<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
	<atom:link href="https://www.pontefelcinoup.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pontefelcinoup.it</link>
	<description>Unità dell&#039;Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Jul 2026 17:09:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2016/05/cropped-favicon_pfup_2016.png?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
	<link>https://www.pontefelcinoup.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">140432410</site>	<item>
		<title>Camminiamo Insieme del 12 luglio 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/11/camminiamo-insieme-del-12-luglio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 17:09:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9709</guid>

					<description><![CDATA[12 luglio 2026 &#8211; 15a domenica t. ord. Is 55,10-11 / Rm 8,18-23 / Mt 13,1-23 «Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto» (Mt 13,23). Gesù, dopo aver parlato in parabole ad una grande folla in riva al lago di Tiberiade, si rivolge ai discepoli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>12 luglio 2026 &#8211; 15a domenica t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Is 55,10-11 / Rm 8,18-23 / Mt 13,1-23</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto» </strong>(<em>Mt </em>13,23).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù, dopo aver parlato in parabole ad una grande folla in riva al lago di Tiberiade, si rivolge ai discepoli e ad essi spiega il significato profondo delle sue parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il protagonista del nostro racconto è la Parola di Dio, paragonata ad un seme piccolo e fragile. I sassi, le spine, gli uccelli possono impedirgli di germogliare, mettere radici, produrre spighe mature, ma il sapiente seminatore ne conosce la sorprendente vitalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso queste immagini, Gesù rivela il rapporto tra l’uomo e la Parola che Dio offre abbondantemente, ma c’è chi la accoglie e chi, per vari motivi, la lascia cadere senza che porti frutto. Nel cuore umano, infatti, la superficialità e le eccessive preoccupazioni materiali minacciano il miracolo della vita soprannaturale, che Dio stesso desidera accendere nelle sue creature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche noi, come i discepoli, siamo invitati da Gesù ad entrare nel mistero umile dell’amore di Dio e, allo stesso tempo, siamo interpellati personalmente su una decisione: quale “terreno” vogliamo essere?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare e comprendere: sembra questo il segreto che fa di noi un terreno accogliente, dove il seme della Parola può esprimere la sua forza e portare buoni frutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto è preziosa la disponibilità all’ascolto: è lo spazio spirituale per fare posto alla vita di Dio, che sempre ci precede con la sua misericordia, con la pazienza del lavoratore che conosce e rispetta i tempi della maturazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di Dio, come scrive Chiara Lubich, <em>«illuminano interiormente non solo la mente, ma tutto l’essere, perché sono luce, amore e vita. Danno pace – quella che Gesù chiama sua: “la mia pace” – anche nei momenti di turbamento e di angoscia. Danno gioia piena pur in mezzo al dolore che a volte attanaglia l’anima. Danno forza soprattutto quando sopraggiungono lo sgomento o lo scoraggiamento. Rendono liberi perché aprono la strada della Verità. […] Anche in noi deve nascere un amore appassionato per la parola di Dio: la accogliamo con attenzione quando ci viene proclamata nelle chiese, la leggiamo, la studiamo, la meditiamo… Ma soprattutto siamo chiamati a viverla. […] Vivendo una parola di Gesù viviamo tutto il Vangelo, perché in ogni sua parola egli si dona tutto, viene lui stesso a vivere in noi […] e sostituisce il nostro modo di pensare, di volere, di agire in tutte le circostanze della vita</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Wambil dal Messico ci racconta: <em>«C’è stato un tempo in cui mi sentivo intrappolato in un buco profondo. Ero in una relazione violenta, cercavo di scappare e sistemare tutto con le mie forze. Influenzato dai social media e dal rumore esterno, spesso inseguivo cose non guidate da Dio. Nonostante tutti i miei sforzi, mi sentivo ancora vuoto e senza scopo. Sapevo che l’amore è un linguaggio universale. Quando ho iniziato a fare volontariato, ho trovato una realizzazione che poteva venire solo da Dio. Col tempo, ho scoperto un luogo dove ascoltare la Sua parola e crescere nella relazione con Lui. Sono profondamente grato».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quando ci sentiamo terra arida e sassosa, è la Parola stessa ad essere efficace, come rivela il profeta Isaia: <em>«Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, […] così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata»</em> (<em>Is</em> 55,10-11).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sostenuti da questa speranza, in un tempo dominato da paure e tensioni, coltiviamo anche la fiducia nelle donne e negli uomini con cui condividiamo la vita. Crediamo nella loro capacità di dare frutti buoni, creando occasioni di ascolto e dialogo, per camminare insieme verso l’orizzonte della fraternità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Parola di Vita del mese).</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/07/CI-26-07-12.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 12 luglio 2026</a></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9709</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Camminiamo Insieme del 5 luglio 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/03/camminiamo-insieme-del-5-luglio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9702</guid>

					<description><![CDATA[5 luglio 2026 &#8211; 14a domenica t. ord. Zc 9,9-10 / Rm 8,9.11-13 / Mt 11,25-30 Venite a me. Io sono mite e umile di cuore(Mt 11,29) Le letture odierne descrivono alcune caratteristiche fondamentali di Gesù come Messia: egli porta pace e giustizia perché libera da ogni potere opprimente, proponendosi come il liberatore. Gli scribi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>5 luglio 2026 &#8211; 14a domenica t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Zc 9,9-10 / Rm 8,9.11-13 / Mt 11,25-30</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Venite a me. Io sono mite e umile di cuore</strong><em>(Mt 11,29)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le letture odierne descrivono alcune caratteristiche fondamentali di Gesù come Messia: egli porta pace e giustizia perché libera da ogni potere opprimente, proponendosi come il liberatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli scribi e i farisei che spesso si dichiaravano gli unici interpreti della Legge e della Tradizione, si erano accaparrati il monopolio delle coscienze, che gestivano con severità, ignari che il mistero di Dio si rivelava nell’umiltà e nella povertà dei piccoli. Gesù invece, ben consapevole di questo, ringrazia il Padre e vuole rendere coscienti tutti di questo fatto. Egli stesso si ritrova con i peccatori, si rivolge agli oppressi dal duro giogo delle Legge, raduna attorno a sé non i saggi e i giusti, ma gli incapaci di osservare le minute prescrizioni e i poveri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al posto dell’insopportabile peso della Legge, dell’oppressivo potere dei suoi interpreti, propone <strong>il proprio giogo</strong>, facile da portare, recante ristoro: <strong>è il comandamento dell’amore</strong>. E Gesù si propone come <strong>modello</strong>: <em>io sono mite e umile di cuore.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù mostra a noi la “tenerezza” di Dio, è il “volto della misericordia” del Padre. Gesù non è un tiranno, un maestro duro; è semplice, comprensivo, non ha pretese di dominio sulle coscienze e sulla morale altrui. Per questo possiamo andare da Lui con fiducia, sicuri di trovare comprensione, pace, ristoro. A contatto con Lui senti che non trovi tanto un esempio da imitare, quanto una forza che ti dona la gioia di poter diventare come Lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proviamo in questa settimana ad essere <strong><em>“miti e umili di cuore”</em></strong>&nbsp;per il motivo che siamo figli di un Dio che è amore. Ogni nostra relazione, con Dio e con il prossimo, sia animata da un amore filiale e spontaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/07/CI-26-07-05.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 5 luglio 2026</a></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9702</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La busta di verdura</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/03/la-busta-di-verdura-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9700</guid>

					<description><![CDATA[Quasi tutte le ore del pomeriggio erano trascorse in contrasti e battibecchi tra i miei due figli più piccoli. L&#8217;oggetto di tutte queste difficoltà era la bicicletta di Veronica, che Giovanni voleva a tutti i costi. Le aveva tentate tutte: prima la richiesta gentile, poi le maniere forti, proposte di scambi di &#8220;merce&#8221; dando qualcosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quasi tutte le ore del pomeriggio erano trascorse in contrasti e battibecchi tra i miei due figli più piccoli. L&#8217;oggetto di tutte queste difficoltà era la bicicletta di Veronica, che Giovanni voleva a tutti i costi. Le aveva tentate tutte: prima la richiesta gentile, poi le maniere forti, proposte di scambi di &#8220;merce&#8221; dando qualcosa di suo&#8230;, ma inutilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In vari modi ero stata sul punto di intervenire, ma poi ogni volta ho deciso di aspettare per dar loro modo di risolversi da soli. Ma come &#8211; pensavo -, se abbiamo sempre cercato in famiglia di far vivere ai nostri figli la comunione piena di tutto: gioie, difficoltà, cose&#8230; E ora, per un giro in bici, sembra crollare ogni cosa?!</p>



<p class="wp-block-paragraph">È suonato il campanello ed è arrivato un nostro amico. «Ti ho portato questa busta di verdura», e senza aggiungere altro se ne è andato. Mi sono messa in cucina a pulire la verdura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo alcuni minuti arriva Veronica, sempre con la bici prudentemente vicina. Mi gironzola intorno. «Ma perché l&#8217;ha data a noi quella verdura e non l&#8217;ha tenuta lui?». «Vedi &#8211; le dico -, tra noi famiglie cerchiamo di mettere in pratica l&#8217;amore scambievole, quello che Gesù insegna. Questa verdura poteva servire anche a loro, ma hanno pensato a noi…». Veronica ascolta attenta e dopo un po&#8217; esce e consegna la bici a Giovanni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le sue resistenze sono cadute di fronte a quella busta di verdura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L.R. – Italia</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9700</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Camminiamo Insieme del 28 giugno 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/06/26/camminiamo-insieme-del-28-giugno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 11:29:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9693</guid>

					<description><![CDATA[28 giugno 2026- 13a domenica t. ord. 2Re 4,8-11,14-16° / Rm 6,3-4.8-11 / Mt 10,37-42 Chi accoglie voi accoglie me(Mt&#160;10,40) Inutile nascondercelo: le parole che abbiamo udito all’inizio del Vangelo di oggi ci lasciano un po’ perplessi&#8230; Anche se sono parole di Gesù. A meno che in realtà, dentro di noi, non le prendiamo sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a><strong><em>28 giugno 2026- 13a domenica t. ord.</em></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>2Re 4,8-11,14-16° / Rm 6,3-4.8-11 / Mt 10,37-42</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi accoglie voi accoglie me</strong><em>(Mt&nbsp;10,40)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inutile nascondercelo: le parole che abbiamo udito all’inizio del Vangelo di oggi ci lasciano un po’ perplessi&#8230; Anche se sono parole di Gesù. A meno che in realtà, dentro di noi, non le prendiamo sul serio; e ci accontentiamo di «sentirle» senza «ascoltarle» veramente. Oppure rifiutiamo di pensare che ci riguardino personalmente. Non cerchiamo di addomesticare queste parole. Non cerchiamo di disinnescare la loro carica esplosiva, di renderle innocue, dicendoci che le abbiamo già sentite, che sono modi di dire paradossali, frasi a effetto che non bisogna prendere alla lettera, ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi (con qualche eccezione, forse&#8230;) ci siamo trovati ad essere cristiani senza farlo apposta: siamo <em>«cristiani fin dalla nascita»</em>. Ma le parole di Gesù ci ricordano – e ne abbiamo bisogno – che essere cristiani davvero non è soltanto un nome, una formalità anagrafica. E non è neppure soltanto una questione di pratica religiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere cristiani vuol dire <strong><em>credere </em>in Cristo</strong>. E credere in Cristo vuol dire riconoscere in lui l’<strong>unico valore <em>assoluto</em></strong> per l’esistenza. Senza concorrenti né compromessi possibili. Anche gli affetti più cari e più doverosi, di fronte a Cristo passano in seconda linea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fede in Cristo non può rimanere «un aspetto» fra tanti altri della nostra vita; deve orientare e caratterizzare <strong><em>tutto</em></strong><em>&nbsp;il </em>nostro modo di pensare, di parlare, di agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente abbiamo troppa paura di «perdere la nostra vita» se diamo retta fino in fondo all’insegnamento del Vangelo. Siamo troppo preoccupati di <em>«trovare la nostra vita»</em>&nbsp;– cioè di realizzare noi stessi, di goderci l’esistenza – nella ricerca del benessere, della tranquillità, della ricchezza, del piacere&#8230; Dobbiamo riconoscerlo onestamente: siamo un po’ tutti <em>«gente di poca fede»</em>. Ci manca il coraggio di <strong><em>fidarci </em>fino in fondo</strong>&nbsp;della parola di Gesù. E più di una volta, all’atto pratico, di fatto diamo la preferenza ad altri, o ad altre cose, rispetto a Cristo e ai suoi insegnamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Realisticamente (e senza far l’esame di coscienza <em>ad altri&#8230; ) </em>potremmo rileggere e riascoltare le parole di Gesù, per esempio così:</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Chi ama i soldi più di me, non è degno di me&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Chi ama la carriera più di me, non è degno di me&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Chi cerca l’interesse più della giustizia, dell’onestà, della verità, non è degno di me&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così via.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, su questa strada, <strong>tutti abbiamo ancora bisogno di conversione</strong>, per trovare davvero in Gesù Cristo la nostra pace e la nostra gioia. (elledici.com)</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/06/CI-26-06-28.pdf">Camminiamo Insieme del 28 giugno 2026</a></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9693</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Non ho neanche un un euro</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/06/25/non-ho-neanche-un-un-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9691</guid>

					<description><![CDATA[Era il 17 del mese. Stavamo uscendo per andare ad un incontro in un&#8217;altra città, quando una telefonata ha ritardato la nostra partenza: era il padre di una famiglia numerosa, caduta repentinamente nell&#8217;indigenza: «Non ho neanche un euro per comperare il latte all&#8217;ultimo neonato di pochi mesi». La cifra che chiedeva era abbastanza consistente. Ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Era il 17 del mese. Stavamo uscendo per andare ad un incontro in un&#8217;altra città, quando una telefonata ha ritardato la nostra partenza: era il padre di una famiglia numerosa, caduta repentinamente nell&#8217;indigenza: «Non ho neanche un euro per comperare il latte all&#8217;ultimo neonato di pochi mesi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cifra che chiedeva era abbastanza consistente. Ci siamo guardati un attimo e senza esitazione abbiamo deciso di dare a Gesù, in quei prossimi, tutto quanto avevamo da parte per le necessità del mese. In autostrada poi abbiamo dovuto raccogliere tutte le monetine che potevamo avere in fondo alle tasche per pagare il pedaggio. Siamo arrivati a destinazione senza più un soldo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terminato l&#8217;incontro alcuni ci hanno riempito la macchina di ogni ben di Dio. Dopo di allora questo è avvenuto tutti i giorni, fino alla fine del mese, quando sono arrivati gli stipendi!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>D.C. – Italia</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9691</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Camminare Insieme del 21 giugno 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/06/19/camminare-insieme-del-21-giugno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9677</guid>

					<description><![CDATA[21 giugno 2026 &#8211; 12&#8243; domenica t. ord Ger 20,10-13 / Rm 5,12-15 / Mt 10,26-33 Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non hanno potere di uccidere l&#8217;anima (Mt 10.28) Gesù, nel Vangelo di oggi, ci ripete tre volte: &#8220;Non abbiate paura! &#8220;. Non lo dice per convenienza, come facciamo noi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>21 giugno 2026 &#8211; 12&#8243; domenica t. ord</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ger 20,10-13 / Rm 5,12-15 / Mt 10,26-33</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non hanno potere di uccidere l&#8217;anima </strong><em>(Mt 10.28)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù, nel Vangelo di oggi, ci ripete tre volte: <em>&#8220;Non abbiate paura! &#8220;. </em>Non lo dice per convenienza, come facciamo noi spesso, per far coraggio a qualcuno. Lo afferma con la testimonianza della sua vita, come uno che ha un unico costante riferimento nell&#8217;amore del Padre: <em>&#8220;Io e il Padre siamo uno. Mio cibo è fare la volontà del Padre mio!&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo <strong>ci è</strong><strong>vicino </strong>con la sua paura nelle tentazioni, con l&#8217;angoscia nell&#8217;orto degli ulivi, con lo strazio disperato sulla croce che lo fa gridare: <em>&#8220;Mio Dio, perché mi hai abbandonato!”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha paura insieme a noi per portarci con lui all&#8217;abbandono tra le braccia del Padre: <em>&#8220;Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito&#8221;. </em>Se la nostra fede è divenuta talmente essenziale da esprimersi tutta con un solo atto di amore: <em>&#8220;Sei tu, Signore, l&#8217;unico mio bene!&#8221;, </em>allora non temiamo più niente. Come quei passeri da due soldi che con la loro serenità ci dicono che nessuno, per quanto piccolo, è dimenticato dal Padre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identificati con Gesù, <strong>figli nel Figlio, </strong>siamo certi che la verità è Dio e mai potrà essere a lungo oscurata e nascosta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se siamo e viviamo da Gesù, il Padre ci identificherà con Lui, ci riconoscerà e ci farà <strong>partecipi della sua famiglia. </strong>Diversamente non ci conoscerà, non ci sarà posto per chi non è figlio nel Figlio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/06/CI-26-06-21.pdf">Scarica Camminare Insieme del 21 giugno 2026</a></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9677</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Camminiamo Insieme del 7 giugno 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/06/19/camminiamo-insieme-del-7-giugno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9667</guid>

					<description><![CDATA[07 giugno 2026 &#8211; CORPO DEL SIGNORE Dt 8,2-3.14b-16a / 1Cor 10,16-17 / Gv 6,51-58 Io sono il pane vivo disceso dal cielo (Gv 6,51) Gesù ha moltiplicato i pani e poi si è allontanato da una popolarità improvvisa. Il “giorno dopo”, nella “sinagoga di Cafarnao”, Gesù si presenta come pane vivo, disceso dal cielo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>07 giugno 2026 &#8211; CORPO DEL SIGNORE</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dt 8,2-3.14b-16a / 1Cor 10,16-17 / Gv 6,51-58</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Dt 8,2-3.14b-16a</strong>&nbsp;&#8211; Ti ha nutrito di un cibo che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.</li>



<li><strong>Dal Salmo 147</strong>&nbsp;&#8211; Rit.: Loda il Signore, Gerusalemme.</li>



<li><strong>1Cor 10,16-17</strong>&nbsp;&#8211; Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.</li>



<li><strong>Gv 6,51-58</strong>&nbsp;&#8211; La mia carne è vero cibo, e il mio sangue vera bevanda.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Io sono il pane vivo disceso dal cielo </strong><em>(Gv 6,51)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù ha moltiplicato i pani e poi si è allontanato da una popolarità improvvisa. Il <em>“giorno dopo”</em>, nella <em>“sinagoga di Cafarnao”</em>, Gesù si presenta come <strong>pane vivo</strong>, disceso dal cielo, guidando anche noi oggi a interpretare il segno antico della manna come promessa di un cibo diverso e più efficace per avere <strong>la vita di Dio in noi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La festa del <strong><em>Corpus Domini</em></strong> ci aiuta a cogliere il mistero profondo dell’Eucaristia. Celebrare l’Eucaristia significa l<strong>asciarsi trasformare</strong>&nbsp;in persone e comunità eucaristiche. Gesù è il pane vivo: chi ne mangia in maniera degna e consapevole si lascia trasformare <strong>in “persona viva”</strong>: siamo trasformati in <em>altri Gesù</em>, diventiamo prolungamento dell’umanità del Cristo nella storia che ci è donata di vivere. E anche per noi le radici sono nel Cielo, non soltanto come meta, ma anche come sorgente del nostro stile di vita. Siamo chiamati anche noi, sullo stile di Gesù, ad essere <em>pane</em>&nbsp;per chi incontriamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/06/CI-26-06-07.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 7 giugno 2026</a></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9667</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Amare i nemici</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/06/19/amare-i-nemici-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:41:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9675</guid>

					<description><![CDATA[A 11 anni ho avuto la fortuna di incontrare chi mi ha fatto conoscere Dio Amore, facendone l&#8217;Ideale della nostra vita. Visti i gravi problemi che ha attraversato il Burundi dagli anni detti dell&#8217;indipendenza fino ad oggi, mi rendo conto che, se sono ancora vivo, lo devo a questo Ideale. L&#8217;arte dell&#8217;amore cristiano è stata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A 11 anni ho avuto la fortuna di incontrare chi mi ha fatto conoscere Dio Amore, facendone l&#8217;Ideale della nostra vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visti i gravi problemi che ha attraversato il Burundi dagli anni detti dell&#8217;indipendenza fino ad oggi, mi rendo conto che, se sono ancora vivo, lo devo a questo Ideale. L&#8217;arte dell&#8217;amore cristiano è stata la mia forza e la mia luce in ogni circostanza. Una sera, dopo una pioggia torrenziale, sono uscito da casa in periferia per andare in città. All&#8217;improvviso ho visto un soldato bagnato dalla testa ai piedi che sembrava smarrito. Era notte e non c&#8217;era illuminazione pubblica. La prima reazione è stata quella di non fidarmi e tirare diritto perché – lo sappiamo – i militari riescono sempre a ritrovare la loro strada. Inoltre, aveva un fucile con sé. Nel momento preciso in cui stavo decidendo di allontanarmi, mi ha chiamato e chiesto aiuto dicendomi che si era perso. Era talmente ubriaco da non poter camminare senza appoggiarsi a stento sul suo fucile. Ho capito che non dovevo far caso se era dell&#8217;altra etnia, ma solo considerare che era a Gesù che avrei rifiutato il mio aiuto. Così l&#8217;ho accompagnato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo alla strada c&#8217;erano due ponti da attraversare, fatti di tronchi di alberi. Lui non ce la faceva e ha cominciato a gridare, sedendosi sui tronchi. Mi è passato per la mente che quei soldati sono senza pietà. Ma un&#8217;altra voce mi suggeriva che non tutti sono così e che, senza il mio aiuto, avrebbe rischiato di precipitare nel fiume. E così con una mano gli ho sorretto il braccio e con l&#8217;altra il fucile. Arrivati in città non saprei dirvi ciò che gli altri hanno pensato, ma lui mi ha ringraziato ed anch&#8217;io ero contento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dieudonné, Burundi</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9675</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Camminiamo Insieme del 14 giugno 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/06/13/camminiamo-insieme-del-14-giugno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 06:14:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9671</guid>

					<description><![CDATA[14 giugno 2026 &#8211; 11a domenica t. ord. Es 19,2-6a / Rm&#160;5,6-11 / Mt 9,36 &#8211; 10,8 Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino (Mt 10.7) «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,7-8). In questo capitolo del Vangelo di Matteo, gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>14 giugno 2026 &#8211; 11a domenica t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Es 19,2-6a / Rm&nbsp;</em></strong><em>5,6-11 / Mt 9,36 &#8211; 10,8</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino (Mt 1</strong><em>0.7)</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Es 19,2-6a &#8211; </strong>Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.</li>



<li><strong>Dal Salmo 99 &#8211; </strong>Rit.: Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.</li>



<li><strong>Rm 5,6-11 &#8211; </strong>Se siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più saremo salvati mediante la sua vita.</li>



<li><strong>Mt 9,36–10,8 &#8211; </strong>Gesù, chiamati a sé i dodici discepoli, li mandò.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">(Mt 10,7-8).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo capitolo del Vangelo di Matteo, gli apostoli sono stati appena scelti da Gesù, che li chiama per nome, conferendo loro poteri speciali sugli spiriti impuri per scacciarli e il dono di guarire ogni malattia e infermità. Gesù dà loro istruzioni su dove e come svolgere la loro missione iniziale. Il messaggio che devono annunciare è chiaro:&nbsp;<strong>«Il regno dei cieli è vicino»</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indicazione di proclamare “strada facendo” il messaggio affidato sottolinea, da una parte, che il vero discepolo è innanzitutto un predicatore della prossimità, ma dall’altra parte che&nbsp;<em>il loro modo stesso di camminare insieme deve essere annuncio</em>. Infatti, nel Vangelo di Giovanni, in seguito alla consegna del comandamento nuovo, Gesù afferma:&nbsp;<em>«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “regno dei cieli” è il cuore dell’annuncio di Gesù. L’espressione affine “regno di Dio” è usata nell’Antico Testamento per indicare la signoria, il governo e l’azione salvifica di Dio sulla storia umana. Lui è il sovrano del mondo e soprattutto del popolo di Israele, in attesa di un discendente del re Davide che ristabilisse il ruolo di Israele tra le genti. Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso viene presentato come discendente di Davide e quindi re. A differenza di un regno temporale, il “regno dei cieli” è un regno di pace e di giustizia, in cui ci si cura dei poveri, in cui vigono il perdono e la riconciliazione e che porterà vita e luce a tutte le nazioni. Si tratta di un regno che è già cominciato nel mondo e nel cuore delle persone ma che verrà realizzato completamente al ritorno di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù annuncia che il regno è temporalmente vicino, imminente. Dalle parabole, come quella del granello di senape o del lievito che fa crescere tutta la massa, si capisce che esso opera in modi misteriosi e umili ma tenaci e nel corso del tempo. “Vicino” ha anche un senso spaziale. Quando i discepoli, che portano la presenza dello spirito di Gesù si avvicinano camminando, si avvicina il regno di Dio e allorché, nel Vangelo di Marco, Gesù dice allo scriba: «Non sei lontano dal regno di Dio», è probabile che intendesse dire non solo “Hai cominciato a capire” ma anche “Non sei lontano da me”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Gratuitamente” traduce un termine che nell’originale greco significa&nbsp;<strong><em>“in dono”</em></strong>. Ciò evidenzia che quanto gli apostoli hanno ricevuto non è stato dato loro perché se lo meritano. La fonte è la generosità di Dio e il fatto che sono stati scelti per una missione particolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scrive Chiara Lubich:&nbsp;<em>«Il regno di Dio va dunque accolto. È un dono che Dio ti fa. Non c’è infatti nessuno sforzo umano, nessun tentativo ascetico, nessuno studio o ricerca intellettuale, che ti possano far entrare nel regno di Dio. È Dio stesso che ti viene incontro, che si rivela con la sua luce o ti tocca con la sua grazia. E non c’è nessun merito che tu possa vantare o su cui tu ti possa appoggiare per aver diritto ad un tale dono di Dio. Il regno ti viene offerto gratuitamente»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa accoglienza siamo chiamati, anche oggi, a continuare il compito affidato da Gesù agli apostoli, di proclamare con la parola e con i fatti, la vicinanza del regno, di annunciare insieme, ad ogni essere umano un messaggio di speranza: in questo mondo così travagliato e incerto, Dio lo ama immensamente, <strong>Dio ci ama tutti immensamente!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Parola di Vita del mese)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/06/CI-26-06-14.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 14 giugno 2026</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9671</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Punto di riferimento</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/06/05/punto-di-riferimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:28:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pontefelcinoup.it/?p=9665</guid>

					<description><![CDATA[La mia esperienza è iniziata due anni fa. Anche a distanza di tempo, ne ricordo chiaramente le circostanze. Era la Messa di mercoledì delle Ceneri; la nostra chiesa era colma di genitori e figli e io ero lì “liberamente costretta” per accompagnare mia figlia che all’epoca frequentava la prima media. Nella sua omelia don Stefano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La mia esperienza è iniziata due anni fa. Anche a distanza di tempo, ne ricordo chiaramente le circostanze. Era la Messa di mercoledì delle Ceneri; la nostra chiesa era colma di genitori e figli e io ero lì “liberamente costretta” per accompagnare mia figlia che all’epoca frequentava la prima media. Nella sua omelia don Stefano suggeriva ai fedeli vari modi per vivere meglio il Tempo Quaresimale. Ed io, con una ferma risoluzione che tuttora mi stupisce, ho accolto una di quelle proposte: la S. Messa nei giorni feriali. Ricordo di aver vissuto intensamente quella Quaresima ma quando è arrivata la Pasqua, quell’appuntamento quotidiano con il Signore mi era diventato cosi caro, desiderato e atteso che mi sono ritrovata a rinviare di settimana in settimana la sua scadenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho scoperto di essere, spiritualmente parlando, simile a quelle piante che necessitano di annaffiature quotidiane per mantenersi rigogliose. Ogni giorno la S. Messa mi ricarica, mi rinvigorisce. Il Signore mi rigenera con la Sua misericordia e il Suo perdono, mi nutre e mi fortifica con l’Eucarestia, mi istruisce e mi guida con la sua Parola. È diventata punto di partenza e di riferimento di ogni giornata: orienta i miei pensieri, ispira le mie intenzioni ed azioni, lentamente educa il mio sguardo sulla realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Parola mi accompagna nel corso della giornata e la preghiera è diventa più assidua e frequente, come un tenersi in contatto, in collegamento con una persona cara dopo un breve ma intenso incontro. Soprattutto si è rivelata per me, invece che l’ennesimo impegno da fare incastrare nel puzzle fra tanti altri doveri e compiti, quello che dà senso, direzione e pienezza a tutte le altre attività. Non si tratta quindi di inserire un’esperienza di fede nell’itinerario della vita quotidiana ma piuttosto di vivere la vita quotidiana come esperienza di fede. Perché la fede non è un adempimento di precetti né una pratica religiosa. È il rapporto con Dio che scaturisce dai sacramenti e dalla preghiera ed è dimensione costitutiva di ogni cristiano, parte integrante della sua identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>N.M.C., Verona</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9665</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
