, enti gestori di aree naturali protette ed enti sanitari pubblici.</p>
<p data-start="2482" data-end="2619">La dotazione finanziaria è suddivisa in 1 milione di euro per il 2027 e 1,5 milioni per il 2028.</p>
<h3 data-section-id="1ykfg6m" data-start="2621" data-end="2647">Contributi fino al 90%</h3>
<p data-start="2649" data-end="2997">I contributi saranno concessi a fondo perduto. L'intensità dell'aiuto potrà raggiungere il 90% della spesa ammessa per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, per le Comunità montane e per gli enti gestori di aree protette e siti Natura 2000. Per gli altri soggetti beneficiari il sostegno potrà coprire fino al 50% delle spese ammissibili.</p>
<p data-start="2999" data-end="3205">I progetti dovranno prevedere investimenti compresi tra un minimo di 50.000 euro e un massimo di 400.000 euro. Almeno 30.000 euro dovranno essere destinati agli interventi relativi alla produzione primaria.</p>
<h3 data-section-id="47iicw" data-start="3207" data-end="3232">Le opere finanziabili</h3>
<p data-start="3234" data-end="3508">Gli interventi ammissibili comprendono la nuova costruzione e la ristrutturazione di edifici rurali e stalle, le opere di efficientamento energetico e l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, idroelettrico e biomasse.</p>
<p data-start="3510" data-end="3758">Tra le spese finanziabili rientrano anche la realizzazione di reti idriche, il miglioramento della connettività digitale nelle aree di alpeggio e malga e il recupero di fabbricati storici da valorizzare per finalità culturali o di pubblica utilità.</p>
<p data-start="3760" data-end="4104">I progetti saranno classificati in due categorie: la tipologia A, relativa agli interventi per la produzione primaria, e la tipologia B, riguardante trasformazione, commercializzazione e vendita diretta. La presenza di entrambe le tipologie all'interno dello stesso progetto rappresenterà uno degli elementi premianti nella fase di valutazione.</p>
<p data-start="4106" data-end="4499" data-is-last-node="" data-is-only-node="">«Questo bando – conclude Beduschi – è una risposta concreta alla necessità di non lasciare soli i nostri agricoltori montani nella sfida della modernizzazione. Un Comune piccolo, una Comunità montana, un Parco che investe nella propria zootecnia eroica con il sostegno di Regione Lombardia sta promuovendo un modello di sviluppo rurale che è alternativo all'abbandono e alla cementificazione».</p>
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		<title>Bmti prezzi, ancora su il latte spot e il burro, giù bovini e suini.  Stabili i formaggi</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/bmti-prezzi-ancora-su-latte-spot-burro-giu-bovini-suini-stabili-formaggi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[bovini]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[Grana Padano]]></category>
		<category><![CDATA[latte spot]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino romano]]></category>
		<category><![CDATA[Suini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua a recuperare il prezzo del latte spot e sale ancora il burro. Riflettori anche su Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, bovini da macello e suini</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/bmti-prezzi-ancora-su-latte-spot-burro-giu-bovini-suini-stabili-formaggi/">Bmti prezzi, ancora su il latte spot e il burro, giù bovini e suini.  Stabili i formaggi</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Continua a recuperare il prezzo del latte spot e sale ancora il burro. Riflettori anche su Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, bovini da macello e suini<!-- nbmpe --></div>

<p>Prosegue la fase rialzista nel mercato del latte spot. Le rilevazioni delle Camere di Commercio e delle Borse merci, rielaborate dalla Bmti (Borsa merci telematica italiana), indicano, dal 25 al 30 maggio 2026, che sulla piazza di Milano le quotazioni si portano a 352,5 €/t, in aumento di 27,5 €/t rispetto alla settimana precedente.</p><div id="infor-1747395873" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>I prezzi restano più bassi rispetto allo scorso anno sebbene la variazione si sia ridotta ulteriormente, scendendo sotto la soglia del -40%. Incremento più marcato sulla piazza di Verona, dove il latte spot raggiunge i 370 €/t.</p><div id="infor-1411705015" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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    });
</script>
</div></div>
<p>Si amplia al contempo il differenziale tra il prodotto nazionale e il latte di provenienza estera quotato sulla piazza di Milano: il prodotto tedesco si colloca sotto i 65 €/t, mentre quello francese evidenzia uno scarto negativo di 87,5 €/t.</p>
<p>In crescita il latte biologico, quotato 505 €/t sulla piazza di Milano e 660 €/t su quella di Verona.  Stabili, infine, i listini del siero di latte sulla piazza di Verona, con il prodotto destinato all’uso industriale refrigerato fermo a 26,5 €/t, valore che non si osservava dal giugno 2022, e quello destinato all’uso zootecnico che si mantiene sugli 8 €/t.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">LATTE (prezzi in €/t)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+9,6%</td>
<td width="81">9,6%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Nazionale Crudo</td>
<td>340,00</td>
<td>-</td>
<td>365,00</td>
<td>8,5%</td>
<td>-38,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Bovino Biologico</td>
<td>500,00</td>
<td>-</td>
<td>510,00</td>
<td>3,1%</td>
<td>-24,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Pastorizzato Francese - 3,6% di grasso peso volume</td>
<td>255,00</td>
<td>-</td>
<td>275,00</td>
<td>9,3%</td>
<td>-48,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Pastorizzato Tedesco - 3,6% di grasso peso volume</td>
<td>275,00</td>
<td>-</td>
<td>300,00</td>
<td>8,5%</td>
<td>-46,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Scremato 0,03</td>
<td>145,00</td>
<td>-</td>
<td>165,00</td>
<td>17,0%</td>
<td>-22,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Spot Nazionale Crudo - In cisterna</td>
<td>360,00</td>
<td>-</td>
<td>380,00</td>
<td>8,8%</td>
<td>-35,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Estero Titolato 3,5% M.G. prov. Germania - Austria - In cisterna</td>
<td>295,00</td>
<td>-</td>
<td>305,00</td>
<td>9,1%</td>
<td>-43,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Latte Magro Pastorizzato tipo 0,03 M.G. - In cisterna</td>
<td>160,00</td>
<td>-</td>
<td>170,00</td>
<td>32,0%</td>
<td>-23,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Siero di latte per uso industriale raffreddato (FP)</td>
<td>26,00</td>
<td>-</td>
<td>27,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>65,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Siero di latte per uso zootecnico (FP)</td>
<td>7,50</td>
<td>-</td>
<td>8,50</td>
<td>0,0%</td>
<td>-5,9%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Latte nazionale crudo - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Burro/crema di latte</h2>
<p>Inversione di segno nel comparto delle materie grasse, con i primi segnali di recupero osservati sulle principali piazze nazionali. Sulla piazza di Milano il burro pastorizzato torna a salire, portandosi a 2,03 €/kg dai 2,00 €/kg della settimana precedente. La flessione su base annua resta tuttavia marcata, mantenendosi oltre il -60%. Segno “più” anche sulle piazze di Mantova e Cremona, dove il burro pastorizzato recupera 5 centesimi settimanali, attestandosi a 2,30 €/kg. In rialzo anche lo zangolato e la crema di latte, che guadagnano rispettivamente 3 e 12 centesimi, salendo a 1,83 €/kg e 1,76 €/kg sulla piazza di Milano. Tra gli altri prodotti del comparto, sulla piazza di Verona la panna di centrifuga nazionale sale a 1.850 €/t, mentre il prodotto di origine comunitaria raggiunge 1.700 €/t. Sul fronte europeo prevale una situazione di sostanziale stabilità, con il burro di Kempten, il Verse Boter olandese e il prodotto francese che restano tutti al di sotto della soglia dei 4 €/kg.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">BURRO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+4,1%</td>
<td width="81">4,1%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Cremona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro pastorizzato</td>
<td>3,55</td>
<td>-</td>
<td>3,55</td>
<td>1,4%</td>
<td>-48,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro mantovano fresco classificazione CEE</td>
<td>4,00</td>
<td>-</td>
<td>4,00</td>
<td>1,3%</td>
<td>-43,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro mantovano pastorizzato</td>
<td>2,30</td>
<td>-</td>
<td>2,30</td>
<td>2,2%</td>
<td>-57,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Zangolato di creme fresche per la burrificazione</td>
<td>2,10</td>
<td>-</td>
<td>2,10</td>
<td>2,4%</td>
<td>-59,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Crema di latte - 40% di sostanza grassa - €/kg</td>
<td>1,68</td>
<td>-</td>
<td>1,68</td>
<td>7,7%</td>
<td>-50,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Crema di latte italiana - 40% di sostanza grassa - €/kg</td>
<td>1,76</td>
<td>-</td>
<td>1,76</td>
<td>7,3%</td>
<td>-48,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro di centrifuga</td>
<td>3,98</td>
<td>-</td>
<td>3,98</td>
<td>0,8%</td>
<td>-45,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro pastorizzato - (comprensivo di premi quali-quantitativi, oneri di raccolta e provvigioni)</td>
<td>2,03</td>
<td>-</td>
<td>2,03</td>
<td>1,5%</td>
<td>-61,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Burro prodotto con crema di latte sottoposta a centrifugazione e pastorizzazione</td>
<td>3,83</td>
<td>-</td>
<td>3,83</td>
<td>0,8%</td>
<td>-46,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Zangolato di creme fresche per la burrificazione - (al netto dei premi quali quantitativi, oneri trasporti e provvigioni)</td>
<td>1,83</td>
<td>-</td>
<td>1,83</td>
<td>1,7%</td>
<td>-64,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Panna di centrifuga 40% M.G. (nazionale) - In cisterna</td>
<td>1.800</td>
<td>-</td>
<td>1.900</td>
<td>12,1%</td>
<td>-45,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Panna di centrifuga 40% M.G. (UE) - In cisterna</td>
<td>1.650</td>
<td>-</td>
<td>1.750</td>
<td>9,7%</td>
<td>-49,3%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Burro pastorizzato - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Grana Padano</h2>
<p>Nel mercato del Grana Padano permane una situazione di sostanziale equilibrio. Sulla piazza di Milano, la quotazione dello stagionato 9 mesi resta stabile a 9,30 €/kg, valore inferiore del -15% rispetto allo scorso anno. Quadro invariato anche sulle piazze di Cremona e Verona. In controtendenza la piazza di Mantova, dove si registrano ulteriori rialzi di 5 centesimi su tutte le stagionature. Sul mercato europeo si osserva un calo per il Gouda (-2,6%), mentre Cheddar ed Edam mostrano una sostanziale stabilità, pur mantenendosi sotto la soglia dei 4 €/kg.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">GRANA PADANO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,2%</td>
<td width="81">0,2%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Cremona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 9 mesi</td>
<td>9,20</td>
<td>-</td>
<td>9,35</td>
<td>0,0%</td>
<td>-15,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre i 15 mesi</td>
<td>11,15</td>
<td>-</td>
<td>11,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>-9,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura tra i 12 e i 15 mesi</td>
<td>9,90</td>
<td>-</td>
<td>10,50</td>
<td>0,0%</td>
<td>-13,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano con bollo provvisorio di origine del Grana Padano -Stagionatura tra i 60 e i 90 giorni fuori sale</td>
<td>7,95</td>
<td>-</td>
<td>8,20</td>
<td>0,6%</td>
<td>-17,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana Padano stagionatura di 14 mesi e oltre</td>
<td>10,55</td>
<td>-</td>
<td>10,75</td>
<td>0,5%</td>
<td>-11,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 10 mesi e oltre</td>
<td>9,20</td>
<td>-</td>
<td>9,40</td>
<td>0,5%</td>
<td>-15,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 20 mesi e oltre</td>
<td>11,45</td>
<td>-</td>
<td>11,65</td>
<td>0,4%</td>
<td>-10,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura 60-90 g.g. fuori sale</td>
<td>7,20</td>
<td>-</td>
<td>7,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>-18,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 16 mesi e oltre</td>
<td>10,60</td>
<td>-</td>
<td>10,85</td>
<td>0,0%</td>
<td>-12,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura di 9 mesi e oltre</td>
<td>9,25</td>
<td>-</td>
<td>9,35</td>
<td>0,0%</td>
<td>-14,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Verona</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura 10/12 mesi</td>
<td>9,30</td>
<td>-</td>
<td>9,40</td>
<td>0,0%</td>
<td>-15,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre 15 mesi</td>
<td>10,20</td>
<td>-</td>
<td>10,50</td>
<td>0,0%</td>
<td>-15,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Grana padano stagionatura oltre 20 mesi</td>
<td>11,00</td>
<td>-</td>
<td>11,10</td>
<td>0,0%</td>
<td>-15,0%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Grana Padano stagionatura di 9 mesi e oltre - Milano-Monza-Brianza-Lodi)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Parmigiano Reggiano</h2>
<p>Prosegue la stabilità per il mercato del Parmigiano Reggiano presso la piazza di Parma. Le quotazioni del 12 mesi restano ferme a 15,08 €/kg, mentre il 24 mesi continua a essere scambiato a 17,63 €/kg, mantenendosi su livelli superiori di circa il +15% rispetto allo scorso anno. Dinamica simile per le altre stagionature e sulle principali piazze di scambio, dove non emergono variazioni rispetto alla settimana precedente.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">PARMIGIANO REGGIANO (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">+0,0%</td>
<td width="81">0,0%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura di 12 mesi e oltre</td>
<td>15,00</td>
<td>-</td>
<td>15,20</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino 18 mesi e oltre</td>
<td>16,25</td>
<td>-</td>
<td>16,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>18,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino a 24 mesi e oltre</td>
<td>17,85</td>
<td>-</td>
<td>18,15</td>
<td>0,0%</td>
<td>18,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Stagionatura fino a 30 mesi e oltre</td>
<td>18,45</td>
<td>-</td>
<td>18,90</td>
<td>0,0%</td>
<td>17,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Milano-Monza-Brianza-Lodi (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura di 12 mesi e oltre</td>
<td>14,85</td>
<td>-</td>
<td>15,10</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 18 mesi e oltre</td>
<td>16,60</td>
<td>-</td>
<td>16,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 24 mesi e oltre</td>
<td>17,60</td>
<td>-</td>
<td>18,05</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">stagionatura 30 mesi e oltre</td>
<td>18,75</td>
<td>-</td>
<td>19,20</td>
<td>0,0%</td>
<td>17,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Modena</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 12 mesi e oltre</td>
<td>14,90</td>
<td>-</td>
<td>15,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 15 mesi e oltre</td>
<td>15,50</td>
<td>-</td>
<td>16,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,5%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 18 mesi e oltre</td>
<td>16,60</td>
<td>-</td>
<td>17,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 24 mesi e oltre</td>
<td>17,60</td>
<td>-</td>
<td>18,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 30 mesi e oltre</td>
<td>18,15</td>
<td>-</td>
<td>18,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,3%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Parma</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 12 mesi e oltre</td>
<td>14,90</td>
<td>-</td>
<td>15,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 15 mesi e oltre</td>
<td>15,35</td>
<td>-</td>
<td>15,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 18 mesi e oltre</td>
<td>16,55</td>
<td>-</td>
<td>17,05</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 24 mesi e oltre</td>
<td>17,50</td>
<td>-</td>
<td>17,75</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">produzione minimo 30 mesi e oltre</td>
<td>17,90</td>
<td>-</td>
<td>18,25</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Reggio-Emilia</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 15 mesi e oltre</td>
<td>15,45</td>
<td>-</td>
<td>15,65</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 12 mesi e oltre</td>
<td>15,00</td>
<td>-</td>
<td>15,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 18 mesi e oltre</td>
<td>16,40</td>
<td>-</td>
<td>16,70</td>
<td>0,0%</td>
<td>13,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 24 mesi e oltre</td>
<td>17,30</td>
<td>-</td>
<td>17,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>14,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Produzione minino 30 mesi e oltre</td>
<td>18,00</td>
<td>-</td>
<td>18,60</td>
<td>0,0%</td>
<td>16,6%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7">trend ultimi 12 mesi (Parmigiano Reggiano produzione minimo 24 mesi e oltre - Parma)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Pecorino Romano</h2>
<p>Continua la fase di calma piatta per il mercato del Pecorino Romano. Lo stagionato 5 mesi quotato presso la piazza di Milano si conferma a 10,85 €/kg, mantenendosi sui valori registrati da inizio febbraio. Andamento stabile anche per lo stagionato 8 mesi, fermo a 11,08 €/kg.  Il confronto su base annua resta negativo, con un ribasso che si mantiene nell’ordine del -10%.</p>
<h2>Bovini da macello</h2>
<p>Continua la fase di debolezza nel mercato dei bovini. I vitelloni Charolaise registrano ulteriori ribassi, con le quotazioni che scendono a 4,47 €/kg sulla piazza di Mantova e a 4,56 €/kg sulla piazza di Modena, in calo rispettivamente di 5 e 6 centesimi rispetto alla settimana precedente. Dinamica analoga per gli incroci nazionali, mentre i capi di razza Limousine mostrano flessioni più contenute su entrambe le piazze. Si interrompe invece la fase ribassista dei bovini da ristallo sulla piazza di Modena, con i prezzi fermi a 5,30 €/kg. Le variazioni su base annua restano nel complesso positive, sebbene attenuate.  Relativamente ai vitelli da latte si conferma la stabilità delle manze pezzate nere sulla piazza lombarda, con le quotazioni ferme a 1.675 €/capo per i capi gravidi da 3 a 7 mesi e a 1.875 €/capo per i capi gravidi di oltre i 7 mesi a fronte di un ribasso annuo del -8% circa.  Si riscontrano ulteriori ribassi, invece, nel comparto dei vitelli a carne bianca. Sulla piazza di Mantova i prezzi dei pezzati neri nazionali scendono a 7,22 €/kg, in diminuzione di 5 centesimi rispetto alla settimana precedente, mentre sulla piazza emiliana si registra un ribasso di 10 centesimi, con le quotazioni che si attestano a 6,75 €/kg. Nel confronto su base annua, la piazza di Mantova mantiene valori ancora superiori rispetto allo scorso anno (+6% circa), mentre il dato relativo alla piazza di Modena torna in territorio negativo (-3,6%). Restano invariati i prezzi dei baliotti presso entrambe le piazze.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">BOVINI VIVI (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">-0,6%</td>
<td width="81">-0,6%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Mantova (FA)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Da allevamento da latte: capi iscritti al libro genealogico - Manze pezzate nere gravide oltre i 7 mesi - €/capo</td>
<td>1.850,00</td>
<td>-</td>
<td>1.900,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>-7,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Da allevamento da latte: capi iscritti al libro genealogico - Manze pezzate nere gravide da 3 a 7 mesi - €/capo</td>
<td>1.650,00</td>
<td>-</td>
<td>1.700,00</td>
<td>0,0%</td>
<td>-8,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni charolaise (U2 - U3 - E2 - E3) da kg. 650 a kg. 700</td>
<td>4,45</td>
<td>-</td>
<td>4,49</td>
<td>-1,1%</td>
<td>4,2%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni Limousine (U2 -U3 - E2 - E3) da Kg 600 a Kg. 650</td>
<td>4,90</td>
<td>-</td>
<td>4,93</td>
<td>-0,6%</td>
<td>6,8%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni da macello (a peso vivo) - Vitelloni incroci naz. con tori pie blue belga 1^ da kg. 550 a kg. 650</td>
<td>4,00</td>
<td>-</td>
<td>4,10</td>
<td>-1,2%</td>
<td>-12,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vacche da macello (a peso vivo) - Vacche di 1° qualità *(O2 - O3 - R2 - R3) - corrispondenti a classificazione CEE D. Lgs 286/94 e succ. modifiche</td>
<td>2,39</td>
<td>-</td>
<td>2,49</td>
<td>0,0%</td>
<td>-9,6%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli maschi pezzati neri - da 49 a 55 Kg.</td>
<td>5,20</td>
<td>-</td>
<td>5,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>6,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli maschi pezzati neri - da 56 a 65 Kg.</td>
<td>5,20</td>
<td>-</td>
<td>5,30</td>
<td>0,0%</td>
<td>6,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli da carne bianca da 230 a 260 Kg. - Pezzati neri nazionali kg 230-260</td>
<td>7,17</td>
<td>-</td>
<td>7,27</td>
<td>-0,7%</td>
<td>5,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Modena</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli baliotti da vita - Pezzati neri Kg. da 45 a 55</td>
<td>5,20</td>
<td>-</td>
<td>5,85</td>
<td>0,0%</td>
<td>15,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Bovini maschi da ristallo - Charolaise ed incroci francesi Kg. 400</td>
<td>5,20</td>
<td>-</td>
<td>5,40</td>
<td>0,0%</td>
<td>-2,1%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Charolaise ed incroci francesi - qualità extra</td>
<td>4,52</td>
<td>-</td>
<td>4,60</td>
<td>-1,3%</td>
<td>3,4%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Limousine Extra Kg. 600-650</td>
<td>4,92</td>
<td>-</td>
<td>4,97</td>
<td>-0,6%</td>
<td>10,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelloni maschi da macello - peso vivo - Incroci nazionali - 2° qualità</td>
<td>4,11</td>
<td>-</td>
<td>4,21</td>
<td>-1,4%</td>
<td>3,7%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Vitelli da macello - peso morto - Pezzati neri nazionali</td>
<td>6,65</td>
<td>-</td>
<td>6,85</td>
<td>-1,5%</td>
<td>-3,6%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">trend ultimi 12 mesi (Charolaise ed incroci francesi qualità extra - Modena)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Suini</h2>
<p>Continuano i ribassi nel comparto dei suini, sebbene con intensità più contenuta rispetto alle tre settimane precedenti. Nel circuito DOP, la CUN ha formulato per la categoria 156–200 kg un prezzo di 1,541 €/kg, in calo di 1 centesimo rispetto alla seduta precedente e inferiore del -19% rispetto allo scorso anno. Dinamica analoga anche nel circuito non-DOP, dove la medesima categoria è stata quotata 1,415 €/kg, con il differenziale a favore del circuito DOP che resta pari a 0,126 €/kg. Sul fronte europeo restano stabili le quotazioni delle carcasse tedesche e di quelle olandesi, mentre i suini vivi spagnoli archiviano un aumento di 0,5 centesimi, salendo a 1,275 €/kg. Invariate invece le quotazioni dei suini sulle piazze di Francia, Belgio e Danimarca, mentre si registrano diffusi ribassi per i suinetti. Nel frattempo, sulla base dei dati più recenti dell’Anagrafe Zootecnica Nazionale, nel primo quadrimestre dell’anno sono stati macellati 3 milioni di capi, in calo del -2% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del -5,6% rispetto alla media del precedente quinquennio.</p>
<p>Ancora una settimana all’insegna della stabilità per il comparto dei tagli di carne suina. Le quotazioni dei tagli freschi restano tutte allineate ai livelli raggiunti nelle due settimane precedenti. Dinamica analoga anche per gli altri tagli, con pancetta fresca e spalla fresca che si confermano sui minimi degli ultimi tre anni. Sul fronte europeo prevale una situazione di stabilità, con i principali tagli che continuano a mantenersi al di sotto dei valori dello scorso anno.</p>
<table width="913">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="573">SUINI (prezzi in €/kg)</td>
<td width="79"></td>
<td width="13"></td>
<td width="79"></td>
<td width="88">-0,3%</td>
<td width="81">-0,3%</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">prodotti per CCIAA</td>
<td>min</td>
<td></td>
<td>max</td>
<td width="88">var. sett prec.</td>
<td width="81">var. anno prec.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">CUN Suini</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 90/115 kg</td>
<td>1,275</td>
<td>-</td>
<td>1,275</td>
<td>-0,8%</td>
<td>-19,0%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 115/130 kg</td>
<td>1,290</td>
<td>-</td>
<td>1,290</td>
<td>-0,8%</td>
<td>-18,9%</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 130/138 kg</td>
<td>1,305</td>
<td>-</td>
<td>1,305</td>
<td>-0,8%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 138/156 kg</td>
<td>1,335</td>
<td>-</td>
<td>1,335</td>
<td>-0,7%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 138/156 kg</td>
<td>1,461</td>
<td>-</td>
<td>1,461</td>
<td>-0,7%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 156/200 kg</td>
<td>1,415</td>
<td>-</td>
<td>1,415</td>
<td>-0,7%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 156/200 kg</td>
<td>1,541</td>
<td>-</td>
<td>1,541</td>
<td>-0,6%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito non tutelato 200/225 kg</td>
<td>1,365</td>
<td>-</td>
<td>1,365</td>
<td>-0,7%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Suini da macello - Circuito tutelato 200/225 kg</td>
<td>1,491</td>
<td>-</td>
<td>1,491</td>
<td>-0,7%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">CUN Tagli</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Carrè senza coppa, senza fondello, senza costine (lombo Bologna)</td>
<td>3,600</td>
<td>-</td>
<td>3,600</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Carrè senza coppa, senza fondello, con costine (lombo Padova)</td>
<td>4,100</td>
<td>-</td>
<td>4,100</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Busto con coppa, senza fondello, con costine</td>
<td>4,000</td>
<td>-</td>
<td>4,000</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coppa fresca con osso</td>
<td>4,300</td>
<td>-</td>
<td>4,300</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata da 10 a 12 kg (peso medio 11)</td>
<td>4,490</td>
<td>-</td>
<td>4,490</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata da 12 kg e oltre</td>
<td>4,500</td>
<td>-</td>
<td>4,500</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata per produzione tipica (senza piede) da 11,8 a 13,5 kg (peso medio 12,7)</td>
<td>5,220</td>
<td>-</td>
<td>5,220</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coscia fresca per crudo - refilata per produzione tipica (senza piede) da 13,5 a 18 kg (peso medio 15,8)</td>
<td>5,220</td>
<td>-</td>
<td>5,220</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Coppa fresca refilata da 2,5 kg e oltre</td>
<td>5,850</td>
<td>-</td>
<td>5,850</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560">Tagli di carne suina fresca - Spalla fresca disossata e sgrassata da 5,5 kg e oltre</td>
<td>3,270</td>
<td>-</td>
<td>3,270</td>
<td>0,0%</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="560"></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">trend ultimi 12 mesi (Suini da macello Circuito tutelato 160/176 kg - CUN SUINI)</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td colspan="6"></td>
</tr>
</tbody>
</table>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/bmti-prezzi-ancora-su-latte-spot-burro-giu-bovini-suini-stabili-formaggi/">Bmti prezzi, ancora su il latte spot e il burro, giù bovini e suini.  Stabili i formaggi</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/bmti-prezzi-ancora-su-latte-spot-burro-giu-bovini-suini-stabili-formaggi/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>È uscito IZ 10.2026, con il dossier sull&#8217;efficienza dei carri miscelatori</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/e-uscito-iz-10-2026-con-il-dossier-sullefficienza-dei-carri-miscelatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Della Giovampaola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 16:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flash news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono le dinamiche dell’attualità in apertura in questo numero di IZ. Sul fronte degli scenari di comparto, i riflettori sono puntati sulle ultime novità e strategie che coinvolgono Aia, Aral e alcune delle realtà e dei prodotti più rappresentativi del nostro territorio, dal Parmigiano Reggiano al Taleggio, fino ai formaggi sudtirolesi. Ricca e approfondita è</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/e-uscito-iz-10-2026-con-il-dossier-sullefficienza-dei-carri-miscelatori/">È uscito IZ 10.2026, con il dossier sull&#8217;efficienza dei carri miscelatori</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title"><!-- nbmpe --></div>

<p>Sono le dinamiche dell’attualità in apertura in questo numero di IZ. Sul fronte degli scenari di comparto, i riflettori sono puntati sulle ultime novità e strategie che coinvolgono Aia, Aral e alcune delle realtà e dei prodotti più rappresentativi del nostro territorio, dal Parmigiano Reggiano al Taleggio, fino ai formaggi sudtirolesi.<br />
Ricca e approfondita è poi l’offerta di informazioni tecniche, come l'analisi del docente Marco Tassinari fa il punto sul ruolo del mais e sulle potenzialità del sorgo come possibile sostituto nelle razioni dei bovini da carne. A seguire si parla anche di gestione minerale delle lettiere e di ottimizzazione delle superfici di stabulazione.<br />
Spazio infine agli scenari di mercato e al futuro della stalla: se nella sezione di economia si analizza il consorzio dell'Asiago dop come motore di sviluppo territoriale, l'analisi si arricchisce con la novità del caseificio inaugurato nel carcere della Dozza di Bologna, con<br />
la produzione di caciotte.<br />
A chiudere la rivista, l'immancabile dossier interamente dedicato all'efficienza dei carri miscelatori.</p><div id="infor-2090660924" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
<div id="sas_67408"></div>
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<p><em>Per consultare un’anteprima della rivista: <strong><a href="https://shorturl.at/pzHdn" target="_blank" rel="noopener">https://shorturl.at/pzHdn</a></strong><br />
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<div id="sas_87018"></div>
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<p><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/e-uscito-iz-10-2026-con-il-dossier-sullefficienza-dei-carri-miscelatori/attachment/sommario-9/" rel="attachment wp-att-20039785"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20039785" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario.jpg" alt="" width="2480" height="1660" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario.jpg 2480w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-300x201.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-598x400.jpg 598w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-150x100.jpg 150w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-768x514.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-1200x803.jpg 1200w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-1536x1028.jpg 1536w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-2048x1371.jpg 2048w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-696x466.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-1068x715.jpg 1068w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-627x420.jpg 627w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/sommario-1920x1285.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2480px) 100vw, 2480px" /></a></p>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/e-uscito-iz-10-2026-con-il-dossier-sullefficienza-dei-carri-miscelatori/">È uscito IZ 10.2026, con il dossier sull&#8217;efficienza dei carri miscelatori</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Afidop: quasi a doppia cifra la crescita dell’export nel 2025 ma pesano le tensioni internazionali</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/afidop-quasi-doppia-cifra-crescita-export-pesano-tensioni-internazionali/</link>
					<comments>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/afidop-quasi-doppia-cifra-crescita-export-pesano-tensioni-internazionali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teresa Orsetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 15:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Afidop]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Auricchio]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[dop e igp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’assemblea annuale l’Associazione ha presentato i dati sull’andamento dei formaggi Dop e Igp nel 2025 e si prepara a far fronte comune anche per contrastare l’italian sounding</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/afidop-quasi-doppia-cifra-crescita-export-pesano-tensioni-internazionali/">Afidop: quasi a doppia cifra la crescita dell’export nel 2025 ma pesano le tensioni internazionali</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">All’assemblea annuale l’Associazione ha presentato i dati sull’andamento dei formaggi Dop e Igp nel 2025 e si prepara a far fronte comune anche per contrastare l’italian sounding<!-- nbmpe --></div>

<p>Un settore in piena espansione, capace di consolidare la propria leadership sui mercati internazionali, ma sempre più chiamato a confrontarsi con uno scenario geopolitico complesso e nuove barriere commerciali. È questo il quadro emerso dalla 36ª Assemblea annuale di Afidop, l’Associazione dei formaggi italiani Dop e Igp, che si è svolta ad Altamura (Ba) presso la Masseria San Giovanni, nei Luoghi di Pitti.</p><div id="infor-1867497700" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
<div id="sas_67408"></div>
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<p><strong>Antonio Auricchio</strong>, presidente dell’associazione, che riunisce 21 Consorzi di tutela e rappresenta oltre il 99% della produzione casearia certificata nazionale, ha fatto il punto sull’andamento nel 2025 e sulle strategie per difendere le eccellenze casearie italiane: i numeri del 2025 sono stati particolarmente positivi, soprattutto sul fronte della produzione e dell’export, ma preoccupano le tensioni globali, dall’inasprimento delle politiche tariffarie statunitensi al fenomeno dell’italian sounding.</p><div id="infor-4071611031" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
<div id="sas_87018"></div>
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<h2>Produzione in aumento del 4% e quasi il 10% di crescita dell’export</h2>
<p>Il 2025 si è chiuso con risultati particolarmente brillanti. La produzione dei formaggi italiani a Indicazione geografica è, infatti, cresciuta del 4% rispetto all’anno precedente, superando le 625 mila tonnellate e confermando il dinamismo di un comparto che rappresenta uno dei punti di forza dell’agroalimentare nazionale.</p>
<p>A trainare questa crescita è stato soprattutto l’export che ha raggiunto quota 260mila tonnellate e generando un valore economico superiore ai 3,3 miliardi di euro.</p>
<p>L’incremento è stato significativo sia sotto il profilo economico sia sotto quello quantitativo: il valore delle spedizioni oltreconfine è cresciuto di quasi il 10%, mentre i volumi sono aumentati del 2,2%.</p>
<p>Questi risultati hanno consentito ai formaggi Dop e Igp di rappresentare il 40% dei volumi complessivamente esportati dal settore caseario italiano e addirittura il 55% del valore totale delle esportazioni, confermando il peso strategico delle produzioni certificate all’interno del comparto nazionale.</p>
<h2>Fare squadra la strategia corretta sui mercati internazionali</h2>
<p>Proprio per consolidare questi risultati occorre rafforzare il lavoro comune tra i Consorzi di tutela, sostenendo anche le realtà di dimensioni più contenute e aumentando la capacità dell’intero sistema di affrontare le sfide dei mercati globali. «I formaggi Dop e Igp italiani hanno dimostrato una straordinaria capacità di crescita anche in uno scenario internazionale complesso e instabile – ha dichiarato il presidente di Afidop – . Oggi più che mai è fondamentale fare sistema per difendere le nostre denominazioni, contrastare l’Italian sounding e rafforzare la presenza delle eccellenze casearie nei mercati strategici. La risposta di lungo periodo resta quella di puntare sulla qualità, muoverci compatti e diversificare le destinazioni».</p>
<figure id="attachment_20039943" aria-describedby="caption-attachment-20039943" style="width: 2048px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-20039943" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2.jpeg" alt="" width="2048" height="1536" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2.jpeg 2048w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-300x225.jpeg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-533x400.jpeg 533w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-768x576.jpeg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-1200x900.jpeg 1200w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-1536x1152.jpeg 1536w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-80x60.jpeg 80w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-160x120.jpeg 160w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-265x198.jpeg 265w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-696x522.jpeg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-1068x801.jpeg 1068w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-560x420.jpeg 560w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/06/att2_baccino2_11_2026_foto2-1920x1440.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /><figcaption id="caption-attachment-20039943" class="wp-caption-text">Antonio Auricchio presidente di Afidop</figcaption></figure>
<h2>Gli Stati Uniti restano anche nel 2025 il primo mercato extra-Ue</h2>
<p>Se i numeri complessivi sono positivi, le maggiori preoccupazioni arrivano dal mercato americano, che continua a rappresentare il principale sbocco commerciale extraeuropeo per i formaggi italiani certificati.</p>
<p>Nel 2025 gli Stati Uniti hanno importato circa 40.900 tonnellate di formaggi Dop e Igp italiani, per un valore complessivo di 485 milioni di euro. Il 95% di questo mercato è costituito dalla cosiddetta triade dei grandi formaggi duri: Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Pecorino Romano.</p>
<p>Proprio su questo mercato, però, si stanno manifestando gli effetti delle nuove politiche tariffarie introdotte dall’Amministrazione Trump. In particolare, l’applicazione inizialmente caotica dei cosiddetti “doppi dazi” nei porti di New York e del New Jersey ha determinato un incremento dei costi reali vicino al 30% del valore del prodotto, con inevitabili ripercussioni sulla competitività delle produzioni italiane.</p>
<p>Nel corso del 2025 il fenomeno è stato in parte attenuato dall’effetto delle scorte accumulate dagli importatori, che hanno consentito di limitare nell’immediato le conseguenze delle nuove misure. Tuttavia, i dati relativi al primo trimestre del 2026 mostrano già segnali di rallentamento e confermano che le difficoltà stanno iniziando a manifestarsi concretamente.</p>
<p>Secondo Afidop il problema non riguarda esclusivamente gli aspetti economici. L’aumento dei prezzi al consumo provocato dalle tariffe rischia infatti di spingere una parte dei consumatori americani verso prodotti d’imitazione realizzati localmente, come il parmesan o il cosiddetto romano, rafforzando ulteriormente il fenomeno dell’Italian sounding.</p>
<h2>Riflettori sulla Francia primo mercato di sbocco all’estero</h2>
<p>Grande attenzione è riservata anche alle attività promozionali all’estero. Dopo il successo ottenuto con il Fuori Salone organizzato in occasione di Anuga a Colonia nello scorso ottobre in Germania, Afidop guarda ora al Sial di Parigi, in programma dal 17 al 21 ottobre 2026.</p>
<p>La Francia rappresenta, infatti, il primo mercato europeo di destinazione per i formaggi italiani certificati e sarà teatro di una presenza particolarmente significativa dell’associazione.</p>
<p>È previsto uno stand di 164 metri quadrati che ospiterà sette grandi Consorzi di tutela, accompagnato da un evento organizzato a Montmartre con l’obiettivo di rafforzare il legame tra i consumatori francesi e l’autentico formaggio italiano Dop e Igp.</p>
<h2>L’accordo Ue-Mercosur come opportunità per la tutela delle denominazioni</h2>
<p>Nel corso dell’assemblea è stato espresso anche un giudizio favorevole sull’applicazione provvisoria dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, entrato in vigore il 1° maggio.</p>
<p>Secondo Afidop l’intesa rappresenta uno strumento importante per contrastare le iniziative promosse da organizzazioni statunitensi, tra cui il Consortium for Common Food Names (Ccfn), finalizzate a liberalizzare l’utilizzo di denominazioni storiche come Fontina, Gorgonzola e Grana nei mercati sudamericani.</p>
<p>Il mantenimento della tutela delle denominazioni d’origine viene considerato un elemento essenziale per preservare il valore economico e culturale delle produzioni italiane, impedendo che nomi storici possano essere utilizzati genericamente da produttori privi di qualsiasi legame con i territori di origine.</p>
<h2>Dal confronto sul nuovo regolamento europeo una valutazione positiva</h2>
<p>L’assemblea ha inoltre affrontato il tema del nuovo Regolamento Ue 1143 del 2024 e delle relative ricadute sul comparto lattiero-caseario. Auricchio ha ricordato il ruolo attivo svolto dall’associazione nel confronto e collaborazione con il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e con le istituzioni europee per ampliare e rafforzare il ruolo dei Consorzi di tutela.</p>
<p>Tra gli argomenti discussi in assemblea anche l’introduzione dell’indicazione obbligatoria dell’operatore in etichetta, tema ritenuto strategico per garantire maggiore trasparenza lungo la filiera e rafforzare ulteriormente la tutela delle produzioni certificate.</p>
<h2>Formaggi Dop più presenti nella ristorazione</h2>
<p>Nel corso dei lavori dell’Assemblea sono stati presentati anche i risultati della ricerca Afidop 2025 realizzata da GriffeShield, dalla quale emerge un’evoluzione positiva della presenza dei formaggi Dop e Igp nella ristorazione italiana. L’indagine evidenzia, infatti, un incremento del 20% della presenza delle denominazioni certificate all’interno dei menu digitali, segnale di una crescente attenzione verso la valorizzazione delle produzioni di qualità.</p>
<p>Permangono tuttavia alcune criticità legate all’utilizzo di abbreviazioni improprie delle denominazioni, pratica che rischia di ridurne la riconoscibilità presso il consumatore e di indebolirne il valore distintivo.</p>
<p>&nbsp;</p>





	

 
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	</ul>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/afidop-quasi-doppia-cifra-crescita-export-pesano-tensioni-internazionali/">Afidop: quasi a doppia cifra la crescita dell’export nel 2025 ma pesano le tensioni internazionali</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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		<title>Assemblea Assalzoo:  produzione oltre 15,6 milioni di tonnellate e fatturato sopra i 10 miliardi nel 2025</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/assalzoo-produzione-oltre-156-milioni-tonnellate-fatturato-sopra-10-miliardi-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 16:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Assalzoo]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[fatturato]]></category>
		<category><![CDATA[mangimi]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zanin]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'alimentazione per la filiera avicola rappresenta quasi il 40% della produzione, quella per i suini è cresciuta leggermente e vale oltre 25%.  Brilla l'andamento dei mangimi per le vacche da latte cresciuti del 5,1%</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/assalzoo-produzione-oltre-156-milioni-tonnellate-fatturato-sopra-10-miliardi-2025/">Assemblea Assalzoo:  produzione oltre 15,6 milioni di tonnellate e fatturato sopra i 10 miliardi nel 2025</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">L'alimentazione per la filiera avicola rappresenta quasi il 40% della produzione, quella per i suini è cresciuta leggermente e vale oltre 25%.  Brilla l'andamento dei mangimi per le vacche da latte cresciuti del 5,1%<!-- nbmpe --></div>

<p>Anche in uno scenario globale complicato anche per il rialzo dei costi di produzione l’industria mangimistica italiana ha archiviato il 2025 con un bilancio decisamente favorevole: sono aumentati la produzione, soprattutto grazie al traino degli alimenti per le vacche da latte, il fatturato, gli investimenti e l’occupazione. A certificarlo sono i dati presentati da Assalzoo (Associazione nazionale tra produttori di alimenti zootecnici) nel corso dell’assemblea annuale dei soci che si è svolta a Parma il 29 maggio scorso.</p><div id="infor-3382158255" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
<div id="sas_67408"></div>
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</div></div>
<p>La produzione nazionale di mangimi ha raggiunto quota <strong>15,628 milioni di tonnellate</strong>, in aumento dell’<strong>1,1%</strong> rispetto ai <strong>15,455 milioni di tonnellate</strong> del 2024. Anche il fatturato è cresciuto, attestandosi a <strong>10,167 miliardi di euro</strong>, contro i <strong>9,875 miliardi</strong> dell’anno precedente, con un incremento di circa il <strong>3%</strong>.</p><div id="infor-1758972875" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
<div id="sas_87018"></div>
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</div></div>
<p>Positivo anche il fronte occupazionale, con una crescita superiore al <strong>4%</strong> e un totale di <strong>8.850 addetti diretti</strong>, rispetto agli <strong>8.550</strong> del 2024. In aumento, inoltre, gli investimenti fissi lordi, saliti da <strong>150 a 158 milioni di euro</strong> (+<strong>5,3%</strong>), segnale di una strategia orientata a innovazione, sostenibilità ed efficienza degli impianti.</p>
<p>«I dati economici e produttivi –  ha commentato il presidente di Assalzoo, <strong>Massimo Zanin</strong> – confermano, allo stesso tempo, la solidità dell’industria mangimistica italiana e la predisposizione del nostro comparto nel costruire il successo di domani. L’insieme dei risultati conferma la forza competitiva delle imprese mangimistiche, l’attenzione alla qualità della produzione e la consapevolezza del ruolo sociale, oltre che economico, del settore».</p>
<p>Rimane, tuttavia, aperta la questione dell’autosufficienza produttiva nazionale. L’Italia dipende dall’estero per oltre il <strong>60% della carne bovina</strong> e per circa il <strong>40% della carne suina</strong>, oltre che per una quota significativa delle materie prime vegetali.</p>
<h2>Le incognite di uno scenario internazionale complesso</h2>
<p>Accanto ai risultati positivi, il comparto continua però a confrontarsi con un contesto internazionale particolarmente difficile. Secondo Zanin, le tensioni geopolitiche globali – dalla guerra russo-ucraina ai conflitti in Medio Oriente fino alle più recenti crisi internazionali – hanno avuto pesanti ripercussioni sui mercati dell’energia, dei trasporti e delle materie prime agricole.</p>
<p>«Per un Paese come l’Italia – ha sottolineato il presidente di Assalzoo – questi scostamenti amplificano situazioni di vulnerabilità strutturale. Importiamo gas e petrolio, trasportiamo su gomma oltre l’80% delle materie prime vegetali necessarie alla produzione mangimistica e il 100% dei mangimi destinati agli allevamenti».</p>
<figure id="attachment_20035547" aria-describedby="caption-attachment-20035547" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20035547 size-medium" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2025/06/Massimo-Zanin_ASSALZOO-e1749201322579-300x192.jpg" alt="Massimo Zanin" width="300" height="192" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2025/06/Massimo-Zanin_ASSALZOO-e1749201322579-300x192.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2025/06/Massimo-Zanin_ASSALZOO-e1749201322579-600x384.jpg 600w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2025/06/Massimo-Zanin_ASSALZOO-e1749201322579-768x492.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2025/06/Massimo-Zanin_ASSALZOO-e1749201322579-696x446.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2025/06/Massimo-Zanin_ASSALZOO-e1749201322579-656x420.jpg 656w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2025/06/Massimo-Zanin_ASSALZOO-e1749201322579.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-20035547" class="wp-caption-text">Massimo Zanin</figcaption></figure>
<p>Da qui la richiesta di misure in grado di contenere i costi energetici «con una attenzione particolare anche alla capacità di autoapprovvigionamento interno delle materie prime necessarie, a partire dal riconoscimento del mais come coltura strategica che permetta finalmente un’inversione positiva nella produzione di questo cereale indispensabile per tutta la filiera agro-zootecnica-alimentare».</p>
<h2>Deforestazione, sanità animale</h2>
<p>Tra le questioni più delicate figura anche l’entrata in vigore del regolamento europeo contro la deforestazione (Eudr), la cui applicazione è stata rinviata al <strong>31 dicembre 2026</strong>.</p>
<p>«La sostenibilità ambientale è un obiettivo condivisibile e necessario – ha fatto, inoltre sapere Zanin – ma deve procedere di pari passo con la sostenibilità economica. Occorre evitare che un eccesso di oneri burocratici comprometta la già fragile competitività del sistema agroalimentare».</p>
<p>Particolare attenzione viene, inoltre, riservata alle emergenze sanitarie, affrontate secondo l’approccio One Health, che integra salute animale, salute umana e salute ambientale.</p>
<p>«Le epizoozie, come la Peste suina africana e l’influenza aviaria, mettono sotto forte pressione la filiera. Noi mangimisti svolgiamo un ruolo chiave nel controllo, nella prevenzione e nella tracciabilità a tutela degli allevamenti».</p>
<h2>Gli Stati Generali della Zootecnia e il peso economico della filiera</h2>
<p>Per affrontare queste criticità, Assalzoo ha promosso la prima edizione degli Stati Generali della Zootecnia, organizzata a febbraio durante Fieragricola Verona. L’iniziativa ha riunito produzione primaria, industria di trasformazione e grande distribuzione.</p>
<p>Un confronto che ha trovato ulteriore sostegno nei dati del Terzo Rapporto FeedEconomy, secondo cui la filiera zootecnica italiana genera oltre <strong>180 miliardi di euro di valore</strong>, pari a più dell’<strong>8% del Pil nazionale</strong>. «Fare sistema non è più una scelta ma una necessità assoluta per difendere questo patrimonio in maniera credibile ed efficace» conclude Zanin.</p>
<h2>Mangimi per avicoli ancora leader della produzione</h2>
<p>La filiera avicola continua a rappresentare il principale sbocco della mangimistica italiana, con un’incidenza del <strong>39,1%</strong> sulla produzione complessiva. Nel 2025 i volumi hanno raggiunto <strong>6,115 milioni di tonnellate</strong>, in lieve aumento (+<strong>0,4%</strong>) rispetto ai <strong>6,09 milioni di tonnellate</strong> del 2024.</p>
<p>Nel dettaglio crescono i mangimi destinati ai polli da carne, che salgono del <strong>2%</strong> a <strong>3,21 milioni di tonnellate</strong>, e quelli per le galline ovaiole, in aumento del <strong>2,7%</strong> a <strong>2,095 milioni di tonnellate</strong>.</p>
<p>Segno negativo invece per il comparto dei tacchini, che perde l’<strong>11%</strong>, passando da <strong>861mila</strong> a <strong>766mila tonnellate</strong>.</p>
<h2>Alimentazione dei suini, in crescita nonostante la Psa</h2>
<p>La suinicoltura rappresenta il <strong>25,4%</strong> della produzione mangimistica nazionale e si conferma il secondo comparto per importanza. Nel 2025 la produzione di mangimi destinati ai suini è salita a <strong>3, 975 milioni di tonnellate</strong>, contro le <strong>3,93 milioni di tonnellate</strong> del 2024, registrando una crescita dell’<strong>1,2%</strong>.</p>
<p>Un risultato particolarmente significativo considerando le difficoltà legate alla diffusione della Peste suina africana, che continua a influenzare il settore.</p>
<h2>Mangimi per bovini trainati dal boom del latte</h2>
<p>La sorpresa dell’anno arriva dal comparto bovino, che registra la crescita più consistente tra le principali filiere. La produzione di mangimi destinati ai bovini raggiunge infatti <strong>3,886 milioni di  tonnellate</strong>, pari al <strong>24,9%</strong> del mercato totale, con un incremento del <strong>3,4%</strong>.</p>
<p>A trainare il risultato sono soprattutto i mangimi per vacche da latte, passati da <strong>2,805 milioni</strong> a <strong>2,949 milioni di tonnellate</strong>, con una crescita del <strong>5,1%</strong>.</p>
<p>In flessione, invece, i mangimi per bovini da carne (-<strong>2,1%</strong>, pari a <strong>798mila tonnellate</strong>) e quelli destinati ai bufali (-<strong>0,7%</strong>, con <strong>139mila tonnellate</strong>).</p>
<h2>Acquacoltura e cunicoltura in difficoltà</h2>
<p>Il raggruppamento delle altre specie animali registra una contrazione del <strong>2,7%</strong>, fermandosi a <strong>983 mila tonnellate</strong> complessive.</p>
<p>Particolarmente pesante la frenata dell’acquacoltura, che perde l’<strong>8,3%</strong> passando da <strong>145mila</strong> a <strong>133mila tonnellate</strong>.</p>
<p>Continua inoltre il ridimensionamento della cunicoltura, con una riduzione del <strong>7,6%</strong> e una produzione di <strong>25 mila tonnellate</strong>. In controtendenza il comparto ovino, che cresce del <strong>2,9%</strong> raggiungendo le <strong>350mila tonnellate</strong>.</p>
<p><strong>PRINCIPALI INDICATORI ECONOMICI 2025 DELL’INDUSTRIA MANGIMISTICA ITALIANA </strong></p>
<p><em>(Valori in euro correnti negli anni considerati)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="538">
<tbody>
<tr>
<td width="182">&nbsp;</p>
<p><strong>         </strong><strong>Variabili</strong></td>
<td width="145">&nbsp;</p>
<p><strong>  Unità di misura</strong></td>
<td width="114">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2024</strong></p>
<p><strong> </strong></td>
<td width="98"><strong> </strong></p>
<p><strong>2025 (stime)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182">&nbsp;</p>
<p><strong>Produzione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
<td width="145">&nbsp;</p>
<p><em>milioni di Ton.</em></td>
<td width="114">&nbsp;</p>
<p><strong>   15,455</strong></td>
<td width="98"><strong> </strong></p>
<p><strong>       15,628</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong>Fatturato totale</strong></p>
<p>di cui:</p>
<p>&nbsp;</td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114">9.875</td>
<td width="98"><strong>10.167</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182">-        <em>Mangimi</em></td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114"><em>6.275</em></td>
<td width="98"><strong><em>6.463</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182">-        <em>Premiscele </em></td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114"><em>1.325</em></td>
<td width="98"><strong><em>1.364</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182">-        <em>Pet-food</em></td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114"><em>2.275</em></td>
<td width="98"><strong><em>2.340</em></strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong>Costi di produzione</strong></td>
<td width="145"><em>Var. %</em></td>
<td width="114">      -7,3%</td>
<td width="98"><strong>       3,3%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong>Costo del lavoro</strong></td>
<td width="145"><em>Var. %</em></td>
<td width="114">       1,3%</td>
<td width="98"><strong>       2,8%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong>Investimenti fissi lordi</strong></td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114">    150</td>
<td width="98"><strong>   158</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong>Utilizzo impianti</strong></td>
<td width="145"><em>In %</em></td>
<td width="114">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>65%</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
<td width="98"><strong>65%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong>Occupati</strong></td>
<td width="145"><em>Unità</em></td>
<td width="114">8.550</td>
<td width="98"><strong>8850</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong>Commercio estero</strong>:</td>
<td width="145"><em> </em></td>
<td width="114"></td>
<td width="98"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182">-        Esportazioni</td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114">1.173</td>
<td width="98"><strong>1.261</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182">-        Importazioni</td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114">1.406</td>
<td width="98"><strong>1.563</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182">-        Saldo commerciale</td>
<td width="145"><em>milioni di €</em></td>
<td width="114">  -233</td>
<td width="98"><strong>  -302</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="182"><strong><em>Fonte: Assalzoo</em></strong></td>
<td width="145"></td>
<td width="114"></td>
<td width="98"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>





	

 
	<ul class="link">
		
		
	</ul>
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		<item>
		<title>Alessandro Mocellin, nuovo presidente del comparto lattiero-caseario di Fedagripesca</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/alessandro-mocellin-nuovo-presidente-del-comparto-lattiero-caseario-di-fedagripesca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Orsetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Mocellin]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale del latte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mocellin subentrerà anche come responsabile e portavoce del progetto europeo “Think Milk, Taste Europe, Be Smart” arrivato alla sua terza annualità</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/alessandro-mocellin-nuovo-presidente-del-comparto-lattiero-caseario-di-fedagripesca/">Alessandro Mocellin, nuovo presidente del comparto lattiero-caseario di Fedagripesca</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Mocellin subentrerà anche come responsabile e portavoce del progetto europeo “Think Milk, Taste Europe, Be Smart” arrivato alla sua terza annualità<!-- nbmpe --></div>

<p>In occasione della Giornata Mondiale del Latte, Confcooperative Agroalimentare e Pesca annuncia il passaggio di testimone alla guida del comparto lattiero-caseario: dopo il mandato a <strong>Giovanni Guarneri</strong>, la presidenza passa ad <strong>Alessandro Mocellin</strong>, già figura di riferimento del sistema cooperativo agroalimentare italiano e da anni impegnato nella valorizzazione della filiera lattiero-casearia nazionale, nonché attuale presidente di Latterie Vicentine.</p><div id="infor-1288023009" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Il nuovo incarico si inserisce in una fase strategica per il settore, chiamato ad affrontare sfide decisive legate al valore delle produzioni cooperative, alla sostenibilità delle filiere, alla competitività internazionale, ma anche alla tutela del reddito degli allevatori e al ricambio generazionale.</p><div id="infor-3697071654" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Mocellin subentrerà a Guarneri anche come responsabile e portavoce del progetto europeo “<strong>Think Milk, Taste Europe, Be Smart</strong>” che, arrivato alla sua terza annualità, continua le sue finalità di promozione della qualità, sicurezza e valori nutrizionali del latte e dei prodotti lattiero-caseari europei, attraverso attività di informazione e sensibilizzazione nei confronti degli organi di stampa, operatori trade e consumatore finale.</p>
<p>Nel corso del suo mandato, Mocellin lavorerà per consolidare il ruolo della cooperazione come modello imprenditoriale capace di unire territorio, occupazione e capacità di esportazione, promuovendo, al contempo, innovazione e qualità delle produzioni.</p>
<p>Con 337 cooperative aderenti, 12mila soci, 9mila occupati e un fatturato che nel 2025 ha raggiunto i 9,2 miliardi di euro, il comparto lattiero-caseario di Confcooperative si conferma una componente centrale dell’agroalimentare italiana, contribuendo in modo significativo alla sua crescita.</p>
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		<title>Generazione Dop, bilancio positivo per il progetto promosso anche dal Grana Padano</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/generazioni-dop-bilancio-positivo-progetto-promosso-grana-padano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Orsetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flash news]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione Dop]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione Z]]></category>
		<category><![CDATA[Grana Padano]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto ha raggiunto 20 scuole in 10 regioni italiane, incontrando quasi 2mila studenti con incontri dal vivo e iniziative digitali</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/generazioni-dop-bilancio-positivo-progetto-promosso-grana-padano/">Generazione Dop, bilancio positivo per il progetto promosso anche dal Grana Padano</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Il progetto ha raggiunto 20 scuole in 10 regioni italiane, incontrando quasi 2mila studenti con incontri dal vivo e iniziative digitali<!-- nbmpe --></div>

<p>Si chiude con un bilancio positivo il tour nelle scuole di “Generazione Dop – Le radici del futuro”, il progetto educativo e culturale dedicato agli studenti delle scuole superiori italiane per far conoscere il valore dei prodotti Dop come patrimonio di cultura, territorio, economia e sostenibilità.</p><div id="infor-3336212676" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Promosso dai Consorzi di tutela del <strong>Basilico Genovese Dop</strong>, del <strong>Grana Padano Dop</strong> e dell’<strong>Olio Riviera Ligure Dop</strong>, e realizzato grazie al contributo del ministero dell’agricoltura, il progetto ha raggiunto <strong>20 scuole in 10 regioni italiane</strong>, incontrando quasi<strong> 2mila studenti</strong> in un percorso pensato per avvicinare le nuove generazioni al mondo delle Indicazioni Geografiche in modo diretto, partecipativo e contemporaneo.</p><div id="infor-38881109" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>«Con Generazione Dop abbiamo voluto portare nelle scuole un messaggio semplice ma fondamentale: dietro ogni prodotto a Denominazione di Origine Protetta ci sono territori, persone, competenze, regole e responsabilità – ha dichiarato <strong>Renato Zaghini, </strong>presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano –. Il confronto con quasi 2mila studenti ci conferma quanto sia importante investire in educazione alimentare e culturale, utilizzando strumenti e linguaggi capaci di parlare davvero ai ragazzi. Tradizione e innovazione non sono mondi distanti: questo progetto dimostra che possono incontrarsi e generare consapevolezza.»</p>
<p>Le tappe hanno coinvolto istituti tecnici, turistici, alberghieri e licei in <strong>Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana</strong>, confermando la capacità del progetto di parlare a pubblici diversi e di portare nelle scuole un racconto concreto del legame tra prodotti Dop, territori, filiere produttive, tradizione e futuro.</p>
<h2>Incontri e comunicazione digitale</h2>
<p>A dialogare con i ragazzi, tappa dopo tappa, sono stati <strong>Anyta,</strong> creator conosciuta sui social come @anytaishere, e <strong>Ivano La Rosa</strong>, attore, autore, regista e formatore. Il loro contributo ha permesso di costruire un format dinamico, capace di alternare racconto, gioco, confronto e partecipazione, trasformando la lezione frontale in un’esperienza coinvolgente e vicina al linguaggio degli studenti.</p>
<p>Accanto agli incontri dal vivo Generazione Dop ha puntato anche su una comunicazione digitale pensata per raggiungere i giovani nei luoghi e con i codici che utilizzano ogni giorno. Il sito generazionedop.it e le dispense didattiche digitali restano infatti sempre disponibili anche per chi non ha partecipato al tour, mentre i canali Instagram e TikTok del progetto hanno contribuito ad ampliare il racconto, portando il mondo Dop dentro una narrazione più immediata, accessibile e contemporanea.</p>
<h2>Dop come sostenibilità, lavoro, tutela e innovazione</h2>
<p>L’obiettivo è stato chiaro fin dall’inizio: raccontare le Dop non solo come eccellenze agroalimentari, ma come espressione viva di identità, sostenibilità, lavoro, tutela e innovazione. Un patrimonio che appartiene alla storia dei territori italiani, ma che può continuare a crescere solo se viene compreso e riconosciuto anche dalle nuove generazioni.</p>
<p>«Abbiamo scelto di parlare ai giovani in modo semplice – ha detto <strong>Carlo Siffredi</strong>, presidente del Consorzio di tutela dell’olio Riviera Ligure –  per coinvolgerli nella conoscenza dei nostri prodotti ed incoraggiarli ad avvicinarsi alle Indicazioni geografiche presenti in ogni territorio, simboli di identità, qualità e sviluppo”</p>
<p>«Con Generazione Dop si contribuisce  –  ha fatto sapere <strong>Mario Anfossi, </strong>presidente del Consorzio di tutela del Basilico Genovese –  a un obiettivo importante: rendere le Indicazioni Geografiche parte del bagaglio culturale delle nuove generazioni. Non parliamo soltanto di un prodotto simbolo del territorio, ma di valori legati a qualità, identità, tradizione e tutela delle produzioni autentiche. Avvicinare i giovani al mondo delle Dop significa costruire maggiore consapevolezza sul valore del nostro patrimonio agroalimentare e garantire un futuro alle eccellenze italiane»</p>
<h2>Coinvolgere la generazione Z l’obiettivo principale</h2>
<p>Il coinvolgimento di Anyta e l’attività sviluppata sui canali digitali hanno rappresentato una parte centrale del progetto: un modo per stare al passo con i tempi, portando il valore delle Dop dentro una comunicazione più vicina alla sensibilità della Gen Z, senza rinunciare alla profondità dei contenuti.</p>
<p>«Quello che resta di questo tour è l’energia degli studenti – ha affermato Anyta –. Abbiamo parlato di temi importanti, ma lo abbiamo fatto in modo leggero, diretto e mai distante. I ragazzi hanno partecipato, fatto domande, giocato, discusso. È la dimostrazione che anche argomenti come territorio, qualità e sostenibilità possono diventare interessanti quando vengono raccontati con il linguaggio giusto».</p>
<p>Per La Rosa «Generazione Dop è stata un’occasione per creare connessione. Il gioco, la narrazione e il confronto hanno aperto uno spazio in cui gli studenti hanno potuto guardare ai prodotti Dop con occhi nuovi. Se anche solo una parte di loro, domani, davanti a uno scaffale o in un mercato, saprà riconoscere il valore che c’è dietro quel marchio, allora il progetto avrà raggiunto il suo obiettivo»</p>
<h2>Valore educativo, culturale e formativo</h2>
<p>«Le Indicazioni Geografiche rappresentano un pilastro fondamentale del nostro sistema agroalimentare e uno degli elementi più riconoscibili della qualità italiana nel mondo – ha dichiarato <strong>Francesco Lollobrigida, </strong>ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste –. Progetti come Generazione Dop hanno il merito di portare questo patrimonio nelle scuole, avvicinando i giovani al valore delle filiere, dei territori, del lavoro e delle competenze che rendono unico il Made in Italy. Dopo il riconoscimento della Cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, iniziative come questa assumono un valore ancora maggiore. Trasmettere ai più giovani la consapevolezza delle nostre eccellenze significa tutelare l’identità, la cultura e il futuro agroalimentare della Nazione.»</p>
<p>"Il Grana Padano è una eccellenza del Made in Italy, simbolo della qualità della produzione agroalimentare italiana e di una tradizione che il mondo ci invidia. La scuola - ha dichiarato infine il ministro dell'Istruzione e del merito,<strong> Giuseppe Valditara </strong>- deve formare giovani consapevoli del valore di questo patrimonio e capaci, attraverso competenze solide e professionalità qualificate, di custodire e tramandare la grande tradizione agroalimentare italiana. Iniziative come Generazione Dop rafforzano il legame tra formazione e realtà produttiva, avvicinando gli studenti alle opportunità offerte da una filiera strategica per il futuro del Paese».</p>
<p>Le dispense didattiche e i contenuti del progetto restano disponibili sul sito <a href="http://www.generazionedop.it"><strong>www.generazionedop.it</strong></a>. Il racconto continua anche sui canali social <strong>Instagram</strong> e <strong>TikTok</strong> di Generazione Dop.</p>
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		<title>Latte, in arrivo 17,4 milioni per gli allevatori di montagna</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/latte-arrivo-174-milioni-allevatori-montagna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Agea]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Bruxelles il ministro ha chiesto il varo di un piano straordinario di settore a livello Ue e misure tempestive ed efficienti per la gestione delle crisi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">A Bruxelles il ministro ha chiesto il varo di un piano straordinario di settore a livello Ue e misure tempestive ed efficienti per la gestione delle crisi<!-- nbmpe --></div>

<p>Nuove risorse in arrivo per gli allevamenti situati nelle aree montane e interne. Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) ha, infatti, disposto un ulteriore stanziamento di 17,4 milioni di euro destinato a sostenere le aziende zootecniche di queste zone.</p><div id="infor-3114936656" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, che ha ribadito il ruolo strategico della zootecnia italiana per l’economia nazionale e per la salvaguardia dei territori più fragili.</p><div id="infor-4280597826" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>«La zootecnia italiana è un pilastro del nostro sistema produttivo e un presidio insostituibile per i territori che dobbiamo proteggere e valorizzare come le montagne e le aree interne - ha dichiarato Lollobrigida -. Con queste ulteriori risorse – 17,4 milioni di euro – rafforziamo il sostegno agli allevatori, soprattutto nelle aree di montagna e interne, e garantiamo competitività, qualità e tutela dell’ambiente».</p>
<p>Ma secondo Lollobrigida il comparto lattiero-caseario necessita anche di un intervento a livello europeo per affrontare le criticità del mercato: «Ho chiesto all’Europa di intervenire sul mercato lattiero-caseario con misure appropriate e tempestive e strumenti efficaci di gestione delle crisi, a partire da un piano straordinario per il settore a livello europeo».</p>
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		<item>
		<title>Si può sostituire il mais nelle diete? Sì, con il sorgo</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/si-puo-sostituire-il-mais-nelle-diete-si-con-il-sorgo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Tassinari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bovini da carne]]></category>
		<category><![CDATA[Inalca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie a un'efficienza idrica superiore del 40% e a una finestra di raccolta più ampia, il sorgo si dimostra un sostituto perfetto del silomais, capace di azzerare i costi legati ai sequestranti di micotossine</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Grazie a un'efficienza idrica superiore del 40% e a una finestra di raccolta più ampia, il sorgo si dimostra un sostituto perfetto del silomais, capace di azzerare i costi legati ai sequestranti di micotossine<!-- nbmpe --></div>

<p>Lo <strong>stress da caldo</strong> è una delle principali sfide che la produzione animale deve affrontare anche in Italia, dove negli ultimi cinquant’anni la temperatura media è aumentata di almeno 1°C in 7.540 comuni italiani su 7.894. <strong>Interessata soprattutto la Pianura Padana</strong> dove è concentrata buona parte della produzione zootecnica italiana (e colture aziendali).</p><div id="infor-3342464883" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>Una temperatura ambientale elevata compromette il benessere e la produttività degli animali a causa dello stress termico, che avviene nei mesi estivi, e che negli allevamenti bovini d<strong>iminuisce la produttività e alterando la composizione della carcassa</strong>, con una diminuzione della qualità delle carni e un aumento di carni scure e secche (Dfd).<br />
Gli impatti da stress termico sono ulteriormente esacerbati dai cambiamenti climatici, provocando effetti negativi per le colture che necessitano di irrigazione (mais in particolare). Negli ultimi anni si è assistito a forti cambiamenti climatici con lunghi periodi di siccità poi temporali disastrosi (bombe d’acqua).</p><div id="infor-676962869" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Oltre a quello che vediamo sui nostri animali (e sulle produzioni) abbiamo <strong>problemi soprattutto per le colture che necessitano di irrigazione</strong> (mais in particolare). Occorrono piani colturali ben studiati per le diverse zone dell’Italia (Pianura Padana in particolare) per non incorrere in problemi di ridotta quantità prodotta e, soprattutto, scarsa qualità dei nostri foraggi.</p>
<h2>Il sorgo</h2>
<p>Il sorgo è una graminacea nativa dell’Etiopia che, grazie alle sue notevoli <strong>capacità di adattamento climatico, di resistenza allo stress idrico e per le sue caratteristiche nutrizionali</strong>, si è diffusa in tutto il mondo. Infatti, tra le specie che compongono il genere Sorghum, la più diffusa è il Sorghum bicolor che, con circa 45 milioni di ettari coltivati, rappresenta il quinto cereale per produzione a livello mondiale.</p>
<p>Il sorgo ha suscitato già da parecchi anni un crescente interesse da parte delle aziende agricole italiane, data l’ampia gamma di impieghi offerti dalle numerose varietà ed ibridi commerciali oggi disponibili. Di estremo interesse è l’utilizzo per l’alimentazione animale, soprattutto in sostituzione del mais in sistemi agro-zootecnici con basse disponibilità idriche. Nota è, infatti, la capacità del sorgo di tollerare periodi di carenza idrica e di riprendere l’attività vegetativa al cessare delle condizioni di stress.</p>
<p>Grazie alle sue caratteristiche di composizione chimica, valore energetico, ricchezza di proteine e scarsa vulnerabilità alle micotossine, il sorgo offre vantaggi considerevoli per l’alimentazione animale ed è perfettamente <strong>integrabile</strong> nelle <strong>razioni alimentari sia dei bovini che dei monogastrici</strong>.<br />
In Italia gli ibridi più comunemente utilizzati hanno un ciclo da 100 a 120 giorni (classi FAO 300-500) e la scelta dipende dalla lunghezza del periodo di temperature favorevoli e dalla disponibilità idrica. Si adatta bene a tutti i tipi terreno, tollerando un’ampia gamma di valori di pH (da 5,5 a 8,5) e un’elevata salinità.</p>
<p>L’utilizzo del sorgo per l’alimentazione animale è comune in molti sistemi zootecnici. A seconda della specie e della varietà, <strong>il sorgo è impiegato come foraggio, verde o insilato, e per la produzione di granella</strong> quale componente di mangimi semplici o composti, sovente come sostituto o complemento del mais.</p>
<p>Le tipologie di sorgo utilizzate in alimentazione animale rientrano in tre categorie principali, e una vasta gamma di ibridi commerciali:</p>
<ul>
<li><strong>Sorgo da granella</strong> (Sorghum bicolor var. bicolor), diffuso soprattutto in ambienti non irrigui e con una composizione della granella comparabile a quella di altri cereali (tabella 1);</li>
<li><strong>Sorgo zuccherino</strong> (Sorghum bicolor var. saccharatum), è caratterizzato dalla presenza negli steli di circa il 20% di zuccheri e, rispetto alle altre varietà, ha una scarsa importanza nell’allevamento dei ruminanti;</li>
<li><strong>Sudangrass o erba sudanense</strong> (Sorghum bicolor var. sudanese o var. drummondi), comunemente conosciuto come sorgo gentile, è rappresentato da varietà precoci caratterizzate da un notevole grado di accestimento e ricaccio, che le rende idonee alla produzione di erbai polisfalcio (Primi et al., 2016).</li>
</ul>
<p><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/si-puo-sostituire-il-mais-nelle-diete-si-con-il-sorgo/attachment/tab1-11/" rel="attachment wp-att-20039827"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20039827" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab1-1.png" alt="" width="694" height="355" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab1-1.png 694w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab1-1-300x153.png 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab1-1-600x307.png 600w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a>Alcune vecchie varietà di sorgo possono contenere durrina, un glucoside cianogenico naturale presente nelle giovani piante di sorgo (soprattutto <em>Sorghum bicolor</em>), che agisce come difesa naturale contro parassiti, che dà luogo alla formazione di acido cianidrico, pericoloso in particolare per i ruminanti. Tuttavia, le nuove varietà hanno un contenuto molto basso di questo composto, oltre ad un basso contenuto di tannini nelle granelle (&lt; 1 g/kg di tannini condensati), tale da non ridurre eccessivamente la degradabilità ruminale della proteina</p>
<h2>Sorgo da granella</h2>
<p>Il sorgo destinato alla produzione di mangimi è il sorgo selezionato per la produzione di granella che è apprezzato per il suo <strong>elevato potenziale di resa e l’ottima resistenza alle malattie da allettamento.<br />
</strong>In varie prove sperimentali di confronto con il mais, il sorgo da granella ha dimostrato di esserne un valido sostituto, soprattutto in aziende dove le condizioni di coltivazione sono sfavorevoli per il primo (scarsa piovosità estiva, impossibilità di irrigazione, ecc). L’intera pianta può essere conservata mediante insilamento e somministrata in diete per ruminanti in sostituzione dell’insilato di mais mais, oppure utilizzato come concentrato al posto di altri cereali (mais, orzo, ecc.).</p>
<p>La qualità nutrizionale dei semi, soprattutto per l’alimentazione dei monograstrici, non è sempre ottimale, in quanto alcune linee genetiche presentano una scarsa digeribilità della proteina e dell’amido. Tuttavia, tale aspetto è poco influente per l’alimentazione dei ruminanti ed è comunque compensato dalla buona attività antiossidante e dalla presenza di sostanze bioattive (polifenoli), tanto che, entro certi limiti, può essere considerato un alimento funzionale. Ad esempio, nei ruminanti può incrementare la disponibilità di aminoacidi a livello intestinale, proprio per l’opera di protezione che operano i tannini a livello ruminale.</p>
<p>Sebbene <strong>l’amido e le proteine grezze del sorgo siano meno degradabili a livello ruminale rispetto a quelle del mais</strong> (Rooney e Pflugfelder, 1986; Huntington, 1997), la differenza di efficienza alimentare tra i due cereali può essere <strong>appianata</strong> attraverso processi tecnologici, quali <strong>macinazione fine o fioccatura</strong> (Theurer et al., 1999), che consentono un aumento della digeribilità di amido e proteina grezza.</p>
<p><strong>I valori di degradabilità dell’amido del sorgo a livello ruminale</strong> (vedi tabella 2) oscillano da 57,4% a punte di 75,6% (Pan et al., 2021; Offner et al., 2003): il motivo di questa variazione è da ricercare anche nella presenza di kafirine, proteine di stoccaggio della prolamina presenti nel sorgo da granella. Queste proteine impediscono l’accesso degli enzimi al corpo delle proteine, andando così a ridurre la degradabilità dell’amido e delle proteine del sorgo. Spesso vengono citati come fattori antinutrizionali anche i tannini, ma il loro contenuto nelle nuove varietà è molto limitato e non dovrebbe influire sulla degradabilità ruminale.</p>
<p><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/si-puo-sostituire-il-mais-nelle-diete-si-con-il-sorgo/attachment/tab2-8/" rel="attachment wp-att-20039828"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20039828" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab2.png" alt="" width="677" height="339" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab2.png 677w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab2-300x150.png 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab2-600x300.png 600w" sizes="auto, (max-width: 677px) 100vw, 677px" /></a></p>
<p>In una ricerca condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore (Gallo et al., 2018) si è visto come la degradazione dell’amido del sorgo dopo 7 ore di incubazione ruminale in vitro sia fortemente influenzata dalla dimensione di macinazione del cereale: <strong>il tasso di degradazione ruminale subisce </strong>infatti <strong>un aumento al diminuire della dimensione delle particelle in cui è macinato</strong>, passando da un valore di 72,5 (% amido utilizzato) con una dimensione media delle particelle di 2,36 mm a 87,9 (% amido utilizzato) con particelle di 0,21 mm. Da un altro studio (Patton et al., 2012) emerge come la velocità di digestione dell’amido (kd % per ora) passi da 5,7 a 16,5 se viene fioccato a vapore.</p>
<p>Per la minore degradabilità dell’amido del sorgo, che determinerebbe una minore sintesi batterica a livello ruminale, è consigliata addizionare le razioni dei bovini da carne a base di sorgo con cereali con una costante di degradazione più elevata (frumento ed orzo) o, ancor meglio, con ex-prodotti alimentari, al fine di incrementare il tasso di sviluppo microbico a livello ruminale.</p>
<h2>Insilato di mais e insilato di sorgo</h2>
<p>L’insilato di mais è un ottimo alimento, in cui il valore energetico e nutritivo ha un costo di produzione ragionevole e un profilo bilanciato in fibra ed energia fermentescibili, oltre ad un buon apporto di amido. Altri grandi vantaggi di tale prodotto sono l’elevata resa e la relativa facilità di insilamento.</p>
<p><strong>Il sorgo è una valida alternativa al mais quando l’acqua scarseggia</strong> (come, per esempio, in molte parti del Sud Italia) poiché è in grado di utilizzare le risorse idriche in modo molto più efficiente. Questo vegetale ha poi<strong> la capacità di produrre una biomassa maggiore.</strong><br />
Esistono inoltre altre motivazioni per cui gli allevatori stanno guardando sempre con maggiore interesse a tale coltura. Da un lato il sorgo <strong>risulta meno soggetto all’attacco delle micotossine</strong>: questi fattori anti-nutrizionali sono cresciuti a dismisura negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici che ne hanno moltiplicato le tipologie ed esteso l’arco temporale di comparsa.</p>

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Fonte: Borreani et al., 2003
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Fonte: Borreani et al., 2003
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Fonte: Borreni et al., 2003
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                            <figcaption class = "td-slide-caption td-gallery-slide-content"><div class = "td-gallery-slide-copywrite">Figura 3 - Variazioni nel contenuto di Fumonisina B1 in relazione al deterioramento aerobico degli insilati di mais 
Fonte: Borreni et al., 2003
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<p>Va inoltre ricordato come sia aumentata l’attenzione e la conoscenza delle micotossine, e quindi anche la loro ricerca attraverso le analisi. Purtroppo, sia l’esperienza pratica sia recenti indagini conoscitive condotte non solo in Italia, ma su base mondiale, indicano come il mais sia il cereale maggiormente contaminato e come l’insilato di mais contenga molte di queste micotossine.</p>
<p>Questo si correla ad un altro motivo per cui il sorgo come insilato sta risalendo nelle preferenze di molti allevatori.<br />
Data l’ampia scelta varietale e delle tecniche di processo oggi a disposizione, <strong>è possibile insilare con successo sia sorghi zuccherini (da foraggio e da biomassa) che da granella</strong>. Il sorgo ha caratteristiche nutrizionali e di fermentazione simili a quelle del mais, seppur con differenze varietali marcate, dovute principalmente all’allocazione dei carboidrati strutturali (frazione Ndf in particolare). D’altro canto, <strong>rimanendo verde più a lungo, il sorgo consente una finestra di raccolta più ampia rispetto al mais</strong> e nel caso di sistemi agricoli infestati da Diabrotica consente l’interruzione del ciclo biologico della stessa.</p>
<p>Il grado di maturazione e il contenuto di sostanza secca condizionano di molto la qualità del prodotto finale. Possiamo dire che un buon insilato di sorgo presenta una sostanza secca compresa tra il 28% e il 35%, una quota elevata di fibra e un contenuto di amido un po' più basso rispetto al mais. Alcune varietà (Bmr) possono migliorare sensibilmente la digeribilità della fibra, contribuendo a una maggiore ingestione e, quindi, a una migliore performance produttiva, oltre ad avere anche una buona percentuale di amido. <strong>La qualità dell’insilato di sorgo varia molto in funzione dello stadio vegetativo di raccolta</strong> ed anche in funzione dell’impiego di inoculi batterici per migliorare le fermentazioni (tabella 4).</p>
<p><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/si-puo-sostituire-il-mais-nelle-diete-si-con-il-sorgo/attachment/tab4-2/" rel="attachment wp-att-20039830"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20039830" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab4.png" alt="" width="851" height="391" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab4.png 851w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab4-300x138.png 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab4-600x276.png 600w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab4-768x353.png 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tab4-696x320.png 696w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a></p>
<h2>Razioni per bovini da carne con impiego di sorgo</h2>
<p>Per i criteri di razionamento occorre soddisfare i fabbisogni ottimizzando la funzionalità digestiva (rumine e intestino), massimizzare la crescita dei batteri ruminali per avere più proteine microbiche, promuovere la digeribilità intestinale dei nutrienti “escape” e perseguire il miglior equilibrio fra microbiota e ospite. Per i fabbisogni delle popolazioni ruminali occorre fornire fibra degradabile, soprattutto da foraggi, per nutrire le popolazioni cellulosolitiche: maggior velocità di degradazione equivale a maggior ingestione; gli zuccheri e gli amidi degradabili favoriscono la crescita batterica (soprattutto dei batteri amilolitici).</p>
<p><strong>L’insilato di sorgo da granella a pianta intera può sostituire l’insilato di mais nell’alimentazione di bovini da ingrasso</strong> (Do Prado et al., 2012) e dei vitelli in crescita (Adewakun et al., 1989) e parzialmente l’insilato di mais nella razione della vacca da latte, senza alcun effetto negativo sulla produzione di latte (Colombini et al., 2012). Il silomais può essere sostituito da silo sorgo (in particolare da varietà Bmr) con integrazioni adeguate di amido nelle razioni delle bovine da latte (Formigoni, 2019).<br />
È di fondamentale importanza la qualità nella produzione foraggera: conoscere in modo approfondito le caratteristiche nutrizionali dei propri alimenti aziendali consente di formulare al meglio le razioni per soddisfare pienamente i fabbisogni degli animali in accrescimento/ingrasso e garantirne anche un ottimale utilizzo.</p>
<p><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/si-puo-sostituire-il-mais-nelle-diete-si-con-il-sorgo/attachment/dav-18/" rel="attachment wp-att-20039806"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20039806 size-full" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594.jpg" alt="" width="2560" height="1536" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594.jpg 2560w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-300x180.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-600x360.jpg 600w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-768x461.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-1200x720.jpg 1200w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-1536x922.jpg 1536w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-2048x1229.jpg 2048w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-696x418.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-1068x641.jpg 1068w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-700x420.jpg 700w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/tecnica1_inalca_tassinari_10_2026_foto2-scaled-e1779977030594-1920x1152.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a></p>
<p>Soprattutto per gli insilati di produzione aziendale sarebbe opportuno fare almeno 2 analisi/anno (poco dopo l’apertura dell’insilato e dopo circa 6 mesi) non solo per la valutazione delle loro caratteristiche nutrizionali ma anche al fine di verificare l’eventuale presenza di micotossine.<br />
<strong>In pianura Padana molte aziende,</strong> già da parecchi anni, <strong>hanno sostituito in parte o totalmente l’insilato di mais nelle razioni dei bovini all’ingrasso</strong>, con insilati di cereali quali frumento, triticale, sorgo, insilato di miscugli (graminacee + veccia/pisello).</p>
<h2>Perché sostituire l’insilato di mais?</h2>
<p>La presenza di <strong>micotossine nel mais</strong> usato nell’alimentazione degli animali può dare origine a <strong>due problemi</strong>: il <strong>primo</strong> riguarda la salute e il benessere degli animali, il <strong>secondo</strong> riguarda la tutela e la sicurezza dei consumatori quando si consumano prodotti di origine animale (latte in particolare). Inoltre, un insilato di mais con micotossine comporta l’impiego di questo foraggio con problemi per tutto l’anno, con aggravio dei costi alimentari per l’uso inevitabile di “catturanti” per le micotossine.<br />
Si riportano vari <strong>esempi di razioni per bovini da carne con insilato di mais, esempi con parziale sostituzione ed esempi senza insilato di mais</strong> (vedi tabelle da 6 a 12).<br />
Anche nella formulazione di mangimi complementari per il bovino da carne il sorgo può sostituire una parte del mais, come possiamo vedere nell’esempio riportato nella tabella 13.</p>

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<p>Le aziende che allevano le fattrici (linea vacca-vitello), oltre alla possibilità del pascolo nei periodi in cui il clima lo consente, possono coltivare il sorgo (soprattutto nelle zone del centro – sud dell’Italia) per la produzione di granella ai fini dell’impiego, in forma di farina, nell’alimentazione degli animali allevati (vitelle, manze e fattrici).<br />
Dove possibile fare l’insilato, il silo sorgo è sicuramente anche un ottimo foraggio per la base dell’alimentazione delle fattrici, quando allevate in stalla, e così pure per le manze.<br />
Le recenti indicazioni scientifiche depongono a favore del fatto che l’insilato di sorgo rappresenta una possibile alternativa al classico silomais, soprattutto nelle aree con problematiche di scarsità d’acqua e con tendenza ad elevati livelli di contaminazione da micotossine.</p>
<p><strong>Per i fattori elencati si può affermare dunque che il sorgo, per la marcata adattabilità di questa coltura, è una valida alternativa all’insilato di mais e può sicuramente sostituire anche buona parte</strong> (o totalmente) <strong>la farina di mais per l’alimentazione del bovino da carne</strong>. Una pratica, questa, che consentirebbe di ridurre anche l’impatto ambientale delle materie prime utilizzate in allevamento.<br />
Va comunque sottolineato che il sorgo non può essere considerato solo come un sostituto del mais. Il sorgo è soprattutto una coltura preziosa che, se usata con intelligenza, può migliorare la stabilità produttiva e la salute degli animali.</p>
<p>Il sorgo è molto tollerante al caldo e alla siccità: prospera in terreni non ideali, come pendii ripidi o terreni poco profondi, dove è difficile trattenere abbastanza acqua per produrre un buon raccolto di mais. Il sorgo è circa dal 30 al 40% più efficiente nell'uso dell'acqua rispetto a una pianta di mais. Negli ambienti caldi, secchi e con umidità limitata, tipici del Centro Sud dell’Italia, si possono ottenere rese uguali o superiori dal sorgo rispetto al mais.</p>





	

 
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<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-carne/si-puo-sostituire-il-mais-nelle-diete-si-con-il-sorgo/">Si può sostituire il mais nelle diete? Sì, con il sorgo</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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		<title>Luigi Bertocchi: benessere e biosicurezza, dove stiamo andando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Setti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bovini da latte]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[Biosicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[bovina da latte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le due discipline zootecniche sono in continua evoluzione. Ecco in quali termini secondo il veterinario bresciano </p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/benessere-e-biosicurezza-dove-stiamo-andando/">Luigi Bertocchi: benessere e biosicurezza, dove stiamo andando</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Le due discipline zootecniche sono in continua evoluzione. Ecco in quali termini secondo il veterinario bresciano <!-- nbmpe --></div>

<p>&nbsp;</p>
<p>Persino l’idea tecnica di benessere animale può evolvere. Per esempio grazie al machine learning, oppure gra­zie alle ultime acquisizioni dell’etologia.<br />
E soprattutto può consolidarsi, per dare risposte più immediate alle richieste del consumatore, come avviene con il si­stema Sqnba.<br />
Lo stesso si può forse dire per il concet­to di biosicurezza: l’applicazione di que­sta disciplina può essere perfezionata e razionalizzata grazie a una progetta­zione dell’allevamento più attenta, a una più mirata azione sulle planimetrie.</p><div id="infor-3609023482" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>È quanto sostiene il veterinario Luigi Bertocchi, protagonista per decenni della zootecnia italiana con il suo la­voro allo Zooprofilattico di Brescia (Iz­sler). Vedremo dunque assieme a lui come questi due fondamentali aspetti dell’allevamento moderno possano svilupparsi.<br />
Premessa: per inquadrare la taratura della nostra fonte, sottolineiamo sol­tanto che molti osservatori vedono in Bertocchi, e nel suo staff all’Izsler, il principale artefice della nascita di una quisquilia tecnica come il sistema Classyfarm.</p><div id="infor-1017626207" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p><strong>Dottor Bertocchi, parliamo di benes­sere animale: quali sono le possibilità di sviluppo di questo concetto tecnico, nell’allevamento dei bovini?<br />
</strong>Il futuro del benessere animale è legato all’applicazione dell’Sqnba, il Sistema di qualità nazionale benessere animale. È un sistema che è stato messo a punto e coordinato dai ministeri della Salute e dell’Agricoltura. È stato utilizzato molto nel 2025 per i premi legati alla politica agraria comunitaria, ma non è ancora entrato nel vivo, non ha ancora raggiun­to la sua piena applicazione, che consi­ste nell’arrivare a una etichettatura del prodotto agroalimentare finito. Un’eti­chettatura a vantaggio del consumato­re: per far sì che quest’ultimo, quando acquista il prodotto, possa contare su un’etichetta che gli garantisca che nel processo di allevamento è stato rispet­tato il benessere animale.</p>
<p><strong>Relativamente a questa etichettatura sono emerse diverse criticità...<br />
</strong>Certo, era da aspettarselo. Perché men­tre il mondo allevatoriale vorrebbe che tutti gli allevatori possano accedere a questa etichettatura, proprio perché si tratta di un’etichettatura non è un traguardo facile da raggiungere. Mi spiego: il benessere animale, in quanto etichettato, prevede situazioni superiori ai limiti minimi di legge; cioè prevede parametri, sia in termini di risorse sia in termini di stato degli animali, superiori ai minimi. Dunque quello dell’Sqnba non è uno standard facile da raggiungere. Però è raggiungibile dalla stragrande maggioranza degli allevatori. Ed è un traguardo che, a mio giudizio, per il fu­turo è importantissimo per gli allevatori italiani.</p>
<p><strong>Perché?<br />
</strong>Perché è quello che fa arrivare al citta­dino finale tutto il lavoro che abbiamo fatto per valutare e per migliorare il be­nessere animale nel mondo zootecnico. Ed è principalmente il cittadino la figu­ra che poi fa pressione perché venga migliorato il benessere animale, che si pone domande su come il mondo zoo­tecnico alleva gli animali, e quindi che chiede garanzie sul prodotto agroali­mentare che va ad acquistare.</p>
<p><strong>Lei ha detto che l’Sqnba prevede pa­rametri superiori ai minimi di legge. Allora le vorrei chiedere cosa c’è in più nell’Sqnba rispetto a quanto già prevede Classyfarm, per le caratteri­stiche dell’allevamento.<br />
</strong>Classyfarm ed Sqnba sono due facce della stessa medaglia. Classyfarm è un sistema integrato per la categorizzazio­ne del rischio e serve per avere tutta una serie di parametri rilevati in allevamento, in autocontrollo e nel controllo ufficiale; per avere idea di quali sono i livelli di be­nessere, sicurezza, sanità e consumo di farmaco degli allevamenti; per sviluppa­re da un lato attività di controllo, dall’al­tro progetti di sviluppo. Sanità, attività di controllo, progetti di sviluppo.</p>
<p><strong>L’Sqnba invece?<br />
</strong>Con l’Sqnba invece è una parte di Clas­syfarm che viene presa, che viene sele­zionata dal Comitato tecnico scientifico per il benessere animale. E la parte sele­zionata è quella che maggiormente ga­rantisce che il processo di allevamento rispetti benessere animale, benessere di sicurezza e minor consumo di farma­co. Quindi Classyfarm ed Sqnba sono due facce della stessa medaglia. Il pri­mo è rivolto allo sviluppo del settore e alle verifiche del settore, il secondo in­vece è rivolto alle etichettature e quindi prettamente alla comunicazione. Si può magari puntualizzare che l’Sqnba non è applicabile ad allevamenti a stabulazio­ne fissa a meno che questi non asso­cino la stabulazione fissa a un periodo di pascolo.</p>
<p><strong>Ma rispetto al status quo, Sqnba chie­de qualcosa in più agli allevatori sul piano della tecnica di allevamento?<br />
</strong>No, non chiede qualcosa in più. I para­metri sono gli stessi, il controllo ufficia­le, l’autocontrollo e l’Sqnba chiedono tutti gli stessi parametri, perché tutti alimentano lo stesso sistema. Più dati alimentano lo stesso sistema, maggiore è la consapevolezza e la conoscenza del sistema e migliori sono le pratiche che a tutti i livelli possono essere adot­tate per migliorare il sistema. È questo è il vero valore aggiunto dell’Sqnba, ossia che non c’è un’attività di controllo che fa una cosa, un’attività di autocontrollo che ne fa un’altra e un’etichettatura che ne fa un’altra ancora.</p>
<p><strong>Tutte le attività fanno riferimento agli stessi parametri.<br />
</strong>Sì, tutte fanno la stessa cosa e questa omogeneità garantisce: a) che il citta­dino non venga preso per i fondelli di fronte a un sistema in cui gli operatori facciano riferimento a parametri diversi, in cui quindi non ci sia chiarezza e coe­renza; b) che il sistema generale venga alimentato da dati anch’essi omogenei, quindi con la possibilità di avere maggiori informazioni rilevate da soggetti diversi, dal certificatore per l’Sqnba al ve­terinario aziendale per l’autocontrollo, al veterinario ufficiale per gli altri controlli.</p>
<p><strong>Va bene, ma nessun sistema tecnico è cristallizzato, o rimane fermo negli anni; tutto è sempre in evoluzione, an­che solo guardando al medio o lungo periodo. Se questo è vero, allora anche il sistema tecnico del benessere ani­male è suscettibile di perfezionamenti o di avanzamenti, sempre in relazione soltanto alla tecnica. Per esempio po­trebbero essere già in embrione svi­luppi nel settore privato più che nella ricerca pubblica, oppure all’estero for­se più che in Italia… Qualche ambiente tecnico starà sicuramente mettendo a punto qualche procedura nuova.<br />
</strong>Delle nuove decisive applicazioni che io sappia non ce ne sono. Però ci sono degli studi avanzati che secondo me avranno successo nei prossimi dieci anni. Fra questi la svolta più impor­tante nel benessere animale sarà data dall’applicazione delle tecniche di ma­chine learning.</p>
<p><strong>Machine learning: di cosa si tratta?<br />
</strong>È un’attività di rilevazione delle condi­zioni degli animali, rilevazione costante, che può essere anche quotidiana, che può essere fatta solo dalle macchine, dalle telecamere, dai sistemi di rileva­zione, dalle pesature, dai computer e da tutta una serie di altri dispositivi. Che possono dare un’idea delle condizioni del benessere animale in allevamento non solo con la frequenza delle rileva­zioni già fatte dall’uomo, dunque una volta o due all’anno, o una volta al mese, ma anche quotidianamente, quindi con un’efficienza maggiore.</p>
<p><strong>E oltre alla frequenza delle rilevazioni?<br />
</strong>Questi sistemi automatizzati hanno an­che un altro grande vantaggio: che una volta messi a punto non manifestano le variazioni che sono collegate invece alla normale valutazione soggettiva umana, perché la macchina non ha nessuna soggettività.</p>
<p><strong>Perché parlava di dieci anni?<br />
</strong>Perché il grande lavoro che si sta fa­cendo adesso è proprio di far sì che le macchine vengano confrontate con le osservazioni umane nella loro attività di rilevazione. Rilevazione, per esempio, del body condition score, delle zoppie, dei comportamenti prima del parto, dopo il parto o durante il parto… Sto parlando di macchine che rilevano dati per valutare se le vacche stanno bene (bene stare, benessere). Queste mac­chine devono però dare una rilevazione che corrisponda a delle valutazioni che sarebbero date dagli uomini, valutazio­ni positive o negative. Quindi in questo momento si sta facendo un grosso la­voro di confronto tra i risultati che emer­gono dalle rilevazioni delle immagini, prevalentemente, oppure per esempio dalle pesature.</p>
<p><strong>Dalle pesature?<br />
</strong>Nel caso delle zoppie ci sono attrezza­ture che riescono a valutare la pressio­ne dei singoli arti su una pesa. Quando l’animale zoppica tenta di alleggerire questa pressione, quindi la pesa rileva la zoppia. Tornando al confronto con il lavoro dell’uomo: il problema è quanti falsi negativi o falsi positivi la macchi­na rileva. Nel momento stesso in cui il numero di falsi negativi e falsi positivi è molto ben correlato con quanto ri­leverebbe la valutazione veterinaria, a quel punto la macchina può sostituire la rilevazione del veterinario, o quella dell’allevatore.</p>
<p><strong>Una cosa complicata: per mettere a punto questo tipo di rilevazione automatizzata servirà molto tempo…<br />
</strong>Io credo che ci vorranno molti anni. Qualche sistema però già oggi affronta il mercato, ma sulla capacità di rilevare esattamente questi dati serve tempo. Siamo a un buon livello con il body con­dition score, il Bcs, siamo a un discreto livello con le zoppie.</p>
<p><strong>Siamo a un buon livello con il Bcs: grazie alle telecamere?<br />
</strong>Sì, però poi devi tener conto del fatto che non sempre l’animale passa sotto la telecamera, non sempre ci passa un numero di volte sufficiente eccetera. Una volta che verranno conclusi questi studi, io penso che saranno di rapida applicazione nel mondo zootecnico; e a quel punto bisognerà correlare i dati di queste rilevazioni con il sistema di va­lutazione del benessere. Sistema però che, ricordiamolo, non valuta solo gli animali ma anche le strutture e il mana­gement. E quindi una volta fatta questa summa avremo un sistema di valuta­zione del benessere che sarà applicato più frequentemente e che sarà un po’ più libero da quella che è la soggettività del giudizio umano.</p>
<p><strong>Stiamo sempre parlando dell’alleva­mento dei bovini.<br />
</strong>Certo, questo discorso sulle telecamere fa riferimento al bovino in allevamento. Ma per esempio per l’allevamento suino siamo già più avanti con gli studi: lì l’u­tilizzo delle telecamere viene applicato al macello.</p>
<p><strong>Al macello suino?<br />
</strong>Esatto, perché al macello suino puoi ri­levare con facilità per esempio le lesio­ni cutanee oppure anche una eventuale compromissione dei polmoni dovuta a malattie respiratorie; e si possono fareanche altre osservazioni. Per gli alleva­menti di breve durata come l’avicolo e il suinicolo, che hanno cicli molto brevi, si può avere una rilevazione del benessere al macello; rilevazione che potrà essere utile ovviamente non per quella partita di animali che è stata macellata, ma per quelle successive che sono allevate ne­gli stessi allevamenti.</p>
<p><strong>Questi studi di machine learning ven­gono condotti anche in Italia?<br />
</strong>Sì, attualmente li stiamo sviluppando anche nel nostro paese, ci sono molte aziende private, molte start up che ci stanno lavorando anche in Italia. In Italia, ma questi studi vengono portati avanti in tante parti del mondo dove ci sono gli allevamenti. In Italia penso che ci sia più di un’università che se ne occupa, anche se l’università e gli istituti se ne occupa­no dal punto di vista della validazione, mentre invece lo sviluppo del modello lo fanno le aziende private.</p>
<p><strong>Quali tipi di aziende private?<br />
</strong>Di solito sono aziende attive nell’ela­borazione di dati, quindi aziende infor­matiche che sono attrezzate per ela­borare i dati che vengono estratti dalle immagini.</p>
<p><strong>In conclusione sviluppo del benesse­re animale grazie anche al machine learning.<br />
</strong>Il benessere comunque sarà il frutto di tre attività. Una rimane sempre quella della rilevazione della resource base, cioè delle strutture e del management, che è necessariamente effettuata dall’uomo. Poi una seconda sarà quella della rilevazione dell’attività degli ani­mali, sarà effettuata dalle macchine che rilevano le condizioni quotidiane degli animali. La terza attività sarà quella di rilevazione dei dati da parte delle ban­che dati, e di banche dati ce ne sono di­verse in Italia: quella zootecnica, quella sanitaria... E quindi l’analisi dell’insieme di tutte queste informazioni, attraverso l’intelligenza artificiale, potrà offrire un quadro di come sono tenuti gli animali molto più completo attento e preciso di come non avvenga oggi con questi tre tipi di attività presi singolarmente.</p>
<p><strong>Sempre in materia di benessere ani­male, oggi la ricerca si sta applicando anche ad altre situazioni?<br />
</strong>Un’altra cosa che oggi sta coinvolgendo il mondo della ricerca è la rilevazione del positive animal welfare.</p>
<p><strong>Positive animal welfare…<br />
</strong>Oggi noi rileviamo solo dati che, dicia­mo così, dichiarano l’animale non in condizioni idonee: troppo magro, zop­po, con la mastite, con percentuale di mortalità elevata, eccetera. Ma ci sono aspetti che invece dimostrano una con­dizione emotiva positiva che potrebbe essere chiamata tra virgolette, tra dieci virgolette, felicità, quindi positive ani­mal welfare. In questi studi che si stan­no facendo si valutano atteggiamenti conosciuti da anni in etologia come il grooming, come altri modi di compor­tarsi, che indicano che l’animale si sta comportando in modo, diciamo così, di dimostrare la propria serenità.</p>
<p><strong>Dunque in questa nostra discussione sul benessere animale siamo passati a parlare anche di etologia.<br />
</strong>Sì. Però questo lo vedo molto più com­plicato, perché l’aspetto emotivo dell’a­nimale è ancora, checchè se ne dica, una situazione molto difficile da stu­diare, da interpretare. Ma certamente anche questa branca della ricerca in un futuro potrebbe trovare degli sbocchi e quindi diventare applicativa. Oggi non è per niente applicativa, ma se la vedia­mo a lungo termine ci sono prospetti­ve, anche perché sono a disposizione parecchi fondi per la ricerca per questo positive animal welfare.</p>
<p><strong>LA BIOSICUREZZA </strong></p>
<p><strong>Bene, fin qui lo status quo e i possi­bili sviluppi per quanto concerne il benessere animale. Ora potremmo cambiare argomento e discutere di come potrà evolvere invece l’idea della biosicurezza.<br />
</strong>L’attenzione verso la biosicurezza ha sicuramente subito una grossa acce­lerazione e quindi la biosicurezza negli ultimi anni è certamente migliorata. Sia nel mondo dei ruminanti, dove era mol­to blanda, trascurata, sia nel mondo dei suini e degli avicoli, perché le emergen­ze della peste suina e dell’influenza aviaria hanno spinto il settore ad applicarla in maniera attenta e precisa. Le regole di biosicurezza però sono le stesse di trent’anni fa, non hanno avu­to un’evoluzione come invece nel caso del benessere animale. Il problema è che non erano applicate in maniera attenta.</p>
<p><strong>Quindi l’accelerazione di cui lei parla si ritrova nell’applicazione delle regole di biosicurezza, non tanto nello studio di nuovi metodi.<br />
</strong>Esatto, nell’applicazione di queste re­gole di base. Che consistono nel con­trollo di tutto ciò che entra in alleva­mento, nel controllo di tutti i passaggi che si possono verificare tra alleva­mento e allevamento, tra interno ed esterno, le norme di igiene all’interno. Quindi l’accelerazione prevede un net­to miglioramento delle strutture, ma soprattutto, e lì c’è ancora un po’ da fare, un netto miglioramento della cul­tura dell’allevatore.</p>
<p><strong>Miglioramento della cultura dell’allevatore...<br />
</strong>Per parlare della situazione della bio­sicurezza uso spesso questo esem­pio: è come il caso delle assicurazioni. Quando accendi un’assicurazione auto fondamentalmente non acquisti niente che in quel momento ti sembri asso­lutamente necessario; questo perché stai bene, perché la macchina non ha incidenti, eccetera. Se fai una assicura­zione la fai per prevenire il futuro. Ora, per convincere gli imprenditori zootec­nici a comprare qualcosa per evenienze future, per convincerli della necessità di fare qualcosa per prevenire even­tuali danni futuri, bisogna fare un salto culturale.</p>
<p><strong>E questo salto culturale si sta verificando?<br />
</strong>Secondo me sì. Grazie anche alla con­sapevolezza dei problemi che possono aver avuto dei colleghi imprenditori. Tu cominci a riflettere sull’opportunità di adottare precauzioni quando vedi i pro­blemi che si verificano in circostanze o in aziende simili alle tue: hanno visto l’arrivo della peste suina, hanno visto di conseguenza chiudere degli allevamen­ti, hanno compreso che le iniziative di biosicurezza devono essere intraprese sempre.</p>
<p><strong>Altre situazioni che possono aver indotto questa accelerazione dell’applicazione della biosicurezza?<br />
</strong>Un altro fattore di accelerazione fonda­mentale per la biosicurezza è questo: sia il benessere animale che la biosi­curezza concorrono a ridurre il consu­mo di farmaco. Perché più gli animali non si ammalano, più stanno bene, più reagiscono alle malattie, e più si ridu­ce il rischio di prenderle, le malattie. E quindi l’allevatore riduce l’utilizzo del farmaco. Oggi ci sono premi e spinte legali per ridurre il consumo di farma­co, quindi anche in funzione di questi incentivi il mondo della zootecnia e della veterinaria è diventato molto più sensibile alla biosicurezza, applicando di conseguenza regole che sono solo regole di base, che però prima veniva­no disattese.</p>
<p><strong>Le regole di base sono fondamentali e consolidate. Però tutte le tecniche prima o poi hanno un’evoluzione. C’è qualche nuova regola di base, oppure un’applicazione di machine learning anche su queste regole di base relative alla biosicurezza? Per esempio forse nuove tecniche anche di progettazione dell’allevamento?<br />
</strong>Sicuramente. Emergono nuovi princi­pi di progettazione, in cui finalmente, quando si disegna l’articolazione di un allenamento, si definisce un’area preci­sa nella quale hanno accesso solo gli operatori. Un’area che viene distinta dalla zona in cui hanno accesso anche i visitatori, che a sua volta viene distinta dall’area in cui ha accesso il pubblico. Per cui si cominciano a progettare gli allevamenti, oppure, soprattutto, li si ri­modulano o li si ristrutturano creando queste due o tre distinte aree.</p>
<p><strong>Ma questo è stato fatto in modo scientifico, con dei protocolli?<br />
</strong>Ci sono centinaia di studi che dimo­strano come i passaggi delle patologie animali da un’area esterna a un’area di accesso, e da un’area di accesso a un’area di lavoro diretto, avvengono at­traverso il passaggio dell’uomo, il pas­saggio delle attrezzature, il passaggio dei mezzi che devono supportare l’al­levamento, il mancato controllo degli animali interni, il passaggio degli ani­mali, il mancato controllo degli animali selvatici o dei volatili.</p>
<p><strong>E c’è un protocollo da rispettare?<br />
</strong>C’è il sistema Classyfarm, con le sue checklist per la biosicurezza e con il suo manuale dedicato: quelli sono i protocolli di biosicurezza per ogni al­levamento. Questi protocolli, scritti dai veterinari all’Istituto zooprofilattico di Brescia, hanno seguito le indicazio­ni riconosciute a livello mondiale per tutelare gli allevamenti nei confronti dei problemi sanitari. Non solo, ma in applicazione di direttive europee sono anche state riscritte le norme verticali sulla biosicurezza del suino, dell’avicolo e a breve uscirà anche la norma nazio­nale sulla biosicurezza dei ruminanti. Quest’ultima ovviamente traccia delle linee generali, fa un po’ più fatica ad entrare nello specifico, perché quando si parla di allevamenti di ruminanti in Italia si fa riferimento a decine e decine di tipologie diverse.</p>
<p><strong>Sono uscite direttive europee in merito alla biosicurezza?<br />
</strong>Più che a una direttiva europea si fa riferimento al “Piano d’azione congiun­to One Health 2022-2026” della World health organization (Who), un piano che fra le altre cose afferma che ogni stato membro deve sviluppare norma­tive sulla biosicurezza negli specifici settori di allevamento: suini, avicoli, ruminan­ti... A questo proposito si possono consultare i documenti Who di otto­bre 2022 e di dicembre 2023 nel sito <strong><em><a href="http://www.who.int" target="_blank" rel="noopener">www.who.int</a> </em></strong>. Il lettore vi può ac­cedere anche attraver­so i link seguenti: <strong><em><a href="https://shorturl.at/tY1zQ" target="_blank" rel="noopener">https://shorturl.at/tY1zQ</a><br />
<a href="https://shorturl.at/asHhN" target="_blank" rel="noopener">https://shorturl.at/asHhN</a></em></strong></p>
<hr />
<h3>Chi è Bertocchi</h3>
<p>Il veterinario Luigi Bertocchi è stato direttore del Dipartimento tutela e salute animale presso l’Izsler, l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna, con sede a Brescia. Inoltre è stato responsabile per il ministero della Salute del Centro di referenza nazionale per il benessere animale.<br />
Viene ritenuto il protagonista della nascita e dell’affermazione del sistema Classyfarm, con le relative check-list e i collegati manuali tecnici.<br />
È professore a contratto presso la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bologna, Scuola di specialità in Sanità pubblica veterinaria, dove tiene il corso di Igiene, biosicurezza e gestione nelle filiere bovine (latte e carni) e ovicaprine.</p>
<hr />
<h3>La percezione che ha il cittadino del benessere in allevamento</h3>
<p>Luigi Bertocchi ha discusso con IZ anche della questione, di grande attualità, di come il consumatore percepisce l’attività di allevamento, di come la immagina e quindi la giudica. Una tematica molto collegata al grande capitolo del benessere animale, perché come sappiamo nell’immaginario del consumatore tutte le bovine per essere “felici” dovrebbero essere libere di scorrazzare nei prati, il vitello dovrebbe stare sempre in compagnia della madre, le aziende agricole dovrebbero sempre essere aperte ai visitatori, e così via.<br />
Idee forse un po’ bucoliche, lontane dalla quotidianità produttiva, ma che devono essere approcciate con grande rispetto perché comunque alla fine il consumatore rimane sempre il terminale dell’attività di produzione di alimenti. E in ogni caso stanno acquistando sempre più importanza situazioni come le fattorie didattiche, l’agriturismo, i caseifici aperti, il racconto della pubblicità, e così via.</p>
<p><em><strong>Dottor Bertocchi, non possiamo discutere di benessere animale senza prendere in esame anche la percezione che il consumatore ha della zootecnia.</strong></em><br />
È un discorso lungo questo. Innanzitutto noi operatori professionali della zootecnia non dobbiamo affrontarlo parlando di “consumatore”. Dobbiamo parlare piuttosto di “cittadino”. Di percezione del cittadino. Perché la figura del cittadino è certamente rappresentata dal consumatore che compra prodotti di origine animale, ma anche da colui che pur non comprando prodotti di origine animale mantiene comunque il diritto di esprimere il proprio parere su come vengono allevati gli animali.</p>
<p><em><strong>Certo. E il cittadino oggi conserva un’idea molto bucolica rispetto a come dovrebbe essere condotto l’allevamento.</strong></em><br />
Per meglio dire, ha un’idea molto traviata, molto distante da come noi alleviamo gli animali. E questo semplicemente perché non lo ha mai visto, o se lo ha visto lo ha visto in condizioni non reali: le fattorie didattiche non rappresentano il vero mondo produttivo, gli animali al pascolo producono solo lo 0,5% del latte o della carne che arriva al mercato... Insomma, spesso l’allevamento a cui pensa il cittadino non corrisponde alla realtà. Se esistessero solo questi allevamenti minori poi lui non troverebbe sul mercato il latte, il formaggio, la carne che gli serve. E quando gli capita di vedere in televisione degli allevamenti veri non riesce a comprendere perché ci sia questa diversità rispetto a quanto immagina.</p>
<p><em><strong>Dunque il mondo della zootecnia professionale come può affrontare questa divaricazione, e quindi comunicare con il cittadino?</strong></em><br />
Una risposta può venire dall’etichettatura di processo garantita dall’Sqnba. Che permette di andare a dire ai cittadini che anche gli allevamenti intensivi (o come li chiamano oggi gli allevamenti responsabili) mantengono ottime condizioni di benessere dell’animale, con la conseguenza che anche da questi allevamenti alla fine provengono alimenti sani, buoni, e con un costo di produzione tale da permettere ai prezzi al consumo di essere accessibili a tutti o quasi.</p>
<p><em><strong>Una situazione molto presente nell’immaginario del cittadino è quella del contatto vacca vitello.</strong></em><br />
Non c’è dubbio che questo rimanga un problema, che magari verrà affrontato in futuro. In ogni caso il contatto vacca vitello è una situazione molto complicata perché durante i primi giorni di vita del vitello, dopo i 4-5 giorni di colostro, la bovina ha bisogno di svuotare la mammella in condizioni di massima igiene, per evitare di contrarre infezioni. E se noi lasciamo il vitello sotto la vacca diventa molto più complicato garantire questo obiettivo.</p>
<p><em><strong>Ma il vitello soffre per la separazione dalla madre, e anche quest’ultima soffre.</strong></em><br />
Oggi il danno emotivo dovuto alla separazione è stimato di portata molto inferiore rispetto al danno sanitario, e produttivo, provocato da un’infezione. Qualche anno fa questa situazione era forse meno complicata, quando avevamo animali che facevano 10-20 litri di latte al giorno. Ma con animali come quelli di oggi, che fanno 30-40-50 litri al giorno, diventa tutto meno facile. Però anche con le condizioni attuali si sta studiando la possibilità di lasciare il vitello almeno un paio di giorni sotto la bovina, due o tre giorni, non di più, perché poi comunque bisogna separarli; e se il contatto venisse mantenuto troppo a lungo il danno emotivo della separazione diventerebbe maggiore. In ogni caso il danno sanitario inficerebbe il vantaggio di aver evitato il danno emotivo.</p>
<p><em><strong>Sono state fatte esperienze nella direzione di un contatto prolungato?</strong></em><br />
Che io conosca, c’è solo un’azienda nel Trentino in cui il veterinario che la gestisce ha messo a punto un protocollo per mungere le vacche e nel contempo lasciarle anche assieme al vitello; ma è un’azienda molto piccola, di una dozzina di vacche. Oggi prevalgono piuttosto le esigenze di biosicurezza e di controllo delle patologie infettive; e anche aspetti di benessere animale. Nonostante questo l’argomento attualmente è oggetto di molti progetti di ricerca, anche se prevedere un contatto prolungato è estremamente difficile.</p>
<p><em><strong>Un’altra tematica critica, all’interno del problema della percezione della zootecnia da parte del cittadino, è quella della macellazione. È critica per motivi intuibili, posto che sia accettato che si tratta di una fase inesorabile e che se non esistessero i macelli non ci sarebbe disponibilità dell’alimento carne.</strong></em><br />
Oggi i macelli sono pesantemente regolamentati per quanto riguarda la tutela del benessere degli animali, dal momento in cui questi arrivano in macello a quello in cui sono abbattuti. Ci devono essere dei recinti dotati di acqua e cibo per mantenerli in buone condizioni, ci devono essere spazi sufficienti, ci deve essere igiene, e ci deve essere anche lo stordimento preventivo all’abbattimento. Non solo, ma tutti i macelli d’Italia sono costantemente, quotidianamente, supervisionati dai veterinari.</p>
<p><em><strong>E questi cosa controllano?</strong></em><br />
Inizialmente i veterinari andavano sul posto essenzialmente per verificare la sanità degli animali. Ma oggi gran parte del lavoro che fanno i veterinari dei macelli è invece soprattutto quello di garantire che vengano rispettate tutte queste norme di benessere che abbiamo velocemente citato prima. Rispettate, ripeto, da quando l’animale viene scaricato fino a quando viene macellato. Norme che sono conseguenti alle norme di benessere animale da rispettare durante l’allevamento.</p>
<p><em><strong>E che si estendono anche al trasporto degli animali.</strong></em><br />
Certo, le norme del benessere devono essere rispettate durante il trasporto. Il trasporto degli animali è rigidamente normato, sia per quanto riguarda il trasporto a lungo termine sia per quello a breve termine. Per cui alimentazione, rifornimenti di acqua, spazi, lettiera, densità, sono tutte situazioni rigidamente normate, c’è una normativa per il benessere durante il trasporto. E le forze di polizia possono attuare posti di blocco per fermare il camion e verificare il rispetto delle norme, sempre in associazione con i veterinari delle Asl, perché naturalmente le forze di polizia hanno bisogno del supporto veterinario durante queste attività.</p>
<p><em><strong>Come consultare la normativa legata a queste problematiche?</strong></em><br />
Per la macellazione si veda il regolamento Ce numero 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’abbattimento, con le relative 130 pagine di linee guida del ministero della Salute. Per la protezione degli animali durante il loro trasporto si veda il regolamento Ce numero 1/2005.</p>





	

 
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		<title>Elanco completa l&#8217;acquisizione di AHV e rafforza il comparto dairy</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/notizie-dalle-aziende/elanco-completa-lacquisizione-di-ahv-e-rafforza-il-comparto-dairy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Olivia Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalle aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'operazione rafforza il portafoglio dell'azienda nel settore della salute e della transizione bovina. Tra le novità tecnologiche, soluzioni per facilitare l'asciutta e sistemi fitoderivati contro il biofilm batterico per ridurre l'uso di antibiotici</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">L'operazione rafforza il portafoglio dell'azienda nel settore della salute e della transizione bovina. Tra le novità tecnologiche, soluzioni per facilitare l'asciutta e sistemi fitoderivati contro il biofilm batterico per ridurre l'uso di antibiotici<!-- nbmpe --></div>

<p data-path-to-node="7">Elanco Animal Health ha ufficializzato il completamento dell'acquisizione di AHV International, azienda olandese specializzata nel settore della salute nutrizionale degli animali da allevamento. L'operazione punta a rafforzare la presenza del gruppo nel mercato globale del comparto Dairy.</p><div id="infor-3234918009" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p data-path-to-node="8">"L'integrazione fornisce strumenti a produttori e veterinari per la gestione della vacca in transizione, ampliando le soluzioni per la sostenibilità, il benessere animale e la salute", ha dichiarato Ramiro M. Cabral, vicepresidente esecutivo di Elanco International.</p><div id="infor-3772908762" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p data-path-to-node="9">A fronte di una domanda globale di prodotti lattiero-caseari in aumento, i produttori si trovano a gestire criticità legate all'efficienza delle stalle. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (Woah), circa il 20% della produttività zootecnica viene perso ogni anno a causa di malattie e riforme anticipate, con un impatto diretto sulla redditività degli allevamenti.</p>
<p>L'acquisizione inserisce nel portafoglio di Elanco soluzioni nutrizionali mirate per le fasi di maggiore vulnerabilità della bovina. Nel dettaglio, l'offerta include:<br />
<b data-path-to-node="11,0,0" data-index-in-node="0">- StopLac:</b> un formulato studiato per la gestione della messa in asciutta, progettato per facilitare l'operazione riducendo la produzione di latte nel giorno del <i data-path-to-node="11,0,0" data-index-in-node="159">dry-off</i>.<br />
<b data-path-to-node="11,1,0" data-index-in-node="0">- Tecnologia quorum sensing:</b> una soluzione a base di estratti di origine vegetale sviluppata da AHV, capace di interferire con i meccanismi di comunicazione batterica (quorum sensing) e ostacolare la formazione del biofilm che protegge i patogeni dall'azione del sistema immunitario dell'animale. L'obiettivo della tecnologia è supportare le difese naturali della bovina, contribuendo alla riduzione dell'uso di antibiotici in stalla.</p>
<p data-path-to-node="12">L'integrazione punta a combinare lo sviluppo scientifico delle due strutture con la rete distributiva globale, rendendo queste soluzioni strumenti per il management sanitario e la prevenzione nell'industria lattiero-casearia.</p>





	

 
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	</ul>
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		<title>Fonti preferite su Google: ecco come aggiungere L&#8217;Informatore Zootecnico</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/fonti-preferite-su-google-ecco-come-aggiungere-linformatore-zootecnico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Informatore Zootecnico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il motore di ricerca ha introdotto una nuova funzione gratuita e semplice da attivare. Si chiama “fonti preferite” e dà la possibilità di scegliere quali siti far apparire con maggiore frequenza nei risultati di ricerca</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/fonti-preferite-su-google-ecco-come-aggiungere-linformatore-zootecnico/">Fonti preferite su Google: ecco come aggiungere L&#8217;Informatore Zootecnico</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Il motore di ricerca ha introdotto una nuova funzione gratuita e semplice da attivare. Si chiama “fonti preferite” e dà la possibilità di scegliere quali siti far apparire con maggiore frequenza nei risultati di ricerca<!-- nbmpe --></div>

<p>Da novant'anni <a href="https://www.edagricole.it/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2"><strong>Edagricole</strong></a> è un punto di riferimento per l'informazione e la formazione nel settore agricolo, con il quindicinale <em>Informatore Zootecnico</em> e con tutte le altre testate dedicate a settori specifici (olivicoltura, meccanizzazione, zootecnia, vitivinicoltura, frutticoltura, orticoltura e florovivaismo). Da tempo, oltre alla rivista cartacea ci sono diversi modi per leggere i nostri articoli e fruire degli altri contenuti (video, webinar ecc.): il sito, i canali social (facebook e <a href="https://www.instagram.com/edagricole_official/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a>) e la <a href="https://www.edagricole.it/iscriviti-alle-newsletter/" target="_blank" rel="noopener"><strong>newsletter mensile</strong></a> inviato agli iscritti. Molti lettori, poi, ci seguono anche attraverso i motori di ricerca. <strong>Google, il più utilizzato, ha introdotto una nuova funzione</strong>. Si chiama “<strong>fonti preferite</strong>” e dà la possibilità di scegliere quali siti far apparire con più frequenza nei risultati di ricerca. È una funzione gratuita e molto semplice da utilizzare.</p><div id="infor-2616511943" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<h2>Pochi clic per un'informazione di qualità</h2>
<p>Aggiungere il sito <em>terraevita.it</em> tra le “fonti preferite” su Google è molto semplice e veloce. Basta <a href="https://www.google.com/preferences/source?q=informatorezootecnico" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2"><strong>cliccare qui</strong></a>, accedere al proprio account Google, scrivere “<em>informatorezootecnico</em>” e poi spuntare sulla casella. Una volta selezionato informatorezootecnico<em>.it</em> tra le “fonti preferite”, nella sezione "notizie principali" di Google sia in quella dedicata, “le tue fonti”, appariranno più spesso gli articoli più recenti pubblicati su L'<strong>Informatore Zootecnico</strong> relativi alle parole chiave cercate.</p><div id="infor-986753627" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p><a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/fonti-preferite-su-google-ecco-come-aggiungere-linformatore-zootecnico/attachment/foto-interno/" rel="attachment wp-att-20039769"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20039769" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/foto-interno.png" alt="" width="838" height="712" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/foto-interno.png 838w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/foto-interno-300x255.png 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/foto-interno-471x400.png 471w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/foto-interno-768x653.png 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/foto-interno-696x591.png 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/foto-interno-494x420.png 494w" sizes="auto, (max-width: 838px) 100vw, 838px" /></a>Ovviamente, oltre a mostrare i risultati provenienti dalle “fonti preferite” Google continuerà a proporre anche quelli di tutti gli altri siti. Selezionando <em>L'Informatore Zootecnico</em> tra le fonti preferite, il motore darà maggiore priorità ai contenuti del nostro sito, senza escludere gli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.google.com/preferences/source?q=informatorezootecnico" target="_blank" rel="noopener"><span class="td_btn td_btn_lg td_shadow_btn">Clicca qui per aggiungere L'Informatore Zootecnico alle "fonti preferite"<br />
su Google</span></a></p>





	

 
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	</ul>
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		<title>Frode alimentare, dal 29 maggio scattano nuovi reati e sanzioni</title>
		<link>https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/frodi-alimentari-29-maggio-scattano-nuovi-reati-sanzioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[frode alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[legge tutela agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La legge prevede nuove sanzioni amministrative per l’impiego abusivo delle denominazioni “latte” e “prodotti lattiero-caseari”. In arrivo anche  il “Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati”</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">La legge prevede nuove sanzioni amministrative per l’impiego abusivo delle denominazioni “latte” e “prodotti lattiero-caseari”. In arrivo anche  il “Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati”<!-- nbmpe --></div>

<p>Dal 29 maggio entrerà ufficialmente in vigore la legge 75/2026 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio (<a href="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/L-2026-75-prodotti-alimentari.pdf">L 2026 75 prodotti alimentari</a>), che rafforza in modo significativo il sistema di tutela contro le frodi agroalimentari. Il provvedimento introduce nuovi reati penali, amplia i poteri investigativi e irrigidisce il quadro sanzionatorio per chi utilizza etichette false o ingannevoli, commercializza alimenti non conformi o viola le norme sulla tracciabilità e sulle denominazioni protette.</p><div id="infor-2542310953" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>La legge crea un nuovo Capo II-bis dedicato ai "<strong>Delitti contro il patrimonio agroalimentare</strong>" e introduce tre nuove fattispecie di reato: la frode alimentare (art. 517-sexies), il commercio di alimenti con segni mendaci (art. 517-septies) e un articolo sulle pene accessorie e aggravanti (art. 517-octies).</p><div id="infor-1211489113" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<p>Attenzione, quindi a etichette, claim, indicazioni sull’origine, materiali commerciali, tracciabilità documentale, uso delle denominazioni Dop e Igp e correttezza delle informazioni fornite al consumatore.</p>
<h2>Nasce il reato di frode alimentare</h2>
<p>Tra le novità principali compare il nuovo reato di commercio di alimenti con segni mendaci. Sarà infatti punita la vendita di prodotti alimentari con etichette, marchi o indicazioni false o ingannevoli capaci di indurre il consumatore in errore sull’origine, la provenienza, la qualità o la quantità degli alimenti e degli ingredienti utilizzati.</p>
<p>La norma inserisce inoltre questi illeciti tra quelli per cui è prevista una causa di non punibilità per agenti e ufficiali di polizia giudiziaria impegnati in operazioni sotto copertura, estendendo così gli strumenti investigativi contro le frodi alimentari organizzate.</p>
<p>Il <strong>nuovo reato di frode alimentare </strong>è stato introdotto  per tutelare alimenti, bevande e acque che risultino sostanzialmente difformi rispetto a quanto dichiarato o pattuito in termini di origine, provenienza, qualità o quantità.</p>
<p>Sul piano procedurale vengono rafforzati i poteri d’indagine. Nei procedimenti per frode alimentare e commercio di alimenti <strong>con segni mendaci</strong> sarà possibile utilizzare intercettazioni telefoniche. Inoltre, l’incidente probatorio potrà essere applicato anche alle analisi su alimenti deteriorabili, così da cristallizzare le prove prima del deterioramento dei prodotti.</p>
<p>Importante anche il capitolo relativo ai sequestri. I prodotti confiscati, se idonei al consumo umano o animale e non deteriorati o contraffatti, potranno essere destinati gratuitamente a persone bisognose, enti territoriali, organismi caritatevoli o soggetti pubblici per finalità assistenziali. L’eventuale utilizzo diverso da quello previsto integrerà il reato di malversazione di erogazioni pubbliche.</p>
<h2>Arriva un nuovo contrassegno per Dop e Igp</h2>
<p>La legge prevede anche l’introduzione di un nuovo contrassegno per i prodotti agroalimentari Do e Igp realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.</p>
<p>L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la tutela delle produzioni certificate e contrastare fenomeni di contraffazione e italian sounding, in un comparto che rappresenta uno degli asset strategici dell’agroalimentare nazionale.</p>
<h2>Sanzioni amministrative più severe</h2>
<p>La riforma irrigidisce anche il sistema delle sanzioni amministrative. Vengono aumentate le multe per le violazioni relative alle pratiche leali di informazione, alla denominazione degli alimenti, all’elenco degli ingredienti e all’indicazione del Paese d’origine o del luogo di provenienza. Le sanzioni potranno essere determinate in misura variabile oppure in percentuale sul fatturato dell’impresa coinvolta.</p>
<h2>Sanzionato l'uso abusivo del termine "latte"</h2>
<p>Particolarmente rilevante il capitolo dedicato al comparto lattiero-caseario. Saranno introdotte nuove sanzioni amministrative per l’impiego abusivo delle denominazioni “latte” e “prodotti lattiero-caseari”, anche quando tali diciture siano accompagnate da indicazioni che specifichino l’origine vegetale del prodotto. In questi casi sarà inoltre possibile procedere al sequestro della merce e dei materiali utilizzati per commettere la violazione.</p>
<p>Nascerà, inoltre, il “Piano straordinario di controllo nazionale per i prodotti lattiero-caseari con indicazione di origine protetta e indicazione geografica tipica”  che dovrà essere predisposto entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.</p>
<h2>Più controlli sulla filiera bufalina</h2>
<p>Nel comparto caseario è previsto il “Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati” all’interno del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) con l’obiettivo di rafforzare tracciabilità e sicurezza alimentare nella filiera bufalina.</p>
<h2>Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare</h2>
<p>Infine, presso il ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste viene istituita la “Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare”, che avrà il compito di coordinare e rafforzare le attività di vigilanza lungo tutta la filiera. Ne faranno parte, tra gli altri, Icqrf, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Agenzia delle dogane, Agea e rappresentanti delle associazioni di categoria.</p>
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		<title>Latterie Vicentine accelera: nel 2025 fatturato a 128 milioni, in crescita di quasi il 10%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Baccino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 12:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Mocellin]]></category>
		<category><![CDATA[Latterie Vicentine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dividendo ai soci è salito ed è aumentato anche il giro d'affari dei formaggi. Realizzato un nuovo polo di produzione del Grana Padano. In programma l'apertura di nuovi punti di vendita</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/featured/latterie-vicentine-accelera-2025-fatturato-quota-128-milioni-crescita-quasi10/">Latterie Vicentine accelera: nel 2025 fatturato a 128 milioni, in crescita di quasi il 10%</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Il dividendo ai soci è salito ed è aumentato anche il giro d'affari dei formaggi. Realizzato un nuovo polo di produzione del Grana Padano. In programma l'apertura di nuovi punti di vendita<!-- nbmpe --></div>

<p>Semaforo verde dell’assemblea dei soci di Latterie Vicentine al bilancio dell’esercizio 2025 che conferma un percorso di crescita e rafforzamento ulteriore della cooperativa vicentina nel panorama lattiero-caseario nazionale.</p><div id="infor-484612540" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>«Il 2025 è stato un anno di trasformazione profonda, caratterizzato da una gestione ordinaria solida e da scelte industriali coraggiose - ha dichiarato il presidente di Latterie Vicentine,  <strong>Alessandro Mocellin</strong>  -. L'approvazione di questo bilancio da parte della cooperativa dimostra la fiducia dei soci in un progetto che mette al centro la tutela del loro reddito e la stabilità della filiera. Il contesto di mercato nel 2025 è stato favorevole, ma i risultati raggiunti per i soci non erano scontati. Sono il frutto di un lavoro costruito nel tempo e di scelte improntate alla continuità e alla crescita. Abbiamo garantito infatti una remunerazione competitiva, confermando la cooperativa come uno strumento importante a difesa del reddito».</p><div id="infor-2790824646" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<h2>Dividendo salito a 70,10 euro/hl di latte</h2>
<p>Nel corso dell’assemblea, alla presenza dei soci allevatori, sono stati presentati i numeri dell’anno appena concluso: il fatturato complessivo ha raggiunto i 128 milioni di euro, in crescita del 9,4% rispetto al 2024. Il dato più atteso riguardava però la remunerazione del latte ai soci: il dividendo è salito a 70,10 euro/hl contro i 65,16 euro/hl dell’esercizio precedente.</p>
<p>Ancora una volta, la cooperativa ha valorizzato il latte conferito dalle 200 aziende agricole associate, distribuite principalmente nelle province di Vicenza, Padova, Treviso e Trento.</p>
<h2>Formaggi, trainano l’Asiago e il Grano Padano</h2>
<p>Molto positive le performance del comparto formaggi. Il Grana Padano ha generato un giro d’affari di 38,6 milioni di euro, mentre l’Asiago ha raggiunto i 43,5 milioni di euro. Oltre 8,5 milioni di euro sono arrivati invece, dagli altri formaggi prodotti dalla cooperativa.</p>
<p>Buoni risultati anche per il settore dei prodotti freschi, che ha totalizzato 18 milioni di euro di fatturato, così come per la rete degli spacci aziendali che ha raggiunto quota 4 milioni di euro.</p>
<h2><strong> </strong>Investimenti e sviluppo, spazio a nuove strategie</h2>
<p>Accanto alla gestione ordinaria, il 2025 ha rappresentato anche l’anno che ha preparato il terreno alle operazioni strategiche concluse nei primi mesi del 2026. Il 1° marzo scorso, data simbolica coincidente con il 25° anniversario dalla fondazione della cooperativa, è stato inaugurato <strong>il nuovo polo produttivo del Grana Padano </strong>a Bressanvido, con una capacità di 140mila forme l'anno (vedi <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/economia-mercati/latterie-vicentine-bressanvido-debutta-nuovo-caseificio-grana-padano/">qui</a>), insieme al rinnovamento del centro confezionamento e all’ampliamento del magazzino di stagionatura.</p>
<p>Nello stesso periodo si inserisce anche l’accordo che ha portato Latterie Vicentine a diventare <strong>socio di maggioranza di Latterie Venete</strong>, operazione destinata ad ampliare le prospettive commerciali e industriali della cooperativa.</p>
<p>«Si tratta di un’iniziativa coerente con il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni – ha concluso Mocellin –. L’obiettivo è consolidare la cooperativa e creare condizioni favorevoli per il futuro dei soci»</p>
<h2>Sostenibilità e territorio</h2>
<p>Nel corso del 2025 la cooperativa ha inoltre ottenuto <strong>per l’Asiago</strong> la certificazione <strong>Made Green in Italy</strong>, riconoscimento promosso dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica che valorizza l’impegno delle imprese sul fronte della sostenibilità ambientale.</p>
<p>Latterie Vicentine è tra le prime realtà del settore lattiero-caseario ad aver raggiunto questo traguardo, a conferma del percorso intrapreso verso una produzione sempre più attenta all’efficienza, alla valorizzazione della filiera e al rispetto dell’ambiente.</p>
<h2>Nuovi punti di vendita in arrivo</h2>
<p>Guardando al 2026, la cooperativa conferma una strategia improntata alla continuità e alla crescita, mantenendo alta l’attenzione verso un mercato in rapida evoluzione. In questo percorso rientra anche il rafforzamento della presenza sul territorio attraverso nuovi spazi dedicati al consumatore finale.</p>
<p><strong>Venerdì 29 maggio</strong> è, infatti, prevista l’inaugurazione del <strong>nuovo spaccio aziendale a Bassano del Grappa</strong>, mentre un ulteriore punto vendita aprirà in autunno a Castelfranco Veneto.</p>
<h2>I numeri della cooperativa</h2>
<p>Oggi Latterie Vicentine conta 200 soci allevatori, due stabilimenti produttivi a Bressanvido e Trento e 140 dipendenti. Ogni anno vengono lavorati 128 milioni di litri di latte provenienti da una filiera controllata e certificata, con 30 giri di raccolta giornaliera.</p>
<p>La produzione comprende 400mila forme di Asiago Dop Fresco, 76mila forme di Asiago Dop Stagionato, 98mila forme di Grana Padano Dop e 70mila forme di altri formaggi, oltre a 11 milioni di litri di latte alimentare.</p>
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		<title>De Franceschi, Arav: «Lavoriamo insieme per continuare a garantire produzioni di qualità»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teresa Orsetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 14:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flash news]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea dell'Arav]]></category>
		<category><![CDATA[controlli funzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Floriano De Franceschi]]></category>
		<category><![CDATA[nitrati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meno stalle in Veneto ma produzione in aumento, grazie ai risultati sulll genetica e sul continuo miglioramento del benessere animale. Sono i dati diffusi nel corso dell'Assemblea dell'Arav</p>
<p>L'articolo <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it/flash-news/de-franceschi-arav-occorre-lavorare-insieme-continuare-garantire-produzioni-qualita/">De Franceschi, Arav: «Lavoriamo insieme per continuare a garantire produzioni di qualità»</a> è un contenuto originale di <a href="https://informatorezootecnico.edagricole.it">IZ Informatore Zootecnico</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-sub-title">Meno stalle in Veneto ma produzione in aumento, grazie ai risultati sulll genetica e sul continuo miglioramento del benessere animale. Sono i dati diffusi nel corso dell'Assemblea dell'Arav<!-- nbmpe --></div>

<p>Gli allevamenti sono messi a dura prova da guerre, tensioni geopolitiche, instabilità energetica, nuovi conflitti commerciali e speculazioni. Lo ha sottolineato da <strong>Floriano De Franceschi</strong>, presidente dell’Arav (Associazione regionale allevatori Veneto), nel corso dell’assemblea ordinaria dell’Associazione, che si è svolta il 22 maggio 2026: «Queste situazioni noi agricoltori non le stiamo guardando in televisione, ma le stiamo vivendo dentro i nostri allevamenti.</p><div id="infor-1958740981" class="infor-contenuto infor-entity-placement"><div align="center">
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<p>«Nei primi mesi del 2026 osserviamo - ha continuato De Franceschi - aumenti vertiginosi rispetto allo stesso periodo del 2025. Più precisamente, il costo dei fertilizzanti ha fatto registrare un incremento di oltre il 60% dal 2020 agli inizi del 2026, confrontando maggio 2026 con maggio 2025, registriamo un: +35,15% per l’energia elettrica, +40,2% per il gas naturale, +83,48% per il petrolio, +20,86% per l’alluminio, +56,38% per le materie plastiche e gli imballaggi, +48,48% per il gasolio agricolo, +84,42% per l’urea agricola. Un quadro che ci fa comprendere l’esigenza di ottimizzare, razionalizzare ed elevare la produttività delle nostre aziende».</p><div id="infor-1332166552" class="infor-contenuto_2 infor-entity-placement" style="margin-top: 30px;margin-bottom: 30px;"><div align="center">
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<h2>I dati, un tesoro da valorizzare</h2>
<p>I dati raccolti dal Sistema Allevatori negli allevamenti zootecnici hanno assunto sempre più carattere di indispensabilità per la conservazione e lo sviluppo del patrimonio di biodiversità zootecnica nazionale e per il miglioramento genetico delle razze allevate sul territorio.</p>
<p>«Il valore dei Controlli funzionali – ha spiegato il presidente De Franceschi, affiancato dal direttore dell’Arav, <strong>Walter Luchetta</strong> – sta nella fondamentale funzione di concorrere a far ottenere un miglioramento genetico capace anche di dare trasparenza alla filiera, a partire dalla gestione delle stalle, che deve materializzarsi in un aumento del valore dei capi, coniugato ad una riduzione dei costi di gestione della stalla».</p>
<figure id="attachment_20039751" aria-describedby="caption-attachment-20039751" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-20039751" src="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav.jpg 1024w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-300x225.jpg 300w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-533x400.jpg 533w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-768x576.jpg 768w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-80x60.jpg 80w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-160x120.jpg 160w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-265x198.jpg 265w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-696x522.jpg 696w, https://static.tecnichenuove.it/informatorezootecnico/2026/05/walter-luchetta-direttore-arav-560x420.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-20039751" class="wp-caption-text">Walter Luchetta, direttore dell'Arav</figcaption></figure>
<p>Concetti, questi, che si traducono nei 295 prodotti Dop, Igp e Stg, accanto ad una numerosa diversificazione di produzioni tipiche locali, con il Veneto che si caratterizza per oltre 160 prodotti Dop-Igp-Stg-tradizionali di origine animale ottenuti da latte e carne.</p>
<h2>Gli allevamenti cambiano volto</h2>
<p>Si osserva una migrazione di allevamenti dall’utilizzo di una mungitura svolta dall’uomo ad una mungitura robotizzata: ad oggi, questo tipo di tecnologia interessa il 12,67% degli allevamenti in Controllo Funzionale. Gli allevamenti di bovine da latte nei quali nel 2025 è stata realizzata la Raccolta Dati, hanno rappresentato il 52,2% del totale delle stalle venete ed i capi controllati in CF sono stati l’81,6% del totale del Veneto, con una produzione di latte ottenuto pari al 69% del latte veneto.</p>
<p>Rispetto al 2024, aumentano i capi in Controllo di razza Frisona (+1.569), diminuiscono quelli di razza Bruna (-298), Pezzata Rossa (-25), Rendena (-86). Nel contempo, prosegue lo spostamento a favore di un numero minore di aziende, con più capi, con una distribuzione degli allevamenti in base alla consistenza, che conferma come la percentuale degli allevamenti con maggior numero di vacche controllate sia in continua progressione, con le aziende che hanno più di 100 vacche, il 33,4% del totale, che allevano, il 69,5% degli animali.</p>
<h2>Come cambia il mercato del latte</h2>
<p>Nel 2025 le produzioni di latte bovino sono aumentate a livello globale e, come avvenuto nel 2024, l’Italia registra un incremento superiore alla media europea. Il trend del primo bimestre 2026, conferma questa tendenza, con una produzione, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aumentata del 4,6% a livello di Unione Europea, del 6,9% in Germania, del 5,9% in Francia, del 5,7% in Olanda, del 2,9% in Polonia e del 3,7% in Italia. E la produzione nazionale si concentra principalmente su quattro Regioni (81%), con il 62% ottenuto in dieci province, tra cui Vicenza.</p>
<p>Nel contempo, in Veneto nel 2025 è proseguita la preoccupante uscita di allevamenti, con un aumento delle produzioni in tutte le provincie eccetto Belluno, in cui le produzioni degli ultimi due anni si equivalgono, con il 78% del latte che è stato prodotto tra Vicenza, Verona e Padova.</p>
<p>Soffermandosi sui dati, poi, emerge che il 69,1% delle stalle che aderiscono alle attività istituzionali di Raccolta Dati conferisce il latte ad una cooperativa. Cresce anche nel 2025 la percentuale di latte veneto destinata alla produzione di formaggi Dop, attestandosi al 57%. Non va dimenticato che oltre alla produzione delle varie tipologie di formaggi Dop, in Veneto viene prodotta una tipologia identificata come Stg (Mozzarella), nonché cinque Produzioni Agroalimentari Tradizionali - Pat(Bastardo del Grappa, Casel, Formaio Imbriago, Malga Bellunese, Morlacco del Grappa). Nel suo complesso il latte della nostra regione destinato a formaggi con denominazione, tipici e tradizionali supera il 62%.</p>
<p>«Da un approfondimento dei dati – ha aggiunto De Franceschi - emerge quale sia la trasformazione in atto nella rete degli allevamenti di bovine da latte veneti: meno stalle con una produzione in aumento, frutto del continuo evolversi del lavoro sulla genetica, sulle strutture, sul continuo miglioramento degli ambiti che determinano le condizioni di benessere animale».</p>
<h2><strong> </strong>Il valore del lavoro fatto dal laboratorio dell’Arav</h2>
<p>Nel suo complesso, nel 2025 il laboratorio dell’Arav ha eseguito 846.308 analisi, frutto della raccolta dati istituzionale, al fine di valutare la qualità del latte e le caratteristiche ad esso correlate. Sempre lo scorso anno, poi, il Laboratorio è stato oggetto di importanti investimenti, volti a migliorare alcune dotazioni utilizzate nelle Sezioni di chimica agraria e latte qualità.</p>
<h2>Blue tongue: a rischio il patrimonio ovino autoctono veneto</h2>
<p>L’estate del 2025 ha visto il verificarsi di un’epidemia determinata dalla Blue tongue, con oltre 180 capi di razza Alpagota e 110 di razza Brogna deceduti. “Alla luce di una situazione climatica che con ogni probabilità si ripeterà anche nel 2026 – ha spiegato il presidente De Franceschi - abbiamo significato agli Assessori Regionali Dario Bond e Gino Gerosa, rispettivamente all'Agricoltura e alla Sanità, l’altissimo rischio a cui è sottoposto il patrimonio di biodiversità rappresentato dalle razze ovine venete Alpagota, Brogna, Foza e Lamon. Per questo, oltre ad invitare gli allevatori interessati ad assumere tutte le contromisure necessarie per proteggere gli animali, abbiamo chiesto ai due Assessori di avviare un piano di vaccinazione straordinario rivolto alle poco più di 4000 unità che compongono il patrimonio ovino autoctono veneto”.</p>
<h2>L’annosa questione nitrati</h2>
<p>Si sta per concludere l’applicazione del Quarto programma d'azione nitrati, che disciplina l'utilizzo agronomico dei fertilizzanti azotati. Le sue regole, pensate per prevenire l'inquinamento delle acque, si applicano in base alla classificazione del territorio, a cominciare dalle Zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola. L'Arav auspica che il Quinto Programma d'Azione Nitrati venga pensato con raziocinio, alla luce dei cambiamenti climatici in atto, gli intervalli di divieto stagionale di distribuzione agronomica di liquami, letami e materiali ad essi assimilabili.</p>
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