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	<title>Scosse</title>
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	<description>Soluzioni Comunicative, Studi, Servizi Editoriali</description>
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	<title>Scosse</title>
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		<title>Ciclo di incontri per insegnanti e personale scolastico delle scuole secondarie di I grado del III municipio di Roma &#8211; Marzo 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 14:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione insegnanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del progetto promosso da Roma Capitale e realizzato da APS SCOSSE &#8220;In terzo abbiamo un piano: il benessere studentesco al primo posto&#8221;. Percorso di formazione che non chiede di “aggiungere ore” a una scuola già carica di impegni, ma che offre strumenti reali per stare meglio in classe, leggere i bisogni del corpo studentesco,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<p><em>Nell&#8217;ambito del progetto promosso da Roma Capitale e realizzato da APS SCOSSE &#8220;<a href="https://www.scosse.org/project/in-terzo-abbiamo-un-piano-il-benessere-studentesco-al-primo-posto/">In terzo abbiamo un piano: il benessere studentesco al primo posto&#8221;. </a></em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="471" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/slide-sito-scosse2-1024x471.png" alt="" class="wp-image-5771" style="aspect-ratio:2.1740976645435244;width:504px;height:auto" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/slide-sito-scosse2-1024x471.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/slide-sito-scosse2-300x138.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/slide-sito-scosse2-768x354.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/slide-sito-scosse2.png 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p>Percorso di formazione che non chiede di “aggiungere ore” a una scuola già carica di impegni, ma che offre strumenti reali per stare meglio in classe, leggere i bisogni del corpo studentesco, lavorare su <strong>affettività</strong> e <strong>relazioni</strong> e sentirsi parte di una rete territoriale più ricca e coesa. </p>



<p>La proposta nasce da un’idea semplice: il rafforzamento delle competenze relazionali, la prevenzione della violenza di genere e dei bullismi, la coesione dei gruppi classe sono obiettivi che si possono raggiungere solo <em>insieme</em>. È per questo che la formazione non sarà frontale, né teorica, né calata dall’alto. Sarà un percorso che parte <strong>dall’esperienza concreta delle classi e del territorio</strong>, e che si trasforma strada facendo grazie ai vostri contributi.</p>



<p><strong>Cosa rende questo percorso formativo diverso dagli altri?</strong> Non ci saranno lezioni frontali, non si proporranno interventi teorici disancorati dalla pratica e non ci saranno “pacchetti formativi &nbsp;chiusi”. Si lavorerà in cerchio, discutendo casi reali, scambiando esperienze, sguardi e opinioni, approfondendo strumenti operativi che possono servire in classe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contenuti e obiettivi del percorso</h2>



<p>Il percorso affronta in modo rigoroso i temi che, ogni giorno, attraversano la vita delle scuole: gli stereotipi e i pregiudizi che orientano comportamenti e aspettative; <strong>le dinamiche di gruppo</strong> che possono generare inclusione o isolamento; i conflitti e i bullismi nelle loro forme manifeste e sottili; <strong>parole e</strong> <strong>linguaggi</strong> che possono ferire, escludere o normalizzare disparità; i segnali precoci di disagio che spesso restano invisibili.</p>



<p>Accanto a questi aspetti, la formazione dedica uno spazio centrale alla <strong>prevenzione della violenza di genere,</strong> intesa nella sua dimensione educativa: come nasce, come si manifesta nei contesti scolastici, quali condizioni la favoriscono e quali strategie concrete permettono di contrastarla già in età preadolescenziale.</p>



<p>L’obiettivo è fornire al corpo docente strumenti solidi per <strong>leggere ciò che accade</strong> nei gruppi classe, riconoscere dinamiche complesse, intervenire in modo competente e costruire ambienti di apprendimento più sicuri, equi e capaci di valorizzare ogni soggettività. Si tratta di un i<strong>nvestimento strutturale</strong>: migliorare il clima educativo significa prevenire disuguaglianze, rafforzare la partecipazione, ridurre i conflitti e contribuire al benessere emotivo e relazionale dell’intera comunità scolastica.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre fasi del percorso</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Modulo base – 6 ore in presenza<br>Tre incontri pratici e partecipativi, uno spazio vivo, dove i nodi diventano domande e le domande diventano strumenti. Gli incontri si svolgeranno in presenza dalle ore 15.30 alle 17.30 dei giorni 3/3/2026, 10/3/2026; 17/3/2026 presso la sala teatro della scuola A. Toscanini, Via Flavio Andò, 15 Roma.</li>



<li>Approfondimento asincrono – 4 ore<br>Toolkit, video, sitografie, materiali selezionati: una piccola “cassetta degli attrezzi” da esplorare quando e come volete. È pensato per chi desidera approfondire senza vincoli di orario.</li>



<li>Tutoraggio personalizzato – 20 ore<br>Per insegnanti che hanno partecipato ad almeno 2 incontri del modulo base: un accompagnamento flessibile, individuale o in piccoli gruppi, per progettare attività, sperimentare percorsi, chiedere confronto su difficoltà reali della classe.<br>Gli incontri possono avvenire a scuola, online, al telefono o via drive/mail.<br>Si parte dai bisogni emersi nel modulo base, e si costruiscono soluzioni su misura, subito spendibili nel lavoro quotidiano.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Iscrizione</h2>



<p>L’iscrizione è aperta a tutto il corpo insegnante delle <strong>scuole secondarie di I grado del III municipio</strong> di Roma, è libera e gratuita.</p>



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<div class="wp-block-button is-style-fill"><a class="wp-block-button__link has-white-color has-text-color has-background wp-element-button" href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdr4CtAgq-k8IvdqB7kL2iZjrDMiI_HBUH_P0XA1SNMsqcMTA/viewform?usp=header" style="background-color:#fc4bff">ISCRIVITI</a></div>
</div>



<p>Per iscrivervi avete tempo fino alle ore 21 del<strong> giorno 22 febbraio 2026. </strong>I posti sono limitati, vi preghiamo dunque di iscrivervi solo se pensate davvero di partecipare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché partecipare?</h2>



<p>Perché è un percorso che unisce formazione e rete, pratica e riflessione, scuola e territorio.<br>Perché aiuta a leggere il clima di classe, a riconoscere i segnali di disagio, a lavorare su emozioni, conflitti, differenze. E perché, mentre supporta il vostro lavoro, contribuisce a un obiettivo più grande: scrivere insieme, con studenti e famiglie, un Piano per il benessere studentesco del Terzo Municipio.</p>



<p>Per <strong>info e domande </strong>scrivere una mail a <a href="mailto:infoscosse@gmail.com">infoscosse@gmail.com</a> all’attenzione della Coordinatrice del progetto, Monica Pasquino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Leggere Senza Stereotipi nel Sistema Bibliotecario Ceretano Sabatino</title>
		<link>https://www.scosse.org/leggere-senza-stereotipi-nel-sistema-bibliotecario-ceretano-sabatino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Team Scosse]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 15:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere Senza Stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[albi illustrati]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i mesi di aprile e giugno 2025 si è svolto un progetto che ha visto la cooperazione tra la nostra associazione, Scosse, le biblioteche del Sistema Bibliotecario Ceretano Sabatino e le persone che le animano con lavoro e passione, con il contributo del Ministero della Cultura.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="536" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1200x628-2-1024x536.png" alt="" class="wp-image-5708" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1200x628-2-1024x536.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1200x628-2-300x157.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1200x628-2-768x402.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1200x628-2.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tra i mesi di aprile e giugno 2025 si è svolto un progetto che ha visto la cooperazione tra la nostra associazione, Scosse, le biblioteche del Sistema Bibliotecario Ceretano Sabatino e le persone che le animano con lavoro e passione, con il contributo del Ministero della Cultura.</p>



<p><em>Leggere senza stereotipi. Gli albi illustrati come strumento di decostruzione degli stereotipi di genere </em>ci ha portato a conoscerci attraverso le letture e laboratori tra le sponde del lago di Bracciano e il mar Tirreno.&nbsp;</p>



<p>Il progetto ha previsto 9 ore di formazione sugli stereotipi di genere nella letteratura illustrata per infanzia e adolescenza a partire dal catalogo online Leggere Senza Stereotipi, rivolta al personale delle biblioteche comunali di Anguillara Sabazia, Bracciano, Cerveteri, Ladispoli, Manziana, Mazzano Romano, Santa Marinella, Trevignano. Tra gli esiti la realizzazione di una <strong><a href="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/Bibliografia.pdf">bibliografia </a></strong>dedicata di 100 titoli, selezionati tra quelli presenti in catalogo; l’acquisto di un nuovo fondo per tutte le biblioteche partecipanti; la co-curatela di mostre bibliografiche che in ogni struttura hanno accolto l’utenza accompagnandola alla conoscenza di questo percorso e proponendo spunti di letture per tutte le età, da 0 a 14 anni.</p>



<p>Gli albi e la letteratura illustrata sono un mezzo privilegiato attraverso cui si costruisce l’immaginario, mediante la lettura condivisa con persone adulte competenti e partecipi, con persone coetanee e in solitudine, con cui si sviluppano la percezione di sé, dell’alterità, del mondo, offrendo la possibilità di riconoscersi e raccontarsi, attraverso linguaggi espressivi differenti, per scoprire, con storie realistiche e fantastiche, la ricchezza del ventaglio di possibilità che la vita può offrire. Occasioni per costruire un immaginario individuale e collettivo quanto più possibile ampio e libero da stereotipi e preconcetti.</p>



<p>In ognuna delle sedi coinvolte le formatrici dell’associazione Scosse hanno accolto le classi delle scuole secondarie di primo grado del territorio, con attività di laboratorio predisposte per loro a partire dai titoli selezionati e messi in mostra. Un’esperienza che ci ha fatto conoscere o approfondire un territorio, quello a nord est dell’Area Metropolitana di Roma Capitale, a partire dallo sguardo, dalle passioni, dai bisogni e dagli stati d’animo delle giovani persone che lo abitano.</p>



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<div class="wp-block-button btn-primary"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/Bibliografia.pdf">Scarica la bibliografia</a></div>
</div>



<p></p>



<p>Progetto per il Sistema Bibliotecario Ceretano Sabatino.&nbsp;</p>



<p>Realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Dipartimento per le Attività Culturali &#8211; Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore – Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario 2024.</p>
</div><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.scosse.org/leggere-senza-stereotipi-nel-sistema-bibliotecario-ceretano-sabatino/">Leggere Senza Stereotipi nel Sistema Bibliotecario Ceretano Sabatino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.scosse.org">Scosse</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Io sono io. Campagna del progetto Educazione all&#8217; affettività 2</title>
		<link>https://www.scosse.org/io-sono-io-campagna-del-progetto-educazione-allaffettivita-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 07:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sentimentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La campagna &#8220;Io sono io&#8221; nasce con l&#8217;obiettivo di rompere le gabbie invisibili costruite dalle aspettative familiari, scolastiche, amicali e culturali. In un mondo che troppo spesso ci chiede di essere altro da ciò che siamo, &#8220;lo sono io&#8221; ci invita a fermarci e a chiederci: chi sono davvero? Cosa voglio per me?È un invito...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<p>La campagna &#8220;Io sono io&#8221; nasce con l&#8217;obiettivo di rompere le gabbie invisibili costruite dalle aspettative familiari, scolastiche, amicali e culturali. In un mondo che troppo spesso ci chiede di essere altro da ciò che siamo, &#8220;lo sono io&#8221; ci invita a fermarci e a chiederci: chi sono davvero? Cosa voglio per me?<br>È un invito a liberarci da ciò che ci imprigiona. Ad ascoltarci, a ridisegnare nuovi equilibri tra il dentro e il fuori. Un invito a conoscersi e a riconoscersi. Un invito a dire con forza: io sono io, e seguirò la mia strada.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" data-id="5673" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1-1-819x1024.png" alt="" class="wp-image-5673" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1-1-819x1024.png 819w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1-1-240x300.png 240w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1-1-768x960.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/1-1.png 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="5674" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/6-1-819x1024.png" alt="" class="wp-image-5674" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/6-1-819x1024.png 819w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/6-1-240x300.png 240w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/6-1-768x960.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/06/6-1.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
</figure>



<p>La campagna è ideata dalle classi dell&#8217;I.C. Radice Sanzio Ammaturo di Napoli, nell&#8217;ambito della seconda annualità del progetto di Educazione all&#8217;affettività realizzato dall&#8217;Associazione SCOSSE, grazie al contributo della Fondazione Una Nessuna Centomila, nell&#8217;anno scolastico 2024/25.</p>
</div><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.scosse.org/io-sono-io-campagna-del-progetto-educazione-allaffettivita-2/">Io sono io. Campagna del progetto Educazione all&#8217; affettività 2</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.scosse.org">Scosse</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Primi appunti sparsi sulle Nuove Indicazioni per la Scuola dell’infanzia e il Primo ciclo di istruzione</title>
		<link>https://www.scosse.org/primi-appunti-sparsi-sulle-nuove-indicazioni-per-la-scuola-dellinfanzia-e-il-primo-ciclo-di-istruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Team Scosse]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 12:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alle differenze]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sentimentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.scosse.org/?p=5655</guid>

					<description><![CDATA[<p>È difficile anche solo decidere da dove iniziare per analizzare criticamente le Nuove indicazioni per la Scuola dell’infanzia e il Primo ciclo di istruzione da poco pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito come materiali per un presunto dibattito pubblico con il coordinamento di Loredana Perla e di Francesco Emmanuele Magni, e che...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<p>È difficile anche solo decidere da dove iniziare per analizzare criticamente le Nuove indicazioni per la Scuola dell’infanzia e il Primo ciclo di istruzione da poco pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito come materiali per un presunto dibattito pubblico con il <strong>coordinamento di Loredana Perla e di Francesco Emmanuele Magni</strong>, e che rischiano di riportare indietro di oltre sessant’anni la scuola italiana. Forse la cosa migliore, in attesa di un’analisi più approfondita e strutturale, è partire dal confronto conalcuni stralci, relativi alla pluralità di culture e all’educazione alle differenze in un’ottica interculturale presi dalle<strong> Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione 2012.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Trova le differenze.</strong></p>



<p>&nbsp;“Una molteplicità di culture e di lingue sono entrate nella scuola. L’<strong>intercultura</strong> è già oggi il modello che permette a tutti i bambini e ragazzi il riconoscimento reciproco e dell’identità di ciascuno. A centocinquanta anni dall’Unità, l’Italiano è diventata la lingua comune di chi nasce e cresce in Italia al di là della cittadinanza italiana o straniera. La scuola raccoglie con successo una sfida universale, di <strong>apertura verso il mondo</strong>, di <strong>pratica dell’uguaglianza</strong> nel <strong>riconoscimento delle differenze</strong>.”</p>



<p>“La piena attuazione del riconoscimento e della <strong>garanzia della libertà e dell’uguaglianza</strong> (articoli 2 e 3 della Costituzione), nel <strong>rispetto delle differenze di tutti e dell’identità di ciascuno</strong>, richiede oggi, in modo ancor più attento e mirato, l’impegno dei docenti e di tutti gli operatori della scuola, con <strong>particolare attenzione alle disabilità e ad ogni fragilità</strong>, ma richiede altresì la collaborazione delle formazioni sociali, in una nuova dimensione di integrazione fra scuola e territorio”</p>



<p>“L’obiettivo è quello di valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di ogni studente. La <strong>presenza di bambini e adolescenti con radici culturali diverse è un fenomeno ormai strutturale</strong> e non può più essere considerato episodico: deve trasformarsi in <strong>un’opportunità per tutti.</strong> Non basta riconoscere e conservare le diversità preesistenti, nella loro pura e semplice autonomia. Bisogna, invece, <strong>sostenere attivamente la loro interazione e la loro integrazione attraverso la conoscenza della nostra e delle altre culture</strong>, in un confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli familiari, le differenze di genere. La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla continuamente insieme. Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di <strong>partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite</strong>, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale”</p>



<p>La parola<strong> occidente</strong> compariva un’unica volta nelle Indicazioni del 2012 con riferimento all’impero romano, nell’ambito delle competenze storiche da acquisire al termine della scuola primaria, mentre compare ben <strong>12 volte, rigorosamente maiuscola, nelle</strong> <strong>Nuove indicazioni</strong> appena pubblicate, a partire dallo spaventoso incipit sul concetto di <strong>libertà </strong>(uguaglianza non più pervenuta!):</p>



<p>“La libertà è il valore caratteristico più importante dell’Occidente e della sua civiltà sin dalla sua nascita, avvenuta fra Atene, Roma e Gerusalemme. Ed è il cuore pulsante della nostra democrazia. Capire che cosa è la libertà e soprattutto cosa significhi essere liberi (anche attraverso il confronto con coloro che liberi non sono, in moltissime parti del mondo), agevola la comprensione di cosa sia una democrazia occidentale e le connessioni esistenti fra quest’ultima e il sistema dei diritti e dei doveri di cittadinanza conquistati dall’Europa, anche al prezzo di guerre terribili, nella prima metà del Novecento.”</p>



<p>I <strong>violenti</strong> <strong>deliri euro e occidentalocentrici</strong> che hanno preso totalmente il posto di una, per quanto ulteriormente problematizzabile, prospettiva interculturale sono ancora più evidenti nella <strong>sezione dedicata alla Storia</strong>, non a caso <strong>curata da Ernesto Galli della Loggia</strong>, autore con la professoressa Perla del pamphlet “Insegnare l’Italia. Una proposta per la scuola dell’obbligo” che trova evidentemente nelle Nuove indicazioni una diretta emanazione.</p>



<p>“<strong>Solo l’Occidente conosce la Storia</strong>. Ha scritto Marc Bloch: «I greci e i latini, nostri primi maestri, erano popoli scrittori di storia. Il cristianesimo è una religione di storici. […] è nella durata, dunque nella storia, che si svolge il gran dramma del Peccato e della Redenzione». <strong>Altre culture, altre civiltà hanno conosciuto qualcosa che alla storia vagamente assomiglia</strong>, come compilazioni annalistiche di dinastie o di fatti eminenti succedutisi nel tempo; allo stesso modo, per un certo periodo della loro vicenda secolare anche altre civiltà, altre culture, hanno assistito a un inizio di scrittura che possedeva le caratteristiche della scrittura storica. Ma quell’inizio è ben presto rimasto tale, ripiegando su se stesso e non dando vita ad alcuno sviluppo; quindi non segnando in alcun modo la propria cultura così come invece la dimensione della Storia ha segnato la nostra.”</p>



<p>Emerge la <strong>rivendicazione dell’inutilità della lettura e analisi delle fonti</strong>, della pluralità di interpretazioni storiografiche e delle riflessioni sui grandi temi, a favore di una non meglio precisata <strong>“dimensione narrativa” della storia che è, naturalmente, univoca e in primo luogo italica.</strong></p>



<p>“Anziché mirare all’obiettivo, del tutto irrealistico, di formare ragazzi (o perfino bambini!) capaci di leggere e interpretare le fonti, per poi valutarle criticamente magari alla luce delle diverse interpretazioni storiografiche, è consigliabile percorrere una via diversa. E cioè un insegnamento/apprendimento della storia che metta al centro la sua dimensione narrativa in quanto racconto delle vicende umane nel tempo. La dimensione narrativa della storia è di per sé affascinante e tale deve restare nell’insegnamento, svincolato da qualsiasi nozionismo così come da un inutile ricorso a “grandi temi”, disancorati dall’effettiva conoscenza degli eventi. Non è pertanto necessario che i discenti imparino tutto ciò che di più o meno notevole è avvenuto in ciascuna epoca, bensì che apprendano quanto è stato davvero determinante, in primo luogo nella vicenda storica italiana.”</p>



<p>Un altro elemento che colpisce nel raffronto con le precedenti Indicazioni è, nell’introduzione di impianto teorico, il <strong>passaggio nel titolo da “Cultura, scuola, persona”</strong> con un focus sulla complessità e la pluralità del “paesaggio educativo”, <strong>a “Persona, scuola, famiglia”</strong> che, rifacendosi strumentalmente alla Costituzione, “concepisce lo Stato per l’uomo e non l’uomo per lo Stato” e che rivendica con nettezza anche qui come “il termine ‘persona’ ha radici storico-culturali occidentali”.</p>



<p>Ben consapevoli che spesso nei dettagli si celano significati importanti da sottolineare la come nella nota che esplicita le scelte linguistiche, certo già fortemente traballanti in una prospettiva inclusiva, scompaia ogni riferimento al genere.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nel testo si troveranno sempre termini quali: «bambini, adolescenti, alunni, allievi, studenti…». Si sollecita il lettore a considerare tale scelta semplicemente una semplificazione di scrittura, mentre nell’azione educativa bisognerà considerare la persona nella sua peculiarità e specificità, <strong>anche di genere</strong>. (Indicazioni 2012)</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list" start="2">
<li>Nel testo si troveranno vari termini: bambini, allievi, studenti, adolescenti. Si invita il lettore a considerare tale scelta come una semplificazione di scrittura, come già nelle vigenti Indicazioni, mentre nell’azione educativa la persona viene assunta in tutta la sua complessità e specificazione. (Nuove indicazioni 2025)</li>
</ul>



<p>È evidente la non uniformità dei gruppi di lavoro e il persistere, nella parte relativa alla scuola dell’infanzia di una maggiore apertura e consapevolezza pedagogica, nel riferimento al sistema integrato 0/6 ma anche nell’attenzione a declinare sempre bambin* (quantomeno) al femminile e al maschile.</p>



<p>Rispetto <strong>all’educazione al genere e alle differenze </strong>(che compare solo una volta come educazione alle differenze di genere)<strong> e all’educazione sessuo-affettiva</strong> (mai esplicitamente nominata) emergono nel generale silenzio e nel grande peso riconosciuto già in apertura al patto di corresponsabilità con le famiglie, posizioni deboli, scivolose e pericolose in cui si legge tutto l’impianto ideologico reazionario, le interferenze cattoliche, <strong>&nbsp;l’istituzionalizzazione della cis-eteronormatività e dell’amore romantico </strong>e la <strong>negazione del carattere strutturale e culturale della violenza di genere.</strong></p>



<p>“Questo tipo di educazione è qualcosa di più dell’alfabetizzazione emozionale: allena bambine e bambini a ‘capirsi’ nella <strong>complementarità delle rispettive differenze</strong> e sviluppa sani anticorpi di contrasto di quella <strong>triste patologia che è la violenza di genere</strong>. È necessario un profondo lavoro educativo da iniziare a scuola: <strong>un’educazione del cuore </strong>che crei occasioni didattiche di esperienza di sentimenti basilari come la fiducia, l’empatia, la tenerezza, l’incanto, la gentilezza.”</p>



<p>“occorre promuovere fra gli studenti il senso profondo della <em>bona fides</em>, che anticamente costituiva il parametro per valutare la <strong>lealtà e l’onestà delle relazioni</strong>. E questo è anche il tempo in cui il diritto ad autodeterminarsi come donne, conquista del Novecento, possa finalmente giovarsi dell’impegno istituzionale alla costruzione di un <strong>nuovo patto fra i sessi da far fiorire con matura consapevolezza nelle aule delle scuole</strong> e, possibilmente, entro gli anni del primo ciclo di istruzione. La scuola è il contesto più adeguato per decostruire stereotipi e <strong>far capire che il sentimento dell’amore con/per l’altro da sé </strong>(inteso come prossimo nella sua lata accezione<strong>) è al centro della propria felicità.</strong>”</p>



<p>La parola&nbsp; ‘coplementarietà’ riporta a un’essenzializzazione della differenza nei termini di categorie binarie e opposte, promuovendo di nuovo quella che Adrienne Rich chiamava “eterosessualità obbligatoria” e perpetuando quella assolutizzazione del binarismo che sta alla base della violenza maschile contro le donne, della violenza omolesbobitransfobica, della cis-eteronormatività, come è già stato detto. Il tono moraleggiante e melenso con cui si fa riferimento alle relazioni mostra una totale ignoranza sulla strutturalità e sulle radici culturali delle violenze di genere, che non si possono pensare di affrontare a scuola senza mettere a tema un’educazione sessuo-affettiva e una cultura del consenso.&nbsp;</p>



<p>Anche sui bullismi e una svuotata educazione al rispetto, oltre alle improbabili farneticazioni linguistiche, emerge una lettura classista e colpevolizzante che sposta ancora una volta il peso delle scelte educative sulle famiglie.&nbsp;</p>



<p>“Peraltro interiorizzare il senso del limite aiuta a evitare la deriva della <em>hybris</em>, della tracotanza, spesso diffusa in bambini e adolescenti figli di famiglie con gravi povertà educative, messi al centro di <strong>dinamiche affettive iper/ipoprotettive che li rendono ‘piccoli tiranni’ o, all’inverso, fragili prede di dinamismi bullistici</strong>. Il rispetto è, dunque, un valore civile fondamentale che <strong>si apprende in famiglia</strong> e si consolida a scuola, nell’esercizio quotidiano dell’incontro con l’universo degli adulti e dei pari.”</p>



<p>Ancora molto c’è da fare per leggere e decostruire frase per frase, parola per parola, un documento autoritario e privo di connessioni con il mondo della scuola pubblica, la sua ricchezza, la sua complessità, le sue contraddizioni. Garantire la libertà di insegnamento e l’autonomia nella progettazione e nell’attuazione delle proposte educative sarà da oggi ancora più difficile, mentre la parte più reazionaria e violenta della società troverà in queste Indicazioni un’arma istituzionale.</p>



<p>È necessaria una presa di parola forte e immediata, e una battaglia comune senza sconti dentro e fuori la scuola e le università.&nbsp;</p>
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		<title>A pensarci bene &#8211; Il gioco di carte</title>
		<link>https://www.scosse.org/a-pensarci-bene-il-gioco-di-carte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 11:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[bullismi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivato alla sua V edizione &#8220;Build future, Stop Bullying&#8221; ha realizzato il gioco di carte educativo A pensarci bene. Il gioco nasce dalla campagna contro i bullismi #apensarcibene realizzata durante la III edizione del progetto. Le carte da gioco realizzate sono uno strumento educativo rivolto a persone dai 6 ai 14 anni da usare ovunque!...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content"><div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/Locandina_evento-1-1-724x1024.png" alt="" class="wp-image-5585" style="aspect-ratio:0.70703125;width:281px;height:auto" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/Locandina_evento-1-1-724x1024.png 724w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/Locandina_evento-1-1-212x300.png 212w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/Locandina_evento-1-1-768x1086.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/Locandina_evento-1-1-1086x1536.png 1086w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/Locandina_evento-1-1-1448x2048.png 1448w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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<p>Arrivato alla sua <a href="https://www.scosse.org/project/build-future-stop-bullying-v-edizione-del-progetto-di-scosse-contro-i-bullismi/">V edizione &#8220;Build future, Stop Bullying&#8221; </a>ha realizzato il gioco di carte educativo A pensarci bene. Il gioco nasce dalla <strong><a href="https://www.scosse.org/la-campagna-di-comunicazione-apensarcibene/">c</a></strong><a href="https://www.scosse.org/la-campagna-di-comunicazione-apensarcibene/">ampagna contro i bullismi #apensarcibene</a> realizzata durante la III edizione del progetto. </p>



<p>Le carte da gioco realizzate sono uno strumento educativo rivolto a persone dai 6 ai 14 anni da usare ovunque! In famiglia, a scuola, al mare&#8230; Le carte sono un modo per mettersi in gioco e favorire l’<strong>aumento della consapevolezza sul tema dei bullismi e violenza tra pari</strong>. I soggetti presenti sono tutti realizzati dalle persone giovani che hanno preso parte al progetto dell&#8217;Istituto Comprensivo Mentana (RM). </p>



<p>Le carte sono uno strumento versatile di stimolazione. Si possono fare diverse attività. Alcune di queste sono segnalate nella carta &#8220;istruzioni&#8221; all&#8217;interno del mazzo. Il gioco aiuta a riflettere sulle parole, stimolare il rispecchiamento empatico e la solidarietà, aumentare la competenza emotiva ed il riconoscimento delle proprie ed altrui emozioni, incoraggiando l’adozione di un modo di pensare più libero e complesso.</p>



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<p><strong>Un gioco in cui il divertimento va di pari passo con il cambiamento</strong>!</p>


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		<title>Nel Mondo Gen5 &#8211; La campagna</title>
		<link>https://www.scosse.org/nel-mondo-gen5-la-campagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 09:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sentimentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Generazione 5 è la nuova generazione che può creare un mondo a misura dei propri desideri. Come si immagina questo mondo? Noi glielo abbiamo chiesto. &#8220;Nel mondo Gen5” è la nuova campagna di SCOSSE realizzata con il Liceo Scientifico Nomentano di Roma all&#8217;interno del progetto &#8220;GENER-AZIONE 5 – Le nuove generazioni in azione per l’Obiettivo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<p><strong><em>Generazione 5 è la nuova generazione che può creare un mondo a misura dei propri desideri. Come si immagina questo mondo? Noi glielo abbiamo chiesto.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="5569" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/02-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-5569" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/02-1024x1024.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/02-300x300.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/02-100x100.png 100w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/02-768x768.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/02.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="5570" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/04-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-5570" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/04-1024x1024.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/04-300x300.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/04-100x100.png 100w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/04-768x768.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/04.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="5572" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/05-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-5572" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/05-1024x1024.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/05-300x300.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/05-100x100.png 100w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/05-768x768.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/05.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="5571" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/06-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-5571" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/06-1024x1024.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/06-300x300.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/06-100x100.png 100w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/06-768x768.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/06.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="5573" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/07-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-5573" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/07-1024x1024.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/07-300x300.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/07-100x100.png 100w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/07-768x768.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/07.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p>&#8220;Nel mondo Gen5” è la nuova campagna di SCOSSE realizzata con il Liceo Scientifico Nomentano di Roma all&#8217;interno del progetto &#8220;<a href="https://www.scosse.org/project/gener-azione-5-le-nuove-generazioni-in-azione-per-lobiettivo-di-sviluppo-sostenibile-5/">GENER-AZIONE 5 – Le nuove generazioni in azione per l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 5</a>&#8220;</p>



<p>Racconta, con lo sguardo di chi ha 16 anni, come dovrebbe essere un mondo libero e senza disparità di genere. Siamo partitɜ da loro, daɜ ragazzɜ, perché per raggiungere l’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 &#8211; parità di genere &#8211; come possiamo non partire da loro? Dal modo in cui vivono questa disparità, dalle gabbie e dai pregiudizi che si sentono addosso, dai cambiamenti che desiderano. E lo abbiamo fatto a scuola, nell&#8217;orario curricolare, perché è proprio la scuola il luogo in cui allenarsi a immaginare il futuro e dove trovare gli strumenti per combattere le ingiustizie.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/01-2-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-5576" style="aspect-ratio:1;width:256px;height:auto" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/01-2-1024x1024.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/01-2-300x300.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/01-2-100x100.png 100w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/01-2-768x768.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/01-2.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p>La campagna è parte del progetto Generazione 5 finanziato da <a href="https://www.facebook.com/agenziaitalianacooperazione?__cft__[0]=AZWyoYw42zDokSgNYa1XPwqHT0Edyj8CU3J9mzenVBJULhY09gnYYq6FwrOIjokOSpefxKq4KKrd6YrsNaWSdYpppsV_FIDAVlAGnfPczdcNTxHIVtS8WEXMMPTwDxOAGFWpJCkLQAyRO1JKhmz7tk1oPmlzGREGiXgx59yazaIXBA&amp;__tn__=-]K-R">Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo</a> e realizzato con <a href="https://www.facebook.com/WeWorldOnlus?__cft__[0]=AZWyoYw42zDokSgNYa1XPwqHT0Edyj8CU3J9mzenVBJULhY09gnYYq6FwrOIjokOSpefxKq4KKrd6YrsNaWSdYpppsV_FIDAVlAGnfPczdcNTxHIVtS8WEXMMPTwDxOAGFWpJCkLQAyRO1JKhmz7tk1oPmlzGREGiXgx59yazaIXBA&amp;__tn__=-]K-R">WeWorld Onlus</a>, <a href="https://www.facebook.com/fondazioneacra?__cft__[0]=AZWyoYw42zDokSgNYa1XPwqHT0Edyj8CU3J9mzenVBJULhY09gnYYq6FwrOIjokOSpefxKq4KKrd6YrsNaWSdYpppsV_FIDAVlAGnfPczdcNTxHIVtS8WEXMMPTwDxOAGFWpJCkLQAyRO1JKhmz7tk1oPmlzGREGiXgx59yazaIXBA&amp;__tn__=-]K-R">ACRA</a>, <a href="https://www.facebook.com/fondazionemps?__cft__[0]=AZWyoYw42zDokSgNYa1XPwqHT0Edyj8CU3J9mzenVBJULhY09gnYYq6FwrOIjokOSpefxKq4KKrd6YrsNaWSdYpppsV_FIDAVlAGnfPczdcNTxHIVtS8WEXMMPTwDxOAGFWpJCkLQAyRO1JKhmz7tk1oPmlzGREGiXgx59yazaIXBA&amp;__tn__=-]K-R">Fondazione Mps</a> e <a href="https://www.facebook.com/CSGEUnibo?__cft__[0]=AZWyoYw42zDokSgNYa1XPwqHT0Edyj8CU3J9mzenVBJULhY09gnYYq6FwrOIjokOSpefxKq4KKrd6YrsNaWSdYpppsV_FIDAVlAGnfPczdcNTxHIVtS8WEXMMPTwDxOAGFWpJCkLQAyRO1JKhmz7tk1oPmlzGREGiXgx59yazaIXBA&amp;__tn__=-]K-R">CSGE &#8211; Centro Studi sul Genere e l&#8217;Educazione</a></p>



<p><a href="https://www.facebook.com/hashtag/wearegen5?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyoYw42zDokSgNYa1XPwqHT0Edyj8CU3J9mzenVBJULhY09gnYYq6FwrOIjokOSpefxKq4KKrd6YrsNaWSdYpppsV_FIDAVlAGnfPczdcNTxHIVtS8WEXMMPTwDxOAGFWpJCkLQAyRO1JKhmz7tk1oPmlzGREGiXgx59yazaIXBA&amp;__tn__=*NK-R">#WeAreGen5</a></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oltre la punta dell&#8217;iceberg &#8211; Opuscolo</title>
		<link>https://www.scosse.org/opuscolo-oltre-la-punta-delliceberg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 23:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Leggere Senza Stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sentimentale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei curiosə di conoscere tutto sul progetto &#8220;Oltre la punta dell&#8217;iceberg. Per conosce e riconoscere ogni forma di violenza di genere&#8221;? Scarica il nostro opuscolo! All&#8217;interno troverai non solo il racconto del progetto, dall&#8217;idea alla realizzazione, ma anche spunti teorici e pratici per chi vuole approfondire professionalmente il tema. Indice: L&#8217;opuscolo si compone dunque di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="536" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/img-articolo-2-1024x536.png" alt="" class="wp-image-5606" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/img-articolo-2-1024x536.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/img-articolo-2-300x157.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/img-articolo-2-768x402.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/img-articolo-2.png 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sei curiosə di conoscere tutto sul progetto &#8220;Oltre la punta dell&#8217;iceberg. Per conosce e riconoscere ogni forma di violenza di genere&#8221;? <strong>Scarica il nostro opuscolo</strong>! All&#8217;interno troverai non solo <strong>il racconto del progetto</strong>, dall&#8217;idea alla realizzazione, ma anche <strong>spunti teorici e pratici</strong> per chi vuole approfondire professionalmente il tema. </p>



<style>a.download_guida-opuscolo-wave{background-color:#e7057f;color:#fff;"}</style>



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</div>



<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Indice:</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Perché questo progetto</li>



<li>La violenza di genere e dei generi tra persone adolescenti</li>



<li>Iceberg della violenza di genere</li>



<li>Campagna di sensibilizzazione (Oltre la punta dell&#8217;iceberg)</li>



<li>Canzone e videoclip </li>



<li>Il muro contro la violenza di genere</li>
</ul>



<p>L&#8217;opuscolo si compone dunque di 6 piccoli capitoli, alcuni di racconto e altri più teorici. Al suo interno troverete anche lo <strong>strumento dell&#8217;iceberg della violenza</strong>, utilizzato per la realizzazione dell&#8217;intero progetto, accompagnato da una breve spiegazione teorica. </p>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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</div>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><a href="https://www.scosse.org/project/oltre-la-punta-delliceberg/">Oltre la punta dell’iceberg</a></strong> è un progetto di SCOSSE e Fotografi senza frontiere che ha visto coinvolte due scuole e quattro centri di aggregazione giovanile di Roma. Ha previsto dapprima un percorso laboratoriale con le persone adolescenti che hanno poi creato la <a href="https://www.scosse.org/oltre-la-punta-delliceberg-campagna-contro-la-violenza-di-genere/">campagna di sensibilizzazione &#8220;Oltre la punta dell&#8217;iceberg&#8221;</a>. Da questa campagna nasce poi la canzone &#8220;Non ho paura di te&#8221; realizzata all&#8217;interno del laboratorio rap dello spazio giovani e scuola d’arte MaTeMu/CIES da qui la realizzazione del <a href="https://youtu.be/lNVXjj7gE_k?si=bT6LSMK9TsiYqtQk">Videoclip di &#8220;Non ho paura di te&#8221;</a> in cui è presenta la coreografia realizzata dal laboratorio di break dance di MaTeMu/CIES.</p>



<p><strong>Oltre la punta dell’iceberg</strong> è interno al progetto The CARE. Il progetto The CARE – Civil Actors for Rights and Empowerment, cofinanziato dall’Unione Europea e promosso da Fondazione Realizza il Cambiamento e ActionAid International Italia E.T.S. mira a promuovere, proteggere e far rispettare i Diritti e i Valori dell’Unione Europea con un approccio fondato sulla partecipazione dei/delle portatori/trici di diritti e sull’empowerment degli/delle stessi/e nel rivendicare i propri diritti. Il progetto The CARE coinvolge 70 realtà attive in tutta Italia, creando così una rete del cambiamento in grado di ascoltare e rispondere ai bisogni specifici e concreti di ogni territorio e comunità.<br><br><a href="https://thecare.actionaid.it/">Scopri di più sul progetto T</a><a href="https://thecare.actionaid.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">he CARE</a><br>Per maggiori informazioni sull’intero progetto The CARE – Ufficio Stampa ActionAid ufficiostampaactionaid@actionaid.org<em>Il contenuto di questa comunicazione rappresenta l’opinione degli autori che ne sono esclusivamente responsabili. Né L’Unione europea né l’EACEA possono ritenersi responsabili per le informazioni che contiene né per l’uso che ne venga fatto. Analogamente non possono ritenersi responsabili ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="128" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/The_Care-loghi_istituzionali-Color-1536x192-1-1024x128.png" alt="" class="wp-image-5475" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/The_Care-loghi_istituzionali-Color-1536x192-1-1024x128.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/The_Care-loghi_istituzionali-Color-1536x192-1-300x38.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/The_Care-loghi_istituzionali-Color-1536x192-1-768x96.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/The_Care-loghi_istituzionali-Color-1536x192-1.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>FAMMI CAPIRE risponde a PROVITA: quando i libri fanno paura.</title>
		<link>https://www.scosse.org/fammi-capire-risponde-a-provita-quando-i-libri-fanno-paura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Team Scosse]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 10:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fammi capire]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alle differenze]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.scosse.org/?p=5525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Viviamo in un&#8217;epoca di oscurantismo in cui la conoscenza e gli immaginari che i libri, specie quelli rivolti all’infanzia e all’adolescenza, veicolano fanno paura, in cui si pretende di criticare e bollare come osceno ogni tentativo di parlare di corpi, generi e sessualità alle persone più giovani. Rimaniamo basit3, ma certo non sorpes3, nel leggere...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<p>Viviamo in un&#8217;epoca di oscurantismo in cui la conoscenza e gli immaginari che i libri, specie quelli rivolti all’infanzia e all’adolescenza, veicolano fanno paura, in cui si pretende di criticare e bollare come osceno ogni tentativo di parlare di corpi, generi e sessualità alle persone più giovani.</p>



<p>Rimaniamo basit3, ma certo non sorpes3, nel leggere l’<strong>ennesimo attacco ingiusto e mistificatore pubblicato questa mattina da ProVita contro FAMMI CAPIRE</strong>, progetto collettivo di Scosse, Ottimomassimo Libreria, Maddalena Lucarelli e Ornella Fabretti, che dal 2016 presenta una mostra bibliografica in continuo aggiornamento di libri illustrati italiani e internazionali dai 0 ai 18 anni, attualmente ospitato a Terlizzi, grazie all’impegno di edizioni la meridiana, Zorba Cooperativa Sociale, Un Panda sulla Luna e Parrocchia S. Gioacchino – Terlizzi, e a un finanziamento del Consiglio regionale della Regione Puglia.</p>



<p><strong>FAMMI CAPIRE propone un approccio ai corpi e alle sessualità guidato dalla curiosità e dalla ricerca del piacere per un’educazione al consenso, al desiderio e alla complessità, con un’attenzione a tutti i corpi, nella loro diversità, così come ai diversi modi di vivere e di amare.</strong> I libri illustrati possono essere strumenti potenti per parlare di sessualità a ragazze e ragazzi per dar loro gli strumenti per conoscersi e prevenire la violenza di genere combattendo la cultura del possesso e del controllo: un’urgenza sentita ancor più come necessaria a ridosso della giornata per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne del 25 novembre.</p>



<p>Alcuni libri in particolare, come “Bruno l&#8217;astronauta” di Flo Staffelmayr, Sabine Ziegelwanger e Anna Horak, pubblicato in Italia da Settenove, vengono esplicitamente chiamati in causa nel comunicato di ProVita, perché colpevoli di offrire strumenti di conoscenza del proprio corpo e dei limiti di quello altrui, e di allargare lo sguardo oltre il binarismo e la cis-eteronormatività.</p>



<p>Inoltre, come se non bastasse la demonizzazione dei libri illustrati per l’infanzia e l’adolescenza, <strong>l’associazione SCOSSE, da sempre tra le anime del progetto FAMMI CAPIRE, e che da anni si adopera in scuole di ogni ordine e grado per quell’educazione sessuo-affettiva tanto invocata all’indomani di ogni femminicidio, viene attaccata duramente proprio per svolgere quel ruolo di formazione che non viene a sufficienza svolto dallo Stato</strong>.</p>



<p>Una formazione preziosa per un corpo docente spesso non preparato per affrontare tematiche importanti che vanno al di là di un approccio medicalizzante che guardi solo alla riproduzione e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (due delle questioni che vengono affrontate a scuola grazie all’aiuto delle asl di riferimento).</p>



<p>ProVita invoca l’intervento dell’Ufficio scolastico regionale e la presenza del Ministro Valditara, ci uniamo all’invito di Elvira Zaccagnino delle Edizioni la meridiana: forse un incontro di formazione su come affrontare questi temi nella scuola potrebbe essere utile.<br><br>Il collettivo di FAMMI CAPIRE</p>
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		<item>
		<title>Oltre la punta dell&#8217;iceberg &#8211; Campagna contro la violenza di genere</title>
		<link>https://www.scosse.org/oltre-la-punta-delliceberg-campagna-contro-la-violenza-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Team Scosse]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 20:36:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.scosse.org/?p=5490</guid>

					<description><![CDATA[<p>La campagna di sensibilizzazione "Oltre la punta dell'iceberg" mira a rendere visibili alcune forme di violenza maschile contro le donne e di violenza di genere che spesso non vengono riconosciute come tali.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="22" src="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/image-1-1024x22.png" alt="" class="wp-image-5492" style="aspect-ratio:46.54545454545455;width:931px;height:auto" srcset="https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/image-1-1024x22.png 1024w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/image-1-300x6.png 300w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/image-1-768x17.png 768w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/image-1-1536x33.png 1536w, https://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/image-1-2048x44.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p>La campagna di sensibilizzazione &#8220;<a href="https://www.scosse.org/project/oltre-la-punta-delliceberg/">Oltre la punta dell&#8217;iceberg</a>&#8221; mira a rendere visibili alcune forme di violenza maschile contro le donne e di violenza di genere che spesso non vengono riconosciute come tali. Iniziare a nominare e riconoscere il linguaggio sessista e i comportamenti abusanti è il primo passo per creare il cambiamento dentro e fuori di noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per conoscere e riconoscere ogni forma di violenza di genere</h2>



<p>La campagna è stata realizzata da SCOSSE e Fotografi Senza Frontiere insieme alle persone giovani che hanno preso parte al progetto dell’I.P.S.S.E.O.A. Amerigo Vespucci, dell’IIS Lucio Anneo Seneca e di quattro Centri di Aggregazione Giovanile di Roma (Batti Il Tuo Tempo, B-Side, MaTeMù e Scholé).</p>



<p><span style="font-size:15px;">Progetto Oltre la punta dell&#8217;iceberg finanziato da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell&#8217;ambito del progetto &#8220;THE CARE &#8211; Civil Actors for Rights and Empowerment&#8221; cofinanziato dall&#8217;Unione Europea.</span></p>



<p><span style="font-size:15px;">Il contenuto di questa comunicazione rappresenta l&#8217;opinione degli autori che ne sono esclusivamente responsabili. Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;EACEA possono esserne ritenute responsabili per le informazioni che contiene né per l&#8217;uso che ne venga fatto.</span></p>
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		<title>L&#8217;amore conta, le parole per esprimerlo anche. &#8211; La Campagna</title>
		<link>https://www.scosse.org/lamore-conta-le-parole-per-esprimerlo-anche-la-campagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Team Scosse]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 06:43:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sentimentale]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.scosse.org/?p=5443</guid>

					<description><![CDATA[<p>La campagna di sensibilizzazione &#8220;L&#8217;amore conta, le parole per esprimerlo anche.&#8221; realizzata da Scosse attraverso dei laboratori presso l’IC Radice Sanzio Ammaturo di Napoli mira a riflettere sulla portata di violenza e possessività implicita nel linguaggio che usiamo tutti i giorni nelle relazioni sentimentali. I modi tradizionali del linguaggio amoroso sono stati risignificati in modo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="the-content">
<p>La campagna di sensibilizzazione &#8220;L&#8217;amore conta, le parole per esprimerlo anche.&#8221; realizzata da Scosse attraverso dei laboratori presso l’IC Radice Sanzio Ammaturo di Napoli mira a riflettere sulla portata di violenza e possessività implicita nel linguaggio che usiamo tutti i giorni nelle relazioni sentimentali.</p>



<p>I modi tradizionali del linguaggio amoroso sono stati risignificati in modo positivo dalle classi partecipanti al progetto educativo per la prevenzione della violenza di genere.</p>



<p>Il <a href="https://www.scosse.org/project/educazione-allaffettivita/">progetto </a>è stato realizzato grazie al contributo della <a href="https://www.unanessunacentomila.net/">Fondazione Una Nessuna Centomila</a>, nell&#8217;anno scolastico 2023/24.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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