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    <title>CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI: ultime notizie e news di oggi di Barletta, Andria e Trani in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>Barletta, tentato furto nell’agenzia assicurativa del consigliere Basile: 2 arresti, decisiva la segnalazione di alcuni stranieri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1983141/barletta-tentato-furto-nellagenzia-assicurativa-del-consigliere-basile-3-arresti-decisiva-la-segnalazione-di-alcuni-stranieri.html</link>
      <description>Sul posto i carabinieri avrebbero sorpreso quattro persone mentre cercavano di introdursi nei locali. Tre sono state bloccate e arrestate, mentre una quarta sarebbe riuscita a fuggire. Si tratterebbe di uomini originari di Barletta</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (viviana minervini)</author>
      <category>consigliere Basile,tentato furto</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 09:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe stata la segnalazione di alcuni cittadini stranieri, rimasti anonimi, a consentire ai carabinieri di sorprendere la banda in azione nel cuore della notte e sventare il colpo ai danni dell&rsquo;agenzia assicurativa del consigliere comunale di Barletta Flavio Basile.</p> <p>Il tentato furto &egrave; avvenuto la scorsa notte in via Girondi 12, nel pieno centro cittadino, all&rsquo;interno dell&rsquo;agenzia &ldquo;Flavio Basile Groupe&rdquo;. Secondo quanto ricostruito, intorno alle 4:00 le forze dell&rsquo;ordine sarebbero intervenute dopo alcune segnalazioni relative a movimenti sospetti davanti all&rsquo;attivit&agrave; commerciale.</p> <p>Sul posto i carabinieri avrebbero sorpreso 3 persone mentre cercavano di introdursi nei locali. Due sono state bloccate e arrestate, mentre una terza sarebbe riuscita a fuggire. Si tratterebbe di uomini originari di Barletta, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio.</p> <p>I danni all&rsquo;attivit&agrave; commerciale sono ingenti. I malviventi avrebbero divelto una telecamera di videosorveglianza, forzato e squarciato la serranda d&rsquo;ingresso e preso a calci una vetrata interna nel tentativo di aprirsi un varco.</p> <p>Determinante, secondo quanto emerso, sarebbe stato il rapido intervento dei carabinieri, allertati proprio da alcuni cittadini stranieri che avrebbero notato movimenti sospetti e ripreso parte della scena con un cellulare, consegnando poi il video agli investigatori.</p> <p>I tre arrestati sono stati interrogati e il pubblico ministero Francesca Valerio avrebbe proposto per loro la misura degli arresti domiciliari. Basile, difeso dal legale Michele Cianci, ha formalizzato la denuncia per il tentato furto e per i danni subiti dall&rsquo;agenzia.</p> <p>&laquo;La polizia ha citofonato a casa mia alle 4.30 per avvisarmi dell'accaduto: &egrave; stato un risveglio tremendo - ha raccontato il consigliere comunale -. Voglio ringraziare quei cittadini stranieri che hanno segnalato tutto alle forze dell&rsquo;ordine e hanno preferito restare anonimi, senza di loro non avremmo garantito alla giustizia i presunti responsabili&raquo;.</p> <p><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_19/WhatsApp_Image_2026-05-19_at_09.24.04-1779176140535.jpeg" alt="" width="1920" height="1440" /></p> <p></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Trani, la discussione tra autista e passeggero 15enne degenera: indaga la polizia dopo l'aggressione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1983140/trani-la-discussione-tra-autista-e-passeggero-15enne-degenera-indaga-la-polizia-dopo-l-aggressione.html</link>
      <description>L'autista del bus avrebbe più volte rimproverato un passeggero minorenne per atteggiamenti poco civili adottati sul mezzo. Ne sarebbe nata una lite e i due dalle parole sarebbero passati alle mani</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lite,bus,autista,minorenne</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 09:21:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una discussione a bordo di un bus di linea a Trani tra l&rsquo;autista e un passeggero 15enne si &egrave; trasformata in una aggressione i cui contorni sono ancora da chiarire. &Egrave; quanto accaduto nella tarda mattinata di ieri. L'autista del bus avrebbe pi&ugrave; volte rimproverato un passeggero minorenne per atteggiamenti poco civili adottati sul mezzo. Ne sarebbe nata una lite e i due dalle parole sarebbero passati alle mani, provocandosi vicendevolmente lesioni. La polizia, che indaga sull'accaduto, sta ricostruendo l&rsquo;episodio per accertare chi abbia colpito l&rsquo;altro.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Crollo ponte Trigno, la Guardia costiera cerca l'auto del disperso di Bisceglie Domenico Racanati con il metal detector</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1983106/crollo-ponte-trigno-la-guardia-costiera-cerca-l-auto-del-disperso-di-bisceglie-domenico-racanati-con-il-metal-detector.html</link>
      <description>La moglie sui social: «Abbiamo la sensazione di essere stati dimenticati»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie,domenico racanati</category>
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      <pubDate>Mon, 18 May 2026 18:49:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono riprese nel primo pomeriggio di oggi le ricerche di Domenico Racanati, il pescatore di Bisceglie scomparso nel crollo del ponte sul Trigno tra Abruzzo e Molise il 2 aprile scorso: il corpo dell&rsquo;uomo non &egrave; stato ancora ritrovato. </p> <p>La Guardia costiera, su delega del procuratore capo di Larino, Elvira Antonelli, ha ripreso le attivit&agrave; dopo alcune settimane di stop con un metal detector. Le attrezzature puntano a verificare la presenza sotto il troncone di ponte collassato dell&rsquo;auto di Racanati. </p> <p>Nelle ultime ore la moglie dell&rsquo;uomo ha scritto sui social. "Ho visto il Presidente Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni recarsi a Modena per portare vicinanza ai feriti e ringraziare i soccorritori dopo la tragedia dell&rsquo;auto piombata sulla folla. Ed &egrave; giusto che lo abbiano fatto. Ma in quel momento mi sono chiesta: perch&eacute; nessuno ha fatto lo stesso per noi? Mio marito, Mino Racanati, da quasi due mesi &egrave; ancora sepolto nella foce del fiume Trigno dopo il crollo del ponte. Due mesi di attesa, di dolore, di speranze distrutte e di silenzio. In tutto questo tempo non abbiamo visto nessun rappresentante dello Stato fermarsi davvero davanti alla nostra tragedia, guardarci negli occhi, ascoltare il nostro dolore. Abbiamo avuto la sensazione di essere stati dimenticati. Come se questa vicenda non fosse importante. Come se mio marito non fosse una persona&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Trani, il rebus dell’ex convento agostiniano in abbandono da anni: «Peccato non averlo riutilizzato»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1983031/trani-il-rebus-dellex-convento-agostiniano-in-abbandono-da-anni-peccato-non-averlo-riutilizzato.html</link>
      <description>Il sindaco Bottaro: «La Asl avrebbe potuto usarlo come sede della direzione generale dell’azienda sanitaria». La storia dell'immobile per lungo tempo al centro di una disputa sulla proprietà tra il Comune e la Asl Bt</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>convento,trani</category>
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      <pubDate>Mon, 18 May 2026 12:55:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;I matrimoni si fanno in due, e da solo non mi potevo sposare&raquo;. Parole del sindaco ormai uscente, Amedeo Bottaro, sul mancato accordo con la Asl Bt per il riutilizzo a fini istituzionali dell&rsquo;ex convento agostiniano di piazza Gradenigo. Infatti, la riapertura dell&rsquo;altra sera della piazza ha restituito alla citt&agrave; uno scorcio inatteso e, per molti versi, inedito: la scelta condivisa di non impiantare alberature sul lato della piazza prospiciente la chiesa di Sant&rsquo;Agostino ha fatto emergere in tutta la sua pregevolezza l&rsquo;ex convento agostiniano annesso, rimasto per anni in secondo piano. Ed &egrave; proprio quella visibilit&agrave; ritrovata ad alimentare un interrogativo tanto antico quanto urgente: cosa sar&agrave; di quell&rsquo;immobile abbandonato da decenni?</p> <p><strong><span class="GN4_pre">LA STORIA DELL&rsquo;IMMOBILE</span></strong> <span class="GN4_post"> Gi&agrave; ospedale della citt&agrave;, poi sede della scuola media Giovanni Bovio, il convento agostiniano, al suo interno puntellato in pi&ugrave; parti per problemi di staticit&agrave;, &egrave; rimasto per lungo tempo al centro di una disputa sulla propriet&agrave; tra il Comune di Trani e la Asl Bt. Un contenzioso di cui non &egrave; chiaro se l&rsquo;esito sia stato definitivamente sancito, ma che non ha impedito, all&rsquo;inizio del mandato di Amedeo Bottaro, la sottoscrizione di un protocollo d&rsquo;intesa siglato nel 2016 tra il Comune, la stessa Asl Bt e la Regione Puglia. L&rsquo;accordo prevedeva il riutilizzo dell&rsquo;immobile a fini istituzionali, con l&rsquo;evidente intenzione comune di ubicarvi la direzione generale dell&rsquo;azienda sanitaria, trasferendola da Andria a Trani.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">DIECI ANNI DI ATTESA</span></strong> <span class="GN4_post"> A distanza di un decennio, tuttavia, nulla di tutto questo si &egrave; concretizzato. L&rsquo;immobile &egrave; ancora abbandonato, la direzione generale della Asl Bt &egrave; rimasta ad Andria e il protocollo d&rsquo;intesa appare essere rimasto lettera morta. Al sindaco Amedeo Bottaro, a conclusione del suo mandato, abbiamo dunque chiesto cosa non abbia funzionato. Il matrimonio cui allude &egrave; quello con la Asl Bt: l&rsquo;idea era di riconoscere formalmente la propriet&agrave; dell&rsquo;immobile in capo all&rsquo;azienda sanitaria e, al tempo stesso, convincerla ad investirvi, collocandovi la direzione generale, gli uffici di tutta la Asl Bt e, perch&eacute; no, alcuni uffici comunali gi&agrave; in raccordo operativo con la stessa azienda. &laquo;Volevamo creare un grande contenitore - ha spiegato - con le risorse alle quali l&rsquo;Asl avrebbe potuto facilmente accedere&raquo;.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">LA QUESTIONE DELLA PROPRIET&Agrave;</span> </strong><span class="GN4_post"> La matassa, peraltro, &egrave; tutt&rsquo;altro che dipanata. L&rsquo;immobile risulta accatastato alla Asl Bt e non ha mai fatto parte del patrimonio comunale. Eppure l&rsquo;azienda sanitaria continua a sostenere di non averne la certezza, adducendo come pretesto il fatto di non voler investire in un bene che non considera proprio. Una posizione che Bottaro non esita a smontare: &laquo;L&rsquo;Asl formalmente dice il contrario - osserva - &egrave; nel suo patrimonio. Quando sostiene il contrario, un po&rsquo; si nasconde. Se vuole riconoscere la propriet&agrave; al Comune, lo scriva, lo dica: aiuter&ograve; gratuitamente il prossimo sindaco a trovare i finanziamenti per ristrutturarlo e farcelo nostro. Ma credo che non accadr&agrave; mai, perch&eacute; l&rsquo;Asl non fa altro che affermare formalmente che il bene &egrave; suo, per poi talvolta giustificarsi sostenendo di non averne la certezza&raquo;.</span></p> <p>A complicare ulteriormente il quadro vi sarebbe anche il timore di una possibile reazione politica ad Andria, citt&agrave; in cui la Asl Bt ha attualmente la propria sede - peraltro in affitto. Ed &egrave; proprio questo dettaglio che, secondo Bottaro, rende l&rsquo;operazione non soltanto opportuna, ma razionalmente inattaccabile: &laquo;Ristrutturare un bene proprio &egrave; una spesa di investimento - argomenta ,- mentre il fitto &egrave; una spesa corrente. La Corte dei Conti ci insegna come siano cose completamente diverse&raquo;.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">L&rsquo;AUSPICIO PER IL FUTURO</span></strong> <span class="GN4_post"> La discontinuit&agrave; nelle diverse direzioni generali della Asl Bt &egrave; stata, secondo Bottaro, un ulteriore elemento frenante. L&rsquo;auspicio, ora, &egrave; che il prossimo sindaco raccolga il testimone e riprenda il filo interrotto: &laquo;Partendo da questo fronte meraviglioso - ha concluso - e vedendo quanto &egrave; bello, la stessa Asl potr&agrave; comprendere che bisogna assolutamente decidere cosa fare: metterci mano, ristrutturarlo e probabilmente destinarlo a quello che inizialmente si era deciso. Mi auguro che ci sia il tempo per sedersi al tavolo e ragionare in questa direzione, che ritengo sia quella assolutamente pi&ugrave; giusta&raquo;.</span></p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Bat, altro che terra di confine: divampa l’allarme sicurezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982936/bat-altro-che-terra-di-confine-divampa-lallarme-sicurezza.html</link>
      <description>I motivi di inquietudine consegnati dagli amministratori al ministro Piantedosi. E ancora una volta si chiede il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine</description>
      <author>Viviana Minervini</author>
      <category>barletta,piantedosi</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 15:42:44 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Pi&ugrave; uomini, pi&ugrave; telecamere, pi&ugrave; coordinamento. Ma anche una lettura meno provinciale dei fenomeni criminali, perch&eacute; la Bat non &egrave; pi&ugrave; soltanto una terra di confine: &egrave; un territorio attraversato da reti che si muovono tra Bari, Foggia e, in alcuni casi, oltre l&rsquo;Italia. &Egrave; questa la sintesi emersa dal comitato per l&rsquo;ordine e la sicurezza pubblica convocato venerd&igrave; scorso in prefettura a Bari, alla presenza del ministro dell&rsquo;Interno Matteo Piantedosi, dei vertici delle forze dell&rsquo;ordine e degli amministratori.</p> <p>Il ministro ha ripreso il filo della sua presenza a Barletta del 30 ottobre 2023, quando fu affrontato il tema degli organici. Allora arrivarono cinquanta uomini in pi&ugrave; per la polizia di Stato, come ha ricordato anche il procuratore di Trani Renato Nitti. Ma il nodo resta aperto per carabinieri e guardia di finanza: nella Bat il rapporto &egrave; di un carabiniere ogni mille abitanti, peggiore della media nazionale. Per Nitti occorre consolidare squadre investigative stabili, capaci di seguire i fenomeni predatori senza limitarsi a rincorrerli.</p> <p>Piantedosi ha insistito sulla necessit&agrave; di superare i confini amministrativi. &laquo;Se ci fermassimo a un&rsquo;idea di delimitazione territoriale commetteremmo errori enormi&raquo;, ha detto, spiegando che le organizzazioni criminali mantengono una matrice locale, ma hanno una naturale capacit&agrave; di espansione. Vale per le mafie autoctone, per le presenze foggiane e baresi, per le organizzazioni che trovano nel narcotraffico un terreno comune di affari.</p> <p>Su questa cornice si sono innestate le richieste degli amministratori. Il presidente della provincia Bernardo Lodispoto ha ricordato il peccato originale della Bat: una provincia nata senza alcuni pres&igrave;di fondamentali di legalit&agrave;. &laquo;La Bat &egrave; una terra meravigliosa che ha bisogno di sostegno e attenzione&raquo;, ha detto, ringraziando il ministro perch&eacute; &laquo;ha gi&agrave; dimostrato coerenza e volont&agrave; di mantenere gli impegni&raquo; e perch&eacute; ha garantito &laquo;uno sforzo ulteriore per potenziare gli organici delle forze dell&rsquo;ordine&raquo; e risorse per la videosorveglianza.</p> <p>Il tema della sicurezza urbana &egrave; stato collegato da Amedeo Bottaro anche allo sviluppo. &laquo;Abbiamo rappresentato con forza la necessit&agrave; di un ulteriore potenziamento degli organici&raquo;, ha spiegato il sindaco di Trani, parlando di una provincia &laquo;sempre pi&ugrave; esposta a fenomeni criminali provenienti soprattutto dai territori limitrofi&raquo;. Per Bottaro &laquo;la sicurezza non pu&ograve; essere considerata soltanto un tema legato all&rsquo;ordine pubblico&raquo;, ma &egrave; condizione per tutelare famiglie, attivit&agrave; economiche, commercio, turismo e qualit&agrave; della vita.</p> <p>Dentro lo stesso alveo rientra la movida estiva, tema sollevato dal sindaco di Barletta Cosimo Cannito: l&rsquo;obiettivo &egrave; evitare che orari differenti tra locali e discoteche favoriscano lo spostamento dei giovani da una citt&agrave; all&rsquo;altra, complicando controlli e prevenzione. &laquo;Ci sar&agrave; presto un tavolo di concertazione tra tutti i sindaci dell&rsquo;area costiera per evitare il nomadismo della movida&raquo;, ha spiegato il primo cittadino.</p> <p>Giovanna Bruno, sindaca di Andria, ha posto invece il tema della distanza tra dati e percezione. Anche quando alcuni reati predatori risultano in calo, ha osservato, nei cittadini resta alta la percezione di insicurezza, soprattutto davanti ai fenomeni giovanili e ai luoghi di intrattenimento. Da qui la necessit&agrave; di rafforzare anche le polizie locali, chiamate a compiti sempre pi&ugrave; ampi ma con organici limitati. Per Bruno, tecnologie e videosorveglianza sono decisive, ma non bastano: &laquo;La nostra preoccupazione &egrave; prevenire il pi&ugrave; possibile&raquo;.</p> <p>Le telecamere restano il filo comune. BatCam, progetto della Questura di Andria esteso ai dieci Comuni Bat, censisce impianti per consentire alla polizia di individuare le immagini utili. Barletta dispone di oltre duecento telecamere, ma la manutenzione pesa sui bilanci. &laquo;Abbiamo ha proposto una riduzione dell&rsquo;Imu per i commercianti che mettono gli impianti a disposizione della polizia &ndash; ha ricordato Cannito -, ma hanno aderito soltanto quattro attivit&agrave;: pesa anche la diffidenza segnalata dagli esercenti, secondo cui avventori potrebbero evitare locali sapendo della presenza di telecamere collegate alla rete investigativa&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Mio suocero 83enne spinto in una pozzanghera da ragazzini e abbandonato»: a Bisceglie l'indignazione dei cittadini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982870/mio-suocero-83enne-spinto-in-una-pozzanghera-da-ragazzini-e-abbandonato-a-bisceglie-l-indignazione-dei-cittadini.html</link>
      <description>La nuora della vittima: «Intervenga il sindaco per garantire sicurezza». L'uomo è anche invalido al 100%: le sue condizioni fisiche fortunatamente non destano particolari preoccupazioni</description>
      <author>vito troilo</author>
      <category>ragazzini,anziano aggredito</category>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 13:04:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un episodio abietto, che ha scatenato il coro unanime di indignazione sui social. Un uomo di 83 anni, invalido al 100%, &egrave; stato aggredito da un gruppetto composto da quattro, forse cinque giovanissimi nel tardo pomeriggio di mercoled&igrave;. L&rsquo;83enne, in transito lungo via Fragata, nel rione Seminario, &egrave; stato raggiunto dai ragazzini poco dopo le 19.30. &laquo;Si trovava tranquillamente per strada quando gli assalitori lo hanno spinto con forza facendolo finire in una pozzanghera per poi allontanarsi ridendo&raquo; ha raccontato la nuora dell&rsquo;anziano, rivelando l&rsquo;accaduto e rivolgendosi alle istituzioni, nello specifico al sindaco Angelantonio Angarano. &laquo;Chiedo al primo cittadino di verificare la possibilit&agrave; dell&rsquo;adozione di provvedimenti al fine di garantire maggiore sicurezza nell&rsquo;area&raquo;.</p> <p>Il malcapitato, rimasto stordito per terra, &egrave; stato in seguito soccorso da alcuni passanti che hanno avvertito i familiari: &laquo;Mio suocero per fortuna sta bene. Le sue condizioni fisiche non destano particolari preoccupazioni: ha riportato un gonfiore alla mano. Lo abbiamo trasportato in ospedale per consentire tutti gli accertamenti medici necessari, considerata l&rsquo;et&agrave; avanzata&raquo;. L&rsquo;anziano, accompagnato dai congiunti, ha sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri, che hanno avviato le indagini con l&rsquo;intenzione di individuare i responsabili. L&rsquo;impiego delle telecamere di videosorveglianza dei sistemi pubblici e dei circuiti privati della zona sar&agrave; fondamentale per risalire all&rsquo;identit&agrave; di coloro che si sono resi protagonisti di un atto cos&igrave; insulso.</p> <p>La diffusione della notizia ha provocato un&rsquo;ondata di solidariet&agrave; nei confronti della vittima e scatenato la rabbia dei biscegliesi. &laquo;​In quel fango non &egrave; caduto solo un uomo fragile ma l&rsquo;idea stessa di comunit&agrave;, il patto silenzioso che vuole che i giovani proteggano chi &egrave; pi&ugrave; fragile&raquo; ha commentato il ristoratore Antonio Mastrototaro. &laquo;Gli anziani sono le nostre radici, sono la memoria storica delle nostre strade. Vedere la loro dignit&agrave; calpestata per il divertimento di un branco fa male pi&ugrave; di qualsiasi ferita fisica. Non chiamiamolo bullismo, questa &egrave; delinquenza. Bisceglie &egrave; una citt&agrave; di gente buona ma la bont&agrave; deve farsi sentire. Non possiamo permettere che la solitudine dei nostri anziani diventi il bersaglio di chi ha perso la bussola dell&rsquo;umanit&agrave;. Come pu&ograve; un gesto cos&igrave; vile trovare spazio nel cuore di un giovane?&raquo;. Percorrere a piedi le vie di Bisceglie, dall&rsquo;imbrunire in poi, rischia di diventare un tab&ugrave; per gran parte dei suoi abitanti.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, Zona 167 dimenticata: «Pericoli per le buche stradali»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982781/barletta-zona-167-dimenticata-pericoli-per-le-buche-stradali.html</link>
      <description>Il Comitato: «Marciapiedi impraticabili, asfalto colabrodo coperto da brecciolino. Nei giorni di pioggia trappole invisibili»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>zona 167,barletta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982781/barletta-zona-167-dimenticata-pericoli-per-le-buche-stradali.html</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 14:52:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La zona 167 &egrave; sommersa dal degrado. Le periferie non possono essere trattate come territori di serie B&raquo;. La denuncia &egrave; del comitato dei residenti. La fotografia &egrave; quella di un quartiere nel quale la situazione &egrave; &laquo;ormai fuori controllo&raquo;. L&rsquo;emergenza principale &egrave; quella legata alla presenza di erbacce che con l&rsquo;aumento delle temperature espone la zona al rischio di incendi.</p> <p>&laquo;Erba spontanea alta ovunque, marciapiedi impraticabili, aree verdi abbandonate e un crescente rischio incendi stanno trasformando l&rsquo;intero quartiere in una polveriera a cielo aperto. Ogni giorno - hanno affermato i referenti del comitato di quartiere zona 167 Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella - riceviamo decine di segnalazioni da parte di residenti esasperati da uno stato di abbandono che dura da troppo tempo e che, con l&rsquo;arrivo della primavera inoltrata e delle prime alte temperature, ha ormai raggiunto livelli drammatici&raquo;.</p> <p>Di Bari e Patella hanno poi ricordato di aver ripetutamente denunciato il problema in passato senza per&ograve; ricevere risposta dall&rsquo;amministrazione, tanto da chiedersi se &laquo;dietro questo silenzio e questa totale assenza di interventi vi sia soltanto inefficienza oppure un atteggiamento pregiudiziale nei confronti del Comitato Zona 167, colpevole forse di denunciare pubblicamente ci&ograve; che non funziona. Ma se cos&igrave; fosse, sarebbe un fatto gravissimo, perch&eacute; il danno non ricadrebbe certo sul Comitato, bens&igrave; su migliaia di cittadini e famiglie che vivono quotidianamente questo quartiere e che oggi sono ormai esasperati&raquo;.</p> <p>La richiesta del comitato &egrave; quindi quella di &laquo;un intervento immediato e straordinario di manutenzione, sfalcio e bonifica delle aree invase dalla vegetazione, prima che la situazione possa degenerare ulteriormente con conseguenze anche gravi per l&rsquo;incolumit&agrave; pubblica&raquo;. Quella delle sterpaglie non &egrave; l&rsquo;unica emergenza segnalata.</p> <p>Nelle scorse settimane i residenti avevano denunciato la situazione di pericolo presente nel prolungamento di via Dante Alighieri, all&rsquo;incrocio con Vicinale Petraro, in prossimit&agrave; dell&rsquo;imbocco della Strada Statale 16 bis e a pochi metri da una rivendita di carburanti. Chi si trova a transitare da quella strada deve fare i conti con &laquo;una superficie martoriata da buche profonde e diffuse che, nei giorni di pioggia, si trasformano in vere e proprie trappole invisibili per automobilisti, motociclisti e mezzi pesanti. Una roulette russa quotidiana, dove la fortuna sostituisce la manutenzione&raquo;.</p> <p>Oggi, qualche settimana dopo la denuncia, le buche risultano parzialmente coperte da uno strato di brecciolino e segnalate da cartelli provvisori che indicano la presenza di lavori in corso dall&rsquo;altra parte della carreggiata. Una soluzione che, naturalmente, non soddisfa i residenti. Tra le tante criticit&agrave; c&rsquo;&egrave;, per&ograve;, una nota positiva, ed &egrave; quella legata alle condizioni di sicurezza di aree sensibili come il Parco dell&rsquo;Umanit&agrave;.</p> <p>&laquo;Le criticit&agrave; - hanno sottolineato Di Bari e Patella - sicuramente permangono, ma nelle ultime settimane abbiamo registrato una presenza pi&ugrave; assidua delle forze dell&rsquo;ordine impegnate in operazioni di controllo. Questi presidi non passano inosservati e hanno un buon impatto sulla percezione di sicurezza da parte dei residenti. Per questo motivo non possiamo che rivolgere un plauso alle forze dell&rsquo;ordine che ringraziamo per l&rsquo;impegno&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>A Bisceglie l'ultimo addio a Lino Pizzi, il maître di sala ucciso per errore: «Non arrendiamoci a una logica disfattista»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982659/a-bisceglie-l-ultimo-addio-a-lino-pizzi-il-maitre-di-sala-ucciso-per-errore-non-arrendiamoci-a-una-logica-disfattista.html</link>
      <description>Si sono tenuti i funerali del 62enne assassinato mentre era a lavoro nel ristorante Spaghetteria n. 1, lo scorso 30 aprile. Un delitto che, per gli inquirenti, è inserito nella faida tra i clan baresi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>angelo pizzi,omicidio</category>
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      <pubDate>Thu, 14 May 2026 13:48:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Le note della canzone Knockin' On Heaven's Door hanno accompagnato l&rsquo;uscita dalla chiesa di Santa Maria Madre di Misericordia di Bisceglie, nel nord Barese, di Angelo Pizzi, il ma&icirc;tre di sala di 62 anni assassinato mentre era a lavoro nel ristorante Spaghetteria n. 1, lo scorso 30 aprile. Un delitto che, per gli inquirenti, &egrave; inserito nella faida tra i clan baresi.  &laquo;Non possiamo arrenderci a una logica disfattista, non possiamo arrenderci di fronte a una situazione che ci spiazza ma che non segna la fine e soprattutto che non scalfisce quella necessit&agrave; e quella forza interiore che abbiamo di riaffermare il senso della vita e di educare i pi&ugrave; piccoli a questo&raquo;, ha detto nel corso dell&rsquo;omelia, don Michele Barbaro definendo il delitto "un atto di violenza che esprime una chiara volont&agrave; di potere che si afferma attraverso l&rsquo;uso delle armi e gesti di prepotenza che muovono la mano di un uomo contro il proprio simile&raquo;.</p> <p>&laquo;Saranno i miti a ereditare la terra, non gli operatori di iniquit&agrave;, non coloro che usurpano con l&rsquo;uso della forza e del denaro quegli spazi destinati alla crescita di una comunit&agrave; sana, fatta di bambini che hanno il diritto di giocare in strade, parchi e ambienti e luoghi sicuri&raquo;, ha continuato il parroco invitando &laquo;adulti e famiglie, anziani a educare i pi&ugrave; piccoli al rispetto alla giustizia, alla non violenza attraverso un&rsquo;azione educativa che riguarda tutti e tutte le agenzie educative l&igrave; dove con fermezza possa esprimersi il rifiuto di qualsiasi logica fatta di indifferenza, compromesso e rassegnazione&raquo;.</p> <p>Al termine delle esequie, per cui il sindaco di Bisceglie Angelantonio Anagrano ha indetto il lutto cittadino, un collega della vittima ha letto una lettera. &laquo;Un uomo semplice e buono, modesto, un grande lavoratore. Abbiamo trascorso molti anni lavorando insieme. Era instancabile Lino, pieno di entusiasmo, di ideali, di allegria&raquo;, ha detto, ricordando che &laquo;Lino amava la vita ma gli &egrave; stata rubata. Non ti dimenticheremo Lino, perch&eacute; ti vogliamo troppo bene&raquo;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Stp, mercoledì 27 assemblea per rinnovare il cda: c'è ipotesi di proroga. Proclamato sciopero il 18 maggio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982646/stp-mercoledi-27-assemblea-per-rinnovare-il-cda-c-e-l-ipotesi-di-una-proroga.html</link>
      <description>Dopo la riorganizzazione voluta da Leccese. Il presidente Tandoi: «Adesso la società è un esempio di trasparenza»</description>
      <category>stp,vito leccese,Francesco Tandoi</category>
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      <pubDate>Thu, 14 May 2026 11:38:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>All&rsquo;ordine del giorno c&rsquo;&egrave; l&rsquo;approvazione del bilancio (che chiuder&agrave; in attivo), ma anche la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e dei revisori della Stp Bari. L&rsquo;assemblea dei soci convocata per marted&igrave; 26 e mercoled&igrave; 27, giusto dopo le elezioni amministrative, potrebbe optare per una proroga tecnica cos&igrave; da lasciare le valutazioni sulla governance al prossimo sindaco di Trani che controlla il 49% della societ&agrave; di trasporti convidisa tra Bari e la Bat.</p> <p>&laquo;Con l&rsquo;approvazione del bilancio 2025 - dice il presidente e amministratore delegato uscente, Francesco Tandoi - si chiude un triennio nel quale ho fatto quanto nelle mie possibilit&agrave; per dare una svolta e per imprimere un cambiamento che potesse accompagnare la societ&agrave; verso una maggiore efficienza e trasparenza. Un cammino non semplice, reso possibile dalla responsabilit&agrave; e dalla lungimiranza dei soci, che hanno orientato le proprie scelte verso il bene comune e la solidit&agrave; dell&rsquo;azienda&raquo;.</p> <p>Il riferimento &egrave; all&rsquo;azione fortemente voluta dal sindaco metropolitano Vito Leccese che ha chiesto di cancellare la dipendenza politica dell&rsquo;azienda dagli uomini riferibili a Sandro Cataldo, ex leader di Sud al Centro e marito della ex assessora regionale Anita Maurodinoia. &laquo;Pur attraverso situazioni complesse e irte di ostacoli - dice Tandoi -, tenendo la barra dritta abbiamo saputo guadagnare la fiducia dei soci ponendo le basi per una governance pi&ugrave; chiara e condivisa. Il punto di approdo di questo lungo processo &egrave; rappresentato dalla sottoscrizione dei patti parasociali e la creazione del comitato di coordinamento e controllo congiunto. C&rsquo;&egrave; la chiara definizione della Stp come societ&agrave; a controllo pubblico, superando cos&igrave; una situazione di incertezza che si protraeva da anni. Una scelta non &egrave; solo formale, ma sostanziale che comporta un rafforzamento delle garanzie di trasparenza e accountability&raquo;.</p> <p>Proprio in base ai nuovi patti parasociali, ricorda Tandoi, &laquo;le future nomine degli amministratori dovranno avvenire attraverso procedure di selezione pubblica, come stabilito nei patti appena sottoscritti dai soci e che vedono nella Citt&agrave; di Trani, quale socio dominante, il soggetto istituzionale a capo del coordinamento del comitato per il controllo congiunto&raquo;. Un accordo che Tandoi considera &laquo;un risultato importante, un esempio concreto di buona amministrazione, capace di guardare al futuro con maggiore chiarezza e responsabilit&agrave; tenendo cos&igrave; la Stp lontana da qualsiasi opacit&agrave; amministrativa in contesti che, di recente, hanno visto le societ&agrave; partecipate al centro di inchieste giudiziarie. Ringraziamo i dipendenti che in questo percorso si sono distinti per spirito di sacrificio ed abnegazione. Ci auguriamo che la societ&agrave; possa continuare nel segno del buon governo e della trasparenza&raquo;.</p> <h3>PROCLAMATO SCIOPERO DI 24 ORE IL 18 MAGGIO</h3> <p>Le segreterie territoriali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal di Bari annunciano la proclamazione di uno sciopero di 24 ore il 18 maggio del personale dipendente di Stp Spa, a seguito della seconda fase di mobilitazione dopo la prima astensione di quattro ore. La decisione arriva in risposta all&rsquo;atteggiamento &ldquo;irrispettoso e spocchioso&rdquo; dell&rsquo;attuale amministrazione aziendale, che continua a disattendere gli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali e a ignorare le rivendicazioni dei lavoratori. I motivi della protesta: Violazione degli accordi sindacali: l&rsquo;azienda non rispetta gli impegni firmati con le Ooss, eludendo il confronto e le intese raggiunte; Mancato riconoscimento dei diritti contrattuali: non vengono pienamente applicati i diritti dei lavoratori Stp previsti dal Ccnl Autoferrotranvieri, ribaditi anche da recenti sentenze della Corte di Cassazione; Violazione delle normative europee su tempi di guida e riposo: Stp non attua le percorrenze rilevate dalla commissione paritetica, esponendo il personale viaggiante a turni non conformi alla normativa; Assenza di un manuale turni conforme: manca un documento che recepisca quanto emerso in sede paritetica e garantisca trasparenza e correttezza nell&rsquo;organizzazione del lavoro; Gestione unilaterale e irrispettosa: anzich&eacute; cercare soluzioni per chiudere il conflitto, l&rsquo;azienda prosegue con un approccio ostile, elargendo promozioni senza emanare gli specifici ordini di servizio previsti dal R.D. 148/1931, e &ldquo;vivacchiando&rdquo; in spregio alle violazioni evidenziate.</p> <p>&ldquo;Riteniamo questa situazione inaccettabile e irrispettosa&rdquo; dichiarano le organizzazioni sindacali &ldquo;Stp invece di aprire un confronto serio per risolvere le criticit&agrave;, sceglie di ignorarle e di procedere in maniera unilaterale. I lavoratori, e in particolare il personale viaggiante, meritano rispetto, certezze e l&rsquo;applicazione piena dei diritti sanciti da contratto e da legge&rdquo;. Le segreterie territoriali chiedono l&rsquo;immediata apertura di un tavolo per: l&rsquo;applicazione integrale del Ccnl e delle sentenze di Cassazione in materia; l&rsquo;adeguamento delle percorrenze e dei turni alle normative europee e alle rilevazioni della commissione paritetica; l&rsquo;adozione di un manuale turni trasparente e condiviso; il rispetto degli accordi sindacali sottoscritti.</p> <p>&ldquo;&Egrave; tempo di ottenere giustizia ed equit&agrave; per i lavoratori di Stp Spa Bari&rdquo; concludono. &ldquo;La mobilitazione proseguir&agrave; finch&eacute; l&rsquo;azienda non torner&agrave; a un confronto responsabile e rispettoso&rdquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Lutto in polizia a Trani, morta a 54 anni la vice sovrintendente Anna Lisa Ribecco: «Una vita al servizio della comunità»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982641/lutto-in-polizia-a-trani-morta-a-54-anni-la-vice-sovrintendente-anna-lisa-ribecco-una-vita-al-servizio-della-comunita.html</link>
      <description>Entrata in servizio nel 1992, nel corso della sua lunga carriera ha prestato servizio tra Palermo, Bari e la Bat. Il cordoglio della Polizia di Stato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Anna Lisa Ribecco,Questura di Barletta-Andria-Trani</category>
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      <pubDate>Thu, 14 May 2026 10:57:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; morta a soli 54 anni Anna Lisa Ribecco, vice sovrintendente della polizia di Stato. Lo fa sapere la&nbsp;Questura di Barletta-Andria-Trani. Una vita, la sua, dedicata&nbsp;al servizio della collettivit&agrave;: entrata in servizio nel 1992, nel corso della sua lunga carriera ha prestato servizio a Palermo, poi presso le volanti e il reparto prevenzione crimine della Questura di Bari e, infine, &egrave; approdata al commissariato di Trani, "distinguendosi sempre per competenza, preparazione e profondo senso delle istituzioni".</p> <p>"Professionista di elevato spessore umano e professionale, Anna Lisa Ribecco si &egrave; distinta per le sue spiccate capacit&agrave; operative e organizzative, contribuendo in maniera significativa all&rsquo;efficienza degli uffici presso i quali ha prestato servizio". I suoi funerali si sono tenuti ieri, 13 maggio, in un clima di profonda commozione tra tutti i colleghi che hanno condiviso con Anna Lisa un percorso professionale e umano di grande valore.</p> <p></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Canosa di Puglia, clonavano auto per rubare nelle case di anziani e disabili: arrestati un 53enne e un 58enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982629/canosa-di-puglia-clonavano-auto-per-rubare-nelle-case-di-anziani-e-disabili-arrestati-un-53enne-e-un-58enne.html</link>
      <description>I malviventi, entrambi originari della Bat e pregiudicati, sceglievano accuratamente i propri obiettivi: anziani soli, malati o persone con disabilità</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>due arrest,furti,anziani</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982629/canosa-di-puglia-clonavano-auto-per-rubare-nelle-case-di-anziani-e-disabili-arrestati-un-53enne-e-un-58enne.html</guid>
      <pubDate>Thu, 14 May 2026 09:18:02 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sceglievano le loro vittime tra le fasce pi&ugrave; vulnerabili. Colpivano le propriet&agrave; private abitate da persone anziane, sole, malate. Cos&igrave; due uomini di 53 e 58 anni,&nbsp;entrambi originari di Canosa di Puglia e pregiudicati, sono stati fermati perch&eacute; gravemente indiziati di&nbsp;sequestro di persona, rapina aggravata, tentato furto in abitazione, ricettazione, riciclaggio e porto di arnesi atti allo scasso.</p> <p>Le indagini, condotte dai carabinieri tra gennaio e aprile di quest'anno, sono partite quando i militari dell'Arma hanno notato un'auto parcheggiata identica per modello e targa a un'altra&nbsp;altra regolarmente circolante in citt&agrave;: un vero e proprio clone,&nbsp;utilizzato per compiere i reati restando impuniti. Le indagini hanno svelato cos&igrave; l'esistenza di una particolare modalit&agrave; organizzativa, capace di colpire tra Puglia, Basilicata e Campania.</p> <p>I malviventi sceglievano accuratamente i propri obiettivi: anziani soli, malati o persone con disabilit&agrave;. Durante le operazioni, i carabinieri hanno rinvenuto l'auto con targhe clonate (privata anche del numero di telaio), numerosi arnesi da scasso, berretti, scaldacollo e guanti.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Ponte crollato sul fiume Trigno: riprendono le ricerche del disperso di Bisceglie Domenico Racanati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982576/ponte-crollato-sul-fiume-trigno-riprendono-le-ricerche-del-disperso-di-bisceglie-domenico-racanati.html</link>
      <description>La Procura di Larino, dopo l’appello dei famigliari, dispone attività con metal detector</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ponte fiume Trigno,domenico racanati</category>
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      <pubDate>Wed, 13 May 2026 17:07:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia Costiera di Termoli prosegue nel monitoraggio del mare alla foce del fiume Trigno, vicino al ponte crollato sulla Statale 16 a Montenero di Bisaccia, zona nella quale risulta disperso dallo scorso 2 aprile Domenico Racanati, 53enne di Bisceglie, che quella mattina era in viaggio verso Ortona. La Capitaneria di porto ha ottenuto dalla Procura di Larino, che coordina le indagini sul collasso del viadotto, una delega ad hoc per condurre attivit&agrave; di ricerca strumentale tramite il primo Nucleo operatori subacquei Guardia Costiera proveniente da San Benedetto del Tronto. Le attivit&agrave; di ricerca vedranno l&rsquo;utilizzo di apparecchiature tipo metal detector e si concentreranno alla foce del corso d&rsquo;acqua superficiale. </p> <p>Sull'inchiesta non risultano ad oggi persone iscritte sul registro degli indagati. Intanto, i familiari di Racanati, la moglie Vanessa e la figlia Angelica, continuano a chiedere a gran voce il ritrovamento del corpo. &laquo;Chiedo a tutti di non dimenticare mio marito - scrive la moglie sui social - scomparso dal ponte sul Trigno. Il nostro dolore &egrave; immenso, ma ancora pi&ugrave; grande &egrave; il bisogno di verit&agrave;. Vi prego, non fermatevi. Le ricerche devono continuare e la perizia deve andare avanti con la massima attenzione e seriet&agrave;. Abbiamo bisogno di risposte, abbiamo bisogno di sapere. A chi pu&ograve; fare qualcosa, a chi ha responsabilit&agrave;, a chi pu&ograve; aiutare: non lasciateci soli. Ogni sforzo &egrave; importante. Lo chiedo da moglie, con il cuore spezzato, ma con tutta la forza che mi resta: andate avanti&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Scontro frontale in centro città a Bisceglie: morto nell'impatto Michele Di Clemente di 55 anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982574/scontro-frontale-in-centro-citta-a-bisceglie-morto-nell-impatto-michele-di-clemente-di-55-anni.html</link>
      <description>Secondo quanto si apprende, la vittima avrebbe perso il controllo della sua utilitaria a causa di un malore. Indaga la Polizia locale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie,incidente mortale</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982574/scontro-frontale-in-centro-citta-a-bisceglie-morto-nell-impatto-michele-di-clemente-di-55-anni.html</guid>
      <pubDate>Wed, 13 May 2026 16:55:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>n uomo di 55 anni, Michele Di Clemente, &egrave; morto nel pomeriggio di oggi in un incidente stradale avvenuto in corso Garibaldi a Bisceglie, nel nord Barese. Secondo quanto si apprende, la vittima avrebbe perso il controllo della sua utilitaria a causa di un malore. L&rsquo;auto si sarebbe cos&igrave; scontrata frontalmente con un altro mezzo. Ad avere la peggio &egrave; stato il 55enne per cui sono stati inutili i soccorsi prestati dal personale del 118. L&rsquo;altro automobilista coinvolto nello scontro, un uomo di 62 anni, &egrave; stato portato in codice rosso all&rsquo;ospedale Bonomo di Andria. Indagano sull'accaduto gli agenti della polizia locale.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bisceglie, fu ucciso per errore nel ristorante dove lavorava: oggi 14 maggio i funerali di Lino Pizzi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982527/bisceglie-fu-ucciso-per-errore-nel-ristorante-dove-lavorava-domani-14-maggio-i-funerali-di-lino-pizzi.html</link>
      <description>La cerimonia funebre si terrà domani nella chiesa S.M.M. di Misericordia, dove dalle 10.30 sarà celebrata la messa. </description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lino pizzi</category>
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      <pubDate>Wed, 13 May 2026 14:01:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Saranno celebrati domani 14 maggio i funerali di Lino Pizzi, il maitre di sala ucciso con 15 colpi di pistola nel ristorante dove lavorava a Bisceglie la sera del 30 aprile scorso.</p> <p>Angelo Pizzi, da tutti conosciuto come Lino, biscegliese di 61 anni, era molto conosciuto in citt&agrave; e lontanissimo da contesti criminali. E' morto per sbaglio, si &egrave; trovato sulla traiettoria dei colpi destinati al titolare della &laquo;Spaghetteria n. 1&raquo; nel centro di Bisceglie, un 60enne barese che ai carabinieri ha ammesso di essere lui il vero bersaglio. Quindici colpi, repertati dalla Scientifica, con almeno due armi automatiche. Erano in due, con i volti coperti da caschi integrali, e probabilmente ad attenderli c&rsquo;era una terza persona. Il povero Pizzi si &egrave; trovato sulla traiettoria dei colpi, mentre il titolare del ristorante &egrave; scappato.&nbsp;</p> <p>Lascia la compagna Antonella e la figlia Monica. La salma &egrave; dalle ore 11 nella Chiesa Vecchia della Misericordia di Bisceglie. La cerimonia funebre si terr&agrave; domani, gioved&igrave; 14 maggio, nella Chiesa S.M.M. di Misericordia, dove dalle 10.30 sar&agrave; celebrata la messa.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Dalle alghe di Saint Malo i fertilizzanti naturali: la Timac Agro di Barletta sempre più centrale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982396/dalle-alghe-di-saint-malo-i-fertilizzanti-naturali-la-timac-agro-di-barletta-sempre-piu-centrale.html</link>
      <description>Timac Agro opera in 125 Paesi e in Italia con due stabilimenti, uno in provincia di Cremona, l’altro a Barletta, e ha appena compiuto 35 anni</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>Timac Agro</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982396/dalle-alghe-di-saint-malo-i-fertilizzanti-naturali-la-timac-agro-di-barletta-sempre-piu-centrale.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 14:24:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Trasformare alghe marine estratte dai fondali al largo di Saint Malo (Bretagna); estrarne il principio attivo; miscelare il tutto con minerali e scoprire che la soluzione naturale e biologica, vanta importanti propriet&agrave; nutritive dei suoli agricoli. L&rsquo;intuizione di Daniel Roullier (correva l&rsquo;anno 1959), affinata seguendo la bussola dell&rsquo;innovazione e della ricerca, ha rivoluzionato il mondo dei fertilizzanti e dei biostimolanti in agricoltura. La multinazionale francese da lui fondata e che, nel frattempo, ha allargato il suo orizzonte a molto altro (ad esempio la nutrizione animale), &egrave; oggi presente in 125 Paesi del mondo. Timac Agro opera anche in Italia con due stabilimenti, uno in provincia di Cremona, l&rsquo;altro a Barletta, e ha appena compiuto 35 anni. Un compleanno speciale festeggiato nel quartiere generale di Saint Malo, l&igrave; dove tutto &egrave; nato e dove 144 agronomi e agronome si sono dati appuntamento per un importante momento formativo.</p> <p>A due passi dalle pareti di granito che circondano il suggestivo centro storico, un tempo roccaforte dei corsari, c&rsquo;&egrave; soprattutto il Centre Mondial de l&rsquo;Innovation Roullier. Qui, l&rsquo;et&agrave; media dei ricercatori non arriva a 35 anni. &ldquo;Cicerone&rdquo; d&rsquo;eccezione il direttore scientifico del Centro, Sylvain Pluchon che illustra il funzionamento di strumenti all&rsquo;avanguardia, serre, camere di crescita, sensori speciali che consentono di simulare con precisione condizioni climatiche, di umidit&agrave;, di temperatura e dell&rsquo;aria. L&rsquo;obiettivo? Studiare nuovi fertilizzanti e biostimolanti liquidi, granulari e idrosolubili per concimare il suolo e far crescere al meglio le piante. In modo naturale e sostenibile. Test e sperimentazioni vengono condotti anche in collaborazione con partner universitari ed enti di ricerca di tutto il mondo. La popolazione mondiale cresce di pari passo con la necessit&agrave; di nutrirla in termini di qualit&agrave; e quantit&agrave;, rispettando il suolo, le piante e gli animali. &laquo;La nostra azienda - spiega al termine della visita il Ceo di Timac Agro Italia Pierluigi Sassi - si prefigge di affiancare gli agricoltori. I nostri esperti agronomi affiancano l&rsquo;agricoltore direttamente nei campi, studiando le condizioni specifiche del terreno e identificando le soluzioni pi&ugrave; efficaci e personalizzate&raquo;. Tra gli ultimi prodotti lanciati, quello realizzato partendo da una molecola derivante dalla trasformazione della roccia fosfatica, efficace su suoli che soffrono a causa della siccit&agrave;.</p> <p>&laquo;&Egrave; pi&ugrave; resiliente rispetto agli stress idrici - prosegue Sassi - lo abbiamo testato al Sud, soprattutto in Puglia e Campania, e poi esteso a tutto il territorio nazionale&raquo;. Un altro prodotto, studiato in collaborazione con il CRSFA - Centro di Ricerca Basile Caramia di Locorotondo, riguarda le piante di uva da tavola per renderle pi&ugrave; resistenti. Una parte dell&rsquo;impegno di Timac Agro Italia, il cui fatturato supera i 120 milioni di euro, &egrave; rivolto anche a supportare dal punto di vista nutrizionale gli ulivicoltori alle prese con la piaga della xylella. &laquo;In ampie zone della Puglia sono impiantati uliveti con cultivar resistenti al batterio. Stiamo aiutando questi agricoltori ad accelerare l&rsquo;avvio della produzione&raquo;. Quanto allo stabilimento di Barletta, &laquo;l&rsquo;obiettivo &egrave; renderlo sempre pi&ugrave; centrale all&rsquo;interno del bacino del Mediterraneo. Recependo le innovazioni del Centro di ricerca, produrr&agrave; fertilizzanti e concimi pi&ugrave; efficaci per il territorio italiano, puntando anche a una posizione di leadership in termini tecnologici e di forniture verso Nord Africa, Medio Oriente e Mar Nero&raquo;.</p> <p>Strategica la posizione dello stabilimento pugliese che si trova a 800 metri dal porto. &laquo;Abbiamo 44 dipendenti diretti, nei momenti di alta stagionalit&agrave; (da settembre a marzo) raggiungiamo anche 55-60 unit&agrave;. Con l&rsquo;indotto (manutenzione, logistica da e per il porto) arriviamo anche a 100-105 persone&raquo;, spiega Giovanni Vetrugno, direttore del moderno stabilimento. &laquo;La nostra squadra di ingegneri, agronomi e chimici si occupa della produzione di fertilizzanti per l&rsquo;agricoltura, per met&agrave; destinati al mercato italiano, per l&rsquo;altra all&rsquo;export, arrivando anche in India. Soprattutto, siamo impegnati in investimenti continui, sia dal punto in vista industriale (miglioramento del processo), sia sul fronte dell&rsquo;ambiente e della sicurezza. Puntiamo a nuove quote di mercato e a fare conoscere sempre di pi&ugrave; agli agricoltori i nostri prodotti, a partire da quelli base di azoto e fosforo&raquo;. Nel quartiere generale di Saint Malo, gli agronomi e le agronome della societ&agrave; italiana del gruppo, indossano con orgoglio felpe blu, entrano ed escono dalle aule di formazione, si confrontano. Il clima &egrave; sereno, non &egrave; un caso che Timac Agro Italia si sia posizionata al sesto posto nella speciale classifica Best Workplaces Italia 2026 di Great Place to Work, riconoscimento che certifica l&rsquo;attenzione dell&rsquo;azienda verso le proprie persone (unica del settore agroalimentare tra le prime 25). L&rsquo;ultima tappa, prima di rientrare in Italia, &egrave; il Minerallium, museo che racconta il ruolo fondamentale dei minerali nella nutrizione vegetale e animale e, di conseguenza, umana.</p> <p>Intanto, sulle spiagge di Saint Malo, il vento sembra avere concesso una insolita tregua. Qui, dove tutto &egrave; iniziato, le alghe marine crescono rigogliose.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, la Cassazione annulla gli arresti a Dinoia e Capuano: per l'accusa hanno eluso i controlli antiriciclaggio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982397/barletta-la-cassazione-annulla-gli-arresti-a-dinoia-e-capuano-per-l-accusa-hanno-eluso-i-controlli-antiriciclaggio.html</link>
      <description>L’inchiesta, eseguita dalla polizia e coordinata dalla procura tranese, aveva portato all’emissione di 16 misure cautelari, 9 in carcere e 7 ai domiciliari, e al sequestro preventivo di 6 compendi aziendali a Barletta</description>
      <author>Viviana Minervini</author>
      <category>Massimo Dinoia e Antonio Capuano,cassazione</category>
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      <pubDate>Tue, 12 May 2026 13:44:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La Cassazione ha confermato l&rsquo;annullamento delle misure cautelari per Massimo Dinoia e Antonio Capuano, coinvolti nell&rsquo;inchiesta della procura di Trani sul presunto reimpiego di capitali illeciti attraverso imprese e assunzioni ritenute fittizie. La Suprema Corte ha confermato l&rsquo;annullamento gi&agrave; disposto dal Tribunale della Libert&agrave; di Bari: con il provvedimento del 7 maggio, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso del pm Ubaldo Leo, ritenendo centrale il profilo dell&rsquo;inutilizzabilit&agrave; delle intercettazioni raccolte nella fase delle indagini.</p> <p>Dinoia e Capuano, dunque, non dovranno rientrare in carcere: entrambi erano gi&agrave; stati scarcerati dopo la decisione del Riesame. Dinoia &egrave; stato difeso collegialmente dagli avvocati Ruggiero Vitobello, Rinaldo Alvisi e Nicola Mastropasqua. Claudio Cioce ha invece difeso Capuano.</p> <p>L&rsquo;inchiesta, eseguita dalla polizia e coordinata dalla procura tranese, aveva portato all&rsquo;emissione di 16 misure cautelari, 9 in carcere e 7 ai domiciliari, e al sequestro preventivo di 6 compendi aziendali a Barletta: cinque bar e un&rsquo;attivit&agrave; di rivendita all&rsquo;ingrosso di prodotti surgelati. Nel quadro accusatorio, Dinoia, commercialista, e Nicola Salvemini, ex vicesindaco e consulente del lavoro (gi&agrave; tornato libero in precedenti fasi giudiziarie), avrebbero avuto un ruolo professionale nelle operazioni contestate, con indicazioni considerate dagli inquirenti utili a eludere i controlli antiriciclaggio. Secondo l&rsquo;accusa, il sistema avrebbe consentito di schermare flussi finanziari illeciti attraverso acquisizioni societarie, intestazioni fittizie e assunzioni di familiari per giustificare redditi apparentemente leciti nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; economiche gi&agrave; sequestrate.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Andrea Pellegrino, dallo sporting Club Bisceglie al Foro Italico: il tennista pugliese in volo a Roma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982381/andrea-pellegrino-dallo-sporting-club-bisceglie-agli-ottavi-al-foro-italico-il-tennista-pugliese-in-volo-a-roma.html</link>
      <description>«È fantastico, quando sono venuto qui non mi sarei mai aspettato questo tipo di risultato, sono veramente felice del mio tennis. Stavo bene dall’inizio e il mio livello cresceva per tutto il tempo»</description>
      <author>ANTONELLO RAIMONDO</author>
      <category>andrea pellegrino,tennis,sinner</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982381/andrea-pellegrino-dallo-sporting-club-bisceglie-agli-ottavi-al-foro-italico-il-tennista-pugliese-in-volo-a-roma.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 19:18:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un posto nella storia. O gi&ugrave; di l&igrave;. Andrea Pellegrino negli ottavi al Foro Italico &egrave; una notizia di sconvolgente bellezza. Basta essere pugliese e amare la racchetta per lasciarsi trasportare da un&rsquo;emozione che &egrave; molto vicina alla commozione. &Egrave; la storia di un ragazzo che, a 29 anni, sembra pronto per prendersi un palcoscenico che avrebbe potuto essere suo gi&agrave; da un bel pezzo. Potenziale enorme sin da quando, ragazzino, calcava i campi dello Sporting Club Bisceglie, il circolo storico della citt&agrave; in cui &egrave; nato e in cui torna appena possibile. Poi, per&ograve;, il tennis &egrave; lo sport del &laquo;diavolo&raquo;. E saper giocare bene &egrave;, forse, la cosa che conta meno. A certi livelli, s&rsquo;intende.</p> <p>Finora Pelegrino non era mai stato protagonista nel tabellone principale degli Internazionali d&rsquo;Italia. Lui che insegue il sogno della top 100 mondiale. &Egrave; successo tutto insieme. In un crescendo travolgente. Prima le due vittorie nel tabellone di qualificazioni e poi la doppietta, pesantissima, contro il connazionale Nardi e l&rsquo;acciaccato Fils. Sembrava gi&agrave; bellissimo cos&igrave;. Anche perch&eacute; la nuova sfida aveva un nome ingombrante, Francis Tiafoe (nr. 22 Atp). Ma lo sport &egrave; cos&igrave;. Regala possibilit&agrave; a tutti. Soprattutto a chi, come Andrea, ha da sempre il dono della resilienza. Una vita in giro per il mondo, a caccia di punti e di gloria. Tra mille difficolt&agrave;, provando a vincere anche qualche fastidioso preconcetto.</p> <p>La partita di ieri pomeriggio al Foro Italico &egrave; stata &laquo;musica&raquo; per le orecchie delle migliaia di appassionato pugliesi che hanno trattenuto il fiato tifando come dannati. Pellegrino &egrave; partito fortissimo, subito due <i>break</i> mostrando un buon <i>feeling</i> con la pallina. Avanti 4-0, poi 5-2. Ma Tiafoe non &egrave; il tipo da pensare &laquo;prego, si accomodi&raquo;. Ecco il <i>tie-break</i>, materia scivolosa per uno poco abituato a giocare certe partite. Andrea fila via fino al 6-3 ma qualcosa si inceppa ancora. Spreca ben 3 <i>set-ball</i> e poi ne annulla due all&rsquo;americano. In volata, per&ograve;, l&rsquo;urlo &egrave; tutto pugliese. Una voragine che si apre con il passare dei minuti. Un <i>game</i> interminabile che spinge Pellegrino sul 4-1 nel secondo parziale. &Egrave; l&rsquo;inizio di un lungo brivido. Quando Tiafoe mette fuori un rovescio il &laquo;nostro&raquo; si inginocchia. Ma niente <i>show</i> ed eccessi. Andrea &egrave; il solito ragazzo sobrio. Ha lo sguardo di chi sa di... averla fatta grossa. E, forse, ha bisogno di qualche secondo per rendersene conto per davvero. Agli ottavi di finale a Roma, ragazzi qui siamo nell&rsquo;<i>elite</i> del tennis. E, al centro del mondo, per una volta c&rsquo;&egrave; un ragazzo che tante volte abbiamo visto partire dalla sua terra con un borsone ricco di speranza. Ora goditela, <i>Andr&egrave;</i>. Giocare contro un mostro sacro come Sinner &egrave; un altro premio alla tua perseveranza. Tu, uomo forte e orgoglioso di una Puglia che gonfia il petto. Oggi pi&ugrave; che mai.</p> <p>&laquo;Sono molto contento, &egrave; stata una partita veramente dura, le condizioni non erano facili perch&eacute; c&rsquo;era anche tanto vento. Non ho sfruttato dei <i>set point</i>, ma per fortuna ho portato a casa il primo set&raquo;, l&rsquo;emozionato racconto di Pellegrino dopo aver strappato il pass agli ottavi di finale degli Internazionali d&rsquo;Italia. &laquo;&Egrave; fantastico, quando sono venuto qui non mi sarei mai aspettato questo tipo di risultato, sono veramente felice del mio tennis - ha aggiunto -. Stavo bene dall&rsquo;inizio e il mio livello cresceva per tutto il tempo&raquo;. Infine una battuta sul suo possibile avversario agli ottavi che potrebbe essere Sinner: &laquo;Abbiamo giocato contro sette anni fa, fu una grande esperienza per me&raquo;.</p> <p>Dodo Alvisi, vice presidente della Fitp, e Michelangelo Dell&rsquo;Edera (direttore dell&rsquo;Istituto Superiore di formazione &ldquo;Lombardi&rdquo; e team manager di Coppa Davis e Billie Jean King&rsquo;s Cup) gongolano in tribuna: &laquo;Pellegrino vale ampiamente un posto nei primi 100 del mondo e pu&ograve; anche andare oltre. Una vittoria emozionante, una felicit&agrave; difficile da raccontare&raquo;. La Puglia, gi&agrave;. Pugliese anche il coach Andrea Trono, che allena Pellegrino sui campi della Salento Tennis Center.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Barletta, maxi rissa in piazza: dopo le 11 misure cautelari questore firma nove daspo urbani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982370/barletta-maxi-rissa-in-piazza-dopo-le-11-misure-cautelari-questore-firma-nove-daspo-urbani.html</link>
      <description>Gli indagati facevano parte di «fazioni contrapposte» che avrebbe iniziato a litigare prima con «manovre automobilistiche estremamente pericolose», per poi passare alle mani</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Alfredo Fabbrocini,maxi rissa,daspo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982370/barletta-maxi-rissa-in-piazza-dopo-le-11-misure-cautelari-questore-firma-nove-daspo-urbani.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 10:12:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nove Daspo urbani sono stati firmati dal questore di Barletta - Andria - Trani, Alfredo Fabbrocini, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta condotta dai carabinieri che lo scorso 4 maggio ha portato alla esecuzione di 11 provvedimenti cautelari a carico dei presunti responsabili della violenta rissa avvenuta in piazza Marina a Barletta, nel marzo dello scorso anno, davanti a un locale molto frequentato dalla movida cittadina. I destinatari dei provvedimenti, che impongono il divieto di accesso alle aree urbane, sono quattro persone di Barletta e cinque di Cerignola (Foggia).</p> <p>Per questi ultimi, &egrave; stato anche disposto il divieto di ritorno a Barletta per i prossimi due anni. Secondo quanto accertato dalle indagini, gli indagati (di cui cinque finiti agli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con persone non conviventi e sei sottoposti all&rsquo;obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) facevano parte di &laquo;fazioni contrapposte&raquo; che avrebbe iniziato a litigare prima con &laquo;manovre automobilistiche estremamente pericolose&raquo;, per poi passare alle mani. Nei frame analizzati dai militari, erano riprese auto di grossa cilindrata sfidarsi che hanno messo &laquo;in pericolo l&rsquo;incolumit&agrave; di alcuni pedoni&raquo;, hanno fatto sapere gli inquirenti. Nel corso del pericoloso inseguimento, secondo quanto ricostruito, sono stati danneggiati arredi urbani, alcuni dei quali, come fioriere e pali della illuminazione pubblica, sono stati usati dagli indagati come armi per colpirsi.</p> <p>Tutti rispondono, a vario titolo, di rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti a offendere. A due degli indagati, un 23enne e un 24enne entrambi di Cerignola, &egrave; stata contestata la tentata rapina impropria per aver cercato di impossessarsi degli occhiali da vista di un altro dei ragazzi coinvolti nella violenta lite, colpendolo brutalmente al volto con un pugno. Nel corso della rissa in sei erano rimasti feriti, riportando prognosi fino a otto giorni per traumi cranici e lussazioni.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Boato nella notte a Trani: banda della marmotta fa esplodere sportello bancomat e fugge</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982366/boato-nella-notte-a-trani-banda-della-marmotta-fa-esplodere-sportello-bancomat-e-fugge.html</link>
      <description>Sono in corso i rilievi della polizia che sta accertando se gli autori del colpo siano riusciti a portare via il denaro che era in cassa</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione Online (foto nico aurora))</author>
      <category>banda della marmotta,filiale Credem</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982366/boato-nella-notte-a-trani-banda-della-marmotta-fa-esplodere-sportello-bancomat-e-fugge.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 09:08:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il bancomat della filiale Credem di via Cavour a Trani, &egrave; stato fatto esplodere all&rsquo;alba di oggi da un gruppo di almeno tre persone che ha inserito del materiale esplodente nella fessura dell&rsquo;erogatore automatico di banconote. La deflagrazione ha distrutto il bancomat senza creare danni strutturali n&eacute; feriti. Sono in corso i rilievi della polizia che sta accertando se gli autori del colpo siano riusciti a portare via il denaro che era in cassa. Ad aiutare le indagini ci sono anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Ad Andria bambino azzannato a una gamba da un cane: «Il proprietario gli ha lanciato 20 euro ed è andato via»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982364/ad-andria-bimbo-azzannato-a-una-gamba-da-un-cane-il-proprietario-gli-ha-lanciato-20-euro-ed-e-andato-via.html</link>
      <description>La legale della famiglia: «Il bambino era in strada con il fratellino quando da un’auto in sosta davanti alla chiesa di Santa Maria addolorata delle croci, un cane di taglia media è sbucato dal finestrino e lo ha aggredito»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bimbo aggredito,cane</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982364/ad-andria-bimbo-azzannato-a-una-gamba-da-un-cane-il-proprietario-gli-ha-lanciato-20-euro-ed-e-andato-via.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 07:43:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un bambino di 11 anni &egrave; stato aggredito da un cane nel tardo pomeriggio di ieri, 11 maggio, mentre stava tornando a casa. &Egrave; successo ad Andria. A denunciare l&rsquo;accaduto &egrave; la legale della famiglia dell&rsquo;11enne, l&rsquo;avvocata Laura Di Pilato. &laquo;Il bambino era in strada con il fratellino quando da un&rsquo;auto in sosta davanti alla chiesa di Santa Maria addolorata delle croci, un cane di taglia media &egrave; sbucato dal finestrino e lo ha azzannato a una gamba&raquo;, racconta l&rsquo;avvocata, spiegando che &laquo;il padrone dell&rsquo;animale non solo non &egrave; intervenuto per prestare soccorso ma ha lanciato verso il bambino una banconota da venti euro, per poi andare via&raquo;. Il bambino &egrave; stato accompagnato al pronto soccorso dell&rsquo;ospedale Bonomo di Andria dalla mamma. Di Pilato si augura che nella zona &laquo;ci siano le telecamere di videosorveglianza per individuare il padrone del cane&raquo;. &laquo;Domani mattina sporgeremo denuncia confidando nel lavoro delle forze dell&rsquo;ordine&raquo;, conclude.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Caso Venditti, dopo la gaffe con la fan disabile a Barletta slitta l’udienza a Trani. È scontro sui post social dopo il concerto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982337/caso-venditti-dopo-la-gaffe-con-la-fan-disabile-a-barletta-slitta-ludienza-a-trani-e-scontro-sui-post-social-dopo-il-concerto.html</link>
      <description>Rinviata la decisione sul procedimento per diffamazione contro “Lello il Rosso”. La Procura aveva chiesto l’archiviazione, ma i legali del cantautore puntano all’imputazione coatta</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>antonello venditti,gaffe,barletta,concerto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982337/caso-venditti-dopo-la-gaffe-con-la-fan-disabile-a-barletta-slitta-ludienza-a-trani-e-scontro-sui-post-social-dopo-il-concerto.html</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 20:07:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="121" data-end="321">Slitta la decisione della gip sull&rsquo;opposizione all&rsquo;archiviazione. La Procura aveva chiesto di chiudere il caso ritenendo i contenuti coperti dal diritto di cronaca e critica social.</p> <p data-start="323" data-end="688">Rinviata a data da destinarsi l&rsquo;udienza davanti alla gip del Tribunale di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Trani</span></span> Lucia Anna Volpe nell&rsquo;ambito del procedimento per diffamazione aggravata che vede coinvolti il cantautore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Antonello Venditti</span></span> e Raffaele Di Pietro, noto sui social come &ldquo;Lello il Rosso&rdquo;, gestore della pagina Facebook &ldquo;Barlett e Avast&rdquo;.</p> <p data-start="690" data-end="1136">Il caso nasce da alcuni contenuti pubblicati dopo il concerto di Venditti a Barletta del 25 agosto 2024, al centro di un acceso dibattito social scaturito da un episodio avvenuto durante l&rsquo;esibizione nel fossato del Castello. La Procura di Trani, con richiesta del pm Francesca Valerio, aveva chiesto l&rsquo;archiviazione ritenendo i post riconducibili al diritto di libera manifestazione del pensiero e non finalizzati alla denigrazione dell&rsquo;artista.</p> <p data-start="1138" data-end="1465">Secondo l&rsquo;impostazione dell&rsquo;accusa, l&rsquo;episodio originario sarebbe stato oggettivamente fraintendibile e le espressioni utilizzate non avrebbero integrato gli estremi della diffamazione. Difficoltosa anche l&rsquo;identificazione degli autori di alcuni commenti offensivi comparsi online, per mancata collaborazione delle piattaforme.</p> <p data-start="1467" data-end="1793">I legali di Venditti hanno tuttavia presentato opposizione, chiedendo ulteriori approfondimenti e l&rsquo;imputazione coatta dell&rsquo;indagato. Nel frattempo, lo stesso Di Pietro ha ribadito via social la propria buona fede, sostenendo di non aver avuto alcuna intenzione diffamatoria e di aver reagito nel contesto immediato dei fatti.</p> <p data-start="1795" data-end="1977" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sulla vicenda &egrave; intervenuto anche il difensore Michele Cianci, sottolineando il profilo sociale dell&rsquo;attivit&agrave; svolta dall&rsquo;indagato e invitando a una valutazione attenta del contesto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Adozioni di cani, l’idea dell’azienda municipalizzata: un progetto con le scuole di Barletta</title>
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      <description>Sei iniziative con il coinvolgimento di tutti gli istituti comprensivi della città per ridare slancio alle adozioni ed evitare il sovraffollamento del canile comunale</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta</category>
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      <pubDate>Mon, 11 May 2026 12:25:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sei iniziative con il coinvolgimento di tutti gli istituti comprensivi della citt&agrave; per ridare slancio alle adozioni ed evitare il sovraffollamento del canile comunale. &Egrave; la ricetta di Barsa per superare l&rsquo;emergenza. Nelle scorse settimane, associazioni di volontariato, ma anche impiegati della struttura comunale e forze politiche avevano lanciato l&rsquo;allarme adozioni. Ad oggi, gli ospiti del canile sono 200, il massimo consentito, un numero che rischia di aumentare a causa dell&rsquo;incremento degli abbandoni e della scarsit&agrave; di adozioni. In un anno, da aprile 2025, 60 sono state le adozioni registrate, un dato in linea con quello che accade in altre strutture del territorio (e non solo), ma che va comunque incentivato.</p> <p>Per questo motivo, Barsa ha messo in cantiere iniziative che potrebbero essere utili a superare la situazione di stallo. Secondo quanto illustrato dal responsabile del canile comunale Giuseppe Tupputi, accompagnato dal consigliere di amministrazione Barsa Spiridione Dipaola in commissione Ambiente, l&rsquo;idea della municipalizzata sarebbe quella di promuovere sei iniziative di sensibilizzazione all&rsquo;adozione in tutti gli istituti comprensivi della citt&agrave;.</p> <p>L&rsquo;idea nasce da quanto avvenuto nel 2019, quando ai piccoli alunni delle scuole primarie e delle secondarie di primo grado furono distribuite borracce al fine di ridurre il consumo di plastica negli istituti scolastici. Coinvolgendo i pi&ugrave; piccoli si punta ad arrivare ai genitori. Questo lo schema pensato anche per le adozioni. L&rsquo;intenzione di Barsa era quella di proporre tre appuntamenti all&rsquo;interno delle scuole (esclusa la possibilit&agrave; di visite guidate nel canile che potrebbero sortire l&rsquo;effetto opposto) in primavera e tre in autunno al fine di intercettare alunni di inizio e fine ciclo. Le tempistiche organizzative ristrette lasciano pensare che tutto sar&agrave; rinviato al prossimo autunno, ma ulteriori aggiornamenti sono attesi a breve.</p> <p>L&rsquo;ultima iniziativa di sensibilizzazione messa in campo da Barsa per incentivare le adozioni canine risale al 2023, quando fu allestito un gazebo nei pressi della statua di Eraclio con risultati definiti non soddisfacenti. Nel 2024 e nel 2025 non &egrave; stata invece promossa alcuna attivit&agrave;. Illustrata la programmazione per promuovere le adozioni, il responsabile del canile ha voluto sottolineare il buono stato di salute della struttura e dei cani che vengono ospitati al suo interno. Cinque sono gli operatori e due i veterinari impegnati nella cura dei cani con il supporto delle associazioni di volontariato, attive il marted&igrave;, il gioved&igrave; pomeriggio e la domenica mattina in occasione delle visite guidate. Capitolo incentivi. A met&agrave; aprile, il capogruppo della Lega e vicepresidente del consiglio comunale Ruggiero Grimaldi aveva promosso un&rsquo;istanza agli assessori e ai dirigenti degli uffici competenti per avviare un iter finalizzato all&rsquo;istituzione di un contributo economico una tantum per chi sceglie di adottare. Questo incentivo dovr&agrave; essere corrisposto sotto forma di contributo da utilizzare per l&rsquo;acquisto di cibo e accessori presso attivit&agrave; convenzionate. Secondo quanto riferito in commissione dall&rsquo;assessore all&rsquo;Ambiente Mihaela Albanese, sollecitata dalla capogruppo Pd Rosa Cascella, al momento non ci sarebbero i fondi necessari per rendere concreta la proposta.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Canosa, scontro tra due auto: una si ribalta. Morto un 70enne, ferita una donna</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982232/canosa-scontro-tra-due-auto-una-si-ribalta-morto-un-70enne-ferita-una-donna.html</link>
      <description>L'impatto è avvenuto sulla strada che collega Canosa di Puglia a Barletta, a pochi metri dal casello autostradale di Canosa</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>118,morto,canosa,incidente stradale</category>
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      <pubDate>Sun, 10 May 2026 17:37:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; di un morto e un ferito il bilancio dell&rsquo;incidente avvenuto nel primo pomeriggio di oggi sulla strada che collega Canosa di Puglia a Barletta, a pochi metri dal casello autostradale di Canosa. La vittima &egrave; Costanzo Suriano, 70enne di Canosa. La persona rimasta ferita &egrave; una donna che &egrave; stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in codice rosso all&rsquo;ospedale Bonomo di Andria. La dinamica dell&rsquo;incidente &egrave; da chiarire: le auto coinvolte sarebbero due, una delle quali &egrave; uscita di strada, ribaltandosi. Per il 70enne l&rsquo;impatto &egrave; stato fatale. A lavoro ci sono gli agenti della polizia di Stato e della locale di Canosa di Puglia con i volontari della Misericordi</p>]]></content:encoded>
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      <title>Comincia la stagione balneare anche nella Bat: i diktat della Guardia costiera</title>
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      <description>Bisceglie, Trani, Barletta e Margherita si allineano all’ordinanza. Ecco le linee di sicurezza in vigore fino al 30 settembre</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>Valerio Massimo Acanfora,Guardia costiera di Barletta,bat</category>
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      <pubDate>Sun, 10 May 2026 12:20:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La balneazione consentita fino al 30 settembre entro 200 metri dalla battigia sulle coste basse e 100 su quelle alte; le deroghe confermate per Bisceglie e Trani; il servizio di salvataggio obbligatorio dalle 9 alle 19 con un bagnino ogni 150 metri di fronte mare; il limite di velocit&agrave; fissato a 10 nodi entro 1000 metri dalla costa. Sono queste le disposizioni principali dell&rsquo;ordinanza con cui la Capitaneria di porto - Guardia costiera di Barletta, guidata dal comandante Valerio Massimo Acanfora, ha definito le regole della stagione balneare 2026 sul litorale di giurisdizione del circondario marittimo, che comprende i comuni costieri di Bisceglie, Trani, Barletta e Margherita di Savoia. Il provvedimento aggiorna e sostituisce quello del 13 maggio 2025, adeguandosi alle pi&ugrave; recenti disposizioni normative nazionali e regionali.</p> <p>Il documento stabilisce innanzitutto i confini entro i quali &egrave; consentita la balneazione: dal primo maggio al 30 settembre, le zone di mare riservate a tale attivit&agrave; si estendono fino a 200 metri dalla battigia per i litorali a costa bassa e fino a 100 metri per quelli a costa alta, a picco sul mare, purch&eacute; non interessate da specifiche ordinanze di interdizione o concessioni demaniali che abbiano destinato gli specchi acquei ad altro uso. Nelle fasce cos&igrave; definite sono interdette la navigazione a motore, a vela e di qualsiasi altra unit&agrave; navale, nonch&eacute; l&rsquo;ormeggio, la sosta e l&rsquo;ancoraggio. L&rsquo;attraversamento &egrave; consentito esclusivamente attraverso gli appositi corridoi di lancio.</p> <p><span class="GN4_post">Particolarmente significativa &egrave; la conferma delle deroghe gi&agrave; accordate negli anni precedenti alle amministrazioni di Bisceglie e Trani. Per il primo comune, nella zona ricompresa tra la &laquo;Localit&agrave; Porto&raquo; e il &laquo;Lido La Conchiglia&raquo;, &egrave; consentita la balneazione fino a una distanza di 40 metri dalla costa, a condizione che il tratto di mare interessato venga delimitato con idonei gavitelli rossi a cura dell&rsquo;amministrazione comunale. Sempre per Bisceglie, nella zona tra via della Libert&agrave; e via Vito Siciliani e tra la localit&agrave; di Spiaggia La Testa e il lungomare Umberto Paternostro, &egrave; consentita la balneazione fino alle barriere foranee posizionate parallelamente alla linea di riva.</span></p> <p>Per Trani, in deroga ai divieti generali, &egrave; consentita la balneazione nella zona ricompresa tra le localit&agrave; &laquo;Baia del pescatore&raquo; e &laquo;Matinelle&raquo;, anch&rsquo;essa fino alle barriere foranee. In entrambi i casi, le zone balneabili dovranno essere segnalate con gavitelli, saldamente ancorati al fondo, posti a distanza di 20 metri l&rsquo;uno dall&rsquo;altro. Restano fermi, per Trani, i divieti legati ai fenomeni di dissesto idrogeologico e instabilit&agrave; della costa gi&agrave; imposti con ordinanza del 2014.</p> <p><span class="GN4_post">Nelle acque marittime comprese fino al limite di 1000 metri di distanza dalla costa, dalle scogliere frangiflutto e dai porti, la navigazione a motore &egrave; consentita alla velocit&agrave; massima di 10 nodi, con lo scafo in dislocamento. I concessionari delle strutture balneari, i comuni costieri e i titolari di strutture turistico-ricreative su aree private hanno l&rsquo;obbligo di collocare gavitelli di colore rosso o arancione, ancorati al fondo e posti a 20 metri l&rsquo;uno dall&rsquo;altro, indicanti il limite della zona riservata alla balneazione.</span></p> <p><span class="GN4_post">Durante la stagione balneare, i titolari e gestori delle strutture balneari sono tenuti ad assicurare il servizio di assistenza e salvataggio dalle 9 alle 19. Ogni bagnino di salvataggio pu&ograve; coprire un tratto massimo di 75 metri lineari di costa per lato, per un totale di 150 metri di fronte mare per postazione. La postazione di salvataggio deve essere sopraelevata di almeno 1,60 metri dal piano di spiaggia, collocata nel punto mediano del fronte mare di competenza. L&rsquo;assistente bagnanti deve indossare una maglietta rossa con la dicitura &laquo;Salvataggio&raquo;, non pu&ograve; essere impiegato in altre attivit&agrave; e deve intervenire tempestivamente in caso di qualsiasi incidente connesso alla balneazione.</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>A Barletta l'estate è rovinata: spente le speranze, il molo di Levante resterà chiuso</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982140/a-barletta-l-estate-e-rovinata-spente-le-speranze-il-molo-di-levante-restera-chiuso.html</link>
      <description>ll «braccio» tanto caro ai barlettani non sarà fruibile al pubblico nei mesi estivi. A breve anche nuovi lavori</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>molo barletta</category>
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      <pubDate>Sat, 09 May 2026 15:48:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un&rsquo;estate senza il molo di Levante. Salvo soluzioni di compromesso, ad oggi difficilmente ipotizzabili e realizzabili, il &laquo;braccio&raquo; tanto caro ai barlettani non sar&agrave; fruibile al pubblico nei mesi estivi.</p> <p>L&rsquo;ingresso al molo &egrave; attualmente delimitato da due cancelli che ne impediscono l&rsquo;accesso in applicazione dell&rsquo;ordinanza della Capitaneria di Porto numero 59 del 13 novembre del 2020. In realt&agrave;, per&ograve;, l&rsquo;installazione dei cancelli &egrave; arrivata solo nello scorso settembre 2025, due mesi dopo l&rsquo;episodio che, il 4 luglio, vide il ferimento con colpi di pistola di Leonardo Francavilla, detto Dino, 30 anni, volto noto alle forze dell&rsquo;ordine e ritenuto vicino a un clan criminale cittadino.</p> <p>Quanto avvenuto port&ograve; le autorit&agrave; alle decisione di installare un cancello in luogo della sbarra che delimitava l&rsquo;accesso al molo. Successivamente, nell&rsquo;ottobre 2025, furono avviati dall&rsquo;Autorit&agrave; di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale gli interventi per l&rsquo;installazione dell&rsquo;impianto di illuminazione e per la videosorveglianza, con l&rsquo;obiettivo di mettere in sicurezza la zona e poterla riaprire alla fruibilit&agrave; pubblica, anche in virt&ugrave; delle richieste della cittadinanza.</p> <p>Ad oggi, secondo quanto trapela da fonti della stessa Autorit&agrave; portuale, quei lavori sarebbero in via di ultimazione, ma a breve, entro la met&agrave; di giugno, l&rsquo;area sar&agrave; interessata da un altro cantiere.</p> <p><span class="GN4_pre">ulteriori lavori in cantiere</span> <span class="GN4_post"> Tra circa un mese, infatti, dovrebbero partire le opere di allungamento dei moli foranei, che riguarderanno anche il braccio di Levante. Gli interventi previsti, la cui durata sar&agrave; di circa un anno e mezzo, sono: l&rsquo;allungamento del Molo di Tramontana di circa 500 m in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 m prevista dal Piano Regolatore Portuale (PRP) vigente e, appunto, il prolungamento del Molo di Levante di circa 140 metri. Quest&rsquo;ultima opera sar&agrave; realizzata grazie a 13 milioni di euro rivenienti dall&rsquo;Accordo di Coesione per la Regione Puglia. </span></p> <p>Ipotizzare la convivenza del cantiere con bagnanti e frequentatori del molo appare difficile. Unica soluzione per permettere la fruizione, attualmente al vaglio della Capitaneria di Porto, potrebbe essere un compromesso che veda aperta solo l&rsquo;area iniziale del &laquo;braccio&raquo;, quella che conduce fino al trabucco. Tale ipotesi era gi&agrave; emersa in occasione dell&rsquo;avvio dei lavori di messa in sicurezza dell&rsquo;area, ma bisognerebbe comprendere quali siano i termini che potrebbero portare all&rsquo;applicazione della stessa.</p> <p>A completare il quadro resta la posizione del sindaco Cosimo Cannito. Nell&rsquo;intervista di inizio anno alla Gazzetta del Mezzogiorno, il primo cittadino aveva manifestato la volont&agrave; di assumersi &laquo;la responsabilit&agrave; della gestione della sicurezza di quel luogo per poterlo riaprire&raquo; in vista dell&rsquo;estate. Ad oggi, l&rsquo;intenzione del sindaco sembra essere la stessa, ma non si conoscono, anche in questo caso, i termini che potrebbero portare ad una tale ammissione di responsabilit&agrave;.</p> <p>Sullo sfondo di questi intrecci resta il rammarico di buona parte della cittadinanza. Nelle scorse settimane a manifestare perplessit&agrave; sull&rsquo;assenza di notizie circa la possibile riapertura del molo erano stati gli attivisti di Rete Civica, cui si era aggiunto anche il circolo cittadino di Sinistra Italiana. Contestualmente &egrave; stata avviata anche una petizione popolare per chiedere la riapertura dell&rsquo;area. Dulcis in fundo resta chi, incurante dei divieti, aggira il cancello per fruire, anche solo per un attimo, di un panorama e di un bagno ai quali i barlettani non vogliono proprio rinunciare.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio Scavo in discoteca a Bisceglie, il gip: «Indagati irreperibili nei giorni successivi al delitto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982054/omicidio-scavo-in-discoteca-a-bisceglie-il-gip-indagati-irreperibili-nei-giorni-successivi-al-delitto.html</link>
      <description>Convalidato il fermo per i tre presunti responsabili dell'omicidio di Filippo Scavo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>omicidio scavo,bisceglie</category>
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      <pubDate>Fri, 08 May 2026 17:55:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&rsquo;omicidio di Filippo Scavo, il 43enne del clan Strisciuglio di Bari ucciso il 19 aprile scorso nella discoteca 'Divine Club' di Bisceglie, le abitudini "personali e territoriali&raquo; dei tre indagati avrebbero subito un "significativo mutamento&raquo;. &laquo;A seguito degli eventi avvenuti in data 19 aprile 2026, si registrava la mancata 'rintracciabilit&agrave;' di Dylan Capriati proprio nei luoghi ove era stato ripetutamente controllato&raquo;, cio&egrave; la citt&agrave; vecchia di Bari. La circostanza emerge nell&rsquo;ordinanza con cui, ieri, il gip di Bari Giuseppe Ronzino ha convalidato il fermo di due dei tre indagati per il delitto. Si tratta di Dylan Capriati e Nicola Morelli, mentre il fermo del terzo indagato, Aldo Lagioia, &egrave; stato convalidato dalla gip di Trani Marina Chiddo. I tre furono fermati marted&igrave; in contemporanea con gli 11 arresti eseguiti nell&rsquo;ambito delle indagini sull'omicidio di Raffaele 'Lell&ograve; Capriati, avvenuto a Bari il primo aprile 2024. Il delitto Scavo, per gli inquirenti, sarebbe una vendetta del clan Capriati nei confronti dei rivali degli Strisciuglio. Il gip ha sottolineato &laquo;l'indole violenta degli indagati&raquo; e "l'indifferenza mostrata in ordine alla commissione di fatti di sangue con l&rsquo;uso di armi&raquo;, ma anche la &laquo;spavalda ostentazione del possesso dell&rsquo;arma, utilizzata in locale affollato aperto al pubblico, di notte, nonostante la presenza di numerosissime persone, con il possibile rischio di attingere mortalmente ulteriori soggetti&raquo;. &laquo;Il ricorso alla violenza con l&rsquo;uso di armi - si legge ancora - avverso un soggetto rivale, in un luogo pubblico, manifesta una personalit&agrave; avulsa dalle comuni regole di convivenza sociale ed irrispettosa dell&rsquo;incolumit&agrave; altrui, la cui pericolosit&agrave; non pu&ograve; essere contenuta affidandosi all&rsquo;autodisciplina degli odierni indagati&raquo;. Da quanto ricostruito, ad avere le armi sarebbero stati Capriati e Lagioia. Che, dopo aver incrociato Scavo all&rsquo;esterno della discoteca, prima gli avrebbero puntato contro la pistola e poi, dopo aver raggiunto la vittima all&rsquo;interno, l&rsquo;avrebbero colpita con un proiettile alla base del collo, non lasciandogli scampo. A sparare sarebbero stati entrambi, ma solo un colpo and&ograve; a segno. Capriati e Lagioia sarebbero poi andati via a bordo di una Lancia Y, mentre Morelli (che non era armato) sarebbe tornato a casa autonomament</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Barletta, comitato di via Donizetti e via Rossini sulle barricate: «Ora ritorni nella vecchia sede»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982035/barletta-comitato-di-via-donizetti-e-via-rossini-sulle-barricate-ora-ritorni-nella-vecchia-sede.html</link>
      <description>La battaglia dei residenti della zona mercato va avanti ormai da quasi due anni ed è finalizzata allo spostamento del mercato settimanale di via Rossini in altra zona per motivi igienico-sanitari, ma anche logistici</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>mercato,barletta</category>
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      <pubDate>Fri, 08 May 2026 15:49:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Ci sono le condizioni strutturali per ricollocare il mercato settimanale in via Papa Giovanni XXIII&raquo;. Il comitato delle vie Donizetti e Rossini rilancia la propria proposta e chiede un incontro al sindaco Cosimo Cannito e all&rsquo;assessore alle Attivit&agrave; Produttive, Giuseppe Dileo.</p> <p>La battaglia dei residenti della zona mercato va avanti ormai da quasi due anni ed &egrave; finalizzata allo spostamento del mercato settimanale di via Rossini in altra zona per motivi igienico-sanitari, ma anche logistici. Tante sono le ipotesi che si sono susseguite nel corso dei mesi: da via Papa Giovanni XXIII passando per via Traetta, fino ad arrivare alla possibilit&agrave; di mantenere gli alimentari in via Rossini e trasferire i non alimentari in via Papa Giovanni XXIII.</p> <p>Ad oggi, il mercato &egrave; ancora l&igrave;, con l&rsquo;unica differenza, rispetto a due anni fa, dello spostamento dei posteggi di vendita &laquo;alimentare&raquo; (lato zona residenti) lungo il lato Green Park e quelli &laquo;non alimentare&raquo; (lato Green Park) lungo il lato zona residenti, disposto dal sindaco con un&rsquo;ordinanza del 24 aprile 2025 e avviato poi due mesi dopo. Questa soluzione non &egrave; mai andata gi&ugrave; al comitato, che ha proseguito la propria battaglia ottenendo anche l&rsquo;approvazione di una delibera di consiglio comunale (28 agosto 2025) nella quale veniva istituito un tavolo tra amministrazione, residenti e rappresentanze degli operatori commerciali e veniva assunto l&rsquo;impegno ad individuare, nell&rsquo;ambito del redigendo nuovo Pug, collocazioni alternative per l&rsquo;area mercatale.</p> <p>Quel traguardo sembra ancora lontano ed il comitato, che nel mese di febbraio aveva anche promosso un sit-in ai piedi di palazzo di citt&agrave;, ha rilanciato la propria proposta di trasferire il mercato in via Papa Giovanni XXIII, area che lo aveva ospitato fino al 2019, anno in cui fu spostato in via Rossini.</p> <p>L&rsquo;idea di riportare il mercato nella sede precedente nasce da una iniziativa che i residenti hanno messo in campo lo scorso 16 aprile. In quella data, alcuni componenti del Comitato hanno effettuato presso la sede attuale del mercato e quella nella quale vorrebbero lo spostamento, rilevazioni atte a verificare e riscontrare sul piano tecnico e logistico lo stato dei luoghi in termini di spazi e misure allo scopo di comprovare la fattibilit&agrave; del trasloco e la ricollocazione della struttura mercatale.</p> <p>Secondo quanto emerso dalle rilevazioni, in via Rossini, lato Green Park, ci sono 39 stalli collocati su 284,75 metri, compresi 1,70 mt. di corsia pedonale di uscita/entrata passaggio di collegamento con via Santeramo e 30,40 metri inerenti gli spazi tra gli stalli medesimi. Sul lato abitazioni, invece, ci sono 23 stalli per 175,60 metri, compresi 12 metri degli spazi tra gli stalli stessi. Il totale generale di occupazione &egrave; quindi di 460,35 metri. Su via Papa Giovanni XXIII (da rotatoria sottopasso Pertini a intersezione vie Zara e Amendola, compresa area ex traliccio) sul lato destro (gestore telecomunicazioni) sono disponibili 217 metri, sul lato ferrovia (compresa ex area traliccio) 250 metri. Il totale degli spazi per la ricollocazione del mercato &egrave; quindi di 467 metri.</p> <p>&laquo;Dal riscontro di questi dati - affermano il presidente del comitato Michele Piazzolla e il portavoce Francesco Corcella - si evince che vi sono le condizioni concrete e strutturali per ricollocare il mercato da via Rossini su via Papa Giovanni XXIII, dove &ndash; peraltro &ndash; vi sono scarichi fognali, dotazione di acqua potabile, allacciamenti per l&rsquo;energia elettrica e spazi adeguati per altri servizi&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bisceglie, rubano alla Caritas oltre 150 chili di alimenti: tre arresti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982011/bisceglie-rubano-alla-caritas-oltre-150-chili-di-alimenti-due-arresti-e-un-obbligo-di-dimora.html</link>
      <description>Si tratta di tre uomini di 27, 53 e 57 anni accusati in concorso di furto e danneggiamento. La refurtiva è stata riconsegnata al referente cittadino della Caritas</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>cARITAS,BISCEGLIE</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1982011/bisceglie-rubano-alla-caritas-oltre-150-chili-di-alimenti-due-arresti-e-un-obbligo-di-dimora.html</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 12:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tre persone sono state arrestate a Bisceglie per aver rubato cibo alla Caritas. A incastrarli sono state non solo la scorta di omogeneizzati, pomodori pelati e passata di pomodoro stipati a casa, ma anche le immagini del sistema di videosorveglianza in cui si vedono portar via gli alimenti dopo aver scassinato la porta della sede di via Professor Terlizzi, nel centro abitato. Cos&igrave; i carabinieri li hanno identificati.</p> <p>Si tratta di tre uomini di 27, 53 e 57 anni accusati in concorso di furto e danneggiamento. I primi due sono agli arresti domiciliari, il terzo invece ha l&rsquo;obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l&rsquo;obbligo di dimora nel comune di residenza. Secondo quanto ricostruito, i tre lo scorso 17 marzo, avrebbero spaccato il lucchetto e la porta di ingresso della sede Caritas riuscendo a portare via 150 chili di prodotti alimentari, trasportati grazie a un&rsquo;auto e una moto. La refurtiva &egrave; stata riconsegnata al referente cittadino della Caritas.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Andria, la lezione di Ranucci ai ragazzi: «La verità non si ferma con le bombe»</title>
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      <description>Il giornalista ospite alla sesta edizione del Festival della legalità. L’allarme del procuratore Renato Nitti: «le mafie possono infiltrarsi ovunque»</description>
      <author>Raffaella Direnzo</author>
      <category>ranucci,andria</category>
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      <pubDate>Thu, 07 May 2026 15:47:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La passione non la fermi con la bombe, non ha cambiato il nostro modo di fare giornalismo&raquo;. Con questa affermazione Sigfrido Ranucci, volto noto del programma Report, ha aperto il suo intervento davanti agli studenti del Liceo Statale &laquo;C. Troya&raquo; di Andria, all&rsquo;indomani della Giornata mondiale della libert&agrave; di stampa.</p> <p>Una dichiarazione che richiama direttamente l&rsquo;attentato subito nell&rsquo;ottobre scorso e che ha fatto da filo conduttore alla sua <i>lectio magistralis</i> inserita nel programma della sesta edizione del &laquo;Festival della Legalit&agrave;&raquo; che si &egrave; appena concluso. Nel suo intervento, Ranucci ha ribadito il valore centrale dell&rsquo;informazione libera, sottolineando il ruolo cruciale dell&rsquo;educazione mediatica: &laquo;se potessi metterei lo studio del giornalismo dei media in tutte le scuole perch&eacute; condizionano la nostra democrazia e la condizioneranno ancora di pi&ugrave; in futuro&raquo;.</p> <p>La presenza di Ranucci &egrave; stata fortemente voluta dall&rsquo;avvocato Francesco Francioso.</p> <p>La giornata &egrave; poi proseguita a Trani, presso l&rsquo;IISS &laquo;A. Moro S. Cosmai&raquo;, dove il giornalista &egrave; stato accolto dal dirigente scolastico Roberto Diana. Qui si &egrave; sviluppato un dialogo a pi&ugrave; voci con il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Renato Nitti.</p> <p>Nel suo intervento, il Procuratore ha acceso i riflettori sulla situazione del territorio, offrendo una lettura chiara e preoccupata: &laquo;L&rsquo;allarme sulla presenza delle mafie &egrave; fondato, ci sono una serie di segnali di reazione a quello che sta avvenendo. Questo &egrave; un territorio percorso dalla una criminalit&agrave; predatoria, economica e che si infiltra nella pubblica amministrazione&raquo;.</p> <p>Grande attenzione e partecipazione da parte degli studenti, che hanno seguito gli incontri con interesse, intervenendo con domande puntuali rivolte ai relatori. Un segnale concreto di coinvolgimento e di consapevolezza sui temi della legalit&agrave; e dell&rsquo;informazione.</p> <p>A sottolineare il valore educativo dell&rsquo;iniziativa &egrave; stato infine lo stesso promotore, l&rsquo;avvocato Francioso: &laquo;Conosco ed apprezzo Ranucci da tempo, l&rsquo;esigenza etica &egrave; quella di educare le nuove generazioni alla legalit&agrave;, alla conoscenza e consapevolezza della verit&agrave; di tutti i fatti che hanno ricaduta sociale. Da tempo avevo idea del progetto, il Festival della legalit&agrave; di Andria ormai da 6 anni propone un programma interessante. Lo abbiamo arricchito di un evento di particolare rilievo. Ho proposto personalmente l&rsquo;iniziativa, sia alla sindaca di Andria, che ai due dirigenti scolastici, tutti hanno accettato immediatamente&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Jova Beach, il permesso paesaggistico mancante: «Ma per i mondiali era stato richiesto»</title>
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      <description>L’inchiesta sul concerto di Jovanotti del 2022 a Barletta: in due non rispondono ai carabinieri forestali. L’avvocato Cianci: io estraneo</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>jova beach party,inchiesta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981850/jova-beach-il-permesso-paesaggistico-mancante-ma-per-i-mondiali-era-stato-richiesto.html</guid>
      <pubDate>Thu, 07 May 2026 04:25:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Hanno scelto di non rispondere all&rsquo;interrogatorio fissato davanti ai Carabinieri forestali Francesco Lomoro, 51 anni, di Bari, dirigente comunale dei Lavori pubblici (difeso dall&rsquo;avvocato Rinaldo Alvisi) e l&rsquo;ingegnere Mario Luigi Dicandia, 60 anni, di Barletta, progettista incaricato dalla societ&agrave; organizzatrice del concerto di Jovanotti del 30 e 31 luglio 2022 che secondo la Procura di Trani avrebbe creato danni all&rsquo;arenile della litoranea di ponente.</p> <p>L&rsquo;inchiesta del procuratore Renato Nitti a carico di tre personi parte da una serie di &laquo;segnalazioni&raquo; inviate da Legambiente, Enpa e altre piccole associazioni ambientaliste. E ipotizza che &laquo;la modifica delle dune e dell&rsquo;arenile&raquo; con &laquo;l&rsquo;utilizzo di mezzi meccanici per il livellamento della spiaggia&raquo; allo scopo di montare il palco e il villaggio del Jova Beach Party, il concerto &laquo;ecologista&raquo; di Jovanotti, avrebbe creato danni alle dune e all&rsquo;habitat naturale.</p> <p>Le indagini delegate ai carabinieri forestali sono partite da una constatazione. Ovvero dal fatto che per una successiva manifestazione sul litorale di Barletta, i mondiali di canottaggio costiero, gli organizzatori hanno chiesto l&rsquo;autorizzazione paesaggistica. Invece per il concerto di Jovanotti il tecnico delegato dalla societ&agrave; organizzatrice ha autocertificato che trattandosi di installazioni temporanee non era necessario il nulla osta paesaggistico: per questo motivo la Procura gli contesta il falso...<i></i></p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, torna Azioni in Danza: tredici giorni tra spettacoli, formazione e ricerca coreografica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981821/barletta-torna-azioni-in-danza-tredici-giorni-tra-spettacoli-formazione-e-ricerca-coreografica.html</link>
      <description>Dal 7 al 17 maggio la Chiesa di Sant’Antonio ospita la XIII edizione del festival dedicato alla danza contemporanea con artisti, laboratori e performance nazionali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>barletta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981821/barletta-torna-azioni-in-danza-tredici-giorni-tra-spettacoli-formazione-e-ricerca-coreografica.html</guid>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 16:56:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="277" data-end="751">Dal 7 al 17 maggio 2026 la Chiesa di Sant&rsquo;Antonio di Barletta ospita la XIII edizione di <strong data-start="366" data-end="387">&ldquo;Azioni in Danza&rdquo;</strong>, festival dedicato ai linguaggi della danza contemporanea promosso dal Comune di Barletta con Puglia Culture, in collaborazione con Network Anticorpi XL e Associazione KRASS. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama nazionale che intreccia spettacolo, formazione e ricerca artistica, trasformando la citt&agrave; in un laboratorio diffuso di creazione e confronto.</p> <p data-start="753" data-end="1191">Ideato e curato da Stefania D&rsquo;Onofrio, il festival nasce nel 2011 con l&rsquo;obiettivo di valorizzare i giovani coreografi e danz-autori pugliesi, ampliando nel tempo la propria dimensione fino a diventare una rassegna riconosciuta a livello nazionale. L&rsquo;edizione 2026 conferma questa vocazione, con un programma che affianca alla scena momenti di approfondimento, masterclass e percorsi formativi aperti a professionisti, studenti e pubblico.</p> <p data-start="1193" data-end="1630">Ad aprire il festival, gioved&igrave; 7 maggio, sar&agrave; lo spettacolo speciale <strong data-start="1262" data-end="1317">&ldquo;The Butterfly&rsquo;s Trip &ndash; Emozioni a lume di candela&rdquo;</strong> di KoreoProject, un viaggio performativo tra musica dal vivo, danza e narrazione che esplora il dialogo tra corpo e immaginazione. Il giorno successivo, 8 maggio, andr&agrave; in scena <strong data-start="1496" data-end="1509">&ldquo;Strings&rdquo;</strong> di PinDoc, lavoro che indaga la relazione tra movimento e suono attraverso l&rsquo;incontro tra danza e contrabbasso dal vivo.</p> <p data-start="1632" data-end="1965">Il 9 maggio il programma propone una doppia serata: da un lato <strong data-start="1695" data-end="1709">&ldquo;HomeLand&rdquo;</strong> di Arte&amp;BallettO / Giovane Balletto Mediterraneo, riflessione sul concetto di casa come spazio identitario e interiore; dall&rsquo;altro <strong data-start="1841" data-end="1854">&ldquo;Kittens&rdquo;</strong> di Kinneksbond / Interno5, performance che esplora il rapporto tra corpo, tecnologia e identit&agrave; contemporanea.</p> <p data-start="1967" data-end="2291">Accanto agli spettacoli, dal 10 al 13 maggio si svolgeranno laboratori e masterclass come <strong data-start="2057" data-end="2076">&ldquo;Riconnessioni&rdquo;</strong>, percorso di formazione curato dal Collettivo KRASS, e il laboratorio di teatrodanza <strong data-start="2162" data-end="2193">&ldquo;Questo ballo &egrave; per noi #6&rdquo;</strong>, dedicato alla riscrittura delle identit&agrave; maschili attraverso il movimento e la ricerca corporea.</p> <p data-start="2293" data-end="2538">Il 13 maggio il festival ospiter&agrave; anche la restituzione del contest internazionale *<em data-start="2377" data-end="2388">&ldquo;Finalist</em> di Nati per la danza 2025&rdquo;**, insieme alla conclusione del laboratorio, sottolineando il valore del processo creativo e della condivisione artistica.</p> <p data-start="2540" data-end="2803">Il 14 maggio spazio alla divulgazione con <strong data-start="2582" data-end="2605">&ldquo;Coreograficamente&rdquo;</strong>, lecture-demonstration a cura di Francesca Beatrice Vista e del Liceo Coreutico &ldquo;L. Da Vinci&rdquo; di Bisceglie, pensata come strumento per avvicinare il pubblico alla lettura della danza contemporanea.</p> <p data-start="2805" data-end="3102">Il programma prosegue il 15 maggio con la restituzione delle residenze artistiche del Collettivo KRASS, mentre il 16 maggio saranno protagonisti <strong data-start="2950" data-end="2969">&ldquo;Graziosissimo&rdquo;</strong> di B-Ped e <strong data-start="2981" data-end="2997">&ldquo;Manifestus&rdquo;</strong> di KLm, due lavori che indagano il gesto, la memoria del corpo e le pratiche performative contemporanee.</p> <p data-start="3104" data-end="3324">A chiudere il festival, domenica 17 maggio, sar&agrave; <strong data-start="3153" data-end="3193">&ldquo;To Repel Ghosts / Lettera al Padre&rdquo;</strong> di Sosta Palmizi / Compagnia Meta, intenso lavoro dedicato al tema del maschile come spazio di memoria, identit&agrave; e trasformazione.</p> <p data-start="3326" data-end="3591">Oltre alla programmazione artistica, &ldquo;Azioni in Danza&rdquo; propone un articolato sistema di accessibilit&agrave; con abbonamenti, riduzioni e promozioni per studenti, docenti e over 65, confermando la volont&agrave; di rendere la danza contemporanea un&rsquo;esperienza aperta e condivisa.</p> <p data-start="3593" data-end="3803" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Con tredici edizioni alle spalle, il festival si conferma cos&igrave; un punto di riferimento per la scena coreutica nazionale e un presidio culturale capace di unire ricerca, formazione e partecipazione del pubblico.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, si avvicina l'estate: «Lidi aperti già a metà maggio? Qui non siamo pronti e non conviene»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981783/barletta-si-avvicina-l-estate-lidi-aperti-gia-a-meta-maggio-qui-non-siamo-pronti-e-non-conviene.html</link>
      <description>Fedele Boccassini, Assobalneari: «Significa attivare una serie di servizi, con annesso personale, in un periodo poco frequentato. Le scuole sono ancora aperte e quei pochi turisti che arrivano in città non lo fanno per il nostro mare»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>Assobalneari-Confindustria,Fedele Boccassini,lidi aperti</category>
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      <pubDate>Wed, 06 May 2026 13:26:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Aprire i lidi dal 23 maggio non ci avvantaggia, a Barletta gli stabilimenti fondano le proprie attivit&agrave; prevalentemente su abbonati locali, anche se la congiuntura internazionale potrebbe in qualche modo favorirci&raquo;.</p> <p>Nelle parole del dirigente nazionale di Assobalneari-Confindustria Fedele Boccassini c&rsquo;&egrave; il quadro della situazione con la quale gli operatori devono fare i conti a pochi giorni dall&rsquo;avvio della stagione balneare 2026. A met&agrave; aprile, la Regione Puglia ha dato il via libera all&rsquo;ordinanza che dispone l&rsquo;avvio delle attivit&agrave; per sabato 23 maggio con chiusura prevista per domenica 13 settembre. Una decisione che ha suscitato pi&ugrave; di qualche perplessit&agrave; tra gli operatori barlettani e non solo.</p> <p>&laquo;L&rsquo;apertura al 23 maggio - ha spiegato Boccassini - non ci avvantaggia. Significa attivare una serie di servizi, con annesso personale, in un periodo poco frequentato. Le scuole sono ancora aperte e quei pochi turisti che arrivano in citt&agrave; non lo fanno per il nostro mare&raquo;.</p> <p>Nella citt&agrave; della Disfida la stagione balneare &egrave; animata in particolar modo dagli abbonati locali che affollano gli stabilimenti, ma per Boccassini anche questo quadro &egrave; destinato a mutare. &laquo;Storicamente i nostri lidi sono affollati dagli abbonati barlettani, i turisti sono pochi e spesso sono persone di rientro a Barletta dalle citt&agrave; nelle quali vivono e lavorano. Questo quadro, per&ograve;, sta gi&agrave; cambiando. L&rsquo;aumento dei costi, la situazione economica, il cambio di abitudini sta portando ad una variazione anche di questo schema. Se ci aggiungete che prima o poi arriveranno anche qui le spiagge libere attrezzate ad offrire una possibilit&agrave; in pi&ugrave; ai bagnanti, &egrave; chiaro che siamo davanti a un cambiamento&raquo;.</p> <p>In questo nuovo quadro potrebbe inserirsi anche una maggiore attrattivit&agrave; per i turisti, ma serve un deciso cambio di passo rispetto alla situazione attuale. &laquo;Per arrivare ad attirare flussi turistici di un certo tipo serve programmazione, non bastano i grandi eventi estemporanei. Serve la qualit&agrave;, serve riuscire a mettere in risalto la propria offerta in determinati circuiti. Ad oggi riusciamo a registrare il tutto esaurito solo in alcune circostanze, &egrave; capitato in passato con eventi come il Jova Beach, ma di certo non pu&ograve; bastare&raquo;.</p> <p>Un piccolo &ldquo;aiuto&rdquo; in questa direzione potrebbe arrivare dalla congiuntura internazionale e non solo. &laquo;Per la stagione 2026 - ha sottolineato il rappresentante di Assobalneari - potrebbe esserci la possibilit&agrave; che il turista italiano decida di rimanere qui per via del caro carburante e delle difficolt&agrave; del traffico aereo. Potrebbe essere una buona occasione da sfruttare per la crescita del turismo balneare nel nostro territorio, che pu&ograve; cogliere anche un&rsquo;altra opportunit&agrave;. Ormai, i residenti di Bari e della provincia, per esempio, la domenica arrivano a Barletta, perch&eacute; andare a Monopoli, con quella viabilit&agrave;, &egrave; praticamente impossibile, si rimane in coda per ore e ore, e oltretutto la gente non pu&ograve; permettersi di spendere cifre importanti per andare un solo giorno al mare. Quindi, in linea di massima, ci sono tanti aspetti critici che bisognerebbe avere il coraggio di affrontare e pianificare, ma come in tutte le cose si naviga sempre a vista, non si ha mai una visione&raquo;.</p> <p>La crescita pu&ograve; passare anche dalla continuit&agrave; delle attivit&agrave;. Il consiglio comunale dello scorso 24 aprile ha approvato un ordine del giorno con il quale si &egrave; inteso uniformare la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2033. La decisione &egrave; stata accolta positivamente dagli operatori. &laquo;&Egrave; chiaro - ha concluso Boccassini - che questo d&agrave; un maggiore respiro a quelli che possono essere potenziali programmi e investimenti per gli operatori attuali&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Alicia uccisa a 12 anni dal pino, blitz nell'impresa che si occupa del verde a Bisceglie. I NOMI DEGLI INDAGATI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981770/alicia-uccisa-a-12-anni-dal-pino-blitz-nell-impresa-che-si-occupa-del-verde-a-bisceglie-i-nomi-degli-indagati.html</link>
      <description>Continuano le indagini: sono in corso da parte dei carabinieri perquisizioni nella sede che si occupa, in appalto, della manutenzione del verde</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Alicia Amoruso,pino crollato,perquisizioni</category>
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      <pubDate>Wed, 06 May 2026 11:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono in corso da parte dei carabinieri perquisizioni nella sede di una impresa che si occupa, in appalto, della manutenzione del verde a Bisceglie, nel nord Barese. L&rsquo;attivit&agrave; dei militari si inserisce nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta aperta dalla Procura di Trani e finalizzata a fare chiarezza sulla morte di Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile.</p> <p>L&rsquo;inchiesta, aperta per concorso in omicidio colposo, conta cinque indagati. Si tratta al momento, di dirigente, funzionari tecnici e istruttori della Ripartizione pianificazione, programmi ed Infrastrutture del Comune di Bisceglie e dello sportello Patrimonio demanio e Attivit&agrave; manutentive. I carabinieri dovranno acquisire e analizzare documenti utili all&rsquo;indagine.</p> <p><span>I nomi: Giacomo Losapio di 68 anni, Nicola De Cesare di 40 anni, Domenico Cosmai di 56 anni, Mauro Tritto di 61 anni, Silvio Vincenzo Patruno di 52 anni.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Trani, botti illegali per la festa scudetto: due tifosi interisti finiscono in ospedale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981661/trani-botti-illegali-per-la-festa-scudetto-due-tifosi-interisti-finiscono-in-ospedale.html</link>
      <description>I due ragazzi sono stati investiti dall’onda d’urto della esplosione che li ha scaraventati ad alcuni metri di distanza e storditi. Il più grande, di 20 anni è stato raggiunto al collo da una scheggia che gli ha provocato una lacerazione profonda</description>
      <category>botti illegali,inter</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981661/trani-botti-illegali-per-la-festa-scudetto-due-tifosi-interisti-finiscono-in-ospedale.html</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 12:17:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Festa tricolore con il botto (illegale). Due giovani tifosi dell&rsquo;Inter, scesi in strada domenica sera, per fare festa dopo la vittoria sul Parma, che ha consentito alla loro squadra di conquistare il 21mo scudetto, sono rimasti feriti a causa dello scoppio di due potentissimi petardi, di genere proibito. L&rsquo;incidente si &egrave; verificato all&rsquo;incrocio tra piazza della Repubblica e via Cavour, il luogo preferito dai tifosi per festeggiare le vittorie sportive.</p> <p>I due ragazzi sono stati investiti dall&rsquo;onda d&rsquo;urto della esplosione che li ha scaraventati ad alcuni metri di distanza e storditi. Il pi&ugrave; grande, di 20 anni &egrave; stato raggiunto al collo da una scheggia che gli ha provocato una lacerazione profonda. Il collo &egrave; una zona anatomica estremamente complessa e sensibile, per fortuna il frammento non ha lesionato le parte pi&ugrave; fragili. Il ferito &egrave; stato soccorso prima da alcuni passanti che hanno lanciato l&rsquo;sos, poi dagli operatori del 118 che lo hanno trasportato in codice rosso al Pronto soccorso di Barletta. Le sue condizioni sono apparse meno gravi del temuoto ma il ventenne e stato comunque trasferito al Policlinico di Bari dove i medici del reparto di Chirurgia plastica hanno estratto la scheggia e suturato la ferita . Stessa operazione ha interessato l&rsquo;altro tifoso, un ragazzo di 17 anni, colpito ad una arcata sopraccigliare. Per sua fortuna la lacerazione, subito rimarginata con quattro punti di sutura, &egrave; rimasta in superficie.</p> <p>Il corteo organizzato dall&rsquo;Inter club Trani Zanetti 4ever &egrave; giunto sul luogo della doppia deflagrazione esattamente venti minuti dopo il botto, circostanza che ha escluso qualsiasi coinvolgimento della tifoseria organizzata.</p> <p>Nelle ore precedenti la partita, l&rsquo;Inter club aveva invitato i propri affiliati a festeggiare con &laquo;buonsenso&raquo; e &laquo;correttezza&raquo; nel rispetto dei luoghi e delle persone. L&rsquo;incidente, che grazie al cielo non ha avuto conseguenze molto gravi, ha rattristato la serata di festa e spinto il club a condannare il ricorso ai botti illegali e ad augurare ai due &laquo;fratelli nella notte&raquo; interisti una &laquo;prontissima guarigione&raquo;. <i>(red. cro.)</i></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>San Ferdinando di Puglia, auto esce fuori strada e si ribalta: gravi due giovani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981572/san-ferdinando-di-puglia-auto-esce-fuori-strada-e-si-ribalta-gravi-due-giovani.html</link>
      <description>Un 29enne è stato rivenuto fuori dall’abitacolo con difficoltà respiratorie e incosciente: è stato trasportato in elisoccorso a Foggia. L’altra ferita classificata come codice rosso è una giovane di 24 anni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incidente</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981572/san-ferdinando-di-puglia-auto-esce-fuori-strada-e-si-ribalta-gravi-due-giovani.html</guid>
      <pubDate>Mon, 04 May 2026 14:43:44 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; di due giovani feriti, di cui uno in gravi condizioni, il bilancio di un incidente stradale avvenuto sulla provinciale 64 all&rsquo;altezza di San Ferdinando di Puglia, nel nord Barese, nella tarda mattinata di oggi. Il pi&ugrave; grave dei feriti &egrave; un 29enne di San Ferdinando di Puglia che, all&rsquo;arrivo del personale del 118, &egrave; stato rivenuto fuori dall&rsquo;abitacolo, con difficolt&agrave; respiratorie e incosciente. &Egrave; stato necessario l&rsquo;intervento di una eliambulanza per trasportarlo a Foggia. L&rsquo;altra ferita classificata come codice rosso, &egrave; una giovane di 24 anni, anche lei di San Ferdinando, che i medici del 118 hanno trasportato in un ospedale della zona. I due, secondo quanto emerso, viaggiavano insieme su un&rsquo;auto che per cause da accertare, &egrave; uscita di strada per poi ribaltarsi. Indagini sono in corso da parte delle forze dell&rsquo;ordine.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Trani i ladri fanno incetta di cibo per gatti randagi: danni per 5mila euro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981543/a-trani-i-ladri-fanno-incetta-di-cibo-per-gatti-randagi-danni-per-5mila-euro.html</link>
      <description>A parlare è Alessandra Bimetti, fondatrice di «Zampine Felici», l’associazione di volontariato che nella notte del Primo Maggio ha subìto un furto nel garage di famiglia</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>«Zampine Felici»,furto,trani,Alessandra Bimetti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981543/a-trani-i-ladri-fanno-incetta-di-cibo-per-gatti-randagi-danni-per-5mila-euro.html</guid>
      <pubDate>Mon, 04 May 2026 14:11:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Siamo sconvolte per quanto accaduto, &egrave; difficile accettare che qualcuno abbia deciso di colpire proprio chi dedica tempo, energie e risorse per aiutare esseri indifesi. Nonostante tutto, non ci fermeremo&raquo;. A parlare &egrave; Alessandra Bimetti, fondatrice di &laquo;Zampine Felici&raquo;, l&rsquo;associazione di volontariato tranese che nella notte del Primo Maggio ha sub&igrave;to un furto inquietanti nel garage di famiglia dove erano custodite tutte le scorte destinate alla cura dei gatti randagi salvati.</p> <p>I ladri hanno agito con precisione chirurgica: nessun altro garage della zona &egrave; stato toccato, neppure quelli dotati di grate in vista o contenenti oggetti di maggior valore economico. Dal locale sono stati asportati esclusivamente pappe non scadute, gabbioni, trasportini, ciotole e coperte. Una selezione tanto mirata da far supporre che chi ha agito conoscesse la natura di quei beni e la loro destinazione.</p> <p>Il danno complessivo &egrave; stimato intorno ai 5mila euro, ma a pesare non &egrave; solo il valore economico: si tratta di risorse essenziali per la quotidiana attivit&agrave; dell&rsquo;associazione, che ora si trova costretta a ripartire da zero.</p> <p>&laquo;Zampine Felici&raquo; &egrave; nata nel giugno del 2022 per iniziativa di due amiche: Alessandra Binetti e Nadia De Lia. L&rsquo;associazione recupera gatti randagi, spesso in condizioni critiche o gravemente malati, li cura, li accoglie in stallo e cerca loro una famiglia adottiva su tutto il territorio nazionale. In quasi tre anni di attivit&agrave;, sono stati avviati all&rsquo;adozione circa 400 mici.</p> <p></p> <p>Tutto il lavoro &egrave; svolto esclusivamente da volontari e le donazioni ricevute sono rendicontate; non di rado, i membri contribuiscono di tasca propria alle spese. Al di l&agrave; dell&rsquo;impegno diretto verso gli animali, l&rsquo;associazione svolge anche una funzione di utilit&agrave; pubblica per la citt&agrave;: concorre a ridurre il randagismo, censisce e cura le colonie feline, contribuisce al decoro urbano e alimenta circuito di sensibilizzazione.</p> <p>La vicepresidente Nadia De Lia ha affidato ai canali dell&rsquo;associazione un appello accorato: &laquo;Spero che chi ha compiuto questo gesto abbia un minimo di coscienza. Se qualcuno ha visto o sa qualcosa, vi invitiamo a farvi avanti - ha aggiunto - ogni informazione pu&ograve; essere fondamentale&raquo;.</p> <p>Per fronteggiare l&rsquo;emergenza, &laquo;Zampine Felici&raquo; ha avviato una raccolta fondi on line con l&rsquo;obiettivo di recuperare almeno una parte del materiale sottratto e garantire la continuit&agrave; dell&rsquo;attivit&agrave;. Chiunque voglia segnalare elementi utili alle indagini o contribuire alla raccolta pu&ograve; contattare l&rsquo;associazione.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, maxi rissa in piazza: dopo un anno scattano le misure cautelari per undici giovani VIDEO</title>
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      <description>Si tratta di uomini, tutti molto giovani, che risiedono a Barletta e Cerignola</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>maxi rissa,piazza,barletta,arresti</category>
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      <pubDate>Mon, 04 May 2026 07:59:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri hanno eseguito stamattina 4 maggio una ordinanza cautelare nei confronti di undici persone, tra arresti domiciliari e obblighi, accusate a vario titolo di rissa aggravata, tentata rapina, lesioni e danneggiamento. Si tratta di uomini, tutti molto giovani, che risiedono a Barletta e Cerignola (Foggia) e che, nella notte tra il primo e due marzo 2025, fuori da un locale di piazza Marina, in centro citt&agrave; a Barletta, sarebbero stati protagonisti di una rissa: in sei, di et&agrave; compresa tra i 19 e i 27 anni, riportarono lievi ferite. Secondo ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, alcuni degli indagati a bordo di un'auto avrebbero tentato di investire un gruppo di ragazzi appena uscito da un locale per poi fuggire. Ne nacque un breve inseguimento terminato con pugni, schiaffi e calci.</p> <p><span>Secondo le indagini gli arrestati avrebbero tentato deliberatamente di investire con tre auto alcuni gruppi di ragazzi.&nbsp;</span>Alcuni dei feriti finirono al pronto soccorso dell'ospedale Dimiccoli di Barletta, altri furono curati sul posto dal personale del 118. Utili alle indagini sono state le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza.</p> <p><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Video_20260504_at_101731.mp4" type="video/mp4" /></video></p> <p>Incastrati dai tatuaggi e da capi e orologi griffati ostentati sui social. Gli stessi visibili nelle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza di Barletta e del locale davanti a cui avrebbero dato vita a una violenta rissa nella notte tra il primo e il due marzo 2025. In undici sono stati identificati e oggi, a poco pi&ugrave; di un anno dall&rsquo;episodio, cinque di loro, tre di Cerignola (Foggia) e due di Barletta, sono finiti agli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con persone non conviventi; per gli altri sei &egrave; scattato l&rsquo;obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Rispondono, a vario titolo, di rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti a offendere. </p> <p>I carabinieri del comando provinciale di Trani e di Cerignola, coordinati dalla Procura di Trani, parlano di "fazioni contrapposte&raquo; composte da ragazzi di et&agrave; compresa tra i 23 e i 24 anni, alcuni di Barletta e altri di Cerignola, che avrebbe iniziato a litigare prima con &laquo;manovre automobilistiche estremamente pericolose&raquo;, poi passando alle mani. Nei frame registrati si vedono auto di grossa cilindrata sfidarsi e "mettendo in pericolo l&rsquo;incolumit&agrave; di alcuni pedoni&raquo;, riferiscono gli inquirenti. Dopo l&rsquo;analisi dei filmati dei sistema di videosorveglianza cittadina e interna al locale, sono stati monitorati &laquo;i profili social degli indagati&raquo;, riconosciuti "da capi di abbigliamento griffati, orologi e tatuaggi ostentati nelle ore precedenti e coincidenti con l&rsquo;aggressione&raquo;.  Nel corso del pericoloso inseguimento, secondo quanto ricostruito, sono stati danneggiati arredi urbani, alcuni dei quali, come fioriere e pali della illuminazione pubblica, usati dagli indagati come armi per colpirsi. A due degli indagati, un 23enne e un 24enne, entrambi di Cerignola, &egrave; contestata la tentata rapina impropria per aver cercato di impossessarsi degli occhiali da vista di un altro dei ragazzi coinvolti nella violenza lite, colpendolo brutalmente al volto con un pugno. Nel corso della rissa in sei erano rimasti feriti, riportando prognosi fino a otto giorni per traumi cranici e lussazioni.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Malore per un turista a Castel del Monte: i soccorsi arrivano dopo mezz’ora</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981514/malore-per-un-turista-a-castel-del-monte-i-soccorsi-arrivano-dopo-mezzora.html</link>
      <description>Manca un presidio: l’anno scorso c’era solo nei fine settimana</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>andria,castel del monte</category>
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      <pubDate>Mon, 04 May 2026 06:03:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un malore improvviso, le gambe che cedono. E poi le telefonate che si moltiplicano al 118 per i soccorsi. Tra le tante famiglie che ieri assediavano Castel del Monte in una domenica di sole un turista si sente male. Si accascia sotto il sole, sembra non respiri bene.</p> <p>&laquo;Abbiamo chiamato subito i soccorsi &ndash; hanno raccontato alcuni tra i presenti &ndash; siamo stati in molti a chiedere l&rsquo;arrivo di una ambulanza. Ma ci ha messo quasi mezz&rsquo;ora ad arrivare. E&rsquo; partita da Andria ci &egrave; stato detto, perch&eacute; a Castel del Monte non c&rsquo;&egrave; un presidio medico di pronto soccorso&raquo;. &laquo;Il Primo maggio c&rsquo;era una ambulanza, ma oggi no &ndash; ha interrotto un altro tra i presenti -, eppure ora qui c&rsquo;&egrave; un sacco di gente almeno quanto il Primo Maggio. Il Castello &egrave; aperto gratuitamente per la prima domenica del mese e c&rsquo;&egrave; il pieno di turisti&raquo;.</p> <p>Intanto in tanti cercano di ombreggiare l&rsquo;uomo steso in terra. Il sole &egrave; caldo e si rischia che la situazione si aggravi. Poi arriva l&rsquo;ambulanza ci si allontana anche per rispettare la privacy del paziente.</p> <p>Solo che l&rsquo;episodio lascia molti presenti interdetti: se quell&rsquo;uomo avesse avuto un infarto (per fortuna invece era solo un malore), attendere mezz&rsquo;ora per i soccorsi sarebbe stato fatale. Spesso un intervento pi&ugrave; celere fa la differenza tra la vita e la morte.</p> <p>Purtroppo per&ograve; da qualche anno il presidio sanitario &egrave; previsto solo nei tre mesi estivi, da luglio a settembre, quando il gran caldo pu&ograve; provocare malesseri ai turisti, ma anche ai tanti villeggianti presenti in zona. Intorno al Castello, infatti, si concentrano numerose strutture ricettive e di ristorazione, oltre che residenze estive che portano ad una concentrazione di migliaia di persone nel giro di pochi chilometri.</p> <p>Si era partiti in passato dalla presenza quotidiana dell&rsquo;ambulanza nei mesi estivi, per poi arrivare allo scorso anno con la sola presenza nei week end di luglio, agosto e settembre.</p> <p>Quest&rsquo;anno l&rsquo;Asl Bt ha raccolto l&rsquo;invito dell&rsquo;amministrazione comunale per ampliare e anticipare il servizio anche nei giorni festivi come Pasquetta, 25 aprile e Primo maggio: tutte occasioni in cui il maniero federiciano e la pineta che lo circonda, vengono presi d&rsquo;assalto dai turisti ma anche dagli amanti delle gite fuori porta e dei picnic.</p> <p>Non sono coperte dal servizio quelle domeniche (la prima del mese) in cui c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ingresso gratuito ai monumenti e l&rsquo;iniziativa richiama al Castello il doppio delle presenze solite. Proprio come ieri, in una giornata accompagnata anche dal primo vero sole primaverile, che avr&agrave; sicuramente influito sul malore del visitatore.</p> <p>Da quanto risulta, il servizio sanitario deve fare i conti con le risorse a disposizione, e posizionare un&rsquo;ambulanza al Castello, significa toglierla dal territorio della sesta provincia pugliese.</p> <p>Sta di fatto, che quest&rsquo;anno per l&rsquo;estate quale sar&agrave; il servizio non si sa, forse si confermer&agrave; la presenza nei week end nei mesi estivi, mentre negli altri giorni bisogner&agrave; aspettare l&rsquo;arrivo dell&rsquo;ambulanza da Andria, sperando che quei 20 o 30 minuti di attesa, non risultino fatali per il paziente. Magari, servirebbe anche dotare il Castello e le attivit&agrave; commerciali dei dintorni con defibrillatori e con persone sia in grado di utilizzarli, per poter tamponare un&rsquo;emergenza di difficile soluzione.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, dopo l'indagine della Procura niente più spiaggia per il concerto di Jovanotti</title>
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      <description>Il concerto si farà nell’ex cartiera. Anche a Lucca c’era un’inchiesta: archiviata</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>barletta,jova beach party</category>
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      <pubDate>Mon, 04 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La modifica delle dune e dell&rsquo;arenile&raquo; con &laquo;l&rsquo;utilizzo di mezzi meccanici per il livellamento della spiaggia&raquo; avrebbe creato danni alle dune sulla litoranea di Ponente che nel 2022 ha ospitato una tappa del Jova Beach Party, il concerto &laquo;ecologista&raquo; di Jovanotti. L&rsquo;inchiesta della Procura di Trani che contesta a tre persone le ipotesi di inquinamento ambientale colposo e abusivismo edilizio in zona protetta, oltre che falso ideologico a carico del progettista del &laquo;villaggio&raquo; allestito sulla spiaggia non &egrave; una novit&agrave;: la battaglia degli ambientalisti contro il tour del cantautore romano ha gi&agrave; pi&ugrave; volte attraversato gli uffici delle Procure.</p> <p>La stessa situazione che oggi riguarda Barletta si era posta per il concerto di Viareggio, oggetto di un&rsquo;inchiesta della Procura di Lucca poi chiusa con l&rsquo;archiviazione: anche l&igrave; le indagini (un fascicolo contro ignoti) erano partite dagli esposti degli ambientalisti e anche l&igrave; erano state ipotizzate violazioni alle norme di tutela sugli habitat naturali...<i></i></p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Barletta, piombo e veleni: «L'Orto botanico è inquinato». Le analisi durate 10 anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981482/barletta-piombo-e-veleni-l-orto-botanico-e-inquinato-le-analisi-durate-10-anni.html</link>
      <description>A certificarlo, ora, ci sono anche i risultati della caratterizzazione. Dovrà essere sottoposta a bonifica</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>quartiere Patalini,orto botanico</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981482/barletta-piombo-e-veleni-l-orto-botanico-e-inquinato-le-analisi-durate-10-anni.html</guid>
      <pubDate>Sun, 03 May 2026 14:01:53 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;area dell&rsquo;orto botanico &egrave; contaminata e dovr&agrave; essere sottoposta a bonifica. A certificarlo, ora, ci sono anche i risultati della caratterizzazione. Per arrivare a questo esito ci sono voluti circa 10 anni ed un processo lunghissimo avviato il 26 febbraio 2016, giorno del sequestro della struttura nel quartiere Patalini (realizzata con una spesa di 2 milioni di euro, ndr) disposto dalla procura per la accertata presenza nell&rsquo;area di una discarica abusiva con rifiuti inquinanti.</p> <p><span class="GN4_post">Qualche mese dopo, nel settembre del 2016, arriv&ograve; il dissequestro con la prescrizione di provvedere alla caratterizzazione dell&rsquo;area inquinata e alla bonifica della stessa. Per ottemperare alla prescrizione, il comune di Barletta ha partecipato, nel 2017, ad un bando regionale. </span></p> <p>Il progetto presentato dall&rsquo;amministrazione &egrave; stato ritenuto idoneo ad inizio 2018 ricevendo un finanziamento di circa 415 mila euro. Dopo una serie di vicissitudini burocratiche, si &egrave; arrivati, nel 2021, all&rsquo;approvazione del piano di caratterizzazione.</p> <p>Le attivit&agrave; di indagine, affidate a una societ&agrave; specializzata, sono state avviate nel luglio 2023 e, coinvolgendo i laboratori di Brindisi (per l&rsquo;amianto), Taranto (per i metalli pesanti e diossine) e Foggia (per le acque) hanno previsto sondaggi, trincee esplorative, analisi chimiche su suolo e acque sotterranee, oltre a indagini geofisiche e georadar.</p> <p><span class="GN4_post">A seguito della validazione dei dati da parte di Arpa Puglia, il tecnico incaricato ha trasmesso l&rsquo;analisi di rischio, i cui esiti hanno evidenziato condizioni di non accettabilit&agrave; sotto il profilo sanitario e ambientale: il sito risulta essere contaminato. In particolare, nel suolo superficiale sono stati rilevati rischi cancerogeni per ingestione legati alla presenza di piombo, composti chimici come benzodiossina (TCDD), policlorobifenili (PCB) e benzo(a)pirene, oltre a rischi per contatto dermico e per la risorsa idrica. Criticit&agrave; emergono anche nel suolo profondo, dove sono stati riscontrati rischi per la falda legati ad arsenico e PCB, e nelle acque sotterranee, con la presenza di diversi contaminanti tra cui tribromometano, tricloroetilene e altri composti chimici. </span></p> <p><span class="GN4_post">Alla luce dell&rsquo;esito della caratterizzazione, la Giunta comunale ha disposto di dare indirizzo al dirigente del settore Ambiente di proseguire l&rsquo;iter previsto e in particolare di richiedere alla Regione Puglia la convocazione della conferenza di servizi finalizzata all&rsquo;approvazione dell&rsquo;analisi di rischio. Solo successivamente potr&agrave; partire l&rsquo;iter per la bonifica. </span></p> <p>&laquo;Dai risultati - ha spiegato il sindaco Cosimo Cannito - &egrave; emerso un superamento dei limiti di contaminazione in alcune aree. In particolare sono stati rilevati policlorobifenili e arsenico, ma a profondit&agrave; rilevanti. Ora l&rsquo;analisi del rischio dovr&agrave; stabilire come intervenire: se rimuovere l&rsquo;intero volume di terreno contaminato oppure limitarsi a uno strato di circa un metro e mezzo, perch&eacute; il rischio, allo stato attuale, non riguarda la salute umana. Il rischio, infatti, &egrave; legato a ingestione o contatto dermico e non alla presenza di composti aromatici volatili che potrebbero creare problemi per inalazione. Questo tipo di rischio non &egrave; stato riscontrato&raquo;.</p> <p>Il primo cittadino ha quindi chiarito che &laquo;sar&agrave; la Regione, attraverso l&rsquo;analisi del rischio, a indicarci quale tipo di bonifica adottare e in quali aree intervenire. Si dovr&agrave; anche chiarire il rapporto tra la rimozione del terreno e l&rsquo;eventuale contaminazione della falda. Una volta definite le modalit&agrave; di intervento, il Comune dovr&agrave; reperire le risorse necessarie per la bonifica. Il mio obiettivo &egrave; chiaro: effettuare gli interventi richiesti e arrivare alla riapertura dell&rsquo;area&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«La Bat terra di contesa tra i clan foggiani e baresi». Il questore Fabbrocini: «Serve maggiore presenza»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981475/la-bat-terra-di-contesa-tra-i-clan-foggiani-e-baresi-il-questore-fabbrocini-serve-maggiore-presenza.html</link>
      <description>Dopo i due omicidi in discoteca e nel ristorante che potrebbero essere collegati alle tensioni tra le famiglie Capriati e Strisciuglio: «A giugno presidio fisso di Polizia anche a Bisceglie»</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>Alfredo Fabbrocini,bat,questura</category>
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      <pubDate>Sun, 03 May 2026 12:37:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un territorio sotto l&rsquo;attacco di due criminalit&agrave;. La sesta provincia pugliese, infatti, risulta essere obiettivo da conquistare a Nord dalla criminalit&agrave; foggiana e cerignolana, mentre a Sud dalla criminalit&agrave; barese. Non a caso, sono i territori maggiormente sprovvisti di presidi di forze di polizia, ed i controlli diventano sempre pi&ugrave; difficili da attuare con costanza ed efficacia. &laquo;Il momento particolare che la provincia di Barletta-Andria-Trani sta vivendo ci induce ad agire con pi&ugrave; decisione e fermezza &ndash; spiega il questore della Bat, Alfredo Fabbrocini -. Dopo le mie continue richieste in Commissione Antimafia, a giugno riusciremo ad avere un presidio fisso di Polizia anche a Bisceglie, una delle citt&agrave; che sta pagando un prezzo altissimo, dopo gli ultimi episodi di sangue. Il Comune ci metter&agrave; a disposizione i locali che ci permetteranno come Polizia, di essere maggiormente presenti in questa citt&agrave;, durante l&rsquo;intero periodo estivo. In questa maniera, potremo unirci alle altre forze di polizia presenti per fronteggiare queste criminalit&agrave; non autoctone, che stanno creano preoccupazione tra i cittadini biscegliesi e dell&rsquo;intera provincia&raquo;.</p> <p>La Bat, infatti, ha solo quattro presidi fissi di Polizia di Stato. Oltre alla Questura ad Andria, ci sono i commissariati a Barletta, Trani e Canosa. La scorsa estate fu avviato anche un presidio mobile di Polizia a Margherita di Savoia. &laquo;Il nostro presidio fisso mancava a Bisceglie, cos&igrave; come continua a mancare nelle tre citt&agrave; ofantine di Margherita di Savoia, San Ferdinando e Trinitapoli che confinano con il foggiano - conclude -. Continueremo a lavorare per poter coprire maggiormente il territorio provinciale. Nella zona Sud della Bat, invece, il nuovo presidio fisso di Bisceglie sar&agrave; avviato in forma sperimentale. Al termine dei tre mesi, faremo le doverose valutazioni, per fare in modo che possa diventare definitivo&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Barletta, il palco del Jova Beach ha distrutto le dune»: ci sono tre indagati per danni ambientali I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981443/barletta-il-palco-del-jova-beach-ha-distrutto-le-dune-ci-sono-tre-indagati-per-danni-ambientali.html</link>
      <description>Il fascicolo aperto dalla Procura di Trani dopo l'esposto di Legambiente sul concerto del 2022. Mercoledì interrogatori dai carabinieri</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>JOVA BEACH PARTY,BARLETTA,INDAGINE</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981443/barletta-il-palco-del-jova-beach-ha-distrutto-le-dune-ci-sono-tre-indagati-per-danni-ambientali.html</guid>
      <pubDate>Sun, 03 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Per allestire il palco sulla sabbia su cui si &egrave; svolto nel 2022 il concerto di Jovanotti sul lungomare di Barletta sarebbero stati alterati 16mila metri quadrati di arenile in area sottoposta a vincolo paesaggistico, danneggiando le dune, eliminando la vegetazione spontanea e quindi alterando gli habitat delle specie protette. &Egrave; per questo che la Procura di Trani ha aperto un&rsquo;indagine in cui contesta, a vario titolo, i reati di inquinamento ambientale colposo e abusivismo edilizio in zona protetta, oltre che il falso ideologico a carico del progettista delle opere.</p> <p>Alcuni ambientalisti lo avevano denunciato dal primo momento: la scelta della location per il &laquo;Jova Beach Party&raquo;, sulla litoranea di Ponente, avrebbe rischiato di compromettere l&rsquo;ecosistema della spiaggia, ricco di dune. E infatti l&rsquo;inchiesta condotta dal procuratore di Trani, Renato Nitti, e delegata ai carabinieri forestali di Bari, &egrave; partita proprio da alcuni esposti tra cui quello presentato da Legambiente. Gli indagati sono Francesco Lomoro, 51 anni, di Bari, dirigente comunale dei Lavori pubblici, Michele Cianci, 62 anni, di Barletta, all&rsquo;epoca dei fatti amministratore unico della BarSa (la Multiservizi comunale) e Mario Luigi Dicandia, 60 anni, di Barletta, progettista incaricato dalla societ&agrave; organizzatrice del concerto. Lomoro, secondo l&rsquo;accusa, avrebbe firmato gli atti relativi all&rsquo;affidamento dei lavori di preparazione dell&rsquo;area del concerto poi affidati alla BarSa, senza rilascio di permesso edilizio sul falso presupposto che si trattava di strutture temporanee non sottoposte ad autorizzazione paesaggistica. Nei giorni scorsi il procuratore Nitti ha fatto notificare agli indagati un invito a rendere interrogatorio per mercoled&igrave;...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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      <title>Bisceglie piange Samantha, 21enne morta in un incidente nel Brindisino: stava andando a lavoro, era il suo primo giorno</title>
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      <description>Lo schianto ieri tra Ostuni e Ceglie Messapica, si indaga per omicidio stradale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie,ceglie messapica,incidente mortale,1 maggio</category>
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      <pubDate>Sat, 02 May 2026 19:06:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Procura di Brindisi ha aperto un&rsquo;inchiesta per omicidio stradale dopo la morte di Samantha Lacedonia, la 21enne che ha perso la vita ieri in seguito ad un incidente che si &egrave; verificato sulla provinciale tra Ostuni e Ceglie Messapica. A quanto si apprende, la 21enne si era trasferita da qualche giorno in provincia di Brindisi e ieri sarebbe stato il suo primo giorno di lavoro in un locale di Ostuni. Al momento dell&rsquo;incidente, la ragazza si stata recando sul posto di lavoro.</p> <p>La giovane, originaria di Bisceglie, era a bordo di una Fiat 500 che si &egrave; scontrata con una Mercedes guidata da un 83enne. Il pubblico ministero ha disposto il sequestro dei mezzi e nelle prossime ore potrebbero essere disposti accertamenti tecnici irripetibili per individuare le cause dello scontro. La Procura ha disposto la restituzione della salma e i funerali saranno celebrati il 4 maggio alle 15:30 a Bisceglie.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Cameriere ucciso per sbaglio a Bisceglie, tre le armi usate nell'agguato. Disposta l'autopsia</title>
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      <description>Nel ristorante, al momento dell’agguato, c'erano cinque clienti che si trovavano in una saletta attigua: hanno sentito il rumore dei colpi ma non hanno assistito al delitto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>angelo pizzi,cameriere ucciso</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981421/cameriere-ucciso-per-sbaglio-a-bisceglie-tre-le-armi-usate-nell-agguato-disposta-l-autopsia.html</guid>
      <pubDate>Sat, 02 May 2026 15:26:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono tre le armi usate nell&rsquo;agguato in cui &egrave; morto Angelo Pizzi, il 62enne responsabile di sala ucciso per errore lo scorso 30 aprile mentre era a lavoro nel ristorante Spaghetteria numero uno di Bisceglie, nel nord Barese. Si tratta di due pistole e un&rsquo;arma a canna lunga, forse una mitraglietta. </p> <p>&Egrave; uno dei dettagli che emerge dall&rsquo;inchiesta sul delitto, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Sono una quindicina i bossoli repertati dai carabinieri della Sezione scientifica e di calibro differente su cui sono in corso esami balistici. Gli accertamenti dovranno stabilire se a sparare siano state tre persone o se uno dei sicari impugnasse due armi.  Le prime risposte potrebbero arrivare dall&rsquo;autopsia. L'incarico &egrave; stato conferito questa mattina a Maricla Marrone, dell&rsquo;Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Gli accertamenti autoptici infatti, chiariranno se a premere il grilletto siano state due o tre persone che poi sono fuggite a bordo di una utilitaria di colore scuro. </p> <p>I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Trani e della Tenenza di Bisceglie hanno gi&agrave; ascoltato i dipendenti del ristorante e il titolare, un 40enne con diversi precedenti penali, ritenuto vicino a uno dei clan della criminalit&agrave; organizzata barese. L&rsquo;uomo avrebbe riferito di essere convinto che i colpi non erano destinati al 62enne. Nel ristorante, al momento dell&rsquo;agguato, c'erano cinque clienti che si trovavano in una saletta attigua: hanno sentito il rumore dei colpi ma non hanno assistito al delitto. Il ristorante &egrave; stato messo sotto sequestro. Utile agli accertamenti investigativi, sar&agrave; anche l&rsquo;analisi dei sistemi di videosorveglianza del ristorante e della zona, che aiuteranno a ricostruire l&rsquo;esatta dinamica dell&rsquo;omicidio.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Trani, l’amianto che uccide: la mappa dei tetti in eternit mai bonificati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1981411/trani-lamianto-che-uccide-la-mappa-dei-tetti-in-eternit-mai-bonificati.html</link>
      <description>Da palazzo Lambert all’ex Supercinema, le bombe ancora innescate</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>amianto,eternit,Debora Ciliento,Nicola Ulisse</category>
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      <pubDate>Sat, 02 May 2026 13:01:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Si manifesta anche dopo trenta, quarant&rsquo;anni, e una volta che c&rsquo;&egrave; non si pu&ograve; fare nulla&raquo;. Anna (nome di fantasia) racconta come e perch&eacute; alla sua mamma lo scorso dicembre &egrave; stato diagnosticato un mesotelioma pleurico. Una diagnosi che &egrave; una condanna, con una aspettativa di vita che, nel migliore dei casi, non va oltre i dodici mesi.</p> <p>Un tumore tipico il mesotelioma, di chi entra a contatto con l&rsquo;amianto una vicinanza che nel caso specifico &egrave; il Supercinema, con il suo tetto di eternit. La famiglia ci ha vissuto vicino per oltre vent&rsquo;anni.</p> <p>Continua a mietere vittime l&rsquo;amianto a Trani. E se a Bari i morti si piangono per la vicenda della Fibronit, a Trani sono i tetti in eternit mai realmente bonificati che hanno seminatoe seminano ancora morte.</p> <p>Il racconto della figlia della donna &egrave; stato il momento pi&ugrave; toccante di un incontro: &laquo;Rischio amianto. La bonifica &egrave; sicurezza dei cittadini e del lavoro&raquo;, promosso dall&rsquo;associazione esposti amianto e rischi per la salute, dall&rsquo;associazione Oikos e dalla sede locale del Codacons.</p> <p>Il quadro delineato nell&rsquo;intervento introduttivo da Antonio Carrabba, presidente di Oikos e portavoce Bat dell&rsquo;Aea, &egrave; quello di una emergenza sanitaria e ambientale tutt&rsquo;altro che risolta. A oltre trentaquattro anni dalla promulgazione della legge 257/92, che metteva fuori legge il cemento amianto, nel mondo si contano ancora oltre duecentomila morti all&rsquo;anno per patologie correlate, &laquo;una situazione da catastrofe sanitaria&raquo;,</p> <p>La situazione tranese non fa eccezione. &laquo;Il censimento e la mappatura del territorio contaminato, pure previsti per legge, risultano ancora in corso - ha detto Carrabba -. I manufatti esistenti come per esempio la copertura di Palazzo Lambert, sono ormai in pessimo stato di conservazione e rilasciano fibre cancerogene che il vento pu&ograve; disseminare per chilometri, mentre il lavaggio meteorico delle strade ne veicola ulteriori quantit&agrave; nelle acque. E nella citt&agrave; non mancano capannoni industriali con coperture ammalorate per i quali - ha sottolineato Carrabba - sarebbe ormai insufficiente persino una manutenzione a norma. Vi si aggiungano discariche abusive a cielo aperto, risultato di bonifiche eseguite da soggetti non specializzati, e manufatti minori - canaline di scolo, cisterne, canne fumarie - di cui non si conosce con precisione numero e ubicazione, e il quadro &egrave; completo&raquo;.</p> <p>L&rsquo;iniziativa ha avuto un preciso obiettivo politico: chiamare i candidati sindaco a prendere impegni pubblici e concreti. Le associazioni hanno avanzato tre richieste specifiche: l&rsquo;accettazione della collaborazione gratuita offerta dagli stessi sodalizi per completare il censimento e la mappatura dell&rsquo;amianto in citt&agrave;; l&rsquo;impegno a emettere ordinanze di bonifica dei siti contaminati, con previsione di interventi in danno dei proprietari inadempienti; la calendarizzazione delle bonifiche dei manufatti minori in relazione al loro grado di ammaloramento.</p> <p>Interventi istituzionali e tecnici di Nicola Ulisse, responsabile Codacons Trani, Debora Ciliento, assessore regionale all&rsquo;ambiente, Antonio Lorusso, medico di base specializzato in medicina del lavoro con dottorato di ricerca in ambiente, medicina e salute. Collegato da remoto Vito Totire, medico del lavoro e presidente nazionale dell&rsquo;Aea.</p> <p>La testimonianza della giovane donna sulla malattia della madre ha chiuso la serata con la forza di una storia potente che nessuna statistica riesce a restituire pienamente.</p> <p>&laquo;Il male a mia madre - ha raccontato - le &egrave; stato diagnosticato soltanto a dicembre. La malattia, per la sua natura, impiega decenni a manifestarsi ma, quando lo fa, non lascia margini&raquo;. Il silenzio in sala, in quel momento, &egrave; valso pi&ugrave; di qualsiasi altro discorso.</p> ]]></content:encoded>
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