<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0">
  <channel>
    <atom:link href="http://rssnewsfeed.lagazzettadelmezzogiorno.it/clienti/gdm/rss.php?sezione=372" rel="self" type="application/rss+xml"/>
    <title>MUSICA - Concerti - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>MUSICA e CONCERTI: Le hit parade della settimana, sezione della Gazzetta dedicata alla musica e ai concerti.</description>
    <language>it-it</language>
    <image>
      <url>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/images/logores.jpg</url>
      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    </image>
    <item>
      <title>«Tantrum», il manifesto transfemminista dei Lit Up Fuse: rap, dissenso e rottura dei codici dominanti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020765/tantrum-il-manifesto-transfemminista-dei-lit-up-fuse-rap-dissenso-e-rottura-dei-codici-dominanti.html</link>
      <description>Dal Medimex di Taranto al nuovo album in arrivo nel 2026, il collettivo pugliese pubblica un singolo che unisce hip hop ed electro-punk per decostruire linguaggi, immaginari e strutture del patriarcato contemporaneo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online)</author>
      <category>lit up fuse,tantrum</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020765/tantrum-il-manifesto-transfemminista-dei-lit-up-fuse-rap-dissenso-e-rottura-dei-codici-dominanti.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:27:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Con &laquo;Tantrum&raquo;, i <strong>Lit Up Fuse</strong> tornano con un singolo che si presenta fin da subito come un&rsquo;operazione estetica e politica insieme, capace di utilizzare i codici dell&rsquo;hip hop e del rap per scardinarne le dinamiche interne e ridefinirne il perimetro espressivo. Il brano, disponibile su tutte le piattaforme digitali e presentato in anteprima al Medimex di Taranto, anticipa il secondo album della band in arrivo nell&rsquo;autunno 2026.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Pi&ugrave; che una semplice uscita discografica, &laquo;Tantrum&raquo; si configura come un vero e proprio manifesto sonoro. Il progetto dei Lit Up Fuse, attivo dal 2022 e guidato dalla cantautrice Alice Bosco insieme ai produttori Bruno Cama ed Emo, a cui si sono aggiunti nel tempo nuovi elementi della formazione, si muove infatti da sempre in una zona di intersezione tra musica elettronica, hip hop e attitudine punk, con una forte componente testuale e politica.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>In questo nuovo singolo, la componente hip hop diventa il veicolo principale di una narrazione che si confronta apertamente con le strutture culturali e sociali contemporanee. Il brano mette in tensione la superficie levigata del consumo pop con una realt&agrave; pi&ugrave; complessa e conflittuale, utilizzando il contrasto come dispositivo narrativo e sonoro.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Al centro del testo si colloca una riflessione esplicita sulle dinamiche della manosfera e sulle forme di violenza di genere che attraversano gli spazi digitali e si riflettono nella vita reale. L&rsquo;urgenza espressiva del flow si intreccia cos&igrave; a una scrittura che rifiuta ogni neutralizzazione del conflitto, assumendo una posizione dichiaratamente transfemminista e intersezionale.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il linguaggio del brano evita qualsiasi semplificazione narrativa e si muove invece lungo una linea di frattura che mette in discussione la rappresentazione dell&rsquo;eccezionalit&agrave; nei casi di violenza, riportando il discorso a una dimensione sistemica e strutturale. In questo senso, &laquo;Tantrum&raquo; utilizza la forma-canzone come spazio di analisi critica oltre che come dispositivo musicale.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Anche sul piano sonoro il singolo si muove nella direzione della tensione e della sottrazione. La produzione firmata da Bruno Gagliardi (Bruno Cama) si basa su un impianto minimale e incisivo, costruito su bassi profondi, ritmiche sincopate e campionamenti che restituiscono un&rsquo;atmosfera scura e ipnotica. L&rsquo;estetica nu-electro-punk della band si fonde con la matrice hip hop, dando vita a un sound che privilegia l&rsquo;impatto del testo e la densit&agrave; del ritmo.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il risultato &egrave; un brano che non cerca la leggerezza, ma la pressione costante, in cui la componente elettronica e quella ritmica funzionano come amplificatori emotivi e politici del messaggio. La voce si inserisce in questo tessuto sonoro come elemento centrale, pi&ugrave; vicino alla dichiarazione che alla narrazione lineare.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Tantrum&raquo; segna inoltre l&rsquo;avvio di un progetto narrativo pi&ugrave; ampio che accompagner&agrave; le prossime uscite della band. Una struttura episodica articolata in diciotto capitoli sviluppati attraverso i canali social, in cui musica, immaginario visivo e scrittura si intrecciano in una narrazione continua fatta di simboli, figure e trasformazioni.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il percorso dei Lit Up Fuse si &egrave; gi&agrave; consolidato con l&rsquo;album d&rsquo;esordio &laquo;Trigger&raquo;, pubblicato nell&rsquo;ottobre 2025 e seguito da una deluxe edition nel gennaio 2026 con numerosi featuring della scena rap e alternative italiana. Un lavoro che ha contribuito a definire ulteriormente l&rsquo;identit&agrave; del gruppo, caratterizzata dalla fusione tra urgenza politica e ricerca sonora.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Parallelamente all&rsquo;attivit&agrave; in studio, la band ha portato la propria musica sui palchi dei principali club italiani, costruendo un percorso live che ha incluso venue come Hiroshima Mon Amour di Torino, Giardini Luzzati di Genova e The Cage di Livorno. Un&rsquo;attivit&agrave; che ha trovato ulteriore impulso con l&rsquo;ingresso nel roster di Django Music e con le recenti esibizioni nello showcase del Medimex di Taranto.</span></p> <p><span>Con &laquo;Tantrum&raquo;, i Lit Up Fuse consolidano quindi una traiettoria artistica che rifiuta ogni neutralit&agrave; estetica, scegliendo invece il conflitto come spazio creativo. Un brano che non si limita a descrivere il presente, ma lo attraversa come campo di tensione, trasformando il linguaggio musicale in strumento di lettura e intervento sulla realt&agrave;.</span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_19/Screenshot_2026-06-19_152526-1781875534199.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>UNFRAMED torna in Puglia: aperta la call internazionale che celebra il videoclip come arte</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020764/unframed-torna-in-puglia-aperta-la-call-internazionale-che-celebra-il-videoclip-come-arte.html</link>
      <description>Dal Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari una nuova sfida ai linguaggi dell'audiovisivo contemporaneo. Iscrizioni aperte per la seconda edizione del festival dedicato al music video tra cinema, sperimentazione e visioni d'autore</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online)</author>
      <category>unframed</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020764/unframed-torna-in-puglia-aperta-la-call-internazionale-che-celebra-il-videoclip-come-arte.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:23:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="isSelectedEnd"><span>In un'epoca in cui le immagini scorrono veloci sugli schermi degli smartphone e il videoclip sembra sempre pi&ugrave; confinato all'interno di piattaforme, algoritmi e strategie promozionali, c'&egrave; chi sceglie di rallentare il flusso e restituire centralit&agrave; allo sguardo. Nasce da questa esigenza la seconda edizione di UNFRAMED &ndash; Music Video Festival, il progetto curatoriale che torna a dicembre 2026 negli spazi del Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari con l'obiettivo di indagare e valorizzare il videoclip come linguaggio artistico autonomo.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Dopo una prima edizione che ha posto le basi di un percorso originale nel panorama audiovisivo italiano, il festival rinnova la propria call nazionale e internazionale, rivolta a registi, artisti, collettivi, case di produzione, etichette discografiche e autori indipendenti provenienti da tutto il mondo.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L'idea che anima UNFRAMED &egrave; semplice ma radicale: considerare il videoclip non come un prodotto accessorio della musica, bens&igrave; come un'opera capace di esistere autonomamente, dialogando con il cinema, l'arte contemporanea, la performance e la sperimentazione visiva. Un approccio che restituisce dignit&agrave; curatoriale a una forma espressiva spesso relegata a contenuto di consumo rapido e che invece continua a rappresentare uno dei territori pi&ugrave; fertili per la ricerca audiovisiva contemporanea.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Per tre giorni il Castello Normanno Svevo diventer&agrave; cos&igrave; uno spazio di incontro tra immagini, suoni e visioni. Tutti i videoclip selezionati saranno infatti proiettati in sala, offrendo al pubblico un'esperienza collettiva che ribalta la fruizione individuale e frammentata tipica dell'ambiente digitale. Una scelta che rappresenta uno degli elementi distintivi del festival e che restituisce al music video la dimensione cinematografica per cui molte opere vengono concepite.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La call &egrave; aperta a videoclip realizzati dal 2024 fino alla data di chiusura delle iscrizioni. Le opere selezionate entreranno a far parte del programma ufficiale e concorreranno ai premi dedicati ai diversi aspetti della produzione audiovisiva, dalla regia alla fotografia, dal montaggio al concept, fino all'animazione e alla sperimentazione.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Particolare attenzione sar&agrave; riservata alla scena pugliese, con riconoscimenti specifici destinati ai migliori autori e alle migliori produzioni del territorio. Una scelta che conferma la volont&agrave; del festival di valorizzare il dialogo tra dimensione internazionale e radicamento locale, favorendo la crescita di una rete creativa sempre pi&ugrave; articolata.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Accanto alla selezione competitiva dedicata alle opere recenti, UNFRAMED introduce anche uno sguardo sul tempo lungo delle immagini. &Egrave; in questa prospettiva che nasce EVERGAZE &ndash; Visione Resistente, sezione dedicata ai videoclip realizzati prima del 2024 o privi di una precisa collocazione temporale. Opere che sfuggono alle logiche dell'attualit&agrave; e continuano a mantenere intatta la propria forza espressiva, attraversando gli anni senza perdere capacit&agrave; di interrogare il presente.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Al centro dell'identit&agrave; curatoriale del festival si colloca inoltre The Gaze, uno degli appuntamenti pi&ugrave; significativi dell'intera manifestazione. Non una semplice retrospettiva, ma uno spazio di confronto con figure che hanno contribuito a ridefinire il videoclip come forma artistica autonoma. Un momento dedicato alla trasmissione di esperienze, alla riflessione critica e al dialogo tra generazioni di autori, nel quale lo sguardo diventa metodo, memoria e pratica condivisa.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Accanto alle proiezioni e alle premiazioni, la seconda edizione di UNFRAMED ospiter&agrave; anche uno spazio dedicato alle etichette discografiche pugliesi e nazionali. Un luogo pensato per favorire l'incontro diretto tra musicisti, registi, produttori e operatori culturali, creando occasioni concrete di collaborazione tra il mondo della musica e quello dell'audiovisivo.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Le iscrizioni sono aperte attraverso la piattaforma FilmFreeway. La scadenza ordinaria &egrave; fissata al 16 settembre 2026 con quota di partecipazione di 15 euro, mentre la late deadline sar&agrave; il 16 ottobre con quota di 20 euro.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Organizzato da Stand Alone Complex APS e dalla casa di produzione Zoomotion Sounds and Pictures Factory, UNFRAMED continua cos&igrave; a costruire uno spazio dedicato alle immagini che resistono alla velocit&agrave; del consumo contemporaneo. Un festival che sceglie di riportare il videoclip al centro della scena culturale, riconoscendolo come luogo di ricerca, sperimentazione e libert&agrave; espressiva.</span></p> <p><span>Perch&eacute; alcune immagini non nascono per essere semplicemente viste. Nascono per essere abitate, condivise e ricordate. Ed &egrave; proprio in questo spazio, sospeso tra musica e cinema, che UNFRAMED continua a costruire la propria visione.</span></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_19/DSC_4445-1781875377593.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Da Taranto a Genova passando per il Mediterraneo: Stefano Palmieri rilegge «Crêuza de mä»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020757/da-taranto-a-genova-passando-per-il-mediterraneo-stefano-palmieri-rilegge-creuza-de-ma.html</link>
      <description>Il cantautore e chitarrista tarantino omaggia Fabrizio De André con una nuova interpretazione del suo capolavoro. Un viaggio tra dialetto, identità e memoria che prosegue il percorso iniziato con l'EP «Acciaio».</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online)</author>
      <category>creuza de ma</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020757/da-taranto-a-genova-passando-per-il-mediterraneo-stefano-palmieri-rilegge-creuza-de-ma.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:17:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Cr&ecirc;uza de m&auml;&raquo;, il capolavoro con cui Fabrizio De Andr&eacute; e Mauro Pagani nel 1984 rivoluzionarono il modo di intendere la canzone d'autore italiana, &egrave; un brano profondamente radicato nella cultura ligure e mediterranea che continua a parlare a citt&agrave; lontane, accomunate dalla stessa relazione viscerale con il mare, il lavoro e la memoria.&nbsp;</span><span>Da questa suggestione nasce il nuovo progetto di Stefano Palmieri, cantautore, chitarrista e art director tarantino, che pubblica la sua personale reinterpretazione di &laquo;Cr&ecirc;uza de m&auml;&raquo;, proseguendo un percorso artistico che intreccia ricerca sonora, identit&agrave; territoriale e valorizzazione delle lingue popolari.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il termine genovese &laquo;cr&ecirc;uza&raquo; indica un sentiero stretto che collega la terra al mare, un passaggio tra le case che conduce all'orizzonte. &Egrave; una parola che contiene in s&eacute; il senso del viaggio, dell'attesa e della partenza. Un'immagine che trova una sorprendente corrispondenza anche a Taranto, citt&agrave; costruita tra due mari, fatta di vicoli, porti, vento e sale, sospesa da sempre tra lavoro e bellezza, industria e natura, speranza e disillusione.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Palmieri parte proprio da questa connessione ideale tra Genova e Taranto per costruire la propria lettura del brano. Due citt&agrave; portuali, popolari e contraddittorie, accomunate da un Mediterraneo che non &egrave; soltanto paesaggio ma anche condizione umana. Un Mediterraneo fatto di fatica, incontri, partenze, ritorni e trasformazioni continue.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La scelta di confrontarsi con una delle opere pi&ugrave; importanti della musica italiana non nasce dunque da un semplice omaggio, ma da una riflessione coerente con il percorso intrapreso dall'artista negli ultimi anni. Al centro della sua ricerca c'&egrave; infatti il rapporto tra territorio e linguaggio, tra memoria collettiva e racconto contemporaneo.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Un lavoro gi&agrave; emerso con forza in &laquo;Acciaio&raquo;, il suo ultimo EP in dialetto tarantino, che rappresenta una delle esperienze pi&ugrave; significative della sua recente produzione. Un disco che utilizza la materia come metafora esistenziale e sociale, raccontando una citt&agrave; segnata dalla presenza dell'industria e dalle sue profonde contraddizioni.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>In &laquo;Acciaio&raquo;, il metallo diventa simbolo di una realt&agrave; complessa: &egrave; la sostanza che costruisce, sostiene e d&agrave; lavoro, ma &egrave; anche quella che pu&ograve; consumare e ferire. La citt&agrave; industriale e le relazioni umane finiscono cos&igrave; per riflettersi l'una nell'altra, lasciando segni profondi e spesso invisibili. Attraverso il dialetto tarantino, Palmieri restituisce a questo racconto una dimensione autentica e contemporanea, trasformando la lingua popolare in uno strumento poetico capace di parlare al presente.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Anche la nuova versione di &laquo;Cr&ecirc;uza de m&auml;&raquo; si inserisce in questa traiettoria artistica. Il Mediterraneo, il porto, le periferie industriali, il mare e la memoria collettiva continuano a essere i punti cardinali di una scrittura che cerca connessioni tra luoghi apparentemente distanti ma profondamente affini.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il suo percorso artistico unisce una solida formazione musicale &mdash; maturata tra il Saint Louis College of Music e l'Accademia Officina Pasolini &mdash; a un costante impegno nella produzione culturale indipendente e nella valorizzazione della scena musicale territoriale. Negli anni Palmieri ha affiancato all'attivit&agrave; di musicista quella di direttore creativo e organizzatore di progetti dedicati alla promozione della musica emergente, costruendo una visione artistica capace di dialogare con linguaggi diversi.&nbsp;</span><span>La sua reinterpretazione di &laquo;Cr&ecirc;uza de m&auml;&raquo; conferma questa attitudine alla contaminazione e alla ricerca. Un lavoro che guarda alla tradizione senza trasformarla in esercizio nostalgico, ma utilizzandola come materia viva da attraversare e reinterpretare.</span></p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_19/Screenshot_2026-06-19_151319-1781874829723.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Zenit», l'anti-tormentone di Dervishi T. e Dimblue: un viaggio elettronico contro il mito dell'estate</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020755/zenit-l-anti-tormentone-di-dervishi-t-e-dimblue-un-viaggio-elettronico-contro-il-mito-dell-estate.html</link>
      <description>Dal 21 giugno sulle piattaforme digitali il nuovo singolo smonta l'immaginario vacanziero e trasforma il caldo, il sole e l'euforia collettiva in simboli di alienazione contemporanea</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online)</author>
      <category>dimblue</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2020755/zenit-l-anti-tormentone-di-dervishi-t-e-dimblue-un-viaggio-elettronico-contro-il-mito-dell-estate.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:11:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Mentre il mercato musicale si prepara all'ennesima stagione di tormentoni, spiagge da cartolina e colonne sonore pensate per accompagnare aperitivi e vacanze, Dervishi T. sceglie una direzione diametralmente opposta. Si intitola &laquo;Zenit&raquo; il nuovo singolo del progetto elettronico di Dario Del Viscio, disponibile dal 21 giugno su tutte le piattaforme digitali e realizzato con la collaborazione di Dimblue, progetto solista di Serena Curatelli.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Pi&ugrave; che una semplice traccia elettronica, &laquo;Zenit&raquo; si presenta come un manifesto poetico e concettuale che mette in discussione l'intero apparato simbolico costruito attorno all'estate. Il brano opera infatti una sistematica decostruzione delle sovrastrutture commerciali, sociali e culturali che accompagnano la stagione pi&ugrave; celebrata dell'anno, interrogandosi sulla distanza sempre pi&ugrave; evidente tra esperienza autentica e rappresentazione.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L'estate raccontata da Dervishi T. non &egrave; quella dell'evasione, della leggerezza o della libert&agrave;. Al contrario, appare come un dispositivo estetico che impone modelli di comportamento, immagini e stati d'animo codificati. Un territorio nel quale il divertimento rischia di trasformarsi in obbligo e la felicit&agrave; in una performance collettiva da esibire.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>A sostenere questa visione &egrave; una scrittura che guarda apertamente a una precisa tradizione della canzone d'autore italiana, in particolare all'opera di Franco Battiato. Il lessico utilizzato evita volutamente il linguaggio immediato e consumabile della musica stagionale per privilegiare termini come &laquo;limine&raquo;, &laquo;sovrastruttura&raquo; e &laquo;recinto&raquo;, parole che spostano il racconto su un piano filosofico e critico.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Al centro della composizione emerge anche un dialogo ideale con &laquo;Il vento caldo dell'estate&raquo; di Alice, uno dei brani simbolo degli anni Ottanta. Se nel classico interpretato dalla cantante forlivese il caldo rappresentava un'apertura sensoriale e una condizione di abbandono, in &laquo;Zenit&raquo; quello stesso elemento assume una valenza opposta. Il vento non &egrave; pi&ugrave; una carezza ma una presenza minacciosa; il calore non libera ma invade; il sole allo zenit diventa metafora di una pressione costante da cui difendersi.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L'immaginario vacanziero viene cos&igrave; privato della sua dimensione mitologica. Spiagge, feste, aggregazione e consumo appaiono come elementi di una narrazione collettiva che tende ad appiattire le differenze individuali, trasformando il desiderio di libert&agrave; in un'esperienza standardizzata. Il risultato &egrave; un brano che utilizza l'elettronica non come semplice linguaggio sonoro ma come strumento di riflessione critica sul presente.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La collaborazione tra Dervishi T. e Dimblue contribuisce a rafforzare questa identit&agrave; artistica, dando forma a un lavoro che si colloca lontano dalle logiche della stagionalit&agrave; musicale e che sceglie invece di interrogare il senso stesso della stagione estiva. Una scelta controcorrente che, proprio nel giorno simbolico del solstizio, invita ad attraversare il caldo e la luce non come promesse di felicit&agrave;, ma come occasioni per osservare ci&ograve; che si nasconde dietro le immagini pi&ugrave; consolidate dell'immaginario contemporaneo.</span><span></span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_19/Screenshot_2026-06-19_151033-1781874638501.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Cercando le risposte nel «Primo Amore», l'ultimo lavoro di Mannarino dopo 5 anni: «Mi sono chiesto: chi siamo davvero?»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2019863/cercando-le-risposte-nel-primo-amore-l-ultimo-lavoro-di-mannarino-dopo-5-anni-mi-sono-chiesto-chi-siamo-davvero.html</link>
      <description>Il cantautore romano nel cartellone del Locus (il 9 agosto a Locorotondo): «Cercavo un senso, non ho trovato risposte. Probabilmente nelle canzoni ci sono tutte le domande che mi sono fatto mentre le scrivevo»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>mannarino,primo amore,locus festival</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2019863/cercando-le-risposte-nel-primo-amore-l-ultimo-lavoro-di-mannarino-dopo-5-anni-mi-sono-chiesto-chi-siamo-davvero.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Un disco che racconta le contraddizioni dell&rsquo;uomo, ma anche la profonda ricerca di senso dell&rsquo;esistenza: <i>Primo Amore </i>&egrave; il ritorno di Mannarino dopo cinque anni di silenzio, nuova fase del percorso artistico dell&rsquo;amato cantautore romano, un lavoro nato dopo una crisi personale che lo ha spinto a chiedersi &laquo;chi siamo davvero?&raquo;. Nove tracce prodotte con Francesco Fugazza che raccontano un mondo di opposti, e in cui i suoni dub, folk e reggae dialogano con sintetizzatori ed elettronica, creando un linguaggio sonoro fluido e coerente. E l&rsquo;album &egrave; pronto a vivere sul palco, in un tour che lo porter&agrave; anche in Puglia, il 9 agosto al Locus Festival di Locorotondo (Masseria Ferragnano). Lo abbiamo intercettato durante le prove: &laquo;Mi sto preparando musicalmente, e anche psicologicamente. Sar&agrave; bello vedere che succede&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Cinque anni di silenzio, e un disco che stimola tante domande a ogni ascolto...</strong></p> <p>&laquo;Nel frattempo ho vissuto, ho viaggiato, ho fatto una ricerca. Cercavo un senso, non ho trovato risposte. Probabilmente nelle canzoni ci sono tutte le domande che mi sono fatto mentre le scrivevo. Il disco racconta il mistero, anche il &ldquo;primo amore&rdquo; &egrave; il momento in cui ci riconnettiamo con il senso di appartenere, di non essere soli. Il primo amore &egrave; anche il primo motore, il movimento, e lo stesso amore mi sta tornando indietro. Sento entusiasmo, e sono felice perch&eacute; fare questo disco &egrave; stata un&rsquo;avventura. Se mi torna indietro amore significa che ho fatto bene&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Il viaggio &egrave; stato un elemento fondamentale?</strong></p> <p>&laquo;Il viaggio pi&ugrave; importante &egrave; quello dentro noi stessi. Esci dalla routine, dai tuoi parametri culturali, ti mette davanti ad altri parametri e ridimensiona l&rsquo;ego. Capisci che l&rsquo;uomo pu&ograve; essere qualsiasi cosa. Dentro di noi c&rsquo;&egrave; tutto, poi la cultura ci addomestica. Non sappiamo cosa potremmo essere in altri mondi. Viaggiare aiuta ad avvicinarci&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>E questo immaginario di storie e contraddizioni, come lo avete tradotto a livello sonoro nel disco?</strong></p> <p>&laquo;Abbiamo costruito un suono con una sezione ritmica importante, &egrave; stata una fucina quasi rituale. Tutti suonano quasi tutto, l&rsquo;energia del disco ha fatto uno step ulteriore. E poi dal vivo &egrave; fondamentale: non puoi riprodurre fedelmente il disco, le canzoni in cuffia sono una cosa, il live &egrave; un&rsquo;altra, &egrave; un&rsquo;esperienza collettiva, con il pubblico. Sto costruendo uno spettacolo pi&ugrave; corporeo, pi&ugrave; rituale&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Uno dei protagonisti delle tracce &egrave; Maradona, pi&ugrave; come simbolo che come giocatore...</strong></p> <p>&laquo;Mi viene in mente la filosofia di Feuerbach: abbiamo messo noi stessi nel cielo per legittimare la nostra vita. Maradona &egrave; l&rsquo;uomo che sta sotto e l&rsquo;uomo che sta in cielo. &Egrave; dentro una struttura sociale fatta di regole, tribunali, carcere, giustizia, ma allo stesso tempo &egrave; un essere che trascende, &egrave; un simbolo. Il calcio &egrave; il sogno dei popoli, soprattutto dei pi&ugrave; poveri, che mettono tutto in quel campo: speranza, fede, ambizione. Quando alziamo gli occhi verso il cielo, Maradona &egrave; l&igrave;&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>E un altro momento forte del disco &egrave; &laquo;Bambino&raquo;, un dialogo con il tuo bambino interiore. Ci parla?</strong></p> <p>&laquo;Quel bambino ti salva la vita ogni volta. Non ci si pu&ograve; abituare alle bruttezze della vita. Nei bambini risiede la purezza, la vitalit&agrave;, la forza. In quella canzone parlo di un bambino che &egrave; anche adulto, quindi di me stesso. L&rsquo;ho scritto durante una crisi. Un giorno ho preso quel bambino che ero, l&rsquo;ho guardato negli occhi e gli ho detto: &ldquo;Io ti voglio bene&ldquo;&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_18/WhatsApp_Image_2026-06-17_at_12.21.59-1781814734091.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>La catarsi del dancefloor in un’estate senza etichette: al via la nuova stagione di Masseria Wave</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2019864/la-catarsi-del-dancefloor-in-unestate-senza-etichette-al-via-la-nuova-stagione-di-masseria-wave.html</link>
      <description>Gilberto Genco racconta il ricco cartellone de La Restuccia: «Qui la gente viene perché sta bene»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>masseria wave,la restuccia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2019864/la-catarsi-del-dancefloor-in-unestate-senza-etichette-al-via-la-nuova-stagione-di-masseria-wave.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Unire ospitalit&agrave;, cultura e grandi serate di musica in un contenitore libero e accogliente, senza etichette: &egrave; l'obiettivo di Masseria Wave, il progetto artistico da anni all'interno de La Restuccia - Masseria Urban, nel cuore del Salento. &laquo;Catarsi&raquo; &egrave; il tema di questa edizione 2026 con un calendario che da domani al 29 agosto accompagner&agrave; il pubblico tra elettronica, performance queer, talk, proiezioni, cene spettacolo ed esperienze collettive con l'obiettivo di offrire un processo di liberazione quasi rituale e collettivo attraverso il dancefloor. </p> <p>Gilberto Genco, barese trapiantato nel Salento dopo una vita in giro per l'Europa, lavorando nella moda e nell'editoria, ha rilevato insieme alla famiglia questa storica masseria del 1724 (si chiamava &laquo;Ristoppia&raquo;) in piena pandemia, restituendole un'identit&agrave;. Oggi il cartellone di Masseria Wave &egrave; conosciuto in tutto il panorama elettronico globale, non solo quello queer: tra gli appuntamenti pi&ugrave; attesi c'&egrave; il set di BASHKKA (22 agosto), Severino Panzetta, storico resident di Horse Meat Disco, e la dj e producer messicana Paurro.</p> <p>&laquo;Il cuore di Masseria Wave non &egrave; definire il pubblico, ma farlo sentire parte di qualcosa - racconta Genco - quando siamo ripartiti dopo il Covid, l&rsquo;idea era ricreare il tempo libero delle persone, ma senza etichette. Non volevamo categorizzazioni rigide di serate LGBT o lesbiche, sono sempre stato contrario all&rsquo;autoghettizzazione, l'ambiente &egrave; aperto, anzi abbiamo dato ai ragazzi e alle ragazze della provincia anche la possibilit&agrave; di scoprirsi, in un contesto dove lo status sociale viene messo da parte. La gente viene qui perch&eacute; sta bene&raquo;.</p> <p>Un percorso illustrato anche dalla Wave Zine, rivista annuale che racconta la comunit&agrave; queer europea e il progetto in Puglia: &laquo;Quest&rsquo;anno il tema, anche del magazine, &egrave; appunto la catarsi. Musicalmente torniamo alla disco, lasciando un po&rsquo; da parte la techno pi&ugrave; dura. Il mondo oggi &egrave; pesante, la gente vuole leggerezza. Il 70% della nostra line-up &egrave; composto da donne, e per me &egrave; una cosa molto importante. Abbiamo fatto anche settimane tematiche sull&rsquo;empowerment femminile, coinvolgiamo collettivi transgender, per raccontare anche realt&agrave; marginalizzate&raquo;. Nessuno sponsor istituzionale o grande brand alle spalle, tolleranza zero su razzismo, omofobia e xenofobia: &laquo;Abbiamo 70 camere, il ristorante, siamo sulle piattaforme turistiche, qui passa di tutto. Ma vogliamo mantenere la nostra libert&agrave;. Il pubblico viene da ogni parte, non solo per fare la serata, gli artisti li incontri anche a colazione o in piscina. E poi le donne si sentono sicure qui, &egrave; una cosa che mi riempie di orgoglio&raquo;.</p> <p>Il 18 luglio, in occasione di Extra Pride Wave, sar&agrave; presentato anche il documentario &laquo;Dear Wavers&raquo;, realizzato in collaborazione con Crema Studio, che racconta l'impatto che il progetto ha avuto sul territorio: &laquo;All'estero viene capito meglio, in Italia c'&egrave; ancora un po' di rigidit&agrave; culturale. Per&ograve; negli anni siamo cresciuti e abbiamo costruito una comunit&agrave; forte. L'augurio &egrave; di continuare a crescere come spazio culturale e umano. Non solo eventi, ma un luogo dove si costruiscono relazioni vere, in un&rsquo;idea di turismo completamente diversa da quello classico, sperando che Masseria Wave continui a essere punto di riferimento per le nuove generazioni, per le comunit&agrave;, per chi vuole, semplicemente, stare bene&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_18/Copia_di_DSC_5616_copia-1781814575991.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Quando le canzoni diventano terapia: il nuovo libro di Andrea Montesano tra psicologia, musica e crescita personale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2017663/quando-le-canzoni-diventano-terapia-il-nuovo-libro-di-andrea-montesano-tra-psicologia-musica-e-crescita-personale.html</link>
      <description>In «Canzoni sul lettino. Come fare psicoterapia con i FASK» la Songtherapy diventa un metodo strutturato: 18 capitoli, 18 temi esistenziali e 18 canzoni per trasformare l’ascolto in uno strumento di consapevolezza emotiva</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online)</author>
      <category>fask,andrea montesano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2017663/quando-le-canzoni-diventano-terapia-il-nuovo-libro-di-andrea-montesano-tra-psicologia-musica-e-crescita-personale.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 11:38:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="351" data-end="668">La musica come linguaggio terapeutico, capace di attraversare emozioni, attivare ricordi e aprire spazi di comprensione interiore. &Egrave; attorno a questa idea che ruota <em><strong>&laquo;Canzoni sul lettino. Come fare psicoterapia con i FASK&raquo;</strong></em>, il nuovo libro dello psicologo e psicoterapeuta <strong>Andrea Montesano</strong>, uscito lo scorso 12 maggio. Il volume si inserisce nel percorso gi&agrave; avviato dall&rsquo;autore con <em>&laquo;La psicologia del rock&raquo;</em> (2017) e &laquo;<em>Ma il cielo &egrave; sempre pi&ugrave; rock</em>&raquo; (2022), ma compie un passo ulteriore: dalla lettura psicologica della musica si passa a un vero e proprio metodo di utilizzo clinico ed esperienziale delle canzoni. Al centro del progetto c&rsquo;&egrave; la Songtherapy, approccio che integra la musica nel lavoro terapeutico e nella crescita personale, rendendo l&rsquo;ascolto un atto consapevole e trasformativo.</p> <p data-start="1185" data-end="1619">Secondo Montesano, le canzoni non si limitano a intrattenere: agiscono come attivatori emotivi profondi. Una melodia pu&ograve; accarezzare o urtare, riportare alla memoria luoghi, persone, sensazioni e persino odori. Quando un brano risuona con la propria esperienza personale, si crea un effetto immediato di riconoscimento: sentirsi compresi. Ed &egrave; proprio da questa sensazione che, secondo l&rsquo;autore, pu&ograve; nascere un primo processo di cura. Il libro parte da questa intuizione per costruire un impianto strutturato: 18 capitoli, 18 temi centrali della vita umana e 18 canzoni dei Fast Animals and Slow Kids (FASK), una delle band pi&ugrave; significative del rock italiano contemporaneo. Ogni capitolo affronta un tema universale &ndash; come resilienza, speranza, coraggio, perdono &ndash; attraverso l&rsquo;analisi di un brano specifico, invitando il lettore a un&rsquo;esperienza doppia: leggere e ascoltare.</p> <p data-start="2102" data-end="2458">L&rsquo;elemento distintivo del progetto &egrave; proprio la sua dimensione immersiva. Non si tratta solo di un saggio di psicologia della musica, ma di un percorso esperienziale in cui ogni riflessione teorica &egrave; accompagnata da una traccia musicale. L&rsquo;obiettivo &egrave; rendere accessibili i vissuti emotivi complessi attraverso un linguaggio immediato come quello musicale. La stessa band FASK, coinvolta nel progetto, sottolinea nel libro una visione coerente con l&rsquo;impianto dell&rsquo;opera: &laquo;La musica arriva in modi misteriosi e imprevedibili e noi crediamo che sia tutto l&igrave;&raquo;. Un&rsquo;affermazione che rafforza l&rsquo;idea centrale del volume: la musica non si spiega soltanto, si vive.</p> <p data-start="2823" data-end="3107">Uno dei nuclei pi&ugrave; forti del libro &egrave; la riflessione sul consumo musicale contemporaneo. In un&rsquo;epoca in cui l&rsquo;ascolto &egrave; rapido e spesso frammentato, Montesano propone un cambio di prospettiva: scegliere consapevolmente ci&ograve; che si ascolta significa influenzare il proprio stato emotivo. La musica, in questa visione, diventa uno strumento attivo di benessere psicologico. Non un semplice sottofondo, ma un mezzo attraverso cui orientare emozioni, pensieri e processi interiori. Da qui la domanda che attraversa tutto il libro: quali canzoni stai scegliendo per te? Uno degli aspetti pi&ugrave; interessanti del volume &egrave; la sua capacit&agrave; di muoversi tra ambiti diversi: clinica psicologica, divulgazione scientifica e cultura musicale contemporanea. L&rsquo;autore, che integra da anni la musica nella sua pratica terapeutica con adulti e adolescenti, costruisce un linguaggio accessibile ma fondato su una solida formazione accademica. Montesano ha infatti studiato psicoterapia presso l&rsquo;Universit&agrave; Pontificia Salesiana e critica musicale al Saint Louis College of Music, unendo due competenze che nel libro dialogano continuamente. La collaborazione con Woodworm Label e la prefazione affidata alla band contribuiscono a rafforzare il legame tra dimensione artistica e contenuto psicologico.</p> <p data-start="4182" data-end="4434">&laquo;Le canzoni possono curare&raquo;, afferma il messaggio centrale del libro. Ma non in senso automatico o semplificato: la musica diventa terapeutica quando viene ascoltata in modo consapevole, quando entra in relazione con la storia personale di chi ascolta. Il volume si chiude con un invito diretto al lettore: iniziare dalla propria &ldquo;carta d&rsquo;identit&agrave; musicale&rdquo;, cio&egrave; da quei brani che hanno segnato momenti della vita. Un punto di partenza per costruire un percorso di ascolto pi&ugrave; consapevole, in cui la musica non &egrave; solo intrattenimento, ma uno strumento per comprendersi meglio.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_17/Screenshot_2026-06-17_114001-1781688846066.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>KIKI canta il coraggio di essere sé stessi: esce il nuovo singolo «Troppo diversa, troppo strana»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2017653/kiki-canta-il-coraggio-di-essere-se-stessi-esce-il-nuovo-singolo-troppo-diversa-troppo-strana.html</link>
      <description>La cantautrice pugliese Virginia Carluccio torna con un brano autobiografico dedicato a chi si sente fuori posto. Un racconto di fragilità, salute mentale e rinascita attraverso la musica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online)</author>
      <category>kiki</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2017653/kiki-canta-il-coraggio-di-essere-se-stessi-esce-il-nuovo-singolo-troppo-diversa-troppo-strana.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 11:13:49 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="isSelectedEnd"><span>Dopo un percorso umano e artistico segnato da sfide profonde, KIKI torna sulla scena musicale con &laquo;Troppo diversa, troppo strana&raquo;, il nuovo singolo disponibile su tutte le piattaforme digitali. Un brano intimo e sincero che affronta temi universali come il senso di inadeguatezza, la paura del giudizio e la ricerca della propria identit&agrave;, trasformando il dolore in uno strumento di consapevolezza e riscatto.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Dietro il nome d&rsquo;arte KIKI c&rsquo;&egrave; Virginia Carluccio, cantautrice nata a Manduria nel 2001 e cresciuta tra Puglia e Sicilia. Fin dall&rsquo;infanzia la musica rappresenta per lei un rifugio e uno spazio di libert&agrave; espressiva. Una passione diventata ancora pi&ugrave; importante dopo la perdita del padre, avvenuta quando aveva appena otto anni, e durante gli anni segnati da fragilit&agrave; personali, episodi di bullismo e insicurezze.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La scrittura e il canto diventano cos&igrave; gli strumenti attraverso cui elaborare le proprie emozioni e trasformarle in arte. Un percorso accompagnato da oltre undici anni di studio vocale che la conduce, nel 2023, a una svolta significativa: la vittoria del contest televisivo Rising Voice nella categoria interpreti e l&rsquo;ingresso nel roster di MMline Production Records, sotto la guida della manager Maria Totaro e del produttore Vittorio Conte.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Negli ultimi anni KIKI ha collezionato esperienze importanti, tra cui l&rsquo;apertura dei concerti di Gaia, Wax e Fred De Palma, la partecipazione a Casa Sanremo Live Box nel 2025 e un&rsquo;apparizione televisiva nella rubrica Strixfactor di Striscia la Notizia.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Dopo l&rsquo;esordio discografico con &laquo;Notizie stupide del telegiornale&raquo;, la giovane artista torna ora con un lavoro che rappresenta un ulteriore passo verso una scrittura pi&ugrave; personale e consapevole. &laquo;Troppo diversa, troppo strana&raquo; nasce infatti da un momento di forte vulnerabilit&agrave; emotiva e racconta la sensazione di sentirsi esclusi, diversi o non compresi dagli altri.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Vorrei che chiunque ascoltasse questa canzone si sentisse meno solo o sola nella propria vita da reietti&raquo;, racconta l&rsquo;artista.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il brano affronta con schiettezza questioni legate alla salute mentale e all&rsquo;accettazione di s&eacute;, offrendo al tempo stesso un messaggio di speranza. Le fragilit&agrave; non vengono negate o nascoste, ma accolte e trasformate in una forza capace di generare consapevolezza e cambiamento.</span></p> <p><span>Scritto dalla stessa KIKI e prodotto da Vittorio Conte per MMline Production Records, &laquo;Troppo diversa, troppo strana&raquo; segna l&rsquo;inizio di una nuova fase artistica per la cantautrice pugliese: pi&ugrave; matura, autentica e profondamente autobiografica.</span></p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_17/kiki_cover-1781687597457.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Rock e creatività per i Dogstar di Keanu Reeves, il 12 luglio alla Fiera del Levante di Bari: «Insieme dal '91 per divertirci, l'AI non ci spaventa»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2014844/rock-e-creativita-per-i-dogstar-di-keanu-reeves-il-12-luglio-alla-fiera-del-levante-di-bari-insieme-dal-91-per-divertirci-l-ai-non-ci-spaventa.html</link>
      <description>«Ogni Paese ha il suo pubblico, tutti molto diversi. In Italia c’è sempre una grande energia. E poi per noi venire qui regala sempre grande ispirazione, dalla cultura, dall’architettura, dal cibo. Non è solo suonare: è vivere il Paese»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>dogstar,keanu reeves,fiera del levante</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2014844/rock-e-creativita-per-i-dogstar-di-keanu-reeves-il-12-luglio-alla-fiera-del-levante-di-bari-insieme-dal-91-per-divertirci-l-ai-non-ci-spaventa.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:21:45 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Nel 1991<strong> Keanu Reeves</strong> veniva premiato da MTV come &laquo;Attore pi&ugrave; attraente&raquo; dopo il successo di <i>Point Break,</i> film di Kathryn Bigelow di cui era protagonista insieme al compianto Patrick Swayze. Ma nello stesso anno prendeva il volo la carriera &laquo;parallela&raquo; del futuro Neo di <i>Matrix</i>, quella da bassista con i suoi <strong>Dogstar</strong>. Reeves, il cantante e chitarrista Bret Domrose e il batterista Robert Mailhouse si sono affacciati sulla scena rock californiana uniti dal semplice desiderio di fare musica insieme, per poi prendersi una lunga pausa e tornare nel 2023 con un lungo tour negli Stati Uniti e non solo. Oggi la band ha appena pubblicato un nuovo disco, <i>All in now,</i> sotto l'etichetta di propriet&agrave; dello stesso trio, la Dillon Street Records, e ha annunciato un nuovo giro di palchi in Italia prodotto da D'Alessandro e Galli,che oltre a Roma, Pordenone e Milano li porter&agrave; anche a Bari, il 12 luglio alla Nuova Fiera del Levante (biglietti su Ticketone e TicketMaster), data in esclusiva per tutto il Sud Italia. La <i>Gazzetta</i> ha avuto il privilegio di incontrare Reeves e compagni per due chiacchiere su questa nuova avventura musicale.</p> <p class="GN4_text"><strong>Siete tornati dopo anni di silenzio, musicalmente cosa avete fatto in tutto questo tempo?</strong></p> <p>&laquo;Ognuno di noi ha lavorato ai suoi progetti: colonne sonore, collaborazioni, altre band e prodotti pi&ugrave; sperimentali. Poi viaggi, vite, matrimoni, ma siamo rimasti in contatto, anche se non cos&igrave; spesso&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>E poi quale &laquo;scintilla&raquo; vi ha riunito?</strong></p> <p>&laquo;Negli anni capitava di rivedersi, anche per qualche jam session. &Egrave; stato tutto naturale, a un certo punto &egrave; venuta fuori la proposta di scrivere nuova musica insieme, ed &egrave; iniziato il processo che ci ha portato al nuovo album.</p> <p class="GN4_text"><strong>Gi&agrave;. Nel 2023 usc&igrave; &laquo;Somewhere Between The Power Lines And Palm Trees&raquo;, oggi &laquo;All in now&raquo;. Un disco di rinascita o di continuazione?</strong></p> <p>&laquo;Una continuazione con nuova energia. Siamo tornati con uno spirito molto creativo. E c&rsquo;&egrave; davvero un grande entusiasmo all&rsquo;idea di portare questi brani dal vivo&raquo;:</p> <p class="GN4_text"><strong>A proposito, visto che anche lo scorso tour &egrave; passato dall&rsquo;Italia, che rapporto avete con il pubblico italiano?</strong></p> <p>&laquo;Il bello di suonare dal vivo &egrave; proprio questo, ogni Paese ha il suo pubblico, e sono tutti molto diversi. In Italia c&rsquo;&egrave; sempre una grande energia, sono platee appassionate, calorose. E poi per noi venire qui regala sempre grande ispirazione, dalla cultura, dall&rsquo;architettura, dal cibo. Non &egrave; solo suonare: &egrave; vivere il Paese&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Dopo tanti anni vi diverte ancora suonare insieme?</strong></p> <p>&laquo;S&igrave;, forse anche pi&ugrave; di prima. Oggi c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; consapevolezza, libert&agrave; creativa, poi avendo la nostra etichetta abbiamo totale controllo su quello che facciamo, e questo rende tutto pi&ugrave; leggero e divertente&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Com&rsquo;&egrave; generalmente il vostro processo creativo?</strong></p> <p>&laquo;Molto collaborativo. Spesso succede che uno porta un&rsquo;idea, un titolo o un tema, e da l&igrave; sviluppiamo insieme la canzone. Siamo molto spontanei&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Oggi sulla creativit&agrave; nella musica aleggia lo spettro dell&rsquo;intelligenza artificiale...</strong></p> <p>&laquo;Sicuramente la tecnologia ha aperto molte possibilit&agrave;, ma la musica resta una forma di connessione umana. L&rsquo;AI pu&ograve; essere uno strumento utile, ma non potr&agrave; mai sostituire l&rsquo;espressione umana&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>E voi che tipo di connessione cercate con chi verr&agrave; ad ascoltarvi?</strong></p> <p>&laquo;Cerchiamo di emozionarle, collegarci, farle entrare nel nostro mondo&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_15/Screenshot_2026-06-15_101800-1781511558896.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Sir Paul canta l’estate dei sentimenti con «Sale sulla pelle»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2012415/sir-paul-canta-lestate-dei-sentimenti-con-sale-sulla-pelle.html</link>
      <description>Dal giovane artista pugliese un nuovo singolo dalle sonorità reggaeton, impreziosito dagli arrangiamenti di Adriano Pennino: una storia d’amore tra spiagge, tramonti e promesse sospese nel tempo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online)</author>
      <category>sir paul</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2012415/sir-paul-canta-lestate-dei-sentimenti-con-sale-sulla-pelle.html</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 10:47:50 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Dal 12 giugno &egrave; disponibile &laquo;Sale sulla pelle&raquo;, il nuovo singolo di <strong>Sir Paul</strong>, giovane cantautore pugliese che continua a costruire con determinazione il proprio percorso artistico. Un brano pensato per accompagnare la stagione estiva, ma che sceglie di andare oltre la leggerezza del tormentone, unendo ritmo e intensit&agrave; emotiva in una narrazione sentimentale fatta di immagini vivide e fortemente evocative.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sorretto da moderne sonorit&agrave; reggaeton e da una produzione elegante, &laquo;Sale sulla pelle&raquo; racconta un amore travolgente, vissuto in una dimensione sospesa dove il tempo sembra perdere consistenza. Il testo conduce l&rsquo;ascoltatore lungo scenari mediterranei fatti di spiagge, tramonti e momenti condivisi destinati a imprimersi nella memoria. Gli &laquo;occhi da mare&raquo;, la pelle che &laquo;sa di agosto&raquo;, le &laquo;labbra ancora tiepide&raquo;, il &laquo;sorriso di sale&raquo; e il &laquo;sapore delle onde&raquo; diventano tasselli di un immaginario che richiama l'estate italiana e le sue emozioni pi&ugrave; autentiche.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Al centro del racconto c'&egrave; un sentimento totalizzante, capace di isolare i protagonisti dal resto del mondo. &laquo;Il mondo aspetta, ma noi no&raquo; sintetizza efficacemente questa immersione assoluta nell'istante presente, dove tutto ci&ograve; che conta &egrave; la forza del legame vissuto.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>A impreziosire il progetto sono gli arrangiamenti del maestro Adriano Pennino, figura di riferimento della musica italiana, che ha saputo valorizzare l'identit&agrave; artistica di Sir Paul attraverso una produzione raffinata e dal respiro internazionale. Il risultato &egrave; una traccia fresca e contemporanea, nella quale l'anima pop-urban del cantante si fonde con una scrittura attenta alle emozioni.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sir Paul, all'anagrafe Paolo Di Tano, &egrave; nato a Putignano nel 2002. La musica lo accompagna fin dall'infanzia e negli anni ha costruito una solida formazione, distinguendosi soprattutto per la capacit&agrave; interpretativa. Sotto la guida della sua prima insegnante, Connie Valentini, ha sviluppato una vocalit&agrave; personale, arricchita successivamente da importanti esperienze formative e da riconoscimenti internazionali, tra cui i Grade Award in Rock &amp; Pop del Trinity College London.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Tra il 2014 e il 2021 ha partecipato a masterclass e seminari con professionisti del settore come Paola Folli, Laura Pigozzi e Jean-Michel Byron. Una tappa decisiva arriva nel 2024 con l'incontro con l'autore Remo Elia, firma di brani interpretati da artisti quali Tiromancino, Carmen Consoli, Sal Da Vinci e Ivana Spagna. Dalla collaborazione con Elia nasce un nuovo percorso creativo, ulteriormente consolidato dal sodalizio con Adriano Pennino.</span></p> <p><span>Pubblicato dall'etichetta La Mia Song, &laquo;Sale sulla pelle&raquo; rappresenta oggi il frutto pi&ugrave; maturo di questa crescita artistica. Mentre prosegue il suo percorso di studi al CPM Music Institute di Milano, Sir Paul continua infatti a lavorare alla definizione di una propria identit&agrave; musicale, nella convinzione che la voce possa trasformare ogni canzone in una storia da vivere e condividere.</span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_13/8973206c-4b6d-4713-9106-55a67114bc11-1781340392288.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Sonorità di Birthh tra libertà creativa e nuovi orizzonti: fuori oggi il nuovo singolo «Più in alto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2011080/sonorita-di-birthh-tra-liberta-creativa-e-nuovi-orizzonti-fuori-oggi-il-nuovo-singolo-piu-in-alto.html</link>
      <description>La cantautrice e produttrice toscana trapiantata a New York il 31 luglio sarà nella ricca line-up del VIVA! Festival</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>birthh,senza fiato,viv,più in alto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2011080/sonorita-di-birthh-tra-liberta-creativa-e-nuovi-orizzonti-fuori-oggi-il-nuovo-singolo-piu-in-alto.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:35:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Il suo disco &laquo;Senza Fiato&raquo; (Carosello Records), primo in italiano dopo una consolidata serie di esperienze in inglese, &egrave; uno dei progetti pi&ugrave; interessanti di questo 2026. E ora la cantautrice e produttrice toscana Birthh &egrave; nel pieno di un tour che la sta portando in giro per tutto il Paese e che la vedr&agrave; impegnata anche sul palco del VIVA! Festival di Locorotondo, il prossimo 31 luglio (in una line-up di primissimo livello che ospiter&agrave; in Valle d&rsquo;Itria, tra gli altri, Giorgio Poi, Eva Bloo, Polo&amp;Pan, Prima stanza a destra, John Glacier, Darkside e molti altri). Proprio oggi, inoltre, Birthh ha pubblicato &laquo;Pi&ugrave; in alto&raquo;, nuovo singolo &laquo;romantico e travolgente&raquo; nato nel caldo estivo del suo appartamento a New York, citt&agrave; che l&rsquo;ha accolta e le ha in un certo senso dato l&rsquo;ispirazione per iniziare a scrivere nella lingua madre: &laquo;Sono una persona abbastanza romantica - racconta Alice Bisi, questo il vero nome, illustrando il nuovo singolo - questa &egrave; una canzone d&rsquo;amore anche un po&rsquo; pragmatica sul fatto che i rapporti umani possono evolvere nel tempo, ma vale la pena vivere il presente&raquo;.</p> <p>Un processo lungo &laquo;raffinare&raquo; la scrittura in italiano: &laquo;&Egrave; da quando andavo alle scuole medie che scrivo canzoni in inglese - continua - l&rsquo;italiano ha bisogno di una scrittura per immagini, pi&ugrave; specifiche possibile. Ho dovuto imparare a fare attenzione, nella vita, nel modo in cui sento le cose che mi circondano. A New York ho iniziato per gioco, per restare in contatto con la mia terra, e alla fine &egrave; nato un disco intero&raquo;. Una citt&agrave;, la Grande Mela, che non ha smesso di ispirarla: &laquo;C&rsquo;&egrave; una scena underground molto forte, sono fan dell&rsquo;hip hop, dell&rsquo;alternative. Poi New York &egrave; una citt&agrave; che ingloba le diversit&agrave;, al contrario dell&rsquo;Italia che &egrave; pi&ugrave; giudicante, mi ha dato la spinta per rischiare con le sonorit&agrave; senza stare a pensare se certe cose potessero piacere o meno&raquo;.</p> <p>Sonorit&agrave; a cui &egrave; tanto legata essendo anche produttrice: &laquo;Da piccola mi appassionai a un libro, &ldquo;Come registrare la musica&rdquo; e per la prima comunione mi feci regalare una scheda audio. Avevo sempre la mia chitarra, e quando passai all&rsquo;elettrica mi misi in testa che aveva bisogno di altri strumenti. Ho iniziato aggiungendo una batteria con i software, e alla fine sperimentando ho capito che potevo essere la mia band senza bisogno di nessun altro&raquo;. A livello di live, invece, la band &egrave; fondamentale, e la sua ((Marco Pucci - chitarra e synth, Marco &laquo;Pizza&raquo; Martinelli - batteria e la pugliese Martina Tedesco - basso e basso synth) l&rsquo;ha scelta con una call su Instagram rivolta agli emergenti: &laquo;Sono arrivate 500 candidature - conclude - ho voluto usare i social per quello per cui secondo me sono nati, essere &ldquo;socievoli&rdquo;. Ho fatto una scelta di cuore, aprendo un&rsquo;opportunit&agrave; per chi non conosce certi giri di musicisita, e anche per rendere il live pi&ugrave; divertente. Ho scoperto una quantit&agrave; di musicisti talentuosissimi in Italia: sembra che ci conosciamo da una vita, poi la mia bassista &egrave; anche pugliese, &egrave; gasata dall&rsquo;idea di suonare al VIVA!&raquo;. A ottobre Birthh far&agrave; trent&rsquo;anni: cosa si augura? &laquo;Di continuare a divertirmi, di riuscire sempre a emozionarmi nella musica, e magari riuscire anche a emozionare gli altri&raquo;.<i> Bianca Chiriatti</i></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_12/Birthh_(credito__Jeff_Harris)_-_1-1781249625572.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>La «Magia Bianca» di Francesca Michielin, trionfo di streghe, fantasia e libertà</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2007323/la-magia-bianca-di-francesca-michielin-trionfo-di-streghe-fantasia-e-liberta.html</link>
      <description>Il nuovo album della cantautrice recupera l’anima più folkloristica e irrazionale. E dopo il tour estivo, il 20 novembre arriva al Petruzzelli</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>francesca michielin,magia bianca</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2007323/la-magia-bianca-di-francesca-michielin-trionfo-di-streghe-fantasia-e-liberta.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:22:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Catarsi, esoterismo, rituale: chiamatela come volete, ma la <i>Magia Bianca</i> di Francesca Michielin, titolo del disco in uscita venerd&igrave; 12 per Columbia Records/Sony Music Italy &egrave; una svolta decisa nel percorso della cantautrice veneta, che inaugura un universo narrativo a cui si sente molto affine, sospeso tra Medioevo romantico, cultura pop e suggestioni dark-fantasy. L&rsquo;amore per la musica, sempre disinteressato e puntuale, &egrave; ormai cura: &laquo;Non vivo pi&ugrave; la fomo della &ldquo;canzone giusta&rdquo; - racconta alla <i>Gazzetta</i> - dopo i traumi di aver perso un rene e aver pubblicato un disco in pandemia che ha avuto un percorso complicato, oggi entro in studio quando dentro di me arde qualcosa. E in queste nove tracce, che recuperano l&rsquo;anima un po&rsquo; folkloristica e irrazionale che abbiamo perso per strada, insieme al senso di comunit&agrave;, ho voluto giocare con la voce, riconnettendomi alla parte pi&ugrave; bambina, quella pi&ugrave; &ldquo;magica&rdquo;. Mi sono divertita&raquo;.</p> <p>Fil-rouge del lavoro &egrave; la figura della strega, alternativa rispetto alla femminilit&agrave; conformata o alla visione maschile controllante. E i temi veicolati dalle &laquo;streghe&raquo; sono ultracontemporanei: identit&agrave;, libert&agrave; personale, pressione sociale che ti schiaccia, necessit&agrave; di immaginare mondi alternativi, in maniera un po&rsquo; ironica, un po&rsquo; dissacrante e un po&rsquo; sensuale. &laquo;&Egrave; un mondo che mi &egrave; sempre piaciuto - continua - dalle Witch dei fumetti fino a Strega Salamandra della Melevisione. Fin da piccola ho percepito affinit&agrave; con artiste che negli anni &lsquo;80 erano considerate &ldquo;streghe&rdquo;: Annie Lennox, alchimista, Stevie Nicks, esoterica, Kate Bush che ha a che fare con la divinazione&raquo;. Il tutto per regalare una profonda riflessione sulle rigidit&agrave; e le convenzioni della societ&agrave;, accompagnate da clavicembali, liuti, sintetizzatori e una costruzione sonora alla quale ha lavorato a Londra, fianco a fianco con il produttore britannico David Kosten, che ha collaborato con Bat for Lashes. Tra i momenti pi&ugrave; evocativi del progetto senz&rsquo;altro &laquo;Il canto delle Anguane&raquo;, streghe d&rsquo;acqua ambigue, un po&rsquo; le &laquo;banshee del Veneto&raquo;, omaggio a Patrizia Laquidara che ha curato con Francesca anche la produzione vocale del brano.</p> <p>Tema fondamentale, ancora, quello dei colori: ce n&rsquo;&egrave; uno nel titolo, poi uno dei singoli gi&agrave; usciti, &laquo;Strega Comanda&raquo;, richiama proprio il gioco dell&rsquo;infanzia (e anche la notizia del colore dei fiori d&rsquo;arancio - annunciata, in maniera alquanto inusuale, dall&rsquo;ex presidente della Regione Veneto Zaia sulla sua pagina Instagram - &egrave; confermata - va sottolineato per dovere di cronaca): &laquo;Sono fondamentali per me, quando scrivo le canzoni immagino gi&agrave; il loro &ldquo;colore&rdquo;. Alla fine lo fa anche Taylor Swift. Il tour estivo avr&agrave; proprio i colori come protagonisti: &laquo;Siamo partiti con il bianco, il prossimo sar&agrave; il giallo. Chi vorr&agrave; potr&agrave; vestirsi con lo stesso colore, noi oseremo con il make-up, ho una band tutta al femminile, siamo legate alla cultura camp, andiamo verso lo stravagante e l&rsquo;esagerato&raquo;. Non solo: l&rsquo;arte sar&agrave; anche il fulcro di un altro progetto che vede coinvolta Francesca Michielin: il 25 giugno infatti esce &laquo;Supergirl: il mondo, antologia internazionale&raquo;, che racconta la Ragazza d&rsquo;Acciaio attraverso storie firmate da autori e artisti di 15 Paesi. Per l&rsquo;edizione italiana, pubblicata da Panini Comics, Michielin ha firmato il soggetto di una storia sceneggiata da Irene Marchesini e illustrata da Federica Croci: &laquo;Avevo scritto tantissimo, posso anticipare che ha dei colori pazzeschi. &Egrave; una storia che parla della fragilit&agrave; di Supergirl&raquo;. Dopo il tour estivo, in trio e in full band, in autunno appuntamento nei teatri: i fan pugliesi possono segnare sul calendario la data del 20 novembre al Petruzzelli di Bari.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_09/Ex_def_085-1780986106333.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Max Pezzali arriva in Puglia con «Gli Anni d’Oro»: appuntamento il 5 luglio al San Nicola di Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2006712/max-pezzali-arriva-in-puglia-con-gli-anni-doro-appuntamento-il-5-luglio-al-san-nicola-di-bari.html</link>
      <description>Dopo il debutto da record a Lignano e una serie di sold out negli stadi italiani, il tour degli anni ’90 fa tappa a Bari: attesa per lo show evento tra musica, nostalgia e scenografie immersive</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>max pezzali,bari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2006712/max-pezzali-arriva-in-puglia-con-gli-anni-doro-appuntamento-il-5-luglio-al-san-nicola-di-bari.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 20:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Il viaggio live di Max Pezzali con &ldquo;MAX FOREVER GLI ANNI D&rsquo;ORO &ndash; STADI 2026&rdquo; approda in Puglia. Il 5 luglio lo show sar&agrave; ospitato allo stadio San Nicola di Bari, una delle tappe pi&ugrave; attese del tour che sta registrando numeri da record con oltre 650mila biglietti venduti e una lunga serie di sold out nei principali stadi italiani.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Dopo il debutto allo stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro e le doppie date gi&agrave; esaurite a Torino, Roma, Bologna e Messina, il tour proseguir&agrave; con l&rsquo;appuntamento barese prima del gran finale a Milano.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Lo spettacolo &egrave; costruito come un vero e proprio viaggio negli anni &rsquo;90, tra scenografie immersive, riferimenti all&rsquo;immaginario calcistico e televisivo dell&rsquo;epoca e una scaletta che alterna hit storiche e momenti pi&ugrave; intimi. Un impianto narrativo che trasforma lo stadio in un&rsquo;esperienza collettiva tra musica e memoria generazionale.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La tappa di Bari si inserisce nel cuore del percorso estivo del tour, che attraversa l&rsquo;Italia con 15 appuntamenti nei pi&ugrave; grandi impianti sportivi del Paese. L&rsquo;evento rientra nella serie di concerti gi&agrave; in larga parte sold out, confermando il successo del format &ldquo;Max Forever&rdquo;, diventato negli anni un fenomeno di richiamo trasversale.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Parallelamente al tour negli stadi, &egrave; gi&agrave; stata annunciata anche una nuova fase live indoor: &ldquo;MAX FOREVER &ndash; STESSA STORIA STESSO POSTO STESSO BAR&rdquo;, con una residency all&rsquo;Unipol Dome di Milano Santa Giulia prevista per dicembre 2026 con sei date consecutive.</span></p> <p><span>Il progetto live conferma cos&igrave; la continuit&agrave; di un percorso artistico che ha portato Max Pezzali a dominare la scena dei concerti italiani negli ultimi anni, tra eventi speciali, tour sold out e format sempre pi&ugrave; immersivi dedicati all&rsquo;immaginario degli anni &rsquo;90.</span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_08/pezzali1-1780940730902.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Dal 13 al 21 giugno la Puglia accende l'estate: al via Road to Battiti con J-Ax, Irama, Raf e Fred De Palma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2006378/dal-13-al-21-giugno-la-puglia-accende-l-estate-al-via-road-to-battiti-con-j-ax-irama-raf-e-fred-de-palma.html</link>
      <description>Cinque tappe tra Manfredonia, Martina Franca, Bari, Alberobello e Polignano a Mare per l'anteprima itinerante di TIM Battiti Live</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>radionorba,battiti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2006378/dal-13-al-21-giugno-la-puglia-accende-l-estate-al-via-road-to-battiti-con-j-ax-irama-raf-e-fred-de-palma.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:59:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="242" data-end="538">Parte dalla Puglia il conto alla rovescia verso TIM Battiti Live 2026. Prender&agrave; il via il 13 giugno da Manfredonia "Road to Battiti", il tour itinerante che accompagner&agrave; il pubblico verso la kermesse musicale dell'estate con una serie di eventi gratuiti nelle principali localit&agrave; pugliesi.</p> <p data-start="540" data-end="829">Ad inaugurare il calendario saranno J-Ax e Irama, attesi sabato 13 giugno sul palco allestito in Piazzale Silvio Ferri a Manfredonia. Il giorno successivo, domenica 14 giugno, la manifestazione far&agrave; tappa a Martina Franca, dove in Piazza Maria Immacolata si esibiranno Raf e Fred De Palma.</p> <p data-start="831" data-end="1134">In entrambe le citt&agrave;, a partire dalle 18, i conduttori di Radio Norba animeranno il pubblico con musica, giochi e interviste agli artisti, mentre alle 21 prenderanno il via i live degli headliner. Le esibizioni entreranno a far parte delle puntate di TIM Battiti Live, in programma a luglio su Canale 5.</p> <p data-start="1136" data-end="1319">Accanto agli spettacoli, spazio anche ai villaggi dei partner e alle attivit&agrave; di intrattenimento dedicate al pubblico: a Manfredonia in Via del Porto, a Martina Franca in Piazza Roma.</p> <p data-start="1321" data-end="1552">Il tour proseguir&agrave; nel weekend successivo con le tappe di Bari (19 giugno), Alberobello (20 giugno) e Polignano a Mare (21 giugno). Gli artisti che comporranno la line up dei tre appuntamenti saranno annunciati nei prossimi giorni.</p> <p data-start="1554" data-end="1638" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L'ingresso agli eventi sar&agrave; libero fino al raggiungimento della capienza consentita.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_08/eca6b5257b230cc9018d52c74006f2b3-1780927122293.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Il viaggio senza fine dei ragazzi del Volo: «Ambasciatori del bel canto? Amiamo questa musica e vogliamo portarla nel mondo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1993229/il-viaggio-senza-fine-dei-ragazzi-del-volo-ambasciatori-del-bel-canto-amiamo-questa-musica-e-vogliamo-portarla-nel-mondo.html</link>
      <description>Dopo il trionfo negli Stati Uniti e in Sud America, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble sono pronti al tour estivo in Italia (che toccherà anche Barletta il 7 agosto)</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>il volo,gianluca ginoble,ignazio boschetto,piero barone</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1993229/il-viaggio-senza-fine-dei-ragazzi-del-volo-ambasciatori-del-bel-canto-amiamo-questa-musica-e-vogliamo-portarla-nel-mondo.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 06:00:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Un lungo tour che sembra non avere inizio o fine, che dopo il successo della leg in America Latina e negli Stati Uniti &egrave; pronto a toccare Italia, Grecia e Spagna per l'estate, poi di nuovo i palazzetti del nostro Paese e ancora l'Europa. &Egrave; un anno (anzi un biennio) impegnativo e fortunato per<strong> Il Volo,</strong> che nei giorni scorsi ha annunciato l'uscita del nuovo singolo, &laquo;Cuerpo sin alma&raquo;, rivisitazione di &laquo;Bella senz'anima&raquo; di Riccardo Cocciante insieme alla voce di Carlos Rivera, con la produzione di Julio Reyes Copello, pluripremiato ai Grammy, gi&agrave; collaboratore di Placido Domingo, Ricky Martin e Jennifer Lopez. Da diciassette anni la carriera di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble non conosce battute d'arresto. Il tour estivo, che anticiper&agrave; la quarta edizione di &laquo;Tutti per Uno&raquo; il 24, 26 e 26 settembre a Palazzo Te, Mantova (format ideato dal manager Michele Torpedine, di origini pugliesi, e prodotto da Friends&amp;Partners), far&agrave; tappa anche in Puglia, il 7 agosto nel Fossato del Castello di Barletta. &laquo;Avevamo deciso di festeggiare questi 17 anni insieme - racconta il trio alla <i>Gazzetta</i> - poi ci siamo fatti prendere' la mano e abbiamo aggiunto altre date. I tour estivi in Italia ci consentono di vedere posti meravigliosi, poi in zone come Puglia e Basilicata si mangia cos&igrave; bene...&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Partiamo dall'attualit&agrave;, che valore ha una canzone come &laquo;Bella senz'anima&raquo; e perch&eacute; avete deciso di darle una nuova veste?</strong></p> <p>&laquo;Intanto la collaborazione con Carlos Rivera &egrave; stata spontanea, ci eravamo visti a cena e ripromessi di fare qualcosa insieme, anche perch&eacute; suo padre era un ammiratore di Cocciante. Girando il mondo ci siamo resi conto che all'estero amano quello che non hanno e non possono avere o creare per ragioni culturali o antropologiche. Un patrimonio come quello italiano, nato in un Paese che ha gettato le basi per creare la musica sotto tutti i punti di vista, &egrave; affascinante. E noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di portare avanti il bel canto perch&eacute; non ci sono molti altri cantanti della nostra et&agrave; che lo portano in giro, quindi con umilt&agrave;, ma anche con grande senso di responsabilit&agrave;, seguiamo i passi di tutti gli artisti che ci hanno preceduto, da Luciano Pavarotti, il primo a portare questa musica fuori dai teatri, ad Andrea Bocelli, che ha creato il pop lirico&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>&laquo;Responsabilit&agrave;&raquo;. Lo sentite il &laquo;peso&raquo; di essere ambasciatori dell'Italia nel mondo?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; una questione soggettiva, ma una grande responsabilit&agrave; ad esempio &egrave; quella di cercare di mantenere l'entusiasmo vivo quando cantiamo, essere pi&ugrave; coerenti possibili con le scelte che facciamo. Poi &egrave; vero, qualcuno ci chiama ambasciatori del bel canto, ma &egrave; solo una conseguenza rispetto a quello che sentiamo e proviamo per la musica&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Un amore che le &laquo;mamme&raquo; e le &laquo;nonne&raquo;, vostre prime fan, hanno sempre percpito. E le generazioni pi&ugrave; giovani? Sentite di ispirarle in qualche modo?</strong></p> <p>&laquo;Basta vedere un nostro concerto. &Egrave; vero, all'inizio soprattutto la nostra carriera televisiva era seguita da un pubblico pi&ugrave; adulto, ma il nostro obiettivo &egrave; sempre stato quello di portare questo genere musicale ai nostri coetanei, perch&eacute; oggi le piattaforme propongono scie pi&ugrave; commerciali, ma la melodia &egrave; assolutamente trasversale. C'&egrave; una bella fetta di pubblico cresciuta insieme a noi&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>La vostra apertura in questo senso si &egrave; vista anche nelle tante collaborazioni a cui vi siete aperti...</strong></p> <p>&laquo;Ovviamente abbiamo preso spunto da Luciano Pavarotti, fu il primo a farlo e a comprendere la reale potenza di questa musica, che poteva arrivare al grande pubblico. Noi in Italia siamo cos&igrave; abituati alla melodia che quasi la ripudiamo, in Inghilterra, per esempio, le canzoni pi&ugrave; ascoltate di Adele sono tutte ballad con orchestra. Non &egrave; vero nemmeno che il romanticismo &egrave; morto, e forse dovremmo cominciare a parlarne di nuovo, a proporre contenuti meno frivoli. Non &egrave; una guerra, assolutamente, perch&eacute; esiste la musica leggera e quella pi&ugrave; impegnativa in base ai momenti, per&ograve; ecco, per quanto ci riguarda, ci piace mescolare i generi, cantare con quegli artisti che oggi sono diventati amici&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>La voce per voi &egrave; uno strumento chiave: come ve ne prendete cura?</strong></p> <p>&laquo;Ci vuole amor proprio. In passato c'erano periodi in cui eravamo un po' pi&ugrave; distratti, oggi facciamo lezioni di canto, seguiamo una traiettoria pi&ugrave; definita, cerchiamo sempre di migliorarci. Si pensa che il canto sia semplice, appoggi e respiri, ma &egrave; proprio quella conoscenza di te e del tuo corpo che fa la differenza sul palco, e se non te ne prendi cura, non puoi arrivare ad avere una carriera molto lunga&raquo;.</p> <p class="GN4_text"><strong>Una riflessione finale: 17 anni insieme, iniziando da giovanissimi, non sono pochi. Qual &egrave; il vostro segreto?</strong></p> <p>&laquo;Ci vuole intelligenza, non solo da parte nostra, ma anche delle persone che ci circondano. Aiuta a eliminare quella parte di ego, perch&eacute; in gruppo l'ego non pu&ograve; esistere, si deve fare squadra. L'abbiamo capito in tutti questi anni in giro per il mondo, non c'&egrave; cosa pi&ugrave; bella che condividere le emozioni e gli obiettivi. E noi che viviamo picchi elevatissimi di adrenalina, quando raggiungiamo qualcosa abbiamo voglia di festeggiarlo con gli altri&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_28/Screenshot_2026-05-28_231945-1780003223952.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>«È boom di eventi live, ma al settore serve sostegno economico»: il pugliese Vincenzo Bellini confermato nel direttivo di Assomusica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1993230/e-boom-di-eventi-live-ma-al-settore-serve-sostegno-economico-il-pugliese-vincenzo-bellini-confermato-nel-direttivo-di-assomusica.html</link>
      <description>Il fondatore di Bass Culture è stato confermato nel board: «È da apprezzare quanto in Puglia nonostante i redditi bassi si consumi musica in inverno senza contributi pubblici, ma la logistica è ancora un problema»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>vincenzo bellini,assomusica</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1993230/e-boom-di-eventi-live-ma-al-settore-serve-sostegno-economico-il-pugliese-vincenzo-bellini-confermato-nel-direttivo-di-assomusica.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 05:32:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La musica dal vivo &egrave; in un momento positivo: dopo la pandemia &egrave; partita una fase espansiva, un boom che dai dati vale circa un miliardo di euro l'anno solo di biglietti, e ha necessit&agrave; di andare a regime dal punto di vista economico perch&eacute; &egrave; depotenziata rispetto ad altri comparti, penso ad esempio al cinema che ha il tax credit&raquo;. A parlare &egrave; <strong>Vincenzo Bellini,</strong> pugliese, fondatore di Bass Culture e confermato tra i componenti del Consiglio Direttivo di Assomusica (presidente Carlo Parodi), il principale organismo di rappresentanza dei produttori e degli organizzatori di spettacoli dal vivo in Italia. La sua presenza nel board conferma il ruolo di un&rsquo;esperienza imprenditoriale nata in Puglia e oggi pienamente inserita nel panorama nazionale del live entertainment con il Locus Festival e non solo. Bellini, anche presidente del Distretto Produttivo Puglia Creativa, ha risposto a qualche domanda della Gazzetta per sondare lo stato di salute del comparto live, sempre pi&ugrave; strettamente legato alla valorizzazione del territorio e chiamato ad affrontare sfide tra sostenibilit&agrave;, logistica e dialogo con le istituzioni.</p> <p><strong>Partiamo dal piano nazionale, su quali obiettivi Assomusica si concentrer&agrave;?</strong>&laquo;Sicuramente i numeri oggi sono favorevoli, ma per esempio c'&egrave; un importante tema legato a location e infrastrutture: spesso si utilizzano edifici nati per lo sport che vengono convertiti per gli spettacoli, oppure piazze e scorci urbani adattati ad arene estive. I piani urbanistici delle citt&agrave; quasi mai prevedono strutture dedicate, cos&igrave; la musica finisce spesso in frizione con i residenti di alcuni quartieri, pensiamo a chi la confonde con la &ldquo;movida maldestra&rdquo;. E poi declinare la musica nei territori: non solo grandi eventi da stadio, ma un pluralismo capillare, perch&eacute; le citt&agrave; hanno la loro forza, ma la musica diventa anche elemento di rigenerazione delle aree periferiche e dei piccoli borghi, per costruire attrattivit&agrave; turistica e quindi ricaduta economica&raquo;.</p> <p><strong>Sembra di capire che la criticit&agrave; principale sia legata ai rapporti con le istituzioni...</strong>&laquo;La musica contemporanea non ha grandi facilitazioni da parte dello Stato. &Egrave; in discussione il Codice dello Spettacolo, ma &egrave; difficile che venga definito a breve. Mancano definizioni chiare: il Fondo Unico dello Spettacolo esclude gran parte della musica contemporanea per ragioni storiche e strutturali. I live club, che sono paragonabili ai teatri, non sono ancora riconosciuti pienamente come tali. E poi ci sono le regioni che stanno istituendo le Music Commission, come quelle per il cinema, ma il quadro &egrave; ancora frammentario. Il lavoro di Assomusica &egrave; proprio quello di fare proposte e spingere per un aggiornamento normativo&raquo;.</p> <p><strong>In Puglia il settore &egrave; vivace, ma spesso gli operatori lamentano la mancanza di dialogo fra di loro, creando sovrapposizioni di date e programmazioni in territori anche molto vicini...</strong>&laquo;&Egrave; vero, ma non credo serva delegare tutto alla pubblica amministrazione o introdurre regolamentazioni troppo rigide, perch&eacute; si rischierebbe di falsare il mercato che invece &egrave; dinamico ed &egrave; naturale che si muova. Mettendo paletti per regolare i rapporti fra privati si rischierebbe di andare verso lo statalismo o l'assistenzialismo, quindi viva la libera concorrenza! Anzi, spesso &egrave; la pubblica amministrazione che entra in concorrenza con i privati, avendo una capacit&agrave; economica che altera le regole del gioco. Il privato deve fare profitto per sopravvivere, la PA no. Questo crea squilibri evidenti, e nonostante siamo in una regione del Sud con un reddito pro capite molto basso, &egrave; da apprezzare quanto in Puglia si consumi musica in inverno senza contributi pubblici. Il Palaflorio di Bari &egrave; la struttura sotto Roma che fa pi&ugrave; spettacoli in Italia, supera anche la Campania&raquo;.</p> <p><strong>Parliamo di logistica: la Puglia &egrave; lunga, i territori spesso non cos&igrave; facilmente raggiungibili. Quanto pesa questo dato sul sistema degli eventi?</strong>&laquo;Abbiamo un problema di collegamenti complessivo con il resto d&rsquo;Italia: treni spesso in ritardo o inefficienti, linee non adeguate, collegamenti aerei non sempre stabili. In un&rsquo;ora qui si fatica a spostarsi tra i capoluoghi di provincia, altrove si passa da una regione all&rsquo;altra. C&rsquo;&egrave; poi il tema dei costi: la Puglia &egrave; diventata cara, per turismo e ospitalit&agrave;, e questo ha cambiato la sua competitivit&agrave;. A questo si aggiunge la distribuzione degli spettacoli e la difficolt&agrave; economica dei comuni, per non parlare dei ritardi nei finanziamenti regionali e nei bandi, che rallentano tutto il sistema&raquo;.</p> <p><strong>Insomma, la prospettiva - restando cos&igrave; le cose - qual &egrave;?</strong>&laquo;La crisi arriva sempre in ritardo nei territori periferici, ma quando arriva &egrave; forte. Non abbiamo ancora capito davvero l&rsquo;effetto della bolletta energetica sui consumi culturali, ad esempio. Sicuramente c'&egrave; piena speranza in un nuovo riassetto, una maggiore capacit&agrave; di interpretare i fondi europei in modo dinamico, non come rendita di posizione, e in un ricambio della classe imprenditoriale. Al Dams di Bari ci sono circa 400 nuovi studenti che si stanno laureando e che dovranno essere occupati o fare impresa. Ma bisogna evitare che la crescita resti solo infrastrutturale e non sociale. Perch&eacute; senza crescita delle persone, la rigenerazione urbana resta incompleta: si costruiscono spazi, ma non si costruisce futuro&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_28/Assemblea_Assomusica_2026_foto-1780003749396.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Con DDUMA e l'EP «A ddhu mare te porta» si accende un nuovo sguardo sul Salento: «Il dialetto mi aiuta a essere più istintiva»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1993231/con-dduma-e-l-ep-a-ddhu-mare-te-porta-si-accende-un-nuovo-sguardo-sul-salento-il-dialetto-mi-aiuta-a-essere-piu-istintiva.html</link>
      <description>La giovane Chiara Pizzi pubblica il lavoro che approfondisce il simbolo del mare: «Non sono la classica persona che aspetta l'estate per andarci, ma quando non ce l'ho mi manca»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>dduma,a ddhu mare te porta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1993231/con-dduma-e-l-ep-a-ddhu-mare-te-porta-si-accende-un-nuovo-sguardo-sul-salento-il-dialetto-mi-aiuta-a-essere-piu-istintiva.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 05:00:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Il nome d'arte, DDUMA, &egrave; nato per caso: &laquo;Camminavo a Melissano con mia nonna e c'era questa insegna alla festa del paese. Mi &egrave; rimasta impressa. Qualche anno dopo ho dovuto scegliere al volo un nome che mi rappresentasse prima di caricare un brano online, e mi &egrave; ritornata questa parola, aggiungendoci una seconda "d" iniziale. Il verbo, in dialetto salentino, significa "accendere". E l'ho visto come un incentivo per me stessa, che nella vita a volte faccio fatica a impegnarmi, a dare il meglio, ad "accendermi", e nella musica voglio fare l'opposto&raquo;.</p> <p>Parla cos&igrave; Chiara Pizzi, DDUMA - appunto - nata a Casarano ma da tempo a Milano, che oggi pubblica l'EP <i>A ddhu mare te porta</i>, che contiene i singoli finora pubblicati e anticipa il primo album con la produzione di Machweo e il team di Ad Astra Dischi. Un lavoro in cui ha grande rilievo il dialetto, come racconta alla <i>Gazzetta</i>: &laquo;Mi sono trasferita in Italia dalla Spagna quando avevo sei anni, mi vergognavo perch&eacute; non riuscivo a parlare bene nemmeno l'italiano. Poi stando a contatto con amici e familiari che parlano solo dialetto, l'ho assimilato, perfino qui a Milano convivo con delle salentine e lo parliamo. In certe situazioni ho proprio bisogno di esprimermi in dialetto, &egrave; come se parlassi in maniera pi&ugrave; istintiva&raquo;. Un rapporto stretto con la sua terra, che l'ha portata anche a inserire il simbolo del mare nel titolo del progetto: &laquo;Non sono la classica persona che non vede l'ora che arrivi l'estate per andare al mare - continua - ma il mare come elemento naturale mi piace moltissimo. Durante la pandemia stavo passando un periodo difficile, andavo in terapia a Gallipoli. Ogni volta al ritorno mi fermavo con mia madre sul lungomare: quei momenti sono stati utili per razionalizzare alcune cose. &Egrave; un elemento che quando non ho vicino a me, mi manca&raquo;.</p> <p>Un percorso nella musica che &egrave; partito dallo studio del pianoforte: &laquo;Componevo brani strumentali per pianoforte e violino, perch&eacute; lo suonava mia sorella. Poi ho iniziato a lavorare anche come autrice. Il passaggio al dialetto &egrave; arrivato per caso: &egrave; stato come scoprire un nuovo modo di raccontarmi, e oggi scrivo ovunque, rigorosamente a mano per scarabocchiare quello che mi viene in mente&raquo;. Non un riferimento fisso, ma tante grandi voci nei suoi ascolti: Adele, Amy Winehouse, Stevie Wonder ed Etta James durante il percorso di formazione jazz. E anche se il progetto sta crescendo (&egrave; stata selezionata tra i finalisti di Musicultura) l'obiettivo pi&ugrave; grande &egrave; uno solo: far conoscere un lato diverso del Salento. </p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_28/Screenshot_2026-05-28_233244-1780004043858.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Shiva fa tappa anche a Bari: il protagonista del rap al Palaflorio a dicembre</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1989119/shiva-fa-tappa-anche-a-bari-il-protagonista-del-rap-al-palaflorio-a-dicembre.html</link>
      <description>Shiva,  uno dei protagonisti assoluti della nuova scena rap italiana, è pronto a conquistare anche l’estate 2026 con appuntamenti estivi che lo vedranno sul palco dei principali festival italiani</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>shiva,bari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1989119/shiva-fa-tappa-anche-a-bari-il-protagonista-del-rap-al-palaflorio-a-dicembre.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 17:18:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Shiva annuncia nuove date nei palasport italiani dopo i sold out a Mantova, Milano, Roma, Napoli e Bologna. E marted&igrave; 1 dicembre 2026 far&agrave; tappa anche al Palaflorio di Bari (i&nbsp;biglietti saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da marted&igrave; 26 maggio 2026 alle ore 14:00 e in tutti i punti vendita autorizzati da domenica 31 maggio 2026 alle ore 11:00).&nbsp;</p> <p>La tourn&eacute;e partir&agrave; gioved&igrave; 19 novembre 2026 al Palateknoship di Genova, sabato 21 novembre 2026 all&rsquo;Unipol Arena di Bologna, marted&igrave; 24 novembre 2026 al Palapartenope di Napoli, sabato 28 novembre 2026 al Palazzo dello Sport di Roma, marted&igrave; 1 dicembre 2026 al Palaflorio di Bari e sabato 5 dicembre 2026 all&rsquo;Unipol Dome di Milano.</p> <p>Shiva,&nbsp;<span style="font-weight: 400;">&nbsp;uno dei protagonisti assoluti della nuova scena rap italiana,</span> &egrave; pronto a conquistare anche l&rsquo;estate 2026 con appuntamenti estivi&nbsp;che lo vedranno sul palco dei principali festival italiani: mercoled&igrave; 29 luglio 2026 all&rsquo;Este Music Festival di Este (PD), gioved&igrave; 6 agosto 2026 al Wave Summer Music di Catania, sabato 8 agosto 2026 al Vibes Summer Festival di Cinquale (MS) e venerd&igrave; 14 agosto 2026 al Red Valley Festival di Olbia (SS).</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_25/xlarge_shiva_sito_1_9850afda3e-1779722241726.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Sottosopra Fest, la rassegna che ha lanciato la scena urban da Gallipoli si allarga fino a Bari: «Tutti i Big del panorama attuale sono cresciuti sui nostri palchi»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1984295/sottosopra-fest-la-rassegna-che-ha-lanciato-la-scena-urban-da-gallipoli-si-allarga-fino-a-bari-tutti-i-big-del-panorama-attuale-sono-cresciuti-sui-nostri-palchi.html</link>
      <description>Stefano Pharm di Faraway Agency ci racconta come funziona la «macchina» di uno degli eventi più attesi dell'estate: «La gente prenota le vacanze in Salento in base ai nostri concerti». Quest'anno già annunciati, tra gli altri, Kid Yugi, Anna, Sayf, Samurai Jay</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>sottosopra fest,kid yugi,anna,artie five,sayf,guè,samurai jay,gallipoli,bari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1984295/sottosopra-fest-la-rassegna-che-ha-lanciato-la-scena-urban-da-gallipoli-si-allarga-fino-a-bari-tutti-i-big-del-panorama-attuale-sono-cresciuti-sui-nostri-palchi.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Kid Yugi, Anna, Sayf, Gu&egrave;, Artie Five, Samurai Jay, Gemitaiz, Noyz Narcos. L'elenco di big della scena rap e urban che anche quest'anno infiammeranno i palchi del <strong>Sottosopra Fest</strong> &egrave; gi&agrave; lunghissimo (e non &egrave; ancora completo). La 13esima edizione della rassegna che ogni anno accoglie nel Salento i nomi pi&ugrave; rilevanti del panorama nazionale e non solo (oltre 140mila presenze su 25 date i numeri dello scorso anno) parte con una grandissima novit&agrave;: oltre a Gallipoli, infatti, che continuer&agrave; a essere centro della programmazione con venue come il Parco Gondar e la Praja, per l'estate 2026 si aggiunge una nuova location, l'Arena del Levante all'interno della Fiera a Bari.&nbsp;&laquo;Sono arrivate tante richieste, da parte del pubblico e degli artisti - racconta Stefano Pharm, co-founder di Faraway Agency, &laquo;motore&raquo; di tutta la macchina Sottosopra - dopo un po' di riflessioni abbiamo capito che era giusto coprire anche quell'area pugliese e allargare il raggio d'azione&raquo;. Del resto parliamo di un festival che ha un'identit&agrave; precisa e riconoscibile, tanto da essere diventato una realt&agrave; che muove numeri consistenti anche da fuori regione:&nbsp;&laquo;Abbiamo uno zoccolo duro salentino molto forte, Sottosopra &egrave; l&rsquo;unico ente che d&agrave; l'opportunit&agrave; agli abitanti di queste zone di vivere determinati tipi di concerti. Dall&rsquo;altra parte c'&egrave; anche una grossa fetta di turisti che organizzano le vacanze in funzione dei nostri eventi&raquo;.&nbsp;</p> <p data-start="830" data-end="1232">Tutto &egrave; cominciato per passione: &laquo;La trap ancora non esisteva, siamo partiti con una-due date all'anno, J-Ax fu uno dei nostri primissimi ospiti insieme ai Club Dogo, TruceKlan. Venivano 200-300 persone a serata, ma noi abbiamo continuato a credere nel settore e soprattutto siamo stati tra i primi a inserire il mondo trap nei club prima che diventasse di moda, quindi prima del 2016. Ci facevano suonare in apertura, alle dieci di sera: era un contentino, ma sapevamo che era un inizio. Poi nel 2016, quando &egrave; cambiata anche la discografia, dopo "Santeria" di Marracash e Gu&egrave;, la bolla &egrave; scoppiata, ma noi eravamo pronti. La prima data fu davvero soddisfacente, e da l&igrave; non ci siamo mai fermati&raquo;. E questo li ha portati anche a stringere rapporti personali con gli artisti: &laquo;Kid Yugi, che verr&agrave; quest'anno il 20 luglio al Gondar, &egrave; un orgoglio pugliese, gli vogliamo molto bene. Molti dei big di oggi sono passati dal Sottosopra che erano ragazzi: era un mondo genuino, c'era l'ansia prima di salire sul palco, le cose erano molto diverse&raquo;. Oggi il brand &egrave; percepito in maniera molto forte, complice anche un'ottima capacit&agrave; di comunicazione: &laquo;La macchina organizzativa non si ferma mai, &egrave; talmente grossa che va vissuta ogni giorno dell'anno, almeno come progettualit&agrave;. La nostra filosofia, poi, &egrave; di inserire sempre giovanissimi nel team, che sono la benzina necessaria per andare avanti. In estate arriviamo a 50 persone tra dj, produzione, fotografi, collaborazioni...&raquo;. E su una futura apertura a ospiti internazionali: &laquo;Negli ultimi anni siamo riusciti a portare un artista come Central Cee, che poi &egrave; esploso ancora di pi&ugrave;. Per noi &egrave; una medaglia importante. L&rsquo;ambizione massima &egrave; sicuramente riuscire a portare sempre pi&ugrave; guest, ma si devono allineare alcune condizioni, tra cui la logistica del territorio, non sempre favorevole&raquo;. Nel frattempo, il calendario finora annunciato prevede, nell'ordine: a Gallipoli Artie Five (Praja, 14 luglio); Samurai Jay (Praja, 16 luglio); Kid Yugi (Pargo Gondar, 20 luglio); Gemitaiz (Parco Gondar, 26 luglio);&nbsp;Promessa, Noyz Narcos, Luca Agnelli (Parco Gondar, 1 agosto), Gu&egrave; (Praja, 4 agosto); a Bari Sayf (31 luglio), Capo Plaza (6 settembre), Anna (13 settembre), tutti all'Arena del Levante.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_21/129A6429-1779354876835.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Il barese Stefan Quinto torna con «Sempre noi»: la forza dei legami che resistono al tempo tra resilienza, fragilità e amore autentico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982742/il-barese-stefan-quinto-torna-con-sempre-noi-la-forza-dei-legami-che-resistono-al-tempo-tra-resilienza-fragilita-e-amore-autentico.html</link>
      <description>Con sonorità indie-pop intime e cinematografiche, un brano intenso prodotto insieme a Francesco Cavallo: una riflessione emotiva sulle relazioni capaci di sopravvivere agli errori, alla distanza e alle difficoltà</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sempre noi,stefan quinto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982742/il-barese-stefan-quinto-torna-con-sempre-noi-la-forza-dei-legami-che-resistono-al-tempo-tra-resilienza-fragilita-e-amore-autentico.html</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 14:12:21 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="426" data-end="920">Esce oggi su tutte le piattaforme digitali &ldquo;<em><strong>Sempre noi</strong></em>&rdquo; (ADP Records), il nuovo singolo di <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Stefan Quinto</span></span></strong>, barese che continua a costruire un percorso musicale personale e riconoscibile, fatto di scrittura introspettiva, sensibilit&agrave; pop e ricerca emotiva. Il brano, prodotto dallo stesso cantautore insieme al musicista e compositore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Francesco Cavallo</span></span>, affronta il tema della resilienza attraverso una narrazione intensa e profondamente umana. &ldquo;Sempre noi&rdquo; si muove tra atmosfere indie-pop delicate e cinematografiche, dando voce a quei rapporti che riescono a sopravvivere al tempo, agli errori e alle distanze. Una canzone che sceglie di raccontare le fragilit&agrave; senza nasconderle, trasformandole anzi in strumenti di connessione autentica. Il risultato &egrave; un brano emotivo e sincero, costruito attorno all&rsquo;idea che alcuni legami, nonostante tutto, continuino a riconoscersi e a resistere.</p> <p data-start="1369" data-end="1746">La scrittura di Stefan Quinto punta ancora una volta sull&rsquo;immediatezza emotiva, intrecciando melodie intime e arrangiamenti essenziali a un immaginario sonoro contemporaneo. &ldquo;Sempre noi&rdquo; si inserisce cos&igrave; in un percorso artistico coerente, dove il racconto delle relazioni umane diventa il centro di una ricerca musicale capace di unire sensibilit&agrave; cantautorale e aperture pop. Dietro il nome d&rsquo;arte Stefan Quinto c&rsquo;&egrave; Stefano Giaquinto, nato a Modugno, in provincia di Bari, nel 1995. Cantautore e polistrumentista, ha costruito il proprio background musicale attraverso una formazione accademica in batteria e percussioni jazz presso il Conservatorio di Matera. Dopo il debutto nel 2021 con i singoli &ldquo;Heroes&rdquo; e &ldquo;To You&rdquo;, l&rsquo;artista ha iniziato a farsi notare partecipando a festival ed eventi musicali, fino ad arrivare al singolo &ldquo;Lovers On Fire&rdquo;, che gli &egrave; valso il terzo posto al 2MariSong Festival e il premio come miglior brano radiofonico Appulive 2024.</p> <p data-start="2332" data-end="2755">Nel 2023 arriva &ldquo;Fant&agrave;sia&rdquo;, primo brano in italiano, con cui raggiunge le fasi finali di Area Sanremo e inaugura il tour &ldquo;Fant&agrave;sia24&rdquo;. L&rsquo;anno successivo pubblica &ldquo;Romantica&rdquo;, ottenendo attenzione da parte di emittenti e testate nazionali, tra cui <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Rai Radio1</span></span>. Parallelamente porta avanti collaborazioni artistiche con Francesco Cavallo per &ldquo;Endless Night&rdquo; e con Perry &amp; Fledger per &ldquo;Like A Dream&rdquo;. Nel 2025 Stefan Quinto approda inoltre alle selezioni finali del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Festival di Castrocaro</span></span> presentando il singolo &ldquo;Come Va, Va&rdquo;, confermando una crescita artistica costante e una scrittura sempre pi&ugrave; matura. La sua musica continua cos&igrave; a raccontare storie universali attraverso uno stile autentico, elegante e profondamente personale.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_15/Screenshot_2026-05-15_095446-1778831853381.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Anatomia di uno schianto prolungato»: Willie Peyote sceglie un ossimoro per raccontare le contraddizioni del presente</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982642/anatomia-di-uno-schianto-prolungato-willie-peyote-sceglie-un-ossimoro-per-raccontare-le-contraddizioni-del-presente.html</link>
      <description>Esce oggi il nuovo album del cantautore torinese, che sarà a Bari il 19 maggio per il firmacopie, e a ottobre in tour nei club. Undici tracce tra meme, lavoro di squadra e consapevolezza del tempo che passa: «Non ho paura di invecchiare, sono di questa nuova stagione»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>willie peyote,anatomia di uno schianto prolungato,luigi mangione</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982642/anatomia-di-uno-schianto-prolungato-willie-peyote-sceglie-un-ossimoro-per-raccontare-le-contraddizioni-del-presente.html</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="294" data-end="858">Non smette di raccontare le contraddizioni del presente con ironia e lucidit&agrave;, ma con incursioni intime ed emotive: esce oggi 15 maggio <em><strong>&laquo;Anatomia di uno schianto prolungato&raquo;</strong></em>, nuovo album di inediti di <strong>Willie Peyote</strong>, che con questo lavoro in undici tracce inaugura un'ulteriore fase di maturit&agrave; e consapevolezza del suo percorso artistico che nei prossimi mesi lo porter&agrave; di nuovo dal vivo nei club (tour prodotto da Live Nation 6, la tappa pugliese il 23 ottobre all'Eremo di Molfetta). Brunori Sas, Noemi e il rapper Jekesa gli ospiti dell'album, che verr&agrave; presentato con un tour firmacopie nei prossimi giorni che far&agrave; tappa marted&igrave; 19 maggio alla Feltrinelli di via Melo a Bari (ore 18). Qui - e negli altri appuntamenti instore - Willie dialogher&agrave; con Stefano Genta,&nbsp;<span style="font-weight: 400;">produttore e fonico, suo storico collaboratore</span><span style="font-weight: 400;">, per condividere aneddoti, retroscena e curiosit&agrave; sulla lavorazione del progetto. </span><span style="font-weight: 400;"></span></p> <p data-start="294" data-end="858"><span style="font-weight: 400;"><strong>Un disco arrivato a poca distanza dal precedente capitolo, che passo in pi&ugrave; c&rsquo;&egrave; stato?</strong>&laquo;Arriviamo da un anno in cui sono successe tante cose, probabilmente questo ci ha dato una spinta. Avevamo voglia di fare, &egrave; un disco venuto fuori in poco tempo tra scrittura, registrazione, mix e pubblicazione. Ma secondo me &egrave; giusto cavalcare l&rsquo;onda e andare dritti, non &egrave; detto che non ne faremo un altro gi&agrave; nell&rsquo;arco del prossimo anno, i temi non mancano&raquo;.</span></p> <p data-start="294" data-end="858"><span style="font-weight: 400;"><strong>Spieghiamo questo titolo, &laquo;Anatomia di uno schianto prolungato&raquo;. Un ossimoro.</strong>&laquo;Mi piaceva un titolo lungo, che richiamasse il cinema vintage anni &lsquo;Sessanta&rsquo;60-&lsquo;70 o certe opere di M&aacute;rquez, &ldquo;Cronaca di una morte annunciata&rdquo;. L&rsquo;ispirazione &egrave; anche il film &ldquo;Anatomia di una caduta&rdquo;, ma per raccontare tempi cos&igrave; contraddittori mi piaceva l&rsquo;idea di inserire un ossimoro, appunto, gi&agrave; nel titolo. Uno schianto non pu&ograve; essere prolungato, &egrave; un evento istantaneo. Mentre la parola &ldquo;anatomia&rdquo; accanto al racconto di questa fine del mondo, del sistema, del capitalismo, &egrave; un&rsquo;analisi personale del fatto che mi trovo a entrare in una nuova stagione della vita che si affaccia verso il deperimento anatomico. &Egrave; una presa di coscienza del fatto che da qui si va verso la fine, non &egrave; pi&ugrave; un momento di crescita&raquo;.</span></p> <p data-start="294" data-end="858"><span style="font-weight: 400;"><strong>Una narrazione da cui tanti fuggono, in un mondo che vuole essere giovane per sempre...</strong>&laquo;Io la vivo con tranquillit&agrave;, non c&rsquo;&egrave; nessuna rassegnazione, &egrave; una constatazione. Sono curioso di vedere come sar&agrave; questa stagione della vita. Secondo me a quarant&rsquo;anni devi anche assumere il ruolo di persona che ha un&rsquo;esperienza, per poter mostrare uno sguardo sul mondo che non &egrave; quello di un ventenne. Non &egrave; un contrasto, ma pu&ograve; dare una sfumatura che magari a vent&rsquo;anni non si vede. E poi per la prima volta mi sono lasciato andare a un racconto pi&ugrave; dolce. &ldquo;Burrasca&rdquo; &egrave; un pezzo che non avrei scritto un paio di anni fa. Forse ho acquisito una consapevolezza totale che mi lascia essere pi&ugrave; libero di quanto non fossi a venticinque anni&raquo;.</span></p> <p data-start="294" data-end="858"><span style="font-weight: 400;"><strong>Lei parla al plurale quando racconta il disco: quanto conta la dimensione di squadra?</strong>&laquo;&Egrave; fondamentale. Da solo non sarei in grado di fare nulla di quello che c&rsquo;&egrave; nei dischi. Ho bisogno della band che mi accompagna live, del team di produzione. I pezzi nascono in gran parte da spunti di altri, perch&eacute; lavoro ancora come quando facevo il rapper &ldquo;tout court&rdquo;, mi mandano delle basi su cui scrivo e poi riarrangiamo tutto insieme in studio. E poi per gli instore ho voluto farmi accompagnare da Stefano perch&eacute; per la prima volta rispetto ai dischi precedenti ha assunto un ruolo centrale di direzione artistica: ha co-prodotto tutti i brani e ha anche mixato il disco stesso, l&rsquo;idea di suono &egrave; in gran parte farina del suo sacco&raquo;.</span></p> <p data-start="294" data-end="858"><span style="font-weight: 400;"><strong>Il brano &laquo;Luigi&raquo; fa riferimento a Luigi Mangione. Posso chiederle perch&eacute; questa scelta? </strong>&laquo;&Egrave; provocatoria, racconta i nostri tempi in modo puntuale. Da un lato c&rsquo;&egrave; un assassino, ma dall&rsquo;altro riesce a diventare un personaggio positivo come simbolo della lotta di classe, e contemporaneamente un meme. Mi interrogavo su questo: nel 2026 per fare la rivoluzione bisogna essere un meme? Credo che il meme sia il meccanismo che ci racconta meglio, &egrave; immediatissimo. Si appoggia a momenti della cultura e li sfrutta, racconta il nostro bisogno di essere immediati e veloci nell&rsquo;analisi e nella condivisione&raquo;.</span></p> <p data-start="294" data-end="858"><span style="font-weight: 400;"><strong>Come immagina questo disco suonato dal vivo?</strong>&laquo;La fortuna vuole che in gran parte nasca gi&agrave; suonato in studio, quindi il passo &egrave; breve. Siamo molto contenti di tornare nei club: le arene estive sono divertenti, ma questo disco va raccontato in un contesto pi&ugrave; intimo&raquo;.</span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_14/Willie_Peyote_foto_di_Matteo_Bosonetto_willie_tram-34-1778775378131.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Zefiro», con TÄRA il vento delle seconde generazioni soffia sul pop italiano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982640/zefiro-con-tara-il-vento-delle-seconde-generazioni-soffia-sul-pop-italiano.html</link>
      <description>L’EP d’esordio della cantautrice nata in Italia da genitori palestinesi tra identità, diaspora e sonorità arabe. Lo scorso anno apprezzata sul palco della Notte della Taranta</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>TÄRA,zefiro,notte della taranta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982640/zefiro-con-tara-il-vento-delle-seconde-generazioni-soffia-sul-pop-italiano.html</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;<em><strong>Zefiro</strong></em>&raquo; come il vento di ponente che soffia da Occidente a Oriente, &laquo;Zefiro&raquo; come il titolo che&nbsp;<strong>T&Auml;RA</strong> ha scelto di dare all'EP di debutto uscito oggi&nbsp;(Troppo Records/Sony Music), vento delle seconde generazioni che soffia nel pop italiano.&nbsp;T&Auml;RA (vero nome Tamara Al Zool) &egrave; una cantautrice nata in Italia da genitori palestinesi, che il pubblico pugliese conosce molto bene dopo averla vista esibirsi lo scorso anno sul palco di Melpignano, per il concertone della Notte della Taranta. Il suo progetto &egrave; interessante perch&eacute; non &egrave; solo un punto di contatto tra le radici mediorientali e l'immaginario urban, ma &egrave; un percorso in sei brani che non conosce confini, attraversa lingue, culture, memoria e identit&agrave; con ampio respiro, facendosi ascoltare con grande coinvolgimento.&nbsp;</p> <p data-start="383" data-end="1118"><strong>Perch&eacute; la scelta di Zefiro?</strong></p> <p data-start="383" data-end="1118">&laquo;&Egrave; il vento che soffia da Ovest a Est, e in un periodo in cui mi sentivo un po' a met&agrave;, in cui non sapevo effettivamente dove appartenere, mi sembrava in modo astratto potesse portarmi verso le mie terre di origine. Dall&rsquo;altra parte &egrave; un ritorno a me stessa, a quelle caratteristiche che ho nascosto durante la crescita...&raquo;.</p> <p data-start="383" data-end="1118"><strong>E la scrittura &egrave; stata un po' terapeutica per capire in quale direzione andare?</strong></p> <p data-start="383" data-end="1118">&laquo;S&igrave;, in molti casi. Ma in generale&nbsp;il processo &egrave; stato variegato, alcune canzoni sono nate con un po&rsquo; pi&ugrave; di introspezione, altre in freestyle, come un&rsquo;idea, veicolate in diversi processi creativi. Tutto per&ograve; era unito da una forte determinazione, ho lavorato veramente tanto&raquo;.</p> <p data-start="383" data-end="1118"><strong>Secondo lei la musica oggi pu&ograve; aiutare a far capire la bellezza delle culture diverse?</strong></p> <p data-start="383" data-end="1118">&laquo;Spero di s&igrave;, almeno questo &egrave; sempre stato il mio obiettivo. L&rsquo;arte &egrave; un modo che ho per poter rappresentare determinate cose, suono tutta la mia cultura, spero possa arrivarne la bellezza. Anche a livello sonoro, infatti, &egrave; stato un grande lavoro, studiato e costruito con l&rsquo;idea di mantenere la mia essenza&raquo;.</p>    <section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:0b9d1779-c3d1-4f00-8cb8-c3d1c3d95bd5-7" data-turn-id-container="request-WEB:0b9d1779-c3d1-4f00-8cb8-c3d1c3d95bd5-7" data-testid="conversation-turn-16" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">      <strong data-start="2525" data-end="2681">In &laquo;Diaspora&raquo; parla della sua voce come un dono. Come ha capito che poteva essere uno strumento cos&igrave; importante?</strong> <strong data-start="2684" data-end="2690"></strong> &laquo;Ho iniziato a cantare da piccola, anche mia mamma ha una bella voce e ha sempre cantato. In "Diaspora" il messaggio che voglio lanciare &egrave; che non &egrave; la mia voce ad essere speciale, ma il modo in cui utilizzi la tua voce che pu&ograve; renderla un megafono, pu&ograve; essere amplificata. Chiunque pu&ograve; farlo, &egrave; solo una scelta&raquo;.  <strong data-start="3138" data-end="3214">Giovane, donna, italiana di seconda generazione: come si sposa tutto questo con le difficolt&agrave; del panorama musicale?</strong>  <p data-start="3847" data-end="4399">&laquo;Negli anni mi sono costruita un team in cui ho trovato grande apertura, ed &egrave; facile incontrare persone che si fermano alla prima difficolt&agrave; senza avere una visione a 360 gradi del progetto. Sicuramente per una donna stare nell'industria in Italia non &egrave; cos&igrave; facile, ma stiamo crescendo, anzi questo deve spingerci a non fermarci. Se posso essere considerata una figura che unisce culture diverse, avr&ograve; raggiunto un grande obiettivo&raquo;.</p> <p data-start="3847" data-end="4399"></p> <p data-start="4406" data-end="4607"><strong data-start="4406" data-end="4443">Come state preparando gli appuntamenti live?</strong></p> <p data-start="4406" data-end="4607">&laquo;Sar&agrave; una nuova formazione, avr&ograve; percussioni, linee arabe e synth che richiameranno strumenti arabi. Sar&agrave; proprio un mix e spero venga ben recepito&raquo;.</p> <p data-start="5103" data-end="5367" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong data-start="5103" data-end="5156">Insomma, il vento di questo progetto soffia su quali obiettivi?</strong></p> <p data-start="5103" data-end="5367" data-is-last-node="" data-is-only-node="">&laquo;In primis sul mantenere l&rsquo;autenticit&agrave;, non cadere in trappole troppo commerciali. E se questo tipo di musica iniziasse ad essere considerato anche nel mainstream, sarebbe gi&agrave; un grande obiettivo raggiunto&raquo;.</p>       </section>   ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_14/Screenshot_2026-05-14_094758-1778744886345.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>I «Fulmini Blu» di Nazareno Noia, tra elettronica e poesia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982505/i-fulmini-blu-di-nazareno-noia-tra-elettronica-e-poesia.html</link>
      <description>Esce oggi 15 maggio il secondo singolo del dj e cantautore, talento di rara sensibilità, che si sta facendo spazio nel panorama musicale</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>nazareno noia,fulmini blu</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982505/i-fulmini-blu-di-nazareno-noia-tra-elettronica-e-poesia.html</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Sta cercando di essere umano, tra l'ironico e il surreale&raquo;. Parla di s&eacute; in terza persona il misterioso <strong>Nazareno Noia,</strong> giovane talento di rara sensibilit&agrave; che si sta facendo spazio nel panorama musicale tra atmosfere elettroniche e testi profondissimi. Oggi, 15 maggio, esce <em><strong>&laquo;Fulmini Blu&raquo;</strong></em>, nuovo singolo di questo cantautore e dj di cui non si conosce l'identit&agrave; ma che la Gazzetta &egrave; riuscita a intercettare: un brano che&nbsp;racconta il desiderio, la memoria e il bisogno di sentirsi vivi dentro un mondo che corre veloce, dove &laquo;siamo scintille&raquo; nel motore del tempo e delle relazioni. &laquo;Ho sempre pensato che certe canzoni si attraversano - dichiara - "Fulmini Blu" &egrave; arrivata cos&igrave;, come una corrente sottile lungo la schiena, qualcosa che non controlli ma che riconosci. C&rsquo;&egrave; un momento preciso ricorrente nei miei occhi in cui mi accorgo che tutto quello che siamo &egrave; transitorio, elettrico. Come se vivessimo dentro un grande meccanismo invisibile e ognuno di noi fosse solo una piccola accensione, una breve luce&raquo;.</p> <p><strong>A marzo era uscito il primo brano, &laquo;Colibr&igrave;&raquo;, oggi che tipo di evoluzione c'&egrave; stata, anche nella scrittura?</strong></p> <p>&laquo;Sono tutte parole che non riesco ad afferrare, flussi di coscienza che cerco di prendere e fissare. Non si possono afferrare persone o momenti, devi lasciare che tutto fugga via o cambiare il modo di guardarli. Nella barra "Camminavo per strada nel verso opposto al mondo" c'&egrave; il cuore di tutto, il rivalutare l'approccio alle cose che fai. "Colibr&igrave;" non saprei neanche se inserirla in un futuro EP, era piuttosto la fine di qualcosa, invece da qui in avanti soprattutto per i testi si entra in un mondo pi&ugrave; introspettivo e meditativo&raquo;.</p> <p><strong>Si sente molto la cura nella ricerca dei suoni...</strong></p> <p>&laquo;Nazareno vive in un mondo surreale a contatto con chimica, elettricit&agrave;, fulmini: sono sensazioni reali che ampliano il mondo a 360 gradi. Quindi bisogna impegnarsi per trovare i suoni giusti che lo circondano. Qui si sente scorrere la bobina di Tesla, per registrare quel sample sono stati bruciati tutti gli strumenti che stavano registrando, pur di ottenere il suono di quella scossa elettrica. Il partner di Nazareno in tutto questo &egrave; OZEY, producer e braccio destro&raquo;.</p> <p><strong>E lei arriva anche dal djing...</strong></p> <p>&laquo;La danza &egrave; l'unico rituale dall'inizio della storia che permette di raggiungere il divino e connettersi alla Terra allo stesso tempo. Il rituale del clubbing della notte &egrave; l'unico in cui abbassiamo il nostro ego allo 0%, perch&eacute; siamo al buio. C'&egrave; stato un bel feedback da parte di chi era al di l&agrave; della consolle, e anche tanto riscontro da chi gravita in questo spazio della musica&raquo;.</p> <p><strong>Ci sembra di capire, per&ograve;, che il percorso procede bene e c'&egrave; anche un EP all'orizzonte...</strong></p> <p>&laquo;S&igrave;, ma &egrave; una strada lunga, che accoglie anche tutti i possibili imprevisti&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_13/Screenshot_2026-05-13_093810-1778657898270.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Origini», Veetti inaugura un nuovo capitolo del suo percorso artistico, intrecciando emozioni, memorie e ricerche sonore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982696/origini-veetti-inaugura-un-nuovo-capitolo-del-suo-percorso-artistico-intrecciando-emozioni-memorie-e-ricerche-sonore.html</link>
      <description>Il cantautore salentino trasforma il concetto di «radici» in materia musicale e narrativa, senza guardare al passato con nostalgia, ma utilizzandola come strumento di comprensione e nuova consapevolezza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>VEETTI,origini</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982696/origini-veetti-inaugura-un-nuovo-capitolo-del-suo-percorso-artistico-intrecciando-emozioni-memorie-e-ricerche-sonore.html</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="285" data-end="740">Con il nuovo singolo &ldquo;<em><strong>Origini</strong></em>&rdquo;, uscito oggi venerd&igrave; 15 maggio su tutte le piattaforme digitali, <strong>Veetti</strong> inaugura ufficialmente un nuovo capitolo del suo percorso artistico. Dopo una fase caratterizzata da un forte approccio introspettivo e da una narrazione emotiva costruita per immagini, l&rsquo;artista pugliese sceglie ora di tornare al nucleo pi&ugrave; profondo della propria identit&agrave;, trasformando il concetto di radici in materia musicale e narrativa. &ldquo;Origini&rdquo; si presenta come un vero e proprio manifesto della nuova direzione: un punto di partenza che non guarda al passato con nostalgia, ma come strumento di comprensione e consapevolezza. La scrittura si fa pi&ugrave; diretta, intensa e visivamente definita, capace di tradurre memoria, appartenenza e identit&agrave; in un linguaggio contemporaneo, vicino alla sensibilit&agrave; di una generazione che si muove costantemente tra il desiderio di allontanarsi e la necessit&agrave; di ritrovarsi.</p> <p data-start="1240" data-end="1637">Sul piano sonoro, c'&egrave; un&rsquo;evoluzione significativa. La produzione si apre a nuove soluzioni, fondendo elementi organici ed elettronici in un equilibrio pi&ugrave; maturo rispetto ai lavori precedenti. Ne emerge un paesaggio musicale pi&ugrave; ampio, che non rinuncia per&ograve; alla componente emotiva che da sempre contraddistingue il percorso di Veetti, mantenendone riconoscibile l&rsquo;impronta autoriale. Il brano anticipa una fase artistica in cui il cantautore sperimenta nuovi linguaggi e nuove forme espressive, senza perdere la sensibilit&agrave; narrativa che ha caratterizzato la sua crescita nel panorama indipendente italiano.</p> <p data-start="2031" data-end="2320">Simone Vitti, in arte Veetti, nasce nel 1997 a Napoli e cresce a Lecce. Il suo progetto musicale prende forma all&rsquo;interno di un collettivo di giovani creativi, con cui sviluppa non solo la componente sonora ma anche l&rsquo;intero immaginario estetico e visivo che accompagna ogni pubblicazione. Nel corso degli anni costruisce una cifra stilistica riconoscibile, fondata su un intreccio di R&amp;B, pop ed elettronica, distinguendosi per un universo narrativo intimo e cinematografico, in cui spesso sono le storie a occupare il centro della scena pi&ugrave; che la figura dell&rsquo;artista. Nel suo percorso discografico figurano i singoli &ldquo;Vetri di Lacrime&rdquo;, &ldquo;Pantaloni Bucati&rdquo;, &ldquo;Rigel&rdquo; e &ldquo;Lievito&rdquo;, oltre all&rsquo;EP &ldquo;Nel caso non dovessimo rivederci&rdquo;, lavoro che ha contribuito a consolidare la sua identit&agrave; nel panorama indipendente italiano.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_14/Alice_Della_Valle_4-1778775439789.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>La salentina Giorgia Faraone pubblica «Primo tempo»: sei brani tra soul, R&amp;B e cantautorato per raccontare le sfumature dell’amore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982373/la-salentina-giorgia-faraone-pubblica-primo-tempo-sei-brani-tra-soul-r-b-e-cantautorato-per-raccontare-le-sfumature-dellamore.html</link>
      <description>Esce il primo EP dell’artista leccese premiata al Premio Bindi 2025: un viaggio emotivo tra malinconia, romanticismo e ricerca di sé</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>giorgia faraone</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982373/la-salentina-giorgia-faraone-pubblica-primo-tempo-sei-brani-tra-soul-r-b-e-cantautorato-per-raccontare-le-sfumature-dellamore.html</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 05:00:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="402" data-end="863">Un racconto musicale intimo, cinematografico e profondamente emotivo che attraversa l&rsquo;amore in tutte le sue contraddizioni. Si intitola &laquo;Primo tempo&raquo; il nuovo EP della cantautrice salentina <strong>Giorgia Faraone,</strong> disponibile dal 15 maggio su tutte le piattaforme digitali. Un lavoro composto da sei tracce che intrecciano sonorit&agrave; soul e R&amp;B con un cantautorato elegante e contemporaneo, dando vita a un percorso sonoro sospeso tra malinconia, vulnerabilit&agrave; e romanticismo.</p> <p data-start="865" data-end="1355">Ad anticipare l&rsquo;uscita dell&rsquo;EP sono stati i singoli &laquo;Fragile&raquo;, &laquo;Cento felpe&raquo; featuring Soulc&egrave; e &laquo;Come fanno i fiori&raquo;, pubblicati nel corso del 2025 e gi&agrave; capaci di delineare l&rsquo;identit&agrave; artistica di un progetto raffinato, costruito attorno a un immaginario emotivo delicato ma intenso. Con &laquo;Primo tempo&raquo;, Giorgia Faraone firma cos&igrave; il suo primo lavoro organico, un disco che si muove come una narrazione cinematografica fatta di immagini soffuse, confessioni intime e frammenti di relazioni.</p> <p data-start="1357" data-end="1752">&laquo;Questo EP &egrave; un viaggio emotivo che si sviluppa come una proiezione a luci soffuse, in cui ogni brano diventa una scena, un frammento di intimit&agrave;&raquo;, racconta la cantautrice, spiegando il significato del titolo scelto. &laquo;&ldquo;Primo tempo&rdquo; fa riferimento proprio alle atmosfere cinematografiche delle canzoni, perch&eacute; questo EP &egrave; come un film in pellicola che esplora l&rsquo;amore nelle sue molteplici forme&raquo;.</p> <p data-start="1754" data-end="2255">Ma il titolo nasconde anche una prospettiva pi&ugrave; ampia. I sei brani contenuti nel progetto rappresentano infatti solo la prima parte di un percorso artistico destinato a proseguire con un secondo capitolo. &laquo;Queste canzoni anticipano altri brani che faranno parte di un altro EP, &ldquo;Secondo tempo&rdquo;, di prossima uscita&raquo;, spiega ancora l&rsquo;artista. &laquo;&ldquo;Primo tempo&rdquo;, per&ograve;, non rappresenta un inizio in senso cronologico, ma un insieme di fasi emotive che definiscono l&rsquo;esperienza amorosa nella sua complessit&agrave;&raquo;.</p> <p data-start="2257" data-end="2620">All&rsquo;interno dell&rsquo;EP convivono cos&igrave; emozioni differenti: dalla tensione magnetica dell&rsquo;innamoramento alla ferita della delusione sentimentale, fino alla riscoperta dell&rsquo;amore verso s&eacute; stessi e alla difficolt&agrave; di mantenere un equilibrio interiore. Ogni traccia si trasforma in una scena autonoma ma collegata alle altre, componendo un racconto coerente e immersivo.</p> <p data-start="2622" data-end="3042">Determinante nella costruzione sonora del progetto &egrave; stata la collaborazione con Andrea Rossetti, musicista e produttore salentino di formazione jazz, che con Giorgia Faraone condivide una forte passione per la black music. La produzione musicale accompagna infatti la scrittura con arrangiamenti morbidi ed eleganti, capaci di valorizzare la vocalit&agrave; intensa della cantautrice e di creare atmosfere intime e suggestive.</p> <p data-start="3044" data-end="3279">La tracklist di &laquo;Primo tempo&raquo; comprende i brani &laquo;Machemifai?&raquo;, &laquo;Fuoco&raquo;, &laquo;Come fanno i fiori&raquo;, &laquo;Cento felpe&raquo; featuring Soulc&egrave;, &laquo;Fragile&raquo; e &laquo;Meno problemi&raquo;, sei tasselli che definiscono un&rsquo;identit&agrave; artistica gi&agrave; riconoscibile e coerente.</p> <p data-start="3281" data-end="3885">Classe 1992, Giorgia Faraone &egrave; una cantautrice salentina con una formazione che intreccia studio accademico e ricerca artistica personale. Premiata come miglior musicista al Premio Bindi 2025, si &egrave; diplomata in canto jazz al Conservatorio Tito Schipa di Lecce e ha frequentato la classe autori del CET, la scuola fondata da Mogol. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti come <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Neffa</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Amii Stewart</span></span>, della quale &egrave; stata anche corista, lavorando inoltre con diverse realt&agrave; teatrali nella composizione di colonne sonore per spettacoli.</p> <p data-start="3887" data-end="4280" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Dal 2020 ha pubblicato numerosi singoli, mentre dal 2024 ha intensificato l&rsquo;attivit&agrave; live con uno spettacolo in solo che dal 2025 include anche i brani di &laquo;Primo tempo&raquo;. Un percorso artistico in continua evoluzione che oggi trova nel nuovo EP un punto di maturazione importante, confermando Giorgia Faraone come una delle voci pi&ugrave; interessanti della nuova scena cantautorale soul-R&amp;B italiana.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_12/05_Giorgia_Faraone-1778574160322.JPG"/>
    </item>
    <item>
      <title>Al Politecnico di Bari arriva «Poliba Rock»: 50 musicisti in concerto nello stile dei Rockin’1000</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982713/al-politecnico-di-bari-arriva-poliba-rock-50-musicisti-in-concerto-nello-stile-dei-rockin1000.html</link>
      <description>Nel Campus di via Orabona la prima edizione dell’evento musicale con ospite Fabio Zaffagnini, fondatore della più grande rock band del mondo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>poliba rock</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982713/al-politecnico-di-bari-arriva-poliba-rock-50-musicisti-in-concerto-nello-stile-dei-rockin1000.html</guid>
      <pubDate>Thu, 14 May 2026 18:58:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[      <p data-start="258" data-end="698"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Politecnico di Bari</span></span> si prepara a trasformare l&rsquo;atrio &ldquo;Cherubini&rdquo; del Campus di via Orabona in un grande palco rock. Domani alle 11 andr&agrave; in scena la prima edizione di &ldquo;Poliba Rock&rdquo;, evento che vedr&agrave; protagonisti cinquanta musicisti selezionati attraverso le fasi di casting ispirate al format di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Rockin&rsquo;1000</span></span>, la community musicale conosciuta in tutto il mondo per i suoi maxi concerti collettivi.</p> <p data-start="700" data-end="1009">Prima dell&rsquo;esibizione salir&agrave; sul palco <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Fabio Zaffagnini</span></span>, ideatore del progetto Rockin&rsquo;1000 ed ex ricercatore nell&rsquo;ambito della geologia marina, che incontrer&agrave; gli studenti delle scuole superiori per una lezione dedicata a creativit&agrave;, imprenditorialit&agrave; e relazioni umane nell&rsquo;era digitale.</p> <p data-start="1011" data-end="1361">L&rsquo;iniziativa coinvolger&agrave; non solo universitari ma anche centinaia di studenti delle scuole del territorio. &laquo;Un&rsquo;occasione &ndash; sottolinea il rettore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Umberto Fratino</span></span> &ndash; per far conoscere il Politecnico non soltanto come luogo di formazione e ricerca, ma anche come spazio aperto alla partecipazione, alla socialit&agrave; e alla creativit&agrave;&raquo;.</p> <p data-start="1363" data-end="1761" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il nome di Zaffagnini &egrave; legato alla nascita di Rockin&rsquo;1000, il progetto lanciato nel 2014 per invitare i <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Foo Fighters</span></span> a esibirsi a Cesena. L&rsquo;anno successivo mille musicisti suonarono insieme &ldquo;Learn to Fly&rdquo;: il video dell&rsquo;esibizione divenne virale in tutto il mondo con oltre 60 milioni di visualizzazioni, trasformando l&rsquo;iniziativa in una community musicale internazionale.</p>       ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_14/10YRS_0727_MARENDA_00109-1778777869370.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Rahma porta al PalaBarTino il suo soul sospeso tra anni ’70 e R&amp;B contemporaneo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982631/rahma-porta-al-palabartino-il-suo-soul-sospeso-tra-anni-70-e-r-b-contemporaneo.html</link>
      <description>La giovane artista italo-tunisina domani 15 maggio a Bari in versione intima e minimale: un live tra vulnerabilità emotiva, black music e suggestioni cinematografiche</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>rahma</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982631/rahma-porta-al-palabartino-il-suo-soul-sospeso-tra-anni-70-e-r-b-contemporaneo.html</guid>
      <pubDate>Thu, 14 May 2026 10:58:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[  <section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto [content-visibility:auto] supports-[content-visibility:auto]:[contain-intrinsic-size:auto_100lvh] R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:3756c635-2842-4e42-8ac4-216f60175af6-38" data-testid="conversation-turn-76" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">       <p data-start="257" data-end="664">Il soul come spazio emotivo, il palco come luogo in cui trasformare esperienze personali in atmosfera sonora. Si muove dentro questa traiettoria il progetto musicale di <strong>Rahma</strong>, artista italo-tunisina che venerd&igrave; 15 maggio salir&agrave; sul palco del PalaBarTino di Bari, spazio diretto da Bar Project diventato negli ultimi anni uno dei riferimenti pi&ugrave; vitali della scena culturale e musicale del quartiere Libert&agrave;.</p> <p data-start="666" data-end="1152">Classe 2001, all&rsquo;anagrafe Rahma Mezni, la cantante ha costruito negli ultimi anni un percorso riconoscibile per identit&agrave; sonora, estetica e ricerca musicale. Il suo universo attraversa il soul degli Anni Settanta e l&rsquo;R&amp;B degli Anni Novanta, fondendo influenze black contemporanee, scrittura introspettiva e sonorit&agrave; alternative. Nei suoi brani &ndash; tutti in lingua inglese &ndash; convivono vulnerabilit&agrave;, memoria emotiva e tensioni interiori, trasformate in paesaggi sonori intimi e cinematici.</p> <p data-start="1154" data-end="1555">Dal vivo Rahma alterna composizioni originali a reinterpretazioni di cover iconiche, mantenendo sempre centrale una dimensione espressiva essenziale e autentica. Negli ultimi anni si &egrave; esibita in numerosi contesti in tutta la Puglia, consolidando una presenza scenica raffinata e personale che l&rsquo;ha resa una delle giovani voci emergenti pi&ugrave; interessanti del panorama soul e R&amp;B italiano contemporaneo.</p> <p data-start="1557" data-end="1958">Nel 2024 ha pubblicato il suo album d&rsquo;esordio, &laquo;Love Tales&raquo;, lavoro dedicato ai temi dell&rsquo;amore, della nostalgia e della crescita personale attraverso una scrittura sospesa tra classicismo soul e sensibilit&agrave; moderna. Attualmente &egrave; impegnata nella lavorazione del secondo disco, orientato verso un linguaggio pi&ugrave; aperto e accessibile, pur restando profondamente legato alla propria matrice black music.</p> <p data-start="1960" data-end="2171">Particolare attenzione viene riservata anche alla dimensione visiva e narrativa del progetto: per Rahma musica, immagine e storytelling convivono all&rsquo;interno di un immaginario coerente, elegante e riconoscibile.</p> <p data-start="2173" data-end="2598">Solitamente accompagnata da una full band composta da Niko Ladisa al basso, Michele Paradiso alla batteria e Giovanni Lucatorto alla chitarra, questa volta l&rsquo;artista sceglier&agrave; invece una formula pi&ugrave; raccolta, esibendosi in duo con il chitarrista. Una scelta che promette di rendere il concerto ancora pi&ugrave; vicino, essenziale e immersivo, lasciando spazio alle sfumature della voce e alla componente emotiva delle composizioni.</p> <p data-start="2600" data-end="2873" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il live al PalaBarTino sar&agrave; cos&igrave; un attraversamento sonoro tra soul d&rsquo;altri tempi, R&amp;B contemporaneo e suggestioni cinematografiche, confermando la volont&agrave; dell&rsquo;artista di costruire concerti non semplicemente come esecuzioni musicali, ma come esperienze intime e condivise.</p>       </section>  ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_14/Rahma_live-1778744441510.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Troppo rumorosi per essere amati»: i baresi The Inframen rompono gli schemi e rivendicano un rock autentico, non «da copertina»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982504/troppo-rumorosi-per-essere-amati-i-baresi-the-inframen-rompono-gli-schemi-e-rivendicano-un-rock-autentico-non-da-copertina.html</link>
      <description>La band sarà sul palco del Ca.Co Festival il 15 maggio e racconta alla Gazzetta i retroscena del tour che li ha portati in tutta Italia con «Zero Gravity Toilet»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>INFRAMEN</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982504/troppo-rumorosi-per-essere-amati-i-baresi-the-inframen-rompono-gli-schemi-e-rivendicano-un-rock-autentico-non-da-copertina.html</guid>
      <pubDate>Thu, 14 May 2026 08:58:45 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avevamo descritto &laquo;Zero Gravity Toilet&raquo;, il&nbsp;concept album fanta/lo-fi, pubblicato da TheKidsAreAlright by Dcave Records e distribuito da Digital Noises dei baresi <strong>The Inframen</strong>, duo lo/fi-garage-noise composto da&nbsp;Robert Parker (basso e voce), al secolo Roberto Antonacci, e dAs Ret (batteria, percussioni, Monotron), pseudonimo di Andrea Rettino, come un viaggio onirico sulla Luna, trasmesso in fascia protetta, su una tv a bassa fedelt&agrave;. Oggi, dopo pi&ugrave; di un anno incontriamo di nuovo queste pietre miliari della controcultura underground del capoluogo pugliese, che nell'ultimo anno hanno consolidato ancora di pi&ugrave; la loro esperienza di palco grazie a un tour che li ha portati in giro in tutta Italia e che li vedr&agrave; tra pochi giorni, il 15 maggio, sul palco del Ca.Co Festival alla Caserma Rossani. Un ritorno a Bari speciale in quanto le copertine dei loro lavori nascono proprio dall&rsquo;incontro con artisti che gravitano attorno a quel mondo creativo e multimediale.</p> <p data-start="1120" data-end="1617">Guardando indietro, il bilancio del tour &egrave; pi&ugrave; che positivo: &laquo;Abbiamo trovato ovunque un pubblico caloroso e curioso. In alcune citt&agrave; siamo tornati a esibirci nei locali dove avevamo gi&agrave; suonato in passato, c'erano addirittura persone che ci aspettavano e volevano acquistare il CD autografato&raquo;. Un segnale importante per un progetto cos&igrave; particolare e lontano dalle logiche mainstream. L&rsquo;avventura li ha portati in molte citt&agrave; italiane: Arezzo, Rimini, Umbria, Marche, Sicilia. A volte anche affrontando lunghe trasferte per singole date, pur di raggiungere territori nuovi e costruire relazioni. Tra i luoghi rimasti pi&ugrave; nel cuore citano il Punk Funk di Palermo, storico negozio e locale nel centro storico della citt&agrave;, diventato ormai tappa di culto personale, ma anche il Kindergarten di Benevento, il BAM di Sapri &ndash; uno spazio abbandonato trasformato in centro culturale tra concerti, teatro e registrazioni &ndash; e l&rsquo;Auditorium Popolare di Cosenza, apprezzato per la qualit&agrave; tecnica e per la cura dedicata al suono e all&rsquo;accoglienza delle band.</p> <p data-start="2283" data-end="2601">In molti di questi luoghi il gruppo ha trovato un pubblico eterogeneo, spesso composto anche da turisti e ascoltatori stranieri. A Palermo, ad esempio, ricordano con entusiasmo un ragazzo svedese che dopo il concerto si avvicin&ograve; dicendo: &laquo;In Svezia questa roba non c&rsquo;&egrave;&raquo;. Un complimento che li ha colpiti profondamente. Il tour ha confermato anche la loro capacit&agrave; di parlare a generazioni diverse. Ad Arezzo, Sapri e Benevento - raccontano - si sono ritrovati davanti platee giovanissime, ragazzi e ragazze che hanno ballato e cantato per tutta la durata del live. Una risposta che considerano importante in un momento storico in cui la musica tende spesso ad appiattirsi e uniformarsi. Uno degli episodi simbolo del tour resta per&ograve; la data al Mercato Nuovo di Taranto. Quel giorno la citt&agrave; era completamente allagata dalla pioggia e la band era convinta che il concerto sarebbe saltato. E invece il locale apr&igrave; ugualmente e nel giro di pochi minuti il pubblico arriv&ograve; regolarmente, sotto l&rsquo;acqua, dimostrando quanto un club con una forte identit&agrave; riesca a creare una vera comunit&agrave; attorno alla propria proposta musicale.</p> <p data-start="3393" data-end="3951">Ora lo sguardo &egrave; gi&agrave; rivolto al futuro. A fine maggio entreranno in studio per registrare un nuovo album, questa volta non concepito come concept disc, ma comunque attraversato da temi personali: quotidianit&agrave;, ironia, rabbia, sarcasmo verso certi aspetti della contemporaneit&agrave; e della scena musicale attuale. Raccontano di voler parlare della vita reale, delle prove in sala alternate alle partite di Champions League, del rock and roll e della sensazione diffusa di trovarsi circondati da &laquo;fake band&raquo;, progetti costruiti a tavolino e copie senz&rsquo;anima. Ed &egrave; questo anche uno dei motivi per cui rivendicano una forma di comunicazione libera anche nelle foto promozionali - come quella che pubblichiamo: nella scena rock e underground italiana c'&egrave; un atteggiamento diffuso, una tendenza che definiscono quasi come una forma di &laquo;fighettismo&raquo;, un&rsquo;estetica molto curata, studiata, quasi costruita, riferendosi a gruppi che puntano molto sull&rsquo;apparire, sull&rsquo;abbigliamento ricercato, sull&rsquo;immagine patinata. &Egrave; un aspetto che, a loro avviso, rischia di far perdere qualcosa dell&rsquo;essenza originaria del rock, soprattutto nella sua dimensione pi&ugrave; istintiva e imperfetta. Ed &egrave; questo il motivo per cui la loro immagine a volte &egrave; volutamente disordinata o provocatoria, proprio per rompere quella uniformit&agrave; estetica che vedono diffondersi,&nbsp;per restare fedeli a un&rsquo;idea di musica meno costruita e pi&ugrave; autentica.</p> <p data-start="3953" data-end="4355">Per loro la musica, infatti, dovrebbe continuare a trasmettere cultura, immaginazione e visione. Oggi invece, sostengono, sembra prevalere la semplice riproduzione di formule gi&agrave; esistenti. Da qui nasce anche la loro volont&agrave; di restare &laquo;disturbanti&raquo;, fuori dagli schemi, lontani dal perbenismo contemporaneo che &ndash; secondo loro &ndash; ha assunto nuove forme, pi&ugrave; sottili e difficili da riconoscere rispetto al passato. E proprio parlando del prossimo disco, lasciano infine una definizione che sembra gi&agrave; un manifesto programmatico: &laquo;Saremo troppo rumorosi per essere amati&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_13/Screenshot_2026-05-13_093539-1778657744473.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>I LaMatta tornano con «Ricoverami»: il nuovo singolo della band pugliese trasforma fragilità, nostalgia e smarrimento in un potente brano power rock</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982378/i-lamatta-tornano-con-ricoverami-il-nuovo-singolo-della-band-pugliese-trasforma-fragilita-nostalgia-e-smarrimento-in-un-potente-brano-power-rock.html</link>
      <description>Disponibile dal 15 maggio chiude il ciclo della nuova fase artistica del gruppo di Monopoli e anticipa l’arrivo del prossimo album tra post punk revival, alternative rock e testi emotivamente disarmanti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>LAMATTA</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982378/i-lamatta-tornano-con-ricoverami-il-nuovo-singolo-della-band-pugliese-trasforma-fragilita-nostalgia-e-smarrimento-in-un-potente-brano-power-rock.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 13:58:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="417" data-end="984">Una melodia luminosa che nasconde un senso di perdita profondo, un ritornello immediato che convive con immagini fragili e disturbanti, una corsa sonora energica che in realt&agrave; racconta il bisogno di fermarsi e sentirsi protetti. Si intitola &laquo;Ricoverami&raquo; il nuovo singolo dei <strong>LaMatta</strong>, disponibile dal 15 maggio su tutte le piattaforme digitali e in radio. Un brano che conferma la direzione artistica sempre pi&ugrave; personale della band pugliese, capace di intrecciare energia rock, scrittura emotiva e atmosfere malinconiche in una forma musicale intensa e contemporanea. Con &laquo;Ricoverami&raquo;, il gruppo di Monopoli chiude simbolicamente il ciclo di singoli che ha segnato la nuova fase del progetto, aprendo contemporaneamente la strada al prossimo album. Una sorta di punto di arrivo e di ripartenza per una band che negli ultimi anni ha costruito un&rsquo;identit&agrave; sonora precisa, fondata sull&rsquo;incontro tra new wave, post punk revival britannico, alternative rock e influenze grunge.</p> <p data-start="1392" data-end="1924">Dal punto di vista musicale, il brano si muove tra power rock e pop rock, sostenuto da chitarre brillanti, ritmo serrato e un ritornello fortemente melodico. L&rsquo;impatto iniziale &egrave; diretto, quasi spensierato, in linea con la tradizione del power pop, dove l&rsquo;energia delle melodie convive con una componente emotiva pi&ugrave; complessa e stratificata. Ed &egrave; proprio qui che &laquo;Ricoverami&raquo; rivela la sua vera natura: dietro la leggerezza sonora si nasconde infatti un testo attraversato da inquietudine, vulnerabilit&agrave; e senso di disorientamento. Il brano racconta un ritorno all&rsquo;infanzia attraverso immagini concrete e simboliche: ricordi tattili, oggetti che si rompono, cose che cadono, si sporcano o si perdono. Una memoria emotiva che appare gi&agrave; compromessa, deformata dal tempo e dall&rsquo;esperienza. Il ritornello si trasforma cos&igrave; in una richiesta insistente di protezione: &laquo;Ricoverami quando macchio tutto, quando sar&ograve; cresciuto&raquo;. Un&rsquo;invocazione che non ha nulla di clinico, ma assume il significato di un bisogno di sospensione dal mondo, di rifugio nei momenti di errore, fragilit&agrave; e trasformazione personale.</p> <p data-start="2497" data-end="2986">Ma la crescita evocata nel testo resta continuamente in discussione. Il verso &laquo;se mai sar&ograve; cresciuto&raquo; incrina infatti qualsiasi certezza, trasformando il brano in una riflessione sul passaggio all&rsquo;et&agrave; adulta, sull&rsquo;identit&agrave; e sulla difficolt&agrave; di sentirsi davvero completi. Nella parte finale emerge una consapevolezza ancora pi&ugrave; lucida e dolorosa: i ricordi si sbiadiscono, le persone cambiano, e anche quando i frammenti della propria vita sembrano tornare insieme &laquo;manca sempre qualcosa&raquo;. &laquo;Una canzone che suona aperta ma racconta una chiusura, che si muove veloce ma parla di qualcosa che resta irrisolto&raquo;, spiegano i LaMatta. &laquo;Un equilibrio instabile tra nostalgia, crescita e smarrimento, dove la melodia accoglie e il testo disarma&raquo;. Il singolo &egrave; stato scritto da Damiano Lovecchio, Vincenzo Laghezza, Davide Marasciulo e Vito Allegretti, mentre la produzione &egrave; firmata dagli stessi LaMatta insieme a Sebastiano Lillo e Paolo Palmieri. Le registrazioni sono state realizzate presso SLAP Studio, con mix e mastering curati da Paolo Palmieri. L&rsquo;artwork di copertina e le fotografie promozionali sono invece opera di Davis Albert Valle.</p> <p data-start="3639" data-end="3977">Nati a Monopoli, in provincia di Bari, i LaMatta raccontano con ironia e autoironia il proprio percorso artistico: &laquo;Veniamo da un posto dove la parola &ldquo;artista&rdquo; &egrave; spesso un malinteso linguistico&raquo;, spiegano. &laquo;Cerchiamo di capire chi siamo mettendo in musica le nostre paturnie, trasformando dubbi e ossessioni in rumore, melodia e parole&raquo;. La band prende forma ufficialmente nel 2021, anche se le prime idee iniziano a svilupparsi gi&agrave; dal 2019. Nel 2022 pubblicano il primo EP omonimo, anticipato dal singolo &laquo;Berlino&raquo;, che permette loro di ottenere i primi riscontri positivi e di partecipare alle selezioni live di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Arezzo Wave Band Contest</span></span>. Negli anni successivi il gruppo intensifica l&rsquo;attivit&agrave; live e avvia una fase di ricerca sonora pi&ugrave; approfondita. Tra la fine del 2024 e l&rsquo;inizio del 2025 la band lavora infatti a nuove produzioni presso lo Slap Project Studio insieme a Sebastiano Lillo e Paolo Palmieri, avviando un&rsquo;evoluzione stilistica che si consolida ulteriormente con l&rsquo;ingresso del chitarrista Vito Allegretti nel 2025. Un innesto che porta nuove influenze e contribuisce a rendere il sound del gruppo ancora pi&ugrave; incisivo e ricercato. Nel 2026 arrivano il doppio singolo &laquo;I Figli del Re / Cosa ci Distrugge&raquo;, seguito da &laquo;Monolocale&raquo; e ora da &laquo;Ricoverami&raquo;, brano che chiude idealmente questa fase creativa in attesa del nuovo album.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_12/Copia_di_skatepark_C-1778575278000.JPG"/>
    </item>
    <item>
      <title>La tradizione salentina sposa l'elettronica in «Apulian Unpopular Music», nuovo disco degli Ashèblasta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982375/la-tradizione-salentina-sposa-l-elettronica-in-apulian-unpopular-music-nuovo-disco-degli-asheblasta.html</link>
      <description>Disponibile dal 14 maggio sulle piattaforme digitali, l’album reinventa pizziche, stornelli e canti popolari con loop elettronici, mandolini distorti e suggestioni mediterranee</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>asheblasta,apulian unpopular music</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982375/la-tradizione-salentina-sposa-l-elettronica-in-apulian-unpopular-music-nuovo-disco-degli-asheblasta.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La musica popolare salentina incontra l&rsquo;elettronica, il dub, l&rsquo;ambient e le sonorit&agrave; globali per dare vita a un progetto che guarda alla tradizione senza nostalgia, trasformandola in materia viva e contemporanea. Si intitola <em><strong>&laquo;Apulian Unpopular Music&raquo;</strong></em> il nuovo album degli <strong>Ash&egrave;blasta</strong>, disponibile dal 14 maggio su tutte le piattaforme digitali. Un disco che prende le radici profonde della cultura musicale e le attraversa con sguardo radicalmente moderno, mescolando ritmi ancestrali, campionamenti, strumenti tradizionali e sperimentazione elettronica.</p> <p>Dietro il progetto ci sono Roberto Chiga, Mario Esposito e Giuseppe Grassi, che da anni lavorano sulla contaminazione tra linguaggi sonori differenti e che con questo nuovo lavoro costruiscono un laboratorio musicale mediterraneo. &laquo;Apulian Unpopular Music&raquo; nasce infatti dall&rsquo;idea di recuperare la ripetitivit&agrave; ipnotica della musica popolare e intrecciarla ai loop elettronici, riscrivendo melodie tradizionali e ricollocandole dentro paesaggi sonori alternativi. L&rsquo;obiettivo non &egrave; quello di riproporre fedelmente la tradizione, ma di contaminarla e reinventarla. Le scansioni ritmiche della pizzica vengono cos&igrave; attraversate da beat elettronici, bassi dub, synth, distorsioni e influenze che spaziano dal Balkan alla world music, dal reggaeton fino alle ritualit&agrave; gnawa del Nord Africa. Un lavoro che procede per stratificazioni sonore e che restituisce alla musica popolare una dimensione fluida, nomade e contemporanea.</p> <p>Il disco si apre con &laquo;Cumenza tu&raquo;, brano che sintetizza immediatamente l&rsquo;identit&agrave; del progetto: stornelli provenienti da Ceglie Messapica si intrecciano con house, disco music e suggestioni balcaniche, mentre un assolo di contrabbasso in sette ottavi conduce verso un finale trascinante affidato ai synth di Marco Rollo. Una traccia che mette subito in chiaro la volont&agrave; degli Ash&egrave;blasta di rompere qualsiasi confine stilistico. Segue &laquo;Sta strada&raquo;, reinterpretazione di un brano della tradizione costruita insieme a Emanuele Licci, figura centrale della ricerca musicale salentina contemporanea. Ma &egrave; con &laquo;Ya bnadem&raquo; che il disco amplia definitivamente il proprio orizzonte geografico e culturale. Grazie alla partecipazione di Adele Benlahouar, la tarantella si trasforma infatti in un rito gnawa cantato in darija, attraversando idealmente il Mediterraneo &laquo;sutt&rsquo;acqua e sutta ientu&raquo;, tra spiritualit&agrave; nordafricana e pulsazioni elettroniche. L&rsquo;album prosegue con &laquo;Fuci fuci&raquo;, ancora interpretata da Emanuele Licci, descritta dagli stessi Ash&egrave;blasta come una sorta di mantra sulla quotidianit&agrave; contemporanea: una riflessione sul ritmo frenetico della vita moderna che ci costringe continuamente a correre, facendoci perdere di vista ci&ograve; che conta davvero.</p> <p>Con &laquo;Mare&rsquo;nna&raquo;, scritto e cantato da Licci, il disco torna invece a dialogare direttamente con la tradizione del &ldquo;moretto&rdquo;, trasformandola per&ograve; in uno stornello moderno attraversato da suggestioni reggaeton. Un&rsquo;altra rilettura che conferma la volont&agrave; del progetto di non trattare la musica popolare come un reperto museale, ma come un organismo capace di mutare e dialogare con il presente. Tra i momenti pi&ugrave; intensi del lavoro c&rsquo;&egrave; poi la reinterpretazione della &laquo;Tarantella di San Michele&raquo;, affidata alla voce di Giancarlo Paglialunga. Un brano gi&agrave; molto amato dagli appassionati della tradizione che gli Ash&egrave;blasta dichiarano ironicamente di aver &laquo;rovinato&raquo; con mandolini distorti ed elettronica, trasformandolo in una nuova esperienza sonora sospesa tra trance rituale e sperimentazione contemporanea. A chiudere il disco arrivano infine i gi&agrave; pubblicati &laquo;Pizzica di San Vito&raquo;, &laquo;Scusati signori&raquo; e &laquo;Na ni na&raquo;, tasselli che negli ultimi mesi hanno contribuito a definire l&rsquo;immaginario del progetto.</p> <p>Ma &laquo;Apulian Unpopular Music&raquo; non &egrave; soltanto un disco: &egrave; anche un lavoro di recupero e rielaborazione della memoria sonora del Salento. Gli Ash&egrave;blasta utilizzano infatti voci e registrazioni d&rsquo;archivio raccolte nelle campagne salentine negli anni Cinquanta, campionandole e ricontestualizzandole dentro nuove architetture musicali. Frammenti di passato che tornano cos&igrave; a vivere nel presente attraverso beat elettronici e paesaggi sonori contemporanei.</p> <p>Il progetto approder&agrave; dal vivo il 24 maggio a Lecce, negli spazi di Tagliatelle &ndash; Stazione Ninfeo, per l&rsquo;ultima serata del Locomotive Spring Festival. Sul palco Roberto Chiga sar&agrave; impegnato tra tamburreddhu salentino, percussioni e programmazioni elettroniche, Mario Esposito al basso elettrico e ukubass, mentre Giuseppe Grassi suoner&agrave; mandolino e mandola. Un trio che con &laquo;Apulian Unpopular Music&raquo; prova a riscrivere il rapporto tra folklore e contemporaneit&agrave;, dimostrando come la musica popolare possa ancora essere uno spazio di ricerca, trasformazione e libert&agrave; creativa.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_12/Screenshot_2026-05-12_103332-1778574510331.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Serena Brancale domina le radio: «Al mio Paese» è il brano più ascoltato della settimana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982075/serena-brancale-domina-le-radio-al-mio-paese-e-il-brano-piu-ascoltato-della-settimana.html</link>
      <description>Il singolo con Levante e Delia conquista il primo posto di EarOne nella settimana del compleanno dell’artista. Intanto parte il “Sacro Tour”, che chiuderà il 3 ottobre al Palaflorio di Bari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>serena brancale,musica,al mio paese</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982075/serena-brancale-domina-le-radio-al-mio-paese-e-il-brano-piu-ascoltato-della-settimana.html</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 18:42:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="305" data-end="607">&Egrave; un momento d&rsquo;oro per <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Serena Brancale</span></span>, che nella settimana del suo compleanno conquista il primo posto della classifica EarOne dei brani pi&ugrave; ascoltati in radio con &ldquo;Al mio Paese&rdquo;, realizzato insieme a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Levante</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Delia</span></span>.</p> <p data-start="609" data-end="885">Il singolo, pubblicato per Isola degli Artisti / Atlantic Records Italy / Warner Music Italy, &egrave; una celebrazione di radici e appartenenza, un incontro tra tre voci femminili che uniscono stili e sensibilit&agrave; diverse in un racconto musicale che richiama Sud, libert&agrave; e identit&agrave;.</p> <p data-start="887" data-end="1251">Il successo arriva dopo la partecipazione di Brancale al Concerto del Primo Maggio di Roma e accompagna l&rsquo;avvio del &ldquo;Sacro Tour&rdquo;, partito da Londra e destinato a concludersi il 3 ottobre al Palaflorio di Bari. Un progetto live che attraversa Italia ed Europa, tra club, festival e grandi teatri, e che conferma la dimensione sempre pi&ugrave; internazionale dell&rsquo;artista.</p> <p data-start="1253" data-end="1527">Il tour &egrave; legato all&rsquo;album &ldquo;Sacro&rdquo;, pubblicato il 10 aprile, un lavoro che mescola nu-soul, jazz, R&amp;B e sonorit&agrave; mediterranee, arricchito da collaborazioni internazionali e da un percorso artistico che negli ultimi anni ha consolidato la crescita della cantautrice pugliese.</p> <p data-start="1529" data-end="1832">Nel 2025 Brancale aveva gi&agrave; ottenuto un grande riscontro con &ldquo;Anema e Core&rdquo;, certificato disco di platino, mentre al Festival di Sanremo 2026 ha presentato &ldquo;Qui con me&rdquo;, brano accolto positivamente dal pubblico e premiato con il Premio della Sala Stampa &ldquo;Lucio Dalla&rdquo;, il Premio Lunezia e il Premio TIM.</p> <p data-start="1834" data-end="2087" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Tra successi radiofonici, tour europeo e nuove sperimentazioni, Serena Brancale si conferma oggi una delle voci pi&ugrave; riconoscibili della musica italiana contemporanea, capace di coniugare tradizione e innovazione in un linguaggio personale e trasversale.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_08/image-1778258492145.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Michele Zarrillo festeggia in Puglia i 30 anni de «L'elefante e la farfalla»: «Nella società dell'apparenza l'arte autentica vince ancora»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981929/michele-zarrillo-festeggia-in-puglia-i-30-anni-de-l-elefante-e-la-farfalla-nella-societa-dell-apparenza-l-arte-autentica-vince-ancora.html</link>
      <description>Il cantautore in concerto il 22 maggio al Teatro Nuovo di Martina Franca, il 23 al Politeama Greco di Lecce e il 24 al Palatour di Bitritto: «In scaletta anche un inedito, un regalo per chi mi segue con affetto»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>michele zarrillo,l'elefante e la farfalla,martina franca,bitritto,lecce</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981929/michele-zarrillo-festeggia-in-puglia-i-30-anni-de-l-elefante-e-la-farfalla-nella-societa-dell-apparenza-l-arte-autentica-vince-ancora.html</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sentirsi fuori posto, troppo fragili per il mondo, incapaci di adeguarsi alle logiche dell'apparenza. Questo dolore silenzioso, tanto diffuso quanto ancora attuale, &egrave; al centro del brano <strong>&laquo;L&rsquo;elefante e la farfalla&raquo;,</strong> portato al successo 30 anni fa a Sanremo da <strong>Michele Zarrillo</strong> (scritta insieme a Vincenzo Incenzo), e che dava il nome anche al suo quinto lavoro discografico. Per questo compleanno speciale, il cantautore romano torna in Puglia per tre date organizzate da Aurora Eventi, venerd&igrave; 22 maggio al Teatro Nuovo di Martina Franca, sabato 23 al Politeama Greco di Lecce e domenica 24 al Palatour di Bitritto (Bari) - biglietti su Ticketone. Una serata imperdibile per i fan di Zarrillo, oltre cinquant&rsquo;anni di carriera e una voce magnetica e inconfondibile, che abbiamo ascoltato di nuovo all&rsquo;Ariston pochi mesi fa nella serata delle cover insieme a Sal Da Vinci. Sul palco con lui, che suoner&agrave; piano, chitarra acustica ed elettrica e perfino un assolo di percussioni, una band di altissimo livello: Roberto Guarino e Andrea Valentini (chitarre), Andrea Rongioletti (tastiere), Danilo Fiorucci (basso), Pino Vecchioni (batteria) e Andrea De Luca (violino). &laquo;Il concerto dura due ore e un quarto, ci sono momenti di hard rock, musica classica, pop, jazz, uno spettacolo vario e io non vedo l&rsquo;ora di salire sul palco ogni volta - racconta Zarrillo alla Gazzetta - se dopo tanti anni continuo a farlo &egrave; perch&eacute; mi diverte ancora profondamente. Anche una canzone dolorosa, dal vivo, diventa qualcosa di catartico. E il teatro &egrave; meraviglioso per questo: senti la vibrazione del pubblico quasi fisicamente, mentre tu ti emozioni, qualcuno l&igrave; sotto si sta emozionando con te&raquo;.</p> <p><strong>&laquo;L&rsquo;elefante e la farfalla&raquo;, in una societ&agrave; in cui l&rsquo;apparire prevale sulla sostanza questo messaggio &egrave; ancora attuale dopo 30 anni...</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; chiaramente una metafora, non legata all&rsquo;estetica ma alla difficolt&agrave; interiore di mostrare i sentimenti. Nella nostra societ&agrave; la cultura spesso passa in secondo piano, cos&igrave; come l&rsquo;empatia, la voglia di capire gli altri. &Egrave; vero, esiste una grande parte di umanit&agrave; che continua a lottare per i diritti, ma viviamo anche un momento in cui la distrazione social o rispetto alla voglia di leggere e approfondire &egrave; molto forte. La leggerezza non va dimenticata. Per&ograve; non pu&ograve; diventare il centro del quotidiano. Va bene divertirsi, ma deve esserci anche il desiderio di riflettere, di informarsi su quello che succede nel mondo. La farfalla, invece, &egrave; l&rsquo;amore, il sentimento pi&ugrave; importante: e anche se oggi molte canzoni parlano d&rsquo;amore, quando se ne parla con emozione e con una certa levatura artistica, diventano universali. E questo succede perch&eacute; il nostro sentire pi&ugrave; profondo non potr&agrave; mai essere cancellato, nemmeno dalla tecnologia&raquo;.</p> <p><strong>Ci riferiamo anche all&rsquo;intelligenza artificiale?</strong></p> <p>&laquo;Certo. L&rsquo;indole dell&rsquo;uomo, la sua centralit&agrave;, non potranno mai sparire. Ed &egrave; questo il segreto dell&rsquo;arte, che quando &egrave; bella davvero, arriva in profondit&agrave;. La regola &egrave; una sola: fare qualcosa con sincerit&agrave;, con il cuore, riuscendo a portare chi ascolta in un mondo che conosce e allo stesso tempo non conosce&raquo;.</p> <p><strong>Oltre a una grande cultura musicale, si &egrave; fatto conoscere per la sua straordinaria voce. Come se ne prende cura?</strong></p> <p>&laquo;Ho sempre avuto un rapporto di timore con la mia voce, anche perch&eacute; la porto spesso al limite, faccio qualche acrobazia, soprattutto nei live. A mio avviso &egrave; giusto avere timore e proteggerla, perch&eacute; &egrave; strettamente collegata alla vita, all&rsquo;anima, al cuore. Dico sempre che non &egrave; importante solo prendere note altissime. Stevie Wonder emoziona per il suo colore, per il suono. Non &egrave; che De Gregori sia meno bravo di Baglioni perch&eacute; ha meno estensione vocale. Quando hai l&rsquo;anima nella voce, quella cosa non si impara. &Egrave; come lo sguardo degli occhi: dentro ci leggi qualcosa di autentico&raquo;.</p> <p><strong>Tris di date in Puglia, regione che le ha sempre voluto molto bene...</strong></p> <p>&laquo;Ricordo un concerto bellissimo di recente a Mesagne: il pubblico non voleva farmi scendere dal palco, la piazza era talmente piena che hanno dovuto chiudere le strade d&rsquo;accesso. L&rsquo;assessore mi disse che non succedeva da quasi cento anni per un evento gratuito. Vivere ancora emozioni del genere &egrave; un regalo enorme, evidentemente l&rsquo;affetto c&rsquo;&egrave; ancora, ed &egrave; una benzina fondamentale per continuare questo mestiere dopo tanti anni&raquo;</p> <p><strong>Quindi possiamo aspettarci anche qualche sorpresa?</strong></p> <p>&laquo;Gi&agrave;. Sto presentando un inedito che uscir&agrave; a fine maggio: per il momento lo sto facendo ascoltare dal vivo e sta ricevendo un bellissimo riscontro. &Egrave; un regalo per chi continua a seguirmi e ad ascoltarmi dopo tutti questi anni&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_07/Screenshot_2026-05-07_141057-1778155549910.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Plasma, dopo «Amici» ecco l'EP «Perdigiorno»: «Eppure io vado sempre di corsa, mi piace la scrittura immediata. Nascere a Genova? Un miracolo...»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981781/plasma-dopo-amici-ecco-l-ep-perdigiorno-eppure-io-vado-sempre-di-corsa-mi-piace-la-scrittura-immediata-nascere-a-genova-un-miracolo.html</link>
      <description>Un lavoro in sette tracce per il cantautore: «Il titolo? È una parola usata in accezione negativa, ma quanto è bello oggi non dover fare qualcosa solo per un fine pratico o economico»</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>plasma,amici,perdigiorno</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981781/plasma-dopo-amici-ecco-l-ep-perdigiorno-eppure-io-vado-sempre-di-corsa-mi-piace-la-scrittura-immediata-nascere-a-genova-un-miracolo.html</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="186">&laquo;Sono elettrizzato, sul serio. Questo lavoro arriva dopo un percorso lungo, racchiude tanti momenti, mi rispecchia al 100% in tutto, perfino le foto sono scattate sotto casa mia, nei vicoli dove abito, e le grafiche sono miei disegni&raquo;. Cos&igrave; <strong>Plasma</strong> racconta &laquo;<em><strong>Perdigiorno</strong></em>&raquo;, il nuovo EP uscito oggi 8 maggio: 7 brani che segnano una svolta artistica nel percorso del giovane cantautore genovese, tra i protagonisti dell'ultima edizione di &laquo;Amici&raquo;, punto di ripartenza con al centro una scrittura sempre personale, emotiva, diretta, e un immaginario fortemente legato alla sua citt&agrave; d'origine. &laquo;Colore&raquo; &egrave; il nuovo singolo, destinato a diventare quasi manifesto di questa svolta, che parallelamente vede Plasma impegnato nell'instore tour, ieri in anteprima a Milano, poi domani 9 maggio a Eboli (Sa), C/C Le Bolle (ore 17), il 10 a Roma, C/C Casilino (ore 17), il 14 nella sua Genova, Waterfront Mall (ore 18). La Gazzetta ha incontrato Antonio Silvestri, questo il vero nome, per scoprire qualcosa in pi&ugrave; sul nuovo lavoro.</p> <p data-start="170" data-end="938"><strong>Partiamo dal titolo, &laquo;Perdigiorno&raquo; &egrave; una parola che a volte pu&ograve; avere un'accezione negativa, qui invece sembra recuperare un nuovo valore...</strong></p> <p data-start="170" data-end="938">&laquo;&Egrave; vero, oggi pi&ugrave; che mai viene associata alla pigrizia, mentre io in primis ammetto di essere - al contrario - sempre di corsa. Ma oggi c'&egrave; una tendenza a dare un valore all'attivit&agrave; solo quando c'&egrave; un riscontro pratico o economico. Scegliere un'universit&agrave; solo per lo sbocco lavorativo, ad esempio. Ed &egrave; una cosa che mi intristisce. Il perdigiorno nella sua attivit&agrave;, che pu&ograve; essere quella di contemplazione, scrittura, del fare niente, &egrave; connesso al presente, senza pensare al senso di questi gesti nel futuro. E secondo me questa cosa, nella musica o nell'arte, &egrave; quasi un atto politico: fare qualcosa solo per l'amore nei confronti di ci&ograve; che fai, senza un fine terzo. &Egrave; la cosa pi&ugrave; bella che c'&egrave;&raquo;.</p> <p data-start="2050" data-end="2292"><strong>Tra queste attivit&agrave;, soprattutto per chi fa musica c'&egrave; la scrittura. Qual &egrave; il suo approccio, scrive in qualsiasi momento della giornata?</strong></p> <p data-start="2050" data-end="2292">&laquo;Ho molte cartelle sul telefono, a tal punto che si riempiono e ne devo creare sempre di nuove. Gli spunti possono arrivare da qualsiasi cosa. Poi il rap, ma anche il cantautorato, mi affascinano per la loro immediatezza: &egrave; impossibile mentire se non dai alla tua testa il tempo di farlo. Perci&ograve; lascio che il flusso sia di pancia, almeno per quanto mi riguarda credo dica molto pi&ugrave; di me, anzich&eacute; stare a ragionare per rendere una cosa giusta, perfetta, ma magari meno vera. Poi esistono tanti approcci diversi, c'&egrave; chi impiega mesi per trovare le espressioni adatte: non c'&egrave; qualcosa di giusto o sbagliato, ognuno lavora a modo suo&raquo;.</p> <p data-start="2294" data-end="3637"><strong data-start="3871" data-end="4153">&Egrave; cresciuto in una realt&agrave; meravigliosa che musicalmente sta crescendo tanto in quest&rsquo;ultimo periodo, Genova. Che legame sente con la sua citt&agrave;?</strong></p> <p data-start="2294" data-end="3637">&laquo;Sono nato e cresciuto nel centro storico, ho un attaccamento viscerale a questa citt&agrave;. Ricordo che da bambino camminavo con mio padre e non riuscivo a capacitarmi del fatto di essere nato proprio l&igrave;, mi sembrava un miracolo. Ho viaggiato tanto, ho visto posti magnifici, ma c'&egrave; qualcosa che mi riporta sempre a Genova. La vedo un po' come una mamma, come la donna della mia vita, ma non ci posso stare per sempre: devo andare, per poi comunque tornare. E quando non ci sono, un po' mi manca&raquo;</p> <p data-start="2294" data-end="3637"><strong data-start="4763" data-end="4992">E ritornando alla scena ligure, pi&ugrave; viva che mai, sembra che tra voi ci sia una bella sinergia...</strong></p> <p data-start="2294" data-end="3637">&laquo;Sono tutti ragazzi con cui ho lavorato, con cui sono in contatto. Quando ero alle medie si ascoltava tantissimo il rap della Drilliguria, Wild Bandana, mi rivedevo tantissimo in quella roba, mi affascinava l'idea di raccontare la propria realt&agrave; e fare in modo che qualcun altro ci si rispecchiasse. Scrivevo gi&agrave; da prima, filastrocche, poesie, poi con il rap tutto ha preso una forma pi&ugrave; musicale. Genova &egrave; una citt&agrave; che d&agrave; tantissimo a chi &egrave; sincero, a chi lavora con cultura, passione, verit&agrave;&raquo;.</p> <p data-start="6055" data-end="6154"><strong data-start="6156" data-end="6311">Quali sono state le sue influenze musicali, quindi?</strong></p> <p data-start="6156" data-end="6693">&laquo;Sicuramente De Andr&eacute;, l'ho ascoltato tantissimo da bambino, poi Lucio Dalla, anche se non &egrave; genovese, se potessi riportare in vita una persona sarebbe lui. E poi ovviamente il rap, lo ascoltavamo proprio come pane quotidiano al liceo, ci ispirava uno stile di vita specifico&raquo;.</p> <p data-start="6695" data-end="7430"><strong data-start="6695" data-end="6879">Inizia l'instore tour, avr&agrave; a che fare con molti fan, che feedback le stanno arrivando, anche dopo &laquo;Amici&raquo;?</strong></p> <p data-start="6695" data-end="7430">&laquo;Incontrarli mi riempie di gioia, ricevo tantissimi messaggi ed &egrave; bellissimo che le persone si riconoscano nella mia musica, nella mia persona. Tanti ragazzi mi raccontano le loro storie anche senza conoscere la mia, &egrave; come se per me si chiudessero dei cerchi. &Egrave; emozionante, sto lavorando tantissimo per consolidare questo sogno di fare musica&raquo;.</p> <p><strong>Chiudiamo con il nuovo singolo, &laquo;Colore&raquo;: se ce ne fosse uno per descrivere questa fase della sua vita, quale sarebbe?</strong></p> <p>&laquo;Un azzurro-turchese, brillante. Ispira serenit&agrave;? Non lo so, ho talmente tante emozioni intorno che mi dovrei fermare qualche giorno per capirlo. Ma al momento sono felice e soddisfatto. Quello &egrave; l'importante&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_06/Screenshot_2026-05-06_120601-1778061649663.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Gli «Echi di Umanità» di Agnese Contini: il dolore personale abbraccia il mondo ferito</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981888/gli-echi-di-umanita-di-agnese-contini-il-dolore-personale-abbraccia-il-mondo-ferito.html</link>
      <description>Esce oggi il nuovo disco della chitarrista salentina: nove tracce tra memoria e riflessioni sull'attualità</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>agnese contini,echi di umanità</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981888/gli-echi-di-umanita-di-agnese-contini-il-dolore-personale-abbraccia-il-mondo-ferito.html</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 06:00:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Umanit&agrave;&raquo; &egrave; una parola chiave di questi tempi, e da questa immagine intima e universale prende vita <em><strong>&laquo;Echi di Umanit&agrave;&raquo;</strong></em>, il nuovo album strumentale della chitarrista e compositrice salentina <strong>Agnese Contini</strong> disponibile da oggi&nbsp;per INRI Classic/Metatron. Le nove tracce che costituiscono questo secondo lavoro discografico intrecciano riflessioni sull'attualit&agrave;, memorie personali, e tanta ricerca sonora, che trova la sua massima espressione nel dialogo con&nbsp;lap steel guitar, mandolino, banjo e un quintetto d&rsquo;archi. &laquo;Tanti aspetti mi hanno portato a riflettere su questa parola, a partire da questioni personali - racconta la musicista alla <em>Gazzetta</em> - ho perso entrambi i nonni, &egrave; stata una vicenda che mi ha svuotata, ma allo stesso tempo mi ha lasciato un'eredit&agrave; personale che mi ha concesso di avvicinarmi ancora di pi&ugrave; alla musica&raquo;.</p> <p><strong>Quindi questi &laquo;echi&raquo; vanno dal personale all'universale...</strong></p> <p>&laquo;Mi sento vicina alle vicende attuali, anzi &egrave; assurdo come di fronte a questi abomini che accadono nel mondo ci stiamo quasi abituando. Cronologicamente sentiamo parlare di guerra da tanto, ci siamo assuefatti alle immagini crudeli dei bimbi di Gaza che quasi giocano in mezzo alle macerie delle loro case&raquo;.</p> <p><strong>Per&ograve; a differenza del precedente lavoro &laquo;Dinamiche di volo&raquo;, qui la memoria personale &egrave; anche molto presente...</strong></p> <p>&laquo;Trovarmi a scrivere brani come "Granpa Cloud" o "Bambina mia" &egrave; stato quasi un modo per esorcizzare il dolore del momento. Era come se la perdita dei miei nonni avesse anche un po' richiamato quelle note, quelle melodie nella mia testa. "Bambina mia" poi fa riferimento anche alla storia di mia nonna, che da piccola scapp&ograve; dall'isola greca di Rodi solo con una valigia in mano per ricominciare da capo. Ho voluto inserire le sonorit&agrave; del sirtaki anche proprio per richiamare quel contesto, di grande attualit&agrave;&raquo;.</p> <p><strong>La dimensione dell'album &egrave; prevalentemente acustica, ma non mancano i dialoghi con tanti altri strumenti...</strong></p> <p>&laquo;Sono stati tre anni in cui ho ascoltato tantissima musica e ho intrapreso lo studio del banjo, che &egrave; ritmico e mi ha consentito di formare un nuovo tipo di suono che poi ha influenzato anche le chitarre. Ho ascoltato gli Eagles, ho ripreso vecchi dischi di Ben Harper, e per quanto riguarda la sinergia con gli altri musicisti che ho coinvolto nel progetto, tutto scaturisce da sensazioni positive che ci hanno connesso in qualche modo. Per esempio Matteo Resta, al mandolino, ha perso la nonna nel mio stesso periodo, questa cosa ha creato tra noi una sintonia profonda, fondamentale quando si collabora&raquo;.</p> <p><strong>La chitarra, per&ograve; resta il &laquo;suo&raquo; strumento. Siete sempre state &laquo;amiche&raquo;?</strong></p> <p>&laquo;S&igrave;, mi ha sempre accompagnata. Poi per un lungo periodo l'ho messa da parte ma c'&egrave; stato quasi un richiamo, e l&igrave; mi sono accorta che mi era mancata tantissimo&raquo;.</p> <p><strong>Quale si augura sia il messaggio di questo disco?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; un discorso pi&ugrave; ampio, in generale mi auguro possa esserci innanzitutto un riscontro positivo sulla guerra, una maggiore giustizia, e un senso di unione pi&ugrave; diffuso. Sento troppa freddezza nella societ&agrave;, ma vedo un bagliore nelle giovani generazioni. Voglio essere fiduciosa&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_07/DSCF0813_copia-1778142871949.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Music for Change 2026, annunciati i finalisti della 17esima edizione: dalla Puglia arrivano Andera e Janaki</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981787/music-for-change-2026-annunciati-i-finalisti-della-17esima-edizione-dalla-puglia-arrivano-andera-e-janaki.html</link>
      <description>Dal 24 al 31 maggio i sette artisti selezionati entreranno nella Sound Village Academy a Rende, cuore creativo del progetto, in vista della finale del 9 ottobre al Teatro Rendano di Cosenza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>music for change,andera,janaki</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981787/music-for-change-2026-annunciati-i-finalisti-della-17esima-edizione-dalla-puglia-arrivano-andera-e-janaki.html</guid>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 13:33:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="194"></p> <p data-start="475" data-end="985">Sono stati annunciati i finalisti della 17esima edizione di <strong data-start="531" data-end="572"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Music for Change</span></span></strong>, il MainStage europeo della musica per il cambiamento che, anno dopo anno, si conferma uno dei percorsi pi&ugrave; strutturati e concreti dedicati ai nuovi music creator. Un traguardo importante che segna l&rsquo;ingresso nella fase pi&ugrave; intensa del progetto: quella della Sound Village Academy, da cui nasceranno i brani inediti destinati alla finale nazionale del 9 ottobre 2026 al <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Teatro Rendano</span></span>.</p> <p data-start="987" data-end="1292">Tra i sette artisti selezionati emergono con forza anche due nomi pugliesi: <strong data-start="1063" data-end="1073">Andera</strong>, da Bari, e <strong data-start="1086" data-end="1096">Janaki</strong>, da Lecce. Due voci diverse, ma accomunate da una visione artistica che incarna pienamente lo spirito del progetto, dove musica e contenuto si intrecciano con consapevolezza e urgenza espressiva.</p> <p data-start="987" data-end="1292"><span style="font-size: 16px;">Questi tutti gli artisti che accederanno alla fase residenziale:</span></p> <ul data-start="1442" data-end="1705"> <li data-section-id="12whls" data-start="1442" data-end="1471">ANDERA (Bari) &ndash; <em data-start="1460" data-end="1469">Borders</em></li> <li data-section-id="btrv3n" data-start="1472" data-end="1522">FEDERICO BALDI (Bergamo) &ndash; <em data-start="1501" data-end="1520">Amplify Democracy</em></li> <li data-section-id="1cbs9jp" data-start="1523" data-end="1555">FREMIR (Milano) &ndash; <em data-start="1543" data-end="1553">Eco Mood</em></li> <li data-section-id="7u2279" data-start="1556" data-end="1589">JANAKI (Lecce) &ndash; <em data-start="1575" data-end="1587">Crossroads</em></li> <li data-section-id="uieu5y" data-start="1590" data-end="1622">LIVREA (Verona) &ndash; <em data-start="1610" data-end="1620">Equality</em></li> <li data-section-id="7xf8rc" data-start="1623" data-end="1663">LUISIANA (Siracusa) &ndash; <em data-start="1647" data-end="1661">Nine to Five</em></li> <li data-section-id="1yh7xp3" data-start="1664" data-end="1705">YOUNGOVER (Milano) &ndash; <em data-start="1687" data-end="1703">Offline/Online</em></li> </ul> <p data-start="2012" data-end="2234">La fase finale delle audizioni si &egrave; svolta il 2 e 3 maggio presso il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Piccolo Teatro Gulliver</span></span> in modalit&agrave; closed-door: una scelta precisa per garantire concentrazione, ascolto profondo e autonomia di giudizio. A guidare la commissione artistica sono stati <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Gennaro de Rosa</span></span>, ideatore del progetto, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Maurizio Musumeci</span></span>, autore multiplatino e coach, e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Marco Danelli</span></span>. I 40 artisti arrivati a questa fase erano stati precedentemente selezionati da una giuria composta, tra gli altri, da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Amara</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Michele Monina</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Silvia Danielli</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Taketo Gohara</span></span>. Al centro della valutazione, oltre alla qualit&agrave; artistica, la <strong data-start="2791" data-end="2820">Music for Change Attitude</strong>: la capacit&agrave; di un progetto di esprimere visione, autenticit&agrave;, consapevolezza e prospettiva.</p> <p data-start="2961" data-end="3206">Dal 18 al 31 maggio 2026 i finalisti entreranno nella <strong data-start="3015" data-end="3040">Sound Village Academy</strong>, residenza artistica intensiva ospitata nel Parco d&rsquo;Arte Alt Art di Rende. Un campus immerso nel verde, progettato per favorire concentrazione, relazione e crescita. Qui, per due settimane, gli artisti lavoreranno a stretto contatto con professionisti del settore &ndash; autori, producer, arrangiatori, vocal coach e figure del music business &ndash; in un percorso che unisce scrittura, produzione, identit&agrave; artistica, performance e comunicazione. Il coordinamento artistico &egrave; affidato a Gennaro de Rosa, con la direzione operativa di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giulia Cancedda</span></span>.</p> <p data-start="2961" data-end="3206">Tra i coach coinvolti:</p> <ul data-start="3689" data-end="3934"> <li data-section-id="1ykz9rs" data-start="3689" data-end="3724">Rosario Canale (Producer Coach)</li> <li data-section-id="1veilo0" data-start="3725" data-end="3758">Cecilia Cesario (Vocal Coach)</li> <li data-section-id="1m7c62q" data-start="3759" data-end="3805">Maurizio Musumeci / Dinastia (Lyric Coach)</li> <li data-section-id="14f463s" data-start="3806" data-end="3866"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Stefano Amato</span></span> (Composer Coach)</li> <li data-section-id="ute8i5" data-start="3867" data-end="3934"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giorgieness</span></span> (Artist Identity Coach)</li> </ul> <p data-start="3936" data-end="4132">Accanto a loro, due master coach d&rsquo;eccezione: <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Taketo Gohara</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Amara</span></span>, figure di riferimento assoluto per la scena musicale contemporanea. Tornano anche i Conductor, artisti gi&agrave; passati dal percorso, tra cui <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">La Noce</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Alice Caronna</span></span>, con un ruolo di supporto umano e professionale. Il programma sar&agrave; arricchito da workshop con ospiti come l&rsquo;avvocata <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Emanuela Teodora Russo</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Francesco Galassi</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Tina Montinaro</span></span> e il team di Restart Music Minds, che affronter&agrave; il tema del benessere mentale nel lavoro artistico.</p> <p data-start="4705" data-end="5023">Il 31 maggio, a chiusura della residenza, i finalisti presenteranno i brani nei Private Boot Up Stage, sessioni riservate di ascolto e confronto. I pezzi resteranno inediti fino alla finale del 9 ottobre 2026 al Teatro Rendano, quando verranno eseguiti per la prima volta e pubblicati su tutte le piattaforme digitali. Da l&igrave; partir&agrave; anche il percorso del <strong data-start="5061" data-end="5086">Premio Stream Believe</strong>, che accompagner&agrave; i brani fino alla settimana del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Festival di Sanremo</span></span> 2027.</p> <p data-start="5221" data-end="5440">Accanto al premio musicale prender&agrave; il via anche <strong data-start="5270" data-end="5292">Culture for Change</strong>, progetto dedicato alla letteratura musicale e ai linguaggi contemporanei, realizzato da Edizioni Emmekappa con il sostegno della Regione Calabria. Il sistema di premi si conferma tra i pi&ugrave; articolati in Italia, includendo riconoscimenti come Best Lyrics Award, Menzione Speciale Club Tenco, Premio Stream Believe Italia, oltre a opportunit&agrave; concrete come tour finanziati da NUOVO IMAIE e accesso a importanti palchi nazionali.</p> <p data-start="6009" data-end="6238">Organizzato da Musica contro le mafie APS, con il sostegno di Regione Calabria, NUOVO IMAIE e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">SIAE</span></span>, Music for Change continua a distinguersi come un sistema reale di crescita artistica e civile.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_06/Finalisti_banner-1778067144938.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>«L’anno del vento», Gianluca De Rubertis torna con una canzone sospesa tra poesia e disincanto generazionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981772/lanno-del-vento-gianluca-de-rubertis-torna-con-una-canzone-sospesa-tra-poesia-e-disincanto-generazionale.html</link>
      <description>Un affresco sonoro che intreccia radici cantautorali ed elettronica per raccontare un mondo che ha smarrito il senso del futuro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gianluca de rubertis,l'anno del vento,cramps music</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981772/lanno-del-vento-gianluca-de-rubertis-torna-con-una-canzone-sospesa-tra-poesia-e-disincanto-generazionale.html</guid>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 11:46:10 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="254"></p> <p data-start="582" data-end="870">Esce venerd&igrave; 8 maggio 2026 &ldquo;<em><strong>L&rsquo;anno del vento&rdquo;</strong></em>, la nuova canzone di <strong>Gianluca De Rubertis</strong>, pubblicata dall&rsquo;etichetta <strong>Cramps Music</strong>. Un ritorno che si colloca in continuit&agrave; con il percorso solista del cantautore, ma che al tempo stesso ne amplia il linguaggio sonoro e la profondit&agrave; tematica.</p> <p data-start="872" data-end="1325">Prodotto da <strong>Matilde Davoli</strong>, il brano si muove su un equilibrio sottile e raffinato: da un lato le radici acustiche della canzone d&rsquo;autore italiana, dall&rsquo;altro una tessitura elettronica fatta di programmazioni e sintetizzatori che costruiscono un paesaggio sonoro rarefatto, sospeso. &Egrave; proprio questa dimensione a dare respiro al testo, amplificandone la carica emotiva e trasformando l&rsquo;ascolto in un&rsquo;esperienza immersiva, lenta, destinata a sedimentare. &ldquo;L&rsquo;anno del vento &egrave; un brano che offre uno sguardo verticale e analitico &ndash; racconta De Rubertis &ndash; rappresenta il punto di vista di una generazione antica che osserva il cambio di rotta di un mondo in cambiamento&rdquo;. Al centro della canzone c&rsquo;&egrave; infatti una riflessione sul presente: un&rsquo;epoca in cui, secondo l&rsquo;artista, valori come sacrificio, memoria e costruzione del futuro sembrano essere sostituiti da distrazione, egoismo e ricerca compulsiva di intrattenimento.</p> <p data-start="1793" data-end="2252">Il testo si sviluppa come una narrazione simbolica, quasi visionaria. L&rsquo;&ldquo;anno del vento&rdquo; diventa una metafora potente: un tempo indefinito in cui la realt&agrave; si incrina, la luna cade dal cielo, e il dolore collettivo lascia spazio a una sorta di anestesia emotiva. Gli individui, immersi in un benessere superficiale, smarriscono il contatto con la propria identit&agrave; e con la dimensione del tempo, vivendo &ldquo;senza un domani&rdquo; e senza memoria di ci&ograve; che sono stati. In questa prospettiva, l&rsquo;acquisto di oggetti &ndash; un telefono nuovo, un grande televisore &ndash; assume un valore emblematico: segni di un consumo che sostituisce il senso, mentre la perdita di radici e relazioni si traduce in un vuoto silenzioso, mai realmente percepito come dolore. La scrittura di De Rubertis, elegante e stratificata, restituisce cos&igrave; un&rsquo;immagine lucida e inquieta della contemporaneit&agrave;.</p> <p data-start="2656" data-end="3085">Dal punto di vista musicale, &ldquo;L&rsquo;anno del vento&rdquo; conferma la capacit&agrave; dell&rsquo;artista di costruire un linguaggio personale, in cui la tradizione cantautorale dialoga con sonorit&agrave; contemporanee. Le chitarre di Matilde Davoli, la batteria di Simone Prudenzano e la voce di De Rubertis si inseriscono in un impianto sonoro misurato, essenziale, in cui ogni elemento contribuisce a creare un&rsquo;atmosfera coerente e profondamente evocativa.</p> <p data-start="3087" data-end="3539">Parallelamente all&rsquo;uscita del singolo, prosegue anche il tour che vede Gianluca De Rubertis esibirsi in una dimensione intima, piano e voce. Tra le date gi&agrave; annunciate: il 15 maggio al Bar Funivia di Trento, il 16 maggio al Filmusica di Valdagno e il 7 giugno all&rsquo;Ascoli Street Music Festival. Un calendario in aggiornamento che conferma il legame diretto dell&rsquo;artista con il pubblico, in contesti raccolti dove la parola e la musica tornano al centro.</p> <p data-start="3541" data-end="4088">Nato a Lecce, De Rubertis ha attraversato negli anni diverse fasi artistiche, mantenendo sempre una forte identit&agrave; autoriale. Dai primi passi con gli Studiodavoli, fino al successo con Il Genio &ndash; segnato dal fenomeno culturale &ldquo;Pop Porno&rdquo; &ndash; il suo percorso si &egrave; evoluto verso una dimensione sempre pi&ugrave; personale e introspettiva. I lavori solisti, a partire da &ldquo;Autoritratti con oggetti&rdquo; fino a &ldquo;L&rsquo;equazione del destino&rdquo; del 2024, hanno consolidato una cifra stilistica riconoscibile: elegante, colta, capace di coniugare immediatezza e profondit&agrave;. &ldquo;L&rsquo;anno del vento&rdquo; si inserisce cos&igrave; come un nuovo tassello di questo percorso, anticipando idealmente il prossimo progetto discografico. Una canzone che non cerca l&rsquo;impatto immediato, ma sceglie di abitare il tempo dell&rsquo;ascolto, lasciando spazio alla riflessione. E proprio in questa lentezza risiede la sua forza: quella di restare, di tornare, di continuare a parlare anche dopo che la musica si &egrave; fermata.<span></span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_06/Screenshot_2026-05-06_100616-1778054469681.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Alessandro Grazian torna dal vivo in Puglia: il 9 maggio a Villa Castelli il concerto per presentare l'album «GRAZIAN»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981695/alessandro-grazian-torna-dal-vivo-in-puglia-il-9-maggio-a-villa-castelli-il-concerto-per-presentare-l-album-grazian.html</link>
      <description>Al Laboratorio Collettivo un live gratuito (per i soci) che celebra il ritorno discografico dopo dieci anni: un viaggio tra amore, solitudine e identità</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>grazian</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981695/alessandro-grazian-torna-dal-vivo-in-puglia-il-9-maggio-a-villa-castelli-il-concerto-per-presentare-l-album-grazian.html</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 18:21:53 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="271" data-end="719">Dopo il ritorno discografico con il suo nuovo lavoro eponimo, <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Alessandro Grazian</span></span></strong> approda in Puglia per un appuntamento dal vivo che segna una tappa significativa del suo percorso recente. Sabato 9 maggio sar&agrave; infatti protagonista a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Villa Castelli</span></span>, presso l&rsquo;Associazione Culturale Laboratorio Collettivo (via Puccini 1), con un concerto in programma alle 21:20. L&rsquo;ingresso &egrave; gratuito, riservato ai soci. Il live arriva a poche settimane dalla stampa in vinile del nuovo album &ldquo;GRAZIAN&rdquo;, pubblicato a fine 2025 e da poco presentato anche in formato fisico. Un disco che segna un ritorno atteso: il primo dopo dieci anni di silenzio nella forma-canzone e il primo firmato semplicemente con il cognome, senza titolo, in linea con una tradizione cara alla canzone d&rsquo;autore italiana.</p> <p data-start="1097" data-end="1607">Con questo lavoro, Grazian affronta uno dei temi pi&ugrave; universali e complessi della musica: l&rsquo;amore. Ma lo fa evitando ogni retorica, costruendo invece un racconto fatto di solitudini, relazioni imperfette e tensioni irrisolte. Le dodici tracce &ndash; undici canzoni e un brano strumentale &ndash; compongono un universo narrativo coerente, attraversato da motivi ricorrenti e da una storia che riaffiora in pi&ugrave; punti: quella di un ragazzo e una ragazza che si incontrano e si perdono sullo sfondo di una citt&agrave; come Milano. Accanto al tema amoroso, emergono altri nuclei centrali della scrittura di Grazian: la marginalit&agrave;, i conflitti ideologici, il desiderio di redenzione e la ricerca di una consapevolezza identitaria. Un intreccio che restituisce un disco stratificato, nato da un lungo processo di sedimentazione iniziato nel 2015 e sviluppato senza fretta, fino a trovare una forma compiuta.</p> <p data-start="1985" data-end="2395">Dal punto di vista produttivo, &ldquo;GRAZIAN&rdquo; &egrave; un&rsquo;opera profondamente personale. Lo stesso artista ha curato gran parte della produzione e suonato molti degli strumenti, affiancato in alcuni brani da Davide Andreoni. Le registrazioni si sono svolte principalmente nelle colline di Arezzo, nell&rsquo;estate del 2024, grazie a uno studio mobile allestito in una casa nel bosco, con ulteriori sessioni tra Milano e Padova.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_05/Grazian2025_2_PhAlessandraRinaudo-1777973211547.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>L'Oversound Music Festival torna anche per l'estate 2026: sui palchi di Puglia Sex Pistols, Geolier, Sfera Ebbasta, Blanco e tanti altri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981696/l-oversound-music-festival-torna-anche-per-l-estate-2026-sui-palchi-di-puglia-sex-pistols-geolier-sfera-ebbasta-blanco-e-tanti-altri.html</link>
      <description>Sesto anno consecutivo per la kermesse tra Bari, Lecce e Gallipoli: una line-up che unisce generazioni, generi e pubblico da tutta Italia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>oversound music festival,sfera ebbasta,geolier,sex pistols</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981696/l-oversound-music-festival-torna-anche-per-l-estate-2026-sui-palchi-di-puglia-sex-pistols-geolier-sfera-ebbasta-blanco-e-tanti-altri.html</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 18:20:45 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="386" data-end="827">Per il sesto anno consecutivo, la Puglia si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti pi&ugrave; attesi dell&rsquo;estate musicale italiana: <strong data-start="517" data-end="550">Oversound Music Festival 2026</strong>. Un progetto ormai consolidato, capace negli anni di trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento per la musica live nel Sud Italia, portando sul territorio grandi nomi nazionali e internazionali e costruendo un racconto che intreccia spettacolo, turismo e identit&agrave;.</p> <p data-start="829" data-end="1265">L&rsquo;edizione 2026 si svilupper&agrave; tra <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bari</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lecce</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Gallipoli</span></span>, tre citt&agrave; simbolo che diventeranno, ancora una volta, scenografie naturali per una programmazione ampia e trasversale. Non solo concerti, ma un&rsquo;esperienza diffusa che valorizza i luoghi, trasformando arene, spazi urbani e location iconiche in punti di incontro tra artisti e pubblico.</p> <p data-start="1315" data-end="1670">Il cartellone 2026 segna un ulteriore salto di qualit&agrave;, con una line-up capace di parlare a pubblici diversi e attraversare generi musicali differenti. Ad aprire il festival sar&agrave; un evento unico: il live dei leggendari <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Sex Pistols</span></span>, icona assoluta della storia del rock mondiale, attesi il 25 giugno all&rsquo;Arena del Levante di Bari. Accanto a loro, una serie di protagonisti della scena contemporanea italiana: <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Geolier</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Tommaso Paradiso</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">BLANCO</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Sfera Ebbasta</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Negramaro</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Caparezza</span></span>. Un mix che spazia dall&rsquo;urban al pop, dal cantautorato alla grande musica live, costruendo un programma variegato e coerente.</p> <h3 data-section-id="hab0t1" data-start="2119" data-end="2153">Il calendario</h3> <p data-start="2155" data-end="2227">Gli appuntamenti finora annunciati delineano gi&agrave; un&rsquo;estate ricca di musica:</p> <ul data-start="2229" data-end="2751"> <li data-section-id="1gnppwz" data-start="2229" data-end="2286"><strong data-start="2231" data-end="2258">25 giugno &ndash; Sex Pistols</strong> &ndash; Bari, Arena del Levante</li> <li data-section-id="1tjygki" data-start="2287" data-end="2359"><strong data-start="2289" data-end="2311">4 luglio &ndash; Geolier</strong> &ndash; Bari, Arena del Levante (Fiera del Levante)</li> <li data-section-id="1ld274b" data-start="2360" data-end="2422"><strong data-start="2362" data-end="2394">21 luglio &ndash; Tommaso Paradiso</strong> &ndash; Bari, Arena del Levante</li> <li data-section-id="12ypw9" data-start="2423" data-end="2474"><strong data-start="2425" data-end="2449">1 agosto &ndash; Negramaro</strong> &ndash; Lecce, Cave del Duca</li> <li data-section-id="1llflzo" data-start="2475" data-end="2529"><strong data-start="2477" data-end="2501">2 agosto &ndash; Negramaro</strong> &ndash; Bari, Arena del Levante</li> <li data-section-id="182f2up" data-start="2530" data-end="2581"><strong data-start="2532" data-end="2553">2 agosto &ndash; BLANCO</strong> &ndash; Gallipoli, Parco Gondar</li> <li data-section-id="1m50qae" data-start="2582" data-end="2633"><strong data-start="2584" data-end="2608">5 agosto &ndash; Caparezza</strong> &ndash; Lecce, Cave del Duca</li> <li data-section-id="1acrslm" data-start="2634" data-end="2693"><strong data-start="2636" data-end="2665">14 agosto &ndash; Sfera Ebbasta</strong> &ndash; Gallipoli, Parco Gondar</li> <li data-section-id="1jvjjf7" data-start="2694" data-end="2751"><strong data-start="2696" data-end="2723">4 settembre &ndash; Caparezza</strong> &ndash; Bari, Arena del Levante</li> </ul> <p data-start="2753" data-end="2911">Un calendario che copre tutta la stagione estiva, da fine giugno a inizio settembre, confermando la vocazione del festival come evento diffuso e continuativo.</p> <p data-start="2957" data-end="3313">Nato da un&rsquo;idea di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">PM Eventi</span></span>, Oversound Music Festival &egrave; cresciuto rapidamente fino a diventare un appuntamento stabile nel panorama musicale italiano. La sua forza sta nella capacit&agrave; di coniugare intrattenimento e valorizzazione del territorio, trasformando la Puglia in una destinazione privilegiata per il turismo musicale. &laquo;L&rsquo;obiettivo del festival &egrave; raccontare la Puglia attraverso la musica, creando un&rsquo;esperienza che unisca pubblico, artisti e territorio in un&rsquo;unica narrazione contemporanea&raquo;, spiega Salvatore Pagano, amministratore delegato di PM Eventi. &laquo;Non solo concerti, ma momenti di relazione con i luoghi, sotto le stelle, tra mare, architetture storiche e grandi spazi&raquo;.</p> <p data-start="3724" data-end="4013">Oversound non &egrave; solo un cartellone di eventi, ma un progetto culturale che negli anni ha contribuito a ridefinire l&rsquo;immagine della Puglia come hub musicale estivo. Le citt&agrave; coinvolte diventano parte integrante dello spettacolo, offrendo scenari unici che amplificano l&rsquo;esperienza del live. Tra arene affacciate sul mare, cave trasformate in teatri naturali e grandi spazi urbani, il festival costruisce un dialogo continuo tra musica e paesaggio. Un racconto che, anno dopo anno, continua ad attrarre pubblico da tutta Italia, consolidando Oversound come uno degli eventi pi&ugrave; significativi dell&rsquo;estate musicale italiana.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_05/DSC_0901-1777989030258.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Ogni Altro Suono riparte dal Salento: un viaggio tra musica, arte e ricerca da maggio a dicembre</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981694/ogni-altro-suono-riparte-dal-salento-un-viaggio-tra-musica-arte-e-ricerca-da-maggio-a-dicembre.html</link>
      <description>Da Gagliano del Capo a KORA – Centro del Contemporaneo, la rassegna diretta da Donato Epiro torna con il programma più rappresentativo di sempre</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ogni altro suono</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981694/ogni-altro-suono-riparte-dal-salento-un-viaggio-tra-musica-arte-e-ricerca-da-maggio-a-dicembre.html</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 15:47:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="319" data-end="801">Riparte il 9 maggio 2026 <strong data-start="344" data-end="364">Ogni Altro Suono</strong>, la rassegna di arte e musica prodotta da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ramdom</span></span> e diretta da Donato Epiro, che si estender&agrave; fino al 19 dicembre con un calendario diffuso tra concerti, installazioni e pratiche di ricerca contemporanea. Giunta alla sua sesta edizione, la manifestazione si conferma come uno degli spazi pi&ugrave; radicali e coerenti nel panorama italiano, capace di mettere in relazione linguaggi, artisti e visioni differenti. Non un semplice festival, ma un processo in divenire: Ogni Altro Suono si definisce come una piattaforma di &ldquo;nuova musica popolare d&rsquo;avanguardia&rdquo;, dove la sperimentazione incontra un sentire condiviso tra scene e musicisti. Un percorso che rifiuta le categorie rigide di genere e punta invece a costruire connessioni, aprendo l&rsquo;ascolto a territori meno convenzionali, spesso non immediati ma profondamente immersivi.</p> <p data-start="1290" data-end="1626">L&rsquo;apertura &egrave; fissata per sabato 9 maggio, alle 22:30, in Piazza dell&rsquo;Immacolata a Gagliano del Capo (ingresso libero), con la performance del <em>Ground-to-Sea Sound Collective</em> e il progetto <em data-start="1481" data-end="1498">Different Waves</em>. Un&rsquo;esperienza sonora e visiva che invita il pubblico a immergersi &ndash; letteralmente e metaforicamente &ndash; nelle profondit&agrave; marine. Il lavoro nasce da registrazioni subacquee del Mare Adriatico, raccolte lungo le coste italiane e croate, e rielaborate in una composizione originale che intreccia suoni naturali e antropici. Al centro, il dialogo tra il flauto contralto di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Fabio Mina</span></span> e l&rsquo;elettronica di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Emiliano Battistini</span></span>, in un flusso improvvisativo che riflette sul tema dell&rsquo;inquinamento acustico sottomarino. La performance &egrave; accompagnata da un&rsquo;installazione visiva di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Mattia Fornaciari</span></span>, che traduce in tempo reale le onde sonore in geometrie proiettate su una superficie acquatica, amplificando l&rsquo;esperienza immersiva.</p> <p data-start="2288" data-end="2748">La serata inaugurale si completa con altri due interventi artistici: <em data-start="2357" data-end="2387">Note e ricordi di un pittore</em> di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Luca Coclite</span></span>, installazione audio che costruisce un dialogo immaginario con il pittore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Vincenzo Ciardo</span></span> attraverso lettere d&rsquo;archivio, e <em data-start="2574" data-end="2613">Latent Space &ndash; Relational Geographies</em> di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Angela D&rsquo;Onghia</span></span>, progetto che esplora l&rsquo;identit&agrave; dei luoghi attraverso reti neurali e traiettorie migratorie.</p> <p data-start="2811" data-end="2934">Il programma prosegue il 23 e 30 maggio negli spazi di <strong data-start="2866" data-end="2901">KORA &ndash; Centro del Contemporaneo</strong>, cuore operativo della rassegna. Il 23 maggio (ingresso 5 euro) vedr&agrave; protagonisti gli <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">WoW</span></span> con il nuovo album <em data-start="3047" data-end="3061">Rosa Di Luce</em>, in una performance che supera la distinzione tra palco e pubblico, trasformando il concerto in un&rsquo;esperienza condivisa. A seguire, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Agnese Amico</span></span> presenter&agrave; <em data-start="3245" data-end="3253">Alalie</em>, progetto che attraversa memoria e identit&agrave; culturale attraverso l&rsquo;hardingfele, strumento tradizionale norvegese. Il 30 maggio (ingresso libero), in occasione dell&rsquo;inaugurazione della mostra QUI.Kora, il compositore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Marco Baldini</span></span> presenter&agrave; in prima assoluta nuove composizioni per due bassi di viola da gamba a sette corde, eseguite da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Anna-Kaisa Meklin</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Renato Grieco</span></span>. Un lavoro che indaga le frequenze pi&ugrave; profonde dello strumento, tra essenzialit&agrave; compositiva e tensione emotiva.</p> <p data-start="3868" data-end="4161">Il cartellone 2026 include inoltre artisti come <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ghetonia</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Francesco Loccisano</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Alessandro &ldquo;Asso&rdquo; Stefana</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Admir Shkurtaj</span></span> e molti altri, componendo una mappa articolata della ricerca sonora contemporanea.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_05/Agnese_Amico_credits_Mirko_Silvestrini-1777973278676.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Radici»: l'EP di debutto di BEA scava dentro tra anima soul e scrittura intima. Il 10 maggio presentazione a Lecce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981652/radici-l-ep-di-debutto-di-bea-scava-dentro-tra-anima-soul-e-scrittura-intima-il-10-maggio-presentazione-a-lecce.html</link>
      <description>Sarà il Menta Music Loft @ Murmuré a ospitare la tappa salentina del live: dopo Roma, la giovane artista porta il suo primo progetto nella scena pugliese</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bea,radici</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981652/radici-l-ep-di-debutto-di-bea-scava-dentro-tra-anima-soul-e-scrittura-intima-il-10-maggio-presentazione-a-lecce.html</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 10:57:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="294" data-end="600">Esce l&rsquo;8 maggio &ldquo;<em><strong>Radici</strong></em>&rdquo;, l&rsquo;EP d&rsquo;esordio di <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">BEA</span></span></strong>, progetto che segna l&rsquo;inizio ufficiale del percorso discografico della giovane artista romana Beatrice Coltella. Un debutto che si muove tra R&amp;B, soul e sensibilit&agrave; cantautorale, capace di costruire un racconto sonoro intimo e contemporaneo. Dopo l&rsquo;anteprima assoluta del 7 maggio al Monk di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Roma</span></span>, nell&rsquo;ambito di Spaghetti Unplugged, l&rsquo;attenzione si sposter&agrave; su <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lecce</span></span>, dove BEA presenter&agrave; il progetto il 10 maggio al Menta Music Loft @ Murmur&eacute;. Una data che si preannuncia centrale per il lancio del disco nel Sud Italia, in un contesto raccolto e immersivo, perfetto per accogliere la dimensione emotiva dell&rsquo;EP.</p> <p data-start="1046" data-end="1403">&ldquo;Radici&rdquo; nasce sotto la direzione musicale di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ain&eacute;</span></span> e si sviluppa attraverso un linguaggio essenziale, dove la voce resta al centro e la produzione accompagna senza mai sovrastare. Le sonorit&agrave;, morbide e stratificate, intrecciano R&amp;B e neo-soul con una scrittura diretta, capace di oscillare tra introspezione e immediatezza. Il titolo racchiude il senso dell&rsquo;intero lavoro: le radici come ci&ograve; che resta invisibile ma determina chi siamo. Nei cinque brani &ndash; &ldquo;Seguimi&rdquo;, &ldquo;Cicatrici&rdquo;, &ldquo;Distanze&rdquo;, &ldquo;Pelle&rdquo; e &ldquo;Aria&rdquo; &ndash; si attraversano temi come l&rsquo;assenza, la memoria, la paura, il bisogno di connessione e il desiderio di restare. Non un semplice racconto autobiografico, ma una riflessione pi&ugrave; ampia su ci&ograve; che ci tiene in piedi anche nei momenti di fragilit&agrave;. Tra i momenti chiave del progetto, &ldquo;Distanze&rdquo; vede la collaborazione di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Davide Shorty</span></span> e dello stesso Ain&eacute;, mentre i singoli &ldquo;Cicatrici&rdquo; e &ldquo;Seguimi&rdquo; hanno gi&agrave; anticipato la direzione artistica dell&rsquo;EP, mettendo in evidenza una scrittura che non teme di esporsi.</p> <p data-start="2122" data-end="2336">&laquo;Per me &ldquo;Radici&rdquo; parla di ci&ograve; che non si vede, ma decide come amiamo, come restiamo e come continuiamo a crescere&raquo;, racconta BEA. &laquo;&Egrave; la parte pi&ugrave; profonda di noi, quella che ci tiene in piedi anche quando fa male&raquo;.</p> <p data-start="2338" data-end="2864">Classe 2004, Beatrice Coltella arriva a questo debutto dopo una serie di esperienze significative dal vivo: dall&rsquo;apertura del concerto di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nico Arezzo</span></span> alle collaborazioni come backing vocalist con Ain&eacute; in contesti come l&rsquo;R&amp;B Take Over Festival all&rsquo;Auditorium Parco della Musica e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">JAZZMI</span></span>. Un percorso che ha consolidato una visione artistica gi&agrave; definita, nutrita da influenze che spaziano da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Erykah Badu</span></span> a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ornella Vanoni</span></span>.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_05/Bea_Radici-1777971296215.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Horror e misteri nei cunicoli della Napoli sotterranea con gli attori di FROM: guide d'eccezione LDA e Aka7even IL VIDEO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981553/horror-e-misteri-nei-cunicoli-della-napoli-sotterranea-con-gli-attori-di-from-guide-d-eccezione-lda-e-aka7even-il-video.html</link>
      <description>Catalina Sandino Moreno (Tabitha) e Scott McCord (Victor), attori della serie in onda su Paramount+ sono stati protagonisti al Comicon del capoluogo partenopeo, e sono stati guidati dai due artisti alla scoperta della Galleria Borbonica</description>
      <author>chiriatti@gazzettamezzogiorno.it (Bianca Chiriatti)</author>
      <category>from,paramount +,scott mccord,catalina sandino moreno,lda,aka7even,napoli,comicon,napoli sotterranea</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981553/horror-e-misteri-nei-cunicoli-della-napoli-sotterranea-con-gli-attori-di-from-guide-d-eccezione-lda-e-aka7even-il-video.html</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[Una serie che &laquo;costringe&raquo; lo spettatore a rimanere attivo, lo stimola a formulare teorie, lo sottopone a domande esistenziali sullo scorrere del tempo, sul valore della famiglia, sull'importanza della memoria e della conoscenza. Parliamo di FROM, la cui quarta stagione &egrave; finalmente disponibile dal 20 aprile su Paramount+, e che lo scorso weekend &egrave; stata presentata per la prima volta in Italia, al Comicon di Napoli, con la presenza esclusiva di due dei protagonisti pi&ugrave; amati, Catalina Sandino Moreno (che interpreta il ruolo di Tabitha) e Scott McCord (il misterioso Victor). Non solo: la Gazzetta ha avuto l'opportunit&agrave; di addentrarsi nella Galleria Borbonica, che ricorda i suggestivi e inquietanti cunicoli della serie, insieme a due fan d'eccezione ormai simbolo della &laquo;Napoli sotterranea&raquo; dopo lo scorso Sanremo, LDA e Aka7even.&nbsp;  <video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/ld.mp4" type="video/mp4" /></video>  <p>Tra Napoli e la serie sci-fi horror americana firmata da John Griffin, Jeff Pinkner e il regista Jack Bender (Lost) sembra esserci una naturale connessione, tra mistero, sottosuolo, segreti, dal momento che FROM narra le storie di una cittadina da incubo nel mezzo della foresta, da cui non si riesce a fuggire. Molto emozionati i due attori presenti nel capoluogo partenopeo, che hanno incontrato il pubblico di appassionati: &laquo;Girerei una puntata a Capri&raquo;, queste le dichiarazioni di McCord sul palco, considerando che la serie avr&agrave; una quinta e ultima stagione rivelatoria, ma di cui neanche il cast sa ancora molto. &laquo;Non &egrave; una serie incasellabile in un genere - continua Catalina Sandino Moreno parlando con la Gazzetta a margine dell'evento - i creatori volevano uno show che attirasse chi ama il mistero, il drama, l'horror, ovviamente, ma anche le storie familiari&raquo;. Un tema, quello della famiglia, che insieme allo scorrere del tempo sembra centrale soprattutto in questa stagione. &laquo;Victor &egrave; un uomo solitario, che non sapeva stare in societ&agrave;, sta imparando - prosegue McCord - tutta la serie insegna a capire come adattarci anche nelle peggiori condizioni. Ognuno di noi lo fa per la famiglia, per i figli, per le generazioni future. E la famiglia &egrave; tutto, il nostro lavoro di attori ce lo fa capire bene quando siamo lontani per le riprese, torni e trovi i tuoi figli cresciuti. Anche quello &egrave; un viaggio nel tempo&raquo;. Gli fa eco Catalina: &laquo;La famiglia aiuta a rimanere radicati, sono le persone da cui torni sempre quando ti allontani. Tabitha &egrave; una donna resiliente, si fa forza grazie alla profonda voglia di vivere, in un mondo come quello di FROM dove muori appena sbagli&raquo;.</p> <p>E anche LDA, che ha cinque fratelli, conosce bene il valore della famiglia: &laquo;Poco tempo fa sono andato a prendere mio fratello pi&ugrave; piccolo a scuola per fargli una sorpresa. Mi sono sentito ricco. Noi abbiamo scelto un lavoro che ti toglie tanto tempo, e ti regala altre cose. Ma non vorrei mai che mio fratello crescendo si sentisse figlio unico. E non dobbiamo nemmeno rincorrere il tempo, ho 23 anni, e a 23 anni prendersi un momento di pausa &egrave; umano e importante&raquo;. Chiude Aka7even con una risposta dello stesso tenore: &laquo;Viviamo in un periodo storico in cui &egrave; tutto di corsa, non si ha il tempo di sbagliare ma neanche il tempo di imparare dagli errori, che invece sono in assoluto la cosa da cui impariamo meglio. Dovremmo darci il tempo di agire, sbagliare, correggere. E sicuramente anche in questo conta tanto la famiglia: arrivo dalla periferia, siamo cresciuti uniti anche se con poco, per me tornare a casa significa rimettere i piedi per terra e ritrovare la consapevolezza che la mia famiglia c'&egrave;, e sono felice&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_04/Screenshot_2026-05-04_122442-1777890609161.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Notte Poetica», Welo e Anna Tatangelo insieme per un incontro tra due mondi che si sfiorano e si completano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981592/notte-poetica-welo-e-anna-tatangelo-insieme-per-un-incontro-tra-due-mondi-che-si-sfiorano-e-si-completano.html</link>
      <description>Un brano destinato a diventare la colonna sonora emotiva dell’estate 2026, in uscita l'8 maggio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>welo,anna tatangelo,notte poetica</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1981592/notte-poetica-welo-e-anna-tatangelo-insieme-per-un-incontro-tra-due-mondi-che-si-sfiorano-e-si-completano.html</guid>
      <pubDate>Mon, 04 May 2026 16:43:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-(--header-height)" dir="auto" data-turn-id="3fc8e9cb-17fa-4636-a885-2b4869c120e5" data-testid="conversation-turn-15" data-scroll-anchor="false" data-turn="user"></section> <section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto [content-visibility:auto] supports-[content-visibility:auto]:[contain-intrinsic-size:auto_100lvh] R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:3756c635-2842-4e42-8ac4-216f60175af6-8" data-testid="conversation-turn-16" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">       <p data-start="0" data-end="414">Una notte che arriva senza preavviso, che sospende il tempo e lascia spazio a ci&ograve; che non si &egrave; mai riusciti a dire davvero. &Egrave; questo il cuore di <strong data-start="561" data-end="580">&ldquo;Notte Poetica&rdquo;</strong>, il nuovo singolo che segna l&rsquo;incontro artistico tra <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Welo</span></span> </strong>e <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Anna Tatangelo</span></span></strong>, disponibile ovunque da venerd&igrave; 8 maggio per Island Records. Un vero punto di svolta emotivo, capace di mettere in dialogo due linguaggi apparentemente distanti ma sorprendentemente affini. Da una parte la scrittura diretta, cruda e generazionale di Welo; dall&rsquo;altra la forza interpretativa e melodica di Anna Tatangelo, una delle voci pi&ugrave; riconoscibili del panorama musicale italiano. Il risultato &egrave; un equilibrio naturale, mai forzato, in cui il contrasto diventa valore e il ritornello si imprime con immediatezza, destinato a restare.</p> <p data-start="1327" data-end="1734">&ldquo;Notte Poetica&rdquo; &egrave; un viaggio dentro una dimensione sospesa, fatta di finestrini abbassati, musica ad alto volume e una luna cos&igrave; grande da sembrare dividere in due la strada. Al centro, due persone incapaci di restare insieme ma impossibilitate a smettere di cercarsi, intrappolate in uno spazio fragile che esiste solo di notte. Una notte che non finisce, che ritorna, che si trasforma in memoria e in eco. La produzione, firmata da ROOM9, Nathys e Luca Mattioni, costruisce un&rsquo;atmosfera calda e avvolgente, quasi cinematografica. Qui il suono non accompagna soltanto, ma amplifica il racconto: la notte si dilata, cambia forma, si ripete, diventando essa stessa protagonista del brano.</p> <p data-start="2017" data-end="2492">Per Welo, all&rsquo;anagrafe Manuel Mariano, classe 1999, questo singolo arriva in un momento cruciale del suo percorso. Considerato tra gli artisti pi&ugrave; promettenti della nuova scena urban italiana, ha costruito negli anni un&rsquo;identit&agrave; forte e riconoscibile, fatta di liriche taglienti, ironia e radicamento territoriale. Cresciuto in Salento, si avvicina giovanissimo alla musica fondando nel 2017 il collettivo 23.7, per poi intraprendere la carriera solista nel 2022 con &ldquo;Pass&rdquo;. Il 2023 segna la sua affermazione con &ldquo;Malessere&rdquo;, mentre il 2024 lo consacra definitivamente grazie all&rsquo;EP &ldquo;WELO WE 23&rdquo;, che raccoglie collaborazioni importanti come quelle con Enzo Dong e Mikush. A confermare la sua centralit&agrave; nella scena arriva anche il feat con <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Gu&egrave;</span></span> in &ldquo;My Boo&rdquo;. Parallelamente, Welo sviluppa un forte impegno sociale, coinvolgendo nei suoi progetti ragazzi dei quartieri popolari e trasformando la sua musica in uno strumento di racconto collettivo. Il 2025 rappresenta un ulteriore passo avanti con &ldquo;EMIGRATO&rdquo;, brano candidato a Sanremo Giovani e poi rielaborato in &ldquo;EMIGRATO (ITALIANO)&rdquo;, scelto da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Carlo Conti</span></span> come jingle ufficiale della 76&ordf; edizione del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Festival di Sanremo</span></span>. Un riconoscimento importante che ha trasformato una storia personale in una narrazione condivisa.</p> <p data-start="3371" data-end="3858">Accanto a lui, Anna Tatangelo porta in &ldquo;Notte Poetica&rdquo; tutta la solidit&agrave; di una carriera costruita nel tempo. Nata a Sora nel 1987, con otto partecipazioni al Festival di Sanremo, otto album in studio, oltre venti dischi di platino e milioni di copie vendute, rappresenta una delle figure pi&ugrave; autorevoli del pop italiano. Il suo debutto risale al 2002, quando vince Sanremo Giovani con &ldquo;Doppiamente fragili&rdquo;, diventando a soli 15 anni la pi&ugrave; giovane vincitrice nella storia del festival. Da allora, il suo percorso &egrave; stato costellato di successi, da &ldquo;Ragazza di periferia&rdquo; a &ldquo;Essere una donna&rdquo;, fino a collaborazioni internazionali come quella con <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Michael Bolton</span></span>. Negli anni ha saputo reinventarsi, attraversando musica, televisione e cinema, mantenendo sempre al centro la sua identit&agrave; artistica. Negli ultimi anni ha intrapreso una fase pi&ugrave; introspettiva, inaugurata nel 2024 con &ldquo;Mantra&rdquo; e proseguita con &ldquo;Inferno&rdquo; nel 2025. L&rsquo;estate 2026 la vedr&agrave; protagonista anche dal vivo, con un nuovo tour che culminer&agrave; in due appuntamenti importanti: l&rsquo;11 novembre alla Casa della Musica di Napoli e il 25 novembre ai Magazzini Generali di Milano.</p>       </section>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_04/Screenshot_2026-05-04_163449-1777905777048.png"/>
    </item>
  </channel>
</rss>