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    <title>LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Ultima ora - News in tempo reale</title>
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    <description>LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: Tutte le notizie del quotidiano aggiornato su Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Matera, Potenza, Puglia, Basilicata, sport, cronaca, video, foto, podcast.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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      <title>Patto di Stabilità, dalla Commissione Ue via libera a flessibilità sull’energia</title>
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      <author>italpress@mail.com (Italpress)</author>
      <category>italpress,news,economia,energia,qui europa,primo piano</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:24:10 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea annuncia la possibilità di estendere agli investimenti nella transizione energetica la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità attivata per le spese per la difesa, per un massimo dello 0,3% del Pil all’anno e dello 0,6% nel periodo 2026-2028. “In futuro, gli Stati membri che adotteranno misure per rafforzare la sicurezza energetica dell’Europa e accelerare la transizione verso fonti energetiche alternative ai combustibili fossili potranno richiedere una flessibilità fiscale limitata ai sensi dell’attuale clausola di salvaguardia nazionale per le spese di difesa – scrive la Commissione nelle raccomandazioni macroeconomiche del semestre europeo -. Su richiesta dello Stato membro, l’ambito di applicazione della clausola potrà essere ampliato per includere le misure, adottate a partire da febbraio 2026, che riducano la dipendenza dai combustibili fossili importati e che, di conseguenza, rafforzino la sicurezza e la resilienza dell’Europa. Nell’ambito del limite massimo esistente (1,5% del PIL) per le spese aggiuntive per la difesa ai sensi della clausola di salvaguardia nazionale, si applicheranno un limite massimo annuale specifico per il periodo 2026-2028 (0,3% del PIL) e un limite massimo cumulativo (0,6% del PIL) per lo stesso periodo, specificamente destinati alle misure di resilienza energetica. E’ importante sottolineare che questo approccio garantisce il pieno rispetto di tutte le salvaguardie di sostenibilità fiscale”. “Sono soddisfatto perchè la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”, commenta il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. “Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo – prosegue Giorgetti – il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche delle ultime stime fornite dalla commissione e degli elementi contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana”. – Foto IPA Agency – (ITALPRESS).]]></content:encoded>
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      <title>Davitashvili “Acquisizione Italiana Petroli in linea con strategia Azerbaigian”</title>
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      <author>italpress@mail.com (Italpress)</author>
      <category>italpress,news</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:24:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[BAKU (AZERBAIGIAN) (ITALPRESS) – L’acquisizione di Italiana Petroli (IP) da parte della compagnia petrolifera statale dell’Azerbaigian Socar “è una decisione in linea” con la visione strategica del Paese caucasico, ovvero espandersi nel Mediterraneo. Lo ha affermato Levan Davitashvili, nuovo amministratore delegato di IP, parlando con i giornalisti italiani a Baku. Socar ha acquisito il 99,82% delle azioni di IP, con un’operazione finalizzata lo scorso 8 maggio. “Credo ci siano due aspetti. Il primo è una decisione strategica, in linea con la visione strategica dell’Azerbaigian, ovvero espandersi nel Mediterraneo. Il secondo aspetto è commerciale”, ha osservato il Ceo che ricorda il legame solido con l’Italia, che “non rappresenta una novità” per l’Azerbaigian. “E’ un partner commerciale molto importante. E’ il primo in termini di esportazione di risorse energetiche”, ha aggiunto. “Inoltre, per l’Italia, l’Azerbaigian è il secondo fornitore di gas naturale e petrolio. Quindi, a livello strategico, si tratta di una decisione commerciale molto logica”, ha ribadito. Dal punto di vista più strettamente commerciale dell’operazione, “investire in Italiana Petroli è stata una scelta altrettanto logica da parte di Socar. Abbiamo condotto un’accurata valutazione e abbiamo riscontrato che questa azienda è molto solida, ben gestita, con una lunga storia e una grande capacità. E vediamo anche un significativo effetto sinergico sia per Socar che per IP”, ha ancora dichiarato Davitashvili. “Quindi questo accordo è nell’interesse dell’Azerbaigian, nell’interesse dell’Italia e ovviamente è nell’interesse commerciale di Socar e anche di Italiana Petroli”, ha concluso. – Foto Italpress – (ITALPRESS).]]></content:encoded>
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      <title>Leasys accelera sulla mobilità flessibile, digitale e servizi al centro</title>
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      <author>italpress@mail.com (Italpress)</author>
      <category>italpress,news</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:24:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[MILANO (ITALPRESS) – Leasys prosegue nell’evoluzione del proprio modello di mobilità, puntando su digitalizzazione, omnicanalità, flessibilità dell’offerta e gestione integrata dell’intero ciclo di vita del veicolo. “Partendo da una posizione consolidata di leadership nel mercato italiano del noleggio a lungo termine, la società – spiegau na nota – concentra ora la propria strategia su servizi modulari, rapidità operativa, valorizzazione degli asset e maggiore integrazione tra canali fisici e digitali. Il mercato sta evolvendo da un modello centrato sulla proprietà dell’auto a formule basate sull’accesso e sull’utilizzo. In questo scenario, il noleggio a lungo termine assume un ruolo sempre più strutturale per aziende, professionisti e clienti privati, grazie alla capacità di integrare servizi, prevedibilità dei costi, gestione del rischio e flessibilità contrattuale. La domanda si orienta verso soluzioni personalizzate, sostenibili e digitali, in grado di rispondere a esigenze di mobilità sempre più diversificate”. La strategia Leasys “si fonda sull’integrazione tra rete fisica e canali online, con l’obiettivo di semplificare la customer journey e rendere il noleggio più accessibile e trasparente. Il potenziamento di Leasys e-Store consente ai clienti di scegliere il veicolo, configurare la soluzione di noleggio e finalizzare il contratto online, all’interno di un percorso sicuro, supportato da processi integrati di verifica dell’identità e del credito e affiancato, quando necessario, da un team dedicato”, continua la nota. L’offerta si articola su formule modulari pensate per diversi profili di utilizzo: soluzioni pay-per-use, proposte dedicate ai professionisti e ai veicoli commerciali, formule orientate al riutilizzo dei mezzi e modelli che prevedono il diritto di prelazione sull’acquisto a fine noleggio. Questa impostazione consente di intercettare con maggiore efficacia le esigenze di PMI, liberi professionisti, aziende e privati, in un mercato sempre meno standardizzato e sempre più orientato alla personalizzazione. Nella seconda parte dell’anno, Leasys punta inoltre a rafforzare l’efficienza operativa attraverso una maggiore disponibilità di veicoli preordinati o già immatricolati, con l’obiettivo di ridurre i tempi di consegna e supportare la continuità operativa dei clienti, in particolare delle imprese. Parallelamente, la società continua a investire nella gestione avanzata del parco auto, nella manutenzione predittiva, nell’infomobilità e nella connettività, mettendo a disposizione di fleet manager e clienti strumenti sempre più evoluti, basati su dati in tempo reale e processi decisionali più rapidi. Un ruolo strategico, si legge ancora, è svolto anche dalla gestione dell’usato. “In un mercato caratterizzato da domanda solida e prezzi in progressiva stabilizzazione, Leasys punta a valorizzare i veicoli di fine noleggio attraverso un approccio data-driven, il monitoraggio del valore residuo, logiche di pricing dinamico e un’attenta gestione del timing di dismissione. In questa direzione si inserisce la rinnovata piattaforma Clickar.com, marketplace dedicato all’usato di fine noleggio, rivolto sia agli operatori professionali sia ai clienti privati e pensato per offrire un’esperienza digitale semplice, trasparente e basata su veicoli selezionati e controllati”. La società “continua inoltre a valorizzare le sinergie industriali con Stellantis, che garantiscono continuità di prodotto, solidità e capacità di pianificazione, mantenendo al tempo stesso un’offerta aperta anche a modelli multibrand. Questa combinazione consente di presidiare diversi segmenti di mercato, ampliare la gamma disponibile e rispondere in modo flessibile alle richieste del cliente finale”. Nel triennio 2026-2028, il noleggio a lungo termine, conclude la nota, “è destinato a rafforzare il proprio peso nel mercato auto, sostenuto dalla crescente attenzione alla prevedibilità della spesa, dall’elettrificazione delle flotte, dagli obblighi ESG e dalla domanda di soluzioni integrate. In questo contesto, Leasys punta a consolidare il proprio ruolo di abilitatore della nuova mobilità, trasformando il noleggio in un ecosistema sempre più efficiente, digitale e sostenibile”. – foto ufficio stampa Leasys – (ITALPRESS).]]></content:encoded>
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      <title>Webuild, a Lane contratto da 876 mln per l’Ohio River Tunnel Project negli Usa</title>
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      <author>italpress@mail.com (Italpress)</author>
      <category>italpress,news,ambiente,trasporti &amp; logistica</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:24:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[MILANO (ITALPRESS) – Una nuova opera chiave per la tutela ambientale della Pennsylvania sta per nascere a Pittsburgh con il contributo di Lane (Gruppo Webuild). Il progetto, l’Ohio River Tunnel, è uno dei tasselli principali del Regional Tunnel System parte del Clean Water Plan promosso dall’Allegheny County Sanitary Authority (ALCOSAN), e punta a risolvere drasticamente il problema dei sovraccarichi fognari durante le piogge intense. L’opera, di valore pari a USD 1 miliardo (876 milioni di euro), sarà realizzata da Lane (in quota 50%) in joint venture con il partner locale Brayman. L’infrastruttura funzionerà come un’enorme rete sotterranea che correrà tra i 36 e i 45 metri di profondità per impedire lo sversamento diretto delle acque reflue in eccesso nei fiumi Allegheny, Monongahela e Ohio. Un intervento dal valore trasformativo per le infrastrutture idriche regionali, che combina ingegneria di precisione con una visione moderna della gestione del territorio. L’Ohio River Tunnel sarà un vero e proprio fiume sotterraneo, un canale artificiale progettato per migliorare la qualità dell’acqua in tutta l’area di Pittsburgh. Le acque reflue in eccesso saranno infatti catturate, convogliate in una galleria profonda, immagazzinate temporaneamente e infine pompate verso un rinnovato impianto di trattamento. Il progetto è parte del Clean Water Plan dell’ALCOSAN, un programma di lungo periodo che combina gallerie profonde, sistemi di pompaggio e potenziamento degli impianti di trattamento, per proteggere le vie d’acqua della regione. L’opera è il primo dei tre principali tunnel profondi previsti dal Regional Tunnel System di ALCOSAN. Insieme all’Allegheny River Tunnel e al Monongahela River Tunnel, l’Ohio River Tunnel promette di rendere la città meno esposta alle pressioni idrauliche improvvise, con benefici per gli ecosistemi e la stabilità degli alvei dei fiumi. Questo nuovo contratto prevede la realizzazione di circa 8 chilometri (4,9 miglia) di galleria e diversi pozzi. Il tunnel idraulico principale, oltre 5 metri (18 piedi) di diametro, si estenderà per circa 6 chilometri (3,8 miglia) e sarà scavato con una TBM (Tunnel Boring Machine) di ultima generazione. A questa galleria si collegheranno due tunnel secondari, il Chartiers Creek Tunnel e il Saw Mill Run Tunnel, larghi poco più di 4 metri e lunghi rispettivamente circa 1,3 chilometri (4.500 piedi) e 500 metri (1.600 piedi). In superficie è inoltre prevista la realizzazione di opere connesse, inclusi alcuni regolatori di flusso, due edifici tecnici e una nuova bocca di scarico nel fiume, tutte opere integrate nel tessuto urbano con un’impronta minima. Per la realizzazione dell’Ohio River Tunnel, Lane mette in campo competenze altamente specializzate, mentre Webuild contribuisce con la sua expertise internazionale nel tunneling idraulico. Il Gruppo dispone inoltre ad oggi di uno dei parchi TBM più ampi al mondo, con 60 talpe meccaniche – tra quelle operative, in montaggio e ordinate – per i progetti in corso su scala globale. Negli Stati Uniti, Lane ha già realizzato più di 160 chilometri (oltre 100 miglia) di tunnel per sistemi idraulici e infrastrutture urbane in oltre 200 progetti. Questa vasta esperienza copre importati città americane, come il Northeast Boundary Tunnel (NEBT) e l’Anacostia River Tunnel nel sistema di gestione delle acque reflue di Washington, D.C.; lo Ship Canal Water Quality Project nello Stato di Washington; il Palisades Tunnel nel New Jersey, il primo contratto di scavo meccanizzato assegnato nell’ambito del più ampio Hudson River Tunnel Project (HTP). Secondo gli analisti di Equita “si tratta di un’aggiudicazione rilevante per Lane, che nel 2025 ha registrato un fatturato di 998 mln e un EBITDA a break-even per la prima volta dopo anni di perdite”. “Il progetto è il primo di tre tunnel previsti nel sistema di tunnel regionali di ALCOSAN per arginare gli scarichi fognari misti nei fiumi locali”, evidenziano da Kepler Chevreux, mentre da Mediobanca si fa notare come “l’aggiudicazione, che rientra nell’ambito dei 3 miliardi di euro di ordini acquisiti da inizio anno e annunciati a metà maggio, conferma il trend positivo degli ordini nel mercato nordamericano (0,9 miliardi di euro di ordini acquisiti da inizio anno)”. Per gli analisti di Banca Akros “il nuovo tunnel farà parte di una rete di gallerie idrauliche profonde lunga circa 8 chilometri, che comprenderà pozzi verticali e relative infrastrutture di superficie. Il Piano per l’acqua pulita prevede anche sistemi di pompaggio e impianti di trattamento potenziati”. Infine, per Intermonte, “la quota di Webuild nel contratto rappresenta l’1,7% del portafoglio ordini del gruppo alla fine del 2025 e rafforza la sua posizione in Nord America, che ha contribuito al 9% dei ricavi dell’esercizio 2025”. – foto ufficio stampa Webuild – (ITALPRESS).]]></content:encoded>
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      <title>Angela, Rosanna e le altre: a Bari anche il taxi è donna. Su 180 licenze, cinque sono al femminile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2000066/antonella-rosanna-e-le-altre-a-bari-anche-il-taxi-e-donna-su-180-licenze-cinque-sono-al-femminile.html</link>
      <description>Per alcune delle tassiste si tratta di una scelta. Angela Petrosino e Rosanna Coronelli sono unite da un destino comune: aver trasformato un’eredità familiare in una professione.</description>
      <author>DONATELLA LOPEZ</author>
      <category>tassiste,bari</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:18:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Per anni il volante del taxi &egrave; stato considerato &laquo;roba da uomini&raquo;: turni notturni, clienti sconosciuti, strade da percorrere a ogni ora del giorno e della notte. Eppure a Bari c&rsquo;&egrave; chi quei pregiudizi li osserva ormai da lontano, nello specchietto retrovisore. Sono cinque (su 180 licenze) le donne tassiste in citt&agrave;, ma solo due hanno scelto di raccontarsi. Dietro le loro storie c&rsquo;&egrave; innanzitutto la passione per la guida e poi ci sono gli &laquo;affari&raquo; di famiglia. &Egrave; il caso di Angela Petrosino e Rosanna Coronelli, unite da un destino comune: aver trasformato un&rsquo;eredit&agrave; familiare in una professione.</p> <p>Per Angela Petrosino, taxi 170, il viaggio comincia molto prima della sua nascita. Parte con una carrozza trainata da un cavallo e con nonno Venturo che, quando Bari era molto diversa da quella di oggi, accompagnava i clienti per le strade della citt&agrave;. &laquo;Ho preso la licenza il 26 novembre del 2025 e da quel giorno ho cominciato a lavorare e a fare il mestiere di mio nonno, che aveva la carrozza trainata da un cavallo, e quello di mio padre Antonio: sono figlia d&rsquo;arte&raquo;. Nei suoi ricordi c&rsquo;&egrave; ancora l&rsquo;immagine nitida di quel mondo scomparso. &laquo;Ho un bellissimo ricordo del nonno con la carrozza. Mi ha raccontato tanti aneddoti. All&rsquo;epoca non c&rsquo;erano auto, n&eacute; telefonini e si lavorava per strada affidandosi ai posteggi aspettando i cittadini benestanti che si potevano permettere spostamenti in carrozza. Ricordo un giro in carrozza con mio nonno: avevo 5 anni ci muovemmo per San Pasquale perch&eacute; le stalle erano l&igrave; vicino in via Estramurale Capruzzi&raquo;.</p> <p>Poi il nonno vendette la carrozza e acquist&ograve; il primo taxi giallo. Una scelta che segn&ograve; il passaggio da un&rsquo;epoca all&rsquo;altra e che, senza saperlo, stava gi&agrave; tracciando il destino della nipote. &laquo;Questo &egrave; un lavoro che possono fare anche le donne, sebbene amici e conoscenti abbiano cercato di dissuadermi. Ma tutta la mia famiglia &egrave; orgogliosissima. E quando i clienti entrano in auto dicono: &ldquo;Finalmente una donna&rdquo;&raquo;.</p> <p>Il taxi, per&ograve;, non &egrave; soltanto un mezzo di trasporto. &Egrave; un luogo dove si intrecciano vite e storie. &laquo;&Egrave; un mestiere bellissimo. Le persone si raccontano. Anche cinque minuti sono sufficienti per raccogliere sfoghi o le lacrime di chi &egrave; stata lasciata dal compagno&raquo;. Tra i tanti clienti, Angela si sofferma a raccontare l&rsquo;esperienza con una giovane americana arrivata in Puglia per curarsi. &laquo;Tra le clienti ricordo Kelly in carrozzella, venuta in Puglia per farsi curare al Miulli di Acquaviva. &Egrave; stata qui sei mesi e pi&ugrave; volte l&rsquo;ho caricata in auto avendo la pedana per i diversamente abili. Quando part&igrave; l&rsquo;accompagnai sin dentro l&rsquo;aeroporto anche se lei era molto indipendente e non voleva neanche che le spingessi la carrozzina, ma le lasciai un regalo e ora siamo sempre in contatto&raquo;.</p> <p>Angela poi si concede una parentesi sui turisti. &laquo;Sono meravigliosi e generosi con le mance. Cerco di accoglierli al meglio dando consigli su cosa fare a Bari e suggerendo percorsi a piedi. All&rsquo;aeroporto si dicono soddisfatti di tutto e consiglieranno a parenti e amici di visitare Bari&raquo;.</p> <p>Inevitabile il passaggio sulla paura. &laquo;No, ho mai avuto paura dei clienti. Solo una sera due ragazzi francesi che accompagnai allo stadio pretendevano che guardassi immagini sui loro cellulari e non mi piacque. Feci capire che non potevo perch&eacute; dovevo stare attenta alla guida. Ebbi la sensazione che avessero bevuto. A ogni modo cerco di evitare i turni serali perch&eacute; ho due bambine e voglio stare tranquilla. Quello che vorrei &egrave; l&rsquo;istituzione del taxi rosa perch&eacute; soprattutto le clienti si sentono pi&ugrave; a loro agio su un&rsquo;auto condotta da una donna&raquo;.</p> <p>Anche Rosanna Coronelli, taxi 136, &egrave; diventata tassista nel 2025. E anche per lei il legame con questo lavoro nasce molti anni fa. &laquo;Volevo cominciare nel 2012 quando &egrave; venuto a mancare Antonio, mio marito tassista, per un infarto fulminante mentre era alla guida. La sua licenza pass&ograve; a me, ma avevo ancora le bambine piccole e avevo paura che succedesse qualcosa&raquo;. Rosanna racconta la sua storia chiedendo scusa per la voce rotta dall&rsquo;emozione. E dopo essere rimasta sola per anni ha lasciato la guida ad altri. Poi &egrave; arrivata la svolta. &laquo;Alla fine mi sono stancata di dipendere dai sostituti e decisi di mettermi in gioco decidendo di prendere tutti i requisiti necessari per guidare e sono diventata titolare al 100%. Fare la tassista &egrave; un lavoro che mi piace molto. &Egrave; bellissimo e mi d&agrave; molte soddisfazioni e poi volevo continuare ci&ograve; che mio marito aveva iniziato&raquo;.</p> <p>Rosanna ricorda ancora il suo primo giorno di lavoro. &laquo;Sono uscita il 10 ottobre alle 10,10 dopo avere accompagnato la mia nipotina alla ludoteca. Caricai una donna in via Oberdan per portarla a casa. Una corsa da 7 euro pagata con il Pos&raquo;. Oggi &egrave; diventata nonna e guarda gi&agrave; alla generazione successiva. &laquo;Ho detto a mia figlia che se la mia nipotina vorr&agrave; fare la tassista le dar&ograve; il numero del taxi del nonno, il 136&raquo;. Quanto alla sicurezza in auto, Rosanna ha avuto paura solo una volta. &laquo;Caricai una persona con la faccia cupa e a volte capita di avere clienti fastidiosi. Ma c&rsquo;&egrave; una regola che mi sono data: tappo sulla bocca e orecchie otturate. Di solito evito la stazione durante il turno notturno. In genere se sento che qualcosa non va mi dico che non &egrave; giornata e torno a casa&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, un cane robot entra nelle file dei carabinieri: ecco Saetta, mappa i luoghi e preleva ordigni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2000067/bari-un-cane-robot-entra-nelle-file-dei-carabinieri-ecco-saetta-mappa-i-luoghi-e-preleva-ordigni.html</link>
      <description>Son diversi i compiti che potrà svolgere il robot: «È un concentrato di alta ingegneria e intelligenza artificiale»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>saetta,cane robot</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:09:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sapr&agrave; muoversi in luoghi impervi, avendo anche compiti di antisabotaggio. Potr&agrave; mappare luoghi con sistemi di rilevazione laser e termici capaci di individuare anche tracce poco evidenti di esplosivo o agenti chimici e radiologici. &Egrave; Saetta, il cane robot reclutato dai carabinieri del comando provinciale di Bari. Richiama, nel profilo, le auto di pronto intervento dell&rsquo;Arma e intende migliorare l'operativit&agrave; grazie anche al suo braccio robotico con cui potr&agrave; prelevare ordigni e grossi petardi inesplosi, perch&eacute; &egrave; &laquo;un concentrato di alta ingegneria e intelligenza artificiale ed &egrave; stato configurato per supportare gli artificieri nelle attivit&agrave; pi&ugrave; delicate&raquo;, spiega una nota. </p> <p>Guidato da un tablet a distanza di anche 150 metri, Saetta pu&ograve; acquisire immagini e informazioni relative ad aree di intervento, aiutando cos&igrave; i militari e incrementando gli standard di sicurezza a tutela dell&rsquo;incolumit&agrave; del personale quando lavora &laquo;in scenari ad alto rischio, fornendo un risposta sempre pi&ugrave; tempestiva, efficace e sicura alle esigenze delle comunit&agrave;&raquo;, continua la nota.  &laquo;Con l&rsquo;introduzione del cane robotico, il comando provinciale di Bari conferma l&rsquo;attenzione posta dall&rsquo;Arma per la ricerca e lo sviluppo in tema di nuove tecnologie&raquo;, conclude la nota.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Quel 2 giugno a casa di mio padre: tra fedeltà coraggio (e anima)</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/editoriali/1999345/quel-2-giugno-a-casa-di-mio-padre-tra-fedelta-coraggio-e-anima.html</link>
      <description>Ci sono ricordi indelebili. Segnano le vite. Avere il coraggio di non rinnegare e di ricordare è fondamentale. Il ricordo ci allontana dalle funzioni e dalle menzogne.</description>
      <author>Pierfranco Bruni</author>
      <category>2 giugno</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Ci sono ricordi indelebili. Segnano le vite. Avere il coraggio di non rinnegare e di ricordare &egrave; fondamentale. Il ricordo ci allontana dalle funzioni e dalle menzogne. Repubblica o Monarchia? 2 giugno 1946. Non voglio essere controcorrente. A distanza di ottant&rsquo;anni tutto &egrave; deposito nella storia. Anche con distacco, nonostante da l&igrave; parta il presente che si vive. Le date non sono pietre: sono fiumi. Scorrono, e mentre scorrono portano via i nomi, ma lasciano il letto. E nel letto resta il segno di chi c&rsquo;era, di chi scelse, di chi tacque. La storia non chiede consenso. Chiede memoria. E la memoria, quando &egrave; vera, non alza bandiere: accende lumi. Uno per ogni casa, uno per ogni padre, uno per ogni silenzio che non ha avuto voce nell&rsquo;urna ma l&rsquo;ha avuta a tavola, la sera, quando si spegneva la radio e restavano solo gli sguardi.</p> <p>La mia famiglia non vot&ograve; per la Repubblica. Aveva radici dentro il fascismo ma anche nella Monarchia. Radici doppie, come quegli alberi che crescono storti perch&eacute; cercano due soli. Infatti il colonnello Gaudinieri, zio di mio padre e dei cinque fratelli, era stato colonnello del Re. Uomo dritto, con la schiena che non conosceva l&rsquo;inchino, solo il saluto. Portava la fedelt&agrave; come si porta un orologio: al polso, non per esibirla, ma per non perdere l&rsquo;ora.</p> <p>Ho raccontato questa storia nel mio <i>I cinque fratelli. </i>Cinque volti, cinque destini, una sola tavola la domenica. Uno era partito e non era tornato. Uno insegnava e non parlava mai di politica, solo di numeri. Uno coltivava la terra e diceva che la terra non ha partito: ha stagioni. Uno era ragazzo quando cadde il Regime, e rimase ragazzo per sempre, con l&rsquo;incredulit&agrave; negli occhi. E mio padre, il quinto, ma che non era il pi&ugrave; piccolo, che teneva i conti e teneva i silenzi. Mio padre vot&ograve; dunque per la Monarchia nonostante la Notte del Gran Consiglio e il prosieguo. Vot&ograve; con la mano ferma, senza retorica. Non per il Duce, che in quella casa non si nominava pi&ugrave; da tempo. Non per il Re, che aveva lasciato la notte e il porto. Vot&ograve; per il colonnello Gaudinieri. Vot&ograve; per la divisa piegata nell&rsquo;armadio, per la sciabola che non tagliava pi&ugrave; ma luccicava ancora. Vot&ograve; per un&rsquo;idea di ordine che non era potere: era forma. Era il padre che torna, il pane a tavola, la porta chiusa quando fuori c&rsquo;&egrave; tempesta. Fedelt&agrave; non &egrave; ripetere il voto di mio padre. Sarebbe troppo facile, e anche troppo vile. Fedelt&agrave; &egrave; portare la stessa misura nel tempo che &egrave; cambiato. Lui vot&ograve; Monarchia con lo stesso animo con cui avrebbe accolto la Repubblica il giorno dopo: senza odio, senza rivincita, senza rinnegare l&rsquo;ieri per comprare l&rsquo;oggi. Coerenza &egrave; questo: restare uomo quando le forme cadono. Restare figlio quando i padri sbagliano. Restare padre quando i figli non capiscono.</p> <p>La Notte del Gran Consiglio l&rsquo;aveva vissuta come si vive un lutto: senza capire, senza perdonare, senza dimenticare. Il prosieguo lo vide con gli occhi di chi ha gi&agrave; visto troppo. Eppure, il 2 giugno, mise la scheda nell&rsquo;urna e non disse nulla. Torn&ograve; a casa, si lav&ograve; le mani, sedette. La Repubblica vinse. Lui non perse. Perch&eacute; non aveva giocato per vincere. Aveva giocato per restare fedele a un&rsquo;immagine antica, come si &egrave; fedeli a una madre anche quando sbaglia. Non so oggi cosa avrebbe votato. Il tempo &egrave; passato ma il ricordo no, e le parole di mio padre neppure. Diceva: &laquo;Le bandiere cambiano, l&rsquo;uomo resta&raquo;. Diceva: &laquo;Non si sceglie con la rabbia. Si sceglie con la terra che hai sotto i piedi&raquo;. Diceva: &laquo;La storia la fanno i vivi, ma la custodiscono i morti&raquo;.</p> <p>Oggi, a ottant&rsquo;anni da quel giorno, la Repubblica &egrave; la casa. La Monarchia &egrave; la stanza chiusa. Il fascismo &egrave; la crepa nel muro. Ma la casa sta in piedi perch&eacute; ha fondamenta, e le fondamenta non hanno colore. Hanno peso. Hanno nome. Hanno i volti dei cinque fratelli, e del colonnello, e di mio padre che vot&ograve; e tacque. Non voglio essere controcorrente. Ma la memoria, quando &egrave; onesta, lo &egrave; sempre. Perch&eacute; non segue la corrente: segue la sorgente. E la sorgente, in quella casa, era doppia. Era il Re e era l&rsquo;Italia. Era l&rsquo;ordine e era la vergogna. Era la marcia e era la ritirata. Era tutto insieme, come sono insieme le vene nel corpo: sangue pulito e sangue sporco, ma lo stesso cuore.</p> <p>A distanza di ottant&rsquo;anni, tutto &egrave; deposito. Anche il voto di mio padre. Anche il mio non sapere. Ma il deposito non &egrave; polvere. &Egrave; seme. E dal seme nasce il presente che si vive: con distacco, s&igrave;, ma senza disprezzo. Con giudizio, ma senza tribunale. Perch&eacute; i tribunali li fa il tempo, e il tempo &egrave; gi&agrave; passato. Il 2 giugno 1946 fin&igrave; una forma e ne cominci&ograve; un&rsquo;altra. Ma le forme passano, l&rsquo;uomo resta. Resta mio padre con la scheda in mano. Resta il colonnello Gaudinieri con la fedelt&agrave; senza trono. Restano i cinque fratelli, uno per ogni punto cardinale, e il quinto per tenere il centro.</p> <p>Il tempo &egrave; passato. Il ricordo no. E finch&eacute; c&rsquo;&egrave; un figlio che scrive, le parole di un padre non muoiono. Non sono ragione, non sono torto. Sono radice. E dalle radici non si scappa: si cresce. Anche storte. Anche controcorrente. Anche nel giorno in cui tutto comincia, e tu scegli di ricordare invece di dimenticare. &Egrave; giusto che sia cos&igrave;. Non dimenticare &egrave; una virt&ugrave; ma forse anche una tradizione. Resta la tradizione come ricordo e come anima o come infinito orizzonte che mi d&agrave; il coraggio di essere coerente anche quando tutto crolla.</p> <p>Perch&eacute; crollano i muri, crollano i regni, crollano le idee che sembravano ferro. Non crolla l&rsquo;orizzonte. L&rsquo;orizzonte &egrave; la linea che tuo padre ti ha messo negli occhi il giorno in cui ti ha insegnato a guardare lontano senza alzare la voce. La tradizione non &egrave; ripetere. &Egrave; riconoscere. Riconoscere che prima di te c&rsquo;&egrave; stato un passo, e quel passo ha lasciato l&rsquo;orma. Tu puoi allargarla, puoi spostarla, ma non puoi cancellarla senza perdere la direzione. Per questo non dimenticare &egrave; virt&ugrave;: perch&eacute; ti impedisce di diventare orfano di te stesso.</p> <p>Oggi la storia ha deciso. Ma la storia decide i regni, non gli uomini. Gli uomini li decide il cuore. E il cuore, quando &egrave; figlio, non archivia il padre: lo continua. Mio padre &egrave; dentro di me con la sua nobilt&agrave; la sua pazienza e il suo non giudicare mai. I figli hanno il dovere di non spezzare nulla perch&eacute; la fedelt&agrave; &egrave; destino. La nobilt&agrave; non stava nel colonnello Gaudinieri, non stava nel Re, non stava nella scheda del 2 giugno. Stava nel gesto di lavarsi le mani prima di sedersi a tavola, anche dopo aver perso. Stava nel dire &laquo;la terra non ha partito&raquo; mentre fuori la terra bruciava di bandiere. Stava nel tenere insieme i cinque fratelli senza chiedere a nessuno di pensarla allo stesso modo. Quella &egrave; nobilt&agrave;: tenere insieme senza spezzare.</p> <p>Anche quando tutto crolla, l&rsquo;orizzonte resta. &Egrave; l&rsquo;unica cosa che non puoi possedere e che nessuno ti pu&ograve; togliere. Mio padre lo sapeva. Per questo non giudicava: chi giudica ha bisogno di macerie per sentirsi in piedi. Lui stava in piedi da solo. Stava in piedi perch&eacute; aveva dentro una tradizione che non era passato: era anima. E l&rsquo;anima non vota. L&rsquo;anima testimonia. Il 2 giugno 1946 croll&ograve; un mondo. Ne nacque un altro. Mio padre vide il crollo e la nascita, e non maledisse n&eacute; l&rsquo;uno n&eacute; l&rsquo;altra. Mise la giacca, usc&igrave;, vot&ograve;, torn&ograve;. E a tavola parl&ograve; d&rsquo;altro. Perch&eacute; la fedelt&agrave; non &egrave; discorso: &egrave; pane. Lo spezzi, non lo sbandieri. &Egrave; stato sempre cos&igrave; mio padre. La nostra famiglia ha saputo capire e dal capire ha saputo comprendere. Il resto &egrave; memoria. Mai nostalgia.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>La vita negata a Beatrice, bimba vissuta nell’orrore e nell’indifferenza</title>
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      <description>È una di quelle storie che si fatica a raccontarle. Eppur si deve: per non dimenticare, per tentare - disperatamente - che non si ripetano</description>
      <author>Rossana Gismondi</author>
      <category>beatrice</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">&Egrave; una di quelle storie che si fatica a raccontarle. Eppur si deve: per non dimenticare, per tentare - disperatamente - che non si ripetano.</p> <p>Beatrice da Bordighera, due anni: oggi ci sorride dalle foto, deliziosa e tenera. &Egrave; morta, ammazzata di botte. Tante, nei suoi 24 mesi di inferno. &laquo;Modalit&agrave; atroci&raquo;. &laquo;Intensit&agrave; selvaggia&raquo;. &laquo;Omissione di aiuti spietata&raquo;. &laquo;Condotte abominevoli&raquo;. &laquo;Indole crudele&raquo;. &laquo;Trauma cranico violento&raquo;. &laquo;Costretta a fumare una sigaretta&raquo;. &laquo;Picchiata con calci, pugni, cinghie, cavi elettrici&raquo;. Il calvario di questa piccolina &egrave; nel virgolettato che gli investigatori hanno rilasciato in conferenza stampa. E anche nei loro sguardi attoniti, increduli per ci&ograve; che hanno visto nelle foto dei lividi, dei capelli strappati, degli occhi pesti. Del video della bimba in lacrime con la sigaretta in bocca. Il Male assoluto: tutto registrato e conservato nel telefonino del compagno della madre.</p> <p>Una frase su tutte ha accelerato le indagini (aggravando le ipotesi di reato nei confronti della madre e del compagno) da parte dei magistrati che si stanno occupando di Beatrice: &laquo;Non si poteva pi&ugrave; aspettare&raquo;. Vero. L&rsquo;orrore di questa storia &egrave; inenarrabile: da non dormirci la notte. E da augurarsi che i mostri che l&rsquo;hanno compiuto vadano a processo con una condanna di quelle, come si dice, in cui si butta la chiave.</p> <p>Tuttavia qualche riflessione, qualche domanda, vanno fatte: soprattutto sul &laquo;perch&eacute;&raquo; non si sarebbe &laquo;dovuto&raquo; aspettare, nel senso dell&rsquo;agire di altri, cio&egrave; prima degli investigatori che hanno dovuto poi occuparsi di un omicidio.</p> <p>1) La famiglia era in qualche misura attenzionata dai servizi sociali, poich&eacute; il padre delle bimbe si trova in carcere?</p> <p>2) E quali e di chi sono le responsabilit&agrave; della eventuale inazione che ha avuto come conseguenza la morte di Beatrice?</p> <p>3) Ci&ograve; che era sotto gli occhi di tutti, cio&egrave; il degrado in cui la famiglia viveva (alcol, rifiuti, droga) &egrave; possibile che non sia stato visto, notato in una cittadina di 10.371 abitanti?</p> <p>4) Possibile non accorgersi che tre bimbe, Beatrice e le sorelline, vivono in una situazione borderline?</p> <p>Ogni anno, in Italia si verificano 20 casi di figlicidio: 550 bimbi morti dal 2020. L&rsquo;87% dei maltrattamenti di minori avviene in famiglia. Quante di queste morti si sarebbero potute evitare se quel &laquo;non si poteva pi&ugrave; aspettare&raquo; fosse arrivato prima?</p> <p>L&rsquo;ultima riforma sul Diritto di Famiglia, &egrave; del 1975. Nel 2006 l&rsquo;evoluzione di una norma sul concetto di affidamento condiviso. Ma una riforma strutturale, di quelle che si allineano alle necessit&agrave; reali degli italiani, attende da 51 anni. E pare evidente, con la vicenda dei fratellini del bosco che ha riacceso i riflettori, che la gestione delle problematiche minorili debba essere rivista: dai servizi sociali fino ai tribunali minorili.</p> <p>Sono trascorsi 51 anni e un&rsquo;infinit&agrave; di Governi: e questa &egrave; la realt&agrave;, imbarazzante. &Egrave; fresca la memoria della piccola Diana di Milano, lasciata morire di fame e sete dalla madre: se pure allora e per questa piccolina fosse valso il principio di non &laquo;dover&raquo; aspettare, Diana sarebbe con noi.</p> <p>Cos&igrave; come sarebbe tra noi la piccola Eleonora di Enziteto, quartiere di Bari, 16 mesi vissuti legata sul suo passeggino tra vessazioni, ignoranza, malnutrizione e stenti, morta nel 2005. Ricordo crudele, per la giovane giornalista che ero: il passeggino veniva rivolto sempre verso il muro, affinch&egrave; Eleonora non potesse partecipare, con infinita crudelt&agrave;, in alcun modo alla vita della sua famiglia.</p> <p>Spero, ma &egrave; solo una speranza, che a Beatrice sia data giustizia: lei &egrave; morta in una sera di febbraio, in realt&agrave; la vita le &egrave; stata negata da molto prima, anche da chi avrebbe &laquo;dovuto, potuto&raquo; non aspettare pi&ugrave; prima che gli eventi precipitassero. E non l&rsquo;ha fatto.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Mi fermo qui, ho bisogno di tirare il fiato»: Pantaleo Corvino saluta il Lecce e tira le somme dopo 13 anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2000064/mi-fermo-qui-ho-bisogno-di-tirare-il-fiato-pantaleo-corvino-saluta-il-lecce-e-tira-le-somme-dopo-13-anni.html</link>
      <description>Non un semplice e freddo comunicato, consuetudine in questi casi, ma una conferenza stampa, una novità per questo mondo, assieme al presidente del club Saverio Sticchi Damiani, per spiegare le ragioni di questo stop</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Pantaleo Corvino,lecce,serie a</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:36:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una lunga storia d&rsquo;amore a tinte giallorosse che, come tutte quelle pi&ugrave; avvincenti, inevitabilmente arriva a una fine. Si chiude oggi la corsa di Pantaleo Corvino alla guida di responsabile area tecnica del Lecce. Non un semplice e freddo comunicato, consuetudine in questi casi, ma una conferenza stampa, una novit&agrave; per questo mondo, assieme al presidente del club Saverio Sticchi Damiani, per spiegare le ragioni di questo stop. Corvino in apertura sgombra il campo da qualsiasi allusione legata alla sua decisione: &laquo;Non &egrave; facile per me oggi essere qui - dichiara -, 13 anni di una storia d&rsquo;amore lunga, che non pu&ograve; essere raccontata in pochi minuti. Io e mio figlio siamo stati chiamati in causa in un&rsquo;inchiesta sul sistema calcio: abbiamo la coscienza pulita e quella storia non &egrave; certo coincisa con la mia decisione di fermarmi&raquo;.</p> <p>Poi chiarisce: &laquo;Avevo un sogno e l&rsquo;ho realizzato: diventare il direttore sportivo del Lecce, ed oggi sono qui a spiegare il motivo per il quale sto infrangendo questo sogno - prosegue - . Al presidente ho detto di essere stanco. Ci sono dei momenti nella vita in cui ti rendi conto di dover fermare la corsa. Le motivazioni non mi mancano, ma ho bisogno di tirare il fiato. Sono stati sei anni bellissimi, straordinari: abbiamo fatto qualcosa di folle in questo periodo. La ferita pi&ugrave; grande &egrave; stata la scomparsa di Graziano Fiorita, fisioterapista del club, che consideravo un mio figlio&raquo;.</p> <p>Uno stop a tempo: &laquo;La passione ce l&rsquo;ho ancora, ma se non ho le forze devo fermarmi - chiarisce - . Dispiace perch&eacute; avrei voluto dare ancora qualcosa al Lecce, ma il Lecce non pu&ograve; aspettarmi. Non so quanto tempo ci vorr&agrave; per recuperare, ma voglio vincere altre corse: mi sento ancora un cavallo di razza. Non voglio morire in casa, i cavalli di razza muoiono in pista&raquo;. Per un attimo ritorna con la mente a quanto fatto sotto la sua guida: &laquo;Anche il prossimo anno di Serie A del Lecce sento mio - prosegue Corvino - . Complessivamente qui ho fatto quattro anni di B, vincendola tre volte, e undici anni di A. I tifosi hanno gioito per la conquista di otto titoli livello giovanile, soprattutto per lo scudetto della Primavera. Con il presidente Sticchi Damiani sono stati sei anni straordinari, volevamo che il nostro territorio emergesse, lo abbiamo tutelato e protetto. Lascio uno dei club pi&ugrave; in salute d&rsquo;Europa&raquo;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Da 80 anni possiamo scegliere e siamo cittadini liberi, ma ora serve responsabilità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/editoriali/1999346/da-80-anni-possiamo-scegliere-e-siamo-cittadini-liberi-ma-ora-serve-responsabilita.html</link>
      <description>Un anniversario vitale per noi cittadini della Repubblica italiana; eppure, puntualmente dopo ogni anno, al termine di ogni celebrazione, sembra cambi poco o nulla in Italia</description>
      <author>Alessandra Peluso</author>
      <category>2 giugno</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:30:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">&Egrave; un giorno significativo, una data memorabile: 2 giugno 1946. Un anniversario vitale per noi cittadini della Repubblica italiana; eppure, puntualmente dopo ogni anno, al termine di ogni celebrazione, sembra cambi poco o nulla in Italia: uomini e donne hanno diritto al voto. Uomini e donne hanno scelto in maggioranza la &laquo;Repubblica&raquo;. Quanta strada e quanto &egrave; stato lungo il processo di costruzione e cambiamento di un&rsquo;Italia distrutta, nella miseria, lacerata dal dolore, dalla fame, dalla criminalit&agrave;. Eppure, con la dedizione di molti uomini si &egrave; riusciti nell&rsquo;intento di rendere l&rsquo;Italia e gli italiani orgogliosi del proprio Paese?</p> <p>La gran parte emigr&ograve; per l&rsquo;assenza del lavoro in Italia, un vero e proprio esodo, il secondo invero dopo l&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia, negli anni sessanta all&rsquo;incirca, con la speranza di un futuro, sentimento che per la maggior parte perdura e si ripete non solo nel Novecento, bens&igrave; finanche nel secondo millennio. Dati significativi che dovrebbero far riflettere e avrebbero dovuto e dovrebbero far agire la nostra &laquo;Repubblica&raquo;, che &egrave; diventata &laquo;anzianotta&raquo;, viene talvolta trascurata, trattata con superficialit&agrave;, sebbene possieda la forza, il coraggio dei giovani.</p> <p>L&rsquo;opportunit&agrave; del voto e la possibilit&agrave; di scelta tra &laquo;Monarchia&raquo; o &laquo;Repubblica&raquo;. Si pu&ograve; di sicuro discutere sulle due forme di governo, su un dato politico, su una realt&agrave; sociale e storica complicata e variegata, che seppur in alcune regioni d&rsquo;Italia ha teso verso un governo monarchico, dopo essere state liberate da un ventennio fascista, dai conflitti mondiali, ha come sappiamo esordito la &laquo;Repubblica&raquo;. Due aspetti essenziali emergono: la possibilit&agrave; di scegliere, la libert&agrave;. In sostanza, non decide soltanto &laquo;uno&raquo;, non impone, non c&rsquo;&egrave; repressione, gli italiani sono cittadini liberi che si recano per la prima volta alle urne con la coscienza e consapevolezza di ci&ograve; che voglia significare dittatura, obblighi, povert&agrave;. La bellezza e unicit&agrave; di un popolo di sentirsi libero, di godere dei diritti e dei doveri come sancir&agrave; la Costituzione entrata in vigore il primo gennaio del 1948. Da 80 anni possiamo ancora scegliere, <i>2 giugno 2026</i>, da 80 anni siamo liberi, abbiamo un Parlamento, una Costituzione, ma qualcosa nel corso degli anni &egrave; cambiato. O forse no. L&rsquo;essere umano continua a mostrare le proprie fragilit&agrave; tra corruzione, incapacit&agrave; o non volont&agrave; a gestire la &laquo;cosa pubblica&raquo;, a guidare un Paese e a vivere rispettando princ&igrave;pi fondamentali quali libert&agrave;, dignit&agrave;, lavoro, vita. In definitiva, c&rsquo;&egrave; stata una metamorfosi fenomenica e noumenica, di fatto per&ograve; riflettendo sul tema si &egrave; acuito un profondo divario sociale ed economico tra Nord e Sud, in parte incentivato, e l&rsquo;essere liberi ha comportato una deviazione, eliminando ogni limite, nonch&eacute; la responsabilit&agrave; di pensare e agire in modo retto, non solo seguendo il &laquo;giusto&raquo;, ma perfino il bello, il buono, per s&eacute; e per l&rsquo;altro nella reciprocit&agrave;. Oltre a questa grave mancanza, di un &laquo;vuoto&raquo; comportando di fatto un <i>gap</i> sociale, c&rsquo;&egrave; ancora una forte crisi culturale dove in assenza di ruoli, riconoscimenti, &laquo;ignoranze fatali&raquo;, o ancor peggio illusione di sapere, l&rsquo;Italia dimostra carenza nella formazione e nell&rsquo;educazione della persona, non rispetto delle &laquo;diversit&agrave;&raquo;, non si &egrave; &laquo;sensibili alle differenze&raquo;, non &egrave; garantito il lavoro come diritto sociale; mentre, si punta sull&rsquo;omologazione, si va a &laquo;caccia&raquo; del diverso, non si accolgono pensieri diversi, si cospargono parole d&rsquo;odio con l&rsquo;incapacit&agrave; di gestire rabbia e risentimento dovuti per la gran parte a una <i>mala</i> gestione della &laquo;<i>res-pubblica</i>&raquo;. E allora, oltre ai dovuti festeggiamenti che tutti i cittadini italiani dovrebbero abbracciare, di ogni genere ed et&agrave;, si dovrebbe pensare a creare un pensiero nuovo, un uomo nuovo, attraverso programmi di solidariet&agrave; e civilt&agrave;, di accoglienza e lavoro, di libert&agrave; e di <i>responsabilit&agrave;</i>. Ogni cittadino dovrebbe sentire la vocazione di essere tale e per questo dimostrarsi responsabile in ogni sua azione per il bene pubblico, per il suo benessere, per mantenere soprattutto viva e solida la nostra Repubblica italiana.</p> <p>Auguri!</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Troppi consumatori di guerre e pessimi giocatori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/punti-di-vista/1999344/troppi-consumatori-di-guerre-e-pessimi-giocatori.html</link>
      <description>Sembrerebbe che nulla scuota le coscienze di capi di Stato impegnanti a ricucire una possibile tregua in Medio Oriente, sempre più, ormai in varie zone, come lo stesso Stretto di Hormuz</description>
      <author>Gianfranco Longo</author>
      <category>conflitto in medio oriente</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/punti-di-vista/1999344/troppi-consumatori-di-guerre-e-pessimi-giocatori.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Una speranza di incontro &egrave; un manifesto di pace. In questi ultimi giorni due avvenimenti, fra gli altri, hanno scosso ulteriormente i delicati equilibri mediorientali: l&rsquo;arresto e l&rsquo;umiliazione inferta all&rsquo;equipaggio della Flotilla su ordine del Ministro della sicurezza nazionale di Israele Ben Gvir; e il 27 maggio l&rsquo;eliminazione di un altro capo di Hamas, Mohammed Odeh, leader dell&rsquo;ala militare, le famigerate Brigate al-Qassam. Con lui sono morti la moglie e i suoi tre figli.</p> <p>Sembrerebbe che nulla scuota le coscienze di capi di Stato impegnanti a ricucire una possibile tregua in Medio Oriente, sempre pi&ugrave;, ormai in varie zone, come lo stesso Stretto di Hormuz, al limite di un precipizio senza ritorno. Era forse proprio questo l&rsquo;intento degli attacchi del 7 ottobre del 2023? O invece quell&rsquo;attacco &egrave; stato un nuovo inizio per regionalizzare una contesa che scuote il Medio Oriente dal 1948 anno in cui venne istituito lo Stato di Israele? Quando parliamo di pace, infatti, dovremmo chiederci anche se la speriamo; se questo concetto sia davvero parte non di un&rsquo;attesa, ma di una verit&agrave; che cogliamo solo quando vi riflettiamo sperandola, cio&egrave; intuendola nel rapporto che ogni uomo pu&ograve; avere incontrando ogni suo simile.</p> <p>La pretesa dell&rsquo;uomo di soggiogare l&rsquo;altro, la pretesa di regionalizzare i conflitti senza che abbiano pi&ugrave; un termine (stessa sorte dell&rsquo;europea Ucraina) &egrave; un insulto alla verit&agrave; che sfida la storia e il suo stesso destino, rischiando che si perda il lume della speranza, surrogandola con accordi momentanei tra i capi attuali delle nazioni, che continuano per&ograve; a sfregiare il volto dei popoli, reiterando certezze e possibili intese. E i risultati immaginati sono sempre meno efficaci, poich&eacute; si tratta di intese che sfigurano anche la possibilit&agrave; di un incontro, lasciando emergere l&rsquo;assenza di testimoni della storia e della verit&agrave;, facendosi marcata e ampia la folla dei consumatori di guerre, improvvidi giocatori, che non hanno esitato a trasfigurare la speranza con lo scherno di una pace che in realt&agrave; &laquo;rassicura&raquo; mediante la regionalizzazione dei conflitti, nuova enfasi cinica della mediocrit&agrave; politico-internazionale, che vuol farci credere a un nuovo capitolo della storia dove troviamo scritto che la pace &egrave; in realt&agrave; una rappresentazione della guerra &laquo;sotto controllo politico ed economico&raquo;, una guerra che va distribuendosi in confini ben precisi, quasi facendosi innocua, sino a profilarsi in un regolamento di conti fra contendenti, di tipo mafioso, in cui nessuno deve metterci il becco. &Egrave; questa la zona dove le vite sono gi&agrave; segnate al loro nascere dalla vendetta e dai limiti territoriali, dal rumore deflagrante delle esplosioni e dall&rsquo;indottrinamento ideologico, come se tutto fosse noto prima ancora che la vita cominci.</p> <p>Elias Canetti, nella sua opera teatrale dal titolo <i>Vite a scadenza</i> (1956), dramma distopico, immagina una societ&agrave; dove ogni bambino abbia ricevuto al momento della nascita una &laquo;capsula&raquo;, contenente la data esatta della propria morte. L&rsquo;opera esplora l&rsquo;angoscia esistenziale, il controllo sociale e la ribellione contro l&rsquo;inevitabilit&agrave; della morte, tema centrale nella poetica di Canetti, ma &egrave; un&rsquo;opera che ritaglia con precisione anche la nostra tragica attualit&agrave;. Non si tratta pi&ugrave; di un futuro ipotetico, la conoscenza della data di morte, presunta o immaginata, sicura per alcuni gi&agrave; in giovane et&agrave;, ancora rinviabile per altri, ma di poco, sta trasformando radicalmente, in molte zone del mondo, le relazioni umane, le religioni, la speranza di pace e la filosofia di vita, in una progressiva accelerazione al senso di dispersione e di spersonalizzazione, dimensioni che attualmente le guerre in corso, diversificate, rischiano di ricondurci. Il fine infatti della guerra &egrave; proprio quello di spersonalizzare l&rsquo;essere umano, costretto a vivere in una &laquo;scadenza&raquo;, gi&agrave; nota al potere politico che dispone e amministra le vite dei suoi cittadini e di coloro che sono oltre i confini, poich&eacute; ogni vita &egrave; posta sotto il giogo di un ultimatum, come quelli che rimbalzano tra un governo fantoccio ed un altro idiota, in un gioco perverso, senza esito.</p> <p>Il carattere di questa dimensione &egrave; di rendere grottesco ogni tentativo di intesa, che pertanto resta solo un&rsquo;aspettativa di tregua, un contenuto armistizio che lasci i contendenti riprendersi dall&rsquo;ultima battaglia, per poi ricominciare; una diabolica strumentalizzazione della pace che rende la guerra indiscutibile, inevitabile, persino necessaria alla pace, appunto una guerra incontrovertibile, in fondo ironicamente sotto controllo, in grado di calpestare per&ograve; ogni speranza (proprio come accaduto fisicamente all&rsquo;equipaggio della Flotilla) per fare della pace una paradossale linea di demarcazione: una linea oltre la quale troveremo vite a scadenza; come invece, al di qua di essa, scopriremo nuove fosse comuni, le nostre vite omogeneizzate alla violenza del silenzio, omogeneizzate alla retorica della &laquo;terza guerra mondiale a pezzi&raquo;, infine sterilizzate e sclerotizzate nello snobismo smorfioso della post-modernit&agrave;, lo snobismo <i>engag&eacute;,</i> schifiltoso verso i popoli nomadi delle guerre. Gli inermi della pace. Con le loro vite &laquo;a scadenza&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>La nascita del centrosinistra: Saragat, Nenni e un articolo su Krusciov pubblicato dal «NYT»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/punti-di-vista/1999342/la-nascita-del-centrosinistra-saragat-nenni-e-un-articolo-su-krusciov-pubblicato-dal-nyt.html</link>
      <description>La fase d’incubazione della formula di governo del centrosinistra, può essere datata a partire dall’incontro di Pralognan, nell’agosto 1956, fra Saragat e Nenni</description>
      <author>Michele Donno</author>
      <category>saragat</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">La fase d&rsquo;incubazione della formula di governo del centrosinistra, pu&ograve; essere datata a partire dall&rsquo;incontro di Pralognan, nell&rsquo;agosto 1956, fra Saragat e Nenni, seguito a breve distanza dalle sanguinose vicende della rivolta ungherese dell&rsquo;ottobre, che portarono al distacco del PSI dai comunisti e ad una rinnovata definizione dell&rsquo;&laquo;autonomismo&raquo; socialista, che confermava quello sancito dieci anni prima nella scissione di palazzo Barberini.</p> <p>L&rsquo;incontro fra i due leader del socialismo italiano venne favorito dalla pubblicazione, nel giugno, sul <i>New York Times</i>, del rapporto segreto presentato da Krusciov, al XX congresso del PCUS, sui crimini dello stalinismo: &laquo;C&rsquo;&egrave; da chiedersi &ndash; dichiarava Saragat &ndash; come mai un uomo come Nenni che da quasi mezzo secolo &egrave; impegnato nell&rsquo;azione politica ed &egrave; il contrario di un ingenuo, abbia avuto bisogno del rapporto Krusciov per capire quello che tutti i socialisti del mondo avevano gi&agrave; capito da un pezzo, e cio&egrave; che Stalin era un ferocissimo despota&raquo;. E ancora: &laquo;Qualora il Partito socialista accettasse di scendere risolutamente sul terreno della democrazia, senza far pesare sul Paese l&rsquo;ipoteca di un&rsquo;alleanza con un partito totalitario [il PCI], tutta la situazione muterebbe e si creerebbero le premesse per una coalizione tra un grande Partito socialista democratico e le forze avanzate della democrazia borghese&raquo;.</p> <p>Nenni e Saragat si incontrarono a Pralognan, il 25 agosto. Fu lo stesso Saragat a dare maggiore pubblicit&agrave; a quell&rsquo;incontro, a tal punto da rendere noto dalle pagine del quotidiano del PSDI, <i>La Giustizia</i> &ndash; alcuni mesi dopo, in occasione del XXXII congresso del PSI, a Venezia, nel 1957 &ndash;, il testo di una lettera da lui inviata al presidente dell&rsquo;Internazionale socialista, Philips: &laquo;Ho posto a Nenni due domande, una di politica estera e una di politica interna: &ldquo;Saresti disposto &ndash; gli chiesi &ndash; ad adoperarti affinch&eacute; la politica estera del futuro Partito socialista unificato si svolga nell&rsquo;ambito della solidariet&agrave; con le democrazie dell&rsquo;Occidente?&rdquo;&raquo;. La risposta di Nenni fu la seguente: &laquo;Noi italiani facciamo parte dell&rsquo;Occidente e la nostra politica estera non pu&ograve; che svolgersi nel quadro della solidariet&agrave; occidentale&raquo;. La risposta alla prima domanda era, dunque, positiva. La seconda domanda di politica interna che gli rivolsi fu la seguente: &laquo;Pensi anche tu, come pensiamo noi socialisti democratici, che nessuna combinazione di governo deve essere possibile tra il futuro Partito socialista unificato e i comunisti? E ci&ograve; in ogni campo, particolarmente, per&ograve;, in quello in cui i voti sommati dei socialisti e dei comunisti rappresentassero pi&ugrave; della met&agrave; degli eletti in Parlamento?&raquo;. La risposta di Nenni fu immediata e precisa: &laquo;Non &egrave; possibile andare al governo con i comunisti: il Paese non capirebbe e le conseguenze potrebbero essere gravi [&hellip;] Questa risposta &ndash; concluse Saragat &ndash; mi &egrave; parsa decisiva e il giorno stesso ne ho comunicato il tenore ai giornali, allo scopo di vincolare Nenni al suo impegno&raquo;.</p> <p>Nenni, invece, non apprezz&ograve; l&rsquo;atteggiamento di Saragat e, pur non smentendo il contenuto di quella lettera, annot&ograve; nei suoi diari che &laquo;l&rsquo;incontro con Saragat fa gi&agrave; molto chiasso&raquo; e che il coinvolgimento della stampa era &laquo;un pasticcio e una complicazione&raquo; perch&eacute; il colloquio &laquo;doveva restare se non segreto per lo meno riservato&raquo;. &laquo;Un modo molto efficace &ndash; concludeva Nenni &ndash; per mettere i bastoni tra le ruote&raquo;.</p> <p>A far data dal 1956, quindi, uno dei principali obiettivi dei socialisti democratici italiani fu quello di ricondurre il PSI nell&rsquo;area politica moderata, e il PSDI ebbe un ruolo fondamentale in questa azione di avvicinamento e persuasione, affinch&eacute; venissero definitivamente recisi i legami con il PCI &ndash; con il superamento delle nostalgie massimaliste e &laquo;frontiste&raquo; &ndash; e il PSI iniziasse, quindi, una nuova stagione di collaborazioni governative con la DC, gi&agrave; avviate dai socialdemocratici di Saragat nel 1947. &laquo;Il nostro partito &ndash; scriveva Saragat, nell&rsquo;ottobre 1956, subito dopo la sanguinosa repressione sovietica in Ungheria &ndash; ha precorso di dieci anni quella consapevole valutazione della mostruosit&agrave; della dittatura imperialistica totalitaria sovietica, di cui cominciano ad essere edotti anche i compagni del Partito socialista. A questo proposito sar&agrave; opportuno sgombrare il terreno da un equivoco, che interviene sempre quando ci riferiamo alla mostruosit&agrave; di quella dittatura totalitaria e alla necessit&agrave; di combatterla. &Egrave; l&rsquo;equivoco del cosiddetto &laquo;anticomunismo&raquo;, con cui si cerca di presentare la nostra avversione per una dittatura oppressiva e sfruttatrice della classe lavoratrice come un&rsquo;avversione nei confronti dei lavoratori, che di quella dittatura sono le vittime, come avviene nei paesi d&rsquo;oltre cortina [&hellip;] &Egrave; proprio nell&rsquo;interesse degli operai ingannati dal comunismo che noi siamo irriducibili avversari della dittatura comunista. Questo &egrave; il nostro &ldquo;anticomunismo&rdquo;&raquo;.</p> <p>Di l&igrave; a tre anni, nel marzo 1959, Moro venne eletto segretario della DC e avvi&ograve;, con il congresso di ottobre, la discussione sull&rsquo;&laquo;apertura a sinistra&raquo; e sull&rsquo;ipotesi di una collaborazione governativa con i socialisti di Nenni. Nel XXXIV congresso del PSI del 1961, il vicesegretario, De Martino, dichiar&ograve;, fra l&rsquo;altro, che &laquo;con i comunisti noi non siamo, non soltanto perch&eacute; sappiamo che essi non potranno realizzare democraticamente una maggioranza, ma perch&eacute;, anche qualora la realizzassero, tale risultato non ci interessa e noi non lo vogliamo&raquo;.</p> <p>Fu Fanfani, infine, a dare il via alla prima formula di governo del centro-sinistra, nel 1962, con l&rsquo;appoggio esterno dei socialisti. I tre partiti di maggioranza (DC, PSI, PSDI) avviarono un&rsquo;intensa attivit&agrave; riformatrice, aprendo cos&igrave; la strada al primo governo di centrosinistra &laquo;organico&raquo; guidato da Moro (1963), con Nenni vicepresidente del Consiglio e Saragat ministro degli Esteri. Alla fine del 1962, nel XIII congresso del PSDI, il Presidente del Consiglio, Fanfani, dichiar&ograve;: &laquo;Nessuno dimentica ci&ograve; che &egrave; stato, ci&ograve; che &egrave;, da oltre quindici anni, il PSDI nella vita politica italiana [&hellip;] In oltre la met&agrave; del tempo di questa Legislatura, con le sue idee vive, con la lungimiranza dei gruppi dirigenti, con la lealt&agrave; dei Gruppi parlamentari, il PSDI ha dato un appoggio necessario e insostituibile alla vita e all&rsquo;opera di tre Governi [&hellip;] Della presente esperienza politica proprio l&rsquo;onorevole Saragat fu pioniere ed essa ha bisogno ancora del contributo, dell&rsquo;impulso, delle idee, del sostegno e delle garanzie del PSDI&raquo;.</p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Omicidio Bakari Sako a Taranto, il tribunale del Riesame conferma il carcere per i quattro minori indagati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2000063/omicidio-bakari-sako-a-taranto-il-tribunale-del-riesame-conferma-il-carcere-per-i-quattro-minori-indagati.html</link>
      <description>Respinte le richieste della difesa di trasferimento in comunità o domiciliari. Nuova udienza il 4 giugno per i due maggiorenni coinvolti. Sako fu ucciso nella città vecchia</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>bakari sako</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale del Riesame di Taranto ha confermato la detenzione negli istituti penali dei quattro minori coinvolti nell&rsquo;omicidio di Bakari Sako, il 35enne bracciante originario del Mali ucciso all&rsquo;alba del 9 maggio nella citt&agrave; vecchia, in piazza Fontana. La difesa aveva chiesto la sostituzione delle misure detentive con il trasferimento in comunit&agrave; o, in subordine, gli arresti domiciliari.</p> <p>I quattro minorenni sono attualmente detenuti negli istituti penali minorili di Bari e Lecce. Tra loro anche il 16enne che, secondo le accuse, avrebbe inferto le coltellate all&rsquo;addome e al torace risultate fatali per la vittima.</p> <p>La nuova udienza al Riesame per i due maggiorenni coinvolti nel procedimento, attualmente detenuti nel carcere di Taranto, &egrave; fissata per il 4 giugno. Per loro la difesa ha chiesto l&rsquo;annullamento delle misure cautelari, sostenendo l&rsquo;assenza di un ruolo attivo nel pestaggio.</p> <p>Nei giorni scorsi, il gip del Tribunale dei minori e quello del Tribunale ordinario non avevano convalidato i fermi dei sei indagati, disponendo comunque la custodia cautelare e facendo inoltre decadere l&rsquo;aggravante dei futili motivi inizialmente contestata dalla Procura.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Fasano, rubata la Ferrari da 200mila euro dell'imprenditore Gaetani: «Se non la trovano la mia carriera è finita»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2000062/fasano-rubata-la-ferrari-da-200mila-euro-dell-imprenditore-gaetani-se-non-la-trovano-la-mia-carriera-e-finita.html</link>
      <description>L'auto è scomparsa tra giovedì e venerdì dall’area paddock della manifestazione insieme al carrello utilizzato per il trasporto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Luca Gaetani,ferrari</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:14:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>&laquo;Se i carabinieri non ritroveranno la mia Ferrari, la mia vita professionale &egrave; praticamente finita&raquo;. Sono parole cariche di rammarico quelle pronunciate a <em>PadovaToday</em> da&nbsp;</span>Luca Gaetani, che ha subito il furto del suo veicolo da competizione dal valore di oltre 200mila euro&nbsp;durante la Coppa Selva, in programma a Fasano. L'uomo, imprenditore 46enne, era in Puglia proprio per l'evento di cronoscalata tra i pi&ugrave; noti del calendario automobilistico nazionale: la 458 Challenge Evo, di propriet&agrave; della sua Gaetani Racing, scuderia con sede a San Giorgio delle Pertiche (Padova), &egrave; scomparsa nella notte tra gioved&igrave; e venerd&igrave; dall&rsquo;area paddock della manifestazione insieme al carrello utilizzato per il trasporto. Avrebbe dovuto affittarla a un pilota per la gara, e invece il titolare del team &egrave; rimasto con un pugno di mosche in mano. Le telecamere di sicurezza&nbsp;hanno ripreso tre persone a volto coperto aggirarsi nell&rsquo;area durante la notte. I filmati sono stati acquisiti dai carabinieri di Fasano, intervenuti subito dopo la denuncia presentata da Gaetani.</p> <p></p>]]></content:encoded>
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      <title>Reddito di cittadinanza, denunciati 20 furbetti a Taranto: percepiti 400mila euro di sussidi senza requisiti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1999981/reddito-di-cittadinanza-denunciati-20-furbetti-a-taranto-percepiti-400mila-euro-di-sussidi-senza-requisiti.html</link>
      <description>Le verifiche della Guardia di Finanza hanno portato alla denuncia di 20 persone che avrebbero ottenuto il sussidio con dichiarazioni non veritiere</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>#taranto,reddito di cittadinanza</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:10:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbero ottenuto il Reddito di cittadinanza dichiarando falsamente di possedere i requisiti previsti dalla legge, percependo complessivamente oltre 400mila euro non dovuti. Per questo 20 persone sono state denunciate all&rsquo;Autorit&agrave; giudiziaria nell&rsquo;ambito di un&rsquo;attivit&agrave; di controllo condotta dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Taranto.</p> <p>Le verifiche, eseguite dalle Fiamme Gialle nel corso di mirati controlli economici sul territorio provinciale, hanno riguardato la regolare fruizione della misura di sostegno al reddito. Gli accertamenti sono stati sviluppati attraverso l'analisi di specifici indicatori di rischio elaborati con il supporto del Nucleo speciale Spesa pubblica e Repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza e dell&rsquo;Inps.</p> <p>Secondo quanto emerso dalle indagini, i beneficiari avrebbero fornito dichiarazioni non veritiere nelle domande presentate per accedere al sussidio, ottenendo cos&igrave; somme che non sarebbero spettate. Al termine delle attivit&agrave; investigative, i finanzieri hanno segnalato i 20 soggetti alla competente Autorit&agrave; giudiziaria anche ai fini del recupero delle risorse pubbliche indebitamente percepite.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>«Un ragazzo brillante, stava per fare gli esami di terza media»: a Manfredonia il dolore per Antonio, morto a 14 anni in moto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2000061/un-ragazzo-brillante-stava-per-fare-gli-esami-di-terza-media-a-manfredonia-il-dolore-per-antonio-morto-14-anni-in-moto.html</link>
      <description>I compagni di classe lo hanno ricordato con dei fiori sul suo banco. Il ragazzino è morto nell’incidente avvenuto nella serata di ieri alla periferia del comune foggiano mentre era in sella ad un motociclo guidato da un amico 15enne rimasto ferito</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Antonio Sinisi,incidente</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2000061/un-ragazzo-brillante-stava-per-fare-gli-esami-di-terza-media-a-manfredonia-il-dolore-per-antonio-morto-14-anni-in-moto.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:34:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Era un ragazzo ben inserito nella comunit&agrave; scolastica, aveva un buon rapporto con i compagni di classe e si accingeva a svolgere gli esami di terza media che iniziano l&rsquo;11 giugno. &Egrave; una notizia che ha creato enorme dolore e sconcerto&raquo;. Lo ha detto Lara Vinciguerra, dirigente scolastica della scuola secondaria di primo grado Giantommaso Giordani di Manfredonia (Foggia) frequentata da Antonio Sinisi, il ragazzino di 14 anni morto nell&rsquo;incidente avvenuto nella serata di ieri alla periferia del comune foggiano mentre era in sella ad un motociclo guidato da un amico 15enne rimasto ferito.</p> <p>Antonio frequentava la terza D e i compagni di classe hanno questa mattina deposto dei fiori sul suo banco che hanno ricoperto di frasi, cos&igrave; come la sua sedia. Hanno anche affisso un cartellone pieno di frasi. &laquo;Eri un ragazzo brillante ed indimenticabile, ma la tua assenza ora ci ha spezzato il cuore. Ti ameremo sempre. Per noi sei stato un grande amico&raquo; - recita una frase.</p> <p>&laquo;Venerd&igrave; una psicologa, che nella scuola ha gi&agrave; svolto durante l&rsquo;anno scolastico 80 ore, sar&agrave; presente per tre ore dalle 9 alle 12 per ascoltare e sostenere i ragazzi provati dalla perdita del loro compagno - continua la dirigente. Tra l'altro siamo sconvolti anche perch&eacute; il ragazzo ferito, &egrave; stato un nostro alunno e lo scorso anno ha terminato le scuole medie ed ora frequenta il primo anno delle superiori. Antonio aveva la passione per i motori, che curava oltre l&rsquo;orario scolastico. A scuola veniva sempre a piedi. Era un bravo ragazzo. Figlio unico. Ricordo i suoi genitori. Siamo in attesa di conoscere la data dei funerali a cui prenderemo parte. E&rsquo; un giorno di grande tristezza&raquo;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Infarto durante una crociera, turista scozzese salvato al Policlinico di Bari: «Qui assistenza eccellente»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2000060/ha-un-infarto-durante-una-crociera-turista-scozzese-salvato-al-policlinico-di-bari.html</link>
      <description>Trasportato d’urgenza dalla nave in ospedale, l’uomo è stato sottoposto a un intervento di angioplastica. La lettera per ringraziare i medici</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>turista scozzese,Paolo Colonna</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2000060/ha-un-infarto-durante-una-crociera-turista-scozzese-salvato-al-policlinico-di-bari.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:27:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Da una crociera nel Mediterraneo a una corsa contro il tempo per salvargli la vita. Quella che doveva essere una tappa turistica a Bari si &egrave; trasformata in un&rsquo;emergenza sanitaria per un cittadino scozzese colpito da un infarto acuto durante la permanenza in citt&agrave;. Trasportato d&rsquo;urgenza al Policlinico di Bari, l&rsquo;uomo &egrave; stato sottoposto a un tempestivo intervento di angioplastica che gli ha salvato la vita. Tornato nel Regno Unito dopo la guarigione, ha voluto scrivere una lettera di ringraziamento all&rsquo;&eacute;quipe della Cardiologia ospedaliera barese, diretta dal dottor Paolo Colonna, per esprimere la propria gratitudine nei confronti dei professionisti che lo hanno assistito.</p> <p style="font-weight: 400;">Il turista &egrave; stato ricoverato d&rsquo;urgenza il 16 maggio dopo l&rsquo;accesso in Pronto soccorso. L'ospedale ha diffuso la storia dopo la lettera di ringraziamento. &ldquo;Il trattamento chirurgico &ndash; ha raccontato il paziente nella lettera - l'assistenza medica e il supporto che mi sono stati forniti durante l'intero periodo di degenza sono stati assolutamente di prim'ordine. Pur non parlando italiano e consapevole di alcune difficolt&agrave; linguistiche, tutto il personale ha fatto di tutto per soddisfare al meglio le mie esigenze durante il ricovero&rdquo;.</p> <p style="font-weight: 400;"><span>"Il paziente con l'infarto in acuto - ha spiegato il dottor Paolo Colonna, direttore della cardiologia ospedaliera del Policlinico di&nbsp;</span><span>Bari</span><span>&nbsp;- &egrave; stato trasferito rapidamente nelle sale di cardiologia interventistica dove si effettua l'angioplastica che stappa la coronaria mentre &egrave; in corso l'infarto. Questo &egrave; sicuramente uno dei punti importanti e forti dell'essere insieme in uno stesso padiglione Asclepios 3, dove convivono la cardiologia, la cardiochirurgia, la chirurgia vascolare e la chirurgia toracica. Quindi un polo cardiotoraco-vascolare che pu&ograve; trattare il paziente a 360 gradi".</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>VELO e Aprilia Racing insieme al GP d’Italia 2026</title>
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      <author>italpress@mail.com (Italpress)</author>
      <category>italpress,news</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:24:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ROMA (ITALPRESS) – VELO, brand di BAT Italia e leader in Italia e in Europa nella categoria dei sacchetti di nicotina per uso orale, è sceso nuovamente in pista al fianco di Aprilia Racing, in occasione del Gran Premio d’Italia, che si è svolto dal 29 al 31 maggio 2026 all’Autodromo Internazionale del Mugello. VELO conferma così il proprio impegno nel mondo del motorsport, in cui tecnologia, passione e performance si fondono in uno dei campionati più iconici e seguiti del panorama sportivo internazionale. In qualità di sponsor, VELO ha accompagnato Aprilia Racing in questa prima tappa italiana del campionato con una presenza attiva per tutto il weekend e un ricco programma di iniziative dedicate a ospiti, partner e fan del brand. Per l’occasione, ha allestito tre corner brandizzati situati in punti strategici – Piazza dei Vicari, Bahia Cafè (Lago Barberino) e Aprilia Hospitality – pensati per offrire al pubblico un’esperienza immersiva nel mondo del motorsport. Il programma delle attivazioni ha incluso simulatori di guida di ultima generazione e dj set esclusivi dedicati alla community di Aprilia Racing, contribuendo ad animare la due giorni di gara. “Guardiamo con grande soddisfazione al rinnovo della nostra partnership con Aprilia Racing anche per il campionato MotoGP 2026. L’intesa con un’azienda che rappresenta una delle grandi eccellenze italiane riflette i principi che guidano da sempre la visione di BAT: spirito innovativo, qualità e attenzione continua al miglioramento delle prestazioni. La prima tappa italiana del calendario ha rappresentato per VELO un momento strategico per consolidare ulteriormente il proprio legame con il mondo del racing, tra gli sport più adrenalinici e seguiti a livello internazionale”, ha dichiarato Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di BAT Italia. “Ci rende molto felici avere VELO tra i nostri partner anche per la stagione 2026. Aprilia Racing rappresenta da sempre l’eccellenza italiana, gli stessi valori che si riflettono in questa collaborazione. Una partnership che consolida ulteriormente il legame con il territorio e con quel patrimonio di competenze che rende l’Italia un punto di riferimento nel panorama tecnologico internazionale” – ha evidenziato Massimo Rivola, Amministratore Delegato di Aprilia Racing. Questa partnership rafforza l’incontro tra tecnologia, performance e valorizzazione dell’eccellenza Made in Italy. In questo contesto, VELO occupa un ruolo distintivo all’interno del portafoglio multi-category di BAT, essendo la prima linea interamente prodotta in Italia. Il progetto prende infatti vita all’interno dell’A Better Tomorrow Innovation Hub di Trieste, polo strategico del gruppo dedicato a produzione, innovazione e sostenibilità. – news in collaborazione con VELO – – foto ufficio stampa VELO – (ITALPRESS).]]></content:encoded>
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      <title>Moby, al via linee per Sardegna e Corsica. Calciomercato-L’originale sale a bordo</title>
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      <author>italpress@mail.com (Italpress)</author>
      <category>italpress,news,sardegna,turismo</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:24:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[MILANO (ITALPRESS) – Ci sono alcuni sinonimi assoluti del concetto di “estate”. Uno è il calciomercato, l’altro sono le vacanze verso la Sardegna e la Corsica. E Moby è protagonista di entrambi. Perchè parte da domani la linea quotidiana diretta fra Genova e Livorno e viceversa, con Moby Aki e Moby Wonder, che si aggiunge a quella già ripartita nei giorni scorsi Livorno-Bastia-Livorno con Moby Kiss. Due linee che permettono di arrivare in Corsica in poche ore. Nelle scorse settimane è ripartita anche la Genova-Olbia con Moby Aki e Moby Orli che portano in Sardegna i turisti del Nord Italia e del Nord Europa con traversate notturne che permettono di godere appieno di tutti i giorni di vacanza. Linea che, anche in questo caso, si somma alla tratta quotidiana Livorno-Olbia- Livorno, che collega il porto toscano con la Sardegna per 365 giorni l’anno con le due ammiraglie: Moby Fantasy e Moby Legacy che sono i due traghetti più grandi ed ecologicamente sostenibili del Mediterraneo, con servizi di bordo a livello di navi da crociera. Proprio Moby Fantasy e Moby Legacy sono al centro della sigla della nuova edizione di “Calciomercato-L’originale” in onda su Sky Sport e in streaming su NOW, partita nei giorni scorsi nel suo tour per l’Italia proprio da Olbia e che andrà avanti fino al 28 agosto a Capri, dopo aver attraversato tutte le coste e le più belle zone del Paese. La trasmissione, che avrà come sempre le notizie quotidiane di Gianluca Di Marzio, Alessandro Bonan e Fayna, anche quest’anno ha una sigla realizzata a bordo delle due ammiraglie della Balena Blu, con protagonisti i tre esperti di calciomercato di Sky, Bonan anche nei panni di musicista e cantante con la sua “Avrei bisogno di sorridere”, e Walter Zenga e Billy Costacurta opinionisti e ballerini. E le ammiraglie di Moby sono protagoniste questa settimana a Olbia anche come sede dei collegamenti live con Sky Sport 24, durante i quali verranno lanciati i primi grandi colpi del calciomercato. Tutti i componenti dello staff di “Calciomercato-L’originale” diventano così i protagonisti della sigla della trasmissione di Sky con i servizi di bordo delle ammiraglie di Moby. Fra i protagonisti della sigla di “Calciomercato-L’originale” anche robottini che, aiutando il lavoro dei camerieri e non sostituendolo, contribuiscono a sgomberare i tavoli e, insieme alle casse automatiche, velocizzano ulteriormente i tempi di attesa a tavola. – foto ufficio stampa Moby – (ITALPRESS).]]></content:encoded>
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      <title>Maria Rosaria Centrone: «Liberate mio fratello prigioniero in Libia con altri attivisti della Flotilla»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1999955/maria-rosaria-centrone-liberate-mio-fratello-prigioniero-in-libia-con-altri-attivisti-della-flotilla.html</link>
      <description>Domenico «Nico» Centrone è partito con la Global Sumud Flotilla per portare aiuti a Gaza. E' detenuto assieme ad altri 9 attivisti, tra i quali la pensionata foggiana Dina Alberizia</description>
      <author>Marisa Ingrosso</author>
      <category>domenico nico centrone,flotilla</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 11:35:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Liberate mio fratello&raquo;. Maria Rosaria &egrave; la sorella di Domenico &laquo;Nico&raquo; Centrone, il documentarista pugliese, partito col Convoglio di terra della Global Sumud Flotilla per portare aiuti a Gaza e detenuto dai libici di Bengasi, assieme ad altri 9 attivisti, tra i quali la pensionata foggiana Dina Alberizia.</p> <p>In questa drammatica intervista esclusiva alla <i>Gazzetta</i>, Maria Rosaria apre un varco nel buio di queste ore per chiedere a tutte le mamme, le sorelle, i padri, alla comunit&agrave; e alle istituzioni, di unire le forze perch&eacute; questo incubo finisca.</p> <p>Maria Rosaria, &laquo;chi&raquo; &egrave; Nico?</p> <p>&laquo;Nicoooo&raquo;.</p> <p>Su quella &laquo;o&raquo; la voce della giovane si spegne e riemerge in un singhiozzo.</p> <p>Vuol bere un po&rsquo; d&rsquo;acqua?</p> <p>&laquo;S&igrave;, ok, ok. Nico&hellip; ecco, la prima cosa che mi sento di dire &egrave; che &egrave; una delle persone pi&ugrave; buone che conosca e non perch&eacute; &egrave; mio fratello o perch&eacute; voglia suscitare empatia. Se entra un ragno in casa, lui lo cattura col bicchiere e lo butta via per evitare che qualcuno lo pesti. Nico &egrave; vegetariano. &Egrave; una persona, curiosissima. Legge tantissimo. Si interessa sinceramente agli altri. Nico si ferma a parlare con i senza fissa dimora. &Egrave; documentarista del resto, &egrave; un po&rsquo; la sua indole. Penso anche che sia una persona forte. Una delle cose che a noi familiari d&agrave; forza, &egrave; sapere che pratica la meditazione Vipassana da anni. &Egrave; una meditazione con la quale non si parla per 15 giorni, non si interagisce con nessuno, si medita per ore. Mio fratello conosce il silenzio. Questo ci d&agrave; forza, ci aggrappiamo al fatto che sappia stare solo e senza parlare. Lui che parla tantissime lingue, che ha vissuto in Portogallo, in Belgio, ha fatto l&rsquo;Erasmus in Spagna. &Egrave; una delle persone pi&ugrave; intelligenti che conosca. Lui &egrave; anche un amico per me&hellip;&raquo;.</p> <p>La voce di Maria Rosaria si incrina. Piange. Dopo una breve pausa riprende: &laquo;Io e mio fratello abbiamo vissuto per anni molto lontano da casa e abbiamo molti anni di differenza, io sono del 1986 e Nico del 1992. Sono tornata a vivere in Puglia nel 2018 (proveniendo da Berlino) e lui un paio di anni dopo, durante il Covid. Da quando siamo tornati a vivere qui ci siamo molto confrontati, ritrovati&raquo;.</p> <p>Quanti siete in famiglia?</p> <p>&laquo;Siamo quattro. I miei genitori, una coppia molto unita e innamorata, lavorano anche insieme. Mamma &egrave; di Bisceglie e lui &egrave; di Molfetta. Sono sposati da 41 anni. Hanno un negozio, a Molfetta&raquo;.</p> <p>Allora li conoscono tutti l&igrave;, no?</p> <p>&laquo;Sono conosciutissimi. Pensi che mio padre, da giovane, faceva il Dj. Nome d&rsquo;arte Dj Ennio. Mamma, invece, si chiama Dorina. I miei sono socievoli ma non frequentano la politica. Siamo una famiglia normale. Abbiamo sempre viaggiato tanto, sin da quando ero piccolo, col camper. Siamo sempre stati animati da tanta curiosit&agrave;. Io stessa mi sono trasferita in India a 22 anni. Ho vissuto l&igrave; per 5 anni e ho conseguito la specialistica l&igrave;. Poi ho vissuto in Egitto e ho lavorato in Cooperazione italiana al Cairo. Oggi sono consulente per Unicef, mi occupo di Diritti dei bambini e degli adolescenti e ho anche una mia cooperativa, &ldquo;Articolo 12&rdquo;. Ha sede in Puglia e opera in favore dei bambini. Collaboriamo anche con festival cinematografici e mio fratello ogni tanto ci aiuta, per esempio nella scelta dei film per i ragazzi. Il 4 giugno avremmo dovuto scegliere dei film per un progetto di cinema nelle scuole, a Bari, ma non ci riusciremo, purtroppo. Li ho avvisati non&hellip; io sono 10 giorni che non lavoro. La mia testa non ci sta. Non riesco a leggere, a scrivere. E non so quando torner&agrave; mio fratello e&hellip; per noi &egrave; difficilissimo. Anche leggere certi commenti su Internet&hellip;&raquo;.</p> <p>Non badateci.</p> <p>&laquo;Come si fa? C&rsquo;&egrave; gente che dice che Nico se l&rsquo;&egrave; cercata, che &egrave; uno scappato di casa&raquo;.</p> <p>Che studi ha fatto Nico?</p> <p>&laquo;La scuola superiore a Molfetta, poi ha studiato alla &ldquo;Sapienza&rdquo; a Roma dove si &egrave; laureto in Scienze della Comunicazione. Poi un Master a &ldquo;Roma 3&rdquo; in Regia e Cinema. Dopo ha fatto un altro Master biennale che si chiama &ldquo;Doc Nomads. Poi &egrave; arrivato il Covid ed &egrave; tornato. Vive in campagna, si interessa alla rigenerazione della terra attraverso la permacoltura, cio&egrave; l&rsquo;utilizzo di piante pioniere&raquo;.</p> <p>Ovvero?</p> <p>&laquo;A quanto ho capito, sono mezze radici, brutte esteticamente che per&ograve;, quando muoiono, danno forte nutrimento al terreno ed &egrave; quello che permette, poi, a piante pi&ugrave; belle e buone da mangiare di crescere rigogliose. Mio fratello diceva che essere in Puglia oggi &egrave; un po&rsquo; essere piante pioniere. Perch&eacute; &egrave; un posto in un certo senso vuoto, ha bisogno di energia positiva. Mio fratello non soltanto si interessa di ci&ograve; che accade nel mondo ma &egrave; anche molto attivo qui, in Puglia, nel sociale. Ha anche creato a Bari il primo gruppo maschile contro il patriarcato. Lui non ha seguito la causa palestinese per rispondere a domande interiori, &egrave; una persona che si mette al servizio. Chiedetelo ai suoi studenti, ha insegnato per 2 anni a Enziteto. Insegna Regia al Dams. Questo &egrave; mio fratello, non &egrave; un invasato. &Egrave; una persona sensibile. E se una persona che ami decide di fare una scelta del genere, cos&igrave; forte come partire con la Global Sumud Flotilla, tu puoi illustrargli i rischi, ma&hellip; ma se ami qualcuno devi rispettare le sue scelte&raquo;.</p> <p>Quando ha detto di voler partire?</p> <p>&laquo;Non ero a Molfetta, me l&rsquo;ha detto per telefono. Mi sono arrabbiata con lui, dico la verit&agrave;. Avevo paura per lui, che stesse facendo una scelta avventata. Quando sono tornata, ne abbiamo parlato in famiglia, ne abbiamo parlato per giorni. Lui ci ha promesso: &ldquo;Non far&ograve; stupidaggini, non sto partendo per immolarmi, per fare l&rsquo;eroe, voglio solo cercare di dare una mano, portare gli aiuti e voglio che non si spengano i riflettori su quello che sta accadendo a Gaza&rdquo;. Ed &egrave; una cosa orribile, orribile l&igrave;. Lui voleva anche raccontare le persone che si mettono in viaggio per gli altri, voleva fare un documentario. Infatti ha portato anche la telecamera&raquo;.</p> <p>Lo sentivate telefonicamente?</p> <p>&laquo;S&igrave;, sempre. Lui &egrave; partito il 15. All&rsquo;inizio era tutto molto tranquillo, poi&hellip; non pensavamo succedesse questo... Pensavo che la delegazione (<i>dei 10 attivisti; ndr</i>) sarebbe stata mandata indietro (<i>al check point libico; ndr</i>). Non lo sentiamo da allora, dal 24 maggio e questa &egrave; la cosa che ci pesa di pi&ugrave;. Solo il console ha potuto effettuare una visita&raquo;.</p> <p>Qual &egrave; il suo appello, quindi?</p> <p>&laquo;A chi lo detiene dico soltanto che Nico &egrave; una persona innocente da tutti i punti di vista e non merita di non essere libera, perch&eacute; quando &egrave; in libert&agrave; aiuta gli altri. Poi, ho la massima fiducia nei funzionari della Farnesina, sul loro impegno professionale metto la mano sul fuoco. Il mio appello alla Politica e alle forze politiche &egrave; di attivarsi per Nico e per gli altri 9 attivisti. E poi vorrei fare un appello alla societ&agrave; civile, per non fare cadere il silenzio su queste detenzioni e di essere solidali con chi &egrave; l&agrave;, perch&eacute; sono nostri concittadini innocenti e hanno bisogno dell&rsquo;aiuto di tutti&raquo;.</p> <p>Ieri per Nico e gli altri &egrave; stata disposta la continuazione della custodia cautelare.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Massimo D'Alema: «Il governo ha sbagliato i calcoli, l’Italia è diventata irrilevante»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1999347/massimo-d-alema-il-governo-ha-sbagliato-i-calcoli-litalia-e-diventata-irrilevante.html</link>
      <description>L’incontro a Bari oggi (ore 17) nell’Aula Leogrande dell’Università, la conferenza con l’ex premier e presidente della Fondazione Italiani Europei e la giurista Castellaneta</description>
      <author>petrocelli@gazzettamezzogiorno.it (leonardo petrocelli)</author>
      <category>massimo d'alema</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 11:16:44 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;Italia vittima dei suoi errori di calcolo, l&rsquo;Europa che annaspa tra le proprie incoerenze e un Occidente che fatica a non pensarsi egemone. Sullo sfondo la tragedia di Gaza, punto di non ritorno in un mondo che ha smarrito l&rsquo;equilibrio. &Egrave; un ragionamento ad ampio raggio quello che offre Massimo D&rsquo;Alema, ex premier e presidente della Fondazione Italiani Europei, oggi (ore 17) relatore - insieme alla giurista Marina Castellaneta - nell&rsquo;incontro &laquo;L&rsquo;Italia e l&rsquo;Europa nel disordine mondiale&raquo;, organizzato dall&rsquo;associazione &laquo;E. Berlinguer&raquo; nell&rsquo;Aula Leogrande dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari.</p> <p><strong>Presidente D&rsquo;Alema, che fase stiamo attraversando?</strong></p> <p>&laquo;Ci stiamo misurando con la fine di un relativo ordine del mondo sorto dopo il secondo conflitto mondiale. Dico &ldquo;relativo&rdquo; perch&eacute; comunque c&rsquo;era la Guerra Fredda, ma anche la capacit&agrave; di regolare i conflitti attraverso una serie di istituzioni che esercitavano un ruolo di prevenzione&raquo;.</p> <p><strong>E ora?</strong></p> <p><strong></strong></p> <p><strong><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand">CONTINUA A LEGGERE SULLA DIGITAL EDITION OPPURE ACQUISTA LA COPIA CARTACEA IN EDICOLA</a></strong></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, scontro tra ambulanza del 118 in corsa d'emergenza e auto: quattro feriti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1999954/taranto-scontro-tra-ambulanza-del-118-in-corsa-d-emergenza-e-auto-quattro-feriti.html</link>
      <description>L’incidente ieri sera all’incrocio tra via Capitanata e via Umbria. Il mezzo sanitario della postazione Taranto Centro era diretto all’ospedale Santissima Annunziata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,incidente ambulanza</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 11:08:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un&rsquo;ambulanza del 118 impegnata in un intervento di emergenza si &egrave; scontrata ieri sera con un&rsquo;autovettura a Taranto. L&rsquo;incidente &egrave; avvenuto all&rsquo;incrocio tra via Capitanata e via Umbria mentre il mezzo sanitario della postazione Taranto Centro era diretto all&rsquo;ospedale Santissima Annunziata con a bordo un paziente in condizioni critiche.</p> <p>Sul mezzo viaggiava infatti un uomo di circa 80 anni, colpito da arresto cardiaco nella propria abitazione e sottoposto a manovre di rianimazione con il supporto del dispositivo automatico Lucas durante il trasporto verso il nosocomio. A seguito dell&rsquo;impatto sono rimasti feriti, fortunatamente in maniera non grave, l&rsquo;autista dell&rsquo;ambulanza, un infermiere, un soccorritore e il conducente dell&rsquo;auto coinvolta. Tra loro, il soccorritore ha riportato le conseguenze pi&ugrave; significative, con una prognosi di 15 giorni.</p> <p>Immediato l&rsquo;intervento di ulteriori equipaggi del 118. Una seconda ambulanza ha preso in carico l&rsquo;anziano paziente, proseguendo il trasferimento in codice rosso al pronto soccorso del Santissima Annunziata, mentre gli altri feriti sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti e cure. Sul luogo del sinistro sono intervenuti anche gli agenti della polizia di Stato, ai quali sono affidati i rilievi e la ricostruzione della dinamica dello scontro. Le cause dell&rsquo;incidente sono attualmente in fase di accertamento.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, ai domiciliari ma in strada su un'auto rubata: arrestato dopo fuga sui tetti e calci ai carabinieri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1999953/taranto-ai-domiciliari-ma-in-strada-su-un-auto-rubata-arrestato-dopo-fuga-sui-tetti-e-calci-ai-carabinieri.html</link>
      <description>Movimentata operazione condotta dai militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Taranto. Il 44enne tarantino era già sottoposto agli arresti domiciliari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:53:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="m_8665444562729052380MsoTitleCxSpMiddle"><span>Prima ha aggredito i carabinieri con calci e pugni, poi ha tentato una fuga tra scale, balconi e terrazze di un condominio del centro cittadino. Si &egrave; conclusa con l&rsquo;arresto di un 44enne tarantino la movimentata operazione condotta dai militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Taranto. L&rsquo;uomo, gi&agrave; sottoposto agli arresti domiciliari, &egrave; stato arrestato con le accuse di evasione, ricettazione, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, oltre che di resistenza e lesioni.  </span></p> <p class="m_8665444562729052380MsoTitleCxSpMiddle"><span>Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 44enne &egrave; stato individuato durante un controllo del territorio mentre circolava nel centro di Taranto alla guida di un&rsquo;autovettura risultata rubata nel capoluogo Iionico il 30 maggio scorso. Alla vista della pattuglia ha abbandonato il mezzo tentando di allontanarsi a piedi. Raggiunto dai militari, ha reagito con violenza colpendoli con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi al controllo. Ne &egrave; nato un inseguimento proseguito all&rsquo;interno di uno stabile, tra rampe di scale, balconi e tetti, con momenti di forte tensione.  </span></p> <p class="m_8665444562729052380MsoTitleCxSpMiddle"><span>La fuga si &egrave; conclusa grazie all&rsquo;intervento di un secondo equipaggio dell&rsquo;Arma, che ha consentito di bloccare e mettere in sicurezza l&rsquo;uomo. Accompagnato negli uffici della Compagnia Carabinieri di Taranto per gli accertamenti di rito, il 44enne &egrave; stato quindi arrestato e, su disposizione dell&rsquo;Autorit&agrave; giudiziaria, trasferito in carcere.</span><span></span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Leclerc rinnova con la Ferrari “Obiettivo riportare il Mondiale a Maranello”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/ultima-ora/1999952/leclerc-rinnova-con-la-ferrari-obiettivo-riportare-il-mondiale-a-maranello.html</link>
      <author>italpress@mail.com (Italpress)</author>
      <category>italpress,news</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:24:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[MARANELLO (ITALPRESS) – Ferrari e Charles Leclerc ancora insieme. La scuderia di Maranello ha annunciato il rinnovo del pilota monegasco che “continuerà a vestire i colori della squadra nelle prossime stagioni del Campionato del Mondo di Formula 1”. “Non potrei essere più felice di continuare il percorso con Scuderia Ferrari che per me è molto più di un team – le parole di Leclerc -. E’ la squadra che ho sempre amato e di cui ho sognato di far parte fin da quando ero bambino e che, dopo tutti questi anni, è diventata per me una seconda famiglia. Insieme abbiamo condiviso momenti incredibili e altri più difficili, ma credo più che mai nella Scuderia e sono profondamente grato di poter continuare a lottare per il nostro obiettivo comune che è riportare il titolo mondiale a Maranello”. Per Leclerc “essere un pilota Ferrari è un sogno – le sue parole -, ma anche una responsabilità mai scontata: continuerò a dare tutto me stesso per riportare la Scuderia dove merita, ovvero al vertice, per tutti coloro che lavorano a Maranello e soprattutto per i tifosi, che con la loro passione ne sono il cuore pulsante”. “Charles è parte della famiglia Ferrari da tanti anni ormai e questo rinnovo è qualcosa di molto naturale per noi – ha spiegato il team principal Frederic Vasseur -. In queste stagioni abbiamo visto crescere non solo uno dei piloti più forti della Formula 1, ma anche una persona che vive profondamente il legame con questa squadra e tutto ciò che Ferrari rappresenta. Apprezziamo il suo talento, amiamo la sua determinazione e il modo in cui affronta ogni giornata insieme alle persone del team, dentro e fuori la pista. Sappiamo quanto questo progetto significhi per lui e siamo felici di continuare a lavorare insieme per conseguire gli obiettivi che condividiamo”. Il legame tra Leclerc e Ferrari nasce molto prima del suo debutto in Formula 1. Entrato a far parte della Driver Academy di Maranello nel 2016, il pilota monegasco ha costruito tutto il proprio percorso agonistico insieme alla Scuderia: dal titolo di Formula 2 conquistato nel 2017 all’esordio in Formula 1 l’anno successivo, fino all’arrivo in Scuderia Ferrari nel 2019. Da allora Charles è diventato una presenza centrale per la squadra. A soli 28 anni è già il secondo pilota Ferrari per numero di gare disputate in Formula 1 e per pole position, dietro soltanto a Michael Schumacher. Ora ci sono nuovi capitoli da scrivere con la Rossa. – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS).]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Fasano, incendio all'alba nella zona industriale: 5 auto distrutte e altre 3 danneggiate</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1999851/fasano-incendio-all-alba-nella-zona-industriale-5-auto-distrutte-e-altre-3-danneggiate.html</link>
      <description>Le autovetture erano parcheggiate all'esterno di un'autocarrozzeria situata in via dell’Agricoltura. Tra le auto una Peugeot 208 al 100% elettrica. Si indaga sulle cause del rogo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incendio,fasano</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un grave incendio ha interessato questa mattina la zona industriale di Fasano, coinvolgendo diverse autovetture parcheggiate all'esterno di un'autocarrozzeria situata in via dell&rsquo;Agricoltura.</p> <p>L'allarme &egrave; scattato alle prime luci dell'alba: la chiamata di emergenza &egrave; infatti arrivata intorno alle 5. Il bilancio &egrave; di 5 vetture completamente distrutte dalle fiamme (tra cui una Peugeot 208 al 100% elettrica: la sua rimozione &egrave; stata affidata ad un servizio di carro attrezzi specializzato) e altre 3 auto rimaste danneggiate a causa della propagazione del fuoco. Inoltre, il forte calore sprigionato dal rogo ha danneggiato per irraggiamento anche l'insegna dell'attivit&agrave; commerciale.</p> <p>Tutti i veicoli colpiti si trovavano regolarmente parcheggiati nell'area esterna della carrozzeria. L'intervento dei vigili del fuoco ha consentito la messa in sicurezza dell'area.&nbsp;Sul posto anche i carabinieri che hanno acquisito i rilievi per accertare le cause del rogo.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Elicottero caduto ad Apricena, i familiari dei passeggeri contro l'archiviazione: «Non è stato un incidente»</title>
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      <description>Nella tragedia del 2022 morirono sette persone tra cui i due piloti. Ma le indagini della Procura di Foggia hanno escluso responsabilità penali. Il 2 luglio deciderà il gip Massarelli</description>
      <category>alidaunia,luigi ippolito,andrea nardelli</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:18:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>I familiari di 5 delle 7 vittime della tragedia del 5 novembre 2022 quando un elicottero dell&rsquo;Alidaunia in volo dalle Isole Tremiti a Foggia si schiant&ograve; causando la morte di 2 piloti e 5 passeggeri, si oppongono alla richiesta della Procura di archiviare le indagini a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e disastro. I legali dei parenti dei 5 passeggeri ipotizzano eventuali responsabilit&agrave; di equipaggio e vettore per presunte carenze organizzative e di vigilanza, sollecitando ulteriori indagini; interrogatori dei propri consulenti e di alcuni testimoni; acquisizione di ulteriore documentazione. Il 2 luglio in camera di consiglio il gip Cecilia Massarelli ascolter&agrave; le ragioni dei legali delle vittime. Nei mesi successivi decider&agrave; se porre la parola fine all&rsquo;indagine penale, come chiede il pm. O accogliere le richieste dei ricorrenti e ordinare alla Procura di svolgere ulteriori accertamenti.</p> <p>L&rsquo;elicottero decoll&ograve; alle 9.19, atterraggio previsto a Foggia alle 9.40. Nello schianto avvenuto alle 9.30 in agro di Apricena persero la vita il pilota Luigi Ippolito, 60 anni di Foggia; il copilota Andrea Nardelli, 39 anni; il medico sanseverese Maurizio De Girolamo, 64 anni, in servizio al 118 alle Tremiti che tornava a casa; la famiglia slovena in vacanza sul Gargano; Bostjan Rigler, 54 anni; la moglie Mateja Curk-Rigler, 44 anni; i figli Jon e Liza di 14 e 13 anni. Gli avv. Marco Scillitani e Fiorenzo Ceri per i familiari del dottor De Girolamo; la collega Barbara Riffer per la famiglia slovena si oppongono alla richiesta di archiviazione delle accuse depositata lo scorso 13 novembre 2025 dopo tre anni di accertamenti, dal pm Matteo Stella.</p> <p>Secondo la Procura &ldquo;dalle indagini non si rivelano elementi indiziari sulla cui scorta sia possibile ravvisare sicure responsabilit&agrave; colpose rilevanti per causare il disastro a carico dei vari soggetti a vario titolo interessati dal volo&rdquo;: piloti, proprietari elicottero, manutentori. Richiamandosi alla consulenza affidata a 2 ufficiali dell&rsquo;aeronautica militare e un docente universitario di strutture aeronautiche, ed alla relazione degli ispettori Ansv (agenzia nazionale per la sicurezza del volo), il pm ritiene che l&rsquo;elicottero fosse adeguatamente equipaggiato e manutenuto (pur non essendo dotato di avviso di prossimit&agrave; al suolo, n&eacute; di registratore di dati, voci e rumori in volo ma si tratta di strumentazioni non previste); e che pilota e copilota fossero esperti e qualificati.</p> <p>Nella ricostruzione del pm sarebbero state le condizioni meteo avverse a causare lo schianto: forti raffiche di vento e fitta nebbia. Quando il radar altimetrico segnal&ograve; che il velivolo era vicino al suolo, non ci fu il tempo di riprendere quota: lo schianto avvenne dopo soli 3 secondi. L&rsquo;elicottero urt&ograve; col ventre la cima di alcuni alberi, ne impatt&ograve; altri con le pale del rotore che si ruppe, rendendo il mezzo ingovernabile e il conseguente schianto in una radura rocciosa in localit&agrave; Castelpagano, nelle campagne di Apricena. I 7 a bordo morirono sul colpo. L&rsquo;ultima comunicazione tra pilota e centro informazioni volo di Brindisi &egrave; delle 9.27, quindi 3 minuti e mezzo prima dell&rsquo;incidente, senza che furono segnalate avarie o variazioni al piano di volo stabilito. Per la Procura il disastro sarebbe stato &ldquo;determinato da una convergenza di molteplici fattori, tra cui spiccano quello meteorologico e quello normativo&rdquo; (l&rsquo;utilizzo di sistemi di tracciamento del volo e anticollisione col terreno quando si procede col volo a vista non sono previsti) &ldquo;ciascuno dei quali non sarebbe stato sufficiente a causare lo schianto senza il concorso di ognuno degli altri. Ma senza che siano emersi profili di responsabilit&agrave; colposo a carico di nessuno. E&rsquo; probabile che l&rsquo;elicottero abbia incontrato condizioni non compatibili col volto a vista, mentre erano sufficienti per intraprenderlo al momento del decollo da San Domino&rdquo;.</p> <p>Conclusioni contestate nelle 3 distinte richieste di opposizione depositate dagli avv. Scillitani, Cieri e Rudolf con le varie consulenze allegate. I legali dei familiari di 5 vittime sostengono a vario titolo che le condizioni meteo avverse erano gi&agrave; prevedibili al momento del decollo; che in quella situazione non si doveva volare a vista; che ci sarebbero quindi responsabilit&agrave; di piloti e di Alidaunia. Da qui la richiesta al gip di non archiviare le accuse; disporre nuove indagini; interrogare consulenti di parte e vari testimoni; acquisire, come chiede l&rsquo;avv. Marco Scillitani, &ldquo;tutta la documentazione sui rapporti tra Regione Puglia e Alidaunia per ricostruire i controlli effettuati e le prescrizioni imposte&rdquo;.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Crac Modus a Pescara, chiesto il processo per 12 persone: c’è anche il barlettano Delvecchio. «Sono totalmente estraneo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999848/crac-modus-a-pescara-chiesto-il-processo-per-12-persone-ce-anche-il-barlettano-delvecchio.html</link>
      <description>Il commercialista è accusato di bancarotta fraudolenta in relazione alla società fallita nel 2012. Udienza preliminare il 19 giugno</description>
      <category>enzo delvecchio,irccs castellana grotte</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999848/crac-modus-a-pescara-chiesto-il-processo-per-12-persone-ce-anche-il-barlettano-delvecchio.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; in programma il 23 giugno davanti al gup del Tribunale di Pescara, Giovanni de Rensis, l&rsquo;udienza preliminare a carico di 12 persone per il crac della Modus. Tra loro anche Enzo Delvecchio, 53 anni, commercialista ed ex presidente del Consiglio comunale di Barletta.</p> <p>Modus Fm si occupava di fornitura di energia e facility management. Delvecchio (difeso dall'avvocato Gaetano Sassanelli di Bari) risponde con altri di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali per il fallimento della Modus Fm, dichiarata fallita il 7 febbraio 2020. Secondo la Procura di Pescara, il commercialista avrebbe gestito la societ&agrave; in una fase critica, alternandosi alla guida con altri amministratori. Ma l'interessato smentisce:&nbsp;&laquo;Dimostrer&ograve; di non avere avuto alcun ruolo nelle condotte che mi vengono contestate&raquo;.</p> <p>Nel fascicolo sono contestati anche reati fiscali (il mancato pagamento di imposte e contributi negli anni dal 2011 al 2019). Nel procedimento compare anche l&rsquo;ex parlamentare di Forza Italia Antonio Martino, ritenuto dagli inquirenti figura centrale nella vicenda insieme al socio Giuseppe Marucci. A loro vengono contestate operazioni distrattive per milioni di euro, tra cui trasferimenti di risorse verso societ&agrave; collegate e utilizzi ritenuti non coerenti con le finalit&agrave; aziendali.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Auto «clonate» con pezzi di ricambio rubati, quattro arresti nel Brindisino I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999847/auto-clonate-con-pezzi-di-ricambio-rubati-quattro-arresti-nel-brindisino-i-nomi.html</link>
      <description>Due persone in carcere, due ai domiciliari e due obblighi di firma. L'inchiesta della Polstrada: i veicoli venivano rivenduti online a prezzi vantaggiosi, ma con una targa fasulla</description>
      <author>f.ca.</author>
      <category>Dario Nardelli,santo ingrosso,cristian ciciriello,pierluigi calignano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999847/auto-clonate-con-pezzi-di-ricambio-rubati-quattro-arresti-nel-brindisino-i-nomi.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:27:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Con i pezzi di auto rubate tra Taranto, Brindisi e Lecce rigeneravano auto incidentate e, con targhe clonate e documenti falsi, le rivendevano su piattaforme online a prezzi particolarmente vantaggiosi. Una volta rimesse sul mercato, quindi, nel territorio italiano c&rsquo;erano almeno due auto che circolavano con la stessa targa. Un business da centinaia di migliaia di euro quello portato alla luce dalla Procura di Brindisi con l&rsquo;inchiesta &ldquo;Taurus&rdquo; che ha portato all&rsquo;esecuzione di sei misure cautelari: in carcere sono finiti Dario Nardelli, 44enne di Latiano, e Santo Ingrosso 54enne anch&rsquo;egli di Latiano, agli arresti domiciliari il 30enne brindisino Cristian Ciciriello e il 35enne di Nard&ograve; Pierluigi Calignano e infine obbligo di firma per Antonio Pennisi, 35 anni di Torino, e Michele Monteleone 32enne anch&rsquo;egli torinese.</p> <p>L&rsquo;accusa per tutti &egrave; di aver fatto parte di una vera e propria associazione a delinquere. L&rsquo;inchiesta condotta dagli investigatori della Polizia Stradale, agli ordini dell&rsquo;ispettore Leonardo Maiorino e coordinati dai pubblici ministeri Alfredo Manca e Sonia Nuzzo, ruota intorno alla figura di Nardelli, ritenuto promotore del gruppo e legato a gruppi criminali del brindisino, barese e foggiano ma anche di cellule che operavano oltre i confini pugliesi. Il gruppo, quindi, sotto le direttive di Nardelli, per l&rsquo;accusa pianificava il furto di veicoli a cui veniva nascosto o logorato il numero di telaio e, come detto, applicata una targa clonata insieme con un libretto di circolazione fasullo. A Nardelli, inoltre, spettava il compito di individuare le agenzie di pratiche automobilistiche, sempre diverse, in cui venivano effettuati i passaggi di propriet&agrave; per gli ignari acquirenti.</p> <p>Per gli altri quattro indagati l&rsquo;accusa &egrave; di aver partecipato attivamente all'associazione, come formali intestatari dei mezzi riciclati oppure di aver fatto da intermediario nelle trattative e nelle fasi di vendita dei mezzi riciclati. Quando le indagini dei poliziotti hanno portato ai sequestri delle prime autovetture, il sistema di riciclaggio delle autovetture infatti &egrave; cambiato, ma non &egrave; bastato a eludere le indagini dei poliziotti: il gruppo assemblava le scocche di auto incidentate con parti di auto rubate, ma utilizzando lo schermo dell'impresa individuale dedita alla vendita online di autoveicoli intestata alla compagna di Nardelli, anche lei finita sotto accusa. Complessivamente gli indagati nelle inchiesta sono 16: nelle scorse settimane, alla presenza dei difensori tra i quali gli avvocati Paolo Valzano e Simona de Rocco, sono stati effettuati e gli interrogatori preventivi e poi il gip Vilma Gilli ha firmato l&rsquo;ordinanza concedendo sei misure cautelari. Nel suo provvedimento, il gip Gilli ha parlato di &laquo;una dimensione &ldquo;professionale&rdquo; dell'attivit&agrave; illecita degli indagati&raquo; che non &egrave; venuta meno neppure quando questi hanno appreso dell&rsquo;esistenza di un&rsquo;inchiesta della magistratura. [<em>f.ca.</em>]</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Tragedia a Manfredonia, scooter fuori controllo: muore un 14enne, ferito il conducente 15enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1999746/tragedia-a-manfredonia-scooter-fuori-controllo-muore-un-13enne-ferito-il-conducente-15enne.html</link>
      <description>E' accaduto la sera del 2 giugno. Esclusa l’ipotesi dello scontro con un’auto. L'incidente potrebbe essere stato causato dall’alta velocità e forse un'impennata. Nessuno dei due ragazzi indossava il casco</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (redazione online (foto maizzi))</author>
      <category>MANFREDONIA,13ENNE MORTO,incidente</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:29:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Aveva compiuto 14 anni da 20 giorni, Antonio Sinisi, il ragazzino morto in seguito a un incidente avvenuto ieri sera alla periferia di Manfredonia (Foggia) mentre era in sella ad un motociclo guidato da un amico 15enne rimasto ferito ed elitrasportato a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia). Le condizioni del ferito non sarebbero gravi. L&rsquo;incidente &egrave; avvenuto in una zona periferica della citt&agrave;, nei pressi di un cavalcavia sulla statale 89. </p> <p>I due sarebbero finiti contro un guardrail all&rsquo;esito, con ogni probabilit&agrave;, di una manovra errata, forse un&rsquo;impennata. Gli agenti della Polizia stradale stanno verificando l&rsquo;esatta dinamica dell&rsquo;accaduto. La posizione del 15enne (risultato negativo, si apprende, ai test effettuati per la possibile assunzione di alcool o sostanze alteranti) sar&agrave; valutata al termine della ricognizione cadaverica che potr&agrave; fornire maggiori risposte sulle cause del decesso.</p> <p>I due ragazzi, si apprende, non indossavano il casco e chi guidava non aveva l&rsquo;et&agrave; per farlo. Per guidare quel tipo di mezzo, infatti, bisogna aver compiuto 16 anni ed essere in possesso di regolare patentino. Come il 15enne sia entrato in possesso del mezzo, di propriet&agrave;, si apprende, di un familiare, &egrave; in fase di accertamento. Cos&igrave; come sono in corso indagini per capire perch&egrave; si trovassero in una zona periferica della citt&agrave;. &laquo;La morte di un ragazzo ci lascia senza parole. E&rsquo; un momento buio e di dolore per la nostra comunit&agrave;&raquo;, commenta il sindaco Domenico La Marca.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Ponte del 2 giugno, Bari nella top 30 delle mete italiane: boom di turisti e prezzi competitivi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1999131/ponte-del-2-giugno-bari-nella-top-30-delle-mete-italiane-boom-di-turisti-e-prezzi-competitivi.html</link>
      <description>Il capoluogo pugliese si piazza al 26esimo posto, prima di Venezia. Analisi su case vacanza: il prezzo medio per soggiornare è di circa 151 euro a notte, a Firenze ce ne vogliono 272, a Roma 245</description>
      <author>serena nuzzaco e donato fasano</author>
      <category>bari,turismo,dati,top 30</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 05:37:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Complice il lungo weekend e il bel tempo, tantissimi italiani sono riusciti a concedersi una mini-vacanza e, tra le mete pi&ugrave; ambite, spicca anche Bari. Con la Festa della Repubblica che ha coinciso con il marted&igrave;, i viaggiatori hanno avuto la possibilit&agrave; di sfruttare un solo giorno di ferie per ottenere quattro giorni di relax. Il capoluogo pugliese entra cos&igrave; di diritto nella top 30 della classifica delle localit&agrave; pi&ugrave; gettonate dagli italiani per il Ponte del 2 giugno.</p> <p>Lo confermano i dati diffusi da Holidu, uno dei portali di prenotazione di case e appartamenti vacanza pi&ugrave; rilevanti d&rsquo;Europa, che ha analizzato le migliaia di ricerche effettuate sul proprio sito per &laquo;eleggere&raquo; le 30 destinazioni regine di questo inizio giugno. Bari, con il suo mare, i vicoli e il buon cibo, si &egrave; posizionata al 26esimo posto, prima di Venezia e Siracusa. Il capoluogo pugliese, infatti, ha da poco superato il milione di pernottamenti da gennaio 2026. Un risultato che conferma il successo del lavoro che negli ultimi anni ha consolidato il brand e trasformato la citt&agrave; in una meta capace di attrarre non solo per il turismo d&rsquo;affari, ma come destinazione di riferimento per italiani e visitatori arrivati da ogni parte del mondo.</p> <p><span class="GN4_pre"><strong>Quanto costa</strong> il pernottamento </span> <span class="GN4_post"> L&rsquo;analisi di Holidu evidenzia come, per soggiornare nel territorio barese, il prezzo medio a notte per persona si attesta sui 151 euro. Se a Firenze si spendono mediamente 272 euro a notte, a Roma (capolista della classifica) il costo &egrave; di 245 euro, mentre a Venezia si spendono 242 euro. Il capoluogo pugliese consente dunque risparmio netto che in alcuni casi supera i 100 euro a notte, battendo sul prezzo anche Milano (185 euro). Il divario cresce ancora se si guarda alle pochissime mete internazionali entrate nella top 30: per soggiornare a Barcellona, gli italiani arrivano a spendere ben 463 euro a notte, a Parigi 389 euro e nell&rsquo;isola di Formentera 293 euro. Stando alla classifica, sono poche le mete che riescono a fare meglio di Bari sul piano del risparmio. Tra queste spiccano le siciliane Palermo e Siracusa, rispettivamente con 129 euro e 137 euro a notte, l&rsquo;adriatica Chioggia (130 euro) e la toscana Follonica (132 euro).</span></p> <p>I dati scattano una fotografia sulle attuali abitudini di viaggio degli italiani: su 30 mete complessive, infatti, 27 sono localit&agrave; nazionali, con una forte predilezione per il mare e il turismo di prossimit&agrave;. In questo scenario, Bari tiene testa a mete storiche delle vacanze balneari del centro-nord come Viareggio (con 175 euro a notte) o Lignano Sabbiadoro (168 euro).</p> <p><strong><span class="GN4_pre">Il fascino irresistibile della citt&agrave; vecchia</span> </strong><span class="GN4_post"> La presenza del capoluogo pugliese nella classifica delle mete pi&ugrave; ricercate d&rsquo;Italia per il turismo di inizio estate &egrave; la conferma di una tendenza positiva, con la citt&agrave; che convince e, soprattutto, continua a crescere nelle preferenze degli italiani. &laquo;Siamo venuti da Macerata per il weekend, prima a Ostuni, al mare, poi volevamo vedere Bari - spiega Elisa Pagliara, in vacanza con marito e figlie - abbiamo visitato il Castello Svevo e la citt&agrave; vecchia, bellissima con tutti i vicoli e le botteghe&raquo;. In vacanza nel capoluogo anche Rocco e Antonella, in arrivo da Foggia. &laquo;Siamo in giro, cos&igrave;, senza meta, all&rsquo;avventura. Bella Bari, s&igrave;, ci piace&raquo;, dice Rocco. Fl&ugrave; Bajart invece &egrave; venuto dalla Francia in bicicletta da solo. Lo incontriamo in piazza Umberto, dove si &egrave; accampato tra i variopinti stand di &laquo;Regioni d&rsquo;Europa&raquo;, l&rsquo;evento itinerante dedicato alle eccellenze enogastronomiche, artigianali e culturali. &laquo;Very pretty&raquo;, dice di Bari. Ci rimarr&agrave; 24 ore, poi in sella alla scoperta di altri pezzi di Puglia.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">Appeal internazionale</span></strong> <span class="GN4_post"> E che Bari sia ormai sulle bocche dei cittadini del mondo, lo testimonia anche la rivista americana &laquo;Travel + Leisure&raquo;. &laquo;La citt&agrave; pi&ugrave; autentica e interessante d&rsquo;Italia&raquo;, si legge nell&rsquo;articolo firmato da Megan Murphy che consegna al pubblico statunitense l&rsquo;affresco di una citt&agrave; unica nel panorama mediterraneo, non ancora travolta dal turismo di massa n&eacute; fintamente patinata. </span></p> <p>Una recensione lusinghiera che impone a tutti una riflessione sulla capacit&agrave; di gestire l&rsquo;assalto dei turisti, rimanere autentici e rispettare i residenti.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bari, il decoro urbano che manca nell’Umbertino: imbrattato il busto di Araldo di Crollalanza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1999132/bari-il-decoro-urbano-che-manca-nellumbertino-imbrattato-il-busto-di-araldo-di-crollalanza.html</link>
      <description>Il comitato onoranze per Araldo di Crollalanza, presieduto da Michele Mirizzi, esprime «forte biasimo per l’accaduto, che colpisce un politico per tutta la vita amato trasversalmente dai baresi»</description>
      <author>michele de feudis</author>
      <category>bari,umbertino,busto crollalanza</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1999132/bari-il-decoro-urbano-che-manca-nellumbertino-imbrattato-il-busto-di-araldo-di-crollalanza.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il quartiere Umbertino &egrave; il cuore della movida barese, amatissimo dai turisti sedotti dalla Bari-mania, e custodisce anche monumenti dedicati a personalit&agrave; che hanno dato lustro alla citt&agrave;: da qualche giorno un writer o un semplice sciagurato con bomboletta ha imbrattato il retro della colonna che sostiene il busto di don Araldo di Crollalanza, podest&agrave;, ministro dei Lavori pubblici e, dopo la caduta del regime, senatore della Repubblica fino al 1987, quando mor&igrave;. Il comitato onoranze per Araldo di Crollalanza, presieduto da Michele Mirizzi, esprime &ldquo;forte biasimo per l&rsquo;accaduto, che colpisce un politico per tutta la vita amato trasversalmente dai baresi&rdquo;.</p> <p>La scritta in giallo &egrave; senza dubbio una bravata di dubbio gusto, il Comune dovrebbe rimuoverla in tempi brevi, ma riguarda la percezione che si ha dello spazio pubblico. Il decoro urbano &egrave;, infatti, l'insieme delle condizioni estetiche, igieniche e di armonia visiva che rendono uno spazio collettivo ordinato, pulito e rispettoso della dignit&agrave; dei luoghi e dei cittadini. Spesso il decoro dei luoghi centrali delle metropoli costituisce anche un biglietto da visita per il racconto social che moltiplica l&rsquo;appeal dei luoghi.</p> <p>Bari ha dedicato la parte centrale del lungomare ad Araldo di Crollalanza su iniziativa del sindaco socialista del tempo, Franco De Lucia, mentre il busto fu realizzato su iniziativa di Aldo Baldi, presidente della circoscrizione Madonella e fondatore del Msi a Bari, All&rsquo;inaugurazione dell&rsquo;opera, il 20 gennaio del 2001, presero parte Gianfranco Fini, Donna Assunta Almirante, Angiola Filipponio Tatarella e tra gli altri, Alexander Wiesel. Il senso politico di celebrare il politico del Movimento sociale italiano fu cos&igrave; colto dall&rsquo;intellettuale di sinistra Beppe Vacca: &laquo;Eravamo su fronti opposti, ma di Crollalanza fu sempre corretto nei rapporti politici. Non mi sembra giusto che, chi non sia stato dalla sua parte come me, debba esimersi dal riconoscerne i meriti che e le qualifiche che l&rsquo;hanno distinto&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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