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    <title>CRONACA di TARANTO - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di TARANTO: ultime notizie e news di oggi della provincia di Taranto in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>Laterza, agricoltore sventa il furto di gasolio e viene aggredito dal ladro: arrestato un 25enne</title>
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      <description>Denunciato a piede libero anche un 40enne ritenuto coinvolto nel tentato furto: la vittima ha sorpreso i due uomini mentre tentavano di rubare un quintale di gasolio dal suo autocarro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>agricoltore aggredito,furto,gasolio</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 10:42:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sorprende due uomini mentre tentano di rubare un quintale di gasolio dal suo autocarro e viene aggredito durante la colluttazione. &Egrave; accaduto a Laterza, nel Tarantino, dove i carabinieri hanno arrestato un 25enne con l'accusa di tentata rapina impropria e denunciato a piede libero un 40enne ritenuto coinvolto nel tentato furto. </p> <p>L&rsquo;intervento dei militari delle Stazioni di Marina di Ginosa e Laterza &egrave; scattato dopo la richiesta di aiuto di un agricoltore che, nel corso della notte, avrebbe sorpreso i due uomini intenti a portare via un fusto contenente circa cento litri di carburante caricato sul cassone del proprio mezzo. </p> <p>Secondo una prima ricostruzione, uno dei presunti responsabili sarebbe riuscito a fuggire immediatamente a piedi, mentre il secondo avrebbe affrontato il proprietario del camion nel tentativo di guadagnarsi la fuga, arrivando anche a minacciarlo di morte. Dopo una breve colluttazione, il giovane si sarebbe allontanato a bordo di una utilitaria parcheggiata poco distante.  L&rsquo;agricoltore, rimasto ferito a una mano durante lo scontro, &egrave; stato medicato al pronto soccorso dell&rsquo;ospedale San Pio di Castellaneta, dove i sanitari gli hanno diagnosticato lesioni guaribili in diversi giorni. </p> <p>Le indagini avviate nell&rsquo;immediatezza dai Carabinieri hanno consentito in poche ore di risalire all&rsquo;utilizzatore dell&rsquo;auto impiegata per la fuga. Il 25enne &egrave; stato rintracciato, accompagnato in caserma e successivamente posto agli arresti domiciliari su disposizione dell&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Delitto Sako, per i maggiorenni il 4 giugno udienza al Riesame</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1992473/delitto-sako-per-i-maggiorenni-il-4-giugno-udienza-al-riesame.html</link>
      <description>La salma del 35enne arriverà in Mali entro la prossima settimana</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>bakari sako</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 10:17:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; fissata per il 4 giugno l'udienza dinanzi al tribunale del Riesame di Taranto che dovr&agrave; decidere se confermare o meno la custodia cautelare in carcere per i due maggiorenni arrestati &ndash; insieme con quattro minorenni - per l'omicidio di Bakari Sako, il 35enne del Mali ucciso con tre coltellate all'alba del 9 maggio scorso in piazza Fontana.</p> <p>Il collegio di giudici dovr&agrave; valutare il ricorso presentato dagli avvocati Pasquale Blasi e Andrea Maggio - che difendono rispettivamente il 22enne Cosimo Colucci e il 20enne Fabio Sale &ndash; che hanno chiesto di annullare l'ordinanza del gip Gabriele Antonaci perch&egrave; i loro assistiti non avrebbero avuto un ruolo attivo nelle fasi del delitto.</p> <p>Colucci, nel suo interrogatorio di convalida, ha sostenuto di non aver compreso che uno dei minori avesse sferrato i tre fendenti e che per aiutare la vittima &laquo;lo aveva afferrato dal braccio, prima che lo stesso facesse ingresso nel bar&raquo;, ma per giudice &egrave; una versione smentita dalle immagini. Il 22enne per il magistrato non solo colpisce Bakari con un pugno, ma fornisce al gruppo &ndash; pur non essendo l'autore materiale del delitto &ndash; un contributo morale e materiale. Per il gip Antonaci &laquo;lungi dall&rsquo;essersi limitato ad osservare da lontano l&rsquo;evolversi degli accadimenti&raquo; Colucci &laquo;si unisce al pestaggio collettivo del Sako, colpendolo con un pugno nella parte alta del corpo, proprio a distanza di neanche un secondo dall&rsquo;ultimo fendente&raquo; nonch&eacute; &laquo;seguendo la vittima all&rsquo;interno del bar, entrandovi peraltro subito dopo della stessa&raquo;.</p> <p>Anche per Fabio Sale, il gip Antonaci delinea una responsabilit&agrave; molto simile.</p> <p>Ora toccher&agrave; ai giudici del Riesame decidere se confermare o meno l'ordinanza.Per domani, invece, &egrave; fissata l'udienza al Riesame per i quattro minorenni al momenti collocati negli istituto penali minorili di Bari e Lecce: la difesa ha chiesa ai giudici del tribunale dei minori di Taranto di trasferirli in una comunit&agrave;</p> <p>Intanto entro l'inizio della prossima settimana il corpo di Bakari Sako dovrebbe tornare nel Mali: secondo quanto riferisce all'Adnkronos Caterina Contegiacomo, attivista di Mediterranean Saving Humans e amica della vittima, oltre che della famiglia, il 26 maggio &egrave; arrivato dall'ambasciata il passaporto mortuario. Il corpo del 35enne &egrave; ancora al cimitero di Taranto: il prossimo volo cargo che pu&ograve; trasportare la salma da Roma al Mali, con scalo in un altro Paese del continente africano, dovrebbe partire nel fine settimana. Dopo l'arrivo nel suo Paese verr&agrave; trasferito nel suo villaggio, probabilmente per mezzo di un altro volo. Le spese per il trasporto da Taranto alla capitale Bamako sono state sostenute interamente dalla Flai Cgil nazionale.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Mazzette per portare droga e telefonini nel carcere, 11 misure cautelari a Taranto: un poliziotto ai domiciliari I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1992368/mazzette-per-portare-droga-e-telefonini-nel-carcere-11-misure-cautelari-a-taranto-un-poliziotto-ai-domiciliari-i-nomi.html</link>
      <description>L'agente è accusato di aver intascato 8mila euro per portare all'interno del penitenziario 700 grammi di hashish, 5 smartphone e 4 microtelefoni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (FRANCESCO CASULA)</author>
      <category>Domenico Matera,poliziotto,mazzette,carcere</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 07:51:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; finito agli arresti domiciliari l&rsquo;agente della polizia penitenziaria Domenico Matera, coinvolto nell&rsquo;inchiesta su droga e telefoni in carcere che questa mattina ha portato all&rsquo;esecuzione di 11 misure cautelari (5 in carcere, 5 ai domiciliari e un obbligo di firma): il poliziotto &egrave; accusato di aver intascato una mazzetta da 8mila euro per portare all'interno del carcere di Taranto 700 grammi di hashish, 5 smartphone e 4 microtelefoni.</p> <p>Il gip Giovanni Caroli, dopo gli interrogatori preventivi, ha disposto complessivamente 11 misure cautelari. Detenzione in carcere per Vincenzo Leone, difeso dall&rsquo;avvocato Pasquale Blasi, per Luigi Bello, per il 49enne tarantino Antonio Albano, per il 45enne tarantino Daniele Leone, per la 40enne Anna Pulpito. Ai domiciliari, oltre a Matera, sono invece finiti il 33enne Massimo Scardicchio, la 46enne Marika Fanelli, la 32enne Teresa Malizia, la 73enne Adele Santamarina. Obbligo di firma, infine, per la 46enne Nadia Surio.</p> <p>L&rsquo;indagine dei poliziotti agli ordini del vice questore Antonio Serpico e coordinati dal pm Marco Colascilla Narducci, ha portato alla luce un gruppo che, secondo l'accusa, poteva contare su un'organizzazione ben strutturata: Leone insieme con il 42enne tarantino Luigi Bello dall'interno della casa circondariale impartivano direttive a due indagati per procacciare telefoni e droga. Il materiale finiva poi ai corrieri che lo affidavano prima a chi doveva &ldquo;impacchettare&rdquo; e infine ai &ldquo;dronisti&rdquo;, cio&egrave; a familiari o amici che attraverso un drone si occupavano di far arrivare il materiale all'interno dell'istituto. Due dronisti, per&ograve;, furono sorpresi dai poliziotti mentre erano in procinto di far alzare il dispositivo in volo per raggiungere le celle delle carcere. L'indagine della Squadra mobile piano piano ha permesso di ricostruire la struttura del gruppo e individuare anche il ruolo dell'agente penitenziario a cui ora viene l'accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Laterza, scoppia la lite furibonda a Palazzo Città: il neo sindaco e il comandante della Polizia locale finiscono in ospedale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1991424/laterza-scoppia-la-lite-furibonda-a-palazzo-citta-il-neo-sindaco-e-il-comandante-della-polizia-locale-finiscono-in-ospedale.html</link>
      <description>Lo scontro tra il primo cittadino Giuseppe Cristella e Sandro Frigiola ha reso necessario l'intervento dei carabinieri</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Dario Benedetto)</author>
      <category>Giuseppe Cristella</category>
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      <pubDate>Wed, 27 May 2026 14:10:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Momenti di altissima tensione questa mattina all'interno del municipio di Laterza, dove una violenta discussione tra il neo eletto sindaco, Giuseppe Cristella, e il comandante della Polizia locale, Sandro Frigiola, &egrave; degenerata al punto da richiedere l'intervento immediato dei Carabinieri della stazione di Laterza.</p> <p>La gravit&agrave; dell'episodio &egrave; confermata dal fatto che sia il primo cittadino sia il comandante attualmente si trovano nell'ospedale "San Pio" di Castellaneta, ma in due reparti separati, per ricevere le cure mediche del caso. Non &egrave; ancora stato accertato se l'acceso alterco sia sfociato in un vero e proprio scontro fisico o se il ricorso ai sanitari sia stato causato dal forte stato di agitazione seguito alla lite.</p> <p>I militari dell'Arma, giunti sul posto per riportare la calma, hanno avviato i primi accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e stabilire le responsabilit&agrave; di un episodio che ha scosso profondamente la comunit&agrave; locale.&nbsp;</p> <p>Al momento, dalle prime ricostruzioni pare che il sindaco abbia accusato Frigiola di voler registrare la conversazione in corso tra i due, accusa che sarebbe stata respinta dal comandante. Entrambi sembrerebbero intenzionati a sporgere denuncia.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, sparò a due contadini per errore: poliziotto dovrà pagare 600 euro di multa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1991417/taranto-sparo-a-due-contadini-per-errore-poliziotto-dovra-pagare-600-euro-di-multa.html</link>
      <description>Le vittime furono scambiate, per una serie di coincidenze, per due malviventi in fuga dopo una rapina</description>
      <category>poliziotto,rapina,centro commerciale</category>
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      <pubDate>Wed, 27 May 2026 12:52:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; stato condannato al pagamento di multa da 600 euro uno dei due poliziotti finiti a processo dinanzi al giudice di pace per i colpi esplosi contro due contadini scambiati per rapinatori in fuga. Nella sentenza emessa ieri il giudice ha inoltre disposto che l'agente dovr&agrave; risarcire i danni: sar&agrave; un processo civile a stabilire l'ammontare della somma, ma nel frattempo alla parte civile, rappresentata dall'avvocato Pierluigi Morelli, dovr&agrave; versare una provvisionale di 3mila euro.</p> <p>&Egrave; stato invece assolto, come richieste da accusa e difesa, il secondo poliziotto: quest'ultimo infatti quel giorno guidava la moto su cui viaggiavano gli agenti senza sparare nessun colpo.</p> <p>Un verdetto che sostanzialmente accoglie la tesi dell'accusa, ma non quell'avvocato Morelli che da tempo chiede invece che l'accusa venga aggravata in tentato omicidio.</p> <p>I fatti risalgono ad agosto 2020 quando un commando di malviventi aveva tentato un furto all'interno del centro commerciale di Taranto e poi si era dato alla fuga in direzione San Giorgio Ionico. All'inseguimento si erano lanciati gli investigatori della Squadra mobile e tra un equipaggio della sezione Falchi. Questi ultimi, a bordo di una moto, avevano intercettato un'auto che corrispondeva a quella che secondo le prime notizie, era quella utilizzata dai rapinatori. Ed &egrave; qui che le cose sono andate in modo sbagliato. Su quell'auto viaggiavano infatti due agricoltori, completamente estranei ai fatti: uno dei poliziotti, secondo le sue dichiarazioni dopo aver intimato l'Alt al veicolo, ha esploso nove colpi di pistola, due dei quali hanno raggiunto uno degli occupanti del mezzo all'addome. Un incredibile susseguirsi di coincidenze port&ograve; a quell'epilogo: i contadini infatti viaggiavano sulla stessa auto, nella stessa zona raggiunta dai malviventi dopo la rapina. Ed &egrave; anche e soprattutto per questo che per la magistratura quella storia fu una serie di sfortunate coincidenze.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Elezioni comunali, a Laterza il Cristella ter: «La Madonna in sogno mi annunciò la vittoria»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1991309/elezioni-comunali-a-laterza-il-cristella-ter-la-madonna-in-sogno-mi-annuncio-la-vittoria.html</link>
      <description>«O forse ero in dormiveglia, non so. Mi ha chiesto sfilare senza giacca e cravatta alla processione»</description>
      <author>Francesco Romano</author>
      <category>Giuseppe Cristella,sindaco,Giuseppe Suglia</category>
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      <pubDate>Wed, 27 May 2026 11:22:48 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Apoteosi, come nel 2006. La vittoria di Giuseppe Cristella, per la terza volta eletto sindaco di Laterza (&egrave; primato), ha numeri e contorni da trionfo: 44,3 per cento finale (4.412 voti), avversari battuti e lontani. Praticamente mai in partita, subito consapevoli del &ldquo;trend&rdquo; sfavorevole: Angelo Cefalo, centrodestra, chiude al 30,5 per cento; Giuseppe Suglia, centrosinistra, al 25,2. I contorni: via Roma letteralmente invasa a spoglio ancora in corso, imponente sfilata a piedi e in calesse verso la piazza in attesa, baci al vento e braccia al cielo al passaggio. Poi la visita simbolica al Municipio, l&rsquo;onore delle armi concesso agli sfidanti sconfitti, da questi ricambiato, con il riconoscimento del vincitore: &laquo;Faremo insieme cabina di regia per Laterza&raquo;: assicura in serata Cristella alla folla stipata e plaudente, dal palco dei ringraziamenti e dei propositi.</p> <p>&laquo;I bisognosi e i pi&ugrave; deboli&raquo;, la priorit&agrave;. Impegno forte, perch&eacute; &laquo;&egrave; pi&ugrave; facile fare cinema e teatro che aiutare chi &egrave; in difficolt&agrave;&raquo;: Cristella torna sulle indennit&agrave; di giunta e sui gettoni di presenza consiliari relativi al primo anno di mandato, da &laquo;riconsegnare ai laertini&raquo;, da &laquo;destinare al sociale e alle situazioni di emergenza&raquo;, parla della Mater Domini che gli &egrave; apparsa in sogno - &laquo;o forse ero in dormiveglia, non so&raquo; - ad annunciargli l&rsquo;elezione imminente, a chiedergli di &laquo;sfilare senza giacca e cravatta alla processione, il prossimo anno&raquo;. Poi l&rsquo;abbraccio alla citt&agrave;, il richiamo allo spirito di comunit&agrave;, e a tre verbi in uno da coniugare, a partire da subito: &laquo;Lavorare, lavorare, lavorare, per essere fieri di Laterza, e perch&eacute; Laterza lo sia di noi&raquo;. Infine, la promessa, da sottrarre alle frasi fatte, ai luoghi comuni: &laquo;Sar&ograve; il sindaco di tutti, non del Palazzo&raquo;.</p> <p>Intanto ieri mattina, alla Cavallerizza, la proclamazione degli eletti, e il passaggio della fascia tricolore da Franco Frigiola a Giuseppe Cristella, hanno ufficialmente certificato la composizione del Consiglio comunale, rinnovato per 13 diciassettesimi. Gli 11 componenti di maggioranza: Salvatore Colacicco (maggior suffragato in assoluto con 1.308 voti, dal palco gi&agrave; investito vice sindaco da Cristella), Paola Busto, Agostina Papapietro, Antonio Laterza, Nadia Giannico, Antonio Casarola, Paolo Loforese, Marianna Leone, Arcangelo Rizzi, Stella Maria D&rsquo;Aprile e Nunzia Galante. Asterisco: tutte elette le sei donne di Cristella Sindaco. I 5 consiglieri di minoranza: Angelo Cefalo, Marco Cristella e Agostino Perrone (Siamo Laterza); Giuseppe Suglia e Gianfranco Lopane (Generazione Laterza). Parte il Cristella 3.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Rapina da 60mila euro alle Poste di Avetrana: tre arresti in carcere e una ai domiciliari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1990373/rapina-da-60mila-euro-alle-poste-di-avetrana-tre-arresti-in-carcere-e-una-ai-domiciliari.html</link>
      <description>L’inchiesta dei carabinieri di Manduria ricostruisce il colpo dell’aprile 2025: identificati i presunti autori grazie a videosorveglianza, celle telefoniche e intercettazioni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (francesco casula)</author>
      <category>manduria,avetrana,rapina poste italiane</category>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 18:05:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tre persone in carcere e una ai domiciliari. &Egrave; l'esito dell'indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Manduria dopo una rapina all'ufficio postale di Avetrana che ad aprile 2025 frutt&ograve; ai rapinatori oltre 60mila euro. I militari agli ordini del maggiore Alessandro Torto e coordinati dal pm Francesco Sansobrino hanno chiesto e ottenuto dal gip la custodia in carcere per i presunti esecutori materiali il 26enne di Brindisi ma residente a Mesagne Marco Conte e il 50enne anch'egli di Brindisi ma residente a Carovigno Ugo Ugolini. Nell'inchiesta sono coinvolte anche due donne che avrebbero fornito supporto alle azioni dei due uomini: in cella &egrave; finita la 31 di San Pietro Vernotico Marika Marin&ograve; mentre per la 50enne Irene Maraschio, anche lei di Brindisi ma residente a Carovigno, la Procura ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari.</p> <p>Quella mattina di aprile, Conte e Ugolini entrarono nell'ufficio postale con il volto coperto e le armi in pugno puntate sui dipendenti: &laquo;Stai calmo, non succede niente, dovete stare calmi&raquo;. A quel punto hanno costretto la direttrice ad avviare l'apertura della cassaforte e i dipendenti a inserire i codici: una volta dentro hanno raccolto il denaro in uno zaino e poi, con calma, hanno persino salutato i dipendenti stringendo la mano e dicendo &laquo;Mi raccomando date l&rsquo;allarme tra 10 minuti, quando noi siamo andati via&raquo;.</p> <p>Le indagini degli investigatori dell'Arma sono partite dalle immagini di videosorveglianza e dall'auto usata dai rapinatori: la targa del mezzo &egrave; stata ritrovata qualche chilometro pi&ugrave; avanti. Gli accertamenti hanno rivelato che era stata rubata la sera prima a Latiano. E cos&igrave; gli inquirenti hanno effettuato un esame incrociato delle celle celle telefoniche per individuare se vi fosse qualche utenza che era presente nei tre luoghi negli orari compatibili con i fatti contestati: l'analisi ha permesso di individuare l'utenza di Ugolini, gi&agrave; noto alle forze dell'ordine proprio per rapina. Le attivit&agrave; investigative hanno cos&igrave; permesso di individuare la sua compagna, Irene Maraschio, e il figlio di quest'ultima, Conte. L'ultima a essere identificata &egrave; stata Marika Marin&ograve;: sarebbe stata lei a noleggiare l'auto usata dai rapinatori su cui &egrave; stata apposta, poco prima del colpo, la targa rubata a Latiano. Ulteriori riscontri sono infine giunti dalle intercettazioni: dialoghi tra gli indagati che hanno confermato, secondo l'accusa, i loro ruoli e le loro responsabilit&agrave; nella vicenda. In una di quelle conversazioni, Conte &ndash; che il 3 maggio 2025 &egrave; finito ai domiciliari per un tentativo di rapina a Cesenatico - raccontava a sua madre di pianificare due o tre rapine per accumulare denaro e darsi alla latitanza: &laquo;Per diecimila euro devo andare&hellip; devo andare ad inchiavicarmi la vita? Ma state bene con il cervello? A sto punto mi rimango a casa a posto di diecimila euro&hellip; che con diecimila euro neanche un anno di galera mi faccio&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Molesta la ex compagna e aggredisce i poliziotti, arrestato 37enne a Taranto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1990365/molesta-la-ex-compagna-e-aggredisce-i-poliziotti-arrestato-37enne-a-taranto.html</link>
      <description>Ha tentato di irrompere con la forza nell’abitazione della donna. E’ accusato di stalking</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,maltrattamenti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1990365/molesta-la-ex-compagna-e-aggredisce-i-poliziotti-arrestato-37enne-a-taranto.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 17:05:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ha continuato a molestare e perseguitare l&rsquo;ex compagna, fino a tentare di irrompere con la forza nella sua abitazione e poi aggredire i poliziotti intervenuti: per questo gli agenti della Sezione Volanti della Questura di Taranto hanno arrestato un uomo di 37 anni, originario del Marocco, accusato di violenza aggravata, atti persecutori, minacce a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio. L'intervento &egrave; scattato in un appartamento del centro cittadino dopo la richiesta d&rsquo;aiuto di una donna, terrorizzata dalla presenza dell&rsquo;ex compagno che, in evidente stato di alterazione alcolica, stava tentando di sfondare la porta d&rsquo;ingresso a calci e pugni per entrare in casa. </p> <p>All&rsquo;arrivo degli agenti, l&rsquo;uomo ha mantenuto un atteggiamento violento e ostile, inveendo anche contro i poliziotti. Dopo momenti di forte tensione &egrave; stato bloccato e accompagnato sull'auto di servizio, continuando a manifestare aggressivit&agrave; anche durante il trasferimento in Questura. </p> <p>Secondo quanto riferito dalla vittima, negli ultimi mesi l'uomo avrebbe messo in atto condotte persecutorie legate - secondo gli inquirenti - a una gelosia ossessiva, tali da generare un forte stato d&rsquo;ansia e modificare le abitudini di vita quotidiana.  Dagli accertamenti sarebbe inoltre emerso che il 37enne era gi&agrave; gravato da precedenti e destinatario di un ordine di espulsione emesso nel febbraio 2024. Dopo le formalit&agrave; di rito, &egrave; stato arrestato e condotto in carcere.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, aggredita un'assistente sociale e devastati gli uffici in Comune: «Ora basta»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1990251/taranto-aggredita-un-assistente-sociale-e-devastati-gli-uffici-in-comune-ora-basta.html</link>
      <description>Ligonzo (Cisl Fp): «Vetri rotti, scrivanie saltate per aria, una situazione non più gestibile. Non è la prima volta, bisogna prendere provvedimenti»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,assistente sociale,aggressione</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1990251/taranto-aggredita-un-assistente-sociale-e-devastati-gli-uffici-in-comune-ora-basta.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 15:12:02 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Momenti di tensione questa mattina negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Taranto, dove un uomo ha aggredito una funzionaria e danneggiato i locali. Secondo una prima ricostruzione, l&rsquo;uomo si sarebbe presentato con la madre per un colloquio. Dopo l&rsquo;inizio dell&rsquo;incontro con un&rsquo;assistente sociale, avrebbe improvvisamente perso il controllo, iniziando a devastare l&rsquo;ufficio con vetri rotti, arredi danneggiati e scrivanie distrutte. </p> <p>Nel corso dell&rsquo;episodio la dipendente sarebbe stata colpita, riportando conseguenze durante le fasi concitate. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, insieme al 118 per prestare assistenza. Sulla vicenda &egrave; intervenuto Fabio Ligonzo, segretario aziendale Cisl Fp. &laquo;Ennesima aggressione - ha osservato - ai danni dei lavoratori, delle lavoratrici, del Comune di Taranto. Nello specifico un uomo si &egrave; recato presso gli uffici e in preda all&rsquo;ira ha incominciato non solo inveire contro le lavoratrici, ma a distruggere interi uffici comunali. Parliamo di vetri rotti, di scrivanie che sono saltate per aria, quindi una situazione che non &egrave; pi&ugrave; governabile. non &egrave; pi&ugrave; gestibile&raquo;. </p> <p>Il sindacalista ricorda che &laquo;pi&ugrave; volte &egrave; stata segnalata la situazione all&rsquo;amministrazione. Ora basta, bisogna prendere provvedimenti. E&rsquo; necessario cambiare il luogo perch&eacute; questo non &egrave; sicuro n&eacute; per i lavoratori n&eacute; per i cittadini che usufruiscono dei servizi degli assistenti sociali&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, stalking e diffamazione al senatore Mario Turco: condanna confermata in appello</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1990056/taranto-stalking-e-diffamazione-al-senatore-mario-turco-condanna-confermata-in-appello.html</link>
      <description>Sei mesi (pena sospesa) per un 58enne dopo le accuse al vice presidente del Movimento 5stelle sull’acquisto di una masseria</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>mario turco,vincenzo papa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1990056/taranto-stalking-e-diffamazione-al-senatore-mario-turco-condanna-confermata-in-appello.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:24:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La corte d'appello di Taranto ha confermato la condanna a 6 mesi con pena sospesa per il 58enne tarantino Vincenzo Papa riconosciuto colpevole di stalking e diffamazione nei confronti del senatore e vice presidente del Movimento 5stelle Mario Turco. I magistrati di secondo grado hanno confermato la sentenza di primo grado emessa dal giudice Federica Furio che condann&ograve; il 58enne anche al risarcimento dei danni subiti dal parlamentare costituito parte civile nel procedimento attraverso l'avvocato Andrea Silvestre.</p> <p>La vicenda riguardava la diffusione attraverso i social network di &laquo;notizie lesive della reputazione&raquo; del parlamentare insinuando la commissione di irregolarit&agrave; nelle procedure di aggiudicazione all'asta giudiziaria della Masseria Galeota di Taranto di propriet&agrave; dell'imputato. A questo si sarebbe aggiunto anche una sistematica attivit&agrave; di volantinaggio avvenuto, nei luoghi frequentati dal senatore e dai suoi familiari, con manifesti dal contenuto diffamatorio: azioni che avrebbero generato malessere nella vita del parlamentare al punto da modificare le proprie abitudini di vita tanto da evitare di uscire dalla propria abitazione e rivolgersi persino a un istituto di vigilanza per la protezione della sua abitazione.</p> <p>Nella sua sentenza di primo grado, il giudice Furio, aveva evidenziato che &laquo;i fatti attribuiti al Papa non posso considerarsi un mero esercizio delle facolt&agrave; connesse alla tutela giudiziaria dei propri diritti, svolta mediante un'attivit&agrave; di volantinaggio&raquo;: in particolare la condotta &laquo;persecutoria&raquo; &egrave; consistita in una serie protratta e reiterata di condotte diffamatorie e moleste, mediante affissione volantini per pi&ugrave; volte in diversi luoghi della citt&agrave;, in prossimit&agrave; dei luoghi frequentati dalla persona offesa, nonch&eacute; mediante la costante pubblicazione di post Facebook, e perci&ograve; dotata di una spiccata diffusivit&agrave; dell'offesa alla reputazione della persona offesa&raquo;.</p> <p>Anche la storia della vendita della Masseria Galeota era stata al centro di un'inchiesta dopo la denuncia del 58enne chiusa per&ograve; con l'archiviazione delle accuse. Fu il gip Benedetto Ruberto, su richiesta del pm Antonio Natale, a chiudere la vicenda stabilendo che la procedura di acquisto della Masseria da parte del senatore fu regolare.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio Bakari Sako, in quell'ambulanza c'era un altro paziente. La chiamata al 118: «C’è un uomo ubriaco»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1989942/omicidio-bakari-sako-in-quell-ambulanza-c-era-un-altro-paziente-la-chiamata-al-118-ce-un-uomo-ubriaco.html</link>
      <description>Il 35enne è morto in pochi minuti: l'emorragia provocata dalla coltellata non ha dato scampo. I soccorsi, probabilmente, non sarebbero bastati a salvarlo: gli ultimi dettagli emersi dall'autopsia</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>bakari sako,omicidio,Fabio Sale,Cosimo Colucci</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1989942/omicidio-bakari-sako-in-quell-ambulanza-c-era-un-altro-paziente-la-chiamata-al-118-ce-un-uomo-ubriaco.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 09:15:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Bakari Sako &egrave; morto in pochi minuti: l'emorragia provocata dalla coltellata che ha reciso l'aorta al 35enne ucciso la mattina del 9 maggio scorso non ha dato scampo. I soccorsi, probabilmente, non sarebbero bastati a salvarlo. Sono gli ultimi dettagli emersi dall'autopsia effettuata nei giorni scorsi dal medico legale Roberto Vaglio e a cui hanno preso parte anche i consulenti nominati dai difensori degli indagati finiti nell'inchiesta. Stando a quanto appreso da fonti sanitarie, infatti, il mezzo di soccorso si trovava nei pressi di piazza Fontana per soccorrere un'altra persona: il video diffuso nelle scorse ore, mostra il mezzo fermarsi dinanzi alla babygang che aveva appena trascinato fuori dal bar il 35enne, ma in quel momento l'ambulanza aveva gi&agrave; un paziente a bordo. Non solo. I frame di quei secondi mostrano anche uno degli indagati che gesticola rivolgendosi all'autista del veicolo che riprende la corsa: saranno le indagini a stabilire se sia stato proprio uno dei giovanissimi a dire al conducente di andar via. Sul punto, per&ograve;, sembrano offrire uno spunto le parole utilizzate dalla donna che ha chiamato di l&igrave; a poco i soccorsi sostenendo che c'era un uomo ubriaco. Non una persona ferita dalle coltellate e vittima di un'aggressione, ma qualcuno in preda ai fumi dell'alcool.</p> <p>Sempre sul fronte giudiziario, intanto, il Tribunale dei minori ha fissato per il 29 maggio l'udienza per il Riesame: la difesa, composta dagli avvocati Salvatore Maggio, Pasquale Blasi e Fabio Falco, com'&egrave; noto, ha infatti chiesto la revoca della misura che ha collocato i quattro minorenni negli istituti penali di Lecce e Bari e il loro trasferimento in una comunit&agrave;.</p> <p>Intanto nelle ultime ore anche i due maggiorenni, Fabio Sale e Cosimo Colucci, difesi rispettivamente dagli avvocati Andrea Maggio e Pasquale Blasi, hanno presentato ricorso contro l'ordinanza che ha confermato per loro la detenzione cautelare in carcere.</p> <p>Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra mobile agli ordini del vice questore Antonio Serpico e coordinate dai pubblici ministeri Paola Francesca Ranieri della procura ordinaria e Daniela Putignano della procura di minori, hanno permesso non solo di individuare in breve tempo i presunti responsabili, ma anche di chiarire le singole responsabilit&agrave; nella vicenda.</p> <p>&laquo;Particolarmente allarmante - ha scritto il gip di Taranto Gabriele Antonaci nell&rsquo;ordinanza di custodia cautelare per uno dei maggiorenni - &egrave; che, dall&rsquo;analisi dei filmati in atti, traspare limpidamente la sensazione di impunit&agrave; con la quale il branco ha agito: essi, infatti, hanno pestato un soggetto sconosciuto in pieno centro citt&agrave;, quasi in orario diurno, non preoccupandosi minimamente di essere visti da testimoni oculari o di essere immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. Non si sono minimamente premurati, ad esempio, di occultare il proprio viso, tramite cappucci o caschi, mostrandosi liberamente mentre ponevano in essere una condotta gravemente sprezzante della vita altrui&raquo;. Bakari Sako, quella mattina, percorreva via Garibaldi in sella a una bicicletta e si apprestava ad andare al lavoro nei campi, quando &egrave; stato accerchiato e picchiato senza un particolare motivo. Poi un 15enne gli avrebbe sferrato tre coltellate, due all&rsquo;addome e una al torace. Il 35nne &egrave; entrato in un bar per trovare riparo e si &egrave; accasciato sul pavimento. Il gestore del locale ha intimato ai ragazzi che lo avevano seguito di uscire dal bar insieme al maliano, ma non ha chiamato le forze dell&rsquo;ordine. L&rsquo;esercente ora &egrave; indagato per favoreggiamento personale per aver omesso agli investigatori il nome di Colucci pur avendolo visto sulla scena.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Appalti pilotati a Martina Franca, scattano le misure cautelari: tre ai domiciliari e due interdizioni I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1989835/appalti-pilotati-a-martina-franca-scattano-le-misure-cautelari-tre-ai-domiciliari-e-due-interdizioni-i-nomi.html</link>
      <description>L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Romano dopo gli interrogatori preventivi chiesti dai pm Castiglia e Sansobrino</description>
      <author>FRANCESCO CASULA</author>
      <category>Antonio Raguso,Cosimo Caliandro,Emil Costin Ragulea</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1989835/appalti-pilotati-a-martina-franca-scattano-le-misure-cautelari-tre-ai-domiciliari-e-due-interdizioni-i-nomi.html</guid>
      <pubDate>Tue, 26 May 2026 08:08:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tre agli arresti domiciliari e due indagati interdetti. Sono le misure cautelari firmate dal gip Alessandra Rita Romano nei confronti di alcuni indagati coinvolti nell'inchiesta sugli appalti pilotati al Comune di Martina Franca. I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura ionica hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal magistrato a distanza di alcune settimane dagli interrogatori preventivi.</p> <p>Il gip Romano ha disposto gli arresti domiciliari per Antonio Raguso, il 54enne funzionario del Comune nel servizio Verde Pubblico e difeso dagli avvocati Enrico Pellegrini e Luigi Palmieri: l'accusa nei suoi confronti &egrave; di corruzione aggravata per avere chiesto e ottenuto tangenti da tre imprenditori ai quali sono stati aggiudicati affidamenti diretti per attivit&agrave; sul le aree verdi nel comune della Valle d'Itria. Arresti domiciliari anche per Cosimo Caliandro - titolare della ditta individuale &ldquo;Il tuo giardino&rdquo; assistito dagli avvocati Gaetano Cimaglia e Rosa Balestra che avrebbe pagato una mazzetta al funzionario da 1200 euro per assicurarsi l'affidamento del servizio di rifacimento del manto erboso di villa Garibaldi del valore di 46mila euro &ndash; e Emil Costin Ragulea che, per l'accusa, avrebbe versato una mazzetta di 2mila euro per l'affidamento del servizio di manutenzione degli alberi del valore di 38mila euro. Ragulea, difeso dall&rsquo;avvocata Paola Perrone, deve difendersi anche dall'accusa di traffico di influenze illecite in concorso con l'avvocato Fernando Rinaldi e la moglie Romina De Matteis.</p> <p>Per i pubblici ministeri Marzia Castiglia e Francesco Sansobrino, infatti, la coppia avrebbe chiesto e ottenuto 1500 euro dall'imprenditore come somma da versare ai vertici della Camera di commercio di Taranto per assicurargli l'iscrizione nel registro delle imprese (sezione &ldquo;Artigianato&rdquo;) nonostante non ne avesse i requisiti. Stando a quanto emerge dagli atti, Rinaldi e e De Matteis avrebbero spiegato di aver chiesto al presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, di fare pressioni sull'ente camerale per assicurare la buona riuscita dell'operazione anche grazie al versamento di quella somma di denaro. Rinaldi nell'interrogatorio ha spiegato che quella somma era la sua prestazione professionale e ha chiarito che Toma era all'oscuro della sua richiesta di denaro. Per l'avvocato Rinaldi, difeso dall'avvocato Donato Muschio Schiavone, il gip Romano ha disposto la sospensione per un anno dalla professione forense. &Egrave; stata invece respinta la richiesta di arresti domiciliari nei confronti di De Matteis.</p> <p>Infine il giudice ha disposto per l'imprenditore Giuseppe Fornaio, difeso dall'avvocato Gaetano Vitale, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per 12 mesi. Fornaio &egrave; titolare della omonima ditta che si occupa di prodotti per agricoltura, zootecnia, enologia e giardinaggio: nel suo caso l'affidamento da 18mila euro riguarderebbe la fornitura di articoli di vivaismo, agricoltura e giardinaggio per interventi di manutenzione delle aree a verde comunali e sarebbe stato ottenuto, secondo gli inquirenti, in cambio di una tangente a Raguso di cui non &egrave; stato accertato l'importo.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio Bakari Sako a Taranto, il 29 maggio i ricorsi al Riesame dei quattro minorenni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1989118/omicidio-bakari-sako-a-taranto-il-29-maggio-i-ricorsi-al-riesame-dei-quattro-minorenni.html</link>
      <description>Chiesta misura meno afflittiva per il 16enne accusato di aver inferto le coltellate</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bakari sako,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1989118/omicidio-bakari-sako-a-taranto-il-29-maggio-i-ricorsi-al-riesame-dei-quattro-minorenni.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 17:12:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; stata fissata per venerd&igrave; 29 maggio davanti al Tribunale del Riesame la discussione dei ricorsi contro le misure cautelari presentati dai quattro minorenni, tra i 15 e i 16 anni, indagati insieme al 20enne Fabio Sale e al 22enne Mimmo Colucci per l&rsquo;omicidio del 35enne bracciante maliano Bakari Sako, ucciso all&rsquo;alba del 9 maggio scorso nella citt&agrave; vecchia di Taranto. Non &egrave; stata ancora fissata, invece, la data per la discussione dei ricorsi avanzati dai due maggiorenni. Nel fascicolo risulta inoltre indagato per favoreggiamento personale nei confronti di Colucci il titolare del bar nel quale la vittima aveva cercato riparo durante l'aggressione.</p> <p>Secondo la ricostruzione contenuta nel capo d&rsquo;imputazione, il gruppo avrebbe accerchiato Sako mentre si recava al lavoro in bicicletta in piazza Fontana. Dopo insulti e minacce, il 15enne accusato di aver impugnato il coltello (ne ha compiuti 16 il 19 maggio) avrebbe sferrato tre fendenti, due al torace e uno all&rsquo;addome, mentre gli altri indagati lo colpivano con pugni e calci. Il 35enne, che aveva tentato di rifugiarsi nel vicino bar, mor&igrave; poco dopo per insufficienza cardio-respiratoria acuta conseguente alle ferite riportate.</p> <p>I difensori del 16enne accusato delle coltellate hanno chiesto una misura meno afflittiva, sollecitando il collocamento in comunit&agrave; e sostenendo che la confessione resa dal ragazzo attenuerebbe le esigenze cautelari. I legali degli altri minori hanno invece chiesto la revoca della misura per assenza di gravi indizi o, in subordine, una misura meno severa. Nelle dichiarazioni spontanee rese al gip, i tre hanno sostenuto di non essersi accorti delle coltellate inferte alla vittima.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Ex Ilva, il Tar conferma stop all'ordinanza di Bitetti: nessun fermo della centrale termoelettrica (ma con con prescrizioni)</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1989008/ex-ilva-il-tar-conferma-stop-all-ordinanza-di-bitetti-nessun-fermo-della-centrale-termoelettrica-ma-con-con-prescrizioni.html</link>
      <description>Nel decreto il Tar ha stabilito che AdI Energia dovrà presentare entro 60 giorni alla Regione Puglia un piano di contenimento delle emissioni, indicando anche eventuali interventi già avviati o in fase di realizzazione</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>AdI energia,bitetti,tar lecce</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1989008/ex-ilva-il-tar-conferma-stop-all-ordinanza-di-bitetti-nessun-fermo-della-centrale-termoelettrica-ma-con-con-prescrizioni.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:48:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Tar di Lecce ha accolto con prescrizioni il ricorso di AdI energia in amministrazione straordinaria confermando la sospensione dell&rsquo;efficacia dell&rsquo;ordinanza con cui il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, aveva disposto il 14 aprile lo stop entro 30 giorni della centrale termoelettrica dell&rsquo;area ex Ilva.</p> <p>Nel decreto il Tar ha stabilito che AdI Energia dovr&agrave; presentare entro 60 giorni alla Regione Puglia un piano di contenimento delle emissioni, indicando anche eventuali interventi gi&agrave; avviati o in fase di realizzazione. Nei successivi 30 giorni gli enti competenti, tra cui Regione, Arpa e Asl, dovranno esprimere le proprie valutazioni tecniche.</p> <p>La centrale continua quindi a operare, ma la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; viene subordinata alla presentazione di misure concrete per la riduzione dell&rsquo;impatto ambientale. L&rsquo;ordinanza del sindaco era stata adottata dopo la diffusione della Valutazione del danno sanitario 2024 elaborata da Arpa Puglia, Aress e Asl Taranto. Secondo l&rsquo;amministrazione, la societ&agrave; non avrebbe trasmesso il piano richiesto per ridurre il rischio sanitario legato alle emissioni di sostanze come arsenico, nichel e cobalto.</p> <h3>Bitetti: "Il Tar conferma le nostre ragioni"</h3> <p>&laquo;Il pronunciamento del Tar, sebbene accolga il ricorso di Acciaierie d&rsquo;Italia Energia, confermando la sospensione dell&rsquo;ordinanza sullo stop alla centrale termoelettrica, chiarisce un punto fondamentale: Acciaierie d&rsquo;Italia era tenuta a presentare il Piano di riduzione delle emissioni e ora dovr&agrave; farlo entro i termini stabiliti&raquo;. Lo dichiara il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, commentando la decisione del Tribunale amministrativo regionale.</p> <p>I giudici amministrativi hanno accolto l&rsquo;istanza cautelare presentata dai legali di Acciaierie d&rsquo;Italia, consentendo la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;impianto ma imponendo specifiche prescrizioni ambientali. &laquo;&Egrave; esattamente ci&ograve; a cui il Comune puntava, a tutela della salute dei cittadini e nel rispetto delle normative&raquo;, aggiunge Bitetti. </p> <p>&laquo;Come sindaco, in qualit&agrave; di Autorit&agrave; sanitaria locale, avevo il dovere di intervenire con un&rsquo;ordinanza, in applicazione della legge regionale 21/2012, che demandava al sindaco la sospensione dell&rsquo;attivit&agrave; a seguito degli inadempimenti della societ&agrave;, come confermato dal provvedimento del Tar&raquo;. </p> <p>&laquo;Oggi - conclude il sindaco - possiamo dire che l&rsquo;obiettivo &egrave; stato raggiunto: il Piano dovr&agrave; essere presentato e valutato dalle autorit&agrave; competenti, ristabilendo un percorso di responsabilit&agrave;, trasparenza e legalit&agrave;. La salute dei tarantini e la tutela dell&rsquo;ambiente restano priorit&agrave; assolute&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Castellaneta, 48enne barese perseguitava la ex compagna: arrestato mentre seguiva la donna in auto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1988892/castellaneta-48enne-barese-perseguitava-la-ex-compagna-arrestato-mentre-seguiva-la-donna-in-auto.html</link>
      <description>L’arresto è avvenuto durante un servizio di controllo del territorio: adesso si trova in carcere</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>carabinieri,ex compagna</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1988892/castellaneta-48enne-barese-perseguitava-la-ex-compagna-arrestato-mentre-seguiva-la-donna-in-auto.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 13:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Non si sarebbe arreso alla fine della relazione e avrebbe continuato a perseguitare l&rsquo;ex compagna, seguendola nei suoi spostamenti quotidiani e presentandosi nei luoghi da lei frequentati. Per questo un 44enne residente nella provincia di Bari &egrave; stato arrestato dai carabinieri di Castellaneta (Taranto) con le accuse di atti persecutori e violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa.</p> <p>L&rsquo;arresto &egrave; avvenuto durante un servizio di controllo del territorio. I militari hanno intercettato l&rsquo;uomo mentre, a bordo della propria auto, avrebbe seguito con atteggiamento insistente e molesto l&rsquo;ex compagna, una 48enne del posto, violando la misura cautelare gi&agrave; disposta nei suoi confronti.</p> <p>Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i comportamenti reiterati avrebbero provocato nella donna un forte stato di ansia e timore per la propria incolumit&agrave;. Bloccato dai militari, il 44enne &egrave; stato condotto in carcere a disposizione dell&rsquo;Autorit&agrave; giudiziaria.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Castellaneta Marina, falciò con la propria auto otto ragazzi dopo una lite: 19enne sotto accusa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1988633/castellaneta-marina-falcio-con-la-propria-auto-otto-ragazzi-dopo-una-lite-19enne-sotto-accusa.html</link>
      <description>Deve difendersi dall’ipotesi di lesioni gravi plurime: è accaduto in via Collins, nei pressi del centro, tra le 17.30 e le 18 del giorno del Lunedì dell’Angelo scorso</description>
      <author>Dario Benedetto</author>
      <category>CASTELLANETA MARINA</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 07:33:46 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Si &egrave; avvalso della facolt&agrave; di non rispondere il 19enne palagianese, indagato per lesioni plurime, che a Castellaneta Marina, nel pomeriggio della scorsa Pasquetta, invest&igrave; con la propria auto 8 ragazzini con cui, poco prima, aveva animatamente discusso in strada.</p> <p>Difeso dall&rsquo;avvocato Egidio Albanese, nelle scorse settimane il giovane &egrave; stato interrogato dal pubblico ministero Francesco Sansobrino ma, come detto, per il momento ha scelto di non rispondere alle domande del magistrato.</p> <p>Il tutto si verific&ograve; in via Collins, nei pressi del centro, tra le 17:30 e le 18 di quel famoso Luned&igrave; dell&rsquo;Angelo: il gruppo di ragazzini, amici residenti a Castellaneta, di et&agrave; compresa tra i 16 e i 20 anni, in quel momento sostava nei pressi di una villa privata dove stava trascorrendo la Pasquetta.</p> <p></p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION O SUL CARTACEO</a></p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>A Taranto nasce la scuola di «Citizen Science»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1987932/a-taranto-nasce-la-scuola-di-citizen-science.html</link>
      <description>L’accordo la cittadinanza e il monitoraggio ambientale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
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      <pubDate>Sun, 24 May 2026 17:25:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Nasce a Taranto la &laquo;CiSeS&raquo;, la scuola permanente per la Citizen science ed Educazione alla sostenibilit&agrave;. Il percorso di avvio di questa nuova realt&agrave; &egrave; stato segnato il 22 maggio con la firma del protocollo di intesa. La nuova scuola si fonda sul dialogo tra cittadinanza istituzioni pubbliche e tutti i soggetti coinvolti. L&rsquo;approccio di &ldquo;Citizen science&rdquo; prevede infatti il coinvolgimento attivo dei cittadini in attivit&agrave; di monitoraggio ambientale e ricerca scientifica, in affiancamento ai ricercatori per raccogliere, analizzare o interpretare dati sull&rsquo;ambiente in cui vivono. Obiettivo &egrave; promuovere un ambiente collaborativo, orientato alla generazione di iniziative innovative di monitoraggio ambientale, sociali e culturali e di educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile. La scuola pu&ograve; contare su un ampio partenariato pubblico-privato - Fondazione Italiana Biologi, Jonian Dolphin Conservation , Ordine dei Biologi, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, Segretariato Nazionale Giovani Biologi e Associazione Biologi Italiani - pronto a fornire un essenziale contributo per l&rsquo;educazione al rispetto e alla tutela dell&rsquo;ambiente e per il rilancio delle attivit&agrave; scientifiche in una nuova chiave di sviluppo sostenibile. La sede sar&agrave; Palazzo Amati.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Palagiano, alta colonna di fumo nero sale da un terreno abbandonato: in fiamme tubi in plastica</title>
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      <description>Il terreno recintato e in stato di abbandono si trova nell’area dell’ex Ente Irrigazione. Le fiamme hanno coinvolto vecchi pozzi e diverse cataste di tubi irrigui in plastica. Nessun ferito, indagini sulle cause</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>palagiano,incendio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1987837/palagiano-alta-colonna-di-fumo-nero-sale-da-un-terreno-abbandonato-in-fiamme-tubi-in-plastica.html</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 16:07:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un vasto incendio &egrave; divampato questa mattina nelle campagne di Palagiano, in provincia di Taranto, interessando un terreno recintato e in stato di abbandono nell&rsquo;area dell&rsquo;ex Ente Irrigazione. Le fiamme hanno coinvolto vecchi pozzi e diverse cataste di tubi irrigui in plastica, provocando una densa nube di fumo nero visibile anche a chilometri di distanza.  Numerose le segnalazioni dei residenti della zona, allarmati dalla colonna di fumo che si &egrave; alzata nell&rsquo;area nord dell&rsquo;agro cittadino. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e bonifica, insieme agli agenti della polizia locale e ai carabinieri della Compagnia di Massafra, oltre alle associazioni di protezione civile. Non si registrano feriti. Restano ancora da accertare le cause che hanno provocato l&rsquo;incendio. </p> <p>Sul luogo del rogo si &egrave; recato anche il sindaco Domiziano Lasigna, che ha seguito da vicino l&rsquo;evolversi della situazione. "In modo improvviso le fiamme hanno interessato l&rsquo;area ex Ente Irrigazione, dove erano presenti alcune cataste di tubi irrigui che, bruciando, hanno generato una colonna di fumo nella zona nord dell&rsquo;agro di Palagiano, alle porte della citt&agrave;&raquo;, ha scritto il primo cittadino sui social. &laquo;Gli agenti della Polizia Locale, i carabinieri della compagnia di Massafra e le nostre protezioni civili sono intervenuti tempestivamente. I vigili del fuoco hanno spento l&rsquo;incendio. Saranno effettuati accertamenti per chiarire le cause del rogo&raquo;, ha aggiunto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, sputi su un autista di Kyma Mobilità: «Noi siamo la valvola di sfogo dell’intera città»</title>
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      <description>Parla il lavoratore dell’ex Amat che il 22 maggio è stato vittima di un ennesimo episodio di violenza</description>
      <author>Giovanna Calabrese</author>
      <category>autista,taranto,sputi</category>
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      <pubDate>Sun, 24 May 2026 14:30:48 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;&Egrave; un episodio increscioso, noi stiamo semplicemente svolgendo il nostro lavoro. Un diverbio che pu&ograve; nascere in mezzo alla strada per un incrocio, uno stop o un semaforo pu&ograve; capitare, ma reagire cos&igrave;, sputare a un lavoratore, &egrave; inaccettabile&raquo;. Sono le parole del dipendente di Kyma Mobilit&agrave; aggredito il 22 maggio, durante il turno di lavoro mentre era alla guida della linea 25 in direzione parco Cimino. L&rsquo;episodio si &egrave; verificato su viale Magna Grecia, quando il conducente, rallentando per effettuare una fermata, sarebbe stato affiancato da un motociclista, un giovane, che gli avrebbe sputato contro. Sotto choc per quanto accaduto, l&rsquo;autista si &egrave; fermato per alcuni minuti, impossibilitato a riprendere subito la corsa.</p> <p>&laquo;Purtroppo non si riesce a capire tutta questa rabbia &ndash; ha aggiunto il conducente &ndash;. Siamo una valvola di sfogo per questa citt&agrave;? Durante il servizio non possiamo reagire, non possiamo difenderci e lasciare il posto guida. Molti di questi episodi restano impuniti e siamo un facile bersaglio&raquo;. Sull&rsquo; episodio &egrave; intervenuto anche Andrea Basile, segretario territoriale Ugl Autoferrotranvieri: &laquo;Ancora un grave episodio &ndash; ha dichiarato &ndash; che si inserisce in un quadro di crescente degrado e di diffusa sensazione di impunit&agrave;. Non si tratta di casi isolati, ma di una vera emergenza che riguarda la sicurezza degli operatori e il rispetto delle regole di convivenza civile&raquo;.</p> <p>Secondo il sindacato, la situazione richiede interventi immediati e concreti: maggiore controllo del territorio, rapidit&agrave; nell&rsquo;individuazione dei responsabili e sanzioni efficaci. L&rsquo;episodio &egrave; stato segnalato all&rsquo;azienda e denunciato alle forze dell&rsquo;ordine. La Ugl ha inoltre espresso solidariet&agrave; al lavoratore coinvolto, ribadendo la necessit&agrave; di rafforzare le misure di tutela per il personale del trasporto pubblico. Il caso si inserisce in un contesto pi&ugrave; ampio, spesso al centro del dibattito cittadino sul tema del disagio e del degrado giovanile. Un tema che negli ultimi mesi ha assunto ancora maggiore rilevanza anche alla luce di episodi di cronaca particolarmente gravi, tra cui la morte di Bakari Sako, il 35enne ucciso da una baby gang, che ha profondamente scosso l&rsquo;opinione pubblica e riacceso il confronto sulla sicurezza urbana e sulla devianza giovanile.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, pistola clandestina e cocaina in casa: arrestato un 48enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986722/taranto-pistola-clandestina-e-cocaina-in-casa-arrestato-un-48enne.html</link>
      <description>Sotto sequestro arma, droga e materiale per il confezionamento. Scoperto anche un allaccio abusivo alla rete elettrica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>TARANTO</category>
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      <pubDate>Sat, 23 May 2026 18:05:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[  <section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:f5e056fe-e432-4142-9eff-59403b18728e-3" data-turn-id-container="request-WEB:f5e056fe-e432-4142-9eff-59403b18728e-3" data-testid="conversation-turn-8" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">       <p data-start="196" data-end="451">Un 48enne di Taranto &egrave; stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia locale con le accuse di detenzione abusiva di arma clandestina, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e furto aggravato di energia elettrica.</p> <p data-start="453" data-end="725">L&rsquo;operazione, condotta nel pomeriggio del 21 maggio nell&rsquo;ambito dei servizi straordinari predisposti dal Comando Provinciale, &egrave; scattata al termine di un&rsquo;attivit&agrave; investigativa che ha portato i militari a eseguire una perquisizione domiciliare nell&rsquo;abitazione dell&rsquo;uomo.</p> <p data-start="727" data-end="1120">Durante il controllo i Carabinieri hanno rinvenuto una pistola revolver calibro 32 priva di marca e matricola, nascosta all&rsquo;interno di un armadio della camera da letto. Nell&rsquo;appartamento sono stati inoltre sequestrati alcuni grammi di cocaina, cinque bilancini di precisione e materiale ritenuto utile al confezionamento della droga, elementi che farebbero ipotizzare un&rsquo;attivit&agrave; di spaccio.</p> <p data-start="1122" data-end="1369">Gli accertamenti hanno consentito anche di scoprire un presunto allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 48enne avrebbe manomesso il contatore per sottrarre energia elettrica illegalmente.</p> <p data-start="1371" data-end="1603">La droga sequestrata sar&agrave; analizzata dagli specialisti del laboratorio del Comando Provinciale di Taranto, mentre l&rsquo;arma verr&agrave; inviata ai Carabinieri del RIS di Roma per verificare un eventuale utilizzo in altri episodi criminosi.</p> <p data-start="1605" data-end="1819" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Al termine delle formalit&agrave; di rito, e nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, l&rsquo;uomo &egrave; stato trasferito nella Casa Circondariale di Taranto su disposizione dell&rsquo;Autorit&agrave; giudiziaria.</p>           </section>  ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Processo ex Ilva, lo sfogo di Vendola sui social: «La mia colpa è non aver fatto finta di nulla»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986714/processo-ex-ilva-lo-sfogo-di-vendola-sui-social-la-mia-colpa-e-non-aver-fatto-finta-di-nulla.html</link>
      <description>Il post: «Unici ad intervenire contro emissioni nocive, colpiti da accusa infamante e grottesca»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>nichi vendola,taranto,ex ilva</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986714/processo-ex-ilva-lo-sfogo-di-vendola-sui-social-la-mia-colpa-e-non-aver-fatto-finta-di-nulla.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 16:41:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;La mia colpa &egrave; non aver fatto finta di nulla. Se non avessi per primo sollevato la questione delle diossine e poi del benzopirene, se non avessi provato a coniugare diritto alla salute e diritto al lavoro, non sarei stato chiamato in giudizio. E questa &egrave; la considerazione pi&ugrave; amara. Si pu&ograve; morire di crepacuore per una calunnia: e a me non &egrave; mancato l&rsquo;infarto, che mi ha quasi stroncato ma a cui sono sopravvissuto&raquo;. Lo scrive sui social l&rsquo;ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commentando prescrizione del reato di concussione di cui era accusato nell&rsquo;ambito del processo &laquo;Ambiente svenduto&raquo;, sul presunto disastro ambientale causato dall&rsquo;ex Ilva di Taranto.</p> <p>&laquo;Finisce qui una storia che sarebbe buffa se non fosse una tragedia - aggiunge Vendola - L&rsquo;unica classe dirigente che sfid&ograve; a viso aperto il colosso europeo della siderurgia venne colpita da un&rsquo;accusa tanto infamante quanto grottesca. Non i politici o i giornalisti che avevano soldi e favori da Ilva, ma noi che fummo gli unici in Italia a imporre limiti rigorosi alle emissioni nocive, noi che mai fummo sul libro paga del padrone, noi venimmo trascinati in un processo che ebbe i tratti di un processo di piazza&raquo;. &laquo;Ho visto falsi documentali trasformarsi in atti d&rsquo;accusa, ho assistito al teatro di una inquisizione surreale, sono stato rinviato a giudizio da chi avrebbe dovuto astenersi per ragioni di opportunit&agrave;, ho sub&igrave;to uno sfregio annullato in appello ma non annullato nel mio animo&raquo;, continua.</p> <p>&laquo;Tredici anni di calvario, 8 anni di processo, e una citt&agrave; ingannata dai suoi eroi di cartapesta&raquo;, prosegue e chiede: &laquo;Ai finti riformatori della giustizia voglio porre una questione: &egrave; possibile che un processo si svolga per anni e anni, pur sapendo dei profili di incompatibilit&agrave; della Corte, e che il processo dopo 10 anni debba ricominciare da zero?&raquo;.</p> <h3>IL COMMENTO DI VERALEAKS</h3> <p>&laquo;Non fermeranno la nostra denuncia le prescrizioni che continuano ad essere annunciate nel corso del processo penale denominato Ambiente svenduto&raquo;. Lo afferma Luciano Manna di Veraleaks, in merito alla dichiarazione di prescrizione per alcuni imputati, tra cui l&rsquo;ex governatore pugliese Nichi Vendola, che rispondeva di concussione.  &laquo;Se per i giudici che applicano la legge &egrave; passato troppo tempo per giudicare gli imputati - aggiunge - per noi &egrave; pi&ugrave; importante il numero delle persone che nello stesso periodo di tempo sono decedute o hanno iniziato il calvario di una malattia causata dagli inquinanti della fabbrica ex Ilva&raquo;.  Secondo Manna, &laquo;la prescrizione &egrave; una condanna morale per chi avrebbe potuto scegliere di rinunciare a questa via burocratica" e per questo &laquo;siamo pronti a denunciare ancora&raquo;. Veraleaks annuncia infatti nuove iniziative legali &laquo;verso le alte cariche dello Stato italiano e della Commissione europea&raquo;, contestando i finanziamenti pubblici destinati a ex Ilva e Acciaierie d&rsquo;Italia in As.  Nel mirino anche il governo e Bruxelles. &laquo;Meloni, Tajani, Urso e von der Leyen sono responsabili di quanto accaduto di recente&raquo;, sostiene Manna.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Il ricordo di Carlo Petrini nelle parole del mitilicoltore Marangione: «Ha dato nuova vita alle cozze di Taranto»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986608/il-ricordo-di-carlo-petrini-nelle-parole-del-mitilicoltore-marangione-ha-dato-nuova-vita-alle-cozze-di-taranto.html</link>
      <description>Il fondatore di Slow Food, morto l'altro ieri, e il suo impegno per i prodotti del territorio. «Ci ha dato la voglia di combattere e di tornare a sperare»</description>
      <author>Massimiliano Martucci</author>
      <category>carlo petrini,slow food</category>
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      <pubDate>Sat, 23 May 2026 16:32:25 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Non si pu&ograve; immaginare cosa ha fatto Petrini per i mitilicoltori tarantini: ci ha dato la voglia di combattere e di tornare a sperare&raquo;. Francesco Marangione ha avuto l&rsquo;onore di portare in barca il fondatore di Slow Food, venuto a mancare l&rsquo;altro ieri, all&rsquo;et&agrave; di 76 anni, ha dato moltissimo al territorio jonico.</p> <p>Da quando la cozza tarantina &egrave; diventata presidio Slow Food &egrave; ritornata ad essere motivo di orgoglio per una terra a volte troppo maltrattata. &laquo;Era marzo 2024, lo portai a vedere come nasce il seme della cozza. Rimase stupito del nostro prodotto naturale e di come mai le istituzioni non si impegnassero per far esplodere il settore. Per noi Petrini &egrave; stato come un bicchiere d&rsquo;acqua nel deserto. Eravamo assetati da tanto tempo. Ci ha fatto tornare a sperare. Non possiamo che essere grati a lui e al presidente Marcello Longo&raquo;.</p> <p>Sono oltre seicento i presidi Slow Food, in tutto il mondo, moltissimi in Italia. Solo in Puglia sono trentasette. In provincia di Taranto, a parte la cozza tarantina, sono presidi: la &ldquo;capra jonica&rdquo;, con il cui latte si prodotti freschi e stagionati; il &ldquo;colombino&rdquo;, dolcetto tipico della citt&agrave; di Manduria, probabilmente creato negli anni Cinquanta per celebrare la festa patronale di San Gregorio Magno del 3 settembre; i &ldquo;fagioli di Pulsano&rdquo;, che pu&ograve; essere bianco o &ldquo;tinto&rdquo;; il &ldquo;pomodorino di Manduria&rdquo;, piccolo, ovale, che ha buccia liscia e sottile, colore rosso vivo e, spesso, una piccola punta alla base; il &ldquo;pomodoro giallorosso di Crispiano&rdquo;, forma tondeggiante, polpa morbida e una buccia spessa di colore giallo aranciato, che sembra non arrivare mai a maturazione completa; il &ldquo;suino nero pugliese&rdquo;, che ha una diffusione regionale, ma era allevato (ed &egrave;) anche a Martina Franca. Infine forse uno dei pi&ugrave; noti: il &ldquo;capocollo di Martina Franca&rdquo;.</p> <p>A Martina Franca Petrini c&rsquo;&egrave; stato diverse volte. &laquo;Ricordo quando lo portammo a mangiare nella macelleria chiamata &ldquo;Salvasod&rdquo;&raquo; racconta Angelo Costantini, operatore culturale, tra i primi a impegnarsi per la valorizzazione dei prodotti locali. Salvasod era una macelleria particolare, che conservava il modo antico di accogliere i clienti: carne al fornello direttamente servita su un tavolaccio, si mangia in piedi e bisognava portarsi tutto: dal vino alle posate. &laquo;Ci disse che avrebbe voluto portare qui gli studenti dell&rsquo;accademia di scienze gastronomiche di Pollenzo&raquo;.</p> <p>La prima visita risale ad aprile 2000 quando fu organizzata nella Sala Arcadia di Palazzo Ducale la riunione dei governatori regionali di Slow Food, e l&rsquo;accoglienza fu affidata proprio a Costantini. Secondo il suo racconto, in quell&rsquo;assemblea si decise di passare dai &ldquo;prodotti dell&rsquo;arca&rdquo; ai &ldquo;presidi&rdquo;. &laquo;Rimasero impressionati dall&rsquo;accoglienza e dai prodotti del territorio e in qualche maniera volevano sdebitarsi. Proposi loro di accogliere uno dei nostri prodotti nei presidi e la scelta era tra il capocollo e la ricotta forte&raquo;. A settembre del 2000, il capocollo fu inserito tra i primi sessanta presidi Slow Food. Il resto &egrave; storia.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>A Taranto minacce per debiti di droga, un 25enne condannato a 5 anni: l'accusa è di estorsione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986607/a-taranto-minacce-per-debiti-di-droga-un-25enne-condannato-a-5-anni-l-accusa-e-di-estorsione.html</link>
      <description>Secondo la Procura ionica l’imputato avrebbe aggredito e minacciato un «cliente abituale» che aveva accumulato quasi 8mila euro per un debito di cocaina acquistata «a credito»</description>
      <author>ALESSANDRA CANNETIELLO</author>
      <category>taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986607/a-taranto-minacce-per-debiti-di-droga-un-25enne-condannato-a-5-anni-l-accusa-e-di-estorsione.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 16:26:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; stato condannato a 5 anni e 4 mesi, con rito abbreviato, il 25enne Armando Palumbo accusato di spaccio di droga, rapina ed estorsione. Secondo la Procura ionica, in particolare, l&rsquo;imputato avrebbe aggredito e minacciato un &ldquo;cliente abituale&rdquo; che aveva accumulato quasi 8mila euro per un debito di cocaina acquistata &laquo;a credito&raquo;. Il giudice Mariano Robertiello ha inflitto all&rsquo;imputato - difeso dall&rsquo;avvocato Andrea Maggio - una pena allineata con la richiesta della pubblica accusa. Il magistrato lo ha inoltre condannato a una sanzione di 24mila euro. Nell&rsquo;inchiesta era stata coinvolta anche la compagna di Palumbo, la 50enne Sonia Dema che per quelle accuse, in concorso, sta affrontando ora un processo. Noti entrambi alle cronache, Palumbo era stato vittima nel febbraio del 2021 di un agguato in via Crispi: un colpo lo ha ferito all&rsquo;addome. La donna, invece, ha all&rsquo;attivo pi&ugrave; di venti evasioni dai domiciliari e una condanna definitiva per un giro di spaccio alle &ldquo;case parcheggio&rdquo; nel quartiere Tamburi.</p> <p>Tornando invece all&rsquo;inchiesta per cui il 25enne &egrave; stato condannato, la prima denuncia, nel marzo 2025, era arrivata dopo un&rsquo;aggressione subita in casa ad opera di Palumbo. Schiaffi al volto con la pretesa di riscattare il denaro a cui si sarebbe aggiunta la minaccia, poi attuata, della donna che al citofono avrebbe avvertito che da l&igrave; a poco sarebbe arrivato un loro &ldquo;amico&rdquo;. Un uomo - mai identificato &ndash; che in effetti si era presentato alla porta per dare un ultimatum alla vittima, per il giorno stesso, di saldare gli insoluti.</p> <p>&laquo;Bastardo e figlio di p&hellip;mi devi dare i miei soldi oggi&raquo;. Il giorno del suo arresto, Palumbo aveva effettuato numerose chiamate e inviato diversi messaggi intimidatori, poi si era presentato a casa del 50enne e non avendo idea che i poliziotti fossero l&igrave; ad aspettarlo. Quando Palumbo ha infine trovato sul tavolo solo 140 euro delle migliaia richieste, &egrave; andato su tutte le furie. Ed &egrave; a quel punto, mentre la vittima implorante era in &ldquo;ginocchio&rdquo; chiedendo una proroga del pagamento, che sono scattate le manette per l&rsquo;imputato.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, nella notte di San Silvestro aggredì poliziotto dinanzi alla discoteca: chiesti 2 anni ma è irreperibile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986606/taranto-nella-notte-di-san-silvestro-aggredi-poliziotto-dinanzi-alla-discoteca-chiesti-2-anni-ma-e-irreperibile.html</link>
      <description>Il 26enne tunisino è accusato di aver minacciato brandendo una bottiglia di vetro e in compagnia di un altro uomo alcuni membri dello staff e il proprietario della discoteca «Sound Department»</description>
      <author>ALESSANDRA CANNETIELLO</author>
      <category>AGGRESSIONE,TARANTO</category>
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      <pubDate>Sat, 23 May 2026 16:16:50 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; di 2 anni di reclusione la condanna chiesta dalla pubblica accusa nei confronti del 26enne di nazionalit&agrave; tunisina ancora irreperibile dopo essere fuggito a un giorno dall&rsquo;inizio del processo nei suoi confronti. L&rsquo;accusa nei suoi confronti &egrave; di aver minacciato brandendo una bottiglia di vetro e in compagnia di un altro uomo alcuni membri dello staff e il proprietario della discoteca &laquo;Sound Department&raquo; che la notte di San Silvestro avevano rifiutato di farli entrare nel locale. Quando i poliziotti della Volante sono arrivati e hanno chiesto di esibire i documenti i due hanno rifiutato di identificarsi e il 26enne avrebbe reagito in modo aggressivo contro uno degli agenti. Strattoni, schiaffi in volto, spintoni e pugni al fianco: fino a quando il poliziotto non &egrave; riuscito a immobilizzarlo e trarlo in arresto mentre l&rsquo;amico dell&rsquo;imputato si dava alla fuga nella confusione di quei momenti. Difeso dall&rsquo;avvocato Francesco Bellocchio, il 26enne &egrave; ancora irreperibile: intanto, il processo per &laquo;direttissima&raquo; dinanzi al giudice Paolo Mandurino prosegue e la prossima udienza &egrave; fissata a giugno.</p> <p>L&rsquo;aggressione, come accennato, si &egrave; verificata la notte tra il 31 dicembre e l&rsquo;1 gennaio: i due giovani si erano presentati alla serata organizzata e al rifiuto del personale di farli entrare avrebbero sfogato la loro ira sullo staff e sul gestore della discoteca. Un&rsquo;aggressione dai toni accesi che ha reso necessario l&rsquo;intervento della polizia che giunta sul posto ha cercato immediatamente di placare gli animi. Inutilmente, per&ograve;, perch&eacute; il 26enne avrebbe dato in escandescenze: &laquo;Siete dei razzisti, non mi potete fare un c&hellip;, anzi adesso ve la faccio pagare e vi faccio vedere chi sono (&hellip;) adesso vi spacco la faccia e vi faccio del male&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Ilva, Nichi Vendola esce dal processo «Ambiente Svenduto»: reato prescritto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986278/ilva-nichi-vendola-esce-dal-processo-ambiente-svenduto-reato-prescritto.html</link>
      <description>La Corte d’appello di Potenza dichiara il non luogo a procedere per l’ex governatore pugliese accusato di concussione. Alla sbarra restano i Riva e altri 14 nel maxi processo sul disastro ambientale di Taranto</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>vendola,ilva</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986278/ilva-nichi-vendola-esce-dal-processo-ambiente-svenduto-reato-prescritto.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 10:54:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Scende a 16 il numero di imputati ancora coinvolto nel processo &laquo;Ambiente svenduto&raquo;. La prescrizione &laquo;falcia&raquo; ancora il procedimento penale sul disastro sanitario e ambientale causato, secondo l'accusa, dalle emissioni dell'ex Ilva di Taranto durante la gestione Riva tra il 1995 e il 2013.</p> <p>Ieri mattina la corte d'appello di Potenza ha dichiarato il non luogo a procedere per diversi imputati e tra questi, quello pi&ugrave; illustre: l'ex governatore Nichi Vendola, accusato di concussione per fatto pressione, tra il 2010 e il 2011, sull'allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio assennato, affinch&eacute; ammorbidisse la linea nei confronti della fabbrica di Taranto. Troppo tempo &egrave; trascorso da quei fatti per i giudici che inoltre hanno sottolineato come in realt&agrave; le accuse contro l'ex leader di Sinistra, Ecologia e Libert&agrave; erano prescritte gi&agrave; nel 2023. Vendola, insomma, non doveva essere rinviato a giudizio per la seconda volta.</p> <p>Cadono sotto la scure del tempo, anche altre gravi accuse contestate dai magistrati tarantini: come l'associazione a delinquere composta dalla propriet&agrave;, dall'ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso e i cosiddetti &laquo;fiduciari&raquo;, gli uomini che i riva avrebbero usato come sorta di &laquo;Governo ombra&raquo; per gestire lo stabilimento. Fuori dal processo, anche l'avvocato Francesco Perli, indicato dagli inquirenti come l'uomo che intratteneva rapporti &laquo;non strettamente istituzionali con funzionari della Regione Puglia e del Ministero dell'Ambiente&raquo; ed in particolare con i membri Commissione che doveva rilasciare l'Autorizzazione Integrata Ambientale all'Ilva nel 2011.</p> <p>Intanto gli avvocati Angelo Loreto, Filippo Dinacci, Pasquale Annicchiarico e Carlo Enrico Paliero, hanno chiesto alla Corte di dichiarare la decadenza o la prescrizione anche per le posizioni di tre societ&agrave;: Ilva spa in As, Riva Forni Elettrici e Partecipazioni Industriali (ex Riva Fire).</p> <p>In piedi, al momento, restano solo le accuse di disastro ambientale (che tuttavia si prescriveranno a breve) e quella pi&ugrave; grave di avvelenamento di sostanze alimentari per la quale la vicenda si decide dinanzi alla Corte d'assise. Anche le imputazioni per la morte di due operai, non sono ancora state coperte dal tempo trascorso: si tratta della morte di Claudio Marsella, schiacciato da due locomotori il 30 ottobre 2012, e di Francesco Zaccaria che fin&igrave; in mare con la cabina della gru il 28 novembre dello stesso anno. Per queste tre accuse restano, quindi, ancora alla sbarra Fabio e Nicola Riva, l'ex direttore Luigi Capogrosso, i fiduciari, alcuni dirigenti della societ&agrave; e anche un dirigente di Arpa Puglia. Resta ancora a processo, anche l'ex consulente della Procura Lorenzo Liberti accusato di concorso in disastro ambientale per aver redatto una perizia favorevole all'ex Ilva in cambio di una mazzetta di 10mila euro (anche questo reato di corruzione giudiziaria &egrave; caduto in prescrizione).</p> <p><strong><span class="GN4_pre">Codacons</span></strong> <span class="GN4_post"> Il Codacons sta valutando la possibilit&agrave; di proporre causa civile contro l&rsquo;ex governatore, dicendosi comunque &laquo;certo che la Procura di Potenza proporr&agrave; appello contro la decisione&raquo;. La prossima udienza &egrave; in calendario il prossimo 5 giugno. </span></p> <p><strong><span class="GN4_pre">Ministero</span></strong> <span class="GN4_post"> Intanto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sullo stabilimento di Taranto ha confermato il &laquo;prestito ponte&raquo; deciso dal Consiglio dei Ministri per la fabbrica tarantina, &laquo;per andare avanti man mano, in attesa che si possa concludere un negoziato di cessione&raquo;. &laquo;Abbiamo ottenuto - ha aggiunto - qualche mese fa la possibilit&agrave; di concedere un sostegno pubblico all&rsquo;amministrazione straordinaria fine un limite massimo di 390 milioni. Quindi abbiamo gi&agrave; fatto un primo provvedimento qualche mese fa che consentisse di utilizzare una prima tranche da 139 milioni, mentre le altre risorse saranno messe a disposizione nei prossimi mesi, man mano che ce ne sar&agrave; la necessit&agrave; fino a un limite concordato con la commissione di 390 milioni&raquo;.</span></p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Taranto, al Pianeta Mare Film Lab premiato un cortometraggio dedicato a Bakari Sako</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986281/taranto-al-pianeta-mare-film-lab-premiato-un-cortometraggio-dedicato-a-bakari-sako.html</link>
      <description>Tappa tarantina del progetto creativo del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli: applausi per «A Sako», il racconto dei giovani tra memoria e mare</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>pianeta mare film lab,sako</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1986281/taranto-al-pianeta-mare-film-lab-premiato-un-cortometraggio-dedicato-a-bakari-sako.html</guid>
      <pubDate>Sat, 23 May 2026 10:11:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un applauso lungo, carico di emozione, ha accompagnato la chiusura della tappa tarantina del Pianeta Mare Film Lab, il progetto creativo del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli che per cinque giorni ha trasformato Taranto in un laboratorio di idee, immagini e racconti dedicati al mare e al territorio. Protagonista della giornata finale, nell&rsquo;Aula Magna del Dipartimento Jonico dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari, il corto A Sako di Arik Amodeo, giovane italocaraibico nato ad Antigua e Barbuda e cresciuto in Toscana. Il lavoro, premiato dai ragazzi partecipanti al laboratorio, &egrave; dedicato alla memoria di Bakari Sako, il 35enne bracciante maliano ucciso il 9 maggio scorso nella citt&agrave; vecchia di Taranto. "Ho avuto una grandissima opportunit&agrave; di creare un corto qua a Taranto con il Pianeta Mare Film Lab&raquo;, ha raccontato Amodeo davanti agli studenti. &laquo;Per me questa esperienza &egrave; stata bellissima, perch&eacute; mi ha permesso di portare attenzione su un momento triste, ma anche di raccontare quanto sia forte l&rsquo;unione di questa citt&agrave; e l&rsquo;amore tra le persone&raquo;.</p> <p>Il riconoscimento &egrave; stato attribuito dagli studenti presenti in sala e dai giovani partecipanti al laboratorio, autori a loro volta dei cortometraggi realizzati durante il Film Lab. Gabriele Bellini, Marco Santoro, Davide Santoro, Federica Colacicco, Mattia Magli, Giordano Scialanga, Tiziana Rovere, Carmen Iovino, Anna Maria Spingola, Anna Testa e Irene Guida gli altri ragazzi che hanno partecipato con i loro lavori. Il Film Lab si &egrave; intrecciato con &laquo;Civitas - Memoria urbana, cittadinanza e sostenibilit&agrave; partecipata&raquo;, progetto dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari dedicato alla valorizzazione del Mar Piccolo. &laquo;Vogliamo costruire consapevolezza, responsabilit&agrave; e soprattutto senso di appartenenza&raquo;, ha spiegato la responsabile scientifica Maria Casola. A chiudere il percorso &egrave; stato Max Mizzau Perczel, curatore del Giro d&rsquo;Italia del Pianeta Mare Film Lab: &laquo;La citt&agrave; ci ha accolto come fratelli e sorelle&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Dl carburanti, dal Mimit finanziamento oneroso fino a 100 milioni a ex Ilva</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985769/dl-carburanti-dal-mimit-finanziamento-oneroso-fino-a-100-milioni-a-ex-ilva.html</link>
      <description>"Preserva la funzionalità degli impianti nell’ambito della procedura di cessione"</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ex ilva</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985769/dl-carburanti-dal-mimit-finanziamento-oneroso-fino-a-100-milioni-a-ex-ilva.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 22:16:35 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Il Ministero delle imprese e del Made in Italy &egrave; autorizzato a erogare un ulteriore finanziamento oneroso fino a 100 milioni di euro in favore di Acciaierie d&rsquo;Italia S.p.A. in amministrazione straordinaria, per preservare la funzionalit&agrave; degli impianti siderurgici nell&rsquo;ambito della procedura di cessione in corso&raquo;. Lo prevede il decreto legge con disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e di sostegno alle attivit&agrave; economiche per il protrarsi della crisi dei mercati internazionali approvato dal Consiglio dei ministri, come rende noto il comunicato di Palazzo Chigi al termine della riunione.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto Eco Forum, tremila presenze e 170 relatori all'edizione 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985560/taranto-eco-forum-tremila-presenze-e-170-relatori-all-edizione-2026.html</link>
      <description>Indicato tra gli appuntamenti nazionali di riferimento sulla transizione ecologica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985560/taranto-eco-forum-tremila-presenze-e-170-relatori-all-edizione-2026.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 19:54:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Si chiude con numeri in crescita la quarta edizione del TEF - Taranto Eco Forum, che per tre giorni ha trasformato la citt&agrave; in un hub nazionale di confronto su ambiente, energia e sviluppo sostenibile. L&rsquo;evento, ospitato al Dipartimento Jonico dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari Aldo Moro, ha registrato circa 3000 presenze, 170 relatori e oltre 130 realt&agrave; coinvolte tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca. Il forum ha proposto pi&ugrave; di 20 tavole rotonde, sessioni tecniche e momenti di approfondimento dedicati a transizione ecologica, innovazione e governance della sostenibilit&agrave;, con una sezione internazionale e focus sulle nuove tecnologie.  Il percorso &egrave; stato sostenuto dal Comitato Tecnico Scientifico guidato da Vito Felice Uricchio, commissario straordinario per gli interventi di bonifica e riqualificazione dell&rsquo;area di Taranto, che ha espresso soddisfazione per la crescita costante della manifestazione. Promosso da Eurota ETS, con il presidente Patrick Poggi, e organizzato da Futureventi srl in collaborazione con RemTech Expo, il TEF 2026 ha visto la partecipazione di rappresentanti di Parlamento Europeo, Governo, Regione Puglia, Comune di Taranto, autorit&agrave; portuali e mondo accademico. Il forum &egrave; indicato tra gli appuntamenti nazionali di riferimento sulla transizione ecologica.  &laquo;I risultati di questa edizione sono il frutto di un lavoro costruito negli anni e il punto di partenza per il futuro del TEF - ha dichiarato Poggi - che si conferma appuntamento centrale per chi vuole trasformare idee in progetti concreti legati a innovazione e sostenibilit&agrave;&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, i legali del 15enne che ha accoltellato Bakari Sako chiedono il trasferimento in comunità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985444/taranto-i-legali-del-15enne-che-ha-accoltellato-bakari-sako-chiedono-il-trasferimento-in-comunita.html</link>
      <description>Hanno presentato ricorso contro le misure cautelari al Tribunale del riesame di Taranto tre dei quattro minori indagati per l'omicidio del 35enne maliano. Si attende la fissazione dell’udienza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bakari sako,omicidio,minorenni</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985444/taranto-i-legali-del-15enne-che-ha-accoltellato-bakari-sako-chiedono-il-trasferimento-in-comunita.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 17:12:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Hanno presentato ricorso contro le misure cautelari al Tribunale del riesame di Taranto tre dei quattro minori indagati, in concorso con il 20enne Fabio Sale e il 22enne Mimmo Colucci, per l&rsquo;omicidio di Sakari Bako, il 35enne bracciante maliano ucciso all&rsquo;alba del 9 maggio scorso nella citt&agrave; vecchia di Taranto. Si attende la fissazione dell&rsquo;udienza. A quanto si &egrave; appreso, i difensori del minore accusato di aver sferrato le tre coltellate a Bakari, hanno chiesto la misura meno afflittiva del collocamento in comunit&agrave;, in quanto ritengono che le esigenze cautelari possano risultare attenuate a seguito della confessione del proprio assistito. I legali degli altri due minori hanno chiesto la revoca della misura per la mancanza dei gravi indizi o una misura meno afflittiva. Entrambi i minori, nel corso di dichiarazioni spontanee rese al gip, avevano dichiarato di non essersi accorti delle coltellate. Nelle prossime ore dovrebbero presentare ricorso al Riesame anche l&rsquo;altro minorenne e i due maggiorenni.  Gli indagati sono difesi dagli avvocati Andrea Maggio, Fabio Falco, Salvatore Maggio e Pasquale Blasi. Nel fascicolo d&rsquo;inchiesta sul delitto risulta indagato per favoreggiamento personale nei confronti di Colucci anche il titolare del bar in cui la vittima cerc&ograve; riparo durante l&rsquo;aggressione. </p> <p>Secondo la ricostruzione di Squadra Mobile e Volanti, basata anche sui filmati di videosorveglianza, alle 5.22 del 9 maggio Sako stava spingendo la sua bicicletta quando sarebbe stato bloccato da alcuni giovani in scooter. Poco dopo sarebbe stato colpito con un pugno al volto e inseguito fino a un bar di piazza Fontana. Qui un minore (ancora 15enne al momento dell&rsquo;aggressione: ne ha compiuti 16 il 19 maggio) avrebbe sferrato tre coltellate con un serramanico da 15 centimetri. La richiesta di soccorso al 118 &egrave; arrivata alle 5.34, ma all&rsquo;arrivo dell&rsquo;ambulanza il 35enne era gi&agrave; privo di funzioni vitali. I soccorritori hanno tentato a lungo la rianimazione, senza esito. Il decesso &egrave; stato dichiarato alle 7.07.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Alluvione del 2013 a Ginosa, il pm chiede 17 condanne: 8 le richieste di assoluzione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985217/alluvione-del-2013-a-ginosa-il-pm-chiede-17-condanne-8-le-richieste-di-assoluzione.html</link>
      <description>Anche l’ex presidente Florido. L’alluvione di Ginosa generò ingenti danni nel versante occidentale della Provincia ionica. La furia dell’acqua costò la vita a 4 persone</description>
      <author>ALESSANDRA CANNETIELLO</author>
      <category>ginosa,alluvione 2013</category>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 14:48:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La condanna di 17 imputati e l&rsquo;assoluzione per altri 8. Sono le richieste formulate al termine della sua requisitoria dal pubblico ministero Filomena Di Tursi nei confronti delle persone finite a processo per i danni causati dall&rsquo;alluvione di Ginosa che il 7 ottobre 2013 gener&ograve; ingenti danni nel versante occidentale della Provincia ionica. La furia dell&rsquo;acqua cost&ograve; la vita alla ginosina Rosa Pignalosa di 30 anni, ai coniugi Giuseppe Bari di 35 anni e Chiara Moramarco di soli 25 anni entrambi originari di Altamura, ma residenti a Ginosa, e infine di Pino Bianculli 32enne infermiere di Montescaglioso, travolto con la sua auto sulla strada in contrada Pantano mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro in una clinica: le accuse di omicidio colposo, per&ograve;, sono state dichiarate prescritte al termine dell&rsquo;udienza preliminare. In piedi c&rsquo;erano ancora le accuse, contestate a vario titolo, di azioni e omissioni che secondo la procura di Taranto avrebbero concorso a determinare &laquo;una grave alterazione del territorio e dei centri abitati con esposizione in pericolo della pubblica incolumit&agrave; e con danni alle infrastrutture pubbliche e private, reti viarie, aziende e terreni agricoli&raquo;.</p> <p>Al termine processo, il pm Di Tursi ha chiesto di assolvere dalle accuse gli imputati che ricoprivano un ruolo nel &ldquo;Parco delle Gravine&rdquo;: si tratta di Gianni Florido (difeso dall&rsquo;avvocato Claudio Petrone), Luigi Armogida (difeso dall&rsquo;avvocato Antonio Raffo), Antonio Giovanni Ruggieri e Ignazio Morrone (difeso dall&rsquo;avvocato Raffaele Errico). Chiesta l&rsquo;assoluzione anche per i vertici dell&rsquo;epoca di Acquedotto Pugliese: Antonino Caminiti (difeso dall&rsquo;avvocato Vincenzo Vozza), Gualtiero Traversa, Domenico Viola (assistito dall&rsquo;avvocato Roberto Eustachio Sisto) e infine Marina Cancellara difesa dall&rsquo;avvocato Errico). Stando a quanto emerso dalla consulenza dell&rsquo;ingegnere idraulico Luigi D&rsquo;Alpaos, docente dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova, e dagli altri documenti, la pubblica accusa ha ritenuto che non vi fosse responsabilit&agrave; nella vicenda di questi 9 imputati.</p> <p>Il pm Di Tursi, invece, ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione per tutti gli altri: nella sua discussione il magistrato inquirente ha ritenuto che nel processo siano emerse responsabilit&agrave; rispetto ad alcune condotte: in sostanza, per il pm Di Tursi, nulla poteva impedire l&rsquo;evento, ma se alcuni interventi fossero stati fatti correttamente, i danni sarebbero stati di gran lunga inferiore.</p> <p>Dopo l&rsquo;accusa la parola &egrave; alle parti civili, tra cui i legali che assistono i familiari delle vittime. Nel processo sono coinvolti anche diversi enti pubblici come responsabili civili, cio&egrave; chiamati eventualmente al risarcimento dei danni, tra i quali i Comuni di Laterza e Ginosa (assistito dall&rsquo;avvocato Francesco Nevoli), la Provincia di Taranto, il Parco della Gravine, l&rsquo;Acquedotto Pugliese e Faber spa, societ&agrave; che avrebbe dovuto compiere i lavori per conto di Aqp e infine l&rsquo;Autorit&agrave; di Bacino distrettuale dell&rsquo;Appenino meridionale.</p> <p>Nelle prossime udienze la parola passer&agrave; al collegio difensivo composto, tra gli altri anche dagli avvocati Dario Iaia, Francesco Fischetti, Carlo Raffo, Eligio Curci, Fabrizio Lamanna, Michele Rossetti, Luigi Morbidelli, Andrea Silvestre e Gianluca Nardulli. Poi toccher&agrave; al giudice Luana Loscanna ritirarsi in camera di consigli ed emettere la sentenza.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Io, malato di tumore, sequestrato in casa»: a Taranto l'odissea di un 53enne privato del pass disabili</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985218/io-malato-di-tumore-sequestrato-in-casa-a-taranto-l-odissea-di-un-53enne-privato-del-pass-disabili.html</link>
      <description>L’uomo che risiede a Lama è invalido al 100% e non autosufficiente. Viene seguito con la telemedicina perché non può spostarsi di casa, ma la Polizia Municipale pretenderebbe che si presenti fisicamente da loro</description>
      <author>Valentina Castellaneta</author>
      <category>Stefano Falcone,malato di tumore</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985218/io-malato-di-tumore-sequestrato-in-casa-a-taranto-l-odissea-di-un-53enne-privato-del-pass-disabili.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 14:39:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Ogni spostamento dal proprio domicilio comporta grave pericolo di vita&raquo;. &Egrave; una frase lapidaria, scritta nero su bianco sui verbali ufficiali dell&rsquo;Inps, che per&ograve; sembrerebbe non bastare per poter avere uno stallo sotto casa.</p> <p>Non &egrave; un&rsquo;esagerazione n&eacute; un&rsquo;ipotesi, ma la drammatica realt&agrave; medica di Stefano Falcone, 53 anni, residente nella borgata di Lama, affetto da una grave patologia tumorale in fase avanzata. &laquo;Io &ndash; racconta con un filo di voce, faticando a respirare &ndash; ho un tumore alla colonna vertebrale, un cordoma condroide. Questa storia mi fa sentire ancora pi&ugrave; depresso, sono situazioni in cui gi&agrave; un ammalato soffre, poi ti trovi davanti a situazioni che non dovrebbero esistere&raquo;.</p> <p>Per lo Stato, Stefano &egrave; invalido al 100 percento e totalmente dipendente da un accompagnatore per compiere gli atti quotidiani della vita. Eppure, per gli uffici della Polizia Municipale di Taranto, quei verbali firmati da commissioni mediche e la dicitura sul &laquo;pericolo di vita&raquo;, sembrerebbero contare meno di un timbro mancante. A denunciare l&rsquo;accaduto &egrave; la moglie Alessandra Pagano, care giver unica, che racconta di essersi presentata al comando per ottenere il rinnovo del pass disabili e di aver chiesto contestualmente lo stallo sotto casa. &laquo;Mi sono sentita rispondere che mio marito avrebbe dovuto presentarsi fisicamente. Nonostante il rischio clinico mi hanno detto che la firma non interessa, i vigili esigono un controllo visivo per constatare di persona la sussistenza dei requisiti&raquo;.</p> <p>Stefano non pu&ograve; camminare, gli sono state amputate 7 vertebre e non riesce a muovere le gambe per via delle cure. Un tempo era responsabile della qualit&agrave; in Natuzzi, oggi &egrave; in cura alla Neurochirurgia delle Molinette di Torino, ma non pu&ograve; viaggiare e non pu&ograve; raggiungere nemmeno il vicino ospedale Moscati, cos&igrave; la struttura gli ha fornito un tablet. Una volta al mese l&rsquo;oncologa lo visita in teleconsulto nel suo letto. &laquo;Mi chiedo &ndash; domanda Alessandra - se la scienza medica lo cura a distanza per salvargli la vita, come pu&ograve; la Polizia Municipale pretendere di valutarlo dal vivo spezzando la sua dignit&agrave;?&raquo;.</p> <p>Un posto auto fondamentale per Alessandra, per movimentare la sedia a rotelle e caricare Stefano tramite le pedane installate, riducendo i tempi di esposizione all&rsquo;aperto durante i rari e rischiosi viaggi obbligati per Tac e risonanze. I vigili allo sportello hanno respinto l&rsquo;istanza eccependo l&rsquo;assenza del &laquo;Codice 5&raquo; sul verbale, un cavillo burocratico sulla deambulazione.</p> <p>Luned&igrave;, per&ograve;, la politica ha risposto al grido d&rsquo;aiuto di Stefano e di tantissimi cittadini intrappolati nelle maglie della burocrazia. Il Consiglio comunale di Taranto ha approvato all&rsquo;unanimit&agrave; una fondamentale modifica al regolamento Cude. Il nuovo testo introduce la possibilit&agrave; di rilascio dello stallo anche alle persone con disabilit&agrave; intellettive e psichiche, e soprattutto a chi &ndash; per gravi motivi di salute documentati &ndash; si trova nell&rsquo;impossibilit&agrave; assoluta di presentarsi fisicamente agli sportelli. Si tratta di un risultato costruito all&rsquo;interno della commissione Servizi del Consiglio Comunale. La proposta, nata dall&rsquo;iniziativa del consigliere comunale Antonio Quazzico, ha trovato la convergenza di tutte le forze politiche, decise a sanare una ferita che colpiva i diritti e la dignit&agrave; dei soggetti pi&ugrave; fragili.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Non odio nessuno, ma vogliamo giustizia»: parla il fratello di Bakari Sako, bracciante ucciso a Taranto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985212/non-odio-nessuno-ma-vogliamo-giustizia-parla-il-fratello-di-bakari-sako-bracciante-ucciso-a-taranto.html</link>
      <description>Lo scrive in un post pubblicato oggi su Facebook Souleymane Sako, fratello minore del 35enne: «Continuiamo a combattere perché non succeda mai più»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bakari sako,Souleymane Sako</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1985212/non-odio-nessuno-ma-vogliamo-giustizia-parla-il-fratello-di-bakari-sako-bracciante-ucciso-a-taranto.html</guid>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 13:31:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Mio fratello ormai &egrave; morto, io non odio nessuno. La nostra famiglia vuole solo che giustizia sia fatta secondo la legge&raquo;. Lo scrive in un post pubblicato oggi su Facebook Souleymane Sako, fratello minore di Bakari Sako, il 35enne bracciante maliano ucciso all&rsquo;alba del 9 maggio scorso nella citt&agrave; vecchia di Taranto. Per l&rsquo;omicidio sono indagati con l&rsquo;accusa di omicidio volontario un 22enne, un 20enne e quattro minori tra i 15 e i 16 anni.</p> <p>Nel lungo messaggio, Souleymane Sako ringrazia &laquo;tutti per l'aiuto dato in questo momento&raquo; e invita a &laquo;continuare a combattere perch&eacute; non succeda mai pi&ugrave;&raquo;, chiedendo ancora "giustizia&raquo; per suo fratello. Poi il richiamo alla convivenza e al rispetto: &laquo;Abbiamo deciso di vivere insieme e dobbiamo imparare a insegnare ai nostri figli il rispetto e la pace&raquo;.</p> <p>Il fratello della vittima spiega anche la scelta di celebrare un funerale privato. &laquo;Tutti abbiamo visto come &egrave; stato ucciso Bakari. Era una persona silenziosa ed &egrave; stato ucciso come un animale. Ci sono tante immagini su YouTube, TikTok, Facebook e Instagram e fare video e foto della salma ci avrebbe fatto soffrire ancora di pi&ugrave;. Avevamo bisogno di pace e preghiera&raquo;.</p> <p>Nel post, infine, i ringraziamenti alle associazioni, alla comunit&agrave; maliana e africana, ai giornalisti, alla Flai Cgil, alle forze dell&rsquo;ordine e a quanti stanno sostenendo economicamente la famiglia. &laquo;Vogliamo solo giustizia per Bakari Sako, mio fratello&raquo;, conclude</p>]]></content:encoded>
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      <title>Elezioni, ecco le cinque liste in campo per le Provinciali 2026 nel Tarantino</title>
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      <description>Il voto del 14 giugno potrebbe segnare la fine del bipolarismo: partiti in ordine sparso</description>
      <author>FABIO VENERE</author>
      <category>provinciali 2026</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1984076/elezioni-ecco-le-cinque-liste-in-campo-per-le-provinciali-2026-nel-tarantino.html</guid>
      <pubDate>Thu, 21 May 2026 15:44:56 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Cinque liste in campo per le Provinciali 2026. A pochi giorni dalla presentazione delle candidature al Consiglio provinciale (il presidente Palmisano resta in carica), quest&rsquo;indiscrezione assume sempre pi&ugrave; consistenza. Se poi alle 12 di luned&igrave; dovesse essere confermata, vorr&agrave; dire che il voto del 14 giugno mander&agrave; in frantumi il bipolarismo, che dal 1994 ha caratterizzato ogni elezione dal Parlamento agli enti locali. Di certo, il sistema elettorale proporzionale incentiva questa vocazione identitaria dei partiti politici, anche se &egrave; opportuno ricordare che l&rsquo;esito della consultazione sar&agrave; inevitabilmente condizionato dal cosiddetto voto ponderato. Che assegna un punteggio pi&ugrave; alto ai voti espressi dai consiglieri comunali (o dai sindaci) dei comuni pi&ugrave; popolosi.</p> <p>La seconda chiave di lettura potrebbe risiedere nel fatto che, nel centrosinistra, una lista unitaria tra Campo largo (Pd, M5s, Avs) e i &ldquo;civici&rdquo; dell&rsquo;Area Bitetti non &egrave; stata mai messa seriamente all&rsquo;ordine del giorno. E questo dimostra ulteriormente come i rapporti tra i Dem e i fedelissimi del sindaco non siano esattamente inossidabili. Per la serie, alleati ma non troppo.</p> <p>Il centrodestra, se possibile, andr&agrave; oltre le divisioni dei progressisti e si presenter&agrave; al voto con tre liste. Un attacco a tre punte, ma con la percezione che ogni attaccante, ovvero ogni partito, giocher&agrave; solo per se stesso. Eppure, il percorso verso la lista unitaria sembrava davvero a un passo, ma Forza Italia si &egrave; sfilata optando per la strada autonoma.</p> <p>Se questo, quindi, &egrave; il quadro di partenza (5 liste, di cui 2 di centrosinistra e 3 di centrodestra), ecco di seguito le prime ipotesi delle Provinciali 2026.</p> <p>Nella lista del Campo largo, tra gli altri, i progressisti sponda Pd dovrebbero candidare: Gianni Azzaro, consigliere comunale tarantino dei Riformisti ormai in costante avvicinamento ai Dem; Gianpiero Strusi consigliere di Monteiasi; Luca Maiorano, consigliere provinciale uscente e consigliere a Torricella; Anna Ruggi, consigliera comunale di Castellaneta; Leopoldo Rogante, consigliere comunale di Mottola. In quella che potremmo ribattezzare la &ldquo;seconda gamba del centrosinistra&rdquo;, tra gli altri, potrebbero candidarsi: la consigliera provinciale uscente nonch&eacute; consigliera comunale di Martina Franca Angelita Salamina (commissaria provinciale di Azione); sempre in rappresentanza del partito di Calenda dovrebbe esserci il consigliere comunale tarantino Enzo Di Gregorio; Giovanni Tartaglia, eletto in &ldquo;Per Bitetti&rdquo; e Patrizia Boccuni, consigliera comunale tarantina di &ldquo;Unire Taranto Con Bitetti sindaco&rdquo;.</p> <p>Passando al centrodestra, tra gli altri, in Fratelli d&rsquo;Italia dovrebbero scendere in campo la consigliera comunale tarantina Tiziana Toscano e il consigliere provinciale uscente nonch&eacute; consigliere manduriano, Roberto Puglia. In Forza Italia, per ora, si fanno i nomi del consigliere provinciale uscente, Angelo Laterza, nonch&eacute; consigliere in quel di Mottola e di Domenico Pilolli, consigliere comunale a Massafra. Infine, la Lega dovrebbe dar vita a una lista federata con l&rsquo;Udc e, per ora, circolano le ipotesi di: Giacomo Conserva, consigliere comunale di Martina Franca e di Emiliano Messina, che rappresenta l&rsquo;Udc al Consiglio comunale di Taranto.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Pulsano, trovati in possesso di hashish e coltelli: arrestato un 19enne e denunciato un 20enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983745/pulsano-trovati-in-possesso-di-hashish-e-coltelli-arrestato-un-19enne-e-denunciato-un-20enne.html</link>
      <description>L'operazione dei carabinieri ha portato al sequestro della droga, di contanti e di due coltelli. Il 19enne è stato posto ai domiciliari.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>droga,pulsano</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983745/pulsano-trovati-in-possesso-di-hashish-e-coltelli-arrestato-un-19enne-e-denunciato-un-20enne.html</guid>
      <pubDate>Thu, 21 May 2026 09:28:26 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="m_158885537808743620MsoTitleCxSpFirst">Due interventi distinti da parte dei Carabinieri della Stazione di Pulsano&nbsp;con il supporto delle Squadre Operative di Supporto (S.I.O.) dell&rsquo;11&deg; Reggimento Carabinieri &ldquo;Puglia&rdquo; di Bari hanno portato all'arresto di un 19enne del posto e alla denuncia di un 20enne.</p> <p data-start="862" data-end="1337">Il primo intervento ha riguardato un 19enne fermato mentre si trovava a bordo della propria autovettura. L&rsquo;atteggiamento sospetto del giovane ha spinto i Carabinieri ad approfondire il controllo con una perquisizione personale, nel corso della quale sono stati rinvenuti circa 38 grammi di hashish, gi&agrave; suddivisi in quattro dosi pronte per la cessione, oltre a 590 euro in contanti, in banconote di piccolo taglio, ritenuti presumibile provento dell&rsquo;attivit&agrave; di spaccio.</p> <p data-start="1339" data-end="1586">Nel corso delle operazioni, il giovane &egrave; stato inoltre trovato in possesso di un coltello a scatto con lama di 10 centimetri, motivo per cui &egrave; stato deferito all&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria anche per violazione della normativa vigente in materia di armi.</p> <p data-start="1588" data-end="2024">Nella medesima attivit&agrave; di controllo, i Carabinieri hanno fermato un secondo giovane, un 20enne del posto, anch&rsquo;egli controllato mentre era a bordo della propria auto. Il comportamento particolarmente nervoso mostrato durante il controllo ha indotto i militari a procedere con una perquisizione, che ha consentito di rinvenire circa 0,35 grammi di hashish e un coltello tipo pugnale con lama di 18 centimetri, oggetto di genere vietato.</p> <p data-start="2026" data-end="2231">Entrambi i coltelli, la sostanza stupefacente e il denaro contante sono stati sottoposti a sequestro penale. Lo stupefacente sar&agrave; ora analizzato dal L.A.S.S. del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto. Il 19enne &egrave; stato sottoposto ai domiciliari.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Morì schiacciato dalla pala eolica al porto di Taranto: c’è la condanna per il datore di lavoro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983648/mori-schiacciato-dalla-pala-eolica-al-porto-di-taranto-ce-la-condanna-per-il-datore-di-lavoro.html</link>
      <description>Il verdetto per la morte di Natalino Albano, avvenuta ad aprile 2021 sulla banchina del IV sporgente al porto. Condannato il 74enne Luciano Elpiano, all’epoca titolare della Peyrani Sud, dove lavorava Albano</description>
      <author>alessandra cannetiello</author>
      <category>natalino albano</category>
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      <pubDate>Thu, 21 May 2026 07:19:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un anno e quattro mesi (con pena sospesa). &Egrave; questa la condanna inflitta al 74enne Luciano Elpiano, all&rsquo;epoca titolare della Peyrani Sud, dove lavorava Natalino Albano, operaio morto nell&rsquo;incidente del 29 aprile 2021 in cui rimase schiacciato da una pala eolica sulla banchina de IV sporgente al porto di Taranto. Difeso dall&rsquo;avvocato Michele Rossetti, l&rsquo;imputato rispondeva dell&rsquo;accusa di cooperazione in omicidio colposo. Nell&rsquo;inchiesta coordinata dal pm Mariano Buccoliero erano finiti anche operai, segnalatori e il capo squadra di allora. Giudicati con riti alternativi la Procura contestava al gruista di turno di non aver sospeso le attivit&agrave; non potendo eseguire gli ordini in piena sicurezza, mentre ai due segnalatori di non aver bloccato le operazioni non essendo nelle condizioni di fornire i giusti segnali a chi doveva eseguire ordini.</p> <p>Albano, quel giorno, era caduto dopo essere stato colpito dalla pala eolica mentre lavorava al loro fissaggio: impegnato sui cavi delle gru che avevano portato le pale sulla nave, non si era accorto che il gancio di un cavo collegato a una di queste fosse ancora attaccato all&rsquo;imbrago. Questo avrebbe provocato lo spostamento veloce e inaspettato della pala che lo avrebbe infine colpito facendolo cadere nel vuoto.</p> <p>Per i tecnici dello Spesal, Elpiano...</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand">CONTINUA A LEGGERE SULLA DIGITAL EDITION OPPURE ACQUISTA LA COPIA CARTACEA IN EDICOLA</a></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Avetrana, 18enne si toglie la vita: sul caso l'ombra del body shaming. Sequestrato lo smartphone</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983642/avetrana-18enne-si-toglie-la-vita-sul-caso-l-ombra-del-body-shaming-sequestrato-lo-smartphone.html</link>
      <description>I genitori della ragazza cercano la verità. La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo d’indagine affidato al pm Francesco Sansobrino, al vaglio chat e contenuti multimediali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>18enne,avetrana,body shaming</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983642/avetrana-18enne-si-toglie-la-vita-sul-caso-l-ombra-del-body-shaming-sequestrato-lo-smartphone.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 21:03:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sulle cause che l&rsquo;11 maggio scorso hanno spinto una studentessa di 18 anni a togliersi la vita ad Avetrana, lanciandosi dal balcone di casa, aleggia il sospetto di body shaming. La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo d&rsquo;indagine affidato al pm Francesco Sansobrino, e i carabinieri hanno gi&agrave; sequestrato lo smartphone della giovane per esaminare chat e contenuti multimediali. </p> <p>A far scattare gli accertamenti sono state le indiscrezioni, rimbalzate sul web e nelle chat dei coetanei subito dopo la tragedia, che ipotizzano attacchi legati all&rsquo;aspetto fisico e vessazioni online. La studentessa dell&rsquo;ultimo anno di liceo ha lasciato una lettera di addio per ringraziare i propri cari, senza per&ograve; spiegare i motivi del tragico gesto.  La notizia &egrave; stata rivelata in anteprima dal portale locale La Voce di Manduria, che ha raccolto anche lo sfogo dei genitori. La madre e il padre della ragazza, assistiti dal legale Cosimo Micera, chiedono con forza la verit&agrave; e invitano chiunque sappia qualcosa a farsi avanti, anche in forma anonima, per fare luce sulle voci di body shaming e bullismo. L&rsquo;avvocato ha avviato indagini difensive per verificare se la giovane stesse affrontando un profondo malessere causato da insulti virtuali. Domani la comunit&agrave; si stringer&agrave; attorno alla famiglia durante una messa in suffragio ad Avetrana, dove il parroco parler&agrave; ai compagni della vittima.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, il viceministro Gava: «Bonifiche priorità nazionale, oltre 200 milioni per il risanamento ambientale»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983547/taranto-il-viceministro-gava-bonifiche-priorita-nazionale-oltre-200-milioni-per-il-risanamento-ambientale.html</link>
      <description>Il viceministro all’Ambiente Vannia Gava: «Accelerare le procedure per trasformare il Sito di interesse nazionale in un’opportunità di sviluppo e investimenti»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gava,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983547/taranto-il-viceministro-gava-bonifiche-priorita-nazionale-oltre-200-milioni-per-il-risanamento-ambientale.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 19:32:46 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="297" data-end="604">Le bonifiche ambientali rappresentano una priorit&agrave; per il Governo e un elemento centrale per il futuro di Taranto. Lo ha dichiarato il viceministro all&rsquo;Ambiente Vannia Gava intervenendo in videocollegamento da una riunione in Prefettura dedicata allo stato degli interventi sul territorio.</p> <p data-start="606" data-end="931">&ldquo;Le bonifiche sono una priorit&agrave; perch&eacute; significano tutela della salute, recupero ambientale e possibilit&agrave; di restituire aree produttive a nuovi investimenti&rdquo;, ha affermato Gava, sottolineando come l&rsquo;obiettivo sia trasformare il risanamento del Sito di interesse nazionale di Taranto in un&rsquo;occasione di rilancio industriale.</p> <p data-start="933" data-end="1373">Il viceministro ha ricordato che il Governo ha garantito la continuit&agrave; della struttura del commissario straordinario e ha stanziato oltre 200 milioni di euro per le attivit&agrave; di risanamento, oltre a ulteriori risorse destinate ai siti orfani e alla rigenerazione urbana e ambientale su scala nazionale. Parallelamente &egrave; in corso anche un lavoro di deperimetrazione delle aree non pi&ugrave; contaminate per favorire nuovi investimenti produttivi.</p> <p data-start="1375" data-end="1831" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Gava ha inoltre annunciato che &egrave; allo studio un nuovo provvedimento per semplificare e velocizzare le procedure di bonifica sia nei siti pubblici che privati, in collaborazione con associazioni di categoria e operatori del settore. &ldquo;Taranto pu&ograve; diventare un modello nazionale di rigenerazione industriale e ambientale&rdquo;, ha concluso, evidenziando la necessit&agrave; di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e imprese per coniugare sviluppo e sostenibilit&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, bonificati quattro ordigni bellici nel Mar Piccolo dai palombari della Marina Militare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983429/taranto-bonificati-quattro-ordigni-bellici-nel-mar-piccolo-dai-palombari-della-marina-militare.html</link>
      <description>L’intervento del Gruppo Operativo Subacquei del COMSUBIN disposto dalla Prefettura. I residuati rinvenuti a 3-5 metri di profondità nell’area dell’ex Stazione Torpediniere</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983429/taranto-bonificati-quattro-ordigni-bellici-nel-mar-piccolo-dai-palombari-della-marina-militare.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:08:43 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="307" data-end="885">Quattro ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale sono stati bonificati nel Mar Piccolo di Taranto dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo SDAI del capoluogo ionico. L&rsquo;operazione si &egrave; svolta tra il 14 e il 15 maggio 2026 ed &egrave; stata disposta dalla Prefettura di Taranto a seguito della segnalazione della Capitaneria di Porto relativa al rinvenimento dei residuati durante lavori subacquei collegati alla realizzazione del campo di regata per canoa dei prossimi Giochi del Mediterraneo.</p> <p data-start="887" data-end="1286">Gli ordigni sono stati individuati nell&rsquo;area antistante l&rsquo;ex Stazione Torpediniere, a profondit&agrave; comprese tra i 3 e i 5 metri. Le attivit&agrave; hanno previsto la ricognizione del fondale, la messa in sicurezza dell&rsquo;area con interdizione temporanea alla navigazione e alla balneazione in coordinamento con le autorit&agrave; marittime, e la successiva rimozione e distruzione controllata dei residuati bellici.</p> <p data-start="1288" data-end="1616">L&rsquo;intervento si inserisce nelle attivit&agrave; quotidiane ad alto rischio svolte dai palombari della Marina Militare per la sicurezza di porti, litorali e vie di navigazione. Nel solo ultimo anno i Nuclei SDAI hanno neutralizzato numerosi ordigni, prevenendo potenziali pericoli per la popolazione e per le infrastrutture marittime.</p> <p data-start="1618" data-end="1871" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La Marina Militare rinnova infine le raccomandazioni alla popolazione: in caso di ritrovamento di oggetti sospetti non devono essere toccati n&eacute; spostati, ma segnalati immediatamente alle autorit&agrave; competenti per consentire l&rsquo;intervento degli specialisti.</p>]]></content:encoded>
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      <title>«Dichiarano il falso per ottenere fondi europei per la pesca», a Taranto sequestri per 290mila euro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983278/dichiarano-il-falso-per-ottenere-fondi-europei-per-la-pesca-a-taranto-sequestri-per-290mila-euro.html</link>
      <description>Le indagini avrebbero consentito di ricostruire un presunto sistema finalizzato all’accesso illecito ai fondi del programma europeo dedicato alla pesca e all’acquacoltura</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>truffa,procura europea,pesca</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983278/dichiarano-il-falso-per-ottenere-fondi-europei-per-la-pesca-a-taranto-sequestri-per-290mila-euro.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 11:33:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sequestrati beni mobili e disponibilit&agrave; finanziarie per oltre 290mila euro a una societ&agrave; del settore ittico di Taranto e al suo legale rappresentante nell&rsquo;ambito di un&rsquo;inchiesta coordinata dalla Procura Europea, ufficio di Bari. Il provvedimento di sequestro preventivo &egrave; stato emesso dal gip del Tribunale di Taranto ed eseguito dai militari della Sezione operativa navale della Guardia di finanza ionica. Secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, gli indagati avrebbero ottenuto indebitamente contributi europei destinati agli affari marittimi e alla pesca attraverso documentazione ritenuta non veritiera. Le indagini, coordinate dal Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Bari e sviluppate dal Reparto navale di Taranto, avrebbero consentito di ricostruire un presunto sistema finalizzato all&rsquo;accesso illecito ai fondi del programma europeo dedicato alla pesca e all&rsquo;acquacoltura. </p> <p>Al centro degli accertamenti vi sarebbero atti e dichiarazioni che avrebbero attestato falsamente la realizzazione e l&rsquo;avvio nei termini previsti di un&rsquo;attivit&agrave; legata alla trasformazione dei prodotti ittici. Documentazione che, secondo l&rsquo;ipotesi accusatoria, sarebbe stata utilizzata per dimostrare il possesso dei requisiti necessari all&rsquo;ottenimento dei finanziamenti.  Gli elementi raccolti saranno ora valutati nelle successive fasi del procedimento giudiziario. L&rsquo;operazione rientra nell&rsquo;attivit&agrave; di contrasto agli illeciti sulla spesa pubblica nazionale ed europea.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Ginosa, il Consiglio di Stato dà ragione alla giunta Parisi: «Gare legittime, ok alle nuove concessioni dei lidi»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983274/ginosa-il-consiglio-di-stato-da-ragione-alla-giunta-parisi-gare-legittime-ok-alle-nuove-concessioni-dei-lidi.html</link>
      <description>Colpo di scena: ribaltando la sentenza del Tar di Lecce, il Consiglio di Stato ha dichiarato corretto l'operato del Municipio. L'approvazione del Piano Comunale delle Coste «non è necessaria per il corretto svolgimento della gara»</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>Piano Comunale delle Coste,tar di lecce</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983274/ginosa-il-consiglio-di-stato-da-ragione-alla-giunta-parisi-gare-legittime-ok-alle-nuove-concessioni-dei-lidi.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 10:27:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L'approvazione del Piano Comunale delle Coste (Pcc) da parte dell'Amministrazione di Ginosa &laquo;non &egrave; necessaria per il corretto svolgimento della gara&raquo; e quindi l'ente guidato dal sindaco Vito Parisi &egrave; legittimato a procedere all'assegnazione di nuove concessioni dei lidi balneari. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che nelle scorse ore ha depositato otto sentenze con le quali ha sostanzialmente dato ragione al Comune di Ginosa e, ribaltando la sentenza del Tar di Lecce, ha dichiarato corretto l'operato del Municipio rispetto alle nuove assegnazioni delle aree demaniali.</p> <p>Il massimo organo amministrativo, nei suoi provvedimenti, ha infatti spiegato che l'approvazione di un Piano Regionale delle Coste (Prc) costituisce il &laquo;presupposto necessario e sufficiente per ammettere il riavvio dell&rsquo;attivit&agrave; concessoria, da parte dei Comuni&raquo;. In Puglia com'&egrave; noto, il Prc &egrave; stato approvato da tempo, mentre quello del Comune di Ginosa e in fase di elaborazione, ma i magistrati amministrativi hanno chiarito che &laquo;l&rsquo;adeguato livello di dettaglio dell&rsquo;attuale Prc pugliese&raquo; insieme con &ldquo;progetto di Piano delle Coste&rdquo; di Ginosa &laquo;ha consentito al Comune di individuare adeguatamente e legittimamente tutti i lotti da concedere&raquo;. Le aree individuate dalla Giunta Parisi, insomma, sono state scelte rispettando le norme imposte dalla Regione Puglia.</p> <p>Inoltre rispetto a quanto contestato da diverse societ&agrave;, il termine massimo per la concessione di una proroga ai vecchi concessionari fino al 30 giugno 2027, &egrave; da considerare valido solo se le amministrazioni non hanno avviato le attivit&agrave; di gara. A Ginosa, come ha dimostrato l&rsquo;avvocato Giuseppe Misserini che assiste l&rsquo;ente, non solo quelle attivit&agrave; sono state avviate, ma secondo il Consiglio di Stato sono pienamente legittime. &laquo;Il termine massimo di legge per la proroga dei rapporti in essere non pu&ograve; giammai essere invocato al fine di paralizzare l&rsquo;assegnazione di una concessione all&rsquo;esito di una procedura di gara che la Pubblica amministrazione abbia avviato prima del 30 giugno 2027 e concluso in epoca tale da consentirle di instaurare il nuovo regime concorrenziale dell&rsquo;utilizzo del demanio marittimo per scopi turistico- ricreativi in anticipo rispetto alla scadenza ultima dei rapporti preesistenti&raquo;. Non solo. Tra le righe, i magistrati hanno elogiato l'azione dell'ente ginosino che ha &laquo;finalmente e celermente&raquo; dato seguito all&rsquo;obbligo di indire quanto prima le gare per l&rsquo;assegnazione delle nuove concessioni: il Comune , per la magistratura, non ha aggirare la legge, ma ne ha semplicemente anticipato gli effetti rispettando quanto disposto dall'Unione Europea e dalle precedenti sentenze dello stesso Consiglio di Stato.</p> <p>Infine nel provvedimento, i giudici, chiariscono che il futuro dei vecchi concessionari che non hanno un nuovo titolo per restare nei lidi &egrave; quello di &laquo;rilasciare l&rsquo;area, attualmente occupata, senza giovarsi in alcun modo della proroga &ldquo;tecnica&rdquo;&raquo;. Il tempo, insomma, &egrave; scaduto.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Medimex, tornano i Racconti al Teatro Fusco e i Book Stories: ecco il programma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983271/medimex-tornano-i-racconti-al-teatro-fusco-e-i-book-stories-ecco-il-programma.html</link>
      <description>Scatta il conto alla rovescia per l'International Festival &amp; Music Conference, in programma dal 17 al 21 giugno a Taranto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>medimex,Pet Shop Boys DREAMWORLD The Greatest Hits Live,Suede,Slowdive,NYC Redux Band playing the music of Ramones,Franco Battiato,teatro fusco</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983271/medimex-tornano-i-racconti-al-teatro-fusco-e-i-book-stories-ecco-il-programma.html</guid>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 09:34:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Scatta il conto alla rovescia per il Medimex, l'International Festival &amp; Music Conference in&nbsp;programma dal 17 al 21 giugno a Taranto con i concerti di Pet Shop Boys DREAMWORLD The Greatest Hits Live, Suede, Slowdive, NYC Redux Band playing the music of Ramones e Agents of Time. Il programma si arricchisce con i&nbsp;<span>&nbsp;</span><i>Racconti</i><span>&nbsp;al Teatro Fusco,&nbsp;cinque appuntamenti dedicati ad alcune delle figure centrali della musica italiana ed internazionale, e i&nbsp;<em>Medimex Book Stories</em>, la sezione dedicata ai libri musicali curata e condotta da Corrado Minervini.</span></p> <h3><span>I Racconti</span></h3> <p><span>&nbsp;Mercoled&igrave; 17 giugno, ore 21,&nbsp;<b><i>Il mare nel cassetto</i></b><b><i>, la via di Franco Battiato</i></b><i>,</i><b>&nbsp;</b>narrazione di Silvia Boschero, musica di Giua (voce, chitarra, basso) e Ana&iuml;s Drago (violino ed elettronica).&nbsp;Lo spettacolo si snoda attraverso canzoni iconiche, creando un flusso di riflessioni che invita il pubblico a esplorare la propria interiorit&agrave;. Non &egrave; solo un tributo, ma un&rsquo;esperienza immersiva e riflessiva, capace di celebrare l&rsquo;unicit&agrave; e l&rsquo;eterna bellezza dell&rsquo;arte di Franco Battiato.&nbsp;Gioved&igrave; 18 giugno alle ore 21 al Teatro Fusco&nbsp;<b><i>Round About Miles</i>, &nbsp;</b>di e con Ugo Sbis&agrave; e Flavio Boltro (tromba), Roberto Ottaviano (sassofono), Eugenio Macchia (pianoforte), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria). Il 26 maggio del 1926, nasceva ad Alton, Illinois, una delle figure di maggior rilievo di tutta la storia del jazz, il trombettista Miles Davis. Nel primo centenario della sua nascita &ldquo;Round About Miles&rdquo;, recital di musica e parole, celebra la vita del grande trombettista, i suoi incontri, i suoi dischi pi&ugrave; noti. Venerd&igrave; 19 giugno, ore 21,&nbsp;<b><i>Jeff Buckley: It&rsquo;s Never Over, voce, eredit&agrave;, infinito</i></b>&nbsp;con Eugenio Finardi, conduce Cecile B, pi&ugrave; che un semplice racconto, l&rsquo;evento si propone come un&rsquo;esperienza: un&rsquo;occasione per riscoprire Jeff Buckley attraverso nuove prospettive e per lasciarsi attraversare dalla forza della sua musica e della sua storia. Perch&eacute;, come suggerisce il titolo del documentario, certe voci &mdash; e certe emozioni &mdash; non finiscono mai davvero.Sabato 21 giugno, ore 18.30 Teatro Fusco,&nbsp;<b>"<i>Musica nella mia mente" Carlo Massarini racconta Stevie Wonder</i></b>, con Carlo Massarini, intervento musicale del Fabio Lepore Jazz Quartet. Non vedente dalla nascita, nel 1963 a tredici anni ha il suo primo numero uno in classifica con&nbsp;<i>Fingertips.</i>&nbsp;Negli anni 60, nella scuderia Motown prosegue con una serie di hit internazionali, partecipa anche a Sanremo, ma &egrave; con gli anni 70 che il suo enorme talento e il suo lato compositivo viene fuori completamente. Arrivato alla maggiore et&agrave; infatti rinegozia con la Casa di Detroit il suo contratto, che gli lascia libert&agrave; totale nelle scelte artistiche. Un percorso che coincide con una grande rinascita della musica black nella quale si ritaglia un ruolo straordinario: multistrumentista, si appassiona alle nuove possibilit&agrave; delle tastiere elettroniche, e realizza una serie di capolavori assoluti, seguiti negli anni 80 e 90 da un successo commerciale ancora maggiore.&nbsp;Infine domenica 21 giugno, ore 18.30 Teatro Fusco, &ldquo;<b><i>In cerca della terra promessa" Carlo Massarini racconta Bruce Springsteen</i></b><i>,</i>&nbsp;con Carlo Massarini.</span></p> <h3><span>Book Stories</span></h3> <p><span>Dal 17 al 21 giugno al Caff&egrave; Letterario Cibo per la Mente di Taranto in programma&nbsp;<b>Medimex Book Stories</b>,&nbsp;la sezione dedicata ai libri musicali curata e condotta da Corrado Minervini, con ospiti&nbsp;<b>Nuto e Finaz (Bandabard&ograve;), Nicola Gaeta e Nicola Conte, Simone Avincola, Laura Rizzo, Maurizio Biancani e Stefano Senardi</b>. Mercoled&igrave; 17 giugno, ore 19, presentazione del libro&nbsp;<b><i>Se mi rilasso collasso, Trent&rsquo;anni di storia di un band improbabile</i></b><i>&nbsp;</i>(editore Baldini+Castoldi), con una &nbsp;conversazione per voce, chitarra e cajon&nbsp;con Nuto e Finaz. Il libro celebra la storia del gruppo toscano nato nel 1993 attraverso aneddoti, documenti e riflessioni personali.&nbsp; Il volume ripercorre l'evoluzione della band da improbabile combo folk-rock a fenomeno live capace di riempire piazze e festival italiani. Gioved&igrave; 18 giugno, ore 18.00, presentazione del libro&nbsp;<b><i>Black Beauty. Storie di Musica Nera</i>&nbsp;</b>(Low Edizioni)<b>&nbsp;</b>con l&rsquo;autore Nicola Gaeta e Nicola Conte. Un viaggio critico e narrativo attraverso oltre un secolo di musica afroamericana che segue una linea del tempo che non &egrave; soltanto cronologica, ma profondamente culturale, sociale, esistenziale. Ogni capitolo illumina un tempo, un contesto, ma soprattutto delle figure: celebri, dimenticate, emergenti, ciascuna raccontata in forma narrativa e critica, intrecciando biografia, contesto storico, poetica personale e tracce discografiche. Venerd&igrave; 19 giugno, ore 18, presentazione del libro<b>&nbsp;<i>Enzo Carella. Dolce tu per tu</i>,&nbsp;</b>con l&rsquo;autore Simone Avincola. La vita artistica e umana di Enzo Carella attraverso i racconti degli amici, dei musicisti e di chi lo ha sempre amato. Una storia mai raccontata prima, attraversata da luci e ombre, spiagge e camicie hawaiane, lambrette, palloni da calcio, borsoni che volano dal quinto piano, e boccette di atropina. Chitarre, fal&ograve;, abbracci, lacrime, partenze e ritorni in un viaggio emozionale alla riscoperta di un artista incredibile che ancora giace nell&rsquo;oblio del sommerso. Sabato 20 giugno ore 18 presentazione del libro&nbsp;<b><i>Il cielo in una stanza. Il 1960: Paoli, Mina e una canzone rivoluzionaria</i>&nbsp;</b>con l&rsquo;autrice Laura Rizzo. Il volume svela tanti aneddoti legati alla genesi del brano &ndash; l&rsquo;intestazione Mogol-Toang, i rifiuti, la prima incisione di Mina, le vicende personali di Paoli e della stessa interprete, la nascita della canzone d&rsquo;autore in casa Ricordi a Milano &ndash; e ribadisce con forza la posizione rivoluzionaria della canzone. Alle ore 18.30 presentazione del libro&nbsp;<b>&nbsp;<i>L'alchimista del suono. Cinquant'anni di musica al mixer</i></b>&nbsp;(Editore Fernandel)<b>&nbsp;</b>con l&rsquo;autore Maurizio Biancani e Stefano Senardi.&nbsp;Il libro &egrave; un viaggio nella musica italiana dagli anni Settanta a oggi, un memoir ricco di aneddoti, errori, intuizioni, notti insonni e momenti irripetibili vissuti al fianco di chi ha fatto la storia della canzone.&nbsp;Il racconto sincero e appassionato di Maurizio Biancani, storico sound engineer e produttore musicale, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna, che nel corso delfi anni ha registrato voci e musica di Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Pooh, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Zucchero e molti altri artisti.</span></p> <p><span></span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Omicidio Bakari Sako a Taranto, effettuata l'autopsia: letale una delle tre coltellate</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983235/pulsano-lutto-cittadino-per-bakari-sako-ucciso-a-taranto-dall-autopsia-confermate-ferite-da-taglio-e-altri-traumi.html</link>
      <description>Stando a quanto appreso una delle tre coltellate avrebbe colpito l’aorta provocando un’emorragia che in pochi minuti ha ucciso Bakari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (ALESSANDRA CANNETIELLO, francesco casula)</author>
      <category>bakari sako</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983235/pulsano-lutto-cittadino-per-bakari-sako-ucciso-a-taranto-dall-autopsia-confermate-ferite-da-taglio-e-altri-traumi.html</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2026 20:11:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="287" data-end="627">Sar&agrave; l&rsquo;analisi dei filmati della videosorveglianza del bar di piazza Fontana a ricostruire i fotogrammi chiave dell&rsquo;omicidio di Bakari Sako, 35enne originario del Mali aggredito a morte la mattina del 9 maggio in Citt&agrave; vecchia. Una consulenza che i magistrati Paola Francesca Ranieri della Procura ordinaria e la procuratrice dei minori Daniela Putignano hanno affidato al consulente Silverio Greco per mappare le fasi dell&rsquo;aggressione e le responsabilit&agrave; di ciascuno degli indagati - 4 minorenni di et&agrave; compresa tra 15 e 17 anni e i due maggiorenni, il 22enne Cosimo Colucci e il 20enne Fabio Sale -.</p> <p data-start="287" data-end="627">Ma anche per cristallizzare la condotta del titolare del bar, indagato con l&rsquo;accusa di favoreggiamento per non aver dichiarato di conoscere l&rsquo;identit&agrave; di Colucci, successivamente identificato e infine arrestato. Le due Procure hanno chiesto anche di recuperare eventuali file video cancellati per verificare manomissioni o cancellazioni delle registrazioni delle telecamere subito dopo il delitto. Sotto sequestro inoltre i cellulari dei due maggiorenni e quello della vittima, per rintracciare ulteriori elementi utili agli inquirenti. Ieri, inoltre, alla presenza di tutte le parti coinvolte &ndash; inclusi i familiari del 35enne rappresentati dall&rsquo;avvocato Daniela Lafratta &ndash; &egrave; stato affidato l&rsquo;incarico al medico legale Roberto Vaglio che ha eseguito l&rsquo;autopsia sul corpo di Sako. Stando a quanto appreso una delle tre coltellate avrebbe colpito l&rsquo;aorta provocando un&rsquo;emorragia che in pochi minuti ha ucciso Bakari.</p> <p data-start="287" data-end="627">Gli avvocati Andrea Maggio e Fabio Falco che difendono alcuni dei minorenni, hanno poi chiesto di accertare la presenza di lesioni su nocche e arti superiori: i primi risultati per&ograve; sembrerebbero pi&ugrave; ferite da trascinamento che da difesa. I 4 minori &ndash; assistiti anche dagli avvocati Pasquale Blasi e Salvatore Maggio &ndash; sono ora negli istituti minorili di Bari e Lecce &ndash; come deciso dal giudice Paola Morelli, mentre i due maggiorenni restano in carcere su disposizione del gip Gabriele Antonaci. Sabato mattina in due si avvicinano al 35enne a bordo di uno scooter, arriva una terza persona e insieme lo accerchiano.</p> <p data-start="287" data-end="627">Un quarto si aggiunge e lo colpisce al volto. La vittima cerca riparo nel bar, ma viene raggiunta e riceve una prima coltellata al ventre, mentre uno di loro lo spinge facendolo cadere, poi un secondo e un terzo fendente al petto: una di queste sarebbe stata quella mortale. Colucci si unisce al &ldquo;branco&rdquo; e sferra un pugno alla vittima. Trascinano il corpo fuori dal bar, gli versano una bottiglietta di acqua addosso e Colucci dice: &laquo;Ste face a parte, &lsquo;nfam&ograve;!&raquo;, &laquo;Ste buene&raquo; aggiunge un altro. Il gruppo intuisce che la situazione sta sfuggendo di mano, uno di loro chiede: &laquo;Vide ste respire?&raquo;. A questo punto, forse, comprendono che sta accadendo l&rsquo;irreparabile &laquo;Nonge ste respire&raquo;. Cinquanta minuti: &egrave; il tempo in cui i soccorsi tentano di rianimarlo. Per Sako, per&ograve;, quella &egrave; l&rsquo;ultima alba.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Massafra, allestisce una serra di marijuana in casa: ai domiciliari un 25enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983194/massafra-allestisce-una-serra-in-casa-ai-domiciliari-un-25enne.html</link>
      <description>Ad attirare l'attenzione dei carabinieri è stata una porta finestra dell'immobile al piano terra, oscurata con alcuni cartoni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>marijuana,serra</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983194/massafra-allestisce-una-serra-in-casa-ai-domiciliari-un-25enne.html</guid>
      <pubDate>Tue, 19 May 2026 15:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="m_5475194969497920819MsoTitleCxSpFirst"><span>A Massafra un 25enne del posto &egrave; stato arrestato nella notte perch&eacute; presunto responsabile di detenzione ai fini di spaccio, nonch&eacute; di produzione, coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente. Ad attirare l'attenzione de</span><span>i militari dell&rsquo;Arma &egrave; stata una porta finestra di un immobile al piano terra oscurata con alcuni cartoni: durante la perquisizione domiciliare,&nbsp;</span><span>sono stati rinvenuti circa 33 grammi di hashish, circa 20 grammi di marijuana, un bilancino di precisione. Poi,&nbsp;<u></u></span><span>al piano seminterrato dell&rsquo;immobile, hanno scoperto una vera e propria serra indoor artigianale. </span></p> <p class="m_5475194969497920819MsoTitleCxSpFirst"><span>L&rsquo;area, occultata da teloni in plastica, ospitava 11 piante di marijuana di varie dimensioni e in diversi stadi di maturazione, oltre a sofisticate attrezzature per la coltivazione: impianti di illuminazione a Led, ventilatori, deumidificatore, sistema elettronico per il monitoraggio di temperatura, PH e umidit&agrave;, nonch&eacute; materiale per l&rsquo;irrigazione e la fertilizzazione.&nbsp;<u></u><u></u></span><span>Nel locale &egrave; stato inoltre rinvenuto un diario dettagliato contenente l&rsquo;annotazione quotidiana delle operazioni effettuate sulle piante, tra cui irrigazione, fertilizzazione e taglio.<u></u><u></u></span></p> <p class="m_5475194969497920819MsoTitleCxSpMiddle"><span>Tutto il materiale rinvenuto &egrave; stato sottoposto a sequestro. Il&nbsp;</span><span>25enne si trova ora agli arresti domiciliari.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, crisi dell’ex Amiu: il sindaco incontra i consiglieri regionali e illustrerà la situazione a Decaro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983187/taranto-crisi-dellex-amiu-il-sindaco-incontra-i-consiglieri-regionali-e-illustrera-la-situazione-a-decaro.html</link>
      <description>Si punta a garantire la continuità pubblica dell’azienda e i servizi</description>
      <author>FABIO VENERE</author>
      <category>bitetti,Debora Ciliento,Antonio Decaro</category>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2026 14:58:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La crisi dell&rsquo;ex Amiu passa (anche) da Bari. &Egrave; questo l&rsquo;esito della riunione che, ieri mattina, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha tenuto con i consiglieri regionali eletti nella provincia ionica. In effetti, da quel che &egrave; filtrato ieri al termine del confronto svoltosi a Palazzo di Citt&agrave;, lo stesso primo cittadino avrebbe affermato che programmer&agrave; un incontro con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e magari anche con l&rsquo;assessora regionale all&rsquo;Ambiente, Debora Ciliento. In particolare, da quel che si apprende, appena possibile, Bitetti aggiorner&agrave; il governatore pugliese sulla situazione in cui versa l&rsquo;azienda d&rsquo;igiene urbana, interamente controllata dal Comune di Taranto.</p> <p>E se gi&agrave; questa di per s&eacute; costituirebbe una notizia visto che il Municipio coinvolgerebbe, o almeno tenterebbe di farlo, la Regione Puglia nella crisi di Kyma Ambiente, in realt&agrave;, sarebbe ancora pi&ugrave; interessante provare a disegnare i binari lungo i quali potrebbe scorrere il colloquio tra Bitetti e Decaro. Probabilmente, le questioni sul tavolo di un prossimo confronto tra i due enti locali sulla questione ex Amiu potrebbero essere di due livelli: uno di natura finanziaria e l&rsquo;altro, invece, normativa.</p> <p>Nel primo caso, il riferimento potrebbe essere all&rsquo;auspicio (sarebbe meglio parlare di speranza) che il Consiglio regionale pugliese possa emulare, almeno in parte, quello della Regione Liguria che, nelle scorse settimane, ha stanziato 40 milioni di euro per finanziare (insieme al Comune di Genova) il risanamento dell&rsquo;azienda di trasporto pubblico locale, Amt. Soluzione, questa, che se si riproponesse nel capoluogo ionico aiuterebbe la societ&agrave;, che ha una situazione debitoria pregressa che oscilla intorno ai 45 milioni di euro. La strada, per diversi motivi, sembra stretta e in salita, ma non va scartata.</p> <p>La seconda ipotesi di lavoro da approfondire nel confronto che verr&agrave; tra Bitetti, Decaro e Ciliento potrebbe, invece, riguardare l&rsquo;aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti. Che, a sua volta, se venisse confermata una precedente indicazione relativa all&rsquo;inceneritore potrebbe consentire all&rsquo;ex Amiu di concedere a privati la gestione dell&rsquo;impianto, fermo da 13 anni, e quindi di incamerare nuove, preziose, risorse finanziarie. Sul punto, per&ograve;, alcuni tra i consiglieri regionali presenti ieri hanno manifestato tutto il loro scetticismo sui tempi (non brevi) di una modifica del Piano mentre, ad esempio, &egrave; noto che la consigliera Angolano (M5s), pur volendo mantenere il ruolo pubblico dell&rsquo;azienda, vorrebbe puntare su altre soluzioni impiantistiche. Dirigenti e vertici di Kyma Ambiente stanno lavorando alla chiusura del bilancio 2025. Tappa importante, anche se l&rsquo;attesa pi&ugrave; carica di significati &egrave; sicuramente verso il Piano di risanamento.</p> <p>&ldquo;Durante il confronto - sottolinea una nota dell&rsquo;Amministrazione - &egrave; stato ribadito l&rsquo;impegno costante dei presenti nel garantire la continuit&agrave; pubblica dell&rsquo;azienda e la qualit&agrave; dei servizi essenziali, a tutela della salute pubblica e del decoro urbano. L&rsquo;amministrazione &egrave; altres&igrave; impegnata a garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali, a migliorare l&rsquo;efficienza del servizio e ad analizzare la sostenibilit&agrave; economico-finanziaria dell&rsquo;azienda&rdquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Taranto dice no alla violenza»: in Consiglio comunale un minuto di silenzio per l'omicidio di Bakari Sako</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983098/minuto-di-silenzio-al-consiglio-comunale-di-taranto-in-memoria-di-bakari-sako.html</link>
      <description>«No alla violenza e al razzismo» è l'appello dei consiglieri per il 35enne maliano ucciso nella città vecchia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983098/minuto-di-silenzio-al-consiglio-comunale-di-taranto-in-memoria-di-bakari-sako.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 18:18:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Mi sono sentito solo&raquo;. Ha rotto il silenzio il primo cittadino di Taranto Piero Bitetti, con un lungo discorso in consiglio comunale, dopo gli attacchi ricevuti per la mancanza delle istituzioni comunali nella questione dell&rsquo;omicidio di Bakari Sako. &laquo;Il sottoscritto &ndash; ha sottolineato Bitetti &ndash; in pi&ugrave; occasioni &egrave; diventato il bersaglio preferito di associazioni, esponenti politici di minoranza e, talvolta, anche di maggioranza&raquo;. Durante il minuto di silenzio, tutti hanno esposto un cartello: .&laquo;Noi Bakari Sako, Taranto dice no alla violenza&raquo;.</p> <p>Il duro sfogo del sindaco solleva il velo su una crisi profonda, dove la cronaca nera si intreccia con ferite sociali mai rimarginate. La tragica scomparsa di Bakari, bracciante maliano ucciso in Piazza Fontana da un quindicenne, ha scatenato un&rsquo;ondata di indignazione e una feroce polemica politica. Al centro delle critiche non ci sono stati solo i ritardi del Comune nella proclamazione del lutto cittadino, ma anche l&rsquo;assenza fisica del sindaco alla manifestazione in onore del migrante, che si &egrave; tenuta venerd&igrave; scorso in Piazza Fontana, un vuoto istituzionale che ha alimentato le contestazioni di associazioni e attivisti.Bitetti ha respinto le accuse, denunciando lo sciacallaggio mediatico di chi ha voluto trasformare il raccoglimento in una corsa a &laquo;chi dichiara prima il lutto&raquo;. L&rsquo;attesa, ha spiegato, &egrave; stata dettata dal rispetto per i tempi dell&rsquo;autopsia e dalle usanze della famiglia, per preparare un provvedimento condiviso che coinvolga scuole e commercianti. Le indagini sulla baby gang, per il sindaco, spostano la riflessione sul degrado sociale di un territorio impoverito. </p> <p>In questo clima di forte esasperazione, il sindaco si &egrave; tolto pi&ugrave; di qualche sassolino dalla scarpa, rifiutando categoricamente di &laquo;prendere lezioni di politica&raquo; sul dossier siderurgico. Bitetti ha attaccato frontalmente i &laquo;ripetenti travestiti da primi della classe&raquo;, accusandoli di ipocrisia sulla gestione di una fabbrica definita &laquo;un disastro annunciato sotto tutti i punti di vista, da quello ambientale a quello occupazionale&raquo;, respingendo al mittente i continui tentativi di speculazione di parte.Sul piano amministrativo, la macchina civile ha comunque risposto con i fatti. Mentre il Consiglio Comunale dei ragazzi esprimeva una matura coscienza civile chiedendo di chiamare i fenomeni con il loro nome &ndash; odio, razzismo, disumanit&agrave; &ndash;, l&rsquo;attivit&agrave; istituzionale provava a rimettere al centro i fatti. Durante la seduta della massima assise cittadina, la politica tarantina ha trovato una convergenza approvando all&rsquo;unanimit&agrave; una fondamentale modifica al Regolamento Cude. L&rsquo;iniziativa estende lo stallo di sosta personalizzato alle persone con disabilit&agrave; intellettive e psichiche, abbattendo le barriere burocratiche. I lavori hanno invece registrato un arresto sulla concessione a terzi degli impianti sportivi comunali dei Giochi del Mediterraneo, in programma dal 21 agosto al 3 settembre.</p> <p>La richiesta del consigliere di opposizione Gianni Azzaro &egrave; stata sottrarre gli impianti a una logica puramente commerciale, in favore di principi di accessibilit&agrave; tariffaria, uso pluralistico e priorit&agrave; alle associazioni dilettantistiche radicate sul territorio, a tutela dei giovani, degli anziani e delle fasce fragili.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Investono 15enne a Taranto e fuggono via: i pirati della strada sono 2 minori. Rintracciati si costituiscono in caserma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983075/investono-15enne-a-taranto-e-fuggono-via-i-pirati-della-strada-sono-2-minori-rintracciati-si-costituiscono-in-caserma.html</link>
      <description>Hanno 15 e 17 anni. Il conducente è stato denunciato per guida senza patente, mentre entrambi rispondono delle accuse di fuga e omissione di soccorso</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,15enne investito,minori,pirata della strada</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1983075/investono-15enne-a-taranto-e-fuggono-via-i-pirati-della-strada-sono-2-minori-rintracciati-si-costituiscono-in-caserma.html</guid>
      <pubDate>Mon, 18 May 2026 16:39:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Hanno 15 e 17 anni i due giovani che ieri sera, a bordo di uno scooter in viale Virgilio, a Taranto, hanno travolto un coetaneo sulle strisce pedonali e sono fuggiti. La loro fuga &egrave; terminata dopo poche ore quando si sono presentati spontaneamente nella caserma dei carabinieri. Secondo quanto ricostruito dai militari e dalla Polizia Locale, intervenuti sul posto per i rilievi, il conducente del ciclomotore avrebbe frenato bruscamente nel tentativo di evitare l'impatto, scivolando sull'asfalto insieme al passeggero. Subito dopo l&rsquo;urto, per&ograve;, i due si sono rialzati, hanno rimesso in piedi il mezzo e si sono dileguati senza prestare alcuna assistenza al ragazzo rimasto a terra. </p> <p>Il conducente &egrave; stato denunciato per guida senza patente, mentre entrambi rispondono delle accuse di fuga e omissione di soccorso. Nel frattempo, la giovane vittima resta ricoverata all&rsquo;ospedale Santissima Annunziata, dove era stata trasportata d&rsquo;urgenza in codice rosso da un&rsquo;ambulanza del 118. Il quindicenne ha riportato gravi lesioni, ma non &egrave; in pericolo di vita</p>]]></content:encoded>
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