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<title>AIF - Associazione Italiana Fungicoltori</title>
<link>http://www.fun.go.it</link>
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<pubDate>2007-02-01 18:00:00</pubDate>
<lastBuildDate>2010-11-03 15:52:33</lastBuildDate>
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<title>AIF - Associazione Italiana Fungicoltori</title>
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<title>PREVENIRE IL CANCRO AL SENO E' POSSIBILE CON GLI CHAMPIGNON</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=95</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Shiuan Chen, Professore di Biologia delle cellule tumorali presso la City of Hope di Duarte, in California, è stato tra i primi scienziati a studiare in che modo i funghi champignon offrano un aiuto per la prevenzione delle malattie.<BR>Nei primi studi di laboratorio si è scoperto che gli ingredienti trovati nei funghi eliminano gli effetti dell’aromatasi, un enzima naturale che aiuta a sintetizzare l’ormone estrogeno. Questo è un risultato fondamentale per la salute delle donne, in quanto il 75% delle donne in postmenopausa con carcinoma mammario presenta tumori la cui crescita dipende dagli estrogeni. Gli studi clinici in corso presso la City of Hope verificheranno ulteriormente i benefici dei funghi champignon. <BR>Come per altri funghi, si può contare sugli champignon anche per le vitamine D e B, e per i potenti antiossidanti come il selenio. Sono anche a basso contenuto di sodio, calorie, grassi e colesterolo, e possono costituire un efficace sostituto della carne. <BR>Infatti, gli studi hanno dimostrato che sostituendo circa un etto di carne con la stessa quantità di funghi si evita di ingerire oltre 18.000 calorie e circa 3.000 grammi di grassi. Nella donna media, questo si traduce in una perdita di oltre 5 chili di peso.<BR><BR>Fonte: www.benessereblog.it<BR></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-11-03 15:47:45</pubDate>
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<title>Olanda: stabile il mercato dei funghi, in crescita il consumo de funghi esotici</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=94</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Gli operatori olandesi del comparto funghi parlano di una situazione di mercato stabile. Certo, il valore della sterlina inglese nei confronti dell'euro va al momento a svantaggio dell'export verso il Regno Unito. "I volumi tendono ad aumentare ma i prezzi sono pessimi, a causa del cambio valutario" racconta Johan van Namen dell'omonima ditta all'ingrosso di Hoenzadriel (Gelderland - Olanda). "Offerta e domanda appaiono normali e quindi i prezzi comunque si aggirano su un livello abbastanza buono.<BR>Anche Arno van den Oord di Champoord si mostra soddisfatto della situazione del mercato. "Sono ormai tre mesi che i prezzi sono stabili su un buon livello. Si registra una domanda ampia, in particolare verso funghi attentamente selezionati e di grande calibro. La domanda è minore nel caso di selezione media. Spero che il mercato rimanga così. Per noi quest'anno è un po' più positivo di quello passato!".<BR>Danny Schrama della Schrama Champignons di Ulestraten (Limburgo - Olanda) è meno ottimista. Secondo lui i prezzi dei funghi sono di gran lunga su un livello troppo basso. "Non mi sembra che ci siano troppi funghi disponibili sul mercato, in quanto l'offerta è stabile. Piuttosto, è la domanda che si mostra altalenante. Un giorno ci sono acquirenti di funghi e l'altro invece no. Perciò si verificano alti e bassi".<BR>CNC Exotic Mushrooms è risultata una delle aziende olandesi in più rapido sviluppo. L'azienda ha realizzato una crescita di fatturato pari al 62% negli ultimi 3 anni. Perciò CNC Exotic Mushrooms si è aggiudicata uno dei premi FD Gazellen 2010, che vengono conferiti annualmente appunto alle aziende in veloce ascesaOgni anno il quotidiano Financieele Dagblad fa una lista di aziende olandesi in forte sviluppo. CNC Exotic Mushrooms è rientrata in questa lista. L'azienda produce substrati per la coltivazione di funghi esotici, tra cui l'ostrica del re, lo Shiitake, i funghi chiodini (Nameko), le ditole e gli Shimeji. Tutti i substrati che l'azienda fornisce possiedono la certificazione EKO. La cerchia di clienti della CNC Exotic Mushrooms è formata da produttori professionali di funghi europei e non. CNC Exotic Mushrooms è una filiale della CNC Grondstoffen BV, uno dei maggiori fornitori di substrati per la coltivazione di funghi. Con circa 300 impiegati e stabilimenti in Milsbeek, Moerdijk, Hedel e Ammerzoden, CNC Grondstoffen B.V. è leader in Europa. Altre filiali della CNC Grondstoffen B.V. sono AMCO, che raccoglie letame di cavallo per la produzione di compost, e Lutèce, la più grande e più innovativa azienda di lavorazione di funghi in Europa, che quest'anno festeggia il suo centenario.<BR><BR>di Rossella Gigli - freshplaza<BR><BR></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-11-03 10:48:55</pubDate>
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<title>I FUNGHI CHAMPIGNON RINFORZANO LE DIFESE IMMUNITARIE</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=91</link>
<description><![CDATA[Si arricchisce il menù alleato del sistema immunitario. Sembra, infatti, che anche i funghi champignon rinforzino l'attività di cellule "chiave" per le difese dell'organismo. Lo rivela uno studio condotto su modelli animali e in coltura da scienziati del Jean Mayer Usda Human Nutrition Research Center on Aging (Hnrca) della Tufts University (Usa). La ricerca è finanziata dal ministero dell'Agricoltura statunitense ed è stata pubblicata sul Journal of Nutrition.<BR><BR>I risultati suggeriscono che i funghi dal tipico "cappello" bianco possono promuovere la funzione immunitaria, aumentando la produzione di antivirali e proteine rilasciati dalle cellule mentre cercano di proteggere e riparare i tessuti. Il team di Dayong Wu ha esaminato, in particolare, delle cellule in coltura, dimostrando che i funghi migliorano la maturazione delle cellule dendritiche.<BR><BR>Queste cellule possono produrre le cellule T, "soldati" del sistema immunitario, in grado di riconoscere ed eventualmente disattivare o distruggere gli antigeni di microbi invasori. Quando le cellule del sistema immunitario sono esposte a patogeni causa di malattie, l'organismo inizia ad aumentare il numero e la funzione delle cellule del sistema immunitario. La chiave per proteggersi è, dunque, quella di prevenire carenze che possono compromettere il sistema immunitario. Anche, sembra, con l'aiuto dei funghi champignon.<BR><BR>
<P>Fonte: <A href="http://www.intrage.it" target=_blank>www.intrage.it</A></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-09-10 10:53:19</pubDate>
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<title>U.E.:NUOVE ETICHETTE PER GLI ALIMENTI .</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=89</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Il parlamento Europeo ha votato per le nuove norme in merito alle etichette apposte sui prodotti alimentari. In pratica saranno date indicazioni nutrizionali e salutistiche che andranno a definire il profilo nutrizionale, il che permetterebbe al consumatore di scegliere i prodotti che lo aiutino a bilanciare e programmare la propria alimentazione.Più precisamente, con il nuovo regolamento, che dovrà però essere approvato anche dal Consiglio Ue, sull’etichetta apposta sulla faccia principale si dovranno leggere quanti grassi, grassi saturi, zuccheri, sale e calorie ci sono, con in più le linee guida sulle quantità giornaliere di prodotto indicate per 100 grammi o per 100 millilitri. Il problema non sono tanto le etichette quanto il fatto che i prodotti che non rientrano nelle linee definite dal nuovo regolamento non potranno più essere accostati in pubblicità a un immagine salutare, se questo non mantiene davvero le promesse. I funghi coltivati non hanno che a gioire da tale norma che a nostro avviso - afferma Romeo Fuser Presidente AIF - dovrebbe essere completata anche con l'origine di produzione dei prodotti venduti.</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-06-22 08:12:32</pubDate>
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<title>SCEGLI  IL LOGO IN ASSEMBLEA</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=88</link>
<description><![CDATA[<P>A Treviso nel corso del'assemblea verrà portata la decisione di applicare un nuovo logo che verrà utilizzato con il nuovo regolamento che sta per essere approvato dall'Unione Europea.&nbsp;Paetecipa anche tu alal selezione del marchio che diverrà il nuovo elemento portante per i funghi prodotti in italia.</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-06-14 17:58:28</pubDate>
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<title>CAMBIA L'ORIZZONTE NORMATIVO EUROPEO PER I FUNGHI COLTIVATI</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=87</link>
<description><![CDATA[<P align=justify><FONT size=3><FONT color=#000000><FONT face=Calibri><I style="mso-bidi-font-style: normal">Parigi 13 giungo 2010</I>, La delegazione italiana AIF ha partecipato ai lavori della commissione tecnica di GEPC (gruppo europeo produttori di funghi) e contestualmente ha seguito i lavori della commissione europea in merito alla reintroduzione dei regolamenti di commercializzazione di alcuni prodotti ortofrutticoli tra cui anche i funghi coltivati. Intanto è nata la MPF (Mushroom Promotion Foundation) nel contesto della quale verranno sviluppate tutte le attività legate alla promozione dei prodotti. Un panorama in forte evoluzione- ha affermato il presidente Romeo Fuser – nel contesto del quale i funghicoltori italiani stanno correndo alcuni rischi che dovremo attentamente valutare. Nel corso dell’Assemblea del 19 giugno avrà luogo un ampia discussione sui problemi emersi.</FONT></FONT></FONT></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-06-13 10:00:01</pubDate>
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<title>NUOVO LOGO EUROPEO AGRICOLTURA BIOLOGICA</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=86</link>
<description><![CDATA[Quando i consumatori come te scelgono di comprare biologico, hanno bisogno di sapere che stanno ottenendo esattamente ciò per cui stanno pagando. Il logo biologico ed il sistema di etichettatura fanno sì che ciò sia possibile.<BR>Sono studiati per assicurarti con assoluta certezza che i prodotti che compri sono realizzati seguendo in tutti i dettagli la <A title="leggi qui: Legislazione" href="/agriculture/organic/eu-policy/legislation_it"><STRONG><FONT color=#f2a44a>Regolamentazione europea sull'agricoltura biologica</FONT></STRONG></A>, o nel caso di prodotti importati, secondo regole equivalenti o allo stesso modo rigide. 
<DIV class=clear_headline_I_I>
<DIV style="CLEAR: right" class="print_totop clear_headline_I_I">&nbsp;</DIV>
<H3 class=orange>Certificazione<BR></H3>
<DIV class=content_element>
<P>La produzione e l'immissione sul mercato europeo di prodotti biologici con etichettatura e loghi seguono un rigido processo a cui devono essere completamente conformi. </P>Gli agricoltori convenzionali devono per prima cosa sottostare ad un periodo di conversione di un minimo di due anni prima di poter iniziare a produrre prodotti agricoli che possano essere commercializzati come biologici. Se vogliono produrre sia colture convenzionali che biologiche, devono separare nettamente i due processi in ciascun livello della produzione.<BR>
<P>Sia i contadini che gli addetti alla trasformazione devono rispettare in ogni momento le regole contenute nella Regolamentazione europea. Essi saranno soggetti ad <A title="leggi qui: Ispezioni e certificazioni" href="/agriculture/organic/consumer-confidence/inspection-certification_it"><STRONG><FONT color=#f2a44a>ispezioni</FONT></STRONG></A> da parte degli organismi di controllo europei o altre autorità per essere sicuri della loro conformità. </P>
<P>Gli operatori che superano i controlli potranno utilizzare la certificazione biologica e quindi ottenere per i loro prodotti l'etichettatura biologica.</P></DIV>
<DIV style="CLEAR: right" class="print_totop clear_headline_I_I">&nbsp;</DIV>
<H3 class=orange>Chiarezza </H3>
<DIV class=content_element>
<P>La Regolamentazione contiene regole rigide riguardo all'uso dell'etichettatura e del logo per limitare al minimo la confusione tra i consumatori, o potenziali abusi: </P>
<P>“I termini come biologico, bio, eco ecc., inclusi i termini usati nei marchi, o le pratiche usate nell'etichettatura o nella pubblicità sospettabili di fuorviare il consumatore o suggerire all'utilizzatore che un prodotto o i suoi ingredienti soddisfano i requisiti definiti nella Regolamentazione non devono essere usati per i prodotti non biologici.” </P>
<P>Inoltre, l'etichetta biologica non può essere utilizzata per i prodotti che contengono Organismi Geneticamente Modificati (OGM). </P></DIV>
<DIV style="CLEAR: right" class="print_totop clear_headline_I_I">&nbsp;</DIV>
<H3 class=orange>Indicazioni </H3>
<DIV class=content_element>
<P>Per fornirti maggior sicurezza, per legge tutti prodotti che portano l'etichetta biologica devono avere il nome dell'ultimo operatore che ha maneggiato il prodotto, per esempio il produttore, l'addetto alla trasformazione o il venditore e il nome o il codice dell'organismo di controllo. </P></DIV>
<DIV style="CLEAR: right" class="print_totop clear_headline_I_I">&nbsp;</DIV>
<H3 class=orange>Logo </H3>
<DIV class=content_element>
<P>Il logo biologico europeo e quelli degli altri Stati Membri sono usati per integrare l'etichettatura ed aumentare la visibilità dei cibi e bevande biologiche per i consumatori. </P>
<P>Così, i consumatori che comprano i prodotti che portano il logo europeo possono essere certi che: </P>
<UL>
<LI>almeno il 95% degli ingredienti sono stati prodotti con metodo biologico; 
<LI>il prodotto è conforme alle regole del piano ufficiale di ispezione; 
<LI>il prodotto proviene direttamente dal produttore o è preparato in una confezione sigillata; 
<LI>il prodotto porta il nome del produttore, l'addetto alla lavorazione o il venditore e il nome del codice dell'organismo di ispezione. </LI></UL>
<P>L'applicazione del logo biologico dell'UE è obbligatoria dal 1 luglio 2010 per i prodotti alimentari preconfezionati. Rimane volontaria invece per i prodotti importati dopo tale data. Dove è usato il logo comunitario, una volta che la nuova regolamentazione sarà applicata, dovrebbe apparire l'indicazione del luogo dove le materie prime grezze dei prodotti sono state coltivate. Questa indicazione può riportare la dicitura di 'EU', 'non-EU', o il nome di un Paese specifico, in Europa o fuori, dove sono stati coltivati il prodotto o le sue materie prime.</P>
<P>Oggi se gli operatori vogliono vendere i loro prodotti in un altro Stato Membro, potrebbero aver bisogno di apporre un altro logo per essere riconoscibili nel nuovo mercato. L'uso del logo biologico europeo può evitare questa ridondanza, offrendo una riconoscibilità in tutta Europa. Per ulteriori informazioni sul logo biologico dell'UE, consultare le <A title="leggi qui: Domande frequenti sul logo (pdf, 0,5 MB) (en)" href="files/eu-policy/logo/FAQ_logo_en.pdf"><STRONG><FONT color=#f2a44a>Domande frequenti sul logo (en)</FONT></STRONG></A>.</P></DIV>
<DIV style="CLEAR: right" class="print_totop clear_headline_I_I">&nbsp;</DIV>
<H3 class=orange>Ispezioni </H3>
<DIV class=content_element>
<P>Una volta che il processo di conversione è stato completato, gli operatori continuano ad essere soggetti ad approfondite ispezioni annuali, tra cui: </P>
<UL>
<LI>Ispezione della documentazione riguardante gli acquisti e le vendite, registro di stalla e dei trattamenti sanitari sull'allevamento, ecc. 
<LI>Possibilità di prelevare campioni. 
<LI>Ispezione delle condizioni di allevamento al chiuso e all'aperto. 
<LI>Ispezione di campi, frutteti, serre e pascoli.</LI></UL>
<P>Ulteriori ispezioni e visite sul luogo possono essere pianificate dagli ispettori per gli operatori che presentano maggiori rischi.</P>
<P>Ogni Stato membro ha stabilito un sistema di ispezione e designato un numero di autorità pubbliche e/o strutture private che hanno il compito di compiere le ispezioni e la certificazione dei prodotti biologici. </P></DIV>
<DIV style="CLEAR: right" class="print_totop clear_headline_I_I">&nbsp;</DIV>
<H3 class=orange>Inadempienza </H3>
<DIV class=content_element>
<P>Nel caso in cui gli operatori non rispettino tutti i requisiti, la certificazione biologica può essere ritirata e viene rimosso il diritto di vendere i loro prodotti come biologici.</P></DIV></DIV>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-05-01 18:17:49</pubDate>
</item>
<item>
<title>TARCISIO BILLIO: PER MARE, PER TERRA NERA</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=85</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Tarcisio Billio fa parte della storia vivente della fungicoltoria moderna in Italia, uomo "libero" come si definisce lui, è uno di quelli che dopo l'immigrazione dei prima parte&nbsp;del 900 quando nel Veneto non c'era lavoro e la terra non dava nulla, decise insieme ad altri coetanei concittadini di affrontare la grande sfida. Molti finirono&nbsp;in&nbsp;America altri scelsero il Canada. </P>
<P align=justify>Gli occhi di<B>&nbsp;Tarcisio Billio</B>&nbsp;diventano improvvisamente lucidi nel momento in cui inizia il suo racconto, aiutato dall'autore del libro <STRONG>PER MARE, PER TERRA NERA</STRONG>&nbsp;presentato nella sala del municipio di Paese, luogo da cui tutto è partito. </P>
<P align=justify>Un centinaio di persone tra cui molti colleghi dell'AIF hanno festeggiato questo ennesimo traguardo di uno degli uomini più tenaci che la fungicoltura ha e che ora si merita&nbsp;il riposo di un uomo che ha avuto sempre il coraggio di rischiare facendo del bene alla collettività. </P>
<P align=justify>A Tascisio Billio l'AIF ha consegnato nel corso della presentazione una targa di riconoscimento per l'importante ruolo che ha svolto nel mondo della moderna coltvazione dei funghi.</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify><EM>Tarcisio Billio -&nbsp;</EM> Il mio primo ringraziamento va alla mia famiglia che da sempre mi è stata vicina. Ho sempre desiderato scrivere un libro e ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato a farlo. Spero che la mia storia sia di esempio e testimonianza a coloro che oggi vivono in mondo molto diverso, frutto però di quanto noi abbiamo saputo trasmettere facendo capire ai nostri figli che al mondo c'è chi sta peggio di noi.</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify><EM>Romeo Fuser</EM>&nbsp; <EM>(pres AIF)-</EM> Parlare di Tacisio per me è difficile, mi commuove,&nbsp;è come&nbsp;parlare con il padre&nbsp;della fungicoltura, una persona che è sempre esistita nel nostro lavoro, una persona che viene considerata per l'età e l'esperienza e per gli insegnamenti che ha dato al tutti noi, un maestro. Tarcisio merita di essere il soggetto di questo libro che testimonia non solo una storia di immigrazione, ma&nbsp;l'inizio dell'era della fungicoltura moderna in italia. </P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>il volume su richiesta è disponibile in associazione a € 10,00-</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-05-01 17:28:06</pubDate>
</item>
<item>
<title>LA CAMERA RISCRIVE IL CODICE AGRICOLO</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=83</link>
<description><![CDATA[]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-03-16 10:40:45</pubDate>
</item>
<item>
<title>GASOLIO AGRICOLO: ECCO LA SOLUZIONE</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=82</link>
<description><![CDATA[<P>Pronta la soluzione al problema del Gasolio agricolo dopo la querelle con l'Unione Europea</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Questo articolo è riservato agli Associati 2010. </P>
<P>Entra e registrati nell'aerea riservata.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-01-20 10:24:36</pubDate>
</item>
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<title>CORSO INTENSIVO FUNGICOLTURA</title>
<link>http://www.fun.go.it/champignon_dettaglio.php?e=14</link>
<description><![CDATA[<P>L'ASSOCIAZIONE ITALIANA FUNGICOLTORI IN COOLABORAZIONE CON ALCET NEDERLAND v.o.f. e C-point&nbsp;&nbsp;organizza un corso intensivo di fungicoltura in Olanda.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Si comunica che il corso per questioni organizzative&nbsp;si svolgerà la settimana del 12 aprile 2010 </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Di seguito il programma previsto:</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>- Lun.&nbsp;&nbsp; Arrivo in Olanda</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>- Mar. 8.00-12.00 Novità nella coltivazione</P>
<P>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 13.30-17.00 Coltivazione + visita</P>
<P>- Mer. 8.00-15.00 Colivazione</P>
<P>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 15.00-17.00 Coltivazione + visita</P>
<P>- Gio.&nbsp; 8.00-12.00 Coltivazione</P>
<P>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 13.30-17.00 Coltivazione + Visita Fancom</P>
<P>- Ven. 8.00-12.00 Visita magazzino e partenza</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Le visite rigurderanno&nbsp;una platea&nbsp;e due fungaie moderne per la coltivazione intensiva.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Per l'adesione ed ulteriori informazioni contattare la segreteria A.I.F. al numero 045/952050</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2010-01-07 16:36:37</pubDate>
</item>
<item>
<title>Il contratto di rete: un nuovo strumento per le piccole-medie imprese rurali</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=80</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Con l'art. 3, comma 4-ter, del decreto "Incentivi" (d.l. 10.2.2009 n. 5), convertito nella L. 9.4.2009<BR>n. 33, è stata introdotta in Italia la disciplina del contratto di rete: una novità significativa che può<BR>costituire uno strumento importante di crescita e innovazione delle imprese, soprattutto piccole e<BR>medie. </P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>La disciplina della rete inserita nell'ordinamento italiano pone, d'altro canto sfide importanti<BR>all'Europa, che sta cercando attraverso lo “Small Business Act” di definire una politica per le PMI.<BR></P>
<P align=justify><STRONG>Per saperne di più consulta l'area riservata registrandoti.&nbsp;&nbsp;</STRONG></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-12-24 20:08:45</pubDate>
</item>
<item>
<title>Quadro sinottico interattivo dei bandi PSR italiani</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=78</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Vuoi conoscere tutti i PRS regionali e tutti i bandi in tempo reale? </P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>Associandoti all'Associazione potrai accedereall'area riservata ed avere costatemente il quadro sinottico di ogni bando emenanto da ogni regione. </P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>Se sei un fungicoltore, contatta la segreteria e chiedi come associarti allo <STRONG>045-952085</STRONG>&nbsp;oppure scrivici a&nbsp;<A href="mailto:info@fin.go.it"><STRONG>info@fin.go.it</STRONG></A>, oppure compila il <EM>form</EM> nella sezione <STRONG>registrati</STRONG> presete in qusto sito e verrai contattato dalla segreteria per tutte le informazioni associative.&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify><STRONG>AIF, l'unica associazione italiana dei coltivatori di funghi riconosciuta a livello Comunitario.</STRONG></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-12-24 19:37:44</pubDate>
</item>
<item>
<title>Prodotti Biologici: Vota il nuovo logo dell'U.E.</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=77</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Più di 3.400 studenti provenienti da tutti i 27 Stati Membri dell’UE hanno partecipato al concorso per la creazione del nuovo logo biologico UE. Durante la prima riunione, la giuria ha effettuato una pre-selezione dei migliori 100 loghi tra tutti quelli proposti. Nella fase successiva, selezionare i tre loghi finalisti è stato tutt’altro che facile! Ma grazie al lavoro ed alla determinazione di una giuria entusiasta ed esperta, siamo ora in grado di presentarti con orgoglio i finalisti</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=left>Vota anche tu entro il 31 gennaio il nuovo logo di&nbsp;identifcazioe dei prodotti biologici europei</P>
<P align=left><STRONG></STRONG>&nbsp;</P>
<P align=left><STRONG><A href="http://ec.europa.eu/agriculture/organic/logo/index_it.htm">http://ec.europa.eu/agriculture/organic/logo/index_it.htm</A></STRONG></P>
<P align=left><STRONG></STRONG>&nbsp;</P>
<P align=left>Leggi anche :</P>
<P align=left>&nbsp;</P>
<P align=left>normativa europea sui prodotti biologici</P>
<P align=left>&nbsp;</P>
<P align=left><A href="http://ec.europa.eu/agriculture/organic/eu-policy/legislation_it"><STRONG>http://ec.europa.eu/agriculture/organic/eu-policy/legislation_it</STRONG></A></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-12-24 18:49:25</pubDate>
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<title>Trattato di Lisbona, come cambia lo scenario dell'agricoltura.</title>
<link>http://www.fun.go.it/champignon_dettaglio.php?e=13</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Quali sono le conseguenze dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona per il settore agricolo e lo sviluppo rurale? Come cambia il processo di decisione relativo al bilancio comunitario? <BR>A queste domande è stata data risposta a Roma, nel corso della giornata di studio promossa dalla Rete rurale nazionale dal titolo "Il Governo della PAC dopo Lisbona" .<BR>All'incontro hanno partecipato in qualità di relatori Luigi Costato, professore ordinario presso la Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Ferrara, Ferdinando Albisinni, professore associato di Diritto Agrario presso l'Università della Tuscia e Alessandro Sorrentino, ordinario di politica Economica Europea dell'Università della Tuscia.<BR>Ha aperto i lavori il Professor Costato che si è soffermato sull'attuale contesto dell'agricoltura italiana sul quale interviene il Trattato di Lisbona. Secondo Costato "è entrato in crisi il modello che vede nella famiglia il perno dell'agricoltura. Gli agricoltori" - ha commentato il docente - "non si occupano più di agricoltura, ma affidano a terzi la cura della propria terra". Il Professore ha dato una lettura non pienamente concorde sulla tendenza delle politiche comunitarie in materia agricola di orientamento al mercato - tipica del mondo industriale - che vedrebbe il progressivo abbandono del sistema degli interventi. Costato si è detto inoltre perplesso in merito alla possibilità che Parlamento europeo e Consiglio possano trovarsi in una situazione di non accordo, laddove gli stessi siano espressione di diversi orientamenti politici. Eventualità, questa, legata al nuovo assetto di equilibri tra i due organi a seguito delle modifiche introdotte dal Trattato. <BR>Secondo il Professor Albisinni, a un'attenta lettura del Trattato di Lisbona è possibile constatare come questo non abbia realmente innovato il precedente contesto normativo. Tale riflessione è il risultato di un puntuale confronto testuale tra gli articoli del "vecchio" Trattato istitutivo della Comunità europea (TCE) e gli articoli dell'attuale Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).<BR>Ha concluso la giornata &nbsp;di studio il Professor Alessandro Sorrentino che durante il suo intervento dal titolo &nbsp;I possibili riflessi del Trattato di Lisbona sulle scelte di bilancio e lo sviluppo delle politiche comunitarie", ha confermato come il Consiglio sia destinato a mantenere la sovranità sul "portafoglio" complessivo del bilancio comunitario.</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>testo del trattato integrale in Italiano</P>
<P align=justify><A href="http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:C:2007:306:SOM:IT:HTML">http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:C:2007:306:SOM:IT:HTML</A></P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>versione consolidata corretta</P>
<P align=justify><A href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/st06655-re01.it08.pdf">http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/st06655-re01.it08.pdf</A></P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-12-24 19:26:31</pubDate>
</item>
<item>
<title>UN CODICE UNICO PER LE LEGGI AGRICOLE</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=76</link>
<description><![CDATA[<P><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.2pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA"><STRONG>Il nuovo Codice agricolo </STRONG></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.2pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA"><STRONG></STRONG></SPAN>&nbsp;</P><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.2pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA">
<P style="LINE-HEIGHT: 123%; MARGIN: 5.4pt 7.2pt 0pt 0cm" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.2pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">"Riordino delle normative sull'attività agricola". Si chiama così il nuovo Codice Agricolo che </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.15pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">semplifica tutta la disciplina in materia di agricoltura e comprende un Decreto legislativo e un DPR </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">attuativo.Obiettivo del Codice, che dovrà passare ad un nuovo esame del CdM e successivamente </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">a quello delle Camere, è semplificare e accorpare il quadro legislativo dell'agricoltura italiana, </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">rendendo fruibile a tutti una materia per ora dispersa tra il Codice Civile, le leggi speciali emanate nel corso di quarant'anni e in alcuni commi di leggi finanziarie</SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.2pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="LINE-HEIGHT: 122%; MARGIN: 5.4pt 7.2pt 0pt 0cm" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 122%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.25pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">"Il Codice si propone d'essere una sorta di manuale tascabile per i contadini, facilmente </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 122%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">consultabile, snello e scritto con un linguaggio comprensibile: una vera e propria rivoluzione", ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, presentando il codice dopo </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 122%; FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">la prima approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dell'U dicembre scorso nel corso della conferenza Stampa a Palazzo Chigi.<SPAN style="LETTER-SPACING: 0.25pt"><o:p></o:p></SPAN></SPAN></P>
<P style="LINE-HEIGHT: 123%; MARGIN: 5.4pt 0cm 0pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.25pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">Tra le materie trattate: integrazioni al codice civile in materia di definizione di imprenditore </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">agricolo, le relative qualifiche soggettive e le attività: imprenditori professionali, società agricole, </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.2pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">agevolazioni, imprenditori giovani, attività agrituristica e di ospitalità lungo le vie dedicate ai </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">prodotti tipici, impresa ittica, attività selvicolturali, vendita al dettaglio, vendita agricola telematica; </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">disciplina del territorio e della proprietà terriera; contratti agrari.</SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.25pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="LINE-HEIGHT: 122%; MARGIN: 5.4pt 14.4pt 0pt 0cm" class=MsoNormal align=justify><?xml:namespace prefix = v ns = "urn:schemas-microsoft-com:vml" /><v:line style="Z-INDEX: 1; POSITION: absolute; mso-position-vertical-relative: page" id=_x0000_s1026 from="531.85pt,352.6pt" to="531.85pt,420.3pt" strokeweight=".5pt"><v:stroke dashstyle="1 1"></v:stroke><?xml:namespace prefix = w ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:word" /><w:wrap anchory="page"></w:wrap></v:line><SPAN style="LINE-HEIGHT: 122%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.2pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">Il codice agricolo - che sí prevede possa essere operativo entro febbraio prossimo - è frutto della </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 122%; FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">collaborazione del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con il Ministero della <SPAN style="LETTER-SPACING: 0.05pt">semplificazione ed è stato coordinato con la Presidenza del Consiglio.</SPAN></SPAN></P><SPAN style="LINE-HEIGHT: 122%; FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><SPAN style="LETTER-SPACING: 0.05pt">
<P style="MARGIN: 5.4pt 0cm 0pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">Il Codice è costituito da sei Titoli, per 155 articoli in tutto, e riguarda:<o:p></o:p></SPAN></P><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">
<P style="MARGIN: 5.4pt 10.8pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">l'attività agricola e, quindi, le figure degli imprenditori agricoli e delle loro attività, compresa la </SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">vendita dei prodotti agricoli;</SPAN></P>
<P style="MARGIN: 5.4pt 10.8pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">le società agricole;</SPAN></P>
<P style="MARGIN: 5.4pt 10.8pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">i contratti agrari;</SPAN></P>
<P style="MARGIN: 5.4pt 10.8pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">le coltivazioni OGM;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">la creazione di aziende agricole, anche attraverso l'acquisizione della terra per successione o per </SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">prelazione</SPAN></P><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><SPAN style="LETTER-SPACING: -0.1pt"><o:p>
<P style="LINE-HEIGHT: 165%; MARGIN: 3.6pt 28.8pt 0pt 0cm" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 165%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">Tre degli articoli contenuti nel Codice agricolo sono stati "inseriti" nel Codice civile:<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 5.4pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">la definizione di coltivatore diretto, aggiunta all'art. 2083 c.c.;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">l'aggiunta, tra le ipotesi di attività connessa dell'imprenditore agricolo, dell'attività di produzione </SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">e cessione di energia da fonti agricole rinnovabili;</SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.1pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">la sostituzione dell'art. 2136 c.c. sul registro delle imprese agricole.</SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"></SPAN></SPAN>&nbsp;</P></o:p></SPAN></SPAN>
<P style="LINE-HEIGHT: 123%; MARGIN: 5.4pt 28.8pt 0pt 0cm" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">Le altre disposizioni (121 articoli), anche quando sono di contenuto civilistico, fanno parte del </SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">Decreto legislativo di riordino, che resta un unico e unitario testo extra-codice.</SPAN></P><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"></SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 123%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: -0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><o:p>
<P style="LINE-HEIGHT: 87%; MARGIN: 5.4pt 0cm 0pt" class=MsoNormal align=justify><v:line style="Z-INDEX: 1; POSITION: absolute; mso-position-vertical-relative: page" id=_x0000_s1026 from="531.6pt,342.35pt" to="531.6pt,420.4pt" strokeweight=".5pt"><v:stroke dashstyle="1 1"></v:stroke><w:wrap anchory="page"></w:wrap></v:line><SPAN style="LINE-HEIGHT: 87%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">I sei Titoli del Codice sono così suddivisi:<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 5.4pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">il primo contiene tre articoli che "integrano" il codice civile;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">il secondo è dedicato all'impresa agricola;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">il terzo alla disciplina del territorio in cui operano gli agricoltori;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">il quarto alla proprietà terriera e alle strutture agrarie;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 5.4pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">il quinto ai contratti agrari;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 3.6pt 0cm 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">il sesto titolo è dedicato alle abrogazioni</SPAN></P><SPAN style="FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"><o:p>
<P style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-INDENT: -14.4pt; MARGIN: 5.4pt 93.6pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">Il Decreto rimette ordine anche fra alcune norme pubblicistiche che riguardano:</SPAN></P><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">
<P style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-INDENT: -14.4pt; MARGIN: 5.4pt 93.6pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">&nbsp;&nbsp;&nbsp; la valorizzazione dello spazio in cui operano gli imprenditori agricoli;<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 3.6pt 122.4pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><v:line style="Z-INDEX: 1; POSITION: absolute; TEXT-ALIGN: left; LEFT: 0px; mso-position-vertical-relative: page" id=_x0000_s1026 from="531.35pt,502.9pt" to="531.35pt,588.65pt" strokeweight=".7pt"><v:stroke dashstyle="1 1"></v:stroke><w:wrap anchory="page"></w:wrap></v:line><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">la formazione della proprietà contadina quale base dell'azienda agraria; </SPAN></P>
<P style="LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 3.6pt 122.4pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT">la contrattazione programmata in agricoltura<o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-INDENT: -14.4pt; MARGIN: 5.4pt 93.6pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify></SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"></SPAN>&nbsp;</P>
<P style="LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 3.6pt 122.4pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><v:line style="Z-INDEX: 1; POSITION: absolute; TEXT-ALIGN: left; LEFT: 0px; mso-position-vertical-relative: page" id=_x0000_s1026 from="531.35pt,502.9pt" to="531.35pt,588.65pt" strokeweight=".7pt"><v:stroke dashstyle="1 1"></v:stroke><w:wrap anchory="page"></w:wrap></v:line></P><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"></SPAN>
<P style="LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 3.6pt 122.4pt 0pt 14.4pt" class=MsoNormal align=justify><SPAN style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; LETTER-SPACING: 0.05pt; COLOR: black; FONT-SIZE: 9.5pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: IT"></SPAN>&nbsp;</P></o:p></SPAN></o:p></SPAN></SPAN></SPAN></SPAN></SPAN>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-12-21 13:11:57</pubDate>
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<title>MUSHROOMS AND HEALTH - INIZIATIVA ISMS PER LA SALUTE DEI CONSUMATORI</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=75</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Notiziario curato dall'Interantional society of mushroom science (ISMS)&nbsp;commissionato da AIF e dal Gruppo Europeo Produttori di Funghi&nbsp;per la valorizzazione e l'informazione sulla ricerca&nbsp;e salute derivante da consumo dei funghi coltivati:&nbsp;&nbsp;&nbsp;</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-12-02 09:19:25</pubDate>
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<title>Nota del MIPAAF sull’applicazione delle vigenti norme sull’esenzione dall’accisa sul gasolio sotto serra </title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=74</link>
<description><![CDATA[<P>Il 6 novembre u.s. il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali in una nota inviata all'Agenzia delle Dogane, al Dipartimento delle Finanze e al Dipartimento delle politiche comunitarie, precisa che la decisione 5497 della Commissione del 13 luglio 2009 non si applica anche alle accise sul gasolio utilizzato sotto serra in quanto l'articolo di legge che lo disciplina non è tra quelli dichiarati incompatibili con il mercato comune dalla Commissione.<BR><BR>Pertanto il quadro normativo al riguardo rimane immutato perché per poterlo modificare è necessario che la legge venga abrogata con altra legge dallo Stato o che ci sia una decisione Comunitaria che dichiari esplicitamente illegittima la norma. </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Quindi le esenzioni sull' accisa sul gasolio sotto serra permangono.<BR><BR>Infatti la decisione della Commissione 5497 del 13 luglio 2009, ha dichiarato incompatibili con il mercato comune solo le seguenti disposizioni :<BR><BR>- articolo 24, comma 3 della Legge 23 dicembre 2000 n. 388;<BR>- articolo 13, comma 3, della legge del 21 dicembre 2001 n. 448;<BR>- articolo 19, comma 4, della legge 27 dicembre 2002 n. 289;<BR>- articolo 2, comma 4, della legge 24 dicembre 2003 n. 350<BR><BR>Dunque, la Commissione non ha dichiarato illegittimo il regime attuale stabilito dall'art. 2 comma 14 della legge 203/2008. Per tali ragioni si ritiene che, in assenza di una specifica decisione che dichiari quest'ultima norma in contrasto con la normativa comunitaria, ovvero in mancanza di una legge abrogativa della disposizione vigente, le amministrazioni nazionali non possono disapplicare la norma in vigore.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Vi preghiamo di segnalarci eventuali anomalie interpretative al fine di indicare al ministero per gli opportuni provvedimenti.<BR><BR></P>]]></description>
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<pubDate>2009-12-01 12:11:26</pubDate>
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<title>ROMEO FUSER NUOVO PRESIDENTE AIF SUCCEDE A LORENZO MONTESI </title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=73</link>
<description><![CDATA[<P style="MARGIN: auto 0cm" class=MsoNormal><FONT color=#000000 size=3 face=Calibri><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'; COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA">E’ <STRONG>Romeo Fuser</STRONG> il nuovo <STRONG>Presidente dell’AIF</STRONG> per il mandato 2010 -2013. E’ stato eletto all’unanimità dall’assemblea dei funghicoltori tenutasi presso la sala riunioni dell’Azienda Agricola Valentina di Manerbio in provincia di Bologna. Succede a <STRONG>Lorenzo Montesi</STRONG> che dopo 12 anni di presidenza e molti obiettivi raggiunti ha deciso di lasciare la mano rimanendo comunque consigliere dell’Associazione. Completano il quadro direttivo i due vice presidenti <STRONG>Carlo Pezzali</STRONG> (Roma) e <STRONG>Giulio Bucci</STRONG> (Romagna) ed in consiglieri <STRONG>Gianpaolo</STRONG> <STRONG>Prosdocimi, Filippo Busnardo, Oriano Borghi, Loredana Alberti (con delega all'imprenditoria femminile), Mauro Milletti, Giovanni Ricciardiello, Gianvito Altieri</STRONG> che garantiranno così come prevede lo statuto, la rappresentanza territoriale nazionale dell’AIF. Sono stati inoltre nominati <STRONG>Giorgio Grespan</STRONG> alla guida del collegio sindacale, con <STRONG>Enzo Porretta</STRONG>,e <SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><STRONG>Paolo Pezzali</STRONG></SPAN>, mentre i Probiviri sono <STRONG>Giuliano Fuser,</STRONG> <STRONG>Gianpiero Maffi</STRONG>, <STRONG>Francesco Conte.</STRONG></SPAN></FONT></P>]]></description>
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<pubDate>2009-11-16 09:24:57</pubDate>
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<title>CESARE CASARINI CI LASCIA: FU IL PAPA' DELLA FUNGICOLTURA MODERNA</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=72</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>E' deceduto il 24 settembre a Bologna uno dei più conosciuti&nbsp;presidenti che AIF abbia avuto. <STRONG>Cesare Casarini</STRONG>, personaggio famosissimo del mondo della fungicoltura. A lui si devono la legge <STRONG>126</STRONG> nel <STRONG>1985</STRONG>&nbsp;che riconobbe l'attività di coltivazione agricola ed il consolidamento dell'associazione che con lui e con il Consiglio direttivo che lo&nbsp;coadiuvava divenne punto di riferimento Italiano ed Europeo per i produttori&nbsp;di funghi. Una persona dal carattere forte e dalle idee chiare che seppe trainare negli anni ottanta la fungicoltura fuori da periodo primordiale delle coltivazioni nelle grotte per evolverla nelle strutture più moderne inventate in italia&nbsp;e collaudate da imprenditori come Casarini.</P>
<P align=justify>Famosi erano i funghi della categoria "Portobello" conosciuti molto negli Stati Uniti, che&nbsp;Casarini aveva invece deciso di produrre per il mercato&nbsp;Italiano. Con lui scompare&nbsp;la storia dell'evoluzione della fungicoltura italiana basata sulla difesa del prodotto nazionale, ancorata al vero made in Italy del fungo e mai disposta&nbsp;a mollare davanti a difficoltà di ogni ordine, burocratico e di mercato.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>A&nbsp;&nbsp;</P>]]></description>
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<pubDate>2009-09-25 09:59:17</pubDate>
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<title>Allarme Cina: raddoppiato l'import dalla Cina: comprate solo funghi italiani di origine certa. </title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=68</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Le importazioni di funghi freschi e refrigerati dalla Cina in Italia sono raddoppiate ( 99 per cento) nel corso del 2008 per raggiungere una quantità di quasi 170mila chili in un anno. E' quanto emerge da una analisi del GEPC&nbsp;sulla base dei dati Istat dopo l'allarme lanciato dall'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sul fatto che i funghi freschi selvatici provenienti dalla Cina che tra l'altro, &nbsp;contengono nicotina e consumarli può comportare alcuni rischi. <BR>L'Italia&nbsp;ha anche importato dalla Cina nel corso del 2008 quasi 180mila chili di funghi preparati o conservati con un aumento di quattro volte ( 378 per cento) rispetto all'anno precedente. <BR>I rischi sui funghi cinesi contenuto nella consulenza fornita alla Commissione europea, secondo la Coldiretti, è solo l'ultima conferma della presenza di gravi difficoltà da parte del gigante asiatico di adeguarsi alle norme di sicurezza alimentare nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale, come dimostra il recente allarme scattato in tutto il mondo per il latte alla melamina. <BR>Di fronte all'estendersi dell'allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l'immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini. <BR>La Cina è peraltro il Paese che ha ricevuto dall'Unione Europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, sulla base della Relazione sul sistema di allerta per alimenti e mangimi nel 2007. Su un totale di 2933 notifiche ben 390 - conclude l'AIF - sono state rivolte alla Cina per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute sopratutto a materiali a contatto con gli alimenti per la migrazione, non solo di metalli pesanti, ma anche di ammine aromatiche, ftalati ed adipati. Numerosi peraltro anche i casi di presenza di residui farmaci veterinari o di micotossine </P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-08-01 16:07:40</pubDate>
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<title>Con verdure e funghi, la salute migliora</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=66</link>
<description><![CDATA[<P>Le verdure aiutano a difendersi dal cancro; i funghi proteggono dai danni il cuore e potenziano il sistema immunitarioUn aiuto per difendere l'organismo arriva dalla natura. L'edizione online della rivista Molecular Nutrition and Food research suggerisce come la protezione antiossidante offerta dai vegetali sia efficace contro i danni al Dna e alle cellule. Gli autori dello studio preso in esame, dottor Ruth Chan e collaboratori, hanno analizzato i risultati di numerose ricerche per stabilire se e come un'alimentazione ricca di <A class=autolink href="http://www.newsfood.com/key/1695/verdura">verdura</A> possa essere utile per prevenire il cancro alla prostata.<BR><BR>Dalla loro analisi emerge come i pomodori e sottoprodotti siano ricchi di licopene, noto antiossidante. A questo punto i ricercatori, nonostante risultati non definitivi, si dicono convinti sull'efficacia protettiva del licopene. Discorso simile per gli studi sulle verdure di colore arancione, note per contenere Beta Carotene e flavonoidi, dall'effetto antiossidante e antinfiammatorio.<BR><BR>In generale, esistono prove che supportano la tesi che il consumo di verdure e legumi possa aiutare il corpo umano a proteggersi dal cancro grazie agli antiossidanti, i minerali e le vitamine.<BR><BR>Per quanto riguarda i <A class=autolink href="http://www.newsfood.com/key/770/funghi">funghi</A>, gli scienziati dell'Università statale dell'Arizona (Usa) consigliano di mangiarne 100 grammi circa al giorno per ottenere benefici a cuore e sistema immunitario.<BR><BR>Riguardo al cuore, l'effetto positivo dei <A class=autolink href="http://www.newsfood.com/key/770/funghi">funghi</A> è cosa nota: i problemi cardiaci possono essere prevenuti grazie all'ergoteina, antiossidante contenuto nell'alimento ed in grado di ridurre la quantità delle molecole adesive che favoriscono l'accumularsi della placca sulle pareti delle arterie con conseguente intasamento.<BR><BR>La vera novità è il supporto dato alle difese dell'organismo. Secondo la rivista online Bmc Immunology, i test condotti sui topi hanno evidenziato come i <A class=autolink href="http://www.newsfood.com/key/770/funghi">funghi</A> siano in grado di potenziare e favorire la controffensiva del sistema immunitario nei confronti di agenti patogeni. Il cibo in questione sarebbe quindi un modo per migliorare la salute in modo gustoso quanto conveniente; il tipo di fungo più efficace sarebbero infatti i poco costosi e diffusi champignon.<BR><BR>Intervistato sulla ricerca il dottor Keith R. Martin, direttore degli studiosi coinvolti, ha dichiarato: «Probabilmente nessuno se l'aspettava, ma questi <A class=autolink href="http://www.newsfood.com/key/770/funghi">funghi</A> coltivati si sono rivelati una vera potenza nel dare una marcia in più al sistema immunitario. Pensiamo che gli stessi effetti si possano ottenere anche sull'uomo». L'interesse sui <A class=autolink href="http://www.newsfood.com/key/770/funghi">funghi</A> non è comunque un fenomeno di nicchia: recentemente, in America tale cibo ha ottenuto grande diffusione, usato dai praticanti di medicina tradizionale come rimedio per le malattie e dai nutrizionisti come elemento base di supplenti dietetici.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>newsfood.com -matteo clerici<BR><BR></P>]]></description>
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<pubDate>2009-08-01 16:00:27</pubDate>
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<title>Il Codex Alimentarius veglia sul consumatore</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=65</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>E' dal 1963 che, a livello mondiale, è operativa la Codex Alimentarius Commission: si tratta di una commissione intergovernativa cui prendono parte numerosi comitati, di diversi Paesi, con lo scopo principale di programmare e proporre misure a tutela della salute dei consumatori e della correttezza degli scambi internazionali in materia alimentare.<BR><BR>Sotto il patrocinio della FAO e dell'OMS, la Commissione ha stilato un vero e proprio codice: un insieme di regole e di normative riguardanti la sicurezza degli alimenti e i relativi scambi commerciali.<BR><BR>Il Codex Alimentarius Procedural Manual viene annualmente revisionato ed aggiornato, grazie all' intervento di esperti di varie discipline scientifiche dell'alimentazione, come, ad esempio, autorità di controllo del cibo e tecnici alimentari, insieme a rappresentanti dei consumatori, dei produttori, dell'industria e del commercio.<BR><BR>Il risultato è un importante apporto per la redazione di leggi attive a livello nazionale ma, poiché alla stesura del Codex partecipano ben 173 Paesi più l'Unione Europea, da qui prendono il via anche misure e provvedimenti operativi su scala mondiale.<BR><BR>Il 7 luglio 2009 si è chiusa la settimana di riunione che ha portato all'introduzione di più di 30 nuovi codici standard internazionali riguardanti la condotta e le linee guida da osservare per migliorare la sicurezza alimentare e la salute dei consumatori di tutto il mondo.<BR><BR>Tra le problematiche affrontate, spicca la necessità di limitare al massimo delle possibilità la contaminazione di certi alimenti da parte di xenobiotici, tossine e organismi patogeni.<BR><BR>Spesso, la presenza di tali sostanze, in particolare per quel che riguarda i numerosi contaminanti con effetto cancerogeno, è il risultato dell'attività industriale umana, tuttavia, proprio con una più attenta applicazione delle moderne tecnologie di produzione è possibile arginare il problema e prevenirne di nuovi.<BR><BR>In quest'ottica, la Commissione ha approvato le misure per ridurre la formazione di acrilamide, sostanza considerata come possibile cancerogeno e che si sviluppa durante la frittura, la torrefazione e la cottura di prodotti ricchi di carboidrati.<BR><BR>Vengono quindi indicate le strategie migliori per la scelta delle materie prime, la loro trasformazione e riscaldamento.<BR><BR>Ugualmente, sono state stilate le prime linee guida per ridurre gli idrocarburi policiclici aromatici, prodotti della combustione, possibili cancerogeni per l'uomo, presenti nei cibi fortemente affumicati ed essiccati.<BR><BR>Altra sostanza dal possibile potere cancerogeno è l'ocratossina A, la cui presenza può essere riscontrata nel caffè.<BR><BR>Per questo, vengono incentivati programmi che ne prevengano la formazione all'interno delle piantagioni (una corretta pratica colturale, corrette operazioni di raccolta e stoccaggio sono determinanti), nei paesi produttori di caffè.<BR><BR>E' stato, poi, ritenuto necessario un maggiore controllo relativamente ad un prodotto particolarmente esposto alla contaminazione batterica, destinato per altro a soggetti spesso immunodeficienti, come bambini, malati ed anziani.<BR><BR>Si tratta delle polveri alimentari per lattanti, nonché del latte in polvere.<BR><BR>Oltre ad una corretta igiene di produzione, debitamente monitorata dalle autorità competenti, per scongiurare la proliferazione di salmonella ed altri batteri, la Commissione sottolinea l'importanza di campagne di educazione del consumatore.<BR><BR>Sono stati, inoltre, fissati chiari parametri riguardo la presenza di Listeria monocytogenes all'interno di alimenti pronti al consumo, cioè da non sottoporre a cottura in ambito domestico.<BR><BR>Per i cibi in cui il batterio non è in grado di crescere viene accettato un grado massimo di presenza, mentre in prodotti in cui il batterio è in grado di moltiplicarsi, viene richiesta la totale assenza del patogeno.<BR><BR>Questo batterio, raramente pericoloso per soggetti sani, risulta potenzialmente mortale per le persone affette da HIV, sottoposte a chemioterapia o immunodepresse, per i neonati e gli anziani; la listeriosi può causare anche aborti durante una gravidanza.<BR><BR>Ecco come, costantemente, il Codex Alimentarius si evolve per garantire una sempre più efficace tutela del consumatore e una sempre più responsabile produzione e commercializzazione di prodotti alimentari.<BR><BR><BR>nwesfood.com - Marta Banni <BR></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-08-01 15:53:49</pubDate>
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<title>FUNGHI CINESI DAL PORTO DI ANCONA</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=64</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Se nel Porto di Salerno, la patria dell'oro rosso, sono sbarcati pomodori secchi provenienti dall'Egitto e dalla Turchia pronti a diventare Made in Italy a Ravenna è arrivato il grano dall'Ucraina di Chernobyl, da impastare forse come pane nostrano mentre <STRONG>funghi cinesi sono stati sdoganati ad Ancona</STRONG> per finire probabilmente sulle pizze italiane insieme ad olive greche dirette ad Ascoli, nota per le famose olive all'ascolana.<BR>Sono questi sono alcuni sconcertanti esempi di prodotti alimentari in arrivo con le navi scoperti dai manifestanti presenti con i trattori ai presidi della Coldiretti nei porti italiani, sulla base dei dati doganali. Una situazione allarmante che - sottolinea la Coldiretti - conferma una vera invasione di alimenti destinati ad essere spacciati come italiani per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti i prodotti alimentari.<BR>Mentre decine di migliaia di agricoltori sono andati alle frontiere del Brennero, Frejus, Tarvisio e Ventimiglia, millecinquecento agricoltori della Coldiretti hanno circondato lo scalo di Ancona e sono entrati nell'area doganale per controllare i tir che trasportano prodotti alimentari, dall'olio d'oliva ai peperoni, dalla pasta ai meloni provenienti dall'estero mentre al Porto di Ravenna è una barca della Coldiretti a pattugliare i 14 km di costa costeggiando tutta la darsena e a Palermo sono sotto controllo i camion che escono dal Porto. Migliaia di allevatori lombardi hanno invece raggiunto alcune significative industrie del latte che lavorano prodotti importati. E' di fatto bloccato l'ingresso della Lactis di Albano S. Alessandro in provincia di Bergamo del gruppo Parmalat dove si sono create lunghe file di camion.<BR>Nel porto di Palermo - continua la Coldiretti - sono stati scaricati dal Marocco capperi, una produzione tipica dell'isola, mentre a Brindisi è arrivato dalla Turchia grano duro di cui la regione Puglia detiene il primato nazionale nella coltivazione, mentre a Salerno dall'Uzbekistan sono arrivati ceci anche questi pronti per essere inscatolati e diventare probabilmente minestre di legumi italiane.<BR>Ma non mancano scoperte che lasciano sbigottiti come - precisa la Coldiretti - l'arrivo di arance argentine e di pesche rispettivamente nel porto di Palermo ed in quello di Ravenna che sono le province di maggiore produzione dei due gustosi frutti o anche i limoni argentini a Salerno, a due passi dalla costiera amalfitana dove si trovano i caratteristici limoneti.<BR>"La battaglia continuerà ad oltranza e si estenderà ad altri luoghi strategici con blitz fino a quando - conclude la Coldiretti - non otterremo garanzie sulla trasparenza dell'informazione ai consumatori e sull'etichettatura obbligatoria di tutti i prodotti.</P>
<P align=justify><STRONG>L'AIF ed il gruppo europeo produttori di funghi</STRONG> avevano già in primavera denunciato le anomalie risonctrate nei ati di importazione, ma il ministero delel finanze non aveva accertato, nonostante le chiare indicazioni, le irregolarità sui contenuti di sale nei fusti importati, con facili aggiramenti dei codici doganali.</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-08-01 15:29:50</pubDate>
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<title>L'UE cancella le norme su peso e forma dei funghi coltivati</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=48</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Non sarà la forma irregolare di prodotti naturali a determinare la vendita o meno di questi.&nbsp;&nbsp;Con queste motivazioni l'Unione Europea ha votato la proposta della Commissione di abolire le norme di vendita sulla dimensione, il peso e la qualità di origine di 26 prodotti ortofrutticoli sui 36 esistenti.<BR><BR>Questo l'elenco dei 26 prodotti che potranno essere venduti liberamente, senza specifici standard di commercializzazione: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof.<BR><BR>I restanti 10 prodotti, che rappresentano il 75% del valore degli scambi nell'Ue sono: mele, agrumi, kiwi, lattughe, pesche e pesche noci, pere, fragole, peperoni dolci, uve da tavola e pomodori. Per questi restano gli standard di commercializzazione in vigore, anche se gli Stati membri potranno autorizzarne la vendita purché gli alimenti siano etichettati in questo modo: "prodotto destinato alla trasformazione" o con una dicitura equivalente.<BR><BR>L'iniziativa della Commissione ha come fine quello di semplificare e razionalizzare la normativa comunitaria, snellendola dalle inutili formalità burocratiche. Tale decisione ora verrà adottata ufficialmente ed entrerà in vigore dal <STRONG><U>1 luglio 2009</U></STRONG>.<BR><BR>"È assurdo - ha dichiarato Mariann Fischer Boel, Commissaria all'agricoltura e allo sviluppo rurale - buttar via prodotti perfettamente commestibili semplicemente perché non hanno una forma perfetta".</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>"Da un lato è correttta l'interpretazione dell'UE, sottolinea il segretario dell'Associazione Italiana Fungicoltori&nbsp;Andrea Prando&nbsp;dall'altro la carenza di normativa determinerà confusione dei mercati se non vi sarà una autoregolamentazione su qualità e calibrature.<BR></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-01-19 11:24:26</pubDate>
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<title>UE, dal 1 luglio funghi e verdura meno belli. L'AIF adotta il regolamento funghi italiani per tutelare la qualità italiana.</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=67</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>A partire dal luglio 2009, secondo quanto previsto dal regolamento (Ce) n. 1221/2008, <STRONG>saranno abrogate le norme che disciplinano gli standard minimi di forma e dimensione per la commercializzazione</STRONG> dei seguenti 26 tipi di prodotti ortofrutticoli freschi: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof. <BR>Le regole restano invece in vigore per altri 10 tipi di prodotti, ritenuti più rappresentativi per il mercato: mele, agrumi, pere, kiwi, insalate in genere, pesche e nettarine, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori; anche per questi, tuttavia, Riconosciuta agli Stati membri la facoltà di autorizzare la vendita di pezzature al di sotto degli standard, purché sull'etichetta sia apposta la dicitura prodotto destinato alla trasformazione. <BR>La decisione della Commissione di abolire gli standard minimi che rientra in un più ampio quadro di procedure di snellimento delle formalità burocratiche previste dalla nuova Pac1 ha suscitato non poche polemiche, sia per questioni di metodo che di merito. <BR>Innanzitutto viene criticato il vero e proprio abuso del voto di qualità da parte della Commissione per giungere all'approvazione formale del regolamento, nonostante il parere contrario nel Comitato di gestione di ben 16 Paesi, tra cui l'Italia (solo 9 i favorevoli, quasi tutti nordeuropei). Una deregulation, quindi, imposta dall'alto, senza tenere in alcuna considerazione le perplessità espresse dai principali Paesi produttori. <BR>Dal punto di vista della sostanza, invece, il nuovo regolamento preoccupa i produttori italiani primi nella Ue con un fatturato, compreso l'indotto, di 22,8 miliardi di euro che temono la concorrenza sleale dei Paesi dell'Est, favoriti dal venir meno degli standard minimi per la commercializzazione. Il sistema fino ad ora in vigore, infatti, disciplinando la classificazione dell'ortofrutta in categorie e calibri per garantire l'omogeneità dei prodotti presenti in un imballaggio, tutelava maggiormente le imprese agricole in grado di garantire gli standard qualitativi più elevati. <BR>Ma la preoccupazione attraversa anche le organizzazioni dei consumatori, visto l'accresciuto rischio di acquistare prodotti scadenti allo stesso prezzo di quelli buoni. Si pensi infatti agli ortofrutticoli confezionati, che sempre più spesso per ragioni di praticità e convenienza acquistiamo nei supermercati: la totale assenza di vincoli circa l'omogeneità del prodotto renderà di fatto lecito mettere in evidenza un primo strato di frutti, di ortaggi o di verdure migliori per poi riempire la parte sottostante della confezione con merce di poco valore. </P>
<P align=justify>In questo senso <STRONG>l'AIF</STRONG> ha deliberato di mantenere gli standard qualitativi così come da precedente regolamento a titolo di autosalvaguardia della qualità prodotta ed offerta ai consumatori, che verrà&nbsp;identificata attraverso il marchio <STRONG>FUNGHI ITALIANI</STRONG>. <BR></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-08-01 16:02:37</pubDate>
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<title> ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI AIF</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=63</link>
<description><![CDATA[<P align=justify><STRONG>Funghi Valentina&nbsp;</STRONG>&nbsp;ha ospitato l'Assemblea AIF il <STRONG>23 maggio</STRONG> u.s. </P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>Il Presidente <STRONG>Lorenzo Montesi</STRONG> nell'ambito dei lavori ha illustrato la situazione europea alla luce della crisi attuale ed i rilfessi economici sulle produzioni italiane&nbsp;dati gli ingenti quantitativi di prodotto&nbsp;proveniente dalla Cina. </P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>Sono quindi state illustrate le risposte dei Ministeri Italiani competenti in merito alla questione dei funghi in "salamoia" &nbsp;e ed è stato fatto il quadro della situazione.</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>L'Aif ha approvato&nbsp;nel corso dell'assemblea&nbsp;il manuale di autocontrollo della qualità, che sarà volontario e che avrà in uso il marchio <STRONG>funghi italiani.</STRONG></P>
<P align=justify>&nbsp;</P>
<P align=justify>L'Assemblea ha inoltre approvato il <STRONG>bilancio consuntivo 2008</STRONG> ed il <STRONG>viaggio in</STRONG> <STRONG>Turchia</STRONG> per ottobre, le cui informazioni verranno inviate via fax tra qualche giorno agli associati.</P>
<P align=justify>&nbsp;</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-05-06 12:27:30</pubDate>
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<title>LOCANDINA 2009</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=61</link>
<description><![CDATA[<P><STRONG>locandina 1</STRONG></P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Materiale per la campagna promozionale dal 4 al 10 maggio da autorpodursi. Vi ricordiamo di segnalare all'AIF le iniziative che programmate nell'apposito modulo per la pubblicazione sul sito.</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-04-07 19:21:01</pubDate>
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<title>LOCANDINA 2</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=59</link>
<description><![CDATA[PDF]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-04-07 19:16:31</pubDate>
</item>
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<title>VISITA DELLA FIERA DELLA FUNGICOLTURA IN OLANDA</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=55</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>In occasione della Fiera della Fungicoltura in Olanda, L'Aif in collaborazione con&nbsp;Alcet nederland v.o.f.&nbsp; organizza un viaggio finalizzato alla visita della fiera ed alla visita di alcune realtà produttive olandesi. gli iteresati al programma sono pregati di contattare la segreteria dell'AIF per le adesioni. <BR><BR>Programma di massima previsto:<BR><BR>Mercoledì 10 giugno 11:55—14:05 volo Roma Ciampino — Eindhoven Ryanair <BR>oppure<BR>12:15—13:50 volo Milan Bergamo—Eindhoven Ryanair<BR>15:30—17:30 visita fungaia<BR>20:00— cena<BR><BR>Giovedì 11 giugno <BR>09.00—10:30 visita fungaia<BR>11.00—18.00 visita fiera della Fungicoltura a ‘s-Hertogenbosch<BR>18.00—24.00 visita alla città di Amsterdam oppure centro di ‘s-Hertogenbosch<BR><BR>Venerdì 12 giugno <BR>09.00—11.00 shopping a ‘s-Hertogenbosch<BR>11:00—12:00 trasferimento verso aeroporto per chi parte Venerdì<BR><BR>Programma turistico:<BR>11:00—12:30 trasferimento verso Amsterdam<BR>12:30—14:00 pranzo a Zaandam tra i mulini a vento<BR>14:00—18:00 visita paesi tipici con visite a fattorie di prodotti tipici (formaggio e zoccoli)<BR>20:00—24:00 cena tipica olandese.<BR><BR>Sabato 13 giugno 10:00—12:00 trasferimento verso aeroporto <BR><BR><STRONG>ESCLUSO VOLO</STRONG> : 525,00 € PER PERSONA COMPRENSIVO DI: trasferimenti locali, 2 pernottamenti, 2 pranzi e 2 cene. In caso di utilizzo di camera doppia sempre escludendo il volo il costo è di 437,50 €. In aggiuta per le visite turistiche 300,00 per persona, 212,50 € in caso di pernottamento in camera doppia per persona.<BR><BR>Per adesioni ed informazioni telefonare alla segreteria aif tel 045 952058 .<BR><BR><BR></P>]]></description>
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<pubDate>2009-02-09 17:23:34</pubDate>
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<title>USA: i funghi possono diventare un super-alimento grazie alla luce pulsata</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=51</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>Fonte: www.freshfruit.it<BR><BR>Xenon Corp, una società nota a livello internazionale per la leadership e l'innovatività nei sistemi d'energia luminosa sotto forma d'impulsi, potrebbe aver trovato il toccasana che i ricercatori stavano cercando per aumentare i livelli di vitamina D e combattere le malattie. Si tratta della luce pulsata. Essa è più brillante del sole e se diretta a brevi lampi sui funghi, si è mostrata in grado di aumentarne il contenuto di vitamina D in modo sostanziale.<BR><BR>Dole, la più grande azienda di produzione e commercio di frutta e verdura al mondo, ha trattato alcune varietà dei suoi funghi, compresi i Portobello, con lampi di luce, e ha constatato un forte aumento dei livelli di vitamina D. In un recente articolo sulla rivista The Packer, Gary Schroeder, direttore di Dole Mushrooms, ha affermato: "La ricerca dimostra che la luce può aumentare i livelli di vitamina D nei funghi. La natura ha creato questo meccanismo, e noi non facciamo che aiutarla."<BR><BR>Il Professor Robert Beelman della Pennsylvania State University ha scoperto che i funghi Champignons, l'unico cibo non animale contenente vitamina D, sono un'importante fonte dell'L-ERGOTIONEINA, un potente antiossidante che distrugge i radicali liberi e protegge il DNA cellulare dai danni. "In qualità di scienziato specializzato in alimentazione," ha osservato il Professor Beelman, "sapevo già che i funghi sono una componente importante della dieta, essendo una buona fonte di vitamine B e di minerali essenziali e grazie al basso contenuto di calorie, grassi e sodio. Ma la nuova ricerca suggerisce che i funghi o le sostanze estratte da essi hanno il potenziale di aiutare nella lotta al cancro e alle cardiopatie. Occorre approfondire la ricerca in quest'area, ma quanto emerso finora è estremamente interessante."<BR><BR>Il Professor Beelman non è il solo ad avere raggiunto queste conclusioni. Molti scienziati e associazioni per la promozione dei funghi a livello internazionale hanno compiuto ricerche su questi vegetali o sulle sostanze da esse estratte e sono unanimi nel ritenere che i funghi possano essere in effetti un "super-alimento" in grado di svolgere un ruolo importantissimo nella prevenzione di serie malattie come cancro, cardiopatia, diabete di tipo 1 e di una varietà di altre patologie. La ricerca sembra mostrare che il fatto di passare più tempo davanti al computer o alla televisione e l'uso di creme solari dall'altissimo livello di protezione fanno sì che molti individui non siano esposti in maniera sufficiente alla luce solare, al punto da soffrire di carenza di vitamina D. Sono inoltre da tenere in considerazione gli abitanti dei Paesi nordici, nei quali la scarsa esposizione al sole in inverno è anch'esso causa di carenza di questa vitamina.<BR><BR>Il sistema di luce pulsata Xenon è il più apprezzato grazie all'alta efficienza nell'aumentare la vitamina D nei funghi sottoposti a brevi lampi. Un'altra applicazione alimentare del sistema di luce pulsata Xenon potrebbe consistere nel distruggere batteri come Escherichia coli e Salmonella. Recentemente l'organismo statunitense di controllo degli alimenti e dei farmaci (FDA) ha emesso un regolamento che consente ad alcuni fornitori di generi alimentari di prendere misure supplementari per prevenire il rischio della presenza di batteri nei loro prodotti. La luce pulsata di Xenon può risultare preziosa in quest'area in quanto la sua applicazione potrebbe igienizzare i cibi in modo sicuro ed efficiente.<BR><BR>Quando gli è stato chiesto il perché della partecipazione di Xenon a questa ricerca, Lou Panico, amministratore delegato della società, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Siamo orgogliosi di far parte di questi studi. Fin dalla sua fondazione, nel 1964, Xenon è sempre stata votata all'innovazione nello sviluppo di prodotti con applicabilità sia nel settore dell'industria, sia in quello della ricerca, come dimostrano i tanti successi al nostro attivo. Sosteniamo da tempo in modo deciso la luce pulsata anziché il mercurio per i suoi innumerevoli vantaggi, anche e soprattutto in virtù del fatto che abbiamo sempre considerato Xenon una "eco-azienda" sensibile alle problematiche ambientali."<BR><BR>Il sistema Xenon, al contrario del mercurio, è non tossico e completamente sicuro per l'ambiente. I suoi rapidissimi trattamenti richiedono pochi secondi e consentono di abbassare i costi di produzione, usando meno energia del mercurio - che ha tempi di riscaldamento molto lunghi, al contrario del sistema a luce pulsata. La tecnologia Start-Stop-Start di Xenon consente infatti un funzionamento istantaneo. Xenon Corporation, leader mondiale nella tecnologia della luce pulsata per una grande varietà di applicazioni sia del settore industriale, sia di quello della ricerca, progetta e realizza lampade pulsate ad alte prestazioni, sistemi di conservazione e sistemi di decontaminazione/sterilizzazione.<BR><BR>Per ulteriori informazioni:<BR>Xenon Corporation <BR>Lou Panico (amministratore delegato)<BR>37 Upton Drive Wilmington <BR>MA 01887-1018 (USA)<BR></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2009-01-19 11:53:45</pubDate>
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<title>Multinazionale lancia il fungo alla vitamina D</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=49</link>
<description><![CDATA[<P align=justify>La multinazionale americana Dole Food Company, Inc ha lanciato sul mercato dei funghi coltivati americano nella qualità definita Portobello (funghi molto maturi con il camppello molto aperto), il fungo champignon ad elevato contenuto di vitamina D, la cui presenza nel&nbsp;carpoforo è stata potenziata attraverso l'illuminazione.<BR>secondo&nbsp;gli esperti della Dole gli studi scierntifici&nbsp;effettuati hanno dimostrato che la vitamina D, già notoriamente indispensabile per il corretto sviluppo di ossa e denti, contribuisce a diminuire drasticamente il rischio di tumori al seno e alle ovaie ed è consigliabile per i diabetici e per i malati di cuore.<BR>Attraverso una particolare tecnica di illuminazione, Dole ha elevato il contenuto di vitamina D al 100% di quanto ottenibile, senza con ciò compromettere né le altre proprietà nutrizionali.</P>]]></description>
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<pubDate>2009-01-19 11:34:02</pubDate>
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<title>DECRETO MILLEPROROGHE RINVIA AL 1.1.2009 L'APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA</title>
<link>http://www.fun.go.it/news_dettaglio.php?news=46</link>
<description><![CDATA[<P align=justify><STRONG>Come largamente preannunciato nelle riunioni zonali in data 30 luglio 2009, il Senato ha approvato definitivamente il "Decreto Mille-Proroghe"-2008, che rinvia al 01 gennaio 2009 gli obblighi introdotti dal D.Lgs. 81/2008 (il "Testo Unico"). A settembre verrà inviata alle aziende copia della guida contenente le linee da applicare in fungaia. <BR></STRONG><BR></P>]]></description>
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<pubDate>2008-08-04 12:07:14</pubDate>
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<title>FUNGHI NEI SECOLI</title>
<link>http://www.fun.go.it/documentazione_dettaglio.php?e=22</link>
<description><![CDATA[<P>L’antichità è avarissima di notizie sui funghi e queste poche sono quasi sempre false credenze e superstizioni, evidentemente favorite dalla natura stessa del fungo (la sua origine sconosciuta, l’improvviso suo apparire e la brevità della sua vita, il suo rapido corrompersi come la carne degli animali, la sua velenosità ecc.). Insomma era considerato qualcosa di diabolico e si può supporre con fondamento che ne facessero uso stregoni ed avvelenatori di professione. Le sintomatologie descrittive della morte di antichi personaggi fanno effettivamente pensare ad avvelenamenti da Amanita phalloides.</P>
<P><BR>Il greco TEOFRASTO (370-287 a.C.), nativo dell’isola di Lesbo e discepolo di Aristotele, è considerato il padre della botanica e a lui risalgono in assoluto le prime definizioni riguardo ai funghi, considerati “piante imperfette, prive di radici, di foglie, di fiori e di frutti”. Ne presenta quattro tipi: i funghi sotterranei (Tuberacee), i funghi terricoli a cappello e gambo (mykés), i funghi sessili e a forma cava (Pezize?) e i funghi a forma rotonda (Lycoperdacee).</P>
<P><BR>Con Pedacio DIOSCORIDE entriamo nell’era dopo Cristo. Nato in Cilicia (Asia Minore), fu medico militare e civile sotto gli imperatori Claudio e Nerone e ci ha lasciato un trattato in cinque libri “Della materia medica”. Ha lasciato detto qualcosa sulle proprietà tossiche dei funghi ed anche sulla terapia degli avvelenamenti (decotti di erbe, pozioni di aceto e sale, sterco di pollo con miele e aceto…). A lui risale la prima descrizione dell’Agaricum, ossia del Fomes officinalis, molto utilizzato come farmaco nell’antichità, e ne indica le proprietà e l’impiego. <BR></P>
<P>Altro medico greco, di Pergamo, e operante a Roma al tempo di Marco Aurelio fu Claudio GALENO (129-200 d.C.), che individua tre generi di funghi: gli Ovoli, i Porcini ed i Mykés (gli altri funghi a cappello e gambo, ritenuti per lo più tossici). Giudica i funghi non nutrienti, indigesti e pericolosi. Descrive la sintomatologia delle intossicazioni e conferma la terapia con …lo sterco di pollo. <BR></P>
<P>PLINIO IL VECCHIO (23-79 d.C.), nativo di Como, fu ammiraglio della flotta romana e morì vittima dell’eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei ed Ercolano, essendosi avvicinato troppo con la sua nave alla spiaggia per verificare personalmente il fenomeno. Ma la sua più grande passione furono le scienze naturali e ci ha lasciato una “Historia naturalis” in 37 libri, la quintessenza del sapere naturalistico del tempo, cui hanno attinto a piene mani tutti i naturalisti fino al secolo XVIII. <BR>Egli sconsiglia l’uso dei Boleti (per gli antichi Romani erano gli Ovoli) facilmente scambiabili con specie velenose ed individua in maniera chiara il fungo che noi ora chiamiamo Amanita muscaria, insieme con l’esatta nozione dell’origine delle verruche, che “altro non sono che i residui del velo”. Secondo Plinio questi funghi possono diventare velenosi se nascono: <BR>- in vicinanza di chiodi, ferri arrugginiti e panni fradici; <BR>- nelle vicinanze di qualche tana di serpente, perché la loro natura è di assorbire qualunque tipo di sostanza velenosa. <BR>Quanto questi pregiudizi hanno fatto presa nella fantasia popolare fino ai nostri giorni! <BR>Plinio descrive però esattamente lo sviluppo degli ovoli ed è il primo ad usare il termine “volva” nel suo significato micologico. <BR>“La loro origine, dice Plinio, va ricercata nel limo della terra umida e nei suoi umori, che incominciano a fermentare, oppure nelle radici delle piante cupulifere”: se è vero che tale descrizione influenzò per secoli le opinioni dei naturalisti che continuarono a considerare i funghi come prodotti della fermentazione del terreno o escrescenze degli alberi, è anche vero che traspare da essa una qualche intuizione del fenomeno del saprofitismo e della simbiosi micorrizica. Dobbiamo a Plinio l’individuazione, ovviamente con altro nome, della Fistulina hepatica e della Lepiota procera. Egli parla molto dei Suilli (odierne Boletacee), considerandoli “molto inclini al veleno”. Molto dipende, secondo il Nostro, dalle piante presso le quali i funghi crescono: innocui quelli sotto conifera, fico e ferula, tossici invece sotto faggi, querce e cipressi (come non pensare all’Amanita phalloides, inesistente sotto conifera ma tipica delle latifoglie, o all’ottimo Pleurotus eryngii var. ferulae?). Tenuto conto che i funghi sono così pericolosi, Plinio ne sconsiglia l’uso; però offre consigli, peraltro ingenui per noi moderni, a chi proprio li vuol mangiare (uso di vasellame d’argento o ambra, lunga cottura, molto aceto ecc.). <BR>Plinio si cimenta anche a parlare dei Tartufi, che nascono in autunno specialmente dopo temporali accompagnati da tuoni e fulmini e racconta di un pretore romano che a Cartagine si ruppe i denti addentando un tartufo che aveva conglobato una moneta (si trattava con ogni probabilità della Terfezia leonis, tartufo conosciutissimo fin dall’antichità). Anch’egli descrive infine il Fomes officinalis, anche se in maniera imprecisa, basata su informazioni difettose. <BR></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2008-05-17 10:40:50</pubDate>
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<title>AL 1° POSTO IN EUROPA PER TECNOLOGIE, E TRACCIABILITA’</title>
<link>http://www.fun.go.it/documentazione_dettaglio.php?e=21</link>
<description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'"><FONT color=#000000>Funghi coltivati in ambienti superprotetti, massima utilizzazione delle condizioni climatiche nell’ottica dell’uso attento delle risorse energetiche, ricerca di tecnologie di coltivazione avanzate nel rispetto della natura e <B style="mso-bidi-font-weight: normal">filiera produttiva sotto controllo</B> per tutte le imprese del settore: dalla seconda metà del secolo scorso ne ha fatta di strada l’Italia! E dopo mezzo secolo di ricerca e impegno nella specializzazione, oggi quella nicchia della nostra agricoltura che è la fungicoltura può vantare veri e propri primati europei. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><FONT color=#000000><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'">Il valore nazionale della produzione di funghi coltivati (detti Prataioli o Champignon), si aggira sui <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>€160.000.000,00, e colloca l’Italia al 4° posto in Europa, con una produzione annua totale di oltre 90.000,00 tonnellate di “champignon”, come si dice alla francese. Valori che potrebbero decollare decisamente se solo gli italiani sapessero “quant’è buono lo Champignon con…”. E anche da solo! Invece da noi il</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'; mso-bidi-font-family: Arial"> fungo coltivato ha delle medie di consumo nettamente inferiori rispetto agli altri Paesi della Comunità Europea. Se in Francia il consumo medio è di <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter w:st="on" ProductID="4,5 Kg">4,5 Kg</st1:metricconverter> per persona, in Germania <st1:metricconverter w:st="on" ProductID="3,1 Kg">3,1 Kg</st1:metricconverter> per persona, in Italia si raggiunge appena la quota del <st1:metricconverter w:st="on" ProductID="2,4 Kg">2,4 Kg</st1:metricconverter> per persona. <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'">Un vero spreco di occasioni per mangiare bene e sano spendendo poco.</SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'; mso-bidi-font-family: Arial"><o:p></o:p></SPAN></FONT></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'"><FONT color=#000000>Infatti, i funghi coltivati, oltre ad essere sicuri e a buon mercato (si trovano tutto l’anno al supermercato), sono sfiziosi, nutrienti e magri. Consigliati quindi anche a chi ha il cruccio di qualche chilo di troppo. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'"><FONT color=#000000>Il 70% dei funghi coltivati nel nostro Paese è destinato al <B style="mso-bidi-font-weight: normal">mercato del fresco</B>. Il rimanente va alla trasformazione sottolio, in salamoia, prevalentemente per la ristorazione collettiva.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><FONT color=#000000><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'; mso-bidi-font-family: Arial">Veneto, Lazio, Emilia Romagna, </SPAN></FONT><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'; mso-bidi-font-family: Arial"><FONT color=#000000>sono le grandi aree che detengono la leadership della produzione fungicola nel nostro Paese, seguiti da Toscana e Lombardia. I fungicoltori italiani sono rappresentati da<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>AIF, <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>Associazione Italiana Fungicoltori, che riunisce più <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>del <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>90% dei produttori.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'; mso-bidi-font-family: Arial"><FONT color=#000000>G</FONT></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'"><FONT color=#000000>ià molto severi nell’utilizzo di fitofarmaci, (l’Italia è il paese che ha adottato da anni la normativa più restrittiva in Europa su questo tema) i fungicoltori italiani sono<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>precursori del metodo, oggi largamente utilizzato, della lotta integrata, quindi drastica riduzione nell’uso di principi attivi e<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>e uso di </FONT><SPAN style="COLOR: black"><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>tutti i mezzi di difesa disponibili (tecniche agronomiche, fisiche, biologiche, ecc..., ). Appropriate tecniche colturali, quali estrema pulizia negli ambienti di coltivazione e nei luoghi circostanti,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>adeguate irrigazioni, varietà tolleranti, utilizzo di metodi fisici quali alte temperature e pastorizzazioni nella preparazione dei substrati di coltivazione che consentono, una ulteriore riduzione dell’impiego di sostanze chimiche di sintesi. Per la conservazione del prodotto finito si<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>utilizzano solamente le <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>basse temperature. </SPAN><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'"><FONT color=#000000>I fungicoltori italiani <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>hanno creato il logo europeo di qualità <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Champignon d’Europa</B>, nel 2008 adotteranno anche la certificazione <I>Euregape</I> in osservanza dei regolamenti comunitari e delle richieste della Grande Distribuzione, al fine di garantire sempre più i consumatori in ogni aspetto produttivo.<o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: 'Century Gothic','sans-serif'"><FONT color=#000000>In Italia i fungicoltori sono rappresentati da AIF, l’unica associazione che raggruppa il 90% delle produzioni nazionali <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>e che opera per la tutela delle imprese di coltivazione. Una associazione molto attenta – ha dichiarato il Presidente Lorenzo Montesi – produttore di Arezzo, alle valorizzazioni delle produzioni e che negli ultimi anni ha operato per risolvere alcune gravi anomalie nelle quali la fungicoltura viene spesso a trovarsi a causa di una sostanziale non conoscenza dell’attività, da parte del legislatore. <o:p></o:p></FONT></SPAN></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2008-02-04 16:51:45</pubDate>
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<title>ddl finanziaria 2008 disposizioni</title>
<link>http://www.fun.go.it/documentazione_dettaglio.php?e=18</link>
<description><![CDATA[]]></description>
<author></author>
<pubDate>2007-11-15 13:16:47</pubDate>
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<title>Champignon per curare tumori e Hiv.</title>
<link>http://www.fun.go.it/documentazione_dettaglio.php?e=12</link>
<description><![CDATA[<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Arial','sans-serif'"><FONT size=3><FONT color=#000000>I Funghi più bianchi e comuni delle tavole italiane: gli champignon, potrebbero possedere importanti proprietà immunostimolanti da sfruttare sia in funzione anticancerogena, sia nel trattamento dei pazienti sieropositivi al virus Hiv. A darne notizia l’Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti (Anmfit), annunciando di aver affidato in questi giorni al Centro di Medicina Naturale (Cmn) dell’Ospedale di Empoli, uno dei più importanti laboratori pubblici in materia di medicina delle piante, un vasto progetto di ricerca su una serie di funghi occidentali, tra cui appunto gli champignon. “Le indicazioni chimico-farmaceutiche e tossicologiche che la letteratura scientifica offre su questi funghi sono del tutto positive”, spiega il dottor Fabio Firenzuoli, direttore del Cmn e presidente di Amnfit. “Stiamo preparando un protocollo di ricerca clinica da sottoporre all’Istituto Tumori Toscano per valutare proprio l’efficacia degli champignon sui malati oncologici.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN></P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2007-05-17 12:11:23</pubDate>
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<title>IL SITO DELLA CAMPAGNA EUROPEA PER IL CONSUMO DELLO CHAMPIGNON</title>
<link>http://www.fun.go.it/champignon_dettaglio.php?e=7</link>
<description><![CDATA[<P>Per chi vuole vedere come gli Champignon conquistino le tavole europee consigliamo la visita del sito <A href="http://www.infochampi.com">www.infochampi.com</A>, sito della campagna promozionale sui funghi coltivati promossa da Italia, Francia, Belgio e Spagna, con il contributo dell'U.E. e dello Stato Italiano. Nel sito troverete ricette per gustare i funghi champignon secondo le usanze dei vari paesi. (anche nella versione in lingua&nbsp;italiana)</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2007-04-04 21:15:24</pubDate>
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<title>REGOLAMENTO DEL MARCHIO</title>
<link>http://www.fun.go.it/documentazione_dettaglio.php?e=5</link>
<description><![CDATA[<P>Art. 1<BR>Il presente regolamento interno, fa parte integrate dello Statuto dell’Associazione Italiana Fungicoltori, in seguito detta A.I.F. o Associazione e fissa le norme per il corretto uso del marchio dell’Associazione con l’obiettivo di identificare sul mercato la produzione degli associati e garantirne l’origine e la provenienza, con una presenza disciplinata secondo gli standard che verranno di seguito definiti.<BR><BR>Art. 2<BR>Ogni abuso che potrà essere compiuto di detto marchio verrà di conseguenza colpito in quanto lo stesso opportunamente reclamizzato dall’Associazione, non potrà in alcun modo essere screditato con l’immissione alla vendita di prodotti confezionati non rispondenti alle disposizioni contenute nel presente regolamento.<BR><BR>Art. 3<BR>Tutti i funghi posti in vendita dai soci, compresi quelli destinati all’industria conserviera, dovranno portare il marchio di identificazione e di origine che potranno essere:</P>
<P><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; a. etichetta, stampa a fuoco o verniciatura sulla confezione in legno; <BR>&nbsp;&nbsp; &nbsp;b. etichetta autoadesiva in carta sul prodotto destinato al mercato fresco; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. etichetta verniciata sul barattolo in latta per il prodotto trasformato; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; d. etichetta autoadesiva per i barattoli in vetro; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; e. etichette autoadesive o stampe su carta intestata dei soci; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; f. effigi ed autoadesivi promozionali. </P>
<P><BR>Art. 4<BR>Tutti i prodotti protetti dal marchio posti in vendita devono essere di produzione italiana.<BR><BR>Art. 5<BR>Attraverso professionisti iscritti agli albi professionali, verranno effettuati controlli atti a stabilire gli eventuali abusi dei soci. Gli incaricati potranno redigere un verbale in triplice copia (uno per l’interessato, uno per il tecnico, uno per l’Associazione) sia nell’ipotesi che sia tutto regolare, sia nel caso in cui siano state rilevate infrazioni al presente regolamento.<BR><BR>Art. 6<BR>Per chi non si attiene alle disposizioni contenute nel presente regolamento sono previste sanzioni pecuniarie e in caso di recidività l’A.I.G. potrà ricorrere all’esclusione di socio (art. 7 punto E dello Statuto sociale). L’importo delle sanzioni verrà stabilito di anno in anno dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo dell’Associazione.<BR>Per il 1990 viene stabilito l’importo di L. 2.000.000 minimo per l’inadempienza grave; L. 5.000.000 per la seconda inadempienza grave; l’espulsione dall’Associazione; il ritiro del marchio e L. 10.000.000 di ammenda per la terza inadempienza grave prevista dal regolamento.<BR><BR>Art. 7<BR>Ai soci si fa divieto assoluto di:</P>
<P><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; a. cedere a terzi il marchio di identificazione; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; b. manomettere il marchio, riprodurlo abusivamente o usarlo per scopi non previsti dal presente regolamento; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; c. porre in vendita, prodotti di terzi, con il marchio, senza essere in possesso di una documentazione attestante il luogo di produzione. <BR></P>
<P>Nel caso b) il Presidente è vincolato a denunciare alla magistratura, l’abuso in sede civile e penale.<BR><BR>Art. 8<BR>Il marchio distribuito è numerato e viene iscritto nell’apposito registro denominato registro del marchio. Il marchio viene rilasciato su specifica richiesta dei soci inviata per iscritto al Consiglio direttivo dell’A.I.F. Ogni diversa utilizzazione del marchio rispetto a quella dichiarata, costituisce abuso per il quale verranno applicate le penalità fissate dal Consiglio direttivo. Saranno ammesse diverse utilizzazioni del marchio solo previo assenso preventivo del Consiglio direttivo.</P>]]></description>
<author></author>
<pubDate>2007-03-09 15:30:09</pubDate>
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<title>NOTIZIE STORICHE SULLA COLTIVAZIONE DEI FUNGHI</title>
<link>http://www.fun.go.it/documentazione_dettaglio.php?e=6</link>
<description><![CDATA[<P><U>Notizie sulla coltivazione<BR></U><BR>Benchè la maggior parte dei funghi abbia un ciclo vitale assai breve, essi esistono sulla faccia della terra da milioni di anni: il micelio ha “vita eterna”. I primissimi funghi molto probabilmente iniziarono ad apparire assieme alla vegetazione già nell’era Primaria.<BR><BR>Su di un frammento di legno fossile sono state trovate le impronte di funghi e in giacimenti del Terziario quelle molto chiare di lamelle. Questa è la prova che codeste curiose “piante” del ricco giardino della Madre Terra, con le loro strane forme e strani colori, già abbellivano i prati e i boschi di tempi assai remoti anche se nessun essere umano era ancora presente per goderne o apprezzarne i pregi. Si sa tuttavia che alcuni funghi venivano considerati una delicatezza per il palato già in tempi antichissimi.<BR><BR>Ippocrate (ca. 470-400 a.C.) fa menzione del valore medicinale di certi funghi. Era tuttavia assai diffusa tra i suoi contemporanei la credenza che fosse sufficiente toccare alcuni funghi per soffrirne serie conseguenze. Gallieno (130-201 d.C.) consiglia di cogliere solo funghi dei prati, poiché era certo che i prataioli fossero commestibili e gustosi. Durante l’Impero romano la vendita era regolata per legge.<BR><BR>I funghi hanno sempre avuto un posto nel folklore. Nel Medioevo la gente credeva che fossero opera del demonio che, quando si aggirava sulla terra, assumeva le spoglie di un grasso rospo e ordinava ai funghi di spuntare dalla terra per usarli come sgabelli (N.B. il vocabolo inglese “toadstool” che definisce un fungo velenoso tradotto letteralmente significa “sgabello del rospo”). <BR><BR>Non è forse vero che i funghi crescono spesso nelle radure dei boschi o disposti a cerchio nei prati e che sono proprio questi i luoghi prediletti dalle streghe per le loro danze nelle notti di luna? Non è forse vero che gnomi, fate e funghi hanno una parte importante nel mondo delle favole dei nostri bambini?<BR><BR>Dobbiamo ammettere che i funghi sono creature assai strane nel nostro giardino botanico.<BR><BR>Ma i funghi sono piante? Secondo Alberto Magno (1196-1280 d.C.) non lo sono assolutamente, ma si tratta di esalazioni della terra ed è per questo che sono tanto delicati e deperibili, con vita brevissima. Tuttavia oggi sappiamo che ci sono più di 10.000 tipi di funghi carnosi, di cui cinquanta di piacevole sapore.<BR><BR>I funghi hanno una funzione importante nel mantenimento dei cicli della natura; essi si decompongono e fanno piazza pulita di schegge di legno e di foglie morte, materiali che non si degradano facilmente. I funghi spesso vivono in simbiosi con altre piante, principalmente con le radici di certi alberi approfittando vicendevolmente della simbiosi. Alcuni alberi giungono a non crescere neppure se non esistono certi funghi.<BR><BR>E’ un vero peccato che stia decrescendo rapidamente il numero dei funghi selvatici a causa dell’ambiente naturale, inquinato e degradato dall’uomo. Il disboscamento e la destinazione a parchi di divertimento di zone boschive, anche se a fin di bene, hanno contribuito a far diminuire la crescita di funghi spontanei.<BR>La constatazione che adottando semplici accorgimenti, quali una attenta annaffiatura con acqua di risciacquo di prataioli, favorivano la produzione di questi vegetali su terreno abbondantemente concimato con stallatico equino residuo della coltivazione di meloni e di altri ortaggi, costituisce una delle prime intuizioni che sono all’origine della tecnica di allevamento dell’ Agaricus bisporus, il comune prataiolo. Queste prime forme di incentivazione furono applicate da orticoltori francesi nei dintorni di Parigi verso il 1650. <BR><BR>Sempre un agronomo francese, La Quintinie, riuscì nel 1670 ad allevare prataioli nel giardino della corte di Luigi XVI. Nel 1707 vede la luce un primo trattato sulla coltivazione del prataiolo opera del botanico francese De Tournefort, nel quale è posta in evidenza l’importanza della semina, con micelio proveniente dalla germinazione di spore, del letame e della copertura del composto con un sottile strato di terreno.<BR><BR>Nel 1754 Lundberg indicò le condizioni per l’allevamento all’aia aperta che trovò applicazione in Svezia e che, particolarmente in paesi nordici, è stato seguito sino a pochi anni addietro. Fu però verso il 1810, con la scoperta che condizioni favorevoli allo sviluppo dei funghi erano presenti in grotte naturali o artificiali quali ex cave di pietra o sotterranei, che la coltivazione prese un avvio più deciso specialmente nei dintorni di Parigi dove erano abbondanti questi tipi di ambienti.<BR><BR>Dalla Francia si diffuse, nel 1825, in Olanda, poi in Inghilterra quindi, nel 1865, negli Stati Uniti d’America.<BR>In Italia i primi tentativi risalgono al 1890 e furono svolti a Roma in alcune grotte situate in vicinanza delle terme di Caracolla ma è nel 1913 che prende l’avvio la prima grande impresa di coltivazione entro le grotte artificiali di Costozza, presso Vicenza, e che ha dato inizio alla fungicoltura italiana.<BR><BR>Qualche anno prima (1910) negli USA, era realizzata in forma molto precaria la prima costruzione parzialmente condizionata per l’allevamento. E’ questa una tappa molto importante perché ha consentito l’applicazione di una diversa metodologia di allevamento che, non più vincolata ad ambienti naturali (grotte), troverà amplissima diffusione prima in America e poi in Europa.<BR><BR>Dopo la I guerra mondiale la fungicoltura del prataiolo annovera numerosi studi e perfezionamenti, che costituiscono tuttora la base della fungicoltura moderna, quali l’allevamento in letti mobili o su bancali e l’introduzione della pastorizzazione (Lambert, 1934). Subisce un rallentamento nel corso della II guerra mondiale ma a partire dal 1949 riprende il suo sviluppo grazie anche ad una intensissima attività di ricerca, tuttora in atto, che ha consentito una sempre più completa razionalizzazione del ciclo culturale. Nel 1949 viene introdotto l’allevamento in casse, brevettato nel 1934 in USA, nel 1954 sorge una delle aziende simbolo del tempo nelal zona del Montello, che presto diviene una tra le aziende più grandi d’Europa, negli anni 60-70 si assiste ad una espansione della coltivazione stimolata ancor più con l’introduzione nel 1970 dell’allevamento in sacchi e con l’insediamento di grandi impianti di produzione di substrato e dove fu applicata con successo per la prima volta la pastorizzazione in massa entro appositi tunnel, metodo poi ampiamente diffuso sia in Italia che all’estero; non passa infine anno che la coltivazione non sia perfezionata attraverso una costante meccanizzazione e specializzazione di tutte le operazioni colturali.<BR><BR>Questo lungo cammino, che si è iniziato oltre tre secoli or sono, fa comprendere quanto complesso sia stato il suo sviluppo e come la coltivazione dei funghi presenti aspetti di particolare difficoltà che richiedono operatori appositamente preparati e ambienti di coltivazione costruiti allo scopo, benchè sia emozzionante il veder crescere i funghi, è sicuramente sconsigliabile pensare di poter ottenere dei risultati aprezzabili in ambienti domestici e senza le necessarie conoscenze.</P>
<P><BR><U>Fisiologia e sistemi nutrizionali</U></P><U>
<P><BR></U>La scienza che si occupa specificamente dei funghi si chiama Micologia, dal greco mykès, fungo.<BR>Il fungo è classificato nel regno vegetale, però se ne discosta per una caratteristica fondamentale: non possiede clorofilla. Da qui l’assenza del processo della fotosintesi attraverso il quale tutti i vegetali sintetizzano il carbonio, mattone base della vita vegetale e animale, partendo da sostanze inorganiche come l’anidride carbonica nell’aria, l’acqua e i sali minerali nel terreno.<BR><BR>I funghi sono costretti perciò a trovare nel terreno in cui crescono una sufficiente quantità di materia organica in decomposizione, in particolare di sostanze vegetali ricche di lignina, in cui il carbonio è già stato sintetizzato.<BR><BR>Le oltre centomila specie conosciute di funghi, suddivise in tremila generi circa, si dividono ulteriormente in funghi parassiti, funghi micorrizici e funghi saprofiti; ma di questo parleremo più avanti a proposito del micelio.<BR><BR>I funghi sono considerati i grandi spazzini del mondo vegetale, come le formiche di quello animale, perché demineralizzano le sostanze organiche, completando il ciclo biologico di molti elementi.<BR><BR>Per la loro particolare natura, alcuni scienziati più che ai vegetali hanno accostato i funghi ad altre forme di vita sulla soglia tra mondo vegetale e mondo animale, i batteri.<BR><BR>Da quanto detto finora discende che la luce, essenziale per i vegetali per la fotosintesi, non è altrettanto basilare per la vita dei funghi, che invece sono molto più sensibili ad altri elementi come l’umidit?, la composizione e la temperatura del terreno di nutrimento e dell’ambiente circostante.<BR><BR>I funghi crescono in ambienti sufficientemente umidi e con temperature ottimali attorno ai 14°C, con sbalzi, a seconda della specie, dai 4-5°C fino a 30°C.<BR><BR><U>Le spore</U></P>
<P><BR>Le spore sono piccolissime cellule sessuate del diametro di 3-15 millesimi di millimetro, presenti in numero variante da milioni a miliardi in ogni singolo fungo, capaci, per germinazione, di riprodurre nuovi adulti.<BR><BR>Sul fungo le spore sono congiunte per mezzo di sterigmi a speciali cellule claviformi, dette anche basidi, che le portano a coppie o a gruppi di quattro.<BR><BR>I funghi che portano le spore sotto la faccia inferiore del cappello per mezzo di basidi sono catalogati nella classe dei Basidiomiceti.<BR><BR>I funghi che hanno le spore racchiuse in piccole vescicole dette aschi sono catalogati nella classe degli Ascomiceti.<BR>Sono Basidiomiceti i funghi del genere Psalliota e Pleorotus come il prataiolo e l’orecchietta, sono Ascomiceti le spugnole e i tartufi.<BR>Le spore sono in grado di restare allo stato latente per lungo tempo, finchè non incontrano condizioni climatiche e di terreno di germinazione ideali.<BR><BR>Queste condizioni non si presentano tanto facilmente ed è anche per questo che i funghi possiedono un numero così vasto di spore. </P>
<P><BR><U>Il micelio</U></P><U></U>
<P><BR>Quando le condizioni del substrato sono ideali, le spore germinano dando luogo al micelio primario costituito da un intreccio di filamenti monocellulari.<BR><BR>Il micelio primario possiede un determinato sesso. Soltanto dal contatto tra due miceli primari di sesso diverso si ottiene il micelio secondario, la base vegetativa vera e propria dalla quale avrà vita il fungo. Dai cordoni miceliari hanno origine gli stromi, piccoli ammassi di ife che si trasformano in grani. Ciascun grano darà vita a un fungo vero e proprio, detto anche carpoforo.<BR><BR>I carpofori non possiedono alcuna difesa contro l’evaporazione dell’acqua dai tessuti fungini. Per questo il loro habitat preferito è il sottobosco umido e ombroso.<BR><BR>Per degradare il materiale organico presente nel substrato di crescita il micelio sintetizza particolari enzimi, quali la cellulasi e la laccasi, che trasformano cellulosa e lignina in zuccheri e fenoli più semplici che vengono utilizzati dal fungo per il suo nutrimento.<BR><BR>Nell’antichità la parte miceliare della vita del fungo era completamente sconosciuta e si credeva che il carpoforo, la parte carnosa e visibile, costituisse l’intera struttura fungina, e fosse prodotta direttamente dal terreno, che ne è invece solo il&nbsp;supporto&nbsp;nella &nbsp;crescita.<BR><BR>Il micelio cresce sempre sottoterra, perciò resta invisibile all’osservazione superficiale.<BR><BR><U>Il fungo</U></P><U>
<P><BR></U>La parte che emerge, il fungo come è inteso comunemente, viene suddivisa a sua volta in stipite, volva, velo, anello e cappello.<BR><BR><U>Lo stipite</U></P><U></U>
<P><BR>Lo stipite, detto anche tallo, gambo o piede, di forma approssimativamente cilindrica, è costituto da ife ammassate e forma il sostegno del cappello. Ha la funzione di alzare dal suolo il cappello abbastanza per favorire la dispersione delle spore, che sono alloggiate nella faccia inferiore, portate dai basidi a gruppi di due o quattro.<BR><BR><U>La volva</U></P><U></U>
<P><BR>La volva è l’involucro trasparente che avvolge il carpoforo prima della volata finale, al termine del periodo di incubazione.<BR><BR><U>Il velo</U></P><U></U>
<P><BR>Il velo è una sottile membrana chiara che unisce l’orlo del cappello al gambo, presente soltanto negli individui giovani di certe specie di funghi.<BR>Quando questi funghi maturano il velo si rompe, si stacca dal cappello e forma sul gambo un collare chiamato anello.<BR><BR><U>Il cappello</U></P><U>
<P><BR></U>Il cappello o imenoforo è la parte terminale del fungo che porta l’imenio, una membrana su cui sono situati i basidi con le spore.<BR>Il cappello del fungo ha in moltissimi casi una forma a ombrello caratteristica chiamata anche pileo. Questo termine deriva dal latino pileum o pileus e significa berretto o berretta. Fin dall’antichità questo vocabolo è stato associato al concetto di libertà, perché era la foggia del berretto che veniva dato ai liberti al momento della loro liberazione dalla schiavitù. Tornò in auge durante la rivoluzione francese, adottato da giacobini e sanculotti con il nome di berretto frigio e sempre con lo stesso significato libertario.<BR><BR><U>La nutrizione</U></P><U></U>
<P><BR>Come abbiamo visto, è la nutrizione l’elemento specifico che caratterizza i funghi nell’ambito del regno vegetale cui appartengono.<BR>Le forme attraverso le quali il micelio si nutre suddividono i funghi in tre grandi famiglie, non sempre con confini rigidamente prestabiliti: funghi saprofiti, funghi parassiti e funghi micorrizici.<BR><BR><U>Funghi saprofiti</U></P><U></U>
<P><BR>I funghi saprofiti, cui appartengono quasi tutti i funghi coltivati finora, utilizzano per il proprio accrescimento materia organica in decomposizione, invadendo vegetali morti come tronchi, ceppaie morte, parti morte di alberi vegetanti o letame fermentato in genere, decomponendo e demineralizzando la materia organica per trarne il proprio alimento.<BR>Questi funghi vengono considerati degli autentici spazzini della natura, costituiscono infatti un fattore fondamentale dell’equilibrio ecologico dei boschi.<BR><BR><U>Funghi parassiti</U></P><U></U>
<P><BR>I funghi parassiti sfruttano direttamente il loro ospite vegetante per sottrargli, attraverso l’apparato radicale in genere, le sostanze minerali loro occorrenti. Moltissime specie parassite sono responsabili del decadimento e della morte delle piante infestate.<BR><BR><U>Funghi micorrizici</U></P>
<P><U></U><BR>La micorriza è un processo di simbiosi tra un fungo e pianta, definito anche parassitismo bilanciato, attraverso il quale il micelio si nutre sfruttando l’apparato radicale di determinante piante sia come sostegno meccanico che sottraendo a esso elementi organici e minerali.<BR><BR>Quello che distingue la micorriza dal parassitismo distruttivo è il fatto che la pianta attaccata, anziché deperire, arricchisce la propria vitalità, rivelandosi più resistente alle malattie e ai parassiti e crescendo più rigogliosa delle proprie vicine.<BR><BR>Il fenomeno della micorriza è ancora oggetto di attenti studi e non è stato chiarito completamente; quel che è certo, e molto importante, è il suo effetto benefico sulle piante ospiti, dette anche simbionti. Tale ruolo biologico è stato ampiamente dimostrato dall’esperienza.</P>]]></description>
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<pubDate>2007-02-27 09:45:13</pubDate>
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