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    <title>CALCIO - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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    <description>IL CALCIO: ultime notizie e news di oggi in tempo reale, approfondimenti e analisi delle partite in Puglia e Bailicata.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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      <title>Bari al tappeto, Venezia cala il tris: 0-3 al San Nicola</title>
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      <description>Pessima prova dell’undici pugliese, fischiato dal pubblico di casa</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari,venezia,calcio</category>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 17:05:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Venezia surclassa il Bari al San Nicola: lo 0-3 finale consente all&rsquo;undici di Stroppa di consolidare il primato (che vale la promozione diretta nella massima serie), confermando il vantaggio di tre punti sulle inseguitrici Monza e Frosinone. Per i pugliesi, protagonisti di una prova senza carattere, la sconfitta complica il cammino verso la salvezza, ormai appesa ad un filo.  Mattatore della gara il difensore Haps, che al 18', approfittando di un errore del portiere barese Cerofolini, ha portato in vantaggio il Venezia, e nel recupero ha firmato il gol del raddoppio. In entrambi i casi la difesa del Bari ha mostrato limiti tecnici e di concentrazione. Nella prima frazione un solo lampo della squadra biancorossa: una bordata di Braunoder respinta da Stankovic. </p> <p>Nella ripresa l&rsquo;attaccante veneziano Adorante ha chiuso il conto al 7'st, approfittando di una incertezza di Piscopo e Odenthal. Nel finale gli ospiti hanno scelto di non affondare i colpi, mentre gli innesti dalla panchina di Longo non hanno apportato nessun contributo al risultato.  Mantovani e compagni sono stati fischiati dallo stadio dopo il fischio finale: nella piazza sportiva inizia a serpeggiare una evidente rassegnazione, alimentata da una prestazione da dimenticare di Moncini e compagni.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Fischio di inizio al San Nicola: il Bari insegue l’impresa, Longo punta il Venezia</title>
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      <description>«Avversario di un’altra categoria ma non firmo per un pareggio»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>moreno longo,serie b,bari</category>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 15:01:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Col senso della misura, Moreno Longo introduce la sfida pi&ugrave; delicata del momento biancorosso consapevole che contro il Venezia servir&agrave; qualcosa di pi&ugrave; di una semplice buona prestazione. Al San Nicola (start ore 15), nel quart&rsquo;ultimo atto del campionato, il Bari si gioca una fetta consistente del proprio destino contro una squadra che ha dimostrato continuit&agrave; e qualit&agrave; superiori alla media. Il tecnico non gira intorno al concetto chiave: &laquo;Di sicuro, per la partita contro il Venezia servir&agrave; un Bari perfetto. Affrontiamo la prima della classe, una squadra con valori molto importanti. Dovremo fare una gara attenta e senza sbavature sotto l&rsquo;aspetto difensivo. Essere perfetti perch&eacute; la mole di gioco prodotta dal Venezia &egrave; enorme. Sappiamo il tipo di partita da fare, sfruttando le opportunit&agrave; che ci capiteranno. Con cinismo potremo portare a casa una partita che sappiamo quanto pu&ograve; essere importante. E senza guardare le altre concorrenti per la salvezza. Inutile sperare che succeda qualcosa dagli altri campi se tu non fai punti. Dobbiamo rimanere concentrati su noi stessi. Se dagli altri campi arrivano risultati postivi, saranno ben accetti. Ma occorre mantenere il focus su di noi. Se non fai punti, non serve guardare le altre. E nelle ultime quattro partite dovremo farli&raquo;.</p> <p>Messaggio trasparente. Prima di tutto il Bari, senza alibi e senza distrazioni. Eppure, nel percorso stagionale, ci&ograve; che &egrave; mancato &egrave; stata spesso quella malizia necessaria per spezzare il ritmo degli avversari nei momenti cruciali. Longo richiama l&rsquo;attenzione sugli aspetti che fanno la differenza: &laquo;Sui dettagli dobbiamo essere pi&ugrave; attenti. Sappiamo quanto possano incidere ai fini di un risultato. Anche il gol preso a Monza nasce da una distrazione su rimessa laterale. Non bisogna uscire dalla partita nemmeno per un millesimo di secondo. Il pericolo &egrave; sempre dietro l&rsquo;angolo&raquo;.</p> <p>Errori minimi, ma pesantissimi, che contro una squadra come il Venezia rischiano di essere pagati a caro prezzo. Da qui nasce anche una riflessione pi&ugrave; ampia sull&rsquo;approccio alle gare contro le big, dove il Bari ha spesso mostrato un limite pi&ugrave; mentale che tecnico. Longo lo affronta con obiettivit&agrave;: &laquo;Bisogna essere realisti. Quando affronti certe squadre, non si tratta di mettere in campo una strategia propositiva. Ma devi capire cosa ti permettono di fare gli avversari. Squadre che, se in giornata, ti obbligano ad una fase difensiva dove lottare e capitalizzare le ripartenze. Pensare di dominarle &egrave; fattibile, per&ograve; quando ti apri e concedi distanze diventa complicato. E questo Bari non se lo pu&ograve; permettere&raquo;.</p> <p>In un contesto cos&igrave; complesso, diventa fondamentale anche l&rsquo;apporto di chi entra a gara in corso, tema su cui il tecnico si sofferma senza nascondere una certa insoddisfazione: &laquo;Sappiamo quanto possono incidere i giocatori che subentrano dalla panchina. Ovvero, entrare con un peso specifico alto e spostare gli equilibri della squadra. Cinque cambi sono tanti per mantenere un livello alto. Le scelte sono dettate dalle circostanze e dalla tattica. Si pu&ograve; impattare in modo pi&ugrave; positivo per migliorare il trend delle ultime mezz&rsquo;ore in cui si decidono le partite&raquo;. Ambizione e pragmatismo convivono anche nella risposta sul possibile risultato: &laquo;Non firmo mai per l&rsquo;obiettivo minimo, perch&eacute; sono ambizioso di natura e punto sempre al massimo. Pur sapendo che un punto contro il Venezia non sarebbe da buttare via&raquo;. Una dichiarazione che sintetizza perfettamente lo spirito con cui affrontare una gara del genere: provarci, senza perdere di vista la realt&agrave;.</p> <p>Tiene banco anche il caso legato a Pucino, ma Longo smorza ogni polemica riportando il discorso sull&rsquo;unit&agrave; del gruppo: &laquo;Dopo Monza ho detto la verit&agrave;. C&rsquo;&egrave; poco da aggiungere, se non il dispiacere di sprecare energie e parole su una situazione che non ha senso di esistere. A quattro giornate dalla fine, perdiamo solo tempo. Non vorrei passi il concetto di un gruppo sfaldato. Una qualit&agrave; di questo Bari &egrave; che ha tanti giocatori con un profilo umano molto alto e non deve essere intaccato da queste stupidaggini. Questo &egrave; un gruppo sano e non va minato dal singolo. Faccio scelte per il bene del Bari. Il resto non mi interessa&raquo;.</p> <p>Sul piano tecnico, la priorit&agrave; resta evitare regali agli avversari: &laquo;Cercare di non regalare gol tramite disattenzioni nostre. Il Venezia va messo nelle condizioni di sfruttare la sua bravura, senza spianargli la strada. Massima attenzione e concentrazione altissima serviranno per non agevolare una squadra che non ne ha bisogno. A Monza, per esempio, si &egrave; fatto un buon primo tempo. Ora dobbiamo portarlo nei 95&rsquo;. Quando sei sotto pressione, l&rsquo;errore pu&ograve; venire fuori. Lavoriamo per essere perfetti, per quanto sia difficile. Anche gli episodi possono aiutare, sbagliando il meno possibile&raquo;. Infine, uno sguardo agli uomini chiave e all&rsquo;atteggiamento necessario per fermare una squadra solida e identitaria: &laquo;Dimostrare elasticit&agrave; &egrave; una qualit&agrave;. In questo frangente, troveremo un Venezia con grande motore e intensit&agrave;, con giocatori uno contro uno. Dovremo giocare bene anche con i riferimenti offensivi sia spalle alla porta che nelle zone intermedie&raquo;. E ancora: &laquo;In B di scontato non c&rsquo;&egrave; nulla. Oltre ai giocatori, il Venezia ha una identit&agrave; forte e un modo di giocare riconoscibile. Non partiamo battuti e sarebbe inaccettabile. Sar&agrave; tutto da dimostrare, combattendo centimetro dopo centimetro&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Tomovic tifoso speciale: «Il Lecce può farcela»</title>
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      <description>«Via tutte le paure, va sfruttata la stanchezza europea della Fiorentina»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>fiorentina,lecce,serie a</category>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 14:58:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il suo primo club italiano &egrave; stato il Genoa, ma all&rsquo;ombra della Lanterna ha collezionato appena 14 presenze in una stagione e mezza. Cos&igrave;, il 3 gennaio 2011, Nenad Tomovic si &egrave; trasferito al Lecce, con la cui maglia ha contribuito alla permanenza in A della formazione salentina nella stagione 2010/2011. In giallorosso ha militato anche nel 2011/2012. Poi si &egrave; accasato alla Fiorentina, con la cui casacca ha giocato dal 2012/2013 al 2016/2017. Il 38enne difensore serbo, ora in forza al Cukaricki, la seconda squadra di Belgrado, &egrave; un doppio ex di primo piano del team giallorosso e di quello viola, che si troveranno faccia a faccia luned&igrave;, alle 20,45, al &ldquo;Via del Mare&rdquo;.</p> <p><strong>Cosa pensa del cammino sin qui effettuato dal Lecce e dalla Fiorentina?</strong></p> <p>&laquo;La compagine salentina lotta da sempre per la permanenza. C&rsquo;&egrave; la consapevolezza di dovere tribolare sino alla fine. Per le prestazioni che ha sfoderato avrebbe meritato qualche punto in pi&ugrave;, ma ha pagato le difficolt&agrave; ad andare in rete e qualche errore nella fase di non possesso. Nonostante ci&ograve;, &egrave; in corsa per conservare la categoria e spero e credo che possa centrare il traguardo. La &ldquo;Viola&rdquo;, di contro, era considerata da prima fascia, dopo una campagna acquisti onerosa, che ha portato a Firenze calciatori di spessore ed un tecnico del valore di Pioli. Invece, le cose sono andate male e quando si verificano situazioni del genere tutto si complica. Con Vanoli in panchina &egrave; cresciuta ed oramai sembrerebbe fuori dalla bagarre&raquo;.</p> <p><strong>Nel match di luned&igrave;, al Lecce servirebbero tre punti per riaccendersi, dopo quattro sconfitte di fila ed un paio di prove assai deludenti, mentre la &ldquo;Viola&rdquo; vorr&agrave; imporsi per mettersi del tutto al sicuro. Che partita si aspetta?</strong></p> <p>&laquo;L&rsquo;undici allenato da Di Francesco dovr&agrave; scrollarsi di dosso ogni timore e cercare di sfruttare il fatto che la Fiorentina &egrave; reduce dall&rsquo;impegno in Conference League contro il Crystal Palace, che ha portato ad un notevole dispendio di energie psico-fisiche. Questo non significa che per i giallorossi sar&agrave; una partita facile, in quanto i loro rivali sono di caratura superiore. Ma siamo alla volata finale e bisogna sfruttare a dovere le gare interne, con la spinta del &ldquo;Via del Mare&rdquo;, e gli scontri diretti. Ma a Falcone e compagni servir&agrave; una prestazione priva di sbavature, fatta di intensit&agrave;, attenzione, cuore&raquo;.</p> <p><strong>Dopo avere dato la sensazione di una raggiunta solidit&agrave; nella fase di non possesso, il complesso salentino ha incassato alcuni gol per errori imbarazzanti. Come se lo spiega?</strong></p> <p>&laquo;I fattori possono essere diversi. Dalla pressione che si avverte quando la stagione arriva al ciclo decisivo, alla mancanza di abitudine a giocare sfide tanto importanti, alla giovane et&agrave; di alcuni interpreti o alle precarie condizioni fisiche di qualche acciaccato. Chi va in campo lo fa sempre per dare il top. Ma capita, a volte, di steccare. Ho vissuto questa esperienza e quando ho sbagliato mi sono fatto mille domande. L&rsquo;unica strada, per&ograve;, &egrave; quella di rimettersi al lavoro e di dare tutto nella gara seguente per essere all&rsquo;altezza. In questo senso &egrave; molto importante il sostegno dei dirigenti, dello staff tecnico, dei compagni e dei tifosi&raquo;.</p> <p><strong>Lei &egrave; serbo come Nikola Stulic, che a Lecce &egrave; molto criticato. Cosa pensa della punta giallorossa?</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; alla sua prima stagione in A e viene da un calcio diverso. L&rsquo;adattamento non sempre &egrave; immediato. Ma &egrave; un bravo centravanti e sono convinto che in futuro segner&agrave; tanti gol&raquo;.</p> <p><strong>La classifica vede Lecce e Cremonese terz&rsquo;ultime a quota 24, precedute dal Cagliari a quota 33. Per la salvezza &egrave; una lotta a due?</strong></p> <p>&laquo;I sardi hanno 6 punti in pi&ugrave; ed una rosa pi&ugrave; forte, ma il loro calendario &egrave; in salita. Sono avvantaggiati, ma potrebbero essere ancora risucchiati in basso&raquo;.</p> <p><strong>Che ricordi ha delle &ldquo;avventure&rdquo; vissute con Lecce e Fiorentina?</strong></p> <p>&laquo;Il club salentino &egrave; stato fondamentale nella mia esperienza in Italia. L&rsquo;ambiente ha avuto la capacit&agrave; di farmi sentire subito in famiglia. Non solo i dirigenti, i tecnici ed i compagni, ma anche la gente. Ho ancora tanti amici a Lecce, non solo nel mondo del calcio. La prima annata, tra l&rsquo;altro, si &egrave; conclusa con una fantastica salvezza. Quelle in viola sono state le mie migliori stagioni dal punto di vista professionale, in quanto sono cresciuto tanto con una squadra che si cimentava nelle coppe ed in campionato si &egrave; sempre piazzata tra le prime cinque. Ho disputato una finale di Coppa Italia ed una semifinale di Europa League&raquo;.</p> <p><strong>A Firenze ha avuto Pantaleo Corvino come responsabile dell&rsquo;area tecnica. Che ricordi ha di lui?</strong></p> <p>&laquo;Con il dirigente salentino ho effettuato l&rsquo;intera preparazione ed ho fatto parte del gruppo per due giornate di campionato. Poi sono stato ceduto al Chievo. Per Corvino parla il suo curriculum. Ha una grandissima abilit&agrave; a scoprire calciatori giovani e sconosciuti, lanciandoli anche ad alti livelli. Sono doti che ha dimostrato nel Lecce, nel suo primo ciclo, che ha ribadito con la &ldquo;Viola&rdquo; e che continua ad evidenziare in questa nuova fase con il club giallorosso&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce-Cremonese, ora è corsa a due per la salvezza</title>
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      <description>Squadre ai raggi X. Il «Via del Mare» può diventare l’arma decisiva</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce,cagliari,fiorentina</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:24:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Con l&rsquo;allungo del Cagliari (punti 33) e della Fiorentina (punti 35), la lotta per evitare quella diciottesima posizione che, unitamente alla diciannovesima ed alla ventesima, porta in serie B sembra oramai ristretta al Lecce ed alla Cremonese, le due formazioni appaiate a quota 27 che stanno palesando parecchie difficolt&agrave;.</p> <p>&Egrave; quindi lecito chiedersi quali differenze siano emerse sino ad oggi tra la squadra giallorossa e quella grigiorossa. Proviamo a tratteggiare un quadro della situazione attraverso le statistiche relative a quanto espresso dal team salentino e da quello lombardo nelle trentadue giornate passate in archivio.</p> <p>La premessa &egrave; che il complesso allenato dall&rsquo;inizio della stagione da Eusebio Di Francesco ha fatto peggio in fase offensiva e quello diretto da alcune settimane da Marco Giampaolo ha fatto peggio nella fase difensiva, ma con un divario in entrambi i casi abbastanza risicato, soprattutto a causa delle &laquo;scoppole&raquo; rimediate da Wladimiro Falcone e compagni negli ultimi quattro turni, con 8 reti al passivo ed appena una all&rsquo;attivo.</p> <p>Con la miseria di 21 gol segnati, il Lecce ha l&rsquo;attacco pi&ugrave; sterile della serie A e dei top 5 campionati europei. La Cremonese si &egrave; comportata un po&rsquo; meglio, avendone realizzati 26. Il dato negativo dei salentini scaturisce anche dal fatto che sono ultimi nella graduatoria del &laquo;gol attesi&raquo; (xG), che valuta la qualit&agrave; delle occasioni create. I giallorossi sono attestati a 25,2 contro il 31,4 dei grigiorossi.</p> <p>Eppure ci sono alcuni aspetti che lasciano sperare che, da questo punto di vista, i rapporti di forza tra le due avversarie dirette potrebbero anche mutare.</p> <p>Il Lecce, infatti, ha fatto di pi&ugrave; della Cremonese per quanto concerne i tocchi nell&rsquo;area rivale (493 contro 455), i cross completati a match (23,5% contro 21,7%, media 4 a gara contro 3,8, nonostante i lombardi ne abbiano effettuati di pi&ugrave; in valore assoluto, 562 contro 545) ed i calci d&rsquo;angolo a favore (143 contro 105).</p> <p>Un dato decisamente favorevole a Ylber Ramadani e compagni &egrave; quello del possesso &laquo;vinto&raquo; nella trequarti campo avversaria, che indica il numero di volte in cui una squadra recupera il pallone nella zona offensiva grazie a contrasti, intercetti o errori dei rivali. Ebbene, in questa speciale classifica il Lecce &egrave; addirittura al nono posto assoluto, con una media di 3,5 a sfida ed un totale di 599 contro la media di 2,2 della Cremonese ed un totale di 473. &Egrave; dalla parte dei salentini anche il numero delle reti firmate su calcio piazzato. In questa graduatoria, i giallorossi sono settimi in assoluto con 10 (su 21) ed un xG di 9,6 contro 7 (su 26) degli avversari diretti, che hanno, in questo caso, un xG di 8,3. Come &egrave; in favore della formazione guidata da Di Francesco il numero dei tiri scoccati (312 contro 289).</p> <p>La situazione si capovolge analizzando altri aspetti. La Cremonese ha effettuato pi&ugrave; passaggi (12.028 contro 10.439), con una maggiore precisione (78% contro 75%) e vanta un migliore indice di conversione in gol (9% contro 7%), un possesso palla medio superiore (45,9% contro 41,8%) e una media pi&ugrave; alta di conclusioni nello specchio della porta (3,2 a partita contro 2,3, percentuale realizzativa del 9% contro il 6,7%). Inoltre, i grigiorossi hanno avuto un maggior numero di &laquo;grandi occasioni&raquo; (situazioni in cui ci si aspetta realisticamente che un giocatore segni, come negli uno contro uno o nelle conclusioni ravvicinate, una misura della pericolosit&agrave; offensiva e della creativit&agrave;): 50 (con 26 reti) contro 36 (con 21 gol).</p> <p>In relazione alla fase di non possesso, a dispetto degli &laquo;orrori&raquo; commessi nelle ultime uscite, il Lecce si &egrave; comportato sin qui meglio della Cremonese, che &egrave; al primo posto per numero di tiri concessi ai rivali (532 contro i 419 dei salentini, cifra che piazza Tiago Gabriel e compagni all&rsquo;ottavo posto assoluto) ed al penultimo circa gli xG subiti (50,9, a fronte di 47 &laquo;centri&raquo; incassati, contro 49,1, con palloni 45 raccolti dal fondo della propria porta per i salentini.</p> <p>L&rsquo;undici giallorosso &egrave; avanti per altri dati che riguardano la fase difensiva: gli intercetti (222 contro 216), i contrasti (579 contro 473) e le &laquo;spazzate&raquo; (967 contro 915). Quest&rsquo;ultimo aspetto ha una valenza positiva nell&rsquo;ottica dell&rsquo;allontanamento della sfera da una zona di campo &laquo;pericolosa&raquo; ma, al contempo, non garantisce di restare in possesso della palla o di passarla in maniera precisa ad un compagno.</p> <p>La Cremonese ha incassato meno gol su calcio piazzato (8 contro 12, xG concessi 8,5 contro 11), mentre entrambe le compagini hanno mantenuto la porta inviolata in 8 circostanze.</p> <p>L&rsquo;estremo difensore dei grigiorossi ha dovuto compiere un maggior numero di parate rispetto a quello del Lecce: 128 contro 89 (media a match di 4 contro 2,8).</p> <p>Lo schieramento lombardo &egrave; stato pi&ugrave; &laquo;cattivo&raquo;, a livello disciplinare, di quello salentino per falli commessi (443 contro 409), cartellini gialli (65 contro 53) e rossi (3 contro 2) rimediati.</p> <p>Il Lecce stravince ed anzi doppia la Cremonese in un dato, quello della media spettatori nelle gare casalinghe: 25.589 contro 12.522.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, numeri da brividi ma strada della salvezza in salita: quattro sconfitte di fila e il gol resta un miraggio</title>
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      <description>Giallorossi in crisi: Il Lecce esce con le ossa rotte dalla trasferta di Bologna, incassando la quarta sconfitta consecutiva in campionato con un secco 2-0.</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:55:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Poteva essere la partita della svolta, &egrave; stata la sconfitta che ha segnato ulteriormente un periodo di crisi a tutti gli effetti. Il Lecce esce con le ossa rotte dalla trasferta di Bologna, incassando la quarta sconfitta consecutiva in campionato con un secco 2-0.</p> <p>Era lecito attendersi una reazione di carattere dalla squadra allenata da Eusebio Di Francesco, dopo il ko interno contro l&rsquo;Atalanta fra pochissime luci e tante ombre. In terra emiliana invece, contro la formazione di Italiano, &egrave; arrivata un&rsquo;altra debacle che non fa altro che alimentare i dubbi attorno alla squadra giallorossa, che sembra essere venuta meno proprio nel momento decisivo del campionato, quando c&rsquo;&egrave; da lanciare la volata decisiva in chiave salvezza.</p> <p>La partita di Bologna ha rappresentato in piccolo quelli che sono stati i problemi di tutta la stagione per la compagine salentina, fra evitabili disattenzioni difensive e una sterilit&agrave; offensiva a tratti disarmante. Gli episodi, come sempre, hanno avuto un peso specifico non da poco. Prima il clamoroso errore di &Scaron;tulić a tu per tu con il portiere avversario, un&rsquo;occasione che avrebbe permesso al Lecce di sbloccare la partita andando in vantaggio. Poi lo svarione difensivo che ha regalato al Bologna il gol del vantaggio, realizzato da Freuler. Un gol che &egrave; stato una condanna, in quanto, come costantemente accaduto in questo campionato, i giallorossi non hanno avuto la forza e le idee per imbastire una reazione. Fino al raddoppio nei minuti di recupero, arrivato con un&rsquo;altra assurda sbavatura, nata da una punizione di Ramadani calciata direttamente su un avversario, rimpallo che ha poi innescato la ripartenza vincente per i felsinei, abili a siglare il 2-0 che ha fatto calare il sipario sulla partita.</p> <p>Cos&igrave;, il Lecce si ritrova faccia a faccia con dei numeri impietosi, che a questo punto del campionato preoccupano enormemente. La difficolt&agrave; realizzativa &egrave; ormai una triste costante, d&rsquo;altronde i salentini sono il peggior attacco non solo della serie A, ma anche dei top cinque campionati europei, con appena 21 gol segnati. Un primato detenuto in coabitazione con l&rsquo;Oviedo fino a domenica scorsa, quando gli spagnoli hanno messo a segno tre reti nella vittoria sul Celta Vigo e hanno lasciato il Lecce solitario fanalino di coda d&rsquo;Europa. L&rsquo;apporto degli uomini d&rsquo;attacco della squadra giallorossa &egrave; stato carente nel corso delle 32 partite disputate finora. I centravanti hanno portato appena quattro gol, tre da &Scaron;tulić e uno da Camarda. Cheddira, arrivato a gennaio, non ha ancora trovato la via della rete. Sugli esterni, il miglior marcatore &egrave; Banda, con tre realizzazioni. Segue N&rsquo;Dri, con due reti da subentrato, irrilevanti nelle sconfitte con Atalanta e Udinese nel girone d&rsquo;andata. Fermi a un solo centro Sottil e Pierotti. Numeri troppo bassi, per un reparto che avrebbe dovuto fare la differenza in positivo e che adesso, invece, si ritrova sotto la lente d&rsquo;ingrandimento per un rendimento al di sotto delle aspettative.</p> <p>Eppure, il Lecce non pu&ograve; certo permettersi di abbattersi, malgrado il momento decisamente no. La classifica e il calendario, infatti, lasciano inalterate le chance di salvezza per la formazione di Di Francesco, in quella che si profila ormai come una corsa a due con la Cremonese, per garantirsi la permanenza nel prossimo campionato di serie A. Giallorossi e grigiorossi sono appaiati a 27 punti al terzultimo posto della classifica, in un duello ad alta tensione. I salentini devono riuscire a resettare, imparando dai propri errori e provando a imbastire una reazione nervosa ancor prima che tecnica, per dare una sferzata al proprio trend negativo. Adesso, infatti, inizia per il Lecce il periodo decisivo della stagione, con una serie di scontri diretti che diranno tanto, se non tutto, di quello che sar&agrave; il futuro della formazione giallorossa. A partire da luned&igrave; prossimo, quando al &laquo;Via del Mare&raquo; arriver&agrave; la Fiorentina. Una sfida che la formazione di Di Francesco non pu&ograve; davvero permettersi di sbagliare, perch&eacute; un altro ko andrebbe a incidere pesantemente non solo sulla classifica, ma anche sul morale di capitan Falcone e compagni. Dopo il confronto con la viola, sar&agrave; la volta della doppia trasferta contro le due squadre fanalino di coda del campionato, ovvero Verona e Pisa. Due vere e proprie trappole di fine campionato, incontri da prendere con le pinze, contro squadre che ragionevolmente non avranno nulla da perdere ma contro cui &egrave; facile rendersi protagonisti di brutti (e a questo punto della stagione irrimediabili) scivoloni. Di certo, servir&agrave; un altro Lecce rispetto a quello visto nelle ultime settimane. Altrimenti la salvezza rischia di essere davvero lontana.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Bari si riscopre senza mezze misure: vincere o perdere. Ma ora deve solo spingere sull’acceleratore</title>
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      <description>Un dato curioso: Longo in controtendenza rispetto al suo passato. E Pucino, dopo l’esclusione, lascia ai messaggi social il compito di «spiegare»</description>
      <author>redazione sport</author>
      <category>bARI CALCIO,SPORTNEWS,MORENO LONGO</category>
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:51:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Senza mezze misure. Il Bari si riscopre estremista del risultato. E non &egrave; certo una virt&ugrave; per chi, invece, in ogni occasione deve cercare di raccogliere qualcosa. Eppure, i dati della gestione targata Moreno Longo parlano chiaro: i biancorossi perdono (nella maggior parte dei casi) o vincono (comunque molto pi&ugrave; rispetto alle gestioni precedenti), ma il pareggio &egrave; praticamente bandito. Un controsenso assoluto rispetto alla scorsa stagione, quando proprio l&rsquo;eccessivo numero di gare impattate ha impedito lo sbarco ai playoff. Una contraddizione ancora pi&ugrave; evidente nel percorso dell&rsquo;allenatore torinese che nella sua carriera ha reso spesso amico il segno X. E malgrado sin dal suo arrivo, l&rsquo;ultima spiaggia in casa biancorossa sia stata una costante, con il senno del poi qualche pareggio in pi&ugrave; avrebbe davvero fatto comodo. Anche nelle gare che in teoria sarebbero state da vincere a tutti i costi.</p> <p><span class="GN4_pre">SOLO DUE PARI</span> <span class="GN4_post">Quattordici sono i match condotti dall&rsquo;allenatore torinese che &egrave; ormai il pi&ugrave; presente sulla panchina biancorossa in questa tribolatissima stagione. Sua &egrave; anche la media punti pi&ugrave; alta: 1,21 a partita rispetto a 1,08 di Fabio Caserta (13 punti in 12 gare) e lo sconcertante 0,50 di Vincenzo Vivarini (quattro in otto turni). Eppure, l&rsquo;emorragia di ko nel complesso non si &egrave; arrestata. Perch&eacute; Longo ha perso esattamente la met&agrave; degli incontri disputati sulla panchina dei Galletti: sette i rovesci rimediati con Palermo, Mantova, Sudtirol, Pescara, Frosinone, Carrarese e Monza. Non a caso i pugliesi restano terzultimi per numero di ko in B: 16 le cadute pugliesi a fronte delle 18 dello Spezia e delle 17 della Reggiana. Ma a tenere a galla il Bari proprio quando ogni speranza sembrava smarrita sono state le cinque affermazioni, colte nell&rsquo;ordine contro Cesena, Sampdoria, Empoli, Reggiana e Modena. In mezzo, i soli due pari, colti in casa con lo Spezia e a Padova. Scontri diretti che Moncini e compagni avrebbero probabilmente dovuto capitalizzare, soprattutto al San Nicola con i liguri. Eppure, non perdere ha consentito di restare a galla e di non ampliare le distanze dalle concorrenti per la permanenza. Impossibile, quindi, non pensare a come sarebbe stata la classifica capitalizzando anche con un punticino gare sicuramente alla portata. Basti pensare alla trasferta di Mantova, con la sconfitta arrivata in pieno recupero, alle topiche che sono costate il capitombolo interno con il Sudtirol o l&rsquo;harakiri tra le mura amiche con la Carrarese. Tre avversari che, peraltro, non avrebbero certo disprezzato il pareggio. Il Bari, per&ograve;, non ha saputo gestire energie fisiche e nervose. E con tre punti in pi&ugrave; oggi sarebbero fuori dalla zona playout. </span></p> <p><span class="GN4_pre">ERA MISTER X</span> <span class="GN4_post">Un andamento davvero strano per un tecnico spesso abbonato al pareggio. Basti pensare che lo scorso anno, Longo pareggi&ograve; ben 18 gare su 38: il suo Bari fu secondo per gare patte in B, dietro il solo Catanzaro che ne pareggi&ograve; venti. E se i tanti segni X da un lato impedirono di conquistare i playoff che pure i Galletti bazzicarono per gran parte del torneo, l&rsquo;esiguo numero di sconfitte (dieci, soltanto cinque formazioni persero meno) consent&igrave; ai Galletti di tenersi alla larga da qualsiasi pericolo. Una tendenza che, peraltro, ha puntualmente scandito la carriera di Longo. In 276 incontri da tecnico tra i professionisti, i pareggi sono addirittura 97, a fronte di 85 vittorie e 94 sconfitte. E l&rsquo;immediato futuro? Se il Bari dovesse proseguire sull&rsquo;onda del &laquo;tutto o niente&raquo; avrebbe solo una strada: vincere le ultime tre giornate (trasferte con Avellino e Catanzaro e in casa con l&rsquo;Entella) concedendosi uno stop soltanto con la capolista Venezia. Cos&igrave;, si toccherebbe quota 43 che potrebbe persino valere la salvezza diretta. Cadere pi&ugrave; di una volta, invece, significherebbe sprofondare nel dramma. Se, invece, il Bari ritrovasse la capacit&agrave; di pareggiare, potrebbe almeno ipotecare il playout impattando con Venezia, Avellino e Catanzaro e battendo l&rsquo;Entella: a 40 punti, almeno lo spareggio per evitare la discesa.</span></p> <p><span class="GN4_pre">PUCINO CHIARISCE</span> <span class="GN4_post">La sua esclusione a Monza per &ldquo;scelta tecnica&rdquo; ha destato molte perplessit&agrave;. Perch&eacute; Raffaele Pucino &egrave; l&rsquo;attuale capitano del Bari (almeno quando &egrave; in campo), nonch&eacute; il calciatore con la milizia in biancorosso pi&ugrave; continuativa (&egrave; con i Galletti dal 2021-22). Tuttavia, il difensore napoletano ha voluto sgombrare il campo da equivoci. &ldquo;In queste ore molte sono state le parole e le ricostruzioni&rdquo;, ha scritto sui profili social. &ldquo;Ma non &egrave; il tempo delle polemiche e delle spiegazioni. Una sola &egrave; la cosa importante: dare tutto per la maglia e raggiungere la salvezza del Bari. Per rispetto dei miei compagni, della societ&agrave;, dello staff e soprattutto dei tifosi preferisco restare in silenzio. Grazie a chi continua a sostenerci ogni giorno&raquo;.</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, serve molto di più: la salvezza resta lontana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1958715/bari-serve-molto-di-piu-la-salvezza-resta-lontana.html</link>
      <description>L’impressione è che il Bari potesse fare di più. Evidentemente al di là del risultato. Non c’è stata l’energia giusta, poche chiacchiere. Anche in un primo tempo che, abbastanza discutibilmente, si è deciso di definire accettabile</description>
      <author>antonello raimondo</author>
      <category>bari calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:37:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Perdere a Monza non &egrave; una &laquo;bestemmia&raquo;. Per differenze tecniche e di profondit&agrave; di organico. Per&ograve; la sconfitta in Brianza lascia, comunque, un retrogusto abbastanza amaro. L&rsquo;impressione &egrave; che il Bari potesse fare di pi&ugrave;. Evidentemente al di l&agrave; del risultato. Non c&rsquo;&egrave; stata l&rsquo;energia giusta, poche chiacchiere. Anche in un primo tempo che, abbastanza discutibilmente, si &egrave; deciso di definire accettabile. Accettabile era solo la parit&agrave; con la quale le squadre sono scese negli spogliatoi per l&rsquo;intervallo. Frutto del caso, sostanzialmente. Netto il predominio del Monza, capace di sostare costantemente nella met&agrave; campo pugliese grazie a un sin troppo facile controllo del gioco e del palleggio. Ecco dov&rsquo;&egrave; mancato l&rsquo;undici allenato da Moreno Longo. Incapace di &laquo;mordere&raquo; l&rsquo;avversario, di creare imbarazzi nella costruzione nel gioco pur mantenendo un&rsquo;accettabile attenzione tattica. La fase di non possesso resta uno dei limiti pi&ugrave; evidenti. Mancano interditori veri e propri. Non lo &egrave; Artioli e lo stesso Maggiore, pur pi&ugrave; presente rispetto al recente passato, non &egrave; il classico &laquo;cagnaccio&raquo;. Per non parlare delle capacit&agrave; difensive degli esterni. Dickmann e Dorval, assolutamente inadeguati. Mane e Piscopo, pi&ugrave; o meno stessa &laquo;musica&raquo;. Questione di soldati, soprattutto. Di letture individuali e caratteristiche.</p> <p>Inevitabile lanciare un&rsquo;occhiata al calendario. E alla prossima &laquo;fermata&raquo;. Sabato al &laquo;San Nicola&raquo; sar&agrave; di scena la capolista Venezia, di gran lunga la squadra pi&ugrave; forte del campionato. I lagunari sono reduci dal pareggio a Chiavari contro l&rsquo;Entella e vorranno tornare a spingere sull&rsquo;acceleratore per provare a blindare la zona di <i>comfort</i> che porta dritto in serie A senza la scivolosissima lotteria dei playoff. Anche il Bari, per&ograve;, non pu&ograve; permettersi divagazioni a quattro giornate dalla fine della <i>regular season</i>. Potrebbe bastare anche un punticino, tanto per riprendere confidenza con la parte mentale. Ma &egrave; fin troppo evidente che serviranno argomenti diversi rispetto a quello che s&igrave;&egrave; visto sabato sera a Monza. Una squadra pi&ugrave; &laquo;cattiva&raquo;. Forse anche pi&ugrave; coraggiosa. Dove per coraggio s&rsquo;intende anche la capacit&agrave; di essere maggiormente aggressivi nell&rsquo;interpretazione degli uno contro uno, anche quelli prettamente difensivi. Il Bari dispone di difensori capaci ma si fa fatica a sostenere che la gestione difensiva sia un maccanismo efficace.</p> <p>Moreno Longo non ha usato giri di parole quando s&rsquo;&egrave; trattato di sottolineare l&rsquo;eccessiva leggerezza in quelle fasi di gioco in cui sarebbe servito mestiere. &laquo;Ci sono momenti in cui devi far fallo&raquo;, le parole piccate del mister torinese. A Monza &egrave; successo ancora. Ed &egrave; fondamentale che certi dettagli restino all&rsquo;attenzione generale. La salvezza passa anche e soprattutto attraverso i classici dettagli. Concentrazione e furbizia non sono inutili appendici. Il &laquo;giocare&raquo; &egrave; un concetto vastissimo. Soprattutto quando ci si gioca la &laquo;vita&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce calcio, Wladimiro Falcone chiede scusa. Danilo Veiga: « Errori banali»</title>
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      <description>A Bologna, il Lecce ha rimediato la quarta sconfitta di fila, maturata contro un’avversaria di maggiore caratura, ma che, soprattutto sul suo terreno, non viveva un buon periodo</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:33:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il momento &egrave; pessimo. A Bologna, il Lecce ha rimediato la quarta sconfitta di fila, maturata contro un&rsquo;avversaria di maggiore caratura, ma che, soprattutto sul suo terreno (un solo successo nelle precedenti 10 gare interne), non stava certo vivendo un buon periodo. I giallorossi hanno perso, spianando la strada ai felsinei, regalando due gol, uno causato da una dormita colossale e l&rsquo;altro da una punizione battuta maldestramente sulla spalla di un avversario. A fine match, l&rsquo;immagine della delusione dell&rsquo;ambiente salentino &egrave; nel comportamento del capitano Wladimiro Falcone che, come sempre, &egrave; risultato tra i migliori. Il portiere &egrave; andato sotto il settore ospiti a mani alzate e, come si potuto leggere chiaramente dal labiale inquadrato dalle telecamere di Dazn, ha chiesto pi&ugrave; volta scusa ai tifosi.</p> <p>Con la lotta-permanenza che sembra essere diventata una corsa a due con la Cremonese, urge un repentino cambio di passo. In caso contrario, la quarta salvezza di fila rester&agrave; solo una chimera.</p> <p>Danilo Veiga si presenta ai microfoni corrucciato. &laquo;Abbiamo subito due gol imbarazzanti. Scaturiti da nostri errori&raquo;, dice il portoghese. Poi aggiunge: &laquo;Per salvarci dobbiamo riuscire a fare di pi&ugrave; e meglio. Bisogna rialzarsi e dare il massimo, pensando come sempre ad una partita per volta, da affrontare tutte sempre con l&rsquo;atteggiamento giusto&raquo;.</p> <p>Quindi, in sala stampa, analizza l&rsquo;andamento della contesa: &laquo;Abbiamo iniziato bene, nella maniera che ci eravamo ripromessi. Ma lo sbaglio commesso sulla rete che ha sbloccato la gara ha cambiato tutto, soprattutto nelle nostre teste&raquo;.</p> <p>Nel momento decisivo della stagione, sembra essere tornato il Lecce insicuro delle prime giornate di campionato: &laquo;Non vogliamo essere quella squadra. Ci teniamo a restare in serie A. Ora rivedremo gli errori che abbiamo commesso e cercheremo di correggerli e di ripartire. Ma dobbiamo ripulire la nostra testa&raquo;. Il terzino lusitano si riferisce soprattutto agli sbandamenti conseguenti alle topiche che pesano sul risultato ed evidentemente anche sulla psiche di chi va in campo. &laquo;Inoltre - aggiunge -, bisogna restare positivi e fare leva sul gruppo, che &egrave; molto coeso. Possiamo salvarci solo restando uniti&raquo;.<i></i></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bologna-Lecce: giallorossi ko al Dell'Ara, la partita finisce 2-0</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/1957698/bologna-lecce-giallorossi-ko-al-dell-ara-la-partita-finisce-2-0.html</link>
      <description>Rossoblù ottavi in classifica, salentini ancora in zona bassa: decidono le reti al 26’ e al 92’ della 32ª giornata di Serie A</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bologna-lecce,calcio,serie a</category>
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      <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 19:59:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Bologna batte 2-0 il Lecce in un match valido per la 32/a giornata di Serie A, disputato allo stadio 'Dall'Ara' della citt&agrave; emiliana. A decidere la partita i gol di Freuler al 26' e Orsolini al 92'. In classifica i rossobl&ugrave; sono ottavi con 48 punti, mentre i giallorossi salentini restano fermi a quota 27, in 17/a posizione insieme alla Cremonese. </p>]]></content:encoded>
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      <title>Il Bari fra troppo poco con il Monza ma Longo guarda già al futuro: «Crediamo nella salvezza»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1957303/il-bari-fra-troppo-poco-con-il-monza-ma-longo-guarda-gia-al-futuro-crediamo-nella-salvezza.html</link>
      <description>Il divario emerso in campo, al di là del punteggio, racconta di una squadra fragile, poco incisiva e priva di quella tensione agonistica indispensabile nelle fasi decisive del campionato</description>
      <author>Pierpaolo Paterno</author>
      <category>moreno longo,bari,monza,serie b</category>
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      <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 15:07:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Una sconfitta che lascia il segno, non solo per il risultato ma per ci&ograve; che fa intravedere in prospettiva. A quattro giornate dal termine della regular season, il Bari esce dal confronto di Monza con indicazioni preoccupanti, incapace di opporre resistenza a un avversario di categoria superiore per qualit&agrave;, ritmo e consapevolezza. La gara dell&rsquo;U-Power Stadium segna un passaggio delicato nel cammino dei biancorossi, chiamati ora a una reazione immediata per evitare che il finale di stagione si trasformi in una lenta e inesorabile deriva.</p> <p>Il divario emerso in campo, al di l&agrave; del punteggio, racconta di una squadra fragile, poco incisiva e priva di quella tensione agonistica indispensabile nelle fasi decisive del campionato. In questo contesto si inserisce l&rsquo;analisi di Moreno Longo nel post partita, chiamato a fare i conti con una prestazione che impone riflessioni profonde e, soprattutto, risposte concrete nel brevissimo termine: &laquo;Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata e difficile - le parole di Longo -. Nel primo tempo abbiamo retto con attenzione, avendo una palla importante con Rao. Non dovevamo subire il primo gol cos&igrave; presto, per giocarci poi delle chance diverse. Una squadra forte come il Monza sa come gestire la partita e come far girare palla. Abbiamo reagito, ma poi il Monza ha vinto in maniera meritata. Gli avversari hanno disputato una grande prestazione&raquo;.</p> <p>Una lettura che sottolinea come l&rsquo;equilibrio iniziale sia stato spezzato da episodi gestiti meglio dai padroni di casa, capaci poi di indirizzare la gara sui binari pi&ugrave; favorevoli. Da l&igrave;, anche le scelte tattiche diventano inevitabilmente oggetto di valutazione, soprattutto in relazione alla gestione dello svantaggio e dei cambi: &laquo;Non potevamo aprirci troppo presto. Avremmo dato campo al Monza e fatto pi&ugrave; fatica. Dovevamo stare dentro la partita sino a dieci minuti dalla fine. Nel frangente dei cambi, abbiamo sub&igrave;to la seconda rete. &Egrave; stato voluto. Se dai spazio al Monza, in campo aperto ti fa male. Dobbiamo guardare avanti, alla prossima, e restare attaccati al gruppo che lotta sino alla fine. E sfruttare le nostre opportunit&agrave;&raquo;.</p> <p>Il tema dell&rsquo;atteggiamento resta centrale, ma all&rsquo;interno dello spogliatoio si respinge l&rsquo;idea di una squadra rinunciataria, ribadendo invece la consapevolezza del livello dell&rsquo;avversario affrontato. Bisogner&agrave;, per&ograve;, cambiare atteggiamento: &laquo;Non sono d&rsquo;accordo - aggiunge Longo -. Avevamo messo in preventivo che in questa partita, come col Venezia, dovevi fare qualcosa di straordinario sperando che l&rsquo;avversario fosse sottotono. Non dobbiamo perdere autostima, ma credere di poter raggiungere il nostro obiettivo. Fa parte del percorso sapere che contro il Monza sarebbe stato difficile&raquo;.</p> <p>Infine, uno sguardo alle scelte individuali, tra emergenze e decisioni tecniche, che hanno caratterizzato la vigilia e la gestione della gara. Vedi la presenza tra i pali di Pissardo al posto dell&rsquo;indisponibile Cerofolini e la mancata chiamata di Pucino: &laquo;Contento per Pissardo, un ragazzo fantastico. Mette entusiasmo e positivit&agrave; al gruppo. Pucino? C&rsquo;&egrave; poco da spiegare. Una scelta tecnica. Avevo sei difensori e vendendoli in settimana, ho preferito convocarne altri&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Lecce all'esame Bologna: serve un’«impennata»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1957502/il-lecce-all-esame-bologna-serve-unimpennata.html</link>
      <description>La trasferta di Bologna, con calcio d’inizio alle 18, è un banco di prova fondamentale per la squadra giallorossa, a caccia di punti utili per staccarsi dal terzultimo posto in classifica</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce,bologna,di francesco,cagliari</category>
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      <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 15:03:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Adesso il Lecce non pu&ograve; pi&ugrave; sbagliare. La trasferta di Bologna, con calcio d&rsquo;inizio alle 18, &egrave; un banco di prova fondamentale per la squadra giallorossa, a caccia di punti utili per staccarsi dal terzultimo posto in classifica, occupato in coabitazione con la Cremonese, sconfitta ieri nello scontro diretto contro il Cagliari. La compagine salentina &egrave; obbligata a ritrovare la giusta rotta dopo tre sconfitte consecutive in campionato. Brucia, in particolar modo, l&rsquo;ultima casalinga contro l&rsquo;Atalanta. Un secco 0-3, arrivato all&rsquo;esito di una prestazione decisamente opaca da parte degli uomini di Eusebio Di Francesco.</p> <p>Il tecnico giallorosso riparte proprio dagli aspetti negativi evidenziati nell&rsquo;ultima uscita di campionato e chiede una prova di carattere contro il Bologna: &laquo;Non possiamo prescindere da determinate caratteristiche, equilibrio e compattezza di squadra. Contro l&rsquo;Atalanta ho visto degli ottimi primi 25 minuti, nei quali abbiamo mantenuto l&rsquo;avversario lontano dall&rsquo;area di rigore. Vogliamo per&ograve; cancellare la seconda parte negativa della gara, tornando a essere il Lecce che abbiamo conosciuto in tante occasioni. Se giochiamo male, siamo certi di non riuscire a portare a casa la partita. Non possiamo prescindere dalle prestazioni per portare a casa risultati importanti, anche contro squadre forti come il Bologna&raquo;. Di Francesco si appella poi all&rsquo;unione di tutte le componenti sulla strada verso la salvezza: &laquo;In questo momento abbiamo bisogno di sostegno, dobbiamo essere attaccati a questa categoria. So come funziona, i calciatori fanno finta di non leggere e di non sentire i commenti, ma non dimentichiamoci che sono ragazzi giovani, con le loro paure e le loro fragilit&agrave;. In questo momento hanno bisogno di sostegno e io sono il primo a sostenerli. La mia non vuole essere una polemica, alle volte sento dei mugugni al secondo passaggio sbagliato, credo invece che serva supporto. Dobbiamo restare uniti, tutti insieme fino alla fine, come canta in ogni partita la curva&raquo;.</p> <p>All&rsquo;andata, la sfida con il Bologna si gioc&ograve; alla quinta di campionato e fu un piccolo punto di svolta dell&rsquo;annata per il Lecce, che conquist&ograve; un pari in rimonta utile per dare entusiasmo dopo un inizio difficile di stagione. &laquo;In quella partita segn&ograve; Camarda - ricorda Di Francesco - riguardo il discorso dei giovani italiani oggi sento dire da qualcuno che ha giocato poco. Ma lo sanno che &egrave; stato operato alla spalla? Finch&eacute; &egrave; stato disponibile &egrave; sempre stato preso in considerazione. All&rsquo;andata arriv&ograve; un risultato importante, una delle poche partite contro le grandi del campionato contro cui abbiamo conquistato dei punti. Per ottenere i risultati siamo costretti a passare da grandi prestazioni&raquo;. Il tecnico giallorosso sottolinea, tuttavia, i valori dell&rsquo;avversario odierno: &laquo;Il Bologna &egrave; una squadra da prendere con le molle, cercano spesso di isolare gli esterni, perch&eacute; hanno tante soluzioni. Se non giocano Rowe e Bernardeschi ci sono Cambiaghi e Orsolini, dobbiamo essere bravi a farci trovare pronti&raquo;.</p> <p>Di Francesco parla poi del mancato impiego di Sala e Marchwinski: &laquo;Sala sta crescendo, ci sono momenti in cui un calciatore evolve e ci vuole tempo, ma pu&ograve; darci una mano, cos&igrave; come Marchwinski, che si sta allenando con continuit&agrave;. In questo momento, tuttavia, devo cercare delle certezze, dando continuit&agrave; alla formazione che ci ha portato a ottenere risultati importanti. Valuteremo step by step, anche in base all&rsquo;andamento della partita, Marcwhisnki sta crescendo tanto, mentre Sala all&rsquo;occorrenza pu&ograve; giocare anche da esterno. Contro l&rsquo;Atalanta ho schierato Fofana a centrocampo perch&eacute; cercavo maggiore fisicit&agrave;, tecnicamente ha commesso qualche errore di troppo, ma con lui in campo la squadra aveva equilibrio. Nel secondo tempo, con i cambi pi&ugrave; offensivi, abbiamo perso un po&rsquo; le distanze e questo non ce lo possiamo permettere&raquo;. Quanto alle scelte di formazione, in mezzo al campo si prospetta una staffetta sulla trequarti fra Coulibaly e Gandelman, con il primo favorito per una maglia da titolare: Coulibaly si &egrave; allenato con continuit&agrave;, mentre Gandelman ha alternato allenamenti a giornate di stop, perch&eacute; ha un problema che ogni tanto si riacutizza. La squadra per&ograve; nel complesso ha lavorato per tutta la settimana con grande applicazione&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Troppo poco Bari all'U-Power Stadium: il Monza vince 2-0</title>
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      <description>Reti al 50' di Obiang e all'80' di Pessina per i brianzoli</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari,monza,2-0</category>
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      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 21:27:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tre pareggi il Monza torna ai tre punti e, visto il pareggio del Frosinone, ritorna al secondo posto in classifica accanto ai ciociari superando al Brianteo il Bari per 2-0. La squadra pugliese ha tenuto per tutto il primo tempo per poi perdersi in alcune occasioni nella ripresa, e la sua classifica resta precaria. Si va al riposo senza reti ma con i primi venti minuti del Monza trascinato da un ritrovato Colpani, prezioso nel portare al tiro Petagna ma soprattutto Brindelli. Il Bari non &egrave; stato a guardare e con veloci contropiedi ha sfiorato in due occasioni la rete. Al 4', sugli sviluppi di un angolo, conclude Ravanelli. Al 6' sulla ripartenza di Azzi &egrave; Pessina con un diagonale a fallire il vantaggio. Al 19' conclude Colpani, respinge la difesa, la palla torna sui piedi di Lucchesi, si salva la retroguardia ospite. Al 30' Rao, il migliore degli ospiti, con un veloce contropiede sorprende la difesa brianzola, salva Pessina rischiando l&rsquo;autorete, la palla finisce in angolo. Al 38' il colpo di testa di Moncino, al 41' Brindelli esalta la buona giornata di Pissardo. Avvio di ripresa con il Monza che spinge e al 50' smarcato a centro area da Petagna &egrave; un gioco per Obiang mettere la palla alle spalle di Pissardo per il vantaggio. Al 73' il Monza grazia gli ospiti con Caso e Azzi che soli davanti a Pizzardo non centrano la porta. Al 31' scambio Azzi-Petagna, il palo salva il Bari. Tre minuti pi&ugrave; tardi Caso va via sulla sinistra e imbuca per Pessina, che mette la palla nell&rsquo;angolo basso per il definitivo 2-0.</p> <p><span><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_04_11/WhatsApp_Image_2026-04-11_at_20.47.13_(1)-1775934590342.jpeg" alt="" width="1600" height="1066" /></span></p> <p></p> <p><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_04_11/WhatsApp_Image_2026-04-11_at_18.22.31-1775933016533.jpeg" alt="" width="1205" height="1788" /></p>]]></content:encoded>
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      <title>Longo indica la strada: «Bari, occhio ai dettagli»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1956357/longo-indica-la-strada-bari-occhio-ai-dettagli.html</link>
      <description>«Il Monza? Avversario forte in tutti i reparti. Noi ripartiamo dalla prestazione offerta contro il Modena»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>Moreno Longo,bari,serie b,monza</category>
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      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 15:17:17 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ultimi riflessi prima della partenza. Pochi concetti da fissare nella testa e nelle gambe. Il Bari si prepara alla trasferta di Monza (fischio d&rsquo;inizio alle 19,30) con la consapevolezza di avere davanti un ostacolo di alto profilo, ma anche con la convinzione di potersela giocare. Moreno Longo traccia la rotta con lucidit&agrave; e misura.</p> <p>&laquo;Servir&agrave; offrire una prestazione di altissimo livello - dice il tecnico dei biancorossi - perch&eacute; affronteremo una grande squadra, che finora ha fatto un campionato importante. Un Monza con giocatori di grande qualit&agrave;. Devi cercare di fare una partita importante sotto tutti gli aspetti per approfittare di una possibilit&agrave; sempre aperta&raquo;.</p> <p>Parole che raccontano rispetto, ma non timore. Perch&eacute; anche nelle gare pi&ugrave; complicate si nasconde uno spiraglio. In un contesto del genere, pu&ograve; diventare decisiva la capacit&agrave; di valorizzare le proprie armi, come nel caso di Rao, sempre pi&ugrave; dentro i meccanismi offensivi biancorossi: &laquo;Mi piace parlare di atteggiamento di squadra. &Egrave; sotto gli occhi di tutti quali siano i pregi e i difetti di ogni singola squadra. Rao sta lavorando bene, ma va lasciato in pace, sereno per esprimersi ancora su questi livelli. Ha gi&agrave; cambiato il suo modo di interpretare le partite. Prima era isolato sulla sinistra. Adesso spesso si accentra e va a lavorare pi&ugrave; da seconda punta che da esterno. Una codifica pi&ugrave; difficile da prendere. Le partite non le vince un solo calciatore. Rao fa bene perch&eacute; &egrave; messo nelle condizioni di farlo&raquo;.</p> <p>Il concetto di collettivo ritorna anche nelle valutazioni sugli esterni, dove le soluzioni restano aperte e modulabili in base alla partita. Piscopo e Dorval rappresentano due opzioni compatibili, non alternative: &laquo;Hanno anche giocato insieme. Piscopo a destra, Dorval a sinistra. Uno non esclude l&rsquo;altro. La scelta la faremo in base alla condizione dei singoli, del tipo di avversario. Anche il Monza ha esterni molto validi. Dovremo accoppiarci nella maniera migliore&raquo;.</p> <p>Nel momento cruciale della stagione, per&ograve;, Longo evita di puntare il dito sui singoli. La richiesta &egrave; diffusa, quasi corale: &laquo;Sarebbe scorretto pretendere qualcosa in pi&ugrave; da un singolo. Qualora anche ci fosse, ne parlerei a quattr&rsquo;occhi con lui. Non in piazza. Tutti dobbiamo fare qualcosa di straordinario, anche oltre le aspettative. La bagarre &egrave; serratissima e le partite sono poche. Ogni situazione e la cura dei dettagli fanno la differenza&raquo;. E allora niente calcoli, nessuna distinzione tra avversari: &laquo;Non si pu&ograve; guardare il tipo di avversario e non si possono fare calcoli. La B insegna questo. Adesso, la testa deve essere solo al Monza. Non esiste altro obiettivo. Tutte le partite sono da giocare&raquo;.</p> <p>Un peso specifico importante lo avranno anche i cambi, capaci spesso di orientare gli equilibri: &laquo;I subentranti sono determinanti. Col Modena li ho azzeccati tutti - scherza - . I ragazzi devono capire che si pu&ograve; essere determinanti anche per pochi minuti. Mi auguro che ricapiti quanto successo contro il Modena, impattando nel modo giusto&raquo;. E sul centrocampo, reparto talvolta discontinuo: &laquo;Non giudico mai nel raggio temporale di una partita. I singoli segnali sono da analizzare, prendere con le molle. Non posso cambiare giudizio ogni settimana, ma essere equilibrato e ragionare con una gittata ampia&raquo;.</p> <p>Il Monza, terzo in classifica e reduce da tre pareggi che hanno creato qualche malumore nell&rsquo;ambiente brianzolo, resta comunque un cliente di valore assoluto. Ma la vera sfida, per Longo, &egrave; tutta interna: &laquo;La preoccupazione pi&ugrave; grande siamo sempre noi che dobbiamo stare al 110 per cento. Esigo un Bari focalizzato sui dettagli, i compiti e gli aspetti tattici e mentali per affrontare una partita come quella di Monza. I lombardi hanno qualit&agrave; in tutti i reparti, hanno giocatori che c&rsquo;entrano poco con la B. Se guardiamo i nomi, leggiamo una rosa profonda e di qualit&agrave; eccelsa. Una squadra che ha un modo di stare in campo con esperienza e diffuse risorse&raquo;. Infine, uno sguardo a Moncini, simbolo di una crescita condivisa: &laquo;Non giudico il trascorso precedente. Sono felice che oggi sia con noi. Un giocatore forte. Un attaccante che in B doveva andare in doppia cifra pi&ugrave; volte. Mi fa piacere allenarlo. Lavora sodo, dedicandosi anche al miglioramento delle due fasi di possesso e non&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Di Michele, parla l'ex giallorosso: «Lecce, ora serve uno scatto»</title>
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      <description>Domani la sfida con il Bologna: l’ultimo successo allo stadio «Dall’Ara» risale al 2011. Di quella squadra, diretta proprio da Di Francesco, faceva parte David Di Michele</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>David Di Michele,serie a,lecce</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1956356/di-michele-parla-l-ex-giallorosso-lecce-ora-serve-uno-scatto.html</guid>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 15:14:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Domani, a Bologna, Eusebio Di Francesco prover&agrave; a&hellip; copiare se stesso. L&rsquo;ultimo successo (2-0 con gol degli uruguaiani Guillermo Giacomazzi e Carlos Grossmuller) centrato dal Lecce allo stadio &laquo;Dall&rsquo;Ara&raquo;, contro i felsinei, infatti, &egrave; stato &laquo;griffato&raquo; proprio dal trainer pescarese, nella sua precedente esperienza nel Salento, il 18 settembre 2011.</p> <p>Questa affermazione &egrave; stata anche l&rsquo;unica ottenuta dalla formazione giallorossa in serie A, in casa della compagine rossobl&ugrave;. Le altre due, infatti, sono relative al campionato cadetto e risalgono al 7 febbraio 1988 (1-0 con Carletto Mazzone in panchina) ed al 6 giugno 1993 (3-2 sotto la guida di Bruno &laquo;Maciste&raquo; Bolchi).</p> <p>Della squadra che, diretta da Di Francesco, ha espugnato il &laquo;Dall&rsquo;Ara&raquo; nel 2011, faceva parte David Di Michele. &laquo;Il colpo messo a segno in Emilia &egrave; coinciso con il primo successo stagionale del torneo 2011/2012, dopo le sconfitte subite contro Inter e Udinese - ricorda l&rsquo;ex attaccante -. Purtroppo, &egrave; stata una delle poche soddisfazioni di un inizio di campionato molto sofferto, a causa del quale la societ&agrave; ha poi optato per il cambio della guida tecnica, con l&rsquo;avvento di Cosmi (dalla sedicesima giornata, ndc). Alla fine, per&ograve;, nonostante una buona rincorsa, siamo scivolati in B con tantissimi rimpianti&raquo;.</p> <p>Domenica, alle 18, il Lecce se la vedr&agrave; con il Bologna, in casa del team rossobl&ugrave;, con la consapevolezza di avere assoluto bisogno di muovere la classifica: &laquo;L&rsquo;auspicio &egrave; che i giallorossi riescano a ripetere il risultato del 2011 o, quanto meno, che sappiano meritare un pareggio. L&rsquo;annata agonistica oramai volge al termine e sono rimaste sei partite nelle quali occorre conquistare i punti necessari per conservare la categoria. I salentini sono in corsa, ma hanno bisogno di uno scatto in avanti che permetta loro di guadagnare qualcosa rispetto alle avversarie dirette. Nella maggior parte delle gare, Falcone e compagni hanno destato una buona impressione sul piano della solidit&agrave;, ma hanno raccolto meno di quanto avrebbero potuto per i limiti che palesano in fase offensiva. Se avessero realizzato qualche gol in pi&ugrave; sarebbero senza dubbio pi&ugrave; avanti in graduatoria, ma cos&igrave; non &egrave; stato e ci sar&agrave; da tribolare sino in fondo. Se non si segna diventa tutto molto complicato&raquo;.</p> <p>Il Bologna &egrave; reduce dalla cocente delusione patita, tra le mura amiche, nel match di Europea League perso per 3-1 contro l&rsquo;Aston Villa. Il ritorno &egrave; in programma gioved&igrave; prossimo ma, dopo il risultato dell&rsquo;andata, le chance dei felsinei di proseguire il cammino sono ridotte al lumicino. &laquo;I rossobl&ugrave; puntavano molto sulla manifestazione continentale ed avere incassato tre reti sul proprio terreno &egrave; stata una brutta botta sul piano mentale - rimarca Di Michele -. Ma &egrave; difficile stabilire se questo aspetto incider&agrave; nel confronto con il Lecce. Italiano sa come gestire certe situazioni ed in rosa dispone di calciatori di personalit&agrave; e dalle indubbie doti tecniche. I giallorossi dovranno essere bravi a sfruttare in proprio favore gli eventuali tentennamenti dei rivali di giornata. Del resto, la compagine emiliana ha vissuto una annata alquanto altalenante e nel proprio impianto &egrave; passata da alcune prestazioni molto convincenti ad altre assai opache. L&rsquo;undici allenato da Di Francesco dovr&agrave; tirare fuori una grande performance sul piano caratteriale, puntando sull&rsquo;organizzazione, l&rsquo;attenzione e l&rsquo;intensit&agrave;&raquo;.</p> <p>Il Lecce viene dalla pessima figura rimediata al &laquo;Via del Mare&raquo; contro l&rsquo;Atalanta: &laquo;Ad oggi la considero un incidente di percorso arrivato dopo la sosta del campionato, che riserva sempre delle insidie alla ripresa. Guai, per&ograve;, a ripetere una prova analoga a Bologna perch&eacute; si tratterebbe di un vero e proprio campanello d&rsquo;allarme, nel bel mezzo della volata che decider&agrave; i verdetti&raquo;.</p> <p>La 33&ordf; giornata proporr&agrave; la gara Cagliari-Cremonese, i due team che in questo momento sembrerebbero gli avversari del Lecce nella bagarre-permanenza: &laquo;Ai salentini probabilmente converrebbe che la sfida terminasse in parit&agrave;, ma Ramadani e compagni devono badare solo a se stessi. Conter&agrave; innanzitutto ci&ograve; che riusciranno a dare loro in campo. I punti che ancora mancano per restare in A li dovranno conquistare i giallorossi, magari alzando un tantino l&rsquo;asticella del rendimento. Non esistono alternative. Poi ci sta che si guardi anche ai risultati delle dirette rivali, tra le quali, classifica alla mano, vanno ancora annoverate anche Fiorentina e Genoa, che non sono affatto fuori dai guai&raquo;.</p> <p>L&rsquo;ex attaccante indica quello che, a suo parere, sar&agrave; un aspetto determinante nell&rsquo;economia della corsa-salvezza: &laquo;La condizione fisica &egrave; senza dubbio molto importante, ma ad essere fondamentale sar&agrave; quella mentale perch&eacute; senza la &ldquo;testa&rdquo; le gambe non girano. Servir&agrave; avere grande fiducia in se stessi, nelle proprie possibilit&agrave;, nelle scelte dell&rsquo;allenatore e dare fondo ad ogni energia, senza farsi condizionare dalle sconfitte. Nella stagione 2024/2025 il Lecce ha sterzato proprio quando tanti addetti ai lavori davano per spacciata la formazione giallorossa&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, cambiare marcia in trasferta per salvarsi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1955786/bari-cambiare-marcia-in-trasferta-per-salvarsi.html</link>
      <description>La salvezza del Bari passa inevitabilmente dalle ultime cinque giornate di regular season. Allarme: il portiere Cerofolini a forte rischio per un problema all’occhio</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>bari calcio</category>
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      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:47:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La salvezza del Bari passa inevitabilmente dalle ultime cinque giornate di regular season. Un mini-campionato dentro il campionato, con tre trasferte &ndash; Monza, Avellino e Catanzaro &ndash; e due sfide al San Nicola contro Venezia e Virtus Entella. Un percorso che, numeri alla mano, impone una riflessione lucida: il destino dei biancorossi si gioca soprattutto lontano da casa, proprio dove finora sono emerse le maggiori difficolt&agrave;.</p> <p>Il rendimento esterno racconta una squadra fragile. Su 16 partite disputate si registrano appena 2 vittorie, 5 pareggi e ben 9 sconfitte. La media &egrave; di 0,69 punti a gara, con soli 12 gol segnati e ben 29 subiti. Numeri che fotografano una tendenza chiara, confermata anche dalle percentuali. Cio&egrave;, appena il 12,5% di successi e oltre il 56% di sconfitte. Tradotto: fuori casa il Bari fatica a reggere l&rsquo;urto, sia sul piano della solidit&agrave; difensiva sia su quello della continuit&agrave;.</p> <p>Diverso, ma non risolutivo, il rendimento interno. Al San Nicola, in 17 gare, sono arrivate 6 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, per una media di 1,35 punti a partita. Anche qui l&rsquo;equilibrio &egrave; sottile, con 21 gol fatti e 22 subiti. Complessivamente, dopo 34 giornate, il Bari viaggia a una media esatta di un punto a partita, con 33 reti segnate e 53 incassate. Un dato che pesa e che spiega l&rsquo;attuale posizione di classifica. La proiezione finale, considerando le cinque gare restanti, porta a quota 39 punti. Un margine che potrebbe non bastare senza un cambio di passo.</p> <p>Ecco perch&eacute; le tre trasferte assumono un valore decisivo. La proiezione matematica, basata sull&rsquo;attuale media esterna, indica circa 2 punti complessivi nelle gare contro Monza, Avellino e Catanzaro. Uno scenario che pu&ograve; salire a 3 punti in caso di rendimento leggermente superiore, mentre superare quota 4 significherebbe andare ben oltre gli standard stagionali. In sintesi, 2 punti rappresentano la base realistica, 3 un risultato positivo, 4 o pi&ugrave; un segnale di netta inversione di tendenza.</p> <p>Entrando nel dettaglio, la trasferta di Monza appare la pi&ugrave; complessa. Squadra costruita per le zone alte, con qualit&agrave; superiore, quella brianzola rappresenta un ostacolo storicamente ostico. I precedenti parlano di 24 sfide con 5 vittorie baresi, 6 monzesi e ben 13 pareggi. Equilibrio apparente, ma con una lunga assenza di successi pugliesi (ultimo nel 1993/94). Qui la probabilit&agrave; pi&ugrave; alta resta la sconfitta, con un punto possibile solo attraverso una prestazione sopra media. Ad aumentare il grado di difficolt&agrave;, potrebbe esserci il forfait del portiere Cerofolini, alle prese con i postumi della pallonata all&rsquo;occhio rimediata luned&igrave; scorso contro il Modena. Dovessero essere confermate queste difficolt&agrave;, spazio a Pissardo, due anni fa protagonista della salvezza al playout contro la Ternana.</p> <p>Ad Avellino il contesto cambia, ma non diventa semplice. I precedenti (3 vittorie Bari, 10 pareggi, 10 sconfitte su 23 gare) raccontano una sfida equilibrata ma storicamente complicata. L&rsquo;ambiente caldo e la natura &laquo;sporca&raquo; della partita fanno propendere per un pareggio come esito pi&ugrave; probabile, con la possibilit&agrave; di qualcosa in pi&ugrave; solo in caso di solidit&agrave; e cinismo.</p> <p>Infine il Catanzaro, forse la gara pi&ugrave; &laquo;giocabile&raquo;. Anche qui, per&ograve;, la storia non aiuta: 2 vittorie baresi su 21 precedenti, a fronte di 11 pareggi e 8 sconfitte. Un campo dove il Bari raramente ha imposto la propria legge, ma dove potrebbe provare a strappare qualcosa in pi&ugrave;, tra un pareggio e una possibile vittoria.</p> <p>Se si incrociano questi dati con lo storico, emerge una proiezione leggermente pi&ugrave; ottimista. Ovvero, circa 2,8 punti complessivi, quindi 3 punti reali. Un risultato coerente con una sequenza di tre pareggi o con una vittoria e due sconfitte.</p> <p>A rendere il quadro ancora pi&ugrave; delicato c&rsquo;&egrave; il rendimento dell&rsquo;andata contro le ultime cinque avversarie: tre pareggi e due sconfitte, per un totale di appena 3 punti su 15 disponibili. Il Bari, in pratica, non ha mai vinto contro nessuna delle squadre che ritrover&agrave; in questo finale. Il bivio &egrave; evidente. Per centrare la salvezza servir&agrave; almeno confermare la proiezione, ma probabilmente anche superarla. Questo significa invertire il trend esterno trovando almeno una vittoria &laquo;inaspettata&raquo;. Senza questo scatto, i numeri rischiano di trasformarsi in una condanna. Al contrario, possono diventare il punto di partenza per cambiare il finale della storia.</p> <p><span class="GN4_pre">notiziario</span> <span class="GN4_post">Dopo la conferenza stampa pre gara delle ore 10 del tecnico Moreno Longo, il Bari scender&agrave; in campo questa mattina per completare il penultimo allenamento prima della trasferta di Monza. Al termine della seduta, la squadra partir&agrave; alla volta della Lombardia in vista della sfida di domani sera, valida per la 34&ordf; giornata di serie B, in programma alle 19.30 all&rsquo;U-Power Stadium contro la formazione guidata da mister Bianco.</span></p> <p>Nell&rsquo;allenamento di ieri, svolto sul campo dell&rsquo;Antistadio, Longo ha tenuto tutti sulla corda per mantenere vive la concentrazione e le motivazioni nel gruppo dopo la vittoria sul Modena. La squadra si &egrave; concentrata su lavori tattici specifici per reparto, esercitazioni tecniche a obiettivi variabili e sviluppi di gioco a tutto campo. Alcuni calciatori hanno seguito programmi personalizzati a scopo precauzionale. In vista di Monza, non recuperano De Pieri e Dickmann. Il primo prosegue nel suo percorso di recupero pur tornando a lavorare con il pallone. Ancora differenziato, invece, Dickmann.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Delio Rossi rialza il Lecce: «Avanti compatti e decisi»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1955785/delio-rossi-rialza-il-lecce-avanti-compatti-e-decisi.html</link>
      <description>Il doppio ex del club salentino e di quello felsineo ha centrato la promozione in A sia sulla panchina del Lecce che su quella del Bologna. Si troveranno di fronte domenica, alle 18, allo stadio «Dall’Ara»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>delio rossi,serie a,lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1955785/delio-rossi-rialza-il-lecce-avanti-compatti-e-decisi.html</guid>
      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:41:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ha centrato la promozione in A sia sulla panchina del Lecce che su quella del Bologna, Delio Rossi, doppio ex del club salentino e di quello felsineo, che si troveranno di fronte domenica, alle 18, allo stadio &laquo;Dall&rsquo;Ara&raquo;. Nel 2002/2003, il trainer riminese ha ottenuto la promozione con la squadra giallorossa, che ha poi guidato alla permanenza in massima serie nel 2003/2004. Nel 2014/2015, invece, ha effettuato la scalata da tecnico della compagine rossobl&ugrave;, tramite i play off, subentrando ad inizio maggio, sul finire della stagione regolare.</p> <p>&laquo;Due grandi gioie, ma di gran lunga differenti - dice -. A Lecce, la rosa era molto giovane in quanto, dopo la retrocessione subita nel 2001/2002, la societ&agrave; decise di contenere i costi, promuovendo diversi ragazzi dalla formazione Primavera, che in seguito hanno fatto le fortune del sodalizio. Non eravamo certo tra i favoriti, ma disputammo un grande torneo, meritando la promozione. A Bologna, invece, fui chiamato a 20 giorni dalla fine del campionato, con gli spareggi da disputare dalla quinta piazza ed un ambiente depresso dal fatto che, un organico messo su per primeggiare, aveva fallito. Ci fu da ricostruire la fiducia dei ragazzi e dell&rsquo;ambiente, ma alla fine brindammo al salto di categoria&raquo;.</p> <p>Domenica, la compagine allenata da Eusebio Di Francesco affronter&agrave;, in campo avverso, quella diretta da Vincenzo Italiano. Che partita sar&agrave;?</p> <p>&laquo;I due club hanno potenzialit&agrave; diverse dal punto di vista economico e quindi degli obiettivi. Nel Salento, c&rsquo;&egrave; una propriet&agrave; &ldquo;riconoscibile&rdquo; e legata al territorio, che opera con budget limitati. In Emilia a reggere le sorti del Bologna c&rsquo;&egrave; la famiglia Saputo, statunitense, che ha investito parecchio, &egrave; molto presente ed ha scelto gli uomini giusti al posto giusto. Ne consegue che la caratura dei rossobl&ugrave; &egrave; di gran lunga superiore a quella dei giallorossi&raquo;.</p> <p>L&rsquo;impegno in Europa League potrebbe distrarre gli emiliani?</p> <p>&laquo;Il Bologna &egrave; fuori dai giochi che contano in campionato e ieri ha affrontato in coppa l&rsquo;Aston Villa, al quale, gioved&igrave; prossimo, dovr&agrave; rendere visita. Per i felsinei oramai &egrave; l&rsquo;Europa League la manifestazione pi&ugrave; importante. C&rsquo;&egrave; da supporre che Italiano opter&agrave; per un sostanzioso turnover, ma va detto che dispone di un roster ampio, costruito per provare a lottare su tutti i fronti. La doppia sfida con gli inglesi, per&ograve;, comporter&agrave; senza dubbio un dispendio notevole sia dal punto di vista fisico che mentale. Questo aspetto potrebbe concedere qualche chance in pi&ugrave; al Lecce, a patto che dimostri di essere in grado di approfittarne per colmare il gap tecnico che lo separa dai rivali&raquo;.</p> <p>Ylber Ramadani e compagni hanno steccato in pieno il match interno disputato contro l&rsquo;Atalanta. Un campanello d&rsquo;allarme o la classica giornata no?</p> <p>&laquo;Difficile capirlo senza assistere agli allenamenti. Considerate le prove precedenti sfoderate dai salentini contro Napoli e Roma, che sono state di sostanza, propenderei per la seconda ipotesi. La cosa certa &egrave; che bisogna voltare pagina e tornare a mettere in mostra il volto migliore gi&agrave; contro il Bologna. L&rsquo;annata agonistica volge al termine ed al momento la quota per restare in A potrebbe attestarsi a 36/38 punti. Insomma, bisogna muovere la classifica e farlo in maniera sostanziosa&raquo;.</p> <p>In coda, con il Pisa ed il Verona in grave affanno, nel giro di tre punti, dai 27 di Lecce e Cremonese ai 30 del Cagliari, sono racchiuse tre squadre. Saranno solo queste a sgomitare per evitare quella terz&rsquo;ultima piazza che condanner&agrave;, come le ultime due, alla retrocessione?</p> <p>&laquo;Salentini, lombardi e sardi sono i pi&ugrave; a rischio perch&eacute; sono dietro in graduatoria, ma non possono certo dormire sonni tranquilli nemmeno la Fiorentina, che ha 32 punti, ed il Genoa, che ne ha 33. Basta poco per allungare o sprofondare ed il vantaggio dei toscani e dei liguri non &egrave; tale da mettere al riparo dalle brutte sorprese&raquo;.</p> <p>Quale aspetto conter&agrave; di pi&ugrave;, da qui alla conclusione della stagione, nell&rsquo;economia della lotta-permanenza?</p> <p>&laquo;Due su tutti. Il primo &egrave; costituito dalla compattezza dell&rsquo;ambiente. Si sa che i risultati negativi determinano delle fibrillazioni nelle diverse &ldquo;piazze&rdquo;, tensioni che rischiano di riverberarsi su chi scende in campo. Restare coesi &egrave; determinante. Sotto questo profilo, conoscendo bene la passione dei supporter salentini, non ho alcun dubbio circa il fatto che, a Lecce, la squadra avr&agrave; al suo fianco i tifosi sino all&rsquo;ultimo minuto. Il secondo &egrave; legato alla condizione fisica. Avere energie da spendere nella volata finale &egrave; importantissimo&raquo;.</p> <p>Il Lecce sta facendo i conti con diverse assenze per infortunio. Come si affrontano questi periodi delicati?</p> <p>&laquo;Soprattutto per le squadre medio-piccole, che dispongono al massimo di cinque-sei uomini al di sopra della media, il forfait di certi calciatori-chiave rischia di influire sul rendimento del collettivo. Ma bisogna comunque evitare di piangersi addosso ed occorre raddoppiare gli sforzi, in allenamento come in partita, per cercare di non fare pesare l&rsquo;emergenza&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>La «ricetta» di Pillon per la salvezza del Bari: «L’unica strada è credere in se stessi»</title>
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      <description>«Calendario complicato. Il Bari dovrà giocarsela, senza speculare o rintanarsi troppo in difesa»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>bari,serie b,Bepi Pillon</category>
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      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:59:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ci sono stagioni che non concedono tregua e classifiche che sembrano respirare, accorciarsi e dilatarsi a ogni turno. In questo finale di serie B, il Bari - sabato sera di scena a Monza - si muove sul filo sottile di un equilibrio precario, sospeso tra segnali di ripresa e la necessit&agrave;, ormai inderogabile, di dare continuit&agrave;. Per leggere questo momento arriva a proposito uno sguardo esperto, capace di andare oltre il risultato e cogliere le sfumature di una lotta salvezza tanto serrata quanto imprevedibile.</p> <p>&Egrave; con questo spirito che si lascia coinvolgere Bepi Pillon, tecnico navigato che conosce profondamente piazze, pressioni e dinamiche di un campionato dove nulla &egrave; scontato. Bari, ma anche Padova, Empoli e Pescara: tappe diverse di un percorso che oggi si intreccia con una volata finale in cui molte delle sue ex squadre si ritrovano a contendersi lo stesso obiettivo. Un intreccio di storie e ricordi che rende ancora pi&ugrave; interessante la personale lettura. Dal calendario agli scontri diretti, passando per la crescita della squadra di Longo e il peso specifico dei singoli, l&rsquo;analisi si allarga fino a toccare i nodi cruciali delle ultime cinque giornate. Perch&eacute;, in un campionato cos&igrave; corto, ogni dettaglio pu&ograve; fare la differenza. E il Bari, ora pi&ugrave; che mai, &egrave; chiamato a non sbagliare.</p> <p><strong>Mister, da allenatore ha lavorato a Padova, Empoli, Pescara e Bari. Da giocatore &egrave; stato anche a La Spezia. Insomma, dovrebbe avere il cuore in tumulto con tutte queste sue ex squadre che sgomitano per salvare la B.</strong></p> <p>&laquo;In tutta sincerit&agrave;, per non rimanerci male, guardo il meno possibile la bassa classifica. Alla fine, in serie B se stai bene fisicamente e mentalmente hai un vantaggio. Sembra che il Bari abbia lavorato bene negli ultimi giorni. Potr&agrave; dire la sua. A Pescara, dove ho sfiorato la A, la differenza la fa il pubblico. Oltre ai giocatori di qualit&agrave; e categoria arrivati a gennaio. Dopo Insigne, penso a Brugman che conosco bene per averlo allenato&raquo;.</p> <p><strong>Dal Mantova in gi&ugrave; &egrave; bagarre con nove formazioni racchiuse nello spazio di sette punti. Una classifica cortissima in cui pu&ograve; accadere di tutto.</strong></p> <p>&laquo;&Egrave; cos&igrave;. Difficile fare un pronostico su quale potr&agrave; essere l&rsquo;epilogo per la salvezza. Le prossime partite diventano decisive per tutte&raquo;.</p> <p><strong>Mancano cinque giornate alla fine della regular season. Si giocheranno anche diversi scontri diretti tra le pericolanti. Quanto possono incidere questi faccia a faccia per lo stesso obiettivo?</strong></p> <p>&laquo;Incidono molto, perch&eacute; chi perde va in difficolt&agrave; sul piano mentale dovendo sopportare un bel macigno. Al contrario, quando vinci inizi a crederci e ci arrivi&raquo;.</p> <p><strong>Al Bari toccher&agrave; solo quello contro l&rsquo;Entella. Ma verr&agrave; dopo le difficili sfide contro Monza, Venezia e Avellino.</strong></p> <p>&laquo;Mamma mia, che calendario. Spesso ho visto il Venezia all&rsquo;opera. Una squadra fortissima, di grande qualit&agrave;. La migliore in assoluto. Gioca bene ed &egrave; allenata da un tecnico che ha gi&agrave; vinto diverse volte la B. Giovanni Stroppa sa perfettamente come gestire l&rsquo;emozioni e le partite di fine stagione. Una garanzia da questo punto di vista. Per il Bari non sar&agrave; semplice. Venezia e Monza lottano per salire in A, per quanto i lagunari sono strafavoriti. Il Bari deve solo credere in se stesso&raquo;.</p> <p><strong>Il Venezia, tra l&rsquo;altro, le evoca un brutto ricordo. Quello dello spareggio salvezza perso proprio col Bari pi&ugrave; di vent&rsquo;anni.</strong></p> <p>&laquo;Purtroppo, s&igrave;. Per fortuna la squadra poi fu ripescata dopo i fallimenti di Ancona e Napoli. Comunque ci rimasi molto male&raquo;.</p> <p><strong>Sabato si gioca a Monza. Come se ne esce indenni? Quale spirito servir&agrave; per sopperire al gap tecnico contro i brianzoli?</strong></p> <p>&laquo;Una sfida difficile contro una squadra costruita bene e robusta in ogni reparto. Il Bari dovr&agrave; giocarsela, senza speculare o rintanarsi troppo in difesa. Altrimenti, visto il potenziale offensivo del Monza, prima o poi il gol lo prende. Sarebbe un errore attendere l&rsquo;avversario. Poi, dipender&agrave; molto dalla strategia che vorr&agrave; adottare Longo. Lui ha il polso della situazione. Meglio che nel Monza manchino Balde e Cutrone&raquo;.</p> <p><strong>La squadra di Longo viene dal 3-1 al Modena. Un piccolo segnale di ripresa tra molti alti e bassi. La parola d&rsquo;ordine adesso dovrebbe essere continuit&agrave;.</strong></p> <p>&laquo;Una vittoria importantissima. Visto il valore dell&rsquo;avversario, contro il Modena non era per niente facile imporsi. Un risultato chiave. La continuit&agrave; &egrave; determinante, al di l&agrave; di chi incontri. Si vede che Longo ha lavorato bene col gruppo nei precedenti giorni di sosta. Una bella verifica perch&eacute; attraverso il lavoro arriva il risultato. I calciatori stessi possono crederci, avendo ritrovato un pizzico di autostima e motivazioni&raquo;.</p> <p><strong>Sembra un Bari dipendente dalle giocate di Rao e dai gol di Moncini. Pensa possa bastare questo tandem per centrare una salvezza complicatissima?</strong></p> <p>&laquo;Per salvarsi serve l&rsquo;apporto di tutta la squadra. Longo ha esperienza e sapr&agrave; come utilizzare le risorse a disposizione. Di sicuro, il futuro dei biancorossi non pu&ograve; dipendere solo da due giocatori. A partire da Monza. Devono essere tutti al massimo. Moncini si sta rilanciando. Nove gol non sono pochi. Gli auguro di finire la stagione in doppia cifra&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Stovini mette fretta al Lecce: «Rialzarsi subito, un dovere»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1954678/stovini-mette-fretta-al-lecce-rialzarsi-subito-un-dovere.html</link>
      <description>L’ex capitano dei giallorossi salentini prova ad azzardare la quota utile a restare in A: «Oggi ipotizzo 36/37 lunghezze. Ma, alla lunga, potrebbero servirne di più o di meno»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Lorenzo Stovini,serie a,lecce</category>
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      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:55:50 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Rialzare subito la testa&raquo;: &egrave; questo &egrave; il diktat lanciato al Lecce da Lorenzo Stovini che, da calciatore, con la maglia della squadra salentina, ha dato vita a tante battaglie, dal 2001/2002 al 2005/2006, in quattro campionati di A ed uno di B, con all&rsquo;attivo 125 presenze (11.096&rsquo;) in massima serie, 35 tra i cadetti (3.119&rsquo;, in un torneo terminato con la promozione) e 7 in Coppa Italia (586&rsquo;).</p> <p>&laquo;La gara disputata contro l&rsquo;Atalanta al &ldquo;Via del Mare&rdquo; &egrave; stata negativa sotto tutti i profili - afferma l&rsquo;ex capitano del team giallorosso - Perdere contro la &ldquo;Dea&raquo; poteva starci, ma non nella maniera in cui &egrave; accaduto. Nella sfida che lo ha opposto all&rsquo;undici diretto da Palladino, il Lecce ha incassato 3 reti, ne avrebbe potute subire almeno altrettante, sventate da Falcone, ed ha steccato sul piano del gioco espresso e dell&rsquo;atteggiamento dimostrato dopo essere passato in svantaggio. Insomma, una giornataccia che va &ldquo;cancellata&rdquo; vivendone una sugli scudi, nel prossimo turno, in quel di Bologna&raquo;.</p> <p>I felsinei giocheranno oggi in Europa League, al &ldquo;Dall&rsquo;Ara&rdquo;, contro l&rsquo;Aston Villa, domenica ospiteranno il Lecce e poi, gioved&igrave; 16 aprile, giocheranno il match di ritorno contro la compagine inglese: &laquo;In valore assoluto, l&rsquo;undici guidato da Italiano e di gran lunga pi&ugrave; forte di quello allenato da Di Francesco. Premesso ci&ograve;, per&ograve;, ogni sfida va inquadrata nel momento in cui va in scena. Ebbene, in campionato, il Bologna &egrave; tagliato fuori dalla <i>bagarre</i> di testa e dalla corsa ai posti che garantiscono l&rsquo;ingresso alle coppe. Questo non significa che far&agrave; dei regali ai salentini, ma &egrave; innegabile che il vero obiettivo degli emiliani oramai sia l&rsquo;Europa League. Ebbene, i giallorossi devono trovare il modo di sfruttare questa particolare situazione. Senza commettere l&rsquo;errore di pensare che si troveranno di fronte rivali con la testa altrove, ma con la consapevolezza che la priorit&agrave; degli avversari sia un&rsquo;altra e che, con il giusto atteggiamento, il colpaccio sia possibile. Bisogna crederci e provarci&raquo;.</p> <p>La trentaduesima giornata proporr&agrave; lo scontro diretto tra Cagliari e Cremonese: &laquo;Questo &egrave; uno dei motivi per i quali il Lecce deve ottenere un risultato favorevole a Bologna. La mia ex formazione ha bisogno, in assoluto, di mettere fieno in cascina. Se ci riuscir&agrave; domenica, inoltre, guadagnerebbe terreno rispetto ad una delle due squadre che sembrano essere le grandi rivali nella corsa-salvezza. Perdendo contro i felsinei, di contro, rischierebbe di restare da sola in terz&rsquo;ultima posizione e di vedere aumentare le pressioni&raquo;. Stovini analizza la bagarre-permanenza: &laquo;La Fiorentina fa parte del gruppo delle pericolanti, ma ha dato importanti segnali di poterne uscire ed al contempo vanta un organico di ben altro livello rispetto alle altre compagini che lottano in coda. Ritengo che la &ldquo;Viola&rdquo; si tirer&agrave; fuori dalle sabbie mobili prima degli ultimi 90&rsquo;. Cremonese e Lecce, che sono appaiati a quota 27, e Cagliari, che ha 3 lunghezze in pi&ugrave;, sono quelle messe peggio in questa fase. N&eacute; pu&ograve; sentirsi al sicuro il Genoa, che ha 33 punti. Ogni domenica, per&ograve;, pu&ograve; mutare qualcosa. Ad esempio, se il team sardo non dovesse imporsi contro Baschirotto e compagni vedrebbe complicarsi la propria situazione. Ma il verdetto sul nome della terza squadra che ruzzoler&agrave; tra i cadetti arriver&agrave; solo sul filo di lana&raquo;.</p> <p>L&rsquo;ex capitano dei giallorossi salentini prova ad azzardare la quota utile a restare in A: &laquo;Oggi ipotizzo 36/37 lunghezze. Ma, alla lunga, potrebbero servirne di pi&ugrave; o di meno, soprattutto in base ai risultati del Lecce e della Cremonese, che oggi sono le compagini terz&rsquo;ultime in graduatoria. &Egrave; per questo motivo che non bisogna fare tabelle e che occorra dare tutto in ogni partita, come se fosse quella decisiva ai fini del raggiungimento del traguardo&raquo;.</p> <p>Con la casacca del Lecce, Stovini ha sgomitato per restare in massima serie, quindi sa cosa serva nella volata conclusiva: &laquo;La condizione atletica conta parecchio, anche in considerazione del fatto che si giocher&agrave; in un clima via via pi&ugrave; caldo. Inoltre, serviranno nervi saldi e la capacit&agrave; di non abbattersi dinanzi alle avversit&agrave;, ma anche la concentrazione e l&rsquo;attenzione da non abbassare mai perch&eacute; gli errori si pagano doppio&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, playout in bilico: otto punti di distacco dal Giugliano, finiti tutti i bonus</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1953525/foggia-playout-in-bilico-otto-punti-di-distacco-dal-giugliano-finiti-tutti-i-bonus.html</link>
      <description>La squadra allenata da Michele Pazienza è terz’ultima in classifica ma rischia di retrocedere direttamente in Serie D</description>
      <author>raffaele fiorella</author>
      <category>foggia calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:42:05 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Adesso la salvezza del Foggia &egrave; di nuovo appesa ad un filo. Tre giornate alla fine della stagione regolare di Serie C e playout a rischio: la formazione rossonera non pu&ograve; pi&ugrave; sbagliare. La squadra allenata da Michele Pazienza &egrave; terz&rsquo;ultima in classifica ma rischia di retrocedere direttamente in Serie D e di non poter disputare gli spareggi per la permanenza, visto l&rsquo;ampio distacco dalle squadre che precedono i dauni in classifica.</p> <p>Il regolamento su retrocessioni dirette e playout, in Serie C, recita che, al termine della stagione regolare, l&rsquo;ultima in classifica retroceder&agrave; in Serie D e si disputeranno i playout, per decretare altre due retrocessioni: la quint&rsquo;ultima sfider&agrave; la penultima, mentre la quart&rsquo;ultima incontrer&agrave; la terz&rsquo;ultima. Spareggi in doppia partita di andata e ritorno, con l&rsquo;andata prevista sabato 9 maggio e il ritorno in programma sabato 16 maggio. Primo round in casa della formazione peggio classificata e partita di ritorno sul campo della squadra messa meglio in graduatoria. Al termine delle due partite, in caso di parit&agrave; di punteggio e di differenza reti tra le due sfide, otterr&agrave; la permanenza la formazione meglio classificata al termine della stagione regolare. I playout potrebbero, per&ograve;, non disputarsi, in caso di distacchi dai 9 punti in su, in classifica, tra le squadre che dovrebbero sfidarsi. Come chiariscono le norme della Figc, &laquo;la squadra penultima classificata al termine della regular season del campionato di Serie C retroceder&agrave; direttamente al campionato di Serie D qualora il distacco in classifica dalla squadra quintultima sia superiore a 8 punti&raquo;. Allo stesso modo, &laquo;la squadra terzultima classificata al termine della regular season del campionato di Serie C retroceder&agrave; direttamente al campionato di Serie D, qualora il distacco dalla squadra quartultima classificata sia superiore a 8 punti&raquo;.</p> <p>I risultati della 16&ordf; giornata di ritorno hanno complicato parecchio la missione playout del Foggia, sconfitto 1-0 a Cosenza, mentre quasi tutte le dirette concorrenti hanno fatto punti: il Latina ha pareggiato a Cerignola, il Giugliano ha battuto in casa il Crotone, il Picerno ha vinto a Catania, il Sorrento ha steso sul terreno amico l&rsquo;Altamura, il Trapani ha bloccato il Monopoli in trasferta sull&rsquo;1-1, infine lo scontro diretto Siracusa Atalanta Under 23 &egrave; finito 3-3. Oltre al Foggia solo la Cavese ha avuto un passaggio a vuoto, piegata in casa dalla Casertana. Al momento, classifica alla mano, il Foggia giocherebbe il playout col Giugliano ma i rossoneri ora devono badare a evitare di perdere il terz&rsquo;ultimo posto e contenere entro al massimo 8 punti il distacco dalla squadra da affrontare negli spareggi&raquo;.</p> <p>&laquo;Azzerare tutto e ripartire - detta il tecnico dei &ldquo;Satanelli&rdquo;, Michele Pazienza -. Alcune cose buone che c&rsquo;erano state nelle partite precedenti si sono viste anche a Cosenza, in altri aspetti abbiamo fatto dei passi indietro. Dobbiamo concentrarci su quello in cui c&rsquo;&egrave; da migliorare, in primis la fase di finalizzazione della manovra: serve pi&ugrave; qualit&agrave; ma anche determinazione e cattiveria agonistica nelle scelte e nelle giocate che si fanno negli ultimi sedici metri, per poter segnare con maggiore frequenza. A Cosenza ci siamo fatti sorprendere in avvio di partita in modo ingenuo, poi abbiamo iniziato a costruire gioco ma non siamo riusciti a far gol. Di positivo c&rsquo;&egrave; stato che siamo rimasti nella partita fino alla fine, senza prendere imbarcate&raquo;.</p> <p>Domenica prossima partita vitale allo &laquo;Zaccheria&raquo;, alle 14:30, col Siracusa. Foggia obbligato a vincere per continuare a sperare nei playout. Per l&rsquo;occasione il club ha invitato allo stadio gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della citt&agrave;. &laquo;Bisogna evitare di ricadere in un approccio alla gara come quello dei primi dieci minuti della partita di Cosenza - sottolinea Pazienza - e la rabbia per la sconfitta subita al &ldquo;San Vito-Marulla&rdquo; va trasformata in energia per la sfida di domenica prossima, contro un Siracusa che gioca un buon calcio e dar&agrave; tutto&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Il Bari fra salvezza, Antonio Conte e multiproprietà</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1953524/il-bari-fra-salvezza-antonio-conte-e-multiproprieta.html</link>
      <description>Il giornalista sportivo Sandro Sabatini: è un’indiscrezione, vi racconto come stanno le cose</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>bari calcio,francesco sabatini,de laurentiis,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1953524/il-bari-fra-salvezza-antonio-conte-e-multiproprieta.html</guid>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:35:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La notizia &egrave; che Antonio Conte vorrebbe andare a guidare la Nazionale per un motivo di stress. Ovvero per il fatto di non sopportare pi&ugrave; l&rsquo;impegno lavorativo quotidiano, a Napoli in particolare. Non &egrave; chiaro se Aurelio De Laurentiis conosca gi&agrave; questa volont&agrave; dell&rsquo;allenatore. So per&ograve; che De Laurentiis prenderebbe in considerazione la volont&agrave; umana e professionale di Antonio Conte ma non senza un minimo tornaconto. E potrebbe essere il fatto di avere - attraverso la Federazione - una proroga sulla multipropriet&agrave; del Bari. Questa &egrave; la notizia&raquo;. Risuonano come bombe le parole del giornalista, conduttore televisivo e blogger Sandro Sabatini che nelle scorse ore - dai microfoni Mediaset della trasmissione Pressing - &egrave; tornato a ribadire una ipotesi di &laquo;baratto&raquo; tra il Napoli e la Federcalcio che avrebbe come merce di scambio il Bari calcio. Un nuovo fulmine in un cielo gi&agrave; pieno di nuvole e che rischia di far passare in secondo piano lo spiraglio di luce intravisto con la vittoria sul Modena.</p> <p>Sabatini, come stanno le cose rispetto a questa possibilit&agrave; che il Bari calcio diventi oggetto di scambio tra Napoli e Federcalcio per il passaggio di Antonio Conte in azzurro?</p> <p>&laquo;&Egrave; una indiscrezione che ho riportato. Niente di che. So come stanno veramente e realmente le cose. Ci tengo a precisare che si tratta di una indiscrezione e non di una notizia. Le notizie sono quelle contenute nei comunicati ufficiali&raquo;.</p> <p>C&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che questa ipotesi vada in porto?</p> <p>&laquo;Noi facciamo i giornalisti e non i profeti. Le sensazioni e le percezioni nel nostro mestiere contano sino ad un certo punto. Posso solo ribadire che da quello che ho saputo, nell&rsquo;ipotesi in cui Aurelio De Laurentiis prendesse in considerazione, cos&igrave; come gi&agrave; sta facendo, l&rsquo;uscita di Conte per la Federazione, &egrave; chiaro che farebbe - anzi otterrebbe - qualcosa in compensazione. Tra queste, quella pi&ugrave; evidente &egrave; la proroga dei termini della multipropriet&agrave; oltre il 2028&raquo;.</p> <p>La voce circolata ha ovviamente messo in fibrillazione negativa i gi&agrave; provati tifosi del Bari che invece non vedono l&rsquo;ora di liberarsi della Filmauro e della multipropriet&agrave;.</p> <p>&laquo;Io ho riportato l&rsquo;indiscrezione ricevuta. Non entro nel merito degli umori della tifoseria barese. Anche perch&eacute; non &egrave; una situazione che seguo direttamente&raquo;.</p> <p>Prorogare la multipropriet&agrave; oltre il 2028 sarebbe il colpo di grazia per una piazza calcisticamente agonizzante.</p> <p>&laquo;Comprendo. Ma il mio lavoro di cronista consiste semplicemente nel riportare delle indiscrezioni, senza in questo caso considerare chi siano i destinatari. Che sia la piazza di Bari, Milano o Monza &egrave; assolutamente relativo. Non voglio commentare oltre il dato e l&rsquo;informazione che ho recuperato e comunicato. Stesso discorso sulla multipropriet&agrave;, sul quale preferisco non esprimermi&raquo;.</p> <p>Secondo lei, che interesse avrebbe Aurelio De Laurentiis in questa operazione?</p> <p>&laquo;Non lo so. Entreremmo in troppi particolari e questioni molto profonde. Esiste il problema del termine temporale al 2028 della multipropriet&agrave;. &Egrave; chiaro che se in prossimit&agrave; di quella scadenza, la questione dovesse diventare un problema per De Laurentiis non trovando un acquirente per il Bari, emergerebbe la possibilit&agrave; di richiedere una proroga. Al di l&agrave; di tutto, se si presenta un acquirente in grado di comprare il Bari adesso e togliere il club a De Laurentiis con un profitto o un pareggio, credo che il numero uno di Filmauro lo farebbe. Il problema della multipropriet&agrave;, come accaduto in passato con Lotito alla Salernitana, &egrave; quando non c&rsquo;&egrave; un acquirente alla scadenza dei termini. Quando arrivi a questo punto, che fine far&agrave; il Bari? Non conosco quali siano le intenzioni e i dettagli eventuali di vendita della Ssc Bari&raquo;.</p> <p>Chi vede in pole position per la nuova presidenza in Figc?</p> <p>&laquo;Posso confermare che Aurelio De Laurentiis ha proposto il nome di Malag&ograve; per la nuova presidenza della Federazione. Una persona a lui molto vicina&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Lecce ora è costretto a rifare conti e «look»: zero tiri in porta, arrendevolezza, incapacità di reagire</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1953522/il-lecce-ora-e-costretto-a-rifare-conti-e-look-zero-tiri-in-porta-arrendevolezza-incapacita-di-reagire.html</link>
      <description>Domenica prossima a Bologna, mentre la Cremonese giocherà il confronto diretto sul campo del Cagliari. Poi Fiorentina in casa, Verona e Pisa fuori</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1953522/il-lecce-ora-e-costretto-a-rifare-conti-e-look-zero-tiri-in-porta-arrendevolezza-incapacita-di-reagire.html</guid>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:28:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>In quel &laquo;nulla da salvare&raquo; di Eusebio Di Francesco c&rsquo;&egrave; la fotografia perfetta di Lecce-Atalanta. Un commento laconico che ben riassume la prova decisamente opaca della squadra giallorossa, che nel pomeriggio di pasquetta ha messo in mostra una delle peggiori prestazioni stagionali. Un discreto inizio di gara, poi nulla pi&ugrave;.</p> <p>&Egrave; scaturito un pesante 0-3, che sarebbe stato anche pi&ugrave; rotondo senza i soliti miracoli di capitan Falcone. Una giornata no, e l&rsquo;augurio per i salentini &egrave; che si sia trattato solo di un episodio, di una partita in cui &egrave; semplicemente girato tutto storto. Perch&eacute; se cos&igrave; non fosse, allora i segnali sarebbero davvero preoccupanti, quando ci si avvicina al momento cruciale della stagione. Di certo, anche contro l&rsquo;Atalanta sono stati evidenziati dei limiti ormai atavici della formazione giallorossa. Fa specie lo &laquo;zero&raquo; nella casella dei tiri in porta, simbolo di una sterilit&agrave; offensiva che ha caratterizzato tutta la stagione della squadra di Di Francesco.</p> <p>Si &egrave; poi percepito ancora una volta quel senso di arrendevolezza troppo spesso evidenziato contro le formazioni che occupano la parte sinistra della classifica. Il divario tecnico contro le prime della classe, o pi&ugrave; in generale contro le compagini in lotta per un piazzamento europeo, &egrave; sicuramente evidente, ma il Lecce ha spesso dato la sensazione di fare fatica perfino a provarci. Il rammarico &egrave; che nelle precedenti due uscite prima della sosta, contro Napoli e Roma, malgrado le sconfitte la squadra di Di Francesco aveva perlomeno dato segnali incoraggianti dal punto di vista della prestazione, venendo punita sul dettaglio. Contro l&rsquo;Atalanta, invece, &egrave; stato il quadro d&rsquo;insieme a essere deficitario.</p> <p>Ulteriore elemento emerso dalla sconfitta riguarda la scarsa capacit&agrave; di reazione del Lecce una volta passato in svantaggio. Anche sotto questo punto di vista i dati non mentono e dopo 31 partite disputate appaiono ormai ben consolidati. La squadra giallorossa &egrave; riuscita soltanto in un caso a conquistare punti partendo da una situazione di svantaggio, nel 2-2 in rimonta contro il Bologna alla quinta giornata di campionato. Si parla dello scorso settembre, praticamente una vita fa. Eccezion fatta per quell&rsquo;incontro, mai il Lecce &egrave; riuscito a recuperare uno svantaggio. Subire gol con la partita in equilibrio, insomma, equivale praticamente a una condanna per i salentini.</p> <p>Le cause? Molteplici. Sicuramente una scarsa tenuta mentale, che impedisce alla squadra di reagire ai colpi incassati, senza trovare la forza per imbastire una reazione. Un dato che pesa tanto, rispetto al quale i giallorossi non sono praticamente mai riusciti a trovare le contromisure. La sconfitta con l&rsquo;Atalanta, a voler trovare un lato positivo, pu&ograve; rappresentare un monito. Il Lecce adesso sa cosa non deve &laquo;essere&raquo; da qui al termine del campionato, per alimentare le proprie ambizioni in chiave salvezza. Ambizioni che, malgrado la sconfitta, rimangono inalterate, complici anche le sconfitte nell&rsquo;ultimo turno di campionato di Cremonese e Cagliari. La squadra di Di Francesco &egrave; rimasta ferma a quota 27, sempre appaiata ai grigiorossi allenati dall&rsquo;ex Giampaolo e a tre lunghezze di distanza dai rossoblu di Pisacane.</p> <p>La prossima giornata rappresenta uno snodo non di poco conto in questo finale di stagione, poich&eacute; ci sar&agrave; proprio Cagliari-Cremonese, uno scontro diretto salvezza a tutti gli effetti. Il Lecce, invece, sar&agrave; impegnato in trasferta sul campo del Bologna. Impegno non semplice sulla carta quello contro i felsinei, che affronteranno i salentini con il pensiero rivolto anche all&rsquo;Europa League. L&rsquo;incontro in programma domenica, infatti, &egrave; calendarizzato nel bel mezzo delle due sfide di andata e ritorno di coppa contro l&rsquo;Aston Villa. Un fattore da tenere in considerazione ma che non diminuisce la difficolt&agrave; dell&rsquo;impegno per il Lecce, che dovr&agrave; dare fondo alle sue energie per lanciare al meglio la volata per il finale di campionato. Dopo la sfida di Bologna, infatti, i giallorossi affronteranno la Fiorentina in casa, prima del doppio impegno in trasferta contro Verona e Pisa. Settimane decisive dalle quali passer&agrave; un bel pezzo di salvezza.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Lecce calcio, Sticchi Damiani ammette: «Loro forti, noi sottotono»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/sport/1952250/lecce-calcio-sticchi-damiani-ammette-loro-forti-noi-sottotono.html</link>
      <description>«Serve autocritica e capire cosa non ha funzionato»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>sticchi damiani,lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/sport/1952250/lecce-calcio-sticchi-damiani-ammette-loro-forti-noi-sottotono.html</guid>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:14:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Si trattava in partenza di una gara molto complicata per due motivi. Da una parte la forza dell&rsquo;Atalanta, che &egrave; formazione allestita per farsi onore in Champions, manifestazione nella quale &egrave; stata la squadra italiana capace di arrivare pi&ugrave; avanti di tutte le nostre portacolori. In questo senso, basti leggere i nomi dei calciatori che sono subentrati e di quelli rimasti in panchina accanto a mister Palladino. Dall&rsquo;altra il momento delicato che stiamo vivendo a causa delle defezioni per infortunio, che per un complesso come il nostro costruito per inseguire la permanenza, pesano di pi&ugrave; rispetto alle big, che dispongono di una rosa messa su per lottare su vari fronti.</p> <p>A questo si aggiunga che il Lecce ha sfoderato una prestazione di gran lunga al di sotto di quelle che ha tirato fuori per gran parte della stagione. Il nostro team &egrave; stato quasi sempre sul pezzo, attaccato sino in fondo al risultato. Contro la &ldquo;Dea&rdquo;, invece, non &egrave; stato cos&igrave;, il che ci deve indurre a fare autocritica ed a valutare in cosa siamo mancati, per lavorarci su ed evitare che si ripetano altre prove del genere&raquo;. &Egrave; cos&igrave; che il presidente Saverio Sticchi Damiani inquadra la sconfitta per 0-3 rimediata dall&rsquo;undici giallorosso contro i nerazzurri bergamaschi.</p> <p>La nota positiva registratasi nel match perso contro gli orobici &egrave; costituita dal ritorno in campo di Lassana Coulibaly: &laquo;&Egrave; importante che abbia recuperato dopo oltre due settimane di stop. Di Francesco lo ha gettato nella mischia nell&rsquo;ultimo scorcio del secondo tempo, con la cautela necessaria in questa fase del campionato. A fine mese dovremmo riavere a disposizione Gaspar e Camarda. Un po&rsquo; prima Sottil. Gallo &egrave; da valutare. Ha accusato un fastidio al soleo, ma speriamo che si sia fermato in tempo&raquo;. Domenica il Lecce visiter&agrave; il Bologna: &laquo;Un&rsquo;altra compagine di rango, ma noi dobbiamo provare a recuperare in una delle restanti gare sulla carta proibitive quei punti che abbiamo lasciato al &ldquo;Via del Mare&rdquo; contro il Parma. Inoltre, bisogner&agrave; continuare a comportarci bene negli scontri diretti, come siamo stati in grado di fare sino ad oggi. La quota salvezza sar&agrave; di gran lunga pi&ugrave; alta rispetto al 2024/2025&raquo;. <i>[a.c.]</i></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari calcio, , Moreno Longo ritrova il sorriso: «Una prestazione solida ma via i problemi mentali»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/sport/1952232/bari-calcio-moreno-longo-ritrova-il-sorriso-una-prestazione-solida-ma-via-i-problemi-mentali.html</link>
      <description>Con determinazione ed un pizzico di fortuna, il Bari resta agganciato all’ultimo treno salvezza. Biancorossi nel calderone del gruppo invischiato nella lotta per la sopravvivenza</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>bari calcio,moreno longo,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/sport/1952232/bari-calcio-moreno-longo-ritrova-il-sorriso-una-prestazione-solida-ma-via-i-problemi-mentali.html</guid>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:10:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Con determinazione ed un pizzico di fortuna, il Bari resta agganciato all&rsquo;ultimo treno salvezza. Biancorossi nel calderone del gruppo invischiato nella lotta per la sopravvivenza. Nel dopo gara del &laquo;San Nicola&raquo;, forte dei tre gol infilati al Modena migliore difesa della B, Moreno Longo mantiene una linea coerente con il suo percorso. Niente slanci, ma analisi concreta. Il successo sugli emiliani - sempre in corsa playoff - viene letto come una risposta necessaria dopo le due sconfitte precedenti contro Frosinone e Carrarese. Pi&ugrave; sul piano dell&rsquo;atteggiamento che su quello del gioco. La squadra mostra maggiore compattezza, soprattutto nella fase centrale del match, quando riesce a gestire il vantaggio senza concedere troppo. Il 3-4-2-1 garantisce ordine, con una struttura pensata per limitare i rischi e sfruttare situazioni favorevoli pi&ugrave; che costruire in maniera continua. Restano alcuni passaggi a vuoto, in particolare nella gestione di determinate fasi e nella pulizia tecnica, ma il Bari manifesta segnali di maggiore equilibrio. La lettura complessiva resta prudente: tre punti utili, ma inseriti in un contesto ancora fragile. L&rsquo;obiettivo, pi&ugrave; che l&rsquo;entusiasmo del momento, &egrave; la continuit&agrave; di rendimento. Aspetto mancato nelle ultime settimane. Affidabilit&agrave; come questione da risolvere: &laquo;Mi prendo sempre tutte le responsabilit&agrave;. Il problema del Bari non nasce oggi, ma paghiamo i sette mesi precedenti.</p> <p>Chiuso il mercato, la squadra ha vissuto alti e bassi. E ora sta facendo il suo percorso. Abbiamo sbagliato due partite. Ma poi sono seguite delle buone prestazioni. Dobbiamo lottare sino alla fine, non avere alcun rimpianto. Rao? Dimostra il suo valore giornata dopo giornata. Sta ancora crescendo. Deve lavorare spensierato, senza pressioni se non dare il massimo. Un dovere per chi indossa la maglia del Bari&raquo;.</p> <p>La vittoria viene letta come una risposta concreta, soprattutto sul piano dell&rsquo;atteggiamento: &laquo;Abbiamo disputato la partita che volevamo fare - continua l&rsquo;allenatore del Bari -. Sono stati bravi i ragazzi e portano a casa una vittoria di valore, contro un Modena top a giudicare dai numeri importanti con cui si presentava al San Nicola. Noi siamo anche questi. Quelli che possono fare degli errori, ma anche vincere contro squadre di sostanza come Cesena, Sampdoria ed Empoli e di rifilare quattro gol alla Reggiana. Adesso dobbiamo spingere forte e lottare sino alla fine. Questo deve essere il mood da vivere giorno dopo giorno&raquo;.</p> <p>Dal punto di vista tattico e fisico, Longo evidenzia i benefici di una settimana piena di lavoro, elemento che incide sulla tenuta complessiva: &laquo;Abbiamo potuto fare di nuovo dieci giorni di lavoro, senza turni infrasettimanali in cui - di fatto - abbiamo solo gestito. La condizione dei giocatori aumenta. Le brutte prestazioni sono sempre arrivate alla terza gara in una settimana. Col Modena si &egrave; approcciato nella maniera corretta. Agli episodi negativi, la squadra si disuniva. Parlo al passato, perch&eacute; spero sia un problema psicologico passato. Potremo andare sotto in futuro, ma dobbiamo essere consapevoli che le partite si possono recuperare. Questa contro il Modena &egrave; stata un&rsquo;ottima gara. Si &egrave; difeso nel modo corretto e attaccato molto. Chichizola ha fatto tre miracoli nel primo tempo. Ogni partita fa storia a s&eacute;. Si riazzera tutto e va ricercata la famosa continuit&agrave;, unica ricetta per aumentare il trend. Piscopo? Ha lavorato bene in queste ultime due settimane. Giocatore di categoria. Pu&ograve; solo migliorare&raquo;.</p> <p>Infine, il tecnico si sofferma anche sull&rsquo;impatto della panchina e sulle scelte offensive, aspetti che hanno contribuito a indirizzare la gara nella ripresa. Il riferimento ai subentrati Braunoder, Cuni e Dorval: &laquo;Sono entrati bene, rappresentando un valore aggiunto. Spesso la panchina fa la differenza. Sono stati bravi a sfruttarla dalla parte nostra. Loro hanno aiutato a portare a casa la vittoria&raquo;. Moncini e finalmente il rigore trasformato: &laquo;Gabriele &egrave; il nostro rigorista. Attaccante forte per la B. Si &egrave; tolto di dosso il peso di tirare dal dischetto dopo alcuni episodi negativi in passato. Avere tutti a disposizione e poter fare delle scelte aiuta sempre per valutare chi sta meglio&raquo;, la chiosa di Longo.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Foggia schiuma rabbia: «Vogliono affossarci». L’affanno per una corsa salvezza che resta in salita</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/sport/1952233/foggia-schiuma-rabbia-vogliono-affossarci-laffanno-per-una-corsa-salvezza-che-resta-in-salita.html</link>
      <description>Gennaro Casillo: «Ancora una volta penalizzati da errori arbitrali, siamo esausti»</description>
      <author>raffaele fiorella</author>
      <category>foggia calcio,gennaro casillo,sportnews</category>
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      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:07:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;affanno per una corsa salvezza che resta in salita e la frustrazione legata a decisioni arbitrali che negli ultimi mesi, in pi&ugrave; partite, hanno penalizzato la formazione rossonera. La rabbia del Foggia &egrave; la delusione di una squadra che si trova a dover lottare, in questo complicato rush finale della Serie C, oltre che con i propri limiti e gli avversari, anche con con le sviste arbitrali, in situazioni di gioco topiche che incidono in modo determinante sui risultati.</p> <p>Il Foggia si sente defraudato da episodi tutti a favore delle squadre avversarie, in credito con la classe arbitrale della terza serie. Appena tre rigori a favore in tutta la stagione, Coppa Italia di Lega Pro inclusa. L&rsquo;ultimo a Siracusa, il 6 dicembre scorso. Quattro mesi fa. Undici, invece, i rigori fischiati contro la formazione rossonera, che da Natale in poi, in trasferta, ha subito una serie di decisioni tutte discutibili e a danno dell&rsquo;undici dauno: a Salerno, Caserta (un rigore sembrato solare non assegnato ai &laquo;Satanelli&raquo;), Benevento (Della Morte graziato da un&rsquo;espulsione netta), Cava de&rsquo; Tirreni (due rigori non assegnati alla squadra di Pazienza). Infine a Cosenza, sabato santo: un penalty molto dubbio accordato ai padroni di casa nel primo tempo (parato da Perucchini a Baez) e nella ripresa, allo scadere, il gol dell&rsquo;1-1 non concesso a Cangiano per un fallo in attacco che sembra non esserci: l&rsquo;arbitro Madonia di Palermo fischia prima che Cangiano calci a rete impedendo cos&igrave; ai rossoneri di chiedere, con la card, la revisione dell&rsquo;azione al Football video support. &laquo;Abbiamo le nostre colpe, abbiamo commesso i nostri errori perdendo dieci partite di fila, perci&ograve; mi preme premettere che non voglio far passare il concetto che gli errori arbitrali siano la causa di tutti i nostri mali, ma quello che &egrave; successo anche in questa gara &egrave; di una gravit&agrave; assoluta - lo sfogo nel post-partita del patron dei rossoneri, Gennaro Casillo -. Dopo Caserta, Cava, ci ritroviamo di nuovo di fronte a decisioni che non capiamo e ci chiediamo allora che senso abbia l&rsquo;Fvs. Queste sono partite vitali per noi, che possono essere decise anche da un episodio. L&rsquo;episodio era arrivato, al 92&rsquo;: ci &egrave; stato negato un gol per un fallo inesistente e non abbiamo potuto nemmeno chiamare in causa l&rsquo;Fvs, dato che l&rsquo;arbitro ha fischiato prima che si concludesse l&rsquo;azione. Portare a casa un punto sarebbe stato per noi importante&raquo;. Lo stop di Cosenza &egrave; arrivato dopo i 4 punti conquistati in due giornate, contro Cavese e Trapani. Domenica prossima, alle 14:30 allo &laquo;Zaccheria&raquo;, spareggio salvezza col Siracusa. Missione permanenza sempre pi&ugrave; complicata, intanto, alla luce dei risultati di ieri: aumentati i distacchi da Giugliano (8 punti) e Picerno (10).</p> <p>&laquo;Abbiamo scritto una lettera di protesta ma non &egrave; servita a nulla - ha continuato Casillo -. Chiedo rispetto per la piazza di Foggia, che non ha nulla da invidiare alle big di questo campionato. Io sono tifoso dei colori rossoneri, oltre a far parte della propriet&agrave; del club, e quello che sta accadendo non &egrave; normale. Non ci portano rispetto, non ci ascolta nessuno. Gli arbitri se ne fregano. Il direttore di gara ha detto a un nostro dirigente, dopo il rigore assegnato al Cosenza, che dall&rsquo;Fvs non si vedeva nulla e quindi ha dovuto confermare la decisione presa. Siamo esausti di questa situazione. Vogliono affossarci ma noi combatteremo fino all&rsquo;ultimo secondo. In qualunque modo, dobbiamo salvarci&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari-Modena, la valanga biancorossa al San Nicola: un 3-1 per continuare a sperare nella salvezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari-calcio/1951019/bari-modena--la-valanga-biancorossa-al-san-nicola--un-3-1-per-continuare-a-sperare-nella-salvezza.html</link>
      <description>Tre punti importanti per i biancorossi che ritrovano gli applausi del pubblico di casa. Dopo il rigore di Moncini e l'autorete di Adorni, nella ripresa segna anche Çuni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bari,calcio,modena</category>
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      <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:07:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="146" data-end="341">Il Bari si rilancia nella corsa salvezza superando il Modena per 3-1. Partono subito forte i pugliesi con Rao che s'invola a tu per tu con Chichizola facendosi respingere la conclusione. La squadra di Sottil risponde con Gliozzi che cerca l&rsquo;angolo pi&ugrave; lontano trovando la risposta in tuffo di Cerofolini. Insiste il Bari che collezioni angoli in serie: Chichizola alza un tiro di Maggiore sopra la traversa, Odenthal centra il palo sul terzo corner di fila. Modena in difficolt&agrave;, soprattutto sui lanci in profondit&agrave;: Wiafe frana su Rao protagonista dell&rsquo;ennesimo strappo ed Arena decreta il rigore dopo revisione al Var. Dal dischetto (22') Moncini spiazza il portiere. Lo svantaggio manda in confusione la difesa ospite e al 31' Adorni colpisce di testa un pallone mancato da Moncini, scavalcando Chichizola in uscita: &egrave; l&rsquo;autorete del 2-0 che Cerofolini difende prima su De Luca e poi su Adorni con l&rsquo;ausilio di Cistana. Il Modena si ripresenta con Beyuku, Massolin ed Ambrosino, quest&rsquo;ultimo al posto all&rsquo;infortunato Gliozzi: suo lo spunto al 19' in mezzo a difensori che esalta ancora una volta Cerofolini. Ma il Bari controlla e fa tris sull'asse dei subentrati: da sinistra Dorval imbecca &Ccedil;uni che la mette dentro da pochi passi. Gol dalla panchina anche dall&rsquo;altra parte, con l&rsquo;inzuccata di Ambrosino su cross di Beyuku che fissa il punteggio sul 3-1.</p> <p data-start="146" data-end="341">BARI (5-3-2): Cerofolini 7; Mane 6, Cistana 6.5, Odenthal 6.5, Mantovani 6, Piscopo 6.5; Esteves 6 (42'st Verreth sv), Maggiore 6.5 (42'st Traore sv), Artioli 6 (17'st Braunoder 6); Moncini 6.5 (24'st &Ccedil;uni 6.5), Rao 7 (24'st Dorval 6.5). In panchina: Pissardo, Pagano, Gytkjaer, Cavuoti, Pucino, Stabile, Nikolaou. Allenatore: Longo 6.5. MODENA (3-5-2): Chichizola 5; Tonoli 4.5, Adorni 4.5 (34'st Defrel sv), Nieling 5; Zampano 5 (1'st Beyuku 6.5), Wiafe 5 (1'st Massolin 6), Gerli 5.5, Santoro 6, Zanimacchia 5.5 (30'st Cotali sv); De Luca 6, Gliozzi 5.5 (3'st Ambrosino 6.5). In panchina: Laidani, Pezzolato, Mendes, Pyyhtia, Nador, Dellavalle, Imputato. Allenatore: Sottil 5. ARBITRO: Arena di Torre del Greco 5. RETI: 22'pt Moncini (rig), 31'pt aut. Adorni, 35'st &Ccedil;uni, 45'st Ambrosino. NOTE: pomeriggio mite, terreno in buone condizioni, 8.764 spettatori (3.630 paganti; 169 tifosi ospiti), incasso non comunicato. Ammoniti: Maggiore, Gerli, Massolin, Mantovani. Angoli: 7-4 per il Modena. Recupero: 3'; 9'.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce-Atalanta: 0-3. Niente da fare per i giallorossi, la Dea cala il tris</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-lecce/1951020/lecce-atalanta-0-3-niente-da-fare-per-i-giallorossi-la-dea-cala-il-tris.html</link>
      <description>I salentini non hanno sfruttato la doppia frenata di Cremonese e Cagliari rimanendo a quota 27, in terzultima posizione, nel prossimo turno ci sarà la sfida contro il Bologna</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>calcio,lecce,serie a,atalanta</category>
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      <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:00:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;Atalanta vince 3-0 in casa del Lecce e accorcia le distanze sulla Roma e sul Como, portandosi a -5 dal quarto posto e rimanendo in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League. Decisive le reti messe a segno da Scalvini, Krstovic e Raspadori, sabato ci sar&agrave; lo scontro diretto contro la Juventus, a Bergamo. I salentini non hanno sfruttato la doppia frenata di Cremonese e Cagliari rimanendo a quota 27, in terzultima posizione, nel prossimo turno ci sar&agrave; la sfida contro il Bologna. La partita &egrave; cominciata con una protesta di un quarto d&rsquo;ora da parte della curva nord dei padroni di casa a causa delle restrizioni che hanno colpito i tifosi giallorossi. Il 4-2-3-1 pensato da Di Francesco ha imbrigliato il palleggio atalantino, Ederson e De Roon hanno faticato a creare gioco anche per via del pressing di Fofana. Il centrocampista togolese si &egrave; divorato la prima occasione della partita calciando alto dopo un&rsquo;azione manovrata dei suoi. La risposta dell&rsquo;Atalanta &egrave; arrivata con De Ketelaere su sponda di Krstovic, ma Falcone si &egrave; superato deviando in calcio d&rsquo;angolo. Al 29', dopo una fase di stallo, l&rsquo;Atalanta ha trovato la rete del vantaggio: Scalvini, dopo essersi sganciato coi tempi giusti, ha fintato il tiro superando prima Ndaba e trovando poi la conclusione del vantaggio. Al tramonto del primo tempo Krstovic, di prima intenzione, ha avuto la chance per il 2-0, ma Falcone si &egrave; superato nuovamente con un ottimo intervento.&nbsp; Nella ripresa i bergamaschi hanno iniziato con un ritmo differente, dopo pochi minuti &egrave; stato annullato un gol ad Ederson per una posizione di fuorigioco. Al 14' della ripresa, Krstovic - ancora imbeccato da De Ketelaere -, ha segnato il 2-0 con troppa facilit&agrave;, a causa di una disattenzione della difesa leccese. Di Francesco ha provato a mescolare le carte, ma non &egrave; bastato per ribaltare l&rsquo;inerzia di una partita gi&agrave; scritta. Palladino ha sfruttato le occasioni per un paio di rotazioni, al 28' Raspadori, dopo una serie di rimpalli, ha scaricato in rete il pallone dello 0-3.&nbsp;</p> <p></p> <p>LECCE (4-2-3-1): Falcone 6.5; Veiga 5 (23'st N'Dri 6), Siebert 5, Gabriel 5, Ndaba 4.5; Ramadani 5.5 (23'st Coulibaly 6), Ngom 5; Pierotti 5, Fofana 5 (1'st Gandelman 6), Banda 5.5; Cheddira 5 (34'st Stulic sv). In panchina: Fruchtl, Samooja, Sala, Perez, Helgasson, Jean, Gorter, Marchwinski. Allenatore: Di Francesco 5. ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; Scalvini 7, Djimsiti 6.5 (25'st Kossounou 6), Kolasinac 6.5; Zappacosta 6.5 (25'st Bellanova 6), De Roon 6.5 (18'st Pasalic 6.5), Ederson 7, Bernasconi 6.5; De Ketelaere 7.5, Zalewski 6.5 (18'st Raspadori 7); Krstovic 7 (35'st Sulemana sv). In panchina: Pardel, Sportiello, Bakker, Musah, Samardzic, Navarro, Ahanor. Allenatore: Palladino 7. ARBITRO: La Penna di Roma 6.5 RETI: 29' pt Scalvini, 14'st Krstovic, 28'st Raspadori. NOTE: terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Djimsiti, Zappacosta. Angoli 2-5. Recupero 2'pt, 3'st.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce - Atalanta, la sfida al «Via del Mare» alle 15. Di Francesco carica: «Dobbiamo migliorare in zona gol»</title>
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      <description>In casa giallorossa c’è la voglia di ottenere un risultato positivo davanti al proprio pubblico dopo le due sconfitte contro Napoli e Roma.</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:42:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Andiamo in campo per fare del nostro meglio, per rispetto del nostro lavoro quotidiano, dei nostri tifosi e della maglia che indossiamo&raquo;. Archiviata l&rsquo;ultima sosta del campionato, il Lecce riparte dal &laquo;Via del Mare&raquo; per la sfida contro l&rsquo;Atalanta e il tecnico Eusebio Di Francesco suona la carica in vista dell&rsquo;incontro in programma a pasquetta.</p> <p>In casa giallorossa c&rsquo;&egrave; la voglia di ottenere un risultato positivo davanti al proprio pubblico dopo le due sconfitte contro Napoli e Roma. &laquo;Sono state buone prestazioni, malgrado il risultato - dice il tecnico - siamo stati sfortunati in zona gol, ma mi auguro che il trend possa cambiare. Non mi piace dire che mancano otto finali, dobbiamo pensare a noi stessi e a fare il massimo, mettendo in campo le nostre migliori qualit&agrave;&raquo;.</p> <p>Che Lecce servir&agrave; allora contro l&rsquo;Atalanta? &laquo;Serve la voglia di combattere su ogni pallone - spiega Di Francesco - provando a essere pi&ugrave; concreti in fase offensiva. Sono aspetti che alleniamo tutti i giorni, ma ci&ograve; che conta &egrave; riuscirci in partita. Dobbiamo essere attaccati al risultato, partendo per&ograve; dalle prestazioni. Ultimamente abbiamo pagato a caro prezzo le disattenzioni, ma adesso mancano sempre meno partite e abbiamo sempre pi&ugrave; bisogno di punti&raquo;.</p> <p>Fra la squadra salentina e un risultato positivo c&rsquo;&egrave; per&ograve; un avversario temibile, che in attacco far&agrave; affidamento sul grande ex Krstovic: &laquo;L&rsquo;Atalanta ha grande fisicit&agrave; e porta la partita sui duelli. Pi&ugrave; duelli riusciremo a vincere, maggiori saranno le possibilit&agrave; di ottenere un risultato positivo. Hanno avuto alti e bassi, ma sono la squadra italiana che ha fatto pi&ugrave; strada in Champions League. Hanno fatto grandi investimenti, acquistando anche il nostro ex attaccante. Rispetto al passato, giocano un 3-4-2-1 con atteggiamenti differenti, ma l&rsquo;idea di calcio &egrave; simile, hanno grandissime potenzialit&agrave;&raquo;.</p> <p>Quanto alle scelte di formazione, Di Francesco dovr&agrave; fare lo slalom fra le assenze. Mancheranno certamente gli infortunati Gaspar, Berisha, Sottil e Camarda, quest&rsquo;ultimo &egrave; per&ograve; rientrato a Lecce e luned&igrave; assister&agrave; alla gara contro l&rsquo;Atalanta, prima di far rientro a Milano per la fase di riabilitazione a seguito dell&rsquo;infortunio alla spalla destra. L&rsquo;ex Milan, come da programma, si aggregher&agrave; successivamente al gruppo per il finale di stagione. &laquo;Voleva stare al nostro fianco - spiega il mister - &egrave; venuto a trovarci durante l&rsquo;allenamento, ci ha fatto una bella sorpresa. Si metter&agrave; la sciarpa al collo e verr&agrave; a fare il tifo per noi allo stadio luned&igrave;, poi per il suo rientro valuteremo pi&ugrave; avanti. Siamo contenti di averlo qui con noi, &egrave; una presenza positiva per il gruppo&raquo;.</p> <p>In dubbio, invece, la presenza di altre pedine fondamentali nell&rsquo;undici titolare: &laquo;Al momento Gallo &egrave; il calciatore pi&ugrave; a rischio. Coulibaly sta recuperando e pu&ograve; rientrare fra i convocati. Sta meglio anche Veiga, che ha svolto tutto l&rsquo;ultimo allenamento assieme alla squadra. Abbiamo delle situazioni da valutare, ma non cerchiamo alibi. Cercheremo di dare continuit&agrave; al nostro lavoro, non ci saranno stravolgimenti. Chiaramenti bisogner&agrave; leggere delle situazioni che possono verificarsi in partita, in avanti l&rsquo;assenza di Sottil ci porta ad avere meno soluzioni, se dovesse esserci la necessit&agrave; adatteremo qualche centrocampista pi&ugrave; offensivo&raquo;.</p> <p>Infine, Di Francesco si inserisce nel dibattito successivo alla mancata qualificazione della nazionale italiana dai prossimi mondiali di calcio: &laquo;Al momento ho altri pensieri per la testa, rispetto alla nazionale italiana. Per quanto riguarda, invece, il calcio italiano, dobbiamo spingere verso un maggiore coraggio. Io ai miei calciatori dico di non buttare la palla. Non parlo tanto della fisicit&agrave;, che non credo manchi anche nelle altre squadre europee. Anche i calciatori abili nel dribbling hanno molta forza nelle gambe. Condivido il concetto per cui si debbano inserire giocatori che desiderano l&rsquo;uno contro uno, ma il coraggio deve partire dal sistema, altrimenti alle prime difficolt&agrave; si tarpano le ali a questo tipo di calciatori. Come facciamo a osare se poi siamo i primi che accusano chi gioca in un certo modo? Il calcio italiano credo che abbia le qualit&agrave;, poi ci vuole anche un po&rsquo; pi&ugrave; di fame da parte dei giovani calciatori desiderosi di arrivare ad alto livello. Io sprono tutti i ragazzi sul miglioramento, ma ricordiamoci che l&rsquo;apprendimento migliore si ha alla fonte, quando si hanno 12 o 13 anni. &Egrave; l&igrave; che si migliora nella tecnica e nella coordinazione&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari -Modena, in campo al «San Nicola» alle 15: l’ultima chiamata la salvezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1950123/bari-lultima-chiamata-la-salvezza-unimpresa-per-sperare-serve-un-forte-atto-di-coraggio.html</link>
      <description>Sembra tutto tranne che calcio. E a dirlo, per una volta, non sono soltanto i tifosi</description>
      <author>antonello raimondo</author>
      <category>bari calcio,serie b,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1950123/bari-lultima-chiamata-la-salvezza-unimpresa-per-sperare-serve-un-forte-atto-di-coraggio.html</guid>
      <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:35:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Verrebbe facile, in periodi cos&igrave; complicati, tirar fuori la storiella dell&rsquo;orgoglio. Antica come il calcio. A volte finanche stucchevole, quasi insopportabile. Quello dell&rsquo;orgoglio &egrave; un concetto serio. Che parte da un dato: non si &laquo;allena&raquo;. Non potr&agrave; mai essere Moreno Longo a far la differenza in tal senso. Il Bari sembra vicino al precipizio? Parliamo di tutto, ci mancherebbe. Ma lasciamo da parte l&rsquo;orgoglio. Se non l&rsquo;hai tirato fuori finora vuol dire che non ce l&rsquo;hai dentro. Se, invece, ce l&rsquo;hai significa che ci sono problemi ben pi&ugrave; gravi. Che non lasciano spazio alla speranza.</p> <p>A sei giornate dalla fine qualsiasi cosa &egrave;, ormai, cristallizzata. Anche e soprattutto la parte caratteriale. Il Bari &egrave; questo, signori. Divorato da evidenti limiti strutturali e sostanzialmente impalpabile se parliamo della sfera mentale. Le ultime dieci giornate di campionato, di solito, rappresentano il punto pi&ugrave; alto sul piano dell&rsquo;attenzione, della &laquo;fame&raquo;, delle motivazioni. Ci si gioca tutto, ogni partita diventa davvero qualcosa di molto simile a una &laquo;finale&raquo;. Succede, invece, che alla squadra biancorossa sia addirittura capitato di prendere due &laquo;schiaffi&raquo; come quelli a Pescara e contro la Carrarese (4-0 e 3-0). Perdere ci sta, fa parte del gioco. Ma qui parliamo d&rsquo;altro. Sembra tutto tranne che calcio. E a dirlo, per una volta, non sono soltanto i tifosi. Ricordate le parole di Di Cesare in Abruzzo? E lo sfogo di Longo nell&rsquo;ultima giornata di campionato? Se ce lo dicono loro che non &egrave; calcio... di cosa dovrebbe occuparsi la gente del Bari? Magari di leggere internet e sorbirsi i <i>rumors</i> che arrivano da Napoli in merito alla candidatura di Antonio Conte per la panchina della Nazionale. Aurelio De Laurentiis lo libererebbe in cambio di una proroga sulla multipropriet&agrave;, un obbrobrio giuridico che dovrebbe (il condizionale &egrave; pi&ugrave; che mai d&rsquo;obbligo) trovare la parola fine nel giugno del 2028. Sarebbe roba da &laquo;Scherzi a parte&raquo;, nessun dubbio. Ma siamo in Italia. In un paese in cui pu&ograve; davvero accadere di tutto. Livello bassissimo. Niente pi&ugrave; che la sacrosanta verit&agrave;, conviene farsene una ragione.</p> <p>Oggi, intanto, si torna in campo. Al &laquo;San Nicola&raquo; (fischio d&rsquo;inizio alle 15) arriva un Modena che non ha messo da parte l&rsquo;ambizione e punta a chiudere la stagione regolare nella migliore posizione possibile in vista dei playoff. Qui a Bari, invece, si cammina al &laquo;buio&raquo;. Lo stadio sar&agrave; desolante, la fuga dei tifosi non conosce sosta. Cosa aspettarsi da una squadra cos&igrave; &laquo;leggera&raquo;? Salvarsi sarebbe come vincere al Superenalotto. Approfittando del livello, bassissimo, del campionato di serie B e di qualche botta di fortuna. Pensare cose diverse, allo stato attuale delle cose, sarebbe un esercizio acrobatico. Roba da sognatori folli. E assolutamente fuori dalla realt&agrave;.</p> <p>La formazione? Scelga Longo. Non importa pi&ugrave; a nessuno chi gioca e chi no. Conterebbe altro, qui a Bari. Poter tifare per una squadra vera, per esempio. Una squadra che, guardandola, trasmetta orgoglio, senso di appartenenza e un senso logico. Al di l&agrave; del risultato, che pure non pu&ograve; mai essere un dettaglio. A Bari, gi&agrave;. Ormai s&rsquo;&egrave; perso tutto, non solo il &laquo;priscio&raquo;. Una citt&agrave; intera sta a guardare. Col terrore che il peggio debba ancora venire. In campo e fuori.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Moreno Longo alza la temperatura alla vigilia del Modena: «Bari, fuori il carattere»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1948688/moreno-longo-alza-la-temperatura-alla-vigilia-del-modena-bari-fuori-il-carattere.html</link>
      <description>«Motivazioni da vendere, anche io mi sto giocando la carriera. Ci credo, certo. Però basta blackout, servono 95’ di attenzione massima»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>moreno longo,bari,modena</category>
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      <pubDate>Sat, 04 Apr 2026 14:46:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>C&rsquo;&egrave; tensione, ma anche una lucidit&agrave; ostinata nelle parole di Moreno Longo nella lunga vigilia della sfida di luned&igrave; al Modena. Non alza la voce, non cerca scorciatoie, ma lascia filtrare un&rsquo;urgenza evidente: il tempo &egrave; quasi finito e il suo Bari non pu&ograve; pi&ugrave; permettersi passi falsi. La sfida contro gli emiliani rappresenta forse una delle ultime vere occasioni per rimettere in carreggiata una stagione che continua a scivolare via tra rimpianti e fragilit&agrave;.</p> <p>Longo parte dal lavoro svolto, senza nascondere le difficolt&agrave; ma cercando di dare una direzione chiara: &laquo;Abbiamo insistito sugli aspetti su cui sapevamo di dover lavorare. La prima settimana &egrave; stata improntata pi&ugrave; sotto l&rsquo;aspetto fisico. Adesso proseguiamo su quelli del campo. Ce ne sono tanti da migliorare&raquo;. Parole che raccontano un percorso ancora incompleto, ma anche la volont&agrave; di trasformare il lavoro settimanale in risposte concrete. La ferita della sconfitta contro la Carrarese &egrave; ancora aperta: &laquo;Ci stiamo allenando bene e forte. Vedo la reazione sul campo, anche settimanalmente. Non basta allenarsi bene, ma conta quello che porti in campo. Questo fa la differenza&raquo;.</p> <p>A complicare il quadro, una situazione non semplice sul piano degli uomini. Un contesto che limita le rotazioni e rende difficile anche pensare a cambiamenti strutturali: &laquo;Il cambiamento &egrave; relativo. Dipende da come copri le distanze e da come affronti la partita. In potenza, gli interpreti sono quelli. Abbiamo scelte obbligate, che non ci mettono tanto in condizione di cambiare assetto. Non avremmo nemmeno il tempo per assimilare nuovi concetti&raquo;. Sul piano ambientale, Longo non si nasconde e riconosce le responsabilit&agrave; della squadra: &laquo;&Egrave; normale che avremmo voluto avere il sostegno del pubblico. Visto che si &egrave; creata questa situazione, anche per colpa nostra, sappiamo che non &egrave; scattata quella continuit&agrave; utile ad alimentare l&rsquo;entusiasmo. Possiamo solo determinare il fatto di provare a fare prestazioni che possano riavvicinare la gente. Dobbiamo andare avanti dritti per il nostro obiettivo e concentrarci sulle soluzioni. Fare, cio&egrave;, una partita contro il Modena che ci possa rimettere in piedi dopo la sconfitta contro la Carrarese&raquo;.</p> <p>Il tecnico biancorosso insiste sulla necessit&agrave; di alzare il livello sotto ogni punto di vista, anche mentale: &laquo;Non credo ci sia bisogno di dire cosa serva fare. Ogni partita che passa &egrave; una in meno e tutto si complica. Non penso sia diverso da dieci partite fa, quando sapevamo di dover fare qualcosa di straordinario. Ci vuole un&rsquo;attenzione maniacale per oltre novanta minuti&raquo;. Un concetto che ritorna pi&ugrave; volte e che si traduce in una richiesta precisa: eliminare quei <i>blackout</i> che hanno spesso condannato il Bari.</p> <p>Anche sui singoli, Longo mantiene un approccio pragmatico: &laquo;Piscopo sta meglio, lavora con la squadra. Mancano giorni alla partita. Ad oggi &egrave; a disposizione&raquo;. Mentre su Dorval sottolinea: &laquo;Verifichiamo come rientra oggi dalla Nazionale. Si metter&agrave; a disposizione della squadra. &Egrave; nostra premura affrontare tutte le situazioni particolari. Ci auguriamo di poter incidere anche con i dialoghi. Alla fine, quello che conta &egrave; sempre il campo. Il resto sta a zero&raquo;.</p> <p>Di fronte ci sar&agrave; un avversario di grande solidit&agrave; (difesa meno battuta della B), come confermano anche i numeri: &laquo;Il Modena non lo presento io. I numeri parlano per loro. Potrebbero anche meritare qualcosa in pi&ugrave;. Hanno prodotto tanto da squadra solida, partita per centrare la A. Abbiamo la chance di poter affrontare il Modena nella maniera corretta&raquo;. Ma il focus resta sul Bari: &laquo;Quando abbiamo tirato fuori tutto il potenziale, ha ottenuto buoni risultati. Altrimenti, andiamo in difficolt&agrave; contro chiunque. Spero di vedere il Bari quando se l&rsquo;&egrave; giocata alla pari con le altre. Il <i>mood</i> del qui ed ora &egrave; quello corretto. Il resto sono solo chiacchiere e commenti. Conta quello che puoi spostare al presente&raquo;.</p> <p>Il passaggio pi&ugrave; significativo &egrave; forse quello legato alla testa, al modo di stare in campo: &laquo;Ogni singolo deve mettere il massimo. Servir&agrave; una concentrazione altissima. Vorrei essere sorpreso nella testa. Mi piacerebbe non avere <i>black out</i>. Fare una partita con una prestazione alta per 95&rsquo;. Non possiamo permetterci regali. Mi piacerebbe non vedere distrazioni ed errori determinanti e che il Modena segni un gol per suoi meriti e non per nostre pecche&raquo;. E infine, il richiamo alla cattiveria agonistica, elemento troppo spesso mancato: &laquo;Ci sono due elementi. La prima &egrave; la caratterialit&agrave;. La devi avere dentro. L&rsquo;altra &egrave; cercare di tirarla fuori. A volte con le buone, altre con le cattive andando a trovare la motivazione pi&ugrave; interiore che abbiamo. Ci sono situazioni di campo che vanno lette diversamente. Ci sono falli, per esempio, che per forza di cose sei costretto a fare. Per far vedere che non stai accettando quello che sta succedendo. Il calcio &egrave; anche agonismo. Senza non vai lontano. Le partite si vincono sui duelli. Poi, vengono fuori le qualit&agrave;&raquo;.</p> <p>In questo equilibrio precario tra ci&ograve; che &egrave; stato e ci&ograve; che pu&ograve; ancora essere, il Bari si gioca una fetta importante del proprio futuro. E Longo, senza giri di parole, chiede una risposta vera. Adesso, non pi&ugrave; domani.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lecce e Bari, missione complessa: la salvezza un obiettivo «delicato»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1947467/lecce-e-bari-missione-complessa-la-salvezza-un-obiettivo-delicato.html</link>
      <description>Rientrati i calciatori convocati dalle rispettive nazionali, in casa del Lecce è iniziato il conto alla rovescia in vista della gara casalinga contro l’Atalanta. Bari invece è a sei giornate dalla fine</description>
      <category>serie a,serie b,lecce,bari</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1947467/lecce-e-bari-missione-complessa-la-salvezza-un-obiettivo-delicato.html</guid>
      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 15:14:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<h3 class="GN4_body">Lecce, Marilungo: &laquo;Giocare a viso aperto&raquo;</h3> <p class="GN4_body"><em>(Di Antonio Cal&ograve;)</em> Rientrati i calciatori convocati dalle rispettive nazionali, in casa del Lecce &egrave; iniziato il conto alla rovescia in vista della gara casalinga contro l&rsquo;Atalanta, in calendario luned&igrave;, alle 15, e valida per il trentunesimo turno di campionato. Out Medon Berisha, Francesco Camarda e Kialonda Gaspar, si sono allenati a parte Lassana Coulibaly, Antonino Gallo, Danilo Veiga e Riccardo Sottil, la cui presenza nella partita contro gli orobici &egrave; in forse. Nella sua carriera, l&rsquo;attaccante Guido Marilungo ha indossato la maglia giallorossa nel 2009/2010, stagione nella quale ha contribuito con 35 presenze (per complessivi 2.614&rsquo;) e 13 gol alla promozione dalla B alla A del team all&rsquo;epoca allenato da Gigi De Canio. In seguito ha vestito la casacca della &ldquo;Dea&rdquo;, dalla seconda meta dell&rsquo;annata 2010/2011, terminata con il salto dalla B alla A, e poi dal 2011/2012 al 2013/2014, in massima serie, categoria nella quale ha giocato anche con Sampdoria, Cesena ed Empoli. Appese le scarpe al chiodo, il calciatore originario di Montegranaro si &egrave; stabilito a Lecce, dove vive.</p> <p class="GN4_body">&laquo;L&rsquo;undici guidato da Di Francesco e quello diretto da Palladino si presenteranno al faccia a faccia di luned&igrave; entrambi con il fermo proposito di conquistare l&rsquo;intera posta in palio - dice Marilungo - I salentini hanno bisogno di vincere perch&eacute; sono impelagati nella bagarre-salvezza, che promette scintille sino all&rsquo;ultima giornata. I bergamaschi, dal canto loro, sono abituati ad affrontare tutte le sfide con questo obiettivo, anche perch&eacute; devono provare a chiudere in bellezza un campionato che, causa un avvio assai problematico, non &egrave; stato all&rsquo;altezza di quello precedente e delle aspettative. La societ&agrave; nerazzurra oramai &egrave; tra le big del calcio italiano&raquo;.</p> <p class="GN4_body">L&rsquo;ex attaccante prova ad inquadrare l&rsquo;incontro: &laquo;L&rsquo;Atalanta prover&agrave; ad imporre il proprio gioco sin dal primo minuto, pressando alto. Ma il Lecce, non star&agrave; certo a guardare e, facendo leva sul sostegno del &ldquo;Via del Mare&rdquo;, si giocher&agrave; le proprie carte a viso aperto, con la necessaria accortezza, ma anche senza tatticismi esasperati. Penso che le due squadre daranno vita ad un match divertente sul piano dello spettacolo, con gol&raquo;. Il problema maggiore sin qui palesato dal complesso allenato da Eusebio Di Francesco, per&ograve;, &egrave; costituito proprio da una fase offensiva alquanto sterile. I giallorossi creano poche opportunit&agrave; e segnano col contagocce: &laquo;Negli ultimi tempi, il Lecce &egrave; progredito anche da questo punto di vista e lo si &egrave; notato bene nell&rsquo;ultima uscita, quella esterna contro la Roma, nonostante non abbia fatto centro. Ma le note positive ci sono. Ai salentini potrebbe bastare una scintilla per sbloccarsi e fare meglio negli ultimi otto turni. A questo si aggiunga che dimostrano notevole solidit&agrave;. Se la giocano con personalit&agrave; anche contro avversari quotati. Restano in gara sino all&rsquo;ultimo minuto. Ritengo che si tratti di segnali significativi. Inoltre, l&rsquo;ambiente &egrave; molto compatto, sia per quel che concerne le componenti interne al club, ovvero dirigenti, tecnici e calciatori, che come ambiente, in quanto la tifoseria &egrave; totalmente con la squadra. I supporter si rendono conto che i giocatori stanno dando il massimo pur di conquistare lo &ldquo;scudetto&rdquo; chiamato salvezza&raquo;.Marilungo torna sul confronto di luned&igrave;: &laquo;Se il risultato dipendesse solo dalla caratura dei due organici, allora l&rsquo;ago della bilancia penderebbe senza dubbio dalla parte degli orobici. Ma in una sfida calcistica contano anche altri fattori e pertanto il Lecce ha le sue carte da mettere sul &ldquo;tavolo&rdquo;. A questo si aggiunga che si torna in campo dopo una sosta ed il rendimento delle singole compagini nei match che seguono uno stop &egrave; tutto da verificare&raquo;. L&rsquo;ex punta del team giallorosso analizza la lotta-permanenza: &laquo;Per restare in A, Pisa e Verona dovrebbero compiere un miracolo sportivo. L&rsquo;ipotesi pi&ugrave; probabile &egrave; che resti da evitare il terz&rsquo;ultimo posto, che pure porta in B. Dovranno duellare almeno in quattro, ovvero Cremonese, Lecce, Fiorentina e Cagliari, ma potrebbe essere risucchiato pure qualche altro schieramento. La &ldquo;Viola&rdquo; dispone della rosa di gran lunga pi&ugrave; forte, ma &egrave; l&igrave; ed &egrave; impegnata anche in Conference League. Pu&ograve; accadere di tutto ed il verdetto arriver&agrave; sul filo di lana&raquo;.</p> <h3 class="GN4_body">Bari, Di Gennaro: &laquo;S&igrave;, Longo pu&ograve; incidere&raquo;</h3> <p><em>(Di Pierpaolo Paterno)</em> A sei giornate dalla fine, il Bari &egrave; chiamato a giocarsi tutto con la pressione di una classifica che scotta e un calendario tutt&rsquo;altro che semplice. Si parte luned&igrave; al San Nicola contro il Modena. In questo contesto si inserisce l&rsquo;analisi dell&rsquo;ex biancorosso Antonio Di Gennaro su un finale tra la necessit&agrave; di fare punti contro avversari di alto livello, il peso degli scontri diretti e una squadra che sembra aggrapparsi troppo ai singoli, con interrogativi aperti anche sulla gestione tecnica di Moreno Longo.</p> <p><strong>Di Gennaro, il Bari torna in campo luned&igrave; contro il Modena. Un&rsquo;altra lotta per rimanere in B. Ma si va verso il record negativo di presenze al San Nicola.</strong></p> <p>&laquo;Dopo l&rsquo;11 giugno del 2023 &egrave; cambiato tutto totalmente. C&rsquo;&egrave; una situazione in divenire e non sappiamo cosa accadr&agrave;. Molto dipender&agrave; dall&rsquo;esito della stagione. La delusione &egrave; tanta. L&rsquo;ambiente &egrave; indifferente. Questo &egrave; l&rsquo;aspetto pi&ugrave; preoccupante. La gente ha perso ogni interesse. Si va allo stadio per fede, ma nel cuore dei tifosi si &egrave; spento tutto&raquo;.</p> <p><strong>A sei giornate dalla fine, con il Bari in piena zona retrocessione, pesa pi&ugrave; la testa rispetto alle gambe?</strong> &laquo;S&igrave;. Mi auguro che in questa sosta sia stato fatto qualcosa per incentivare una condizione che manca da ottobre. Anche con Longo, ho visto tanta discontinuit&agrave;. La testa e la qualit&agrave; dei giocatori fanno la differenza. Se si va in C, ci perdiamo tutti&raquo;.</p> <p><strong>Dopo le sconfitte contro Frosinone e Carrarese, che tipo di reazione si aspetta da una squadra fragile e discontinua?</strong> &laquo;Se non c&rsquo;&egrave; la reazione, si retrocede. Contro la Carrarese, il Bari non sembrava una squadra di calcio. &Egrave; crollato in maniera vistosa e questo d&agrave; fastidio. Che senso ha poi andare a fine partita sotto la Curva? Un atteggiamento da squadra senza personalit&agrave;&raquo;. </p> <p><strong>Il calendario propone subito sfide durissime contro Modena, Monza e Venezia. Adesso il Bari deve fare punti a tutti i costi a prescindere dal nome dell&rsquo;avversario.</strong> &laquo;Quella col Modena &egrave; un filo pi&ugrave; facile. Le altre due non sono ancora sicure di andare in A. Devi far punti con tutti. Anche un pareggio potrebbe essere utile&raquo;.</p> <p><strong>L&rsquo;unico vero scontro diretto sar&agrave; tra un mese contro la Virtus Entella. Forse troppo tardi perch&eacute; sia una partita decisiva? </strong>&laquo;Sfida troppo in l&agrave;. Il futuro si decide nelle prossime tre&raquo;. </p> <p><strong>Da considerare anche le gare contro Avellino e Catanzaro, che non hanno obiettivi morbidi?</strong> &laquo;Gli irpini non regaleranno nulla. Anzi, se possono, ti sfondano. Il Catanzaro potrebbe essere gi&agrave; ai playoff&raquo;.</p> <p><strong>Le tante sfide dirette tra le concorrenti possono abbassare la quota salvezza?</strong> &laquo;Certo. Il Pescara sar&agrave; la vera mina vagante avendone cinque. &Egrave; quella che gioca meglio di tutti. Sar&agrave; l&rsquo;ago della bilancia per la salvezza. Un gruppo rinforzato con elementi giusti. Se, invece, prendi Cuni sai bene che non segna nemmeno in allenamento. Idem Darboe&raquo;.</p> <p><strong>Questa squadra sembra dipendere molto dai gol di Emanuele Rao e Gabriele Moncini. Quanto &egrave; rischioso dipendere da cos&igrave; poche alternative offensive?</strong> &laquo;Gytkjaer ormai &egrave; un corpo estraneo. Rao ha fatto molto, ma si deve perfezionare. E se manca lui, chi fa gol? &Egrave; rischiosissimo dipendere da Rao e Moncini. Longo deve inventarsi qualcosa a livello tattico&raquo;.</p> <p><strong>Luned&igrave; arriva il Modena, la squadra con la migliore difesa della B?</strong>&laquo;Pensavo vincesse il campionato. Un club di prospettiva. Sottil fece bene ad Ascoli con Polito. Ha un parco attaccanti importante. Gente di categoria che ha la giocata e risolve le partite. Quello che manca al Bari&raquo;. </p> <p><strong>Pu&ograve; essere davvero l&rsquo;ultimo treno per restare agganciati alla salvezza?</strong> &laquo;Battere il Modena pu&ograve; generare una svolta psicologica. Modena &egrave; davvero l&rsquo;ultimo treno&raquo;.</p> <p><strong>Pensa che Moreno Longo abbia lo spogliatoio in pugno nonostante le esternazioni al vetriolo dopo Bari-Carrarese?</strong>&laquo;Me lo auguro. L&rsquo;anno scorso dopo Cosenza si spacc&ograve; tutto. D&rsquo;ora in poi, solo Longo pu&ograve; salvare il Bari&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce-Krstovic, carissimi nemici</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1946330/lecce-krstovic-carissimi-nemici.html</link>
      <description>Negli ultimi tempi qualche screzio a distanza con la tifoseria leccese</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>krstovic,lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1946330/lecce-krstovic-carissimi-nemici.html</guid>
      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 16:46:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Luned&igrave;, in Lecce-Atalanta, torner&agrave; nel Salento, per la prima volta da avversario, al &laquo;Via del Mare&raquo;, Nikola Krstovic, il centravanti che ha contribuito, con i suoi gol, alle ultime due salvezze centrate dal club presieduto da Saverio Sticchi Damiani. Il montenegrino &egrave;, con 8 reti, insieme a Gianluca Scamacca, il cannoniere della &laquo;Dea&raquo;. Nell&rsquo;ambito di una formazione molto forte e ricca di qualit&agrave; in tutti i reparti, sar&agrave; quindi lui il &laquo;nemico&raquo; numero uno della retroguardia salentina.</p> <p>Nella sua prima stagione in una big del calcio italiano, Krstovic ha sin qui collezionato 26 presenze in campionato (nelle quali, oltre alle 8 reti messe a segno, ha servito 4 assist ai compagni). Inoltre, &egrave; stato schierato 12 volte in Champions (un gol e un assist), e 3 in Coppa Italia (un centro e un assist). Sino ad oggi, l&rsquo;attaccante ha inanellato 41 presenze con la casacca dell&rsquo;Atalanta, per un totale di 1.988&rsquo; disputati. Niente male per una punta che non si era mai cimentata a certi livelli.</p> <p>Nel Salento, Krstovic si &egrave; presentato alla grandissima, andando in gol nelle prime tre partite giocate: contro la Fiorentina, in trasferta (firmando il 2-2 definitivo pochi minuti dopo essere stato gettato nella mischia), contro la Salernitana, in casa (sbloccando il risultato nei minuti iniziali) e contro il Monza, in campo avverso (1-1, andando a segno al 3&rsquo;). Ha quindi timbrato ancora il cartellino in Lecce-Sassuolo (1-1) ed in Genoa-Lecce (2-1), dopo 13 turni di astinenza. Ha quindi realizzato altre 2 reti in due match-chiave per la permanenza: Lecce-Monza (1-1) e Cagliari-Lecce (1-1). In tutto 7 gol e 2 assist nella sua prima avventura in Italia.</p> <p>Nel 2024/2025 ha fatto meglio. Ha segnato in Lecce-Cagliati (1-0) ed in Lecce-Parma (2-2). Poi, dopo un digiuno di 9 giornate, ha fatto centro in Roma-Lecce (4-1), in Lecce-Monza (2-1), in Empoli-Lecce (1-3), siglando una doppietta, in Parma-Lecce (1-3), in Lecce-Milan (2-3), firmando 2 reti, in Genoa-Lecce (2-1) ed infine in Verona-Lecce (1-1). Nel complesso, 11 gol e 5 assist nella seconda annata vissuta con la maglia giallorossa.</p> <p>Nelle due stagioni al Lecce, Krstovic &egrave; stato accusato di essere &laquo;egoista&raquo; nelle sue scelte offensive, ma va detto che sovente ha dovuto mettersi in proprio, per talune carenze del gioco offensivo palesate dal collettivo. I suoi gol sono stati comunque fondamentali per la permanenza, sia nel 2023/2024 che nel 2024/2025.</p> <p>I suoi numeri, tra l&rsquo;altro, fanno impallidire quelli delle punte centrali a disposizione di Di Francesco, che anzi luned&igrave; saranno chiamate a &laquo;battere un colpo&raquo;, facendo capire di essere in grado di alzare l&rsquo;asticella nell&rsquo;ultimo ciclo di partite.</p> <p>In estate, dopo che il suo nome era stato accostato a diversi club italiani e stranieri, il montenegrino &egrave; passato all&rsquo;Atalanta. La cessione ha garantito alla societ&agrave; di via colonnello Costadura una significativa plusvalenza ed al calciatore un netto innalzamento degli emolumenti e la possibilit&agrave; di misurarsi su palcoscenici di prim&rsquo;ordine.</p> <p>Alcune dichiarazioni rilasciate alla vigilia di un match di Champions hanno attirato su di lui gli strali di una frangia di supporter del Lecce, che hanno ritenuto le sue parole ingenerose verso la sua ex formazione. In un italiano imperfetto, si &egrave; limitato a dire ci&ograve; che tutti sanno, ovvero che la cifra tecnica della rosa degli orobici &egrave; di gran lunga superiore a quella dell&rsquo;organico dei salentini e che pertanto, in nerazzurro, &egrave; pi&ugrave; complicato avere spazio. Per questo motivo, luned&igrave; rischier&agrave; di ricevere qualche fischio, senza dubbio ingeneroso per ci&ograve; che ha saputo dare in giallorosso. Il tutto, fermo restando che torner&agrave; al &laquo;Via del Mare&raquo; da rivale e che, in quanto tale, bisogner&agrave; fare il possibile per dargli un dispiacere: ad Antonino Gallo e compagni i punti servono come il pane.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Tangorra: solo un miracolo può salvare questo Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1946331/tangorra-solo-un-miracolo-puo-salvare-questo-bari.html</link>
      <description>A sei giornate dalla fine, il Bari si ritrova a fare i conti con una classifica che non ammette più errori. Le ultime due sconfitte consecutive contro Frosinone e Carrarese hanno incrinato certezze già fragili.</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>bari calcio,massimiliano tangorra,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1946331/tangorra-solo-un-miracolo-puo-salvare-questo-bari.html</guid>
      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 16:42:50 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>A sei giornate dalla fine, il Bari si ritrova a fare i conti con una classifica che non ammette pi&ugrave; errori. Le ultime due sconfitte consecutive contro Frosinone e Carrarese hanno incrinato certezze gi&agrave; fragili. In un contesto cos&igrave; delicato, ogni dettaglio pu&ograve; fare la differenza. Dalla tenuta mentale alla lucidit&agrave; nelle scelte tecniche e tattiche. Il calendario, tutt&rsquo;altro che benevolo, mette subito i biancorossi di fronte a squadre in piena corsa per la promozione, prima di un finale che si preannuncia ad alta tensione.</p> <p>Il gruppo guidato da Moreno Longo &egrave; chiamato a ritrovare compattezza e identit&agrave;, aggrappandosi alle poche certezze offensive e con la necessit&agrave; evidente di coinvolgere tutto l&rsquo;organico in questo sprint decisivo. In questo scenario complesso, il parere del tecnico Massimiliano Tangorra, ex difensore anche del Bari, diventa prezioso per analizzare le prospettive: &laquo;Quando una propriet&agrave; pensa solo a fare soldi, dove vai? L&rsquo;ho detto in tempi non sospetti, il disco ormai &egrave; rotto - attacca l&rsquo;ex biancorosso -. Se il Bari si salver&agrave;, potremo parlare di miracolo sportivo&raquo;.</p> <p>Luned&igrave; si torna a giocare al San Nicola contro il Modena (arbitrer&agrave; Arena di Torre del Greco) : &laquo;Le soste e i ritiri non servono ad un gruppo che non &egrave; squadra. Ovvero, persone che condividono certi valori. I calciatori del Bari non hanno mai dimostrato sul campo di esserlo. A sei giornate dalla fine, non ha pi&ugrave; senso parlare di testa e gambe. Si &egrave; aggrappati ad una possibilit&agrave; su mille. E, cio&egrave;, ad una matematica che non ti condanna. Tutto il resto dimostra che non si &egrave; saputo approfittare degli scontri diretti in casa. Occasioni mai colte. Se le analizziamo bene, nelle vittorie contro Cesena, Sampdoria ed Empoli &egrave; girato tutto bene. Nei primi due casi, hanno inciso episodi fortunati. Anche l&rsquo;Empoli, prima di rimanere in dieci, diede una lezione di calcio. Il successo con la Reggiana? Tre punti contro la squadra peggiore della B e anomala se si considera che gli emiliani subito dopo hanno fermato il Monza&raquo;.</p> <p>Serve una reazione netta contro il Modena: &laquo;Sinora il Bari ha dimostrato grossi limiti strutturali. Il problema &egrave; a monte, cio&egrave; su chi ha scelto questi giocatori. Salutato Magalini, qualcuno ha dato fiducia a Di Cesare. Stimabile calciatore, ma inesperto direttore sportivo. Avrebbe dovuto fare un po&rsquo; di gavetta&raquo;.</p> <p>Il calendario propone subito sfide durissime contro Modena, Monza e Venezia. Il Bari deve provare a fare punti a tutti i costi. L&rsquo;unico vero scontro diretto sar&agrave; tra un mese contro la Virtus Entella: &laquo;Se dobbiamo affidarci al calendario e al cammino sin qui svolto, &egrave; difficile essere ottimisti. Le ultime dichiarazioni di Longo dopo la sconfitta contro la Carrarese non aiutano. Apprezzo la sincerit&agrave;, ma questo crea distanza dal gruppo squadra. Certe esternazioni pubbliche non vanno fatte. Era gi&agrave; successo l&rsquo;anno scorso dopo Cosenza, quando la squadra lo moll&ograve; saltando i playoff. Longo &egrave; uno stimato allenatore, ma evidentemente non riesce a gestire certe situazioni. Non basta mettere la squadra in campo. La somma degli errori, dal presidente ai calciatori, fa comprendere perch&eacute; il Bari sinora non sia riuscito ad ottenere risultati. La mia vuole essere una critica umile e costruttiva. Pensiero suffragato dai fatti. Mi auguro che la propriet&agrave; faccia il bene dei tifosi, gli unici a fare il sangue amaro non intravedendo uno spiraglio di luce&raquo;.</p> <p>I biancorossi sembrano dipendere molto dai gol di Emanuele Rao e Gabriele Moncini: &laquo;Non puoi affidarti a due sole individualit&agrave;. Rao &egrave; giovane, assicura energia e spensieratezza. Ma gli altri dove sono? I veterani come Pucino, Bellomo, Maggiore e Mantovani cosa stanno dando alla causa?&raquo;. Il gruppo &egrave; tornato ad allenarsi solo ieri, il tempo necessario per ricompattarsi in vista della gara di Pasquetta contro il Modena. Forse l&rsquo;ultimo treno per restare agganciati alla salvezza: &laquo;A questo punto si vada tutti in ritiro sino alla fine. Se porta bene, &egrave; da rifare&raquo;, la chiosa tra il serio e il faceto di Tangorra.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Calcio, si dimette Gabriele Gravina, presidente della Figc</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1946215/calcio-si-dimette-gabriele-gravina-presidente-della-figc.html</link>
      <description>Ha annunciato le dimissioni da presidente della Figc durante il vertice con le componenti federali. Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>figc,gabriele gravina</category>
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 15:19:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Gabriele Gravina ha annunciato le dimissioni da presidente della Figc durante il vertice con le componenti federali. Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno&nbsp;</p> <p>&Eacute; cominciato in Federcalcio, poco dopo le 14.30, il vertice tra il presidente della Figc, Gabriele Gravina, e i presidenti delle componenti del consiglio federali. Presenti dunque all&rsquo;incontro convocato da Gravina, i n.1 di Serie A, B, Lega Pro, LND, AIC e AIAC, rispettivamente Ezio Maria Simonelli, Paolo Bedin, Matteo Marani, Giancarlo Abete, Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri. Sul tavolo le valutazioni politiche dei vertici Figc a seguito della mancata qualificazione dell&rsquo;Italia al mondiale, la terza consecutiva e la seconda sotto la gestione Gravina.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lorenzo Amoruso e il Bari: «Non mi sento particolarmente ottimista. Per salvarsi occorrerebbe dotarsi di un’anima»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1944979/lorenzo-amoruso-e-il-bari-non-mi-sento-particolarmente-ottimista-per-salvarsi-occorrerebbe-dotarsi-di-unanima.html</link>
      <description>Così il difensore nato a Palese e cresciuto nel vivaio del club allora gestito dalla famiglia Matarrese:«Una squadra costruita male che in campo è andata addirittura oltre»</description>
      <author>antonello raimondo</author>
      <category>lorenzo amoruso,sportnews</category>
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      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 15:04:35 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Lorenzo Amoruso non s&rsquo;&egrave; mai nascosto. L&rsquo;amore per Bari e per la maglia biancorossa sono stati sempre un punto fermo. E diversamente non potrebbe essere considerando la storia del difensore nato a Palese e cresciuto nel vivaio del club allora gestito dalla famiglia Matarrese. Dal settore giovanile alla serie A, un legame indissolubile anche a distanza visto che oggi il mitico &ldquo;gigante&rdquo; vive a Firenze, la citt&agrave; che lo ha trascinato nel calcio che conta.</p> <p>Amoruso, che idea si &egrave; fatto del cammino del Bari in campionato?</p> <p>&laquo;Parliamo di una squadra costruita male che in campo &egrave; andata addirittura oltre. I recenti risultati spiegano un po&rsquo; tutto. Ho visto alcune partite e non &egrave; stato un bello spettacolo...&raquo;.</p> <p>Sei giornate alla fine della regular season. Il rischio retrocessione appare sempre pi&ugrave; concreto.</p> <p>&laquo;Sono sincero. Non mi sento particolarmente ottimista. Per salvarsi occorrerebbe dotarsi di un&rsquo;anima. Ma poi penso che se non l&rsquo;hai trovata finora diventa complicato pensare che tutto possa cambiare quando sei vicino allo striscione dell&rsquo;ultimo chilometro. Detto ci&ograve;, sappiamo che in serie B pu&ograve; accadere di tutto. Anche per via di un campionato sempre pi&ugrave; mediocre&raquo;.</p> <p>Si pensava che Longo fosse vicino alla quadratura del cerchio. Senza illusioni ma nella speranza che la squadra fosse decisamente pi&ugrave; competitiva.</p> <p>&laquo;L&rsquo;ho pensato anche io, sono sincero. C&rsquo;&egrave; stata qualche vittoria e il Bari dava l&rsquo;idea di avere margini di crescita collettiva. In alcune prestazioni mi era parso in grado di poter vivere un finale di stagione decisamente pi&ugrave; intenso. E invece le cose si sono nuovamente complicate. Un mezzo disastro&raquo;.</p> <p>Nelle ultime dieci giornate ci si aspetta che una squadra in lotta per la salvezza brilli per applicazione e atteggiamento. Il Bari, invece, &egrave; stato capace di prendere due sberle come quelle a Pescara a in casa contro la Carrarese. Quale significato?</p> <p>&laquo;Un segnale di fragilit&agrave; assoluta. Quando fallisci in modo cos&igrave; clamoroso veri e propri spareggi vuol dire che esistono enormi problemi strutturali. A maggior ragione con la presenza di un allenatore preparato e con personalit&agrave; come Moreno Longo. E qui torniamo al discorso delle possibilit&agrave; di salvezza. Difficile essere ottimisti. Io vedo un Bari nei guai&raquo;.</p> <p>Il Modena nel giorno di Pasquetta. Poi Monza, Venezia, Avellino, Entella e Catanzaro.</p> <p>&laquo;La partita di luned&igrave; prossimo diventa fondamentale. Battere il Modena pu&ograve; rappresentare l&rsquo;ultima occasione. Senn&ograve; rischi di mettere insieme due-tre sconfitte di fila e a quel punto sarebbe tutto compromesso in modo quasi definitivo&raquo;.</p> <p>Nel giorni scorsi Bari ha vissuto momenti di grande emozione. La presentazione del libro scritto da Igor Protti con Michele Salomone e il docufilm sulla storia dell&rsquo;ex bomber riminese.</p> <p>&laquo;Siamo tutti al fianco di Igor. Noi vecchi compagni di squadra siamo spesso in contatto con lui e la sua voglia di combattere ci lascia grande speranza. Protti &egrave; stato un grande calciatore ed &egrave; un uomo di grandi valori. A Bari ha lasciato il cuore ma ovunque vedo che c&rsquo;&egrave; enorme rispetto&raquo;.</p> <p>Quanto servirebbe la personalit&agrave; di quella squadra in un momento cos&igrave;?</p> <p>&laquo;Il calcio &egrave; cambiato. E sono cambiati anche i livelli, purtroppo. Noi eravamo un gruppo di ferro. E c&rsquo;era gente con gli attributi&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Domenico Progna spera per il Lecce: «Il livello c’è, ora però basta errori»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1944978/domenico-progna-spera-per-il-lecce-il-livello-ce-ora-pero-basta-errori.html</link>
      <description>Progna è cresciuto dal punto di vista calcistico nel vivaio del Lecce, facendo tutta la trafila sino alla prima squadra, con la quale ha giocato in B. «Quest’anno la quota mi sembra più alta. Serve un colpo inaspettato»</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews,domenico progna</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1944978/domenico-progna-spera-per-il-lecce-il-livello-ce-ora-pero-basta-errori.html</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:57:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; nato a San Donato di Lecce, Domenico Progna, che &egrave; cresciuto dal punto di vista calcistico nel vivaio del Lecce, facendo tutta la trafila sino alla prima squadra, con la quale ha giocato in B. Il ciclo pi&ugrave; importante della sua carriera, per&ograve;, lo ha vissuto con la maglia dell&rsquo;Atalanta, dal 1986/1987 al 1990/1991, disputando quattro campionati di A ed uno di B, centrando la promozione. L&rsquo;ex difensore, che ricopre il ruolo di responsabile del settore giovanile del Campobasso di Lega Pro, e quindi un doppio ex della compagine giallorossa e di quella nerazzurra che si troveranno di fronte luned&igrave;, alle 15, al &ldquo;Via del Mare&rdquo;.</p> <p>&laquo;Il campionato del Lecce &egrave; in linea con il cammino di una formazione che ha la salvezza quale obiettivo - afferma Progna - Sino ad oggi ha fatto bene la propria parte, mettendo in mostra qualcosa in pi&ugrave; rispetto alla precedente stagione. Al contempo, per&ograve;, si &egrave; alzato il livello dei team in lizza per la permanenza e, per conservare la categoria, bisogner&agrave; raggiungere una quota pi&ugrave; alta rispetto ai 32 punti sufficienti nel 2024/2025. A complicare i piani ci si &egrave; messo il colpo a sorpresa messo a segno dalla Cremonese a Parma prima della sosta. Ci sar&agrave; da soffrire sino in fondo, lottando a denti stretti&raquo;. Come ha dichiarato il direttore sportivo Stefano Trinchera in una recente intervista alla Gazzetta, il Lecce deve &ldquo;pedalare&rdquo;: &laquo;&Egrave; cos&igrave;. Servirebbe una vittoria inattesa, magari contro una big. Ma bisogner&agrave; anche sfruttare a dovere gli scontri diretti. Non ci sono alternative. Del resto, vale per il club salentino come per tutti gli altri sodalizi che battagliano per restare in massima serie&raquo;.</p> <p>La prossima rivale dei giallorossi allenati da Eusebio Di Francesco sar&agrave; l&rsquo;Atalanta: &laquo;La &ldquo;Dea&rdquo; oramai va annoverata tra le &ldquo;grandi&rdquo; del calcio tricolore. In questa annata agonistica ha perso un po&rsquo; terreno rispetto a ci&ograve; che ha saputo fare nel recente passato, pagando il pessimo avvio di torneo fatto registrare sotto la guida di Juric. Con Padalino in panchina si sta comportando molto meglio. Insomma, per Falcone e compagni si preannuncia un match assai complicato, ma lo saranno tutti da qui alla fine della stagione, anche perch&eacute; c&rsquo;&egrave; bagarre per la conquista di quasi tutte le posizioni che contano, sia nella prima met&agrave; della graduatoria che nella seconda&raquo;.</p> <p>Sulla carta, il <i>gap</i> tra Lecce ed Atalanta &egrave; marcato: &laquo;&Egrave; comprensibile che sia cos&igrave;, sul piano della cifra tecnica, in quanto si tratta di due complessi che sono stati costruiti per traguardi diametralmente opposti. I nerazzurri sono partiti per sgomitare nelle alte sfere della classifica e per farsi apprezzare in Champions League, manifestazione nella quale hanno pagato dazio contro il Bayern Monaco, una delle corazzate del calcio europeo. L&rsquo;organico giallorosso, dal canto suo, &egrave; stato messo su con l&rsquo;intento di ottenere un&rsquo;altra memorabile permanenza, che nel Salento equivale alla vittoria di uno scudetto. Il Lecce dovr&agrave; provare ad imporsi, tentando di colmare la differenza qualitativa con doti quali l&rsquo;intensit&agrave;, la compattezza, l&rsquo;abnegazione, l&rsquo;organizzazione&raquo;.</p> <p>Ylber Ramadani e soci hanno messo in evidenza queste caratteristihce contro Napoli e Roma, ma hanno perso: &laquo;Purtroppo, hanno pagato talune sbavature difensive ed alcune imprecisioni in fase di finalizzazione che contro le big costano sempre a caro prezzo. Serve attenzione e concentrazione nel rintuzzare gli attacchi avversari, ma anche cinismo nel concretizzare le poche opportunit&agrave; create. Le &ldquo;grandi&rdquo; concedono spazi e permettono di giocare, ma puniscono ogni errore&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Italia fuori dai Mondiali per la terza volta di fila, passa la Bosnia ai rigori</title>
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      <description>Partita sofferta, niente da fare per gli azzurri: grande delusione</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>italia,bosnia-erzegovina,calcio,nazionale,mondiali</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1944050/italia-fuori-dai-mondiali-per-la-terza-volta-passa-la-bosnia-ai-rigori.html</guid>
      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 23:40:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;Italia non andr&agrave; ai Mondiali per la terza volta di fila. Nella finale dei play off ha vinto la Bosnia 5-2 dopo i rigori, strappando cos&igrave; il biglietto per la Coppa del Mondo. In vantaggio con Kean nel primo tempo, gli azzurri sono rimasti in 10 dal 42' per l&rsquo;espulsione di Bastoni. I tempi regolamentari si erano conclusi 1-1, come i supplementari. Dal dischetto, gli errori di Pio Esposito e Cristante.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il Bari e le due punte, un amore mai sbocciato: è l'ora di rischiare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1943703/il-bari-e-le-due-punte-un-amore-mai-sbocciato-e-l-ora-di-rischiare.html</link>
      <description>Solo una volta dall’inizio attaccanti in coppia. Vero è che non restano fuori bomber consumati, ma tentar non nuoce</description>
      <author>davide lattanzi</author>
      <category>serie b,moreno longo,Gabriele Moncini,Cavuoti,Piscopo,Esteves,De Pieri</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1943703/il-bari-e-le-due-punte-un-amore-mai-sbocciato-e-l-ora-di-rischiare.html</guid>
      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:55:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Moreno Longo non vede il Bari con due attaccanti puri. Non pu&ograve; pi&ugrave; essere un caso. Persino nei momenti pi&ugrave; delicati, addirittura quando c&rsquo;&egrave; da tentare qualche rimonta complicata o da forzare i match che potrebbero portare punti vitali, il tecnico piemontese difficilmente deroga dall&rsquo;assetto che ha eletto per la sua squadra, ovvero il 3-4-2-1. E se da un lato era doveroso fornire certezze ad un gruppo che nelle gestioni precedenti pareva in completa crisi di identit&agrave;, dall&rsquo;altro resta arduo comprendere perch&eacute;, almeno nell&rsquo;emergenza, non si provi a schierare l&rsquo;artiglieria pesante in prima linea.</p> <p><span class="GN4_post">Doverosa una premessa. Longo non sta certo tenendo in panchina bomber consumati. Il titolare inamovibile tra le punte di ruolo &egrave; Gabriele Moncini che nei dodici incontri sotto la gestione dell&rsquo;allenatore torinese &egrave; stato schierato dieci volte da titolare, subentrando comunque per ampie porzioni nelle altre due occasioni. L&rsquo;attaccante toscano &egrave; il capocannoniere dei Galletti con otto reti: con il terzo mister stagionale, ha comunque realizzato tre reti. La sua posizione resta, pertanto, indiscutibile. Christian Gytkjaer e Marvin Cuni sono gli altri due componenti di una batteria avanzata che avrebbe avuto disperato bisogno di almeno un altro innesto, mancato nel mercato invernale a favore di un&rsquo;infornata di trequartisti (Cavuoti, Piscopo, Esteves, De Pieri, Cavuoti) che certo non hanno nella confidenza con la rete la dote pi&ugrave; spiccata. Ebbene, sia l&rsquo;esperto danese, sia l&rsquo;albanese sono a secco nella gestione Longo. Gytkjaer, dopo un avvio nel complesso promettente, vive un digiuno infinito che si protrae addirittura da ventuno giornate: il suo ultimo guizzo risale al 2 novembre scorso, quando di testa decise la sfida con il Cesena al San Nicola. Eppure, Longo aveva deciso di ripartire da lui, lanciandolo al centro dell&rsquo;attacco proprio nel retour match con i romagnoli. E&rsquo; stata, per&ograve;, la sua unica volta da titolare in oltre due mesi. Da allora, ha disputato appena 15&rsquo; contro il Palermo, 22&rsquo; con il Sudtirol, 14&rsquo; con la Reggiana e 8&rsquo; con il Frosinone. Non &egrave; molto diversa la situazione di Cuni che ha un maggior numero di presenze (nove), ma un minutaggio ugualmente esiguo: soltanto in due occasioni (con Spezia e Sudtirol) &egrave; partito dall&rsquo;inizio, per il resto ha raccolto 28&rsquo; con il Palermo, 23&rsquo; con il Mantova, 13&rsquo; con il Padova, 20&rsquo; con la Sampdoria, 2&rsquo; con l&rsquo;Empoli, 21&rsquo; a Pescara, 16&rsquo; con la Carrarese. Nel complesso ha lasciato pochissime tracce: proprio nell&rsquo;ultima apparizione aveva trovato un gol poi cancellato dal Var perch&eacute; viziato da fallo di mano. Sarebbe stata comunque una prodezza inutile, allo scadere e con la Carrarese sul 3-0.</span></p> <p><span class="GN4_pre">LE DUE PUNTE NO</span> <span class="GN4_post">Longo, dunque, non si sta privando di armi letali. Tuttavia, resta eclatante il &laquo;dogma&raquo; della rinuncia a priori a due attaccanti puri contemporaneamente. Basti pensare che in dodici occasioni, il tecnico dei Galletti ha scelto una sola volta di partire con due punte, ovvero nel match interno con lo Spezia. Per il resto, moltissime sono state le &laquo;staffette&raquo;. A Cesena, Moncini ha dato il cambio a Gytkjaer, ma l&rsquo;assetto &egrave; rimasto con un solo riferimento offensivo. Nel successivo match con il Palermo, sotto di un gol, Longo ha affiancato Cuni negli ultimi 27&rsquo; a Moncini, poi rimpiazzato da Gytkjaer: i rosanero hanno poi dilagato sul 3-0. A Mantova, match vitale in chiave salvezza, il Bari &egrave; rimasto sempre con una punta, con Cuni a dare il cambio a Moncini negli ultimi 22&rsquo;. Il match era sull&rsquo;1-1 ed &egrave; stato risolto dai lombardi al 94&rsquo;. Quindi, le due punte (Moncini e Cuni) con lo Spezia per 77&rsquo;, ma negli ultimi 23&rsquo; Pagano ha rimpiazzato Cuni ridisegnando il 3-4-2-1 puro. Nulla &egrave; servito a sbloccare lo 0-0. Per forzare la sfida al Sudtirol che era ferma a reti bianche, Longo nella ripresa ha disegnato quasi un 4-4-2 affiancando Moncini a Gytkjaer, poi sostituito da Cuni. Ma furono i bolzanini a imporsi 2-1. Lo schieramento con un solo attaccante &egrave; stato confermato per gli interi 90&rsquo; nella mini serie utile targata Padova, Sampdoria ed Empoli con Cuni a concedere riposo a Moncini nei minuti finali. Difficile interpretare Pescara: pur sotto di due gol gi&agrave; al termine del primo tempo, Longo ha affiancato Cuni a Moncini soltanto negli ultimi 20&rsquo;, con il poker abruzzese ormai confezionato. Ancora una sola punta nel successo con la Reggiana (stavolta &egrave; Gytkjaer a rilevare Moncini verso il termine della gara), cos&igrave; come la mossa della disperazione &egrave; stata effettuata solo parzialmente nelle ultime due sconfitte: appena 7&rsquo; a Frosinone con Gytkjaer vicino a Moncini, solo 15&rsquo; in casa con la Carrarese con il Bari gi&agrave; sotto 2-0 e Cuni gettato nella mischia al fianco di Moncini.</span></p> <p><span class="GN4_pre">TENTARLE TUTTE</span> <span class="GN4_post">Chiss&agrave; se la sosta suggerir&agrave; a Longo nuove soluzioni. Ma una cosa &egrave; certa: il Bari deve cercare ovunque e in qualsiasi maniera i dodici punti che condurrebbero alla salvezza. E avere qualcuno &laquo;del mestiere&raquo;, sebbene non nell&rsquo;annata pi&ugrave; prolifica o brillante, aggiungerebbe probabilmente qualche chance in pi&ugrave;. Almeno per aggiungere peso, fisicit&agrave; e presenza ad una prima linea davvero troppo leggera e spesso staccata dal resto della squadra. Magari l&rsquo;impostazione iniziale non cambier&agrave;, ma, almeno a partita in corso, sembra doveroso valutare ogni soluzione pi&ugrave; acuminata. In fondo, se si deve tentare un arrembaggio o scagliare un pallone lungo o persino cercare il jolly in una mischia, non sar&agrave; il caso quantomeno di aumentare i presupposti per fare gol?</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>La «radiografia» del Lecce nella rincorsa alla salvezza: ecco chi fa meglio cosa nella formazione salentina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1943702/la-radiografia-del-lecce-nella-rincorsa-alla-salvezza-ecco-chi-fa-meglio-cosa-nella-formazione-salentina.html</link>
      <description>Gallo il re del cross, Pierotti dribblomane, Gaby Jean il più preciso</description>
      <author>antonio Calò</author>
      <category>serie a,lecce,Santiago Pierotti,Lassana Coulibably</category>
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      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:51:43 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dopo trenta giornate di campionato, le statistiche relative ai calciatori schierati dal Lecce sono da considerare indicative delle caratteristiche, delle qualit&agrave; e dei difetti dei singoli giocatori. Chi fa meglio cosa nella formazione salentina? &Egrave; appena il caso di sottolineare che i dati, tratti dal sito specializzato www.kickest.it, sono influenzati, nei valori assoluti, dai minuti disputati da ogni &laquo;interprete&raquo;.</p> <p>Nei dribbling riusciti &egrave; in testa Santiago Pierotti, che ha saltato l&rsquo;avversario diretto 25 volte. L&rsquo;argentino &egrave; seguito da Lameck Banda, con 20, e da Lassana Coulibably, con 18. Completano la top-5 Riccardo Sottil, con 13, e Danilo Veiga, con 11. Per i dribbling &laquo;tentati&raquo;, la graduatoria propone gli stessi calciatori di quella precedente, ma con posizioni differenti. Pierotti ha provato a superare chi aveva di fronte in 72 circostanze, Banda 53 volte, Veiga 37, Sottil 40 e Coulibaly 32.</p> <p>Combinando i dribbling tentati con i dribbling riusciti si ottiene la percentuale nella quale i singoli calciatori riescono a &laquo;regalare&raquo; al collettivo la superiorit&agrave; numerica. Ebbene, Coulibaly ci riesce nel 57% dei casi, Banda nel 38%, Pierotti nel 35%, Sottil nel 33% e Veiga nel 24%.</p> <p>Nikola Stulic ha effettuato 28 conclusioni verso la porta avversaria, Ylber Ramadani 26, Pierotti 24, Banda 23, Sottil e Coulibaly 20. A quota 24 c&rsquo;&egrave; anche Medon Berisha ed il dato &egrave; significativo se si considera che il centrocampista &egrave; assente dal 12 dicembre scorso, ovvero dai primissimi minuti della partita casalinga contro il Pisa. Questo dimostra quanto grave sia stato sin qui il forfait del giovane albanese e quanto peser&agrave; la sua assenza, oramai certa sino al termine dell&rsquo;annata agonistica. Da segnalare che Walid Cheddira, giunto nel mercato di gennaio, &egrave; a quota 18.</p> <p>Per quel che concerne le conclusioni nello specchio della porta, con 7 a testa figurano Coulibaly, Banda e Stulic, con 6 Pierotti e con 5 ciascuno Berisha, Ramadani e Konan N&rsquo;Dri. L&rsquo;ivoriano, pur contando 20 presenze stagionali, vanta un minutaggio molto basso e non &egrave; stato mai schierato dal primo minuto.</p> <p>Il Lecce ha realizzato sette gol di testa: 2 con Coulibably ed uno ciascuno con Pierotti, Omri Gandelman, Francesco Camarda, Jamil Siebert e Tiago Gabriel. La compagine salentina ha colpito in 5 circostanze i legni della porta della compagine avversaria: con Coulibaly, Cheddira, Ramadani, Pierotti e Gandelman.</p> <p>L&rsquo;undici allenato da Eusebio Di Francesco ha segnato un solo gol su calcio di rigore, con Stulic, contro la Cremonese, in casa. I giallorossi hanno beneficiato di un altro penalty, che per&ograve; &egrave; stato fallito da Camarda, contro il Napoli, tra le mura amiche. Sono state 2 le reti su punizione messe dentro dal team giallorosso. La prima l&rsquo;ha firmata Berisha contro la Fiorentina, al &laquo;Franchi&raquo;. La seconda Banda, contro l&rsquo;Udinese, al &laquo;Via del Mare&raquo;.</p> <p>Sono state 20 le big chance fallite: 4 a testa da Pierotti e Tiago Gabriel, 2 ciascuno da Gallo, Cheddira, Camarda e Stulic, una da Coulibaly, Kialonda Gaspar, N&rsquo;Dri e Alex Sala. Gli assist portano la firma di Gallo (3), Berisha (3), Banda (3), Sottil (2), Coulibaly, Danilo Veiga e Sala (uno a testa).</p> <p>Circa i passaggi totali, ne hanno effettuati 1.164 Ramadani, 1.091 Tiago Gabriel, 956 Gallo, 919 Wladimiro Falcone, 800 Veiga, 790 Gaspar, 601 Coulibaly. Quelli riusciti sono stati 964 per Tiago Gabriel, 932 per Ramadani, 678 per Gallo, 665 per Gaspar, 564 per Veiga, 486 per Coulibaly.</p> <p>Per la percentuale dei passaggi riusciti ai primi tre posti figurano Gaby Jean con il 100%, Olaf Gorter con il 94,7% e Matias Perez con il 93,3%, ma i tre hanno un minutaggio bassissimo e rispettivamente appena 10, 18 e 14 passaggi fatti. I dati rilevanti, stante il periodo trascorso in campo, riguardano Tiago Gabriel con l&rsquo;88,4%, Gaspar con 84,2%, Sottil con 83%, Banda con 82,9%.</p> <p>Interessante il dato sui passaggi chiave. Gallo ne ha serviti 26, Sottil 24 Sottil, Berisha 20, Stulic 19, Pierotti 17, Coulibaly e Veiga 16 a testa, Banda 14, Ramadani 13.</p> <p>Il team salentino &egrave; andato al cross 103 volte con Gallo, 100 con Sottil, 63 con Veiga, 59 con Berisha, 54 con Banda. Ma solo una parte di questi traversoni sono riusciti: 26 con Gallo, 25 con Sottil, 20 con Berisha, 14 con Veiga, 7 con Banda.</p> <p>Pierotti (50) &egrave; il calciatore giallorosso che ha commesso pi&ugrave; falli. Seguito da Banda (40), Ramadani (37), Veiga e Stulic (31). Il rovescio della medaglia, relativo ai falli subiti, vede primo Ramadani, che &egrave; stato fermato con le maniere cattive 45 volte. Dietro di lui ci sono Banda con 38, Coulibaly e Veiga con 36.</p> <p>Tiago Gabriel &egrave; riuscito ad intercettare il pallone in 40 circostanze, Ramadani in 36 Ramadani, Veiga in 22, Gaspar in 17, Pierotti in 16 casi. Nella graduatoria dei palloni rubati, Ramadani &egrave; in vetta a quota 75 davanti a Tiago Gabriel con 74, Veiga con 68, Pierotti con 53, Gallo con 47.</p> <p>I duelli vinti da Tiago Gabriel sono stati 200. Poi vengono Veiga (162), Ramadani (149), Pierotti (141) e Coulibaly (118).</p> <p>Pierotti &egrave; il giocatore salentino che ha perso pi&ugrave; duelli: 237. A ruota Veiga (143), Stulic (138), Banda (127), Ramadani (120).</p> <p>Per i duelli aerei vinti la classifica &egrave; capeggiata da Tiago Gabriel con 108, davanti a Gaspar con 49 e Stulic con 47. Per i duelli aerei persi, invece, Stulic si &egrave; fatto superare 85 volte, Pierotti 63 e Gandelman 57.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>La salvezza passa dalle sfide alle grandi, ma è un Bari troppo piccolo con le big</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1942465/la-salvezza-passa-dalle-sfide-alle-grandi-ma-e-un-bari-troppo-piccolo-con-le-big.html</link>
      <description>Le ultime sconfitte in match sulla carta abbordabili contro Pescara e Carrarese obbligano il Bari a rincorrere la salvezza sfilando punti alle big della B</description>
      <author>Davide Lattanzi</author>
      <category>bari calcio,serie b</category>
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      <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:52:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Condannato a salire vorticosamente di livello. Le ultime sconfitte in match sulla carta abbordabili contro Pescara e Carrarese obbligano il Bari a rincorrere la salvezza sfilando punti alle big della B. Il calendario &egrave; impietoso: addirittura quattro delle sei sfide che mancano al termine della regular season saranno contro formazioni che gravitano nel perimetro dei playoff, in piena corsa addirittura per la promozione diretta o, almeno, per ipotecare la migliore posizione possibile in vista della prestigiosa coda della stagione. Non si potranno fare calcoli. Perch&eacute; fallire ora significa perdere la categoria. Innanzitutto, per&ograve;, ci sar&agrave; un&rsquo;eloquente statistica da invertire.</p> <p><strong><span class="GN4_pre">QUANTI CEFFONI</span></strong> <span class="GN4_post"> Dodici fin qui gli incontri disputati contro le prime otto della B, appena otto i punti conquistati con uno score mortificante: due vittorie, entrambe colte a spese del Cesena, altrettanti pareggi, addirittura otto ko. Una sorta di via Crucis cominciata gi&agrave; alla prima di campionato a Venezia, con un avvio da tregenda per la formazione all&rsquo;epoca allenata da Fabio Caserta e tre reti annullate ai lagunari, capaci di sbloccare il punteggio e raddoppiare dopo il provvisorio pareggio di Dorval. Il Bari crebbe nella ripresa, sfior&ograve; il 2-2 e si prepar&ograve; con fiducia all&rsquo;incontro successivo con il Monza, ovvero il match della grande illusione. Perch&eacute; al cospetto della corazzata brianzola, i pugliesi sfoderarono una prova gagliarda, reagendo con Moncini al vantaggio di Mota Carvalho e collezionando svariate occasioni per vincere. Al punto da lasciare il campo tra gli applausi del San Nicola. Ma si tratt&ograve; del pi&ugrave; cocente degli abbagli. Fin troppo brusco il risveglio con la doppia trasferta Modena-Palermo: cinque gol sul groppone (tre dagli emiliani, due dai siciliani) e potevano essere molti di pi&ugrave;. Il due novembre l&rsquo;affermazione sul Cesena grazie ad un guizzo di Gytkjaer in un oceano di sofferenze, venti giorni dopo il tonfo interno con il Frosinone (2-3) che pose fine all&rsquo;avventura barese di Caserta. Non &egrave; andata meglio ai suoi successori. Vincenzo Vivarini conquist&ograve; un sudatissimo punto sul campo della Juve Stabia, evitando mille pericoli. Poi cadde senza appello al San Nicola prima con il Catanzaro (1-2), poi proprio con i campani (0-1) nel match che decret&ograve; il termine del suo breve e triste ritorno in biancorosso. Moreno Longo, infine, sembrava poter riscrivere una nuova storia contro le grandi: vincente l&rsquo;esordio a Cesena (2-1 con i gol di Rao e Moncini) il 24 gennaio. Ma gi&agrave; il 30 il Palermo riport&ograve; tutti bruscamente sulla terra con un sonante 3-0 al San Nicola. Infine, il 18 marzo il 2-1 subito a Frosinone, facendosi ribaltare il vantaggio firmato da Rao. Il bilancio &egrave; mortificante anche sul piano della differenza reti. Venti i gol incassati dalle big, appena nove quelli realizzati, ben cinque i match trascorsi senza andare a bersaglio e il San Nicola violato gi&agrave; quattro volte. </span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">TRE IMPEGNI AD ALTA TENSIONE</span></strong> <span class="GN4_post"> La pausa dovr&agrave; servire a Longo per cercare contromosse azzeccate. Perch&eacute; la ripresa vedr&agrave; subito un tris di sfide ad altissimo tasso di difficolt&agrave;. Il giorno di Pasquetta sar&agrave; il Modena di scena al San Nicola. Gli emiliani sono sesti a quota cinquanta, con una gara in meno (da recuperare contro il Catanzaro), cinque gradini di margine sulla Juve Stabia settima, addirittura dodici sulle none, e sole due lunghezze dal Catanzaro quinto. La posta in palio, pertanto, &egrave; ancora abbastanza alta per una squadra peraltro reduce da due successi di fila, ma dal rendimento un po&rsquo; altalenante. L&rsquo;11 aprile, il livello si alzer&agrave; ancora contro il Monza secondo a braccetto con il Frosinone, a tre punti dalla capolista Venezia. Con soli 26 gol subiti, i brianzoli vantano la seconda miglior difesa del torneo, eppure hanno gi&agrave; inciampato contro formazioni di bassa classifica come Padova, Entella e Spezia. Il 18 arriver&agrave; in Puglia il Venezia che comanda da solo in vetta con 68 punti, vanta il miglior attacco della categoria con 64 gol e attualmente &egrave; in serie utile da otto turni. Sarebbe quasi improvvido fare calcoli, ma se il Bari da questo trittico proibitivo dovesse emergere con meno di quattro punti, la rincorsa alla salvezza diretta, con ogni probabilit&agrave;, sarebbe irrimediabilmente compromessa. Inchiodarsi con un bottino minimale, inoltre, potrebbe precludere anche l&rsquo;attuale posizione playout. L&rsquo;ultimo impegno con le grandi sar&agrave; proprio nella giornata conclusiva, a Catanzaro. Un incrocio nel quale, forse, sar&agrave; persino possibile abbandonarsi a qualche calcolo. I calabresi attualmente sono quinti senza speranze concrete di scalare altre posizioni. Vincendo, inoltre, il recupero con il Modena potrebbero ipotecare l&rsquo;attuale piazzamento e avere poco da chiedere. Oppure potrebbero ancora aver bisogno di punti per difendersi dalle inseguitrici. Scontato, per&ograve;, che un eventuale gap di motivazioni a favore dei Galletti dipender&agrave; esclusivamente da come arriver&agrave; all&rsquo;appuntamento la truppa di Longo.</span></p> <p><span class="GN4_pre">Ci sarebbe un vantaggio...</span> <span class="GN4_post"> Per valori e andamento con le grandi, in molti sono pronti a mettersi il cuore in pace sui prossimi confronti. Eppure, nella volata salvezza il Bari avrebbe un piccolo vantaggio. Ovvero, &egrave; l&rsquo;unica compagine ad avere un solo impegno con le dirette concorrenti, alla penultima giornata con l&rsquo;Entella, in attesa di comprendere a quale volata (playoff o playout) si iscriver&agrave; l&rsquo;Avellino che attende Moncini e compagni al terzultimo turno. Nell&rsquo;oceano di scontri diretti tra le pericolanti, il Bari avrebbe il teorico vantaggio di poter guadagnare punti su chi, invece, se ne sottrarr&agrave; a vicenda. Ma per riuscirci dovr&agrave; cambiare volto. Subito.</span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Trinchera scruta lo sprint salvezza: «Lecce vivo, giochi aperti per tutte»</title>
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      <description>Il direttore sportivo del Lecce fa il punto della situazione in vista della fase decisiva della stagione.</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>stefano trinchera,serie a,lecce calcio,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:40:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; da poco rientrato da un viaggio di lavoro nel quale ha seguito alcuni match internazionali, Stefano Trinchera, direttore sportivo del Lecce. Gli abbiamo chiesto di fare il punto della situazione in vista della fase decisiva della stagione.</p> <p><strong>Il campionato sta osservando l&rsquo;ultima pausa prima della volata finale. Per il Lecce &egrave; stato utile fermarsi?</strong></p> <p>&laquo;La sosta serviva, in quanto per noi a fare la differenza &egrave; il lavoro e, pur con alcune defezioni, abbiamo avuto la possibilit&agrave; di insistere su determinati aspetti che &egrave; necessario migliorare. Inoltre, abbiamo dei calciatori che devono recuperare da problemi fisici o che devono ritrovare la condizioni ottimale ed in questo senso la pausa ci ha dato una mano. Al contempo, per&ograve;, sul piano delle prestazioni, stavamo attraversando un buon momento, a dispetto delle sconfitte subite a Napoli ed a Roma, frutto solo di ingenuit&agrave; che sarebbe importante non ripetere&raquo;</p> <p><strong>Come reputa il percorso effettuato sino ad oggi?</strong></p> <p>&laquo;In termini senz&rsquo;altro positivi per quanto riguarda le prove sfoderate e la valorizzazione dei singoli calciatori. Per errori commessi, per qualche decisione arbitrale ed a volte per un pizzico di sfortuna, invece, i punti conquistati non sono stati all&rsquo;altezza di quanto espresso in campo. Abbiamo raccolto meno di quanto avremmo meritato&raquo;.</p> <p><strong>Il calendario vi riserva due gare complicate contro Atalanta e Bologna. Si tratta di match proibitivi?</strong></p> <p>&laquo;In serie A ci sono solo partite difficilissime. La nostra attenzione &egrave; rivolta solo alla prossima sfida contro la compagine bergamasca. Siamo consapevoli di dovercela vedere con una big del calcio italiano, con la nostra rappresentante che &egrave; andata pi&ugrave; avanti di tutte in Champions, che dispone di un organico fortissimo. Ma giocheremo in casa ed abbiamo bisogno di muovere la classifica, di vincere, pur sapendo che l&rsquo;impresa si preannuncia improba&raquo;.</p> <p><strong>Subito dopo arriveranno gli scontri diretti. Saranno decisivi per l&rsquo;esito della stagione?</strong></p> <p>&laquo;I match con le altre pericolanti sono importantissimi, ma non si possono azzardare tabelle di marcia. In ogni turno si registrano risultati sulla carta a sorpresa. Molti ritenevano che una Cremonese in difficolt&agrave; avrebbe perso a Parma, contro un team che avrebbe potuto compiere un ulteriore passo verso la salvezza. Invece, si &egrave; imposta. Bisogna provare a fare punti contro qualunque rivale&raquo;.</p> <p><strong>Pisa e Verona, a quota 18, sembrano avere un piede in B. Lecce e Cremonese hanno 27 punti, la Fiorentina 29 ed il Cagliari 30. Saranno queste quattro formazioni a lottare per evitare quel terz&rsquo;ultimo posto che condanna alla retrocessione?</strong></p> <p>&laquo;Pisa e Verona non molleranno. N&eacute; penso che i team che precedono il Cagliari siano fuori dalla mischia. Ci sono a disposizione 24 lunghezze e pu&ograve; accadere di tutto. Del resto, nel 2024/2025, a due giornate dal termine, ci davano per spacciati ed invece ce l&rsquo;abbiamo fatta. La quota permanenza, tra l&rsquo;altro, si &egrave; alzata&raquo;.</p> <p><strong>&Egrave; possibile ipotizzare quale sar&agrave;?</strong></p> <p>&laquo;No. Basti pensare che nella scorsa annata a 32 punti si restava in A. Ora Lecce e Cremonese ne hanno 27 e ci sono altre 24 lunghezze da assegnare. Dobbiamo badare solo a &ldquo;pedalare&rdquo;&raquo;.</p> <p><strong>Come arriva il Lecce alle ultime otto giornate?</strong></p> <p>&laquo;In salute. La squadra resta in partita sino all&rsquo;ultimo minuto. Lotta. Dimostra solidit&agrave;. Ha consapevolezza dei propri mezzi ed una identit&agrave; precisa. Dobbiamo compiere un salto di qualit&agrave; che ci permetta di essere pi&ugrave; incisivi in avanti e di evitare certe ingenuit&agrave; che ci sono costate a caro prezzo&raquo;.</p> <p><strong>Berisha e Camarda sono out, Gaspar potrebbe tornare disponibile ad inizio maggio. Sono acciaccati Coulibaly, Sottil, Banda e Veiga. C&rsquo;&egrave; il rischio che Di Francesco abbia le scelte obbligate?</strong></p> <p>&laquo;Gli infortuni hanno il loro peso perch&eacute; ci privano di pedine sulle quali puntavamo, ma siamo convinti che tutti i componenti della rosa siano nelle condizioni di farsi trovare pronti alla chiamata. Per Berisha e Camarda la stagione purtroppo &egrave; finita. Dispiace per i ragazzi, oltre che per il Lecce. Su Gaspar ho la speranza che torni a disposizione per il finale di campionato. Vedo ogni giorno come lavora e ce la sta mettendo tutta per esserci nelle battute conclusive. Siebert, che lo sta sostituendo, si sta comportando molto bene, ma &egrave; fondamentale avere pi&ugrave; alternative per fare fronte ad ogni evenienza. Coulibaly, Sottil, Banda, Veiga e Gandelman dovrebbero esserci tutti o quasi tutti contro l&rsquo;Atalanta&raquo;.</p> <p><strong>Cosa si aspetta dai componenti dello staff tecnico e dai calciatori negli otto turni mancanti?</strong></p> <p>&laquo;Nulla di pi&ugrave; di ci&ograve; che tocco con mano ogni giorno. Sono quotidianamente con staff e squadra. Hanno la cultura del lavoro e l&rsquo;unico intento comune di riuscire a centrare quella salvezza fortemente voluta da ciascuno di loro, dai dirigenti e dal popolo salentino Stanno dando e daranno il massimo, senza mai tirarsi indietro&raquo;.</p> <p><strong>All&rsquo;ambiente cosa chiede?</strong></p> <p>&laquo;I tifosi non hanno bisogno di essere stimolati per mettere la loro passione ed il proprio calore a disposizione del Lecce. Costituiscono la nostra forza, un supporto costante, sia in casa che in trasferta. La spinta dei 27.000 del &ldquo;Via del Mare&rdquo; nelle partite interne &egrave; da brividi e chi va in campo ne trae energia. Sar&agrave; cos&igrave; anche contro l&rsquo;Atalanta&raquo;.</p> <p><strong>Che compito avr&agrave; la societ&agrave; in questa fase decisiva?</strong></p> <p>&laquo;Curare ogni pi&ugrave; piccolo dettaglio utile a mettere staff tecnico e calciatori nelle condizioni di dare il meglio. Essere presenti, ciascuno per la propria area di competenza, perch&eacute; nulla venga lasciato al caso&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Bari di Moreno Longo si fa... in due: un nucleo di ferro e 13 comparse</title>
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      <description>La realtà parla chiaro: il tecnico piemontese non ha avuto risposte significative da troppi elementi, finendo con l’insistere su chi ha prodotto i maggiori risultati</description>
      <category>bari,serie b,moreno longo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1942338/il-bari-di-moreno-longo-si-fa-in-due-un-nucleo-di-ferro-e-13-comparse.html</guid>
      <pubDate>Sun, 29 Mar 2026 15:33:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un nucleo di ferro e un manipolo di comparse. Ormai se ne sono accorti tutti. Il Bari di Moreno Longo punta dritto su una formazione base con pochissime alternative. La realt&agrave; parla chiaro: il tecnico piemontese non ha avuto risposte significative da troppi elementi, finendo con l&rsquo;insistere su chi ha prodotto i maggiori risultati. D&rsquo;altro canto, si potrebbe anche obiettare che, data la mediocrit&agrave; acclarata dei biancorossi, forse qualcuno avrebbe potuto avere qualche occasione in pi&ugrave;. Soprattutto per forzare alcune situazioni tattiche o tentare l&rsquo;arrembaggio quando, in fondo, c&rsquo;era poco da perdere.</p> <p><span class="GN4_post">I numeri sono eclatanti. In dodici match sotto la gestione dell&rsquo;allenatore torinese (quattro vittorie, due pareggi, sei sconfitte, 14 punti raccolti alla media di 1,16 a gara), i calciatori che sono stati utilizzati con estrema continuit&agrave; sono essenzialmente tredici. Ovvero, il portiere Cerofolini (l&rsquo;unico ad aver disputato tutti i 1.080&rsquo;), i difensori Cistana (1.035&rsquo;), Odenthal (854&rsquo;), Pucino (615&rsquo;) e Mantovani (541&rsquo;), i laterali Piscopo (457&rsquo;) e Dorval (1.017&rsquo;), i centrocampisti Maggiore (596&rsquo;), Braunoder (545&rsquo;) e Artioli (438&rsquo;), i trequartisti Rao (745&rsquo;) ed Esteves (490&rsquo;), l&rsquo;attaccante Moncini (801&rsquo;). Un undici ben identificato, dunque, con appena un ipotetico cambio in difesa ed uno a centrocampo. Un nucleo che, forse, avrebbe potuto allargarsi appena comprendendo Dickmann (300&rsquo; in campo, ma sette gare saltate per infortunio) e forse Verreth che, sotto la terza gestione tecnica, ha disputato 286&rsquo; partendo sempre da titolare fino all&rsquo;infortunio che lo ha tenuto ai box negli ultimi otto incontri. Tuttavia, &egrave; pur vero che Maggiore, Artioli e Braunoder sembravano gi&agrave; in netta linea di soprasso sul regista belga rivelandosi per dinamismo pi&ugrave; adatti al gioco di Longo. La verit&agrave;, per&ograve;, &egrave; incontrovertibile: il bacino di pesca del mister dei Galletti &egrave; estremamente limitato. Davvero poco per una squadra che, invece, avrebbe disperato bisogno di tante frecce al suo arco nella bagarre salvezza.</span></p> <p><span class="GN4_post">Curioso che la suddivisione dei ventisei elementi schierati da Longo sia esattamente a met&agrave;. Dal 14&deg; elemento in poi, infatti, la differenza di minutaggio &egrave; netta. Si passa ai 352&rsquo; di Mane, per proseguire con De Pieri (342&rsquo;), Traore (279&rsquo;), Cavuoti (275&rsquo;), Cuni (272&rsquo;), Nikolaou (135&rsquo;), Gytkjaer (118&rsquo;), Stabile (97&rsquo;), Pagano (93&rsquo;), Bellomo (90&rsquo;). Chiude Colangiuli con 8&rsquo;, ma passato nel mercato di gennaio al Lumezzane. Non sono, invece, mai stati utilizzati (oltre i due portieri Pissardo e Marfella), il laterale Burgio, il centrocampista Darboe (sempre out per infortunio) e l&rsquo;attaccante Partipilo, finito fuori lista al termine del mercato pur rimanendo ancora un posto disponibile tra i 18 &laquo;over&raquo; iscrivibili in B.</span></p> <p><span class="GN4_post">Impossibile non notare un particolare. Moreno Longo ha puntato con decisione al 3-4-2-1 senza mai derogare al modulo di partenza. Una scelta per certi versi condivisibile, nell&rsquo;ottica di fornire certezze ad un gruppo che, nelle precedenti gestioni griffate da Fabio Caserta prima e Vincenzo Vivarini poi, appariva in completa crisi di identit&agrave;. Meno spiegabile, per&ograve;, &egrave; il ricorso limitato ad una serie di elementi con peculiarit&agrave; offensive. I vari De Pieri (otto presenze), Cavuoti (cinque), Cuni (nove) e Gytkjaer (cinque) hanno trascorso svariate gare senza alzarsi dalla panchina, totalizzando comunque un minutaggio ridotto. Va detto che, nel complesso, non hanno brillato al punto da meritare pi&ugrave; di tanto di scalare gerarchie: basti pensare che in quattro non hanno realizzato nemmeno una rete. Guizzo che, invece, &egrave; riuscito al 35enne Bellomo, spesso gettato nella mischia per pochi spezzoni. Non solo: molto raramente, l&rsquo;allenatore dei pugliesi &egrave; ricorso ai due attaccanti puri in corso di match. E a tal proposito, una riflessione sorge spontanea. Una squadra chiamata a marciare con un ritmo da promozione diretta dovendo provare a raccogliere circa dodici punti nelle sei gare che mancano al termine della regular season per conservare la categoria al netto dei playout, non sar&agrave; inevitabilmente chiamata ad un ricorso pi&ugrave; continuo di chi compone il reparto avanzato? In fondo, proprio Longo ha puntualmente ripetuto che nel rush finale ci sar&agrave; davvero bisogno di tutti. <i>[r.s.]</i></span></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Il Lecce in emergenza: tutti i tormenti di Di Francesco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1942337/il-lecce-in-emergenza-tutti-i-tormenti-di-di-francesco.html</link>
      <description>Una settimana a ranghi ridottissimi, tra calciatori assenti perché impegnati in nazionale ed altri out per infortunio. Lo staff medico è al lavoro per scongiurare il più possibile il rischio che la «coperta» sia corta proprio nel momento clou della stagione</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>Lassana Coulibaly,Di Francesco</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1942337/il-lecce-in-emergenza-tutti-i-tormenti-di-di-francesco.html</guid>
      <pubDate>Sun, 29 Mar 2026 15:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Per il Lecce, &egrave; stata una settimana a ranghi ridottissimi, tra calciatori assenti perch&eacute; impegnati in nazionale ed altri out per infortunio. Lo staff medico &egrave; al lavoro per scongiurare il pi&ugrave; possibile il rischio che la &laquo;coperta&raquo; sia corta proprio nel momento clou della stagione.</p> <p>Il Lecce dovr&agrave; fare a meno in pianta stabile del centrocampista Medon Berisha e dell&rsquo;attaccante Francesco Camarda, ma in questo momento sono in infermeria anche il centrale difensivo Kialonda Gaspar, l&rsquo;esterno alto Riccardo Sottil ed il jolly di centrocampo Lassana Coulibaly, mentre il terzino Danilo Veiga e l&rsquo;ala Lameck Banda si sono allenati per tutta la settimana in differenziato.</p> <p>Berisha ha subito la lesione del tendine riflesso del retto femorale destro, riportata quando ancora non era rientrato dall&rsquo;infortunio muscolare rimediato contro il Pisa il 12 dicembre. Come reso noto dalla societ&agrave; di via colonnello Costadura, l&rsquo;albanese si &egrave; sottoposto ad intervento chirurgico nella giornata di venerd&igrave;. L&rsquo;operazione &egrave; stata eseguita dal professor Lasse Lemainem, presso l&rsquo;ospedale Pihlajalinna di Turku, ed &egrave; perfettamente riuscita, ma per il ragazzo la stagione &egrave; finita. Un discorso analogo vale per Camarda, che il 28 gennaio si &egrave; sottoposto ad intervento chirurgico in artroscopia alla spalla destra per la ricostruzione del cercine glenoideo, presso l&rsquo;Istituto Humanitas di Milano.</p> <p>Gaspar, invece, ha riportato una lesione del legamento collaterale mediale e del crociato posteriore del ginocchio sinistro al 1&rsquo; della partita contro l&rsquo;Inter del 21 febbraio. La scelta &egrave; stata quella di curarlo tramite terapia conservativa e si spera che possa essere disponibile ad inizio maggio, quindi per gli ultimi impegni della squadra, condizione atletica permettendo.</p> <p>C&rsquo;&egrave; un cauto ottimismo per quel che riguarda il recupero degli altri calciatori alle prese con problemi fisici, gi&agrave; per la prossima sfida interna contro l&rsquo;Atalanta di luned&igrave; 6 aprile, alle 15.</p> <p>Sottil sta effettuando le terapie per risolvere i problemi connessi alla lombosciatalgia che lo tormenta da tempo e gli impedisce di dare il meglio con continuit&agrave;. Si tenter&agrave; di metterlo nelle condizioni di andare quanto meno in panchina. Coulibaly, dal canto suo, sta seguendo il programma di recupero dalla lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra riportata nella partita esterna disputata contro il Napoli, &egrave; in via di guarigione e c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che possa essere tra i convocati per la sfida contro l&rsquo;undici diretto da Raffaele Palladino.</p> <p>Per il confronto con gli orobici dovrebbero essere al proprio posto anche Banda (fastidio all&rsquo;adduttore) e Veiga (lombosciatalgia), che per&ograve; non sono al meglio.</p> <p>Infine, Omri Gandelman, che &egrave; rientrato nel Salento dopo essere stato impegnato con la nazionale israeliana (con la quale, gettato nella mischia nella ripresa, ha realizzato il gol del definitivo 2-2 nell&rsquo;amichevole giocata contro la Georgia), ieri ha lavorato in differenziato. Ma le sue condizioni al momento non destano preoccupazione.</p> <p>Con alcuni assenti certi e diversi acciaccati, il Lecce sta vivendo un periodo di emergenza. In difesa, ad esempio, ad un&rsquo;eventuale assenza di Veiga si dovrebbe fare fronte schierando sulla destra un centrale. In mediana e sulla trequarti in questo momento ci sono Ylber Ramadani (che &egrave; gi&agrave; a Lecce dopo la &laquo;chiamata&raquo; della sua nazionale, eliminata dalla corsa per la qualificazione ai prossimi mondiali) ed Oumar Ngom, con Gandelman pi&ugrave; avanzato e Sadik Fofana come prima opzione, con Alex Sala e Thorir Helgason, schierati nelle battute conclusive del confronto con la Roma, in preallarme. Qualche difficolt&agrave; esiste anche per quel che concerne gli esterni alti, dove oggi sarebbero di sicuro arruolabili solo Santiago Pierotti e Konan N&rsquo;Dri.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>La «voce» di Michele Salomone, 50 anni al fianco del Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1942109/la-voce-di-michele-salomone-50-anni-al-fianco-del-bari.html</link>
      <description>Tanti ospiti illustri, da Perinetti a Palmieri passando per Angelozzi, Di Gennaro, Maiellaro e Ventura</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>michele salomone</category>
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:17:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Cinquant&rsquo;anni raccontati con la stessa voce, riconoscibile al primo istante, capace di trasformare una partita in memoria collettiva. Michele Salomone celebra mezzo secolo al seguito del Bari chiamando a raccolta la sua gente, quella del calcio e della citt&agrave;. Un appuntamento carico di emozione, pi&ugrave; che una semplice ricorrenza. Un viaggio condiviso tra radiocronache, telecronache e storie che - nel tempo - attraversano generazioni di tifosi biancorossi. Sul palco e le tribune dell&rsquo;Anche Cinema, accanto al decano del giornalismo sportivo barese, si alternano volti e voci che hanno segnato epoche diverse. Tra gli interventi pi&ugrave; sentiti, quello dell&rsquo;ex centrocampista Pietro Maiellaro, simbolo di un passato glorioso, del tecnico Giampiero Ventura e degli ex dirigenti Guido Angelozzi, Checco Palmieri, Antonio Di Gennaro, Salvatore Guastella e Giorgio Perinetti, protagonisti di stagioni diverse ma legati da un filo comune: il Bari e il suo racconto.</p> <p>Una parata di personaggi che, dopo il collegamento a distanza della mattinata con Igor Protti per la presentazione del libro scritto insieme a Salomone (di cui si riporta a parte), rende omaggio ad una carriera costruita con passione e credibilit&agrave;. Non solo nostalgia, per&ograve;. Il presente calcistico del Bari bussa forte, con riflessioni lucide sul momento delicato della squadra guidata da Moreno Longo, chiamata a giocarsi la permanenza in serie B nelle ultime sei decisive giornate.</p> <p>Tra applausi, ricordi e analisi, emerge su pi&ugrave; fronti l&rsquo;essenza di una storia che non &egrave; solo professionale, ma profondamente umana. Perch&eacute; raccontare il Bari, per cinquant&rsquo;anni, significa raccontare un&rsquo;intera citt&agrave;. E Salomone, in questo, &egrave; stato - ed &egrave; - molto pi&ugrave; di una voce. Una sequenza che, allo stato attuale, rimanda all&rsquo;urgenza di una stagione indirizzata verso un pericoloso precipizio chiamato serie C.</p> <p>La prima analisi la tratteggia mister Ventura: &laquo;Se ne esce con compattezza ed un pizzico di serenit&agrave; in pi&ugrave;. Oltre alla determinazione. Il calendario sembra in salita, ma credo sia l&rsquo;ultimo dei problemi. Succede che ti approcci male e perdi una partita sulla carta accessibile. Al contrario, se ti approcci bene puoi andare a vincere una partita proibitiva. Sono banalit&agrave; che, per&ograve;, fanno parte del calcio&raquo;. Quindi il monito alla piazza: &laquo;Questo &egrave; un momento delicato e le critiche vanno fatte alla fine del campionato. Tutte le componenti, citt&agrave;, tifosi e societ&agrave;, devono stare vicine alla squadra che &egrave; in difficolt&agrave;. I calciatori rappresentano una citt&agrave; come Bari che merita di esserlo nel migliore dei modi. La squadra ha bisogno di aiuto e bisogna darglielo. Ci sono sei finali da giocare. L&rsquo;unico obiettivo - conclude Ventura - &egrave; almeno mantenere questa categoria, che &egrave; gi&agrave; poco per il Bari&raquo;.</p> <p>Checco Palmieri non dispensa consigli, ma indica una strada con saggezza e professionalit&agrave;: &laquo;Se fossi capace di dare un suggerimento - dice il direttore sportivo del Sassuolo - sarei bravo. La situazione &egrave; difficile, ma spero che il Bari riesca a trovare la strada giusta. Si era visto qualcosa di importante. Peccato, la partita contro la Carrarese non &egrave; stata delle migliori. Mi auguro che nelle ultime partite rimanenti, Longo e i suoi ragazzi riescano a trovare le chiavi giuste per venirne fuori. La serie B &egrave; un campionato difficile, lo sappiamo. Bisogna sperare sino alla fine, non mollare mai&raquo;. L&rsquo;eventuale punto di svolta: &laquo;Dal di fuori &egrave; facile parlare. Chi &egrave; all&rsquo;interno deve trovare la soluzione. In questo momento bisogna solo stare uniti. Una spiegazione logica &egrave; difficile da trovare. In B nulla &egrave; scontato. Perci&ograve; occorre affrontare una gara alla volta, con l&rsquo;auspicio di raggiungere i migliori risultati possibili. Auguro con tutto il cuore di raggiungerli&raquo;.</p> <p>La chiosa a Pietro Maiellaro, leader di un Bari di cui quello attuale &egrave; un lontano parente. Per sua stessa ammissione: &laquo;Quello che &egrave; successo sinora non &egrave; bello. Per i tifosi &egrave; un&rsquo;annata particolare, senza alcuna soddisfazione. Sperare in qualcosa di positivo, la vedo dura. Speriamo di essere smentiti. La speranza &egrave; l&rsquo;ultima a morire. Appelli non ne faccio. I calciatori devono essere loro stessi e quella poca energia che hanno devono trasformarla in forza per ottenere qualcosa di buono. Per la salvezza credo ci voglia una grazia. Serviranno lucidit&agrave; e cura dei dettagli&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Baldieri tiene vivo il Lecce: «Salvezza obiettivo possibile»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1942103/baldieri-tiene-vivo-il-lecce-salvezza-obiettivo-possibile.html</link>
      <description>Al «Maradona», contro il Napoli, ed all’«Olimpico», contro la Roma, il Lecce ha tenuto botta dal primo all’ultimo minuto, ha messo in mostra una buona fase di non possesso</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1942103/baldieri-tiene-vivo-il-lecce-salvezza-obiettivo-possibile.html</guid>
      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:10:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Al &laquo;Maradona&raquo;, contro il Napoli, ed all&rsquo;&laquo;Olimpico&raquo;, contro la Roma, il Lecce ha tenuto botta dal primo all&rsquo;ultimo minuto, ha messo in mostra una buona fase di non possesso, ha segnato (contro gli azzurri) ed ha creato alcune situazioni pericolose nell&rsquo;area avversaria, ma &egrave; tornato a casa senza punti. Le due sconfitte sono maturate contro i campioni d&rsquo;Italia in carica ed oggi terzi in classifica e contro un team che sgomita per entrare in Champions, ma i tifosi si interrogano sul loro significato in vista delle ultime otto giornate.</p> <p>&laquo;La cosa peggiore, &egrave; scontato dirlo, sarebbe stata perdere e giocare male - rimarca Paolo Baldieri, doppio ex di Lecce e Roma - Resta il rammarico per non avere mosso la classifica dopo due buone prove, che &egrave; accresciuto dal fatto che la Cremonese ha battuto il Parma, agganciando i salentini. Ma i segnali dati dall&rsquo;undici allenato da Di Francesco sono stati positivi. La squadra &egrave; pi&ugrave; che mai viva, &egrave; solida quando &egrave; chiamata a contenere le avanzate avversarie, si propone in avanti in maniera ordinata, ha cuore. Purtroppo, continua a mancare qualcosa in zona gol, il che pesa sul risultato. Sar&ograve; un inguaribile ottimista, ma continuo ad essere fiducioso, anche se non sarebbe male mettere a segno un colpaccio in uno dei prossimi due match contro Atalanta e Bologna, onde evitare di arrivare a quota 27 agli scontri diretti che il calendario proporr&agrave; in seguito&raquo;.</p> <p>Contro il Napoli e contro la Roma, il Lecce ha pagato un paio di erroracci difensivi che hanno indirizzato il risultato. Al &ldquo;Maradona&rdquo;, permettendo ai partenopei di pareggiare subito dopo l&rsquo;intervallo. All&rsquo;&rdquo;Olimpico&rdquo;, consentendo ai capitolini di realizzare il gol che ha deciso la contesa. &laquo;Purtroppo &egrave; cos&igrave; - sottolinea l&rsquo;ex attaccante - Contro complessi della qualit&agrave; della squadra diretta da Conte e della formazione guidata da Gasperini, si rischia di pagare a caro prezzo ogni minima distrazione ed &egrave; ci&ograve; che &egrave; accaduto nell&rsquo;economia di due sfide che, per il resto, sono state gestite bene&raquo;. Contro la Roma, nella stessa azione, prima Mile Svilar e poi Mario Hermoso hanno sventato le due occasionissime create dal Lecce. &laquo;Sono stati bravi i due romanisti. N&rsquo;Di ha angolato il tiro dopo essersi catapultato in area, ma il portiere ci ha messo il piede. Pierotti si &egrave; avventato sulla respinta ed ha colpito il pallone con veemenza. Non era affatto semplice indirizzare la sfera in una simile situazione e il difensore spagnolo &egrave; stato abile a sventare la minaccia, ma anche fortunato a trovarsi sulla traiettoria&raquo;.</p> <p>Napoli e Roma avevano l&rsquo;obbligo di &ldquo;fare&rdquo; la partita. Contro le pericolanti la &ldquo;musica&rdquo; potrebbe essere differente. Quanto meno saranno pi&ugrave; guardinghe: &laquo;Ci saranno meno spazi, ma Falcone e compagni se la vedranno con avversari del medesimo livello, che commettono, a loro volta, degli errori, che non hanno la cifra tecnica vantata da partenopei e capitolini. Nelle restanti otto giornate ci sar&agrave; da dare tutto match dopo match senza fare calcoli di alcun tipo. Va raggiunta la quota necessaria per conservare la categoria e, per come si sono messe le cose, serviranno almeno nove punti. Insomma, bisogner&agrave; vincere tre volte&raquo;. Dopo la sosta, al &ldquo;Via del Mare&rdquo; sar&agrave; di scena l&rsquo;Atalanta: &laquo;Con Padalino, la &ldquo;Dea&rdquo;, che &egrave; complesso di notevole spessore, ha risalito la china. Rispetto alle gare disputate contro Napoli e Roma, per&ograve;, ci sar&agrave; una differenza non da poco. Al &ldquo;Maradona&rdquo; ed all&rsquo;&rdquo;Olimpico&rdquo; ci sono stati settantamila tifosi che incitavano gli avversari del Lecce. Luned&igrave; 6 aprile saranno i salentini a contare sulla &ldquo;spinta&rdquo; del pubblico amico e la carica garantita dall&rsquo;ambiente ha un peso. Potrebbe essere l&rsquo;occasione giusta per regalarsi il colpaccio contro una big che porterebbe punti ed autostima in vista degli scontri diretti dal cui esito dipender&agrave; la salvezza&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Angelozzi: «Bari, vietato mollare. E comunque l’importante è non retrocedere direttamente»</title>
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      <description>Lo sguardo esperto di Guido Angelozzi, oggi direttore dell’area tecnico-operativa del Cagliari: «L’anno scorso la Reggiana, data per morta, si è salvata vincendo le ultime quattro partite. Spero che Longo possa compiere l’impresa»</description>
      <author>pierpaolo paterno</author>
      <category>angelozzi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1941959/angelozzi-bari-vietato-mollare-e-comunque-limportante-e-non-retrocedere-direttamente.html</guid>
      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:09:49 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>C&rsquo;&egrave; chi cambia per dare una scossa e chi prova a resistere fino all&rsquo;ultimo respiro. La volata salvezza in serie B si annuncia feroce, compressa in pochi punti e destinata a decidersi negli incroci diretti. In questo scenario si inserisce lo sguardo esperto di Guido Angelozzi, oggi direttore dell&rsquo;area tecnico-operativa del Cagliari, ma con un passato significativo in Puglia, diviso fra Lecce e Bari (2010-2014). Una voce autorevole per leggere un finale di stagione che non concede appelli.</p> <p>Il quadro &egrave; chiaro: cambi in panchina a sei giornate dalla fine - dallo Spezia alla Reggiana fino al Padova - raccontano la tensione di una corsa senza rete. Ma funzionano davvero queste scelte cos&igrave; tardive? E quanto incide invece la qualit&agrave; degli innesti, come dimostra la rimonta del Pescara trascinato da Insigne?</p> <p>E poi c&rsquo;&egrave; il Bari, sospeso tra numeri che preoccupano e flebili speranze che resistono. Quindici sconfitte e dieci pareggi su trentadue gare pesano come macigni, mentre l&rsquo;ombra di un gruppo destinato in larga parte a cambiare a fine stagione apre interrogativi su tensione e motivazioni. Il calendario non aiuta. Tra corse promozione e lotta playoff, gli spazi si restringono e resta un solo scontro diretto, quello del primo maggio contro l&rsquo;Entella. In una classifica cortissima, con nove squadre in nove punti e ben venticinque incroci da dentro o fuori, ogni dettaglio pu&ograve; fare la differenza. Angelozzi torna a Bari - oggi ospite ad Anche Cinema per celebrare i 50 anni di carriera di Michele Salomone - con la lucidit&agrave; di chi conosce bene la piazza e la freddezza di chi sa che, ora pi&ugrave; che mai, servono nervi saldi e scelte giuste.</p> <p>Direttore, partiamo dal presente. Domani (oggi, ndr) torna a Bari per festeggiare i 50 anni di cronache del giornalista Michele Salomone. Un piccolo tuffo nel suo passato professionale.</p> <p>&laquo;Michele lo conosco dai tempi di Andria, da una vita. Poi, ci siamo ritrovati a Bari dove torno spesso perch&eacute; sono amico della famiglia Vasile&raquo;.</p> <p>Nei giorni scorsi, intanto, in B diversi suoi colleghi hanno fatto scelte drastiche in panchina. Lo Spezia richiama Luca D&rsquo;Angelo. La Reggiana Pierpaolo Bisoli. Il Padova punta, invece, su Roberto Breda. Ha senso cambiare a sei giornate dalla fine?</p> <p>&laquo;Se cambi vuol dire che qualcosa non va bene. Vogliono dare una scossa mentale, pi&ugrave; che tecnica. &Egrave; solo una questione motivazionale&raquo;.</p> <p>A volte cambiare serve. Al Pescara sono bastati tre innesti di esperienza e qualit&agrave;, Insigne su tutti, per rimontare una situazione che sembrava compromessa sino a due mesi fa.</p> <p>&laquo;A Pescara sono stati bravi. A parte i rinforzi, hanno impostato una nuova mentalit&agrave; con mister Gorgone. Tecnico bravissimo con cui ho lavorato a Frosinone. Ha dato una mentalit&agrave; abbinata a innesti di qualit&agrave;&raquo;.</p> <p>Il Bari, invece, ha cambiato tanto con risultati diversi.</p> <p>&laquo;Ha cambiato anche tre allenatori. Come feci io l&rsquo;anno scorso a Frosinone. Pu&ograve; succedere. Nel calcio non c&rsquo;&egrave; mai una regola fissa. Ci sono tante componenti che si creano. Spero che il Bari e Longo riescano a compiere l&rsquo;impresa&raquo;.</p> <p>Una squadra che perde 15 partite e ne pareggia 10 su 32 pu&ograve; realisticamente ambire a vincerne almeno quattro nelle ultime sei per salvarsi?</p> <p>&laquo;Ci si pu&ograve; anche salvare passando dai playout, come due anni fa. Non &egrave; facile perch&eacute; i numeri sono impietosi. Le ultime parole di Longo nel post Carrarese vogliono essere una scossa alla squadra. Un modo per smuovere l&rsquo;ambiente. Longo sa come portare punti a casa&raquo;.</p> <p>Fragorose le recenti cadute contro Pescara e appunto Carrarese. Due suicidi sportivi in piena regola.</p> <p>&laquo;Trovare i colpevoli non serve. Devi solo giocarti ogni partita cercando di fare risultato. Ad oggi il Bari &egrave; nei playout e pu&ograve; giocarsela con tutti. L&rsquo;importante &egrave; non retrocedere direttamente&raquo;.</p> <p>Dodici calciatori tra quelli utilizzati da Longo nelle ultime gare andranno via a fine campionato. Ci pu&ograve; essere un inconsapevole calo di tensione e attenzione per questo?</p> <p>&laquo;Non penso. Retrocedere non piace a nessuno. Ti rimane una medaglia negativa sul petto. Ognuno dar&agrave; il massimo per avere possibilit&agrave; l&rsquo;anno prossimo. Un professionista mantiene l&rsquo;orgoglio, al di l&agrave; dei contratti. Altrimenti non &egrave; degno di indossare la maglia per cui gioca&raquo;.</p> <p>Ora, l&rsquo;ultimo tratto del cammino &egrave; in salita. In ordine sparso si sfideranno Venezia e Monza che volano verso la A, Catanzaro, Modena e Avellino in lotta per i playoff. Resta solo lo scontro diretto con l&rsquo;Entella.</p> <p>&laquo;Nel calcio, devi essere sempre fiducioso sperando che accada l&rsquo;imponderabile. Anche quando non te l&rsquo;aspetti. L&rsquo;anno scorso la Reggiana, data per morta, ha vinto le ultime quattro e si &egrave; salvata&raquo;.</p> <p>Dai 29 punti del Pescara ai 36 dell&rsquo;Empoli ci sono nove squadre in ballo per evitare la C. Il Bari &egrave; a met&agrave; strada con tre formazioni alle spalle e cinque davanti. Numeri complicati.</p> <p>&laquo;La matematica tiene in vita i biancorossi. Il Bari deve essere bravo a trasformare la speranza in certezza&raquo;.</p> <p>Nei bassifondi sar&agrave; bagarre di scontri diretti: il Pescara, l&rsquo;Entella e il Padova ne avranno 4, lo Spezia e il Mantova 2, la Reggiana, l&rsquo;Empoli e la Sampdoria 3, il Bari 1. Per un totale di 25 incroci ad eliminazione diretta.</p> <p>&laquo;Questo abbasser&agrave; la quota salvezza. Per il Bari, il tempo per salvare l&rsquo;annata c&rsquo;&egrave;&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Sempre in campo Falcone, Gabriel, Gallo: la rosa dei giallorossi certezze del Lecce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1941958/sempre-in-campo-falcone-gabriel-gallo-la-rosa-dei-giallorossi-certezze-del-lecce.html</link>
      <description>Trenta presenze su trenta per il portiere e i due difensori. Il capitano recordman del minutaggio. Tra i più utilizzati dal tecnico Di Francesco anche Ramadani, Pierotti, Veiga e Stulic</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>lecce calcio,sportnews</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1941958/sempre-in-campo-falcone-gabriel-gallo-la-rosa-dei-giallorossi-certezze-del-lecce.html</guid>
      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:04:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sono trenta i calciatori impiegati dal Lecce nelle prime trenta giornate di campionato, ma solo undici di loro vantano un minutaggio che supera la soglia dei 1.000&rsquo; in campo, tempi di recupero esclusi, mentre otto sono al di sotto dei 300&rsquo;.</p> <p>In quanto a presenze, Wladimiro Falcone, Tiago Gabriel ed Antonino Gallo ne hanno collezionate 30 su 30. A quota 29 ci sono Ylber Ramadani e Santiago Pierotti, a 28 Danilo Veiga e Nikola Stulic, a 25 Lassana Coulibably, a 24 Lameck Banda, a 22 Kialonda Gaspar, a 21 Riccardo Sottil, a 20 Konan N&rsquo;Dri.</p> <p>In sette sono stati utilizzati pi&ugrave; di 10 volte e meno di 20. Si tratta di Francesco Camarda con 17 (il talento del Milan &egrave; fermo oramai da settimane e se torner&agrave; a disposizione di Eusebio Di Francesco sar&agrave; solo per le ultimissime battute del torneo), Tete Morente con 16 (lo spagnolo &egrave; stato ceduto a gennaio), Mohamed Kaba con 15 (il francese &egrave; passato al Nantes nel mercato di riparazione), Jamil Siebert con 13, Medon Berisha con 13 (l&rsquo;albanese &egrave; out per un infortunio muscolare dal 12 dicembre ed &egrave; di luned&igrave; la notizia che la sua stagione &egrave; da considerare terminata), Omri Gandelman con 12 (l&rsquo;israeliano &egrave; approdato in maglia giallorossa solo a gennaio) e Corrie Ndaba con 11.</p> <p>Infine, Walid Cheddira (prelevato dal Napoli via Sassuolo nella campagna acquisti invernale) &egrave; attestato a quota 9 come Youssef Maleh (che, al contrario del marocchino, si &egrave; accasato alla Cremonese nel mercato invernale), Alex Sala &egrave; a quota 8 Oumar Ngom (ingaggiato a gennaio) a 7 come Thorir Helgason, Sadik Fofana (giunto da meno di due mesi) a 4 come Christ-Owen Kouassi (andato via a gennaio), Balthazar Pierret (a sua volta ceduto) a quota 3, Olaf Gorter (della compagine Primavera) e Gaby Jean a 2, Matias Perez ad una.</p> <p>Per quel che riguarda il minutaggio il recordman &egrave; il capitano Falcone, che ha difeso la porta del Lecce per 2700&rsquo; (recupero escluso) senza abbandonare mai il terreno di gioco, cosa che accade per la quarta annata agonistica di fila.</p> <p>Il calciatore romano &egrave; uno dei pi&ugrave; apprezzati dai tifosi per ci&ograve; che garantisce in campo, ma anche per l&rsquo;abnegazione e l&rsquo;attaccamento che dimostra per la casacca che indossa.</p> <p>Lo seguono, nella speciale graduatoria del minutaggio, il &laquo;gioiellino&raquo; Tiago Gabriel che, crescendo di gara in gara, ha raggiunto i 2.590&rsquo;, Ramadani, tornato al top della condizione e punto fermo della mediana che viene schierata da Di Francesco, che &egrave; attestato a 2.523&rsquo;, Gallo, il calciatore della rosa con la pi&ugrave; lunga militanza in seno al sodalizio presieduto da Saverio Sticchi Damiani, con 2.478&rsquo;, Veiga con 2.350&rsquo; e Coulibaly con 2.044&rsquo; (nonostante abbia saltato alcuni incontri perch&eacute; impegnato con la nazionale del Mali in Coppa d&rsquo;Africa ed ora per l&rsquo;acciacco muscolare che ha rimediato contro il Napoli, al &laquo;Diego Armando Maradona&raquo;). Solo questi sei giocatori hanno superato i 2.000&rsquo; sul rettangolo verde.</p> <p>Sono vicini alla soglia Pierotti, con 1.924&rsquo; e Gaspar con 1.829&rsquo; (fermo da alcune settimane causa infortunio). Hanno superato i 1.000&rsquo; anche Stulic con 1.531&rsquo;, Banda con 1.217&rsquo;, Sottil con 1.072&rsquo;. Da qui alla fine del campionato, andranno presumibilmente oltre questo tetto anche Siebert, che &egrave; a 980&rsquo;, Gandelman, ora a 739&rsquo;, Cheddira, oggi a 506&rsquo;, e Ngom, che &egrave; solo a 331&rsquo;, ma che sta sfruttando l&rsquo;assenza di Coulibaly per mettersi in mostra e dimostrare di potere essere utile alla causa del Lecce ed ha conquistato la piena fiducia di Di Francesco e del suo staff.</p> <p>Inoltre, nell&rsquo;ordine, Morente ha disputato 859&rsquo;, Berisha 881&rsquo;, Camarda 634&rsquo;, Kaba 625&rsquo;, Maleh 459&rsquo;, Ndaba 399&rsquo;, N&rsquo;Dri 362&rsquo;, Kouassi 228&rsquo;, Sala 154&rsquo;, Helgason 120&rsquo;, Fofana 36&rsquo;, Perez 32&rsquo;, Gorter 27&rsquo;, Pierret 24&rsquo;, Jean 17&rsquo;. Una curiosit&agrave; riguarda l&rsquo;extra time disputato dai calciatori del team salentino, che vede Falcone in testa con 205&rsquo;, seguito da Tiago Gabriel con 195&rsquo;, Veiga con 189&rsquo;, Gallo con 185&rsquo;, Ramadani con 155&rsquo;, Gaspar con 141&rsquo;, Coulibaly con 121&rsquo; e Stulic con 103&rsquo;. Pierotti, dal canto suo, con i 92&rsquo; di recupero giocati supera la soglia dei 2.000&rsquo; in campo, arrivando a quota 2.016&rsquo;.</p> <p>Altra particolarit&agrave;: N&rsquo;Dri &egrave; al dodicesimo posto della classifica del numero di gettoni di presenza, con 20, ma &egrave; rimasto sul terreno appena 362&rsquo;, il che significa che ha una media di 18&rsquo; disputati nelle partite nelle quali &egrave; stato utilizzato. La media dell&rsquo;esterno alto sale a poco meno di 23&rsquo; se si includono gli extra time. L&rsquo;ivoriano, infatti, essendo stato gettato nella mischia soprattutto nei finali di match, ha collezionato 94&rsquo; di recupero in campo.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Bari, il tempo è scaduto: restano i soliti vizi e difetti. Una squadra che non è mai «nata»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1941841/bari-il-tempo-e-scaduto-restano-i-soliti-vizi-e-difetti-una-squadra-che-non-e-mai-nata.html</link>
      <description>Longo ha alzato il livello ma per la salvezza servirà molto di più: il mister è stato durissimo con i calciatori, ma non è l’ora di giocare a fare i permalosi</description>
      <author>antonello raimondo</author>
      <category>bari,longo,serie b</category>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 15:32:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Altro che tabelle salvezza. Se c&rsquo;&egrave; una cosa che, in questo momento, al Bari non conviene fare &egrave; proprio guardare la classifica e &laquo;pesare&raquo; il calendario delle ultime sei giornate di <i>regular season</i>. La priorit&agrave; &egrave; guardare dentro se stessi. Cercando risposte che continuano ad apparire chimeriche. Rendimento schizofrenico, nel complesso la sensazione di una squadra che naviga a vista. Due figuracce nelle ultime tre partite, a Pescara e contro la Carrarese. Proprio nel momento in cui sarebbe stato lecito attendersi il cosiddetto <i>quid</i>in pi&ugrave;, almeno sul piano caratteriale. Segnali inquietanti, da qualsiasi latitudine si guardino le cose. E fiducia ai minimi termini. I limiti della squadra, le sconfitte... ci sta tutto. Ma quello che racconta il campo va molto oltre un legittimo stato di preoccupazione. La stagione volge, mestamente, al termine ma il &laquo;caos&raquo; regna ancora, pi&ugrave; sovrano che mai.</p> <p>Moreno Longo continua a rappresentare un fattore di garanzia. Ancor pi&ugrave; oggi che si naviga in un mare in tempesta. Il suo sfogo, nell&rsquo;immediato dopo partita, ha aperto un robusto tavolo di discussione. Non le ha mandate a dire, il tecnico torinese, davanti a taccuini e telecamere. C&rsquo;era da &laquo;spiegare&raquo; quel secondo tempo disastroso contro la Carrarese e il mister ha puntato decisamente l&rsquo;indice sugli errori individuali. Qualcuno pensa abbia fatto bene, in ossequio alla regola della sincerit&agrave; sempre e comunque. Ma c&rsquo;&egrave; anche chi &egrave; convinto che, guardando alla gestione del gruppo, il suo sia stato uno sfogo che rischia di diventare controproducente. Vale tutto, ci mancherebbe. Ma il punto &egrave; un altro. La &laquo;lana caprina&raquo; non si addice a una situazione cos&igrave; pesante, sotto tutti i punti di vista. E non &egrave; nemmeno il caso che i calciatori si scoprano permalosi. Sarebbe l&rsquo;inizio della fine visto che dopo la sosta ci sono sei &laquo;finali&raquo; da giocare e non &egrave; la classica frase fatta (Modena, Monza, Venezia, Avellino, Entella, Catanzaro). In campo, in fondo, ci vanno loro. E gli errori, spesso di attenzione, sono sotto gli occhi di tutti. Otto gol al passivo in tre partite sono un dettaglio da brividi. Proprio ora che la compattezza e l&rsquo;equilibrio tattico dovrebbero rappresentare la base.</p> <p>A marzo sarebbe ridicolo parlare di giornata storta. Le bugie hanno le gambe corte, anche nello sport. Il problema &egrave; molto pi&ugrave; ampio. E trova un senso nel numero delle sconfitte in campionato, ben quindici. Il Bari &egrave; una squadra, in effetti, mai nata. Costruita in modo discutibile in estate, aggiustata sensibilmente a gennaio ma, incredibilmente, ancora frenata dagli stessi limiti. Con Longo, va detto, le cose sono andate decisamente meglio. Anche con qualche rinforzo in grado di alzare il livello di una rosa scarsa come forse non era mai successo nella lunga storia biancorossa. Ma non basta, no. Serve davvero altro. Senza che sia necessario elencare, per l&rsquo;ennesima volta, quali cose non possono mancare in una squadra di calcio. Tutti sanno tutto. Tristemente.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Berisha, stagione finita: il Lecce deve rifare i conti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1941839/berisha-stagione-finita-il-lecce-deve-rifare-i-conti.html</link>
      <description>Nuovo infortunio muscolare, quando il rientro sembrava vicino. Salentini ok negli scontri diretti per la salvezza, ma solo 4 dei 27 punti in classifica sono stati conquistati contro squadre di medio-alta classifica</description>
      <author>Pierpaolo Verri</author>
      <category>Medon Berisha,serie a</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1941839/berisha-stagione-finita-il-lecce-deve-rifare-i-conti.html</guid>
      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 15:23:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Tegola sul Lecce, proprio quando la sosta del campionato avrebbe potuto dare una mano a Di Francesco con il recupero di giocatori fuori da tempo. Si sperava di poter rivedere doppo la pausa Medon Berisha, in verit&agrave; anche il ragazzo albanese ci sperava. Invece no. Stagione finita per il talentuoso centrocampista, fermo dal 12 dicembre (Lecce-Pisa) per una lesione muscolare. Nella seduta d&rsquo;allenamento in differenziato di sabato scorso, ha riportato un infortunio al retto femorale destro. Nella giornata di ieri il calciatore si &egrave; sottoposto a controllo strumentale che ha evidenziato una lesione del tendine riflesso del retto femorale destro. Si tratta purtroppo di un infortunio intervenuto in una zona differente da quella interessata dalla precedente lesione, occorso in una fase di cauta riatletizzizione, recentemente intrapresa a seguito degli ultimi soddisfacenti esami strumentali.</p> <p>Il giocatore domani si sottoporr&agrave; ad una consulenza specialistica in Finlandia dal Prof. Lempainem, per valutare l&rsquo;opportunit&agrave; di intervento chirurgico, che sar&agrave; eventualmente effettuato nella giornata di gioved&igrave;. In ogni caso &egrave; da escludersi un rientro del calciatore nella stagione in corso.</p> <p>Fra rammarico e certezze, per il Lecce &egrave; arrivato il momento di tracciare una linea nella settimana di sosta del campionato per gli impegni delle nazionali. Sar&agrave; l&rsquo;ultimo momento per tirare il fiato, dopodich&eacute; verr&agrave; lanciata la volata finale per la salvezza, con le ultime otto giornate che saranno decisive ai fini del raggiungimento dell&rsquo;obiettivo stagionale. All&rsquo;indomani della sconfitta di misura all&rsquo;Olimpico contro la Roma, &egrave; grande il dispiacere in casa Lecce per non essere riusciti a strappare punti pesanti nella trasferta capitolina. Una partita nel complesso ben interpretata dalla squadra allenata da Eusebio Di Francesco, ma &egrave; mancata quella scintilla che sarebbe servita per evitare la sconfitta. Buona la prova difensiva, e ormai non &egrave; pi&ugrave; una novit&agrave;. Indubbiamente la tenuta della retroguardia dei salentini &egrave; uno dei punti di forza, ma a questo fa da contraltare una fase offensiva non sempre efficace, complice un po&rsquo; di imprecisione e un pizzico di sfortuna.</p> <p>Che sia mancato un pizzico di coraggio alla squadra salentina? Facile dirlo col senno di poi, ma la sensazione &egrave; che Di Francesco abbia trovato un equilibrio di squadra soddisfacente, che preferisce non alterare per cercare di non incidere eccessivamente sul bilanciamento fra le due fasi. Indubbiamente, in questa fase della stagione, le assenze iniziano a pesare e nel Lecce sono mancati nomi importanti. La sosta, in tal senso, pu&ograve; essere utile per svuotare l&rsquo;infermeria, anche se &egrave; difficile fare previsioni. Servir&agrave; per recuperare totalmente Gandelman, alle prese tuttavia con un fastidio al ginocchio che lo rallenta nel rendimento. In mezzo al campo, i giallorossi sperano di ritrovare al pi&ugrave; presto Coulibaly. Difficile un recupero per l&rsquo;Atalanta, pi&ugrave; probabile un rientro a ridosso del doppio impegno fra Bologna e Fiorentina. Sono giorni importanti anche per la situazione sanitaria di Sottil, alle prese con una lombosciatalgia che ha richiesto consulti specifici e che lo ha costretto a saltare la trasferta di Roma. Difficile, invece, immaginare al momento la data per il rientro di Gaspar e Camarda. La sosta, in tal senso, arriva cos&igrave; al momento giusto per provare a recuperare un po&rsquo; di energie.</p> <p>Di certo, al Lecce &egrave; richiesto un cambio di marcia, soprattutto nelle sfide contro le formazioni della parte sinistra della classifica. Il doppio ko incassato nelle ultime due trasferte contro Napoli e Roma ha evidenziato ulteriormente la difficolt&agrave; della squadra giallorossa di farsi valere, in termini di risultati, contro le formazioni pi&ugrave; quotate. Dei 27 punti conquistati finora in classifica dai salentini, soltanto 4 sono stati conquistati contro le squadre che occupano i primi dieci posti della graduatoria, in 16 incontri disputati. Servir&agrave; qualcosa in pi&ugrave;, soprattutto in considerazione del fatto che al rientro dalla sosta, il Lecce se la vedr&agrave; prima con l&rsquo;Atalanta e poi con il Bologna, che occupano rispettivamente il settimo e il nono posto in classifica. Di contro, la squadra allenata da Di Francesco ha un ottimo rendimento negli scontri diretti, una caratteristica che sar&agrave; fondamentale consolidare per cercare di ottenere la salvezza, considerando che da qui a fine campionato il Lecce dovr&agrave; ancora vedersela con Fiorentina, Verona, Pisa e Genoa. Insomma, a otto giornate dalla fine le occasioni per conquistare i punti utili a garantirsi la permanenza in serie A non mancano. Ma il margine di errore si fa sempre pi&ugrave; sottile.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Calcio Lecce, altro infortunio muscolare, per Berisha stagione finita</title>
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      <description>Mercoledì vola in Finlandia, possibile intervento chirurgico</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>berisha,lecce calcio</category>
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      <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 21:24:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ancora notizie negative dall&rsquo;infermeria del Lecce, con un ulteriore problema che interessa un calciatore gi&agrave; fermo ai box da tempo. Non c'&egrave; pace per Medon Berisha, centrocampista, alle prese con il recupero da un infortunio muscolare occorsogli nello scorso dicembre. Quando si sperava fosse sulla via del recupero, ecco la nota del club, diffusa nella serata di oggi, che di fatto sembra sancire la fine della stagione per il calciatore. Secondo quanto comunicato dal club giallorosso, Berisha, nel corso dell&rsquo;allenamento di rifinitura di sabato scorso, ha subito un infortunio al retto femorale destro. Nella giornata odierna, si legge sempre nella nota, il calciatore si &egrave; sottoposto a controllo strumentale che ha evidenziato una lesione del tendine riflesso del retto femorale destro. E&rsquo; un infortunio intervenuto in una zona differente da quella interessata dalla precedente lesione, occorso in una fase di cauta riatletizzizione, recentemente intrapresa a seguito degli ultimi soddisfacenti esami strumentali.  Berisha mercoled&igrave; prossimo si sottoporr&agrave; ad una consulenza specialistica in Finlandia dal prof. Lempainem, per valutare l'opportunit&agrave; di intervento chirurgico, che sar&agrave; eventualmente effettuato nella giornata di gioved&igrave;. In ogni caso, conclude la nota del club, &egrave; da escludersi un rientro del calciatore nella stagione in corso.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lecce, Di Francesco non molla: «È mancata fortuna, occasioni non sfruttate, poca lucidità nel possesso»</title>
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      <description>Il commento del tecnico salentino: ancora una prova di sostanza, per il Lecce, contro la Roma, una delle big del campionato.</description>
      <author>Antonio Calò</author>
      <category>di francesco,serie a,sportnews</category>
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      <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 12:48:10 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ancora una prova di sostanza, per il Lecce, contro una delle <i>big</i> del campionato. Ma, proprio come a Napoli, non ha raccolto punti e non ha mosso quindi la classifica, pagando una sbavatura in avvio di ripresa. In questo caso, per&ograve;, i salentini hanno dimostrato personalit&agrave; nel tentativo di pareggiare ed hanno creato due palle gol clamorose nella medesima azione, con un salvataggio di Svilar su N&rsquo;Dri ed uno sulla linea di porta di Ghilardi su Pierotti. Inoltre, si sono procurati altre tre-quattro situazioni potenzialmente molto pericolose. Ma non &egrave; bastato per strappare un risultato utile contro una Roma ferita dall&rsquo;eliminazione subita in Europa League ad opera del Bologna, ma che, a dispetto delle assenze (ne accusava diverse anche l&rsquo;undici diretto da Di Francesco), vanta comunque tanta qualit&agrave;. La speranza dell&rsquo;ambiente &egrave; che, esprimendosi in questa maniera, prima o poi per la formazione salentina arrivi un colpaccio anche contro un team di prima fascia.</p> <p>&laquo;Considerate le due prestazioni sfoderate nelle ultime due uscite c&rsquo;&egrave; rammarico per non avere conquistato punti - esordisce il trainer del Lecce nel commentare l&rsquo;andamento del match - Oggi abbiamo creato anche di pi&ugrave; rispetto al confronto con il Napoli ed abbiamo avuto una doppia opportunit&agrave; nitida, nella quale magari &egrave; mancato anche un pizzico di fortuna. Di contro, siamo stati ingenui in occasione del gol che abbiamo incassato. Inoltre, nella fase difensiva siamo stati molto bravi per lunghi tratti, mentre avremmo avuto bisogno di maggiore lucidit&agrave; nella gestione della palla&raquo;.</p> <p>Il Lecce ha stentato ad innescare Banda, che &egrave; sembrato, a sua volta, sottotono: &laquo;Il ragazzo era reduce da una settimana alquanto complicata, nella quale si &egrave; allenato bene solo alla vigilia della trasferta di Roma. Quindi non era al meglio. Tra l&rsquo;altro non avevo molte alternative, stante l&rsquo;assenza di Sottil. N&rsquo;Dri &egrave; entrato benissimo in campo ed inserendosi nell&rsquo;area avversaria ha innescato l&rsquo;azione nella quale Svilar ed Hermoso hanno salvato la loro porta&raquo;. Per lo schieramento salentino presto arriveranno gli scontri con le dirette rivali nella corsa-permanenza, ma nei prossimi due turni andranno affrontate prima l&rsquo;Atalanta, al &ldquo;Via del Mare&rdquo;, e poi il Bologna, in campo avverso: &laquo;Per noi la gara pi&ugrave; importante &egrave; sempre quella seguente. Dobbiamo tentare di muovere la classifica contro tutte le rivali. Pertanto, bisogna pensare una sfida alla volta, lavorando per consolidare le prove che abbiamo tirato fuori nell&rsquo;ultimo periodo, anche contro formazioni che hanno una caratura superiore alla nostra perch&eacute; costruite per altri traguardi. Poi dovremo essere all&rsquo;altezza nelle partite con i team che sgomitano per la permanenza&raquo;.</p> <p>Il problema del Lecce, dall&rsquo;inizio della stagione, &egrave; sempre il medesimo, in quanto stenta ad andare in rete e segna con il contagocce. Negli ultimi otto turni servirebbe cambiare registro e fare qualche &ldquo;centro&rdquo; in pi&ugrave;: &laquo;Sappiamo di dovere migliorare sotto questo profilo ed in allenamento stiamo insistendo su questo aspetto dall&rsquo;inizio del torneo. Bisogna essere meno frenetici nelle scelte, avere maggiore lucidit&agrave;, ma per riuscirci conosco solo una trada che &egrave; quella di lavorarci su quotidianamente. Il rovescio della medaglia &egrave; costituito dai gol subiti, un dato nel quale, di contro, siamo tra le migliori squadre della seconda parte della graduatoria&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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