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    <title>CRONACA di BARI - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di BARI: ultime notizie e news di oggi della provincia barese in tempo reale, dai principali quartieri e zone di Bari.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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      <title>Bari missione salvezza, Perinetti c’è: «Mi hanno impedito di tornare, non possono proibirmi di tifare»</title>
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      <description>A poche ore dalla sfida del «Druso», ritorno dei playout di B, la sua lettura diventa preziosa per capire gli aspetti tattici di un Bari apparso fragile e impaurito</description>
      <author>pipaterno@libero.it (pierpaolo paterno)</author>
      <category>Giorgio Perinetti</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:17:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ci sono momenti, nel calcio, in cui la differenza non la fanno soltanto moduli, schemi o scelte tecniche. Ci sono settimane in cui servono soprattutto esperienza, lucidit&agrave; e personalit&agrave;. Qualit&agrave; che non sempre si trovano dentro il campo, ma che spesso diventano decisive nelle stanze dei dirigenti e nei confronti silenziosi che precedono le partite da dentro o fuori. In contesti del genere, una figura come Giorgio Perinetti assume un peso specifico particolare. A poche ore dalla sfida del &laquo;Druso&raquo;, ritorno dei playout di B, la sua lettura diventa preziosa per capire sia gli aspetti tattici di un Bari apparso fragile e impaurito nell&rsquo;andata contro il Sudtirol che tutto ci&ograve; che ruota attorno alla gestione di una squadra chiamata venerd&igrave; sera a giocarsi gli ultimi 90&rsquo; per salvare la serie B.</p> <p><strong>Direttore, come interpreta la scelta di affidare il silenzio mediatico a Longo e di esporsi invece attraverso la figura di Di Cesare?</strong></p> <p>&laquo;Sono contrario in assoluto ai silenzi stampa, di qualunque genere siano. La comunicazione &egrave; fondamentale e va fatta bene. Pi&ugrave; le cose vanno male e pi&ugrave; bisogna comunicare, essere presenti e mandare segnali positivi all&rsquo;esterno. Le ragioni del Bari non le conosco. Nella mia carriera, &egrave; sempre stato essenziale parlare. Fatta eccezione per eventi estemporanei, come una presa di posizione per direzioni arbitrali contestate&raquo;.</p> <p><strong>E la decisione di allenarsi a porte chiuse?</strong></p> <p>&laquo;In questo caso, sono invece favorevole. La situazione &egrave; talmente delicata che serve ritrovare la massima concentrazione. Anche un applauso pu&ograve; distogliere. In questo momento, allenarsi a porte chiuse pu&ograve; servire&raquo;.</p> <p><strong>Nella sua carriera ha mai vissuto playoff e playout?</strong></p> <p>&laquo;Due partite col Siena, contro Atalanta e Lazio, erano quasi due spareggi salvezza all&rsquo;ultima di campionato. Per fortuna, risolti bene all&rsquo;ultimo minuto di gioco. L&rsquo;unica cosa che la dirigenza pu&ograve; fare &egrave; non caricare il clima nello spogliatoio. Ci si deve preoccupare di come stanno i ragazzi sul piano morale e fisico, aiutando a recuperare le risorse nervose. Pi&ugrave; stemperi e trasmetti leggerezza, meglio &egrave;&raquo;.</p> <p><strong>A Bolzano mancher&agrave; Di Cesare per squalifica.</strong></p> <p>&laquo;Di Cesare ha l&rsquo;esperienza e ha gi&agrave; vissuto da calciatore una situazione del genere. Non sar&agrave; in campo, ma star&agrave; facendo tutto il possibile per trasmettere esperienze e sensazioni. Oltre che per allentare l&rsquo;ansia&raquo;.</p> <p><strong>In situazioni cos&igrave; tese quale deve essere il ruolo della propriet&agrave; e dei dirigenti?</strong></p> <p>&laquo;Il compito dei dirigenti e della propriet&agrave; risale a monte. E, cio&egrave;, evitare di finire agli spareggi salvezza. Che sono massacranti. Una volta arrivati, c&rsquo;&egrave; ben poco da fare, se non sostenere la squadra e in parte alleviare, mostrare serenit&agrave;. Far pesare il meno possibile il carico ai giocatori e non parlare della partita per non aumentare la tensione&raquo;.</p> <p><strong>Che differenze ha visto tra Castori e Longo nella preparazione della gara d&rsquo;andata?</strong></p> <p>&laquo;Il Sudtirol mi sembra pi&ugrave; sciolto. Castori &egrave; un vecchio lupo. Sa preparare benissimo le partite contro anzich&eacute; quelle per. Di conseguenza, venerd&igrave; la imposter&agrave; sul piano del contenimento cercando di creare problemi al Bari in contropiede. Poi, giocando in casa, potrebbe azzardare un po&rsquo; di pi&ugrave;. Ma, in fondo, credo far&agrave; una partita di controllo. In partenza sar&agrave; cos&igrave;&raquo;.</p> <p><strong>Il Bari andr&agrave; a Bolzano sapendo di avere un solo risultato realmente utile per evitare il peggio.</strong></p> <p>&laquo;C&rsquo;&egrave; sempre grande tensione. Al San Nicola il Bari ha avvertito grande responsabilit&agrave;. Sono partite drammatiche. Un conto &egrave; giocare un playoff dove puoi non vincere un campionato. Un altro &egrave; un playout dove rischi di perdere la categoria. Adesso, al Druso, devi solo vincere. Ti &egrave; lecito osare perch&eacute; sai che &egrave; davvero l&rsquo;ultima possibilit&agrave;. Da un punto di vista mentale, sei pi&ugrave; libero. In testa non ci sono alternative alla vittoria&raquo;.</p> <p><strong>Come si preparano gli ultimi 90&rsquo; di una stagione cos&igrave; tormentata?</strong></p> <p>&laquo;A questo punto, conta solo la condizione mentale. Chi riesce a mantenere la lucidit&agrave;, pu&ograve; fare meglio. Troppe energie mentali vanno sprecate gi&agrave; prima di giocare. In campo, bisogna metterne il rimanente&raquo;.</p> <p><strong>Vedr&agrave; la partita venerd&igrave;?</strong></p> <p>&laquo;Certo, cercher&ograve; di vederla. E non sar&ograve; imparziale. Mi hanno impedito di tornare a Bari, ma non possono proibirmi di tifare per la mia ex squadra. A Bari tutti mi aspettano, ma chi pu&ograve; decidere non procede. Ci avrebbe gi&agrave; pensato. Vedremo. Intanto, preoccupiamoci del risultato determinante di venerd&igrave;&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Sara e Domenico, pugliesi bloccati in Libia con la Flotilla di terra: «Portiamo aiuti a Gaza». Ore di ansia per la barese Losito</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1983320/sara-e-domenico-pugliesi-bloccati-in-libia-con-la-flotilla-di-terra-portiamo-aiuti-a-gaza-ore-di-ansia-per-la-barese-losito.html</link>
      <description>«Siamo qui perché stiamo intraprendendo negoziati con il generale Haftar». Intanto 87 attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla hanno iniziato lo sciopero della fame</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Sara Suriano,Global Sumud Convoy,Global Sumud Flotilla</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 12:49:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Siamo vicini alla citt&agrave; di Sirte, nella parte ovest della Libia e siamo di fatto fermi. Chiediamo un passaggio sicuro e garantito&raquo;. Sara Suriano ha la voce che viene rotta dal vento. &Egrave; partita da Andria, in Puglia, per raggiungere la Striscia di Gaza in una missione che &egrave; gemella a quella che via mare l&rsquo;esercito israeliano ha intercettato. Si chiama Global Sumud Convoy ed &egrave; una carovana umanitaria "civile e non-violenta che si diriger&agrave; nei prossimi giorni verso il valico di Rafah tra Egitto e la Striscia di Gaza&raquo;, ricorda Sara, 33 anni e un lavoro come docente, che ha tra i suoi compagni di viaggio Domenico Centrone, 33enne professore universitario di Molfetta (Bari). &laquo;Il convoglio internazionale &egrave; composto da circa 300 attivisti e attiviste provenienti da 25 Paesi del mondo per aprire un corridoio umanitario&raquo;, dice Sara. Si muovono grazie a cinque pullman ma fanno parte della spedizione anche &laquo;autoambulanze, alcuni furgoni per trasportare case mobili che vanno consegnate a Gaza ca cui sono destinate anche medicine e aiuti umanitari&raquo;.</p> <p>&laquo;Siamo qui perch&eacute; stiamo intraprendendo negoziati con il generale Haftar. La mezzaluna rossa al momento ha interrotto ogni comunicazione con noi&raquo;, continua Domenico. &laquo;Sappiamo che i negoziati non sono semplici ma proveremo a raggiungere Gaza con il nostro carico di aiuti e personale sanitario per riportare la giustizia nella Striscia&raquo;, conclude.</p> <p>Intanto 87 attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla, fermati dall&rsquo;Idf e diretti in Israele, hanno iniziato uno sciopero della fame. In un post pubblicato sulla piattaforma social statunitense X, la flottiglia ha affermato che, per la seconda volta in tre settimane, l&rsquo;esercito israeliano, che si autodefinisce 'l'esercito pi&ugrave; morale', ha "rapito i loro compagni in acque internazionali&raquo;. La flottiglia ha chiesto il rilascio di tutti gli attivisti &laquo;nelle mani delle autorit&agrave; israeliane&raquo; e ha esortato i governi a condannare l'"atto di pirateria&raquo;.</p> <p>Tra le persone coinvolte nella missione c'&egrave; anche la barese <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Simona Losito</span></span>, presente su una delle imbarcazioni sequestrate da Israele.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari, oltre il danno dei lavori la beffa: in via Argiro tre attività sanzionate per musica non autorizzata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983276/bari-oltre-il-danno-dei-lavori-la-beffa-in-via-argiro-tre-attivita-sanzionate-per-musica-non-autorizzata.html</link>
      <description>In arrivo pesanti verbali dalla Siae. I commercianti: «Le regole vanno rispettate, ma così siamo perseguitati»</description>
      <category>via argiro,siae,commercianti</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 11:18:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Non bastavano i gravi disagi derivanti da un cantiere &laquo;infinito&raquo;. Ora in via Argiro arrivano anche i verbali dalla Siae per musica diffusa evidentemente senza le opportune autorizzazioni. La sanzione riguarderebbe circa tre attivit&agrave; commerciali, alcune delle quali avrebbero semplicemente tenuto un sottofondo musicale a basso volume. Un&rsquo;autentica beffa per esercizi commerciali che dal 15 settembre soffrono le inevitabili criticit&agrave; derivanti da lavori che si stanno protraendo oltre ogni previsione e, a meno di miracoli, non potranno rispettare la scadenza posta dal Pnrr al prossimo 30 giugno.</p> <p>I lavori, finanziati da circa 4,5 milioni, riguardano i sette isolati della strada del quartiere Murat che, secondo il progetto, si trasformer&agrave; in una moderna &laquo;rambla&raquo; con nuove alberature ed un unico piano calpestabile che alterner&agrave; la pavimentazione con basole antiche ad un&rsquo;idea pi&ugrave; moderna. Allo stato attuale, tuttavia, soltanto i primi due tratti sono obiettivamente a buon punto, mentre le lavorazioni stanno ultimando il terzo e il quarto. Dal quinto in poi, la situazione &egrave; ancora in alto mare.</p> <p><span class="GN4_post">Le irregolarit&agrave; sulla musica diffusa sarebbero state rilevate nelle giornate dal 15 al 17 maggio: alcuni incaricati della Siae avrebbero girato dei video che, effettivamente, confermerebbero l&rsquo;irradiazione della musica senza le autorizzazioni previste. Nel dettaglio, sarebbe contestato l'utilizzo di repertorio senza la preventiva richiesta di licenza, con una penale addirittura pari al 100% della tariffa non versata. Si tratterebbe, dunque, di &laquo;musica d&rsquo;ambiente&raquo;: basti pensare che uno degli esercizi sanzionati sarebbe iun negozio d&rsquo;abbigliamento. </span></p> <p><span class="GN4_post">&laquo;Le regole vanno rispettate, non c&rsquo;&egrave; alcun dubbio&raquo;, affermano alcuni commercianti della strada. &laquo;Tuttavia, a volte pu&ograve; anche prevalere una ragione d&rsquo;opportunit&agrave;. Soprattutto quando si tratta di musica diffusa come sottofondo, senza alcuno scopo attrattivo. Siamo reduci da sette mesi terribili, con cali di fatturato fino al 70%, molti di noi hanno saltato a pi&egrave; pari il Natale e solo adesso alcuni cominciano a respirare. Cos&igrave; sorge il legittimo dubbio di una vessazione preordinata nei confronti di questa strada gi&agrave; in forte sofferenza. Inutile girarci attorno: ci sentiamo perseguitati&raquo;. Gli esercenti, peraltro, confermano l&rsquo;attenzione sull&rsquo;evoluzione del cantiere. &laquo;L&rsquo;amministrazione - concludono - ha rassicurato sulle tempistiche, ma lo stato dell&rsquo;arte sugli ultimi tre isolati &egrave; evidente. Vedremo come evolver&agrave; la situazione, sperando di non subire ulteriori pregiudizi&raquo;. <i>[D. Lat.]</i></span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, a Madonnella la rivoluzione rifiuti: dopo i cassonetti intelligenti ecco il porta a porta «leggero» per le grandi utenze</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983277/bari-a-madonnella-la-rivoluzione-rifiuti-dopo-i-cassonetti-intelligenti-ecco-il-porta-a-porta-leggero-per-le-grandi-utenze.html</link>
      <description>Per evitare i conferimenti nei bidoni domestici sarà avviato uno modello di schermatura unico per bar, pub e ristoranti. Venerdì l’incontro per illustrare tutte le novità</description>
      <author>davide.lattanzi@libero.it (Davide Lattanzi)</author>
      <category>quartiere Madonnella,raccolta differenziata</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 11:12:53 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Non &egrave; un &laquo;flop&raquo;, ma c&rsquo;&egrave; bisogno di ulteriori supporti per rendere efficace la &laquo;rivoluzione&raquo; della raccolta differenziata. Nel quartiere Madonnella da settimane tiene banco il caso dei cassonetti intelligenti: installati per migliorare il decoro urbano e disciplinare il conferimento dei rifiuti, in realt&agrave; risultano spesso pieni e inaccessibili. Non a caso, venerd&igrave; alle 17,30 negli spazi dell&rsquo;hub Paripasso di Mama Happy, presso la scuola Balilla, si terr&agrave; un incontro aperto ai residenti del quartiere finalizzato a fare chiarezza sulle modalit&agrave; di funzionamento dei nuovi carrellati.</p> <p><span class="GN4_post">L'analisi di questo primo mese dal montaggio degli innovativi bidoni sono state al centro dell'audizione in commissione Lavori Pubblici a Palazzo della Citt&agrave;, presieduta da Antonio Bozzo. All'appuntamento hanno preso parte, l&rsquo;assessora comunale all&rsquo;Ambiente Elda Perlino, l&rsquo;assessora alla Vivibilit&agrave; Urbana Carla Palone, la presidente e il dg di Amiu Puglia, Antonella Lomoro e Nicola Antonicelli, il direttore della Ripartizione Polizia Annonaria, Michele Cassano e il direttore della Ripartizione Igiene, Antonio Toritto.</span></p> <p><span class="GN4_post">&laquo;Occorre affrontare immediatamente il problema di uffici ed enti&raquo;. Cos&igrave;&nbsp;</span>l'assessora Perlino ha commentato le difficolt&agrave; ravvisate in alcune aree di Madonnella. &laquo;Nel quartiere esistono circa 20 grandi utenze tra cui scuole, Citt&agrave; metropolitana e Presidenza della Regione Puglia. A brevissimo Amiu attiver&agrave; un sistema dedicato di raccolta porta a porta &ldquo;leggero&rdquo;, in modo da evitare che i rifiuti siano conferiti nei cassonetti stradali. Inoltre, le attuali postazioni dei cassonetti intelligenti saranno implementate.</p> <p><span class="GN4_post">Tra le criticit&agrave; permane il servizio porta a porta per le utenze non domestiche del settore food. &laquo;&Egrave; avviato da quasi un anno - prosegue Perlino - ma incontra resistenze degli esercenti a causa del posizionamento dei carrellati: molti lamentano la mancanza di spazi all&rsquo;interno delle attivit&agrave; e la difficolt&agrave; di posizionarli all&rsquo;esterno senza che rovinino l&rsquo;estetica dei locali. Per tale ragione, in condivisione con la Soprintendenza, &egrave; stato individuato un modello di schermatura che consentir&agrave; di rispettare le prescrizioni mantenendo un&rsquo;estetica omogenea all&rsquo;esterno in tutta la citt&agrave;&raquo;.</span></p> <p><span class="GN4_post">La questione pi&ugrave; spinosa riguarda il tema delle sanzioni. Il Comune intende approvare un documento che obbligherebbe le nuove attivit&agrave; a prevedere, nella struttura, luoghi dove inserire i carrellati. Un'altra maniera per invitare le attivit&agrave; meno virtuose ad adeguarsi sar&agrave; una &laquo;stretta&raquo; sulle autorizzazioni in caso di debiti riguardanti tributi comunali. Contemplata, inoltre, la possibile chiusura da tre a 15 giorni per gli esercizi che hanno ricevuto la terza sanzione sul mancato rispetto della differenziata. Possibile che siano anche innalzate le multe (fino addirittura a mille euro) per chi lascia i rifiuti vicino al cassonetto. &laquo;In un mese - spiega l&rsquo;assessora Palone - sono state sanzionate 172 attivit&agrave; per aver lasciato i contenitori per la differenziata sulla strada, senza effettuare la raccolta rifiuti. Ben 198 pure le multe per aver gettato immondizia fuori orario. I controlli sono effettuati con frequenza, ma l&rsquo;impegno sar&agrave; implementarli per stimolare al rispetto delle regole.</span></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Gaza, sequestrate le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla: coinvolta anche la volontaria barese Simona Losito</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983207/gaza-sequestrate-le-imbarcazioni-della-global-sumud-flotilla-coinvolta-anche-la-volontaria-barese-simona-losito.html</link>
      <description>Cresce la tensione nel Mediterraneo. A bordo 461 attivisti diretti verso Gaza con aiuti umanitari. Presidio oggi a Bari per chiedere l’intervento delle autorità italiane</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>simona losito,gaza,flotilla,bari</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 16:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[   <section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:e5b77f54-ba83-47fa-93c7-a9c1edaa8a99-1" data-turn-id-container="request-WEB:e5b77f54-ba83-47fa-93c7-a9c1edaa8a99-1" data-testid="conversation-turn-4" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">       <p data-start="282" data-end="768">Quasi tutte le imbarcazioni civili partite verso Gaza con aiuti umanitari sarebbero state intercettate o sequestrate dalle forze israeliane in acque internazionali. &Egrave; quanto denunciano gli organizzatori della missione internazionale &ldquo;Global Sumud Flotilla&rdquo;, che parlano di una situazione sempre pi&ugrave; critica per i 461 volontari provenienti da 45 Paesi impegnati nel trasporto di cibo, medicinali, latte artificiale e beni di prima necessit&agrave; destinati alla popolazione palestinese.</p> <p data-start="770" data-end="1206">Tra le persone coinvolte ci sarebbe anche la barese <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Simona Losito</span></span>, presente su una delle imbarcazioni finite sotto sequestro. Secondo le testimonianze raccolte nelle ultime ore, durante le operazioni di abbordaggio alcune navi sarebbero state raggiunte anche da colpi d&rsquo;arma da fuoco. Al momento non vi sarebbero informazioni certe sulle condizioni dei volontari fermati n&eacute; sul luogo in cui sarebbero trattenuti.</p> <p data-start="1208" data-end="1638">Prosegue invece con forti difficolt&agrave; il viaggio del convoglio umanitario via terra diretto verso il valico di Rafah, al quale partecipano anche <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Sara Suriano</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Domenico Centrone</span></span>. Il convoglio, composto da oltre trenta mezzi, quindici ambulanze, container di materiale sanitario e decine di case mobili, sarebbe attualmente fermo nel deserto, con collegamenti limitati e acqua razionata.</p> <p data-start="1640" data-end="2043">Nelle ultime ore i legali dei partecipanti italiani alla missione hanno inviato una diffida formale al Ministero degli Esteri e alle autorit&agrave; diplomatiche competenti, chiedendo un intervento urgente per ottenere informazioni ufficiali sui volontari coinvolti, garantire assistenza consolare e verificare la legittimit&agrave; delle operazioni compiute contro le imbarcazioni riconducibili a cittadini italiani.</p> <p data-start="2045" data-end="2322">Nel documento si parla di una possibile &ldquo;grave violazione dei diritti fondamentali della persona&rdquo;, con riferimento alla Convenzione Europea dei Diritti dell&rsquo;Uomo e ai principi del diritto internazionale sulla libert&agrave; di navigazione e sulla protezione delle missioni umanitarie.</p> <p data-start="2324" data-end="2579" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Intanto cresce la mobilitazione anche in Puglia. Per oggi alle 18 &egrave; stato organizzato un presidio in Piazza Prefettura a Bari, simbolicamente ribattezzata &ldquo;Piazza Gaza&rdquo;, per chiedere il rilascio dei volontari e un intervento della comunit&agrave; internazionale.</p>     <h3 class="z-0 flex min-h-[46px] justify-start">LA PREOCCUPAZIONE DEL SINDACO LECCESE</h3>  <p style="font-weight: 400;">&laquo;Auspico che le autorit&agrave; a tutti i livelli possano garantire tutte le tutele previste e assicurare il pieno supporto istituzionale e consolare&raquo;. Cos&igrave;, il sindaco di Bari, Vito Leccese, esprime preoccupazione per le notizie relative all&rsquo;intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza e, in particolare, per la situazione che coinvolge la barese Simona Losito, impegnata nella missione via mare. &laquo;Seguo con attenzione gli sviluppi di queste ore e auspico che possano arrivare rapidamente informazioni certe sulle condizioni delle persone coinvolte e sulla loro situazione - aggiunge -. La nostra attenzione &egrave; rivolta anzitutto alle persone e, in particolare, alla nostra concittadina alla cui famiglia e ai suoi cari esprimo vicinanza in queste ore di apprensione&raquo;. &laquo;Bari &egrave; una citt&agrave; che da sempre promuove il dialogo, la pace e la solidariet&agrave; tra i popoli&raquo;, sottolinea il primo cittadino. &laquo;In un contesto internazionale segnato da sofferenze e tensioni crescenti, il nostro auspicio &egrave; che prevalgano il diritto umanitario, la tutela dei civili e il ritorno a prospettive concrete di pace&raquo;, conclude.</p>   <h3 class="text-center">DECARO: SEGUIREMO GLI SVILUPPI CON ATTENZIONE</h3>   <p data-start="576" data-end="892">In una dichiarazione congiunta, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro e l&rsquo;assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione sottolineano come a bordo di una delle imbarcazioni si trovi una cittadina pugliese, mentre altri due cittadini della regione risultano impegnati nelle missioni umanitarie via terra dirette verso la Striscia di Gaza.</p> <p data-start="894" data-end="1162">La Regione esprime &ldquo;massima attenzione&rdquo; per l&rsquo;evoluzione delle due missioni, marittima e terrestre, e ribadisce la necessit&agrave; che vengano garantiti il transito degli aiuti umanitari e la protezione delle persone impegnate nelle operazioni di solidariet&agrave; internazionale.</p> <p data-start="1164" data-end="1465">Nel documento si chiede inoltre l&rsquo;attivazione delle autorit&agrave; italiane, del Ministero degli Affari Esteri e delle rappresentanze diplomatiche competenti affinch&eacute; vengano adottate iniziative urgenti per la tutela degli attivisti, attualmente &ndash; secondo quanto riportato &ndash; privati della libert&agrave; personale.</p> <p data-start="1467" data-end="1659" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La Regione Puglia richiama infine la comunit&agrave; internazionale al rispetto dei diritti fondamentali e alla garanzia dell&rsquo;arrivo di beni essenziali alla popolazione civile della Striscia di Gaza.</p>     </section>    ]]></content:encoded>
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      <title>«Bari, ti giochi tutto ma serve un altro spirito»: parla l'ex biancorosso Tangorra</title>
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      <description>«A Bolzano per salvare la faccia, sperando che la partita giri bene»</description>
      <author>pierapolo paterno</author>
      <category>Massimiliano Tangorra,bari,calcio</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 15:23:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>A Bari non &egrave; il risultato a preoccupare di pi&ugrave;. Lo 0-0 dell&rsquo;andata playout contro il Sudtirol lascia ancora tutto aperto in vista del ritorno di venerd&igrave; al &laquo;Druso&raquo;. Ma ci&ograve; che inquieta &egrave; soprattutto il modo in cui la squadra di Moreno Longo &egrave; scesa in campo nella notte pi&ugrave; delicata della stagione. Perch&eacute; davanti a quasi 28mila spettatori, in un San Nicola che ha scelto di rispondere presente nonostante mesi di delusioni, il Bari ha offerto una prestazione timida, prudente e a tratti rinunciataria. Una squadra contratta, lenta nella manovra, povera di idee e incapace di trasmettere la sensazione di poter indirizzare la partita. In una gara da dentro o fuori, il Bari &egrave; sembrato giocare soprattutto con la paura di sbagliare. E inevitabilmente il focus finisce anche sulle scelte tattiche e sulla gestione emotiva di Longo, apparso fin qui molto cauto, quasi protettivo nei confronti del gruppo, ma senza riuscire a dare una svolta n&eacute; sul piano caratteriale n&eacute; su quello del gioco. Ora il Bari si ritrova costretto a giocarsi tutto a Bolzano, dove sar&agrave; seguito da oltre 620 tifosi (settore ospiti sold out) e dove servir&agrave; una versione diversa. Pi&ugrave; coraggiosa, pi&ugrave; intensa e probabilmente anche meno legata a certi equilibri tattici che finora hanno prodotto pochissimo. Ne &egrave; convinto anche il mister ed ex biancorosso Massimiliano Tangorra.</p> <p><strong>Tangorra, che lettura d&agrave; dello 0-0 di venerd&igrave; scorso? &Egrave; un risultato che tiene ancora tutto aperto oppure il Bari ne esce con pi&ugrave; problemi che certezze?</strong></p> <p>&laquo;Questo Bari non ha mai dato certezze in questo campionato, in termini di produzione di palle-gol e dominio dell&rsquo;avversario. Forse, per temperamento fa eccezione solo la vittoria a Genova contro la Sampdoria. Le altre sono state frutto del caso. Ci sono limiti di qualit&agrave; e carattere. Una squadra non pu&ograve; poggiarsi solo sulle individualit&agrave; di Rao e Moncini. Ora, in una partita secca pu&ograve; accade anche l&rsquo;imponderabile. Basta anche un mezzo tiro in porta e la risolvi&raquo;.</p> <p><strong>La sensazione &egrave; che il Bari abbia giocato soprattutto per non prenderle.</strong></p> <p>&laquo;Si. Ma non sorprende, perch&eacute; anche in altre partite decisive non si &egrave; messo in campo l&rsquo;atteggiamento mentale necessario che, al di l&agrave; dell&rsquo;avversario, ti impone di fare tre punti a tutti i costi&raquo;.</p> <p><strong>Dal punto di vista tattico, quanto l&rsquo;ha convinta la gestione della gara di Longo?</strong></p> <p>&laquo;Di recente, anche Longo ha fatto scelte discutibili. Per questo ha delle responsabilit&agrave;. Gli esperimenti andavano provati tempo addietro. Ci si incaponisce con l&rsquo;unica punta. Ma non ci si accorge che era il caso di cambiare prima di arrivare all&rsquo;ultima spiaggia. Testare un altro modulo, tipo con un trequartista e due punte, pu&ograve; servire per aumentare la quantit&agrave; di palle giocabili e pericolose davanti&raquo;.</p> <p><strong>Il Bari ha costruito pochissimo e non ha quasi mai dato l&rsquo;impressione di poter far male. &Egrave; un problema di impostazione troppo conservativa?</strong></p> <p>&laquo;Esatto. Capisco che la squadra non sia stata fatta da Longo. Ma il mister deve fare la minestra migliore con gli ingredienti a disposizione. Quantomeno renderla commestibile. Se poi il boccone diventa sgradevole, allora torni indietro. Ma almeno occorre provarci. Farlo all&rsquo;ultima partita, in cui ci si gioca la B, &egrave; rischioso&raquo;.</p> <p><strong>In molti si aspettavano una squadra pi&ugrave; aggressiva, soprattutto in casa e con quasi 28mila tifosi sugli spalti. Secondo lei &egrave; mancato il coraggio dell&rsquo;allenatore prima ancora di quello dei giocatori?</strong></p> <p>&laquo;Le responsabilit&agrave; vanno suddivise. In questa situazione, Longo ci ha messo del suo per quanto sia stato bravo a trovare qualcosa in pi&ugrave; al suo arrivo dopo Vivarini. Nelle difficolt&agrave;, non &egrave; stato sempre lucido. Quando non ottieni risultati, devi darne conto. Il silenzio stampa non &egrave; coerente quando parla il direttore sportivo (squalificato per una gara, ndc). &Egrave; chiaro che Longo sia zittito da altri&raquo;.</p> <p><strong>Longo continua ad avere un atteggiamento misurato, quasi protettivo nei confronti della squadra. In momenti del genere serve invece un tecnico pi&ugrave; duro, pi&ugrave; diretto e pi&ugrave; capace di scuotere il gruppo?</strong></p> <p>&laquo;Questi giocatori hanno bisogno di uno che li pigli per il cravattino. Bisogna anche scegliere il momento e avere sensibilit&agrave;. Purtroppo, tante volte gli uomini non hanno risposto&raquo;.</p> <p><strong>Gli esterni dovevano essere una delle armi principali del Bari, invece sono sembrati bloccati. Dipende dalle loro difficolt&agrave; o dal fatto che la squadra si muove con troppa paura?</strong></p> <p>&laquo;Ad un certo punto ti viene lo sconforto e sembra di dare addosso ad un malato, essendo cinici nelle valutazioni. Ma se le vanno a cercare. Anche per sbaglio o per orgoglio, espulsioni e ammonizioni si contano col lanternino. Strano per un gruppo chiamato a combattere per sopravvivere. Bisognerebbe chiedere spiegazioni a chi li ha portati a Bari&raquo;.</p> <p><strong>Il Sudtirol, pur senza fare cose eccezionali, &egrave; sembrato pi&ugrave; organizzato e convinto. Questo deve preoccupare in vista del ritorno?</strong></p> <p>&laquo;Lo dimostr&ograve; gi&agrave; al San Nicola nel ritorno di regular season. Il Sudtirol poteva salvarsi prima. Ha i valori per farlo ed &egrave; mentalmente pi&ugrave; pronto del Bari. Pugliesi che dovranno giocoforza fare la partita. E non &egrave; nelle loro corde. Giocare per due risultati su tre &egrave; un grosso vantaggio. Come avere in panchina una vecchia volpe come Castori. Sul piano tattico, sar&agrave; una sfida complicata. Rischi di rimanere sempre con la coperta corta. Secondo me, Longo sta perdendo quattro anni di vita. Come salute mentale, non lo invidio&raquo;.</p> <p><strong>Cerofolini &egrave; stato tra i migliori. Quando il portiere diventa protagonista in casa, in una gara in cui bisognava fare la partita, &egrave; inevitabile parlare di fallimento del piano gara?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; la conferma di una squadra che non crea gioco ed &egrave; pi&ugrave; propensa a difendere e concedere&raquo;.</p> <p><strong>Se dovesse indicare una sola cosa che il Bari deve assolutamente ritrovare per salvarsi venerd&igrave; sera, direbbe qualit&agrave;, carattere o coraggio?</strong></p> <p>&laquo;Ci vuole solo fortuna. E non poca. Che &egrave; una componente dello sport. Il Bari, che non ha altre doti, deve per&ograve; dimostrare di meritarsela. La stessa buona sorte avuta incontrando un Catanzaro tranquillo all&rsquo;ultima giornata e di potersela giocare ai playout dopo una stagione in cui si &egrave; dimostrato altro. Comunque vada, non si cancella un campionato fallimentare da parte di tutti. La permanenza sarebbe il premio solo per la citt&agrave; e i tifosi&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Chi è Alessandro Lomele, arrestato nel blitz antimafia di Conversano: era candidato con il Pd alle elezioni comunali</title>
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      <description>Lomele è tra le persone finite in carcere questa mattina: sono accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla cessione di drogai, detenzione di arma comune da sparo ed estorsione in concorso</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Partito Democratico,Alessandro Lomele,arrestato</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una doccia fredda per il Partito Democratico di Conversano. C'&egrave; anche un candidato al consiglio comunale, Alessandro Lomele, tra i 13 arrestati oggi dai carabinieri con le accuse, contestate a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla cessione di stupefacenti, detenzione di arma ed estorsione in concorso. &laquo;Celestino&raquo;, 42 anni, &egrave; presente nella lista Pd a sostegno di Francesco Paolo Fanizzi sindaco.</p> <p>Dipendente Arif e&nbsp;sommelier AIS Puglia, da sempre vicino al Partito Democratico, si era allontanato dalla militanza negli ultimi 4 anni e - fanno sapere dalla sezione locale - solo negli ultimi mesi si era riavvicinato alla politica. Lomele risulta essere incensurato. L'annuncio della sua candidatura (postato circa tre settimane fa) &egrave; gi&agrave; scomparso dalla pagina Facebook del partito.</p> <p>Nelle regionali 2020 si era schierato gi&agrave; a supporto di Anita Maurodinoia.</p> <p>Seppur incensurato, Alessandro Lomele &laquo;ha mostrato una spiccata pericolosit&agrave; e proclivit&agrave; a commettere reati, fornendo un contributo indispensabile all&rsquo;operativit&agrave; del gruppo criminale di cui &egrave; membro&raquo;. Lo scrive il gip di Bari Alfredo Ferraro nell&rsquo;ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lomele &egrave; considerato un partecipe dell&rsquo;associazione che farebbe capo a Rocco Panarelli, gi&agrave; detenuto a Bari per scontare condanne in materia di armi e per tentato omicidio. Il gip spiega che la misura dei domiciliari, anche con braccialetto elettronico, &laquo;sarebbe del tutto inidonea&raquo;, perch&eacute; &laquo;non in grado di impedirgli di perpetrare le condotte criminose e di compiere dal proprio domicilio attivit&agrave; criminali analoghe a quelle del presente procedimento&raquo;.</p> <p>A Lomele sono contestati diversi episodi di cessione di droga, anche di cocaina, e diversi consumatori avrebbero confermato agli inquirenti di aver acquistato stupefacenti da lui. Nei suoi confronti &egrave; anche contestata un&rsquo;estorsione (in concorso con l&rsquo;indagato Pasquale Giannoccaro, anche lui finito in carcere) al titolare di un&rsquo;attivit&agrave; commerciale che, oltre ad avere un debito di droga, avrebbe denunciato uno spacciatore del gruppo facendolo arrestare. &laquo;Entrambi - scrive il gip nel paragrafo dedicato all&rsquo;estorsione - hanno agito sinergicamente tra loro, conferendo ciascuno il proprio contributo materiale/morale alla realizzazione dello scopo criminoso&raquo;. Giannoccaro ("in accordo con Lomele") avrebbe minacciato la vittima, mentre Lomele &laquo;prendeva in consegna il denaro che poi spartiva con i complici&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari, i corsi di yoga nello scantinato. Il Tribunale: «Quel centro va chiuso»</title>
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      <description>La scoperta al quartiere Poggiofranco dopo un accesso della Polizia locale. Il giudice: eliminare gli abusi edilizi</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>quartiere Poggiofranco,yoga,corsi,polizia locale</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 11:39:02 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>In uno scantinato nel quartiere Poggiofranco organizzavano dai corsi di musica e cucina alle feste di compleanno per bambini contravvenendo alle norme urbanistiche, ma anche (e soprattutto) a quelle sulla sicurezza. Ed &egrave; per questo che il Tribunale di Bari ha intimato all&rsquo;associazione che aveva il locale-deposito in affitto di cessare immediatamente le attivit&agrave; &laquo;abusive&raquo;: l&rsquo;ente non era iscritto all&rsquo;apposito registro e, soprattutto, in astratto, gli avventori avrebbero potuto correre dei pericoli.</p> <p>A seguito di un accesso nella struttura da parte della Polizia Locale, sono emerse una serie di modifiche abusive: apertura di un varco sul muro perimetrale per fusione con l&rsquo;unit&agrave; immobiliare confinante; diversa distribuzione degli spazi interni (in cartongesso); accesso carrabile al deposito attraverso una saracinesca. Di qui l&rsquo;intimazione al proprietario, di ripristinare lo stato dei luoghi per riportare il locale alla sua destinazione urbanistica (deposito o magazzino). Il conduttore si &egrave; opposto alla chiusura, sostenendo la legittimit&agrave; delle modifiche e delle attivit&agrave; svolte dall&rsquo;associazione in un seminterrato.</p> <p>Di diverso avviso la terza sezione civile del Tribunale di Bari che, in via cautelare, ha accolto il ricorso d&rsquo;urgenza proposto dal proprietario dell&rsquo;immobile, assistito dall&rsquo;avvocato Ettore Gorini, condannando l&rsquo;affittuaria alle spese. Dagli atti della causa civile, emerge come la conduttrice &laquo;ha mutato di fatto la destinazione d&rsquo;uso del locale seminterrato, catastalmente e contrattualmente destinato ad uso deposito, svolgendovi all&rsquo;interno, attraverso l&rsquo;associazione culturale, attivit&agrave; tipiche del settore terziario, con il coinvolgimento dei soci, ma anche di coloro che si associano occasionalmente e/o strumentalmente al solo fine di prendere parte a singoli eventi e/o iniziative&raquo;, scrive il giudice.</p> <p>Soprattutto, il locale seminterrato, a un primo esame, &laquo;non risulta provvisto delle autorizzazioni amministrative, di igiene e pubblica sicurezza, il cui rilascio &egrave; condizione necessaria per lo svolgimento di attivit&agrave; quali quelle patrocinate e gestite dalla associazione (&hellip;) risultando inoltre privo di servizio igienico regolarmente allacciato all&rsquo;impianto idrico e fognante, nonch&eacute; priva di impianto elettrico a norma&raquo;. Nell&rsquo;elenco delle altre carenze figura anche l&rsquo;assenza di uscite di sicurezza, tutte anomalie attestate dalla perizia disposta nell&rsquo;ambito del procedimento che impongono &laquo;l&rsquo;immediata cessazione delle attivit&agrave; alle quali lo stesso &egrave; attualmente adibito&raquo;. Censurata infine, l&rsquo;&laquo;intollerabile condotta ostruzionistica assunta dalla resistente a fronte della permanenza dell&rsquo;abuso edilizio dell&rsquo;immobile da ella condotto in locazione, con conseguente pregiudizio per l&rsquo;attuale propriet&agrave; e per i terzi avventori&raquo;. In queste condizioni, senza autorizzazioni, venivano svolti dai corsi di danza e yoga, ai laboratori di dizione, sino alle feste di compleanno per bambini, anche con somministrazioni di alimenti e bevande.</p> <p>Di qui l&rsquo;ordine di &laquo;interrompere immediatamente l&rsquo;esercizio (&hellip;) delle attivit&agrave; attualmente esercitate in quanto contrastanti con la destinazione d&rsquo;uso a deposito e non conformi alla categoria catastale nonch&eacute; alla situazione generale in cui versa l&rsquo;immobile&raquo;, nonch&eacute; l&rsquo;ordine di consentire alla ditta incaricata dai proprietari di accedere nel locale, per eseguire i lavori di chiusura del varco esistente tra il muro di confine; adeguare l&rsquo;impianto elettrico, mediante il rifacimento, nonch&eacute; di porre in essere tutti gli altri lavori e opere necessarie ad assicurare la piena conformit&agrave; urbanistica e catastale dell&rsquo;immobile.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Troppo costoso ristrutturare lo stadio San Nicola: così tramonta il sogno di Euro 2032 a Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983161/troppo-costoso-ristrutturare-lo-stadio-san-nicola-cosi-tramonta-il-sogno-di-euro-2032-a-bari.html</link>
      <description>Costi altissimi, tempi stretti e interventi strutturali troppo impattanti: l’ufficialità arriverà probabilmente in estate, ma il sogno di Bari sembra arrivato al capolinea</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>europei,stadio san nicola,bari</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 11:01:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una montagna da scalare in meno di due mesi. Bari &egrave; sostanzialmente fuori da Euro 2032. Costi altissimi, tempi stretti e interventi strutturali troppo impattanti sullo stadio San Nicola si stanno rivelando un ostacolo insormontabile per onorare la candidatura della citt&agrave; ad ospitare la pi&ugrave; prestigiosa manifestazione calcistica continentale.</p> <p><span class="GN4_post">La tempistica &egrave; la prima criticit&agrave;: entro luglio l&rsquo;amministrazione dovrebbe consegnare il dossier per concorrere all&rsquo;assegnazione dei cinque stadi italiani (le altre cinque sedi saranno in Turchia) che sar&agrave; stabilita ad ottobre. La documentazione rappresenta uno snodo perentorio: dovrebbe contenere le tappe previste per realizzare gli adeguamenti richiesti, nonch&eacute; l&rsquo;avanzamento dei lavori. Oggi, per&ograve;, non ci sono le condizioni per redigere una road map cos&igrave; dettagliata. </span></p> <p><span class="GN4_post">Il 26 marzo scorso &egrave; svolto l&rsquo;ultimo sopralluogo dei tecnici federali e dei delegati Uefa allo stadio San Nicola per valutare la quantit&agrave; degli interventi indispensabili e una prima stima del loro costo: sebbene una parte dei 130 requisiti richiesti dall&rsquo;Uefa per l&rsquo;adeguamento dello stadio sia stata tagliata propiziando un notevole risparmio rispetto ai 270 milioni preventivati inizialmente, l&rsquo;impatto economico resta non inferiore ai cento milioni. La pista di atletica rappresenta la maggiore criticit&agrave;. L&rsquo;Uefa immagina impianti sempre pi&ugrave; vicini al campo da gioco, con una visibilit&agrave; perfetta, pertanto impone di eliminarla causando un intervento strutturale, la cui portata sarebbe variabile (servirebbe adattare o ricostruire l&rsquo;anello inferiore). Eventuale, invece, sarebbe la copertura integrale dell&rsquo;impianto: anche in questo caso, sarebbe indispensabile un&rsquo;opera strutturale gi&agrave; sottoposta ai tecnici del progettista Renzo Piano. In tal caso, scomparirebbe l&rsquo;anello superiore che sarebbe usato per parte della copertura, mentre quello inferiore sarebbe avvicinato al terreno di gioco. Il risultato sarebbe una radicale riduzione della capienza dagli attuali 58.270 posti a poco pi&ugrave; di 30mila. Una soluzione che, da sola, costerebbe ulteriore 85-90 milioni, ma desta perplessit&agrave;. Altre opere improrogabili riguardano l&rsquo;accesso ai diversamente abili (servirebbe un profondo restyling), nonch&eacute; la realizzazione di una viabilit&agrave; pi&ugrave; snella.</span></p> <p><span class="GN4_post">L&rsquo;ufficialit&agrave; arriver&agrave; probabilmente in estate, ma il sogno di Bari sembra arrivato al capolinea, proprio come verosimilmente accadr&agrave; a Genova, Bologna, Verona e Napoli. Possibile che il sindaco Vito Leccese tenti ancora il dialogo soprattutto con il ministro dello Sport, Andrea Abodi, per verificare se siano possibili aiuti governativi per ipotizzare un alleggerimento dei costi. Un&rsquo;eventualit&agrave; complicatissima da attuare in cos&igrave; breve tempo. Il primo cittadino, in fondo, ha sempre definito la strada &laquo;in salita&raquo;. Ora, per&ograve;, si &egrave; trasformata nella pi&ugrave; impervia delle scalate.&nbsp;</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, il report di Save The Children: nella Città Metropolitana 5mila bambini vivono nelle aree più fragili</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1983149/bari-il-report-di-save-the-children-nella-citta-metropolitana-5mila-bambini-vivono-nelle-aree-piu-fragili.html</link>
      <description>Si tratta dell’11,1% del totale dei residenti per la fascia d’età 0-17 anni. Per il capoluogo pugliese l’Istat ha individuato 10 aree vulnerabili più esposte al rischio di povertà e alla dispersione scolastica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>I luoghi che contano,save the children,disagio,città metropolitana,povertà</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 10:13:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono poco pi&ugrave; di 5mila i minori nella citt&agrave; Metropolitana di Bari che vivono in un&rsquo;area di disagio socioeconomico urbana. Si tratta dell&rsquo;11,1% del totale dei residenti per la fascia d&rsquo;et&agrave; 0-17 anni. Il dato emerge dalla ricerca "I luoghi che contano" pubblicata oggi da Save the Children, l&rsquo;organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Per il capoluogo pugliese l&rsquo;Istat ha individuato 10 aree vulnerabili pi&ugrave; esposte al rischio di povert&agrave; e alla dispersione scolastica. In queste aree, come emerge dal report, il 39,3% delle famiglie vive in povert&agrave; relativa (+16,1 punti percentuali rispetto alla media del resto del capoluogo pari al 23,2%). </p> <p>Un/a studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 7 (il 14,2%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l&rsquo;anno scolastico, una percentuale pi&ugrave; che doppia rispetto al 5,8% della media dell&rsquo;intera area metropolitana; il 19,7% di chi frequenta l&rsquo;ultimo anno delle medie &egrave; a rischio dispersione implicita (ben 9 punti percentuali in pi&ugrave; della media del comune del 10,6%); pi&ugrave; di un 15-29enne su 3 (34,4%) non studia e non lavora, rispetto al 21,6% della media del comune (quasi 13 punti percentuali in pi&ugrave;). Per quanto riguarda l&rsquo;accesso alle mense scolastiche, a Bari ne beneficia solo il 27,7% degli alunni della scuola primaria nelle aree vulnerabili, un dato leggermente superiore al 24,7% della media cittadina.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari, tempesta la ex di lettere anonime e diffonde sui social foto intime: arrestato 53enne campano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983142/bari-tempesta-la-ex-di-lettere-anonime-e-diffonde-sui-social-foto-intime-arrestato-53enne-campano.html</link>
      <description>L'uomo è finito ai domiciliari con braccialetto elettronico per stalking e diffusione illecita di immagini intime</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>stalking,revenge porn,arrestato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983142/bari-tempesta-la-ex-di-lettere-anonime-e-diffonde-sui-social-foto-intime-arrestato-53enne-campano.html</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2026 09:43:48 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un 53enne campano &egrave; finito ai domiciliari con braccialetto elettronico per&nbsp;stalking e diffusione illecita di immagini intime: l'operazione della polizia postale di Bari &egrave; scaturita dalla denuncia di una donna, che ha raccontato agli agenti di aver&nbsp;ricevuto lettere anonime, sia a casa che sul lavoro, contenenti foto intime scattate a sua insaputa e accompagnate da frasi offensive. Le stesse immagini sarebbero state poi diffuse anche sui social, inviate a conoscenti tramite profili falsi.&nbsp;</p> <p>Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari e rese difficili dall&rsquo;uso di account anonimi, hanno condotto all&rsquo;ex compagno della donna, che non accettava la fine della relazione.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Conversano, blitz antimafia all'alba: tredici misure cautelari per droga, armi ed estorsioni I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983137/bari-nuovo-blitz-antimafia-all-alba-tredici-misure-cautelari-per-droga-armi-ed-estorsioni.html</link>
      <description>Le misure sono state disposte dal gip Alfredo Ferraro su richiesta della Dda. Uno degli arrestati è candidato alle elezioni comunali a Conversano nella lista del Pd</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>blitz,antimafia,droga</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983137/bari-nuovo-blitz-antimafia-all-alba-tredici-misure-cautelari-per-droga-armi-ed-estorsioni.html</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2026 08:37:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri del comando provinciale di Bari stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di 13 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla cessione di stupefacenti, detenzione di arma comune da sparo ed estorsione in concorso. Le misure sono state disposte dal gip di Bari su richiesta della Dda.&nbsp;</p> <h3>I NOMI</h3> <p>Il gip Alfredo Ferraro ha disposto la custodia cautelare in carcere per Antonella e Nicola Camponobile, 35 e 28 anni, Anna Caputo, 53 anni, Cosimo Di Lorenzo detto &laquo;Il commissario&raquo;, 48 anni, Luca Giannoccaro, 33 anni, Pasquale Giannoccaro 38 anni, Alessio Guardavaccaro, 30 anni, Alessandro Lomele detto &laquo;Celestino&raquo;, 42 anni e Rocco Panarelli, 55 anni, tutti di Conversano. Domiciliari per Vincenzo Magist&agrave;, 41 anni, e Giuseppe Roberto Del Re, 40 anni, tutti di Conversano.&nbsp;Alessandro Lomele, dipendente Arif, &egrave; candidato alle elezioni comunali a Conversano nella lista del Pd.&nbsp;Per un indagato il gip Alfredo Ferraro decider&agrave; sulla richiesta di misura avanzata dalla Dda all&rsquo;esito dell&rsquo;interrogatorio preventivo. A Lomele, candidato con la lista del Partito democratico, &egrave; contestato il ruolo di &laquo;partecipe" dell&rsquo;associazione con il ruolo di custodire, confezionare e vendere lo stupefacente su Conversano, &laquo;con disponibilit&agrave; di armi&raquo;.</p> <p>Le indagini, coordinate dal pm della Dda Fabio Buquicchio, hanno permesso di ricostruire il ruolo del gruppo Panarelli (il cui capo, Rocco Panarelli, &egrave; detenuto a Bari per scontare condanne in materia di armi e per tentato omicidio) nello spaccio di droga nel Comune barese e nel racket delle estorsioni.</p> <p>"Nell&rsquo;ultimo periodo - ha detto in conferenza stampa il coordinatore della Dda di Bari, Giuseppe Gatti - il gruppo aveva anche iniziato a praticare estorsioni, presentandosi alle vittime come garante di protezione&raquo;. Le estorsioni, come ricostruito, sarebbero avvenute sia nei confronti di imprenditori che nei confronti degli acquirenti di stupefacenti che non pagavano in tempo. Un &laquo;salto di qualit&agrave;&raquo;, come l&rsquo;hanno definito gli inquirenti, &laquo;amplificato&raquo; dal fatto che gli ordini, ai sottoposti, arrivavano direttamente dal carcere, anche attraverso i classici &laquo;pizzini&raquo;. Il gruppo di Panarelli avrebbe avuto contatti anche con i clan mafiosi della citt&agrave; di Bari. Le indagini sono partite dopo la denuncia di un imprenditore che, gi&agrave; vittima di estorsione, &laquo;non ha piegato la testa una seconda volta e si &egrave; fidato dell&rsquo;Arma&raquo;, ha spiegato in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Bari, Gianluca Trombetti. &laquo;La denuncia - ha aggiunto - &egrave; stata fondamentale, perch&eacute; ha dato la possibilit&agrave; di aprire uno scenario sull'attivit&agrave; criminale del posto&raquo;.</p> <p></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Scontro auto moto a Bari: due feriti gravi, uno è un minorenne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983121/scontro-auto-moto-a-bari-due-feriti-gravi-uno-e-un-minorenne.html</link>
      <description>L’incidente nei pressi della fiera del Levante</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Bari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983121/scontro-auto-moto-a-bari-due-feriti-gravi-uno-e-un-minorenne.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 21:27:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Incidente stradale a Bari nei pressi dell'ingresso monumentale della Fiera: scontro tra auto e moto. Ol bilancio &egrave; di due feriti: uno ricoverato al Policlinico, un minore in gravi condizioni e uno all'ospedale Di Venere. Sul posto 118 e polizia locale per ricostruire la dinamica dell'impatto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Scooter contro guardrail a Termoli, muore donna di 27 anni: veniva da Corato. Disposta l'autopsia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983085/scooter-contro-guardrail-a-termoli-muore-donna-di-27-anni-marocchina-ma-veniva-da-corato.html</link>
      <description>Latifa Jdid arrivata dalla Puglia lavorava in un locale: tanti i messaggi di cordoglio sui social</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>corato,latifa jdid,morta,termoli,incidente</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983085/scooter-contro-guardrail-a-termoli-muore-donna-di-27-anni-marocchina-ma-veniva-da-corato.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 18:10:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono in corso indagini della Procura di Larino sulla morte di una giovane originaria del Marocco, vissuta a Corato e residente a Termoli, morta nella serata di ieri nello schianto di uno scooter contro il guard-rail sulla ss 87, alla periferia di Termoli.  La ragazza, Latifa Jdid era passeggera sullo scooter condotto da un amico di 48 anni. I due, per cause in corso di accertamento della Polizia Stradale e coordinate dagli inquirenti frentani, sono finiti contro la barriera stradale all&rsquo;ingresso di Termoli sulla ss 87.</p> <p>La ventisettenne &egrave; deceduta subito dopo la caduta sull'asfalto, mentre il conducente &egrave; ricoverato al San Timoteo di Termoli dove si trova sotto stretto controllo medico, ma non risulta in pericolo di vita. Non si esclude il suo trasferimento nella struttura di Pozzilli nelle prossime ore.</p> <p>La Polstrada ha sequestrato il mezzo mentre la salma della vittima &egrave; stata composta nell&rsquo;obitorio del San Timoteo in attesa delle risultanze della Procura. Le indagini puntano ad accertare eventuali responsabilit&agrave; del conducente.  La famiglia della vittima &egrave; arrivata da Corato nella tarda serata di ieri insieme ad amici della citt&agrave; pugliese. Due comunit&agrave; sono in lutto per la morte improvvisa della giovane: Termoli dove era arrivata per un lavoro qualche anno fa ed era stimata e apprezzata come Corato, la citt&agrave; dove ha vissuto con la famiglia.</p> <h3>Disposta l'autopsia</h3> <p>La procura di Larino ha disposto l'autopsia su Latifa Jdid, 27enne nata da genitori marocchini e cresciuta a Corato, deceduta nella serata di domenica scorsa nello schianto di uno scooter contro il guardrail sulla ss 87, alla periferia di Termoli. Gli inquirenti frentani hanno, inoltre, disposto una consulenza tecnica sulla dinamica dell&rsquo;incidente. La polizia stradale, intanto, prosegue negli accertamenti per predisporre una relazione dettagliata dell&rsquo;accaduto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari, offesero carabiniere sui social dopo la morte di Christian Di Gioia: in 16 rischiano il processo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983081/bari-offesero-carabiniere-sui-social-dopo-la-morte-di-christian-di-gioia-in-16-rischiano-il-processo.html</link>
      <description>La Procura di Bari cita a giudizio parenti e amici del 27enne morto a Japigia nel 2023: sui social accuse e insulti al militare ritenuto, secondo una voce poi smentita dalle indagini, coinvolto nello schianto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>christian di gioia</category>
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      <pubDate>Mon, 18 May 2026 17:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni successivi all&rsquo;incidente in cui mor&igrave; il 27enne Christian Di Gioia, avvenuto nel quartiere Japigia di Bari la notte tra 21 e 22 giugno 2023, avrebbero pubblicato diversi post sui social con offese nei confronti di un carabiniere, ritenuto il responsabile dell&rsquo;incidente. Per questo, ora, in 16 rischiano il processo per diffamazione nei confronti del militare. Al termine delle indagini, infatti, la Procura di Bari ha chiesto la citazione dei 16 in udienza predibattimentale, che si terr&agrave; il prossimo 22 settembre davanti al giudice monocratico Marco Guida.</p> <p>Nelle ore immediatamente successive all&rsquo;incidente, infatti, sui social inizi&ograve; a circolare la voce di un coinvolgimento di una macchina dei carabinieri nello schianto: l&rsquo;accusa sostenuta da parenti e amici della vittima era che l&rsquo;auto dei militari, con a bordo il brigadiere poi offeso sui social, avesse speronato la moto su cui viaggiava Di Gioia provocandone la caduta. Le indagini della Procura di Bari, invece, esclusero del tutto il coinvolgimento dell&rsquo;auto e, anzi, accertarono come Di Gioia perse il controllo della moto autonomamente.</p> <p>Sui social, per&ograve;, inizi&ograve; a circolare una foto (modificata) del carabiniere con un commento offensivo scritto dalla madre di Di Gioia. Dopo i funerali del 27enne, il suo feretro fu accompagnato da un corteo di moto che paralizzarono il traffico cittadino fino al cimitero, passando anche sotto la casa dei vertici del clan Palermiti del quartiere Japigia e contromano sotto il carcere. Per questo, in dieci furono processati con rito abbreviato per blocco stradale: cinque sono stati condannati a due anni e otto mesi di reclusione, altri quattro a un anno e otto mesi. L&rsquo;unica donna imputata &egrave; stata assolta.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Stadio San Nicola a Bari, una sola offerta per la gestione: nominata la commissione di gara</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983079/stadio-san-nicola-a-bari-una-sola-offerta-per-la-gestione-nominata-la-commissione-di-gara.html</link>
      <description>Scaduti i termini del bando del Comune di Bari per l’affidamento in concessione dell’impianto: ammessa l’unica candidatura pervenuta</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari,stadio san nicola</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983079/stadio-san-nicola-a-bari-una-sola-offerta-per-la-gestione-nominata-la-commissione-di-gara.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 17:08:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="230" data-end="608">&Egrave; una sola l&rsquo;offerta presentata nell&rsquo;ambito della procedura pubblica per l&rsquo;affidamento in concessione della gestione dello <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Stadio San Nicola</span></span> di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bari</span></span>. La candidatura, secondo quanto reso noto dalla ripartizione Culture e Sport del Comune, &egrave; stata ammessa dopo le verifiche amministrative preliminari previste dal bando.</p> <p data-start="610" data-end="872">Contestualmente alla scadenza dei termini per la presentazione delle offerte, l&rsquo;amministrazione comunale ha nominato la commissione giudicatrice incaricata di valutare la proposta pervenuta nell&rsquo;ambito della procedura aperta avviata ai sensi del D. Lgs. 36/2023.</p> <p data-start="874" data-end="1263">La commissione sar&agrave; presieduta da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Pompeo Colacicco</span></span>, direttore della ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio del Comune di Bari. Componenti saranno <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Marisa Lupelli</span></span>, direttrice della ripartizione Programmazione, Innovazione e Comunicazione, e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Pietro Lucianatelli</span></span>, dirigente della ripartizione Servizi finanziari.</p> <p data-start="1265" data-end="1460" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Le funzioni di segretario verbalizzante saranno affidate a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Michele Patrono</span></span>, istruttore amministrativo finanziario in servizio presso la Stazione unica appaltante del Comune.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Sicurezza nazionale, anche un laureato barese vince il premio dell'Intelligence</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983063/sicurezza-nazionale-anche-un-laureato-barese-vince-il-premio-dell-intelligence.html</link>
      <description>Il focus era una tesi per la sicurezza nazionale: l'Intelligence premia 7 giovani laureati. Rizzi: «L'iniziativa è un ponte tra istituzioni e università»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>SICUREZZA,BARI</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983063/sicurezza-nazionale-anche-un-laureato-barese-vince-il-premio-dell-intelligence.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 16:08:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sette giovani laureati, sette ricerche, un unico filo conduttore: mettere il sapere universitario al servizio della sicurezza nazionale, con idee, competenze e strumenti capaci di leggere le trasformazioni del nostro tempo. Si &egrave; svolta oggi a Palazzo Dante la cerimonia di premiazione della VII edizione del premio "Una tesi per la sicurezza nazionale", iniziativa promossa dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) con l'obiettivo di avvicinare i giovani al mondo dell'Intelligence e di promuovere lo studio delle tematiche strategiche per la tutela degli interessi nazionali. Inaugurato nel 2014, il premio, sottolinea il Dis, &laquo;si &egrave; confermato nel tempo una delle principali iniziative dell'Intelligence italiana per la promozione della cultura della sicurezza&raquo;. I vincitori sono stati premiati dal direttore generale del Dis, Vittorio Rizzi, dal direttore dell'Aise, Giovanni Caravelli e dal direttore dell'Aisi, Bruno Valensise.</p> <p>&laquo;Viviamo in un tempo - ha detto Rizzi - nel quale il potere si misura anche nella capacit&agrave; di prevedere, interpretare e comprendere. Ed &egrave; proprio qui che entra in gioco il valore dell'intelligence: un'intelligence democratica, al servizio della Repubblica, che opera dentro la societ&agrave; e dialoga con il mondo accademico, con la ricerca, con le nuove generazioni. Per questo motivo il Premio 'Una tesi per la sicurezza nazionale' &egrave; molto pi&ugrave; di un concorso, perch&eacute; rappresenta un ponte: un ponte tra istituzioni e universit&agrave;, tra giovani talenti e interesse nazionale&raquo;. Per questa edizione sono pervenute 98 candidature valide, provenienti da 35 atenei italiani. La Commissione ha assegnato 7 premi, del valore di 3.000 euro ciascuno, alle migliori tesi di laurea magistrale dedicate a temi di interesse intelligence e sicurezza nazionale. I lavori premiati restituiscono l'ampiezza delle sfide che oggi attraversano la sicurezza del Paese: dalla vulnerabilit&agrave; dei modelli di intelligenza artificiale alla competizione per i minerali critici; dalla sicurezza energetica e ambientale alla guerra anti-satellitare; dal contrasto alla disinformazione coordinata alle nuove architetture per le intercettazioni legali nel 5G; fino alla proliferazione nucleare e alla tenuta degli equilibri strategici internazionali.</p> <p>Sono risultati vincitori: Mattia Alfano, Universit&agrave; degli Studi di Milano, con una tesi sulla nuova corsa al litio, tra transizione energetica, conflitti ambientali e competizione geopolitica; Matteo Gioele Collu, Universit&agrave; degli Studi di Padova, con uno studio sulle vulnerabilit&agrave; dei Large Language Models e sulle possibili strategie di difesa contro usi malevoli dell'intelligenza artificiale generativa; Marco Inzerillo, Luiss Guido Carli di Roma, con un lavoro sui nuovi equilibri economici e geopolitici connessi alle energie rinnovabili e alle catene di approvvigionamento dei minerali critici; Luca Mazzini, Universit&agrave; degli Studi di Firenze, con una ricerca sulle dinamiche della guerra anti-satellitare e sui fattori che influenzano la stabilit&agrave; dello spazio extra-atmosferico. Elisa Muratore, Universit&agrave; di Trento, con una tesi dedicata allo sviluppo di modelli avanzati per individuare campagne coordinate di disinformazione. Marco Olivieri, Politecnico di Bari, con uno studio su un'architettura innovativa per l'intercettazione legale nei futuri sistemi di comunicazione mobile. Camilla Tuan, Alma Mater Studiorum - Universit&agrave; di Bologna, con una ricerca sulle opzioni nucleari degli alleati minori, a partire dal caso della Corea del Sud</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bari, quante trasferte nere. Ma il Südtirol fatica in casa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983056/bari-quante-trasferte-nere-ma-il-sudtirol-fatica-in-casa.html</link>
      <description>Si entra nella settimana che condurrà al playout di ritorno. Il Bari non avrà ulteriori prove d’appello per tenersi stretta la serie B</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>bari,sudtirol</category>
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      <pubDate>Mon, 18 May 2026 15:11:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Quattro giorni per prendere in mano il destino. Si entra nella settimana che condurr&agrave; al playout di ritorno. Il Bari non avr&agrave; ulteriori prove d&rsquo;appello per tenersi stretta la serie B: una categoria vitale per non gettare il futuro in una marea di incognite. Venerd&igrave; a Bolzano contro il Sudtirol serve esclusivamente una vittoria, in qualsiasi modo. Un pareggio o una sconfitta consegnerebbe la cadetteria agli altoatesini, forti del pareggio al San Nicola di venerd&igrave; scorso, nonch&eacute; del miglior piazzamento in classifica durante la regular season (quintultimo, con i Galletti un gradino pi&ugrave; gi&ugrave;). Si riparte a campi invertiti, dunque. Tutto in novanta minuti, perch&eacute; proprio la differenza di un punto in classifica impedisce qualsiasi coda di tempi supplementari e calci di rigore.</p> <p><span class="GN4_post">Se i biancorossi hanno tenuto un rendimento interno appena sufficiente (26 i punti raccolti, rispettando una teorica media salvezza), gran parte degli affanni sono arrivati proprio fuori casa, con appena 14 punti raccolti in 19 trasferte: &egrave; il quintultimo rendimento della B (alla pari con lo Spezia), peggio soltanto Pescara (13), Sampdoria e Reggiana (12), Entella (8). Tre i blitz dei pugliesi, tutti centrati nella gestione di Moreno Longo: 2-1 a Cesena, 2-0 a Genova con la Sampdoria, 3-2 a Catanzaro. Con il tecnico piemontese &egrave; arrivato anche il pari di Padova che porta a dieci i punti raccolti lontano dalle mura amiche sotto la sua gestione. Tante, per&ograve;, anche le sconfitte: a Mantova, Pescara, Frosinone, Monza e Avellino. In precedenza, Caserta aveva pareggiato a Chiavari con l&rsquo;Entella e a La Spezia, mentre Vivarini aveva impattato con Juve Stabia e proprio il Sudtirol, il 13 dicembre, malgrado ben 65&rsquo; in superiorit&agrave; numerica a favore dei Galletti. In totale, fuori casa i biancorossi hanno perso undici volte, peggio soltanto la Reggiana con 13. Dalla differenza reti le altre criticit&agrave;. Il Bari formato esterno segna pochissimo: appena 15 gol (peggio solo Entella con nove e Sampdoria con 13) e subisce tanto (35 reti, soltanto il Pescara &egrave; pi&ugrave; perforato con 40 gol). Addirittura otto, peraltro, i match lontano dal San Nicola senza nemmeno una rete: &egrave; accaduto contro Modena, Palermo, Juve Stabia, Sudtirol, Carrarese, Pescara, Monza e Avellino. Altro imperativo per Moreno Longo sar&agrave; trovare gol &laquo;alternativi&raquo;. I pugliesi, infatti, hanno mandato a rete solo 14 elementi su una rosa che ne conta circa il doppio. E nelle 19 gare con Longo si &egrave; esaltata la dipendenza quasi esclusiva dalla coppia Moncini-Rao, autori, nel &laquo;regno&raquo; dell&rsquo;allenatore torinese, di sei reti a testa. Il ventenne esterno offensivo, in particolare, ha segnato soltanto con l&rsquo;ultimo dei tre tecnici che si sono avvicendati sulla panchina barese, trovando fiducia e continuit&agrave; d&rsquo;impiego. Gli altri marcatori sono Piscopo (tre gol), Maggiore (due), Odenthal, Bellomo, Artioli e Cuni a quota uno.</span></p> <p><span class="GN4_post">&Egrave; vero, lo 0-0 dell&rsquo;andata sorride al Sudtirol che ora pu&ograve; giocare per due risultati su tre. Eppure, non &egrave; stata spezzata la serie nera dei bolzanini che sono a secco di vittorie da dieci gare, scandite da sei ko e quattro pari. L&rsquo;ultimo acuto risale al 3 marzo scorso, 4-0 sul campo della Reggiana. La formazione di Castori, inoltre, stenta tremendamente tra le mura amiche con appena 22 punti conquistati: peggio soltanto lo Spezia con 21. Nel dettaglio, sono appena cinque i successi, sette i pari e altrettante le sconfitte. L&rsquo;ultima affermazione interna risale addirittura al 31 gennaio scorso: 2-1 sul Catanzaro. Non solo. Il Sudtirol ha in assoluto il peggior attacco casalingo con appena 19 reti all&rsquo;attivo e anche la formazione altoatesina denota una dipendenza imprescindibile dalla sua coppia d&rsquo;attacco: Pecorino e Merkaj, con nove gol ciascuno, hanno realizzato 18 dei 38 gol complessivi della squadra. Dunque, non mancherebbero i presupposti per colpire. A patto di mostrare un volto molto pi&ugrave; convincente rispetto a quello dell&rsquo;andata.</span></p> <p><span class="GN4_pre">Un altro cambio tattico?</span> <span class="GN4_post"> Dopo la giornata libera concessa sabato, ieri Moncini e compagni sono entrati nel vivo della preparazione del match di venerd&igrave;. Sembra che Longo non sia stato soddisfatto dell&rsquo;interpretazione che la squadra ha dato al 4-3-1-2 e stia meditando un ritorno all&rsquo;antico disegnando la pi&ugrave; rodata difesa a tre. Molto dipender&agrave; anche dall&rsquo;eventuale recupero di Cistana che continua a convivere con una forte infiammazione al ginocchio. Il 29enne difensore &egrave; out da oltre un mese: la sua ultima apparizione risale al 18 aprile con il Venezia, ma potrebbe provare a stringere i denti all&rsquo;ultimo atto della stagione. Se dovesse farcela, potrebbe comporre il terzetto arretrato con Odenthal in mezzo e Mantovani riportato a sinistra: in caso di forfait, invece, potrebbe toccare ancora a Nikolaou da braccetto sinistro con Mantovani dall&rsquo;altra parte. Le corsie laterali dovrebbero essere ancora appannaggio di Piscopo e Dorval, mentre a centrocampo i favoriti sembrano Braunoder, Maggiore ed Esteves che si sdoppierebbe tra il lavoro di mezzala e l&rsquo;appoggio alla fase offensiva. Non sono, per&ograve;, tagliati fuori Artioli e Pagano. Nessun dubbio sugli attaccanti che sarebbero Moncini e Rao, ormai seconda punta con il compito di svariare sull&rsquo;intero fronte offensivo e non soltanto esterno deputato a stringere verso il centro.</span></p> <p>La variabile della difesa a quattro, per&ograve;, non &egrave; esclusa. Se Cistana dovesse farcela, potrebbe addirittura essere lui il terzino pi&ugrave; bloccato a destra (ma con maggiore propensione all&rsquo;impostazione rispetto a Mantovani) con Dorval a sinistra. In lizza ci sarebbe a quel punto anche Dickmann per tentare un assetto pi&ugrave; offensivo. Facile che il centrocampo sia pi&ugrave; muscolare: Braunoder e Artioli si candiderebbero ad affiancare Maggiore, cos&igrave; come Piscopo avrebbe chance di essere riproposto da mezzala, pur non avendo brillato in tale ruolo all&rsquo;andata. Il trequartista, invece, potrebbe essere uno tra Pagano ed Esteves. Laboratorio aperto, dunque. Senza trascurare nemmeno le soluzioni a gara in corso. Perch&eacute; l&rsquo;imperativo sar&agrave; provarci fino alla fine.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Corato, un altro inseguimento a bordo di un furgone rubato: in fuga i malviventi</title>
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      <description>Un inseguimento tra le strade di Corato e un veicolo rubato a Ruvo di Puglia: a bordo tre ragazzi</description>
      <author>Salvatore Vernice</author>
      <category>furgone rubato,fuga</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983038/corato-un-altro-inseguimento-a-bordo-di-un-furgone-rubato-in-fuga-i-malviventi.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 13:43:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un inseguimento tra le strade di Corato, un veicolo rubato a Ruvo di Puglia, determinante intervento della Polizia Locale che grazie alla prontezza degli agenti e ad un orario fortunatamente non particolarmente trafficato &egrave; riuscita ad evitare conseguenze ben pi&ugrave; gravi. Ci risiamo. L&rsquo;episodio riporta alla mente quanto accaduto pochi giorni fa, quando gli stessi agenti riconobbero tre minorenni a bordo di una Fiat Punto anch&rsquo;essa rubata a Ruvo. In quel caso la fuga termin&ograve; contro un&rsquo;auto in sosta e gli agenti riuscirono a bloccare uno dei ragazzi. A raccontare quanto avvenuto ieri &egrave; il comandante della Polizia Locale, Michele Bucci. &laquo;Nel pomeriggio - spiega - una nostra pattuglia ha notato ad un incrocio un furgone con tre ragazzi a bordo. Dopo aver controllato la targa abbiamo accertato che si trattava di un mezzo rubato. A quel punto i miei uomini hanno intimato l&rsquo;alt al conducente, ma per tutta risposta il veicolo &egrave; ripartito cercando di seminare la pattuglia&raquo;.</p> <p>L&rsquo;inseguimento si &egrave; sviluppato inizialmente lungo l&rsquo;anello dell&rsquo;estramurale per poi proseguire verso via Dante e nelle vie pi&ugrave; strette che conducono al centro cittadino. Momenti di forte tensione, con il rischio concreto che la fuga potesse trasformarsi in tragedia. La corsa del furgone si &egrave; conclusa in via Pignatelli, davanti ad un ostacolo che ha impedito ulteriori manovre. I tre occupanti hanno abbandonato il veicolo e hanno proseguito la fuga a piedi tra le vie adiacenti, facendo perdere momentaneamente le proprie tracce. &laquo;Per la seconda volta in pochi giorni - conclude il comandante Bucci - un mezzo rubato a Ruvo viene ritrovato in circolazione a Corato con a bordo dei ragazzi. Forse pi&ugrave; di una semplice coincidenza, stiamo indagando&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Inclusione e buone pratiche, oggi l’evento Asvis a Bari: ecco «Best», il portale che mette in rete i territori</title>
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      <description>Al Politecnico la sesta tappa del Festival dello Sviluppo Sostenibile</description>
      <author>LEONARDO PETROCELLI</author>
      <category>asvis,politecnico di bari,Samir de Chadarevian</category>
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      <pubDate>Mon, 18 May 2026 11:07:05 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>C&rsquo;&egrave; un&rsquo;Italia di cui non si parla che si nutre di sostenibilit&agrave; e buone pratiche. Lavora spesso lontano dai riflettori, senza godere dei grandi riverberi mediatici, eppure costruisce il mosaico del futuro un tassello alla volta. Un filo virtuoso che va riannodato per mettere a valore quanto realizzato finora e stimolare emulazioni positive oltre il vecchio passaparola. Nasce a questo scopo &laquo;Best&raquo; (Buone Esperienze di Sostenibilit&agrave; dei Territori), il primo portale interattivo, promosso dall&rsquo;Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), grazie al sostegno di Axa Italia, che raccoglie e mette in rete le buone pratiche dei territori legate ai 17 Goal dell&rsquo;Agenda Onu 2030.</p> <p>L&rsquo;occasione per presentarlo &egrave; offerta dall&rsquo;evento &laquo;L&rsquo;innovazione che include&raquo;, organizzato nell&rsquo;Aula magna del Politecnico barese (ore 14.30-18) dall&rsquo;ASviS in collaborazione con l&rsquo;Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari. Si tratta della sesta tappa del tour del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 - arrivato quest&rsquo;anno alla decima edizione -, manifestazione aperta a Milano il 6 maggio con un focus su investimenti e politiche sostenibili. Da l&igrave; in poi un lungo serpente di iniziative ha attraversato Bruxelles, Bologna, Parma e Torino - dedicando ogni volta un approfondimento a temi differenti - prima di approdare oggi a Bari dove i fari saranno puntati sulla &laquo;innovazione inclusiva e la sostenibilit&agrave; come strumenti capaci di trasformare le grandi transizioni digitali, ambientali ed economiche in opportunit&agrave; condivise di sviluppo e coesione sociale&raquo;.</p> <p>In questa chiave, irrobustita dagli esempi virtuosi valorizzati dalla piattaforma Best, ecco che il Mezzogiorno si trasforma da &laquo;questione nazionale&raquo; in un laboratorio d&rsquo;avanguardia, lontanissimo da stereotipi, racconti distorti e semplificazioni ingenerose. Il convegno, moderato dal direttore della &laquo;Gazzetta del Mezzogiorno&raquo;, Mimmo Mazza, si aprir&agrave; con le introduzioni di Umberto Fratino, rettore del Poliba, Antonella Di Giuro, Vicepresidente Oiba, e Giulio Lo Iacono, segretario generale dell&rsquo;ASvis, per chiudersi con le conclusioni del governatore Antonio Decaro. Nel mezzo un poker di sessioni, la seconda delle quali dedicata proprio al lancio di Best, che toccheranno i temi dell&rsquo;innovazione sociale, dell&rsquo;inclusione, della tecnologia accessibile. Tante voci, tanti punti di vista differenti ma sempre affratellati dall&rsquo;idea di governare il cambiamento come chiarisce Enrico Giovannini, direttore scientifico dell&rsquo;ASviS: &laquo;La competitivit&agrave; si costruisce investendo non solo sul capitale fisico, ma anche su coesione sociale, conoscenza e sostenibilit&agrave;. La coerenza delle politiche &egrave; fondamentale e quindi - prosegue - le regioni del Mezzogiorno, che possono beneficiare di significativi fondi europei, devono orientarli per conseguire uno sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista, unendo innovazione tecnologica e innovazione sociale&raquo;.</p> <p>Il punto di partenza, per&ograve;, rimane la consapevolezza. Secondo un&rsquo;indagine Ipsos Doxa, infatti, quasi tre italiani su quattro (il 73%) hanno sentito parlare dell&rsquo;Agenda 2030. Un dato significativo in s&eacute; che acquista ancor maggior valore se si considera che parliamo di quasi un terzo in pi&ugrave; rispetto a quattro anni fa. Inoltre il 71% degli intervistati si dichiara disposto ad impegnarsi per la sostenibilit&agrave; in prima persona, rivedendo alcuni aspetti del proprio stile di vita, ma nella convinzione che sia il settore pubblico a dover guidare il cambiamento. Seguito dalle imprese e dai cittadini stessi. Al momento, mancano quattro anni al termine fissato, meno del 20% dei target globali risulta raggiungibile con le traiettorie attuali e l&rsquo;Italia ha messo la retromarcia, rispetto a 15 anni fa, in sei Obiettivi su 17: povert&agrave;, disuguaglianze, condizioni dei sistemi idrici e sociosanitari, condizioni degli ecosistemi terrestri, qualit&agrave; della governance e partnership.</p> <p>C&rsquo;&egrave; da lavorare, insomma, come suggerisce la stessa ASviS, e il &laquo;contagio&raquo; delle buone pratiche opera in questo senso, attivando una dimensione che &egrave; sia orizzontale che verticale. Il portale Best (consultabile al link www.buonepratiche.asvis.it) ospita gi&agrave; 200 pratiche, comprese le esperienze raccolte nei Rapporti sui territori pubblicati negli ultimi anni. Con un tasso di idoneit&agrave; del 96% delle candidature, si tratta di progetti che guardano al medio e lungo periodo con un obiettivo temporale che a volte supera perfino i dieci anni. Grande il protagonismo giovanile con oltre il 40% delle iniziative che guarda alle nuove generazioni e il 21% ideato e guidato proprio da under 31. La piattaforma, ed &egrave; questo lo scopo profondo, consente a chiunque di &laquo;ispirarsi&raquo; e trasformare le singole eccellenze locali in modelli diffusi e ampiamente replicabili. &laquo;Parliamo di una piazza aperta per favorire il dialogo e la collaborazione fattiva&raquo;, spiega il responsabile di Best, Samir de Chadarevian: &laquo;Nei territori in cui nascono buone pratiche vediamo l&rsquo;Italia che desideriamo: un&rsquo;Italia vivibile, dinamica, accogliente, inclusiva e bella&raquo;. Sulla stessa scia Letizia d&rsquo;Abbondanza, chief customer &amp; external communication officer di Axa Italia: &laquo;Siamo ancora una volta al fianco di ASviS per valorizzare l&rsquo;ascolto dei territori come leva di uno sviluppo sostenibile e inclusivo. &Egrave; qui che emergono bisogni reali e capacit&agrave; di innovazione&raquo;.</p> <p>La strada, insomma, &egrave; tracciata come testimoniano le tante iniziative concrete che gi&agrave; in questo maggio - mese del Festival - hanno innervato e innerveranno il Mezzogiorno. Le prossime due, in Puglia, sono la &laquo;Mini-foresta Miyawaki&raquo; di Cisternino e la &laquo;Staffetta blu della legalit&agrave;&raquo; a Rodi Garganico. Oggi la tappa barese con due parole d&rsquo;ordine: innovazione e inclusione. E l&rsquo;ambizione di raccontare un Mezzogiorno che sia per tutti un modello di frontiera.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Molfetta, partono gli interrogatori sull’inquinamento in area Asi: 72 gli indagati. Gli imprenditori: «Vogliamo risposte»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983017/molfetta-partono-gli-interrogatori-sullinquinamento-in-area-asi-72-gli-indagati-gli-imprenditori-vogliamo-risposte.html</link>
      <description>Potrebbe essere una settimana importante per chiare le posizioni dei 72 indagati (tra persone fisiche e giuridiche) dalla Procura di Trani nell’ambito dell’operazione «Ground water». L’ipotesi di reato principale è disastro ambientale colposo</description>
      <author>Matteo Diamante</author>
      <category>consorzio asi,ground water,indagati</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983017/molfetta-partono-gli-interrogatori-sullinquinamento-in-area-asi-72-gli-indagati-gli-imprenditori-vogliamo-risposte.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 10:11:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&nbsp;Potrebbe essere una settimana importante per chiare le posizioni dei 72 indagati (tra persone fisiche e giuridiche) dalla Procura di Trani nell&rsquo;ambito dell&rsquo;operazione &ldquo;Ground water&rdquo;. L&rsquo;ipotesi di reato principale &egrave; disastro ambientale colposo consistente nell&rsquo;inquinamento chimico e nell&rsquo;alterazione fisica delle acque sotterranee di falda nell&rsquo;intero comprensorio Asi del Comune di Molfetta. Parola agli indagati per gli interrogatori di garanzia. Intanto, sulla vicenda, interviene anche l&rsquo;associazione Imprenditori Molfettesi che chiede risposte e garanzie sia dal Consorzio Asi, sia dalla Procura di Trani che indaga sulla vicenda.</p> <p>&laquo;Ribadiamo un principio per noi imprescindibile: siamo garantisti - ha esordito Lucia Del Vescovo, presidente dell&rsquo;associazione - Allo stesso tempo, crediamo con fermezza nella legalit&agrave; come condizione essenziale per fare impresa. Il rispetto delle regole tutela le imprese sane, la concorrenza leale e l&rsquo;intero sistema economico del territorio. Ecco perch&eacute; in questa fase chiediamo chiarezza e tempi certi, perch&eacute; l&rsquo;incertezza prolungata rischia di bloccare investimenti e attivit&agrave; produttive, oltre alla massima attenzione alla tutela dei lavoratori, che non possono pagare conseguenze dirette di situazioni ancora in fase di accertamento. Inoltre vanno evitate generalizzazioni dannose - prosegue Del Vescovo - che rischiano di compromettere l&rsquo;immagine di un&rsquo;intera area produttiva fatta, nella stragrande maggioranza, da imprese serie&raquo;.</p> <p>Anni di lavoro per far emergere una delle realt&agrave; produttive pi&ugrave; importanti del Sud Italia, un patrimonio che l&rsquo;associazione Imprenditori di Molfetta teme possa andare perduto. &laquo;L&rsquo;associazione continuer&agrave; a rappresentare e difendere le aziende corrette - ha concluso la presidente - promuovendo una cultura d&rsquo;impresa fondata su trasparenza, legalit&agrave; e sviluppo sostenibile. Non accettiamo che si faccia di tutta l&rsquo;erba un fascio: la nostra zona industriale &egrave; fatta di imprenditori che ogni giorno creano lavoro, investono e rispettano le regole&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Scatta l'obbligo di targa per i monopattini elettrici: tra Bari e Foggia 41 sanzioni nel primo weekend (anche per i caschi)</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983002/bari-controlli-su-monopattini-durante-la-race-for-the-cure-10-sanzioni-per-mancato-targhino-e-4-per-assenza-di-casco.html</link>
      <description>La Polizia Locale impegnata tra viabilità e verifiche sui nuovi obblighi: decine i mezzi controllati, sanzioni fino a 400 euro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>monopattini elettrici,sanzioni</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983002/bari-controlli-su-monopattini-durante-la-race-for-the-cure-10-sanzioni-per-mancato-targhino-e-4-per-assenza-di-casco.html</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 20:51:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="232" data-end="529">La Polizia Locale di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bari</span></span> ha effettuato una serie di controlli sui monopattini elettrici in circolazione, nell&rsquo;ambito delle nuove disposizioni che introducono l&rsquo;obbligo del cosiddetto &ldquo;targhino&rdquo;, il contrassegno identificativo per i veicoli. Nel corso delle verifiche, svolte contestualmente alla gestione della viabilit&agrave; per la manifestazione &ldquo;Race for the Cure&rdquo;, che ha richiamato oltre 30mila partecipanti, sono stati controllati decine di monopattini. Il bilancio provvisorio &egrave; di 10 sanzioni per mancanza del contrassegno e 4 multe per conducenti sorpresi senza casco protettivo.</p> <p data-start="875" data-end="1136">L&rsquo;attivit&agrave; rientra in un piano di controlli pi&ugrave; ampio che, secondo quanto riferito, proseguir&agrave; nelle prossime settimane con servizi mirati e pattuglie dedicate su tutto il territorio comunale, con l&rsquo;obiettivo di aumentare la sicurezza della circolazione urbana.</p> <p data-start="1138" data-end="1422" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La Polizia Locale ha inoltre ricordato ai cittadini l&rsquo;obbligo di adeguarsi alla normativa vigente: il contrassegno pu&ograve; essere richiesto presso gli uffici della Motorizzazione Civile, con un costo di circa 36 euro, mentre le sanzioni previste per le violazioni vanno da 100 a 400 euro.</p> <p data-start="1138" data-end="1422" data-is-last-node="" data-is-only-node="">A Foggia invece sono state 12 le sanzioni registrate nel primo week end dell&rsquo;entrata in vigore dell&rsquo;obbligo. Ieri agenti della polizia locale hanno eseguito controlli che hanno portato sanzioni di 100 euro (minimo edittale applicato. La sanzione arriva fino a 400 euro) nei confronti di due minorenni e dieci maggiorenni. Il mezzo non potr&agrave; essere utilizzato fino all&rsquo;applicazione del targhino.</p> <p data-start="1138" data-end="1422" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Una quindicina, invece, le sanzioni per assenza di casco. "Cercheremo di prevedere controlli specifici anche nei prossimi giorni - ha sottolineato il comandante della polizia locale di Foggia Vincenzo Manzo - esortando i cittadini a mettersi in regola&raquo;. Dal 16 luglio, invece, entrer&agrave; in vigore l&rsquo;obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilit&agrave; civile verso terzi.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Casamassima, danneggiato il ponte ciclopedonale verso il Parco Commerciale: struttura chiusa per sicurezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982995/casamassima-danneggiato-il-ponte-ciclopedonale-verso-il-parco-commerciale-struttura-chiusa-per-sicurezza.html</link>
      <description>L’annuncio del sindaco Nitti dopo l’atto vandalico: «Opera ottenuta senza costi per il Comune, serve più rispetto per ciò che è della comunità»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>CASAMASSIMA</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 20:12:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="260" data-end="476">Il ponte ciclopedonale che collega il centro abitato di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Casamassima</span></span> al Parco Commerciale &egrave; stato danneggiato da ignoti ed &egrave; stato temporaneamente chiuso al pubblico per ragioni di sicurezza.</p> <p data-start="478" data-end="717">A darne notizia &egrave; il sindaco <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giuseppe Nitti</span></span> attraverso un messaggio diffuso sui social, nel quale ha espresso forte rammarico per quanto accaduto e per l&rsquo;ennesimo episodio di vandalismo ai danni di un&rsquo;opera pubblica.</p> <p data-start="719" data-end="1002">&ldquo;Abbiamo lottato e lavorato tanti anni per ottenere questa opera pubblica senza che il Comune spendesse un solo centesimo &ndash; ha sottolineato il primo cittadino &ndash; e certe cose sono inammissibili. Dobbiamo imparare ad apprezzare di pi&ugrave; quello che la nostra comunit&agrave; riesce a costruire&rdquo;.</p> <p data-start="1004" data-end="1303">Il danneggiamento ha reso necessario l&rsquo;intervento di verifica tecnica e la conseguente chiusura del ponte, in attesa degli accertamenti e delle operazioni di messa in sicurezza. Non sono stati forniti al momento ulteriori dettagli sulla natura dei danni n&eacute; sull&rsquo;entit&agrave; dell&rsquo;intervento di ripristino.</p> <p data-start="1305" data-end="1394" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Le autorit&agrave; competenti sono al lavoro per individuare i responsabili dell&rsquo;atto vandalico.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Portava a casa farmaci e siringhe, condannato dipendente dell'Oncologico: «Danno di immagine per l’ospedale»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982990/bari-portava-a-casa-farmaci-e-siringhe-danno-di-immagine-per-lospedale.html</link>
      <description>Sentenza della Corte dei Conti dopo l'inchiesta sugli operatori sorpresi con le telecamere a saccheggiare l’Irccs di Bari</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>BARI,IRCCS</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982990/bari-portava-a-casa-farmaci-e-siringhe-danno-di-immagine-per-lospedale.html</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 19:32:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La farmacia dell&rsquo;istituto oncologico utilizzata come l&rsquo;armadietto di casa, per prelevare medicinali e dispositivi da usare a casa oppure in visite private rigorosamente a nero. Pi&ugrave; che il danno economico, poco pi&ugrave; di 3.500 euro, conta quello di immagine che 12 persone (tra cui l&rsquo;oncologo Vito Lorusso) avrebbero arrecato al servizio sanitario pugliese. Ed &egrave; per questo che la Corte dei conti ha condannato un operatore socio-sanitario barese, che aveva gi&agrave; patteggiato un anno e quattro mesi per peculato con cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: l&rsquo;uomo, Onofrio Costanzo, 59 anni, dovr&agrave; pagare all&rsquo;Irccs di Bari 500 euro a titolo di danno di immagine.</p> <p>La Procura contabile guidata dalla dottoressa Carmela de Gennaro aveva aperto un fascicolo partendo dalla notizia pubblicata su queste colonne. Cio&egrave; l&rsquo;indagine su 12 persone che tra il 2019 e il 2021 si sarebbero appropriate di beni di consumo dell&rsquo;ospedale: sono stati incastrati dalle telecamere che la polizia aveva installato per documentare il comportamento di Lorusso, poi arrestato in flagranza mentre intascava da un paziente il compenso in nero per una visita. Per sei degli altri a settembre 2023 scattarono interdizioni, obblighi di firma e divieti di dimora a Bari.</p> <p>Durante il procedimento penale tutti gli imputati hanno risarcito il costo di farmaci e dispositivi portati a casa: confezioni di medicinali (tra cui morfina), garze sterili, cateteri, siringhe, disinfettanti, che vennero ritrovati nelle abitazioni dei dipendenti o nei loro armadietti. In particolare sette di loro (tra cui Lorusso) hanno chiesto il patteggiamento. Per tre la condanna &egrave; diventata definitiva, e cos&igrave; &egrave; scattata l&rsquo;azione contabile: in due hanno chiesto il rito abbreviato, una sorta di patteggiamento che consente di ridurre l&rsquo;importo da pagare. Costanzo invece non si &egrave; nemmeno costituito.</p> <p>I giudici (presidente Daddabbo, relatore Costa, Grasso) hanno quindi accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Maria Stefania Balena, rilevando che il peculato &egrave; documentato dai video: l&rsquo;Oss in due occasioni &egrave; stato sorpreso a portare nello spogliatoio materiale sanitario (tra cui mascherine) poi ritrovate in casa sua. Un comportamento di cui parlava anche nelle intercettazioni, in cui raccontava di aver prelevato materiale per s&eacute; ma anche per altre persone che glielo avevano chiesto, per un valore totale stimato in 156 euro. E questo nonostante la moglie, in dialetto barese, gli dicesse al telefono &laquo;fai attenzione quando porti via quelle cose&raquo;.</p> <p>La notizia dell&rsquo;indagine, scrivono i giudici, ha avuto &laquo;un&rsquo;ampia diffusione mediatica, tale da aver determinato, anche in ragione della gravit&agrave; dei fatti contestati, un grave vulnus, anche all&rsquo;interno della stessa amministrazione, all&rsquo;immagine del nosocomio barese, compromettendo la sua reputazione, con conseguente perdita di fiducia nella particolare missione istituzionale dell&rsquo;ospedale di assicurare il diritto alla salute dei cittadini, in particolare dei malati oncologici&raquo;.</p> <p>La Procura aveva chiesto la condanna dell&rsquo;infermiere per danno di immagine a 780 euro, pari a cinque volte il valore del materiale sottratto. I giudici hanno arrotondato a 500 euro, cio&egrave; quasi mille volte meno di quello che dovr&agrave; pagare l&rsquo;ex oncologo Lorusso: a febbraio per l&rsquo;ex primario 71enne era stato condannato a risarcire l&rsquo;Irccs con 495mila euro, somma in cui &egrave; compreso il valore delle 200 visite fatte in nero. La sentenza mise in evidenza l&rsquo;&laquo;inqualificabile disonest&agrave;&raquo; di Lorusso, che aveva improntato &laquo;l&rsquo;esercizio della professione medica a finalit&agrave; private di carattere economico&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>I Neanderthal curavano i denti già 60mila anni fa: lo studio della Lum finisce sulla Cnn</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982976/i-neanderthal-curavano-i-denti-gia-60mila-anni-fa-lo-studio-della-lum-finisce-sulla-cnn.html</link>
      <description>Il prof. Oxilia: una pietra miliare per l'antropologia e l'odontoiatria evoluzionistica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Barbara Minafra)</author>
      <category>neanderthal,dentisti,storia,cnn,gregorio oxilia</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 17:04:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>In Siberia, circa 60mila anni fa, i Neanderthal curavano la carie. E&rsquo; stato il ritrovamento di un dente &laquo;graffiato&raquo; a incuriosire un team internazionale di ricercatori che stavano studiando i reperti trovati nella grotta di Chagryskaya sui monti Altai, attuale Russia. Un reperto unico che svela il pi&ugrave; antico caso di intervento sulla cavit&agrave; dentale nella storia evolutiva umana.</p> <p>&laquo;Questa scoperta rappresenta una vera e propria pietra miliare sia per l&rsquo;antropologia che per l&rsquo;odontoiatria evoluzionistica, perch&eacute; documenta la transizione cruciale dall&rsquo;automedicazione istintiva, che osserviamo anche nei primati non umani, a una strategia medica realmente intenzionale e deliberata&raquo;. Cos&igrave; Gregorio Oxilia, associato di Anatomia umana del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell&rsquo;Universit&agrave; Lum di Casamassima, che in passato ha studiato le tecniche di raschiamento utilizzate per trattare le lesioni cariose in un individuo di Homo sapiens di circa 14.000 anni fa.</p> <p>Il suo intervento, riportato dalla Cnn, che ha dato ampio risalto al ritrovamento del molare inferiore di un Neanderthal adulto, &egrave; servito a spiegare come il metodo di perforazione con una pietra appuntita appaia tecnicamente sofisticato e preciso. &laquo;Ci&ograve; suggerisce che le radici della medicina e della chirurgia invasive &ndash; prosegue il docente Lum nell&rsquo;articolo dell&rsquo;emittente Usa - non appartengono esclusivamente all&rsquo;Homo sapiens, ma fanno parte di un&rsquo;eredit&agrave; pi&ugrave; ampia condivisa con i nostri parenti pi&ugrave; prossimi&raquo;.</p> <p>La grotta di Chagryskaya, dicono gli studi, era un&rsquo;area abitata da questi primi ominidi tra circa 49.000 e 70.000 anni fa. Per dare un riferimento temporale, si pu&ograve; ricordare che il nostro Ciccillo, l&rsquo;uomo di Altamura scoperto nella grotta di Lamalunga nel 1993 da un gruppo di speleologi pugliesi, &egrave; un Neanderthal ben pi&ugrave; antico vissuto tra 130.000 a 170.000 anni fa.</p> <p>Studiare la dentatura consente di ottenere moltissime informazioni: la dieta alimentare, se una popolazione fosse stanziale, dedita a caccia o raccolta, quindi pi&ugrave; carnivora o erbivora, quali aree geografiche occupasse, che strategie di sussistenza adottasse senza contare tutti i dettagli genetici utili a ricostruire l&rsquo;evoluzione della specie. Nel caso del molare siberiano, gli scienziati hanno notato dei graffi intorno al foro prodotto dalla carie che suggeriscono una manipolazione tramite uno strumento. &laquo;Ci&ograve; che mi ha stupito &egrave; stata la capacit&agrave; intuitiva con cui la persona a cui apparteneva questo dente ha capito da dove proveniva il dolore e si &egrave; resa conto che la sua fonte poteva essere eliminata&raquo;, ha affermato Alisa Zubova, autrice principale dello studio e ricercatrice senior del Museo di Antropologia ed Etnografia dell&rsquo;Accademia Russa delle Scienze di San Pietroburgo. &laquo;Non ci eravamo mai imbattuti in nulla di simile prima d&rsquo;ora, n&eacute; tra i Neanderthal n&eacute; tra gli esseri umani moderni di epoche molto successive&raquo;.</p> <p>Questi risultati si aggiungono a un crescente numero di prove che dimostrano come i Neanderthal, i nostri parenti pi&ugrave; prossimi, fossero cognitivamente e psicologicamente pi&ugrave; simili agli esseri umani moderni di quanto si pensasse. Scansioni multiple del dente suggeriscono che qualcuno abbia rimosso la carie avendo identificato la causa dell&rsquo;infezione, creato uno strumento (come le punte litiche trovate nella grotta) e usato una primitiva tecnica odontoiatrica per alleviare il dolore, che &egrave; un comportamento molto pi&ugrave; &laquo;razionale&raquo; dell&rsquo;uso di erbe mediche che gli esperti considerano un comportamento &laquo;istintivo&raquo; nei primati. I segni di usura sul dente mostrano inoltre che l&rsquo;individuo curato &egrave; stato in grado non solo di sopportare l&rsquo;infiammazione e &laquo;l&rsquo;intervento odontoiatrico&raquo; ma di continuare a utilizzare il dente dopo la cura.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, riaperta alla balneazione Pane e Pomodoro: esito favorevole delle analisi del mare</title>
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      <description>L'estate dei baresi ha inizio dopo i controlli effettuati a seguito dell’apertura delle paratie del collettore Picone che hanno confermato valori batteriologici nei limiti di legge</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>pane e pomodoro</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 16:35:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="226" data-end="414">&Egrave; stata riaperta alla balneazione la spiaggia libera di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Pane e Pomodoro</span></span>, a Bari, dopo l&rsquo;esito favorevole delle analisi batteriologiche effettuate sulle acque di mare.</p> <p data-start="416" data-end="720">I campionamenti sono stati eseguiti il 15 maggio 2026 nel punto di prelievo IT016072006009, sia 200 metri a nord che 200 metri a sud della spiaggia, a seguito dell&rsquo;apertura delle paratie dello scarico del collettore Picone sul lungomare Nazario Sauro, all&rsquo;altezza di via Matteotti, avvenuta il 14 maggio.</p> <p data-start="722" data-end="985">Secondo quanto comunicato dagli enti preposti, i risultati delle verifiche hanno dato esito favorevole: i valori riscontrati rientrano infatti nei parametri previsti dal Decreto Legislativo 116/2008, normativa che disciplina la qualit&agrave; delle acque di balneazione.</p> <p data-start="987" data-end="1206" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La revoca del divieto consente dunque ai cittadini e ai bagnanti di tornare a frequentare regolarmente uno dei tratti di costa pi&ugrave; frequentati del capoluogo pugliese, soprattutto con l&rsquo;avvicinarsi della stagione estiva.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Amoruso non si arrende: «Sì Bari, puoi salvarti. A Bolzano può accadere di tutto. Ma bisogna correre di più»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982930/amoruso-non-si-arrende-si-bari-puoi-salvarti-a-bolzano-puo-accadere-di-tutto-ma-bisogna-correre-di-piu.html</link>
      <description>L'ex biancorosso analizza l'ultimatum senza appello: «Alla prossima, il Bari le deve provare tutte. Con la testa, col cuore e con le gambe. Quello che non mi è piaciuto dell’altra sera è stato vedere una squadra ferma sulle gambe. Dal secondo tempo si è notato un crollo. E questo non va bene»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>lorenzo amoruso,bari calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 15:33:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Novanta minuti senza vincitori, ma soprattutto senza certezze per il Bari. Lo 0-0 nel primo atto dei playout contro il Sudtirol lascia i biancorossi in sospeso tra occasione mancata e rischio ancora tutto da evitare. Premessa con un Bari in sofferenza sul piano della personalit&agrave; e della qualit&agrave; nella gestione del pallone. Al lavoro da oggi pomeriggio (sempre a porte chiuse), per il Bari si decider&agrave; tutto venerd&igrave; prossimo nella gara di ritorno a Bolzano. Ultimatum senza appello come analizza l&rsquo;ex biancorosso Lorenzo Amoruso.</p> <p>Amoruso, che idea si &egrave; fatto dello 0-0 di venerd&igrave; scorso?</p> <p>&laquo;C&rsquo;&egrave; poco da dire. Se consideriamo che tutta la stagione &egrave; stata condotta sulla falsa riga della partita dell&rsquo;altra sera, non c&rsquo;era altro da attendersi. Non &egrave; una questione tattica, ma di uomini. Si vede chiaramente che gli altoatesini sono pi&ugrave; organizzati, in palla e messi meglio fisicamente. Nel secondo tempo, le occasioni migliori le hanno avute loro&raquo;.</p> <p>Come al solito, il Bari &egrave; sembrato avere poca personalit&agrave; nella costruzione del gioco.</p> <p>&laquo;Quanto visto venerd&igrave; sera &egrave; troppo poco e non &egrave; possibile esprimersi come quanto fatto sinora. Posso capire la paura. Di fronte c&rsquo;era un Sudtirol chiuso e abile nel ripartire in contropiede. Per&ograve;, si &egrave; arrivati davvero pochissime volte nell&rsquo;area di rigore ospite con vigore e volont&agrave;. Qualche cambio non mi ha convinto. Quando la posta in palio &egrave; alta, tutti possono farsi prendere dal braccetto del tennista. Si gioca sul filo del rasoio e anche la tattica &egrave; difficile da trovare. Al San Nicola, era prioritario vincere ma di pi&ugrave; non subire&raquo;.</p> <p>Pensa cio&egrave; che il Bari abbia giocato con la paura di sbagliare?</p> <p>&laquo;Difficile dirlo. La stagione del Bari &egrave; stata un percorso sulle montagne russe, con l&rsquo;alternarsi di partite buone ad altre negative. Senza una coerenza di risultati consecutivi da poter vedere una ripresa. Un&rsquo;altalena continua. Questi playout non stanno risolvendo i problemi. Anzi. Vediamo ora cosa accade nella gara di ritorno. Il Sudtirol ha il vantaggio di giocare per due risultati su tre. Fuori casa, il Bari ha fatto anche prestazioni importanti come di recente a Catanzaro. Per&ograve;, bisogna capire a livello caratteriale e di personalit&agrave; cosa si riesce a tirare fuori&raquo;.</p> <p>Quanto &egrave; preoccupante vedere un Bari incapace praticamente di tirare in porta, con una costruzione offensiva quasi assente e con scelte tattiche che hanno lasciato molti dubbi?</p> <p>&laquo;Non mi faccio pi&ugrave; queste domande. Immagino che da tempo non si respiri un clima tranquillo nello spogliatoio. Anche per le scelte della societ&agrave;. Tipo, gli allontanamenti degli allenatori ed un mercato di gennaio non idoneo. Un gran caos. In pi&ugrave;, aggiungi stress e pressione di una partita da zona retrocessione. Sappiamo cosa potrebbe significare scendere per Bari, una citt&agrave; che merita molto di pi&ugrave;. Se si giocano i playout un motivo c&rsquo;&egrave;. Dietro Moncini e Rao c&rsquo;&egrave; praticamente il vuoto. Non arrivano cross. Non ci sono centrocampisti che si buttano dentro. Spicca il poco rendimento di alcuni calciatori da cui ci si aspettava molto di pi&ugrave;&raquo;.</p> <p>Tra questi, Dorval ed Esteves sono apparsi in difficolt&agrave;.</p> <p>&laquo;Mi aspettavo qualcosa in pi&ugrave;. Anche se il Sudtirol l&rsquo;ha preparata benissimo. I giocatori di Castori venivano sempre a raddoppiare. Gli esterni baresi saltavano il primo uomo, ma poi finivano gli spazi&raquo;.</p> <p>Cerofolini &egrave; stato ancora una volta salvavita.</p> <p>&laquo;Il portiere &egrave; fondamentale. Se il migliore in campo &egrave; spesso Cerofolini vuol dire che c&rsquo;&egrave; da sistemare tutto il resto. In fondo, &egrave; andata cos&igrave; tutto l&rsquo;anno. Le problematiche sono note&raquo;.</p> <p>Longo continua nel silenzio post-partita. Da ex calciatore, crede che in momenti cos&igrave; serva invece una voce forte davanti all&rsquo;ambiente?</p> <p>&laquo;La voce forte la puoi fare quando i fatti ti danno ragione e hai risolto dei problemi. A volte, si evita di parlare con la stampa perch&eacute; le domande sarebbero imbarazzanti e non si hanno nemmeno le risposte. Quindi, bisogna starsene tranquilli e pensare solo al bene della squadra e al risultato da raggiungere. Eventualmente si parler&agrave; dopo, per quanto la societ&agrave; non trasmetta tranquillit&agrave; a giocatori, allenatore e staff. Immagino la tensione che vibra in quello spogliatoio&raquo;.</p> <p>Venerd&igrave; al San Nicola c&rsquo;erano quasi 28mila spettatori. Un amore tradito.</p> <p>&laquo;La gente ti fa capire tante cose. In passato lo stadio &egrave; rimasto vuoto, mentre stavolta si &egrave; scelta la via della vicinanza perch&eacute; si sa bene che finire in C sarebbe un bel casino. Star&agrave; alla societ&agrave; capire cosa fare da grande. E&rsquo; vergognoso questo poco impegno verso squadra, citt&agrave; e tifosi. Ci auguriamo che le cose vadano per il meglio&raquo;.</p> <p>A Bolzano che partita si aspetta?</p> <p>&laquo;Al Druso servir&agrave; la migliore partita dell&rsquo;anno. Il Sudtirol &egrave; una squadra organizzata, abituata a lottare. Tuttavia, se gioca i playout vuol dire che i valori sono quelli e che qualcosa ha sbagliato. Per capire se pi&ugrave; o meno del Bari lo diranno gli ultimi novanta minuti. Al Bari baster&agrave; lo 0-1. Al contrario, bisogna capire quello che si pu&ograve; fare. Perch&eacute; loro si chiuderanno. Speriamo di recuperare sia a livello fisico che mentale, per gestire la partita nella fase iniziale. Devi saper aspettare. Altrimenti, vai incontro a delle figuracce. Ma se negli ultimi venti minuti il match sar&agrave; ancora bloccato, &egrave; chiaro che devi rischiare&raquo;.</p> <p>Guardando atteggiamento, intensit&agrave; e qualit&agrave; viste in questa andata, quale delle due squadre le d&agrave; l&rsquo;impressione di avere qualcosa in pi&ugrave; per salvarsi?</p> <p>&laquo;Non &egrave; chiuso nulla. Al ritorno, su 90&rsquo; tutto pu&ograve; succedere. Mi aspetto una partita strana per quanto, di sicuro, il livello dei calciatori del Bari debba salire. Alla prossima, il Bari le deve provare tutte. Con la testa, col cuore e con le gambe. Perch&eacute; quello che non mi &egrave; piaciuto dell&rsquo;altra sera &egrave; stato vedere una squadra ferma sulle gambe. Dal secondo tempo si &egrave; notato un crollo. E questo non va bene&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Studente di Monopoli morto a Lignano Sabbiadoro dopo caduta da balcone, è lutto cittadino per i suoi funerali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982955/studente-di-monopoli-morto-a-lignano-sabbiadoro-dopo-caduta-da-balcone-e-lutto-cittadino-per-i-suoi-funerali.html</link>
      <description>Il sindaco: «un ragazzo pieno di passioni, generoso e buono». Domani 18 maggio i funerali di Massimo Guccione, questo il suo nome, nella chiesa del Sacro Cuore</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>massimo guccione</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 14:17:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Monopoli (Bari), Angelo Annese ha proclamato il lutto cittadino per domani quando nella mattinata, nella chiesa del Sacro Cuore saranno celebrati i funerali di Massimo Guccione, lo studente 18enne morto lo scorso 13 maggio dopo aver trascorso circa 10 giorni nell&rsquo;ospedale di Udine, in cui era stato ricoverato dopo essere caduto dal balcone di un hotel di Lignano Sabbiadoro. Il ragazzo era in Friuli con la sua classe per una gita scolastica. Gli organi del ragazzo sono stati donati.</p> <p>&laquo;Ci sono dolori che lasciano senza parole. La morte di Massimo ci colpisce e attraversa profondamente, studente esemplare, amato da tutti, campione nello sport e nella vita&raquo;, scrive Annese sui social. Era &laquo;un ragazzo pieno di passioni, generoso e buono, &egrave; stato capace anche nella tragedia di lasciare un ultimo, immenso gesto d&rsquo;amore attraverso la donazione degli organi - prosegue Annese - Nel buio di questa tragedia immensa, la scelta di dare un segnale di futuro e speranza &egrave; un gesto di grande umanit&agrave; e io, a nome di tutti, rivolgo ai genitori il grazie orgoglioso della nostra citt&agrave;&raquo;. &amp;amp;#8232;"Monopoli domani si fermer&agrave; in lutto cittadino, si stringer&agrave; con affetto e rispetto al dolore della famiglia, degli amici e di chi gli voleva bene&raquo;, conclude il sindaco.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari Vecchia, con il monopattino investe turista olandese e scappa: è caccia al responsabile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982946/corte-catapano-a-bari-con-il-monopattino-investe-turista-straniero-e-scappa-lasciandolo-per-terra.html</link>
      <description>La denuncia sui social dell'avvocato Gianluca Loconsole: «Il fenomeno necessita di provvedimenti immediati». L'intervento in soccorso della vittima</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>corte catapano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982946/corte-catapano-a-bari-con-il-monopattino-investe-turista-straniero-e-scappa-lasciandolo-per-terra.html</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 12:15:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>Un episodio gravissimo a pochi passi dalla Basilica di San Nicola, alla Corte Catapano: un turista olandese viene investito da un monopattino. E il guidatore del mezzo, incurante, scappa via lasciando l'anziano riverso per terra. </span></p> <p><span>A raccontarlo sui social &egrave; Gianluca Loconsole, avvocato ed esponente Pd: &egrave; accaduto ieri pomeriggio, sabato 16 maggio, intorno alle 18, &laquo;episodio gravissimo e sul quale noi tutti ed in particolare l'amministrazione comunale dovremmo riflettere e cercare di trovare una soluzione immediata e razionale&raquo;. </span></p> <p><span>Il turista&nbsp; faceva parte di un gruppo organizzato in visita alla Basilica quando il monopattino lo ha investito e il conducente &egrave; scappato. &laquo;Ci si &egrave; resi conto immediatamente della gravit&agrave;, in quanto il povero turista ha cominciato a perdere sangue. Una volta soccorso, purtroppo, abbiamo constatato che la gamba era rotta e l'osso dell'arto era visibilmente fuoriuscito&raquo;. Per fortuna a fronte della reazione di chi guidava il monopattino (va ricordato che dal 15 maggio &egrave; iniziato l&rsquo;obbligo di casco e targa per i monopattini), in molti si sono fermati a soccorrere l'uomo e sua moglie che era atterrita. Tra questi tanti residenti del quartiere. &laquo;Ho visto turisti che piangevano per lo spavento - commenta Loconsole - e baresi che sono intervenuti immediatamente per soccorrere la vittima. Il conducente del monopattino, non so se uomo e donna, non si &egrave; nemmeno fermato&raquo;. Dopo 5 minuti &egrave; arrivata l'ambulanza del 118 cos&igrave; come &egrave; intervenuta la Polizia municipale per cercare di ricostruire l'accaduto anche attraverso le prime testimonianze dei passanti e la visione delle telecamere di videosorveglianza. Sono in corso le indagini per risalire al responsabile.</span></p> <p><span>La vittima, un 70enne, &egrave; stato portato in codice rosso al Pronto soccorso del Policlinico. E' stato sottoposto a intervento d'urgenza e ha riportato una frattura esposta. Al momento &egrave; ricoverato in ortopedia nel nosocomio barese.</span></p> <p><span>&laquo;Visti i ripetuti ed analoghi episodi &egrave; necessario intervenire per arginare questi sinistri. Capita abitualmente che qualcuno circoli velocemente tra le vie del quartiere a bordo dei monopattini (talvolta anche impennando) non curanti dei tanti turisti. Un intollerante e pericoloso fenomeno che necessita provvedimenti immediati&raquo;, conclude Loconsole.&nbsp;</span><span class="html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs"></span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Mola si accende per il leggendario Billy Cobham: Il 20 luglio nell’Arena del Castello Angioino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982917/mola-si-accende-per-il-leggendario-billy-cobham-il-20-luglio-nellarena-del-castello-angioino.html</link>
      <description>Con i Time Machine nell’ambito di Bari in Jazz: con lui c’è Rocco Zifarelli, chitarrista 59enneoriginario di Cisternino ma residente a Casamassima</description>
      <author>ugo sbisà</author>
      <category>musica</category>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 20:42:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Se &egrave; vero, come racconta un&rsquo;antica leggenda africana, che tutto il Creato ha avuto origine dal battito di un tamburo, l&rsquo;energia percussiva di Billy Cobham ne &egrave; la piena dimostrazione.</p> <p>L&rsquo;ottantunenne batterista panamense si aggiunge al ricco programma di Bari in Jazz con un concerto in programma luned&igrave; 20 luglio nell&rsquo;Arena del Castello Angioino e c&rsquo;&egrave; da scommettere che sar&agrave; un appuntamento difficile da seguire restando compostamente seduti in platea.</p> <p>Con lui, i Time Machine, una band che reinterpreta gli storici cavalli di battaglia di un repertorio che affonda le radici negli Anni &lsquo;70, quando il batterista suonava con John Abercrombie e i fratelli Brecker e che parte da un album di successo come &laquo;Spectrum&raquo; del 1973 per ripercorrere una carriera elettrizzante.</p> <p>In questa edizione della formazione, &egrave; inevitabile segnalare innanzitutto la presenza di Rocco Zifarelli, il cinquantanovenne chitarrista pugliese originario di Cisternino che pu&ograve; vantare una reputazione internazionale e che &egrave; stato per anni uno dei solisti preferiti dal grande Ennio Morricone; completeranno la formazione Bjorn Arko al sax, Andrea Andreoli al trombone, Antonio Baldino alla tromba, Jorge Vera alle tastiere e Victor Cisternas al basso.</p> <p>&Egrave; una carriera intensa quella di Cobham, costellata di successi, ma anche di collaborazioni di altissimo livello tra le quali &egrave; inevitabile citare quella con Miles Davis, che dopo averlo ascoltato nei &laquo;Dreams&raquo;, lo volle al suo fianco in alcune storiche registrazioni come ad esempio &laquo;A Tribute to Jack Johnson&raquo;, &laquo;Live Evil&raquo;, &laquo;Big Fun&raquo; e &laquo;Get Up With It&raquo;.</p> <p>Cos&igrave; come &egrave; inevitabile ricordare che insieme con un altro &laquo;ex&raquo; del grande trombettista, il chitarrista John McLaughlin, Cobham prese parte all&rsquo;avventura di un altro gruppo iconico degli Anni &lsquo;70, la Mahavisnu Orchestra.</p> <p>Erano gli anni in cui il jazz flirtava col rock in barba alle lamentele dei cosiddetti &laquo;puristi&raquo; e ben presto Cobham intraprese la carriera da leader, mettendosi in mostra non solo per la sua tecnica strepitosa, caratterizzata dall&rsquo;essere ambidestro, ma anche per i set percussivi sempre pi&ugrave; robusti, nei quali non mancava mai di sperimentare nuovi materiali e ancor pi&ugrave; avveniristici macchingegni.</p> <p>Che la si voglia chiamare jazz rock, fusion o crossover, la sua musica, le sue registrazioni, hanno segnato un&rsquo;epoca, facendo sentire la loro influenza anche su personaggi apparentemente lontani dal suo mondo, come ad esempio Peter Gabriel, Jack Bruce, Phil Collins, Eumir Deodato e molti altri ancora.</p> <p>&laquo;Time Machine &ndash; spiega Cobham - &egrave; il mio sestetto composto da batteria, tastiere, chitarra, basso e tre strumenti a fiato: tromba, sassofono e trombone. Questa line-up &egrave; la nuova edizione del mio primo gruppo del 1974, formato da John Abercrombie, Michael Brecker, Glenn Ferris, Randy Brecker, Milcho Leviev e Alex Blake&raquo;.</p> <p>I biglietti sono in vendita sul circuito TicketOne.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Un Bari senza «luce» resta in sospeso, il Sudtirol è più squadra</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982887/un-bari-senza-luce-resta-in-sospeso-il-sudtirol-e-piu-squadra.html</link>
      <description>La partita di andata dei playout finisce con un nulla di fatto al «San Nicola» in una straordinaria cornice di pubblico (quasi 28 mila spettatori) Due-tre lampi nella prima parte di gara ma manca la giocata vincente</description>
      <category>bari,serie b,sudtirol</category>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:50:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;impressione &egrave; che sia andata bene. Al Bari, s&rsquo;intende. Capace di qualche slancio di &laquo;pancia&raquo; nel primo spicchio di partita ma, poi, lentamente rannicchiato su se stesso e incapace di produrre qualcosa di interessante. Manovra lenta, involuta, assolutamente senza &laquo;luce&raquo;. E la solita fase di non possesso che non regala certezze, anzi. Quando il pallone ce l&rsquo;hanno gli avversari hai sempre la sensazione che ci possa scappare la &laquo;dormita&raquo;. Il pareggio va benone perch&eacute; non racconta tutto. Pi&ugrave; squadra, il Sudtirol. In campo in modo logico, aggrappato a gente di categoria che conosce l&rsquo;arte della &laquo;legna&raquo;. Merkaj e Pecorino le &laquo;cartoline&raquo; di un calcio che, da queste parti, s&rsquo;&egrave; visto quasi mai. E i numeri lo urlano ai quattro venti.</p> <p>Troppo poco, il Bari. Nella notte in cui quasi trentamila tifosi hanno deciso di scendere in... campo per provare a salvare il salvabile. Mancanza di coraggio o incapacit&agrave;? Sicuramente Longo avr&agrave; impostato una partita che prevedeva anche grande attenzione nell&rsquo;occupazione degli spazi. Un centrocampo folto ma senza un vero organizzatore (Verreth fuori causa, Artioli ormai costantemente in panchina). Cos&igrave; si fa fatica. Anche a partorire una bench&eacute; minima iniziativa. Solo a campo aperto i biancorossi sono capaci di creare qualcosa. Ma in partite cos&igrave; sarebbe servito ben altro. Cosa? Tutto quello che il Bari non ha saputo essere finora. Non una squadra bella. E nemmeno &laquo;sporca&raquo;. Piatta, vuota, inaffidabile. Nonostante non siano mancati impegno e applicazione.</p> <p>Un paio di <span class="GN4_p">chances</span> con Rao e Maggiore nei primi 15&rsquo;, sfruttando la verticalit&agrave;. Ma anche lampi del Sudtirol con Molina, El Kaouakibi e una deliziosa punizione di Casiraghi, ipsirato regista offensivo. Primo tempo sostanzialmente equilibrato col Bari che, per&ograve;, perde campo col passare dei minuti. Un film gi&agrave; visto che chiama in causa l&rsquo;assoluta mancanza di personalit&agrave; e spessore. Nei momenti pi&ugrave; complicati manca chi pretende il pallone e detta i tempi del gioco. Maggiore, Piscopo, Esteves, Pagano sono tutti incursori. E lo stesso Esteves non ha ancora trovato una vera identit&agrave; tattica. N&egrave; carne, n&egrave; pesce. Impossibile, insomma, pensare di poter vedere partite diversa da questa. Salvo episodi, un po&rsquo; quello che accadde contro l&rsquo;Entella.</p> <p>Il secondo tempo &egrave; ancora pi&ugrave; chiaro nel suo &laquo;racconto&raquo;. Con il Sudtirol ha argomenti pi&ugrave; credibili da giocare sul tavolo della salvezza. Pi&ugrave; gioco, pi&ugrave; fisicit&agrave;. Una squadra, gi&agrave;. Con limiti, certo. Ma una squadra. Strutturalmente di un&rsquo;altra categoria rispetto al Bari. Le parate di Cerofolini impediscono la fuga altoatesina, anche una mezza traversa esterna su cross dalla sinistra di Davi. Sarebbe stato un vantaggio legittimo. Nonostante un tentativo di Cuni, in un finale della serie &laquo;vorrei ma non posso&raquo;. La squadra di Longo non riesce nemmeno a chiudere in <span class="GN4_p">forcing</span>. Castori non soffre praticamente mai. E guarda al ritorno con un pizzico di fiducia in pi&ugrave;. Pur nella consapevolezza che la &laquo;partita&raquo; resta apertissima. Pu&ograve; succedere di tutto, certo. AI tifosi del Bari, ancora una volta straordinari, non resta che l&rsquo;arte della speranza. Servir&agrave; fortuna, tanta fortuna. E qualche episodio che gira a favore. Notte fonda o un sospiro di sollievo. Bolzano dir&agrave; tutta la verit&agrave;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Armi e droga, controlli e perquisizioni a Bari: arrestato un 55enne, nascondeva una pistola in casa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982874/armi-e-droga-controlli-e-perquisizioni-a-bari-arrestato-un-55enne-nascondeva-una-pistola-in-casa.html</link>
      <description>Le operazioni della polizia dopo gli ultimi episodi di cronaca. Controlli anche in Piazza Umberto e Piazza Moro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>armi,droga,arrestato 55enne</category>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 14:01:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un 55enne con precedenti di polizia &egrave; stato arrestato a Bari, gioved&igrave; 14 maggio, perch&eacute; in casa nascondeva una pistola all'interno di una valigetta. L'arma, d<span>i fabbricazione turca con matricola abrasa e 49 cartucce inesplose, &egrave; risultata perfettamente funzionante e, potenzialmente, anche in grado di sparare a &ldquo;raffica&rdquo;. Nel corso della perquisizione domiciliari sono state trovate anche&nbsp;due dosi di cocaina, oltre a materiale per il confezionamento di sostanza stupefacente.</span></p> <p><span>L'uomo &egrave; stato quindi condotto in carcere&nbsp;per il reato di detenzione illegale di arma clandestina e denunciato per la ricettazione della stessa e la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.</span></p> <p><span>L'operazione &egrave; avvenuta nell'ambito dei controlli disposti per gli ultimi episodi di cronaca, cos&igrave; come deciso in sede di comitato per l&rsquo;ordine e la sicurezza pubblica. I controlli hanno interessato anche&nbsp;le aree di Piazza Umberto e Piazza Moro,&nbsp;al fine di contrastare i fenomeni di illegalit&agrave; diffusa, spaccio di sostanze stupefacenti e degrado urbano nelle aree maggiormente frequentate del centro cittadino.</span><span></span></p> <p>Nel corso dei controlli sono state identificate 192 persone, di cui 52 con precedenti di polizia, 5 persone sono state arrestate, di cui 4 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed una per rapina aggravata di un monopattino, prontamente restituito al legittimo proprietario, 5 persone denunciate in stato di libert&agrave; , di cui 4 per violazioni in materia di immigrazione ed 1 per resistenza a pubblico ufficiale ed 1 segnalata all&rsquo;Autorit&agrave; Amministrativa per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale. Sei le perquisizioni effettuate complessivamente. &nbsp;</p> <p>Infine &egrave; stata data esecuzione ad un ordine di carcerazione ed emessi 4 ordine del Questore ad abbandonare il territorio nazionale, nei confronti di 4 stranieri risultati irregolari sul territorio.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bari, ora c'è la conferma: per il 30 giugno via i cantieri in via Argiro. E per l'estate il passeggio dei turisti è salvo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982859/bari-ora-c-e-la-conferma-per-il-30-giugno-via-i-cantieri-in-via-argiro-e-per-l-estate-il-passeggio-dei-turisti-e-salvo.html</link>
      <description>Rimarranno solo i lavori sulle intersezioni. E i commercianti possono tirare un sospiro di sollievo per la bella stagione</description>
      <author>DONATELLA LOPEZ</author>
      <category>via argiro,cantieri,Domenico Scaramuzzi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982859/bari-ora-c-e-la-conferma-per-il-30-giugno-via-i-cantieri-in-via-argiro-e-per-l-estate-il-passeggio-dei-turisti-e-salvo.html</guid>
      <pubDate>Sat, 16 May 2026 12:22:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un cantiere a cielo aperto? S&igrave;, ma siamo agli sgoccioli e il disagio di questi mesi si trasformer&agrave; in valore aggiunto per la citt&agrave;. Nel Murattiano &egrave; ormai certo: via le recinzioni e il cantiere di via Argiro entro il 30 giugno. La conferma &egrave; di ieri pomeriggio, giunta al termine di un sopralluogo dell&rsquo;assessore comunale alla Cura del territorio e alle opere pubbliche, Domenico Scaramuzzi, accompagnato sul cantiere dal direttore generale Luigi Ranieri, dal capo di Gabinetto Nicola Dentamaro, dai numerosi tecnici comunali e dai commercianti.</p> <p>Entro la fine di giugno, il viale centrale della strada torner&agrave; a essere pienamente percorribile. Potranno invece proseguire, anche nelle settimane successive, alcune lavorazioni di dettaglio e di completamento ai lati della strada e nelle intersezioni con le vie perpendicolari.</p> <p>&laquo;Confermiamo che la fine dei lavori &egrave; il 30 giugno &ndash; ha dichiarato Scaramuzzi &ndash;. Il nostro obiettivo &egrave; liberare completamente dalle recinzioni tutto il viale centrale per avere una visuale unica da corso Vittorio Emanuele a piazza Umberto. Se poi rimarranno lavorazioni di finitura, avremo fino a 60 giorni in pi&ugrave; per completarle&raquo;.</p> <p>Il sopralluogo di ieri &egrave; servito anche a fare il punto sull&rsquo;avanzamento del cantiere. I primi quattro isolati dal lato di corso Vittorio Emanuele sono ormai quasi ultimati, fatta eccezione per alcune opere laterali nel terzo tratto. Sul fronte opposto, verso piazza Umberto, i lavori stanno entrando nella fase conclusiva delle fasce laterali dei primi due isolati, mentre dalla prossima settimana partiranno gli interventi anche nel terzo.</p> <p>Un&rsquo;accelerazione resa possibile dall&rsquo;impiego contemporaneo di pi&ugrave; squadre di operai: quelle impegnate nella realizzazione delle condotte della fogna bianca, quelle addette ai getti e ai basamenti in cemento e infine il team specializzato nella posa delle basole. &laquo;Su ogni isolato c&rsquo;&egrave; una lavorazione diversa in corso &ndash; ha spiegato l&rsquo;assessore &ndash; e man mano che una squadra completa un tratto si sposta sul successivo&raquo;.</p> <p>In parallelo sono iniziati anche gli interventi sulle intersezioni stradali con inevitabili disagi alla circolazione. Il primo cantiere riguarda l&rsquo;incrocio con via Abate Gimma: comporter&agrave; lo stop al passaggio delle auto per circa un mese. I pedoni, invece, potranno tornare ad attraversare l&rsquo;area gi&agrave; dopo 15-20 giorni. Una scelta tecnica necessaria per consentire il corretto assestamento della nuova pavimentazione e del collante utilizzato sotto le basole. Collante utilizzato nelle intersezioni di via Sparano risolutivo del problema delle pietre ballerine che ha creato, nei mesi scorsi, numerosi problemi, polemiche e cadute dei passanti.</p> <p>Tra le richieste fatte all&rsquo;assessore dai residenti cittadini e dai commercianti, la possibilit&agrave; di restringere, dove possibile, la recinzione sui marciapiedi per favorire il passeggio e il riempimento delle aiuole alberate con terra o ghiere in ghisa. Per ridurre la polvere &egrave; stato anche chiesto l&rsquo;impiego di teli da apporre sul recinto del cantiere.</p> <p>Al di l&agrave; delle richieste e degli aspetti tecnici, Scaramuzzi si &egrave; poi soffermato sul rapporto costruito con i commercianti e i residenti. &laquo;Ogni volta ce ne andiamo carichi di soddisfazione &ndash; ha concluso &ndash; perch&eacute; abbiamo creato un clima di collaborazione. Alcuni modi di procedere sul cantiere li abbiamo concordati proprio con i commercianti: dal posizionamento delle recinzioni alle modalit&agrave; per incastrare meglio le fasi di lavorazione&raquo;.</p> <p>Nonostante il cantiere, in via Argiro ieri non &egrave; mancato il consueto passeggio dei turisti, sinonimo di una citt&agrave; attraente e attrattiva nonostante i disagi per i lavori. Ed &egrave; proprio all&rsquo;estate ormai alle porte che guardano i commercianti della zona. Dopo mesi di sacrifici, sperano davvero di essere messi nelle condizioni di lavorare con serenit&agrave; e continuit&agrave; in concomitanza con l&rsquo;avvio della stagione turistica, anticipata dai tre giorni di festa per San Nicola e dal bel tempo.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Bancarotta, i Matarrese si difendono: «L'impresa valeva 10 milioni, la vendita è legittima»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982864/bancarotta-i-matarrese-si-difendono-l-impresa-valeva-10-milioni-la-vendita-e-legittima.html</link>
      <description>Dopo le accuse della Procura di Bari e la richiesta di arresto. Gli interrogatori di Amato e Salvatore Matarrese slittano a mercoledì</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>matarrese,bancarotta,Salvatore Matarrese</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982864/bancarotta-i-matarrese-si-difendono-l-impresa-valeva-10-milioni-la-vendita-e-legittima.html</guid>
      <pubDate>Sat, 16 May 2026 12:12:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Nel 2022 prima di trasferire la propriet&agrave; della nuova impresa di costruzioni di famiglia a una holding esterna al gruppo, scelta che secondo la Procura di Bari integrerebbe gli estremi della bancarotta distrattiva, i Matarrese hanno commissionato una perizia che valutava la societ&agrave; intorno ai 10 milioni. Un prezzo congruo - dicono - con quello a cui &egrave; stata portata a termine la vendita. &Egrave; questo il fulcro della difesa degli imprenditori baresi finiti nel mirino del pm Lanfranco Marazia che ha chiesto e ottenuto dal gip Valeria Valenzi il sequestro impeditivo delle quote della &laquo;nuova&raquo; Salvatore Matarrese detenute dalla Imco: il trasferimento, secondo la Procura, avrebbe creato un danno da 7,5 milioni di euro ai creditori delle fallite societ&agrave; del gruppo.</p> <p>La perizia verr&agrave; depositata in sede di interrogatorio preventivo fissato dal gip per decidere sulla richiesta di arresto ai domiciliari dell&rsquo;ingegnere Salvatore Matarrese 64 anni, e dello zio Amato Matarrese, 83 anni (sono difesi dall&rsquo;avvocato Domenico Di Terlizzi), oltre che degli amministratori Marco Mandurino, 57 anni e Nicola Locuratolo, 60 anni. L&rsquo;interrogatorio dei due Matarrese &egrave; slittato al 27 maggio: &egrave; possibile che nel frattempo Amato si dimetta dalle cariche di amministratore della Strade e Condotte, cio&egrave; della sub-holding del gruppo che nel febbraio 2022 ha acquistato la nuova impresa di costruzioni Salvatore Matarrese nell&rsquo;ambito della procedura di concordato preventivo della vecchia Salvatore Matarrese, e pochi giorni dopo l&rsquo;ha ceduta allo stesso prezzo (7 milioni) alla Imco, la nuova holding esterna al gruppo che fa capo a 15 esponenti della famiglia. Operazione che, per il pm, &egrave; servita a sottrarre il gioiello di casa dalla procedura di fallimento della capogruppo Finba.</p> <p>La difesa non accetta questa ricostruzione, e ritiene che la perizia valutativa della impresa Matarrese commissionata dal pm alla Deloitte si fondi su criteri inapplicabili. L&rsquo;accusa dice che l&rsquo;impresa valeva 20 milioni ma &egrave; stata sottratta dal patrimonio di gruppo per 7 milioni (pi&ugrave; la rinuncia a crediti per 4 milioni). La difesa replica che se era congruo il valore iniziale di cessione di 7 milioni alla Strade e Condotte previsto nel concordato, allora lo era anche quello della seconda cessione: l&rsquo;operazione sarebbe dunque legittima, anche perch&eacute; avvenuta alla luce del sole e dopo che Imco aveva chiesto di acquistarla direttamente alla curatela della vecchia Salvatore Matarrese ottenendo un diniego. &laquo;A noi - dice l&rsquo;avvocato Di Terlizzi - interessa salvare l&rsquo;azienda, dimostrando la legittimit&agrave; di tutto quello che &egrave; stato fatto&raquo;.</p> <p>L&rsquo;operazione di vendita &egrave; stata messa in piedi dopo che la Procura ha chiesto (poi ottenendolo) il fallimento della Strade e Condotte. Subito dopo la vendita, la famiglia Matarrese ha pagato tutti i creditori della societ&agrave;, tanto che il fallimento un anno fa &egrave; stato chiuso: con ogni probabilit&agrave; questo &egrave; servito a evitare l&rsquo;azione revocatoria.</p> <p>La tesi della congruit&agrave; del prezzo &egrave; stata per&ograve; gi&agrave; esaminata e respinta dall&rsquo;accusa. Nella richiesta di arresto e sequestri il pm Marazia richiama infatti i documenti trovati durante le perquisizioni della Finanza nei computer degli indagati. &laquo;Il valore economico potenziale attribuito&raquo; alla societ&agrave; dall&rsquo;ingegner Matarrese &laquo;ossia euro 9.450.000,00, &egrave;, comunque, superiore rispetto al prezzo applicato nella successiva cessione, in data 21 febbraio 2022, della partecipazione in favore della Imco Spa (euro 7 milioni dopo l&rsquo;integrazione del 24 aprile 2023)&raquo;. Ma soprattutto, secondo l&rsquo;accusa, emerge come anche la prima operazione di vendita (quella dalla curatela verso la Strade e Condotte) fu pagata con i soldi che aveva in cassa la &laquo;newco&raquo;. Circostanze che, scrive il pm, &laquo;dimostrano inconfutabilmente come all&rsquo;immediata vigilia del doppio trasferimento delle quote, il dominus della Matarrese srl mostrava piena consapevolezza di come quest&rsquo;ultima avesse nel proprio patrimonio risorse finanziarie (liquidit&agrave; messa a disposizione per saldare il prezzo dovuto alla Salvatore Matarrese in concordato) di gran lunga superiori rispetto al prezzo stabilito in favore di Imco&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Monopoli, scontro tra due auto in pieno centro: un 19enne muore in ospedale. La tragedia nella notte</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982860/monopoli-scontro-tra-due-auto-in-pieno-centro-un-19enne-muore-in-ospedale-la-tragedia-nella-notte.html</link>
      <description>Un'altra morte che scuote la comunità. Per cause ancora di accertamento, l'auto a bordo della quale viaggiava la vittima si è scontrata violentemente con un altro mezzo, generando un boato che ha risvegliato i residenti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>19enne morto,incidente</category>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 11:47:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un'altra tragedia scuote la comunit&agrave; di Monopoli. Un ragazzo di 19 anni &egrave; morto la scorsa notte a causa delle ferite riportate in un incidente stradale avvenuto in piazza Milite ignoto. La vittima era a bordo di un&rsquo;auto di grossa cilindrata che per cause da chiarire, si &egrave; scontrata con una utilitaria. Le condizioni del 19enne, di origini albanesi, sono apparse subito gravi al personale del 118 che, dopo aver prestato le prime cure, lo ha trasportato in codice rosso al Pronto soccorso dell&rsquo;ospedale San Giacomo di Monopoli, dove &egrave; morto. Lievemente ferita la donna che era alla guida dell&rsquo;altro mezzo coinvolto. Indagano le forze dell&rsquo;ordine.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Bari, a Pane &amp;Pomodoro niente bagno se c’è pioggia: lavori in corso fino al 2029. E nonostante la transenne c'è chi si tuffa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982856/bari-a-pane-pomodoro-niente-bagno-se-ce-pioggia-lavori-in-corso-fino-al-2029-e-nonostante-la-transenne-c-e-chi-si-tuffa.html</link>
      <description>È l’ennesimo episodio di una storia lunga decenni, in cui l’arenile barese è diventato il luogo dei divieti che scattano dopo la pioggia. Un copione noto: temporale, attesa, controlli e poi la comparsa dei blocchi</description>
      <author>rosanna volpe</author>
      <category>pane e pomodoro,divieti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982856/bari-a-pane-pomodoro-niente-bagno-se-ce-pioggia-lavori-in-corso-fino-al-2029-e-nonostante-la-transenne-c-e-chi-si-tuffa.html</guid>
      <pubDate>Sat, 16 May 2026 10:52:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La consegna definitiva alle imprese appaltatrici &egrave; avvenuta nei giorni scorsi, mentre nei prossimi mesi partiranno gli altri cantieri cittadini in coordinamento con il Comune. &Egrave; un passaggio decisivo del Progetto Picone, il piano infrastrutturale con cui Acquedotto Pugliese punta a intervenire in maniera strutturale sul sistema fognario di Bari per ridurre il rischio di sversamenti in mare nella zona di Pane e Pomodoro. La conclusione complessiva delle opere &egrave; stimata entro il 2029. Attualmente i lavori, avviati a ottobre 2025, si stanno concentrando sulla realizzazione del nuovo impianto di sollevamento fognario in via Oberdan. Si tratta del cuore del nuovo assetto della rete: da qui le acque nere verranno convogliate verso l&rsquo;impianto di Torre del Diavolo a Japigia e successivamente al depuratore Bari Est per il trattamento.</p> <p>Il progetto complessivo vale 28,8 milioni di euro e punta alla separazione definitiva tra fogna bianca e fogna nera lungo il percorso del canale Picone, il sistema di drenaggio sotterraneo che attraversa la citt&agrave; fino al lungomare Nazario Sauro. &laquo;L&rsquo;obiettivo &ndash; spiegano da Acquedotto pugliese - &egrave; un miglioramento strutturale del sistema fognario nella zona sud-est della citt&agrave; attraverso la separazione della fogna nera da quella bianca lungo il percorso del Picone, cos&igrave; da ridurre al minimo il rischio di sversamenti&raquo;.</p> <p>L&rsquo;intervento prevede circa 7.500 metri di nuove tubazioni fognarie, due collettori principali e oltre 2.600 metri di reti secondarie. Una parte del sistema raccoglier&agrave; i reflui provenienti dai quartieri Picone, Carrassi e San Pasquale, mentre un secondo collettore convoglier&agrave; le acque nere di Murat, San Nicola e Madonnella. Una particolarit&agrave; di questo progetto &egrave; l&rsquo;uso del microtunnelling, tecnologia che permette di posare le condotte in profondit&agrave; senza grandi scavi in superficie, limitando quindi rumori, tempi e disagi, a beneficio dei cittadini e delle attivit&agrave; commerciali. Tecniche gi&agrave; utilizzate con successo in via Napoli, dove grazie al relining, cio&egrave; l&rsquo;inserimento di una speciale calza all&rsquo;interno della vecchia tubazione, sono tornate a nuova vita due importanti condotte nella zona a nord-ovest della citt&agrave;.</p> <p>Ma il progetto non parte da zero. Una prima fase di opere complementari &egrave; infatti iniziata gi&agrave; nel 2024 con ulteriori investimenti per circa 20 milioni di euro. Si tratta di lavori che, secondo Aqp, hanno gi&agrave; contribuito a migliorare il comportamento della rete cittadina durante le piogge.</p> <p>&laquo;Gli interventi realizzati negli ultimi mesi, tra cui i nuovi collettori nella parte alta della citt&agrave;, il ripristino e la disincrostazione delle condotte e il potenziamento dell&rsquo;impianto di sollevamento Diaz, hanno consentito di ridurre significativamente gli episodi di sversamento in mare&raquo;. &Egrave; proprio questo l&rsquo;aspetto che segna la differenza rispetto al passato. Per anni, infatti, dopo ogni pioggia intensa scattavano quasi automaticamente ordinanze di divieto di balneazione.</p> <p>Il sistema fognario di Bari, nato con il progetto Ambrosini del 1917, prevedeva infatti reti nere e bianche parallele ma collegate tra loro attraverso pozzetti comunicanti. Un assetto che con l&rsquo;espansione urbanistica della citt&agrave; si &egrave; progressivamente rivelato insufficiente. Negli anni, quindi, si sono succeduti diversi studi finalizzati a una separazione efficace.</p> <p>Nel frattempo, per&ograve;, il problema non &egrave; ancora del tutto superato. Da gioved&igrave; pomeriggio a Pane e Pomodoro &egrave; tornato il divieto di balneazione e gli agenti della polizia locale hanno transennato il bagnasciuga. Le analisi dovranno essere ripetute e la revoca dell&rsquo;ordinanza non potr&agrave; arrivare prima di domenica.</p> <h2>Un tuffo nonostante le transenne</h2> <p>Le transenne erano l&igrave;, ben visibili, insieme al divieto di balneazione scritto nero su bianco. Eppure ieri, sul litorale di Pane e Pomodoro, qualcuno ha fatto finta di non vedere n&eacute; le une n&eacute; l&rsquo;altro, entrando comunque in acqua come se si trattasse di un semplice avviso e non di un&rsquo;ordinanza. &Egrave; l&rsquo;ennesimo episodio di una storia lunga decenni, in cui l&rsquo;arenile barese &egrave; diventato il luogo dei divieti che scattano dopo la pioggia. Un copione noto: temporale, attesa, controlli e poi la comparsa dei blocchi. Alla base resta il problema strutturale dello smaltimento cittadino, che ha come punto critico la condotta di via Matteotti, responsabile degli sversamenti in mare in caso di precipitazioni violente. Un nodo che nel tempo ha reso la balneazione in quell&rsquo;area intermittente e soggetta a interruzioni frequenti.</p> <p>La storia di questo tratto di costa, per&ograve;, &egrave; molto pi&ugrave; antica. Nel 1949 Giovanni Marzulli inaugur&ograve; il &laquo;Gran lido Marzulli&raquo;, costruito secondo modelli ispirati ai lidi pi&ugrave; eleganti. L&rsquo;esperienza dur&ograve; fino al 1957, quando lo stabilimento chiuse e la spiaggia torn&ograve; libera, diventando il &laquo;Pan&rsquo;e Pemed&ograve;re&raquo; dei baresi. Nel 1997 la riva fu protagonista dei Giochi del Mediterraneo con le gare di canoa; in seguito arriv&ograve; l&rsquo;idea di trasformarla in un&rsquo;area urbana attrezzata, simbolo di una citt&agrave; proiettata verso il mare. Un progetto che per&ograve; ha sempre dovuto fare i conti con la fragilit&agrave; del sistema idrico e con le storiche criticit&agrave; strutturali.Secondo Acquedotto Pugliese, &laquo;il sistema fognario dei quartieri storici &egrave; tra i pi&ugrave; datati d&rsquo;Italia, realizzato quando in un&rsquo;unica condotta scorrevano fogna bianca e fogna nera&raquo;, una configurazione che in caso di forti temporali pu&ograve; ancora generare sovraccarichi. Negli anni si sono tentate soluzioni temporanee, dalle barriere galleggianti ai sistemi di contenimento, ma senza incidere alla radice del problema. Intanto Pane e Pomodoro &egrave; rimasta sospesa tra due identit&agrave;: luogo simbolo della citt&agrave; e punto sensibile della rete idrica. In attesa che gli interventi strutturali in corso possano finalmente cambiarne il futuro.&nbsp;</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Al Demodé la festa per i 30 anni dell'azienda ospedaliera Policlinico di Bari: sul palco sventola la bandiera di Emergency</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982855/al-demode-la-festa-per-i-30-anni-dell-azienda-ospedaliera-policlinico-di-bari-sul-palco-sventola-la-bandiera-di-emergency.html</link>
      <description>L'evento con l'esibizione dei Sound of Garage, la formazione in cui militano il direttore generale Antonio Sanguedolce e il direttore sanitario Danny Sivo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>demod,Antonio Sanguedolce,danny sivo</category>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>A maggio del 1996 il Policlinico di Bari ha acquisito lo status di azienda ospedaliero-universitaria autonoma: a trent&rsquo;anni da quella trasformazione, l'azienda ha celebrato quest'anniversario prima&nbsp;con un momento congressuale di riflessione e confronto (con la presenza, tra gli altri, di&nbsp;Rosy Bindi, ex ministra della Sanit&agrave;), poi con&nbsp;&ldquo;Generazione Policlinico&rdquo;, un evento musicale presso il Demod&egrave; di Modugno, riservato a tutto il personale sanitario. Quasi mille, fanno sapere gli organizzatori, i partecipanti. Sul palco si sono esibiti i Sound of Garage, la formazione in cui militano il direttore generale Antonio Sanguedolce e il direttore sanitario Danny Sivo. Il concerto ha rappresentato l'occasione per riconfermare il sostegno a Emergency: il<span>&nbsp;Policlinico di Bari ha infatti deciso di promuovere una raccolta fondi per la clinica Al-Qarara a Gaza, con l&rsquo;obiettivo di contribuire al mantenimento delle attivit&agrave; assistenziali. Emergency &egrave; attiva nella Striscia con due cliniche di assistenza primaria nell&rsquo;area di Khan Younis, ad Al-Qarara e Al-Mawasi, dove si registra un aumento significativo della domanda dei servizi di base e la mancanza di farmaci pi&ugrave; comuni.</span></p> <p><span></span></p>]]></content:encoded>
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