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    <title>SPORT - Notizie Sportive - La Gazzetta del Mezzogiorno.it</title>
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    <description>SPORT: tutte le notizie sportive di calcio, pallavolo, basket, pallacanestro, motogp, formula 1, tennis dei comuni delle regioni Puglia e Basilicata.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>Lecce e gli esterni: questione di priorità per il modulo che adotterà la squadra</title>
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      <description>L’importanza di disporre di esterni alti abili a saltare l’uomo nell’uno contro uno, con scatti, dribbling, finte o in progressione: ne ha parlato Trinchera per la programmazione della stagione 2026/2027</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:20:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;importanza di disporre di esterni alti abili a saltare l&rsquo;uomo nell&rsquo;uno contro uno, con scatti, dribbling, finte o in progressione, regalando alla squadra la superiorit&agrave; numerica nella tre quarti campo avversaria ed in zona di finalizzazione. Ne ha parlato il responsabile dell&rsquo;area tecnica della formazione maggiore Stefano Trinchera a margine della conferenza stampa che ha avviato la programmazione della stagione 2026/2027, rispondendo ad una domanda sul modulo che adotter&agrave; il Lecce.</p> <p>I discorsi sul sistema di gioco non mi appassionano, ha detto in sintesi il dirigente di Copertino, in quanto oramai sono molto dinamici. Nella nostra idea (il plurale &egrave; riferito alle scelte operate insieme a Pantaleo Corvino) ci sono sempre stati piuttosto degli esterni alti capaci di garantire la superiorit&agrave; numerica.</p> <p>Da questo punto di vista, quindi, pare di capire che il team giallorosso andr&agrave; avanti in continuit&agrave; rispetto al recente passato, con una prima linea che preveda, quanto meno al momento di attaccare, un tridente con una punta centrale e due ali, brave ad arrivare sul fondo e crossare oppure a convergere verso l&rsquo;area di rigore avversaria per tentare la conclusione a rete.</p> <p>Questo significa che una delle missioni di Trinchera sul mercato sar&agrave; quella di potenziare adeguatamente il ruolo. Stante il ritorno, ad inizio luglio, di Riccardo Sottil alla Fiorentina per fine prestito, infatti, ad oggi al Lecce restano tre esterni alti: Lameck Banda, Santiago Pierotti e Konan N&rsquo;Dri. Ebbene, i primi due, sirene di mercato permettendo, potrebbero essere ancora centrali nel progetto, mentre andr&agrave; valutato il futuro del nigeriano, che ha anche il passaporto della Costa d&rsquo;Avorio.</p> <p>Banda e Pierotti sono stati fondamentali per la salvezza conquistata nell&rsquo;annata 2025/2026, quando hanno cambiato marcia nella seconda parte del campionato. A fine torneo, lo zambiano &egrave; stato il cannoniere della squadra con 5 reti ed ha preso parte ad altri 4 gol con altrettanti assist. Niente male. L&rsquo;argentino &egrave; stato una pedina inamovibile per Eusebio Di Francesco in quanto, con la sua esuberanza atletica, si &egrave; rivelato uno degli uomini-chiave per dare equilibrio al Lecce nell&rsquo;ottica delle due fasi. La societ&agrave; vorrebbe che restassero entrambi ma, sia Banda che Pierotti hanno degli estimatori, in Italia ed all&rsquo;estero, e potrebbero anche ricevere delle offerte allettanti, per se stessi e per il club di via colonnello Costadura.</p> <p>A questo si aggiunga che il contratto dello zambiano (come quelli dell&rsquo;esterno basso sinistro Antonino Gallo e del mediano Ylber Ramadani) &egrave; stato da poco prolungato sino al 30 luglio 2027, grazie alla clausola che dava questa opzione al sodalizio salentino, in maniera unilaterale. Per evitare il rischio concreto di perderlo a parametro zero tra un anno, si tenter&agrave; di spostare in avanti la scadenza, magari con un adeguamento degli emolumenti. Questa sar&agrave; un&rsquo;altra delle missioni di Trinchera. Qualora l&rsquo;operazione non riuscisse, allora per il Lecce potrebbe essere conveniente cederlo ora, incassando qualcosa.</p> <p>La posizione di N&rsquo;Dri &egrave; differente. Nel 2025/2026, il 25enne ha collezionato 27 presenze (realizzando anche 2 reti di ottima fattura, inutili ai fini del risultato), ma &egrave; stato in campo appena 521&rsquo;. Ad eccezione di una partita, nella quale &egrave; stato schierato dal primo minuto per poi essere sostituito al 56&rsquo;, Di Francesco lo ha impiegato solo per scampoli di match. Il trainer pescarese dovr&agrave; quindi chiarire se ritiene o meno che il ragazzo possa essere utile alla causa. Allo stesso modo, non si pu&ograve; escludere che N&rsquo;Dri chieda di essere ceduto per cercare maggiore spazio altrove.</p> <p>Intanto, al Lecce sarebbe stato proposto Florinel Teodor Coman, 28 anni, rumeno, esterno alto sinistro (ma all&rsquo;occorrenza anche destro) che ha gi&agrave; militato in Italia nella seconda met&agrave; del 2024/2025, con il Cagliari, in verit&agrave; senza brillare (9 presenze ed un gol, soli 258&rsquo; disputati). La scorsa annata ha indossato la casacca dell&rsquo;Al-Gharafa SC, ma vorrebbe cambiare aria.</p> <p>Inoltre, pare che il Torino vorrebbe inserire l&rsquo;esterno alto Alieu Njie, classe 2005, svedese, di piede destro ma che preferisce giostrare sulla fascia mancina, nella trattativa che i granata intenderebbero imbastire per arrivare al portiere Wladimiro Falcone, capitano della compagine giallorossa.</p> <p>Considerata la centralit&agrave; che, negli ultimi anni, il ruolo di esterno alto ha sempre avuto in casa Lecce, per&ograve;, c&rsquo;&egrave; da stare certi che, nel corso della passata annata, saranno stati monitorati diversi profili, soprattutto sui mercati esteri meno battuti dagli scout dei club italiani.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Incidenti dopo Taranto-Gladiator, Daspo per dieci anni a un tifoso rossoblu</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2018225/incidenti-dopo-taranto-gladiator-daspo-per-dieci-anni-a-un-tifoso-rossoblu.html</link>
      <description>L'uomo è un 44enne di Palagiano: era già finito agli arresti domiciliari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto calcio,gladiator,daspo,eccellenza</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 19:16:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia ha notificato il Daspo della durata di dieci anni a un 44enne ritenuto presunto responsabile dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate in relazione ai disordini avvenuti domenica scorsa al termine della gara Taranto-Gladiator, finale playoff nazionale del campionato di Eccellenza disputata allo stadio Italia di Massafra. L&rsquo;uomo, originario di Palagiano, era gi&agrave; finito agli arresti domiciliari. Nel caos creatosi nei pressi dell&rsquo;ingresso degli spogliatoi, il 44enne avrebbe aggredito un funzionario della Polizia di Stato intervenuto sul terreno di gioco per garantire la sicurezza dei componenti della SS Taranto 2025. Il poliziotto ha riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.</p> <p> Il questore di Taranto, Michele Davide Sinigaglia, ha ritenuto congruo il divieto per il tifoso di accedere per 10 anni ai luoghi in cui si svolgano incontri di calcio a qualsiasi livello agonistico o amichevole, calendarizzati e pubblicizzati.  Lo stesso provvedimento inoltre fa divieto al tifoso di accedere alle aree di parcheggio nel raggio di 500 metri dal perimetro esterno dell&rsquo;impianto sportivo interessato dal gioco della squadra Taranto Calcio nonch&eacute; l&rsquo;obbligo di firma, per un periodo di 5 anni, presso strutture di polizia cinque minuti dopo inizio del primo tempo e 5 minuti dopo la fine del secondo tempo in occasione di ogni incontro di calcio disputato dalla squadra SS Taranto.</p> <p> La misura restrittiva applicata per la durata massima prevista dalla vigente normativa in materia tiene conto anche della recidiva del 44enne che nel 2006 fu destinatario di un analogo provvedimento di Daspo per un periodo tre anni.  All&rsquo;epoca l&rsquo;ultr&agrave; tarantino si rese responsabile allo stadio Menti di Castellammare di Stabia del lancio di una bottiglia nei confronti di un agente della Polizia di Stato in servizio di ordine pubblico nel corso dei violenti scontri fra le opposte tifoserie.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Bari la cerimonia inaugurale del trofeo Coni: un battesimo speciale per la Puglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/sport/2018224/a-bari-la-cerimonia-inaugurale-del-trofeo-coni-un-battesimo-speciale-per-la-puglia.html</link>
      <description>L'appuntamento si terrà il prossimo ottobre e coinvolgerà ragazzi dagli 11 ai 14 anni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Bari,Coni,Trofeo Coni</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/sport/2018224/a-bari-la-cerimonia-inaugurale-del-trofeo-coni-un-battesimo-speciale-per-la-puglia.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 19:06:02 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Si terr&agrave; a Bari la cerimonia inaugurale del trofeo nazionale Coni, prevista nella prima settimana del prossimo ottobre. &Egrave; quanto fa sapere il Comitato olimpico dopo l&rsquo;incontro che si &egrave; svolto oggi nel capoluogo pugliese, tra il presidente nazionale del Coni, Luciano Buonfiglio e il sindaco Vito Leccese.</p> <p>Una riunione che &egrave; servita ad accendere i riflettori sulla macchina organizzativa di una manifestazione pronta a ospitare 5mila ragazzi dagli 11 ai 14 anni. Il trofeo Coni, che sar&agrave; ospitato in Puglia per la prima volta, toccher&agrave; anche il Salento e coinvolger&agrave; persone con disabilit&agrave; e figli di emigrati italiani all&rsquo;estero che fanno parte del progetto Radici della Farnesina. All&rsquo;incontro di oggi hanno partecipato anche il presidente regionale del Coni, Angelo Giliberto, il direttore della comunicazione e dei rapporti con i media, Danilo Di Tommaso, il direttore area territorio, Cecilia D&rsquo;Angelo, il vicepresidente regionale, Maurizio Lobuono</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce rompe gli indugi, lo stadio Via del Mare è candidato all'Europeo 2032</title>
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      <description>L'ufficialità dopo l'incontro al Mit. Il presidente giallorosso Sticchi Damiani: «E' un'opportunità unica»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Lecce Calcio,Via del Mare,Europeo 2032,Saverio Sticchi Damiani</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 18:38:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Banditi tutti gli indugi. La citt&agrave; di Lecce concorrer&agrave; per entrare tra le cinque sedi italiane deputate a ospitare l'Europeo di calcio 2032 che sar&agrave; organizzato a braccetto con la Turchia. Nel pomeriggio, infatti, presso la sede del Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), &egrave; stata ufficializzata la&nbsp;candidatura dello Stadio &laquo;Ettore Giardiniero - Via del Mare&raquo; per l'Europeo 2032. L&rsquo;incontro si &egrave; svolto alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Commissario Straordinario per gli Stadi Massimo Sessa, del Presidente della Commissione Sport e Cultura del Senato Roberto Marti e del Presidente del Club giallorosso Saverio Sticchi Damiani.</p> <p>La candidatura &egrave; stata ufficialmente accettata perch&egrave; lo stadio, per come verr&agrave; ristrutturato in funzione dei Giochi del Mediterraneo, rispetta tutti i parametri stringenti previsti dalla Uefa per questo tipo di competizioni. In Italia gli stadi candidati sono undici (Roma, Milano, Napoli, Firenze, Genova, Bari, Palermo, Cagliari, Salerno e Verona): tra questi ne saranno scelti cinque che ospiteranno le partite di Euro 2032.</p> <h3>Sticchi Dammaini: &laquo;Un'opportunit&agrave; unica&raquo;</h3> <p>A margine dell&rsquo;incontro,<span>&nbsp;</span>il Presidente dell&rsquo;U.S. Lecce Saverio Sticchi Damiani ha dichiarato: &laquo;Si tratta di un lavoro senza sosta che stiamo svolgendo perch&egrave;, dopo aver centrato l&rsquo;obiettivo del finanziamento dell&rsquo;Ettore Giardiniero - Via del Mare per ospitare i Giochi del Mediterraneo, ho ritenuto che potesse essere una grande occasione quella di poterci candidare ad Euro 2032. &Egrave; stata una corsa contro il tempo. Grazie alla grande collaborazione con il Comune di Lecce, con il Sindaco Adriana Poli Bortone ed il Vice Sindaco Roberto Giordano Anguilla, siamo riusciti a presentare per tempo tutta la documentazione necessaria per proporre la nostra candidatura. Oggi, questo lavoro silenzioso svolto negli ultimi 3 mesi ha trovato piena formalizzazione con l&rsquo;accettazione della candidatura, tutt&rsquo;altro che scontata in quanto subordinata al rispetto di numerosi parametri stabiliti dalla Figc e dalla Uefa. Si tratta di un passaggio propedeutico per entrare tra le poche strutture candidate ad ospitare la pi&ugrave; prestigiosa competizione di calcio continentale. La possibilit&agrave; di far rientrare lo stadio di Lecce tra le opere strategiche consentirebbe l'accesso ad una serie di benefici anche sul piano urbanistico non solo con riferimento allo stadio, ma anche a vantaggio dell'area circostante&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, comunicata la sede del ritiro precampionato: i giallorossi lavoreranno in Austria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2018093/lecce-comunicata-la-sede-del-ritiro-precampionato-i-giallorossi-lavoreranno-in-austria.html</link>
      <description>La formazione allenata da Eusebio Di Francesco alloggerà Bad Loipersdorf dal 15 al 29 luglio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lecce calcio,eusebio di francesco,austria,serie a</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 18:08:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; stata definita la sede del ritiro precampionato del Lecce, in vista della prossima stagione di serie A. I giallorossi allenati da Eusebio Di Francesco, che per la prima volta nella loro storia affronteranno il massimo campionato per la quinta volta di fila, saranno al lavoro in Austria dal 15 al 29 luglio e alloggeranno a Bad Loipersdorf.</p> <p>Le sedute di allenamento si svolgeranno presso il complesso sportivo di F&uuml;rstenfeld. Presto sar&agrave; definito anche il programma delle amichevoli estive, mentre il primo impegno ufficiale avverr&agrave; il 16 agosto in Coppa Italia.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Crisi del Bari, prende forma il comitato che dialogherà con i De Laurentiis: ecco tutti i nomi papabili</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/2018087/bari-prende-forma-il-comitato-che-dialoghera-con-i-de-laurentiis-ecco-tutti-i-papabili.html</link>
      <description>Il sindaco ha già annunciato Franco Cassano, la proposta è giunta anche a Umberto Fratino e Michele Salomone. Tutti vogliono Loseto</description>
      <author>lattanzi@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Bari Calcio,De Laurentiis,umberto fratino,Giovanni Loseto,Franco Cassano</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:50:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dovr&agrave; essere il vero organo di garanzia, lo strumento in grado di assicurare trasparenza e confronto costante. Una nuova istituzione che, secondo il sindaco Vito Leccese, riuscir&agrave; finalmente a scalfire le ataviche difficolt&agrave; di dialogo tra la citt&agrave; del pallone e la famiglia De Laurentiis. Comincia a prendere forma il comitato di personalit&agrave; incaricato di mantenere il dialogo con i vertici manageriali del Bari e di vigilare sulla futura vendita della squadra di calcio, ben prima della scadenza federale che impone la dimissione dell'istituto della multipropriet&agrave; entro il 30 giugno 2028. Fissate, quindi, le prime linee guida: il comitato sar&agrave; composto da un minimo di cinque ad un massimo di sette persone. Il primo confronto sar&agrave; a stretto giro. Ovvero, dopo la nomina ufficiale del nuovo direttore generale biancorosso, Pierpaolo Marino.</p> <h3>Franco Cassano la certezza, in arrivo Fratino</h3> <p>Il primo cittadino ha annunciato il primo pilastro del comitato: sar&agrave; il magistrato Franco Cassano, gi&agrave; presidente della Corte d'Appello, nonch&eacute; grande appassionato di calcio e storico tifoso del Bari. Ma Leccese ha gi&agrave; inviato altri inviti e punta a coinvolgere subito Umberto Fratino, rettore del Politecnico di Bari: un'altra personalit&agrave; che ha il calcio tra le sue passioni, non a caso lo pratica ancora per diletto. Messaggi sono giunti anche al giornalista Michele Salomone (che, per&ograve;, sembra sul punto di rinunciare) e a Mimmo Magistro, ex calciatore biancorosso, politico e dirigente sportivo di successo, protagonista della straordinaria epopea dell'Amatori Volley, ma anche in questo caso il s&igrave; sarebbe in forse.</p> <h3>Plebiscito per Giovanni Loseto</h3> <p>Il nome che, per&ograve;, metterebbe tutti d'accordo &egrave; Giovanni Loseto, 63 anni e una vita per il Bari: con 318 presenze e 13 gol (dal 1982 al '93) &egrave; secondo nella classifica presenze &laquo;all time&raquo; del Bari, di cui &egrave; stato anche tecnico nel settore giovanile e collaboratore della prima squadra dal 2005 al 2018. Ex capitano, calciatore amatissimo, sarebbe il connubio perfetto tra chi porta il Bari nel cuore e l'ha vissuto sulla pelle. Nei prossimi giorni la scrematura sar&agrave; ultimata. Poi partiranno i primi confronti ufficiali con il club.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce calcio, Eusebio Di Francesco confermato sulla panchina giallorossa fino al 2028</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2017921/lecce-calcio-eusebio-di-francesco-confermato-sulla-panchina-giallorossa-fino-al-2028.html</link>
      <description>Prolungato il contratto di un altro anno dopo la salvezza conquistata. «Ho ancora negli occhi la spinta dei tifosi giallorossi nell’ultima sfida casalinga con il Genoa»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>di francesco,serie a,sportnews,lecce calcio</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 15:08:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Eusebio Di Francesco confermato sulla panchina del Lecce. Attraverso una nota il club giallorosso comunica di aver prolungato il contratto con l'allenatore pescarese: Di Francesco che grazie alla salvezza conquistata si era comunque visto rinnovare l&rsquo;accordo fino al 30 giugno 2027, ha sottoscritto un nuovo accordo per tutta la stagione sportiva 2027/2028. </p> <p>&laquo;Sono estremamente felice di aver prolungato la mia avventura con questa societ&agrave;&raquo; dichiara Di Francesco. &laquo;Ringrazio per questo attestato di stima il presidente Saverio Sticchi Damiani, tutti i soci ed il responsabile dell&rsquo;Area tecnica della prima squadra, Stefano Trinchera. Le mie motivazioni saranno massime al pari di quelle del mio arrivo a Lecce. Ho ancora negli occhi la spinta dei tifosi giallorossi nell&rsquo;ultima sfida casalinga con il Genoa e l&rsquo;esodo di tifosi salentini al Mapei Stadium. Siamo chiamati a continuare a scrivere la storia di questo Club come abbiamo fatto nella scorsa annata, sapendo che ci sar&agrave; da soffrire, ma restando tutti uniti potremo raggiungere il traguardo&raquo;, conclude il tecnico giallorosso.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, prime mosse del ds Trinchera: riscattato Camarda dal Milan</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/2016769/lecce-prime-mosse-del-ds-trinchera-riscattato-camarda-dal-milan.html</link>
      <description>Il club giallorosso ha esercitato l'opzione per acquisire il cartellino del centravanti, ma i rossoneri hanno il diritto di controriscatto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Lecce Calcio,Milan,Camarda</category>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 18:54:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Primi movimenti di mercato per il nuovo corso del Lecce del direttore sportivo Stefano Trinchera, appena nominato responsabile del mercato, dopo l'addio di Pantaleo Corvino. Il club giallorosso, infatti, attraverso una breve nota diffusa sui propri canali ufficiali, comunica di aver esercitato il diritto di opzione per l&rsquo;acquisizione a titolo definitivo del calciatore Francesco Camarda dal Milan.</p> <p>Per il club salentino sarebbe un'operazione di estremo prestigio, potendosi assicurare uno dei migliori prospetti del calcio italiano. Il Lecce ha quindi esercitato il diritto di riscatto per l'intero cartellino di Camarda investendo tre milioni di euro. Il club rossonero, per&ograve;, ha la facolt&agrave; di esercitare la contro-opzione dal 18 al 20 giugno per riprendere il controllo sul 18enne centravanti stabilmente nel giro dell'Under 21 e gi&agrave; esordiente in Nazionale maggiore. In tal caso, il Milan dovrebbe rispondere all'offerta del Lecce mettendo sul piatto circa quattro milioni. Se il controriscatto sar&agrave; effettuato, i rossoneri torneranno immediatamente proprietari del cartellino di Camarda, garantendo ai salentini un ottimo introito. In caso contrario, la giovane punta diverrebbe interamente un calciatore del Lecce.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Basket Ruvo, un anno di Daspo al cestita Borra: aggredì un avversario in campo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/altri-sport/2016658/basket-ruvo-un-anno-di-daspo-al-cestita-borra-aggredi-un-avversario-in-campo.html</link>
      <description>Il provvedimento scaturisce dagli avvenimenti dello scorso 22 maggio a Roseto degli Abruzzi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ruvo basket,jacopo borra,roseto degli abruzzi,serie a2 basket</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/altri-sport/2016658/basket-ruvo-un-anno-di-daspo-al-cestita-borra-aggredi-un-avversario-in-campo.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 18:04:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il questore di Teramo, Pasquale Sorgon&agrave;, ha notificato un provvedimento di Daspo della durata di un anno nei confronti di Jacopo Borra, cestista della Pallacanestro Ruvo di Puglia. Il provvedimento scaturisce dai fatti dello scorso 22 maggio a Roseto degli Abruzzi, durante il match valevole per gara 3 dei playout del campionato di serie A2 tra la Liofilchem Roseto e la compagine pugliese. Nel corso dell&rsquo;incontro disputato al PalaMaggetti, Borra si era reso responsabile di una brutale aggressione ai danni di un atleta avversario: quest&rsquo;ultimo, finito a terra a causa di un normale contatto di gioco, era stato colpito da lui con ripetuti e violenti pugni al volto che gli avevano causato lesioni giudicate poi guaribili in dodici giorni.</p> <p> L&rsquo;episodio, oltre alla gravit&agrave; sotto il profilo della condotta sportiva, aveva scatenato l&rsquo;immediata e furiosa reazione della tifoseria locale, creando forti turbative e mettendo a rischio l&rsquo;ordine e la sicurezza pubblica all&rsquo;interno dell&rsquo;impianto rosetano, con tensioni disinnescate solo grazie all&rsquo;intervento del personale delle forze di polizia.</p> <p> Con il provvedimento firmato dal questore, Borra potrebbe rischiare di saltare anche la prossima stagione agonistica, perch&eacute; con il Daspo per lui scatta il divieto assoluto di accedere a tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale. Il provvedimento riguarder&agrave; i palasport in cui si disputano manifestazioni ufficiali di pallacanestro relative ai campionati di serie A, B, Dilettanti e tutte le restanti categorie minori, estendendosi anche alle gare amichevoli e ai match della nazionale italiana.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Aggressione in campo durante Taranto-Gladiator, rigettato il patteggiamento per tifoso ionico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016654/aggressione-in-campo-durante-taranto-gladiator-rigettata-la-richiesta-di-pena-per-tifoso-ionico.html</link>
      <description>Il 44enne aveva aggredito un poliziotto al termine del match di domenica 14 giugno: sarà processato per direttissima</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Francesco Casula)</author>
      <category>Taranto calcio,Gladiator,incidenti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016654/aggressione-in-campo-durante-taranto-gladiator-rigettata-la-richiesta-di-pena-per-tifoso-ionico.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Troppo poco 1 anno e 6 mesi di reclusione per il tifoso 44enne di Taranto arrestato nel pomeriggio di luned&igrave; 15 giugno per aver aggredito un poliziotto al termine della finale playoff per la promozione in serie D, persa dagli ionici contro il Gladiator domenica 14. Il giudice Antonio Giannico ha infatti rigettato la proposta di pena concordata dal difensore, l'avvocato Leonardo La Porta, con il pubblico ministero Flavia De Grazia.</p> <p>La sentenza &egrave; arrivata nel pomeriggio di ieri a distanza di 24 ore dall'arresto dell'uomo operato dagli investigatori della Digos, agli ordini del vice questore aggiunto Paolo Favia, che con una indagine lampo sono riusciti a individuare il presunto responsabile visionando i filmati delle numerose telecamere presenti allo stadio di Massafra durante la gara contro i campani.Il 44enne quindi resta agli arresti domiciliari: sar&agrave; processato per direttissima, ma dovr&agrave; essere un altro magistrato a esprimersi sulla responsabilit&agrave; dell'ultras.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Corsa all'Europeo 2032, ora anche Lecce concorre al dossier: il Via del Mare uno dei pochi impianti eleggibili al Sud</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/2015353/corsa-all-europeo-2032-ora-anche-lecce-concorre-al-dossier-il-via-del-mare-uno-dei-pochi-impianti-eleggibili-al-sud.html</link>
      <description>La riunione per valutare gli interventi sullo stadio salentino è prevista per mercoledì al Mit</description>
      <author>lattanzi@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Lecce,Via del Mare,Euro 2032</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/2015353/corsa-all-europeo-2032-ora-anche-lecce-concorre-al-dossier-il-via-del-mare-uno-dei-pochi-impianti-eleggibili-al-sud.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Bari verso il no, Lecce prova a crederci. Si intensifica la corsa per definire gli stadi italiani destinati ad ospitare l'Europeo 2032 che l'Italia ha ottenuto in condivisione con la Turchia. Ma mentre la nazione anatolica &egrave; gi&agrave; prontissima all'evento con ben dodici impianti potenzialmente eleggibili, nel Belpaese la ricerca &egrave; quantomai complicata. Soprattutto al Sud. Ed ecco, allora, che Lecce prova a costruire il suo sogno. L'appuntamento &egrave; fissato: si terr&agrave; mercoled&igrave; 17 giugno, alle 14:45, nella sede del&nbsp;Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Porta Pia in Roma, l&rsquo;incontro tra il commissario straordinario per le opere di Uefa Euro 2032, Massimo Sessa, e il presidente dell&rsquo;US Lecce, Saverio Sticchi Damiani. Parteciper&agrave; inoltre il senatore leccese Roberto Marti, Presidente della Commissione cultura, istruzione, ricerca e sport del Senato della Repubblica. Al centro del confronto gli eventuali interventi per lo stadio Ettore Giardiniero (ovvero il Via del Mare), inserito dal Dpcm dedicato a Euro 2032 nel Piano nazionale degli impianti candidati a ospitare la competizione.</p> <h3><strong>Una questione "meridionale"</strong></h3> <p>D'altra parte, proprio nelle ultime ore sono stati avviati i lavori per il rifacimento della copertura dell'impianto, il primo di una serie di interventi che potranno cambiare il volto dello stadio sia in vista degli ormai imminenti giochi del Mediterraneo, sia per il futuro. Lecce, peraltro, potrebbe redigere un dossier molto pi&ugrave; "sostenibile" in vista di Euro 2032, contando su una concorrenza piuttosto ristretta nel Meridione. Considerando, infatti, gli altri stadi inseriti nel Dpcm, &egrave; nota la situazione del San Nicola di Bari che necessiterebbe di almeno 120 milioni di interventi soltanto per avanzare concretamente la sua candidatura. Una cifra astronomica che ha indotto il sindaco Vito Leccese alla massima prudenza.&nbsp;Per il Sud la partita resta aperta soprattutto tra Napoli e Palermo<span>, con il capoluogo siciliano che pu&ograve; contare anche sulla forza del City Football Group (la stessa propriet&agrave; che controlla il Manchester City), ma dovrebbe addirittura presentare un nuovo impianto cantierizzabile non oltre i primi mesi del 2027, mentre in Campania forti sono le divergenze tra la famiglia De Laurentiis (proprietaria del Napoli) e l'amministrazione comunale sullo stadio "Maradona".&nbsp;Sorprende anche la presenza di Salerno. Lo stadio campano entra infatti nel Piano nonostante la Salernitana militi&nbsp;<span id="OBJ_PREFIX_DWT46_com_zimbra_date" class="Object">oggi</span>&nbsp;in Serie C. Un inserimento che richiama il progetto di rifacimento sostenuto dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e che negli ultimi anni &egrave; stato pi&ugrave; volte al centro del dibattito politico e sportivo locale.</span></p> <h3><strong>Quindici stadi, cinque saranno i prescelti</strong></h3> <p><span>Quindici, attualmente, sono le citt&agrave; inserite nel Dpcm: Roma figura con addirittura tre impianti (il nuovo stadio della Roma, l'Olimpico e il Flaminio), Milano con il nuovo stadio progettato da Milan e Inter, quindi Bologna, Cagliari (anche qui l'impianto sarebbe da costruire), Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Bari, Salerno, Verona Lecce e Torino che oggi porterebbe l'unica struttura (lo Juventus Stadium) gi&agrave; a norma. Una corsa a ostacoli, dunque. Le prossime tappe prevedono la presentazione del dossier per sostenere la candidatura non oltre luglio. Quindi, a ottobre, la Figc operer&agrave; la scelta definitiva indicando i cinque impianti italiani. Un quadro complesso, ma Lecce non vuole essere una comparsa.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Lecce calcio, comincia l'era Trinchera: è lui il nuovo responsabile dell'area tecnica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2015064/lecce-calcio-comincia-l-era-trinchera-e-lui-il-nuovo-responsabile-dell-area-tecnica.html</link>
      <description>Stefano Trinchera: «È l’occasione della mia carriera. Incontrerò Di Francesco, che vorremmo ancora con noi». Il presidente del Lecce, Sticchi Damiani «Una promozione che ha meritato sul campo»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>trinchera,lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2015064/lecce-calcio-comincia-l-era-trinchera-e-lui-il-nuovo-responsabile-dell-area-tecnica.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:57:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo deciso di affidare a Stefano Trinchera il ruolo di responsabile tecnico della prima squadra. &Egrave; la dodicesima stagione con questa propriet&agrave;, e Stefano &egrave; con noi dalla stagione del 2015. In questi anni ha lavorato benissimo, spesso all&rsquo;ombra di un grande maestro che ha ottenuto grandi risultati. Ma non &egrave; stato solo allievo, anche pilastro. Ha sempre lavorato in punta di piedi, rispettando ruoli e gerarchie: Una promozione che ha meritato sul campo&raquo;. Cos&igrave; il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, annunciato in conferenza stampa l&rsquo;avvio della nuova stagione del club, facendo il punto in vista del prossimo campionato di serie A. In apertura l&rsquo;annuncio: sar&agrave; Stefano Trinchera a rilevare il pesante testimone lasciato dal dimissionario Pantaleo Corvino, nel doppio ruolo di direttore sportivo e direttore responsabile dell&rsquo;area tecnica.</p> <p>&laquo;&Egrave; l&rsquo;occasione della mia carriera. Per me comincia una nuova era, con un ruolo pi&ugrave; centrale a quello ricoperto sinora. Ringrazio il presidente ed i soci del club per questa opportunit&agrave; straordinaria che mi &egrave; stata concessa&raquo;. A parlare &egrave; Stefano Trinchera, un p&ograve; emozionato, alla prima uscita da responsabile dell&rsquo;area tecnica.</p> <p>Un passaggio doveroso su Pantaleo Corvino: &laquo;Ci tengo a ringraziarlo perch&eacute; ha creduto fortemente in me anni fa, arricchendomi e valorizzandomi sotto ogni punto di vista - ha proseguito - . &Egrave; stato un punto di riferimento per me, gliene sar&ograve; grato per tutta la vita&raquo;. La prima criticit&agrave; da superare la conferma di Eusebio Di Francesco sulla panchina del Lecce. Trinchera risponde cos&igrave;: &laquo;Il mister ha altissime probabilit&agrave; di restare. Al momento ha un contratto in essere, sia io che il presidente vorremmo trattenerlo. A brevissimo ci incontreremo&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce calcio e mister Di Francesco, il matrimonio prosegue</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2013869/lecce-calcio-e-mister-di-francesco-il-matrimonio-prosegue.html</link>
      <description>Sciolto il nodo della guida dell’area tecnica affidata al direttore sportivo Stefano Trinchera, tutto lascia supporre che ci sarà ancora Eusebio Di Francesco</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>di francesco,lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:54:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sciolto il nodo della guida dell&rsquo;area tecnica affidata al direttore sportivo Stefano Trinchera, al quale la propriet&agrave; ha riconosciuto l&rsquo;ottimo lavoro svolto in questi anni, ora tocca al nome dell&rsquo;allenatore e tutto lascia supporre che sar&agrave; ancora Eusebio Di Francesco, che rester&agrave; al proprio posto con tutto il suo staff (la notizia potrebbe essere ufficializzata gi&agrave; luned&igrave; nella conferenza stampa programmata per ore 10, con la presenza dei vertici del club e del d.s.).</p> <p>Se la societ&agrave; avesse scelto una figura esterna per la sostituzione di Pantaleo Corvino, circa il ruolo del trainer sarebbe stato fondamentale avere anche il gradimento del nuovo arrivato. Il presidente Saverio Sticchi Damiani e gli altri soci, invece, hanno optato per la linea della continuit&agrave; e questa circostanza induce a credere che la collaborazione tra il mister di Pescara ed il Lecce proseguir&agrave;.</p> <p>&Egrave; il caso di rammentare, infatti, che a pi&ugrave; riprese, nel corso dell&rsquo;annata 2025/2026, Sticchi Damiani, il vice presidente Corrado Liguori ed il diesse Trinchera hanno avuto modo di apprezzare pubblicamente il lavoro svolto da Di Francesco e dal suo staff. A questo bisogna aggiungere che il massimo esponente del club ha sottolineato spesso che avrebbe gradito continuit&agrave; sia per l&rsquo;area tecnica che per la guida della formazione maggiore.</p> <p>Ebbene, pur senza Corvino, che ha deciso di lasciare il sodalizio di via colonnello Costadura, la continuit&agrave; verr&agrave; rappresentata da Trinchera ed ora, per completare il discorso, tocca a Di Francesco ed ai professionisti che lo supportano nel lavoro quotidiano. A partire dal vice Fabrizio Del Rosso.</p> <p>Dalla fine del campionato ad oggi, l&rsquo;allenatore abruzzese ha ricevuto numerosi attestati di stima da diversi sodalizi, tant&rsquo;&egrave; che il suo nome &egrave; stato accostato, a turno, a quello di pi&ugrave; compagini che hanno cambiato trainer. Nei suoi confronti, si &egrave; vociferato di un interesse prima del Bologna, poi di Sassuolo, Torino e Monza. Ma &egrave; rimasto solo nella rosa dei tecnici di gradimento di questi club, in quanto non &egrave; mai arrivata la stretta definitiva.</p> <p>A questo si aggiunga che Di Francesco ha un ottimo rapporto sia con Sticchi Damiani che con Trinchera, che lo hanno sempre spalleggiato nei momenti in cui, nel 2025/2026, le cose non sono andate bene. Alla fine tutti hanno potuto gioire.</p> <p>Insomma, a meno di situazioni imprevedibili sempre possibili nel calcio, c&rsquo;&egrave; da supporre che il Lecce e Di Francesco (al quale potrebbe anche essere proposto un biennale) andranno avanti insieme. Non &egrave; da escludere che l&rsquo;allenatore pescarese chieda qualche calciatore con un certo tipo di caratteristiche, nei limiti del budget, che gli permetta di schierare una squadra pi&ugrave; vicina alle proprie idee di gioco di quanto lo sia stata quella che si &egrave; salvata nella stagione passata. Del resto, anche a Sticchi Damiani ed a Trinchera non dispiacerebbe allestire un team che esprima una manovra maggiormente propositiva. Il tutto, fermo restando che, alla fine di un campionato, l&rsquo;unica cosa che conta davvero &egrave; il risultato ottenuto, che per la compagine salentina &egrave; quella permanenza in A che vale quanto uno scudetto.</p> <p>La prosecuzione del rapporto Lecce-Di Francesco farebbe crescere le chance di Walid Cheddira di essere riscattato a titolo definitivo (dal Napoli). Il tecnico, infatti, ha avuto il centravanti a Frosinone e poi lo ha accolto nel Salento nel gennaio scorso. &Egrave; quindi probabile che lo voglia ancora con s&eacute;, a meno che Trinchera non abbia per le mani un attaccante che dia maggiori garanzie.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Luciléia Renner Minuzzo, la regina del futsal verso l'undicesimo match scudetto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2012640/lucileia-renner-minuzzo-la-regina-del-futsal-verso-l-undicesimo-match-scudetto.html</link>
      <description>Lucileia e Renatinha, due leggende contro nella sfida che domenica a Policoro assegnerà il titolo. La bitontina: sacrificio e dedizione. La grande ex: match durissimo</description>
      <author>mario sicolo</author>
      <category>Luciléia Renner Minuzzo</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 15:44:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Solo con la maglia neroverde, sar&agrave; l&rsquo;undicesima finale in un lustro appena. Nel glorioso suo curriculum, figurano numerose Coppe America e altrettante Coppe del Mondo con la casacca del Brasile, l&rsquo;ultima qualche mese fa nelle Filippine. Nel 2013 le fu consegnato il &laquo;Futsal Award&raquo;, ovverosia il &laquo;Pallone d&rsquo;oro&raquo;, doveroso riconoscimento per un talento senza et&agrave;. Tra due settimane, per Lucil&eacute;ia Renner Minuzzo, la radiosa &laquo;Regina&raquo; del cuoio in miniatura, immarcabile pivot del Bitonto C5 Femminile, finanche coach di una terribile under 19, saranno quarantatr&eacute; primavere, passate ad illuminare i parquet di tutto il mondo.</p> <p>E cos&igrave;, parlare con un autentico monumento di questa disciplina &egrave; una imperdibile opportunit&agrave; per chiedere se pure a lei, quando mira il suo palmares, non capita di strabuzzare gli occhi. S&igrave;, insomma, credeva di diventare cos&igrave; grande? &laquo;No, nemmeno nei miei sogni pi&ugrave; belli pensavo di vivere tutto questo - sorride L&ugrave; -. Era sicuramente il sogno che avevo da bambina, ma la realt&agrave; in cui vivevo non mi permetteva di sognare cos&igrave; in grande. Poi, col sacrificio quotidiano e la passione che mi ha sempre animato, sono riuscita a raggiungere obiettivi davvero importanti&raquo;.</p> <p>Questa fuoriclasse carioca ha un &laquo;quid pluris&raquo; quasi inspiegabile a parole. Gi&agrave;, quando danza sul campo, ha un&rsquo;aura speciale, che la circonfonde, e che, non solo la porta a saettare, dribblare, segnare gol d&rsquo;autore - con la casacca neroverde ha addirittura superato le 200 segnature -, da dedicare ai tifosi giungendo le braccia al mo&rsquo; di cuore sul capo, ma persino a chiedere perdono al pubblico, di lei completamente innamorato, quando fallisce un&rsquo;occasione ghiotta: &laquo;Tutti noi commettiamo errori - spiega saggia -, volontariamente o meno. Non mi ritengo diversa da nessuno e credo che chiedere scusa sia un gesto nobile. Farlo mi aiuta anche ad alleggerire un po&rsquo; il peso di ci&ograve; che &egrave; successo. Tutto qui&raquo;.</p> <p>Nelle due gare contro la Women Roma, vice corazzata del torneo, ha incantato tutti e fatto ammattire le avversarie, che si sono alternate alla disperata marcatura. Alla fine, ben otto reti hanno portato la sua firma, fra andata e ritorno. Doppio capolavoro che ha trascinato trionfalmente le leonesse all&rsquo;atto conclusivo di Policoro, domenica prossima: &laquo;Voglio vivere questa finale a 360 gradi, giuro - si ripromette la capitana -. &Egrave; un traguardo conquistato con tanta lotta, sacrificio e dedizione. Spero che sia una grande festa di sport e che ognuna di noi possa dare il massimo, perch&eacute; ce lo meritiamo davvero, specie dopo una stagione tutt&rsquo;altro che facile come quella che abbiamo vissuto&raquo;.</p> <p>Al &laquo;PalaErcole&raquo;, di fronte ci sar&agrave; il Comprensorio Medio Basento, che ha letteralmente dominato la regular season: &laquo;Sicuramente, il Cmb &egrave; la squadra da battere: ha tante grandi giocatrici di un livello altissimo. Per&ograve;, quando si entra in campo, si pensa soltanto a dare il massimo per la propria squadra e a fare tutto il possibile per centrare l&rsquo;obiettivo tanto agognato&raquo;, conclude questa calcettista, che vuole continuare a strabiliare il mondo del calcio a cinque, sfidando persino il rigore inesorabile dell&rsquo;invido Cronos...</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Lecce, segnali di futuro: prende corpo l’idea Stefano Trinchera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2011303/lecce-segnali-di-futuro-prende-corpo-lidea-stefano-trinchera.html</link>
      <description>Banda, Gallo e Ramadani bloccato fino alla fine del prossimo campionato</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,trinchera,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2011303/lecce-segnali-di-futuro-prende-corpo-lidea-stefano-trinchera.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 13:47:50 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Segnali di&hellip; futuro. In casa del Lecce, in attesa che venga sciolto il nodo legato alla successione a Pantaleo Corvino, la societ&agrave; ha esercitato l&rsquo;opzione a suo tempo inserita nei contratti di Lameck Banda, Antonino Gallo ed Ylber Ramadani, prolungandoli sino al 30 giugno 2027. Si tratta di una scelta che era stata ampiamente annunciata gi&agrave; nel gennaio scorso, ma andavano comunque espletate le formalit&agrave; di rito, cosa che &egrave; avvenuta nella mattinata di ieri.</p> <p>Allo stesso modo, il sodalizio salentino ha sfruttato l&rsquo;analoga opzione esistente nelle intese a suo tempo stipulate con Olaf Gorter, Niko Kovac e Marlon Ubani, prolungando i loro contratti di tre stagioni, quindi sino al 30 giugno 2029.</p> <p>Per qual che riguarda Banda, Gallo e Ramadani, &egrave; stato mosso solo un primo passo, quello che il club era in grado di compiere autonomamente, di sua iniziativa. Il successivo sar&agrave; quello di incontrare i tre calciatori ed i loro entourage per verificare se hanno la disponibilit&agrave;, a fronte di un ritocco dell&rsquo;ingaggio, di fare slittare la scadenza del loro contratto di altre due annate agonistiche, quindi sino al 2029. Se cos&igrave; non fosse &egrave; assai probabile che si cercher&agrave; di cederli in questa sessione di mercato, onde evitare di correre il concreto rischio di perderli a parametro zero a partite dal luglio 2027, con la possibilit&agrave; che firmino per un&rsquo;altra societ&agrave; sin dal prossimo mese di gennaio.</p> <p>Questo passaggio potrebbe essere avviato gi&agrave; nelle prossime ore dal direttore sportivo Stefano Trinchera. Stando ad alcune indiscrezioni che circolano con insistenza, infatti, nella serata di mercoled&igrave; il dirigente di Copertino avrebbe avuto un incontro con il presidente Saverio Sticchi Damiani, a Roma, dove l&rsquo;avvocato leccese ha il proprio quartiere generale dal punto di vista professionale. Il massimo esponente del sodalizio giallorosso avrebbe (il condizionale &egrave; d&rsquo;obbligo in questi casi) espresso a Trinchera la piena fiducia della societ&agrave; nei suoi confronti, chiarendo che la volont&agrave; dei soci &egrave; quella che continui a fare parte del management tecnico del club, in quanto &egrave; stato unanimemente apprezzato il lavoro che ha svolto dal 2021 ad oggi.</p> <p>Pare che Sticchi Damiani gli abbia chiesto anche la disponibilit&agrave; a collaborare eventualmente con un altro profilo dirigenziale, cos&igrave; com&rsquo;&egrave; accaduto con Corvino sino al giorno seguente la gara vinta contro il Genoa, che ha sancito la quarta salvezza di fila. Trinchera si sarebbe messo al lavoro gi&agrave; nella giornata di ieri per avviare la programmazione della prossima stagione, in attesa che l&rsquo;organigramma relativo all&rsquo;area tecnica venga definito del tutto.</p> <p>Ora la domanda &egrave; chi avr&agrave; accanto Trinchera qualora la propriet&agrave; non dovesse decidere di attribuirgli tutte le responsabilit&agrave;. In quest&rsquo;ottica, per le caratteristiche nel suo modo di operare in sede di mercato, Sticchi Damiani ha individuato in Sean Sogliano l&rsquo;uomo giusto per le strategie operative del Lecce, che ha la necessit&agrave; di puntare alla permanenza a costi contenuti, ma anche di assicurarsi dei prospetti giovani con i quali, nel medio periodo, produrre delle plusvalenze utili a garantire l&rsquo;equilibrio di bilancio.</p> <p>Questa idea si &egrave; scontrata con il fatto che il direttore sportivo di Alessandria &egrave; legato al Verona da un ulteriore anno di contratto e che da tempo stava trattando il prolungamento. Nella citt&agrave; di Giulietta e Romeo tutti garantiscono che Sogliano rester&agrave; all&rsquo;Hellas. Probabilmente sar&agrave; cos&igrave; ma intanto, come abbiamo scritto ieri, nessuno si &egrave; esposto, non ci sono stati comunicati, n&eacute; &egrave; stata ufficializzata la firma sulla nuova intesa. Significa qualcosa? Magari no, ma&hellip;</p> <p>Indipendentemente dal fatto che la pista Sogliano sia ancora percorribile o meno, Sticchi Damiani non pu&ograve; certo restare con le mani in mano e, da presidente lungimirante qual &egrave;, si sta muovendo per valutare a fondo tutte le alternative possibili (l&rsquo;ultimo nome che circola &egrave; quello di Domenico Teti). Ma se davvero Trinchera si &egrave; messo al lavoro, magari i tempi per risolvere la questione non sono pi&ugrave; strettissimi.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Bari nelle sabbie mobili, è ancora guerra fredda Leccese-Dela: sul tavolo l'ipotesi dello stadio di Monopoli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2010041/il-bari-nelle-sabbie-mobili-e-ancora-guerra-fredda-leccese-dela-sul-tavolo-l-ipotesi-dello-stadio-di-monopoli.html</link>
      <description>La società a breve dovrebbe sciogliere le riserve sul nuovo direttore generale: Pierpaolo Marino resta in pole position</description>
      <author>redazione sportiva</author>
      <category>stadio veneziani,monopoli,bari calcio</category>
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      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:44:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Pace e bene, la &laquo;gufata&raquo;, metodo antisportivo e odioso per provare a recuperare terreno e categoria, non ha dato esiti. Meglio cos&igrave;, in fondo. La Juve Stabia ha tagliato il traguardo, salvandosi in calcio d&rsquo;angolo dopo aver disputato un campionato brillante, loro s&igrave;, e aver sfiorato la Serie A nonostante la sportivamente drammatica situazione societaria.</p> <p>&Egrave; infatti Alfredo Guerri il nuovo proprietario del club campano: ieri mattina &egrave; arrivato l&rsquo;ok del tribunale di Napoli che ha giudicato valida la manifestazione di interesse presentata dall&rsquo;imprenditore titolare del gruppo Guerri (titolare della Domus Srl) al termine dell&rsquo;udienza convocata per valutare le garanzie presentate per ricapitalizzare la societ&agrave;.</p> <p>Nel corso dell&rsquo;udienza, Guerri ha presentato al Tribunale una proposta vincolante finalizzata a dare attuazione all&rsquo;operazione di ricapitalizzazione deliberata il 1&deg; giugno 2026 dagli amministratori giudiziari, Salvatore Scarpa e Mario Ferrara.</p> <p>&laquo;L&rsquo;iniziativa - si sottolinea in una nota ufficiale della Juve Stabia - rappresenta un passaggio cruciale per garantire la continuit&agrave; aziendale e il pieno rispetto degli adempimenti previsti. La S.S. Juve Stabia 1907 ringrazia la dottoressa Nunzia Brancati, il questore Riccardo Buonomo e tutti coloro che hanno operato con dedizione e competenza per salvare il club giallobl&ugrave; e assicurarne la continuit&agrave;&raquo;. A Guerri gli auguri del sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza. &laquo;Rivolgo ad Alfredo Guerri, a nome dell&rsquo;amministrazione comunale e dell&rsquo;intera comunit&agrave; stabiese, i migliori auguri per il nuovo impegno alla guida della Juve Stabia. La nostra squadra rappresenta un patrimonio di grande valore sportivo e sociale per la citt&agrave;, un simbolo di appartenenza e identit&agrave; che unisce generazioni di tifosi. La stagione appena conclusa ha dimostrato la forza e il valore del club, capace di disputare un campionato di alto livello e di raggiungere risultati importanti nonostante le difficolt&agrave; affrontate lungo il percorso. Auspichiamo che questa nuova fase possa assicurare continuit&agrave;, solidit&agrave; e prospettive di crescita, nel rispetto della storia delle Vespe e delle aspettative dei tifosi&raquo;. Un&rsquo;unione di intenti evidente, un territorio che si &egrave; stretto attorno alla squadra e al club mostrando cosa significhi &laquo;identit&agrave;&raquo;. Quella che manca dalle nostre parti ormai da tempo.</p> <p>Il Bari, dunque, (a meno di improbabili defaillance: qualche criticit&agrave; si registra ancora a Cesena o a Genova sponda Sampdoria, ma si tratta di casi &laquo;risolvibili&raquo;) riparte dalla Serie C. Come &egrave; giusto che sia, come ha sentenziato il campo al culmine di un campionato iniziato male, proseguito peggio e finito in maniera indecorosa. La retrocessione &egrave; il giusto riconoscimento ad una squadra impalpabile, a tre tecnici che hanno fatto a gara per prendersi la maglia nera, ad una societ&agrave; che continua a gestire Bari come l&rsquo;ultimo vagone di un treno chilometrico. Il tutto, con una citt&agrave; che vorrebbe festeggiare il giorno della liberazione, ancora lontana due anni.</p> <p><span class="GN4_post">Cos&igrave;, il club biancorosso si ritrova inesorabilmente pi&ugrave; povero, solo e...senza stadio. Gi&agrave;, perch&eacute; non si sblocca nemmeno il dialogo tra il sindaco Vito Leccese e l&rsquo;amministratore unico Luigi De Laurentiis. Probabilmente perch&eacute; manca ancora il piano industriale ad ampio raggio richiesto dal primo cittadino al proprietario del club. Al momento, il primo cittadino non arretra di un millimetro e non firma la lettera di disponibilit&agrave; sul San Nicola. Perci&ograve;, a meno di clamorosi ribaltoni delle prossime ore, nella documentazione federale da consegnare entro il 16 giugno, la societ&agrave; biancorossa dovr&agrave; indicare un altro impianto di riferimento. La scelta sarebbe ormai caduta sul &laquo;Veneziani&raquo; di Monopoli, sebbene siano in corso i lavori di rifacimento del manto erboso. L&rsquo;alternativa resterebbe il &laquo;Tonino D&rsquo;Angelo&raquo; di Altamura. Resta in ballo, tuttavia, l&rsquo;esito della gara per la concessione quinquennale della struttura: la Ssc Bari &egrave; l&rsquo;unica preponente e la querelle potrebbe risolversi non oltre fine luglio. In tal caso, il Bari farebbe in tempo a cambiare la destinazione inizialmente posta e a giocare comunque nel capoluogo le gare interne. La societ&agrave;, infine, a breve dovrebbe sciogliere le riserve sul nuovo direttore generale: Pierpaolo Marino resta in pole position.&nbsp;</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, l’amarezza di Corvino in cattedra all’Unisalento: «Avessi avuto più consenso...»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2010042/lecce-lamarezza-di-corvino-in-cattedra-allunisalento-avessi-avuto-piu-consenso.html</link>
      <description>Pantaleo Corvino si è presentato così ieri davanti agli studenti del corso di formazione per direttore sportivo nel calcio 2026 all’UniSalento. Il primo messaggio è per loro: «Se ce l’ho fatta io partendo da Vernole, possono farcela anche loro»</description>
      <author>Andrea Aufieri</author>
      <category>pantaleo corvino,Stefano Trinchera,</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2010042/lecce-lamarezza-di-corvino-in-cattedra-allunisalento-avessi-avuto-piu-consenso.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:04:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Si sente &laquo;un capobranco&raquo;, considera una &laquo;diceria&raquo; fuori luogo l&rsquo;idea che possa continuare a influenzare il Lecce una volta conclusa la sua esperienza in giallorosso e lascia intendere che il ritorno in pista potrebbe arrivare presto e con un progetto importante, anche se, come ricorda lui stesso, &laquo;per sposarsi bisogna essere in due&raquo;.</p> <p>Pantaleo Corvino si &egrave; presentato cos&igrave; ieri davanti agli studenti del corso di formazione per direttore sportivo nel calcio 2026 all&rsquo;UniSalento, protagonista della lezione conclusiva ospitata dal dipartimento di Scienze giuridiche a Ecotekne. Non manca un indizio per il futuro dell&rsquo;attuale diesse del Lecce, Stefano Trinchera, ancora in bilico: &laquo;La speranza &egrave; quella che non si debba ricominciare sempre tutto daccapo con i collaboratori e che si possa continuare a lavorare con chi si &egrave; formato &egrave; conosce bene il mio metodo di lavoro&raquo;.</p> <p>Corvino, da poco uscito dal ruolo di direttore dell&rsquo;area tecnica del Lecce, ha ripercorso la propria esperienza professionale alternando riflessioni sul management sportivo, racconti personali e indicazioni rivolte a chi sogna una carriera dirigenziale. Il primo messaggio &egrave; per loro: &laquo;Se ce l&rsquo;ho fatta io partendo da Vernole, possono farcela anche loro&raquo;, ha spiegato, invitando gli studenti a &laquo;coltivare i propri sogni con determinazione e continuit&agrave;&raquo;.</p> <p>Nel delineare il proprio approccio al lavoro, il dirigente salentino ha ribadito di aver sempre considerato il calcio come un&rsquo;azienda, pur con le sue peculiarit&agrave;. Da manager, ha costruito un modello fondato &laquo;sull&rsquo;adattamento costante, sulla programmazione e sulla capacit&agrave; di guardare al futuro senza perdere di vista il presente&raquo;.</p> <p>Un metodo affinato in decenni di attivit&agrave; e applicato in contesti differenti, dalla pi&ugrave; ricca Fiorentina al Bologna, fino alle due esperienze alla guida dell&rsquo;area tecnica del Lecce, e in vista della prossima avventura.</p> <p>Nella sua tecnica di costruzione delle squadre, Corvino ha distinto tra la scelta di calciatori gi&agrave; affermati e la ricerca di profili ancora da sviluppare: &laquo;Nel primo caso si valutano qualit&agrave; gi&agrave; consolidate; nel secondo entrano in gioco intuizione, analisi e capacit&agrave; di intravedere ci&ograve; che un giocatore potr&agrave; diventare&raquo;.</p> <p>Una filosofia che ha accompagnato il lavoro svolto negli ultimi anni nel Salento, caratterizzati da una gestione orientata alla sostenibilit&agrave; economica e alla valorizzazione del talento: &laquo;Il Lecce mi ha chiamato per mettere a posto i conti - ribadisce - non per salvarci per quattro anni consecutivi&raquo;.</p> <p>Da questo punto di vista traspare amarezza: &laquo;Forse avrei potuto onorare gli altri due anni di contratto se al mio fianco avessi percepito maggiore consenso. Cos&igrave; come sono sicuro che il nuovo direttore del Lecce non ha bisogno di miei consigli e anzi vorrei ripulire dalla diceria che io possa influenzare le scelte della societ&agrave;&raquo;.</p> <p>Lo sguardo &egrave; rivolto avanti: &laquo;Ora devo recuperare energie dopo un ciclo intenso&raquo;, ha osservato, ed &egrave; facile pensare che torner&agrave; presto in pista, anche con un progetto importante, ma su questo ha glissato: &laquo;Per sposarsi bisogna essere in due&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, continua il tira e molla su Sogliano. Resta sul tavolo anche l'ipotesi Trinchera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2008895/lecce-continua-il-tira-e-molla-su-sogliano-resta-sul-tavolo-anche-l-ipotesi-trinchera.html</link>
      <description>Una volta definita la questione aperta dal disimpegno di Corvino, il primo passaggio da portare a termine sarà quello dell’incontro con l’allenatore Eusebio Di Francesco</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Sean Sogliano,pantaleo corvino,serie a</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2008895/lecce-continua-il-tira-e-molla-su-sogliano-resta-sul-tavolo-anche-l-ipotesi-trinchera.html</guid>
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:34:27 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il tira e molla sul nome di Sean Sogliano non si &egrave; ancora concluso. L&rsquo;incontro in programma nella tarda serata di luned&igrave; tra il dirigente e l&rsquo;Hellas Verona &egrave; terminato con un nulla di fatto che ha lasciato aperto uno spiraglio per il Lecce, che vuole il dirigente originario di Alessandria come sostituto di Pantaleo Corvino nel ruolo di responsabile dell&rsquo;area tecnica. Stando alle ricostruzioni, Italo Zanzi, che ha assunto la presidenza del club giallobl&ugrave; dopo l&rsquo;acquisizione delle quote sociali da parte del fondo d&rsquo;investimento Presidio Investors, ha ribadito a Sogliano la volont&agrave; di prolungare sino al 30 giugno 2029 il rapporto di collaborazione in scadenza il 30 giugno 2027. Il direttore sportivo dell&rsquo;Hellas, dal canto suo, pur lusingato dalle offerte formulategli dal Lecce per bocca di Saverio Sticchi Damiani, ha sottolineato la propria disponibilit&agrave; a continuare a lavorare nella citt&agrave; di Giulietta e Romeo.</p> <p>Al momento di passare dalle parole ai fatti, per&ograve;, quando sono stati affrontati temi-chiave quali il <i>budget</i> a disposizione per allestire l&rsquo;organico che, in base alle attese della piazza, dovrebbe puntare a risalire dalla B alla A, o quali l&rsquo;organizzazione che dovrebbe essere alla base della scalata, sono sorti degli intoppi e pare che Sogliano non sia rimasto soddisfatto delle risposte ricevute.</p> <p>Il clima &egrave; rimasto cordiale, come accade quando tra gli interlocutori c&rsquo;&egrave; stima, ma la fumata bianca sul prolungamento del contratto del dirigente (che gli addetti ai lavori locali ed i supporter veronesi chiedevano alla propriet&agrave; quale segnale della volont&agrave; di fare le cose in grande stile per tornare in massima serie) non &egrave; arrivata.</p> <p>Non &egrave; dato sapere se le parti abbiano deciso di ritrovarsi a stretto giro oppure se Sogliano si sia riservato di dare una risposta. La cosa certa &egrave; che il Lecce &egrave; rimasto in gioco.</p> <p>Da Verona, rimbalzano voci secondo le quali Sticchi Damiani abbia messo sul piatto della bilancia un contratto biennale da 800mila euro a stagione, con opzione per il rinnovo per una ulteriore annata agonistica, pi&ugrave; una percentuale, come sovente accade, sulle plusvalenze legate alla cessione dei calciatori ingaggiati per conto del Lecce. Insomma, una proposta allettante, alla quale si aggiunge la considerazione che, approdando nel Salento, il figlio d&rsquo;arte (il padre Riccardo ha ricoperto per anni il ruolo di direttore sportivo) si cimenterebbe ancora sul palcoscenico della A e non tra i cadetti.</p> <p>Il Lecce resta quindi alla finestra. Da ci&ograve; che filtra, l&rsquo;idea sarebbe quella di affidare a Sogliano il compito di fungere da responsabile dell&rsquo;area tecnica, confermando Stefano Trinchera quale direttore sportivo. Ammesso che quest&rsquo;ultimo accetti.</p> <p>In sostanza, si vorrebbe puntare ancora su quel lavoro di squadra che ha portato frutti preziosi quando a collaborare sono stati chiamati Corvino e lo stesso Trinchera.</p> <p>La cosa certa, per&ograve;, &egrave; che il Lecce non possa permettersi di attendere ancora a lungo. Quindi &egrave; presumibile che Sticchi Damiani abbia chiesto a Sogliano una decisione entro la giornata odierna. In seno al club salentino, infatti, c&rsquo;&egrave; la consapevolezza di avere gi&agrave; perso troppo tempo nell&rsquo;ottica della pianificazione della prossima stagione, che si preannuncia complicata come se non pi&ugrave; delle precedenti, mentre le questioni da mettere a fuoco e da sistemare sono numerose.</p> <p>Qualora Sogliano dovesse comunicare una risposta negativa, l&rsquo;ipotesi pi&ugrave; gettonata &egrave; quella che Trinchera verrebbe promosso a responsabile dell&rsquo;area tecnica. Non si sa se con accanto un nuovo direttore sportivo o quale responsabile unico.</p> <p>Una volta definita la questione aperta dal disimpegno di Corvino, il primo passaggio da portare a termine sar&agrave; quello dell&rsquo;incontro con l&rsquo;allenatore Eusebio Di Francesco. A cascata, si tratter&agrave; quindi di sviscerare tutti gli altri aspetti legati alla pianificazione del campionato 2025/2026, che sono numerosi e vanno dalla composizione della rosa alla la conferma o meno dei singoli calciatori, dalle strategie di mercato a tutta una serie di problematiche di natura logistico-organizzativa.</p> <p>A proposito di campagna acquisti-cessioni, si moltiplicano le voci sui top club che sarebbero interessati ad assicurarsi le prestazioni del centrale difensivo Tiago Gabriel. L&rsquo;ultimo in ordine di tempo sarebbe il Benfica, ma pare siano state chieste notizie pure da Barcellona e da Bayern Monaco. Anche questo argomento, per&ograve;, potr&agrave; essere affrontato solo quando il Lecce avr&agrave; definito la composizione della propria area tecnica.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Lecce resta in sospeso: ore decisive per la scelta di chi al posto di Corvino: Sogliano più lontano?</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2007653/lecce-resta-in-sospeso-ore-decisive-per-la-scelta-di-chi-al-posto-di-corvino-sogliano-piu-lontano.html</link>
      <description>Da ciò che filtra da giorni dalla città veneta, l’intenzione di Sogliano sarebbe quella di proseguire il proprio lavoro con l’Hellas</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 15:39:35 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ore decisive, in seno al Lecce, per la scelta del professionista che dovr&agrave; prendere il posto di Pantaleo Corvino quale responsabile dell&rsquo;area tecnica. Dopo i contatti avuti con il presidente Saverio Sticchi Damiani tra venerd&igrave; e domenica, nella tarda serata di ieri Sean Sogliano aveva in programma un incontro con Italo Zanzi, massimo esponente dell&rsquo;Hellas Verona. La societ&agrave; alla quale il dirigente originario di Alessandria &egrave; legato da un contratto con scadenza 30 giugno 2027 e con la quale, gi&agrave; da alcune settimane, stava discutendo un prolungamento sino al 2029, per sviluppare un progetto triennale.</p> <p>Da ci&ograve; che filtra da giorni dalla citt&agrave; veneta, l&rsquo;intenzione di Sogliano sarebbe quella di proseguire il proprio lavoro con l&rsquo;Hellas, soprattutto perch&eacute; la trattativa con Zanzi era oramai giunta alla stretta finale prima che si facesse avanti il Lecce, in seguito al disimpegno di Corvino. Se non interverranno fatti nuovi, pertanto, nonostante l&rsquo;offerta che gli &egrave; stata formulata da Sticchi Damiani sia interessante sotto il profilo economico come dal punto di vista delle prospettive di pianificare il futuro, Sogliano rester&agrave; in giallobl&ugrave;, ringraziando il Lecce per l&rsquo;apprezzamento dimostrato nei suoi confronti.</p> <p>Qualora, invece, dovesse saltare fuori qualche incomprensione con Zanzi, allora il dirigente di Alessandria potrebbe decidere di sedersi a tavolino con il presidente della societ&agrave; giallorossa per mettere a punto i dettagli dell&rsquo;operazione che lo potrebbe portare in breve tempo nel Salento, in veste di responsabile dell&rsquo;area tecnica.</p> <p>Una fumata nera definitiva sul fronte Sogliano priverebbe il Lecce di quella che parrebbe essere la sua prima scelta e lo metterebbe dinanzi alla duplice possibilit&agrave; di sondare altre piste o, ipotesi prevalente tra gli addetti ai lavori, dare fiducia a Stefano Trinchera, promuovendolo da direttore sportivo a responsabile dell&rsquo;area tecnica.</p> <p>Come sottolineato nei giorni scorsi, una decisione del genere significherebbe affidarsi ad un profilo che conosce bene le dinamiche interne della societ&agrave;, oltre che individualmente tutti i soci e tutti coloro che lavorano, a vario titolo, in seno all&rsquo;Unione Sportiva. Inoltre, l&rsquo;attuale direttore sportivo, che ha altri due anni di contratto, ha portato avanti per l&rsquo;intera annata agonistica, con Corvino, il monitoraggio dei calciatori ritenuti interessanti per il progetto Lecce. Infine, ha gi&agrave; un rapporto consolidato con Eusebio Di Francesco che, ad oggi, dopo il prolungamento automatico del contratto seguito alla conquista della permanenza, &egrave; l&rsquo;allenatore dell&rsquo;undici salentino.</p> <p>L&rsquo;unico neo, che vale per chiunque sia un esordiente, consiste nel fatto che il dirigente di Copertino sarebbe alla sua prima esperienza in massima serie da responsabile dell&rsquo;area tecnica.</p> <p>Per Trinchera, l&rsquo;eventuale promozione, significherebbe una grande chance per lanciarsi da protagonista assoluto nel calcio che conta, per la quale ha lavorato in questi anni. Il rovescio della medaglia (che al contempo propone anche aspetti molto affascinanti e quasi romantici) sarebbe rappresentato dal fatto che avrebbe sulle proprie spalle una responsabilit&agrave; notevole, da figlio del Salento e da ex calciatore del Lecce, quella di raccogliere l&rsquo;eredit&agrave; di un dirigente della caratura di Corvino, da sempre suo punto di riferimento.</p> <p>Per la propriet&agrave; che fa capo a Sticchi Damiani, come abbiamo rimarcato altre volte, quello attuale &egrave; un momento-chiave della propria storia alla guida del Lecce, come ce ne sono stati altri, tutti superati con equilibrio. L&rsquo;individuazione del successore di Corvino non &egrave; affatto un passaggio banale, per tutto ci&ograve; che l&rsquo;ormai ex responsabile dell&rsquo;area tecnica ha saputo dare al club dal 2020 ad oggi, insieme a Sticchi Damiani ed agli altri soci, ciascuno per quanto di sua competenza.</p> <p>Ci&ograve; premesso, per&ograve;, dirigenti, allenatori e calciatori passano, lasciando un ricordo pi&ugrave; o meno positivo, quello che resta &egrave; la maglia giallorossa del Lecce, il simbolo dell&rsquo;amore del popolo salentino per la propria formazione del cuore. Una casacca che Sticchi Damiani e gli altri soci intendono continuare ad onorare nel migliore dei modi.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Lecce, in attesa del nuovo ds tutte le ipotesi mercato: tentazioni per Falcone, Stulic confermato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2006376/lecce-in-attesa-del-nuovo-ds-tutte-le-ipotesi-mercato-tentazioni-per-falcone-stulic-confermato.html</link>
      <description>Tiago Gabriel potrebbe diventare l’uomo della super plusvalenza. A Ramadani verrà proposto di prolungare il contratto oltre il 30 giugno 2027</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Danilo Veiga,Jasper Samooja,Tiago Gabriel,Alex Sala</category>
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      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:26:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sar&agrave; chiamato a svolgere sin dal primo giorno una grande mole di lavoro il dirigente che raccoglier&agrave; la pesante eredit&agrave; lasciata da Pantaleo Corvino, in seno all&rsquo;area tecnica del Lecce. Ci sar&agrave; innanzitutto da sciogliere il nodo della guida della squadra (Eusebio Di Francesco &egrave; sotto contratto sino al 30 giugno 2027, ma il suo nome &egrave; stato sin qui associato a diverse altre formazioni, che per&ograve; hanno poi virato quasi tutte verso altri allenatori) e poi, di concerto con il trainer, vecchio o nuovo che sia, andr&agrave; analizzata la posizione dei circa quaranta calciatori sotto contratto (dei quali una parte rientreranno da altre societ&agrave; per fine prestito), stabilire su chi puntare, al netto di eventuali offerte irrinunciabili, e poi decidere le strategie di mercato.</p> <p>Circa il nome del nuovo responsabile dell&rsquo;area tecnica, il presidente Sticchi Damiani continua ad operare sotto traccia. Da Verona si dicono certi che Sogliano rester&agrave; all&rsquo;Hellas, ma per ora non c&rsquo;&egrave; la firma sul prolungamento contrattuale che gli &egrave; stato proposto. Stefano Trinchera, dal canto suo, attende un segnale della propriet&agrave; per l&rsquo;eventuale promozione che lo porterebbe a proseguire in prima persona il lavoro di Corvino. Per quel che concerne il parco atleti, sono ventisette quelli che hanno portato a termine la stagione. D&rsquo;intesa con l&rsquo;allenatore, bisogner&agrave; decidere su chi continuare a puntare e su quali profili orientarsi in sede di mercato, per ruolo e per caratteristiche tecnico-tattiche.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">PORTIERI</span> </strong><span class="GN4_post"> Falcone piace a Torino, Bologna e Monza. Se dovessero farsi avanti con una offerta congrua, verrebbe assecondata la volont&agrave; del giocatore, che nel Salento sta benissimo, ma vorrebbe vivere un&rsquo;avventura con ambizioni superiori. Fruchtl &egrave; stato per due anni all&rsquo;ombra del collega romano. Se venisse ceduto Falcone dovrebbe essere lui il titolare. In caso contrario potrebbe chiedere di andare via, per trovare spazio altrove. Idem per Jasper Samooja.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">ESTERNI BASSI</span></strong> <span class="GN4_post"> Il terzino destro Danilo Veiga dovrebbe restare, ma andr&agrave; individuata una possibile alternativa al portoghese, mancata nella seconda met&agrave; del torneo scorso. A sinistra, si tratter&agrave; di capire la posizione di Gallo: senza prolungamento del contratto in scadenza nel 2027 potrebbe finire sul mercato. Ndaba dovrebbe fare ancora parte della rosa.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">CENTRALI DIFENSIVI</span></strong> <span class="GN4_post"> Su Tiago Gabriel sono puntati gli occhi di numerose societ&agrave; italiane e straniere. La sua cessione garantir&agrave; una sostanziosa plusvalenza. I titolari dovrebbero essere Gaspar e Siebert, ammesso che l&rsquo;allenatore li consideri bene assortiti. &Egrave; probabile che vengano confermati anche Jean e Perez.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">CENTROCAMPISTI</span></strong> <span class="GN4_post"> Helgason, in scadenza, si accaser&agrave; al Venezia. Berisha, out da met&agrave; dicembre, prover&agrave; a dare il suo contributo in maniera continuativa, a differenza di quanto accaduto nelle ultime due stagioni. A Ramadani verr&agrave; proposto di prolungare il contratto oltre il 30 giugno 2027. Coulibaly dovrebbe essere uno dei punti fermi. Faranno parte del progetto il trequartista Gandelman e Ngom. Qualche valutazione andr&agrave; fatta su Fofana. Tra i partenti quasi certi figurano Marchwinski, sin qui sempre fuori dai radar anche a causa di un infortunio, ed Alex Sala, che ha stentato ad adattarsi al calcio italiano. Non &egrave; escluso che arrivi un elemento con maggiori qualit&agrave; tecniche che garantisca ulteriori soluzioni.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">ESTERNI ALTI</span></strong> <span class="GN4_post"> Per Banda vale il discorso fatto per Gallo. La societ&agrave; ha sfruttato l&rsquo;opzione utile a rinnovare sino al 2027. Allo zambiano sar&agrave; proposto di allungarlo. Pierotti, a meno di offerte di rilievo, proseguir&agrave; il proprio percorso con il Lecce. Anche N&rsquo;Dri dovrebbe restare, a meno che non preferisca accettare la corte di qualche sodalizio deciso a dargli ampio spazio. Sottil torner&agrave; alla Fiorentina. Se verr&agrave; confermata la prima linea a tre serviranno uno o due innesti.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">PUNTE CENTRALI</span></strong> <span class="GN4_post"> L&rsquo;unico sotto contratto &egrave; Stulic, confermato. Per Camarda, il Lecce eserciter&agrave; l&rsquo;opzione di riscatto a titolo definitivo, ma il Milan lo vorr&agrave; trattenere ed opter&agrave; per il contro-riscatto (con un milione di euro che entrer&agrave; nelle casse giallorosse). Infine, occorrer&agrave; decidere se fare valere l&rsquo;opzione esistente per Cheddira con il Napoli. In caso affermativo, il costo dell&rsquo;operazione si aggira intorno ai quattro milioni di euro. In caso contrario servir&agrave; un altro centravanti.</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Nodo stadio e caso Juve Stabia, cominciano i giorni di fuoco per il Bari. E il sindaco attende ancora DeLa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2006152/nodo-stadio-e-caso-juve-stabia-cominciano-i-giorni-di-fuoco-per-il-bari-e-il-sindaco-attende-ancora-dela.html</link>
      <description>In una settimana il quadro dovrà necessariamente essere più chiaro, onde non pregiudicare irrimediabilmente la partecipazione alla prossima stagione sportiva</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>juve stabia,stadio san nicola,vito leccese,Luigi De Laurentiis</category>
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      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:56:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La gestione dello stadio San Nicola, i passi per l&rsquo;iscrizione al campionato, il &laquo;caso&raquo; Juve Stabia ad un punto di svolta. Cominciano i giorni decisivi per determinare l&rsquo;immediato futuro del Bari. In una settimana il quadro dovr&agrave; necessariamente essere pi&ugrave; chiaro, onde non pregiudicare irrimediabilmente la partecipazione alla prossima stagione sportiva.</p> <p><span class="GN4_post">Non si possono pi&ugrave; prorogare i confronti determinanti. Nelle prossime ore, il sindaco Vito Leccese e l&rsquo;amministratore unico dei biancorossi, Luigi De Laurentiis, dovranno fissare un incontro a stretto giro. La gestione dello stadio San Nicola &egrave; il nodo pi&ugrave; impellente: la societ&agrave; entro il 16 giugno deve necessariamente indicare l&rsquo;impianto di riferimento delle gare interne per il 2026/27. Se il sindaco non dovesse firmare la lettera di disponibilit&agrave;, le strade sarebbero soltanto due: ovvero che il Bari traslochi altrove (Altamura, Barletta, Salerno le possibili soluzioni) o che la societ&agrave; addirittura rinunci all&rsquo;iscrizione non potendo contare sullo stadio di casa. Il primo cittadino continua a subordinare la sua disponibilit&agrave; all&rsquo;esposizione di un piano industriale a lungo raggio esposto dal presidente del club, nonch&eacute; ad una precisa strategia mirata ad una cessione della societ&agrave;. Un&rsquo;apertura chiara in tal senso, potrebbe anche avvicinare potenziali investitori solidi del territorio che hanno manifestato qualche interesse. Resta, peraltro, da definire il futuro del bando per l&rsquo;assegnazione quinquennale dell&rsquo;impianto. Attualmente l&rsquo;unica offerta pervenuta entro i termini della gara (scaduti lo scorso 18 maggio) &egrave; proprio della Ssc Bari ed &egrave; ora al vaglio della commissione giudicatrice. Non &egrave; da escludere persino che il bando sia ritirato o rimodulato, ma in tal caso sarebbe necessario un nuovo passaggio in condisglio comunale che solo lo scorso 26 marzo approv&ograve; all&rsquo;unanimit&agrave; le linee guida del bando.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">Il caso Juve Stabia</span> </strong><span class="GN4_post"> Gi&agrave; oggi sar&agrave; una giornata importante per comprendere le prospettive del club campano, alle prese con una crisi societaria che ne mette in pericolo l&rsquo;iscrizione alla prossima serie B, aprendo eventualmente le porte al Bari, ovvero la prima squadra ripescabile in cadetteria. Entro la mezzanotte, infatti, l&rsquo;attuale proprietario della squadra di Castellammare, ovvero la Stabia Capital Srl dell&rsquo;imprenditore Francesco Agnello, dovr&agrave; procedere alla ricapitalizzazione mettendo sul piatto i 6.901.000 euro necessari per iscrivere la squadra al prossimo campionato di serie B. Successivamente, in caso di mancato aumento di capitale, mercoled&igrave; alle 12.30, il Tribunale di Napoli si riunir&agrave; per aggiornarsi sulla situazione e valutare, in caso di mancato aumento capitale, le manifestazioni di interesse della Domus Srl (rappresentata dall&rsquo;imprenditore Alfredo Guerri) e dal fondo svizzero della Swiss Gulf Holding. Una procedura complessa a sei giorni dal termine perentorio del 16 giugno imposto dalla Figc per le iscrizioni ai tornei professionistici. Il Bari freme per conoscere le sue prospettive e avviare una programmazione destinata a partirein ritardo. Nelle prossime ore sar&agrave; definita la separazione dal tecnico Moreno Longo: la retrocessione in serie C ha gi&agrave; sancito l&rsquo;impossibilit&agrave; di rinnovare il contratto in scadenza al 30 giugno: al mister piemontese vanno solo riconosciute le ultime pendenze.&nbsp;</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Lecce ora accelera sul nuovo ds: pressing su Sean Sogliano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2005163/il-lecce-ora-accelera-sul-nuovo-ds-pressing-su-sean-sogliano.html</link>
      <description>Sticchi Damiani ha deciso, ma Sogliano è vincolato al Verona e dunque l'operazione non è semplice da portare a termine</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Sean Sogliano,sticchi damianie,lecce</category>
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      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 16:11:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dopo il primo contatto interlocutorio avuto nella giornata di venerd&igrave;, prima della sua partecipazione, a Parma, al gal&agrave; di presentazione del calendario della serie A 2026/2027, il presidente Saverio Sticchi Damiani ha avuto modo di parlare nuovamente con Sean Sogliano, che parrebbe essere diventato la prima scelta del Lecce per il ruolo di responsabile dell&rsquo;area tecnica. La propriet&agrave; del club salentino vorrebbe che fosse il direttore sportivo di Alessandria ad assumere il ruolo che, nelle ultime sei stagioni, ricche di risultati positivi (una promozione dalla B e quattro salvezze), &egrave; stato ricoperto da Pantaleo Corvino. Insomma, dopo essere stati colti di sorpresa dalla decisione del dirigente di Vernole di lasciare il Lecce, Sticchi Damiani e gli altri soci si stanno muovendo con decisione con l&rsquo;idea di provare a rendere possibile un nuovo ciclo e vorrebbero affidarne la gestione a Sogliano.</p> <p>L&rsquo;operazione, per&ograve;, non &egrave; semplice da portare a termine, in quanto il prescelto del sodalizio di via colonnello Costadura, che ricopre il ruolo di direttore sportivo dell&rsquo;Hellas Verona dal novembre 2022, non &egrave; libero da vincoli e sta discutendo gi&agrave; da tempo il prolungamento (che sembrava oramai ad un passo) del contratto con la societ&agrave; scaligera, retrocessa nella serie cadetta al termine dell&rsquo;annata agonistica 2025/2026 e decisa a tentare di tornare subito in massima serie. Il corteggiamento del Lecce nei confronti di Sogliano va quindi inquadrato in questo contesto, con il dirigente che dovr&agrave; scegliere tra la nuova esperienza che gli viene proposta da Sticchi Damiani e la prosecuzione del lavoro sin qui svolto nella citt&agrave; di Giulietta e Romeo.</p> <p>Il sodalizio giallorosso gli darebbe l&rsquo;opportunit&agrave; di continuare ad essere protagonista in A ma, per rinunciare alle certezze che gli darebbe il Verona, un ambiente che gi&agrave; conosce bene, sar&agrave; necessario che il progetto che gli viene proposto dal Lecce lo affascini in tutte le sue sfaccettature e che ci sia la massima condivisione dei programmi, ma anche delle strategie attraverso le quali perseguirli. L&rsquo;obiettivo del club salentino rester&agrave; la permanenza, da inseguire tenendo, com&rsquo;&egrave; sempre stato nelle ultime stagioni, i conti in ordine. Ma, qualora accettasse il ruolo di responsabile dell&rsquo;area tecnica del Lecce, c&rsquo;&egrave; da supporre che Sogliano vorr&agrave; scegliere le professionalit&agrave; con le quali collaborare. Circa l&rsquo;obbligo di fare di necessit&agrave; virt&ugrave;, per il dirigente piemontese non si tratterebbe di una novit&agrave;, in quanto gi&agrave; a Verona &egrave; stato questo il mandato ricevuto ed espletato, prima sotto la presidenza di Maurizio Setti, sino al 15 gennaio 2025, e poi sotto quella di Italo Zanzi, dopo la cessione del sodalizio.</p> <p>Clamorosa rester&agrave; la salvezza ottenuta con gli scaligeri nel 2024/2025, quando la squadra all&rsquo;epoca allenata da Marco Baroni, che era in acque tempestose di classifica, fu smantellata in gran parte nel mercato invernale, con la cessione di quasi tutti i pezzi pregiati della rosa, e ricostruita con nuovi arrivi, raggiungendo comunque il traguardo alla penultima giornata di campionato, grazie al successo colto in casa della gi&agrave; retrocessa Salernitana.</p> <p>Da responsabile dell&rsquo;area tecnica dell&rsquo;Hellas, Sogliano ha portato in maglia giallobl&ugrave; e poi ceduto con sostanziose plusvalenze calciatori quali gli attaccanti Cyril Ngonge (passato al Napoli, che nel 2025/2026 ha militato in prestito con l&rsquo;Espanyol), Tijani Noslin (ceduto alla Lazio) e Giovane (prelevato nel gennaio scorso dal Napoli), il difensore Jackson Tchachoua (trasferitosi al Wolverhampton) ed il centrocampista Reda Belahyane (passato alla Lazio).</p> <p>Sean Sogliano, che &egrave; figlio d&rsquo;arte, in quanto il padre Riccardo, a sua volta, &egrave; stato un apprezzato direttore sportivo, ha mosso i primi passi da dirigente nel Varese, in qualit&agrave; di direttore generale, dal 2004 al 2011, accompagnando la scalata del sodalizio lombardo dai dilettanti (l&rsquo;Eccellenza) alla B.</p> <p>La sua carriera &egrave; quindi proseguita, in veste di diesse, con Palermo (da giugno a dicembre 2011), Hellas Verona (dal 2012 al 2015), Carpi (da giugno a dicembre 2015), Genoa (da dicembre 2015 al 2016), Bari (dal 2016 al 2018), Padova (dal 2019 al 2022) e di nuovo Hellas Verona (dal 17 novembre 2022 ad oggi, in quanto &egrave; ancora sotto contratto). La prossima tappa del suo percorso nel mondo del calcio (da giocatore ha disputato la A con Ancona, Torino e Perugia), a patto che Sticchi Damiani riesca ad ottenere il suo benestare, inducendolo ad abbandonare il Verona, potrebbe essere il Lecce, dove lo attenderebbe la non facile eredit&agrave; lasciata da Corvino, che nel Salento ha contribuito a scrivere la storia, prima con la famiglia Semeraro e negli ultimi anni con l&rsquo;attuale propriet&agrave;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Grassani e il caso Bari: «Norme anacronistiche, la Figc ha il dovere di modificare il vincolo della multiproprietà»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2005162/grassani-e-il-caso-bari-norme-anacronistiche-la-figc-ha-il-dovere-di-modificare-il-vincolo-della-multiproprieta.html</link>
      <description>Tra i massimi esperti di diritto sportivo, nonché legale della Filmauro proprietaria di Napoli e Bari, si trova davanti a una sfida importante</description>
      <author>GIOVANNI LONGO</author>
      <category>bari calcio,avvocato Mattia Grassani,multiprorpietà</category>
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      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 16:06:46 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Prova a mettere le cose in chiaro premettendo: &laquo;Non parlo del Bari&raquo;. Ma siccome (i tifosi biancorossi lo sanno molto bene), il nodo multipropriet&agrave; torna necessariamente al pettine, il ragionamento dell&rsquo;avvocato Mattia Grassani, tra i massimi esperti di diritto sportivo, nonch&eacute; legale della Filmauro proprietaria di Napoli e Bari, non pu&ograve; non leggersi anche in chiave locale. &laquo;La Figc - dice Grassani - si trova davanti a una sfida importante perch&eacute; le regole vigenti sono molto pi&ugrave; rigide rispetto a quelle adottate in altre realt&agrave; europee. Il tema del vincolo parentale e dell&rsquo;affinit&agrave; tra proprietari merita una riflessione, soprattutto se si vuole consentire a soggetti economicamente solidi e capaci di dimostrare indipendenza gestionale di continuare a investire nel calcio&raquo;. Punto primo.</p> <p>L&rsquo;avvocato insiste sulla necessit&agrave; di aggiornare un sistema che considera non pi&ugrave; pienamente aderente alla realt&agrave; contemporanea. &laquo;Oggi il calcio &egrave; inserito in una dimensione globale. Esistono gruppi che controllano societ&agrave; in diversi Paesi e che operano secondo logiche industriali consolidate. L&rsquo;Italia deve interrogarsi sulla propria competitivit&agrave; e capire se alcune limitazioni siano ancora coerenti con l&rsquo;evoluzione del settore&raquo;. E sono due.</p> <p>Da qui l&rsquo;unico passaggio (inevitabile) sull&rsquo;asse Bari-Napoli. &laquo;Quello dei De Laurentiis resta l&rsquo;unico esempio ancora esistente nel calcio professionistico italiano. Se guardiamo all&rsquo;estero, invece, modelli analoghi sono molto pi&ugrave; diffusi. La questione non &egrave; stabilire se la multipropriet&agrave; sia giusta o sbagliata in assoluto, ma individuare regole efficaci che garantiscano autonomia gestionale, correttezza delle competizioni e trasparenza&raquo;. E sono tre. In vista delle prossime elezioni federali, poi, Grassani auspica che vengano eliminati i troppi limiti, lacci e lacciuoli (anche temporali) che impediscono alla multipropriet&agrave; di potersi sbizzarrire. Insomma, anche se l&rsquo;avvocato bolognese parla da esperto della materia e non da legale della Filmauro, mettendo in fila i tasselli, l&rsquo;impressione &egrave; che i DeLa non ne vogliono proprio sapere di vendere il Bari.</p> <p>L&rsquo;occasione (parlare di multipropriet&agrave; proprio a Bari, chi lo avrebbe detto), &egrave; l&rsquo;<i>International Sports Law Conference</i> dedicata al tema &laquo;Between Multi-club Ownership and Popular Shareholding&raquo;. Filo conduttore dei lavori le nuove sfide della <i>governance</i> dei club calcistici, compreso l'azionariato popolare. Promossa nell&rsquo;ambito del master in Diritto Sportivo e Management dello Sport dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari e in collaborazione con la Rex Sport Association, avvocati ed esperti internazionali del diritto sportivo, dopo Istanbul e Bangkok, si sono riuniti in una citt&agrave; frastornata dalla tegola retrocessione in parte figlia del vizio originale: la multipropriet&agrave;. Ad organizzare l&rsquo;evento, il professor Domenico Costantino, direttore del master Uniba, insieme all&rsquo;avv. Ettore Mazzilli, barese, presidente della Rex Sport Association. In sala anche Antonio Matarrese, ex presidente Figc, salutato con grande affetto da tutti i relatori.</p> <p>Sul tavolo, dunque, i modelli che stanno trasformando il calcio mondiale. Dalle galassie societarie che controllano decine di club in pi&ugrave; continenti fino ai sistemi di controllo condiviso che caratterizzano numerose realt&agrave; europee, la cosiddetta multi-club <i>ownership</i> continua a espandersi mentre federazioni e organismi internazionali cercano di adeguare regole e controlli. Ma &egrave; inevitabile che, a Bari, ogni ragionamento finisca per incrociare il caso che da anni accompagna il dibattito cittadino.</p> <p>Tra gli interventi pi&ugrave; attesi, dicevamo, proprio quello di Grassani, il professionista che nel 2018 segu&igrave; il percorso giuridico e amministrativo che condusse all&rsquo;affiliazione della nuova societ&agrave; biancorossa dopo il fallimento del vecchio Bari. Alzando lo sguardo oltre il caso locale, Grassani parte da una considerazione netta: il sistema normativo federale italiano &egrave; oggi tra i pi&ugrave; restrittivi in assoluto. Secondo il legale, il tema non riguarda soltanto la multipropriet&agrave; ma la capacit&agrave; dell&rsquo;intero sistema di creare condizioni favorevoli agli investimenti. Il tema vero si chiama competitivit&agrave;.</p> <p>Tra i relatori, anche il presidente di Rex Sport, Ettore Mazzilli che sulla multipropriet&agrave; spiega: &laquo;Parliamo di un fenomeno estremamente complesso che coinvolge aspetti sportivi, economici e societari - spiega -. &Egrave; giusto interrogarsi sulla possibilit&agrave; di rendere le regole pi&ugrave; aperte, ma &egrave; altrettanto indispensabile costruire meccanismi di governance capaci di tutelare la fairness delle competizioni&raquo;. Mazzilli invita inoltre a separare l&rsquo;analisi tecnica dall&rsquo;emotivit&agrave; del momento. &laquo;La delusione della tifoseria &egrave; comprensibile e merita rispetto, ma un fenomeno di questa portata richiede valutazioni approfondite. Esistono regole precise e scadenze altrettanto precise. Sar&agrave; la nuova governance federale a decidere se mantenerle o modificarle&raquo;.</p> <p>Ed &egrave; proprio qui che il dibattito accademico si intreccia con la realt&agrave;. Perch&eacute; mentre gli esperti discutono di modelli internazionali e prospettive di riforma, Bari continua a vivere la multipropriet&agrave; come una tegola.</p> <p>Le difficolt&agrave; sportive degli ultimi anni, il sogno della Serie A trasformato nell&rsquo;incubo Serie C e l&rsquo;avvicinarsi della deadline 2028 hanno alimentato un malessere crescente che attraversa tifoseria, istituzioni e opinione pubblica. Nel frattempo Bari resta sospesa tra diritto e passione. Da una parte i giuristi discutono se la multipropriet&agrave; possa rappresentare una risorsa per il calcio moderno; dall&rsquo;altra una citt&agrave; che continua a percepirla come il principale ostacolo alla propria crescita sportiva. Ed &egrave; forse questo il vero paradosso: mentre il mondo del diritto sportivo ragiona su come adattare le regole al calcio del futuro, una piazza intera continua a chiedersi quando potr&agrave; finalmente tornare padrona del proprio destino. Libera.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, esordio a Venezia e poi l’attacco alla Roma: ecco il calendario del campionato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2003970/lecce-esordio-a-venezia-e-poi-lattacco-alla-roma-ecco-il-calendario-del-campionato.html</link>
      <description>Rebus Di Francesco: sfumato il Bologna sceglierà di restare?</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>eusebio di francesco,serie a,lecce</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2003970/lecce-esordio-a-venezia-e-poi-lattacco-alla-roma-ecco-il-calendario-del-campionato.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:53:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il cammino del Lecce nel campionato di serie A 2026/2027 inizier&agrave; il 23 agosto, salvo anticipi o posticipi, sul terreno del neo promosso Venezia. In maniera del tutto inusuale, quindi, il percorso della formazione salentina, classificatasi quart&rsquo;ultima nel torneo da poco passato in archivio, prender&agrave; il via contro una neo promossa.</p> <p>Il turno inaugurale proporr&agrave; inoltre i confronti Atalanta-Sassuolo, Bologna-Lazio, Frosinone-Juventus, Genoa-Napoli, Inter-Monza, Parma-Cagliari, Roma-Fiorentina, Torino-Milan ed Udinese-Como. Archiviato il match con i lagunari, che tra l&rsquo;altro promettono di portare avanti un mercato scintillante, all&rsquo;insegna degli investimenti, il Lecce esordir&agrave; al &laquo;Via del Mare&raquo; il 30 agosto e si trover&agrave; di fronte la Roma. Si preannuncia una partita bollente, non solo per il clima torrido che caratterizzer&agrave; il Salento.</p> <p>Nuova trasferta, nella terza giornata, per il complesso salentino, che sar&agrave; impegnato in Sardegna, contro il Cagliari. Seguiranno i match Lecce-Monza (quarto turno), Milan-Lecce, Lecce-Bologna, Udinese-Lecce, Lecce-Juventus, Frosinone-Lecce, Lecce-Genoa, Torino-Lecce, Lazio-Lecce, Lecce-Atalanta, Napoli-Lecce, Lecce-Sassuolo, Lecce-Inter, Como-Lecce e Lecce-Parma. L&rsquo;andata per i giallorossi, terminer&agrave; al &laquo;Franchi&raquo; di Firenze, contro la Viola.</p> <p>In avvio di ritorno, il club presieduto da Saverio Sticchi Damiani, che ieri era presente a Parma alla presentazione del calendario, sar&agrave; impegnato per due volte di fila in casa: contro Udinese e Torino. Quindi, il Lecce visiter&agrave; il Genoa, ricever&agrave; il Napoli ed andr&agrave; a Monza.</p> <p>Questi, in successione, gli altri incontri: Lecce-Frosinone, Bologna-Lecce, Lecce-Como, Parma-Lecce, Roma-Lecce, Lecce-Lazio, Juventus-Lecce, Sassuolo-Lecce, Lecce-Milan, Lecce-Cagliari, Inter-Lecce, Lecce-Fiorentina ed Atalanta-Lecce.</p> <p>La formazione salentina archivier&agrave; il campionato al &laquo;Via del Mare&raquo;, ricevendo quel Venezia contro il quale &egrave; in programma la prima gara del torneo. Proprio com&rsquo;&egrave; accaduto nel 2025/2026 con il Genoa. Che sia di buon auspicio?</p> <p>Il Lecce ora conosce il cammino con il quale dovr&agrave; fare i conti nella massima serie 2026/2027 ma, ad oggi, mancano alcuni punti fermi indispensabili per pianificare la nuova annata.</p> <p>La decisione del responsabile dell&rsquo;area tecnica Pantaleo Corvino di fermarsi, infatti, ha determinato un terremoto in vista della programmazione del prossimo campionato. In quest&rsquo;ottica, il primo tassello che dovr&agrave; essere sistemato al proprio posto &egrave; costituito proprio dal sostituto del dirigente di Vernole. Ferma restando la possibilit&agrave; che la propriet&agrave; opti per la promozione del direttore sportivo Stefano Trinchera, voci di corridoio riferiscono che ci sarebbe stato un colloquio tra Sticchi Damiani e Sean Sogliano. Ma non sono trapelati dettagli e c&rsquo;&egrave; da credere che si sia trattato, per ora, di un approccio interlocutorio.</p> <p>Nel frattempo, due nomi degli ipotetici candidati, quello di Guido Angelozzi e di Matteo Lovisa, sembrano essere usciti dai radar in quanto il primo pare destinato alla Cremonese ed il secondo al Sudtirol. Del resto, ieri avevamo anticipato che n&eacute; l&rsquo;ormai ex Cagliari n&eacute; il &laquo;diesse&raquo; della Juve Stabia erano stati contattati da Sticchi Damiani.</p> <p>Ma sembra essere assai marginale anche il nome di Ciro Polito, che si &egrave; fatto senz&rsquo;altro apprezzare nelle ultime stagioni, ma che non ha alcuna esperienza a livello di A, come del resto Lovisa.</p> <p>Ecco quindi che si torna a Trinchera ed a Sogliano, a meno che il presidente del club giallorosso e gli altri soci non tirino fuori un nome a sorpresa, sin qui mai emerso.</p> <p>La scelta del responsabile dell&rsquo;area tecnica dev&rsquo;essere fatta in tempi celeri, in quanto toccher&agrave; al sostituto di Corvino (in questo caso probabilmente insieme a Sticchi Damiani come assoluto garante del fatto che il progetto andr&agrave; a vanti con la consueta convinzione) incontrare Eusebio Di Francesco, il cui contratto si &egrave; rinnovato automaticamente con il raggiungimento della permanenza. Il trainer pescarese sar&agrave; chiamato a chiarire se intenda o meno restare nel Salento. Sfumata la pista che portava a Bologna, infatti, per Di Francesco ora si parla di un possibile interessamento del Sassuolo, anche se in prima battuta ci sarebbero Aquilani e Abate.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, via il ds Valerio Di Cesare: inizia l'operazione «piazza pulita» dopo la retrocessione</title>
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      <description>La società ha raggiunto l’accordo con il direttore sportivo, ora inizia il toto nomi per la prossima stagione</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari calcio,Valerio Di Cesare</category>
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      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:45:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Inizia l&rsquo;operazione piazza pulita dopo la retrocessione in serie C: il Bari, scrive in un nota, ha &laquo;raggiunto l&rsquo;accordo con il direttore sportivo Valerio Di Cesare per la risoluzione consensuale del contratto in essere con il Club biancorosso&raquo;. &laquo;La societ&agrave; - conclude il comunicato - ringrazia il professionista e l&rsquo;uomo Di Cesare per l&rsquo;attaccamento, la dedizione e la passione dimostrati verso i colori biancorossi, augurando nel contempo un futuro denso di soddisfazioni umane e professionali&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce e il nodo «ds»: da Angelozzi a Lovisa, impazza il toto-nomi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2002722/lecce-e-il-nodo-ds-da-angelozzi-a-lovisa-impazza-il-toto-nomi.html</link>
      <description>Nella lista dei «papabili» pure Sogliano e l’ex Bari Polito ma non è da escludere una soluzione a sorpresa</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Pantaleo Corvino,serie a,Saverio Sticchi Damiani,Eusebio Di Francesco</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2002722/lecce-e-il-nodo-ds-da-angelozzi-a-lovisa-impazza-il-toto-nomi.html</guid>
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:56:43 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Mentre in altre piazze impazza il toto allenatore, a Lecce tutti si interrogano su chi sar&agrave; il nuovo responsabile dell&rsquo;area tecnica, l&rsquo;uomo deputato a raccogliere la pesante eredit&agrave; lasciata dal salentino Pantaleo Corvino.</p> <p>Dalle stanze della sede di via colonnello Costadura, non trapelano indiscrezioni. N&eacute; il presidente Saverio Sticchi Damiani ha alcuna intenzione di sbottonarsi in vista di una scelta che avr&agrave; una importanza strategica in prospettiva futura, in quanto si tratter&agrave; di individuare, anche in tempi stretti, il professionista al quale affidare l&rsquo;incarico di rapportarsi con l&rsquo;allenatore e di stabilire e poi portare avanti le strategie di mercato in vista della nuova stagione, nella quale si tratter&agrave; di lottare ancora una volta a denti stretti per la permanenza, in un contesto sempre pi&ugrave; agguerrito.</p> <p>Va detto che in questo momento il Lecce ha il direttore sportivo. Stefano Trinchera, infatti, &egrave; legato al sodalizio salentino sino al 30 giugno 2028. Sticchi Damiani e gli altri soci sono chiamati innanzitutto a valutare se il dirigente originario di Copertino, che sin qui ha operato insieme a Corvino, sia pronto per spiccare il volo ed assumersi in prima persona la responsabilit&agrave; dell&rsquo;area tecnica, qualunque sia la denominazione che poi si vorr&agrave; dare all&rsquo;incarico.</p> <p>Una simile decisione avrebbe degli innegabili vantaggi, in quanto Trinchera conosce molto bene le dinamiche della societ&agrave; giallorossa, ha un ottimo rapporto con la propriet&agrave;, ha sin qui condiviso quattro stagioni di programmazione della serie A, terminate con la salvezza, con il responsabile dell&rsquo;area tecnica dimissionario ed ha la massima stima in Eusebio Di Francesco. Quest&rsquo;ultimo non &egrave; un aspetto secondario, in quanto il contratto del trainer pescarese si &egrave; rinnovato automaticamente dopo la salvezza e Sticchi Damiani non ha mai fatto mistero che gradirebbe che ci fosse continuit&agrave; alla guida della squadra, avendo grande parecchia stima dell&rsquo;allenatore. In virt&ugrave; di queste considerazioni, diversi osservatori ritengono che la promozione di Trinchera abbia concrete probabilit&agrave; di essere la soluzione finale.</p> <p>Qualora la propriet&agrave; volesse invece una figura con maggiore esperienza, allora sono due i nomi che circolano da alcuni giorni. Il primo &egrave; quello di Guido Angelozzi, il secondo &egrave; quello di Sean Sogliano. Entrambi, nelle ultime annate, hanno lavorato per club che hanno battagliato per la permanenza, con alterne fortune (Frosinone e Cagliari uno, Hellas Verona l&rsquo;altro). Inoltre, sono entrambi molto scafati.</p> <p>Angelozzi avrebbe il vantaggio di avere gi&agrave; lavorato con Di Francesco a Frosinone e di stimarlo molto. Dopo l&rsquo;ingaggio del trainer abruzzese da parte del Lecce ci disse che avrebbe voluto che allenasse una sua formazione gi&agrave; prima dell&rsquo;esperienza comune vissuta in Ciociaria. Va detto, per&ograve;, che, da quanto ci risulta, sino alla serata di ieri il dirigente catanese non aveva ricevuto alcuna chiamata dal Salento.</p> <p>Per quanto concerne Sogliano, a Verona, nelle ultime stagioni, ha centrato due salvezze, salvo retrocedere al termine dell&rsquo;annata da poco passata in archivio. Dalla citt&agrave; scaligera, tra l&rsquo;altro, garantiscono che prolungher&agrave; il proprio contratto con l&rsquo;Hellas. Qualora arrivasse un profilo navigato, Trinchera accetterebbe di restare in veste di direttore sportivo dopo averlo fatto con quel Corvino che ha sempre considerato suo punto di riferimento e maestro? Il nuovo arrivato vorrebbe, a sua volta, collaborare con un uomo che non avrebbe scelto? Sono interrogativi senz&rsquo;altro leciti e che pure potrebbero in qualche misura influenzare le scelte.</p> <p>Altri due nomi circolati in queste ore sono quelli di Ciro Polito (che nel 2025/2026 ha allestito la rosa del Catanzaro, approdato sino alla finalissima dei play off di serie B, costruendo una bella realt&agrave;, dopo avere fatto bene in altre piazze) e di Matteo Lovisa (giovanissimo direttore sportivo della Juve Stabia, che ha fatto bene con il club campano e viene considerato un emergente). Anche per quest&rsquo;ultimo, per&ograve;, vale il discorso fatto per Angelozzi: ci risulta che sino a ieri non era stato contattato da emissari del Lecce.</p> <p>Queste le ipotesi venute fuori sin qui, ma Sticchi Damiani e gli altri soci potrebbero anche tirare fuori dal cilindro una soluzione rimasta sino a questo momento fuori dai radar. Il che, sapendo quanto preferiscano lavorare sottotraccia, non &egrave; affatto da escludere.</p> <p>La cosa certa &egrave; che il Lecce intenda fare le cose per bene, in quanto allenatori, calciatori e dirigenti passano, ma il club resta. Lo ha rimarcato a chiare lettere il presidente a margine della conferenza stampa nella quale Corvino ha spiegato perch&eacute; abbia interrotto il rapporto di collaborazione. &laquo;Pantaleo mi lascia una patata bollente - ha detto Sticchi Damiani - in quanto si tratter&agrave; di individuare il suo sostituto. Per quel che riguarda il futuro, per&ograve;, il Lecce va avanti ed intende continuare in maniera convinta il proprio percorso. Anche grazie alle solide basi che sono state gettate in questi sei anni, la nostra societ&agrave; dev&rsquo;essere votata alla crescita. Con gli altri soci e con i componenti del consiglio di amministrazione, cercheremo di effettuare una scelta illuminata, proprio come quando abbiamo chiesto a Corvino di fare parte del progetto, nel 2020&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Fumogeni e petardi «salati» in campo, i giallorossi sono i più multati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2000178/fumogeni-e-petardi-salati-in-campo-i-giallorossi-sono-i-piu-multati.html</link>
      <description>Con 185.500 euro di sanzioni ricevute, il Lecce è stata, nella stagione 2025/2026, la seconda società più multata della serie A dietro al Milan</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2000178/fumogeni-e-petardi-salati-in-campo-i-giallorossi-sono-i-piu-multati.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 16:01:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Con 185.500 euro di sanzioni ricevute, il Lecce &egrave; stata, nella stagione 2025/2026, la seconda societ&agrave; pi&ugrave; multata della serie A dietro al Milan, attestatosi a quota 188.000, e davanti al Genoa, fermatosi a 137.000. In coda a questa particolare graduatoria, quindi in una posizione virtuosa, figura il Pisa, con 14.000 euro, con a ruota il Torino, con 18.000, ed il Cagliari, con 18.500.</p> <p>Sin qui la classifica complessiva, che cumula le multe che la Lega ha inflitto direttamente ai club e quelle che ha riservato ai tesserati (calciatori, allenatori e dirigenti).</p> <p>Scindendo le due voci, il Lecce &egrave; tra i sodalizi meno penalizzati per quel che riguarda le sanzioni riservate ai propri tesserati, che sono state due: 5.000 euro a Del Rosso, vice di Di Francesco, dopo Sassuolo-Lecce del 37esimo turno (&laquo;per essere entrato sul terreno di gioco, al 51&rsquo; della ripresa, strattonando con atteggiamento aggressivo un calciatore della squadra avversaria&raquo;) e 1.500 euro a Falcone, dopo Lecce-Sassuolo della settima giornata, per essere stato ammonito, sanzione aggravata in quanto capitano. Meglio del sodalizio giallorosso hanno fatto, in questo senso, Pisa e Torino, con zero multe, Cagliari, con 3.500 euro, Como e Verona, con 5.000. In questo caso, la societ&agrave; pi&ugrave; cattiva &egrave; stata la Lazio con 54.500 euro di sanzioni, seguita dal Milan con 41.500 e dalla Juventus con 29.000. Il trainer che ha rimediato la multa pi&ugrave; salata in una singola gara &egrave; stato Conte, del Napoli, con 15.000 euro. Allegri, del Milan, ne ha subite due da 10.000 euro.</p> <p>Il Lecce &egrave; stato il pi&ugrave; tartassato per le multe ricevute dal club, con 179.000 euro, contro i 146.500 del Milan ed i 115.000 del Genoa. La differenza tra il sodalizio giallorosso e quello rossonero &egrave; che al primo le sanzioni sono state comminate in gran parte per il lancio nel recinto di gioco di fumogeni, petardi e bottigliette di plastica, mentre al secondo sono state inflitte in massima parte per avere procurato ritardo ingiustificato all&rsquo;inizio o alla ripresa del match. Il sodalizio salentino ha pagato spiccioli dei 179.000 euro anche per raggio laser puntato su un avversario, ritardato inizio e mancato rispetto del minuto di silenzio. In questa graduatoria, il sodalizio pi&ugrave; ligio &egrave; stato il Sassuolo multato per un totale di 4.000 euro, con a ruota il Parma, con 13.500, ed il Pisa, con 14.000.&nbsp;</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, tutto ruota attorno al nuovo ds: sulla poltrona di Corvino prende corpo l’ipotesi Trinchera</title>
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      <description>La cosa certa è che solo dopo la scelta del responsabile dell’area tecnica sarà possibile passare alla pianificazione della nuova annata, con la consapevolezza che, come sempre, sarà complicatissima</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>pantaleo corvino,serie a</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 15:17:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Domani, nel corso della conferenza stampa convocata per le ore 10, presso il Mercure Hotel President, a Lecce, il presidente Saverio Sticchi Damiani ed il responsabile dell&rsquo;area tecnica Pantaleo Corvino comunicheranno la fine del rapporto di collaborazione-bis (dopo quello instaurato da fine aprile 1998 a giugno 2005 con la famiglia Semeraro, la propriet&agrave; dell&rsquo;epoca) tra il dirigente di Vernole e l&rsquo;Unione Sportiva Lecce, avviato nell&rsquo;estate 2020.</p> <p>C&rsquo;&egrave; da supporre che sar&agrave; fatto un bilancio di questi sei anni, che Corvino spiegher&agrave; le ragioni della propria decisione e che Sticchi Damiani trattegger&agrave; le strategie del club per il futuro.</p> <p>Di recente, &egrave; stato esperito un ultimo tentativo di convincere Corvino a desistere dal suo proposito, restando ancora una stagione, con l&rsquo;intento di preparare con maggiore calma la sua successione. Ma non ha sortito gli effetti sperati.</p> <p>Stante la scelta operata dal responsabile dell&rsquo;area tecnica, al presidente Sticchi Damiani non resta altro che vagliare le diverse opzioni che sono sul tavolo per poi stabilire a chi fare raccogliere un&rsquo;eredit&agrave; che &egrave; senz&rsquo;altro molto pesante.</p> <p>A tale proposito, diversi osservatori ritengono che il prescelto potrebbe essere il direttore sportivo Stefano Trinchera, che avrebbe il vantaggio di conoscere bene le dinamiche della societ&agrave;, che ha collaborato per tutta la stagione 2025/2026 con Corvino nel seguire i calciatori interessanti in ottica mercato e che ha contribuito, a suo tempo, all&rsquo;ingaggio di Eusebio Di Francesco quale allenatore. Non bisogna dimenticare, infatti, che il contratto del trainer pescarese si &egrave; rinnovato in vista del 2026/2027, in seguito alla salvezza, ed un responsabile dell&rsquo;area tecnica nuovo si troverebbe a dovere lavorare con un tecnico che non ha scelto personalmente.</p> <p>Ma sull&rsquo;argomento, dalla sede del Lecce, non trapelano indiscrezioni e pertanto bisogna supporre che, per ora, tutti i nomi circolati negli ultimi giorni siano plausibili. Da Sean Sogliano (ma da Verona garantiscono che rinnover&agrave; con l&rsquo;Hellas sino al 2029) a Matteo Lovisa, da Guido Angelozzi (che si sussurra potrebbe andare via da Cagliari) a Ciro Polito (che ha sfiorato la promozione in A con il Catanzaro).</p> <p>La cosa certa &egrave; che solo dopo la scelta del responsabile dell&rsquo;area tecnica sar&agrave; possibile passare alla pianificazione della nuova annata, con la consapevolezza che, come sempre, sar&agrave; complicatissima. Bisogner&agrave; fissare il budget entro il quale muoversi, incontrare Di Francesco per valutare se esiste sintonia sui programmi e se c&rsquo;&egrave; la reciproca volont&agrave; di proseguire insieme. Andranno fissate le strategie di mercato. Si tratter&agrave; anche di ascoltare i singoli calciatori ed i rispettivi entourage per acquisire la loro disponibilit&agrave; a restare nel Salento in vista del torneo 2026/2027, fermo restando che, chi dovesse avere progetti differenti, andr&agrave; via solo in presenza di offerte che soddisfino, oltre ai diretti interessati, anche il sodalizio giallorosso.</p> <p>Insomma, chi subentrer&agrave; a Corvino dovr&agrave; darsi subito da fare in quanto gli argomenti da affrontare sono numerosi e tutti di grande rilievo in chiave futura.</p> <p>Intanto, mentre in serie A impazza il valzer degli allenatori e le varie caselle si vanno riempiendo, iniziano a circolare le prime indiscrezioni di mercato. In casa del Lecce, il pezzo da novanta &egrave; il centrale difensivo Tiago Gabriel, destinato a determinare un&rsquo;altra sostanziosa plusvalenza da ascrivere al fiuto di Corvino. Arrivato dall&rsquo;Estrela Amadora nel gennaio 2025 da perfetto sconosciuto, il portoghese ha disputato un ottimo torneo di massima serie e si &egrave; messo in luce, meritando le attenzioni di numerose societ&agrave; di A e di alcuni club esteri. In giro per il mondo, infatti, in questo periodo non sono molti i difensori centrali affidabili e pertanto, quando emerge un giovane che sembra dare garanzie, finisce subito nel mirino delle societ&agrave; che hanno la necessit&agrave; di coprire il ruolo.</p> <p>L&rsquo;ultimo sodalizio che sembra avere messo gli occhi sul lusitano, oramai punto fermo della nazionale under 21 del suo Paese, pare sia il Manchester United, che dal Lecce, nel gennaio dello scorso anno, ha gi&agrave; prelevato Patrick Dorgu. Si dice che, in attesa di sciogliere il nodo del nuovo responsabile dell&rsquo;area tecnica, la cifra chiesta agli emissari inglesi sia stata piuttosto salata. La cosa certa &egrave; che una operazione riguardante Tiago Gabriel potr&agrave; andare in porto per non meno di venticinque/trenta milioni di euro. Se non oltre.</p> <p>Un altro nome sulla bocca di tutti &egrave; quello di Wladimiro Falcone. Il portiere romano sta benissimo nel Salento e ci resterebbe volentieri ma, com&rsquo;&egrave; comprensibile che sia, dopo quattro stagioni ad alto livello, ambirebbe ad approdare in una formazione che abbia qualche ambizione in pi&ugrave; della permanenza. Da tempo piace al Torino ed ora si sarebbe aggiunto il Bologna.</p> <p>Infine, ci sono rumors circa un interessamento della Fiorentina per Lameck Banda che, dopo l&rsquo;assurda espulsione rimediata contro il Parma, ha cambiato del tutto passo ed &egrave; stato tra i trascinatori del Lecce nella corsa alla quarta salvezza consecutiva.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Marco Stasi alla guida della Fip Puglia: «Ascolto, scuola e settore giovanile. La Fip torni a essere la casa di tutti»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/basket/1997763/marco-stasi-alla-guida-della-fip-puglia-ascolto-scuola-e-settore-giovanile-la-fip-torni-a-essere-la-casa-di-tutti.html</link>
      <description>Il nuovo presidente regionale della Federbasket si racconta. L'importanza del dialogo con le società, della valorizzazione del settore giovanile e del maggior coinvolgimento delle scuole</description>
      <author>Ninni Perchiazzi</author>
      <category>marco stasi</category>
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      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:50:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Brindisino doc, 42 anni, avvocato, passione per la palla spicchi vissuta nel mondo delle &laquo;minors&raquo;: Marco Stasi da qualche giorno &egrave; il nuovo presidente della Federbasket pugliese, sulle orme dei concittadini Foffo Trabacca e Gigi Melone. Ascolto, scuola, eventi, ma anche (e soprattutto) settore giovanile, formazione degli arbitri, rapporto con la base del movimento e coinvolgimento del basket di vertice: dopo il commissariamento del precedente Comitato, idee e progetti non mancano, a partire dal messaggio che &laquo;la Fip deve tornare ad essere la casa di tutti&raquo;, cavalcato in campagna elettorale e ribadito subito dopo la vittoria.</p> <p class="GN4_text"><strong>Presidente, metabolizzato il successo, che sapore ha il day after?</strong></p> <p>&laquo;Il day after &egrave; molto stimolante perch&eacute; ci sono tutta una serie di punti che abbiamo toccato durante la campagna elettorale che vogliamo andare a realizzare&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Da cosa si parte?</strong></p> <p>&laquo;ll primo obiettivo &egrave; dare stabilit&agrave; dal punto di vista organizzativo alla federazione. Dopodich&eacute; vogliamo provare a mettere in pratica quello che abbiamo detto, quindi innanzitutto tornare ad ascoltare le societ&agrave;. Com'&egrave; noto ho girato molto durante la campagna elettorale. Qualcuno dice che &egrave; stato uno dei segreti del successo, per&ograve; in realt&agrave; era un modo per farmi conoscere e portare un ascolto concreto su tutte quelle che sono le esigenze delle societ&agrave;. Ora siamo stati eletti e abbiamo avuto la loro fiducia per cui dobbiamo realizzare le cose. Se posso sintetizzare, ora la parola chiave &egrave; responsabilit&agrave;&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Secondo lei , quali sono le priorit&agrave; scaturite dall'ascolto?</strong></p> <p>&laquo;Innanzitutto una migliore organizzazione dei campionati a tutti i livelli. Diverse societ&agrave; hanno lamentato spostamenti importanti e una mancata attenzione all'ottimizzazione dei costi. Sappiamo, infatti che per una piccola realt&agrave; dover affrontare delle trasferte molto lunghe pu&ograve; rappresentare un problema serio di budget. Non dobbiamo ragionare come se tutti i club fossero la Valtur, ci sono tante societ&agrave; che sono il tessuto pi&ugrave; importante del basket regionale e hanno bisogno di tale attenzione&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Il coinvolgimento delle scuole &egrave; stato uno dei punti cruciali del vostro programma.</strong></p> <p>&laquo;Dobbiamo organizzare il rapporto con le scuole. Ho provato a spiegarlo pi&ugrave; volte, non voglio dire che ci sono gi&agrave; i progetti che fanno singole societ&agrave;, ma occorre una politica federale specifica del comitato da declinare poi nei singoli territori&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Ha detto di puntare molto sulla comunicazione.</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; un altro punto importante che capiremo come potenziare. Oggi, nel 2026, &egrave; impensabile non avere dei canali che funzionino a pieno regime per dare visibilit&agrave; a societ&agrave;, talenti locali e anche agli sponsor, le fondamentali fonti di reddito, poche, che sono rimaste. Infatti le voci di spesa crescono, invece le fonti di reddito delle societ&agrave; sono sempre purtroppo le stesse&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Il settore giovanile &egrave; la linfa vitale del movimento, la priorit&agrave; delle priorit&agrave;. Hai dei progetti?</strong></p> <p>&laquo;Innanzitutto dobbiamo dare la possibilit&agrave; ai nostri ragazzi di mettersi in mostra, portando quanti pi&ugrave; osservatori e talent scout qui in Puglia a vedere le realt&agrave; che ci sono perch&eacute; attraverso i concentramenti si ha sempre una visione parziale. In passato, a volte, le logiche del reclutamento magari non sono state neanche tanto meritocratiche. Quindi sicuramente al centro la meritocrazia. L&rsquo;obiettivo &egrave; mandare un messaggio positivo ai nostri ragazzi, perch&eacute; lo sport &egrave; merito e l'eccellenza del merito dovrebbe essere premiata. &Egrave; un segnale importante da dare: dobbiamo spingere i nostri ragazzi a credere che possono restare in Puglia, un altro tema a me caro. Gi&agrave; perdiamo tanti ragazzi sotto tanti punti di vista, almeno sotto l&rsquo;aspetto del basket e dello sport dobbiamo essere attrattivi. &Egrave; una chiara responsabilit&agrave; per quanto riguarda il settore giovanile&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Lo step precedente &egrave; il minibasket.</strong></p> <p>&laquo;Intendiamo incentivare, coerentemente con i progetti a livello federale, la presenza dello staff tecnico nelle palestre di scuole elementari e medie. Bisogna partire dalle lezioni/partite sul campo per gli alunni e sui corsi di aggiornamento per i tecnici. Insistere sul potenziamento motorio globale basato sul gioco-sport, includendo campagne informative su sani stili di vita e corretta alimentazione. Infine promuovere i tornei di Minibasket estivi esaltando lo sport all'aperto&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Capitolo, settore arbitrale: anche in questo caso, l'obiettivo &egrave; la crescita.</strong></p> <p>&laquo;La formazione &egrave; l'elemento cardine e va migliorata. Dobbiamo avvicinare i giovani, per esempio facendo delle convenzioni con i licei (ci sono i Pcto), uscendo anche dalle logiche tradizionali del reclutamento. In ogni caso, dobbiamo darci tutti una mano, gli arbitri sono sotto pressione, e giocatori, allenatori e societ&agrave; devono essere rispettosi nei loro confronti. I violenti devono essere puniti e banditi dai campi di basket&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Due anni sono pochi, ma sono anche tanti. Anche in chiave futura, non riterr&agrave; soddisfacente il mandato se non avrai realizzato cosa?</strong></p> <p>&laquo;Se non avr&ograve; intanto invertito un trend emotivo, riportando entusiasmo e dando il segnale di avere una federazione a fianco alle societ&agrave;. Un elemento che ritengo sia mancato negli ultimi anni, in quanto si &egrave; fatto percepire la federazione sempre pi&ugrave; come un organo burocratico e non come un supporto alle societ&agrave; che intendiamo sostenere nella realizzazione degli eventi e nel ritornare nelle scuole&raquo;.</p> <p class="GN4_text">Brindisi &egrave; la tradizione, Ruvo la new entry, poi tante realt&agrave; storiche e una base che lavora con passione e sacrificio. L'impressione &egrave; che manchi una connessione tra le varie componenti del basket pugliese in grado di fare da volano alla crescita del movimento. Abbiamo avuto a lungo la A1, due realt&agrave; in A2, ma non ricordo, ad esempio, negli anni un clinic con gli allenatori di vertice.</p> <p>&laquo;&Egrave; una riflessione che condivido pienamente. Ho una provenienza minors, ho girato tante societ&agrave;, ho giocato fino all'anno scorso in DR3, quindi per me la pallacanestro della passione &egrave; quella, poi c'&egrave; il professionismo, ma &egrave; importante che questi mondi comunichino, anche con eventi ad hoc. &Egrave; importante anche per ribadire il messaggio che la Fip deve tornare ad essere la casa di tutti&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>La Fip &laquo;baricentrica&raquo; &egrave; stato oggetto di polemiche in campagna elettorale?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; un problema che non c'&egrave;, considerato che sulle 172 societ&agrave;, quasi 100 sono fra Foggia, Bat e Bari. La sede a Bari &egrave; una cosa anche logica, ma qualcuno l'ha voluto strumentalizzare in campagna elettorale&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Ha sentito il presidente Petrucci?</strong></p> <p>&laquo;Lo vedr&ograve; il 10 giugno a Roma. Ci siamo sentiti subito dopo le elezioni, mi ha fatto le congratulazioni. Sono curioso e pronto a lavorare per il basket&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>David Endt in vacanza in Salento: «Puglia regione da favola, qui un serbatoio di talenti»</title>
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      <description>Giornalista, calciatore e direttore sportivo con l’Ajax, si rilassa a Poggiardo: «Cibo e mare super e un calcio che va valorizzato. Nei campionati minori tanti ragazzi su cui puntare, la Gazzetta il mio pane quotidiano»</description>
      <author>Claudio Frascella</author>
      <category>david endt,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:01:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Quando sono a casa, in Olanda, i miei giornali di riferimento sono Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport e Stampa, ma da quando sono in Puglia, un mese circa, leggo la Gazzetta del Mezzogiorno: mi mette al corrente di quanto accade intorno, una regione che ho amato a prima vista, tanto che rester&ograve; qui con mia moglie fino alla fine di giugno&raquo;. David Endt, giornalista, calciatore e direttore sportivo con l&rsquo;Ajax, accompagnatore della Nazionale olandese, in questo scorcio di stagione per le sue vacanze ha scelto questo angolo di cielo, prendendo casa a Poggiardo. Il suo sembra uno spot per la <i>Gazzetta</i>, in realt&agrave; ci racconter&agrave; i suoi percorsi calcistici di queste ultime settimane, realizzati anche grazie alla &laquo;guida&raquo; del nostro quotidiano. Ma un passo alla volta.</p> <p>Settantadue anni, che non dimostra affatto, nato e cresciuto ad Amsterdam, oggi Endt vive a due passi dalla capitale dei Paesi Bassi. &Egrave; qui insieme con la moglie Priscilla e l&rsquo;inseparabile pastore svizzero, Ziggy. &laquo;Mia moglie - spiega Endt - ha lo stesso nome della moglie di Presley; il nostro adorato cagnaccio, quello di uno dei miei eroi musicali, David Bowie, &ldquo;Ziggy Stardust&rdquo;&raquo;. Insomma, Endt ama profondamente il calcio, quello italiano in particolare, ma la musica rappresenta un altro dei suoi punti deboli.</p> <p>L&rsquo;amore per l&rsquo;Italia, il suo italiano, ottimo.</p> <p>&laquo;Lo devo a mio padre, affascinato dalla storia e dalla bellezza di questo Paese; formazione classica, leggeva libri, perfezionava i suoi studi recandosi spesso a Roma: &egrave; lui che mi ha trasmesso questa passione, un valore incalcolabile&raquo;.</p> <p>Il calcio ha fatto il resto.</p> <p>&laquo;Nel quartiere in cui abitavo, tifavamo Inter, per via del calcio di Herrera e calciatori come Mazzola, Corso, Facchetti, Suarez; finale Coppa dei Campioni, fine maggio &rsquo;72, a Rotterdam: in aprile l&rsquo;Ajax mi aveva appena preso nelle giovanili, io, invece, ero con i Boys nella curva interista: non fin&igrave; bene, quell&rsquo;Ajax era irresistibile, come la nostra Nazionale a quei tempi, che esprimeva un calcio spumeggiante&raquo;.</p> <p>Parlare con Endt &egrave; come sfogliare un almanacco Panini. E anche l&igrave; ci arriviamo. La Puglia, come si trova qui?</p> <p>&laquo;Sono stato spesso in Italia: da piccolo, con la famiglia, venivo in vacanza a Ventimiglia, a Sanremo, altro mare rispetto a quello che avete qui, non scherziamo. Quando mi trovo al cospetto di un qualsiasi specchio d&rsquo;acqua, divento matto: acqua limpida e cristallina, da perderci la testa. Prima di venire in Puglia sono stato in Veneto, Friuli, lo scorso anno due mesi in Toscana. L&rsquo;Italia non si batte, un Paese unico per bellezza, eleganza, stile. In Puglia, a Bari, c&rsquo;ero stato ai tempi della Nazionale olandese, ero accompagnatore, l&rsquo;occasione un incontro con la Nazionale italiana; ma quando viaggi per lavoro la conoscenza si limita alle stanze d&rsquo;albergo e degli stadi; oggi &egrave; un&rsquo;altra storia&hellip;&raquo;.</p> <p>Da circa un mese qui, si pu&ograve; dire che ha gi&agrave; fatto un bel giro.</p> <p>&laquo;La Puglia &egrave; stata una vera scoperta: Lecce, Brindisi, Taranto, Gallipoli, Santa Cesaria, Otranto, Castro, Ostuni, Santa Maria di Leuca e c&rsquo;&egrave; ancora tanto da scoprire: clima ottimo, natura non contaminata, se non fosse per gli ulivi secolari minacciati dalla xylella&hellip;&raquo;.</p> <p>Dovesse inviare una cartolina della &laquo;sua&raquo; Puglia, uno scatto?</p> <p>&laquo;Castro, la barca, il mare, la visita nelle grotte, un giro suggestivo&raquo;.</p> <p>E poi la tavola.</p> <p>&laquo;Amo il mare, sono sedotto dalla bont&agrave; delle spigole, ma non resisto alla cucina del posto, a quella cosiddetta &ldquo;povera&rdquo;: la pasta, fave e cicoria, che dalle mie parti non trover&ograve; mai; burrata e friselle, con pomodoro, un filo d&rsquo;olio, un pizzico di origano, insieme con un sorso di Primitivo di Manduria&hellip;&raquo;.</p> <p>Il calcio pugliese.</p> <p>&laquo;Comincia con un &ldquo;liscio&rdquo;, ha presente quando un calciatore sfiora un pallone e rimedia una figuraccia? Stadio di Taurisano, la squadra di casa dovrebbe incontrare il Galatina: nei pressi del campo sportivo silenzio assoluto. Mentre mi chiedo se avessi sbagliato giorno e ora, una signora mi scuote: &ldquo;Stanno rifacendo lo stadio, la squadra &egrave; ospite del campo di Ugento&rdquo;; mistero risolto; mi sono rifatto, stavolta consultando la Gazzetta e assistendo a Galatina-Atletico Racale, Maglie-Bisceglie: nei campionati minori c&rsquo;&egrave; tanto di quel talento, non capisco perch&eacute; in Italia le squadre di serie A e B non investano di pi&ugrave; su giovani come questi; i troppi stranieri hanno fatto perdere l&rsquo;identit&agrave; del calcio italiano, una volta catenaccio e contropiede. Poi ho assistito a Lecce-Atalanta: il calcio, a tutti i livelli, per me &egrave; un attrattore irresistibile&raquo;.</p> <p>Endt, ci racconti il suo calcio, italiano e internazionale, le sue stelle.</p> <p>&laquo;Colto di sorpresa, mi perdoner&agrave; se le dico cose alla rinfusa. Detto intanto di Johan Cruijff, che incontravo agli allenamenti, prima che andasse al Barcellona, sicuramente Ruud Krol, che ha giocato con il Napoli e con il quale mi sento mediamente un paio di volte al mese; anche Edgar Davids sento spesso; Frank Rijkaard e Dennis Bergkamp; adoro Jamie Vardy, oggi alla Cremonese; ho amato gli italiani Sandro Mazzola, Fulvio Collovati e Andrea Pirlo, le sue geometrie; poi il calcio genio e sregolatezza di due assi che, forse, non tutti ricordano: Gianfranco Zigoni ed Ezio Vendrame; li incontrai anni fa a Caorle, due passi da Venezia, l&igrave; conobbi anche il grande Pierino Prati: bene, quando questi parlavano di calcio era come se stessi sfogliando un romanzo, pazzesco&raquo;.</p> <p>A fine giugno quando andr&agrave; via cosa metter&agrave; nel bagagliaio della sua auto?</p> <p>&laquo;Mi ci vorrebbe un Tir, intanto per metterci dentro il cuore esagerato della gente del Salento, straordinaria; se pensiamo a fine giugno, a me e Priscilla viene gi&agrave; il magone; ma sa chi soffrir&agrave; pi&ugrave; di tutti? Ziggy, che non vorr&agrave; pi&ugrave; andare via, lui che scorrazza allegramente nel terreno della nostra campagna, grande quanto quattro campi di calcio messi insieme&raquo;.</p> <p>Non dubitavamo della sua personale unit&agrave; di misura. Ci fosse, invece, appena spazio per una sola cosa?</p> <p>&laquo;Senza tanto pensarci: l&rsquo;olio. Quello pugliese non si batte, si fa perfino bere&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Campionati Italiani di scherma, la potentina Francesca Palumbo conquista il bronzo a squadre</title>
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      <description>La fiorettista sale sul podio con l’Aeronautica Militare nella Serie A1 a Roma. Quinto posto nell’individuale, dove si arrende nei quarti ad Alice Volpi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>francesca palumbo</category>
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      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:23:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; medaglia di bronzo, nella prova a squadra, per la fiorettista potentina Francesca Palumbo che con il team dell&rsquo;Aeronautica Militare &egrave; in gara ai Campionati Italiani a squadre di Serie A1, a Roma, dove si svolgono anche i Campionati Italiani individuali Assoluti, Giovani e Cadetti.  Il quartetto dell&rsquo;Aeronautica Militare - che si completa con Elisabetta Bianchin, Carlotta Ferrari e Aurora Grandis - &egrave; stato ammesso direttamente ai quarti di finale dove ha regolato la Fides Livorno per 45-33. Dopo aver perso per una stoccata (39-38) la semifinale con le Fiamme Oro, Palumbo e le sue compagne hanno dominato la finale per il bronzo imponendosi 45-29 sulle Fiamme Gialle. Titolo italiano al team del Centro Sportivo Carabinieri, che ha avuto la meglio per 44-43 sulle Fiamme Oro.</p> <p>Nella prova individuale la potentina ha chiuso al quinto posto, fermata nei quarti di finale dalla veterana delle Fiamme Oro Alice Volp,i che ha poi vinto il titolo italiano.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Per il Lecce profumo di svolta, il dopo Corvino un bivio: Sticchi Damiani davanti a scelta delicatissima</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1996423/per-il-lecce-profumo-di-svolta-il-dopo-corvino-un-bivio-sticchi-damiani-davanti-a-scelta-delicatissima.html</link>
      <description>Ore cruciali per il futuro del Lecce. La decisione di Pantaleo Corvino di lasciare il club ha colto di sorpresa l’ambiente giallorosso. Sogliano potrebbe avere le caratteristiche giuste ma non è l’unica pista</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Sun, 31 May 2026 12:44:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sono ore cruciali per il futuro del Lecce. La decisione di Pantaleo Corvino di lasciare il club ha colto di sorpresa l&rsquo;ambiente giallorosso. Stante la sua passione per un lavoro che ha voluto fortemente svolgere sin da quando ha abbandonato il posto fisso in aeronautica per iniziare la sua scalata dalla terza categoria, ma anche in considerazione del fatto che pi&ugrave; volte ha affermato di volere, metaforicamente, morire in pista come i cavalli di razza, in molti pensavano che, festeggiata la quarta salvezza consecutiva, per la quale ha meriti importanti, sarebbe ripartito con il solito slancio. Invece, salvo ripensamenti, le cose sono andate in maniera differente ed ora la societ&agrave; salentina si trova a dovere individuare un sostituto all&rsquo;altezza.</p> <p>Per il Lecce, si tratta di un momento di svolta epocale, a distanza di sei anni da quell&rsquo;estate 2020 nella quale il presidente Saverio Sticchi Damiani ha avuto la felice intuizione di chiedere al dirigente di Vernole di tornare in seno al sodalizio nel quale tanto bene aveva fatto dall&rsquo;aprile 1998 al giugno 2005, quando il club era retto dalla famiglia Semeraro. Il tutto, con il complicato compito, comunicato da entrambi sin dalla conferenza stampa di presentazione del responsabile dell&rsquo;area tecnica, di coniugare i risultati sportivi con una gestione oculata sul piano economico, che avrebbe avuto lo scopo di tenere i conti in ordine.</p> <p>Una sfida titanica in un mondo come quello pallonaro italiano, nel cui ambito c&rsquo;&egrave; l&rsquo;abitudine a spendere spesso pi&ugrave; di quanto le entrate consentirebbero di fare.</p> <p>Ebbene, Sticchi Damiani e Corvino, con il contributo degli altri soci e di chi ha lavorato alacremente accanto a loro, sono riusciti prima a riportare il Lecce in A (2021/2022), dopo la promozione svanita in semifinale dei playoff (2020/2021) per un rigore non trasformato, e poi, dal 2022/2023 al 2025/2026, hanno regalato al Salento quattro salvezze di fila in massima serie, impresa mai nemmeno sfiorata nella storia del sodalizio. Per di pi&ugrave;, realizzando ogni anno significative plusvalenze che hanno permesso di riportare prima in pareggio e poi in attivo il bilancio, appesantito in origine dagli anni del covid.</p> <p>Dopo il successo centrato nella gara contro il Genoa, Sticchi Damiani, nel rimarcare la portata del risultato, ha sottolineato quanto sia logorante effettuare un simile discorso, contro tutto e contro tutti, potendo contare solo sulla passione del popolo giallorosso.</p> <p>Questo percorso virtuoso &egrave; stato possibile soprattutto grazie all&rsquo;azione del presidente, per quanto di sua competenza, e di Corvino, per la sua capacit&agrave; di individuare il talento in giovani che, quando sono approdati a Lecce, erano del tutto sconosciuti. Infatti, solo puntando su calciatori di propriet&agrave;, costati poco, &egrave; possibile patrimonializzare un sodalizio. Tra l&rsquo;altro, con il fardello di sapere che una scommessa, per quanto fatta a ragion veduta, resti pur sempre una scommessa ed in quanto tale non dia alcuna garanzia di raggiungere il risultato prefissato.</p> <p>Dal 2020/2021, il Lecce ha camminato in questa direzione. Ora il club si trova dinanzi alla necessit&agrave; di affidarsi ad un nuovo responsabile dell&rsquo;area tecnica, che dovr&agrave; essere in grado di portare avanti la medesima politica societaria. Anche in questo, infatti, Sticchi Damiani &egrave; stato sempre molto chiaro: non esiste una strada differente perch&eacute; altrimenti il rischio sarebbe quello di andare incontro al fallimento e questo, pi&ugrave; che una malaugurata retrocessione, significherebbe tradire i tifosi.</p> <p>A meno di colpi di scena, quindi, oggi, per il Lecce, la sfida &egrave; continuare a fare calcio sostenibile senza Corvino e, c&rsquo;&egrave; da starne certi, il sodalizio di via colonnello Costadura vuole vincerla. Ecco perch&eacute; abbiamo parlato di ore cruciali. Prima di affrontare temi quali la guida tecnica del team (come noto, con la permanenza, per quello che conta nel calcio, il contratto di Eusebio Di Francesco si &egrave; rinnovato automaticamente) e le strategie di mercato, occorre scegliere il professionista che lo far&agrave; e questa decisione non pu&ograve; essere sbagliata.</p> <p>Ai nomi sul tappeto nella giornata di ieri (promozione del direttore sportivo Stefano Trinchera, Sean Sogliano, in scadenza con l&rsquo;Hellas Verona, e Matteo Lovisa, emergente dirigente della Juve Stabia), se n&rsquo;&egrave; aggiunto un altro nelle ultime ore ed &egrave; quello di Guido Angelozzi, che pare sia destinato a lasciare il Cagliari. Stante il riserbo della societ&agrave; &egrave; difficile ipotizzare chi arriver&agrave;, ma Sticchi Damiani &egrave; al lavoro per individuare la soluzione migliore.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, rebus Di Francesco: il Bologna la «chiave»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1995334/lecce-rebus-di-francesco-il-bologna-la-chiave.html</link>
      <description>Trinchera per il dopo Corvino, una pista. Ma spunta l’idea Sogliano</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Sat, 30 May 2026 16:22:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Pi&ugrave; volte, nel corso della stagione, il presidente Saverio Sticchi Damiani ha auspicato &laquo;continuit&agrave;&raquo;, con riferimento all&rsquo;area tecnica ed allo staff tecnico, affermando di considerare in termini positivi il lavoro di Eusebio Di Francesco e del suo staff di ottimi professionisti. Ebbene, se da una parte non sar&agrave; cos&igrave; in quanto Pantaleo Corvino ha deciso di farsi da parte, nelle ultime ore sono cresciute le probabilit&agrave; che il trainer pescarese resti al proprio posto. In serie A, sta andando in scena il solito valzer degli allenatori ed il questo balletto sembrava destinato ad essere coinvolto anche Di Francesco. &Egrave; di gioved&igrave; la notizia della rescissione consensuale del contratto tra il Bologna e Vincenzo Italiano e, nell&rsquo;immediato, voci di corridoio hanno paventato un interessamento della societ&agrave; felsinea per il trainer pescarese.</p> <p>La cosa &egrave; plausibile in quanto, dopo alcune annate negative e poco fortunate, Di Francesco si &egrave; rilanciato sulla panchina del Lecce, svolgendo un buon lavoro, con il suo staff. Ci sta, quindi, che l&rsquo;avere guidato alla salvezza il team salentino, facendo crescere diversi giovani, abbia attirato su di lui l&rsquo;attenzione del Bologna. Il nome dell&rsquo;allenatore giallorosso &egrave; stato quindi inserito dai vertici del club emiliano nella lista dei candidati alla successione di Italiano, ma in <i>pole position</i> ci sarebbe Domenico Tedesco e la trattativa parrebbe in dirittura d&rsquo;arrivo. Se il tecnico di Rossano Calabro (che nella sua carriera ha diretto stoccarda Stoccarda, Hoffenheim, Schalke 04, Spartak Mosca Lipsia e Fenerbahce, oltre alla nazionale belga) si legher&agrave; al Bologna, verranno meno le sirene che avrebbero potuto indurre Di Francesco a lasciare la panchina del Lecce per tornare a cimentarsi alla guida di un complesso di classifica medio alta. Una aspirazione senz&rsquo;altro legittima per un trainer che ha alle spalle l&rsquo;avventura vissuta a suo tempo (2017/2018) con la Roma, impreziosita dal terzo posto ottenuto in massima serie e da una semifinale di Champions League raggiunta grazie ad una storica rimonta operata nei quarti ai danni del Barcellona, oltre che una esperienza in Europa League con il Sassuolo (2016/2017).</p> <p>Per quel che riguarda la sua posizione con il Lecce, il raggiungimento della permanenza ha determinato il rinnovo automatico del contratto e, al momento, la dirigenza salentina sembrerebbe intenzionata a proseguire il proprio cammino con lui. Del resto, come sottolineato sopra, nel corso del campionato, il presidente Sticchi Damiani si &egrave; detto a pi&ugrave; riprese soddisfatto del lavoro svolto dall&rsquo;allenatore e dal suo staff. Il medesimo discorso &egrave; stato fatto anche da Corvino, che per&ograve; &egrave; uscito di scena, e dal direttore sportivo Stefano Trinchera. La cosa certa &egrave; che la propriet&agrave; del Lecce vorr&agrave; sapere da Di Francesco se ha sempre la stessa fame evidenziata al suo arrivo nel Salento nell&rsquo;estate 2025 e dimostrata nell&rsquo;arco dell&rsquo;intero campionato passato in archivio con la salvezza. Il tutto, anche in considerazione del fatto che la politica del sodalizio, incentrata sulla sostenibilit&agrave; economica, non muter&agrave; di certo.</p> <p>Ma la propriet&agrave; dovr&agrave; sciogliere innanzitutto, a stretto giro, il nodo legato alla figura del responsabile dell&rsquo;area tecnica, ruolo per il quale, ad oggi, si fanno tre nomi. Il primo &egrave; quello di Stefano Trinchera, sin qui braccio destro di Corvino. Il dirigente di Copertino avrebbe il vantaggio di conoscere bene le dinamiche del club e negli ultimi dodici mesi ha seguito diversi calciatori ritenuti interessanti per il Lecce. Il secondo, al quale vengono attribuite quotazioni in ascesa, &egrave; quello di Sean Sogliano, che all&rsquo;Hellas Verona ha portato numerosi giocatori giovani e poco noti al grande pubblico, che poi si sono imposti all&rsquo;attenzione. In questo caso, le difficolt&agrave; potrebbero dipendere dal fatto che il direttore sportivo di Alessandria sarebbe a buon punto nella trattativa per il rinnovo con la societ&agrave; scaligera. Infine, qualcuno indica come alternativa Matteo Lovisa, giovanissimo dirigente che ha fatto bene con la Juve Stabia e che viene considerato un emergente.</p> <p>Ma siamo nel campo delle indiscrezioni che sempre circolano in situazioni del genere, tanto pi&ugrave; quando si tratta di individuare il sostituto di un dirigente del calibro di Corvino, uno dei pi&ugrave; navigati ad avere lavorato nel mondo del calcio italiano, che ha attraversato diverse epoche senza vedere mai annacquata la propria capacit&agrave; di individuare il talento in anticipo, intravedendo le potenzialit&agrave; di un calciatore. Proprio per questo motivo, il presidente Sticchi Damiani e gli altri soci intendono ponderare bene la decisione da prendere, in quanto ne va del futuro stesso del loro sodalizio.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Bari e «Dela» restano senza casa, Leccese non arretra</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1995333/il-bari-e-dela-restano-senza-casa-leccese-non-arretra.html</link>
      <description>La ferma presa di posizione del sindaco Vito Leccese nei confronti della proprietà biancorossa non cede: nelle more di un confronto ad ampio raggio con Luigi De Laurentiis (amministratore unico dei Galletti) sulle prospettive della squadra cittadina, il via libera sullo stadio San Nicola non arriverà</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>bari calcio</category>
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      <pubDate>Sat, 30 May 2026 16:19:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una documentazione da completare. Un bando sotto osservazione. Un dialogo che non decolla e una serie di interessi tutti da verificare. La situazione del Bari resta in alto mare, tra mille incognite e un futuro che, dopo la disastrosa retrocessione in serie C, continua ad essere molto incerto. La ferma presa di posizione del sindaco Vito Leccese nei confronti della propriet&agrave; biancorossa non cede: nelle more di un confronto ad ampio raggio con Luigi De Laurentiis (amministratore unico dei Galletti) sulle prospettive della squadra cittadina, il via libera sullo stadio San Nicola non arriver&agrave;.</p> <p><span class="GN4_pre">Quel &laquo;vuoto&raquo; nei documenti</span> <span class="GN4_post"> Ieri la societ&agrave; pugliese ha cominciato ad inoltrare alla Lega Pro (ovvero il torneo che spetta ai Galletti, in attesa di potenziali sviluppi dal giro di vite delle iscrizioni) la documentazione per la partecipazione al prossimo campionato. Tra i requisiti richiesti ci sarebbe stata anche l&rsquo;indicazione dello stadio &laquo;abituale&raquo;, ovvero da utilizzare nelle gare interne. Nelle more della definizione della gara relativa alla prossima concessione quinquennale del San Nicola, sarebbe stata necessaria una firma del sindaco Leccese su una lettera di disponibilit&agrave;. Ma il primo cittadino, come aveva annunciato, non ha fornito tale sottoscrizione. Non si tratta, tuttavia, di un termine perentorio: la lacuna potr&agrave; essere colmata entro il 16 giugno, termine ultimo per le iscrizioni. Nel frattempo, lo stato maggiore biancorosso valuta potenziali alternative: Altamura, Barletta o Salerno le possibili destinazioni. </span></p> <p>&laquo;Il presidente De Laurentiis ha indicato il 29 maggio come deadline per produrre il documento di richiesta della disponibilit&agrave; dell'impianto&raquo;, rimarca Leccese. &laquo;Al di l&agrave; delle questioni tecniche, nella seconda lettera che gli ho inviato ho posto una questione di rispetto verso la citt&agrave;. Non &egrave; consentito a nessuno mancare di rispetto ad un'intera comunit&agrave;. Ho interpretato i sentimenti diffusi su questa vicenda. Ebbene, entro il 30 giugno 2028 la Filmauro non potr&agrave; avere contestualmente il Napoli ed il Bari. Pertanto, non parlo come tifoso ferito dalla retrocessione in serie C, ma come amministratore che chiede un atto di trasparenza: la citt&agrave; ha il diritto di sapere che cosa succeder&agrave; alla sua squadra. Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis sono state umilianti al di l&agrave; dei risultati sportivi. Sentirsi apostrofare come seconda squadra del Napoli &egrave; offensivo&raquo;.</p> <p><span class="GN4_pre">Concessione in bilico</span> <span class="GN4_post"> Scadranno domani i termini dell&rsquo;attuale concessione quinquennale dello stadio San Nicola. Al nuovo bando, le cui scadenze di partecipazione si sono esaurite lo scorso 18 maggio, si &egrave; registrata la sola partecipazione della Ssc Bari: l&rsquo;offerta &egrave; attualmente al vaglio della commissione di gara che si riunir&agrave; il 4, il 6 e l&rsquo;8 giugno. Tuttavia, sono confermate le indiscrezioni che potrebbero condurre ad una complessa rimodulazione del bando. &laquo;Mi sarei aspettato una platea larga di partecipanti alla gestione dell'impianto, che &egrave; tra i pi&ugrave; importanti d'Italia&raquo;, ha svelato Leccese durante il consueto spazio su Telebari. &laquo;La struttura ha costi di manutenzione elevati, ma &egrave; suscettibile di utilizzi diversi. Invece non si &egrave; presentato nessuno tranne i De Laurentiis: un aspetto che va valutato&raquo;. Resta, tuttavia, irrisolto un aspetto affatto secondario. Ovvero, come sar&agrave; gestito lo stadio nelle more di una definizione chiara della querelle. Una proroga tecnica ancora non &egrave; arrivata e attualmente i dipendenti che lavorano in sede potrebbero essere costretti a sgomberare gli uffici. Senza dimenticare che dal 19 giugno comincer&agrave; la stagione dei grandi concerti: chi li gestir&agrave;?</span></p> <p><span class="GN4_pre"> Nuovi interessi</span> <span class="GN4_post"> Non &egrave; un mistero che la propriet&agrave; biancorossa abbia avviato da tempo almeno un&rsquo;interlocuzione con investitori americani per la cessione di una quota (tra il 30% e il 35%) del club. Un dialogo, per&ograve;, sospeso dalla retrocessione e eventualmente da rimodulare in modo sostanziale se la prospettiva sar&agrave; davvero la serie C. Tuttavia, sembra che altre realt&agrave; si stiano gradualmente affacciando. Spicca, in particolare, l&rsquo;interesse di Massimo Ferrero, discusso e vulcanico ex presidente della Sampdoria. &laquo;Ho ricevuto un suo messaggio, ma non lo conosco&raquo;, afferma ancora Leccese. &laquo;Non ho avuto alcun tipo di rapporto con lui e non ho risposto alla sua chiamata. Negli ultimi tempi ci sono state richieste di informazione che denotano un interesse da parte di alcuni gruppi imprenditoriali. Per&ograve; un&rsquo;eventuale trattativa non va intavolata con me, bens&igrave; con la propriet&agrave;. Consola, per&ograve;, che esista un interesse vero rispetto alla citt&agrave; di Bari e alla sua squadra&raquo;.</span></p> <p><span class="GN4_pre">Summit la prossima settimana</span> <span class="GN4_post"> Il Bari, dunque, resta avvolto da pesanti nubi. Che, tuttavia, potrebbero cominciare a dissolversi la prossima settimana: il presidente Luigi De Laurentiis, infatti, dovrebbe procedere all&rsquo;incontro richiesto dal sindaco. Forse subito dopo il 3 giugno, una giornata potenzialmente decisiva nel complesso iter di iscrizione in B della Juve Stabia. Coltivare una possibilit&agrave; di ripescaggio non cambierebbe certo gli scenari. Ma &egrave; una variabile comunque da considerare in un quadro cos&igrave; complicato. </span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Terremoto» a Lecce: Pantaleo Corvino lascia dopo quattro salvezze consecutive</title>
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      <description>Alla base della decisione ci sarebbe una grande stanchezza di fondo dovuta alla volontà di dare il massimo per il club della propria terra natia...</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>pantaleo corvino,serie a</category>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2026 15:12:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Quella che abbiamo riportato qualche giorno fa era solo una voce, ma ora &egrave; una certezza: Pantaleo Corvino lascia il Lecce. Il responsabile dell&rsquo;area tecnica del club giallorosso ha atteso la conclusione del campionato ed ha gioito per la quarta salvezza consecutiva conquistata dalla squadra salentina al termine della partita casalinga vinta contro il Genoa.</p> <p>Poi, nella giornata di luned&igrave;, ha avuto un colloquio con il presidente Saverio Sticchi Damiani e lo ha ringraziato per la fiducia, la stima e l&rsquo;amicizia che pi&ugrave; volte gli ha manifestato. Quindi gli ha comunicato la propria decisione di interrompere il rapporto di collaborazione iniziato con l&rsquo;attuale propriet&agrave; nell&rsquo;estate 2020 e coinciso con la sua seconda esperienza con la societ&agrave; della propria terra, dopo quella vissuta con la famiglia Semeraro.</p> <p>Pare che Sticchi Damiani abbia provato a convincerlo a desistere da questo proposito, chiedendogli di ripensarci. Analoga posizione avrebbero assunto gli altri soci, con in testa il vice presidente Corrado Liguori, tutti consapevoli di quanto sia stato prezioso il contributo di Corvino dal 2020 ad oggi nei risultati centrati dal sodalizio, sia sul piano economico, grazie alle numerose plusvalenze, che su quello sportivo, con organici costruiti sempre con budget assai limitati. Il responsabile dell&rsquo;area tecnica, per&ograve;, &egrave; rimasto fermo sulla propria decisione.</p> <p>Com&rsquo;era gi&agrave; accaduto al termine dell&rsquo;annata 2004/2005, pertanto, Corvino lascia il Lecce e lo fa con la compagine giallorossa in serie A e con la Primavera nel massimo torneo di categoria.</p> <p>Alla base della decisione ci sarebbe una grande stanchezza di fondo dovuta alla volont&agrave; di dare il massimo per il club della propria terra natia, con il proposito di preservare quello che considera un bene dell&rsquo;intero territorio salentino. Il tutto, dovendo operare con budget contenuti rispetto a quelli a disposizione della maggior parte delle avversarie, quindi con la necessit&agrave;, come ha pi&ugrave; volte rimarcato, di cercare di individuare le potenzialit&agrave; di calciatori giovani e sconosciuti ai pi&ugrave;. Ma anche con la consapevolezza che, quando si scommette, &egrave; possibile che qualcosa non vada per il verso giusto.</p> <p>Chi lo conosce bene, del resto, sa che gi&agrave; nel corso della stagione, senza smettere mai di dedicarsi al Lecce, aveva manifestato agli amici pi&ugrave; stretti la propria stanchezza. Ma anche la delusione per certi attacchi ricevuti da parte di una frangia ristretta della tifoseria. Non tanto per se stesso, quanto per l&rsquo;amarezza causata alle persone a lui care, incredule dinanzi a tanta ingratitudine.</p> <p>Ora il Lecce dovr&agrave; innanzitutto scegliere a chi affidare il compito di responsabile dell&rsquo;area tecnica. Toccher&agrave; a Sticchi Damiani ed agli altri soci stabilire se promuovere il direttore sportivo Stefano Trinchera o se individuare una nuova figura alla quale affidarsi.</p> <p>Solo dopo potr&agrave; essere affrontata la questione relativa all&rsquo;allenatore ed alle strategie di mercato in vista della prossima stagione. La prima del nuovo corso senza potere contare sull&rsquo;esperienza e sul fiuto del dirigente di Vernole.</p> <p>La storia tra Pantaleo Corvino ed il Lecce &egrave; iniziata nell&rsquo;aprile 1999 (stagione 1998/1999, subentrando al dimissionario Sergio Vignoni), con il team giallorosso in B e promosso in A. &Egrave; quindi proseguita nel 1999/2000 (A), 2000/2001 (A), 2001/2002 (A, con l&rsquo;unica retrocessione subita), 2002/2003 (B, con promozione) e 2003/2004 (A) e 2004/2005 (A). Dopo le parentesi con Fiorentina (a due riprese) e Bologna, &egrave; tornato in sella, fortemente voluto da Sticchi Damiani, nel 2020/2021 (B, con semifinale dei play off), proseguendo il cammino nel 2021/2022 (B, con promozione), 2022/2023 (A), 2023/2024 (A), 2024/2025 (A) e 2025/2026 (A).</p> <p>Nel suo primo ciclo in giallorosso, il Lecce ha vinto, in ambito giovanile, 2 scudetti, 2 Supercoppe e 2 Coppe Italia Primavera, uno scudetto Allievi ed uno scudetto Giovanissimi.</p> <p>Soffermandosi sull&rsquo;avventura che si &egrave; appena conclusa accanto al presidente Sticchi Damiani, sono state numerose le plusvalenze milionarie messe a bilancio grazie ai suoi colpi di mercato. Da Morte Hjulmand, oggi allo Sporting Lisbona ed oggetto del desiderio del Real Madrid e di altri top team europei, a Valentin Gendrey, da Marin Pongracic a Patrick Dorgu, sino a Nikola Krstovic. E come dimenticare il capolavoro di assicurarsi le prestazioni del campione del mondo Samuel Umtiti, a costo zero, con ingaggio a carico del Barcellona, per rilanciarlo?</p> <p>N&eacute; &egrave; possibile trascurare i calciatori ingaggiati giovanissimi per il Lecce, nella prima fase del suo percorso in giallorosso, e poi rivenduti a peso d&rsquo;oro. Su tutti, Valeri Bojinov e Mirko Vucinic, ma anche Ernesto Javier Chevanton ed altri ancora.</p> <p>Come rimarca Davide De Santis sulla sua pagina &laquo;Lecce Amarcord&raquo;, quella disputata dal Lecce contro il Genoa, domenica 24 maggio, &egrave; stata la partita numero 747 (tra Lecce, Fiorentina e Bologna) di Corvino in serie A, con un bilancio di 250 vittorie, 215 pareggi e 282 sconfitte, con 908 gol all&rsquo;attivo e 976 reti al passivo, senza considerare la stagione 1997/1998, nella quale &egrave; subentrato nelle battute finali.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce calcio, Pantaleo Corvino verso l'addio alla squadra giallorossa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1993029/lecce-pantaleo-corvino-verso-l-addio-alla-squadra-giallorossa.html</link>
      <description>Il responsabile dell'area tecnica lascia dopo cinque anni pur avendo rinnovato il contratto nel corso della stagione e raggiunto la permanenza della squadra in serie A</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lecce calcio,pantaleo corvino</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 18:56:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Lecce ed il responsabile dell&rsquo;area tecnica Pantaleo Corvino sono ai titoli di coda. Dopo la quarta salvezza consecutiva raggiunta domenica scorsa, infatti, Corvino ha deciso di staccare la spina, pur avendo rinnovato il contratto nel corso della stagione e raggiunto la permanenza della squadra in serie A.</p> <p>Il Presidente Sticchi Damiani, ieri era a Roma, per cui &egrave; probabile che Corvino gli comunichiamo la decisione al suo rientro in serata o domani mattina. Comunque, pur se non vi &egrave; conferma ufficiale, appare scontata la decisione di Corvino di interrompere il rapporto; a chi lo ha contattato avrebbe confidato di avere bisogno di concedersi qualche mese sabbatico per ritrovare le necessarie energie per un incarico stressante come quello di responsabile dell&rsquo;area tecnica. Dopo che il divorzio tra il Lecce e Corvino sar&agrave; ufficializzato il ds Stefano Trinchera potrebbe assumere anche la responsabilit&agrave; dell&rsquo;area tecnica.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Jannik Sinner crolla, sta male ma riprende a giocare e perde contro Cerundolo: eliminato dal Roland Garros</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/altri-sport/1992822/jannik-sinner-crolla-sta-male-ma-riprende-a-giocare-contro-cerundolo-eliminato-dal-roland-garros.html</link>
      <description>ll n.1 del tennis mondiale ha ceduto all’argentino in un match in cui, quando era a un passo dalla vittoria nel terzo set, ha accusato un malessere probabilmente legato al caldo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sinner</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 16:09:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Roland Garros stregato per Jannik Sinner. Il n.1 del tennis mondiale ha ceduto all&rsquo;argentino Juan Manuel Cerundolo in un match in cui, quando era a un passo dalla vittoria nel terzo set, ha accusato un malessere probabilmente legato al caldo: l&rsquo;azzurro ha proseguito in grande difficolt&agrave; subendo la rimonta dell&rsquo;avversario che alla fine conquista il passaggio di turno al quinto set con il punteggio di 3-6; 2-6; 7-5; 6-1; 6-1.</p> <p>Sinner &egrave; entrato in difficolt&agrave; nel match con Cerundolo in un Roland Garros rovente. &laquo;Non mi sento bene, ho bisogno di vomitare&raquo; ha detto il n.1 in un colloquio con il fisioterapista. L&rsquo;altoatesino &egrave; andato negli spogliatoi, il match si &egrave; momentaneamente interrotto per poi riprendere dopo una pausa di qualche minuto. Jannik Sinner &egrave; rientrato in campo cedendo il servizio a Juan Manuel Cerundolo, con il punteggio sul 6-5 per quest&rsquo;ultimo. &laquo;Stanno valutando la situazione, misurando la pressione&raquo;, aveva detto la giudice di sedia all&rsquo;argentino durante la pausa&raquo;. Poi la rimonta dell'argentino e il finale amaro per il campione mondiale.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari calcio, Leccese chiude le porte a De Laurentiis: «Chiarisca le sue intenzioni, altrimenti la squadra giocherà altrove». La replica del patron: «Pronto al confronto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/1991644/bari-leccese-chiude-le-porte-a-de-laurentiis-la-squadra-vada-a-giocare-altrove.html</link>
      <description>Dopo la retrocessione in serie C il sindaco chiede un piano industriale sul futuro della SSC Bari e avverte: «Il Bari non è un asset, è la nostra città». Sul tavolo anche l'ipotesi di non concedere lo stadio San Nicola</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari calcio,vito leccese,luigi de laurentis</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/1991644/bari-leccese-chiude-le-porte-a-de-laurentiis-la-squadra-vada-a-giocare-altrove.html</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 16:32:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="291" data-end="787">Si inasprisce ulteriormente il confronto tra il Comune di Bari e la famiglia De Laurentiis sulla gestione dello stadio San Nicola e sul futuro della SSC Bari. Dopo una comunicazione inviata dalla propriet&agrave; biancorossa al sindaco Vito Leccese &ndash; il cui contenuto non &egrave; stato reso noto ma che riguarderebbe la concessione dell&rsquo;impianto per la prossima stagione sportiva &ndash; il primo cittadino ha preparato una durissima replica istituzionale destinata a segnare un nuovo capitolo della vicenda.</p> <p data-start="789" data-end="1155">Nella lunga lettera indirizzata a Luigi De Laurentiis, Leccese contesta apertamente l&rsquo;atteggiamento della societ&agrave;, accusata di essere distante dalla citt&agrave; e indisponibile a un confronto reale con l&rsquo;amministrazione comunale, proprietaria del San Nicola. Toni netti, che fotografano una frattura ormai evidente tra Palazzo di Citt&agrave; e la propriet&agrave; del club biancorosso.</p> <p data-start="1157" data-end="1510">&laquo;Mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ci&ograve; che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneit&agrave; rispetto alla citt&agrave;&raquo;, scrive il sindaco, chiarendo di intervenire non &laquo;da tifoso deluso&raquo;, ma nella duplice veste di rappresentante della comunit&agrave; e responsabile di uno degli impianti sportivi pi&ugrave; importanti d&rsquo;Italia.</p> <p data-start="1512" data-end="1932">Al centro della contestazione c&rsquo;&egrave; soprattutto il tema del futuro della societ&agrave; oltre il 2028, anno entro cui, in base alle norme federali sulla multipropriet&agrave;, la famiglia De Laurentiis dovr&agrave; cedere il Bari. Leccese ricorda come la SSC Bari sia l&rsquo;unica partecipante alla procedura per l&rsquo;assegnazione quinquennale dello stadio, ma sottolinea anche l&rsquo;assenza di chiarezza sulle intenzioni della propriet&agrave; dopo quella data.</p> <p data-start="1934" data-end="2261">&laquo;Le chiedo un piano industriale serio, che guardi almeno all&rsquo;orizzonte quinquennale della concessione&raquo;, scrive il sindaco, domandando esplicitamente cosa intenda fare la societ&agrave; dopo il 30 giugno 2028. &laquo;Se non ha una risposta, o non vuole darla, allora &egrave; giusto che questa citt&agrave; lo sappia adesso, non quando sar&agrave; troppo tardi&raquo;.</p> <p data-start="2263" data-end="2702">Nella lettera non mancano riferimenti durissimi anche al rapporto con la tifoseria e alle parole pronunciate in passato da Aurelio De Laurentiis, che defin&igrave; il Bari una &laquo;seconda squadra&raquo;. &laquo;Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi&raquo;, afferma Leccese, ricordando anche i &laquo;lunghissimi quaranta giorni dopo l&rsquo;11 giugno 2023&raquo;, simbolo &ndash; secondo il sindaco &ndash; della distanza tra la propriet&agrave; e l&rsquo;ambiente cittadino.</p> <p data-start="2704" data-end="3178">Il passaggio pi&ugrave; delicato riguarda per&ograve; la concessione del San Nicola. Leccese sottolinea che la normativa non obbliga il Bari a indicare necessariamente lo stadio barese come impianto ospitante e invita quindi la societ&agrave; a valutare eventuali alternative in Puglia &laquo;per non rischiare l&rsquo;iscrizione al campionato&raquo;. Un&rsquo;affermazione che lascia intendere come il Comune possa anche decidere di non procedere alla firma della concessione, aprendo scenari ancora tutti da definire.</p> <p data-start="3180" data-end="3431">&laquo;Non sarei disposto ad assumermi responsabilit&agrave; che non mi appartengono&raquo;, scrive il sindaco, ribadendo invece quella che considera la propria responsabilit&agrave; verso la citt&agrave; e verso &laquo;le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto&raquo;.</p> <p data-start="3433" data-end="3573">La chiusura della lettera assume infine il tono di un manifesto politico e identitario: &laquo;Il Bari non &egrave; un asset. &Egrave; Bari. &Egrave; la nostra citt&agrave;&raquo;.</p> <h3 data-start="3433" data-end="3573">LA REPLICA DI DE LAURENTIIS</h3> <p data-start="316" data-end="533">Il presidente del SSC Bari, Luigi De Laurentiis, interviene per fare chiarezza dopo le recenti dichiarazioni del sindaco di Bari Vito Leccese sul tema dello stadio San Nicola e sul rapporto con la societ&agrave; biancorossa. &laquo;Sono ben lieto di incontrarla&raquo;, ma &laquo;sono trascorsi solo cinque giorni da una dolorosissima retrocessione&raquo; ha precisato il patron, con una nuova pec inviata stasera a Palazzo di Citt&agrave;, sottolineando la sua disponibilit&agrave; ad incontrare il sindaco di Bari Vito Leccese dopo aver predisposto il piano industriale e sportivo del club. "Ho dedicato gli ultimi miei otto anni della mia vita&raquo; al progetto del Bari, ha puntualizzato il patron, &laquo;iniziando molto presto ad amare quanto di straordinario offre questa terra, facendomi promotore non solo del Bari, ma anche di Bari": De Laurentiis ha rimandato altri temi all&rsquo;incontro da fissare, definito &laquo;imminente&raquo;, anche per evitare &laquo;continue incomprensioni&raquo; alimentare dallo scambio epistolare, e rinnova la richiesta all&rsquo;amministrazione di fornire la documentazione necessaria per indicare il San Nicola come impianto per le gare casalinghe della prossima stagione.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Banda, Falcone e Tiago, i gioielli del Lecce saranno gli uomini mercato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1991535/banda-falcone-e-tiago-i-gioielli-del-lecce-saranno-gli-uomini-mercato.html</link>
      <description>Se da un lato è vero che questi sono ancora i giorni della festa per la permanenza in serie A, è altrettanto vero che la programmazione della prossima stagione è già all’ordine del giorno</description>
      <author>pierpaolo verri</author>
      <category>lecce,calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1991535/banda-falcone-e-tiago-i-gioielli-del-lecce-saranno-gli-uomini-mercato.html</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 15:02:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Che per tagliare il traguardo della quarta salvezza consecutiva il Lecce abbia potuto fare affidamento sulla forza di un gruppo davvero straordinario appare piuttosto evidente. Lo hanno detto a chiare lettere tutti i protagonisti della eccezionale cavalcata, dal presidente Saverio Sticchi Damiani al tecnico Eusebio Di Francesco, passando per i singoli interpreti del campo. Un gruppo nel quale ciascuno ha fatto la sua parte nel corso di questa lunga stagione.</p> <p>Reparto per reparto non sono mancate le individualit&agrave; che hanno lasciato il segno e che inevitabilmente diventano il trait d&rsquo;union fra passato, presente e futuro. Gi&agrave;, perch&eacute; se da un lato &egrave; vero che questi sono ancora i giorni della festa per la permanenza in serie A, &egrave; altrettanto vero che la programmazione della prossima stagione &egrave; gi&agrave; all&rsquo;ordine del giorno delle valutazioni della societ&agrave; di via Costadura. Sar&agrave; rivoluzione o si prediliger&agrave; la strada della continuit&agrave;? Difficile immaginarlo adesso. Quel che &egrave; certo &egrave; che nel suo parco giocatori il Lecce pu&ograve; contare su elementi di spessore, che hanno saputo mettere la firma su questa salvezza con le loro prodezze. Un nome su tutti &egrave; quello del capitano Wladimiro Falcone, a tutti gli effetti uno dei calciatori ormai pi&ugrave; importanti della storia ultracentenaria del club giallorosso. Quattro stagioni consecutive in serie A da guardiano dei pali della porta dei salentini, quattro salvezze di fila, senza mai saltare una partita in campionato. Record su record infranti, con la fascia di capitan ben stretta al braccio. Anche nel corso di questa stagione, Falcone ha messo la firma sulla permanenza nella massima serie a suon di interventi prodigiosi.</p> <p>Tirando una riga e tracciando il bilancio dell&rsquo;annata, non pu&ograve; non evidenziarsi una quota di punti decisivi conquistati grazie ai suoi interventi salva-risultato. Il legame del portiere classe 1995 con il Salento appare ormai inscindibile, ma il suo nome sar&agrave; inevitabilmente al centro di discorsi di mercato nelle prossime settimane. Come detto dallo stesso presidente Sticchi Damiani, gi&agrave; lo scorso anno l&rsquo;estremo difensore romano manifest&ograve; la volont&agrave; di misurarsi su altri palcoscenici. Alla fine, rimase a Lecce, con motivazioni massime, convinto dal sogno di rincorrere la quarta salvezza di fila. Obiettivo centrato, ma adesso gli scenari futuri saranno tutti da valutare serenamente assieme al club.</p> <p>Ma il pezzo pregiato del mercato giallorosso, passando alla difesa, sar&agrave; con ogni probabilit&agrave; Tiago Gabriel. &Egrave; il portoghese l&rsquo;autentica sorpresa della stagione. Lanciato titolare dopo la cessione nella scorsa estate di Baschirotto, il classe 2004 si &egrave; imposto da subito al centro della retroguardia, impressionando tutti per personalit&agrave; e costanza di rendimento. Valori che non sono passati inosservati a top club italiani ed esteri, che gi&agrave; a gennaio hanno fatto partire i primi sondaggi esplorativi. In estate, inevitabilmente, molti discorsi verranno riallacciati, ma la posizione del Lecce verso il gioiellino portoghese &egrave; piuttosto chiara ed &egrave; la stessa che ha riguardato tutti i migliori talenti ceduti negli ultimi anni: nessuno sconto, con le operazioni che vengono finalizzate solo nel momento in cui soddisfano tutte la parti in causa.</p> <p>Sul fronte offensivo, invece, in un Lecce che quest&rsquo;anno ha fatto un po&rsquo; fatica a segnare e a rendersi pericoloso dalla trequarti in su, si &egrave; assistito probabilmente alla definitiva consacrazione di Lameck Banda. Lo zambiano ha chiuso il campionato aggiudicandosi il titolo di capocannoniere della squadra con cinque gol, impreziositi da quattro assist. In pratica, ha partecipato attivamente a quasi un terzo delle reti complessivamente segnate dalla squadra. Una in particolare &egrave; destinata a rimanere nell&rsquo;immaginario collettivo dei tifosi giallorossi, quella che &egrave; valsa la vittoria all&rsquo;ultima giornata nel match salvezza contro il Genoa. Erano alte le aspettative nei suoi confronti, sin dalla nomina di Di Francesco come guida tecnica la scorsa estate. L&rsquo;auspicio era che, con i consigli di un maestro del 4-3-3, Banda potesse finalmente fare il salto di qualit&agrave;. Un auspicio che sembra essere stato confermato dal riscontro del campo.</p> <p>In una fase offensiva che troppo spesso ha trovato difficolt&agrave; nel risultare incisiva, l&rsquo;ala classe 2001 &egrave; stata molto spesso la carta utile a far saltare in banco. Nel corso di quest&rsquo;anno, il Lecce ha prolungato il suo contratto, blindandolo fino al 2027. Ma non &egrave; da escludere che la buona annata disputata possa riportare il suo nome in auge in chiave mercato.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari in caduta libera, patrimonio «povero»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990137/bari-in-caduta-libera-patrimonio-povero.html</link>
      <description>Nonostante i proclami della scorsa estate, il Bari si ritrova ancora una volta con una rivoluzione da affrontare. Rosa con poche certezze, Moncini si svincolerà dopo la retrocessione in «C»</description>
      <author>antonello raimondo</author>
      <category>BARI CALCIO,SPORTNEWS</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990137/bari-in-caduta-libera-patrimonio-povero.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:52:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un patrimonio modesto e scarno. Nonostante i proclami della scorsa estate, il Bari si ritrova ancora una volta con una rivoluzione da affrontare. Un contesto non causato dalla retrocessione appena incassata, ma da una strategia che nell&rsquo;era De Laurentiis si &egrave; sempre soffermata sull&rsquo;oggi, senza mai guardare troppo oltre. La squadra biancorossa &egrave; da rifondare in ogni caso: che sia serie C (la categoria decretata dal campo) o il barlume di B che resta fin quando non saranno completate le iscrizioni al prossimo campionato (la scadenza perentoria &egrave; fissata al 16 giugno), non esiste materiale valido su cui ricostruire, n&eacute; dalla prima squadra, n&eacute; da un settore giovanile mai cos&igrave; arido. E pensare che in una delle sue conferenze, l&rsquo;ex ds Giuseppe Magalini dichiarava: &laquo;Piaccia o no, la squadra l&rsquo;anno prossimo ripartir&agrave; da 12-14 calciatori di propriet&agrave;&raquo;. L&rsquo;ennesima previsione errata di una dirigenza gravemente colpevole.</p> <p><strong><span class="GN4_pre"> I CALCIATORI DI PROPRIETA'</span></strong>&nbsp;<span class="GN4_post">Doveroso, per&ograve;, analizzare questo &ldquo;presunto&rdquo; parco giocatori gi&agrave; disponibile. Considerando la rosa attuale, di piena propriet&agrave; biancorossa sono i portieri Michele Cerofolini (vincolato fino al 2028) e Marco Pissardo (2027). Quindi i difensori Riccardo Burgio (fino al 2028), Lorenzo Dickmann (2027) e Valerio Mantovani (2028), i centrocampisti Ebrima Darboe (2028), Matthias Verreth (2028) e Giulio Maggiore (2028), nonch&eacute; l&rsquo;attaccante Giuseppe Sibilli (2027), posto al minimo contrattuale fino al 30 giugno a causa della squalifica di otto mesi rimediata per le scommesse sportive effettuate su piattaforme legali. Nove elementi che, tra infortuni gravi (Darboe) e rendimento scadente (ad eccezione di Cerofolini) difficilmente destano affidamento. Del &ldquo;patrimonio&rdquo; fanno anche parte i calciatori attualmente in prestito. Si tratta di Filippo Faggi (Pontedera), Giacomo Manzari (Perugia), Francesco Vicari (Reggiana), Vincenzo Colangiuli (Lumezzane): tutti sono in scadenza al 2027. Attenzione, poi, ad alcuni casi particolari: spicca innanzitutto quello di Gabriele Moncini che la scorsa estate ha firmato con i Galletti un legame biennale, tuttavia nel contratto della punta toscana esistono clausole di risoluzione in caso di retrocessione in C. Quasi certamente, dunque, non &egrave; pi&ugrave; da considerare come un bene del club. Per Andrea Meroni, invece, dovrebbe scattare l&rsquo;obbligo di riscatto posto come condizione al momento del prestito al Mantova che ha centrato la salvezza. Il totale porta a 13 elementi, ma in possesso di credenziali valide per una permanenza non se ne conta praticamente nessuno.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">E QUELLI IN SCADENZA</span></strong> <span class="GN4_post"> Sembra definitivamente al capolinea l&rsquo;esperienza di Raffaele Pucino (l&rsquo;unico superstite della promozione dalla C) e di Nicola Bellomo (il solo barese rimasto in squadra): entrambi classe &rsquo;91 hanno il contratto in scadenza al 30 giugno e non sono mai state intavolate trattative per un rinnovo. Che non scatter&agrave; per Christian Gytkjaer: un&rsquo;opzione che si sarebbe materializzata solo in caso di promozione in A&hellip; Quindi, attenzione ad altre due situazioni spinose, a cominciare da quella di Mehdi Dorval. Il 25enne terzino algerino aveva firmato nel 2023 un rinnovo triennale con opzione di prolungamento per un&rsquo;ulteriore stagione. Dallo scorso autunno, sono in corso dialoghi per un ulteriore rinnovo (con adeguamento del compenso) che, per&ograve;, non si &egrave; mai realizzato. Pertanto, qualora non fossero maturati i requisiti per l&rsquo;allungamento almeno fino al 2027, il Bari rischierebbe di perdere a zero un calciatore che in estate era stato valutato 3,5 milioni al momento del passaggio (poi sfumato) ai russi del Rubin Kazan. &Egrave; in scadenza anche il laterale Moussa Mane: ad aprile era stato aperto un dialogo per il rinnovo del vincolo, ma anche in questo caso nulla &egrave; stato ufficializzato. &Egrave; a fine contratto pur il terzo portiere Davide Marfella.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">ADDIO SCONTATO</span></strong> <span class="GN4_post"> Saluteranno tutti i calciatori in prestito. Impossibile, infatti, che siano esercitate le opzioni di riscatto. Cas Odenthal torner&agrave; al Sassuolo, Matthias Braunoder al Como, Riccardo Pagano alla Roma, Giacomo Stabile e Giacomo De Pieri all&rsquo;Inter, Dimitrios Nikolaou al Palermo, Andrea Cistana allo Spezia, Federico Artioli al Mantova, Tomas Esteves al Pisa, Marvin Cuni al Rubin Kazan, Nicol&ograve; Cavuoti al Cagliari, Anthny Partipilo al Parma. In bilico potrebbero esserci soltanto Kevin Piscopo, prelevato dalla Juve Stabia in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di alcune condizioni (maturati senza dubbio quelle sul minutaggio, ma la retrocessione potrebbe rivelarsi una variabile decisiva), e Dauda Traore acquisito in prestito dal Southampton con un diritto di riscatto nel complesso abbordabile, anche se il 19enne francese ha lasciato ben poche tracce.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">VIVAIO ARIDO E PERICOLO IN C</span></strong> <span class="GN4_post"> In un&rsquo;annata cos&igrave; tribolata, non hanno collezionato alcuna presenza ragazzi che hanno disputato i tornei appena conclusi nelle squadre giovanile. Una carenza clamorosa considerando che negli otto anni di gestione De Laurentiis, gli esordi di prodotti del vivaio sono stati rarissimi (Mane e Colangiuli i pi&ugrave; in vista, Mercurio resta una meteora) e nessuno si &egrave; pienamente affermato. Attenzione, in particolare, se davvero il Bari dovr&agrave; affrontare la serie C. Le regole sulla composizione delle liste, infatti, impongono alle societ&agrave; di inserire nella lista professionisti al massimo 23 calciatori con status di professionista (quindi al di l&agrave; dell&rsquo;et&agrave;) o apprendista professionista. Uno dei punti centrali introdotti dalla Lega Pro, tuttavia, obbliga ogni club ad inserire almeno cinque calciatori provenienti dal proprio vivaio, nati dopo il 1&deg; gennaio 2004 (questo sar&agrave; il termine per il torneo 2026/27) e tesserati per almeno due stagioni sportive, anche non consecutive. Nel Bari, l&rsquo;unico che risponderebbe a questi requisiti e ha assaggiato almeno un pizzico di calcio professionistico &egrave; Colangiuli. Lo specchio di un quadro desolante.</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, traguardo storico: per la prima volta nella sua storia prenderà parte al quinto campionato di serie A</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990136/lecce-traguardo-storico-per-la-prima-volta-nella-sua-storia-prendera-parte-al-quinto-campionato-di-serie-a.html</link>
      <description>«A modo nostro», con una «A» in bella vista. Recita così la maglia celebrativa che calciatori e staff indossano nella festa, erano in 28mila, al «Via del Mare»</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:39:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;A modo nostro&raquo;, con una &laquo;A&raquo; in bella vista. Recita cos&igrave; la maglia celebrativa che calciatori e staff del Lecce indossano nella festa del &laquo;Via del Mare&raquo; dopo la vittoria contro il Genoa, che ha sancito la fine del campionato e il raggiungimento dell&rsquo;obiettivo salvezza. Il &laquo;modo&raquo; del club salentino &egrave; quello giusto per fare calcio a certe latitudini. Una strada inevitabilmente e fisiologicamente tortuosa, ma vincente. Lo dicono i risultati. Per la prima volta nella sua storia, il Lecce prender&agrave; parte al quinto campionato di serie A. Un traguardo storico, che certifica quella che &egrave; a tutti gli effetti l&rsquo;epoca d&rsquo;oro del calcio leccese.</p> <p>Un obiettivo raggiunto al termine di un&rsquo;annata sofferta ma entusiasmante, con un finale al cardiopalma. Dal gol di Stulic sul filo del rasoio a Reggio Emilia, passando per la lunga attesa della partita con il Genoa, fino al gol di Banda che ha regolato la sfida ai rossoblu e ha fatto partire la festa dei 28mila del &laquo;Via del Mare&raquo;. Una festa che nella notte si &egrave; spostata per le vie del centro, un sentimento gioioso che pervader&agrave; la citt&agrave; anche nei giorni a venire. Sono tanti i fotogrammi simbolici della serata che ha proiettato il Lecce oltre la storia. C&rsquo;&egrave; il volto visibilmente segnato dall&rsquo;emozione di Eusebio Di Francesco. Che rivincita per il tecnico giallorosso, che aveva un credito da riscuotere con il calcio e con la serie A, dopo le due annate sfortunate alla guida di Frosinone e Venezia. Anche quest&rsquo;anno &egrave; arrivato a giocarsi la salvezza all&rsquo;ultima giornata, ma questa volta per lui c&rsquo;&egrave; stata la gloria.</p> <p>&Egrave; indubbiamente uno degli artefici di un gruppo che ha saputo dimostrare di essere pi&ugrave; forte di tutto. Con i suoi limiti, fisiologici se si &egrave; in lotta per la salvezza, ma anche con un carattere eccezionale. La forza di questo Lecce &egrave; stata quella di non abbattersi nei momenti pi&ugrave; complicati e di farsi trovare pronto nei frangenti decisivi. Le tre vittorie conquistate con Pisa, Sassuolo e Genoa, tre partite che i salentini non potevano sbagliare, sono emblematiche in tal senso. Ci sono gli occhi lucidi, emozionati dei calciatori in campo. A partire dai senatori, come capitan Falcone e Ramadani. C&rsquo;&egrave; poi il giro di campo del presidente Saverio Sticchi Damiani, che ha voluto virtualmente abbracciare i 28 mila del &laquo;Via del Mare&raquo;. Ancora a caldo, travolto dalle emozioni di una salvezza storica, il numero uno della societ&agrave; di via Costadura parla dell&rsquo;importanza del traguardo raggiunto.</p> <p>&laquo;Stiamo scrivendo pagine di storia mai scritte prima, &egrave; qualcosa che non bisogna dare per scontato. Ci apprestiamo a vivere il quinto campionato di fila in serie A, in un calcio nel quale una societ&agrave; come la nostra, legata al territorio, rappresenta qualcosa di anacronistico. Quest&rsquo;anno abbiamo potuto contare su un gruppo straordinario, un gruppo composto da uomini veri, ancor prima che calciatori. Avevamo poi il grande stimolo del &ldquo;Via del Mare&rdquo; rinnovato, onestamente mi sarebbe dispiaciuto enormemente giocare nel nuovo impianto in serie B. Il tema dello stadio rappresenta un passaggio epocale per noi e sono felicissimo di poterlo inaugurare ancora in serie A&raquo;.</p> <p>Il presidente giallorosso, nel pieno dei festeggiamenti, trova il modo per guardare anche verso quello che verr&agrave;. Sulla quinta salvezza di fila c&rsquo;&egrave; anche la firma di Pantaleo Corvino, il responsabile dell&rsquo;area tecnica dei record. Da lui si ripartir&agrave; per costruire il Lecce che verr&agrave;. &laquo;Ci piace sempre parlare di futuro - dice Sticchi Damiani - gi&agrave; dopo la partita con il Sassuolo abbiamo fatto delle chiacchierate sull&rsquo;avvenire, pensando a quello che si pu&ograve; fare per migliorare ulteriormente. Portare Corvino a Lecce, ormai sei anni fa, si &egrave; rivelata la scelta giusta, lo dimostrano i risultati. A freddo, ci rimetteremo a parlare di quello che verr&agrave;&raquo;.</p> <p>Un altro tema legato al futuro &egrave; quello relativo alla permanenza di Di Francesco sulla panchina giallorossa. La salvezza, infatti, ha fatto scattare il rinnovo automatico per il tecnico anche per la prossima stagione: &laquo;Con lui ci siamo trovati molto bene, superata l&rsquo;emotivit&agrave; di questi giorni ci incontreremo. Si &egrave; guadagnato il rinnovo automatico, poi quando ci confronteremo tutto sar&agrave; possibile. Sono particolarmente felice per lui, dopo il fischio finale della partita con il Genoa ci siamo abbracciati in campo ed eravamo entrambi commossi. Era reduce da due retrocessioni ingiuste che lo avevano profondamente segnato, una terza retrocessione di fila rischiava di marchiarlo a vita, senza meritarlo. Sono felice per l&rsquo;uomo e per l&rsquo;allenatore, le esperienze che ha vissuto avrebbero steso chiunque, lui per&ograve; ha avuto la forza di ripartire da una piazza tosta. Ha accettato questa sfida e l&rsquo;ha vinta&raquo;.</p> <p>Le valutazioni sul futuro saranno fatte anche con i calciatori protagonisti della salvezza, fra cui capitan Falcone: &laquo;Gi&agrave; lo scorso anno aveva manifestato legittimamente l&rsquo;idea di andarsi a misurare in realt&agrave; pi&ugrave; importanti. Poi, nel corso del ritiro estivo, facemmo una lunga chiacchierata e decidemmo di provare insieme la sfida della quarta salvezza di fila. Sul futuro si vedr&agrave;, con lui e con gli altri calciatori faremo le dovute valutazioni&raquo;.</p> <p>Sticchi Damiani si sofferma, infine, sui numeri dell&rsquo;annata: &laquo;Le statistiche parlano chiaro, 38 punti ottenuti, dieci vittorie conquistate, per dieci volte abbiamo mantenuto la porta inviolata. Ci siamo trovati a lottare in una serie A davvero difficile, che la squadra ha affrontato bene. Sono contento per quanto fatto. Chiss&agrave;, magari senza qualche infortunio pesante, come quelli di Sottil e Berisha, avremmo potuto fare anche qualche punto in pi&ugrave;&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>La cavalcata giallorossa: Lecce sugli scudi per una salvezza, la quarta consecutiva in massima serie</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1989001/la-cavalcata-giallorossa-lecce-sugli-scudi-per-una-salvezza-la-quarta-consecutiva-in-massima-serie.html</link>
      <description>Poker di sconfitte contro Napoli, Roma, Atalanta e Bologna. Ma i salentini si sono risollevati contro Fiorentina (1-1, casalingo), Verona (0-0 esterno) e Pisa (2-1 in trasferta, con le lacrime di Cheddira)</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:32:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Lecce sugli scudi per una salvezza, la quarta consecutiva in massima serie, sognata, inseguita tra mille difficolt&agrave;, fortemente voluta da tutto l&rsquo;ambiente ed alla lunga conquistata al termine degli ultimi 90&rsquo;, in un Via del Mare gremito in ogni ordine di posto, ribollente di genuina passione e colorato di giallo e di rosso.</p> <p>Proviamo a rivivere i momenti pi&ugrave; belli e quelli pi&ugrave; tribolati della stagione, riavvolgendo il film di un torneo che, com&rsquo;&egrave; sempre stato nel Dna del Lecce, ha fatto soffrire sino in fondo tutti i tifosi salentini, sino alla grande soddisfazione vissuta al termine della gara disputata contro il Genoa, che ha mandato in archivio la stagione 2025/2026.</p> <p>Per uno strano scherzo del calendario asimmetrico, il campionato dell&rsquo;undici diretto da Eusebio Di Francesco ha avuto inizio sabato 23 agosto 2023 allo stadio Ferraris, contro quel Genoa con il quale si &egrave; poi concluso nove mesi dopo.</p> <p>All&rsquo;esordio, il Lecce ha ottenuto un pareggio a reti involate contro i rossobl&ugrave; padroni di casa, dopo un confronto nel quale il team salentino ha dimostrato solidit&agrave;, palesando difficolt&agrave; a creare pericoli in fase offensiva. Insomma, la prima uscita dell&rsquo;annata agonistica &egrave; stata una sorta di manifesto dell&rsquo;intero torneo, stante il fatto che, nel prosieguo, sar&agrave; proprio questo il motivo dominante di tutti i commenti riguardanti la compagine giallorossa, come ampiamente dimostrato dai dati relativi ai gol realizzati, migliorati solo nel momento decisivo.</p> <p>Sono seguiti tre risultati negativi. All&rsquo;esordio interno, il Lecce &egrave; caduto per 2-0 al cospetto di un Milan sembrato tutt&rsquo;altro che irresistibile, ma cinico nella capacit&agrave; di sfruttare un paio di gravi amnesie dei giallorossi. Un aspetto, questo, che si &egrave; riproposto in altre circostanze, impedendo a Wladimiro Falcone e compagni di raggranellare punti in talune occasioni nelle quali avrebbero meritarlo di farlo, per quanto messo in mostra in campo. Nella terza giornata &egrave; arrivata la pesante batosta per 4-1 subita in quel di Bergamo, contro l&rsquo;Atalanta. Ma a fare davvero male &egrave; stato lo stop accusato nel quarto turno, tra le mura amiche, contro il Cagliari. Se le sconfitte contro il Diavolo e la Dea potevano essere messe in preventivo, infatti, contro i sardi gli <i>aficionados</i> leccesi si sarebbero aspettati una reazione ed una grande prova d&rsquo;orgoglio. Invece, dopo avere sbloccato il risultato in avvio con Tiago Gabriel, il complesso salentino si &egrave; sciolto come neve al sole, alzando bandiera bianca per 2-1 ed uscendo dal campo tra i fischi del proprio pubblico.</p> <p>Da qui ha preso le mosse un Lecce pi&ugrave; quadrato, con la scelta di passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1, che ha poi caratterizzato gran parte della stagione, sia pure con le correzioni di volta in volta decise in base alle necessit&agrave; del momento in quanto, come ha ripetuto a pi&ugrave; riprese Di Francesco, il calcio moderno e molto dinamico e difficilmente riconducibile ad un sistema di gioco ingessato.</p> <p>Nella quinta giornata, domenica 28 settembre, Ylber Ramadani e compagni hanno disputato un match gagliardo contro il Bologna, al Via del Mare, portandosi in vantaggio con Lassana Coulibaly, facendosi ribaltare ed infine pareggiando in extremis, in pieno recupero, con Francesco Camarda. Un gol che ha fatto esplodere lo stadio ed ha avuto il sapore di una liberazione per la piazza.</p> <p>Un 2-2 che ha restituito il sorriso all&rsquo;ambiente, facendo capire che esistessero le possibilit&agrave; per restare agganciati sino in fondo al treno delle compagini che si sarebbero giocata la permanenza. Il pareggio ottenuto contro i felsinei ha fatto il paio con il colpaccio messo a segno la settimana seguente a Parma, dove il team salentino l&rsquo;ha spuntata per 1-0, con un centro, senz&rsquo;altro fortunoso ma a dir poco prezioso, griffato dall&rsquo;esterno alto Riccardo Sottil. Il 18 ottobre &egrave; giunto il terzo risultato utile di fila grazie allo 0-0 casalingo con il Sassuolo, in una sfida che Ylber Ramadani e compagni avrebbero meritato di fare propria per quanto evidenziato nell&rsquo;arco dei 90&rsquo;, contro rivali abbottonati e dediti quasi esclusivamente alla fase di contenimento.</p> <p>Il Lecce &egrave; quindi caduto per 3-2 ad Udine e per 1-0, nel proprio stadio, al cospetto del Napoli (con il penalty fallito sullo 0-0 da Camarda che, sulla carta, avrebbe potuto, se trasformato, determinare un risultato diverso), salvo risollevarsi con l&rsquo;affermazione per 1-0 (con un centro di Medon Berisha) ottenuta sul terreno della Fiorentina, seguita dal deludente 0-0 interno con il quale &egrave; terminato il faccia a faccia con il Verona. Una gara scialba e povera di sussulti autentici.</p> <p>Dopo avere perso per 2-0 all&rsquo;Olimpico, contro la Lazio, i giallorossi hanno battuto per 2-1 il Torino, nel Salento, con reti di Coulibaly e Lameck Banda, sfoderando un primo tempo da incorniciare e rischiando grosso nella riresa. Una settimana dopo, si sono arresi per 2-0 nello scontro esterno con la Cremonese, uno scivolone che ha depresso parecchio l&rsquo;intera piazza. Ma hanno poi risollevato la testa nel turno seguente, grazie all&rsquo;1-0 rifilato al Pisa (gol fondamentale di Nikola Stulic), al Via del Mare. Ecco ancora il netto 0-3 accusato nel proprio impianto ad opera del Como, con la successiva rinascita grazie all&rsquo;1-1 strappato allo Stadium, contro la Juventus, in una sfida nella quale i bianconeri hanno creato tantissime occasioni, in parte sciupate per imprecisione ed in parte sventate da un super Falcone.</p> <p>Il campionato si &egrave; quindi dipanato con quattro batoste: due interne, lo 0-2 contro la Roma e l&rsquo;1-2 con il Parma (giunto in seguito all&rsquo;assurda espulsione alla quale &egrave; andato incontro Banda, dopo un primo tempo dominato in lungo ed in largo che lasciava presagire ben altro), e due esterne, entrambe al Meazza ed entrambe per 1-0, prima contro l&rsquo;Inter e pochi giorni dopo contro il Milan.</p> <p>La squadra salentina ha quindi pareggiato per 0-0, al Via del Mare, con la Lazio, in una gara nella quale avrebbe meritato di gran lunga di pi&ugrave;. Ha ceduto il passo al Torino, in trasferta, per 1-0, Ed ha poi conquistato due vittorie di importanza capitale contro l&rsquo;Udinese, per 2-1 (griffata al 90&rsquo; dalla rete di Banda su punizione) ed a Cagliari, per 2-0 (centri di Omri Gandelman e Ramadani). Questa &egrave; stata, in positivo, una delle fasi cruciali dell&rsquo;intero torneo.</p> <p>Andando avanti nel percorso, i giallorossi si sono arresi contro Inter (0-2 casalingo) e Como (3-1 per i lariani in riva al lago), ma hanno trovato la forza per aggiudicarsi per 2-1 (gol di Santiago Pierotti e Stulic) la partita-spareggio contro la Cremonese, andata in scena al Via del Mare, ottenendo altri tre punti dall&rsquo;enorme valore. E&rsquo; quindi seguito un poker di sconfitte contro Napoli (2-1), Roma (1-0), Atalanta (3-0, unico match sul proprio campo) e Bologna (2-0).</p> <p>Ma il Lecce si &egrave; risollevato ed ha mosso la graduatoria contro Fiorentina (1-1, casalingo), Verona (0-0 esterno) e Pisa (successo per 2-1 in trasferta, caratterizzato dalle lacrime di Walid Cheddira, autore del gol che ha deciso la gara). Ecco ancora lo stop interno contro la Juventus (0-1) ed il colpo (3-2) messo a segno a Sassuolo, in pieno recupero, al termine di 90&rsquo; al cardiopalmo che hanno messo a dura prova le coronarie dei tantissimi tifosi giunti al Mapei Stadium dal Salento e dall&rsquo;intera Italia per trascinare i giallorossi.</p> <p>Infine, &egrave; storia di ieri, l&rsquo;apoteosi vissuta nel proprio stadio alla fine della partita interna che ha opposto il Lecce al Genoa. Nella stagione 2026/2027, per la piazza salentina sar&agrave; ancora serie A. Per la quinta annata di fila.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Multiproprietà e tifosi, e così proprio Bari diventa capitale del diritto sportivo</title>
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      <description>Il prof. Costantino (Uniba): «La vera sfida è costruire modelli capaci di tenere insieme competitività, sostenibilità, identità territoriale e responsabilità sociale»</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>bari calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:09:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Se fosse una produzione cinematografica (il primo amore di Aurelio De Laurentiis), sarebbe un finale ad effetto. Il gotha del diritto sportivo mondiale, con una incredibile coincidenza temporale, si riunisce proprio a Bari per discutere su azionariato popolare e, soprattutto, multipropriet&agrave;. Il 6 giugno, nell&rsquo;Aula Aldo Moro dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Bari, si terr&agrave; l&rsquo;International Sports Law Conference dedicata al tema &ldquo;Between Multi-club Ownership and Popular Shareholding&rdquo;. Filo conduttore dei lavori le nuove sfide della governance dei club calcistici. Promossa nell&rsquo;ambito del master in Diritto Sportivo e Management dello Sport dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari e in collaborazione con la Rex Sport Association, avvocati ed esperti internazionali del diritto sportivo, dopo Istanbul e Bangkok, si riuniranno in una citt&agrave; frastornata dalla tegola retrocessione in parte figlia del vizio originale: la multipropriet&agrave;. Ad organizzare l&rsquo;evento, il professor Domenico Costantino, direttore del master Uniba, insieme all&rsquo;avv. Ettore Mazzilli, presidente della Rex Sport Association.</p> <p>Prof. Costantino, in quale direzione sta andando il calcio moderno?</p> <p>&laquo;Ci sono fenomeni che lo stanno trasformando profondamente. Da un lato abbiamo la multi-club ownership, cio&egrave; la propriet&agrave; o il controllo di pi&ugrave; societ&agrave; calcistiche da parte di uno stesso gruppo economico; dall&rsquo;altro i modelli di azionariato popolare, o pi&ugrave; in generale di partecipazione dei tifosi alla vita del club, temi solo apparentemente tecnici perch&eacute; in realt&agrave; toccano questioni decisive: trasparenza della governance, integrit&agrave; delle competizioni, sostenibilit&agrave; economica delle societ&agrave; sportive, rapporto tra investitori, tifosi, istituzioni e territori&raquo;.</p> <p>Pregi e difetti della multipropriet&agrave;? A Bari dire che l&rsquo;istituto non ha convinto &egrave; un eufemismo...</p> <p>&laquo;Pu&ograve; offrire opportunit&agrave; importanti: maggiori investimenti, sviluppo dei giovani calciatori, internazionalizzazione dei club, condivisione di competenze manageriali e tecniche. Tuttavia pone anche interrogativi delicati: quali limiti devono essere posti per evitare conflitti di interesse? Come si tutela l&rsquo;equilibrio competitivo? Quali garanzie servono affinch&eacute; due club riconducibili allo stesso gruppo non alterino la correttezza delle competizioni?&raquo;.</p> <p>Lei nel 2018 fece parte della Commissione che valut&ograve; le offerte giunte per acquisire il titolo sportivo del Bari. Il vostro fu un lavoro di &ldquo;scrematura&rdquo; delle proposte da sottoporre poi al vaglio dell&rsquo;allora sindaco Antonio Decaro. Cosa non ha funzionato?</p> <p>&laquo;Ritengo che le decisioni debbano essere lette nel contesto in cui vengono assunte. In quel momento storico il Bari veniva da un fallimento dolorosissimo e il compito della Commissione era valutare proposte serie, credibili e in grado di garantire continuit&agrave;, solidit&agrave; economica e una ripartenza immediata. La decisione finale, naturalmente, spettava al sindaco. Al di l&agrave; delle ricostruzioni che nel tempo si sono diffuse nel dibattito pubblico, non tutte le proposte presentate possedevano i requisiti necessari per poter essere considerate valide e, dunque, esaminabili. Le valutazioni sono state quindi effettuate sul ristretto numero di progetti validamente presentati, sulla loro sostenibilit&agrave; e sulle garanzie concretamente offerte&raquo;.</p> <p>In quel momento era la scelta giusta, dunque?</p> <p>&laquo;Credo che quella scelta abbia funzionato nella fase dell&rsquo;emergenza e della ricostruzione: il Bari &egrave; stato salvato, &egrave; tornato rapidamente nel calcio professionistico, recuperando stabilit&agrave; societaria. Ci&ograve; che invece ha mostrato i suoi limiti nella fase successiva alla ricostruzione &egrave; il modello di governance della multipropriet&agrave;&raquo;.</p> <p>E ora?</p> <p>&laquo;Una piazza come Bari vive il calcio come una parte della propria identit&agrave; collettiva: la maglia biancorossa, lo stadio, rappresentano memoria, appartenenza e legami familiari che si tramandano di generazione in generazione. Se quel progetto iniziale, dopo la fase della ricostruzione, non &egrave; riuscito a proseguire nella direzione auspicata e la gestione, con i limiti della multipropriet&agrave;, ha condotto il Bari all&rsquo;attuale situazione, &egrave; giusto prenderne atto e lasciare spazio a chi possa credere realmente nel club, nella sua crescita, nel suo interesse sportivo e nel suo futuro, riconoscendone il valore di squadra rappresentativa di una comunit&agrave;, della sua storia e della sua identit&agrave;&raquo;.</p> <p>Un calcio sempre pi&ugrave; orientato al business non mortifica ci&ograve; per cui sopravvive: la passione dei tifosi?</p> <p>&laquo;Il calcio moderno &egrave; sempre pi&ugrave; attraversato da logiche finanziarie, industriali e internazionali. I club non sono pi&ugrave; soltanto societ&agrave; sportive radicate in una comunit&agrave; locale: sono anche asset economici, marchi globali, piattaforme di investimento e soggetti inseriti in reti internazionali. Questo cambiamento non va demonizzato, ma deve essere governato. La sfida non &egrave; opporre il calcio romantico al calcio degli investitori. La vera sfida &egrave; costruire modelli di governance capaci di tenere insieme competitivit&agrave;, sostenibilit&agrave;, identit&agrave; territoriale e responsabilit&agrave; sociale&raquo;.</p> <p>In questo percorso qual &egrave; il ruolo che potrebbe ritagliarsi l&rsquo;azionariato popolare?</p> <p>&laquo;Rappresenta un modello diverso, fondato sul coinvolgimento dei tifosi e della comunit&agrave;. Non deve essere letto come una formula nostalgica o puramente simbolica. In alcuni ordinamenti europei, la partecipazione dei tifosi ha assunto un ruolo importante nella struttura dei club e nel controllo delle scelte societarie. Naturalmente, anche questo modello richiede equilibrio. La passione dei tifosi &egrave; un valore straordinario, ma deve essere accompagnata da competenze manageriali, regole chiare e sostenibilit&agrave; economica. Non basta dire &ldquo;partecipazione&rdquo;: bisogna capire come quella partecipazione possa tradursi in responsabilit&agrave;, trasparenza e buona amministrazione&raquo;.</p> <p>Multipropriet&agrave; e azionariato popolare sono due modelli contrapposti o possono convivere?</p> <p>&laquo;Sono modelli molto diversi, ma entrambi pongono una domanda comune: chi governa il calcio e nell&rsquo;interesse di chi? La multi-club ownership guarda alla dimensione degli investimenti, della crescita internazionale e dell&rsquo;efficienza economica. L&rsquo;azionariato popolare richiama invece il tema dell&rsquo;identit&agrave;, della comunit&agrave; e del legame tra club e tifosi. Il punto &egrave; comprendere quali regole servano per evitare abusi e valorizzare gli aspetti positivi di ciascun modello&raquo;.</p> <p>Perch&eacute; organizzare questo confronto a Bari?</p> <p>&laquo;Bari &egrave; una citt&agrave; con una forte tradizione sportiva e una crescente proiezione internazionale. L&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Bari, attraverso il master in Diritto Sportivo e Management dello Sport, vuole contribuire alla formazione di competenze qualificate in un settore che oggi richiede professionalit&agrave; sempre pi&ugrave; specialistiche. Portare a Bari un confronto internazionale su questi temi significa valorizzare il territorio, rafforzare il legame tra universit&agrave;, professioni e istituzioni, e inserire la Puglia in una rete scientifica e culturale pi&ugrave; ampia&raquo;.</p> <p>La sfida dei prossimi anni?</p> <p>&laquo;Costruire un calcio pi&ugrave; moderno, ma anche pi&ugrave; responsabile. Un calcio capace di attrarre investimenti senza perdere credibilit&agrave;; di crescere economicamente senza sacrificare l&rsquo;identit&agrave; dei club; di innovare i modelli di governance senza dimenticare che i tifosi non sono semplici consumatori, ma parte essenziale della storia e del futuro delle societ&agrave; sportive&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Mappa della prossima C, la 4ª dell’era De Laurentiis</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987929/mappa-della-prossima-c-la-4-dellera-de-laurentiis.html</link>
      <description>Tornano i derby di Barletta (nel 1989 ultima volta) e Casarano dopo oltre 40 anni. Incroci... da preistoria con Savoia, Scafati e Cerignola</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>mappa serie c,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987929/mappa-della-prossima-c-la-4-dellera-de-laurentiis.html</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 16:42:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La caduta del Bari in serie C rappresenta una ferita profonda nella storia ultracentenaria del club biancorosso. Una retrocessione che assume contorni ancora pi&ugrave; amari se si considera che i Galletti non scendevano sul campo dalla B alla terza serie dal lontano 1983, quando conclusero il campionato al ventesimo posto. Anche nella stagione 2003/04 il Bari perse il playout contro il Venezia, ma in quell&rsquo;occasione la discesa in Lega Pro fu evitata grazie al ripescaggio conseguente all&rsquo;esclusione del Napoli. Di fatto, dunque, sono trascorsi ben 43 anni dall&rsquo;ultima vera retrocessione maturata sul terreno di gioco.</p> <p>Un colpo durissimo per una piazza che, nella propria storia, ha costruito gran parte della sua identit&agrave; tra serie A e serie B. I numeri raccontano infatti un passato di assoluto rispetto nel panorama calcistico nazionale. In A il Bari ha disputato qualcosa come 1.010 partite, raccogliendo 258 vittorie, 286 pareggi e 466 sconfitte, con 978 reti realizzate e 1.514 subite. Dati aggiornati al 22 maggio 2011, giorno dell&rsquo;ultima apparizione biancorossa nel massimo campionato.</p> <p>Nelle ultime cento stagioni sportive, il club pugliese ha collezionato 33 partecipazioni in A - comprese tre nelle vecchie Prima Divisione e Divisione Nazionale - e 54 presenze in B, includendo le quattro della Seconda Categoria e Seconda Divisione. Appena dieci, invece, i tornei disputati in serie C e soltanto tre quelli affrontati tra quarta serie e serie D.</p> <p>Eppure, dalla prossima stagione 2026/27, il Bari sar&agrave; nuovamente costretto a misurarsi con il campionato di terza serie. Sar&agrave; l&rsquo;undicesima partecipazione della propria storia in un torneo che in passato ha visto i biancorossi disputare 386 partite complessive, con 194 vittorie, 124 pareggi e 68 sconfitte, 518 gol segnati e 276 subiti. Dati aggiornati al 24 aprile 2022, data dell&rsquo;ultima gara disputata dal Bari in categoria. Proprio in C, peraltro, i Galletti hanno scritto alcune delle pagine statisticamente pi&ugrave; rilevanti della loro storia recente: nel campionato 2019/20 ottennero infatti la striscia record assoluta di 25 risultati utili consecutivi, oltre a firmare la vittoria pi&ugrave; larga di sempre grazie allo 0-9 inflitto al Cynthia Genzano nella stagione 1974/75.</p> <p>La retrocessione maturata nel playout di Bolzano si iscrive quindi tra i punti pi&ugrave; bassi del curriculum vitae del club. Una macchia indelebile che diventa ancora pi&ugrave; fastidiosa osservando un dato preciso: delle tredici presenze complessive tra Serie C e D - includendo il prossimo torneo - ben cinque portano la firma della SSC Bari targata Filmauro. La gestione della famiglia De Laurentiis finisce cos&igrave; per rappresentare un neo nella storia calcistica cittadina. Dal 2018 a oggi si sono alternati una promozione dalla D alla C, tre campionati di terza serie culminati con il ritorno in B e quattro tornei cadetti caratterizzati da un playoff perso, due salvezze - una conquistata passando dai playout - e infine la retrocessione sancita al Druso.</p> <p>Uno score pesantissimo che obbligher&agrave; il Bari a presentarsi ai nastri di partenza del girone C di Serie C, quello meridionale, insieme ad altre 19 squadre. La composizione definitiva &egrave; ancora in fase di definizione perch&eacute; gli ultimi verdetti arriveranno dai playoff che assegneranno l&rsquo;ultimo posto disponibile in B. Le semifinali vedranno affrontarsi Salernitana e Union Brescia da una parte del tabellone, Ascoli e Catania dall&rsquo;altra. Campani e siciliani, in caso di mancata promozione, diventerebbero inevitabilmente le squadre di maggior blasone del gruppo.</p> <p>Al momento sono 52 le societ&agrave; gi&agrave; ai nastri di partenza della nuova serie C: quattro retrocesse dalla B, trentanove confermate dalla categoria e nove promosse dalla D. Tra le eliminate ai playoff, il Bari ritrover&agrave; sicuramente Audace Cerignola, Crotone, Monopoli, Cosenza, Casertana e forse Campobasso. Dall&rsquo;ultimo campionato restano invece Cavese, Giugliano, Sorrento, Team Altamura, Casertana, Casarano, Potenza, Latina e Picerno. Dalla D sono salite Barletta, Savoia e Scafatese.</p> <p>E proprio questi nomi riportano alla memoria sfide che profumano di passato remoto. L&rsquo;ultimo confronto ufficiale tra Bari e Barletta risale addirittura al campionato di B del 2 aprile 1989: fin&igrave; 0-0 nella Citt&agrave; della Disfida, dopo il 2-0 biancorosso dell&rsquo;andata del 6 novembre 1988, stagione poi culminata con la promozione in A dei Galletti. In totale sono 22 i precedenti: 12 vittorie baresi, 8 pareggi e appena 2 sconfitte. Dei dieci confronti disputati in serie C, invece, non si gioca da quel campionato 1983/84.</p> <p>Sempre alla stagione &lsquo;83/84 risalgono gli unici precedenti contro il Casarano: vittoria per 3-0 e sconfitta per 2-0 in campionato, oltre a un successo per 2-1 e uno 0-0 in Coppa Italia. Appartengono quasi alla preistoria del calcio gli incroci con il Savoia, coincidenti con due gare del torneo di C 1965/66 terminate con uno 0-0 in Campania e un 1-0 in favore del Bari in Puglia. Stesso discorso per le sfide con la Scafatese, affrontata tra gli anni &lsquo;40 e &lsquo;50, quando entrambe militavano nelle categorie nazionali del dopoguerra. Ancora pi&ugrave; lontani nel tempo i confronti con il Cerignola, incrociato addirittura nella D 1953/54, con un bilancio di una vittoria e un pareggio.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, al rettilineo finale sarà vincere per salvarsi. Mister Di Francesco: affamati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987741/lecce-al-rettilineo-finale-sara-vincere-per-salvarsi-mister-di-francesco-affamati.html</link>
      <description>L’ultimo ostacolo di questa serie A, il Genoa di Daniele De Rossi. L’appuntamento col destino per i salentini è fissato alle 20.45 in un «Via del Mare» tutto esaurito</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>di francesco,serie a,lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987741/lecce-al-rettilineo-finale-sara-vincere-per-salvarsi-mister-di-francesco-affamati.html</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 13:55:43 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;ultimo ballo, per andare oltre la storia. Fra il Lecce e la quarta salvezza consecutiva c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ultimo ostacolo di questa serie A, il Genoa di Daniele De Rossi. L&rsquo;appuntamento col destino per i salentini &egrave; fissato alle 20.45 in un &laquo;Via del Mare&raquo; tutto esaurito. Un popolo intero che prover&agrave; a spingere la squadra di Eusebio Di Francesco nell&rsquo;ultimo sforzo di una emozionante stagione, i cui verdetti saranno scritti solo all&rsquo;esito di quest&rsquo;ultima giornata.</p> <p>Il Lecce ha il destino nelle proprie mani: un successo garantirebbe ai giallorossi la salvezza, senza guardare cosa accadr&agrave; a Cremona, dove la Cremonese ospiter&agrave; il Como. In caso contrario, sar&agrave; fondamentale guardare anche il risultato dei grigiorossi, nel duello a distanza per non retrocedere. Un solo preziosissimo punto di vantaggio sul terzultimo posto, che permette al Lecce di presentarsi agli ultimi novanta minuti del campionato con la consapevolezza che dipende tutto dai propri sforzi. Ne &egrave; ben consapevole Di Francesco, che sottolinea l&rsquo;importanza del momento.</p> <p>&laquo;Le insidie sono dietro l&rsquo;angolo, tutte le partite vanno giocate fino all&rsquo;ultimo. Dipende da noi, dal nostro approccio e dal nostro atteggiamento. Ho preparato la partita chiedendo di far emergere la nostra versione migliore, mettendo ciascuno nelle condizioni di rendere al meglio. &Egrave; la sfida pi&ugrave; importante di questa stagione&raquo;.</p> <p>Il tecnico giallorosso si sofferma sulle motivazioni che dovranno spingere la sua squadra a gettare il cuore oltre l&rsquo;ostacolo: &laquo;Ai ragazzi ho chiesto di essere affamati. Bisogna azzannare questa partita, evidenziando il desiderio di portare a casa il risultato finale. Servir&agrave; un Lecce simile a quello visto contro il Sassuolo, siamo padroni del nostro destino e dobbiamo fare una prestazione giusta. Non bisogna perdere le proprie caratteristiche e servir&agrave; un certo tipo di atteggiamento. Poi ci sono tante partite nella partita e vanno gestite tutte in maniera differente. Cerchiamo di portare i duelli dalla nostra parte, dobbiamo dimostrare di avere pi&ugrave; motivazioni del nostro avversario. Dirlo, per&ograve;, non basta, bisogner&agrave; portarle dentro il campo&raquo;.</p> <p>Di Francesco si sofferma poi sull&rsquo;avversario di turno, il Genoa. I rossoblu arrivano nel Salento senza obiettivi di classifica, con una salvezza messa in cassaforte da diverse settimane, grazie anche all&rsquo;importante lavoro svolto da De Rossi, subentrato sulla panchina del grifone a stagione in corso. &laquo;Il Genoa ha iniziato il campionato con Vieira, che nell&rsquo;anno precedente aveva fatto bene - analizza il mister giallorosso - poi &egrave; arrivato De Rossi, che &egrave; stato mio compagno di squadra quando era ancora un ragazzino e, successivamente, mio giocatore. &Egrave; sempre stato un allenatore in campo, il suo spessore era evidente. Era il mio capitano quando allenavo la Roma, un punto di riferimento. Mi ha lasciato tanto, come capitano e come giocatore, mi auguro di aver lasciato anch&rsquo;io qualcosa a lui. Con il Genoa sta facendo un ottimo lavoro&raquo;.</p> <p>Ripercorrendo quanto accaduto nell&rsquo;ultimo turno di campionato, Di Francesco sottolinea l&rsquo;importanza dell&rsquo;impatto di tutti gli elementi, prendendo spunto dal gol vittoria di Stulic, subentrato dalla panchina: &laquo;Questo ci dimostra che si pu&ograve; essere determinanti anche entrando a partita in corso. Stulic ha giocato solo quindici minuti a Reggio Emilia, ma &egrave; stato decisivo. Ha lavorato benissimo e si &egrave; fatto trovare pronto nel momento in cui &egrave; stato chiamato in causa&raquo;. Quanto allo stato di forma dei singoli, ci sono per&ograve; degli acciacchi che destano qualche preoccupazione e che verranno valutati in queste ore: &laquo;Ramadani sta meglio, su Pierotti ci sono ancora dei dubbi. Ho gi&agrave; la soluzione pronta, nel caso in cui non dovesse farcela. Anche Banda ha qualche problemino, ma &egrave; pi&ugrave; in dubbio Pierotti al momento. Faremo una rifinitura allo stadio in mattina e valuteremo&raquo;.</p> <p>Di Francesco fa affidamento anche sull&rsquo;incessante spinta del tifo giallorosso: &laquo;A Reggio Emilia &egrave; stato impressionante vedere quel muro giallorosso. Il supporto dei nostri tifosi &egrave; fondamentale. Ho visto delle belle foto in questi giorni, ma la pi&ugrave; bella mi auguro che possa essere scattata dopo l&rsquo;ultima partita&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, all’ultima curva il Via del Mare si accende: è l'ora della verità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1986383/lecce-allultima-curva-il-via-del-mare-si-accende-e-l-ora-della-verita.html</link>
      <description>Domani, alle 20.45, il Lecce scenderà in campo sul manto erboso del «Via del Mare» ed affronterà il Genoa in un match determinante ai fini della conquista di quella che sarebbe la quarta salvezza consecutiva in massima serie del team giallorosso</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1986383/lecce-allultima-curva-il-via-del-mare-si-accende-e-l-ora-della-verita.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 15:42:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;ora della verit&agrave; sta per arrivare. Domani, alle 20.45, il Lecce scender&agrave; in campo sul manto erboso del &laquo;Via del Mare&raquo; ed affronter&agrave; il Genoa in un match determinante ai fini della conquista di quella che sarebbe la quarta salvezza consecutiva in massima serie del team giallorosso.</p> <p>Se &egrave; stata storica la permanenza ottenuta nella passata stagione, la terza di fila (obiettivo mai centrato in precedenza dal club salentino), &egrave; facile intuire quale valenza avrebbe quella di quest&rsquo;anno, che per&ograve; &egrave; un traguardo ancora tutto da raggiungere. In citt&agrave; e nel territorio, il match di domani &egrave; uno degli argomenti pi&ugrave; gettonati. Tra calciofili incalliti, ma anche tra chi abitualmente discute di altro. Negli uffici, al supermercato, dal barbiere come dal panettiere e finanche dal gioielliere. I social ed i blog sono pieni zeppi di commenti, di incitamenti a mettercela tutta, di speranze e di timori, di moti d&rsquo;orgoglio, di ricordi e di riti scaramantici.</p> <p>C&rsquo;&egrave; chi tira fuori la sciarpa o la maglia giallorossa con la quale si reca allo stadio tutte le volte che il Lecce gioca in casa. Chi ritiene che l&rsquo;occasione valga l&rsquo;acquisto di una nuova casacca, con stampigliato il nome di uno dei calciatori del momento. Chi rimane legato alla divisa che reca il nome di uno dei grandi interpreti del passato e non intende certo abbandonarla proprio in una circostanza tanto importante, non fosse altro per non rischiare che una simile scelta porti jella.</p> <p>Tutti vogliono contribuire a colorare il &laquo;Via del Mare&raquo; con qualcosa di giallo e di rosso, sventolando una bandiera o roteando una sciarpa. Tutti vogliono fare sentire il proprio calore a Wladimiro Falcone, Ylber Ramadani e compagni, essere presenti in una domenica che si spera possa divenire storica.</p> <p>Di biglietti non ce ne sono in circolazione gi&agrave; da gioved&igrave;, anche perch&eacute; 22.319 posti competono agli abbonati. I tagliandi a normale visibilit&agrave; sono stati messi in vendita mercoled&igrave; alle 12 e polverizzati in 41&rsquo;. Quelli a visibilit&agrave; ridotta, che si solito restano in parte invenduti perch&eacute; non tutti sono disponibili ad accomodarsi dove la partita non pu&ograve; essere seguita al meglio, sono stati resi disponibili gioved&igrave; alle 12 e nel primo pomeriggio la societ&agrave; ha fatto sapere che erano andati a ruba, dichiarando il sold out dell&rsquo;impianto.</p> <p>Potenza di un sogno che un intero territorio spera possa trasformarsi in realt&agrave;. D&rsquo;altro canto, non a caso il Lecce figura tra le prime dieci formazioni della serie A con maggiore seguito nei match interni, subito dietro le big del calcio nazionale e a poche altre squadre storiche dell&rsquo;Italia &laquo;pallonara&raquo;. Nelle diciotto partite casalinghe passate in archivio, gli spettatori presenti al Via del Mare in match di campionato sono stati 463.183, con una media di 25.732.</p> <p>Con gli oltre 28.000 della sfida di domani verr&agrave; avvicinata quota cinquecentomila ed &egrave; presumibile che venga battuto il record stagionale di pubblico che, ad oggi, si riferisce alla gara con il Como del 27 dicembre 2025, con 28.279 unit&agrave; (di cui 5.958 paganti). Al secondo posto figura il confronto con il Milan del 29 agosto 2025, con 28.226, ed al terzo quello contro la Cremonese, importantissimo nell&rsquo;economia della lotta-permanenza, dell&rsquo;8 marzo, con 27.708. L&rsquo;incasso complessivo, ad oggi, tra quota abbonamenti e quota spettatori paganti, &egrave; stato di 7.927.587,60 euro.</p> <p>Ma, da diverse stagioni, il Lecce fa registrare numeri rilevanti anche per il seguito che ha quando si cimenta in campo avverso. Ebbene, quando l&rsquo;osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive non limita le trasferte ai soli possessori della tessera del tifoso, il settore ospiti degli stadi che vedono impegnato l&rsquo;undici salentino &egrave; sempre gremito e ribollente di passione.</p> <p>Stanti queste premesse, non ci si pu&ograve; certo sorprendere della risposta che i supporter giallorossi hanno dato in vista della partita-chiave con il Genoa, che decider&agrave; una stagione fatta di sacrifici, per dirigenti, tecnici e calciatori, ma anche per i tifosi, che ne sostengono tanti pur di essere accanto alla squadra.</p> <p>La speranza, tutt&rsquo;altro che segreta, del popolo salentino &egrave; di potere gioire, domani, al termine del faccia a faccia con il &laquo;Grifone&raquo;, per un&rsquo;altra bella impresa del Lecce. Di applaudire dirigenti, tecnici e calciatori giallorossi per un risultato che rappresenterebbe l&rsquo;ennesimo clamoroso traguardo tagliato dall&rsquo;attuale propriet&agrave;, che tenta di continuare a meritare di disputare la serie A in un contesto sempre pi&ugrave; complicato, con budget di gran lunga inferiori a quelli della maggior parte delle avversarie.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, una Via Crucis lunga 11 mesi: un’intera stagione trascorsa nei bassifondi della classifica</title>
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      <description>Un’agonia continua: due inutili rivoluzioni sul mercato, tre allenatori cambiati, un direttore sportivo mandato a casa. Un campionato che resta fra i peggiori dei 118 anni della gloriosa storia del club biancorosso</description>
      <author>davide lattanzi</author>
      <category>bari calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Sat, 23 May 2026 13:18:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un&rsquo;agonia continua, un&rsquo;intera stagione trascorsa nei bassifondi, senza mai alzare davvero la testa, tra pochi acuti e qualche ancora di salvataggio colta proprio quando tutto sembrava pregiudicato. Ma soprattutto un programma folle del club e un atteggiamento indegno della squadra. Fino all&rsquo;epilogo ferale. Il campionato 2025-26 resta tra i peggiori nei 118 anni di epopea biancorossa. Un torneo scandito da umiliazioni, tensioni, silenzi. E da un San Nicola che ha progressivamente perso la sua magia, pur provando a riaccendersi nel momento pi&ugrave; delicato. Pesa ripercorrere le tappe di undici mesi intrisi di sofferenze. Ma &egrave; utile. Perch&eacute; nulla vada dimenticato.</p> <p><strong><span class="GN4_pre"> LA RIVOLUZIONE D&rsquo;ESTATE, I CASI VERRETH E SIBILLI</span> </strong><span class="GN4_post">Il Bari approccia il suo 50&ordm; campionato di Serie B (e la 67&ordf; partecipazione alla Coppa Italia) nel segno di una rivoluzione persino pi&ugrave; radicale rispetto a quelle che, puntualmente, hanno scandito la gestione De Laurentiis. Dopo il nono posto e la mancata qualificazione ai playoff del campionato precedente, Luigi De Laurentiis conferma i direttori sportivi Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare, ma non l'allenatore Moreno Longo. Scatta quindi la caccia al nuovo tecnico: il prescelto sarebbe Alessandro Nesta, ma l&rsquo;ex difensore campione del mondo nel 2006 declina l&rsquo;invito. Cos&igrave;, dopo qualche sondaggio alternativo (Luca D&rsquo;Angelo non si libera dallo Spezia malgrado la finale playoff persa, Andrea Sottil si accasa al Modena), si chiude una trattativa lampo con Fabio Caserta che opta per l&rsquo;addio al Catanzaro (condotto fino alla semifinale degli spareggi per la A) e firma un contratto biennale. Il presidente De Laurentiis non demorde e conferma con convinzione l&rsquo;obiettivo playoff. Il calciomercato estivo &egrave; una sarabanda: via tutti i calciatori in prestito (Radunovic, Mantovani, Obaretin, Simic, Falletti, Favasuli, Lella, Oliveri, Coli Saco, Bonfanti, Favilli, Lasagna, Novakovich), cos&igrave; come i &laquo;senatori&raquo; Maita, Benali e Maiello. Comprendendo pure le partenze di meteore come Tripaldelli, Matino, Faggi, Lulic, Onofrietti, Achik, Manzari e Scheidler oltre alla risoluzione del contratto con D&rsquo;Errico, le cessioni sono addirittura 25. Gli acquisti segnano i romantici ritorni dei baresi Gaetano Castrovilli ed Anthony Partipilo (rispettivamente dopo otto e dieci anni), nonch&eacute; di Giuseppe Sibilli, rientrato dopo il semestre in prestito alla Sampdoria. A titolo definitivo arrivano il portiere Cerofolini, i difensori Dickmann, Burgio e Meroni, i centrocampisti Darboe, Maggiore e Verreth, gli attaccanti Gytkj&aelig;r e Moncini. In prestito ecco i difensori Kassama e Nikolaou, i centrocampisti Braunoder e Pagano, gli esterni Rao e Antonucci, il centravanti Cerri, per un totale di 19 volti nuovi. Il ritiro di Roccaraso, per&ograve;, &egrave; sconvolto dall&rsquo;improvvisa e tragica scomparsa del figlioletto di Verreth, al ritorno in sede, invece, cominciano le prime voci su un illecito commesso da Sibilli che, il 2 ottobre successivo, patteggia una squalifica di 8 mesi (pi&ugrave; altrettanti di prescrizioni alternative come la partecipazione a un piano terapeutico e incontri nelle scuole) con 20mila euro di ammenda per aver scommesso su alcuni incontri di calcio in centri autorizzati dal 2022-2023 al 2024-2025.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">SEMPRE IN APNEA</span> </strong><span class="GN4_post">Travolta, da un progetto indefinito, risultati scadenti e un&rsquo;insanabile frattura con la propriet&agrave;, la piazza &egrave; fredda: la campagna abbonamenti si chiude a 5.134 tessere, il numero pi&ugrave; basso dell&rsquo;era De Laurentiis. Eppure, dopo il 2-1 incassato a Venezia, sono oltre 15mila i tifosi che applaudono l&rsquo;incoraggiante esordio interno con il Monza, terminato 1-1. Ma &egrave; un&rsquo;illusione. Perch&eacute; nella successiva doppia trasferta, il Bari perde 3-0 a Modena e 2-0 a Palermo: il 4-3-3 di Caserta non punge e soprattutto fa acqua da tutte le parti. Eppure, arrivano i rocamboleschi pareggi con Sampdoria ed Entella e alla settima giornata il primo successo &egrave; sul Padova. Caserta si converte ad un pi&ugrave; prudente 3-4-2-1, ma cade a Reggio Emilia, quindi batte in casa Mantova e Cesena, pareggia a La Spezia e crolla 2-3 al San Nicola con il Frosinone rimediando l&rsquo;esonero dopo 13 punti in 12 giornate.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre"> IL VALZER DI TECNICI E DS</span></strong> <span class="GN4_post">Al suo posto &egrave; chiamato Vincenzo Vivarini che firma un contratto sino a fine stagione e torna ad allenare i Galletti dopo l'esperienza nel 2019-2020 in Serie C, quando una lunga serie utile di ben 27 turni si spezz&ograve; solo in finale playoff con la Reggiana. L&rsquo;esordio dell&rsquo;allenatore abruzzese &egrave; shock, con il 5-0 subito dall'Empoli: un passivo che il Bari non subiva da ben 64 anni. Dopo tale d&eacute;b&acirc;cle, i biancorossi infilano tre pareggi di fila, con Juve Stabia, Pescara e Sudtirol, senza sfruttare (contro abruzzesi e bolzanini) la superiorit&agrave; numerica per oltre un tempo. Un solo punto anche nel doppio turno interno con Catanzaro (vittorioso 2-1) e Avellino, quindi le successive cadute con Carrarese e Juve Stabia: alla prima di ritorno, i pugliesi sono penultimi con 17 punti. Il 19 gennaio, perci&ograve;, sono esonerati sia Vivarini (quattro punti in otto gare), sia il ds Magalini. In panchina &egrave; richiamato Moreno Longo (ancora sotto contratto), mentre Di Cesare, da vice ds, &egrave; nominato nuovo direttore dell'area tecnica. L&rsquo;esordio del mister piemontese coincide con il ritorno alla vittoria (2-1 a Cesena) dopo nove turni e a 11 mesi dall'ultimo colpo in trasferta.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre"> LA RIVOLUZIONE INVERNALE</span> </strong><span class="GN4_post">Nel calciomercato invernale arrivano ben undici nuovi giocatori: torna il difensore Mantovani (unica operazione a titolo definitivo) in una retroguardia che accoglie anche Cistana, Odenthal e Stabile. A centrocampo ecco Artioli, Esteves e il giovane Traor&egrave;, cos&igrave; come &egrave; folta la batteria di trequartisti integrata da Cavuoti, De Pieri e Piscopo, mentre in attacco &egrave; preso il solo Cuni. Partono in nove: il capitano Vicari, quindi Meroni, Kaassama, Antonucci, Gaston Pereiro, Cerri e il giovane Mavraj. Si chiude malissimo la parentesi amarcord dei due baresi: Castrovilli passa al Cesena, Partipilo finisce addirittura fuori rosa. L&rsquo;idea di Longo &egrave; costruire un 3-4-2-1 pi&ugrave; aggressivo, dinamico e basato sulla freschezza di alcuni giovani. L&rsquo;esplosione di Rao si rivela l&rsquo;intuizione pi&ugrave; felice, ma non basta a uscire dagli affanni.</span></p> <p><span class="GN4_pre">GUIZZI E CADUTE</span> <span class="GN4_post">Il girone di ritorno, infatti, non porta la svolta al Bari che, malgrado il blitz in Romagna, poi perde in casa con il Palermo e nello scontro diretto di Mantova, quindi raccoglie solo un pareggio nel doppio turno casalingo con Spezia (0-0) e Sudtirol (1-2). Sembra davvero finita, invece al pari di Padova segue il colpaccio a Genova con la Sampdoria e il successo sull&rsquo;Empoli. La salvezza diretta si avvicina ad un solo punto, ma i vecchi vizi riemergono tutti nella notte da tregenda a Pescara (0-4). Vitale la successiva affermazione sulla Reggiana, nulla da fare a Frosinone (1-2 malgrado il vantaggio iniziale), quindi altra figuraccia al San Nicola con la Carrarese (0-3). Il giorno di Pasquetta porta la vittoria sul Modena, subito oscurata tra sconfitte di fila con Monza, Venezia e Avellino, con sette gol al passivo e nemmeno uno all&rsquo;attivo. Da batticuore gli ultimi 180&rsquo;, chiusi con le vittorie su Entella e Catanzaro, indispensabili per acciuffare il playout, proprio come due anni fa. E nel momento del bisogno, il cuore dei tifosi ha risposto: 27. 734 spettatori al San Nicola nel pari dell&rsquo;andata (record stagionale di presenze) e il settore ospiti gremito al ritorno nella trasferta pi&ugrave; lontana della B. Un amore incondizionato che davvero non meritava l&rsquo;increscioso finale del &laquo;Druso&raquo;. Ora si deve voltare pagina.</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Sudtirol-Bari, partita decisiva per la permanenza in B. IL RISULTATO IN DIRETTA: 0-0. Biancorossi precipitano in C</title>
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      <description>Dopo lo 0-0 dell’andata: al Bari serviva il successo che non è arrivato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari sudtirol,playout,calcio</category>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 19:19:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il Sudtirol conquista la salvezza, il Bari &egrave; in Serie C. Finisce 0-0, cos&igrave; come all&rsquo;andata, la gara di ritorno della finale del play-out di Serie B. Un doppio risultato che favorisce la formazione bolzanina, in virt&ugrave; della miglior posizione di classifica al termine della regular season. Succede poco in un primo tempo dove le squadre faticano a rendersi minacciose. Al 32' brividi nell&rsquo;area dei padroni di casa quando Rao, colpisce il palo con un tentativo di cross. Il Sudtirol risponde subito con un legno centrato da Molina, tra i pi&ugrave; propositivi nella prima frazione che termina sullo 0-0. Decisamente pi&ugrave; calda la ripresa, che comincia con l&rsquo;assedio degli altoatesini. Al 55' nuovamente pericoloso Molina, che salta due avversari prima di essere fermato da Odenthal. Esplode il Druso al 62', quando Pecorino, servito da Merkaj al termine di un fulmineo contropiede, infila Cerofolini. La Penna viene per&ograve; richiamato al Var e annulla la rete, dopo aver giudicato irregolare un contrasto a centrocampo tra Pecorino e Dickmann. Brividi per il Sudtirol al 73': conclusione ravvicinata di Gytkjaer, sul quale Adamonis compie un miracolo. L&rsquo;estremo difensore di casa sale di nuovo in cattedra all&rsquo;89', volando in tuffo sulla conclusione al volo del neo entrato Artioli.</p> <h3>I PRONOSTICI</h3> <p>Tutto in una serata, sospesi tra la &laquo;vita&raquo; e la &laquo;morte&raquo;. Ultimi sussulti di batticuore in un &laquo;Druso&raquo; esaurito in ogni ordine di posto, dove Bari e Sudtirol si sfidano nel<span>la gara di ritorno del playout di B. Il match di andata si &egrave; concluso con un amaro 0-0 al San Nicola: che destino attende, ora, i biancorossi?</span></p> <p><span>Il Bari deve vincere per evitare la retrocessione. Il regolamento non perdonerebbe un altro pareggio: con qualsiasi risultato pari, infatti, passerebbe il Sudtirol perch&eacute; si &egrave; piazzato sedicesimo con 41 punti, mentre il Bari occupa la posizione 17 con 40 punti. In caso di un 0-0, 1-1, 2-2, un 3-3 (e via dicendo), non si arriver&agrave; dunque ai supplementari e calci di rigore (sarebbero stati previsti solo se&nbsp;Sudtirol e Bari avessero chiuso con gli stessi punti in campionato).</span></p> <p><span><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_22/WhatsApp_Image_2026-05-22_at_20.50.10-1779476338971.jpeg" alt="" width="1920" height="1080" /></span></p> <p><span><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Video_20260522_at_195820_1.mp4" type="video/mp4" /></video></span></p> <p></p> <p><span><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Image_20260522_at_191048.jpeg" alt="" width="1230" height="1777" /></span></p>]]></content:encoded>
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      <title>L'analisi di Gigi Cagni: «Lecce, con corsa e testa il traguardo è a un passo»</title>
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      <description>Vent’anni di carriera da calciatore e trenta da allenatore, molti dei quali in A: «Ultimi 90’ da brividi, determinante la tenuta psico-fisica»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,gigi cagni,sportnews</category>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 14:09:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Nelle alte sfere della graduatoria, tra le squadra che sono in lizza per la conquista di un posto in Champions, come in coda, tra Lecce e Cremonese, che stanno battagliando per restare in massima serie, a spuntarla sar&agrave; chi &egrave; giunto agli ultimi 90&rsquo; nelle migliori condizioni dal punto di vista psico-fisico. Quando manca una sola gara al termine del torneo, c&rsquo;&egrave; poco da inventare sul piano tecnico-tattico, in quanto i pregi ed i difetti dei singoli calciatori e di ogni formazione sono ben noti, come le caratteristiche tattiche di ciascun collettivo. Inoltre, la classifica rispecchia il valore dei vari team, tra i quali, se hanno sin qui ottenuto all&rsquo;incirca il medesimo bottino di punti, le differenze sono minime. Ecco perch&eacute; sar&agrave; fondamentale la tenuta, sia mentale che atletica. A maggior ragione perch&eacute; si giocher&agrave; con temperature pi&ugrave; elevate&raquo;. In vista dei match che decreteranno i verdetti mancanti, questa &egrave; l&rsquo;analisi di Gigi Cagni, vent&rsquo;anni di carriera da calciatore e trenta da allenatore, molti dei quali in A, con club quali Piacenza (dove ha diretto Eusebio Di Francesco in due stagioni differenti), Verona, Genoa, Salernitana, Sampdoria, Catanzaro, Empoli, Parma e Brescia.</p> <p>Cagni, il Lecce &egrave; a +1 sulla Cremonese. Quanto pu&ograve; pesare il punto in pi&ugrave;?</p> <p>&laquo;Concede un vantaggio innanzitutto psicologico, in quanto si ha la certezza di dipendere solo dal proprio risultato senza dovere attendere quello degli avversari. Non &egrave; poco perch&eacute; garantisce una spinta notevole, d&agrave; una grande carica. Ma poi, nel caso del team salentino, servir&agrave; un successo nel match interno contro il Genoa ed i giallorossi dovranno dimostrare di avere la forza per conquistarlo. Altrimenti dovrebbero comunque sperare in un passo falso della Cremonese contro il Como. Insomma, tutto &egrave; legato ad un filo esilissimo e sarebbe un azzardo ipotizzare come andr&agrave; a finire la bagarre permanenza come quella per un posto in Champions&raquo;.</p> <p>Wladimiro Falcone e compagni sono reduci dalla vittoria colta a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, in extremis. Questa circostanza pu&ograve; avere una valenza positiva?</p> <p>&laquo;Senz&rsquo;altro. Contro i neroverdi, il Lecce ha fatto capire di non mollare mai la presa e di credere sino all&rsquo;ultimo istante in se stesso. Simili risultati generano entusiasmo in seno al gruppo ed in tutto l&rsquo;ambiente, moltiplicando le energie&raquo;.</p> <p>I calciatori dell&rsquo;undici salentino dovranno fare i conti con le pressioni derivanti dalla necessit&agrave; di imporsi per non essere costretti a sperare che la Cremonese ottenga un risultato analogo. Quanto peser&agrave; l&rsquo;ansia?</p> <p>&laquo;Il timore di non farcela c&rsquo;&egrave; sempre, ma bisogna gestirlo, cercando di fare leva sulle certezze costruite nell&rsquo;arco dell&rsquo;intero campionato&raquo;.</p> <p>In che modo Di Francesco potr&agrave; aiutare la squadra dalla panchina?</p> <p>&laquo;Nel calcio moderno, nel quale, a tutti i livelli ed in tutte le nazioni, ci sono sempre meno giocatori di personalit&agrave;, l&rsquo;importanza dell&rsquo;allenatore &egrave; cresciuta perch&eacute; &egrave; fondamentale la sua lettura dei diversi momenti di una gara ed &egrave; proprio in questo senso che il trainer pescarese pu&ograve; incidere sull&rsquo;esito finale del match con il Genoa&raquo;.</p> <p>Il Lecce ha potuto contare su migliaia di tifosi a Reggio Emilia, nella sfida contro il Sassuolo. Domenica, alle 20.45 contro il Genoa, il &laquo;Via del Mare&raquo; sar&agrave; gremito da oltre 28mila supporter giallorossi. In che misura il calore del popolo salentino pu&ograve; aiutare la squadra a gettare il cuore oltre l&rsquo;ostacolo?</p> <p>&laquo;La passione della gente &egrave; una delle componenti pi&ugrave; importanti. L&rsquo;amore che c&rsquo;&egrave; intorno al Lecce &egrave; radicato nel tempo. Non costituisce una sorpresa. Il club presieduto da Sticchi Damiani non &egrave; mai stato solo. Aggiungo che l&rsquo;amore della gente per il calcio &egrave; ancora genuino, a dispetto delle tante cose che non vanno nel mondo del pallone&raquo;.</p> <p>Lei ha allenato Di Francesco, nelle file del Piacenza, nel 1995/1996, e per una parte dell&rsquo;annata 2002/2003. Che ricordi ha di lui?</p> <p>&laquo;Da calciatore, Eusebio &egrave; stato un centrocampista completo, capace di garantire qualit&agrave; e quantit&agrave;, ma soprattutto pronto a dare tutto dal primo all&rsquo;ultimo minuto di ogni match, senza tirarsi mai indietro. Insomma, uno di quei giocatori che piacciono ai trainer, ma anche ai tifosi, che chiedono ai propri beniamini di non mollare mai la presa. Di spendere ogni energia per onorare fino alla fine la maglia che indossano. La gente &egrave; pronta a perdonare gli errori che purtroppo capita di commettere su un campo di calcio, ma chiede che non ci si risparmi. Sia calciatore che da allenatore, il mio credo &egrave; stato sempre questo&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari calcio, una lunga notte e l’incubo della serie «C»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984994/bari-calcio-una-lunga-notte-e-lincubo-della-serie-c.html</link>
      <description>La solita fiera di banalità accompagna sfide come quella di stasera, 22 maggio con fischio d’inizio alle 20, in un «Druso» esaurito in ogni ordine di posto</description>
      <author>ANTONELLO RAIMONDO</author>
      <category>serie b,bari calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984994/bari-calcio-una-lunga-notte-e-lincubo-della-serie-c.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 13:11:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Tutto in una notte. Sospesi tra la &laquo;vita&raquo; e la &laquo;morte&raquo;. E il rischio, concretissimo, di cadere nella retorica. La solita fiera di banalit&agrave; che accompagna sfide come quella di stasera (fischio d&rsquo;inizio alle 20) in un &laquo;Druso&raquo; esaurito in ogni ordine di posto. Quando senti l&rsquo;aria che comincia a mancare negli occhi ti scorrono le immagini di un&rsquo;intera stagione. Quasi tutti &laquo;cazzotti&raquo;, a voler essere onesti. Una lunga serie di figuracce e, soprattutto, di errori. Senza che qualcuno riesca a trovare il coraggio di tirarsi fuori nel classico giochino delle responsabilit&agrave;. Di fronte a uno sfascio del genere c&rsquo;&egrave; solo da tenere lo sguardo basso e il capo chino. In silenzio, anche. Mai cos&igrave; saggio. Valerio Di Cesare se n&rsquo;&egrave; assunto la paternit&agrave;. E c&rsquo;&egrave; solo da fargli i complimenti. Per caso c&rsquo;&egrave; qualcuno che avrebbe voglia di sentire per l&rsquo;ennesima volta le solite frottole?</p> <p>La realt&agrave; &egrave; semplice. Acclarato che dopo trentanove giornate in archivio sarebbe folle pensare di poter vedere qualcosa di diverso rispetto a quello che ci si &egrave; dovuti sorbire finora quale deve essere il sentimento del tifoso del Bari? Di speranza, per chi ne ha ancora forza e voglia. Cosa volete che possa accadere di diverso? Ci vorr&agrave; fortuna. E anche tanta. Alla voce episodi, da una parte e dall&rsquo;altra. Si tratta di sbagliare meno del solito. Certo non di trasformarsi in un playout che nasconde, come da tradizione, mille insidie. Mentali, in <i>primis</i>. Dal Bari nessuno pretende guarigioni miracolose. Possibilmente, un pizzico di animo in pi&ugrave;. E di attenzioni. Provando a evitare quelle &laquo;dormite&raquo; che troppo spesso hanno macchiato partite gi&agrave; complicate. Le percentuali, poi. Un pizzico di cinismo, poi. Per segnare un gol non puoi pensare di dover costruire tre-quattro occasioni nitide. Vale tutto quando in palio c&rsquo;&egrave; la salvezza. Anche un &laquo;gollonzo&raquo;. Una gioia al primo tentativo. Slanci emotivi, anche.</p> <p>Tutto lascia pensare che toccher&agrave; guardare e commentare una partita tattica. Come insegna la storia di allenatori come Castori e Longo che in quanto a strategie non sono certo di primo pelo, anzi. Possibile che la varie fasi di &laquo;aggressione&raquo; rappresentino la miglior fase difensiva. Quella che toglie tempi e spazi all&rsquo;avversario, tenendolo lontano dall&rsquo;area di rigore. Il Sudtirol &egrave; maestro in questo modo di approcciare. E non &egrave; vero che il suo sia un calcio conservativo. Squadra molto fisica, cattiva il giusto. Calciatori che non hanno paura di giocarsela affrontando i duelli, quelli in cui ti tocca guardare profondamente negli occhi chiunque ti passi a un metro di distanza. Si chiama personalit&agrave;. E a questo Bari &egrave; mancata troppo spesso quest&rsquo;anno. Tanti ragazzi seri e applicati. Ma pochissime facce &laquo;sporche&raquo;. Come quella di Merkaj, capace di passare dalla maglia del Bitonto a una serie B che lo vede dignitosissimo protagonista. Non solo un attaccante di grande presenza, fisica ed emotiva. Ma anche una punta capace di giocare per e con i compagni. Uno che sa &laquo;lavorare&raquo; il pallone e giocarlo. Ad averne cos&igrave;...</p> <p>Il Bari &egrave; costretto a vincere. Dopo il pareggio all&rsquo;andata serve solo fare bottino pieno. Pareggiare... vorrebbe dire sprofondare nell&rsquo;inferno della C. Una retrocessione che sarebbe finanche meritata, provando a guardare le cose con obiettivit&agrave;. Ma non sarebbe giusto per la gente del Bari. Per quei ventottomila che guardavano col cuore in gola la partita di andata contro il Sudtirol. Ma anche per tutti quelli che non riescono pi&ugrave; a varcare i cancelli del &laquo;San Nicola&raquo;. Divorati dalla sofferenza. Troppe umiliazioni. Per loro, soprattutto per loro... almeno stasera che ci si ricordi cosa vuol dire essere del Bari.</p> ]]></content:encoded>
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