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	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
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	<description>Unità dell&#039;Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve</description>
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	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
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		<title>Camminiamo Insieme del 15 agosto 2026 &#8211; Assunzione di Maria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[15 agosto 2026 – ASSUNZIONE DI MARIA Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; 1Cor 15,20-27° / Lc 1,39-56 L’anima mia magnifica il Signore (Lc 1,46) Nel primo capitolo del suo Vangelo, Luca ci offre l’unica pagina del Nuovo Testamento in cui le protagoniste sono due donne, Maria ed Elisabetta. Elisabetta viveva in un villaggio vicino Gerusalemme, distante circa [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>15 agosto 2026 – ASSUNZIONE DI MARIA</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; 1Cor 15,20-27° / Lc 1,39-56</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’anima mia magnifica il Signore </strong><em>(Lc 1,46)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo capitolo del suo Vangelo, Luca ci offre l’unica pagina del Nuovo Testamento in cui le protagoniste sono due donne, Maria ed Elisabetta. Elisabetta viveva in un villaggio vicino Gerusalemme, distante circa 150 km da Nazareth. Subito dopo aver ricevuto l’annuncio dell’angelo che sarebbe diventata la madre di Gesù (Lc 1,26-38), Maria affronta questo lungo viaggio. Non conosciamo i particolari del percorso, sappiamo soltanto che si diresse in fretta verso la montagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché si reca fin là?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maria va per partecipare questa gioia a chi, come lei, aveva ricevuto da Dio la grazia di aspettare un figlio, e per starle vicina e aiutarla durante gli ultimi mesi di gravidanza. È la storia di due donne, di due maternità impossibili. Chi meglio di lei poteva capirla per condividere questa esperienza? Da questo incontro sgorga il canto del Magnificat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’anima mia magnifica il Signore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le sue parole sono l’espressione di un grande amore e di una vivissima gioia, ciò spiega perché il suo animo e la sua vita si elevano nello spirito. Maria non dice: Io magnifico Dio, ma l’anima mia; come se volesse dire: tutta la mia vita e i miei sensi sono come sorretti dall’amore di Dio […]», scrive Martin Lutero nel suo commento al Magnificat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il verbo “magnificare”, rendere grande, rivela un senso di gioia suscitata dalla scoperta che Dio è più grande di quanto ci si aspettasse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa gioia fa eco una profonda umiltà e un senso profondo di gratitudine e di riconoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolinea Ermes Ronchi, «il Magnificat è il vangelo di Maria, la sua bella notizia che raggiunge tutte le generazioni». Per dieci volte la ragazza di Nazareth ripete: «È Lui che ha fatto…», come una sorta di nuovo decalogo, di nuovi dieci comandamenti che ribaltano le logiche del mondo. Viene spontaneo chiedersi se abbiamo conservato il senso di stupore e di meraviglia nella nostra vita quotidiana e di preghiera, davanti a quanto Dio ha operato e continua a operare. Senza apertura alla novità e alle sue sorprese, senza stupore, la fede diventa una preghiera stanca che gradualmente si spegne e diventa un’abitudine sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’anima mia magnifica il Signore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cantico di Maria non è semplicemente una preghiera di lode intimista, ma una lode profetica, caratterizzata da un costante ricorso ai passi della Scrittura4, che indica la direzione della storia secondo il cuore di Dio. Lodarlo significa schierarsi con i piccoli, credere che il mondo possa e debba cambiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di questo inno ci invitano a comprendere l’intervento salvifico di Dio nella nostra storia personale e comunitaria, dal proprio vissuto personale a quello universale, dall’attimo presente fino ai cieli nuovi e alla terra nuova che la rivoluzione sociale del Vangelo inaugura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’anima mia magnifica il Signore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste parole invitano anche noi a fare della nostra vita una lode vivente, a riconoscere ogni giorno le “grandi cose”, a unire la nostra voce a quella di Maria per proclamare che Dio è fedele, che la sua misericordia si estende di generazione in generazione, e che il suo regno di giustizia e amore viene già realizzandosi tra noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiara Lubich aveva colto questa dimensione rivoluzionaria del cantico di Maria quando scriveva ai giovani: «Leggi il Magnificat e vi troverai la prima e più potente pagina della dottrina sociale cristiana. Chi, e quando, la realizzerà compiutamente?»5.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda resta aperta e ci interpella. L’intervento di Dio non dovrebbe restare confinato nell’intimità del cuore, ma occorre che si manifesti nelle relazioni, nella vita comune, nella trama delle generazioni che verranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Parola di vita di Agosto 2026)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/08/CI-26-08-15.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 15 agosto 2026</a></h2>
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		<title>Camminiamo Insieme del 9 agosto 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/08/07/camminiamo-insieme-del-9-agosto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[9 agosto 2026 &#8211; 19a&#160;domenica&#160; t. ord. 1Re 19,9a.11-13a / Rm 9,1-5 / Mt 14,22-33 Coraggio, sono io, non abbiate paura!(Mt 14,27) Dove si rivela il Signore? Questo interrogativo può caratterizzare la liturgia della Parola di questa domenica. Le letture danno alcune indicazioni: il Signore non si comunica in avvenimenti straordinari (1a lettura); né in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>9 agosto 2026 &#8211; 19a&nbsp;domenica&nbsp; t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>1Re 19,9a.11-13a / Rm 9,1-5 / Mt 14,22-33</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Coraggio, sono io, non abbiate paura!</strong><em>(Mt 14,27)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dove si rivela il Signore?</strong> Questo interrogativo può caratterizzare la liturgia della Parola di questa domenica. Le letture danno alcune indicazioni: il Signore non si comunica in avvenimenti straordinari (1a lettura); né in persone e popoli privilegiati o necessariamente nell’ambito religioso (2a lettura), ma neppure nei fantasmi della notte e della paura. Il Signore a volte si trova proprio nelle persone e nelle realtà che più disprezziamo, che riteniamo le più inadeguate a rapportarci a Lui, che più ci spaventano. <strong>Il “fantasma”</strong> che fa <em>“gridare dalla paura”</em> i discepoli (v 26), quello è Gesù (v 27).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dio ci è vicino sempre</strong>, specialmente nel momento della minaccia (v 24), delle tenebre (v 25), del pericolo (v 30), magari nelle forme più inusitate (v 26) e ci rivolge la sua parola. Tante volte bisognerà verificare che sia proprio Lui (v 28), magari rischiando l’impossibile, un salto nel buio (vv 29-30). L’importante non è il modo scelto da lui per venirci incontro, ma che egli venga, parli e salvi (v 30). Ciò che conta è la sua vicinanza. È la fede che rompe ogni paura, che ci fa uscire dalle nostre sicurezze per mandarci incontro a Lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vangelo di oggi è anche <strong>una meditazione sulla Chiesa</strong> e sul nostro essere Chiesa: quante volte abbiamo la sensazione di essere circondati da innumerevoli pericoli e difficoltà! Ma anche quando i suoi discepoli sono sconvolti e sembrano perdere la fede in Gesù, perché lo credono assente, la forza della sua presenza diventa coraggio e fedeltà alla missione affidata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l’incontro con il Signore e l’affidare a Lui la nostra vita che ci permettono di ritrovare la calma e la forza per riprendere il cammino. Di fronte alle difficoltà della vita, la parola di oggi ci invita a ritrovare un rapporto vero e profondo con il Signore Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h1 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/08/CI-26-08-09.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 9 agosto 2026</a></h1>
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		<title>Tu sei un sacerdote</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/08/07/tu-sei-un-sacerdote-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono per strada a Manila. Mi avvicina un giovane e, quand&#8217;è a un passo da me, sfodera un coltello e me lo punta contro: «Dammi tutti i tuoi soldi», mi impone. «Ma certo &#8211; rispondo -, anzi, mi sembra che hai fame. Guarda, lì c&#8217;è un ristorante, vieni là e mangia e bevi tutto ciò [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono per strada a Manila. Mi avvicina un giovane e, quand&#8217;è a un passo da me, sfodera un coltello e me lo punta contro: «Dammi tutti i tuoi soldi», mi impone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ma certo &#8211; rispondo -, anzi, mi sembra che hai fame. Guarda, lì c&#8217;è un ristorante, vieni là e mangia e bevi tutto ciò che vuoi». E un po&#8217; sconcertato, ma mi segue. Mangia e beve a sazietà, mentre io mi informo con amore su tutta la sua famiglia. Egli mi dice che ha bisogno di tutto: cibo, vestiti, scarpe&#8230; Gli prometto di preparargli per l&#8217;indomani una scatola di vestiario e gli do il mio indirizzo. Se ne va rasserenato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indomani arriva titubante, pronto a scappare, temendo un tranello. Prende il pacco e mi dice: «Anche il mio vicino di casa è povero come me e ha bisogno d&#8217;essere aiutato». Lo invito a tornare l&#8217;indomani a prendere delle cose per l&#8217;amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torna, mi guarda, gli sorrido e gli offro il nuovo pacco. Io sono felice perché do da mangiare e da vestire a Gesù in lui. Lui si getta in ginocchio e, tremando, esclama: «Tu sei un sacerdote, confessami». Lo ascolto e parte felice!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da allora, lui, i suoi e la famiglia del suo amico vengono alle nostre riunioni di comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>G.M. &#8211; Filippine</em></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 2 agosto 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/31/camminiamo-insieme-del-2-agosto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[2 agosto 2026 – 18ª domenica t. ord. Is 55,1-3 / Rm 8,35.37-39 / Mt 14,13-21 Voi stessi date loro da mangiare (Mt 14,16) Dio prepara un banchetto per coloro che ha amato e redento. Egli sempre nutre e si prende a cuore le sorti dei suoi figli. Così oggi la liturgia ci presenta la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>2 agosto 2026 – 18ª domenica t. ord.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Is 55,1-3 / Rm 8,35.37-39 / Mt 14,13-21</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Voi stessi date loro da mangiare (Mt 14,16)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dio prepara un banchetto per coloro che ha amato e redento. Egli sempre nutre e si prende a cuore le sorti dei suoi figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così oggi la liturgia ci presenta la moltiplicazione dei pani. Gesù si allontana alla notizia della morte di Giovanni Battista e va verso un luogo deserto seguito dalla folla. Insieme con questo spostamento l’evangelista Matteo annota la compassione di Gesù, sentimento che lo spinge a soccorrere il popolo guarendone i malati e moltiplicando dei pani e dei pesci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Collocando l’episodio nel deserto, l’evangelista ci presenta Gesù come il Dio misericordioso che ha accompagnato il cammino del popolo liberato dall’Egitto verso la terra promessa; un Dio che nutre e fa crescere il suo popolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo cogliere come il centro del brano sia occupato dal dialogo di Gesù con i discepoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le preoccupazioni degli apostoli per la folla sono buone, ma Gesù ha un pensiero molto più profondo, che li pone di fronte ad una nuova responsabilità: «Voi stessi date loro da mangiare».</p>



<p class="wp-block-paragraph">È sufficiente che i discepoli obbediscano a Cristo e pongano se stessi e il poco che hanno a disposizione del Maestro. E quel poco nelle mani di Gesù diventa molto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nostro poco diventa l’abbondanza di Dio, la nostra povertà, se donata, diventa nel Figlio ricchezza.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/07/CI-26-08-02.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 2 agosto 2026</a></h2>
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		<title>La medicina introvabile</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/31/la-medicina-introvabile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Una persona ha urgente bisogno di alcune cose, tra le quali delle medicine. M. si offre per andarle a cercare: dovrebbe farle arrivare ad un&#8217;amica che poi le invierà alla persona interessata, ora all&#8217;estero. Riesce a comprare quasi tutto, le mancano solo le medicine. Entra in diverse farmacie, ma quel prodotto non si trova. Intanto, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Una persona ha urgente bisogno di alcune cose, tra le quali delle medicine. M. si offre per andarle a cercare: dovrebbe farle arrivare ad un&#8217;amica che poi le invierà alla persona interessata, ora all&#8217;estero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riesce a comprare quasi tutto, le mancano solo le medicine. Entra in diverse farmacie, ma quel prodotto non si trova. Intanto, continuando a camminare, si è allontanata dal centro della città e si trova in vie dove non ci sono gli autobus e si deve fare tutto a piedi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fa molto caldo e M. si domanda se è il caso di continuare, perché ovunque le dicono che la medicina è esaurita. Ad un certo punto è troppo stanca. Vuole però andare fino in fondo nella ricerca perché vuole amare come Gesù insegna, fino a dare la vita&#8230;, e cercare una medicina, anche sotto il caldo, non è ancora dare la vita!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decide di andare a consegnare le cose che ha già comprato, per poi proseguire la sua ricerca. Quando arriva per la consegna, bussa, ma non c&#8217;è nessuno. Decide allora di bussare alla porta del vicino di casa per lasciare almeno un messaggio: dire che è passata e che tornerà più tardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le apre una signora che s&#8217;interessa di lei e di ciò che sta facendo. M. le racconta che ha cercato invano una medicina e che ora deve continuare la ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con sua grande sorpresa la signora le dice:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Ma io ho questa medicina in casa. Ho un imballaggio nuovo, ancora non aperto. Se vuoi, te lo do e lo puoi mandare alla tua amica!»</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>M.B. – Tailandia</strong></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 26 luglio 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/24/camminiamo-insieme-del-26-luglio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[26 luglio 2026 &#8211; 17a domenica t. ord. 1Re 3,5.7-12 / Rm 8,28-30 / Mt 13,44-52 Vende tutti i suoi averi e compra quel campo (Mt 13,44) Nella vita quotidiana non bisogna perdersi dietro a tante inezie: occorre individuare la cosa più importante e applicarsi alla sua realizzazione. Salomone la vede, per un re, nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>26 luglio 2026 &#8211; 17a domenica t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>1Re 3,5.7-12 / Rm 8,28-30 / Mt 13,44-52</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vende tutti i suoi averi e compra quel campo <em>(Mt 13,44)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vita quotidiana non bisogna perdersi dietro a tante inezie: occorre individuare la cosa più importante e applicarsi alla sua realizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Salomone la vede, per un re, nella saggezza di governo (1Re 3,5.7-12).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Gesù è il regno di Dio per il quale bisogna essere disposti a sacrificare tutto e ad impegnarsi in modo radicale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù presenta anche a noi il regno di Dio come la realtà più importante, quella che deve catalizzare tutta la nostra esistenza. È un <strong><em>“TESORO”</em></strong>, <strong><em>“una perla di grande valore”</em></strong>: una volta trovato uno <em>“vende tutti i suoi averi”</em> per comprarlo. Una volta capito che cosa sia, uno lascia tutto per dedicarsi ad esso in modo esclusivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regno è grazia, si offre in modo del tutto imprevisto, inatteso, come un tesoro che si scopre per caso in un campo. Ma è anche la scoperta di una ricerca insistente e appassionata, un impegno indefesso (<em>“va in cerca di perle preziose”</em>). Il regno è in grado di capovolgere completamente una vita, di strapparla da tutti i suoi interessi precedenti (<em>“vende tutto”</em>). Esige però una scelta precisa, radicale, un impegno profondo, incondizionato che <strong>porta però gioia</strong> (<em>“pieno di gioia”</em>) perché uno avverte di <strong>fare un affare</strong>, di aver trovato la cosa che conta, di impegnarsi in valori per cui vale la pena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A contatto con Gesù l’uomo fa un’esperienza travolgente di incontro con Dio. E il frutto di quell’incontro è la gioia per la grandezza della scoperta. Il mercante non vende tutto per ottenere il regno di Dio, ma solo dopo averlo trovato in modo inatteso vende tutto. Non è il suo sforzo che gli fa incontrare Dio, ma è Dio che bussa alla porta del suo cuore. Dio ci previene sempre: apriamogli quando bussa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/07/CI-26-07-26.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 26 luglio 2026</a></h2>
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		<title>Lavoro in banca</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/23/lavoro-in-banca-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 17:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[(&#8230; ). Dopo circa due anni di lavoro in banca ho iniziato ad avere più di qualche scrupolo di coscienza, che mi faceva chiedere sempre più spesso, se ciò che facevo, fosse giusto oppure no. È pur vero che, nella routine lavorativa, nell’andamento che ha sempre caratterizzato un certo modo di fare, tutto sembra normale, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(&#8230; ). Dopo circa due anni di lavoro in banca ho iniziato ad avere più di qualche scrupolo di coscienza, che mi faceva chiedere sempre più spesso, se ciò che facevo, fosse giusto oppure no. È pur vero che, nella routine lavorativa, nell’andamento che ha sempre caratterizzato un certo modo di fare, tutto sembra normale, ma, nel momento in cui la banca aveva orientato il suo interesse, dal cliente al prodotto, in un’ottica di massimizzazione del profitto, i problemi sono aumentati. E con essi sono aumentati anche i miei scrupoli di coscienza nel seguire un andazzo che poco si adattava al mio modo di vedere, soprattutto nei rapporti con i clienti, con i quali cercavo di tessere rapporti umani veri. È stato un periodo molto difficile nel quale non sapevo cosa fare e ho iniziato a pensare che quello del bancario non fosse il lavoro adatto a me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo poco tempo, confidando ad una persona questi scrupoli e chiedendo un parere, con sorpresa mi vedo proporre tre soluzioni: 1) adeguarmi senza pormi domande; 2) andarmene cambiando lavoro; 3) restare cercando, nel mio piccolo, di cambiare le cose. Aggiungo anche che le prime due soluzioni non avrebbero risolto il mio problema: adeguarmi avrebbe messo a tacere la mia coscienza fino al punto in cui sarebbe esplosa. Nell’andarmene avrei ritrovato lo stesso problema anche altrove. Ho deciso così di rimanere dov’ero, iniziando a guardare il mio lavoro di sempre, sotto una nuova luce e viverlo secondo una nuova prospettiva. Soprattutto, con l’obiettivo che non fosse solo l’arrivo del 27 del mese!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sono subito reso conto che, lavorare secondo principi di correttezza, di giustizia e di onestà costava, talvolta anche economicamente, per mancate promozioni e minori premi, costava ancor più in emarginazione. E questo è l’aspetto che fa veramente male, più ancora di quello economico! Non far parte del giro, significa perdere opportunità, non venire a conoscenza di notizie utili, non essere considerati&#8230; e allora che fare? Mi sono ricordato che una volta Chiara Lubich parlando con un giovane aveva detto che sul posto di lavoro dobbiamo cercare di far fruttare al massimo le nostre capacità. Non tanto per far vedere agli altri quanto sei bravo, ma per mettere a frutto i talenti che Dio dona nell’aiutare chi gli sta intorno, partendo dai colleghi e via via sempre più in là. Sono tornato a casa con le idee chiare!!</p>



<p class="wp-block-paragraph">È iniziata così la seconda fase della mia vita lavorativa, quella cioè, in cui ho cercato di conoscere a fondo ciò che la banca voleva da me, sia che si trattasse di prodotti di investimento che di analisi di bilancio per valutare affidamenti. Mi sono reso conto che essere professionalmente preparato mi apriva delle possibilità inaspettate e un po’ alla volta, soprattutto per i colleghi più emarginati, iniziavo ad essere il riferimento ed il portavoce. La battuta ironica, il cercare di sdrammatizzare i momenti difficili, l’atteggiamento di non allineato alla corrente di turno, mi aiutava ad essere me stesso davanti a tutti, senza distinzione di ruoli o gradi. È iniziato così un ulteriore periodo di crescita professionale che mi ha portato a lavorare per momenti più o meno lunghi a Padova, a Roma e a Milano. Oggi, dopo trent’anni, sono contento del mio lavoro e continuerò a svolgerlo con coscienza e professionalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Giorgio</em></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 19 luglio 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/17/camminiamo-insieme-del-19-luglio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 13:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[19 luglio 2026 &#8211; 16a domenica t. ord. Sap 12,13.16-19 / Rm 8,26-27 / Mt 13,24-43 Lasciate che la zizzania e il grano crescano insieme (Mt 13,30) “Ci governi con molta indulgenza”, “e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento” (Sap 12,18-19). Dio dà a tutti, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><a><strong><em>19 luglio 2026 &#8211; 16a domenica t. ord.</em></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sap 12,13.16-19 / Rm 8,26-27 / Mt 13,24-43</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lasciate che la zizzania e il grano crescano insieme <em>(Mt 13,30)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ci governi con molta indulgenza”</em>, <em>“e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento”</em> (Sap 12,18-19). Dio dà a tutti, buoni e cattivi, la possibilità di crescere. Interverrà solo alla fine. Gesù illustra questa logica divina con <strong>la parabola del buon grano e della zizzania</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre noi vorremmo vedere il male subito estirpato, Dio lo lascia crescere assieme al bene. Dio non ha fretta, sa attendere, sa rispettare i tempi della crescita. Non è debolezza, ma pazienza che salva: a tutti offre la possibilità di convertirsi. Infatti, oltre ad essere difficile distinguere il male dal bene, queste realtà si annidano nell’intimo di ognuno. Non possiamo quindi essere precipitosi, fare delle discriminazioni premature, catalogare gli altri in buoni e cattivi. È compito riservato solo a Dio e che egli realizzerà a tempo opportuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso della storia non è segnato solo dalla presenza della grazia di Dio, ma anche dalle potenze del male. La loro presenza non deve scandalizzare, come non deve spaventare l’attuale irrilevanza del bene. Si tratta di avere <strong>pazienza e fiducia</strong>, imitando l’atteggiamento divino. Prendiamo coscienza della presenza del male nel mondo, nella Chiesa e nell’intimo di ognuno: è una realtà innegabile. Ma come Dio, siamo pazienti e comprensivi: <strong>Dio</strong> non stronca, non condanna, ma <strong>stimola alla conversione</strong>. Nessuno va eliminato, ma sempre più portato al bene. Un’opera certamente difficile, ma se contiamo sulla Spirito Santo allora ci è possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Facciamo crescere il bene in noi</strong> e attorno a noi e diminuirà lo spazio per la zizzania, per il male. Ricordiamoci di essere e sale e lievito e luce. Come Gesù. Testimoniamo la forza operante della parola <strong>amando il prossimo coi fatti</strong>: questo è il superamento del male.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/07/CI-26-07-19.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 19 luglio 2026</a></h2>
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		<title>Il dono del perdono</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/17/il-dono-del-perdono-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Per un motivo apparentemente banale, è nata una grandissima incomprensione con Amed, un amico egiziano, musulmano. Tra noi c&#8217;è sempre stato un rapporto di vera, profonda, fraterna amicizia. Dovendo partire per un viaggio, tento di rappacificarmi con lui. Al mio ritorno lo cerco a casa, ma invano. Così per vari giorni. Finalmente lo trovo per [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Per un motivo apparentemente banale, è nata una grandissima incomprensione con Amed, un amico egiziano, musulmano. Tra noi c&#8217;è sempre stato un rapporto di vera, profonda, fraterna amicizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovendo partire per un viaggio, tento di rappacificarmi con lui. Al mio ritorno lo cerco a casa, ma invano. Così per vari giorni. Finalmente lo trovo per strada e l&#8217;avvicino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non riesco a perdonarti &#8211; mi dice subito -; posso farlo con i miei nemici, perché in fondo non mi interessano, ma le persone più care non riesco a perdonarle. E successo anche con mia sorella: sono stato due anni senza parlarle. Anni fa ho avuto un&#8217;incomprensione con mio padre: ho lasciato la mia casa e sono emigrato in Italia. Mi dispiace, ti voglio bene ma non riesco a perdonarti. In questa settimana sono molto calato di peso». Lo vedo, infatti, molto sofferente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli dico: «Ti chiedo ancora scusa e perdono. E’ vero che non ci siamo capiti. Non mi meraviglio che tu non riesca a perdonarmi. E normale, nessun uomo può farlo. Solo Dio, Allah, può aiutarci. È un dono suo che ci concede se glielo chiediamo. Se tu sei d&#8217;accordo lo facciamo insieme, pregando in silenzio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strada è illuminata e abbastanza frequentata. Silenziosamente, in un angolo, ci siamo concentrati e a lungo abbiamo pregato Dio Padre (che Amed chiama Allah). Momenti interminabili! Quando finiamo Amed mi guarda dicendomi: «Ti ho perdonato, è la prima volta che lo faccio subito, così». «Certo &#8211; replico io -, questa volta è stato possibile perché lo abbiamo chiesto a Dio e Lui lo concede ai suoi figli!». Posso dirgli molte cose del perdono evangelico e lui annuisce. Siamo felici, nella gioia piena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Senti, Amed &#8211; aggiungo -, cosa ne dici se ringraziamo Dio?». Ci fermiamo di nuovo e silenziosamente, intensamente Lo ringraziamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>M.P. &#8211; Italia</em></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 12 luglio 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/07/11/camminiamo-insieme-del-12-luglio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 17:09:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[12 luglio 2026 &#8211; 15a domenica t. ord. Is 55,10-11 / Rm 8,18-23 / Mt 13,1-23 «Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto» (Mt 13,23). Gesù, dopo aver parlato in parabole ad una grande folla in riva al lago di Tiberiade, si rivolge ai discepoli [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>12 luglio 2026 &#8211; 15a domenica t. ord.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Is 55,10-11 / Rm 8,18-23 / Mt 13,1-23</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto» </strong>(<em>Mt </em>13,23).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù, dopo aver parlato in parabole ad una grande folla in riva al lago di Tiberiade, si rivolge ai discepoli e ad essi spiega il significato profondo delle sue parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il protagonista del nostro racconto è la Parola di Dio, paragonata ad un seme piccolo e fragile. I sassi, le spine, gli uccelli possono impedirgli di germogliare, mettere radici, produrre spighe mature, ma il sapiente seminatore ne conosce la sorprendente vitalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso queste immagini, Gesù rivela il rapporto tra l’uomo e la Parola che Dio offre abbondantemente, ma c’è chi la accoglie e chi, per vari motivi, la lascia cadere senza che porti frutto. Nel cuore umano, infatti, la superficialità e le eccessive preoccupazioni materiali minacciano il miracolo della vita soprannaturale, che Dio stesso desidera accendere nelle sue creature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche noi, come i discepoli, siamo invitati da Gesù ad entrare nel mistero umile dell’amore di Dio e, allo stesso tempo, siamo interpellati personalmente su una decisione: quale “terreno” vogliamo essere?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare e comprendere: sembra questo il segreto che fa di noi un terreno accogliente, dove il seme della Parola può esprimere la sua forza e portare buoni frutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto è preziosa la disponibilità all’ascolto: è lo spazio spirituale per fare posto alla vita di Dio, che sempre ci precede con la sua misericordia, con la pazienza del lavoratore che conosce e rispetta i tempi della maturazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di Dio, come scrive Chiara Lubich, <em>«illuminano interiormente non solo la mente, ma tutto l’essere, perché sono luce, amore e vita. Danno pace – quella che Gesù chiama sua: “la mia pace” – anche nei momenti di turbamento e di angoscia. Danno gioia piena pur in mezzo al dolore che a volte attanaglia l’anima. Danno forza soprattutto quando sopraggiungono lo sgomento o lo scoraggiamento. Rendono liberi perché aprono la strada della Verità. […] Anche in noi deve nascere un amore appassionato per la parola di Dio: la accogliamo con attenzione quando ci viene proclamata nelle chiese, la leggiamo, la studiamo, la meditiamo… Ma soprattutto siamo chiamati a viverla. […] Vivendo una parola di Gesù viviamo tutto il Vangelo, perché in ogni sua parola egli si dona tutto, viene lui stesso a vivere in noi […] e sostituisce il nostro modo di pensare, di volere, di agire in tutte le circostanze della vita</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Wambil dal Messico ci racconta: <em>«C’è stato un tempo in cui mi sentivo intrappolato in un buco profondo. Ero in una relazione violenta, cercavo di scappare e sistemare tutto con le mie forze. Influenzato dai social media e dal rumore esterno, spesso inseguivo cose non guidate da Dio. Nonostante tutti i miei sforzi, mi sentivo ancora vuoto e senza scopo. Sapevo che l’amore è un linguaggio universale. Quando ho iniziato a fare volontariato, ho trovato una realizzazione che poteva venire solo da Dio. Col tempo, ho scoperto un luogo dove ascoltare la Sua parola e crescere nella relazione con Lui. Sono profondamente grato».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quando ci sentiamo terra arida e sassosa, è la Parola stessa ad essere efficace, come rivela il profeta Isaia: <em>«Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, […] così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata»</em> (<em>Is</em> 55,10-11).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sostenuti da questa speranza, in un tempo dominato da paure e tensioni, coltiviamo anche la fiducia nelle donne e negli uomini con cui condividiamo la vita. Crediamo nella loro capacità di dare frutti buoni, creando occasioni di ascolto e dialogo, per camminare insieme verso l’orizzonte della fraternità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Parola di Vita del mese).</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/07/CI-26-07-12.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 12 luglio 2026</a></h2>
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