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    <title>CRONACA di BRINDISI - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di BRINDISI: ultime notizie e news di oggi della provincia di Brindisi in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>Fasano, una struttura turistica per riqualificare l’area ex «Soleti» in località Pozzo Faceto</title>
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      <description>Investimento da oltre 40 milioni di euro per realizzare un insediamento turistico con recupero ambientale in un’area compromessa</description>
      <author>andrea pezzuto</author>
      <category>pozzo faceto,fasano</category>
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      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:32:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Strada in discesa per l&rsquo;investimento da oltre 40 milioni di euro per realizzare un insediamento turistico ricettivo con riqualificazione paesaggistica e recupero ambientale di un&rsquo;area compromessa in localit&agrave; Pozzo Faceto. La proposta progettuale, infatti, non dovr&agrave; essere assoggettata a Valutazione ambientale strategica e Valutazione d&rsquo;impatto ambientale.</p> <p>L&rsquo;investimento nell&rsquo;ambito della Zes viene portato avanti dalla societ&agrave; Borgo Santa Maria di Monopoli. L&rsquo;intenzione &egrave; di soddisfare la domanda turistica stagionale e annuale attraverso un sistema integrato di hotel da 48 camere e 20 unit&agrave; abitative autonome, spazi comuni e servizi centralizzati, per una capacit&agrave; ricettiva totale di 208 posti letto. Nello spazio centrale a verde troveranno posto la piscina e il solarium. La superficie complessiva destinata a parcheggio privato &egrave; pari a 3.503,55 m&sup2;.</p> <p>Nel corso dell'istruttoria sono emersi specifici elementi di attenzione connessi alle caratteristiche ambientali del contesto interessato, caratterizzato dalla presenza del sistema delle lame, da elementi di connessione ecologica, dalla vulnerabilit&agrave; dell'acquifero carsico e da aspetti di natura idraulica e geomorfologica che richiedono adeguati approfondimenti nelle successive fasi progettuali e autorizzative.</p> <p>La vicenda affonda le radici nel 1999, quando venne approvata in consiglio comunale la variante urbanistica da zona agricola a turistico ricettiva. Originariamente l&rsquo;area era sede dell&rsquo;azienda avicola Soleti.</p> <p>Nel 2010 il Comune di Fasano, preso atto dell'avvenuto pagamento degli oneri concessori per 362.000 euro, rilasciava in favore della societ&agrave; Parco di Mileto il permesso di costruire un complesso turistico alberghiero. Tuttavia, attualmente risulta realizzato solo parte di quel progetto.</p> <p>Con l&rsquo;approvazione nel 2015 del Piano paesaggistico territoriale regionale, infatti, gran parte dell&rsquo;area di propriet&agrave; venne interessata dalla presenza del bene paesaggistico &laquo;Fiumi, torrenti e corsi d&rsquo;acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche&raquo;, che di fatto ha reso inedificabile la zona.</p> <p>Ci&ograve;, fino alla delibera di giunta regionale dello scorso agosto, che ha aggiornato e rettificato gli elaborati del Pptr, accogliendo la rettifica della perimetrazione del &laquo;torrente Bianchi&raquo; richiesta della societ&agrave; Borgo Santa Maria (subentrata nella propriet&agrave; alla societ&agrave; Parco di Mileto) ai sensi dell&rsquo;articolo 104 delle Nta del Pptr (il torrente Bianchi era stato localizzato erroneamente in corrispondenza della lama, ma la relazione tecnica prodotta dai consulenti della societ&agrave; ha dimostrato che l&rsquo;ubicazione corretta dell&rsquo;acqua pubblica &egrave; in agro di Ostuni). Questo ha consentito la riattivazione del procedimento di attuazione di quanto previsto dal permesso di costruire del 2010.</p> <p>Ma le stranezze di questa intricata vicenda non finiscono qui. Infatti, nella ricognizione del Piano regolatore generale approvato con delibera di giunta regionale del 2001, la variante non &egrave; stata riportata, con la conseguenza che, nel vigente Prg, l'area su cui insisteva l'azienda avicola Soleti risulta ancora tipizzata come agricola. Ecco perch&eacute; adesso la societ&agrave; monopolitana chiede tramite l&rsquo;autorizzazione unica Zes l&rsquo;ottenimento della variante urbanistica.</p> <p>La precedente societ&agrave;, la Parco di Mileto, &egrave; riuscita a realizzare a rustico tre blocchi di suite e l&rsquo;albergo, mentre risultano gi&agrave; cedute le aree per urbanizzazioni secondarie. Sono state inoltre parzialmente realizzate alcune strade interne.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Lido nel brindisino distrutto da incendio mafioso, domani la riapertura</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2022152/lido-nel-brindisino-distrutto-da-incendio-mafioso-domani-la-riapertura.html</link>
      <description>Nando Popu, cantante dei Sud Sound System alla nuova inaugurazione: «torniamo a sorridere insieme»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Brindisi,Specchiolla,Flower Beach</category>
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      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:09:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte tra il 28 ed il 29 maggio scorso un incendio doloso distrusse ombrelloni, lettini, e tutta l&rsquo;attrezzatura necessaria del Flower Beach Club di Specchiolla, marina di Carovigno (Brindisi). Mentre vanno avanti le indagini della Dda di Lecce per danneggiamento a seguito d&rsquo;incendio e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, il lido annuncia la riapertura, domani, dopo il dissequestro dell&rsquo;area interessata dal rogo. A meno di un mese dalla presunta intimidazione mafiosa, i proprietari hanno annunciato sul social il &laquo;nuovo inizio&raquo; per lo stabilimento balneare.</p> <p>&laquo;Ci avete sostenuto nei momenti difficili. Adesso &egrave; il momento di tornare a sorridere insieme&raquo;, si legge nel messaggio che accompagna l'invito a partecipare alla riapertura del lido, dove nel pomeriggio &egrave; prevista alle 18 anche l&rsquo;esibizione del cantante salentino dei Sud Sound System Nando Popu. Stando alle indagini dell&rsquo;Antimafia salentina, una banda composta da almeno quattro persone, dopo aver minacciato il custode, cosparse di liquido infiammabile le attrezzature appiccando l&rsquo;incendio.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Brindisi, Decaro sfida il governo su Versalis: «Se JP Morgan non trova investitori, li porteremo noi»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2021927/brindisi-decaro-sfida-il-governo-su-versalis-se-jp-morgan-non-trova-investitori-li-porteremo-noi.html</link>
      <description>Alla convention della Cgil il presidente della Regione accusa l’advisor incaricato di non aver avviato lo scouting per il cracking. La replica di D’Attis: «La reindustrializzazione è già in corso grazie al governo Meloni»</description>
      <author>andrea pezzuto</author>
      <category>brindisi,convention cgil</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2021927/brindisi-decaro-sfida-il-governo-su-versalis-se-jp-morgan-non-trova-investitori-li-porteremo-noi.html</guid>
      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 12:02:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Antonio Decaro, nel corso della convention brindisina della Cgil sul futuro della chimica in Puglia e nel Paese, ha lanciato il guanto di sfida al governo: &laquo;Se non ci dicono qual &egrave; il piano industriale e se l&rsquo;advisor chiamato per trovare un acquirente all&rsquo;impianto di Eni Versalis non si attiver&agrave;, pensiamo di farla noi un&rsquo;attivit&agrave; di scouting, portando qui le imprese come gi&agrave; fatto a Bari&raquo;. Parole che hanno scatenato la reazione del deputato di Forza Italia, Mauro D&rsquo;Attis: &laquo;A Brindisi il processo di decarbonizzazione &egrave; gi&agrave; iniziato da parecchio e, forse, Decaro e Landini sono poco informati. &Egrave; il governo Meloni che ha favorito l'insediamento della gigafactory di batterie, assicurando la tutela di tutti i posti di lavoro sul fronte di Eni Versalis. &Egrave; il governo Meloni che ha fortemente voluto che non si abbandonasse la ricerca di un nuovo investitore per mantenere aperta la produzione chimica a Brindisi&raquo;.</p> <p>Per il presidente della Regione, per&ograve;, quanto messo in piedi dal governo non basta. A testimoniarlo, la lunga lista di richieste avanzate prima di sottoscrivere l&rsquo;addendum al protocollo d&rsquo;intesa del 2025 siglato da Eni Versalis, governo, sindacati (tranne la Cgil) e Regioni (oltre alla Puglia, non l&rsquo;ha sottoscritto neppure l&rsquo;Emilia Romagna). &laquo;Abbiamo chiesto e ottenuto - ha detto il presidente della Regione Puglia - l&rsquo;individuazione di un advisor, ossia JP Morgan, che possa trovare un acquirente interessato a prendere insieme l&rsquo;attivit&agrave; di Eni Versalis (il cracking, ndr) e una parte della filiera a valle, a iniziare da Basell (che ha annunciato l&rsquo;addio a fine anno, ndr). Nella proposta di addendum al protocollo d&rsquo;intesa chiediamo all&rsquo;advisor di fornire aggiornamenti sull&rsquo;attivit&agrave; di screening. JP Morgan, infatti, non &egrave; nemmeno venuto a vedere l&rsquo;impianto a Brindisi; &egrave; difficile vendere un prodotto che nemmeno si conosce. Questo mi fa sospettare che la nomina dell&rsquo;advisor sia stata fatta solo per avvicinarci alla firma di un protocollo che non abbiamo voluto sottoscrivere&raquo;. Tra le richieste avanzate dalla Regione c&rsquo;&egrave; poi quella di &laquo;realizzare un centro di ricerca e sviluppo sul tema della produzione, del riciclo e dello smaltimento della batterie di accumulo elettrico, tenendo conto della presenza in questo territorio della Cittadella della ricerca&raquo;. In verit&agrave; su questo punto Eni, attraverso il proprio chief operating officer industrial transformation, Giuseppe Ricci, da tempo ha fornito la propria disponibilit&agrave; a investire nel rilancio del comprensorio scientifico e tecnologico. Altro punto qualificante riguarda la richiesta a Eni Versalis di &laquo;favorire la cessione di aree gi&agrave; dismesse del petrolchimico perch&eacute; ci sono manifestazioni di interesse di aziende che vogliono insediarsi a Brindisi&raquo;.</p> <p>In assenza di un attivismo da parte del governo, &laquo;faremo noi attivit&agrave; di scouting, come gi&agrave; fatto a Bari, dove sono arrivate aziende importanti: penso alle 18 societ&agrave; dell&rsquo;information technology, per una capacit&agrave; assunzionale di 7.500 dipendenti, alla Mapei, a Ovs. Probabilmente - ha ironizzato Decaro - non mi &egrave; andata bene solo con lo scouting degli imprenditori della squadra di calcio della mia citt&agrave;&raquo;. &laquo;C&rsquo;&egrave; un patrimonio di competenze tecniche che non possiamo permetterci di perdere. Senza la chimica di base e l&rsquo;acciaio, non c&rsquo;&egrave; l&rsquo;industria a valle, e senza l&rsquo;industria non c&rsquo;&egrave; futuro per questo territorio e per il Paese&raquo;, ha concluso il governatore.</p> <p>Per D&rsquo;Attis, per&ograve;, il governo ha compiuto tutti i passi necessari per salvaguardare l&rsquo;esistente e traguardare una reindustrializzazione: &laquo;&Egrave; una norma del sottoscritto e del collega Battilocchio che ha di fatto introdotto per legge la previsione di un accordo di programma per Brindisi (e Civitavecchia) e la nomina di un commissario straordinario di governo che sta operando con Invitalia per definire i nuovi investimenti. Progetti che proprio grazie a quella norma sono stati rivolti a Brindisi e che presto confluiranno nell'accordo di programma e assorbiranno tanti posti di lavoro, sterilizzando le conseguenze della graduale chiusura della centrale di Cerano. Tutto ci&ograve; mentre i governi Gentiloni e Conte - attacca il forzista - si dimenticavano di inserire nella proposta del Just transition fund (i fondi per la decarbonizzazione della Commissione europea, ndr) sia Brindisi che Civitavecchia, lasciando solo Taranto e il Sulcis. Chi nel centrosinistra chiede oggi a gran voce la riattivazione del cracking &egrave; lo stesso che anni fa ne ha determinato la chiusura con ordinanza - rileva D&rsquo;Attis con riferimento al provvedimento di sospensione delle attivit&agrave; dell&rsquo;impianto di Eni Versalis (per presunte emissioni nocive) disposto dall&rsquo;ex sindaco Riccardo Rossi - e che ha fatto della cacciata delle multinazionali il proprio spot elettorale&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, proliferano i capigruppo in aula del Consiglio comunale per ottenere permessi lavorativi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2020905/brindisi-proliferano-i-capigruppo-in-aula-del-consiglio-comunale-per-ottenere-permessi-lavorativi.html</link>
      <description>La deriva nel Consiglio brindisino. Quarta e Pinto: Sprecati milioni. Monta la polemica sugli «sprechi» della politica</description>
      <author>ludovica anelli</author>
      <category>brindisi,rimborsopoli</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:38:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Monta la polemica sugli &laquo;sprechi&raquo; della politica. Nel mirino finiscono le spese legate al funzionamento del consiglio comunale: commissioni consiliari, permessi lavorativi retribuiti e agevolazioni riconosciute ai capigruppo. Un sistema che favorisce la proliferazione di gruppi sempre pi&ugrave; piccoli, spesso composti da uno o due soli consiglieri, con ricadute economiche a carico della collettivit&agrave;. La questione economica rappresenta uno degli aspetti pi&ugrave; controversi. Pur in assenza di una stima ufficiale complessiva, c&rsquo;&egrave; chi sostiene che, sommando nel corso di una consiliatura i costi dei permessi retribuiti, delle commissioni e delle strutture collegate ai gruppi consiliari, si possa arrivare a cifre milionarie. Risorse che potrebbero essere destinate diversamente.</p> <p>&laquo;Forse molti non sanno che il ruolo di capogruppo comporta la possibilit&agrave; di usufruire di 24 ore aggiuntive di permessi lavorativi al mese retribuiti dal Comune - afferma Oreste Pinto, dirigente del Partito democratico -. In altre parole, soldi pubblici, dei cittadini. Anche per questo si assiste spesso a situazioni paradossali, con consiglieri che cambiano partito, gruppo o collocazione politica, ma che difficilmente rinunciano a determinati incarichi. In questa consiliatura abbiamo visto consiglieri che appartengono a un partito in Provincia e a un altro in Comune (usufruendo di un permesso lavorativo mensile cumulativo di 48 ore, ndr), gruppi che nascono e scompaiono nel giro di pochi mesi, intergruppi, cambi di casacca, accordi. Un trasformismo permanente che ritengo possa costare alla collettivit&agrave; diversi milioni di euro nell&rsquo;arco di una consiliatura&raquo;. Pinto sostiene che per &laquo;ridurre il peso sulle casse comunali sia arrivato il momento di spostare almeno una parte delle commissioni dopo l&rsquo;orario di lavoro&raquo;.</p> <p>Una proposta che nei mesi scorsi era stata gi&agrave; formulata dal consigliere comunale, Roberto Quarta. &laquo;Dall&rsquo;analisi dei dati emerge che una parte significativa dei costi sostenuti dal Comune per l&rsquo;attivit&agrave; consiliare - spiega Quarta - &egrave; legata ai rimborsi riconosciuti ai datori di lavoro dei consiglieri dipendenti, quando le commissioni si svolgono in orario lavorativo. Ritengo, pertanto, si debba favorire lo svolgimento nelle fasce pomeridiane o serali. I cittadini devono sapere quanto costa un consigliere comunale e valutare il rapporto tra i costi sostenuti dalla comunit&agrave; e l&rsquo;attivit&agrave; effettivamente svolta. &Egrave; una questione di trasparenza. Alcuni consiglieri comunali, in tre anni, tra la partecipazione alle commissioni consiliari e lo svolgimento del ruolo di capogruppo, sono costati alle casse comunali oltre 100 mila euro&raquo;.</p> <p>Nelle ultime ore proprio l&rsquo;assegnazione del ruolo di capogruppo &egrave; stata oggetto di scontro tra Cesare Mevoli e Nicola Di Donna, i due consiglieri espulsi dalla maggioranza dopo l&rsquo;adesione a Futuro nazionale. Mevoli non ha nascosto di ambire all&rsquo;incarico &laquo;per la possibilit&agrave; di ottenere permessi alla luce delle contestazioni ricevute dal proprio datore di lavoro a causa degli impegni in Comune&raquo;.Intanto nella maggioranza i malumori si moltiplicano e, come un effetto domino, esplode un&rsquo;altra polemica. Ieri, a 24 ore dall&rsquo;esclusione di Futuro nazionale dalla maggioranza, la giunta Marchionna ha approvato la compartecipazione a &laquo;Mare a Sinistra&raquo; (e quindi esenzione dal pagamento dell&rsquo;occupazione di suolo pubblico), iniziativa promossa dalla Cgil che porter&agrave; oggi in citt&agrave; il segretario Maurizio Landini, provocando l&rsquo;ira di alcuni esponenti della coalizione, con annesse telefonate di fuoco all&rsquo;indirizzo di chi ha approvato il patrocinio a una manifestazione che secondo alcuni &egrave; troppo a sinistra per una coalizione di centrodestra. Insomma, &laquo;Vannacci no, Landini s&igrave;&raquo;, mormora qualcuno nella maggioranza.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Detenuto albanese evade dal carcere di Brindisi: scattano le ricerche in tutta la provincia. Fermato a Latiano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2019246/detenuto-albanese-evade-dal-carcere-di-brindisi-scattano-le-ricerche-in-tutta-la-provincia.html</link>
      <description>La notizia, diffusa dal Sappe, è confermata dalle forze dell’ordine</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>brindisi,evaso,detenuto</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:10:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di origine albanese &egrave; evaso questa mattina dal carcere di Brindisi. Le ricerche del detenuto sono state avviate nell&rsquo;intera provincia. La notizia, diffusa dal Sappe, &egrave; confermata dalle forze dell&rsquo;ordine.</p> <p>Secondo il sindacato, all&rsquo;apertura dei passeggi, il detenuto &egrave; riuscito a saltare il muro, ha raggiunto l&rsquo;intercinta, si &egrave; arrampicato sul muro di cinta (privo di sorveglianza) ed &egrave; fuggito. &laquo;Ci&ograve; - viene spiegato dal Sappe - sarebbe stato possibile poich&eacute; l&rsquo;agente di servizio questa mattina, oltre a vigilare sui passeggi, era costretto a gestire pi&ugrave; posti di servizio, compreso un piccolo reparto ove sono rinchiusi detenuti sottoposti a grande sorveglianza&raquo;. Nei giorni scorsi il Sappe aveva denunciato &laquo;la grave carenza di personale presente nel penitenziario brindisino che con 120 poliziotti sulla carta (di cui circa una cinquantina gestisce i detenuti) devono sorvegliare quasi 270 persone invece delle 150 previste dai posti disponibili&raquo;. Sulla carenza di organico il sindacato presenter&agrave; un esposto alla magistratura.</p> <h3>ARRESTATO A LATIANO</h3> <p>&Egrave; stato rintracciato a Latiano, in provincia di Brindisi, ed arrestato il detenuto di origini albanesi, di 23 anni, evaso questa mattina dal carcere del capoluogo messapico. Le ricerche delle forze dell&rsquo;ordine sono andate avanti in un&rsquo;area tra Latiano e Mesagne, citt&agrave; dove l'uomo risiedeva prima dell&rsquo;arresto di qualche mese fa, in esecuzione di un ordine di carcerazione in quanto doveva espiare una condanna per reati legati alla detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e per resistenza al pubblico ufficiale. La fuga dell&rsquo;uomo &egrave; stata interrotta dagli agenti del commissariato di Mesagne e dalla polizia penitenziaria a Latiano, dove vive la sua fidanzata. Alle ricerche hanno partecipato anche i carabinieri.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Incendio a Ostuni, fiamme in contrada Santa Maria d’Agnano: in azione i Canadair. Evacuate 4 abitazioni VIDEO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2019236/incendio-a-ostuni-fiamme-in-contrada-santa-maria-dagnano-in-azione-i-canadair.html</link>
      <description>Rogo di vaste proporzioni nella zona collinare. Sul posto vigili del fuoco e mezzi aerei per contenere le fiamme</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>OSTUNI,INCENDIO</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:27:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Un incendio di vaste proporzioni &egrave; divampato nel pomeriggio in contrada Santa Maria d&rsquo;Agnano, nell&rsquo;agro di Ostuni. Le fiamme hanno interessato un&rsquo;ampia area di vegetazione, rendendo necessario l&rsquo;intervento dei mezzi aerei.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sul posto sono al lavoro le squadre dei vigili del fuoco e sono stati attivati i Canadair, impegnati nelle operazioni di spegnimento dall&rsquo;alto per contenere il fronte del rogo.</span></p> <p><span>Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell&rsquo;area sono in corso. Non si segnalano al momento feriti.</span></p> <p><span><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Video_20260618_at_144501.mp4" type="video/mp4" /></video></span></p> <p><span> Nelle fasi iniziali dell&rsquo;intervento &egrave; stato necessario evacuare quattro abitazioni di campagna che si trovano a poche decine di metri dal rogo. Le famiglie sono poi rientrate poco fa, quando &egrave; stata messa in sicurezza l&rsquo;area. Per spegnere il rogo c'&egrave; un Canadair che effettua lanci sotto la direzione del Dos (direttore operazioni di spegnimento).</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Auto rubate e riciclate chiuse le indagini per 18 persone a Brindisi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2019064/auto-rubate-e-riciclate-chiuse-le-indagini-per-18-persone-a-brindisi.html</link>
      <description>L’accusa: falsificazione documenti e rivendita a ignari acquirenti</description>
      <author>Fabiana Agnello</author>
      <category>BRINDISI,AUTO RUBATE</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2019064/auto-rubate-e-riciclate-chiuse-le-indagini-per-18-persone-a-brindisi.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:54:21 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sono 18 le persone indagate nell&rsquo;inchiesta sulle auto clonate e riciclate che hanno ricevuto l&rsquo;avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Sonia Nuzzo della Procura di Brindisi. L&rsquo;atto chiude la fase investigativa di un&rsquo;indagine che ricostruisce un presunto sistema capace di rigenerare vetture rubate, alterare documenti e rimettere sul mercato auto apparentemente regolari tramite piattaforme online. Gli indagati sono: Dario Nardelli, Sharon Epifani, Santo Ingrosso, Pierluigi Calignano, Antonino Pennisi, Marco Napolitano, Michele Monteleone, Annalisa Mininno, Roberto Licci, Vito Arnesano, Antonio Sciarra, Vincenzo Di Potenza, Francesco Albanese, Elsa Cervellera, Christian Ciciriello, Massimo Bramato, Alessandra Marolo, Vita Maria Petarra. Nardelli e Ingrosso in carcere, Ciciriello e Calignano ai domiciliari (quest&rsquo;ultimo &egrave; latitante), Pennisi e Monteleone con l&rsquo;obbligo di firma.</p> <p>Secondo la Procura, il gruppo avrebbe operato come una filiera strutturata, con ruoli distinti: Nardelli avrebbe coordinato la rete e gestito i contatti; Ingrosso sarebbe stato il tecnico incaricato di intervenire su telai, targhe e documenti; Ciciriello e Calignano avrebbero curato vendite e logistica; Pennisi e Monteleone avrebbero replicato lo schema in Piemonte. Gli altri indagati avrebbero fornito supporto come intestatari fittizi, intermediari nelle trattative o gestori delle imprese utilizzate per schermare la rivendita dei veicoli.</p> <p>Il sistema, ricostruito dall&rsquo;accusa, prevedeva l&rsquo;utilizzo di pezzi di auto rubate tra Brindisi, Taranto e Lecce per rigenerare vetture incidentate, poi reimmesse sul mercato grazie a targhe clonate e documenti falsi. I modelli pi&ugrave; utilizzati erano Fiat 500, Abarth, Jeep Renegade, Jeep Compass, Alfa Romeo Giulietta e Nissan Qashqai, veicoli molto diffusi e facilmente rivendibili. Le vendite avvenivano con prezzi inferiori alla media per attirare acquirenti in buona fede. Quando i primi sequestri hanno iniziato a colpire la filiera, il gruppo avrebbe modificato il metodo: non pi&ugrave; solo duplicazioni perfette ma scocche incidentate assemblate con parti rubate, schermate dietro un&rsquo;impresa individuale intestata a Minnino, compagna di Nardelli. La rete sfruttava una lunga serie di passaggi di propriet&agrave; registrati tra Brindisi, Mesagne, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni, Sava, Francavilla Fontana e Ciri&egrave; (Torino). Le agenzie di pratiche auto coinvolte risultano essere state ingannate: in diversi casi, accortesi di volture mai avviate, hanno sporto denuncia contribuendo a far emergere la catena di documenti falsi. Complessivamente, il gruppo deve rispondere di 77 capi d&rsquo;imputazione, tra cui associazione per delinquere, riciclaggio, ricettazione, falsit&agrave; materiale e ideologica, truffa, sostituzione di persona, uso di atto falso, circolazione con targa contraffatta e frode in commercio.</p> <p>Il collegio difensivo &egrave; composto dagli avvocati Paolo Valzano, Simona De Rocco, Francesco Sabatelli, Andrea Frassanito, Enrico Buratti, Sheila Foti, Rosalba Cannone, Gaetano Vitale, Pasquale Morleo, Andrea D&rsquo;Agostino, Giancarlo Camassa, Gianfranco Errico, Dario Vitale, Nadia Martino, Valentina De Mitri e Francesco Caforio.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Ostuni, inseguimento nella notte: due arresti dopo la fuga a bordo di un’auto rubata</title>
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      <description>La polizia ha bloccato due uomini accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Nell’auto trovati radiotrasmittenti, attrezzi da scasso e una fiamma ossidrica. Caccia al terzo fuggitivo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>OSTUNI,AUTO RUBATA</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:08:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Un inseguimento per le vie di Ostuni si &egrave; concluso con l&rsquo;arresto di due uomini, accusati di resistenza a pubblico ufficiale. &Egrave; accaduto nella serata di gioved&igrave; 11 giugno, durante un controllo del territorio effettuato dagli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza della Citt&agrave; Bianca.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, intorno alle 22 una volante ha notato in piazza Torino una Lancia Ypsilon con tre persone a bordo che procedeva lentamente, con un comportamento ritenuto sospetto e una particolare attenzione verso le auto parcheggiate.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Gli agenti hanno deciso di effettuare un controllo, ma alla vista della pattuglia il conducente avrebbe inserito la retromarcia urtando il mezzo della polizia e poi si sarebbe dato alla fuga. &Egrave; iniziato cos&igrave; un inseguimento tra le strade cittadine.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Durante la corsa, l&rsquo;auto avrebbe pi&ugrave; volte tentato di ostacolare la volante, arrivando anche a colpirla lateralmente nel tentativo di spingerla verso le vetture in sosta. La fuga si &egrave; interrotta dopo un ulteriore impatto contro un&rsquo;auto parcheggiata.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>I tre occupanti hanno quindi tentato di scappare a piedi: due sono stati raggiunti e bloccati dagli agenti, mentre un terzo uomo, con il volto coperto da un cappuccio, &egrave; riuscito a superare un muro di recinzione e a far perdere le proprie tracce.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Gli accertamenti hanno permesso di verificare che la Lancia Ypsilon utilizzata dal gruppo era stata rubata nei giorni precedenti proprio a Ostuni. Le targhe del veicolo, inoltre, sarebbero risultate alterate con la modifica di una lettera.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Nel corso delle perquisizioni, i poliziotti hanno sequestrato diverso materiale ritenuto di interesse investigativo: radiotrasmittenti, grossi cacciaviti, una scala telescopica, un palanchino, una fiamma ossidrica con bombola e altri strumenti trovati all&rsquo;interno dell&rsquo;auto.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>I due arrestati, entrambi cittadini italiani residenti nell&rsquo;area metropolitana di Bari, sono stati fermati in flagranza e, su disposizione della Procura della Repubblica di Brindisi, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa delle successive decisioni dell&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Proseguono le indagini per rintracciare il terzo componente del gruppo e chiarire eventuali ulteriori responsabilit&agrave; legate al furto dell&rsquo;auto, all&rsquo;alterazione delle targhe e al possesso del materiale rinvenuto.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, il centrodestra mette alla porta Roberto Vannacci. La replica di Sasso (Fn): «I partiti conservatori rifiutano proposte su sicurezza e identità. Come il Pd e i 5S»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2018934/brindisi-il-centrodestra-mette-alla-porta-roberto-vannacci.html</link>
      <description>La nota di Marchionna: Futuro nazionale non è nella maggioranza</description>
      <author>LUDOVICA ANELLI</author>
      <category>Brindisi,roberto vannacci,Giuseppe Marchionna</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:59:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La maggioranza che governa Palazzo di Citt&agrave; serra i ranghi e chiude definitivamente la porta a Futuro nazionale. Con un documento politico sottoscritto dal sindaco Giuseppe Marchionna e dai rappresentanti di Forza Italia, Fratelli d&rsquo;Italia, Lega, Pri e liste civiche, il centrodestra brindisino sancisce l&rsquo;incompatibilit&agrave; politica con il partito di Roberto Vannacci, approdato nelle ultime settimane in consiglio comunale attraverso l&rsquo;adesione dei consiglieri Di Donna, Tondi (ex Forza Italia) e Mevoli (ex Fratelli d&rsquo;Italia). Nei giorni scorsi, in una intervista al <i>Fatto quotidiano</i>, Marchionna aveva detto aver chiamato i tre vannacciani, sottolineando anche di &laquo;godere della loro fiducia&raquo; e di aspettare il deputato Rossano Sasso &laquo;per una verifica tecnica&raquo;, ribadendo di essere un &laquo;riformista&raquo;.</p> <p>La nota del centrodestra ora va inquadrata insieme ai possibili riflessi tra profilo amministrativo e dinamiche nazionali.</p> <p>&laquo;Il nostro programma elettorale non trova alcuna rispondenza nelle linee enunciate da Futuro Nazionale&raquo; - si legge nella nota -. Il percorso amministrativo di questa maggioranza &egrave; fondato su alcuni pilastri ben definiti: transizione energetica, ambientale e digitale, rigenerazione urbana, inclusione sociale, partecipazione civica e collaborazione tra istituzioni e territorio&raquo;.</p> <p>L&rsquo;amministrazione sottolinea il proprio rapporto col Governo nazionale e con l&rsquo;Europa, &laquo;attraverso un dialogo costante e costruttivo, proprio perch&eacute; conscia dei problemi della sfida sottesa. Il programma che stiamo attuando non esclude alcuno: chi rischia di perdere il lavoro, chi studia e va via perch&eacute; l&rsquo;offerta formativa va ridefinita, chi intende tornare a condizioni pi&ugrave; favorevoli. Questa &egrave; la strada tracciata, non sono ammessi deragliamenti &ndash; aggiungono gli esponenti della maggioranza Marchionna -. &Egrave; evidente l&rsquo;impossibilit&agrave; politica di collaborare con formazioni che non solo non hanno ricevuto alcuna legittimazione elettorale, ma propongono tematiche non in linea con il nostro programma&raquo;.</p> <p>La vicenda assume un significato politico che supera i confini cittadini e Brindisi diventa il primo caso in cui il centrodestra mette nero su bianco ci&ograve; che a livello nazionale &egrave; l&rsquo;orientamento prevalente: nessuna apertura a Futuro nazionale.</p> <p>A confermarlo &egrave; il coordinatore cittadino di Fratelli d&rsquo;Italia, Massimiliano Oggiano: &laquo;Il documento approvato dalla maggioranza &ndash; afferma - rappresenta la traduzione sul territorio di una linea politica nazionale. Detto questo, &egrave; opportuno distinguere il piano politico da quello amministrativo. I consiglieri che hanno aderito a Futuro nazionale hanno ottenuto il consenso degli elettori sulla base di un programma che resta immutato. Per questo non vi &egrave; alcun impedimento affinch&eacute; continuino a votare i provvedimenti della maggioranza. Scegliere un diverso percorso partitico non significa rinnegare gli impegni assunti con gli elettori&raquo;.</p> <p>La replica di Futuro nazionale non si &egrave; fatta attendere: &laquo;La fiducia inizialmente accordata al sindaco Marchionna dai nostri consiglieri &egrave; stata ricambiata con una scelta di chiusura politica &ndash; dichiara l&rsquo;onorevole Sasso, responsabile per il Sud di Fn -. A stupire non &egrave; l&rsquo;esclusione dalla maggioranza, ma il fatto che le motivazioni siano state messe per iscritto. Se le nostre idee sono incompatibili con il programma di governo della citt&agrave;, vuol dire che Forza Italia, Fratelli d&rsquo;Italia e Lega rifiutano proposte in materia di sicurezza, tutela dell&rsquo;identit&agrave; nazionale, contrasto dell&rsquo;immigrazione clandestina. Parlano come Pd e M5S&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Oria, sequestro a scopo di estorsione: in aula emerge presunto giro di droni e consegne illegali nelle carceri</title>
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      <description>A Brindisi il processo a Giovanni Candita: per l’accusa avrebbe sequestrato un 21enne coinvolto in un sistema di traffici con microcellulari e droga</description>
      <author>fabiana agnello</author>
      <category>oria,giovanni candita</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:54:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Davanti alla Corte d&rsquo;assise di Brindisi &egrave; in corso il processo al brindisino Giovanni Candita, 33 anni, incensurato, arrestato in flagranza il 15 luglio 2025 e oggi imputato per il sequestro di persona a scopo di estorsione di un 21enne oritano. In aula, presieduta da Vincenzo Scardia (a latere giudice Stefania De Angelis), si ricostruisce un contesto che va oltre la singola notte: un sistema di consegne illegali nelle carceri italiane, gestito con droni, microcellulari e droga. La presunta vittima aveva raccontato ai carabinieri di essere parte di quel circuito: pilota di droni utilizzati per recapitare materiale negli istituti penitenziari di mezza Italia. Viaggi programmati tra Bitonto, Cosenza, Milano; droni acquistati &laquo;a mille euro l&rsquo;uno&raquo; in un negozio di cinesi di Fasano; contatti con criminalit&agrave; barese, bitontina e cosentina. Un giro che, secondo la ricostruzione degli investigatori, muove soldi, debiti e minacce. Secondo la ricostruzione, il 21enne sarebbe stato sequestrato perch&eacute; si rifiut&ograve; di eseguire la nuova consegna.</p> <p>Il maresciallo capo Angelo Libardi, comandante della stazione di Oria, ha ricostruito l&rsquo;inizio dell&rsquo;indagine: &laquo;Il 15 luglio intorno alle 8.30 giungeva il padre della vittima e riferiva che il figlio era scomparso dalla sera precedente. Aveva il cellulare spento e non era sua consuetudine spegnerlo&raquo;. Le ricerche portano i carabinieri davanti alla casa del giovane, dove trovano Candita. Poco dopo, in caserma, l&rsquo;imputato consegna spontaneamente il telefono.</p> <p>Dentro c&rsquo;&egrave; un video: Candita a dorso nudo, in primo piano; dietro di lui il 21enne. Il filmato &egrave; stato inviato a un certo Adriano con la frase: &laquo;ce l&rsquo;ho sequestrato dentro casa e mi deve dare soldi&raquo;. Sul telefono anche due vocali della sera prima: &laquo;Adriano, buongiorno, ad Oria possiamo andare alle 9. Dovremmo andare a prendere i soldi solo, 3.500 euro&raquo;. E ancora: &laquo;Io ti pago Adri&agrave;, stai tranquillo&raquo;.</p> <p>Quando i carabinieri entrano nell&rsquo;abitazione del giovane, lo trovano in videochiamata con un detenuto, tale Savino, un bitontino trasferito da Cosenza a Castrovillari. Il maresciallo riferisce la frase ascoltata in diretta: &laquo;Non &egrave; che sei un infame dei carabinieri? Ricorda che io sono in carcere ma posso sempre mandare qualcuno&raquo;. Il 21enne stava discutendo di un ammanco di 40 grammi di cocaina. Il vice brigadiere Michele Liuzzi ha aggiunto che la sera precedente qualcuno aveva citofonato cercando il ragazzo: lui era uscito, aveva parlato con Candita, poi era rientrato dicendo ai genitori di avere un debito di 3.500 euro. Il maresciallo Fabio Luigi Medea, del nucleo investigativo di Brindisi, ha delineato la rete: chat Whatsapp che collegano Candita, la vittima, Adriano e vari pregiudicati; viaggi verso carceri del Sud e del Nord; compensi da 400 euro a trasporto; droni e microcellulari acquistati sempre nello stesso negozio.</p> <p>La difesa, rappresentata dall&rsquo;avvocato Daniela D&rsquo;Amuri, ha sottolineato le incongruenze, a partire dai quattro biglietti del treno Brindisi-Oria e ritorno, uno per ciascun viaggio dei due ragazzi, osservando che una persona sequestrata non viaggia in compagnia del sequestratore. Ha inoltre ricordato che il 21enne aveva reso dichiarazioni auto-accusatorie e chiesto un avvocato.</p> <p>La prossima udienza &egrave; fissata il 7 luglio, quando sar&agrave; ascoltato l&rsquo;imputato, mentre la Corte valuta la richiesta di sostituire la misura cautelare in carcere con i domiciliari e il braccialetto elettronico.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Brindisi, pronti per imbarcarsi su volo per Dublino ma i passaporti erano falsi: tre arresti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2017915/brindisi-pronti-per-imbarcarsi-su-volo-per-dublino-ma-i-passaporti-erano-falsi-tre-arresti.html</link>
      <description>I tre, due etiopi ed un somalo, condotti in carcere. L'operazione è partita da una segnalazione preventiva del Centro di Cooperazione Internazionale. Indagini su possibili organizzazioni criminali coinvolte</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>aeroporto brindisi,arresti,passaporti falsi</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:40:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Erano in procinto di imbarcarsi per Dublino: tre persone sono state arrestate nei giorni scorsi a Brindisi dalla polizia di frontiera con l&rsquo;accusa di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. I tre uomini (due etiopi ed un somalo) sono stati condotti in carcere. L'operazione &egrave; partita da una segnalazione preventiva del Centro di Cooperazione Internazionale, che aveva indicato il possibile transito di alcuni passeggeri muniti di documentazione contraffatta per un volo diretto a Dublino. Gli inquirenti, cos&igrave;, hanno attivato un mirato servizio di osservazione e controllo presso i varchi. I tre indagati ai controlli dei poliziotti hanno esibito passaporti elettronici apparentemente autentici, rilasciati dalle autorit&agrave; austriache ed etiopi, corredati da visti Schengen e titoli di soggiorno. Le verifiche tecniche effettuate dagli specialisti della polizia di frontiera hanno per&ograve; evidenziato diverse anomalie, consentendo di accertare la contraffazione delle pagine contenenti i dati identificativi. </p> <p>Le successive attivit&agrave; d&rsquo;indagine, supportate da perquisizioni personali e dagli accertamenti eseguiti tramite il sistema Afis (per l&rsquo;identificazione delle impronte digitali), hanno inoltre permesso di scoprire ulteriori documenti falsi che erano stati occultati dai tre uomini. Tra questi, anche passaporti irlandesi recanti le fotografie dei tre soggetti ma intestati a generalit&agrave; fittizie. Le indagini, coordinate dall&rsquo;Autorit&agrave; giudiziaria competente, proseguono con il supporto della locale Squadra di Polizia Giudiziaria e in collaborazione con le Divisioni S.i.re.n.e. e Interpol di Roma, per accertare la provenienza dei documenti sequestrati e individuare eventuali organizzazioni criminali coinvolte nella produzione e distribuzione di documenti d&rsquo;identit&agrave; falsi destinati a favorire l'immigrazione clandestina.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Ostuni, gli ambientalisti ricorrono al Tar per la riapertura del lido: «La concessione è stata ampliata di 12 volte»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2016502/ostuni-proteste-dei-residenti-per-il-traffico-e-il-ricorso-al-tar-degli-ambientalisti-contro-il-lido.html</link>
      <description>Riapre il «White Ostuni Beach» e Italia Nostra alimenta il dibattito sempre più acceso sul modello di sviluppo turistico della fascia costiera ostunese</description>
      <author>luana giacovelli</author>
      <category>ostuni,white ostuni beach</category>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:26:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Da una parte il ritorno di uno dei beach club pi&ugrave; noti della costa adriatica pugliese, presentato sul proprio sito come &laquo;l&rsquo;essenza dell&rsquo;esclusivit&agrave; sul litorale adriatico&raquo;. Dall&rsquo;altra le proteste dei residenti, il ricorso al Tar degli ambientalisti e un dibattito sempre pi&ugrave; acceso sul modello di sviluppo turistico della fascia costiera ostunese. La riapertura (domenica) del White Ostuni Beach Club, immerso nella macchia mediterranea di Quarto di Monte, in localit&agrave; Monticelli, non &egrave; passata inosservata. L&rsquo;evento inaugurale ha richiamato centinaia di persone, tra cui numerosi esponenti della classe dirigente ostunese e pugliese. Una serata che ha riacceso i riflettori su una vicenda amministrativa e urbanistica tutt&rsquo;altro che chiusa. Il titolare dello stabilimento, l&rsquo;ex presidente di Confindustria Brindisi, Gabriele Menotti Lippolis, ha ottenuto a dicembre il rilascio di una concessione - tramite autorizzazione Zes - &laquo;12 volte superiore a quella originaria: da 25 metri quadrati a 305&raquo;, osservano Italia Nostra e il Libero comitato per la salvaguardia della costa di Ostuni nel loro ricorso depositato al Tar di Lecce il 25 maggio.</p> <p>Al centro della contestazione c&rsquo;&egrave; la realizzazione di una struttura metallica stagionale di 305 metri quadrati a servizio dell&rsquo;attivit&agrave; di ristorazione e somministrazione, considerata dagli ambientalisti non un semplice ampliamento ma una nuova costruzione rispetto al preesistente chiosco di 25 metri quadrati.</p> <p>I ricorrenti rilevano che nel corso della conferenza di servizi ci sono stati pareri contrari degli uffici comunali e regionali. &laquo;L&rsquo;ufficio Urbanistica (Sue/Suap) del Comune di Ostuni - spiegano - il 23 luglio 2025 ha sostenuto che l&rsquo;intervento: &egrave; una nuova costruzione, non un ampliamento; non &egrave; conforme al Prg (&egrave; zona G1 per servizi pubblici); viola la Legge regionale 56/1980 e il Pptr&raquo;. La Regione Puglia - sezione Urbanistica, &laquo;il 25 luglio e il 26 settembre 2025 ha osservato che l&rsquo;intervento sottrae superfici - proseguono - destinate a servizi pubblici, minando i rapporti minimi previsti dal D.M. 1444/1968, non superabili con variante puntuale&raquo;. Sempre il Comune di Ostuni - Ufficio Paesaggio, &laquo;il 4 settembre e il 31 ottobre 2025 ha affermato che l&rsquo;intervento viola gli articoli 45, 62, 63 e 88 del Pptr e che non &egrave; ammissibile in quanto si tratta di nuova edificazione in area costiera vincolata, boschiva e su coni visuali panoramici&raquo;. Secondo la ricostruzione degli ambientalisti, l&rsquo;autorizzazione &egrave; stata ottenuta illegittimamente: &laquo;Dopo la scadenza dei termini della conferenza di servizi (fissata al 20 ottobre 2025), la societ&agrave; proponente ha presentato il 30 ottobre 2025 una modifica progettuale: la richiesta passava da ampliamento permanente a stagionale (10 mesi) e la superficie saliva da 236 a 305 metri quadri, aggravando, anzich&eacute; sanare, la violazione del limite di 25 metri quadri previsto dalle norme urbanistiche. Il 5 dicembre 2025, a termini ormai scaduti, si &egrave; tenuta una nuova riunione - evidenziano i ricorrenti - nella quale il solo dirigente Suap del Comune di Ostuni, Leonardo Scatigna, ha espresso parere favorevole. Il 17 dicembre 2025 la struttura di missione Zes ha rilasciato l&rsquo;autorizzazione unica, senza fornire alcuna motivazione specifica sul superamento dei dissensi qualificati&raquo;. Le associazioni sostengono inoltre che l&rsquo;intervento avrebbe sottratto alla collettivit&agrave; un&rsquo;area destinata a parcheggio pubblico nel Piano comunale delle coste, aggravando ulteriormente le criticit&agrave; di accessibilit&agrave; emerse nel giorno della riapertura. Per tutte queste ragioni, nel ricorso chiedono in via cautelare la sospensione immediata dell&rsquo;efficacia dell&rsquo;autorizzazione, rappresentando che i lavori hanno gi&agrave; comportato l&rsquo;eliminazione di parti boschive presenti nell&rsquo;area.</p> <p>Domenica, in occasione dell&rsquo;inaugurazione del lido, si sono poi ripresentati i problemi legati alla inadeguata viabilit&agrave; della zona rispetto agli importanti flussi di traffico. Tanto che &egrave; stato necessario un intervento della polizia locale, con numerose multe elevate, in particolare lungo viale Mazzocca. Secondo diversi residenti, in alcuni momenti le auto parcheggiate avrebbero reso difficoltoso, se non impossibile, il passaggio e persino l&rsquo;accesso alle abitazioni. &laquo;Siamo molto preoccupati. Qui vivono anche persone anziane e se servisse un&rsquo;ambulanza o ci fosse un incendio, non sapremmo come intervenire - racconta una residente -. Siamo bloccati tra traffico, clacson continui e auto che restano intrappolate. Il White potrebbe anche essere un valore aggiunto per il territorio, ma senza parcheggi adeguati diventa insostenibile. E poi c&rsquo;&egrave; il problema della musica: fino alle quattro del mattino, nei fine settimana, non si dorme&raquo;.</p> <p>&laquo;Oltre al contrasto con le norme sulla tutela paesaggistica - rimarca la presidente di Italia Nostra Ostuni-Messapia, Ilaria Pecoraro - vanno aggiunte le criticit&agrave; generate dalla pressione antropica, dal flusso di migliaia di auto e persone e dal degrado sonoro e illuminotecnico. Si sta consumando una perdita irreversibile del patrimonio paesaggistico in nome di un turismo di massa poco sostenibile&raquo;.</p> <p>Con la stagione turistica ormai entrata nel vivo, la questione si sposta ora nelle aule della giustizia amministrativa, con l&rsquo;udienza davanti al Tar di Lecce fissata per il 24 giugno.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Maxi-evasione per un mln di euro: ristorante di Fasano dichiarava perdite da anni ma non emetteva scontrino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2016107/maxi-evasione-per-un-mln-di-euro-ristorante-di-fasano-dichiarava-perdite-da-anni-ma-non-emetteva-scontrino.html</link>
      <description>La Guardia di Finanza di Brindisi ricostruisce cinque anni di redditi occultati grazie all’incrocio dei dati dei pagamenti Pos</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gdf,fasano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2016107/maxi-evasione-per-un-mln-di-euro-ristorante-di-fasano-dichiarava-perdite-da-anni-ma-non-emetteva-scontrino.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 10:05:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Controllo fiscale della Guardia di Finanza di Brindisi. Nel mirino della Compagnia di Fasano un noto ristorante posizionato a ridosso della costa fasanese, per il quale hanno ricostruito redditi non dichiarati per oltre un milione di euro in cinque anni: le sanzione e le imposte dovute sfiorano il milione di euro complessivo.</p> <p>Ad insospettire le Fiamme Gialle &egrave; stato un forte contrasto tra la posizione fiscale e la realt&agrave; economica osservata sul territorio: l&rsquo;attivit&agrave; commerciale, infatti, presentava sistematicamente dichiarazioni in perdita da diversi anni. Un dato palesemente incoerente se rapportato alle dimensioni e alla posizione della struttura, a pochi passi dal litorale, e ai flussi turistici in costante crescita che hanno caratterizzato il litorale brindisino nelle ultime stagioni estive.</p> <p>Il fulcro della maxi-evasione &egrave; emerso grazie all'incrocio delle banche dati: l'imprenditore per una rilevante parte del denaro incassato tramite POS ometteva sistematicamente l&rsquo;emissione dei relativi scontrini fiscali. Di fatto, quindi, moltissimi clienti pagavano regolarmente con carta di credito o bancomat, ma l'incasso veniva completamente occultato al Fisco, pur se tracciato dai pagamenti tramite carte di credito.</p> <p>Proprio l'analisi di queste discrepanze digitali ha consentito di far emergere ci&ograve; che l'esercente tentava di nascondere, trasformando lo strumento di pagamento elettronico nella prova principale dell'evasione.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Brindisi, stabilizzazioni e servizi sanitari, è polemica sulle decisioni della Asl</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2015073/brindisi-stabilizzazioni-e-servizi-sanitari-e-polemica-sulle-decisioni-della-asl.html</link>
      <description>È scontro tra Fratelli d’Italia e i sindacati Cgil e Uil Funzione pubblica. La recente delibera aziendale porterà all’assunzione a tempo indeterminato di 246 lavoratori dal prossimo 1 luglio</description>
      <author>LUDOVICA ANELLI</author>
      <category>asl brindisi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2015073/brindisi-stabilizzazioni-e-servizi-sanitari-e-polemica-sulle-decisioni-della-asl.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:01:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Le stabilizzazioni del personale sanitario e socio-sanitario della Asl Brindisi, formalizzate dalla recente delibera aziendale che porter&agrave; all&rsquo;assunzione a tempo indeterminato di 246 lavoratori dal prossimo 1 luglio, diventano terreno di scontro politico e sindacale sul futuro della sanit&agrave; pubblica nel territorio provinciale.</p> <p>La delibera approvata dalla direzione generale dell&rsquo;Asl prevede la stabilizzazione di personale che ha maturato i requisiti previsti dalla normativa nazionale sul superamento del precariato. Altri 47 lavoratori potranno essere assunti entro il 31 dicembre 2026 una volta completato il percorso previsto dalla legge.Mentre l&rsquo;azienda sanitaria celebra il potenziamento degli organici, i consiglieri regionali di Fratelli d&rsquo;Italia Luigi Caroli e Antonio Scianaro lanciano un duro affondo contro la gestione del Centro di Neurolesi e Motulesi di Ceglie Messapica e della Rsa di Ostuni.</p> <p>&laquo;Il presidente Decaro &ndash; affermano - intervenga in prima persona per constatare come vengono erogati i servizi territoriali dedicati alle fasce deboli della popolazione in provincia di Brindisi. Non bastano le stabilizzazioni per esternare soddisfazione per i servizi. La realt&agrave; &egrave; ben diversa e il rischio di una spesa fuori controllo, con soldi pubblici, &egrave; sempre pi&ugrave; concreto: 200 operatori per 65 pazienti. E mentre le liste d&rsquo;attesa per i day surgery crescono, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;assoluta mancanza di medici specialisti.</p> <p>Caroli e Scianaro denunciano inoltre &laquo;difficolt&agrave; di accesso a servizi fondamentali come la logopedia per numerosi bambini&raquo;. Critiche vengono rilevate anche nella gestione della Rsa di Ostuni dove &laquo;i numeri di ricovero sono ai minimi storici. E non pu&ograve; essere altrimenti in ragione dei servizi attuali: palestra senza attrezzi, pasti che giungono pre-confezionati e tanto altro. Gli operatori non hanno colpe, ma utenti e famiglie non possono pagare il prezzo di internalizzazioni che, invece di rappresentare un salto di qualit&agrave;, rischiano di trasformarsi in un aggravio per le casse dell&rsquo;Asl e in un impoverimento dell&rsquo;offerta assistenziale.</p> <p>Per questo &laquo;chiediamo l&rsquo;interessamento diretto del presidente Decaro e dell&rsquo;assessore regionale Donato Pentassuglia e riteniamo necessario un sopralluogo nelle due strutture&raquo; - concludono i consiglieri regionali -.</p> <p>Alla nota dei consiglieri regionali di Fratelli d&rsquo;Italia ha replicato duramente Luciano Quarta, segretario generale della Fp Cgil Brindisi.</p> <p>&laquo;Le critiche di Caroli e Scianaro sono in linea con le politiche del governo nazionale &ndash; afferma Quarta -. Mentre i lavoratori garantiscono ogni giorno cure di qualit&agrave; loro continuano a spingere verso il privato. Le internalizzazioni hanno restituito stabilit&agrave; occupazionale, diritti e qualit&agrave; dei servizi. Quando la destra attacca la sanit&agrave; pubblica non porta soluzioni, porta il listino prezzi del privato. Non vogliono curare il problema, vogliono vendere la cura&raquo;.</p> <p>Anche la Uil Fp Brindisi interviene sulla vicenda, sostenendo che &laquo;le stabilizzazioni rappresentino l&rsquo;applicazione di norme gi&agrave; previste a livello nazionale e regionale e non il risultato di recenti trattative sindacali&raquo;. Il sindacato segnala inoltre possibili anomalie negli elenchi pubblicati dall&rsquo;Asl, con alcuni lavoratori che, pur in possesso dei requisiti richiesti, sarebbero stati esclusi. Per questo ha chiesto una verifica urgente delle graduatorie e il reinserimento degli eventuali aventi diritto omessi.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, l'affondo dei Moderati contro il sindaco Marchionna: «Apre a Vannacci e abbandona D'Attis»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2013861/brindisi-l-affondo-dei-moderati-contro-il-sindaco-marchionna-apre-a-vannacci-e-abbandona-d-attis.html</link>
      <description>Non si placano le polemiche dopo la costituzione del gruppo consiliare di Futuro nazionale in seno alla maggioranza e dopo le ultime affermazioni del sindaco Pino Marchionna</description>
      <author>redazione brindisi</author>
      <category>d'attis,vannacci,pino marchionna,brindisi</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 14:53:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Non si placano le polemiche dopo la costituzione del gruppo consiliare di Futuro nazionale in seno alla maggioranza e dopo le ultime affermazioni del sindaco Pino Marchionna. La Casa dei moderati nelle scorse ore ha annunciato il passaggio all&rsquo;opposizione, attaccando duramente il primo cittadino, il quale di rimando ha chiesto ai moderati di rinunciare coerentemente al loro rappresentante nel cda della Stp, Pasquale Dagnello. Questi, in effetti, nelle scorse ore ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del coordinatore della Casa dei moderati, che le ha respinte. &laquo;Ricordo al sindaco - afferma Claudio Niccoli, coordinatore della Casa dei moderati - che la posizione del rappresentante del Comune in seno al cda della Stp &egrave; sempre stata di opposizione alla Provincia e di tutela degli interessi del Comune. Il sindaco pi&ugrave; volte &egrave; andato in assemblea e ha votato diversamente da noi per motivazioni che a nostro avviso vanno oltre la Stp. Mi riferisco ad esempio alla votazione contraria di Dagnello sui bilanci, sulle nomine di direttori e consulenti, dove misteriosamente non abbiamo avuto il sindaco dalla nostra parte. Se al sindaco non va bene Dagnello, gli revochi l&rsquo;incarico, cos&igrave; magari potr&agrave; dare un contentino ai vannacciani e ai vari dissidenti, come fatto fino a ora. Noi della Casa dei moderati non siamo mai stati attaccati alla poltrona, tant&rsquo;&egrave; che abbiamo consegnato per sei mesi nelle mani del sindaco la delega alle Attivit&agrave; produttive e abbiamo messo a disposizione della maggioranza il posto nel cda del consorzio di Torre Guaceto, se poteva servire a superare le fibrillazioni&raquo;. Poi Niccoli rincara la dose: &laquo;Da quando fa il sindaco, Marchionna ha triplicato le sue entrate economiche. Forse per questo utilizza qualsiasi mezzo e persona pur di galleggiare e mantenere quella poltrona, giustificando tutto quanto di obbrobrioso sta accadendo&raquo;. Niccoli contesta anche il fatto che Marchionna non rivendica la sua condizione di sindaco espressione di Forza Italia: &laquo;Come pu&ograve; dire che i vannacciani hanno lui come riferimento in giunta, quando i Berlusconi hanno sempre detto: &ldquo;mai con Vannacci&rdquo;? Dobbiamo pensare che Marchionna stia buttando a mare D&rsquo;Attis?&raquo;. In conclusione, il rappresentante dei moderati pone una domanda sibillina, che riguarda il Marchionna romanziere: &laquo;Ci piacerebbe conoscere se aziende che hanno versato compensazioni o che hanno rapporti con il Comune abbiano acquistato direttamente o indirettamente libri negli ultimi due anni&raquo;.</p> <p>Dal centrosinistra, intanto, sostengono che &laquo;prendere le distanze a parole da Vannacci mentre si continua ad accettarne il sostegno &egrave; un&rsquo;operazione incoerente e di pericolosa legittimazione. Per questo chiediamo al sindaco e alla maggioranza un sussulto di responsabilit&agrave; politica, rinunciando formalmente al sostegno e ai voti del gruppo di Futuro Nazionale. Lo meritano i brindisini, lo merita la storia e la memoria di quanti hanno combattuto e combattono contro ogni forma di discriminazione, e lo merita l&rsquo;idea stessa di una citt&agrave; che voglia guardare al futuro senza rinnegare le conquiste civili che ne hanno definito l&rsquo;identit&agrave; di citt&agrave; accogliente e di pace&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Santa Sabina, la Regione blocca il progetto del nuovo resort: «L'accordo di programma non vale più»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2012936/santa-sabina-la-regione-blocca-il-progetto-del-nuovo-resort-l-accordo-di-programma-non-vale-piu.html</link>
      <description>La società milanese gestisce lo Sheraton Malpensa Airport</description>
      <author>fabiana agnello</author>
      <category>santa sabina,carovigno,resort</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 06:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Primi no al Carovigno Resort, il progetto turistico presentato dalla Assago Capital srl nell&rsquo;ambito della Zes.</p> <p>Le criticit&agrave; richiamate negli atti della conferenza di servizi sono di natura urbanistica. La prima riguarda l&rsquo;accordo di programma del 2000 che derogava alla destinazione d&rsquo;uso, ritenuto non pi&ugrave; vigente. La Regione Puglia lo definisce &laquo;dirimente&raquo;, parlando di &laquo;caducazione dell&rsquo;accordo di programma 443/2000, che comporta il ritorno delle aree alla destinazione originaria del Programma di fabbricazione del 1973&raquo;. La seconda criticit&agrave; &egrave; legata al nuovo Piano urbanistico comunale: nello stesso verbale si evidenzia &laquo;il contrasto della proposta con le vigenti norme di salvaguardia introdotte dal Pug adottato&raquo;. Il Comune ha confermato che, nelle more dell&rsquo;approvazione definitiva, non sussistono le condizioni per procedere.</p> <p>Una situazione non isolata. Anche la trasformazione del camping Meditur (nell&rsquo;area di Torre Guaceto) in villaggio a 5 stelle ha ricevuto un diniego per motivazioni analoghe: l&rsquo;intervento &egrave; stato ritenuto &laquo;in contrasto con le norme di salvaguardia del Pug adottato&raquo;.</p> <p>Il progetto &egrave; promosso dalla Assago Capital srl, controllata da Independent Hospitality Italia srl, societ&agrave; con sede a Milano attiva nella gestione alberghiera. Il gruppo &egrave; noto per aver rilevato lo Sheraton Milan Malpensa Airport Hotel &amp; Conference Centre, una delle strutture pi&ugrave; rilevanti del network Sheraton in Italia.</p> <p>Il resort, previsto a Santa Sabina, in localit&agrave; Pezze Morelli, &egrave; immaginato come un complesso di alta gamma immerso nella macchia mediterranea, con architetture ispirate alle masserie pugliesi e un impianto distribuito su oltre 7 ettari. &Egrave; pensato per ospitare 242 ospiti in 101 camere, tra standard room, junior suite e suite con plunge pool. Il corpo principale &egrave; destinato a reception, uffici, sale riunioni e un signature bar, mentre un edificio dedicato &egrave; dedicato a Spa &amp; Wellness con sale trattamenti, palestra e yoga studio. Completano il progetto un ristorante panoramico con terrazza, un pool bar, un club per bambini, due piscine esterne, giardini tematici e percorsi pedonali e carrabili permeabili. Nella porzione pi&ugrave; vicina al mare sono previsti due campi sportivi e un beach club stagionale. La societ&agrave; ha inoltre l&rsquo;intenzione di richiedere la licenza per l&rsquo;utilizzo esclusivo della spiaggia prospiciente il lotto.</p> <p>Adesso l&rsquo;iter prevede la verifica dell&rsquo;assoggettabilit&agrave; del progetto a Vas e poi a Via.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Latiano, faida tra famiglie: chiesto il rinvio a giudizio per cinque imputati</title>
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      <description>La Procura di Brindisi contesta rissa aggravata, lesioni e porto abusivo di armi. Accusa di tentato omicidio per Piero e Antonio Carrino: il 30 giugno 2025 una violenta colluttazione con spari e armi da taglio</description>
      <author>fabiana agnello</author>
      <category>latiano,piero carrino,antonio carrino</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2012523/latiano-faida-tra-famiglie-chiesto-il-rinvio-a-giudizio-per-cinque-imputati.html</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:24:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>I fratelli Mattia, 27 anni, e Gianmarco Macr&igrave;, 29, il padre Francesco, 63; Piero Carrino, 54, e il figlio Antonio, di 19, sono i cinque imputati per i quali la Procura di Brindisi ha chiesto il rinvio a giudizio, contestando loro - a vario titolo - la rissa aggravata, le lesioni personali aggravate, il porto abusivo di armi e, per i due Carrino, anche il tentato omicidio. La richiesta, firmata dalla pm Sofia Putignani, ricostruisce quanto sarebbe accaduto a Latiano la sera del 30 giugno 2025, quando una faida tra due famiglie rivali degener&ograve; in una colluttazione armata culminata nell&rsquo;uso di bastoni, armi da taglio e un&rsquo;arma da fuoco. Secondo la ricostruzione dell&rsquo;accusa, tutti e cinque avrebbero preso parte alla rissa, utilizzando armi e provocando lesioni a pi&ugrave; persone. Per Piero Carrino, detenuto nel carcere di Brindisi, e per il figlio Antonio, anch&rsquo;egli detenuto, la posizione &egrave; la pi&ugrave; grave: in concorso con un minorenne (condotto il 19 maggio scorso presso una struttura detentiva, in esecuzione di un&rsquo;ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale dei minori di Lecce) avrebbero esploso colpi d&rsquo;arma da fuoco che colpirono Gianmarco Macr&igrave;, causandogli diverse ferite da arma da fuoco. Sempre i due Carrino, secondo la Procura, avrebbero compiuto atti idonei a cagionare la morte di Mattia Macr&igrave;, sparando nella sua direzione e colpendolo ripetutamente con un&rsquo;arma da taglio al torace.</p> <p>Le lesioni riportate determinarono il ricovero in rianimazione al Perrino di Brindisi e il successivo trasferimento a Taranto, in condizioni di potenziale pericolo di vita. A entrambi &egrave; contestato anche il porto di un&rsquo;arma da fuoco e di un&rsquo;arma da taglio. I Carrino, inoltre, il 19 maggio sono stati raggiunti da un&rsquo;altra ordinanza di custodia cautelare con l&rsquo;accusa del tentato omicidio di Mattia Macr&igrave; nell&rsquo;episodio del 18 marzo 2025. Da quest&rsquo;ultimo, poi, sarebbe scaturita la faida del mese di giugno, che sembrerebbe avere all&rsquo;origine frizioni ataviche tra le due famiglie. Sul fronte opposto, i fratelli Mattia e Gianmarco e il padre Francesco Macr&igrave; rispondono di lesioni aggravate ai danni di Piero Carrino, che sarebbe stato colpito con bastoni riportando diverse fratture e contusioni. Ai tre viene inoltre contestato di aver attinto Antonio Carrino con un colpo d&rsquo;arma da fuoco al tallone destro e di aver portato con loro un&rsquo;arma da fuoco e bastoni da utilizzare nella rissa.</p> <p>Sul piano delle difese, mentre la famiglia Carrino &egrave; assistita dagli avvocati Giancarlo Camassa e Paolo Camassa, quella Macr&igrave; &egrave; difesa dall&rsquo;avvocato Gianvito Lillo.&nbsp;</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, la consigliera Ciaccia fa dietrofront: dopo pochi giorni lascia Futuro Nazionale e rientra in Forza Italia</title>
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      <description>Le motivazioni: «È la mia casa politica, ringrazio vertici del partito»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>consigliera ciaccia,brindisi,forza italia,vannacci</category>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 20:41:27 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Dopo una breve, ma ponderata riflessione, ho deciso di annunciare ufficialmente il mio rientro nel Partito e nel Gruppo consiliare di Forza Italia&raquo;. Lo annuncia in una nota la consigliera comunale di Brindisi Maria Ciaccia, che solo pochi giorni fa aveva aderito al Futuro Nazionale insieme con altri tre consiglieri di centrodestra.</p> <p>&laquo;Mi sono convinta, nonostante una breve indecisione - afferma - che Forza Italia &egrave; la mia casa politica. Il mio, per&ograve;, non &egrave; semplicemente un ritorno a casa, ma un atto di responsabilit&agrave; verso i cittadini e verso un elettorato che chiede seriet&agrave;, competenza e concretezza. Riprendo il cammino da me intrapreso perch&eacute; Forza Italia resta l&rsquo;unico vero pilastro del popolarismo europeo in Italia, una forza di governo credibile, capace di mediare con buonsenso e di mettere al centro le imprese, le famiglie, l&rsquo;educazione e lo sviluppo del territorio&raquo;.</p> <p>&laquo;Ringrazio i vertici del partito - conclude - soprattutto l'amico segretario regionale on Mauro D&rsquo;Attis, per la fiducia e sono pronta a continuare nel lavoro che, insieme, avevamo gi&agrave; condiviso per la citt&agrave;&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>La premier Giorgia Meloni ricorda il carabiniere Legrottaglie: «Caduto a Francavilla lavorando con onore e dedizione»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2011600/la-premier-giorgia-meloni-ricorda-il-carabiniere-legrottaglie-caduto-a-francavilla-lavorando-con-onore-e-dedizione.html</link>
      <description>Il presidente del Consiglio sui social: «Il mio pensiero va alla sua famiglia e ai suoi colleghi»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>carlo legrottaglie,giorgia meloni</category>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 19:48:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Un anno fa l&rsquo;Italia perdeva Carlo Legrottaglie, un servitore dello Stato che ha adempiuto al proprio dovere fino all&rsquo;ultimo istante della sua vita. Lo separavano pochi giorni dalla pensione, dopo una lunga carriera nell&rsquo;Arma dei Carabinieri. &Egrave; caduto mentre svolgeva il lavoro con onore e dedizione, raggiunto da un colpo di pistola durante un inseguimento&raquo;. Lo afferma sui social la presidente del Consiglio, ricordandolo &laquo;con gratitudine, commozione e rispetto. Come carabiniere, come padre, come uomo delle istituzioni. Il mio pensiero - aggiunge - va anzitutto alla sua famiglia, ai suoi colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un pezzo di strada. A loro rinnovo la vicinanza del Governo e dell&rsquo;intera Nazione&raquo;.</p> <p></p> <p><iframe width="500" height="737" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgiorgiameloni.paginaufficiale%2Fposts%2Fpfbid0nHJazLPdxZ286Shbe7oPZMwneFByGQXeE62PmGF9KeXwXb3zLX8z7Nwj21jHWmVCl&amp;show_text=true&amp;width=500" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" data-mce-fragment="1"></iframe></p> <p></p>]]></content:encoded>
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      <title>Tentata estorsione a S. Pancrazio, 13 anni al brindisino Parisi: «Chiese 200mila euro a un imprenditore»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2010577/tentata-estorsione-a-s-pancrazio-13-anni-al-brindisino-parisi-chiese-200mila-euro-a-un-imprenditore.html</link>
      <description>Nel mirino il vincitore di un appalto per la manutenzione stradale. La Procura aveva chiesto 18 anni</description>
      <author>fabiana agnello</author>
      <category>tobia parisi,sacra corona unita</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2010577/tentata-estorsione-a-s-pancrazio-13-anni-al-brindisino-parisi-chiese-200mila-euro-a-un-imprenditore.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:36:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Tredici anni di reclusione e 10mila euro di multa per la tentata estorsione ai danni dell&rsquo;imprenditore di San Pancrazio vincitore di un appalto stradale. Questa la decisione del tribunale di Brindisi (collegio presieduto da Stefania De Angelis, con a latere i giudici Anna Guidone e Adriano Zullo), che ha condannato Tobia Parisi, riconducibile al clan dei mesagnesi della Sacra corona unita. Disposti l&rsquo;interdizione perpetua dai pubblici uffici e, dopo l&rsquo;espiazione della pena, tre anni di libert&agrave; vigilata. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. La pm antimafia Carmen Ruggiero aveva chiesto 18 anni e 6 mesi.</p> <p>L&rsquo;indagine nasce dall&rsquo;operazione della squadra mobile di Brindisi, che nell&rsquo;autunno 2024 ricostru&igrave; una presunta richiesta estorsiva da 200 mila euro. L&rsquo;11 ottobre furono arrestati Parisi, Lucio Annis, Francesco Sisto - gi&agrave; condannati per associazione mafiosa - e Salvatore Esposito, ritenuto mediatore. Il 7 novembre scattarono i fermi anche per Andrea Cava e Massimo Magli. Quest&rsquo;ultimo, intercettato la mattina del primo blitz, disse: &laquo;L&rsquo;estorsione stavamo facendo a uno, di 200mila euro&raquo;.</p> <p>Gli altri imputati scelsero il rito abbreviato, con condanne per un totale di 58 anni (aggravante mafiosa esclusa per Esposito, Cava e Magli). Parisi, invece, opt&ograve; per il rito ordinario, sostenendo di vantare un credito di gioco nei confronti dell&rsquo;imprenditore.</p> <p>Prima della lettura del dispositivo, l&rsquo;avvocato Giancarlo Camassa ha aperto l&rsquo;arringa difensiva con un riferimento volutamente forte: il caso Enzo Tortora, simbolo di malagiustizia. &laquo;Per motivi anagrafici ho una certa esperienza. Faccio mio l&rsquo;esordio del difensore di Tortora. Voi condannerete Parisi&hellip;&raquo;, ha detto, chiarendo che il paragone non riguarda le persone ma il rischio di un errore giudiziario.</p> <p>La difesa ha concentrato tutto sull&rsquo;origine del presunto debito di 20mila euro, che secondo Parisi l&rsquo;imprenditore avrebbe accumulato perdendo due partite di poker. Camassa ha insistito sul fatto che l&rsquo;impianto accusatorio si regge sulle dichiarazioni dell&rsquo;imprenditore e dei suoi soci: &laquo;Non sto dicendo che abbiano detto il falso, ma basta questo per escludere totalmente la versione di Parisi?&raquo;. Uno dei punti contestati riguardava l&rsquo;assegno che sarebbe stato consegnato come garanzia del debito. Camassa ha ricordato che dal 2009 gli assegni non sono trasferibili e che, senza conto corrente, quel titolo sarebbe stato &laquo;carta straccia&raquo;. Per la difesa, dunque, il mancato incasso non pu&ograve; essere interpretato come prova contraria. Altro elemento sottolineato: la scelta del rito. Parisi, pur essendo pregiudicato, ha rinunciato all&rsquo;abbreviato, che gli avrebbe garantito lo sconto di un terzo della pena. &laquo;Se avesse voluto solo lo sconto, avrebbe scelto l&rsquo;abbreviato. &Egrave; andato a dibattimento per dire la sua&raquo;, ha sostenuto Camassa.</p> <p>Il legale ha poi criticato la richiesta della Procura, ritenuta eccessiva: &laquo;Perch&eacute; partire dal massimo? Perch&eacute; &egrave; Tobia Parisi? Quante volte deve pagare per i suoi precedenti?&raquo;. E ha invitato il tribunale a non lasciarsi condizionare dalle condanne inflitte agli imputati nell&rsquo;abbreviato, perch&eacute; &laquo;destinate a essere riformate&raquo;.</p> <p>In chiusura, Camassa ha invocato moderazione: &laquo;La pi&ugrave; grande virt&ugrave; &egrave; la moderazione. Non si possono dare 18 anni e mezzo per una tentata estorsione&raquo;. E, se riconosciuta la responsabilit&agrave;, ha chiesto il minimo della pena e le attenuanti. Il collegio ha deciso diversamente.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Un anno senza il maresciallo Legrottaglie», parla la vedova: «Abbiamo ricevuto umanità e vicinanza»</title>
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      <description>La gratitudine della famiglia del maresciallo ucciso: «Grazie al Capo dello Stato, alla premier e alle autorità»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>carlo legrottaglie</category>
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      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 20:49:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Un anno fa il nostro mondo si fermava. Oggi, dopo dodici mesi, ci accompagna una domanda: come si ringrazia un Paese intero che ha scelto di non dimenticare? Perch&eacute; in questo tempo non abbiamo ricevuto solo vicinanza, ma umanit&agrave;. Abbiamo visto istituzioni, comunit&agrave;, colleghi, amici e sconosciuti stringersi al ricordo di Carlo con una delicatezza che porteremo sempre con noi&raquo;. Sono le parole della vedova di Carlo Legrottaglie, il maresciallo dei carabinieri ucciso il 12 giugno del 2025 a Francavilla Fontana, nel Brindisino.  Domani la moglie del militare, Eugenia Pastore, parteciper&agrave; alla cerimonia di commemorazione. &laquo;Un pensiero speciale va ai colleghi della compagnia dei Carabinieri di Francavilla Fontana. In questi mesi ci siamo resi conto che esistono famiglie che nascono dal sangue e famiglie che nascono dal rispetto e dall&rsquo;affetto. Loro - aggiunge - sono diventati la nostra famiglia. Ci sono stati nel dolore pi&ugrave; forte e nel silenzio, ma soprattutto ci sono stati dopo, quando lentamente la vita ha ripreso il suo corso e il peso dell&rsquo;assenza ha iniziato a farsi sentire nella quotidianit&agrave;. Attraverso di loro continuiamo a sentire vicino Carlo e il suo amore per l&rsquo;Arma e per il suo lavoro. Sapere che una parte di lui continua a vivere in questo legame &egrave; una grande consolazione&raquo;.  &laquo;Grazie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sua presenza e vicinanza nei momenti pi&ugrave; difficili. Grazie alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro della Difesa Guido Crosetto, al Ministro dell&rsquo;Interno Matteo Piantedosi e a tutte le autorit&agrave; civili, militari e religiose che - conclude la moglie del militare ucciso - hanno accompagnato il nostro dolore con rispetto&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, senza cracking tremano in 2.500: LyondellBasell annuncia l’addio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2010040/brindisi-senza-cracking-tremano-in-2-500-lyondellbasell-annuncia-laddio.html</link>
      <description>Tra le imprese più colpite da queste chiusure c’è la Brindisi servizi generali, datrice di lavoro dell’assessore all’Industria, Giuseppe De Maria, che proprio nei giorni scorsi ha ottenuto il collocamento in aspettativa non retribuita</description>
      <category>LyondellBasell,Eni Versalis,Jim Guilfoyle</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2010040/brindisi-senza-cracking-tremano-in-2-500-lyondellbasell-annuncia-laddio.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:59:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>LyondellBasell va via da Brindisi. Ieri la societ&agrave;, a margine dell&rsquo;incontro in Confindustria con i sindacati, ha annunciato l&rsquo;intenzione di chiudere entro la fine dell&rsquo;anno l&rsquo;unit&agrave; di produzione di polipropilene presso il petrolchimico. &laquo;La decisione - spiegano dall&rsquo;azienda - segue un&rsquo;approfondita valutazione delle infrastrutture circostanti e dell&rsquo;approvvigionamento critico di materie prime. In un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da incertezza persistente sulla disponibilit&agrave; della materia prima e da costi operativi e logistici strutturalmente elevati, la competitivit&agrave; del sito si &egrave; progressivamente ridotta, rendendo sempre pi&ugrave; difficile assicurarne la sostenibilit&agrave; nel lungo periodo&raquo;.</p> <p>Il riferimento &egrave; alla messa in conservazione del cracking di Eni Versalis, che riforniva di materia prima l&rsquo;impianto di LyondellBasell. &laquo;Abbiamo valutato con attenzione - dichiara Jim Guilfoyle, senior vice president olefine &amp; poliolefine della societ&agrave; americana - numerose opzioni e intrapreso azioni mirate per rafforzare la sostenibilit&agrave; economica del sito nel lungo periodo. Tuttavia, il protrarsi di condizioni di mercato complesse e la presenza di costi strutturali sempre pi&ugrave; elevati ne ha progressivamente ridotto la competitivit&agrave;. Il nostro impegno &egrave; gestire questa transizione con responsabilit&agrave;&raquo;. L&rsquo;azienda dal gennaio 2027 avvier&agrave; un percorso strutturato di fermata dell&rsquo;impianto per mettere in sicurezza le installazioni, garantire la sicurezza ambientale e operativa e preservare l&rsquo;asset in condizioni controllate, in attesa della decisione finale sulla demolizione. Per il capogruppo del Pd, Francesco Cannalire, &laquo;questa decisione va fermata prima che diventi irreversibile: in gioco ci sono 2.500 lavoratori tra impianti coinsediati, indotto e una filiera che senza la chimica di base si spegne a catena&raquo;. Il deputato del Pd Claudio Stefanazzi ha presentato un&rsquo;interrogazione al ministro Urso nella quale sottolinea che rispetto al mandato a un advisor internazionale per la vendita del cracking di Eni Versalis, &laquo;non sono stati resi noti l&rsquo;avvenuto conferimento e l&rsquo;oggetto del mandato all&rsquo;advisor, lo stato di avanzamento delle relative attivit&agrave;, l&rsquo;eventuale acquisizione di manifestazioni di interesse di soggetti industriali o finanziari&raquo;. Anche il deputato di FI Mauro D&rsquo;Attis sollecita l'advisor JP Morgan a &laquo;velocizzare la ricerca di un acquirente per il cracking&raquo;.</p> <p>Tra le imprese pi&ugrave; colpite da queste chiusure c&rsquo;&egrave; la Brindisi servizi generali, datrice di lavoro dell&rsquo;assessore all&rsquo;Industria, Giuseppe De Maria, che proprio nei giorni scorsi ha ottenuto il collocamento in aspettativa non retribuita dalla societ&agrave; fino al 31 agosto. &laquo;L&rsquo;annuncio di LyondellBasell &egrave; un fatto gravissimo e ci impone una richiesta di intervento della Regione e del Governo - afferma De Maria - per evitare che Brindisi venga sacrificata per salvaguardare stabilimenti del nord Italia&raquo;. Sul fronte sindacale, la segretaria nazionale della Femca Cisl, Carlotta Schirripa, chiede &laquo;l&rsquo;immediata apertura di un tavolo presso il Mimit con il coinvolgimento della Regione, delle istituzioni locali e del management aziendale per richiamare LyondellBasell alla propria responsabilit&agrave; sociale verso questo territorio&raquo;. Il segretario confederale della Cgil, Gino Giove, e il segretario generale della Filctem, Marco Falcinelli, evidenziano come &laquo;la stessa Basell ha dichiarato che la scelta &egrave; conseguenza diretta della decisione di Eni di interrompere la produzione di etilene e delle difficolt&agrave; economiche e industriali derivanti dall'approvvigionamento di materia prima sul mercato spot del Mediterraneo. Sono esattamente le ragioni che avevamo illustrato al Governo durante i confronti istituzionali, a cui ci era stato risposto che non ci sarebbero state conseguenze sulla tenuta industriale del sito&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, in aula la moglie del presunto killer di Irene Margherito: «Lui non sopportava più la situazione»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2008782/brindisi-in-aula-la-moglie-del-presunto-killer-di-irene-margherito-lui-non-sopportava-piu-la-situazione.html</link>
      <description>Adamo Sardella è unico imputato per l’omicidio avvenuto il 26 maggio 2024 lungo la complanare della statale 7. La donna ha testimoniato ieri davanti alla Corte d’Assise</description>
      <author>fabiana agnello</author>
      <category>Irene Margherito,Adamo Sardella</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2008782/brindisi-in-aula-la-moglie-del-presunto-killer-di-irene-margherito-lui-non-sopportava-piu-la-situazione.html</guid>
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:46:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Mio marito non sopportava pi&ugrave; la situazione: da 33 anni accumulava cattiverie che Irene andava dicendo in giro, mettendoci contro i familiari&raquo;. A dirlo &egrave; Giuseppina, detta Giusy, sorella di Irene Margherito e moglie di Adamo Sardella, unico imputato per l&rsquo;omicidio avvenuto il 26 maggio 2024 lungo la complanare della statale 7. La donna ha testimoniato ieri davanti alla Corte d&rsquo;Assise presieduta da Maurizio Saso, giudice a latere Ambrogio Colombo.</p> <p>L&rsquo;esame &egrave; iniziato dalle avvocate di parte civile &mdash; Rosanna Saracino, Rosanna Raimo, Simona Ermanno e Chiara Dadamo &mdash; ripercorrendo la mattina dello sparo che colp&igrave; Irene alla testa. &laquo;Mio nipote Alessandro entr&ograve; piangendo: aveva litigato con Franco, il compagno di Irene. Lo chiamai per calmarlo e lui rispose con parole pesanti: &ldquo;Oggi vi ammazzo a tutti&rdquo;. Diede appuntamento a mio marito e a mio nipote alla Cittadella&raquo;.</p> <p>Poi il riferimento alla pistola: &laquo;Mio marito la mise sul tavolo. In casa mia non ci sono mai state queste cose. Mi sono sentita male quando l&rsquo;ho vista&raquo;. Adamo e Alessandro uscirono, lei si accasci&ograve; a terra. Un vicino la accompagn&ograve; sul luogo dell&rsquo;appuntamento: &laquo;Quando sono arrivata, era gi&agrave; successo quello che doveva succedere&raquo;. Alla vista della sorella, ha detto, &laquo;i litigi sono altra cosa. Ho pensato che non doveva finire cos&igrave;&raquo;.</p> <p>Giusy ha ricordato anche i rapporti con la nipote Natalia: &laquo;So cosa ho fatto per lei quando venne a stare da noi perch&eacute; la madre la cacci&ograve;. Anche se non mi parla, &egrave; sangue del mio sangue&raquo;.</p> <p>Il processo &egrave; segnato da un rancore familiare radicato: da una parte Irene, il compagno Franco Acquaviva, la figlia Natalia e il marito; dall&rsquo;altra Giusy e Adamo, fratello di Lino, marito di Irene, morto nel 2011. Un conflitto che, secondo la teste, non nasce con la relazione tra Irene e Acquaviva n&eacute; con il baby shower che divise la famiglia.</p> <p>Nel controesame, l&rsquo;avvocato Vito Epifani ha riportato agli anni &lsquo;90, a Bologna: &laquo;Mio marito si licenzi&ograve; perch&eacute; gli promisero un ruolo nell&rsquo;azienda di famiglia. Poi dovevamo bussare per avere soldi: non prendeva lo stipendio&raquo;. &Egrave; emersa anche una vicenda processuale durata quasi un decennio tra le due sorelle.</p> <p>Il pm Mauron Gallone ha incalzato: &laquo;Se eravate perseguitati da minacce e telefonate, perch&eacute; non avete denunciato?&raquo;. &laquo;Perch&eacute; nella mia famiglia siamo molto educati&raquo;, ha risposto Giusy. &laquo;Per&ograve; siete quel genere che va a farsi giustizia privata&raquo;, ha ribattuto il pm, contestando la scelta di andare all&rsquo;appuntamento con Acquaviva: &laquo;Perch&eacute; non andare dai carabinieri? Che soluzione volevate trovare?&raquo;.</p> <p>Il presidente Saso ha chiesto se l&rsquo;odio affondasse le radici nei fatti di Bologna: &laquo;Qual era il rimprovero che facevate a Irene?&raquo;. &laquo;Mio marito perse la casa&raquo;, ha detto la teste.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>A Brindisi fuga da Forza Italia: tre consiglieri comunali passano con il generale Vannacci</title>
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      <description>Tre consiglieri di Forza Italia abbandonano il partito azzurro per costituire il gruppo di Futuro Nazionale. Si tratta di Nicola Di Donna, Marika Ciaccia e Luca Tondi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>vannacci,forza italia,brindisi</category>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 19:25:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Futuro Nazionale entra in Consiglio comunale a Brindisi. Tre consiglieri di Forza Italia abbandonano il partito azzurro per costituire il gruppo di Futuro Nazionale. Si tratta di Nicola Di Donna, Marika Ciaccia e Luca Tondi. Lo riporta una nota.  &laquo;Una decisione frutto di una profonda riflessione - afferma Di Donna, ex capogruppo F.I. - giunta anche a seguito di un confronto con il generale Vannacci e dopo interlocuzioni con l'onorevole Sasso e con il coordinatore nazionale Simoni. Resta invariato, in ogni caso, l&rsquo;impegno a garantire governabilit&agrave; alla citt&agrave; di Brindisi&raquo;.</p> <p>&laquo;Do il benvenuto ai 3 consiglieri comunali di Brindisi che hanno deciso di aderire a Futuro Nazionale - dichiara il deputato Rossano Sasso, responsabile per il Sud di Futuro Nazionale -. Sempre pi&ugrave; cittadini aderiscono alle idee, alla visione, al programma di Futuro Nazionale e se tra questi ci sono anche amministratori con esperienza non posso che essere felice. Qualcuno dice 'mai con Vannacc&igrave; danneggiando il centrodestra, ma mentre lo dice i propri elettori, amministratori e deputati vanno da Vannacci. In Puglia abbiamo superato quota 10.000 iscritti mentre a livello nazionale siamo a 97.000. Saranno oltre 200 i delegati pugliesi che parteciperanno all&rsquo;assemblea costituente dei prossimi 13 e 14 Giugno a Roma. Ci sar&agrave; molta Puglia e questa cosa mi rende orgoglioso&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, assunzioni stagionali per Teknoservice: esplode il caso in consiglio comunale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2007655/brindisi-assunzioni-stagionali-per-teknoservice-esplode-il-caso-in-consiglio-comunale.html</link>
      <description>Polemiche e accuse dopo le selezioni per i contratti a tempo determinato. La vicenda approda in commissione ambiente per fare chiarezza sulle procedure</description>
      <author>NICOLA BELLANOVA</author>
      <category>teknoservice</category>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:16:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Le assunzioni stagionali in Teknoservice sono diventate terreno di scontro tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale. In attesa del confronto previsto in sede di commissione consiliare ambiente, volano stracci tra il presidente della commissione attivit&agrave; produttive Mario Borromeo di FdI e il capogruppo Pd Francesco Cannalire. Tutto &egrave; nato da una dichiarazione dello stesso Borromeo sul ruolo della minoranza nella presunta spartizione dei posti assegnati extra sorteggio: &ldquo;Fa specie constatare che su un tema cos&igrave; delicato, legato al lavoro e alle aspettative occupazionali di tanti cittadini brindisini, l&rsquo;opposizione si presenti divisa. Tra i promotori della richiesta, infatti, manca completamente il Partito Democratico. Una svista? Una scelta politica? Una diversa valutazione della vicenda? Sarebbe opportuno che il Pd spiegasse pubblicamente ai cittadini le ragioni della propria mancata adesione ad una richiesta che, almeno nelle intenzioni dichiarate, punta a fare chiarezza&rdquo;. In una situazione gi&agrave; per s&eacute; potenzialmente esplosiva, questo &egrave; stato l&rsquo;innesco della miccia.</p> <p>E a stretto giro, la replica di Cannalire &egrave; al vetriolo: &ldquo;Abbiamo preso atto della richiesta di convocazione della commissione e parteciperemo con determinazione per capire fino in fondo le dinamiche che hanno caratterizzato le scelte dell&rsquo;azienda del servizio di raccolta. Avevamo pienamente condiviso quella richiesta di convocazione ma avevamo anche valutato l&rsquo;inopportunit&agrave; di avallare l&rsquo;atteggiamento di quelle &lsquo;maestranze&rsquo; che hanno denunciato probabilmente solo perch&eacute; non accontentate. Quello che scrive Borromeo, o meglio chi per lui, perde di senso proprio per ci&ograve; che sostiene nel suo imbarazzante comunicato, probabilmente perch&eacute; firmatario ed estensore non coincidono, dove si cerca di allontanare dal proprio partito i sospetti sulle assunzioni&rdquo;. Quindi, per non farsi mancare nulla, l&rsquo;affondo di Roberto Quarta, presidente della commissione ambiente: &ldquo;Ci&ograve; che sta accadendo oggi in citt&agrave; &egrave; l&rsquo;ennesimo, avvilente capitolo di un teatrino che offende l&rsquo;intelligenza dei cittadini brindisini &ndash; afferma -.</p> <p>I cittadini sono stanchi di assistere a questo andazzo fatto di allusioni, sospetti e accuse reciproche, mentre la citt&agrave; avrebbe bisogno di risposte serie, tecniche e scevre da logiche di parte. Quanto sta emergendo in queste ore non &egrave; politica: &egrave; il sintomo di una malapolitica che si nutre di ombre e che sembra aver smarrito il rispetto fondamentale per le istituzioni. La citt&agrave; merita chiarezza, onest&agrave; e il ripristino immediato di un clima di legalit&agrave; che oggi appare smarrito&rdquo;. Il sindaco Marchionna, l&rsquo;assessora Antonucci e i dirigenti di Teknoservice sono stati invitati a partecipare per fare chiarezza su questa vicenda che ha creato legittime aspettative in centinaia di famiglie che avrebbero tratto conforto da queste assunzioni a tempo determinato, e avrebbe consentito beneficio alla citt&agrave; stessa, migliorando i servizi di raccolta, smaltimento e spazzamento sul territorio. Invece, tutto passa in secondo piano, trasformandosi in una guerra senza esclusione di colpi.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Ostuni, fissato appello per auto bruciata all'ex sindaco Tanzarella. La difesa: «Condanna fondata su congetture»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2007656/ostuni-fissato-appello-per-auto-bruciata-all-ex-sindaco-tanzarella-la-difesa-condanna-fondata-su-congetture.html</link>
      <description>L’8 luglio la Corte di Lecce riesaminerà la sentenza a carico di Alfredo Capone. La difesa parla di indagini fragili e chiede l’assoluzione piena</description>
      <author>Fabiana Agnello</author>
      <category>ostuni,tanzarella</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2007656/ostuni-fissato-appello-per-auto-bruciata-all-ex-sindaco-tanzarella-la-difesa-condanna-fondata-su-congetture.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 15:47:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;appello &egrave; fissato per l&rsquo;8 luglio davanti alla Prima sezione penale. La Corte di Lecce dovr&agrave; valutare la richiesta di riforma integrale della sentenza con cui, il 19 febbraio 2024, il Tribunale di Brindisi ha condannato Alfredo Capone a un anno e sei mesi per il danneggiamento seguito da incendio dell&rsquo;auto dell&rsquo;avvocato ed ex sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, avvenuto il 3 giugno 2020. Tanzarella, costituito parte civile con l&rsquo;avvocato Giuseppe Biondi, comparir&agrave; anche nel giudizio di secondo grado.</p> <p>Nell&rsquo;atto di appello, l&rsquo;avvocato Francesco Sabatelli definisce la decisione &laquo;erronea&raquo; e &laquo;frutto di pregiudizio&raquo;, sostenendo che il Tribunale abbia fondato la responsabilit&agrave; dell&rsquo;imputato su &laquo;sentito dire e congetture&raquo;, arrivando a richiamare un presunto movente di vendetta risalente al 2009 mai emerso in dibattimento. La difesa contesta anche il riferimento ad altri attentati subiti da Tanzarella tra il 2019 e il 2021, episodi archiviati e mai collegati a Capone.</p> <p>Secondo Sabatelli, il quadro probatorio sarebbe &laquo;inesistente&raquo;. Nessun testimone ha visto Capone avvicinarsi all&rsquo;auto; nessuna telecamera lo ha ripreso nei pressi del mezzo; e la stessa persona offesa, sentita il 2 ottobre 2023, ha dichiarato di non riconoscere nell&rsquo;uomo la figura che passava nella zona. In aula, Tanzarella ha anche criticato l&rsquo;operato della Squadra Mobile, affermando: &laquo;Ho letto che tanti non hanno fatto niente, non lo so che cosa siano venuti a fare&raquo;, frase che la difesa riporta come indice della fragilit&agrave; delle indagini.</p> <p>L&rsquo;atto insiste sulle contraddizioni emerse tra gli operatori di polizia: agenti citati come testi a carico che hanno negato di aver svolto attivit&agrave; investigative; il coordinatore che non ha saputo spiegare le modalit&agrave; dell&rsquo;innesco; l&rsquo;ispettore che ha confermato come Capone, nelle immagini, &laquo;non avesse nulla in mano&raquo; e stesse solo camminando. La difesa sottolinea inoltre che nessuno ha verificato il sistema di videosorveglianza.</p> <p>Per Sabatelli, anche la ricostruzione tecnica dell&rsquo;incendio &egrave; &laquo;inaccettabile&raquo;: l&rsquo;ipotesi di una miccia lanciata attraverso un finestrino aperto di pochi centimetri avrebbe richiesto tempo e movimenti evidenti, incompatibili con l&rsquo;assenza di avvistamenti in una strada centrale, trafficata, con molte vie di fuga. &laquo;Capone &egrave; stato condannato solo per essere passato a piedi nella strada dove risiede e dove si reca per le sue commissioni&raquo;, scrive il legale.</p> <p>Da qui la richiesta di assoluzione. L&rsquo;8 luglio la Corte d&rsquo;Appello dovr&agrave; decidere se confermare la condanna o riscrivere una vicenda che la difesa definisce &laquo;grottesca&raquo; e &laquo;priva di prove&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Scontro tra auto e furgone sulla Francavilla–Manduria, muore bracciante agricola 63enne. Cinque feriti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2006603/scontro-tra-auto-e-furgone-sulla-francavillamanduria-sei-feriti-e-una-donna-morta.html</link>
      <description>Grave incidente sulla provinciale 96 al confine tra Brindisi e Taranto. La vittima è una lavoratrice polacca. Tra i feriti tre donne e tre uomini, ricoveri tra codici rossi e gialli. Sul posto Carabinieri e 118, intervenute sei ambulanze</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incidente mortale,francavilla-manduria,donna morta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2006603/scontro-tra-auto-e-furgone-sulla-francavillamanduria-sei-feriti-e-una-donna-morta.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 19:19:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span> Una bracciante agricola di 63 anni, di origine polacca, &egrave; morta a seguito di un violento incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio di luned&igrave; 8 giugno sulla strada provinciale 96 che collega Francavilla Fontana a Manduria, al confine tra le province di Brindisi e Taranto.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Lo scontro ha coinvolto una Renault Megane, condotta da un uomo, e un Fiat Ducato a bordo del quale viaggiavano cinque lavoratori, che secondo le prime ipotesi investigative sarebbero tutti braccianti agricoli.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Nell&rsquo;impatto sono rimaste ferite altre cinque persone, tra cui una donna in condizioni particolarmente gravi. Il bilancio complessivo &egrave; di tre donne e tre uomini coinvolti, tutti trasportati negli ospedali della zona, con ricoveri classificati tra codici rossi e gialli.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La 63enne, apparsa subito in condizioni critiche, era stata soccorsa e trasportata all&rsquo;ospedale &ldquo;Giannuzzi&rdquo; di Manduria insieme agli altri feriti, assistiti inizialmente sul posto dal personale del 118 intervenuto con sei ambulanze e un&rsquo;automedica. Successivamente, a causa dell&rsquo;aggravarsi del quadro clinico, la donna era stata trasferita all&rsquo;ospedale &ldquo;Santissima Annunziata&rdquo; di Taranto, dove &egrave; giunta gi&agrave; priva di vita.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sul luogo dell&rsquo;incidente sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile di Manduria, i vigili del fuoco di Manduria e Francavilla Fontana e il personale sanitario del 118. Le operazioni di soccorso e rimozione dei veicoli hanno causato forti rallentamenti alla circolazione.</span></p> <p><span>Le indagini per ricostruire la dinamica dello scontro e accertare eventuali responsabilit&agrave; sono affidate ai carabinieri di Manduria. Restano sotto osservazione le condizioni di una delle donne rimaste ferite.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Vertenze Cerano ed ex Sir, i dubbi dei sindacati: «Nessuna garanzia per i lavoratori»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2006263/vertenze-cerano-ed-ex-sir-i-dubbi-dei-sindacati-nessuna-garanzia-per-i-lavoratori.html</link>
      <description>La Cgil, anche alla luce dell’avvio del progetto Bess, lamenta scarsa chiarezza delle ipotesi prospettate e persistente incertezza occupazionale</description>
      <author>NICOLA BELLANOVA</author>
      <category>cerano,vertenze,ex sir</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2006263/vertenze-cerano-ed-ex-sir-i-dubbi-dei-sindacati-nessuna-garanzia-per-i-lavoratori.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:13:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La partita per il ricollocamento dei lavoratori ex Sir e per il futuro dell&rsquo;indotto della centrale di Cerano &egrave; sempre aperta, pur tra distinguo e dubbi dei sindacati. Dopo l&rsquo;incontro nella sede dell&rsquo;Asi alla presenza dei rappresentanti di Confindustria Brindisi, Enel, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, la Cgil esprime perplessit&agrave; sulle politiche e le tempistiche di gestione della delicata vertenza, anche alla luce dell&rsquo;avvio del progetto Bess. Lamenta scarsa chiarezza delle ipotesi prospettate, persistente incertezza occupazionale derivante dalla decisione di collocare l&rsquo;impianto in &ldquo;riserva a freddo&rdquo; e l&rsquo;assenza di un reale coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in tutte le fasi di sviluppo del progetto Bess: &laquo;Il risultato della mobilitazione conclusasi nel dicembre 2025 non ci ha mai convinto, perch&eacute; non rispondeva alle richieste avanzate dalla Cgil - affermano il segretario provinciale Cgil Massimo Di Cesare e il Coordinamento Industria - La nostra proposta era chiara: accompagnare il phase-out della centrale garantendo trentasei mesi di lavoro ai dipendenti diretti e dell&rsquo;indotto, attraverso attivit&agrave; di messa in sicurezza dell&rsquo;impianto, smontaggio delle strutture e avvio delle bonifiche. Una prospettiva che &egrave; stata di fatto compromessa dalla scelta del Governo di collocare la centrale in &ldquo;riserva a freddo&rdquo;, determinando effetti negativi sui programmi di lavoro e sulle prospettive occupazionali&raquo;.</p> <p>Per i 50 lavoratori della Sir, oggi 48 a seguito di due uscite volontarie, la Cgil aveva chiesto una collocazione senza soluzione di continuit&agrave; all&rsquo;interno del progetto Bess a partire dal 1&deg; aprile 2026: &laquo;Per noi continuit&agrave; significava continuit&agrave; lavorativa, salvaguardia dell&rsquo;anzianit&agrave; maturata, dei livelli di inquadramento, del salario differito e di tutti gli istituti derivanti dalla contrattazione di secondo livello. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a ipotesi di assunzioni a tempo determinato, legate a singoli lotti di attivit&agrave; e prive di una prospettiva certa e stabile&raquo;. Cgil Brindisi continua inoltre a ritenere indispensabile &laquo;il ricorso, ove necessario, ad ammortizzatori sociali straordinari e universali accompagnati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale, occupazione, transizione energetica e reindustrializzazione&raquo;.&nbsp;</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Braccianti costretti a turni massacranti e a dormire in un casolare di fortuna: arrestato caporale nel Brindisino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2006042/costringeva-i-migranti-a-turni-massacranti-e-a-dormire-in-casolare-di-fortuna-arrestato-caporale-nel-brindisino.html</link>
      <description>Per riscaldarsi all’interno del casolare rurale i lavoratori erano costretti a bruciare la spazzatura in un caminetto, respirando così fumi pericolosi. Inoltre, dormivano su materassi sporchi, trovati nelle campagne vicine</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>caporalato,arresto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2006042/costringeva-i-migranti-a-turni-massacranti-e-a-dormire-in-casolare-di-fortuna-arrestato-caporale-nel-brindisino.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:37:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il rappresentante legale di una cooperativa &egrave; stato arrestato nel Brindisino dai carabinieri con l'accusa di caporalato. Secondo l&rsquo;accusa l&rsquo;indagato, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, avrebbe costretto diversi braccianti agricoli ad oltre 10 ore di lavoro al giorno a fronte di una retribuzione inferiore alla met&agrave; rispetto a quella prevista dal Contratto collettivo nazionale del settore. Inoltre l&rsquo;uomo - &egrave; emerso dall&rsquo;attivit&agrave; investigativa - avrebbe decurtato ulteriori 5 euro giornaliere a ciascun lavoratore, mettendo a disposizione degli operai un alloggio scoperto in condizioni fatiscenti, con muffe, servizi igienici non funzionanti e privo di riscaldamento. Per riscaldarsi all&rsquo;interno del casolare rurale i lavoratori erano costretti a bruciare la spazzatura in un caminetto, respirando cos&igrave; fumi pericolosi. Inoltre, dormivano su materassi sporchi, trovati nelle campagne vicine.</p> <p>I braccianti, due al momento quelli identificati, erano impiegati in nero, senza contratto di lavoro, senza visite mediche e senza alcun corso di formazione. Uno dei braccianti era senza permesso di soggiorno per l&rsquo;impiego lavorativo. L'indagine &egrave; partita a marzo dopo la denuncia di un bracciante. Il mezzo utilizzato per il trasporto dei lavoratori ed il casolare dove vivevano sono stati sequestrati. Al rappresentante legale della cooperativa, che si trova ai domiciliari, sono state elevate sanzioni amministrative ed ammende per 20mila euro.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Brindisi, stop ai parcheggi selvaggi a Punta del Serrone: chiusi gli accesi dopo l'abbandono di rifiuti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2005158/brindisi-stop-ai-parcheggi-selvaggi-a-punta-del-serrone-chiusi-gli-accesi-dopo-l-abbandono-di-rifiuti.html</link>
      <description>Ripulita l’area dalla Conca fino ad Apani: nei giorni scorsi i soliti incivili avevano trasformato la riserva in una discarica a cielo aperto</description>
      <author>NICOLA BELLANOVA</author>
      <category>riserva di Punta del Serrone,teknoservice</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2005158/brindisi-stop-ai-parcheggi-selvaggi-a-punta-del-serrone-chiusi-gli-accesi-dopo-l-abbandono-di-rifiuti.html</guid>
      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 14:47:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Non si &egrave; fatta attendere la risposta, decisa e immediata, dell&rsquo;amministrazione comunale contro i soliti furbetti che nei giorni scorsi avevano trasformato la riserva di Punta del Serrone in un parcheggio pubblico e discarica a cielo aperto, con tanto di auto lasciate davanti al mare.</p> <p>La Polizia Locale di Brindisi, con gli operai specializzati, ha provveduto a tracciare e chiudere ogni accesso all&rsquo;area, con catene, cartellonistica e, dove possibile, ripristinando le robuste staccionate. Cinque i punti nevralgici che erano stati usati come ingressi impropri: in due in via Punta Penne dopo lo stabilimento Granchio Rosso, i tre lungo la litoranea all&rsquo;ingresso dell&rsquo;ex Cavallino Bianco, e i due lungo il rettilineo che dalla Casa dell&rsquo;Ammiraglio costeggia l&rsquo;area della Batteria Menga. Naturalmente, &egrave; allo studio il potenziamento della sorveglianza nella zona, da parte dei vigili urbani, almeno per i fine settimana, e nelle ore pi&ugrave; a rischio. Intanto, restando in tema di decoro del litorale, la Teknoservice ha intensificato le pulizie degli arenili lungo i tratti di spiaggia libera comunale, proprio per garantire un avvio di stagione estiva senza &ldquo;buchi&rdquo;.</p> <p>Squadre di operai hanno lavorato anche la notte per assicurare ai bagnanti condizioni igienico sanitarie adeguate dalla Conca fino ad Apani. Ora, naturalmente, dovranno essere i cittadini a fare la loro parte. A tal proposito, considerando il sempre crescente fenomeno di conferimento improprio di rifiuti in molte aree della citt&agrave;, compreso anche il centro storico, il consigliere comunale Roberto Quarta, nel ruolo di presidente della commissione consiliare ambiente, ha prodotto una istanza urgente al sindaco Giuseppe Marchionna, ponendo dei punti fermi in merito alla gestione ambientale e tributaria legata alla tassa sui rifiuti: &ldquo;Nell&rsquo;atto presentato ho richiesto l&rsquo;emissione immediata di un&rsquo;ordinanza sindacale che imponga l&rsquo;uso di sacchi trasparenti per il conferimento dei rifiuti, rendendo il contenuto ispezionabile per sanzionare chi non rispetta le norme. Inoltre, la revoca dell&rsquo;affidamento dei servizi all&rsquo;associazione Ekoclub, a causa degli scarsi risultati ottenuti, con il contestuale trasferimento delle risorse economiche al comando di Polizia Locale per potenziarne mezzi e organico. E infine l&rsquo;avvio di un piano straordinario di verifiche presso le utenze non domestiche, volto ad accertare la corretta iscrizione Tari e la reale corrispondenza tra superfici dichiarate ed effettive&rdquo;.</p> <p>La carenza di vigili &egrave; conclamata da anni, e per questo il consigliere Quarta ha richiesto al primo cittadino di promuovere un vertice urgente con il prefetto Guido Aprea, volto a definire forme di collaborazione interforze e l&rsquo;ausilio delle Guardie Provinciali e delle altre forze di polizia: &ldquo;Tale sinergia istituzionale si rende necessaria per compensare le attuali difficolt&agrave; organiche del Comando e garantire, attraverso un&rsquo;azione coordinata, la presenza capillare sul territorio indispensabile per contrastare efficacemente l&rsquo;illegalit&agrave; ambientale&rdquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Brindisi, al Perrino il primo parto in acqua: un fiocco azzurro segna l'avvio del servizio nel reparto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003960/brindisi-al-perrino-il-primo-parto-in-acqua-un-fiocco-azzurro-segna-l-avvio-del-servizio-nel-reparto.html</link>
      <description>La nascita del primo bambino è avvenuta dopo un travaglio seguito interamente dall’équipe ostetrica del presidio, che ha assistito la partoriente nella vasca dedicata, introdotta come strumento aggiuntivo per la gestione del dolore</description>
      <author>Luana Giacovelli</author>
      <category>parto in acqua,Massimo Stomati,ospedale perrino</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003960/brindisi-al-perrino-il-primo-parto-in-acqua-un-fiocco-azzurro-segna-l-avvio-del-servizio-nel-reparto.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:55:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; nato il primo bambino nella vasca per il travaglio installata nella nuova sala parto dell&rsquo;ospedale &ldquo;Perrino&rdquo; di Brindisi. Un evento che segna l&rsquo;avvio operativo della nuova dotazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia e che rappresenta una novit&agrave; per il percorso nascita della struttura sanitaria. &laquo;&Egrave; un giorno davvero speciale per tutti noi &ndash; ha dichiarato Massimo Stomati, direttore dell&rsquo;Unit&agrave; operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia &ndash;. Si tratta di un traguardo importante raggiunto grazie all&rsquo;impegno, alla passione e alla professionalit&agrave; di tutto il nostro team, che ha lavorato per offrire un servizio sicuro, umano e di qualit&agrave;&raquo;.</p> <p>Sull&rsquo;importanza del risultato raggiunto &egrave; intervenuta anche Livia Antonucci, coordinatrice di Forza Italia: &laquo;Abbiamo creduto, prima di tutti, che a ogni donna venisse riconosciuto il diritto al parto senza dolore. Una conquista che non nasce oggi: era il 2019, quando Forza Italia scelse di farsi voce di tante donne che chiedevano solo un diritto semplice e umano. Da allora abbiamo coinvolto governo nazionale e regionale, con determinazione, affinch&eacute; anche all&rsquo;ospedale Perrino le donne della provincia di Brindisi potessero avere ci&ograve; che alle altre era gi&agrave; garantito: un parto rispettoso e indolore. Oggi quella battaglia &egrave; una realt&agrave;&raquo;.</p> <p>La nascita del primo bambino &egrave; avvenuta dopo un travaglio seguito interamente dall&rsquo;&eacute;quipe ostetrica del presidio, che ha assistito la partoriente nella vasca dedicata, introdotta come strumento aggiuntivo per la gestione del dolore. Una modalit&agrave; che si inserisce nei percorsi di assistenza sempre pi&ugrave; orientati a soluzioni non farmacologiche e personalizzate, in linea con le raccomandazioni internazionali sulla centralit&agrave; della donna nel percorso nascita.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Aeroporti, prende il via il collegamento Brindisi-Francoforte: i voli due volte a settimane</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003750/aeroporti-prende-il-via-il-collegamento-brindisi-francoforte-i-voli-due-volte-a-settimane.html</link>
      <description>Dal primo volo sono sbarcati 135 passeggeri e se ne sono imbarcati 167. Il collegamento sarà attivo fino al 23 ottobre</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Brindisi-Francoforte,Discover Airlines,Antonio Maria Vasile</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003750/aeroporti-prende-il-via-il-collegamento-brindisi-francoforte-i-voli-due-volte-a-settimane.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 11:06:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ha preso il via il nuovo bisettimanale Brindisi-Francoforte di Discover Airlines, vettore leisure del gruppo Lufthansa, che amplia cos&igrave; la propria offerta in Puglia, dove &egrave; gi&agrave; presente su Bari. Il nuovo collegamento, operato con aeromobile Airbus A320neo, sar&agrave; attivo per tutta la stagione estiva, fino al 23 ottobre, con partenze da Francoforte alle 10.45 il marted&igrave; e alle 8.30 il venerd&igrave;, mentre i voli da Brindisi decolleranno rispettivamente alle 13.20 e alle 11.05. Dal primo volo sono sbarcati 135 passeggeri e se ne sono imbarcati 167. </p> <p>&laquo;Prosegue la nostra azione finalizzata ad arricchire l'offerta di collegamenti, soprattutto internazionali, da Brindisi - dichiara Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia - . L&rsquo;aeroporto del Salento rappresenta per la rete aeroportuale e per la Puglia un&rsquo;infrastruttura strategica, soprattutto per l&rsquo;industria turistica del sud della regione. Il mercato tedesco, infatti, &egrave; storicamente uno dei pi&ugrave; importanti per questa area e questo ulteriore volo non potr&agrave; che portare ulteriori benefici&raquo;.  La rotta, evidenzia AdP, si inserisce nel pi&ugrave; ampio network su Francoforte, hub strategico per proseguire verso Canada, Stati Uniti, Asia e Africa, grazie anche alle connessioni offerte da Lufthansa e dai partner del gruppo Star Alliance, di cui Discover Airlines fa parte.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Paura a Brindisi, uomo ubriaco guida il furgone tra i dehors affollati di piazza Mercato: denunciato un 64enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003749/paura-a-brindisi-uomo-ubriaco-guida-il-furgone-tra-i-dehors-affollati-di-piazza-mercato-denunciato-un-64enne.html</link>
      <description>Le forze dell’ordine sono state allertate da diverse persone che si trovavano in zona spaventate per quello che stava avvenendo tra i tavolini e le sedie, occupati dai clienti dei locali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>piazza mercato,dehors,frugone</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003749/paura-a-brindisi-uomo-ubriaco-guida-il-furgone-tra-i-dehors-affollati-di-piazza-mercato-denunciato-un-64enne.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 11:02:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo ubriaco alla guida ha attraversato l&rsquo;area pedonale di piazza Mercato a Brindisi con manovre spericolate tra i dehors dei locali pieni di gente. Gli agenti della polizia locale, ieri sera, hanno bloccato un 64enne in evidente stato di alterazione psicofisica. Le forze dell&rsquo;ordine sono state allertate da diverse persone che si trovavano in zona spaventate per quello che stava avvenendo tra i tavolini e le sedie, occupati dai clienti dei locali. L&rsquo;uomo, dopo essere stato bloccato, &egrave; stato accompagnato in comando: dai controlli &egrave; emerso un tasso alcolemico superiore al limite massimo di 1,5 g/l. Il 64enne &egrave; stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. Inoltre &egrave; stato disposto il ritiro della patente ed il sequestro del veicolo, un furgone Mercedes.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Nautica da record, ma in Puglia pochi approdi: a Borgo Egnazia la convention della filiera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003640/nautica-da-record-ma-in-puglia-pochi-approdi-a-borgo-egnazia-la-convention-della-filiera.html</link>
      <description>Imprese e Governo indicano la rotta: blue economy, innovazione. La filiera vale oltre 13 miliardi. Ma senza infrastrutture il Sud resta indietro</description>
      <author>maristella massari</author>
      <category>Convention Satec 2026,Confindustria Nautica</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2003640/nautica-da-record-ma-in-puglia-pochi-approdi-a-borgo-egnazia-la-convention-della-filiera.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 10:25:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La nautica si candida a diventarne uno dei principali motori della &laquo;blue economy&raquo; e tema centrale delle politiche industriali dell&rsquo;Italia. &Egrave; il messaggio emerso dalla Convention Satec 2026 di Confindustria Nautica che per due giorni ha riunito a Borgo Egnazia imprenditori, manager, istituzioni e rappresentanti del Governo per discutere di mercati, innovazione, intelligenza artificiale e nuove strategie di sviluppo. Non &egrave; soltanto una questione di yacht e superyacht. Dietro la nautica italiana si muove una filiera che genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto, garantisce quasi 168 mila posti di lavoro e nel 2025 ha portato l'export nazionale delle unit&agrave; da diporto a sfiorare il record storico di 4,4 miliardi di euro. Numeri che spiegano perch&eacute; il settore sia ormai considerato una componente strategica del Made in Italy.</p> <p>Ad aprire la due giorni &egrave; stato il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, che ha definito la nautica &laquo;una delle espressioni pi&ugrave; avanzate del Made in Italy e uno strumento sempre pi&ugrave; rilevante della diplomazia economica del Paese&raquo;. Un comparto che, ha ricordato, continua a crescere nonostante le tensioni geopolitiche e le incertezze dei mercati internazionali.</p> <p>Nel videomessaggio inviato ai partecipanti, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la nautica &laquo;una delle espressioni pi&ugrave; avanzate del Made in Italy&raquo; sottolineando il valore economico di una filiera che produce effetti ben oltre i cantieri. &laquo;Ogni euro prodotto dalla cantieristica nautica genera 5,2 euro di valore aggiunto lungo la catena produttiva e ogni addetto attiva oltre sette posti di lavoro complessivi&raquo;, ha ricordato il premier. Meloni ha inoltre rivendicato l'approvazione della nuova Legge sulla valorizzazione della risorsa mare, definendola l'inizio di &laquo;una stagione nuova&raquo; nella quale il mare viene finalmente considerato uno degli asset strategici dello sviluppo nazionale. Una cornice normativa che punta a favorire semplificazione, innovazione, formazione e internazionalizzazione.</p> <p>Proprio il tema dell'export &egrave; stato al centro dell'intervento del presidente dell'Ice, Matteo Zoppas. Secondo Zoppas la forza della nautica italiana risiede nella capacit&agrave; delle imprese di competere sui mercati mondiali grazie a qualit&agrave;, design e know-how. Ma il dirigente ha anche richiamato le aziende a utilizzare maggiormente gli strumenti messi a disposizione dal sistema Paese per l'internazionalizzazione e ad affrontare senza timori la sfida dell'intelligenza artificiale, definita una rivoluzione destinata a incidere profondamente sulla competitivit&agrave; delle imprese.</p> <p>Ma &egrave; sul Mezzogiorno che si sono concentrate alcune delle riflessioni pi&ugrave; interessanti. A richiamare l'attenzione sulle potenzialit&agrave; ancora inespresse della Puglia &egrave; stata Susanna Vitulano, consigliera di Confindustria Nautica e manager di Italia Yachts. Secondo Vitulano la regione ha investito molto nel turismo ma troppo poco nel turismo nautico. &laquo;La blue economy potrebbe essere trainante per tutta l'economia pugliese&raquo;, ha spiegato, evidenziando come il principale limite sia rappresentato dalla carenza di infrastrutture dedicate alla nautica da diporto. Il problema riguarda soprattutto la disponibilit&agrave; di porti turistici e posti barca. Una carenza che spinge molti armatori pugliesi a scegliere Croazia, Grecia e Albania, dove trovano maggiore disponibilit&agrave; di servizi e infrastrutture. &laquo;Non diamo ai diportisti i servizi di cui hanno bisogno&raquo;, ha osservato Vitulano, sottolineando come la crescita della nautica possa generare benefici ben oltre il comparto, alimentando cantieristica, manutenzione, refitting, accoglienza e turismo di qualit&agrave;.</p> <p>Da Bari a Bisceglie, da Molfetta a Trani fino a Taranto, la richiesta che emerge dal settore &egrave; quella di una nuova stagione di investimenti pubblici e privati. Non soltanto grandi porti, ma anche una rete diffusa di approdi turistici capaci di sostenere la crescita della domanda e trattenere sul territorio una quota importante della ricchezza prodotta dal mare.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Quando Patrizia morì l'indagato era lontano», la Procura di Brindisi chiede nuova archiviazione per la morte della giornalista</title>
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      <description>Il caso della giornalista 41enne trovata impiccata a Fasano nel 2023</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>patrizia nettis,procura brindisi</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 20:03:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Procura di Brindisi, per la seconda volta, ha chiesto l&rsquo;archiviazione del procedimento sulla morte di Patrizia Nettis, la giornalista pugliese trovata impiccata nel suo appartamento a Fasano (Brindisi) il 29 giugno del 2023, in quanto ritiene che la donna si sia suicidata. L'istanza giunge in seguito alle nuove indagini svolte dopo che la gip del Tribunale di Brindisi Vilma Gilli, con l&rsquo;ordinanza del 28 gennaio scorso, aveva respinto la prima richiesta di archiviazione invocata dalla Procura, accogliendo l&rsquo;opposizione della famiglia, e aveva disposto accertamenti tecnici relativi allo smartphone in uso alla donna, alle celle agganciate dai due uomini che avevano litigato con la 41enne poche ore prima dal ritrovamento del cadavere. La giudice aveva disposto anche l'acquisizione di alcuni tabulati telefonici relativi a conoscenti della vittima. </p> <p>I due uomini coinvolti nella vicenda sono Riccardo Argento (unico indagato con l&rsquo;accusa di istigazione al suicidio e minacce) e il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria (che non &egrave; indagato). Argento e Zaccaria, in due momenti diversi, avevano avuto una relazione con la donna. Nella notte tra il 28 ed il 29 giugno del 2023 in una piazza a poca distanza dall&rsquo;abitazione di Patrizia Nettis i tre si erano incontrati. Cos&igrave; come era gi&agrave; emerso nei giorni scorsi dall&rsquo;acquisizione della prima documentazione, alle 4:06 dello stesso giorno viene registrata la disattivazione del collegamento tramite bluetooth con l&rsquo;auto della donna. Inizialmente il decesso era stato fissato intorno alle 2:20 della notte, pochi minuti dopo un messaggio inviato dalla 41enne all&rsquo;ex marito, in cui chiedeva di salutare il figlio. </p> <p>I risultati della &laquo;analisi tecnica delle celle telefoniche, sono convergenti con la tesi investigativa, - si legge nella richiesta di archiviazione - peraltro prospettata sin dall&rsquo;immediatezza agli inquirenti da Riccardo Argento, secondo la quale, una volta rientrato nella propria abitazione subito dopo l&rsquo;incontro con il sindaco e la Nettis, vi permaneva sino alle ore 07:00 circa, quando se ne allontanava per recarsi al lavoro&raquo;. Anche le verifiche sul telefono del sindaco hanno rivelato che quella notte &laquo;si agganciano&raquo; celle &laquo;compatibili con l&rsquo;abitazione di Zaccaria e non con quelle in prossimit&agrave; dell&rsquo;abitazione della Nettis&raquo;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, continua lo stato di agitazione nella Stp. L'ultimatum del sindacato: «Urgente un tavolo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2002719/brindisi-continua-lo-stato-di-agitazione-nella-stp-l-ultimatum-del-sindacato-urgente-un-tavolo.html</link>
      <description>Sinai: «Risposte su premio di risultato e ricollocazione personale inidoneo»</description>
      <category>stp,sindacati</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:30:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ancora rapporti tesi all&rsquo;interno della Stp. Il sindacato autonomo Sinai ha comunicato l&rsquo;attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione, dichiarando la disponibilit&agrave; a revocare lo stato di agitazione qualora pervenga immediata e urgente convocazione del tavolo di confronto. Il conflitto verte su premi di risultato, gestione dei ricorsi gerarchici, ricollocazione del personale inidoneo e consegna dei verbali degli incontri precedenti.</p> <p>&laquo;Il silenzio mantenuto dall&rsquo;azienda costituisce violazione dei doveri di correttezza e buona fede, nonch&eacute; degli obblighi di informazione e consultazione previsti dal Ccnl Autoferrotranvieri vigente&raquo;, scrive il segretario del sindacato, Roberto Liuzzi. In mancanza di risposte dalla Stp, verr&agrave; proclamato lo stato di agitazione del personale e sar&agrave; coinvolta la Prefettura per l&rsquo;esperimento del tentativo preventivo di conciliazione. Inoltre, il Sinai preannuncia che si provveder&agrave; alla segnalazione all&rsquo;Ispettorato territoriale del lavoro per le violazioni su &laquo;mancato accordo sulle somme destinate al premio di risultato, in aperta violazione della contrattazione di secondo livello; mancata gestione dei ricorsi gerarchici da parte del datore di lavoro; mancata ricollocazione del personale giudicato inidoneo alla mansione&raquo;, oltre che sulla mancata consegna dei verbali degli incontri precedenti, &laquo;in aperta violazione dei doveri di trasparenza nelle relazioni sindacali&raquo;.</p> <p>&laquo;Si diffida formalmente l&rsquo;azienda dal protrarre ulteriormente condotte o atteggiamenti ostili alle corrette relazioni sindacali, con riserva di adire l&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria competente per la repressione della condotta antisindacale&raquo;, rincara Liuzzi nella nota inviata ai vertici della Stp. &laquo;A fronte del perdurare dell'atteggiamento dilatorio e della chiusura al dialogo da parte aziendale, metteremo in atto qualsiasi azione necessaria, in ogni sede competente (sindacale, amministrativa e legale), a tutela dei diritti e della dignit&agrave; dei lavoratori&raquo;, conclude il sindacato.</p> <p>Da noi contattata, la Stp fa sapere che &laquo;si proceder&agrave;, nei tempi previsti dalla normativa, alla convocazione del sindacato per la prima fase della procedura di raffreddamento. Il tutto, con l'obiettivo di superare l'annunciato stato di agitazione, cos&igrave; come sempre avvenuto nella Stp di Brindisi dove corretti rapporti sindacali rappresentano un costante punto di riferimento&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Francavilla Fontana, scoppia un incendio in un impianto di rifiuti: «Tenete chiuse le finestre». Rogo domato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2002602/francavilla-fontana-scoppia-un-incendio-in-un-impianto-di-rifiuti-tenete-chiuse-le-finestre.html</link>
      <description>Il fumo nero sprigionato dalle fiamme è visibile da diversi chilometri. All’interno del centro c'erano ecoballe di materiale plastico</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incendio,impianto rifiuti,Antonello Denuzzo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2002602/francavilla-fontana-scoppia-un-incendio-in-un-impianto-di-rifiuti-tenete-chiuse-le-finestre.html</guid>
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:18:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un incendio &egrave; divampato in un impianto di stoccaggio di rifiuti a Francavilla Fontana, nel Brindisino. Sul posto stanno operando diverse squadre dei vigili del fuoco. Il fumo nero sprigionato dalle fiamme &egrave; visibile da diversi chilometri. All&rsquo;interno del centro c'erano ecoballe di materiale plastico.</p> <p>Il sindaco di Francavilla Fontana, Antonello Denuzzo, ha emesso un&rsquo;ordinanza nella quale si invita la popolazione residente nel raggio di due km dal sito &laquo;per precauzione e fino al termine dei controlli di Arpa Puglia&raquo; di &laquo;spegnere climatizzatori e pompe di calore, tenere chiusi tutti gli infissi, non consumare frutta e verdura coltivate nella zona, non utilizzare acqua superficiale stagnante, tenere in casa gli animali domestici, limitare le attivit&agrave; all&rsquo;aperto&raquo;. &laquo;Le misure - si legge nell&rsquo;ordinanza - sono valide fino a nuove comunicazioni, al termine delle analisi su aria, suolo e acqua&raquo;.</p> <h3>ROGO DOMATO</h3> <p>Il rogo &egrave; stato praticamente domato nella tarda mattinata di oggi quando i Vigili del fuoco del distaccamento in via Barbaro Forleo hanno concluso le &ldquo;rifiniture&rdquo; e messo l&rsquo;area in completa sicurezza. Adesso, sull&rsquo;incendio scoppiato venerd&igrave; mattina nel centro di stoccaggio rifiuti gestito dalla Monteco sulla via per San Vito, la Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo per incendio colposo. Un atto dovuto, il contenuto minimo per avviare un&rsquo;inchiesta giudiziarie a dare corpo alle indagini del caso, coordinate dalla Polizia Locale di Francavilla Fontana, guidata dalla dottoressa Valeria Sabatelli.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Maria Console muore a 54 anni in un incidente nel Brindisino, tre indagati: c'è anche la figlia della vittima</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2001663/maria-console-muore-a-54-anni-in-un-incidente-nel-brindisino-tre-indagati-c-e-anche-la-figlia-della-vittima.html</link>
      <description>Si tratta di un atto dovuto. Gli indagati sono i conducenti delle tre auto coinvolte nell’incidente, dovranno rispondere di omicidio stradale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incidente,maria console</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2001663/maria-console-muore-a-54-anni-in-un-incidente-nel-brindisino-tre-indagati-c-e-anche-la-figlia-della-vittima.html</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 18:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono tre le persone, tra cui la figlia della vittima, indagate per la morte della 54enne Maria Console, deceduta il 27 maggio scorso in seguito ad un incidente stradale che si &egrave; verificato nel Brindisino, tra Mesagne e San Vito dei Normanni. Si tratta di un atto dovuto per procedere agli accertamenti utili a ricostruire la dinamica ed eventuali responsabilit&agrave;. Gli indagati, si tratta dei conducenti delle tre auto coinvolte nell&rsquo;incidente, sono accusati di omicidio stradale. Oggi il pubblico ministero, Mauron Gallone, ha conferito l&rsquo;incarico per la consulenza tecnica; gli accertamenti richiesti dalla procura inizieranno il prossimo 9 giugno. La donna il 27 maggio scorso era in auto con la figlia. Per cause in corso d&rsquo;accertamento la Lancia Delta su cui viaggiavano si &egrave; scontrata con una Renault Clio ed una Volkswagen Polo. In seguito all&rsquo;impatto la ragazza riport&ograve; gravi ferite, tanto che fu ricoverata in codice rosso all&rsquo;ospedale Perrino di Brindisi; la madre, invece, mor&igrave; nonostante i tentativi dei sanitari di rianimarla.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Brindisi, operatore ecologico denuncia nuovo caso di «parentopoli» alla Teknoservice. «Ma è falso»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2001446/brindisi-operatore-ecologico-denuncia-nuovo-caso-di-parentopoli-alla-teknoservice-ma-e-falso.html</link>
      <description>«Non abbiamo scheletri nell’armadio, abbiamo agito nella massima trasparenza» afferma Giulia Dicembre, amministratore delegato di Teknoservice</description>
      <author>andrea pezzuto</author>
      <category>Gianluca Ostuni,Teknoservice,Giulia Dicembre</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2001446/brindisi-operatore-ecologico-denuncia-nuovo-caso-di-parentopoli-alla-teknoservice-ma-e-falso.html</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 16:09:45 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sul portale di Teknoservice sono arrivate 374 candidature per fare il netturbino nella stagione estiva. Di questi, l&rsquo;azienda ne ha assunti 15, di cui 3 scelti a sorteggio tra i figli dei dipendenti. Tutto secondo accordi con i sindacati. &Egrave; quanto si apprende dalla societ&agrave; e dal Comune, con il sindaco Pino Marchionna che ha comunque chiesto di essere ragguagliato alla luce della nuova polemica scatenata dall&rsquo;ennesima denuncia social dell&rsquo;operatore ecologico Gianluca Ostuni (detto Gianluca il ballerino), che a due anni di distanza &egrave; tornato a parlare di una &laquo;parentopoli&raquo; nella gestione delle assunzioni, depositando ieri un esposto alla guardia di finanza.</p> <p>Ostuni, le cui pagine social sono molto seguite in citt&agrave;, nell&rsquo;agosto 2024 (quando c&rsquo;era Avr) fece scoppiare il caso dell&rsquo;assunzione del fidanzato di una consigliera comunale e dei parenti di dipendenti gi&agrave; in forza nella societ&agrave; di rifiuti, inclusi fratelli, figli e altre persone indicate. In quella occasione, anche Marchionna chiese chiarezza e rivendic&ograve; il diritto del Comune di conoscere i nomi degli assunti. &laquo;Ma quella volta si trattava della platea integrativa - sostiene il sindaco -, che invece oggi &egrave; stata gi&agrave; esaurita; adesso si tratta di assunzioni extra sulle quali non possiamo sindacare. Certo, rinnovo il suggerimento che diedi ad Avr, ossia di rivolgersi alle agenzie interinali in modo da rendere le procedure il pi&ugrave; trasparenti possibili&raquo;. Ostuni da anni porta avanti una battaglia per far assumere suo figlio e lamenta favoritismi che lasciano indietro sempre gli stessi. L&rsquo;operatore ecologico ha avanzato pesanti accuse di connivenza anche verso il Comune, tanto che oltre alla societ&agrave;, anche l&rsquo;ente sta valutando di adire le vie legali. &laquo;Mi dicono sia stato fatto un sorteggio per i figli dei dipendenti, e c&rsquo;&egrave; anche un video a testimoniarlo. A ogni modo, attendiamo una rendicontazione da Teknoservice, perch&eacute; non siamo stati messi al corrente di queste assunzioni&raquo;, chiosa il primo cittadino. Tra l&rsquo;altro, anche l&rsquo;accordo tra la ditta e i sindacati &egrave; stato piuttosto travagliato.</p> <p>La societ&agrave;, dal canto suo, si dice tranquilla. &laquo;Non abbiamo scheletri nell&rsquo;armadio, abbiamo agito nella massima trasparenza - afferma Giulia Dicembre, amministratore delegato di Teknoservice -. Normalmente non assumiamo figli di dipendenti, &egrave; stata una richiesta arrivata dai sindacati, ma dovevamo trovare un criterio per definire questa selezione (ossia il sorteggio, ndr), che &egrave; stata fatta in modo pubblico&raquo;. Detto dei tre figli dei dipendenti sorteggiati, gli altri 22 &laquo;sono prevalentemente giovani, con patenti superiori alla categoria B - prosegue Dicembre - e con un certo grado di scolarizzazione. La graduatoria della platea integrativa era stata gi&agrave; esaurite l&rsquo;anno scorso, pertanto oggi non potevamo pi&ugrave; pescare da quell&rsquo;elenco ma abbiamo dovuto stilarne uno nuovo&raquo;. E il fatto che il Comune si dica all&rsquo;oscuro di queste assunzioni, per la societ&agrave; &egrave; la riprova che le procedure non sono state viziate da particolari commistioni, come invece raccontato dal denunciante Gianluca Ostuni.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Villa Castelli, in casa nasconde più di 6 chili di droga e armi: arrestato 41enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2000400/villa-castelli-in-casa-nasconde-piu-di-6-chili-di-droga-e-armi-arrestato-41enne.html</link>
      <description>Sono stati inoltre sequestrati contanti per 5mila euro, suddivisi in banconote di vario taglio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>droga,armi,41enne arrestato</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 18:15:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nascondeva in casa pi&ugrave; di sei chili di droga, tra cocaina, marijuana, e hashish, due pistole con matricola abrasa ed oltre 5mila euro in contanti un 41enne arrestato nei giorni scorsi dalla polizia, a Villa Castelli, in provincia di Brindisi. L&rsquo;uomo, finito in carcere, &egrave; accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione abusiva di armi. L'attivit&agrave; investigativa &egrave; stata condotta dagli agenti del commissariato di Mesagne. </p> <p>Le indagini sono iniziate dopo che l&rsquo;uomo &egrave; stato trovato, durante un controllo, in possesso di tre dosi di droga. Le forze dell&rsquo;ordine hanno voluto proseguire negli accertamenti: giunti nell&rsquo;abitazione del 41enne i poliziotti hanno trovato oltre un chilo di cocaina, 2,8 chilogrammi di marijuana, e 2,2 chilogrammi di hashish, insieme alle due calibro 9x 21, complete di quattro caricatori e 107 cartucce. Sono stati inoltre sequestrati contanti per 5mila euro, suddivisi in banconote di vario taglio.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Fasano, rubata la Ferrari da 200mila euro dell'imprenditore Gaetani: «Se non la trovano la mia carriera è finita»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2000062/fasano-rubata-la-ferrari-da-200mila-euro-dell-imprenditore-gaetani-se-non-la-trovano-la-mia-carriera-e-finita.html</link>
      <description>L'auto è scomparsa tra giovedì e venerdì dall’area paddock della manifestazione insieme al carrello utilizzato per il trasporto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Luca Gaetani,ferrari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/2000062/fasano-rubata-la-ferrari-da-200mila-euro-dell-imprenditore-gaetani-se-non-la-trovano-la-mia-carriera-e-finita.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:14:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>&laquo;Se i carabinieri non ritroveranno la mia Ferrari, la mia vita professionale &egrave; praticamente finita&raquo;. Sono parole cariche di rammarico quelle pronunciate a <em>PadovaToday</em> da&nbsp;</span>Luca Gaetani, che ha subito il furto del suo veicolo da competizione dal valore di oltre 200mila euro&nbsp;durante la Coppa Selva, in programma a Fasano. L'uomo, imprenditore 46enne, era in Puglia proprio per l'evento di cronoscalata tra i pi&ugrave; noti del calendario automobilistico nazionale: la 458 Challenge Evo, di propriet&agrave; della sua Gaetani Racing, scuderia con sede a San Giorgio delle Pertiche (Padova), &egrave; scomparsa nella notte tra gioved&igrave; e venerd&igrave; dall&rsquo;area paddock della manifestazione insieme al carrello utilizzato per il trasporto. Avrebbe dovuto affittarla a un pilota per la gara, e invece il titolare del team &egrave; rimasto con un pugno di mosche in mano. Le telecamere di sicurezza&nbsp;hanno ripreso tre persone a volto coperto aggirarsi nell&rsquo;area durante la notte. I filmati sono stati acquisiti dai carabinieri di Fasano, intervenuti subito dopo la denuncia presentata da Gaetani.</p> <p></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Fasano, incendio all'alba nella zona industriale: 5 auto distrutte e altre 3 danneggiate</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1999851/fasano-incendio-all-alba-nella-zona-industriale-5-auto-distrutte-e-altre-3-danneggiate.html</link>
      <description>Le autovetture erano parcheggiate all'esterno di un'autocarrozzeria situata in via dell’Agricoltura. Tra le auto una Peugeot 208 al 100% elettrica. Si indaga sulle cause del rogo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incendio,fasano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1999851/fasano-incendio-all-alba-nella-zona-industriale-5-auto-distrutte-e-altre-3-danneggiate.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un grave incendio ha interessato questa mattina la zona industriale di Fasano, coinvolgendo diverse autovetture parcheggiate all'esterno di un'autocarrozzeria situata in via dell&rsquo;Agricoltura.</p> <p>L'allarme &egrave; scattato alle prime luci dell'alba: la chiamata di emergenza &egrave; infatti arrivata intorno alle 5. Il bilancio &egrave; di 5 vetture completamente distrutte dalle fiamme (tra cui una Peugeot 208 al 100% elettrica: la sua rimozione &egrave; stata affidata ad un servizio di carro attrezzi specializzato) e altre 3 auto rimaste danneggiate a causa della propagazione del fuoco. Inoltre, il forte calore sprigionato dal rogo ha danneggiato per irraggiamento anche l'insegna dell'attivit&agrave; commerciale.</p> <p>Tutti i veicoli colpiti si trovavano regolarmente parcheggiati nell'area esterna della carrozzeria. L'intervento dei vigili del fuoco ha consentito la messa in sicurezza dell'area.&nbsp;Sul posto anche i carabinieri che hanno acquisito i rilievi per accertare le cause del rogo.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Auto «clonate» con pezzi di ricambio rubati, quattro arresti nel Brindisino I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999847/auto-clonate-con-pezzi-di-ricambio-rubati-quattro-arresti-nel-brindisino-i-nomi.html</link>
      <description>Due persone in carcere, due ai domiciliari e due obblighi di firma. L'inchiesta della Polstrada: i veicoli venivano rivenduti online a prezzi vantaggiosi, ma con una targa fasulla</description>
      <author>f.ca.</author>
      <category>Dario Nardelli,santo ingrosso,cristian ciciriello,pierluigi calignano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1999847/auto-clonate-con-pezzi-di-ricambio-rubati-quattro-arresti-nel-brindisino-i-nomi.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:26:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Con i pezzi di auto rubate tra Taranto, Brindisi e Lecce rigeneravano auto incidentate e, con targhe clonate e documenti falsi, le rivendevano su piattaforme online a prezzi particolarmente vantaggiosi. Una volta rimesse sul mercato, quindi, nel territorio italiano c&rsquo;erano almeno due auto che circolavano con la stessa targa. Un business da centinaia di migliaia di euro quello portato alla luce dalla Procura di Brindisi con l&rsquo;inchiesta &ldquo;Taurus&rdquo; che ha portato all&rsquo;esecuzione di sei misure cautelari: in carcere sono finiti Dario Nardelli, 44enne di Latiano, e Santo Ingrosso 54enne anch&rsquo;egli di Latiano, agli arresti domiciliari il 30enne brindisino Cristian Ciciriello e il 35enne di Nard&ograve; Pierluigi Calignano e infine obbligo di firma per Antonio Pennisi, 35 anni di Torino, e Michele Monteleone 32enne anch&rsquo;egli torinese.</p> <p>L&rsquo;accusa per tutti &egrave; di aver fatto parte di una vera e propria associazione a delinquere. L&rsquo;inchiesta condotta dagli investigatori della Polizia Stradale, agli ordini dell&rsquo;ispettore Leonardo Maiorino e coordinati dai pubblici ministeri Alfredo Manca e Sonia Nuzzo, ruota intorno alla figura di Nardelli, ritenuto promotore del gruppo e legato a gruppi criminali del brindisino, barese e foggiano ma anche di cellule che operavano oltre i confini pugliesi. Il gruppo, quindi, sotto le direttive di Nardelli, per l&rsquo;accusa pianificava il furto di veicoli a cui veniva nascosto o logorato il numero di telaio e, come detto, applicata una targa clonata insieme con un libretto di circolazione fasullo. A Nardelli, inoltre, spettava il compito di individuare le agenzie di pratiche automobilistiche, sempre diverse, in cui venivano effettuati i passaggi di propriet&agrave; per gli ignari acquirenti.</p> <p>Per gli altri quattro indagati l&rsquo;accusa &egrave; di aver partecipato attivamente all'associazione, come formali intestatari dei mezzi riciclati oppure di aver fatto da intermediario nelle trattative e nelle fasi di vendita dei mezzi riciclati. Quando le indagini dei poliziotti hanno portato ai sequestri delle prime autovetture, il sistema di riciclaggio delle autovetture infatti &egrave; cambiato, ma non &egrave; bastato a eludere le indagini dei poliziotti: il gruppo assemblava le scocche di auto incidentate con parti di auto rubate, ma utilizzando lo schermo dell'impresa individuale dedita alla vendita online di autoveicoli intestata alla compagna di Nardelli, anche lei finita sotto accusa. Complessivamente gli indagati nelle inchiesta sono 16: nelle scorse settimane, alla presenza dei difensori tra i quali gli avvocati Paolo Valzano e Simona de Rocco, sono stati effettuati e gli interrogatori preventivi e poi il gip Vilma Gilli ha firmato l&rsquo;ordinanza concedendo sei misure cautelari. Nel suo provvedimento, il gip Gilli ha parlato di &laquo;una dimensione &ldquo;professionale&rdquo; dell'attivit&agrave; illecita degli indagati&raquo; che non &egrave; venuta meno neppure quando questi hanno appreso dell&rsquo;esistenza di un&rsquo;inchiesta della magistratura. [<em>f.ca.</em>]</p>]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, la diga della discordia: Punta Riso spacca in due il consiglio comunale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1998813/brindisi-la-diga-della-discordia-punta-riso-spacca-in-due-il-consiglio-comunale.html</link>
      <description>La chiusura attuale (forse definitiva) solleva perplessità e proteste. L’interdizione dell’accesso al pubblico è stata disposta per consentire la realizzazione di un impianto fotovoltaico, da piazzare sui muri perimetrali della imponente struttura</description>
      <author>NICOLA BELLANOVA</author>
      <category>punta riso,Michelangelo Greco</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1998813/brindisi-la-diga-della-discordia-punta-riso-spacca-in-due-il-consiglio-comunale.html</guid>
      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 14:19:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La chiusura temporanea, e probabilmente definitiva della diga di Punta Riso attualmente interdetta al pubblico per consentire la realizzazione di un impianto fotovoltaico da piazzare sui muri perimetrali dell&rsquo;imponente opera, sta spaccando in due le forze in consiglio comunale, creando dei fronti trasversali tra favorevoli e contrari alla chiusura definitiva.</p> <p>Dopo l&rsquo;anteprima lanciata sulle colonne de La Gazzetta del Mezzogiorno, si &egrave; scatenato il dibattito. La diga, finora percorribile solo a piedi, &egrave; strategicamente rilevante perch&eacute; &egrave; meta di appassionati di camminate, fotografie e pescatori dilettanti, ma soprattutto &egrave; parte integrante di un&rsquo;area culturalmente importante come quella del castello di Forte a Mare e dell&rsquo;isola di S. Andrea, oggetto di interventi di restauro e riqualificazione.</p> <p>L&rsquo;infrastruttura, di propriet&agrave; dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale, sar&agrave; chiusa, come evidenziato nei cartelloni all&rsquo;ingresso del sito, fino al 5 novembre, e poi a fine lavori si terr&agrave; un summit in Capitaneria di Porto per valutare il da farsi: &ldquo;Io sono assolutamente favorevole alle rinnovabili &ndash; afferma l&rsquo;ex sindaco e attuale consigliere di opposizione Riccardo Rossi -. Ma serve buonsenso. Capisco che l&rsquo;ente abbia bisogno di energia, ma con tutti gli spazi retroportuali che ci sono a disposizione, perch&eacute; proprio l&igrave;, che &egrave; anche un luogo difficile da proteggere a livello di sicurezza e che ha bisogno di sorveglianza continua? L&rsquo; Autorit&agrave; Portuale che non &egrave; un&rsquo;enclave autonoma, ma deve riflettere con le istituzioni&rdquo;. Sulla stessa lunghezza d&rsquo;onda il capogruppo di Forza Italia Nicola Di Donna: &ldquo;Mi sto occupando della questione gi&agrave; da qualche giorno. Sto recuperando la documentazione della paesaggistica per verificare l&rsquo;eventuale parere. A mia precisa domanda, circa la possibilit&agrave; di poterla attraversare a lavori ultimati, non vi &egrave; stata risposta. E&rsquo; l&rsquo;ennesima dimostrazione di arroganza dell&rsquo;ente portuale&rdquo;.</p> <p>Ci va gi&ugrave; duro anche il consigliere Michelangelo Greco: &ldquo;Con il progetto di riqualificazione dell&rsquo;isola, del Castello, del faro e della torre, la diga non pu&ograve; fungere solo come tale, ma resa fruibile ai cittadini come luogo di aggregazione, oltre che location per gare di pesca sportiva. Va studiato bene ogni dettaglio, la posta in gioco &egrave; alta&rdquo;.</p> <p>Dall&rsquo;altra parte, c&rsquo;&egrave; chi invece sostiene che la struttura in qualche modo possa restare chiusa al pubblico: &ldquo;Credo che, a prescindere, quella &egrave; una diga industriale, non &egrave; n&eacute; un luogo per passeggiate, n&eacute; un posto dove andare a pesca &ndash; afferma Cesare Mevoli -. &Eacute; pericolosa, e andrebbe comunque interdetta&rdquo;.</p> <p>Pi&ugrave; diplomatico e possibilista il presidente del consiglio comunale Gabriele Antonino: &ldquo;Grazie all&rsquo;impianto fotovoltaico si potranno alimentare gli impianti delle navi ormeggiate nel porto che oggi rimangono con i motori accesi provocando inquinamento dell&rsquo;aria ed acustico. Credo che bisognerebbe trovare un adeguato compromesso per esempio recintando adeguatamente l&rsquo;impianto fotovoltaico, in modo da consentire l&rsquo;accesso quanto meno ai pedoni&rdquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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