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    <title>CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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    <description>La CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI: ultime notizie e news di oggi di Barletta, Andria e Trani in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>A Bisceglie arrivano gli spray urticanti per la polizia locale: «Solo per legittima difesa»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009933/a-bisceglie-arrivano-gli-spray-urticanti-per-la-polizia-locale-solo-per-legittima-difesa.html</link>
      <description>Resta escluso l’utilizzo a scopo intimidatorio, punitivo, durante la resistenza passiva o per disperdere assembramenti</description>
      <author>Vito Troilo</author>
      <category>polizia locale,spray urticante</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009933/a-bisceglie-arrivano-gli-spray-urticanti-per-la-polizia-locale-solo-per-legittima-difesa.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:15:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La novit&agrave; s&rsquo;inserisce nel quadro dei provvedimenti presi in considerazione al fine di incrementare la percezione di sicurezza in una citt&agrave; che ne ha disperatamente bisogno. Gli agenti della Polizia Locale biscegliese riceveranno in dotazione, nei prossimi giorni, gli spray urticanti per difesa personale. La decisione &egrave; stata assunta dall&rsquo;amministrazione comunale, sulla base dei margini operativi concessi sia dalle normative regionali in materia che dal regolamento vigente. Le bombolette contenenti una miscela del principio attivo naturale saranno consegnate con una serie di prescrizioni relative alle modalit&agrave; di impiego.</p> <p>I dispositivi, secondo quanto regolamentato, non saranno costituiti da sostanze infiammabili, corrosive, tossiche o cancerogene. Componente chiave &egrave; l&rsquo;estratto naturale oleoso del peperoncino piccante, che provoca una reazione immediata ma temporanea, i cui effetti svaniscono in genere dopo 30 minuti. Le regole d&rsquo;ingaggio sono chiare: l&rsquo;uso &egrave; autorizzato esclusivamente per legittima difesa, in caso di aggressione fisica, pericolo imminente per la propria incolumit&agrave; e assenza di alternative per neutralizzare la minaccia. L&rsquo;obiettivo &egrave; guadagnare tempo per immobilizzare o ammanettare il soggetto. Resta escluso l&rsquo;utilizzo a scopo intimidatorio, punitivo, durante la resistenza passiva o per disperdere assembramenti.</p> <p>La scelta di dotare gli operatori degli spray urticanti segue le attivit&agrave; di formazione in autodifesa personale alle quali hanno partecipato 22 componenti del corpo di Polizia Locale, sotto la guida dal Maresciallo della Guardia di Finanza Francesco Gurchi. Un momento di aggiornamento e qualificazione professionale ritenuto necessario per fronteggiare sfide sempre pi&ugrave; delicate e complesse. I corsi proseguiranno con un&rsquo;attenzione particolare verso i neoassunti. Ulteriori appuntamenti, condotti da esperti di altre forze dell&rsquo;ordine e comandanti delle Polizie Locali italiane, saranno incentrati su polizia giudiziaria, infortunistica stradale, polizia amministrativa e ambientale.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Andria, picchia e minaccia di morte la convivente: arrestato 30enne, era già stato condannato per maltrattamenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009929/andria-picchia-e-minaccia-di-morte-la-convivente-arrestato-30enne-era-gia-stato-condannato-per-maltrattamenti.html</link>
      <description>Avrebbe accolto la donna promettendole ospitalità e una nuova possibilità, ma quella convivenza si sarebbe trasformata in una sequenza di violenze, minacce e sopraffazioni</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (viviana minervini)</author>
      <category>violenz,maltrattamenti in famiglia,30enne arrestato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009929/andria-picchia-e-minaccia-di-morte-la-convivente-arrestato-30enne-era-gia-stato-condannato-per-maltrattamenti.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:12:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbe accolto la donna promettendole ospitalit&agrave; e una nuova possibilit&agrave;, ma quella convivenza si sarebbe trasformata in una sequenza di violenze, minacce e sopraffazioni. Un uomo di origine straniera, sulla trentina e residente ad Andria, &egrave; stato arrestato dalla polizia di Stato in esecuzione di un&rsquo;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Trani, su richiesta della procura. La misura &egrave; stata eseguita nei giorni scorsi dal personale della III Sezione della Squadra Mobile della Questura Bat, specializzata nei reati contro la persona, contro i minori e nei reati sessuali.</p> <p>Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l&rsquo;uomo, gi&agrave; condannato in primo grado per maltrattamenti in famiglia per fatti precedenti al 2017, avrebbe reiterato condotte analoghe nei confronti di due donne originarie del suo stesso Paese. In particolare, nonostante fosse gi&agrave; destinatario di un divieto di avvicinamento alla persona offesa per episodi simili che sarebbero stati subiti nel 2024 da una precedente compagna, avrebbe avviato una nuova convivenza con una connazionale, anche lei sua coetanea e residente ad Andria, continuando a mettere in atto comportamenti violenti e prevaricanti.</p> <p>Nel provvedimento cautelare viene descritto un quadro ritenuto dagli inquirenti di notevole gravit&agrave;. All&rsquo;interno delle mura domestiche l&rsquo;indagato avrebbe sottoposto la nuova convivente a minacce di morte, violenze fisiche e psicologiche, molestie e costrizioni a rapporti sessuali non consensuali. Le condotte contestate comprenderebbero calci, pugni, spintoni, strattoni, tirate di capelli, insulti e minacce. In un episodio, dopo il rifiuto della donna di avere un rapporto sessuale, l&rsquo;uomo l&rsquo;avrebbe aggredita afferrandola alla gola e tirandole i capelli, fino a costringerla con la violenza.</p> <p>La donna &egrave; riuscita a chiedere aiuto telefonando al numero unico di emergenza 112 e fornendo indicazioni precise. L&rsquo;intervento dei poliziotti ha consentito di metterla subito in sicurezza in una struttura protetta. Successivamente &egrave; stata raccolta la denuncia, dalla quale &egrave; partita l&rsquo;attivit&agrave; investigativa coordinata dal pubblico ministero titolare del fascicolo.</p> <p>Le indagini avrebbero permesso di ricostruire in modo ritenuto credibile e coerente le condotte attribuite all&rsquo;uomo. La gravit&agrave; degli episodi, la loro persistenza e i precedenti giudiziari gi&agrave; emersi hanno portato l&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria a ritenere sussistenti le esigenze cautelari, in particolare il pericolo concreto e attuale di reiterazione delle condotte.</p> <p>Per questo la procura di Trani ha chiesto e ottenuto l&rsquo;applicazione urgente della custodia cautelare in carcere, eseguita dalla Squadra Mobile per tutelare l&rsquo;incolumit&agrave; fisica e psicologica della persona offesa e impedire ulteriori comportamenti violenti. L&rsquo;uomo &egrave; stato trasferito nel carcere di Trani, a disposizione dell&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Questura Bat, parla il nuovo dirigente della Mobile Andrea Ambrosino: «Qui criminalità instabile»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008781/questura-bat-parla-il-nuovo-dirigente-della-mobile-andrea-ambrosino-qui-criminalita-instabile.html</link>
      <description>Avellinese di nascita, arriva ad Andria, dopo aver trascorso gli ultimi 2 anni nella mobile della Questura di Foggia come vice dirigente: l'intervista</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>Andrea Ambrosino,bat,questura</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008781/questura-bat-parla-il-nuovo-dirigente-della-mobile-andrea-ambrosino-qui-criminalita-instabile.html</guid>
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:41:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; Andrea Ambrosino il nuovo dirigente della squadra mobile della Questura Bat. Avellinese di nascita, arriva ad Andria, dopo aver trascorso gli ultimi 2 anni nella mobile della Questura di Foggia come vice dirigente.</p> <p><strong>Lei &egrave; gi&agrave; a lavoro da un paio di mesi nella Bat, quali differenze da Foggia?</strong></p> <p>&laquo;In Capitanata, la criminalit&agrave; &egrave; pi&ugrave; strutturata e ci sono degli equilibri che vanno rispettati. Nella Bat, probabilmente la delinquenza autoctona sta vivendo una fase di assestamento che la rende alquanto instabile. Se a Foggia c&rsquo;&egrave; un omicidio sapevamo gi&agrave; come muoverci, qui invece serve una precisa e attenta attivit&agrave; d&rsquo;indagine che deve precedere l&rsquo;azione&raquo;.</p> <p><strong>Sul caso dell&rsquo;omicidio Diviesti a Barletta, la gente reclamava pi&ugrave; immediatezza negli arresti.</strong></p> <p>&laquo;La giustizia a volte &egrave; lenta, ma arriva. Non &egrave; un alibi, ma con la Procura abbiamo costruito un castello accusatorio solido per fare luce sul caso&raquo;.</p> <p><strong>Criminalit&agrave; nelle mani sempre pi&ugrave; di giovani spregiudicati?</strong></p> <p>&laquo;Questo &egrave; un fenomeno presente in tutta la nazione. La manovalanza &egrave; affidata a giovanissimi che con la loro spregiudicatezza puntano a scalare i vertici delle famiglie criminali che sono al potere&raquo;.</p> <p><strong>Continuano ad operare le tre squadre specializzate per contrastare furti auto, sequestri lampo e assalti ai tir ed infine il gruppo Falchi per la microcriminalit&agrave;?</strong></p> <p>&laquo;Si. Tre sezioni che se possibile cercheremo di rafforzare perch&eacute; stiamo ottenendo risultati importanti. Solo cos&igrave;, infatti, si possono arginare e speriamo presto debellare, i problemi che macchiano questo territorio. Sono gruppi di lavoro della squadra mobile che si preoccupano solo di queste cose specifiche, perch&eacute; richiedono massima attenzione e operativit&agrave;&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio di Bisceglie, no del gip al dissequestro della discoteca Divine: «L'indagine non è conclusa»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008564/omicidio-di-bisceglie-no-del-gip-al-dissequestro-della-discoteca-divine-l-indagine-non-e-conclusa.html</link>
      <description>E intanto Di Vittorio ricorre al Riesame: «Senza volerlo eravamo coinvolti in un omicidio perché ci trovavamo nello stesso posto dove è stato commesso senza sapere nulla. Sono innocente»</description>
      <author>Luca Natile</author>
      <category>Filippo Scavo,Francesco Di Vittorio,Dylan Capriati,Divine Club</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008564/omicidio-di-bisceglie-no-del-gip-al-dissequestro-della-discoteca-divine-l-indagine-non-e-conclusa.html</guid>
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:36:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo della discoteca Divine Club di Bisceglie, presentata da Roberto Maggialetti, proprietario della struttura. I sigilli sono stati apposti il a seguito dell&rsquo;omicidio di Filippo Scavo, uomo del clan Strisciuglio consumato all&rsquo;interno del locale, nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi. Da quella data il Divine non ha pi&ugrave; riaperto con &laquo;gravissimi pregiudizi economici, imprenditoriali e reputazionali&raquo; per il locale, tra i pi&ugrave; grandi della Puglia. &laquo;Il perdurare dell&rsquo;indisponibilit&agrave; dell&rsquo;immobile - ha spiegato Maggialetti nella sua richiesta di dissequestro presentata attraverso l&rsquo;avvocato Graziana Valente (studio Tmdp Lex ) - sta generando gravissime difficolt&agrave; finanziarie&raquo;. Il gip &laquo;ritenuto che permangono le esigenze di sequestro - si legge nel provvedimento di rigetto - dal momento che non sono stati ultimati gli accertamenti tecnico-balistici funzionali alla ricostruzione della traiettoria dei proiettili, a documentare la presenza di ulteriori tracce ematiche e a localizzare con esattezza i bossoli dei proiettili esplosi&raquo; ha respinto l&rsquo;istanza di revoca del sequestro, lasciando il Divine club chiuso.</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, fioccano le polemiche sull'approdo del veliero di lusso: «Eccessiva la banda musicale»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007654/barletta-fioccano-le-polemiche-sull-approdo-del-veliero-di-lusso-eccessiva-la-banda-musicale.html</link>
      <description>L'arrivo della Star Clipper ha scatenato cittadini e opposizioni: «Ad accoglierli persino un bus messo a disposizione dal Comune»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,star clipper</category>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:20:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il veliero della discordia. La Star Clipper &egrave; ormai partita verso le altre tappe del suo percorso, ma ha lasciato con s&eacute; una scia di polemiche. Domenica mattina, 150 turisti di diverse nazionalit&agrave; (inglesi, americani, argentini) sono arrivati a Barletta a bordo del veliero da crociera del segmento lusso che ha toccato per la prima volta la citt&agrave; della Disfida. Ad accoglierli, oltre a una nutrita rappresentanza istituzionale, anche un complesso bandistico ed un servizio di navette che li ha condotti nei siti culturali cittadini.</p> <p>Amministrazione comunale e Autorit&agrave; Portuale del Mare Adriatico Meridionale hanno parlato di orgoglio, giornata storica e momento importante per lo sviluppo turistico. A fargli eco anche associazioni come Barletta Ricettiva. Le modalit&agrave; di accoglienza dei croceristi non sono, per&ograve;, piaciute proprio a tutti. La presenza della banda, ad esempio, &egrave; stata paragonata sui social e in citt&agrave; ad &laquo;un film anni 70 di Lino Banfi o di Fantozzi&raquo;, altri l&rsquo;hanno definita &laquo;una cafonata&raquo;. A farsi portavoce delle perplessit&agrave; di parte della cittadinanza &egrave; stata Coalizione Civica, che ha anche sollevato il tema delle risorse messe in campo dell&rsquo;amministrazione comunale per fornire ai turisti i bus navetta che li hanno condotti dal porto in citt&agrave;.</p> <p>&laquo;Per accogliere poche decine di visitatori - hanno affermato i consiglieri civici Carmine Doronzo e Michela Diviccaro - si &egrave; mobilitata un&rsquo;intera macchina organizzativa, si sono sostenute spese pubbliche, si &egrave; chiusa via Cialdini e si &egrave; costruita una scenografia istituzionale con banda e comitato di accoglienza degna delle grandi occasioni. Arriva una crociera turistica &ldquo;di lusso&rdquo; - che non pu&ograve; nemmeno attraccare nel porto, tanto da doversi fermare a largo e far sbarcare i passeggeri su delle piccole scialuppe - e l&rsquo;amministrazione si affretta a cambiare veste a Barletta. Ma l&rsquo;abito &ldquo;buono&rdquo; non &egrave; quello dei servizi pubblici efficienti, delle strade curate, dei parchi accessibili, del verde pubblico mantenuto e della citt&agrave; pulita. L&rsquo;abito che il centrodestra ha cucito addosso alla citt&agrave; per l&rsquo;occasione &egrave; quello di un provincialismo tanto imbarazzante quanto grottesco&raquo;.</p> <p>Coalizione Civica ha quindi evidenziato come &laquo;con una determina del 5 giugno 2026, su indirizzo del sindaco, sono stati inoltre messi a disposizione dei turisti &ldquo;di lusso&rdquo; due bus pagati con risorse pubbliche (circa 1300 euro, ndr)&raquo;. sottolineando come in realt&agrave; &laquo;i circa 150 passeggeri della Star Clipper sono ripartiti dopo poche ore verso la tappa successiva, lasciando ben poco alla citt&agrave;, della quale viene offerta la versione offensiva e antiquata di centro meridionale cos&igrave; povero da dover applaudire i moderni Onassis di turno&raquo;.</p> <p>A rispondere ai civici &egrave; stata Fratelli d&rsquo;Italia con una nota firmata dal segretario cittadino Luigi Antonucci e dal capogruppo Riccardo Memeo. I meloniani, sottolineando il &laquo;disfattismo politico&raquo; dell&rsquo;opposizione hanno spiegato come gli ospiti abbiano &laquo;visitato il Museo Civico Giuseppe De Nittis, il Castello di Barletta, passeggiato nel centro storico, pranzato nelle attivit&agrave; cittadine e avuto modo di conoscere da vicino una citt&agrave; ricca di storia, arte e tradizioni. Ad accoglierli operatori e professionisti preparati, capaci di dialogare in lingua inglese e di presentare Barletta con orgoglio&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio Scavo al Divine di Bisceglie, Di Vittorio si difende: «Coinvolto senza saperlo, sono innocente»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007650/omicidio-scavo-al-divine-di-bisceglie-di-vittorio-si-difende-coinvolto-senza-saperlo-sono-innocente.html</link>
      <description>L’uomo, secondo le indagini della Dda di Bari, avrebbe aperto la porta di sicurezza del locale ai presunti autori materiali del delitto, Dylan Capriati e Aldo Lagioia, arrestati lo scorso 5 maggio assieme all’altro presunto complice del delitto, Nicola Morelli.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>omicidio filippo scavo,divine bisceglie</category>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 14:37:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Senza volerlo eravamo coinvolti in un omicidio perch&eacute; ci trovavamo nello stesso posto dove &egrave; stato commesso senza sapere nulla. Sono innocente&raquo;. Cos&igrave; si &egrave; difeso Francesco Di Vittorio, il 22enne residente a Modugno, indagato di concorso in omicidio volontario con l&rsquo;aggravante del metodo mafioso e di concorso nella detenzione di armi da fuoco, nell&rsquo;inchiesta sul delitto di Filippo Scavo, il 43enne barese assassinato lo scorso 19 aprile nella discoteca Divine club di Bisceglie, nel nord Barese.  Di Vittorio ha reso dichiarazioni spontanee nel corso dell&rsquo;interrogatorio di convalida del fermo a cui &egrave; stato sottoposto a inizio settimana. Il provvedimento &egrave; stato convalidato dal gip del tribunale di Bari, Giuseppe Ronzino che ha disposto la carcerazione per l&rsquo;uomo lo scorso 5 giugno. Il suo avvocato, Nicola Quaranta, far&agrave; ricorso al tribunale del Riesame sulle base delle dichiarazioni rese al gip dal suo assistito che contesta la ricostruzione dell&rsquo;accusa. </p> <p>L&rsquo;uomo, secondo le indagini della Dda di Bari, avrebbe aperto la porta di sicurezza del locale ai presunti autori materiali del delitto, Dylan Capriati e Aldo Lagioia, arrestati lo scorso 5 maggio assieme all&rsquo;altro presunto complice del delitto, Nicola Morelli. Il 22enne invece, avrebbe riferito - a quanto &egrave; dato sapere - che la sera dell&rsquo;omicidio &egrave; uscito con un gruppo di amici di cui faceva parte anche Capriati per raggiungere il Divine club ma non sapeva n&eacute; che Capriati fosse armato n&eacute; che nel locale avrebbero incontrato Scavo. Quando &egrave; iniziata la lite nel priv&eacute; si sarebbe allontanato per poi aprire il varco dopo aver sentito bussare. Avrebbe aperto senza rendersi conto che i suoi amici fossero armati ed &egrave; fuggito dopo aver sentito i colpi di arma da fuoco, senza aspettare gli altri amici ma mettendosi in auto solo con Capriati e Lagioia. Al giudice avrebbe anche detto di non avere mai avuto intenzione di scappare all&rsquo;estero ma che, da qualche tempo, parlava in famiglia di una esperienza lavorativa fuori dall&rsquo;Italia.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Bancarotta fraudolenta e distrazione patrimoniale, sequestro beni per 3,2 milioni a due imprenditori nella Bat</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007425/bancarotta-fraudolenta-e-distrazione-patrimoniale-sequestro-beni-per-3-2-milioni-a-due-imprenditori.html</link>
      <description>Secondo l’accusa, il patrimonio di un’azienda sommersa dai debiti fiscali sarebbe stato trasferito a una nuova impresa creata per proseguire la stessa attività e sottrarsi ai creditori</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gdf,barletta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007425/bancarotta-fraudolenta-e-distrazione-patrimoniale-sequestro-beni-per-3-2-milioni-a-due-imprenditori.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:32:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Gip di Trani, su richiesta della Procura , ha disposto il sequestro preventivo di beni per un ammontare superiore a 3,2 milioni di euro, eseguito dalla Gdf, nei confronti di due societ&agrave; operanti nel settore della fabbricazione e commercializzazione di ricambi per autoveicoli riconducibili a due persone di Barletta indagate per di bancarotta, reati fiscali e riciclaggio.  Il provvedimento cautelare arriva dopo l&rsquo;indagine che, partendo dagli ingenti debiti accumulati verso gli enti pubblici, ha acclarato - dice la Gdf - &laquo;lo stato di decozione e dissesto finanziario di una societ&agrave; a causa degli ingenti debiti maturati con l&rsquo;erario con seguente svuotamento dei beni appartenenti alla medesima e la contestuale creazione di una nuova societ&agrave;, avente lo stesso oggetto sociale della precedente, all&rsquo;interno della quale sono stati fatti confluire fraudolentemente i beni immobili/mobili della societ&agrave; in liquidazione giudiziale&raquo;.</p> <p>I Finanzieri di Barletta avrebbero scoperto come, &laquo;nelle more della definizione della liquidazione giudiziale, il compendio aziendale della societ&agrave; &laquo;madre&raquo; fosse stato integralmente e fraudolentemente trasferito in una nuova societ&agrave; creata ad hoc, evidenziando plurimi elementi indiziari dell&rsquo;azione fraudolenta, tra cui, in particolare: la corrispondenza delle sedi legali ed operative; la coincidenza dei dipendenti, i quali svolgevano, nella nuova societ&agrave;, le medesime mansioni, ruoli e compiti rispetto alla precedente; il reimpiego dei beni aziendali, distratti dalla societ&agrave; fallita verso la nuova impresa; l&rsquo;esecuzione da parte della nuova societ&agrave;, della medesima attivit&agrave; svolta dalla fallita, con coincidente oggetto sociale&raquo;.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>La proclamazione della sindaca di Andria Giovanna Bruno: «La città è ancora in buone mani. Le nostre»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006716/la-proclamazione-della-sindaca-di-andria-giovanna-bruno-la-citta-e-ancora-in-buone-mani-le-nostre.html</link>
      <description>L’emozione di Giovanna Bruno è in quell'abbraccio. La commozione quando le ricordano, nel corso della cerimonia di proclamazione, gli oltre 41mila voti conquistati.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andria,giovanna bruno</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006716/la-proclamazione-della-sindaca-di-andria-giovanna-bruno-la-citta-e-ancora-in-buone-mani-le-nostre.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:03:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Chiara e Peppe, i suoi due figli, che le danno una mano a indossare ancora una volta la fascia tricolore di sindaca di Andria. L&rsquo;emozione di Giovanna Bruno &egrave; in quell'abbraccio. La commozione quando le ricordano, nel corso della cerimonia di proclamazione, gli oltre 41mila voti conquistati. &laquo;Vi avevo fatto una richiesta: accompagnarmi a realizzare la pi&ugrave; belle delle opere pubbliche: le persone, operai della quotidianit&agrave;&raquo;, ha detto nel suo discorso. &laquo;Volevamo andare avanti e siamo andati oltre&raquo;, ha sottolineando ricordando che la sua prima vittoria risale al 2020 quando &laquo;non ci sono state feste e incontri perch&eacute; c'era il covid che ci rubava la speranza di rialzarci. C'era l&rsquo;incertezza del domani a causa del baratro economico del nostro Comune. Da allora abbiamo costruito, abbiamo dato una svolta alla nostra comunit&agrave;&raquo;. "Questa citt&agrave; ha la mia fiducia, la mia totale dedizione che merita ed &egrave; una promessa - ha aggiunto - e il consenso che mi ha tributato &egrave; una responsabilit&agrave; enorme, non &egrave; una cambiale in bianco. Continuate a dirmi quando sbaglio, prendendo il timone con me se dovessi perdere la rotta&raquo;. &laquo;Questa fascia &egrave; di tutti voi&raquo;, ha continuato per poi ricordare i maggiori fatti di cronaca che hanno segnato la citt&agrave;. Sono stati &laquo;dolori che abbiamo provato a umanizzare&raquo;, le parole di Bruno che ha ringraziato il capo dello Stato, Sergio Mattarella &laquo;per aver accettato il mio invito a tornare il prossimo 12 luglio ad Andria, a 10 anni dalla strage ferroviaria che fece 23 morti&raquo;. "Umanizzare il nostro quotidiano &egrave; stato il mio compito, abbiamo messo le persone al centro quando erano sole e dimenticate, ho provato a difenderle con disponibilit&agrave; piena e telefono accesso sempre e loro - ha proseguito - se lo sono ricordati. Ora per&ograve;, non basta proteggerle, serve una citt&agrave; che sia davvero loro, una citt&agrave; per tutti in cui tutti si sentano protagonisti&raquo;. "Avete votato l&rsquo;idea che nessuno ad Andria debba sentirsi ai margini - ha evidenziato - Andria non &egrave; di chi la offende o disprezza, &egrave; di chi la ama di pi&ugrave; ogni giorno&raquo;. &laquo;Andria &egrave; in buone mani: le nostre&raquo;, ha concluso.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Castel del Monte e la Luna si incontrano nella notte: lo scatto perfetto tra geometria e cielo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006713/castel-del-monte-e-la-luna-si-incontrano-nella-notte-lo-scatto-perfetto-tra-geometria-e-cielo.html</link>
      <description>La fotografia realizzata da Paky Cassano lungo la SP174 cattura la Luna mentre sorge esattamente dietro il profilo dell’ottagono federiciano.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>paky cassano,luna,castel del monte</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006713/castel-del-monte-e-la-luna-si-incontrano-nella-notte-lo-scatto-perfetto-tra-geometria-e-cielo.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 20:57:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Luna non illumina Castel del Monte: sembra quasi misurarlo, cercando il punto esatto da cui affacciarsi dietro la sua geometria perfetta. Nello scatto realizzato da Paky Cassano nella notte tra il 7 e l&rsquo;8 giugno, il castello federiciano appare come una sagoma sospesa nel buio, mentre alle sue spalle sorge una mezza Luna dorata, velata dalle nubi e gi&agrave; pronta a diventare racconto.</p> <p>La fotografia &egrave; stata realizzata lungo la strada provinciale 174, a circa due chilometri in linea d&rsquo;aria da Castel del Monte, intorno all&rsquo;1.20 di notte. Non &egrave; uno scatto casuale, ma il risultato di una precisa pianificazione: il punto di ripresa &egrave; stato scelto in modo che la traiettoria della Luna coincidesse con l&rsquo;architettura del monumento, fino a farla emergere esattamente dietro la sua massa compatta e severa.</p> <p>In quelle ore la Luna attraversava la fase di ultimo quarto: il 7 giugno ancora gibbosa calante, l&rsquo;8 giugno prossima al 50 per cento di illuminazione visibile. Una met&agrave; accesa e una met&agrave; consegnata all&rsquo;ombra, come se il cielo avesse deciso di dialogare con una delle architetture pi&ugrave; enigmatiche del territorio.</p> <p>Il risultato &egrave; un&rsquo;immagine di rara suggestione: Castel del Monte, gi&agrave; simbolo di equilibrio, proporzione e mistero, si staglia contro una luce lunare. La Luna sembra poggiarsi sul castello senza toccarlo, trasformando la pietra in quinta teatrale e la notte in una scena silenziosa.</p> <p>&Egrave; la Puglia pi&ugrave; antica, che non ha bisogno di rumore per farsi guardare. Basta una strada buia, un&rsquo;attesa precisa, l&rsquo;occhio allenato di chi sa leggere il cielo e il profilo immobile di un castello che, da secoli, continua a parlare con le stelle.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Cimitero di Barletta, è bufera sulla chiusura nel pomeriggio: «Vergognoso»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006153/cimitero-di-barletta-e-bufera-sulla-chiusura-nel-pomeriggio-vergognoso.html</link>
      <description>Una decisione che scontenta tutti, ma che per il momento il sindaco Cosimo Cannito non sembra intenzionato a rivedere</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>cosimo cannito,cimitero chiuso</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006153/cimitero-di-barletta-e-bufera-sulla-chiusura-nel-pomeriggio-vergognoso.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 13:51:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una decisione che scontenta tutti, ma che per il momento il sindaco Cosimo Cannito non sembra intenzionato a rivedere. Nei mesi estivi il cimitero rester&agrave; chiuso nelle ore pomeridiane. Secondo quanto disposto da decreto sindacale, il camposanto sar&agrave; chiuso al pubblico ogni luned&igrave; per consentire in sicurezza le attivit&agrave; manutentive ordinarie e straordinarie (tranne per i luned&igrave; coincidenti con le festivit&agrave;) e per i mesi di luglio e agosto sar&agrave; aperto marted&igrave;, mercoled&igrave;, gioved&igrave;, venerd&igrave;, sabato e domenica dalle 7 alle 13, con chiusura pomeridiana.</p> <p>La decisione del primo cittadino ha provocato un&rsquo;ondata di polemiche provenienti da pi&ugrave; parti. &laquo;Provvedimento a dir poco vergognoso&raquo;, &laquo;pazzesco: non hanno rispetto nemmeno per i defunti. Vergognatevi&raquo;, &laquo;assurdit&agrave; assoluta&raquo; sono solo alcuni dei commenti apparsi sui social network e pronunciati per le vie della citt&agrave;.</p> <p>Secondo gran parte della cittadinanza la chiusura pomeridiana complica l&rsquo;accesso al cimitero di chi lavora e, soprattutto nel cuore dell&rsquo;estate, lo render&agrave; difficile anche a chi far&agrave; ritorno a Barletta dalle localit&agrave; nelle quali risiede per lavoro. Secondo quanto trapela da Palazzo di Citt&agrave;, la decisione sarebbe stata presa per motivi organizzativi e avrebbe alla base la scarsa affluenza al cimitero nelle ore pomeridiane estive (i cancelli sono normalmente aperti dalle 16 alle 18) per via delle alte temperature.</p> <p>Sempre secondo quanto filtra da Palazzo di Citt&agrave;, a spingere il sindaco alla decisione sarebbe stata una delegazione di fiorai che operano nella zona del cimitero, ma in realt&agrave;, anche loro, interpellati, si mostrano divisi sull&rsquo;opportunit&agrave; della chiusura pomeridiana come anche su quella del luned&igrave;. Ad ora, il sindaco Cannito non sembrerebbe intenzionato a tornare sui suoi passi, ma le critiche all&rsquo;ordinanza arrivano da pi&ugrave; parti, anche dalla sua stessa maggioranza.</p> <p>Tra i primi ad intervenire per esprimere dissenso c&rsquo;&egrave; stato il consigliere comunale di Barletta al Centro, Flavio Basile. &laquo;L&rsquo;ordinanza sindacale - ha spiegato Basile - non &egrave; stata condivisa con le forze di maggioranza, quantomeno con la mia. Avendo appreso la notizia a mezzo stampa, chieder&ograve; al sindaco chiarimenti in merito, auspicando che condivida una rivisitazione della stessa affinch&eacute; si possa dare a tutti, forestieri in primis, la possibilit&agrave; di salutare i propri cari defunti&raquo;.</p> <p>Sempre restando nell&rsquo;ambito della maggioranza di centrodestra, il capogruppo della Lega, Ruggiero Grimaldi, ha definito la chiusura pomeridiana del cimitero &laquo;una scelta che va ripensata ascoltando la citt&agrave;&raquo; ed ha indicato come possibile soluzione &laquo;quella di prevedere una fascia di apertura pomeridiana, ad esempio dalle 17 alle 19, orario che consentirebbe ai cittadini di accedere alla struttura nelle ore meno calde della giornata&raquo;.</p> <p>Polemiche anche dall&rsquo;opposizione. Il Partito Democratico ha definito la scelta del sindaco &laquo;estremamente ingiusta e impopolare&raquo; invitandolo alla lettura Dei Sepolcri di Ugo Foscolo per &laquo;riconsiderare il valore di culto e memoria del cimitero&raquo;. La lista Emiliano Sindaco di Puglia ha invece parlato di &laquo;provvedimento inaccettabile che calpesta il culto dei defunti e penalizza cittadini ed emigrati&raquo;, mentre Coalizione Civica ha posto l&rsquo;accento sulle numerose chiusure che stanno caratterizzando la citt&agrave;. &laquo;Dai cancelli chiusi dei giardini del Castello a quelli chiusi del cimitero, a Barletta - hanno affermato i civici - esiste un&rsquo;unica soluzione: ridurre i servizi alla cittadinanza&raquo;. Dello stesso avviso anche Rete Civica che ha sottolineato come ormai &laquo;si chiude tutto per non gestire&raquo; e Movimento 5 Stelle.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>A Bisceglie il Corpus Domini celebrato con opere d'arte di petali colorati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005457/a-bisceglie-il-corpus-domini-celebrato-con-opere-d-arte-di-petali-colorati.html</link>
      <description>Si rinnova la tradizione dell’infiorata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie</category>
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      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 20:36:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una tradizione che si ripete da nove anni. Un rituale che accompagna il rito di una delle solennit&agrave; pi&ugrave; importanti per la chiesa cattolica: la processione del Corpus Domini. Che a Bisceglie, nel nord Barese, fa rima con infiorata. Perch&eacute; da quasi due lustri, il gruppo di infioratori della parrocchia di San Lorenzo trasforma in opere d&rsquo;arte petali che, sistemati con dedizione e devozione, diventano quadri. </p> <p>Tappeti floreali che &laquo;ci consentono di rinnovare la fedelt&agrave; al Signore. Per noi &egrave; un atto di grande fede e amore&raquo;, spiega Angela Cangelli che fa parte del gruppo di infioratori San L&ograve; della parrocchia. &Egrave; un lavoro lungo, che comincia dalla vigilia del Corpus Domini e che riprende all&rsquo;alba della domenica di festa quando gli infioratori raggiungono piazza Vittorio Emanuele, in pieno centro cittadino, e armati di gessetti, materiali colorati e tanti petali raccontano di fede e speranza. &laquo;Il messaggio dell&rsquo;infiorata 2026 riguarda quanto stiamo vivendo. Le guerre e il caos sembrano dominare. E anche nella nostra citt&agrave; abbiamo vissuto situazioni di grande difficolt&agrave;&raquo;, prosegue Cangelli riferendosi ai lutti che hanno colpito il comune: dalla piccola Alicia, la 12enne morta dopo essere stata travolta da un albero sradicato dal vento, a Mino Racanati, il marittimo disperso dopo il crollo del viadotto sul fiume Trigno, in Molise. Senza dimenticare il femminicidio di Patrizia Lamanuzzi, uccisa dal marito che si &egrave; poi tolto la vita e gli omicidi di mafia. &laquo;Vogliamo dire con le nostre opere che quando l'uomo si allontana da Dio, perde l&rsquo;orientamento e cede alla tentazione del potere e del denaro e, chi ne paga le conseguenze &egrave; l&rsquo;umanit&agrave; intera&raquo;, aggiunge Cangelli e conclude: &laquo;Cristo &egrave; l'unica fonte di salvezza&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Domenico Racanati, scomparso da due mesi nel crollo sul Trigno: «Non vogliamo che venga dimenticato»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005155/domenico-racanati-scomparso-da-due-mesi-nel-crollo-sul-trigno-non-vogliamo-che-venga-dimenticato.html</link>
      <description>La donna ha incontrato assieme al sindaco Bisceglie, Angelantonio Angarano, la prefetta di Campobasso, Michela Lattarulo, per avere aggiornamenti sulle attività di ricerca che finora sono state senza esito</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Domenico Racanati,trigno</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005155/domenico-racanati-scomparso-da-due-mesi-nel-crollo-sul-trigno-non-vogliamo-che-venga-dimenticato.html</guid>
      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 14:17:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Non vogliamo sentirci soli, vogliamo che le Istituzioni siano dalla nostra parte e non vogliamo che Mino venga dimenticato&raquo;. &Egrave; quanto dichiara Vanessa De Marco, moglie di Mino Racanati, l&rsquo;uomo originario di Bisceglie, nel nord Barese, di cui non si hanno notizie dallo scorso 2 aprile dopo il crollo del viadotto sul fiume Trigno, in Molise. La donna ha incontrato assieme al sindaco Bisceglie, Angelantonio Angarano, la prefetta di Campobasso, Michela Lattarulo, per avere aggiornamenti sulle attivit&agrave; di ricerca che finora sono state senza esito.</p> <p>&laquo;&Egrave; stato un momento di confronto importante e positivo - aggiunge De Marco - abbiamo ricevuto informazioni su quanto fatto finora e rassicurazioni sulle ricerche&raquo;.</p> <p>&laquo;Ho avviato fin dall&rsquo;inizio un canale di contatto con le Istituzioni e con le forze dell&rsquo;ordine e seguito ogni passo di questa triste vicenda. Bisceglie non dimentica Mino e certamente non smetter&agrave; di stare accanto alla sua famiglia&raquo;, conclude Angarano.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>A Barletta il mare inclusivo è di nuovo «in ritardo», la denuncia del rapper Siffa: «Condannati a non vivere»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003958/a-barletta-il-mare-inclusivo-e-di-nuovo-in-ritardo-la-denuncia-del-rapper-siffa-condannati-a-non-vivere.html</link>
      <description>«Le pedane che ci sono dietro le piattaforme sono completamente sommerse. Io spero che che non si prolunghino di più i tempi e non si vada oltre il mese di attesa»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>rapper siffa,spiagge</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003958/a-barletta-il-mare-inclusivo-e-di-nuovo-in-ritardo-la-denuncia-del-rapper-siffa-condannati-a-non-vivere.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:23:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Per noi l&rsquo;estate &egrave; come se dovesse ancora arrivare. Ogni anno ci si riduce all&rsquo;ultimo momento per sistemare, attrezzare e rendere accessibili le strutture necessarie, come se il problema fosse una sorpresa e non una realt&agrave; nota da tempo&raquo;. Quello di Francesco Piazzolla, in arte Siffa, &egrave; un grido di dolore, quello di chi si ritrova ancora una volta davanti al mare negato.</p> <p>Siffa &egrave; un rapper barlettano, lavora nel mondo della comunicazione ed &egrave; un grande tifoso del Barletta calcio. Le note delle sue canzoni risuonano la domenica al Puttilli e grazie alle sue qualit&agrave; &egrave; riuscito ad emergere. Siffa &egrave; stato pi&ugrave; forte della sua disabilit&agrave; e con l&rsquo;associazione Vivere a 360&deg; si batte ogni giorno per i diritti di chi &egrave; pi&ugrave; debole. Quella del &ldquo;mare negato&rdquo; &egrave;, purtroppo, una storia che si ripete.</p> <p>&laquo;Anche quest&rsquo;anno - ha raccontato il giovane rapper - &egrave; arrivata l&rsquo;estate. Anche quest&rsquo;anno migliaia di persone possono andare liberamente al mare, mentre chi come me &egrave; costretto ad aspettare almeno un mese prima di poter fare un semplice bagno deve assistere, impotente, all&rsquo;ennesimo ritardo. La cosa pi&ugrave; frustrante &egrave; che questa situazione si ripete ogni anno e a pagarne le conseguenze siamo sempre noi&raquo;.</p> <p>Nell&rsquo;estate 2025 il servizio definito &laquo;Spiaggia inclusiva&raquo; part&igrave; il 19 luglio in due aree, una a Ponente e l&rsquo;altra a Levante. La situazione attuale della spiaggia di Ponente che l&rsquo;anno scorso fu attrezzata per ospitare le persone con disabilit&agrave; non lascia ben sperare.</p> <p>&laquo;Le pedane che ci sono dietro le piattaforme sono completamente sommerse. Io spero che che non si prolunghino di pi&ugrave; i tempi e non si vada oltre il mese di attesa. In questi giorni si stanno facendo preventivi per le attrezzature e si sta parlando di come adibire le spiagge. Doveva gi&agrave; essere allestita questa spiaggia qui, siamo venuti a fare un sopralluogo e non c&rsquo;&egrave; ancora niente, questo non &egrave; possibile&raquo;.</p> <p>Siffa ha poi evidenziato come ci siano &laquo;persone che lavorano senza sosta, impegnandosi in prima linea per tutelare i nostri diritti e cercare di accelerare procedure e tempi burocratici. Ma il loro impegno da solo non basta&raquo;. &laquo;Finch&eacute; le istituzioni e le amministrazioni continueranno a sottovalutare queste problematiche - ha aggiunto il giovane artista - e a non coinvolgere figure competenti e qualificate, saremo destinati a vivere la stessa ingiustizia anno dopo anno. Non stiamo chiedendo privilegi. Stiamo chiedendo ci&ograve; che dovrebbe essere garantito a tutti: il diritto di vivere il mare, l&rsquo;estate e il tempo libero come qualsiasi altro cittadino&raquo;.</p> <p>C&rsquo;&egrave; poi il problema dell&rsquo;assistenza. Oltre ad attrezzare le spiagge si dovrebbe intervenire per garantire supporto ai fruitori. &laquo;Sicuramente &egrave; un altro problema, perch&eacute; per chi come me viene al mare e non ha nessuno &egrave; un ostacolo in pi&ugrave; da affrontare. Quindi dobbiamo cercare anche di garantire questo tipo di servizio a Barletta. L&rsquo;anno scorso qualcosa si &egrave; fatto, per&ograve; bisogna massimizzare il supporto la mattina, il pomeriggio, nel weekend, perch&eacute; &egrave; fondamentale l&rsquo;assistenza per noi, altrimenti il mare non te lo puoi godere&raquo;.</p> <p>La soluzione di Siffa per evitare di ritrovarsi ogni anno davanti a questi problemi &egrave; una. &laquo;Noi come associazione Vivere a 360 siamo sempre operativi, attenti e con il Comune cerchiamo di interfacciarci ogni qualvolta c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave;. Ma al di l&agrave; della questione comuni e amministrazioni, il problema &egrave; che le riunioni non vanno fatte a maggio, vanno fatte a gennaio e febbraio, in maniera tale che a marzo si fanno i preventivi e a giugno ti trovi gi&agrave; tutto allestito&raquo;. La speranza &egrave; quindi che &laquo;il prossimo anno ci si faccia trovare pronti e che, ora, si faccia in fretta ad attrezzare le spiagge&raquo;.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Rubano un'auto e fuggono per le vie di Trani: fermati tre ragazzini tra i 10 e i 12 anni dopo un inseguimento</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003857/trani-strattonano-una-donna-per-rubarle-l-auto-due-13enni-bloccati-dopo-una-breve-fuga-si-cerca-un-terzo.html</link>
      <description>La rapina è avvenuta questa mattina in zona Sant'Angelo: la corsa si è conclusa quando l’auto rubata è finita contro un’altra vettura</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>rapina,auto,zona Sant'Angelo,Tribunale per i Minorenni</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003857/trani-strattonano-una-donna-per-rubarle-l-auto-due-13enni-bloccati-dopo-una-breve-fuga-si-cerca-un-terzo.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:21:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un&rsquo;auto rubata, la fuga tra le strade del quartiere Sant&rsquo;Angelo e un inseguimento terminato con uno schianto. &Egrave; accaduto questa mattina a Trani, dove tre ragazzini tra i 10 e i 12 anni sono stati fermati dopo aver sottratto una vecchia Citro&euml;n parcheggiata in via Superga.&nbsp;Secondo una prima ricostruzione, dopo il furto i minori si sarebbero allontanati a bordo della vettura dando vita a un inseguimento da parte delle forze dell&rsquo;ordine, supportate anche da un elicottero. La corsa si &egrave; conclusa quando l&rsquo;auto rubata &egrave; finita contro un&rsquo;altra vettura.&nbsp;Dopo l&rsquo;impatto i tre sono scappati a piedi tentando di far perdere le proprie tracce nel quartiere. Uno dei ragazzini &egrave; stato bloccato dalla Polizia, mentre gli altri due sono stati fermati poco dopo anche grazie all&rsquo;intervento di alcuni residenti della zona. I&nbsp;minori sono stati accompagnati negli uffici del commissariato per l&rsquo;identificazione e gli accertamenti del caso. Sulla vicenda sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi da parte della polizia e della squadra mobile.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Sapevano dell’inquinamento, ma mai nessuno è intervenuto»: ecco perché l'Asi di Bari è stata commissariata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2003639/sapevano-dellinquinamento-ma-mai-nessuno-e-intervenuto-ecco-perche-l-asi-e-stata-commissariata.html</link>
      <description>Un quadro desolante quello scoperchiato dalla magistratura tranese che, sulle contromisure, ha anticipato di un soffio la Regione che stava per intervenire</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>consorzio asi,commissariamento</category>
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      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 09:33:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Scorrendo le 280 pagine del provvedimento con il quale il gip del Tribunale di Trani Lucia Altamura ha disposto il commissariamento giudiziale dell&rsquo;Asi e della societ&agrave; partecipata Asi spa, colpisce ci&ograve; che per anni, secondo la magistratura, il Consorzio avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Sin dal giugno 2002 (&laquo;e, in ogni caso, dall&rsquo;anno 2013&raquo;), per dirne una, &laquo;avrebbe dovuto chiedere una nuova autorizzazione per lo scarico delle acque di fogna bianca&raquo;. Inoltre, per dirne un&rsquo;altra, Asi spa &laquo;avrebbe dovuto prendere formalmente atto che la rete fognaria bianca&raquo; gestita dal Consorzio &laquo;era completamente abusiva&raquo;.</p> <p>Una situazione talmente grave che avrebbe dovuto portare la societ&agrave; a denunciare tutto al Consorzio. Inoltre, niente manutenzione, nessun intervento per revocare le autorizzazioni agli scarichi cos&igrave; da &laquo;impedire il successivo recapito diretto nelle acque sotterranee attraverso la rete fognaria gestita dalla medesima societ&agrave;&raquo;. Insomma, viene da chiedersi in che modo per anni siano stati gestiti Consorzio e partecipata, adesso commissariati.</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, incendio nel parcheggio dell’ospedale Dimiccoli: quattro auto danneggiate dalle fiamme</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002933/barletta-incendio-nel-parcheggio-dellospedale-dimiccoli-quattro-auto-danneggiate-dalle-fiamme.html</link>
      <description>Rogo nell’area adiacente al parcheggio riservato ai dipendenti. Nessuna persona coinvolta. Decisivo il primo intervento del personale Sanitaservice in attesa dei vigili del fuoco</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>BARLETTA,INCENDIO,OSPEDALE DIMICCOLI</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 18:18:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Momenti di apprensione nella giornata odierna negli spazi adiacenti al parcheggio riservato ai dipendenti dell&rsquo;ospedale Dimiccoli, dove un incendio ha interessato quattro autovetture appartenenti al personale della struttura sanitaria.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Secondo le prime informazioni, le fiamme sarebbero state appiccate nell&rsquo;area esterna adiacente al parcheggio, propagandosi rapidamente e coinvolgendo i veicoli in sosta. Non si registrano feriti n&eacute; persone coinvolte nell&rsquo;episodio.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Immediata la richiesta di intervento ai vigili del fuoco, allertati subito dopo la segnalazione del rogo. Nel frattempo, i referenti della Sanitaservice sono intervenuti tempestivamente riuscendo a contenere e spegnere le fiamme prima dell&rsquo;arrivo delle squadre di soccorso, evitando conseguenze pi&ugrave; gravi e impedendo che l&rsquo;incendio si estendesse ad altri mezzi o alle aree circostanti.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sul posto sono in corso gli accertamenti per ricostruire l&rsquo;esatta dinamica dell&rsquo;accaduto e chiarire le cause che hanno provocato il rogo. I danni risultano limitati alle quattro autovetture coinvolte.</span></p> <p><span>L&rsquo;episodio ha suscitato preoccupazione tra il personale dell&rsquo;ospedale, anche se la pronta risposta degli operatori ha consentito di gestire rapidamente l&rsquo;emergenza senza ripercussioni sulle attivit&agrave; della struttura sanitaria.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Strage dei treni, il presidente Sergio Mattarella ad Andria per il decennale della tragedia</title>
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      <description>Il Presidente della Repubblica parteciperà alle commemorazioni del 12 luglio. Nel disastro del 2016 persero la vita 23 persone e rimasero ferite altre 58</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>mattarella,andria</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 18:05:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span> Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sar&agrave; ad Andria il prossimo 12 luglio in occasione delle celebrazioni per il decimo anniversario della strage ferroviaria avvenuta sulla tratta Andria-Corato il 12 luglio 2016, una delle pi&ugrave; gravi tragedie ferroviarie della storia recente italiana.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L&rsquo;annuncio della presenza del Capo dello Stato assume un forte valore simbolico per il territorio e per le famiglie delle vittime. In quel drammatico incidente ferroviario persero la vita 23 persone, mentre altre 58 rimasero ferite, in un evento che segn&ograve; profondamente l&rsquo;intero Paese.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Non &egrave; la prima volta che Mattarella sceglie di essere vicino alla comunit&agrave; colpita dalla tragedia. Gi&agrave; all&rsquo;indomani dell&rsquo;incidente, il Presidente della Repubblica volle recarsi personalmente ad Andria per partecipare ai funerali solenni celebrati nel Palazzetto dello Sport cittadino, condividendo il dolore delle famiglie e manifestando la vicinanza delle istituzioni nazionali.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>A distanza di dieci anni, il ritorno del Capo dello Stato rappresenta un gesto di memoria e attenzione nei confronti di una ferita che resta ancora viva nella coscienza collettiva. La sua partecipazione alle commemorazioni del 12 luglio sar&agrave; l&rsquo;occasione per ricordare le vittime, rinnovare il sostegno ai familiari e ribadire il valore della sicurezza nei trasporti e della responsabilit&agrave; istituzionale.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Andria, il Tar dà ragione al Comune e mette un punto alle polemiche: «Giuste le tariffe per i gazebo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002610/andria-il-tar-da-ragione-al-comune-e-mette-un-punto-alle-polemiche-giuste-le-tariffe-per-i-gazebo.html</link>
      <description>I giudici hanno rigettato il ricorso di Unionecommercio Puglia e 12 esercenti</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>tar,dehors,Canone Unico Patrimoniale,Unionecommercio Puglia</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 14:00:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il Tar di Puglia d&agrave; ragione al Comune di Andria e chiude la lunga polemica sulle tariffe ai dehors. La sentenza arriva dopo il ricorso proposto da Unionecommercio Puglia e 12 esercizi commerciali titolari di occupazioni di suolo pubblico con strutture destinate alla somministrazione all&rsquo;aperto. In sostanza si chiedeva l&rsquo;annullamento di due provvedimenti comunali: una delibera di giunta con cui si erano approvate le tariffe e i coefficienti moltiplicatori per l&rsquo;anno 2025, ed una delibera di consiglio comunale con le modifiche al regolamento per il Canone Unico Patrimoniale.</p> <p>Per il Tar, il ricorso &egrave; infondato. Secondo il giudice amministrativo &laquo;l&rsquo;ente ha costantemente applicato, sin dall&rsquo;introduzione del canone unico nel 2021, una riduzione del 30% sulla tariffa deliberata per i dehors permanenti. Tale prassi, considerata unitamente alla manovra tariffaria complessiva, conferma l&rsquo;orientamento del Comune verso un punto di equilibrio tra le esigenze di gettito e la sostenibilit&agrave; del prelievo per gli operatori economici del settore. La complessiva condotta dell&rsquo;ente, nelle sue diverse articolazioni, configura una policy tariffaria orientata alla gradualit&agrave;, non ravvisandosi alcun intento punitivo o emulativo nei confronti della specifica categoria dei titolari di dehors&raquo;.</p> <p>Con questa sentenza termina il braccio di ferro tra il Comune ed alcuni operatori commerciali, attraverso alcune associazioni di categoria, che ritenevano di essere stati destinatari, nel febbraio 2025, di avvisi di pagamento recanti importi ritenuti sproporzionati rispetto alle annualit&agrave; precedenti. Confermate, quindi, tutte le spiegazioni gi&agrave; date durante i consigli comunali dall&rsquo;assessore alle Finanze, Pasquale Vilella. In pi&ugrave; occasione, infatti, erano state enunciate le ragioni che avevano comportato la rivisitazione delle tariffe approvate, come accaduto anche nell&rsquo;ultimo tavolo tecnico, tenutosi ad aprile 2025 con Confcommercio, Confesercenti e un rappresentante degli operatori del Contro Storico.</p> <p>Ciononostante una dozzina di operatori si &egrave; rifiutata di pagare il Canone vigente ritenendo che &laquo;la manovra tariffaria - si legge nella sentenza - avrebbe prodotto un incremento sproporzionato e irragionevole del prelievo sui dehors, utilizzando tale categoria come strumento compensativo in assenza di adeguata motivazione e nel mancato rispetto dei principi di proporzionalit&agrave; e buona amministrazione&raquo;.</p> <p>Ora la pronuncia del Tar, e prima ancora le pronunce della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado, pongono fine ad una querelle alla quale gi&agrave; il Comune aveva trovato una soluzione, con riduzione del 30%, come ricordato dal giudice.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Omicidio Scavo, l'appello del titolare del Divine Club alla Procura: «Dissequestrate il locale, così rischio il fallimento»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002378/omicidio-scavo-l-appello-del-titolare-del-divine-club-alla-procura-dissequestrate-il-locale-cosi-rischio-il-fallimento.html</link>
      <description>Parla Roberto Maggialetti, proprietario della discoteca di Bisceglie dove, lo scorso 19 aprile, si è consumato il delitto di mafia: «Non vogliamo intralciare il lavoro degli inquirenti, ma stiamo vivendo un dramma»</description>
      <author>luca natile</author>
      <category>Roberto Maggialetti,divine club,filippo scavo</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Le prime vittime di questa guerra di mafia siamo noi. La nostra azienda, le decine di persone che lavorano per preparare, seguire, curare le tantissime iniziative ideate o che trovano ospitalit&agrave; al Divine Club. Dopo quasi un mese e mezzo da quel tragico evento, la nostra azienda si trova sotto sequestro preventivo. Siamo ancora addolorati e profondamente turbati da quel fatto di sangue consumato nel nostro locale ma che avrebbe potuto accadere ovunque. Siamo completamente estranei a quella terribile vicenda e alle persone coinvolte. Ma purtroppo ne stiamo pagando il prezzo, altissimo. Un paralisi cos&igrave; lunga della nostra attivit&agrave; ne mette a rischio la stessa sopravvivenza. Siamo vittime e rischiamo di pagare un prezzo altissimo&raquo;. Roberto Maggialetti &egrave; il direttore e proprietario del Divine Club di Bisceglie. Dopo l'omicidio del 43enne Filippo Scavo, ucciso a colpi di pistola all'interno della sala da ballo, nella notte tra il 18 e il 19 aprile, sul Divine ci sono i sigilli del sequestro preventivo eseguito il 20 aprile.</p> <p>Alla Procura della Repubblica l&rsquo;avvocato Graziana Valente (studio legale TmdpLex) che tutela gli interessi di Maggialetti, ha presentato mercoled&igrave; scorso una istanza di revoca del sequestro preventivo. &laquo;Una richiesta &ndash; spiega Maggialetti &ndash; con la quale non vogliamo creare alcun tipo di intralcio al lavoro degli inquirenti, ai quali, sin dal primissimo momento abbiamo offerto la pi&ugrave; assoluta collaborazione. Il loro lavoro &egrave; importantissimo e molto delicato ma crediamo altres&igrave; che a distanza di oltre un mese ragionevolmente potrebbero ritenersi terminati e completamente esperiti gli accertamenti e le attivit&agrave; di rilievo tecnico-scientifico e di repertamento. Mantenere i sigilli comporta per noi una serie di gravissimi problemi economici, imprenditoriali e reputazionali che stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della nostra attivit&agrave;. Vi prego di capire che stiamo vivendo un dramma e che se la chiusura si potrarr&agrave; ancora per molto tempo non avremo altra scelta che portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento&raquo;. Sono infatti numerose le date gi&agrave; programmate, contrattualizzate e pubblicizzate che il Divine club , suo malgrado ha dovuto annullare o rinviare a causa dell&rsquo;impossibilit&agrave; di utilizzare l&rsquo;immobile sotto sequestro.</p> <p>&laquo;Siamo realmente appesi ad un filo. &ndash; prosegue Maggialetti- Una attivit&agrave; come la nostra non pu&ograve; rimanere chiusa per un tempo cos&igrave; lungo, all&rsquo;inizio dell&rsquo;estate, la stagione pi&ugrave; importante e senza poter avere un orizzonte chiaro e definito. Ci sono degli eventi oramai compromessi, date con artisti internazionali che non potremo pi&ugrave; recuperare. Abbiamo dovuto rinunciare ad ospitare due importanti convention di aziende come la Deloitte, societ&agrave; di consulenza e la Cab la nota rete di sportelli per assistenza nella scelta di luce, gas, telefonia. Quasi duemila persone. Tutto questo vuol dire lavoratori che restano a casa, dal personale amministrativo, ai commessi, ai tecnici. Vuol dire stipendi in arretrato. Noi viviamo dei nostri guadagni, degli introiti che derivano dalla organizzazione di serate danzanti, spettacoli, convegni. Senza contare la ricaduta sul territorio, la paralisi dell&rsquo;indotto. Quella del divertimento e della accoglienza &egrave; una industria che coinvolge, come nel nostro caso, decine e decine di persone&raquo;</p> <p>&laquo;Siamo vittime innocenti di mafia - incalza Maggialetti - E comunque siamo gi&ograve; in grado di rafforzare il sistema di sicurezza all&rsquo;interno attraverso l&rsquo;utilizzo di metal detector su tutti gli ingressi e il potenziamento della videosorveglianza con riconoscimento facciale, oltre al continuo coordinamento con le forze dell&rsquo;ordine&raquo;.&nbsp;</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio al Divine di Bisceglie, il quarto uomo preso anche grazie a un articolo della «Gazzetta»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002375/omicidio-al-divine-di-bisceglie-il-quarto-uomo-preso-anche-grazie-a-un-articolo-della-gazzetta.html</link>
      <description>Il 22enne incensurato Filippo Di Vittorio avrebbe aperto la porta di sicurezza ai killer di Filippo Scavo: i suoi parenti lo hanno identificato da una foto di un articolo in cui era indicato come «Ignoto 2»</description>
      <author>Luca Natile</author>
      <category>filippo scavo,francesco di vittorio,clan capriati</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002375/omicidio-al-divine-di-bisceglie-il-quarto-uomo-preso-anche-grazie-a-un-articolo-della-gazzetta.html</guid>
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:27:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il quarto uomo. Nell&rsquo;elenco del gruppo di fuoco che nella notte tra il 18 e il 19 aprile, ha ammazzato nel priv&egrave; della discoteca Divine Club, Filippo Scavo, 42 anni, alias &laquo;Uecchione&raquo;, picciotto d&rsquo;onore del mandamento di Carbonara degli Strisciuglio, uno che &laquo;comandava&raquo; gli spacciatori e che &laquo;portava i pacchi&raquo;, gi&agrave; portaborse per Sigismondo Strisciuglio detto &laquo;la Luna&raquo; e braccio destro del ras Carlo Alberto Baresi, mancava un nome.</p> <p>Secondo la ricostruzione dei detective del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Trani, che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, il quarto uomo dopo Dylan Capriati, 23 anni (figlio di Mimmo assassinato a Japigia nel 2018), Aldo Lagioia, coratino di 22 anni e Nicola Morelli, 21 anni, sarebbe stato il modugnese Francesco Di Vittorio, 22 anni, incensurato, accusato alla stregua dei presunti compari, di &laquo;omicidio in concorso morale e materiale, aggravato dal metodo e dell&rsquo;agevolazione mafiosa&raquo;.</p> <p>I pubblici ministeri antimafia Bruna Manganelli, Marco d&rsquo;Agostino e il procurato aggiunto della Dda Giuseppe Gatti, che hanno firmato il decreto di fermo, sostengono che il giovane Di Vittorio esattamente alle 3.52 della notte tra sabato 18 e domenica 19, mentre Scavo, dopo essersi allontanato per un bisogno fisiologico, rientrava nel priv&egrave; del Divine, avrebbe spalancato la porta in ferro dell&rsquo;ingresso D della discoteca dando cos&igrave; il via libera (su segnalazione del terzo complice Nicola Morelli) alla irruzione armata di Dylan Capriati e Aldo Lagioia che hanno sparato nel momento in cui la discoteca era piena come un otre.</p> <p>Stando alla versione degli investigatori, una volta ammazzato Scavo, i due sicari, ancora con le armi in pugno sarebbero andati via dalla Divine a bordo di una Lancia Y guidata da Francesco Di Vittorio.</p> <p>Dal provvedimento di fermo emerge che Di Vittorio, dopo aver aperto l&rsquo;ingresso D, si sarebbe soffermato sulla soglia per guardarsi bene intorno e controllare se qualcuno aveva assistito alla scena. Dopo &laquo;l&rsquo;ammazzatina&raquo; sarebbe stato lui il primo ad uscire dal locale, facendo strada ai due sicari armati. Il suo compito non sarebbe stato solo quello di fare da paolo ma anche da &laquo;driver&raquo; da autista. Cos&igrave; avrebbe guidato l&rsquo;utilitaria fino a Corato, lasciando Lagioia sotto caso e facendo la stessa cosa con Capriati a Bari.</p> <p>Non basta, il 22enne residente a Modugno - sempre secondo la ricostruzione degli investigatori - nei giorni a seguire avrebbe avvicinato due testi (uno aveva preso a noleggio la Y in uso al Di Vittorio), poco prima della loro deposizione, per convincerli a negare ogni rapporto con lui.</p> <p>Tra gli atti prodotti dalla Dda ci sono anche le intercettazioni di alcuni dialogo tra parenti del Di Vittorio che documentano la loro reazione dopo aver letto articoli giornalistici pubblicati sul sito della &laquo;Gazzetta del Mezzogiorno&raquo; (<a href="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1981869/bari-telecamere-e-testimoni-coraggiosi-cosi-hanno-trovato-i-killer-di-filippo-scavo.html">questo in particolare &egrave; riportato nel decreto della Dda)</a> e osservato dei fermo-immagine riprese dalle telecamere di sicurezza del Divine la notte dell&rsquo;omicidio, nelle quali di distinguevano chiaramente Dylan Capriati e Lagioia (arrestati il giorno prima), insieme ad altri amici di comitiva. Tra questi avrebbero riconosciuto il loro giovane parente, inizialmente non identificato dagli inquirenti e classificato nelle immagini come &laquo;ignoto 2&raquo;.</p> <p>Questo il dialogo: &laquo;Ma hai visto la foto? Hai visto l&rsquo;ignoto di sinistra?&raquo; chiede uno dei parenti del ragazzo. L&rsquo;altro gli risponde &laquo;S&igrave; ma stai zitto, non posso dire al telefono. Ho visto anche quello di destra, tutti li ho visti..&raquo; sulla Gazzetta. Una intercettazione che &egrave; diventata uno dei tasselli centrali nella caccia dei carabinieri ai (presunti) complici del commando. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato per questa mattina, venerd&igrave; 5, presso la casa circondariale di Bari l&rsquo;udienza di convalida del fermo.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Canosa, ragazzo scappa al posto di blocco perde il controllo della moto e si ferisce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001440/canosa-ragazzo-scappa-al-posto-di-blocco-perde-il-controllo-della-moto-e-si-ferisce.html</link>
      <description>Fermato intanto l’uomo che aggredì l’anziano finito in Rianimazione. Un’intera città in ansia per le condizioni del 19enne coinvolto in un incidente stradale e del 77enne aggredito per strada</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>canosa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001440/canosa-ragazzo-scappa-al-posto-di-blocco-perde-il-controllo-della-moto-e-si-ferisce.html</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 15:39:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Due canosini che lottano per la vita, dopo essere stati al centro di altrettanti episodi di cronaca. Un&rsquo;intera citt&agrave; in ansia per le condizioni del 19enne coinvolto in un incidente stradale e del 77enne aggredito per strada.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">NON SI FERMA ALL&rsquo;ALT</span></strong> <span class="GN4_post">E&rsquo; ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Bari, il 19enne che lo scorso marted&igrave; 2 giugno si &egrave; schiantato con il proprio ciclomotore, dopo essere stato inseguito dai Carabinieri. Il giovane incensurato era stato notato dai militari mentre guidava allegramente il proprio veicolo nelle vie centrali della citt&agrave;, nel pomeriggio intorno alle ore 18. Inevitabile l&rsquo;invito dei Carabinieri ad accostarsi per un controllo, ma il giovane conducente dello scooter ha preferito non fermarsi all&rsquo;Alt e proseguire. </span></p> <p>Ne &egrave; scaturito un inseguimento per le vie di Canosa, concluso contro i paletti che delimitano l&rsquo;accesso a via Dei Platani. L&rsquo;impatto &egrave; stato tremendo e fin da subito le condizioni del ragazzo sono apparse gravi ai soccorritori del 118. Trasportato al Bonomo di Andria in codice rosso, si &egrave; reso necessario il suo trasferimento al Policlinico di Bari. Il mezzo &egrave; stato sequestrato, mentre le indagini sono affidate alla Polizia Locale, intervenuta sul posto per i rilievi del caso.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">FERMATO L&rsquo;AGGRESSORE</span> </strong><span class="GN4_post"> Restano stazionarie ma giudicate sempre gravi, le condizioni del 77enne canosino ricoverato nel reparto di rianimazione dell&rsquo;ospedale &ldquo;Bonomo&rdquo; di Andria a seguito di una violenta discussione degenerata in aggressione, avvenuta sabato sera a Canosa. Gli agenti del commissariato di Polizia avrebbero individuato l&rsquo;aggressore grazie anche alle immagini di sorveglianza della zona. Si tratta di un 55enne con precedenti di polizia, sottoposto nelle scorse ore a fermo con l&rsquo;accusa di lesioni gravi. Il fermo &egrave; stato emesso dalla autorit&agrave; giudiziaria per scongiurare il pericolo di fuga dell&rsquo;indagato. </span></p> <p>Secondo quanto emerso finora, il fatto era avvenuto intorno alle 20.45 di sabato scorso nella centralissima piazza Vittorio Veneto. La vittima ha discusso a lungo con una persona che, dopo l&rsquo;aggressione, &egrave; fuggito. Non si sa se le ferite riportate alla testa dal 77enne sono la conseguenza di un colpo ricevuto dal suo aggressore, o sono state provocate dopo dalla rovinosa caduta.</p> <p>I primi ad intervenire sono stati gli uomini della Vegapol di Canosa che hanno trovato l&rsquo;uomo riverso in una pozza di sangue. Allertato il 118, il 77enne era stato poi trasportato d&rsquo;urgenza al nosocomio di Andria per un trauma cranico. Dalle prime ipotesi emerse, sembra che alla base della violenta azione ci possano essere screzi personali tra i due protagonisti.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>PalaMarchiselli, dietrofront a Barletta: i fondi non ci sono, il Comune punta al bando statale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001439/palamarchiselli-a-barletta-fa-dietro-front-i-fondi-comunali-non-ci-sono-il-comune-punta-al-bando-statale.html</link>
      <description>Il palazzetto è chiuso da due anni e necessita di lavori strutturali. Palazzo di Città candida il progetto di demolizione e ricostruzione al bando “Sport e Periferie 2026”. Servono 1,5 milioni</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,palamarchiselli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001439/palamarchiselli-a-barletta-fa-dietro-front-i-fondi-comunali-non-ci-sono-il-comune-punta-al-bando-statale.html</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 15:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Niente pi&ugrave; fondi comunali, per la rinascita del PalaMarchiselli ora si punta ad un finanziamento statale. La storia infinita si arricchisce di un nuovo capitolo. Lo scorso 28 maggio la giunta comunale ha approvato un documento di indirizzo alla progettazione per l&rsquo;abbattimento e la ricostruzione dello storico impianto di via Dante Alighieri. L&rsquo;atto si &egrave; reso necessario per candidare il progetto al bando denominato &ldquo;Sport e Periferie - Anno 2026&rdquo;, promosso del Dipartimento per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei</p> <p>Ministri per favorire lo sviluppo di infrastrutture sportive e l&rsquo;inclusione sociale, il benessere e la coesione delle comunit&agrave; locali.</p> <p>Tra i progetti candidabili ci sono anche quelli che prevedono la demolizione e la ricostruzione di un impianto sportivo, proprio come nel caso del PalaMarchiselli. Il finanziamento richiesto dal comune &egrave; di un milione e mezzo di euro, cui andranno aggiunti 225mila euro di cofinanziamento. Quella di candidare il progetto al bando statale &egrave; una scelta che arriva, per certi versi, in modo sorprendente. Nel novembre 2025, infatti, l&rsquo;amministrazione comunale annunciava la decisione di stanziare un milione e mezzo di euro di fondi comunali per il recupero del PalaMarchiselli, chiuso per inagibilit&agrave; dal febbraio 2024 a causa di problemi di staticit&agrave;.</p> <p>Tali risorse erano inizialmente destinate al recupero del complesso monumentale dell&rsquo;ex distilleria e sarebbero dovute passare al palasport tramite ratifica di una variazione di bilancio in consiglio comunale. Questa ratifica non &egrave; arrivata e il milione e mezzo &egrave; tornato a disposizione dell&rsquo;amministrazione.</p> <p>La pubblicazione, lo scorso 18 maggio, del bando Sport e Periferie, ha spinto palazzo di citt&agrave; a spostare la somma destinata al PalaMarchiselli ad interventi urgenti come la realizzazione del nuovo ossario del cimitero ed il cofinanziamento per la piscina comunale di via Velasquez, il cui completamento appare imminente.</p> <p>Questa decisione allunga inevitabilmente i tempi ed aggiunge un nuovo capitolo ad una storia gi&agrave; lunghissima. Un anno dopo la chiusura per inagibilit&agrave; della struttura di via Dante, infatti, era il 18 marzo 2025, fu approvato un primo Dip da candidare ad un avviso pubblico della Regione Puglia per la selezione di proposte progettuali per la messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici ubicati nelle aree maggiormente a rischio. Nell&rsquo;agosto 2025, per&ograve;, la proposta progettuale presentata &egrave; stata dichiarata ammissibile ma non finanziabile per esaurimento fondi. Incassato il &ldquo;no&rdquo; della Regione Puglia, l&rsquo;amministrazione si era rimessa al lavoro per trovare una nuova soluzione e dopo aver vagliato anche l&rsquo;ipotesi del credito sportivo aveva deciso di destinare all&rsquo;intervento risorse comunali. Quella scelta ora &egrave; venuta meno ed il nuovo obiettivo &egrave; quello di ottenere risorse statali.</p> <p>Contestualmente alla ricerca di fondi, l&rsquo;amministrazione sta lavorando anche per far s&igrave; che spazi e dimensioni della nuova struttura garantiscano il pieno rispetto delle prescrizioni del Coni e delle federazioni sportive interessate. Per farlo si &egrave; resa necessaria una migliore distribuzione degli spazi progettuali e si &egrave; dovuto occupare anche delle superfici confinanti, rivenienti dalla cessione di aree standard urbanistiche di un intervento edificatorio che si trova proprio adiacente alla propriet&agrave; comunale. Attualmente sono in corso le procedure di frazionamento delle particelle catastali e il perfezionamento delle cessioni tra il Comune e i privati confinanti. Si lavora, quindi, su pi&ugrave; fronti, ma per il nuovo PalaMarchiselli ci sar&agrave; da attendere.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Andria, sei capannoni abusivi e operai irregolari: Gdf sequestra azienda di marmi e denuncia il titolare</title>
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      <description>Per reati ambientali e abusi edilizi: sotto sequestro discariche abusive, fanghi industriali, gasolio agricolo e una villetta senza autorizzazioni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andria,marmi</category>
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      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:00:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Pietre e marmi lavorati in assenza di autorizzazioni da operai irregolari in capannoni risultati abusivi. &Egrave; quanto scoperto ad Andria dalla guardia di finanza che ha denunciato il titolare della ditta di marmi, per reati ambientali e abusi edilizi, e sequestrato l&rsquo;intera area. Nello specifico i sigilli riguardano sei capannoni in ferro e lamiere estesi per circa 750 metri quadrati, tutti risultati senza permesso in cui venivano lavorati &laquo;marmi e pietre in assenza di qualsiasi misura sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro&raquo;, spiegano i finanzieri in una nota evidenziando che &laquo;lo spogliatoio degli operai era stato allestito in un container" mentre &laquo;il bagno era stato realizzato in lamiera&raquo;.</p> <p>A supportare i controlli dei militari &egrave; stato il personale dello Spesal della Asl Bat. Sotto sequestro sono finiti anche un piazzate da 10mila metri quadrati pavimentati senza autorizzazioni, due discariche abusive di poco meno di 600 metri quadrati, in cui sarebbero stati sversati gli scarti di lavorazione, e un vascone in cui sarebbero stati accumulati fanghi e liquami che in parte sarebbero finiti su terreno vicino &laquo;non coibentato, con conseguente contaminazione del suolo e verosimilmente della falda acquifera&raquo;, prosegue la nota in cui si sottolinea che sono stati trovati e sequestrati anche duemila litri di gasolio agricolo &laquo;detenuto in assenza di titoli e autorizzazioni&raquo; e una villetta di 200 metri quadrati &laquo;completamente abusiva&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Crac Modus a Pescara, chiesto il processo per 12 persone: c’è anche il barlettano Delvecchio. «Sono totalmente estraneo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999848/crac-modus-a-pescara-chiesto-il-processo-per-12-persone-ce-anche-il-barlettano-delvecchio.html</link>
      <description>Il commercialista è accusato di bancarotta fraudolenta in relazione alla società fallita nel 2012. Udienza preliminare il 19 giugno</description>
      <category>enzo delvecchio,irccs castellana grotte</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; in programma il 23 giugno davanti al gup del Tribunale di Pescara, Giovanni de Rensis, l&rsquo;udienza preliminare a carico di 12 persone per il crac della Modus. Tra loro anche Enzo Delvecchio, 53 anni, commercialista ed ex presidente del Consiglio comunale di Barletta.</p> <p>Modus Fm si occupava di fornitura di energia e facility management. Delvecchio (difeso dall'avvocato Gaetano Sassanelli di Bari) risponde con altri di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali per il fallimento della Modus Fm, dichiarata fallita il 7 febbraio 2020. Secondo la Procura di Pescara, il commercialista avrebbe gestito la societ&agrave; in una fase critica, alternandosi alla guida con altri amministratori. Ma l'interessato smentisce:&nbsp;&laquo;Dimostrer&ograve; di non avere avuto alcun ruolo nelle condotte che mi vengono contestate&raquo;.</p> <p>Nel fascicolo sono contestati anche reati fiscali (il mancato pagamento di imposte e contributi negli anni dal 2011 al 2019). Nel procedimento compare anche l&rsquo;ex parlamentare di Forza Italia Antonio Martino, ritenuto dagli inquirenti figura centrale nella vicenda insieme al socio Giuseppe Marucci. A loro vengono contestate operazioni distrattive per milioni di euro, tra cui trasferimenti di risorse verso societ&agrave; collegate e utilizzi ritenuti non coerenti con le finalit&agrave; aziendali.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Dopo il Jova Beach Party Barletta dice stop ai concerti in spiaggia: «Così ci prendiamo cura delle dune»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2000172/dopo-il-jova-beach-party-barletta-dice-stop-ai-concerti-in-spiaggia-cosi-tuteliamo-le-dune.html</link>
      <description>L’amministrazione comunale ha aderito al progetto nazionale Life Alexandro promosso da Legambiente, finalizzato alla conservazione del fratino e degli habitat costieri sabbiosi e dunali</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,custode del fratino</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 05:01:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Niente pi&ugrave; concerti sulla spiaggia della litoranea di Ponente: Barletta &egrave; pronta a diventare citt&agrave; &laquo;Custode del fratino&raquo;. L&rsquo;amministrazione comunale ha aderito al progetto nazionale Life Alexandro promosso da Legambiente e recentemente finanziato dalla comunit&agrave; europea.</p> <p>Life Alexandro &egrave; finalizzato alla conservazione del fratino e degli habitat costieri sabbiosi e dunali e parte dall&rsquo;assunto che il fratino rappresenta una specie particolarmente vulnerabile al disturbo antropico, alla pulizia meccanica delle spiagge, alla presenza di animali domestici non controllati e ai processi di artificializzazione costiera. Il protocollo d&rsquo;intesa prevede l&rsquo;adozione di misure concrete di gestione sostenibile delle spiagge e di protezione dei siti di nidificazione.</p> <p>Tra gli impegni previsti per il comune c&rsquo;&egrave; quello di evitare l&rsquo;organizzazione di eventi (concerti, festival, sagre, manifestazioni sportive, gare motoristiche quali motocross o attivit&agrave; analoghe) nelle aree idonee alla nidificazione della specie durante il periodo riproduttivo (indicativamente marzo&ndash;luglio); sottoporre eventuali eventi a una valutazione preventiva in relazione alla presenza di habitat sensibili e siti di nidificazione; individuare, ove necessario, aree alternative a minor impatto ambientale per lo svolgimento delle manifestazioni; adottare misure di mitigazione quali limitazione delle emissioni acustiche e luminose, riduzione del calpestio nelle aree dunali, divieto di transito di mezzi motorizzati sulle spiagge; garantire il ripristino dello stato dei luoghi al termine degli eventi.</p> <p>L&rsquo;area dove attualmente avviene la nidificazione del fratino (le prime uova si sono schiuse all&rsquo;inizio dello scorso mese di aprile) ha ospitato le edizioni 2019 e 2022 del Jova Beach Party. La scorsa estate, dopo una lunga polemica tra Legambiente e l&rsquo;amministrazione comunale si &egrave; arrivati ad un&rsquo;intesa che ha portato allo spostamento dell&rsquo;edizione 2026 dello show di Jovanotti in altra area, quella dell&rsquo;ex cartiera in via Trani. A proposito delle prima uova di fratino, la nuova nidificazione &egrave; uno dei risultati del lavoro avviato con il protocollo promosso da Legambiente - Sigea e sottoscritto nel 2024 dall&rsquo;amministrazione comunale. Un percorso sulla formazione e tutela delle dune che mira a rallentare l&rsquo;erosione costiera ricreando, di fatto, l&rsquo;habitat ideale per il piccolo trampoliere.</p> <p>La sottoscrizione di Life Alexandro porta una novit&agrave; anche per questo protocollo. Il Comune ha, infatti, ritenuto opportuno coordinare le tempistiche delle attivit&agrave; del nuovo progetto, della durata di cinque anni e quindi valido sino al giugno 2031, con quelle del protocollo d&rsquo;intesa per ripristino e rinaturalizzazione dei cordoni dunari in scadenza a maggio del 2027. Per questo motivo, anche quest&rsquo;ultimo avr&agrave; scadenza nel 2031. Oltre al comune, toccher&agrave; anche a Legambiente assumere degli impegni per la buona applicazione del protocollo. L&rsquo;associazione ambientalista dovr&agrave;: fornire supporto tecnico-scientifico al Comune; mettere a disposizione linee guida operative e strumenti di gestione; coordinare le attivit&agrave; di monitoraggio della specie; promuovere e valorizzare le azioni intraprese dal Comune attraverso i canali di comunicazione del progetto e, come detto, assegnare al Comune il riconoscimento di &laquo;Custode del Fratino&raquo;, garantendone adeguata visibilit&agrave;.</p> <p>&laquo;Barletta - ha spiegato il presidente del circolo cittadino di Legambiente, Raffaele Corvasce - &egrave; tra i centri che da pi&ugrave; tempo si sta battendo per la tutela di questo piccolo trampoliere. Saremo il primo comune d&rsquo;Italia ad avere il vessillo di comune custode del fratino. Si tratta di un riconoscimento che viene dato alla citt&agrave; perch&egrave; l&rsquo;amministrazione si &egrave; impegnata negli anni a seguire le indicazioni per tutelare il loro habitat naturale. Questo premio rende merito al nostro circolo e accende i riflettori su un&rsquo;azione a tutela della costa che in questo momento ha pochi eguali in Italia&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Trani, al Polo Museale lo spettacolo «Potevo avere tutto» per l’VIII Centenario del Transito di San Francesco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1999025/trani-al-polo-museale-lo-spettacolo-potevo-avere-tutto-per-lviii-centenario-del-transito-di-san-francesco.html</link>
      <description>Il 6 giugno in scena il recital con Daniele Ridolfi: un viaggio teatrale tra rinuncia, libertà e fragilità umana nel segno dell’eredità francescana.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>trani,potevo avere tutto</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 17:43:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Prosegue il programma delle iniziative per l&rsquo;VIII Centenario del Transito di San Francesco con un nuovo appuntamento culturale e teatrale ospitato a Trani.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sabato 6 giugno, alle ore 20.30, presso la Fondazione S.E.C.A. &ndash; Polo Museale di Trani, andr&agrave; in scena lo spettacolo &ldquo;Potevo avere tutto&rdquo;, scritto e interpretato da Daniele Ridolfi, inserito nel calendario di eventi promossi dalla Fondazione S.E.C.A. in collaborazione con l&rsquo;Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il progetto, avviato lo scorso 28 maggio con la mostra &ldquo;Fotogrammi di Luce: il volto del Santo nella storia dell&rsquo;arte&rdquo;, e proseguito con la visita guidata alla Chiesa di Santa Maria di Colonna, continua cos&igrave; il suo percorso di approfondimento dedicato alla figura di San Francesco e alla sua eredit&agrave; spirituale e culturale.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Lo spettacolo propone una rilettura della figura del Santo attraverso il tema della rinuncia, intesa come atto radicale di libert&agrave;. &ldquo;Francesco non viene celebrato come figura distante e gi&agrave; compiuta, ma riletto attraverso le sue rinunce&rdquo;, spiega l&rsquo;autore e interprete Daniele Ridolfi.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Al centro della narrazione una voce simbolica, &ldquo;la Fame&rdquo;, che dialoga con Francesco e con il pubblico, rappresentando bisogni materiali ed emotivi. &ldquo;Abbiamo scelto la Fame come voce narrante perch&eacute; &egrave; qualcosa che tutti conosciamo&rdquo;, sottolinea Ridolfi, evidenziando come il percorso scenico attraversi desiderio, mancanza e trasformazione.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il recital si articola in cinque quadri simbolici, dal passaggio dall&rsquo;abbondanza alla spoliazione, fino alla ricerca dell&rsquo;essenza dell&rsquo;essere. Parola, corpo e silenzio si intrecciano in una rappresentazione intensa che invita alla riflessione.</span></p> <p><span>Inizio spettacolo alle 20.30, apertura porte alle 20.00. Biglietti a 15 euro (ridotto gruppi da 10 persone a 12 euro), disponibili online e presso il botteghino del Polo Museale in piazza Duomo 8/9.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Andria, identificato l'autore della sparatoria in centro: si ipotizza il movente passionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1998811/andria-identificato-l-autore-della-sparatoria-in-centro-si-ipotizza-il-movente-passionale.html</link>
      <description>Il fatto successo la scorsa domenica nel borgo antico a pochi passi da piazza Catuma, in pieno centro cittadino. Sul fatto indaga la polizia di stato, che sembra aver chiuso il cerchio sul responsabile</description>
      <author>aldolosito73@gmail.com (Aldo Losito)</author>
      <category>sparatoria,piazza Catuma</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 14:01:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Potrebbero esserci motivazioni passionali alla base dei colpi di pistola sparati la scorsa domenica sera ad Andria, nel borgo antico a pochi passi da piazza Catuma, in pieno centro cittadino. Sul fatto indaga la Polizia di Stato, che sembra aver chiuso il cerchio sul responsabile dello sconsiderato gesto, che per fortuna non ha provocato feriti.</p> <p>Teatro dell&rsquo;episodio &egrave; stata via Vaglio, che poco prima delle ore 20, brulicava di tante persone ed in particolare giovani che frequentano i vari locali ubicati alle porte del centro storico andriese. Uditi gli spari, c&rsquo;&egrave; stato un fuggi-fuggi generale tra le gente alle prese tra ansia e panico. Sono stati proprio i cittadini ad allertare le forze dell&rsquo;ordine. Sul posto &egrave; accorsa la Polizia, ma senza trovare responsabile e testimoni, nel luogo che ovviamente si era svuotato di persone ed era tornato alla tranquillit&agrave;.</p> <p>A fare chiarezza sull&rsquo;accaduto, gli agenti della Squadra Mobile e dell&rsquo;ufficio di Prevenzione e Soccorso Pubblico della Questura Bat, che hanno provveduto a visionare le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti in zona. Le telecamere, infatti, hanno immortalato un uomo puntare l&rsquo;arma verso qualcuno e sparare.</p> <p>Non &egrave; chiaro chi fosse l&rsquo;obiettivo, cos&igrave; come la tipologia di arma usata. Sul luogo della sparatoria, infatti, non sono stati trovati bossoli, motivo per cui si ipotizza l&rsquo;utilizzo di una pistola a salve. Da chiarire il movente. La pista passionale &egrave; quella che sta prendendo piede nelle ultime ore, cos&igrave; come sembrano esserci pochi dubbi sul responsabile, artefice di un episodio che poteva avere pesanti conseguenze. Ieri mattina, infatti, ci sono state mirate perquisizioni che hanno fornito agli investigatori ulteriori elementi per individuare l&rsquo;uomo che ha sparato e l&rsquo;arma utilizzata.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>A Barletta arriva il «barbiere popolare»: un taglio gratis di capelli a chi non può permetterselo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1998808/a-barletta-arriva-il-barbiere-popolare-un-taglio-gratis-di-capelli-a-chi-non-puo-permetterselo.html</link>
      <description>Il primo cliente è stato Omar. «Lo stiamo ringiovanendo», dice Michele, mentre gli sistema la chioma con precisione e attenzione. «È un servizio piccolo, forse, ma molto concreto e ne siamo orgogliosi perché non tutti possono permettersi un barbiere»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>«barberia popolare»,ambulatorio popolare</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 13:10:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una &laquo;barberia popolare&raquo; per offrire gratuitamente un taglio di capelli a chi non pu&ograve; permetterselo. &Egrave; l&rsquo;iniziativa dei volontari dell&rsquo;Ambulatorio popolare di Barletta, dove il ronzio del rasoio elettrico diventa il suono della solidariet&agrave;. &Egrave; Michele, uno dei volontari, la leva di un servizio che da poche ore &egrave; stato attivato ed &egrave; destinato a chi non ha casa o vive in una condizione di fragilit&agrave; sociale ed economica. &laquo;Era una esigenza che da un po' veniva richiesta e che &egrave; diventata pi&ugrave; pressante con l&rsquo;arrivo del caldo&raquo;, spiegano i volontari in un video postato sui social. </p> <p>Il primo cliente &egrave; stato Omar. &laquo;Lo stiamo ringiovanendo&raquo;, dice Michele, mentre gli sistema la chioma con precisione e attenzione. &laquo;Tutto bello, grazie&raquo;, replica lui mentre indossa un mantello a protezione degli abiti. &laquo;Abbiamo deciso di chiamarla la barberia popolare&raquo;, dice Cosimo Matteucci, responsabile dell&rsquo;associazione. &laquo;Con il caldo, soprattutto per chi lavora nei campi o passa molte ore fuori casa, tagliare i capelli non &egrave; un vezzo. &Egrave; stare meglio, sentirsi pi&ugrave; in ordine, affrontare la giornata con un p&ograve; pi&ugrave; di sollievo&raquo;, aggiunge. </p> <p>Chiunque ne abbia bisogno pu&ograve; raggiungere la sede dell&rsquo;associazione in piazza Plebiscito e chiedere un appuntamento. &laquo;&Egrave; un servizio piccolo, forse, ma molto concreto e ne siamo orgogliosi perch&eacute; non tutti possono permettersi un barbiere&raquo;, conclude Matteucci.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Nella notte doppio assalto ai bancomat in Puglia: falliti due colpi a Trinitapoli e Terlizzi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1998598/trinitapoli-banda-della-marmotta-fa-esplodere-bancomat-all-alba-i-malviventi-fuggono-a-mani-vuote.html</link>
      <description>Gravi danni alle strutture di entrambe le città. In entrambi i casi i malviventi sono fuggiti a mani vuote</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione Online (Foto calvaresi, malerba))</author>
      <category>banda della marmotta,bancomat</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1998598/trinitapoli-banda-della-marmotta-fa-esplodere-bancomat-all-alba-i-malviventi-fuggono-a-mani-vuote.html</guid>
      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:49:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il bancomat della filiale di Banca Intesa di Trinitapoli, nel nord Barese, &egrave; stato fatto esplodere poco prima dell&rsquo;alba di oggi. Secondo quanto emerso finora, le deflagrazioni che hanno danneggiato la filiale sarebbero state due e consecutive ma chi ha agito &egrave; fuggito a mani vuote. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri che hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.</p> <p>Qualche ora prima un altro assolto &egrave; avvenuto a Terlizzi. Intorno alle 2.50 ignoti hanno preso di mira lo sportello automatico dell&rsquo;ufficio postale di via Nicola Quercia, provocando una forte esplosione che ha causato gravi danni alla struttura.</p> <p>Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero agito in pochi minuti per poi allontanarsi a bordo di un&rsquo;Alfa Romeo Giulietta di colore nero. Le informazioni emerse nelle ore successive farebbero ritenere che il colpo non sia andato a segno e che i responsabili siano fuggiti senza riuscire a impossessarsi del denaro contenuto nel bancomat.</p> <p>Durante la fuga, i ladri avrebbero disseminato lungo le strade numerosi chiodi a tre punte, con l&rsquo;obiettivo di ostacolare inseguimenti da parte delle forze dell&rsquo;ordine o di altri automobilisti. Diversi veicoli avrebbero riportato danni agli pneumatici dopo essere transitati nelle aree interessate.</p> <p>Sul posto sono intervenute le forze dell&rsquo;ordine per effettuare i rilievi e avviare le indagini. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili alla ricostruzione dell&rsquo;accaduto e all&rsquo;identificazione dei responsabili, anche attraverso l&rsquo;analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.</p> <p><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_02/WhatsApp_Image_2026-06-02_at_09.32.30-1780385991384.jpeg" alt="" width="1200" height="1600" /></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Trani, li rimproverano perché danneggiano le piante: padre e figlio accerchiati e aggrediti da 4 persone</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1997556/trani-li-rimproverano-perche-danneggiano-le-piante-padre-e-figlio-accerchiati-e-aggrediti-da-4-persone.html</link>
      <description>Quattro persone, tra cui due minorenni, sono al vaglio dei carabinieri. Le vittime, di 66 e 45 anni, non hanno riportato ferite gravi e non hanno ancora presentato denuncia </description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>trani</category>
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      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:06:35 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbero stati rimproverati perch&eacute; stavano danneggiando alcune piante del verde pubblico e in reazione al rimprovero avrebbero aggredito due persone, padre e figlio, di 66 e 45 anni. La posizione di quattro persone, due dei quali minorenni, &egrave; al vaglio dei carabinieri di Trani.</p> <p>L'episodio risale alla tarda serata di ieri, non lontano dalla stazione ferroviaria di Trani. Secondo quanto ricostruito le due vittime avrebbe sgridato il gruppetto che aveva preso di mira alcune piante. Il richiamo non sarebbe stato gradito e i quattro avrebbero prima accerchiato e poi schiaffeggiato i due. Le vittime non hanno riportato ferite gravi e al momento non hanno sporto denuncia. Le indagini dei carabinieri dovranno stabilire responsabilit&agrave; e dinamica di quanto accaduto.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Canosa di Puglia, aggredito al termine di un litigio: 77enne in rianimazione. Fermato un 55enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1997455/canosa-di-puglia-aggredito-al-termine-di-un-litigio-77enne-in-rianimazione.html</link>
      <description>E' ricoverato al Bonomo di Andria. Secondo quanto emerso, la vittima avrebbe avuto una violenta discussione con una persona poi fuggita. Al vaglio le immagini delle telecamere</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bonomo,canosa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1997455/canosa-di-puglia-aggredito-al-termine-di-un-litigio-77enne-in-rianimazione.html</guid>
      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 11:38:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 77 anni &egrave; ricoverato nel reparto di Rianimazione dell&rsquo;ospedale Bonomo di Andria, a causa delle ferite riportate durante un&rsquo;aggressione avvenuta al culmine di una lite avvenuta sabato in strada a Canosa di Puglia, nel nord Barese.</p> <p>Secondo quanto emerso finora, la vittima avrebbe avuto una violenta discussione con una persona che poi &egrave; fuggita. Ad avere le peggio &egrave; stato il 77enne che soccorso dal personale del 118, &egrave; stato trasportato ad Andria per un trauma cranico.</p> <p>Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato sono sulle tracce dell&rsquo;aggressore. Utili agli accertamenti investigativi sono le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.&nbsp;</p> <h2>Identificato il presunto autore</h2> <p>Un uomo di 55 anni, con precedenti di polizia, &egrave; stato sottoposto a fermo con l&rsquo;accusa di lesioni gravi perch&eacute; considerato l&rsquo;autore dell&rsquo;aggressione avvenuta sabato scorso a Canosa di Puglia, nel nord Barese, ai danni di un 77enne. La vittima, che ha riportato un grave trauma cranico, &egrave; ricoverata nel reparto di Rianimazione dell&rsquo;ospedale Bonomo di Andria. Il 55enne &egrave; stato identificato e individuato dagli agenti del commissariato di Canosa intervenuti subito dopo l'aggressione. Secondo quanto emerso finora, l&rsquo;anziano avrebbe avuto una violenta discussione con il 55enne che si &egrave; poi dato alla fuga. Utili alle indagini sono state anche le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona. Il fermo &egrave; stato emesso dalla autorit&agrave; giudiziaria per scongiurare il pericolo di fuga dell&rsquo;indagato.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Andria, l’olio non si vende: «Prezzi giù e silos pieni»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1996451/andria-lolio-non-si-vende-prezzi-giu-e-silos-pieni.html</link>
      <description>Riccardo Guglielmi, Agrocepi frantoi: «Vittime di speculazioni». Piuttosto che svendere l’olio evo, gli imprenditori andriesi preferiscono tenere a dimora l’oro verde nei propri silos</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>andria,olio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1996451/andria-lolio-non-si-vende-prezzi-giu-e-silos-pieni.html</guid>
      <pubDate>Sun, 31 May 2026 16:10:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Prezzi troppo bassi e l&rsquo;olio resta nei silos. Il comparto agricolo di Andria sta vivendo una fase di stallo, che ha tutti i connotati di una profonda crisi. L&rsquo;allarme &egrave; lanciato dai frantoiani nel settore oleario, che muove la gran parte dell&rsquo;economia cittadina.</p> <p>L&rsquo;olio extravergine andriese, infatti, non si vende ed &egrave; bloccato da mesi nelle cisterne delle aziende cittadine, con il rischio della speculazione dietro l&rsquo;angolo. Piuttosto che svendere l&rsquo;olio evo, gli imprenditori andriesi preferiscono tenere a dimora l&rsquo;oro verde nei propri silos. Una situazione che a catena crea ulteriori disagi per la prossima campagna olivicola: le olive, infatti, rischiano di restare sugli alberi perch&eacute; in questa maniera non ci sarebbe richiesta dai frantoi.</p> <p>Tutto questo significa mettere in ginocchio il territorio pi&ugrave; olivetato d&rsquo;Europa, visto che ospita 20.000 ettari di uliveti e oltre 3 milioni di piante che producono circa la met&agrave; dell&rsquo;olio extravergine d&rsquo;oliva dell&rsquo;intera Puglia.</p> <p>Di concorrenza sleale, corsa al ribasso, rapporti complessi con la grande distribuzione e contraffazione, se ne &egrave; discusso sui tavoli nazionali. Questa settimana durante un incontro al Ministero dell&rsquo;agricoltura lo stesso sottosegretario Patrizio la Pietra ha sottolineato come punter&agrave; all&rsquo;identificazione di misure finanziarie utili a tutelare il prodotto stoccato per non svenderlo&raquo;.</p> <p>&laquo;Plaudiamo alla solerzia del Ministero nell&rsquo;aver convocato in tempi rapidi tutti i portatori di interesse della filiera olivicola, a fronte della gravit&agrave; della situazione che il comparto sta vivendo&raquo;, dichiara il frantoiano andriese Riccardo Guglielmi, coordinatore del dipartimento nazionale Agrocepi Frantoi, a margine dell&rsquo;incontro tenutosi appunto lo scorso gioved&igrave; al Ministero sulla crisi del settore oleario.</p> <p>&laquo;&Egrave; ormai evidente &ndash; prosegue Guglielmi &ndash; che siamo davanti a una speculazione importante sul prezzo dell&rsquo;olio extravergine di oliva. Per la prima volta regioni storicamente produttrici come Toscana e Umbria registrano silos praticamente vuoti, ma nonostante questo il mercato continua a non acquistare, mentre in Puglia le cisterne restano piene. &Egrave; chiaro che qualcuno stia tentando di comprimere artificialmente i prezzi, scaricando le conseguenze soprattutto su chi investe ogni giorno nella qualit&agrave;, sia in campo che nei frantoi&raquo;.</p> <p>Secondo Agrocepi, il rischio &egrave; quello di penalizzare l&rsquo;intera filiera italiana dell&rsquo;eccellenza, proprio mentre produttori e frantoiani affrontano costi crescenti e una concorrenza sempre pi&ugrave; aggressiva.</p> <p>&laquo;Per questa ragione &ndash; aggiunge Guglielmi &ndash; riteniamo fondamentale che il comparto resti unito e compatto, evitando divisioni che in questa fase favorirebbero soltanto dinamiche speculative. Occorre attendere tempi congrui affinch&eacute; il Ministero possa analizzare e verificare attentamente tutte le proposte avanzate dalle organizzazioni della filiera&raquo;.</p> <p>Tra le proposte avanzate, Agrocepi ribadisce la necessit&agrave; di mettere in campo azioni concrete di promozione e valorizzazione dell&rsquo;olio extravergine di oliva di origine 100% italiana, sostenendo trasparenza, tracciabilit&agrave; e riconoscibilit&agrave; del prodotto nazionale sui mercati.</p> <p>&laquo;Allo stesso tempo &ndash; sottolinea Guglielmi &ndash; non bastano soltanto le attivit&agrave; promozionali. Servono interventi strutturali di sostegno alle imprese della filiera olivicola nel breve, medio e lungo periodo, attraverso strumenti capaci di garantire liquidit&agrave;, programmazione, competitivit&agrave; e tutela del reddito per produttori e frantoiani. La qualit&agrave; italiana va difesa con strumenti adeguati e con una strategia condivisa che tuteli produttori, frantoiani e consumatori. L&rsquo;economia di Andria ha l&rsquo;olio nel cuore, se si colpisce, si muore&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bisceglie, lutto nel mondo del calcio: addio al presidente onorario nerazzurro Vincenzo Racanati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1995622/bisceglie-lutto-nel-mondo-del-calcio-addio-al-presidente-onorario-vincenzo-racanati.html</link>
      <description>Il presidente onorario del Bisceglie Calcio si è spento a 54 anni. Il cordoglio dell’AS Bisceglie Calcio 1913: «Figura di riferimento per la squadra, sempre vicino ai colori della città»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie,vincenzo racanati,lutto</category>
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      <pubDate>Sat, 30 May 2026 20:47:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span> &Egrave; scomparso nel pomeriggio di sabato 30 maggio Vincenzo Racanati, presidente onorario dell&rsquo;A.S. Bisceglie Calcio 1913, punto di riferimento dell&rsquo;ambiente nerazzurro e figura molto amata dalla tifoseria.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>A darne l&rsquo;annuncio sono stati i profili social del club, che ha espresso profondo cordoglio per la perdita di un dirigente ricordato come sempre presente e fortemente legato ai colori della citt&agrave; e alla squadra.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&ldquo;Enzo, lotta da ultras!&rdquo; era stato lo striscione dedicato dai tifosi della gradinata a Teramo in occasione della finale di Coppa Italia Dilettanti, vinta dal Bisceglie, partita che la societ&agrave; e l&rsquo;ambiente avevano dedicato proprio a Racanati. Il club gli ha poi riservato anche la vittoria del trofeo del 9 maggio e la successiva promozione in Serie D.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Imprenditore agricolo di 54 anni, Racanati aveva inizialmente sostenuto la societ&agrave; come sponsor, per poi rilevare il club nel 2020 con l&rsquo;iscrizione in Serie D. Dopo la retrocessione in Eccellenza e alcune stagioni di rilancio, il Bisceglie ha riconquistato quest&rsquo;anno la promozione, mentre un passaggio societario avvenuto nell&rsquo;ottobre 2024 lo aveva portato al ruolo di presidente onorario.</span></p> <p><span>Il club ha ricordato la sua dedizione, il suo entusiasmo e la sua vicinanza costante alla squadra, sottolineando come la sua figura rester&agrave; un punto fermo nella storia recente del Bisceglie Calcio.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Porto di Barletta, partiti i lavori per prolungare i moli foranei: opera attesa da anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994513/porto-di-barletta-partiti-i-lavori-per-prolungare-i-moli-foranei-opera-attesa-da-anni.html</link>
      <description>Al taglio del nastro ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin: «Sviluppo per tutto il territorio»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,porto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994513/porto-di-barletta-partiti-i-lavori-per-prolungare-i-moli-foranei-opera-attesa-da-anni.html</guid>
      <pubDate>Sat, 30 May 2026 15:28:21 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il porto di Barletta si proietta nel futuro. Ieri hanno preso il via i lavori di prolungamento dei moli foranei, intervento atteso dalla citt&agrave; da decenni. Le opere, che si concluderanno nell&rsquo;estate del 2028, consentiranno di incrementare la sicurezza della navigazione e l&rsquo;efficienza del porto, migliorando la protezione del bacino dalle mareggiate e riducendo l&rsquo;apporto di materiale solido trasportato dalle correnti nello scalo. Un&rsquo;opera strategica e imponente, sotto il profilo infrastrutturale, economico, e anche ambientale.</p> <p>Le operazioni saranno eseguite senza interrompere n&eacute; ostacolare l&rsquo;operativit&agrave; portuale, garantendo la piena continuit&agrave; delle attivit&agrave; commerciali e marittime, e porteranno all&rsquo;allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m, in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano regolatore portuale vigente, ed al prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri. Per la realizzazione del prolungamento del Molo di Ponente &egrave; stato stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell&rsquo;amministrazione. Tale cifra, &egrave; ricavata dai circa 20 milioni stanziati in seguito al Decreto ministeriale 332 del 17 agosto 2021, cui vanno aggiunti i 5 milioni derivanti dal decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 ottobre 2020. A queste risorse vanno sommati 14,5 milioni di euro per il Molo di Levante, dei quali 13 rivenienti dall&rsquo;Accordo di Coesione per la Regione Puglia e 1,5 da fondi dell&rsquo;Autorit&agrave; portuale.</p> <p>Al taglio del nastro ha partecipato anche il ministro dell&rsquo;Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. &laquo;Ho accettato di buon grado l&rsquo;invito a Barletta per celebrare l&rsquo;avvio dei lavori, perch&eacute; - ha raccontato il ministro - ho seguito, anche grazie al senatore Dario Damiani, il percorso di finanziamento, progettazione e realizzazione dell&rsquo;opera. Ho la responsabilit&agrave; di aver scritto manualmente, con la penna biro su un foglio a quadretti, il primo finanziamento. Eravamo all&rsquo;opposizione, ma sulle cose serie ci si pu&ograve; sedere e si pu&ograve; parlare. Dissi allora al ministro Gualtieri e al viceministro Misiani che c&rsquo;era lo sviluppo di un porto da avviare e che bisognava mettere le risorse. Questo intervento arriva in un momento particolare per il Sud e per la Puglia, che ha una posizione rilevante al centro del Mediterraneo. Si creano le condizioni per lo sviluppo di un grande porto, sia commerciale sia turistico, con benefici per tutto il territorio&raquo;. Su questo aspetto si &egrave; soffermato anche il senatore di Forza Italia Dario Damiani, il cui impegno ha portato alla definizione di tutto l&rsquo;iter burocratico necessario per dare il via all&rsquo;opera.</p> <p>&laquo;In questi anni la mia attivit&agrave; parlamentare &egrave; stata incentrata anche su questo progetto che oggi finalmente diventa realt&agrave;. L&rsquo;intervento consentir&agrave; di mettere in sicurezza il porto, migliorare e aumentare i traffici commerciali, rendendo Barletta pi&ugrave; attrattiva anche per nuove imprese. Ora bisogna guardare al futuro e lavorare per la realizzazione di un porto turistico a Barletta&raquo;. Per il presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale del Mare Adriatico Meridionale Francesco Mastro &laquo;con l&rsquo;avvio dei lavori nel Molo di Ponente, il porto entra ufficialmente in una nuova fase della sua storia. Si inaugura un&rsquo;opera strategica che rafforzer&agrave; sicurezza, operativit&agrave; e competitivit&agrave; dello scalo, accompagnandone la crescita attraverso una visione moderna e sostenibile dello sviluppo portuale. Si pongono le basi per un porto pi&ugrave; sicuro, moderno ed efficiente, capace di rafforzare il ruolo strategico di Barletta nel sistema portuale dell&rsquo;Adriatico meridionale&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Truffe alle assicurazioni, si autosospende avvocato di Cerignola arrestato nell’inchiesta di Trani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994414/truffe-alle-assicurazioni-si-autosospende-avvocato-di-cerignola-arrestato-nellinchiesta-di-trani.html</link>
      <description>Istanza della difesa al gip: «venuto meno il rischio di reiterazione del reato». In carcere due legali coinvolti nell’indagine su falsi incidenti stradali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>TRUFFE,TRANI,AVVOCATO DI CERIGNOLA,DIMISSIONI</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994414/truffe-alle-assicurazioni-si-autosospende-avvocato-di-cerignola-arrestato-nellinchiesta-di-trani.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 20:54:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span> Si &egrave; autosospeso dall&rsquo;Ordine forense di Capitanata l&rsquo;avvocato Giuseppe Gobbi, 47 anni, di Cerignola, arrestato nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta della Procura di Trani che ha portato complessivamente a sei misure cautelari per presunte truffe ai danni di compagnie assicurative attraverso la simulazione di incidenti stradali.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sulla base dell&rsquo;autosospensione, la difesa, rappresentata dall&rsquo;avvocato Marcello Coletta, annuncia la presentazione di un&rsquo;istanza al gip per la revoca o l&rsquo;attenuazione della misura cautelare, sostenendo il venir meno del rischio di reiterazione del reato.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il legale si &egrave; avvalso della facolt&agrave; di non rispondere nel corso dell&rsquo;interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Trani, Rossella Volpe. Anche un secondo avvocato cerignolano coinvolto nell&rsquo;inchiesta, Nicola De Santis, 55 anni, ha scelto di non rispondere, assistito dai legali Giacomo Lattanzio e Antonio Dipace.</span></p> <p><span>Per entrambi gli indagati, gli interrogatori si sono svolti a breve distanza dal blitz e, secondo le difese, non vi sarebbe stato il tempo utile per esaminare compiutamente gli atti dell&rsquo;inchiesta. Le indagini proseguono.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span> Si &egrave; autosospeso dall&rsquo;Ordine forense di Capitanata l&rsquo;avvocato Giuseppe Gobbi, 47 anni, di Cerignola, arrestato nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta della Procura di Trani che ha portato complessivamente a sei misure cautelari per presunte truffe ai danni di compagnie assicurative attraverso la simulazione di incidenti stradali.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sulla base dell&rsquo;autosospensione, la difesa, rappresentata dall&rsquo;avvocato Marcello Coletta, annuncia la presentazione di un&rsquo;istanza al gip per la revoca o l&rsquo;attenuazione della misura cautelare, sostenendo il venir meno del rischio di reiterazione del reato.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il legale si &egrave; avvalso della facolt&agrave; di non rispondere nel corso dell&rsquo;interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Trani, Rossella Volpe. Anche un secondo avvocato cerignolano coinvolto nell&rsquo;inchiesta, Nicola De Santis, 55 anni, ha scelto di non rispondere, assistito dai legali Giacomo Lattanzio e Antonio Dipace.</span></p> <p><span>Per entrambi gli indagati, gli interrogatori si sono svolti a breve distanza dal blitz e, secondo le difese, non vi sarebbe stato il tempo utile per esaminare compiutamente gli atti dell&rsquo;inchiesta. Le indagini proseguono.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bisceglie, auto prende fuoco sulla statale: strada chiusa momentaneamente al traffico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994069/bisceglie-auto-prende-fuoco-sulla-statale-strada-chiusa-momentaneamente-al-traffico.html</link>
      <description>L'intervento ha reso necessario il blocco della circolazione verso Foggia per tutte le operazioni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>auto a fuoco</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994069/bisceglie-auto-prende-fuoco-sulla-statale-strada-chiusa-momentaneamente-al-traffico.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 14:56:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una squadra dei vigili del fuoco &egrave; intervenuta questa mattina, 29 maggio, sulla strada statale 16 bis ad altezza di Bisceglie, lama di Macia, dove un'auto ha preso fuoco durante il tragitto. L'intervento ha reso necessario il blocco della circolazione verso Foggia per tutte le operazioni. Non sono ancora note le cause che hanno originato il rogo.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Usano illecitamente più di 15 tonnellate di carburante per la pesca: a Margherita di Savoia denunciati in sei</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1993803/usano-illecitamente-piu-di-15-tonnellate-di-carburante-per-la-pesca-a-margherita-di-savoia-denunciati-in-sei.html</link>
      <description>Le indagini hanno accertato che il gasolio sarebbe stato acquistato senza pagare la prevista accisa perché ufficialmente destinato all’attività di pesca, ma di fatto usato in modo diverso</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>carburante,pesca</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1993803/usano-illecitamente-piu-di-15-tonnellate-di-carburante-per-la-pesca-a-margherita-di-savoia-denunciati-in-sei.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 10:14:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sei persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza a Margherita di Savoia per falso in atto pubblico. Si tratta di responsabili di pescherecci che avrebbero complessivamente usato pi&ugrave; di 15 tonnellate di carburante per le attivit&agrave; di pesca in modo illecito. </p> <p>Le indagini coordinate dalla procura di Foggia, hanno accertato che il gasolio sarebbe stato acquistato senza pagare la prevista accisa perch&eacute; ufficialmente destinato all&rsquo;attivit&agrave; di pesca ma di fatto usato in modo diverso. I militari hanno analizzato i tracciati delle uscite in mare di alcuni pescherecci comparando &laquo;i dati informatici delle dotazioni obbligatorie di bordo con le dichiarazioni fatte dai comandanti delle imbarcazioni - spiega una nota - riscontrando ripetute irregolarit&agrave; tra le ore effettivamente impiegate nell&rsquo;attivit&agrave; di pesca e quelle ufficialmente dichiarate di navigazione&raquo;. Sar&agrave; l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a provvedere a quantificare la sanzione amministrativa che ha &laquo;un importo massimo di circa 130mila euro&raquo;, conclude la nota.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Al Bonomo di Andria «nessuno stop alle attività chirurgiche»: parla il commissario della Asl Bt</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1992811/al-bonomo-di-andria-nessuno-stop-alle-attivita-chirurgiche-parla-il-commissario-della-asl-bt.html</link>
      <description>Ieri era stata diffusa la notizia che, a partire dal 1° giugno, sarebbe partita la sospensione totale di tutte le sedute operatorie programmate</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ospedale bonomo,tiziana dimatteo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1992811/al-bonomo-di-andria-nessuno-stop-alle-attivita-chirurgiche-parla-il-commissario-della-asl-bt.html</guid>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 14:27:42 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>"Il calendario chirurgico dell'ospedale Bonomo di Andria non subir&agrave; nessuna variazione. Confermo quanto gi&agrave; detto nel tardo pomeriggio di ieri: nessuna sospensione e neanche nessuna rimodulazione": Tiziana Dimatteo, Commissario straordinario della Asl Bt commenta cos&igrave; la notizia del blocco delle attivit&agrave; chirurgiche. "Le difficolt&agrave; organizzative derivanti dalla improvvisa assenza di personale sono state superate - aggiunge il commissario straordinario - le attivit&agrave; aziendali sono state organizzate in maniera tale da garantire il rispetto del calendario chirurgico dell'ospedale Bonomo".</p> <p>Ieri era stata diffusa la notizia che, a partire dal 1&deg; giugno, sarebbe partita&nbsp;la sospensione totale di tutte le sedute operatorie programmate, secondo un&nbsp;provvedimento d&rsquo;urgenza arrivato dalla Uoc di Anestesia e Rianimazione del presidio ospedaliero andriese.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Mattarella nomina 25 Cavalieri Del Lavoro, due i pugliesi: Sergio Fontana e Giancarlo Negro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1992689/mattarella-nomina-25-cavalieri-del-lavoro-due-i-pugliesi-sergio-fontana-e-giancarlo-greco.html</link>
      <description>Fontana, canosino, è fondatore di Farmalabor ed ex presidente di Confindustria Puglia. Greco viene da Lecce ed è fondatore di Links Management and Technology</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Giancarlo Greco,Sergio Fontana</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1992689/mattarella-nomina-25-cavalieri-del-lavoro-due-i-pugliesi-sergio-fontana-e-giancarlo-greco.html</guid>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 13:33:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato oggi 28 maggio nuovi 25 Cavalieri del Lavoro. Tra gli insigniti ci sono anche due pugliesi: il canosino Sergio Fontana, f<span>ondatore di Farmalabor ed ex presidente di Confindustria Puglia, e il leccese Giancarlo Negro, fondatore di Links&nbsp;Management and Technology, societ&agrave; di consulenza e sviluppo software.</span></p> <p><span>"Questo riconoscimento non rappresenta solo un traguardo personale, ma il premio al lavoro di una squadra straordinaria e a una terra, la Puglia, capace di esprimere innovazione ai massimi livelli - ha dichiarato Sergio Mattarella -. Ho sempre creduto che fare impresa significhi non solo guardare alla crescita aziendale e all'innovazione scientifica, ma anche avere il dovere morale di restituire valore al territorio, sostenendone la cultura, la storia e le giovani generazioni. Da Canosa di Puglia all'Europa, ogni passo &egrave; stato mosso da questa convinzione. Voglio dedicare questa onorificenza a tutti i collaboratori e compagni di viaggio che ogni giorno condividono con me la passione per il lavoro ben fatto, affrontando le sfide con la consapevolezza che la Storia si costruisce giorno dopo giorno, superando ogni ostacolo. Il mio impegno per lo sviluppo economico, scientifico e culturale del nostro Mezzogiorno continua, da oggi con ancora pi&ugrave; forza e convinzione. Grazie al Presidente Mattarella che, insieme ai Ministri Urso e Lollogibrida, mi ha ritenuto meritevole di questa nomina e grazie di cuore a tutti per l'affetto e la vicinanza che mi state dimostrando".</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Andria, smantellata la rete dei falsi incidenti: arrestati anche due medici e l'ex comandante dei carabinieri di Canosa I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1992579/andria-smantellata-la-rete-dei-falsi-incidenti-arrestati-due-carabinieri-due-medici-e-due-avvocati-truffe-da-100mila-euro.html</link>
      <description>Scoperte truffe da 100mila euro a danno delle compagnie assicurative. Altri 26 denunciati: a vario titolo rispondono di falso ideologico in concorso aggravato, frode e depistaggio in processo penale, corruzione e falsità ideologica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>falsi incidenti,arresti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1992579/andria-smantellata-la-rete-dei-falsi-incidenti-arrestati-due-carabinieri-due-medici-e-due-avvocati-truffe-da-100mila-euro.html</guid>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 11:10:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dodici incidenti stradali ritenuti falsi, altri venti episodi ancora al vaglio e un giro d&rsquo;affari che, secondo la Procura di Trani, avrebbe superato i 100mila euro. &Egrave; il perimetro dell&rsquo;inchiesta su un presunto sistema di sinistri simulati finalizzato a ottenere indebiti risarcimenti assicurativi, attraverso verbali, relazioni di servizio e certificazioni mediche che, per gli investigatori, avrebbero dato veste formale a incidenti mai avvenuti o ricostruiti in modo non corrispondente al vero.</p> <p>Il gip del Tribunale di Trani, Rossella Volpe, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto sei misure cautelari personali. Sono finiti in carcere Pasquale Doronzo, carabiniere ed ex comandante della Stazione di Canosa di Puglia; Giuseppe Gobbi e Nicola De Santis, avvocati; Pierluigi Dipalo, carabiniere; e Michele Marcandrea, medico. Arresti domiciliari, invece, per il medico Gianfranco Specchio. Altre 26 persone risultano denunciate in stato di libert&agrave;.</p> <p>Secondo l&rsquo;impostazione accusatoria, il sistema avrebbe avuto pi&ugrave; livelli. Doronzo, nella qualit&agrave; di ufficiale di polizia giudiziaria, avrebbe formato verbali e atti nei quali attestava falsamente l&rsquo;avvenuto intervento per i rilievi di alcuni incidenti stradali, ricevendo dichiarazioni e dando copertura documentale alle pratiche. Un dato, per gli investigatori, anomalo: nei sinistri inizialmente attenzionati ricorreva il suo intervento, pur non risultando impiegato in servizi di pattuglia o perlustrazione.</p> <p>Dipalo, appuntato dei carabinieri, risponde anche di un episodio di presunto depistaggio: con Valentina Di Palma avrebbe cercato di cancellare da remoto mail e chat dal proprio smartphone sequestrato, senza riuscirci per il sistema di sicurezza dell&rsquo;account Google, che richiedeva una verifica tramite sms non superabile perch&eacute; il telefono non era nella sua disponibilit&agrave;.</p> <p>Agli avvocati Gobbi e De Santis viene attribuito, a vario titolo, il ruolo di raccordo e gestione delle pratiche risarcitorie. In alcuni capi, l&rsquo;aggravante contestata &egrave; quella di avere diretto l&rsquo;attivit&agrave; dei concorrenti. I medici Marcandrea e Specchio, invece, avrebbero rilasciato certificati con prognosi, postumi e lesioni ritenute non corrispondenti al vero, funzionali alle richieste di indennizzo. Le contestazioni, formulate a vario titolo, comprendono falso ideologico, frode processuale, depistaggio, corruzione per atto contrario ai doveri d&rsquo;ufficio e falsit&agrave; ideologica in certificati.</p> <p>Nelle carte ricorre anche il tema delle certificazioni mediche considerate seriali. Secondo l&rsquo;accusa, in pi&ugrave; pratiche sarebbero state attestate lesioni con formule ripetute, come &ldquo;cervicalgia da contraccolpo&rdquo; e traumi contusivi a spalla e ginocchio, seguite da prognosi di 10 o 20 giorni e, in alcuni casi, da postumi permanenti quantificati nel 2-3 per cento. Per la Procura, quei documenti avrebbero contribuito a rafforzare le domande di risarcimento presentate alle compagnie assicurative.</p> <p>L&rsquo;indagine, condotta dai carabinieri della Compagnia di Andria tra ottobre 2024 e marzo 2025, nasce da una serie di anomalie: sinistri avvenuti tra Canosa, San Ferdinando e altri centri della Bat, veicoli con targhe straniere ricorrenti, soprattutto romene o bulgare, auto che secondo gli accertamenti non si sarebbero trovate nei luoghi indicati, persone collocate altrove da tabulati telefonici e tracciati Gps. In una prima fase gli investigatori si sono concentrati su otto incidenti accomunati, secondo l&rsquo;ordinanza, dalla presenza di mezzi con targhe estere e dall&rsquo;intervento dello stesso militare.</p> <p>Tra gli episodi contestati c&rsquo;&egrave; un presunto incidente del 30 gennaio 2023 a Canosa tra persone coinvolte nell&rsquo;inchiesta: secondo l&rsquo;accusa, alcuni soggetti si sarebbero presentati come danneggiati, ottenendo un risarcimento complessivo di 12.700 euro. In un altro caso, relativo al 16 ottobre 2023, un veicolo con targa romena indicato in un sinistro non avrebbe mai lasciato il territorio estero. In altre pratiche, invece, sarebbero emerse incompatibilit&agrave; tra i mezzi indicati negli atti, le targhe censite e gli effettivi spostamenti dei veicoli.</p> <p>L&rsquo;ordinanza richiama anche episodi pi&ugrave; risalenti. In un sinistro del 26 settembre 2021 a Canosa, in localit&agrave; Loconia, sarebbe stata coinvolta un&rsquo;Opel Astra con targa romena e una bicicletta: secondo l&rsquo;accusa, la persona indicata come danneggiata avrebbe percepito un risarcimento di 10.386 euro. In un altro caso, del 12 maggio 2022, sarebbero comparsi una Ford Galaxy con targa bulgara e una Hyundai Kona: per quella pratica viene indicato un risarcimento da 16mila euro. Ancora, nelle contestazioni compaiono sinistri del 2022, 2023 e 2024, con richieste o liquidazioni da alcune migliaia di euro fino a oltre 13mila euro.</p> <p>C&rsquo;&egrave; poi il filone corruttivo legato ai certificati. Secondo la Procura, alcuni documenti medici sarebbero stati rilasciati dietro la promessa o il pagamento di somme di denaro, anche di importi contenuti, come 150 euro a certificato. &Egrave; uno dei passaggi che, per gli inquirenti, descrive il funzionamento minuto del sistema: non solo l&rsquo;incidente da costruire, ma anche il fascicolo da completare, la prognosi da allegare, il danno biologico da certificare.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Blitz all'alba tra Foggia e Bat: presa la banda degli assalti ai bancomat in Abruzzo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1992472/blitz-all-alba-tra-foggia-e-bat-smantellata-la-banda-degli-assalti-ai-bancomat-in-abruzzo.html</link>
      <description>L'operazione simultanea a San Severo, Cerignola e Trinitapoli. Alcuni degli indagati erano già in carcere</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>banda della marmotta,blitz,san severo,trinitapoli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1992472/blitz-all-alba-tra-foggia-e-bat-smantellata-la-banda-degli-assalti-ai-bancomat-in-abruzzo.html</guid>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 09:57:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sei persone sono state arrestate nel Foggiano e nel Barlettano in un&rsquo;operazione dei Carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica, in provincia di Teramo, che ha smantellato un commando criminale specializzato in assalti esplosivi ai bancomat. Nei confronti dei sei, tutti dell&rsquo;area geografica in cui sono scattate le catture (San Severo, Cerignola e Trinitapoli), il Gip del Tribunale di Teramo ha emesso un&rsquo;ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della locale Procura della Repubblica, per concorso in tentato furto aggravato, ricettazione, porto illegale in luogo pubblico di materiale esplodente.  L&rsquo;indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Alba Adriatica e dalla Stazione di Martinsicuro, ha fatto piena luce su due tentativi di furto messi a segno lo scorso 25 marzo nella provincia di Teramo: il primo ai danni dello sportello Atm della banca BdM a Colonnella, il secondo all&rsquo;Ufficio Postale di Martinsicuro. Gli investigatori hanno ricostruito la composizione della banda, gli obiettivi e il modus operandi. Il gruppo criminale agiva con il metodo della 'marmott&agrave; (congegno metallico contenente polvere pirica che viene inserito nella fessura del bancomat per farlo saltare in aria). I colpi pianificati nel Teramano erano tuttavia falliti grazie a una chiamata al 112, che aveva permesso l&rsquo;intervento di una pattuglia e la conseguente fuga dei malviventi.  Le successive indagini hanno consentito di individuare tutti i membri del commando e i veicoli utilizzati, tra cui un&rsquo;auto rubata in provincia di Ascoli Piceno, impiegata come mezzo 'pulit&ograve; per fuggire dopo gli assalti. Gli inquirenti hanno accertato che la banda aveva la disponibilit&agrave; di numerosi congegni esplosivi artigianali ad alto potenziale, giudicati dagli esperti potenzialmente micidiali. I sei arrestati sono stati trasferiti in carcere in attesa degli interrogatori di garanzia.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Amministrative, Trani verso la sfida a due: ecco tutte le ipotesi per il Consiglio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1991307/amministrative-trani-verso-la-sfida-a-due-ecco-tutte-le-ipotesi-per-il-consiglio.html</link>
      <description>Il primo turno delle elezioni comunali delinea un quadro chiaro, ma aperto a ogni evoluzione. Al ballottaggio Galiano e Guarriello: ecco come cambiano gli eletti</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>Marco Galiano,Angelo Guarriello,Giacomo Marinaro,Angela Mercorio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1991307/amministrative-trani-verso-la-sfida-a-due-ecco-tutte-le-ipotesi-per-il-consiglio.html</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 11:00:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il primo turno delle elezioni comunali a Trani delinea un quadro chiaro, ma aperto a ogni evoluzione. Marco Galiano, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, si attesta in vantaggio con il 40% delle preferenze. Un risultato che fa ben sperare la sua area politica, ma che non basta per chiudere la partita subito. A dieci punti di percentuale segue Angelo Guarriello per il centrodestra, che ha ottimi motivi per credere nella rimonta e puntare alla carica di sindaco.</p> <p>Giacomo Marinaro e le sue civiche si posizionano poco dietro Guarriello e si candidano a diventare l&rsquo;ago della bilancia in vista del secondo turno. Al contrario Angela Mercorio, con la sua doppia lista civica, e Vito Bran&agrave;, alla guida del Movimento 5 stelle, rimangono penalizzati dai dati numerici delle loro formazioni e rischiano di restare fuori del consiglio comunale.</p> <p>La sfida per la poltrona pi&ugrave; alta del comune apre scenari complessi sulla composizione della futura assise, soprattutto considerando che la coalizione di Giacomo Marinaro otterrebbe un consigliere in pi&ugrave; nell&rsquo;ipotesi di una vittoria di Galiano. In ogni caso non si registrano apparentamenti formali n&eacute; accordi riservati, elementi di cui non si &egrave; parlato durante la campagna elettorale: il secondo turno sar&agrave; una partita giocata sulla libera scelta degli elettori.</p> <p>Tra i candidati consiglieri spicca la prestazione di Tommaso Laurora, di Italia viva, capace di raccogliere oltre 1200 voti. Questo exploit lo pone in pole position per la presidenza del consiglio comunale nell&rsquo;eventualit&agrave; di un&rsquo;affermazione del centrosinistra. Ottimi risultati anche per il vicesindaco uscente Fabrizio Ferrante e l&rsquo;esponente di Forza Italia Pasquale De Toma, che centra la sua settima elezione consecutiva stabilendo un primato di longevit&agrave; nelle istituzioni cittadine.</p> <p>Un elemento di riflessione &egrave; legato all&rsquo;alto numero di schede nulle - circa 1000 - pari al 3% del totale. A fronte di un&rsquo;affluenza significativa - pari al 65% - l&rsquo;errata interpretazione delle modalit&agrave; di voto ha spinto molti presidenti di seggio ad annullare le schede influenzando i conteggi finali.</p> <p>Ma ecco la mappa del consiglio comunale, secondo i due possibili esiti del ballottaggio.</p> <p><span class="GN4_pre">SCENARIO 1: GALIANO SINDACO</span> <span class="GN4_post"> Maggioranza - 20 seggi. Partito democratico (7 seggi): Fabrizio Ferrante (937 preferenze), Nicola Di Pinto detto Nico (409), Federica Cuna (394), Amalia Palma detta Lilli (278), Ines Maria Fabbretti (269), Nicola Ventura (253), Daniele Santoro (243). Per Trani (3 seggi): Giovanni Di Leo (648 preferenze), Antonio Befano (358), Irene Cornacchia (213). Italia viva (4 seggi): Tommaso Laurora (1.231 preferenze), Sabrina Di Cugno (423), Felice Corraro (401), Mariangela Scialandrone (347). Alleanza Verdi e Sinistra (2 seggi): Francesca Zitoli (429 preferenze), Vincenzo Topputo (348). Puglia popolare (4 seggi): Donata Di Meo (734 preferenze), Francesca Lestingi (364), Domenico Briguglio (229), Francesco Corallo (172).</span></p> <p>Minoranza - 12 seggi. Fratelli d&rsquo;Italia (3 seggi): Ornella Gelso (513 preferenze), Roberto Gargiuolo (504), Emanuele Cozzoli (467). Angelo Guarriello sindaco (1 seggio): Raffaella Merra (516 preferenze). Forza Italia-Ppe (1 seggio): Pasquale De Toma (817 preferenze). Trani libera (1 seggio): Michele Centrone (293 preferenze). Giacomino sindaco per Trani (2 seggi): Antonio Loconte (637 preferenze), Patrizia Cormio (420 preferenze). Prossima mente Trani (1 seggio): Rosa Uva (356 preferenze). Marinaro sindaco per Trani (1 seggio): Carlo Ruggiero (496 preferenze). Angelo Guarriello, Giacomo Marinaro.</p> <p><span class="GN4_pre">SCENARIO 2: GUARRIELLO SINDACO</span> <span class="GN4_post"> Maggioranza - 20 seggi. Fratelli d&rsquo;Italia (8 seggi): Ornella Gelso (513 preferenze), Roberto Gargiuolo (504), Emanuele Cozzoli (467), Raimondo Lima (465), Luca Cavalieri (303), Rosanna Simone (299), Giuseppe De Simone detto Professore (296), Antonietta Mescia (240). Angelo Guarriello sindaco (5 seggi): Raffaella Merra (516 preferenze), Maria Grazia Cinquepalmi (425), Pasquale Mininni Jannuzzi (284), Francesco Di Savino (189), Michele Ferro (173). Forza Italia-Ppe (5 seggi): Pasquale De Toma (817 preferenze), Cristoforo Todisco (727), Anna Figliolia (615), Valentina Vania (558), Fabrizio Sotero (237). Trani libera (2 seggi): Michele Centrone (293 preferenze), Francesco Altamura (159).</span></p> <p>Minoranza - 12 seggi. Partito democratico (3 seggi): Fabrizio Ferrante (937 preferenze), Nicola Di Pinto detto Nico (409), Federica Cuna (394). Italia viva (1 seggio): Tommaso Laurora (1.231 preferenze). Popolari (1 seggio): Donata Di Meo (734 preferenze). Per Trani (1 seggio): Giovanni Di Leo (648 preferenze). Alleanza Verdi e Sinistra (1 seggio): Francesca Zitoli (429 preferenze). Giacomino sindaco per Trani (1 seggio): Antonio Loconte (637 preferenze). Prossima mente Trani (1 seggio): Rosa Uva (356 preferenze). Marinaro sindaco per Trani (1 seggio): Carlo Ruggiero (496 preferenze). Marco Galiano, Giacomo Marinaro.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Andria, il record della riconferma di Giovanna Bruno: «Così è stato premiato il lavoro di questi anni»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1991306/andria-il-record-della-riconferma-di-giovanna-bruno-cosi-e-stato-premiato-il-lavoro-di-questi-anni.html</link>
      <description>Il 77% di preferenze ha portato la sua vittoria agli onori della cronaca nazionale: è stata la vittoria più schiacciante del centrosinistra in Italia</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>giovanna bruno,sindaca</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1991306/andria-il-record-della-riconferma-di-giovanna-bruno-cosi-e-stato-premiato-il-lavoro-di-questi-anni.html</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 11:00:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un risultato destinato a lasciare il segno nella politica locale ma anche in quella nazionale. Il 77% di preferenze che ha portato alla sua riconferma a sindaca di Andria, hanno portato Giovanna Bruno agli onori della cronaca nazionale. &Egrave; stata la vittoria pi&ugrave; schiacciante del centrosinistra in Italia.</p> <p><strong>Sindaca, qual &egrave; l&rsquo;elemento che ha inciso di pi&ugrave; nel consenso plebiscitario?</strong></p> <p>&laquo;Credo abbia pesato tanto, l&rsquo;esserci stata sempre non solo in campagna elettorale. Con garbo, con idee, con i contenuti e con i fatti. La gente ha visto quello che &egrave; cambiato in citt&agrave;, ma anche il lavoro nascosto che la collettivit&agrave; ha fatto per rimettersi in carreggiata&raquo;</p> <p><strong>La telefonata e il messaggio di complimenti che le ha regalato pi&ugrave; gioia?</strong></p> <p>&laquo;&rdquo;Esagerata&rdquo;, questa &egrave; stata la parola pi&ugrave; ricorrente che tutto il mondo della politica nazionale e locale ha usato. La telefonata pi&ugrave; bella &egrave; stata quella dei miei familiari che luned&igrave; pomeriggio erano al mio comitato, in attesa del mio arrivo, mentre ero abbracciata alla vestaglia in ricordo di mia mamma. A lei ho dedicato la vittoria del primo mandato, questa volta va alla citt&agrave;. Le mie prime parole sono state &ldquo;Andria Fidelis nostris affixa medullis&rdquo;, la frase di Federico II rivolta alla fedelt&agrave; degli andriesi&raquo;.</p> <p><strong>Decisivi anche il campo largo e la preparazione di una coalizione ampia?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; probabile che lo schema semplificato abbia aiutato. Se avessi fatto prevalere il personalismo non avremmo avuto questo scatto di maturit&agrave;. Anche se mi rendo come il campo largo in altre citt&agrave; (vedi Venezia) non ha prodotto lo stesso risultato&raquo;.</p> <p><strong>Tanto voto disgiunto che ha privilegiato la sua persona. Dove si ferma il personalismo?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; indubbio che il lavoro quotidiano &egrave; stato fatto intorno alla mia persona come elemento trascinatore. Ma era gi&agrave; successo nelle mie precedenti candidature a sindaco, di prendere pi&ugrave; voti delle liste. Questa volta parliamo del +3%, quindi anche le liste hanno lavorato bene&raquo;.</p> <p><strong>Con questi numeri si crea una maggioranza solida: niente difficolt&agrave; del recente passato?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; vero. Tante difficolt&agrave;, ma amplificate da una parte di circuito interno, che viene smascherato in questa competizione elettorale. &Egrave; arrivato un messaggio chiaro, abbiamo portato a casa 650 provvedimenti&raquo;.</p> <p><strong>Quando sar&agrave; ufficializzata la giunta?</strong></p> <p>&laquo;Aspettiamo la proclamazione. Dovranno passare una decina di giorni prima di ufficializzare la mia squadra di lavoro, anche per far completare i lavori alla commissione elettorale appena insediata&raquo;.</p> <p><strong>Qual &egrave; la prima cosa che far&agrave; ?</strong></p> <p>&laquo;Le cose con cui abbiamo concluso il primo mandato. Per esempio, l&rsquo;apertura della piscina. E poi affidamento lavori dell&rsquo;ex carcere e della piazza di Santa Maria Vetere. Cos&igrave; come i lavori della tangenziale, la concessione degli impianti sportivi, l&rsquo;avviso per assegnazione di alloggi di edilizia residenziale e pubblica e l&rsquo;avviso pubblico per gli ossari al cimitero, la programmazione del Festival Castel dei Mondi&raquo;.</p> <p><strong>La spaventa la scadenza al 30 giugno dei lavori con i fondi Pnrr, visto i ritardi dei cantieri?</strong></p> <p>&laquo;Andria ha uno step avanzato in merito al raggiungimento dell&rsquo;80% dell&rsquo;esecuzione dei lavori. In alcuni casi lo abbiamo gi&agrave; superato, come per i Pinqua. Ma ci sono altri casi come il Palazzo Ducale, che si interfaccia con la Sovrintendenza e che porta con s&eacute; ritardi fisiologici. Come Anci ci siamo mobilitati da tempo, quel termine sar&agrave; procrastinato&raquo;.</p> <p><strong>Dopo la vittoria, ha detto &laquo;Io resto qui&raquo;.</strong></p> <p>&laquo;Un messaggio di ringraziamento alla citt&agrave;, che non pu&ograve; essere tradita. Come non &egrave; successo nel primo mandato. Chi mi conosce, sa come sono fatta&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Finalmente una risposta dallo Stato. Mio figlio cosa c'entrava con la mafia?»: parla la mamma di Francesco Diviesti</title>
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      <description>«Era incensurato, lavorava nel negozio del padre come parrucchiere, a sua volta era padre e non andava in giro la notte. Aveva un giro di conoscenti che non mi piaceva, ne abbiamo discusso, ma il ruolo di genitore è sempre complesso»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Francesco Diviesti,Maria Marzocca</category>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Questa &egrave; la risposta dello Stato che aspettavamo e che &egrave; arrivata dopo un anno e per noi &egrave; una grande soddisfazione anche perch&eacute; conferma ci&ograve; che noi avevamo gi&agrave; detto e pensato sugli indagati&raquo;, ovvero &laquo;che sono pericolosi&raquo;. &Egrave; quanto dichiara Maria Marzocca, che cos&igrave; commenta l'arresto dei presunti autori del delitto di suo figlio, Francesco Diviesti di 26 anni di Barletta, ucciso un anno fa. Gli arresti sono stati eseguiti nell&rsquo;ambito di una inchiesta coordinata da Dda di Bari e dalla Procura speciale anticorruzione di Tirana, supportate da Eurojust.</p> <p>&laquo;Abbiamo sentito parlare oggi di mafia albanese, di traffico internazionale di droga ma ho sempre la stessa domanda: mio figlio che c'entrava in questi contesti?&raquo;, si domanda la donna, spiegando che il 26enne, che era incensurato, &laquo;lavorava nel negozio del padre come parrucchiere, a sua volta era padre e non andava in giro la notte&raquo;. &laquo;Certo - ammette - aveva un giro di conoscenti che non mi piaceva, ne abbiamo discusso, ma il ruolo di genitore &egrave; sempre complesso&raquo;. Gli arresti &laquo;per me e la mia famiglia sono solo l&rsquo;inizio e ringraziamo le forze dell&rsquo;ordine in cui abbiamo sempre riposto fiducia&raquo;, continua, confessando di "aver avuto paura. Come gli amici di Francesco, perch&eacute; queste sono persone pericolose ma io non potevo fermarmi: mi hanno strappato la pelle, il mio cuore e non avevo alternative&raquo;.</p> <p>&laquo;I genitori di Francesco non vogliono vendetta ma giustizia e la giustizia si ha con l&rsquo;accertamento della verit&agrave;. Questa &egrave; una prima fase e quando ci saranno le condanne, forse, i loro animi si acquieteranno&raquo;, dice Michele Cianci, difensore della famiglia Diviesti.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, creare rete per la distribuzione di farmaci ospedalieri in un locale nell'ospedale Mons. Dimiccoli</title>
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      <description>L’Asl Bt punta a coinvolgere le associazioni e gli enti del terzo settore per l’attivazione della consegna a domicilio dei medicinali</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>asl bat,farmaci</category>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:00:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Distribuzione di alcuni farmaci in un locale adibito presso l&rsquo;ospedale Mons. Dimiccoli e coinvolgimento di associazioni ed enti del terzo settore per l&rsquo;attivazione della consegna a domicilio dei medicinali. Sono le soluzioni prospettate dal commissario straordinario della Asl Bt Tiziana Dimatteo in III commissione regionale Sanit&agrave; per provare a superare i disservizi della farmacia distrettuale di Barletta, che oggi &egrave; nei locali del vecchio ospedale, in piazza Umberto I.</p> <p>A sollevare il tema nei mesi scorsi era stato il presidente del consiglio comunale e consigliere regionale di Forza Italia, Marcello Lanotte.</p> <p>La prima denuncia &egrave; datata addirittura novembre 2024. In quella circostanza, alla luce di aperture ridotte ai soli giorni di luned&igrave; (mezza giornata) e gioved&igrave; (orario continuato), Lanotte aveva scritto una lettera alla direttrice generale della Asl Bt Tiziana Dimatteo, chiedendole di intervenire per implementare il servizio. Un mese dopo, era il 20 dicembre 2024, la Asl Bt comunicava il nuovo calendario delle aperture, estese a tutti i giorni della settimana con differenziazione per&ograve; dettata dalla tipologia dei farmaci.</p> <p>A inizio 2026, Lanotte era tornato sul tema denunciando una erogazione del servizio limitata solo al luned&igrave; (dalle 9 alle 13), al gioved&igrave; (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17) e al venerd&igrave; (dalle 9 alle 13) esclusivamente per il ritiro dei dispositivi medicali. Lo stesso consigliere regionale si era poi recato presso i locali del vecchio ospedale riscontrando disagi evidenti. Lunghe file, persone anziane, malati cronici o caregiver in piedi per ore, magari con un bastone, per poter ritirare un farmaco. Spesso, per potersi assicurare un numerino c&rsquo;&egrave; chi fa capolino all&rsquo;ingresso della farmacia gi&agrave; a partire dalle 6 del mattino, nonostante l&rsquo;apertura sia prevista alle ore 9.</p> <p>La vicenda &egrave; arrivata quindi in commissione ed il commissario Dimatteo, in procinto di cedere il testimone della direzione della Asl Bt, ad Alessandro Di Bello, ha provato a fornire la sua lettura dei fatti prospettando soluzioni per superare le difficolt&agrave;. Secondo Dimatteo &egrave; aumentato in maniera importante il numero degli utenti e con essi anche la quantit&agrave; dei farmaci da distribuire. Una situazione, questa, sempre secondo il commissario straordinario Asl Bt, comune alle altre farmacie territoriali della Bat ad Andria e Trani.</p> <p>Per Dimatteo, alla base delle lunghe file c&rsquo;&egrave; anche il comportamento di chi, recandosi alle 6 all&rsquo;ingresso della farmacia, guadagna s&igrave; una posizione privilegiata, ma si assicura anche biglietti che poi vengono distribuiti ad altri utenti arrivati in un secondo momento. Un comportamento ritenuto non corretto.</p> <p>Per provare a superare i disagi le proposte della Asl Bt sono due. &laquo;I farmaci ospedalieri - ha affermato Dimatteo - possono essere dispensati direttamente presso l&rsquo;ospedale Mons. Dimiccoli di Barletta. L&igrave; abbiamo individuato uno spazio che abbiamo gi&agrave; svuotato e stiamo rifunzionalizzando. Questo permetter&agrave; ai pazienti in dimissione ospedaliera di poter ricevere il farmaco direttamente in una sede dedicata all&rsquo;interno dell&rsquo;ospedale. Cos&igrave; si andrebbe gi&agrave; a ridurre il numero degli utenti della farmacia territoriale di piazza Umberto I&raquo;.</p> <p>La seconda soluzione prospettata dal commissario Dimatteo riguarda associazioni ed enti del Terzo settore. &laquo;Abbiamo gi&agrave; avviato in altri centri della provincia la consegna a domicilio dei farmaci. Si tratta di una attivit&agrave; gi&agrave; sperimentata durante il covid. Abbiamo rivolto un avviso agli enti del terzo settore di Barletta per individuare associazioni, che con il rimborso delle sole spese, possano portare ad alcuni pazienti, come ad esempio gli anziani senza caregiver, il farmaco a domicilio&raquo;. Quest&rsquo;ultima soluzione &egrave; stata ben accolta dal consigliere Lanotte che ha, invece, respinto quella della suddivisione del servizio in pi&ugrave; luoghi.</p> ]]></content:encoded>
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