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	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
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	<description>Unità dell&#039;Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve</description>
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	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
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		<title>Camminiamo Insieme del 13 settembre 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/09/11/camminiamo-insieme-del-13-settembre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 12:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[13 settembre 2026- 24a domenica t. ord. Sir 27,33-28,9 / Rm 14,7-9 / Mt 18,21-35 Il perdono, tema centrale di questa domenica, è la risposta cristiana a tutto ciò che invita alla vendetta e alla violenza. Esso trova le sue motivazioni nel comportamento di Dio. La logica di perdono seguita da Dio fonda ed esige [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a><strong><em>13 settembre 2026- 24a domenica t. ord.</em></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Sir 27,33-28,9 / Rm 14,7-9 / Mt 18,21-35</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il perdono</strong>, tema centrale di questa domenica, è la risposta cristiana a tutto ciò che invita alla vendetta e alla violenza. Esso trova le sue motivazioni nel comportamento di Dio. La logica di perdono seguita da Dio fonda ed esige dal cristiano un comportamento simile. Come Dio sa superare il passato pesantemente negativo dandogli la possibilità di un nuovo inizio e liberandolo dal senso di colpa col perdono, così il perdonato è chiamato a dare al fratello la possibilità di riprendersi, di ricominciare di nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un re ha davanti a sé un servo che ha un debito enorme, a farci comprendere come noi siamo davanti a Dio. La decisione del re arriva inattesa e sorprendente. Ma è la caratteristica dell’agire misericordioso di Dio, nell’anno di grazia inaugurato da Gesù. <strong>Il re ebbe compassione e condonò il debito</strong>. Matteo usa i verbi che ricordano l’agire divino: il re ha compassione, <em>“si commuove nelle viscere”</em>, verbo che caratterizza la misericordia divina rivelata da Gesù. E condona: ma il verbo è “perdonare”, usato per la remissione dei peccati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È consolante pensare che Dio si commuove nelle viscere per ciascuno di noi. Non è un rapporto superficiale, ma un legame profondo e il suo perdono costituisce per ciascuno un nuovo inizio, che crea una capacità di amare in modo incondizionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel padrone non chiede al servo perdonato di aumentare le pratiche di pietà, ma lo manda in mezzo alla società ad essere testimone del perdono ricevuto. <strong><em>“Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno così come io ho avuto pietà di te?”</em></strong> (v 33).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impegniamoci in questa settimana ad essere persone di perdono, perché infinitamente perdonate da Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h1 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/09/CI-26-09-13.pdf">Camminiamo Insieme del 13 settembre 2026</a></h1>
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		<title>Perdonare che aveva ucciso i miei</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/09/11/perdonare-che-aveva-ucciso-i-miei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 09:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho conosciuto il Movimento dei Focolari durante la guerra in Ruanda, il mio paese d&#8217;origine, leggendo il libro L’avventura dell&#8217;unità. Ho trovato lì un passaggio dove si dice come Chiara e le sue prime compagne, durante la Seconda Guerra mondiale, sotto i bombardamenti, nel rifugio, dove erano insieme ad altra gente, hanno trovato il versetto [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho conosciuto il Movimento dei Focolari durante la guerra in Ruanda, il mio paese d&#8217;origine, leggendo il libro <em>L’avventura dell&#8217;unità</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho trovato lì un passaggio dove si dice come Chiara e le sue prime compagne, durante la Seconda Guerra mondiale, sotto i bombardamenti, nel rifugio, dove erano insieme ad altra gente, hanno trovato il versetto del Vangelo: <em>«Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, ivi sono io</em>» (Mt 18, 20). Hanno creduto a questa Parola. L&#8217;Amore, per loro, era più forte dell&#8217;odio, della guerra, quell&#8217;amore che nasceva dall&#8217;unità con Gesù, quel Gesù che aveva promesso di essere presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il carisma dell&#8217;unità mi interpellò profondamente, tanto più che nel mio paese la mia famiglia, i miei amici vivevano la lacerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Farsi uno con l&#8217;altro: mi sembrava di poter vivere così con quelli che soffrono, con i miei che piangono, ma solo al pensare a quelli che fanno del male, che ammazzano i bambini, ero in piena rivolta. Auguravo loro solo un castigo nella misura del loro agire. Farsi uno con l&#8217;altro, ma chi è l&#8217;altro? Chi è il mio fratello? Sarà che Dio chiede di amare i nemici?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante tutto quel periodo, con queste domande in cuore e in testa, ho saputo che i miei genitori erano stati ammazzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una settimana dopo è stata la volta di mio fratello, in condizioni atroci!</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mi tornava sempre la domanda: come farmi uno con l&#8217;altro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pregavo tanto. A un certo punto Dio mi ha dato una grazia speciale che solo Lui può dare: perdonare chi aveva ucciso i miei. Ritrovai la pace, poco a poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un anno dopo venni a sapere che quelli che avevano ucciso mio fratello erano conosciuti e vivevano liberamente nel paese. Il rancore mi ha preso il cuore. Credevo di aver perdonato, ma c&#8217;era da ricominciare da capo: chiedere a Dio di mettere di nuovo il perdono nel mio cuore. Mi domandavo come avrei reagito se avessi dovuto incontrare quelle persone. Poi ho capito che ciò che Dio mi chiedeva era di amare nell&#8217;attimo presente, di amare chi è accanto a me, in famiglia, di amare il vicino, la persona che incontro. Lui poi mi avrebbe dato la grazia, le parole giuste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un incontro ho capito e sperimentato che la sofferenza offerta è sorgente di grazia. Così ho offerto la mia sofferenza, quella dei miei, quella delle mie amiche, madri che avevano perso i loro figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ringrazio Dio che non chiede di capire il senso della sofferenza, ma chiede di offrirla a Lui perché la possa trasformare in grazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M.G. – Ruanda</strong></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 6 settembre 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/09/04/camminiamo-insieme-del-6-settembre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[6 settembre 2026 – 23° domenica t. ord. Ez 33,1.7-9 / Rm 13,8-10 / Mt 18,15-20 Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro (Mt 18,20) Questa domenica il vangelo ci riporta parte del discorso che Matteo ha messo in bocca a Gesù con alcune istruzioni date ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a><strong><em>6 settembre 2026 – 23° domenica t. ord.</em></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ez 33,1.7-9 / Rm 13,8-10 / Mt 18,15-20</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Mt 18,20)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa domenica il vangelo ci riporta parte del discorso che Matteo ha messo in bocca a Gesù con alcune istruzioni date ai discepoli sulla <strong>vita comunitaria</strong>. Gesù diede alcune norme di comportamento e ricorda alcuni principi per esercitare il servizio di guida nella comunità cristiana, insegnando con quale spirito si debbano comprendere e accogliere i fratelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema da risolvere riguarda la presenza del peccato nella Chiesa. Emerge innanzitutto l’idea che con il male non ci deve essere alcuna tolleranza, anche se con il singolo peccatore occorrono sempre comprensione, rispetto e pazienza. A conclusione di questa parte del discorso sulla <strong>correzione fraterna</strong> Matteo ci dona due “perle” messe in bocca a Gesù. La prima parla della ricompensa data alla preghiera di due o più persone, alla preghiera cioè della comunità. Il versetto 20 poi specifica cosa è l’assemblea ecclesiale: è una riunione nel nome di Gesù. E che cosa ha di straordinario? La presenza del Signore stesso. Essere uniti nell’amore del Signore ottiene la sua presenza viva ed efficace in mezzo ai suoi. C’è Gesù per mezzo del quale Dio è veramente presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Essere riuniti nel nome</strong>, nell’amore <strong>di Gesù</strong>: che immensità ci è donata: far scendere <strong>Dio sulla terra</strong>, in mezzo alla sua comunità. E sarà in modo efficace il <strong><em>Dio-con-noi</em>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, occorre lottare per la santità della Chiesa. Ma quando per l’amore reciproco dei suoi membri Gesù è presente, Egli dona la sapienza e la grazia del passo da compiere. Conoscendo poi come Gesù ha trattato i pubblicani e i peccatori può sempre scattare la vicinanza amorevole e un’attenzione delicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h1 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/09/CI-26-09-06.pdf">Camminiamo Insieme del 6 settembre 2026</a></h1>
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		<title>Una bambina gioiosa e normale</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/09/01/una-bambina-gioiosa-e-normale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:13:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo sposati da dieci anni e abbiamo quattro bambini. Fin dai primi anni del nostro matrimonio abbiamo vissuto ogni attesa e nascita come un vero dono di Dio. Attendevo Anna Teresa e tutto procedeva bene. Verso il sesto mese, al momento di un controllo medico, come un fulmine a ciel sereno il medico mi annuncia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Siamo sposati da dieci anni e abbiamo quattro bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin dai primi anni del nostro matrimonio abbiamo vissuto ogni attesa e nascita come un vero dono di Dio. Attendevo Anna Teresa e tutto procedeva bene. Verso il sesto mese, al momento di un controllo medico, come un fulmine a ciel sereno il medico mi annuncia che c&#8217;erano delle malformazioni gravi nel cervello. La notizia ci lasciò senza fiato. Cercammo di non dire nulla agli altri bambini e subito trovai nella comunione con le persone della Comunità la forza di stare in piedi e accettare da Dio questa prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso tempo mio marito, che era responsabile in un&#8217;impresa, fu licenziato. Iniziò per lui e tutti noi una ricerca estenuante di lavoro che durò due anni. Intanto con dolcezza cercavo di preparare i bambini all&#8217;avvenimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I medici, senza scrupoli, ci proponevano l&#8217;aborto con frasi che ci ferivano: «La vita con un figlio handicappato non è facile, spero che questo bambino non viva&#8230;». L&#8217;unità più forte fra noi, la forza della preghiera e di Gesù in mezzo nella Comunità mi hanno aiutato ad andare controcorrente e a dare tutto l&#8217;amore al bimbo che portavo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nascita di Anna Teresa, pur nell&#8217;angoscia, fu una grande gioia. Avevamo previsto di battezzarla e cresimarla alla nascita, visto che i medici ci avevano detto che poteva morire subito. Così quei momenti &#8220;sacri&#8221; ci legarono ancor di più a lei. Fu circondata da un grandissimo amore: i bambini, felici di avere una sorellina, la circondavano di mille gesti di affetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I viaggi, i soggiorni in ospedale, i ripetuti interventi (sette), non scalfivano la fede e la certezza che ce l&#8217;avrebbe fatta e che, medicalmente, poteva riuscire a superare le difficoltà che presentava.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora il suo sviluppo è graduale e dopo un anno e mezzo è una bambina gioiosa e normale. La sua presenza è per tutti un vero raggio di sole!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>O.F. – Francia</em></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 30 agosto 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/08/30/camminiamo-insieme-del-30-agosto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 07:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[30 agosto 2026 2017 &#8211; 22a&#160;domenica t. ord. Ger 20,7-9 / Rm 12,1-2 / Mt 16,21-27 Se qualcuno vuol venire dietro a me…&#160;(Mt 16,24) Per Pietro l’integrità fisica della persona è un mito inderogabile, il successo politico un fatto necessario. Per questo egli non può accettare un Messia messo a morte dal persecutore (vv 21 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>30 agosto 2026 2017 &#8211; 22a&nbsp;domenica t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ger 20,7-9 / Rm 12,1-2 / Mt 16,21-27</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se qualcuno vuol venire dietro a me…&nbsp;<em>(Mt 16,24)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Pietro l’integrità fisica della persona è un mito inderogabile, il successo politico un fatto necessario. Per questo egli non può accettare un Messia messo a morte dal persecutore (vv 21 e 22). E Gesù piano piano ma, decisamente, porta Pietro e gli altri a scoprire che tipo di Messia Lui sta incarnando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Regno di Dio non contano le affermazioni di prestigio, ma quelle dei valori. E il valore principale sta nella dedizione incondizionata agli altri; costruisce la propria vita solo chi sa perderla per Cristo e per il Regno di Dio. Anche Gesù l’ha ritrovata perdendola per i fratelli (v 21). Questo è il modo di fare e di pensare di Dio; questa è la logica della croce, che Pietro non riesce a comprendere, che anzi contesta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma per partecipare alla salvezza portata da Gesù è necessario passare attraverso l’impegno totale e generoso di sé.&nbsp;<em>“Se qualcuno”</em>: Gesù rivolge questo invito a tutti coloro che vogliono seguirlo: a me, a te, a chiunque altro. Poi ci presenta la vita cristiana come “un seguire”, un camminare nelle orme fatte e lasciate da Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere cristiani è arrivare ad essere altri Gesù: <em>non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me</em>, dirà san Paolo. Il cammino del cristiano è tracciato da Gesù. E significa impegnarsi a <strong>camminare con Gesù sulla strada che lui ha percorso</strong>: essere dono, servire l’altro, farmi trovare dove l’altro ha bisogno, pregare gli uni per gli altri, abbracciare la croce perché in essa c’è il Crocifisso che amo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/08/CI-26-08-30.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 30 agosto 2026</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il mondo cambierà</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/08/30/il-mondo-cambiera-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 06:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Un giorno di settembre parto per una città che dista da Bogotà quattro ore, per fare una consegna da parte della tipografia in cui lavoro. Consegnato il pacco, torno alla stazione degli autobus. Mentre aspetto l&#8217;ora della partenza, mi si avvicina un ragazzo con il quale incomincio a conversare amichevolmente. A un certo punto mi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un giorno di settembre parto per una città che dista da Bogotà quattro ore, per fare una consegna da parte della tipografia in cui lavoro. Consegnato il pacco, torno alla stazione degli autobus. Mentre aspetto l&#8217;ora della partenza, mi si avvicina un ragazzo con il quale incomincio a conversare amichevolmente. A un certo punto mi chiede cosa penso io dell&#8217;attuale situazione che stiamo vivendo in Colombia. Gli rispondo che la Colombia e il mondo soffrono la violenza perché gli uomini non si amano, non vivono in unità. «Ma cos&#8217;è l&#8217;unità?», mi chiede. E io: «L&#8217;unità è l&#8217;unica forza capace di trasformare il mondo». E gli racconto qualcosa della mia vita di cristiano.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio giovane interlocutore ascolta molto interessato. Noto però che, anche se si presenta bene, riflette una particolare inquietudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Al momento di salire sull&#8217;autobus mi congedo da lui che mi dice di esser venuto solo per spedire un pacchetto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo sul punto di partire quando arriva la polizia che chiede a tutti di scendere per poter fare una perquisizione dell&#8217;autobus e dei passeggeri. I poliziotti prendono di mira in modo particolare me e mi fanno un interrogatorio di sesto grado. Ho molta paura e mille pensieri mi passano per la testa. Chiedo a Gesù di aiutarmi dal momento che lui sa che non ho fatto nulla di male.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo venti minuti di botta e risposta, uno dei poliziotti cambia atteggiamento nei miei confronti. Mostrandomi un involucro contenente dinamite, mi dice che poco prima aveva ricevuto una telefonata anonima da una persona che lo informava di essere stato pagato per collocare in quell&#8217;autobus quella bomba. Però, avendo trovato fra i passeggeri un giovane che gli ha parlato di una nuova speranza per il mondo e che gli ha dato anche per un solo istante la gioia di vivere, ha pensato che la vita vale più di qualunque altra cosa e per questo aveva deciso di chiamare la polizia per avvisarla di togliere dall&#8217;autobus il pacco e disinnescare la dinamite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aggiungeva che lui non è un uomo che crede in Dio, però si augurava e pregava che si fermasse in tempo una strage sicura. Chiese anche che cercassero quel giovane dalla camicia bianca e dalla giacca azzurra e gli dicessero che con la sua risposta e con il suo atteggiamento, certamente avrebbe concorso a salvare il mondo, come oggi aveva salvato lui. Poi bruscamente riattaccò il telefono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Respiro profondamente e, trovandomi nuovamente sull&#8217;autobus ormai avviato verso casa, penso che a quell&#8217;ora avrei potuto essere già morto. Però mi sono detto che, anche se fosse stato così, sarei morto con la certezza che il mondo sarebbe cambiato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">J.G.B. – Colombia</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Camminiamo Insieme del 15 agosto 2026 &#8211; Assunzione di Maria</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/08/13/camminiamo-insieme-del-15-agosto-2026-assunzione-di-maria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[15 agosto 2026 – ASSUNZIONE DI MARIA Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; 1Cor 15,20-27° / Lc 1,39-56 L’anima mia magnifica il Signore (Lc 1,46) Nel primo capitolo del suo Vangelo, Luca ci offre l’unica pagina del Nuovo Testamento in cui le protagoniste sono due donne, Maria ed Elisabetta. Elisabetta viveva in un villaggio vicino Gerusalemme, distante circa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>15 agosto 2026 – ASSUNZIONE DI MARIA</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; 1Cor 15,20-27° / Lc 1,39-56</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’anima mia magnifica il Signore </strong><em>(Lc 1,46)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo capitolo del suo Vangelo, Luca ci offre l’unica pagina del Nuovo Testamento in cui le protagoniste sono due donne, Maria ed Elisabetta. Elisabetta viveva in un villaggio vicino Gerusalemme, distante circa 150 km da Nazareth. Subito dopo aver ricevuto l’annuncio dell’angelo che sarebbe diventata la madre di Gesù (Lc 1,26-38), Maria affronta questo lungo viaggio. Non conosciamo i particolari del percorso, sappiamo soltanto che si diresse in fretta verso la montagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché si reca fin là?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maria va per partecipare questa gioia a chi, come lei, aveva ricevuto da Dio la grazia di aspettare un figlio, e per starle vicina e aiutarla durante gli ultimi mesi di gravidanza. È la storia di due donne, di due maternità impossibili. Chi meglio di lei poteva capirla per condividere questa esperienza? Da questo incontro sgorga il canto del Magnificat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’anima mia magnifica il Signore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le sue parole sono l’espressione di un grande amore e di una vivissima gioia, ciò spiega perché il suo animo e la sua vita si elevano nello spirito. Maria non dice: Io magnifico Dio, ma l’anima mia; come se volesse dire: tutta la mia vita e i miei sensi sono come sorretti dall’amore di Dio […]», scrive Martin Lutero nel suo commento al Magnificat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il verbo “magnificare”, rendere grande, rivela un senso di gioia suscitata dalla scoperta che Dio è più grande di quanto ci si aspettasse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa gioia fa eco una profonda umiltà e un senso profondo di gratitudine e di riconoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolinea Ermes Ronchi, «il Magnificat è il vangelo di Maria, la sua bella notizia che raggiunge tutte le generazioni». Per dieci volte la ragazza di Nazareth ripete: «È Lui che ha fatto…», come una sorta di nuovo decalogo, di nuovi dieci comandamenti che ribaltano le logiche del mondo. Viene spontaneo chiedersi se abbiamo conservato il senso di stupore e di meraviglia nella nostra vita quotidiana e di preghiera, davanti a quanto Dio ha operato e continua a operare. Senza apertura alla novità e alle sue sorprese, senza stupore, la fede diventa una preghiera stanca che gradualmente si spegne e diventa un’abitudine sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’anima mia magnifica il Signore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cantico di Maria non è semplicemente una preghiera di lode intimista, ma una lode profetica, caratterizzata da un costante ricorso ai passi della Scrittura4, che indica la direzione della storia secondo il cuore di Dio. Lodarlo significa schierarsi con i piccoli, credere che il mondo possa e debba cambiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di questo inno ci invitano a comprendere l’intervento salvifico di Dio nella nostra storia personale e comunitaria, dal proprio vissuto personale a quello universale, dall’attimo presente fino ai cieli nuovi e alla terra nuova che la rivoluzione sociale del Vangelo inaugura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’anima mia magnifica il Signore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste parole invitano anche noi a fare della nostra vita una lode vivente, a riconoscere ogni giorno le “grandi cose”, a unire la nostra voce a quella di Maria per proclamare che Dio è fedele, che la sua misericordia si estende di generazione in generazione, e che il suo regno di giustizia e amore viene già realizzandosi tra noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiara Lubich aveva colto questa dimensione rivoluzionaria del cantico di Maria quando scriveva ai giovani: «Leggi il Magnificat e vi troverai la prima e più potente pagina della dottrina sociale cristiana. Chi, e quando, la realizzerà compiutamente?»5.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda resta aperta e ci interpella. L’intervento di Dio non dovrebbe restare confinato nell’intimità del cuore, ma occorre che si manifesti nelle relazioni, nella vita comune, nella trama delle generazioni che verranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Parola di vita di Agosto 2026)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/08/CI-26-08-15.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 15 agosto 2026</a></h2>
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		<title>Camminiamo Insieme del 9 agosto 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/08/07/camminiamo-insieme-del-9-agosto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[9 agosto 2026 &#8211; 19a&#160;domenica&#160; t. ord. 1Re 19,9a.11-13a / Rm 9,1-5 / Mt 14,22-33 Coraggio, sono io, non abbiate paura!(Mt 14,27) Dove si rivela il Signore? Questo interrogativo può caratterizzare la liturgia della Parola di questa domenica. Le letture danno alcune indicazioni: il Signore non si comunica in avvenimenti straordinari (1a lettura); né in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>9 agosto 2026 &#8211; 19a&nbsp;domenica&nbsp; t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>1Re 19,9a.11-13a / Rm 9,1-5 / Mt 14,22-33</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Coraggio, sono io, non abbiate paura!</strong><em>(Mt 14,27)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dove si rivela il Signore?</strong> Questo interrogativo può caratterizzare la liturgia della Parola di questa domenica. Le letture danno alcune indicazioni: il Signore non si comunica in avvenimenti straordinari (1a lettura); né in persone e popoli privilegiati o necessariamente nell’ambito religioso (2a lettura), ma neppure nei fantasmi della notte e della paura. Il Signore a volte si trova proprio nelle persone e nelle realtà che più disprezziamo, che riteniamo le più inadeguate a rapportarci a Lui, che più ci spaventano. <strong>Il “fantasma”</strong> che fa <em>“gridare dalla paura”</em> i discepoli (v 26), quello è Gesù (v 27).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dio ci è vicino sempre</strong>, specialmente nel momento della minaccia (v 24), delle tenebre (v 25), del pericolo (v 30), magari nelle forme più inusitate (v 26) e ci rivolge la sua parola. Tante volte bisognerà verificare che sia proprio Lui (v 28), magari rischiando l’impossibile, un salto nel buio (vv 29-30). L’importante non è il modo scelto da lui per venirci incontro, ma che egli venga, parli e salvi (v 30). Ciò che conta è la sua vicinanza. È la fede che rompe ogni paura, che ci fa uscire dalle nostre sicurezze per mandarci incontro a Lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vangelo di oggi è anche <strong>una meditazione sulla Chiesa</strong> e sul nostro essere Chiesa: quante volte abbiamo la sensazione di essere circondati da innumerevoli pericoli e difficoltà! Ma anche quando i suoi discepoli sono sconvolti e sembrano perdere la fede in Gesù, perché lo credono assente, la forza della sua presenza diventa coraggio e fedeltà alla missione affidata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l’incontro con il Signore e l’affidare a Lui la nostra vita che ci permettono di ritrovare la calma e la forza per riprendere il cammino. Di fronte alle difficoltà della vita, la parola di oggi ci invita a ritrovare un rapporto vero e profondo con il Signore Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h1 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/08/CI-26-08-09.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 9 agosto 2026</a></h1>
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		<title>Tu sei un sacerdote</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/08/07/tu-sei-un-sacerdote-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono per strada a Manila. Mi avvicina un giovane e, quand&#8217;è a un passo da me, sfodera un coltello e me lo punta contro: «Dammi tutti i tuoi soldi», mi impone. «Ma certo &#8211; rispondo -, anzi, mi sembra che hai fame. Guarda, lì c&#8217;è un ristorante, vieni là e mangia e bevi tutto ciò [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono per strada a Manila. Mi avvicina un giovane e, quand&#8217;è a un passo da me, sfodera un coltello e me lo punta contro: «Dammi tutti i tuoi soldi», mi impone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ma certo &#8211; rispondo -, anzi, mi sembra che hai fame. Guarda, lì c&#8217;è un ristorante, vieni là e mangia e bevi tutto ciò che vuoi». E un po&#8217; sconcertato, ma mi segue. Mangia e beve a sazietà, mentre io mi informo con amore su tutta la sua famiglia. Egli mi dice che ha bisogno di tutto: cibo, vestiti, scarpe&#8230; Gli prometto di preparargli per l&#8217;indomani una scatola di vestiario e gli do il mio indirizzo. Se ne va rasserenato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indomani arriva titubante, pronto a scappare, temendo un tranello. Prende il pacco e mi dice: «Anche il mio vicino di casa è povero come me e ha bisogno d&#8217;essere aiutato». Lo invito a tornare l&#8217;indomani a prendere delle cose per l&#8217;amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torna, mi guarda, gli sorrido e gli offro il nuovo pacco. Io sono felice perché do da mangiare e da vestire a Gesù in lui. Lui si getta in ginocchio e, tremando, esclama: «Tu sei un sacerdote, confessami». Lo ascolto e parte felice!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da allora, lui, i suoi e la famiglia del suo amico vengono alle nostre riunioni di comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>G.M. &#8211; Filippine</em></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 2 agosto 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/31/camminiamo-insieme-del-2-agosto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[2 agosto 2026 – 18ª domenica t. ord. Is 55,1-3 / Rm 8,35.37-39 / Mt 14,13-21 Voi stessi date loro da mangiare (Mt 14,16) Dio prepara un banchetto per coloro che ha amato e redento. Egli sempre nutre e si prende a cuore le sorti dei suoi figli. Così oggi la liturgia ci presenta la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>2 agosto 2026 – 18ª domenica t. ord.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Is 55,1-3 / Rm 8,35.37-39 / Mt 14,13-21</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Voi stessi date loro da mangiare (Mt 14,16)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dio prepara un banchetto per coloro che ha amato e redento. Egli sempre nutre e si prende a cuore le sorti dei suoi figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così oggi la liturgia ci presenta la moltiplicazione dei pani. Gesù si allontana alla notizia della morte di Giovanni Battista e va verso un luogo deserto seguito dalla folla. Insieme con questo spostamento l’evangelista Matteo annota la compassione di Gesù, sentimento che lo spinge a soccorrere il popolo guarendone i malati e moltiplicando dei pani e dei pesci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Collocando l’episodio nel deserto, l’evangelista ci presenta Gesù come il Dio misericordioso che ha accompagnato il cammino del popolo liberato dall’Egitto verso la terra promessa; un Dio che nutre e fa crescere il suo popolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo cogliere come il centro del brano sia occupato dal dialogo di Gesù con i discepoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le preoccupazioni degli apostoli per la folla sono buone, ma Gesù ha un pensiero molto più profondo, che li pone di fronte ad una nuova responsabilità: «Voi stessi date loro da mangiare».</p>



<p class="wp-block-paragraph">È sufficiente che i discepoli obbediscano a Cristo e pongano se stessi e il poco che hanno a disposizione del Maestro. E quel poco nelle mani di Gesù diventa molto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nostro poco diventa l’abbondanza di Dio, la nostra povertà, se donata, diventa nel Figlio ricchezza.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/07/CI-26-08-02.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 2 agosto 2026</a></h2>
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