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	<title>investimi.com</title>
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	<description>Finanza personale e Investimenti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Mar 2026 14:30:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Portafoglio Rischio Alto, Orizzonte Temporale Medio &#8211; Lungo &#124; Analisi di Bowman</title>
		<link>https://investimi.com/portafoglio-rischio-alto-orizzonte-medio-lungo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=33679</guid>

					<description><![CDATA[Puntate precedenti: Introducendo gli investimenti ad orizzonte temporale &#8220;Medio Lungo&#8221; devo innanzitutto spiegare cosa intendo per tale orizzonte temporale per passare poi ad interrogarci su cosa può rappresentare un &#8220;Basso Rischio&#8221;. Se per me l&#8217;orizzonte temporale può essere definito &#8220;Medio&#8221; quando parliamo di 4-5 anni, lo distinguo dal &#8220;Medio Lungo&#8221; quando allunghiamo l&#8217;investimento a 6-7 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-group has-ast-global-color-3-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-f6ae94fa3d8a0d2a5df245f821686954 is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-8dd13e6d wp-block-group-is-layout-constrained" style="background-color:#eeeeee;padding-right:var(--wp--preset--spacing--60);padding-left:var(--wp--preset--spacing--60)"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Puntate precedenti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/rubrica-bowman/">Dettagli su questa serie di approfondimenti</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/frontiera-efficiente/">Fondamenti teorici per la costruzione di un portafoglio</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/portafoglio-rischio-alto-orizzonte-medio/">Portafoglio Rischio Alto, Orizzonte Temporale Medio (Puntata 10)</a></li>
</ul>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</div></div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Introducendo gli investimenti ad orizzonte temporale &#8220;Medio Lungo&#8221; devo innanzitutto spiegare cosa intendo per tale orizzonte temporale per passare poi ad interrogarci su <strong>cosa può rappresentare un &#8220;Basso Rischio&#8221;</strong>.</p>



<p>Se per me l&#8217;orizzonte temporale può essere definito &#8220;Medio&#8221; quando parliamo di 4-5 anni, lo distinguo dal<strong> &#8220;Medio Lungo&#8221; quando allunghiamo l&#8217;investimento a 6-7 anni</strong>.</p>



<p>Questo periodo è tipicamente, nella nostra vita, l&#8217;orizzonte di tempo in cui i figli bambini diventano ragazzi ed i ragazzi giovani uomini. In cui si termina un ciclo di studi universitari e si esce dal nucleo famigliare, ed è l&#8217;orizzonte temporale in cui anche l&#8217;azionario globale si è avvicinato ad un ritorno sui massimi storici a cavallo della crisi del 2008 (ma non del &#8216;decennio perduto&#8217; che ha combinato la &#8216;Bolla del Dot Com&#8217; ed &#8216;il Fallimento di Lehman Brothers&#8217;).</p>



<p><strong>È il primo orizzonte temporale nel quale, secondo me, vale la pena di iniziare a ragionare in termini di &#8220;LifeCycle&#8221;</strong>: il cambiamento della propria propensione al rischio/rendimento dovuto al cambiamento della propria situazione anagrafica, familiare e personale.</p>



<p><strong>Si investono a queste durate, tipicamente, risparmi di famiglia che non servono,</strong> che non sono destinati ad un progetto a breve e che stanno lì per finalità quali &#8220;quando i figli cresceranno&#8221;.</p>



<p>Nella mia esperienza empirica è l&#8217;orizzonte temporale più difficile che un risparmiatore fai da te riesce ancora talvolta a mantenere con costanza per gran parte dell&#8217;esistenza del portafoglio.</p>



<p>Persino su fondi pensione e simili c&#8217;è spesso &#8220;ripensamento&#8221; oltre tale orizzonte temporale. La finanza comportamentale inizia a diventare un elemento importante di comprensione di ciò che si sta facendo.</p>



<p>Da questo ragionamento nasce la domanda:<strong> cosa intendiamo per “RISCHIO BASSO&#8221;?</strong></p>



<p><strong>Per rischio basso si intende la probabilità statisticamente contenuta di chiudere il periodo di investimento con un valore nominale inferiore al capitale iniziale.</strong></p>



<p>Ma cosa significa davvero &#8220;perdere soldi&#8221;?</p>



<p>Se proietto l&#8217;investimento a 7 anni, la garanzia di riavere almeno il capitale X al settimo anno significa realmente aver investito a basso rischio?</p>



<p>Il tasso d&#8217;inflazione medio annuo in Italia negli ultimi 40 anni (1986-2026) è stato del 2,81% annuo composto, facendo media tra il decennio ad alta inflazione (1986-1996), la lunga disinflazione degli anni 2012-2021 e lo shock energetico tra il 2022 ed il 2026. Anche considerando affidabile questo parametro su 7 anni, dobbiamo iniziare a capire che mantenere il valore nominale di 1 euro su questo orizzonte di tempo rappresenta, mediamente, una perdita del 17,5% in termini reali.</p>



<p>Per rendere il concetto concreto, immaginiamo 100.000 euro investiti oggi con un orizzonte di 7 anni in tre ipotesi semplificate:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Scenario</strong></th><th class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Capitale nominale a 7 anni</strong></th><th class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Valore reale (potere d&#8217;acquisto)</strong></th><th class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Perdita reale</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Liquidità (0% lordo)</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">100.000 €</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">82.500 €</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">−17.500 €</td></tr><tr><td>Bund nominale (2,5% lordo)</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">119.000 €</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">98.100 €</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">−1.900 €</td></tr><tr><td>Bund indicizzato inflazione</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">117.500 €</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">96.900 €</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">−3.100 €</td></tr></tbody></table></figure>



<p><em>Ipotesi: inflazione media 2,81% annua, aliquota fiscale 12,5% su titoli di Stato, rendimento reale Bund ei attuale circa −0,2%.</em></p>



<p><strong>Il risparmiatore reale, per motivi meramente psicologici, percepisce una perdita nominale come molto più dolorosa di una perdita equivalente in termini di potere d&#8217;acquisto.</strong></p>



<p>Se ritrova un importo nominalmente inferiore percepisce di aver bruciato il suo capitale; se ritrova lo stesso importo nominale ma con un potere d&#8217;acquisto ridotto del 17,5%, raramente lo registra come una perdita altrettanto reale.</p>



<p><strong>Il rischio percepito di perdita nominale è quindi sistematicamente maggiore del rischio inflazione, a parità di danno economico effettivo.</strong></p>



<p>Questa premessa è fondamentale per comprendere che investire a &#8220;Rischio Basso&#8221; su orizzonti che iniziano a diventare Medio-Lunghi non significa eliminare il rischio, ma operare una sostituzione: si riducono i rischi più visibili e psicologicamente intollerabili (come il drawdown di mercato) <strong>accettando rischi meno visibili e psicologicamente più gestibili, come una crescita nominale contenuta rispetto al costo della vita</strong>.</p>



<p>Esiste però un terzo problema, spesso sottovalutato: la <a href="https://investimi.com/volatilita-cosa-e/">volatilità di prezzo</a>.</p>



<p>Investire in un titolo di Stato assolutamente sicuro (come un Bund tedesco) o addirittura in un titolo sicuro e difeso dall&#8217;inflazione (come un Bund tedesco indicizzato) su un orizzonte temporale che inizia ad allungarsi espone a fluttuazioni di valore, legate al rischio tassi, potenzialmente molto forti.</p>



<p>Nel 2022 il Bund tedesco indicizzato all&#8217;inflazione con scadenza 2033 ha subito una flessione del valore di mercato del 24,4% tra l&#8217;inizio del 2021 e l&#8217;inizio di ottobre 2022. Sebbene si tratti di un investimento a rischio di controparte minimo se portato a scadenza, con una rivalutazione certa correlata all&#8217;inflazione registrata in Europa, è difficile che l&#8217;investitore reale percepisca come &#8220;basso&#8221; il rischio associato a uno strumento che in diciotto mesi perde un quarto del proprio valore.</p>



<p><strong>L&#8217;oscillazione del prezzo è quindi un parametro determinante da attenuare, anche a costo di una copertura anti-inflattiva imperfetta,</strong> per costruire qualcosa che si avvicini concretamente all&#8217;idea di &#8220;Basso Rischio&#8221; su questo orizzonte.</p>



<p>Il consulente si trova così a dover gestire contemporaneamente tre definizioni di rischio in parziale conflitto tra loro:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il rischio di perdita nominale</li>



<li>il rischio di erosione reale</li>



<li>il rischio di volatilità intermedia</li>
</ul>



<p>Nessuna soluzione sarà perfetta. Ma è precisamente questo lavoro di bilanciamento, non la ricerca di una sicurezza assoluta che non esiste, il valore aggiunto di una consulenza seria.</p>



<p>Vediamo allora <strong>come si costruisce concretamente un portafoglio che permette di gestire rischio di perdita nominale, rischio erosione reale e volatilità del prezzo</strong>.</p>



<p>Il primo aspetto da trattare è la limitazione del capitale di rischio, che per questioni di stabilità concentro nei paesi sviluppati e nell’azionario puro (niente materie prime o simili). Data l’aspettativa di un 17,5% di svalutazione inflattiva su un orizzonte target di 7 anni posso affermare che questa perdita inflattiva rappresenta per l’investitore finale una sorta di “franchigia” che giustificherebbe un’esposizione azionaria almeno paritaria, potenzialmente anche leggermente superiore al 20%, mantenendo ‘Basso’ il rischio per come stiamo cercando di definirlo.</p>



<p>Tuttavia abbiamo già analizzato che la volatilità è un elemento di percezione del rischio più forte della mancata difesa del potere d’acquisto, quindi ritengo lecito sotto pesare ulteriormente l’azionario.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Portafoglio Rischio Alto, Orizzonte Temporale Medio &#8211; Lungo</h2>



<p>Ho deciso che <strong>13% di azionario e 87% di capitale di debito rappresenti una minimizzazione di vari rischi accettabile per questo portafoglio che sull’orizzonte temporale Medio-Lungo (6-7 anni) dovrà mantenere il plafond di rischio più basso di tutti.</strong></p>



<p>Dato che quindi sarà l’obbligazionario il “driver” del risultato del portafoglio, parto dall’analisi innanzitutto di questa componente.</p>



<p>Il capitale di debito gestisce i vari rischi che voglio simultaneamente minimizzare con una struttura a tre livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’utilizzo di <strong>titoli governativi ad altissimo merito creditizio (AAA)</strong> con ‘fixed maturity’ pari all’orizzonte temporale (7 anni, quindi teoricamente titoli di Stato che scadono nel 2033 per l’investitore del 2026) si occupa della garanzia del VALORE NOMINALE.</li>



<li>Un “floor” liquido di <strong>obbligazioni a breve termine</strong> rappresenta invece un elemento di ‘stabilizzazione della volatilità’ che come abbiamo visto nell’esempio del 2022 va a compensare l’inefficienza nei primi anni dei titoli a ‘maturità fissa di fine portafoglio’ della componente precedente.</li>



<li>Il ‘carry’ ovvero il contributo al rendimento viene dato da <strong>obbligazioni di natura societaria</strong>. Questo perché il medio-lungo è l’orizzonte temporale in cui inizia a valere la pena di interrogarsi sul trade-off tra rendimento e rischio: sappiamo che queste sono tendenzialmente più correlate all’andamento dell’azionario, ma anche che, per loro natura, emittenti di debito privato tendono, collettivamente, a finanziarsi meno bene (offrendo quindi rendimenti più alti!) degli emittenti sovrani e governativi o addirittura sovranazionali.</li>
</ul>



<p>L’87% di debito concepito in questo modo massimizza il rendimento (difesa dalla perdita di potere d’acquisto), mantenendo massima la stabilità ed abbinandosi ad un 13% di azionario che è dosato in maniera tale da sopravvivere con ‘Basso Rischio’ anche ad uno scenario da Grande Depressione degli anni ’30 del secolo XX.</p>



<p>Andiamo ad analizzare l’<a href="https://investimi.com/asset-allocation/">Asset Allocation</a> complessiva che utilizzo nel mio esercizio di ingegneria finanziaria:</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Titoli di Stato europei con scadenza 1-3 anni</h3>



<p>Il <strong>17%</strong> del capitale viene investito in <strong>Titoli di Stato europei con scadenza 1-3 anni</strong>.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Titoli di Stato europei su tutte le scadenze</h3>



<p>Il <strong>15%</strong> del capitale viene investito in <strong>Titoli di Stato europei su tutte le scadenze</strong>, replicando ad esempio l&#8217;indice Bloomberg Euro Treasury Bond.</p>



<p>A differenza di tutte le altre componenti obbligazionarie del portafoglio (costruite deliberatamente con duration breve per minimizzare la volatilità da tassi) questa quota ha una funzione opposta e complementare: è la componente di convessità del portafoglio. In uno scenario di crollo azionario accompagnato da recessione e taglio aggressivo dei tassi BCE, i titoli governativi a lunga scadenza si apprezzano significativamente, compensando parzialmente le perdite delle componenti rischiose.</p>



<p>È, in altri termini, l&#8217;assicurazione contro lo scenario in cui tutto il resto soffre contemporaneamente, scelta&nbsp; interamente in euro, interamente su emittenti sovrani europei, interamente diversificata.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Titolo di Stato italiano a tasso variabile</h3>



<p>Il <strong>5%</strong> del capitale viene investito in un <strong>titolo di Stato italiano a tasso variabile</strong>. Il CCT è un Certificato di Credito del Tesoro che viene emesso proprio a scadenza di 7 anni.</p>



<p>Rimane perfetto per il nostro portafoglio: garantisce una scadenza certa ed una restituzione del capitale nominale a scadenza del portafoglio rimanendo resiliente ai tassi d’interesse grazie ad un’indicizzazione della cedola all’euribor 6 mesi.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Titolo di Stato europeo</h3>



<p>Un altro <strong>5%</strong> del capitale viene investito in un altro <strong>titolo di Stato europeo</strong>, con rating massimo disponibile (es. il bund tedesco, che è AAA) con scadenza pari a quella del portafoglio, ad 2033 per il nostro portafoglio a 7 anni.</p>



<p>Qui possiamo scegliere, in maniera abbastanza equivalente, un titolo a rendimento fisso (possibilmente con la cedola più bassa possibile, avvicinando la durata finanziaria ai 7 anni) oppure nello stesso titolo in versione inflation-linked, indicizzato all’inflazione europea come ad esempio il bund ei 0,1% scadenza 2033.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Obbligazioni societarie Investment Grade a Tasso Variabile</h3>



<p>Il <strong>15%</strong> va investito in <strong>obbligazioni societarie Investment Grade a Tasso Variabile</strong> in euro, un ottimo strumento per replicarle è un ETF sui Floating Rate Euro Corporate Bond, che accumula la distribuzione cedolare nello strumento abbattendo la durata finanziaria del titolo.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Obbligazioni societarie europee</h3>



<p>Il <strong>17%</strong> viene investito, in maniera complementare, un <strong>obbligazioni societarie europee escludendo le emissioni bancarie e di istituzioni finanziarie</strong>, ottimo strumento è ad esempio un fondo indicizzato che replichi un indice quale il Bloomberg Euro Corporate ex-Financials Bond. Il motivo per cui vado ad escludere le obbligazioni bancarie è per limare un rischio altrimenti invisibile: i migliori emittenti di obbligazioni corporate a tasso variabile sono gli istituti di credito, quindi l’ulteriore 17% di capitale investito in obbligazioni societarie viene diversificato dai rischi propri di questi emittenti di debito, quali la correlazione al ciclo economico ed il rischio bail-in.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Obbligazioni societarie europee “High Yield” e titoli di Stato di Paesi Emergenti</h3>



<p>Rimane un <strong>13%</strong> di capitale su cui vado a spendere un maggiore rischio di controparte (limitando la durata finanziaria) per incrementare il rendimento e diversificare dai precedenti asset di debito. La metà di questa quota (<strong>6,5%)</strong> la investo in <strong>obbligazioni societarie europee “High Yield”</strong> (speculative e con rating al disotto dell’investment grade), ma a durata breve (tipicamente non superiore a 3-5 anni). L’altra metà della quota in <strong>titoli di Stato di paesi emergenti</strong> con scadenza breve (tipicamente 0-5 anni), in euro o con copertura valutaria verso l’euro e di qualità creditizia quanto più possibile ‘Investment Grade’.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">MSCI World Sector Neutral Quality</h3>



<p>Rimane il 13% di capitale di rischio: qui investo replicando l&#8217;indice <strong>MSCI World Sector Neutral Quality</strong>, replicato ad esempio da ETF mondiali con filtro &#8220;Quality&#8221;. La ragione di questa scelta è duplice e non casuale rispetto all&#8217;architettura complessiva del portafoglio.</p>



<p>Da un lato, il fattore Quality seleziona per costruzione aziende con elevato ritorno sul capitale, utili stabili e basso indebitamento (caratteristiche che producono storicamente drawdown inferiori al mercato broad nelle fasi di stress). Non è una promessa di rendimento superiore in assoluto: <strong>è una promessa di comportamento più controllato esattamente nei momenti in cui il risparmiatore avverso alla perdita è più tentato di liquidare tutto.</strong></p>



<p>Dall&#8217;altro, e questo è il punto meno ovvio, il filtro Quality riduce strutturalmente l&#8217;esposizione al settore finanziario. Le banche, per definizione, operano con leva elevata (e quindi escono o si riducono automaticamente dallo screening di qualità). Questo non è un dettaglio estetico: abbiamo già una concentrazione bancaria consapevole e isolata nel 15% di corporate floater. Aggiungere esposizione finanziaria anche nell&#8217;azionario significherebbe moltiplicare silenziosamente un rischio settoriale che abbiamo lavorato con cura per tenere sotto controllo nel resto del portafoglio. Con il filtro Quality, l&#8217;esposizione finanziaria aggregata dell&#8217;intero portafoglio rimane intorno al 15% : visibile, localizzata, monitorabile.</p>



<p>Il 13% azionario così costruito non è quindi una concessione al rendimento e basta: è la componente che, su sette anni, <strong>difende il potere d&#8217;acquisto reale dell&#8217;investitore quando tutto il resto, per definizione, non può farlo in modo sufficiente da solo.</strong></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Analisi del portafoglio</h2>



<p>Cosa ho ottenuto complessivamente con questo portafoglio?</p>



<p>Non la perfezione, che in finanza non esiste, ma una risposta che mi auguro onesta e strutturata ai tre problemi che avevo posto all&#8217;inizio.</p>



<p>Il rischio di perdita nominale è contenuto dalla struttura a tre livelli del debito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il floor liquido assorbe gli shock intermedi</li>



<li>i titoli a scadenza fissa garantiscono il rimborso del capitale alla fine del percorso</li>



<li>il carry societario lavora silenziosamente nel mezzo.</li>
</ul>



<p>In uno scenario da Grande Depressione (il peggiore che la storia finanziaria moderna ricordi, con l&#8217;azionario globale a −84%) questo portafoglio chiude comunque il settimo anno, aritmeticamente, senza perdita nominale.</p>



<p>Il rischio di erosione reale è attenuato se non eliminato.</p>



<p>Con un rendimento atteso ad oggi stimato intorno al <strong>3,5%-4%</strong> annuo composto contro un&#8217;inflazione storica al 2,8%, <strong>il portafoglio dovrebbe preservare il potere d&#8217;acquisto reale nel tempo</strong>.</p>



<p>Non mancano dei linkers diretti (obbligazioni indicizzate) o indiretti (titoli di stato e bond societari a tasso variabile) a scenari di picco inflattivi e rialzo dei tassi d’interesse. Se non possiamo parlare di garanzia possiamo considerarla una probabilità strutturalmente favorevole costruita componente per componente.&nbsp;</p>



<p>Il rischio di volatilità intermedia è gestito attraverso la duration media di circa 3,5 anni: avrei potuto ‘spendere di più’ in durata finanziaria su un orizzonte di 7 anni, ma sacrificando la volatilità che è uno degli elementi fondanti del concetto di “BASSO RISCHIO”.</p>



<p>Un nuovo 2022, con un rialzo brusco e improvviso dei tassi reali, produrrebbe oscillazioni negative sul portafoglio nell&#8217;ordine del 4-6% e non del 24% che abbiamo visto sul Bund indicizzato tenuto isolatamente.</p>



<p>Resta un elemento che nessuna architettura finanziaria può risolvere del tutto: il comportamento dell&#8217;investitore.</p>



<p>Un portafoglio ben costruito che viene liquidato nel momento sbagliato per paura, per un&#8217;esigenza improvvisa, per un titolo di giornale non produce il risultato per cui è stato progettato.</p>



<p><strong>La </strong><a href="https://investimi.com/finanza-comportamentale/"><strong>finanza comportamentale</strong></a><strong> che ho citato all&#8217;inizio dell&#8217;articolo non è un dettaglio accademico: è la variabile più importante, e l&#8217;unica che non si gestisce neanche con gli strumenti finanziari più efficienti.</strong></p>



<p>Per questo il portafoglio presentato non può essere visto come un suggerimento o un prodotto da comprare, ma come una bussola da capire.</p>



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<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--1"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://investimi.com/rubrica-bowman/#Archivio_Puntate">Tutte le Puntate della Rubrica di Bowman</a></div>
</div>



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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Portafoglio Rischio Alto, Orizzonte Temporale Medio &#124; Analisi</title>
		<link>https://investimi.com/portafoglio-rischio-alto-orizzonte-medio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bowman]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=33325</guid>

					<description><![CDATA[Puntate precedenti: Inizio ad analizzare l’ipotesi di investimento a “Rischio Alto” su un orizzonte temporale soltanto intermedio (4-5 anni) ponendo una domanda: cosa è il rischio? Dal punto di vista finanziario il concetto di rischio, usualmente sintetizzato con banali valori quantitativi come la volatilità, sintesi della deviazione standard matematica, è in realtà un aggregato di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-ast-global-color-3-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-849d2f2025760dad089d2eb179dd31f8 is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-8dd13e6d wp-block-group-is-layout-constrained" style="background-color:#eeeeee;padding-right:var(--wp--preset--spacing--60);padding-left:var(--wp--preset--spacing--60)"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Puntate precedenti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/rubrica-bowman/">Dettagli su questa serie di approfondimenti</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/frontiera-efficiente/">Fondamenti teorici per la costruzione di un portafoglio</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/portafoglio-rischio-consistente-orizzonte-medio/">Portafoglio Rischio Consistente, Orizzonte Temporale Medio (Puntata 9)</a></li>
</ul>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</div></div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Inizio ad analizzare l’ipotesi di investimento a “Rischio Alto” su un orizzonte temporale soltanto intermedio (4-5 anni) ponendo una domanda: <em>cosa è il rischio?</em></p>



<p>Dal punto di vista finanziario il concetto di <strong>rischio</strong>, usualmente sintetizzato con banali valori quantitativi come la <a href="https://investimi.com/volatilita-cosa-e/">volatilità</a>, sintesi della deviazione standard matematica, <strong>è in realtà un aggregato di innumerevoli “rischi” tipici dell’investimento.</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rischio valutari</li>



<li>Rischio di mercato</li>



<li>Rischio di tassi d’interesse</li>



<li>Rischio specifico</li>



<li><a href="https://investimi.com/finanza-comportamentale/">Rischio comportamentale</a></li>



<li>Rischio di gestione</li>



<li>Rischio di controparte</li>
</ul>



<p>Sono tutti rischi.</p>



<p><strong>L’oscillazione del valore (positiva, ma anche negativa!) del mio capitale è solo un’approssimazione del rischio.</strong></p>



<p>Tuttavia io non sono un analista finanziario, bensì un consulente finanziario. Per quanto concerne l’aspetto consulenziale, che poi più interessa al risparmiatore<strong>, il rischio è la variabilità del risultato finale</strong>.</p>



<p>Fissata una strategia, un obiettivo ed un auspicabile risultato tanto più fattori esterni (l’andamento dei mercati, l’<a href="https://investimi.com/tassi-di-interesse-inflazione/">inflazione, i tassi d’interesse</a>, il <a href="https://investimi.com/ciclo-economico/">ciclo economico</a>) mi sono ‘ostili’ tanto più si allarga la forbice di risultato rispetto all’obiettivo.</p>



<p><strong>Ho investito ad “Alto Rischio” ed in altre parole potrei avere dei guadagni straordinari, ma se il mercato è avverso potrei affrontare delle perdite o comunque dei risultati ben peggiori da quanto ho studiato.</strong></p>



<p>Al consulente vero il rischio non piace, ma per il venditore di prodotti finanziari è un valido alleato.</p>



<p>Perché proporre sempre e comunque di investire ad alto rischio ed a lungo orizzonte temporale?</p>



<p>“Perché è così che si ottengono i risultati” sottacendo il fatto che allargando la forbice di risultato si assolve il consulente da un risultato sotto le aspettative, ma probabilmente lo si premia per un risultato al di sopra, e soprattutto commissioni che peggiorano il risultato finale rendendo irrazionale accettare una certa strategia a certi costi vengono “diluite” dalla “magica volatilità” e sopportate grazie al “magico lungo termine”.</p>



<p>A noi il rischio però non piace, al contempo in questo caso specifico mi trovo nella condizione di accettare che esso esista, alla massima esposizione per me ragionevole (quindi ho un grande plafond di rischio da spendere), tuttavia non andando a ‘caso’ (tanto poi l’accettazione del rischio mi giustificherà verso il risparmiatore… problemi suoi… anzi carichiamoci anche un 3% l’anno di commissioni per me), ma comprendendo COME è professionale e sensato assumermi il rischio in una specifica postulazione di portafoglio.</p>



<p><strong>Il postulato qui è: Portafoglio con RISCHIO ALTO MA IN UN ORIZZONTE TEMPORALE DI 4-5 ANNI (che sintetizzo come 4,5 anni).</strong></p>



<p>Il problema non è più la semplice durata finanziaria, tema affrontato per il <a href="https://investimi.com/portafoglio-rischio-consistente-orizzonte-medio/">portafoglio a rischio CONSISTENTE</a>, qui il non centrare la duration dell’equity (quindi il tentativo di rigenerare comunque il capitale anche nella quota azionaria oltre che in quella obbligazionaria) è un rischio che il mio committente è disposto ad accettare. Non lavorerò sulla DURATION.</p>



<p>Il problema non è neppure il bilanciamento tra rischi contrapposti, tema affrontato per il <a href="https://investimi.com/portafoglio-rischio-bilanciato-orizzonte-medio/">portafoglio BILANCIATO</a>, non mi interessa bilanciare convessità e capitale di rischio affinché il rischio complessivo risulti contenuto e gestibile, abbiamo già assunto che il rischio è ALTO, massimizzabile.</p>



<p>Il tema è l&#8217;universalità della mia strategia di rischio ALTO in un contesto di orizzonte temporale al di sotto del ciclo economico. <strong>Un ciclo economico completo, cioè dalla ripresa attraverso l&#8217;espansione, il surriscaldamento e la recessione fino alla ripresa successiva, dura storicamente tra i 6 e gli 8 anni nella sua versione contemporanea</strong>, con una varianza enorme (si va dai 2 anni di cicli brevi agli oltre 10 di quelli lunghi).</p>



<p>Il mio orizzonte è di 4,5 anni: potrebbe contenere un ciclo intero se sono fortunato, ma più probabilmente ne attraverserà solo una porzione. E qui sta il problema vero: io non so quale porzione. Non so se sto entrando in una fase di espansione che durerà ancora tre anni, o se il surriscaldamento è già in corso e tra diciotto mesi sarò in recessione.</p>



<p>Chi vi dice che è il momento giusto per investire nell’indice “Azionario Globale Growth” (per dirne uno a caso) con un mandato da voi adottato di RISCHIO ALTO, MA ORIZZONTE TEMPORALE 4-5 ANNI, sta mentendo… non lo sa, o si sbaglia.<strong> Nessuno lo sa</strong>, per quanto molti fingano di saperlo.</p>



<p>In un orizzonte lungo (diciamo dieci anni) l’ignoranza è meno costosa: il tempo è sufficiente a percorrere almeno un ciclo intero, e la statistica lavora a mio favore.</p>



<p><strong>Ma in 4,5 anni, scommettere sulla fase sbagliata del ciclo non è un rischio accettabile: è un azzardo.</strong></p>



<p>E l&#8217;azzardo non è rischio alto, è rischio inconsapevole. Quel rischio inconsapevole, tornando al postulato di prima, che non piace al consulente anche se è alleato del venditore. La domanda allora diventa:</p>



<p><strong>“Posso costruire un portafoglio ad alto rischio che non scommetta su una singola fase del ciclo economico, ma che sia strutturalmente preparato ad attraversarne qualunque?”</strong></p>



<p>Da questa elaborazione del quesito, nasce la mia soluzione.</p>



<p>La scienza economica attuale identifica nel ciclo economico quattro fasi, ciascuna con caratteristiche macro economiche distinte. Analizzando uno sterminato database di fonti finanziarie, di crisi, guerre, recessioni, fasi di incertezza e di euforia possiamo sapere che alcuni settori dell’economia, e<strong> alcuni asset non di rischio, sono stati sistematicamente più efficaci in alcuni fasi rispetto ad altre.</strong></p>



<p>Investire in azionario di beni di prima necessità (es. azioni di supermercati o aziende agricole) non è in assoluto meno rischioso e più redditizio che investire in azionario di grandi aziende industriali o di società di software, ma lo è stato in alcune fasi del ciclo economico, che purtroppo abbiamo scoperto a posteriori.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Fasi del ciclo economico</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="500" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2021/06/ciclo-economico-grafico.png" alt="Grafico Ciclo Economico con fasi" class="wp-image-18783" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2021/06/ciclo-economico-grafico.png 800w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2021/06/ciclo-economico-grafico-300x188.png 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2021/06/ciclo-economico-grafico-768x480.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">La Ripresa Economica (Early Cycle)</h3>



<p>Questa fase segue la recessione: il PIL che partiva da precedenti negativi torna a crescere, la disoccupazione inizia a scendere, i tassi d’interesse sono bassi, ma il credito riparte. In questa fase i settori ciclici e i titoli sensibili al credito tendono a crescere più degli altri. La politica monetaria è accomodante. I titoli bancari, immobiliari, di consumo discrezionale (ciclico) escludendo il lusso sono favoriti. A questi, ai fini della nostra trattazione, affianco le cosiddette “Obbligazioni Spazzatura”, ovvero i bond High Yield: obbligazioni speculative societarie le cui valutazioni sono state minate da default e crolli durante la recessione e che in questa fase sarebbero da comprare per i loro eccezionali rendimenti in un contesto di tassi ancora bassi, soprattutto in logica di resilienza verso eventuali futuri rialzi dei tassi d’interesse.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">L’Espansione (Mid Cycle)</h3>



<p>La fase più bella, lunga e stabile. La crescita si consolida, gli utili aziendali accelerano, l’occupazione migliora globalmente ed in modo diffuso. I tassi d’interesse salgono. È la fase dei grandi guadagni, ma anche dell’inflazione in rialzo. Tecnologici, industriali e lusso sono i grandi favoriti, le obbligazioni rendono meno del capitale di rischio.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Il Surriscaldamento (Late Cycle)</h3>



<p>A questo punto abbiamo ancora crescita, ma a ritmi più lenti, mentre è l’inflazione che accelera. Le banche centrali iniziano ad alzare i tassi, perché i margini per le aziende sono messi sotto pressione dai prezzi in rialzo, soprattutto di energia, materie prime e servizi costosissimi. I settori che fanno da difesa contro l’inflazione fanno autentici miracoli: il settore energetico, minerario e dei materiali, le aziende assicurative tendono a crescere più del mercato. Le obbligazioni sono una difesa ed un ottimo elemento di diversificazione solo se hanno la rara combinazione di indicizzazione all’inflazione e durata finanziaria breve.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">La Recessione (Contraction)</h3>



<p>Il PIL scende, gli utili crollano, la disoccupazione sale. I settori difensivi di cui non si può fare a meno, resistono o addirittura diventano rifugio: sanitari e farmaceutici, beni di prima necessità, telecomunicazioni, beni di pubblica utilità. Al contempo un asset che cresce quando tutto va male è il cosiddetto Fixed Income: obbligazioni molto sicure (non speculative) e che assicurano un rendimento certo.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Asset allocation portafoglio medio termine &#8211; alto rischio</h2>



<p>Con il mio portafoglio ad Alto Rischio ed a Durata 4-5 anni posso espormi al rischio, ma a QUALE rischio?<strong> Ho la certezza di avere alta probabilità di poter abbracciare 1 o forse 2 fasi del ciclo economico, difficilmente 3 ed è molto improbabile tutte e 4.</strong></p>



<p>In altre parole se nell’anno 1 investo alla fine della fase di espansione e prima del crollo dei settori trainanti della crescita non saprò se il “lungo inverno finanziario” sarà terminato al termine di 4,5 anni… e quindi se ho ‘azzeccato’ l’investimento da proporre all’investitore.</p>



<p><strong>Vado quindi a creare un portafoglio NON BILANCIATO PER RISCHIO (che è alto!), ma BILANCIATO PER FASE CICLICA</strong>.</p>



<p>Queste sono le mie conclusioni:</p>



<p><strong>2/3 di Capitale di Rischio ed 1/3 Capitale di Debito</strong></p>



<p><strong>La quota obbligazionaria è comunque funzionale ad un mio “sviluppo del portafoglio” nelle fasi del ciclo economico e non interviene esclusivamente come mitigatore del rischio</strong> o bilanciatore o controllore della durata finanziaria come negli esempi di portafoglio precedenti.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Investimenti in indici azionari (42,5%)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>30% Azionario Europeo riproducendo l’allocazione del MSCI Europe Growth</li>



<li>12,5% Azionario Globale ‘Alto Dividendo’ riproducendo un indice come il FTSE All Country World High Dividend</li>
</ul>



<p>I due indici sono complementari nella logica ciclica. L&#8217;Europeo Growth è il motore del portafoglio nella fase di Espansione: oltre metà della sua composizione è concentrata su industriali, tecnologici e lusso, i settori che trainano il ciclo intermedio.</p>



<p>È anche la scelta che <strong>ancora il portafoglio all&#8217;euro, contenendo il rischio valutario </strong>(ricordo che il ciclo delle valute è lungo e non offro utilità marginale al risparmiatore sovra-esponendolo su un orizzonte temporale contenuto). L&#8217;Alto Dividendo Globale, invece, ha un ruolo complementare: è un <strong>diversificatore implicito</strong>. Al suo interno convivono bancari, energetici, minerari, farmaceutici, utilities, ovvero settori che appartengono a tutte e quattro le fasi del ciclo. Non eccelle in nessuna, ma contribuisce a ciascuna, portando dentro il portafoglio proprio quei settori (come l&#8217;energetico e i materiali) che altrimenti sarebbero assenti.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Investimenti in settori azionari (23,5%)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>10% Azionario Immobiliare Globale dei Paesi sviluppati — il nostro asset per la Ripresa</li>



<li>6,5% Azionario Tecnologico Globale — il nostro asset per l’Espansione</li>



<li>7% Azionario Globale del Settore Assicurativo — il nostro asset per il Surriscaldamento</li>
</ul>



<p>Secondo me l’utilizzo di investimenti settoriali in un portafoglio a durata media è concettualmente sbagliato: scorporando a livello settoriale un indice se ne allunga, storicamente, il ciclo di recupero. Tuttavia qui <strong>stiamo formulando l’ipotesi di un rischio assunto alto e di un abbinamento ‘ponderato’ a fasi diverse del ciclo</strong>. Anche in questa ipotesi affrontare, ad esempio, le difficoltà di efficienza fiscale tra indici rende illogico creare un portafoglio puramente settoriale. Mi avvalgo quindi di alcuni settoriali (ben pesati tra loro), ma solo per una dose inferiore ad ¼ del capitale investito, questo minimizza le inefficienze massimizzando la ponderazione offerta alla mia strategia.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Investimenti in obbligazioni (34%)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>9% In obbligazionario “High Yield” europeo — il nostro bond per la Ripresa —: obbligazioni speculative di società emesse in euro</li>



<li>12,5% in titoli di Stato di durata finanziaria ‘breve’ indicizzati all’inflazione — il nostro bond per il Surriscaldamento — e coperti dal rischio valuta. Qui potremmo utilizzare singoli titoli di Stato indicizzati all’inflazione europea (se ne troviamo!) con maturità (scadenza) il più prossima possibile alla durata del portafoglio (es. un titolo ‘EI’ emesso da un paese europeo solido con scadenza dopo 50-55 mesi dall’investimento). L’alternativa sono ETF obbligazionari coperti dal cambio in titoli governativi inflation linked dalla durata controllata (es. TIPS americani al di sotto dei 10 anni di scadenza).</li>



<li>12,5% in titoli di Stato in euro, di emittenti ultra sicuri — il nostro bond per la Recessione — (si avvantaggiano nelle fasi di recessione!) quindi ad esempio paesi con rating AA o AAA (o emittenti sovranazionali) con una durata all’incirca decennale</li>
</ul>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Analisi del portafoglio</h2>



<p>Il risultato finale è un portafoglio ad 8 posizioni, bilanciato per fase ciclica con una precisione quasi chirurgica. Scomponendo la composizione settoriale dei due indici azionari &#8220;core&#8221; e sommando il contributo di ciascun investimento settoriale e obbligazionario al gruppo ciclico di appartenenza, ottengo questa ponderazione complessiva:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ripresa (Early Cycle): 24,8%</strong></li>



<li><strong>Espansione (Mid Cycle): 25,2%</strong></li>



<li><strong>Surriscaldamento (Late Cycle): 25,3%</strong></li>



<li><strong>Recessione (Contraction): 24,7%</strong></li>
</ul>



<p>La deviazione massima dal bilanciamento perfetto è dello 0,29%. Un quarto esatto del portafoglio, o quasi, è strutturalmente posizionato per lavorare in ciascuna delle quattro stagioni del ciclo economico. Questo non significa che il portafoglio non oscillerà: oscillerà, e anche significativamente. L&#8217;alto rischio non è scomparso.</p>



<p>Significa che<strong> in ogni momento, qualunque sia la fase ciclica in corso, circa un quarto del capitale sta lavorando &#8220;a favore di ciclo&#8221;</strong> mentre gli altri tre quarti attendono il proprio turno o contribuiscono in misura minore.</p>



<p><strong>Non ho eliminato il rischio, non ho ridotto la volatilità, non ho accorciato la duration: ho distribuito il rischio nello spazio delle possibilità economiche anziché concentrarlo in una scommessa direzionale.</strong></p>



<p>In 4,5 anni attraverserò probabilmente una o due fasi del ciclo. Non so quali. Ma so che per ciascuna di esse avrò una porzione del portafoglio progettata per quel contesto specifico, e un cuscinetto obbligazionario che non è un semplice &#8220;freno&#8221; al rischio ma un partecipante attivo alla strategia ciclica: l&#8217;High Yield lavora nella Ripresa, i titoli indicizzati all&#8217;inflazione nel Surriscaldamento, i governativi sicuri nella Recessione.</p>



<p><strong>È la differenza tra accettare il rischio e subirlo.</strong></p>



<p>Tra dire al risparmiatore &#8220;il mercato farà il suo corso&#8221; e dirgli &#8220;ho costruito una struttura che non dipende da quale corso il mercato prenderà&#8221;. In entrambi i casi il rischio è alto. In un solo caso è consapevole.</p>



<p><strong>La gestione del portafoglio non passa attraverso un banale ribilanciamento ciclico:</strong> non sappiamo, al momento del bilanciamento, esattamente in che fase ci troviamo e quanto durerà.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Gli asset dal fondamentale “fisso” (azionari settoriali e obbligazionari) vanno semplicemente mantenuti.</li>



<li>Quello che va ribilanciato è il fondamentale dei due indici azionari: MSCI Europe Growth e FTSE All Country World High Dividend.</li>
</ul>



<p>È molto verosimile che la trasformazione della loro composizione sia lenta e marginale, tuttavia se ad oggi il MSCI Europe Growth è composto da asset favoriti al 54% dalla fase di espansione, al 28% dalla fase di Contrazione, al 9% dalle fasi di recupero e di surriscaldamento, non è detto che queste dosi siano ancora tali dopo una forte crescita economica o dopo un brusco crollo dei mercati.</p>



<p><strong>È necessario quindi che un portafoglio simile sia monitorato da un gestore competente che provveda ad una tipologia di ribilanciamento tecnicamente definita come &#8220;look-through rebalancing&#8221;</strong> (ribilanciamento &#8220;a trasparenza&#8221;): non si ribilancia il peso degli strumenti in portafoglio secondo logiche di calendario o di mercato, ma<strong> si monitora la composizione sottostante degli indici </strong>(quello che abbiamo messo <em>dentro</em> il contenitore) e <strong>si interviene solo quando la ponderazione ciclica complessiva del portafoglio si discosta significativamente dalla struttura 25/25/25/25 tra le quattro fasi.</strong></p>



<p>In pratica: se dopo un forte rally tecnologico il peso del Mid Cycle nell&#8217;Europe Growth salisse dal 54% al 62%, il portafoglio risulterebbe sovraesposto all&#8217;Espansione. A quel punto si riduce la dose di Europe Growth a favore dell&#8217;Alto Dividendo (che è ciclicamente più neutro) finché l&#8217;equilibrio tra le quattro fasi non viene ripristinato.</p>



<p>L&#8217;operazione è speculare in caso di crollo dei mercati. Non è market timing, non è una view macroeconomica, non è un&#8217;opinione: è manutenzione strutturale. Come controllare che i quattro pneumatici abbiano ancora la stessa pressione, senza pretendere di sapere dove la strada curverà.</p>



<p><strong>In sintesi: il portafoglio a Rischio Alto e Medio Termine non cerca di prevedere il ciclo. Lo abbraccia tutto, nella consapevolezza che non sappiamo quale stagione attraverseremo, ma nella certezza di avere un quarto del capitale pronto per ciascuna di esse. È rischio alto, ma non è azzardo. È rischio consapevole, distribuito, strutturato. È, in una formula, rischio progettato.</strong></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
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</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Broker regolamentati dalla CONSOB &#124; Elenco e considerazioni</title>
		<link>https://investimi.com/broker-consob/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 17:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide Broker]]></category>
		<category><![CDATA[Broker]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=29590</guid>

					<description><![CDATA[Quali broker di investimento o trading sono effettivamente presenti negli appositi registri della CONSOB?(l&#8217;ente che supervisiona i mercati in Italia) Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei già finito sul sito della CONSOB e ti sei reso conto che ci sono numerose sezioni e che l&#8217;elenco per ciascuna sezione è veramente lunghissimo. Ecco perché in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Quali broker di investimento o trading sono effettivamente presenti negli appositi registri della CONSOB?</strong>(l&#8217;ente che supervisiona i mercati in Italia)</p>



<p>Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei già finito sul sito della CONSOB e ti sei reso conto che ci sono n<strong>umerose sezioni e che l&#8217;elenco per ciascuna sezione è veramente lunghissimo</strong>.</p>



<p>Ecco perché in questo articolo scoprirai:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>quali broker risultano iscritti nei registri CONSOB</strong></li>



<li><strong>perché alcune banche o società non vi compaiono</strong></li>



<li>cosa comporta l’iscrizione (e cosa vuol dire se un broker non è presente)</li>



<li>e quali sono i <strong>rischi di affidarsi a piattaforme non registrate</strong></li>
</ul>



<p><strong>Iniziamo dall’elenco delle piattaforme che in questo momento risultano iscritte nel registro della CONSOB.</strong></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Elenco dei broker iscritti al registro CONSOB</strong></h2>



<p>Se hai visitato il sito della CONSOB probabilmente lo sai che il registro è organizzato in diverse sezioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Società di Intermediazione Mobiliare (SIM)</strong> italiane,</li>



<li><strong>Imprese di investimento comunitarie</strong> (broker UE con licenza MiFID),</li>



<li><strong>Imprese di paesi terzi</strong> (broker extra-UE autorizzati ad operare in Italia).<br></li>
</ul>



<p>Prima di approfondire il significato di ciascuna sezione, andiamo a vedere l&#8217;elenco dei broker più famosi che sono presenti all&#8217;interno del registro della CONSOB:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Nome commerciale</strong></th><th><strong>Ragione sociale</strong></th><th><strong>Registro / Sezione CONSOB</strong></th><th><strong>Numero di iscrizione</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>ActivTrades</strong></td><td>ACTIVMARKETS &#8211; EMPRESA DE INVESTIMENTO, S.A.</td><td>Imprese di investimento comunitarie con succursale</td><td>n. 211</td></tr><tr><td><strong>AvaTrade</strong></td><td>AVA TRADE EU LIMITED</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 2640</td></tr><tr><td><strong>BG SAXO</strong></td><td>BG SAXO SIM S.P.A</td><td>SIM</td><td>n. 296</td></tr><tr><td><strong>Capital.com</strong></td><td>Capital Com SV Investments Ltd</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 5079</td></tr><tr><td><strong>Directa</strong></td><td>DIRECTA SIM S.P.A.</td><td>SIM</td><td>n. 59</td></tr><tr><td><strong>eToro</strong></td><td>eToro Europe Ltd</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 2830</td></tr><tr><td><strong>Euclidea</strong></td><td>EUCLIDEA SIM S.P.A.</td><td>SIM</td><td>n. 292</td></tr><tr><td><strong>Freedom24</strong></td><td>FREEDOM FINANCE EUROPE LIMITED</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 4792</td></tr><tr><td><strong>IG</strong></td><td>IG Europe GmbH</td><td>Imprese di investimento comunitarie con succursale</td><td>n. 170</td></tr><tr><td><strong>Interactive Brokers</strong></td><td>Interactive Brokers IRELAND LIMITED</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 5262</td></tr><tr><td><strong>Moneyfarm</strong></td><td>MFM INVESTMENT LTD</td><td>Imprese di investimento di paesi terzi con succursale</td><td>n. 3</td></tr><tr><td><strong>Plus500</strong></td><td>Plus500 CY Ltd</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 4161</td></tr><tr><td><strong>Revolut</strong></td><td>Revolut Securities Europe UAB</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 5427</td></tr><tr><td><strong>Trading 212</strong></td><td>TRADING 212 LTD</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 3299</td></tr><tr><td><strong>XTB</strong></td><td>XTB LTD</td><td>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</td><td>n. 3569</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Queste società sono regolarmente abilitate a fornire servizi di investimento al pubblico italiano in virtù dell’autorizzazione rilasciata nel proprio Paese UE, riconosciuta in Italia tramite la normativa <strong>MiFID II</strong>.</p>



<p>Nota che questo elenco è tutt’altro che esaustivo e potrebbe non essere aggiornato. Verifica sempre sul sito della CONSOB per gli ultimi dati disponibili!</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perchè alcuni nomi famosi non compaiono nel registro CONSOB?</strong></h2>



<p>Alcuni di voi ora potrebbero essersi preoccupati perché il broker che si aspettavano di trovare all’interno di questo elenco non compare.</p>



<p>Perché?</p>



<p>Le opzioni sono tre.</p>



<p>Prima opzione: per una ragione o per un’altra, il broker non è effettivamente supervisionato dalla CONSOB. In questo caso, forse è il caso di preoccuparsi (più dettagli nei prossimi capitoli).</p>



<p>Seconda opzione: il broker è iscritto al registro della CONSOB, ma con un nome diverso dal nome commerciale. Infatti in alcuni casi le aziende possono avere un nome commerciale, quello utilizzato sul sito o nelle comunicazioni, ma la società vera e propria può avere una denominazione diversa rispetto a quella commerciale. (vedi Moneyfarm o ActivTrades nella tabella precedente)</p>



<p>Terza opzione: quello che tu chiami “broker” in realtà non è un vero e proprio broker, ma una società che svolge un’attività differente, come per esempio un exchange di criptovalute oppure una banca.</p>



<p>Vediamo alcuni esempi.</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Nome commerciale</strong></th><th><strong>Registrazione</strong></th><th><strong>Note principali</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Binance</td><td>OAM</td><td>Può operare solo come exchange crypto</td></tr><tr><td>Crypto.com</td><td>OAM</td><td>Può operare solo come exchange crypto</td></tr><tr><td>Robinhood</td><td>FINRA/SEC</td><td>Broker statunitense; non regolamentato in Europa ❌</td></tr><tr><td>Webull</td><td>FINRA/SEC</td><td>Broker statunitense; non regolamentato in Europa ❌</td></tr><tr><td>Banca Mediolanum</td><td>Banca d&#8217;Italia</td><td>Banca italiana</td></tr><tr><td>Banca Sella</td><td>Banca d&#8217;Italia</td><td>Banca italiana</td></tr><tr><td>UniCredit</td><td>Banca d&#8217;Italia</td><td>Banca italiana</td></tr><tr><td>Banco BPM</td><td>Banca d&#8217;Italia</td><td>Banca italiana</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Una domanda frequente tra gli utenti è: “<strong>Perché molte banche non sono nell’elenco dei broker CONSOB, anche se permettono di investire in azioni e fondi</strong>?”</p>



<p>La risposta è semplice: <strong>le banche non sono imprese di investimento</strong>, ma <strong>intermediari bancari vigilati principalmente dalla Banca d’Italia</strong>. Sebbene possano offrire servizi di trading, come i broker, sono soggetti ad una normativa differente (spesso ancora più stringente) e quindi non compaiono all&#8217;interno dei registri CONSOB (hanno un <a href="https://infostat.bancaditalia.it/GIAVAInquiry-public/ng/banche" target="_blank" rel="noopener">registro</a> separato).</p>



<p>Ugualmente, anche gli exchange crypto sono soggetti ad una regolamentazione differente, che non richiede l&#8217;iscrizione al registro della CONSOB (registro OAM).</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Caratteristica</strong></th><th><strong>SIM</strong></th><th><strong>Banca</strong></th><th><strong>Exchange Crypto (VASP)</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Vigilanza</strong></td><td>CONSOB e Banca d’Italia</td><td>Banca d’Italia / BCE</td><td>OAM e autorità antiriciclaggio</td></tr><tr><td><strong>Attività principale</strong></td><td>Servizi di investimento (trading, consulenza)</td><td>Raccolta risparmio e credito</td><td>Scambio e custodia di criptovalute</td></tr><tr><td><strong>Tutela per il cliente</strong></td><td>Alta (MiFID, fondi di garanzia)</td><td>Alta (fondi di tutela depositi)</td><td>Limitata (nessuna garanzia patrimoniale richiesta)</td></tr><tr><td><strong>Normativa di riferimento</strong></td><td>MiFID II – trasparenza e segregazione fondi</td><td>Norme bancarie e patrimoniali</td><td>Antiriciclaggio e MiCA (dal 2025)</td></tr><tr><td><strong>Esempi</strong></td><td>Directa SIM, Equita</td><td>Intesa Sanpaolo, Unicredit</td><td>Binance, Coinbase</td></tr></tbody></table></figure>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Spiegazione delle diverse sezioni del registro CONSOB</h2>



<p>La CONSOB suddivide le imprese vigilate in <strong>3 categorie:</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Imprese di investimento italiane (SIM)</h3>



<p>Sono le <strong>Società di Intermediazione Mobiliare</strong> con sede in Italia. Queste società devono ottenere l’autorizzazione direttamente dalla CONSOB e dalla Banca d’Italia e sono soggette a una vigilanza costante.</p>



<p><em>Esempi: Directa SIM, BG SAXO</em></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia</h3>



<p>Si tratta di broker europei che dispongono di <strong>una sede operativa nel nostro Paese</strong>. Devono rispettare la normativa MiFID II e sono sottoposti a vigilanza “condivisa” tra l’autorità d’origine e la CONSOB.</p>



<p><strong>Esempi: </strong><em>IG Trading, ActivTrades</em></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Imprese di investimento comunitarie senza succursale</strong></h3>



<p>Sono broker UE che operano in Italia <strong>senza una vera e propria sede fisica</strong>. Non sono tenuti a dialogare direttamente con la CONSOB ma devono notificare le loro attività tramite l’autorità di vigilanza del proprio Paese di residenza.</p>



<p><strong>Esempi:<em> </em></strong><em>eToro, Plus500, Capital.com</em></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">I broker iscritti nel registro CONSOB sono sicuri al 100%?</h2>



<p>Ora potresti pensare:</p>



<p>“Ok, il broker è iscritto al registro della CONSOB, ma è sicuro?”</p>



<p>La risposta è: <strong>sicuramente è più sicuro di un broker non iscritto al registro CONSOB</strong>, ma questo <strong>non significa che sia privo di rischi</strong>.</p>



<p>L’iscrizione al registro CONSOB è il requisito fondamentale per poter offrire <strong>legalmente</strong> servizi di investimento al pubblico italiano.</p>



<p>Significa che il broker:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>è riconosciuto come <strong>impresa di investimento o banca autorizzata</strong> ai sensi della direttiva europea <em>MiFID II</em></li>



<li>ha notificato alla CONSOB (direttamente o tramite un’altra autorità UE) la propria intenzione di operare in Italia</li>



<li>rispetta determinati <strong>standard patrimoniali, operativi e di trasparenza</strong></li>
</ul>



<p>In pratica, l’iscrizione comporta che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il broker deve possedere <strong>requisiti patrimoniali minimi</strong> e sistemi di gestione del rischio</li>



<li>i fondi e gli strumenti dei clienti devono essere <strong>separati contabilmente</strong> da quelli aziendali (principio di <em>segregazione degli asset</em>)</li>



<li>il broker deve fornire ai clienti <strong>informazioni chiare e aggiornate</strong> su rischi, costi, rendimenti e strumenti negoziati</li>



<li>deve inviare <strong>report periodici</strong> alla propria autorità nazionale, che collabora con la CONSOB per la vigilanza sul mercato italiano</li>



<li>deve rispettare <strong>regole sui conflitti d’interesse</strong> e sulla <strong>correttezza delle comunicazioni</strong></li>
</ul>



<p>In altre parole, un broker regolamentato deve sottostare a regole piuttosto stringenti, sia dal punto di vista operativo che informativo, nei confronti delle autorità e dei clienti.</p>



<p><strong>Vuol dire che sono azzerati tutti i rischi?</strong></p>



<p><strong>Assolutamente no.</strong></p>



<p>L’iscrizione nel registro CONSOB non elimina completamente i rischi legati all’investimento o all’intermediazione finanziaria. Un broker regolamentato offre <strong>maggiori tutele legali e operative</strong>, ma non è immune da errori tecnici, attacchi informatici, controversie o problemi aziendali.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa succede se il broker fallisce?</strong></h2>



<p><strong>Se il broker è iscritto al registro CONSOB, è tenuto ad applicare la segregazione degli asset.</strong> Cosa vuol dire? In parole semplici, vuol dire che i tuoi titoli sono <strong>registrati separatamente</strong> dal patrimonio del broker, spesso a tuo nome o in un conto “omnibus” (un conto collettivo dove i titoli di più clienti sono registrati insieme ma con contabilità interna separata, così da mantenere chiara la proprietà di ciascuno) i presso un depositario.<br><strong>Questo significa che, anche in caso di fallimento del broker, i tuoi strumenti finanziari restano di tua proprietà e non rientrano nella massa fallimentare.</strong></p>



<p>Abbiamo parlato di cosa accade ai tuoi titoli in caso di fallimento, ma cosa accade alla liquidità depositata?</p>



<p><strong>La liquidità dei clienti è di norma custodita presso banche partner o su conti segregati.</strong> In caso di insolvenza del broker o della controparte bancaria, i clienti europei possono beneficiare di specifici <strong>schemi di compensazione</strong>.</p>



<p>Ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <strong>Investor Compensation Scheme (ICS)</strong> o l’<strong>Investor Compensation Fund (ICF)</strong> coprono i crediti derivanti dall’inadempienza del broker, generalmente <strong>fino a 20.000€</strong></li>



<li>per i soli <strong>depositi bancari</strong>, si applicano i sistemi nazionali di tutela dei depositi (<a href="https://www.fitd.it/" target="_blank" rel="noopener">FITD</a> in Italia protegge fino a <strong>100.000€</strong>).</li>
</ul>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede se un broker non è iscritto al registro CONSOB?</h2>



<p>Scavando nel deep-web hai scavato un broker super conveniente che ti offre un bonus di ingresso spaziale, ma non è iscritto al registro CONSOB?</p>



<p>Forse non è una buona idea affidargli i tuoi soldi.</p>



<p>Affidarsi a un broker non presente nel registro CONSOB <strong>espone l’investitore a rischi significativi</strong> come:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Difficoltà di ricorso in caso di frode o problemi (visto che non è possibile rivolgersi alla CONSOB o all’arbitro finanziario)</li>



<li>Rischio di truffa, visto che non c’è nessuno che verifichi effettivamente l’operato della società (assumendo che esista una società!)</li>



<li>Rischio di oscuramento del sito e di non riuscire più ad accedere ai fondi (la CONSOB ha il potere di oscurare i siti web di broker non autorizzati che operano verso il pubblico italiano.)</li>
</ol>



<p>Pensi che stiamo parlando di casi rari ed eccezionali? Tutt’altro. Negli ultimi anni la CONSOB ha oscurato oltre 1500 siti di trading illegali, molti dei quali promettevano “guadagni garantiti” o “conti gestiti senza rischio”. Se sei curioso, qui trovi l’<a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/oscuramenti" target="_blank" rel="noopener">elenco completo della “lista nera” della CONSOB</a>.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">3 consigli per ridurre il rischio di farsi truffare</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Indipendentemente da quanto ti sembra sicuro e autorevole il sito del broker, e dal numero di ottime recensioni, verifica sempre sul <a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/imprese-di-investimento1" target="_blank" rel="noopener">registro della CONSOB</a> e della <a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/oscuramenti" target="_blank" rel="noopener">Banca d’Italia</a> che si tratti di un intermediario autorizzato</li>



<li>Diffida di chi offre rendimenti garantiti, contatta via WhatsApp o Telegram, o richiede depositi in crypto.</li>



<li>Se hai qualche dubbio sull’autenticità di un broker, per favore lascia stare! Perché rischiare quando ci sono centinaia di ottime soluzioni sul mercato? Il rischio non vale la candela! Stai mettendo a rischio i tuoi risparmi e la sicurezza dei tuoi dati personali!</li>
</ul>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Broker e registro CONSOB &#8211; Conclusioni</strong></h2>



<p>Come abbiamo visto, la maggior parte dei broker “famosi” è presente all’interno del registro degli intermediari autorizzati della CONSOB.</p>



<p>Se non sono presenti, spesso è perché operano con una licenza bancaria invece che con quella da broker.</p>



<p>L’iscrizione al registro della CONSOB offre delle garanzie su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>trasparenza</li>



<li>qualità dei processi</li>



<li>sicurezza</li>
</ul>



<p>Tuttavia, anche se remoto, rimane la possibilità di fallimento dell’intermediario. In questi casi ci sono degli strumenti per mitigare il rischio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>meccanismi di “assicurazione” della liquidità fino a 20.000€ o 100.000€ in base alla gestione dell’intermediario</li>



<li>segregazione degli asset rispetto ai bilanci aziendali</li>
</ul>



<p>Per maggiori dettagli visita il sito ufficiale della CONSOB:</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/imprese-di-investimento1" target="_blank" rel="noopener">Vai al registro dei broker (CONSOB)</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://infostat.bancaditalia.it/GIAVAInquiry-public/ng/banche" target="_blank" rel="noopener">Vai al registro delle banche (Banca d&#8217;Italia)</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.organismo-am.it/elenchi-registri/operatori_valute_virtuali/index.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al registro degli exchange (OAM)</a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Portafoglio Rischio Consistente, Orizzonte Temporale Medio &#124; Analisi</title>
		<link>https://investimi.com/portafoglio-rischio-consistente-orizzonte-medio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bowman]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 06:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=33170</guid>

					<description><![CDATA[Puntate precedenti: Il passaggio da un portafoglio a rischio “Bilanciato” a uno “Consistente” rappresenta uno scalino evolutivo fondamentale. Andiamo oggi a separare il desiderio di equa-protezione dalla ricerca di ottimizzazione del rendimento. A differenza del Bilanciato, dove l’obiettivo è attutire i colpi mediando tra capitale di rischio (azionario) e di debito (obbligazionario), nel profilo Consistente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-ast-global-color-3-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-f7553c891f810bc92bbf5cddf87d3b48 is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-8dd13e6d wp-block-group-is-layout-constrained" style="background-color:#eeeeee;padding-right:var(--wp--preset--spacing--60);padding-left:var(--wp--preset--spacing--60)"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Puntate precedenti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/rubrica-bowman/">Dettagli su questa serie di approfondimenti</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/frontiera-efficiente/">Fondamenti teorici per la costruzione di un portafoglio</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/portafoglio-rischio-bilanciato-orizzonte-medio/">Portafoglio Rischio Bilanciato, Orizzonte Temporale Medio (Puntata 8)</a></li>
</ul>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</div></div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il passaggio da un portafoglio a rischio “Bilanciato” a uno “Consistente” rappresenta uno scalino evolutivo fondamentale. Andiamo oggi a separare il desiderio di equa-protezione dalla <strong>ricerca di ottimizzazione del rendimento</strong>.</p>



<p>A differenza del Bilanciato, dove l’obiettivo è attutire i colpi mediando tra capitale di rischio (azionario) e di debito (obbligazionario), <strong>nel profilo Consistente accettiamo la volatilità non come un male necessario, ma come &#8220;carburante&#8221;</strong> utile ad ottenere un premio al rischio superiore.</p>



<p>In qualsiasi manuale universitario la soluzione sarebbe scontata: <strong>aumentare di un gradino l&#8217;azionario</strong>. È l’approccio banale del portafoglio 60/40. La risposta standard che fornirebbe un tool di intelligenza artificiale. Il &#8220;mantra&#8221; ripetuto a pappagallo da promotori e testate economiche da quarant&#8217;anni.</p>



<p>Si tratta di quel rumore di fondo mistificato negli infiniti webinar che affliggono gli addetti ai lavori; soluzioni ritrite che appartengono a quella categoria definita con sarcasmo dal top management di una storica rete di consulenza come gli <strong>“Analisti e Circenses”</strong>: tanto intrattenimento mediatico e frasi fatte, ma poca sostanza strategica.</p>



<p><strong>Contro questa semplificazione, offro una visione più evoluta: non inutilmente complessa, ma adeguatamente strutturata</strong>.</p>



<p>Cercherò di trasmettere e divulgare un valore reale che non risiede nelle solite percentuali, ma nel METODO. In altre parole: potremmo scegliere la &#8220;formuletta&#8221; pronta e adattare le esigenze dell’investitore ad essa, oppure studiare un’architettura su misura.</p>



<p>Disegnare una parete attrezzata con un falegname sulla base dello spazio reale che si ha in casa non è un&#8217;inutile complicazione rispetto ai moduli standard dell&#8217;Ikea: è maggiore <strong>aderenza alla realtà</strong>.</p>



<p>Questa premessa è necessaria per comprendere perché oggi, qui su Investimi, vado a proporre una <strong>ristrutturazione del classico 60/40</strong>.</p>



<p>L’obiettivo è adattarlo al millimetro: incremento del rendimento, gestione del rischio in un livello Consistente e, soprattutto, il contenimento della strategia in una durata finanziaria precisa tra i 4,5 e i 5 anni. Una volta compresa la logica, questo <strong>approccio metodologico può essere applicato a qualsiasi obiettivo specifico dell’investitore.</strong></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">I principi di base che governano il mio portafoglio 50/60 mesi rischio consistente</h2>



<p>L’obiettivo di mantenere la ‘durata finanziaria’ del portafoglio a 4-5 anni sia nell’azionario che nel capitale di debito, mi impone di uscire dai canoni accademici per entrare nel campo del cosiddetto ‘<em>Dinamismo Strutturale</em>’.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi componente azionaria</h3>



<p>L’azionario, preponderante nella nostra <a href="https://investimi.com/asset-allocation/" data-type="post" data-id="4634">asset allocation</a> 60/40, ha una durata finanziaria considerata lunga dalla finanza teorica (spesso 20 anni e più). “Schiacciarla” a 4-5 anni e renderla coerente con l’obiettivo non consente di avvalersi degli indici generici. Questo nonostante il fatto che lo storico degli ultimi 20-30 anni suggerisca un ragionevole recupero dalle peggiori crisi in tempi relativamente contenuti.</p>



<p>Potrebbe essere uno storico falsato da forte immissione di debito aggregato nel sistema, da fasi di inflazione quasi negativa alternati a picchi brevi, di grande euforia dei mercati azionari che hanno performato più dello storico medio degli ultimi 200 anni.&nbsp;</p>



<p><strong>Integrare una quota di “Azionario a Breve Durata Finanziaria” richiede la selezione di aziende con alti flussi di cassa immediati</strong> (<em>High Free Cash Flow Yield</em>) che applichino politiche di buyback e dividendi aggressive.</p>



<p>Mi spiego: al di là degli storici e dei grafici sul passato, matematicamente, un<strong> titolo che restituisce il 20% del suo valore in 4 anni sotto forma di dividendi e rimborsi ha una durata finanziaria molto più bassa di un’azione &#8220;</strong><strong><em>Growth</em></strong><strong>&#8221; che promette utili tra 10 anni.</strong></p>



<p>Questo rende il 60% azionario meno sensibile alle variazioni dei tassi e più &#8220;consistente&#8221; nel breve-medio termine. In uno scenario di inflazione, dove l’inflazione va a falsare il rendimento ‘reale’ dei mercati, la stessa capacità delle aziende selezionate di produrre un flusso elevato di utili restituiti all’investitore tende ad indicizzarsi all’inflazione perché queste società possiedono un &#8220;Pricing Power&#8221; (potere di determinazione dei prezzi) intrinseco e immediato: operando con flussi di cassa già solidi e modelli di business consolidati, esse sono in grado di traslare l&#8217;aumento dei costi sui prezzi finali in tempo reale.</p>



<p>A differenza delle aziende <em>Growth</em>, il cui valore è proiettato in un futuro lontano e viene violentemente abbattuto dall&#8217;attualizzazione dei flussi (l&#8217;aumento dei tassi &#8220;accorcia&#8221; il valore del domani), <strong>le aziende a Breve Durata Finanziaria generano valore &#8216;qui ed ora&#8217;.</strong></p>



<p>In questo modo, <strong>il dividendo e il buyback non sono solo rendimento, ma diventano un meccanismo di protezione del potere d&#8217;acquisto, trasformando l&#8217;equity da scommessa sulla crescita a strumento di estrazione di valore reale, resiliente anche quando l&#8217;inflazione morde i multipli di borsa</strong>.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi componente obbligazionaria</h3>



<p>Sulle obbligazioni sopravvengono una serie di problemi simili: abbiamo fissato il target di rischio rendimento (più di un bilanciamento puro, meno di una gestione finalizzata a massimizzare la crescita), ma fissare la durata finanziaria del capitale di debito a 4-5 anni senza subire il &#8220;drift&#8221; (ovvero il tempo che passa accorciando la scadenza), necessita di strumenti appositi, meno importanti laddove l’orizzonte temporale è più lungo o il rischio più alto, meno efficaci laddove il periodo è più breve, più equilibrabili dalla semplice diversificazione tra obbligazioni diverse se avessimo a disposizione una percentuale maggiore di capitale di debito.</p>



<p>Ideali sono gli ETF obbligazionari a “Target Maturity”, abbinabili ad una combinazione di scadenze fisse tra i 3 e i 5 anni.</p>



<p>L’ultima componente è una cosiddetta assicurazione dalla “<em>Breakeven Inflation</em>”: fissando la durata finanziaria, il rischio principale diventa l&#8217;inflazione inattesa. L’utilizzo di un &#8220;collar&#8221; di obbligazioni inflation-linked con durata finanziaria adeguata, ma a sicuro rimborso permette di mantenere la solidità del potere d&#8217;acquisto, rendendo la strategia &#8220;Consistente&#8221; anche in scenari di stagflazione (uno degli eventi più temuti).</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza crescente della strategia di gestione</h2>



<p>Il motore del dinamismo non può risiedere in una strategia <em>Buy&amp;Hold</em> passiva. L’orizzonte temporale non è sufficientemente breve da rifugiarci in asset banalmente stabili, perché sacrificheremmo il rendimento sotto minaccia di una inflazione “inattesa” (che comprometterebbe il risultato senza darci l’orizzonte temporale per un recupero ed un alternarsi del <a href="https://investimi.com/ciclo-economico/">ciclo economico</a> a nostro favore). Non è neanche sufficientemente lungo da giocare sulla capitalizzazione composta.</p>



<p>Introduco quindi il concetto di “<em>Ribilanciamento a Soglie di Volatilità</em>”. Se la volatilità dell&#8217;azionario schizza (crescite o decrescite troppo forti e rapide) la durata finanziaria psicologica si allungherà perché il recupero del capitale richiede più tempo.</p>



<p><strong>Il gestore del portafoglio a questo punto dovrebbe “vendere equity e comprare bond” non quando il prezzo cala, ma quando la correlazione tra i due asset diventa positiva</strong> (questo è il grande nemico del 60/40, che abbiamo visto ad esempio nel 2022!). Questo approccio trasforma il portafoglio in un organismo che protegge la &#8220;durata&#8221; del nostro investimento.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Perché una strategia che controlla la durata finanziaria anziché un 60/40 classico?</h3>



<p>Questa variante del 60/40 classico diventa un <strong>Liability Driven Investment</strong> (LDI) per l&#8217;individuo (si legga in merito <em>Asset/Liability Management of Financial Institutions</em> di Leo Tilman), concetto che semplifico così: con il 60/40 classico l’investitore si chiede: <em>&#8220;Quanto posso guadagnare?&#8221;.</em> Guarda il grafico del 60/40 e spera che cresca come in passato.</p>



<p>Chi usa l&#8217;approccio LDI, invece, ribalta la domanda e si chiede: &#8220;<strong><em>Quanti soldi mi serviranno esattamente tra 5 anni per permettermi la spesa che dovrò affrontare (es. il classico investimento immobiliare programmato)?</em></strong><strong>&#8220;</strong>.</p>



<p><strong>Si passa da una finanza di stima ad una finanza di scopo</strong>. Non inseguiamo un benchmark, ma cerchiamo di soddisfare un fabbisogno futuro.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">La composizione del mio portafoglio</h2>



<p><strong>15% Azionario Europeo con filtro “Quality Dividend</strong>” ad accumulo dei dividendi. Questa strategia, realizzabile con ETF su indici mirati, assicura una selezione rigorosa di società che non solo offrono un rendimento da dividendo superiore alla media, ma che presentano bilanci solidi, bassi livelli di indebitamento e una redditività del capitale (ROE) costante. Questo doppio filtro permette di trasformare la componente azionaria in un generatore di flussi quasi-obbligazionari, riducendo la sensibilità del portafoglio alle contrazioni dei multipli di borsa e garantendo che la crescita del capitale sia sostenuta da utili reali e già distribuiti.</p>



<p><strong>10% Azionario dell’Eurozona a Bassa Volatilità</strong> ad accumulo dei dividendi. Questo asset bilancia la diversificazione settoriale e valutaria, ponderando una maggiore presenza di investimenti in euro e rafforzando settori anticiclici come i beni di prima necessità (Consumer Staples).</p>



<p><strong>10% Azionario “All Country World Index High Dividend”</strong>, questi indici usualmente includono il 50% di un aggregato enorme di azioni mondiali con più alto dividendo, che offrono un incremento della diversificazione riducendo sostenibilmente la durata finanziaria grazie al cash flow.</p>



<p><strong>15% Azionario USA legato all’indice S&amp;P500 Buyback</strong>, questo è l’insieme delle 100 aziende del S&amp;P500 che hanno registrato il più alto Buyback Ratio (ammontare monetario netto speso in riacquisti di azioni proprie rapportato alla capitalizzazione complessiva di mercato dell’azienda) ed accorcia la ‘duration’ su un indice che offre grande capitalizzazione e rendimenti, ma a durata finanziaria attesa tendenzialmente molto lunga (pochi dividendi, alto quantitativo di azioni Growth).&nbsp;</p>



<p><strong>5% </strong>In <strong>Fixed Rate Preferred Shares Securities</strong> statunitensi: si tratta di Azioni Privilegiate, tipiche del mercato statunitense. Sono titoli azionari che però presentano caratteristiche quasi obbligazionarie. Sono Fixed Rate perché il dividendo è prestabilito e non varia in base agli umori del consiglio di amministrazione, a meno di gravi crisi di solvibilità (paragonabili ai Bond Perpetui europei, ma in USA hanno natura azionaria).</p>



<p><strong>2,5%</strong> in<strong> Azioni dei Paesi Emergenti</strong> (come elemento di diversificazione)</p>



<p><strong>5% </strong>In <strong>Obbligazioni Societarie Europee Ibride</strong> (Euro Corporate Hybrid Bond) tramite strumenti come gli ETF ad accumulo: questi titoli rappresentano la &#8220;terra di mezzo&#8221; tra il debito senior e l&#8217;equity. Pur essendo tecnicamente obbligazioni, offrono rendimenti decisamente più elevati in virtù della loro natura subordinata e della loro durata perpetua (con opzioni di rimborso anticipato, o &#8220;call&#8221;).</p>



<p>Inserirli in una strategia &#8220;Consistente&#8221; significa estrarre valore dal premio al rischio di subordinazione, mantenendo però un&#8217;esposizione su emittenti Investment Grade di altissimo profilo. La loro presenza è fondamentale per spingere il rendimento complessivo del portafoglio senza dover allungare la duration dei titoli di stato, sfruttando la capacità di queste emissioni di agire come stabilizzatori di rendimento in fasi di tassi laterali.</p>



<p><strong>7,5% </strong>In <strong>obbligazionario (tramite ETF) High Yield europeo a “Fixed Maturity” 5 anni</strong> ed accumulo dei proventi</p>



<p><strong>30% </strong>In<strong>Titoli di Stato Europei (possibilmente con un buon merito creditizio) indicizzati all’inflazione con maturità media 5 anni</strong>.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>Ho preso un classico 60/40 “destrutturandolo e ristrutturandolo” per confrontarmi con il problema della sensibilità ai tassi e l&#8217;incertezza sul valore reale, temi estremamente importanti nella situazione macroeconomica e nell’incertezza tassi/inflazione ed instabilità geopolitica del mondo del <strong>2026</strong>.</p>



<p><strong>La Gestione della Duration Azionaria </strong>rappresenta la firma di questo portafoglio: combinando Quality Dividend (15%) e Low Volatility (10%) con un filtro S&amp;P 500 Buyback (15%) miro ad accorciare l&#8217;azionario anziché scommettere su multipli di borsa che dipendono da tassi bassi ed immissione di liquidità: punto su aziende che restituiscono cassa. Il filtro <em>Buyback</em> sullo S&amp;P 500 estrae valore dalle &#8220;Cash Cow&#8221; americane senza subire la duration infinita delle Big Tech che dominano l&#8217;indice standard.&nbsp;</p>



<p>Questo 60% azionario mira ad essere molto più &#8220;pesante&#8221; e solido di un MSCI World generico pur rimanendo ben diversificato e con un’equa gestione del rischio tassi.</p>



<p>L&#8217;inserimento delle <strong>Preferred Shares (5%)</strong> e degli <strong>Hybrid Bonds (5%)</strong> sfrutta titoli che si collocano nella parte bassa della struttura del capitale (subordinati), ma offrono flussi costanti. In un orizzonte di 4-5 anni, il rendimento cedolare &#8220;mangia&#8221; la volatilità del prezzo.</p>



<p>E’ nell’obbligazionario che applico la <strong>Liability Driven Investment (LDI)</strong>: il <strong>30% in Linker Europei (5 anni)</strong> fa da ancora. In uno scenario di inflazione persistente, proteggono il potere d&#8217;acquisto reale. La maturità media di 5 anni va a coprire esattamente l&#8217;orizzonte temporale dell’investitore. I<strong>l 7,5% High Yield &#8220;Fixed Maturity&#8221;:</strong> elimina il rischio di &#8220;duration drift&#8221;. So già che tra 5 anni quei titoli scadranno a 100 (salvo default, mitigati dalla diversificazione dell&#8217;ETF), garantendo un rendimento a scadenza certo e significativo nel momento in cui scrivo questo articolo.</p>



<p>Ne scaturisce un<strong> 60/40 Cash-Flow Driven </strong>(strategia a ‘Flussi Reali’), adatto ad un orizzonte temporale di 4,75 anni circa (che rappresenta l’esatta duration modificata stimata per l’intera asset allocation).</p>



<p>I punti di forza mirano ad essere<strong> un certo grado di resilienza all&#8217;inflazione imprevista ed un Basso Beta relativo:</strong> (la volatilità sarà sensibilmente inferiore al mercato grazie ai filtri &#8220;Quality&#8221; e &#8220;Low Vol&#8221;) e la coerenza matematica di una duration complessiva schiacciata sull&#8217;intervallo 4-5 anni.</p>



<p>Per mantenere coerente la strategia intrinseca a questa asset allocation nel tempo si abbinerebbe bene una tecnica di Ribilanciamento a Soglie di Volatilità.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--3"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://investimi.com/rubrica-bowman/#Archivio_Puntate">Tutte le Puntate della Rubrica di Bowman</a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>8 metodi avanzati per ridurre le bollette nel 2026</title>
		<link>https://investimi.com/risparmiare-sulle-bollette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 08:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia globale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmiare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=32962</guid>

					<description><![CDATA[Apri la bussola delle lettere ed è lì ad aspettarti… una busta bella cicciotta. Nel tuo cuore già lo sai, ma speri fino all&#8217;ultimo che non sia lei. Invece è proprio lei: la bolletta dell’energia dell&#8217;ultimo trimestre. Speri che le tecniche di risparmio che hai letto su Chatgpt ad inizio stagione abbiano funzionato e che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Apri la bussola delle lettere ed è lì ad aspettarti… una busta bella cicciotta.</p>



<p>Nel tuo cuore già lo sai, ma speri fino all&#8217;ultimo che non sia lei.</p>



<p>Invece è proprio lei: <strong>la bolletta dell’energia</strong> dell&#8217;ultimo trimestre.</p>



<p>Speri che le tecniche di risparmio che hai letto su Chatgpt ad inizio stagione abbiano funzionato e che il conto non sia troppo salato.</p>



<p>E invece.. sbam.</p>



<p>30% in più dello scorso anno.</p>



<p>Il punto è che <strong>non tutte le bollette si alzano perché stai consumando di più</strong>.<br>Spesso i costi si alzano a causa di elementi che non sono legati necessariamente a quanto hai effettivamente consumato.</p>



<p>Prima di cambiare abitudini quindi vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi:<br>“Sto pagando il giusto per come uso davvero casa mia?”</p>



<p>In questo articolo partiamo proprio da qui. Dalle tecniche meno ovvie di “consuma di meno”, ma che impattano veramente sul costo totale della bolletta.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 1: riduci la potenza impegnata</strong></h2>



<p><strong>La potenza impegnata è la quantità massima di elettricità che puoi usare in casa nello stesso momento senza far scattare il contatore.</strong></p>



<p>La potenza impegnata è uno di quegli elementi che si decidono un po’ a caso quando si rinnova il contratto con il fornitore luce, per poi dimenticarsi completamente.</p>



<p>Magari all’inizio sembrava una scelta prudente: <em>“meglio stare larghi, così non salta il contatore”</em>.</p>



<p>Il problema è che quella prudenza ha un <strong>costo che paghi ogni mese, indipendentemente da quanta energia consumi.</strong></p>



<p>In pratica, puoi anche essere diventato il massimo esperto di ottimizzazione dei consumi di elettricità, ma continuerai comunque a pagare come se vivessi in una casa molto più energivora.</p>



<p>La potenza impegnata infatti non è legata ai kWh che usi, ma a una quota fissa della bolletta.<br>Questo significa che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la paghi anche quando consumi zero,</li>



<li>la paghi in ogni singola bolletta</li>
</ul>



<p>Ed è proprio per questo che è una delle prime cose da controllare.</p>



<p>A questo punto potresti chiederti: “<strong>Come faccio a sapere se ho scelto correttamente la potenza impegnata?</strong>”.</p>



<p>Qui non servono tabelle o calcoli complicati. Basta osservare la tua quotidianità.</p>



<p>Se il contatore:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non salta praticamente mai</li>



<li>regge senza problemi anche quando usi più elettrodomestici insieme (prova per esempio con il classico test: asciugacapelli + forno)<br></li>
</ul>



<p>è molto probabile che tu abbia più potenza del necessario.</p>



<p>Questo succede spesso a chi vive da solo o in coppia, non ha un piano a induzione e non usa grandi carichi contemporaneamente.</p>



<p>Se ti trovi in questa situazione è probabile che tu abbia ampi margini di risparmio.</p>



<p>Se invece la luce salta solo raramente, potresti pensare di modificare leggermente le tue abitudini per evitare che la luce salti. Per esempio potresti far in modo di evitare di accendere contemporaneamente gli elettrodomestici più energivori.</p>



<p>Qui sotto trovi una tabella degli elettrodomestici che consumano di più:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left"><strong>Elettrodomestico</strong></th><th class="has-text-align-left" data-align="left"><strong>Potenza media (W)</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Asciugatrice</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">2.000–3.000 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Forno elettrico</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">2.000–2.500 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Phon</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">1.500–2.200 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Piano a induzione (1 zona)</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">1.500–2.000 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Ferro da stiro</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">1.500–2.000 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Lavastoviglie</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">1.200–2.200 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Scaldabagno elettrico</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">1.200–2.000 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Lavatrice</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">500–2.000 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Condizionatore</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">700–2.000 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Microonde</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">800–1.500 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Computer fisso</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">300–600 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Congelatore</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">100–250 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Frigorifero</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">100–300 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Televisore LED</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">80–200 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Console / decoder</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">10–200 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Laptop</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">50–100 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Lampadina LED</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">5–15 W</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Router / modem</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">8–15 W</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Ridurre la potenza impegnata è uno di quei cambiamenti “silenziosi” che ha un impatto minimo sulla tua vita quotidiana, ma che può farti risparmiare decine se non centinaia di euro ogni anno sulle bollette.</p>



<p>È una di quelle ottimizzazioni che una volta fatte danno i frutti, mese dopo mese, senza richiedere ulteriori sforzi.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 2: analizza la bolletta ed elimina i costi inutili</strong></h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/eq2z9ay9wws-1024x683.jpg" alt="person holding magnifying glass" class="wp-image-32974" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/eq2z9ay9wws-1024x683.jpg 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/eq2z9ay9wws-300x200.jpg 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/eq2z9ay9wws-768x512.jpg 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/eq2z9ay9wws-1536x1024.jpg 1536w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/eq2z9ay9wws.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Molti aprono la bolletta solo per una cosa: il totale da pagare. È comprensibile, ma è anche il motivo per cui tanti sprechi passano inosservati.</p>



<p>Una bolletta, in realtà, è un insieme di voci diverse. Alcune voci sono inevitabili (costi fissi). Altre voci invece sono extra.</p>



<p>Con il tempo tra <strong>offerte, rinnovi automatici e cambi di fornitore, è facile ritrovarsi a pagare</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>servizi accessori che non ci si ricorda nemmeno di aver attivato</li>



<li>costi fissi più alti della media</li>
</ul>



<p>Il problema è che, prese singolarmente, queste voci sembrano innocue. <strong>Qualche euro qua, qualche euro là, ma sommandole, mese dopo mese, anno dopo anno, finiscono per pesare parecchio.</strong></p>



<p>Il calcolatore qui sotto ti permette di stimare l’impatto delle spese ricorrenti considerando quanto avresti potuto guadagnare mettendo a rendita quei soldi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide"/>



<div id="opportunity-calculator">
  <div class="grid">
    <div class="field">
      <label for="importo">Importo per singola spesa (€)</label>
      <input type="number" id="importo" placeholder="Es. 50" value="50" />
    </div>
    <div class="field">
      <label for="frequenza">Frequenza</label>
      <select id="frequenza">
        <option value="365">Giornaliera</option>
        <option value="52">Settimanale</option>
        <option value="12" selected>Mensile</option>
        <option value="6">Bimestrale</option>
        <option value="4">Trimestrale</option>
        <option value="2">Semestrale</option>
        <option value="1">Annuale</option>
      </select>
    </div>
    <div class="field">
      <label for="anni">Durata (anni)</label>
      <input type="number" id="anni" placeholder="Es. 10" value="10" />
    </div>
    <div class="field">
      <label for="interesse">Rendimento annuo se investiti (%)</label>
      <input type="number" id="interesse" placeholder="Es. 5" step="0.1" value="5" />
    </div>
  </div>

  <button id="calcola" class="button primary">Calcola</button>

  <div id="risultato" aria-live="polite"></div>

  <div id="grafico-container">
    <canvas id="graficoOpportunita"></canvas>
  </div>
</div>

<style>
  #opportunity-calculator {
    font-family: "Segoe UI", Arial, sans-serif;
    padding: 1em;
    border: 1px solid #eee;
    border-radius: 12px;
    margin-bottom: 1em;
    background: #fff;
  }
  #opportunity-calculator h3 {
    margin: 0 0 0.25em;
    color: #111827;
    font-size: 1.25rem;
  }
  #opportunity-calculator .intro {
    margin: 0 0 0.75em;
    color: #4b5563;
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  #opportunity-calculator label {
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  #opportunity-calculator select,
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  #opportunity-calculator input:focus,
  #opportunity-calculator select:focus {
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  #opportunity-calculator .grid {
    display: grid;
    grid-template-columns: repeat(auto-fit, minmax(220px, 1fr));
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  /* BASE COMUNE PER TUTTI I PULSANTI */
  .button {
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  /* PULSANTE PRINCIPALE (PRIMARY) */
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    color: #ffffff;
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  /* PULSANTE SECONDARIO */
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    background-color: #ffffff;
    color: #1b0d1b;
    border: 2px solid #fa2b9d;
  }
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    background-color: #fedcef;
    color: #1b0d1b;
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  #graficoOpportunita {
    width: 100%;
    height: 320px;
    display: block;
  }
</style>

<script src="https://cdn.jsdelivr.net/npm/chart.js"></script>
<script>
  (function () {
    const importoEl = document.getElementById("importo");
    const frequenzaEl = document.getElementById("frequenza");
    const anniEl = document.getElementById("anni");
    const interesseEl = document.getElementById("interesse");
    const risultatoEl = document.getElementById("risultato");
    const graficoEl = document.getElementById("graficoOpportunita");
    let chart;

    const formatMoney = (val) =>
      val.toLocaleString("it-IT", { minimumFractionDigits: 2, maximumFractionDigits: 2 });

    const computeFutureValue = (mensile, anni, rateAnno) => {
      const i = rateAnno / 12;
      const m = Math.round(anni * 12);
      if (m === 0) return 0;
      if (i === 0) return mensile * m;
      const growth = Math.pow(1 + i, m);
      return mensile * ((growth - 1) / i);
    };

    const buildSeries = (mensile, anni, rateAnno) => {
      const points = [];
      const i = rateAnno / 12;
      const totalMonths = Math.max(1, Math.round(anni * 12));
      let saldo = 0;
      for (let m = 0; m <= totalMonths; m++) {
        if (m > 0) {
          saldo = saldo * (1 + i) + mensile;
        }
        points.push({ x: m, y: saldo });
      }
      return points;
    };

    const drawChart = (series) => {
      if (!series.length) {
        if (chart) chart.destroy();
        return;
      }
      const labels = series.map((p) => `Mese ${p.x}`);
      const data = series.map((p) => p.y);
      const ctx = graficoEl.getContext("2d");
      if (chart) chart.destroy();
      chart = new Chart(ctx, {
        type: "line",
        data: {
          labels,
          datasets: [
            {
              label: "Valore potenziale",
              data,
              fill: true,
              borderColor: "#fa2b9d",
              backgroundColor: "rgba(250, 43, 157, 0.14)",
              tension: 0.2,
              borderWidth: 3,
              pointRadius: 0,
            },
          ],
        },
        options: {
          maintainAspectRatio: false,
          scales: {
            x: {
              grid: { display: false },
              ticks: { maxTicksLimit: 12 },
            },
            y: {
              beginAtZero: true,
              grid: { color: "#e5e7eb" },
              ticks: {
                callback: (value) => new Intl.NumberFormat("it-IT").format(value),
              },
            },
          },
          plugins: {
            legend: { display: false },
            tooltip: {
              callbacks: {
                label: (ctx) =>
                  "€ " +
                  ctx.parsed.y.toLocaleString("it-IT", {
                    minimumFractionDigits: 2,
                    maximumFractionDigits: 2,
                  }),
              },
            },
          },
        },
      });
    };

    document.getElementById("calcola").addEventListener("click", () => {
      const importo = parseFloat(importoEl.value) || 0;
      const occorrenzeAnnue = parseFloat(frequenzaEl.value) || 0;
      const anni = parseFloat(anniEl.value) || 0;
      const interesse = (parseFloat(interesseEl.value) || 0) / 100;

      if (importo <= 0 || occorrenzeAnnue <= 0 || anni <= 0) {
        risultatoEl.textContent = "Inserisci importo, frequenza e durata validi.";
        risultatoEl.className = "error";
        risultatoEl.style.display = "block";
        drawChart([]);
        return;
      }

      const totaleAnnuale = importo * occorrenzeAnnue;
      const totaleVersato = totaleAnnuale * anni;
      const mensileEquiv = totaleAnnuale / 12;
      const valoreFuturo = computeFutureValue(mensileEquiv, anni, interesse);
      const differenza = valoreFuturo - totaleVersato;

      risultatoEl.innerHTML = `
        <strong>Costo diretto:</strong> € ${formatMoney(totaleVersato)} in ${anni} anni.<br>
        <strong>Valore potenziale se investito al ${ (interesse * 100).toFixed(2) }%:</strong> € ${formatMoney(valoreFuturo)}.<br>
        <strong>Costo opportunità (interessi persi):</strong> € ${formatMoney(Math.max(differenza, 0))}.
      `;
      risultatoEl.className = "";
      risultatoEl.style.display = "block";

      drawChart(buildSeries(mensileEquiv, anni, interesse));
    });
  })();
</script>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide"/>



<p>Come vedi, anche piccole somme con una frequenza elevata possono avere un grande impatto sul lungo termine!</p>



<p>Cosa vuol dire questo?</p>



<p>Oltre che sui consumi, devi concentrarti anche su</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>quote fisse</li>



<li>costi di commercializzazione</li>



<li>servizi aggiuntivi o opzionali inutilizzati</li>
</ul>



<p>Se trovi qualcosa che non sapresti spiegare a un’altra persona, è già un buon segnale che quella voce merita la tua attenzione.</p>



<p>Attenzione però.</p>



<p>Molte persone cambiano fornitore inseguendo uno sconto iniziale o un bonus di benvenuto. Fanno piacere, sia chiaro, ma attenzione ai costi totali nel lungo termine!</p>



<p>All’inizio le nuove condizioni sembrano un affare. Nel medio periodo, il risparmio si riduce fino ad azzerarsi. Nel lungo termine diventa sconveniente.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 3: cambia fornitore</strong></h2>



<p>Cambiare fornitore è spesso visto come la soluzione per abbassare le bollette.</p>



<p>Ed in molti casi è effettivamente così!</p>



<p>Però bisogna stare attenti. Non basta guardare la singola voce. Come abbiamo visto nel metodo precedente, bisogna considerare molti aspetti.</p>



<p>Parti dalle tue abitudini e in base a queste definisci le caratteristiche che il servizio deve avere.</p>



<p>Hai i pannelli solari e fotovoltaici e consumi principalmente durante il giorno? Probabilmente i consumi saranno relativamente bassi. Dovrai quindi stare attento ai costi fissi.</p>



<p>Sei fuori casa tutto il giorno e utilizzi luce e gas solo la sera? Probabilmente ha senso scegliere la tariffa bioraria.<br>Devi considerare tutti questi aspett<strong>i quando sottoscrivi un nuovo contratto luce e gas</strong>!</p>



<p>Invece cosa succede in molti casi?</p>



<p>Molti cambi nascono da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>uno sconto iniziale</li>



<li>un bonus di benvenuto</li>



<li>una telefonata convincente</li>
</ul>



<p>Il risultato è che si guarda solo al primo mese o ai primi tre, ignorando ciò che conta davvero: <strong>il costo complessivo nel tempo</strong>.</p>



<p>Spesso succede questo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>promo interessante all’inizio</li>



<li>tariffe molto convenienti con prezzo fisso, ma per un periodo</li>



<li>tariffe che diventano meno convenienti scaduto questo periodo</li>
</ul>



<p><strong>Il risparmio svanisce, ma il contratto resta.</strong></p>



<p>Quando valuti un cambio, la domanda non dovrebbe essere <em>“quanto risparmio subito?”</em>, ma: <strong>“Quanto mi costa questa tariffa su base annua, con i miei consumi reali?”</strong></p>



<p>Questo significa guardare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il prezzo dell’energia</li>



<li>la quota fissa</li>



<li>eventuali servizi inclusi (e se ti servono davvero)</li>



<li>la durata delle condizioni</li>
</ul>



<p>Se una tariffa è buona solo finché dura la promozione, probabilmente <strong>non è una buona tariffa</strong>.</p>



<p>Riassumendo quindi cosa fare?</p>



<p><strong>Analizza le tue abitudini di consumo e cerca il fornitore con l’offerta più conveniente per le tue abitudini!</strong> Ora probabilmente penserai: “grazie al cavolo”. Come faccio a individuare e a confrontare queste offerte?</p>



<p><strong>Ecco che servizi come <a href="https://investimi.com/switcho_informazioni" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow sponsored">Switcho</a>, che ci ha supportato nella realizzazione di questo articolo, acquistano molto senso.</strong></p>



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</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 4: evita le bollette stimate e i conguagli “a sorpresa”</strong></h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/5bvjmw_dyzm-1024x576.jpg" alt="sorpresa" class="wp-image-32975" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/5bvjmw_dyzm-1024x576.jpg 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/5bvjmw_dyzm-300x169.jpg 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/5bvjmw_dyzm-768x432.jpg 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/5bvjmw_dyzm-1536x864.jpg 1536w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/5bvjmw_dyzm.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Uno dei motivi per cui molte persone hanno la sensazione di pagare bollette imprevedibili è semplice: <strong>non stanno pagando quello che consumano davvero</strong>.</p>



<p>Le bollette stimate sono ancora molto più diffuse di quanto si pensi. Il problema non è solo che la stima possa essere sbagliata, ma è anche una questione di pianificazione.</p>



<p>Per lungo tempo magari pensi di star pagando poco su luce e gas. Ti confronti con gli amici e ti vanti di quanto poco stai pagando.</p>



<p>Poi arriva il giorno della lettura e del conguaglio et voilà. Risparmi vaporizzati e botta di centinaia di euro da pagare!.</p>



<p>Il risultato è una sensazione costante di disordine: mesi “leggeri” seguiti da mesi inspiegabilmente pesanti. Non riesci a capire come mai i costi delle bollette non c&#8217;entrano niente con quanto effettivamente consumi. In altre parole: è impossibile capire se le tue abitudini di risparmio abbiano effettivamente un impatto.</p>



<p><strong>Cosa puoi fare dunque nella pratica?</strong></p>



<p>La prima cosa da verificare è se i consumi indicati in bolletta sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>rilevati</strong></li>



<li><strong>autoletti</strong></li>



<li><strong>stimati</strong></li>
</ul>



<p>Se vedi spesso la parola “stimato”, è un segnale chiaro che stai perdendo controllo sul flusso delle spese.</p>



<p>Fare regolarmente l’autolettura (quando richiesta) non serve a risparmiare energia, ma serve a <strong>riportare ordine: paghi quello che consumi, quando lo consumi.</strong></p>



<p>Avere dei dati precisi e aggiornati può aiutarti a capire se:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>c’è un elettrodomestico difettoso che consuma più del dovuto,</li>



<li>c’è una perdita (soprattutto sull’acqua),</li>



<li>c’è un impianto non più efficiente</li>



<li>puoi migliorare effettivamente le tue abitudini di utilizzo</li>
</ul>



<p>Ecco perché eliminare le stime è una forma di prevenzione, non solo di controllo.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 5: scegli la tariffa oraria in base ai tuoi utilizzi</strong></h2>



<p>Molti contratti prevedono tariffe biorarie o multiorarie, ma la scelta viene spesso fatta in modo automatico, senza chiedersi se <strong>sia davvero adatta al proprio stile di vita</strong>.</p>



<p>Il punto è che non esiste una tariffa “migliore” in assoluto. <strong>Esiste la tariffa che si adatta bene alle tue abitudini di consumo dell’energia.</strong></p>



<p>C’è l’idea diffusa che la tariffa bioraria faccia sempre risparmiare. In realtà funziona solo se una parte significativa nelle fasce a prezzo più basso.</p>



<p>(La <strong>tariffa bioraria</strong> è una tariffa dell’energia in cui <strong>il prezzo cambia in base all’orario</strong>, costando meno la sera, nei weekend e nei festivi, e di più durante il giorno.)</p>



<p>Esempio di tariffa bioraria per l’elettricità:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="934" height="516" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/fasce-biorarie-elettricita.png" alt="Fasce biorarie elettricità" class="wp-image-32972" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/fasce-biorarie-elettricita.png 934w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/fasce-biorarie-elettricita-300x166.png 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/fasce-biorarie-elettricita-768x424.png 768w" sizes="(max-width: 934px) 100vw, 934px" /></figure>



<p>Se invece la maggior parte dei consumi avviene durante il giorno, la tariffa bioraria può diventare un boomerang.</p>



<p>Non serve un foglio Excel. Basta osservare una settimana tipo.</p>



<p>Chiediti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>quando fai lavatrici e lavastoviglie?</li>



<li>quando cucini di più?</li>



<li>quando sei effettivamente in casa?<br></li>
</ul>



<p>Se la risposta è “quasi sempre nelle ore diurne”, probabilmente una tariffa monoraria è più adatta. Se invece concentri diversi consumi la sera o nel weekend, allora la bioraria può avere senso.</p>



<p>Una volta scelta la tariffa giusta, ha senso <strong>spostare solo alcuni carichi</strong>, non stravolgere la vita:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>lavatrice e lavastoviglie</li>



<li>eventuale boiler elettrico</li>



<li>ricariche o cicli programmabili<br></li>
</ul>



<p>Qui il risparmio non nasce dal “fare meno”, ma dal <strong>fare le stesse cose in momenti leggermente diversi</strong>.</p>



<p>Ed è proprio questo il filo conduttore di tutte le <strong>tecniche avanzate di risparmio sulle bollette</strong>: <strong>non sacrificio, ma allineamento tra contratto, impianto e le tue abitudini reali</strong>.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 6: ottimizza il riscaldamento</strong></h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jsrnyyqxk2q-1024x683.jpg" alt="persona con giacca, freddo" class="wp-image-32973" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jsrnyyqxk2q-1024x683.jpg 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jsrnyyqxk2q-300x200.jpg 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jsrnyyqxk2q-768x512.jpg 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jsrnyyqxk2q-1536x1024.jpg 1536w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jsrnyyqxk2q.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Segreto numero 1 per il riscaldamento: usalo il meno possibile.</p>



<p>Eh grazie. Quando si parla di riscaldamento, il consiglio più diffuso è sempre lo stesso: <em>“abbassa di un grado”</em> o “utilizzalo il meno possibile”.<br>Non è sbagliato. Ma forse non è l’approccio migliore.</p>



<p>Il vero spreco spesso sta <strong>nel modo in cui fai lavorare l’impianto di riscaldamento.</strong>.</p>



<p>Molti impianti sono regolati in modo poco efficiente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>temperature di mandata troppo alte</li>



<li>accensioni e spegnimenti continui</li>



<li>orari non coerenti con la vita reale in casa</li>
</ul>



<p>Tutto questo porta a consumare di più senza migliorare il comfort.</p>



<p>Un riscaldamento che lavora in modo più costante, con temperature ben regolate, spesso consuma <strong>meno</strong> di uno che viene acceso e spento di continuo “per risparmiare”.</p>



<p>Paradossalmente, spegnere tutto e riaccendere spesso:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>fa lavorare la caldaia in modo più aggressivo,</li>



<li>aumenta i picchi di consumo,</li>



<li>riduce l’efficienza complessiva</li>
</ul>



<p>Cosa puoi fare dunque?</p>



<p>La risposta è programmare il riscaldamento al meglio.</p>



<p>Inizia accendendo il riscaldamento solo quando sei in casa e spegnendolo quando sei fuori. Magari per un maggior confort fallo partire da remoto un po’ prima. Così quando entri in casa c&#8217;è già una temperatura confortevole.</p>



<p>Ugualmente, spegni o abbassa il riscaldamento di notte. Numerose statistiche hanno evidenziato che temperatura migliore per dormire la notte è tra 15°C e 19°C, con una media ottimale di circa 18°C.</p>



<p>Per ottimizzare quindi potresti spegnere o iniziare ad abbassare il riscaldamento con un po’ di anticipo rispetto all’ora in cui ti metti a letto. In questo modo la casa si rinfresca piano piano e tu risparmi sulla bolletta!</p>



<p>Ricorda infatti, i grandi salti di temperatura non fanno bene al tuo portafoglio!</p>



<p>Questo vale sia per la temperatura reale, che nel settaggio del termostato Infatti accendere il riscaldamento a cannone impostando una temperatura molto alta non aiuta a scaldare più in fretta. Non fai altro che sovraccaricare il sistema!</p>



<p>Infine, c’è un errore molto diffuso: accendere e spegnere il riscaldamento “a sensazione”, solo quando si ha freddo. In realtà, questo porta spesso a consumare di più, perché l’impianto lavora a scatti e con picchi di potenza. Una programmazione semplice ma stabile, con abbassamenti nelle ore giuste, è quasi sempre più efficiente.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 7: fai piccoli interventi “strutturali” solo dove il ritorno è maggiore</strong></h2>



<p>Quando si parla di risparmio energetico, spesso si passa subito a soluzioni costose o invasive:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pannelli solari</li>



<li>pannelli fotovoltaici</li>



<li>pompe di calore…</li>
</ul>



<p>In realtà, non serve rifare casa per ottenere risultati discreti.<strong> Bastano piccoli interventi mirati</strong>, fatti nei punti giusti.</p>



<p>Vediamo alcuni esempi di piccoli interventi che possono portare un risparmio decisamente superiore rispetto al loro costo. In finanza si direbbe: gli investimenti che hanno il ritorno sull’investimento (ROI) più alto.</p>



<p>Alcuni esempi di interventi che hanno un ottimo rapporto costo/beneficio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>valvole termostatiche</strong>, se hai un impianto centralizzato o poco regolabile;</li>



<li><strong>cronotermostati programmabili</strong>, soprattutto se gli orari di casa sono regolari;</li>



<li>Sostituire<strong> guarnizioni e aggiungere para-spifferi</strong></li>
</ul>



<p>Questi piccoli interventi non solo riducono i consumi, ma possono anche migliorare il comfort e l&#8217;esperienza di utilizzo!</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodo 8: elimina i consumi invisibili</strong></h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="738" height="492" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jwfzrhgnzpa-edited.jpg" alt="" class="wp-image-32977" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jwfzrhgnzpa-edited.jpg 738w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/02/jwfzrhgnzpa-edited-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></figure>



<p>Piccoli parassiti che si annidano in ogni angolo.</p>



<p>Sono i <strong>consumi che &#8220;non si vedono” </strong>perché non sono legati ad un utilizzo vero e proprio. Ed è proprio questo che li rende così subdoli.</p>



<p>Parlo di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>stand-by</li>



<li>alimentatori sempre collegati</li>



<li>lucine led</li>



<li>piccoli schermi</li>



<li>dispositivi di domotica e smart home</li>
</ul>



<p>Presi singolarmente sembrano irrilevanti. Somma tutti i dispositivi, tutto il giorno, tutti i giorni. Ecco che possono fare la differenza a lungo termine.</p>



<p>Secondo alcune stime i consumi da apparecchi in standby possono pesare per circa 8%-10% della bolletta annuale. Parliamo di oltre 200 kWh e circa 65 € all’anno per una famiglia media.</p>



<p>Il problema è che questi consumi sono invisibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non li associ a un’azione precisa</li>



<li>non li percepisci come uno spreco</li>



<li>non li colleghi mai direttamente alla bolletta</li>
</ul>



<p>Quindi è difficile accorgersi di questi costi!</p>



<p>Cerchiamo una soluzione minimo sforzo, massima resa per questi costi.</p>



<p>La soluzione è abbastanza semplice. P<strong>otresti installare una ciabatta temporizzata o con un semplice interruttore e raggruppare tutti i dispositivi che funzionano insieme.</strong></p>



<p>Così in un attimo puoi accendere e spegnere tutto il sistema in un sol colpo!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>TV + decoder + stereo + console di gioco</li>



<li>modem e ripetitori</li>



<li>Smart home e caricabatterie</li>
</ul>



<p><strong>15 euro di ciabatta e sei a posto per la vita!</strong></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto puoi risparmiare (senza stravolgere la tua vita)</strong></h2>



<p>La parte interessante di tutte queste strategie è che <strong>non richiedono sacrifici continui</strong>.</p>



<p>Gran parte del risparmio arriva da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Riduzione dei costi fissi</li>



<li>contratti più coerenti con le tue necessità</li>



<li>impianti che lavorano meglio<br></li>
</ul>



<p>In molti casi, risparmiare sulle bollette non vuol dire ridurre i consumi, ma <strong>smettere di pagare per cose inutili</strong>.</p>



<p>Ed è proprio questo il tipo di risparmio più sano: quello che libera risorse senza peggiorare la qualità della vita.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p>Risparmiare sulle bollette non significa trasformarsi in un maniaco del risparmio. Significa semplicemente <strong>riallineare quello che paghi con quello che usi veramente.</strong>.</p>



<p>Se c’è un messaggio da portare a casa è questo:</p>



<p>Solo alla fine si pensa a “sacrifici” come temperature più basse e riduzione forzata dei consumi.<br>Prima si analizzano le proprie necessità, poi si sistemano i settaggi degli strumenti, si interviene su “quick e easy win&#8221; come ciabatte con pulsante e isolamenti efficienti. Poi si passa a interventi più impattanti come il cambio del contratto di fornitura.</p>



<p>Per questo ti invito nuovamente a scoprire Switcho, il servizio che ti aiuta ad individuare le migliori offerte su luce e gas e molto altro. Invia una foto della tua bolletta e lascia che Switcho la analizzi per individuare le migliori offerte in base alle tue abitudini di consumo!</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button">Risparmia sulle bollette con Switcho</a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovi Conti Fineco: confronto tra Fineco One, Classic e Max</title>
		<link>https://investimi.com/confronto-fineco-one-classic-max/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=32998</guid>

					<description><![CDATA[Il conto Fineco si fa in 3!Nascono: Dopo il lancio del conto Trading nel 2024, il 2026 segna un nuovo anno di rinnovamento per la banca italiana. L’obiettivo? Andare incontro alle diverse necessità dei clienti. Alcuni potrebbero non aver bisogno di assistenza prioritaria o di andare in filiale e quindi sarebbero felici di sacrificare questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-small-font-size" style="line-height:1.2"><em>Investire comporta rischi di perdita del capitale. Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità esclusivamente educative e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata. Investimi può percepire un compenso economico dai partner commerciali in relazione alla presenza di link in questa pagina. In accordo con le nostre <a href="https://investimi.com/editorialpolicy/">linee editoriali</a> e la nostra <a href="https://investimi.com/metodologia-rating-broker/">metodologia di valutazione</a>, le nostre analisi e valutazioni non sono in alcun modo influenzate da tali accordi commerciali. </em> <a href="https://investimi.com/termini/">Consulta i termini completi</a></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</div></div>



<p>Il conto Fineco si fa in 3!<br>Nascono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fineco One</strong></li>



<li><strong>Fineco Classic</strong></li>



<li><strong>Fineco Max</strong>.</li>
</ul>



<p>Dopo il lancio del conto Trading nel 2024, il 2026 segna un nuovo anno di rinnovamento per la banca italiana.</p>



<p>L’obiettivo?</p>



<p><strong>Andare incontro alle diverse necessità dei clienti</strong>. Alcuni potrebbero non aver bisogno di assistenza prioritaria o di andare in filiale e quindi sarebbero felici di sacrificare questi servizi pur di pagare un canone ridotto.</p>



<p>Altri invece potrebbero volere un trattamento più premium, e sarebbero disposti a pagare qualcosa in più pur di poter accedere a servizi dedicati.</p>



<p>Insomma, <strong>ogni cliente può avere necessità diverse, e l’obiettivo di questo split dell’offerta non può che accontentare un po’ tutti</strong>!</p>



<p>Detto questo, vediamo brevemente le <strong>differenze tra le 3 nuove tipologie di conto Fineco</strong>: One, Classic e Max.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Caratteristica</strong></th><th><strong>Fineco One</strong></th><th><strong>Fineco Classic</strong></th><th><strong>Fineco Max</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Canone mensile</strong></td><td><strong>Gratis</strong></td><td><strong>3,95 € / mese</strong></td><td><strong>29,95 € / mese</strong></td></tr><tr><td>Soglia per canone gratuito</td><td>Nessuna</td><td>Gratis con ≥ 50.000 €</td><td>Gratis con ≥ 500.000 €</td></tr><tr><td>Assistenza clienti</td><td>Email</td><td>Email + Telefono</td><td>Prioritaria</td></tr><tr><td>Carta di debito virtuale</td><td>Gratis</td><td>Gratis</td><td>Gratis</td></tr><tr><td>Carta di debito fisica</td><td>9,95 € / anno</td><td>5,95 € / anno</td><td>Gratis</td></tr><tr><td>Carta di credito</td><td>da 19,95 € / anno</td><td>da 19,95 € / anno</td><td>Gold gratuita</td></tr><tr><td>Versamenti ATM</td><td>2,95 €</td><td>Gratis</td><td>Gratis</td></tr><tr><td>Versamenti in filiale</td><td>Non disponibili</td><td>Disponibili</td><td>Disponibili</td></tr><tr><td>Trading e investimenti</td><td>Disponibili</td><td>Disponibili</td><td>Disponibili</td></tr><tr><td>PagoPA</td><td>Gratis</td><td>Gratis</td><td>Gratis</td></tr><tr><td>Pagamenti con carta di debito in valuta estera</td><td>Senza commissioni</td><td>Senza commissioni</td><td>Senza commissioni</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Analizziamo nel dettaglio ciascuno di questi conti.</p>



<section class="inv-fineco-promo-box" aria-label="Promozione Fineco 40 ordini gratis per 6 mesi">
  <header class="inv-fineco-header">
    <div class="inv-fineco-title">🎁Promozione Fineco “40 Ordini Gratis per 6 mesi”</div>
    <div class="inv-fineco-code">
      <div class="inv-fineco-code-pill" role="button" tabindex="0">
        <span class="inv-fineco-code-value">
          Codice: <strong id="invFinecoCode">TRD040-B1</strong>
        </span>

        <button
          type="button"
          class="inv-fineco-copy-icon"
          aria-label="Copia codice promozionale"
          title="Copia codice promo"
        >
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            <path d="M16 1H4a2 2 0 0 0-2 2v12h2V3h12V1Zm3 4H8a2 2 0 0 0-2 2v14a2 2 0 0 0 2 2h11a2 2 0 0 0 2-2V7a2 2 0 0 0-2-2Zm0 16H8V7h11v14Z"/>
          </svg>
        </button>
      </div>

      <div class="inv-fineco-feedback" id="invFinecoFeedback" aria-live="polite"></div>
    </div>
  </header>

  <div class="inv-fineco-body">
    <div class="inv-fineco-row">
      <span class="inv-fineco-label">Cosa ottieni</span>
      <span class="inv-fineco-value">
        40 ordini a commissioni gratuite per 6 mesi + 3 mesi di canone zero
      </span>
    </div>
    <div class="inv-fineco-row">
      <span class="inv-fineco-label">Validità</span>
      <span class="inv-fineco-value">
        Aperture conto fino al <strong>30/04/2026</strong>
      </span>
    </div>
    <div class="inv-fineco-row">
      <span class="inv-fineco-label">Strumenti inclusi</span>
      <span class="inv-fineco-value">
        Azioni, ETF, Obbligazioni (Italia, USA, Germania)
      </span>
    </div>
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      <span class="inv-fineco-label">Esclusioni</span>
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        Fondi, PAC/SICAV, Futures, Opzioni, Covered Warrants
      </span>
    </div>
  </div>

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<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Confronto nuovi conti Fineco</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="470" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2022/08/Fineco-conto-multicurrency-1024x470.png" alt="Fineco-conto-multicurrency" class="wp-image-8894" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2022/08/Fineco-conto-multicurrency-1024x470.png 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2022/08/Fineco-conto-multicurrency-300x138.png 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2022/08/Fineco-conto-multicurrency-768x353.png 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2022/08/Fineco-conto-multicurrency-150x69.png 150w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2022/08/Fineco-conto-multicurrency.png 1489w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Fineco One</h3>



<p><strong>Fineco One</strong> è il conto di ingresso dell’ecosistema Fineco visto che non prevede alcun <strong>canone mensile</strong>. Si rivolge a chi cerca un conto corrente essenziale e “digital first”.</p>



<p>Tra le principali caratteristiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>zero costi fissi</li>



<li>carta di debito virtuale gratuita</li>



<li>bonifici e pagamenti digitali gratis</li>



<li>operatività completa su trading e investimenti</li>
</ul>



<p>Restano a pagamento alcuni servizi accessori, come la carta fisica, la carta di credito e i versamenti di contante.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Fineco Classic</h3>



<p>Come puoi dedurre dal nome, il conto <strong>Fineco Classic</strong> riprende le caratteristiche del “vecchio” Conto Fineco.</p>



<p>Il canone è pari a <strong>3,95 euro al mese</strong>, ma si azzera automaticamente al superamento dei <strong>50.000 euro di patrimonio</strong>.</p>



<p>Cosa si ottiene</p>



<p>Rispetto a Fineco One, il conto Fineco Classic include:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>assistenza anche telefonica</li>



<li>costi ridotti per la carta fisica (5,99€ VS 9,99€ all’anno del conto Fineco One)</li>



<li>versamenti ATM gratuiti</li>



<li>possibilità di fare versamenti anche tramite filiale</li>
</ul>



<p>Insomma, un conto più completo rispetto al conto Fineco One, che può valere la pena se utilizzi una o molteplici di queste funzionalità!</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Fineco Max</h3>



<p>Al vertice dell’offerta si colloca <strong>Fineco Max</strong>: il conto “premium” con canone di <strong>29,95 euro al mese</strong>, azzerabile con <strong>500.000 euro di patrimonio</strong>.</p>



<p>L’offerta in questo caso si amplia decisamente (così come il prezzo):</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>assistenza prioritaria dedicata</li>



<li>carta di debito fisica e <strong>carta di credito Gold</strong>, entrambe gratuite</li>



<li>nessun costo per versamenti via ATM o in filiale prelievi</li>
</ul>



<p>È una soluzione pensata per clienti che desiderano servizi completi e un trattamento “premium”, senza compromessi.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Conti Fineco VS Conto Trading</h3>



<p>Come menzionato, Fineco One, Classic e Max si aggiungono al <strong>Conto Trading</strong>: il dedicato a coloro che non sono interessati ai servizi bancari, ma vogliono solamente fare trading e investire.</p>



<p><strong>Il Conto Trading infatti non ha funzionalità bancarie</strong> (se non il deposito e il prelievo della liquidità per supportare le attività di trading).</p>



<p>Inoltre, il Conto Trading perde anche parte delle funzionalità per il trading avanzato come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il conto multivaluta</li>



<li>l’accesso ad alcune tipologie di ordine</li>



<li>l’accesso ad alcuni derivati quotati in valuta estera</li>
</ul>



<p>Perchè dunque qualcuno dovrebbe optare per il Conto Trading?</p>



<p>Semplice, per una questione di convenienza economica.</p>



<p><strong>Il Conto Trading infatti gode di un piano commissionale dedicato, che può risultare più conveniente rispetto ai Conti Fineco One, Classic e Max.</strong></p>



<p>Maggiori dettagli in questo confronto:</p>



<p><a href="https://investimi.com/conto-trading-vs-conto-standard-fineco/">Conti Fineco VS Conto Trading: Quale scegliere?</a></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Quale Conto Fineco scegliere?</h2>



<p>Più conti = più difficoltà nella scelta.</p>



<p><strong>Quale conto Fineco scegliere? Meglio Fineco One, Classic o Max?</strong></p>



<p>Come avrai intuito la scelta tra queste 3 tipologie di conto dipende dalle funzionalità di cui hai bisogno.</p>



<p>La tabella qui sotto riassume in breve le differenze tra le 3 tipologie di Conto Fineco:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Caratteristica</strong></th><th><strong>Fineco One</strong></th><th><strong>Fineco Classic</strong></th><th><strong>Fineco Max</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Canone mensile</td><td>Gratis</td><td>3,95 € / mese</td><td>29,95 € / mese</td></tr><tr><td>Soglia per canone gratuito</td><td>Nessuna</td><td>Gratis con ≥ 50.000 €</td><td>Gratis con ≥ 500.000 €</td></tr><tr><td>Assistenza clienti</td><td>Email</td><td>Email + Telefono</td><td>Prioritaria dedicata</td></tr><tr><td>Carta di debito fisica</td><td>9,95 € / anno</td><td>5,95 € / anno</td><td>Gratis</td></tr><tr><td>Carta di credito</td><td>da 19,95 € / anno</td><td>da 19,95 € / anno</td><td>Gold gratuita</td></tr><tr><td>Versamenti ATM</td><td>2,95 €</td><td>Gratis</td><td>Gratis</td></tr><tr><td>Versamenti in filiale</td><td>Non disponibili</td><td>Disponibili</td><td>Disponibili</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Quale conto Fineco scegliere?</p>



<p><strong>Hai bisogno solo di funzionalità di trading? Verifica la convenienza tra conto Trading e Conti Fineco nell’analisi qui sopra.</strong></p>



<p><strong>Hai bisogno solo di servizi bancari digitali e pensi che non avrai bisogno di assistenza telefonica o di depositi in filiale?</strong></p>



<p><strong>Probabilmente il conto Fineco One fa per te.</strong></p>



<p><strong>Hai bisogno di qualche servizio in più? Fai l’upgrade al conto Fineco Classic.</strong></p>



<p><strong>Ti sei innamorato di Fineco e vuoi il servizio massimo disponibile? Fai il conto Fineco Max.</strong></p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:15%"></div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:70%">
<button 
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  class="cta-mid"
  onclick="copiaEMostra()"
>
  Copia il codice promo Fineco e vai alla pagina di attivazione
</button>

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    const testoDaCopiare = "TRD040-B1";

    navigator.clipboard.writeText(testoDaCopiare)
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            const feedbackElement = document.getElementById('feedback');
            feedbackElement.textContent = 'Codice promozionale ' + testoDaCopiare + ' pronto per essere incollato';
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                window.open('https://investimi.com/fineco_promo2_informazioni', '_blank');
            }, 2000);
        })
        .catch(err => {
            console.error('Errore durante la copia del testo', err);
            alert('Errore nella copia. Per favore inserisci il codice manualmente');
        });
}
</script>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:15%"></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Disclaimer:</em></p>



<p><em>Il presente sito e tutti i suoi collaboratori non sono responsabili né devono essere ritenuti responsabili per eventuali perdite o danni commerciali subiti avendo fatto affidamento sulle informazioni contenute su questo sito. I dati contenuti in questo sito non sono necessariamente forniti in tempo reale e non sono necessariamente accurati. Tutti i riferimenti a singoli strumenti finanziari non devono essere intesi come attività di consulenza in materia di investimenti, né come invito all’acquisto dei prodotti o servizi menzionati. Investire comporta il rischio di perdere il proprio capitale. Investi solo se sei consapevole dei rischi che stai correndo.</em></p>



<p><em>Fineco non si assume alcuna responsabilità per l’accuratezza o la completezza delle informazioni riportate in questo sito. Per ulteriori informazioni su Fineco visita il sito www.finecobank.com.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutte le novità 2026 del Fondo Pensione (spiegato semplice)</title>
		<link>https://investimi.com/fondo-pensione-novita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:24:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia globale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo pensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=32952</guid>

					<description><![CDATA[Quali sono le novità introdotte dalla legge di bilancio 2026 che riguardano il fondo pensione? In breve, le novità 2026 del fondo pensione sono: Cosa vuol dire in termini pratici per te che stai iniziando un nuovo lavoro o che stai valutando come ottimizzare la gestione del tuo TFR? Scopriamolo. Adesione automatica al fondo pensione: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Quali sono le novità introdotte dalla <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/12/30/25G00212/SG" target="_blank" rel="noopener">legge di bilancio 2026</a> che riguardano il fondo pensione?</strong></p>



<p>In breve, le novità 2026 del fondo pensione sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Iscrizione automatica</strong> al fondo per i neoassunti dal 1° luglio 2026</li>



<li><strong>TFR verrà indirizzato automaticamente</strong> al fondo pensione se non viene effettuata una scelta</li>



<li><strong>aumento dell’importo deducibile, che passa da 5.164€ a 5.300€</strong></li>



<li><strong>sarà possibile ottenere il bonus del datore di lavoro anche se non si opta per il fondo di categoria </strong>(salvo condizioni imposte dal ccnl)</li>



<li><strong>nuove possibilità di erogazione</strong> del capitale accumulato nel fondo</li>
</ul>



<p>Cosa vuol dire in termini pratici per te che stai iniziando un nuovo lavoro o che stai valutando come ottimizzare la gestione del tuo TFR?</p>



<p>Scopriamolo.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Adesione automatica al fondo pensione: cosa succede se non fai nulla</h2>



<p>Se stai entrando nel mondo del lavoro in questo periodo, uno dei cambiamenti più significativi riguarda le modalità di destinazione del TFR.</p>



<p>A partire dal 1°<strong> luglio 2026 infatti il fondo pensione sarà la scelta di default</strong>.<br>Questo meccanismo si basa sul cosiddetto <em>silenzio-assenso</em>: se non comunichi una scelta entro i tempi previsti (60 giorni), l’adesione al fondo pensione scatta in automatico.</p>



<p>Cosa vuol dire questo?<br>Facciamo un esempio pratico.</p>



<p>Inizi un nuovo lavoro nel settore privato a settembre 2026.<br>Nei primi mesi ti vengono consegnati diversi documenti, tra cui quelli relativi al <strong>TFR e alla previdenza complementare</strong>.</p>



<p>Nello specifico ti verrà chiesto se vorrai <a href="https://investimi.com/tfr-azienda-o-fondo-pensione/">destinare il tuo TFR al fondo pensione o lasciarlo in azienda</a>.</p>



<p>Se:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>non compili alcun modulo</strong>,</li>



<li>non indichi dove destinare il TFR,</li>
</ul>



<p>allora vieni <strong>iscritto automaticamente al fondo pensione previsto dal tuo contratto collettivo</strong> e il <strong>TFR maturando inizia a confluire nel fondo</strong>.</p>



<p>Altro caso molto comune: lavori già da anni, ma non hai compilato i moduli relativi alla scelta di destinazione del TFR messi a disposizione dalla nuova azienda<br>Dal 2026, <strong>la mancanza di una scelta esplicita viene interpretata come consenso</strong> all’adesione al fondo pensione di riferimento.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Aumento del limite di deducibilità del fondo pensione e contributo del datore di lavoro</h2>



<p>Ipotizziamo che tu abbia deciso di aderire al fondo pensione. La domanda successiva che potresti farti (visto che ti viene richiesta nel modulo di adesione) è:</p>



<p>Quanto contribuire al fondo pensione? Metto solo il TFR o faccio anche dei versamenti volontari?</p>



<p>Devi sapere infatti che se decidi di versare una percentuale del tuo stipendio nel fondo pensione puoi ottenere dei benefici fiscali extra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>deduzione dei contributi extra al fondo pensione (fino ad un massimo di 5.300€)</li>



<li>contributo aggiuntivo del datore di lavoro (se il contributo supera una determinata soglia prescritta dal ccnl).</li>
</ul>



<p>Anche nel 2026 i contributi versati al fondo pensione restano <strong>deducibili dal reddito imponibile IRPEF</strong>, entro un certo limite annuo.<br>La novità del 2026 è che questo limite è stato <strong>leggermente aumentato da 5164€ a 5300€</strong>, rendendo il vantaggio fiscale un po’ più ampio rispetto al passato.</p>



<p>Cosa vuol dire in termini pratici. Facciamo un esempio.</p>



<p>Hai un reddito lordo annuo di <strong>35.000 euro</strong> e versi <strong>3.000 euro l’anno</strong> nel fondo pensione (tra contributi volontari e TFR, per semplicità consideriamo solo i contributi deducibili).</p>



<p>Quei 3.000 euro:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>non vengono tassati oggi</strong>,</li>



<li>abbassano il tuo reddito imponibile da 35.000 a 32.000 euro.</li>
</ul>



<p>Se il tuo scaglione IRPEF medio è intorno al <strong>35%</strong>, il risparmio fiscale è di circa <strong>1.050 euro</strong> nell’anno.</p>



<p>In pratica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>versi 3.000 euro,</li>



<li>ma il “costo reale” per te è circa <strong>1.950 euro</strong>.</li>
</ul>



<p>Il resto lo stai recuperando grazie ad uno “sconto” sulle <strong>tasse.</strong></p>



<p>Le novità ed i vantaggi 2026 sul fondo pensione non finiscono qua.</p>



<p>Infatti a partire dal 2026 si apre uno spiraglio per estendere l’accesso al contributo obbligatorio del datore di lavoro anche ai fondi aperti e PIP.</p>



<p>Fino al 2025 infatti era possibile ottenere un contributo aggiuntivo del datore di lavoro nel caso in cui optassi per versare un contributo extra solitamente intorno al 1%.</p>



<p>Se effettuavi questo contributo extra tramite il datore di lavoro, Il datore di lavoro era obbligato a contribuire di tasca sua con un contributo extra secondo quanto prescritto dal CCNL.</p>



<p>In altre parole erano praticamente soldi gratis.&nbsp;</p>



<p>Fino al 2025 però c&#8217;era l&#8217;obbligo che il lavoratore optasse per il fondo di categoria per poter ottenere questo bonus.</p>



<p><strong>A partire dal 2026 invece il lavoratore potrà ottenere questo bonus anche optando per fondi pensione aperti e PIP. Questo a condizione che il CCNL non riporti esplicitamente che i lavoratore possa ottenere il contributo del datore di lavoro solo nel caso in cui opti per il fondo di categoria.</strong></p>



<p>Non sai la differenza tra fondo di categoria, fondo aperto e PIP? Approfondisci in questa guida:</p>



<p><a href="https://investimi.com/fondo-pensione-guida/">Differenza tra fondo di categoria, fondo aperto e PIP</a></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove possibilità di erogazione del capitale accumulato nel fondo</h2>



<p>Una delle novità 2026 più impattanti sull’utilizzo del fondo pensione riguarda le nuove possibilità di erogazione del capitale.</p>



<p>Dal 2026 le regole diventano <strong>più flessibili</strong>.</p>



<p>Vediamo cosa cambia in pratica.</p>



<p>Quando arrivi all’età pensionabile, il capitale accumulato nel fondo pensione può essere utilizzato in due modi principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una parte come <strong>capitale </strong>(liquidato al momento del pensionamento)</li>



<li>una parte come <strong>rendita</strong>, cioè una sorta di “pensione integrativa” pagata nel tempo</li>
</ul>



<p>Dal 2026 aumenta la <strong>quota massima che puoi ricevere subito in capitale</strong>, rendendo il fondo pensione più flessibile rispetto al passato.</p>



<p>In altre parole, <strong>hai più libertà su come e quando usare i tuoi soldi</strong>, senza essere obbligato a trasformarli quasi interamente in rendita.</p>



<p>Vai in pensione e nel fondo pensione hai accumulato <strong>120.000 euro</strong>.</p>



<p>Con le nuove regole:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>puoi chiedere <strong>una parte significativa subito, sotto forma di capitale</strong> (ad esempio 60–70.000 euro),</li>



<li>il resto viene trasformato in rendita mensile</li>
</ul>



<p>Oltre alla classica scelta “capitale + rendita”, dal 2026 vengono rafforzate modalità di utilizzo più graduali.</p>



<p>Questo significa che, in determinate condizioni, puoi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ricevere il capitale in modo <strong>frazionato su più anni</strong>,</li>



<li>pianificare prelievi programmati</li>



<li>adattare l’uscita alle tue reali esigenze di spesa</li>
</ul>



<p>Perché può essere utile? Vediamo uno scenario piuttosto credibile.</p>



<p>Vai in pensione a 67 anni, ma la pensione pubblica è più bassa del tuo ultimo stipendio e nei primi anni di pensione hai comunque spese piuttosto alte (casa, salute, famiglia, ecc…)</p>



<p>Grazie alle nuove regole del fondo pensione puoi optare per una rendita distribuita usare il capitale per integrare il reddito nei primi 5–10 anni.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Novità fondo pensione 2026: cosa fare ora</strong></h2>



<p>Il 2026 ha introdotto importanti novità per il fondo pensione, ma nulla di sconvolgente. I principi rimangono gli stessi.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>E’ aumentata la soglia di deducibilità dal 5164 a 5300</li>



<li>sono cambiate leggermente le modalità di sottoscrizione “automatica” in caso di mancanza di scelta esplicita</li>



<li>è stata introdotta la possibilità di ottenere il contributo del datore di lavoro anche per fondi aperti e PIP</li>



<li>sono cambiate leggermente le modalità di uscita.</li>
</ul>



<p>Piccoli ritocchi ma che non cambiano la sostanza.</p>



<p>Le scelte più rilevanti rimangono le stesse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/tfr-azienda-o-fondo-pensione/">lasciare il TFR in azienda o versarlo nel fondo pensione?</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/fondo-pensione-guida/">che tipologia di fondo pensione scegliere? Aperto, chiuso o PIP?</a></li>



<li>quale comparto del fondo pensione scegliere? Garantito, conservativo o aggressivo?</li>



<li><a href="https://investimi.com/pac-vs-fondo-pensione/">conviene versare i contributi volontari o meglio investire in autonomia?</a></li>
</ul>



<p>Cliccando sui link qui sopra troverai un approfondimento che ti permetterà di rispondere a tutte queste domande!</p>



<p>Se invece sei in cerca di una guida più generale sulla pianificazione per la pensione, ti invito a leggere la nostra guida gratuita sull’argomento:</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://investimi.com/pianificazione-pensionistica/">PIANIFICAZIONE PENSIONISTICA: 4 passi che devi conoscere</a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Portafoglio Rischio Bilanciato, Orizzonte Temporale Medio &#124; Analisi</title>
		<link>https://investimi.com/portafoglio-rischio-bilanciato-orizzonte-medio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 07:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=32348</guid>

					<description><![CDATA[Puntate precedenti: Passare da un rischio “Moderato” ad un rischio “Bilanciato” su un orizzonte temporale di 4-5 anni può apparire molto semplice: l’intelligenza artificiale e l’azionario. Il patto con il risparmiatore diventa non più “rischiare contenute perdite dopo i o il ‘distributore di servizi d’investimento’ con le Asset Allocation basilari pre-compilate dalla casa d’investimento semplicemente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-ast-global-color-3-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-c839e931a3ff3b49edf6d27c22ab6d0f is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-8dd13e6d wp-block-group-is-layout-constrained" style="background-color:#eeeeee;padding-right:var(--wp--preset--spacing--60);padding-left:var(--wp--preset--spacing--60)"><div class="wp-block-group__inner-container">
<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Puntate precedenti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/rubrica-bowman/">Dettagli su questa serie di approfondimenti</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/frontiera-efficiente/">Fondamenti teorici per la costruzione di un portafoglio</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/portafoglio-rischio-moderato-orizzonte-medio/">Portafoglio Rischio Moderato, Orizzonte Temporale Medio (Puntata 7)</a></li>
</ul>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</div></div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Passare da un rischio “Moderato” ad un rischio “Bilanciato” su un <strong>orizzonte temporale di 4-5 anni</strong> può apparire molto semplice: l’intelligenza artificiale e l’azionario.</p>



<p>Il patto con il risparmiatore diventa non più “rischiare contenute perdite dopo i o il ‘distributore di servizi d’investimento’ con le Asset Allocation basilari pre-compilate dalla casa d’investimento semplicemente incrementerebbe il nostro periodo d’investimento”, ma “<strong>rischiare perdite non devastanti ma che potrebbero coinvolgere una porzione del capitale, ad esempio un 20%</strong>”, il resto è semplice calcolo della volatilità degli Asset Storici e stima del rischio negli scenari trascorsi d’investimento.</p>



<p>Invece una soluzione più sofisticata ed evoluta prevede la comprensione della <strong>transizione tra una strategia di “Moderazione” del rischio ad una strategia di “Bilanciamento” del rischio</strong>. Se prima il motore del rendimento era quella percentuale di ‘capitale di rischio’ che mi era lecito inserire nell’Asset Allocation che dovevo ‘coprire’ come in un’opzione sintetica con fattoriali a controllo della volatilità o fornitori di ‘capitale certo’, <strong>il mandato di transitare dalla strategia “Moderata” a quella “Bilanciata” prevede l’introduzione del concetto di ‘Bilanciamento tra Rischi Contrapposti’.</strong></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Analisi storica</h2>



<p>Un approccio dilettantistico si limita ad aumentare il beta (l&#8217;esposizione al mercato), ma la fallacia di questo approccio è il basare la conoscenza del mercato su dati STORICI.</p>



<p>Nel 2008, come nel 2020, ma anche durante la Bolla del Dot Com (giusto per citare scenari degli ultimi 25 anni appena) il mercato non si è comportato come ‘da storico’, tuttavia<strong> i FONDAMENTALI del mercato stesso sono rimasti i medesimi</strong>, fatta eccezione la straordinaria immissione di liquidità del 2020 (che comunque segue un trend di debito aggregato in crescita storica) con locale impennata dell’inflazione in particolare dal 2021 al 2023.</p>



<p>L’ottimizzazione, in una strategia di BILANCIAMENTO anziché MODERAZIONE<strong> cerca di portare le correlazioni a 1</strong> (ovvero a minimizzarle, a bilanciarle) … ma la vera sfida per il consulente è riuscire a farlo con un orizzonte temporale contenuto come i 5 anni (sul lungo termine è facile).&nbsp;</p>



<p>Se nel &#8220;Moderato&#8221; la protezione era quasi meccanica (Maturity Matching e capitale certo), nel &#8220;Bilanciato&#8221; la protezione deve diventare dinamica e strutturale, ma introdurre dinamismo e struttura su 4-5 anni di ‘tempo massimo’ prevede dei calcoli non banali.</p>



<p>Il fattore tempo, infatti, nel profilo bilanciato smette di essere un alleato passivo e diventa una variabile critica che richiede ingegneria finanziaria, non solo statistica. Se abbiamo solo 60 mesi, non possiamo permetterci di aspettare che il mercato &#8220;si aggiusti&#8221; (siamo al di sotto del <a href="https://investimi.com/ciclo-economico/">ciclo economico</a>). <strong>Dobbiamo costruire una struttura che gestisca attivamente la path dependency (il percorso dei rendimenti).</strong></p>



<p>Poiché non abbiamo il lusso di ignorare la path dependency, <strong>dobbiamo inserire in portafoglio asset a convessità positiva</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-ast-global-color-6-background-color has-background"><em>La <strong>convessità </strong>è una proprietà delle obbligazioni che descrive come il loro prezzo reagisce ai grandi movimenti dei tassi di interesse.</em><br><em>In parole semplici, un titolo con alta convessità tende a salire molto quando i tassi scendono e a scendere meno quando i tassi salgono.</em><br><em>Questa asimmetria rende la convessità una forma di protezione naturale del portafoglio nei momenti di forte stress dei mercati, perché permette alle obbligazioni di compensare rapidamente le perdite delle componenti più rischiose.</em></p>
</blockquote>



<p><strong>In un&#8217;asset allocation bilanciata a 5 anni, la componente obbligazionaria non deve essere solo un fornitore di cedole, ma un &#8220;opzione di protezione&#8221; implicita.</strong></p>



<p>L&#8217;utilizzo tattico di una quota di titoli di Stato a lunga duration (anche oltre l&#8217;orizzonte dei 5 anni) serve esattamente a questo: in caso di shock esogeno e crollo azionario, la rivalutazione convessa del prezzo del bond lungo bilancia istantaneamente il portafoglio. <strong>È un meccanismo di autobilanciamento che non dipende dalla statistica storica, ma dalla matematica finanziaria dei tassi.</strong></p>



<p>Questo per spiegare le mie scelte in una proposta di gestione del rischio, su 60 mesi, BILANCIATA, ci avviciniamo alla sfida definitiva dell&#8217;ingegneria finanziaria: ottenere una convessità positiva senza estendere la maturity oltre i 5 anni, cercando al contempo di bilanciare un azionario quanto più &#8220;accelerato&#8221; possibile (asset Growth a ciclo breve).</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">&nbsp;Asset allocation</h2>



<h3 class="wp-block-heading">10% Azionario Eurozona “Large Cap”</h3>



<p>Per 1/5 del capitale vado ad osservare un bilanciamento tra due asset molto decorrelati ma complementari, l’azionario delle grandi aziende (maggiore stabilità storica e forte liquidità) dei paesi della zona euro (assenza di rischio valutario), abbinati a obbligazionario ma dei paesi emergenti.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">10% Titoli Governativi di Paesi Emergenti</h3>



<p>L’altro 50% di questo sotto-paniere è rappresentato dai titoli governativi, espressi non in valuta locale (estremamente volatile e tendenzialmente debole), ma i<strong>n valute forti senza copertura valutaria</strong>. Usualmente <strong>la valuta più rappresentata è il dollaro</strong>, questo comporta un asset che cerca bilanciamento con l’azionario dell’eurozona (equipesato) dividendo il rischio valuta su un settore obbligazionario ad alto rischio e la volatilità su un azionario domestico a grande capitalizzazione e liquido.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">20% Capitale di Rischio (Azionario Globale)</h3>



<p><strong>Motore primario della crescita è un azionario globale “All World”</strong> (ottimi gli indici All Country World Index) che aggiunge la massima diversificazione al capitale di rischio. L’opzione di valutare una distribuzione ‘All Cap’ (quindi inserendo anche titoli a piccola capitalizzazione) la vedo sfavorevole ad un portafoglio bilanciato a 5 anni per via della maggiore lunghezza del ciclo economico delle aziende di capitalizzazione inferiore.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">7,5% Azionario Settoriale &#8211; Informatica e Software e 7,5% Azionario Settoriale &#8211; Healthcare e Biotecnologia</h3>



<p>Una strategia di bilanciamento si basa sulla contrapposizione tra obbligazionari ad alta “Convessità” e azionario tendenzialmente adeguato all’orizzonte temporale ma che punti a massimizzare il rendimento.</p>



<p>Gli indici di produttività e di crescita in questo momento storico del settore della tecnologia, e specificamente del sotto-settore dell’informatica e delle software house, insieme al settore sanitario nel suo sotto-settore della tecnologia medica, registran<strong>o “Durata finanziaria” (ovvero capacità di rigenerare il capitale investito) record</strong>.</p>



<p>Se l’utilizzo di settoriali in un orizzonte temporale solo intermedio è generalmente sconsigliato per via del ciclo economico molto più lungo degli investimenti di settore, in questa strategia di portafoglio “bilanciata” l’obiettivo è<strong> equipesarli con un obbligazionario governativo che presenti un’alta convessità, ovvero la proprietà di essere sensibili in maniera non lineare ai tassi d’interesse.</strong></p>



<p>In altre parole:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>in uno scenario di crescita (tassi elevati) la sofferenza di asset governativi lunghi è compensata da un’alta redditività attesa di settoriali ad alta crescita e bassa durata finanziaria</li>



<li>in uno scenario di tracollo economico di questi ultimi una strategia di probabile immissione di liquidità nei mercati porterebbe ad una crescita più che proporzionale di obbligazioni solide ed a lungo termine poste sull’altro piatto della bilancia.</li>
</ul>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">15% Titoli di Stato ad Alta Convessità: trentennali a cedola ridotta</h3>



<p>Nell’altro braccio del bilanciere vado quindi a porre titoli di Stato trentennali (anche qualcosa di più) di emittenti solidi (possibilmente con <strong>rating tra AAA e A</strong>, incluse alcune emissioni sovranazionali), scegliendo possibilmente<strong> titoli dalla cedola bassa per incrementare ancora di più la sensibilità ad eventuali manovre dei tassi d’interesse.</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">15% Titoli di Stato Zero Coupon con Maturity 5 anni</h3>



<p>L’ultima parte del portafoglio è composta da obbligazioni che devono ottimizzare l’efficienza del portafoglio. <strong>I titoli di Stato Zero Coupon (ovviamente in valuta domestica) con una Maturità (scadenza) esattamente pari all’orizzonte temporale sono ideali perché hanno Durata Finanziaria e Maturity equivalenti.</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">5% Obbligazioni Convertibili (con copertura valutaria)</h3>



<p>Obbligazioni societarie convertibili, ovviamente in valuta domestica o attraverso fondi/ETF con copertura valutaria, andrebbero scelte preferibilmente di aziende a grande capitalizzazione o di settori solidi. Rappresentano un ponte ideale tra capitale di rischio e capitale di debito, perché <strong>gestiscono l’incertezza del percorso su una durata media (5 anni)</strong>.</p>



<p>Visto che siamo sotto il ciclo economico il TIMING è fondamentale, se nei primi anni l&#8217;azionario fosse laterale, la convertibile continuerebbe a pagare una cedola, se poi ‘strappasse’ verso l’alto, la convertibile accelererebbe la performance finale del portafoglio senza esporci troppo al “Beta” del mercato azionario puro.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">10% Obbligazioni Societarie ad Alto Rendimento (High Yield) con copertura valutaria</h3>



<p>Un obbligazionario che rimane valido su una durata finanziaria di 5 anni ed all’interno di un portafoglio bilanciato 45/55 è il High Yield. Essendo più correlato al mercato di un obbligazionario classico, ma meno di un azionario puro, qui corregge l’asset allocation verso quel bilanciamento puro teorico 50-50, restituendo <strong>sia rendimento atteso elevato che durata finanziaria compatibile con un orizzonte a 60 mesi.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="691" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/diagramma-rischio-rendimento-portafoglio-bilanciato-1024x691.png" alt="
diagramma-rischio-rendimento-portafoglio-bilanciato" class="wp-image-32350" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/diagramma-rischio-rendimento-portafoglio-bilanciato-1024x691.png 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/diagramma-rischio-rendimento-portafoglio-bilanciato-300x202.png 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/diagramma-rischio-rendimento-portafoglio-bilanciato-768x518.png 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/diagramma-rischio-rendimento-portafoglio-bilanciato.png 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Il risultato finale di questa architettura è un Portafoglio a Bilanciamento Dinamico e Convesso. Con questa Asset Allocation punto a risolvere il dilemma di medio termine (60 mesi) di <strong>massimizzare il rendimento senza rimanere vittima di una ‘volatilità di percorso’ inferiore al ciclo di recupero dell’economia nel suo complesso.</strong></p>



<p>Un’attenzione alla selezione da me operata: <strong>tutti i FONDAMENTALI degli asset scelti sono delicati ed importanti dato che la strategia è “Bilanciamento sulla Convessità”</strong>. In QUESTO momento storico l’obbligazionario governativo di buona qualità e trentennale (15% del capitale) ha proprietà di Convessità superiore ad 1 e forma un Super-Bilanciere con una pari quantità (15%) di azionari tematici ad Alta Crescita con una Durata Finanziaria corta.</p>



<p>Sebbene il fondamentale possa cambiare nell’arco di cinque anni per ragioni storiche ed economiche, l’orizzonte temporale considerato è sufficientemente contenuto da non farci ritenere probabile un cambiamento repentino. È infatti difficile che il settore azionario biotecnologico e quello del software vengano estromessi dall’economia globale in un arco di tempo così breve. Allo stesso modo, è poco plausibile che la qualità dei titoli di debito deperisca in modo tanto rapido.</p>



<p>Lo stesso ragionamento vale per altri pesi inseriti nel nostro super-bilanciere. Pensiamo, ad esempio, alla <strong>forte ma simmetrica decorrelazione rispetto ai bond emergenti e all’azionario dell’eurozona</strong>. Rientrano in questo quadro anche le caratteristiche dei <strong>bond convertibili e di quelli ad alto rendimento, bilanciate dalla presenza di titoli zero coupon</strong> che, su un orizzonte di cinque anni, offrono comunque un rendimento positivo e certo.</p>



<p>In altri periodi storici, come ad esempio alla fine del 2021, il contesto era molto diverso: non esisteva convessità dei bond da sfruttare, ovvero rendimenti potenziali a scadenza comparabili alla volatilità dell’azionario. In una situazione di questo tipo, il valore di tali fondamentali sarebbe stato completamente diverso e il portafoglio ne sarebbe risultato fortemente sbilanciato.</p>



<p>Per comprendere perché in questa strategia bilanciata a 5 anni inseriamo titoli di Stato trentennali a cedola bassa, devo evocare il concetto di <strong>convessità</strong>. Se la <em>duration</em> ci dice quanto un&#8217;obbligazione, messa nel portafoglio, è sensibile al variare dei tassi d’interesse, <strong>la convessità è la mia &#8220;polizza assicurativa&#8221; contro i grandi shock dei mercati.</strong></p>



<p><strong>Quindi:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>DURATION interessa i tassi d’interesse</strong></li>



<li><strong>CONVESSITÀ <strong>interessa </strong>i mercati finanziari</strong></li>
</ul>



<p>In finanza, il rapporto tra il prezzo di un&#8217;obbligazione e i tassi di interesse non è una linea retta, ma una curva. La convessità è la misura dell’inclinazione di questa curva: un titolo ad alta convessità è molto “curvo”: se i tassi scendono (qui si considera a causa di un crollo dei mercati azionari, per quello riguarda il mercato e non le politiche sui tassi), il prezzo dell’obbligazione sale più velocemente di quanto non scenda quando i tassi salgono.</p>



<p><strong>Tenere DURATION brevi ci protegge dai tassi in rialzo, tenere CONVESSITÀ alte ci protegge dai crolli del mercato.</strong></p>



<p>Questa asimmetria matematica è straordinaria: in caso di crisi sistemica, questi titoli &#8220;lunghi&#8221; nel nostro portafoglio agiscono come un airbag che si gonfia istantaneamente, offrendo una rivalutazione che compensa le perdite della parte azionaria.</p>



<p>Questa asset allocation, quindi è un modello di ingegneria finanziaria avanzata,<strong> concepita per per garantire che il portafoglio non subisca passivamente il percorso del mercato, ma risponda con una forza elastica capace di proteggere il valore reale del capitale proprio quando ce n&#8217;è più bisogno.</strong></p>



<p>Data la variazione dei tassi e della convessità dei bond, quindi, questa asset allocation va considerata un “Paniere Efficiente” oggi, una soluzione ingegneristic<strong>a corretta per il set-up macroeconomico attuale</strong> e verosimilmente efficiente su un orizzonte ragionevolmente corto (5 anni), ma ha scarsa universalità come &#8220;Portafoglio Modello&#8221; o &#8220;Strategia Universale&#8221;, ammesso che qualcosa ce l’abbia.</p>



<p>Il rendimento medio annuo composto atteso per questa soluzione io lo giudicherei intorno al 6,5%-6,75% l’anno, ma il fattore mercato sarà determinante.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--4"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://investimi.com/rubrica-bowman/#Archivio_Puntate">Tutte le Puntate della Rubrica di Bowman</a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Educati e Finanziati: riassunto del corso Base di Finanza</title>
		<link>https://investimi.com/educati-e-finanziati-coletti/</link>
					<comments>https://investimi.com/educati-e-finanziati-coletti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 09:58:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://investimi.com/?p=26254</guid>

					<description><![CDATA[Ti piacerebbe vero un bel riassunto del corso Educati e Finanziati di Paolo Coletti? Oggi è il tuo giorno fortunato perché è proprio quello che stai per trovare qui sotto. Il corso Educati e Finanziati del noto professore mio conterraneo è ormai diventato uno dei punti di riferimento per tutti coloro che si stanno avvicinando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ti piacerebbe vero un bel<strong> riassunto del corso Educati e Finanziati di Paolo Coletti</strong>?</p>



<p>Oggi è il tuo giorno fortunato perché è proprio quello che stai per trovare qui sotto.</p>



<p>Il<strong> corso Educati e Finanziati</strong> del noto professore mio conterraneo è ormai diventato uno dei punti di riferimento per tutti coloro che si stanno avvicinando al mondo della finanza personale e degli investimenti.</p>



<p>L’unico problema del corso Educati e Finanziati di Coletti?</p>



<p>E’ molto lungo!<br>Ecco perché oggi cercheremo di riassumere <strong>le informazioni chiave del corso Educati e Finanziati</strong>.</p>



<p>Nota che per definizione, in un riassunto si perdono informazioni. Quindi sicuramente la versione originale di Coletti è sicuramente più ricca di dettagli e approfondimenti. Quindi <strong>se hai un po’ di tempo ti invito a guardare la versione completa disponibile su YouTube</strong>.</p>



<p>Fatta queste importante precisazione, iniziamo dalle basi basi.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Strumenti per gestire le tue finanze</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="831" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/04/iclzbvw5w5a-1024x831.jpg" alt="" class="wp-image-26255" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/04/iclzbvw5w5a-1024x831.jpg 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/04/iclzbvw5w5a-300x244.jpg 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/04/iclzbvw5w5a-768x624.jpg 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/04/iclzbvw5w5a.jpg 1478w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conto corrente</strong></h3>



<p>Il <a href="https://investimi.com/conto-corrente-come-funziona/">conto corrente</a> è uno strumento bancario essenziale per la gestione quotidiana del denaro. Permette di effettuare pagamenti, ricevere bonifici, prelevare contanti e domiciliare utenze. Solitamente non offre rendimenti sugli importi depositati ed è soggetto a costi di gestione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Carta di debito</strong></h3>



<p>La carta di debito è collegata direttamente al conto corrente e consente di effettuare pagamenti e prelievi utilizzando il saldo disponibile. Ogni transazione viene addebitata immediatamente, senza possibilità di spendere più di quanto si possiede.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Carta di credito</strong></h3>



<p>La carta di credito permette di effettuare acquisti e pagamenti con addebito posticipato, generalmente a fine mese. Può offrire la possibilità di rateizzare gli importi spesi, ma è soggetta a tassi di interesse se non si salda il debito nei tempi previsti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Carta prepagata</strong></h3>



<p>La carta prepagata è una soluzione ricaricabile che permette di effettuare pagamenti senza essere collegata direttamente a un conto corrente. È utile per il controllo delle spese, ma spesso ha limiti di utilizzo e può prevedere costi di ricarica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conto deposito</strong></h3>



<p>Il <a href="https://investimi.com/conto-deposito-guida/">conto deposito</a> è un conto bancario che offre un rendimento sugli importi depositati. Può essere libero o vincolato, con tassi di interesse variabili in base alla tipologia e alla durata del vincolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conto deposito libero</strong></h3>



<p>Il conto deposito libero consente di prelevare i fondi in qualsiasi momento senza penalizzazioni, ma solitamente offre tassi di interesse più bassi rispetto ai conti deposito vincolati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conto deposito vincolato</strong></h3>



<p>Il conto deposito vincolato prevede che il denaro rimanga bloccato per un periodo di tempo stabilito, offrendo in cambio un tasso di interesse più elevato. I prelievi anticipati possono essere soggetti a penalizzazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conto titoli</strong></h3>



<p>Il conto titoli è una particolare tipologia di conto presso una banca o un intermediario finanziario (<a href="https://investimi.com/broker-online-guida/">broker</a>) che consente di detenere e gestire strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, ETF e fondi comuni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Azioni</strong></h3>



<p>Le <a href="https://investimi.com/azioni-cosa-sono/">azioni</a> rappresentano quote di proprietà di una società. Chi acquista azioni diventa azionista e può beneficiare di dividendi e dell’aumento di valore del titolo, ma è anche esposto al rischio di perdite in caso di andamento negativo dell’azienda.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Obbligazioni</strong></h3>



<p>Le <a href="https://investimi.com/obbligazioni/">obbligazioni</a> sono strumenti di debito emessi da enti pubblici o privati per finanziare le proprie attività. Offrono un rendimento sotto forma di interessi periodici e il rimborso del capitale a scadenza. Il rischio varia in base all’emittente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fondi comuni</strong></h3>



<p>I <a href="https://investimi.com/fondi-comuni-di-investimento-cosa-sono/">fondi comuni di investimento</a> raccolgono il capitale di più investitori per investirlo in un portafoglio diversificato di strumenti finanziari. Sono gestiti da società di gestione e offrono vantaggi in termini di diversificazione, ma comportano costi di gestione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ETF</strong></h3>



<p>Gli <a href="https://investimi.com/guida-base-etf/">ETF</a> (Exchange Traded Fund) sono fondi di investimento che replicano l’andamento di un indice di mercato e sono negoziati in borsa come le azioni. Offrono costi di gestione ridotti e ampia diversificazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ETF azionari</strong></h3>



<p>Gli ETF azionari investono in un paniere di azioni replicando un indice di riferimento, come l’S&amp;P 500 o l’MSCI World.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ETF obbligazionari</strong></h3>



<p>Gli ETF obbligazionari replicano l’andamento di indici di obbligazioni, come titoli di stato o corporate bond. Sono utilizzati per diversificare il portafoglio e ridurre la volatilità rispetto agli investimenti azionari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ETF monetari</strong></h3>



<p>Gli <a href="https://investimi.com/etf-monetari/">ETF monetari</a> investono in strumenti finanziari a breve termine, come titoli di stato con scadenze brevi. Offrono rendimenti generalmente bassi ma elevata sicurezza e liquidità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ETC e ETN</strong></h3>



<p>Gli ETC (Exchange Traded Commodity) e gli ETN (Exchange Traded Note) sono strumenti finanziari negoziati in borsa che permettono di investire in materie prime (oro, petrolio, ecc…) o in indici di mercato specifici.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Derivati</strong></h3>



<p>I <a href="https://investimi.com/derivati-cosa-sono/">derivati</a> sono strumenti finanziari il cui valore dipende dall’andamento di un altro asset, come azioni, obbligazioni, valute o materie prime. CI sono diverse tipologie di derivati: opzioni, futures, swap, ecc… Sono utilizzati per copertura o speculazione. Se stai leggendo questo riassunto di Educati e Finanziati probabilmente non avrai bisogno di utilizzarli (almeno per il momento).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fondo pensione</strong></h3>



<p>Il <a href="https://investimi.com/fondo-pensione-guida/">fondo pensione</a> è uno strumento di investimento a lungo termine pensato per accumulare capitale in vista della pensione. Il fondo pensione gode di importanti <a href="https://investimi.com/4-strumenti-per-investire-con-vantaggi-fiscali/">vantaggi fiscali</a> rispetto ad altre forme di investimento, ma comporta dei vincoli che limitano l’accesso al capitale prima della pensione.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Strategia dei 4 Pilastri</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/03/i2hs7w9clf8-1024x683.jpg" alt="4 pilastri" class="wp-image-25559" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/03/i2hs7w9clf8-1024x683.jpg 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/03/i2hs7w9clf8-300x200.jpg 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/03/i2hs7w9clf8-768x512.jpg 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/03/i2hs7w9clf8-1536x1024.jpg 1536w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/03/i2hs7w9clf8.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ora che abbiamo visto brevemente le diverse tipologie di strumenti per gestire i tuoi soldi, cerchiamo di capire come utilizzarli.</p>



<p>In altre parole cerchiamo di capire<strong> quando lasciare i soldi sul conto corrente, quando usare le diverse tipologie di conto deposito, azioni, obbligazioni, ETF, ecc…</strong></p>



<p>Per scegliere lo strumento più adatto, Coletti suggerisce di utilizzare la <a href="https://investimi.com/4-pilastri-coletti/">strategia dei 4 Pilastri</a>.</p>



<p>Questa strategia, <strong>basata sui principi del </strong><a href="https://investimi.com/goal-based-investing/"><strong>Goal-based investing</strong></a>, si basa sul principio di assegnare ad ogni obiettivo finanziario un orizzonte temporale. In base all’orizzonte temporale dell’obiettivo, si sceglie lo strumento più adatto per raggiungerlo.</p>



<p>Infatti ogni strumento ha le sue peculiarità. Alcuni sono più sicuri ma rendono meno, altri sono più rischiosi ma rendono di più. Alcuni sono facilmente liquidabili, altri invece possono richiedere giorni o addirittura mesi o anni.</p>



<p>Quindi, in base alle caratteristiche dell’obiettivo finanziario che ci siamo prefissati, possiamo scegliere lo strumento più adatto per raggiungerlo.<br>Qui sotto trovi una breve anteprima di quello che approfondiremo:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Pilastro</strong></th><th><strong>Funzione</strong></th><th><strong>Obiettivo</strong></th><th><strong>Strumenti Consigliati</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>1° Pilastro</strong></td><td>Liquidità</td><td>Gestire le Spese quotidiane</td><td>Conto corrente</td></tr><tr><td><strong>2° Pilastro&nbsp;</strong></td><td>Fondo di Emergenza</td><td>Gestire le Spese impreviste</td><td>Conto deposito svincolabileETF Monetari</td></tr><tr><td><strong>3° Pilastro:</strong></td><td>Spese Prevedibili</td><td>Finanziare spese pianificate nei prossimi 10 anni</td><td>Obbligazioni, conti deposito</td></tr><tr><td><strong>4° Pilastro</strong></td><td>Investimenti a lungo termine</td><td>Massimizzare il rendimento a lungo termine (+10 anni)</td><td>ETF azionariAzioni singoleETF Obbligazionari</td></tr></tbody></table></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Primo Pilastro: Liquidità</h3>



<p>Il Primo Pilastro è costituito da tutti quei soldi che ti servono per coprire le spese di vita quotidiana.</p>



<p>Essendo che i soldi ti servono subito o nei prossimi mesi, lo strumento per gestire questi soldi è il conto corrente.</p>



<p><strong>Quanti soldi tenere liquidi sul conto corrente?</strong></p>



<p>Secondo Coletti circa <strong>3-4 mensilità</strong> di spese.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Secondo Pilastro: Fondo di Emergenza</h3>



<p>Il Secondo Pilastro accoglie il cosiddetto <a href="https://investimi.com/fondo-di-emergenza/"><strong>fondo di emergenza</strong></a>: dei soldi che ti servono per fare fronte a tutte le spese impreviste che possono capitarti.<br>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una spesa medica inaspettata</li>



<li>la rottura dell’auto</li>



<li>spese improvvise per la riparazione della casa</li>



<li>spese impreviste legate alla propria attività</li>



<li>ecc…</li>
</ul>



<p><strong>Quanti soldi tenere nel secondo pilastro?</strong></p>



<p>La regola generale è di tenere da <strong>3 a 12 mesi</strong> di spese mensili. Tuttavia dipende molto dalla tua situazione familiare, lavorativa e finanziaria.</p>



<p>Più responsabilità hai, maggiore dovrà essere l’importo del fondo di emergenza.</p>



<p>Dove tenere questi soldi?</p>



<p>Ci sono diverse possibilità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/conto-corrente-come-funziona/"><strong>conto corrente</strong></a><strong> </strong>(per far fronte a spese immediate)</li>



<li><a href="https://investimi.com/conto-deposito-guida/"><strong>conto deposito</strong></a><strong> libero </strong>(liquidabile in qualche giorno)</li>



<li><a href="https://investimi.com/etf-monetari/"><strong>ETF monetari</strong></a> (liquidabile in qualche giorno)</li>



<li><strong>conto deposito svincolabile</strong> (possono volerci anche 30 giorni per liquidarlo)</li>
</ul>



<p>Come regola generale, man mano che scendi in basso in questo elenco, salgono i rendimenti dello strumento.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Terzo Pilastro: Spese prevedibili</h3>



<p>Se il Secondo Pilastro era volto a fare fronte agli imprevisti, il Terzo Pilastro invece accoglie le spese prevedibili nei prossimi 10 anni come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Acquisto o sostituzione dell’auto</li>



<li>Acquisto della casa</li>



<li>Ristrutturazione della casa</li>



<li>Matrimonio</li>



<li>Spese universitarie per i figli o per sé stessi</li>



<li>Viaggi di lunga durata o vacanze speciali</li>



<li>ecc…</li>
</ul>



<p>Coletti suggerisce di mettere il Terzo Pilastro in strumenti “sicuri”, soggetti ad oscillazioni limitate e che garantiscano il capitale a scadenza.</p>



<p>Per questo le opzioni d’investimento sono limitate a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/obbligazioni/"><strong>Obbligazioni</strong></a><strong> </strong>&nbsp;(Titoli di Stato Europei, diversificando tra i vari Stati)</li>



<li><strong>Conti deposito</strong> (anche vincolati)</li>



<li><a href="https://investimi.com/fondi-target-date/"><strong>ETF a scadenza</strong></a> che investono in obbligazioni (come per esempio gli <a href="https://investimi.com/ibonds-ishares-etf/">iBonds</a>)</li>



<li>altri strumenti facilmente liquidabili nel caso di obiettivi molto prossimi alla scadenza</li>
</ul>



<p>Quanti soldi metterci?</p>



<p>Tutti quelli che sono necessari per raggiungere i diversi obiettivi!</p>



<p>Considera infatti che il rendimento reale al netto dell’<a href="https://investimi.com/inflazione-cosa-e/">inflazione</a> sarà pressoché trascurabile.</p>



<p>Praticamente investi questi soldi per <a href="https://investimi.com/combattere-inflazione/">proteggerli dall’inflazione</a>!</p>



<p>Quindi considera che questi investimenti ti aiuteranno solamente a mantenere inalterato il potere d’acquisto dei tuoi soldi fino al momento in cui dovrai spenderli. (o poco più)</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Quarto Pilastro: Investimenti a Lungo Termine</h3>



<p>Contrariamente a quanto accade per il Terzo Pilastro, in cui investi i soldi per proteggerli dall’inflazione, <strong>nel Quarto Pilastro puoi effettivamente ambire ad ottenere una rivalutazione del capitale.</strong></p>



<p>Il Quarto Pilastro infatti è dedicato agli investimenti a lungo termine (10 o più anni).</p>



<p>Oltre i 10 anni infatti è possibile assumersi qualche rischio in più e investire in azioni e altre forme di investimento. Forme di investimento che storicamente sono state più rischiose, ma hanno anche avuto rendimenti più alti nel lungo termine (oltre 10 anni appunto).</p>



<p>Coletti suggerisce di investire il 100% del Quarto Pilastro in un portafoglio azionario ben diversificato (lui personalmente predilige distribuire equamente i suoi soldi tra tutti i mercati globali “equally weighted”).</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Altre informazioni importanti</h2>



<h3 class="wp-block-heading">PIC VS PAC</h3>



<p>Ipotiziamo che tu non abbia ancora iniziato ad investire.</p>



<p>Hai definito la tua <a href="https://investimi.com/asset-allocation/">asset allocation</a>, con il metodo dei 4 Pilastri.</p>



<p>Quale strategia puoi utilizzare per entrare sui mercati?</p>



<p>Le opzioni sono 3:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://investimi.com/pic/">Piano di Investimento di Capitale (PIC)</a></li>



<li><a href="https://investimi.com/pac/">Piano di Accumulo di Capitale (PAC)</a></li>



<li>una combinazione dei 2</li>
</ul>



<p>In termini semplici, il PIC consiste nell’acquistare in un colpo solo tutti gli strumenti finanziari di cui hai bisogno.</p>



<p>Il PAC invece consiste nel distribuire nel tempo gli ingressi sul mercato, per esempio investendo una somma fissa ogni mese o ogni 3 mesi.</p>



<p>Come puoi vedere dal grafico qui sotto statisticamente <strong>il PIC porta a rendimenti maggiori a lungo termine. Però comporta anche il rischio di investire nel momento sbagliato</strong> e di perdere temporaneamente parte del capitale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="686" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/02/PIC-VS-PAC-Performance-1024x686.png" alt="PIC-VS-PAC-Performance" class="wp-image-25149" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/02/PIC-VS-PAC-Performance-1024x686.png 1024w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/02/PIC-VS-PAC-Performance-300x201.png 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/02/PIC-VS-PAC-Performance-768x514.png 768w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/02/PIC-VS-PAC-Performance-1536x1029.png 1536w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2025/02/PIC-VS-PAC-Performance.png 1793w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A meno che tu non abbia una <a href="https://investimi.com/investire-grosse-somme/">grossa somma di denaro da investire</a>, nella maggior parte dei casi la questione non si pone neanche visto che probabilmente ti troverai ad investire i soldi che riesci ad investire mese per mese.</p>



<p>Se è questo il caso, il PAC è l’unica opzione che hai a disposizione!</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Tassazione degli investimenti finanziari</h3>



<p>Come qualunque forma di rendita o reddito, anche gli investimenti finanziari sono soggetti a tasse.</p>



<p>Per fortuna, salvo casi eccezionali, <strong>gli investimenti seguono una tassazione a parte</strong>, in cui praticamente paghi quasi sempre il <strong>26% sulle rendite che generi</strong>.</p>



<p>La tabella qui sotto riassume la maggior parte delle informazioni a riguardo</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>STRUMENTO</strong></th><th><strong>CLASSIFICAZIONE REDDITO</strong></th><th class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>TASSAZIONE ITALIANA</strong></th><th class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>IMPOSTA DI BOLLO</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>Conti Correnti Postali/ Bancari</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">34,20€*</td></tr><tr><td>Conto Corrente Vincolato</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Conti Deposito Vincolato</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Libretto di Risparmio Postale/Bancario</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">34,20€*</td></tr><tr><td>Pronti Centro Termine</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Certificati di Deposito</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Tltoli di Stato (white list)</td><td>Diversi/Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">12,50%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Tltoli di Stato (no white list)</td><td>Diversi/Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Titoli Sovrannazionali</td><td>Diversi/Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">12,50%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Corporate Bond</td><td>Diversi/Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Buoni Fruttiferi Postali</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">12,50%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%*</td></tr><tr><td>Azioni</td><td>Diversi/Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Derivati (Swap – CFO)</td><td>Diversi</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Certificates</td><td>Diversi/Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Fondi / SICAV</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%**</td></tr><tr><td>ETF</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%**</td></tr><tr><td>ETC-ETN</td><td>Diversi</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>GPM – GPF</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%</td></tr><tr><td>Polizze Ramo I</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">NO</td></tr><tr><td>Polizze Ramo III e V</td><td>Capitale</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">26%</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">0,20%**<br></td></tr></tbody></table><figcaption class="wp-element-caption"><em>* Esente da imposta di bollo se la giacenza media è minore di 5.000 €<br>** Per la quota investita in titoli di stato White list 12,5%</em></figcaption></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Errori da evitare con i tuoi investimenti</h3>



<p>Il buon Paolo individua una serie di errori ricorrenti che le persone che si avvicinano per la prima volta a questi argomenti tendono a commettere.</p>



<p>Riassumiamo i principali errori e le soluzioni proposte da Coletti:</p>



<p><strong>1. Chiedere consulenza alla banca</strong></p>



<p>I <a href="https://investimi.com/promotore-finanziario-cosa-fa/">consulenti della banca</a> tendono a consigliare gli strumenti della banca stessa (spesso i fondi comuni d’investimento offerti dalla banca stessa). Da evitare ancora di più sono le <a href="https://investimi.com/gestione-patrimoniale-cosa-e/">gestioni patrimoniali</a>.</p>



<p>Preferire piuttosto i <a href="https://investimi.com/consulente-finanziario-indipendente-cosa-fa/">consulenti finanziari indipendenti</a>, che non hanno conflitti d’interesse.</p>



<p><strong>2. Farsi abbagliare dagli investimenti a capitale garantito</strong></p>



<p>Innanzitutto devi verificare chi è il garante del capitale. Quanto è sicuro e affidabile? Inoltre gli investimenti a capitale garantito sono molto costosi e generano quindi rendimenti limitati.</p>



<p><strong>3. Investire in Polizze vita con fini d’investimento</strong></p>



<p>Attenzione alle <a href="https://investimi.com/polizze-vita-come-investimento/">polizze vita con fini d’investimento</a> che hanno vincoli d’uscita e che ti costringono a contribuire per anni. Sono spesso molto costose e poco efficienti.</p>



<p><strong>4. Fare Investimenti alternativi, innovativi, fichissimi</strong></p>



<p>Non farsi abbagliare dalle nuove società fintech che propongono nuovi metodi per guadagnare. Ma soprattutto, stare alla larga da qualunque servizio GARANTISCA un rendimento superiore al 10% all’anno.</p>



<p><strong>5. Fare investimenti complessi</strong></p>



<p>Se non capisci come funziona un investimento, non farlo. Se l’investimento è troppo complesso, ci sono troppe clausole, casistiche e non è chiaro in che modo l’investimento ti genera guadagno, lascia stare.</p>



<p><strong>6. Vendere in perdita</strong></p>



<p>Comprare gli strumenti non adatti all’orizzonte temporale dell’investimento e alla tua propensione al rischio. Vendere in perdita per paura o per cattiva pianificazione non è mai una buona idea.</p>



<p><strong>7. Cercare di prevedere il mercato</strong></p>



<p>Nessuno può fare previsioni di mercato. Il mercato si autobilancia e le informazioni sono già incorporate nel mercato. Quindi anche i trend del momento sono già riflessi nei prezzi dei titoli.</p>



<p><strong>8. Movimentare troppo gli investimenti</strong></p>



<p>Continuare a vendere, comprare, ribilanciare è sintomo di una carenza di pianificazione. Se la tua strategia prevede queste cose. Probabilmente non hai una vera strategia o stai complicando troppo le cose. Tutti i movimenti si pagano! Con <a href="https://investimi.com/vendere-e-ricomprare-gli-effetti/">commissioni e tasse</a>.</p>



<p><strong>9. Spaccare il capello in quattro</strong></p>



<p>Non cadere nell’overthinking. I mercati sono imprevedibili quindi un 1% in più o in meno da una parte o dall’altra avrai conseguenze probabilmente trascurabili.</p>



<p>Specialmente per bassi patrimoni, ha più senso concentrarsi su come guadagnare col proprio lavoro invece che fare studi ultra complessi su come guadagnare o risparmiare lo 0,1% in più all’anno</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Riassunto Educati e Finanziati &#8211; Conclusioni</h2>



<p><br>Se pensi di continuare il tuo viaggio nel mondo della finanza personale e degli investimenti ti invito nuovamente a guardare la playlist completa del corso su Youtube.</p>



<p>Se poi questo riassunto di Educati e Finanziati ti sia stato utile, ti invito ad iscriverti alla newsletter di Investimi per ricevere il riassunto dei migliori articoli di Investimi direttamente nella tua email.</p>



<p>Ti invito inoltre ad esplorare le guide ed i calcolatori gratuiti di Investimi!</p>



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</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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					<wfw:commentRss>https://investimi.com/educati-e-finanziati-coletti/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Assistenza Trade Republic &#124; Parliamone…  Conviene ancora?</title>
		<link>https://investimi.com/trade-republic-assistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Todeschi]]></dc:creator>
		<pubDate></pubDate>
				<category><![CDATA[Guide Broker]]></category>
		<category><![CDATA[Broker]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Come contattare l’assistenza di Trade Republic? È veramente così difficile? Vale la pena aprire un nuovo conto o meglio evitare? In questa analisi andremo a rispondere a tutte queste domande un po’ “scomode”. Iniziamo col capire come è gestita l’assistenza di Trade Republic. Prima però vediamo alcuni riferimenti nel caso tu abbia bisogno di contattare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Come contattare l’assistenza di Trade Republic? È veramente così difficile? Vale la pena aprire un nuovo conto o meglio evitare?</strong></p>



<p>In questa analisi andremo a rispondere a tutte queste domande un po’ “scomode”.</p>



<p>Iniziamo col capire come è gestita l’assistenza di Trade Republic.</p>



<p>Prima però vediamo alcuni riferimenti nel caso tu abbia bisogno di <strong>contattare l’assistenza di Trade Republic:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Numero di telefono: +49 322 13232813 (solo per bloccare carta in caso di smarrimento carta o telefono)</strong></li>



<li><strong>Email: service-it@traderepublic.com</strong></li>



<li><strong>PEC: traderepublicbank@legalmail.it</strong></li>
</ul>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Com’è gestita l’assistenza di Trade Republic</h2>



<p>L’assistenza di Trade Republic viene erogata principalmente via chat all’interno dell’app di Trade Republic.</p>



<p>In un test abbiamo provato a contare direttamente l&#8217;assistenza di Trade Republic via email. In questo test ci siamo finti utenti interessati a capire come funziona il trasferimento titoli all’esterno di Trade Republic. Abbiamo ricevuto una risposta automatica che ci invitava ad inoltrare la nostra richiesta attraverso l’app.</p>



<p>Quindi salvo casi eccezionali, in cui per esempio hai già un ticket aperto con l’assistenza, oppure non hai ancora accesso all’account, non puoi contattare direttamente l’assistenza via email. Dovrai necessariamente passare dall’app.</p>



<p><strong>Per accedere all’assistenza nell’app di Trade Republic non devi fare altro che:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cliccare sull&#8217;icona circolare in alto a destra</strong></li>



<li><strong>Cliccare sull&#8217;ultima voce dell&#8217;elenco “Aiuto”</strong></li>



<li><strong>Selezionare una delle 3 voci: &#8220;Investimenti&#8221;, “Saldo liquido e carte” o “Profilo”</strong></li>



<li><strong>Selezionare una delle domande del sottomenu</strong></li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="300" height="500" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/trade-republic-come-chiedere-assistenza-1.png" alt="Trade Republic come chiedere assistenza" class="wp-image-32519" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/trade-republic-come-chiedere-assistenza-1.png 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/trade-republic-come-chiedere-assistenza-1-180x300.png 180w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>



<p>In alternativa puoi provare a fare una ricerca per parole chiave selezionando la barra di ricerca posta in basso nella pagina.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="300" height="500" src="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/trade-republic-come-chiedere-assistenza-2.png" alt="Trade Republic come chiedere assistenza step 2" class="wp-image-32520" srcset="https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/trade-republic-come-chiedere-assistenza-2.png 300w, https://investimi.com/wp-content/uploads/2026/01/trade-republic-come-chiedere-assistenza-2-180x300.png 180w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>



<p>In ogni caso <strong>dovrai passare attraverso una sezione di domande preimpostate (FAQ)</strong>.</p>



<p><strong>Per alcune di queste poi sarà disponibile l&#8217;opzione “Chat” per parlare con un assistente AI ed, in caso di necessità, anche con un operatore.</strong></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Problemi dell’assistenza di Trade Republic</h2>



<p>Sul web si trovano spesso <strong>commenti di utenti che sconsigliano Trade Republic a causa della carenza di assistenza e supporto in caso di problemi.</strong></p>



<p>Purtroppo solo Trade Republic possiede dati ufficiali sul numero di richieste, sul tempo medio di risposta e la percentuale di utenti soddisfatti.</p>



<p>Le lamentele possono provenire da una “minoranza rumorosa” o possono essere effettivamente legate ad una debolezza dell’assistenza.</p>



<p>Su Investimi monitoriamo attentamente numerose fonti ed è evidente che il numero di lamentele pubbliche è piuttosto elevato.</p>



<p>Le carenze più frequenti che abbiamo rilevato tra le segnalazioni degli utenti sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Errori legati al calcolo delle tasse dopo il passaggio al regime amministrato</li>



<li>Difficoltà durante le fasi di apertura dell’account</li>



<li>Difficoltà a ricontattare l&#8217;assistenza dopo aver segnalato un problema</li>



<li>Lentezza dell&#8217;assistenza</li>
</ul>



<p>Va segnalato però che <strong>una gran quantità di lamentele è stata registrata nei mesi successivi al passaggio dal regime dichiarativo al regime amministrato (febbraio 2025)</strong>.</p>



<p>Detto questo, vale ancora la pena avere o aprire un conto Trade Republic nel 2026?</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Vale comunque la pena aprire Trade Republic nel 2026?</h2>



<p>Viste le debolezze dell’assistenza che sono state evidenziate, vale ancora la pena aprire un conto Trade Republic?</p>



<p>Come detto, solo Trade Republic possiede i dati ufficiali sul numero di ticket di assistenza e sul tasso di soluzione di questi ticket. Però una misura del tasso di soddisfazione dei clienti può essere data dai rating sulle principali piattaforme:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>App Store</li>



<li>Play Store</li>



<li>Trustpilot</li>
</ul>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong>Piattaforma</strong></th><th class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Voto Trade Republic</strong></th><th class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Voto medio delle alternative</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Play Store</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">4,6</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">4,2</td></tr><tr><td><strong>App Store</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">4,7</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">4,4</td></tr><tr><td><strong>Trustpilot</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">3,6</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">3,9</td></tr><tr><td><strong>Media pesata</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>4,5</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>4,2</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong>Come puoi vedere il rating medio è piuttosto alto (4,5/5). Secondo la nostra indagine questo punteggio è 0,2 sopra al rating medio dei principali competitor, che è pari a 4,2/5. Segno che quindi probabilmente la maggioranza dei clienti di Trade Republic è soddisfatta del servizio.</strong></p>



<p>Da evidenziare il rating piuttosto negativo su Trustpilot. Rating che è anche inferiore alla media dei principali competitor: <strong>3,6 di Trade Republic contro una media di 3,9 dei competitor</strong>.</p>



<p>Detto questo, <strong>conviene ancora aprire o tenere un conto Trade Republic nel 2026?</strong></p>



<p><strong>L&#8217;offerta di Trade Republic rimane tra le più interessanti nel panorama italiano 2026:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Interessi sulla liquidità</strong></li>



<li><a href="https://investimi.com/carta-trade-republic/"><strong>Saveback collegato a carta di pagamento</strong></a></li>



<li><strong>Commissioni competitive</strong></li>



<li><a href="https://investimi.com/trade-republic-crypto/"><strong>Wallet crypto</strong></a></li>



<li><a href="https://investimi.com/pac-trade-republic/"><strong>PAC automatico gratuito e con azioni frazionate</strong></a></li>



<li><a href="https://investimi.com/trade-republic-dichiarazione-redditi/"><strong>Regime amministrato su investimenti e crypto</strong></a></li>
</ul>



<p>Insomma un&#8217;<strong>offerta molto ampia, che si è ampliata molto negli ultimi 1-2 anni</strong>.</p>



<p>Offerta che si è ampliata, che ha attirato molti nuovi clienti, ma che, probabilmente, non è stata accompagnata da una crescita altrettanto rapida dell’assistenza.</p>



<p>Su Investimi continueremo a monitorare la qualità dell&#8217;assistenza di Trade Republic e saremo pronti a segnalarti se ci saranno miglioramenti o peggioramenti.</p>



<p>Se sei ancora indeciso se aprire o meno un conto Trade Republic ti invitiamo a leggere la nostra recensione o a leggere la nostra analisi sulle potenziali alternative.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://investimi.com/recensione-trade-republic/">Recensione Trade Republic</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://investimi.com/alternative-trade-republic/">Migliori alternative a Trade Republic</a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
