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    <title>CRONACA di TARANTO - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di TARANTO: ultime notizie e news di oggi della provincia di Taranto in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>Taranto, troppi atti vandalici al quartiere Tamburi: chiudono i giardini Shanghai</title>
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      <description>La scelta dei titolari per l’abbandono di rifiuti e di comportamenti scorretti</description>
      <author>Giovanna Calabrese</author>
      <category>taranto,tamburi,giardini shanghai chiusi</category>
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      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:00:01 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dopo i Giardini Virgilio, Taranto perde una nuova area di aggregazione. Questa volta al rione Tamburi e non c&rsquo;entrano i tribunali. Chiusi infatti i giardinetti realizzati all&rsquo;interno dell&rsquo;area del negozio &laquo;Shanghai&raquo; destinati gratuitamente ai bambini. La decisione &egrave; stata presa a seguito dei ripetuti episodi di vandalismo, dell&rsquo;abbandono di rifiuti e di comportamenti scorretti che hanno compromesso la sicurezza e la fruibilit&agrave; dello spazio.</p> <p>Area voluta e realizzata dall&rsquo;imprenditore Luigi Susco insieme alla famiglia Wang e inaugurata il 9 agosto 2025 con l&rsquo;obiettivo di offrire ai pi&ugrave; piccoli un luogo inclusivo di gioco e aggregazione. Basta fare un giro nell&rsquo;area per rendersi conto delle condizioni: giochi imbrattati, rifiuti sparsi (zone pi&ugrave; volte ripulite dalla proprietaria e dal personale incaricato senza risultati duraturi). Tra le conseguenze pi&ugrave; evidenti c&rsquo;&egrave; stata la rimozione di una speciale altalena inclusiva, progettata per consentire anche ai bambini con disabilit&agrave; di giocare in sicurezza.</p> <p>&laquo;Quell&rsquo;altalena era destinata ai bambini disabili, perch&eacute; anche loro hanno diritto di divertirsi e giocare&raquo;, spiega Simona Wang, titolare del negozio Shanghai. &laquo;Purtroppo veniva utilizzata in modo improprio da gruppi di adolescenti che salivano in troppi contemporaneamente, mettendo a rischio la propria sicurezza. Per evitare incidenti abbiamo deciso di smontarla temporaneamente&raquo;. Nonostante le criticit&agrave;, la fontana presente nell&rsquo;area non ha subito danni irreparabili. &laquo;Dentro troviamo spesso bottiglie, cartacce e rifiuti di ogni genere. In alcuni casi abbiamo visto persone urinare nella fontana e utilizzare la vasca per lavare i cani. Sono episodi che ci hanno lasciato senza parole&raquo;. Secondo la titolare, il problema non riguarda solo i danni materiali ma soprattutto la gestione quotidiana dello spazio. &laquo;Mattina e sera siamo costretti a intervenire per ripristinare il decoro. &Egrave; diventato un impegno molto pesante da sostenere da soli&raquo;. La proprietaria insieme a Luigi Susco guardano ora a possibili soluzioni condivise. &laquo;Ci piacerebbe avviare un confronto con il Comune per capire come tutelare quest&rsquo;area e renderla nuovamente fruibile in condizioni di sicurezza&raquo;, aggiunge Wang. Resta infine la preoccupazione che la chiusura non fermi del tutto i comportamenti vandalici.</p> <p>&laquo;Speriamo che nessuno scavalchi le recinzioni e continui a danneggiare il parco&raquo;, conclude la titolare. Un timore non isolato, ma condiviso anche da alcuni clienti e frequentatori dell&rsquo;area, che auspicano un futuro ritorno dello spazio come punto di riferimento e svago per i bambini del quartiere Tamburi.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Tragedia sulla provinciale 22 a Laterza: muore un 57enne di Altamura</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2020932/tragedia-sulla-provinciale-22-a-laterza-muore-un-uomo-57enne-di-altamura.html</link>
      <description>La vittima, classe 1969, ha perso il controllo dell’auto per cause in corso di accertamento. Inutili i soccorsi del 118: sul posto carabinieri e Polizia locale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Dario Benedetto)</author>
      <category>altamura,morto 57enne,incidente,laterza</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:35:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="277" data-end="446">Nel primo pomeriggio di oggi un uomo originario di Altamura ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 22, nel territorio di Laterza.</p> <p data-start="448" data-end="708">La vittima, classe 1969, stava viaggiando a bordo della propria automobile quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo. Il veicolo &egrave; finito fuori dalla carreggiata, terminando la corsa nelle campagne adiacenti alla strada.</p> <p data-start="710" data-end="965">Sul luogo dell&rsquo;incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione di Laterza, gli agenti della Polizia locale e il personale sanitario del 118. Nonostante i tempestivi soccorsi, per l&rsquo;uomo non c&rsquo;&egrave; stato nulla da fare: il decesso &egrave; avvenuto sul colpo.</p> <p data-start="967" data-end="1055" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell&rsquo;accaduto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, divieti di sosta nella Città vecchia... ma i lavori sono da un’altra parte</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2020909/taranto-divieti-di-sosta-nella-citta-vecchia-ma-i-lavori-sono-da-unaltra-parte.html</link>
      <description>Il caso denunciato dal comitato di quartiere: i divieti in via Roma, via Cavour e piazzale Kennedy</description>
      <author>[v.cas.]</author>
      <category>taranto,divieti sosta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2020909/taranto-divieti-di-sosta-nella-citta-vecchia-ma-i-lavori-sono-da-unaltra-parte.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:32:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Andare a dormire con la strada libera e svegliarsi la mattina dopo con l&rsquo;incubo della rimozione forzata. &Egrave; la sgradita sorpresa che hanno trovato i residenti di via Sant&rsquo;Egidio, nel cuore della Citt&agrave; Vecchia. Nella notte tra il 15 e il 16 giugno sono comparsi i cartelli di divieto di sosta per l&rsquo;inizio di lavori stradali. Peccato che, per legge, il preavviso debba essere di almeno 48 ore per permettere ai cittadini di spostare le auto. Ma il &ldquo;giallo&rdquo; &egrave; solo all&rsquo;inizio. Anche perch&eacute; il cantiere per i lavori era fermo.</p> <p>I residenti, comprensibilmente allarmati, sono andati a controllare il documento ufficiale appeso alla segnaletica che giustifica il divieto: l&rsquo;ordinanza numero 257 del 2026. E qui la burocrazia ha superato la fantasia. Nel testo dell&rsquo;atto, di via Sant&rsquo;Egidio non c&rsquo;&egrave; alcuna traccia. I lavori e i provvedimenti messi nero su bianco dal Comune non riguardano la Citt&agrave; Vecchia, ma le strade del Borgo, dall&rsquo;altro lato del ponte girevole. In particolare via Roma, via Cavour e piazzale Kennedy.</p> <p>&laquo;Cartelli posizionati nel posto sbagliato o un clamoroso errore di distrazione degli uffici?&raquo;. Sono le spiegazioni repentine richieste, ieri mattina, da Annarita Casula Milfa, presidente del comitato di Quartiere Citt&agrave; Vecchia, che ha immediatamente girato il quesito all&rsquo;assessore all&rsquo;urbanistica Giovanni Patronelli.</p> <p>Nelle scorse ore la Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo per verificare il caos segnalato, ma dall&rsquo;assessorato, per ora, tutto tace: i tentativi dei cittadini di contattare l&rsquo;amministrazione non hanno ricevuto risposta. Il rischio di subire verbali illegittimi tiene i residenti col fiato sospeso.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, per i parcheggi sotterranei al Borgo arrivano due proposte dai privati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2020774/taranto-per-i-parcheggi-sotterranei-al-borgo-arrivano-due-proposte-ma-dai-privati.html</link>
      <description>Tornano le ipotesi della Rotonda di Lungomare e piazza Garibaldi. Il Comune di Taranto sta intensificando il confronto con la Marina Militare per avere la disponibilità definitiva delle aree interne della “Caserma Mezzacapo"</description>
      <author>FABIO VENERE</author>
      <category>taranto,parcheggi sotterranei</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:02:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Due parcheggi sotterranei nel centro di Taranto. In pieno centro, peraltro. L&rsquo;ha detto, confermando cos&igrave; alcune indiscrezioni che erano circolate nelle scorse settimane, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, intervenendo mercoled&igrave; alla conferenza stampa per la presentazione della pubblicazione del bando di gara per il recupero delle facciate di Palazzo degli Uffici. A questo proposito, in realt&agrave;, le informazioni che filtrano da ambienti vicini all&rsquo;Amministrazione comunale sono poche, ma qualcosa trapela ugualmente.</p> <p>In particolare, nel primo caso, un imprenditore edile tarantino ha contattato il Municipio per proporre un progetto di finanza collegato all&rsquo;eventuale realizzazione di centinaia di posti auto al di sotto della Rotonda del Lungomare. Nel secondo, invece, un gruppo di aziende edili (anch&rsquo;esse del capoluogo ionico) ha proposto di realizzare un parcheggio sotterraneo al di sotto di piazza Garibaldi, con uno degli accessi che darebbe vita a un collegamento con il museo archeologico (MarTa). In entrambi i casi si tratta, &egrave; opportuno chiarirlo, di due proposte ancora assolutamente preliminari e, dunque, per avviare l&rsquo;iter del project financing (peraltro solitamente lungo e tortuoso) bisognerebbe consumare prima alcuni passaggi formali. In altre parole, i tempi non si preannunciano brevi.</p> <p>Per la cronaca, l&rsquo;idea di realizzare un parcheggio al di sotto della Rotonda non rappresenta una novit&agrave; in senso assoluto. Nel 2010, durante la prima Amministrazione Stef&agrave;no, una societ&agrave; milanese avanz&ograve; una proposta di finanza per realizzare 400 posti auto. Il tutto in quella circiostanza, per&ograve;, si aren&ograve; sul nascere perch&eacute;, sedici anni fa, una serie di associazioni cittadine (tra cui Legambiente) manifestarono opponendosi alla realizzazione di un parcheggio al di sotto di un luogo-simbolo di Taranto, &laquo;dove generazioni di bambini hanno giocato e dove ci si affaccia per ammirare il nostro mare&raquo;, almeno questo si sostenne all&rsquo;epoca.</p> <p>Analogamente, anche l&rsquo;idea di costruire un parcheggio sotterraneo in piazza Garibaldi non rappresenta un unicum nella storia amministrativa cittadina. Nei primi anni dell&rsquo;Amministrazione Di Bello, intorno al 2003, l&rsquo;assessorato ai Lavori pubblici finanzi&ograve; alcuni studi con un georadar per verificare l&rsquo;eventuale presenza nel sottosuolo di reperti archeologici, ma gli esiti di quelle indagini non furono resi pubblici. In realt&agrave;, sul recente modello della linea C della metropolitana di Roma, anche se durante i lavori venissero ritrovate delle testimonianze del passato potrebbero essere comunque valorizzate a beneficio di cittadini e turisti, senza per questo compromettere, almeno in linea teorica, la realizzazione del progetto.</p> <p>E, infine, sempre a proposito di nuovi parcheggi nel Borgo, oltre alla rimodulazione in atto di una parte degli attuali stalli (da &ldquo;cassonetto&rdquo; a &ldquo;pettine&rdquo;), il Comune di Taranto sta intensificando il confronto con la Marina Militare per avere la disponibilit&agrave; definitiva, e non pi&ugrave; occasionale, delle aree interne della &ldquo;Caserma Mezzacapo&rdquo;, in via Principe Amedeo quasi all&rsquo;angolo con via Leonida. Il tutto, mentre prosegue il progetto per realizzare nell&rsquo;ex Stazione Torpediniere un parcheggio multipiano da 310 posti auto.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, confermato l'ergastolo anche in appello per Tiziano Nardelli: fu mandante dell’omicidio del fratello</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2019643/omicidio-nardelli-confermato-l-ergastolo-anche-in-appello-per-tiziano-nardelli-mandante-dellomicidio-del-fratello.html</link>
      <description>Cosimo Nardelli fu freddato con due colpi d’arma da fuoco il 26 maggio 2023 in via Cugini sotto la propria abitazione. Sconto di pena invece per il 48enne Paolo Vuto: per gli inquirenti aveva organizzato la spedizione mortale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (ALESSANDRA CANNETIELLO)</author>
      <category>omicidio nardelli,ergastolo</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 19:16:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ergastolo: &egrave; stata confermata anche in appello la condanna del 53enne Tiziano Nardelli, come mandante dell&rsquo;omicidio del fratello, il 61enne Cosimo Nardelli, freddato con due colpi d&rsquo;arma da fuoco il 26 maggio 2023 in via Cugini sotto la propria abitazione. La Corte di Assise d&rsquo;appello presieduta dal giudice Paola Incalza ha confermato dunque la sentenza di primo grado nei confronti del 53enne validando il teorema accusatorio del procuratore aggiunto Milto De Nozza - che aveva coordinato l&lsquo;inchiesta come sostituto della Dda e applicato anche in secondo grado - e del procuratore generale Achille Bianchi.</p> <p>Sconto di pena invece per il 48enne Paolo Vuto che per gli inquirenti aveva organizzato la spedizione mortale e che dal carcere a vita scende a 30 anni di reclusione. Un concordato, avanzato dai suoi difensori, gli avvocati Fabrizio Lamanna e Valerio Diomaiuto, a cui la pubblica accusa aveva dato parere favorevole e accolto infine dalla Corte. Confermata la pena a 30 anni di carcere per il 23enne Cristian Aldo Vuto, figlio del 48enne (assistito dall&rsquo;avvocato Salvatore Maggio)e reo confesso di aver sparato a Cosimo Nardelli.</p> <p>Resta invariata inoltre la condanna a 25 anni di carcere per Francesco &ldquo;Kekko&rdquo; Vuto (difeso dall&rsquo;avvocato Andrea Maggio), che quella sera aveva guidato la moto su cui viaggiava il killer. Nel procedimento si erano costituiti parte civile i familiari della vittima attraverso l&rsquo;avvocato Pasquale Bottiglione. Dalle carte dell&rsquo;inchiesta della Dda di Lecce, nata da una prima indagine della Procura ionica coordinata dal pm Francesco Sansobrino, era emerso che proprio il fratello della vittima, Tiziano Nardelli (assistito dall&rsquo;avvocato Luigi Danucci) avesse dato il mandato al gruppo di fuoco di Vuto per eliminare il fratello. Secondo l&rsquo;accusa i contrasti economici legati alla cooperativa di famiglia e l&rsquo;intenzione del 61enne di liquidare l&rsquo;azienda e dividere le quote erano stati l&rsquo;innesco per l&rsquo;omicidio.</p> <p>Nei due gradi di giudizio, accusa e difesa si sono scontrate sulla lettura delle intercettazioni ambientali e telefoniche: per gli inquirenti, cosi come riconosciuto anche dalla Corte d&rsquo;assise del primo giudizio (presieduta da Filippo Di Todaro, a latere il giudice Loredana Galasso) da quei dialoghi tra Paolo Vuto e Tiziano Nardelli &laquo;emergeva la volont&agrave; di risolvere il &lsquo;problema Cosimo Nardelli&rsquo; (&hellip;) in modo definitivo con l&rsquo;uccisione dell&rsquo;uomo che si contrapponeva alle loro mire&raquo;. Un rapporto, quello tra i due, che nelle motivazioni del primo grado i giudici hanno definito di reciproca opportunit&agrave;: &laquo;cos&igrave; vicini negli intenti al punto da dover intervenire sempre uno in aiuto dell&rsquo;altro&raquo;. Lettura che il difensore di Tiziano Nardelli, l&rsquo;avvocato Luigi Danucci, ha provato a confutare, spiegando il delitto del 61enne come una escalation criminale tra la vittima e Paolo Vuto: per il difensore, infatti, i contrasti tra loro e la minaccia di un agguato ai danni del gruppo Vuto, come prefigurato dal figlio della vittima alcune ore prima dell&rsquo;omicidio, spiegherebbero l&rsquo;uccisione di Cosimo Nardelli. Una ricostruzione che per la Corte d'assise d'appello, non trova evidentemente riscontro nei fatti emersi dalle intercettazioni.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Condominio sotto assedio a Taranto, 44enne minacciava di dare fuoco allo stabile: arrestato per estorsione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2019298/condominio-sotto-assedio-a-taranto-44enne-minacciava-di-dare-fuoco-allo-stabile-arrestato-per-estorsione.html</link>
      <description>L'uomo chiedeva denaro ai residenti per acquistare droga</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
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      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:13:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbe terrorizzato per mesi i residenti di un intero condominio di Taranto con minacce, comportamenti violenti e continue richieste di denaro. Per questo la Polizia di Stato ha arrestato un cittadino nigeriano di 44 anni, ritenuto presunto responsabile dei reati di tentato incendio aggravato ed estorsione. L&rsquo;uomo &egrave; stato inoltre denunciato in stato di libert&agrave; per percosse e minaccia aggravata. </p> <p>L&rsquo;intervento &egrave; stato effettuato dagli agenti della Squadra Volante in uno stabile di via Capecelatro, dove numerosi condomini erano scesi in strada in preda alla paura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 44enne, visibilmente agitato e presumibilmente sotto l&rsquo;effetto di sostanze stupefacenti, avrebbe minacciato di incendiare l&rsquo;intero edificio mentre era in possesso di una piccola tanica contenente liquido combustibile.  Le testimonianze raccolte sul posto hanno consentito agli agenti di delineare un quadro di vessazioni che, secondo l'accusa, andava avanti da tempo. I residenti hanno riferito che l'uomo avrebbe assunto atteggiamenti aggressivi e intimidatori nei confronti degli abitanti dello stabile, con l&rsquo;obiettivo di ottenere denaro da utilizzare per l&rsquo;acquisto della dose quotidiana di droga.  Tra gli episodi segnalati vi sarebbe anche quello che avrebbe coinvolto un&rsquo;anziana condomina. Il 44enne, secondo quanto denunciato, avrebbe pi&ugrave; volte reciso i cavi dell&rsquo;alimentazione elettrica dell&rsquo;appartamento della donna, ripristinando il collegamento soltanto dopo aver ricevuto somme di denaro. I poliziotti hanno raggiunto l&rsquo;uomo al terzo piano dell&rsquo;edificio. Il 44enne &egrave; stato trovato all&rsquo;interno di un appartamento completamente messo a soqquadro e caratterizzato da precarie condizioni igienico-sanitarie. Durante il controllo, gli agenti hanno inoltre rinvenuto numerosi oggetti ritenuti compatibili con il consumo di sostanze stupefacenti.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, arriva il nuovo «no» al rigassificatore: il Comune guida la battaglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2019077/taranto-arriva-il-nuovo-no-al-rigassificatore-il-comune-guida-la-battaglia.html</link>
      <description>L’audizione delle associazioni di categoria in Commissione. Il presidente Vitale: «L’area di 20 ettari è già vincolata»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Valentina Castellaneta)</author>
      <category>taranto,rigassificatore,Giandomenico Vitale,Commissione A</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2019077/taranto-arriva-il-nuovo-no-al-rigassificatore-il-comune-guida-la-battaglia.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:30:45 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Il Comune ribadisce il &laquo;no&raquo; secco al rigassificatore e a qualsiasi tipologia di impianto, anche di interesse nazionale, che debba essere imposto dall&rsquo;autorit&agrave; governativa&raquo;. Le parole di Giandomenico Vitale, presidente della Commissione Ambiente di Taranto, risuonano come una vera e propria dichiarazione d&rsquo;indipendenza decisionale. Palazzo di Citt&agrave; sembra scegliere la linea della totale fermezza e blinda i cancelli del porto, erigendo una barriera politica e tecnica contro l&rsquo;ipotesi di installare un terminale onshore da 600 milioni di euro sulla testa del molo polisettoriale.</p> <p>La reazione della politica locale arriva all&rsquo;indomani della riattivazione dell&rsquo;iter burocratico da parte del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha sbloccato la pratica facendola passare dallo stato di &ldquo;sospesa&rdquo; a quello di &ldquo;istruttoria tecnica.&rdquo; Di fronte all&rsquo;accelerazione romana, Taranto ha risposto convocando un&rsquo;audizione davanti alle Commissioni consiliari congiunte Ambiente e Attivit&agrave; Produttive dei rappresentanti delle principali associazioni di categoria del territorio.</p> <p>Obiettivo dell&rsquo;incontro fare quadrato con il tessuto economico cittadino e analizzare le controdeduzioni tecniche avanzate dall&rsquo;Autorit&agrave; di Sistema Portuale del Mar Ionio. Sul punto, Vitale ha voluto riportare l&rsquo;esito del confronto con il dirigente portuale, Giuseppe Lecce, che ha rassicurato. &laquo;I loro obiettivi strategici &ndash; ha riportato Vitale - del molo polisettoriale collidono con l&rsquo;installazione di un impianto cos&igrave; impattante da un punto di vista sia urbanistico che da un punto di vista di vision dell&rsquo;autorit&agrave; di sistema&raquo;.</p> <p>L&rsquo;area di 20 ettari individuata dalla societ&agrave; proponente (la Terminale di Rigassificazione Gnl Taranto) risulta infatti gi&agrave; vincolata da una concessione demaniale alla San Cataldo Container Terminal Spa per la movimentazione merci, ed &egrave; stata inoltre candidata dallo stesso Ministero per ospitare l&rsquo;hub logistico dell&rsquo;eolico offshore. Una sovrapposizione geometrica e funzionale che rischia di paralizzare l&rsquo;intera pianificazione dello scalo ionico.</p> <p>Tuttavia, proprio sul fronte delle tutele portuali ed edilizie, Vitale ha lanciato un messaggio di parziale rassicurazione, precisando i confini dell&rsquo;azione ministeriale e i successivi poteri di veto del territorio. &laquo;Per quanto la procedura di Via sia aperta &ndash; aggiunge - il Mase ha specificato, attraverso una folta corrispondenza via Pec, che la valutazione andr&agrave; fatta solo nell&rsquo;ambito dell&rsquo;impatto ambientale&raquo;.</p> <p>Al fianco delle istituzioni si sono schierate, compatte, le sigle imprenditoriali. Le associazioni di categoria hanno espresso un profondo malessere, fotografando una realt&agrave; locale asfissiata da troppi anni di incertezze industriali e sottolineando il sentimento negativo del territorio di fronte alla mancanza di una visione reale e programmata, soprattutto in un momento storico gi&agrave; pesantemente condizionato dalla complessa vertenza dell&rsquo;ex Ilva.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Medimex, il 19 giugno a Taranto una giornata tra live, incontri e dj set</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/gazzetta-weekend/2019072/medimex-il-19-giugno-a-taranto-una-giornata-tra-live-incontri-e-dj-set.html</link>
      <description>Ambrogio al Castello, omaggio a Buckley e focus su futuro della musica dal vivo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>medimex,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/gazzetta-weekend/2019072/medimex-il-19-giugno-a-taranto-una-giornata-tra-live-incontri-e-dj-set.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:56:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sar&agrave; una giornata che attraversa tradizione mediterranea, rock d&rsquo;autore, cultura hip hop e grandi temi dell&rsquo;industria musicale quella di domani al Medimex 2026, l&rsquo;International Festival &amp; Music Conference promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell&rsquo;ambito di Puglia Sounds, in corso a Taranto fino al 21 giugno.  Il programma di venerd&igrave; 19 giugno si aprir&agrave; dalle 10 all&rsquo;Universit&agrave; di Taranto, nel centro storico, con la prosecuzione di Medimex Music Factory, realizzata in collaborazione con Warner Chappell Music Italiana e dedicata ad autori, produttori e compositori, e di Medimex Hip Hop Lab, che proporr&agrave; la masterclass &laquo;Calligrafia: Gothic flow-Street attitude&raquo; guidata dallo street artist Gep Caserta. Spazio anche alle attivit&agrave; professionali con una serie di incontri dedicati al futuro della musica dal vivo, tra governance, rappresentanza, analisi dei dati e nuovi scenari del settore. </p> <p>Alle 18 al Caff&egrave; Letterario nuovo appuntamento con Medimex Book Stories per la presentazione del volume &laquo;Enzo Carella. Dolce tu per tu&raquo; di Simone Avincola. Alle 19.30, al Castello Aragonese, proseguir&agrave; &laquo;Le Strade del Mediterraneo&raquo;, progetto speciale curato da Antonio Diodato, con il concerto di Davide Ambrogio. Il cantante e polistrumentista calabrese presenter&agrave; &laquo;Mater Nullius&raquo;, album che rielabora i codici sonori dei rituali della Settimana Santa dell&rsquo;Italia meridionale trasformandoli nel racconto di un percorso di rinascita interiore. </p> <p>Alle 21 il Teatro Fusco ospiter&agrave; &laquo;Jeff Buckley: It's Never Over, voce, eredit&agrave;, infinito&raquo;, incontro con Eugenio Finardi, condotto da Cecile B, dedicato alla figura e all&rsquo;eredit&agrave; artistica del musicista statunitense. In contemporanea sulla facciata del Castello Aragonese torner&agrave; &laquo;Hey! Ho! Let's Go!&raquo;, opera di projection mapping di Roberto Santoro e Blending Pixels dedicata alla nascita del punk rock. Finale dalle 23 a Spazioporto con il dj set di Dj Reborn, storica collaboratrice di Lauryn Hill e protagonista della scena internazionale, artista che ha condiviso il palco con nomi come The Roots, Erykah Badu, John Legend e Jack White</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Ex Ilva, stop al siderurgico dal 24 agosto. I giudici: il processo non si ferma</title>
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      <description>Si entra nel merito, prossima udienza l’8 luglio. nel «mirino» i tempi delle bonifiche</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>ex ilva,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2018345/ex-ilva-stop-al-siderurgico-dal-24-agosto-i-giudici-il-processo-non-si-ferma.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:15:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Non ci sono questioni preliminari tali da impedire di discutere il merito della vicenda. &Egrave; quanto, in estrema sintesi, ha stabilito la Corte d'appello di Milano nel documento con il quale ha fissato l&rsquo;8 luglio la prossima udienza del procedimento al termine del quale dovr&agrave; se confermare o meno lo stop all&rsquo;ex Ilva di Taranto a partire dal 24 agosto prossimo. Nel provvedimento, infatti, i giudici di secondo grado, hanno acceso il semaforo verde al dibattimento ritenendo che &laquo;la decisione sulle questioni pregiudiziali e preliminari discusse all&rsquo;udienza del 29 aprile 2026 possono essere decise unitamente al merito&raquo;. Insomma avanti col processo visto che non ci sono questioni che ne possano impedire la partenza. Un nuovo punto a favore per gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano che assistono i cittadini nella class action nei confronti della fabbrica avviata dall&rsquo;associazione Genitori Tarantini insieme con altre associazioni, comitati e cittadini...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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      <title>La caccia all'uomo in campo dopo Taranto-Gladiator, denunciati 12 tifosi rossoblu</title>
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      <description>Individuati i primi tifosi in campo dopo la gara con il Gladiator</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>taranto,gladiator</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2018336/la-caccia-all-uomo-in-campo-dopo-taranto-gladiator-denunciati-12-tifosi-rossoblu.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:11:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sono 12 gli ultras rossoblu denunciati dalla Digos di Taranto per l'invasione del terreno di gioco al termine della finale playoff persa dagli ionici contro Gladiator per la promozione in Serie D. I poliziotti agli ordini del vice questore aggiunto Paolo Favia hanno infatti individuato, oltre all'ultras 44enne gi&agrave; finito ai domiciliari per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, altri 11 tifosi grazie all'analisi meticolosa dei numerosi filmati acquisiti. L'informativa &egrave; giunta sul tavolo del pubblico ministero Flavia De Grazia che dovr&agrave; ora valutare il prosieguo dell'inchiesta valutando le singole contestazioni formulate dagli investigatori a ciascuno dei 12 denunciati. Ma non solo. Sulla base di questo primo atto d'indagine &egrave; altamente probabile che la Questura di Taranto possa avviare l'iter per l'emissione di Daspo nei confronti dei soggetti coinvolti.</p> <p>Per il 44enne arrestato, invece, il divieto di assistere a manifestazioni sportive &egrave; gi&agrave; stato notificato nelle scorse: il provvedimento firmato dal Questore Davide Michele Sinigallia impone di stare lontano per ben 10 anni dai luoghi in cui si svolgano incontri di calcio a qualsiasi livello agonistico o amichevole. Lo stesso provvedimento inoltre fa divieto al tifoso di accedere alle aree di parcheggio nel raggio di 500 metri dal perimetro esterno dell&rsquo;impianto sportivo interessato dal gioco della squadra Taranto Calcio nonch&eacute; l&rsquo;obbligo di firma, per un periodo di 5 anni, presso strutture di polizia cinque minuti dopo inizio del primo tempo e 5 minuti dopo la fine del secondo tempo in occasione di ogni incontro di calcio disputato dalla squadra rossoblu. Non &egrave; la prima volta dato che circa 20 anni fa, il 44enne fu destinatario di un Daspo di tre anni dopo una denuncia rimediata per una denuncia rimediata dopo una gara contro la Juve Stabia. Nelle scorse ore, intanto, com'&egrave; noto, il giudice Antonio Giannico ha rigettato la proposta di pena concordata dal difensore, l'avvocato Leonardo La Porta, con il pubblico ministero Flavia De Grazia. Troppo poco, seocndo il magistrato, il patteggiamento a 1 anno e 6 mesi di reclusione (con pena sospesa) che avrebbe anche consentito la revoca degli arresti domiciliari.</p> <p>Le indagini sugli scontri post partita, comunque, sono solo all'inizio: lo sviluppo delle attivit&agrave; investigative potrebbe portare a nuovi risvolti.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Incidenti dopo Taranto-Gladiator, Daspo per dieci anni a un tifoso rossoblu</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2018225/incidenti-dopo-taranto-gladiator-daspo-per-dieci-anni-a-un-tifoso-rossoblu.html</link>
      <description>L'uomo è un 44enne di Palagiano: era già finito agli arresti domiciliari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto calcio,gladiator,daspo,eccellenza</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2018225/incidenti-dopo-taranto-gladiator-daspo-per-dieci-anni-a-un-tifoso-rossoblu.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 19:16:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia ha notificato il Daspo della durata di dieci anni a un 44enne ritenuto presunto responsabile dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate in relazione ai disordini avvenuti domenica scorsa al termine della gara Taranto-Gladiator, finale playoff nazionale del campionato di Eccellenza disputata allo stadio Italia di Massafra. L&rsquo;uomo, originario di Palagiano, era gi&agrave; finito agli arresti domiciliari. Nel caos creatosi nei pressi dell&rsquo;ingresso degli spogliatoi, il 44enne avrebbe aggredito un funzionario della Polizia di Stato intervenuto sul terreno di gioco per garantire la sicurezza dei componenti della SS Taranto 2025. Il poliziotto ha riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.</p> <p> Il questore di Taranto, Michele Davide Sinigaglia, ha ritenuto congruo il divieto per il tifoso di accedere per 10 anni ai luoghi in cui si svolgano incontri di calcio a qualsiasi livello agonistico o amichevole, calendarizzati e pubblicizzati.  Lo stesso provvedimento inoltre fa divieto al tifoso di accedere alle aree di parcheggio nel raggio di 500 metri dal perimetro esterno dell&rsquo;impianto sportivo interessato dal gioco della squadra Taranto Calcio nonch&eacute; l&rsquo;obbligo di firma, per un periodo di 5 anni, presso strutture di polizia cinque minuti dopo inizio del primo tempo e 5 minuti dopo la fine del secondo tempo in occasione di ogni incontro di calcio disputato dalla squadra SS Taranto.</p> <p> La misura restrittiva applicata per la durata massima prevista dalla vigente normativa in materia tiene conto anche della recidiva del 44enne che nel 2006 fu destinatario di un analogo provvedimento di Daspo per un periodo tre anni.  All&rsquo;epoca l&rsquo;ultr&agrave; tarantino si rese responsabile allo stadio Menti di Castellammare di Stabia del lancio di una bottiglia nei confronti di un agente della Polizia di Stato in servizio di ordine pubblico nel corso dei violenti scontri fra le opposte tifoserie.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Massafra, condannato l’assessore Maraglino: 2 anni e 2 mesi per calunnia, tentata estorsione e diffamazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2018079/massafra-condannato-lassessore-maraglino-2-anni-e-2-mesi-per-calunnia-tentata-estorsione-e-diffamazione.html</link>
      <description>La sentenza del giudice Di Roma nel processo nato dalla denuncia dell’ex assessore regionale Michele Mazzarano. La difesa annuncia ricorso in Appello</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (francesco casula)</author>
      <category>massafra,cosimo maraglino</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2018079/massafra-condannato-lassessore-maraglino-2-anni-e-2-mesi-per-calunnia-tentata-estorsione-e-diffamazione.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:23:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione l'ex blogger e attuale assessore al Comune di Massafra Cosimo Maraglino accusato di calunnia, tentata estorsione e diffamazione nei confronti dell&rsquo;ex assessore regionale Michele Mazzarano. &Egrave; stato il giudice Elvia Di Roma, nel primo pomeriggio di ieri, a emettere la sentenza infliggendo una pena pi&ugrave; pi&ugrave; alta di quella richiesta dal pubblico ministero che al termine della sua requisitoria aveva quantificato in 2 anni la richiesta di condanna. Nel dispositivo di primo grado, infatti, il magistrato ha inflitto, oltre al periodo di reclusione, anche 700 di multa, il pagamento delle spese processuali e il risarcimento nei confornti delle parti civili. Per quest'ultimo punto, pur rigettando la richiesta di una provvisionale, il giudice Di Roma ha stabilito che sar&agrave; un processo civile a quantificare l'ammontare del danno nei confronti dell'ex assessore Mazzarano e del suo cugino omonimo, assistiti dall'avvocato Alessandro D'Elia, e nei confronti di Michele e Antonio Miraglia, difesi dall'avvocato Giovanni Vinci.</p> <p>La principale accusa nei confronti di Maraglino, assistito dall&rsquo;avvocato Luigi Fabrizio Izzinosa, quella di tentata estorsione, &egrave; scaturita dalla richiesta che, secondo il pubblico ministero Enrico Bruschi che ha coordinato l&rsquo;indagine, Maraglino avrebbe avanzato al politico Mazzarano, tramite il cugino di quest&rsquo;ultimo: una somma di 3mila euro per porre fine agli attacchi e alle critiche politiche che spesso rivolgeva nelle dirette sui social.</p> <p>I fatti risalgono ai mesi di luglio e agosto 2020, quando il blogger avrebbe attaccato duramente sulla sua pagina social Mazzarano. Secondo la denuncia di quest&rsquo;ultimo, per&ograve;, attraverso il parente Maraglino aveva fatto sapere che con 3mila euro gli attacchi potevano terminare. Maraglino, ha sempre negato ogni addebito spiegando che il parente di Mazzarano, suo amico di vecchia data, avrebbe fatto da tramite per un incontro registrato di nascosto e consegnato ai poliziotti. L'attuale assessore della giunta guidata da Giancarla Zaccaro, inoltre, raccont&ograve; di minacce da parte di sostenitori di Mazzarano e per queste affermazioni &egrave; stato accusato di calunnia.</p> <p>L'avvocato Izzinosa, alla Gazzetta, ha spiegato che una volta lette le motivazioni della sentenza presenter&agrave; ricorso alla Corte d'appello contro la condanna.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, operatore ecologico morì dopo la caduta dal camion Amiu: chieste tre condanne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2017933/taranto-operatore-ecologico-mori-dopo-la-caduta-dal-camion-amiu-chieste-tre-condanne.html</link>
      <description>Nel 2014, l'allora 41enne Cataldo Pagliarulo cadde svolgendo il turno di lavoro e morì dopo sei giorni di agonia.</description>
      <author>ALESSANDRA CANNETIELLO</author>
      <category>cataldo pagliarulo,taranto,morto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2017933/taranto-operatore-ecologico-mori-dopo-la-caduta-dal-camion-amiu-chieste-tre-condanne.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 15:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sono tre le condanne richieste dalla pubblica accusa nei confronti di un ex dirigente, del capo squadra e del responsabile della sicurezza dell&rsquo;ex Amiu finiti a processo per il decesso dell&rsquo;operatore ecologico Cataldo Pagliarulo. Il 41enne era infatti alle dipendenze dell&rsquo;azienda di igiene urbana nel 2014 quando svolgendo un turno di lavoro cadde dal camion della nettezza urbana e urt&ograve; violentemente la testa sull&rsquo;asfalto. Trasportato d&rsquo;urgenza all&rsquo;ospedale Santissima Annunziata e ricoverato nel reparto di Rianimazione, il 27 settembre mor&igrave; dopo sei giorni di agonia. Nei confronti dei tre imputati, difesi dagli avvocati Egidio Albanese, Vincenzo D&rsquo;Elia e Claudio Petrone, l&rsquo;accusa ha chiesto pene (sospese) da un massimo di 1 anno e 10 mesi a un minimo di 1 anno.</p> <p>Dopo l&rsquo;accusa la parola &egrave; passata ai difensori che hanno chiesto l&rsquo;assoluzione degli imputati evidenziando che non vi sono responsabilit&agrave; degli imputati nella vicenda.</p> <p>Accusati di cooperazione in omicidio colposo e violazione di alcune norme in materia di sicurezza sul lavoro, stando a quanto emerso nel corso delle indagini quel giorno di 11 anni fa l&rsquo;autista del mezzo e i due operatori ecologici si erano diretti nel quartiere Tamburi per effettuare la raccolta dei rifiuti dopo aver ricevuto le disposizioni del caposquadra. Viaggiavano sulle pedane posteriori del mezzo reggendosi al maniglione quando in via Angeli Custodi, in prossimit&agrave; di una curva, avvenne la tragedia: a Pagliarulo infatti sfuggi per una frazione di secondi la presa dalla maniglia e cadde dalla piattaforma sbattendo la testa sull&rsquo;asfalto.</p> <p>Secondo la Procura gli imputati avrebbero omesso, ognuno nel proprio ruolo, di adottare misure che avevano infine determinato la tragica morte del lavoratore. Una tesi che ora &egrave; al vaglio del Tribunale di Taranto.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, l'appello di Antonio: «Io dializzato, attendo un pass da sei mesi: nessuno risponde»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016789/taranto-l-appello-di-antonio-io-dializzato-attendo-un-pass-da-sei-mesi-nessuno-risponde.html</link>
      <description>L'uomo di 45 anni combatte ogni giorno con le auto che bloccano il portone di casa sua</description>
      <author>Valentina Castellaneta</author>
      <category>antonio santovito,dializzato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016789/taranto-l-appello-di-antonio-io-dializzato-attendo-un-pass-da-sei-mesi-nessuno-risponde.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:05:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Antonio Santovito abita in citt&agrave; vecchia ed &egrave; in attesa del trapianto del rene, ma anche di una risposta da parte della Polizia Locale di Taranto. Da dicembre scorso, la sua quotidianit&agrave; &egrave; intrappolata in un limbo, sospesa tra le cure di una grave malattia e le macchine parcheggiate davanti al suo portone che impediscono l&rsquo;ingresso e l&rsquo;uscita.</p> <p>Antonio, 45 anni, &egrave; invalido al cento per cento ed &egrave; costretto a sottoporsi a estenuanti sedute di dialisi, un percorso terapeutico debilitante che lo espone costantemente al rischio di improvvisi collassi e malori acuti. In una condizione di cos&igrave; estrema fragilit&agrave;, l&rsquo;accesso libero alla propria abitazione e la rapidit&agrave; dei soccorsi non rappresentano un semplice dettaglio logistico, ma una questione di immediata sopravvivenza.</p> <p>&laquo;La legge &ndash; spiega Antonio &ndash; mi tutela, io ho diritto a un divieto di sosta davanti al portone. Non posso avere paura, dopo una dialisi, di morire perch&eacute; uno ha parcheggiato davanti alla porta&raquo;.</p> <p>La sua casa si trova in via Cariati, vicina alla pensilina liberty, a pochissimi passi da Piazza Fontana. Si tratta di una zona in cui, per ora, la sosta &egrave; gratuita, un fattore che la trasforma in un&rsquo;arena per automobilisti a caccia di un parcheggio.</p> <p>Il problema risiede nella conformazione strutturale della strada: i marciapiedi sono rasoterra, completamente privi del classico rialzo che separa il percorso pedonale dalla carreggiata. Questa assenza di barriere spinge i conducenti a parcheggiare le vetture a pettine, premendo il muso dei veicoli a ridosso del portone dello stabile.</p> <p>L&rsquo;ingresso dell&rsquo;abitazione di Antonio viene cos&igrave; sbarrato da una muraglia di lamiere che ostruisce totalmente il passaggio per una sedia a rotelle o per una barella d&rsquo;emergenza.</p> <p>A dicembre scorso l&rsquo;uomo ha inoltrato una formale richiesta tramite Pec per ottenere l&rsquo;installazione di una segnaletica di divieto di sosta davanti al portone d&rsquo;ingresso. La domanda &egrave; stata presa in carico e protocollata dagli uffici comunali. Da quel momento, per&ograve;, &egrave; calato il silenzio pi&ugrave; assoluto.</p> <p>&laquo;Ho fatto tutto online &ndash; racconta &ndash; E hanno preso in carico la mia domanda il 18 dicembre. Per legge devono darmi una risposta entro 30 giorni e non si sono mai fatti sentire. Basterebbe anche una risposta negativa. Invece sono stato soltanto abbandonato&raquo;.</p> <p>Rimbalzato continuamente da un ufficio all&rsquo;altro, dice di essersi sentito ripetere lo stesso frustrante copione. &laquo;Ogni volta &ndash; aggiunge - ti dicono di fare tutto telematicamente. Parli con i vigili e dicono di andare dalla stradale, che invece ti manda alla viabilit&agrave;. Se vedi che non ti ascolta nessuno &ndash; aggiunge - ti viene da agire solo, prendere un vaso e metterlo davanti a casa. Poi per&ograve; lo sai come va a finire? Che noi di citt&agrave; vecchia siamo quelli abusivi, quelli che vogliono stare sopra la legge&raquo;.</p> <p>Un appello chiaro di chi vuol fare le cose per bene, ma si sente abbandonato dalle istituzioni. &laquo;Chiedo &ndash; conclude Antonio - a chi di competenza, alla politica o ai vigili, di prendere in carico la mia situazione, perch&eacute; c&rsquo;&egrave; il serio rischio di passare dei guai per un parcheggio. &Egrave; assurdo pensare che un giorno potremmo sentire la notizia di un ragazzo morto o di una rissa sfiorata solo per questo. Tutto questo per un parcheggio. &Egrave; veramente assurdo&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Giochi del Mediterraneo, Ferrarese: «Altri 15 milioni dal Governo sostegno concreto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016790/giochi-del-mediterraneo-ferrarese-altri-15-milioni-dal-governo-sostegno-concreto.html</link>
      <description>Il commissario: «Dotazione a 281,5 milioni per opere e riqualificazione»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016790/giochi-del-mediterraneo-ferrarese-altri-15-milioni-dal-governo-sostegno-concreto.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 20:09:49 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Questo nuovo stanziamento conferma concretamente la volont&agrave; del Governo di accompagnare fino in fondo il percorso di preparazione dei Giochi del Mediterraneo&raquo;. Cos&igrave; il commissario straordinario Massimo Ferrarese commenta la decisione del Consiglio dei ministri di destinare ulteriori 15 milioni di euro alle opere infrastrutturali collegate ai XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. La misura porta la dotazione finanziaria complessiva per gli interventi infrastrutturali a 281,5 milioni di euro. Un incremento che, secondo la struttura commissariale, consentir&agrave; di rafforzare il programma di opere previsto in vista della manifestazione sportiva. &laquo;Grazie al Governo Meloni - dice Ferrarese - e al ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, per l&rsquo;attenzione e il costante supporto assicurato a un progetto strategico per Taranto, la Puglia e l&rsquo;intero Paese&raquo;.  Le nuove risorse, chiarisce, &laquo;consentiranno di realizzare ulteriori interventi infrastrutturali e di riqualificazione urbana destinati a lasciare un&rsquo;eredit&agrave; duratura al territorio&raquo;. "Proseguiremo con determinazione nel rispetto del cronoprogramma, affinch&eacute; - conclude - Taranto e l&rsquo;intero territorio possano presentarsi all&rsquo;appuntamento del 2026 con infrastrutture moderne, efficienti e all&rsquo;altezza di un grande evento internazionale&raquo;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Aggressione in campo durante Taranto-Gladiator, rigettato il patteggiamento per tifoso ionico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016654/aggressione-in-campo-durante-taranto-gladiator-rigettata-la-richiesta-di-pena-per-tifoso-ionico.html</link>
      <description>Il 44enne aveva aggredito un poliziotto al termine del match di domenica 14 giugno: sarà processato per direttissima</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Francesco Casula)</author>
      <category>Taranto calcio,Gladiator,incidenti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016654/aggressione-in-campo-durante-taranto-gladiator-rigettata-la-richiesta-di-pena-per-tifoso-ionico.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Troppo poco 1 anno e 6 mesi di reclusione per il tifoso 44enne di Taranto arrestato nel pomeriggio di luned&igrave; 15 giugno per aver aggredito un poliziotto al termine della finale playoff per la promozione in serie D, persa dagli ionici contro il Gladiator domenica 14. Il giudice Antonio Giannico ha infatti rigettato la proposta di pena concordata dal difensore, l'avvocato Leonardo La Porta, con il pubblico ministero Flavia De Grazia.</p> <p>La sentenza &egrave; arrivata nel pomeriggio di ieri a distanza di 24 ore dall'arresto dell'uomo operato dagli investigatori della Digos, agli ordini del vice questore aggiunto Paolo Favia, che con una indagine lampo sono riusciti a individuare il presunto responsabile visionando i filmati delle numerose telecamere presenti allo stadio di Massafra durante la gara contro i campani.Il 44enne quindi resta agli arresti domiciliari: sar&agrave; processato per direttissima, ma dovr&agrave; essere un altro magistrato a esprimersi sulla responsabilit&agrave; dell'ultras.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, la ricetta del sindaco Bitetti: «La squadra ci riproverà, non è tutto da buttare»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016622/taranto-la-ricetta-del-sindaco-bitetti-la-squadra-ci-riprovera-non-e-tutto-da-buttare.html</link>
      <description>Il primo cittadino dopo la sconfitta in finale dei playoffi: «Grande delusione ma anche tanta ambizione»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Maurizio Pasculli)</author>
      <category>taranto calcio,eccellenza,piero bitetti</category>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 16:28:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>A distanza di qualche ora il retrogusto &egrave; ancor pi&ugrave; assimilabile al fiele. Un epilogo inatteso ed infelice. La notte non ha aiutato a metabolizzare una delusione cocente, atroce. La disfatta il giorno dopo &egrave; ancor pi&ugrave; lacerante. Taranto si &egrave; svegliata sperando fosse solo un brutto incubo che sarebbe bastato aprire gli occhi per scacciare i fantasmi. Invece il popolo rossobl&ugrave;, e la citt&agrave; tutta, hanno dovuto prender consapevolezza della cruda realt&agrave;. Il fallimento di una stagione e di un progetto, almeno per ora. Il campo ha emesso il suo verdetto, la formazione ionica resta in Eccellenza, al netto di eventi, e provvedimenti, che esulano dal mero risultato sportivo. In pillole l&rsquo;unico ascensore, peraltro decisamente ipotetico, resta il ripescaggio.</p> <p>Ed anche di questo aspetto ha parlato il sindaco, Piero Bitetti, nella disamina del giorno dopo intrisa di tristezza ma che, al contempo, lancia un concreto messaggio di speranza. &laquo;Mi sembra superfluo sottolineare la profonda delusione per una sconfitta inattesa e per il mancato raggiungimento dell&rsquo;obiettivo che tutti attendevamo - &egrave; il commento del primo cittadino - l&rsquo;inopinata sconfitta con il Gladiator, del quale comunque vanno riconosciuti i meriti, ci ha punito oltre le nostre mancanze che, pure, innegabilmente ci son state. Meritavamo, sicuramente, la vittoria a Massafra ma anche, sette giorni prima, ad Aversa. Diverse le cause che lo hanno impedito. Non trascurabile quella riconducibile ad una conduzione arbitrale, quanto meno, discutibile. Ma l&rsquo;arbitro &egrave; una delle componenti di questo meraviglioso sport e, come tutti, pu&ograve; sbagliare e va, al di la di ogni considerazione tecnica, rispettato. Sicuramente l&rsquo;arbitraggio ci ha penalizzato ma va considerato una delle tante congiunture negative che hanno determinato questo esito infausto&raquo;.</p> <p>Lo scoramento &egrave; palpabile ma non impedisce un invito ad un cauto, e moderato, ottimismo. &laquo;Credo sia cosa opportuna adoperarsi per non disperdere quanto di buono &egrave; stato, in ogni caso realizzato nel corso di questa stagione non semplice - &egrave; l&rsquo;appello del sindaco - un percorso accidentato che, per&ograve;, ha avuto il merito di riportare l&rsquo;entusiasmo in citt&agrave; e nei tifosi. I sostenitori rossobl&ugrave; hanno seguito, con partecipazione e affetto, la squadra fino all&rsquo;ultimo atto. Non &egrave; andata bene? La vita &egrave; questa, e da qui dobbiamo ripartire. Ognuno dovr&agrave; fare la propria parte&raquo;.</p> <p>A cominciare dalla societ&agrave; che, ad onor del vero, non ha mai manifestato volont&agrave; diverse. &laquo;La famiglia Ladisa resta ferma nelle proprie intenzioni di proseguire il progetto - assicura Bitetti - ho interloquito con i vertici societari subito dopo lo sfortunato match con il Gladiator. Ho manifestato il mio profondo dispiacere per un epilogo che nessuno di noi avrebbe voluto. Il presidente era, chiaramente, amareggiato ma deciso a rilanciare le proprie ambizioni e quelle di un&rsquo;intera citt&agrave; e di un&rsquo;intera tifoseria, mi riferisco a quella sana che poi rappresenta la stragrande maggioranza dei nostri sostenitori. Il ripescaggio? &Egrave; una delle ipotesi alle quali stiamo gi&agrave; lavorando. Ci sono tutti i presupposti affinch&eacute; tale eventualit&agrave; possa concretizzarsi. Molto dipender&agrave; dalla possibile riorganizzazione dei campionati, a partire dalla serie D. L&rsquo;obiettivo, tutt&rsquo;altro che recondito, &egrave; quello di vedere giocare il Taranto nel nuovo Iacovone, ma in serie D. Non voglio, in alcun modo, speculare sulle disgrazie altrui ma, da fonti attendibilissime, ci risulta che diverse societ&agrave; di quarta serie siano in gravi difficolt&agrave;, sia di natura economica ma, anche, legate all&rsquo;indisponibilit&agrave; di numerosi impianti. Noi non ci faremo trovare impreparati in questo senso&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, per il tentato omicidio alla Salinella riesame da rifare per gli indagati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016516/taranto-per-il-tentato-omicidio-alla-salinella-riesame-da-rifare-per-gli-indagati.html</link>
      <description>La Cassazione ha accolto il ricorso dei difensori e annullato con rinvio l’ordinanza. L'agguato fu organizzato a fine agosto 2025 dal gruppo Salamina al rione Salinella contro Sean Perelli e sventato dalla Dda di Lecce</description>
      <author>[F.Ca.]</author>
      <category>gruppo salamina,tribunale del riesame</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2016516/taranto-per-il-tentato-omicidio-alla-salinella-riesame-da-rifare-per-gli-indagati.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 16:27:27 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sar&agrave; un nuovo tribunale del Riesame a stabilire se l'agguato organizzato a fine agosto 2025 dal gruppo Salamina al rione Salinella contro Sean Perelli e sventato dalla Dda di Lecce &egrave; da considerare o meno un tentato omicidio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, accogliendo i ricorsi degli avvocati Andrea Silvestre, Salvatore Maggio e Valerio Accoretti, ha annullato con rinvio l'ordinanza del del riesame di Lecce che aveva dato ragione al pm Milto De Nozza.</p> <p>La vicenda &egrave; ancora un susseguirsi di colpi di scena. Per l'accusa infatti il 36enne Nico Salamina, assistito dagli avvocati Silvestre e Accoretti, ha ordinato mentre era detenuto di eliminare i due uomini del clan Appeso che mensilmente ritiravano il denaro dal suo fratellastro Viktor Rizzo per autorizzare lo spaccio di droga nel rione Salinella: Salamina aveva cos&igrave; impartito l'ordine al 22enne Alex Colella e al 18enne &ldquo;Riccardino&rdquo; De Pace, entrambi assistiti dall&rsquo;avvocato Maggio. Quando dalle intercettazioni era emerso che di l&igrave; a poco l'agguato nei confronti di uno dei due bersagli sarebbe stato eseguito, l'Antimafia ha disposto che pattuglie ben visibili delle Fiamme Gialle e della Questura raggiungessero la zona. Un deterrente efficace che ha immediatamente sparigliato del carte del gruppo al punto da cancellare la pianificazione dell'agguato.</p> <p>Per il gip di Lecce, tuttavia, non si poteva contestare l'accusa di tentato omicidio perch&egrave; mancava la manifestazione di &laquo;una concreta fase attuativa del piano criminoso&raquo;. Dopo l'appello della pubblica accusa, per&ograve;, il Riesame aveva stabilito che per uno dei due progetti criminali invece era configurabile l'accusa di tentato omicidio. Nelle scorse ore, per&ograve;, la Suprema Corte ha annullato con rinvio la decisione: bisogner&agrave; attendere le motivazioni indicate dai giudici del Palazzaccio.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Scontri dopo la finale playoff a Taranto: finisce ai domiciliari un ultrà 44enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015473/scontri-dopo-la-finale-playoff-a-taranto-finisce-ai-domiciliari-un-ultra-44enne.html</link>
      <description>È accusato di lesioni per l’aggressione a un poliziotto rimasto ferito</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>taranto,44enne</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015473/scontri-dopo-la-finale-playoff-a-taranto-finisce-ai-domiciliari-un-ultra-44enne.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; finito agli arresti domiciliari il 44enne tifoso del Taranto che al termine della finale persa contro Gladiator per la promozione in Serie D, ha aggredito uno dei poliziotti in servizio nel tentativo di raggiungere i calciatori rossoblu. Con una indagine lampo, gli investigatori della Digos, agli ordini del vice questore aggiunto Paolo Favia, sono riusciti a individuare il presunto responsabile visionando i filmati delle numerose telecamere presenti allo stadio di Massafra durante la gara contro i campani.</p> <p>All'uomo, difeso dall'avvocato Leonardo La Porta, &egrave; stato notificato l'arresto con &laquo;flagranza differita&raquo;, una misura che permette alle forze dell'ordine di arrestare il responsabile di un reato entro 48 ore dal fatto, anche quando l'azione si &egrave; gi&agrave; conclusa e l'autore si &egrave; allontanato, ma a condizione che la sua identificazione emerga inequivocabilmente. Ed &egrave;, come detto, proprio quello che &egrave; avvenuto nelle successive ore: i poliziotti hanno passato al setaccio una serie di filmati per avere la certezza che si trattasse esattamente di lui prima di procedere all'arresto.</p> <p>L'agente ferito &egrave; stato trasferito nell'ospedale Santissima Annunziata dove i medici gli hanno diagnosticato, tra le altre cose, anche la frattura di due costole e una prognosi di 15 giorni. Nelle prossime ore il fascicolo arriver&agrave; al pubblico ministero Flavia De Grazia che chieder&agrave; la convalida del fermo e probabilmente anche il processo per direttissima. Com'&egrave; noto, al termine della partita nello stadio Italia, dopo la cocente delusione per la sconfitta arrivata a tempo praticamente scaduto, un piccolo gruppo di facinorosi ha invaso il terreno di gioco e puntato alcuni calciatori ionici che stavano rientrando negli spogliatoi: tra questi il capitano Nicola Loiodice e Alessandro Di Paolantonio. Bloccati tempestivamente dalle forze dell'ordine, alcuni si sono scagliati contro i poliziotti intenuta antisommossa che presidiavano l&rsquo;ingresso agli spogliatoi. Poco dopo, tuttavia, altri hanno provato ad avvicinare i pochi tifosi campani presenti nel settore ospiti, ma gli agenti della Digos sono riusciti a mantenere sotto controllo la situazione e pian piano far rientrare tutti nel settore di competenza senza ulteriori danni.</p> <p>L'arresto del 44enne, tuttavia, &egrave; solo una prima parte dell'indagine che chiaramente proseguir&agrave; per individuare anche tutti gli altri tifosi entrati sul terreno di gioco. Un lavoro lungo e meticoloso che certamente porter&agrave; all&rsquo;emissione di nuovi Daspo, ma che per alcuni potrebbe anche avere dei risvolti penali. Al vaglio degli inquirenti, ad esempio, c&rsquo;&egrave; la posizione del tifoso che ha provato ad aggredire un calciatore ionico, ma &egrave; scivolato poco prima di entrare in contatto con l&rsquo;atleta che &egrave; rientrato velocemente negli spogliatoi.</p> <p>Intanto mentre ieri gli agenti della Digos eseguivano la misura nei confronti del tifoso rossoblu, la giustizia sportiva emanava gi&agrave; i primi verdetti nei confronti del club ionico con due giornate a porte chiuse per la nuova stagione e sanzioni a dirigenti e tesserati (di cui diamo notizia a pagina 47).</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Crisi dell'ex Ilva, il ministro Urso: «Serve un'azione sinergica». E Decaro convoca i sindacati per mercoledì 17 giugno</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015468/crisi-dell-ex-ilva-il-ministro-urso-serve-un-azione-sinergica-e-decaro-convoca-i-sindacati-per-mercoledi-17-giugno.html</link>
      <description>La replica delle organizzazioni territoriali: «La vertenza è arrivata a un punto di non ritorno»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Ilva,Taranto,Decaro,Urso</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 20:37:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha convocato per mercoled&igrave; 17 giugno alle ore 12, nella sala Di Jeso del palazzo della presidenza, le segreterie confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil e le segreterie regionali e territoriali di Fi, Fiom, Uilm, Usb e Ugl Metalmeccanico per un incontro sulla crisi dell&rsquo;ex Ilva. Nei giorni scorsi erano state le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Usb, con una lettera congiunta, a sollecitare un confronto lanciando l&rsquo;allarme sulle prospettive dello stabilimento e sulle ricadute occupazionali e sociali per il territorio.</p> <p>Secondo le organizzazioni sindacali, la vertenza &egrave; arrivata ad un punto di non ritorno e il rischio che si determini una situazione drammatica dal punto di vista ambientale, sociale ed industriale che colpirebbe non solo Taranto, ma la Puglia e il Mezzogiorno del nostro Paese, &egrave; sempre pi&ugrave; tangibile. I sindacati denunciano, inoltre, l&rsquo;aumento della cassa integrazione e l&rsquo;apertura di procedure di licenziamento collettivo nel sistema degli appalti, avvertendo che &laquo;l'attuale situazione rischia di trasformarsi in una bomba sociale senza precedenti.</p> <p>&laquo;Il governo non intende mettere pi&ugrave; risorse&raquo; nell&rsquo;ex Ilva. Cos&igrave; si esprimono, per&ograve;, i sindacati territoriali dopo il tavolo al ministero delle Imprese. &laquo;E' stato autorizzato un prestito di 349 milioni, 250 sono gi&agrave; stati spesi e non ci sar&agrave; nessuna possibilit&agrave; di aumentare quel prestito. Quindi tra pochi mesi l&rsquo;Ex Ilva rischia di trovarsi senza liquidit&agrave;&raquo;, hanno spiegato.  Il ministro ha ricordato che ci &laquo;sono 2 soggetti in gara&raquo;, ma i sindacati chiedono a questo punto che il confronto riparta da Palazzo Chigi, dove l&rsquo;ultima convocazione &egrave; avvenuta il 5 marzo scorso. &laquo;I problemi restano, &egrave; una situazione drammatica&raquo;, hanno sottolineato i rappresentanti territoriali di Fiom, Uilm e Fim.</p> <p>L&rsquo;incontro convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal ministro Adolfo Urso con le organizzazioni sindacali sulla vertenza ex Ilva &laquo;non ha portato ulteriori novit&agrave; rispetto a quanto gi&agrave; conoscevamo&raquo;. Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl Taranto-Brindisi, Biagio Prisciano, al termine del tavolo. </p> <p>&laquo;Abbiamo ribadito al ministro la necessit&agrave; di riaprire il confronto a Palazzo Chigi, perch&eacute; questa vertenza coinvolge diversi ministeri, dall&rsquo;Ambiente alla Salute, oltre al Mimit&raquo;, dichiara Prisciano. &laquo;Non ci aspettavamo aggiornamenti sostanziali - aggiunge - dall&rsquo;incontro di oggi, ma abbiamo partecipato per senso istituzionale, rispondendo alla convocazione del ministro&raquo;.  Secondo il sindacalista, &laquo;i problemi restano tutti sul tavolo e la situazione &egrave; drammatica&raquo;. &laquo;I lavoratori vivono in uno stato di forte incertezza - prosegue - e il tempo non &egrave; una variabile da sottovalutare. A Taranto ci sono questioni aperte che riguardano la cassa integrazione, la sicurezza, le manutenzioni, le risorse disponibili e, non ultimo, il bando di vendita. A pagare le conseguenze sono sempre i lavoratori, che vedono un futuro sempre pi&ugrave; incerto&raquo;. </p> <p>Prisciano riferisce che il ministro &laquo;si &egrave; impegnato a rappresentare al Governo la richiesta di una nuova convocazione&raquo;. &laquo;L'ultimo incontro a Palazzo Chigi risale al 5 marzo e oggi &egrave; il 15 giugno. Non si pu&ograve; gestire una vertenza di questa portata, che va avanti da oltre quindici anni, restando in attesa di essere convocati. Il Governo apra nuovamente il confronto e riattivi il tavolo permanente gi&agrave; istituito a Palazzo Chigi&raquo;, conclude.</p> <p><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Video_20260615_at_202455.mp4" type="video/mp4" /></video></p> <p>&laquo;Quella dell&rsquo;ex Ilva &egrave; una sfida difficile, su cui serve un&rsquo;azione sinergica e la massima responsabilit&agrave; da parte di tutti gli attori, nel rispetto degli sforzi fatti in questi anni proprio dai lavoratori dell&rsquo;Ilva&raquo;, avrebbe, invece, affermato Adolfo Urso, incontrando a Palazzo Piacentini le organizzazioni sindacali territoriali di Taranto. &laquo;Noi siamo impegnati con voi a garantire la continuit&agrave; produttiva, nella prospettiva della piena decarbonizzazione, anche e soprattutto a Taranto. Se ci siamo riusciti a Terni, con un ambizioso programma di rilancio, e se ci siamo riusciti a Piombino, che torner&agrave; a produrre acciaio dopo oltre 15 anni, dobbiamo fare ogni sforzo perch&eacute; accada anche negli stabilimenti dell&rsquo;ex Ilva. Per questo serve la massima responsabilit&agrave; da parte di tutti gli attori&raquo;. La richiesta delle organizzazioni territoriali di Taranto di un confronto sulla vertenza ex Ilva era stata accolta nei giorni scorsi dal titolare del Mimit. &laquo;Il Governo &egrave; impegnato a tenere aperta una prospettiva industriale per Taranto, ma nessuna soluzione strutturale pu&ograve; essere costruita senza il concorso di tutti&raquo;, avrebbe sottolineato Urso.</p> <p></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Calcio, stangata sul Taranto dopo il playoff perso: porte chiuse fino al 15 novembre e due punti di penalizzazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2015354/calcio-stangata-sul-taranto-dopo-il-playoff-perso-porte-chiuse-fino-al-15-novembre-e-due-punti-di-penalizzazione.html</link>
      <description>Squalificato per due giornate il calciatore del Taranto Dramane Konate. Quattro turni di stop per il dirigente del Gladiator Marco Mignano e due gare di squalifica per il massaggiatore campano Maurizio Bellofiore</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,calcio,gladiator</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/2015354/calcio-stangata-sul-taranto-dopo-il-playoff-perso-porte-chiuse-fino-al-15-novembre-e-due-punti-di-penalizzazione.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:25:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Pesantissime le decisioni del Giudice Sportivo dopo gli incidenti verificatisi al termine della finale playoff di Eccellenza tra Taranto e Gladiator. Al Taranto&nbsp;sono stati inflitti la squalifica del campo fino al 15 novembre 2026, con obbligo di disputare le gare interne in campo neutro e a porte chiuse, un'ammenda di 6.500 euro e una penalizzazione di due punti da scontare nella stagione 2026/2027. Nel provvedimento si evidenzia come, nel corso del primo tempo, siano stati introdotti e utilizzati 16 fumogeni, con il lancio sul terreno di gioco di un fumogeno e di quattro bottigliette semipiene.</p> <p>Al termine della gara, alcuni sostenitori rossobl&ugrave; hanno danneggiato un lucchetto, aperto un cancello e invaso il campo, rincorrendo e aggredendo fisicamente un calciatore della propria squadra. Inoltre, sono state lanciate sul terreno di gioco circa quaranta bottiglie d'acqua piene e semipiene.</p> <p>Il Giudice Sportivo ha inoltre disposto l'inibizione fino al 30 giugno 2030 per Daniele Petrosino, identificato quale dirigente del Taranto, accusato di aver fatto ingresso sul terreno di gioco strattonando il Quarto Uomo, tentando di colpirlo con una testata e schiaffeggiandolo al volto, provocandogli lesioni con prognosi di cinque giorni.</p> <p>Squalificato per due giornate il calciatore del Taranto Dramane Konate. Quattro turni di stop per il dirigente del Gladiator Marco Mignano e due gare di squalifica per il massaggiatore campano Maurizio Bellofiore.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Medimex 2026, Taranto accende la musica con 65 appuntamenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/2015352/medimex-2026-taranto-accende-la-musica-con-65-appuntamenti.html</link>
      <description>Pet Shop Boys, Suede e Slowdive tra i protagonisti del festival</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>medimex 2026,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/2015352/medimex-2026-taranto-accende-la-musica-con-65-appuntamenti.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:02:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Presentata a Taranto l&rsquo;edizione 2026 del Medimex, International Festival &amp;amp; Music Conference promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell&rsquo;ambito del progetto Puglia Sounds. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, l&rsquo;assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, il sindaco di Taranto Piero Bitetti, il presidente di Puglia Culture Paolo Ponzio, l'attore e regista Michele Riondino e il coordinatore artistico di Puglia Sounds/Medimex Cesare Veronico.  Dal 17 al 21 giugno Taranto ospiter&agrave; 65 appuntamenti tra concerti, incontri, mostre, attivit&agrave; professionali e showcase. Sul palco della Rotonda del Lungomare il 20 giugno saliranno i Pet Shop Boys con 'Dreamworld The Greatest Hits Liv&egrave;, unica data nel Centro-Sud Italia, preceduti dagli Agents of Time. Il 21 giugno spazio alla celebrazione dei 50 anni del punk con la NYC Redux Band playing the music of Ramones, produzione originale Medimex, seguita dagli Slowdive e dai Suede.  Tra gli eventi collaterali, il ritorno de 'Le Strade del Mediterrane&ograve;, progetto curato da Antonio Diodato al Castello Aragonese, il dj set di Dj Reborn a Spazioporto, gli showcase dedicati ai nuovi talenti della scena pugliese e nazionale e la prima edizione del Medimex Hip Hop Lab con masterclass e talk affidati a Shablo, Murubutu, Davide Shorty e Gep Caserta.  In programma anche la mostra 'Roberta Bayley: The Ramones, CBGB's and New York City' al MArTA e il video mapping 'Hey! Ho! Let's go!' sulla facciata del Castello Aragonese. Completano il cartellone panel e attivit&agrave; di networking per gli operatori del settore, i Racconti al Teatro Fusco dedicati a Franco Battiato, Miles Davis, Jeff Buckley, Stevie Wonder e Bruce Springsteen, oltre agli incontri di Medimex Book Stories.</p> <h3>LE PAROLE DI DECARO</h3> <p>&laquo;La musica &egrave; un modo per noi per fare comunit&agrave; e per stare insieme, anche per farci conoscere. Se questi concerti internazionali e questo festival rendono attrattiva questa citt&agrave;, noi siamo contenti&raquo;. &Egrave; il messaggio lanciato dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, durante la presentazione del Medimex 2026, la manifestazione che dal 17 al 21 giugno porter&agrave; a Taranto grandi nomi della scena musicale internazionale. </p> <p>&laquo;Per noi il Medimex - ha aggiunto - &egrave; uno spazio di creativit&agrave; per i pugliesi, uno spazio dove i pugliesi si conoscono e si fanno conoscere, un luogo dove facciamo stare insieme gruppi internazionali famosi in tutto il mondo, giovani musicisti, operatori del settore e appassionati&raquo;. Un modello che, secondo il presidente, ha consentito negli anni di &laquo;creare contaminazioni tra linguaggi e discipline diverse, dall&rsquo;arte alle arti visive, fino ai libri, ai dibattiti e agli incontri culturali&raquo;.  Infine, il riferimento ai Giochi del Mediterraneo: &laquo;Sport e musica possono aiutare Taranto a farsi conoscere nel resto del mondo. Abbiamo due grandi occasioni internazionali e il nostro impegno &egrave; fare in modo che producano sviluppo socio-economico per la comunit&agrave; anche negli anni a venire&raquo;. </p> <p>Il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha definito il Medimex "un appuntamento internazionale&raquo; capace di attrarre pubblico dall&rsquo;estero e di rafforzare l&rsquo;immagine della citt&agrave;. Per l'assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, musica, sport e cultura rappresentano strumenti strategici per la destagionalizzazione. &laquo;I dati turistici - ha affermato - sono positivi sia per la Puglia sia per Taranto e provincia. Dobbiamo continuare a puntare sulle tradizioni e sul patrimonio culturale per avere turismo tutto l&rsquo;anno&raquo;. Il coordinatore artistico Cesare Veronico ha ricordato che &laquo;il Medimex &egrave; uno spazio di confronto e riflessione sul nostro tempo&raquo; e non soltanto una rassegna di concert.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Sospesa la circolazione sulla Bari-Taranto tra Gioia e Palagianello: incendio nei pressi dei binari. Disagi per i passeggeri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2015342/sospesa-la-circolazione-sulla-bari-taranto-tra-gioia-e-palagianello-incendio-nei-pressi-dei-binari-disagi-per-i-passeggeri.html</link>
      <description>Treni fermi da ore sulla linea ferroviaria. Attivi bus sostitutivi, ritardi e cancellazioni. Intervento dei Vigili del Fuoco e tecnici RFI per il ripristino</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incendio,bari-taranto,circolazione ferroviaria sospesa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2015342/sospesa-la-circolazione-sulla-bari-taranto-tra-gioia-e-palagianello-incendio-nei-pressi-dei-binari-disagi-per-i-passeggeri.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 18:49:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Venti tonnellate di cozze sequestrate, tre persone denunciate e una vasta area del demanio marittimo finita sotto sequestro. &Egrave; il bilancio di un&rsquo;operazione congiunta condotta da Polizia di Stato, Guardia Costiera e personale della Asl di Taranto - Dipartimento di Prevenzione, Servizio Veterinario - nell&rsquo;ambito dei controlli per il contrasto delle attivit&agrave; illecite nel settore della mitilicoltura. </p> <p class="isSelectedEnd">L&rsquo;attivit&agrave; ispettiva si &egrave; concentrata nel Mar Piccolo, dove grazie al sistema Gps in dotazione alla Guardia Costiera sono stati individuati impianti abusivi destinati alla coltivazione di mitili. Secondo quanto accertato dagli investigatori, le strutture erano state realizzate all&rsquo;interno di un&rsquo;ampia area del demanio marittimo in assenza delle necessarie autorizzazioni e della prescritta concessione. </p> <p class="isSelectedEnd">Al termine degli accertamenti, tre persone sono state denunciate all&rsquo;Autorit&agrave; giudiziaria perch&eacute; ritenute presunte responsabili del reato di commercio abusivo di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione.  Per due degli indagati &egrave; scattato inoltre il deferimento per presunte violazioni al Codice della Navigazione, legate all&rsquo;occupazione abusiva del demanio marittimo, nonch&eacute; per invasione di terreni. Nel corso dell&rsquo;operazione gli operatori hanno sequestrato circa 40 chilogrammi di mitili trovati all&rsquo;interno di un&rsquo;autovettura nella disponibilit&agrave; degli indagati. Il provvedimento pi&ugrave; rilevante ha per&ograve; riguardato tre filari di cozze abusivamente installati in mare, per una quantit&agrave; complessiva stimata in circa 20 tonnellate di prodotto. </p> <p class="isSelectedEnd">L&rsquo;Autorit&agrave; giudiziaria ha disposto il sequestro sia del prodotto ittico sia delle strutture abusive individuate nel tratto di mare interessato dai controlli.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, scoperto maxi allevamento abusivo di mitili nel Mar Piccolo: sequestrate 20 tonnellate di cozze</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015257/taranto-scoperto-maxi-allevamento-abusivo-di-mitili-nel-mar-piccolo-sequestrate-20-tonnellate-di-cozze.html</link>
      <description>Operazione congiunta di Polizia di Stato, Guardia Costiera e ASL. Individuati impianti illegali nel demanio marittimo, sequestrate strutture</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015257/taranto-scoperto-maxi-allevamento-abusivo-di-mitili-nel-mar-piccolo-sequestrate-20-tonnellate-di-cozze.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 18:13:11 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Una vasta operazione di controllo nel settore della mitilicoltura ha portato alla scoperta di impianti abusivi nel Mar Piccolo di Taranto e alla denuncia di tre persone.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>L&rsquo;intervento &egrave; stato condotto dalla Polizia di Stato, dalla Guardia Costiera e dal personale della ASL &ndash; Dipartimento di Prevenzione, Servizio Veterinario, nell&rsquo;ambito di attivit&agrave; finalizzate alla tutela della salute pubblica e al contrasto delle attivit&agrave; illecite nel settore alimentare.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Grazie alle rilevazioni effettuate con sistemi GPS in dotazione alla Guardia Costiera, &egrave; stata accertata la presenza di strutture destinate alla coltivazione di mitili realizzate su area demaniale marittima in assenza di autorizzazioni e concessioni.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Al termine degli accertamenti, tre persone sono state denunciate all&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria per presunto commercio abusivo di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione. Due di loro risultano inoltre deferite per violazioni al Codice della Navigazione e invasione di terreni.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Nel corso dell&rsquo;operazione sono stati sequestrati circa 40 chili di mitili rinvenuti in un&rsquo;autovettura nella disponibilit&agrave; degli indagati e tre filari abusivi di cozze per un quantitativo complessivo stimato in circa 20 tonnellate.&nbsp;</span><span>L&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria ha disposto il sequestro del prodotto ittico e delle strutture illegali rinvenute.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Martina Franca, ecco il «cavallo Murgese» al servizio del Quirinale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015209/martina-franca-ecco-il-cavallo-murgese-al-servizio-del-quirinale.html</link>
      <description>È il Progetto “San Giorgio“, un’eccellenza tutta italiana promossa dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Martina Franca che sta ridefinendo il futuro di una delle razze equine più affascinanti del nostro Paese</description>
      <author>OTTAVIO CRISTOFARO</author>
      <category>cavallo murgese,martina franca,quirinale</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015209/martina-franca-ecco-il-cavallo-murgese-al-servizio-del-quirinale.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 17:55:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Eleganza, storia e genetica che unisce i boschi delle Murge al Palazzo del Quirinale. &Egrave; il Progetto &ldquo;San Giorgio&ldquo;, un&rsquo;eccellenza tutta italiana promossa dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversit&agrave; di Martina Franca che sta ridefinendo il futuro di una delle razze equine pi&ugrave; affascinanti del nostro Paese: il cavallo Murgese.</p> <p>L&rsquo;obiettivo &egrave; ambizioso e di altissima rappresentanza, ovvero selezionare e allevare esemplari che, per portamento, affidabilit&agrave; e dimensioni, siano idonei a entrare nel prestigioso Reggimento Corazzieri, la guardia d&rsquo;onore del Presidente della Repubblica. Per sfilare nelle cerimonie ufficiali dello Stato, non basta la bellezza. Il Reggimento Corazzieri ha esigenze strutturali rigidissime, prima tra tutte un&rsquo;altezza al garrese superiore ai 170 centimetri. Una statura imponente, non comune, che richiede un lavoro di selezione mirato. &Egrave; qui che entra in gioco la scienza. Grazie alla consulenza scientifica del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell&rsquo;Universit&agrave; di Teramo, il progetto adotta le pi&ugrave; moderne tecniche di fecondazione artificiale, utilizzando riproduttori di elevata statura per garantire la continuit&agrave; e il potenziamento dei tratti distintivi della razza.</p> <p>I puledri nati presso il centro di selezione equestre dei Carabinieri di Martina Franca seguono un iter preciso. Nascono e crescono in Puglia, affrontano un addestramento specifico e, al compimento del quarto anno di et&agrave;, vengono ufficialmente trasferiti al Reggimento Corazzieri per iniziare il loro servizio di alta rappresentanza.</p> <p>Il simbolo di questo successo ha gi&agrave; un nome e un manto splendido: si chiama Zahir del Galeone. &Egrave; lui il primo puledro nato sotto l&rsquo;egida del progetto &ldquo;San Giorgio&ldquo;, venuto alla luce presso il centro di selezione equestre &ldquo;Galeone-Gorgofreddo&rdquo;, fiore all&rsquo;occhiello gestito dal reparto biodiversit&agrave; di Martina Franca.</p> <p>Ma Zahir non rester&agrave; solo a lungo. Quest&rsquo;anno, la scuderia pugliese vedr&agrave; la nascita di altri 5 puledri nati dalla stessa selezione scientifica, pronti a seguire le sue impronte verso la Capitale.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Dopo 12 anni il titolo di Miss Mondo Italia torna in Puglia: è la tarantina Mia Zottoli Montanaro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2015065/dopo-12-anni-il-titolo-di-miss-mondo-italia-torna-in-puglia-e-la-tarantina-mia-zottoli-montanaro.html</link>
      <description>La 21enne incoronata a Gallipoli ha radici argentine ed è un’ex pallavolista. Sarà lei a rappresentare ufficialmente l'Italia alla prossima finale internazionale di Miss World</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>mia zottoli montanaro,miss mondo italia</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 17:08:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mia Zottoli Montanaro, 21 anni, 22 il prossimo 15 agosto, di Taranto, &egrave; stata incoronata Miss Mondo Italia 2026. Sar&agrave; lei a rappresentare ufficialmente l'Italia alla prossima finale internazionale di Miss World, portando sul prestigioso palcoscenico mondiale il volto, i valori e l&rsquo;eleganza del nostro Paese. La giovane pugliese ha conquistato giuria e pubblico nella Finale Nazionale di Miss Mondo Italia 2026, che si &egrave; tenuta nell&rsquo;Ecoresort Le Siren&eacute; di Gallipoli.</p> <p>Nata e cresciuta a Taranto, pur conservando con orgoglio le proprie radici familiari argentine, Mia Zottoli Montanaro ha raccontato con emozione il percorso vissuto all&rsquo;interno del concorso, definendolo &laquo;un&rsquo;esperienza unica di crescita personale e umana&raquo;. Nel suo racconto, la neo Miss Mondo Italia ha evidenziato il ruolo fondamentale dello sport nella propria formazione. Per sei anni pallavolista, fino al campionato di Serie B2 con Castellaneta, ha maturato attraverso l&rsquo;attivit&agrave; sportiva valori che oggi considera essenziali nella vita quotidiana. &laquo;Lo sport &egrave; stato decisivo durante la mia crescita personale. Mi ha insegnato la disciplina e il rispetto per se stessi e per gli altri&raquo;, ha sottolineato.  La serata finale, condotta da Antonio Mezzancella, ha visto anche le esibizioni del violinista Pierpaolo Foti e del cantante Valerio Scanu.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Ilva, il tavolo al Mimit sulla trattativa per vendere. Il governo insiste: «Lo stabilimento deve sopravvivere»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2014342/ilva-il-tavolo-al-mimit-sulla-trattativa-per-vendere-il-governo-insiste-lo-stabilimento-deve-sopravvivere.html</link>
      <description>Oggi l’incontro al ministero. E il Consiglio d’Europa sferza l’Italia: accelerare le opere per «ambientalizzare» lo stabilimento</description>
      <category>mimit,ilva</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:57:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;Ilva dovr&agrave; sopravvivere malgrado tutto. &Egrave; il messaggio del ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, in vista di un nuovo incontro con i sindacati sull&rsquo;acciaieria che si terr&agrave; oggi al Mimit dopo l&rsquo;ennesimo stop giudiziario. La Cassazione ha depositato venerd&igrave; il dispositivo che rigetta il ricorso di Ilva e mantiene sotto sequestro probatorio l&rsquo;Altoforno 1 a Taranto, spento dall&rsquo;incidente avvenuto nel maggio dello scorso anno.</p> <p>&laquo;Un sequestro probatorio che dura da oltre un anno &egrave; un&rsquo;anomalia&raquo;, ha detto Urso sabato a margine del Forum in Masseria di Manduria. Secondo il ministro, il fermo dell&rsquo;impianto &egrave; costato all&rsquo;azienda oltre 2 miliardi di euro e ha trasmesso ai potenziali acquirenti del gruppo siderurgico, il fondo statunitense Flacks Group e Jindal Steel International, il segnale di un contesto che vuole la chiusura dello stabilimento. Un messaggio che, ha sostenuto, proviene non solo dal potere giudiziario ma anche dagli enti locali.</p> <p>Sul polo di Taranto resta alta anche l&rsquo;attenzione internazionale. Il Consiglio d&rsquo;Europa ha chiesto all&rsquo;Italia di accelerare gli interventi necessari affinch&eacute; lo stabilimento non costituisca pi&ugrave; un pericolo per la salute dei cittadini e per l&rsquo;ambiente, fissando alla fine dell&rsquo;anno il termine per un aggiornamento sulla situazione.</p> <p>La richiesta &egrave; contenuta nella decisione adottata dal Comitato dei ministri del Consiglio d&rsquo;Europa dopo l&rsquo;esame della documentazione trasmessa da Roma in seguito alle quattro condanne inflitte all&rsquo;Italia dalla Corte europea dei diritti umani tra il 2019 e il 2022 per non aver adottato misure sufficienti a proteggere la popolazione dall&rsquo;inquinamento prodotto dal siderurgico.</p> <p>Il ministro dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito che l&rsquo;obiettivo del governo &egrave; realizzare &laquo;uno degli impianti pi&ugrave; moderni d&rsquo;Europa&raquo;, sostenendo che mantenere la produzione di acciaio primario in Italia &egrave; strategico per evitare una maggiore dipendenza dalle importazioni. La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ha invece confermato la disponibilit&agrave; a proseguire il sostegno ai lavoratori attraverso gli ammortizzatori sociali. Al momento &egrave; stata autorizzata la cassa integrazione per fino a 4.450 dipendenti del gruppo, di cui 3.800 a Taranto, fino a febbraio 2027. Sono circa 10mila i dipendenti diretti totali, e altrettanti quelli dell&rsquo;indotto.</p> <p>All&rsquo;incontro di oggi il governo aggiorner&agrave; i sindacati sullo stato della trattativa per la cessione dopo le richieste di approfondimento fatte dai commissari. Per Jindal i nodi principali riguardano le garanzie occupazionali rispetto a un piano che rischia di comportare 6mila esuberi mentre per Flacks la sostenibilit&agrave; finanziaria e i partner industriali. Il gruppo Usa sta lavorando al piano in un tavolo tecnico con Metinvest Adria e Danieli.</p> <p>I sindacati rinnoveranno il loro allarme per una vertenza considerata a un punto di non ritorno, con produzione ai minimi, licenziamenti nell&rsquo;indotto e proposte inadeguate dai potenziali investitori e chiederanno l&rsquo;intervento dello Stato per scongiurare l&rsquo;esplosione di una bomba sociale.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Trasporti e turismo, la sfida della Puglia: più Frecciarossa e voli Ita, ma restano i nodi dei collegamenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2014247/trasporti-e-turismo-la-sfida-della-puglia-piu-frecciarossa-e-voli-ita-ma-restano-i-nodi-dei-collegamenti.html</link>
      <description>Strisciuglio (Trenitalia): «A partire da luglio la Puglia avrà treni più veloci». Pappalardo (Ita): «Troppo spazio alle low cost, noi vogliamo crescere»</description>
      <author>Mimmo Mazza</author>
      <category>forum in masseria</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:27:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Uno annuncia collegamenti ferroviari pi&ugrave; veloci tra la Puglia e il resto d&rsquo;Italia, l&rsquo;altro sostiene che la Puglia meriterebbe tre voli in pi&ugrave; al giorno per Fiumicino e Linate, entrambi - ospiti del Forum in Masseria organizzato da Bruno Vespa con Comin &amp; Partners - sperimentano come nel frattempo sia difficile arrivare in questo lembo di Salento, servito da stradine del tutto inadeguate.</p> <p>&laquo;Lecce, Bari e Napoli saranno ancora pi&ugrave; vicine dal primo luglio, grazie al Frecciarossa&raquo; esordisce Gianpiero Strisciuglio, ad e dg Trenitalia. &laquo;Dal 1&deg; luglio - ha detto - attiveremo questo nuovo collegamento che ha un valore simbolico e territoriale. Collegheremo Lecce a Napoli, passando per Bari e per Napoli Afragola. Bari dal capoluogo campano sar&agrave;, quindi, raggiungibile in 3 ore e mezza. Man mano arriveremo a due ore fra i capoluoghi di Puglia e Campania&raquo;. Nuovi collegamenti che vogliono anche confermare come tra gli obiettivi ci sia anche la crescita dei passeggeri. &laquo;La domanda - ha continuato l'ad di Trenitalia - &egrave; alta, molto di pi&ugrave; del pre Covid. Attraverso gli investimenti e il sistema industriale, vogliamo garantire la mobilit&agrave; anche in presenza di cantieri con soluzioni alternative stringendo i tempi di interruzione. Attualmente ci sono dei cantieri in Italia, vero, ma rappresentano il mezzo per migliorare il futuro della nazione. Oltretutto il sistema ferroviario, attualmente, regge in modo performante e questo modello &egrave; diventato anche un esempio per altri Paesi europei che, al nostro contrario, quando lavorano sull'infrastruttura bloccano totalmente la circolazione&raquo;. In chiusura anche una sguardo oltreconfine. &laquo;La concorrenza internazionale - ha dichiarato Strisciuglio - porter&agrave; a far crescere e migliorare ulteriormente il servizio. La competizione non &egrave;, quindi, un concetto esclusivamente relativo al prezzo, ma alla qualit&agrave;. Noi in Italia gi&agrave; l'abbiamo vissuta e questo ha fatto lavorare meglio anche Trenitalia. Le nostre mire estere sono forti e l'anno prossimo, collaborando con i vettori ferroviari di Austria e Germania, porteremo il Frecciarossa a Monaco di Baviera, collegandolo in un primo momento con Milano e Roma&raquo;.</p> <p>Ita, dal canto suo, non taglier&agrave; voli questa estate e i biglietti, data la situazione generale, aumenteranno ma di poco: massimo il 5% spiega Sandro Pappalardo, presidente della compagnia aerea. &laquo;Oggi noi contiamo 108 aeromobili, siamo partiti da 53, il 74% &egrave; di nuova generazione. Abbiamo l'ambizione di arrivare al 2030 con aeromobili tutti di nuova generazione e quindi essere la compagnia pi&ugrave; giovane d'Europa. Gli Airbus di nuova generazione consumano il 20-25% in meno di carburante. Questo, legato ad un'operazione di hedging che abbiamo posto in essere a fine 2025 e ci assicura a prezzi calmierati l'80% del carburante che ci serve per volare, ci permette di non tagliare i voli in questa summer e quindi quando andiamo a leggere che il gruppo Lufthansa taglier&agrave; 20.000 voli, Ita non &egrave; all'interno di quei voli. Non solo non annulleremo voli a causa del costo carburante, ma riusciamo anche a non incidere negativamente sul costo dei biglietti: probabilmente ci sar&agrave; un piccolo aumento dovuto a tutto il contesto ma crediamo di riuscire a chiudere la stagione estiva con un incremento del costo dei biglietti che non superer&agrave; il 5%&raquo;. Posso pregarvi di non cedere troppe rotte interne a Ryanair? - chiede Vespa - &laquo;&Egrave; vero - replica Pappalardo - ma noi non siamo in competizione con le low cost, ognuno ha un proprio mercato. Loro sono nei settori dove le compagnie di bandiera non riuscivano ad entrare per mancanza di aeromobili&raquo;. Sarebbe un mercato remunerativo? &laquo;Non del tutto, - risponde - le rotte interne non lo sono. Noi abbiamo deciso un altro tipo di offerta, abbiamo standard molto elevati. I territori spesso aiutano altre compagnie che non sono nostri competitor. I territori per&ograve; meriterebbe di pi&ugrave;, la Puglia ad esempio avrebbe bisogno almeno di 3 voli Ita al giorno in pi&ugrave;&raquo;.</p> <p>&laquo;Il turismo &egrave; un'industria, e soprattutto esistono le industrie dei turismi, perch&eacute; sono tantissimi e ogni territorio dovrebbe avere una vocazione adatta alle sue specificit&agrave;&raquo; aggiunge il ministro Gianmarco Mazzi, che nel suo intervento al Forum in Masseria torna sull'opportunit&agrave; di diversificare e distribuire i flussi turistici su tutto il territorio. &laquo;Abbiamo in Italia delle citt&agrave; importantissime, di valore globale, planetario, dal punto di vista turistico: penso a Roma, Firenze, Venezia, Capri&raquo;, ha sottolineato Mazzi. &laquo;Dobbiamo per&ograve; ora accingerci a scrivere un prossimo capitolo del turismo italiano, dedicato ai territori che sono al di fuori dei centri del cosiddetto turismo di massa&raquo;. Un impegno da portare avanti &laquo;anche sul piano tecnologico, perch&eacute; oggi i turisti, soprattutto stranieri, pianificano digitalmente&raquo;, ha aggiunto, e puntare cos&igrave; a valorizzare &laquo;i mercati rionali di Catania, i territori dell'Appennino, i vicoli di Matera, luoghi che dobbiamo far conoscere al mondo per una migliore distribuzione dei flussi su tutto il nostro territorio&raquo;.&nbsp;</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Rinnovo Provincia Taranto, 5 seggi al “campo largo". Più forte la maggioranza del presidente Palmisano (Pd)</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2014644/rinnovo-provincia-taranto-5-seggi-al-campo-largo-piu-forte-la-maggioranza-del-presidente-palmisano-pd.html</link>
      <description>Si è concluso, alle ore 23 di ieri sera,  con un netto rafforzamento della maggioranza a sostegno del presidente della Provincia, lo scrutinio per il rinnovo del Consiglio provinciale di Taranto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (FABIO VENERE)</author>
      <category>consiglio provinciale,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2014644/rinnovo-provincia-taranto-5-seggi-al-campo-largo-piu-forte-la-maggioranza-del-presidente-palmisano-pd.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:09:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>Si &egrave; concluso, alle ore 23 di ieri sera,&nbsp;&nbsp;con un netto rafforzamento della maggioranza a sostegno del presidente della Provincia, nonch&eacute; sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano (Pd), lo scrutinio per il rinnovo del Consiglio provinciale di Taranto.&nbsp;</span></p> <p><span>L&rsquo;esito delle urne, che ha visto un&rsquo;affluenza significativa (potevano votare per&ograve; solo i sindaci e i consiglieri dei comuni ionici), delinea un quadro politico a Palazzo del Governo che premia il centrosinistra e conferma la solidit&agrave; delle alleanze civiche e partitiche che gravitano attorno all'amministrazione provinciale.</span></p> <p><span>Il dato politico pi&ugrave; rilevante della tornata elettorale di ieri sera &egrave;, senza dubbio, il risultato della lista dei "Democratici e Progressisti", espressione del cosiddetto "campo largo", che ha unito sotto lo stesso simbolo gli esponenti di Partito democratico, Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e, in questo caso, anche di Azione. La lista progressista, infatti, ha ottenuto un consenso netto, conquistando ben 5 seggi (su 12) in Consiglio. Un risultato che consolida la leadership del centrosinistra e che d&aacute; continuit&agrave; all'azione politica di Palmisano. In particolare, gli eletti di questa lista sono: Gianni Azzaro; Gianpiero Strusi; Maria Santoro; Vito Rossini; Angelita Salamina.</span></p> <p><span>Ottima performance anche per la lista civica "Patto Jonico", fortemente voluta dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti. Con&nbsp;</span><span>3 seggi</span><span>&nbsp;conquistati, la lista si conferma una componente centrale dell'equilibrio consiliare. &Egrave; bene sottolineare, tuttavia, che di questi tre scranni, uno &egrave; frutto dell'apertura politica verso l'Udc (Emiliano Messina &egrave; stato eletto). Gli altri due seggi attribuiti alla lista civica di area di centrosinistra, invece, riguardano le consigliere comunali tarantine del gruppo &ldquo;Unire Taranto Con Bitetti&rdquo;: Patrizia Boccuni e Daniela Galiano.</span></p> <p><span>Sul fronte dell'opposizione, il centrodestra si riorganizza all'interno dell'aula. In particolare, Fratelli d'Italia si conferma la prima forza della coalizione di centrodestra ottenendo&nbsp;</span><span>2 seggi (Roberto Pugiia e Tiziana Toscano)</span><span>. A completare la pattuglia del centrodestra sono Forza Italia, con&nbsp;</span><span>1 seggio (Giandomenico Pilolli)</span><span>, e la lista "Prima Taranto" &ndash; espressione della Lega &ndash; che porta a casa&nbsp;</span><span>1 seggio (il consigliere comunale Tarantino, Salvatore Brisci).</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, aggredisce l’ex moglie, un vigilante e un medico: 55enne oggi dinanzi al giudice. Revocati i domiciliari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2014146/taranto-aggredisce-lex-moglie-un-vigilante-e-un-medico-55enne-oggi-dinanzi-al-giudice.html</link>
      <description>Condanna del gesto anche dall’Ordine dei medici e della Cgil</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>taranto</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 06:11:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sar&agrave; interrogato questa mattina il 55enne tarantino finito ai domiciliari per aver aggredito sabato mattina prima la sua ex moglie, poi un un vigilante e infine un medico in servizio al Santissima Annunziata di Taranto. L'uomo, difeso dall'avvocato Rosario Orlando, dovr&agrave; comparire dinanzi al gip Gabriele Antonaci per l'udienza di convalida nella quale l'indagato potr&agrave; decidere di rispondere alle domande del gip e fornire la sua versione dei fatti oppure avvalersi della facolt&agrave; di non rispondere.</p> <p>La vicenda sarebbe nata da una discussione tra la ex moglie dell&rsquo;indagato e il medico che aveva visitato la madre di quest&rsquo;ultima. Pomo della discordia, la decisione del professionista di non ricoverare l&rsquo;anziana signora. Dopo un confronto acceso nel reparto, infatti, la donna sarebbe tornata in pronto soccorso e l&igrave; avrebbe iniziato a urlare che il medico che le aveva alzato le mani. In quel momento &egrave; intervenuto il 55enne che inizialmente avrebbe avuto uno scontro proprio con la ex: secondo le testimonianze raccolte, l&rsquo;indagato le avrebbe anche messo le mani al collo fino all&rsquo;intervento del vigilante che, in quei momenti concitati, sarebbe stato colpito con un pugno.</p> <p>Non contento, il 55enne avrebbe raggiunto il reparto in cui opera il medico e, dopo averlo individuato, lo ha colpito con una testata al volto. Il professionista ha riportato la frattura del setto nasale con una prognosi di 30 giorni. Nonostante le lesioni, avrebbe deciso di portare a termine il proprio turno di lavoro.</p> <p>Sulla vicenda &egrave; intervenuto anche l'Ordine dei medici di Taranto che in una nota ha ribadito come</p> <p>&laquo;Usare violenza, fisica o verbale, verso coloro che a vario titolo sono in servizio nelle strutture mediche significa togliere agli operatori sanitari la serenit&agrave; necessaria per svolgere il delicato compito di assicurare a tutti i cittadini il diritto alla salute. Simili atti sono, dunque, inaccettabili perch&eacute; colpiscono l&rsquo;intera comunit&agrave;&raquo; ha affermato la presidente Marialetizia Marra. Per Maria Teresa Coppola, coordinatrice dell&rsquo;Area Dirigenza Medica e Sanitaria della Fp Cgil Taranto &laquo;Le aggressioni non possono essere considerate eventi inevitabili&raquo; e &laquo;occorre intervenire sulle cause organizzative che alimentano tensioni e conflitti, attraverso un rafforzamento degli organici, una migliore organizzazione dei servizi e adeguati percorsi di prevenzione del rischio&raquo;. Sul punto sono intervenuti anche Cristina Fam&agrave; e Cosimo Sardelli di Fp Cgil: la prima ha richiamato l'attenzione sulla sicurezza degli operatori sanitari che &laquo;deve diventare una priorit&agrave; attraverso investimenti strutturali&raquo; il secondo ha invece ricordato che &laquo;Difendere chi lavora negli ospedali significa difendere il diritto alla salute di tutta la comunit&agrave;. Per questo chiediamo interventi concreti, risorse adeguate e un piano organico di prevenzione che metta al centro la sicurezza e la dignit&agrave; delle lavoratrici e dei lavoratori della sanit&agrave;&raquo;.</p> <h3>REVOCATI I DOMICILIARI AL 55ENNE</h3> <p>Arresto convalidato e sostituzione degli arresti domiciliari con l&rsquo;obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per il 55enne arrestato dopo l'aggressione avvenuta il 13 giugno nel reparto di Neurochirurgia dell&rsquo;ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Lo ha disposto il gip del Tribunale di Taranto, Gabriele Antonaci, al termine dell&rsquo;interrogatorio di garanzia.  L&rsquo;uomo, difeso dall&rsquo;avvocato Rosario Orlando, era stato arrestato in quasi flagranza con l&rsquo;accusa di lesioni personali nei confronti di un neurochirurgo in servizio nel nosocomio. Secondo quanto ricostruito negli atti, il 55enne avrebbe raggiunto il reparto di Neurochirurgia dopo essere stato contattato dall&rsquo;ex moglie, presente in ospedale insieme alla madre anziana. Convinto che il medico avesse avuto un comportamento irrispettoso nei confronti della donna durante una discussione legata alle indicazioni terapeutiche e al possibile ricovero dell&rsquo;anziana, avrebbe chiesto di parlare con il sanitario. Una volta raggiunto il neurochirurgo, per&ograve;, si sarebbe scagliato contro di lui colpendolo con una testata al volto. Il medico riport&ograve; la frattura delle ossa nasali, giudicata guaribile in 30 giorni. </p> <p>Dalle dichiarazioni raccolte nell&rsquo;immediatezza emerge inoltre che, prima dell&rsquo;aggressione al professionista, il 56enne avrebbe avuto un comportamento violento anche nei confronti dell&rsquo;ex moglie e sarebbe stato notato da una guardia giurata intervenuta per cercare di riportare la calma e allertare le forze dell&rsquo;ordine.  Nel corso dell&rsquo;udienza di convalida l&rsquo;indagato ha risposto alle domande del giudice, fornendo la propria versione dei fatti. Il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi e il pericolo di reiterazione, ma ha considerato sufficiente una misura non detentiva.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto beffato al 95’, sfuma il sogno della Serie D. Invasione di campo, aggressione ai calciatori rossoblù VIDEO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2014060/taranto-beffato-al-95-e-sfuma-il-sogno-della-serie-d-nella-finale-playoff-i-tifosi-aggrediscono-i-calciatori-rossoblu.html</link>
      <description>La finale playoff sul campo di Massafra: i campani in vantaggio, pareggio di Aguilera e gol decisivo di Terracino nel recupero del secondo tempo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto calcio,serie d sfumata,aggressione</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 18:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="867" data-end="1007" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Finale playoff di Eccellenza ad altissima tensione sul neutro di Massafra (Taranto), dove il Taranto vede sfumare il sogno della Serie D all&rsquo;ultimo respiro e nel peggiore dei modi. Ad accedere alla quarta serie &egrave; il Gladiator, che si impone per 2-1 al termine di un match convulso e drammatico. </p> <p data-start="867" data-end="1007" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il post-partita &egrave; stato purtroppo segnato dal caos. Subito dopo il triplice fischio, un gruppo di supporter rossobl&ugrave; ha eluso i controlli forzando un cancello d&rsquo;ingresso e scagliandosi contro i calciatori del Taranto, in particolare il capitano Nicola Loiodice. Solo il tempestivo intervento degli agenti di polizia presenti in assetto antisommossa hanno evitato il peggio, permettendo alla squadra di rifugiarsi negli spogliatoi. Attimi di forte attrito si sono registrati anche sugli spalti, con accenni di rissa tra le due tifoserie e contestazioni interrotte dalle forze dell&rsquo;ordine. </p> <p data-start="867" data-end="1007" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il vantaggio campano &egrave; arrivato al 34' della prima frazione grazie a Mansour. I pugliesi hanno reagito subito in avvio di ripresa, trovando il pareggio al 47' con Aguilera. Quando i tempi supplementari sembrano ormai inevitabili &amp;amp;#8212; in virt&ugrave; del pareggio della gara d&rsquo;andata &amp;amp;#8212;, in pieno recupero (94') si &egrave; consumata la beffa: Terracino ha siglato la rete del definitivo 2-1 dopo un calcio d&rsquo;angolo contestato. Al fischio di chiusura l'invasione di campo di un gruppo di facinorosi.</p> <p data-start="867" data-end="1007" data-is-last-node="" data-is-only-node=""></p> <p><iframe width="267" height="476" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F3587427018074184%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" data-mce-fragment="1"></iframe></p> <p data-start="867" data-end="1007" data-is-last-node="" data-is-only-node=""></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Forum in Masseria, Tajani frena sul rimpasto e attacca Vannacci: «Ora è la quinta colonna della sinistra»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013961/forum-in-masseria-tajani-frena-sul-rimpasto-e-attacca-vannacci-ora-e-la-quinta-colonna-della-sinistra.html</link>
      <description>Il vice premier e ministro degli Esteri, ospite all'evento a Manduria, aggiorna anche sul caso degli attivisti italiani detenuti in Libia: «Stiamo lavorando per farli tornare in Italia il prima possibile».</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>tajani,forum in masseria</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 16:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Il rimpasto di governo non &egrave; all&rsquo;ordine del giorno&raquo;. Lo ha detto a Manduria il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del suo intervento al Forum in Masseria. Il riferimento riguarda l'ipotesi di modifiche all&rsquo;esecutivo, con la sostituzione di Piantedosi con Matteo Salvini al Viminale, ipotesi caldeggiata dalla Lega.&nbsp;</p> <p>Il vicepremier ha ripreso il discorso anche sulla Flotilla e&nbsp;sulle condizioni degli attivisti italiani detenuti in Libia: &laquo;Stiamo seguendo minuto per minuto, sono detenuti e hanno ricevono le visite consolari regolarmente. Stanno in buona salute. Questa &egrave; l&rsquo;ultima relazione che abbiamo avuto dal nostro console e stiamo lavorando per farli tornare in Italia il prima possibile&raquo;.</p> <p>Tajani ha quindi commentato alcune frasi di Carlo Calenda, anche lui al Forum, ha dichiarato che &laquo;per vincere il centrodestra all&rsquo;ultimo minuto si alleer&agrave; con Vannacci&raquo;. &laquo;Le decisioni le prendiamo noi, non le prende Calenda - ha dichiarato il vicepremier -. Calenda, buon per lui, ne sa pi&ugrave; di noi. Mi pare che l&rsquo;ho gi&agrave; detto, che Vannacci sia da questo momento la quinta colonna della sinistra. Perch&eacute; ha deciso lui di uscire dal centrodestra e di fare opposizione al centrodestra. Quindi le conclusioni sono facili&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, maxi giro di droga in carcere: in 17 patteggiano la pena</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013866/taranto-maxi-giro-di-droga-in-carcere-in-17-patteggiano-la-pena.html</link>
      <description>Altri due imputati sono stati condannati al termine del rito abbreviato. Nel mirino degli inquirenti sono finiti non soltanto alcuni detenuti del «Carmelo Magli» ma anche molti tra amici e familiari che si sarebbero prestati a fare da ganci esterni</description>
      <author>[F.Ca.]</author>
      <category>carcere taranto,spaccio droga</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:46:45 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Si &egrave; chiusa con 17 patteggiamenti e due condanne in abbreviato la prima fase dell'udienza preliminare per 71 imputati coinvolti in una delle inchieste sullo spaccio di droga in carcere. &Egrave; stata la giudice Alessandra Romano a firmare la sentenza che ha dato il via libera alla pena concordata tra i difensori e il pm Lucia Isceri che ha coordinato l'indagine congiunta della Squadra mobile e del Nucleo Investigativo Regionale di Puglia e Basilicata della Polizia Penitenziaria e del Reparto ionico del corpo. Il magistrato ha dato il via libera a pene comprese tra un minimo di 8 mesi di reclusione fino a un massimo di 3 anni e 8 mesi di carcere.</p> <p>Nel mirino degli inquirenti sono finiti non soltanto alcuni detenuti del &laquo;Carmelo Magli&raquo; ma anche molti tra amici e familiari che si sarebbero prestati a fare da ganci esterni: nelle carte dell&rsquo;inchiesta infatti emerge il ruolo dei imputati &laquo;disponibili a effettuare il trasporto e la cessione della droga all&rsquo;interno del carcere&raquo; guadagnando fino a 1000 euro per ogni consegna. Due imputati, come detto, sono invece stati condannati al termine del processo con rito abbreviato.</p> <p>Complessivamente le persone finite sotto accusa sono 71: per gli altri 52 la Procura ha effettuato uno stralcio e proceder&agrave; verosimilmente con il rito abbreviato.</p> <p>Il penitenziario ionico, secondo l'accusa, era stato trasformato in una centrale operativa del traffico di stupefacenti: microtelefoni, hashish, schede sim intestate a extracomunitari e i proventi dell&rsquo;attivit&agrave; illecita versati su carte Postepay. Alcuni mesi fa furono 25 gli arresti, di cui 9 ai domiciliari e 16 in carcere.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>A Taranto rinnovo del consiglio provinciale, oggi al voto i 27 Comuni: urne aperte fino alle 20</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013764/a-taranto-rinnovo-del-consiglio-provinciale-oggi-al-voto-i-27-comuni-urne-aperte-fino-alle-20.html</link>
      <description>Cinque liste, 47 candidati per 12 seggi disponibili. Solo per i sindaci e i consiglieri</description>
      <author>redazione taranto</author>
      <category>elezioni provinciali,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013764/a-taranto-rinnovo-del-consiglio-provinciale-oggi-al-voto-i-27-comuni-urne-aperte-fino-alle-20.html</guid>
      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 13:52:18 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Cinque liste, 47 candidati per 12 seggi disponibili. Sono i numeri della corsa per il rinnovo del Consiglio provinciale di Taranto previsto per oggi, dalle 8 alle 20. Si tratta, &egrave; opportuno ribadirlo, di consultazioni di secondo livello (non votano i cittadini ma i consiglieri e i sindaci dei 27 comuni ionici) e non riguardano il presidente della Provincia: Gianfranco Palmisano, infatti, rimarr&agrave; in carica indipendentemente dall&rsquo;esito della votazione.</p> <p>Il centrosinistra si presenta al voto con il cosiddetto Campo largo, applicando in salsa locale lo schema nazionale, presentando quindi una lista unitaria con Pd, M5s e Avs. La parte moderata del centrosinistra, in cui l&rsquo;Area Bitetti sembra davvero recitare un ruolo egemone, scende in campo invece con una formazione civica (&ldquo;Patto Jonico&rdquo;) di ispirazione talmente centrista da dare ospitalit&agrave; a Emiliano Messina, consigliere comunale dell&rsquo;Udc, che in Consiglio comunale siede tra i banchi del centrodestra all&rsquo;opposizione proprio di Bitetti.</p> <p>Da menzionare, inoltre, il caso tutto interno ad Azione. Il movimento di Calenda schiera la sua commissaria provinciale, Angelita Salamina, consigliera comunale di Martina Franca, nella lista del Campo largo mentre il suo consigliere del capoluogo (Enzo Di Gregorio) si candida nella lista vicina al sindaco di Taranto. Il centrodestra, invece, dal canto suo, conferma la spaccatura in tre tronconi con i partiti conservatori (Fratelli d&rsquo;Italia, Forza Italia e Lega) che hanno preferito imboccare la strada autonomista rispetto a quella che avrebbe portato ad una lista unitaria. Lo spoglio inizier&agrave; al termine alla chiusura del seggio.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Trasporti, Ita e le strategie degli aeroporti: «La Puglia meriterebbe almeno tre voli al giorno in più»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013653/trasporti-ita-critica-la-strategia-degli-aeroporti-la-puglia-meriterebbe-almeno-tre-voli-al-giorno-in-piu-ma-i-territori-aiutano-le-low-cost.html</link>
      <description>Il presidente dell'ex compagnia di bandiera Pappalardo al Forum di Manduria: «Noi abbiamo standard molto elevati e ognuno ha il suo mercato»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>sandro pappalardo,ita airways,forum in masseria</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013653/trasporti-ita-critica-la-strategia-degli-aeroporti-la-puglia-meriterebbe-almeno-tre-voli-al-giorno-in-piu-ma-i-territori-aiutano-le-low-cost.html</guid>
      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 12:06:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ita non taglier&agrave; voli questa estate e i biglietti, data la situazione generale, aumenteranno ma di poco: massimo il 5%. Lo ha detto Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways, intervenendo al forum in Masseria, rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa sull'annunciato taglio di migliaia di voli di Lufthansa. &laquo;Oggi noi contiamo 108 aeromobili, siamo partiti da 53, il 74% &egrave; di nuova generazione. Abbiamo l'ambizione di arrivare al 2030 con aeromobili tutti di nuova generazione e quindi essere la compagnia pi&ugrave; giovane d'Europa. Gli Airbus di nuova generazione consumano il 20-25% in meno di carburante. Questo, legato ad un'operazione di hedging che abbiamo posto in essere a fine 2025 e ci assicura a prezzi calmierati l'80% del carburante che ci serve per volare, ci permette di non tagliare i voli in questa summer e quindi quando andiamo a leggere che il gruppo Lufthansa taglier&agrave; 20.000 voli, Ita non &egrave; all'interno di quei voli. Non solo non annulleremo voli a causa del costo carburante, ma riusciamo anche a non incidere negativamente sul costo dei biglietti: probabilmente ci sar&agrave; un piccolo aumento dovuto a tutto il contesto ma crediamo di riuscire a chiudere la stagione estiva con un incremento del costo dei biglietti che non superer&agrave; il 5%&raquo;.</p> <p>Posso pregarvi di non cedere troppe rotte interne a Ryanair?, chiede Vespa - &laquo;E' vero - replica Pappalardo - ma noi non siamo in competizione con le low cost, ognuno ha un proprio mercato. Loro sono nei settori dove le compagnie di bandiera non riuscivano ad entrare per mancanza di aeromobili&raquo;. Sarebbe un mercato remunerativo? &laquo;Non del tutto, - risponde - le rotte interne non lo sono. Noi abbiamo deciso un altro tipo di offerta, abbiamo standard molto elevati. I territori spesso aiutano altre compagnie che non sono nostri competitor. I territori per&ograve; meriterebbe di pi&ugrave;, la Puglia ad esempio avrebbe bisogno almeno di tre voli Ita al giorno in pi&ugrave;&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Forum in Masseria, Lollobrigida sfida il caporalato: «Premiamo le aziende in regola»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013442/forum-in-masseria-lollobrigida-sfida-il-caporalato-premiamo-le-aziende-in-regola.html</link>
      <description>Il ministro dell'Agricoltura ospite a Manduria. «Incentivi alle imprese iscritte alla rete del lavoro agricolo di qualità e stretta sui controlli»</description>
      <author>Maristella Massari</author>
      <category>lollobrigida,forum in masseria,caporalato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2013442/forum-in-masseria-lollobrigida-sfida-il-caporalato-premiamo-le-aziende-in-regola.html</guid>
      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 09:12:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il caporalato &egrave; una ferita economica perch&eacute; sfrutta le persone, avvelena il mercato, falsifica la concorrenza e colpisce proprio quelle imprese agricole che, soprattutto nel Mezzogiorno, provano a restare dentro le regole pagando salari, contributi, sicurezza, trasporti, alloggi e dignit&agrave;.</p> <p>Il ministro dell&rsquo;Agricoltura Francesco Lollobrigida sceglie di partire da qui. Dal lavoro. Dalla legalit&agrave;. Dal confine, spesso troppo fragile, tra filiera produttiva e filiera dello sfruttamento. &laquo;Non esiste il caporalato tollerabile&raquo;, dice a margine del Forum in Masseria, rispondendo a una domanda sul fenomeno che nel Sud, e in Puglia in particolare, continua a intrecciarsi con la raccolta stagionale, l&rsquo;agricoltura intensiva, la fragilit&agrave; dei lavoratori stranieri e la pressione sui prezzi. Il ministro rivendica le misure adottate dal governo. &laquo;Il mio primo decreto &egrave; stato sulla condizionalit&agrave; sociale, cio&egrave; impedire che chi sfrutta possa ricevere finanziamenti pubblici di qualsiasi natura&raquo;.</p> <p>Un principio semplice: chi non rispetta il lavoro non pu&ograve; incassare risorse dello Stato. Ma, aggiunge Lollobrigida, &laquo;non ci &egrave; bastato&raquo;. Per questo il governo ha deciso di premiare le aziende iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualit&agrave;, quelle pronte a dimostrare di essere &laquo;in regola da ogni punto di vista, soprattutto sul modello occupazionale&raquo;. Il dato indicato dal ministro serve a misurare il cambio di passo: &laquo;Dal 2015, quando &egrave; stata attivata la rete, solo 6.500 aziende avevano aderito. In soli tre anni abbiamo raddoppiato il numero&raquo;.</p> <p>Non solo controlli, dunque, ma anche incentivi. &laquo;Chi &egrave; iscritto alla rete pu&ograve; avere un punteggio aggiuntivo nei bandi&raquo;, spiega Lollobrigida, citando il caso dell&rsquo;agrisolare. Il tema &egrave; decisivo per la Puglia, regione agricola e agroalimentare per vocazione, ma anche terra in cui la qualit&agrave; delle produzioni convive con aree di vulnerabilit&agrave; sociale. Pomodoro, uva, ortaggi, olio: dietro le eccellenze ci sono filiere che reggono se il lavoro &egrave; regolare, se il prezzo non si scarica sull&rsquo;ultimo anello, se le aziende sane non vengono messe fuori mercato da chi taglia i costi sfruttando manodopera irregolare.</p> <p>&laquo;Chi approfitta delle persone fa due cose gravi&raquo;, insiste Lollobrigida. &laquo;La prima &egrave; che le sfrutta. La seconda &egrave; che fa concorrenza sleale agli imprenditori che invece hanno costi molto elevati per rispettare le regole&raquo;.</p> <p>Nel ragionamento del ministro entra anche il rafforzamento della repressione: il ritorno tra i reati penali della somministrazione illecita di lavoro, i controlli, il ruolo dei Carabinieri, l&rsquo;uso delle tecnologie e degli indicatori di rischio per individuare le aree dove pu&ograve; annidarsi il lavoro nero. &laquo;Il modello deve portare alla deterrenza, ma anche alla persecuzione dei reati&raquo;, afferma. Dal caporalato la prospettiva si allarga alla competitivit&agrave; dell&rsquo;agricoltura italiana. In Puglia questo vale soprattutto per l&rsquo;olio extravergine di oliva, simbolo economico, paesaggistico e culturale. Lollobrigida annuncia investimenti sulle filiere strategiche e richiama il piano Coltiva Italia, con risorse dedicate anche all&rsquo;olivicoltura e al contrasto della Xylella.</p> <p>&laquo;L&rsquo;olio italiano &egrave; un&rsquo;altra cosa&raquo;, dice, sottolineando la necessit&agrave; di farne comprendere il valore ai consumatori e di distinguere le produzioni nazionali di alta qualit&agrave; da quelle provenienti da altri Paesi. Per la Puglia, devastata in molte aree dall&rsquo;avanzata del batterio e dalle mancate ricostituzioni produttive, la partita &egrave; doppia: sostenere gli agricoltori colpiti e recuperare legalit&agrave; anche nell&rsquo;uso dei fondi. Il ministro parla di controlli su chi avrebbe ottenuto risorse per reimpiantare senza farlo. &laquo;L&rsquo;ulivo &egrave; produzione, ma anche bellezza&raquo;, osserva. Una frase che, detta in Puglia, pesa pi&ugrave; che altrove.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Giochi del Mediterraneo 2026, Ferrarese: «45 impianti in 21 Comuni: saranno patrimonio per i giovani»</title>
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      <description>Il commissario straordinario rilancia la sfida: investimenti per oltre 400 milioni tra infrastrutture e organizzazione. «Le opere resteranno sul territorio»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>giochi del mediterraneo,ferrarese</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 18:05:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Ce la faremo? Ce la dobbiamo fare. Sono 45 impianti in 21 Comuni, da realizzare in due anni e mezzo. Questa &egrave; la scommessa&raquo;. Lo afferma Massimo Ferrarese, presidente e commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari allo svolgimento dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, nel corso del Forum in Masseria 2026 a Manduria. Ferrarese ha sottolineato che le opere "resteranno sul territorio&raquo; e &laquo;saranno un investimento per i giovani&raquo;.  &laquo;I Giochi li hanno assegnati nel 2019 ma purtroppo non ho trovato un progetto - spiega il commissario -. Ci sono state delle contrapposizioni che non dovrebbero esserci perch&eacute; i Giochi non hanno colore politico. Il Governo con determinazione ha risolto il problema ed ha investito 350 milioni per realizzare i Giochi del Mediterraneo&raquo;.</p> <p>&laquo;Investiamo circa 300 milioni per le opere e arriveremo a 100 milioni per l&rsquo;organizzazione dei Giochi. Ci sono 26 Paesi, tre continenti, 29 discipline sportive, 5.000 atleti che ospiteremo in due navi crociere. Avremmo dovuto realizzare un villaggio ma ho trovato un masterplan dove non c'era nulla. Si prevedono 200mila visitatori. Solo nella citt&agrave; di Taranto ci sono 200 milioni di interventi, tra cui lo stadio, le piscine olimpiche, il centro polifunzionale indoor, il centro nautico per canoa e canottaggio. Il ministro Abodi vive con noi i Giochi, e lo ringrazio. Poi c'&egrave; il tennis, il padel. Ma anche in altre province: a Francavilla Fontana, a Fasano, a Brindisi, a Lecce con la copertura dello stadio. Sono opere che rimarranno sul territorio. &Egrave; un investimento fatto per i giovani&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Incendio a bordo strada: chiusa al traffico la Statale 7 Ter a San Giorgio Jonico</title>
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      <description>Stop alla circolazione in entrambe le direzioni, traffico deviato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>statale 7,san giorgio jonico</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 17:30:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Disagi alla viabilit&agrave; nel pomeriggio lungo la strada statale 7 Ter &laquo;Salentina&raquo;, temporaneamente interdetta al traffico in entrambe le direzioni nel territorio di San Giorgio Jonico (Taranto) a causa di un incendio sviluppatosi nelle aree adiacenti alla carreggiata.</p> <p>La chiusura interessa il tratto all&rsquo;altezza del chilometro 15, dove l'avanzare delle fiamme e le condizioni di sicurezza hanno reso necessario sospendere la circolazione dei veicoli. </p> <p>Sul posto sono intervenuti gli operatori Anas, impegnati nel monitoraggio della situazione, nella gestione della viabilit&agrave; e nelle verifiche tecniche finalizzate alla riapertura dell&rsquo;arteria non appena saranno ripristinate le condizioni di sicurezza.  Per consentire il deflusso del traffico, i veicoli vengono indirizzati lungo percorsi alternativi della rete stradale locale. Le deviazioni sono segnalate attraverso la cartellonistica installata nell&rsquo;area interessata dall&rsquo;emergenza.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>«Ogni singola parola può salvare vite umane»: Dellinoci e Masiello, chi sono i negoziatori della Questura di Taranto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012642/ogni-singola-parola-puo-salvare-vite-umane-dellinoci-e-masiello-chi-sono-i-negoziatori-della-questura-di-taranto.html</link>
      <description>Hanno imparato a lavorare con le parole: a usarle per creare relazioni empatiche in momenti critici, stabilire connessioni intime</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>Michele Masiello e Giuseppe Dellinoci,questura taranto</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 15:56:59 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">&laquo;Ogni singola parola conta perch&egrave; pu&oacute; portare alla salvezza o alla perdita di vite umane&raquo;. Michele Masiello e Giuseppe Dellinoci hanno imparato a lavorare con le parole: a usarle per creare relazioni empatiche in momenti critici, stabilire connessioni intime. Poliziotti con oltre 30 anni di servizio a testa, sono i negoziatori della Questura di Taranto: a loro &egrave; affidato il compito in situazioni di crisi di aprire canali di comunicazioni con chi minaccia la sicurezza altrui e personale. Masiello ha 55 anni &egrave; sovrintendente capo ed &egrave; in Polizia da 34 anni: investigatore della Squadra mobile, da tempo si occupa di criminalit&agrave; organizzata. Anche Dellinoci &egrave; in servizio nella Squadra mobile, ma opera nella sezione antidroga: ha 50 anni di cui 32 trascorsi con la divisa. Sono stati loro al centro dell'esercitazione che si &egrave; svolta ieri a Taranto: hanno dovuto trattare con un uomo barricato nel liceo Vittorino da Feltre che, per una serie di problematiche personali, si era infine barricato in una stanza con la dirigente scolastica e due insegnanti minacciando di ucciderli. Una simulazione preparata dalla Questura ionica e dalla Divisione Centrale Anticrimine di Roma: un'occasione per mettere alla prova le lunghe ore di studio e di prove fatte in Abruzzo.</p> <p>Il loro curriculum professionale &egrave; stato necessario per partecipare al bando di selezione per diventare negoziatori, ma la sorpresa &egrave; che il corso nella Scuola controllo del territorio della Polizia di Stato a Pescara, gli ha insegnato a operare come se non fossero agenti. La figura specialistica del negoziatore dipende dal Servizio controllo del territorio: i due poliziotti continuano quindi quotidianamente a svolgere le loro attivit&agrave; nella Squadra mobile fino all'attivazione dell'intervento stabilita dal Questore. Proprio come avvenuto ieri mattina: dinanzi al Vittorino da Feltre sono arrivati Masiello, Dellinoci insieme con l'equipe composta dalla Squadra Mobile, Digos, i colleghi delle Volanti, della Scientifica e dell'ufficio sanitario. Con loro anche uno psicologo e una unit&agrave; operativa giunta da Bari. Ognuno ha un compito, ognuno sa cosa fare. E cos&igrave;, mentre Dellinoci e Masiello dialogano con il sequestratore, c'&egrave; chi cerca informazioni su di lui passando al setaccio eventuali precedenti, social, vita lavorativa. E poi c'&egrave; chi si occupa della logistica controllando per esempio le modalit&agrave; per controllare le forniture di luce o gas nel locale. E ancora c'&egrave; una squadra che si occupa della sicurezza: cinturando un perimetro o scortando la fornitura di medicinali, cibo o acqua e, nella peggiore delle ipotesi, di fare irruzione.</p> <p>I due negoziatori ionici non erano a conoscenza dei dettagli della simulazione proprio per metterli di fronte a un quadro pi&ugrave; realistico possibile. Hanno dovuto ragionare in fretta, scegliere le parole, confrontarsi con tutta la squadra.</p> <p>&laquo;La grande difficolt&agrave; - raccontano alla Gazzetta - &egrave; spogliarsi delle vesti di poliziotto e avere vesti nuove. Nei film spesso i negoziatori trattano con rapinatori, sequestratori, ma nella realt&agrave; molto spesso si tratta di persone con disagi: criminali in fuga, tossicodipendenti, padri o madri di famiglie disperati. Il nostro compito &egrave; essere figure in grado di offrire conforto e cercare di accompagnarli verso la risoluzione della crisi. E per farlo dobbiamo stare in mezzo tra i colleghi e loro&raquo;. Un'opera delicata composta da un mix di fiducia, bilanciamento degli interessi in gioco, professionalit&agrave; e umanit&agrave;. &laquo;Bisogna credere davvero in ci&ograve; che diciamo. E saper ascoltare perch&egrave; la svolta &egrave; nel comprendere profondamente il disagio. E non solo per un vantaggio operativo&raquo;.</p> <p>Per imparare tutto questo Dellinoci e Masiello si sono immersi nello studio, soprattutto psicologia e tecniche di comunicazione. &laquo;Non siamo psicologi, ma abbiamo ricevuto le basi per capire chi abbiamo di fronte&raquo;.</p> <p>Questa esperienza professionale, per&ograve;, non ha cambiato solo una parte del loro lavoro. &laquo;Anche nella vita &egrave; tutto cambiato: piccole negoziazioni si vivono tutti i giorni, anche in famiglia, ma ora abbiamo affinato queste capacit&agrave; che facendo controllo del territorio in parte avevamo gi&agrave;. S&igrave;, forse siamo uomini diversi rispetto al passato: come poliziotti abbiamo sempre guardato in modo empatico all'essere umano e alla sue fragilit&agrave;, ma ora tutto questo &egrave; cresciuto esponenzialmente. E cerchiamo di trasferirlo ai colleghi&raquo;. Masiello e Dellinoci, infatti, formano i poliziotti delle Volanti, solitamente i primi a intervenire in queste situazioni: &laquo;Loro gettano le basi per qualcosa di molto pi&ugrave; grande e complesso che potrebbe arrivare dopo. Ed &egrave; fondamentale generare da subito un clima di accoglienza e fiducia&raquo;. E per farlo servono le parole. Lo dice anche il motto dei negoziatori: &laquo;In verbo victoria&raquo;. Nelle parole c'&egrave; la vittoria.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Forum in Masseria, Decaro: «Sul disavanzo sanitario serve un'inchiesta nazionale. Non mi pento di aver lasciato Bruxelles»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012637/forum-in-masseria-decaro-sul-disavanza-sanitario-serve-un-inchiesta-nazionale-non-mi-pento-di-aver-lasciato-bruxelles.html</link>
      <description>«Non so se si sono pentiti i pugliesi. Io non mi sono pentito di essermi candidato. Vannacci? Rappresenta una parte minoritaria del Paese»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>antonio decaro,forum in masseria</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 15:02:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Dovrebbero fare una commissione d&rsquo;inchiesta nazionale, visto che tutte le regioni d&rsquo;Italia quest&rsquo;anno hanno un disavanzo sanitario, come confermato dalla Corte dei Conti. Ogni anno l&rsquo;aumento dei costi non viene coperto nella stessa maniera dall&rsquo;aumento delle risorse che lo Stato mette a disposizione del Fondo Sanitario Nazionale. C'&egrave; un aumento dei costi che &egrave; superiore alle risorse che arrivano dallo Stato e le regioni devono quindi farsi carico di questi aumenti con fondi propri del bilancio autonomo&raquo;. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro a Manduria, a margine del Forum in Masseria organizzato da Bruno Vespa e da Comin &amp; partners, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla richiesta del centrodestra pugliese di una commissione d&rsquo;indagine sul disavanzo in materia sanitaria.</p> <p>&laquo;Molte altre regioni hanno fatto manovre fiscali gi&agrave; anni fa; la Puglia - ha aggiunto - &egrave; arrivata a farla per ultima. E' toccato a me, che non c'ero nemmeno nel periodo in cui &egrave; nato il disavanzo. Mi sono preso questa responsabilit&agrave;. Quando mi sono candidato ho detto che 'mi sarei preso cura della mia regione sapendo che la situazione non era semplice, e me ne sto prendendo cura ogni giorno&raquo;. &laquo;L'ospedale San Cataldo a Taranto aprir&agrave; nel pi&ugrave; breve tempo possibile. Come accaduto per l'ospedale di Monopoli-Fasano, una volta terminata le attivit&agrave; dell&rsquo;edilizia - ha concluso Decaro - serve circa un anno per l'apertura effettiva. Oltre all&rsquo;installazione dei macchinari diagnostici, bisogna rispettare i protocolli&raquo;.</p> <p>&laquo;La mattina quando mi sveglio mi chiedo 'chi me lo fa fare?', poi per&ograve; quando inizio a lavorare, mi rendo conto che era la cosa che dovevo fare, perch&eacute; non ho mai girato le spalle alla mia gente, alla mia terra&raquo;, ha detto invece durante l&rsquo;intervento al Forum. &laquo;La scelta di lasciare Bruxelles per venire a lavorare in Puglia &egrave; stata positiva. Non mi sono pentito. Non so - riferisce sorridendo il governatore - se si sono pentiti i pugliesi. Io non mi sono pentito di essermi candidato&raquo;.&nbsp;</p> <p>E poi un intervento su Vannacci:&nbsp;&laquo;Vannacci rappresenta una parte minoritaria del Paese. Non condivido le sue posizioni che sono molto lontane dalle mie. Non mi piace nemmeno il modo in cui vengono esplicitate quelle posizioni, per&ograve; rappresenta una parte per fortuna minoritaria del Paese&raquo;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Ex-Ilva, Urso riceve le tute blu: lunedì il tavolo con i sindacati sul futuro della fabbrica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012306/ex-ilva-urso-riceve-le-tute-blu-lunedi-il-tavolo-con-i-sindacati-sul-futuro-della-fabbrica.html</link>
      <description>Strasburgo chiede a Roma di velocizzare le misure anti-inquinamento. Avviato anche il confronto Usb-Asl sul registro tumori operai</description>
      <author>Redazione Primo Piano</author>
      <category>urso,ministro,ex ilva</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 11:48:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il Mimit-ministero delle Imprese e Made in Italy ha comunicato la disponibilit&agrave; del ministro, Adolfo Urso, a incontrare i sindacati metalmeccanici dell&rsquo;ex-Ilva, luned&igrave; 15 giugno alle ore 18, presso Palazzo Piacentini. Lo si apprende da fonti sindacali ed erano state proprio le segreterie Fiom, Uilm e Usb a sollecitare un confronto con una richiesta unitaria avanzata a Palazzo Chigi e Mimit, il 5 giugno scorso, per fare il punto sulla trattativa di vendita e invocando chiarezza sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito e sulle ripartenze degli impianti.</p> <p>I sindacati avevano ricevuto nella mattinata dell&rsquo;8 giugno una comunicazione del Mimit che, a causa di impegni istituzionali, rinviava alla prossima settimana a Roma l&rsquo;eventuale incontro richiesto. Fiom, Uilm e Usb avevano affermato che &laquo;il Governo non ha tempo per l&rsquo;ex Ilva&raquo;, bollando il rinvio come &laquo;un&rsquo;occasione mancata&raquo; per discutere direttamente con le rappresentanze dei lavoratori delle criticit&agrave; che interessano il polo siderurgico. Ieri &egrave; giunta la disponibilit&agrave; del ministro.</p> <p>Nel frattempo, il Consiglio d&rsquo;Europa ha chiesto alle autorit&agrave; italiane di velocizzare gli interventi necessari a far si che il siderurgico tarantino non costituisca pi&ugrave; un pericolo per la salute degli abitanti e per l&rsquo;ambiente, e ha anche chiesto a Roma di fornire un aggiornamento sulla situazione entro e non oltre la fine di quest&rsquo;anno.</p> <p>Le due richieste sono parte della decisione adottata dal comitato dei ministri, l&rsquo;esecutivo dell&rsquo;organizzazione, dopo l&rsquo;esame dei documenti inviati da Roma in seguito alle 4 condanne della Corte europea dei diritti umani pronunciate tra il 2019 e 2022 per il mancato intervento delle autorit&agrave; nell&rsquo;adottare le misure necessarie a garantire la protezione delle persone dall&rsquo;inquinamento causato dallo stabilimento siderurgico.</p> <p>A proposito di &laquo;salute&raquo;, ieri Vincenzo Mercurio e Simona Laliscia, componenti dell&rsquo;esecutivo provinciale Usb Taranto, hanno reso noto che &egrave; stato avviato un confronto Usb-Asl ionica per la raccolta e l&rsquo;analisi dei dati sanitari relativi ai lavoratori dell&rsquo;ex Ilva, con l&rsquo;obiettivo di arrivare a un registro tumori dedicato che consenta di monitorare malattie, decessi e possibili correlazioni con l&rsquo;attivit&agrave; svolta nello stabilimento siderurgico.&nbsp;</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Un caso su tre delle denunce per malattie professionali in Puglia viene dal Tarantino: oltre 1500 i ricorsi in un anno</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012307/un-caso-su-tre-delle-denunce-per-malattie-professionali-in-puglia-viene-dal-tarantino-oltre-1500-i-ricorsi-in-un-anno.html</link>
      <description>I dati, raccontati dal direttore dell’Inail di Taranto, Biagio Francesco Petillo, relativi al 2025 non lasciano spazio a interpretazioni e fotografano la provincia di Taranto come il vero epicentro di un’autentica emergenza</description>
      <author>Valentina Castellaneta</author>
      <category>Eugenia Pontassuglia,infortuni sul lavoro,inail</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012307/un-caso-su-tre-delle-denunce-per-malattie-professionali-in-puglia-viene-dal-tarantino-oltre-1500-i-ricorsi-in-un-anno.html</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 11:06:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Oltre millecinquecento ricorsi giudiziari in un solo anno. Pratiche, faldoni, lunghe e dolorose battaglie legali avviate da lavoratori che chiedono unicamente di vedere riconosciuto il proprio stato di salute. I dati, raccontati dal direttore dell&rsquo;Inail di Taranto, Biagio Francesco Petillo, relativi al 2025 non lasciano spazio a interpretazioni e fotografano la provincia di Taranto come il vero epicentro di un&rsquo;autentica emergenza: nel territorio ionico si concentra infatti ben un caso su tre di tutte le denunce per malattie professionali presentate nell&rsquo;intera regione Puglia.</p> <p>&Egrave; partendo da questa realt&agrave; numerica che la memoria si &egrave; trasformata in denuncia. Nella parrocchia di Ges&ugrave; Divin Lavoratore, nel cuore pulsante del rione Tamburi, storicamente ferito dal dissidio tra diritto alla salute e diritto al lavoro, l&rsquo;Associazione Nazionale Magistrati (sottosezione di Taranto) ha promosso l&rsquo;incontro &ldquo;Lavoro, sicurezza, dignit&agrave;: la memoria per il futuro.&rdquo; Una giornata organizzata in occasione del ventitreesimo anniversario della tragica scomparsa degli operai Paolo Franco e Pasquale D&rsquo;Ettorre, schiacciati il 12 giugno 2003 dal crollo di una gru all&rsquo;interno dello stabilimento siderurgico.</p> <p>Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Francesco Casula, hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Piero Bitetti, la procuratrice della Repubblica Eugenia Pontassuglia, oltre ai vertici delle forze dell&rsquo;ordine.</p> <p>La procuratrice Pontassuglia ha ricordato come Taranto purtroppo continui a confrontarsi quotidianamente con numeri decisamente elevati di infortuni mortali e malattie professionali, sottolineando che &laquo;quando interviene la magistratura &egrave; ormai tardi, la violazione delle norme antinfortunistiche e il danno al lavoratore sono gi&agrave; avvenuti&raquo;. La necessit&agrave;, insomma, &egrave; invertire la rotta, investire massicciamente sulla prevenzione e sulla formazione delle giovani generazioni.</p> <p>Un&rsquo;analisi condivisa pienamente dalle toghe ioniche, che hanno scelto di affrontare il dibattito uscendo fisicamente dai palazzi di giustizia per incontrare la cittadinanza, nonostante i cittadini e la comunit&agrave; parrocchiale abbiano risposto con una partecipazione piuttosto timida. Un&rsquo;assenza che non &egrave; passata inosservata, ma che sprona le istituzioni a fare rete per ricostruire i legami di fiducia con la popolazione.</p> <p>Anche perch&eacute; l&rsquo;emergenza ha ormai superato i cancelli della grande fabbrica. Se agricoltura ed edilizia restano trincee storiche, dove avvengono la maggior parte degli incidenti, la rivoluzione del mondo del lavoro ha aperto nuovi fronti: gli infortuni stradali legati al boom della logistica, quindi i corrieri, le aggressioni al personale nelle corsie degli ospedali e i rischi psicosociali, come il burnout nei call center. Nuove patologie figlie di una tecnologia che spesso mette al centro la macchina e non l&rsquo;uomo.</p> <p>&laquo;Abbiamo deciso - ha spiegato Francesco Sansobrino, Presidente della sottosezione Anm di Taranto - di organizzare una riflessione sulle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro e sulla dignit&agrave; dei lavoratori fuori dalle aule del tribunale. Abbiamo deciso di farlo in questo territorio segnato, in cui si avverte alle volte la sensazione che lo Stato sia assente. Vogliamo cercare di dimostrare alla cittadinanza che lo Stato c&rsquo;&egrave; ed &egrave; vicino. Il fatto che non ci sia neanche la comunit&agrave; parrocchiale e persone del quartiere Tamburi ci deve far riflettere. Ma lo Stato c&rsquo;&egrave; indipendentemente dalla partecipazione ad eventi di questo tipo, e per questo siamo qui&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Ex Ilva, l'Altoforno1 resta sotto sequestro: i sigilli dopo l'incendio del maggio 2025. Urso: «Un caso anomalo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012417/ex-ilva-l-altoforno1-resta-sotto-sequestro-i-sigilli-dopo-l-incendio-del-maggio-2025.html</link>
      <description>Le motivazioni della Suprema Corte saranno depositate tra 30 giorni, ma evidentemente i giudici hanno ritenuto corretto il sequestro probatorio sull'impianto, per consentire la prosecuzione delle lunghe e complicate indagini sulle cause di quel rogo</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (francesco casula)</author>
      <category>incendio,altoforno 1,sequestro</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012417/ex-ilva-l-altoforno1-resta-sotto-sequestro-i-sigilli-dopo-l-incendio-del-maggio-2025.html</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 10:56:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L'Altoforno1 dell'ex Ilva di Taranto resta sotto sequestro. Lo ha confermato anche la Corte di Cassazione rigettando il ricorso presentato da Ilva in As dopo il provvedimento del gip Mariano Robertiello che a febbraio scorso aveva confermato i sigilli all'impianto in cui il 7 maggio 2025 si era sviluppato un gigantesco incendio che solo per miracolo non aveva ferito i lavoratori. Le motivazioni della Suprema Corte saranno depositate tra 30 giorni, ma evidentemente i giudici del&nbsp;Palazzaccio hanno ritenuta corretta la decisione del gip che mantenne il sequestro probatorio sull'impianto per preservare il luogo dell'incidente e consentire la prosecuzione delle lunghe e complicate indagini sulle cause di quel rogo come richiesto prima dal pm Francesco Ciardo e poi dal pm Mariano Buccoliero.</p> <p>Com'&egrave; noto quella mattina di maggio un maxi incendio si svilupp&ograve; nell'arco di pochi secondi e solo per miracolo non provoc&ograve; feriti tra gli operai: allora fu il pm Ciardo a disporre il sequestro probatorio senza facolt&agrave; d'uso per eseguire una serie di accertamenti in modo da individuare la causa di quell'esplosione e garantire la sicurezza dei lavoratori. Per due volte Ilva in As ha chiesto la revoca del sequestro e per due volte la Procura lo ha negato chiarendo che era necessario concludere le indagini. Tesi su cui ora ha concordato anche la Cassazione.</p> <h3>Urso: &laquo;Un caso anomalo&raquo;</h3> <p>&laquo;Io penso che anche il potere giudiziario sia consapevole che un sequestro probatorio che dura da oltre un anno &egrave; un&rsquo;anomalia. E credo che sia altrettanto consapevole che questo sequestro cos&igrave; lungo, peraltro perdura, ha gi&agrave; arrecato danni all&rsquo;azienda per oltre 2 miliardi di euro&raquo;.</p> <p>Lo ha detto a Manduria, il ministro e delle Imprese, Adolfo Urso, a margine del Forum in Masseria, commentando la decisione della Corte di Cassazione che ha depositato il dispositivo che rigetta il ricorso di Ilva e quindi mantiene il sequestro dell&rsquo;Altoforno 1 a Taranto. &laquo;Gli investitori hanno percepito che - ha aggiunto - vi &egrave; un contesto che vuole la chiusura dello stabilimento&raquo;. Sul coinvolgimento dello Stato nella gestione, Urso ha riferito che &laquo;lo stato non &egrave; l&rsquo;unico attore. In Italia vi &egrave; un potere giudiziario che ha dato un segnale molto chiaro sullo stabilimento. Ci sono gli enti locali che ci hanno dato sempre segnali in questa direzione. Lo Stato non pu&ograve; essere l'unico attore responsabile&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, stanco dell'attesa in ospedale dà una testata a un medico: un uomo finisce ai domiciliari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012310/taranto-stanco-dell-attesa-in-ospedale-da-una-testata-a-un-medico-un-uomo-finisce-ai-domiciliari.html</link>
      <description>È successo nelle scorse ore nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale SS. Annunziata. Nei giorni scorsi, sempre a Taranto un 17enne ha aggredito alcuni operatori del 118</description>
      <author>palma@gazzettamezzogiorno.it (giovanna calabrese)</author>
      <category>118,ospedale SS. Annunziata,aggressione ai medici</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 10:07:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; finito agli arresti domiciliari A.L., un uomo di Taranto accusato di aver aggredito un medico in servizio presso il reparto di Neurochirurgia dell&rsquo;ospedale SS. Annunziata.</p> <p>L&rsquo;episodio si &egrave; verificato nelle prime ore di questa mattina. Secondo quanto ricostruito, l&rsquo;uomo avrebbe perso il controllo a causa della lunga attesa e successivamente si &egrave; scagliato contro il medico dandogli una testata in pieno volto che, secondo quanto diagnosticato dai colleghi, ha causato la frattura del setto nasale con una prognosi di 30 giorni. Sul posto sono intervenuti gli equipaggi del Nucleo Oprativo Radimobile della Compagnia dei carabinieri che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti: il pubblico ministero Paola Francesca Ranieri, ha disposto per l'indagato gli arresti domiciliari, in attesa della convalida.</p> <p>L&rsquo;episodio riaccende l&rsquo;attenzione sul fenomeno delle aggressioni ai danni del personale sanitario, sempre pi&ugrave; spesso vittima di episodi di violenza. Nei giorni scorsi, sempre a Taranto un 17enne ha aggredito alcuni operatori del 118 e lanciato una batteria powerbank contro il lunotto dell'ambulanza. Il tutto in pieno centro. Una familiare aveva allertato i soccorsi per lo stato di agitazione del ragazzo: quando l'ambulanza &egrave; giunta sul posto, il 17enne &egrave; corso sul balcone lanciando la batteria contro i soccorritori e il mezzo parcheggiato in strada, danneggiandolo.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Sanità, l’ospedale di Castellaneta è senza ostetriche: «Così si rischia la chiusura del reparto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012201/sanita-lospedale-di-castellaneta-e-senza-ostetriche-cosi-si-rischia-la-chiusura-del-reparto.html</link>
      <description>Il consigliere Scalera: «La Regione blocca le assunzioni, intervenga prima che sia troppo tardi»</description>
      <category>Antonio Paolo Scalera,ospedale castellaneta</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:15:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&ldquo;La sanit&agrave; pugliese vive una cronica emergenza di personale. Eppure, mentre ospedali e reparti continuano a fare i conti con organici insufficienti, la Regione decide di bloccare proprio quelle procedure assunzionali che servono a garantire l&rsquo;assistenza ai cittadini. &Egrave; una contraddizione gravissima che merita risposte immediate &ndash; ha dichiarato il Consigliere Regionale Antonio Paolo Scalera, segretario della commissione sanit&agrave;.</p> <p>E poi: &ldquo;Ho depositato una interrogazione urgente all&rsquo;Assessore regionale alla Sanit&agrave; dopo la sospensione della procedura di reclutamento destinata a coprire la gravissima carenza di ostetriche presso il Presidio Ospedaliero &ldquo;San Pio&rdquo; di Castellaneta. Parliamo di una scopertura di 14 ostetriche, non di un dettaglio amministrativo. Parliamo di un reparto che da mesi opera in condizioni di forte sofferenza e di professionisti costretti a garantire servizi essenziali affrontando turni e sacrifici sempre pi&ugrave; pesanti. Davanti a questa realt&agrave;, fermare una procedura gi&agrave; avviata appare una decisione incomprensibile e profondamente sbagliata&rdquo;.</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Responsabilità civile dei magistrati, Nordio frena a Manduria: «Io resto contrario»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2012200/responsabilita-civile-dei-magistrati-nordio-frena-a-manduria-io-resto-contrario.html</link>
      <description>«Colpirlo sul portafoglio non ha alcun significato preventivo, deterrente o sanzionatorio». E per il referendum non sembra voler mietere vendetta</description>
      <author>Mimmo mazza</author>
      <category>Carlo Nordio,magistrato,responsabilità civile</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 07:29:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;La responsabilit&agrave; civile dei magistrati non solo non &egrave; nel programma di governo, ma vede il sottoscritto nettamente contrario. E lo sono sempre stato. Il magistrato indegno, poco preparato o inadeguato va colpito sulla carriera e semmai sull'aspetto disciplinare fino al limite della destituzione. Colpirlo sul portafoglio non ha alcun significato preventivo, deterrente o sanzionatorio perch&eacute; i magistrati sono assicurati contro ogni forma di responsabilit&agrave;. Parlare di responsabilit&agrave; civile come azione diretta contro il magistrato per il risarcimento del danno &egrave; improprio e inutile&raquo;.</p> <p>Non sembra intenzionato a mietere vendette per il referendum perduto Carlo Nordio, ministro della Giustizia. &laquo;Non esiste surrogato alla vittoria. La sconfitta al referendum &egrave; stata cocente. Non c'&egrave; peggior sconfitta di quella che interviene dopo una vittoria considerata scontata. Ma, senza voler sminuire, non &egrave; stata una disfatta: il 47% degli italiani &egrave; nettamente favorevole a questa riforma radicale. Se poi pensiamo che nel 53% ci sono anche quelli che magari erano favorevoli ma hanno votato contro per ragioni politiche, il problema della fiducia dell&rsquo;Italia nella magistratura si pone. Dopo il referendum - ha aggiunto Nordio - c'&egrave; stato un periodo di riflessione da ambo le parti e potrei dire che adesso complessivamente l&rsquo;atmosfera con l&rsquo;Anm &egrave; buona e non &egrave; pi&ugrave; quella conflittuale di prima. Semmai adesso &egrave; la magistratura al suo interno che sta rivelando quella dinamica conflittuale che si era temperata o assopita quando c'era un obiettivo come quello di far vincere il &ldquo;No&rdquo;. Adesso si vede che all&rsquo;interno dell&rsquo;Anm ci sono anime che sono in tensione conflittuale. Noi non vogliamo minimamente soffiare sul fuoco e allearci con l&rsquo;una o l&rsquo;altra parte&raquo;.</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> ]]></content:encoded>
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