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    <title>ITALIA - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>Sezione notizie Italia della Gazzetta con tutte le notizie di cronaca, politica, aggiornamenti in tempo reale. Le ultime news dalle città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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      <title>Calenda: «Decaro premier? Tanti in lizza. Più che primarie, saranno un terno al lotto»</title>
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      <description>L'intervista: «L'Ilva? È una tragedia. Ho buttato un anno della mia vita per seguire questo dossier…Mi sono offerto alla Meloni, posso fare proposte, ma "sono ciucci e presuntuosi"»</description>
      <author>michele de feudis</author>
      <category>calenda,intervista,ex ilva</category>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 10:39:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p><strong>Carlo Calenda, ex ministro e leader di Azione, impegnato nel tour pugliese per promuovere il suo ultimo saggio (oggi sar&agrave; a Giovinazzo, <i>ndr</i>). &laquo;Difendere la libert&agrave;, l&rsquo;ora dell&rsquo;Europa&raquo; &egrave; il titolo del suo saggio. Il premier Giorgia Meloni sta seguendo la sua linea?</strong></p> <p>&laquo;Penso che l&rsquo;incontro in corso in queste ore a Parigi sia molto importante. I grandi paesi europei - con la Gran Bretagna che dal punto di vista di difesa e geopolitica &egrave; Europa - si stanno mettendo d'accordo su come agire per fronteggiare la crisi internazionale, gestendo insieme gli effetti drammatici&raquo;.</p> <p><strong>&laquo;Meno Trump, pi&ugrave; Europa&raquo; &egrave; la sintesi?</strong></p> <p>&laquo;S&igrave;, perch&eacute; gli Usa hanno deciso di non esser pi&ugrave; parte dell'Occidente: Trump, despota che intimidisce i suoi alleati, va pi&ugrave; d'accordo con i cinesi e la Corea del Nord o Putin, rispetto ai suoi alleati tradizionali. Questo fa crollare l&rsquo;ordine liberale che gli stessi Usa avevano costruito insieme all&rsquo;Europa. Siamo obbligati dalla storia a prendere atto di questa situazione, diventando una grande potenza. L'alternativa &egrave; finire vassalli di uno dei nuovi imperi&raquo;.</p> <p><strong>Il governo sulla politica internazionale la convince?</strong></p> <p>&laquo;Ha fatto un "aggiustamento", tardivo ma opportuno. Va salutato come una cosa positiva, ma &egrave; tardiva perch&eacute; tutti avevamo capito da tempo che non c&rsquo;era alcun legame privilegiato tra Italia e Trump. Non ci aveva esentato dai dazi o aiutato in qualcosa&hellip; &nbsp;Fin oggi l&rsquo;Italia &egrave; sempre stata una delle voci in Ue che andava incontro a Trump. &Egrave; stato un errore significativo&raquo;.</p> <p><strong>Sull&rsquo;Ucraina il governo ha mostrato una coerenza fin dai suoi primi passi, mentre gli Usa riaprono&nbsp; agli acquisti di gas e &nbsp;petrolio russo.</strong></p> <p>&laquo;Abbiamo finanziato con 2000 miliardi una guerra che la Russia sta facendo non contro Kiev, ma contro l&rsquo;Europa. Abbiamo documentato 11mila attacchi cyber da Mosca: possono paralizzare i nostri sistemi finanziari, e partecipare alla dissoluzione dell&rsquo;Europa. I russi hanno infettato le elezioni presidenziali in Romania, che la corte costituzionale di Bucarest ha annullato. Non possiamo alimentare il nostro nemico&raquo;.</p> <p><strong>Il patto di stabilit&agrave; &egrave; da ridiscutere?</strong></p> <p>&laquo;Succeder&agrave;. &Egrave; gi&agrave; previsto che se la crisi diventa pi&ugrave; strutturale ci sar&agrave; un allentamento, ma - patto o non patto - il governo ha gi&agrave; il margine per intervenire&nbsp; non essendo uscito dalla procedura d&rsquo;infrazione: pu&ograve; spendere dei soldi per sostenere l&rsquo;economia e fare investimenti. Non vorrei che diventasse una questione pretestuosa. Occorre agire e farlo in anticipo, non quando arriva una congiuntura economica sfavorevole. Dopo costerebbe di pi&ugrave;&raquo;.</p> <p><strong>Politiche industriale: Iveco agli indiani?</strong></p> <p>&laquo;Non ho condiviso questa operazione. Non c&rsquo;&egrave; nessun impegno, come &egrave; stato per la Comau o Magneti Marelli, nessun patto formale con il governo per non smantellare le fabbriche o prendersi i brevetti. Non sono contrario per principio, ma non voglio vedere una cessione nella quale la parte italiana subisce chiusure. Faccio un &nbsp;esempio sul &ldquo;capitalismo predatorio&rdquo; nel libro, raccontando come John Elkann ha desertificato la presenza industriale italiana in pochi anni&raquo;.</p> <p><strong>Il futuro dell&rsquo;Ilva?</strong></p> <p>&laquo;Il governo Conte 2 conferm&ograve; l&rsquo;accordo con Mittal, con garanzie e contratto blindato. Poi perse le europee e per far contenta Barbara Lezzi fece saltare l&rsquo;intesa, minacciando la causa pi&ugrave; grande del mondo. Il governo fece poi una societ&agrave; con Mittal, &nbsp;in comune: una cosa che non sta in piedi, peggiorativa. Dissi allora: "l&rsquo;Ilva &egrave; chiusa". Tecnicamente nessuno verr&agrave; a fare un investimento serio. Poi i giallorossi rimisero &nbsp;lo scudo penale: sono passati alcuni anni &nbsp;e abbiamo messo nella fabbrica 4 miliardi.&nbsp;&nbsp; Chiuder&agrave;. Non la vuole aperta la magistratura, il sindaco, la Regione. Nemmeno i sindacati&raquo;.</p> <p><strong>L'acciaio di questi tempi &egrave; indispensabile per la Difesa&hellip;</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; una tragedia. Ho buttato un anno della mia vita per seguire questo dossier&hellip;Mi sono offerto alla Meloni, posso fare proposte, ma "sono ciucci e presuntuosi"&raquo;.</p> <p><strong>Ha sostenuto Decaro alle regionali&hellip;</strong></p> <p>&laquo;Non ho molto dialogo, non l&rsquo;ho pi&ugrave; sentito. Gli ho mandato un messaggino. &Egrave; sparito. Non ha risposto. Si sente molto forte&raquo; (ieri pomeriggio il governatore gli ha scritto per superare l&rsquo;incomprensione, <i>ndr</i>).</p> <p><strong>Decaro pronto per la premiership del centrosinistra?</strong></p> <p>&laquo;Tutti competono. Mi pare che ormai ci siano &nbsp;Conte, Gualtieri,&nbsp; Salis, Schlein, Decaro, &nbsp;Manfredi, qualcuno di Avs e di Renzi. Poi Gori&hellip; Non saranno primarie ma un terno al lotto&raquo;.</p> <p><strong>Tanti giovani ai suoi incontri: c&rsquo;&egrave; spazio per un terzo polo?&nbsp;</strong></p> <p>&laquo;Ci deve essere e c&rsquo;&egrave; nella societ&agrave;. Con l&rsquo;attuale legge elettorale Azione sar&agrave; al centro e con il 3,5% decider&agrave; il programma e chi governer&agrave;. Il campo largo non &egrave; in grado di guidare l'Italia. O si rafforza il centro liberale che fa Tap, tiene l&rsquo;Ilva aperta, o se ci facciamo la guerra tra destra e sinistra, ci troveremo in difficolt&agrave; e chiameremo un tecnico. Lo vorrei evitare. Il voto deve essere espresso sulla base della razionalit&agrave;, della competenza e della proposta&raquo;.</p> <p><strong>Un&rsquo;ultima domanda fuori sacco: in Francia c'&egrave; una polemica &nbsp;su un must dell&rsquo;abbigliamento che lei ama molto, il Barbour. &laquo;Giacca da lepenisti&raquo; secondo un importante opinionista della tv transalpina.</strong></p> <p>&laquo;Io uso sempre le stesse cose. Lacoste, Barbour... Sono pigro, non provo altro. Non sapevo che fosse di destra, l&rsquo;hanno inventato gli inglesi&hellip; La mia non pu&ograve; essere certo una adesione al Rassemblement national...&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lavoro e inclusione, nasce il progetto «Sartorie Sociali di Periferia A/R»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1963842/lavoro-e-inclusione-nasce-il-progetto-sartorie-sociali-di-periferia-a-r.html</link>
      <description>Corsi di formazione sartoriale e percorsi di reinserimento per circa 20 donne vittime di violenza o marginalità. Iniziativa di Fondazione Conad ETS e Made in Carcere in cinque città italiane</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sartorie sociali</category>
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      <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 17:55:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="279" data-end="556">Formazione professionale, inclusione sociale e nuove opportunit&agrave; di lavoro per donne in condizioni di fragilit&agrave;. &Egrave; l&rsquo;obiettivo di &ldquo;Sartorie Sociali di Periferia A/R&rdquo;, il nuovo progetto nazionale promosso da Fondazione Conad ETS e realizzato da Made in Carcere.</p> <p data-start="558" data-end="798">L&rsquo;iniziativa prevede percorsi di formazione nel settore sartoriale rivolti a circa 20 donne vittime di sfruttamento, violenza o esclusione dal mercato del lavoro, con un modello di formazione &ldquo;andata e ritorno&rdquo; tra diverse citt&agrave; italiane.</p> <p data-start="800" data-end="1092">Le partecipanti, provenienti da Cagliari, Lecco, Udine, Palermo e Lecce, saranno formate presso l&rsquo;hub di Made in Carcere a Lecce, dove acquisiranno competenze tecniche e artigianali anche attraverso il riuso di materiali e tessuti di scarto, in linea con i principi dell&rsquo;economia circolare.</p> <p data-start="1094" data-end="1289">Al termine del percorso, le donne torneranno nei territori di origine per avviare o rafforzare sartorie sociali locali, con l&rsquo;obiettivo di favorire autonomia economica e inserimento lavorativo.</p> <p data-start="1291" data-end="1456" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Secondo i promotori, il progetto punta a generare &ldquo;nuove opportunit&agrave; di rinascita e riscatto&rdquo; attraverso il lavoro e la collaborazione tra imprese e comunit&agrave; locali.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Sciopero giornalisti: domani 17 aprile la Gazzetta non sarà in edicola. Stop agli aggiornamenti online oggi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1961569/sciopero-giornalisti-domani-la-gazzetta-del-mezzogiorno-non-sara-in-edicola-stop-agli-aggiornamenti-online-oggi.html</link>
      <description>Il giornale tornerà in edicola sabato 18, mentre gli aggiornamenti del sito riprenderanno domani venerdì 17 aprile 2026</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sciopero</category>
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      <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Domani venerd&igrave; 17 aprile la &laquo;Gazzetta del Mezzogiorno&raquo;, come gli altri giornali italiani, non sar&agrave; in edicola in conseguenza dello sciopero nazionale proclamato dalla Fnsi contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da dieci anni. Il nostro sito non sar&agrave; aggiornato per tutta la giornata di oggi gioved&igrave; 16 aprile.</p> <p>Il giornale torner&agrave; in edicola sabato, mentre gli aggiornamenti del sito riprenderanno domani.</p> <p>Si tratta della seconda giornata di sciopero di un pacchetto complessivo di cinque.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Colpivano in Piemonte e in Puglia, smantellata banda della marmotta: 11 arresti, indagati anche a Foggia VIDEO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1961326/colpivano-in-piemonte-e-in-puglia-smantellata-banda-della-marmotta-11-arresti-tra-foggia-torino-e-vercelli.html</link>
      <description>Il gruppo criminale, specializzato in assalti ai bancomat, utilizzava sofisticate misure per depistare gli investigatori, tra cui targhe clonate, dispositivi jammer e immobili intestati a prestanome</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>banda della marmotta,foggia,vercelli,torino</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:38:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri di Vercelli, su mandato della procura, hanno dato esecuzione a misure cautelari di custodia in carcere e di obbligo di dimora nei confronti di 11 persone residenti nel Torinese, Vercellese e Foggiano, ritenute membri di un gruppo criminale specializzato in assalti ai bancomat con esplosivo. Il provvedimento &egrave; nato da un'attivit&agrave; investigativa avviata nel 2023 sui presunti responsabili di furti e tentativi di furto a danno di banche, oltre che di furto d'auto, possesso di esplosivi e contraffazione di targhe. I colpi avvenivano di notte e hanno coinvolto centri abitati nelle province di Vercelli, Torino e Bari. Nel Vercellese la banda ha colpito uffici postali e istituti di Borgo d'Ale, Arborio, Saluggia, Buronzo e Crescentino. Dalle indagini &egrave; inoltre emerso che la banda utilizzava sofisticate misure per depistare gli investigatori, tra cui targhe clonate, dispositivi "jammer" e immobili intestati a prestanome, usati come luoghi per nascondere mezzi e materiale esplosivo. Durante le perquisizioni nelle basi operative dislocate nel Torinese sono stati trovati tre dispositivi gi&agrave; carichi di esplosivo e pronti all'uso, 20 chili di polvere da sparo, targhe contraffatte e caschi usati negli assalti.</p> <p><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/BANCOMAT__1_ESTERNOESPLOSIONE.mp4" type="video/mp4" /></video></p>]]></content:encoded>
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      <title>Tredici indagati per la frana che ha devastato Niscemi: c'è il governatore della Sicilia con tre predecessori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/primo-piano/1961102/tredici-gli-indagati-per-la-frana-che-ha-devastato-niscemi-tra-loro-4-presidenti-della-regione-sicilia.html</link>
      <description>Il procuratore di Gela Salvatore Vella ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>frana,niscemi,indagati,Raffaele Lombardo,Rosario Crocetta,Nello Musumeci</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 11:57:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Svolta nelle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato Niscemi (Caltanissetta): nel corso di un incontro con la stampa il procuratore di Gela Salvatore Vella, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, ha reso noto che 13 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. L&rsquo;enorme smottamento trascin&ograve; a valle case e mezzi e decine di immobili rimasero sospesi nel vuoto. Gli sfollati furono circa 1500.</p> <p>Tra gli indagati per la frana di Niscemi ci sono i presidenti della Regione siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Il vino che fa sistema: dalla produzione alle imprese, tutti i numeri pugliesi presentati al Vinitaly</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/primo-piano/1961094/il-vino-che-fa-sistema-dalla-produzione-alle-imprese-tutti-i-numeri-pugliesi-presentati-al-vinitaly.html</link>
      <description>Ieri nel padiglione pugliese sono state presentate le opportunità finalizzate a formare profili chiave come il responsabile di enoturismo, il responsabile della produzione e il wine manager</description>
      <author>Mimmo Mazza</author>
      <category>vinitaly,antonio decaro,vino</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 11:02:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Consolidare e diversificare. Sono gli obiettivi che la Puglia del vino vuole raggiungere agendo sullo sviluppo dell&rsquo;enoturismo e il rafforzamento della formazione. Due direttrici in grado di proporre un nuovo modello di competitivit&agrave; per il sistema vitivinicolo pugliese, capace di integrare produzione, accoglienza e valorizzazione del territorio. Ieri nel padiglione pugliese del Vinitaly sono state presentate le opportunit&agrave; finalizzate a formare profili chiave come il responsabile di enoturismo, il responsabile della produzione e il wine manager: figure strategiche per accompagnare le aziende verso modelli evoluti di gestione, capaci di coniugare qualit&agrave; produttiva ed esperienza turistica.</p> <p>Sul fronte dell&rsquo;enoturismo, lo sviluppo del comparto pu&ograve; vantare numeri incoraggianti: oltre 10.800 imprese nella filiera del vino, una crescita in controtendenza rispetto al dato nazionale, una forte espansione del biologico e una filiera agroalimentare che si distingue anche per la leadership nell&rsquo;olio. Senza dimenticare un sistema di ospitalit&agrave; rurale con oltre 900 agriturismi e un modello identitario unico rappresentato dalle masserie didattiche, che integrano produzione, accoglienza e divulgazione culturale.</p> <p>La domanda turistica premia sempre pi&ugrave; l&rsquo;esperienza autentica: il visitatore non cerca solo il prodotto, ma il racconto, il contatto con il territorio e la relazione con le comunit&agrave; locali. Il vino in masseria, insomma, ha pi&ugrave; forza di quello in fiera e la Puglia ha raggiunto livelli di riconoscibilit&agrave; pari alle principali regioni italiane del settore.</p> <p>&laquo;I giorni al Vinitaly sono stati fondamentali per ascoltare produttori e operatori e comprendere l&rsquo;evoluzione del mercato &ndash; ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro &ndash;. Oggi il vino non &egrave; pi&ugrave; soltanto un prodotto d&rsquo;eccellenza da esportare, ma un&rsquo;esperienza da vivere. Attraverso le nostre aziende costruiamo un&rsquo;offerta che richiama un turismo di qualit&agrave;, fatto di territori, storie e relazioni. L&rsquo;enoturismo rappresenta una straordinaria opportunit&agrave; per attrarre visitatori interessati a un viaggio autentico, capace di unire cultura, paesaggio e tradizione&raquo;.</p> <p>Accanto alla promozione, centrale &egrave; il ruolo delle politiche regionali nel sostenere l&rsquo;evoluzione del settore. &laquo;La nostra azione punta ad accompagnare le imprese in un percorso di crescita che integri produzione, accoglienza e narrazione del territorio &ndash; ha sottolineato l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura, Francesco Paolicelli &ndash; anche attraverso investimenti mirati nella formazione. Rafforzare le competenze significa rendere le aziende pi&ugrave; competitive e, allo stesso tempo, costruire un sistema capace di valorizzare in modo unitario tutte le filiere agroalimentari&raquo;.</p> <p>In questo filone si colloca &laquo;Benvenuti in Puglia&raquo; l&rsquo;appuntamento fuori salone ospitato l&rsquo;altra sera dallo splendido Palazzo Verit&agrave; Poeta. L&rsquo;iniziativa &egrave; stata realizzata da Media Relations, azienda leader che pianifica e gestisce, con la partnership dei pi&ugrave; importanti consorzi di tutela del territorio e con la collaborazione di enti, associazioni e aziende, l&rsquo;organizzazione di grandi eventi.</p> <p>&laquo;Benvenuti in Puglia&raquo;, da pi&ugrave; di 10 anni uno degli appuntamenti nazionali pi&ugrave; ricercati da parte di stampa e addetti ai lavori, &egrave; stato aperto da un talk dedicato alle proposte turistiche ed enogastronomiche del territorio per il 2026 e al rapporto del turismo e dell&rsquo;enogastronomia pugliese con le emittenti televisive nazionali, media che pi&ugrave; di tutti hanno contribuito a un racconto trasversale della Puglia e delle sue eccellenze culturali, turistiche ed enogastronomiche. A condurre il talk Federico Quaranta (Il Provinciale &ndash; Rai 3) affiancato da Tinto (Linea Verde Italia &ndash; Rai 1) e Simona Branchetti (TG5) alla presenza di una platea composta da oltre 100 giornalisti della stampa nazionale, stakeholder e pi&ugrave; di 30 buyer provenienti da Brasile, Argentina e dal centro e Nord Europa.</p> <p>Nel corso della serata, alla quale hanno preso parte anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e l&rsquo;assessore all&rsquo;Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, sono stati conferiti dei premi a personalit&agrave; e professionalit&agrave; che hanno valorizzato e promosso il comparto turistico, culturale ed enogastronomico pugliese.</p> <p>Il premio &laquo;Benvenuti in Puglia &ndash; Puglia del Gusto&raquo; &egrave; andato a Gioacchino Bonsignore (TG5 &ndash; Gusto), il premio &laquo;Benvenuti in Puglia &ndash; Ambasciatrice di Puglia&raquo; a Monica Caradonna (Linea Verde Italia &ndash; Rai 1); il premio &laquo;Benvenuti in Puglia &ndash; Cultura del Vino&raquo; al Consorzio di Tutela Vini Dop Salice Salentino con il presidente Damiano Reale; il premio &laquo;Benvenuti in Puglia &ndash; Destinazione 2025&raquo; alla citt&agrave; di Ginosa; il premio &laquo;Benvenuti in Puglia &ndash; Turismo e Cultura&raquo; a Micexperience Rete di Imprese con il presidente Pierangelo Argentieri; il premio &laquo;Speciale Benvenuti in Puglia&raquo; alla Nuova Fiera del Levante con il presidente Gaetano Frulli.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Pandorogate, così il giudice ha smontato le accuse a Ferragni: «Pubblicità ingannevole ma non va processata»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1958839/pandorogate-cosi-il-giudice-ha-smontato-le-accuse-a-ferragni-pubblicita-ingannevole-ma-non-va-processata.html</link>
      <description>Chiara Ferragni prosciolta insieme ai collaboratori, esclusa la “minorata difesa” dei consumatori: tra i coinvolti anche professionisti pugliesi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>chiara ferragni,pandoro gate</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1958839/pandorogate-cosi-il-giudice-ha-smontato-le-accuse-a-ferragni-pubblicita-ingannevole-ma-non-va-processata.html</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 17:47:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="247" data-end="626">Si chiude con il non luogo a procedere il caso giudiziario legato al cosiddetto Pandoro-gate che ha coinvolto <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Chiara Ferragni</span></span> e altri imputati. Sono state rese note le motivazioni del giudice Ilio Mannucci Pacini, che hanno di fatto smontato uno dei pilastri dell&rsquo;impianto accusatorio, escludendo l&rsquo;aggravante della &ldquo;minorata difesa&rdquo; dei consumatori.</p> <p data-start="628" data-end="1085">Secondo il magistrato, non sono emerse prove sufficienti per dimostrare una reale vulnerabilit&agrave; del pubblico coinvolto nelle campagne promozionali legate al pandoro &ldquo;Pink Christmas&rdquo; e alle uova di Pasqua. Un passaggio centrale delle motivazioni riguarda il rapporto tra influencer e follower: &ldquo;i follower non sono una setta&rdquo;, scrive il giudice, chiarendo che non &egrave; stato dimostrato un rapporto di adesione acritica tale da condizionare le scelte d&rsquo;acquisto.</p> <p data-start="1087" data-end="1381">Nel provvedimento viene inoltre sottolineato come i social network non costituiscano, di per s&eacute;, un mezzo di comunicazione tale da alterare la capacit&agrave; critica degli utenti rispetto ai media tradizionali, n&eacute; sia stata provata una particolare asimmetria informativa tra influencer e consumatori.</p> <p data-start="1383" data-end="1770">Il giudice riconosce comunque la natura &ldquo;decettiva&rdquo; delle campagne promozionali oggetto dell&rsquo;indagine, gi&agrave; evidenziata dall&rsquo;Autorit&agrave; garante, ma evidenzia come il quadro probatorio sia risultato &ldquo;quantomeno dubbio&rdquo; sia sulla reale ingannevolezza dei messaggi sia sul loro effettivo impatto sui consumatori. La mancanza dell&rsquo;aggravante ha quindi portato al proscioglimento degli imputati.</p> <p data-start="1772" data-end="2032">Tra gli elementi richiamati nelle motivazioni figura anche il fatto che gli indagati abbiano gi&agrave; affrontato conseguenze economiche e amministrative, tra sanzioni e accordi risarcitori con associazioni dei consumatori, che hanno portato al ritiro delle querele.</p> <p data-start="2034" data-end="2289">Il provvedimento evidenzia inoltre la presenza di contenuti pubblicitari contrassegnati da hashtag di trasparenza e la difficolt&agrave; di individuare con certezza gli acquirenti dei prodotti, elemento ritenuto decisivo nel venir meno dell&rsquo;impianto accusatorio.</p> <p data-start="2291" data-end="2706">Il caso ha avuto anche collegamenti con la Puglia e Bari: nel procedimento risultano prosciolti anche collaboratori pugliesi della Ferragni, tra cui l&rsquo;ex manager <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Fabio Damato</span></span>, figura originaria del territorio e coinvolta nella gestione delle attivit&agrave; comunicative legate all&rsquo;influencer marketing. Un aspetto che ha contribuito a mantenere alta l&rsquo;attenzione mediatica anche a livello locale.</p> <p data-start="2708" data-end="2855" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il 14 gennaio 2026 &egrave; stato ufficializzato il proscioglimento definitivo di tutti gli imputati, ponendo fine al procedimento noto come Pandoro-gate.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lutto nel mondo della cultura, addio al prof. Romano Luperini: il suo manuale di letteratura usato da generazioni di liceali</title>
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      <description>Un'icona per tanti studenti di tutta Italia che hanno studiato sui suoi libri di testo: aveva 85 anni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>romano luperini</category>
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      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 14:49:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Lutto nel mondo della cultura: &egrave; morto a 85 anni Romano Luperini, critico letterario, scrittore e politico italiano. Per chi ha frequentato il liceo era un'istituzione: il suo nome appariva su uno dei manuali pi&ugrave; utilizzati nell'insegnamento della letteratura italiana, &laquo;La scrittura e l'interpretazione. Storia e antologia della letteratura italiana nel quadro della civilt&agrave; europea&raquo;, scritto insieme a&nbsp; Pietro Cataldi e Lidia Marchiani. Uscito per la prima volta nel 1996, &egrave; stato pubblicato in varie edizioni pensate per diversi tipi di ordinamento scolastico e utenze differenziate ("blu", "rossa", "arancione", "gialla", "verde"), nel triennio della scuola secondaria di secondo grado oltre che per studenti universitari e dottorandi di ricerca. Suoi anche &laquo;Liberi di interpretare&raquo; e &laquo;Noi e la letteratura&raquo;, ancora per la scuola secondaria di secondo grado.&nbsp;</p> <p>Ha insegnato letteratura italiana moderna e contemporanea all'Universit&agrave; di Siena ed &egrave; stato professore aggiunto all'Universit&agrave; di Toronto (Canada). Nell'anno accademico 2018/2019 insegn&ograve; "Didattica della letteratura" per il corso di laurea magistrale di Filologia moderna dell'Universit&agrave; di Catania. Oltre a dirigere riviste e collane di letteratura e di critica letteraria, &egrave; autore di un gran numero di saggi di critica letteraria.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Poker pugliese nelle partecipate: da Enel a Leonardo, ecco tutte le nomine</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1956040/poker-pugliese-nelle-partecipate-da-enel-a-leonardo-ecco-tutte-le-nomine.html</link>
      <description>Le proposte - frutto della concertazione tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) con gli altri dicasteri competenti - evidenziano conferme per Enel ed Eni, e un cambio di passo soprattutto per Leonardo</description>
      <author>Michele de feudis</author>
      <category>Paolo Scaroni,Alessandro Monteduro,Claudio Descalzi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1956040/poker-pugliese-nelle-partecipate-da-enel-a-leonardo-ecco-tutte-le-nomine.html</guid>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 12:42:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Quattro assi pugliesi nelle partecipate: &egrave; quanto emerge dalle indicazioni che il governo Meloni ha stilato per il rinnovo dei vertici di Enel, Eni, Leonardo ed Enav. Le proposte - frutto della concertazione tra il Ministero dell&rsquo;Economia e delle Finanze (Mef) con gli altri dicasteri competenti - evidenziano conferme per Enel ed Eni, e un cambio di passo soprattutto per Leonardo.</p> <p>Nell&rsquo;Enel, dove c&rsquo;&egrave; stata la conferma di Paolo Scaroni come presidente e di Flavio Cattaneo come amministratore delegato, nel cda ci sar&agrave; il salentino Alessandro Monteduro, capo di gabinetto del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per nove anni, dal 2015 al 2024 &egrave; stato direttore della Fondazione internazionale di diritto Pontificio &ldquo;Aiuto alla Chiesa che soffre&rdquo;, in prima linea nella difesa concreta dei diritti dei cristiani perseguitati nel mondo. Era stato uno stretto collaboratore di Mantovano gi&agrave; nel periodo in cui il magistrato aveva ricoperto l&rsquo;incarico di sottosegretario all&rsquo;Interno.</p> <p>Per l&rsquo;Enav, la societ&agrave; che cura il controllo del traffico aereo civile in Italia, Sandro Pappalardo sar&agrave; il presidente e Igor de Biasio come amministratore delegato. Nel cda ci sar&agrave; Stella Mele, consigliere comunale di Barletta, &egrave; stata una fondatrice di Fratelli d&rsquo;Italia in Puglia. Avvocato, &egrave; gi&agrave; componente del cda dell&rsquo;Istituto poligrafico dello stato. Gi&agrave; candidata alle europee e alle politiche per la Fiamma, alle ultime regionali ha supportato Andrea Ferri, eletto consigliere in via Gentile. Per il suo impegno (anche dietro le quinte del partito) &egrave; stata molto apprezzata da Arianna Meloni.</p> <p>Dopo due new entry, ecco due conferme pugliesi. All&rsquo;Eni, che ha Claudio Descalzi come ad, e alla presidenza con la novit&agrave; di Giuseppina Di Foggia, far&agrave; ancora una volta parte del collegio sindacale l'accademica Marcella Caradonna (ricopre questa posizione dal 2021). Originaria di Stornara, in provincia di Foggia, bocconiana, &egrave; commercialista e revisore legale, nonch&eacute; professore a contratto presso l&rsquo;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore di Milano. &Egrave; nei collegi sindacali della Banca Valsabbina, della Corneliani, della Siae e del Museo nazionale d&rsquo;arte digitale. &Egrave; stata, fra l&rsquo;altro, Presidente dell&rsquo;Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano fino al febbraio 2026. Svolge un&rsquo;intensa attivit&agrave; in ambito sociale anche quale Presidente dell&rsquo;Associazione Nazionale Commercialisti Cattolici. Vive da anni nella capitale meneghina, ma ha un forte legame con le radici pugliesi, e torna nel Tacco d&rsquo;Italia per trascorrere ferie e festivit&agrave;, senza dimenticare il suo forte collegamento con l&rsquo;associazionismo dei pugliesi a Milano.</p> <p>Trifone Altieri, conosciuto come Nuccio, ex parlamentare prima di Fi e poi della Lega, gi&agrave; assessore alla Cultura della Provincia di Bari, giornalista, &egrave; componente del cda di Leonardo, dove il nuovo presidente, al posto dell&rsquo;accademico &ldquo;barese&rdquo; Roberto Cingolani, &egrave; il manager aretino Francesco Macr&igrave;, mentre l&rsquo;amministratore delegato &egrave; Lorenzo Mariani, gi&agrave; condirettore generale e, da tecnico, profondo conoscitore dell&rsquo;azienda cardine dell&rsquo;industria della Difesa e dell&rsquo;Aerospazio italiano. Altieri, espressione della Lega e del leader Matteo Salvini, &egrave; anche presidente di Fincantieri Infrastructure.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>A14 Bologna–Taranto, riaperta anche la carreggiata sud tra Vasto Sud e Termoli dopo la frana</title>
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      <description>Resta attiva la task force di Autostrade per l’Italia per il ripristino e la messa in sicurezza del tratto: traffico su una corsia per senso di marcia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>a14,frana petacciato</category>
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      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 19:52:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="279" data-end="492">&Egrave; stata riaperta anche la carreggiata sud dell&rsquo;autostrada A14 Bologna&ndash;Taranto nel tratto compreso tra Vasto Sud e Termoli, interessato nei giorni scorsi dalla frana<span>&nbsp;di Petacciato.&nbsp;</span></p> <p data-start="494" data-end="807">L&rsquo;intervento &egrave; stato portato avanti dalla task force di Autostrade per l&rsquo;Italia, impegnata nelle attivit&agrave; di ripristino e messa in sicurezza del tratto autostradale a partire dal 7 aprile. La riapertura &egrave; avvenuta poco dopo le 19 di oggi, consentendo la ripresa della circolazione in direzione Bari su una corsia.</p> <p data-start="809" data-end="1113">Fino alla tarda mattinata di ieri, il traffico era stato deviato in carreggiata opposta. Attualmente, nel tratto interessato, la viabilit&agrave; &egrave; regolata con una corsia attiva in direzione sud verso Bari e una corsia in direzione nord verso Pescara. Non si registrano al momento particolari criticit&agrave; o code.</p> <p data-start="1115" data-end="1405" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Le istituzioni hanno saputo rispondere con la dovuta prontezza e il massimo impegno alle conseguenze della frana che si &egrave; verificata a Petacciato dopo l'ondata di maltempo degli ultimi giorni, scongiurando il rischio di blocco dei collegamenti. Il Governo si &egrave; impegnato a ricostruire in tempi record il ponte Trigno e ha dichiarato lo stato di emergenza in Molise, Abruzzo, Puglia e Basilicata, stanziando 50 milioni di euro per i primi interventi urgenti che consentono di affrontare le criticit&agrave; pi&ugrave; immediate. &Egrave; stata inoltre riattivata la linea ferroviaria adriatica, inizialmente chiusa nel tratto fra Termoli e Montenero di Bisaccia, ed &egrave; stata ripristinata la circolazione sulla SS709 Tangenziale di Termoli, la SS16 Adriatica, la SS157 e sull'A14 nei tratti tra Vasto Sud e Termoli e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud, mentre procedono i lavori di messa in sicurezza delle arterie viarie. Ringrazio gli operai, i tecnici, gli ingegneri e le maestranze di Rfi, Anas e Aspi che hanno contributo al progressivo ripristino della viabilit&agrave;, insieme alla Protezione civile e a quanti, con il loro lavoro, hanno assicurato la tutela delle popolazioni colpite. Continueremo a monitorare gli interventi per assicurare l&rsquo;efficienza dei collegamenti e a investire su infrastrutture sempre pi&ugrave; funzionali e resilienti&raquo;. Lo dichiara il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante.</p>]]></content:encoded>
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      <title>«Educare al rispetto e alla parità», al via il progetto del Ministero dell'Istruzione e del Merito</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1954785/educare-al-rispetto-e-alla-parita-operativo-il-progetto-del-ministero-dell-istruzione-e-del-merito.html</link>
      <description>Promossa in collaborazione con Indire, l'iniziativa mira a diffondere una cultura del rispetto e dell'uguaglianza per contrastare discriminazioni attraverso un approccio organico e strutturato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>«Educazione al rispetto e alla parità di genere»</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1954785/educare-al-rispetto-e-alla-parita-operativo-il-progetto-del-ministero-dell-istruzione-e-del-merito.html</guid>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:31:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>Oggi diventa pienamente operativo il&nbsp;</span><span>progetto di formazione &laquo;Educazione al rispetto e alla parit&agrave; di&nbsp;</span><span>genere&raquo;, promosso dal Ministero dell'Istruzione e del Merito in&nbsp;</span><span>collaborazione con INDIRE. L'iniziativa mira a diffondere una&nbsp;</span><span>cultura del rispetto e dell'uguaglianza attraverso un approccio&nbsp;</span><span>organico e strutturato.</span><span>Il progetto si inserisce nel quadro delle Linee guida per&nbsp;</span><span>l'Educazione civica e delle Indicazioni nazionali, con&nbsp;</span><span>l'obiettivo di rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione&nbsp;</span><span>e nel contrasto di discriminazioni e stereotipi di genere. Al&nbsp;</span><span>centro vi &egrave; la promozione di relazioni basate sull'empatia e&nbsp;</span><span>sulla dignit&agrave; della persona, in linea con i principi&nbsp;</span><span>costituzionali.</span><span></span></p> <p><span>I percorsi formativi, sviluppati da INDIRE con un investimento di&nbsp;</span><span>3,11 milioni di euro, si articolano su base triennale e</span><span>coinvolgono l'intera comunit&agrave; scolastica. &Egrave; prevista anche la&nbsp;</span><span>partecipazione attiva degli studenti, attraverso percorsi di</span><span>sensibilizzazione co-progettati e iniziative di cittadinanza,&nbsp;</span><span>finalizzate a rafforzare il senso di responsabilit&agrave; sociale.</span><span>Il Piano si configura come un'azione sistemica e non episodica,&nbsp;</span><span>orientata a generare un cambiamento culturale profondo e duraturo&nbsp;</span><span>e a rendere la scuola un vero laboratorio di cittadinanza attiva.</span><span></span></p> <p><span>&laquo;Questa iniziativa si inserisce nel percorso avviato sin dal&nbsp;</span><span>nostro insediamento per promuovere il rispetto della persona e la</span><span>parit&agrave;, l'empatia affettiva e relazionale, come prescritto dalle&nbsp;</span><span>nuove Linee guida sulla educazione civica e dalle nuove</span><span>Indicazioni nazionali. La scuola &egrave; il luogo in cui si formano&nbsp;</span><span>cittadini consapevoli, capaci di costruire relazioni sane e</span><span>positive. Importante in questo progetto &egrave; anche il coinvolgimento&nbsp;</span><span>attivo degli studenti. A differenza delle inutili chiacchiere dei</span><span>polemisti di professione, noi per la prima volta stiamo&nbsp;</span><span>realizzando l'educazione affettiva nelle nostre scuole&raquo;, ha</span><span>commentato il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe&nbsp;</span><span>Valditara.</span><span></span></p> <p><span>Un contributo significativo alla fase preparatoria &egrave; arrivato&nbsp;</span><span>dall'attivit&agrave; di sensibilizzazione promossa da INDIRE, anche</span><span>attraverso l'indagine nazionale "Educare alla parit&agrave; e al&nbsp;</span><span>rispetto. L'indagine INDIRE tra presente e future prospettive",</span><span>che ha coinvolto oltre 4.000 istituzioni scolastiche. A supporto&nbsp;</span><span>delle scuole &egrave; stato inoltre attivato l'ambiente pubblico</span><span>"Educare alla Parit&agrave;", che raccoglie materiali informativi,&nbsp;</span><span>risorse scaricabili e riferimenti bibliografici.</span><span></span></p> <p><span>&Egrave; gi&agrave; disponibile anche la piattaforma dedicata di INDIRE, che&nbsp;</span><span>struttura il percorso formativo in due fasi: una prima comune,</span><span>rivolta a dirigenti scolastici, docenti e personale ATA, con&nbsp;</span><span>videolezioni asincrone e moduli flessibili; una seconda</span><span>personalizzata, calibrata sui diversi profili professionali e, a&nbsp;</span><span>partire dall'anno scolastico 2026/2027, anche sul livello di</span><span>esperienza delle scuole. La piattaforma rappresenta inoltre uno&nbsp;</span><span>spazio di monitoraggio, ricerca e collaborazione tra istituzioni</span><span>scolastiche, favorendo la diffusione e la condivisione di buone&nbsp;</span><span>pratiche.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Frana di Petacciato, la promessa di Salvini: «Lavori rapidi, la ferrovia Adriatica riaprirà venerdì»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1953589/frana-di-petacciato-la-promessa-di-salvini-lavori-rapidi-la-ferrovia-adriatica-riaprira-venerdi.html</link>
      <description>Il tavolo operativo al ministero: il ripristino della A14 e della Statale 16 partirà non appena arriverà l'ok dal monitoraggio. Domani 9 aprile è previsto un sopralluogo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>salvini,frana molise,ferrovia</category>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:11:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Si &egrave; svolto il tavolo operativo convocato al MIT dal ministro Matteo Salvini sulle problematiche causate dal maltempo sul versante adriatico, in particolare in Molise, Abruzzo e Puglia. Dall&rsquo;incontro, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, gli Ad di FS, Anas, Rfi e Autostrade per l&rsquo;Italia, &egrave; emerso ottimismo circa la riapertura al traffico gi&agrave; nei prossimi giorni dell&rsquo;autostrada A14, in entrambe le direzioni, tra Vasto Sud e Poggio Imperiale e, non appena il monitoraggio della frana lo consentir&agrave;, anche della SS16 dal km 531+800 al km 535+800 e della SS709 dal km 0 al km 6. Il ministro ha inoltre dato il via libera all&rsquo;avvio dei lavori di FS sulla linea ferroviaria adriatica. L&rsquo;intervento inizier&agrave; oggi alle 19 e consentir&agrave; la riattivazione della circolazione gi&agrave; venerd&igrave;. Infine Salvini ha poi preso visione della totalit&agrave; degli interventi che serviranno per ristabilire la normale viabilit&agrave; lungo tutto il versante e nella giornata di domani effettuer&agrave; un sopralluogo.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Scuola, Valditara: «Tre contratti per il personale in 3 anni, risultato storico, netta discontinuità rispetto al passato»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1953580/scuola-valditara-tre-contratti-per-il-personale-in-3-anni-risultato-storico-netta-discontinuita-rispetto-al-passato.html</link>
      <description>«Un traguardo che pone fine alla stagione dei blocchi e dei ritardi che, per circa un decennio, dal 2009 al 2018 e poi dal 2019 al 2022, ha lasciato il personale scolastico senza rinnovi contrattuali e con stipendi fermi»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>valditara,scuola</category>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 16:34:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Dall&rsquo;insediamento di questo Governo ad oggi &egrave; stato conseguito un risultato storico: la sottoscrizione di tre contratti del comparto scuola in tre anni e mezzo. Un traguardo che segna una netta discontinuit&agrave; rispetto al passato e pone fine alla stagione dei blocchi e dei ritardi che, per circa un decennio, dal 2009 al 2018 e poi dal 2019 al 2022, ha lasciato il personale scolastico senza rinnovi contrattuali e con stipendi fermi&raquo;. Lo ha detto il ministro dell&rsquo;Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera. </p> <p>&laquo;Noi, invece, sin dal primo giorno, abbiamo scelto di restituire centralit&agrave;, dignit&agrave; e riconoscimento concreto agli oltre 1 milione e 200 mila lavoratori che - ha sottolineato - garantiscono quotidianamente il funzionamento della scuola italiana, attraverso azioni, risorse e risultati misurabili. I tre contratti sottoscritti determinano incrementi retributivi complessivi pari a 412 euro mensili per i docenti e 304 euro per il personale Ata. Tutto questo &egrave; stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo, a cui abbiamo aggiunto, come ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito, ulteriori risorse, determinanti, decisive per la chiusura dei primi due rinnovi: mi riferisco ai 300 milioni a regime e a 100 milioni una tantum per il contratto 2019/2021 e ai 240 milioni una tantum per il 2022/2024&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Frana in Molise, sulla ferrovia adriatica binari deformati di 10 centimetri. La circolazione dei treni resta sospesa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1952462/frana-in-molise-sulla-ferrovia-adriatica-binari-deformati-di-10-centimetri.html</link>
      <description>Al momento sul luogo della frana sono presenti il personale tecnico e i geologi per valutare l’entità del fenomeno</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>frana,molise,binari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1952462/frana-in-molise-sulla-ferrovia-adriatica-binari-deformati-di-10-centimetri.html</guid>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 18:34:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Binari deformati di una decina di centimetri. Questi, secondo quanto si apprende, gli effetti del riattivarsi della frana di Petacciato, in Molise, sulla linea ferroviaria adriatica. I sensori presenti nell&rsquo;area, in seguito al movimento franoso, si sono subito attivati, lanciando l'alert. Di conseguenza, attorno alle 12:30, la circolazione &egrave; stata sospesa tra Montenero di Bisaccia e Termoli.</p> <p>Notevoli i disagi, tra cancellazioni e riprogrammazioni. In particolare, i treni ad alta velocit&agrave; e quelli a lunga percorrenza vengono deviati sul percorso Caserta-Roma. Al momento sul luogo della frana sono presenti il personale tecnico e i geologi per valutare l&rsquo;entit&agrave; del fenomeno.</p> <p>Circa 200 persone sono in attesa da ore nella stazione ferroviaria di Foggia per partire verso le localit&agrave; lungo la linea adriatica, bloccati a causa della frana che si &egrave; registrata in Molise. &laquo;Ero arrivata a Termoli alle 12 quando il treno ha arrestato la sua corsa&raquo; ha detto Daniela, giovane donna di Manfredonia venuta in Puglia per le vacanze di Pasqua e diretta a Bologna, da dove avrebbe poi proseguito fino a Modena dove lavora. &laquo;Ci hanno detto che saremmo dovuti rientrare a Foggia o scendere a Termoli. - ha spiegato - Ho scelto di rientrare nel capoluogo dauno. Ma non so come fare. Domani devo rientrare al lavoro. L&rsquo;alternativa &egrave; la linea per Roma ma i treni sono tutti pieni. Ci hanno garantito il rimborso totale del biglietto o la riprogrammazione del viaggio&raquo;.</p> <p>&laquo;Sono arrivata stamani a Foggia da Vieste - racconta un&rsquo;altra donna - Ma il treno non &egrave; riuscito a partire per Ancona dove devo rientrare per lavoro. Credo che far&ograve; rientro a Vieste e domani vedremo&raquo;. &laquo;Io abito a Pescara e stavo rientrando a bordo dell&rsquo;Intercity - racconta Valentina, studentessa foggiana di 21 anni. Ad un certo punto il treno, che aveva gi&agrave; un ritardo di 40 minuti, &egrave; arrivato a Termoli alle 12.30 e si &egrave; bloccato. Intorno alle 16 siamo ripartiti per Foggia ed ora sono in attesa di capire cosa fare&raquo;.  In stazione i volontari della Nita (nucleo intervento tutela ambientale) stanno fornendo assistenza ai viaggiatori in attesa. "Per ora siamo cinque volontari - ha detto il coordinatore Franco Longo - Ma sono pronti altri tre nuclei per portare ristoro ai viaggiatori. Siamo in attesa dell&rsquo;evolversi della situazione&raquo;.</p> <h3>LA CIRCOLAZIONE RESTA SOSPESA</h3> <p data-start="209" data-end="502">Resta sospesa la circolazione ferroviaria lungo la linea Adriatica, sulla tratta <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Pescara</span></span> &ndash; <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Foggia</span></span>, tra le stazioni di Vasto San Salvo e Termoli a causa di un movimento franoso registrato in localit&agrave; Petacciato, in provincia di Campobasso.</p> <p data-start="504" data-end="686">Sul posto sono al lavoro i tecnici di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Rete Ferroviaria Italiana</span></span> per monitorare l&rsquo;evoluzione della frana e valutare i tempi di ripristino, al momento non ancora stimabili.</p> <p data-start="688" data-end="920">La sospensione sta causando forti ripercussioni sulla circolazione: i treni a lunga percorrenza provenienti da nord vengono limitati o originati da Ancona e Pescara, mentre il servizio regionale &egrave; attivo solo fino a Vasto San Salvo.</p> <p data-start="922" data-end="1093">Alcuni collegamenti da e per la Puglia vengono deviati su itinerari alternativi via Foggia, Caserta, Roma e Bologna, con conseguenti allungamenti dei tempi di percorrenza.</p> <p data-start="1095" data-end="1302" data-is-last-node="" data-is-only-node="">I passeggeri sono invitati a consultare i canali di informazione di Trenitalia e RFI per gli aggiornamenti in tempo reale. Previsto inoltre il rimborso integrale del biglietto in caso di rinuncia al viaggio.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Pasqua in Puglia e Basilicata, tradizione a tavola: pranzo in famiglia per 7 su 10, tra sobrietà e ricette tipiche</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1948994/pasqua-in-puglia-e-basilicata-tradizione-a-tavola-pranzo-in-famiglia-per-7-su-10-tra-sobrieta-e-ricette-tipiche.html</link>
      <description>Indagine Coldiretti: spesa media di 92 euro in Puglia e 76 in Basilicata. Dominano le ricette della tradizione, tra agnello, uova e piatti identitari del territorio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>pasqua,puglia,tavola,basilicata</category>
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      <pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="320" data-end="504">Sar&agrave; una Pasqua all&rsquo;insegna della tradizione e della sobriet&agrave; quella che attendono pugliesi e lucani, con la maggior parte delle famiglie pronta a riunirsi attorno alla tavola di casa.</p> <p data-start="506" data-end="893">Secondo le rilevazioni di Coldiretti, in Puglia sette cittadini su dieci trascorreranno il pranzo pasquale tra le mura domestiche, con una media di circa sei persone sedute a tavola e una spesa media di 92 euro a famiglia. In Basilicata la percentuale &egrave; analoga: anche qui sette lucani su dieci resteranno a casa, con una spesa media leggermente pi&ugrave; contenuta, pari a 76 euro a famiglia.</p> <p data-start="895" data-end="1170">Una parte minoritaria sceglier&agrave; invece ristoranti e agriturismi (17% in Basilicata, quote simili anche in Puglia), mentre un ulteriore segmento prover&agrave; a organizzare un picnic all&rsquo;aria aperta, meteo permettendo, con una quota di indecisi che decider&agrave; solo all&rsquo;ultimo momento.</p> <p data-start="1172" data-end="1430">La preparazione del pranzo pasquale resta per molti un vero rito domestico: in media si passa da un&rsquo;ora e mezza fino a tre ore ai fornelli, con una minoranza che dedica anche pi&ugrave; tempo alla cucina, mentre resta marginale il ricorso a piatti pronti o asporto.</p> <p data-start="1432" data-end="1928">A tavola dominano le ricette della tradizione. In Puglia le uova sono tra i simboli principali della festa, insieme all&rsquo;agnello, presente in quasi la met&agrave; delle tavole tra case, ristoranti e agriturismi, e considerato anche un sostegno concreto alla filiera ovina regionale. Tra i piatti identitari spiccano il cutturiddu delle Murge, il &ldquo;benedetto&rdquo; con capocollo di Martina Franca, agrumi, ricotta e uova sode, fino a preparazioni come fave e cicorie con pane abbrustolito e le fritture di mare.</p> <p data-start="1930" data-end="2271">In Basilicata, la tradizione pasquale si conferma altrettanto radicata: durante la settimana si consumano circa 300 milioni di uova in tutta Italia, mentre l&rsquo;agnello viene servito in circa un terzo delle tavole (33%), con una netta preferenza per prodotti Made in Italy acquistati direttamente dai produttori o nei mercati di Campagna Amica.</p> <p data-start="2273" data-end="2504" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il risultato complessivo &egrave; una Pasqua che, tra Puglia e Basilicata, si conferma pi&ugrave; sobria nei consumi ma ancora fortemente legata alle identit&agrave; territoriali, dove la tavola resta il luogo centrale della festa e della convivialit&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Netflix, il tribunale boccia gli aumenti: rimborsi fino a 500 euro per gli abbonati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1947579/netflix-il-tribunale-boccia-gli-aumenti-rimborsi-fino-a-500-euro-per-gli-abbonati.html</link>
      <description>Sentenza del Tribunale di Roma: clausole illegittime sui rincari dal 2017 al 2024. L’azienda annuncia ricorso</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>netflix,rimborsi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1947579/netflix-il-tribunale-boccia-gli-aumenti-rimborsi-fino-a-500-euro-per-gli-abbonati.html</guid>
      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:12:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:9b455e7b-a544-4557-840d-e8635bfa496e-2" data-testid="conversation-turn-6" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">       <p data-start="202" data-end="700">Il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Tribunale di Roma</span></span> ha dichiarato illegittimi gli aumenti degli abbonamenti applicati da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Netflix</span></span> tra il 2017 e il gennaio 2024, accogliendo l&rsquo;azione promossa dal <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Movimento Consumatori</span></span>. Secondo i giudici, le clausole contrattuali che consentivano alla piattaforma di modificare unilateralmente prezzi e condizioni sono vessatorie e quindi nulle, in quanto non indicavano un giustificato motivo, in violazione del Codice del consumo.</p> <p data-start="702" data-end="1114">La decisione apre la strada a rimborsi per milioni di utenti: i clienti avranno diritto alla restituzione delle somme indebitamente pagate, a una riduzione dei costi attuali degli abbonamenti e, in alcuni casi, anche a un eventuale risarcimento. Per chi ha sottoscritto il piano Premium sin dal 2017, il rimborso potrebbe arrivare fino a circa 500 euro, mentre per gli utenti Standard si parla di circa 250 euro.</p> <p data-start="1116" data-end="1388">Il tribunale ha inoltre stabilito che la piattaforma dovr&agrave; informare tutti gli abbonati &ndash; compresi quelli che nel frattempo hanno disdetto il servizio &ndash; della sentenza e dei diritti riconosciuti, pubblicandone il contenuto sia sul proprio sito sia su quotidiani nazionali.</p> <p data-start="1390" data-end="1854">Nel dettaglio, sono stati ritenuti illegittimi gli aumenti introdotti nel 2017, 2019, 2021 e novembre 2024 (per i contratti precedenti al gennaio 2024). Gli incrementi complessivi hanno inciso fino a 8 euro mensili per il piano Premium, 4 euro per lo Standard e 2 euro per il Base. La sentenza impone anche una revisione dei prezzi attuali: ad esempio, un abbonamento Premium potrebbe tornare da 19,99 a 11,99 euro mensili, mentre lo Standard da 13,99 a 9,99 euro.</p> <p data-start="1856" data-end="2048">&ldquo;Se Netflix non provveder&agrave; immediatamente a ridurre i prezzi e a rimborsare i clienti, avvieremo una class action&rdquo;, ha dichiarato il presidente del Movimento Consumatori, Alessandro Mostaccio.</p> <p data-start="2050" data-end="2295" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Dal canto suo, Netflix ha annunciato ricorso contro la decisione, ribadendo in una nota che le proprie condizioni contrattuali sono sempre state in linea con la normativa italiana e che la tutela dei consumatori resta una priorit&agrave; per l&rsquo;azienda.</p>           </section> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Esodo di Pasqua sulla rete Anas: attesi 60 milioni di veicoli da oggi fino al 7 aprile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1945202/esodo-di-pasqua-sulla-rete-anas-attesi-60-milioni-di-veicoli-da-oggi-fino-al-7-aprile.html</link>
      <description>Traffico intenso su A2, Grande Raccordo Anulare e principali statali. Rafforzati controlli e sospensione dei mezzi pesanti nei giorni di maggiore mobilità</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>esodo,pasqua,anas</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1945202/esodo-di-pasqua-sulla-rete-anas-attesi-60-milioni-di-veicoli-da-oggi-fino-al-7-aprile.html</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 19:12:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="273" data-end="491">Scatta l&rsquo;esodo di Pasqua sulle strade e autostrade gestite da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">ANAS</span></span>, dove da oggi e fino a marted&igrave; 7 aprile sono previsti circa 60 milioni di veicoli in transito.</p> <p data-start="493" data-end="703">Secondo le stime diffuse da Anas, il traffico aumenter&agrave; progressivamente nei prossimi giorni: +8% nella giornata odierna, +10% domani e +3% venerd&igrave; 3 aprile, con le principali direttrici gi&agrave; sotto osservazione.</p> <p data-start="705" data-end="1025">Tra le arterie pi&ugrave; interessate figurano l&rsquo;<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Autostrada A2 del Mediterraneo</span></span>, il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Grande Raccordo Anulare</span></span>, la <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Strada Statale 16 Adriatica</span></span> e la <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Strada Statale 1 Aurelia</span></span>, con flussi intensi soprattutto verso le regioni del Centro e del Sud, mete privilegiate per le vacanze pasquali.</p> <p data-start="1027" data-end="1332">Per agevolare la circolazione, &egrave; stata disposta la sospensione dei mezzi pesanti nei giorni di maggiore traffico: venerd&igrave; 3 aprile dalle 14 alle 22, sabato 4 dalle 9 alle 16, domenica 5 e luned&igrave; 6 dalle 9 alle 22. In vista del controesodo, il blocco sar&agrave; attivo anche marted&igrave; 7 aprile dalle 9 alle 14.</p> <p data-start="1334" data-end="1588">Anas ha inoltre rafforzato il dispositivo di monitoraggio con circa 2.500 risorse operative, Sale operative attive 24 ore su 24 e oltre 200 addetti nelle Sale Situazioni Territoriali e Nazionale per garantire il controllo del traffico in tempo reale.</p> <p data-start="1590" data-end="1850">Per il fine settimana di Pasqua &egrave; previsto invece un calo dei flussi sulle lunghe percorrenze, mentre aumenteranno gli spostamenti brevi verso localit&agrave; turistiche e costiere, in particolare nel Sud e nelle isole, con picchi fino al +25% nelle giornate festive.</p> <p data-start="1852" data-end="2104" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel complesso, il traffico torner&agrave; a crescere nel giorno del rientro, marted&igrave; 7 aprile, quando &egrave; atteso un incremento dell&rsquo;11% rispetto a un normale marted&igrave;, con il controesodo che interesser&agrave; soprattutto le principali direttrici verso le grandi citt&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Claudia Conte rompe il silenzio su Piantedosi: «Non posso negare la nostra relazione»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1945087/claudia-conte-rompe-il-silenzio-su-piantedosi-non-posso-negare-la-nostra-relazione.html</link>
      <description>La notizia della relazione è stata ripresa anche da diversi media, che hanno ricostruito il contesto dell’intervista e le parole della giornalista</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>claudia conte,matteo piantedosi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1945087/claudia-conte-rompe-il-silenzio-su-piantedosi-non-posso-negare-la-nostra-relazione.html</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 17:32:21 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="274" data-end="550"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Claudia Conte</span></span> interviene per la prima volta in modo esplicito sulle voci relative a un suo presunto legame con il ministro dell&rsquo;Interno <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Matteo Piantedosi</span></span>, confermando di fatto la relazione nel corso di un&rsquo;intervista.</p> <p data-start="552" data-end="894">L&rsquo;occasione &egrave; il podcast &ldquo;Money Talks&rdquo; della testata <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Money.it</span></span>, condotto dal podcaster <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Marco Gaetani</span></span>. Alla domanda diretta sulla relazione con il ministro, Conte inizialmente appare sorpresa, poi risponde: &laquo;&Egrave; una cosa che non posso negare, per&ograve; sono molto riservata nella mia vita privata&raquo;.</p> <p data-start="896" data-end="1067">La giornalista, subito dopo, prova a deviare il tema con una domanda personale al conduttore e invita poi a non approfondire ulteriormente, lasciando il tema sullo sfondo.</p> <p data-start="1069" data-end="1565">Nata nel 1992 a Cassino, Conte &egrave; una giornalista, conduttrice e opinionista televisiva. Dopo un esordio nel mondo dello spettacolo come attrice, ha costruito negli anni un percorso nel giornalismo e nella comunicazione, collaborando con diverse realt&agrave; editoriali e partecipando a programmi di approfondimento televisivo. Negli ultimi anni ha affiancato all&rsquo;attivit&agrave; mediatica un impegno nel sociale e nell&rsquo;editoria, occupandosi di temi come il disagio giovanile e la violenza economica di genere.</p> <p data-start="1567" data-end="1957">Molto attiva sui social, dove conta un ampio seguito, partecipa regolarmente a eventi pubblici, culturali e istituzionali. Secondo quanto riportato anche da fonti online come <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Today.it</span></span>, Conte &egrave; inoltre portavoce nazionale dell&rsquo;Osservatorio sul bullismo e sul disagio giovanile, ruolo che si inserisce nella sua attivit&agrave; di sensibilizzazione su tematiche sociali.</p> <p data-start="1959" data-end="2106" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La notizia della relazione &egrave; stata ripresa anche da diversi media, che hanno ricostruito il contesto dell&rsquo;intervista e le parole della giornalista.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Export italiano sotto pressione: da Courmayeur l’allarme sulle rotte globali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1942268/export-italiano-sotto-pressione-da-courmayeur-lallarme-sulle-rotte-globali.html</link>
      <description>Al forum «World Shift», moderato dal direttore della Gazzetta Mimmo Mazza, il rischio sistemico per il Made in Italy tra crisi di Suez e Hormuz. Proposte: credito d’imposta, nuovi corridoi logistici e strategie per difendere la competitività delle imprese</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>world shift</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1942268/export-italiano-sotto-pressione-da-courmayeur-lallarme-sulle-rotte-globali.html</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 18:11:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>Se si fermano Suez e Hormuz, si ferma l&rsquo;Italia: da Courmayeur la strategia per salvare l&rsquo;export</span><span>Non &egrave; pi&ugrave; una crisi temporanea, ma un cambio strutturale degli equilibri globali. Dal &ldquo;World Shift &ndash; High-Level Strategic Forum&rdquo;, promosso dal Forum Italiano dell&rsquo;Export nella cornice di Courmayeur e moderato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza, emerge con chiarezza una consapevolezza condivisa tra imprese, istituzioni e grandi player industriali: l&rsquo;export italiano &egrave; entrato in una fase di rischio sistemico permanente.</span><span>L&rsquo;instabilit&agrave; nel Mar Rosso, aggravata dall&rsquo;ingresso degli Houthi nel conflitto e dagli attacchi alle navi commerciali, sta compromettendo la sicurezza del Canale di Suez, mentre le tensioni sullo Stretto di Hormuz mettono sotto pressione uno dei principali snodi energetici e commerciali mondiali. Per la prima volta, due choke point strategici del commercio globale risultano simultaneamente vulnerabili, generando un effetto domino su rotte, costi e tempi di consegna.</span><span>Le conseguenze sono gi&agrave; evidenti: incremento significativo dei noli, aumento dei costi energetici, allungamento delle rotte e crescente instabilit&agrave; nelle connessioni internazionali. Una dinamica che coinvolge non solo il trasporto marittimo, ma anche quello aereo. Come evidenziato dal Presidente di ITA Airways, Sandro Pappalardo, le attuali scorte di carburante consentono ancora di contenere l&rsquo;impatto sui prezzi dei biglietti, ma il protrarsi della crisi potrebbe incidere inevitabilmente su costi e operativit&agrave;, anche a causa della chiusura di importanti hub internazionali come Dubai, Tel Aviv e Riad, con effetti a catena sull&rsquo;intero sistema dei collegamenti globali.</span><span>A questa pressione esterna si somma una fragilit&agrave; strutturale interna. L&rsquo;Amministratore Delegato di ANAS, Claudio Andrea Gemme, ha sottolineato come il tema centrale sia quello della capacit&agrave; di investimento e della gestione efficace delle infrastrutture, in un contesto caratterizzato da una rete estesa e da un progressivo invecchiamento delle opere. Un sistema che richiede risorse continue per sostenere un contesto globale sempre pi&ugrave; complesso.</span><span>Il quadro geopolitico impone una riflessione pi&ugrave; ampia. Il Presidente di Leonardo, Stefano Pontecorvo, ha evidenziato come non ci si trovi di fronte a una crisi episodica, ma a un vero cambio di paradigma, in cui l&rsquo;Europa &egrave; chiamata a compiere scelte strategiche decisive. L&rsquo;economia globale si sta trasformando in una economia di tensione, in cui sicurezza, logistica e capacit&agrave; produttiva diventano elementi inscindibili.</span><span>In questo scenario, il rischio per l&rsquo;Italia &egrave; concreto: tra i 18 e i 20 miliardi di euro di Made in Italy transitano ogni anno nell&rsquo;area del Golfo, con oltre 500 aziende direttamente coinvolte. La compromissione delle rotte avrebbe un impatto diretto su intere filiere produttive e sulla competitivit&agrave; del sistema Paese.</span><span>Dal World Shift emerge una piattaforma operativa chiara, che sar&agrave; portata all&rsquo;attenzione del Governo. In primo luogo, l&rsquo;introduzione di un credito d&rsquo;imposta straordinario per l&rsquo;export, finalizzato a compensare l&rsquo;aumento dei costi logistici e preservare la competitivit&agrave; delle imprese italiane sui mercati internazionali. In secondo luogo, la creazione di un fast corridor a Jeddah, con procedure doganali semplificate, per trasformare il Golfo in un hub strategico di redistribuzione verso l&rsquo;intera area GCC. Infine, lo sviluppo di un corridoio terrestre via Turchia, attraverso il rafforzamento del trasporto su gomma e il coordinamento politico e doganale, per garantire continuit&agrave; operativa alle esportazioni.</span><span>&ldquo;Oggi non siamo davanti a una crisi logistica, ma a una crisi di sistema. Se si interrompono le rotte, si interrompe il valore. E se si interrompe il valore, si ferma l&rsquo;Italia. Non basta pi&ugrave; accompagnare l&rsquo;export: oggi dobbiamo difenderlo, ridisegnando le rotte, sostenendo le imprese e assumendo una visione strategica che metta al centro chi ogni giorno riempie quelle navi di lavoro, qualit&agrave; e identit&agrave; italiana&rdquo; ha detto Lorenzo Zurino, Presidente del Forum Italiano dell&rsquo;Export</span><span>Dal Forum emerge una linea politica chiara: serve un corridoio commerciale, non una missione militare. La priorit&agrave; &egrave; garantire la continuit&agrave; economica delle imprese e la tenuta del sistema produttivo nazionale.</span><span>&ldquo;Il Forum Italiano dell&rsquo;Export si conferma cos&igrave; - si legge in una nota - come piattaforma strategica di raccordo tra imprese e istituzioni, capace di anticipare le criticit&agrave; e contribuire alla definizione di soluzioni concrete. Un ruolo gi&agrave; riconosciuto dalla recente convocazione del tavolo presso il Ministero degli Affari Esteri, avviato su impulso dello stesso Forum nelle prime fasi della crisi. In un mondo in cui le rotte commerciali diventano linee di frattura geopolitica, l&rsquo;Italia non pu&ograve; permettersi di restare esposta. Se si fermano le merci, si ferma il Paese&rdquo;.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Giura il corso Marinetti II della Scuola Militare Teulié: 82 allievi entrano nell’Esercito, 10 sono pugliesi</title>
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      <description>Tra loro anche una cadetta di Bari, Marta Flavia Mongelli. «Un onore servire il Paese»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Scuola Militare “Teulié”,giuramento,puglia</category>
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      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:00:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="260" data-end="630">C&rsquo;&egrave; anche un forte accento pugliese nella cerimonia di giuramento degli allievi della Scuola Militare &ldquo;Teuli&eacute;&rdquo;, andata in scena oggi, 28 marzo, nella suggestiva cornice dell&rsquo;Arco della Pace. Tra gli 82 giovani del corso &ldquo;Marinetti II&rdquo; che hanno prestato fedelt&agrave; alla Repubblica Italiana, ben 10 arrivano dalla Puglia: otto ragazzi e due ragazze.</p> <p data-start="632" data-end="1073">Un contingente significativo che testimonia il legame tra il territorio pugliese e una delle istituzioni formative pi&ugrave; prestigiose dell&rsquo;Esercito Italiano. Tra loro spicca la storia di Marta Flavia Mongelli, 16 anni, di Bari, che ha vissuto il giuramento come &laquo;uno dei momenti pi&ugrave; intensi e solenni&raquo; della sua vita. &laquo;Significa promettere lealt&agrave;, onest&agrave; e dedizione al mio Paese &ndash; racconta &ndash; ed &egrave; un gesto carico di orgoglio e responsabilit&agrave;&raquo;.</p> <p data-start="1075" data-end="1532">La cerimonia si &egrave; svolta alla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, del sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti e del capo di Stato maggiore dell&rsquo;Esercito, generale di Corpo d&rsquo;Armata Carmine Masiello, oltre a numerose autorit&agrave; civili, militari e religiose. L&rsquo;atto solenne, scandito dalla formula pronunciata dal comandante della Scuola, colonnello Antonio Calligaris, ha sancito l&rsquo;ingresso ufficiale degli allievi nei ranghi dell&rsquo;Esercito.</p> <p data-start="1534" data-end="1935">Per Marta, la scelta di intraprendere questo percorso nasce da lontano: &laquo;La Teuli&eacute; rappresenta un&rsquo;eccellenza capace di forgiare carattere, disciplina e senso dell&rsquo;onore. Ho voluto mettermi alla prova in un ambiente cos&igrave; prestigioso&raquo;. Una decisione maturata dopo mesi di preparazione intensa: &laquo;Servono costanza e determinazione. A chi vuole provarci consiglio di credere in s&eacute; stesso e non arrendersi&raquo;.</p> <p data-start="1937" data-end="2316">Non sono mancati momenti di difficolt&agrave;, soprattutto all&rsquo;inizio: &laquo;I primi giorni sono stati impegnativi, mi sentivo spaesata. Ma grazie al sostegno dei compagni ho capito che questo era il posto giusto per me&raquo;. Oggi la vita in Istituto &egrave; scandita da studio, addestramento e attivit&agrave; sportive: &laquo;Un percorso completo che rafforza lo spirito di squadra e il senso di responsabilit&agrave;&raquo;.</p> <p data-start="2318" data-end="2479">Resta forte il legame con la terra d&rsquo;origine: &laquo;Mi manca tanto il mare di Bari, il suo profumo al mattino. Ma porto sempre con me il sostegno della mia famiglia&raquo;.</p> <p data-start="2481" data-end="2821" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Fondata nel 1802, la Scuola Militare &ldquo;Teuli&eacute;&rdquo; &egrave; accessibile tramite concorso pubblico rivolto a studenti tra i 15 e i 17 anni. Un istituto che continua ad attrarre giovani da tutta Italia e che, anche quest&rsquo;anno, vede tra i suoi protagonisti numerosi ragazzi pugliesi, pronti a mettersi al servizio del Paese con impegno e senso del dovere.</p> <p data-start="2481" data-end="2821" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_03_28/1_Comandante_Scuola_militare_Teulie-1774713538940.jpg" alt="" width="1920" height="1280" /></p>]]></content:encoded>
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      <title>Sciopero giornalisti: domani la Gazzetta del Mezzogiorno non sarà in edicola. Stop agli aggiornamenti online oggi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1942158/sciopero-giornalisti-domani-la-gazzetta-del-mezzogiorno-non-sara-in-edicola-stop-agli-aggiornamenti-online-oggi.html</link>
      <description>Il giornale tornerà in edicola domenica, mentre gli aggiornamenti del sito riprenderanno domani 28 marzo 2026</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sciopero</category>
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      <pubDate>Fri, 27 Mar 2026 03:03:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Domani sabato 28 marzo la &laquo;Gazzetta del Mezzogiorno&raquo;, come gli altri giornali italiani, non sar&agrave; in edicola in conseguenza dello sciopero nazionale proclamato dalla Fnsi contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da dieci anni. Il nostro sito non sar&agrave; aggiornato per tutta la giornata di oggi venerd&igrave; 27 marzo.</p> <p>Il giornale torner&agrave; in edicola domenica, mentre gli aggiornamenti del sito riprenderanno domani.</p> <p>Si tratta della seconda giornata di sciopero di un pacchetto complessivo di cinque, con una ulteriore astensione gi&agrave; prevista per il 16 aprile.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Mattarella ha firmato: il ministero del Turismo va ad interim a Giorgia Meloni dopo le dimissioni della Santanché</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1942171/mattarella-ha-firmato-il-ministero-del-turismo-va-ad-interim-a-giorgia-meloni-dopo-le-dimissioni-della-santanche.html</link>
      <description>Meloni rivolge "un ringraziamento" al ministro Santanchè, che in questi anni «ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>meloni,mattarella,santanché</category>
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 20:28:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Daniela Garnero Santanch&eacute; dalla carica di ministro del Turismo e si affida l&rsquo;interim del dicastero alla premier Giorgia Meloni.</p> <p>In precedenza Meloni aveva avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica per proporre l&rsquo;assunzione dell&rsquo;interim del ministero del Turismo. Meloni rivolge "un ringraziamento" al ministro Santanch&egrave;, che in questi anni "ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano", si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Governo "continuer&agrave; a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell&rsquo;economia nazionale, che assicura prosperit&agrave;, benessere e prestigio internazionale all&rsquo;Italia", conclude la nota</p>]]></content:encoded>
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      <title>Maurizio Gasparri si dimette da capogruppo di Forza Italia al Senato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1942075/maurizio-gasparri-si-dimette-da-capogruppo-di-forza-italia-al-senato.html</link>
      <description>«Ho deciso autonomamente. Ora avanti con coerenza e guardando al futuro» le sue parole</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gasparri</category>
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 13:32:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico da capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidit&agrave; e il senso del dovere e non solo sull'incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalit&agrave; in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro&raquo;.</p> <p>Lo afferma il capogruppo di Fi al Senato, Maurizio Gasparri.</p> <p></p>]]></content:encoded>
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      <title>«Mediterranean Data Center Forum»: il futuro delle infrastrutture digitali e lo sviluppo dei data center passa dalla Puglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1942072/mediterranean-data-center-forum-il-futuro-delle-infrastrutture-digitali-e-lo-sviluppo-dei-data-center-passa-dalla-puglia.html</link>
      <description>Domani 27 marzo alle 9,30 al Centro Congressi della Fiera del Levante l’appuntamento internazionale promosso da MedisDIH e organizzato da Pentastudio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>mediterranean data center Forum</category>
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:57:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro delle infrastrutture digitali e lo sviluppo dei data center passa dalla Puglia: ammontano, infatti, a circa 100 miliardi di euro gli investimenti in infrastrutture per data center annunciati o gi&agrave; in sviluppo in Puglia, una delle regioni italiane che sta crescendo pi&ugrave; rapidamente nell&rsquo;attrazione di capitali dedicati alle grandi piattaforme digitali e ai sistemi avanzati di elaborazione dati.</p> <p>Se ne parler&agrave; domani 27 marzo, a partire dalle 9,30, presso il Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari, in occasione del &lsquo;Mediterranean Data Center Forum&rsquo;, l&rsquo;appuntamento internazionale che mette al centro le strategie per la gestione dei dati e lo sviluppo dei data center nell&rsquo;area del Mediterraneo.Promosso da MedisDIH, Distretto Meccatronico Regionale e Digital Innovation Hub pugliese, e organizzato da Pentastudio, l&rsquo;evento, recentemente inserito anche nel calendario degli eventi per la Giornata Nazionale del Made in Italy &ndash; istituita dal MIMIT per valorizzare e promuovere la creativit&agrave; e l&rsquo;eccellenza italiana &ndash;, vede la collaborazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Puglia, Comune di Bari, Associazione Energy Manager, Anitec-Assinform, Confindustria Bari-BAT, Politecnico di Bari, Universit&agrave; degli Studi di Bari Aldo Moro, Consorzio per l&rsquo;Area di Sviluppo Industriale di Bari e le societ&agrave; Namex e Smart Faber.</p> <p>Il contesto di riferimento conferma l&rsquo;urgenza del confronto: il mercato globale dei data center ha raggiunto nel 2024 un valore di 347,6 miliardi di dollari (fonte: Grand View Research) con una crescita prevista dell&rsquo;11,1% annuo fino al 2030; in Italia vale oggi 5,7 miliardi di dollari (fonte: IMARC 2024) destinati a crescere in parallelo. Con l&rsquo;area milanese prossima alla saturazione, la Puglia si candida a diventare il nuovo hub del Mediterraneo per una serie di caratteristiche: elevata produzione di energia rinnovabile, presenza dei principali cavidotti sottomarini del Mediterraneo, basso rischio sismico, poli di ricerca e competenze tecniche avanzate oltre che una grande disponibilit&agrave; di aree idonee, sulle quali la Regione &egrave; stata la prima in Italia ad aver definito specifiche linee guida sulla loro identificazione.</p> <p>L&rsquo;evento sar&agrave; scandito da una serie di tavole rotonde durante le quali operatori internazionali, investitori, istituzioni e aziende tecnologiche si confronteranno con l&rsquo;obiettivo di approfondire le opportunit&agrave; del settore e far incontrare domanda e offerta, produttori di data center e potenziali utilizzatori. Dopo l&rsquo;introduzione del presidente di MedisDIH Michele Ruta, seguiranno i contributi di Donatella Proto, della Direzione generale per le nuove tecnologie abilitanti del MIMIT, dell&rsquo;assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Regione Puglia Eugenio Di Sciascio, del sindaco di Bari Vito Leccese, e di Francesco Cupertino, membro del CRUI, Gruppo ICT e Presidente, Fondazione NEST. Saranno loro a offrire una lettura approfondita sulle sfide dellasovranit&agrave; digitale, sulle opportunit&agrave; legate alla posizione geografica del&nbsp; territorio e sul valore della conoscenza nella costruzione di nuove infrastrutture critiche.</p> <p>A seguire la tavola rotonda, moderata da Luca Baldin, direttore di Smart Building Italia, dedicata alla progettazione e realizzazione dei data center che permetter&agrave; di analizzare in chiave operativa le prospettive del Mezzogiorno, a partire dalle testimonianze degli operatori del settore. A chiudere la mattinata l&rsquo;approfondimento su come i punti di forza della Puglia possano favorire l&rsquo;attrazione di investimenti e la realizzazione di data center green e carbon neutral, insieme alle voci del mondo accademico con i rettori dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Bari e del Politecnico di Bari, rispettivamente Roberto Bellotti e Umberto Fratino, oltre che del mondo industriale con il presidente di Confindustria Bari e BAT Mario Aprile.</p> <p>&laquo;Con questo convegno &ndash; dichiara Michele Ruta, professore del Politecnico di Bari e presidente di MedisDIH &ndash; vogliamo trasformare la vocazione territoriale in progettualit&agrave; concreta, aprendo cantieri decisionali che mettano al centro la sostenibilit&agrave; misurabile, la resilienza delle connessioni, le competenze e la collaborazione tra istituzioni, imprese e ricerca&raquo;.&laquo;Il Forum &ndash; aggiunge Luca Baldin, amministratore delegato di Pentastudio &ndash; nasce per offrire una risposta reale alla crescente esigenza di infrastrutture digitali con l&rsquo;obiettivo di contribuire in modo decisivo allo sviluppo della Puglia come nuovo hub dell&rsquo;innovazione nel Mediterraneo senza dimenticare la sostenibilit&agrave; ambientale. &Egrave; fondamentale, infatti, orientare la realizzazione dei nuovi data center verso le aree industriali dismesse: spazi gi&agrave; infrastrutturati, energeticamente connessi,che possono essere riconvertiti senza consumare ulteriore suolo e trasformati in piattaforme ad alto valore aggiunto&raquo;.Nel pomeriggio, il forum entrer&agrave; nel merito dell&rsquo;ecosistema dell&rsquo;offerta, affrontando i temi centrali delle infrastrutture abilitanti come energia, suoli, connettivit&agrave; e sistemi di incentivo, per poi dedicare un ampio spazio alla sostenibilit&agrave;, oggi imprescindibile per la transizione energetica dei data center. Sar&agrave; un&rsquo;occasione per valutare soluzioni tecniche avanzate e casi concreti capaci di coniugare performance e impatto ambientale, con il contributo dei principali player nazionali e internazionali.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Anche la ministra Santanchè si dimette. Stoccata a Meloni: «La mia fedina penale è immacolata»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1942009/la-ministra-del-turismo-santanche-si-dimette-la-stoccata-a-meloni-ti-rassegno-le-mie-dimissioni-come-hai-ufficialmente-auspicato.html</link>
      <description>Dopo Delmastro e Bartolozzi lascia pure la responsabile del Turismo: «Credo di avere svolto al meglio il mio ruolo». La decisione dopo la richiesta della premier e la mozione di sfiducia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>SANTANCHè,DIMISSIONI,MELONI</category>
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      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:17:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="325" data-end="601">Daniela Santanch&egrave; si &egrave; dimessa da ministra del Turismo. La decisione, comunicata in una lettera alla premier Giorgia Meloni, arriva dopo giorni di pressioni del governo e l&rsquo;ipotesi di una mozione di sfiducia in Parlamento prevista per luned&igrave; 30 marzo.</p> <p data-start="603" data-end="984">&laquo;Cara Giorgia, ti rassegno le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi&raquo;, scrive Santanch&egrave;, sottolineando di aver svolto il proprio incarico &laquo;al meglio delle possibilit&agrave; e senza alcuna controindicazione&raquo; e precisando che il suo certificato penale &laquo;&egrave; immacolato&raquo; e che per la vicenda della cassa integrazione &laquo;non vi &egrave; nemmeno un semplice rinvio a giudizio&raquo;.</p> <p data-start="986" data-end="1251">Le dimissioni si inseriscono in una serie di avvicendamenti voluti dalla premier Meloni dopo il referendum sulla Giustizia: hanno lasciato anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, e il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove.</p> <p data-start="1253" data-end="1538">Santanch&egrave; era finita al centro di numerose vicende giudiziarie e inchieste mediatiche, tra cui indagini per bancarotta e falso in bilancio su Visibilia Editore e Bioera Spa, ipotesi di truffa all&rsquo;Inps e un&rsquo;inchiesta sui flussi finanziari legati alla vendita di una villa in Versilia.</p> <p data-start="1540" data-end="1946">Fino all&rsquo;ultimo, la ministra aveva cercato di resistere alle richieste di dimissioni, confermando la propria agenda pubblica e ribadendo la volont&agrave; di non lasciare spontaneamente il ruolo. L&rsquo;annuncio finale arriva in una nota destinata a fare rumore, in cui Santanch&egrave; dichiara di obbedire alla richiesta della premier &laquo;per la mia onorabilit&agrave;&raquo; e per tutelare &laquo;l&rsquo;amicizia e il futuro del nostro movimento&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Referendum sulla giustizia, parla Marcello Veneziani: «Al Sud vincono sfiducia e paura»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941989/referendum-sulla-giustizia-parla-marcello-veneziani-al-sud-vincono-sfiducia-e-paura.html</link>
      <description>Le parole del giornalista, filosofo e saggista: «Ora Meloni si liberi dalla doppia soggezione verso gli Usa e l’Europa». «C’è molto scontento anche fra gli elettori del centrodestra»</description>
      <author>petrocelli@gazzettamezzogiorno.it (leonardo petrocelli)</author>
      <category>marcello veneziani,intervista</category>
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      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 17:09:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p><strong>Marcello Veneziani, giornalista, filosofo e saggista, qual &egrave; la sua lettura del voto referendario? &Egrave; stato un &laquo;verdetto&raquo; politico?</strong></p> <p>&laquo;La vittoria del &ldquo;no&rdquo; non si spiega con le opposizioni, ma &egrave; stato decisivo il fattore sfiducia nel quadro generale e nel quadro nazionale anche da parte di chi, alle scorse elezioni, ha votato al centrodestra&raquo;.</p> <p><strong>A esprimersi contro la riforma &egrave; stato, in particolare, il Mezzogiorno con percentuali per alcuni sorprendenti. Come se lo spiega?</strong></p> <p>&laquo;A Sud sono ancora pi&ugrave; accentuate la sfiducia e la paura. II tema giustizia non era prioritario nella testa della gente, &egrave; apparso come un regolamento di conti tra politici e magistrati&raquo;.</p> <p><strong>Le opposizioni si sono giocate la carta, piuttosto inflazionata, del &laquo;nessuno tocchi la Costituzione&raquo;: quanto ha pesato?</strong></p> <p>&laquo;Pochissimo, non credo che si avvertisse a livello popolare un pericolo per la Costituzione, gi&agrave; pi&ugrave; volte modificata e senza traumi&raquo;</p> <p><strong>Hanno avuto una incidenza maggiore i contraccolpi, soprattutto economici, del conflitto nel Golfo Persico?</strong></p> <p>&laquo;La guerra e i suoi effetti hanno sicuramente pesato. Donald Trump e Bibi Netanyahu, reputati &ldquo;di destra&rdquo;, non sono stati certamente d&rsquo;aiuto alla Meloni&hellip;&raquo;.</p> <p><strong>La presidente del Consiglio come dovrebbe interpretare il verdetto delle urne? &Egrave; un avviso di sfratto?</strong></p> <p>&laquo;Non direi. &Egrave; per&ograve; un preallarme e un invito a riflettere sulle critiche anzich&eacute; gridare al tradimento e alla lesa maest&agrave;&raquo;.</p> <p><strong>Quindi, concretamente, l&rsquo;esecutivo di centrodestra cosa dovrebbe fare a questo punto per risalire nel gradimento?</strong></p> <p>&laquo;Se non &egrave; tardi, si tratta di liberarsi dalla doppia soggezione verso gli Stati Uniti e verso l&rsquo;Unione Europea e cercare alleanze trasversali, rilanciando una ragionevole autonomia d&rsquo;azione anche sul Medio Oriente e sul fronte Russia/Ucraina&raquo;.</p> <p><strong>Che effetto avr&agrave;, invece, l&rsquo;esito referendario sulla magistratura?</strong></p> <p>&laquo;Spero che non rafforzi la loro egemonia e la pretesa di piegare la realt&agrave; e la politica agli schemi ideologici dei magistrati militanti&raquo;.</p> <p><strong>Infine, Veneziani, perch&eacute; in questo Paese non si riesce a riformare realmente mai nulla a cominciare proprio dalla Giustizia?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; un Paese che ama, solo in teoria, le rivoluzioni ma teme le riforme, perch&eacute; in realt&agrave; &egrave; conservatore, e non nel senso meloniano del termine&hellip; poi in questa fase prevale il timore e non ci si fida di nessuno&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bergamo, 13enne accoltella a scuola una professoressa. «Ha usato il cellulare per riprendere l'aggressione»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941946/bergamo-tredicenne-accoltella-a-scuola-una-professoressa-valditara-approvare-subito-norme-sui-coltelli.html</link>
      <description>L'insegnante è stata trasportata in condizioni gravi in ospedale. Il ragazzo bloccato da un insegnante e da due collaboratori scolastici e affidato ai carabinieri</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>accoltellamento</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941946/bergamo-tredicenne-accoltella-a-scuola-una-professoressa-valditara-approvare-subito-norme-sui-coltelli.html</guid>
      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 13:44:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe stata ferita da uno studente di 13 anni che frequenta la terza media l&rsquo;insegnante di 57 anni di una scuola di Trescore Balneario (Bergamo) trasportata stamani in elicottero in gravi condizioni all&rsquo;ospedale Papa Giovanni XXIII del capoluogo. E&rsquo; quanto emerge da una prima ricostruzione di quanto accaduto attorno alle 7.45 all&rsquo;esterno dell&rsquo;istituto di via Damiano Chiesa che ospita scuole elementari e medie.</p> <p>La docente - che sarebbe stata aggredita con un coltello al collo e all&rsquo;addome - insegna francese. Chiara Mocchi, questo il suo nome, &egrave;&nbsp;stata trasportata in ospedale in codice rosso ed&nbsp;&egrave; stata sottoposta a un intervento chirurgico durato due ore all&rsquo;ospedale Papa Giovanni XXIII. La 57enne - che resta in prognosi riservata e ricoverata in terapia intensiva - insegna da molti anni nell&rsquo;istituto Leonardo da Vinci di via Damiano Chiesa dove stamani 25 marzo attorno alle 7.30, in un corridoio davanti a un&rsquo;aula, &egrave; avvenuta l'aggressione.</p> <p>Il tredicenne &egrave; stato bloccato da un insegnante e da due collaboratori scolastici e affidato ai carabinieri arrivati sul posto poco dopo.&nbsp;Alla scuola media 'Leonardo Da Vinci' di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove stamani uno studente di 13 anni ha accoltellato un&rsquo;insegnante, i genitori stanno arrivando per prendere i figli in anticipo rispetto alla chiusura. Al momento le lezioni non sono state sospese. All&rsquo;interno sono intervenuti gli psicologi per supportare i ragazzi. </p> <p>L&rsquo;aggressione &egrave; avvenuta in un corridoio del primo piano, davanti a un&rsquo;aula. <span>Il ragazzo di 13 anni aveva uno smartphone appeso al collo. L&rsquo;aggressione &egrave; avvenuta all&rsquo;interno della scuola media Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di&nbsp;</span><span>Bergamo</span><span>. Secondo le prime informazioni, il telefono sarebbe stato utilizzato per riprendere l&rsquo;attacco alla docente.</span></p> <p>Il ministro dell&rsquo;Istruzione Valditara ha telefonato all&rsquo;ospedale di Bergamo e appreso che l&rsquo;insegnante aggredita a Trescore Balneario in provincia di Bergamo non &egrave; fortunatamente in pericolo di vita.</p> <p>&laquo;Quanto accaduto presso l&rsquo;Istituto comprensivo di Trescore Balneario, &egrave; un fatto di una gravit&agrave; sconvolgente. - ha commentato il ministro -. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola. Questo fatto dimostra che &egrave; necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalit&agrave; giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani.</p> <p>Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano gi&agrave; avviato nelle scuole sulla condotta e l'educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica&raquo;. &laquo;Oggi a Parigi - ha concluso&nbsp;il ministro dell&rsquo;Istruzione e del Merito - porr&ograve; la questione presso l&rsquo;evento di lancio del Report 2026 Gem - Global Education Monitoring dell&rsquo;Unesco. Chi lavora per il futuro dei nostri figli non deve correre alcun rischio&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Dimissioni per Delmastro e Bartolozzi. Il sottosegretario: «È stata una leggerezza». Meloni: «Auspico le dimissioni di Santanché»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941866/dimissioni-per-delmastro-e-bartolozzi-lo-scandalo-delle-quote-del-ristorante-scuote-il-ministero.html</link>
      <description>Gli effetti nel governo dopo la sconfitta al referendum. Il fedelissimo della premier e la capo di gabinetto del ministero della Giustizia costretti a lasciare. L'indagine della Dda di Roma sul caso del ristorante gestito dal sottosegretario con la figlia del prestanome di un boss</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andrea delmastro,bartolozzi,dimissioni</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941866/dimissioni-per-delmastro-e-bartolozzi-lo-scandalo-delle-quote-del-ristorante-scuote-il-ministero.html</guid>
      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 18:01:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="1372" data-end="1759" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sono ormai a un passo le dimissioni di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, e del sottosegretario Andrea Delmastro. E&rsquo; la conseguenza politica dopo il &laquo;no&raquo; alla riforma della giustizia, bocciata nel referendum con il 53,7% dei voti.</p> <p data-start="1372" data-end="1759" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Bartolozzi e Del Mastro nel pomeriggio sono stati a colloquio con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in via Arenula. La capo di gabinetto &egrave; finita nella bufera per le dichiarazioni contro i magistrati rilasciate in una tv locale siciliana. Delmastro, fedelissimo di Giorgia Meloni, si &egrave; ritrovato coinvolto nel caso del ristorante gestito a Roma insieme alla figlia del prestanome del clan Senese.</p> <p data-start="1372" data-end="1759" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span>Il terremoto nel governo all'indomani della vittoria del no al referendum sulla riforma della giustizia potrebbe toccare anche la ministra del Turismo, Daniela&nbsp;</span><span>Santanch&egrave;</span><span>.&nbsp;&nbsp;La premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, starebbe valutando attentamente le situazioni dei componenti di governo con casi giudiziari aperti. Fonti vicine a&nbsp;Santanch&egrave;&nbsp;assicurano che non ci sono problemi, ma all'interno della maggioranza si rincorrono le voci secondo cui la posizione della ministra &egrave; in bilico. A processo a Milano per presunto falso in bilancio su Visibilia e indagata per un'ipotesi di bancarotta, l'esponente di FdI gi&agrave; a inizio 2025 era finita sulla graticola.</span></p> <h3 data-start="1372" data-end="1759">LE PAROLE DI DELMASTRO</h3> <p data-start="1372" data-end="1759" data-is-last-node="" data-is-only-node="">&laquo;Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalit&agrave;, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilit&agrave;, nell&rsquo;interesse della nazione, ancor prima che per l&rsquo;affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del consiglio&raquo;. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove.</p> <p data-start="1372" data-end="1759" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Proprio stamattina 24 marzo a Roma si &egrave; tenuto un vertice in Procura nell'ambito dell'indagine che vede indagato Mauro Caroccia, attualmente in carcere per una condanna a 4 anni, e la figlia 19enne per riciclaggio e intestazione di fittizia legata ad alcune societ&agrave; a loro riconducibili tra cui &laquo;Le 5 Forchette&raquo; di cui ha fatto parte anche Delmastro. I pm di piazzale Clodio hanno delegato alla Finanza di accertare la natura del denaro utilizzato dai Caroccia per costituire le societ&agrave; specializzate nell'attivit&agrave; di ristorazione e in particolare per la &laquo;Bisteccheria d'Italia&raquo; di via Tuscolana. Nel locale l'esponente di Fratelli d'Italia - che ha completato la cessione delle sue quote societarie dopo la sentenza della Cassazione che ha reso definitive le condanne a carico del clan di stampo camorristico dei Senese di cui Mauro Caroccia risultava prestanome - &egrave; stato almeno una volta a cena, in presenza del ristoratore condannato per mafia. Ad alimentare le polemiche alcuni scatti che lo ritraggono nel ristorante di via Tuscolana, anche recentemente. Una foto che risale a fine gennaio lo ritrae alla Bisteccheria insieme a un sindacalista della polizia penitenziaria. Tra le foto che girano su internet anche una in cui Delmastro compare a tavola con Bartolozzi.</p> <h3 data-start="1372" data-end="1759">IL COMMENTO DI SISTO</h3> <p data-start="1372" data-end="1759" data-is-last-node="" data-is-only-node="">&laquo;Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi hanno ritenuto di dimettersi per una questione di sensibilit&agrave;, &egrave; un gesto che va comunque rispettato e che io prendo come una scelta personale certamente dolorosa&raquo;. Cos&igrave; il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a Cinque Minuti.</p> <h3 data-start="1372" data-end="1759">L'AUSPICIO DI GIORGIA MELONI: SANTANCH&Egrave; FACCIA LA STESSA SCELTA</h3> <p data-start="1372" data-end="1759" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime &laquo;apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilit&agrave; istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanch&egrave;&raquo;. Lo rende noto Palazzo Chigi.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Referendum sulla giustizia, riforma respinta: il no vince con il 53,74% (57% in Puglia). Nordio: «Prendo atto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941653/referendum-sulla-giustizia-oggi-si-vota-fino-alle-15-affluenza-in-puglia-e-basilicata-sotto-la-media-nazionale.html</link>
      <description>Affluenza al 59%. Il Sud sotto la media nazionale per presenza alle urne: Puglia al 52%, Basilicata al 53%. L'Anm: «Abbiamo protetto la Costituzione»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (a cura della redazione internet (foto donato fasano))</author>
      <category>puglia,referendum,dati</category>
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      <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Urne chiuse alle 15 per il referendum sulla riforma della giustizia in cui &egrave; ormai ufficiale la vittoria del no. Lo scrutinio pu&ograve; considerarsi concluso: i dati ufficiali (<span>61.526</span>&nbsp;sezioni su 61.533) vedono la vittoria del no con il 53,74% e il s&igrave; al 46,26%. In Puglia il no &egrave; al 57,13%, in Basilicata &egrave; al 60,35%. Complessivamente il no ha ottenuto oltre 14,3 milioni di voti.</p> <p>&laquo;Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano&raquo;, ha detto il ministro Carlo Nordio. &laquo;Il nostro intendimento &ndash; ha detto il Guardasigilli - era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessit&agrave; di questa riforma. Non &egrave; nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidit&agrave; della nostra democrazia&raquo;.&nbsp;</p> <p>&nbsp;&laquo;Oggi &egrave; un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non &egrave; un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo contribuito a preservare l'autonomia e l'indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione&raquo;. Cos&igrave; la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati in una nota. &laquo;I cittadini hanno democraticamente confermato la bont&agrave; delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione. La relazione con la societ&agrave; civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perch&eacute; questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese. Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che nasce dal confronto con la societ&agrave; civile e che si &egrave; tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che &egrave; il modo migliore per festeggiare gli 80 anni del suffragio universale&raquo;.</p> <h3>I DATI SULL'AFFLUENZA</h3> <p>Boom di affluenza nazionale al 59%.&nbsp;&Egrave; del 52,01% invece il dato definitivo dell'affluenza&nbsp;in Puglia, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto al referendum costituzionale del 2020 (61,91%) e pi&ugrave; basso di oltre il 6% rispetto a quello nazionale. In provincia di&nbsp;Bari&nbsp;ha votato il 53,90% degli aventi diritto, in quella di Barletta-Andria-Trani il 52,59 per cento. A Brindisi e provincia si &egrave; recato alle urne il 59,62% degli aventi diritto, mentre a Foggia e provincia il 48,20%. Nella provincia di Lecce&nbsp;&egrave;&nbsp;al 53,63%, in quella di Taranto al 50,71 per cento.&nbsp;&nbsp;</p> <p>In&nbsp;Basilicata l'affluenza definitiva &egrave; del 53,27%. In provincia di Potenza il dato &egrave; del 53,89%, con il capoluogo di regione che ha fatto segnare il 60,07%. In provincia di Matera l'affluenza &egrave; al 52,1% con il dato nella citt&agrave; dei Sassi del 57,82%.</p> <p data-start="1600" data-end="1808">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>SCHEDA Le tesi del No: «A rischio l'indipendenza dei magistrati, comanderà il governo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941522/scheda-le-tesi-di-chi-vota-no-a-rischio-l-indipendenza-dei-magistrati-comandera-il-governo.html</link>
      <description>La tesi dei comitati: «I giudici saranno meno liberi con la minaccia di intervento di una corte disciplinare controllata dalla politica»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>referendum giustizia,cosa succede se vince il No</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941522/scheda-le-tesi-di-chi-vota-no-a-rischio-l-indipendenza-dei-magistrati-comandera-il-governo.html</guid>
      <pubDate>Sun, 22 Mar 2026 03:42:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Con la riforma la politica tenta di ridimensionare l'autonomia della magistratura, rendendo meno efficace la sua opera di bilanciamento e controllo&raquo;. &Egrave; la tesi dei sostenitori del No al referendum sulla riforma della Giustizia.</p> <p>&laquo;Il Consiglio superiore della magistratura garantisce che i giudici rispondano solo alla legge, non ai governi&raquo; mentre invece &laquo;la riforma lo divide, lo svuota dei suoi poteri e lo limita nel suo ruolo costituzionale essenziale&raquo;, sostiene il comitato Giusto dire No, che respinge la tesi secondo cui il sorteggio casuale dei componenti del Csm rappresenti la soluzione al correntismo, specificando al contrario: &laquo;Cos&igrave; l'organo finir&agrave; per essere composto da giudici che non hanno motivazione o competenza necessarie per un ruolo cos&igrave; delicato, e non &egrave; detto che questi, solo perch&eacute; sorteggiati, non possano formare gruppi di potere&raquo;. Inoltre per il fronte del No alla riforma, &laquo;con il sorteggio dei membri laici (non magistrati), presi da una lista decisa dalla maggioranza parlamentare, la politica potr&agrave; scegliere chi inserire nella lista e orientare cos&igrave; la composizione dell'organo. I membri laici apparterranno a un gruppo organizzato mentre i membri togati (i magistrati), scelti a caso, saranno soli&raquo;.</p> <p>Secondo il comitato Giusto dire No, &laquo;con la riforma si crea un sistema meno equilibrato, dove il pm &egrave; reso un &ldquo;super poliziotto&rdquo; che non avrebbe un Csm forte a contrastarlo mentre le interferenze esterne peseranno di pi&ugrave;: il pubblico ministero sarebbe pi&ugrave; vicino al potere politico e pi&ugrave; docile nei procedimenti &ldquo;scomodi&rdquo;&raquo;.</p> <p>Infine l'eventuale Alta Corte disciplinare sarebbe &laquo;inevitabilmente un organo pi&ugrave; esposto alle influenze politiche esterne: i magistrati potrebbero talvolta essere giudicati da collegi composti per la maggioranza da non magistrati e non potranno pi&ugrave; avvalersi del controllo della Corte di Cassazione sulla legalit&agrave; della sentenza&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>SCHEDA Le tesi del Sì: «Separare carriere di pm e giudici per una giustizia più equilibrata»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941518/scheda-le-tesi-di-chi-vota-si-separare-carriere-di-pm-e-giudici-per-una-giustizia-piu-equilibrata.html</link>
      <description>I comitati: «L'Italia deve allinearsi a quello che avviene in tutte le democrazie consolidate d'Europa»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>referendum giustizia,cosa cambia se vince il sì</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941518/scheda-le-tesi-di-chi-vota-si-separare-carriere-di-pm-e-giudici-per-una-giustizia-piu-equilibrata.html</guid>
      <pubDate>Sun, 22 Mar 2026 03:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Rendere autonomi e complementari giudici e pubblici ministeri, affinch&eacute; l'arbitro sia libero da ogni vincolo e da ogni influenza, distinto da chi esercita l'accusa&raquo;. &Egrave; uno degli argomenti centrali dei sostenitori del S&igrave; al referendum sulla riforma della Giustizia. Per il comitato Camere penali per il S&igrave;, in particolare, &laquo;un giudice terzo &egrave; la prima garanzia di libert&agrave;, perch&eacute; altrimenti non ci pu&ograve; essere il necessario riequilibrio del potere del pubblico ministero&raquo;. Quindi &laquo;la separazione delle carriere rafforza la figura del giudice e restituisce fiducia, equilibrio e credibilit&agrave; alla giustizia&raquo;.</p> <p>Da qui la convinzione che la riforma - predisponendo due distinte tipologie di carriere, requirenti e giudicanti - &laquo;riporterebbe chiarezza in un sistema in cui oggi pm e giudici appartengono alla stessa organizzazione&raquo;. Per il Comitato &laquo;questa separazione assicura l'autonomia del giudice rispetto al pubblico ministero e aiuta a difendere l'indipendenza della magistratura da ogni condizionamento politico, ideologico o corporativo, rafforzando la sua funzione di garanzia&raquo;. In Italia si realizzerebbe quindi ci&ograve; che avviene &laquo;in tutte le democrazie consolidate in Europa&raquo;, perch&eacute; &laquo;l'Italia rappresenta oggi un'anomalia assoluta&raquo; e &laquo;si allineerebbe cos&igrave; ai modelli liberali ed evoluti, per coerenza con la propria Costituzione e con il principio di separazione dei poteri&raquo;.</p> <p>Lo schieramento del S&igrave; sostiene anche il &laquo;sorteggio dei componenti del Csm, affinch&eacute; vengano &laquo;superate le logiche del correntismo che condizionano nomine e carriere, facendo prevalere l'appartenenza sul merito e sulle competenze&raquo;. Inoltre &laquo;l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare - i cui componenti sarebbero selezionati per sorteggio e in parte nominati dal presidente della Repubblica - garantirebbe finalmente che le responsabilit&agrave; dei magistrati siano valutate con terziet&agrave; e trasparenza&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Referendum sulla giustizia, chiusa prima giornata: alle 23 in Puglia affluenza al 39%, sotto media nazionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941517/urne-aperte-per-il-referendum-sulla-giustizia-dalle-7-alle-23-ecco-come-si-vota-c-e-tempo-anche-domani-fino-alle-15.html</link>
      <description>Hanno diritto a votare 3,1 milioni di cittadini pugliesi su 4.032 sezioni, in Basilicata 432mila su 683 sezioni. Risultato valido qualunque sia il numero di elettori. Domani urne aperte dalle 7 alle 15</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>referendum giustizia,cosa cambia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941517/urne-aperte-per-il-referendum-sulla-giustizia-dalle-7-alle-23-ecco-come-si-vota-c-e-tempo-anche-domani-fino-alle-15.html</guid>
      <pubDate>Sun, 22 Mar 2026 03:23:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chiuse le urne per la prima giornata del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Alle 23 l'affluenza media nazionale &egrave; al 45%, mentre in Puglia si ferma al 39% confermando il trend che vede il Mezzogiorno sotto la media.&nbsp;</p> <p>Nel dettaglio in Puglia alle 23 ha votato il 39% degli aventi diritto, oltre 1 milione 237mila cittadini. Al precedente referendum costituzionale del 2020, alla medesima rilevazione, aveva votato il 43,74%. Nel dettaglio, nell'area metropolitana di Bari l'affluenza alla chiusura dei seggi era del 40,80% (a Bari citt&agrave; 41,47%), nella provincia di Barletta Andria Trani 39,21%, a Brindisi 37,18%, a Foggia 34,88%, a Lecce 40,77%, a Taranto 37,92%. La citt&agrave; con l'affluenza pi&ugrave; alta &egrave; Zollino in provincia di Lecce, con il 51,66% dei votanti; la pi&ugrave; bassa &egrave; Carpino, in provincia di Foggia, con il 23%.</p> <p>In Basilicata, alle ore 23, nelle 683 sezioni allestite per il referendum ha votato il 39,88% degli aventi diritto. In particolare, in provincia di Potenza (452 sezioni) il dato &egrave; del 40,11%, con il capoluogo di regione che fa segnare il 46,77%. In provincia di Matera (231 sezioni) l'affluenza &egrave; al 39,45% con il dato nella citt&agrave; dei Sassi del 44,29%.L&rsquo;affluenza nazionale era del 37% alle ore 19 di domenica 22 marzo. In Puglia invece alle 19 ha votato il 30,96 % degli aventi diritto, quasi 980mila cittadini elettori. Al precedente referendum costituzionale del 2020, alla medesima rilevazione, aveva votato il 30,28 %.  Nel dettaglio, nell&rsquo;area metropolitana di Bari l&rsquo;affluenza &egrave; del 32,06 % (a Bari citt&agrave; 34,62 %), nella provincia di Lecce 33,80 %, a Foggia 26,86 %, a Taranto 29,78 %, a Barletta Andria Trani 30,36 %, a Brindisi 30,15 %. La citt&agrave; con affluenza pi&ugrave; alta &egrave; Melpignano, in Salento, con il 44,08 % dei votanti; la pi&ugrave; bassa &egrave; Carpino, nel Foggiano, con il 17,29%.</p> <p>Ma a Bari ci sono alcune sezioni in cui alle scuole osono gi&agrave; stati registrati numeri da record. Come la numero 300, nella scuola &laquo;Re David&raquo; di via Omodeo al quartiere San Pasquale, dove il dato ufficiale del ministero &egrave; pari al 51,79%.&nbsp;La sezione dove si &egrave; votato meno &egrave; invece al quartiere San Paolo, in piazza Romita, nella scuola Petrignani: qui l'affluenza &egrave; ferma al 14,75%</p> <p>Mentre in&nbsp;Basilicata, alle ore 19, nelle 683 sezioni allestite per il referendum sulla Giustizia, ha votato il 30,48% degli aventi diritto. In particolare, in provincia di Potenza (452 sezioni) il dato &egrave; del 30,98%, con il capoluogo di regione che fa segnare il 37,43%. In provincia di Matera (231 sezioni) l&rsquo;affluenza &egrave; al 29,54% con il dato nella citt&agrave; dei Sassi del 34,08%.&nbsp;</p> <p>Domani luned&igrave; 23 marzo le urne riapriranno alle 7 e resteranno aperte fino alle 15.&nbsp;</p> <p>Si tratta di un referendum che prescinde dal quorum. Il che significa che la consultazione popolare &egrave; valida al di l&agrave; di quanti elettori si recheranno alle urne e dunque si procede al conteggio dei voti indipendentemente dalla partecipazione. Una caratteristica, questa, che lo distingue dal referendum abrogativo, con il quale si decide invece se abrogare o meno una legge, e per il quale &egrave; conditio sine qua non il raggiungimento del quorum per la sua validit&agrave; (almeno il 50% pi&ugrave; uno degli aventi diritto deve recarsi a votare).</p> <p>Al referendum potranno partecipare circa 51,4 milioni di elettori, di cui 45,9 milioni in Italia e circa 5,4 milioni all'estero. In Puglia sono chiamati alle urne 3.173.407 cittadini su 4.032 sezioni, in Basilicata 432.962 cittadini su 683 sezioni. I seggi sono aperti&nbsp;domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e luned&igrave; 23 marzo dalle 7 alle 15.</p> <p>Con il referendum sulla giustizia sar&agrave; sufficiente anche un solo voto in pi&ugrave; dei favorevoli alla riforma o di quelli contrari per confermare o meno la modifica di 7 articoli della Carta (gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110). Il referendum confermativo &egrave; disciplinato dall'articolo 138 della Costituzione.</p> <h3>COSA DICE IL QUESITO</h3> <p>La scheda elettorale contiene un unico quesito: confermare o respingere la legge costituzionale sulla riforma della magistratura approvata dal Parlamento. Ecco il testo completo: &laquo;Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104,105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo &ldquo;Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare&rdquo;?&raquo;. Nel dettaglio, la riforma interviene su diversi aspetti dell'organizzazione della giustizia, in particolare: introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri); prevede la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura (Csm), uno per ciascuna funzione; istituisce una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati; modifica i meccanismi di autogoverno della magistratura, anche attraverso nuovi criteri di selezione. Queste le novit&agrave; nel dettaglio.</p> <p><strong>DUE CSM:</strong> vengono previsti due distinti organi di autogoverno, il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente.</p> <p><strong>COMPOSIZIONE E SORTEGGIO:</strong> una delle principali innovazioni relativa ai due organi di autogoverno della magistratura riguarda la loro composizione. La presidenza di entrambi i Csm &egrave; attribuita al presidente della Repubblica, mentre sono membri di diritto del Consiglio superiore della magistratura giudicante e del Consiglio superiore della magistratura requirente, rispettivamente, il primo presidente della Corte di Cassazione e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti di ciascuno dei Csm sono estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti. Si prevede, inoltre, che i vicepresidenti di ciascuno degli organi sono eletti fra i componenti sorteggiati dall'elenco compilato dal Parlamento. I componenti designati mediante sorteggio durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva. I componenti non possono, finche' sono in carica, essere iscritti negli albi professionali n&eacute; far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.</p> <p><strong>ALTA CORTE DISCIPLINARE:</strong> altra novit&agrave; riguarda l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare cui &egrave; attribuita la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti. L'organo &egrave; composto da 15 giudici cos&igrave; selezionati: 3 componenti nominati dal Presidente della Repubblica; 3 componenti estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune; 6 componenti estratti a sorte tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti; 3 componenti estratti a sorte tra i magistrati requirenti in possesso di specifici requisiti. Il presidente dell'Alta Corte deve essere individuato tra i componenti nominati dal presidente della Repubblica e quelli sorteggiati dall'elenco compilato dal Parlamento. Si prevede la possibilit&agrave; di impugnare le sentenze dell'Alta Corte dinnanzi all'Alta Corte medesima, che giudica in composizione differente rispetto al giudizio di prima istanza. I giudici dell'Alta Corte durano in carica quattro anni. L'incarico non pu&ograve; essere rinnovato. L'ufficio di giudice dell'Alta Corte &egrave; incompatibile con quelli di membro del Parlamento, del Parlamento europeo, di un Consiglio regionale e del Governo, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge.</p> <h3>I PRECEDENTI REFERENDUM COSTITUZIONALI</h3> <p>L'Italia ha una storia lunga di consultazioni popolari. A partire dalla chiamata alle urne dei cittadini il 2 giugno del 1946 per scegliere la forma istituzionale dello Stato, monarchia o Repubblica, fino al referendum del 22 e 23 marzo per far decidere ai cittadini se confermare o meno la riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati.</p> <p>Dal lontano '46 gli elettori finora sono stati chiamati ad esprimersi su ben 77 quesiti referendari, di cui 72 abrogativi, 1 consultivo e quattro costituzionali (che diventano 5 con quello che si domenica 22 e luned&igrave; 23). La prima consultazione popolare su una modifica della Costituzione si &egrave; svolta nell'ottobre del 2001, quando gli elettori furono chiamati a confermare o meno la riforma voluta dal centrosinistra del Titolo V della Costituzione, per dare pi&ugrave; poteri e competenze alle Regioni. Il presidente del Consiglio era Giuliano Amato. La riforma fu approvata dal Parlamento nell'ultimo scorcio della XIII Legislatura, poco prima della vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni del 2001. Al referendum prevalsero i S&igrave; e la modifica della Carta fu quindi confermata. Nel giugno del 2006 si &egrave; svolto il referendum sulla cosiddetta Devolution, la riforma voluta dal centrodestra, che puntava ad introdurre un Senato federale e a conferire alle Regioni competenze esclusive su sanit&agrave;, scuola e polizia locale. La riforma fu bocciata dai cittadini, con la vittoria dei No. In occasione del referendum il presidente del Consiglio in carica era Romano Prodi, mentre era Silvio Berlusconi quando la riforma fu approvata dal Parlamento nel 2005, ma la consultazione popolare si tenne solo dopo le elezioni politiche del 2006, che videro la vittoria del centrosinistra.</p> <p>Dieci anni dopo, nel 2016, gli elettori sono stati nuovamente chiamati ad esprimersi su una riforma della Costituzione, voluta dal centrosinistra con il premier Matteo Renzi. La riforma prevedeva il superamento del bicameralismo perfetto, la revisione del Titolo V e la soppressione del Cnel. La vittoria del No fu netta ed ebbe come diretta conseguenza, come da lui stesso preannunciato, le dimissioni di Renzi.</p> <p>Nel settembre del 2020 si &egrave; svolto il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, voluta dal governo &laquo;giallorosso&raquo;, presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al suo secondo mandato. Il S&igrave; vinse a larghissima maggioranza.</p>]]></content:encoded>
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      <title>È morto Paolo Cirino Pomicino: «O ministro» degli anni d'oro della Prima Repubblica</title>
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      <description>Ex parlamentare della Dc e ministro nei governi Andreotti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>paolo cirino pomicino,morto,lutto,politica</category>
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      <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 18:28:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Si &egrave; spento a quasi 87 anni (era nato il 3 settembre del 1939) Paolo Cirino Pomicino, ex parlamentare della Dc e ministro dei governi Andreotti. Pomicino &egrave; morto nel pomeriggio, era ricoverato da qualche giorno.</p> <p>'O ministro' degli anni d&rsquo;oro della Prima Repubblica, l'andreottiano che balla scatenato alle feste del 'Divo' del regista Paolo Sorrentino, lascia in eredit&agrave; quel modo di fare e intendere la politica, che appartiene ormai al passato, fatta di proporzionale vero, deputati e senatori legati ai collegi, partiti che elaborano strategie di lungo periodo, ma anche di accordi sottobanco, lotte correntizie, estenuanti trattative, furbizia dorotea e lapidario sarcasmo, molto partenopeo. </p> <p>Amante della vita e superstizioso come ogni napoletano doc, quinto di sette figli, famiglia benestante, Pomiciino nasce a Napoli il 3 settembre del 1939. ''Siamo vissuti in una famiglia di sei maschi, che tifavano per sei squadre diverse e si identificavano in sei partiti diversi, ci siamo formati alla scuola della tolleranza senza che mai le diversit&agrave; intaccassero il profondo rapporto fraterno", diceva Cirino dei suoi fratelli, tifoso milanista sin da ragazzino (una bestemmia per uno nato sotto il Vesuvio) con il pallino della medicina e la passione della politica nel sangue. Nella sua prima esistenza, durata 34 anni, Pomicino diventa un medico affermato, specializzato in malattie nervose e mentali, all'ospedale della sua citt&agrave;, il Cardarelli. Nel 1974, l'incontro che gli cambi&ograve; la vita, quello con Giulio Andreotti, che lo rese 'vicer&egrave; di Napoli' e politico navigato, facendolo eleggere in Parlamento. Nel Napoletano la facevano da padrone Antonio Gava e Ciriaco De Mita e Pomicino fu l'avversario di entrambi e capo della corrente andreottiana. Due volte ministro (con i governi De Mita e Andreotti), sette volte deputato: cinque volte tra il 1976 e il 1992, poi di nuovo eletto nella Seconda Repubblica. </p> <p>Divenne noto come presidente della Commissione Bilancio della Camera, perch&egrave; non negava un obolo a nessuno: li chiam&ograve; "vol-au-vent", omaggio al principio che "il governo &egrave; di tutti" e in questo fu un precursore. Si sapeva muovere, conosceva tutti. Si trasform&ograve; in referente dei poteri forti raggiungendo l'apice del successo. Poi arriv&ograve; Tangentopoli e con l'operazione Mani Pulite cadde in disgrazia. Sub&igrave; 42 processi. Ne usc&igrave; con 40 assoluzioni e 2 condanne. La prima a 1 anno e 8 mesi per la cosiddetta tangente Enimont di 5 miliardi girata alla Dc; l&rsquo;altra a 2 mesi, per fondi neri Eni. A Poggioreale, si fece solo 17 giorni. Poi, per il suo cuore malato (ha avuto vari by pass) fu messo ai domiciliari. ''Le tangenti? La corruzione? Sono stati il prezzo pagato per la stabilizzazione del Paese'', si giustific&ograve;. Passata la buriana, Pomicino inizi&ograve; a vivere una seconda vita, salendo sul carro di Silvio Berlusconi dopo una breve fase con Clemente Mastella. Con lo pseudonimo 'Geronimo' scrisse con successo sul 'Giornale' e 'Libero'. Riabilitato, nel 2004 era approdato al Parlamento europeo ma aveva preferito Roma. Nel 2006 la svolta: riusc&igrave; a entrare per la sesta volta alla Camera con il centrodestra (la Dc dell'amico Gianfranco Rotondi) per poi trasmigrare al centro. Nel 2008 non fu ricandidato e due anni dopo dopo ader&igrave; all'Udc divenendone dirigente. Dal 2008 al 2011 ebbe anche un incarico a palazzo Chigi a fianco di Silvio Berlusconi come presidente del Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato. Infine &egrave; stato presiedente della Tangenziale spa di Napoli, societ&agrave; del Gruppo Autostrade. Protagonista della Prima e della Seconda Repubblica, ha fatto il commentatore e il fustigatore della Terza. Di lui si raccontano vari aneddoti. A cavallo tra gli anni '80 e '90, quando era ministro del Bilancio di Andreotti e l'emergente democristiano per antonomasia, viveva, raccontano, sull&rsquo;Appia antica, in una villa da 5,5 milioni di lire (allora) di affitto al mese. </p> <p>Per le nozze della figlia, organizz&ograve; un maxy party per 500 persone, tra cui l&rsquo;ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, quello in carica Oscar Luigi Scalfaro, il futuro, Carlo Azeglio Ciampi. Il banchetto gli valse il soprannome di 'Ciro di Babilonia'. Esperto anche di elezioni al Colle, nel 1992 impallin&ograve; l&rsquo;ascesa di Arnaldo Forlani, come raccontato dal regista Paolo Sorrentino sempre nel film 'Il Divo'. Famoso anche l'incontro riservato con Carlo De Benedetti nel 1991, quando l'Ingegnere venne dall'allora potentissimo ministro del Bilancio andreottiano e gli disse: ''Vuole essere il mio ministro?''. De Benedetti, rivel&ograve; Pomicino, ''venne a spiegarmi il disegno politico al quale stava lavorando'', insieme a Giovanni Agnelli. Ovvero, un nuovo governo ''in un sistema politico diverso da quello vigente. Risposi scherzosamente dicendo che, a nostra volta, io e Andreotti stavamo pensando a un grande disegno industriale e volevamo lui come nostro imprenditore. Fu il primo segnale dello scontro tra finanza e politica".</p> <p>Pomicino ha dovuto sempre lottare contro un cuore matto. Era sopravvissuto a tre infarti. A 45 anni, gli furono inseriti quattro bypass. A 57, altri due. Finch&egrave;, nel 2007, gli &egrave; stato trapiantato un cuore nuovo. Cos&igrave; raccont&ograve; sul suo blog (paolocirinopomicino.it) l'odissea medica: ''Sono stato operato nel 1985 a Houston (Usa) di quadruplice bypass cardiaco, rioperato a Londra nel 1997 di duplice bypass, ho avuto il trapianto cardiaco il 9 aprile 2007 al San Matteo di Pavia, operato dal Prof. Mario Vigan&ograve;". "Mi hanno portato in un barattolo il mio vecchio cuore, l'ho fotografato e gli ho detto addio", comment&ograve; dopo il trapianto. E ancora una battuta: ''Gli altri si fanno il lifting, io mi cambio gli organi...". E proprio durante una di queste degenze, and&ograve; a trovarlo Antonio Di Pietro, convinto che 'o ministro' stesse per morire. Il pm si confid&ograve; con lui: ''Ma lo sai che ho sempre votato Dc?". Tempo dopo, narrando l'episodio, disse: "Di Pietro si confid&ograve;, sicuro che non avrei potuto raccontarlo". Non solo la politica, nel cuore, come recita il titolo di un suo libro. Anche Lucia Marotta, la donna che nel 2014 l&rsquo;ex dicc&igrave; ha deciso di sposare civilmente (in seconde nozze) dopo oltre dieci anni di fidanzamento con una cerimonia in Campidoglio, officiata dall'allora primo cittadino di Roma, Ignazio Marino. I testimoni dello sposo furono l&rsquo;ex ministro socialista Gianni De Michelis e il chirurgo Mario Vigan&ograve;, mentre per la sposa l&rsquo;imprenditrice Luisa Todini. Lui 74enne, lei, di cinque lustri pi&ugrave; giovane, si sarebbero conosciuti tramite la figlia di primo letto di Pomicino, che era sua amica. "Quante vite ho? Diverse", amava dire sornione 'O ministro' per poi aggiungere: ''Anche perch&eacute; sono nato il 3 settembre 1939, alle 7 del mattino. Alle 11 la Gran Bretagna dichiar&ograve; guerra alla Germania di Hitler e alle 17 la Francia fece altrettanto...".</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lutto nel mondo della politica: è morto Umberto Bossi, aveva 84 anni</title>
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      <description>La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>umberto bossi,morto,lega</category>
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      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:51:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni. &Egrave; morto a Varese Umberto Bossi, aveva 84 anni. Fondatore della Lega Lombarda, divenuta poi Lega Nord, per tutti il Senat&ugrave;r da quando approd&ograve; a Palazzo Madama nel 1987.</p> <p>Da quel momento ha lanciato la lotta per la difesa della Padania contro &laquo;Roma ladrona&raquo;, il suo &laquo;celodurismo&raquo; &egrave; diventata una voce nei vocabolari, definizione di un atteggiamento di brutale radicalit&agrave; e intransigenza, a tratti anche volgare, portato anche al governo. all&rsquo;Europarlamento, e alla Camera, dove ormai presentava di rado dopo il grave malore del 2004. Un "Attila della politica&raquo;, lo defin&igrave; Gianfranco Fini, il cui nome &egrave; associato a quello di Bossi nella nota quanto controversa legge sull'immigrazione clandestina. Ancor di pi&ugrave; la sua storia &egrave; intrecciata a quella di Berlusconi, rivale e alleato, poi finalmente grande amico, che Bossi ha pianto quando mor&igrave;.</p> <p>Con il Cavaliere a Palazzo Chigi, il Senat&ugrave;r diventa due volte ministro, per le Riforme istituzionali e la devoluzione nel 2001-2004, poi per le Riforme per il federalismo nel 2008-2011. Quando si impone sulla scena nazionale, &egrave; per&ograve; la secessione l&rsquo;obiettivo primario del leader di Cassano Magnago che dopo una giovinezza da &laquo;ragazzo della via Gluck&raquo;, accantonato il piano di laurearsi in Medicina, si mette in prima linea a diffondere le idee autonomiste e federaliste di Bruno Salvadori, leader dell&rsquo;Unione Vald&ocirc;taine. La svolta &egrave; nel giro di un decennio. Bossi fonda e si mette a capo della Lega Lombarda: nel 1989 al primo congresso, davanti a 400 persone, scaglia bordate contro immigrati di colore, omosessuali e terroni. Anni dopo dar&agrave; del &laquo;ter&ugrave;n&raquo; anche a Giorgio Napolitano: un anno e 15 giorni di reclusione per vilipendio al presidente della Repubblica, condonato dalla grazia di Sergio Mattarella nel 2019.  Ma quelli sono i toni del rito dell&rsquo;ampolla sul Po, delle adunate oceaniche a Pontida. Fusi vari movimenti regionalisti nella Lega Nord, la guida da segretario alla ribalta mentre scoppia Tangentopoli.</p> <p>Lontana dai centri nevralgici di economia e cultura, la Lega toglie voti ai partiti storici. All&rsquo;inizio il segretario sta con il pool di Milano, il 16 marzo 1993 uno dei suoi deputati, Luca Leoni Orsenigo, si presenta in Aula con un cappio scorsoio. Un anno dopo, per&ograve;, anche Bossi deve ammettere un finanziamento illecito da 200 milioni di lire da Montedison alla Lega.  &Egrave; raro vederlo senza sigaro. &laquo;Un drago con le narici che gli fumano e il sorriso sulla bocca&raquo;, lo descrive Giuliano Ferrara. Racconta di ispirarsi a don Luigi Sturzo e Konrad Adenauer. Ma con la canotta bianca, gli sfott&ograve;, le pernacchie, il dito medio levato, la voce cavernosa, Bossi vanta una &laquo;diplomazia d&rsquo;urto&raquo;. Nel '91 urla a un congresso il suo slogan di maggior successo: &laquo;La Lega ce l&rsquo;ha duro&raquo;. Due anni dopo a Pontida minaccia lo "sciopero fiscale&raquo; per chiedere le elezioni anticipate (tattica usata pi&ugrave; volte).</p> <p>Si va al voto, la Lega diventa ago della bilancia: &egrave; l'obiettivo di Bossi, che fa sudare l&rsquo;alleanza a Berlusconi, mettendo sul piatto federalismo e legge antitrust. Rompe con Gianfranco Miglio, l&rsquo;ideologo della Lega, ma ottiene Irene Pivetti presidente della Camera e 5 ministri. Dopo nove mesi, per&ograve;, il Senat&ugrave;r fa il ribaltone e sostiene il governo tecnico di Umberto Dini. Con Berlusconi si alternano liti e pacificazioni, anche quando la Lega (dopo aver corso da sola nel '96) entra nella Casa delle libert&agrave; nel 2001 e diventa ancora ministro. &laquo;L'anno che viene &egrave; quello in cui o si fa il federalismo o si muore&raquo;, urla da Pontida nella calda estate 2002. Di anni ne serviranno tre, ma la riforma federalista della costituzione poi &egrave; bocciata dal referendum.  Nel frattempo nel 2004 viene colpito dall&rsquo;ictus, con un cuore gi&agrave; a rischio dopo un&rsquo;ischemia nel 1991, un malore nel '96 e qualche disturbo nel 2001. Si dimette da ministro, opta per un posto all&rsquo;Europarlamento (con lui la Lega a Strasburgo &egrave; sempre stata nel gruppo Alde, quello dei democratici e liberali, mentre ora &egrave; in quello sovranista di Identit&agrave; e democrazia), per poi tornare nell&rsquo;esecutivo con Berlusconi nel 2008.</p> <p>Vittima di &laquo;un complotto&raquo; della &laquo;Roma farabutta che ci ha dato questo tipo di magistrati&raquo;, il 5 aprile 2012 Bossi si dimette da segretario della Lega, nel suo partito si agitano le scope. Dal simbolo, intanto, scompare il nome Bossi, rimpiazzato da &laquo;Padania&raquo; ai piedi di Alberto da Giussano. Il Senat&ugrave;r rimane presidente federale, di un partito scalato e poi accantonato da Matteo Salvini, che crea la Lega per Salvini premier. I nostalgici danno invece vita al Comitato del nord. Tra fondatore e successore i rapporti non sono mai strettissimi. Alle ultime elezioni, la candidatura di Bossi &egrave; in bilico fino all&rsquo;ultimo, e solo un riconteggio scongiura la mancata rielezione dopo 35 anni</p>]]></content:encoded>
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      <title>Sventato assalto a portavalori sull’Autostrada del Sole: 14 fermati, tutti di Cerignola e Foggia. Ferito un poliziotto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1941236/sventato-assalto-a-portavalori-sullautostrada-del-sole-12-fermati-ferito-un-poliziotto.html</link>
      <description>La base operativa del gruppo originario del Foggiano era in un capannone isolato nel territorio comunale di Vignola</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>modena,assalto portavalori sventato,foggia</category>
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      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:47:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="261" data-end="529">La Polizia di Stato ha sventato un pianificato assalto a furgoni portavalori sull&rsquo;autostrada A1, tra Bologna e Paderno Dugnano, al termine di un&rsquo;indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Chieti, in collaborazione con la Procura di Modena.</p> <p data-start="531" data-end="767">L&rsquo;operazione, conclusasi nelle campagne di Vignola (Modena), nei pressi del mercato ortofrutticolo, ha portato all&rsquo;arresto di 14 persone, quasi tutti italiani provenienti dall&rsquo;area di Cerignola e Foggia, oltre a un cittadino albanese.</p> <p data-start="769" data-end="1304">Nel corso delle perquisizioni e dei sequestri sono state recuperate numerose armi automatiche, tra cui almeno quattro mitragliatori AK-47, polvere pirica con congegni elettronici e manuali, tre secchi di chiodi a punta destinati a bloccare il traffico in autostrada, taniche di benzina, numerosi indumenti per travestirsi e un apparecchio jammer per inibire le comunicazioni. Sono stati sequestrati anche un autoarticolato utilizzato per il trasporto dell&rsquo;attrezzatura e quattro veicoli di grossa cilindrata (tre Maserati e un&rsquo;Audi).</p> <p data-start="1306" data-end="1588">L&rsquo;intervento ha visto impegnati numerosi agenti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, le Squadre Mobili di Chieti e Modena, con il supporto dei Nocs e di un elicottero per il monitoraggio dall&rsquo;alto. Durante l&rsquo;operazione un poliziotto &egrave; rimasto lievemente ferito.</p> <p data-start="1590" data-end="1918" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Secondo gli investigatori, il gruppo era pronto a colpire una nota societ&agrave; di trasporto valori in transito sull&rsquo;A1, dimostrando un alto grado di organizzazione e pericolosit&agrave;. L&rsquo;azione tempestiva della polizia ha permesso di impedire il colpo e di neutralizzare il gruppo armato prima che l&rsquo;assalto potesse essere messo in atto.</p> <h3 data-start="1590" data-end="1918">I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE</h3> <p data-start="1590" data-end="1918" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&rsquo;operazione &egrave; scattata nei pressi del mercato ortofrutticolo di Vignola. Oltre agli arresti, sequestrate numerose armi automatiche, tra cui almeno quattro mitragliatori AK 47 e polvere pirica con congegni elettronici e manuali, tre secchi di chiodi a punta per bloccare il transito degli altri veicoli in autostrada, alcune taniche di benzina, numerosi indumenti per il travisamento. </p> <p data-start="1590" data-end="1918" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sequestrati, inoltre, un autoarticolato di propriet&agrave; di uno degli arrestati, utilizzato per il trasporto dell&rsquo;attrezzatura, e quattro auto di grossa cilindrata, Maserati ed Audi. I componenti del gruppo avevano anche in dotazione un apparecchio Jammer, per inibire le comunicazioni via telefono durante l'assalto e impedire o rallentare soccorsi e arrivo della polizia. All&rsquo;operazione hanno partecipato numerosi agenti del servizio centrale operativo della polizia di Stato, uno dei quali &egrave; rimasto leggermente ferito, ma anche le squadre mobili di Chieti e Modena con il supporto operativo dei reparti speciali dei Nocs e di un elicottero per il supporto dall&rsquo;alto.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Premio Internazionale Biol 2026: Bari al centro dell’olio biologico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940979/premio-internazionale-biol-2026-bari-al-centro-dellolio-biologico.html</link>
      <description>Due giorni di degustazioni, cultura e premi a Bari per celebrare l’eccellenza dell’olio extravergine di oliva biologico</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>biol</category>
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      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 19:35:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="154" data-end="431">Tutto pronto per la 31&ordf; edizione del Premio Internazionale Biol, l&rsquo;evento dedicato all&rsquo;olio extravergine di oliva biologico, che si svolger&agrave; a Bari grazie all&rsquo;organizzazione di Biol Italia e del Ci.Bi. Consorzio Italiano per il Biologico.</p> <p data-start="433" data-end="810">In gara quest&rsquo;anno 504 oli provenienti da 17 paesi, selezionati da una giuria internazionale di 34 esperti, per assegnare il titolo di miglior olio extravergine biologico del mondo. Oltre al riconoscimento principale, saranno premiati il miglior packaging, gli oli scelti dai giovani palati delle scuole (BiolKids) e quelli preferiti dai giornalisti pugliesi (BiolMedia).</p> <p data-start="812" data-end="1145">La manifestazione, punto di riferimento internazionale per il settore, punta a valorizzare la qualit&agrave; del biologico e il rispetto dell&rsquo;ambiente, promuovendo un percorso responsabile di agroecologia e sostenibilit&agrave;. La proclamazione dei vincitori avverr&agrave; venerd&igrave; 20 marzo nel Salone San Nicola della Camera di Commercio di Bari.</p> <p data-start="1147" data-end="1388">Il presidente del Premio Biol, Nino Paparella, sottolinea: &ldquo;Premiamo non solo il biologico certificato, ma il migliore secondo parametri sensoriali e nutrizionali, per educare produttori e consumatori all&rsquo;eccellenza e alla differenza&rdquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Parla Marcello Foa: «Gli orrori del caso Epstein non finiscano in uno show»</title>
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      <description>Nei file sbuca anche la Puglia che viene consigliata a Jeff Epstein come luogo di vacanza, nonostante il caldo terribile e l’assenza di aria condizionata (correva il 2012)</description>
      <author>leonardo petrocelli</author>
      <category>caso epstein,puglia,marcello foa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940867/parla-marcello-foa-gli-orrori-del-caso-epstein-non-finiscano-in-uno-show.html</guid>
      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Il rumore dei missili che piovono sull&rsquo;Iran e dall&rsquo;Iran ha progressivamente silenziato la vicenda Epstein. Se ne parla poco, se ne parla male, spesso solo in riferimento ai presunti ricatti che avrebbero costretto Donald Trump a seguire Bibi Netanyahu nella crociata contro gli ayatollah. Il pi&ugrave; grande scandalo del Terzo Millennio &egrave; ormai un complottino colorato a margine della cronaca bellica. Eppure i Files sono ancora l&igrave;, almeno la parte che &egrave; dato conoscere, con tutto il loro carico di orrori e verit&agrave; pi&ugrave; o meno velate. Una selva oscura in cui orientarsi non &egrave; facile, dove si pesca pi&ugrave; per curiosit&agrave; che per spirito di conoscenza. Si cercano i politici detestati (nella speranza di trovarli), le teste coronate, i grandi imprenditori, i vip. Qualcuno cerca perfino se stesso. Sbuca anche la Puglia, tra una conversazione e l&rsquo;altra, che viene consigliata a Jeff Epstein come luogo di vacanza, nonostante il caldo terribile e l&rsquo;assenza di aria condizionata (correva il 2012).</p> <p>Curiosit&agrave;, appunto. Ma tutto questo non aiuta la comprensione generale di una storia sfuggente, un po&rsquo; perch&eacute; il materiale pi&ugrave; scottante non sarebbe stato ancora reso pubblico, un po&rsquo; perch&eacute; &egrave; oggettivamente complicato farsi strada nella sterminata foresta di mail, spesso presenti anche a doppione, un po&rsquo; censurate e un po&rsquo; no, che spaziano dal futile al raccapricciante. Ci aiutiamo discutendone con Marcello Foa, giornalista e saggista, gi&agrave; presidente della Rai, che dopo la fortunata esperienza con il programma <i>Gi&ugrave; la maschera</i> (RaiRadio 1), chiuso senza spiegazioni, ha lanciato il nuovo canale d&rsquo;informazione Liberti Media, ufficialmente all&rsquo;esordio da domani.</p> <p class="GN4_text"><strong>Foa, proviamo a riannodare i fili della storia. Chi era Jeffrey Epstein?</strong></p> <p class="GN4_text">&laquo;Ha una biografia curiosa. Nasce come giovanissimo professore di matematica, oltretutto non molto bravo, in una scuola per super ricchi. Poi, inizia l&rsquo;ascesa nel mondo della finanza, ma l&rsquo;origine della sua fortuna non &egrave; quella classica di chi azzecca gli investimenti giusti&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>E cosa faceva?</strong></p> <p>&laquo;Il lavoro sporco. Aiutava clienti facoltosi e aziende a nascondere proventi illeciti e a evitare le tasse aggirando la legislazione americana. Per ogni operazione, naturalmente, tratteneva delle forti commissioni. Poi ci sono anche episodi piuttosto strani&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Per esempio?</strong></p> <p>&laquo;Un paio di grandi miliardari gli danno la procura totale sui loro beni. &Egrave; un po&rsquo; anomalo. Puoi dare a un amico fidato o a un parente la procura su una parte, magari piccola, del tuo patrimonio per varie ragioni, ma non tutto. Insomma, ha fatto i soldi cos&igrave;&raquo;...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Quando si spengono i termosifoni in Puglia e Basilicata? Ecco le date</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940872/quando-si-spengono-i-termosifoni-in-puglia-e-basilicata-ecco-le-date.html</link>
      <description>Con l’arrivo della primavera, si avvicina il momento di chiudere i riscaldamenti: il calendario regione per regione nel 2026</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>termosifoni,puglia,basilicata,spegnimento</category>
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      <pubDate>Sun, 15 Mar 2026 20:46:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="346" data-end="729">Con l&rsquo;avvicinarsi della primavera, in Puglia e Basilicata sta per scattare l&rsquo;obbligo di spegnere riscaldamenti e termosifoni, come previsto dalla legge. Le due regioni rientrano in diverse zone climatiche, che stabiliscono le date e gli orari massimi di accensione dei sistemi di riscaldamento per ottimizzare i consumi energetici e ridurre le emissioni di CO₂.</p> <p data-start="731" data-end="1200">In Puglia, la maggior parte del territorio fa parte della zona climatica C, che comprende citt&agrave; come Bari, Lecce, Taranto, Brindisi e Foggia. Qui i termosifoni possono restare accesi fino al 31 marzo 2026, per un massimo di 10 ore al giorno. Alcune aree pi&ugrave; interne o settentrionali della regione, come Foggia, rientrano invece nella zona climatica D, che consente di tenerli accesi fino al 15 aprile 2026 per un massimo di 12 ore giornaliere.</p> <p data-start="1202" data-end="1414">In Basilicata, citt&agrave; come Matera e Potenza sono inserite nella zona climatica D, con l&rsquo;obbligo di spegnere i riscaldamenti entro il 15 aprile e un massimo di 12 ore di funzionamento giornaliero.</p> <p data-start="1416" data-end="1750">Va ricordato che queste date indicano i limiti massimi previsti dalla normativa nazionale. I singoli Comuni possono emettere ordinanze locali che anticipano lo spegnimento in caso di temperature elevate o lo posticipano in caso di ondate di freddo, quindi &egrave; sempre consigliabile verificare sul sito ufficiale del proprio Comune.</p> <p data-start="1752" data-end="2035">Seguendo le indicazioni della legge e delle amministrazioni locali, cittadini di Puglia e Basilicata potranno cos&igrave; contribuire a un uso pi&ugrave; sostenibile dell&rsquo;energia, riducendo i consumi e le emissioni nocive, senza rinunciare al comfort domestico nelle ultime settimane di inverno.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Trafficavano rifiuti dalla Puglia al Molise, conclusa l'indagine della Dda: 17 gli indagati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940618/trafficavano-rifiuti-dalla-puglia-al-molise-conclusa-l-indagine-della-dda-17-gli-indagati.html</link>
      <description>Quasi 1.700 tonnellate di rifiuti provenienti anche da impianti di trattamento di Molise, Campania e Abruzzo: accertato un ingiusto profitto quantificabile in circa 250.000 euro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>noe,rifiuti,molise,puglia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940618/trafficavano-rifiuti-dalla-puglia-al-molise-conclusa-l-indagine-della-dda-17-gli-indagati.html</guid>
      <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 11:04:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Noe di Campobasso hanno concluso una inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo molisano e hanno eseguito le notifiche di avviso conclusione indagini preliminari a carico di diciassette persone, ritenute responsabili a vario titolo del delitto di attivit&agrave; organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Si trattava, in particolare, di imballaggi in legno, in vetro e in materiali misti, rifiuti da demolizioni, carta e cartone, per un quantitativo complessivo stimato in quasi 1.700 tonnellate. </p> <p>Le indagini hanno consentito di accertare nei confronti degli indagati ripetute condotte illecite, tra il 2022 e 2024, per il trattamento e la gestione dei rifiuti da parte di una societ&agrave; che opera nell&rsquo;area del basso Molise. </p> <p>Il materiale era proveniente principalmente da un&rsquo;impresa affidataria del servizio di raccolta di rifiuti urbani sulla costa molisana e da altri impianti di trattamento di rifiuti che si trovano in Molise, Puglia, Campania e Abruzzo. Accertato un ingiusto profitto quantificabile in circa 250.000 euro</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Luigi Lobuono nominato consigliere per le politiche industriali e di sviluppo del vicepremier Antonio Tajani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940536/luigi-lobuono-nominato-consigliere-per-le-politiche-industriali-e-di-sviluppo-del-vicepremier-antonio-tajani.html</link>
      <description>E' stato lo stesso vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Esteri a nominare il consigliere regionale. Lobuono: «Una prima proposta sarà semplificare l’internazionalizzazione delle aziende»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>luigi lobuono,antonio Tajani</category>
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      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha nominato il consigliere regionale e presidente del Gruppo misto alla Regione Puglia, Luigi Lobuono, suo consigliere per le politiche industriali e di sviluppo a Palazzo Chigi. Lo comunica in una nota Lobuono che alle ultime elezioni regionali &egrave; stato il candidato unico del centrodestra in Puglia. &laquo;Sono onorato di ricevere questo nuovo incarico - ha commentato - e ringrazio il ministro Antonio Tajani per la fiducia che ha voluto accordarmi. Ci metteremo subito al lavoro per analizzare e proporre soluzioni innovative, oltre che per assistere e far crescere le aziende che gi&agrave; operano nel nostro Paese e attrarne di nuove&raquo;. </p> <p>&laquo;L'azione punter&agrave; a valorizzare e accrescere l&rsquo;enorme patrimonio che l&rsquo;Italia offre: creativit&agrave;, eccellenti risorse umane e un radicato tessuto industriale composto da piccole, medie e grandi imprese. Una prima proposta sar&agrave; - conclude Lobuono - quella di assistere le nostre aziende a 360 gradi per incrementarne e, soprattutto, semplificarne l'internazionalizzazione. Saremo da subito al lavoro per l'Italia&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>«Torture nel carcere minorile di Casal del Marmo», tra gli indagati anche un poliziotto penitenziario barese</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940482/torture-nel-carcere-minorile-di-casal-del-marmo-tra-gli-indagati-anche-un-poliziotto-penitenziario-barese.html</link>
      <description>L'inchiesta della Procura di Roma su 10 agenti che avrebbero malmenato 12 detenuti quasi tutti stranieri. Incidente probatorio per acquisire i loro racconti. Il pugliese è accusato di lesioni gravi e falso</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Rosalia Affinito,angelo giannetti,casal del marmo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1940482/torture-nel-carcere-minorile-di-casal-del-marmo-tra-gli-indagati-anche-un-poliziotto-penitenziario-barese.html</guid>
      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Per alcuni mesi del 2025 avrebbero malmenato, aggredito e in certi casi torturato dodici detenuti in gran parte stranieri rinchiusi nel carcere minorile di Casal del Marmo. C&rsquo;&egrave; anche un barese di 52 anni tra i 10 poliziotti penitenziari nei cui confronti la Procura di Roma ipotizza a vario titolo le accuse di tortura e lesioni aggravate oltre che di falso. Comportamenti reiterati nel tempo che avrebbero trasformando la struttura carceraria in un inferno, quasi sempre senza una ragione.</p> <p>Il pm Rosalia Affinito ha chiesto e ottenuto dal gip Angelo Giannetti la fissazione di un incidente probatorio in cui le vittime dovranno raccontare a uno psicologo i presunti abusi, che in alcuni casi sono stati documentati dalle relazioni di funzionarie civili del carcere romano, e riconoscere da un album fotografico i presunti aguzzini. In un caso ad esempio, due poliziotti penitenziari avrebbero colpito un 16enne italiano di origini sinti con un pugno all&rsquo;occhio: il ragazzo sarebbe stato portato in infermeria dove sarebbe stato costretto a sdraiarsi su un lettino e spogliarsi, quindi uno degli agenti lo avrebbe minacciato di tagliargli i testicoli che gli avrebbe punto con una forbice &laquo;procurando l&rsquo;uscita di sangue&raquo;. In altri casi, durante la notte, gli agenti avrebbero colpito &nbsp;i detenuti con calci, pugni, schiaffi e &laquo;oggetti di ferro&raquo; in zone non coperte dal sistema di videosorveglianza e &ndash; scrive la Procura di Roma - &laquo;per motivi futili&raquo;. Nei confronti del poliziotto barese non &egrave; contestata l'accusa di tortura (solo lesioni e falso) ed &egrave; estraneo all'episodio dell'infermeria.</p> <p>L'incidente probatorio si svolger&agrave; la prossima settimana, ed &egrave; stato concesso perch&eacute; c'&egrave; il rischio che le vittime - in gran parte senza fissa dimora - una volta uscite dal carcere possano rendersi irreperibili. La Procura aveva chiesto anche l'interdizione di alcuni degli agenti penitenziari (non del barese), rigettato dal gip.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Ancora un incidente sul lavoro: operaio di Andria trovato con una ferita alla testa, in Rianimazione a Campobasso</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1940363/ancora-un-incidente-sul-lavoro-operaio-di-andria-trovato-con-una-ferita-alla-testa-in-rianimazione-a-campobasso.html</link>
      <description>L’uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale Cardarelli dove è ora ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incidente sul lavoro,andria,operaio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1940363/ancora-un-incidente-sul-lavoro-operaio-di-andria-trovato-con-una-ferita-alla-testa-in-rianimazione-a-campobasso.html</guid>
      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 20:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Incidente sul lavoro nel pomeriggio di oggi in una azienda della zona industriale di Campobasso. Un operaio pugliese di 54 anni, residente ad Andria, &egrave; stato trovato dai colleghi a terra privo di sensi e con una grave ferita alla testa. Sono in corso accertamenti per stabilire la dinamica dell&rsquo;accaduto. L&rsquo;uomo &egrave; stato soccorso dal 118 e trasportato all&rsquo;ospedale Cardarelli dove &egrave; ora ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Puglia, scatta l'esposto in Procura di Coldiretti contro il caro-gasolio agricolo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1940242/puglia-scatta-l-esposto-in-procura-di-coldiretti-contro-il-caro-gasolio-agricolo.html</link>
      <description>Passato da circa 0,85 euro al litro fino 1,25 euro. Picchi in Sicilia e Puglia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gasolio agricolo,esposto in procura</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1940242/puglia-scatta-l-esposto-in-procura-di-coldiretti-contro-il-caro-gasolio-agricolo.html</guid>
      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 20:14:45 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Coldiretti presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilit&agrave; e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall&rsquo;articolo 501-bis del codice penale (che punisce appunto le manovre speculative sulle merci, ndr).  L&rsquo;iniziativa, firmata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Con un trend che nei prossimi giorni vedr&agrave; ulteriori aumenti.  Secondo Coldiretti si tratta di un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all&rsquo;andamento generale del mercato dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto pi&ugrave; contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l&rsquo;incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro.  Una dinamica che, secondo l&rsquo;organizzazione agricola, non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali n&eacute; nell&rsquo;andamento del mercato dei carburanti, e che per l&rsquo;ampiezza del fenomeno lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala, in un settore - quello dei carburanti - caratterizzato da una forte capacit&agrave; di influenza reciproca tra operatori.  Il gasolio agricolo, ricorda Coldiretti, rappresenta infatti un fattore produttivo essenziale e non sostituibile per l'attivit&agrave; delle imprese agricole.  L&rsquo;esposto arriva dopo la lettera inviata venerd&igrave; al governo, con cui &egrave; stato chiesto un incontro urgente per affrontare l'impennata dei costi del gasolio e dell&rsquo;energia alla luce delle tensioni internazionali, sottolineando il rischio di effetti a cascata sull'intera filiera agroalimentare.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Iran, Forum italiano: con crisi stretto Hormuz a rischio 18 mld export</title>
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      <description>Il valore complessivo delle esportazioni italiane verso questi Paesi si colloca tra 15 e 18 miliardi di euro annui</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>crisi,golfo,imprenditori</category>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 19:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[Il Forum Italiano dell&rsquo;Export segue con la massima attenzione l&rsquo;evoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz, uno dei principali chokepoint marittimi del commercio mondiale. Secondo ricostruzioni internazionali e fonti del settore logistico, il traffico marittimo nell&rsquo;area sta subendo rallentamenti significativi, con numerose unit&agrave; commerciali ferme in attesa e compagnie di navigazione che stanno gi&agrave; valutando rotte alternative e deviazioni operative, tra cui il passaggio via Capo di Buona Speranza.  In questo scenario, il Forum Italiano dell&rsquo;Export sottolinea innanzitutto una priorit&agrave; assoluta. La &nbsp;sicurezza delle persone e il rientro dei cittadini italiani presenti nelle aree interessate dalla cr isi devono restare la prima e inderogabile priorit&agrave;. Solo dopo questo principio viene la dimensione economica. L&rsquo;area del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), che comprende Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrain, rappresenta uno dei mercati strategici per il Made in &nbsp;Italy.  Il valore complessivo delle esportazioni italiane verso questi Paesi si colloca tra 15 e 18 miliardi di euro annui. Nel dettaglio, Emirati Arabi Uniti: circa 8 &ndash;9 miliardi euro, Arabia Saudita: circa 5&ndash;6 miliardi euro, Qatar: circa 2 miliardi euro, Kuwait, Oman e Bahrain: circa 1&ndash;2 miliardi euro complessivi. A questi numeri si aggiunge una presenza economica stabile: oltre 560 imprese italiane operano stabilmente nell&rsquo;area Gcc, di cui oltre 380 negli Emirati Arabi Uniti. Questo rende la stabilit&agrave; delle rotte marittime nel Golfo un tema strategico non solo per l&rsquo;export ma per la presenza industri ale italiana nella regione.  Il Forum Italiano dell&rsquo;Export propone la convocazione urgente presso il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di un Tavolo straordinario Shipping &amp; Continuit&agrave; Export con la partecipazione delle principali compagnie di navigazione, gli operatori logistici e spedizionieri, gli assicuratori marittimi, Ice Agenzia e i rappresentanti delle imprese esportatrici. Tra le opzioni operative gi&agrave; allo studio del settore shipping vi sono: deviazioni delle rotte via Capo di Buona Speranza, revisione delle surcharge legate al rischio operativo, ridefinizione dei tempi di transito.]]></content:encoded>
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      <title>Nola piange il piccolo Domenico: morto per un trapianto sbagliato. Presente ai funerali anche la premier Meloni</title>
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      <description>La Cattedrale di Nola gremita per i funerali del bimbo di due anni deceduto al Monaldi, presenti anche le massime autorità campane</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>domenico,bimbo morto,trapianto,funerali</category>
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      <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 19:47:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="356" data-end="681">Emozione e commozione hanno segnato oggi la citt&agrave; di Nola e tutta la Campania nel giorno dell&rsquo;ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino di due anni tragicamente scomparso il 21 febbraio al Monaldi di Napoli, dopo quasi due mesi di lotta dalla scoperta del trapianto di un cuore danneggiato il 23 dicembre scorso.</p> <p data-start="683" data-end="1387">La Cattedrale di Nola si &egrave; riempita di fedeli e cittadini, mentre fuori una piazza stracolma ha accompagnato l&rsquo;ingresso della piccola bara bianca con un lungo e sentito applauso. Tante le istituzioni presenti: il sindaco di Napoli e della Citt&agrave; Metropolitana, Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e i sindaci di Nola e Taurano, Andrea Ruggiero e Michele Buonfiglio. Poco prima delle 15, precedendo l&rsquo;inizio della funzione, &egrave; giunta anche la premier Giorgia Meloni, che ha salutato i familiari, intrattenendosi soprattutto con la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino.</p> <p data-start="1389" data-end="1889">Durante la camera ardente, grande commozione per le parole della madre: &laquo;Se oggi si &egrave; mossa tutta questa folla &egrave; solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza &ndash; ha detto Patrizia ai presenti &ndash;. Spero che tutti possiamo tenerlo in un angolo del nostro cuore&raquo;. All&rsquo;uscita della bara, centinaia di palloncini bianchi hanno volato nel cielo, accompagnati dalle note di &ldquo;Guerriero&rdquo; di Marco Mengoni, a simbolo del piccolo guerriero che ha combattuto con tutte le sue forze.</p> <p data-start="1891" data-end="2466">Significativo anche il momento della donazione degli organi, incoraggiata dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che ha celebrato la funzione: &laquo;Questa vicenda deve insegnarci l&rsquo;umilt&agrave; di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti. La incoraggiamo come gesto di grande amore e generosit&agrave;&raquo;. Monsignor Marino ha inoltre espresso vicinanza ai familiari: &laquo;Sentiamo realmente il vostro immane dolore. Se &egrave; vero che i figli so 'piezz 'e cor&egrave;, anche quello di ciascuno di noi, come il vostro, si &egrave; spezzato nel dolore di questa insensata tragedia&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Una ferrovia collegherà le aree industriali di Puglia e Basilicata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1939588/una-ferrovia-colleghera-le-aree-industriali-di-puglia-e-basilicata.html</link>
      <description>Via libera al finanziamento da 8 milioni, «un intervento che vale doppio»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>puglia,basilicata,zona industriale</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1939588/una-ferrovia-colleghera-le-aree-industriali-di-puglia-e-basilicata.html</guid>
      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 16:57:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Via libera della giunta regionale della Puglia alla delibera che sblocca definitivamente il finanziamento da 8 milioni di euro, cui si aggiungono 2 milioni e mezzo di euro della Regione Basilicata, per il ripristino del collegamento ferroviario tra la stazione di Casal Sabini e l'area industriale di Jesce, nel territorio di Matera. Le risorse serviranno a rimettere in funzione il tratto ferroviario che collega l&rsquo;area industriale alla rete nazionale e avviare la progettazione di un nuovo hub intermodale per il traffico merci. Il Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Matera &egrave; il soggetto beneficiario del finanziamento, con Rete ferroviaria italiana nel ruolo di soggetto attuatore dei lavori. Le risorse sono inserite nell&rsquo;accordo per la coesione sottoscritto dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Regione Puglia, a valere sul Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027. </p> <p>Oltre a trasformare l&rsquo;area di Jesce in un nodo logistico moderno, capace di attrarre investimenti e di servire le imprese del comprensorio con trasporti efficienti e sostenibili, gli interventi - fa sapere la Regione Puglia in una nota - contribuiscono anche al rilancio dello storico stabilimento ex Ferrosud che si estende nel territorio di tre Comuni: Matera in Basilicata, Altamura e Santeramo in Colle nella Citt&agrave; metropolitana di Bari. Rilevato dal gruppo Mermec, che ha reintegrato la gran parte dei lavoratori in cassa integrazione, lo stabilimento si propone come un polo d&rsquo;eccellenza nella produzione di rotabili ferroviari.  &laquo;Questo intervento vale doppio - spiega l&rsquo;assessore regionale pugliese alle Infrastruttura Raffaele Piemontese - vale come infrastruttura, perch&eacute; riconsegna a un&rsquo;area produttiva strategica una connessione ferroviaria moderna. E vale come segnale, perch&eacute; dice ai lavoratori e alle imprese del polo industriale che le istituzioni ci sono, che le risorse ci sono e che il rilancio non &egrave; solo una promessa&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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