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	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
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	<description>Unità dell&#039;Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve</description>
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	<title>Unità Pastorale Ponte Felcino</title>
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		<title>Camminiamo Insieme del 10 maggio 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/05/08/camminiamo-insieme-del-10-maggio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 16:11:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[10 maggio 2026 &#8211; 6ª di Pasqua At 8,5-8.14-17 / 1Pt 3,15-18 / Gv 14,15-21 Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito (Gv 14,15) Il Vangelo di oggi ci riporta nel contesto dell’Ultima Cena, dove Gesù ci comunica le verità più importanti per la nostra vita di discepoli. Egli promette di non lasciare [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><em>10 maggio 2026 &#8211; 6ª di Pasqua</em></strong></p>



<p><em>At 8,5-8.14-17 / 1Pt 3,15-18 / Gv 14,15-21</em></p>



<p><strong>Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito </strong><em>(Gv 14,15)</em></p>



<p>Il Vangelo di oggi ci riporta nel contesto dell’<strong>Ultima Cena</strong>, dove Gesù ci comunica le verità più importanti per la nostra vita di discepoli. Egli promette di <strong>non lasciare orfani</strong>&nbsp;i suoi, impegnandosi a chiedere al Padre il dono dello Spirito, che rimanga con loro per sempre.</p>



<p><strong>LO SPIRITO SANTO</strong>&nbsp;è il modo nuovo con cui <strong>Gesù sarà presente</strong>&nbsp;nella vita del discepolo. Per questo gli Apostoli non devono «turbarsi» (v. 14) per la sua dipartita: egli promette la sua costante presenza, addirittura la sua <strong>«epifania»</strong>&nbsp;(«<em>mi manifesterò a lui</em>»), in chiunque lo «ama»!</p>



<p>E <strong>LA PAROLA di Gesù</strong>,&nbsp;accolta e vissuta, diventa il segno visibile del vero legame con Lui. Più che gesti straordinari, è richiesto uno stile di vita dove la <strong>fede </strong>fermenta e dà senso a tutto, dove la <strong>speranza</strong> è nutrita dall’azione di grazie della preghiera, dove la <strong>carità</strong>, crescendo, affratella e unisce.</p>



<p>Per un cristiano importante è <strong>lo stile</strong>, il cuore, che vengono prima di ogni azione e di ogni legge.</p>



<p>Dice <strong>Papa Francesco</strong>, nella sua esortazione apostolica sulla gioia del Vangelo, che <em>“</em><strong><em>la Chiesa ‘in uscita’</em></strong><em> è la comunità dei discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che </em><strong><em>accompagnano</em></strong><em>, che </em><strong><em>fruttificano</em></strong><em>&nbsp;e </em><strong><em>festeggiano</em></strong><em>. E allora la comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa e l’ha preceduta nell’amore”</em>&nbsp;(E. G. 24). <em>“Chi ama me, sarà amato dal Padre”</em>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/05/CI-26-05-10.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 10 maggio 2026</a></h2>
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		<title>Maternità e paternità spirituale</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/05/08/maternita-e-paternita-spirituale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 06:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l&#8217;aborto spontaneo del nostro primo figlio, Anastasia – mia moglie &#8211; non è stata bene in salute e a causa di ciò non abbiamo più potuto avere figli. Questo però non ci ha impedito di pensare anche agli altri. Da cristiani, ci siamo guardati attorno e dopo la morte di un collega abbiamo deciso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo l&#8217;aborto spontaneo del nostro primo figlio, Anastasia – mia moglie &#8211; non è stata bene in salute e a causa di ciò non abbiamo più potuto avere figli. Questo però non ci ha impedito di pensare anche agli altri.</p>



<p>Da cristiani, ci siamo guardati attorno e dopo la morte di un collega abbiamo deciso di prenderci cura noi di suo figlio. Questo per anni. Ora lui è medico, ha una sua vita, ma continua ad esserci affezionato e a mantenere i contatti con noi.</p>



<p>Con tutti i suoi impegni, Anastasia non rinuncia all&#8217;appuntamento quotidiano della messa, e questo ha finito per suscitare la curiosità di una collega che un giorno l&#8217;ha seguita fino in chiesa. È nato un rapporto più profondo e col passare del tempo, mia moglie è diventata sua madrina di battesimo; siccome questa collega è orfana, ha trovato in noi i genitori che non aveva più in quanto le siamo stati vicini anche dopo il suo matrimonio. Ora siamo felici di essere &#8220;nonni&#8221; anche se in giovane età.</p>



<p><em>Atanasio &#8211; Corea</em></p>
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		<title>Importante è lo stile</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/05/08/importante-e-lo-stile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 06:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Per strada mi ferma un africano con un borsone: gira casa per casa vendendo roba. Sorridendo mi chiede: “Come sta tuo marito?”. “Non sono sposata”, rispondo. “Ah, allora il tuo ragazzo, come sta?”. “Non ho neanche un ragazzo”. Sentendo che studio infermieristica, racconta che fa l’ambulante perché anche sua figlia possa studiare. Gli chiedo di [&#8230;]]]></description>
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<p>Per strada mi ferma un africano con un borsone: gira casa per casa vendendo roba. Sorridendo mi chiede: “Come sta tuo marito?”. “Non sono sposata”, rispondo. “Ah, allora il tuo ragazzo, come sta?”. “Non ho neanche un ragazzo”. Sentendo che studio infermieristica, racconta che fa l’ambulante perché anche sua figlia possa studiare.</p>



<p>Gli chiedo di lui, della sua famiglia. Non mi propone di comprare qualcosa, solo mi stringe forte la mano: “Grazie per questo tempo. Sei una persona buona. E sarai una brava infermiera!”. Momenti come questi ti regalano un po’ di buonumore e di motivazione in più, senza chiedere niente in cambio.</p>



<p><em>Marta B., Udine</em></p>
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		<title>Camminiamo Insieme del 3 maggio 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/05/01/camminiamo-insieme-del-3-maggio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 20:35:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[03 maggio 2026 &#8211; 5ª di Pasqua At 6,1-7 / 1Pt 2,4-9 / Gv 14,1-12 Se le parole&#160;bastassero a rendere migliore il mondo&#8230; Discorsi, comizi, prediche, dichiarazioni, interviste, relazioni, conferenze non mancano certo. Per non parlare di libri, giornali, riviste&#8230; A volte si ha l’impressione di annegare nelle parole: le più diverse, le più confuse, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>03 maggio 2026 &#8211; 5ª di Pasqua</em></p>



<p><em>At 6,1-7 / 1Pt 2,4-9 / Gv 14,1-12</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>At 6,1-7</strong> &#8211; Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.</li>



<li><strong>Dal Salmo 32</strong> &#8211; Rit.: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.</li>



<li><strong>1Pt 2,4-9</strong> &#8211; Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.</li>



<li><strong>Gv 14,1-12</strong> &#8211; Io sono la via, la verità, la vita.</li>
</ul>



<p>Se <strong><em>le parole</em></strong>&nbsp;bastassero a rendere migliore il mondo&#8230; Discorsi, comizi, prediche, dichiarazioni, interviste, relazioni, conferenze non mancano certo. Per non parlare di libri, giornali, riviste&#8230;</p>



<p>A volte si ha l’impressione di annegare nelle parole: le più diverse, le più confuse, le più contraddittorie l’una rispetto all’altra&#8230; Come reazione di difesa, si finisce col non dare più peso a <strong><em>nessuna</em></strong> parola. Ma questa non è una soluzione. È piuttosto una tentazione.</p>



<p>Anche le prediche sono parole. Anche il Vangelo è fatto di parole. Tutta la fede cristiana è un «credere alla parola», come dice la prima lettera di Pietro (2a lettura). E secondo l’insegnamento del libro degli Atti, il compito primario dei maggiori responsabili nella comunità cristiana è proprio quello di «<em>dedicarsi al </em><strong><em>ministero della parola</em></strong><em>»</em>&nbsp;(cf 1a lettura): questo valeva per gli apostoli nei primi tempi della Chiesa, come vale per vescovi e preti nella Chiesa di oggi.</p>



<p>Ma è molto significativo che questo ministero, nella coscienza degli apostoli, venga strettamente collegato alla <strong><em>preghiera</em></strong>.</p>



<p>Perché «la parola» su cui si fonda la Chiesa, la parola che i ministri della Chiesa devono predicare, è <strong><em>una parola che viene da Dio</em></strong>; e mantiene la sua autenticità e la sua forza solo se si «carica» nel silenzio della preghiera. Altrimenti rischia davvero di trasformarsi in «parole fra le tante».</p>



<p>Ciò che abbiamo da dire nella predicazione, non sono parole nostre: è la <strong><em>parola di Cristo</em></strong>&nbsp;che noi dobbiamo trasmettere. E Gesù Cristo a sua volta afferma: «Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere» (Vangelo).</p>



<p>Gesù stesso è «la Parola» di Dio in carne e ossa (cf Gv 1,1-14): in lui Dio ha detto al mondo la sua parola definitiva; in lui Dio invisibile si è fatto «vedere» dagli uomini: «Chi ha visto me, ha visto il Padre&#8230; Io sono nel Padre e il Padre è in me».</p>



<p>Non pensiamo di poter conoscere Dio e il suo pensiero meglio o per altra strada se non cerchiamo di conoscere di più Gesù Cristo e la <strong><em>sua</em></strong>&nbsp;parola: «Se conoscete me, conoscerete anche il Padre».</p>



<p>Parlando di se stesso, Gesù dice cose molto grosse; cose che nessun uomo, per quanto grande e importante, potrebbe permettersi di affermare: <strong>«Io sono la via, la verità e la vita&#8230;»</strong>. Proprio per questo Gesù è diventato per molti una «pietra di scandalo» (2a lettura): per tutti quelli che non vogliono riconoscere in lui altro che un uomo fra i tanti, e non scorgono nelle sue parole altro che parole fra le tante.</p>



<p>Cristo è <strong><em>la VIA</em></strong>, perché egli «è uscito dal Padre ed è venuto nel mondo» (cf Gv 16,28) per condurci con sé «nella casa del Padre suo». Dio, «il Padre», è infatti <strong><em>la meta</em></strong>&nbsp;della nostra vita: «Vado a prepararvi un posto&#8230; Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me&#8230;».</p>



<p>Cristo è <strong><em>la VERITÀ</em></strong>, perché le sue non sono solo parole umane. Noi abbiamo sempre una conoscenza limitata e relativa delle cose&#8230; Per questo le parole umane suonano spesso così contraddittorie. In Cristo invece è la parola stessa <strong><em>di Dio</em></strong>&nbsp;che diventa per noi «luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9).</p>



<p>Cristo è <strong><em>la VITA</em></strong>, perché lui solo, risorgendo da morte, ha vinto per tutti e una volta per tutte il potere della morte.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/05/CI-26-05-03.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 3 maggio 2026</a></h2>
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		<title>Camminiamo Insieme del 26 aprile 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/04/24/camminiamo-insieme-del-26-aprile-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 19:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[26 aprile 2026- 4ª di Pasqua At 2,14a.36-41 / 1Pt 2,10b-25 / Gv 10,1-10 Chiama le sue pecore, ciascuna per nome(Gv 10,3) Oggi ascoltiamo Gesù, il pastore buono. Questa immagine faceva riferimento all’esperienza di Israele, popolo in origine nomade ed esprimeva il rapporto di Dio con il suo popolo. Parallelamente essa serviva anche ad indicare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>26 aprile 2026- 4ª di Pasqua</em></p>



<p><em>At 2,14a.36-41 / 1Pt 2,10b-25 / Gv 10,1-10</em></p>



<p><strong>Chiama le sue pecore, ciascuna per nome</strong><em>(Gv 10,3)</em></p>



<p>Oggi ascoltiamo Gesù, <strong>il pastore buono</strong>. Questa immagine faceva riferimento all’esperienza di Israele, popolo in origine nomade ed esprimeva il rapporto di Dio con il suo popolo. Parallelamente essa serviva anche ad indicare il comportamento dei capi religiosi, chiamati ad essere guide del popolo.</p>



<p>Gesù oggi riprende questa immagine del pastore buono e l’applica a se stesso. <strong>Il rapporto tra pastore e pecore </strong>è fatto di mutua intesa: lui cammina avanti, conoscendo il sentiero che porta ai pascoli, e le pecore stanno dietro, nell’atteggiamento di chi segue volentieri fidandosi. C’è un legame profondo tra pecore e pastore. Egli le chiama, ciascuna per nome.</p>



<p>Gesù instaura con ognuno di noi <strong>un rapporto unico</strong>. Ai suoi occhi nessuno di noi è un numero. Per ciascuno di noi Gesù ha un messaggio che risponde alle nostre attese, ai nostri interrogativi; per ciascuno Gesù traccia un <strong>percorso di luce</strong>, un sentiero di grazia. Come è importante vivere <strong>in profondità</strong>&nbsp;il rapporto con Gesù! Attraverso di Lui possiamo entrare nel mistero d’amore che trasfigura la nostra esistenza.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/04/CI-26-04-26.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 26 aprile 2026</a></h2>
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		<item>
		<title>Giustizia umana</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/04/24/giustizia-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 08:42:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante mi sia preparato con le migliori intenzioni, questo lunedì l’udienza è triste e spenta. Alla fine della mattinata sono scoraggiato per questa giustizia talvolta così facile da sbrigare. Sento di dover fare qualcosa. Intanto si presenta l’ultimo imputato. Sembra più vecchio dell’età che ha. È già stato in prigione e stavolta è stato sorpreso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nonostante mi sia preparato con le migliori intenzioni, questo lunedì l’udienza è triste e spenta. Alla fine della mattinata sono scoraggiato per questa giustizia talvolta così facile da sbrigare. Sento di dover fare qualcosa.</p>



<p>Intanto si presenta l’ultimo imputato. Sembra più vecchio dell’età che ha. È già stato in prigione e stavolta è stato sorpreso con una macchina rubata. Da lui vengo a sapere che, una volta uscito di prigione, lavorava regolarmente; il suo datore di lavoro era soddisfatto. Allora modifico la requisitoria e chiedo al tribunale una pena detentiva da scontare durante le ferie annuali. Così potrà mantenere il suo lavoro. Il tribunale accetta.</p>



<p>Pochi giorni dopo, mi telefona un giornalista televisivo sorpreso dal mio atteggiamento. Rispondo che non ho fatto altro che il mio mestiere, utilizzando tutte le risorse della legge. Nel corso del programma quel giornalista ha ripreso il fatto, concludendo così: «Applicando la legge con cuore e intelligenza, si può rendere la giustizia più umana».</p>



<p><em>A.B.F. &#8211; <u>Francia</u></em></p>
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		<title>Fedele al patto</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/04/24/fedele-al-patto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 08:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ammalato che visito in ospedale, mi ha raccontato la sua esperienza di quanto sia importante per lui la “parola data”. Dopo la morte di suo padre, ha ereditato una campagna di 30 ettari di uliveto. Non potendo condurla ha deciso di venderla. Ha fatto il preliminare e ha ricevuto la caparra. Dopo qualche giorno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un ammalato che visito in ospedale, mi ha raccontato la sua esperienza di quanto sia importante per lui la “parola data”. Dopo la morte di suo padre, ha ereditato una campagna di 30 ettari di uliveto. Non potendo condurla ha deciso di venderla. Ha fatto il preliminare e ha ricevuto la caparra. Dopo qualche giorno si è presentato un altro signore, offrendogli molto di più e disposto anche a rifondere il doppio della caparra se avesse rescisso il preliminare con il primo acquirente. La quantità maggiore di soldi lo sollecitava… Ne ha parlato con la mamma che gli ha risposto: “Tuo padre non è mai venuto meno alla parola data, figuriamoci ad una scrittura”.</p>



<p>È bastato questo per eliminare ogni dubbio, rimanendo fedele al patto. Insieme abbiamo capito meglio l’Amore di Dio Padre che ci ha donato il suo Figlio e non ha ritirato mai la sua Promessa, perché la sua Parola è sempre fedele. Ciò che più di ogni cosa mi fa soffrire è la continua menzogna della società in cui stiamo vivendo. Nonostante tutto, voglio continuare a vedere Dio come Gesù mi ripete: “Sei un bugiardo se dici di amare Dio che non vedi, ma non ami il prossimo che vedi”.</p>



<p><em>Totu P.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Camminiamo Insieme del 19 aprile 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/04/17/camminiamo-insieme-del-19-aprile-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 11:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[3a PASQUAAt 2,14a.22-33 &#8211; Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.Dal Salmo 15 &#8211; Rit.: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.1Pt 1,17-21 &#8211; Siete stati liberati con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza macchia.Lc 24,13-35 &#8211; Lo riconobbero nello spezzare il pane. La strada che va verso il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>3a PASQUA<br>At 2,14a.22-33 &#8211; Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.<br>Dal Salmo 15 &#8211; Rit.: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.<br>1Pt 1,17-21 &#8211; Siete stati liberati con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza macchia.<br>Lc 24,13-35 &#8211; Lo riconobbero nello spezzare il pane.</p>



<p>La strada che va verso il villaggio di Emmaus ci racconta un cammino percorso da due discepoli di Gesù.<br>Delusi dai sogni, dai progetti, dai momenti forti delle giornate che avevano trascorso con il Maestro, essi tornavano a casa per riprendere la vita che avevano lasciato, quella prima dell’incontro con lui. Erano trascorsi appena tre giorni dalla sua crocifissione, la delusione, la paura e i dubbi regnavano tra i suoi seguaci. Si allontanavano da Gerusalemme, dal sogno irrealizzato, prendendo le distanze da Cristo e dal suo messaggio, “tristi” perché avevano in qualche modo già preso la decisione di abbandonare il progetto per il quale lo avevano seguito. È la storia di tutti noi quando ci smarriamo davanti<br>a situazioni che ci pongono di scegliere davanti ai tanti bivi e crediamo spesso che la soluzione di tornare indietro, di rinunciare, di rassegnarci sia l’unica risposta al nostro malessere.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«A chi di noi l’albergo di Emmaus non è familiare? Chi non ha camminato su questa strada una sera che tutto pareva perduto? Il Cristo era morto in noi… Non esisteva più nessun Gesù sulla terra»</p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-right">(François Mauriac).</p>



<p><strong>«Resta con noi,<br>perché si fa sera»</strong></p>



<p>Durante il cammino uno sconosciuto si unisce ai due mostrandosi ignaro delle vicende appena trascorse. Inizia a porre domande precise, che fanno venir fuori tutta l&#8217;amarezza e lo sconforto. Dapprima li ascolta e poi inizia a spiegare le Scritture: è tutto un dialogo, un incontro che lascia il segno. Tanto è vero che, anche se ancora non hanno riconosciuto Gesù, lo pregano di fermarsi con loro perché si fa sera.</p>



<p>È questa forse una fra le preghiere più belle che troviamo nei Vangeli. È la prima preghiera che dai discepoli sale al Risorto, ed è commovente questo invito che tutti possiamo rivolgergli perché Lui rimanga con noi e fra noi. Gli occhi dei due discepoli si apriranno allo spezzar del pane e la gioia di averlo finalmente riconosciuto li spingerà a tornare a Gerusalemme per annunciare ai loro amici questa resurrezione avvenuta.</p>



<p><strong>«Resta con noi,<br>perché si fa sera»</strong></p>



<p>«Forse niente spiega meglio l&#8217;esperienza che noi focolarine abbiamo fatto fin dall&#8217;inizio, di vivere con Gesù in mezzo a noi, quanto queste parole» — scrive Chiara Lubich. «Gesù è sempre Gesù e anche se è solo spiritualmente presente, quando lo è, spiega le Scritture, e arde nel petto la sua carità: la vita. Fa dire con infinita nostalgia, quando lo si è conosciuto: &#8220;Resta con noi, Signore, perché si fa sera&#8221;: senza di Te è notte nera».</p>



<p>La notte è simbolo delle tenebre, dell&#8217;incognito, della mancanza di quella luce che non riusciamo a trovare perché non crediamo nella Sua presenza che continua ad accompagnarci, sempre.</p>



<p>La notte è quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro. La notte è quella che vivono milioni di persone che non hanno più voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.</p>



<p>E noi, come possiamo renderci conto della presenza di Gesù, che non sempre si manifesta secondo le nostre attese? Come capire che lui cammina con noi e cerca di farci riconoscere i segni della sua presenza? E soprattutto, come creare le condizioni perché egli si manifesti e rimanga con noi?</p>



<p>Sono domande alle quali forse non sappiamo sempre dare una risposta, ma che ci sollecitano a non tralasciare la ricerca di Gesù, a concentrare il nostro sguardo verso un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere Colui che può farsi presente se si vive tra noi l&#8217;amore scambievole.</p>



<p>La strada di Emmaus è simbolo di tutte le nostre strade, è la strada dell&#8217;incontro con il Signore, è la strada che ci ridona la gioia del cuore, ci riporta verso la comunità per testimoniare insieme che <strong>Cristo è risorto</strong>.</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Commento alla Parola di Vita di Aprile 2026</em></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/04/CI-26-04-19.pdf">Scarica Camminiamo insieme del 19 aprile 2026</a></h2>
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		<title>Camminiamo Insieme del 12 aprile 2026</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/04/10/camminiamo-insieme-del-12-aprile-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camminiamo Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[12 aprile 2026 &#8211; 2ª di Pasqua At 2,42-47 / 1Pt 1,3-9 / Gv 20,19-31 Mio Signore e mio Dio (Gv 20,28) L’esperienza pasquale&#160;ci accompagna ogni giorno; è un’esperienza profonda di incontro con Gesù, dialogo amoroso con Colui che può donarci la vita. L’incontro avviene con gli occhi del cuore, che fa palpitare di vero [&#8230;]]]></description>
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<p><em>12 aprile 2026 &#8211; 2ª di Pasqua</em></p>



<p><em>At 2,42-47 / 1Pt 1,3-9 / Gv 20,19-31</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>At 2,42-47</strong>&nbsp;&#8211; Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.</li>



<li><strong>Dal Salmo 117</strong>&nbsp;&#8211; Rit.: Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.</li>



<li><strong>1Pt 1,3-9</strong>&nbsp;&#8211; Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.</li>



<li><strong>Gv 20,19-31</strong>&nbsp;&#8211; Otto giorni dopo, venne Gesù.</li>
</ul>



<p><strong>Mio Signore e mio Dio </strong><em>(Gv 20,28)</em></p>



<p>L’<strong>esperienza pasquale</strong>&nbsp;ci accompagna ogni giorno; è un’esperienza profonda di incontro con Gesù, dialogo amoroso con Colui che può donarci la vita. L’incontro avviene <strong>con gli occhi del cuore</strong>, che fa palpitare di vero amore e converte.</p>



<p>Il Vangelo di questa domenica è il passaggio <strong>dalla paura alla gioia</strong>&nbsp;e al coraggio della fede. Il racconto ci presenta dapprima i discepoli in preda alla paura, poi ce li mostra pieni di fede e di slancio. Fra di loro c’è anche <strong>Tommaso</strong>; il Risorto lo invita a non essere incredulo, ma <strong>credente</strong>. Questo è un invito carico di bontà ad entrare in un’altra dimensione. Tommaso reagisce con una parola stupenda, la più solenne professione di fede che incontriamo nel Vangelo: <strong><em>Mio Signore e mio Dio</em></strong>.</p>



<p>E la fede nel Risorto vince la paura, condizione indispensabile per aprirsi al dono della gioia e della pace. Sì, perché la pace e la gioia fioriscono solo nella <strong>libertà</strong>&nbsp;e nel <strong>dono di sé</strong>. È Gesù Risorto che ci rende vincitori sulla paura, ci dà il coraggio della verità, della fedeltà alla sua Parola e della testimonianza.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.pontefelcinoup.it/wp-content/uploads/2026/04/CI-26-04-12.pdf">Scarica Camminiamo Insieme del 12 aprile 2026</a></h2>
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		<title>Dal dolore al silenzio</title>
		<link>https://www.pontefelcinoup.it/2026/04/10/dal-dolore-al-silenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giorgetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 08:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Un paio di settimane fa, di prima mattina, squilla il telefono in canonica: un papà sessantenne, dopo lunga malattia, è arrivato ormai alla fine. Faccio più in fretta che posso, ma quando arrivo è spirato da pochi minuti. Celebro egualmente l’Unzione degli Infermi, circondato da un clima di disperazione che mi imbarazza, non trovando parole [&#8230;]]]></description>
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<p>Un paio di settimane fa, di prima mattina, squilla il telefono in canonica: un papà sessantenne, dopo lunga malattia, è arrivato ormai alla fine. Faccio più in fretta che posso, ma quando arrivo è spirato da pochi minuti. Celebro egualmente l’Unzione degli Infermi, circondato da un clima di disperazione che mi imbarazza, non trovando parole e gesti adeguati.</p>



<p>La tentazione è quella di uscire subito, dopo le condoglianze di rito; vedo invece seduta in un angolo della stanza la figlia, giovane mamma, e mi siedo accanto a lei, prendendole la mano e stringendola forte. Questo gesto rilassa un po’ anche me e passiamo così lunghi minuti, circondati dal trambusto di familiari e parenti che via via affollano la casa.</p>



<p>Non ricordavo di averle detto nulla di specifico, anche se, qualche giorno dopo, al primo incontro dei catechisti rivedo con sorpresa proprio lei, la figlia. Con un sorriso radioso mi viene incontro e mi spiega il motivo della sua presenza; era stata invitata da un’amica lì presente e aveva acconsentito ad iniziare il cammino come aiuto-catechista. Ma ciò che più mi ha colpito è stata la ‘scintilla’ del suo sì: “Mentre eravamo seduti accanto al papà, ricordi?, tu mi hai detto: ‘Riuscirai a vincere il dolore se ti butti subito ad amare’. E qualche giorno dopo, alla richiesta della mia amica, ho cercato di mettere in pratica le tue parole&#8230; e ho sentito una gioia immensa. Eccomi qui!”.</p>



<p>L’ho abbracciata forte, ringraziando lo Spirito Santo di questa luce che mi aiuta a rimanere sempre nell’amore, cercando così di donarlo a quanti incontro.</p>



<p><em>d. A.</em></p>
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