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    <title>CURIOSITÀ - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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    <description>CURIOSITÀ: tutte le notizie e novità curiose in Puglia e Basilicata.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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      <title>L’oro verde pugliese conquista Montecarlo: la Covan di Andria sul podio mondiale degli oli extravergine</title>
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      <description>La cooperativa di Andria trionfa ai Montecarlo Masters of Olive Oil con la Coratina: medaglie d’oro e un secondo posto assoluto nella categoria monocultivar</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>olio,puglia,montecarlo</category>
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      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 19:52:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="292" data-end="627">L&rsquo;eccellenza olivicola pugliese conquista la scena internazionale. La <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">COVAN &ndash; Cooperativa Olivicoltori Andriesi</span></span> ha ottenuto un risultato di assoluto prestigio ai Montecarlo Masters of Olive Oil, uno dei concorsi pi&ugrave; selettivi al mondo dedicati all&rsquo;olio extravergine d&rsquo;oliva, svoltosi nel Principato di Monaco.</p> <p data-start="629" data-end="989">La storica realt&agrave; di Andria, attiva dal 1959 e oggi composta da circa 70 soci con 1.200 ettari di oliveti coltivati principalmente a cultivar Coratina, ha conquistato il 2&deg; Premio Assoluto nella categoria Monocultivar con l&rsquo;olio Corona delle Puglie INTENSO, che ha ottenuto anche il riconoscimento Gold Quality Standard per le sue qualit&agrave; organolettiche.</p> <p data-start="991" data-end="1297">Un successo completato da una vera e propria pioggia di medaglie d&rsquo;oro: il Gold Quality Standard &egrave; stato assegnato anche al Corona delle Puglie MEDIO e al Corona delle Puglie BIO, a conferma dell&rsquo;elevato livello qualitativo dell&rsquo;intera produzione, tra agricoltura convenzionale e biologica certificata.</p> <p data-start="1299" data-end="1647">Determinante il lavoro in frantoio del maestro <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Vincenzo Santovito</span></span>, mentre la soddisfazione &egrave; stata espressa dal presidente della cooperativa <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Riccardo Marchio</span></span>, che ha sottolineato il valore della tradizione, della cooperazione e del passaggio generazionale come elementi alla base del successo internazionale.</p> <p data-start="1649" data-end="1838" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un risultato che consacra la Coratina di Andria tra le eccellenze mondiali dell&rsquo;olio extravergine, portando ancora una volta la Puglia ai vertici della produzione agroalimentare di qualit&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Si ripete la magia del Solstizio d'estate: a Bari il sole incontra la pietra nella Cattedrale di San Sabino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2022377/si-ripete-la-magia-del-solstizio-d-estate-a-bari-il-sole-incontra-la-pietra-nella-cattedrale-di-san-sabino.html</link>
      <description>Domenica 21 giugno 2026 il fenomeno del «Solstitium» trasformerà la basilica in un teatro di luce: scienza, fede e architettura si incontrano nel giorno più lungo dell’anno</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>solstizio d'estate,san sabino,bari</category>
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      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 18:17:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="313" data-end="591">Si rinnova anche nel 2026 uno degli appuntamenti pi&ugrave; suggestivi dell&rsquo;inizio dell&rsquo;estate: il solstizio d&rsquo;estate nella Cattedrale<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">&nbsp;di San Sabino</span></span>, dove il Sole sembra &ldquo;dialogare&rdquo; con la pietra dando vita al fenomeno del Solstitium.</p> <p data-start="593" data-end="950">Domenica 21 giugno 2026, il Sole raggiunger&agrave; il punto pi&ugrave; alto del suo percorso apparente nel cielo, segnando ufficialmente l&rsquo;inizio dell&rsquo;estate astronomica e la giornata con il maggior numero di ore di luce dell&rsquo;anno. Un evento astronomico preciso che, da secoli, assume anche un forte valore simbolico legato a rinascita, energia e ciclicit&agrave; della natura.</p> <p data-start="952" data-end="1308">Nel cuore della basilica barese, intorno alle 17.10, i raggi solari penetreranno attraverso il grande rosone della facciata proiettando all&rsquo;interno un&rsquo;immagine luminosa che si sovrappone perfettamente al rosone musivo del pavimento. Un allineamento straordinario che trasforma per pochi minuti lo spazio sacro in un suggestivo gioco di luce e architettura.</p> <p data-start="1310" data-end="1554">Il fenomeno, conosciuto come Solstitium, attira ogni anno visitatori, studiosi e fotografi, affascinati da quella che molti interpretano come una delle pi&ugrave; evidenti testimonianze della conoscenza astronomica degli antichi costruttori medievali.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Mussolini resta cittadino onorario di Venosa: respinta la mozione di revoca</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/potenza/2020931/mussolini-resta-cittadino-onorario-di-venosa-respinta-la-mozione-di-revoca.html</link>
      <description>L'onorificenza fu conferita pochi giorni prima dell’assassinio di Matteotti. Cgil: «non è un onore»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>mussolini,venosa</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:29:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Benito Mussolini resta cittadino onorario di Venosa (Potenza): il consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dalla consigliera di opposizione Marianna Iovanni (sindaca pentastellata del Comune lucano fino al 2024) che ne chiedeva la revoca. Ne hanno dato notizia lo Spi Cgil e la Camera del lavoro Cgil di Venosa. L&rsquo;onorificenza fu conferita a Mussolini nel 1924, pochi giorni prima dell&rsquo;assassinio di Giacomo Matteotti.</p> <p>&laquo;Sarebbe stata l&rsquo;occasione per difendere i valori democratici e di libert&agrave; che spinsero tante donne e tanti uomini a combattere contro la dittatura, sacrificando spesso la propria vita, sia nel corso del ventennio che dopo l&rsquo;8 settembre del 1943, durante la Resistenza e nella lotta di Liberazione dal nazifascismo&raquo;, hanno scritto in una nota i sindacati, che hanno concluso: &laquo;Non &egrave; certo un onore - afferma il sindacato - essere considerati ancora oggi, dopo pi&ugrave; di cent'anni, concittadini di Benito Mussolini. Bisogna contrastare con decisione ogni tentativo di rivalutare esperienze storiche ormai definitivamente archiviate e la riproposizione di valori inneggianti al fascismo che sono ripudiati dalla nostra Costituzione, sulla quale da circa 80 anni si fonda la Repubblica italiana&raquo;.&nbsp;</p> <h3>LE PAROLE DI LIBERA</h3> <p>Il Presidio di Libera Vulture Alto Bradano, il Coordinamento regionale Libera Basilicata e il Comitato provinciale Anpi di Potenza hanno definito &laquo;grave, non soltanto sul piano simbolico, ma anche sotto il profilo culturale e istituzionale&raquo;, la decisione del consiglio comunale di Venosa di respingere la mozione di revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini nel 1924. </p> <p>&laquo;Nessuno ha mai chiesto di cancellare la storia - &egrave; scritto in una nota - ma una cittadinanza onoraria appartiene alla sfera del riconoscimento pubblico e dei valori che una comunit&agrave; sceglie di rappresentare e trasmettere. E Benito Mussolini non &egrave; una figura storica neutrale. Continuare a mantenerne l'onorificenza civica - hanno aggiunto - significa lasciare irrisolta una contraddizione che interpella direttamente la coscienza democratica delle istituzioni&raquo;.  &laquo;Revocare una cittadinanza onoraria - &egrave; scritto - non significa riscrivere la storia; significa dichiarare da quale parte della storia una comunit&agrave; intende collocarsi. Per questo motivo riteniamo che la decisione assunta dal Consiglio Comunale di Venosa rappresenti un&rsquo;occasione mancata per riaffermare con chiarezza i valori della Costituzione repubblicana, della memoria democratica e della responsabilit&agrave; civile. Come Libera - hanno concluso - auspichiamo che il dibattito possa proseguire nella comunit&agrave; venosina e che le istituzioni locali tornino a interrogarsi sul significato profondo dei simboli pubblici e sulla responsabilit&agrave; educativa che essi esercitano verso le nuove generazioni&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Da Trani a San Francisco la storia di Davide Franco, manager della ristorazione internazionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2020911/da-trani-a-san-francisco-la-storia-di-davide-franco-manager-della-ristorazione-internazionale.html</link>
      <description>Oggi general manager del ristorante tre stelle Michelin «Quince», uno dei simboli dell’alta ristorazione internazionale. Ma «dentro di me Trani c’è sempre»</description>
      <author>alessandro landini</author>
      <category>davide franco</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:55:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Da Trani a San Francisco, passando per alcune delle cucine pi&ugrave; esigenti del mondo. &Egrave; la traiettoria di Davide Franco, 40 anni, oggi general manager del ristorante tre stelle Michelin &laquo;Quince&raquo;, uno dei simboli dell&rsquo;alta ristorazione internazionale. Dall&rsquo;altra parte del mondo, in California, il suo lavoro &egrave; fatto di equilibrio e precisione: una sala che deve funzionare come un organismo unico, dove ogni gesto ha un tempo preciso e ogni dettaglio contribuisce all&rsquo;esperienza finale. Coordinare il servizio significa leggere la sala in tempo reale, anticipare i bisogni, mantenere ritmo e armonia anche nei momenti di massima pressione. &laquo;Mi piace che vinca il team, non il singolo&raquo; racconta Davide. Ed &egrave; proprio questa idea di squadra a guidare un lavoro che, nei ristoranti di questo livello, non lascia spazio all&rsquo;improvvisazione. Eppure la sua storia non nasce nei grandi hotel internazionali o nelle capitali della gastronomia.</p> <p>Nasce in Puglia. Qui, da adolescente, muove i primi passi all&rsquo;istituto Alberghiero di Molfetta, poi le estati trascorse a Trani a lavorare mentre i suoi coetanei vanno al mare. Una scelta precoce, autonoma, senza eredit&agrave; familiari nel settore. &laquo;Non c&rsquo;era nessuno in famiglia che facesse questo lavoro. &Egrave; stata una scelta mia&raquo;. Il primo vero salto arriva a diciotto anni con Villa Feltrinelli, sul Lago di Garda. Per arrivarci, un lungo viaggio in treno con il padre, solo per un colloquio. Un gesto che colpisce e che diventa decisivo. &laquo;Non ero qualificato per un ambiente cos&igrave;, non conoscevo l&rsquo;inglese&raquo;. Eppure viene assunto e da l&igrave; inizia una formazione rigorosa, quasi totale: standard altissimi, disciplina, ritmo serrato. &laquo;&Egrave; stata la prima esperienza fuori casa. Il sacrificio pi&ugrave; grande &egrave; stato lasciare famiglia e amici&raquo;. Poi Milano, al Trussardi alla Scala. Quattro anni di crescita verticale: entra dal livello pi&ugrave; basso ed esce come direttore di sala. &laquo;Una delle esperienze pi&ugrave; formative della mia vita&raquo;. La carriera si allarga poi a Londra, dove lavora accanto a figure di riferimento della ristorazione mondiale come Heston Blumenthal, Marcus Wareing e H&eacute;l&egrave;ne Darroze.</p> <p>Un percorso che lo porta a confrontarsi con approcci e culture diverse dell&rsquo;ospitalit&agrave;. &Egrave; il periodo delle grandi aperture e delle grandi cucine, tra cui il &laquo;Core&raquo; a Notting Hill. Poi gli Stati Uniti diventano un pensiero fisso. San Francisco e il &laquo;Quince&raquo; entrano nella sua traiettoria gi&agrave; nel 2019, ma la pandemia interrompe tutto. Rientra in Italia e lavora con Enrico Bartolini, uno degli chef pi&ugrave; premiati del Paese. In quegli anni, per&ograve;, cresce anche la sua vita personale: conosce Nadisha, collega nella ristorazione, oggi sua moglie e madre del loro figlio Cesare. Segue Alba, in Piemonte, nel ristorante &laquo;Piazza Duomo&raquo;, un&rsquo;altra tappa di consolidamento ad alto livello. Ma il legame con San Francisco non si spegne. Anzi, torna con forza. Una cena &laquo;a quattro mani&raquo; da Quince, un&rsquo;occasione e una decisione che matura: provare ancora. &laquo;Sono vent&rsquo;anni che lavoro in questo mondo, facciamo qualcosa di speciale&raquo; dice alla moglie la scorsa estate. Lei lo sostiene senza esitazioni. Il secondo colloquio va a segno, e cos&igrave; a febbraio Davide si trasferisce negli Stati Uniti con la famiglia e assume il ruolo di general manager. Nel suo percorso c&rsquo;&egrave; anche un episodio che racconta il livello raggiunto: il matrimonio del principe Harry e Meghan Markle al castello di Windsor, nel 2018. Un anno di preparazione per uno degli eventi pi&ugrave; osservati al mondo. Gli sposi reali diventano parte di un ricordo professionale unico: Davide responsabile del tavolo degli sposi. &laquo;Una delle esperienze pi&ugrave; incredibili. Dopo avermi visto una volta, mi chiamavano per nome&raquo;.</p> <p>Oggi, per&ograve;, la chiave della sua storia resta una: un ragazzo di Trani che &egrave; arrivato dall&rsquo;altra parte del mondo e si &egrave; affermato ai massimi livelli dell&rsquo;ospitalit&agrave; internazionale. &laquo;Dentro di me Trani c&rsquo;&egrave; sempre. &Egrave; la mia citt&agrave;, dove vive la mia famiglia. &Egrave; nel mio cuore&raquo;. E a volta basta un odore per riportarlo alle origini. Come quello del nuovo dessert del suo ristorante, alla foglia di fico: un profumo intenso, che non &egrave; solo un aroma, ma un ritorno alle campagne di Trani, alle giornate calde. &laquo;Quando lo sento in cucina &egrave; come essere l&igrave;&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Checco Zalone diventa «dottore» in pianoforte jazz: il Conservatorio di Foggia gli conferisce la laurea ad honorem</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2020912/checco-zalone-diventa-dottore-in-pianoforte-jazz-il-conservatorio-di-foggia-gli-conferisce-la-laurea-ad-honorem.html</link>
      <description>Iniziativa del Conservatorio Umberto Giordano. La cerimonia il 23 giugno a Rodi Garganico</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>checco zalone,laurea ad honorem,foggia</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il conservatorio Umberto Giordano di Foggia conferir&agrave; la laurea ad honorem in pianoforte jazz a Pasquale Luca Medici, in arte Checco Zalone. La cerimonia di conferimento si terr&agrave; il 23 giugno alle 18 nell&rsquo;anfiteatro del conservatorio di Rodi Garganico, nell&rsquo;ambito della XXI edizione del Rodi Jazz Fest.</p> <p>&laquo;Un riconoscimento che il conservatorio Umberto Giordano - si legge in una nota - attribuisce ad un artista capace di coniugare comicit&agrave; ed eccellenti qualit&agrave; musicali, valorizzandone in particolare una dimensione meno nota al grande pubblico ma profondamente radicata nel suo percorso professionale: quella di pianista jazz&raquo;. Nel corso della cerimonia, Luca Medici terr&agrave; una lectio magistralis.</p> <p>L&rsquo;evento dedicato a Checco Zalone sar&agrave; preceduto da tre giornate di iniziative sul jazz, tra cui, domenica 21 giugno, 'Remembering Miles', omaggio a Miles Davis con la partecipazione di Mark Sherman, tra i pi&ugrave; autorevoli vibrafonisti della scena jazz internazionale, che si esibir&agrave; insieme ai docenti e agli studenti, proponendo un viaggio musicale attraverso le sonorit&agrave; e l&rsquo;eredit&agrave; artistica del grande trombettista americano.</p>]]></content:encoded>
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      <title>QS World Ranking 2027, l'Università di Bari avanza tra le migliori al mondo e guadagna 80 punti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2019353/qs-world-ranking-2027-l-universita-di-bari-avanza-tra-le-migliori-al-mondo-e-guadagna-80-punti.html</link>
      <description>L'ateneo si colloca nella fascia 741-750, migliora l’indicatore sulla ricerca</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari,università aldo moro,qs world university</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:22:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;universit&agrave; Aldo Moro di Bari si &egrave; collocata nella fascia 741-750 a livello mondiale del Qs World university rankings 2027, migliorando di oltre 80 posizioni rispetto all&rsquo;edizione precedente. Lo comunica UniBa in una nota, evidenziando che &laquo;il risultato conferma il percorso di crescita dell&rsquo;ateneo nei principali indicatori internazionali di ricerca, formazione e collaborazione scientifica, rafforzandone la visibilit&agrave; e il posizionamento nel panorama accademico globale&raquo;. Particolarmente significativo &egrave; il risultato ottenuto nell&rsquo;indicatore 'International research network', che misura la capacit&agrave; delle universit&agrave; di sviluppare relazioni e progetti di ricerca con partner internazionali. In questo ambito, UniBa raggiunge la 333/ma posizione mondiale, evidenziando una rete sempre pi&ugrave; estesa e qualificata di collaborazioni scientifiche a livello internazionale e un contributo crescente alla produzione condivisa di conoscenza. </p> <p>Il rapporto evidenzia inoltre progressi negli indicatori di 'Reputazione accademic&agrave; e 'Reputazione presso il mondo del lavor&ograve;. Per il rettore, Roberto Bellotti, si tratta di &laquo;un riconoscimento significativo del lavoro svolto dall&rsquo;intera comunit&agrave; universitaria: docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo e comunit&agrave; studentesca&raquo;. "Questo risultato - conclude - riflette l&rsquo;efficacia delle azioni dell&rsquo;ateneo e la crescente capacit&agrave; di sviluppare collaborazioni internazionali. Lo consideriamo un incoraggiamento a proseguire con determinazione: continueremo a investire nella qualit&agrave; della ricerca, nella formazione e nell&rsquo;innovazione&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari laboratorio d’avanguardia: installato un microscopio laser a cascata quantica unico in Italia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2018327/bari-laboratorio-davanguardia-installato-un-microscopio-laser-a-cascata-quantica-unico-in-italia.html</link>
      <description>Nel dipartimento interateneo dell’Università di Bari e del Politecnico arriva la tecnologia che analizza i tessuti senza coloranti: la città tra i nuovi poli nazionali dell’imaging biochimico avanzato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>BARI,MICROSCOPIO INFRAROSSO</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 20:16:42 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo microscopio infrarosso laser a cascata quantica, per applicazioni biomedicali, &egrave; stato installato nel laboratorio PolySense del Dipartimento interateneo di Fisica dell&rsquo;Universit&agrave; Aldo Moro e del Politecnico di Bari. Lo strumento, &laquo;il primo sistema di questa tipologia commercializzato e installato in Italia&raquo;, spiega in una nota il Politecnico, sar&agrave; presentato il 19 giugno nell&rsquo;ambito del workshop internazionale 'Infrared Microscopy with Quantum Cascade Laser for Biomedical Applications', dedicato alle pi&ugrave; recenti frontiere della microscopia infrarossa e dell&rsquo;imaging molecolare applicato alle scienze della vita.</p> <p>La nuova tecnologia &laquo;colloca Bari - prosegue la nota - tra i principali poli nazionali per la ricerca nell&rsquo;ambito dell&rsquo;imaging biochimico avanzato&raquo;. La microscopia a Cascata Quantica (QCL) rappresenta una tecnologia emergente capace di rivoluzionare l&rsquo;analisi dei tessuti biologici. A differenza delle tecniche istologiche convenzionali, consente di ottenere immagini basate sulla composizione chimica e molecolare del campione, senza l&rsquo;impiego di coloranti o reagenti.</p> <p>Attraverso l'analisi dell&rsquo;impronta infrarossa delle biomolecole presenti nei tessuti, &egrave; possibile distinguere cellule sane e patologiche, identificare alterazioni metaboliche e supportare sistemi avanzati di classificazione automatica basati su algoritmi di intelligenza artificiale. L&rsquo;acquisizione del microscopio &egrave; il risultato di una collaborazione strategica tra il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell&rsquo;Informazione del Politecnico e il Dipartimento Interateneo di Fisica, resa possibile grazie alle attivit&agrave; della Fondazione 'D&uuml;4Health' e al contributo congiunto dello Spoke 2 - IN&sup2;LAB e dello Spoke 3 - PolySense Lab.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Barletta spunta il Cristo dei like: il murale che interroga l’amore digitale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2016773/a-barletta-spunta-il-cristo-dei-like-il-murale-che-interroga-lamore-digitale.html</link>
      <description>L’autore resta sconosciuto. L’opera ha già diviso la città: per alcuni è irriverente, per altri una critica efficace alla società dell’immagine, per altri ancora un tentativo di tradurre il sacro nella lingua visiva del presente</description>
      <author>Viviana Minervini</author>
      <category>barletta,cristo,murale</category>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 19:46:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una mano regge lo smartphone, l&rsquo;altra indica il cuore. Le fiamme e la corona di spine del Sacro Cuore convivono per&ograve; con le notifiche di Instagram, mentre l&rsquo;aureola sembra trasformarsi nella luce fredda di una ring light. &Egrave; apparso cos&igrave;, nei giorni scorsi, il Cristo contemporaneo dipinto su una parete di viale Ippocrate, a Barletta, proprio in concomitanza con la solennit&agrave; del Sacro Cuore di Ges&ugrave;.</p> <p>L&rsquo;autore resta sconosciuto. L&rsquo;opera ha gi&agrave; diviso la citt&agrave;: per alcuni &egrave; irriverente, per altri una critica efficace alla societ&agrave; dell&rsquo;immagine, per altri ancora un tentativo di tradurre il sacro nella lingua visiva del presente.</p> <p>Il dettaglio pi&ugrave; forte &egrave; quello dei cuoricini. Nell&rsquo;iconografia cristiana il cuore indicato da Ges&ugrave; rappresenta un amore autentico, ferito, disposto al sacrificio. Qui, invece, quel sentimento sembra misurato da reazioni istantanee: like concessi con un tocco, spesso &ldquo;da divano&rdquo;, facili da mostrare e altrettanto facili da dimenticare. L&rsquo;amore diventa approvazione numerica, la compassione rischia di esaurirsi in una notifica.</p> <p>Ma le icone possono suggerire anche altro. Potrebbero essere richieste di attenzione che raggiungono continuamente il cuore: sofferenze e solitudini da non limitarsi a visualizzare.</p> <p>La domanda &egrave; attuale perch&eacute; la fede abita gi&agrave; la tecnologia. Esistono applicazioni che consentono di conversare con chatbot modellati su Ges&ugrave; e altre figure bibliche, strumenti che promettono accesso immediato a preghiere e testi sacri ma aprono interrogativi sull&rsquo;autenticit&agrave; di una risposta generata da un algoritmo e sul rischio di affidargli un&rsquo;autorit&agrave; spirituale.</p> <p>Papa Francesco parlava della necessit&agrave; di restare &laquo;connessi con Ges&ugrave;&raquo;, ricordando per&ograve; che la rete pu&ograve; essere &laquo;ricca di umanit&agrave;&raquo; soltanto quando conduce all&rsquo;incontro vero.</p> <p>Davanti al murale resta allora una provocazione: il cuore che mostriamo online coincide ancora con quello che siamo disposti a mettere realmente in gioco?</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Martina Franca, ecco il «cavallo Murgese» al servizio del Quirinale</title>
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      <description>È il Progetto “San Giorgio“, un’eccellenza tutta italiana promossa dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Martina Franca che sta ridefinendo il futuro di una delle razze equine più affascinanti del nostro Paese</description>
      <author>OTTAVIO CRISTOFARO</author>
      <category>cavallo murgese,martina franca,quirinale</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 17:55:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Eleganza, storia e genetica che unisce i boschi delle Murge al Palazzo del Quirinale. &Egrave; il Progetto &ldquo;San Giorgio&ldquo;, un&rsquo;eccellenza tutta italiana promossa dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversit&agrave; di Martina Franca che sta ridefinendo il futuro di una delle razze equine pi&ugrave; affascinanti del nostro Paese: il cavallo Murgese.</p> <p>L&rsquo;obiettivo &egrave; ambizioso e di altissima rappresentanza, ovvero selezionare e allevare esemplari che, per portamento, affidabilit&agrave; e dimensioni, siano idonei a entrare nel prestigioso Reggimento Corazzieri, la guardia d&rsquo;onore del Presidente della Repubblica. Per sfilare nelle cerimonie ufficiali dello Stato, non basta la bellezza. Il Reggimento Corazzieri ha esigenze strutturali rigidissime, prima tra tutte un&rsquo;altezza al garrese superiore ai 170 centimetri. Una statura imponente, non comune, che richiede un lavoro di selezione mirato. &Egrave; qui che entra in gioco la scienza. Grazie alla consulenza scientifica del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell&rsquo;Universit&agrave; di Teramo, il progetto adotta le pi&ugrave; moderne tecniche di fecondazione artificiale, utilizzando riproduttori di elevata statura per garantire la continuit&agrave; e il potenziamento dei tratti distintivi della razza.</p> <p>I puledri nati presso il centro di selezione equestre dei Carabinieri di Martina Franca seguono un iter preciso. Nascono e crescono in Puglia, affrontano un addestramento specifico e, al compimento del quarto anno di et&agrave;, vengono ufficialmente trasferiti al Reggimento Corazzieri per iniziare il loro servizio di alta rappresentanza.</p> <p>Il simbolo di questo successo ha gi&agrave; un nome e un manto splendido: si chiama Zahir del Galeone. &Egrave; lui il primo puledro nato sotto l&rsquo;egida del progetto &ldquo;San Giorgio&ldquo;, venuto alla luce presso il centro di selezione equestre &ldquo;Galeone-Gorgofreddo&rdquo;, fiore all&rsquo;occhiello gestito dal reparto biodiversit&agrave; di Martina Franca.</p> <p>Ma Zahir non rester&agrave; solo a lungo. Quest&rsquo;anno, la scuderia pugliese vedr&agrave; la nascita di altri 5 puledri nati dalla stessa selezione scientifica, pronti a seguire le sue impronte verso la Capitale.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Dopo 12 anni il titolo di Miss Mondo Italia torna in Puglia: è la tarantina Mia Zottoli Montanaro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015065/dopo-12-anni-il-titolo-di-miss-mondo-italia-torna-in-puglia-e-la-tarantina-mia-zottoli-montanaro.html</link>
      <description>La 21enne incoronata a Gallipoli ha radici argentine ed è un’ex pallavolista. Sarà lei a rappresentare ufficialmente l'Italia alla prossima finale internazionale di Miss World</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>mia zottoli montanaro,miss mondo italia</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:51:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mia Zottoli Montanaro, 21 anni, 22 il prossimo 15 agosto, di Taranto, &egrave; stata incoronata Miss Mondo Italia 2026. Sar&agrave; lei a rappresentare ufficialmente l'Italia alla prossima finale internazionale di Miss World, portando sul prestigioso palcoscenico mondiale il volto, i valori e l&rsquo;eleganza del nostro Paese. La giovane pugliese ha conquistato giuria e pubblico nella Finale Nazionale di Miss Mondo Italia 2026, che si &egrave; tenuta nell&rsquo;Ecoresort Le Siren&eacute; di Gallipoli.</p> <p>Nata e cresciuta a Taranto, pur conservando con orgoglio le proprie radici familiari argentine, Mia Zottoli Montanaro ha raccontato con emozione il percorso vissuto all&rsquo;interno del concorso, definendolo &laquo;un&rsquo;esperienza unica di crescita personale e umana&raquo;. Nel suo racconto, la neo Miss Mondo Italia ha evidenziato il ruolo fondamentale dello sport nella propria formazione. Per sei anni pallavolista, fino al campionato di Serie B2 con Castellaneta, ha maturato attraverso l&rsquo;attivit&agrave; sportiva valori che oggi considera essenziali nella vita quotidiana. &laquo;Lo sport &egrave; stato decisivo durante la mia crescita personale. Mi ha insegnato la disciplina e il rispetto per se stessi e per gli altri&raquo;, ha sottolineato.  La serata finale, condotta da Antonio Mezzancella, ha visto anche le esibizioni del violinista Pierpaolo Foti e del cantante Valerio Scanu.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Da consulente culturale alla vita in roulotte: la scelta di libertà di Francesco, 34enne di Trani</title>
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      <description>E' tornato nella sua città abbandonando lavoro e certezze. Un viaggio tra Sicilia, Campania e Puglia alla ricerca di relazioni autentiche. «Ma ora datemi un terreno»</description>
      <author>alessandro landini</author>
      <category>francesco caldarola,trani</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:44:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Vive in una roulotte del 1974. Non per necessit&agrave;, ma per scelta. Una decisione netta, quasi spartana, che Francesco Caldarola ha trasformato nel centro mobile della sua vita: circa dieci metri quadrati essenziali - letto, scrivania, giradischi, un piccolo bagno - e un&rsquo;idea precisa di libert&agrave;. Ha 34 anni, &egrave; di Trani e fino a poco tempo fa lavorava come consulente culturale. Un percorso tra economia e management dell&rsquo;arte e della cultura, studiati tra Italia e Scozia, poi esperienze nel mondo della progettazione culturale. Un itinerario che a un certo punto ha iniziato a stargli stretto. &laquo;Sentivo il bisogno di altri stimoli&raquo; racconta Francesco. Cos&igrave;, nel settembre 2024, lascia tutto e parte senza un progetto: solo un&rsquo;auto carica e la Sicilia come direzione. &laquo;Volevo ripartire da un altro luogo, senza amici, senza soldi, senza una comunit&agrave; attorno&raquo;.</p> <p>In Sicilia arriva attraverso contatti su Facebook, in un eco-villaggio di matrice induista vicino Palermo che lo accoglie gratuitamente. &Egrave; l&rsquo;inizio di un periodo nomade: raccolta delle olive nell&rsquo;Agrigentino, un ristorante multiculturale, una scuola di circo, un caff&egrave; letterario a Mazara del Vallo. Poi Alcamo, dove una casa condivisa sembra offrire stabilit&agrave;. Ma emerge un&rsquo;altra esigenza: la solitudine. Ed &egrave; l&igrave; che nasce la roulotte. &laquo;Vidi la mia auto con il gancio traino accanto a roulotte da circo e mi chiesi: perch&eacute; io non ho una roulotte?&raquo;. Da quel momento lo spazio mobile diventa casa e scelta identitaria. Seguono lavori in un orto e un giardino abbandonato trasformato in micro-camping: pedana, doccia, fornelli e tende condivise. &laquo;Un ambiente felice, dove sono nate amicizie&raquo; racconta Francesco. La roulotte resta sotto un gelso tra luglio e ottobre dello scorso anno. Poi il freddo lo spinge a spostarsi, prima da un&rsquo;amica, poi in Campania, a Quagliano, in un progetto di co-living. Ma il richiamo della Puglia torna presto. Lo scorso maggio rientra a Trani, ospite in un terreno in periferia. Oggi &egrave; in citt&agrave;, ospite del padre, in attesa di una sistemazione stabile per la roulotte. Nel frattempo ha lanciato un appello sui social: cerca un terreno dove sostare e creare uno spazio condiviso. Una ricerca che si scontra anche con vincoli normativi sulla sosta dei veicoli abitativi. &laquo;Sto cercando di ritrovare la mia dimensione anche da queste parti. Per chi vive su due ruote, stabilizzarsi &egrave; un concetto particolare. Voglio solo una base dove stare con la roulotte&raquo;, dice. Non &egrave; una fuga dalla stabilit&agrave;, ma una sua ridefinizione. &laquo;Mi sono conquistato un pezzo di libert&agrave;. Il passo vero non &egrave; comprare una roulotte, ma lasciare tutto quello che conoscevo per capire chi sono davvero, facendo anche le cose pi&ugrave; umili&raquo;. E proprio nelle &laquo;cose umili&raquo; c&rsquo;&egrave; il filo del suo racconto: raccolte agricole, lavori stagionali, una quotidianit&agrave; senza retorica. Le difficolt&agrave;, spiega, non sono tanto materiali quanto relazionali: trovare contesti basati su reciprocit&agrave; e condivisione autentica. &laquo;Non &egrave; per niente facile&raquo;. Eppure, in questo percorso fatto di soste e ripartenze, resta una certezza: la possibilit&agrave; di vivere con poco. Una misura essenziale che, invece di togliere, sembra allargare lo spazio delle possibilit&agrave;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>A Barletta una cena solidale che unisce Gaza e Molfetta: il cibo diventa ponte di aiuto e speranza</title>
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      <description>Il 19 giugno una serata benefica alla mensa Caritas: ai fornelli una madre palestinese arrivata in Italia, raccolta fondi per una famiglia rimasta nella Striscia di Gaza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>barletta,cena solidale</category>
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      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 19:43:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Due famiglie, due fragilit&agrave; diverse, un&rsquo;unica tavola apparecchiata per trasformare il cibo in aiuto concreto. Da una parte c&rsquo;&egrave; Hanan, madre palestinese arrivata da pochi mesi a Molfetta con i suoi sei figli attraverso un corridoio umanitario, attivato per la malattia rara di uno di loro. Dall&rsquo;altra c&rsquo;&egrave; una famiglia rimasta a Gaza, con bambini orfani di madre dopo un bombardamento del 2023, un padre malato e una sopravvivenza affidata quasi soltanto alle donazioni. In mezzo, a Barletta, ci sar&agrave; una cena solidale che prova a costruire un ponte invisibile fatto di bont&agrave;, cucina e convivialit&agrave;.</p> <p>L&rsquo;iniziativa &egrave; promossa dalla nutrizionista e divulgatrice scientifica barlettana Rosa Carbone, che da circa un anno &egrave; in contatto con la famiglia palestinese per la quale ha gi&agrave; avviato una raccolta fondi. Il nucleo familiare vive in una tenda su un terreno in affitto: il figlio maggiore ha 22 anni, ci sono due bambine di 4 e 5 anni e un bambino di 10. La madre &egrave; morta in un bombardamento, il padre &egrave; malato. Secondo quanto riferito da Carbone, negli ultimi mesi l&rsquo;attenzione e le donazioni si sono ridotte, mentre per molte famiglie di Gaza l&rsquo;accesso agli aiuti resta discontinuo e insufficiente. &laquo;Se non ricevono fondi e sostegno, alcune famiglie rischiano di non farcela&raquo;, spiega.</p> <p>La cena si terr&agrave; il 19 giugno, alle 19.30, negli spazi della mensa Caritas di Barletta, in via Cialdini 62, utilizzata soltanto come sede dell&rsquo;appuntamento. A cucinare sar&agrave; proprio Hanan, che ricever&agrave; anche una piccola parte del ricavato per sostenere i suoi figli e la propria famiglia, mentre il resto sar&agrave; destinato alla famiglia di Gaza seguita da Carbone. Il men&ugrave; sar&agrave; interamente vegetale e inclusivo, pensato per essere adatto a tutti: falafel con pane arabo, mujaddara, piatto a base di lenticchie, galayet bandora con pomodori, aglio, olio d&rsquo;oliva e peperoncino, e basbousa, dolce di semola tipico della tradizione mediorientale. Durante la serata sono previsti anche musica tradizionale e una lotteria per contribuire ulteriormente alla raccolta.</p> <p>Per Hanan cucinare non significa soltanto preparare una cena, ma raccontare un pezzo di cultura palestinese. Da quattro mesi vive in Italia e continua a preparare per i figli i piatti della propria terra, anche per restituire loro sapori rimasti lontani durante gli anni della guerra. &laquo;Sono onorata di preparare del cibo per chi mi ha accolta &ndash; racconta &ndash;. Vorrei trasmettere i nostri valori e le nostre tradizioni. Abbiamo la nostra cucina, la nostra cultura, come qualsiasi altro Paese&raquo;.Nel suo racconto c&rsquo;&egrave; anche la fatica di chi conosce direttamente la fame e la privazione. &laquo;I miei figli hanno sofferto la fame e per mesi non sono riusciti a trovare nemmeno il pane&raquo;, dice. Per questo chiede attenzione verso le famiglie pi&ugrave; marginali, quelle che spesso non riescono a beneficiare degli aiuti o restano fuori dai circuiti principali di assistenza. Per partecipare &egrave; necessaria la prenotazione al numero 3701268503. Chi non potr&agrave; essere presente potr&agrave; comunque sostenere la raccolta fondi online avviata per la famiglia palestinese. &laquo;Sono sempre attenta ai pi&ugrave; deboli &ndash; spiega Rosa Carbone &ndash; e cerchiamo di combattere il sistema che genera ingiustizia&raquo;. Questa volta lo far&agrave; attraverso una cena: semplice, concreta, capace di unire chi cucina, chi dona e chi, da lontano, aspetta ancora un aiuto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Prosegue il tour lucano di Dua Lipa e Callum Turner: avvistati tra i Sassi di Matera</title>
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      <description>I neosposi dopo Bernalda arrivano nella città dei Sassi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>matera,dua lipa,callum turner</category>
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      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 18:29:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span> Prosegue la luna di miele nel Sud Italia per la popstar internazionale Dua Lipa e il marito, l&rsquo;attore britannico Callum Turner, avvistati nelle ultime ore anche a Matera, tra i Sassi, dopo le tappe in Calabria e in Basilicata.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La coppia, reduce dai festeggiamenti di nozze celebrati nei giorni scorsi a Palermo, sta attraversando alcune delle localit&agrave; pi&ugrave; suggestive del Mezzogiorno. Dopo una sosta a Tropea e la visita di ieri a Bernalda, dove questa mattina sono stati visti a bordo di una Porsche in Corso Umberto, i due sarebbero stati successivamente intercettati anche nel centro storico di Matera.</span></p> <p><span>A testimonianza della presenza della coppia, alcune segnalazioni e immagini diffuse da lettori e presenti sul posto, che hanno documentato la loro passeggiata tra i Sassi, uno dei patrimoni UNESCO pi&ugrave; noti al mondo.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Manifesti misteriosi nel Salento, svelato il «caso Surgente»: non un partito ma un progetto sull’olio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2010250/manifesti-misteriosi-nel-salento-svelato-il-caso-surgente-non-un-partito-ma-un-progetto-sullolio.html</link>
      <description>La campagna comparsa durante le amministrative nelle province di Lecce e Brindisi era un progetto culturale dedicato all’accessibilità dell’extravergine pugliese e alla riscoperta del “cutrubbo”</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>surgente,campagna olio,curiosità,salento</category>
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      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 17:00:27 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Per settimane hanno fatto discutere, alimentando ipotesi e interpretazioni di ogni tipo. I manifesti comparsi durante la campagna elettorale per le amministrative nelle province di Lecce e Brindisi sembravano richiamare un nuovo movimento politico, una lista civica o una provocazione elettorale.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Ora il mistero &egrave; stato svelato: &laquo;Surgente&raquo; non &egrave; un partito, ma un progetto culturale e di comunicazione nato per riportare al centro del dibattito pubblico un tema legato all&rsquo;identit&agrave; del territorio: il valore e l&rsquo;accessibilit&agrave; dell&rsquo;olio extravergine d&rsquo;oliva.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La campagna, ideata da Behashtag con sede a Zollino, ha scelto il periodo elettorale per suscitare una domanda collettiva, attraverso una serie di manifesti 6x3 comparsi in diversi comuni tra le province di Lecce e Brindisi, da Calimera a Gallipoli, passando per Maglie, Monteroni, Porto Cesareo, Tricase, San Vito dei Normanni e Torchiarolo.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Slogan come &laquo;Quello che era di tutti torner&agrave; di tutti&raquo;, &laquo;Surgente. Della gente per la gente&raquo; e &laquo;Avete preso una cosa semplice e l&rsquo;avete resa irraggiungibile&raquo; hanno acceso il dibattito, senza per&ograve; contenere riferimenti a partiti o candidati.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Surgente non nasce per entrare nel gioco della politica &ndash; spiegano i promotori &ndash; ma per parlare di ci&ograve; che appartiene alla comunit&agrave;: memoria, territorio e diritto&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Al centro del progetto c&rsquo;&egrave; l&rsquo;olio, elemento simbolico della cultura salentina. Per generazioni non &egrave; stato soltanto un prodotto, ma una presenza quotidiana nelle case, legata al concetto del &ldquo;cutrubbo&rdquo;: una piccola quantit&agrave; di olio che si riceveva, si donava o si scambiava tra famiglie e vicini.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Un rapporto cambiato negli anni anche a causa della crisi provocata dalla Xylella, che ha modificato profondamente il paesaggio e la produzione olivicola del territorio, mentre l&rsquo;olio extravergine &egrave; diventato sempre pi&ugrave; spesso un prodotto percepito come premium.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Da questa riflessione nasce &laquo;Il Diritto dell&rsquo;Olio&raquo;, il primo progetto concreto collegato a Surgente: chi aderir&agrave; ricever&agrave; gratuitamente un &ldquo;Cutrubbo di Benvenuto&rdquo; con olio extravergine d&rsquo;oliva 100% pugliese.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L&rsquo;iniziativa, spiegano gli ideatori, non vuole essere una promozione commerciale ma una restituzione simbolica di un&rsquo;abitudine che apparteneva alla vita quotidiana delle comunit&agrave;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Nei prossimi mesi il progetto proseguir&agrave; attraverso Agricola Surgente, con un modello basato su prezzi trasparenti, packaging essenziale, eliminazione dei costi superflui e un&rsquo;idea centrale: rendere nuovamente l&rsquo;olio accessibile.</span></p> <p><span>&laquo;Abbiamo parlato di memoria, territorio, comunit&agrave; e diritto &ndash; spiegano i promotori &ndash;. E soprattutto abbiamo parlato di una cosa semplice: l&rsquo;olio&raquo;.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>La zampina di Sammichele di Bari diventa prodotto Igp: «Un grande traguardo per la Puglia»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2010136/la-zampina-di-sammichele-diventa-prodotto-igp-un-grande-traguardo-per-la-puglia.html</link>
      <description>Un risultato che arricchisce ulteriormente il paniere regionale delle produzioni certificate</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>zampina,sammichele,igp,Francesco Paolicelli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2010136/la-zampina-di-sammichele-diventa-prodotto-igp-un-grande-traguardo-per-la-puglia.html</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:23:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Puglia conquista una nuova certificazione europea. Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1248 della Commissione europea, la &ldquo;Zampina di Sammichele di Bari" &egrave; stata ufficialmente iscritta nel registro dell&rsquo;Unione delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP), entrando a far parte del patrimonio delle produzioni agroalimentari di qualit&agrave; riconosciute e tutelate a livello comunitario.</p> <p>Si tratta di un risultato di grande valore per l&rsquo;intero sistema agroalimentare pugliese, che arricchisce ulteriormente il paniere regionale delle produzioni certificate e riconosce il lavoro svolto negli anni dal Comitato promotore, dagli operatori della filiera, dagli allevatori, dai trasformatori e dalle istituzioni impegnate nella valorizzazione delle produzioni identitarie del territorio.</p> <p>La Zampina di Sammichele di Bari rappresenta infatti uno dei prodotti autentici e rappresentativi della tradizione gastronomica pugliese, fortemente legato alla storia, alle consuetudini e alla cultura del territorio da cui prende origine. La registrazione IGP garantir&agrave; una tutela pi&ugrave; forte contro imitazioni e utilizzi impropri del nome, assicurando al consumatore l&rsquo;autenticit&agrave; del prodotto e il rispetto della ricetta tradizionale che ne ha consolidato nel tempo la reputazione.</p> <p>&ldquo;L&rsquo;iscrizione della Zampina di Sammichele di Bari nel registro europeo delle IGP &egrave; una notizia importante per la Puglia e per tutto il comparto agroalimentare regionale &ndash; dichiara l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli &ndash;. &Egrave; il riconoscimento di un percorso costruito con impegno, competenza e visione da una comunit&agrave; che ha saputo custodire e valorizzare una delle sue espressioni pi&ugrave; autentiche. Vorrei ringraziare il Comitato promotore Igp che con tenacia ha lavorato per questo risultato con il supporto costante di Regione Puglia e la Sezione competitivit&agrave; delle filiere agroalimentari dell'assessorato Agricoltura".</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari celebra i 100 anni del professor Peppino Mazzili, storico otorino della città</title>
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      <description>Gli auguri dell’Amministrazione comunale consegnati dal consigliere Carrieri: «Esempio di saggezza e rettitudine per tutta la comunità»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari,100 anni,peppino mazzili,otorino</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2007898/bari-celebra-i-100-anni-del-professor-peppino-mazzili-storico-otorino-della-citta.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 19:41:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="252" data-end="464">Bari festeggia un nuovo centenario. Il professor Peppino Mazzili, noto otorino della citt&agrave;, ha compiuto 100 anni, raggiungendo un traguardo che l&rsquo;Amministrazione comunale ha voluto celebrare ufficialmente.</p> <p data-start="466" data-end="667">A portare gli auguri del sindaco &egrave; stato il consigliere comunale Giuseppe Carrieri, delegato per l&rsquo;occasione, che ha consegnato al professore una pergamena commemorativa e il libro della Citt&agrave; di Bari.</p> <p data-start="669" data-end="941">&laquo;Celebriamo con grande affetto un traguardo raro e straordinario quale &egrave; un secolo di vita del professor Mazzili - ha dichiarato Carrieri, sottolineando come il medico rappresenti - un esempio di forza, saggezza, memoria medica e rettitudine morale per la comunit&agrave; barese&raquo;.</p> <p data-start="943" data-end="1215">Il consigliere ha inoltre ricordato come il centenario si aggiunga alla nutrita platea di ultracentenari del territorio, circa 350 nell&rsquo;area metropolitana di Bari, evidenziando il valore simbolico di una vita lunga e dedicata alla professione e al servizio della comunit&agrave;.</p> <p data-start="1217" data-end="1436" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&rsquo;iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni che l&rsquo;Amministrazione dedica ai cittadini che raggiungono traguardi anagrafici eccezionali, riconoscendone il contributo umano e sociale alla crescita della citt&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Castelmezzano opere di luce, suono e immagine sullo sfondo delle Dolomiti lucane</title>
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      <description>L’iniziativa, promossa dal Comune e dal cluster Basilicata Creativa (in continuità con un’idea originaria dell’Apt Basilicata), è finanziata nell’ambito della misura Borghi-linea B del PNRR</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>castelmezzano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/basilicata/2007767/a-castelmezzano-opere-di-luce-suono-e-immagine-sullo-sfondo-delle-dolomiti-lucane.html</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 17:12:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Castelmezzano (Potenza) per otto giorni si trasformer&agrave; in un laboratorio a cielo aperto, dove luce, suono e immagine si fondono con il paesaggio, con una residenza artistica internazionale. L&rsquo;iniziativa, promossa dal Comune e dal cluster Basilicata Creativa (in continuit&agrave; con un&rsquo;idea originaria dell&rsquo;Apt Basilicata), &egrave; finanziata nell&rsquo;ambito della misura Borghi-linea B del PNRR (capofila Pietrapertosa) e si propone di generare nuove forme di turismo culturale e valorizzazione territoriale attraverso i linguaggi contemporanei. </p> <p>Accadr&agrave; fino al 17 giugno con gli artisti che lavoreranno a stretto contatto con il tessuto urbano e sociale per dare vita a opere site-specific. Le pareti di arenaria che abbracciano il paese si trasformeranno in veri e propri schermi monumentali; le architetture storiche, i vicoli e le piazze diventeranno la cassa di risonanza di installazioni sonore e narrazioni luminose. Il risultato di questa immersione creativa si tradurr&agrave; in spettacoli polimediali notturni unici al mondo, capaci di coinvolgere attivamente anche la comunit&agrave; locale. </p> <p>&laquo;Con questa residenza vogliamo aprire il nostro paese al talento creativo internazionale e offrire un nuovo modo di raccontare il territorio, proiettando la nostra identit&agrave; millenaria nel futuro della sperimentazione tecnologica&raquo;, ha detto il sindaco Nicola Valluzzi.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il brigantino solidale Nave Italia approda a Taranto: visite aperte e nuova tappa della Campagna 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2007652/il-brigantino-solidale-nave-italia-approda-a-taranto-visite-aperte-e-nuova-tappa-della-campagna-2026.html</link>
      <description>La più grande imbarcazione a vela del mondo impegnata in progetti di inclusione sociale e disabilità sarà visitabile il 10 giugno nel Canale Navigabile davanti al Castello Aragonese</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>nave italia,#taranto</category>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 15:24:26 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="387" data-end="836">In occasione della Giornata della Marina Militare, mercoled&igrave; 10 giugno Nave Italia far&agrave; tappa a Taranto, dove sar&agrave; ormeggiata nello scenario del Canale Navigabile, di fronte al Castello Aragonese. Dalle ore 14.30 alle 19.00 il brigantino sar&agrave; aperto al pubblico, offrendo ai cittadini la possibilit&agrave; di visitare l&rsquo;imbarcazione e conoscere da vicino le attivit&agrave; della Fondazione Tender To Nave Italia ETS.</p> <p data-start="838" data-end="1183">Il giorno successivo prender&agrave; il via &ldquo;Rotte Possibili: Navigare verso l&rsquo;autonomia&rdquo;, progetto promosso dal Comune di Vasto e protagonista della settima tappa della Campagna 2026 di Nave Italia. L&rsquo;iniziativa si svolger&agrave; dall&rsquo;11 al 15 giugno lungo la tratta Taranto-Brindisi e coinvolger&agrave; numerose associazioni impegnate nel campo della disabilit&agrave;.</p> <p data-start="1185" data-end="1430">A bordo saliranno 15 beneficiari accompagnati da 5 educatrici, che condivideranno un&rsquo;esperienza educativa, formativa e inclusiva attraverso la vita in mare e le attivit&agrave; di bordo, in stretta collaborazione con l&rsquo;equipaggio della Marina Militare.</p>   <section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:af1bb643-b3da-4cc5-9774-2f21a1370ef1-0" data-turn-id-container="request-WEB:af1bb643-b3da-4cc5-9774-2f21a1370ef1-0" data-testid="conversation-turn-2" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">       <p data-start="1432" data-end="1790" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La Campagna 2026 di Fondazione Tender To Nave Italia ETS proseguir&agrave; fino al 31 ottobre attraversando 19 porti italiani e coinvolgendo circa 300 ragazzi e 100 accompagnatori, per oltre 400 partecipanti complessivi. Un percorso che, anno dopo anno, conferma il valore del mare come strumento di crescita personale, inclusione sociale e sviluppo dell&rsquo;autonomia.</p>        </section>  ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Castel del Monte e la Luna si incontrano nella notte: lo scatto perfetto tra geometria e cielo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2006713/castel-del-monte-e-la-luna-si-incontrano-nella-notte-lo-scatto-perfetto-tra-geometria-e-cielo.html</link>
      <description>La fotografia realizzata da Paky Cassano lungo la SP174 cattura la Luna mentre sorge esattamente dietro il profilo dell’ottagono federiciano.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>paky cassano,luna,castel del monte</category>
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      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 20:57:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Luna non illumina Castel del Monte: sembra quasi misurarlo, cercando il punto esatto da cui affacciarsi dietro la sua geometria perfetta. Nello scatto realizzato da Paky Cassano nella notte tra il 7 e l&rsquo;8 giugno, il castello federiciano appare come una sagoma sospesa nel buio, mentre alle sue spalle sorge una mezza Luna dorata, velata dalle nubi e gi&agrave; pronta a diventare racconto.</p> <p>La fotografia &egrave; stata realizzata lungo la strada provinciale 174, a circa due chilometri in linea d&rsquo;aria da Castel del Monte, intorno all&rsquo;1.20 di notte. Non &egrave; uno scatto casuale, ma il risultato di una precisa pianificazione: il punto di ripresa &egrave; stato scelto in modo che la traiettoria della Luna coincidesse con l&rsquo;architettura del monumento, fino a farla emergere esattamente dietro la sua massa compatta e severa.</p> <p>In quelle ore la Luna attraversava la fase di ultimo quarto: il 7 giugno ancora gibbosa calante, l&rsquo;8 giugno prossima al 50 per cento di illuminazione visibile. Una met&agrave; accesa e una met&agrave; consegnata all&rsquo;ombra, come se il cielo avesse deciso di dialogare con una delle architetture pi&ugrave; enigmatiche del territorio.</p> <p>Il risultato &egrave; un&rsquo;immagine di rara suggestione: Castel del Monte, gi&agrave; simbolo di equilibrio, proporzione e mistero, si staglia contro una luce lunare. La Luna sembra poggiarsi sul castello senza toccarlo, trasformando la pietra in quinta teatrale e la notte in una scena silenziosa.</p> <p>&Egrave; la Puglia pi&ugrave; antica, che non ha bisogno di rumore per farsi guardare. Basta una strada buia, un&rsquo;attesa precisa, l&rsquo;occhio allenato di chi sa leggere il cielo e il profilo immobile di un castello che, da secoli, continua a parlare con le stelle.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bari, la professoressa Carmela Ventrella eletta direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2006715/bari-la-professoressa-carmela-ventrella-eletta-direttrice-del-dipartimento-di-giurisprudenza.html</link>
      <description>Prima donna alla guida del Dipartimento: subentra al professor Andrea Lovato. «Nuova fase di crescita e sviluppo per la comunità accademica»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>carmela ventrella,giurisprudenza,bari</category>
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      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 20:42:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L<span>a professoressa Carmela Ventrella &egrave; stata eletta direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari, diventando la prima donna a ricoprire questo incarico nella storia del Dipartimento.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La nomina &egrave; stata accolta con soddisfazione dalla comunit&agrave; accademica, che sottolinea il ruolo di riferimento svolto negli anni dalla docente, gi&agrave; eletta per due mandati consecutivi coordinatrice di interclasse e riconosciuta per il suo impegno scientifico e didattico.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Nel messaggio di congratulazioni diffuso anche dalla rappresentanza studentesca, viene evidenziato come la professoressa Ventrella si sia distinta per &ldquo;disponibilit&agrave;, attenzione verso gli studenti e le studentesse e elevato profilo scientifico e professionale&rdquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Con la nuova guida si apre una fase definita di &ldquo;crescita e sviluppo&rdquo; per il Dipartimento, con l&rsquo;obiettivo di valorizzare il percorso accademico intrapreso negli ultimi anni e rafforzare le attivit&agrave; didattiche e di ricerca.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La professoressa Ventrella subentra al professor Andrea Lovato, al quale viene rivolto un ringraziamento per il lavoro svolto durante il mandato e per il contributo dato alla crescita della struttura accademica.</span></p> <p><span>Anche la componente studentesca ha espresso sostegno alla nuova direttrice, annunciando piena disponibilit&agrave; a collaborare per il raggiungimento di nuovi obiettivi nell&rsquo;interesse della comunit&agrave; universitaria.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Pitbull e molossoidi, Bari corre ai ripari: sterilizzazioni gratuite per frenare emergenza e abbandoni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2006488/pitbull-e-molossoidi-bari-corre-ai-ripari-sterilizzazioni-gratuite-per-frenare-emergenza-e-abbandoni.html</link>
      <description>Finanziati 50 interventi per le razze più spesso al centro del dibattito pubblico dopo episodi di aggressione. Obiettivo: prevenzione e tutela degli animali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sterilizzazioni,bari,pitbull,molossoidi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2006488/pitbull-e-molossoidi-bari-corre-ai-ripari-sterilizzazioni-gratuite-per-frenare-emergenza-e-abbandoni.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 18:02:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Un piano di sterilizzazioni gratuite rivolto ai cani molossoidi e ai Terrier di Tipo Bull per promuovere il possesso responsabile degli animali e arginare un fenomeno che da anni alimenta polemiche e preoccupazioni. &Egrave; l'iniziativa avviata dal Comune di Bari che, attraverso la ripartizione Tutela Ambiente, Igiene e Sanit&agrave;, finanzier&agrave; per un anno gli interventi su circa 50 esemplari appartenenti a residenti nel capoluogo e regolarmente iscritti all'Anagrafe canina.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il servizio, affidato all'ambulatorio veterinario del dottor Marco Terlizzi, dispone di una dotazione complessiva di 5mila euro e riguarda diverse tipologie di cani riconducibili alle famiglie dei molossoidi e dei Terrier di Tipo Bull, tra cui American Pitbull Terrier, American Staffordshire Terrier, Staffordshire Bull Terrier e Bull Terrier.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L'intervento arriva in un contesto in cui queste razze finiscono spesso al centro dell'attenzione pubblica dopo casi di morsicature o aggressioni che periodicamente riaccendono il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione degli animali. Veterinari ed esperti del settore sottolineano tuttavia come il comportamento di un cane dipenda da molteplici fattori, tra cui educazione, socializzazione, addestramento e responsabilit&agrave; del proprietario.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Proprio per questo l'amministrazione comunale punta sulla prevenzione e sul controllo delle nascite. La riproduzione incontrollata, infatti, contribuisce ad aumentare il numero di animali che finiscono nei canili o vengono abbandonati, una condizione che riguarda frequentemente anche esemplari di grossa taglia, spesso pi&ugrave; difficili da collocare attraverso le adozioni.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>"Si tratta di un supporto finalizzato esclusivamente a salvaguardare questi animali", spiega la consigliera delegata alla Tutela e benessere degli animali Silvia Russo Frattasi, evidenziando come molti esemplari siano vittime di pregiudizi legati alla loro reputazione oppure penalizzati dalla stazza, che ne rende pi&ugrave; complessa l'adozione.</span></p> <p><span>Il servizio comprende non solo gli interventi di sterilizzazione, ma anche le prestazioni sanitarie correlate, dall'anestesia agli esami clinici necessari, con l'obiettivo di incentivare una gestione pi&ugrave; consapevole degli animali e ridurre il rischio di nuove situazioni di abbandono o disagio.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Dal 13 al 21 giugno la Puglia accende l'estate: al via Road to Battiti con J-Ax, Irama, Raf e Fred De Palma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2006378/dal-13-al-21-giugno-la-puglia-accende-l-estate-al-via-road-to-battiti-con-j-ax-irama-raf-e-fred-de-palma.html</link>
      <description>Cinque tappe tra Manfredonia, Martina Franca, Bari, Alberobello e Polignano a Mare per l'anteprima itinerante di TIM Battiti Live</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>radionorba,battiti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/2006378/dal-13-al-21-giugno-la-puglia-accende-l-estate-al-via-road-to-battiti-con-j-ax-irama-raf-e-fred-de-palma.html</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:59:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="242" data-end="538">Parte dalla Puglia il conto alla rovescia verso TIM Battiti Live 2026. Prender&agrave; il via il 13 giugno da Manfredonia "Road to Battiti", il tour itinerante che accompagner&agrave; il pubblico verso la kermesse musicale dell'estate con una serie di eventi gratuiti nelle principali localit&agrave; pugliesi.</p> <p data-start="540" data-end="829">Ad inaugurare il calendario saranno J-Ax e Irama, attesi sabato 13 giugno sul palco allestito in Piazzale Silvio Ferri a Manfredonia. Il giorno successivo, domenica 14 giugno, la manifestazione far&agrave; tappa a Martina Franca, dove in Piazza Maria Immacolata si esibiranno Raf e Fred De Palma.</p> <p data-start="831" data-end="1134">In entrambe le citt&agrave;, a partire dalle 18, i conduttori di Radio Norba animeranno il pubblico con musica, giochi e interviste agli artisti, mentre alle 21 prenderanno il via i live degli headliner. Le esibizioni entreranno a far parte delle puntate di TIM Battiti Live, in programma a luglio su Canale 5.</p> <p data-start="1136" data-end="1319">Accanto agli spettacoli, spazio anche ai villaggi dei partner e alle attivit&agrave; di intrattenimento dedicate al pubblico: a Manfredonia in Via del Porto, a Martina Franca in Piazza Roma.</p> <p data-start="1321" data-end="1552">Il tour proseguir&agrave; nel weekend successivo con le tappe di Bari (19 giugno), Alberobello (20 giugno) e Polignano a Mare (21 giugno). Gli artisti che comporranno la line up dei tre appuntamenti saranno annunciati nei prossimi giorni.</p> <p data-start="1554" data-end="1638" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L'ingresso agli eventi sar&agrave; libero fino al raggiungimento della capienza consentita.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Bisceglie il Corpus Domini celebrato con opere d'arte di petali colorati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005457/a-bisceglie-il-corpus-domini-celebrato-con-opere-d-arte-di-petali-colorati.html</link>
      <description>Si rinnova la tradizione dell’infiorata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bisceglie</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/2005457/a-bisceglie-il-corpus-domini-celebrato-con-opere-d-arte-di-petali-colorati.html</guid>
      <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 20:36:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una tradizione che si ripete da nove anni. Un rituale che accompagna il rito di una delle solennit&agrave; pi&ugrave; importanti per la chiesa cattolica: la processione del Corpus Domini. Che a Bisceglie, nel nord Barese, fa rima con infiorata. Perch&eacute; da quasi due lustri, il gruppo di infioratori della parrocchia di San Lorenzo trasforma in opere d&rsquo;arte petali che, sistemati con dedizione e devozione, diventano quadri. </p> <p>Tappeti floreali che &laquo;ci consentono di rinnovare la fedelt&agrave; al Signore. Per noi &egrave; un atto di grande fede e amore&raquo;, spiega Angela Cangelli che fa parte del gruppo di infioratori San L&ograve; della parrocchia. &Egrave; un lavoro lungo, che comincia dalla vigilia del Corpus Domini e che riprende all&rsquo;alba della domenica di festa quando gli infioratori raggiungono piazza Vittorio Emanuele, in pieno centro cittadino, e armati di gessetti, materiali colorati e tanti petali raccontano di fede e speranza. &laquo;Il messaggio dell&rsquo;infiorata 2026 riguarda quanto stiamo vivendo. Le guerre e il caos sembrano dominare. E anche nella nostra citt&agrave; abbiamo vissuto situazioni di grande difficolt&agrave;&raquo;, prosegue Cangelli riferendosi ai lutti che hanno colpito il comune: dalla piccola Alicia, la 12enne morta dopo essere stata travolta da un albero sradicato dal vento, a Mino Racanati, il marittimo disperso dopo il crollo del viadotto sul fiume Trigno, in Molise. Senza dimenticare il femminicidio di Patrizia Lamanuzzi, uccisa dal marito che si &egrave; poi tolto la vita e gli omicidi di mafia. &laquo;Vogliamo dire con le nostre opere che quando l'uomo si allontana da Dio, perde l&rsquo;orientamento e cede alla tentazione del potere e del denaro e, chi ne paga le conseguenze &egrave; l&rsquo;umanit&agrave; intera&raquo;, aggiunge Cangelli e conclude: &laquo;Cristo &egrave; l'unica fonte di salvezza&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Miss Mondo, selezionate a Gallipoli le trenta finaliste italiane</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2004080/miss-mondo-selezionate-a-gallipoli-le-trenta-finaliste-italiane.html</link>
      <description>Fino al 14 giugno prove tecniche, competizioni speciali, eventi istituzionali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>miss mondo,gallipoli</category>
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      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 18:12:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Selezionate le trenta finaliste nazionali di Miss Mondo Italia 2026, che si contenderanno il titolo nazionale e il diritto di rappresentare l&rsquo;Italia alla finale internazionale di Miss World. &laquo;Le trenta finaliste - &egrave; spiegato in una nota - provengono da ogni parte della penisola e sono state scelte per le loro qualit&agrave; umane, il talento, la preparazione, la personalit&agrave; e la capacit&agrave; di interpretare i valori di eleganza, cultura, impegno sociale e rappresentanza&raquo;. La finale nazionale di Miss Mondo Italia 2026, in programma a Gallipoli fino al 14 giugno, sar&agrave; caratterizzata da un intenso calendario di appuntamenti che vedr&agrave; le finaliste impegnate in prove tecniche, competizioni speciali, eventi istituzionali e iniziative di promozione del territorio. </p> <p>Le Top 30 finaliste sono: Alessia Scervini (Basilicata), Anna Chessa (Sardegna), Azzurra Sandrini (Lombardia), Basma Zaid (Basilicata), Caterina Noghera (Veneto), Chiara Helg (Toscana), Elena Bianco (Umbria), Elena D&rsquo;Agostino (Marche), Erica Lentini (Sicilia), Francesca Comand&egrave; (Calabria), Gabriella Bonizzardi (Lombardia), Ginevra Pagano (Campania), Giulia Cazzola (Veneto), Gloria Notaristefano (Lombardia), Gloria Terzigno (Sicilia), Ilaria Adelina Mura (Sardegna), Ileana Fiorillo (Campania), Lara Boemio (Toscana), Laura Surace (Calabria), Melany Reginato (Veneto), Mia Montanaro Zottoli (Puglia), Michela Pia Cataldi (Puglia), Nadia Martynova (Emilia-Romagna), Nicole Bono (Friuli Venezia Giulia), Noemi Costanzo (Sicilia), Rebecca Donno (Puglia), Rosaria Pino (Campania), Sofia Giarrizzo (Veneto), Sophia Casolino (Lazio) e Aurora Greco (Friuli Venezia Giulia).</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il tradizionale sospiro di Bisceglie si trasforma in un trullo: così nasce il dolce che celebra la Puglia</title>
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      <description>Il maestro pasticcere di Giovinazzo Nicola Giotti reinventa il celebre sospiro di Bisceglie trasformandolo in un trullo realistico realizzato interamente a mano. Un dolce che racconta identità, memoria e innovazione</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>trullo,sospiro,giovinazzo,dolce</category>
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      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 16:47:02 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Il tradizionale sospiro di Bisceglie si trasforma in un trullo in miniatura grazie alla creativit&agrave; del maestro pasticcere Nicola Giotti. Nasce cos&igrave; il &ldquo;Sospiro Trullo Realistico&rdquo;, una nuova creazione che fonde uno dei dolci simbolo della tradizione pugliese con le pi&ugrave; moderne tecniche della pasticceria artistica.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L&rsquo;idea prende forma da un concetto semplice ma ricco di significato: il sospiro non &egrave; soltanto un dolce, ma un simbolo di emozioni, ricordi e momenti destinati a lasciare il segno. Da qui la scelta di reinterpretarlo senza alterarne l&rsquo;essenza, trasformandolo in uno degli emblemi pi&ugrave; riconoscibili della Puglia.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Il sospiro &egrave; un frammento di tempo che dura pochi secondi, ma racchiude emozioni indelebili&raquo;, spiega Giotti. &laquo;Lo considero il pi&ugrave; bel biglietto da visita della nostra terra perch&eacute; racconta una comunit&agrave; capace di emozionarsi, accogliere e creare legami&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La lavorazione &egrave; completamente artigianale e non prevede l&rsquo;utilizzo di stampi. Il dolce viene svuotato al suo interno mantenendo intatta la struttura originale, quindi inzuppato nell&rsquo;Alchermes, storico liquore dal caratteristico colore rosso. Il ripieno custodisce un cuore di coulis alle ciliegie Ferrovia di Bisceglie, crema all&rsquo;antica e chantilly semimontata alla vaniglia.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Dopo una fase di congelamento, il sospiro viene immerso in una glassa di cioccolato bianco e burro di cacao che crea una sottile copertura croccante. L&rsquo;ultima fase &egrave; quella che conferisce al dolce il suo aspetto distintivo: attraverso l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;aerografo, Giotti riproduce con precisione i dettagli tipici del trullo, dalla calce bianca alla porta d&rsquo;ingresso, fino agli elementi decorativi della sommit&agrave;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Ho scelto il trullo perch&eacute; la forma del sospiro si prestava naturalmente a questa trasformazione senza modificarne l&rsquo;estetica&raquo;, racconta il maestro pasticcere. &laquo;Con le mie creazioni cerco da sempre di valorizzare e raccontare la Puglia&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Non &egrave; la prima volta che questa intuizione ottiene riconoscimenti. Una precedente versione del sospiro a forma di trullo gli valse infatti la partecipazione a &ldquo;Dolce Italia&rdquo;, l&rsquo;evento organizzato da Costa Crociere dedicato ai dolci simbolo delle regioni italiane.</span></p> <p><span>Oggi il progetto si rinnova inserendosi nel fenomeno sempre pi&ugrave; diffuso della pasticceria realistica. Un trend che, secondo Giotti, sta contribuendo ad avvicinare le nuove generazioni al mondo dell&rsquo;artigianato dolciario. &laquo;In cinquant&rsquo;anni di pasticceria non avevo mai visto nulla di simile. Questa tendenza sta riportando tanti giovani verso la manualit&agrave;, la creativit&agrave; e la meraviglia che si nascondono dietro un prodotto artigianale&raquo;.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Nel Leccese scoperta una nuova specie marina: l'Università del Salento la dedica ad Alberto Angela</title>
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      <description>Si chiama Myxicola albertoangelai ed è un anellide polichete appartenente alla famiglia Sabellidae: «Un riconoscimento al suo straordinario contributo alla diffusione della cultura scientifica»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>alberto angela,università del salento,Matteo Putignano,Andrea Toso</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2003860/nel-leccese-scoperta-una-nuova-specie-marina-l-universita-del-salento-la-dedica-ad-alberto-angela.html</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:00:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova specie marina scoperta nel Mediterraneo porta il nome di uno dei pi&ugrave; importanti divulgatori scientifici italiani: Myxicola albertoangelai. La specie &egrave; stata descritta in un recente studio pubblicato sullo Zoological Journal of the Linnean Society da un team internazionale guidato da ricercatori dell&rsquo;Universit&agrave; del Salento. &laquo;La dedica ad Alberto Angela - si legge in una nota di UniSalento - &egrave; un riconoscimento al suo straordinario contributo alla diffusione della cultura scientifica e alla sua capacit&agrave; di avvicinare il grande pubblico alle meraviglie della natura, della storia e della ricerca&raquo;. </p> <p>La specie porta il suo nome per l&rsquo;impatto che i suoi programmi televisivi hanno avuto sulle scelte formative e professionali di molti degli autori dello studio. Tra questi, i ricercatori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali di UniSalento Matteo Putignano, Andrea Toso e Joachim Langeneck. &laquo;Questa specie - spiegano gli autori dello studio - &egrave; stata denominata cos&igrave; come omaggio ad Angela e al suo lavoro, votato alla promozione della conoscenza presso il grande pubblico. I suoi programmi hanno lasciato un&rsquo;impronta duratura nelle nostre vite e hanno contribuito alle nostre scelte di carriera&raquo;. </p> <p>Myxicola albertoangelai &egrave; un anellide polichete appartenente alla famiglia Sabellidae, organismi noti per il caratteristico apparato branchiale a forma di ventaglio utilizzato per filtrare particelle alimentari dall&rsquo;acqua. L&rsquo;esemplare tipo &egrave; stato rinvenuto a Santa Caterina di Nard&ograve;, nel mar Ionio settentrionale, lungo le coste della provincia di Lecce. La specie &egrave; una delle quattro nuove entit&agrave; identificate nell&rsquo;ambito di una revisione del genere Myxicola, un gruppo di organismi marini comunemente noti come 'eyelash worms', ovvero 'vermi con le cigli&agrave;. La scoperta &egrave; il risultato di uno studio di tassonomia integrativa, disciplina che combina l&rsquo;analisi morfologica tradizionale con le pi&ugrave; moderne tecniche genetiche. I risultati dimostrano che anche nel Mediterraneo esistono ancora specie sconosciute alla scienza</p>]]></content:encoded>
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      <title>Giorgia Meloni consegna la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria del brigadiere pugliese Carlo Legrottaglie</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/2003050/giorgia-meloni-consegna-la-medaglia-doro-al-valor-militare-alla-memoria-del-brigadiere-pugliese-carlo-legrottaglie.html</link>
      <description>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha donato l’onorificenza alla moglie del militare originario della Puglia, caduto in servizio nel 2025. Cerimonia solenne per il 212° anniversario dell’Arma dei Carabinieri</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>legrottaglie,giorgia meloni,medaglia d'oro</category>
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      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 20:45:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Nel corso delle celebrazioni per il 212&deg; anniversario della fondazione dell&rsquo;Arma dei Carabinieri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha consegnato la Medaglia d&rsquo;Oro al Valor Militare alla memoria del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, militare originario della Puglia, caduto in servizio il 12 giugno 2025 a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L&rsquo;onorificenza &egrave; stata consegnata alla moglie del militare, Eugenia Pastore, nel corso della cerimonia ufficiale che si &egrave; svolta a Reggio Calabria, alla presenza delle massime autorit&agrave; civili e militari.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il brigadiere Legrottaglie ha perso la vita nel suo ultimo giorno di servizio, poco prima del pensionamento, durante un intervento volto a fermare due malviventi armati in fuga che avrebbero tentato di prendere ostaggi. Un gesto che gli &egrave; valso il riconoscimento al valor militare alla memoria per il coraggio e il senso del dovere dimostrati fino all&rsquo;estremo sacrificio.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La cerimonia, inserita nelle celebrazioni istituzionali dell&rsquo;Arma, ha previsto anche la consegna degli Alamari ai nuovi capi compagnia della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, che hanno giurato fedelt&agrave; alla Repubblica.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Nel corso dell&rsquo;evento si sono svolte inoltre dimostrazioni operative, tra cui una simulazione di operazione &ldquo;ship boarding&rdquo; del GIS (Gruppo Intervento Speciale) nelle acque del lungomare Falcomat&agrave; e un lancio dei paracadutisti del Reggimento &ldquo;Tuscania&rdquo;, a conclusione della giornata celebrativa.</span></p> <p><span>La figura del brigadiere Legrottaglie, originario della Puglia, &egrave; stata ricordata come esempio di dedizione, coraggio e servizio allo Stato, in una cerimonia che ha unito memoria e riconoscimento istituzionale al valore dell&rsquo;Arma dei Carabinieri.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>La «pasta» compra il «sugo»: De Cecco acquisisce l'azienda pugliese RossoGargano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/economia/2002945/la-pasta-compra-il-sugo-de-cecco-acquisisce-l-azienda-pugliese-rossogargano.html</link>
      <description>L'azienda abruzzese punta a un fatturato da un miliardo per il 2027</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>de cecco,rossogargano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/economia/2002945/la-pasta-compra-il-sugo-de-cecco-acquisisce-l-azienda-pugliese-rossogargano.html</guid>
      <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 19:14:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La pasta compra il sugo. Il gruppo De Cecco, terzo produttore mondiale del settore, acquisisce l'intero capitale sociale di RossoGargano, societ&agrave; pugliese che si occupa di attivit&agrave; di produzione e trasformazione di prodotti a base di pomodoro e conserve alimentari e vegetali. Cos&igrave;, secondo le stime, con l&rsquo;avvio delle nuove linee produttive, il volume dei prodotti venduti passer&agrave; da 2,7 milioni di quintali nel 2026 a 4,5 milioni nel 2027 e il fatturato dovrebbe crescere da 740 milioni a un miliardo di euro del prossimo anno.  La societ&agrave; abruzzese leader della pasta ha infatti raggiunto un accordo vincolante con la societ&agrave; consortile agricola per azioni di Foggia. In attesa di tutte le necessarie autorizzazioni regolamentari, il perfezionamento dell&rsquo;operazione dovrebbe avvenire entro il mese di luglio.  RossoGargano, viene sottolineato in una nota, &egrave; un primario operatore sul mercato italiano e opera da anni con successo su tre dei principali mercati internazionali di De Cecco. L'operazione consentir&agrave; di &laquo;beneficiare del pieno controllo della filiera produttiva di RossoGargano in un settore strategico per la societ&agrave; e di una rilevante qualit&agrave; strutturale e logistica, assicurata da tecnologie recentemente rinnovate&raquo;.  &laquo;Siamo particolarmente soddisfatti di aver raggiunto questo accordo con i soci di RossoGargano&raquo;, dice il presidente di De Cecco, Filippo Antonio De Cecco, che parla di &laquo;un&rsquo;operazione di grande rilievo strategico per il gruppo, che ci consentir&agrave; di completare e rafforzare la nostra filiera produttiva, migliorare le nostre marginalit&agrave; in un segmento di mercato in cui gi&agrave; operiamo con successo e offrire ai nostri consumatori prodotti realizzati con il controllo diretto di ogni fase del processo, dalla coltivazione della materia prima fino alla commercializzazione&raquo;.  Nell&rsquo;ambito dell&rsquo;operazione, Intesa Sanpaolo attraverso la divisione Imi Cib ha agito in qualit&agrave; di Underwriting Bank, mettendo a disposizione le risorse finanziarie necessarie al perfezionamento dell&rsquo;acquisizione. Lo studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, in qualit&agrave; di legal advisor, ha assistito De Cecco; i soci di RossoGargano sono stati assistiti da Francesco Ciampo per gli aspetti finanziari e fiscali e da Xp Legal per gli aspetti legali dell&rsquo;operazione.  Negli anni compresi tra il 2025 e il 2029, si legge ancora nella nota, il gruppo De Cecco ha previsto investimenti per un totale complessivo di 250 milioni, di cui 100 milioni sono gi&agrave; stati spesi.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il «Pasticciotto Day» è servito: oggi si celebra il simbolo della tradizione dolciaria salentina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/2001436/il-pasticciotto-day-e-servito-oggi-si-celebra-il-simbolo-della-tradizione-dolciaria-salentina.html</link>
      <description>Settima edizione che porta all'Expo Pasticciotto Day, vero e proprio evento fieristico con laboratorio a cielo aperto e percorsi degustativi in Piazza Mazzini a Lecce dalle ore 18 alle 23</description>
      <author>redazione lecce</author>
      <category>pasticciotto day</category>
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      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:58:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; &laquo;Pasticciotto Day 2026&raquo;. Torna oggi per la sua settima edizione l&rsquo;evento dedicato al simbolo della tradizione dolciaria salentina, organizzato dall&rsquo;Agenzia Eventi di Carmine Notaro: una giornata speciale che unisce il Paese, dal Nord al Sud, partendo proprio &ldquo;dal cuore caldo del Salento&rdquo;, grazie alla rete di attivit&agrave; aderenti all&rsquo;iniziativa, sempre pi&ugrave; numerose anche oltre confine. Partecipano infatti anche bar e pasticcerie in Francia (Parigi), Belgio (Bruxelles), Spagna (Barcellona) e Brasile (San Paolo e Florian&oacute;polis). Tutte, in contemporanea, dall&rsquo;apertura fino alle ore 18, offriranno il proprio pasticciotto al prezzo speciale di 1 euro.</p> <p>Anche questa settima edizione si presenta, poi, con Expo Pasticciotto Day, vero e proprio evento fieristico con laboratorio a cielo aperto e percorsi degustativi in Piazza Mazzini a Lecce dalle ore 18 alle 23.</p> <p>Grande novit&agrave; di questa edizione &ldquo;Pasticciotto Love Art&rdquo;, concorso di pittura ad acquerello dal vivo. Il pasticciotto diventa fonte di ispirazione artistica: arte, cultura e tradizione si fondono in piazza Mazzini, trasformata per l&rsquo;occasione in uno spazio creativo dove pittura e territorio dialogano in tempo reale.</p> <p>Insomma, un appuntamento da non perdere che celebra il dolce &laquo;ambasciatore&raquo; del Salento unendo arte e socialit&agrave;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Altamura, la testimone partorisce il giorno prima delle nozze: e gli sposi vanno in ospedale dopo il sì</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/2000405/altamura-la-testimone-partorisce-il-giorno-prima-delle-nozze-e-gli-sposi-vanno-in-ospedale-dopo-il-si.html</link>
      <description>Due grandi giorni per due grandi amiche, l’uno a distanza di 24 ore dall’altro. Stava andando tutto liscio, poi alla donna le si sono rotte le acque il pomeriggio prima del grande giorno...</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (Marina DiMattia)</author>
      <category>testimone,parto,matrimonio</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 18:48:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Due grandi giorni per due grandi amiche, l&rsquo;uno a distanza di 24 ore dall&rsquo;altro. Peccato, per&ograve;, che Marisa, testimone di nozze di Antonella, per via del giorno pi&ugrave; bello della sua vita, la nascita di Cristian, non abbia potuto partecipare al matrimonio dell&rsquo;altra.</span></p> <p><span style="font-weight: 400;">Antonella e Pasquale avevano programmato quasi due anni fa la data della cerimonia nuziale, sfruttando gli ultimi giorni di maggio, prima della bollente impennata di caldo che accompagna le estati pugliesi. Una delle due testimoni, la migliore e storica amica della sposa, era pronta da mesi con il suo abito premaman che, in ogni caso, non avrebbe sacrificato eleganza e raffinatezza; o quanto meno era pronta a stravolgere il suo &ldquo;wedding dress&rdquo;, da quando, tre mesi dopo l&rsquo;investitura a testimone, aveva scoperto di essere in attesa.&nbsp;</span></p> <p><span style="font-weight: 400;">Tutto liscio&hellip;come le acque che le si sono rotte nel pomeriggio prima delle nozze, fino a mettere al mondo Cristian alle 23.30 della sera tradizionalmente dedicata alla serenata dello sposo.&nbsp;</span></p> <p><span style="font-weight: 400;">Marisa, che non &egrave; stata rimpiazzata da nessun&rsquo;altra, rester&agrave; &ldquo;promessa testimone&rdquo; di Antonella. E se il matrimonio se lo godr&agrave; tra qualche mese, grazie al racconto fotografico e video, quanto meno l&rsquo;addio al nubilato l&rsquo;ha vissuto dal vivo. Salvo, almeno quello!&nbsp;</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari, un cane robot entra nelle file dei carabinieri: ecco Saetta, mappa i luoghi e preleva ordigni VIDEO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2000067/bari-un-cane-robot-entra-nelle-file-dei-carabinieri-ecco-saetta-mappa-i-luoghi-e-preleva-ordigni.html</link>
      <description>Son diversi i compiti che potrà svolgere il robot: «È un concentrato di alta ingegneria e intelligenza artificiale»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>saetta,cane robot</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2000067/bari-un-cane-robot-entra-nelle-file-dei-carabinieri-ecco-saetta-mappa-i-luoghi-e-preleva-ordigni.html</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:09:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sapr&agrave; muoversi in luoghi impervi, avendo anche compiti di antisabotaggio. Potr&agrave; mappare luoghi con sistemi di rilevazione laser e termici capaci di individuare anche tracce poco evidenti di esplosivo o agenti chimici e radiologici. &Egrave; Saetta, il cane robot reclutato dai carabinieri del comando provinciale di Bari. Richiama, nel profilo, le auto di pronto intervento dell&rsquo;Arma e intende migliorare l'operativit&agrave; grazie anche al suo braccio robotico con cui potr&agrave; prelevare ordigni e grossi petardi inesplosi, perch&eacute; &egrave; &laquo;un concentrato di alta ingegneria e intelligenza artificiale ed &egrave; stato configurato per supportare gli artificieri nelle attivit&agrave; pi&ugrave; delicate&raquo;, spiega una nota.</p> <p>Guidato da un tablet a distanza di anche 150 metri, Saetta pu&ograve; acquisire immagini e informazioni relative ad aree di intervento, aiutando cos&igrave; i militari e incrementando gli standard di sicurezza a tutela dell&rsquo;incolumit&agrave; del personale quando lavora &laquo;in scenari ad alto rischio, fornendo un risposta sempre pi&ugrave; tempestiva, efficace e sicura alle esigenze delle comunit&agrave;&raquo;, continua la nota.  &laquo;Con l&rsquo;introduzione del cane robotico, il comando provinciale di Bari conferma l&rsquo;attenzione posta dall&rsquo;Arma per la ricerca e lo sviluppo in tema di nuove tecnologie&raquo;, conclude la nota.</p> <p></p> <p><iframe width="267" height="476" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1546005190565731%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" data-mce-fragment="1"></iframe></p> <p></p>]]></content:encoded>
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      <title>A Gravina si realizzano articoli di design e arredo utilizzando gli scarti dell’industria del marmo</title>
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      <description>L'idea di Vincenzo Gurrado, 32 anni, laureato in Economia e che ha trasformato il laboratorio di suo nonno anche con la stampa 3D</description>
      <author>Marina Dimattia</author>
      <category>gravina,vincenzo gurrado</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 19:43:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Combinazione di sostenibilit&agrave; e originalit&agrave;, per ripensare all&rsquo;industria del marmo, preservando il valore della pietra e regalando bellezza agli scarti.</p> <p>&Egrave; infarcita di questa forza creativa B&amp;Y, la startup innovativa fondata da Vincenzo Gurrado, 32 anni, che trasforma gli scarti lapidei in malte sostenibili e compatibili con le nuove tecnologie di stampa 3D, per dar vita a progetti di architettura e design sia di dimensioni contenute a che monumentali. B e Y sta per blu e giallo (blu e yellow), due colori che quando provano a confondersi formano il verde, il colore della sostenibilit&agrave;; ma che richiamano anche i colori di Gravina, terra di pietra e storia.</p> <p>L&rsquo;idea &egrave; nata dopo pi&ugrave; di una riflessione. &laquo;Intanto, lo scarto di produzione nell&rsquo;industria lapidea - spiega Gurrado - pu&ograve; arrivare fino al 75 per cento, una perdita enorme di risorse preziose. Ma non solo. I costi di smaltimento sono diventati davvero ingenti e le discariche sono sature&raquo;.</p> <p>E cos&igrave;, il ragazzo, a tu per tu con la &ldquo;pietra splendente&rdquo; sin da quando era piccolo, prima nella marmeria di suo nonno, poi ereditata dal pap&agrave;, dopo una laurea in Economia e Finanze e vari lavori nel settore consulenziale, ha deciso di trasformare una intuizione in opportunit&agrave;, partendo dal mercato che conosceva meglio di altri.</p> <p>&laquo;Sono tornato nel vecchio laboratorio di mio nonno - racconta - ho comprato macchinari per fare prototipazione e produzione e ho avviato, come unico socio fondatore, l&rsquo;attivit&agrave; che, in particolare nell&rsquo;ultimo anno, ha stampato numerosi prodotti di design e home decor, tra cui tavoli, vasi e lampade&raquo;.</p> <p></p> <p>Il primissimo motivo di orgoglio di B &amp; Y &egrave; stato &ldquo;Da Vinci&rsquo;s bridge&ldquo;, il prototipo del primo ponte in Italia realizzato a inizio 2025, con una malta sostenibile derivante dagli scarti della marmeria di famiglia, attraverso una stampante tridimensionale; un progetto che ha visto in connessione il Politecnico di Bari, l&rsquo;azienda Wasp, e la sturt-up gravinese.</p> <p>&laquo;Ho proposto anche alcuni progetti al Comune di Gravina, tra cui arredi urbani (es. sedute e panchine) per una rigenerazione urbana green&raquo;.</p> <p>Nel dettaglio, il processo &egrave; veloce, ma diversamente semplice. &laquo;Si parte - spiega Gurrado - da un progetto di solito a firma di studi professionali di architetti e designer; si prende la marmettola, ovvero i fanghi di lavorazione del marmo, si lascia maturare all&rsquo;aria per togliere umidit&agrave;, si setaccia, si crea una curva granulometria per renderla compatibile con altri leganti e altrettanto compatibile per la stampa 3D&raquo;.</p> <p>Da quel momento, strato dopo strato l&rsquo;oggetto prende forma. I vantaggi? &laquo;La stampa 3D permette di realizzare forme curve o complesse impossibili da ottenere con i metodi tradizionali; in pi&ugrave;, i tempi sono notevolmente ridotti. Certo, il mercato di riferimento &egrave; ancora di nicchia, principalmente il luxury&raquo;.</p> <p>La massima ambizione di Gurrado &egrave; entrare nel settore dell&rsquo;edilizia, per provare a costruire intere abitazioni con la stampa 3D. &laquo;In Italia non &egrave; materia rara. Quella che qualche anno fa era una sperimentazione, ora &egrave; realt&agrave;. Speriamo - conclude - di poter contribuire all&rsquo;avvio qui al Sud&raquo;.</p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Gioia del Colle, la storia di Carla e Rosa: dopo abusi, transizione e rinascita, oggi celebrano il loro «per sempre sì»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1999129/gioia-del-colle-la-storia-di-carla-e-rosa-dopo-abusi-transizione-e-rinascita-oggi-celebrano-il-loro-per-sempre-si.html</link>
      <description>Dalla transizione di genere ai traumi dell’infanzia, fino alla rinascita di coppia: la storia delle due donne unite in matrimonio civilmente</description>
      <author>Valentino Sgaramella</author>
      <category>carla,rosa,matrimonio,gioia del colle</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1999129/gioia-del-colle-la-storia-di-carla-e-rosa-dopo-abusi-transizione-e-rinascita-oggi-celebrano-il-loro-per-sempre-si.html</guid>
      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 19:10:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La felicit&agrave; &egrave; realizzare sa stessi. Ed &egrave; una montagna da scalare. Carla Pianetti e Rosa Cantore sono la testimonianza vivida di questo assioma. Oggi suggellano il loro amore con una unione civile celebrata dall&rsquo;assessore Francesca Pugliese, in Municipio a Gioia. Una felicit&agrave; prorompente, una personalit&agrave; fortissima. Carla ha subito un intervento chirurgico di vaginoplastica. Nato maschio, oggi &egrave; a tutti gli effetti una donna, anche all&rsquo;anagrafe. Ha un nuovo codice fiscale. Ma non &egrave; stato semplice arrivare fin qui. Non lo &egrave; stato n&eacute; per Carla n&eacute; per Francesca.</p> <p>&laquo;Guardi, oggi a me piace esibire il mio corpo da donna, amo essere donna, ho combattuto aspramente per questo ed ora ne vado fiera&raquo;, spiega Carla. Non &egrave; semplice avere il coraggio di esibire le proprie scelte esistenziali dinanzi ad una societ&agrave; che spesso storce il naso, se non ti umilia addirittura. &laquo;Mi hanno chiamata in mille modi, &ldquo;ricchione&rdquo;, &ldquo;trans&rdquo;, &ldquo;frocio&rdquo;, ma questo non mi fa n&eacute; caldo n&eacute; freddo. Io nemmeno sapevo cosa significasse la parola frocio. Io mi sentivo donna e basta&raquo;. Nasce e lo chiamano Carlo succedeva 64 anni fa. &laquo;Mia madre desiderava tanto avere una femmina, sin dalla gravidanza. Una donna straordinaria che aveva compreso tutto. Non voleva un maschio, voleva una femminuccia. Da bambina mi vestiva da donna, perfino con i calzettoni rosa. Andavo a scuola con il grembiule bianco non blu&raquo;. Nasce ad Altamura dove vive la sua infanzia. Poi si trasferisce con la famiglia a Santeramo e da qui a Gioia dove vive tuttora. &laquo;No, uomo non mi piaceva, non mi sentivo uomo dentro me. &Egrave; esistito Carlo perch&eacute; mi hanno fatto credere che esistesse. Io ho sempre creduto che Carlo fosse solo un percorso che mi avrebbe condotto ad essere Carla. Perch&eacute;, mi chiedevo, devono per forza farmi credere di essere Carlo per tutta la vita?&raquo;. Da bambina, Carla non ha mai giocato con pistole e soldatini ma con le bambole. E poi, si cresce in una societ&agrave; che non riesce a comprendere che le scelte diverse vanno rispettate e accolte. Ne subisce di tutti i colori. Dalla repressione al bullismo, le cattiverie sono tante. Carla &egrave; testarda. Deve vincere la battaglia della vita. Fino ad una sera. Carla e Rosa vivono gi&agrave; insieme ma quella sera, l&rsquo;unica, va da sola senza la sua Rosy ad una festa di compleanno. Rientra a casa nel borgo antico di Altamura. In una stretta stradina, un branco di 3 o 4 individui l&rsquo;aggredisce e la stupra. Sono botte da orbi. &laquo;Non avevo ancora subito gli interventi chirurgici, ero ancora transessuale. Erano le 4 del mattino in inverno. Ho preso botte e poi sono stata violentata per terra. Fu una notte orrenda. Qualcosa di indimenticabile&raquo;. Le chiediamo se voglia evitare questi particolari, nel racconto di una conquista e di una storia d&rsquo;amore. &laquo;No, voglio dirlo perch&eacute; &egrave; liberatorio, tutti devono sapere, sono fiera di ci&ograve; che ho fatto&raquo;. Continua: &laquo;Ero nella fase di transizione, avevo gi&agrave; il seno ma non avevo ancora subito l&rsquo;intervento pi&ugrave; importante alla sfera genitale. E devo ringraziare il cielo perch&eacute; se subissi oggi una violenza sicuramente rischierei la vita perch&eacute; la mia vagina &egrave; estremamente delicata. Mi sentii afferrare da dietro, pensavo ad uno scherzo invece era la tremenda verit&agrave;. Parlavano in dialetto di Altamura. Non so chi siano, ho presentato denuncia contro ignoti ma l&rsquo;hanno fatta franca. Non c&rsquo;erano videocamere&raquo;. Quella violenza la segna. &laquo;Sono stata male per mesi. Poi mi guardai allo specchio e dissi: Carla non ti fermare, continua la tua transizione, non saranno questi balordi a fermare la tua femminilit&agrave;&raquo;. Il percorso &egrave; stato durissimo, durato anni. Dapprima psicologico poi anche psichiatrico. &laquo;&Egrave; come essere sbattuti di fronte al muro, sei continuamente ad un bivio in quei colloqui. Ogni colta ne uscivo in a quei colloqui uscivo in lacrime. Poi &egrave; arrivato il momento: sono stata operata dal prof. Bettocchi e dal prof. Selvaggi a Foggia e anche loro mi dissero: Carla eri gi&agrave; donna dentro di te. Se ho superato lo stupro lo devo a loro&raquo;.</p> <p>Anche Rosa Cantore ha un dramma di tipo diverso che si porta dentro. Una donna molto delicata. Nasce a Gioia. All&rsquo;et&agrave; di appena 6 anni viene adescata dal vicino di casa che la stupra. Sono passati molti anni ma quando Rosa prova a parlarne inevitabili arrivano le lacrime. Chiede anche lei, per&ograve;, di raccontare la sua vicenda senza remore. &laquo;Ero cliente di Carla, poi pian piano abbiamo approfondito l&rsquo;amicizia lavorando come hair stylist fino a raggiungere l&rsquo;amore. Un amore pulito, bellissimo&raquo;. Quell&rsquo;amore che cura, che passa su ogni ferita come un unguento miracoloso.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Pasticciotto «mon amour», torna la festa dedicata al dolce ambasciatore del Salento</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1999126/pasticciotto-mon-amour-torna-la-festa-dedicata-al-dolce-ambasciatore-del-salento.html</link>
      <description>Giovedì 4 giugno vendita a prezzo simbolico da Lecce al Brasile e tanti eventi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>pasticciotto,salento</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 18:22:46 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Torna gioved&igrave; 4 giugno il Pasticciotto Day, la manifestazione dedicata al dolce simbolo della tradizione salentina che quest&rsquo;anno raggiunge la settima edizione e rafforza la propria dimensione internazionale. L&rsquo;iniziativa, organizzata dall&rsquo;Agenzia Eventi di Carmine Notaro, coinvolger&agrave; in contemporanea decine di attivit&agrave; tra Italia ed estero, confermando il ruolo del pasticciotto come ambasciatore del territorio nel mondo.</p> <p>Per l&rsquo;intera giornata, fino alle 18, bar, pasticcerie, forni, hotel, B&amp;b, agriturismi e altre attivit&agrave; aderenti proporranno il pasticciotto tradizionale al prezzo speciale di un euro. Oltre al Salento e alle altre regioni italiane, partecipano anche esercizi commerciali a Parigi, Bruxelles, Barcellona e in Brasile a San Paolo e Florian&oacute;polis.</p> <p>L&rsquo;edizione 2026 arriva dopo che il pasticciotto &egrave; comparso anche sul tavolo dell&rsquo;incontro tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio alla Farnesina, ulteriore testimonianza della sua dimensione internazionale.</p> <p>Cuore della manifestazione sar&agrave; ancora una volta Expo Pasticciotto Day, dalle 18 alle 23 in piazza Mazzini a Lecce. I maestri pasticceri trasformeranno la piazza in un grande laboratorio, preparando migliaia di pasticciotti davanti al pubblico. I dolci appena sfornati saranno venduti a 1,50 euro e parte del ricavato sar&agrave; destinata all&rsquo;associazione Cuore Amico. L&rsquo;area ospiter&agrave; inoltre percorsi espositivi e degustativi dedicati alle altre eccellenze dolciarie del Salento.</p> <p>La principale novit&agrave; dell&rsquo;edizione 2026 &egrave; &ldquo;Pasticciotto Love Art&rdquo;, concorso di pittura ad acquerello dal vivo che unisce arte e tradizione gastronomica. Dopo la selezione di centinaia di bozzetti, una giuria ha scelto 20 finalisti. Le opere preliminari saranno esposte il 3 giugno nella Galleria Mazzini, mentre il giorno successivo gli artisti completeranno dal vivo i lavori</p> <p>&laquo;Pasticciotto Day &egrave; ormai una vera e propria fiera diffusa incentrata sulla promozione del territorio attraverso le peculiarit&agrave; dolciarie&raquo;, sottolinea l&rsquo;organizzatore Carmine Notaro, evidenziando come il nuovo concorso artistico voglia raccontare il Salento attraverso un linguaggio capace di coinvolgere ulteriormente il pubblico.</p> <p>Durante la serata, anche il tradizionale momento dedicato al Lecce, con il taglio di una torta celebrativa per la permanenza della squadra in Serie A. Prosegue inoltre il contest fotografico riservato alle attivit&agrave; aderenti e l&rsquo;iniziativa solidale dell&rsquo;azienda Kiron, che doner&agrave; pasticciotti all&rsquo;associazione Angeli di quartiere.</p> <p>Nato nel 2020, il Pasticciotto Day si &egrave; trasformato negli anni in un appuntamento consolidato di promozione turistica e gastronomica del Salento.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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