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    <title>CURIOSITÀ - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>CURIOSITÀ: tutte le notizie e novità curiose in Puglia e Basilicata.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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      <title>A Taranto nasce Spazio Coccole, panchine per allattare in pubblico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1995528/a-taranto-nasce-spazio-coccole-panchine-per-allattare-in-pubblico.html</link>
      <description>Domani l’inaugurazione in Piazza Pio XII con Asl e Comune</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
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      <pubDate>Sat, 30 May 2026 19:53:02 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Domani in piazza Pio XII, a Taranto, tiene a battesimo &laquo;Spazio Coccole&raquo;. L&rsquo;iniziativa, promossa dall&rsquo;Associazione Delfini e Neonati - De Cataldo ETS in sinergia con il reparto di Utin e Neonatologia dell&rsquo;ospedale Santissima Annunziata, dona alla cittadinanza una panchina amica per l&rsquo;allattamento. La struttura, dipinta in tonalit&agrave; lilla e arricchita da grafiche a tema, nasce per consentire ai genitori di nutrire e accudire i neonati all&rsquo;aperto in un luogo confortevole.  L&rsquo;allattamento, spiegano i promotori, non &egrave; solo un gesto materno ma un momento di cura per tutta la famiglia. Il progetto mira a promuovere il benessere e l&rsquo;inclusione sociale, ed &egrave; stato supportato dal partner Hipp, dalla presidente di Kyma Servizi e dalle sue maestranze. Alla cerimonia presenzieranno i volontari dell&rsquo;Ets, gli operatori sanitari della terapia intensiva neonatale, i vertici dell&rsquo;Asl Taranto e gli amministratori del Comune, che patrocina l&rsquo;evento.  &laquo;Spazio Coccole - evidenziano gli organizzatori - &egrave; un progetto semplice e concreto per riconoscere e sostenere un diritto prezioso: quello delle famiglie di allattare i propri bambini in spazi pubblici accoglienti, sicuri e rispettosi&raquo;. L'invito rivolto alla cittadinanza &egrave; di condividere il messaggio: &laquo;Insieme, per una citt&agrave; che sostiene la vita&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il pasticciotto dal gusto ligure: ecco il «Superbotto» con basilico e pinoli nella crema pasticcera. Un omaggio per Silvia Salis a Lecce</title>
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      <description>Il dolce omaggio del maestro Angelo Bisconti alla sindaca durante la visita in città</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>superbotto,pasticciotto,lecce,silvia salis</category>
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      <pubDate>Sat, 30 May 2026 18:02:44 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Basilico nella pasta frolla e pinoli nella crema pasticcera: sono questi gli ingredienti che danno vita al &ldquo;Superbotto&rdquo;, la nuova variante del pasticciotto leccese ispirata alla Liguria e dedicata alla citt&agrave; di Genova, &ldquo;La Superba&rdquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L&rsquo;inedita creazione &egrave; firmata dal maestro pasticciere Angelo Bisconti, originario di Campi Salentina, e nasce in occasione della visita a Lecce della sindaca di Genova Silvia Salis, alla quale il dolce &egrave; stato presentato come omaggio.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il &ldquo;Superbotto&rdquo; si inserisce nel progetto itinerante &ldquo;Il Pasticciotto incontra i Territori&rdquo;, ideato da Bisconti insieme al giornalista Alessandro Miglietta e gi&agrave; protagonista di un percorso che ha portato il dolce simbolo del Salento a confrontarsi con diverse identit&agrave; regionali italiane.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La nuova variante rappresenta la settima declinazione territoriale del pasticciotto e unisce in chiave dolciaria i profumi del basilico e la consistenza dei pinoli, richiamando esplicitamente il pesto alla genovese.</span></p> <p><span>Nel corso dell&rsquo;incontro, il maestro pasticciere ha donato alla sindaca anche la ricetta originale, con l&rsquo;auspicio che il &ldquo;Superbotto&rdquo; possa essere realizzato anche in Liguria come ponte gastronomico tra le due tradizioni.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Hockey su pista, ecco Berta Tarrida: la campionessa di Matera che ha trasformato il silenzio in forza</title>
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      <description>La storia dell’atleta della Roller Matera, la disabilità uditiva vissuta come una risorsa</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>berta tarrida,matera,hockey su pista</category>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2026 18:22:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nell&rsquo;hockey su pista la comunicazione &egrave; tutto. Le indicazioni delle compagne, le chiamate durante le azioni, i suggerimenti che arrivano dalla panchina. Per questo la storia di Berta Tarrida, classe 1992, sorprende ancora di pi&ugrave;. La giocatrice spagnola della Roller Matera - societ&agrave; di Serie A1 - convive, infatti, fin da bambina con una disabilit&agrave; uditiva che, in uno sport dove ascoltare &egrave; fondamentale, avrebbe potuto rappresentare un ostacolo. Lei, invece, l&rsquo;ha trasformata in uno dei suoi pi&ugrave; grandi punti di forza, arrivando a vincere titoli internazionali e diventando uno dei punti di riferimento della formazione materana. </p> <p>&laquo;Ho sempre condotto una vita normale - racconta -. Andavo a scuola come tutti e vivevo serenamente con i miei compagni di classe. Avevo una logopedista quattro ore a settimana che mi aiutava e senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile&raquo;. Dietro quella storia, per&ograve;, non c'&egrave; soltanto il supporto ricevuto negli anni. C'&egrave; soprattutto una forte determinazione personale che l&rsquo;ha accompagnata fin dall&rsquo;infanzia. &laquo;Mi considero una persona coraggiosa - dice -, con molta forza, e cerco sempre di affrontare nuove sfide&raquo;. </p> <p>Una forza che le ha consentito di guardare oltre la disabilit&agrave; e di trasformarla in un elemento distintivo del proprio modo di stare in campo. &laquo;Ho sempre detto - aggiunge - che le mie condizioni non sono un problema. In certi momenti sono addirittura una risorsa, perch&eacute; ho molta visione di quello che accade e una grande concentrazione su tutto ci&ograve; che succede intorno a me. Nell&rsquo;hockey questo &egrave; un punto di forza importante&raquo;.  &Egrave; proprio questa capacit&agrave; di osservare e anticipare il gioco che l&rsquo;ha aiutata a costruire una carriera ai massimi livelli. Una qualit&agrave; affinata nel tempo, insieme a una straordinaria attenzione per ogni dettaglio che si sviluppa sulla pista.</p> <p>&laquo;Nelle partite - specifica - scendo sempre in pista con la massima concentrazione e pretendiamo sempre il massimo da noi stesse affinch&eacute; tutto vada bene. Tengo la testa alta, prestando attenzione e cercando di anticipare quello che potrebbe succedere pochi secondi dopo&raquo;. Un lavoro che non sarebbe possibile senza il contributo di chi la circonda. &laquo;Ho compagne e collaboratori - prosegue - che mi aiutano con arbitri e addetti ai lavori e che fanno in modo che tutte le informazioni arrivino in pista. Onestamente, tutto &egrave; molto semplice&raquo;. </p> <p>Se oggi Matera &egrave; diventata la sua seconda casa, il legame con la citt&agrave; &egrave; nato molto prima del trasferimento in Italia. La prima volta arriv&ograve; nei Sassi con la maglia della Spagna per disputare un campionato europeo. Un&rsquo;esperienza che le lasci&ograve; un ricordo profondo, ben oltre il risultato sportivo. &laquo;Matera la conoscevo gi&agrave; bene - osserva -. Avevo giocato e vinto qui un campionato europeo con la Spagna. Mi colpirono tantissimo la citt&agrave; e la sua gente. E sapevo che la presidente Mariella Perai, un giorno, mi avrebbe voluta qui&raquo;. </p> <p>Un&rsquo;intuizione che si &egrave; trasformata in realt&agrave; qualche anno pi&ugrave; tardi, quando &egrave; arrivata la chiamata della Roller Matera. "Quando sono arrivata a Matera - spiega - &egrave; stato come essersi lasciati il giorno prima. Ho trovato subito tanto amore intorno a me. Grazie alla meravigliosa unione con le compagne abbiamo vinto titoli italiani e ottenuto successi clamorosi in Europa&raquo;. L'ultimo traguardo &egrave; stata la conquista della Coppa Italia, vissuta con l&rsquo;entusiasmo di chi non smette mai di mettersi in discussione. &laquo;Vincere &egrave; sempre bello. Quando lo fai per un club che ti apprezza e ti valorizza e per una citt&agrave; che ti ama, il significato di ogni vittoria si rafforza ancora di pi&ugrave;. Matera ormai &egrave; la mia seconda casa. I dirigenti e le mie compagne sono una grande famiglia. Nel mio futuro mi vedo qui, a collaborare con la societ&agrave; e a mettere la mia esperienza al servizio dei pi&ugrave; giovani&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Galatina, l’omaggio dell’Arma all’appuntato Angelo Greco: 101 anni in divisa e una vita da «faro» dei Carabinieri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1994192/galatina-lomaggio-dellarma-allappuntato-angelo-greco-101-anni-in-divisa-e-una-vita-da-faro-dei-carabinieri.html</link>
      <description>Dal banditismo del dopoguerra ai presidi di frontiera: la storia del militare celebrata con una sciabola d’argento e la visita del Comando provinciale di Lecce</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>galatina,101 anni,appuntato angelo greco</category>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2026 17:35:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Centouno anni e una vita interamente intrecciata con la storia dell&rsquo;Arma dei Carabinieri. &Egrave; stato festeggiato oggi a Galatina l&rsquo;appuntato in congedo Angelo Greco, nato a Neviano il 29 maggio 1925, protagonista di una lunga carriera iniziata nel dicembre del 1943 e oggi celebrato dal Comando Provinciale di Lecce come simbolo di dedizione e servizio allo Stato.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Un compleanno speciale che l&rsquo;Arma ha voluto trasformare in un vero e proprio omaggio istituzionale, sottolineando non solo il traguardo anagrafico ma soprattutto il valore umano e professionale di un militare che ha attraversato alcune delle fasi pi&ugrave; complesse della storia italiana del Novecento.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Arruolato durante la Seconda guerra mondiale alla Scuola Allievi di Andria, Greco ha prestato servizio in prima linea nella lotta al banditismo nel dopoguerra in Sicilia e successivamente nei presidi di frontiera di Livigno, avamposti di legalit&agrave; in anni di ricostruzione del Paese.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>A portare personalmente gli auguri dell&rsquo;Arma sono stati il colonnello Andrea Siazzu, comandante provinciale di Lecce, e il capitano Alessandro Monti, comandante della Compagnia di Gallipoli, in una visita definita di forte valore simbolico e umano.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Per l&rsquo;occasione, il comandante generale dell&rsquo;Arma dei Carabinieri, generale di corpo d&rsquo;armata Salvatore Luongo, ha fatto recapitare al centenario una riproduzione in argento della storica sciabola dei Carabinieri a cavallo, accompagnata da una lettera di congratulazioni in cui la sua vita viene descritta come &ldquo;un faro di valori, esempio di onore e integrit&agrave;&rdquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_29/3-1780068872637.JPG" alt="" width="1920" height="1280" /></span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Alla celebrazione ha preso parte anche l&rsquo;Associazione Nazionale Carabinieri &ndash; sezione di Nard&ograve;, a conferma del legame tra generazioni in servizio e in congedo.</span></p> <p><span>Circondato dai familiari e dagli amici, l&rsquo;appuntato Greco ha ringraziato con emozione per l&rsquo;affetto ricevuto, ribadendo ancora una volta un principio che attraversa la sua storia: &ldquo;Carabiniere si &egrave; per sempre&rdquo;.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Martina Franca, trovato 80enne carbonizzato nelle campagne: si ipotizza un malore</title>
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      <description>Dalle prime informazioni raccolte, sembrerebbe che l'uomo abbia avuto un malore mentre era intento a bruciare delle sterpaglie</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (francesco casula, massimiliano martucci)</author>
      <category>uomo carbonizzato,morto</category>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il cadavere di un uomo di 80 anni &egrave; stato ritrovato carbonizzato nelle campagne di Martina Franca dai vigili del fuoco. Dalle prime informazioni raccolte, sembrerebbe che l'uomo abbia avuto un malore mentre era intento a bruciare delle sterpaglie. Indagano i vigili del fuoco e i carabinieri del comando di Martina Franca.</p>]]></content:encoded>
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      <title>È di Martina Franca il prete soccorso dal Papa in piazza San Pietro: per don Diego un malore subito rientrato</title>
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      <description>Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Papa Leone XIV che più veloce di tutti si getta a soccorrere il sacerdote 82enne che, mercoledì scorso, in occasione dell’udienza papale, ha avuto un leggero mancamento</description>
      <author>Massimiliano Martucci</author>
      <category>don Diego Semeraro,papa leone</category>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2026 11:08:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Papa Leone XIV che pi&ugrave; veloce di tutti si getta a soccorrere un sacerdote che, mercoled&igrave; scorso, in occasione dell&rsquo;udienza papale, ha avuto un leggero mancamento. Complice il gran caldo, quei pochi scalini per raggiungere il pontefice hanno giocato un brutto scherzo a don Diego Semeraro, 82 anni, originario di Crispiano, martinese di adozione, per decenni alla guida della parrocchia della Santa Famiglia e ora padre spirituale della Madonna di Fatima, in contrada Montetullio.</p> <p>Il capitombolo ha attirato immediatamente l&rsquo;attenzione di Prevost, che si &egrave; lanciato verso don Diego per accertarsi delle sue condizioni. &laquo;&Egrave; stato il primo a soccorrerlo&raquo; ci ha detto don Franco Semeraro, fratello del sacerdote, con lui in fila per l&rsquo;udienza papale, &laquo;&egrave; stato davvero toccante&raquo;. Papa Leone XIV si &egrave; sincerato delle condizioni di salute del prete e quindi gli ha donato un rosario, come si vede dalla foto.</p> <p>La delegazione martinese era a Roma per una antica consuetudine: il bacio all&rsquo;Anello del Pescatore, simbolo di comunione e fedelt&agrave;, per festeggiare i prossimi sessant&rsquo;anni di sacerdozio proprio di don Franco, gi&agrave; rettore della Basilica di San Martino di Martina Franca. La mattinata &egrave; stata passata, quindi, in attesa dell&rsquo;evento, e il caldo, che mercoled&igrave; a Roma ha raggiunto temperature da bollino arancione, ha fatto il resto. Pochi gradini e un mancamento, quindi la caduta.</p> <p>Chiss&agrave; cosa deve aver pensato don Diego, quando si &egrave; visto soccorrere proprio dal Papa, che ha lasciato la sua postazione per andargli incontro. &laquo;Solo una vertigine&raquo; si pu&ograve; sentire da uno dei tanti video che in queste ore hanno raccontato la vicenda. Il parroco &egrave; stato poi trasportato in infermeria, per accertamenti e medicazioni, ma alla fine fortunatamente &egrave; tornato a casa solo, si fa per dire, con qualche graffio e l&rsquo;esperienza di essere stato soccorso dal Vescovo di Roma in persona.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Mattarella nomina 25 Cavalieri Del Lavoro, due i pugliesi: Sergio Fontana e Giancarlo Negro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1992689/mattarella-nomina-25-cavalieri-del-lavoro-due-i-pugliesi-sergio-fontana-e-giancarlo-greco.html</link>
      <description>Fontana, canosino, è fondatore di Farmalabor ed ex presidente di Confindustria Puglia. Greco viene da Lecce ed è fondatore di Links Management and Technology</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Giancarlo Greco,Sergio Fontana</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 13:33:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato oggi 28 maggio nuovi 25 Cavalieri del Lavoro. Tra gli insigniti ci sono anche due pugliesi: il canosino Sergio Fontana, f<span>ondatore di Farmalabor ed ex presidente di Confindustria Puglia, e il leccese Giancarlo Negro, fondatore di Links&nbsp;Management and Technology, societ&agrave; di consulenza e sviluppo software.</span></p> <p><span>"Questo riconoscimento non rappresenta solo un traguardo personale, ma il premio al lavoro di una squadra straordinaria e a una terra, la Puglia, capace di esprimere innovazione ai massimi livelli - ha dichiarato Sergio Mattarella -. Ho sempre creduto che fare impresa significhi non solo guardare alla crescita aziendale e all'innovazione scientifica, ma anche avere il dovere morale di restituire valore al territorio, sostenendone la cultura, la storia e le giovani generazioni. Da Canosa di Puglia all'Europa, ogni passo &egrave; stato mosso da questa convinzione. Voglio dedicare questa onorificenza a tutti i collaboratori e compagni di viaggio che ogni giorno condividono con me la passione per il lavoro ben fatto, affrontando le sfide con la consapevolezza che la Storia si costruisce giorno dopo giorno, superando ogni ostacolo. Il mio impegno per lo sviluppo economico, scientifico e culturale del nostro Mezzogiorno continua, da oggi con ancora pi&ugrave; forza e convinzione. Grazie al Presidente Mattarella che, insieme ai Ministri Urso e Lollogibrida, mi ha ritenuto meritevole di questa nomina e grazie di cuore a tutti per l'affetto e la vicinanza che mi state dimostrando".</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Dalla depressione alla rinascita con il biliardo: il lucano Giovanni Caprara trionfa alla Coppa dei Campioni Fibis</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/matera/1990021/dalla-depressione-alla-rinascita-con-il-biliardo-il-lucano-giovanni-caprara-trionfa-alla-coppa-dei-campioni-fibis.html</link>
      <description>L’atleta paralimpico di Scanzano Jonico ha conquistato a San Severo la coppa nella specialità dei 5 birilli, entrando tra i protagonisti nazionali della disciplina</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Giovanni Caprara,Coppa dei Campioni Fibis di biliardo paralimpico</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/matera/1990021/dalla-depressione-alla-rinascita-con-il-biliardo-il-lucano-giovanni-caprara-trionfa-alla-coppa-dei-campioni-fibis.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 11:45:48 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>C'&egrave; stato un momento in cui la vita di Giovanni Caprara si &egrave; fermata all&rsquo;improvviso. Un intervento alla colonna vertebrale, nel 2010, andato male. Poi la sedia a rotelle, il buio della depressione e la difficolt&agrave; di immaginare un futuro diverso. Oggi, sedici anni dopo, l&rsquo;atleta paralimpico di Scanzano Jonico (Matera) alza al cielo la Coppa dei Campioni Fibis di biliardo paralimpico, conquistata a San Severo (Foggia) nella specialit&agrave; dei 5 birilli, entrando tra i protagonisti nazionali della disciplina.  &laquo;Vincere questa Coppa - racconta - &egrave; stata un&rsquo;emozione indescrivibile, perch&eacute; dietro questo risultato ci sono anni difficili, tanta passione e tantissimo lavoro. Quando alzi un trofeo cos&igrave; importante ripensi inevitabilmente a tutto il percorso fatto per arrivarci&raquo;.</p> <p>Ma il trionfo sportivo rappresenta soltanto il punto di arrivo di una storia personale ben pi&ugrave; profonda, fatta di dolore, ricostruzione e voglia di rimettersi in gioco. Nel 2010 la sua vita &egrave; cambiata radicalmente. &laquo;Ho subito un intervento alla colonna vertebrale andato male - dice - che mi costringe a vivere su una sedia a rotelle. All&rsquo;inizio non &egrave; stato facile accettarlo: avevo 37 anni, due bambini piccoli, Leonardo di cinque anni e Nicole di due. Mi sono ritrovato improvvisamente in una condizione completamente diversa da quella che avevo immaginato per la mia vita ed ero caduto in una depressione totale&raquo;.</p> <p>A sostenerlo, in quella fase difficile, &egrave; stata soprattutto la famiglia. &laquo;Con l&rsquo;aiuto di mia moglie Anna Maria e di tutta la mia famiglia - aggiunge - sono riuscito piano piano a rialzarmi, soprattutto mentalmente. Senza di loro sarebbe stato molto pi&ugrave; difficile trovare la forza per ripartire&raquo;. Poi, quasi dieci anni dopo, arriva l&rsquo;incontro con il biliardo, destinato a cambiare nuovamente il corso della sua quotidianit&agrave;. &laquo;Nel 2019 - afferma - mi sono avvicinato a questo sport che mi attirava tantissimo, perch&eacute; &egrave; un gioco di precisione, concentrazione e intelligenza. All&rsquo;inizio era soltanto una passione, poi col tempo &egrave; diventato qualcosa di molto pi&ugrave; grande&raquo;.</p> <p>Da quel momento il biliardo smette di essere soltanto una disciplina sportiva e diventa una ragione concreta per ripartire. &laquo;Come dico sempre durante le gare importanti - sottolinea - questo sport &egrave; diventato un motivo per alzarmi la mattina. Mi ha ridato entusiasmo, ma soprattutto la possibilit&agrave; di esprimere di nuovo chi sono&raquo;.</p> <p>Ed &egrave; proprio da questa esperienza personale che nasce oggi anche il suo impegno verso gli altri, soprattutto nei confronti di chi, dopo un trauma o una disabilit&agrave; sopraggiunta, rischia di chiudersi in se stesso. &laquo;Ci sono tanti ragazzi - prosegue - che dopo un cambiamento drastico della vita non riescono pi&ugrave; a uscire di casa. Ed &egrave; l&igrave; che dobbiamo lavorare tutti, soprattutto io che faccio parte del Comitato italiano paralimpico della Basilicata: dobbiamo aiutare queste persone a capire che la vita, anche su una sedia a rotelle, pu&ograve; continuare e pu&ograve; essere vissuta pienamente&raquo;. Per Caprara il messaggio &egrave; chiaro: &laquo;Servono - evidenzia - volont&agrave;, sacrificio e qualcuno che ti faccia capire che non tutto &egrave; finito. Lo sport, da questo punto di vista, pu&ograve; davvero salvarti la vita&raquo;.</p> <p>Archiviata la vittoria della Coppa dei Campioni, per&ograve;, lo sguardo resta gi&agrave; rivolto ai prossimi obiettivi. &laquo;Dopo questa vittoria - conclude - si continua ad allenarsi e a lavorare ogni giorno per provare a salire sempre sul gradino pi&ugrave; alto&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Case vacanze, a Bari annunci triplicati in 7 anni: record nella città vecchia, cresce Madonnella</title>
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      <description>Bari è quarta per dimensione del fenomeno al Sud dopo Napoli, Palermo e Catania, ed è la prima in Italia per incremento percentuale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>airbnb,annunci,case vacanze,affitti brevi</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 17:45:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Fra il 2017 e il 2024 le case e i posti letto offerti a Bari attraverso la piattaforma di affitti brevi Airbnb sono triplicati raggiungendo, rispettivamente, le 4.500 e le 15mila unit&agrave;. Gli interi appartamenti coprono il 73% delle offerte al 2024, mentre le notti prenotate si sono moltiplicate per quasi sette volte, da meno di 80mila nel 2017 a oltre mezzo milione nel 2024. I dati sono contenuti nel progetto AirMap, coordinato dal Politecnico di Torino, con la partecipazione del Politecnico di Bari e dell&rsquo;universit&agrave; Aldo Moro. I dati relativi a Bari sono stati presentati oggi alla presenza, fra gli altri, del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e del sindaco di Bari, Vito Leccese.</p> <p>Dallo studio emerge inoltre che nel capoluogo pugliese il tasso di occupazione degli alloggi offerti &egrave; passato dal 25% al 48%, cos&igrave; come sono raddoppiate le notti occupate per ciascuna unit&agrave;. Quanto alla tariffa media giornaliera richiesta, &egrave; aumentata da 60 a oltre 100 euro. Numeri che si traducono in ricavi triplicati per ogni unit&agrave;, fino a quasi 12mila euro, un valore superiore alla media nazionale. Il giro d&rsquo;affari complessivo generato dagli affitti sulla piattaforma Airbnb &egrave; passato dai 4,7 milioni di euro del 2017 ai 53,9 del 2024, mentre gli host (cio&egrave; coloro che offrono almeno un alloggio) sono passati da 845 a 2.186.</p> <p>Il fenomeno a Bari &egrave; concentrato fra Citt&agrave; vecchia, Murat, Madonnella e parte del quartiere Libert&agrave;, con un rapporto di Airbnb ogni cento abitazioni occupate da residenti, di 19,4 nella Citt&agrave; vecchia, 8 a Murat e 6,4 a Madonnella. Con questi dati Bari &egrave; quarta per dimensione del fenomeno al Sud dopo Napoli, Palermo e Catania, ed &egrave; la prima in Italia per incremento percentuale nel periodo 2017-2024. La citt&agrave; pesa per il 13% del totale regionale.</p> <p>A Bari la maggior parte delle case offerte sulla piattaforma di affitti brevi Airbnb si trova nella zona citt&agrave; vecchia. Se i picchi pi&ugrave; elevati di presenza degli annunci (1.500-2.500 unit&agrave; per chilometro quadrato) si concentrano proprio nel centro storico, il numero &egrave; elevato anche nel quartiere Murat (fra 500 e 1.500 unit&agrave;). In termini numerici, il quartiere Murat raccoglie 1.291 annunci, pari al 28,7% dell&rsquo;offerta cittadina; la citt&agrave; vecchia conta 613 annunci, pari al 13,6% del totale. Seguono i quartieri Libert&agrave; e Madonnella con rispettivamente 524 (11,6%) e 401 annunci (8,9%), poi i pi&ugrave; periferici Picone con 362 (8%) e Carrassi con 283 (6,3%). I primi sei quartieri, su 17 totali, raccolgono quasi l&rsquo;80% dell&rsquo;offerta totale.</p> <p>Queste aree, secondo la ricerca, sono caratterizzate anche da un maggiore incremento, in termini assoluti, delle unit&agrave; attive su Airbnb tra il 2017 e il 2024: Murat +942, Citt&agrave; vecchia +454; Libert&agrave; +421; Picone +228, Carassi +189. L&rsquo;incremento maggiore &egrave; quello del quartiere Madonnella (481%), seguito dal Libert&agrave; (409%). Fortissimi sono stati gli aumenti anche nella citt&agrave; vecchia (286%) e nel quartiere Murat (270%). Si registra anche un progressivo ampliamento dell&rsquo;offerta nelle zone pi&ugrave; periferiche. Spiccano i quartieri Santo Spirito (+175%), San Girolamo Fesca (+157%) e Ceglie del Campo (+180%). I quartieri che nel 2024 garantivano, infine, incassi pi&ugrave; alti erano la citt&agrave; vecchia (in media 15.092 euro l&rsquo;anno) e Murat (14.874 euro), seguiti da Madonnella (13.091 euro).</p> <p>Secondo il sindaco di Bari, Vito Leccese, il disegno di legge della Regione Puglia per limitare gli affitti brevi in ambito turistico &laquo;rappresenta la possibilit&agrave; per i sindaci di uno strumento in pi&ugrave; per governare un fenomeno che &egrave; diventato di proporzioni importanti, soprattutto a Bari. Attualmente i sindaci non hanno strumenti, il turismo va benissimo, &egrave; un&rsquo;opportunit&agrave; per il territorio, ma va governato altrimenti da opportunit&agrave; si trasforma in criticit&agrave; e questo non lo vogliamo&raquo;.</p> <p>&laquo;Oggi dobbiamo guardare ad altri quartieri nelle citt&agrave; che sono pi&ugrave; sotto pressione dal punto di vista turistico, dove ci sono i fenomeni dell&rsquo;overtourism e della gentrificazione. E dobbiamo guardare anche ad alcune realt&agrave; che gli occhi dei visitatori non hanno ancora conosciuto, che sono soprattutto le aree interne della nostra regione su cui stiamo puntando per sviluppare un turismo destagionalizzato&raquo;, ha commentato anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.</p> <p>Quanto al disegno di legge regionale recentemente approvato dalla giunta, Decaro ha spiegato che &laquo;la norma dar&agrave; la possibilit&agrave; alle amministrazioni comunali di poter limitare gli affitti brevi in alcune zone soggette a pressione dal punto di vista turistico, ferme restando le attivit&agrave; gi&agrave; esistenti. Diamo una norma ai Comuni, che faranno ovviamente le loro valutazioni, partendo dal presupposto che in passato il turismo nella nostra regione &egrave; cresciuto grazie agli affitti brevi&raquo;. &laquo;I dati in nostro possesso - ha concluso - ci dicono che il numero dei posti letto per gli affitti brevi &egrave; di 280mila, nei b&amp;amp;b &egrave; di 180mila, mentre sono centomila i posti letto nelle strutture ricettive, quindi gli affitti brevi negli anni hanno permesso al turismo di crescere&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Campionati nazionali di Problem Solving 2026, il primo posto vinto dalla squadra dell'Amedeo d'Aosta di Bari</title>
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      <description>Il team del Margherita Hack 3H dell'I.c. è formato da Lara Basile, Giorgio Foglianese, Giovanni Minervino e Cesare Soria. I ragazzi sono stati guidati dall’esperta prof.ssa Anna Mustich e dalla tutor prof.ssa Viviana Maiellaro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>problem solving,amedeo d'aosta bari</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 16:28:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Grande vittoria per la citt&agrave; di Bari alle Olimpiadi di Problem Solving edizione 2025/2026. Alla finale tenutasi a Pescara il 22 e 23 maggio nel liceo Scientifico "Leonardo da Vinci", al primo posto si &egrave; classificata la squadra Margherita Hack 3H dell'Istituto comprensivo "Amedeo d'Aosta" di Bari.&nbsp;</p> <p>I quattro componenti del team, Lara Basile, Giorgio Foglianese, Giovanni Minervino e Cesare Soria, hanno raggiunto&nbsp; questo risultato al termine di un intenso percorso formativo di 30 ore, realizzato nell&rsquo;ambito del Progetto Orientamento del Piano Nazionale Scuola e competenze 2021-2027. I ragazzi sono stati guidati dall&rsquo;esperta prof.ssa Anna Mustich e dalla tutor prof.ssa Viviana Maiellaro, mediante simulazioni, allenamenti e approfondimenti sul pensiero computazionale e algoritmico.</p> <p>I Campionati di Problem Solving, promossi dal Ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito, hanno coinvolto oltre 400 studenti provenienti da tutta Italia nelle fasi finali.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Igor Protti accompagna all'altare la figlia nel giorno del matrimonio: l'amore di padre oltre ogni ostacolo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1988889/igor-protti-accompagna-all-altare-al-figlia-nel-giorno-del-matrimonio-l-amore-di-padre-oltre-ogni-ostacolo.html</link>
      <description>L'ex mai dimenticato bomber del Bari combatte dal 2025 un tumore al colon, patologia che in seguito a complicazioni ha coinvolto anche le vertebre</description>
      <author>REDAZIONE ONLINE</author>
      <category>igor protti</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 13:02:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L'amore, quello di un padre per la propria figlia, supera ogni ostacolo. Igor Protti, l'ex mai dimenticato bomber del Bari, ha accompagnato all'altare la figlia Noemi nel giorno del suo matrimonio. E ha voluto "immortalare" questo momento sul suo profilo Instagram ufficiale, in una foto che commuove e conquista per l'immensa forza e determinazione che traspaiono. Quella forza con la quale l'ex calciatore sta attraversando uno dei momenti pi&ugrave; difficili della sua vita.</p> <p>Da luglio 2025, infatti, Protti ha annunciato pubblicamente di essere affetto da un tumore al colon, patologia che ha richiesto interventi chirurgici, lunghi cicli di chemioterapia e, in seguito a complicazioni, ha coinvolto anche le vertebre. Ma l'altare, sorretto da Noemi e dal suo futuro marito, Igor lo raggiunge. Insegnandoci che, nel nome dell'amore, non bisogna mollare mai.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Qualità della vita, Bari tra le città migliori per servizi agli anziani e Taranto maglia nera per i giovani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1988736/qualita-della-vita-bari-tra-le-citta-migliori-per-servizi-agli-anziani-e-taranto-maglia-nera-per-i-giovani.html</link>
      <description>Nel report del Sole 24 Ore sulla qualità della vita per età province pugliesi agli ultimi posti nel Paese come livello di benessere età 15-35 anni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>QUALITà DELLA VITA</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 08:57:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="349" data-end="571">Tre province pugliesi sono agli ultimi posti in Italia come livello di benessere dei giovani (15-35 anni). Il dato emerge nell&rsquo;indagine relativa sesta edizione della Qualit&agrave; della vita dei bambini, dei giovani e degli anziani del Sole 24 Ore, che misura il benessere generazionale nelle province italiane.</p> <p data-start="349" data-end="571">Taranto ultima in Italia al 107esimo posto, Bat 105 e la provincia di Foggia al 103. Taranto, inoltre, registra il tasso pi&ugrave; elevato di disoccupazione giovanile del Paese (44%). Sono 20 gli indicatori valutati in questa graduatoria relativa alla fascia d&rsquo;et&agrave; 15-35 anni, tra cui disoccupazione, percezioni di insicurezza, livello di istruzione basso e numero di laureati. Nella graduatoria per i bambini 0-14 anni, la provincia che ha risultati migliori &egrave; Lecce, al 26esimo posto in Italia. Anche in questo caso sono 20 gli indicatori, tra cui, spesa sociale per famiglia e minori, delitti denunciati a danni di minori e tasso di fecondit&agrave;.</p> <p data-start="349" data-end="571">Trend positivo per le province pugliesi nella graduatoria per la qualit&agrave; della vita degli anni anziani (over 65). Bari (14esimo) e Bat (16esimo) sono nelle prime 20 in Italia. Bari, che compare tra le citt&agrave; italiane con la migliore rete di servizi di prossimit&agrave; dedicati agli over 65, insieme a Napoli e Palermo, si distingue per la presenza di farmacie, negozi, strutture assistenziali e servizi essenziali facilmente raggiungibili a piedi, elemento considerato sempre pi&ugrave; decisivo per la qualit&agrave; della vita degli anziani.</p> <p data-start="573" data-end="969">Il dato pi&ugrave; allarmante riguarda Taranto, che registra il peggior indice occupazionale giovanile d&rsquo;Italia: il 44% degli under 35 &egrave; disoccupato, il valore pi&ugrave; alto del Paese e oltre dieci punti sopra Agrigento. Un numero che fotografa la forte difficolt&agrave; del territorio ionico nel trattenere giovani e competenze, in una delle aree pi&ugrave; colpite dalla crisi industriale e dalla precariet&agrave; lavorativa.&nbsp;</p> <p data-start="1371" data-end="1839">Nel report emergono anche le difficolt&agrave; strutturali che interessano il Mezzogiorno e in particolare Basilicata e Puglia: calo delle nascite, progressivo invecchiamento della popolazione e riduzione delle reti familiari tradizionali. La ricerca evidenzia infatti come la natalit&agrave; italiana sia scesa a 1,14 figli per donna, mentre aumenta il numero delle persone che vivono sole e cresce il disagio sociale, testimoniato anche dall&rsquo;aumento del consumo di antidepressivi.</p> <p data-start="2173" data-end="2610">Per la Basilicata, pur senza province ai vertici della classifica nazionale, il report conferma le sfide legate allo spopolamento e alla carenza di opportunit&agrave; per i giovani, soprattutto nelle aree interne. In Puglia, invece, convivono due facce opposte: da una parte realt&agrave; urbane come Bari che migliorano l&rsquo;assistenza e i servizi, dall&rsquo;altra territori come Taranto che continuano a soffrire una forte emergenza occupazionale giovanile.</p> <p data-start="2612" data-end="2859" data-is-last-node="" data-is-only-node="">A livello nazionale, Firenze conquista il primo posto per la qualit&agrave; della vita dei bambini, Bolzano quella dei giovani e Trieste quella degli anziani. Trento si conferma ai vertici per assistenza domiciliare e partecipazione civile degli over 65.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Studenti foggiani donatori di midollo: eseguiti oltre 500 test salivari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1987930/studenti-foggiani-donatori-di-midollo-eseguiti-oltre-500-test-salivari.html</link>
      <description>I kit donati dall’Ail all’Admo, «rete tra associazioni per salvare vite»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia</category>
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      <pubDate>Sun, 24 May 2026 16:54:51 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Circa 530 kit dei 720 donati all&rsquo;Admo (associazione donatori midollo osseo) di Foggia dall&rsquo;Ail (associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma) del capoluogo dauno, destinati alle operazioni di tipizzazione per individuare potenziali donatori di midollo osseo, sono gi&agrave; stati utilizzati - da settembre ad oggi - per iscrivere al registro italiano donatori midollo osseo studenti di tutto il territorio foggiano, aumentando concretamente le possibilit&agrave; di trovare donatori compatibili per chi &egrave; in attesa di un trapianto di midollo osseo. &Egrave; quanto emerso da un incontro tra Antonio Placentino, vicepresidente di Admo Puglia e Nella Santoro, referente Admo per la provincia di Foggia, con i volontari e il presidente dell&rsquo;Ail Foggia Celestino Ferrandina, a cui sono state consegnati attestati di riconoscimento per l'attivit&agrave; svolta sul fronte della solidariet&agrave;. </p> <p>&laquo;Un momento speciale che testimonia quanto sia importante fare rete tra associazioni unite da un unico grande obiettivo - ha sottolineato Placentino - Dare speranza e possibilit&agrave; di vita ai pazienti affetti da leucemie, linfomi e mielomi. La collaborazione tra associazioni rappresenta un valore immenso e un elemento fondamentale per raggiungere traguardi importanti e salvare vite umane&raquo;. </p> <p>Presenti anche i genitori di Simone Raucea, giovane donatore foggiano di midollo osseo scomparso il 6 gennaio scorso, investito da un&rsquo;auto mentre attraversava la strada. Appena maggiorenne si era iscritto nel registro dei donatori di midollo e aveva donato il suo midollo ad una donna statunitense, salvandole la vita. &laquo;Un riconoscimento all&rsquo;impegno e alla volont&agrave; dei genitori di continuare a portare avanti il grande esempio di altruismo lasciato da Simone&raquo; ha concluso Placentino. "L'esempio di Simone, dei suoi genitori e dei tanti giovani che si avvicinano al volontariato &egrave; il segno di un mondo che fa della solidariet&agrave; il suo punto di forza&raquo; ha rimarcato il presidente dell&rsquo;Ail Foggia Ferrandina.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Tremiti, l’arcivescovo scrive al Parco: «Tutelare la statua sommersa di Padre Pio, campo boe troppo vicino»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1987740/tremiti-larcivescovo-scrive-al-parco-tutelare-la-statua-sommersa-di-padre-pio-campo-boe-troppo-vicino.html</link>
      <description>Padre Moscone chiede di ampliare l’area di rispetto arretrando il campo boe per salvaguardare il carattere sacro, culturale e turistico del sito subacqueo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>statua padre pio,isole tremiti,vescovo moscone</category>
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      <pubDate>Sun, 24 May 2026 13:38:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;arcivescovo di Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo, padre Franco Moscone, ha inviato una lettera al presidente e all&rsquo;amministrazione del Parco Nazionale del Gargano per chiedere di &laquo;preservare il carattere sacro delle Isole Tremiti, arcipelago in provincia di Foggia, con particolare riferimento ai fondali marini dove da alcuni decenni sorge la statua di Padre Pio&raquo;. </p> <p>Nella missiva, padre Moscone sottolinea come &laquo;il campo boe collocato in prossimit&agrave; dell&rsquo;area della statua determina una evidente interferenza con la piena fruibilit&agrave; del luogo dal punto di vista religioso, culturale oltre che per una corretta disponibilit&agrave; per ricerche ambientali e turistiche. L&rsquo;eccessiva vicinanza delle unit&agrave; navali ormeggiate comporta limitazione dell&rsquo;accesso e della visibilit&agrave; della statua, interferenze durante le celebrazioni religiose e le immersioni commemorative. Tale scelta rischia di compromettere il valore spirituale, simbolico e turistico del sito, mentre sarebbe pi&ugrave; opportuno una ridefinizione della perimetrazione dell&rsquo;area di tutela allontanando la zona del campo boe e posizionandola ad una distanza adeguata&raquo;. </p> <p>L&rsquo;arcivescovo, nella lunga lettera, ricorda anche come "l'installazione sottomarina, con l&rsquo;area circonvicina di competenza, tanto subacquea che di superficie, &egrave; diventata nel tempo, ed oggi rappresenta, un luogo di rilevante valore religioso, spirituale, culturale oltre che di attrazione turistica. Tale aspetto &egrave; riconosciuto tanto dai residenti dell&rsquo;arcipelago che dai tantissimi visitatori che lungo l&rsquo;anno, e soprattutto nel tempo estivo, affollano le Isole Tremiti&raquo;. Padre Moscone conclude la lettera con un appello all&rsquo;adozione "di misure finalizzate all&rsquo;ampliamento dell&rsquo;area di rispetto attorno alla statua sommersa di Padre Pio che rappresenterebbe un atto di tutela nei confronti di un luogo che collega fede, cultura e memoria collettiva, garantendone nel tempo la dignit&agrave;, la sicurezza e la piena valorizzazione turistica e spirituale&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Antonino Cannavacciuolo arriva a Potenza per l’ultima sfida di Cucine da Incubo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/potenza/1986718/antonino-cannavacciuolo-arriva-a-potenza-per-lultima-sfida-di-cucine-da-incubo.html</link>
      <description>Lo chef stellato protagonista del makeover del ristorante “Orto e Cucina” nel finale di stagione del programma Sky</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>cucine da incubo,antonino cannavacciuolo,potenza</category>
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      <pubDate>Sat, 23 May 2026 17:03:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="197" data-end="539">Ultima &ldquo;mission impossible&rdquo; per <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Antonino Cannavacciuolo</span></span>, che approda a Potenza per aiutare il ristorante &ldquo;Orto e Cucina&rdquo;, protagonista dell&rsquo;episodio conclusivo di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Cucine da Incubo</span></span>, in onda domenica 24 maggio su <span class="" data-state="closed"><a target="_blank" class="decorated-link" rel="noopener" href="https://www.sky.it?utm_source=chatgpt.com">Sky Uno</a></span> e in streaming su <span class="" data-state="closed"><a target="_blank" class="decorated-link" rel="noopener" href="https://www.nowtv.it?utm_source=chatgpt.com">NOW</a></span>.</p> <p data-start="541" data-end="925">Il locale, situato nel cuore della Basilicata, &egrave; gestito dalle sorelle Carmela e Giovanna, che dopo aver lasciato i rispettivi lavori avevano trasformato un&rsquo;attivit&agrave; di ortofrutta in un ristorante ispirato ai prodotti della terra e alla cucina naturale. Col tempo, per&ograve;, problemi organizzativi, tensioni familiari e scelte culinarie poco convincenti hanno messo in crisi l&rsquo;attivit&agrave;.</p> <p data-start="927" data-end="1310">Nel corso della puntata, Cannavacciuolo cercher&agrave; di riportare equilibrio tra le due sorelle, aiutandole a ritrovare dialogo e spirito di squadra, ma anche a recuperare una cucina pi&ugrave; autentica e legata al territorio. Tra le criticit&agrave; evidenziate dallo chef, l&rsquo;utilizzo eccessivo della cottura a bassa temperatura, ritenuta responsabile di piatti poco saporiti e privi di carattere.</p> <p data-start="1312" data-end="1633">Accanto allo chef campano ci sar&agrave; anche <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Paolo Stella</span></span>, chiamato a curare il restyling del ristorante. Il designer interverr&agrave; sugli ambienti del locale con un makeover pensato per richiamare le origini contadine del progetto, attraverso colori pi&ugrave; vivaci e arredi ispirati al legame con la terra.</p> <p data-start="1635" data-end="1933" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&rsquo;episodio chiude il viaggio della nuova stagione dello show Sky Original prodotto da <span class="" data-state="closed"><a target="_blank" class="decorated-link" rel="noopener" href="https://www.endemolshine.it?utm_source=chatgpt.com">Endemol Shine Italy</a></span>, adattamento italiano del celebre format internazionale <em data-start="1815" data-end="1835">Kitchen Nightmares</em>, con l&rsquo;obiettivo di rilanciare ristoranti in difficolt&agrave; e restituire motivazione ai loro gestori.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Brindisi, il piccolo falco cade dall'albero: i vigili del fuoco lo riportano sul nido</title>
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      <description>La storia a lieto fine al rione sant'Elia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>falco,vigili del fuoco</category>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 18:27:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno diventer&ograve; un bellissimo esemplare di falco e spiccher&agrave; il volo da solo, ma oggi, il piccolo volatile ha avuto bisogno dell'aiuto dei vigili del fuoco per tornare nel nido e continuare a crescere in tutta sicurezza. La piccola storia a lieto fine viene da Brindisi, nei pressi del rione Sant'Elia, dove un falco dal piumaggio appena visibile &egrave; caduto da un albero. Una squadra del comando brindisino &egrave; intervenuta sul posto e ha recuperato in sicurezza l'animale, poi &egrave; stato rimesso nel suo nido&nbsp;insieme ad altri tre falchetti, presenti nella stessa area. Tutto &egrave; bene quel che finisce bene.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari, bimbi trovano 95 euro sulla spiaggia di Pane &amp; Pomodoro e li consegnano alle autorità: «Grande senso civico»</title>
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      <description>Dopo aver tentato senza successo di individuare il legittimo proprietario, gli alunni - accompagnati dalle maestre - hanno deciso di recarsi al Palazzo comunale dell’Economia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Pane &amp; Pomodoro,bambini</category>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 16:45:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; stato un grande gesto di senso civico, quello dei bambini di quarta elementare della Don Orione, Istituto comprensivo Japigia 1 - Verga, che questa mattina sulla spiaggia di Pane e Pomodoro (durante&nbsp;un&rsquo;attivit&agrave; sulla pace nell&rsquo;ambito del progetto &ldquo;Scuola Senza Zaino&rdquo;) hanno ritrovato 95 euro in banconote.</p> <p>Dopo aver tentato senza successo di individuare il legittimo proprietario, i bambini hanno avviato un confronto su quale fosse la scelta pi&ugrave; corretta da compiere, discutendo diverse ipotesi, dalla donazione in beneficenza alla vicina parrocchia di San Sabino all&rsquo;acquisto di materiale didattico per la scuola. Guidati dalle insegnanti, hanno quindi approfondito cosa preveda la legge in casi simili, scoprendo che chi trova una &ldquo;cosa mobile&rdquo; &egrave; tenuto a restituirla al proprietario oppure, se non &egrave; possibile rintracciarlo, a consegnarla senza ritardo al sindaco del Comune competente.</p> <p>Per questo motivo gli alunni hanno deciso di recarsi al Palazzo comunale dell&rsquo;Economia, sede dell&rsquo;Ufficio Oggetti smarriti. Ad accoglierli l&rsquo;assessore al Bilancio Diego De Marzo, che ha voluto ringraziarli personalmente per il grande senso di responsabilit&agrave; e il forte spirito civico dimostrati.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, nell'ex distretto militare riaffiorano tracce del convento trecentesco: scoperti ossa e ipogei. «I resti potrebbero essere del Beato Giacomo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1984300/foggia-nell-ex-distretto-militare-riaffiorano-tracce-del-convento-del-300-scoperti-ossa-e-ipogei.html</link>
      <description>Gli ambienti rinvenuti sarebbero correlati al nucleo trecentesco originario dell’antico Convento di San Francesco, una delle strutture religiose più antiche della città di Foggia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Polo Museale Giordaniano,ex caserma Oddone,ossa</category>
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      <pubDate>Thu, 21 May 2026 19:38:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Reperti ossei e ambienti ipogei sono stati ritrovati durante le attivit&agrave; di indagine all&rsquo;interno del compendio immobiliare dell&rsquo;ex caserma Oddone di via Fuiani (ex distretto militare) a Foggia nell&rsquo;ambito degli interventi Polo Museale Giordaniano (finanziato per 7 milioni di euro attraverso il CIS Capitanata) e Studentato ADISU (finanziato attraverso 20 milioni di euro con FSC - Fondo Sviluppo Coesione). Le indagini, avviate inizialmente attraverso tecnica georadar e saggi endoscopici e successivamente approfondite con ulteriori attivit&agrave; tecniche, hanno consentito di accertare l'esistenza di locali sotterranei in corrispondenza di un vano sottoscala il cui accesso risultava tombato. Gli ambienti rinvenuti sarebbero correlati al nucleo trecentesco originario dell&rsquo;antico Convento di San Francesco, una delle strutture religiose pi&ugrave; antiche della citt&agrave; di Foggia. Nel corso dei sopralluoghi effettuati nelle ultime settimane, sono emersi elementi di interesse storico e archeologico meritevoli di approfondimento che aprono ora una nuova fase operativa dedicata alla tutela, allo studio e alla valorizzazione del sito ipogeo oggetto di ritrovamenti. &laquo;Le attivit&agrave; svolte finora stanno restituendo alla citt&agrave; un patrimonio storico che potrebbe rivelarsi di straordinario valore - dichiarano la sindaca Maria Aida Episcopo e l&rsquo;assessore all&rsquo;urbanistica, lavori pubblici Giuseppe Galasso -. Il rinvenimento degli ambienti ipogei e dei reperti ossei impone oggi un ulteriore livello di approfondimento scientifico e archeologico, che sar&agrave; condotto in stretta collaborazione con la Soprintendenza e con tutti i soggetti coinvolti&raquo;.</p> <h3>LE OSSA POTREBBERO ESSERE DEL BEATO GIACOMO</h3> <p>&laquo;Non abbiamo la certezza che le evidenze ossee emerse dagli ultimi lavori appartengano al Beato Giacomo. Quello che sicuramente ci rimanda a questo grande personaggio che ha segnato la storia del francescanesimo nella citt&agrave; di Foggia sono soprattutto la tradizione e le notizie storiche che sono giunte fino a noi. Quello che di certo sappiamo del francescanesimo foggiano &egrave; il fatto che il distretto militare insiste sul luogo occupato gi&agrave; nel 1217 probabilmente dal Beato Giacomo per la fondazione del primo convento francescano della citt&agrave; di Foggia e quasi certamente di tutta la provincia di Foggia&raquo;. Lo ha detto Fra Simone Schiavone, specializzato in archeologia cristiana e medievale, partecipando alla conferenza stampa questa mattina a palazzo di citt&agrave; a Foggia per parlare delle novit&agrave; che emergono dai recenti ritrovamenti archeologici nei livelli sottostanti l&rsquo;ex Distretto Militare di Foggia, dove gli studi dell&rsquo;Associazione promozione sociale Daunia in Italy indicano con crescente convinzione la possibile presenza della sepoltura del Beato Giacomo di Assisi, amico e confratello di San Francesco d&rsquo;Assisi.  All&rsquo;interno dell&rsquo;ex Distretto Militare sono in corso interventi per il Polo Museale Giordaniano (finanziato per 7 milioni di euro attraverso il Cis Capitanata) e Studentato Adisu (finanziato attraverso 20 milioni di euro con FSC - Fondo Sviluppo Coesione), durante i quali &egrave; stata verificata la presenza di ambienti ipogei riconducibili all&rsquo;antico nucleo conventuale francescano.  La tradizione francescana racconta che San Francesco affid&ograve; a fra Giacomo il convento situato fuori le antiche mura della citt&agrave;, oggi coperto dalla struttura ottocentesca del Distretto Militare. Mai ritrovata la sua tomba, il Beato &egrave; ricordato nella storia dei santi come 'il Santo perduto'. &laquo;La scoperta potrebbe essere importantissima non solo dal punto di vista scientifico e archeologico, ma potrebbe essere un volano per rilanciare i pellegrinaggi&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Dalla Tv di Voyager e Freedom alla vigna: così Roberto Giacobbo diventa produttore di vino in Puglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/1983544/dalla-tv-di-voyager-e-freedom-alla-vigna-cosi-roberto-giacobbo-diventa-produttore-di-vino-in-puglia.html</link>
      <description>Torreclava celebra terre del Neolitico, famiglia fa squadra nel vino e ristoranti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>roberto giacobbo</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 18:53:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dall&rsquo;esplorazione del mondo con programmi televisivi di successo come 'Voyager - Ai confini della conoscenz&agrave; su Rai2 e 'Freedom - Oltre il confine' sulle reti Mediaset, al viaggio nel tempo, nell&rsquo;archeologia e nell&rsquo;eccellenze dei vigneti su terreni coltivati sin dal tempo del Neolitico a Orta Nova, in Puglia, nella pianura del Tavoliere e le fertili campagne della Capitanata.  &laquo;Torreclava&raquo; &egrave; il nome del vino realizzato da Roberto Giacobbo, giornalista, autore televisivo e scrittore. Dopo aver aperto due ristoranti a Carloforte e a Roma, curiosit&agrave; e sete di conoscenza lo spingono in campo enologico, realizzando cos&igrave; il sogno di produrre un vino buono e sano. E l&rsquo;unione tra Cataldo Faretra e Giovanna Giacobbo, figlia di Roberto, ha spinto l&rsquo;azienda &laquo;Terre di Maria&raquo;, nome scelto in onore della mamma di Cataldo, Maria Pasquariello, a puntare non pi&ugrave; solo sulla vendita delle uve, ma a imbottigliare il proprio vino. E grazie al know how della famiglia Faretra nella conduzione agricola in regime biologico e nell&rsquo;agromeccanica la joint venture tra le due famiglie, nelle diverse generazioni, ha portato alla nascita un paio di anni fa dell&rsquo;azienda vinicola pugliese.</p> <p>In vigna, circa 20 ettari a 70 metri di altezza raggiunti dai venti della vicina costa Adriatica, una triade di uve tipiche del territorio: il Nero di Troia, il Primitivo, il Susumaniello. &laquo;Terre di Maria - ha detto Giacobbo in un incontro stampa condotto con tutto il team familiare - nasce per custodire un&rsquo;identit&agrave;. Ed &egrave; il frutto di un sogno condiviso dove i dettagli fanno la differenza, dalla concimazione naturale alla lunga fermentazione alcolica per un metodo biologico evoluto. In America i nostri vini vengono definiti vegani perch&eacute; non solo non c'&egrave; la chimica, non c'&egrave; neanche l&rsquo;animale in quanto concimati con altre piante&raquo;. In due anni di produzione il vino Torreclava, un Primitivo al 100%, ha gi&agrave; ottenuto consensi e menzioni dalla critica enologica, nella guida Ais e della Fondazione Italiana Sommelier. Ora affianca la prima etichetta una microproduzione in blend.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Pellegrino 83enne percorre la Via Francigena, ma a Cerignola gli rubano collanina e fede della moglie morta: ritrovata la catenina. Si cerca la fede</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1983432/pellegrino-83enne-percorre-la-via-francigena-ma-a-cerignola-gli-rubano-collanina-e-fede-della-moglie-morta-ritrovata-la-catenina-si-cerca-la-fede.html</link>
      <description>La disavventura di Adriano si conclude positivamente. Recuperata la catenina con la medaglia, ma è ancora da ritrovare la fede della moglie</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>cerignola,adriano,furto</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:47:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="283" data-end="551">Si &egrave; conclusa con un lieto fine la disavventura di Adriano, 83 anni, pellegrino partito dal Trentino lungo la Via Francigena e vittima di un furto a Cerignola, dove gli era stata sottratta la collanina a cui era appesa la fede della moglie scomparsa.</p> <p data-start="553" data-end="884">Secondo quanto riportato, il ladro sarebbe un uomo di circa 30 anni, descritto con la barba e una sigaretta accesa, che si sarebbe impossessato degli oggetti durante il percorso del pellegrino. La vicenda aveva suscitato grande attenzione e solidariet&agrave; sui social, in particolare attraverso la pagina della Pro Loco di Cerignola.</p> <p data-start="886" data-end="1167">Nei giorni successivi, per&ograve;, la situazione si &egrave; risolta positivamente grazie all&rsquo;intervento della Polizia di Cerignola, che &egrave; riuscita a recuperare la catenina con la medaglia. La fede non &egrave; ancora stata ritrovata, ma restano buone speranze che possa essere rintracciata a breve.</p> <p data-start="1169" data-end="1525" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Gli oggetti recuperati sono stati mostrati al pellegrino presso il Commissariato al termine delle procedure previste e rimarranno sotto custodia fino alla conclusione dell&rsquo;iter. La famiglia di Adriano ha espresso gratitudine alle forze dell&rsquo;ordine, alla Pro Loco, al Comune e a tutti coloro che si sono attivati per contribuire al buon esito della vicenda.</p>]]></content:encoded>
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      <title>«Serve il Papa per confessarci»: finisce in sacrestia il derby Juve–Inter tra don Alessandro e l'arcivescovo di Brindisi</title>
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      <description>Il post del sacerdote barese (bianconero) D’Angelo racconta il siparietto con il (nerazzurro) monsignor Giovanni Intini</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>juve-inter,arcivescovo di brindisi,alessandro d'angelo,giovanni intini</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1983428/serve-il-papa-per-confessarci-il-derby-juveinter-finisce-in-sacrestia-tra-don-alessandro-e-l-arcivescovo-di-brindisi.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:02:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="282" data-end="535">Un post social all&rsquo;insegna dell&rsquo;ironia quello di Don Alessandro D&rsquo;Angelo, sacerdote dell&rsquo;Arcidiocesi di Bari-Bitonto, che racconta un divertente scambio di battute con l&rsquo;Arcivescovo di Brindisi, monsignor Giovanni Intini, dopo l'esito della sfida a distanza tra Juventus e Inter e soprattutto dopo il ko dei nerazzurri nel match di domenica scorsa decisivo per la Champions.</p> <p data-start="537" data-end="789">&laquo;L&rsquo;Arcivescovo ha avuto un piccolo battibecco con me dopo la sconfitta della Juve, essendo lui interista&raquo;, scrive il sacerdote, spiegando poi di essersi presentato nella Cattedrale di Brindisi dove la discussione sarebbe proseguita in tono scherzoso.</p> <p data-start="791" data-end="1021" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel suo racconto, il confronto calcistico si trasforma in una gag tutta da sorridere: &laquo;Adesso a me servir&agrave; un cardinale e a lui il Papa per confessarci&raquo;, aggiunge Don D&rsquo;Angelo, chiudendo il siparietto tra fede e rivalit&agrave; sportiva.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Chiusa da tempo ed in stato di abbandono, a Foggia torna a vivere un'edicola storica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1983324/chiusa-da-tempo-ed-in-stato-di-abbandono-a-foggia-torna-a-vivere-un-edicola-storica.html</link>
      <description>Diventerà un hub culturale a cielo aperto in occasione del Festival del Nerd, alla sua decima edizione, che si svolgerà nella città capoluogo dauno dal 22 al 24 maggio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>festival del nerd,edicola</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 13:53:02 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chiusa da tempo ed in stato di abbandono, un&rsquo;edicola storica in pieno centro a Foggia, a due passi dal teatro Umberto Giordano, diventa un hub culturale a cielo aperto in occasione del Festival del Nerd, alla sua decima edizione, che si svolger&agrave; nella citt&agrave; capoluogo dauno dal 22 al 24 maggio, trasformando il centro storico in un grande villaggio di fumetti, videogiochi e concerti. &laquo;All&rsquo;inizio avevo pensato di utilizzare l&rsquo;edicola, purtroppo chiusa da diverso tempo, come locale operativo - dichiara Stefano Santangelo, presidente dell&rsquo;associazione Festival del Nerd - Poi ho capito che sarebbe stato pi&ugrave; bello e significativo dipingere la struttura e trasformarla in un vero e proprio hub culturale. Le edicole fanno parte della storia del fumetto e della nostra memoria collettiva: riportarle al centro della vita cittadina significa restituire valore a un simbolo culturale importante&raquo;.</p> <p>L'intervento artistico &egrave; di Valerio Pironti, laureato in Graphic Design presso l&rsquo;Accademia di Belle Arti di Foggia e appassionato di street art, grafica digitale e animazione 3D. &laquo;Sono felice di poter contribuire a questo progetto, che unisce arte urbana, fumetto e valorizzazione degli spazi cittadini. Attraverso il mio intervento artistico ho voluto trasformare un luogo abbandonato in uno spazio capace di trasmettere creativit&agrave;, identit&agrave; e partecipazione culturale&raquo; dichiara Valerio Pironti. L'iniziativa &egrave; resa possibile anche grazie alla disponibilit&agrave; dei proprietari della struttura, attualmente in vendita, Rosalba e Claudio Montanari. &laquo;L'obiettivo del progetto - dicono gli organizzatori - &egrave; quello di restituire nuova vita e nuovo significato a uno spazio simbolico della cultura popolare e del fumetto. Per generazioni, infatti, le edicole hanno rappresentato il luogo per eccellenza in cui scoprire e acquistare fumetti, diventando un punto di incontro per lettori, appassionati e curiosi&raquo;. Attraverso il linguaggio dell&rsquo;arte e dell&rsquo;illustrazione, l&rsquo;edicola diventer&agrave; cos&igrave; un vero e proprio hub culturale a cielo aperto, capace di valorizzare il territorio e stimolare nuove forme di partecipazione culturale.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Monopoli capitale della longevità: sono 19 gli ultracentenari, altri sei entro la fine dell’anno</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1983192/monopoli-capitale-della-longevita-sono-19-gli-ultracentenari-altri-sei-entro-la-fine-dellanno.html</link>
      <description>Il Comune ha festeggiato Cosimo Aprile, detto Gèghèniddè, ex commerciante di tessuti: compiendo 106 anni è il più anziano della città</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Cosimo Aprile,monopoli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1983192/monopoli-capitale-della-longevita-sono-19-gli-ultracentenari-altri-sei-entro-la-fine-dellanno.html</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2026 15:33:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un numero che racconta di benessere. Esistenze che hanno tagliato il traguardo dei cento anni respirando il profumo del mare. A Monopoli, in provincia di Bari, sono 19 gli anziani che hanno compiuto pi&ugrave; di un secolo di vita a cui, entro la fine dell&rsquo;anno se ne aggiungeranno altri sei. &Egrave; quanto fa sapere il Comune che ha festeggiato Cosimo Aprile, che compiendo 106 anni &egrave; il pi&ugrave; anziano della citt&agrave;. </p> <p>&laquo;Conosciuto da tutti con il soprannome di G&egrave;gh&egrave;nidd&egrave;" l'ultracentenario, ex commerciante di tessuti, rappresenta - fa sapere il Comune - &laquo;una memoria vivente della storia di Monopoli&raquo; perch&eacute; ha attraversato &laquo;epoche, cambiamenti sociali ed eventi che hanno segnato profondamente il territorio e il Paese, mantenendo sempre vivo il rapporto con la sua attivit&agrave; commerciale e con la comunit&agrave; locale&raquo;. </p> <p>Il sindaco, Angelo Annese gli ha consegnato una pergamena nel &laquo;locale storico di vendita di tessuti di propriet&agrave; di Aprile, in piazza Manzoni&raquo;. Un luogo, spiega una nota, che &laquo;nel corso degli anni &egrave; diventato un punto di riferimento per tanti cittadini&raquo;. Da Palazzo citt&agrave; fanno sapere che &laquo;a Monopoli vivono 19 centenari, di cui 14 donne&raquo;. Si tratta di persone nate tra il 1920 e il 1925 a cui si sommeranno &laquo;altri sei cittadini che raggiungeranno il traguardo dei 100 anni nel corso dell&rsquo;anno&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bari, il report di Save The Children: nella Città Metropolitana 5mila bambini vivono nelle aree più fragili</title>
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      <description>Si tratta dell’11,1% del totale dei residenti per la fascia d’età 0-17 anni. Per il capoluogo pugliese l’Istat ha individuato 10 aree vulnerabili più esposte al rischio di povertà e alla dispersione scolastica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>I luoghi che contano,save the children,disagio,città metropolitana,povertà</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 10:13:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono poco pi&ugrave; di 5mila i minori nella citt&agrave; Metropolitana di Bari che vivono in un&rsquo;area di disagio socioeconomico urbana. Si tratta dell&rsquo;11,1% del totale dei residenti per la fascia d&rsquo;et&agrave; 0-17 anni. Il dato emerge dalla ricerca "I luoghi che contano" pubblicata oggi da Save the Children, l&rsquo;organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Per il capoluogo pugliese l&rsquo;Istat ha individuato 10 aree vulnerabili pi&ugrave; esposte al rischio di povert&agrave; e alla dispersione scolastica. In queste aree, come emerge dal report, il 39,3% delle famiglie vive in povert&agrave; relativa (+16,1 punti percentuali rispetto alla media del resto del capoluogo pari al 23,2%). </p> <p>Un/a studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 7 (il 14,2%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l&rsquo;anno scolastico, una percentuale pi&ugrave; che doppia rispetto al 5,8% della media dell&rsquo;intera area metropolitana; il 19,7% di chi frequenta l&rsquo;ultimo anno delle medie &egrave; a rischio dispersione implicita (ben 9 punti percentuali in pi&ugrave; della media del comune del 10,6%); pi&ugrave; di un 15-29enne su 3 (34,4%) non studia e non lavora, rispetto al 21,6% della media del comune (quasi 13 punti percentuali in pi&ugrave;). Per quanto riguarda l&rsquo;accesso alle mense scolastiche, a Bari ne beneficia solo il 27,7% degli alunni della scuola primaria nelle aree vulnerabili, un dato leggermente superiore al 24,7% della media cittadina.</p>]]></content:encoded>
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      <title>L'asteroide 2026 JH2 stasera sfiorerà la Terra: a che ora sarà possibile vederlo dal giardino di casa</title>
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      <description>Per chi non avesse a disposizione un telescopio, il Virtual Telescope Project trasmetterà una diretta streaming alle 21:45 per osservarne il passaggio direttamente da casa</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>asteroide</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1983102/l-asteroide-2026-jh2-stasera-sfiorera-la-terra-a-che-ora-sara-possibile-vederlo-dal-giardino-di-casa.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 18:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, luned&igrave; 18 maggio 2026, l'asteroide 2026 JH2 passer&agrave; vicinissimo alla Terra. Al punto di poter essere comodamente osservato dal giardino di casa, meteo permettendo. Alle 21.58 del Tempo Coordinato Universale (UTC), le 23.58 ora italiana, il sasso spaziale 2026 JH2 appena scoperto passer&agrave; ad appena 0.00061 unit&agrave; astronomiche dal nostro pianeta. Una distanza, in termini puramente astronomici, davvero poco frequente per questi corpi celesti, dato che parliamo di meno di &frac14; della distanza media che ci separa dalla Luna (384.000 chilometri). Alcuni satelliti si trovano a distanze superiori.</p> <p>Sar&agrave; quindi un passaggio cos&igrave; ravvicinato che l'asteroide 2026 JH2 potr&agrave; essere comodamente osservato dal giardino di casa "con telescopi modesti dal diametro di 150-200 millimetri&rdquo;, come ha confermato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project (VTP), divulgatore scientifico e autore del libro &ldquo;Quando l&rsquo;universo divent&ograve; infinito&rdquo;.&nbsp;</p> <p>L'astrofisico ha spiegato che dall'Italia il momento migliore per osservarlo sar&agrave; dalle 21:45 in poi, &ldquo;quando si trover&agrave; a circa 25 gradi di altezza sull&rsquo;orizzonte, in direzione sud-sud-est, tra le costellazioni della Vergine e dell&rsquo;Idra, in rapido movimento verso sud, per poi scendere sotto l&rsquo;orizzonte circa un&rsquo;ora pi&ugrave; tardi. &laquo;La sua magnitudine &ndash; prosegue Masi &ndash; sar&agrave; intorno alla 12.0, dunque alla portata di piccoli strumenti, che potranno mostrarlo con facilit&agrave;, soprattutto fotograficamente, evidenziandone il veloce spostamento tra le stelle&raquo;. Chiaramente per la visibilit&agrave; ad occhio nudo serve una magnitudine di 6.0 in cieli bui e stellati, privi di inquinamento luminoso.</p> <p>Per chi non avesse a disposizione un telescopio o avesse difficolt&agrave; per il meteo o altre ragioni, il Virtual Telescope Project trasmetter&agrave; una diretta streaming alle 21:45 per osservare il passaggio dell&rsquo;asteroide 2026 JH2 comodamente da casa. Il flyby sar&agrave; ripreso dai telescopi robotici posizionati a Manciano, in provincia di Grosseto, &ldquo;sotto il cielo pi&ugrave; puro da inquinamento luminoso della penisola italiana&rdquo;, spiega il dottor Masi.</p> <p>Il passaggio dell'asteroide sar&agrave; del tutto sicuro, ma anche qualora avesse puntato direttamente il nostro pianeta, non avrebbe provocato danni significativi.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Una libreria del Salento è la migliore d’Italia: il premio «Straordinaria» va a Idrusa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982989/una-libreria-del-salento-e-la-migliore-ditalia-il-premio-straordinaria-va-a-idrusa.html</link>
      <description>Riconoscimento nazionale alla libreria di Alessano: al Salone del Libro di Torino premiata come presidio di cultura, comunità e relazioni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Mauro Ciardo)</author>
      <category>salento</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 19:26:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La libreria Idrusa di Alessano (Lecce) ha vinto il premio nazionale "Libreria Straordinaria" dell'Associazione Italiana Librai.Il prestigioso riconoscimento &egrave; stato consegnato al Salone Internazionale del libro presso Lingotto Fiere a Torino."Per aver reso la libreria - la motivazione della giuria - un luogo vivo, capace di accogliere, ispirare e unire le persone. Un presidio di cultura e di umanit&agrave;, dove ogni giorno nascono idee, relazioni e comunit&agrave;. Un riconoscimento che nasce dalla voce dei lettori, che hanno premiato passione, cura e dedizione".La giuria che ha consegnato il premio alla libraia Michela Santoro, era composta da Giulia Favero (Impresa cultura Italia Confcommercio), Enza Campino (libraia), Maria Grazia Ligato (giornalista), Mario Natangelo (giornalista) e Carmelo Romano (influencer).</p>]]></content:encoded>
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      <title>I Neanderthal curavano i denti già 60mila anni fa: lo studio della Lum finisce sulla Cnn</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982976/i-neanderthal-curavano-i-denti-gia-60mila-anni-fa-lo-studio-della-lum-finisce-sulla-cnn.html</link>
      <description>Il prof. Oxilia: una pietra miliare per l'antropologia e l'odontoiatria evoluzionistica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Barbara Minafra)</author>
      <category>neanderthal,dentisti,storia,cnn,gregorio oxilia</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 17:04:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>In Siberia, circa 60mila anni fa, i Neanderthal curavano la carie. E&rsquo; stato il ritrovamento di un dente &laquo;graffiato&raquo; a incuriosire un team internazionale di ricercatori che stavano studiando i reperti trovati nella grotta di Chagryskaya sui monti Altai, attuale Russia. Un reperto unico che svela il pi&ugrave; antico caso di intervento sulla cavit&agrave; dentale nella storia evolutiva umana.</p> <p>&laquo;Questa scoperta rappresenta una vera e propria pietra miliare sia per l&rsquo;antropologia che per l&rsquo;odontoiatria evoluzionistica, perch&eacute; documenta la transizione cruciale dall&rsquo;automedicazione istintiva, che osserviamo anche nei primati non umani, a una strategia medica realmente intenzionale e deliberata&raquo;. Cos&igrave; Gregorio Oxilia, associato di Anatomia umana del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell&rsquo;Universit&agrave; Lum di Casamassima, che in passato ha studiato le tecniche di raschiamento utilizzate per trattare le lesioni cariose in un individuo di Homo sapiens di circa 14.000 anni fa.</p> <p>Il suo intervento, riportato dalla Cnn, che ha dato ampio risalto al ritrovamento del molare inferiore di un Neanderthal adulto, &egrave; servito a spiegare come il metodo di perforazione con una pietra appuntita appaia tecnicamente sofisticato e preciso. &laquo;Ci&ograve; suggerisce che le radici della medicina e della chirurgia invasive &ndash; prosegue il docente Lum nell&rsquo;articolo dell&rsquo;emittente Usa - non appartengono esclusivamente all&rsquo;Homo sapiens, ma fanno parte di un&rsquo;eredit&agrave; pi&ugrave; ampia condivisa con i nostri parenti pi&ugrave; prossimi&raquo;.</p> <p>La grotta di Chagryskaya, dicono gli studi, era un&rsquo;area abitata da questi primi ominidi tra circa 49.000 e 70.000 anni fa. Per dare un riferimento temporale, si pu&ograve; ricordare che il nostro Ciccillo, l&rsquo;uomo di Altamura scoperto nella grotta di Lamalunga nel 1993 da un gruppo di speleologi pugliesi, &egrave; un Neanderthal ben pi&ugrave; antico vissuto tra 130.000 a 170.000 anni fa.</p> <p>Studiare la dentatura consente di ottenere moltissime informazioni: la dieta alimentare, se una popolazione fosse stanziale, dedita a caccia o raccolta, quindi pi&ugrave; carnivora o erbivora, quali aree geografiche occupasse, che strategie di sussistenza adottasse senza contare tutti i dettagli genetici utili a ricostruire l&rsquo;evoluzione della specie. Nel caso del molare siberiano, gli scienziati hanno notato dei graffi intorno al foro prodotto dalla carie che suggeriscono una manipolazione tramite uno strumento. &laquo;Ci&ograve; che mi ha stupito &egrave; stata la capacit&agrave; intuitiva con cui la persona a cui apparteneva questo dente ha capito da dove proveniva il dolore e si &egrave; resa conto che la sua fonte poteva essere eliminata&raquo;, ha affermato Alisa Zubova, autrice principale dello studio e ricercatrice senior del Museo di Antropologia ed Etnografia dell&rsquo;Accademia Russa delle Scienze di San Pietroburgo. &laquo;Non ci eravamo mai imbattuti in nulla di simile prima d&rsquo;ora, n&eacute; tra i Neanderthal n&eacute; tra gli esseri umani moderni di epoche molto successive&raquo;.</p> <p>Questi risultati si aggiungono a un crescente numero di prove che dimostrano come i Neanderthal, i nostri parenti pi&ugrave; prossimi, fossero cognitivamente e psicologicamente pi&ugrave; simili agli esseri umani moderni di quanto si pensasse. Scansioni multiple del dente suggeriscono che qualcuno abbia rimosso la carie avendo identificato la causa dell&rsquo;infezione, creato uno strumento (come le punte litiche trovate nella grotta) e usato una primitiva tecnica odontoiatrica per alleviare il dolore, che &egrave; un comportamento molto pi&ugrave; &laquo;razionale&raquo; dell&rsquo;uso di erbe mediche che gli esperti considerano un comportamento &laquo;istintivo&raquo; nei primati. I segni di usura sul dente mostrano inoltre che l&rsquo;individuo curato &egrave; stato in grado non solo di sopportare l&rsquo;infiammazione e &laquo;l&rsquo;intervento odontoiatrico&raquo; ma di continuare a utilizzare il dente dopo la cura.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Matera, in arrivo un videogioco horror-adventure ambientato tra i Sassi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/matera/1982958/un-videogioco-horror-adventure-ambientato-tra-i-sassi-di-matera.html</link>
      <description>Si chiama «Encryption» e promette di trasformare la suggestione storica dei rioni di tufo in una location noir fatta di mistero e paura.</description>
      <author>ANTONIO CORRADO</author>
      <category>Encryption</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 15:48:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dopo il grande cinema, gli educational e la fiction, la citt&agrave; dei Sassi &egrave; scenario di un nuovo videogioco horror-adventure. Si chiama &laquo;Encryption&raquo; e promette di trasformare la suggestione storica dei rioni di tufo in una location noir fatta di mistero e paura. Il progetto &egrave; sviluppato da &laquo;Digital Lighthouse&raquo;, entertainment e media house presente in diverse citt&agrave; d&rsquo;Italia, con quartier generale a Potenza e attivit&agrave; nei settori advertising, cinema, beni culturali e videogiochi. Un&rsquo;eccellenza dell&rsquo;industria culturale e creativa italiana.</p> <p>Il videogame uscir&agrave; sul mercato internazionale entro la fine dell&rsquo;anno e permetter&agrave; alla citt&agrave; dei Sassi di scoprire le potenzialit&agrave; di un segmento turistico ancora inesplorato. Sempre pi&ugrave; spesso, infatti, la riproduzione virtuale di luoghi, siti e intere citt&agrave; all&rsquo;interno dei videogiochi, sta contribuendo a incentivare forme di turismo videoludico e ad avere impatti diretti sulle localit&agrave; e sulle destinazioni turistiche. Il progetto di realizzare il videogame prende vita nel 2018, con la pubblicazione dello studio storico-scientifico &laquo;Matera. I mille volti di una citt&agrave; stratificata&rdquo; (edito da Rce Multimedia), condotto da Digital Lighthouse in collaborazione con alcuni ricercatori dell&rsquo;Universit&agrave; degli studi della Basilicata, del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e referenti del comitato Giovani Unesco. &laquo;L&rsquo;intento dell&rsquo;azienda ‒spiega Davide Colangelo, Ceo di Digital Lighthouse‒ era individuare le principali evidenze storiche, architettoniche, culturali e paesaggistiche della citt&agrave; che potessero essere trasposte per la realizzazione di un videogioco e di un&rsquo;opera cinematografica. Tutte le informazioni raccolte, infatti, hanno rappresentato la base per lo script di Encryption, ispirando poi il narrative design e il game design del videogioco&raquo;.</p> <p>La trama racconta un futuro post-apocalittico, in cui Matera &egrave; devastata dagli incendi causati dai drammatici effetti dei cambiamenti climatici. Un padre &egrave; alla disperata ricerca della figlia scomparsa, un mistero dai risvolti oscuri. Il giocatore, vestendo i panni del protagonista, dovr&agrave; muoversi negli angoli pi&ugrave; inaccessibili della citt&agrave; tra sotterranei, cripte e chiese rupestri, fronteggiare una tecnologia misteriosa sepolta da secoli, superare minacce e difficolt&agrave;, e risolvere enigmi e rompicapi per arrivare a conoscere la verit&agrave;, affrontando un&rsquo;avventura al cardiopalma.</p> <p>Uno degli elementi che caratterizza l&rsquo;esperienza di gioco &egrave; la particolarit&agrave; dalle ambientazioni nelle quali si sviluppano gli eventi: &laquo;Per la realizzazione del videogame ‒racconta ancora Colangelo- siamo ricorsi a un uso massiccio di tecnologie innovative, e in particolare a tecniche di imaging 3D ad alta risoluzione come la fotogrammetria e l&rsquo;uso di sistemi laser scanner, grazie alle quali siamo riusciti a ricostruire virtualmente la citt&agrave; di Matera e altre localit&agrave; del Sud Italia, inserendole in un racconto distopico che mescola tensione psicologica e realismo estetico&raquo;.</p> <p>Il videogame si preannuncia come un ulteriore strumento per promuovere e rafforzare la destinazione turistica di Matera e per attrarre nuove produzioni, come ha rimarcato il sindaco Antonio Nicoletti: &laquo;Questa iniziativa &egrave; un&rsquo;ulteriore testimonianza di come Matera sia capace di ispirare progetti che uniscono arte, tecnologia e cultura. Matera, con la sua storia millenaria, le sue architetture scavate nella roccia, i Sassi e il panorama paesaggistico tra storia e modernit&agrave;, offre un contesto narrativo e visivo di rara suggestione&raquo;, ha commentato.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Riccardo Scamarcio ed il suo Federico II in Basilicata con due progetti dedicati all'Imperatore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/basilicata/1982902/riccardo-scamarcio-ed-il-suo-federico-ii-in-basilicata-con-due-progetti-dedicati-all-imperatore.html</link>
      <description>Il 19 maggio, nel castello di Melfi, la conferenza stampa di fine riprese</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>riccardo scamarcio</category>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 17:59:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Marted&igrave; 19 maggio, alle ore 16.30, nella sala Angioina del castello di Melfi (Potenza) l&rsquo;attore Riccardo Scamarcio, il sindaco Giuseppe Maglione, e Margherita Gina Romaniello, presidente della Lucana Film Commission (Lfc) "animeranno la conferenza di fine riprese di due opere cinematografiche dedicate alla figura di Federico II: 'Meraviglia del mond&ograve; e 'Sulle tracce di Federico II - L'imperatore normanno svevo nella sua Basilicat&agrave;&raquo;.</p> <p>Lo ha reso noto la stessa Lfc, spiegando che &laquo;Meraviglia del mondo&raquo; &egrave; il docufilm diretto da Francesco Lopez &laquo;che vede protagonista Scamarcio nei panni dell&rsquo;imperatore Federico II di Svevia. La pellicola, prodotta da Oz Film e Lebowski con Rai Cinema, unisce finzione e documentario per esaltare la figura storica dello Stupor Mundi. Stessa direzione e stesso interprete anche per il cortometraggio , una sorta di making off, nato proprio dopo aver deciso di girare anche in Basilicata ed aver scoperto luoghi, storie e testimoni della forte presenza dell&rsquo;imperatore svevo in terre lucane&raquo;.</p> <p>Mentre &laquo;Meraviglia del mondo&raquo; &egrave; stato girato &laquo;nei diversi luoghi caratterizzati dalla presenza e l&rsquo;opera della figura pi&ugrave; emblematica e rappresentativa del Medioevo europeo Puglia, Sicilia, Marche e area del Vulture in Basilicata ), il cortometraggio 'Sulle tracce di Federico II - L&rsquo;imperatore normanno svevo nella sua Basilicata' &egrave; interamente girato fra il Castello di Melfi, Lagopesole e i Laghi di Monticchio&raquo;.</p> <h3>LE RIPRESE</h3> <p>&Egrave; iniziato l&rsquo;11 maggio il secondo blocco di riprese del film &laquo;La Meraviglia del Mondo&raquo; del regista e produttore Francesco Lopez con la sua casa produzione indipendente OZ Film, con protagonista e co-produttore l&rsquo;attore Riccardo Scamarcio, con la sua societ&agrave; Lebowski, dedicato alla figura leggendaria dell&rsquo;imperatore Federico II di Svevia, noto come Stupor Mundi. Il film intende raccontare Federico II - Stupor Mundi come un uomo del 1200, che ha trovato soluzioni a questioni, che oggi sembrerebbero insormontabili.  &laquo;L'attore Riccardo Scamarcio ottenuto il ruolo di Federico II di Svevia in una serie TV internazionale e quella che doveva essere una semplice prova d&rsquo;attore si trasforma in un confronto viscerale con il personaggio storico. Ci&ograve; porter&agrave; Riccardo allo scontro con i produttori e a voler cambiare il finale del film&raquo;, &egrave; spiegato nella sinossi del film.  La scelta di Riccardo Scamarcio nel ruolo di Federico II l'Hohenstaufen non e&amp;amp;#768; casuale: attore e personaggio viaggiano in parallelo per pi&ugrave; di un motivo. "Riccardo, riconoscendosi nel pensiero dell&rsquo;Imperatore, comincia a confondere la realt&agrave; storica con l&rsquo;interpretazione tanto da andare, durante le riprese, oltre il copione, regalando cosi&amp;amp;#768; a Federico II - la Meraviglia del Mondo - un&rsquo;ultima manifestazione del suo spirito: quell'inno all&rsquo;evoluzione culturale e umana che diventer&agrave; un inno alla Liberta&amp;amp;#768; per l&rsquo;attore. Il film e&amp;amp;#768; il mockumentary di una messinscena che alterna registri visivi e narrativi per seguire l&rsquo;attore nella ricerca del suo personaggio e il personaggio nella ricerca del suo ruolo da imperatore nella Storia.  Le riprese sono in corso in Puglia a Castel del Monte, Bari, Andria, Barletta, Molfetta, Carovigno, in Lucania a Melfi, Lagopesole, Laghi di Monticchio e a Palermo, ultima tappa del set. Una prima parte delle riprese &egrave; stata girata a dicembre 2025 in altri luoghi federiciani, come Jesi nelle Marche, citt&agrave; dove nacque Federico II, e Napoli, dove ha fondato l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi Federico II nel 1224, ufficialmente considerata la prima universit&agrave; statale e laica del mondo.  Il film ha ottenuto il supporto di Apulia Film Commission, Lucana Film Commission, RAI Cinema e Ministero della Cultura. Le riprese in Basilicata sono state girate con il sostegno della Lucana Film Commission.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Fasano capitale del lusso con l'evento del Financial Times: ci sarà anche Victoria Beckham</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1982883/fasano-capitale-del-lusso-con-l-evento-del-financial-times-ci-sara-anche-victoria-beckham.html</link>
      <description>Da domani, a Borgo Egnazia, il gotha del settore. Ospiti i relatori dell’evento che porterà in Puglia il dibattito più atteso dell’anno sul futuro dell’industria del lusso</description>
      <author>fabiana agnello</author>
      <category>Delphine Arnault,Victoria Beckham,Jonathan Anderson,Ermenegildo Zegna</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/1982883/fasano-capitale-del-lusso-con-l-evento-del-financial-times-ci-sara-anche-victoria-beckham.html</guid>
      <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:33:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Delphine Arnault, Victoria Beckham, Jonathan Anderson, Ermenegildo Zegna e Cristiano Fiorio: sono alcuni dei protagonisti che dal 17 al 19 maggio arriveranno a Borgo Egnazia per il Financial Times Business of Luxury Summit 2026. Saranno loro - insieme ai top executive delle principali maison internazionali - i relatori dell&rsquo;evento che porter&agrave; in Puglia il dibattito pi&ugrave; atteso dell&rsquo;anno sul futuro dell&rsquo;industria del lusso. Il summit arriva in un momento di forte trasformazione: nell&rsquo;ultimo anno il settore ha perso circa 20 milioni di consumatori, tra chi ha ridotto le spese, ha scelto prodotti pi&ugrave; accessibili e ha spostato il budget verso esperienze o beni di seconda mano. A pesare sono l&rsquo;incertezza economica, le tensioni geopolitiche - dal conflitto in Medio Oriente alle instabilit&agrave; commerciali - e le catene di approvvigionamento sempre pi&ugrave; fragili.</p> <p>A Fasano si discuter&agrave; di come i brand possano proteggere i margini, ripensare i prezzi, rafforzare le supply chain e preservare il valore dei clienti nel lungo periodo. Accanto ai big del fashion system, interverranno figure chiave come St&eacute;phane de La Faverie (Est&eacute;e Lauder), Joanne Crevoiserat (Tapestry), C&eacute;dric Charbit (Saint Laurent), Thom Browne, &Eacute;ric Vallat (Lacoste), Nerio Alessandri (Technogym), Carlo Capasa (Camera Nazionale della Moda Italiana), Matteo Lunelli (Altagamma) e Aldo Melpignano (ceo di Borgo Egnazia ed Egnazia Ospitalit&agrave; Italiana, padrone di casa e voce autorevole dell&rsquo;hospitality di alta gamma). Il confronto sar&agrave; guidato dai nomi di punta del Financial Times, tra cui Roula Khalaf e Martin Wolf, che porteranno analisi e visione sui nuovi equilibri del mercato globale.</p> <p>La scelta di Borgo Egnazia conferma il ruolo del resort nel palcoscenico internazionale. Qui, dal 13 al 15 giugno 2024, si svolse il G7. Un vertice che ha acceso i riflettori globali sulla Puglia. Negli anni Borgo Egnazia ha ospitato anche eventi di risonanza mondiale come Engage!, uno dei summit pi&ugrave; prestigiosi dell&rsquo;industria wedding, oltre a retreat aziendali di brand internazionali e celebrazioni private che ne hanno consolidato l&rsquo;immagine di destinazione iconica del lusso mediterraneo.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>«Astronave nei cieli di Molfetta»: lo spettacolo della shelf cloud incanta il pomeriggio sul mare VIDEO</title>
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      <description>Un imponente fenomeno atmosferico si è formato oggi nel cielo della città adriatica, regalando uno scenario suggestivo immortalato da una fotografa locale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>molfetta,shelf cloud</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982723/astronave-nei-cieli-di-molfetta-lo-spettacolo-della-shelf-cloud-incanta-il-pomeriggio-sul-mare.html</guid>
      <pubDate>Thu, 14 May 2026 20:20:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="265" data-end="447">Un cielo che sembra trasformarsi in una scena da film di fantascienza a Molfetta ha sorpreso nel pomeriggio residenti e visitatori della citt&agrave; adriatica.</p> <p data-start="449" data-end="677">Una spettacolare &ldquo;shelf cloud&rdquo; si &egrave; infatti estesa sopra il litorale, assumendo la forma di una massa nuvolosa imponente e compatta, tanto da ricordare &ndash; per molti osservatori &ndash; l&rsquo;arrivo di un&rsquo;astronave aliena sospesa nel cielo.</p> <p data-start="679" data-end="859">Il fenomeno, tipico delle situazioni temporalesche, ha creato un impatto visivo particolarmente scenografico grazie al contrasto tra la densit&agrave; della nube e la luce del pomeriggio.</p> <p data-start="861" data-end="1071">A documentare il passaggio della struttura nuvolosa sono gli scatti sui social e i video dei lettori inviati alla Gazzetta del Mezzogiorno.</p> <p data-start="1073" data-end="1303" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un episodio che, al di l&agrave; della suggestione visiva, rientra nei normali dinamismi atmosferici ma che, ancora una volta, ha trasformato il cielo di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Molfetta</span></span> in uno spettacolo naturale di grande impatto.</p> <p data-start="1073" data-end="1303" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/video80bfe225208049f39bcd0688c3ca020d1778774651.mp4" type="video/mp4" /></video></p>]]></content:encoded>
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      <title>Al Politecnico di Bari arriva «Poliba Rock»: 50 musicisti in concerto nello stile dei Rockin’1000</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982713/al-politecnico-di-bari-arriva-poliba-rock-50-musicisti-in-concerto-nello-stile-dei-rockin1000.html</link>
      <description>Nel Campus di via Orabona la prima edizione dell’evento musicale con ospite Fabio Zaffagnini, fondatore della più grande rock band del mondo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>poliba rock</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1982713/al-politecnico-di-bari-arriva-poliba-rock-50-musicisti-in-concerto-nello-stile-dei-rockin1000.html</guid>
      <pubDate>Thu, 14 May 2026 18:58:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[      <p data-start="258" data-end="698"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Politecnico di Bari</span></span> si prepara a trasformare l&rsquo;atrio &ldquo;Cherubini&rdquo; del Campus di via Orabona in un grande palco rock. Domani alle 11 andr&agrave; in scena la prima edizione di &ldquo;Poliba Rock&rdquo;, evento che vedr&agrave; protagonisti cinquanta musicisti selezionati attraverso le fasi di casting ispirate al format di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Rockin&rsquo;1000</span></span>, la community musicale conosciuta in tutto il mondo per i suoi maxi concerti collettivi.</p> <p data-start="700" data-end="1009">Prima dell&rsquo;esibizione salir&agrave; sul palco <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Fabio Zaffagnini</span></span>, ideatore del progetto Rockin&rsquo;1000 ed ex ricercatore nell&rsquo;ambito della geologia marina, che incontrer&agrave; gli studenti delle scuole superiori per una lezione dedicata a creativit&agrave;, imprenditorialit&agrave; e relazioni umane nell&rsquo;era digitale.</p> <p data-start="1011" data-end="1361">L&rsquo;iniziativa coinvolger&agrave; non solo universitari ma anche centinaia di studenti delle scuole del territorio. &laquo;Un&rsquo;occasione &ndash; sottolinea il rettore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Umberto Fratino</span></span> &ndash; per far conoscere il Politecnico non soltanto come luogo di formazione e ricerca, ma anche come spazio aperto alla partecipazione, alla socialit&agrave; e alla creativit&agrave;&raquo;.</p> <p data-start="1363" data-end="1761" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il nome di Zaffagnini &egrave; legato alla nascita di Rockin&rsquo;1000, il progetto lanciato nel 2014 per invitare i <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Foo Fighters</span></span> a esibirsi a Cesena. L&rsquo;anno successivo mille musicisti suonarono insieme &ldquo;Learn to Fly&rdquo;: il video dell&rsquo;esibizione divenne virale in tutto il mondo con oltre 60 milioni di visualizzazioni, trasformando l&rsquo;iniziativa in una community musicale internazionale.</p>       ]]></content:encoded>
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