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    <title>CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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    <description>La CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI: ultime notizie e news di oggi di Barletta, Andria e Trani in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>«La fisioterapia mi ha restituito pezzi di vita»: il grazie di un paziente con sclerosi multipla all’equipe di Barletta</title>
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      <description>Un uomo racconta il percorso di riabilitazione all’ospedale vecchio di Barletta: «Non è solo terapia, è umanità. Qui ho trovato competenza, ascolto e speranza»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>fisioterapia,ospedale vecchio barletta</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:15:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Scrivo da paziente affetto da sclerosi multipla da 20 anni e non da medico&raquo;. Inizia cos&igrave; la lettera inviata alla </span><em><span>Gazzetta del Mezzogiorno</span></em><span> da un paziente che ha voluto trasformare la propria esperienza in un messaggio di gratitudine verso l&rsquo;equipe di fisioterapia del secondo piano dell&rsquo;ospedale vecchio di Barletta.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Un racconto personale diventato una testimonianza sul valore della riabilitazione e sul ruolo fondamentale degli operatori sanitari nel percorso di chi convive con una malattia cronica.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Tre o quattro anni fa ho iniziato fisioterapia. Con scetticismo &ndash; racconta &ndash; pensavo &ldquo;tanto passa&rdquo;. Non &egrave; passata. &Egrave; migliorata&raquo;.&nbsp;</span><span>Per il paziente, la fisioterapia non &egrave; soltanto una serie di esercizi, ma un percorso capace di restituire autonomia e fiducia: &laquo;&Egrave; riprenderti la tua vita a pezzi piccoli. &Egrave; alzarti dal letto senza dolore, giocare con i tuoi figli senza fermarti, tornare ad essere te&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Un miglioramento arrivato attraverso la costanza e il lavoro quotidiano: &laquo;Non perch&eacute; sono guarito da un giorno all&rsquo;altro, ma perch&eacute; ogni seduta mi ha insegnato che il corpo, se guidato bene, risponde. Che la costanza batte il miracolo. Che chiedere aiuto non &egrave; debolezza&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il ringraziamento &egrave; rivolto all&rsquo;intera equipe del reparto, descritta come un punto di riferimento per preparazione e attenzione verso i pazienti. &laquo;Ho trovato professionalit&agrave; vera. Persone che studiano, si aggiornano, sanno cosa fanno. Ti spiegano perch&eacute; ti fa male, non solo cosa devi fare&raquo;.&nbsp;</span><span>Ma il tratto che pi&ugrave; ha colpito il paziente &egrave; stato quello umano: &laquo;Dal primo all&rsquo;ultimo membro dell&rsquo;equipe ti accolgono con un sorriso. Ti danno del tu senza perdere il rispetto. Ti fanno un abbraccio quando serve&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Un&rsquo;attenzione particolare viene riservata ai bambini che accompagnano i genitori durante le terapie: &laquo;Li prendono per mano, ci scherzano, li fanno ridere anche nei casi pi&ugrave; delicati. Trasformano la paura in fiducia&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La lettera si chiude con un appello a non rimandare la cura e a chiedere supporto quando serve: &laquo;La fisioterapia salva. Non solo i muscoli e le ossa. Salva la testa, l&rsquo;umore, la voglia di ricominciare&raquo;.&nbsp;</span><span>E un ultimo messaggio rivolto agli operatori: &laquo;Siete un esempio e sinonimo di speranza&raquo;.</span></p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Da Trani a San Francisco la storia di Davide Franco, manager della ristorazione internazionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2020911/da-trani-a-san-francisco-la-storia-di-davide-franco-manager-della-ristorazione-internazionale.html</link>
      <description>Oggi general manager del ristorante tre stelle Michelin «Quince», uno dei simboli dell’alta ristorazione internazionale. Ma «dentro di me Trani c’è sempre»</description>
      <author>alessandro landini</author>
      <category>davide franco</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:55:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Da Trani a San Francisco, passando per alcune delle cucine pi&ugrave; esigenti del mondo. &Egrave; la traiettoria di Davide Franco, 40 anni, oggi general manager del ristorante tre stelle Michelin &laquo;Quince&raquo;, uno dei simboli dell&rsquo;alta ristorazione internazionale. Dall&rsquo;altra parte del mondo, in California, il suo lavoro &egrave; fatto di equilibrio e precisione: una sala che deve funzionare come un organismo unico, dove ogni gesto ha un tempo preciso e ogni dettaglio contribuisce all&rsquo;esperienza finale. Coordinare il servizio significa leggere la sala in tempo reale, anticipare i bisogni, mantenere ritmo e armonia anche nei momenti di massima pressione. &laquo;Mi piace che vinca il team, non il singolo&raquo; racconta Davide. Ed &egrave; proprio questa idea di squadra a guidare un lavoro che, nei ristoranti di questo livello, non lascia spazio all&rsquo;improvvisazione. Eppure la sua storia non nasce nei grandi hotel internazionali o nelle capitali della gastronomia.</p> <p>Nasce in Puglia. Qui, da adolescente, muove i primi passi all&rsquo;istituto Alberghiero di Molfetta, poi le estati trascorse a Trani a lavorare mentre i suoi coetanei vanno al mare. Una scelta precoce, autonoma, senza eredit&agrave; familiari nel settore. &laquo;Non c&rsquo;era nessuno in famiglia che facesse questo lavoro. &Egrave; stata una scelta mia&raquo;. Il primo vero salto arriva a diciotto anni con Villa Feltrinelli, sul Lago di Garda. Per arrivarci, un lungo viaggio in treno con il padre, solo per un colloquio. Un gesto che colpisce e che diventa decisivo. &laquo;Non ero qualificato per un ambiente cos&igrave;, non conoscevo l&rsquo;inglese&raquo;. Eppure viene assunto e da l&igrave; inizia una formazione rigorosa, quasi totale: standard altissimi, disciplina, ritmo serrato. &laquo;&Egrave; stata la prima esperienza fuori casa. Il sacrificio pi&ugrave; grande &egrave; stato lasciare famiglia e amici&raquo;. Poi Milano, al Trussardi alla Scala. Quattro anni di crescita verticale: entra dal livello pi&ugrave; basso ed esce come direttore di sala. &laquo;Una delle esperienze pi&ugrave; formative della mia vita&raquo;. La carriera si allarga poi a Londra, dove lavora accanto a figure di riferimento della ristorazione mondiale come Heston Blumenthal, Marcus Wareing e H&eacute;l&egrave;ne Darroze.</p> <p>Un percorso che lo porta a confrontarsi con approcci e culture diverse dell&rsquo;ospitalit&agrave;. &Egrave; il periodo delle grandi aperture e delle grandi cucine, tra cui il &laquo;Core&raquo; a Notting Hill. Poi gli Stati Uniti diventano un pensiero fisso. San Francisco e il &laquo;Quince&raquo; entrano nella sua traiettoria gi&agrave; nel 2019, ma la pandemia interrompe tutto. Rientra in Italia e lavora con Enrico Bartolini, uno degli chef pi&ugrave; premiati del Paese. In quegli anni, per&ograve;, cresce anche la sua vita personale: conosce Nadisha, collega nella ristorazione, oggi sua moglie e madre del loro figlio Cesare. Segue Alba, in Piemonte, nel ristorante &laquo;Piazza Duomo&raquo;, un&rsquo;altra tappa di consolidamento ad alto livello. Ma il legame con San Francisco non si spegne. Anzi, torna con forza. Una cena &laquo;a quattro mani&raquo; da Quince, un&rsquo;occasione e una decisione che matura: provare ancora. &laquo;Sono vent&rsquo;anni che lavoro in questo mondo, facciamo qualcosa di speciale&raquo; dice alla moglie la scorsa estate. Lei lo sostiene senza esitazioni. Il secondo colloquio va a segno, e cos&igrave; a febbraio Davide si trasferisce negli Stati Uniti con la famiglia e assume il ruolo di general manager. Nel suo percorso c&rsquo;&egrave; anche un episodio che racconta il livello raggiunto: il matrimonio del principe Harry e Meghan Markle al castello di Windsor, nel 2018. Un anno di preparazione per uno degli eventi pi&ugrave; osservati al mondo. Gli sposi reali diventano parte di un ricordo professionale unico: Davide responsabile del tavolo degli sposi. &laquo;Una delle esperienze pi&ugrave; incredibili. Dopo avermi visto una volta, mi chiamavano per nome&raquo;.</p> <p>Oggi, per&ograve;, la chiave della sua storia resta una: un ragazzo di Trani che &egrave; arrivato dall&rsquo;altra parte del mondo e si &egrave; affermato ai massimi livelli dell&rsquo;ospitalit&agrave; internazionale. &laquo;Dentro di me Trani c&rsquo;&egrave; sempre. &Egrave; la mia citt&agrave;, dove vive la mia famiglia. &Egrave; nel mio cuore&raquo;. E a volta basta un odore per riportarlo alle origini. Come quello del nuovo dessert del suo ristorante, alla foglia di fico: un profumo intenso, che non &egrave; solo un aroma, ma un ritorno alle campagne di Trani, alle giornate calde. &laquo;Quando lo sento in cucina &egrave; come essere l&igrave;&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Canosa, cinque ergastoli per quattro lupare bianche: la Corte d'assise d'Appello respinge ricorsi degli imputati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019633/canosa-cinque-ergastoli-per-quattro-lupare-bianche-la-corte-d-assise-d-appello-respinge-ricorsi-degli-imputati.html</link>
      <description>Si tratta dei presunti autori e mandanti arrestati nel novembre del 2021 per fatti accaduti tra il 2003 e il 2015 nell’ambito di regolamenti di conti per il controllo del mercato della droga</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lupare bianche,#bari,ergastoli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019633/canosa-cinque-ergastoli-per-quattro-lupare-bianche-la-corte-d-assise-d-appello-respinge-ricorsi-degli-imputati.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 18:35:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Confermati dalla Corte d&rsquo;assise d&rsquo;appello di Bari i cinque ergastoli per quattro casi di lupara bianca compiuti a Canosa di Puglia, nel nord Barese, tra il 2003 e il 2015 nell&rsquo;ambito di regolamenti di conti per il controllo del mercato della droga. I giudici hanno respinto l&rsquo;appello degli imputati confermando la sentenza emessa dalla Corte d&rsquo;assise di Trani il 26 gennaio 2024. Si tratta dei presunti autori e mandanti arrestati nel novembre del 2021. </p> <p>Degli imputati, Sabino Carbone, di 45 anni, &egrave; stato condannato all&rsquo;ergastolo con tre anni di isolamento diurno per tre anni per gli omicidi di Sabino D&rsquo;Ambra, scomparso il 14 gennaio 2010, di Giuseppe Vassalli, scomparso il 18 agosto 2015, di Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti, di cui si sono perse le tracce il primo dicembre 2003; Daniele Boccuto dovr&agrave; scontare il carcere a vita con isolamento diurno per 18 mesi per l&rsquo;omicidio e la distruzione di cadavere di Vassalli, reati commessi con le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso; ergastolo anche per Cosimo Damiano Campanella, di 86 anni, con isolamento diurno per un anno per l&rsquo;omicidio di Sabino D&rsquo;Ambra; carcere a vita e isolamento diurno per due anni e due mesi per Cosimo Damiano Campanella, di 44 anni, nipote omonimo dell&rsquo;86enne considerato in concorso responsabile degli omicidi D&rsquo;Ambra, Sasso e Sorrenti; &egrave; stata inflitta la pena dell&rsquo;ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi anche per Cosimo Zagaria, di 42 anni, per l&rsquo;omicidio Vassalli. </p> <p>Pasquale Boccuto, invece, &egrave; stato condannato a 10 anni e sei mesi di reclusione per estorsione, detenzione e porto di arma da guerra con le aggravanti dell&rsquo;uso dell&rsquo;arma, del metodo mafioso e della recidiva. Gli imputati dovranno risarcire alle parti civili le spese legali. Vassalli - secondo la ricostruzione accusatoria della Dda di Bari - sarebbe stato ucciso e fatto sparire perch&eacute; &laquo;in rapida ascesa sul mercato canosino della droga e deciso a sottrarsi al predominio di Sabino Carbone&raquo;. Anche Alessandro Sorrenti e Sabino Sasso, cognati tra loro, sarebbero stati uccisi perch&eacute; volevano una fetta di mercato nello smercio di droga a Canosa. I loro cadaveri sarebbero stati dati alle fiamme e le ceneri disperse con l&rsquo;aiuto dell&rsquo;86enne. D&rsquo;Ambra, invece, sarebbe stato ammazzato perch&eacute; ritenuto confidente della polizia.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Nugnes e Zimmermann firmano a Trani un racconto d’estate: domani l'apertura del nuovo pop-up</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019359/nugnes-e-zimmermann-firmano-a-trani-un-racconto-destate.html</link>
      <description>Un luogo immersivo tra moda, luce e suggestioni mediterranee, in scena negli spazi Nugnes fino al 1° agosto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Trani,Nugnes,Zimmermann</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:49:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nugnes presenta il nuovo pop-up realizzato in collaborazione con Zimmermann, maison australiana simbolo di una femminilit&agrave; sofisticata, romantica e libera. Pensato come un racconto visivo dedicato all&rsquo;estate, il progetto prende forma nella boutique Nugnes di Trani attraverso un allestimento che unisce moda, interior design e atmosfera. Il linguaggio Zimmermann entra in dialogo con l&rsquo;identit&agrave; mediterranea della boutique: texture naturali, lini drappeggiati, finiture artigianali e una palette calda e luminosa costruiscono una mise en sc&egrave;ne sospesa, elegante e avvolgente, ispirata all&rsquo;immaginario del resort living.</p> <p>L&rsquo;ambiente evoca la leggerezza di una fuga estiva e racconta l&rsquo;universo del brand attraverso un equilibrio di morbidezza e carattere. Volumi ariosi, dettagli curati e riferimenti al mondo dell&rsquo;arte definiscono uno spazio immersivo in cui la collezione si inserisce con naturalezza. Ad arricchire il percorso sono le opere delle artiste aborigene australiane Mary Rowlands e Beverly Rogers, che aggiungono profondit&agrave; culturale all&rsquo;allestimento e richiamano le radici australiane della maison.</p> <p>In questo contesto prende vita la collezione Spring Summer 2026: silhouette fluide, lavorazioni delicate e tonalit&agrave; vibranti delineano un guardaroba pensato per una femminilit&agrave; libera, espressiva e contemporanea. L&rsquo;allestimento coinvolge una vetrina dedicata, visibile per due settimane, una stanza interna donna e la terrazza Nugnes, allestite fino al primo agosto. Il progetto si sviluppa come un percorso fluido, pensato per restituire l&rsquo;immaginario di Zimmermann in una dimensione accogliente, elegante e profondamente estiva. L&rsquo;apertura del pop-up &egrave; stata celebrata il 5 giugno con un momento dedicato alla community Nugnes, invitata a scoprire il progetto e a condividere un drink in terrazza. Un secondo appuntamento &egrave; previsto per il 19 giugno, con il supporto di Hagakure, partner dell&rsquo;iniziativa.</p> <p>Con questa collaborazione, Nugnes conferma la propria visione del retail contemporaneo: uno spazio vivo e curatoriale, capace di accogliere brand internazionali e di trasformarli in racconti coerenti con il luogo, la stagione e il proprio immaginario.Il pop-up Zimmermann sar&agrave; visitabile fino al primo agosto presso Nugnes, a Trani.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Crollo del ponte su Trigno, la figlia dell'uomo scomparso implora: «Si anticipi il tavolo tecnico»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019357/crollo-del-ponte-su-trigno-la-figlia-dell-uomo-scomparso-implora-si-anticipi-il-tavolo-tecnico.html</link>
      <description>Angelica Racanati chiede alla Procura di Larino la riunione prima del 15 luglio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>trigno,racanati,tavolo tecnico</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019357/crollo-del-ponte-su-trigno-la-figlia-dell-uomo-scomparso-implora-si-anticipi-il-tavolo-tecnico.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:33:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;A nome mio e della mia famiglia, chiediamo che il tavolo tecnico previsto per il 15 luglio venga anticipato con la massima urgenza&raquo;.&nbsp; E' quasi una preghiera il post sui social pubblicato da Angelica Racanati, figlia di Domenico, il 53enne scomparso nel crollo del ponte sul Trigno sulla Statale 16 avvenuto il 2 aprile scorso durante una violenta ondata di maltempo.</p> <p> &laquo;Dopo oltre due mesi dalla scomparsa di mio padre, Domenico Racanati, riteniamo incomprensibile dover attendere ancora settimane prima che le istituzioni coinvolte si riuniscano per affrontare una situazione che avrebbe dovuto rappresentare una priorit&agrave; assoluta fin dal primo giorno - scrive Angelica - . Chiediamo alla Procura e a tutti gli enti competenti un segnale concreto e immediato. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, rispetto e tempestivit&agrave;. Siamo una famiglia distrutta dal dolore, costretta a vivere ogni giorno nell&rsquo;incertezza e nell&rsquo;angoscia di non avere risposte&raquo;.</p> <p> La figlia di Domenico Racanati ringrazia &laquo;le donne e gli uomini che continuano a lavorare nelle ricerche con professionalit&agrave;, dedizione e umanit&agrave;. Il nostro appello &egrave; rivolto a chi ha il potere di accelerare decisioni e procedure. Se il tavolo tecnico &egrave; chiamato a valutare le prossime azioni da intraprendere e a individuare soluzioni per proseguire le ricerche, non comprendiamo perch&eacute; si debba attendere ancora. Dopo oltre due mesi, ogni giorno che passa rappresenta un peso ulteriore&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, bambini senza spazi per giocare: «Adottiamo noi il parchetto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019063/barletta-bambini-senza-spazi-per-giocare-adottiamo-noi-il-parchetto.html</link>
      <description>La proposta presentata dal comitato di quartiere Medaglie d’oroUn sopralluogo nel parco di via Chieffi e nella zona in via Rizzitelli</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:55:59 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Nel quartiere Medaglie d&rsquo;Oro servono nuovi spazi per i bambini&raquo;. La richiesta, rivolta all&rsquo;amministrazione, arriva dal comitato dei residenti, che propone di rivedere l&rsquo;organizzazione del parco di via Chieffi e delle aree gioco e fitness dello stadio Simeone.</p> <p>A rappresentare al meglio la situazione, il racconto di Oronzo Carli, referente del comitato spontaneo di quartiere. &laquo;L&rsquo;altra mattina - ha affermato Carli - mi sono fermato a parlare con alcuni bambini che stavano giocando a pallone nei pressi del murales del quartiere (inaugurato appena due settimane fa in via Vitrani, ndr). Mi sono avvicinato con gentilezza e ho detto loro: &ldquo;ragazzi, aiutatemi a salvare questo murales. Perch&eacute; non spostate la porta dall&rsquo;altro lato? Cos&igrave; evitiamo che il pallone possa danneggiare questo bellissimo lavoro&rdquo;. La loro risposta mi ha colpito pi&ugrave; di quanto immaginassi. &ldquo;Signore, noi lo faremmo anche, ma dall&rsquo;altra parte ci sono le serrande delle attivit&agrave; commerciali e i proprietari si arrabbiano&rdquo;. Nessuna polemica. Nessuna sfida agli adulti. Nessuna mancanza di rispetto. Solo una semplice verit&agrave;: quei bambini erano disposti a proteggere il murales, ma non sapevano dove andare a giocare&raquo;.</p> <p>Da qui la riflessione di Carli e del comitato che ha poi portato ad un sopralluogo nel parco di via Chieffi e nelle diverse aree giochi dello stadio Simeone per provare a individuare possibili soluzioni. &laquo;In quei luoghi - ha sottolineato il referente del comitato Medaglie d&rsquo;Oro - ci sono diverse attrezzature e spazi che potrebbero essere utilizzati molto di pi&ugrave;, mentre oggi risultano in parte abbandonati o comunque poco valorizzati. Penso, ad esempio, alla zona adiacente a via Rizzitelli: andrebbe rimodulata, togliendo l&rsquo;area fitness che nessuno usa, perch&eacute; sono rimasti solo quattro pezzi di ferro abbandonati, mettendo un&rsquo;area calcio per i bambini. Il punto che colpisce di pi&ugrave;, infatti, &egrave; proprio che, con spazi cos&igrave;, i bambini spesso finiscono per giocare per strada o comunque senza alternative strutturate nei quartieri, quando invece avremmo aree che potrebbero diventare punti di riferimento veri. Sarebbe quindi importante ragionare su una rivalutazione complessiva della zona, dal parco di via Chieffi fino ad arrivare verso via Libert&agrave;, per farla tornare a vivere davvero, sia per i ragazzi che per gli anziani&raquo;.</p> <p>Le proposte del comitato non si limitano alla rimodulazione degli spazi, ma riguardano anche la gestione degli stessi.</p> <p>&laquo;Un&rsquo;idea - ha aggiunto Carli - potrebbe essere quella di coinvolgere i percettori di Adi, in base al loro curriculum e alle loro competenze, in progetti di inclusione legati a questi spazi. Ad esempio, per animare l&rsquo;area fitness del Simeone, si potrebbe impiegare una persona con studi Isef, esperienza sportiva o che abbia lavorato in palestra, in grado di spiegare come utilizzare correttamente gli attrezzi, organizzare piccole attivit&agrave; o semplicemente aiutare a rendere il parco pi&ugrave; vissuto e frequentato. Lo stesso potrebbe valere per altre competenze utili alla comunit&agrave;&raquo;.</p> <p>L&rsquo;altra proposta &egrave; quella dell&rsquo;adozione del parco di via Chieffi. Nei giorni scorsi, il comune ne ha spostato alle 22 l&rsquo;orario di chiusura, ma la proposta di adozione di quegli spazi da parte del Comitato Medaglie d&rsquo;Oro resta in piedi. &laquo;Al di l&agrave; degli orari di apertura e chiusura - ha concluso Carli - ci sono associazioni di volontariato che vorrebbero organizzare dei piccoli eventi per i bambini, piccole fiere, giochi di carta e tante altre iniziative. In questo modo si potrebbero rendere pi&ugrave; vivi e partecipati quegli spazi&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Furto con spaccata ad Andria, in una gioielleria di via Duca D’Aosta: ladri in fuga col bottino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019085/furto-con-spaccata-ad-andria-in-una-gioielleria-di-via-duca-daosta-ladri-in-fuga-col-bottino.html</link>
      <description>Secondo quanto accertato, gli autori del colpo dopo aver forzato la serranda e infranto la porta d’ingresso in vetro, sono riusciti a portare via monili in argento dal valore da quantificare. Indagano i carabinieri</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andria,furto,spaccata</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2019085/furto-con-spaccata-ad-andria-in-una-gioielleria-di-via-duca-daosta-ladri-in-fuga-col-bottino.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:52:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un furto ai danni di una gioielleria del centro cittadino di Andria &egrave; stato messo a segno intorno alle quattro del mattino di oggi. Ad agire un gruppo di almeno quattro persone che, coi volti coperti e a bordo di due auto, sono fuggite dopo aver incrociato una gazzella dei carabinieri. Secondo quanto accertato, gli autori del colpo dopo aver forzato la serranda e infranto la porta d&rsquo;ingresso in vetro, sono riusciti a portare via monili in argento dal valore da quantificare. Indagano i carabinieri.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Scontro tra due auto sulla strada che collega Trani a Corato: muore una 23enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2018230/scontro-tra-due-auto-sulla-strada-che-collega-trani-a-corato-muore-una-23enne.html</link>
      <description>Ferito anche il conducente dell’altro mezzo che il personale del 118 ha trasportato in ospedale ad Andria</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>118,morta 23enne,incidente,trani-corato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2018230/scontro-tra-due-auto-sulla-strada-che-collega-trani-a-corato-muore-una-23enne.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 19:38:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; di un morto e un ferito il bilancio dell&rsquo;incidente stradale avvenuto sulla provinciale che collega Corato a Trani. La vittima &egrave; una ragazza di 23 anni che era alla guida di una delle due utilitarie coinvolte. Ferito il conducente dell&rsquo;altro mezzo che il personale del 118 ha trasportato in ospedale ad Andria. Sono stati invece inutili i soccorsi prestati alla giovane.</p> <p>Secondo una prima ricostruzione, l'auto guidata dalla 23enne, dopo l&rsquo;impatto con l&rsquo;altro veicolo, &egrave; finita fuori strada per poi schiantarsi contro un muro in cemento. Indagano gli agenti della polizia locale di Corato.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Inseguimento nella notte tra Margherita di Savoia e San Ferdinando: auto rubata sperona carabinieri e un’auto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2017936/inseguimento-nella-notte-tra-margherita-di-savoia-e-san-ferdinando-auto-rubata-sperona-carabinieri-e-unauto.html</link>
      <description>Fuga a tutta velocità nella Bat: una Peugeot 208 rubata forza un posto di blocco, urta una gazzella e un veicolo civile. Il mezzo ritrovato abbandonato all’alba, nessun ferito</description>
      <author>DAVIDE SURIANO</author>
      <category>margherita savoia,ruba auto</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:45:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&nbsp;L&rsquo;inseguimento a folle velocit&agrave; di un&rsquo;auto rubata, una gazzella dei carabinieri e un veicolo civile speronati, ma fortunatamente nessun ferito. Notte concitata tra luned&igrave; 15 e marted&igrave; 16 giugno nel territorio ofantino della BAat. Attorno alle 4 i militari della Stazione di Margherita di Savoia, impegnati nel servizio di pattugliamento notturno del territorio, hanno intercettato una Peugeot 208 che alla vista dei carabinieri si &egrave; data alla fuga. Ne &egrave; nato un inseguimento a tutta velocit&agrave; dalla citt&agrave; salinara verso San Ferdinando di Puglia.</p> <p>In prossimit&agrave; del comune ofantino una seconda pattuglia dei carabinieri ha tentato di bloccare l&rsquo;auto posizionando il mezzo di servizio di traverso per chiudere la carreggiata. L&rsquo;uomo alla guida della Peugeot 208, tuttavia, non ha rallentato ed anzi ha tamponato la gazzella dei militari, colpendo anche un altro veicolo civile che sopraggiungeva in quel momento ignaro di cosa stesse accadendo.</p> <p>Forzato il blocco, la fuga &egrave; proseguita. Il fuggitivo &egrave; riuscito a far perdere le proprie tracce. Qualche ora dopo, sempre ieri mattina, la Peugeot 208 &egrave; stata ritrovata abbandonata nelle campagne di San Ferdinando di Puglia. Dagli accertamenti &egrave; risultata rubata poco prima dell&rsquo;inseguimento. E&rsquo; stata restituita al legittimo proprietario e con evidenti danni.</p> <p>Non si arresta il fenomeno dei furti d&rsquo;auto nella provincia di Barletta-Andria-Trani, nonostante i dati li indichino in diminuzione.</p> <p></p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Maxi blitz ad Andria, 40 arresti per droga. Spaccio in monopattino e anche dai domiciliari: ecco come funzionava</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2017421/maxi-blitz-ad-andria-40-arresti-per-droga-estorsioni-e-omissione-di-soccorso-spaccio-anche-dai-domiciliari.html</link>
      <description>Eseguito dalla Squadra mobile: 25 in carcere, 15 ai domiciliari. Anche un'accusa di omissione di soccorso riguarda un incidente stradale i cui responsabili erano fuggiti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>droga,squadra mobile,andria</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2017421/maxi-blitz-ad-andria-40-arresti-per-droga-estorsioni-e-omissione-di-soccorso-spaccio-anche-dai-domiciliari.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:08:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La squadra mobile della questura di Andria sta eseguendo 40 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati accusati, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti, inosservanza della detenzione domiciliare, estorsione e omissione di soccorso. Per 25 persone il gip del Tribunale di Trani ha disposto il carcere, per altri 15 gli arresti domiciliari. Tra gli indagati ci sono anche donne.</p> <p>L&rsquo;indagine, coordinata dalla Procura di Trani, ha accertato l&rsquo;esistenza di un gruppo specializzato nello smercio di droga ad Andria, gestito anche da chi era agli arresti domiciliari. Contestate anche estorsioni: richieste di denaro accompagnate da minacce fatte a chi maturava debiti. L'accusa di omissione di soccorso riguarda un incidente stradale i cui responsabili erano fuggiti.</p> <p></p> <h3>ECCO COME FUNZIONAVA LA RETE DI ANDRIA</h3> <p>C'era chi, al telefono, smistava le richieste di droga appuntandosi gli ordinativi. Poi c'era chi, a bordo di monopattini e bici elettriche, consegnava quanto richiesto. Un gruppo che, per diversi mesi, avrebbe controllato alcune zone di Andria, come Santa Maria Vetere, piazza Marconi, piazza Catuma, Porta la Barra e le strade del rione San Valentino, smerciando soprattutto cocaina, marijuana, hashish ed eroina.  &Egrave; quanto scoperto dagli agenti della squadra mobile della questura di Andria che hanno eseguito 40 arresti. In 25 sono finiti in carcere, 15 agli arresti domiciliari. Si tratta di persone di et&agrave; compresa tra 20 e i 60 anni che, a vario titolo, rispondono di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Alcuni degli indagati sono accusati anche di inosservanza della detenzione domiciliare, estorsione e omissione di soccorso. Coinvolte anche diverse donne che, secondo quanto accertato, avrebbero agevolato lo spaccio.</p> <p>L&rsquo;operazione, denominata Omnes, &egrave; relativa al periodo compreso tra luglio dello scorso anno e i primi mesi del 2026 quando gli investigatori, coordinati dalla Procura di Trani, hanno scoperto che in ciascuna zona i contatti con i clienti venivano gestiti da centralinisti che &laquo;concordavano telefonicamente ora e luogo d&rsquo;incontro&raquo;, spiegano dalla Questura evidenziando che &laquo;il centralinista contattava, poi, i vari pusher presenti nella propria zona di competenza che raggiungevano l&rsquo;acquirente per la consegna delle dosi&raquo; che avveniva non lontano da bar, scuole, uffici postali e banche anche del centro cittadino.  Agli indagati, tutti raggiunti da Daspo fuori contesto, si aggiungono dieci denunciati e un sequestro di contanti di circa 26mila euro considerati provento dello spaccio.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>A Barletta spunta il Cristo dei like: il murale che interroga l’amore digitale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2016773/a-barletta-spunta-il-cristo-dei-like-il-murale-che-interroga-lamore-digitale.html</link>
      <description>L’autore resta sconosciuto. L’opera ha già diviso la città: per alcuni è irriverente, per altri una critica efficace alla società dell’immagine, per altri ancora un tentativo di tradurre il sacro nella lingua visiva del presente</description>
      <author>Viviana Minervini</author>
      <category>barletta,cristo,murale</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2016773/a-barletta-spunta-il-cristo-dei-like-il-murale-che-interroga-lamore-digitale.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 19:46:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una mano regge lo smartphone, l&rsquo;altra indica il cuore. Le fiamme e la corona di spine del Sacro Cuore convivono per&ograve; con le notifiche di Instagram, mentre l&rsquo;aureola sembra trasformarsi nella luce fredda di una ring light. &Egrave; apparso cos&igrave;, nei giorni scorsi, il Cristo contemporaneo dipinto su una parete di viale Ippocrate, a Barletta, proprio in concomitanza con la solennit&agrave; del Sacro Cuore di Ges&ugrave;.</p> <p>L&rsquo;autore resta sconosciuto. L&rsquo;opera ha gi&agrave; diviso la citt&agrave;: per alcuni &egrave; irriverente, per altri una critica efficace alla societ&agrave; dell&rsquo;immagine, per altri ancora un tentativo di tradurre il sacro nella lingua visiva del presente.</p> <p>Il dettaglio pi&ugrave; forte &egrave; quello dei cuoricini. Nell&rsquo;iconografia cristiana il cuore indicato da Ges&ugrave; rappresenta un amore autentico, ferito, disposto al sacrificio. Qui, invece, quel sentimento sembra misurato da reazioni istantanee: like concessi con un tocco, spesso &ldquo;da divano&rdquo;, facili da mostrare e altrettanto facili da dimenticare. L&rsquo;amore diventa approvazione numerica, la compassione rischia di esaurirsi in una notifica.</p> <p>Ma le icone possono suggerire anche altro. Potrebbero essere richieste di attenzione che raggiungono continuamente il cuore: sofferenze e solitudini da non limitarsi a visualizzare.</p> <p>La domanda &egrave; attuale perch&eacute; la fede abita gi&agrave; la tecnologia. Esistono applicazioni che consentono di conversare con chatbot modellati su Ges&ugrave; e altre figure bibliche, strumenti che promettono accesso immediato a preghiere e testi sacri ma aprono interrogativi sull&rsquo;autenticit&agrave; di una risposta generata da un algoritmo e sul rischio di affidargli un&rsquo;autorit&agrave; spirituale.</p> <p>Papa Francesco parlava della necessit&agrave; di restare &laquo;connessi con Ges&ugrave;&raquo;, ricordando per&ograve; che la rete pu&ograve; essere &laquo;ricca di umanit&agrave;&raquo; soltanto quando conduce all&rsquo;incontro vero.</p> <p>Davanti al murale resta allora una provocazione: il cuore che mostriamo online coincide ancora con quello che siamo disposti a mettere realmente in gioco?</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Andria, sindacato e dirigenti sul piede di guerra: «Classi pollaio da 30 studenti: è l'effetto dei tagli tra insegnanti»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2016501/andria-sindacato-e-dirigenti-sul-piede-di-guerra-classi-pollaio-da-30-studenti-e-l-effetto-dei-tagli-tra-insegnanti.html</link>
      <description>Il sindacato chiede un cambio di rotta immediato e avanza quattro richieste precise alle istituzioni competenti. «Così non sarà possibile comporre aule gestibili e sicure»</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>andria,classi pollaio</category>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:00:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Gli effetti dei tagli agli organici imposti dal Ministero dell&rsquo;Istruzione porteranno alla chiusura di classi, alla riduzione dell&rsquo;offerta formativa e alla formazione di classi che raggiungono i 30 alunni&raquo;.</p> <p>Questo il grido d&rsquo;allarme lanciato dalla segretaria generale della Flc Cgil Bat, Angela Dell&rsquo;Olio, per una scuola pubblica che nella provincia di Barletta-Andria-Trani vive, ancora una volta, gravi difficolt&agrave; e attacchi.</p> <p>La denuncia del sindacato si concentra su quattro aree di sofferenza che minano la qualit&agrave; del sistema formativo provinciale: Chiusura di classi e sezioni, sovraffollamento nelle classi che risulta incompatibile per una didattica inclusiva, tagli al personale docente e Ata, e penalizzazione dei cicli base. A risentirne maggiormente saranno la scuola dell&rsquo;infanzia e il primo ciclo, ambiti dove la continuit&agrave; educativa &egrave; la base fondamentale per il contrasto alla dispersione scolastica.</p> <p>&laquo;In un territorio gi&agrave; segnato da fragilit&agrave; sociali e carenza di servizi &ndash; dichiara la segretaria generale Flc Cgil Bat &ndash; ridurre l&rsquo;organico significa indebolire l&rsquo;unico vero presidio democratico e culturale presente nelle nostre comunit&agrave;. &Egrave; inaccettabile che, mentre si sbandiera il principio del &lsquo;merito&rsquo;, si costringano le scuole a operare in condizioni che impediscono di garantire inclusione e sicurezza. La scuola pubblica non si taglia: si difende&raquo;.</p> <p>A rimarcare la problematica sono anche dirigenti scolastici e docenti. &laquo;Le criticit&agrave; evidenziate, in particolare il rischio di sovraffollamento delle classi e la contrazione dei posti in organico di diritto per l&rsquo;infanzia e la primaria, sicuramente toccano da vicino anche la nostra comunit&agrave; scolastica &ndash; spiega la dirigente Lilla Bruno dell&rsquo;istituto comprensivo Juannuzzi-Di Donna di Andria -. La denatalit&agrave; e l&rsquo;applicazione rigida dei parametri numerici nazionali non possono per&ograve; ignorare la complessit&agrave; socio-educativa di Andria, un territorio in cui la scuola rappresenta spesso il principale presidio di legalit&agrave;, inclusione e contrasto alla dispersione scolastica. Le scuole proveranno a mettere in campo ogni strumento offerto dall&rsquo;autonomia scolastica per garantire il diritto allo studio e la sicurezza degli ambienti. Proprio ai fini della sicurezza e capienza, non sar&agrave; possibile costituire classi numericamente ingestibili, perch&eacute; l&rsquo;assegnazione degli alunni alle classi deve rispettare rigorosamente i limiti di capienza. Per legge ogni alunno ha diritto a 1,8 mq di spazio in aula. Questo significa che una classe di 30 alunni con 4 insegnanti (comprese quelle di sostegno) avr&agrave; bisogno di un&rsquo;aula di 70 mq, inesistenti nelle strutture scolastiche del territorio. Condividiamo la necessit&agrave; di un&rsquo;interlocuzione stringente con gli organi istituzionali e l&rsquo;Ufficio Scolastico. La scuola non &egrave; una questione di freddi numeri, ma di persone. Ribadiamo il nostro impegno a collaborare con le Rsu, il personale e le famiglie per difendere la qualit&agrave; dell&rsquo;offerta formativa e la serenit&agrave; dei nostri istituti&raquo;.</p> <p>Il sindacato chiede un cambio di rotta immediato e avanza quattro richieste precise alle istituzioni competenti: &laquo;Il ripristino degli organici e l&rsquo;assegnazione di posti adeguati ai reali bisogni delle scuole del territorio &ndash; conclude Dell&rsquo;Olio -. Ed ancora la revisione del numero di alunni per classe allineandoli agli standard europei per garantire sicurezza e qualit&agrave;. Infine, un immediato confronto istituzionale aprendo un tavolo immediato con l&rsquo;Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale per riconsiderare i parametri applicati nella Bat. La nostra mobilitazione continuer&agrave; insieme alle Rsu, ai dirigenti scolastici, al personale tutto e alle famiglie&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Zona industriale di Bisceglie, moto si scontra violentemente con un'auto: morto centauro 50enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2014953/zona-industriale-di-bisceglie-moto-si-scontra-violentemente-con-un-auto-morto-centauro-50enne.html</link>
      <description>L''impatto questa mattina in via Carrara Enziteto, strada della zona artigianale di Bisceglie, nel nord Barese. Inutili i soccorsi prestati dal personale del 118.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:22:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di circa 50 anni &egrave; morto questa mattina in un incidente stradale avvenuto in via Carrara Enziteto, strada della zona artigianale di Bisceglie, nel nord Barese. La vittima era in sella alla sua moto che si sarebbe scontrata frontalmente con un&rsquo;auto.</p> <p>L&rsquo;impatto &egrave; stato fatale per il 50enne per cui sono stati inutili i soccorsi prestati dal personale del 118. Indagano sull'accaduto gli agenti della polizia locale che stanno vagliando la posizione del conducente dell&rsquo;auto coinvolta nello schianto.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Per lo Stato era invalido su sedia a rotelle, ma nei video sui social camminava: denunciato nella Bat</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2014845/per-lo-stato-era-invalido-su-sedia-a-rotelle-ma-nei-video-sui-social-camminava-denunciato-nella-bat.html</link>
      <description>La truffa andava avanti da 20 anni, allo Stato è costata 200mila euro. Le indagini della Guardia di Finanza della Bat (tenenza di Margherita di Savoia), coordinate dalla Procura di Foggia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>invalido,bat</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2014845/per-lo-stato-era-invalido-su-sedia-a-rotelle-ma-nei-video-sui-social-camminava-denunciato-nella-bat.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:21:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Per quasi 20 anni avrebbe percepito indebitamente pensione di invalidit&agrave; civile e accompagnamento in quanto invalido al cento per cento, costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Nella realt&agrave;, era sano, capace di camminare. A scoprirlo sono stati i finanzieri che hanno denunciato un 50enne di Trinitapoli, nel nord Barese, con l'accusa di truffa aggravata. Il presunto raggiro sarebbe costato alle casse dello Stato circa 200mila euro.</p> <p>Secondo quanto ricostruito dalle indagini della Guardia di Finanza della Bat (tenenza di Margherita di Savoia), coordinate dalla Procura di Foggia, l&rsquo;indagato sui social postava video in cui camminava senza problemi smentendo cos&igrave; la diagnosi di menomazione fisica che, dal 2007, gli avrebbe consentito di percepire le agevolazioni. In alcune immagini l&rsquo;uomo &laquo;appariva deambulare in posizione eretta e senza sostegni&raquo; spiega la Gdf. Cos&igrave; sono partiti gli approfondimenti investigativi, supportati anche da riprese video, che hanno confermato che l&rsquo;uomo &laquo;fosse in grado di svolgere spostamenti senza l&rsquo;uso della carrozzina, - spiegano i finanzieri in una nota - di fatto impossibili per la diagnosi posta alla base della invalidit&agrave; totale che gli era stata riconosciuta&raquo;.</p> <p>Oltre alla denuncia penale per truffa, il 50enne &egrave; stato segnalato anche agli enti competenti &laquo;per interrompere l&rsquo;erogazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali riconosciute al falso invalido&raquo;, prosegue la nota. Il caso sar&agrave;, inoltre, segnalato &laquo;alla Procura regionale della Corte dei Conti per i conseguenti profili di responsabilit&agrave; erariale&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bat, ex dirigente della Provincia patteggia per le mazzette: farà due anni di lavoro al santuario</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2014143/bat-ex-dirigente-della-provincia-patteggia-per-le-mazzette-fara-due-anni-di-lavoro-al-santuario.html</link>
      <description>Guerra condannato a due anni e 10 mesi, la pena è stata convertita in lavori socialmente utili alla Madonna del pozzo di Capurso</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>bat,vincenzo guerra,ex dirigente,mazzette</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2014143/bat-ex-dirigente-della-provincia-patteggia-per-le-mazzette-fara-due-anni-di-lavoro-al-santuario.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:08:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; stato accusato di aver preso soldi e regali, a partire da una Mercedes, in cambio dell&rsquo;affidamento di incarichi senza gara, utilizzando come paravento la societ&agrave; di progettazione della moglie attraverso cui ricevere la sua fetta della torta. A quasi due anni dall&rsquo;arresto nell&rsquo;operazione Mercimonio della Procura di Trani, l&rsquo;ex dirigente della Provincia Bat, Vincenzo Guerra, ha scelto di patteggiare: due anni e 10 mesi convertiti in lavori di pubblica utilit&agrave;. Dovr&agrave; fare volontariato per oltre due anni.</p> <p>Guerra, 56 anni, di Triggiano, era accusato di molteplici episodi di corruzione, falso e turbativa relativi agli affidamenti per i lavori di manutenzione stradale ma anche della messa in sicurezza della discarica Cobema di Canosa. L&rsquo;ingegnere, nel frattempo licenziato dalla Provincia dove era anche presidente del Comitato tecnico per le materie ambientali (stamattina &egrave; previsto il processo davanti al Tribunale del Lavoro), ha chiuso il patteggiamento davanti al gup Marina Chiddo: la pena (con il riconoscimento delle attenuanti generiche) &egrave; stata convertita in 1.030 giorni di lavori di pubblica utilit&agrave; al Santuario della Madonna del Pozzo di Capurso per 16 ore alla settimana, non potr&agrave; lasciare la Puglia e gli &egrave; stato ritirato il passaporto. La moglie, Regina Ricciardi, titolare della Rmg Stp, ha invece patteggiato un anno e 10 mesi con pena sospesa...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bisceglie, il cucciolo Lillo salvato dal canile e operato d’urgenza per una grave patologia intestinale: «Ora è fuori pericolo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2013965/bisceglie-il-cucciolo-lillo-operato-durgenza-per-grave-patologia-intestinale-ora-e-fuori-pericolo.html</link>
      <description>Il meticcio di sette mesi, abbandonato in canile insieme al fratellino, operato d’urgenza per una grave patologia intestinale. Enpa: «Servono aiuti per coprire le spese di cura»</description>
      <author>Vito Troilo</author>
      <category>lillo,bisceglie,enpa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2013965/bisceglie-il-cucciolo-lillo-operato-durgenza-per-grave-patologia-intestinale-ora-e-fuori-pericolo.html</guid>
      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 17:47:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un delicato intervento chirurgico, effettuato nelle scorse settimane, ha permesso a Lillo di riprendersi dalle conseguente di un&rsquo;infezione da giardia, parassita che attacca l&rsquo;intestino dei cani. Il cucciolo di meticcio, di appena sette mesi, &egrave; stato preso in carico dai volontari della sezione biscegliese dell&rsquo;Enpa, l&rsquo;ente nazionale per la protezione degli animali.</p> <p>La sua vicenda &egrave; davvero triste: abbandonato in canile insieme al fratellino, chiamato Greg, Lillo ha manifestato una sofferenza ritenuta inizialmente frutto del trauma vissuto. Le analisi hanno consentito di riscontrare la grave patologia dell&rsquo;intussuscezione intestinale, che blocca il transito e interrompe il flusso sanguino, rischiando di causare necrosi e perforazione dei tessuti. Indispensabile, perci&ograve;, l&rsquo;operazione d&rsquo;urgenza: i medici hanno dovuto asportare un tratto di intestino ormai compromesso pur di salvare Lillo.</p> <p>L&rsquo;animale si &egrave; ristabilito ed &egrave; stato successivamente dimesso per essere condotto in un ambiente casalingo protetto nel quale sta seguendo la terapia prescritta ed una dieta specifica. L&rsquo;Enpa ha lanciato un appello finalizzato alla contribuzione della comunit&agrave; alle ingenti spese sostenute, pari a circa 3.000 euro, per assicurare le cure dovute al cucciolo. Una raccolta &egrave; stata attivata sulla piattaforma Gofundme oltre che attraverso i canali bancari ordinari dell&rsquo;associazione.</p> <p>&Egrave; possibile sostenere materialmente le cure quotidiane acquistando del cibo umido di linea Gastrointestinal puppy, essenziale per la rigenerazione dell&rsquo;apparato digerente. &laquo;Vedere Lillo superare la fase critica e ricevere le dimissioni dalla clinica &egrave; stato un miracolo per tutti noi&raquo; hanno spiegato dall&rsquo;Enpa. &laquo;Ogni piccolo contributo &egrave; un aiuto concreto per permetterci di continuare a vigilare sulla sua salute&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Cimitero di Trani, al via l’ampliamento dopo "appena" 17 anni di attesa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2013864/cimitero-di-trani-al-via-lampliamento-dopo-appena-17-anni-di-attesa.html</link>
      <description>Saranno realizzati 7 lotti: previste oltre 10.000 strutture tra ossari e loculi. La città da troppo tempo convive con la cronica carenza di loculi</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>cimitero trani</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2013864/cimitero-di-trani-al-via-lampliamento-dopo-appena-17-anni-di-attesa.html</guid>
      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:21:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Questo ampliamento non &egrave; soltanto un&rsquo;opera pubblica ma la possibilit&agrave;, per tutte le famiglie, di vivere dignitosamente il momento della memoria e del ricordo dei propri cari&raquo;. Con queste parole, a margine della cerimonia di benedizione e primo colpo di cazzuola, il neo sindaco, Marco Galiano, ha sintetizzato il significato di un&rsquo;opera attesa da diciassette anni, che trasformer&agrave; il civico cimitero di Trani in una struttura moderna e adeguata alle esigenze di una citt&agrave; che, da troppo tempo, convive con la cronica carenza di loculi.</p> <p><span class="GN4_pre">LA CERIMONIA </span> <span class="GN4_post">La benedizione si &egrave; svolta all&rsquo;ingresso del cimitero attuale, sul lato sinistro per chi entra: lo stesso punto in cui sorger&agrave; la prima delle nuove strutture funerarie. &laquo;Una scelta non casuale - ha spiegato l&rsquo;architetto Sergio d&rsquo;Addato, progettista e direttore dei lavori -. Abbiamo voluto celebrare l&rsquo;inizio dei lavori in questo luogo proprio perch&eacute; ci volevamo connettere con l&rsquo;antico per non sconfessarlo, ma esserne una logica continuazione&raquo;.</span></p> <p><span class="GN4_pre">I NUMERI DEL PROGETTO</span> <span class="GN4_post"> L&rsquo;ampliamento, affidato alla Societ&agrave; di progetto Parco del ricordo Trani ed approvato con determina dirigenziale del 16 febbraio 2026, interessa una superficie complessiva di circa 19.000 metri quadrati, che comprende non soltanto la nuova area cimiteriale ma anche le opere di urbanizzazione, i parcheggi, la viabilit&agrave; e la riqualificazione ambientale della fascia costiera adiacente. &laquo;&Egrave; un paesaggio tutelato importante per la nostra citt&agrave; - ha ricordato d&rsquo;Addato -, perch&eacute; &egrave; quello a ridosso della costa&raquo;. Saranno realizzate oltre 10.000 strutture funerarie tra ossari e loculi nelle diverse conformazioni ed a prezzi calmierati decisi dal Comune, oltre l&rsquo;adeguamento impiantistico dell&rsquo;intero complesso. L&rsquo;impresa appaltatrice &egrave; la Edilizia Musicco del geometra Antonio Musicco, che ne &egrave; anche direttore tecnico di cantiere. Il cantiere si articoler&agrave; in 7 lotti funzionali con una durata complessiva prevista di circa 7-8 anni, ma i loculi saranno consegnati progressivamente, uno alla volta, senza attendere il termine dei lavori: secondo il progettista, gi&agrave; entro un anno dovrebbe essere disponibile il primo lotto.</span></p> <p><span class="GN4_pre">PROJECT FINANCING</span> <span class="GN4_post"> L&rsquo;opera &egrave; finanziata interamente da capitali privati attraverso un project financing. A chi parla di privatizzazione del cimitero Musicco risponde cos&igrave;: &laquo;Il Comune sta risparmiando 500.000 euro l&rsquo;anno di spese per il camposanto. Basta questo per spiegare tutto quello che si sta facendo&raquo;. Il privato investir&agrave; quasi 25 milioni di euro nel corso del prossimo trentennio, periodo durante il quale gestir&agrave; la struttura prima di riconsegnarla all&rsquo;ente pubblico. &laquo;Una comunit&agrave; non pu&ograve; aspettare 17 anni per un&rsquo;opera pubblica cos&igrave; importante - ha osservato il consigliere comunale uscente Beppe Corrado, amministratore unico dell&rsquo;agenzia di onoranze funebri Delfini - ed &egrave; la dimostrazione che probabilmente il sistema giuridico nazionale va modificato&raquo;. E quanto la vicenda sia stata giuridicamente complessa lo testimonia la presenza a Trani, ieri mattina, dell&rsquo;avvocato Franco Gagliardi La Gala, che a pi&ugrave; riprese nelle aule della giustizia amministrativa &egrave; riuscito, difendendo la Parco del ricordo, a convincere i giudici della bont&agrave; del progetto rendendolo pienamente legittimo nonostante i numerosi ricorsi di altri operatori: &laquo;Sono qui perch&eacute; questa vicenda l&rsquo;ho presa a cuore e perch&eacute; il geometra Musicco &egrave; una brava persona che meritava il meglio che, da professionista, potessi dare in questa vicenda&raquo;, le sue parole.</span></p> <p><span class="GN4_pre">ATTESA LUNGA 17 ANNI</span> <span class="GN4_post"></span></p> <p>L&rsquo;iter amministrativo, avviato intorno al 2009 e conclusosi con la determina dello scorso febbraio, ha attraversato pi&ugrave; amministrazioni comunali ed &egrave; stato costellato di ricorsi legati al Piano urbanistico generale. Nel frattempo, le confraternite cittadine hanno supplito alla mancanza cronica di loculi orientando i propri iscritti verso le sepolture disponibili nelle proprie strutture. &laquo;La citt&agrave; deve molto alle confraternite - ha detto Corrado - e deve ringraziarle tutte&raquo;.</p> <p><span class="GN4_pre">IL SINDACO</span> <span class="GN4_post"> Il neosindaco Galiano ha colto l&rsquo;occasione per delineare una visione pi&ugrave; ampia: &laquo;Il project financing &egrave; una delle strategie da esportare nei prossimi anni - ha detto -. Sono tante le opere che, soltanto con i contributi dei privati, possono essere realizzate giacch&eacute; le risorse pubbliche sono sempre minori&raquo;. Alla domanda su possibili altri interventi analoghi, Galiano ha citato, tra i luoghi da recuperare alla citt&agrave;, la quasi dirmpettaia ex sede dell&rsquo;Amiu. &laquo;Non aggiungo altro - ha concluso -, &egrave; sicuramente qualcosa di difficile, ma qualcosa da fare da queste parti ci sarebbe&raquo;.</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Da consulente culturale alla vita in roulotte: la scelta di libertà di Francesco, 34enne di Trani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2012521/da-consulente-culturale-alla-vita-in-roulotte-la-scelta-di-liberta-di-francesco-34enne-di-trani.html</link>
      <description>E' tornato nella sua città abbandonando lavoro e certezze. Un viaggio tra Sicilia, Campania e Puglia alla ricerca di relazioni autentiche. «Ma ora datemi un terreno»</description>
      <author>alessandro landini</author>
      <category>francesco caldarola,trani</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:44:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Vive in una roulotte del 1974. Non per necessit&agrave;, ma per scelta. Una decisione netta, quasi spartana, che Francesco Caldarola ha trasformato nel centro mobile della sua vita: circa dieci metri quadrati essenziali - letto, scrivania, giradischi, un piccolo bagno - e un&rsquo;idea precisa di libert&agrave;. Ha 34 anni, &egrave; di Trani e fino a poco tempo fa lavorava come consulente culturale. Un percorso tra economia e management dell&rsquo;arte e della cultura, studiati tra Italia e Scozia, poi esperienze nel mondo della progettazione culturale. Un itinerario che a un certo punto ha iniziato a stargli stretto. &laquo;Sentivo il bisogno di altri stimoli&raquo; racconta Francesco. Cos&igrave;, nel settembre 2024, lascia tutto e parte senza un progetto: solo un&rsquo;auto carica e la Sicilia come direzione. &laquo;Volevo ripartire da un altro luogo, senza amici, senza soldi, senza una comunit&agrave; attorno&raquo;.</p> <p>In Sicilia arriva attraverso contatti su Facebook, in un eco-villaggio di matrice induista vicino Palermo che lo accoglie gratuitamente. &Egrave; l&rsquo;inizio di un periodo nomade: raccolta delle olive nell&rsquo;Agrigentino, un ristorante multiculturale, una scuola di circo, un caff&egrave; letterario a Mazara del Vallo. Poi Alcamo, dove una casa condivisa sembra offrire stabilit&agrave;. Ma emerge un&rsquo;altra esigenza: la solitudine. Ed &egrave; l&igrave; che nasce la roulotte. &laquo;Vidi la mia auto con il gancio traino accanto a roulotte da circo e mi chiesi: perch&eacute; io non ho una roulotte?&raquo;. Da quel momento lo spazio mobile diventa casa e scelta identitaria. Seguono lavori in un orto e un giardino abbandonato trasformato in micro-camping: pedana, doccia, fornelli e tende condivise. &laquo;Un ambiente felice, dove sono nate amicizie&raquo; racconta Francesco. La roulotte resta sotto un gelso tra luglio e ottobre dello scorso anno. Poi il freddo lo spinge a spostarsi, prima da un&rsquo;amica, poi in Campania, a Quagliano, in un progetto di co-living. Ma il richiamo della Puglia torna presto. Lo scorso maggio rientra a Trani, ospite in un terreno in periferia. Oggi &egrave; in citt&agrave;, ospite del padre, in attesa di una sistemazione stabile per la roulotte. Nel frattempo ha lanciato un appello sui social: cerca un terreno dove sostare e creare uno spazio condiviso. Una ricerca che si scontra anche con vincoli normativi sulla sosta dei veicoli abitativi. &laquo;Sto cercando di ritrovare la mia dimensione anche da queste parti. Per chi vive su due ruote, stabilizzarsi &egrave; un concetto particolare. Voglio solo una base dove stare con la roulotte&raquo;, dice. Non &egrave; una fuga dalla stabilit&agrave;, ma una sua ridefinizione. &laquo;Mi sono conquistato un pezzo di libert&agrave;. Il passo vero non &egrave; comprare una roulotte, ma lasciare tutto quello che conoscevo per capire chi sono davvero, facendo anche le cose pi&ugrave; umili&raquo;. E proprio nelle &laquo;cose umili&raquo; c&rsquo;&egrave; il filo del suo racconto: raccolte agricole, lavori stagionali, una quotidianit&agrave; senza retorica. Le difficolt&agrave;, spiega, non sono tanto materiali quanto relazionali: trovare contesti basati su reciprocit&agrave; e condivisione autentica. &laquo;Non &egrave; per niente facile&raquo;. Eppure, in questo percorso fatto di soste e ripartenze, resta una certezza: la possibilit&agrave; di vivere con poco. Una misura essenziale che, invece di togliere, sembra allargare lo spazio delle possibilit&agrave;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, crepe in una palazzina in via Musti: evacuate sei famiglie</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2011594/barletta-crepe-in-una-palazzina-in-via-musti-evacuate-sei-famiglie.html</link>
      <description>I proprietari dell’immobile dovranno avviare le verifiche tecniche successive ad alcune segnalazioni degli inquilini che hanno indotto l’intervento di polizia locale e vigili del fuoco</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>via musti,palazzina</category>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 18:30:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una palazzina di tre piani che si trova in via Musti a Barletta &egrave; stata sgomberata a scopo precauzionale per consentire le verifiche statiche e procedere, eventualmente, ai lavori di messa in sicurezza. Sono sei i nuclei famigliari che hanno lasciato le loro abitazioni. I proprietari dell&rsquo;immobile dovranno avviare le verifiche tecniche successive ad alcune segnalazioni degli inquilini che hanno indotto l&rsquo;intervento di polizia locale e vigili del fuoco.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Trani, arrivano quattro nuovi magistrati: due in Procura, gli altri due in Tribunale I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2011299/trani-arrivano-quattro-nuovi-magistrati-due-in-procura-gli-altri-due-in-tribunale-i-nomi.html</link>
      <description>Coperto il fabbisogno dell’ufficio inquirente, ma resta il nodo personale amministrativo</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>Claudia Della Bona,Davide Giandonato,Mariangela Matera,Renato Nitti</category>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 13:08:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Con l&rsquo;arrivo dei due nuovi sostituti dovremmo raggiungere quota tredici magistrati, tanti quanti previsti in pianta organica&raquo;. Il procuratore di Trani, Renato Nitti, commenta l&rsquo;imminente ingresso di Claudia Della Bona e Davide Giandonato, i due neo-magistrati che luned&igrave; prenderanno servizio negli uffici di Palazzo Torres. Si tratta di due delle quattro nuove assegnazioni disposte per il palazzo di giustizia tranese, mentre gli altri due colleghi saranno destinati al tribunale.</p> <p>Della Bona, che ha svolto il tirocinio a Lecce, entrer&agrave; nel gruppo specializzato nei reati fallimentari, tributari e societari. Giandonato, formatosi a Bari, sar&agrave; invece assegnato al settore che si occupa dei procedimenti legati al Codice rosso, quindi dei reati di violenza domestica e di genere. L&rsquo;arrivo dei due magistrati comporter&agrave; anche alcuni spostamenti interni tra i sostituti gi&agrave; in servizio.</p> <p>Per la Procura di Trani si tratta del risultato di una lenta risalita iniziata alcuni anni fa. &laquo;Tre anni fa eravamo arrivati a nove magistrati complessivi - ricorda Nitti -. In quel periodo si era persino profilata l&rsquo;ipotesi di una riduzione dell&rsquo;organico, poi scongiurata grazie ai dati sull&rsquo;elevato indice di criminalit&agrave; del territorio, che portarono invece a un incremento della pianta organica&raquo;.</p> <p>Oggi la dotazione teorica prevede undici sostituti procuratori, un procuratore aggiunto e il procuratore capo, per un totale di tredici magistrati. Negli ultimi mesi, tuttavia, il numero effettivo era sceso a causa di alcuni trasferimenti. Attualmente i magistrati in servizio sono undici e con i due nuovi ingressi si torner&agrave; alla piena copertura prevista. Resta per&ograve; l&rsquo;incognita dei prossimi trasferimenti ministeriali, che potrebbero ridurre nuovamente l&rsquo;organico effettivo.</p> <p>Continua invece ad essere molto difficile la situazione del personale amministrativo. La scopertura resta intorno al 25 per cento e manca da anni una figura dirigenziale stabile. &laquo;Da quando sono procuratore non c&rsquo;&egrave; mai stato un dirigente amministrativo, salvo un breve periodo nel 2017 - spiega Nitti -. Questo comporta che molte attivit&agrave; organizzative e gestionali ricadano direttamente sul procuratore&raquo;.</p> <p>Le carenze riguardano anche il 50 per cento dei direttori amministrativi e il 75 per cento degli operatori, oltre ad alcune unit&agrave; del personale ausiliario. Nessuna scopertura, invece, tra i magistrati onorari. Tra le criticit&agrave; evidenziate da Nitti vi &egrave; anche l&rsquo;assenza degli Uffici per il processo: &laquo;Il Tribunale di Trani dispone degli Upp, la Procura no&raquo;, osserva Nitti, sottolineando come il potenziamento degli organici abbia riguardato esclusivamente i tribunali. Per fronteggiare le difficolt&agrave; operative, l&rsquo;ufficio si avvale di progetti che coinvolgono percettori delle misure di inclusione sociale, impiegati in attivit&agrave; prive di particolari profili di riservatezza.</p> <p>Sull&rsquo;arrivo dei quattro nuovi magistrati &egrave; intervenuta la deputata pugliese di Fratelli d&rsquo;Italia, Mariangela Matera, che ha definito il provvedimento &laquo;un segnale importante per il territorio&raquo;. Matera ha ricordato che in Puglia sono stati assegnati complessivamente 27 neo-magistrati e ha sottolineato come il rafforzamento degli organici rappresenti &laquo;una risposta concreta alla carenza di personale che da anni condiziona l&rsquo;attivit&agrave; degli uffici giudiziari&raquo;. Secondo la parlamentare, &laquo;l&rsquo;obiettivo indicato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, di colmare entro fine anno i vuoti di organico della magistratura ordinaria, consentir&agrave; di migliorare l&rsquo;efficienza del sistema e ridurre i tempi della giustizia&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Ingross Levante, la Procura di Trani chiede cinque rinvii a giudizio per bancarotta: l'udienza preliminare slitta a settembre</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2010573/ingross-levante-la-procura-di-trani-chiede-cinque-rinvii-a-giudizio-per-bancarotta-l-udienza-preliminare-slitta-a-settembre.html</link>
      <description>E intanto la Corte d'appello di Bari nomina due consulenti per esaminare la convenienza del piano di concordato. La società: «Ottimi risultati di bilancio, già garantiti pagamenti cospicui»</description>
      <author>[m.scagl.]</author>
      <category>INGROSS LEVANTE,oronzo amato,antonio ilacqua,migro</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2010573/ingross-levante-la-procura-di-trani-chiede-cinque-rinvii-a-giudizio-per-bancarotta-l-udienza-preliminare-slitta-a-settembre.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:03:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>I vertici della Ingross Levante di Molfetta avrebbero messo in atto un &laquo;sistematico, prolungato e deliberato mancato pagamento delle imposte, per offrire servizi ai clienti a prezzi concorrenziali&raquo;. &Egrave; per questo che la Procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone, tra amministratori e sindaci, accusate a vario titolo di bancarotta oltre che (per il solo legale rappresentante Oronzo Amato, 67 anni, di Molfetta) anche di ulteriori reati fallimentari.</p> <p>L&rsquo;udienza preliminare, gi&agrave; rinviata una prima volta a seguito della richiesta della difesa di Amato (avvocato Leonardo Iannone) di depositare documentazione, era in programma ieri davanti al gup Ivan Barlafante, a ma a causa dell&rsquo;astensione degli avvocati &egrave; stata ulteriormente rinviata al 10 settembre. Gli altri imputati sono i sindaci Vincenzo Vendola, 67 anni di Terlizzi (avvocato Mario Malcangi), Giuseppe Longo, 61 anni di Molfetta e Michele De Chirico, 59 anni di Bari, e l&rsquo;attestatore Sebastiano Zingaro, 51 anni di Andria (avvocato Tullio Bertolino) che secondo i pm Roberta Moramarco e Ubaldo Leo avrebbero concorso a vario titolo e secondo le rispettive responsabilit&agrave; ad aggravare il dissesto della Ingross, che gestisce i &laquo;cash&amp;carry&raquo; a marchio Migro.</p> <p>Il fascicolo inizialmente affidato ai pm Roberta Moramarco e Ubaldo Leo (la prima &egrave; nel frattempo stata trasferita come giudice alla sezione fallimentare del Tribunale di Bari) partiva dagli approfondimenti della Procura di Trani su un iniziale piano di ristrutturazione del debito presentato dalla societ&agrave; (e rigettato), ed ha poi portato la Procura ad opporsi anche al piano di concordato presentato in conseguenza del rigetto del primo e omologato a novembre 2023 dal Tribunale di Trani.</p> <p>Proprio a questo proposito la scorsa settimana la Corte d&rsquo;appello di Bari ha nominato due consulenti tecnici d&rsquo;ufficio che dovranno valutare la convenienza del piano di concordato. La decisione arriva dopo che la Cassazione a fine 2025 ha annullato con rinvio il decreto di omologazione del concordato, rilevando un vizio procedimentale: prima di applicare il cram-down (e quindi disporre l&rsquo;omologazione forzosa), il Tribunale di Trani avrebbe dovuto convocare una udienza in cui sentire le ragioni dei creditori dissenzienti tra i quali spicca l&rsquo;Agenzia delle Entrate che difende un credito superiore a 300 milioni di euro di cui almeno 145 confermati in sede giudiziaria.</p> <p>Nel nuovo esame avviato in sede di rinvio i giudici della Prima sezione della Corte (presidente Manzionna, relatore Labianca, Caserta) hanno dichiarato improcedibile il reclamo della Procura di Trani, mentre hanno disposto approfondimenti sulle censure sollevate dall&rsquo;Agenzia delle Entrate, secondo cui il comportamento della societ&agrave; sarebbe &laquo;caratterizzato dalla sistematica e deliberata violazione di obblighi fiscali, suscettibili di mettere in discussione i doveri costituzionali in tema di corretto adempimento degli obblighi tributari&raquo; e alcune previsioni del piano sarebbero inattendibili. Da qui la scelta di far valutare il piano di concordato a due professionisti, il professor Massimo Fabiani e il commercialista Alberto Guiotto, che dovranno rispondere a una serie di quesiti molto articolati, fermo restando che il piano di concordato (tuttora in esecuzione, per quanto sub judice) dovrebbe terminare nel 2028. La societ&agrave; aveva chiesto il rigetto di entrambi i reclami evidenziando che gli ultimi bilanci espongono &laquo;eccellenti risultati di esercizio&raquo;, e che fino al 30 settembre scorso sono stati effettuati pagamenti per 814 milioni di euro, versando dal 2015 circa 132 milioni tra tasse, imposte e contributi di cui 27 milioni dalla data di presentazione del concordato.&nbsp;</p> <p>&laquo;Appare solo doveroso rimarcare &ndash; dice il professor Antonio Ilacqua, uno dei difensori della Ingross nel procedimento fallimentare - come la societ&agrave; stia rispettando in maniera assoluta tutte le previsioni di Piano senza alcuna omissione&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>A Barletta una cena solidale che unisce Gaza e Molfetta: il cibo diventa ponte di aiuto e speranza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2010368/a-barletta-una-cena-solidale-che-unisce-gaza-e-molfetta-il-cibo-diventa-ponte-di-aiuto-e-speranza.html</link>
      <description>Il 19 giugno una serata benefica alla mensa Caritas: ai fornelli una madre palestinese arrivata in Italia, raccolta fondi per una famiglia rimasta nella Striscia di Gaza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>barletta,cena solidale</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2010368/a-barletta-una-cena-solidale-che-unisce-gaza-e-molfetta-il-cibo-diventa-ponte-di-aiuto-e-speranza.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 19:43:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Due famiglie, due fragilit&agrave; diverse, un&rsquo;unica tavola apparecchiata per trasformare il cibo in aiuto concreto. Da una parte c&rsquo;&egrave; Hanan, madre palestinese arrivata da pochi mesi a Molfetta con i suoi sei figli attraverso un corridoio umanitario, attivato per la malattia rara di uno di loro. Dall&rsquo;altra c&rsquo;&egrave; una famiglia rimasta a Gaza, con bambini orfani di madre dopo un bombardamento del 2023, un padre malato e una sopravvivenza affidata quasi soltanto alle donazioni. In mezzo, a Barletta, ci sar&agrave; una cena solidale che prova a costruire un ponte invisibile fatto di bont&agrave;, cucina e convivialit&agrave;.</p> <p>L&rsquo;iniziativa &egrave; promossa dalla nutrizionista e divulgatrice scientifica barlettana Rosa Carbone, che da circa un anno &egrave; in contatto con la famiglia palestinese per la quale ha gi&agrave; avviato una raccolta fondi. Il nucleo familiare vive in una tenda su un terreno in affitto: il figlio maggiore ha 22 anni, ci sono due bambine di 4 e 5 anni e un bambino di 10. La madre &egrave; morta in un bombardamento, il padre &egrave; malato. Secondo quanto riferito da Carbone, negli ultimi mesi l&rsquo;attenzione e le donazioni si sono ridotte, mentre per molte famiglie di Gaza l&rsquo;accesso agli aiuti resta discontinuo e insufficiente. &laquo;Se non ricevono fondi e sostegno, alcune famiglie rischiano di non farcela&raquo;, spiega.</p> <p>La cena si terr&agrave; il 19 giugno, alle 19.30, negli spazi della mensa Caritas di Barletta, in via Cialdini 62, utilizzata soltanto come sede dell&rsquo;appuntamento. A cucinare sar&agrave; proprio Hanan, che ricever&agrave; anche una piccola parte del ricavato per sostenere i suoi figli e la propria famiglia, mentre il resto sar&agrave; destinato alla famiglia di Gaza seguita da Carbone. Il men&ugrave; sar&agrave; interamente vegetale e inclusivo, pensato per essere adatto a tutti: falafel con pane arabo, mujaddara, piatto a base di lenticchie, galayet bandora con pomodori, aglio, olio d&rsquo;oliva e peperoncino, e basbousa, dolce di semola tipico della tradizione mediorientale. Durante la serata sono previsti anche musica tradizionale e una lotteria per contribuire ulteriormente alla raccolta.</p> <p>Per Hanan cucinare non significa soltanto preparare una cena, ma raccontare un pezzo di cultura palestinese. Da quattro mesi vive in Italia e continua a preparare per i figli i piatti della propria terra, anche per restituire loro sapori rimasti lontani durante gli anni della guerra. &laquo;Sono onorata di preparare del cibo per chi mi ha accolta &ndash; racconta &ndash;. Vorrei trasmettere i nostri valori e le nostre tradizioni. Abbiamo la nostra cucina, la nostra cultura, come qualsiasi altro Paese&raquo;.Nel suo racconto c&rsquo;&egrave; anche la fatica di chi conosce direttamente la fame e la privazione. &laquo;I miei figli hanno sofferto la fame e per mesi non sono riusciti a trovare nemmeno il pane&raquo;, dice. Per questo chiede attenzione verso le famiglie pi&ugrave; marginali, quelle che spesso non riescono a beneficiare degli aiuti o restano fuori dai circuiti principali di assistenza. Per partecipare &egrave; necessaria la prenotazione al numero 3701268503. Chi non potr&agrave; essere presente potr&agrave; comunque sostenere la raccolta fondi online avviata per la famiglia palestinese. &laquo;Sono sempre attenta ai pi&ugrave; deboli &ndash; spiega Rosa Carbone &ndash; e cerchiamo di combattere il sistema che genera ingiustizia&raquo;. Questa volta lo far&agrave; attraverso una cena: semplice, concreta, capace di unire chi cucina, chi dona e chi, da lontano, aspetta ancora un aiuto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Bisceglie arrivano gli spray urticanti per la polizia locale: «Solo per legittima difesa»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009933/a-bisceglie-arrivano-gli-spray-urticanti-per-la-polizia-locale-solo-per-legittima-difesa.html</link>
      <description>Resta escluso l’utilizzo a scopo intimidatorio, punitivo, durante la resistenza passiva o per disperdere assembramenti</description>
      <author>Vito Troilo</author>
      <category>polizia locale,spray urticante</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009933/a-bisceglie-arrivano-gli-spray-urticanti-per-la-polizia-locale-solo-per-legittima-difesa.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:15:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La novit&agrave; s&rsquo;inserisce nel quadro dei provvedimenti presi in considerazione al fine di incrementare la percezione di sicurezza in una citt&agrave; che ne ha disperatamente bisogno. Gli agenti della Polizia Locale biscegliese riceveranno in dotazione, nei prossimi giorni, gli spray urticanti per difesa personale. La decisione &egrave; stata assunta dall&rsquo;amministrazione comunale, sulla base dei margini operativi concessi sia dalle normative regionali in materia che dal regolamento vigente. Le bombolette contenenti una miscela del principio attivo naturale saranno consegnate con una serie di prescrizioni relative alle modalit&agrave; di impiego.</p> <p>I dispositivi, secondo quanto regolamentato, non saranno costituiti da sostanze infiammabili, corrosive, tossiche o cancerogene. Componente chiave &egrave; l&rsquo;estratto naturale oleoso del peperoncino piccante, che provoca una reazione immediata ma temporanea, i cui effetti svaniscono in genere dopo 30 minuti. Le regole d&rsquo;ingaggio sono chiare: l&rsquo;uso &egrave; autorizzato esclusivamente per legittima difesa, in caso di aggressione fisica, pericolo imminente per la propria incolumit&agrave; e assenza di alternative per neutralizzare la minaccia. L&rsquo;obiettivo &egrave; guadagnare tempo per immobilizzare o ammanettare il soggetto. Resta escluso l&rsquo;utilizzo a scopo intimidatorio, punitivo, durante la resistenza passiva o per disperdere assembramenti.</p> <p>La scelta di dotare gli operatori degli spray urticanti segue le attivit&agrave; di formazione in autodifesa personale alle quali hanno partecipato 22 componenti del corpo di Polizia Locale, sotto la guida dal Maresciallo della Guardia di Finanza Francesco Gurchi. Un momento di aggiornamento e qualificazione professionale ritenuto necessario per fronteggiare sfide sempre pi&ugrave; delicate e complesse. I corsi proseguiranno con un&rsquo;attenzione particolare verso i neoassunti. Ulteriori appuntamenti, condotti da esperti di altre forze dell&rsquo;ordine e comandanti delle Polizie Locali italiane, saranno incentrati su polizia giudiziaria, infortunistica stradale, polizia amministrativa e ambientale.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Andria, picchia e minaccia di morte la convivente: arrestato 30enne, era già stato condannato per maltrattamenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009929/andria-picchia-e-minaccia-di-morte-la-convivente-arrestato-30enne-era-gia-stato-condannato-per-maltrattamenti.html</link>
      <description>Avrebbe accolto la donna promettendole ospitalità e una nuova possibilità, ma quella convivenza si sarebbe trasformata in una sequenza di violenze, minacce e sopraffazioni</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (viviana minervini)</author>
      <category>violenz,maltrattamenti in famiglia,30enne arrestato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2009929/andria-picchia-e-minaccia-di-morte-la-convivente-arrestato-30enne-era-gia-stato-condannato-per-maltrattamenti.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:12:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbe accolto la donna promettendole ospitalit&agrave; e una nuova possibilit&agrave;, ma quella convivenza si sarebbe trasformata in una sequenza di violenze, minacce e sopraffazioni. Un uomo di origine straniera, sulla trentina e residente ad Andria, &egrave; stato arrestato dalla polizia di Stato in esecuzione di un&rsquo;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Trani, su richiesta della procura. La misura &egrave; stata eseguita nei giorni scorsi dal personale della III Sezione della Squadra Mobile della Questura Bat, specializzata nei reati contro la persona, contro i minori e nei reati sessuali.</p> <p>Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l&rsquo;uomo, gi&agrave; condannato in primo grado per maltrattamenti in famiglia per fatti precedenti al 2017, avrebbe reiterato condotte analoghe nei confronti di due donne originarie del suo stesso Paese. In particolare, nonostante fosse gi&agrave; destinatario di un divieto di avvicinamento alla persona offesa per episodi simili che sarebbero stati subiti nel 2024 da una precedente compagna, avrebbe avviato una nuova convivenza con una connazionale, anche lei sua coetanea e residente ad Andria, continuando a mettere in atto comportamenti violenti e prevaricanti.</p> <p>Nel provvedimento cautelare viene descritto un quadro ritenuto dagli inquirenti di notevole gravit&agrave;. All&rsquo;interno delle mura domestiche l&rsquo;indagato avrebbe sottoposto la nuova convivente a minacce di morte, violenze fisiche e psicologiche, molestie e costrizioni a rapporti sessuali non consensuali. Le condotte contestate comprenderebbero calci, pugni, spintoni, strattoni, tirate di capelli, insulti e minacce. In un episodio, dopo il rifiuto della donna di avere un rapporto sessuale, l&rsquo;uomo l&rsquo;avrebbe aggredita afferrandola alla gola e tirandole i capelli, fino a costringerla con la violenza.</p> <p>La donna &egrave; riuscita a chiedere aiuto telefonando al numero unico di emergenza 112 e fornendo indicazioni precise. L&rsquo;intervento dei poliziotti ha consentito di metterla subito in sicurezza in una struttura protetta. Successivamente &egrave; stata raccolta la denuncia, dalla quale &egrave; partita l&rsquo;attivit&agrave; investigativa coordinata dal pubblico ministero titolare del fascicolo.</p> <p>Le indagini avrebbero permesso di ricostruire in modo ritenuto credibile e coerente le condotte attribuite all&rsquo;uomo. La gravit&agrave; degli episodi, la loro persistenza e i precedenti giudiziari gi&agrave; emersi hanno portato l&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria a ritenere sussistenti le esigenze cautelari, in particolare il pericolo concreto e attuale di reiterazione delle condotte.</p> <p>Per questo la procura di Trani ha chiesto e ottenuto l&rsquo;applicazione urgente della custodia cautelare in carcere, eseguita dalla Squadra Mobile per tutelare l&rsquo;incolumit&agrave; fisica e psicologica della persona offesa e impedire ulteriori comportamenti violenti. L&rsquo;uomo &egrave; stato trasferito nel carcere di Trani, a disposizione dell&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Questura Bat, parla il nuovo dirigente della Mobile Andrea Ambrosino: «Qui criminalità instabile»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008781/questura-bat-parla-il-nuovo-dirigente-della-mobile-andrea-ambrosino-qui-criminalita-instabile.html</link>
      <description>Avellinese di nascita, arriva ad Andria, dopo aver trascorso gli ultimi 2 anni nella mobile della Questura di Foggia come vice dirigente: l'intervista</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>Andrea Ambrosino,bat,questura</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008781/questura-bat-parla-il-nuovo-dirigente-della-mobile-andrea-ambrosino-qui-criminalita-instabile.html</guid>
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:41:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; Andrea Ambrosino il nuovo dirigente della squadra mobile della Questura Bat. Avellinese di nascita, arriva ad Andria, dopo aver trascorso gli ultimi 2 anni nella mobile della Questura di Foggia come vice dirigente.</p> <p><strong>Lei &egrave; gi&agrave; a lavoro da un paio di mesi nella Bat, quali differenze da Foggia?</strong></p> <p>&laquo;In Capitanata, la criminalit&agrave; &egrave; pi&ugrave; strutturata e ci sono degli equilibri che vanno rispettati. Nella Bat, probabilmente la delinquenza autoctona sta vivendo una fase di assestamento che la rende alquanto instabile. Se a Foggia c&rsquo;&egrave; un omicidio sapevamo gi&agrave; come muoverci, qui invece serve una precisa e attenta attivit&agrave; d&rsquo;indagine che deve precedere l&rsquo;azione&raquo;.</p> <p><strong>Sul caso dell&rsquo;omicidio Diviesti a Barletta, la gente reclamava pi&ugrave; immediatezza negli arresti.</strong></p> <p>&laquo;La giustizia a volte &egrave; lenta, ma arriva. Non &egrave; un alibi, ma con la Procura abbiamo costruito un castello accusatorio solido per fare luce sul caso&raquo;.</p> <p><strong>Criminalit&agrave; nelle mani sempre pi&ugrave; di giovani spregiudicati?</strong></p> <p>&laquo;Questo &egrave; un fenomeno presente in tutta la nazione. La manovalanza &egrave; affidata a giovanissimi che con la loro spregiudicatezza puntano a scalare i vertici delle famiglie criminali che sono al potere&raquo;.</p> <p><strong>Continuano ad operare le tre squadre specializzate per contrastare furti auto, sequestri lampo e assalti ai tir ed infine il gruppo Falchi per la microcriminalit&agrave;?</strong></p> <p>&laquo;Si. Tre sezioni che se possibile cercheremo di rafforzare perch&eacute; stiamo ottenendo risultati importanti. Solo cos&igrave;, infatti, si possono arginare e speriamo presto debellare, i problemi che macchiano questo territorio. Sono gruppi di lavoro della squadra mobile che si preoccupano solo di queste cose specifiche, perch&eacute; richiedono massima attenzione e operativit&agrave;&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio di Bisceglie, no del gip al dissequestro della discoteca Divine: «L'indagine non è conclusa»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008564/omicidio-di-bisceglie-no-del-gip-al-dissequestro-della-discoteca-divine-l-indagine-non-e-conclusa.html</link>
      <description>E intanto Di Vittorio ricorre al Riesame: «Senza volerlo eravamo coinvolti in un omicidio perché ci trovavamo nello stesso posto dove è stato commesso senza sapere nulla. Sono innocente»</description>
      <author>Luca Natile</author>
      <category>Filippo Scavo,Francesco Di Vittorio,Dylan Capriati,Divine Club</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2008564/omicidio-di-bisceglie-no-del-gip-al-dissequestro-della-discoteca-divine-l-indagine-non-e-conclusa.html</guid>
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:36:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo della discoteca Divine Club di Bisceglie, presentata da Roberto Maggialetti, proprietario della struttura. I sigilli sono stati apposti il a seguito dell&rsquo;omicidio di Filippo Scavo, uomo del clan Strisciuglio consumato all&rsquo;interno del locale, nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi. Da quella data il Divine non ha pi&ugrave; riaperto con &laquo;gravissimi pregiudizi economici, imprenditoriali e reputazionali&raquo; per il locale, tra i pi&ugrave; grandi della Puglia. &laquo;Il perdurare dell&rsquo;indisponibilit&agrave; dell&rsquo;immobile - ha spiegato Maggialetti nella sua richiesta di dissequestro presentata attraverso l&rsquo;avvocato Graziana Valente (studio Tmdp Lex ) - sta generando gravissime difficolt&agrave; finanziarie&raquo;. Il gip &laquo;ritenuto che permangono le esigenze di sequestro - si legge nel provvedimento di rigetto - dal momento che non sono stati ultimati gli accertamenti tecnico-balistici funzionali alla ricostruzione della traiettoria dei proiettili, a documentare la presenza di ulteriori tracce ematiche e a localizzare con esattezza i bossoli dei proiettili esplosi&raquo; ha respinto l&rsquo;istanza di revoca del sequestro, lasciando il Divine club chiuso.</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Barletta, fioccano le polemiche sull'approdo del veliero di lusso: «Eccessiva la banda musicale»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007654/barletta-fioccano-le-polemiche-sull-approdo-del-veliero-di-lusso-eccessiva-la-banda-musicale.html</link>
      <description>L'arrivo della Star Clipper ha scatenato cittadini e opposizioni: «Ad accoglierli persino un bus messo a disposizione dal Comune»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,star clipper</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007654/barletta-fioccano-le-polemiche-sull-approdo-del-veliero-di-lusso-eccessiva-la-banda-musicale.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:20:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il veliero della discordia. La Star Clipper &egrave; ormai partita verso le altre tappe del suo percorso, ma ha lasciato con s&eacute; una scia di polemiche. Domenica mattina, 150 turisti di diverse nazionalit&agrave; (inglesi, americani, argentini) sono arrivati a Barletta a bordo del veliero da crociera del segmento lusso che ha toccato per la prima volta la citt&agrave; della Disfida. Ad accoglierli, oltre a una nutrita rappresentanza istituzionale, anche un complesso bandistico ed un servizio di navette che li ha condotti nei siti culturali cittadini.</p> <p>Amministrazione comunale e Autorit&agrave; Portuale del Mare Adriatico Meridionale hanno parlato di orgoglio, giornata storica e momento importante per lo sviluppo turistico. A fargli eco anche associazioni come Barletta Ricettiva. Le modalit&agrave; di accoglienza dei croceristi non sono, per&ograve;, piaciute proprio a tutti. La presenza della banda, ad esempio, &egrave; stata paragonata sui social e in citt&agrave; ad &laquo;un film anni 70 di Lino Banfi o di Fantozzi&raquo;, altri l&rsquo;hanno definita &laquo;una cafonata&raquo;. A farsi portavoce delle perplessit&agrave; di parte della cittadinanza &egrave; stata Coalizione Civica, che ha anche sollevato il tema delle risorse messe in campo dell&rsquo;amministrazione comunale per fornire ai turisti i bus navetta che li hanno condotti dal porto in citt&agrave;.</p> <p>&laquo;Per accogliere poche decine di visitatori - hanno affermato i consiglieri civici Carmine Doronzo e Michela Diviccaro - si &egrave; mobilitata un&rsquo;intera macchina organizzativa, si sono sostenute spese pubbliche, si &egrave; chiusa via Cialdini e si &egrave; costruita una scenografia istituzionale con banda e comitato di accoglienza degna delle grandi occasioni. Arriva una crociera turistica &ldquo;di lusso&rdquo; - che non pu&ograve; nemmeno attraccare nel porto, tanto da doversi fermare a largo e far sbarcare i passeggeri su delle piccole scialuppe - e l&rsquo;amministrazione si affretta a cambiare veste a Barletta. Ma l&rsquo;abito &ldquo;buono&rdquo; non &egrave; quello dei servizi pubblici efficienti, delle strade curate, dei parchi accessibili, del verde pubblico mantenuto e della citt&agrave; pulita. L&rsquo;abito che il centrodestra ha cucito addosso alla citt&agrave; per l&rsquo;occasione &egrave; quello di un provincialismo tanto imbarazzante quanto grottesco&raquo;.</p> <p>Coalizione Civica ha quindi evidenziato come &laquo;con una determina del 5 giugno 2026, su indirizzo del sindaco, sono stati inoltre messi a disposizione dei turisti &ldquo;di lusso&rdquo; due bus pagati con risorse pubbliche (circa 1300 euro, ndr)&raquo;. sottolineando come in realt&agrave; &laquo;i circa 150 passeggeri della Star Clipper sono ripartiti dopo poche ore verso la tappa successiva, lasciando ben poco alla citt&agrave;, della quale viene offerta la versione offensiva e antiquata di centro meridionale cos&igrave; povero da dover applaudire i moderni Onassis di turno&raquo;.</p> <p>A rispondere ai civici &egrave; stata Fratelli d&rsquo;Italia con una nota firmata dal segretario cittadino Luigi Antonucci e dal capogruppo Riccardo Memeo. I meloniani, sottolineando il &laquo;disfattismo politico&raquo; dell&rsquo;opposizione hanno spiegato come gli ospiti abbiano &laquo;visitato il Museo Civico Giuseppe De Nittis, il Castello di Barletta, passeggiato nel centro storico, pranzato nelle attivit&agrave; cittadine e avuto modo di conoscere da vicino una citt&agrave; ricca di storia, arte e tradizioni. Ad accoglierli operatori e professionisti preparati, capaci di dialogare in lingua inglese e di presentare Barletta con orgoglio&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio Scavo al Divine di Bisceglie, Di Vittorio si difende: «Coinvolto senza saperlo, sono innocente»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007650/omicidio-scavo-al-divine-di-bisceglie-di-vittorio-si-difende-coinvolto-senza-saperlo-sono-innocente.html</link>
      <description>L’uomo, secondo le indagini della Dda di Bari, avrebbe aperto la porta di sicurezza del locale ai presunti autori materiali del delitto, Dylan Capriati e Aldo Lagioia, arrestati lo scorso 5 maggio assieme all’altro presunto complice del delitto, Nicola Morelli.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>omicidio filippo scavo,divine bisceglie</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007650/omicidio-scavo-al-divine-di-bisceglie-di-vittorio-si-difende-coinvolto-senza-saperlo-sono-innocente.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 14:37:51 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Senza volerlo eravamo coinvolti in un omicidio perch&eacute; ci trovavamo nello stesso posto dove &egrave; stato commesso senza sapere nulla. Sono innocente&raquo;. Cos&igrave; si &egrave; difeso Francesco Di Vittorio, il 22enne residente a Modugno, indagato di concorso in omicidio volontario con l&rsquo;aggravante del metodo mafioso e di concorso nella detenzione di armi da fuoco, nell&rsquo;inchiesta sul delitto di Filippo Scavo, il 43enne barese assassinato lo scorso 19 aprile nella discoteca Divine club di Bisceglie, nel nord Barese.  Di Vittorio ha reso dichiarazioni spontanee nel corso dell&rsquo;interrogatorio di convalida del fermo a cui &egrave; stato sottoposto a inizio settimana. Il provvedimento &egrave; stato convalidato dal gip del tribunale di Bari, Giuseppe Ronzino che ha disposto la carcerazione per l&rsquo;uomo lo scorso 5 giugno. Il suo avvocato, Nicola Quaranta, far&agrave; ricorso al tribunale del Riesame sulle base delle dichiarazioni rese al gip dal suo assistito che contesta la ricostruzione dell&rsquo;accusa. </p> <p>L&rsquo;uomo, secondo le indagini della Dda di Bari, avrebbe aperto la porta di sicurezza del locale ai presunti autori materiali del delitto, Dylan Capriati e Aldo Lagioia, arrestati lo scorso 5 maggio assieme all&rsquo;altro presunto complice del delitto, Nicola Morelli. Il 22enne invece, avrebbe riferito - a quanto &egrave; dato sapere - che la sera dell&rsquo;omicidio &egrave; uscito con un gruppo di amici di cui faceva parte anche Capriati per raggiungere il Divine club ma non sapeva n&eacute; che Capriati fosse armato n&eacute; che nel locale avrebbero incontrato Scavo. Quando &egrave; iniziata la lite nel priv&eacute; si sarebbe allontanato per poi aprire il varco dopo aver sentito bussare. Avrebbe aperto senza rendersi conto che i suoi amici fossero armati ed &egrave; fuggito dopo aver sentito i colpi di arma da fuoco, senza aspettare gli altri amici ma mettendosi in auto solo con Capriati e Lagioia. Al giudice avrebbe anche detto di non avere mai avuto intenzione di scappare all&rsquo;estero ma che, da qualche tempo, parlava in famiglia di una esperienza lavorativa fuori dall&rsquo;Italia.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bancarotta fraudolenta e distrazione patrimoniale, sequestro beni per 3,2 milioni a due imprenditori nella Bat</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007425/bancarotta-fraudolenta-e-distrazione-patrimoniale-sequestro-beni-per-3-2-milioni-a-due-imprenditori.html</link>
      <description>Secondo l’accusa, il patrimonio di un’azienda sommersa dai debiti fiscali sarebbe stato trasferito a una nuova impresa creata per proseguire la stessa attività e sottrarsi ai creditori</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gdf,barletta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2007425/bancarotta-fraudolenta-e-distrazione-patrimoniale-sequestro-beni-per-3-2-milioni-a-due-imprenditori.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:32:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Gip di Trani, su richiesta della Procura , ha disposto il sequestro preventivo di beni per un ammontare superiore a 3,2 milioni di euro, eseguito dalla Gdf, nei confronti di due societ&agrave; operanti nel settore della fabbricazione e commercializzazione di ricambi per autoveicoli riconducibili a due persone di Barletta indagate per di bancarotta, reati fiscali e riciclaggio.  Il provvedimento cautelare arriva dopo l&rsquo;indagine che, partendo dagli ingenti debiti accumulati verso gli enti pubblici, ha acclarato - dice la Gdf - &laquo;lo stato di decozione e dissesto finanziario di una societ&agrave; a causa degli ingenti debiti maturati con l&rsquo;erario con seguente svuotamento dei beni appartenenti alla medesima e la contestuale creazione di una nuova societ&agrave;, avente lo stesso oggetto sociale della precedente, all&rsquo;interno della quale sono stati fatti confluire fraudolentemente i beni immobili/mobili della societ&agrave; in liquidazione giudiziale&raquo;.</p> <p>I Finanzieri di Barletta avrebbero scoperto come, &laquo;nelle more della definizione della liquidazione giudiziale, il compendio aziendale della societ&agrave; &laquo;madre&raquo; fosse stato integralmente e fraudolentemente trasferito in una nuova societ&agrave; creata ad hoc, evidenziando plurimi elementi indiziari dell&rsquo;azione fraudolenta, tra cui, in particolare: la corrispondenza delle sedi legali ed operative; la coincidenza dei dipendenti, i quali svolgevano, nella nuova societ&agrave;, le medesime mansioni, ruoli e compiti rispetto alla precedente; il reimpiego dei beni aziendali, distratti dalla societ&agrave; fallita verso la nuova impresa; l&rsquo;esecuzione da parte della nuova societ&agrave;, della medesima attivit&agrave; svolta dalla fallita, con coincidente oggetto sociale&raquo;.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>La proclamazione della sindaca di Andria Giovanna Bruno: «La città è ancora in buone mani. Le nostre»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006716/la-proclamazione-della-sindaca-di-andria-giovanna-bruno-la-citta-e-ancora-in-buone-mani-le-nostre.html</link>
      <description>L’emozione di Giovanna Bruno è in quell'abbraccio. La commozione quando le ricordano, nel corso della cerimonia di proclamazione, gli oltre 41mila voti conquistati.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andria,giovanna bruno</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006716/la-proclamazione-della-sindaca-di-andria-giovanna-bruno-la-citta-e-ancora-in-buone-mani-le-nostre.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:03:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Chiara e Peppe, i suoi due figli, che le danno una mano a indossare ancora una volta la fascia tricolore di sindaca di Andria. L&rsquo;emozione di Giovanna Bruno &egrave; in quell'abbraccio. La commozione quando le ricordano, nel corso della cerimonia di proclamazione, gli oltre 41mila voti conquistati. &laquo;Vi avevo fatto una richiesta: accompagnarmi a realizzare la pi&ugrave; belle delle opere pubbliche: le persone, operai della quotidianit&agrave;&raquo;, ha detto nel suo discorso. &laquo;Volevamo andare avanti e siamo andati oltre&raquo;, ha sottolineando ricordando che la sua prima vittoria risale al 2020 quando &laquo;non ci sono state feste e incontri perch&eacute; c'era il covid che ci rubava la speranza di rialzarci. C'era l&rsquo;incertezza del domani a causa del baratro economico del nostro Comune. Da allora abbiamo costruito, abbiamo dato una svolta alla nostra comunit&agrave;&raquo;. "Questa citt&agrave; ha la mia fiducia, la mia totale dedizione che merita ed &egrave; una promessa - ha aggiunto - e il consenso che mi ha tributato &egrave; una responsabilit&agrave; enorme, non &egrave; una cambiale in bianco. Continuate a dirmi quando sbaglio, prendendo il timone con me se dovessi perdere la rotta&raquo;. &laquo;Questa fascia &egrave; di tutti voi&raquo;, ha continuato per poi ricordare i maggiori fatti di cronaca che hanno segnato la citt&agrave;. Sono stati &laquo;dolori che abbiamo provato a umanizzare&raquo;, le parole di Bruno che ha ringraziato il capo dello Stato, Sergio Mattarella &laquo;per aver accettato il mio invito a tornare il prossimo 12 luglio ad Andria, a 10 anni dalla strage ferroviaria che fece 23 morti&raquo;. "Umanizzare il nostro quotidiano &egrave; stato il mio compito, abbiamo messo le persone al centro quando erano sole e dimenticate, ho provato a difenderle con disponibilit&agrave; piena e telefono accesso sempre e loro - ha proseguito - se lo sono ricordati. Ora per&ograve;, non basta proteggerle, serve una citt&agrave; che sia davvero loro, una citt&agrave; per tutti in cui tutti si sentano protagonisti&raquo;. "Avete votato l&rsquo;idea che nessuno ad Andria debba sentirsi ai margini - ha evidenziato - Andria non &egrave; di chi la offende o disprezza, &egrave; di chi la ama di pi&ugrave; ogni giorno&raquo;. &laquo;Andria &egrave; in buone mani: le nostre&raquo;, ha concluso.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Castel del Monte e la Luna si incontrano nella notte: lo scatto perfetto tra geometria e cielo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006713/castel-del-monte-e-la-luna-si-incontrano-nella-notte-lo-scatto-perfetto-tra-geometria-e-cielo.html</link>
      <description>La fotografia realizzata da Paky Cassano lungo la SP174 cattura la Luna mentre sorge esattamente dietro il profilo dell’ottagono federiciano.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>paky cassano,luna,castel del monte</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006713/castel-del-monte-e-la-luna-si-incontrano-nella-notte-lo-scatto-perfetto-tra-geometria-e-cielo.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 20:57:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Luna non illumina Castel del Monte: sembra quasi misurarlo, cercando il punto esatto da cui affacciarsi dietro la sua geometria perfetta. Nello scatto realizzato da Paky Cassano nella notte tra il 7 e l&rsquo;8 giugno, il castello federiciano appare come una sagoma sospesa nel buio, mentre alle sue spalle sorge una mezza Luna dorata, velata dalle nubi e gi&agrave; pronta a diventare racconto.</p> <p>La fotografia &egrave; stata realizzata lungo la strada provinciale 174, a circa due chilometri in linea d&rsquo;aria da Castel del Monte, intorno all&rsquo;1.20 di notte. Non &egrave; uno scatto casuale, ma il risultato di una precisa pianificazione: il punto di ripresa &egrave; stato scelto in modo che la traiettoria della Luna coincidesse con l&rsquo;architettura del monumento, fino a farla emergere esattamente dietro la sua massa compatta e severa.</p> <p>In quelle ore la Luna attraversava la fase di ultimo quarto: il 7 giugno ancora gibbosa calante, l&rsquo;8 giugno prossima al 50 per cento di illuminazione visibile. Una met&agrave; accesa e una met&agrave; consegnata all&rsquo;ombra, come se il cielo avesse deciso di dialogare con una delle architetture pi&ugrave; enigmatiche del territorio.</p> <p>Il risultato &egrave; un&rsquo;immagine di rara suggestione: Castel del Monte, gi&agrave; simbolo di equilibrio, proporzione e mistero, si staglia contro una luce lunare. La Luna sembra poggiarsi sul castello senza toccarlo, trasformando la pietra in quinta teatrale e la notte in una scena silenziosa.</p> <p>&Egrave; la Puglia pi&ugrave; antica, che non ha bisogno di rumore per farsi guardare. Basta una strada buia, un&rsquo;attesa precisa, l&rsquo;occhio allenato di chi sa leggere il cielo e il profilo immobile di un castello che, da secoli, continua a parlare con le stelle.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Cimitero di Barletta, è bufera sulla chiusura nel pomeriggio: «Vergognoso»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006153/cimitero-di-barletta-e-bufera-sulla-chiusura-nel-pomeriggio-vergognoso.html</link>
      <description>Una decisione che scontenta tutti, ma che per il momento il sindaco Cosimo Cannito non sembra intenzionato a rivedere</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>cosimo cannito,cimitero chiuso</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006153/cimitero-di-barletta-e-bufera-sulla-chiusura-nel-pomeriggio-vergognoso.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 13:51:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una decisione che scontenta tutti, ma che per il momento il sindaco Cosimo Cannito non sembra intenzionato a rivedere. Nei mesi estivi il cimitero rester&agrave; chiuso nelle ore pomeridiane. Secondo quanto disposto da decreto sindacale, il camposanto sar&agrave; chiuso al pubblico ogni luned&igrave; per consentire in sicurezza le attivit&agrave; manutentive ordinarie e straordinarie (tranne per i luned&igrave; coincidenti con le festivit&agrave;) e per i mesi di luglio e agosto sar&agrave; aperto marted&igrave;, mercoled&igrave;, gioved&igrave;, venerd&igrave;, sabato e domenica dalle 7 alle 13, con chiusura pomeridiana.</p> <p>La decisione del primo cittadino ha provocato un&rsquo;ondata di polemiche provenienti da pi&ugrave; parti. &laquo;Provvedimento a dir poco vergognoso&raquo;, &laquo;pazzesco: non hanno rispetto nemmeno per i defunti. Vergognatevi&raquo;, &laquo;assurdit&agrave; assoluta&raquo; sono solo alcuni dei commenti apparsi sui social network e pronunciati per le vie della citt&agrave;.</p> <p>Secondo gran parte della cittadinanza la chiusura pomeridiana complica l&rsquo;accesso al cimitero di chi lavora e, soprattutto nel cuore dell&rsquo;estate, lo render&agrave; difficile anche a chi far&agrave; ritorno a Barletta dalle localit&agrave; nelle quali risiede per lavoro. Secondo quanto trapela da Palazzo di Citt&agrave;, la decisione sarebbe stata presa per motivi organizzativi e avrebbe alla base la scarsa affluenza al cimitero nelle ore pomeridiane estive (i cancelli sono normalmente aperti dalle 16 alle 18) per via delle alte temperature.</p> <p>Sempre secondo quanto filtra da Palazzo di Citt&agrave;, a spingere il sindaco alla decisione sarebbe stata una delegazione di fiorai che operano nella zona del cimitero, ma in realt&agrave;, anche loro, interpellati, si mostrano divisi sull&rsquo;opportunit&agrave; della chiusura pomeridiana come anche su quella del luned&igrave;. Ad ora, il sindaco Cannito non sembrerebbe intenzionato a tornare sui suoi passi, ma le critiche all&rsquo;ordinanza arrivano da pi&ugrave; parti, anche dalla sua stessa maggioranza.</p> <p>Tra i primi ad intervenire per esprimere dissenso c&rsquo;&egrave; stato il consigliere comunale di Barletta al Centro, Flavio Basile. &laquo;L&rsquo;ordinanza sindacale - ha spiegato Basile - non &egrave; stata condivisa con le forze di maggioranza, quantomeno con la mia. Avendo appreso la notizia a mezzo stampa, chieder&ograve; al sindaco chiarimenti in merito, auspicando che condivida una rivisitazione della stessa affinch&eacute; si possa dare a tutti, forestieri in primis, la possibilit&agrave; di salutare i propri cari defunti&raquo;.</p> <p>Sempre restando nell&rsquo;ambito della maggioranza di centrodestra, il capogruppo della Lega, Ruggiero Grimaldi, ha definito la chiusura pomeridiana del cimitero &laquo;una scelta che va ripensata ascoltando la citt&agrave;&raquo; ed ha indicato come possibile soluzione &laquo;quella di prevedere una fascia di apertura pomeridiana, ad esempio dalle 17 alle 19, orario che consentirebbe ai cittadini di accedere alla struttura nelle ore meno calde della giornata&raquo;.</p> <p>Polemiche anche dall&rsquo;opposizione. Il Partito Democratico ha definito la scelta del sindaco &laquo;estremamente ingiusta e impopolare&raquo; invitandolo alla lettura Dei Sepolcri di Ugo Foscolo per &laquo;riconsiderare il valore di culto e memoria del cimitero&raquo;. La lista Emiliano Sindaco di Puglia ha invece parlato di &laquo;provvedimento inaccettabile che calpesta il culto dei defunti e penalizza cittadini ed emigrati&raquo;, mentre Coalizione Civica ha posto l&rsquo;accento sulle numerose chiusure che stanno caratterizzando la citt&agrave;. &laquo;Dai cancelli chiusi dei giardini del Castello a quelli chiusi del cimitero, a Barletta - hanno affermato i civici - esiste un&rsquo;unica soluzione: ridurre i servizi alla cittadinanza&raquo;. Dello stesso avviso anche Rete Civica che ha sottolineato come ormai &laquo;si chiude tutto per non gestire&raquo; e Movimento 5 Stelle.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>A Bisceglie il Corpus Domini celebrato con opere d'arte di petali colorati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005457/a-bisceglie-il-corpus-domini-celebrato-con-opere-d-arte-di-petali-colorati.html</link>
      <description>Si rinnova la tradizione dell’infiorata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie</category>
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      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 20:36:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una tradizione che si ripete da nove anni. Un rituale che accompagna il rito di una delle solennit&agrave; pi&ugrave; importanti per la chiesa cattolica: la processione del Corpus Domini. Che a Bisceglie, nel nord Barese, fa rima con infiorata. Perch&eacute; da quasi due lustri, il gruppo di infioratori della parrocchia di San Lorenzo trasforma in opere d&rsquo;arte petali che, sistemati con dedizione e devozione, diventano quadri. </p> <p>Tappeti floreali che &laquo;ci consentono di rinnovare la fedelt&agrave; al Signore. Per noi &egrave; un atto di grande fede e amore&raquo;, spiega Angela Cangelli che fa parte del gruppo di infioratori San L&ograve; della parrocchia. &Egrave; un lavoro lungo, che comincia dalla vigilia del Corpus Domini e che riprende all&rsquo;alba della domenica di festa quando gli infioratori raggiungono piazza Vittorio Emanuele, in pieno centro cittadino, e armati di gessetti, materiali colorati e tanti petali raccontano di fede e speranza. &laquo;Il messaggio dell&rsquo;infiorata 2026 riguarda quanto stiamo vivendo. Le guerre e il caos sembrano dominare. E anche nella nostra citt&agrave; abbiamo vissuto situazioni di grande difficolt&agrave;&raquo;, prosegue Cangelli riferendosi ai lutti che hanno colpito il comune: dalla piccola Alicia, la 12enne morta dopo essere stata travolta da un albero sradicato dal vento, a Mino Racanati, il marittimo disperso dopo il crollo del viadotto sul fiume Trigno, in Molise. Senza dimenticare il femminicidio di Patrizia Lamanuzzi, uccisa dal marito che si &egrave; poi tolto la vita e gli omicidi di mafia. &laquo;Vogliamo dire con le nostre opere che quando l'uomo si allontana da Dio, perde l&rsquo;orientamento e cede alla tentazione del potere e del denaro e, chi ne paga le conseguenze &egrave; l&rsquo;umanit&agrave; intera&raquo;, aggiunge Cangelli e conclude: &laquo;Cristo &egrave; l'unica fonte di salvezza&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Domenico Racanati, scomparso da due mesi nel crollo sul Trigno: «Non vogliamo che venga dimenticato»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005155/domenico-racanati-scomparso-da-due-mesi-nel-crollo-sul-trigno-non-vogliamo-che-venga-dimenticato.html</link>
      <description>La donna ha incontrato assieme al sindaco Bisceglie, Angelantonio Angarano, la prefetta di Campobasso, Michela Lattarulo, per avere aggiornamenti sulle attività di ricerca che finora sono state senza esito</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Domenico Racanati,trigno</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005155/domenico-racanati-scomparso-da-due-mesi-nel-crollo-sul-trigno-non-vogliamo-che-venga-dimenticato.html</guid>
      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 14:17:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Non vogliamo sentirci soli, vogliamo che le Istituzioni siano dalla nostra parte e non vogliamo che Mino venga dimenticato&raquo;. &Egrave; quanto dichiara Vanessa De Marco, moglie di Mino Racanati, l&rsquo;uomo originario di Bisceglie, nel nord Barese, di cui non si hanno notizie dallo scorso 2 aprile dopo il crollo del viadotto sul fiume Trigno, in Molise. La donna ha incontrato assieme al sindaco Bisceglie, Angelantonio Angarano, la prefetta di Campobasso, Michela Lattarulo, per avere aggiornamenti sulle attivit&agrave; di ricerca che finora sono state senza esito.</p> <p>&laquo;&Egrave; stato un momento di confronto importante e positivo - aggiunge De Marco - abbiamo ricevuto informazioni su quanto fatto finora e rassicurazioni sulle ricerche&raquo;.</p> <p>&laquo;Ho avviato fin dall&rsquo;inizio un canale di contatto con le Istituzioni e con le forze dell&rsquo;ordine e seguito ogni passo di questa triste vicenda. Bisceglie non dimentica Mino e certamente non smetter&agrave; di stare accanto alla sua famiglia&raquo;, conclude Angarano.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>A Barletta il mare inclusivo è di nuovo «in ritardo», la denuncia del rapper Siffa: «Condannati a non vivere»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003958/a-barletta-il-mare-inclusivo-e-di-nuovo-in-ritardo-la-denuncia-del-rapper-siffa-condannati-a-non-vivere.html</link>
      <description>«Le pedane che ci sono dietro le piattaforme sono completamente sommerse. Io spero che che non si prolunghino di più i tempi e non si vada oltre il mese di attesa»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>rapper siffa,spiagge</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003958/a-barletta-il-mare-inclusivo-e-di-nuovo-in-ritardo-la-denuncia-del-rapper-siffa-condannati-a-non-vivere.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:23:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Per noi l&rsquo;estate &egrave; come se dovesse ancora arrivare. Ogni anno ci si riduce all&rsquo;ultimo momento per sistemare, attrezzare e rendere accessibili le strutture necessarie, come se il problema fosse una sorpresa e non una realt&agrave; nota da tempo&raquo;. Quello di Francesco Piazzolla, in arte Siffa, &egrave; un grido di dolore, quello di chi si ritrova ancora una volta davanti al mare negato.</p> <p>Siffa &egrave; un rapper barlettano, lavora nel mondo della comunicazione ed &egrave; un grande tifoso del Barletta calcio. Le note delle sue canzoni risuonano la domenica al Puttilli e grazie alle sue qualit&agrave; &egrave; riuscito ad emergere. Siffa &egrave; stato pi&ugrave; forte della sua disabilit&agrave; e con l&rsquo;associazione Vivere a 360&deg; si batte ogni giorno per i diritti di chi &egrave; pi&ugrave; debole. Quella del &ldquo;mare negato&rdquo; &egrave;, purtroppo, una storia che si ripete.</p> <p>&laquo;Anche quest&rsquo;anno - ha raccontato il giovane rapper - &egrave; arrivata l&rsquo;estate. Anche quest&rsquo;anno migliaia di persone possono andare liberamente al mare, mentre chi come me &egrave; costretto ad aspettare almeno un mese prima di poter fare un semplice bagno deve assistere, impotente, all&rsquo;ennesimo ritardo. La cosa pi&ugrave; frustrante &egrave; che questa situazione si ripete ogni anno e a pagarne le conseguenze siamo sempre noi&raquo;.</p> <p>Nell&rsquo;estate 2025 il servizio definito &laquo;Spiaggia inclusiva&raquo; part&igrave; il 19 luglio in due aree, una a Ponente e l&rsquo;altra a Levante. La situazione attuale della spiaggia di Ponente che l&rsquo;anno scorso fu attrezzata per ospitare le persone con disabilit&agrave; non lascia ben sperare.</p> <p>&laquo;Le pedane che ci sono dietro le piattaforme sono completamente sommerse. Io spero che che non si prolunghino di pi&ugrave; i tempi e non si vada oltre il mese di attesa. In questi giorni si stanno facendo preventivi per le attrezzature e si sta parlando di come adibire le spiagge. Doveva gi&agrave; essere allestita questa spiaggia qui, siamo venuti a fare un sopralluogo e non c&rsquo;&egrave; ancora niente, questo non &egrave; possibile&raquo;.</p> <p>Siffa ha poi evidenziato come ci siano &laquo;persone che lavorano senza sosta, impegnandosi in prima linea per tutelare i nostri diritti e cercare di accelerare procedure e tempi burocratici. Ma il loro impegno da solo non basta&raquo;. &laquo;Finch&eacute; le istituzioni e le amministrazioni continueranno a sottovalutare queste problematiche - ha aggiunto il giovane artista - e a non coinvolgere figure competenti e qualificate, saremo destinati a vivere la stessa ingiustizia anno dopo anno. Non stiamo chiedendo privilegi. Stiamo chiedendo ci&ograve; che dovrebbe essere garantito a tutti: il diritto di vivere il mare, l&rsquo;estate e il tempo libero come qualsiasi altro cittadino&raquo;.</p> <p>C&rsquo;&egrave; poi il problema dell&rsquo;assistenza. Oltre ad attrezzare le spiagge si dovrebbe intervenire per garantire supporto ai fruitori. &laquo;Sicuramente &egrave; un altro problema, perch&eacute; per chi come me viene al mare e non ha nessuno &egrave; un ostacolo in pi&ugrave; da affrontare. Quindi dobbiamo cercare anche di garantire questo tipo di servizio a Barletta. L&rsquo;anno scorso qualcosa si &egrave; fatto, per&ograve; bisogna massimizzare il supporto la mattina, il pomeriggio, nel weekend, perch&eacute; &egrave; fondamentale l&rsquo;assistenza per noi, altrimenti il mare non te lo puoi godere&raquo;.</p> <p>La soluzione di Siffa per evitare di ritrovarsi ogni anno davanti a questi problemi &egrave; una. &laquo;Noi come associazione Vivere a 360 siamo sempre operativi, attenti e con il Comune cerchiamo di interfacciarci ogni qualvolta c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave;. Ma al di l&agrave; della questione comuni e amministrazioni, il problema &egrave; che le riunioni non vanno fatte a maggio, vanno fatte a gennaio e febbraio, in maniera tale che a marzo si fanno i preventivi e a giugno ti trovi gi&agrave; tutto allestito&raquo;. La speranza &egrave; quindi che &laquo;il prossimo anno ci si faccia trovare pronti e che, ora, si faccia in fretta ad attrezzare le spiagge&raquo;.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Rubano un'auto e fuggono per le vie di Trani: fermati tre ragazzini tra i 10 e i 12 anni dopo un inseguimento</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003857/trani-strattonano-una-donna-per-rubarle-l-auto-due-13enni-bloccati-dopo-una-breve-fuga-si-cerca-un-terzo.html</link>
      <description>La rapina è avvenuta questa mattina in zona Sant'Angelo: la corsa si è conclusa quando l’auto rubata è finita contro un’altra vettura</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>rapina,auto,zona Sant'Angelo,Tribunale per i Minorenni</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2003857/trani-strattonano-una-donna-per-rubarle-l-auto-due-13enni-bloccati-dopo-una-breve-fuga-si-cerca-un-terzo.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:21:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un&rsquo;auto rubata, la fuga tra le strade del quartiere Sant&rsquo;Angelo e un inseguimento terminato con uno schianto. &Egrave; accaduto questa mattina a Trani, dove tre ragazzini tra i 10 e i 12 anni sono stati fermati dopo aver sottratto una vecchia Citro&euml;n parcheggiata in via Superga.&nbsp;Secondo una prima ricostruzione, dopo il furto i minori si sarebbero allontanati a bordo della vettura dando vita a un inseguimento da parte delle forze dell&rsquo;ordine, supportate anche da un elicottero. La corsa si &egrave; conclusa quando l&rsquo;auto rubata &egrave; finita contro un&rsquo;altra vettura.&nbsp;Dopo l&rsquo;impatto i tre sono scappati a piedi tentando di far perdere le proprie tracce nel quartiere. Uno dei ragazzini &egrave; stato bloccato dalla Polizia, mentre gli altri due sono stati fermati poco dopo anche grazie all&rsquo;intervento di alcuni residenti della zona. I&nbsp;minori sono stati accompagnati negli uffici del commissariato per l&rsquo;identificazione e gli accertamenti del caso. Sulla vicenda sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi da parte della polizia e della squadra mobile.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Sapevano dell’inquinamento, ma mai nessuno è intervenuto»: ecco perché l'Asi di Bari è stata commissariata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2003639/sapevano-dellinquinamento-ma-mai-nessuno-e-intervenuto-ecco-perche-l-asi-e-stata-commissariata.html</link>
      <description>Un quadro desolante quello scoperchiato dalla magistratura tranese che, sulle contromisure, ha anticipato di un soffio la Regione che stava per intervenire</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>consorzio asi,commissariamento</category>
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      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 09:33:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Scorrendo le 280 pagine del provvedimento con il quale il gip del Tribunale di Trani Lucia Altamura ha disposto il commissariamento giudiziale dell&rsquo;Asi e della societ&agrave; partecipata Asi spa, colpisce ci&ograve; che per anni, secondo la magistratura, il Consorzio avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Sin dal giugno 2002 (&laquo;e, in ogni caso, dall&rsquo;anno 2013&raquo;), per dirne una, &laquo;avrebbe dovuto chiedere una nuova autorizzazione per lo scarico delle acque di fogna bianca&raquo;. Inoltre, per dirne un&rsquo;altra, Asi spa &laquo;avrebbe dovuto prendere formalmente atto che la rete fognaria bianca&raquo; gestita dal Consorzio &laquo;era completamente abusiva&raquo;.</p> <p>Una situazione talmente grave che avrebbe dovuto portare la societ&agrave; a denunciare tutto al Consorzio. Inoltre, niente manutenzione, nessun intervento per revocare le autorizzazioni agli scarichi cos&igrave; da &laquo;impedire il successivo recapito diretto nelle acque sotterranee attraverso la rete fognaria gestita dalla medesima societ&agrave;&raquo;. Insomma, viene da chiedersi in che modo per anni siano stati gestiti Consorzio e partecipata, adesso commissariati.</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, incendio nel parcheggio dell’ospedale Dimiccoli: quattro auto danneggiate dalle fiamme</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002933/barletta-incendio-nel-parcheggio-dellospedale-dimiccoli-quattro-auto-danneggiate-dalle-fiamme.html</link>
      <description>Rogo nell’area adiacente al parcheggio riservato ai dipendenti. Nessuna persona coinvolta. Decisivo il primo intervento del personale Sanitaservice in attesa dei vigili del fuoco</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>BARLETTA,INCENDIO,OSPEDALE DIMICCOLI</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002933/barletta-incendio-nel-parcheggio-dellospedale-dimiccoli-quattro-auto-danneggiate-dalle-fiamme.html</guid>
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 18:18:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Momenti di apprensione nella giornata odierna negli spazi adiacenti al parcheggio riservato ai dipendenti dell&rsquo;ospedale Dimiccoli, dove un incendio ha interessato quattro autovetture appartenenti al personale della struttura sanitaria.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Secondo le prime informazioni, le fiamme sarebbero state appiccate nell&rsquo;area esterna adiacente al parcheggio, propagandosi rapidamente e coinvolgendo i veicoli in sosta. Non si registrano feriti n&eacute; persone coinvolte nell&rsquo;episodio.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Immediata la richiesta di intervento ai vigili del fuoco, allertati subito dopo la segnalazione del rogo. Nel frattempo, i referenti della Sanitaservice sono intervenuti tempestivamente riuscendo a contenere e spegnere le fiamme prima dell&rsquo;arrivo delle squadre di soccorso, evitando conseguenze pi&ugrave; gravi e impedendo che l&rsquo;incendio si estendesse ad altri mezzi o alle aree circostanti.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sul posto sono in corso gli accertamenti per ricostruire l&rsquo;esatta dinamica dell&rsquo;accaduto e chiarire le cause che hanno provocato il rogo. I danni risultano limitati alle quattro autovetture coinvolte.</span></p> <p><span>L&rsquo;episodio ha suscitato preoccupazione tra il personale dell&rsquo;ospedale, anche se la pronta risposta degli operatori ha consentito di gestire rapidamente l&rsquo;emergenza senza ripercussioni sulle attivit&agrave; della struttura sanitaria.</span></p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Strage dei treni, il presidente Sergio Mattarella ad Andria per il decennale della tragedia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002830/strage-dei-treni-il-presidente-sergio-mattarella-ad-andria-per-il-decennale-della-tragedia.html</link>
      <description>Il Presidente della Repubblica parteciperà alle commemorazioni del 12 luglio. Nel disastro del 2016 persero la vita 23 persone e rimasero ferite altre 58</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>mattarella,andria</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002830/strage-dei-treni-il-presidente-sergio-mattarella-ad-andria-per-il-decennale-della-tragedia.html</guid>
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 18:05:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span> Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sar&agrave; ad Andria il prossimo 12 luglio in occasione delle celebrazioni per il decimo anniversario della strage ferroviaria avvenuta sulla tratta Andria-Corato il 12 luglio 2016, una delle pi&ugrave; gravi tragedie ferroviarie della storia recente italiana.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L&rsquo;annuncio della presenza del Capo dello Stato assume un forte valore simbolico per il territorio e per le famiglie delle vittime. In quel drammatico incidente ferroviario persero la vita 23 persone, mentre altre 58 rimasero ferite, in un evento che segn&ograve; profondamente l&rsquo;intero Paese.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Non &egrave; la prima volta che Mattarella sceglie di essere vicino alla comunit&agrave; colpita dalla tragedia. Gi&agrave; all&rsquo;indomani dell&rsquo;incidente, il Presidente della Repubblica volle recarsi personalmente ad Andria per partecipare ai funerali solenni celebrati nel Palazzetto dello Sport cittadino, condividendo il dolore delle famiglie e manifestando la vicinanza delle istituzioni nazionali.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>A distanza di dieci anni, il ritorno del Capo dello Stato rappresenta un gesto di memoria e attenzione nei confronti di una ferita che resta ancora viva nella coscienza collettiva. La sua partecipazione alle commemorazioni del 12 luglio sar&agrave; l&rsquo;occasione per ricordare le vittime, rinnovare il sostegno ai familiari e ribadire il valore della sicurezza nei trasporti e della responsabilit&agrave; istituzionale.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Andria, il Tar dà ragione al Comune e mette un punto alle polemiche: «Giuste le tariffe per i gazebo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002610/andria-il-tar-da-ragione-al-comune-e-mette-un-punto-alle-polemiche-giuste-le-tariffe-per-i-gazebo.html</link>
      <description>I giudici hanno rigettato il ricorso di Unionecommercio Puglia e 12 esercenti</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>tar,dehors,Canone Unico Patrimoniale,Unionecommercio Puglia</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 14:00:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il Tar di Puglia d&agrave; ragione al Comune di Andria e chiude la lunga polemica sulle tariffe ai dehors. La sentenza arriva dopo il ricorso proposto da Unionecommercio Puglia e 12 esercizi commerciali titolari di occupazioni di suolo pubblico con strutture destinate alla somministrazione all&rsquo;aperto. In sostanza si chiedeva l&rsquo;annullamento di due provvedimenti comunali: una delibera di giunta con cui si erano approvate le tariffe e i coefficienti moltiplicatori per l&rsquo;anno 2025, ed una delibera di consiglio comunale con le modifiche al regolamento per il Canone Unico Patrimoniale.</p> <p>Per il Tar, il ricorso &egrave; infondato. Secondo il giudice amministrativo &laquo;l&rsquo;ente ha costantemente applicato, sin dall&rsquo;introduzione del canone unico nel 2021, una riduzione del 30% sulla tariffa deliberata per i dehors permanenti. Tale prassi, considerata unitamente alla manovra tariffaria complessiva, conferma l&rsquo;orientamento del Comune verso un punto di equilibrio tra le esigenze di gettito e la sostenibilit&agrave; del prelievo per gli operatori economici del settore. La complessiva condotta dell&rsquo;ente, nelle sue diverse articolazioni, configura una policy tariffaria orientata alla gradualit&agrave;, non ravvisandosi alcun intento punitivo o emulativo nei confronti della specifica categoria dei titolari di dehors&raquo;.</p> <p>Con questa sentenza termina il braccio di ferro tra il Comune ed alcuni operatori commerciali, attraverso alcune associazioni di categoria, che ritenevano di essere stati destinatari, nel febbraio 2025, di avvisi di pagamento recanti importi ritenuti sproporzionati rispetto alle annualit&agrave; precedenti. Confermate, quindi, tutte le spiegazioni gi&agrave; date durante i consigli comunali dall&rsquo;assessore alle Finanze, Pasquale Vilella. In pi&ugrave; occasione, infatti, erano state enunciate le ragioni che avevano comportato la rivisitazione delle tariffe approvate, come accaduto anche nell&rsquo;ultimo tavolo tecnico, tenutosi ad aprile 2025 con Confcommercio, Confesercenti e un rappresentante degli operatori del Contro Storico.</p> <p>Ciononostante una dozzina di operatori si &egrave; rifiutata di pagare il Canone vigente ritenendo che &laquo;la manovra tariffaria - si legge nella sentenza - avrebbe prodotto un incremento sproporzionato e irragionevole del prelievo sui dehors, utilizzando tale categoria come strumento compensativo in assenza di adeguata motivazione e nel mancato rispetto dei principi di proporzionalit&agrave; e buona amministrazione&raquo;.</p> <p>Ora la pronuncia del Tar, e prima ancora le pronunce della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado, pongono fine ad una querelle alla quale gi&agrave; il Comune aveva trovato una soluzione, con riduzione del 30%, come ricordato dal giudice.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio Scavo, l'appello del titolare del Divine Club alla Procura: «Dissequestrate il locale, così rischio il fallimento»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002378/omicidio-scavo-l-appello-del-titolare-del-divine-club-alla-procura-dissequestrate-il-locale-cosi-rischio-il-fallimento.html</link>
      <description>Parla Roberto Maggialetti, proprietario della discoteca di Bisceglie dove, lo scorso 19 aprile, si è consumato il delitto di mafia: «Non vogliamo intralciare il lavoro degli inquirenti, ma stiamo vivendo un dramma»</description>
      <author>luca natile</author>
      <category>Roberto Maggialetti,divine club,filippo scavo</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Le prime vittime di questa guerra di mafia siamo noi. La nostra azienda, le decine di persone che lavorano per preparare, seguire, curare le tantissime iniziative ideate o che trovano ospitalit&agrave; al Divine Club. Dopo quasi un mese e mezzo da quel tragico evento, la nostra azienda si trova sotto sequestro preventivo. Siamo ancora addolorati e profondamente turbati da quel fatto di sangue consumato nel nostro locale ma che avrebbe potuto accadere ovunque. Siamo completamente estranei a quella terribile vicenda e alle persone coinvolte. Ma purtroppo ne stiamo pagando il prezzo, altissimo. Un paralisi cos&igrave; lunga della nostra attivit&agrave; ne mette a rischio la stessa sopravvivenza. Siamo vittime e rischiamo di pagare un prezzo altissimo&raquo;. Roberto Maggialetti &egrave; il direttore e proprietario del Divine Club di Bisceglie. Dopo l'omicidio del 43enne Filippo Scavo, ucciso a colpi di pistola all'interno della sala da ballo, nella notte tra il 18 e il 19 aprile, sul Divine ci sono i sigilli del sequestro preventivo eseguito il 20 aprile.</p> <p>Alla Procura della Repubblica l&rsquo;avvocato Graziana Valente (studio legale TmdpLex) che tutela gli interessi di Maggialetti, ha presentato mercoled&igrave; scorso una istanza di revoca del sequestro preventivo. &laquo;Una richiesta &ndash; spiega Maggialetti &ndash; con la quale non vogliamo creare alcun tipo di intralcio al lavoro degli inquirenti, ai quali, sin dal primissimo momento abbiamo offerto la pi&ugrave; assoluta collaborazione. Il loro lavoro &egrave; importantissimo e molto delicato ma crediamo altres&igrave; che a distanza di oltre un mese ragionevolmente potrebbero ritenersi terminati e completamente esperiti gli accertamenti e le attivit&agrave; di rilievo tecnico-scientifico e di repertamento. Mantenere i sigilli comporta per noi una serie di gravissimi problemi economici, imprenditoriali e reputazionali che stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della nostra attivit&agrave;. Vi prego di capire che stiamo vivendo un dramma e che se la chiusura si potrarr&agrave; ancora per molto tempo non avremo altra scelta che portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento&raquo;. Sono infatti numerose le date gi&agrave; programmate, contrattualizzate e pubblicizzate che il Divine club , suo malgrado ha dovuto annullare o rinviare a causa dell&rsquo;impossibilit&agrave; di utilizzare l&rsquo;immobile sotto sequestro.</p> <p>&laquo;Siamo realmente appesi ad un filo. &ndash; prosegue Maggialetti- Una attivit&agrave; come la nostra non pu&ograve; rimanere chiusa per un tempo cos&igrave; lungo, all&rsquo;inizio dell&rsquo;estate, la stagione pi&ugrave; importante e senza poter avere un orizzonte chiaro e definito. Ci sono degli eventi oramai compromessi, date con artisti internazionali che non potremo pi&ugrave; recuperare. Abbiamo dovuto rinunciare ad ospitare due importanti convention di aziende come la Deloitte, societ&agrave; di consulenza e la Cab la nota rete di sportelli per assistenza nella scelta di luce, gas, telefonia. Quasi duemila persone. Tutto questo vuol dire lavoratori che restano a casa, dal personale amministrativo, ai commessi, ai tecnici. Vuol dire stipendi in arretrato. Noi viviamo dei nostri guadagni, degli introiti che derivano dalla organizzazione di serate danzanti, spettacoli, convegni. Senza contare la ricaduta sul territorio, la paralisi dell&rsquo;indotto. Quella del divertimento e della accoglienza &egrave; una industria che coinvolge, come nel nostro caso, decine e decine di persone&raquo;</p> <p>&laquo;Siamo vittime innocenti di mafia - incalza Maggialetti - E comunque siamo gi&ograve; in grado di rafforzare il sistema di sicurezza all&rsquo;interno attraverso l&rsquo;utilizzo di metal detector su tutti gli ingressi e il potenziamento della videosorveglianza con riconoscimento facciale, oltre al continuo coordinamento con le forze dell&rsquo;ordine&raquo;.&nbsp;</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio al Divine di Bisceglie, il quarto uomo preso anche grazie a un articolo della «Gazzetta»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002375/omicidio-al-divine-di-bisceglie-il-quarto-uomo-preso-anche-grazie-a-un-articolo-della-gazzetta.html</link>
      <description>Il 22enne incensurato Filippo Di Vittorio avrebbe aperto la porta di sicurezza ai killer di Filippo Scavo: i suoi parenti lo hanno identificato da una foto di un articolo in cui era indicato come «Ignoto 2»</description>
      <author>Luca Natile</author>
      <category>filippo scavo,francesco di vittorio,clan capriati</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2002375/omicidio-al-divine-di-bisceglie-il-quarto-uomo-preso-anche-grazie-a-un-articolo-della-gazzetta.html</guid>
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:27:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il quarto uomo. Nell&rsquo;elenco del gruppo di fuoco che nella notte tra il 18 e il 19 aprile, ha ammazzato nel priv&egrave; della discoteca Divine Club, Filippo Scavo, 42 anni, alias &laquo;Uecchione&raquo;, picciotto d&rsquo;onore del mandamento di Carbonara degli Strisciuglio, uno che &laquo;comandava&raquo; gli spacciatori e che &laquo;portava i pacchi&raquo;, gi&agrave; portaborse per Sigismondo Strisciuglio detto &laquo;la Luna&raquo; e braccio destro del ras Carlo Alberto Baresi, mancava un nome.</p> <p>Secondo la ricostruzione dei detective del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Trani, che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, il quarto uomo dopo Dylan Capriati, 23 anni (figlio di Mimmo assassinato a Japigia nel 2018), Aldo Lagioia, coratino di 22 anni e Nicola Morelli, 21 anni, sarebbe stato il modugnese Francesco Di Vittorio, 22 anni, incensurato, accusato alla stregua dei presunti compari, di &laquo;omicidio in concorso morale e materiale, aggravato dal metodo e dell&rsquo;agevolazione mafiosa&raquo;.</p> <p>I pubblici ministeri antimafia Bruna Manganelli, Marco d&rsquo;Agostino e il procurato aggiunto della Dda Giuseppe Gatti, che hanno firmato il decreto di fermo, sostengono che il giovane Di Vittorio esattamente alle 3.52 della notte tra sabato 18 e domenica 19, mentre Scavo, dopo essersi allontanato per un bisogno fisiologico, rientrava nel priv&egrave; del Divine, avrebbe spalancato la porta in ferro dell&rsquo;ingresso D della discoteca dando cos&igrave; il via libera (su segnalazione del terzo complice Nicola Morelli) alla irruzione armata di Dylan Capriati e Aldo Lagioia che hanno sparato nel momento in cui la discoteca era piena come un otre.</p> <p>Stando alla versione degli investigatori, una volta ammazzato Scavo, i due sicari, ancora con le armi in pugno sarebbero andati via dalla Divine a bordo di una Lancia Y guidata da Francesco Di Vittorio.</p> <p>Dal provvedimento di fermo emerge che Di Vittorio, dopo aver aperto l&rsquo;ingresso D, si sarebbe soffermato sulla soglia per guardarsi bene intorno e controllare se qualcuno aveva assistito alla scena. Dopo &laquo;l&rsquo;ammazzatina&raquo; sarebbe stato lui il primo ad uscire dal locale, facendo strada ai due sicari armati. Il suo compito non sarebbe stato solo quello di fare da paolo ma anche da &laquo;driver&raquo; da autista. Cos&igrave; avrebbe guidato l&rsquo;utilitaria fino a Corato, lasciando Lagioia sotto caso e facendo la stessa cosa con Capriati a Bari.</p> <p>Non basta, il 22enne residente a Modugno - sempre secondo la ricostruzione degli investigatori - nei giorni a seguire avrebbe avvicinato due testi (uno aveva preso a noleggio la Y in uso al Di Vittorio), poco prima della loro deposizione, per convincerli a negare ogni rapporto con lui.</p> <p>Tra gli atti prodotti dalla Dda ci sono anche le intercettazioni di alcuni dialogo tra parenti del Di Vittorio che documentano la loro reazione dopo aver letto articoli giornalistici pubblicati sul sito della &laquo;Gazzetta del Mezzogiorno&raquo; (<a href="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1981869/bari-telecamere-e-testimoni-coraggiosi-cosi-hanno-trovato-i-killer-di-filippo-scavo.html">questo in particolare &egrave; riportato nel decreto della Dda)</a> e osservato dei fermo-immagine riprese dalle telecamere di sicurezza del Divine la notte dell&rsquo;omicidio, nelle quali di distinguevano chiaramente Dylan Capriati e Lagioia (arrestati il giorno prima), insieme ad altri amici di comitiva. Tra questi avrebbero riconosciuto il loro giovane parente, inizialmente non identificato dagli inquirenti e classificato nelle immagini come &laquo;ignoto 2&raquo;.</p> <p>Questo il dialogo: &laquo;Ma hai visto la foto? Hai visto l&rsquo;ignoto di sinistra?&raquo; chiede uno dei parenti del ragazzo. L&rsquo;altro gli risponde &laquo;S&igrave; ma stai zitto, non posso dire al telefono. Ho visto anche quello di destra, tutti li ho visti..&raquo; sulla Gazzetta. Una intercettazione che &egrave; diventata uno dei tasselli centrali nella caccia dei carabinieri ai (presunti) complici del commando. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato per questa mattina, venerd&igrave; 5, presso la casa circondariale di Bari l&rsquo;udienza di convalida del fermo.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Canosa, ragazzo scappa al posto di blocco perde il controllo della moto e si ferisce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001440/canosa-ragazzo-scappa-al-posto-di-blocco-perde-il-controllo-della-moto-e-si-ferisce.html</link>
      <description>Fermato intanto l’uomo che aggredì l’anziano finito in Rianimazione. Un’intera città in ansia per le condizioni del 19enne coinvolto in un incidente stradale e del 77enne aggredito per strada</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>canosa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001440/canosa-ragazzo-scappa-al-posto-di-blocco-perde-il-controllo-della-moto-e-si-ferisce.html</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 15:39:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Due canosini che lottano per la vita, dopo essere stati al centro di altrettanti episodi di cronaca. Un&rsquo;intera citt&agrave; in ansia per le condizioni del 19enne coinvolto in un incidente stradale e del 77enne aggredito per strada.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">NON SI FERMA ALL&rsquo;ALT</span></strong> <span class="GN4_post">E&rsquo; ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Bari, il 19enne che lo scorso marted&igrave; 2 giugno si &egrave; schiantato con il proprio ciclomotore, dopo essere stato inseguito dai Carabinieri. Il giovane incensurato era stato notato dai militari mentre guidava allegramente il proprio veicolo nelle vie centrali della citt&agrave;, nel pomeriggio intorno alle ore 18. Inevitabile l&rsquo;invito dei Carabinieri ad accostarsi per un controllo, ma il giovane conducente dello scooter ha preferito non fermarsi all&rsquo;Alt e proseguire. </span></p> <p>Ne &egrave; scaturito un inseguimento per le vie di Canosa, concluso contro i paletti che delimitano l&rsquo;accesso a via Dei Platani. L&rsquo;impatto &egrave; stato tremendo e fin da subito le condizioni del ragazzo sono apparse gravi ai soccorritori del 118. Trasportato al Bonomo di Andria in codice rosso, si &egrave; reso necessario il suo trasferimento al Policlinico di Bari. Il mezzo &egrave; stato sequestrato, mentre le indagini sono affidate alla Polizia Locale, intervenuta sul posto per i rilievi del caso.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">FERMATO L&rsquo;AGGRESSORE</span> </strong><span class="GN4_post"> Restano stazionarie ma giudicate sempre gravi, le condizioni del 77enne canosino ricoverato nel reparto di rianimazione dell&rsquo;ospedale &ldquo;Bonomo&rdquo; di Andria a seguito di una violenta discussione degenerata in aggressione, avvenuta sabato sera a Canosa. Gli agenti del commissariato di Polizia avrebbero individuato l&rsquo;aggressore grazie anche alle immagini di sorveglianza della zona. Si tratta di un 55enne con precedenti di polizia, sottoposto nelle scorse ore a fermo con l&rsquo;accusa di lesioni gravi. Il fermo &egrave; stato emesso dalla autorit&agrave; giudiziaria per scongiurare il pericolo di fuga dell&rsquo;indagato. </span></p> <p>Secondo quanto emerso finora, il fatto era avvenuto intorno alle 20.45 di sabato scorso nella centralissima piazza Vittorio Veneto. La vittima ha discusso a lungo con una persona che, dopo l&rsquo;aggressione, &egrave; fuggito. Non si sa se le ferite riportate alla testa dal 77enne sono la conseguenza di un colpo ricevuto dal suo aggressore, o sono state provocate dopo dalla rovinosa caduta.</p> <p>I primi ad intervenire sono stati gli uomini della Vegapol di Canosa che hanno trovato l&rsquo;uomo riverso in una pozza di sangue. Allertato il 118, il 77enne era stato poi trasportato d&rsquo;urgenza al nosocomio di Andria per un trauma cranico. Dalle prime ipotesi emerse, sembra che alla base della violenta azione ci possano essere screzi personali tra i due protagonisti.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>PalaMarchiselli, dietrofront a Barletta: i fondi non ci sono, il Comune punta al bando statale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001439/palamarchiselli-a-barletta-fa-dietro-front-i-fondi-comunali-non-ci-sono-il-comune-punta-al-bando-statale.html</link>
      <description>Il palazzetto è chiuso da due anni e necessita di lavori strutturali. Palazzo di Città candida il progetto di demolizione e ricostruzione al bando “Sport e Periferie 2026”. Servono 1,5 milioni</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,palamarchiselli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2001439/palamarchiselli-a-barletta-fa-dietro-front-i-fondi-comunali-non-ci-sono-il-comune-punta-al-bando-statale.html</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 15:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Niente pi&ugrave; fondi comunali, per la rinascita del PalaMarchiselli ora si punta ad un finanziamento statale. La storia infinita si arricchisce di un nuovo capitolo. Lo scorso 28 maggio la giunta comunale ha approvato un documento di indirizzo alla progettazione per l&rsquo;abbattimento e la ricostruzione dello storico impianto di via Dante Alighieri. L&rsquo;atto si &egrave; reso necessario per candidare il progetto al bando denominato &ldquo;Sport e Periferie - Anno 2026&rdquo;, promosso del Dipartimento per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei</p> <p>Ministri per favorire lo sviluppo di infrastrutture sportive e l&rsquo;inclusione sociale, il benessere e la coesione delle comunit&agrave; locali.</p> <p>Tra i progetti candidabili ci sono anche quelli che prevedono la demolizione e la ricostruzione di un impianto sportivo, proprio come nel caso del PalaMarchiselli. Il finanziamento richiesto dal comune &egrave; di un milione e mezzo di euro, cui andranno aggiunti 225mila euro di cofinanziamento. Quella di candidare il progetto al bando statale &egrave; una scelta che arriva, per certi versi, in modo sorprendente. Nel novembre 2025, infatti, l&rsquo;amministrazione comunale annunciava la decisione di stanziare un milione e mezzo di euro di fondi comunali per il recupero del PalaMarchiselli, chiuso per inagibilit&agrave; dal febbraio 2024 a causa di problemi di staticit&agrave;.</p> <p>Tali risorse erano inizialmente destinate al recupero del complesso monumentale dell&rsquo;ex distilleria e sarebbero dovute passare al palasport tramite ratifica di una variazione di bilancio in consiglio comunale. Questa ratifica non &egrave; arrivata e il milione e mezzo &egrave; tornato a disposizione dell&rsquo;amministrazione.</p> <p>La pubblicazione, lo scorso 18 maggio, del bando Sport e Periferie, ha spinto palazzo di citt&agrave; a spostare la somma destinata al PalaMarchiselli ad interventi urgenti come la realizzazione del nuovo ossario del cimitero ed il cofinanziamento per la piscina comunale di via Velasquez, il cui completamento appare imminente.</p> <p>Questa decisione allunga inevitabilmente i tempi ed aggiunge un nuovo capitolo ad una storia gi&agrave; lunghissima. Un anno dopo la chiusura per inagibilit&agrave; della struttura di via Dante, infatti, era il 18 marzo 2025, fu approvato un primo Dip da candidare ad un avviso pubblico della Regione Puglia per la selezione di proposte progettuali per la messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici ubicati nelle aree maggiormente a rischio. Nell&rsquo;agosto 2025, per&ograve;, la proposta progettuale presentata &egrave; stata dichiarata ammissibile ma non finanziabile per esaurimento fondi. Incassato il &ldquo;no&rdquo; della Regione Puglia, l&rsquo;amministrazione si era rimessa al lavoro per trovare una nuova soluzione e dopo aver vagliato anche l&rsquo;ipotesi del credito sportivo aveva deciso di destinare all&rsquo;intervento risorse comunali. Quella scelta ora &egrave; venuta meno ed il nuovo obiettivo &egrave; quello di ottenere risorse statali.</p> <p>Contestualmente alla ricerca di fondi, l&rsquo;amministrazione sta lavorando anche per far s&igrave; che spazi e dimensioni della nuova struttura garantiscano il pieno rispetto delle prescrizioni del Coni e delle federazioni sportive interessate. Per farlo si &egrave; resa necessaria una migliore distribuzione degli spazi progettuali e si &egrave; dovuto occupare anche delle superfici confinanti, rivenienti dalla cessione di aree standard urbanistiche di un intervento edificatorio che si trova proprio adiacente alla propriet&agrave; comunale. Attualmente sono in corso le procedure di frazionamento delle particelle catastali e il perfezionamento delle cessioni tra il Comune e i privati confinanti. Si lavora, quindi, su pi&ugrave; fronti, ma per il nuovo PalaMarchiselli ci sar&agrave; da attendere.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Andria, sei capannoni abusivi e operai irregolari: Gdf sequestra azienda di marmi e denuncia il titolare</title>
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      <description>Per reati ambientali e abusi edilizi: sotto sequestro discariche abusive, fanghi industriali, gasolio agricolo e una villetta senza autorizzazioni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andria,marmi</category>
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      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:00:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Pietre e marmi lavorati in assenza di autorizzazioni da operai irregolari in capannoni risultati abusivi. &Egrave; quanto scoperto ad Andria dalla guardia di finanza che ha denunciato il titolare della ditta di marmi, per reati ambientali e abusi edilizi, e sequestrato l&rsquo;intera area. Nello specifico i sigilli riguardano sei capannoni in ferro e lamiere estesi per circa 750 metri quadrati, tutti risultati senza permesso in cui venivano lavorati &laquo;marmi e pietre in assenza di qualsiasi misura sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro&raquo;, spiegano i finanzieri in una nota evidenziando che &laquo;lo spogliatoio degli operai era stato allestito in un container" mentre &laquo;il bagno era stato realizzato in lamiera&raquo;.</p> <p>A supportare i controlli dei militari &egrave; stato il personale dello Spesal della Asl Bat. Sotto sequestro sono finiti anche un piazzate da 10mila metri quadrati pavimentati senza autorizzazioni, due discariche abusive di poco meno di 600 metri quadrati, in cui sarebbero stati sversati gli scarti di lavorazione, e un vascone in cui sarebbero stati accumulati fanghi e liquami che in parte sarebbero finiti su terreno vicino &laquo;non coibentato, con conseguente contaminazione del suolo e verosimilmente della falda acquifera&raquo;, prosegue la nota in cui si sottolinea che sono stati trovati e sequestrati anche duemila litri di gasolio agricolo &laquo;detenuto in assenza di titoli e autorizzazioni&raquo; e una villetta di 200 metri quadrati &laquo;completamente abusiva&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Crac Modus a Pescara, chiesto il processo per 12 persone: c’è anche il barlettano Delvecchio. «Sono totalmente estraneo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999848/crac-modus-a-pescara-chiesto-il-processo-per-12-persone-ce-anche-il-barlettano-delvecchio.html</link>
      <description>Il commercialista è accusato di bancarotta fraudolenta in relazione alla società fallita nel 2012. Udienza preliminare il 19 giugno</description>
      <category>enzo delvecchio,irccs castellana grotte</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; in programma il 23 giugno davanti al gup del Tribunale di Pescara, Giovanni de Rensis, l&rsquo;udienza preliminare a carico di 12 persone per il crac della Modus. Tra loro anche Enzo Delvecchio, 53 anni, commercialista ed ex presidente del Consiglio comunale di Barletta.</p> <p>Modus Fm si occupava di fornitura di energia e facility management. Delvecchio (difeso dall'avvocato Gaetano Sassanelli di Bari) risponde con altri di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali per il fallimento della Modus Fm, dichiarata fallita il 7 febbraio 2020. Secondo la Procura di Pescara, il commercialista avrebbe gestito la societ&agrave; in una fase critica, alternandosi alla guida con altri amministratori. Ma l'interessato smentisce:&nbsp;&laquo;Dimostrer&ograve; di non avere avuto alcun ruolo nelle condotte che mi vengono contestate&raquo;.</p> <p>Nel fascicolo sono contestati anche reati fiscali (il mancato pagamento di imposte e contributi negli anni dal 2011 al 2019). Nel procedimento compare anche l&rsquo;ex parlamentare di Forza Italia Antonio Martino, ritenuto dagli inquirenti figura centrale nella vicenda insieme al socio Giuseppe Marucci. A loro vengono contestate operazioni distrattive per milioni di euro, tra cui trasferimenti di risorse verso societ&agrave; collegate e utilizzi ritenuti non coerenti con le finalit&agrave; aziendali.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Dopo il Jova Beach Party Barletta dice stop ai concerti in spiaggia: «Così ci prendiamo cura delle dune»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2000172/dopo-il-jova-beach-party-barletta-dice-stop-ai-concerti-in-spiaggia-cosi-tuteliamo-le-dune.html</link>
      <description>L’amministrazione comunale ha aderito al progetto nazionale Life Alexandro promosso da Legambiente, finalizzato alla conservazione del fratino e degli habitat costieri sabbiosi e dunali</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,custode del fratino</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2000172/dopo-il-jova-beach-party-barletta-dice-stop-ai-concerti-in-spiaggia-cosi-tuteliamo-le-dune.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 05:01:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Niente pi&ugrave; concerti sulla spiaggia della litoranea di Ponente: Barletta &egrave; pronta a diventare citt&agrave; &laquo;Custode del fratino&raquo;. L&rsquo;amministrazione comunale ha aderito al progetto nazionale Life Alexandro promosso da Legambiente e recentemente finanziato dalla comunit&agrave; europea.</p> <p>Life Alexandro &egrave; finalizzato alla conservazione del fratino e degli habitat costieri sabbiosi e dunali e parte dall&rsquo;assunto che il fratino rappresenta una specie particolarmente vulnerabile al disturbo antropico, alla pulizia meccanica delle spiagge, alla presenza di animali domestici non controllati e ai processi di artificializzazione costiera. Il protocollo d&rsquo;intesa prevede l&rsquo;adozione di misure concrete di gestione sostenibile delle spiagge e di protezione dei siti di nidificazione.</p> <p>Tra gli impegni previsti per il comune c&rsquo;&egrave; quello di evitare l&rsquo;organizzazione di eventi (concerti, festival, sagre, manifestazioni sportive, gare motoristiche quali motocross o attivit&agrave; analoghe) nelle aree idonee alla nidificazione della specie durante il periodo riproduttivo (indicativamente marzo&ndash;luglio); sottoporre eventuali eventi a una valutazione preventiva in relazione alla presenza di habitat sensibili e siti di nidificazione; individuare, ove necessario, aree alternative a minor impatto ambientale per lo svolgimento delle manifestazioni; adottare misure di mitigazione quali limitazione delle emissioni acustiche e luminose, riduzione del calpestio nelle aree dunali, divieto di transito di mezzi motorizzati sulle spiagge; garantire il ripristino dello stato dei luoghi al termine degli eventi.</p> <p>L&rsquo;area dove attualmente avviene la nidificazione del fratino (le prime uova si sono schiuse all&rsquo;inizio dello scorso mese di aprile) ha ospitato le edizioni 2019 e 2022 del Jova Beach Party. La scorsa estate, dopo una lunga polemica tra Legambiente e l&rsquo;amministrazione comunale si &egrave; arrivati ad un&rsquo;intesa che ha portato allo spostamento dell&rsquo;edizione 2026 dello show di Jovanotti in altra area, quella dell&rsquo;ex cartiera in via Trani. A proposito delle prima uova di fratino, la nuova nidificazione &egrave; uno dei risultati del lavoro avviato con il protocollo promosso da Legambiente - Sigea e sottoscritto nel 2024 dall&rsquo;amministrazione comunale. Un percorso sulla formazione e tutela delle dune che mira a rallentare l&rsquo;erosione costiera ricreando, di fatto, l&rsquo;habitat ideale per il piccolo trampoliere.</p> <p>La sottoscrizione di Life Alexandro porta una novit&agrave; anche per questo protocollo. Il Comune ha, infatti, ritenuto opportuno coordinare le tempistiche delle attivit&agrave; del nuovo progetto, della durata di cinque anni e quindi valido sino al giugno 2031, con quelle del protocollo d&rsquo;intesa per ripristino e rinaturalizzazione dei cordoni dunari in scadenza a maggio del 2027. Per questo motivo, anche quest&rsquo;ultimo avr&agrave; scadenza nel 2031. Oltre al comune, toccher&agrave; anche a Legambiente assumere degli impegni per la buona applicazione del protocollo. L&rsquo;associazione ambientalista dovr&agrave;: fornire supporto tecnico-scientifico al Comune; mettere a disposizione linee guida operative e strumenti di gestione; coordinare le attivit&agrave; di monitoraggio della specie; promuovere e valorizzare le azioni intraprese dal Comune attraverso i canali di comunicazione del progetto e, come detto, assegnare al Comune il riconoscimento di &laquo;Custode del Fratino&raquo;, garantendone adeguata visibilit&agrave;.</p> <p>&laquo;Barletta - ha spiegato il presidente del circolo cittadino di Legambiente, Raffaele Corvasce - &egrave; tra i centri che da pi&ugrave; tempo si sta battendo per la tutela di questo piccolo trampoliere. Saremo il primo comune d&rsquo;Italia ad avere il vessillo di comune custode del fratino. Si tratta di un riconoscimento che viene dato alla citt&agrave; perch&egrave; l&rsquo;amministrazione si &egrave; impegnata negli anni a seguire le indicazioni per tutelare il loro habitat naturale. Questo premio rende merito al nostro circolo e accende i riflettori su un&rsquo;azione a tutela della costa che in questo momento ha pochi eguali in Italia&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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