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    <title>CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di BARLETTA ANDRIA TRANI: ultime notizie e news di oggi di Barletta, Andria e Trani in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>Andria, uomo morto dopo aver mangiato carne cruda: indagini su possibile contaminazione da listeria. Nel mirino una macelleria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1947775/andria-uomo-morto-dopo-aver-mangiato-carne-cruda-indagini-su-possibile-contaminazione-da-listeria-nel-mirino-una-macelleria.html</link>
      <description>La Procura di Trani apre un’inchiesta. Verifiche su alimenti e attività commerciali, nesso causale ancora da accertare</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andria,listeria,indagini,asl bt</category>
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      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 20:22:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="283" data-end="617">&Egrave; al vaglio della Procura di Trani il caso di un paziente deceduto lo scorso 9 marzo in ospedale ad Andria sul quale emergono elementi riconducibili a una possibile infezione da Listeria monocytogenes. L&rsquo;uomo, affetto da diverse patologie pregresse e con un quadro clinico complesso, avrebbe mangiato della carne cruda ed &egrave; poi deceduto durante il ricovero nel nosocomio andriese.</p> <p data-start="619" data-end="839">Secondo quanto si apprende, la magistratura ha avviato accertamenti per chiarire le circostanze dell&rsquo;infezione e le eventuali cause del decesso, senza che al momento sia stato stabilito un legame diretto con il batterio.</p> <p data-start="841" data-end="1108">La presenza di listeria sarebbe stata riscontrata nel corso di controlli successivi al decesso. Tuttavia, non esiste ancora alcuna conferma di una correlazione tra l&rsquo;infezione e il consumo di alimenti contaminati, ipotesi che resta al centro delle verifiche in corso.</p> <p data-start="1110" data-end="1553">Nel frattempo &egrave; scattata una vasta operazione di controllo sul territorio da parte del Servizio di igiene degli alimenti di origine animale della Asl Bt, con il supporto dei carabinieri del Nas. I tecnici del Dipartimento di Prevenzione stanno effettuando campionamenti in macellerie e negozi di alimentari, alcuni dei quali sono stati temporaneamente sospesi a scopo precauzionale, per consentire le operazioni di verifica microbiologica.</p> <p data-start="1555" data-end="1822">Nel mirino degli accertamenti sarebbe finita anche una macelleria del territorio, ma gli inquirenti attendono gli esiti delle analisi per verificare l&rsquo;eventuale corrispondenza tra il ceppo batterico isolato nel paziente e quello eventualmente rilevato negli alimenti.</p> <p data-start="1824" data-end="2068">Al momento, spiegano fonti investigative, non vi &egrave; alcuna certezza su un collegamento causale tra il batterio e il decesso. Le analisi richiederanno tempi lunghi: per avere riscontri definitivi potrebbero essere necessarie diverse settimane. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, proseguono per ricostruire la possibile origine della contaminazione e verificare ogni passaggio della filiera alimentare eventualmente coinvolta.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Rifiuti sparsi in giro e palazzo imbrattato, a Barletta, il nuovo «gioco» dei vandali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1947366/rifiuti-sparsi-in-giro-e-palazzo-imbrattato-a-barletta-il-nuovo-gioco-dei-vandali.html</link>
      <description>Sacchetti della raccolta differenziata lanciati come se fossero oggetti da gioco e rifiuti sparsi ovunque. È lo scenario davanti al quale, nella notte di martedì, si sono ritrovati i residenti del cosiddetto palazzo ponte, nella zona 167</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>vandalismo,zona 167</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1947366/rifiuti-sparsi-in-giro-e-palazzo-imbrattato-a-barletta-il-nuovo-gioco-dei-vandali.html</guid>
      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 14:02:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un &laquo;gioco&raquo; che nasconde una azione vandalica vera e propria. Sacchetti della raccolta differenziata lanciati come se fossero oggetti da gioco e rifiuti sparsi ovunque. &Egrave; lo scenario davanti al quale, nella notte di marted&igrave;, si sono ritrovati i residenti del cosiddetto palazzo ponte, nella zona 167.</p> <p>L&rsquo;accaduto non &egrave; passato inosservato agli occhi del comitato di quartiere che ha denunciato quanto avvenuto con una dura nota. &laquo;Un gruppo di ragazzi - hanno affermato i referenti Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella - ha trasformato un&rsquo;area pubblica in un teatro di incivilt&agrave;, lanciandosi addosso sacchetti della raccolta differenziata &ndash; plastica e metalli &ndash; come fossero oggetti da gioco. Il risultato &egrave; stato uno scempio: rifiuti sparsi ovunque, marciapiedi imbrattati e l&rsquo;area adiacente alla zona giochi del cosiddetto palazzo ponte ridotta a una discarica a cielo aperto. Un gesto irresponsabile che colpisce non solo il decoro urbano, ma anche il rispetto verso l&rsquo;intera comunit&agrave; che quel quartiere lo vive ogni giorno&raquo;.</p> <p>A ristabilire la situazione di normalit&agrave; &egrave; stato l&rsquo;intervento della Polizia Locale. &laquo;Un cittadino residente, assistendo alla scena, non &egrave; rimasto indifferente. Ha immediatamente contattato la Polizia Locale, che - hanno raccontato Di Bari e Patella - &egrave; intervenuta nel giro di circa quindici minuti. Purtroppo, all&rsquo;arrivo degli agenti, i responsabili si erano gi&agrave; dileguati, ma resta il valore di un comportamento che rappresenta un esempio concreto di cittadinanza attiva&raquo;.</p> <p>Per il comitato &laquo;episodi come questo non possono essere scaricati su altri: qui la responsabilit&agrave; &egrave; chiara, ed &egrave; tutta nel deficit di senso civico che, purtroppo, si manifesta sempre pi&ugrave; frequentemente, soprattutto tra i pi&ugrave; giovani. Non si tratta di mancanza di servizi, ma di mancanza di rispetto. Rispetto per gli spazi comuni, per chi vive il quartiere, per chi ogni giorno si impegna a mantenerlo dignitoso&raquo;.</p> <p>Alla luce di questo, Di Bari e Patella hanno condannato con fermezza quanto accaduto lanciando un appello. &laquo;Serve una rete di cittadini responsabili, attenti e pronti a intervenire &ndash; segnalando, denunciando, non voltandosi dall&rsquo;altra parte. Solo cos&igrave; si possono contrastare questi comportamenti e contribuire a far s&igrave; che episodi del genere vengano individuati e, auspicabilmente, sanzionati. Il quartiere &egrave; di tutti. Difenderlo - hanno concluso dal comitato - &egrave; un dovere condiviso&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Scontro tra due auto sulla Andria-Bisceglie: morto conducente 81enne, illeso un 55enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1947252/scontro-tra-due-auto-sulla-andria-bisceglie-morto-conducente-81enne-illeso-un-55enne.html</link>
      <description>L'incidente all’altezza di contrada Casa rossa a Trani: sul posto oltre al personale del 118, ci sono i carabinieri del Nucleo radiomobile di Trani che indagano sulla dinamica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incidente,81enne morto,trani</category>
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      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 12:09:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 81 anni &egrave; morto questa mattina in un incidente stradale avvenuto sulla provinciale 13 che collega Andria a Bisceglie, all&rsquo;altezza di contrada Casa rossa a Trani. La vittima era alla guida di una delle due auto coinvolte che, per cause da accertare, si sono scontrate. Secondo quanto si apprende, il 55enne alla guida dell&rsquo;altro mezzo coinvolto nell&rsquo;impatto non avrebbe riportato ferite. Sul posto, oltre al personale del 118, ci sono i carabinieri del Nucleo radiomobile di Trani che indagano sulla dinamica.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Maltempo, riprese le ricerche dell'auto caduta nel Trigno. L'Anas: «È passata mentre il ponte era chiuso». Trovata la targa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/primo-piano/1947038/maltempo-si-cerca-ancora-l-auto-inghiottita-dal-crollo-del-ponte-sul-trigno-cresce-l-ansia-per-il-biscegliese-domenico-racanati.html</link>
      <description>Erano due le auto in transito al momento del crollo del ponte, ma il tratto di strada era stato chiuso già dal 1° aprile. Il marittimo biscegliese Domenico Racanati era in viaggio verso Ortona: i familiari hanno lanciato l'allarme</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>crollo ponte,domenico racanati</category>
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      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:48:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono riprese all&rsquo;alba di oggi 3 aprile le ricerche dell&rsquo;auto che sarebbe caduta nel vuoto del ponte crollato sul fiume Trigno. In mare un&rsquo;unit&agrave; della Guardia Costiera, al di sotto del ponte crollato, i sommozzatori dei Vigili del Fuovo. C&rsquo;&egrave; la denuncia di scomparsa presentata dalla famiglia di Domenico Racanati, 53 anni, del quale non si hanno notizie da ieri 2 aprile. L&rsquo;uomo era diretto verso Ortona e viaggiava a bordo di una Fiat Bravo color champagne che - a quanto dice l'Anas - potrebbe essere passata quando la strada era gi&agrave; stata chiusa per il pericolo crollo.</p> <p>Intanto, &egrave; stata trovata dai vvf la targa dell&rsquo;auto caduta nel fiume a causa.&nbsp;La targa &egrave; stata individuata sotto il troncone di ponte finito del fiume. Sono concentrate in quella zona le attivit&agrave; dei soccorritori mentre la Capitaneria di Porto di Termoli con una motovedetta sta monitorando il mare alla foce del fiume Trigno. Intanto sono lievemente migliorate le condizioni meteo con la diminuzione delle piogge. &laquo;La situazione complessiva sul territorio sta tornando gradualmente alla normalit&agrave;, sia alla Marina di Montenero di Bisaccia, che sulle altre strade del paese&raquo; fa sapere il Comune.&nbsp;</p> <p>Gioved&igrave; sera i familiari di Racanati, preoccupati per l&rsquo;assenza di contatti, hanno diffuso un appello sui social, chiedendo a chiunque abbia visto l&rsquo;uomo o l&rsquo;auto di fornire informazioni. L&rsquo;appello &egrave; stato condiviso rapidamente, mentre le forze dell&rsquo;ordine stanno verificando ogni elemento utile. L'uomo, un marittimo, era spesso in Molise e stava andando verso Ortona dove lavora con il fratello. Al momento comunque non esiste un collegamento ufficiale tra la scomparsa dell&rsquo;uomo e il veicolo disperso nel Trigno, ma le ricerche in corso tengono aperte tutte le ipotesi. Le autorit&agrave; stanno lavorando su pi&ugrave; fronti, incrociando segnalazioni, movimenti registrati e possibili avvistamenti.</p> <p>Com'&egrave; noto, durante il crollo erano in transito due auto. Una &egrave; riuscita a mettersi in salvo, mentre un'altra &egrave; stata coinvolta nel crollo.&nbsp;</p> <p>Il ponte, lungo la Statale 16 &laquo;Adriatica&raquo; in territorio di Montenero di Bisaccia, era stato ristrutturato di recente.&nbsp;Secondo quanto confermato da professionisti e pendolari, il transito nella zona del viadotto era rallentato da un semaforo per lavori in corso fino a qualche mese addietro.&nbsp;Intanto, l&rsquo;altro ponte sul Trigno, sulla Sp 55, chiuso alle 12 di ieri 2 aprile a seguito dell&rsquo;aumento del livello del corso d&rsquo;acqua, rester&agrave; chiuso al traffico fino a nuovo provvedimento, cos&igrave; come stabilito con ordinanza dirigenziale della Provincia di Campobasso.&nbsp;</p> <h2>L'Anas: &laquo;Due auto sono passate quando il ponte era gi&agrave; stato chiuso&raquo;</h2> <p>Il tratto della Statale 16 in corrispondenza del viadotto Trigno crollato ieri mattina 2 aprile era stato chiuso al traffico gi&agrave; la sera di mercoled&igrave; 1&deg; aprile. A precisarlo in una nota &egrave; l'Anas.&nbsp;</p> <p>Il provvedimento di interdizione al traffico per circa 7 km era stato deciso con la Prefettura di Campobasso ed era stato adottato installando&nbsp;barriere fisiche (new jersey) e segnaletica di interdizione in prossimit&agrave; delle rotatorie di Pettacciato (provincia di Campobasso) lato sud e San Salvo Marina (Chieti) lato nord, tra i km 524,600 e 532,900.  &laquo;Dalle verifiche effettuate, anche attraverso l&rsquo;analisi dei filmati disponibili - dice la nota dell'Anas -, risulta che due veicoli hanno transitato nel tratto interdetto, violando il divieto di circolazione vigente&raquo;.</p> <p>Il viadotto Trigno, come tutte le opere d&rsquo;arte della rete Anas, &egrave; &laquo;sottoposto a controlli periodici dell&rsquo;intero impalcato e attivit&agrave; di manutenzione ordinaria, che riguardano il piano viabile, le barriere di sicurezza e la segnaletica&raquo;.</p> <h3>La moglie:&nbsp;&laquo;Temo il peggio&raquo;</h3> <p>&laquo;&Egrave; andato via ieri mattina alle quattro, io ancora dormivo e non ho potuto neppure salutarlo&raquo;. Scoppia in lacrime, Vanessa. &Egrave; la moglie di Domenico Racanati, l'uomo di 53 anni originario di Bisceglie, nel nord Barese, di cui non si hanno notizie da ieri quando il ponte sulla strada statale 16, si &egrave; sbriciolato sul Trigno, in Molise, a causa del maltempo, inghiottendo la sua auto, una Fiat Bravo.</p> <p>&laquo;Doveva raggiungere la Capitaneria di porto di Ortona (Chieti) per avviare una piccola attivit&agrave; di pesca - racconta la donna - aveva gi&agrave; portato le reti per andare a lavorare, ma a Ortona non &egrave; mai arrivato&raquo;. La coppia &egrave; sposata da 22 anni, e ha due figlie di 22 e 16 anni &laquo;che sono a casa con me e sperano&raquo;, dice con un filo di voce Vanessa. Poi si ferma e aggiunge: &laquo;Ho saputo che il paraurti della sua auto &egrave; stato trovato incastrato tra il pilone del ponte e un ramo o un albero, non ho ben capito. Temo il peggio&raquo;.</p> <p>A riferire dell&rsquo;incidente, &egrave; stato un automobilista che precedeva l&rsquo;auto del 53enne. &laquo;So che ha parlato ai carabinieri che hanno sequestrato la macchina ma non so altro&raquo;, continua. "L'ho sentito ieri mattina alle 9, poi il silenzio&raquo;, prosegue Vanessa che, a chi le dice di non perdere la speranza replica: "lo so che i miracoli accadono, ma abbiamo paura&raquo;</p> <p></p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Maltempo, crolla il ponte sul Trigno: scomparso 53enne di Bisceglie, era in viaggio in zona. Si cerca un'auto coinvolta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/primo-piano/1946562/maltempo-crolla-il-ponte-sul-trigno-scomparso-53enne-di-bisceglie-era-in-viaggio-in-zona-si-cerca-un-auto-coinvolta.html</link>
      <description>L'uomo, Domenico Racanati, era a bordo della sua Fiat Bravo diretto a Ortona. Durante il crollo erano in transito due auto: una è riuscita a mettersi in salvo, mentre un'altra è stata coinvolta</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Domenico Racanati,crollo ponte,trigno</category>
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 23:12:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Non si hanno pi&ugrave; notizie di un 53enne di Bisceglie,&nbsp;<span>Domenico Racanati, che era in viaggio verso Ortona al momento del crollo del ponte sul Trigno, lungo la Statale 16 nel territorio di Montenero di Bisaccia. La sua ultima posizione rilevata, fa sapere la figlia sui social, &egrave; Termoli. In quel momento pare che l'uomo fosse al telefono con la moglie, la comunicazione si sarebbe poi&nbsp; improvvisamente interrotta.&nbsp;Al momento non ci sono collegamenti ufficiali, ma tutte le piste restano aperte. </span></p> <p>Durante il crollo erano in transito due auto. Una &egrave; riuscita a mettersi in salvo, mentre un'altra &egrave; stata coinvolta nel crollo. Racanati era a bordo di una Fiat Bravo. "<span>Allo stato attuale sono in corso le operazioni di ricerca con mezzi di soccorso, anche aerei, e di ricerca dei sommozzatori dei vigili del fuoco - scrive in una nota il procuratore di Larino, Elvira Antonelli-. Sono intervenute anche altre forze di polizia, in particolare il Compartimento di Polizia Stradale per l'Abruzzo e il Molise".</span></p> <p><span>"Si indaga - prosegue nella nota il procuratore Antonelli - per crollo colposo. Qualora dovesse essere confermato il coinvolgimento dell'auto si proceder&agrave; anche per omicidio colposo. La Procura ha assunto tempestivamente la direzione delle indagini".</span></p> <p><span>L'indagine &egrave; stata affidata alla sezione di polizia giudiziaria del Compartimento Abruzzo della Polstrada.&nbsp;Per le ricerche era uscita in mare anche una motovedetta della Guardia Costiera, rientrata per avverse condizioni meteo. Nessuno ha visto nulla n&eacute;, al momento, &egrave; stata trovata l'auto. Si sospetta che la corrente possa avere portato tutto in mare.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, la tensostruttura di via Dei Mandorli sarà intitolata a Federica De Luca e suo figlio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1946219/barletta-la-tensostruttura-di-via-dei-mandorli-sara-intitolata-a-federica-de-luca-e-suo-figlio.html</link>
      <description>L'arbitra di volley fu uccisa dal marito nel 2016. L’uomo poi ammazzò il bambino e si suicidò</description>
      <author>redazione BAt</author>
      <category>barletta</category>
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 16:18:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&nbsp;Sar&agrave; dedicato a Federica De Luca e a suo figlio Andrea la nuova tensostruttura di via Dei Mandorli. L&rsquo;amministrazione comunale ha infatti accolto la richiesta del Comitato Regionale Puglia della Fipav, la Federazione Italiana Pallavolo. Federica, come si ricorder&agrave; era infatti arbitra di volley. Suo marito, Luigi Alfarano, vent'anni pi&ugrave; grande di lei, impiegato dell'Ant (l'Associazione nazionale tumori) di Taranto, la uccise nel 2016. Prina la picchi&ograve; poi la stangolo proprio nel giorno in cui avrebbero dovuto presentarsi in uno studio legale per discutere della separazione. Dopo avere strangolato Federica, Alfarano caric&ograve; in auto il figlioletto di 4 anni, lo port&ograve; nella casa al mare e lo ammazz&ograve; con un colpo alla tempia. Poi si suicid&ograve;.</p> <p>Alla cerimonia di intitolazione dell&rsquo;impianto (la data &egrave; ancora da stabilire) sono stati invitati anche i genitori di Federica, Enzo De Luca e Rita Lanzon. La tensostruttura, recentemente affidata con avviso pubblico all&rsquo;Associazione Sportiva Dilettantistica Nelly Volley di Barletta, si candida cos&igrave; a rappresentare un patrimonio di tutta la comunit&agrave; cittadina.</p> <p>L&rsquo;ufficialit&agrave; della denominazione &egrave; avvenuta nel corso della prima gara interna del campionato di serie C femminile della societ&agrave; affidataria, presenti il sindaco Cosimo Cannito, gli assessori Massimiliano Dileo e Oronzo Cilli, il senatore Dario Damiani, il consigliere regionale e presidente del consiglio comunale Marcello Lanotte. &laquo;L&rsquo;Amministrazione ha sollevato questa struttura comunale dall&rsquo;abbandono indicendo una gara pubblica per la gestione e trasformandola in un centro di aggregazione sportiva che valga anche come caposaldo educativo a contrasto di ogni forma di sopraffazione&raquo;, le parole di Cannito e Dileo.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Trani, sequestrate le bancarelle del pesce abusive sulla banchina del porto: «Usavano acqua di mare contaminata»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1946111/trani-sequestrate-le-bancarelle-del-pesce-abusive-sulla-banchina-del-porto-usavano-acqua-di-mare-contaminata.html</link>
      <description>Il decreto di sequestro eseguito dai carabinieri: indagati in 8. La Procura: gravissime violazioni ambientali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>trani</category>
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 13:38:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Bancarelle abusive per la vendita del pesce sull&rsquo;area demaniale del porto turistico di Trani. E&rsquo; per questo che oggi 2 aprile i carabinieri assistiti da personale dell&rsquo;Arpa Puglia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo delle strutture di vendita installate a poche centinaia di metri dalla sede della Procura: i titolari, otto persone residenti a Trani, sono indagati per reati ambientali e per occupazione abusiva di suolo demaniale.</p> <p>L&rsquo;indagine condotta dalla Procura di Trani ha documentato le attivit&agrave; abusive svolte tra tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Gli indagati avrebbero reiteratamente bagnato il pescato destinato alla vendita mediante l&rsquo;utilizzo di acqua di mare prelevata direttamente dallo specchio acqueo portuale, in violazione della normativa europea di settore e, soprattutto, con potenziale esposizione dei consumatori a rilevanti rischi di contaminazione chimica e batteriologica. Si tratta &ndash; &egrave; detto in una nota della Procura di Trani - di condotte che investono in modo diretto il bene primario della salute pubblica, compromettendo le condizioni minime di sicurezza alimentare e tracciabilit&agrave; che devono presidiare l&rsquo;intera filiera ittica.</p> <p>Le indagini hanno poi fatto emergere condotte di illecito smaltimento in mare di scarti organici, residui di lavorazione e liquidi di lavaggio provenienti dalle imbarcazioni e dai banchi di vendita, delineando un quadro di possibile aggressione all&rsquo;ambiente marino mediante pratiche incompatibili con le regole poste a salvaguardia dell&rsquo;ecosistema e del decoro urbano. Le bancarelle erano collocate, senza autorizzazione, sulla carreggiata e nella fascia di rispetto demaniale, in un&rsquo;area destinata all&rsquo;uso pubblico.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Canosa, un nuovo cineteatro dedicato tutto a Lino Banfi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1944985/canosa-un-nuovo-cineteatro-dedicato-tutto-a-lino-banfi.html</link>
      <description>Archiviata l’idea di riqualificare l’ex Scorpion si procederà in piazza Galluppi</description>
      <author>redazione bat</author>
      <category>lino banfi,canosa</category>
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      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 15:42:26 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;idea originale, fino a qualche settimana fa, era realizzare un cineteatro dedicato a Lino Banfi nell&rsquo;ex cinema Scorpion, luogo iconico che ha accompagnato l&rsquo;adolescenza di centinaia di canosini. L&rsquo;acquisizione a patrimonio comunale dell&rsquo;immobile, qualora si fosse concretizzato, era legato all&rsquo;ottenimento di finanziamenti . Adesso, invece, le carte in tavola sembrano essere nuovamente cambiate: l&rsquo;obiettivo &egrave; edificare l&rsquo;opera in Piazza Galluppi, uno dei luoghi pi&ugrave; storici della citt&agrave;, un&rsquo;iniziativa strategica volta al rilancio del patrimonio culturale.</p> <p>Ieri il sindaco ha incontrato cittadini ed associazioni per dare inizio ad un processo partecipato e di condivisione.</p> <p>&laquo;E&rsquo; volont&agrave; della mia amministrazione - ha spiegato Vito Malcangio - valorizzare e riqualificare l&rsquo;area di piazza Galluppi oramai da anni poco utilizzata dagli operatori commerciali. Considerato che al momento non si sono ancora concretizzate le condizioni indicate dal Consiglio Comunale in merito all&rsquo;acquisto dell&rsquo;ex &ldquo;cinema Scorpion&rdquo;, vista l&rsquo;opportunit&agrave; offerta dal bando regionale per ottenere finanziamenti in scadenza il 30 aprile, vogliamo costruire insieme alla comunit&agrave; un progetto che non sia solo un intervento infrastrutturale, ma un vero presidio culturale, sociale ed imprenditoriale dedicato al maestro Lino Banfi&raquo;.</p> <p>L&rsquo;acquisizione dello Scorpion aveva destato non poche polemiche, fra chi si era dichiarato a favore e chi contro. La maggioranza, dal canto suo, rivendicava l&rsquo;importanza strategica dell&rsquo;opera, che si andava a collocare fra il nuovo Museo Archeologico all&rsquo;interno dell&rsquo;edificio &laquo;Mazzini&raquo; e il Teatro Lembo.</p> <p>Contraria si era dichiarata l&rsquo;opposizione (Partito Democratico a M5S), unitamente al Comitato Canosa Bene Comune. I primi, appoggiavano l&rsquo;idea che &laquo;una decisione cos&igrave; gravosa, non si sarebbe dovuta prendere a cuor leggero, soprattutto alla luce di un esborso economico importante di 1.200.000 euro&raquo;. I secondi, parzialmente sulla stessa linea d&rsquo;onda, asserivano che si sarebbe potuti procedere all&rsquo;acquisto solo dopo una valutazione indipendente dell&rsquo;immobile e una stima puntuale dei costi di ristrutturazione.</p> <p>Ma questo &egrave; ormai il passato, il presente &egrave; altrove.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Settimana Santa, a Canosa parte un contest per giovani dedicato alla famosa «Desolata» VIDEO</title>
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      <description>L'iniziativa per raccontare la devozione con disegni e poesie</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>processione,desolata,canosa di puglia</category>
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      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:32:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una competizione impastata di devozione mariana. Un contest che intende accogliere opere realizzate da bambini e ragazzi cresciuti nell&rsquo;attesa e nel vissuto del sabato santo quando Canosa di Puglia, nel nord Barese, gli occhi e i cuori sono rivolti a lei: la Desolata, la Vergine a cui hanno strappato il Figlio morto per lavare i peccati del mondo e il cui strazio &egrave; urlato da un coro composto da 300 donne velate di nero. L&rsquo;iniziativa &egrave; stata pensata dalla comunit&agrave; parrocchiale nata attorno alle chiese del centro storico, di cui fa parte la parrocchia in cui la statua in cartapesta risalente al Seicento &egrave; conservata. &laquo;Pu&ograve; partecipare chi ha tra i 6 e i 13 anni inviando un disegno, una poesia, un racconto legato a ci&ograve; che sa o prova sulla Desolata&raquo;, spiega il parroco don Carmine Catalano.</p> <p><video width="560" height="315" controls="controls"><source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2023_04_08/15654731-desolatamp4.mp4" type="video/mp4" /></video></p> <p>La processione della Desolata &egrave; accompagnata non solo da un corteo di angeli fatto da bambine che reggono tra le mani frasi, attrezzi e strumenti che riguardano la passione e morte di Cristo, ma dall&rsquo;inno alla Desolata che racchiude il dolore immane che solo una madre pu&ograve; provare nel vedersi privata del figlio. &laquo;Ogni anno fotografi e videomaker provenienti da ogni parte del mondo, si accreditano per partecipare alla processione e fare scatti e filmati d&rsquo;autore - continua il sacerdote - ecco: noi vogliamo capire cosa invece immortala la mente giovane di un bambino o di un adolescente&raquo;.  Per partecipare basta inviare il proprio lavoro al numero whatsapp della parrocchia (&amp;amp;#8234;+39 327 561 2747&amp;amp;#8236;) entro il prossimo 12 aprile aggiungendo nome, cognome ed et&agrave; di chi lo ha realizzato. &laquo;Spero di poter imparare da loro - conclude don Carmine - perch&eacute; il loro punto di vista &egrave; il pi&ugrave; autentico nel racconto della fede&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, studente disabile minaccia con un coltello un collaboratore scolastico: non voleva rientrare in aula</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1943705/barletta-studente-disabile-minaccia-con-un-coltello-un-collaborato-scolastico-non-voleva-rientrare-in-aula.html</link>
      <description>È successo questa mattina nel plesso Nervi, succursale dell’istituto di istruzione secondaria superiore Léontine e Giuseppe De Nittis. A portare la situazione sotto controllo è stata la sua insegnante di sostegno</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (viviana minervini)</author>
      <category>studente,disabile,scuola,minaccia</category>
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      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 15:15:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un ragazzo minorenne con disabilit&agrave; e disturbi di tipo cognitivo-comportamentale, seguito regolarmente da un insegnante di sostegno, avrebbe minacciato con un coltellino un collaboratore scolastico dopo essersi rifiutato di rientrare nella propria aula. L&rsquo;episodio si &egrave; verificato questa mattina nel plesso &ldquo;Nervi&rdquo;, succursale dell&rsquo;istituto di istruzione secondaria superiore &ldquo;L&eacute;ontine e Giuseppe De Nittis&rdquo; di Barletta.</p> <p>Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe uscito dalla classe durante la prima ora di lezione, presumibilmente per recarsi in bagno. Al momento del rientro, per&ograve;, avrebbe cercato di entrare in un&rsquo;aula diversa dalla sua. Invitato da un collaboratore scolastico a tornare nella propria classe, avrebbe quindi estratto dalla tasca dei pantaloni un coltello, puntandolo verso il dipendente scolastico in segno di minaccia.</p> <p>A intervenire nell&rsquo;immediatezza &egrave; stata la docente di sostegno, che sarebbe riuscita a riportare la situazione sotto controllo. Subito dopo, un altro docente, incaricato dal dirigente scolastico, ha parlato con il ragazzo, convincendolo a consegnare spontaneamente l&rsquo;arma, senza che vi fosse alcuna opposizione.</p> <p>Nel frattempo sono stati allertati sia i familiari del minore, a cui &egrave; stato affidato, sia i carabinieri, intervenuti poco dopo all&rsquo;interno dell&rsquo;istituto per gli accertamenti del caso. I militari hanno proceduto al sequestro dell&rsquo;arma bianca, un coltellino richiudibile lungo complessivamente circa 13 centimetri, tra lama e manico.</p> <p>Il collaboratore scolastico coinvolto nella vicenda, secondo quanto si apprende, avrebbe dichiarato di non voler sporgere denuncia. Resta tuttavia da valutare l&rsquo;eventuale procedibilit&agrave; d&rsquo;ufficio, trattandosi di una presunta minaccia aggravata dall&rsquo;uso di un&rsquo;arma.</p> <p>Sull&rsquo;accaduto sono in corso gli approfondimenti delle forze dell&rsquo;ordine e della scuola, che sta ricostruendo con precisione quanto avvenuto per chiarire ogni passaggio della vicenda.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Nuova vita per sua maestà l’Ofanto: sarà migliorato il sistema fluviale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1943589/nuova-vita-per-sua-maesta-lofanto-sara-migliorato-il-sistema-fluviale.html</link>
      <description>Il Comune di Canosa capofila del progetto finanziato con 2 milioni</description>
      <category>ofanto,canosa,Barletta,Trinitapoli,San Ferdinando</category>
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      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:03:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Chiare fresche e dolci acque. Sua maest&agrave; l&rsquo;Ofanto &egrave; destinato a ritrovare lo splendore della sua antica grandezza fluviale.</p> <p>Finanziato un progetto di riqualifica da quattro Comuni della Bat, Barletta, Trinitapoli, San Ferdinando e Canosa, (come ente capofila) che mira, fra le altre cose, a ridurre il rischio idrogeologico lungo il corso d&rsquo;acqua. Ci&ograve; sar&agrave; possibile grazie a fondi per 2,3 milioni di euro, a cui il Comune di Canosa ha avuto accesso nell&rsquo;ambito del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Gli interventi riguarderanno azioni di riqualificazione fluviale in ambiti caratterizzati da elevata fragilit&agrave; ambientale, con particolare riferimento alle aree golenali del fiume Ofanto, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la sicurezza del territorio e migliorare la qualit&agrave; ecologica del sistema fluviale.</p> <p>&laquo;Fulcro dell&rsquo;azione - spiegano dal Settore Urbanistica del Comune di Canosa - sar&agrave; la realizzazione di aree di mobilit&agrave; fluviale in prossimit&agrave; dei recapiti finali degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane dei Comuni di Canosa di Puglia e San Ferdinando di Puglia.</p> <p>Negli anni, infatti, le aree interessate dal progetto hanno subito profonde e in larga misura irreversibili trasformazioni, dovute alla riduzione della sezione di libero deflusso delle piene, allo sfruttamento agricolo delle superfici golenali, alla progressiva contrazione degli habitat naturali e della vegetazione riparia. Tali processi hanno reso le golene sistemi estremamente fragili, richiedendo una precisa e continua attivit&agrave; di gestione. Si tratta di ambiti nei quali occorre coniugare molteplici funzioni&raquo;.</p> <p>Carte alla mano, il progetto &egrave; stato originariamente elaborato dalla Provincia di Barletta-Andria-Trani, in qualit&agrave; di soggetto gestore del Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto, e successivamente trasferito ai Comuni interessati, non essendo la Provincia ammissibile come soggetto proponente ai sensi del bando regionale. Degno di nota, senz&rsquo;ombra di dubbio, l&rsquo;avvio di un percorso condiviso capace di tenere insieme tutte le comunit&agrave; coinvolte. Non a caso, la proposta finanziata &egrave; l&rsquo;unica a interessare un corso d&rsquo;acqua di rango fluviale, rafforzando cos&igrave; una visione d&rsquo;intervento coordinato su scala territoriale vasta.</p> <p>Soddisfazione &egrave; stata espressa dal sindaco di Canosa, Vito Malcangio che ha sottolineato come il finanziamento rappresenti una notizia di rilievo per la citt&agrave; in quanto non solo mero intervento tecnico ma operazione volta al rafforzamento di sicurezza e qualit&agrave; ambientale.</p> <p>L&rsquo;azione, inoltre, si colloca nel pi&ugrave; ampio quadro delle politiche comunali di adattamento ai cambiamenti climatici, sviluppo della rete ecologica e realizzazione di infrastrutture verdi urbane e periurbane, in coerenza con il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, le strategie europee per la biodiversit&agrave; e il Regolamento UE sul ripristino della natura. Quest&rsquo;ultimo, il &laquo;Nature Restoration Law&raquo;, pone i fiumi al centro della strategia di biodiversit&agrave;, puntando a ripristinare almeno 25.000 km di fiumi a scorrimento libero entro il 2030 attraverso la rimozione di sbarramenti obsoleti. L&rsquo;obiettivo, in conclusione, per uno dei pochi corsi d&rsquo;acqua pugliesi nonch&eacute; simboli della BAT con il suo Ponte Romano, &egrave; migliorare sia la biodiversit&agrave;, sia la resilienza climatica.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>La banda dei ladri cerignolani sgominata a Trani: dai furti d’auto stipendi da 2.500 euro a settimana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1943470/la-banda-dei-ladri-cerignolani-sgominata-a-trani-dai-furti-dauto-stipendi-da-2-500-euro-a-settimana.html</link>
      <description>I cimiteri delle macchine smontate trovati a Bisceglie e Barletta. I sodali sapevano di essere intercettati: «Non usate il telefono»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>marco gambardella,stolen 2</category>
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      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 10:34:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il pm di Trani Marco Gambardella ha chiesto e ottenuto dal gip Ivan Barlafante l&rsquo;arresto di 15 persone, di cui 12 cerignolane, sospettate di far parte di una banda specializzata nella ricettazione/riciclaggio di auto e furgoni rubati nella Bat, cannibalizzati, smontati per rivenderne le singole parti. Si tratta di una delle tante &laquo;specializzazioni&raquo; della criminalit&agrave; cerignolana.</p> <p>L&rsquo;inchiesta della Procura Trani con la Squadra mobile della Bat &egrave; il prosieguo dell&rsquo;inchiesta &laquo;Stolen 1 e 2&raquo; che smantell&ograve; la filiera del riciclaggio di auto. A giugno 2024 i primi 26 arresti, tra cui molti cerignolani, accusati del furto di 45 auto di grossa cilindrata del valore di un milione. Il 12 maggio 2025 il secondo atto, con l&rsquo;arresto di 24 cerignolani e 1 marocchino accusati di associazione per delinquere e ricettazione e riciclaggio di 28 veicoli rubati tra basso Tavoliere, Bat, Barese, Salento e fuori regione.&nbsp;</p> <p>&laquo;Il modus operandi ricostruito nel corso dell&rsquo;indagine Stolen 2 &egrave; stato accertato anche in questa inchiesta: auto rubata, portata in campagna, dove si procede allo smontaggio e successivo trasporto dei pezzi a bordo di furgoni&raquo; scrive il pm nelle 321 pagine della richiesta d&rsquo;arresto per associazione per delinquere finalizzata a ricettazione e riciclaggio, ora al vaglio del giudice. Nessuno degli accusati si &egrave; presentato per sostenere l&rsquo;interrogatorio preventivo richiesto dalla riforma Nordio, a testimonianza dell&rsquo;inutilit&agrave; dello strumento.</p> <p>Stando all&rsquo;accusa basata su intercettazioni, video e sequestri, &laquo;l&rsquo;indagine ha delineato tutti gli elementi costitutivi di un&rsquo;associazione per delinquere con l&rsquo;esistenza di una cassa comune; e la ricostruzione dei ruoli. Dal promotore agli organizzatori, sino ai numerosi associati ognuno con un ben distinto compito. Il gruppo dispone di molteplici luoghi e mezzi finalizzati a ricettare e riciclare i veicoli rubati&raquo;. Pm e polizia ritengono che il presunto clan avesse la disponibilit&agrave; di 7 tra garage, autoparchi e capannoni tra Cerignola e Trinitapoli &laquo;utilizzati per il deposito dei veicoli e delle componenti delle auto rubate&raquo;. E di 12 auto e furgoni rubati &laquo;usati per gli spostamenti, per il recupero dei beni compendio di furto e pi&ugrave; in generale per la commissione dei reati&raquo;.</p> <p>Il sospetto &egrave; che la banda abbia ricettato 17 auto e furgoni e 21 propulsori rubati nel 2025 nella Bat. Nel corso delle indagini sono stati ritrovati molti mezzi rubati e nel giugno 2025 tre cimiteri di auto nella zona di Bisceglie.</p> <p>Dalle intercettazioni emergerebbe anche il timore di chi sentiva il fiato sul collo della Polizia, e la raccomandazione a usare poco o nulla i cellulari &laquo;perch&eacute; noi lo sappiamo che il problema lo prendiamo solamente con il telefono. Lui dice che cambia il telefono, ma il telefono non lo devi usare proprio. Se non vuoi il problema il telefono non lo devi usare. Tu, io, tutti quanti noi che usiamo il telefono avremo il problema; lo capisci che oggi il mezzo per mettertelo in&hellip; &egrave; il telefono&raquo;. Sempre le microspie (come quella scoperta da un indagato che port&ograve; il mezzo in un autolavaggio per la bonifica) avrebbero svelato gli stipendi corrisposti. In un colloquio due indiziati dicono di &laquo;dover fare i conti. Alberto porta tutti i conti, a me non ne frega niente perch&eacute; io non me li ricordo. Io ho preso 2.500 la prima settimana, 1.500 la seconda&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Furti e riciclaggio di auto nella Bat, arrestati in 15 quasi tutti cerignolani. Rubavano fino a 8 veicoli a notte I NOMI/VIDEO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1943356/furti-e-riciclaggio-d-auto-blitz-nella-bat-fermata-la-banda-cerignolana-15-arresti-rubavano-fino-a-8-auto-a-notte-i-nomi.html</link>
      <description>Il gruppo si occupava di furti, smontaggio e rivendita di pezzi di ricambio utilizzando basi operative tra Cerignola, Barletta e Trinitapoli e spingendosi anche in provincia di Bari: 12 persone in carcere</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>furti di auto,blitz,bat,Alberto Macchiarulo,Sergio Martire,Pasquale Pensa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1943356/furti-e-riciclaggio-d-auto-blitz-nella-bat-fermata-la-banda-cerignolana-15-arresti-rubavano-fino-a-8-auto-a-notte-i-nomi.html</guid>
      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 08:27:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Blitz all'alba della polizia nella Bat: gli agenti del comando di Barletta hanno tratto in arresto 15 persone, accusate di far parte di un sodalizio criminale dedito al furto di auto nel territorio. Il gruppo, composto prevalentemente da cerignolani di et&agrave; compresa tra i 23 e i 56 anni, si occupava di furti, smontaggio e rivendita di pezzi di ricambio utilizzando basi operative tra Cerignola, Barletta e Trinitapoli e spingendosi anche in provincia di Bari.</p> <p>Con una ordinanza di 382 pagine il gip Ivan Barlafante ha disposto l'arresto in carcere per Alberto Macchiarulo, 42 anni, Sergio Martire, 46 anni, Pasquale Pensa, 41 anni, Albino Lupo, 38 anni, Giovanni Direda, 30 anni, Savino Pasticci, 23 anni, Francesco Strafezza, 26 anni, Alessio Matera, 25 anni,&nbsp; tutti di Cerignola, Michele Introna, 38 anni e Massimo Battaglino, 28 anni, di Canosa, Bruno Bachini, 47 anni di Foggia, Pasquale Losito, 56 anni di Andria. Domiciliari per&nbsp;Domenico Depalma, 29 anni, Riccardo Deramo, 43 anni e Vincenzo Digioia, 32 anni, tutti di Cerignola. Nessuno dei 15 si era presentato a sostenere l&rsquo;interrogatorio preventivo chiesto dalla Procura, con il pm Marco Gambardella, che contesta l'associazione per delinquere finalizzata al furto e al riciclaggio.</p> <p><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/8e4bc4002ce711f19399736d736f6674.mp4" type="video/mp4" /></video></p> <p>L'accusa ritiene tra l'altro che la banda abbia ricettato 17 auto e furgoni e 21 motori rubati nel 2025 nella Bat. Nel corso delle indagini sono stati ritrovati molti mezzi rubati e nel giugno 2025 tre cimiteri di auto nella zona di Bisceglie. Il gruppo utilizzava una Audi Q3 per il recupero delle auto rubate: la polizia l&rsquo;ha individuata utilizzando i sistemi di lettura delle targhe installati sulla Statale 16. In una notte la banda era in grado di rubare anche otto auto.&nbsp;Secondo quanto emerso finora, ognuno degli indagati aveva un ruolo preciso: c'era chi si occupava dei furti, chi dei garage e dei capannoni dislocati sul territorio.</p> <h2>Il&nbsp;&laquo;business criminale&raquo;, Gentiluomo:&nbsp;&laquo;Continueremo a investigare&raquo;</h2> <p>Agivano in fretta: pochi minuti per agganciare un&rsquo;auto, portarla in garage e capannoni disseminati nel nord barese, smontarle, recuperare i pezzi da immettere nel circuito del mercato illegale che venivano impacchettati e rivenduti. Un giro di affari da svariate migliaia di euro. &Egrave; quanto accertato dagli agenti della squadra mobile della questura di Andria, con l&rsquo;aiuto della polizia locale di Barletta, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta Stolen III. Sono state eseguite 15 misure cautelari: in 12 sono finiti in carcere, tre ai domiciliari. Per tutti l&rsquo;accusa, contestata a vario titolo, &egrave; associazione per delinquere finalizzata al furto, riciclaggio e ricettazione di auto.</p> <p>Il gruppo avrebbe messo su &laquo;un business criminale che possiamo definire milionario perch&eacute; si tratta comunque di rivendite fatte sia in Italia che all&rsquo;estero ed &egrave; un canale che continueremo a investigare&raquo;, ha assicurato il capo della Mobile di Andria, Gianluca Gentiluomo spiegando che i colpi messi a segno arrivano anche a sette - otto per notte. La gran parte dei furti sono stati compiuti nel nord Barese mentre i garage si trovano anche Cerignola (Foggia), citt&agrave; in cui riede la gran parte degli indagati. L&rsquo;indagine, coordinata dalla Procura di Trani, segue le operazioni denominate Stolen e Stolen II che avevano fatto emergere la presenza di gruppi specializzati i furti di auto e portato all&rsquo;arresto di una cinquantina di persone.</p> <p>&laquo;Il numero di furti commessi in questo territorio si &egrave; ridotto del 41% al 2025 mentre attualmente siamo al 42,5% in meno rispetto a quattro anni fa: ma non basta&raquo;, ha evidenziato il capo della Procura di Trani, Renato Nitti promettendo di "continuare a lavorare per liberarci completamente dal podio sul quale comunque ancora restiamo come provincia: non pi&ugrave; la prima provincia in Italia per furti di auto ma siamo ancora nel podio da cui dobbiamo decisamente scendere&raquo;. Utile alla ricostruzione del modus operandi degli indagati sono state le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, come accaduto a Barletta dove sono stati trovati diversi &laquo;cimiteri di auto cannibalizzate&raquo;, hanno evidenziato gli inquirenti. &laquo;Stiamo investendo ed estendendo il sistema videosorveglianza anche nelle zone periferiche per rendere pi&ugrave; capillare possibile del controllo del territorio&raquo;, ha annunciato Savino Filannino, comandante della polizia locale di Barletta.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, scontro aperto sull’ex convento. Il Pd: «Usato come merce di scambio»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942456/barletta-scontro-aperto-sullex-convento-il-pd-usato-come-merce-di-scambio.html</link>
      <description>Il recupero del bene storico con la cessione di più volumetrie agli ex proprietari</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>BARLETTA,EX CONVENTO</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942456/barletta-scontro-aperto-sullex-convento-il-pd-usato-come-merce-di-scambio.html</guid>
      <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:42:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La maggioranza e il sindaco Cosimo Cannito parlano di &laquo;svolta storica per Barletta&raquo; definendo la convenzione come &laquo;unica strada percorribile&raquo;, il Partito Democratico risponde evidenziando come il territorio cittadino sia diventato ormai una specie di &laquo;moneta di scambio&raquo;. Si accende il dibattito sul recupero dell&rsquo;ex convento di Sant&rsquo;Andrea.</p> <p>Lo scorso 24 marzo, il consiglio comunale ha dato l&rsquo;ok, con 17 voti favorevoli, alla convenzione che prevede la cessione, da parte del Comune, di volumetrie ai proprietari dei locali sottostanti la struttura collocata nel cuore del centro storico. Grazie a questo atto potranno partire le operazioni di esproprio e di conseguenza iniziare i lavori di recupero dell&rsquo;edificio, finanziati con circa 17 milioni di fondi statali, ex Pnrr.</p> <p>Nell&rsquo;ex convento, a fine &lsquo;800 anche sede di un carcere e ormai da oltre 40 anni in preda al degrado, nascer&agrave; l&rsquo;atelier dell&rsquo;arte e dei mestieri.</p> <p>Per il capogruppo della lista Mino Cannito Sindaco, Gianluca Gorgoglione, si tratta di una &laquo;svolta concreta dopo anni di attese&raquo;. &laquo;Per decenni - ha spiegato il civico di centrodestra - la struttura &egrave; rimasta in stato di abbandono, simbolo evidente di degrado urbano e occasione mancata di sviluppo. Un vuoto architettonico e sociale che ha inciso negativamente non solo sul decoro della zona, ma anche sulla vivibilit&agrave; e sull&rsquo;economia locale. Oggi, per&ograve;, lo scenario &egrave; destinato a cambiare. Il via libera arrivato dall&rsquo;aula consiliare rappresenta molto pi&ugrave; di un semplice atto amministrativo: &egrave; il punto di partenza per una rinascita attesa da cittadini e operatori economici. Il recupero dell&rsquo;ex carcere consentir&agrave; di restituire dignit&agrave; a uno spazio strategico, trasformandolo in un nuovo polo urbano multifunzionale&raquo;.</p> <p>Sul tema &egrave; intervenuto anche il sindaco Cosimo Cannito, evidenziando come i locali sottostanti l&rsquo;edificio siano stati acquisiti gratuitamente e come quella della convenzione fosse, a suo modo di vedere, &laquo;l&rsquo;unica strada percorribile, nonch&eacute; l&rsquo;unica consentita dalla normativa, per evitare estenuanti trattative con i privati necessarie a entrare in possesso dei locali&raquo;.</p> <p>Di parere opposto il gruppo consiliare Pd. &laquo;Con la cessione delle volumetrie - hanno affermato la capogruppo Rosa Cascella e i consiglieri Lisia Dipaola, Giuseppe Paolillo e Santa Scommegna - s&igrave; &egrave; avuta la dimostrazione plastica di come il territorio cittadino sia oramai diventato una specie di moneta di scambio&raquo;. I dem si chiedono se non ci fossero alternative alla convenzione e quanto altro cemento occuper&agrave; spazio vitale della citt&agrave;. &laquo;Ci sar&agrave; una ragione - hanno sottolineato i democratici - se i proprietari non hanno accettato in prima istanza la valutazione del comune, pari a 530mila euro totali, e invece si trovino d&rsquo;accordo sugli 8.900 metri cubi di volumetrie in cui si traduce quella stessa valutazione? Cannito, in aula, dopo avere quasi con il tono della preghiera, esortato i consiglieri di maggioranza usciti dall&rsquo;aula a rientrare e votare il provvedimento e, parole sue, &ldquo;a non avere timori di nessun genere&ldquo;, poi ha aggiunto: &ldquo;Io sono sicuro e tranquillo e poi che qualcuno si possa anche arricchire, io non faccio la guerra alla ricchezza, faccio la guerra alla povert&agrave;, per cui sono convinto, sicuro, arci convinto, non ho timore di votare questo provvedimento e vi esorto a votarlo.&rdquo; Insomma, ad un certo punto sembrava una televendita&raquo;.</p> <p>Per il Pd nelle parole del sindaco c&rsquo;&egrave; &laquo;l&rsquo;ammissione di non avere alcun tipo di remore nel favorire quella che, di fatto, sar&agrave; l&rsquo;ennesima speculazione edilizia&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Canosa, sciopero degli studenti del Fermi: «Scuola cade a pezzi, la Provincia ci ascolti»</title>
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      <description>La manifestazione ha avuto inizio in via Settembrini, sede dell’istituto, e ha percorso alcune vie cittadine per poi giungere nella centrale Piazza Vittorio Veneto</description>
      <author>Redazione cronaca</author>
      <category>canosa,sciopero,studenti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942384/canosa-sciopero-degli-studenti-del-fermi-scuola-cade-a-pezzi-la-provincia-ci-ascolti.html</guid>
      <pubDate>Sun, 29 Mar 2026 20:06:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dalle aule prive di riscaldamento, con temperature che rendono difficile seguire le lezioni ai servizi igienici in condizioni indecorose, passando per l&rsquo;assenza di porte in bagni e classi, problematiche strutturali mai risolte ed un ascensore per studenti con disabilit&agrave; non funzionante. Sono queste le motivazioni che ieri, sabato 28 marzo, hanno portato gli studenti dell&rsquo;IISS &ldquo;Fermi-Einaudi&rdquo; di Canosa di Puglia a scioperare e protestare, non entrando in aula per la consueta giornata scolastica.</p> <p>La manifestazione ha avuto inizio in via Settembrini, sede dell&rsquo;istituto, e ha percorso alcune vie cittadine per poi giungere nella centrale Piazza Vittorio Veneto. Il messaggio dei rappresentanti d&rsquo;istituto e della Consulta Provinciale degli Studenti &egrave; rivolto alla Provincia, in quanto ente competente per l&rsquo;edilizia scolastica: &laquo;Sentiamo il dovere di portare all&rsquo;attenzione pubblica - spiegano gli studenti - una situazione che da troppo tempo caratterizza la nostra scuola e che non pu&ograve; pi&ugrave; essere ignorata. Ogni giorno svolgiamo il nostro dovere di studenti in condizioni che non possono essere considerate adeguate&raquo;.</p> <p>Infatti, gi&agrave; da alcuni giorni, i ragazzi non sono entrati a scuola, sottolineando come la loro sia una battaglia di dignit&agrave;, sicurezza e rispetto: &laquo;Nonostante le numerose segnalazioni, la Provincia BAT non ha fornito risposte concrete n&eacute; interventi risolutivi. La dirigenza scolastica, a conoscenza del problema, si &egrave; pi&ugrave; volte attivata per sollecitare interventi urgenti. Per questo rivolgiamo un appello diretto alla Provincia affinch&eacute; ascolti la nostra voce e intervenga in modo concreto e tempestivo. La manifestazione studentesca - concludono i rappresentanti - nasce da questa esigenza: essere ascoltati&raquo;.</p> <p>Sulla situazione relativa all&rsquo;IISS &ldquo;Fermi-Einaudi&rdquo;, ad intervenire pubblicamente, &egrave; stato anche il Sindaco di Canosa Vito Malcangio. Il primo cittadino, in una missiva inviata al Presidente della Provincia Bernardo Lodispoto, ha richiesto il massimo impegno affinch&egrave; si possa giungere in tempi brevi alla soluzione delle problematiche riguardanti la manutenzione ordinaria e straordinaria della scuola, informando al contempo anche il Prefetto della BAT Flavia Anania. &laquo;Tutto ci&ograve; - spiega Malcangio - sta arrecando un grave pregiudizio al diritto allo studio dei nostri ragazzi, con conseguenze sul loro percorso formativo. La Provincia BAT non sia sorda, si mobiliti e garantisca agli studenti condizioni idonee allo studio&raquo;.</p> <p>Criticit&agrave; strutturali, nelle scorse settimane, si sono registrate anche all&rsquo;interno del plesso &ldquo;Dell&rsquo;Andro&rdquo;, facente parte dell&rsquo;IISS &ldquo;Fermi-Einaudi&rdquo; ed ubicato a pochi metri di distanza. Anche in questo caso, per quanto l&rsquo;immobile sia di propriet&agrave; comunale, spetterebbe alla Provincia farsi carico delle opere di manutenzione. L&rsquo;auspicio, chiaramente, &egrave; che ben presto l&rsquo;emergenza possa rientrare: &laquo;Ai doveri devono corrispondere anche dei diritti - chiosano gli studenti - non abbiamo ricevuto l&rsquo;attenzione necessaria da parte degli enti competenti. Ognuno faccia la propria parte&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Rischio crollo a Trani, edificio inagibile e sgomberato: paura in via Martiri di Palermo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942385/rischio-crollo-a-trani-edificio-inagibile-e-sgomberato-paura-in-via-martiri-di-palermo.html</link>
      <description>Il provvedimento dispone l’inibizione immediata all’uso dell’intera struttura a causa di gravi criticità statiche che mettono a rischio la pubblica e privata incolumità</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Nico Aurora)</author>
      <category>trani,rischio crollo,edificio sgomberato</category>
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      <pubDate>Sun, 29 Mar 2026 18:37:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Crepe in casa a dir poco allarmanti: risultato, un edificio ad uso residenziale situato in via Martiri di Palermo, al civico 98, &egrave; stato dichiarato inagibile con ordinanza sindacale. Il provvedimento dispone l&rsquo;inibizione immediata all&rsquo;uso dell&rsquo;intera struttura a causa di gravi criticit&agrave; statiche che mettono a rischio la pubblica e privata incolumit&agrave;.</p> <p>Tutto ha avuto inizio da una segnalazione degli stessi proprietari, che avevano richiesto l&rsquo;intervento dei Vigili del fuoco per verificare la presenza di lesioni orizzontali sui muri perimetrali dell&rsquo;edificio. Il sopralluogo effettuato dal personale del Comando Bat lo scorso 2 marzo ha confermato un quadro di dissesto statico di significativa entit&agrave;.</p> <p>L&rsquo;ispezione tecnica ha rilevato evidenti lesioni parallele al pavimento lungo quasi tutte le murature interne, fessurazioni sia in corrispondenza del battiscopa che in prossimit&agrave; del solaio, nonch&eacute; il disallineamento di alcune porte e un abbassamento della pavimentazione nella rampa carrabile d&rsquo;accesso.</p> <p>Sulla base delle relazioni tecniche acquisite, il sindaco ha dichiarato l&rsquo;inagibilit&agrave; del fabbricato, ordinando la chiusura di tutti gli accessi mediante recinzioni, nastri e sigilli. Il provvedimento stabilisce che l&rsquo;inibizione all&rsquo;uso rester&agrave; valida fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza, che dovr&agrave; essere certificato da un tecnico abilitato attraverso un&rsquo;apposita attestazione di idoneit&agrave; statica.</p> <p>I proprietari hanno trenta giorni di tempo per avviare gli interventi necessari alla messa in sicurezza dell&rsquo;intero compendio edilizio. Qualora vi fosse la necessit&agrave; di recuperare beni personali o effetti rimasti all&rsquo;interno, gli interessati dovranno presentare apposita richiesta al Comando di polizia locale, che coordiner&agrave; l&rsquo;accesso assistito con il supporto dei Vigili del fuoco.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Ecocentro Arcobaleno, a Barletta la Procura apre un'inchiesta per reati ambientali: ecco tutte le irregolarità al vaglio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942300/ecocentro-arcobaleno-a-barletta-la-procura-apre-un-inchiesta-per-reati-ambientali-ecco-tutte-le-irregolarita-al-vaglio.html</link>
      <description>Gli investigatori avrebbero già individuato possibili destinatari degli accertamenti: sia vertici della Bar.S.A., sia operatori ritenuti responsabili della gestione delle aree controllate</description>
      <author>Viviana Minervini</author>
      <category>Ecocentro “Arcobaleno,inchiesta,rifiuti</category>
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      <pubDate>Sun, 29 Mar 2026 08:33:50 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Potrebbero essere circa otto le persone coinvolte, a vario titolo, in un&rsquo;inchiesta per presunti reati ambientali legati alla gestione dell&rsquo;Ecocentro &ldquo;Arcobaleno&rdquo; di via Callano, a Barletta, affidato a Bar.S.A. S.p.A., la societ&agrave; partecipata che gestisce i servizi ambientali cittadini. &Egrave; quanto emergerebbe, allo stato, dopo i controlli effettuati gioved&igrave; dal personale della Capitaneria di Porto di Barletta, su delega della procura di Trani.</p> <p>Secondo quanto si apprende da fonti investigative, sono al vaglio presunte possibili irregolarit&agrave;. In particolare, le verifiche riguarderebbero il piazzale destinato alla raccolta dei rifiuti risulterebbe non asfaltato n&eacute; completamente impermeabilizzato, circostanza che, in ipotesi, potrebbe determinare infiltrazioni nel suolo di liquidi e percolati, seppure in minima parte. Ulteriori rilievi riguarderebbero anche la distribuzione e la suddivisione dei rifiuti all&rsquo;interno dell&rsquo;area. In tutto, le condotte contestate sarebbero sette...</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Trani, al Polo Museale la mostra «L’Ombra e il Bagliore»: arte sacra e percorso nella luce della Pasqua</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942280/trani-al-polo-museale-la-mostra-lombra-e-il-bagliore-arte-sacra-e-percorso-nella-luce-della-pasqua.html</link>
      <description>Dal 29 marzo al 6 aprile tre opere di ambito napoletano del XVIII-XIX secolo e materiali d’archivio sulla Settimana Santa. In esposizione anche la Croce dei Misteri e fotografie storiche della processione dell’Addolorata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>polo museale trani,bat</category>
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      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 20:04:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="398" data-end="649">Sar&agrave; visitabile dal 29 marzo al 6 aprile la mostra &laquo;L&rsquo;Ombra e il Bagliore&raquo;, ospitata al Polo Museale di Trani e promossa dalla Fondazione S.E.C.A. in collaborazione con il Polo Museale e l&rsquo;Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.</p> <p data-start="651" data-end="971">L&rsquo;esposizione propone un percorso che intreccia arte sacra e dimensione spirituale della Settimana Santa, sviluppando un itinerario simbolico che dal tema della Passione conduce alla Resurrezione. L&rsquo;obiettivo &egrave; valorizzare il legame tra estetica e spiritualit&agrave; attraverso opere di ambito napoletano del XVIII-XIX secolo.</p> <p data-start="973" data-end="1253">In mostra tre dipinti: <em data-start="996" data-end="1014">Cristo Redentore</em>, <em data-start="1016" data-end="1035">La cena in Emmaus</em> e <em data-start="1038" data-end="1050">Il tributo</em>, tutti riferibili al medesimo ambito storico-artistico. Le opere sono lette come parte di un percorso che ricalca il ritmo del Triduo Pasquale, trasformando la narrazione teologica in esperienza visiva.</p> <p data-start="1255" data-end="1607">Il percorso espositivo include anche la Croce dei Misteri conservata nel Santuario di Santa Maria di Colonna, oggetto devozionale barocco pensato come strumento di catechesi visiva, e una selezione di fotografie storiche della processione della Madonna Addolorata a Trani, risalenti agli anni &rsquo;40, &rsquo;50 e &rsquo;60, concesse dal fotografo Francesco Zecchillo.</p> <p data-start="1609" data-end="1712" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La mostra &egrave; a ingresso gratuito e sar&agrave; visitabile presso il Polo Museale di Trani, in piazza Duomo 8/9.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Mazzette e regali alla Provincia Bat, chiesto il processo per 14 persone: chiedevano soldi, pesce e acqua minerale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942199/mazzette-e-regali-alla-provincia-bat-chiesto-il-processo-per-14-chiedevano-soldi-pesce-e-persino-acqua-minerale.html</link>
      <description>Il tema centrale è la discarica Cobema, su cui è in corso in parallelo un’altra udienza preliminare relativa alle ipotesi di danno ambientale. L’udienza preliminare è in programma il 19 giugno davanti al gup. L'avvocato dei Gianferrini: loro innocenti</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>Francesco Gianferrini,Joseph Gianferrini,Marina Chiddo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942199/mazzette-e-regali-alla-provincia-bat-chiesto-il-processo-per-14-chiedevano-soldi-pesce-e-persino-acqua-minerale.html</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 04:22:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Gli appalti alle imprese amiche sarebbero stati affidati in cambio di soldi, regali, di consulenze professonali, di una Mercedes comprata a 1.500 euro e anche di pesce fresco per le cene. Gli (ormai ex) dirigenti e funzionari della Provincia Bat avrebbero truccato anche i lavori di messa in sicurezza della discarica Cobema di Canosa. &Egrave; per questo che la Procura di Trani ha chiesto il processo per 14 persone e quattro societ&agrave;: sono accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d&rsquo;asta, falso e truffa aggravata, oltre che reati in materia edilizia.</p> <p>A luglio 2024 il gip Domenico Zeno aveva disposto 14 misure cautelari (poi parzialmente revocate) e sequestri per oltre un milione su richiesta dei pm Francesco Tosto e Ubaldo Leo con il procuratore Renato Nitti. Le perquisizioni effettuate dalla Finanza fecero saltare fuori anche somme in contanti dalle scrivanie dei dipendenti pubblici, che nel frattempo si sono dimessi o sono stati licenziati.</p> <p>Il protagonista della vicenda &egrave; Francesco Gianferrini, 66 anni, di Canosa, ex dirigente della provincia e del Comune di Trani, che insieme alla moglie Leda Damiani, 63 anni, e al figlio Joseph Gianferrini (sono tutti difesi dagli avvocati Rolando Sepe e Fabio Verile di Foggia) avrebbe messo su un sistema con cui garantirsi denaro dalle imprese, anche attraverso lo stratagemma del falso preliminare di vendita per un immobile: l&rsquo;imprenditore Riccardo Galentino, 91 anni, di Andria, interessato all&rsquo;acquisto del mattatoio di Terlizzi, avrebbe versato alla Damiani la caparra per l&rsquo;acquisto di una villa mai portato a termine. Un altro imprenditore, Paolo Misuriello, di Barletta (avvocati Carmine Di Paola e Francesco Santangelo), gli avrebbe invece garantito vari favori dalle radiografie gratis nello studio del fratello alla spesa in pescheria fino alla riparazione delle auto di famiglia. Gianferrini risponde anche di ricettazione di beni culturali, perch&eacute; nelle perquisizioni gli furono trovate in casa delle statuette e delle coppe provenienti da scavi clandestini.</p> <p>Pesce fresco (aragoste da 300 euro, ricci e ostriche imperiali), prosciutti, pneumatici e persino fardelli d&rsquo;acqua minerale ed esami medici urgenti in un centro privato di Trani.</p> <p>Il tema centrale &egrave; la discarica Cobema, su cui &egrave; in corso in parallelo un&rsquo;altra udienza preliminare relativa alle ipotesi di danno ambientale. Qui invece si parla di corruzione per l&rsquo;affidamento per 3 milioni della progettazione ed esecuzione dei lavori di messa in sicurezza all&rsquo;imprenditore salernitano Franco Robertazzi in cambio di consulenze (false) al figlio di Gianferrini, ma anche la falsificazione dei certificati di collaudo dei lavori contestata al presidente della commissione Paolo Misuriello e al componente Giorgio Bellomo. Altre accuse riguardano il collaudo dei lavori di messa in sicurezza della discarica &laquo;Puro Vecchio&raquo; di Trani.</p> <p>Sono state stralciate le posizioni dell&rsquo;ex dirigente provinciale Vincenzo Guerra, 55 anni, di Triggiano e della moglie Regina Ricciardi (sono in un altro procedimento) e degli ingegneri Gianluca Intini e Antonello Lattarulo, le cui posizioni sono state stralciate e trasferite alla Procura di Bari. Guerra in particolare avrebbe affidato all&rsquo;ingegner Misuriello l&rsquo;incarico di coordinatore della sicurezza con modalit&agrave; ritenute non conformi. In una occasione Misuriello si sarebbe sdebitato consegnando in ufficio 20 prosciutti. Guerra, Intini e Lattarulo, insieme all&rsquo;altro ex funzionario Francesco Lomoro, 52 anni di Bari (avvocato Rinaldo Alvisi di Barletta), sono inoltre accusati di frode in pubbliche forniture perch&eacute; Intini e Lattarulo non avrebbero effettuato la caratterizzazione delle matrici ambientali e le indagini preliminari sullo stato di fatto della discarica Cobema che erano state loro affidate e pagate dalla provincia Bat.</p> <p>L&rsquo;udienza preliminare &egrave; in programma il 19 giugno davanti al gup Marina Chiddo: sono parti offese la Regione, le Province di Brindisi e Bat e alcuni ministeri, oltre che i Comuni titolari degli appalti ipoteticamente truccati, dai bagni di una scuola di Andria alla messa in sicurezza di un viadotto sulla Ruvo-Corato fino al trattamento fitosanitario degli alberi in una piazza di Trani.</p> <p>&laquo;I miei assistiti mai hanno ricevuto denaro, regali, autovetture (inclusa la Mercedes citata), n&eacute; altre utilit&agrave;, di natura corruttiva, contrariamente a quanto riportato nell&rsquo;articolo - dice l&rsquo;avvocato Fabio Verile, difensore dei Gianferrini e di Leda Damiani -. La signora Damiani &egrave; del tutto estranea alle vicende della discarica Cobema di Canosa, e non &egrave; destinataria di contestazioni relative ai lavori di messa in sicurezza della stessa. La consulenza svolta dal signor Joseph Gianferrini non &egrave; affatto &ldquo;falsa&rdquo;, ma &egrave; stata effettivamente resa e documentata, come riconosciuto dal Tribunale della Libert&agrave;, che ha annullato la misura cautelare per totale mancanza di gravi indizi. Non esistono immagini, riprese video o altri elementi oggettivi che documentino passaggi di tangenti negli uffici dell&rsquo;arch. Gianferrini, n&eacute; sono mai state rinvenute somme di denaro contante nei locali ad egli riferibili&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Pesca illegale, maxi sequestro sul litorale tra Bari e Bat: 360 chili di prodotti ittici non a norma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1942120/pesca-illegale-maxi-sequestro-sul-litorale-tra-bari-e-bat-360-chili-di-prodotti-ittici-non-a-norma.html</link>
      <description>Trenta interventi della Guardia di Finanza lungo la costa: sanzioni oltre 125mila euro e attrezzi confiscati</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>pesca illegale</category>
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 17:04:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="228" data-end="627">Controlli serrati lungo il litorale barese e nella fascia costiera della provincia Bat hanno portato a un maxi sequestro di prodotti ittici irregolari. I militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale, hanno intensificato le attivit&agrave; a tutela dell&rsquo;ambiente marino e contro lo sfruttamento illecito delle risorse del mare.</p> <p data-start="629" data-end="1004">Nel corso dell&rsquo;anno sono stati effettuati 30 interventi con l&rsquo;impiego di mezzi navali, che hanno consentito di individuare e sequestrare circa 360 chilogrammi di prodotto ittico. Tra il pescato finito sotto sequestro figurano ricci di mare, datteri bianchi, pesci e molluschi in cattivo stato di conservazione, oltre a prodotti semilavorati privi di certificazione sanitaria.</p> <p data-start="1006" data-end="1210">Per i responsabili sono scattate sanzioni amministrative che, nel complesso, superano i 125mila euro. In alcuni casi &egrave; stata disposta anche la confisca delle attrezzature utilizzate per la pesca illegale.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, fu investita sulle strisce pedonali: muore dopo un mese</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942074/barletta-fu-investita-sulle-strisce-pedonali-muore-dopo-un-mese.html</link>
      <description>L'episodio lo scorso 16 febbraio vicino al lungomare cittadino. Filomena Rinella è morta nell’hospice don Uva di Bisceglie dove era stata trasferita dopo il ricovero in rianimazione nell’ospedale di Andria.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>barletta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942074/barletta-fu-investita-sulle-strisce-pedonali-muore-dopo-un-mese.html</guid>
      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 13:27:51 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; morta la donna che lo scorso 16 febbraio &egrave; stata investita da un&rsquo;auto mentre, sulle strisce pedonali, stava attraversando via Regina Margherita a Barletta. La vittima, Filomena Rinella che avrebbe compiuto 49 anni il prossimo agosto, aveva riportato ferite craniche molto gravi ed &egrave; morta questa mattina nell&rsquo;hospice don Uva di Bisceglie dove era stata trasferita dopo il ricovero in rianimazione nell&rsquo;ospedale di Andria. </p> <p>L&rsquo;incidente era avvenuto nel tardo pomeriggio e l'automobilista che l&rsquo;aveva travolta, si era fermato e allertato i soccorsi. Nell&rsquo;urto contro il mezzo, la donna aveva sfondato il parabrezza. Sull'accaduto indaga la polizia locale.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, palo della luce crolla su un’auto in corsa: tragedia sfiorata in via Alvisi</title>
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      <description>Sul posto intervenuti gli agenti della polizia locale e il personale di Vegapol, che hanno messo in sicurezza l’area. Restano ora da chiarire le cause del cedimento</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>barletta</category>
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:08:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tragedia sfiorata a Barletta, dove un palo dell&rsquo;illuminazione pubblica &egrave; improvvisamente crollato finendo su un&rsquo;auto in transito. &Egrave; accaduto in via Alvisi, all&rsquo;angolo con via Libert&agrave;, in una zona centrale e trafficata della citt&agrave;.</p> <p>Il palo si &egrave; abbattuto trasversalmente sulla carreggiata, colpendo una Toyota Yaris bianca che stava percorrendo la strada in quel momento. Sotto choc ma fortunatamente illesa la conducente. Non avrebbe riportato ferite, nonostante il sostegno metallico abbia centrato in pieno la vettura, bloccandone la corsa.</p> <p>La scena ha attirato subito l&rsquo;attenzione di residenti e passanti: il palo &egrave; rimasto in bilico, sospeso tra le auto parcheggiate e i cavi ancora tesi, paralizzando il traffico.</p> <p>Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e il personale di Vegapol, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l&rsquo;area, gestire la viabilit&agrave; e avviare i primi accertamenti.</p> <p>Restano ora da chiarire le cause del cedimento. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero il forte vento che ha interessato la citt&agrave; nella giornata di oggi e il possibile deterioramento della struttura metallica, che potrebbe essere stata indebolita dalla ruggine e dal tempo. Saranno comunque le verifiche tecniche a stabilire con precisione cosa abbia provocato il crollo.</p> <p>Due invece gli alberi abbattuti dal vento sempre a Barletta: uno &egrave; caduto sulla recinzione dell&rsquo;istituto professionale Archimede danneggiando parte della recinzione; l&rsquo;altro in via Enrico Fermi dove ha centrato un&rsquo;auto e un furgoncino che erano in sosta. Si sono registrati disagi alla circolazione. Il Comune di Barletta ha disposto la chiusura del cimitero e dei giardini del castello</p> <p>Al lavoro in diversi comuni del nord Barese, i vigili del fuoco del comando provinciale di Barletta hanno aiutato un uomo a uscire dall&rsquo;abitacolo della sua auto centrata dall&rsquo;albero caduto in via Fermi. L&rsquo;automobilista - secondo quanto riferiscono i pompieri - sta bene ma a scopo precauzionale &egrave; stato accompagnato in ospedale per accertamenti. </p> <p>Altri interventi sono stati eseguiti a San Ferdinando di Puglia e Trani sempre per alberi caduti e distacco di calcinacci. Il dirigente dell&rsquo;area Urbanistica del Comune di Trani, Andrea Ricchiuti, spiega che &laquo;la caduta dell&rsquo;albero in zona Capirro &egrave; avvenuta in occasione di un evento meteorologico importante, segnalato con allerta gialla dalle competenti strutture&raquo; e che &laquo;il lavoro svolto dai tecnici &egrave; sempre teso al monitoraggio e all&rsquo;intervento sul patrimonio arboreo, oggetto di un censimento in fase di finalizzazione nei prossimi giorni&raquo;. Attualmente i vigili del fuoco sono al lavoro ad Andria per un intervento di messa in sicurezza di una tettoia.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Provincia Bat, parla Bernaldo Lodispoto: «Sono stato attaccato sul piano personale»</title>
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      <description>Il presidente della Provincia : «Io indagato? Sono tranquillo, altrimenti avrei lasciato. Speravano invano nella decadenza dopo le dimissioni collettive»»</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>bernardo lodispoto</category>
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      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:25:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&nbsp;&laquo;Perch&eacute; non ho mai rilasciato dichiarazioni sull&rsquo;indagine che mi riguarda? Perch&eacute; vengono prima i fatti. Ma sono tranquillo&raquo;. Cos&igrave; Bernardo Lodispoto, presidente della Provincia Bat, a margine della manifestazione di insediamento delle nuove Guardie ecologiche volontarie della Bat.</p> <p>Prima dell&rsquo;avvio della cerimonia, in cui Lodispoto e gli operatori hanno letto insieme la formula del giuramento, il cronista non ha potuto non interpellare il presidente Bat sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda: infatti, &egrave; indagato dalla Procura di Trani per concorso in corruzione insieme con il suo ex vicepresidente, Lorenzo Marchio Rossi (ex segretario provinciale del Pd) ed al consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra, anche lui ex esponente Pd). Il presunto corruttore &egrave; un imprenditore della zona.</p> <p>Ebbene, avendo notato la ripetitivit&agrave; di tale circostanza, abbiamo chiesto al presidente Bat se il non avere mai parlato dell&rsquo;inchiesta, ma al contempo avere diffuso numerose informazioni sull&rsquo;attivit&agrave; istituzionale, fosse stata una scelta comunicativa mirata a spostare l&rsquo;attenzione dell&rsquo;opinione pubblica sui fatti che riguardano la provincia. &laquo;Assolutamente s&igrave; e continuer&ograve; a fare cos&igrave; - la risposta di Lodispoto -, perch&eacute; vengono primi fatti e poi le altre questioni. Sono tranquillo con la mia coscienza e per questo non ne parlo. Lascio che l&rsquo;attivit&agrave; la magistratura faccia il suo percorso in maniera altrettanto tranquilla e, nel momento in cui verr&ograve; chiamato, ovviamente sar&ograve; pienamente a loro disposizione. Ma ribadisco di sentirmi tranquillissimo, altrimenti non sarei rimasto pi&ugrave; di un minuto ancora a fare il presidente di questa provincia&raquo;.</p> <p>Chiarito il nodo indagine, il sindaco di Margherita di Savoia passa alla questione elezioni, di cui ha confermato la data del 12 aprile a dispetto di voci che parlavano di un differimento della data per attendere le elezioni di Andria e Trani. &laquo;Confermo che le liste sono tre fra centrodestra, centrosinistra e la mia con alcuni consiglieri di Trani. Sar&agrave; una battaglia, ma si continua ancora sul piano personale contro il sottoscritto e non sul piano politico. Pensavano che la decadenza del presidente a seguito delle loro dimissioni collettive fosse automatica, ma cos&igrave; non &egrave; e non sar&agrave;. Mi auguro che il giorno dopo le votazioni si rifletta un po&rsquo; pi&ugrave; seriamente su come concretizzare l&rsquo;impegno per il nostro territorio&raquo;.</p> <p>Quanto al nuovo servizio delle Guardie ecologiche, &laquo;il problema ambientale &egrave; particolarmente sentito nel territorio della Bat - osserva Lodispoto -, ragione per cui l&rsquo;ingresso delle Gev rappresenta un valore aggiuntivo sostanziale di maggiore controllo sull&rsquo;attivit&agrave; ambientale nella nostra provincia. L&rsquo;iniziativa, poi, si inserisce in un quadro pi&ugrave; ampio che include la costituzione di un osservatorio ambientale, realizzato in sinergia con Prefettura e Procura della Repubblica&raquo;.</p> <p>Il presidente ha anche ricordato il ruolo della Polizia provinciale, dal cui esempio &egrave; nata l&rsquo;ispirazione per il progetto, e sul fronte degli organici ha annunciato &laquo;un concorso in corso per tre nuove assunzioni proprio nella Polizia provinciale, cui si aggiunger&agrave; l&rsquo;acquisto di tre automezzi, risorse che sette anni fa, all&rsquo;inizio del mio mandato, erano del tutto assenti&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Frode fiscale da 18 milioni di euro nella Bat: sequestrati 7 immobili e 11 milioni di euro. Trentasei indagati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941922/frode-fiscale-da-18-milioni-di-euro-nella-bat-sequestrati-7-immobili-in-puglia-e-11-milioni-di-euro.html</link>
      <description>I finanzieri della compagnia di Trani hanno denunciato tre persone, tra cui un consulente del lavoro, per frode fiscale. I beni sono riconducibili a 23 amministratori di altrettante imprese con sede in diversi comuni della Bat</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gdf,bat</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941922/frode-fiscale-da-18-milioni-di-euro-nella-bat-sequestrati-7-immobili-in-puglia-e-11-milioni-di-euro.html</guid>
      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:21:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un presunto giro di fatture false, emesse per operazioni inesistenti con un unico obiettivo: evadere le tasse. Ne sono convinti i finanzieri della compagnia di Trani che hanno denunciato tre persone, tra cui un consulente del lavoro, per frode fiscale. Sotto sequestro sono finiti 7 immobili e 11 milioni di euro, beni che per il gip del Tribunale di Trani, sono da confiscare. Sono riconducibili a 23 amministratori di altrettante imprese con sede in diversi comuni del nord Barese. Le imprese coinvolte nell&rsquo;inchiesta denominata Trio, sono complessivamente 36 e tutte avrebbero ottenuto agevolazioni fiscali attestando maggiori costi attraverso fatture per operazioni inesistenti e create da societ&agrave; cartiere per un ammontare complessivo di circa 18 milioni di euro. Dodici le partite Iva per cui &egrave; stata richiesta e ottenuta la chiusura.</p> <p>Gli accertamenti investigativi, nati da operazioni sospette, hanno ricostruito che il consulente fiscale indagato avrebbe gestito false assunzioni di dipendenti in capo alle imprese cartiere per, sostengono i finanzieri, far apparire operative strutture aziendali in realt&agrave; inesistenti. Un altro indagato, nel tentativo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell&rsquo;Agenzia delle entrate avrebbe usato i guadagni illecitamente accumulati per l&rsquo;acquisto di quattro immobili in provincia di Milano intestandoli a figli e conoscenti ma riconducibili al suo nucleo famigliare. Appartamenti di cui il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro. Un altro immobile &egrave; stato sequestrato Molfetta (Bari) al rappresentante legale di una delle societ&agrave; coinvolte nella frode che per evitare le sanzioni dell&rsquo;Agenzia delle Entrate avrebbe deciso di passare dalla comunione alla separazione dei beni cedendo cos&igrave; alla moglie comproprietaria il suo 50% di propriet&agrave; immobiliare.</p> <p>I finanzieri hanno scoperto &laquo;imprese prive di qualsivoglia struttura aziendale necessaria per poter realmente erogare i beni o le prestazioni indicate nelle fatture&raquo;, emesse per "l'ottenimento di un indebito vantaggio d&rsquo;imposta per le imprese beneficiarie degli immaginari beni e servizi annotati in fattura&raquo;, spiega una nota della Gdf, in cui si evidenzia che &laquo;le fatture false venivano inizialmente accompagnate da un reale flusso di denaro, poi rimesso nella disponibilit&agrave; di chi emetteva i falsi documenti fiscali e contabili, tramite prelevamenti o emissione di effetti cambiari e assegni a loro beneficio&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Modugno, la denuncia dopo la morte dell'operaio precipitato dal capannone: «Troppe disattenzioni e negligenze»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941792/modugno-la-denuncia-dopo-la-morte-dell-operaio-precipitato-dal-capannone-troppe-disattenzioni-e-negligenze.html</link>
      <description>L’associazione «Mai più vittime sul lavoro»: «Si tratta dell’ennesima vita spezzata non per fatalità e destino. Siamo tutti colpevoli»</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>Enrico Matera,operaio morto,cantiere,andria,Giuseppe Filannino</category>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 12:33:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La citt&agrave; di Andria piange un&rsquo;altra giovane vittima sul lavoro, il 29enne Enrico Matera, deceduto lo scorso sabato mattina in un cantiere di Modugno. &laquo;Si tratta dell&rsquo;ennesima vita spezzata non per fatalit&agrave; e destino ma per orribile, solita, somma di negligenze, disattenzioni, sottovalutazione del valore della vita&raquo;, commenta Giuseppe Filannino presidente nazionale dell&rsquo;associazione &ldquo;Mai pi&ugrave; vittime sul lavoro&rdquo;.</p> <p>Una tragedia che segue di sei mesi quella di Nicola Casucci, giovane rider 18enne, travolto da un&rsquo;auto mentre stava effettuando una consegna serale, lo scorso settembre. &laquo;Destino crudele per entrambi i ragazzi, ex studenti dello stesso istituto superiore, l&rsquo;Ites Carafa di Andria - prosegue Giuseppe Filannino -. Nicola al era quarto anno, Enrico si era diplomato nel 2016. Come non sentirsi e sentirmi ancor pi&ugrave; vicino a loro e alle loro famiglie, visto che anch&rsquo;io sono un ex studente di un istituto tecnico andriese. Basta all&rsquo;ennesima trafila di dichiarazioni, anche da parte di chi ha la possibilit&agrave; e il &ldquo;dovere&rdquo; di evitare il continuare delle morti sul lavoro. Solo quando tutti gli attori in campo capiranno e capiremo, di essere tutti colpevoli si potr&agrave; cominciare a invertire la rotta. Ora come ogni giorno &egrave; il momento del dolore, ma verr&agrave; mai il momento del riscatto? Verr&agrave; mai il momento in cui tutti noi, lavoratori dipendenti e datori di lavoro, politica e organi ispettivi, sindacati ed associazioni, diremo basta? Diremo mai pi&ugrave;? Quando dalle parole finalmente passeremo ai fatti?&raquo;.</p> <p>La prevenzione resta l&rsquo;unica cura contro la morte e gli infortuni sul lavoro. Informazione, formazione e addestramento sono le armi certe per fermare la strage, &laquo;Ogni morte sul lavoro ha un colpevole, ogni morte sul lavoro &egrave; evitabile, un cantiere si deve fermare quando manca la sicurezza &ndash; conclude Giuseppe Filannino -. Andria e la Puglia tutta stanno pagando un prezzo assurdo al bisogno di lavorare. Il lavoro &egrave; un diritto non un dovere. Un dovere &egrave; evitare la morte e le sofferenze di chi ogni giorno col suo fare prova a costruire il benessere della sua famiglia e della societ&agrave;, sia esso un dipendente che un datore di lavoro. Dalle statistiche, emerge che anche la morte sul lavoro sia una questione di istruzione: pi&ugrave; hai bisogno pi&ugrave; muori, pi&ugrave; hai bisogno pi&ugrave; accetti rischi, pi&ugrave; hai bisogno meno aiuto ricevi, &ldquo;L&rsquo;ascensore sociale&rdquo; &egrave; fermo da decenni ma la morte &egrave; sempre in movimento. Enrico e Nicola: perdonateci&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Referendum, il procuratore Nitti (Trani): «Il successo alle urne? Merito anche degli avvocati con l’anima»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941785/referendum-il-procuratore-di-trani-nitti-il-successo-alle-urne-merito-anche-degli-avvocati-con-lanima.html</link>
      <description>«Era evidente che non vi fosse una chiara percezione della gravità della riforma. Occorreva che qualcuno cominciasse a spiegarla ai cittadini»</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>Renato Nitti,procuratore,referendum,rossi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941785/referendum-il-procuratore-di-trani-nitti-il-successo-alle-urne-merito-anche-degli-avvocati-con-lanima.html</guid>
      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La riforma Nordio &egrave; stata respinta da una chiara maggioranza di elettori che hanno avuto e sempre avranno a cuore la Costituzione&raquo;: cos&igrave; il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti commenta la vittoria del No al referendum sulla Giustizia.</p> <p>&laquo;Ha vinto il No - la sua prima osservazione - nonostante la fretta con cui &egrave; stato imposto che si votasse prima possibile e nonostante sia stato impedito il voto dei fuori sede. Hanno provato a stravolgere la Costituzione per lasciare mani libere alla politica, ma i cittadini hanno capito e hanno detto in modo chiaro no&raquo;. Il procuratore riconosce all&rsquo;avvocatura un ruolo decisivo nell&rsquo;esito del voto, ma con una distinzione netta: &laquo;Alcuni avvocati hanno provato a sminuire il ruolo stesso della categoria, per fare credere che la giustizia fosse tutta una faccenda di errori di magistrati, arrivando persino a falsare i dati reali su quegli errori. Un&rsquo;altra parte dell&rsquo;avvocatura, devo dire con l&rsquo;anima, ha preteso il rispetto di quel ruolo e ha avuto un&rsquo;importanza rilevante in questo risultato&raquo;.</p> <p>Sul perch&eacute; abbia scelto di esporsi cos&igrave; apertamente, Nitti &egrave; chiaro: &laquo;Era evidente che non vi fosse una chiara percezione della gravit&agrave; della riforma. Occorreva che qualcuno cominciasse a spiegarla ai cittadini. Il rischio era che qualcuno ci etichettasse come impegnati nella politica - ci&ograve; che io non ho mai fatto -, e poi difendere la Costituzione chiama inevitabilmente ciascuno di noi&raquo;. Il giudizio si allarga poi al disegno riformatore nel suo complesso: &laquo;L&rsquo;intero progetto di riformare la Costituzione nei suoi cardini principali ha avuto, credo, una pesante battuta di arresto - &egrave; il pensiero di Nitti -. I cittadini hanno capito che la Costituzione antifascista va difesa dalla tentazione di creare un sistema in cui si finisce, in maniera semplicistica, per dare il potere a uno soltanto&raquo;. Il voto, per&ograve;, non chiude i conti con i problemi strutturali della giustizia: &laquo;Le criticit&agrave; ci sono e devono essere affrontate - riconosce il capo della Procura tranese -. Ma quando finalmente il governo ha dato risorse alla giustizia, noi siamo riusciti a ridurre i tempi del processo. Per le indagini preliminari la Procura di Trani ha oggi tempi tra i migliori in assoluto. Risultati frutto di uno sforzo enorme, ma non basta ancora&raquo;.</p> <p>Quanto al momento pi&ugrave; significativo dell&rsquo;intera campagna referendaria, &laquo;l&rsquo;ultima sera prima del silenzio elettorale ho ripercorso il dialogo avvenuto nell&rsquo;assemblea costituente - fa sapere Renato Nitti - tra persone come Togliatti, Francesco Saverio Nitti e Calamandrei. Tutti diversissimi per provenienza, ma uniti da un&rsquo;unica prospettiva. Ebbene, vedere tra i presenti persone commosse nell&rsquo;ascoltare quelle parole, con la consapevolezza che qualcuno stesse tentando di demolire un cardine importante della Costituzione, mi ha molto colpito. Abbiamo una ricchezza nella Costituzione: dobbiamo rendercene conto e ripartire esattamente da quella&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Basta abusivismo e lotta all’erosione: a Trani finalmente arriva il Piano coste</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941674/basta-abusivi-e-lotta-allerosione-a-trani-finalmente-arriva-il-piano-coste.html</link>
      <description>Il piano ora entra ora nella fase delle osservazioni. Il Pcc sarà depositato presso la segreteria comunale per trenta giorni, durante i quali chiunque potrà presentare le proprie osservazioni.</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>piano coste,trani</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941674/basta-abusivi-e-lotta-allerosione-a-trani-finalmente-arriva-il-piano-coste.html</guid>
      <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:37:35 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La costa tranese con le sue criticit&agrave; irrisolte - dai lidi abusivi alle recinzioni che ostruiscono l&rsquo;accesso al mare, dalle strutture fisse sulle spiagge all&rsquo;erosione di alcuni tratti del litorale - si prepara ad avere, per la prima volta, uno strumento organico di pianificazione e governo. Infatti la giunta comunale ha adottato il Piano comunale delle coste, lo strumento urbanistico che disciplina l&rsquo;uso e la gestione del demanio marittimo comunale in conformit&agrave; alla relativa legge regionale del 2015.</p> <p>Il piano ha alle spalle un percorso lungo e articolato. Una prima bozza di analisi territoriale, incompleta, era stata elaborata da un professionista esterno che si era successivamente dimesso. La relativa documentazione era stata acquisita agli atti del Comune gi&agrave; nel 2019. Da quel materiale di base il servizio demanio comunale ha avviato la revisione e l&rsquo;integrazione degli elaborati, fino al conferimento di un nuovo incarico professionale, formalizzato il 28 dicembre 2023.</p> <p>Nel 2024 la giunta aveva definito gli indirizzi entro cui il piano avrebbe dovuto muoversi: tutela del paesaggio costiero, salvaguardia ambientale, garanzia dell&rsquo;accesso libero e gratuito al mare per i cittadini, sviluppo del turismo. Nel maggio 2025 lo studio incaricato ha trasmesso la proposta progettuale, di cui la giunta ha preso atto avviando contestualmente la procedura di Valutazione ambientale strategica e la consultazione pubblica.</p> <p>Fra settembre e dicembre 2025 sono pervenuti sette contributi da parte di soggetti pubblici e privati. Tutti i contributi sono stati trasmessi ai progettisti per una valutazione tecnico-scientifica in ordine alla loro accoglibilit&agrave; e alla coerenza con gli obiettivi del piano. Le controdeduzioni sono state ritenute favorevoli dall&rsquo;amministrazione, che ha quindi invitato i professionisti a modificare e integrare gli elaborati per recepire i contributi meritevoli di accoglimento. La versione definitiva del piano, aggiornata a febbraio 2026, &egrave; quella che la giunta ha formalmente adottato.</p> <p><span class="GN4_post">Il Pcc agisce esclusivamente sulle aree del demanio marittimo in gestione al Comune di Trani e costituisce &laquo;lo strumento di assetto, gestione, controllo e monitoraggio del territorio costiero comunale - si legge nel provvedimento -, con l&rsquo;obiettivo di contemperare lo sviluppo del settore turistico, il godimento collettivo del litorale e la protezione dell&rsquo;ambiente naturale, con particolare riguardo al recupero dei tratti di costa in stato di degrado o instabilit&agrave; morfologica.</span></p> <p>Tra gli elaborati di progetto spiccano la classificazione della &laquo;linea di costa utile&raquo;, l&rsquo;individuazione delle aree con divieto assoluto di concessione, la mappatura delle spiagge e delle aree a finalit&agrave; turistico-ricreativa, il sistema delle infrastrutture pubbliche e gli interventi di recupero costiero. Il piano disciplina anche il regime transitorio, con l&rsquo;individuazione delle opere di difficile rimozione da adeguare, delle recinzioni da eliminare e degli accessi al mare da rendere pubblici.</p> <p>La delibera conferma inoltre la proposta di perimetrazione del demanio portuale e costiero, quale prima ipotesi di delimitazione della dividente demaniale nell&rsquo;area portuale ai sensi di legge.</p> <p><span class="GN4_post">Il piano ora entra ora nella fase delle osservazioni. Il Pcc sar&agrave; depositato presso la segreteria comunale per trenta giorni, durante i quali chiunque potr&agrave; presentare le proprie osservazioni. Decorso tale termine, il piano dovr&agrave; essere trasmesso a tutti gli enti interessati dal procedimento per i necessari adempimenti, prima di approdare in consiglio comunale per l&rsquo;approvazione definitiva. </span></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, manutenzione straordinaria in tre immobili sottratti alla mafia che saranno destinati a disabili</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941612/barletta-manutenzione-straordinaria-in-tre-immobili-sottratti-alla-mafia-che-saranno-destinati-a-disabili.html</link>
      <description>Si tratta di due mini-appartamenti situati in via Regina Elena (complesso ex Approdo) e di un ampio appartamento in via Sant’Antonio</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941612/barletta-manutenzione-straordinaria-in-tre-immobili-sottratti-alla-mafia-che-saranno-destinati-a-disabili.html</guid>
      <pubDate>Sun, 22 Mar 2026 14:47:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Da beni in possesso della mafia a presidi di libert&agrave; e inclusione per persone con disabilit&agrave;. Nel giorno del ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il comune di Barletta ha annunciato l&rsquo;avvio dei lavori di manutenzione straordinaria per tre unit&agrave; immobiliari, oggi di propriet&agrave; comunale e precedentemente confiscate alla mafia, pronte ad essere messe a disposizione di cittadini fragili.</p> <p>Si tratta di due mini-appartamenti situati in via Regina Elena (complesso ex Approdo) e di un ampio appartamento in via Sant&rsquo;Antonio. Gli alloggi, fanno sapere da palazzo di citt&agrave;, sono stati progettati per essere accessibili, sicuri e dotati di tecnologie d&rsquo;avanguardia. Ogni ambiente sar&agrave; consegnato chiavi in mano ed arredato con materiali di alta qualit&agrave; che rispettano i criteri ambientali minimi (Cam) per garantire sostenibilit&agrave; energetica e comfort. I lavori sono stati finanziati dal Pnrr.</p> <p>L&rsquo;iniziativa punta a costruire un futuro in cui l&rsquo;autonomia abitativa e lavorativa non siano pi&ugrave; traguardi lontani, ma realt&agrave; concrete. Il percorso &egrave; gi&agrave; iniziato: alcuni beneficiari hanno completato con successo i corsi di potenziamento delle competenze digitali, ricevendo gratuitamente dotazioni tecnologiche. Altri invece si apprestano a iniziare lo stesso percorso nelle prossime settimane. &Egrave; cos&igrave; che questi appartamenti sono destinati a diventare il cuore del servizio di co-housing, un vero laboratorio di vita dove un&rsquo;equipe di esperti supporter&agrave; le persone con disabilit&agrave; nella gestione quotidiana della casa - dalla preparazione dei pasti alle commissioni - con l&rsquo;obiettivo di accompagnarli gradualmente verso una parziale autogestione. Il servizio sar&agrave; realizzato in co-progettazione con gli enti del terzo settore, e vedr&agrave; il coinvolgimento delle famiglie, per realizzare degli interventi su misura.</p> <p>&laquo;L&rsquo;utilizzo degli appartamenti sottratti alla criminalit&agrave; organizzata - hanno dichiarato il sindaco Cosimo Cannito e l&rsquo;assessora al Welfare Magdala Spinazzola - rappresenta un segnale concreto di riscatto, di legalit&agrave; e di giustizia sociale. Questa amministrazione ha fortemente voluto che questi spazi diventassero finalmente luoghi di vita, di dignit&agrave; e di opportunit&agrave;. La scelta di destinarli a persone con disabilit&agrave; attesta la nostra attenzione verso i bisogni dei pi&ugrave; deboli e riafferma il principio che lo Stato vince sempre&raquo;. Il sindaco ha, infine, auspicato che &laquo;la normativa sulla confisca di questa tipologia di beni sia rivista con procedure meno complesse&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Ostetricia e Ginecologia con il personale «condiviso». Sinistra italiana: no al «derby» Bisceglie-Barletta</title>
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      <description>La segreteria cittadina di Sinistra Italiana ha espresso preoccupazione per i recenti sviluppi delle vicende relative ai reparti di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Bisceglie e Barletta</description>
      <author>Vito Troilo</author>
      <category>bisceglie</category>
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      <pubDate>Sun, 22 Mar 2026 14:29:42 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La segreteria cittadina di Sinistra Italiana ha espresso preoccupazione per i recenti sviluppi delle vicende relative ai reparti di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Bisceglie e Barletta. Sotto la lente d&rsquo;ingrandimento, in particolare, i livelli prestazionali assicurati nelle due strutture. L&rsquo;unit&agrave; operativa del &laquo;Vittorio Emanuele II&raquo;, a Bisceglie, &egrave; stata riaperta nel febbraio 2023: &laquo;L&rsquo;entusiasmo di un team professionale competente ha consentito fin da subito di traguardare la soglia minima annuale di parti nel punto nascita, fissata in 500 dalle direttive del ministero della salute&raquo; hanno evidenziato i referenti della forza politica di sinistra. &laquo;Il nostro ospedale, parte integrante del sistema sanitario dell&rsquo;Asl Bt, &egrave; coinvolto nel piano regionale per la copertura di ore extra per l&rsquo;esecuzione di prestazioni aggiuntive. Ostetricia e Ginecologia rientra fra i reparti interessati. Ci chiediamo chi ne abbia usufruito e per quali emergenze straordinarie, confidando che, in base al costo lordo di circa 600 euro per 6 ore giornaliere, abbiano fatto seguito risultati straordinari&raquo; hanno spiegato.</p> <p>&laquo;Ci risulta, peraltro, che l&rsquo;ospedale Dimiccoli registri carenza di personale medico al punto da chiedere l&rsquo;alternanza di un certo numero di ginecologi in servizio a Bisceglie. Riteniamo doveroso che l&rsquo;assessorato regionale alla Sanit&agrave; ponga in essere interventi finalizzati al contenimento della spesa pubblica, magari limitando le prestazioni aggiuntive allo stretto necessario attraverso il superamento delle problematiche che affliggono la struttura barlettana, che negli ultimi tre anni non avrebbe raggiunto il limite di 500 nascite malgrado pi&ugrave; posti letto e infrastrutture&raquo;. Il rischio paventato da Sinistra Italiana &egrave; un logoramento professionale di quella parte del personale dell&rsquo;ospedale biscegliese su cui pende la mobilit&agrave; d&rsquo;urgenza, con assegnazione temporanea, a Barletta. &laquo;Chiediamo al presidente Decaro e all&rsquo;assessore alla sanit&agrave; Pentassuglia di intervenire prontamente impedendo che, per far fronte ai problemi di organizzazione del reparto di ostetricia e ginecologia del Dimiccoli, si provochino ulteriori disagi all&rsquo;unit&agrave; operativa di Bisceglie&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Operaio 29enne morto a Modugno dopo una caduta di 6 metri dal tetto: ecco chi era Enrico Matera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1941568/operaio-29enne-morto-a-modugno-dopo-una-caduta-di-6-metri-dal-tetto-ecco-chi-era-enrico-matera.html</link>
      <description>Originario di Andria, lascia la moglie e un neonato: era diventato padre da pochissimo tempo. In pochi giorni si moltiplicano gli incidenti sul lavoro in provincia di Bari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>enrico matera,morto,operaio,modugno</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1941568/operaio-29enne-morto-a-modugno-dopo-una-caduta-di-6-metri-dal-tetto-ecco-chi-era-enrico-matera.html</guid>
      <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 18:22:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una vita spezzata sul lavoro in Puglia: si chiamava <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Enrico Matera</span></span>, aveva 29 anni ed era originario di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Andria</span></span>. Questa mattina ha perso la vita mentre lavorava sul terrazzo di un capannone industriale in via delle Mammole, a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Modugno</span></span>.</p> <p data-start="785" data-end="1324">Secondo le prime ricostruzioni, Enrico sarebbe precipitato da un&rsquo;altezza di circa sei metri attraverso un lucernario, probabilmente ceduto sotto il suo peso, mentre si trovava su una superficie non portante. I sanitari intervenuti sul posto hanno potuto constatarne soltanto il decesso. La Procura della Repubblica di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bari</span></span> ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e nelle prossime ore sar&agrave; disposta una perizia medico-legale per chiarire le cause esatte dell&rsquo;incidente.</p> <p data-start="1326" data-end="1586">Enrico lascia la moglie e una figlia piccola: il 29enne era diventato padre da poco tempo. Appassionato di sport, in passato aveva praticato pallavolo. Amici e conoscenti si stanno stringendo attorno al dolore della famiglia, segnando il tributo di una comunit&agrave; intera a una vita spezzata troppo presto.</p> <p data-start="1588" data-end="2086">Non si tratta purtroppo di un caso isolato: anche il 18 febbraio scorso altri incidenti sul lavoro hanno colpito la provincia di Bari. Sempre a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Modugno</span></span>, un uomo di 62 anni &egrave; caduto da un ponteggio da circa un metro mentre era impegnato in un cantiere nei pressi della statale 96. L&rsquo;operaio &egrave; stato soccorso dal 118 e trasferito all&rsquo;Ospedale Di Venere di Bari; sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spesal per verificare il rispetto delle norme di sicurezza.</p> <p data-start="2088" data-end="2405">Poche ore prima, a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Palo del Colle</span></span>, un operaio di 42 anni di origini straniere ha riportato un trauma cranio-facciale da schiacciamento mentre lavorava in un cantiere in piazza Diaz. Anche in questo caso, le verifiche degli ispettori dello Spesal sono state avviate per ricostruire l&rsquo;accaduto.</p> <h3 data-start="2088" data-end="2405">IL CORDOGLIO&nbsp;</h3> <p data-start="2088" data-end="2405">&laquo;Un nuovo dolore attraversa tutta la citt&agrave;, dopo la notizia della prematura scomparsa di un giovane concittadino, padre da poco. Operaio in un cantiere nella zona industriale di Modugno &eacute; morto sul colpo a seguito di una caduta dal tetto su cui pare stesse lavorando, dalle informazioni circolate in queste ore. Non ci sono parole da spendere, c'&egrave; solo tanta sofferenza, mista ad incredulit&agrave; e rabbia, per una nuova vittima sul lavoro&raquo;. Cos&igrave; la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, commenta la notizia della morte dell&rsquo;operaio andriese di 30 anni.  &laquo;Alla famiglia e a tutti i suoi cari - conclude - giunga il cordoglio profondo e rispettoso della citt&agrave; di Andria&raquo;.</p> <p data-start="2088" data-end="2405">Sui social si susseguono i messaggi di amici, conoscenti e anche delle persone che hanno incontrato il 29enne per motivi sportivi o di lavoro: &laquo;Caro Enrico, me ne hai fatte passare tante - scrive la sua allenatrice di volley - ne ho avuta di pazienza con te, forse pi&ugrave; che per un figlio&hellip; ma ti ho voluto bene tanto quanto ho voluto bene ad ogni ragazzo che ho allenato. Non si pu&ograve; morire cos&igrave; &hellip; no non si pu&ograve;. Eri felice, eri diventato pap&agrave; che grande dispiacere&raquo;, commentano.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Le farmacie nel mirino, pochi i controlli e le bande scorrazzano: tremano i comuni ofantini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941548/le-farmacie-nel-mirino-pochi-i-controlli-e-le-bande-scorrazzano-tremano-i-comuni-ofantini.html</link>
      <description>A Margherita, Trinitapoli e San Ferdinando aumentano i furti in negozi e di auto. Non c’è alcuna presenza della Polizia perché non ci sono commissariati</description>
      <author>Aldo Losito</author>
      <category>farmacie</category>
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      <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:51:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>E&rsquo; allarme sicurezza nelle tre citt&agrave; ofantine della provincia Bat. I centri di Margherita, Trinitapoli e San Ferdinando, infatti, sono costantemente presi di mira dai criminali per furti di ogni genere, soprattutto nelle ore notturne, quando i controlli del territorio scarseggiano, per via delle poche possibilit&agrave; a disposizione delle forze dell&rsquo;ordine.</p> <p>Un esempio? La notte tra gioved&igrave; 12 e venerd&igrave; 13 marzo si sono verificati vari episodi criminali, alcuni dei quali collegati, perch&eacute; posti in essere dagli stessi criminali. Intorno all&rsquo;1.30 di notte, un gruppo di 4 persone con volto travisato, ha fatto irruzione in una farmacia del centro di Margherita, dove ha distrutto la cassa automatica, asportando il denaro presente, mettendo a soqquadro la struttura e provocando ingenti danni. Scattato l&rsquo;allarme dell&rsquo;esercizio commerciale, il proprietario ha chiamato subito i Carabinieri, che purtroppo erano impegnati in un altro intervento a San Ferdinando. Fin quando sono arrivati i militari dell&rsquo;Arma, i malviventi erano fuggiti a bordo di un suv Maserati.</p> <p>La stessa auto vista in azione poco dopo a Trinitapoli, con gli stessi 4 individui che hanno tentato il furto in altre due farmacie. I ladri hanno prima spostato le telecamere di videosorveglianza dei due negozi, per poi intervenire intorno alle ore 4. Questa volta, per&ograve;, la vigilanza privata &egrave; riuscita a metterli in fuga.</p> <p>Di ritorno a Margherita, il suv Maserati &egrave; stato intercettato sulle strade verso Barletta, da una pattuglia della Guardia di Finanza, che ha tentato di inseguire la potente auto dei malfattori, senza per&ograve; riuscirvi.</p> <p>Per chiudere il quadro, la stessa notte, un centro di revisioni automobilistiche di Trinitapoli ha subito un furto di varie auto, che erano presenti nella struttura.</p> <p>Come si evince dal semplice racconto di una normalissima notte di marzo, i criminali hanno spadroneggiato sul territorio, grazie ad una scarsa copertura del controllo da parte delle forze dell&rsquo;ordine. Su Margherita, Trinitapoli e San Ferdinando c&rsquo;&egrave; solo la presenze dei Carabinieri, con l&rsquo;aggiunta della Guardia di Finanza nella citt&agrave; salinara. Non c&rsquo;&egrave; alcuna presenza della Polizia di Stato, perch&eacute; non ci sono commissariati. Solo d&rsquo;estate, la Questura della Bat ha istituito un presidio mobile su Margherita, che triplica in popolazione per le presenze turistiche. Onestamente troppo poco, per quella che le stesse forze dell&rsquo;ordine considerano la &laquo;porta d&rsquo;ingresso&raquo; nella Bat, per la criminalit&agrave; foggiana ed in particolare cerignolana. Nell&rsquo;ultimo periodo, soprattutto di notte, si registra un aumento di furti in negozi e di autovetture, che ha crea molta apprensione tra i residenti.</p> <p>Non bisogna dimenticare, infine, l&rsquo;episodio che ha avuto clamore nazionale dell&rsquo;assalto al bancomat lo scorso 30 novembre a San Ferdinando, quando i criminali bloccarono i Carabinieri nella caserma, con un catenaccio che impediva l&rsquo;apertura del cancello della struttura. Anche in quel caso, fu necessario l&rsquo;arrivo di forze dell&rsquo;ordine dai comuni vicini, mentre i malviventi operavano indisturbati con ruspe e camion in pieno centro cittadino.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Barletta, dopo il furto arriva un dono: una nuova auto restituisce speranza alla famiglia di Mattia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941465/barletta-dopo-il-furto-arriva-un-dono-una-nuova-auto-restituisce-speranza-alla-famiglia-di-mattia.html</link>
      <description>La solidarietà di una concessionaria cambia il destino di una madre e del suo bimbo disabile: «Nel mondo c’è anche bellezza»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>barletta</category>
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      <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 17:55:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;In questo mondo che, a volte, sembra cos&igrave; cattivo, a distanza di una settimana abbiamo visto la luce in fondo al tunnel&raquo;. Le parole di Claudia arrivano con la voce ancora segnata dai giorni difficili, ma stavolta attraversate da qualcosa di diverso: sollievo, gratitudine, forse anche un po&rsquo; di stupore. Perch&eacute; dopo il furto dell&rsquo;auto, avvenuto all&rsquo;alba del 12 marzo nel centro di Barletta, ieri sera &egrave; arrivato l&rsquo;incontro che ha cambiato il corso delle cose.</p> <p>Davanti a loro Raffaele ed Eleonora Matino, padre e figlia, titolari di una concessionaria in vicinale Petraro. Sono stati loro, dopo aver letto la notizia, a decidere di donare un&rsquo;auto alla famiglia, colpita da un furto che era molto pi&ugrave; di un danno economico.</p> <p>Quella Ford C-Max rubata non era solo un mezzo di trasporto. Era lo strumento indispensabile per accompagnare Mattia, quasi sei anni, alle visite mediche tra Bari e Foggia. Il bambino soffre di problemi di deambulazione e strabismo, conseguenze di una sofferenza neonatale durante il parto. E dentro quell&rsquo;auto c&rsquo;era la quotidianit&agrave; di una famiglia: tre seggiolini, le corse in ospedale, la gestione di tre figli piccoli.</p> <p>&laquo;Sul pass c&rsquo;era la foto del mio Mattia &ndash; racconta Claudia &ndash; e continuo a chiedermi come sia stato possibile che non abbiano provato nulla. N&eacute; vedendo lo stallo per disabili, n&eacute; il contrassegno, n&eacute; entrando e trovando i seggiolini dei bambini. In quell&rsquo;auto c&rsquo;erano le nostre giornate, parte della nostra vita&raquo;.</p> <p>Il furto aveva avuto conseguenze immediate: una visita gi&agrave; programmata era stata annullata, mentre restava l&rsquo;incertezza su come affrontare le successive. Poi, in pochi giorni, qualcosa si &egrave; mosso. &laquo;Grazie all&rsquo;auto che abbiamo ricevuto in dono da queste due persone stupende &ndash; continua Claudia &ndash; potremo tornare a portare Mattia in ospedale gi&agrave; dalla prossima settimana. &Egrave; stato un gesto inaspettato che ci ha reso felicissimi. Nel mondo c&rsquo;&egrave; anche bellezza e bont&agrave;, queste cose vanno moltiplicate&raquo;.</p> <p>L&rsquo;incontro tra le due famiglie &egrave; stato semplice: &laquo;Eleonora si &egrave; &ldquo;innamorata&rdquo; di Mattia &ndash; aggiunge la madre &ndash; ed &egrave; stato un modo per conoscere persone davvero speciali&raquo;.</p> <p>A confermarlo &egrave; proprio Eleonora, che racconta il senso di questa scelta. &laquo;&Egrave; stato bellissimo conoscerli, vedere Mattia e i suoi fratellini. Per noi &egrave; stato un gesto spontaneo: ci siamo messi nei loro panni. Questo posto per noi non &egrave; solo una concessionaria, &egrave; casa. E in qualche modo &egrave; come se qui fosse tornata la famiglia, nel senso pi&ugrave; alto del termine&raquo;.</p> <p>Un gesto che si inserisce in una storia gi&agrave; segnata da attenzione verso gli altri. La concessionaria, infatti, &egrave; parte di un&rsquo;azienda agricola a conduzione familiare, che in passato ha aperto i propri spazi anche a famiglie con bambini autistici, offrendo momenti di gioco e serenit&agrave; in un ambiente protetto. &laquo;I bambini venivano qui, giocavano, ridevano &ndash; racconta Raffaele &ndash; e le mamme potevano stare tranquille. &Egrave; questo che vogliamo continuare a fare&raquo;.</p> <p>Intanto l&rsquo;auto &egrave; pronta. Gli ultimi ritocchi, la documentazione sistemata, la consegna fissata: luned&igrave; sera la famiglia potr&agrave; ritirarla. E tornare, finalmente, alla normalit&agrave;. Non quella perfetta, ma quella possibile. Quella che, ogni tanto, passa anche dalla gentilezza degli altri.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Ex cartiera di Barletta, tutto tace a cinque mesi dal Jova Summer»: la denuncia sull'area che ospiterà Jovanotti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941427/ex-cartiera-di-barletta-tutto-tace-a-cinque-mesi-dal-jova-summer-la-denuncia-sull-area-che-ospitera-jovanotti.html</link>
      <description>«Barletta al Centro» chiede lumi sulla idoneità del sito. Perplessità sulla salubrità</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>jovanotti,barletta,ex cartiera,Nicola Cortone</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941427/ex-cartiera-di-barletta-tutto-tace-a-cinque-mesi-dal-jova-summer-la-denuncia-sull-area-che-ospitera-jovanotti.html</guid>
      <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:35:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Luned&igrave; 17 agosto &egrave; prevista la tappa barlettana del Jova Summer Party, ma della idoneit&agrave; dell&rsquo;ex cartiera, nella quale ne &egrave; programmato lo svolgimento, al momento si sa poco o nulla&raquo;. A lanciare l&rsquo;allarme &egrave; il capogruppo consiliare di Barletta al Centro, Michele Trimigno.</p> <p>Gi&agrave; due mesi fa, era il 20 gennaio, il consigliere aveva inviato una richiesta di informazioni al presidente della Provincia Bat Bernardo Lodispoto, al Prefetto Flavia Anania, al dirigente Ambiente della Bat Nicola Cortone, al sindaco di Barletta Cosimo Cannito e al direttore generale dell&rsquo;Arpa Vito Bruno. Le perplessit&agrave; sulla salubrit&agrave; della zona nascono dall&rsquo;abbandono ultra trentennale (il complesso industriale ha chiuso nel 1990) e dalle conseguenze dell&rsquo;incendio che il 29 dicembre del 2019 colp&igrave; l&rsquo;azienda per il trattamento dei rifiuti Dalena Ecologia, nella zona industriale, con ricadute che interessarono anche la stessa area dell&rsquo;ex cartiera.</p> <p>Subito dopo il rogo, un&rsquo;equipe di Arpa Puglia, insieme al Nucleo Ambientale della Polizia Locale e agli operatori della Asl Bt, effettu&ograve; campionamenti e verifiche. Da quelle indagini risult&ograve; che l&rsquo;area &egrave; potenzialmente contaminata. Di qui le istanze sollevate da Trimigno due mesi fa ed alle quali sono arrivate alcune risposte.</p> <p>&laquo;Su sollecitazione della Prefettura - ha spiegato il consigliere - mi hanno risposto l&rsquo;Arpa in data 25 febbraio 2026, la Provincia Bat in data 2 marzo 2026 e il 17 marzo anche il Comune di Barletta&raquo;. Entrando nel dettaglio, Trimigno ha evidenziato che &laquo;in base alle tre risposte, la prima della direttrice del Servizio territoriale e Dipartimento Bat dell&rsquo;Arpa Rosaria Petruzzelli e del dirigente provinciale ad interim all&rsquo;Ambiente Nicola Cortone, la terza del dirigente comunale all&rsquo;Ambiente Francesco Lomoro, ho dedotto quanto segue: dalle indagini effettuate su quell&rsquo;area sono stati rilevati i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione per quanto riguarda diossine e furani e policlorobifenili. Tale superamento &egrave; rilevante per le tre sostanze nel caso di uso agricolo di quella superficie e per i soli policlorobifenili diventa rilevante l&rsquo;utilizzazione a verde o residenziale, mentre non sono stati rilevati superamenti per quanto riguardo l&rsquo;utilizzo a scopi commerciali o industriali&raquo;.</p> <p>Alla luce di questo, per Trimigno &laquo;la previsione di un mega concerto su un&rsquo;area qualificata come area industriale dismessa, ritenuta al momento idonea a soli usi commerciali e industriali pare suscitare pi&ugrave; di un interrogativo, anche sulla base del fatto che, fatta data alla met&agrave; di marzo, non risulta trasmessa alcuna richiesta per rivalutare il rischio ambientale&raquo;.</p> <p>Questa, per il consigliere, &egrave; una mancanza, perch&eacute; &laquo;il dirigente della Provincia parla chiaro spiegando che lo svolgimento di un evento pubblico di rilevante affluenza comporta, sotto il profilo tecnico-ambientale, una modifica dello scenario di esposizione rispetto a quello tipico di un sito industriale dismesso, con possibili riflessi sulla valutazione del rischio. E il dirigente all&rsquo;Ambiente del Comune di Barletta puntualizza: l&rsquo;incidenza dell&rsquo;evento sul possibile cambio di destinazione d&rsquo;uso dell&rsquo;area andr&agrave; valutata eventualmente dal dirigente del settore Urbanistica del Comune di Barletta. L&rsquo;incidenza dell&rsquo;evento sull&rsquo;utilizzo del sito andr&agrave; valutata poi nell&rsquo;ambito del procedimento relativo all&rsquo;autorizzazione per pubblico spettacolo di competenza dello Sportello unico attivit&agrave; produttive&raquo;.</p> <p>Infine, un interrogativo. &laquo;Mancano solo 5 mesi al mega concerto di luned&igrave; 17 agosto, ma - ha concluso Trimigno - l&rsquo;impressione &egrave; che si continui a navigare a vista. Perch&eacute;?&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Rubano il cibo della colletta alimentare dalla Caritas di Bisceglie: «Uno schiaffo a chi si impegna ad aiutare»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941372/rubano-il-cibo-della-colletta-alimentare-dalla-caritas-di-bisceglie-uno-schiaffo-a-chi-si-impegna-ad-aiutare.html</link>
      <description>Chi ha agito, non ha solo danneggiato la porta di ingresso e alcuni arredi provocando danni di alcune centinaia di euro, ma ha anche portato via la quasi totalità degli alimenti raccolti nei giorni scorsi dai volontari grazie alla iniziativa della colletta alimentare</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>rubano il cibo,bisceglie,colletta,caritas</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941372/rubano-il-cibo-della-colletta-alimentare-dalla-caritas-di-bisceglie-uno-schiaffo-a-chi-si-impegna-ad-aiutare.html</guid>
      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:36:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La sede della Caritas di Bisceglie, nel nord Barese, ha subito un furto nel pomeriggio di oggi. Chi ha agito, non ha solo danneggiato la porta di ingresso e alcuni arredi provocando danni di alcune centinaia di euro, ma ha anche portato via la quasi totalit&agrave; degli alimenti raccolti nei giorni scorsi dai volontari grazie alla iniziativa della colletta alimentare. Il responsabile della Caritas ha sporto denuncia ai carabinieri. </p> <p>&laquo;Non &egrave; solo un furto. &Egrave; uno schiaffo a chi dona, ai tanti volontari, a chi si impegna ogni giorno per aiutare gli altri, a chi vive in condizione di difficolt&agrave; e fragilit&agrave; sociale ed economica&raquo;, ha scritto sui social il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, che ha definito l&rsquo;accaduto &laquo;un gesto che colpisce e interroga tutti noi da vicino&raquo;, perch&eacute; &laquo;rubare alla Caritas &egrave; rubare alla citt&agrave;&raquo;. &laquo;Bisceglie &egrave; una comunit&agrave; generosa e solidale, che non resta indifferente e non si gira dall&rsquo;altra parte - continua il primo cittadino - &egrave; proprio da qui che bisogna ripartire: con ancora pi&ugrave; slancio, con ancora pi&ugrave; senso di responsabilit&agrave;, perch&eacute; gesti come questo non possono e non devono trovare spazio nella nostra citt&agrave;&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, dopo il furto la proposta di un’auto in dono ai genitori di Mattia, bimbo con disabilità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941282/barletta-dopo-il-furto-la-proposta-di-unauto-in-dono-ai-genitori-di-mattia-bimbo-con-disabilita.html</link>
      <description>A lanciare l’iniziativa sono Raffaele ed Eleonora Matino, titolari di una concessionaria alla periferia della città. L’auspicio dei due è che la famiglia accolga la loro proposta</description>
      <author>viviana minervini</author>
      <category>barletta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941282/barletta-dopo-il-furto-la-proposta-di-unauto-in-dono-ai-genitori-di-mattia-bimbo-con-disabilita.html</guid>
      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 13:10:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dal dolore per un furto alla possibilit&agrave; concreta di un gesto di solidariet&agrave;. A Barletta, dove nei giorni scorsi ha colpito la storia della famiglia rimasta senza auto dopo il colpo messo a segno all&rsquo;alba del 12 marzo, ora si apre uno spiraglio fatto di vicinanza e senso civico: un padre e una figlia, dopo aver letto la notizia, hanno deciso di mettere a disposizione una vettura per aiutare i genitori del piccolo Mattia nei loro spostamenti quotidiani legati alle cure del bambino.</p> <p>A lanciare l&rsquo;iniziativa sono Raffaele ed Eleonora Matino, titolari di una concessionaria alla periferia della citt&agrave;. &laquo;Abbiamo letto la notizia di questa famiglia di nostri concittadini e ci si &egrave; stretto il cuore &ndash; spiegano &ndash;. Per questo abbiamo deciso di donare loro un&rsquo;auto, una piccola utilitaria da citt&agrave;, cos&igrave; da aiutarli a far fronte alle visite mediche e a tutte le esigenze che due genitori con bambini piccoli, e ancor di pi&ugrave; con un bimbo con disabilit&agrave;, si trovano ogni giorno ad affrontare&raquo;. L&rsquo;auspicio dei due &egrave; che la famiglia accolga la loro proposta, cos&igrave; da poter trasformare l&rsquo;intenzione in un aiuto concreto.</p> <p>La vicenda &egrave; quella della Ford C-Max rubata sotto casa dei proprietari, nel centro di Barletta, dove era parcheggiata nello stallo riservato ai disabili assegnato dal Comune alla famiglia. Il mezzo era indispensabile per accompagnare Mattia, che compir&agrave; sei anni a ottobre, alle visite specialistiche tra Bari e Foggia. Il bambino soffre di problemi di deambulazione e strabismo, conseguenze di una sofferenza neonatale durante il parto. Nel veicolo c&rsquo;erano anche i seggiolini dei fratellini, due gemelli di poco pi&ugrave; di un anno.</p> <p>La madre, Claudia, aveva raccontato tutta la sua amarezza: &laquo;La rabbia non &egrave; solo per il furto dell&rsquo;auto, ma per il gesto in s&eacute;. Sul parabrezza c&rsquo;era il pass con l&rsquo;indicazione della disabilit&agrave;&raquo;. E ancora: &laquo;La prima cosa che ho dovuto fare &egrave; stata annullare la visita oculistica per Mattia&raquo;.</p> <p>Le parole di Raffaele ed Eleonora nascono proprio da qui. &laquo;Ci siamo messi nei panni di questa famiglia, poteva essere un nostro parente. Le brutte persone esistono e a volte riescono anche a farla franca, ma oltre ad avere fiducia nelle forze dell&rsquo;ordine dobbiamo moltiplicare i gesti di amore e di gentilezza. Solo cos&igrave;, facendo del bene, possiamo rendere migliore la nostra citt&agrave; e la collettivit&agrave;&raquo;. Ora la speranza &egrave; che a quel dolore possa rispondere un atto concreto di vicinanza.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Tangenziale di Andria ridotta a colabrodo: l’asfalto ha ceduto, lesionate le ruote a decine di auto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941273/tangenziale-di-andria-ridotta-a-colabrodo-lasfalto-ha-ceduto-lesionate-le-ruote-a-decine-di-auto.html</link>
      <description>E' accaduto nel tratto da Corato in direzione autostrada. I lavori di messa in sicurezza sono terminati già ieri mattina. L’amministrazione: «Tutti i proprietari saranno risarciti»</description>
      <author>DAVIDE SURIANO</author>
      <category>andria,strada con buche</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941273/tangenziale-di-andria-ridotta-a-colabrodo-lasfalto-ha-ceduto-lesionate-le-ruote-a-decine-di-auto.html</guid>
      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 12:09:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una scena del genere non si era mai vista: decine di auto ferme sul ciglio della strada e conducenti intenti a cambiare gli pneumatici. E&rsquo; successo sulla tangenziale di Andria marted&igrave; sera scorso. A causa delle incessanti piogge durante tutta quella giornata, l&rsquo;asfalto ha ceduto nel tratto da dove ci si immette da Corato in direzione autostrada, provocando l&rsquo;apertura di due grosse buche che hanno causato danni a molte autovetture in transito.</p> <p>La scena &egrave; stata ripresa da un utente e il video ha fatto rapidamente il giro della rete. Quel tratto di strada &egrave; particolarmente buio per l&rsquo;assenza di illuminazione, ma le buche erano impossibili da notare perch&eacute; piene d&rsquo;acqua.</p> <p>Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, la Polizia di Stato, la Multiservizi e l&rsquo;assessore ai Lavori Pubblici Mario Loconte per constatare di persona cosa stava accadendo. I lavori di messa in sicurezza sono terminati gi&agrave; ieri mattina.</p> <p>Circa un anno fa la stessa tangenziale, nel tratto successivo e per circa tre chilometri, &egrave; stata completamente riasfaltata. Quei lavori furono realizzati grazie a un vecchio mutuo che il comune di Andria aveva fatto per altri lavori sulla tangenziale ma mai effettuati. Si attende ora l&rsquo;intervento su di un ulteriore pezzo di tangenziale e poi c&rsquo;&egrave; sempre la parte nei pressi dell&rsquo;uscita autostradale che resta molto ammalorata.</p> <p>Da Palazzo di citt&agrave; hanno fatto sapere che gli uffici sono al lavoro per appaltare altri lavori. &laquo;La sicurezza stradale rappresenta una priorit&agrave; assoluta - ha sottolineato l&rsquo;assessore ai Lavori Pubblici Mario Loconte - ed &egrave; per questo che siamo al lavoro per reperire risorse per poter rendere la manutenzione stradale una azione costante. Grazie a questo lavoro sono in corso di definizione tre misure di finanziamenti regionali e statali, per un totale di circa 4 milioni di euro, a cui si potranno aggiungere anche fondi bilancio comunale. Sono risorse preziose con le quali con il Settore Lavori Pubblici stiamo predisponendo i progetti per i nuovi interventi da destinare alla messa in sicurezza di ulteriori strade urbane ed extraurbane&raquo;.</p> <p>In merito agli automobilisti danneggiati l&rsquo;altra sera dalle buche, Loconte ha detto che l&rsquo;ente comunale risarcir&agrave;.</p> <p>Di &laquo;una scena assurda&raquo; ha parlato il candidato sindaco di Andria del centrodestra, Sabino Napolitano. &laquo;Il problema sicurezza stradale &egrave; assolutamente dimenticato dall&rsquo;amministrazione Bruno e non lo si scopre adesso - ha aggiunto Napolitano -. Venissero ora a fare video per i social, sindaco e assessore, perch&eacute; devono dare spiegazioni alla cittadinanza che da tempo denuncia questo problema sulla tangenziale, senza avere risposte e azioni concrete. Ad oggi si parla ancora di reperire fondi per risolvere una questione di grande priorit&agrave;. Bisogna aspettare che accadano altri incidenti?&raquo;</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Barletta, sequestrano e picchiano un uomo per un debito: in 4 arrestati. Uno di loro è già indagato per l'omicidio Diviesti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941255/barletta-violenza-privata-e-tentata-estorsione-in-quattro-finisco-in-manette.html</link>
      <description>Tra gli arrestati figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto – insieme ad altri indagati – nell’inchiesta sull’omicidio del 26enne barlettano scomparso il 25 aprile e ritrovato senza vita il 29 aprile scorso</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (viviana minervini)</author>
      <category>violenza privata e tentata estorsione</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941255/barletta-violenza-privata-e-tentata-estorsione-in-quattro-finisco-in-manette.html</guid>
      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:42:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Quattro persone in carcere con l&rsquo;accusa di aver sequestrato e picchiato un uomo per un debito. &Egrave; il bilancio di un&rsquo;operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani e sfociata in un&rsquo;ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Trani.</p> <p>I destinatari del provvedimento sono quattro barlettani, di et&agrave; compresa tra i 22 e i 59 anni, ritenuti responsabili &ndash; a vario titolo &ndash; di violenza privata e tentata estorsione ai danni di un 45enne, anche lui di Barletta.</p> <p>Le indagini, condotte dal Commissariato di Barletta e dalla Squadra Mobile della Questura BAT, sono partite da una segnalazione anonima giunta alla sala operativa, nella quale si riferiva di un uomo costretto con la forza a salire su un&rsquo;auto contro la propria volont&agrave;. Gli investigatori hanno quindi avviato un&rsquo;analisi dei sistemi di videosorveglianza, ricostruendo l&rsquo;intera vicenda.</p> <p>Dalle immagini &egrave; emerso che la vittima sarebbe stata effettivamente obbligata a salire a bordo del veicolo e successivamente condotta all&rsquo;interno di un bar, dove sarebbe stata aggredita e colpita ripetutamente, anche con un bastone e uno sgabello. Una volta rintracciato, il 47enne avrebbe riferito agli inquirenti che l&rsquo;aggressione era legata a un debito non saldato.</p> <p>La gravit&agrave; dei fatti, avvenuti nei giorni scorsi, ha portato la Procura a richiedere con urgenza una misura cautelare, accolta dal giudice.</p> <p>Tra gli arrestati figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, gi&agrave; coinvolto &ndash; insieme ad altri indagati &ndash; nell&rsquo;inchiesta sull&rsquo;omicidio di Francesco Diviesti, il 26enne barlettano scomparso il 25 aprile e ritrovato senza vita il 29 aprile scorso nelle campagne tra Canosa e Minervino Murge, delitto aggravato dal metodo mafioso.</p> <p>L'episodio che ha portato gli indagati in carcere, risale allo scorso 6 marzo quando, in pieno giorno, un uomo di 47 anni "&egrave; stato costretto con la forza a salire a bordo di un'auto, portato in un bar dove &egrave; stato malmenato e poi costretto a raggiungere casa della sorella per recuperare la somma di denaro motivo dell'aggressione", ha spiegato nel corso della conferenza stampa Marco Gambardella, il pm che ha coordinato le indagini della Squadra mobile di Andria. Ad allarmare &egrave; che "i presunti autori dei reati non si sono fermati neppure davanti alla presenza di passanti che, per&ograve;, non sono intervenuti - ha rilevato il magistrato - e questo si innesta in un clima di profonda omert&agrave;". Solo una persona "ha trovato il coraggio di segnalare quanto aveva visto alla sala operativa dando il via all'indagine", ha aggiunto.</p> <p>"La segnalazione non ha fornito dettagli sul tipo di auto a bordo della quale la vittima &egrave; stata fatta salire, n&eacute; targa, n&eacute; modello, n&eacute; colore", ha sottolineato il capo della squadra mobile, Gianluca Gentiluomo. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza, invece, hanno aiutato gli accertamenti investigativi. Utili sono state "quelle del bar, a cui siamo arrivati seguendo il percorso dell'auto. Quelle telecamere hanno immortalato il pestaggio", &egrave; stato spiegato. Complesso &egrave; stato anche trovare la vittima che non ha sporto denuncia ma ha solo dichiarato di aver contratto un debito per motivi personali. "In questo caso il gip ha ritenuto che non vi fosse soltanto il pericolo di reiterazione ma anche il pericolo di inquinamento probatorio: per questo, ha evitato l'interrogatorio preventivo", ha puntualizzato il procuratore Renato Nitti.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>FdI: «Procuratore di Trani al convegno per il no con un indagato». Nitti smentisce: mai prevista la mia presenza. La replica di Lodispoto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941207/fdi-procuratore-di-trani-al-convegno-per-il-no-con-un-indagato-nitti-smentisce-mai-prevista-la-mia-presenza.html</link>
      <description>La polemica innescata da Bignami su un incontro con il presidente della provincia Lodispoto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>renato nitti,bernardo lodispoto,bat,trani,fdi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941207/fdi-procuratore-di-trani-al-convegno-per-il-no-con-un-indagato-nitti-smentisce-mai-prevista-la-mia-presenza.html</guid>
      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:38:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, non parteciper&agrave; ad alcun convegno nel quale &egrave; prevista la partecipazione del presidente della Bat, Bernardo Lodisposto. Lo si apprende da fonti della Procura di Trani. Il riferimento &egrave; a quanto ha affermato oggi a Firenze il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, che ha detto di trovare &laquo;sconcertante&raquo; e &laquo;incredibile&raquo; che &laquo;il capo della procura di Trani vada a fare un convegno con il presidente della Provincia Bat (Barletta-Andria-Trani), Bernardo Lodispoto, che &egrave; indagato dalla Procura di Trani&raquo;.</p> <p>Nella stessa giornata e alla stessa ora in cui &egrave; previsto l'incontro a Margherita di Savoia (Bat) alla presenza di Lodispoto, il 20 marzo prossimo, infatti, &egrave; gi&agrave; programmata la partecipazione del procuratore Nitti ad altro evento ad Andria sulle 'Ragioni del No al referendum' assieme al magistrato Marco Gambardella, all&rsquo;avvocato Valentina De Santis e all&rsquo;ex magistrato Luigi De Magistris.</p> <p>&laquo;Francamente non ci trovo niente di sconcertante, di incredibile. Trovo invece pi&ugrave; sconcertante e pi&ugrave; incredibile che il capo della procura di Trani vada a fare un convegno con il presidente della Provincia Bat (Barletta-Andria-Trani)&raquo;, Bernardo Lodispoto, che &egrave; indagato dalla procura di Trani. Credo che sia un pochino pi&ugrave; inquietante&raquo;. Lo ha detto il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, oggi a Firenze per un&rsquo;iniziativa sul referendum rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla vicenda che coinvolgerebbe il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Il Fatto Quotidiano stamani riporta che Delmastro sarebbe stato in societ&agrave; con la figlia di Mauro Caroccia, imprenditore romano della ristorazione considerato in ambienti giudiziari legato al clan camorristico dei Senese e condannato in via definitiva a 4 anni per intestazione fittizia (prestanome) con l&rsquo;aggravante del metodo mafioso.</p> <h3>LA REPLICA DI LODISPOTO</h3> <p>&laquo;Apprendo di polemiche circa la mia partecipazione ad un convegno a Margherita di Savoia per il no al referendum sulla giustizia&raquo;, scrive in una nota il presidente della Provincia Bat (Barletta-Andria-Trani), Bernardo Lodispoto. &laquo;Polemiche destituite di fondamento in quanto il sottoscritto, pur dovendo solo portare i saluti istituzionali, aveva gi&agrave; provveduto a indicare il vicesindaco della citt&agrave; in sua sostituzione per ragioni di opportunit&agrave;. Allo stesso tempo, mi risulta che anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani avesse comunicato la sua assenza in quanto aveva gi&agrave; annunciato la sua partecipazione ad un convegno ad Andria. Pertanto, le polemiche non hanno alcun fondamento ed evidentemente affondano le radici solo nel clima da campagna elettorale che mal si concilia con la battaglia di diritti e libert&agrave; a cui ho convintamente aderito in difesa della nostra Costituzione&raquo;, conclude.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Laurea falsa, Fiorella rinviata a giudizio. Il gip: «Non è sufficiente un anno alla Caritas»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941187/laurea-falsa-no-del-gip-alla-messa-alla-prova-fiorella-rinviata-a-giudizio.html</link>
      <description>La 38enne barlettana aveva chiesto la messa alla prova per evitare la condanna: potrà ripresentare la richiesta a ottobre prima dell'avvio del processo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>caritas,barletta,carmela fiorella</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941187/laurea-falsa-no-del-gip-alla-messa-alla-prova-fiorella-rinviata-a-giudizio.html</guid>
      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 17:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un anno di volontariato nella mensa della Caritas a Barletta non &egrave; sufficiente per riparare le conseguenze della laurea falsificata presentata al concorso da dirigente di Aeroporti di Puglia e sbandierata pure in un curriculum presentato ad Acquedotto Pugliese. &Egrave; per questo che il gip di Bari, Francesco Vittorio Rinaldi, ha rigettato l&rsquo;istanza di messa alla prova presentata dalla difesa di Carmela Fiorella che aveva vinto il concorso dichiarando (con una pergamena taroccata) un titolo diverso da quello realmente posseduto. E dunque la 38enne moglie dell&rsquo;ex consigliere regionale Filippo Caracciolo &egrave; stata rinviata a giudizio (7 ottobre), e qui potr&agrave; eventualmente riproporre la richiesta tesa a ottenere la sospensione del procedimento e poi l&rsquo;estinzione del reato.</p> <p>A Carmela Fiorella, nello specifico, sono contestati i reati di falso materiale e ideologico, truffa aggravata e falsa autocertificazione. Fiorella, nel presentare la sua candidatura e nel suo curriculum avrebbe indicato di possedere una laurea in Economia e management (richiesta dal bando) conseguita all&rsquo;Universit&agrave; di Bari al posto di quella, effettivamente ottenuta nel 2012, in Scienze delle Amministrazioni. Titolo, quest&rsquo;ultimo, che non le avrebbe permesso di essere selezionata. Inoltre &egrave; accusata di aver conseguito un master di secondo livello in 'Organizzazione del personale' presso l&rsquo;Universit&agrave; Bocconi di Milano, anzich&eacute; un master di primo livello presso la stessa Universit&agrave;. Queste false attestazioni, contenute anche nel suo curriculum, le permisero - secondo l&rsquo;accusa - di ottenere un posto nel Cda di Acquedotto Pugliese dal 2017 al 2021.</p> <p></p> <p></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Barletta, resta aperto il caso mercato. Il Comitato: «Ancora criticità igieniche»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941141/barletta-resta-aperto-il-caso-mercato-restano-le-criticita-igieniche.html</link>
      <description>Comitato: «Le soluzioni indicate dall’Asl non risolvono i problemi»</description>
      <author>Adriano Antonucci</author>
      <category>barletta,mercato,Giuseppe Dileo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941141/barletta-resta-aperto-il-caso-mercato-restano-le-criticita-igieniche.html</guid>
      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:14:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Il contenuto della nota Asl in alcuni passaggi appare essere inammissibile. Per noi le soluzioni adottate non sono esaustive delle problematiche igienico sanitarie del mercato settimanale&raquo;. Il comitato delle vie Donizetti e Rossini non ci sta e respinge la versione di amministrazione e Asl sull&rsquo;idoneit&agrave; del mercato settimanale.</p> <p>Nei giorni scorsi, nel corso di un tavolo tecnico con amministrazione, rappresentanti dei mercatali e residenti, l&rsquo;assessore alle Attivit&agrave; Produttive Giuseppe Dileo ha comunicato l&rsquo;avvenuto adempimento alle prescrizioni igienico-sanitarie richieste dalla Asl in seguito ad un sopralluogo nell&rsquo;area mercatale dello scorso 23 agosto. Tale adempimento &egrave; stato certificato da una nota che la stessa azienda sanitaria ha rilasciato all&rsquo;amministrazione e che Dileo ha consegnato a commercianti e residenti. Questi ultimi hanno contestato quanto riportato nella nota esprimendo le proprie perplessit&agrave; su diversi passaggi.</p> <p>&laquo;Per questo Comitato - hanno affermato il presidente Michele Piazzolla e il portavoce Francesco Corcella - non pu&ograve; ritenersi esaustiva delle problematiche igienico sanitarie la recentissima ristrutturazione dei servizi igienici destinati a tutta l&rsquo;area mercatale. Pur avendo il Comune proceduto alla predisposizione, all&rsquo;interno della struttura del mercato coperto, di un punto di erogazione-approvvigionamento di acqua potabile a servizio degli operatori del settore alimentare e di scarico per le acque reflue raccolte durante l&rsquo;attivit&agrave; di vendita, della sua certificata regolarit&agrave; lo stesso dipartimento di Prevenzione Asl non &egrave; a conoscenza attendendo il necessario parere favorevole rilasciato sia dell&rsquo;Aqp che del Sisp (Servizio di igiene e sanit&agrave; pubblica) il quale afferisce proprio allo stesso dipartimento di Prevenzione della Asl Bt che lo sovraintende&raquo;.</p> <p>Per i residenti, questa soluzione &egrave; di dubbia praticabilit&agrave;, dal momento che &laquo;spostarsi da una estremit&agrave; all&rsquo;altra del mercato alimentare &egrave; cosa complicata&raquo;. &laquo;Inoltre - hanno aggiunto Piazzolla e Corcella - in caso di intervenuto parere negativo da parte dei due enti-servizi innanzi citati, meglio non parlare delle soluzioni alternative ipotizzate, come quella dei punti di raccolta mobili dei reflui che dovrebbero essere contenitori o serbatoi stagni, facilmente trasportabili e certificati per la raccolta di acque reflue non pericolose, di capacit&agrave; adeguata al volume medio prodotto durante la giornata di mercato, dotati di sistemi di chiusura ermetica idonei a prevenire sversamenti accidentali, realizzati con materiali resistenti e facilmente lavabili e sanificabili&raquo;.</p> <p>Nella stessa nota, hanno poi aggiunto i residenti &laquo;si parla di assicurare una manutenzione costante della pavimentazione stradale cos&igrave; da preservare una superficie continua, stabile e facilmente pulibile che, grazie ad adeguate pendenze consenta il corretto deflusso delle acque meteoriche e di lavaggio prevenendo ristagni suscettibili di compromettere l&rsquo;igienicit&agrave; dell&rsquo;area&raquo;. Per i residenti, &laquo;trattasi di una puntualizzazione irreale che non riferisce, appunto, delle tangibili condizioni in cui versa l&rsquo;intera via G.Rossini conformata in maniera tale da lasciar ristagnare acque di qualunque natura&raquo;. Per il comitato, infine, &laquo;il fatto che anche i preposti settori dell&rsquo;Asl Bt si siano adeguati a questo atteggiamento da temporeggiatore produce, nella collettivit&agrave;, un diffuso senso di scoramento e di diffidenza nei confronti delle pubbliche istituzioni e di chi le governa&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>La storia di Mirko: «Io, portalettere di Trani ora sono in Val di Susa. Quasi sulle orme di Quo Vado»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941057/la-storia-di-mirko-io-portalettere-di-trani-ora-sono-in-val-di-susa-quasi-sulle-orme-di-quo-vado.html</link>
      <description>Mirko Covelli, 33 anni: «Qui quasi per gioco, vivo bene e per ora non torno»</description>
      <author>Nico Aurora</author>
      <category>mirko covelli,trani</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1941057/la-storia-di-mirko-io-portalettere-di-trani-ora-sono-in-val-di-susa-quasi-sulle-orme-di-quo-vado.html</guid>
      <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:07:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dal mare alla neve: quella di Mirko Covelli, il 33enne portalettere di Trani che ha scelto le Alpi, &egrave; una storia di vita e lavoro. Mirko, come il protagonista di Kiss me Licia, di cui la mamma era fan. Nato a Trani, portalettere di Posteitaliane a Trani, oggi in servizio a Bussoleno, in provincia di Torino ed in Val di Susa dove lavora in alta quota, consegnando la posta al Sestriere, il comune pi&ugrave; alto d&rsquo;Italia, a 2.035 metri sul livello del mare. Un salto geografico e di senso che vale la pena raccontare.</p> <p>&laquo;Ho iniziato con i contratti a scadenza a Trani, il 29 giugno 2021, e ho finito il 30 giugno 2022 - racconta Mirko -. Poi sono entrato a tempo indeterminato a novembre dello stesso anno&raquo;. A quel punto, per&ograve;, &egrave; arrivata la scelta. &laquo;Mi piaceva l&rsquo;idea di andare al nord, e in particolare mi piaceva Torino. Poi si &egrave; creata una graduatoria e, tra le possibilit&agrave; che mi si sono presentate, ho detto: perch&eacute; no, vada per la Val di Susa. Il nome mi ispirava&raquo;.</p> <p>Non &egrave; mancata una certa leggerezza in quella decisione, &laquo;seguendo le orme di Checco Zalone in Quo vado&raquo;, precisa lui con autoironia, e, come avrebbe visto pi&ugrave; tardi sempre sul grande schermo, Antonio Albanse in Un mondo a parte. Ma dietro la battuta c&rsquo;era una riflessione vera.</p> <p></p> <p>Il 2 novembre 2022 &egrave; il primo giorno di servizio in alta Valle. L&rsquo;ufficio di partenza &egrave; Cesana Torinese, a 1.400 metri; il giro di consegna arriva fino agli oltre 2.000 metri del Sestriere, con un dislivello di 600 metri da percorrere quotidianamente. In una giornata d&rsquo;alta stagione Mirko copre tra i 30 e i 40 chilometri e consegna un centinaio di pacchi, a volte fino a 150, oltre la corrispondenza tradizionale. La casa l&rsquo;ha trovata a pochi chilometri di distanza in un paesino di 5.000 anime, Bussoleno. Una differenza di 1.500 metri rispetto al posto di lavoro: una quotidianit&agrave; fatta di salite, neve, freddo. E di silenzio.</p> <p>Il primo Natale lontano da casa rischiava di pesare. &laquo;Non avevo mai pensato di fare il Natale lontano dalla famiglia&raquo;, racconta. Ma i colleghi non lo hanno lasciato solo: lo hanno invitato nelle loro case, accolto alle loro tavole, fatto entrare nelle loro tradizioni. &laquo;Ho scoperto cos&igrave; che al nord il 24 dicembre non &egrave; particolarmente sentito, mentre il pranzo del 25 &egrave; il momento centrale. &Egrave; stato diverso, ma bello&raquo;. E quando si trovava ancora tra i cartoni da disfare nell&rsquo;appartamento nuovo, quella sera di Natale Mirko aveva capito che l&rsquo;integrazione era gi&agrave; cominciata.</p> <p>&laquo;Perch&eacute; integrarsi qui - racconta - &egrave; stato semplice. Sono comuni di frontiera, la gente &egrave; abituata all&rsquo;incontro con il diverso, con chi viene da lontano. Ho trovato tanti altri ragazzi del sud chi per le poste, chi per le ferrovie, e abbiamo creato la nostra piccola famiglia. Una comunit&agrave; informale, fatta di cene condivise, serate al bar, chiacchiere al ritorno dal turno. D&rsquo;inverno ci si ritira presto, perch&eacute; il freddo lo impone; d&rsquo;estate si sale ancora in montagna, per scegliere il freddo. &laquo;D&rsquo;estate al Sestriere arriviamo al massimo a 25 gradi&raquo;, osserva Mirko con la soddisfazione di chi ricorda bene i 40, sofferti gradi di agosto sulla costa pugliese.</p> <p></p> <p>A Trani Mirko ha lasciato sua madre - il padre &egrave; morto anni fa in un incidente in moto - e ci torna tre o quattro volte l&rsquo;anno, per periodi di almeno dieci giorni. &laquo;Non scendo spesso, ma quando scendo ci rimango un po&rsquo;&raquo;. Sua moglie, che ha sposato a Trani, lo ha seguito in Val di Susa: lavora come educatrice in un asilo a Bussoleno. Entrambi si sono costruiti qualcosa di solido in quel paesino di montagna dove, dice, &laquo;ci conosciamo gi&agrave; tutti, un po&rsquo; per il cagnolino che portiamo a spasso, un po&rsquo; perch&eacute; fare il postino significa imparare a mettere facce su civici, e viceversa. E poi il buongiorno non te lo nega nessuno, e in quella frase c&rsquo;&egrave; tutto: la cortesia diffusa, il ritmo pi&ugrave; lento, la sensazione di abitare davvero un luogo, non solo di transitarci&raquo;.</p> <p>Qualcuno gli ha detto che era incosciente. Che Trani &egrave; bella, che aveva tutto l&igrave;. &laquo;S&igrave;, me lo dicono in tanti. Ma io sono venuto prima quasi per gioco, e poi ho capito che questa poteva essere una scelta definitiva. L&rsquo;anno scorso mi sono sposato qui e non a Trani&raquo;.</p> <p>La politica locale discute spesso di fuga dei giovani al nord, come se ogni partenza fosse una sconfitta, ma Mirko non la vede cos&igrave;: &laquo;Non sono scappato per alcun motivo. A Trani mi trovavo bene. Ma questa &egrave; stata una scelta&raquo;. Una distinzione piccola nel lessico, enorme nel significato.</p> <p>C&rsquo;&egrave; pure la possibilit&agrave; teorica di tornare: le domande di mobilit&agrave; esistono, e una sua collega di Ruvo di Puglia, che lavorava nello stesso ufficio di Cesana, l&rsquo;anno scorso ha fatto domanda ed &egrave; riuscita a rientrare. Mirko, invece, quella domanda non l&rsquo;ha presentata: &laquo;Non era mia intenzione e non credo mai lo sar&agrave;&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Andria, imprenditore inseguito e rapinato nel parcheggio di un agriturismo</title>
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      <description>Vittima il gestore di un centro scommesse. I malviventi lo avrebbero intercettato già lungo strada: sottratto l’incasso della giornata</description>
      <author>DAVIDE SURIANO</author>
      <category>andria</category>
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      <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:23:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Torna l&rsquo;incubo delle rapine ai danni di imprenditori. L&rsquo;ultima vittima &egrave; un esercente andriese raggiunto domenica scorsa, nei pressi di un noto agriturismo situato tra Andria e Corato, non lontano da Castel del Monte. L&rsquo;episodio &egrave; avvenuto attorno all&rsquo;ora di pranzo. Ad agire un gruppo di banditi, armati con pistole e fucili, i quali sono entrati in azione quando l&rsquo;imprenditore stava per raggiungere l&rsquo;agriturismo.</p> <p>Da quanto appreso la vittima, titolare di un centro scommesse di Andria, aveva con s&eacute; l&rsquo;incasso della sua attivit&agrave;. I malviventi lo avrebbero intercettato gi&agrave; lungo strada. L&rsquo;esercente ha cercato di raggiungere rapidamente l&rsquo;agriturismo, in quel momento frequentato da numerose persone, comprese famiglie con bambini. Una volta giunto nei pressi del parcheggio della struttura, i banditi lo hanno bloccato e, sotto minaccia delle armi, si sono fatti consegnare il denaro, circa 20mila euro.</p> <p>Una volta consumata la rapina i malviventi si sono dati alla fuga allontanandosi in direzione Corato. Di loro nessuna traccia. Sotto shock l&rsquo;imprenditore andriese che ha contattato la Polizia di Stato denunciando quanto accaduto.</p> <p>Sul posto sono giunti poi gli agenti della Questura di Barletta-Andria-Trani che hanno avviato le indagini. A quanto si apprende i banditi avrebbero tentato di rubare anche l&rsquo;auto dell&rsquo;esercente, senza per&ograve; riuscirvi. E&rsquo; probabile che il gruppo seguisse gi&agrave; da giorni la vittima, conoscendo bene i suoi spostamenti. Pertanto non si esclude che il colpo fosse stato ampiamente pianificato. Al vaglio degli investigatori la testimonianza della vittima e di chi ha assistito la scena. Recuperate anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e d&rsquo;ingresso alle citt&agrave; limitrofe che potrebbero aver immortalato la fuga dei banditi.</p> <p><span class="GN4_pre">I PRECEDENTI</span> <span class="GN4_post"> Non &egrave; la prima volta che accadono episodi simili in zona, sempre a danno di imprenditori. Tra i pi&ugrave; eclatanti, il caso dell&rsquo;imprenditore (sempre titolare di un centro scommesse di Andria) sequestrato e rapinato il 7 gennaio 2025. La vittima si trovava nella centralissima piazza Marconi quando venne raggiunto da un gruppo di banditi e costretto a salire a bordo della loro auto. Aveva con s&eacute; circa 15mila euro, l&rsquo;incasso della sera precedente. Venne liberato poco dopo in periferia. Per quel sequestro lampo con rapina la Questura BAT ha arrestato a settembre scorso sette persone (sei pregiudicati di Andria ed un 78enne di Bisceglie). </span></p> <p>A marzo dello scorso anno un altro episodio, questa volta nei confronti di un imprenditore del settore alimentare nei pressi della sua azienda nella zona PIP. In quella circostanza i banditi cercarono di intercettare la vittima in strada per prendergli i soldi. L&rsquo;imprenditore, tuttavia, dopo un breve inseguimento trov&ograve; rifugio nell&rsquo;isola ecologica di via Stazio. Ma, come detto, gli episodi sono molteplici. L&rsquo;azione di domenica scorsa, in pieno giorno e davanti ad altre persone, non pu&ograve; che destare forti preoccupazioni.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Barletta, torna il grande tennis con l'Atp Challenger</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1940975/barletta-torna-il-grande-tennis-con-l-atp-challenger.html</link>
      <description>Ventiseiesima edizione per il torneo internazionale previsto dal 29 marzo al 5 aprile</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>tennis,barletta</category>
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      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 18:31:44 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Torna il grande tennis in Puglia con la 26esima edizione dell'Open della Disfida, che andr&agrave; in scena sui campi in terra rossa del circolo tennis di Barletta &ldquo;Hugo Simmen&rdquo; dal 29 marzo al 5 aprile. L'evento di tennis maschile pi&ugrave; importante della Puglia, porta ancora la firma dell'associazione Ad Sport, con il supporto in comunicazione di Wave Productions. C'&egrave; grande attesa per il Challenger Atp, che cresce ancora nel montepremi: quest'anno, infatti, si tocca quota 100mila euro. Il trofeo sar&agrave; intitolato alla famiglia Lapietra, che conferma la grande passione per questo sport.</p> <p>Il calendario &egrave; come sempre dalla parte di Barletta, che risulta tra i primi appuntamenti internazionali sulla terra, in vista dei tornei prestigiosi di Montecarlo, Roma e Parigi. Bisogner&agrave; trovare l'erede di Dalibor Svrcina, vincitore della passata edizione. Proprio il 23enne ceco, attuale numero 100 al mondo (lo scorso novembre era n.86) &egrave; uno dei primi tennisti a confermare la presenza sui campi del Circolo Tennis Hugo Simmen, che ospiteranno la competizione. Ma non mancheranno le sorprese, con la massima attenzione riservata alle giovani promesse del panorama nazionale, per la rinnovata collaborazione con la Federazione Italiana Tennis e Padel. Nel recente passato, infatti, Barletta &egrave; stato il trampolino di lancio per nomi come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli, solo per citarne alcuni.</p> <p>Non mancheranno gli eventi collaterali che animeranno la struttura sportiva barlettana, con un'area sponsor rinnovata e a ritmo di musica e divertimento. Accesso gratuito alla struttura da domenica 29 marzo fino a venerd&igrave; 3 aprile, mentre per le semifinali di sabato 4 aprile e la finalissima della domenica di Pasqua il 5 aprile (ore 15), ci sar&agrave; un ticket a pagamento. Il Challenger Atp sar&agrave; presentato gioved&igrave; 26 marzo alle ore 10.30 al Palazzo della Marra di Barletta.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Le rubano l'auto a Barletta, la rabbia di una madre: «Ora non posso accompagnare mio figlio disabile alle visite»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1940927/le-rubano-l-auto-a-barletta-la-rabbia-di-una-madre-ora-non-posso-accompagnare-mio-figlio-disabile-alle-visite.html</link>
      <description>«Sul parabrezza c'era il pass con l’indicazione della disabilità, l’auto era parcheggiata nello stallo che il Comune ci ha assegnato: chi ha rubato la macchina, non ha pensato al danno che ha provocato»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>denuncia,disabile</category>
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      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 15:04:44 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;La rabbia non &egrave; per il furto dell&rsquo;auto che ci permetteva di far visitare nostro figlio da medici che sono a Foggia e Bari, ma &egrave; il gesto in s&eacute; che mi rattrista: sul parabrezza c'era il pass con l&rsquo;indicazione della disabilit&agrave;, l&rsquo;auto era parcheggiata nello stallo che nel dicembre scorso il Comune ci ha assegnato per le problematiche del nostro bambino eppure, chi ha rubato la macchina, non ha pensato al danno che ha provocato&raquo;. La voce di Claudia trasuda rabbia e delusione, perch&eacute; qualche giorno fa l&rsquo;auto che assieme a suo marito usava per accompagnare il loro primogenito in ospedale o ambulatori &egrave; sparita. Era parcheggiata vicino casa, in pieno centro a Barletta quando &egrave; scomparsa. </p> <p>Claudia ha sporto subito denuncia. &laquo;Ce ne siamo accorti alle cinque e mezza del mattino - racconta - e la prima cosa che ho dovuto fare &egrave; stato annullare la visita oculistica per Mattia fissata per luned&igrave; prossimo&raquo;. Mattia compir&agrave; sei anni nel prossimo mese di ottobre e ha problemi di deambulazione e strabismo dalla nascita. &laquo;Durante il parto - spiega - ha avuto una asfissia neonatale, &egrave; andato in sofferenza e da allora &egrave; sottoposto a continue visite mediche&raquo;. Nell&rsquo;auto rubata c'erano i sediolini anche dei suoi fratellini, una coppia di gemelli di poco pi&ugrave; di un anno.</p> <p>&laquo;Siamo certi che l&rsquo;auto sia stata distrutta ma fa male l&rsquo;idea che qualcuno non abbia pensato che fosse utile a un bimbo con disabilit&agrave;&raquo;, ripete Claudia che si sente oltraggiata. &laquo;Nel pass c'era anche la foto di Mattia ed &egrave; una cosa che non tollero saperla nelle mani di sconosciuti&raquo;, aggiunge. La difficolt&agrave; maggiore &egrave; dover comprare una nuova auto. &laquo;La mia &egrave; la rabbia di una mamma che soffre per il suo bambino, che prova ad aiutarlo in ogni modo poi, c'&egrave; chi non ha rispetto n&eacute; per lui n&eacute; per le sue difficolt&agrave;&raquo;, conclude.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Trani al voto, il candidato sindaco Guarriello si presenta: «La città ha bisogno di riaccendere la luce»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1940913/trani-al-voto-il-candidato-sindaco-guarriello-si-presenta-la-citta-ha-bisogno-di-riaccendere-la-luce.html</link>
      <description>Il medico 59enne in corsa con il centrodestra: «Per me è un momento di grande responsabilità, ma anche di profonda emozione»</description>
      <author>nico aurora</author>
      <category>trani,sindaco,guarriello</category>
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      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 14:25:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Questa citt&agrave; ha bisogno di riaccendere la luce&raquo;. Questa frase, nel discorso con cui Angelo Guarriello ha aperto ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Trani, vale pi&ugrave; di mille manifesti elettorali. Un&rsquo;annotazione che fotografa con precisione chirurgica &mdash; non &egrave; un caso che Guarriello sia medico, urologo &mdash; il senso profondo di un impegno messo, da ieri, ufficialmente al servizio della citt&agrave;.</p> <p>Il cinquantanovenne tranese guida una coalizione di centrodestra che raggruppa i principali partiti dell&rsquo;area insieme con alcune liste civiche. Ma la sala conferenze di Palazzo San Giorgio, scelta per la presentazione, si &egrave; rivelata del tutto insufficiente. Perch&eacute; &egrave; proprio la figura di Guarriello - il suo profilo di alto spessore umano, professionale e morale - a sembrare capace di attrarre simpatie che vanno ben oltre il recinto tradizionale del centrodestra.</p> <p>&laquo;Oggi per me &egrave; un momento di grande responsabilit&agrave;, ma anche di profonda emozione&raquo;, ha esordito il candidato, tracciando fin dalle prime parole le coordinate del suo impegno. Una vita trascorsa prendendosi cura delle persone, distribuendo aiuti alimentari, costruendo reti di solidariet&agrave;, aprendo un ambulatorio per chi non poteva permettersi cure adeguate. &laquo;&Egrave; proprio l&igrave; - ha detto - che ho capito una verit&agrave; fondamentale: una comunit&agrave; &egrave; forte se non lascia indietro nessuno&raquo;.</p> <p>E prima delle grandi opere attenzione alla manutenzione della citt&agrave;. Le strade, i marciapiedi, l&rsquo;illuminazione pubblica su cui il candidato ha espresso forti doglianze, la pulizia urbana, i quartieri, gli impianti sportivi, la villa comunale, le scuole. &laquo;Troppe persone sono in solitudine. Famiglie in difficolt&agrave;. Commercianti che ogni giorno lottano per andare avanti. Giovani costretti a cercare altrove le proprie opportunit&agrave;. Una citt&agrave; come Trani non pu&ograve; rassegnarsi a questo destino&raquo;.</p> <p>Nei primi cento giorni di una eventuale amministrazione, Guarriello ha annunciato che si partir&agrave; da una ricognizione dello stato del bilancio comunale, della situazione delle societ&agrave; partecipate e dei cantieri e progetti finanziati. &laquo;I cittadini hanno diritto alla trasparenza e alla chiarezza. Solo dopo, gli interventi urgenti e immediati nei quartieri&raquo;.</p> <p>Quanto al sociale, &laquo;non sar&agrave; una voce secondaria del bilancio, ma il cuore della nostra politica&raquo;: con attenzione particolare agli anziani soli, alle famiglie fragili, a chi attraversa momenti di difficolt&agrave;. Una citt&agrave; che torni &laquo;orgogliosa di s&eacute; stessa, capace di accogliere turisti, di offrire ai giovani un futuro, di garantire alle famiglie la serenit&agrave; di vivere in una comunit&agrave; che funziona&raquo;.</p> <p>&laquo;Io non sono un politico di professione, sono un medico - ha concluso -. Chi fa il medico sa che prima di curare bisogna ascoltare i problemi, le paure, le speranze. Non prometto miracoli, ma impegno quotidiano, serio, onesto&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Margherita di Savoia, nel furgone con una tonnellata di vongole e tartufi di mare senza tracciabilità: sanzionato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1940897/margherita-di-savoia-nel-furgone-con-una-tonnellata-di-vongole-e-tartufi-di-mare-senza-tracciabilita-sanzionato.html</link>
      <description>Il commerciante ha ricevuto una multa da 4.500 euro euro e tutto il prodotto ittico è stato sequestrato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>vongole,tartufi di mare,sequestrati</category>
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      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:33:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>I militari della guardia di finanza hanno sequestrato quasi una tonnellata di prodotti ittici a un operatore commerciale di Margherita di Savoia, nel nord Barese, perch&eacute; sprovvista della documentazione obbligatoria relativa alla provenienza. Sotto sequestro sono finiti 920 chili di vongole e 80 di tartufi di mare che erano sistemati a bordo di un furgone. Dai controlli &egrave; emerso che erano &laquo;non idonei alla commercializzazione perch&eacute; privi di etichettatura e informazioni di tracciabilit&agrave; che ne garantissero la salubrit&agrave; ai fini del consumo&raquo;, spiega una nota della guardia di finanza. Il commerciante &egrave; stato sanzionato con una multa da 4.500 euro.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Cane cade in un pozzo a Trinitapoli, salvato dai Vigili del Fuoco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1940848/cane-cade-in-un-pozzo-a-trinitapoli-salvato-dai-vigili-del-fuoco.html</link>
      <description>Intervento nel pomeriggio nei pressi di via Pisacane: recupero riuscito grazie alle tecniche SAF</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>cane cade in un pozzo,trinitapoli</category>
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      <pubDate>Sun, 15 Mar 2026 17:20:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un cucciolo di cane precipita in un pozzo a Trinitapoli: immediato l'intervento di soccorso dei vigili del fuoco&nbsp;nei pressi di via Pisacane. I pompieri, una volta raggiunta l&rsquo;area, hanno avviato le operazioni di recupero dell&rsquo;animale. La squadra operativa ha utilizzato le tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviali), impiegate per operazioni di soccorso in ambienti complessi e in spazi difficilmente accessibili.</p> <p data-start="659" data-end="888" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Grazie alle manovre messe in atto, i soccorritori sono riusciti a raggiungere il cane e a riportarlo in superficie in sicurezza.&nbsp;</p> <p data-start="659" data-end="888" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_03_15/650320977_1628055515447254_5431197689088207996_n-1773591579318.jpg" alt="" width="720" height="1280" /></p> <p data-start="659" data-end="888" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_03_15/652371260_1628055485447257_2873989780256219539_n-1773591589737.jpg" alt="" width="720" height="1280" /></p>]]></content:encoded>
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