<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0">
  <channel>
    <atom:link href="http://rssnewsfeed.lagazzettadelmezzogiorno.it/clienti/gdm/rss.php?sezione=373" rel="self" type="application/rss+xml"/>
    <title>CALCIO - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>IL CALCIO: ultime notizie e news di oggi in tempo reale, approfondimenti e analisi delle partite in Puglia e Bailicata.</description>
    <language>it-it</language>
    <image>
      <url>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/images/logores.jpg</url>
      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    </image>
    <item>
      <title>Lecce, tutto ruota attorno al nuovo ds: sulla poltrona di Corvino prende corpo l’ipotesi Trinchera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1998920/lecce-tutto-ruota-attorno-al-nuovo-ds-sulla-poltrona-di-corvino-prende-corpo-lipotesi-trinchera.html</link>
      <description>La cosa certa è che solo dopo la scelta del responsabile dell’area tecnica sarà possibile passare alla pianificazione della nuova annata, con la consapevolezza che, come sempre, sarà complicatissima</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>pantaleo corvino,serie a</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1998920/lecce-tutto-ruota-attorno-al-nuovo-ds-sulla-poltrona-di-corvino-prende-corpo-lipotesi-trinchera.html</guid>
      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 15:17:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Domani, nel corso della conferenza stampa convocata per le ore 10, presso il Mercure Hotel President, a Lecce, il presidente Saverio Sticchi Damiani ed il responsabile dell&rsquo;area tecnica Pantaleo Corvino comunicheranno la fine del rapporto di collaborazione-bis (dopo quello instaurato da fine aprile 1998 a giugno 2005 con la famiglia Semeraro, la propriet&agrave; dell&rsquo;epoca) tra il dirigente di Vernole e l&rsquo;Unione Sportiva Lecce, avviato nell&rsquo;estate 2020.</p> <p>C&rsquo;&egrave; da supporre che sar&agrave; fatto un bilancio di questi sei anni, che Corvino spiegher&agrave; le ragioni della propria decisione e che Sticchi Damiani trattegger&agrave; le strategie del club per il futuro.</p> <p>Di recente, &egrave; stato esperito un ultimo tentativo di convincere Corvino a desistere dal suo proposito, restando ancora una stagione, con l&rsquo;intento di preparare con maggiore calma la sua successione. Ma non ha sortito gli effetti sperati.</p> <p>Stante la scelta operata dal responsabile dell&rsquo;area tecnica, al presidente Sticchi Damiani non resta altro che vagliare le diverse opzioni che sono sul tavolo per poi stabilire a chi fare raccogliere un&rsquo;eredit&agrave; che &egrave; senz&rsquo;altro molto pesante.</p> <p>A tale proposito, diversi osservatori ritengono che il prescelto potrebbe essere il direttore sportivo Stefano Trinchera, che avrebbe il vantaggio di conoscere bene le dinamiche della societ&agrave;, che ha collaborato per tutta la stagione 2025/2026 con Corvino nel seguire i calciatori interessanti in ottica mercato e che ha contribuito, a suo tempo, all&rsquo;ingaggio di Eusebio Di Francesco quale allenatore. Non bisogna dimenticare, infatti, che il contratto del trainer pescarese si &egrave; rinnovato in vista del 2026/2027, in seguito alla salvezza, ed un responsabile dell&rsquo;area tecnica nuovo si troverebbe a dovere lavorare con un tecnico che non ha scelto personalmente.</p> <p>Ma sull&rsquo;argomento, dalla sede del Lecce, non trapelano indiscrezioni e pertanto bisogna supporre che, per ora, tutti i nomi circolati negli ultimi giorni siano plausibili. Da Sean Sogliano (ma da Verona garantiscono che rinnover&agrave; con l&rsquo;Hellas sino al 2029) a Matteo Lovisa, da Guido Angelozzi (che si sussurra potrebbe andare via da Cagliari) a Ciro Polito (che ha sfiorato la promozione in A con il Catanzaro).</p> <p>La cosa certa &egrave; che solo dopo la scelta del responsabile dell&rsquo;area tecnica sar&agrave; possibile passare alla pianificazione della nuova annata, con la consapevolezza che, come sempre, sar&agrave; complicatissima. Bisogner&agrave; fissare il budget entro il quale muoversi, incontrare Di Francesco per valutare se esiste sintonia sui programmi e se c&rsquo;&egrave; la reciproca volont&agrave; di proseguire insieme. Andranno fissate le strategie di mercato. Si tratter&agrave; anche di ascoltare i singoli calciatori ed i rispettivi entourage per acquisire la loro disponibilit&agrave; a restare nel Salento in vista del torneo 2026/2027, fermo restando che, chi dovesse avere progetti differenti, andr&agrave; via solo in presenza di offerte che soddisfino, oltre ai diretti interessati, anche il sodalizio giallorosso.</p> <p>Insomma, chi subentrer&agrave; a Corvino dovr&agrave; darsi subito da fare in quanto gli argomenti da affrontare sono numerosi e tutti di grande rilievo in chiave futura.</p> <p>Intanto, mentre in serie A impazza il valzer degli allenatori e le varie caselle si vanno riempiendo, iniziano a circolare le prime indiscrezioni di mercato. In casa del Lecce, il pezzo da novanta &egrave; il centrale difensivo Tiago Gabriel, destinato a determinare un&rsquo;altra sostanziosa plusvalenza da ascrivere al fiuto di Corvino. Arrivato dall&rsquo;Estrela Amadora nel gennaio 2025 da perfetto sconosciuto, il portoghese ha disputato un ottimo torneo di massima serie e si &egrave; messo in luce, meritando le attenzioni di numerose societ&agrave; di A e di alcuni club esteri. In giro per il mondo, infatti, in questo periodo non sono molti i difensori centrali affidabili e pertanto, quando emerge un giovane che sembra dare garanzie, finisce subito nel mirino delle societ&agrave; che hanno la necessit&agrave; di coprire il ruolo.</p> <p>L&rsquo;ultimo sodalizio che sembra avere messo gli occhi sul lusitano, oramai punto fermo della nazionale under 21 del suo Paese, pare sia il Manchester United, che dal Lecce, nel gennaio dello scorso anno, ha gi&agrave; prelevato Patrick Dorgu. Si dice che, in attesa di sciogliere il nodo del nuovo responsabile dell&rsquo;area tecnica, la cifra chiesta agli emissari inglesi sia stata piuttosto salata. La cosa certa &egrave; che una operazione riguardante Tiago Gabriel potr&agrave; andare in porto per non meno di venticinque/trenta milioni di euro. Se non oltre.</p> <p>Un altro nome sulla bocca di tutti &egrave; quello di Wladimiro Falcone. Il portiere romano sta benissimo nel Salento e ci resterebbe volentieri ma, com&rsquo;&egrave; comprensibile che sia, dopo quattro stagioni ad alto livello, ambirebbe ad approdare in una formazione che abbia qualche ambizione in pi&ugrave; della permanenza. Da tempo piace al Torino ed ora si sarebbe aggiunto il Bologna.</p> <p>Infine, ci sono rumors circa un interessamento della Fiorentina per Lameck Banda che, dopo l&rsquo;assurda espulsione rimediata contro il Parma, ha cambiato del tutto passo ed &egrave; stato tra i trascinatori del Lecce nella corsa alla quarta salvezza consecutiva.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_02/GN4_DAT_48028662.jpg---1780406145875.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>È morto a 33 anni Marios Oikonomou, ex difensore del Bari: il cordoglio del calcio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/1997992/e-morto-a-33-anni-marios-oikonomou-ex-difensore-del-bari-il-cordoglio-del-calcio-greco.html</link>
      <description>L’ex centrale biancorosso coinvolto in un incidente stradale a Giannina lo scorso 23 maggio. La Federcalcio ellenica: «Si è distinto per professionalità, etica e sorriso»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>marios oikonomou,bari,morto,ex calciatore</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/1997992/e-morto-a-33-anni-marios-oikonomou-ex-difensore-del-bari-il-cordoglio-del-calcio-greco.html</guid>
      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 20:23:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>&Egrave; morto all&rsquo;et&agrave; di 33 anni Marios Oikonomou, ex difensore tra le altre di Bari, Bologna, Cagliari, Spal e Sampdoria, coinvolto in un incidente stradale avvenuto a Giannina lo scorso 23 maggio.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>La notizia &egrave; stata diffusa dalla Federcalcio greca, che ha espresso cordoglio ricordando il calciatore come una figura apprezzata non solo per le qualit&agrave; sportive, ma anche per l&rsquo;atteggiamento umano e professionale dimostrato nel corso della carriera.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>In Italia Oikonomou ha vestito anche la maglia del Bari, esperienza che lo ha legato al calcio pugliese e ai tifosi biancorossi. Difensore centrale, si era distinto per solidit&agrave; e affidabilit&agrave;, costruendo una carriera tra Serie A e Serie B con diverse presenze nei principali club italiani.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Nel comunicato, la Federcalcio ellenica ha sottolineato come il giocatore &ldquo;si sia distinto nel corso della sua carriera non solo per la presenza in campo, ma anche per la sua etica, la sua professionalit&agrave; e il suo sorriso&rdquo;.</span></p> <p><span>La sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nel mondo del calcio greco e italiano, dove Oikonomou era ricordato come un atleta serio e corretto, capace di lasciare un segno in ogni squadra in cui ha militato.</span></p> <p><span>&laquo;Addio Marios, te ne sei andato troppo presto. Sarai per sempre nei nostri cuori&raquo;. Cos&igrave;, sul proprio profilo Facebook, il Bologna saluta Marios Oikonomou l'ex difensore greco dei rossobl&ugrave;. </span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_01/2026-06-01_20_24_08_2026_06_01-images-1780338178113_1780338240-jpg-1780338285944.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari Calcio, prime prove di «disgelo»: si va verso un summit Leccese-Dela. Tra i nodi lo stadio e la dirigenza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1996455/bari-prime-prove-di-disgelo-verso-un-summit-leccese-dela.html</link>
      <description>Ognuno resta arroccato sulle sue posizioni, ma sottotraccia avanzano le prime prove di «disgelo». Il futuro del Bari passa inevitabilmente dal dialogo tra il sindaco Vito Leccese e l’amministratore unico del club, Luigi De Laurentiis</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>bari calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1996455/bari-prime-prove-di-disgelo-verso-un-summit-leccese-dela.html</guid>
      <pubDate>Sun, 31 May 2026 16:02:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ognuno resta arroccato sulle sue posizioni, ma sottotraccia avanzano le prime prove di &laquo;disgelo&raquo;. Il futuro del Bari passa inevitabilmente dal dialogo tra il sindaco Vito Leccese e l&rsquo;amministratore unico del club, Luigi De Laurentiis. Non c&rsquo;&egrave; soltanto la questione relativa allo stadio San Nicola in ballo, ma tutte le prospettive della squadra biancorossa. Perch&eacute; la scadenza per la dismissione dell&rsquo;istituto della multipropriet&agrave; nel calcio si avvicina (la Figc lo ha posto al 30 giugno 2028), perch&eacute; il rapporto tra la propriet&agrave; e la citt&agrave; &egrave; irreparabilmente compromesso, ma soprattutto perch&eacute; non si pu&ograve; ulteriormente ritardare la programmazione della prossima stagione, sia se la destinazione sar&agrave; la serie C decretata dala doppio pareggio nel playout con il Sudtirol (meglio piazzato nella regular season), sia se dovesse prendere corpo l&rsquo;ipotesi di un ripescaggio in serie B determinato dalla corsa contro il tempo della Juve Stabia, oggi la pi&ugrave; &laquo;pericolante&raquo; delle compagini cadette.</p> <p><span class="GN4_post">Sono stati giorni convulsi al Comune. Il vivace scambio di lettere tra Leccese e De Laurentiis ha creato un&rsquo;evidente spaccatura. Il sindaco non ha firmato la lettera di disponibilit&agrave; che avrebbe concesso alla societ&agrave; di inserire subito lo stadio &laquo;abituale&raquo; nella documentazione da inviare alla Lega Pro lo scorso 29 maggio. Un termine comunque transitorio: la lacuna &egrave; colmabile. Non a caso per ora il Bari ha soltanto sondato scenari alternativi come Altamura (ogni gara interna costerebbe duemila euro), Barletta o Salerno. Leccese ha ribadito a De Laurentiis la necessit&agrave; di un confronto ad ampio raggio per comprendere la strategia aziendale del massimo dirigente dei Galletti e soprattutto se il percorso da intraprendere sia orientato da un lato ad un reale rilancio e dall&rsquo;altro comunque ad una vendita. Nel frattempo, infatti, il primo cittadino &egrave; stato avvicinato da alcune realt&agrave; imprenditoriali di comprovata solidit&agrave;. Potrebbero davvero esserci i presupposti per intavolare un dialogo costruttivo che, per&ograve;, passer&agrave; dalle intenzioni dell&rsquo;attuale propriet&agrave;. I tempi, ad ogni modo, dovrebbero essere maturi. Sebbene tra le parti non ci sia ancora stato un confronto diretto, Luigi De Laurentiis si starebbe preparando ad incontrare Leccese tra il 3 e il 5 giugno, dunque la prossima settimana. </span></p> <p><span class="GN4_post">Nel frattempo, tiene banco anche la nuova concessione per l&rsquo;affidamento quinquennale dello stadio San Nicola. I termini per la partecipazione alla gara sono scaduti lo scorso 18 maggio: la Ssc Bari si &egrave; rivelata l&rsquo;unica preponente. La commissione giudicatrice si riunir&agrave; il 4, il 6 e l&rsquo;8 giugno, ma resta anche l&rsquo;ipotesi di una rimodulazione del bando. In tal caso, sarebbe scontato un nuovo passaggio in consiglio comunale, visto che le linee guida della gara furono approvate all&rsquo;unanimit&agrave; dall&rsquo;Aula lo scorso 26 marzo. La concessione attualmente in vigore, invece, scadr&agrave; oggi e al momento non sono previste proroghe tecniche, nemmeno nelle more della definizione della concessione ora sotto valutazione. Permane incertezza soprattutto su quanto accadrebbe ai dipendenti del Bari che lavorano nella sede di strada Torrebella. Se non cambier&agrave; nulla potrebbero anche essere costretti a lasciare gli uffici.</span></p> <p><span class="GN4_post">Tra tante incertezze, una delle poche sicurezze riguarda la ferma volont&agrave; di De Laurentiis di cercare un nuovo direttore dell&rsquo;area tecnica che possa rivestire anche poteri di coordinamento pi&ugrave; ampi. In tal senso, un nome sarebbe nettamente in testa nelle preferenze: Guido Angelozzi. Il dirigente siciliano ha trascorso quattro anni (dal 2010 al 2014) in biancorosso traghettando la societ&agrave; in un frangente di estrema difficolt&agrave;. Si &egrave; appena separato dal Cagliari, sulle sue tracce c&rsquo;&egrave; la Cremonese e la possibilit&agrave; di lavorare in una delle big annunciate della prossima B. Ma il richiamo del Bari avrebbe un impatto particolare: l&rsquo;operazione &egrave; decisamente in salita, ma non impossibile. Altri profili molto noti come Giorgio Perinetti e Ciro Polito, invece, sembrano impraticabili per varie ragioni. Attenzione, invece, a Francesco Palmieri, saldo ds del Sassuolo, ma barese e innamorato della squadra della sua citt&agrave;. La sfida sarebbe complicata, ma anche irresistibile.</span></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_29/gazz_def_-_2026-05-29T085357.787-1780037305501.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>«De Laurentiis vattene da Bari», tifosi comprano pagina pubblicitaria sulla Gazzetta per contestare la proprietà del club</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1996448/de-laurentiis-vattene-da-bari-tifosi-comprano-pagina-pubblicitaria-sulla-gazzetta-per-contestare-la-proprieta-del-club.html</link>
      <description>Dopo la retrocessione in Serie C la rabbia dei tifosi finisce sul giornali e accende lo scontro con la proprietà. Intanto il Comune attende chiarimenti sul futuro del Bari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari calcio,tifosi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1996448/de-laurentiis-vattene-da-bari-tifosi-comprano-pagina-pubblicitaria-sulla-gazzetta-per-contestare-la-proprieta-del-club.html</guid>
      <pubDate>Sun, 31 May 2026 14:39:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;De Laurentiis vattene da Bari&raquo;: questo lo slogan scelto da un gruppo di tifosi per la pagina pubblicitaria acquistata sulla Gazzetta del Mezzogiorno per contestare la propriet&agrave; del club, detenuta dalla famiglia De Laurentiis, dopo la retrocessione in serie C dalla squadra allenata da Moreno Longo. &laquo;Il Bari non &egrave; un tuo gioco, la citt&agrave; non ti appartiene&raquo;: questa la seconda parte del testo pubblicato sul quotidiano pugliese.</p> <p>Tra il Bari, propriet&agrave; della Filmauro (che guida anche il Napoli) e la piazza sportiva si vive un momento di forte crisi per la mancanza di risultati sportivi nell&rsquo;ultima stagione, mentre con il Comune &egrave; in corso un braccio di ferro per la consegna della documentazione per la Lega sull'uso dello stadio San Nicola. Negli scorsi mesi la societ&agrave; amministrata da Luigi De Laurentiis &egrave; stata l&rsquo;unica a partecipare al bando per gestire (per cinque anni) l&rsquo;impianto disegnato da Renzo Piano.</p> <p>Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha chiesto a De Laurentiis di conoscere i programmi del club, e nei prossimi giorni ci sar&agrave; un incontro chiarificatore, accompagnato dall&rsquo;illustrazione del nuovo piano sportivo e industriale.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_31/resizer-1780235899496.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Per il Lecce profumo di svolta, il dopo Corvino un bivio: Sticchi Damiani davanti a scelta delicatissima</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1996423/per-il-lecce-profumo-di-svolta-il-dopo-corvino-un-bivio-sticchi-damiani-davanti-a-scelta-delicatissima.html</link>
      <description>Ore cruciali per il futuro del Lecce. La decisione di Pantaleo Corvino di lasciare il club ha colto di sorpresa l’ambiente giallorosso. Sogliano potrebbe avere le caratteristiche giuste ma non è l’unica pista</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1996423/per-il-lecce-profumo-di-svolta-il-dopo-corvino-un-bivio-sticchi-damiani-davanti-a-scelta-delicatissima.html</guid>
      <pubDate>Sun, 31 May 2026 12:44:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sono ore cruciali per il futuro del Lecce. La decisione di Pantaleo Corvino di lasciare il club ha colto di sorpresa l&rsquo;ambiente giallorosso. Stante la sua passione per un lavoro che ha voluto fortemente svolgere sin da quando ha abbandonato il posto fisso in aeronautica per iniziare la sua scalata dalla terza categoria, ma anche in considerazione del fatto che pi&ugrave; volte ha affermato di volere, metaforicamente, morire in pista come i cavalli di razza, in molti pensavano che, festeggiata la quarta salvezza consecutiva, per la quale ha meriti importanti, sarebbe ripartito con il solito slancio. Invece, salvo ripensamenti, le cose sono andate in maniera differente ed ora la societ&agrave; salentina si trova a dovere individuare un sostituto all&rsquo;altezza.</p> <p>Per il Lecce, si tratta di un momento di svolta epocale, a distanza di sei anni da quell&rsquo;estate 2020 nella quale il presidente Saverio Sticchi Damiani ha avuto la felice intuizione di chiedere al dirigente di Vernole di tornare in seno al sodalizio nel quale tanto bene aveva fatto dall&rsquo;aprile 1998 al giugno 2005, quando il club era retto dalla famiglia Semeraro. Il tutto, con il complicato compito, comunicato da entrambi sin dalla conferenza stampa di presentazione del responsabile dell&rsquo;area tecnica, di coniugare i risultati sportivi con una gestione oculata sul piano economico, che avrebbe avuto lo scopo di tenere i conti in ordine.</p> <p>Una sfida titanica in un mondo come quello pallonaro italiano, nel cui ambito c&rsquo;&egrave; l&rsquo;abitudine a spendere spesso pi&ugrave; di quanto le entrate consentirebbero di fare.</p> <p>Ebbene, Sticchi Damiani e Corvino, con il contributo degli altri soci e di chi ha lavorato alacremente accanto a loro, sono riusciti prima a riportare il Lecce in A (2021/2022), dopo la promozione svanita in semifinale dei playoff (2020/2021) per un rigore non trasformato, e poi, dal 2022/2023 al 2025/2026, hanno regalato al Salento quattro salvezze di fila in massima serie, impresa mai nemmeno sfiorata nella storia del sodalizio. Per di pi&ugrave;, realizzando ogni anno significative plusvalenze che hanno permesso di riportare prima in pareggio e poi in attivo il bilancio, appesantito in origine dagli anni del covid.</p> <p>Dopo il successo centrato nella gara contro il Genoa, Sticchi Damiani, nel rimarcare la portata del risultato, ha sottolineato quanto sia logorante effettuare un simile discorso, contro tutto e contro tutti, potendo contare solo sulla passione del popolo giallorosso.</p> <p>Questo percorso virtuoso &egrave; stato possibile soprattutto grazie all&rsquo;azione del presidente, per quanto di sua competenza, e di Corvino, per la sua capacit&agrave; di individuare il talento in giovani che, quando sono approdati a Lecce, erano del tutto sconosciuti. Infatti, solo puntando su calciatori di propriet&agrave;, costati poco, &egrave; possibile patrimonializzare un sodalizio. Tra l&rsquo;altro, con il fardello di sapere che una scommessa, per quanto fatta a ragion veduta, resti pur sempre una scommessa ed in quanto tale non dia alcuna garanzia di raggiungere il risultato prefissato.</p> <p>Dal 2020/2021, il Lecce ha camminato in questa direzione. Ora il club si trova dinanzi alla necessit&agrave; di affidarsi ad un nuovo responsabile dell&rsquo;area tecnica, che dovr&agrave; essere in grado di portare avanti la medesima politica societaria. Anche in questo, infatti, Sticchi Damiani &egrave; stato sempre molto chiaro: non esiste una strada differente perch&eacute; altrimenti il rischio sarebbe quello di andare incontro al fallimento e questo, pi&ugrave; che una malaugurata retrocessione, significherebbe tradire i tifosi.</p> <p>A meno di colpi di scena, quindi, oggi, per il Lecce, la sfida &egrave; continuare a fare calcio sostenibile senza Corvino e, c&rsquo;&egrave; da starne certi, il sodalizio di via colonnello Costadura vuole vincerla. Ecco perch&eacute; abbiamo parlato di ore cruciali. Prima di affrontare temi quali la guida tecnica del team (come noto, con la permanenza, per quello che conta nel calcio, il contratto di Eusebio Di Francesco si &egrave; rinnovato automaticamente) e le strategie di mercato, occorre scegliere il professionista che lo far&agrave; e questa decisione non pu&ograve; essere sbagliata.</p> <p>Ai nomi sul tappeto nella giornata di ieri (promozione del direttore sportivo Stefano Trinchera, Sean Sogliano, in scadenza con l&rsquo;Hellas Verona, e Matteo Lovisa, emergente dirigente della Juve Stabia), se n&rsquo;&egrave; aggiunto un altro nelle ultime ore ed &egrave; quello di Guido Angelozzi, che pare sia destinato a lasciare il Cagliari. Stante il riserbo della societ&agrave; &egrave; difficile ipotizzare chi arriver&agrave;, ma Sticchi Damiani &egrave; al lavoro per individuare la soluzione migliore.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_31/Schermata_2026-05-31_alle_12.38.28-1780224179064.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, rebus Di Francesco: il Bologna la «chiave»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1995334/lecce-rebus-di-francesco-il-bologna-la-chiave.html</link>
      <description>Trinchera per il dopo Corvino, una pista. Ma spunta l’idea Sogliano</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1995334/lecce-rebus-di-francesco-il-bologna-la-chiave.html</guid>
      <pubDate>Sat, 30 May 2026 16:23:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Pi&ugrave; volte, nel corso della stagione, il presidente Saverio Sticchi Damiani ha auspicato &laquo;continuit&agrave;&raquo;, con riferimento all&rsquo;area tecnica ed allo staff tecnico, affermando di considerare in termini positivi il lavoro di Eusebio Di Francesco e del suo staff di ottimi professionisti. Ebbene, se da una parte non sar&agrave; cos&igrave; in quanto Pantaleo Corvino ha deciso di farsi da parte, nelle ultime ore sono cresciute le probabilit&agrave; che il trainer pescarese resti al proprio posto. In serie A, sta andando in scena il solito valzer degli allenatori ed il questo balletto sembrava destinato ad essere coinvolto anche Di Francesco. &Egrave; di gioved&igrave; la notizia della rescissione consensuale del contratto tra il Bologna e Vincenzo Italiano e, nell&rsquo;immediato, voci di corridoio hanno paventato un interessamento della societ&agrave; felsinea per il trainer pescarese.</p> <p>La cosa &egrave; plausibile in quanto, dopo alcune annate negative e poco fortunate, Di Francesco si &egrave; rilanciato sulla panchina del Lecce, svolgendo un buon lavoro, con il suo staff. Ci sta, quindi, che l&rsquo;avere guidato alla salvezza il team salentino, facendo crescere diversi giovani, abbia attirato su di lui l&rsquo;attenzione del Bologna. Il nome dell&rsquo;allenatore giallorosso &egrave; stato quindi inserito dai vertici del club emiliano nella lista dei candidati alla successione di Italiano, ma in <i>pole position</i> ci sarebbe Domenico Tedesco e la trattativa parrebbe in dirittura d&rsquo;arrivo. Se il tecnico di Rossano Calabro (che nella sua carriera ha diretto stoccarda Stoccarda, Hoffenheim, Schalke 04, Spartak Mosca Lipsia e Fenerbahce, oltre alla nazionale belga) si legher&agrave; al Bologna, verranno meno le sirene che avrebbero potuto indurre Di Francesco a lasciare la panchina del Lecce per tornare a cimentarsi alla guida di un complesso di classifica medio alta. Una aspirazione senz&rsquo;altro legittima per un trainer che ha alle spalle l&rsquo;avventura vissuta a suo tempo (2017/2018) con la Roma, impreziosita dal terzo posto ottenuto in massima serie e da una semifinale di Champions League raggiunta grazie ad una storica rimonta operata nei quarti ai danni del Barcellona, oltre che una esperienza in Europa League con il Sassuolo (2016/2017).</p> <p>Per quel che riguarda la sua posizione con il Lecce, il raggiungimento della permanenza ha determinato il rinnovo automatico del contratto e, al momento, la dirigenza salentina sembrerebbe intenzionata a proseguire il proprio cammino con lui. Del resto, come sottolineato sopra, nel corso del campionato, il presidente Sticchi Damiani si &egrave; detto a pi&ugrave; riprese soddisfatto del lavoro svolto dall&rsquo;allenatore e dal suo staff. Il medesimo discorso &egrave; stato fatto anche da Corvino, che per&ograve; &egrave; uscito di scena, e dal direttore sportivo Stefano Trinchera. La cosa certa &egrave; che la propriet&agrave; del Lecce vorr&agrave; sapere da Di Francesco se ha sempre la stessa fame evidenziata al suo arrivo nel Salento nell&rsquo;estate 2025 e dimostrata nell&rsquo;arco dell&rsquo;intero campionato passato in archivio con la salvezza. Il tutto, anche in considerazione del fatto che la politica del sodalizio, incentrata sulla sostenibilit&agrave; economica, non muter&agrave; di certo.</p> <p>Ma la propriet&agrave; dovr&agrave; sciogliere innanzitutto, a stretto giro, il nodo legato alla figura del responsabile dell&rsquo;area tecnica, ruolo per il quale, ad oggi, si fanno tre nomi. Il primo &egrave; quello di Stefano Trinchera, sin qui braccio destro di Corvino. Il dirigente di Copertino avrebbe il vantaggio di conoscere bene le dinamiche del club e negli ultimi dodici mesi ha seguito diversi calciatori ritenuti interessanti per il Lecce. Il secondo, al quale vengono attribuite quotazioni in ascesa, &egrave; quello di Sean Sogliano, che all&rsquo;Hellas Verona ha portato numerosi giocatori giovani e poco noti al grande pubblico, che poi si sono imposti all&rsquo;attenzione. In questo caso, le difficolt&agrave; potrebbero dipendere dal fatto che il direttore sportivo di Alessandria sarebbe a buon punto nella trattativa per il rinnovo con la societ&agrave; scaligera. Infine, qualcuno indica come alternativa Matteo Lovisa, giovanissimo dirigente che ha fatto bene con la Juve Stabia e che viene considerato un emergente.</p> <p>Ma siamo nel campo delle indiscrezioni che sempre circolano in situazioni del genere, tanto pi&ugrave; quando si tratta di individuare il sostituto di un dirigente del calibro di Corvino, uno dei pi&ugrave; navigati ad avere lavorato nel mondo del calcio italiano, che ha attraversato diverse epoche senza vedere mai annacquata la propria capacit&agrave; di individuare il talento in anticipo, intravedendo le potenzialit&agrave; di un calciatore. Proprio per questo motivo, il presidente Sticchi Damiani e gli altri soci intendono ponderare bene la decisione da prendere, in quanto ne va del futuro stesso del loro sodalizio.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_30/Schermata_2026-05-30_alle_15.48.09-1780150918284.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Il Bari e «Dela» restano senza casa, Leccese non arretra</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1995333/il-bari-e-dela-restano-senza-casa-leccese-non-arretra.html</link>
      <description>La ferma presa di posizione del sindaco Vito Leccese nei confronti della proprietà biancorossa non cede: nelle more di un confronto ad ampio raggio con Luigi De Laurentiis (amministratore unico dei Galletti) sulle prospettive della squadra cittadina, il via libera sullo stadio San Nicola non arriverà</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>bari calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1995333/il-bari-e-dela-restano-senza-casa-leccese-non-arretra.html</guid>
      <pubDate>Sat, 30 May 2026 16:19:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una documentazione da completare. Un bando sotto osservazione. Un dialogo che non decolla e una serie di interessi tutti da verificare. La situazione del Bari resta in alto mare, tra mille incognite e un futuro che, dopo la disastrosa retrocessione in serie C, continua ad essere molto incerto. La ferma presa di posizione del sindaco Vito Leccese nei confronti della propriet&agrave; biancorossa non cede: nelle more di un confronto ad ampio raggio con Luigi De Laurentiis (amministratore unico dei Galletti) sulle prospettive della squadra cittadina, il via libera sullo stadio San Nicola non arriver&agrave;.</p> <p><span class="GN4_pre">Quel &laquo;vuoto&raquo; nei documenti</span> <span class="GN4_post"> Ieri la societ&agrave; pugliese ha cominciato ad inoltrare alla Lega Pro (ovvero il torneo che spetta ai Galletti, in attesa di potenziali sviluppi dal giro di vite delle iscrizioni) la documentazione per la partecipazione al prossimo campionato. Tra i requisiti richiesti ci sarebbe stata anche l&rsquo;indicazione dello stadio &laquo;abituale&raquo;, ovvero da utilizzare nelle gare interne. Nelle more della definizione della gara relativa alla prossima concessione quinquennale del San Nicola, sarebbe stata necessaria una firma del sindaco Leccese su una lettera di disponibilit&agrave;. Ma il primo cittadino, come aveva annunciato, non ha fornito tale sottoscrizione. Non si tratta, tuttavia, di un termine perentorio: la lacuna potr&agrave; essere colmata entro il 16 giugno, termine ultimo per le iscrizioni. Nel frattempo, lo stato maggiore biancorosso valuta potenziali alternative: Altamura, Barletta o Salerno le possibili destinazioni. </span></p> <p>&laquo;Il presidente De Laurentiis ha indicato il 29 maggio come deadline per produrre il documento di richiesta della disponibilit&agrave; dell'impianto&raquo;, rimarca Leccese. &laquo;Al di l&agrave; delle questioni tecniche, nella seconda lettera che gli ho inviato ho posto una questione di rispetto verso la citt&agrave;. Non &egrave; consentito a nessuno mancare di rispetto ad un'intera comunit&agrave;. Ho interpretato i sentimenti diffusi su questa vicenda. Ebbene, entro il 30 giugno 2028 la Filmauro non potr&agrave; avere contestualmente il Napoli ed il Bari. Pertanto, non parlo come tifoso ferito dalla retrocessione in serie C, ma come amministratore che chiede un atto di trasparenza: la citt&agrave; ha il diritto di sapere che cosa succeder&agrave; alla sua squadra. Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis sono state umilianti al di l&agrave; dei risultati sportivi. Sentirsi apostrofare come seconda squadra del Napoli &egrave; offensivo&raquo;.</p> <p><span class="GN4_pre">Concessione in bilico</span> <span class="GN4_post"> Scadranno domani i termini dell&rsquo;attuale concessione quinquennale dello stadio San Nicola. Al nuovo bando, le cui scadenze di partecipazione si sono esaurite lo scorso 18 maggio, si &egrave; registrata la sola partecipazione della Ssc Bari: l&rsquo;offerta &egrave; attualmente al vaglio della commissione di gara che si riunir&agrave; il 4, il 6 e l&rsquo;8 giugno. Tuttavia, sono confermate le indiscrezioni che potrebbero condurre ad una complessa rimodulazione del bando. &laquo;Mi sarei aspettato una platea larga di partecipanti alla gestione dell'impianto, che &egrave; tra i pi&ugrave; importanti d'Italia&raquo;, ha svelato Leccese durante il consueto spazio su Telebari. &laquo;La struttura ha costi di manutenzione elevati, ma &egrave; suscettibile di utilizzi diversi. Invece non si &egrave; presentato nessuno tranne i De Laurentiis: un aspetto che va valutato&raquo;. Resta, tuttavia, irrisolto un aspetto affatto secondario. Ovvero, come sar&agrave; gestito lo stadio nelle more di una definizione chiara della querelle. Una proroga tecnica ancora non &egrave; arrivata e attualmente i dipendenti che lavorano in sede potrebbero essere costretti a sgomberare gli uffici. Senza dimenticare che dal 19 giugno comincer&agrave; la stagione dei grandi concerti: chi li gestir&agrave;?</span></p> <p><span class="GN4_pre"> Nuovi interessi</span> <span class="GN4_post"> Non &egrave; un mistero che la propriet&agrave; biancorossa abbia avviato da tempo almeno un&rsquo;interlocuzione con investitori americani per la cessione di una quota (tra il 30% e il 35%) del club. Un dialogo, per&ograve;, sospeso dalla retrocessione e eventualmente da rimodulare in modo sostanziale se la prospettiva sar&agrave; davvero la serie C. Tuttavia, sembra che altre realt&agrave; si stiano gradualmente affacciando. Spicca, in particolare, l&rsquo;interesse di Massimo Ferrero, discusso e vulcanico ex presidente della Sampdoria. &laquo;Ho ricevuto un suo messaggio, ma non lo conosco&raquo;, afferma ancora Leccese. &laquo;Non ho avuto alcun tipo di rapporto con lui e non ho risposto alla sua chiamata. Negli ultimi tempi ci sono state richieste di informazione che denotano un interesse da parte di alcuni gruppi imprenditoriali. Per&ograve; un&rsquo;eventuale trattativa non va intavolata con me, bens&igrave; con la propriet&agrave;. Consola, per&ograve;, che esista un interesse vero rispetto alla citt&agrave; di Bari e alla sua squadra&raquo;.</span></p> <p><span class="GN4_pre">Summit la prossima settimana</span> <span class="GN4_post"> Il Bari, dunque, resta avvolto da pesanti nubi. Che, tuttavia, potrebbero cominciare a dissolversi la prossima settimana: il presidente Luigi De Laurentiis, infatti, dovrebbe procedere all&rsquo;incontro richiesto dal sindaco. Forse subito dopo il 3 giugno, una giornata potenzialmente decisiva nel complesso iter di iscrizione in B della Juve Stabia. Coltivare una possibilit&agrave; di ripescaggio non cambierebbe certo gli scenari. Ma &egrave; una variabile comunque da considerare in un quadro cos&igrave; complicato. </span></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_30/Schermata_2026-05-30_alle_16.18.10-1780150704381.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Terremoto» a Lecce: Pantaleo Corvino lascia dopo quattro salvezze consecutive</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1994072/terremoto-a-lecce-pantaleo-corvino-lascia-dopo-quattro-salvezze-consecutive.html</link>
      <description>Alla base della decisione ci sarebbe una grande stanchezza di fondo dovuta alla volontà di dare il massimo per il club della propria terra natia...</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>pantaleo corvino,serie a</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1994072/terremoto-a-lecce-pantaleo-corvino-lascia-dopo-quattro-salvezze-consecutive.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 15:12:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Quella che abbiamo riportato qualche giorno fa era solo una voce, ma ora &egrave; una certezza: Pantaleo Corvino lascia il Lecce. Il responsabile dell&rsquo;area tecnica del club giallorosso ha atteso la conclusione del campionato ed ha gioito per la quarta salvezza consecutiva conquistata dalla squadra salentina al termine della partita casalinga vinta contro il Genoa.</p> <p>Poi, nella giornata di luned&igrave;, ha avuto un colloquio con il presidente Saverio Sticchi Damiani e lo ha ringraziato per la fiducia, la stima e l&rsquo;amicizia che pi&ugrave; volte gli ha manifestato. Quindi gli ha comunicato la propria decisione di interrompere il rapporto di collaborazione iniziato con l&rsquo;attuale propriet&agrave; nell&rsquo;estate 2020 e coinciso con la sua seconda esperienza con la societ&agrave; della propria terra, dopo quella vissuta con la famiglia Semeraro.</p> <p>Pare che Sticchi Damiani abbia provato a convincerlo a desistere da questo proposito, chiedendogli di ripensarci. Analoga posizione avrebbero assunto gli altri soci, con in testa il vice presidente Corrado Liguori, tutti consapevoli di quanto sia stato prezioso il contributo di Corvino dal 2020 ad oggi nei risultati centrati dal sodalizio, sia sul piano economico, grazie alle numerose plusvalenze, che su quello sportivo, con organici costruiti sempre con budget assai limitati. Il responsabile dell&rsquo;area tecnica, per&ograve;, &egrave; rimasto fermo sulla propria decisione.</p> <p>Com&rsquo;era gi&agrave; accaduto al termine dell&rsquo;annata 2004/2005, pertanto, Corvino lascia il Lecce e lo fa con la compagine giallorossa in serie A e con la Primavera nel massimo torneo di categoria.</p> <p>Alla base della decisione ci sarebbe una grande stanchezza di fondo dovuta alla volont&agrave; di dare il massimo per il club della propria terra natia, con il proposito di preservare quello che considera un bene dell&rsquo;intero territorio salentino. Il tutto, dovendo operare con budget contenuti rispetto a quelli a disposizione della maggior parte delle avversarie, quindi con la necessit&agrave;, come ha pi&ugrave; volte rimarcato, di cercare di individuare le potenzialit&agrave; di calciatori giovani e sconosciuti ai pi&ugrave;. Ma anche con la consapevolezza che, quando si scommette, &egrave; possibile che qualcosa non vada per il verso giusto.</p> <p>Chi lo conosce bene, del resto, sa che gi&agrave; nel corso della stagione, senza smettere mai di dedicarsi al Lecce, aveva manifestato agli amici pi&ugrave; stretti la propria stanchezza. Ma anche la delusione per certi attacchi ricevuti da parte di una frangia ristretta della tifoseria. Non tanto per se stesso, quanto per l&rsquo;amarezza causata alle persone a lui care, incredule dinanzi a tanta ingratitudine.</p> <p>Ora il Lecce dovr&agrave; innanzitutto scegliere a chi affidare il compito di responsabile dell&rsquo;area tecnica. Toccher&agrave; a Sticchi Damiani ed agli altri soci stabilire se promuovere il direttore sportivo Stefano Trinchera o se individuare una nuova figura alla quale affidarsi.</p> <p>Solo dopo potr&agrave; essere affrontata la questione relativa all&rsquo;allenatore ed alle strategie di mercato in vista della prossima stagione. La prima del nuovo corso senza potere contare sull&rsquo;esperienza e sul fiuto del dirigente di Vernole.</p> <p>La storia tra Pantaleo Corvino ed il Lecce &egrave; iniziata nell&rsquo;aprile 1999 (stagione 1998/1999, subentrando al dimissionario Sergio Vignoni), con il team giallorosso in B e promosso in A. &Egrave; quindi proseguita nel 1999/2000 (A), 2000/2001 (A), 2001/2002 (A, con l&rsquo;unica retrocessione subita), 2002/2003 (B, con promozione) e 2003/2004 (A) e 2004/2005 (A). Dopo le parentesi con Fiorentina (a due riprese) e Bologna, &egrave; tornato in sella, fortemente voluto da Sticchi Damiani, nel 2020/2021 (B, con semifinale dei play off), proseguendo il cammino nel 2021/2022 (B, con promozione), 2022/2023 (A), 2023/2024 (A), 2024/2025 (A) e 2025/2026 (A).</p> <p>Nel suo primo ciclo in giallorosso, il Lecce ha vinto, in ambito giovanile, 2 scudetti, 2 Supercoppe e 2 Coppe Italia Primavera, uno scudetto Allievi ed uno scudetto Giovanissimi.</p> <p>Soffermandosi sull&rsquo;avventura che si &egrave; appena conclusa accanto al presidente Sticchi Damiani, sono state numerose le plusvalenze milionarie messe a bilancio grazie ai suoi colpi di mercato. Da Morte Hjulmand, oggi allo Sporting Lisbona ed oggetto del desiderio del Real Madrid e di altri top team europei, a Valentin Gendrey, da Marin Pongracic a Patrick Dorgu, sino a Nikola Krstovic. E come dimenticare il capolavoro di assicurarsi le prestazioni del campione del mondo Samuel Umtiti, a costo zero, con ingaggio a carico del Barcellona, per rilanciarlo?</p> <p>N&eacute; &egrave; possibile trascurare i calciatori ingaggiati giovanissimi per il Lecce, nella prima fase del suo percorso in giallorosso, e poi rivenduti a peso d&rsquo;oro. Su tutti, Valeri Bojinov e Mirko Vucinic, ma anche Ernesto Javier Chevanton ed altri ancora.</p> <p>Come rimarca Davide De Santis sulla sua pagina &laquo;Lecce Amarcord&raquo;, quella disputata dal Lecce contro il Genoa, domenica 24 maggio, &egrave; stata la partita numero 747 (tra Lecce, Fiorentina e Bologna) di Corvino in serie A, con un bilancio di 250 vittorie, 215 pareggi e 282 sconfitte, con 908 gol all&rsquo;attivo e 976 reti al passivo, senza considerare la stagione 1997/1998, nella quale &egrave; subentrato nelle battute finali.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2024_12_23/Screenshot_2024-12-23_132815-1734957593173.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Calcio, Leccese sbarra la strada ai De Laurentiis: il Bari potrebbe giocare tra Altamura, Barletta e Salerno</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1993132/bari-bando-per-la-concessione-e-firma-per-lo-stadio-il-sindaco-leccese-sbarra-la-strada-ai-de-laurentiis.html</link>
      <description>Il sindaco non arretra sull'utilizzo dello stadio San Nicola. In bilico l'iscrizione del club alla serie C: deve valutare altre sedi</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>bari calcio,vito leccese,de laurentis</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1993132/bari-bando-per-la-concessione-e-firma-per-lo-stadio-il-sindaco-leccese-sbarra-la-strada-ai-de-laurentiis.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il sindaco Vito Leccese alza le barricate e non arretra di un centimetro, ma il gelo nel dialogo con la Ssc Bari potrebbe produrre conseguenze gravi e probabilmente impensabili fino a pochi giorni fa. Dal bando per la concessione dello stadio San Nicola alla firma sulla lettera di disponibilit&agrave; per l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;impianto cittadino, tutto &egrave; in discussione e nulla al momento si appiana. Una chiusura che sta creando inevitabili tensioni anche all&rsquo;interno del club biancorosso, al momento orientato a mantenere una linea non orientata alla rottura. Tuttavia, ogni scenario resta plausibile. Persino quelli pi&ugrave; clamorosi.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">Bando sotto osservazione</span> </strong><span class="GN4_post"> Ecco la prima novit&agrave;. Una gara virtualmente chiusa potrebbe presto aprirsi a nuovi scenari. I termini del bando per la concessione quinquennale dello stadio sono scaduti alle 9 dello scorso 18 maggio: l&rsquo;unica societ&agrave; preponente &egrave; stata la Ssc Bari. Per la prima volta, nei requisiti della concessione &egrave; stato inserito un canone da corrispondere al Comune (proprietario della struttura progettata da Renzo Piano) sia per la gestione sportiva (110mila euro in B, 60mila in C, 633mila in A), sia per l&rsquo;organizzazione di eventi accessori (come ad esempio i concerti: per ogni spettacolo la tariffa &egrave; di 60mila euro). Al momento, la proposta della societ&agrave; sportiva &egrave; al vaglio della commissione di gara che, peraltro, dovrebbe valutare con una procedura d&rsquo;urgenza. La concessione attualmente in vigore (sempre detenuta dal Bari), peraltro, scadr&agrave; domenica. Ebbene, malgrado sembri da escludere una revoca del bando in autotutela (come richiesto dal alcune forze politiche), appare possibile l&rsquo;apposizione di modifiche alla struttura del documento, con l&rsquo;intento di rafforzare principalmente il carattere sportivo di un affidamento che, invece, potrebbe paradossalmente rivelarsi pi&ugrave; lucrativo sull&rsquo;organizzazione dei concerti. Plausibile, dunque, che per gli eventi accessori si chieda un contributo pi&ugrave; alto. La commissione di gara valuter&agrave; questo e altri punti nelle prossime riunioni, gi&agrave; fissate per il 4, il 6 e l&rsquo;8 giugno. Se emergessero sostanziali novit&agrave;, &egrave; ipotizzabile che la bozza passi nuovamente al vaglio del consiglio comunale che lo scorso 26 marzo aveva gi&agrave; approvato all&rsquo;unanimit&agrave; il primo schema di affidamento. Facile, a quel punto, che la gara sia del tutto riaperta anche a nuovi competitor, sebbene una gestione pi&ugrave; onerosa difficilmente attrarrebbe soggetti che gi&agrave; non si sono presentati alla prima chiamata. Ma ci sono altri aspetti da chiarire. Una rimodulazione della gara &egrave; ancora possibile? E, soprattutto, in caso di scontro totale con il club calcistico, l&rsquo;amministrazione comunale come si ritroverebbe a gestire un impianto onerosissimo, qualora il bando andasse deserto? Buio anche sul futuro immediato. </span></p> <p>Nelle more di un&rsquo;aggiudicazione, infatti...<span class="GN4_post"></span></p> <p></p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand">CONTINUA A LEGGERE SULLA DIGITAL EDITION OPPURE ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</a></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_29/gazz_def_-_2026-05-29T085357.787-1780037305501.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce calcio, Pantaleo Corvino verso l'addio alla squadra giallorossa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1993029/lecce-pantaleo-corvino-verso-l-addio-alla-squadra-giallorossa.html</link>
      <description>Il responsabile dell'area tecnica lascia dopo cinque anni pur avendo rinnovato il contratto nel corso della stagione e raggiunto la permanenza della squadra in serie A</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lecce calcio,pantaleo corvino</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1993029/lecce-pantaleo-corvino-verso-l-addio-alla-squadra-giallorossa.html</guid>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 18:56:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Lecce ed il responsabile dell&rsquo;area tecnica Pantaleo Corvino sono ai titoli di coda. Dopo la quarta salvezza consecutiva raggiunta domenica scorsa, infatti, Corvino ha deciso di staccare la spina, pur avendo rinnovato il contratto nel corso della stagione e raggiunto la permanenza della squadra in serie A.</p> <p>Il Presidente Sticchi Damiani, ieri era a Roma, per cui &egrave; probabile che Corvino gli comunichiamo la decisione al suo rientro in serata o domani mattina. Comunque, pur se non vi &egrave; conferma ufficiale, appare scontata la decisione di Corvino di interrompere il rapporto; a chi lo ha contattato avrebbe confidato di avere bisogno di concedersi qualche mese sabbatico per ritrovare le necessarie energie per un incarico stressante come quello di responsabile dell&rsquo;area tecnica. Dopo che il divorzio tra il Lecce e Corvino sar&agrave; ufficializzato il ds Stefano Trinchera potrebbe assumere anche la responsabilit&agrave; dell&rsquo;area tecnica.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/1599038657255_1599038670.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Banda, Falcone e Tiago, i gioielli del Lecce saranno gli uomini mercato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1991535/banda-falcone-e-tiago-i-gioielli-del-lecce-saranno-gli-uomini-mercato.html</link>
      <description>Se da un lato è vero che questi sono ancora i giorni della festa per la permanenza in serie A, è altrettanto vero che la programmazione della prossima stagione è già all’ordine del giorno</description>
      <author>pierpaolo verri</author>
      <category>lecce,calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1991535/banda-falcone-e-tiago-i-gioielli-del-lecce-saranno-gli-uomini-mercato.html</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 15:03:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Che per tagliare il traguardo della quarta salvezza consecutiva il Lecce abbia potuto fare affidamento sulla forza di un gruppo davvero straordinario appare piuttosto evidente. Lo hanno detto a chiare lettere tutti i protagonisti della eccezionale cavalcata, dal presidente Saverio Sticchi Damiani al tecnico Eusebio Di Francesco, passando per i singoli interpreti del campo. Un gruppo nel quale ciascuno ha fatto la sua parte nel corso di questa lunga stagione.</p> <p>Reparto per reparto non sono mancate le individualit&agrave; che hanno lasciato il segno e che inevitabilmente diventano il trait d&rsquo;union fra passato, presente e futuro. Gi&agrave;, perch&eacute; se da un lato &egrave; vero che questi sono ancora i giorni della festa per la permanenza in serie A, &egrave; altrettanto vero che la programmazione della prossima stagione &egrave; gi&agrave; all&rsquo;ordine del giorno delle valutazioni della societ&agrave; di via Costadura. Sar&agrave; rivoluzione o si prediliger&agrave; la strada della continuit&agrave;? Difficile immaginarlo adesso. Quel che &egrave; certo &egrave; che nel suo parco giocatori il Lecce pu&ograve; contare su elementi di spessore, che hanno saputo mettere la firma su questa salvezza con le loro prodezze. Un nome su tutti &egrave; quello del capitano Wladimiro Falcone, a tutti gli effetti uno dei calciatori ormai pi&ugrave; importanti della storia ultracentenaria del club giallorosso. Quattro stagioni consecutive in serie A da guardiano dei pali della porta dei salentini, quattro salvezze di fila, senza mai saltare una partita in campionato. Record su record infranti, con la fascia di capitan ben stretta al braccio. Anche nel corso di questa stagione, Falcone ha messo la firma sulla permanenza nella massima serie a suon di interventi prodigiosi.</p> <p>Tirando una riga e tracciando il bilancio dell&rsquo;annata, non pu&ograve; non evidenziarsi una quota di punti decisivi conquistati grazie ai suoi interventi salva-risultato. Il legame del portiere classe 1995 con il Salento appare ormai inscindibile, ma il suo nome sar&agrave; inevitabilmente al centro di discorsi di mercato nelle prossime settimane. Come detto dallo stesso presidente Sticchi Damiani, gi&agrave; lo scorso anno l&rsquo;estremo difensore romano manifest&ograve; la volont&agrave; di misurarsi su altri palcoscenici. Alla fine, rimase a Lecce, con motivazioni massime, convinto dal sogno di rincorrere la quarta salvezza di fila. Obiettivo centrato, ma adesso gli scenari futuri saranno tutti da valutare serenamente assieme al club.</p> <p>Ma il pezzo pregiato del mercato giallorosso, passando alla difesa, sar&agrave; con ogni probabilit&agrave; Tiago Gabriel. &Egrave; il portoghese l&rsquo;autentica sorpresa della stagione. Lanciato titolare dopo la cessione nella scorsa estate di Baschirotto, il classe 2004 si &egrave; imposto da subito al centro della retroguardia, impressionando tutti per personalit&agrave; e costanza di rendimento. Valori che non sono passati inosservati a top club italiani ed esteri, che gi&agrave; a gennaio hanno fatto partire i primi sondaggi esplorativi. In estate, inevitabilmente, molti discorsi verranno riallacciati, ma la posizione del Lecce verso il gioiellino portoghese &egrave; piuttosto chiara ed &egrave; la stessa che ha riguardato tutti i migliori talenti ceduti negli ultimi anni: nessuno sconto, con le operazioni che vengono finalizzate solo nel momento in cui soddisfano tutte la parti in causa.</p> <p>Sul fronte offensivo, invece, in un Lecce che quest&rsquo;anno ha fatto un po&rsquo; fatica a segnare e a rendersi pericoloso dalla trequarti in su, si &egrave; assistito probabilmente alla definitiva consacrazione di Lameck Banda. Lo zambiano ha chiuso il campionato aggiudicandosi il titolo di capocannoniere della squadra con cinque gol, impreziositi da quattro assist. In pratica, ha partecipato attivamente a quasi un terzo delle reti complessivamente segnate dalla squadra. Una in particolare &egrave; destinata a rimanere nell&rsquo;immaginario collettivo dei tifosi giallorossi, quella che &egrave; valsa la vittoria all&rsquo;ultima giornata nel match salvezza contro il Genoa. Erano alte le aspettative nei suoi confronti, sin dalla nomina di Di Francesco come guida tecnica la scorsa estate. L&rsquo;auspicio era che, con i consigli di un maestro del 4-3-3, Banda potesse finalmente fare il salto di qualit&agrave;. Un auspicio che sembra essere stato confermato dal riscontro del campo.</p> <p>In una fase offensiva che troppo spesso ha trovato difficolt&agrave; nel risultare incisiva, l&rsquo;ala classe 2001 &egrave; stata molto spesso la carta utile a far saltare in banco. Nel corso di quest&rsquo;anno, il Lecce ha prolungato il suo contratto, blindandolo fino al 2027. Ma non &egrave; da escludere che la buona annata disputata possa riportare il suo nome in auge in chiave mercato.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_27/GN4_DAT_47969317.jpg---1779886288200.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari in caduta libera, patrimonio «povero»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990137/bari-in-caduta-libera-patrimonio-povero.html</link>
      <description>Nonostante i proclami della scorsa estate, il Bari si ritrova ancora una volta con una rivoluzione da affrontare. Rosa con poche certezze, Moncini si svincolerà dopo la retrocessione in «C»</description>
      <author>antonello raimondo</author>
      <category>BARI CALCIO,SPORTNEWS</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990137/bari-in-caduta-libera-patrimonio-povero.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:52:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un patrimonio modesto e scarno. Nonostante i proclami della scorsa estate, il Bari si ritrova ancora una volta con una rivoluzione da affrontare. Un contesto non causato dalla retrocessione appena incassata, ma da una strategia che nell&rsquo;era De Laurentiis si &egrave; sempre soffermata sull&rsquo;oggi, senza mai guardare troppo oltre. La squadra biancorossa &egrave; da rifondare in ogni caso: che sia serie C (la categoria decretata dal campo) o il barlume di B che resta fin quando non saranno completate le iscrizioni al prossimo campionato (la scadenza perentoria &egrave; fissata al 16 giugno), non esiste materiale valido su cui ricostruire, n&eacute; dalla prima squadra, n&eacute; da un settore giovanile mai cos&igrave; arido. E pensare che in una delle sue conferenze, l&rsquo;ex ds Giuseppe Magalini dichiarava: &laquo;Piaccia o no, la squadra l&rsquo;anno prossimo ripartir&agrave; da 12-14 calciatori di propriet&agrave;&raquo;. L&rsquo;ennesima previsione errata di una dirigenza gravemente colpevole.</p> <p><strong><span class="GN4_pre"> I CALCIATORI DI PROPRIETA'</span></strong>&nbsp;<span class="GN4_post">Doveroso, per&ograve;, analizzare questo &ldquo;presunto&rdquo; parco giocatori gi&agrave; disponibile. Considerando la rosa attuale, di piena propriet&agrave; biancorossa sono i portieri Michele Cerofolini (vincolato fino al 2028) e Marco Pissardo (2027). Quindi i difensori Riccardo Burgio (fino al 2028), Lorenzo Dickmann (2027) e Valerio Mantovani (2028), i centrocampisti Ebrima Darboe (2028), Matthias Verreth (2028) e Giulio Maggiore (2028), nonch&eacute; l&rsquo;attaccante Giuseppe Sibilli (2027), posto al minimo contrattuale fino al 30 giugno a causa della squalifica di otto mesi rimediata per le scommesse sportive effettuate su piattaforme legali. Nove elementi che, tra infortuni gravi (Darboe) e rendimento scadente (ad eccezione di Cerofolini) difficilmente destano affidamento. Del &ldquo;patrimonio&rdquo; fanno anche parte i calciatori attualmente in prestito. Si tratta di Filippo Faggi (Pontedera), Giacomo Manzari (Perugia), Francesco Vicari (Reggiana), Vincenzo Colangiuli (Lumezzane): tutti sono in scadenza al 2027. Attenzione, poi, ad alcuni casi particolari: spicca innanzitutto quello di Gabriele Moncini che la scorsa estate ha firmato con i Galletti un legame biennale, tuttavia nel contratto della punta toscana esistono clausole di risoluzione in caso di retrocessione in C. Quasi certamente, dunque, non &egrave; pi&ugrave; da considerare come un bene del club. Per Andrea Meroni, invece, dovrebbe scattare l&rsquo;obbligo di riscatto posto come condizione al momento del prestito al Mantova che ha centrato la salvezza. Il totale porta a 13 elementi, ma in possesso di credenziali valide per una permanenza non se ne conta praticamente nessuno.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">E QUELLI IN SCADENZA</span></strong> <span class="GN4_post"> Sembra definitivamente al capolinea l&rsquo;esperienza di Raffaele Pucino (l&rsquo;unico superstite della promozione dalla C) e di Nicola Bellomo (il solo barese rimasto in squadra): entrambi classe &rsquo;91 hanno il contratto in scadenza al 30 giugno e non sono mai state intavolate trattative per un rinnovo. Che non scatter&agrave; per Christian Gytkjaer: un&rsquo;opzione che si sarebbe materializzata solo in caso di promozione in A&hellip; Quindi, attenzione ad altre due situazioni spinose, a cominciare da quella di Mehdi Dorval. Il 25enne terzino algerino aveva firmato nel 2023 un rinnovo triennale con opzione di prolungamento per un&rsquo;ulteriore stagione. Dallo scorso autunno, sono in corso dialoghi per un ulteriore rinnovo (con adeguamento del compenso) che, per&ograve;, non si &egrave; mai realizzato. Pertanto, qualora non fossero maturati i requisiti per l&rsquo;allungamento almeno fino al 2027, il Bari rischierebbe di perdere a zero un calciatore che in estate era stato valutato 3,5 milioni al momento del passaggio (poi sfumato) ai russi del Rubin Kazan. &Egrave; in scadenza anche il laterale Moussa Mane: ad aprile era stato aperto un dialogo per il rinnovo del vincolo, ma anche in questo caso nulla &egrave; stato ufficializzato. &Egrave; a fine contratto pur il terzo portiere Davide Marfella.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">ADDIO SCONTATO</span></strong> <span class="GN4_post"> Saluteranno tutti i calciatori in prestito. Impossibile, infatti, che siano esercitate le opzioni di riscatto. Cas Odenthal torner&agrave; al Sassuolo, Matthias Braunoder al Como, Riccardo Pagano alla Roma, Giacomo Stabile e Giacomo De Pieri all&rsquo;Inter, Dimitrios Nikolaou al Palermo, Andrea Cistana allo Spezia, Federico Artioli al Mantova, Tomas Esteves al Pisa, Marvin Cuni al Rubin Kazan, Nicol&ograve; Cavuoti al Cagliari, Anthny Partipilo al Parma. In bilico potrebbero esserci soltanto Kevin Piscopo, prelevato dalla Juve Stabia in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di alcune condizioni (maturati senza dubbio quelle sul minutaggio, ma la retrocessione potrebbe rivelarsi una variabile decisiva), e Dauda Traore acquisito in prestito dal Southampton con un diritto di riscatto nel complesso abbordabile, anche se il 19enne francese ha lasciato ben poche tracce.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">VIVAIO ARIDO E PERICOLO IN C</span></strong> <span class="GN4_post"> In un&rsquo;annata cos&igrave; tribolata, non hanno collezionato alcuna presenza ragazzi che hanno disputato i tornei appena conclusi nelle squadre giovanile. Una carenza clamorosa considerando che negli otto anni di gestione De Laurentiis, gli esordi di prodotti del vivaio sono stati rarissimi (Mane e Colangiuli i pi&ugrave; in vista, Mercurio resta una meteora) e nessuno si &egrave; pienamente affermato. Attenzione, in particolare, se davvero il Bari dovr&agrave; affrontare la serie C. Le regole sulla composizione delle liste, infatti, impongono alle societ&agrave; di inserire nella lista professionisti al massimo 23 calciatori con status di professionista (quindi al di l&agrave; dell&rsquo;et&agrave;) o apprendista professionista. Uno dei punti centrali introdotti dalla Lega Pro, tuttavia, obbliga ogni club ad inserire almeno cinque calciatori provenienti dal proprio vivaio, nati dopo il 1&deg; gennaio 2004 (questo sar&agrave; il termine per il torneo 2026/27) e tesserati per almeno due stagioni sportive, anche non consecutive. Nel Bari, l&rsquo;unico che risponderebbe a questi requisiti e ha assaggiato almeno un pizzico di calcio professionistico &egrave; Colangiuli. Lo specchio di un quadro desolante.</span></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_26/Screenshot_2026-05-26_133422-1779796406903.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, traguardo storico: per la prima volta nella sua storia prenderà parte al quinto campionato di serie A</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990136/lecce-traguardo-storico-per-la-prima-volta-nella-sua-storia-prendera-parte-al-quinto-campionato-di-serie-a.html</link>
      <description>«A modo nostro», con una «A» in bella vista. Recita così la maglia celebrativa che calciatori e staff indossano nella festa, erano in 28mila, al «Via del Mare»</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990136/lecce-traguardo-storico-per-la-prima-volta-nella-sua-storia-prendera-parte-al-quinto-campionato-di-serie-a.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:39:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;A modo nostro&raquo;, con una &laquo;A&raquo; in bella vista. Recita cos&igrave; la maglia celebrativa che calciatori e staff del Lecce indossano nella festa del &laquo;Via del Mare&raquo; dopo la vittoria contro il Genoa, che ha sancito la fine del campionato e il raggiungimento dell&rsquo;obiettivo salvezza. Il &laquo;modo&raquo; del club salentino &egrave; quello giusto per fare calcio a certe latitudini. Una strada inevitabilmente e fisiologicamente tortuosa, ma vincente. Lo dicono i risultati. Per la prima volta nella sua storia, il Lecce prender&agrave; parte al quinto campionato di serie A. Un traguardo storico, che certifica quella che &egrave; a tutti gli effetti l&rsquo;epoca d&rsquo;oro del calcio leccese.</p> <p>Un obiettivo raggiunto al termine di un&rsquo;annata sofferta ma entusiasmante, con un finale al cardiopalma. Dal gol di Stulic sul filo del rasoio a Reggio Emilia, passando per la lunga attesa della partita con il Genoa, fino al gol di Banda che ha regolato la sfida ai rossoblu e ha fatto partire la festa dei 28mila del &laquo;Via del Mare&raquo;. Una festa che nella notte si &egrave; spostata per le vie del centro, un sentimento gioioso che pervader&agrave; la citt&agrave; anche nei giorni a venire. Sono tanti i fotogrammi simbolici della serata che ha proiettato il Lecce oltre la storia. C&rsquo;&egrave; il volto visibilmente segnato dall&rsquo;emozione di Eusebio Di Francesco. Che rivincita per il tecnico giallorosso, che aveva un credito da riscuotere con il calcio e con la serie A, dopo le due annate sfortunate alla guida di Frosinone e Venezia. Anche quest&rsquo;anno &egrave; arrivato a giocarsi la salvezza all&rsquo;ultima giornata, ma questa volta per lui c&rsquo;&egrave; stata la gloria.</p> <p>&Egrave; indubbiamente uno degli artefici di un gruppo che ha saputo dimostrare di essere pi&ugrave; forte di tutto. Con i suoi limiti, fisiologici se si &egrave; in lotta per la salvezza, ma anche con un carattere eccezionale. La forza di questo Lecce &egrave; stata quella di non abbattersi nei momenti pi&ugrave; complicati e di farsi trovare pronto nei frangenti decisivi. Le tre vittorie conquistate con Pisa, Sassuolo e Genoa, tre partite che i salentini non potevano sbagliare, sono emblematiche in tal senso. Ci sono gli occhi lucidi, emozionati dei calciatori in campo. A partire dai senatori, come capitan Falcone e Ramadani. C&rsquo;&egrave; poi il giro di campo del presidente Saverio Sticchi Damiani, che ha voluto virtualmente abbracciare i 28 mila del &laquo;Via del Mare&raquo;. Ancora a caldo, travolto dalle emozioni di una salvezza storica, il numero uno della societ&agrave; di via Costadura parla dell&rsquo;importanza del traguardo raggiunto.</p> <p>&laquo;Stiamo scrivendo pagine di storia mai scritte prima, &egrave; qualcosa che non bisogna dare per scontato. Ci apprestiamo a vivere il quinto campionato di fila in serie A, in un calcio nel quale una societ&agrave; come la nostra, legata al territorio, rappresenta qualcosa di anacronistico. Quest&rsquo;anno abbiamo potuto contare su un gruppo straordinario, un gruppo composto da uomini veri, ancor prima che calciatori. Avevamo poi il grande stimolo del &ldquo;Via del Mare&rdquo; rinnovato, onestamente mi sarebbe dispiaciuto enormemente giocare nel nuovo impianto in serie B. Il tema dello stadio rappresenta un passaggio epocale per noi e sono felicissimo di poterlo inaugurare ancora in serie A&raquo;.</p> <p>Il presidente giallorosso, nel pieno dei festeggiamenti, trova il modo per guardare anche verso quello che verr&agrave;. Sulla quinta salvezza di fila c&rsquo;&egrave; anche la firma di Pantaleo Corvino, il responsabile dell&rsquo;area tecnica dei record. Da lui si ripartir&agrave; per costruire il Lecce che verr&agrave;. &laquo;Ci piace sempre parlare di futuro - dice Sticchi Damiani - gi&agrave; dopo la partita con il Sassuolo abbiamo fatto delle chiacchierate sull&rsquo;avvenire, pensando a quello che si pu&ograve; fare per migliorare ulteriormente. Portare Corvino a Lecce, ormai sei anni fa, si &egrave; rivelata la scelta giusta, lo dimostrano i risultati. A freddo, ci rimetteremo a parlare di quello che verr&agrave;&raquo;.</p> <p>Un altro tema legato al futuro &egrave; quello relativo alla permanenza di Di Francesco sulla panchina giallorossa. La salvezza, infatti, ha fatto scattare il rinnovo automatico per il tecnico anche per la prossima stagione: &laquo;Con lui ci siamo trovati molto bene, superata l&rsquo;emotivit&agrave; di questi giorni ci incontreremo. Si &egrave; guadagnato il rinnovo automatico, poi quando ci confronteremo tutto sar&agrave; possibile. Sono particolarmente felice per lui, dopo il fischio finale della partita con il Genoa ci siamo abbracciati in campo ed eravamo entrambi commossi. Era reduce da due retrocessioni ingiuste che lo avevano profondamente segnato, una terza retrocessione di fila rischiava di marchiarlo a vita, senza meritarlo. Sono felice per l&rsquo;uomo e per l&rsquo;allenatore, le esperienze che ha vissuto avrebbero steso chiunque, lui per&ograve; ha avuto la forza di ripartire da una piazza tosta. Ha accettato questa sfida e l&rsquo;ha vinta&raquo;.</p> <p>Le valutazioni sul futuro saranno fatte anche con i calciatori protagonisti della salvezza, fra cui capitan Falcone: &laquo;Gi&agrave; lo scorso anno aveva manifestato legittimamente l&rsquo;idea di andarsi a misurare in realt&agrave; pi&ugrave; importanti. Poi, nel corso del ritiro estivo, facemmo una lunga chiacchierata e decidemmo di provare insieme la sfida della quarta salvezza di fila. Sul futuro si vedr&agrave;, con lui e con gli altri calciatori faremo le dovute valutazioni&raquo;.</p> <p>Sticchi Damiani si sofferma, infine, sui numeri dell&rsquo;annata: &laquo;Le statistiche parlano chiaro, 38 punti ottenuti, dieci vittorie conquistate, per dieci volte abbiamo mantenuto la porta inviolata. Ci siamo trovati a lottare in una serie A davvero difficile, che la squadra ha affrontato bene. Sono contento per quanto fatto. Chiss&agrave;, magari senza qualche infortunio pesante, come quelli di Sottil e Berisha, avremmo potuto fare anche qualche punto in pi&ugrave;&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_26/Screenshot_2026-05-26_133352-1779795213060.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Scontri Torino-Juve, a Foggia spunta lo striscione per il tifoso ferito: «Il silenzio è di Stato»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990016/scontri-torino-juve-a-foggia-spunta-lo-striscione-per-il-tifoso-ferito-il-silenzio-e-di-stato.html</link>
      <description>Proseguono i messaggi di solidarietà del mondo ultras per Marco Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni appartenente al gruppo Viking 1986</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Marco Basoccu,ultras,foggia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990016/scontri-torino-juve-a-foggia-spunta-lo-striscione-per-il-tifoso-ferito-il-silenzio-e-di-stato.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 10:48:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono i messaggi di solidariet&agrave; del mondo ultras per Marco Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni appartenente al gruppo Viking 1986, ferito gravemente nei disordini scoppiati prima del derby di Torino. Nella notte in diverse citt&agrave; sono comparsi striscioni dedicati al giovane. Gli ultras Lazio hanno scritto: &laquo;Basta falsit&agrave;, prendetevi le vostre responsabilit&agrave;. Forza Marco non mollare&raquo;. </p> <p>&laquo;Se un ultras cade, il silenzio &egrave; di Stato. Marco non mollare&raquo;, si legge invece nello striscione degli ultras del Foggia, mentre quelli del Milan Giambellino hanno esposto la scritta: &laquo;La gente nei quartieri lo sa menzogne, abusi, infamit&agrave;, tieni duro vikingo lotta da ultr&agrave;&raquo;. </p> <p>Le fotografie degli striscioni sono state pubblicate in un post sul profilo Facebook privato di Loris Grancini, storico leader dei Viking 1986. &laquo;Un grazie immenso a chi ha dimostrato rispetto, vicinanza e umanit&agrave;. Il calcio dovrebbe essere anche questo&raquo;, scrive il capo ultras bianconero.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_26/708512491_1422117556610566_7470756399102172246_n-1779783960972.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>La cavalcata giallorossa: Lecce sugli scudi per una salvezza, la quarta consecutiva in massima serie</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1989001/la-cavalcata-giallorossa-lecce-sugli-scudi-per-una-salvezza-la-quarta-consecutiva-in-massima-serie.html</link>
      <description>Poker di sconfitte contro Napoli, Roma, Atalanta e Bologna. Ma i salentini si sono risollevati contro Fiorentina (1-1, casalingo), Verona (0-0 esterno) e Pisa (2-1 in trasferta, con le lacrime di Cheddira)</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1989001/la-cavalcata-giallorossa-lecce-sugli-scudi-per-una-salvezza-la-quarta-consecutiva-in-massima-serie.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:32:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Lecce sugli scudi per una salvezza, la quarta consecutiva in massima serie, sognata, inseguita tra mille difficolt&agrave;, fortemente voluta da tutto l&rsquo;ambiente ed alla lunga conquistata al termine degli ultimi 90&rsquo;, in un Via del Mare gremito in ogni ordine di posto, ribollente di genuina passione e colorato di giallo e di rosso.</p> <p>Proviamo a rivivere i momenti pi&ugrave; belli e quelli pi&ugrave; tribolati della stagione, riavvolgendo il film di un torneo che, com&rsquo;&egrave; sempre stato nel Dna del Lecce, ha fatto soffrire sino in fondo tutti i tifosi salentini, sino alla grande soddisfazione vissuta al termine della gara disputata contro il Genoa, che ha mandato in archivio la stagione 2025/2026.</p> <p>Per uno strano scherzo del calendario asimmetrico, il campionato dell&rsquo;undici diretto da Eusebio Di Francesco ha avuto inizio sabato 23 agosto 2023 allo stadio Ferraris, contro quel Genoa con il quale si &egrave; poi concluso nove mesi dopo.</p> <p>All&rsquo;esordio, il Lecce ha ottenuto un pareggio a reti involate contro i rossobl&ugrave; padroni di casa, dopo un confronto nel quale il team salentino ha dimostrato solidit&agrave;, palesando difficolt&agrave; a creare pericoli in fase offensiva. Insomma, la prima uscita dell&rsquo;annata agonistica &egrave; stata una sorta di manifesto dell&rsquo;intero torneo, stante il fatto che, nel prosieguo, sar&agrave; proprio questo il motivo dominante di tutti i commenti riguardanti la compagine giallorossa, come ampiamente dimostrato dai dati relativi ai gol realizzati, migliorati solo nel momento decisivo.</p> <p>Sono seguiti tre risultati negativi. All&rsquo;esordio interno, il Lecce &egrave; caduto per 2-0 al cospetto di un Milan sembrato tutt&rsquo;altro che irresistibile, ma cinico nella capacit&agrave; di sfruttare un paio di gravi amnesie dei giallorossi. Un aspetto, questo, che si &egrave; riproposto in altre circostanze, impedendo a Wladimiro Falcone e compagni di raggranellare punti in talune occasioni nelle quali avrebbero meritarlo di farlo, per quanto messo in mostra in campo. Nella terza giornata &egrave; arrivata la pesante batosta per 4-1 subita in quel di Bergamo, contro l&rsquo;Atalanta. Ma a fare davvero male &egrave; stato lo stop accusato nel quarto turno, tra le mura amiche, contro il Cagliari. Se le sconfitte contro il Diavolo e la Dea potevano essere messe in preventivo, infatti, contro i sardi gli <i>aficionados</i> leccesi si sarebbero aspettati una reazione ed una grande prova d&rsquo;orgoglio. Invece, dopo avere sbloccato il risultato in avvio con Tiago Gabriel, il complesso salentino si &egrave; sciolto come neve al sole, alzando bandiera bianca per 2-1 ed uscendo dal campo tra i fischi del proprio pubblico.</p> <p>Da qui ha preso le mosse un Lecce pi&ugrave; quadrato, con la scelta di passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1, che ha poi caratterizzato gran parte della stagione, sia pure con le correzioni di volta in volta decise in base alle necessit&agrave; del momento in quanto, come ha ripetuto a pi&ugrave; riprese Di Francesco, il calcio moderno e molto dinamico e difficilmente riconducibile ad un sistema di gioco ingessato.</p> <p>Nella quinta giornata, domenica 28 settembre, Ylber Ramadani e compagni hanno disputato un match gagliardo contro il Bologna, al Via del Mare, portandosi in vantaggio con Lassana Coulibaly, facendosi ribaltare ed infine pareggiando in extremis, in pieno recupero, con Francesco Camarda. Un gol che ha fatto esplodere lo stadio ed ha avuto il sapore di una liberazione per la piazza.</p> <p>Un 2-2 che ha restituito il sorriso all&rsquo;ambiente, facendo capire che esistessero le possibilit&agrave; per restare agganciati sino in fondo al treno delle compagini che si sarebbero giocata la permanenza. Il pareggio ottenuto contro i felsinei ha fatto il paio con il colpaccio messo a segno la settimana seguente a Parma, dove il team salentino l&rsquo;ha spuntata per 1-0, con un centro, senz&rsquo;altro fortunoso ma a dir poco prezioso, griffato dall&rsquo;esterno alto Riccardo Sottil. Il 18 ottobre &egrave; giunto il terzo risultato utile di fila grazie allo 0-0 casalingo con il Sassuolo, in una sfida che Ylber Ramadani e compagni avrebbero meritato di fare propria per quanto evidenziato nell&rsquo;arco dei 90&rsquo;, contro rivali abbottonati e dediti quasi esclusivamente alla fase di contenimento.</p> <p>Il Lecce &egrave; quindi caduto per 3-2 ad Udine e per 1-0, nel proprio stadio, al cospetto del Napoli (con il penalty fallito sullo 0-0 da Camarda che, sulla carta, avrebbe potuto, se trasformato, determinare un risultato diverso), salvo risollevarsi con l&rsquo;affermazione per 1-0 (con un centro di Medon Berisha) ottenuta sul terreno della Fiorentina, seguita dal deludente 0-0 interno con il quale &egrave; terminato il faccia a faccia con il Verona. Una gara scialba e povera di sussulti autentici.</p> <p>Dopo avere perso per 2-0 all&rsquo;Olimpico, contro la Lazio, i giallorossi hanno battuto per 2-1 il Torino, nel Salento, con reti di Coulibaly e Lameck Banda, sfoderando un primo tempo da incorniciare e rischiando grosso nella riresa. Una settimana dopo, si sono arresi per 2-0 nello scontro esterno con la Cremonese, uno scivolone che ha depresso parecchio l&rsquo;intera piazza. Ma hanno poi risollevato la testa nel turno seguente, grazie all&rsquo;1-0 rifilato al Pisa (gol fondamentale di Nikola Stulic), al Via del Mare. Ecco ancora il netto 0-3 accusato nel proprio impianto ad opera del Como, con la successiva rinascita grazie all&rsquo;1-1 strappato allo Stadium, contro la Juventus, in una sfida nella quale i bianconeri hanno creato tantissime occasioni, in parte sciupate per imprecisione ed in parte sventate da un super Falcone.</p> <p>Il campionato si &egrave; quindi dipanato con quattro batoste: due interne, lo 0-2 contro la Roma e l&rsquo;1-2 con il Parma (giunto in seguito all&rsquo;assurda espulsione alla quale &egrave; andato incontro Banda, dopo un primo tempo dominato in lungo ed in largo che lasciava presagire ben altro), e due esterne, entrambe al Meazza ed entrambe per 1-0, prima contro l&rsquo;Inter e pochi giorni dopo contro il Milan.</p> <p>La squadra salentina ha quindi pareggiato per 0-0, al Via del Mare, con la Lazio, in una gara nella quale avrebbe meritato di gran lunga di pi&ugrave;. Ha ceduto il passo al Torino, in trasferta, per 1-0, Ed ha poi conquistato due vittorie di importanza capitale contro l&rsquo;Udinese, per 2-1 (griffata al 90&rsquo; dalla rete di Banda su punizione) ed a Cagliari, per 2-0 (centri di Omri Gandelman e Ramadani). Questa &egrave; stata, in positivo, una delle fasi cruciali dell&rsquo;intero torneo.</p> <p>Andando avanti nel percorso, i giallorossi si sono arresi contro Inter (0-2 casalingo) e Como (3-1 per i lariani in riva al lago), ma hanno trovato la forza per aggiudicarsi per 2-1 (gol di Santiago Pierotti e Stulic) la partita-spareggio contro la Cremonese, andata in scena al Via del Mare, ottenendo altri tre punti dall&rsquo;enorme valore. E&rsquo; quindi seguito un poker di sconfitte contro Napoli (2-1), Roma (1-0), Atalanta (3-0, unico match sul proprio campo) e Bologna (2-0).</p> <p>Ma il Lecce si &egrave; risollevato ed ha mosso la graduatoria contro Fiorentina (1-1, casalingo), Verona (0-0 esterno) e Pisa (successo per 2-1 in trasferta, caratterizzato dalle lacrime di Walid Cheddira, autore del gol che ha deciso la gara). Ecco ancora lo stop interno contro la Juventus (0-1) ed il colpo (3-2) messo a segno a Sassuolo, in pieno recupero, al termine di 90&rsquo; al cardiopalmo che hanno messo a dura prova le coronarie dei tantissimi tifosi giunti al Mapei Stadium dal Salento e dall&rsquo;intera Italia per trascinare i giallorossi.</p> <p>Infine, &egrave; storia di ieri, l&rsquo;apoteosi vissuta nel proprio stadio alla fine della partita interna che ha opposto il Lecce al Genoa. Nella stagione 2026/2027, per la piazza salentina sar&agrave; ancora serie A. Per la quinta annata di fila.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_25/Screenshot_2026-05-25_151157-1779715865954.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Multiproprietà e tifosi, e così proprio Bari diventa capitale del diritto sportivo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1989002/multiproprieta-e-tifosi-e-cosi-proprio-bari-diventa-capitale-del-diritto-sportivo.html</link>
      <description>Il prof. Costantino (Uniba): «La vera sfida è costruire modelli capaci di tenere insieme competitività, sostenibilità, identità territoriale e responsabilità sociale»</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>bari calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1989002/multiproprieta-e-tifosi-e-cosi-proprio-bari-diventa-capitale-del-diritto-sportivo.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:09:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Se fosse una produzione cinematografica (il primo amore di Aurelio De Laurentiis), sarebbe un finale ad effetto. Il gotha del diritto sportivo mondiale, con una incredibile coincidenza temporale, si riunisce proprio a Bari per discutere su azionariato popolare e, soprattutto, multipropriet&agrave;. Il 6 giugno, nell&rsquo;Aula Aldo Moro dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Bari, si terr&agrave; l&rsquo;International Sports Law Conference dedicata al tema &ldquo;Between Multi-club Ownership and Popular Shareholding&rdquo;. Filo conduttore dei lavori le nuove sfide della governance dei club calcistici. Promossa nell&rsquo;ambito del master in Diritto Sportivo e Management dello Sport dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari e in collaborazione con la Rex Sport Association, avvocati ed esperti internazionali del diritto sportivo, dopo Istanbul e Bangkok, si riuniranno in una citt&agrave; frastornata dalla tegola retrocessione in parte figlia del vizio originale: la multipropriet&agrave;. Ad organizzare l&rsquo;evento, il professor Domenico Costantino, direttore del master Uniba, insieme all&rsquo;avv. Ettore Mazzilli, presidente della Rex Sport Association.</p> <p>Prof. Costantino, in quale direzione sta andando il calcio moderno?</p> <p>&laquo;Ci sono fenomeni che lo stanno trasformando profondamente. Da un lato abbiamo la multi-club ownership, cio&egrave; la propriet&agrave; o il controllo di pi&ugrave; societ&agrave; calcistiche da parte di uno stesso gruppo economico; dall&rsquo;altro i modelli di azionariato popolare, o pi&ugrave; in generale di partecipazione dei tifosi alla vita del club, temi solo apparentemente tecnici perch&eacute; in realt&agrave; toccano questioni decisive: trasparenza della governance, integrit&agrave; delle competizioni, sostenibilit&agrave; economica delle societ&agrave; sportive, rapporto tra investitori, tifosi, istituzioni e territori&raquo;.</p> <p>Pregi e difetti della multipropriet&agrave;? A Bari dire che l&rsquo;istituto non ha convinto &egrave; un eufemismo...</p> <p>&laquo;Pu&ograve; offrire opportunit&agrave; importanti: maggiori investimenti, sviluppo dei giovani calciatori, internazionalizzazione dei club, condivisione di competenze manageriali e tecniche. Tuttavia pone anche interrogativi delicati: quali limiti devono essere posti per evitare conflitti di interesse? Come si tutela l&rsquo;equilibrio competitivo? Quali garanzie servono affinch&eacute; due club riconducibili allo stesso gruppo non alterino la correttezza delle competizioni?&raquo;.</p> <p>Lei nel 2018 fece parte della Commissione che valut&ograve; le offerte giunte per acquisire il titolo sportivo del Bari. Il vostro fu un lavoro di &ldquo;scrematura&rdquo; delle proposte da sottoporre poi al vaglio dell&rsquo;allora sindaco Antonio Decaro. Cosa non ha funzionato?</p> <p>&laquo;Ritengo che le decisioni debbano essere lette nel contesto in cui vengono assunte. In quel momento storico il Bari veniva da un fallimento dolorosissimo e il compito della Commissione era valutare proposte serie, credibili e in grado di garantire continuit&agrave;, solidit&agrave; economica e una ripartenza immediata. La decisione finale, naturalmente, spettava al sindaco. Al di l&agrave; delle ricostruzioni che nel tempo si sono diffuse nel dibattito pubblico, non tutte le proposte presentate possedevano i requisiti necessari per poter essere considerate valide e, dunque, esaminabili. Le valutazioni sono state quindi effettuate sul ristretto numero di progetti validamente presentati, sulla loro sostenibilit&agrave; e sulle garanzie concretamente offerte&raquo;.</p> <p>In quel momento era la scelta giusta, dunque?</p> <p>&laquo;Credo che quella scelta abbia funzionato nella fase dell&rsquo;emergenza e della ricostruzione: il Bari &egrave; stato salvato, &egrave; tornato rapidamente nel calcio professionistico, recuperando stabilit&agrave; societaria. Ci&ograve; che invece ha mostrato i suoi limiti nella fase successiva alla ricostruzione &egrave; il modello di governance della multipropriet&agrave;&raquo;.</p> <p>E ora?</p> <p>&laquo;Una piazza come Bari vive il calcio come una parte della propria identit&agrave; collettiva: la maglia biancorossa, lo stadio, rappresentano memoria, appartenenza e legami familiari che si tramandano di generazione in generazione. Se quel progetto iniziale, dopo la fase della ricostruzione, non &egrave; riuscito a proseguire nella direzione auspicata e la gestione, con i limiti della multipropriet&agrave;, ha condotto il Bari all&rsquo;attuale situazione, &egrave; giusto prenderne atto e lasciare spazio a chi possa credere realmente nel club, nella sua crescita, nel suo interesse sportivo e nel suo futuro, riconoscendone il valore di squadra rappresentativa di una comunit&agrave;, della sua storia e della sua identit&agrave;&raquo;.</p> <p>Un calcio sempre pi&ugrave; orientato al business non mortifica ci&ograve; per cui sopravvive: la passione dei tifosi?</p> <p>&laquo;Il calcio moderno &egrave; sempre pi&ugrave; attraversato da logiche finanziarie, industriali e internazionali. I club non sono pi&ugrave; soltanto societ&agrave; sportive radicate in una comunit&agrave; locale: sono anche asset economici, marchi globali, piattaforme di investimento e soggetti inseriti in reti internazionali. Questo cambiamento non va demonizzato, ma deve essere governato. La sfida non &egrave; opporre il calcio romantico al calcio degli investitori. La vera sfida &egrave; costruire modelli di governance capaci di tenere insieme competitivit&agrave;, sostenibilit&agrave;, identit&agrave; territoriale e responsabilit&agrave; sociale&raquo;.</p> <p>In questo percorso qual &egrave; il ruolo che potrebbe ritagliarsi l&rsquo;azionariato popolare?</p> <p>&laquo;Rappresenta un modello diverso, fondato sul coinvolgimento dei tifosi e della comunit&agrave;. Non deve essere letto come una formula nostalgica o puramente simbolica. In alcuni ordinamenti europei, la partecipazione dei tifosi ha assunto un ruolo importante nella struttura dei club e nel controllo delle scelte societarie. Naturalmente, anche questo modello richiede equilibrio. La passione dei tifosi &egrave; un valore straordinario, ma deve essere accompagnata da competenze manageriali, regole chiare e sostenibilit&agrave; economica. Non basta dire &ldquo;partecipazione&rdquo;: bisogna capire come quella partecipazione possa tradursi in responsabilit&agrave;, trasparenza e buona amministrazione&raquo;.</p> <p>Multipropriet&agrave; e azionariato popolare sono due modelli contrapposti o possono convivere?</p> <p>&laquo;Sono modelli molto diversi, ma entrambi pongono una domanda comune: chi governa il calcio e nell&rsquo;interesse di chi? La multi-club ownership guarda alla dimensione degli investimenti, della crescita internazionale e dell&rsquo;efficienza economica. L&rsquo;azionariato popolare richiama invece il tema dell&rsquo;identit&agrave;, della comunit&agrave; e del legame tra club e tifosi. Il punto &egrave; comprendere quali regole servano per evitare abusi e valorizzare gli aspetti positivi di ciascun modello&raquo;.</p> <p>Perch&eacute; organizzare questo confronto a Bari?</p> <p>&laquo;Bari &egrave; una citt&agrave; con una forte tradizione sportiva e una crescente proiezione internazionale. L&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Bari, attraverso il master in Diritto Sportivo e Management dello Sport, vuole contribuire alla formazione di competenze qualificate in un settore che oggi richiede professionalit&agrave; sempre pi&ugrave; specialistiche. Portare a Bari un confronto internazionale su questi temi significa valorizzare il territorio, rafforzare il legame tra universit&agrave;, professioni e istituzioni, e inserire la Puglia in una rete scientifica e culturale pi&ugrave; ampia&raquo;.</p> <p>La sfida dei prossimi anni?</p> <p>&laquo;Costruire un calcio pi&ugrave; moderno, ma anche pi&ugrave; responsabile. Un calcio capace di attrarre investimenti senza perdere credibilit&agrave;; di crescere economicamente senza sacrificare l&rsquo;identit&agrave; dei club; di innovare i modelli di governance senza dimenticare che i tifosi non sono semplici consumatori, ma parte essenziale della storia e del futuro delle societ&agrave; sportive&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_25/Screenshot_2026-05-25_151243-1779714503502.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Igor Protti accompagna all'altare la figlia nel giorno del matrimonio: l'amore di padre oltre ogni ostacolo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1988889/igor-protti-accompagna-all-altare-al-figlia-nel-giorno-del-matrimonio-l-amore-di-padre-oltre-ogni-ostacolo.html</link>
      <description>L'ex mai dimenticato bomber del Bari combatte dal 2025 un tumore al colon, patologia che in seguito a complicazioni ha coinvolto anche le vertebre</description>
      <author>REDAZIONE ONLINE</author>
      <category>igor protti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/curiosita/1988889/igor-protti-accompagna-all-altare-al-figlia-nel-giorno-del-matrimonio-l-amore-di-padre-oltre-ogni-ostacolo.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 13:02:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L'amore, quello di un padre per la propria figlia, supera ogni ostacolo. Igor Protti, l'ex mai dimenticato bomber del Bari, ha accompagnato all'altare la figlia Noemi nel giorno del suo matrimonio. E ha voluto "immortalare" questo momento sul suo profilo Instagram ufficiale, in una foto che commuove e conquista per l'immensa forza e determinazione che traspaiono. Quella forza con la quale l'ex calciatore sta attraversando uno dei momenti pi&ugrave; difficili della sua vita.</p> <p>Da luglio 2025, infatti, Protti ha annunciato pubblicamente di essere affetto da un tumore al colon, patologia che ha richiesto interventi chirurgici, lunghi cicli di chemioterapia e, in seguito a complicazioni, ha coinvolto anche le vertebre. Ma l'altare, sorretto da Noemi e dal suo futuro marito, Igor lo raggiunge. Insegnandoci che, nel nome dell'amore, non bisogna mollare mai.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_25/Screenshot_2026-05-25_124232-1779706530849.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Serie A, Lecce-Genoa: 1-0. I giallorossi trionfano e restano in paradiso: risultato storico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/1988120/serie-a-lecce-genoa-1-0-i-giallorossi-trionfano-e-restano-in-paradiso-risultato-storico.html</link>
      <description>È la quarta volta consecutiva che i salentini si salvano nel campionato di massima serie</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lecce,genoa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/1988120/serie-a-lecce-genoa-1-0-i-giallorossi-trionfano-e-restano-in-paradiso-risultato-storico.html</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 22:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Lecce &egrave; salvo. E&rsquo; bastato un guizzo di Banda, confermatosi capocannoniere della squadra con cinque reti, al minuto 6 del primo tempo per superare il Genoa e regalare agli uomini di Eusebio Di Francesco la salvezza in A, la quarta consecutiva per la societ&agrave; del presidente Sticchi Damiani, record per il sodalizio salentino.</p> <p>La rete di Banda e le notizie che giungevano da Cremona, con il Como che la faceva da padrona, ha poi indirizzato la gara su binari pi&ugrave; tranquilli per i colori giallorossi. Match point sfruttato alla perfezione, dunque, dagli uomini di Di Francesco, che firma una vera e propria impresa per la sua carriera: un vero e proprio riscatto quello ottenuto con il Lecce, dopo le retrocessioni assai amare con Frosinone e Venezia.</p> <p>In casa Lecce stesso undici vittorie a Sassuolo per il tecnico Di Francesco. Fiducia in avanti ancora a Cheddira, recuperati Pierotti e Banda sulla trequarti assieme a Coulibaly. Confermato Ngom in mezzo, in difesa ancora Siebert accanto a Tiago Gabriel. Diverse le assenze tra i rossobl&ugrave; di De Rossi, con ben otto giocatori non convocati e rimpiazzati da calciatori della Primavera. A supporto di Colombo gioca Ellertsson, spazio a Zatterstrom in difesa e a Leali in porta.  Si parte ed &egrave; subito avvio aggressivo del Lecce, che contende ogni pallone spinto dal proprio pubblico. Il cronometro segna il minuto 6 e i padroni di casa passano. Ramadani in profondit&agrave; per Cheddira, che si presenta davanti a Leali abile nell&rsquo;intervento. Il pi&ugrave; veloce a raccogliere la ribattuta &egrave; Banda, si accentra e calcia sotto la traversa per il vantaggio del Lecce. Per l'esterno zambiano &egrave; il quinto gol stagionale, il numero 700 per i giallorossi nella massima serie. Ancora Banda protagonista, con l&rsquo;attaccante che scappa sulla linea di fondo, Leali pronto a sventare in angolo (15').</p> <p>Il Genoa prova a proporsi oltre il centrocampo avversario, Sabelli va al tiro ma un difensore mette in in corner. Gli ospiti raggiungono il pari con Frendrup, ma l'azione &egrave; viziata dal fuorigioco di Colombo che aveva servito Masini prima della soluzione vincente del danese (39'). Il Lecce vive ancora grazie alle folate del solito Banda: tiro da fuori area, destro a giro sventato da Leali (44').</p> <p>Si riparte e c'&egrave; una novit&agrave; in casa Lecce, con Gandelman che rileva Ngom. E l&rsquo;immediato raddoppio del Como a Cremona, accolto con un boato dal pubblico, potrebbe far cominciare con quarantacinque minuti di anticipo la festa giallorossa. De Rossi opera i primi cambi e gli ospiti sono pi&ugrave; propositivi ma Falcone diventa decisivo. Tiro di sinistro di Masini a botta sicura, il portiere giallorosso resta in piedi fino all&rsquo;ultimo e respinge (17'). Dal corner seguente, l&rsquo;indisturbato Ellertsson non trova la girata da pochi metri. Il Lecce comincia a mostrare qualche cedimento, il primo ad alzare bandiera bianca &egrave; uno stremato Banda, che lascia il posto a N'Dri. Il Lecce prova ad alzare nuovamente il ritmo della gara, Pierotti di testa spiazza Leali, ma il pallone impatta sul palo. Ultimi dieci minuti, mentre il Como travolge la Cremonese a domicilio, che scorrono tra il frastuono generale. Tre minuti di recupero, il fischio finale di Doveri d&agrave; il via alla festa giallorossa. Lecce in paradiso per il quarto anno consecutivo.</p> <h3>SODDISFAZIONE BIPARTISAN</h3> <p>Soddisfazione bipartisan per la salvezza conquistata ieri sera da Lecce, la quarta consecutiva in serie A per i giallorossi salentini. &laquo;La permanenza dell&rsquo;Unione Sportiva Lecce in Serie A non &egrave; soltanto un verdetto calcistico, ma un risultato di straordinario valore sportivo, sociale e simbolico per Lecce e per l&rsquo;intero territorio salentino. Centrare una salvezza cos&igrave; importante, al termine di una stagione estremamente impegnativa, testimonia - afferma il consigliere regionale, capogruppo di Fratelli d&rsquo;Italia Paolo Pagliaro - la solidit&agrave; assoluta del progetto tecnico e societario, e rafforza quel legame viscerale che unisce la squadra alla sua comunit&agrave;&raquo;. &laquo;Il Lecce non rappresenta solo una realt&agrave; sportiva, ma &egrave; il simbolo del 'Salento che non molla', capace di lottare con dignit&agrave;, coraggio e determinazione. Questa salvezza - afferma il consigliere regionale e capogruppo del Pd, Stefano Minerva - &egrave; una vittoria collettiva della societ&agrave;, che ha saputo guidare il club con lungimiranza; dello staff e dei giocatori, che hanno lottato su ogni pallone; e, soprattutto, di una tifoseria straordinaria, che non ha mai smesso di far sentire il proprio calore&raquo;. In un post sui social anche la sindaca Adriana Poli Bortone ha evidenziato che &laquo;la salvezza del Lecce &egrave; una gioia che appartiene a tutta la citt&agrave; e a tutto il Salento. Appartiene ai salentini in giro per il mondo. Una festa per i tifosi, le famiglie e per chi porta questi colori nel cuore&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_24/HJG00-wWYAANFcr-1779649648403.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Mappa della prossima C, la 4ª dell’era De Laurentiis</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987929/mappa-della-prossima-c-la-4-dellera-de-laurentiis.html</link>
      <description>Tornano i derby di Barletta (nel 1989 ultima volta) e Casarano dopo oltre 40 anni. Incroci... da preistoria con Savoia, Scafati e Cerignola</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>mappa serie c,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987929/mappa-della-prossima-c-la-4-dellera-de-laurentiis.html</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 16:42:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La caduta del Bari in serie C rappresenta una ferita profonda nella storia ultracentenaria del club biancorosso. Una retrocessione che assume contorni ancora pi&ugrave; amari se si considera che i Galletti non scendevano sul campo dalla B alla terza serie dal lontano 1983, quando conclusero il campionato al ventesimo posto. Anche nella stagione 2003/04 il Bari perse il playout contro il Venezia, ma in quell&rsquo;occasione la discesa in Lega Pro fu evitata grazie al ripescaggio conseguente all&rsquo;esclusione del Napoli. Di fatto, dunque, sono trascorsi ben 43 anni dall&rsquo;ultima vera retrocessione maturata sul terreno di gioco.</p> <p>Un colpo durissimo per una piazza che, nella propria storia, ha costruito gran parte della sua identit&agrave; tra serie A e serie B. I numeri raccontano infatti un passato di assoluto rispetto nel panorama calcistico nazionale. In A il Bari ha disputato qualcosa come 1.010 partite, raccogliendo 258 vittorie, 286 pareggi e 466 sconfitte, con 978 reti realizzate e 1.514 subite. Dati aggiornati al 22 maggio 2011, giorno dell&rsquo;ultima apparizione biancorossa nel massimo campionato.</p> <p>Nelle ultime cento stagioni sportive, il club pugliese ha collezionato 33 partecipazioni in A - comprese tre nelle vecchie Prima Divisione e Divisione Nazionale - e 54 presenze in B, includendo le quattro della Seconda Categoria e Seconda Divisione. Appena dieci, invece, i tornei disputati in serie C e soltanto tre quelli affrontati tra quarta serie e serie D.</p> <p>Eppure, dalla prossima stagione 2026/27, il Bari sar&agrave; nuovamente costretto a misurarsi con il campionato di terza serie. Sar&agrave; l&rsquo;undicesima partecipazione della propria storia in un torneo che in passato ha visto i biancorossi disputare 386 partite complessive, con 194 vittorie, 124 pareggi e 68 sconfitte, 518 gol segnati e 276 subiti. Dati aggiornati al 24 aprile 2022, data dell&rsquo;ultima gara disputata dal Bari in categoria. Proprio in C, peraltro, i Galletti hanno scritto alcune delle pagine statisticamente pi&ugrave; rilevanti della loro storia recente: nel campionato 2019/20 ottennero infatti la striscia record assoluta di 25 risultati utili consecutivi, oltre a firmare la vittoria pi&ugrave; larga di sempre grazie allo 0-9 inflitto al Cynthia Genzano nella stagione 1974/75.</p> <p>La retrocessione maturata nel playout di Bolzano si iscrive quindi tra i punti pi&ugrave; bassi del curriculum vitae del club. Una macchia indelebile che diventa ancora pi&ugrave; fastidiosa osservando un dato preciso: delle tredici presenze complessive tra Serie C e D - includendo il prossimo torneo - ben cinque portano la firma della SSC Bari targata Filmauro. La gestione della famiglia De Laurentiis finisce cos&igrave; per rappresentare un neo nella storia calcistica cittadina. Dal 2018 a oggi si sono alternati una promozione dalla D alla C, tre campionati di terza serie culminati con il ritorno in B e quattro tornei cadetti caratterizzati da un playoff perso, due salvezze - una conquistata passando dai playout - e infine la retrocessione sancita al Druso.</p> <p>Uno score pesantissimo che obbligher&agrave; il Bari a presentarsi ai nastri di partenza del girone C di Serie C, quello meridionale, insieme ad altre 19 squadre. La composizione definitiva &egrave; ancora in fase di definizione perch&eacute; gli ultimi verdetti arriveranno dai playoff che assegneranno l&rsquo;ultimo posto disponibile in B. Le semifinali vedranno affrontarsi Salernitana e Union Brescia da una parte del tabellone, Ascoli e Catania dall&rsquo;altra. Campani e siciliani, in caso di mancata promozione, diventerebbero inevitabilmente le squadre di maggior blasone del gruppo.</p> <p>Al momento sono 52 le societ&agrave; gi&agrave; ai nastri di partenza della nuova serie C: quattro retrocesse dalla B, trentanove confermate dalla categoria e nove promosse dalla D. Tra le eliminate ai playoff, il Bari ritrover&agrave; sicuramente Audace Cerignola, Crotone, Monopoli, Cosenza, Casertana e forse Campobasso. Dall&rsquo;ultimo campionato restano invece Cavese, Giugliano, Sorrento, Team Altamura, Casertana, Casarano, Potenza, Latina e Picerno. Dalla D sono salite Barletta, Savoia e Scafatese.</p> <p>E proprio questi nomi riportano alla memoria sfide che profumano di passato remoto. L&rsquo;ultimo confronto ufficiale tra Bari e Barletta risale addirittura al campionato di B del 2 aprile 1989: fin&igrave; 0-0 nella Citt&agrave; della Disfida, dopo il 2-0 biancorosso dell&rsquo;andata del 6 novembre 1988, stagione poi culminata con la promozione in A dei Galletti. In totale sono 22 i precedenti: 12 vittorie baresi, 8 pareggi e appena 2 sconfitte. Dei dieci confronti disputati in serie C, invece, non si gioca da quel campionato 1983/84.</p> <p>Sempre alla stagione &lsquo;83/84 risalgono gli unici precedenti contro il Casarano: vittoria per 3-0 e sconfitta per 2-0 in campionato, oltre a un successo per 2-1 e uno 0-0 in Coppa Italia. Appartengono quasi alla preistoria del calcio gli incroci con il Savoia, coincidenti con due gare del torneo di C 1965/66 terminate con uno 0-0 in Campania e un 1-0 in favore del Bari in Puglia. Stesso discorso per le sfide con la Scafatese, affrontata tra gli anni &lsquo;40 e &lsquo;50, quando entrambe militavano nelle categorie nazionali del dopoguerra. Ancora pi&ugrave; lontani nel tempo i confronti con il Cerignola, incrociato addirittura nella D 1953/54, con un bilancio di una vittoria e un pareggio.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/1453823467542.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, al rettilineo finale sarà vincere per salvarsi. Mister Di Francesco: affamati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987741/lecce-al-rettilineo-finale-sara-vincere-per-salvarsi-mister-di-francesco-affamati.html</link>
      <description>L’ultimo ostacolo di questa serie A, il Genoa di Daniele De Rossi. L’appuntamento col destino per i salentini è fissato alle 20.45 in un «Via del Mare» tutto esaurito</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>di francesco,serie a,lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1987741/lecce-al-rettilineo-finale-sara-vincere-per-salvarsi-mister-di-francesco-affamati.html</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 13:55:43 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;ultimo ballo, per andare oltre la storia. Fra il Lecce e la quarta salvezza consecutiva c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ultimo ostacolo di questa serie A, il Genoa di Daniele De Rossi. L&rsquo;appuntamento col destino per i salentini &egrave; fissato alle 20.45 in un &laquo;Via del Mare&raquo; tutto esaurito. Un popolo intero che prover&agrave; a spingere la squadra di Eusebio Di Francesco nell&rsquo;ultimo sforzo di una emozionante stagione, i cui verdetti saranno scritti solo all&rsquo;esito di quest&rsquo;ultima giornata.</p> <p>Il Lecce ha il destino nelle proprie mani: un successo garantirebbe ai giallorossi la salvezza, senza guardare cosa accadr&agrave; a Cremona, dove la Cremonese ospiter&agrave; il Como. In caso contrario, sar&agrave; fondamentale guardare anche il risultato dei grigiorossi, nel duello a distanza per non retrocedere. Un solo preziosissimo punto di vantaggio sul terzultimo posto, che permette al Lecce di presentarsi agli ultimi novanta minuti del campionato con la consapevolezza che dipende tutto dai propri sforzi. Ne &egrave; ben consapevole Di Francesco, che sottolinea l&rsquo;importanza del momento.</p> <p>&laquo;Le insidie sono dietro l&rsquo;angolo, tutte le partite vanno giocate fino all&rsquo;ultimo. Dipende da noi, dal nostro approccio e dal nostro atteggiamento. Ho preparato la partita chiedendo di far emergere la nostra versione migliore, mettendo ciascuno nelle condizioni di rendere al meglio. &Egrave; la sfida pi&ugrave; importante di questa stagione&raquo;.</p> <p>Il tecnico giallorosso si sofferma sulle motivazioni che dovranno spingere la sua squadra a gettare il cuore oltre l&rsquo;ostacolo: &laquo;Ai ragazzi ho chiesto di essere affamati. Bisogna azzannare questa partita, evidenziando il desiderio di portare a casa il risultato finale. Servir&agrave; un Lecce simile a quello visto contro il Sassuolo, siamo padroni del nostro destino e dobbiamo fare una prestazione giusta. Non bisogna perdere le proprie caratteristiche e servir&agrave; un certo tipo di atteggiamento. Poi ci sono tante partite nella partita e vanno gestite tutte in maniera differente. Cerchiamo di portare i duelli dalla nostra parte, dobbiamo dimostrare di avere pi&ugrave; motivazioni del nostro avversario. Dirlo, per&ograve;, non basta, bisogner&agrave; portarle dentro il campo&raquo;.</p> <p>Di Francesco si sofferma poi sull&rsquo;avversario di turno, il Genoa. I rossoblu arrivano nel Salento senza obiettivi di classifica, con una salvezza messa in cassaforte da diverse settimane, grazie anche all&rsquo;importante lavoro svolto da De Rossi, subentrato sulla panchina del grifone a stagione in corso. &laquo;Il Genoa ha iniziato il campionato con Vieira, che nell&rsquo;anno precedente aveva fatto bene - analizza il mister giallorosso - poi &egrave; arrivato De Rossi, che &egrave; stato mio compagno di squadra quando era ancora un ragazzino e, successivamente, mio giocatore. &Egrave; sempre stato un allenatore in campo, il suo spessore era evidente. Era il mio capitano quando allenavo la Roma, un punto di riferimento. Mi ha lasciato tanto, come capitano e come giocatore, mi auguro di aver lasciato anch&rsquo;io qualcosa a lui. Con il Genoa sta facendo un ottimo lavoro&raquo;.</p> <p>Ripercorrendo quanto accaduto nell&rsquo;ultimo turno di campionato, Di Francesco sottolinea l&rsquo;importanza dell&rsquo;impatto di tutti gli elementi, prendendo spunto dal gol vittoria di Stulic, subentrato dalla panchina: &laquo;Questo ci dimostra che si pu&ograve; essere determinanti anche entrando a partita in corso. Stulic ha giocato solo quindici minuti a Reggio Emilia, ma &egrave; stato decisivo. Ha lavorato benissimo e si &egrave; fatto trovare pronto nel momento in cui &egrave; stato chiamato in causa&raquo;. Quanto allo stato di forma dei singoli, ci sono per&ograve; degli acciacchi che destano qualche preoccupazione e che verranno valutati in queste ore: &laquo;Ramadani sta meglio, su Pierotti ci sono ancora dei dubbi. Ho gi&agrave; la soluzione pronta, nel caso in cui non dovesse farcela. Anche Banda ha qualche problemino, ma &egrave; pi&ugrave; in dubbio Pierotti al momento. Faremo una rifinitura allo stadio in mattina e valuteremo&raquo;.</p> <p>Di Francesco fa affidamento anche sull&rsquo;incessante spinta del tifo giallorosso: &laquo;A Reggio Emilia &egrave; stato impressionante vedere quel muro giallorosso. Il supporto dei nostri tifosi &egrave; fondamentale. Ho visto delle belle foto in questi giorni, ma la pi&ugrave; bella mi auguro che possa essere scattata dopo l&rsquo;ultima partita&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_24/Schermata_2026-05-24_alle_13.50.03-1779623455674.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari in Serie C, esplode la polemica: Petruzzelli attacca la proprietà «Vendete subito»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1986837/bari-in-serie-c-esplode-la-polemica-petruzzelli-attacca-la-proprieta-vendete-subito.html</link>
      <description>L’assessore punta il dito contro la famiglia De Laurentiis: «Gestione senza anima, la città merita rispetto»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari,serie c,pietro petruzzelli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1986837/bari-in-serie-c-esplode-la-polemica-petruzzelli-attacca-la-proprieta-vendete-subito.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 19:20:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;La retrocessione in Serie C non &egrave; una fatalit&agrave;. Non &egrave; sfortuna. Non &egrave; colpa dei tifosi, che hanno continuato a riempire lo stadio anche dopo delusioni atroci. Questa retrocessione ha nomi e cognomi. La responsabilit&agrave; &egrave; della famiglia De Laurentiis, che in questi anni non ha mai davvero compreso cosa rappresenti Bari&raquo;. &Egrave; uno dei passaggi di un lungo post dell&rsquo;assessore allo Sviluppo locale del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli, per commentare la retrocessione in serie C del Bari. &laquo;Ieri &egrave; stata umiliata una citt&agrave; intera. Una piazza che vive di calcio, che soffre, che ama questi colori come si amano le cose di famiglia. Bari non merita questo scempio. Bari non merita anni di promesse vuote, silenzi imbarazzanti, programmi mai realizzati e una gestione che ha dato troppo spesso l&rsquo;impressione di considerare questa maglia come un peso secondario, mai come una missione&raquo;. </p> <p>&laquo;Avete gestito il Bari - scrive Petruzzelli rivolgendosi alla famiglia De Laurentis - senza anima, senza ambizione, senza un progetto degno di una citt&agrave; da quasi un milione di persone. Dopo la finale persa col Cagliari, invece di costruire, avete smantellato. Invece di alzare il livello, avete abbassato le aspettative. E oggi il conto lo paga un popolo intero&raquo;. &laquo;La citt&agrave; merita di sapere quali siano le reali intenzioni della propriet&agrave;. Perch&eacute; se non esiste la volont&agrave; di investire davvero, di lottare davvero, di riportare questa maglia dove merita, allora -c onclude Petruzzelli - abbiate almeno il coraggio di fare un passo indietro. Vendete il Bari. Subito&raquo;.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_23/704990766_18599904067013903_1577046564482032998_n-1779556760617.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, all’ultima curva il Via del Mare si accende: è l'ora della verità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1986383/lecce-allultima-curva-il-via-del-mare-si-accende-e-l-ora-della-verita.html</link>
      <description>Domani, alle 20.45, il Lecce scenderà in campo sul manto erboso del «Via del Mare» ed affronterà il Genoa in un match determinante ai fini della conquista di quella che sarebbe la quarta salvezza consecutiva in massima serie del team giallorosso</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1986383/lecce-allultima-curva-il-via-del-mare-si-accende-e-l-ora-della-verita.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 15:42:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;ora della verit&agrave; sta per arrivare. Domani, alle 20.45, il Lecce scender&agrave; in campo sul manto erboso del &laquo;Via del Mare&raquo; ed affronter&agrave; il Genoa in un match determinante ai fini della conquista di quella che sarebbe la quarta salvezza consecutiva in massima serie del team giallorosso.</p> <p>Se &egrave; stata storica la permanenza ottenuta nella passata stagione, la terza di fila (obiettivo mai centrato in precedenza dal club salentino), &egrave; facile intuire quale valenza avrebbe quella di quest&rsquo;anno, che per&ograve; &egrave; un traguardo ancora tutto da raggiungere. In citt&agrave; e nel territorio, il match di domani &egrave; uno degli argomenti pi&ugrave; gettonati. Tra calciofili incalliti, ma anche tra chi abitualmente discute di altro. Negli uffici, al supermercato, dal barbiere come dal panettiere e finanche dal gioielliere. I social ed i blog sono pieni zeppi di commenti, di incitamenti a mettercela tutta, di speranze e di timori, di moti d&rsquo;orgoglio, di ricordi e di riti scaramantici.</p> <p>C&rsquo;&egrave; chi tira fuori la sciarpa o la maglia giallorossa con la quale si reca allo stadio tutte le volte che il Lecce gioca in casa. Chi ritiene che l&rsquo;occasione valga l&rsquo;acquisto di una nuova casacca, con stampigliato il nome di uno dei calciatori del momento. Chi rimane legato alla divisa che reca il nome di uno dei grandi interpreti del passato e non intende certo abbandonarla proprio in una circostanza tanto importante, non fosse altro per non rischiare che una simile scelta porti jella.</p> <p>Tutti vogliono contribuire a colorare il &laquo;Via del Mare&raquo; con qualcosa di giallo e di rosso, sventolando una bandiera o roteando una sciarpa. Tutti vogliono fare sentire il proprio calore a Wladimiro Falcone, Ylber Ramadani e compagni, essere presenti in una domenica che si spera possa divenire storica.</p> <p>Di biglietti non ce ne sono in circolazione gi&agrave; da gioved&igrave;, anche perch&eacute; 22.319 posti competono agli abbonati. I tagliandi a normale visibilit&agrave; sono stati messi in vendita mercoled&igrave; alle 12 e polverizzati in 41&rsquo;. Quelli a visibilit&agrave; ridotta, che si solito restano in parte invenduti perch&eacute; non tutti sono disponibili ad accomodarsi dove la partita non pu&ograve; essere seguita al meglio, sono stati resi disponibili gioved&igrave; alle 12 e nel primo pomeriggio la societ&agrave; ha fatto sapere che erano andati a ruba, dichiarando il sold out dell&rsquo;impianto.</p> <p>Potenza di un sogno che un intero territorio spera possa trasformarsi in realt&agrave;. D&rsquo;altro canto, non a caso il Lecce figura tra le prime dieci formazioni della serie A con maggiore seguito nei match interni, subito dietro le big del calcio nazionale e a poche altre squadre storiche dell&rsquo;Italia &laquo;pallonara&raquo;. Nelle diciotto partite casalinghe passate in archivio, gli spettatori presenti al Via del Mare in match di campionato sono stati 463.183, con una media di 25.732.</p> <p>Con gli oltre 28.000 della sfida di domani verr&agrave; avvicinata quota cinquecentomila ed &egrave; presumibile che venga battuto il record stagionale di pubblico che, ad oggi, si riferisce alla gara con il Como del 27 dicembre 2025, con 28.279 unit&agrave; (di cui 5.958 paganti). Al secondo posto figura il confronto con il Milan del 29 agosto 2025, con 28.226, ed al terzo quello contro la Cremonese, importantissimo nell&rsquo;economia della lotta-permanenza, dell&rsquo;8 marzo, con 27.708. L&rsquo;incasso complessivo, ad oggi, tra quota abbonamenti e quota spettatori paganti, &egrave; stato di 7.927.587,60 euro.</p> <p>Ma, da diverse stagioni, il Lecce fa registrare numeri rilevanti anche per il seguito che ha quando si cimenta in campo avverso. Ebbene, quando l&rsquo;osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive non limita le trasferte ai soli possessori della tessera del tifoso, il settore ospiti degli stadi che vedono impegnato l&rsquo;undici salentino &egrave; sempre gremito e ribollente di passione.</p> <p>Stanti queste premesse, non ci si pu&ograve; certo sorprendere della risposta che i supporter giallorossi hanno dato in vista della partita-chiave con il Genoa, che decider&agrave; una stagione fatta di sacrifici, per dirigenti, tecnici e calciatori, ma anche per i tifosi, che ne sostengono tanti pur di essere accanto alla squadra.</p> <p>La speranza, tutt&rsquo;altro che segreta, del popolo salentino &egrave; di potere gioire, domani, al termine del faccia a faccia con il &laquo;Grifone&raquo;, per un&rsquo;altra bella impresa del Lecce. Di applaudire dirigenti, tecnici e calciatori giallorossi per un risultato che rappresenterebbe l&rsquo;ennesimo clamoroso traguardo tagliato dall&rsquo;attuale propriet&agrave;, che tenta di continuare a meritare di disputare la serie A in un contesto sempre pi&ugrave; complicato, con budget di gran lunga inferiori a quelli della maggior parte delle avversarie.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_23/Screenshot_2026-05-23_154623-1779543654864.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari, una Via Crucis lunga 11 mesi: un’intera stagione trascorsa nei bassifondi della classifica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1986382/bari-una-via-crucis-lunga-11-mesi-unintera-stagione-trascorsa-nei-bassifondi-della-classifica.html</link>
      <description>Un’agonia continua: due inutili rivoluzioni sul mercato, tre allenatori cambiati, un direttore sportivo mandato a casa. Un campionato che resta fra i peggiori dei 118 anni della gloriosa storia del club biancorosso</description>
      <author>davide lattanzi</author>
      <category>bari calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1986382/bari-una-via-crucis-lunga-11-mesi-unintera-stagione-trascorsa-nei-bassifondi-della-classifica.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 13:18:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un&rsquo;agonia continua, un&rsquo;intera stagione trascorsa nei bassifondi, senza mai alzare davvero la testa, tra pochi acuti e qualche ancora di salvataggio colta proprio quando tutto sembrava pregiudicato. Ma soprattutto un programma folle del club e un atteggiamento indegno della squadra. Fino all&rsquo;epilogo ferale. Il campionato 2025-26 resta tra i peggiori nei 118 anni di epopea biancorossa. Un torneo scandito da umiliazioni, tensioni, silenzi. E da un San Nicola che ha progressivamente perso la sua magia, pur provando a riaccendersi nel momento pi&ugrave; delicato. Pesa ripercorrere le tappe di undici mesi intrisi di sofferenze. Ma &egrave; utile. Perch&eacute; nulla vada dimenticato.</p> <p><strong><span class="GN4_pre"> LA RIVOLUZIONE D&rsquo;ESTATE, I CASI VERRETH E SIBILLI</span> </strong><span class="GN4_post">Il Bari approccia il suo 50&ordm; campionato di Serie B (e la 67&ordf; partecipazione alla Coppa Italia) nel segno di una rivoluzione persino pi&ugrave; radicale rispetto a quelle che, puntualmente, hanno scandito la gestione De Laurentiis. Dopo il nono posto e la mancata qualificazione ai playoff del campionato precedente, Luigi De Laurentiis conferma i direttori sportivi Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare, ma non l'allenatore Moreno Longo. Scatta quindi la caccia al nuovo tecnico: il prescelto sarebbe Alessandro Nesta, ma l&rsquo;ex difensore campione del mondo nel 2006 declina l&rsquo;invito. Cos&igrave;, dopo qualche sondaggio alternativo (Luca D&rsquo;Angelo non si libera dallo Spezia malgrado la finale playoff persa, Andrea Sottil si accasa al Modena), si chiude una trattativa lampo con Fabio Caserta che opta per l&rsquo;addio al Catanzaro (condotto fino alla semifinale degli spareggi per la A) e firma un contratto biennale. Il presidente De Laurentiis non demorde e conferma con convinzione l&rsquo;obiettivo playoff. Il calciomercato estivo &egrave; una sarabanda: via tutti i calciatori in prestito (Radunovic, Mantovani, Obaretin, Simic, Falletti, Favasuli, Lella, Oliveri, Coli Saco, Bonfanti, Favilli, Lasagna, Novakovich), cos&igrave; come i &laquo;senatori&raquo; Maita, Benali e Maiello. Comprendendo pure le partenze di meteore come Tripaldelli, Matino, Faggi, Lulic, Onofrietti, Achik, Manzari e Scheidler oltre alla risoluzione del contratto con D&rsquo;Errico, le cessioni sono addirittura 25. Gli acquisti segnano i romantici ritorni dei baresi Gaetano Castrovilli ed Anthony Partipilo (rispettivamente dopo otto e dieci anni), nonch&eacute; di Giuseppe Sibilli, rientrato dopo il semestre in prestito alla Sampdoria. A titolo definitivo arrivano il portiere Cerofolini, i difensori Dickmann, Burgio e Meroni, i centrocampisti Darboe, Maggiore e Verreth, gli attaccanti Gytkj&aelig;r e Moncini. In prestito ecco i difensori Kassama e Nikolaou, i centrocampisti Braunoder e Pagano, gli esterni Rao e Antonucci, il centravanti Cerri, per un totale di 19 volti nuovi. Il ritiro di Roccaraso, per&ograve;, &egrave; sconvolto dall&rsquo;improvvisa e tragica scomparsa del figlioletto di Verreth, al ritorno in sede, invece, cominciano le prime voci su un illecito commesso da Sibilli che, il 2 ottobre successivo, patteggia una squalifica di 8 mesi (pi&ugrave; altrettanti di prescrizioni alternative come la partecipazione a un piano terapeutico e incontri nelle scuole) con 20mila euro di ammenda per aver scommesso su alcuni incontri di calcio in centri autorizzati dal 2022-2023 al 2024-2025.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">SEMPRE IN APNEA</span> </strong><span class="GN4_post">Travolta, da un progetto indefinito, risultati scadenti e un&rsquo;insanabile frattura con la propriet&agrave;, la piazza &egrave; fredda: la campagna abbonamenti si chiude a 5.134 tessere, il numero pi&ugrave; basso dell&rsquo;era De Laurentiis. Eppure, dopo il 2-1 incassato a Venezia, sono oltre 15mila i tifosi che applaudono l&rsquo;incoraggiante esordio interno con il Monza, terminato 1-1. Ma &egrave; un&rsquo;illusione. Perch&eacute; nella successiva doppia trasferta, il Bari perde 3-0 a Modena e 2-0 a Palermo: il 4-3-3 di Caserta non punge e soprattutto fa acqua da tutte le parti. Eppure, arrivano i rocamboleschi pareggi con Sampdoria ed Entella e alla settima giornata il primo successo &egrave; sul Padova. Caserta si converte ad un pi&ugrave; prudente 3-4-2-1, ma cade a Reggio Emilia, quindi batte in casa Mantova e Cesena, pareggia a La Spezia e crolla 2-3 al San Nicola con il Frosinone rimediando l&rsquo;esonero dopo 13 punti in 12 giornate.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre"> IL VALZER DI TECNICI E DS</span></strong> <span class="GN4_post">Al suo posto &egrave; chiamato Vincenzo Vivarini che firma un contratto sino a fine stagione e torna ad allenare i Galletti dopo l'esperienza nel 2019-2020 in Serie C, quando una lunga serie utile di ben 27 turni si spezz&ograve; solo in finale playoff con la Reggiana. L&rsquo;esordio dell&rsquo;allenatore abruzzese &egrave; shock, con il 5-0 subito dall'Empoli: un passivo che il Bari non subiva da ben 64 anni. Dopo tale d&eacute;b&acirc;cle, i biancorossi infilano tre pareggi di fila, con Juve Stabia, Pescara e Sudtirol, senza sfruttare (contro abruzzesi e bolzanini) la superiorit&agrave; numerica per oltre un tempo. Un solo punto anche nel doppio turno interno con Catanzaro (vittorioso 2-1) e Avellino, quindi le successive cadute con Carrarese e Juve Stabia: alla prima di ritorno, i pugliesi sono penultimi con 17 punti. Il 19 gennaio, perci&ograve;, sono esonerati sia Vivarini (quattro punti in otto gare), sia il ds Magalini. In panchina &egrave; richiamato Moreno Longo (ancora sotto contratto), mentre Di Cesare, da vice ds, &egrave; nominato nuovo direttore dell'area tecnica. L&rsquo;esordio del mister piemontese coincide con il ritorno alla vittoria (2-1 a Cesena) dopo nove turni e a 11 mesi dall'ultimo colpo in trasferta.</span></p> <p><strong><span class="GN4_pre"> LA RIVOLUZIONE INVERNALE</span> </strong><span class="GN4_post">Nel calciomercato invernale arrivano ben undici nuovi giocatori: torna il difensore Mantovani (unica operazione a titolo definitivo) in una retroguardia che accoglie anche Cistana, Odenthal e Stabile. A centrocampo ecco Artioli, Esteves e il giovane Traor&egrave;, cos&igrave; come &egrave; folta la batteria di trequartisti integrata da Cavuoti, De Pieri e Piscopo, mentre in attacco &egrave; preso il solo Cuni. Partono in nove: il capitano Vicari, quindi Meroni, Kaassama, Antonucci, Gaston Pereiro, Cerri e il giovane Mavraj. Si chiude malissimo la parentesi amarcord dei due baresi: Castrovilli passa al Cesena, Partipilo finisce addirittura fuori rosa. L&rsquo;idea di Longo &egrave; costruire un 3-4-2-1 pi&ugrave; aggressivo, dinamico e basato sulla freschezza di alcuni giovani. L&rsquo;esplosione di Rao si rivela l&rsquo;intuizione pi&ugrave; felice, ma non basta a uscire dagli affanni.</span></p> <p><span class="GN4_pre">GUIZZI E CADUTE</span> <span class="GN4_post">Il girone di ritorno, infatti, non porta la svolta al Bari che, malgrado il blitz in Romagna, poi perde in casa con il Palermo e nello scontro diretto di Mantova, quindi raccoglie solo un pareggio nel doppio turno casalingo con Spezia (0-0) e Sudtirol (1-2). Sembra davvero finita, invece al pari di Padova segue il colpaccio a Genova con la Sampdoria e il successo sull&rsquo;Empoli. La salvezza diretta si avvicina ad un solo punto, ma i vecchi vizi riemergono tutti nella notte da tregenda a Pescara (0-4). Vitale la successiva affermazione sulla Reggiana, nulla da fare a Frosinone (1-2 malgrado il vantaggio iniziale), quindi altra figuraccia al San Nicola con la Carrarese (0-3). Il giorno di Pasquetta porta la vittoria sul Modena, subito oscurata tra sconfitte di fila con Monza, Venezia e Avellino, con sette gol al passivo e nemmeno uno all&rsquo;attivo. Da batticuore gli ultimi 180&rsquo;, chiusi con le vittorie su Entella e Catanzaro, indispensabili per acciuffare il playout, proprio come due anni fa. E nel momento del bisogno, il cuore dei tifosi ha risposto: 27. 734 spettatori al San Nicola nel pari dell&rsquo;andata (record stagionale di presenze) e il settore ospiti gremito al ritorno nella trasferta pi&ugrave; lontana della B. Un amore incondizionato che davvero non meritava l&rsquo;increscioso finale del &laquo;Druso&raquo;. Ora si deve voltare pagina.</span></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_23/Screenshot_2026-05-23_131945-1779534919077.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Sudtirol-Bari, partita decisiva per la permanenza in B. IL RISULTATO IN DIRETTA: 0-0. Biancorossi precipitano in C</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/1985445/sudtirol-bari-partita-decisiva-per-la-permanenza-in-b-al-druso-tutto-esaurito-il-ritorno-del-playout.html</link>
      <description>Dopo lo 0-0 dell’andata: al Bari serviva il successo che non è arrivato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari sudtirol,playout,calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/1985445/sudtirol-bari-partita-decisiva-per-la-permanenza-in-b-al-druso-tutto-esaurito-il-ritorno-del-playout.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 19:19:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il Sudtirol conquista la salvezza, il Bari &egrave; in Serie C. Finisce 0-0, cos&igrave; come all&rsquo;andata, la gara di ritorno della finale del play-out di Serie B. Un doppio risultato che favorisce la formazione bolzanina, in virt&ugrave; della miglior posizione di classifica al termine della regular season. Succede poco in un primo tempo dove le squadre faticano a rendersi minacciose. Al 32' brividi nell&rsquo;area dei padroni di casa quando Rao, colpisce il palo con un tentativo di cross. Il Sudtirol risponde subito con un legno centrato da Molina, tra i pi&ugrave; propositivi nella prima frazione che termina sullo 0-0. Decisamente pi&ugrave; calda la ripresa, che comincia con l&rsquo;assedio degli altoatesini. Al 55' nuovamente pericoloso Molina, che salta due avversari prima di essere fermato da Odenthal. Esplode il Druso al 62', quando Pecorino, servito da Merkaj al termine di un fulmineo contropiede, infila Cerofolini. La Penna viene per&ograve; richiamato al Var e annulla la rete, dopo aver giudicato irregolare un contrasto a centrocampo tra Pecorino e Dickmann. Brividi per il Sudtirol al 73': conclusione ravvicinata di Gytkjaer, sul quale Adamonis compie un miracolo. L&rsquo;estremo difensore di casa sale di nuovo in cattedra all&rsquo;89', volando in tuffo sulla conclusione al volo del neo entrato Artioli.</p> <h3>I PRONOSTICI</h3> <p>Tutto in una serata, sospesi tra la &laquo;vita&raquo; e la &laquo;morte&raquo;. Ultimi sussulti di batticuore in un &laquo;Druso&raquo; esaurito in ogni ordine di posto, dove Bari e Sudtirol si sfidano nel<span>la gara di ritorno del playout di B. Il match di andata si &egrave; concluso con un amaro 0-0 al San Nicola: che destino attende, ora, i biancorossi?</span></p> <p><span>Il Bari deve vincere per evitare la retrocessione. Il regolamento non perdonerebbe un altro pareggio: con qualsiasi risultato pari, infatti, passerebbe il Sudtirol perch&eacute; si &egrave; piazzato sedicesimo con 41 punti, mentre il Bari occupa la posizione 17 con 40 punti. In caso di un 0-0, 1-1, 2-2, un 3-3 (e via dicendo), non si arriver&agrave; dunque ai supplementari e calci di rigore (sarebbero stati previsti solo se&nbsp;Sudtirol e Bari avessero chiuso con gli stessi punti in campionato).</span></p> <p><span><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_22/WhatsApp_Image_2026-05-22_at_20.50.10-1779476338971.jpeg" alt="" width="1920" height="1080" /></span></p> <p><span><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Video_20260522_at_195820_1.mp4" type="video/mp4" /></video></span></p> <p></p> <p><span><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Image_20260522_at_191048.jpeg" alt="" width="1230" height="1777" /></span></p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_22/WhatsApp_Image_2026-05-22_at_20.50.11_(1)-1779476194940.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>L'analisi di Gigi Cagni: «Lecce, con corsa e testa il traguardo è a un passo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984995/l-analisi-di-gigi-cagni-lecce-con-corsa-e-testa-il-traguardo-e-a-un-passo.html</link>
      <description>Vent’anni di carriera da calciatore e trenta da allenatore, molti dei quali in A: «Ultimi 90’ da brividi, determinante la tenuta psico-fisica»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,gigi cagni,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984995/l-analisi-di-gigi-cagni-lecce-con-corsa-e-testa-il-traguardo-e-a-un-passo.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 14:09:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Nelle alte sfere della graduatoria, tra le squadra che sono in lizza per la conquista di un posto in Champions, come in coda, tra Lecce e Cremonese, che stanno battagliando per restare in massima serie, a spuntarla sar&agrave; chi &egrave; giunto agli ultimi 90&rsquo; nelle migliori condizioni dal punto di vista psico-fisico. Quando manca una sola gara al termine del torneo, c&rsquo;&egrave; poco da inventare sul piano tecnico-tattico, in quanto i pregi ed i difetti dei singoli calciatori e di ogni formazione sono ben noti, come le caratteristiche tattiche di ciascun collettivo. Inoltre, la classifica rispecchia il valore dei vari team, tra i quali, se hanno sin qui ottenuto all&rsquo;incirca il medesimo bottino di punti, le differenze sono minime. Ecco perch&eacute; sar&agrave; fondamentale la tenuta, sia mentale che atletica. A maggior ragione perch&eacute; si giocher&agrave; con temperature pi&ugrave; elevate&raquo;. In vista dei match che decreteranno i verdetti mancanti, questa &egrave; l&rsquo;analisi di Gigi Cagni, vent&rsquo;anni di carriera da calciatore e trenta da allenatore, molti dei quali in A, con club quali Piacenza (dove ha diretto Eusebio Di Francesco in due stagioni differenti), Verona, Genoa, Salernitana, Sampdoria, Catanzaro, Empoli, Parma e Brescia.</p> <p>Cagni, il Lecce &egrave; a +1 sulla Cremonese. Quanto pu&ograve; pesare il punto in pi&ugrave;?</p> <p>&laquo;Concede un vantaggio innanzitutto psicologico, in quanto si ha la certezza di dipendere solo dal proprio risultato senza dovere attendere quello degli avversari. Non &egrave; poco perch&eacute; garantisce una spinta notevole, d&agrave; una grande carica. Ma poi, nel caso del team salentino, servir&agrave; un successo nel match interno contro il Genoa ed i giallorossi dovranno dimostrare di avere la forza per conquistarlo. Altrimenti dovrebbero comunque sperare in un passo falso della Cremonese contro il Como. Insomma, tutto &egrave; legato ad un filo esilissimo e sarebbe un azzardo ipotizzare come andr&agrave; a finire la bagarre permanenza come quella per un posto in Champions&raquo;.</p> <p>Wladimiro Falcone e compagni sono reduci dalla vittoria colta a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, in extremis. Questa circostanza pu&ograve; avere una valenza positiva?</p> <p>&laquo;Senz&rsquo;altro. Contro i neroverdi, il Lecce ha fatto capire di non mollare mai la presa e di credere sino all&rsquo;ultimo istante in se stesso. Simili risultati generano entusiasmo in seno al gruppo ed in tutto l&rsquo;ambiente, moltiplicando le energie&raquo;.</p> <p>I calciatori dell&rsquo;undici salentino dovranno fare i conti con le pressioni derivanti dalla necessit&agrave; di imporsi per non essere costretti a sperare che la Cremonese ottenga un risultato analogo. Quanto peser&agrave; l&rsquo;ansia?</p> <p>&laquo;Il timore di non farcela c&rsquo;&egrave; sempre, ma bisogna gestirlo, cercando di fare leva sulle certezze costruite nell&rsquo;arco dell&rsquo;intero campionato&raquo;.</p> <p>In che modo Di Francesco potr&agrave; aiutare la squadra dalla panchina?</p> <p>&laquo;Nel calcio moderno, nel quale, a tutti i livelli ed in tutte le nazioni, ci sono sempre meno giocatori di personalit&agrave;, l&rsquo;importanza dell&rsquo;allenatore &egrave; cresciuta perch&eacute; &egrave; fondamentale la sua lettura dei diversi momenti di una gara ed &egrave; proprio in questo senso che il trainer pescarese pu&ograve; incidere sull&rsquo;esito finale del match con il Genoa&raquo;.</p> <p>Il Lecce ha potuto contare su migliaia di tifosi a Reggio Emilia, nella sfida contro il Sassuolo. Domenica, alle 20.45 contro il Genoa, il &laquo;Via del Mare&raquo; sar&agrave; gremito da oltre 28mila supporter giallorossi. In che misura il calore del popolo salentino pu&ograve; aiutare la squadra a gettare il cuore oltre l&rsquo;ostacolo?</p> <p>&laquo;La passione della gente &egrave; una delle componenti pi&ugrave; importanti. L&rsquo;amore che c&rsquo;&egrave; intorno al Lecce &egrave; radicato nel tempo. Non costituisce una sorpresa. Il club presieduto da Sticchi Damiani non &egrave; mai stato solo. Aggiungo che l&rsquo;amore della gente per il calcio &egrave; ancora genuino, a dispetto delle tante cose che non vanno nel mondo del pallone&raquo;.</p> <p>Lei ha allenato Di Francesco, nelle file del Piacenza, nel 1995/1996, e per una parte dell&rsquo;annata 2002/2003. Che ricordi ha di lui?</p> <p>&laquo;Da calciatore, Eusebio &egrave; stato un centrocampista completo, capace di garantire qualit&agrave; e quantit&agrave;, ma soprattutto pronto a dare tutto dal primo all&rsquo;ultimo minuto di ogni match, senza tirarsi mai indietro. Insomma, uno di quei giocatori che piacciono ai trainer, ma anche ai tifosi, che chiedono ai propri beniamini di non mollare mai la presa. Di spendere ogni energia per onorare fino alla fine la maglia che indossano. La gente &egrave; pronta a perdonare gli errori che purtroppo capita di commettere su un campo di calcio, ma chiede che non ci si risparmi. Sia calciatore che da allenatore, il mio credo &egrave; stato sempre questo&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_22/Screenshot_2026-05-22_091527-1779449448570.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari calcio, una lunga notte e l’incubo della serie «C»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984994/bari-calcio-una-lunga-notte-e-lincubo-della-serie-c.html</link>
      <description>La solita fiera di banalità accompagna sfide come quella di stasera, 22 maggio con fischio d’inizio alle 20, in un «Druso» esaurito in ogni ordine di posto</description>
      <author>ANTONELLO RAIMONDO</author>
      <category>serie b,bari calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984994/bari-calcio-una-lunga-notte-e-lincubo-della-serie-c.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 13:11:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Tutto in una notte. Sospesi tra la &laquo;vita&raquo; e la &laquo;morte&raquo;. E il rischio, concretissimo, di cadere nella retorica. La solita fiera di banalit&agrave; che accompagna sfide come quella di stasera (fischio d&rsquo;inizio alle 20) in un &laquo;Druso&raquo; esaurito in ogni ordine di posto. Quando senti l&rsquo;aria che comincia a mancare negli occhi ti scorrono le immagini di un&rsquo;intera stagione. Quasi tutti &laquo;cazzotti&raquo;, a voler essere onesti. Una lunga serie di figuracce e, soprattutto, di errori. Senza che qualcuno riesca a trovare il coraggio di tirarsi fuori nel classico giochino delle responsabilit&agrave;. Di fronte a uno sfascio del genere c&rsquo;&egrave; solo da tenere lo sguardo basso e il capo chino. In silenzio, anche. Mai cos&igrave; saggio. Valerio Di Cesare se n&rsquo;&egrave; assunto la paternit&agrave;. E c&rsquo;&egrave; solo da fargli i complimenti. Per caso c&rsquo;&egrave; qualcuno che avrebbe voglia di sentire per l&rsquo;ennesima volta le solite frottole?</p> <p>La realt&agrave; &egrave; semplice. Acclarato che dopo trentanove giornate in archivio sarebbe folle pensare di poter vedere qualcosa di diverso rispetto a quello che ci si &egrave; dovuti sorbire finora quale deve essere il sentimento del tifoso del Bari? Di speranza, per chi ne ha ancora forza e voglia. Cosa volete che possa accadere di diverso? Ci vorr&agrave; fortuna. E anche tanta. Alla voce episodi, da una parte e dall&rsquo;altra. Si tratta di sbagliare meno del solito. Certo non di trasformarsi in un playout che nasconde, come da tradizione, mille insidie. Mentali, in <i>primis</i>. Dal Bari nessuno pretende guarigioni miracolose. Possibilmente, un pizzico di animo in pi&ugrave;. E di attenzioni. Provando a evitare quelle &laquo;dormite&raquo; che troppo spesso hanno macchiato partite gi&agrave; complicate. Le percentuali, poi. Un pizzico di cinismo, poi. Per segnare un gol non puoi pensare di dover costruire tre-quattro occasioni nitide. Vale tutto quando in palio c&rsquo;&egrave; la salvezza. Anche un &laquo;gollonzo&raquo;. Una gioia al primo tentativo. Slanci emotivi, anche.</p> <p>Tutto lascia pensare che toccher&agrave; guardare e commentare una partita tattica. Come insegna la storia di allenatori come Castori e Longo che in quanto a strategie non sono certo di primo pelo, anzi. Possibile che la varie fasi di &laquo;aggressione&raquo; rappresentino la miglior fase difensiva. Quella che toglie tempi e spazi all&rsquo;avversario, tenendolo lontano dall&rsquo;area di rigore. Il Sudtirol &egrave; maestro in questo modo di approcciare. E non &egrave; vero che il suo sia un calcio conservativo. Squadra molto fisica, cattiva il giusto. Calciatori che non hanno paura di giocarsela affrontando i duelli, quelli in cui ti tocca guardare profondamente negli occhi chiunque ti passi a un metro di distanza. Si chiama personalit&agrave;. E a questo Bari &egrave; mancata troppo spesso quest&rsquo;anno. Tanti ragazzi seri e applicati. Ma pochissime facce &laquo;sporche&raquo;. Come quella di Merkaj, capace di passare dalla maglia del Bitonto a una serie B che lo vede dignitosissimo protagonista. Non solo un attaccante di grande presenza, fisica ed emotiva. Ma anche una punta capace di giocare per e con i compagni. Uno che sa &laquo;lavorare&raquo; il pallone e giocarlo. Ad averne cos&igrave;...</p> <p>Il Bari &egrave; costretto a vincere. Dopo il pareggio all&rsquo;andata serve solo fare bottino pieno. Pareggiare... vorrebbe dire sprofondare nell&rsquo;inferno della C. Una retrocessione che sarebbe finanche meritata, provando a guardare le cose con obiettivit&agrave;. Ma non sarebbe giusto per la gente del Bari. Per quei ventottomila che guardavano col cuore in gola la partita di andata contro il Sudtirol. Ma anche per tutti quelli che non riescono pi&ugrave; a varcare i cancelli del &laquo;San Nicola&raquo;. Divorati dalla sofferenza. Troppe umiliazioni. Per loro, soprattutto per loro... almeno stasera che ci si ricordi cosa vuol dire essere del Bari.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_22/Screenshot_2026-05-22_091455-1779448172620.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari calcio, mister Longo non cambia: Maggiore play e Mantovani terzino. Si parte per Bolzano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984069/bari-calcio-mister-longo-non-cambia-maggiore-play-e-mantovani-terzino-si-parte-per-bolzano.html</link>
      <description>Il Bari si prepara così agli ultimi novanta minuti di campionato domani sera alle ore 20, al «Druso».</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>sudtirol-bari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984069/bari-calcio-mister-longo-non-cambia-maggiore-play-e-mantovani-terzino-si-parte-per-bolzano.html</guid>
      <pubDate>Thu, 21 May 2026 14:38:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Seduta odierna di rifinitura mattutina, poi il pranzo e la partenza alla volta di Bolzano. Il Bari si prepara cos&igrave; agli ultimi novanta minuti di campionato che domani sera alle ore 20, al &laquo;Druso&raquo;, metteranno in palio la permanenza in serie B nel ritorno playout contro il Sudtirol di Fabrizio Castori. L&rsquo;impianto altoatesino viaggia verso il tutto esaurito, con poco pi&ugrave; di cinquemila spettatori e con i 624 biglietti destinati ai biancorossi polverizzati nel giro di pochi minuti. La situazione &egrave; chiarissima: la squadra di Moreno Longo non ha alternative alla vittoria. Dopo lo 0-0 maturato venerd&igrave; scorso al &laquo;San Nicola&raquo;, qualsiasi altro risultato premierebbe infatti i tirolesi, forti del migliore piazzamento ottenuto nella <i>regular season</i>. Per questo motivo, al Druso servir&agrave; un Bari pi&ugrave; spregiudicato e disposto a rischiare qualcosa in pi&ugrave; rispetto all&rsquo;andata.</p> <p>Difficile, per&ograve;, immaginare rivoluzioni tattiche. Longo potrebbe ripartire dal probabile 4-3-1-2 iniziale (con le conferme di Maggiore play e Mantovani terzino, le mosse pi&ugrave; discusse del recente passato), anche se non &egrave; escluso qualche ripensamento con Dickmann e Dorval pi&ugrave; avanzati. Resta remota l&rsquo;ipotesi delle due punte, con Gytkjaer scivolato nelle gerarchie dietro Moncini e Cuni. Piscopo potrebbe per esempio agire pi&ugrave; vicino a Rao, a supporto di Moncini. Nell&rsquo;alternativo 3-4-2-1, complicato vedere Esteves e Pagano tra i titolari. Da valutare anche l&rsquo;impiego di Maggiore in mediana davanti alla difesa. Salvo sorprese, in retroguardia dovrebbero esserci Mantovani, Odenthal e Nikolaou. Restano fuori causa gli infortunati Verreth, Cistana e Darboe.</p> <p>Se all&rsquo;andata Castori non ha scelto di fare barricate, domani &egrave; lecito attendersi un Sudtirol con il baricentro pi&ugrave; basso in mediana. I numeri raccontano le difficolt&agrave; offensive delle due squadre. Entrambe hanno chiuso la <i>regular season</i> con appena 38 reti segnate, tra gli attacchi meno prolifici del campionato. Il Sudtirol ha realizzato 19 gol al &laquo;Druso&raquo;, peggior rendimento interno della B. Ben diciassette, invece, i pareggi collezionati dagli altoatesini, record della B alle spalle della Juve Stabia.</p> <p>A due anni esatti di distanza, il Bari ritrova Federico La Penna di Roma 1. Sar&agrave; lui a dirigere l&rsquo;incontro di Bolzano, incrociando i Galletti gi&agrave; arbitrati nella finale playout del 23 maggio 2024 contro la Ternana. Gara in cui estrasse nove cartellini gialli ed espulse Bellomo dalla panchina per proteste. Gli assistenti saranno Perrotti e Costanzo, con Fourneau quarto ufficiale. In sala Var opereranno Marini e Chiffi, rispettivamente come Var e Avar. Quest&rsquo;anno, La Penna ha diretto anche Monza-Bari dell&rsquo;11 aprile, terminata 2-0 per i brianzoli, mentre l&rsquo;anno scorso arbitr&ograve; l&rsquo;1-1 del &laquo;San Nicola&raquo; contro il Sassuolo alla terza giornata. Per i pugliesi sar&agrave; una notte da dentro o fuori. Serviranno lucidit&agrave;, coraggio e maggiore incisivit&agrave; offensiva per evitare una retrocessione che avrebbe effetti pesanti in citt&agrave;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_21/Screenshot_2026-05-21_143431-1779366937351.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce - Genoa, la febbre della domenica sera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984068/lecce-genoa-la-febbre-della-domenica-sera.html</link>
      <description>Polverizzati in 40 minuti i biglietti disponibili. Si va verso un nuovo record</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>serie a,lecce calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1984068/lecce-genoa-la-febbre-della-domenica-sera.html</guid>
      <pubDate>Thu, 21 May 2026 14:31:51 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Tutti gli appassionati salentini vogliono essere presenti al Via del Mare domenica, alle 20,45, per la sfida contro il Genoa. La febbre del tifo ha raggiunto picchi elevatissimi. I biglietti dei posti a normale visibilit&agrave; messi in vendita sono stati polverizzati in appena 41&rsquo;.</p> <p>Il portale dedicato &laquo;US Lecce Vivaticket&raquo; &egrave; stato preso letteralmente d&rsquo;assalto a partire dalle 12 di ieri, orario d&rsquo;apertura della vendita libera. Cos&igrave; come le rivendite autorizzate hanno dovuto provare ad evadere le tantissime richieste ricevute. Per i supporter giallorossi a caccia del prezioso tagliando della gara Lecce-Genoa &egrave; stato un vero e proprio mezzogiorno di fuoco. Alle 12,41 non erano pi&ugrave; disponibili biglietti dei posti a normale visibilit&agrave;.</p> <p>Chi non &egrave; riuscito ad assicurarsi il ticket d&rsquo;ingresso dovr&agrave; ripiegare sui biglietti che potranno essere acquistati a partire dalle 12 di oggi, relativi ai posti a ridotta visibilit&agrave;.</p> <p>C&rsquo;&egrave; da stare certi che, pur di esserci, gli &laquo;aficionados&raquo; salentini si accontenteranno di questa possibilit&agrave;.</p> <p>Tra gli oltre ventiduemila abbonati e gli spettatori paganti, per la partita che decider&agrave; la permanenza in massima serie, domenica, al Via del Mare, saranno presenti circa ventottomila supporter desiderosi di suonare la carica alla squadra giallorossa, sospingendola verso quella salvezza agognata da tutto l&rsquo;ambiente.</p> <p>&Egrave; assai probabile che venga stabilito il nuovo record stagionale di spettatori, che risale al match Lecce-Como del 27 dicembre scorso, con 28.279 presenze, delle quali 22.319 relative agli abbonati e 5.958 ai paganti.</p> <p>Per il confronto con il &laquo;Grifone&raquo;, fermi restando i 22.319 possessori della tesserata annuale d&rsquo;ingresso allo stadio, si presume che i paganti dovrebbero superare quota seimila.</p> <p>Del resto, stante le ripetute testimonianze di affetto date dal popolo salentino in questi anni, non pu&ograve; certo sorprendere la risposta che gli innamorati del Lecce danno ogni qualvolta la loro formazione &egrave; impegnata, a maggior ragione quando un match &egrave; di quelli da dentro o fuori, destinati ad incidere sulle sorti di un intero campionato.</p> <p>&Egrave; stato cos&igrave; una settimana fa a Reggio Emilia, per la partita contro il Sassuolo, per la quale si &egrave; registrata una migrazione di massa, con i colori giallorossi che hanno invaso il Mapei Stadium. Sar&agrave; cos&igrave; domenica, per una gara che, nell&rsquo;immaginario collettivo, ha la valenza delle sfide epiche del passato, quelle che hanno sancito in extremis la permanenza in massima serie.</p> <p>Sul fronte della squadra che si sta preparando per la domenica pi&ugrave; importante della stagione, c&rsquo;&egrave; un po&rsquo; di apprensione per le condizioni del mediano Ylber Ramadani e degli esterni alti Lameck Banda a Santiago Pierotti, che sono usciti malconci dal confronto con il Sassuolo e che, sino a ieri, hanno lavorato in differenziato. L&rsquo;intento dello staff tecnico e di quello medico &egrave; quello di rimetterli in sesto per gli ultimi 90&rsquo; dell&rsquo;annata agonistica.&nbsp;</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_21/Screenshot_2026-05-21_143401-1779366586978.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari missione salvezza, Perinetti c’è: «Mi hanno impedito di tornare, non possono proibirmi di tifare»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983337/bari-missione-salvezza-perinetti-ce-mi-hanno-impedito-di-tornare-non-possono-proibirmi-di-tifare.html</link>
      <description>A poche ore dalla sfida del «Druso», ritorno dei playout di B, la sua lettura diventa preziosa per capire gli aspetti tattici di un Bari apparso fragile e impaurito</description>
      <author>pipaterno@libero.it (pierpaolo paterno)</author>
      <category>Giorgio Perinetti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983337/bari-missione-salvezza-perinetti-ce-mi-hanno-impedito-di-tornare-non-possono-proibirmi-di-tifare.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:17:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ci sono momenti, nel calcio, in cui la differenza non la fanno soltanto moduli, schemi o scelte tecniche. Ci sono settimane in cui servono soprattutto esperienza, lucidit&agrave; e personalit&agrave;. Qualit&agrave; che non sempre si trovano dentro il campo, ma che spesso diventano decisive nelle stanze dei dirigenti e nei confronti silenziosi che precedono le partite da dentro o fuori. In contesti del genere, una figura come Giorgio Perinetti assume un peso specifico particolare. A poche ore dalla sfida del &laquo;Druso&raquo;, ritorno dei playout di B, la sua lettura diventa preziosa per capire sia gli aspetti tattici di un Bari apparso fragile e impaurito nell&rsquo;andata contro il Sudtirol che tutto ci&ograve; che ruota attorno alla gestione di una squadra chiamata venerd&igrave; sera a giocarsi gli ultimi 90&rsquo; per salvare la serie B.</p> <p><strong>Direttore, come interpreta la scelta di affidare il silenzio mediatico a Longo e di esporsi invece attraverso la figura di Di Cesare?</strong></p> <p>&laquo;Sono contrario in assoluto ai silenzi stampa, di qualunque genere siano. La comunicazione &egrave; fondamentale e va fatta bene. Pi&ugrave; le cose vanno male e pi&ugrave; bisogna comunicare, essere presenti e mandare segnali positivi all&rsquo;esterno. Le ragioni del Bari non le conosco. Nella mia carriera, &egrave; sempre stato essenziale parlare. Fatta eccezione per eventi estemporanei, come una presa di posizione per direzioni arbitrali contestate&raquo;.</p> <p><strong>E la decisione di allenarsi a porte chiuse?</strong></p> <p>&laquo;In questo caso, sono invece favorevole. La situazione &egrave; talmente delicata che serve ritrovare la massima concentrazione. Anche un applauso pu&ograve; distogliere. In questo momento, allenarsi a porte chiuse pu&ograve; servire&raquo;.</p> <p><strong>Nella sua carriera ha mai vissuto playoff e playout?</strong></p> <p>&laquo;Due partite col Siena, contro Atalanta e Lazio, erano quasi due spareggi salvezza all&rsquo;ultima di campionato. Per fortuna, risolti bene all&rsquo;ultimo minuto di gioco. L&rsquo;unica cosa che la dirigenza pu&ograve; fare &egrave; non caricare il clima nello spogliatoio. Ci si deve preoccupare di come stanno i ragazzi sul piano morale e fisico, aiutando a recuperare le risorse nervose. Pi&ugrave; stemperi e trasmetti leggerezza, meglio &egrave;&raquo;.</p> <p><strong>A Bolzano mancher&agrave; Di Cesare per squalifica.</strong></p> <p>&laquo;Di Cesare ha l&rsquo;esperienza e ha gi&agrave; vissuto da calciatore una situazione del genere. Non sar&agrave; in campo, ma star&agrave; facendo tutto il possibile per trasmettere esperienze e sensazioni. Oltre che per allentare l&rsquo;ansia&raquo;.</p> <p><strong>In situazioni cos&igrave; tese quale deve essere il ruolo della propriet&agrave; e dei dirigenti?</strong></p> <p>&laquo;Il compito dei dirigenti e della propriet&agrave; risale a monte. E, cio&egrave;, evitare di finire agli spareggi salvezza. Che sono massacranti. Una volta arrivati, c&rsquo;&egrave; ben poco da fare, se non sostenere la squadra e in parte alleviare, mostrare serenit&agrave;. Far pesare il meno possibile il carico ai giocatori e non parlare della partita per non aumentare la tensione&raquo;.</p> <p><strong>Che differenze ha visto tra Castori e Longo nella preparazione della gara d&rsquo;andata?</strong></p> <p>&laquo;Il Sudtirol mi sembra pi&ugrave; sciolto. Castori &egrave; un vecchio lupo. Sa preparare benissimo le partite contro anzich&eacute; quelle per. Di conseguenza, venerd&igrave; la imposter&agrave; sul piano del contenimento cercando di creare problemi al Bari in contropiede. Poi, giocando in casa, potrebbe azzardare un po&rsquo; di pi&ugrave;. Ma, in fondo, credo far&agrave; una partita di controllo. In partenza sar&agrave; cos&igrave;&raquo;.</p> <p><strong>Il Bari andr&agrave; a Bolzano sapendo di avere un solo risultato realmente utile per evitare il peggio.</strong></p> <p>&laquo;C&rsquo;&egrave; sempre grande tensione. Al San Nicola il Bari ha avvertito grande responsabilit&agrave;. Sono partite drammatiche. Un conto &egrave; giocare un playoff dove puoi non vincere un campionato. Un altro &egrave; un playout dove rischi di perdere la categoria. Adesso, al Druso, devi solo vincere. Ti &egrave; lecito osare perch&eacute; sai che &egrave; davvero l&rsquo;ultima possibilit&agrave;. Da un punto di vista mentale, sei pi&ugrave; libero. In testa non ci sono alternative alla vittoria&raquo;.</p> <p><strong>Come si preparano gli ultimi 90&rsquo; di una stagione cos&igrave; tormentata?</strong></p> <p>&laquo;A questo punto, conta solo la condizione mentale. Chi riesce a mantenere la lucidit&agrave;, pu&ograve; fare meglio. Troppe energie mentali vanno sprecate gi&agrave; prima di giocare. In campo, bisogna metterne il rimanente&raquo;.</p> <p><strong>Vedr&agrave; la partita venerd&igrave;?</strong></p> <p>&laquo;Certo, cercher&ograve; di vederla. E non sar&ograve; imparziale. Mi hanno impedito di tornare a Bari, ma non possono proibirmi di tifare per la mia ex squadra. A Bari tutti mi aspettano, ma chi pu&ograve; decidere non procede. Ci avrebbe gi&agrave; pensato. Vedremo. Intanto, preoccupiamoci del risultato determinante di venerd&igrave;&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_20/GN4_DAT_47882780.jpg---1779282973400.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>«Bari, ti giochi tutto ma serve un altro spirito»: parla l'ex biancorosso Tangorra</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983191/bari-ti-giochi-tutto-ma-serve-un-altro-spirito-parla-l-ex-biancorosso-tangorra.html</link>
      <description>«A Bolzano per salvare la faccia, sperando che la partita giri bene»</description>
      <author>pierapolo paterno</author>
      <category>Massimiliano Tangorra,bari,calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983191/bari-ti-giochi-tutto-ma-serve-un-altro-spirito-parla-l-ex-biancorosso-tangorra.html</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2026 15:23:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>A Bari non &egrave; il risultato a preoccupare di pi&ugrave;. Lo 0-0 dell&rsquo;andata playout contro il Sudtirol lascia ancora tutto aperto in vista del ritorno di venerd&igrave; al &laquo;Druso&raquo;. Ma ci&ograve; che inquieta &egrave; soprattutto il modo in cui la squadra di Moreno Longo &egrave; scesa in campo nella notte pi&ugrave; delicata della stagione. Perch&eacute; davanti a quasi 28mila spettatori, in un San Nicola che ha scelto di rispondere presente nonostante mesi di delusioni, il Bari ha offerto una prestazione timida, prudente e a tratti rinunciataria. Una squadra contratta, lenta nella manovra, povera di idee e incapace di trasmettere la sensazione di poter indirizzare la partita. In una gara da dentro o fuori, il Bari &egrave; sembrato giocare soprattutto con la paura di sbagliare. E inevitabilmente il focus finisce anche sulle scelte tattiche e sulla gestione emotiva di Longo, apparso fin qui molto cauto, quasi protettivo nei confronti del gruppo, ma senza riuscire a dare una svolta n&eacute; sul piano caratteriale n&eacute; su quello del gioco. Ora il Bari si ritrova costretto a giocarsi tutto a Bolzano, dove sar&agrave; seguito da oltre 620 tifosi (settore ospiti sold out) e dove servir&agrave; una versione diversa. Pi&ugrave; coraggiosa, pi&ugrave; intensa e probabilmente anche meno legata a certi equilibri tattici che finora hanno prodotto pochissimo. Ne &egrave; convinto anche il mister ed ex biancorosso Massimiliano Tangorra.</p> <p><strong>Tangorra, che lettura d&agrave; dello 0-0 di venerd&igrave; scorso? &Egrave; un risultato che tiene ancora tutto aperto oppure il Bari ne esce con pi&ugrave; problemi che certezze?</strong></p> <p>&laquo;Questo Bari non ha mai dato certezze in questo campionato, in termini di produzione di palle-gol e dominio dell&rsquo;avversario. Forse, per temperamento fa eccezione solo la vittoria a Genova contro la Sampdoria. Le altre sono state frutto del caso. Ci sono limiti di qualit&agrave; e carattere. Una squadra non pu&ograve; poggiarsi solo sulle individualit&agrave; di Rao e Moncini. Ora, in una partita secca pu&ograve; accade anche l&rsquo;imponderabile. Basta anche un mezzo tiro in porta e la risolvi&raquo;.</p> <p><strong>La sensazione &egrave; che il Bari abbia giocato soprattutto per non prenderle.</strong></p> <p>&laquo;Si. Ma non sorprende, perch&eacute; anche in altre partite decisive non si &egrave; messo in campo l&rsquo;atteggiamento mentale necessario che, al di l&agrave; dell&rsquo;avversario, ti impone di fare tre punti a tutti i costi&raquo;.</p> <p><strong>Dal punto di vista tattico, quanto l&rsquo;ha convinta la gestione della gara di Longo?</strong></p> <p>&laquo;Di recente, anche Longo ha fatto scelte discutibili. Per questo ha delle responsabilit&agrave;. Gli esperimenti andavano provati tempo addietro. Ci si incaponisce con l&rsquo;unica punta. Ma non ci si accorge che era il caso di cambiare prima di arrivare all&rsquo;ultima spiaggia. Testare un altro modulo, tipo con un trequartista e due punte, pu&ograve; servire per aumentare la quantit&agrave; di palle giocabili e pericolose davanti&raquo;.</p> <p><strong>Il Bari ha costruito pochissimo e non ha quasi mai dato l&rsquo;impressione di poter far male. &Egrave; un problema di impostazione troppo conservativa?</strong></p> <p>&laquo;Esatto. Capisco che la squadra non sia stata fatta da Longo. Ma il mister deve fare la minestra migliore con gli ingredienti a disposizione. Quantomeno renderla commestibile. Se poi il boccone diventa sgradevole, allora torni indietro. Ma almeno occorre provarci. Farlo all&rsquo;ultima partita, in cui ci si gioca la B, &egrave; rischioso&raquo;.</p> <p><strong>In molti si aspettavano una squadra pi&ugrave; aggressiva, soprattutto in casa e con quasi 28mila tifosi sugli spalti. Secondo lei &egrave; mancato il coraggio dell&rsquo;allenatore prima ancora di quello dei giocatori?</strong></p> <p>&laquo;Le responsabilit&agrave; vanno suddivise. In questa situazione, Longo ci ha messo del suo per quanto sia stato bravo a trovare qualcosa in pi&ugrave; al suo arrivo dopo Vivarini. Nelle difficolt&agrave;, non &egrave; stato sempre lucido. Quando non ottieni risultati, devi darne conto. Il silenzio stampa non &egrave; coerente quando parla il direttore sportivo (squalificato per una gara, ndc). &Egrave; chiaro che Longo sia zittito da altri&raquo;.</p> <p><strong>Longo continua ad avere un atteggiamento misurato, quasi protettivo nei confronti della squadra. In momenti del genere serve invece un tecnico pi&ugrave; duro, pi&ugrave; diretto e pi&ugrave; capace di scuotere il gruppo?</strong></p> <p>&laquo;Questi giocatori hanno bisogno di uno che li pigli per il cravattino. Bisogna anche scegliere il momento e avere sensibilit&agrave;. Purtroppo, tante volte gli uomini non hanno risposto&raquo;.</p> <p><strong>Gli esterni dovevano essere una delle armi principali del Bari, invece sono sembrati bloccati. Dipende dalle loro difficolt&agrave; o dal fatto che la squadra si muove con troppa paura?</strong></p> <p>&laquo;Ad un certo punto ti viene lo sconforto e sembra di dare addosso ad un malato, essendo cinici nelle valutazioni. Ma se le vanno a cercare. Anche per sbaglio o per orgoglio, espulsioni e ammonizioni si contano col lanternino. Strano per un gruppo chiamato a combattere per sopravvivere. Bisognerebbe chiedere spiegazioni a chi li ha portati a Bari&raquo;.</p> <p><strong>Il Sudtirol, pur senza fare cose eccezionali, &egrave; sembrato pi&ugrave; organizzato e convinto. Questo deve preoccupare in vista del ritorno?</strong></p> <p>&laquo;Lo dimostr&ograve; gi&agrave; al San Nicola nel ritorno di regular season. Il Sudtirol poteva salvarsi prima. Ha i valori per farlo ed &egrave; mentalmente pi&ugrave; pronto del Bari. Pugliesi che dovranno giocoforza fare la partita. E non &egrave; nelle loro corde. Giocare per due risultati su tre &egrave; un grosso vantaggio. Come avere in panchina una vecchia volpe come Castori. Sul piano tattico, sar&agrave; una sfida complicata. Rischi di rimanere sempre con la coperta corta. Secondo me, Longo sta perdendo quattro anni di vita. Come salute mentale, non lo invidio&raquo;.</p> <p><strong>Cerofolini &egrave; stato tra i migliori. Quando il portiere diventa protagonista in casa, in una gara in cui bisognava fare la partita, &egrave; inevitabile parlare di fallimento del piano gara?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; la conferma di una squadra che non crea gioco ed &egrave; pi&ugrave; propensa a difendere e concedere&raquo;.</p> <p><strong>Se dovesse indicare una sola cosa che il Bari deve assolutamente ritrovare per salvarsi venerd&igrave; sera, direbbe qualit&agrave;, carattere o coraggio?</strong></p> <p>&laquo;Ci vuole solo fortuna. E non poca. Che &egrave; una componente dello sport. Il Bari, che non ha altre doti, deve per&ograve; dimostrare di meritarsela. La stessa buona sorte avuta incontrando un Catanzaro tranquillo all&rsquo;ultima giornata e di potersela giocare ai playout dopo una stagione in cui si &egrave; dimostrato altro. Comunque vada, non si cancella un campionato fallimentare da parte di tutti. La permanenza sarebbe il premio solo per la citt&agrave; e i tifosi&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_19/GN4_DAT_47870270.jpg---1779196980648.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, il destino è nelle tue mani: ultimo miglio per la salvezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1983190/lecce-il-destino-e-nelle-tue-mani-ultimo-miglio-per-la-salvezza.html</link>
      <description>Domenica prossima (20.45) contro il Genoa il «Via del Mare» spingerà i giallorossi verso l’impresa della quarta permanenza di fila</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce,sassuolo,genoa,Cremonese</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1983190/lecce-il-destino-e-nelle-tue-mani-ultimo-miglio-per-la-salvezza.html</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2026 15:18:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;appuntamento con il destino per il Lecce &egrave; fissato domenica sera alle 20:45. In un &laquo;Via del Mare&raquo; che si preannuncia gremito in ogni ordine di posto, la squadra giallorossa ospiter&agrave; il Genoa, per l&rsquo;ultima giornata di campionato. Il destino &egrave; tutto nelle mani della squadra allenata da Eusebio Di Francesco: un successo contro i rossobl&ugrave;, significherebbe salvezza, senza dover guardare cosa accadr&agrave; nella contemporanea sfida fra Cremonese e Como. Un privilegio, quello di poter dipendere soltanto da s&eacute; stessi, che i salentini si sono guadagnati con il successo al cardiopalma a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Tre punti cruciali, che hanno respinto l&rsquo;assalto della Cremonese, a sua volta vincente per 0-1 a Udine. I grigiorossi rimangono cos&igrave; a un punto di distanza dal Lecce, che si giocher&agrave; tutto nei novanta minuti finali di questo campionato.</p> <p>La vittoria conquistata sul Sassuolo rappresenta uno snodo cruciale di questa volata salvezza. Il successo della Cremonese stava mettendo praticamente spalle al muro il Lecce, che con coraggio, caparbiet&agrave; e quel pizzico di fortuna che non pu&ograve; mai mancare, &egrave; riuscito a vincere la partita che pu&ograve; valere una stagione. Si &egrave; vista una squadra diversa, rispetto a quella delle ultime uscite, complice la tensione e l&rsquo;importanza del momento. Sin dalle prime battute di gara, l&rsquo;impressione che i giallorossi fossero scesi in campo con l&rsquo;obiettivo puntato unicamente sulla vittoria &egrave; apparso evidente. Difatti, a una fase offensiva maggiormente frizzante, ha fatto da contraltare una fase difensiva un po&rsquo; pi&ugrave; ballerina rispetto a quanto aveva abituato la squadra di Di Francesco. La partita &egrave; stata cos&igrave; un&rsquo;altalena di emozioni. Prima il vantaggio di Cheddira, poi la risposta di Laurient&eacute;.</p> <p>Poi ancora una volta Cheddira, abile a portare il risultato sul 2-1, un risultato che i salentini hanno protetto con le unghie e con i denti per tutto il secondo tempo, malgrado le forze sembravano venir meno e il Sassuolo apparisse tutt&rsquo;altro che domato. Poi, a meno di dieci minuti dal termine, la doccia gelata: il 2-2 dei neroverdi, con un colpo di tacco di Pinamonti che ha beffato la marcatura di Jean e che ha impedito ogni intervento da parte di Falcone. Quel pallone che lentamente scivolava verso la rete, proprio sotto il settore ospiti, dove erano assiepati circa 4.000 tifosi salentini, sembrava far sprofondare il Lecce nel baratro. Non riuscire a portare a casa la vittoria, infatti, complice il simultaneo successo della Cremonese, avrebbe portato i giallorossi a presentarsi all&rsquo;ultima di campionato al terzultimo posto, all&rsquo;inseguimento dei grigiorossi. Un destino a cui la squadra di Di Francesco non si &egrave; arresa. Fino al thriller dei minuti di recupero.</p> <p>&laquo;Gol sbagliato, gol subito&raquo;, recita il vecchio adagio, che ancora una volta ha trovato la conferma del campo. A ridosso del novantesimo, il Sassuolo ha avuto l&rsquo;occasione per il colpo di grazia, ma Volpato l&rsquo;ha fallita clamorosamente. Sul ribaltamento di fronte, Gallo ha scagliato un pallone assieme all&rsquo;ultima preghiera in area di rigore, Gandelman ha compiuto una precisa sponda di testa e Stulic si &egrave; fatto trovare puntuale all&rsquo;appuntamento con la redenzione.</p> <p>Il resto sta tutto nel boato dei tifosi giallorossi accorsi in massa al Mapei Stadium. Erano 4.000 sulla carta, coloro che occupavano il settore ospiti. Ma il numero reale era ben pi&ugrave; alto, considerando i supporters salentini che avevano acquistato i tagliandi anche negli altri settori dell&rsquo;impianto. L&rsquo;importanza e la gioia del momento &egrave; rimasta impressa anche nel volto del presidente Saverio Sticchi Damiani, stravolto dalla gioia in tribuna. Rimangono poi le immagini della festa della squadra assieme al suo popolo di tifosi, una gioia intensa, durata qualche ora, prima che il pensiero tornasse al campionato e al futuro che incombe. Gi&agrave;, perch&eacute; il Lecce adesso &egrave; chiamato a percorrere l&rsquo;ultima curva di questa stagione. La strada &egrave; tracciata e la traiettoria &egrave; promettente, ma l&rsquo;asticella dell&rsquo;attenzione deve restare alta, per evitare sbandate finali. Con la consapevolezza che il Genoa, ultimo avversario, non far&agrave; lo sparring partner, ma onorer&agrave; fino all&rsquo;ultimo il suo campionato, pur non avendo obiettivi da rincorrere, con una salvezza gi&agrave; in saccoccia da diverse settimane. Diverso, invece, il discorso per la squadra di Di Francesco, che in novanta minuti cercher&agrave; di agguantare la gloria. Sarebbe la quarta salvezza di fila per il Lecce, che per la seconda volta consecutiva arriva a giocarsi la permanenza in serie A all&rsquo;ultima giornata. Un anno fa serv&igrave; l&rsquo;impresa all&rsquo;Olimpico contro la Lazio, oggi bisogner&agrave; nuovamente gettare il cuore oltre l&rsquo;ostacolo, dar fondo alle ultime energie per concretizzare un sogno inseguito, accarezzato e rincorso con caparbiet&agrave;.</p> <p>Ieri la squadra ha beneficiato di un giorno di riposo, utile per smaltire le fatiche di Reggio Emilia. Oggi ci sar&agrave; la ripresa degli allenamenti, momento utile per capire lo stato di forma di capitan Falcone e compagni, con particolare riguardo a qualche elemento acciaccato nella trasferta contro il Sassuolo. &Egrave; il caso degli esterni d&rsquo;attacco Banda e Pierotti, quest&rsquo;ultimo uscito malconcio dopo uno scontro di gioco con Muharemovic. Per la sfida finale contro il Genoa, che pu&ograve; valere la storia, domenica prossima servir&agrave; l&rsquo;aiuto di tutti.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_19/GN4_DAT_47871300.jpg---1779196644564.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari, quante trasferte nere. Ma il Südtirol fatica in casa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983056/bari-quante-trasferte-nere-ma-il-sudtirol-fatica-in-casa.html</link>
      <description>Si entra nella settimana che condurrà al playout di ritorno. Il Bari non avrà ulteriori prove d’appello per tenersi stretta la serie B</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>bari,sudtirol</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1983056/bari-quante-trasferte-nere-ma-il-sudtirol-fatica-in-casa.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 15:11:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Quattro giorni per prendere in mano il destino. Si entra nella settimana che condurr&agrave; al playout di ritorno. Il Bari non avr&agrave; ulteriori prove d&rsquo;appello per tenersi stretta la serie B: una categoria vitale per non gettare il futuro in una marea di incognite. Venerd&igrave; a Bolzano contro il Sudtirol serve esclusivamente una vittoria, in qualsiasi modo. Un pareggio o una sconfitta consegnerebbe la cadetteria agli altoatesini, forti del pareggio al San Nicola di venerd&igrave; scorso, nonch&eacute; del miglior piazzamento in classifica durante la regular season (quintultimo, con i Galletti un gradino pi&ugrave; gi&ugrave;). Si riparte a campi invertiti, dunque. Tutto in novanta minuti, perch&eacute; proprio la differenza di un punto in classifica impedisce qualsiasi coda di tempi supplementari e calci di rigore.</p> <p><span class="GN4_post">Se i biancorossi hanno tenuto un rendimento interno appena sufficiente (26 i punti raccolti, rispettando una teorica media salvezza), gran parte degli affanni sono arrivati proprio fuori casa, con appena 14 punti raccolti in 19 trasferte: &egrave; il quintultimo rendimento della B (alla pari con lo Spezia), peggio soltanto Pescara (13), Sampdoria e Reggiana (12), Entella (8). Tre i blitz dei pugliesi, tutti centrati nella gestione di Moreno Longo: 2-1 a Cesena, 2-0 a Genova con la Sampdoria, 3-2 a Catanzaro. Con il tecnico piemontese &egrave; arrivato anche il pari di Padova che porta a dieci i punti raccolti lontano dalle mura amiche sotto la sua gestione. Tante, per&ograve;, anche le sconfitte: a Mantova, Pescara, Frosinone, Monza e Avellino. In precedenza, Caserta aveva pareggiato a Chiavari con l&rsquo;Entella e a La Spezia, mentre Vivarini aveva impattato con Juve Stabia e proprio il Sudtirol, il 13 dicembre, malgrado ben 65&rsquo; in superiorit&agrave; numerica a favore dei Galletti. In totale, fuori casa i biancorossi hanno perso undici volte, peggio soltanto la Reggiana con 13. Dalla differenza reti le altre criticit&agrave;. Il Bari formato esterno segna pochissimo: appena 15 gol (peggio solo Entella con nove e Sampdoria con 13) e subisce tanto (35 reti, soltanto il Pescara &egrave; pi&ugrave; perforato con 40 gol). Addirittura otto, peraltro, i match lontano dal San Nicola senza nemmeno una rete: &egrave; accaduto contro Modena, Palermo, Juve Stabia, Sudtirol, Carrarese, Pescara, Monza e Avellino. Altro imperativo per Moreno Longo sar&agrave; trovare gol &laquo;alternativi&raquo;. I pugliesi, infatti, hanno mandato a rete solo 14 elementi su una rosa che ne conta circa il doppio. E nelle 19 gare con Longo si &egrave; esaltata la dipendenza quasi esclusiva dalla coppia Moncini-Rao, autori, nel &laquo;regno&raquo; dell&rsquo;allenatore torinese, di sei reti a testa. Il ventenne esterno offensivo, in particolare, ha segnato soltanto con l&rsquo;ultimo dei tre tecnici che si sono avvicendati sulla panchina barese, trovando fiducia e continuit&agrave; d&rsquo;impiego. Gli altri marcatori sono Piscopo (tre gol), Maggiore (due), Odenthal, Bellomo, Artioli e Cuni a quota uno.</span></p> <p><span class="GN4_post">&Egrave; vero, lo 0-0 dell&rsquo;andata sorride al Sudtirol che ora pu&ograve; giocare per due risultati su tre. Eppure, non &egrave; stata spezzata la serie nera dei bolzanini che sono a secco di vittorie da dieci gare, scandite da sei ko e quattro pari. L&rsquo;ultimo acuto risale al 3 marzo scorso, 4-0 sul campo della Reggiana. La formazione di Castori, inoltre, stenta tremendamente tra le mura amiche con appena 22 punti conquistati: peggio soltanto lo Spezia con 21. Nel dettaglio, sono appena cinque i successi, sette i pari e altrettante le sconfitte. L&rsquo;ultima affermazione interna risale addirittura al 31 gennaio scorso: 2-1 sul Catanzaro. Non solo. Il Sudtirol ha in assoluto il peggior attacco casalingo con appena 19 reti all&rsquo;attivo e anche la formazione altoatesina denota una dipendenza imprescindibile dalla sua coppia d&rsquo;attacco: Pecorino e Merkaj, con nove gol ciascuno, hanno realizzato 18 dei 38 gol complessivi della squadra. Dunque, non mancherebbero i presupposti per colpire. A patto di mostrare un volto molto pi&ugrave; convincente rispetto a quello dell&rsquo;andata.</span></p> <p><span class="GN4_pre">Un altro cambio tattico?</span> <span class="GN4_post"> Dopo la giornata libera concessa sabato, ieri Moncini e compagni sono entrati nel vivo della preparazione del match di venerd&igrave;. Sembra che Longo non sia stato soddisfatto dell&rsquo;interpretazione che la squadra ha dato al 4-3-1-2 e stia meditando un ritorno all&rsquo;antico disegnando la pi&ugrave; rodata difesa a tre. Molto dipender&agrave; anche dall&rsquo;eventuale recupero di Cistana che continua a convivere con una forte infiammazione al ginocchio. Il 29enne difensore &egrave; out da oltre un mese: la sua ultima apparizione risale al 18 aprile con il Venezia, ma potrebbe provare a stringere i denti all&rsquo;ultimo atto della stagione. Se dovesse farcela, potrebbe comporre il terzetto arretrato con Odenthal in mezzo e Mantovani riportato a sinistra: in caso di forfait, invece, potrebbe toccare ancora a Nikolaou da braccetto sinistro con Mantovani dall&rsquo;altra parte. Le corsie laterali dovrebbero essere ancora appannaggio di Piscopo e Dorval, mentre a centrocampo i favoriti sembrano Braunoder, Maggiore ed Esteves che si sdoppierebbe tra il lavoro di mezzala e l&rsquo;appoggio alla fase offensiva. Non sono, per&ograve;, tagliati fuori Artioli e Pagano. Nessun dubbio sugli attaccanti che sarebbero Moncini e Rao, ormai seconda punta con il compito di svariare sull&rsquo;intero fronte offensivo e non soltanto esterno deputato a stringere verso il centro.</span></p> <p>La variabile della difesa a quattro, per&ograve;, non &egrave; esclusa. Se Cistana dovesse farcela, potrebbe addirittura essere lui il terzino pi&ugrave; bloccato a destra (ma con maggiore propensione all&rsquo;impostazione rispetto a Mantovani) con Dorval a sinistra. In lizza ci sarebbe a quel punto anche Dickmann per tentare un assetto pi&ugrave; offensivo. Facile che il centrocampo sia pi&ugrave; muscolare: Braunoder e Artioli si candiderebbero ad affiancare Maggiore, cos&igrave; come Piscopo avrebbe chance di essere riproposto da mezzala, pur non avendo brillato in tale ruolo all&rsquo;andata. Il trequartista, invece, potrebbe essere uno tra Pagano ed Esteves. Laboratorio aperto, dunque. Senza trascurare nemmeno le soluzioni a gara in corso. Perch&eacute; l&rsquo;imperativo sar&agrave; provarci fino alla fine.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_18/GN4_DAT_47855898.jpg---1779109815227.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Foggia, Lega Pro da riconquistare: si fa strada l’ipotesi riammissione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1983057/foggia-lega-pro-da-riconquistare-si-fa-strada-lipotesi-riammissione.html</link>
      <description>Cauto ottimismo: secondo nella graduatoria delle riammissioni, il Foggia dovrebbe scalzare i piemontesi ed essere la prima società ad essere presa in considerazione nel caso in cui dovesse liberarsi un posto in C</description>
      <category>serie c,riammissione</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1983057/foggia-lega-pro-da-riconquistare-si-fa-strada-lipotesi-riammissione.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 14:52:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Cauto ottimismo, con la speranza che cresce giorno dopo giorno. Nel Foggia nessuno vuole lasciarsi andare a facili illusioni ma l&rsquo;ipotesi di tornare subito in C, quest&rsquo;estate attraverso la riammissione o il ripescaggio, si fa strada. Un ulteriore punto a favore del club rossonero lo ha segnato la retrocessione in D del Bra. La formazione piemontese ha perso il playout con la Torres. Bra che &egrave; in testa alla graduatoria delle riammissioni, avendo ottenuto in campionato pi&ugrave; punti dei &laquo;Satanelli&raquo;. Ma il club piemontese ha il problema dello stadio, che diventa ostativo in caso di riammissione o ripescaggio. Nella stagione che si &egrave; da poco conclusa, il Bra ha infatti disputato le sue gare casalinghe in Liguria, a Sestri Levante. Per essere riammessi in C bisogna ottenere la licenza nazionale relativa al campionato di terza serie e la Figc ha precisato, a questo proposito, che non saranno ammesse deroghe sui criteri infrastrutturali richiesti. Deroga che invece &egrave; stata concessa un anno fa, ai piemontesi, perch&eacute; neo promossi dalla D.</p> <p>Il Foggia, secondo nella graduatoria delle riammissioni, dovrebbe dunque scalzare i piemontesi ed essere la prima societ&agrave; ad essere presa in considerazione nel caso in cui dovesse liberarsi un posto in C. Eventualit&agrave; che sembra possibile, vista la grave crisi finanziaria della Ternana, sommersa dai debiti. Venerd&igrave; prossimo &egrave; prevista la seconda asta nel tentativo di salvare il ramo sportivo del club umbro. Anche in caso di ripescaggio il Foggia sarebbe in testa alla graduatoria, in cui incide per il 50% la classifica dell&rsquo;ultima stagione, per il 25% la tradizione sportiva della citt&agrave; e per il 25% le presenze medie allo stadio nelle ultime cinque stagioni.</p> <p>Il 16 giugno la scadenza per le iscrizioni in C, mentre le domande di riammissione o ripescaggio andranno presentate entro il 20 luglio. La riammissione, che in sostanza ha gli stessi costi della normale iscrizione in C, &egrave; riservata solo alle retrocesse dalla C alla D e scatta quando rinunciano ad iscriversi alla Lega Pro uno o pi&ugrave; club che ne hanno diritto o se vengono presentate domande prive delle necessarie garanzie finanziarie.</p> <p>Ai ripescaggi, pi&ugrave; onerosi (costano oltre 1 milione di euro), si fa ricorso quando viene bocciata la domanda di iscrizione di societ&agrave; che hanno diritto a disputare la terza serie. L&rsquo;ordine dei ripescaggi per la prossima stagione sportiva prevede, in virt&ugrave; del criterio dell&rsquo;alternanza, il seguente ordine: una nuova seconda squadra di Serie A (non se ne intravedono all&rsquo;orizzonte), Lega Pro, Serie D ed eventuale seconda squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D (il Milan Futuro).</p> <p>Raffaele Fiorella</p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_18/GN4_DAT_47857182.jpg---1779108642581.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, Di Francesco e la sua «serata da infarto»: «Noi bravi e fortunati»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1983043/lecce-di-francesco-e-la-sua-serata-da-infarto-noi-bravi-e-fortunati.html</link>
      <description>Il trainer si presenta ai microfoni stremato, ma soddisfatto per quella che può essere etichettata come la vittoria del cuore: e ora ultimo sforzo per la salvezza</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>eusebio di francesco,salvezza,serie a</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1983043/lecce-di-francesco-e-la-sua-serata-da-infarto-noi-bravi-e-fortunati.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 14:48:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Reggio Emilia Nikola Stulic segna al 95&rsquo;. Il presidente Saverio Sticchi Damiani esulta in tribuna con la signora Marina. Il settore ospiti del Mapei Stadium impazzisce. In campo, calciatori e tecnici sommergono il serbo, autore di un gol che potrebbe valere un&rsquo;intera stagione. Tiago Gabriel piange. Il finale di Sassuolo-Lecce &egrave; vietato ai deboli di cuore.</p> <p>Eusebio Di Francesco si presenta ai microfoni stremato, ma soddisfatto per quella che pu&ograve; essere etichettata come la vittoria del cuore. &laquo;Se non mi &egrave; venuto un infarto questa sera...&raquo;, prova a sdrammatizzare il trainer pescarese, che sogna di conquistare con il Lecce quella salvezza sfuggitagli, negli ultimi due tornei, prima con il Frosinone e poi con il Venezia.</p> <p>Quindi, prosegue: &laquo;&Egrave; stato un incontro vero, dalle mille emozioni, disputato contro un Sassuolo che ha dato il massimo, come sta accadendo su tutti i campi. Forse significa che in Italia sta cambiano la mentalit&agrave; ed &egrave; un bene&raquo;.</p> <p>Cheddira, criticatissimo per settimane, ha firmato una doppietta d&rsquo;autore, mentre Stulic, anche lui nel mirino per i pochi gol sin qui realizzati, che invece ha decretato la vittori del Lecce: &laquo;Walid d&agrave; sempre l&rsquo;anima ed ha combattuto e lottato in ogni gara. Come tutti i ragazzi. Per quel che riguarda Nikola, invece, in settimana, io e il ds Trinchera ci siamo detti che ci avrebbe regalato una grande soddisfazione e cos&igrave; &egrave; stato&raquo;.</p> <p>Il colpaccio di Sassuolo potrebbe rivelarsi determinante per la permanenza. &laquo;Ciascuno dei componenti della rosa ha preparato la sfida con la giusta mentalit&agrave;. Li ho visti esercitare con la massima applicazione al tiro e segnare spesso. Insomma, mi hanno dato segnali positivi. Non abbiamo difeso benissimo, ma attaccato molto meglio. Insomma, una volta tanto ha pagato pi&ugrave; l&rsquo;attacco, Inoltre, siamo stati ordinati e questo &egrave; stato uno dei punti di forza della squadra&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_18/GN4_DAT_47859759.jpg---1779108422741.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Sassuolo-Lecce: match al cardiopalma al Mapei, 2-3 per i giallorossi. Ora bastano 3 punti per la salvezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/1983001/sassuolo-lecce-match-al-cardiopalma-al-mapei-2-3-per-i-giallorossi-ora-bastano-3-punti-per-la-salvezza.html</link>
      <description>Lecce che sorride ma sarà chiamato a confermare aritmeticamente il proprio futuro nel massimo torneo italiano nella 38^ giornata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sassuolo-lecce</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/1983001/sassuolo-lecce-match-al-cardiopalma-al-mapei-2-3-per-i-giallorossi-ora-bastano-3-punti-per-la-salvezza.html</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 23:03:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Cala il sipario al Mapei Stadium: La Penna manda i titoli di coda di un match al cardiopalma, conclusosi con un roboante 2-3. Nella prima parte di gara le due compagini hanno mostrato una sfida accesa e ricca di reti, sigla lo 0-1 Cheddira al 14', segue Lauriente' che pareggia i conti al 20', al minuto 25' ancora Walid Cheddira a ribadire il vantaggio giallorosso. Nella ripresa, i ritmi sembrano pi&ugrave; bassi ed aumentano le fasi di studio, colpisce un palo N'Zola che vede negata la gioia del pari, poi traversa di Thorstvedt che mantiene ancora lunghe le distanze a favore del Lecce. A siglare il 2-2 &egrave; per&ograve; Pinamonti, che allo scoccare dell'82' colpisce di tacco sull'assist di Garcia e gonfia la rete alle spalle di Wladimiro Falcone. Le soprese non finiscono qui, in un finale acceso arriva la sentenza di Nikola Stulic, che al minuto 96' rovescia ancora il parziale apponendo il timbro del 2-3 che risulta pesantissimo in ottica salvezza. Termina al minuto 100', dopo quattro minuti addizionali, la sfida delle 20:45. Lecce che sorride ma sar&agrave; chiamato a confermare aritmeticamente il proprio futuro nel massimo torneo italiano nella 38^ giornata.</p> <p>Adesso a Di Francesco basteranno tre punti contro il Genoa per fare festa.</p>]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_17/sassuololecce-1779045136161.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Amoruso non si arrende: «Sì Bari, puoi salvarti. A Bolzano può accadere di tutto. Ma bisogna correre di più»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982930/amoruso-non-si-arrende-si-bari-puoi-salvarti-a-bolzano-puo-accadere-di-tutto-ma-bisogna-correre-di-piu.html</link>
      <description>L'ex biancorosso analizza l'ultimatum senza appello: «Alla prossima, il Bari le deve provare tutte. Con la testa, col cuore e con le gambe. Quello che non mi è piaciuto dell’altra sera è stato vedere una squadra ferma sulle gambe. Dal secondo tempo si è notato un crollo. E questo non va bene»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>lorenzo amoruso,bari calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982930/amoruso-non-si-arrende-si-bari-puoi-salvarti-a-bolzano-puo-accadere-di-tutto-ma-bisogna-correre-di-piu.html</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 15:33:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Novanta minuti senza vincitori, ma soprattutto senza certezze per il Bari. Lo 0-0 nel primo atto dei playout contro il Sudtirol lascia i biancorossi in sospeso tra occasione mancata e rischio ancora tutto da evitare. Premessa con un Bari in sofferenza sul piano della personalit&agrave; e della qualit&agrave; nella gestione del pallone. Al lavoro da oggi pomeriggio (sempre a porte chiuse), per il Bari si decider&agrave; tutto venerd&igrave; prossimo nella gara di ritorno a Bolzano. Ultimatum senza appello come analizza l&rsquo;ex biancorosso Lorenzo Amoruso.</p> <p>Amoruso, che idea si &egrave; fatto dello 0-0 di venerd&igrave; scorso?</p> <p>&laquo;C&rsquo;&egrave; poco da dire. Se consideriamo che tutta la stagione &egrave; stata condotta sulla falsa riga della partita dell&rsquo;altra sera, non c&rsquo;era altro da attendersi. Non &egrave; una questione tattica, ma di uomini. Si vede chiaramente che gli altoatesini sono pi&ugrave; organizzati, in palla e messi meglio fisicamente. Nel secondo tempo, le occasioni migliori le hanno avute loro&raquo;.</p> <p>Come al solito, il Bari &egrave; sembrato avere poca personalit&agrave; nella costruzione del gioco.</p> <p>&laquo;Quanto visto venerd&igrave; sera &egrave; troppo poco e non &egrave; possibile esprimersi come quanto fatto sinora. Posso capire la paura. Di fronte c&rsquo;era un Sudtirol chiuso e abile nel ripartire in contropiede. Per&ograve;, si &egrave; arrivati davvero pochissime volte nell&rsquo;area di rigore ospite con vigore e volont&agrave;. Qualche cambio non mi ha convinto. Quando la posta in palio &egrave; alta, tutti possono farsi prendere dal braccetto del tennista. Si gioca sul filo del rasoio e anche la tattica &egrave; difficile da trovare. Al San Nicola, era prioritario vincere ma di pi&ugrave; non subire&raquo;.</p> <p>Pensa cio&egrave; che il Bari abbia giocato con la paura di sbagliare?</p> <p>&laquo;Difficile dirlo. La stagione del Bari &egrave; stata un percorso sulle montagne russe, con l&rsquo;alternarsi di partite buone ad altre negative. Senza una coerenza di risultati consecutivi da poter vedere una ripresa. Un&rsquo;altalena continua. Questi playout non stanno risolvendo i problemi. Anzi. Vediamo ora cosa accade nella gara di ritorno. Il Sudtirol ha il vantaggio di giocare per due risultati su tre. Fuori casa, il Bari ha fatto anche prestazioni importanti come di recente a Catanzaro. Per&ograve;, bisogna capire a livello caratteriale e di personalit&agrave; cosa si riesce a tirare fuori&raquo;.</p> <p>Quanto &egrave; preoccupante vedere un Bari incapace praticamente di tirare in porta, con una costruzione offensiva quasi assente e con scelte tattiche che hanno lasciato molti dubbi?</p> <p>&laquo;Non mi faccio pi&ugrave; queste domande. Immagino che da tempo non si respiri un clima tranquillo nello spogliatoio. Anche per le scelte della societ&agrave;. Tipo, gli allontanamenti degli allenatori ed un mercato di gennaio non idoneo. Un gran caos. In pi&ugrave;, aggiungi stress e pressione di una partita da zona retrocessione. Sappiamo cosa potrebbe significare scendere per Bari, una citt&agrave; che merita molto di pi&ugrave;. Se si giocano i playout un motivo c&rsquo;&egrave;. Dietro Moncini e Rao c&rsquo;&egrave; praticamente il vuoto. Non arrivano cross. Non ci sono centrocampisti che si buttano dentro. Spicca il poco rendimento di alcuni calciatori da cui ci si aspettava molto di pi&ugrave;&raquo;.</p> <p>Tra questi, Dorval ed Esteves sono apparsi in difficolt&agrave;.</p> <p>&laquo;Mi aspettavo qualcosa in pi&ugrave;. Anche se il Sudtirol l&rsquo;ha preparata benissimo. I giocatori di Castori venivano sempre a raddoppiare. Gli esterni baresi saltavano il primo uomo, ma poi finivano gli spazi&raquo;.</p> <p>Cerofolini &egrave; stato ancora una volta salvavita.</p> <p>&laquo;Il portiere &egrave; fondamentale. Se il migliore in campo &egrave; spesso Cerofolini vuol dire che c&rsquo;&egrave; da sistemare tutto il resto. In fondo, &egrave; andata cos&igrave; tutto l&rsquo;anno. Le problematiche sono note&raquo;.</p> <p>Longo continua nel silenzio post-partita. Da ex calciatore, crede che in momenti cos&igrave; serva invece una voce forte davanti all&rsquo;ambiente?</p> <p>&laquo;La voce forte la puoi fare quando i fatti ti danno ragione e hai risolto dei problemi. A volte, si evita di parlare con la stampa perch&eacute; le domande sarebbero imbarazzanti e non si hanno nemmeno le risposte. Quindi, bisogna starsene tranquilli e pensare solo al bene della squadra e al risultato da raggiungere. Eventualmente si parler&agrave; dopo, per quanto la societ&agrave; non trasmetta tranquillit&agrave; a giocatori, allenatore e staff. Immagino la tensione che vibra in quello spogliatoio&raquo;.</p> <p>Venerd&igrave; al San Nicola c&rsquo;erano quasi 28mila spettatori. Un amore tradito.</p> <p>&laquo;La gente ti fa capire tante cose. In passato lo stadio &egrave; rimasto vuoto, mentre stavolta si &egrave; scelta la via della vicinanza perch&eacute; si sa bene che finire in C sarebbe un bel casino. Star&agrave; alla societ&agrave; capire cosa fare da grande. E&rsquo; vergognoso questo poco impegno verso squadra, citt&agrave; e tifosi. Ci auguriamo che le cose vadano per il meglio&raquo;.</p> <p>A Bolzano che partita si aspetta?</p> <p>&laquo;Al Druso servir&agrave; la migliore partita dell&rsquo;anno. Il Sudtirol &egrave; una squadra organizzata, abituata a lottare. Tuttavia, se gioca i playout vuol dire che i valori sono quelli e che qualcosa ha sbagliato. Per capire se pi&ugrave; o meno del Bari lo diranno gli ultimi novanta minuti. Al Bari baster&agrave; lo 0-1. Al contrario, bisogna capire quello che si pu&ograve; fare. Perch&eacute; loro si chiuderanno. Speriamo di recuperare sia a livello fisico che mentale, per gestire la partita nella fase iniziale. Devi saper aspettare. Altrimenti, vai incontro a delle figuracce. Ma se negli ultimi venti minuti il match sar&agrave; ancora bloccato, &egrave; chiaro che devi rischiare&raquo;.</p> <p>Guardando atteggiamento, intensit&agrave; e qualit&agrave; viste in questa andata, quale delle due squadre le d&agrave; l&rsquo;impressione di avere qualcosa in pi&ugrave; per salvarsi?</p> <p>&laquo;Non &egrave; chiuso nulla. Al ritorno, su 90&rsquo; tutto pu&ograve; succedere. Mi aspetto una partita strana per quanto, di sicuro, il livello dei calciatori del Bari debba salire. Alla prossima, il Bari le deve provare tutte. Con la testa, col cuore e con le gambe. Perch&eacute; quello che non mi &egrave; piaciuto dell&rsquo;altra sera &egrave; stato vedere una squadra ferma sulle gambe. Dal secondo tempo si &egrave; notato un crollo. E questo non va bene&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_17/Schermata_2026-05-17_alle_01.09.31-1778973156232.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, la trappola Sassuolo è la sfida che vale una stagione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982929/lecce-la-trappola-sassuolo-e-la-sfida-che-vale-una-stagione.html</link>
      <description>Il Lecce questa sera sarà in campo a Reggio Emilia contro il Sassuolo e si giocherà una fetta importante di salvezza. Sarà la penultima sfida di questo campionato</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>serie a,lecce calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982929/lecce-la-trappola-sassuolo-e-la-sfida-che-vale-una-stagione.html</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 14:24:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La partita pi&ugrave; importante della stagione&raquo;. L&rsquo;emotivit&agrave; del momento sta tutta nelle parole di Eusebio Di Francesco. Il Lecce questa sera sar&agrave; in campo a Reggio Emilia contro il Sassuolo e si giocher&agrave; una fetta importante di salvezza. Sar&agrave; la penultima sfida di questo campionato, ma si ha la netta sensazione che dall&rsquo;esito di questo incontro possa dipendere tanto delle sorti della squadra giallorossa, che in classifica ha un punto di vantaggio sul terzultimo posto occupato dalla Cremonese, che se la vedr&agrave; in simultanea in trasferta contro l&rsquo;Udinese. La tensione &egrave; alta perch&eacute; il margine di errore adesso &egrave; nullo.</p> <p>Cos&igrave;, Di Francesco chiede al suo Lecce la massima concentrazione: &laquo;In settimana ho visto la squadra focalizzata sulla gara, c&rsquo;&egrave; stata massima attenzione da parte di tutto il gruppo. Siamo tutti ben consapevoli dell&rsquo;importanza della gara, bisogna badare bene a tutti i piccoli dettagli, che potranno fare la differenza&raquo;. Per il tecnico giallorosso, la sfida al Sassuolo rappresenta un ritorno al passato. Sulla panchina dei neroverdi, Di Francesco ha infatti ottenuto risultati straordinari che hanno dato grande slancio alla sua carriera. Ma per novanta minuti le emozioni verranno per&ograve; messe da parte: &laquo;Con il Sassuolo c&rsquo;&egrave; stato un passato importante, per loro e per me. Ma oggi credo che il presente per me sia ancor pi&ugrave; importante, sono concentrato su questa partita e sto cercando di trasmettere ai ragazzi la necessit&agrave; di esprimersi al meglio. Con la consapevolezza che in momenti del genere ci sono ansie e paure, che sono fisiologiche e fanno parte della natura umana. Sappiamo tutti quanto conta e il peso che ha quest&rsquo;incontro&raquo;. Il tecnico sottolinea le motivazioni non soltanto personali, ma di tutto l&rsquo;ambiente: &laquo;Non voglio soffermarmi sul piano personale, l&rsquo;obiettivo &egrave; sempre di squadra e vedo una grande voglia di raggiungerlo, da parte di tutti, tutti gli altri discorsi lasciano il tempo che trovano. So quanto &egrave; importante questo traguardo, per me e per la societ&agrave;. C&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; di fare qualcosa di grande e faremo di tutto per riuscirci&raquo;. Di Francesco si sofferma poi sull&rsquo;aspetto mentale, che a 180 minuti dal termine riveste un aspetto fondamentale. La posta in palio &egrave; altissima e non c&rsquo;&egrave; spazio, per gli errori, cos&igrave; diventa cruciale anche saper gestire le fisiologiche tensioni di una sfida del genere. &laquo;Le ansie per&ograve; non ci devono bloccare - spiega - devono motivarci a dare qualcosa in pi&ugrave;. Il coraggio poi si trasmette attraverso le azioni, che sul campo determinano i risultati. Sarebbe da ipocriti dire che non abbiamo paura, si tratterebbe di una menzogna. Ma in queste situazioni ci vuole il coraggio per raggiungere un risultato importante. Tutto passa dagli atteggiamenti che si hanno in allenamento, che vengono poi riproposti sul campo in partita&raquo;. Dalla sua parte, il Lecce avr&agrave; una spinta eccezionale dal pubblico. Sono 4.000 i tifosi giallorossi che saranno presenti nel settore ospiti, ma saranno molti di pi&ugrave; considerando anche coloro che siederanno in altri settori dello stadio. Una vera e propria onda giallorossa, in una partita che pu&ograve; valere una stagione: &laquo;I tifosi al seguito sono un aspetto importante, ma in campo scenderemo noi. Dobbiamo essere bravi a trascinare il popolo salentino verso un grande obiettivo. Abbiamo tutti il desiderio di arrivare quanto prima al traguardo, con la consapevolezza che gli ostacoli non mancheranno, ma avere tanti tifosi al nostro fianco ci dar&agrave; una grande spinta&raquo;. Quanto alle insidie dell&rsquo;avversario di turno, Di Francesco sottolinea le qualit&agrave; del Sassuolo: &laquo;Ho pensato a preparare la partita sulle caratteristiche nostre e degli avversari. Il Sassuolo &egrave; una neopromossa, ma ricordiamoci cos&rsquo;hanno fatto in passato i giocatori che possono vantare in rosa. Hanno un giocatore eccezionale come Berardi. Era un ragazzino quando lo allenavo io e gi&agrave; era il riferimento della squadra nei momenti di difficolt&agrave;. Poi ci sono elementi come Idzes e Muharemovic, giocatori molto interessanti che conosco bene. Noi dobbiamo mettere in campo le motivazioni in pi&ugrave; che abbiamo&raquo;. Quanto alle scelte di formazione, Di Francesco studia le soluzioni in difesa, considerando le condizioni non ottimali di Veiga sull&rsquo;out di destra: &laquo;Siebert agendo da terzino puro pu&ograve; avere qualche difficolt&agrave;, ma nelle dinamiche di gioco ci sta che possa allargarsi un po&rsquo; sulla fascia. Sono le caratteristiche dei giocatori che determinano i moduli e i numeri alle volte lasciano un po&rsquo; il tempo che trovano, nelle ultime gare siamo stati un po&rsquo; camaleontici. In difesa torner&agrave; anche Gaspar, che in settimana ha svolto degli allenamenti in continuit&agrave; assieme alla squadra. lui &egrave; uno dei nostri leader e anche se non dovesse giocare dal primo minuto potr&agrave; darci una grossa mano&raquo;. In mezzo al campo, invece, non &egrave; ancora al meglio Gandelman: &laquo;Nell&rsquo;ultimo periodo ha attraversato dei problemi fisici, &egrave; stato meno impiegato ma non per suoi demeriti, purtroppo ha avuto diversi fastidi. Adesso sta ritornando a un buon livello, ma non so se giocher&agrave; dall&rsquo; inizio della partita&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_17/Schermata_2026-05-17_alle_01.08.16-1778973031018.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>De Biasi e la salvezza Lecce: «La permanenza in A avrebbe un significato enorme per il Salento»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982888/de-biasi-e-la-salvezza-lecce-la-permanenza-in-a-avrebbe-un-significato-enorme-per-il-salento.html</link>
      <description>«Sarà dura sia per il Lecce che per la Cremonese. Dovranno fare i conti con due belle realtà del calcio italiano»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce,gianni de blasi,Udinese,Torino,Brescia,Spal</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982888/de-biasi-e-la-salvezza-lecce-la-permanenza-in-a-avrebbe-un-significato-enorme-per-il-salento.html</guid>
      <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:53:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>a alle spalle una trentennale carriera da allenatore, Gianni De Biasi, che ha diretto formazioni quali Udinese, Torino, Brescia, Spal e, all&rsquo;estero, Alaves e Levante, oltre ad Albania ed Azerbaigian. Gli abbiamo chiesto di analizzare, da osservatore neutrale, le prospettive della lotta salvezza tra Lecce e Cremonese.</p> <p><strong>Mister, quale delle due squadre rester&agrave; in A?</strong></p> <p>&laquo;Ogni previsione sarebbe azzardata. N&eacute; l&rsquo;analisi del calendario aiuta. I salentini, per&ograve;, hanno un punto in pi&ugrave;, che non d&agrave; garanzie ma che, alla lunga, potrebbe anche rivelarsi prezioso. Se la squadra giallorossa riuscir&agrave; a conquistare quattro lunghezze nelle due sfide contro Sassuolo e Genoa avr&agrave; ottime probabilit&agrave; di spuntarla, in quanto &egrave; improbabile che la Cremonese possa imporsi sia contro l&rsquo;Udinese che contro il Como. Non essendoci certezze nemmeno in questo senso, per&ograve;, il Lecce dovr&agrave; provare a vincere due gare su due perch&eacute; una simile eventualit&agrave; gli permetterebbe di fare festa indipendentemente dai risultati dei grigiorossi&raquo;.</p> <p><strong>Domani, alle 20,45, l&rsquo;undici allenato da Eusebio Di Francesco visiter&agrave; il Sassuolo, mentre quello diretto da Marco Giampaolo affronter&agrave; in trasferta l&rsquo;Udinese. Chi avr&agrave; il compito pi&ugrave; arduo?</strong></p> <p>&laquo;Sar&agrave; dura sia per il Lecce che per la Cremonese. Dovranno fare i conti con due belle realt&agrave; del calcio italiano. I neroverdi, da neopromossi, hanno disputato un ottimo torneo, sotto la guida di Grosso, che ha svolto un ottimo lavoro. Gli emiliani dispongono di buona qualit&agrave; e di un collettivo rodato. I bianconeri, dal canto loro, possono contare su una grande fisicit&agrave; ed una buona cifra tecnica. Posseggono i mezzi per giocarsela con tutte le rivali, anche quelle pi&ugrave; quotate. Avrebbero potuto essere anche un tantino pi&ugrave; in alto in graduatoria. Sono certo che n&eacute; il Sassuolo n&eacute; l&rsquo;Udinese faranno regali. Domani, per muovere la classifica, giallorossi e grigiorossi dovranno tirare fuori delle prestazioni di spessore e mettere in mostra tanta personalit&agrave;&raquo;.</p> <p><strong>Negli ultimi 90&rsquo;, il Lecce ricever&agrave; il Genoa e la Cremonese ospiter&agrave; il Como. Cosa ne pensa?</strong></p> <p>&laquo;In questo caso, sembrerebbe pi&ugrave; delicato l&rsquo;impegno dei lombardi. La compagine lariana &egrave; tra le migliori della serie A ed inoltre potrebbe essere ancora in corsa per la conquista di un posto in Champions. Se fosse cos&igrave; si tratterebbe di un match difficilissimo. Ma intanto va disputato il 37esimo turno&raquo;.</p> <p><strong>Si &egrave; avuta spesso l&rsquo;impressione che in entrambe le piazze la paura faccia novanta. &Egrave; cos&igrave;?</strong></p> <p>&laquo;Non potrebbe essere diversamente perch&eacute; tra calciatori, tecnici e dirigenti c&rsquo;&egrave; la consapevolezza di giocarsi i sacrifici di una intera annata. &Egrave; fatale avvertire enormi pressioni&raquo;.</p> <p><strong>Quali aspetti saranno determinanti per meritare di brindare il 24 maggio?</strong></p> <p>&laquo;La testa conter&agrave; tantissimo. Mi riferisco alla capacit&agrave; di gestire, dal punto di vista mentale, l&rsquo;ansia che rischia di emergere quando si sa che un punto ottenuto o lasciato per strada pu&ograve; valere una annata agonistica. Chi sapr&agrave; mantenere i nervi saldi, restando lucido, avr&agrave; maggiori chance di restare in massima serie. N&eacute; va sottovalutata la condizione fisica. Ma dall&rsquo;esterno non sono in grado di stabilire chi stia meglio da questo punto di vista. Sono curioso di vedere come finir&agrave; ed aggiungo che, se dovesse salvarsi il Lecce, sarei molto contento per Di Francesco, che nelle due precedenti annate &egrave; stato alquanto sfortunato alla guida del Frosinone e del Venezia. &Egrave; un collega preparato e meticoloso&raquo;.</p> <p><strong>A Sassuolo, Wladimiro Falcone e compagni potranno contare su un settore ospiti gremito da quattromila tifosi salentini. Ma si stima che, negli altri settori del Mapei Stadium, ci saranno almeno altri mille/millecinquecento supporter giallorossi giunti dalle regioni vicine. Quanto conter&agrave;?</strong></p> <p>&laquo;Di fatto, il Lecce giocher&agrave; in casa e potr&agrave; fare leva sulla passione della sua gente. Questa circostanza pu&ograve; avere un peso notevole. La passione che accompagna in ogni partita il club presieduto da Sticchi Damiani &egrave; straordinaria&raquo;.</p> <p><strong>Quanto varrebbe, in Salento, la quarta permanenza consecutiva in massima serie?</strong></p> <p>&laquo;Avrebbe un significato enorme. Si tratterebbe di un ulteriore risultato di prestigio per una societ&agrave; che sta operando molto bene e sta cercando di costruire per gradi. Noto, tra l&rsquo;altro, che il presidente Sticchi Damiani &egrave; il primo dei tifosi e soffre tanto in tribuna, segno di un grande coinvolgimento emotivo&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_16/GN4_DAT_47826040.jpg---1778939511834.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Un Bari senza «luce» resta in sospeso, il Sudtirol è più squadra</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982887/un-bari-senza-luce-resta-in-sospeso-il-sudtirol-e-piu-squadra.html</link>
      <description>La partita di andata dei playout finisce con un nulla di fatto al «San Nicola» in una straordinaria cornice di pubblico (quasi 28 mila spettatori) Due-tre lampi nella prima parte di gara ma manca la giocata vincente</description>
      <category>bari,serie b,sudtirol</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982887/un-bari-senza-luce-resta-in-sospeso-il-sudtirol-e-piu-squadra.html</guid>
      <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:49:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;impressione &egrave; che sia andata bene. Al Bari, s&rsquo;intende. Capace di qualche slancio di &laquo;pancia&raquo; nel primo spicchio di partita ma, poi, lentamente rannicchiato su se stesso e incapace di produrre qualcosa di interessante. Manovra lenta, involuta, assolutamente senza &laquo;luce&raquo;. E la solita fase di non possesso che non regala certezze, anzi. Quando il pallone ce l&rsquo;hanno gli avversari hai sempre la sensazione che ci possa scappare la &laquo;dormita&raquo;. Il pareggio va benone perch&eacute; non racconta tutto. Pi&ugrave; squadra, il Sudtirol. In campo in modo logico, aggrappato a gente di categoria che conosce l&rsquo;arte della &laquo;legna&raquo;. Merkaj e Pecorino le &laquo;cartoline&raquo; di un calcio che, da queste parti, s&rsquo;&egrave; visto quasi mai. E i numeri lo urlano ai quattro venti.</p> <p>Troppo poco, il Bari. Nella notte in cui quasi trentamila tifosi hanno deciso di scendere in... campo per provare a salvare il salvabile. Mancanza di coraggio o incapacit&agrave;? Sicuramente Longo avr&agrave; impostato una partita che prevedeva anche grande attenzione nell&rsquo;occupazione degli spazi. Un centrocampo folto ma senza un vero organizzatore (Verreth fuori causa, Artioli ormai costantemente in panchina). Cos&igrave; si fa fatica. Anche a partorire una bench&eacute; minima iniziativa. Solo a campo aperto i biancorossi sono capaci di creare qualcosa. Ma in partite cos&igrave; sarebbe servito ben altro. Cosa? Tutto quello che il Bari non ha saputo essere finora. Non una squadra bella. E nemmeno &laquo;sporca&raquo;. Piatta, vuota, inaffidabile. Nonostante non siano mancati impegno e applicazione.</p> <p>Un paio di <span class="GN4_p">chances</span> con Rao e Maggiore nei primi 15&rsquo;, sfruttando la verticalit&agrave;. Ma anche lampi del Sudtirol con Molina, El Kaouakibi e una deliziosa punizione di Casiraghi, ipsirato regista offensivo. Primo tempo sostanzialmente equilibrato col Bari che, per&ograve;, perde campo col passare dei minuti. Un film gi&agrave; visto che chiama in causa l&rsquo;assoluta mancanza di personalit&agrave; e spessore. Nei momenti pi&ugrave; complicati manca chi pretende il pallone e detta i tempi del gioco. Maggiore, Piscopo, Esteves, Pagano sono tutti incursori. E lo stesso Esteves non ha ancora trovato una vera identit&agrave; tattica. N&egrave; carne, n&egrave; pesce. Impossibile, insomma, pensare di poter vedere partite diversa da questa. Salvo episodi, un po&rsquo; quello che accadde contro l&rsquo;Entella.</p> <p>Il secondo tempo &egrave; ancora pi&ugrave; chiaro nel suo &laquo;racconto&raquo;. Con il Sudtirol ha argomenti pi&ugrave; credibili da giocare sul tavolo della salvezza. Pi&ugrave; gioco, pi&ugrave; fisicit&agrave;. Una squadra, gi&agrave;. Con limiti, certo. Ma una squadra. Strutturalmente di un&rsquo;altra categoria rispetto al Bari. Le parate di Cerofolini impediscono la fuga altoatesina, anche una mezza traversa esterna su cross dalla sinistra di Davi. Sarebbe stato un vantaggio legittimo. Nonostante un tentativo di Cuni, in un finale della serie &laquo;vorrei ma non posso&raquo;. La squadra di Longo non riesce nemmeno a chiudere in <span class="GN4_p">forcing</span>. Castori non soffre praticamente mai. E guarda al ritorno con un pizzico di fiducia in pi&ugrave;. Pur nella consapevolezza che la &laquo;partita&raquo; resta apertissima. Pu&ograve; succedere di tutto, certo. AI tifosi del Bari, ancora una volta straordinari, non resta che l&rsquo;arte della speranza. Servir&agrave; fortuna, tanta fortuna. E qualche episodio che gira a favore. Notte fonda o un sospiro di sollievo. Bolzano dir&agrave; tutta la verit&agrave;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_16/WhatsApp_Image_2026-05-15_at_21.25.04-1778939333617.jpeg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, missione salvezza: scatta il conto alla rovescia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982677/lecce-missione-salvezza-scatta-il-conto-alla-rovescia.html</link>
      <description>Liverani fa il tifo per i giallorossi: «Compatti verso l’obiettivo»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Fabio Liverani,serie a,Eusebio Di Francesco</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982677/lecce-missione-salvezza-scatta-il-conto-alla-rovescia.html</guid>
      <pubDate>Thu, 14 May 2026 15:29:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>In una volata salvezza il cui risultato &egrave; tutto da scrivere, con 180&rsquo; che si preannunciano al cardiopalmo, vietati ai deboli di cuore, Fabio Liverani assegna qualche stelletta in pi&ugrave; alla squadra allenata da Eusebio Di Francesco rispetto alla Cremonese. Il trainer romano, che &egrave; stato tra i grandi artefici della promozione in B che ha permesso al club salentino di abbandonare l&rsquo;inferno della C e che subito dopo ha concesso il bis con il salto in A, il primo della presidenza di Saverio Sticchi Damiani e dell&rsquo;attuale propriet&agrave;, spiega perch&eacute; ritiene che il Lecce abbia qualche piccolo vantaggio che potrebbe rivelarsi importante per raggiungere il traguardo agognato dalla piazza.</p> <p>&laquo;Il punto di margine vantato dai giallorossi sulla Cremonese non d&agrave; alcuna garanzia, ma &egrave; meglio averlo piuttosto che essere dietro ai lombardi &ndash; sottolinea Liverani &ndash; Sono in palio sei lunghezze e quindi pu&ograve; accadere di tutto. Nessuno pu&ograve; stabilire quale delle due compagini rester&agrave; in massima serie ma, sul piano mentale, chi rincorre ha la consapevolezza di non potere steccare perch&eacute; altrimenti rischia il game over&raquo;.</p> <p>Secondo il tecnico capitolino, per&ograve;, l&rsquo;aspetto-chiave &egrave; un altro: &laquo;A fare la differenza potrebbe essere la grande coesione sulla quale pu&ograve; contare il Lecce. Non mi riferisco al gruppo squadra con lo staff, ma a tutto l&rsquo;ambiente. Io l&rsquo;ho vissuto sulla mia pelle cosa significhi. Tra le componenti che concorrono a raggiungere l&rsquo;obiettivo non ci sono voci stonate. Dirigenti, medici, giocatori, allenatori, ogni singola figura che lavora in seno al club rema nella stessa direzione. Il che vale anche per la tifoseria. &Egrave; probabile che tutto ci&ograve; dipenda dal fatto che la propriet&agrave; &egrave; del luogo e, con la gente, abbia saputo toccare le corde giuste. I sostenitori sono orgogliosi di ci&ograve; che si sta costruendo, amano la maglia che rappresenta una terra, un popolo. La passione &egrave; smisurata. Non &egrave; un caso che il Via del Mare sia gremito da diverse stagioni, che il sodalizio salentino sia tra i primi dieci per presenze allo stadio nei match casalinghi, che in trasferta possa contare sul pienone nel settore ospiti, quando la trasferta non &egrave; soggetta a limitazioni. Tutto ci&ograve; incide perch&eacute; tocca le corde del sentimento, trasmette emozioni&raquo;.</p> <p>In campo contano anche le qualit&agrave; tecniche: &laquo;Sono importanti, ma ci sono altri fattori che hanno altrettanta importanza. In questa fase, il Lecce mi sembra un tantino pi&ugrave; solido della Cremonese. Raramente esce fuori dalle partite. Lotta con gagliardia. Ci crede. E poi c&rsquo;&egrave; una differenza. I grigiorossi hanno azzeccato un avvio di stagione da mille e una notte. C&rsquo;era chi riteneva che avessero ipotecato la permanenza gi&agrave; a fine andata. Invece, ora occupano il terz&rsquo;ultimo posto e non so se si aspettassero una situazione del genere a met&agrave; torneo. I giallorossi, invece, sapevano in partenza che avrebbero dovuto battagliare sino all&rsquo;ultimo minuto della sfida conclusiva per restare in A ed &egrave; quello che stanno facendo. Nel calcio, per&ograve;, ogni incontro pu&ograve; mutare gli scenari e pu&ograve; cambiare le carte in tavola, il che significa che nessuno &egrave; in grado di azzardare quale sar&agrave; il verdetto&raquo;.</p> <p>Il Lecce dovr&agrave; duellare con il Sassuolo in campo avverso e con il Genoa al Via del Mare, mentre la Cremonese andr&agrave; ad Udine ed ospiter&agrave; il Como: &laquo;Fare discorsi sul calendario a due giornate dalla conclusione non ha senso. Conter&agrave; ci&ograve; che le due pericolanti sapranno gettare nella mischia, anche al di l&agrave; della caratura dei rivali. Falcone e compagni dovranno credere in se stessi e proseguire il percorso effettuato sin qui, senza mollare un solo attimo, un solo centimetro&raquo;.</p> <p>Il club presieduto da Saverio Sticchi Damiani insegue la quarta salvezza di fila in massima serie: &laquo;Si tratterebbe di un risultato straordinario. Impensabile sino a qualche anno fa, con la squadra in C. Quanto la societ&agrave; salentina sta facendo &egrave; il frutto di un lavoro certosino, portato avanti nella consapevolezza delle difficolt&agrave; con le quali bisogna fare i conti ogni giorno. L&rsquo;esperienza che ho maturato negli anni in cui ho allenato il Lecce mi ha insegnato che la societ&agrave; va avanti con equilibrio. Nei momenti critici analizza le situazioni e valuta le soluzioni, ma senza gli isterismi che spesso esistono altrove&raquo;.</p> <p>Tra i supporter, c&rsquo;&egrave; chi chiede di pi&ugrave; sul piano del gioco o vorrebbe un salto di qualit&agrave; nei programmi: &laquo;Il pubblico ha il diritto di criticare e di esprimere il proprio pensiero. Ci&ograve; che conta, per&ograve;, &egrave; che nei 95&rsquo;/100&rsquo; di ogni gara sostenga con passione la squadra, senza riserve. A Lecce ci&ograve; accade sempre ed &egrave; qualcosa di speciale. Per me &egrave; un orgoglio sapere che quanto si sta costruendo in queste stagioni abbia preso le mosse dalla promozione in B centrata nel 2017/2018. Gi&agrave; allora con la compattezza di tutte le componenti, ma anche con delle pressioni enormi perch&eacute; nessuno, nell&rsquo;ambiente giallorosso, sopportava l&rsquo;idea di essere in C. Sentivamo come il salto tra i cadetti fosse un obbligo ed alla lunga, con il contributo di tutti, abbiamo raggiunto l&rsquo;obiettivo. Infatti, &egrave; questo il risultato al quale sono legato maggiormente, pi&ugrave; del salto seguente in serie A&raquo;.</p> <p></p> <p>Dopo la separazione dal Lecce, Liverani &egrave; tornato una sola volta al Via del Mare: &laquo;Purtroppo, &egrave; accaduto in una situazione luttuosa. Quando &egrave; stato dato l&rsquo;ultimo saluto a Graziano Fiorita, un ragazzo serio ed un professionista esemplare che, ne sono certo, continua a fare parte della famiglia giallorossa ed &egrave; sempre accanto a tutti quelli che hanno condiviso con lui lo spogliatoio della formazione salentina&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_14/Screenshot_2026-05-14_153428-1778765322784.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari e Sudtirol a oltranza, quasi mai sfide banali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982570/bari-e-sudtirol-a-oltranza-quasi-mai-sfide-banali.html</link>
      <description>Rao e Casiraghi, la qualità che può risultare determinante. I pugliesi hanno recuperato ben 11 punti alla squadra di Castori</description>
      <author>antonello raimondo</author>
      <category>bari calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982570/bari-e-sudtirol-a-oltranza-quasi-mai-sfide-banali.html</guid>
      <pubDate>Wed, 13 May 2026 16:39:48 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una avrebbe voluto sognare e invece ora deve solo svegliarsi dall&rsquo;incubo pi&ugrave; tremendo. L&rsquo;altra ha accarezzato idee di grandezza per poi cadere in una crisi inesorabile. Alla vigilia della solita, pazza, serie B, nessuno avrebbe probabilmente pronosticato un playout tra Bari e Sudtirol. E forse nemmeno prima di un&rsquo;ultima giornata che dava ancora ad entrambe la possibilit&agrave; della salvezza diretta. Ma mentre nel caso dei pugliesi sarebbe servita una complessa combinazione di risultati, in quello dei bolzanini sarebbe bastato battere una Juve Stabia gi&agrave; sicura del suo posto (il settimo) nella griglia dei playoff.</p> <p><span class="GN4_pre"> UNA STORIA RECENTE</span> <span class="GN4_post"> E, invece, eccole di fronte. Al bivio di una storia recente che spesso le ha viste a braccetto. Gi&agrave;, perch&eacute; l&rsquo;album del match comincia appena quattro anni fa, quando le formazioni, fresche vincitrici dei rispettivi gironi di serie C, si affrontano per la Supercoppa di categoria. Il Sudtirol, che ha appena conquistato la serie B per la prima volta nella sua freschissima epopea (il club sotto questa denominazione esiste soltanto dal 1995) sbarca al &laquo;San Nicola&raquo; per vedersela con il Bari di Mignani che, invece, torna tra i cadetti dopo la faticosa risalita dal fallimento del 2018. Gli altoatesini si impongono 2-1: De Col e Casiraghi ribaltano l&rsquo;iniziale vantaggio siglato da D&rsquo;Errico. Ma lo scontro raggiunge il pi&ugrave; alto livello di <i>pathos</i> nel torneo successivo, quando entrambe, da matricole, sbarcano ai playoff per la A ritrovandosi in semifinale. Il 29 maggio 2023 perse 1-0 in trasferta e tre giorni dopo vinse con il medesimo punteggio in un &laquo;San Nicola&raquo; conquistando la finale (poi persa con il Cagliari) grazie al miglior piazzamento (terza contro sesta) nella stagione regolare. </span></p> <p>Nel complesso, il bilancio vede in vantaggio proprio il Sudtirol che, su undici precedenti, ha vinto cinque volte, a fronte delle tre affermazioni dei Galletti e di altrettanti pareggi. Nel campionato in corso, i confronti sono avvenuti il 13 dicembre 2025 a Bolzano (0-0, con i pugliesi incapaci di capitalizzare 65&rsquo; di superiorit&agrave; numerica determinata dall&rsquo;espulsione di Tronchin) e il 15 febbraio scorso a Bari: il Sudtirol si impose 2-1 con rete di Merkaj e autogol di Mane, poi l&rsquo;acuto di Rao non bast&ograve; ad evitare il ko. La differenza di un punto in classifica (41 il complesso di Castori, 40 quello di Longo) escluder&agrave; &ldquo;code&rdquo; (supplementari e rigori) nel doppio confronto del 15 e 22 maggio. Il Sudtirol avr&agrave; il vantaggio di giocare il ritorno in casa e di salvarsi in caso di doppia parit&agrave; (due pareggi o vittoria e sconfitta con la medesima differenza reti). Il Bari, partir&agrave; ancora da quartultimo nel playout come &egrave; accaduto nei soli due precedenti: nel 2004 non super&ograve; l&rsquo;esame Venezia (1-0 per i Galletti all&rsquo;andata, 0-2 al ritorno), ma si salv&ograve; comunque grazie al ripescaggio, mentre due anni fa la spunt&ograve; sulla Ternana (1-1 e 3-0).</p> <p><span class="GN4_pre"> IL CAMPIONATO</span> <span class="GN4_post"> La formazione alto atesina ha conquistato appena un punto in pi&ugrave; dei Galletti, ma l&rsquo;andamento &egrave; stato opposto. Il Bari, infatti, non &egrave; mai emerso dai bassifondi ed &egrave; ricorso a ben tre allenatori: Fabio Caserta fino al dodicesimo turno, poi il breve interregno di Vincenzo Vivarini (otto giornate), quindi il ritorno di Moreno Longo, in sella da 18 giornate, dopo aver concluso la scorsa stagione fuori dai playoff e riallacciando un filo che si era spezzato proprio a Bolzano, dove disput&ograve; l&rsquo;ultima gara della regular season 2024-25. Fabrizio Castori, invece, &egrave; sulla panchina bolzanina dal dicembre 2024: raccolse la squadra all&rsquo;ultimo posto e la port&ograve; alla salvezza diretta con un turno d&rsquo;anticipo. Nel torneo appena concluso era riuscito a mantenersi alla larga dalla zona pericolosa, ma ora paga un autentico crollo avvenuto negli ultimi due mesi. Basti pensare che dopo la vittoria a Bari vantava 12 punti di vantaggio sui biancorossi (che in quel frangente scivolarono al penultimo posto) con otto lunghezze di margine sui playout e appena quattro punti di distacco dai playoff. Fu il culmine di una serie scandita da cinque successi e due pareggi. Nei successivi 13 turni, per&ograve;, &egrave; arrivata una sola affermazione, con cinque pareggi e sette sconfitte. L&rsquo;ultimo acuto risale al 3 marzo scorso, 4-0 sul campo della Reggiana. Le due squadre condividono lo stesso numero di reti realizzate (38: sono il quartultimo attacco della B), ma la difesa altoatesina &egrave; decisamente pi&ugrave; solida (48 reti al passivo rispetto alle 60 baresi che hanno la penultima retroguardia della B). I Galletti hanno vinto di pi&ugrave; (10 gare a 8), ma anche incassato un maggior numero di sconfitte (18 a 13), cos&igrave; come &egrave; evidente la differenza nei pareggi: 17 a 10 per il Sudtirol. Il Bari rende decisamente meglio in casa dove ha raccolto 26 punti, mentre i bolzanini tra le mura amiche ne contano appena 22: peggio soltanto lo Spezia con 21. Ottimo, invece, lo score degli uomini di Castori in trasferta: con 19 punti sono noni nella graduatoria specifica, mentre il Bari con 14 si ritrova quintultimo. Castori &egrave; figlio di una gavetta che lo ha visto trionfare fin dai dilettanti con Cerreto e Tolentino, ha portato il Lanciano dalla C2 alla C1, il Cesena in B, il Carpi e la Salernitana in A. In mezzo, tante battaglie per la salvezza in cadetteria. Nella sua lunga carriera, ha alternato vari moduli, proprio come nel corso dell&rsquo;attuale torneo con il Sudtirol che preferibilmente si schiera con il 3-5-2, sconfinando anche nel 4-4-2 o nel 3-5-1-1. Blocco difensivo piuttosto basso, grande agonismo, esuberanza fisica e ripartenze veloci sono parte fondamentale del suo credo.</span></p> <p><span class="GN4_pre"> GLI ALLENATORI</span> <span class="GN4_post"> Moreno Longo sta affrontando il suo settimo campionato in B, il secondo a Bari. Nel suo <i>palmares</i>, spicca la salvezza ottenuta alla guida della Pro Vercelli, la promozione in A con il Frosinone, il ritorno in cadetteria dell&rsquo;Alessandria. Prima dell&rsquo;approdo in biancorosso era stato protagonista di una rimonta che valse la permanenza in B del Como da cui fu poi esonerato a novembre 2023 malgrado fosse in quinta posizione. Il 3-4-2-1 &egrave; il suo modulo di riferimento, basato su equilibri ferrei che devono prevedere compattezza difensiva, duelli uomo contro uomo a tutto campo, pressing alto e attacco alla profondit&agrave;. Concetti che sono emersi pi&ugrave; nello scorso torneo: in quello in corso, ha provato a dare certezze ad un complesso che pareva allo sbando, inanellando alcuni successi vitali per l&rsquo;esito definitivo (i blitz con Cesena, Sampdoria e Catanzaro, le affermazioni in casa con Empoli, Reggiana, Modena ed Entella), ma anche cadute fragorose (proprio con dirette concorrenti quali Mantova, Sudtirol o Pescara oppure in match alla portata con Carrarese e Avellino). Castori &egrave; figlio di una gavetta che lo ha visto trionfare fin dai dilettanti con Cerreto e Tolentino, ha portato il Lanciano dalla C2 alla C1, il Cesena in B, il Carpi e la Salernitana in A. In mezzo, tante battaglie per la salvezza in cadetteria. Nella sua lunga carriera, ha alternato vari moduli, proprio come nel corso dell&rsquo;attuale torneo con il Sudtirol che preferibilmente si schiera con il 3-5-2, sconfinando anche nel 4-4-2 o nel 3-5-1-1. Blocco difensivo piuttosto basso, grande agonismo, esuberanza fisica e ripartenze veloci sono parte fondamentale del suo credo.</span></p> <p><span class="GN4_pre"> GLI EX</span> <span class="GN4_post"> Stavolta non si porr&agrave; la consueta telenovela sul discusso ex Andrea Masiello (tra protagonisti dello scandalo scommesse esploso dal 2011 in poi): il difensore, che con il Bari ha militato da gennaio 2008 fino al 2011 con una promozione in A e una brillante salvezza nel massimo campionato (132 presenze e tre gol il suo curriculum in Puglia) ha dato addio al calcio e salter&agrave; il playout, dopo 87 gettoni e due gol con il Sudtirol dal 2022 al 2026. Non &egrave; impossibile. Ma servir&agrave; la migliore versione di un complesso che ha ancora un&rsquo;occasione per riabilitarsi. Nel Sudtirol, inoltre, milita Salvatore Molina, 13 presenze nel Bari da gennaio a giugno 2023 nell&rsquo;annata culminata con la finale persa ai playoff.</span></p> <p><span class="GN4_pre"> GLI UOMINI IN COPERTINA</span> <span class="GN4_post"> A tenere in vita il Bari sono stati soprattutto Gabriele Moncini ed Emanuele Rao, 16 gol in due (11 il centravanti, cinque l&rsquo;esterno) che hanno portato in cassa addirittura 33 dei 40 punti complessivi dei Galletti. Nel disegno di Longo, ormai compongono la coppia offensiva titolare, con il ventenne di propriet&agrave; del Napoli, libero di svariare sull&rsquo;intero fronte offensivo, allargando le mansioni rispetto all&rsquo;originaria vocazione di ala pura. A togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato spesso anche il portiere Michele Cerofolini, il pi&ugrave; presente nella stagione biancorossa: ha saltato solo la trasferta di Monza per squalifica. Lecito aspettarsi qualcosa in pi&ugrave; da Tomas Esteves, tecnica e talento da categoria superiore, ma il centrocampista portoghese fin qui si &egrave; acceso poco. Nel Sudtirol, si &egrave; distinto il tandem di punta composto da Silvio Merkaj ed Emanuele Pecorino, nove gol a testa e mille duelli impostati su fisicit&agrave;, sportellate e corse a perdifiato. Ma l&rsquo;anima della squadra resta Daniele Casiraghi, centrocampista di qualit&agrave; che ha messo radici a Bolzano dal 2019 totalizzando 238 presenze e 62 gol (quattro nell&rsquo;ultimo torneo): fantasia, tecnica e abilit&agrave; nei calci piazzati costituiscono un bagaglio eccellente. Vietato, per&ograve;, spaventarsi. Il Bari ora deve dare tutto pur di evitare la pi&ugrave; cocente delle umiliazioni.</span></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_13/Screenshot_2026-05-13_163743-1778683163761.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Ariatti vota la fiducia: «Lecce, puoi farcela»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982569/ariatti-vota-la-fiducia-lecce-puoi-farcela.html</link>
      <description>«Contro la Juve atteggiamento positivo e mentalità giusta»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1982569/ariatti-vota-la-fiducia-lecce-puoi-farcela.html</guid>
      <pubDate>Wed, 13 May 2026 16:37:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Quello visto all&rsquo;opera contro la Juventus &egrave; un Lecce vivo, che ha un atteggiamento positivo e la mentalit&agrave; giusta per inseguire sino in fondo la quarta permanenza consecutiva in serie A. La squadra &egrave; stata costruita per questo obiettivo ed ha le qualit&agrave; per farcela. Inoltre, &egrave; bene allenata da quel bravo tecnico che &egrave; Eusebio Di Francesco. Per sapere se al termine del campionato raggiunger&agrave; il traguardo, per&ograve;, bisognerebbe avere la capacit&agrave; di leggere in una sfera di cristallo. I presupposti e le condizioni perch&eacute; ce la faccia ci sono senza dubbio, ma le componenti che decreteranno il verdetto finale sono molteplici, ivi compreso quel pizzico di fortuna sempre utile quando bisogna centrare una grande impresa&raquo;. &Egrave; cos&igrave; che Luca Ariatti analizza la situazione che si vive in casa del Lecce quando mancano due soli match alla conclusione della stagione. L&rsquo;ex centrocampista, originario di Reggio Emilia, ha disputato una annata in B (terminata con la promozione) ed una in A in maglia giallorossa e si &egrave; cimentato in massima serie anche con le casacche di Fiorentina, Atalanta e Chievo.</p> <p>Ariatti torna sulla sfida contro la Juventus: &laquo;Era oltremodo complicata in quanto, oltre alla caratura della compagine bianconera che, non a caso, &egrave; terza, incideva la necessit&agrave; della Vecchia Signora di cancellare il passo falso rimediato nel turno precedente contro il Verona, per riprendere con vigore il cammino verso la conquista di un posto in Champions. Infatti, la partenza del team guidato da Luciano Spalletti &egrave; stata arrembante ed il Lecce &egrave; andato sotto dopo pochi secondi. Ebbene, un avvio del genere avrebbe potuto portare ad un crollo. Invece, i salentini hanno reagito ed hanno tenuto aperta la gara sino alla fine, creando anche i presupposti per pareggiare. Questa tenuta &egrave; incoraggiante nell&rsquo;ottica delle ultime due uscite che decideranno il verdetto stagionale. La mentalit&agrave; c&rsquo;&egrave;, come del resto lo spirito battagliero&raquo;.</p> <p>La classifica vede il club presieduto da Saverio Sticchi Damiani attestato a quota 32 e la Cremonese a quota 31: &laquo;Essere davanti &egrave; importante ma, con sei lunghezze ancora da assegnare, pu&ograve; accadere di tutto. Dopo essersi riportati a -1 grazie al successo colto ai danni del Pisa, i grigiorossi credono nel sorpasso. I giallorossi, dal canto loro, dovranno avere l&rsquo;intento di allungare il vantaggio. Sar&agrave; anche una lotta di nervi nella quale non bisogner&agrave; subire, sul piano mentale, le situazioni negative. Occorre concentrarsi sulla prossima partita e dare il massimo per strappare il migliore risultato possibile. Il trentasettesimo turno sar&agrave; importantissimo, ma &egrave; probabile che il verdetto arrivi sul filo di lana degli ultimi 90&rsquo;, come in un libro giallo nel quale il colpevole viene svelato nelle ultime pagine, tenendo con il fiato sospeso il lettore&raquo;.</p> <p>Nella prossima giornata, sono in cartellone i match Sassuolo-Lecce ed Udinese-Cremonese: &laquo;Impossibile stabilire quale delle due pericolanti abbia il compito pi&ugrave; delicato. Entrambe dovranno vedersela con squadre di buon valore, che occupano una tranquilla posizione di classifica, ma che hanno sin qui dato la netta sensazione di volere chiudere in bellezza il torneo. Del resto, sia nelle file degli emiliani che in quelle dei friulani, figurano diversi calciatori che hanno mercato e che vogliono mettersi in mostra per meritare il salto di qualit&agrave;. Per sbancare il Mapei Stadium o per ottenere un risultato utile, Wladimiro Falcone e compagni dovranno sfoderare una prestazione di spessore, fatta di intensit&agrave;, attenzione, cattiveria agonistica, organizzazione&raquo;. Ariatti indica cosa serva al complesso giallorosso per riuscire a restare in A: &laquo;Il Lecce deve capitalizzare le occasioni che crea. Negli ultimi tempi &egrave; riuscito a procurarsene qualcuna in pi&ugrave; ma, com&rsquo;&egrave; accaduto contro la Juventus, non ha segnato. Le prestazioni sono state quasi sempre all&rsquo;altezza, ma &egrave; mancato troppo spesso il gol. Ora bisogna fare rotolare la palla in fondo alla porta avversaria. Su azione manovrata, con gli attaccanti o con gli inserimenti dei centrocampisti. O su palla inattiva, con la deviazione di qualche difensore. Ma anche facendo carambolare la sfera su un rivale&raquo;.</p> <p>Della rosa 2025/2026, l&rsquo;ex centrocampista incorona Santiago Pierotti: &laquo;L&rsquo;argentino sta facendo molto bene. Ha potenza fisica, velocit&agrave; con la palla al piede, in progressione. &Egrave; un giocatore verticale ed &egrave; in grado di spaccare una partita. Inoltre, ha margini di crescita&raquo;. I tifosi del Lecce sognano di soffrire meno: &laquo;I salentini devono essere orgogliosi di ci&ograve; che sta realizzando il loro club, che non &egrave; affatto scontato. Per il resto, sarebbe bello se fosse possibile alzare un po&rsquo; l&rsquo;asticella senza fare salti nel buio, ma non so se accadr&agrave;, in quanto fa parte del dna della squadra giallorossa tribolare sino all&rsquo;ultimo nel tentativo di salvarsi, quando si cimenta in massima serie, ed essere tra le favorite quando milita tra i cadetti. In questo momento, per&ograve;, conta solo che l&rsquo;ambiente spinga per aiutare Ylber Ramadani e compagni a raggiungere un&rsquo;altra storica permanenza&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_13/Screenshot_2026-05-13_164216-1778683036489.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Pillon scuote il Bari: «Serve personalità, l'ansia ti divora ai playout»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982419/pillon-scuote-il-bari-serve-personalita-l-ansia-ti-divora-ai-playout.html</link>
      <description>«Io dormivo poco. Mi fido di Longo, saprà cosa fare»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>Giuseppe Pillon,bari,serie b</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982419/pillon-scuote-il-bari-serve-personalita-l-ansia-ti-divora-ai-playout.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 15:24:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ventidue anni dopo, il Bari si ritrova ancora davanti allo spettro del playout. Cambiano epoche, protagonisti e categorie emotive, ma il peso specifico di certe partite resta identico. Novanta minuti che diventano centottanta, una stagione intera compressa dentro dettagli, nervi, episodi e paure. Stavolta i biancorossi si giocheranno la permanenza in serie B contro il Sudtirol, in una doppia sfida che arriva dopo mesi tormentati, tra contestazioni, silenzi e un rapporto complicato tra squadra, societ&agrave; e tifoseria. Eppure, le due vittorie consecutive contro Entella e Catanzaro hanno riacceso qualcosa. Entusiasmo prudente, orgoglio, forse persino speranza.</p> <p>Per analizzare il clima e soprattutto la dimensione psicologica di un playout, la voce giusta &egrave; quella di Giuseppe Pillon, per tutti Bepi. Un tecnico che Bari la conosce bene e che ha gi&agrave; vissuto sulla propria pelle la tensione devastante di uno spareggio salvezza: stagione 2003-2004, playout contro il Venezia e retrocessione in serie C. Un&rsquo;esperienza ancora oggi ricordata come una delle pi&ugrave; dolorose della storia recente biancorossa. Proprio per questo, il suo punto di vista aiuta a capire cosa accade davvero dentro uno spogliatoio quando il margine d&rsquo;errore scompare e quando la paura rischia di diventare pi&ugrave; forte delle qualit&agrave; tecniche.</p> <p><strong>Mister, cosa si prova davvero nei giorni che precedono un playout? &Egrave; pi&ugrave; paura o pi&ugrave; adrenalina?</strong></p> <p>&laquo;L&rsquo;ansia ti mangia. Devi solo concentrarti sulla partita, sulle mosse da fare. Longo ha una notevole esperienza e sa come affrontare la situazione. Uno spareggio non &egrave; mai facile ed &egrave; sempre un rebus capire chi potr&agrave; spuntarla. Di sicuro, chi sta bene fisicamente parte avvantaggiato. Il Bari, per esempio, viene da un ottimo risultato a Catanzaro. Premessa che pu&ograve; garantire una grossa spinta per la sfida di venerd&igrave;&raquo;.</p> <p><strong>Lei ha gi&agrave; vissuto un playout drammatico sulla panchina del Bari nel 2004. Che ricordi porta ancora dentro di quella esperienza?</strong></p> <p>&laquo;Ci rimani di un male inspiegabile. In certe circostanze, l&rsquo;allenatore &egrave; un uomo solo. Le responsabilit&agrave; ricadono sul mister. Il mio playout a Bari? Una delle esperienze pi&ugrave; dolorose in carriera. Sembrava fossimo sulla via giusta. Invece, incappammo nella sconfitta contro il Catania che ci condann&ograve; agli spareggi col Venezia. Vincemmo 1-0 in casa, ma al ritorno le cose andarono male. L&rsquo;infortunio di Valdes complic&ograve; le cose. Ci misi due mesi per recuperare dalla botta. Per fortuna, ci fu il ripescaggio&raquo;.</p> <p><strong>In quelle settimane si dorme meno? Cambiano le abitudini di un allenatore?</strong></p> <p>&laquo;Dormi poco. Anche durante la notte pensi a chi far giocare e a come disporre la squadra. Per certo, non bisogna perdere la lucidit&agrave;. Questo aspetto &egrave; molto importante&raquo;.</p> <p><strong>Quanto &egrave; difficile liberare la testa dei giocatori quando sanno che in 180 minuti si decide il futuro di tutti?</strong></p> <p>&laquo;Non &egrave; facile. Devi portare tutto sul campo. Attenzioni e concentrazioni. Poi, devi cercare di rimanere sereno altrimenti trasmetti l&rsquo;ansia al gruppo&raquo;.</p> <p><strong>Il Bari arriva ai playout dopo due vittorie consecutive. Quanto contano entusiasmo e fiducia?</strong></p> <p>&laquo;I biancorossi stanno meglio del Sudtirol. Il buon momento dovrebbe pareggiare il dato di partire da sfavoriti in termini di classifica. Al San Nicola, bisogna portare a casa il risultato&raquo;.</p> <p><strong>Il Sudtirol invece arriva da nove partite senza successi. In questi casi il peso mentale rischia di diventare devastante?</strong></p> <p>&laquo;Due mesi fa sembrava salvo e proiettato ai playoff. Poi, il crollo. Da questo punto di vista, la B resta un campionato tremendo. E il Sudtirol adesso dovr&agrave; gestire questo grosso problema mentale. Pu&ograve; subentrare la paura&raquo;.</p> <p><strong>Gli altoatesini possono giocare per due risultati su tre. Quanto incide il vantaggio regolamentare?</strong></p> <p>&laquo;Si, &egrave; un piccolo vantaggio. Per&ograve;, nelle partite secche ci si gioca tutto. Leggo che la posizione di Castori &egrave; in discussione, pur essendo un allenatore di grande esperienza. Mi suona strana l&rsquo;idea di cambiare tecnico alla vigilia dei playout. Se decideranno in tal senso, avranno le loro motivazioni&raquo;.</p> <p><strong>In una sfida cos&igrave; delicata &egrave; meglio avere giocatori esperti o calciatori pi&ugrave; &ldquo;leggeri&rdquo; mentalmente?</strong></p> <p>&laquo;Questo parametro pu&ograve; decifrarlo solo Longo che con i ragazzi ci lavora giornalmente. Occorre valutare chi &egrave; in condizione e chi offre maggiori garanzie&raquo;.</p> <p><strong>Lei come gestiva l&rsquo;ansia del gruppo in queste situazioni limite?</strong></p> <p>&laquo;L&rsquo;ansia va camuffata, &egrave; un fattore da tenere sotto controllo insieme alla gestione emotiva e agonistica del doppio confronto&raquo;.</p> <p><strong>In partite cos&igrave; tese conta di pi&ugrave; il carattere o la qualit&agrave; tecnica?</strong></p> <p>&laquo;La personalit&agrave; &egrave; fondamentale&raquo;.</p> <p><strong>Qual &egrave; il pericolo pi&ugrave; grande per una squadra che gioca il playout di andata in casa. Cosa deve assolutamente evitare il Bari nella gara del San Nicola?</strong></p> <p>&laquo;Anche in caso di pareggio, c&rsquo;&egrave; sempre la possibilit&agrave; di ribaltare il risultato a Bolzano. Servir&agrave; calma, ragionare nell&rsquo;arco dei 180&rsquo; e non limitatamente al match di andata. Se vai allo sbaraglio, diventa difficile. L&rsquo;equilibrio fa la differenza&raquo;.</p> <p><strong>Guardando questa doppia sfida, chi vede leggermente favorito e perch&eacute;?</strong></p> <p>&laquo;In confronti del genere, non ci sono favoriti. Magari prepari tutto alla perfezione sul piano tattico, ed un episodio all&rsquo;inizio ti scombussola i piani. I playout sono tremendi&raquo;.</p> <p><strong>Se potesse entrare oggi nello spogliatoio del Bari, quale sarebbe la prima cosa che direbbe ai giocatori?</strong></p> <p>&laquo;Questo &egrave; compito di Longo. Non mi permetto di sostituirmi a lui che ha il termometro dello spogliatoio e sa bene come spronare i calciatori e aiutarli ad affrontare queste partite&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_12/GN4_DAT_47773691.jpg---1778592267722.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Fascetti, l'indimenticabile condottiero della prima promozione in A: «Lecce, nervi saldi e ce la farai»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982418/fascetti-l-indimenticabile-condottiero-della-prima-promozione-in-a-lecce-nervi-saldi-e-ce-la-farai.html</link>
      <description>«Niente ansia, niente pressioni, ma tanta concentrazione e concretezza»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Wladimiro Falcone,Eusebio Di Francesco,Eugenio Fascetti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982418/fascetti-l-indimenticabile-condottiero-della-prima-promozione-in-a-lecce-nervi-saldi-e-ce-la-farai.html</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 15:17:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;In serie A, si profila un finale di stagione thrilling. &Egrave; cos&igrave; per quel che riguarda la lotta-salvezza, che vede coinvolto da vicino il Lecce, ed &egrave; cos&igrave; per la bagarre in atto in zona-Champions, con quattro formazioni a contendersi il terzo ed il quarto posto. Il punto di margine che la squadra salentina vanta nei confronti della Cremonese potrebbe rivelarsi decisivo, ma al momento non d&agrave; alcuna garanzia di permanenza. Pertanto, i giallorossi allenati da Eusebio Di Francesco dovranno trovare il modo di salire quanto pi&ugrave; in alto possibile in graduatoria. Con due successi nei restanti 180&rsquo;, Wladimiro Falcone e compagni sarebbero certi di restare in A, ma non sar&agrave; una impresa facile aggiudicarsi le restanti due gare. Insomma, per chi ama il club presieduto da Saverio Sticchi Damiani ci sar&agrave; da soffrire&raquo;. Eugenio Fascetti, indimenticabile condottiero del Lecce della formazione che ha centrato la prima storica promozione in massima serie, analizza cos&igrave; la situazione che si registra nell&rsquo;olimpo del calcio italiano quando il traguardo &egrave; oramai dietro l&rsquo;angolo.</p> <p>Nel prossimo turno, la compagine salentina se la vedr&agrave; con il Sassuolo, in trasferta, mentre la Cremonese visiter&agrave; l&rsquo;Udinese. Nella giornata seguente, che mander&agrave; in archivio il campionato, il team giallorosso ricever&agrave; al &laquo;Via del Mare&raquo; il Genoa, mentre quello grigiorosso sar&agrave; impegnato tra le mura amiche contro il Como. &laquo;I match di fine stagione sono sempre difficili da decifrare, in quanto subentrano ulteriori fattori oltre a quelli che di norma caratterizzano i match di gran parte dell&rsquo;annata agonistica - sostiene Fascetti -. L&rsquo;interrogativo &egrave; legato alle motivazioni che animano i diversi schieramenti. Ad oggi, l&rsquo;impressione che ho avuto nel vedere le varie partite e nel leggere i risultati &egrave; che non ci siano squadre che hanno tirato i remi in barca. Per ora, tutte stanno onorando l&rsquo;impegno, il che &egrave; un bene per lo spettacolo e per la regolarit&agrave; del torneo&raquo;.</p> <p>Circa il calendario che attende il Lecce e la Cremonese, l&rsquo;allenatore di Viareggio reputa leggermente pi&ugrave; complicato quello dei lombardi: &laquo;Tra le rivali con le quali le due pericolanti dovranno duellare, il Como &egrave; senza dubbio una spanna sopra le altre, in quanto figura tra i complessi che stanno sgomitando per un posto in Champions. Qualora dovessero essere in corsa anche dopo la trentasettesima giornata, per la compagine diretta da Marco Giampaolo gli ultimi 90&rsquo; sarebbero ad elevatissimo coefficiente di difficolt&agrave;. In caso contrario, ci sarebbe il rischio di un certo appagamento dei lariani, anche se Cesc Fabregas mi sembra un allenatore deciso a vincere sempre e comunque. Anche il Genoa avversario del Lecce, merita il massimo rispetto. Ma prima di pensare alla giornata conclusiva, c&rsquo;&egrave; da giocare la prossima&raquo;.</p> <p>&Egrave; lecito chiedersi se rischier&agrave; di pi&ugrave; il Lecce a Sassuolo o la Cremonese a Udine: &laquo;In graduatoria, i friulani hanno una lunghezza in pi&ugrave; degli emiliani. Quindi, neroverdi e bianconeri si equivalgono. Parliamo di due team da prendere con le classiche molle. L&rsquo;undici guidato da Fabio Grosso, con il quale faranno i conti i salentini, esprime un gioco piacevole ed efficace, dispone di un collettivo rodato e di buone individualit&agrave;. Quello allenato da Kosta Runjaic ha grande fisicit&agrave;, ritmo e qualit&agrave;. Insomma, le due pericolanti avranno entrambe vita difficile. Quella che dovesse fare risultato si avvantaggerebbe sull&rsquo;altra&raquo;.</p> <p>Fascetti ha seguito il Lecce nel confronto interno con la Juventus, perso di misura da Ylber Ramadani e compagni: &laquo;Peccato per quel gol incassato dopo appena 12 secondi. I bianconeri hanno aggredito sin dal primo pallone ed hanno trovato impreparata la retroguardia dei giallorossi, che hanno pagato, andando sotto. Poi i salentini sono rimasti in partita sino alla fine. Avrebbero potuto pareggiare in almeno tre circostanze, ma anche incassare la seconda rete. La loro &egrave; stata una prestazione positiva, ma in questa fase della stagione servono punti&raquo;.</p> <p>Il trainer toscano vorrebbe un Lecce capace di commettere meno errori: &laquo;In questa stagione ne ha fatti troppi. A volte nella fase di finalizzazione, altre in quella difensiva. In massima serie gli sbagli costano sempre a caro prezzo perch&eacute; gli avversari raramente perdonano&raquo;.</p> <p>L&rsquo;ultima chiosa di Fascetti &egrave; su ci&ograve; che servir&agrave; negli ultimi 180&rsquo; per meritare la quarta salvezza consecutiva: &laquo;La cosa fondamentale sar&agrave; mantenere i nervi saldi. Evitare di farsi prendere dall&rsquo;ansia e di farsi soverchiare dalle pressioni sempre presenti quando ogni punto pesa come un macigno. Ma occorrer&agrave; anche avere tanta concretezza, oltre alla capacit&agrave; di evitare i cali di concentrazione e le disattenzioni nell&rsquo;arco dell&rsquo;intero match. Non &egrave; mai tardi per alzare un po&rsquo; l&rsquo;asticella, a maggior ragione nella fase in cui sono in ballo i sacrifici di una intera annata&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_12/GN4_DAT_47774708.jpg---1778591815196.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari Calcio, per la proprietà spunta la pista svedese: un fondo d’investimento vuole il club</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982305/bari-calcio-per-la-proprieta-spunta-la-pista-svedese-un-fondo-dinvestimento-vuole-il-club.html</link>
      <description>Il fondo scandinavo si sarebbe già presentato con tanto di Pec inviate all’attuale proprietà. La risposta di De Laurentiis? Al momento, forse complice la testa alla sfida playout, definirla tiepida è un eufemismo</description>
      <author>Giovanni Longo</author>
      <category>bari calcio,Antonio Matarrese,Lega Calcio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982305/bari-calcio-per-la-proprieta-spunta-la-pista-svedese-un-fondo-dinvestimento-vuole-il-club.html</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 16:03:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;altra partita del Bari si gioca sul rettangolo di gioco della propriet&agrave; del club. Non c&rsquo;&egrave; solo un fondo americano interessato all&rsquo;acquisto. Negli ultimi giorni, da nord, soffia forte un vento di novit&agrave;. Un fondo di investimento svedese, infatti, da tempo intenzionato ad entrare nel calcio italiano, si &egrave; affacciato dalle parti dello stadio San Nicola. Sempre che naturalmente i &laquo;DeLa&raquo; abbiano voglia di vendere, indipendentemente da regole e scadenze della maledetta multipropriet&agrave; (2028 termine ultimo).</p> <p>Al momento, diciamolo subito, siamo davvero in una fase preliminare, ma di positivo c&rsquo;&egrave; che qualcosa si muove. Il fondo scandinavo si sarebbe gi&agrave; presentato con tanto di Pec inviate all&rsquo;attuale propriet&agrave;. La risposta di De Laurentiis? Al momento, forse complice la testa alla sfida playout, definirla tiepida &egrave; un eufemismo: a quanto pare quelle mail sarebbero rimaste nella cartella &laquo;posta in arrivo&raquo;, senza alcun riscontro da parte del club. Solo silenzio.</p> <p>Di certo il fondo svedese ha coinvolto nel progetto chi da una vita si nutre di pane e pallone: Antonio Matarrese, gi&agrave; presidente della Lega Calcio, della Figc, vicepresidente della Fifa e dell&rsquo;Uefa (di cui &egrave; ancora membro onorario). Competenza, contatti, esperienza e relazioni ancora solide, know how, conoscenza del territorio, rappresentano un valore aggiunto e una garanzia per gli investitori scandinavi che, propria forza economica e finanziaria a parte, avrebbero individuato in Matarrese l&rsquo;uomo della diplomazia e del sapere fare nel mondo del calcio e con il quale portare avanti il progetto. Per lui nell&rsquo;organigramma ci sarebbe un ruolo di carattere onorario. E dietro le quinte, spunta l&rsquo;ipotesi di un possibile coinvolgimento indiretto, con una quota societaria minima, quasi simbolica, e senza impegni finanziari, anche dello stesso gruppo Matarrese che, dopo le traversie legate soprattutto alla paradossale vicenda di Punta Perotti, &egrave; da tempo di nuovo molto attivo nel settore delle opere pubbliche (ospedali soprattutto, ma non solo), con un importante portafoglio di commesse in giro per l&rsquo;Italia. Almeno questa sarebbe la strada sulla quale sembra essere al lavoro il prof. Gaetano Filograno, legale dell&rsquo;impresa. L&rsquo;ipotesi &egrave; quella di valorizzare il campo Matarrese a Japigia (di propriet&agrave; di una societ&agrave; del gruppo) da ristrutturare e attorno al quale far rinascere il vivaio che tante soddisfazioni ha dato al Bari in un lontano passato, obiettivo da raggiungere anche con la collaborazione con societ&agrave; sportive da tempo impegnate nel far crescere i giovani. Con uno storico sodalizio sportivo, in particolare, sarebbero gi&agrave; stati avviati dei contatti.</p> <p>Il progetto prevede una ripartenza dal settore giovanile, come i tifosi biancorossi sanno molto bene, solo uno degli impegni disattesi dal cavaliere Aurelio il quale convinse l&rsquo;allora sindaco Antonio Decaro ad assegnargli il titolo sportivo anche sulla base di promesse non ancora mantenute. Ma questa &egrave; un&rsquo;altra storia, che la &laquo;Gazzetta&raquo; ha gi&agrave; affrontato con un&rsquo;inchiesta.</p> <p>Nel corso di una recente cena di lavoro che si &egrave; tenuta in uno storico ristorante barese si &egrave; parlato anche di aprire la porta del club alle vecchie glorie biancorosse, il cui potenziale contributo di competenza, esperienza, passione e amore per i colori del Bari, &egrave; stato clamorosamente snobbato da Filmauro. L&rsquo;obiettivo &egrave; riaccendete l&rsquo;entusiasmo di una piazza che ha dimostrato cosa &egrave; capace di dare, se rispettata. I tifosi non aspettano altro. Basta che qualcuno risponda alla mail.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/png" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_11/Screenshot_2026-05-11_160645-1778508108353.png"/>
    </item>
    <item>
      <title>Lecce, volata salvezza: adesso il destino è tutto nelle sue mani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982298/lecce-volata-salvezza-adesso-il-destino-e-tutto-nelle-sue-mani.html</link>
      <description>Sarà il penultimo passo del duello fra le squadre che si giocano la permanenza in serie A: solo una potrà gioire per la salvezza, mentre l’altra sarà relegata in serie B</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce,juventus,serie a</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1982298/lecce-volata-salvezza-adesso-il-destino-e-tutto-nelle-sue-mani.html</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 15:21:53 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&nbsp;Tutto in 180 minuti. Il destino del Lecce si decider&agrave; nelle ultime due giornate di campionato. L&rsquo;ultimo turno di serie A non ha riservato sorprese rispetto ai pronostici della vigilia e alle aspettative sulla carta. Da un lato, il Lecce non &egrave; riuscito nell&rsquo;impresa di fermare la Juventus al &ldquo;Via del Mare&rdquo;. Dall&rsquo;altro lato, invece, la Cremonese si &egrave; imposta 3-0 senza troppi problemi nella sfida casalinga contro il Pisa gi&agrave; retrocesso. A due partite dal termine, la classifica recita Lecce 32 punti e Cremonese 31. Un solo punto di vantaggio, margine certamente esiguo, che permette per&ograve; alla formazione allenata da Eusebio Di Francesco di avere il destino nelle proprie mani. A partire dalla prossima sfida, in trasferta sul campo del Sassuolo, con data e orario ancora da definire. In contemporanea, la Cremonese se la vedr&agrave; sempre in esterna contro l&rsquo;Udinese.</p> <p>Sar&agrave; il penultimo passo del duello fra le squadre che si giocano la permanenza in serie A: solo una potr&agrave; gioire per la salvezza, mentre l&rsquo;altra sar&agrave; relegata in serie B. Il Lecce si presenta alla gran volata finale dopo la sconfitta rimediata contro la Juventus, che non pu&ograve; per&ograve; inficiare eccessivamente il morale di capitan Falcone e compagni, perch&eacute; al netto del risultato la prestazione non &egrave; di certo mancata. Uno sforzo, quello profuso dalla compagine salentina, che &egrave; stato riconosciuto anche dagli applausi del pubblico del &ldquo;Via del Mare&rdquo; nel momento in cui la squadra ha lasciato il campo dopo il triplice fischio finale.</p> <p>Il rammarico &egrave; grande per quel gol subito a freddo, dopo appena 12 secondi di gioco, che ha fatto saltare il piano gara. Ma nonostante ci&ograve;, il Lecce ha avuto il merito di restare aggrappato alla partita fino alla fine, riuscendo anche a confezionare un paio di palle gol che avrebbero potuto riequilibrare il risultato. Malgrado diverse imprecisioni che hanno caratterizzato la prestazione dei giallorossi, l&rsquo;atteggiamento &egrave; stato quello di una squadra viva, che non ha intenzione di lesinare sforzi in questo rush finale. &Egrave; mancato anche stavolta il gol, ma pi&ugrave; che in altre occasioni il Lecce ha dato la sensazione di potersi rendere pericoloso. Ci ha provato prima Cheddira a inizio partita: soltanto un riflesso di Di Gregorio ha impedito al centravanti marocchino di ripetersi dopo il primo gol in giallorosso siglato nella trasferta di Pisa. A un quarto d&rsquo;ora dal termine, invece, &egrave; stato N&rsquo;Dri a tenere il &ldquo;Via del Mare&rdquo; con il fiato sospeso, con la conclusione da buona posizione che &egrave; finita sull&rsquo;esterno della rete, dando soltanto l&rsquo;illusione del gol.</p> <p>Cos&igrave;, contro il Sassuolo, il Lecce dovr&agrave; ripartire dall&rsquo;atteggiamento, cos&igrave; come ha sottolineato Di Francesco al termine della sfida contro la Juventus. Nessun calcolo, nessuna tabella. La squadra salentina pu&ograve; contare solo su s&eacute; stessa e sulle proprie forze per alimentare il sogno salvezza. Con la consapevolezza delle difficolt&agrave; inside in ciascuna sfida, ma anche con l&rsquo;esigenza di dover andare oltre le criticit&agrave; e i propri limiti per provare a raggiungere l&rsquo;&rsquo;obiettivo inseguito per tutta la stagione.</p> <p>Conquistare il successo a Reggio Emilia permetterebbe al Lecce di mettere un mattone cruciale in chiave salvezza, con un occhio a Udine e a quello che accadr&agrave; nella partita fra Udinese e Cremonese. Tutti gli scenari sono aperti e Di Francesco si affider&agrave; nuovamente alle sue certezze per questo sprint finale. Contro la Juventus, si &egrave; visto lo stesso undici titolare vincente a Pisa ed &egrave; difficile attendersi sorprese nelle ultime sfide decisive.</p> <p>La settimana di lavoro sar&agrave; importante per valutare le condizioni del gruppo, in particolare di qualche elemento che sta soffrendo a causa di qualche intoppo fisico. &Egrave; il caso di Veiga, che sta stringendo i denti e che contro la Juventus ha lasciato il campo acciaccato. La ripresa degli allenamenti &egrave; in programma questo pomeriggio al centro sportivo di Martignano, con il pensiero gi&agrave; proiettato alla trasferta contro il Sassuolo. Una partita in cui si prevede un corposo esodo di tifosi giallorossi, che seguiranno la squadra in quella che prospetta come una sfida che pu&ograve; valere una stagione.</p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_11/GN4_DAT_47765387.jpg---1778505612403.jpg"/>
    </item>
    <item>
      <title>Bari e Südtirol, una storia infinita: dai playoff del 2023 alla corsa per la salvezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982220/bari-e-sudtirol-una-storia-infinita-dai-playoff-del-2023-alla-corsa-per-la-salvezza.html</link>
      <description>Il Bari ancora una volta si gioca la serie B al playout. È la terza circostanza che accade ai Galletti dall’introduzione dello spareggio salvezza, ma addirittura la seconda dell’era De Laurentiis</description>
      <category>playout,bari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982220/bari-e-sudtirol-una-storia-infinita-dai-playoff-del-2023-alla-corsa-per-la-salvezza.html</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 15:46:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Stavolta non sar&agrave; per la gloria, ma per la sopravvivenza. Il Bari ancora una volta si gioca la serie B al playout. &Egrave; la terza circostanza che accade ai Galletti dall&rsquo;introduzione dello spareggio salvezza, ma addirittura la seconda dell&rsquo;era De Laurentiis: e se il primo precedente risale addirittura a 22 anni fa (nel 2004 1-0 al San Nicola con il Venezia e 0-2 al Penzo per un&rsquo;amarissima retrocessione sul campo evitata nei fatti dal successivo ripescaggio per la mancata iscrizione dell&rsquo;Ancona e del Napoli poi acquistato proprio da Filmauro&hellip;), il secondo risale soltanto al maggio 2024. All&rsquo;1-1 interno con la Ternana segu&igrave; il roboante 3-0 in Umbria che salv&ograve; campionato e categoria, dopo un&rsquo;annata tribolatissima.</p> <p><span class="GN4_post">Doveva rappresentare la severissima lezione per non cascarci pi&ugrave;: invece, dopo un anonimo torneo concluso fuori dai playoff, i Galletti si ritrovano alla coda della stagione pi&ugrave; dura. E paradossalmente non &egrave; nemmeno l&rsquo;epilogo peggiore al termine di un campionato osceno, con tre allenatori che si sono alternati (Fabio Caserta, Vincenzo Vivarini e Moreno Longo), addirittura 18 sconfitte (peggio soltanto le retrocesse Spezia e Reggiana), 60 gol subiti (penultima difesa della B) e 38 realizzati (quartultimo attacco) che compongono la peggiore differenza reti della categoria con un eloquente -22. Numeri che certificano un torneo in perenne sofferenza, trascorso interamente nel gruppo di coda e spesso addirittura nelle posizioni da retrocessione diretta. Un&rsquo;onta evitata soltanto grazie alle ultime due vittorie nella stagione regolare e... al rigore fallito dal Pescara sullo 0-0 sul campo del Padova: prima nel confronto diretto con l&rsquo;Entella, poi in trasferta con un Catanzaro che ha risparmiato uomini ed energie in vista del turno preliminare dei playoff in programma marted&igrave; prossimo. Il colpo di coda &egrave; arrivato dopo tre sconfitte di fila ed un periodo comunque in perenne altalena nel quale la squadra non ha mai trovato una vera solidit&agrave;. La prova &egrave; nell&rsquo;andamento senza mezze misure della gestione targata Moreno Longo: l&rsquo;allenatore piemontese chiude comunque con la media pi&ugrave; alta rispetto ai suoi predecessori (23 punti in 18 gare, 1,27 a partita rispetto all&rsquo;1,08 di Caserta e allo 0,50 di Vivarini), ma ha incamerato sette successi, appena due pareggi e ben nove ko. In cinque mesi di lavoro non &egrave; riuscito a dare una vera identit&agrave; alla squadra. E ha usufruito, oggettivamente, di un &laquo;mercato&raquo; invernale che, pur non completando il mosaico, ha portato in Puglia forze diverse che i due tecnici precedenti non hanno avuto. Longo non &egrave; riuscito ad agganciare la salvezza diretta e ora ha anch&rsquo;egli un&rsquo;ultima opportunit&agrave; per salvare faccia e stagione.</span></p> <p><span class="GN4_pre">POCHI RIFERIMENTI</span> <span class="GN4_post">Il Bari ha costruito pochissime certezze nella regular season. Una &egrave; il portiere Michele Cerofolini che, pur macchiandosi di qualche errore determinante, tante volte ha salvato una barca che imbarcava acqua da ogni parte. Quindi, il centravanti Gabriele Moncini che vanta uno score di tutto rispetto con undici reti di cui dieci determinanti per raccogliere 27 dei 40 punti complessivi. Infine, Emanuele Rao, cinque gol nella stagione da esordiente in B a soli vent&rsquo;anni: uno dei giovani pi&ugrave; interessanti della cadetteria, ma soprattutto l&rsquo;unico a garantire un cambio di marcia con la sua velocit&agrave;. Per il resto, si fatica a trovare elementi dal rendimento sufficiente. La difesa ricostruita a gennaio sul terzetto Cistana, Odenthal e Mantovani ha solo fornito l&rsquo;illusione di una compattezza ben presto evaporata. A centrocampo, &egrave; stato rispolverato Maggiore che nel mercato invernale aveva gi&agrave; le valige pronte: pur tra troppe prestazioni deludenti, il suo mestiere gli ha consegnato una maglia da titolare. Al suo fianco si sono avvicendati l&rsquo;altalenante Artioli, il volenteroso ma poco qualitativo Braunoder, pi&ugrave; raramente Verreth limitato dagli infortuni e forse da quel macigno terribile (in estate ha perso il figlioletto) che ha condizionato la sua stagione. Poco &egrave; venuto pure dai laterali: vulnerabile Dickmann, mentre Dorval ha compiuto troppi passi indietro dopo gli sprazzi intravisti la scorsa stagione. Alla fine, si &egrave; ritagliato un posto Piscopo, acquistato per agire sulla trequarti e poi riciclatosi da diligente uomo di fascia. Meglio tacere di un parco alternative modestissimo, tra cui spicca il superpagato Gytkjaer, appena tre reti ed una presenza impalpabile. Troppi orrori, dunque, che non potranno essere dimenticati. Un gruppo che non &egrave; stato in grado di evitare umiliazioni quali lo 0-5 di Empoli o i tre gol rifilati al San Nicola da Frosinone, Palermo, Carrarese e Venezia. Meglio tenere tutto a mente. Perch&eacute; il playout dovr&agrave; rappresentare per tutti un&rsquo;occasione di parziale riscatto. La prova d&rsquo;appello che richieder&agrave; cuore, attaccamento, carattere e soprattutto rispetto per una citt&agrave; profondamente ferita nel suo orgoglio.</span></p> <p><span class="GN4_pre">ECCO IL SUDTIROL</span> <span class="GN4_post">Incredibile il destino. Appena tra anni fa, Bari e Sudtirol erano di fronte in un altro spareggio che, per&ograve;, metteva in palio la serie A. In semifinale dei playoff, la spunt&ograve; il Bari che il 29 maggio 2023 perse 1-0 in trasferta e tre giorni dopo vinse con il medesimo punteggio al San Nicola conquistando la finale per il miglior piazzamento (terza contro sesta) nella stagione regolare. La formazione alto atesina ha conquistato un punto in pi&ugrave; dei Galletti con cui condivide lo stesso numero di reti realizzate (38), ma una difesa decisamente pi&ugrave; solida (48 reti al passivo). Nessuno avrebbe pronosticato i bolzanini sul cammino salvezza dei pugliesi. Basti pensare che appena il 15 febbraio scorso, il Sudtirol sbanc&ograve; 2-1 il San Nicola (rete di Merkaj, autogol di Mane, poi l&rsquo;acuto di Rao, mentre all&rsquo;andata fin&igrave; 0-0 con i Galletti incapaci di capitalizzare 65&rsquo; di superiorit&agrave; numerica) portandosi a 12 punti di vantaggio sui biancorossi (che in quel frangente scivolarono al penultimo posto) con otto lunghezze di vantaggio sui playout e appena quattro punti di distacco dai playoff. Fu il culmine di una serie scandita da cinque successi e due pareggi. Nei successivi 13 turni, per&ograve;, &egrave; arrivata una sola affermazione, con cinque pareggi e sette sconfitte. L&rsquo;ultimo acuto risale al 3 marzo scorso, 4-0 sul campo della Reggiana. Stavolta non si porr&agrave; la consueta telenovela sul discusso ex Andrea Masiello (tra protagonisti dello scandalo scommesse esploso dal 2011 in poi): il difensore ha dato addio al calcio e salter&agrave; il playout. Il Sudtirol avr&agrave; il vantaggio di giocare il ritorno in casa (il 22 maggio, l&rsquo;andata &egrave; venerd&igrave; prossimo al San Nicola) e di salvarsi in caso di doppia parit&agrave; (due pareggi o vittoria e sconfitta con la medesima differenza reti). Il Bari, che partir&agrave; ancora da quartultimo come &egrave; accaduto anche nei due playout precedenti, dovr&agrave;, invece, vincere almeno una volta. Non &egrave; impossibile. Ma servir&agrave; la migliore versione di un complesso che ha ancora un&rsquo;occasione per riabilitarsi. L&rsquo;ultima.</span></p> ]]></content:encoded>
      <media:content expression="full" medium="image" type="image/jpeg" url="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_05_10/GN4_DAT_47756847.jpg---1778420700631.jpg"/>
    </item>
  </channel>
</rss>