Italianieuropei Fondazione di cultura politica https://www.italianieuropei.it Fri, 20 Apr 2018 10:56:12 +0000 it-it http://www.italianieuropei.it/http://www.italianieuropei.it/templates/sl_ie_j15/images/bg_header.pngItalianieuropei Articoli del numero 2/2018 http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/iONngQpOJp4/2018.html https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/item/4032-articoli-del-numero-2/2018.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/e2d733482b305304240a334a4d695c6b_S.jpg" alt="Articoli del numero 2/2018" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>Del&nbsp;<strong>numero 2/2018 di Italianieuropei</strong>&nbsp;sono disponibili integralmente gli articoli di&nbsp;<a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4004-editoriale-2/2018.html">Massimo D’Alema</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4016-le-radici-della-sconfitta.html">Gianni Cuperlo</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4015-la-nuova-sedazione-del-sud.html">Onofrio Romano</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4014-democrazia-oltre-la-divisione-destra/sinistra.html">Nadia Urbinati</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4011-c%E2%80%99%C3%A8-vita-a-sinistra-oltre-il-destino-neoliberale.html">Ida Dominijanni</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4010-perch%C3%A9-%C3%A8-di-destra-l%E2%80%99uomo-che-ha-sconfitto-berlusconi.html">Alessandro Campi</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4021-nuove-pagine-di-storia.html">Simona Colarizi</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4020-come-discutere-la-resistenza.html">David Bidussa</a>, <a href="https://italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4022-il-disertore.html">Flavia Ganzenua</a>.</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p><i style="background-color: initial;"> </i></p> <hr /> <a href="https://www.flickr.com/photos/obliot/3476048830/">Foto: obliot</a></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/iONngQpOJp4" height="1" width="1" alt=""/> Rivista Wed, 18 Apr 2018 13:24:19 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/item/4032-articoli-del-numero-2/2018.html La storia d’Italia nel romanzo della sua canzone http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/uKfH6jOcsNY/4030-la-storia-d%E2%80%99italia-nel-romanzo-della-sua-canzone.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4030-la-storia-d’italia-nel-romanzo-della-sua-canzone.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/02b93e40a87f77a216584ee602e530cc_S.jpg" alt="La storia d’Italia nel romanzo della sua canzone" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>Che cos’è stata l’Italia dal secondo dopoguerra fino agli anni Duemila? Da dove venivamo e dove stavamo andando? Cos’erano e cosa volevano gli italiani? Chi li rappresentava e come? Sembrerebbero domande da storico, o da politico. E forse lo sono. Ma le risposte non necessariamente vanno cercate solo nei libri di storia, nei programmi dei partiti o nell’azione dei governi. Spesso queste risposte possono trovarsi dove uno non le immagina. Ad esempio nella musica. Sì, perché l’Italia è il paese della musica, il paese dove tutti, storicamente, cantavano: nei mercati, durante i lavori domestici, nelle botteghe degli artigiani, sotto la doccia, ai matrimoni, intorno a un fuoco sulla spiaggia, nelle cene tra amici, sotto le finestre delle innamorate, nelle feste dei patroni, sui luoghi di lavoro, durante gli addestramenti militari o nelle marce di guerra (soprattutto della Resistenza), a scuola. E si cantava di tutto: dalle canzoni d’amore a quelle politiche e di protesta, dagli stornelli a dispetto a quelli satirici, dalle canzoni dal linguaggio aulico a quelle dialettali.</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/uKfH6jOcsNY" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:55:43 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4030-la-storia-d’italia-nel-romanzo-della-sua-canzone.html Il populismo come moralismo della politica http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/N3oXq9uPeQo/4029-il-populismo-come-moralismo-della-politica.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4029-il-populismo-come-moralismo-della-politica.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/81e88cc0ea51deee3c244a6338205ec0_S.jpg" alt="Il populismo come moralismo della politica" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p><b>Un’ombra della democrazia </b></p> <p>Il testo di Jan-Werner Müller, “Che cos’è il populismo?”, recentemente tradotto in Italia con una nota di Nadia Urbinati, rende conto, sottotraccia, della crisi europea e italiana della sinistra. L’autore, professore di Teoria politica all’Università di Princeton, risale ai nessi che tengono insieme il linguaggio, il pensiero e l’azione dei populisti e propone una comprensione <i>politica </i>del fenomeno così come è emerso negli ultimi anni, favorito da «particolari circostanze storiche ». Segnatamente, Müller si prefigge di cogliere le «preoccupazioni degli elettori populisti», nella congiunzione con i gruppi dirigenti, intendendole non come «casi patologici di uomini e donne spinti da frustrazioni, rabbia e risentimento» ma come aspettative di «cittadini liberi e uguali». Una tale comprensione, a suo avviso, costituisce un compito urgente della sinistra, mentre variamente in Europa e nel Nuovo Mondo sembra dissolversi la democrazia dei partiti. Per tali motivi la lettura del libro appare interessante non solo per gli studiosi ma anche per gli osservatori, i militanti e i dirigenti politici.</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/N3oXq9uPeQo" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:55:39 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4029-il-populismo-come-moralismo-della-politica.html Tom Hayden, icona della rivolta americana http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/R6Z6r9NnPa0/4028-tom-hayden-icona-della-rivolta-americana.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4028-tom-hayden-icona-della-rivolta-americana.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/02058406974caabade5d1fb485f45dd6_S.jpg" alt="Tom Hayden, icona della rivolta americana" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>Il Sessantotto statunitense coincide con l’assassinio di Bob Kennedy. Le proteste degli studenti – a differenza di quanto accadde in Europa – erano già esplose nel settembre 1964 con la rivolta di Berkeley (indimenticabile il film “Fragole e sangue” del 1970 di Stuart Hagmann, che ricostruisce una vicenda di quel movimento ambientandola a San Francisco e descrive il pestaggio dei manifestanti da parte della polizia mentre ritmano la canzone “Give peace a chance” scritta da John Lennon). Nel 1965 l’assassinio di Malcom X, leader del movimento degli afroamericani, aveva gettato ulteriore benzina sul fuoco della ribellione contro le discriminazioni razziali, la guerra in Vietnam, la fragilità dei diritti civili e di libertà. Tom Hayden (Detroit 1930-Santa Monica 2016), di origini irlandesi, è stato uno dei leader di quel movimento degli studenti e dei diritti civili fin dall’inizio. Poco più che ventenne, era già entrato a far parte dell’organizzazione antiapartheid Freedom Riders.</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/R6Z6r9NnPa0" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:54:05 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4028-tom-hayden-icona-della-rivolta-americana.html Rudi il più rosso http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/sHY18cjSf4E/4027-rudi-il-pi%C3%B9-rosso.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4027-rudi-il-più-rosso.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/6531b8388fa2ad0f5c5aba34b81863bb_S.jpg" alt="Rudi il più rosso" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>A Berlino c’è una Rudi-Dutschke-Straβe. È nel quartiere di Kreuzberg, vicino al vecchio confine segnato dal Muro, e fa angolo con la Axel-Springer-Straβe. Chiunque conosca un po’ la storia della Germania del dopoguerra e chiunque abbia qualche frequentazione della memoria del Sessantotto è in grado di apprezzare il valore simbolico di quella vicinanza. Non sappiamo se essa fu voluta consapevolmente dall’amministrazione di sinistra che prese la contestata decisione di accogliere Rudi il rosso nella toponomastica cittadina. Forse sì, forse fu un caso. Resta il fatto che quella topografia racconta due storie che si intrecciarono drammaticamente proprio lì, a due passi dal grattacielo che Axel Springer, l’editore, il capitalista d’assalto, il crociato della libertà occidentale contro comunisti e anarchici d’ogni bandiera, aveva fatto costruire a ridosso del Muro, cosicché ogni berlinese dell’Est alzandosi la mattina e andando a letto la sera vedesse che c’era e che cosa stava lì a rappresentare.</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/sHY18cjSf4E" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:42:51 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4027-rudi-il-più-rosso.html David Cameron: ricco, predestinato, fallito http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/i9QjnuUH2og/4026-david-cameron-ricco-predestinato-fallito.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4026-david-cameron-ricco-predestinato-fallito.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/cdcfe1cb542202f1e6585f7193c3f6c5_S.jpg" alt="David Cameron: ricco, predestinato, fallito" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>Questa è la storia di un predestinato, di un giovane rampollo di buona famiglia, che è diventato uno degli uomini più potenti del mondo in pochissimo tempo e che sembrava pronto a trasformarsi in uno dei più importanti primi ministri della storia della Gran Bretagna. Invece, nel volgere di pochi mesi, è diventato un vero e proprio reietto, che sarà ricordato per aver condotto il suo paese in un baratro. Parliamo di David Cameron, ex leader conservatore e primo ministro di Sua Maestà dall’11 maggio 2010 sino al 13 luglio 2016. Ma andiamo con ordine.</p> <p>Il giovane David nasce a Londra il 9 ottobre del 1966, da una ricchissima famiglia: il padre è un celebre investitore della City, mentre la mamma fa parte di una antichissima e nobile famiglia inglese. Cameron può vantare così una discendenza diretta da niente di meno che un re di Inghilterra, Guglielmo IV (il nonno della più famosa regina Vittoria).</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/i9QjnuUH2og" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:42:48 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4026-david-cameron-ricco-predestinato-fallito.html Liliana Segre, attraverso l’indicibile nel silenzio. http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/oSX6-sVxtfE/4025-liliana-segre-attraverso-l%E2%80%99indicibile-nel-silenzio.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4025-liliana-segre-attraverso-l’indicibile-nel-silenzio.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/384d40a35806de1d1fe854b3ee846eec_S.jpg" alt="Liliana Segre, attraverso l’indicibile nel silenzio. " /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>Le grandi tragedie spesso si annunciano in modo banale o discreto, comunque incomprensibile.<br /><span style="background-color: initial;">Nel bel salotto borghese di Corso Magenta 55, a Milano, dove vive la famiglia Segre, la piccola di casa, super coccolata e viziata da nonni e papà, a otto anni apprende che, a ottobre, non potrà tornare alla sua scuola di via Ruffini. Le leggi razziali hanno deciso per lei, piccola ebrea, l’allontanamento da tutte le scuole pubbliche. Nelle numerose e ricchissime testimonianze sulla sua esistenza di sopravvissuta ai campi di concentramento e alla Shoah, Liliana Segre, la neo senatrice a vita, ricorda quella come la vera cesura tra una vita borghese e l’orrore della guerra e dello sterminio. È un momento fugace, è una notizia forse neppure spiegata per intero alla bambina Liliana, ma che segna l’inizio di una tragedia insieme collettiva, familiare e individuale.</span></p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/oSX6-sVxtfE" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:42:45 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4025-liliana-segre-attraverso-l’indicibile-nel-silenzio.html Le parole di don Tonino Bello http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/asYGFhQA-20/4024-le-parole-di-don-tonino-bello.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4024-le-parole-di-don-tonino-bello.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/fae60ae7df930361d387c921e7911069_S.jpg" alt="Le parole di don Tonino Bello" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>«Dimmi, marocchino. Ma sotto quella pelle scura hai un’anima pure tu? Quando rannicchiato nella tua macchina consumi un pasto veloce, qualche volta versi anche tu lacrime amare nella scodella? Conti anche tu i soldi la sera come facevano un tempo i nostri emigranti? E a fine mese mandi a casa pure tu i poveri risparmi, immaginandoti la gioia di chi li riceverà? È viva tua madre? La sera dice anche lei le orazioni per il figlio lontano e invoca Allah, guardando i minareti del villaggio addormentato? Scrivi anche tu lettere d’amore? Dici anche tu alla tua donna che sei stanco, ma che un giorno tornerai e le costruirai un tukul tutto per lei, ai margini del deserto o a ridosso della brughiera? Mio caro fratello, perdonaci. Anche a nome degli ottocentomila emigrati clandestini come te, che sono penetrati in Italia con le astuzie della disperazione, e ora sopravvivono adattandosi ai lavori più umili</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/asYGFhQA-20" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:39:02 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4024-le-parole-di-don-tonino-bello.html Brasile: elezioni e violenze http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/HwIaCK930w4/4023-brasile-elezioni-e-violenze.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4023-brasile-elezioni-e-violenze.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/cc88f2d6d7efb87c36fab36d95f2f33a_S.jpg" alt="Brasile: elezioni e violenze" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>A pochi mesi dall’apertura ufficiale della campagna elettorale per le presidenziali del 2018 la crisi politica in Brasile è ancora profonda e quella economica, cui si sperava di porre rimedio con la destituzione della presidente Dilma Rousseff per <i>impeachment </i>nell’aprile 2016, è ancora in corso. Nel marzo 2017 l’ex presidente della Camera Eduardo Cunha è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di carcere per aver ricevuto tangenti su conti all’estero, per riciclaggio di denaro e per evasione fiscale nell’ambito dell’operazione Lava Jato. Michel Temer, esponente del Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB), come Cunha, e attuale presidente, in coalizione col Partito della Socialdemocrazia Brasiliana (PSDB) – principale forza di centrodestra del paese – è anche lui indagato nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato. Con l’accusa di aver ricevuto 38 milioni di real (11,55 milioni di dollari) dalla JBS, la maggior impresa di lavorazione della carne del paese, si è dichiarato innocente e ha rifiutato di dimettersi per poi scampare alla destituzione grazie al voto della Camera che ha respinto la richiesta di <i>impeachment</i>.</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p>Puoi acquistare la rivista nelle edicole delle principali città oppure puoi acquistarla&nbsp;<a href="https://www.italianieuropei.it/en/la-rivista/acquista.html">online</a> e riceverla direttamente a casa. E' possibile, inoltre, <a href="https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/abbonati.html">sottoscrivere un abbonamento annuale</a>.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/HwIaCK930w4" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:38:59 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4023-brasile-elezioni-e-violenze.html Il disertore http://feedproxy.google.com/~r/italianieuropei/~3/W526K_vSkpc/4022-il-disertore.html https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4022-il-disertore.html <div class="K2FeedImage"><img src="https://www.italianieuropei.it//media/k2/items/cache/2ea7bf7f3b1670977aa6b5b00fc6b7f0_S.jpg" alt="Il disertore" /></div><div class="K2FeedIntroText"><p>Il bosco è talmente fitto, compatto che pare caderti addosso. S’infittisce via via che precipita dalla montagna, è una valanga, e poi si arresta di colpo. Gli alberi sembrano aver perso il coraggio di attraversare il fiume proprio all’ultimo momento e sono tutti ammassati, tutti piegati in avanti. Si dice che fossero soldati in fuga e che un incantesimo li abbia trasformati in alberi. Il bosco è pieno di spettri, animali, uccelli, di uomini che ci si sono persi, di bosco a cui il bosco è cresciuto tutto quanto intorno.</p> <p>Io sono uno di quelli che ci si sono persi, uno di quelli che sono rimasti indietro, ben nascosti, e che hanno fatto finta di essere già morti, quando li hanno voltati per finirli con un colpo in testa – indietro, ben nascosto, aggrappato agli alberi che erano venuti giù, reti pietose che trattenevano a stento vestiti, scarpe, copertoni delle auto, li strappavano all’ingordigia del fiume, saccheggiavano il suo bottino di guerra.</p> </div><div class="K2FeedFullText"> <p align="right"><i><br />«Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato». </i></p> <p align="right">Fernando Pessoa</p> <p>Il bosco è talmente fitto, compatto che pare caderti addosso. S’infittisce via via che precipita dalla montagna, è una valanga, e poi si arresta di colpo. Gli alberi sembrano aver perso il coraggio di attraversare il fiume proprio all’ultimo momento e sono tutti ammassati, tutti piegati in avanti. Si dice che fossero soldati in fuga e che un incantesimo li abbia trasformati in alberi. Il bosco è pieno di spettri, animali, uccelli, di uomini che ci si sono persi, di bosco a cui il bosco è cresciuto tutto quanto intorno.</p> <p>Io sono uno di quelli che ci si sono persi, uno di quelli che sono rimasti indietro, ben nascosti, e che hanno fatto finta di essere già morti, quando li hanno voltati per finirli con un colpo in testa – indietro, ben nascosto, aggrappato agli alberi che erano venuti giù, reti pietose che trattenevano a stento vestiti, scarpe, copertoni delle auto, li strappavano all’ingordigia del fiume, saccheggiavano il suo bottino di guerra. Aggrappato ai rami che si spezzavano, alle foglie, ai tronchi, spogliato di tutto ciò che avevo addosso dalla furia del fango e della corrente. Aggrappato, a occhi chiusi, dopo aver lasciato le vostre mani che mi trascinavano giù, a fondo – le mani, le gambe, giù, a fondo, con le unghie, a calci e pugni, giù, per i capelli, le spalle. Le vostre mani piccole tenute strette tra le mie tante volte al buio, di notte, con la luna e le stelle fluorescenti sul soffitto della stanza che vi conciliavano il sonno, strette tra le mie, mentre mollavamo i cartoni animati a metà, la cena nei piatti, il pigiama sul letto e correvamo sempre più forte per lasciarci il boato, che aveva fatto a pezzi gli argini, alle spalle – forte, sempre più forte, dopo che piatti e bicchieri avevano cominciato a tremare insieme alle sedie, al tavolo e il bagliore accecante dei fili dell’alta tensione, andati in corto circuito in cima alla montagna, aveva illuminato a giorno la vallata, i recinti, le verande, il lampadario, il divano, noi, immobili, le posate che non stavano più ferme tra le dita, dopo che il vento aveva spalancato porte e finestre – un vento umido, che sapeva di terra, macchiava i vestiti e che non si calmava più, toglieva il respiro, le forze: era cloroformio. A occhi chiusi, aggrappato ai rami, alle foglie, fino a quando anche l’ultimo di voi non ha smesso di chiamarmi e l’ultimo cane non ha smesso di guaire, dimenticato alla catena. Per questo sono ancora qui. Ogni sera mi affaccio alla vostra stanza, vi cerco al buio, tra i giochi e i vestiti sparpagliati ovunque, abbandonati alla rinfusa e in fretta. Vi immagino supini, confusi alle coperte, il respiro pesante, a intermittenza, l’odore di sudore misto a urina con cui bagnavate le lenzuola e che m’investe ancora adesso. Vi cerco, poi chiudo la porta, esco, arrivo fino al bosco, sotto una pioggia che non ha più smesso di venire giù da quando è successo. Una pioggia fitta che appesantiva grembiuli e quaderni, spegneva accendini e sigarette, ci teneva a casa, al caldo. Ci faceva sentire in salvo e intanto disperdeva i segnali del disastro, confondeva le tracce del mostro di fango e sassi, lo nutriva, svezzava perché fosse pronto a stanarci dai nostri letti, dalle nostre auto, al parco, al sicuro sui nostri plaid e sedie da picnic che scandivano sabati e domeniche.</p> <p>Esco, arrivo al bosco, faccio la stessa strada che abbiamo fatto quella notte. Imbocco il sentiero mozzo, quello che s’interrompe di colpo spazzato via dalla corrente, insieme alla vallata, ai piloni, al ponte. Arrivo allo strapiombo, non mi fermo, lascio che il mio stesso pesomi trascini in basso. Frano, mi aggrappo ai rami degli alberi, ai rovi. Precipito fino in fondo alla scarpata, al fiume, ci finisco dentro, sembro non fermarmi più, raggiungervi, finalmente, invece i piedi si insabbiano, la ghiaia li trattiene e interrompe la mia corsa, come ogni volta. Come ogni volta il fiume non mi prende, mi tiene a distanza, immerso fino alla vita, mezzo dentro e mezzo fuori dall’acqua – una figura mostruosa vista dall’alto, metà uomo e metà bestia.</p> <p>Mi tiene qui, in questo Cocito, mi costringe a contemplare il mio riflesso, a ritrovarlo ovunque, davanti, dietro, accanto, non ho alcuna via di fuga – il riflesso di chi è scampato al saccheggio, ben nascosto, l’unico della lista che è tornato indietro, sano e salvo, e di cui nessuno dimentica più il nome.</p> <p>Mi chino, raccolgo una manciata di ghiaia e la tiro con tutta la forza che ho in corpo. Il fiume non fa resistenza, l’acqua si disfa in infiniti cerchi, si ritrae per l’offesa dei sassi, lascia che penetrino giù, a fondo e li trattiene lì, nel suo ventre, proprio come ha fatto con voi.</p> <p>Mi divincolo, a fatica mi libero dal fango, raggiungo la riva. Mi siedo al solito posto, accanto alla croce che qualcuno ha piantato sotto l’unico pilone rimasto. Non c’è nessuna scritta, nessun nome, ma io so che quella croce è per voi. So che è una mappa e che siete il tesoro che cercano tutti e che nessuno troverà mai.</p> <p>Guardo ciò che resta della vallata, ciò che il fiume ha risparmiato – il bosco tagliato in due da un solco netto, quasi ripassato a squadra, tutta quella terra rossa, a vivo, una ferita ancora fresca. Guardo ciò che resta del ponte e penso che è come un arto fantasma, che fa ancora più male quando non c’è più. Mi rannicchio e resto immobile, proprio come quella notte. Lascio che la pioggia penetri a fondo, nel cappotto, nel maglione, che si ramifichi, come sangue nei capillari, come linfa, dalle radici all’ultima foglia – lascio e vi chiedo perdono, a fior di labbra. Da qui, dall’alto, con la divisa ormai stinta, sono un soldato che un incantesimo sta trasformando in albero.</p></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/italianieuropei/~4/W526K_vSkpc" height="1" width="1" alt=""/> Italianieuropei 2/2018 Tue, 17 Apr 2018 15:35:17 +0000 https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-2-2018/item/4022-il-disertore.html