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    <title>CRONACA di TARANTO - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di TARANTO: ultime notizie e news di oggi della provincia di Taranto in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>«Agente penitenziario aggredito durante il controllo di un pacco»: la denuncia dal carcere di Taranto</title>
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      <description>All'interno del pacco sono stati trovati carne e circa 35 grammi di droga. Il poliziotto ha riportato la frattura di una costola</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>carcere di taranto,aggressione</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:49:31 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un agente della polizia penitenziaria &egrave; stato aggredito e ha riportato la frattura di una costola nel carcere di Taranto durante il controllo di un pacco al cui interno sono stati trovati carne e circa 35 grammi di droga. L&rsquo;episodio &egrave; avvenuto nella mattinata di luned&igrave;. "Durante la perquisizione di un pacco spedito dai familiari ad un detenuto di origini brindisine con problemi psichiatrici, il poliziotto addetto ha notato che il pacco conteneva della carne e della sostanza anomala, per cui ha proceduto al sequestro&raquo;, racconta Federico Pilagatti, segretario del Sappe. </p> <p>&laquo;A questo punto - continua - il detenuto si &egrave; avventato contro il poliziotto scaraventandolo sul muro, per poi impossessarsi del pacco contenente la carne e la sostanza misteriosa cercando di allontanarsi&raquo;. L&rsquo;uomo &egrave; stato poi fermato dagli altri agenti intervenuti. &laquo;Dopo una mediazione - aggiunge Pilagatti - il detenuto ha consegnato il pacco ai poliziotti&raquo;.  Il poliziotto ferito &egrave; stato trasportato in ospedale dove "gli &egrave; stata riscontrata una frattura alla costola con una prognosi di 30 giorni&raquo;. Successivi accertamenti hanno confermato "la presenza di circa 35 grammi di sostanza stupefacente&raquo;.  Il Sappe torna a denunciare &laquo;una gestione ormai insostenibile&raquo; della casa circondariale di Taranto, evidenziando criticit&agrave; legate al sovraffollamento e alla presenza di detenuti con disturbi psichiatrici.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Incidente nell'ex Ilva, i sindacati denunciano: «Un muletto si è ribaltato, ferito un operaio»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1961333/incidente-nell-ex-ilva-i-sindacati-denunciano-un-muletto-si-e-ribaltato-ferito-un-operaio.html</link>
      <description>«Durante la discesa della rampa, un carrello elevatore ha perso il controllo andando a impattare in prossimità di un marciapiede, per poi capovolgersi con operatore a bordo»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ex ilva,incidente sul lavoro</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:20:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un lavoratore dell&rsquo;ex Ilva questa mattina &egrave; stato coinvolto in un incidente all&rsquo;interno dello stabilimento siderurgico di Taranto. L&rsquo;operatore, secondo fonti sindacali, manovrava un muletto che, sulla strada, si &egrave; ribaltato nella zona dell&rsquo;altoforno 4. Nell&rsquo;impatto pare abbia battuto la testa. L&rsquo;uomo &egrave; stato soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti. Avrebbe riportato un trauma cranico ed escoriazioni al volto, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Sono in corso le verifiche per stabilire l&rsquo;esatta dinamica dell&rsquo;incidente. </p> <p>&laquo;Durante la discesa della rampa - hanno scritto le Rsu in una comunicazione alla direzione aziendale - un carrello elevatore ha perso il controllo andando a impattare in prossimit&agrave; di un marciapiede, per poi capovolgersi con operatore a bordo. L'episodio rappresenta un evento di estrema gravit&agrave; che necessita di un immediato approfondimento al fine di individuare le cause e adottare le opportune misure correttive&raquo;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Associazione dedita al traffico di droga sull’asse Ginosa-Bologna: 16 condanne, tre finiscono a giudizio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1961214/associazione-dedita-al-traffico-di-droga-sullasse-ginosa-bologna-16-condanne-tre-finiscono-a-giudizio.html</link>
      <description>Processo con rito abbreviato nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nell’inchiesta della Dda di Lecce relativa a un’associazione dedita al traffico di droga sull’asse Ginosa-Bologna</description>
      <author>ALESSANDRA CANNETIELLO</author>
      <category>asse ginosa bologna,droga</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:02:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Si &egrave; concluso con 16 condanne il processo con rito abbreviato nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nell&rsquo;inchiesta della Dda di Lecce relativa a un&rsquo;associazione dedita al traffico di droga sull&rsquo;asse Ginosa-Bologna. A emettere sentenza &egrave; stato il giudice Maria Francesca Mariano che ha inflitto la pena pi&ugrave; alta a 20 anni di carcere a Donato Branca ritenuto dagli inquirenti la figura di vertice del gruppo. &Egrave; di 13 anni di reclusione la pena stabilita invece per il collaboratore di giustizia Giuseppe Renna. Inflitti invece 10 anni e 4 mesi a Rosario Madio e 10 anni a Sabato Albano, Antonio Bitritto, Francesco Covella, Alessio Matarrese (in continuazione con una sentenza del 2024) e Patrizia Mangialardo, moglie di Branca che secondo l&rsquo;accusa si sarebbe incaricata di suddividere la sostanza stupefacente e venderla al dettaglio. E invece di 9 anni e 4 mesi la condanna nei confronti di Bartolomeo Carone, 9 anni per il nuovo &ldquo;pentito&rdquo; Sabino Pace, 8 anni e 1 mese per Gianfranco Roberto, 6 anni e 3 mesi per Eugenio Damiano Giuliani e infine di 6 anni per Saverio Colella, Daniele Martiello, Pierluigi Roberto e Domenico Vivo. In due invece hanno scelto di patteggiare rispettivamente una pena a 1 anno e 6 mesi e 1 anno e 4 mesi (quest&rsquo;ultima con pena sospesa e sanzione di 2mila euro).</p> <p>Mentre per tre degli imputati che hanno chiesto il rito ordinario, il processo dinanzi al giudice del Tribunale di Taranto Cristian Farilla avr&agrave; inizio il 1 luglio. Difesi dagli avvocati Francesco Caprioli, Arcangelo Divitofrancesco, Marino Galeandro, Salvatore Maggio, Fabrizio Lamanna, Leonardo Pugliese, Giuseppe Valente e Cristiano Rizzi, solo dieci imputati rispondevano del reato associativo. L&rsquo;indagine coordinata dal pm dell&rsquo;Antimafia Milto De Nozza, culmin&ograve; a maggio 2025 con l&rsquo;applicazione di 13 misure cautelari, 2 agli arresti domiciliari e 11 in carcere. Dall&rsquo;inchiesta sarebbe emerso un ingente traffico di marijuana, eroina, hashish e cocaina da destinare oltre che alle piazze di Ginosa, anche a Montescaglioso, nel Materano, e persino a Molinella nel Bolognese.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, morì al rione Tamburi colpito da un palo della luce mentre lavorava: il pm dispone l’autopsia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1961215/taranto-mori-al-rione-tamburi-colpito-da-un-palo-della-luce-mentre-lavorava-il-pm-dispone-lautopsia.html</link>
      <description>Domenico Ponzio, elettricista 38enne, fu colpito nel pomeriggio del 13 aprile da un palo della luce sganciatosi dal braccio di una gru durante dei lavori</description>
      <author>redazione taranto</author>
      <category>domenico di Ponzio,taranto</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:55:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Sar&agrave; fissata nelle prossime ore l'autopsia sul corpo di Domenico Di Ponzio, un elettricista di 38 anni colpito nel pomeriggio del 13 aprile da un palo della luce che si &egrave; sganciato dal braccio di una gru durante dei lavori al rione Tamburi. Il pubblico ministero Raffaele Casto affider&agrave; infatti l'incarico a un medico legale che dovr&agrave; eseguire un approfondimento per comprendere non tanto la causa della morte, che appare decisamente chiara, ma una serie di altri aspetti per comprendere la dinamica dell'incidente e quindi valutare eventuali responsabilit&agrave; di quanto accaduto.</p> <p>Intanto sul fronte sindacale continuano le denunce: &laquo;Siamo di fronte all&rsquo;ennesima tragedia e non possiamo pi&ugrave; limitarci al cordoglio. Servono controlli serrati, prevenzione vera e il rispetto rigoroso delle norme. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo. La sicurezza non &egrave; un optional, &egrave; un diritto fondamentale&raquo; ha detto il coordinatore territoriale della Uil Taranto, Gennaro Oliva, che ha sottolineato come il tema della sicurezza sul lavoro non possa essere &laquo;subordinato n&egrave; ai tempi di consegna n&egrave; al contenimento dei costi. Quando ci sono raffiche di vento cos&igrave; forti quel tipo di attivit&agrave; deve essere immediatamente sospesa. Il sistema degli appalti e dei subappalti deve essere sottoposto a controlli stringenti: &egrave; l&igrave; che si annidano le maggiori criticit&agrave;&raquo;</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Lizzano, un incendio distrugge lo stabilimento balneare Blu Sun: indagini in corso</title>
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      <description>Il rogo ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco impegnati per ore per circoscrivere l’incendio ed evitare che si estendesse alle aree vicine</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>blue sun,lido,incendio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1961213/lizzano-un-incendio-distrugge-lo-stabilimento-balneare-blu-sun-indagini-in-corso.html</guid>
      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:38:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un incendio, di probabile origine dolosa, la scorsa notte ha distrutto lo stabilimento balneare Blu Sun a Lizzano, marina di Taranto, mandando in fumo gran parte della struttura. Le fiamme si sono propagate rapidamente, alimentate dai materiali facilmente infiammabili tipici dei lidi, e hanno completamente distrutto il chiosco in legno. Il rogo ha richiesto l&rsquo;intervento dei vigili del fuoco impegnati per ore per circoscrivere l&rsquo;incendio ed evitare che si estendesse alle aree vicine.  Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Manduria che hanno avviato le indagini per individuare eventuali responsabili. Lo stabilimento subisce un pesante danno proprio alla vigilia della stagione balneare.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Lizzano, trattore contro auto sulla provinciale: morto un agricoltore di 46 anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1960981/lizzano-trattore-contro-auto-sulla-provinciale-morto-un-agricoltore-di-46-anni.html</link>
      <description>Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118 con un’ambulanza, ma all’arrivo dei soccorsi per l’uomo non c'era già più nulla da fare</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>trattore,agricoltore morto,incidente</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1960981/lizzano-trattore-contro-auto-sulla-provinciale-morto-un-agricoltore-di-46-anni.html</guid>
      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:20:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 46 anni &egrave; morto nel violento impatto del suo trattore con un&rsquo;auto sulla strada provinciale 125, nel territorio di Lizzano (Taranto). Sul luogo dell&rsquo;incidente sono intervenuti i sanitari del 118 con un&rsquo;ambulanza, ma all&rsquo;arrivo dei soccorsi per l&rsquo;uomo non c'era gi&agrave; pi&ugrave; nulla da fare. Presenti anche i carabinieri per i rilievi. Il tratto della provinciale 125 interessato dall&rsquo;incidente &egrave; stato temporaneamente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso e i successivi accertamenti. </p>]]></content:encoded>
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      <title>Veraleaks denuncia: «Grossa nube nera dopo incendio nell'area impianti dell'ex Ilva a Taranto». L'azienda: «Questione fisiologica»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1960259/veraleaks-denuncia-grossa-nube-nera-dopo-incendio-nell-area-impianti-dell-ex-ilva-a-taranto-l-azienda-questione-fisiologica.html</link>
      <description>Fonti aziendali: «L'autocombustione è avvenuta durante la manutenzione di un tubo del gas, nessuna conseguenza»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ex ilva,taranto</category>
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 19:33:42 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nella zona industriale di Taranto questo pomeriggio &laquo;si &egrave; sollevata una enorme nuvola nera&raquo; in seguito a un incendio che si sarebbe verificato &laquo;a causa di un materiale che ha preso fuoco durante la sostituzione di una tubazione del gas in una area tra il Grf (Gestione rottami ferrosi) e la Cet (centrale termoelettrica) dello stabilimento ex Ilva Acciaierie d&rsquo;Italia&raquo;. &Egrave; quanto segnala l&rsquo;attivista Luciano Manna di Veraleaks, che riporta informazioni raccolte da proprie fonti su un episodio che si &egrave; verificato nel siderurgico tarantino. </p> <p>&laquo;Oltre al rischio incombente relativo agli impianti in marcia - aggiunge Manna - ci rendiamo conto che anche le operazioni di manutenzione generano un enorme rischio sanitario con i fumi generati&raquo;.  Fonti vicine all&rsquo;azienda riferiscono che &laquo;&egrave; stata una questione fisiologica dovuta a manutenzione di un tubo che porta il rischio di autocombustione una volta che viene portato alla luce con il contatto con l&rsquo;ossigeno. I vigili del fuoco interni erano appositamente sul posto e hanno immediatamente interrotto la reazione di combustione. La manutenzione &egrave; continuata regolarmente&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il sindaco di Taranto ordina la sospensione della centrale termoelettrica dell'ex Ilva</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1960128/il-sindaco-di-taranto-ordina-la-sospensione-della-centrale-termoelettrica-dell-ex-ilva.html</link>
      <description>Stop per 30 giorni fino alla presentazione del piano di riduzione delle emissioni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ex ilva</category>
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 17:15:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, ha firmato una ordinanza che dispone la sospensione dell&rsquo;esercizio della centrale termoelettrica dell&rsquo;ex Ilva, gestita da Adi Energia srl in amministrazione straordinaria. Il provvedimento impone lo stop entro 30 giorni &laquo;fino alla presentazione del piano di riduzione&raquo; delle emissioni, e alla successiva valutazione e approvazione da parte degli enti competenti. Alla base della decisione, la mancata trasmissione del piano richiesto dopo la pubblicazione del rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) 2024 per l&rsquo;area di Taranto, redatto da Arpa Puglia, Aress e Asl. In particolare, viene contestata l'inadempienza rispetto agli interventi necessari per ridurre il rischio non cancerogeno per via inalatoria legato a sostanze come arsenico, nichel e cobalto.</p> <p>La Regione Puglia aveva gi&agrave; diffidato la societ&agrave; a presentare entro termini precisi le misure per il contenimento delle emissioni. &laquo;In caso di inottemperanza, l&rsquo;Autorit&agrave; sanitaria dispone la sospensione dell&rsquo;esercizio dello stabilimento&raquo;, si richiama nell&rsquo;atto. Il Comune ha quindi deciso di intervenire applicando il principio di precauzione per la tutela della salute pubblica.  La centrale &egrave; attualmente in esercizio in virt&ugrave; dell&rsquo;Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell&rsquo;Ambiente nel 2020. Il provvedimento &egrave; stato trasmesso, tra gli altri, al ministero, alla Prefettura, ad Arpa, Asl e alla Procura di Taranto.</p> <p>Fonti vicino al dossier Ex Ilva fanno per&ograve; notare che con lo stop della centrale termoelettrica entro 30 giorni non &egrave; pi&ugrave; possibile recuperare e gestire i gas del ciclo siderurgico che, non potendo essere nemmeno bruciati in torcia, restano privi di qualsiasi possibilit&agrave; di smaltimento. Ed in queste condizioni, il ciclo produttivo non pu&ograve; proseguire: l'impossibilit&agrave; di gestire i gas del ciclo siderurgico comporta, come conseguenza diretta e inevitabile dell&rsquo;ordinanza, &laquo;la fermata dell&rsquo;area a caldo, cuore dello stabilimento di Taranto&raquo;.  Inoltre lo stop della centrale rende &laquo;impossibile anche l'approvvigionamento dell&rsquo;energia elettrica&raquo; prodotta dai gas siderurgici, oggi utilizzata per alimentare gli impianti a valle dell&rsquo;area a caldo a Taranto; &laquo;viene cos&igrave; meno una componente essenziale per il funzionamento dell&rsquo;intero sito&raquo;. Senza l&rsquo;area a caldo e quindi senza produzione di acciaio a Taranto, &laquo;si fermano&raquo;, per effetto della stretta interconnessione, non solo le lavorazioni a valle nel sito, ma anche gli altri stabilimenti del gruppo nel Nord Italia.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Dal primo omicidio a 17 anni alle mani sul territorio di Pulsano: così Venere ha scalato il potere</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1959578/dal-primo-omicidio-a-17-anni-alle-mani-sul-territorio-di-pulsano-cosi-venere-ha-scalato-il-potere.html</link>
      <description>Minacce, incendi ed estorsioni: Anselmo Venere, 55 anni, è l'uomo ritenuto il mandante del delitto di Martino Marangia. Un agguato commissionato per vendicare un affronto subito</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>venere,anselmo venere,Martino Marangia</category>
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:08:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Scaltro, capace di condizionare i comportamenti altrui e insofferente rispetto alle prescrizioni imposte dall&rsquo;autorit&agrave;, vigile nel dirigere le persone a lui vicine e adattarsi alle situazioni, puntando sull&rsquo;astuzia, raccogliendo dettagli e usandoli a suo favore&raquo;. Cos&igrave; la magistratura ha descritto Anselmo Venere, 55 anni l'uomo ritenuto il mandante del delitto di Martino Marangia: un agguato commissionato per vendicare un affronto subito e consolidare nella comunit&agrave; quel prestigio criminale che non pu&ograve; fare a meno della paura. I carabinieri gli hanno notificato l'ordinanza in carcere dove si trova da dicembre scorso quando gli stessi militari del Nucleo Investigativo lo hanno arrestato perch&egrave; individuato come il fulcro di un'organizzazione che gestiva le estorsioni nel versante orientale della provincia ionica.</p> <p>Una carriera criminale cominciata all'et&agrave; di soli 17 anni con un omicidio poi la scalata al potere fino al comando del territorio pulsanese. Un salto ottenuto anche grazie alla &ldquo;scomparsa&rdquo; del gruppo rivale guidato da Maurizio Agosta demolito dalle inchieste giudiziarie. Ed &egrave; in quel momento storico che Venere decide che &egrave; giunta l'ora di mettere le mani su tutto il territorio. Non solo estorsioni, decide di chiarire che ormai &egrave; lui a comandare: per questo, un giorno, chiama un imprenditore e gli ordina di licenziare il figlio di Agosta. Un atto quasi che segue di qualche tempo l'esecuzione di Marangia. Tutti devono essere sottomessi. Per chi si ribella ci sono le fiamme. Stabilimenti balneari, auto e non solo: chi non voleva pagare, doveva fare i conti con lui. &laquo;La litoranea la guardo io. Punto&raquo; affermava il 55enne in una delle intercettazioni raccolte nell'inchiesta conclusa a dicembre scorso e ribattezzata &ldquo;Argan&rdquo; come il protagonista del &ldquo;Malato immaginario&rdquo; di Moli&egrave;re, una figura letteraria scelta dai carabinieri proprio per indicare Venere, capace di simulare anche un'invalidit&agrave; pur di uscire dal carcere: proprio lui, parlando con la moglie, celebra le sue doti da attore affermando &laquo;Io l&rsquo;Oscar devo vincere&raquo;, &laquo;Dentro l&rsquo;ambulanza stavo come uno storpio&raquo;. Una sceneggiata per tornare a casa perch&egrave; nella sua casa a Pulsano, riusciva a incontrare sodali e vittime senza intermediari e guidare il gruppo verso il dominio incontrastato del territorio.</p> <p>Era gi&agrave; finito in cella a novembre 2023 con l'inchiesta &ldquo;No one&rdquo; proprio per il licenziamento del figlio del rivale: &laquo;Ascoltami bene, allora io ti sto avvisando&hellip; il figlio di Maurizio Agosta lo devi cacciare. Guardati alle spalle allora da oggi in avanti figlio di puttana, devi morire mo&raquo;. Durante il processo per quella vicenda, l'imprenditore sarebbe stato avvicinato e costretto a rinunciare alla costituzione di parte civile in aula, ma non solo. E tra i testimoni c&rsquo;&egrave; chi ha anche chiesto consiglio al boss: &laquo;Scrivimi quello che devo dire: Faccio quello che vuoi tu&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio dell'imprenditore Marangia, in cella dopo 13 anni mandante ed esecutore del delitto di Pulsano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1959577/omicidio-dell-imprenditore-marangia-in-cella-dopo-13-anni-mandante-ed-esecutore-del-delitto-di-pulsano.html</link>
      <description>L'accusa è di omicidio volontario di Martino Marangia: alla base del delitto ci sarebbe stata una vendetta maturata dopo vecchi contrasti legati a lavori edilizi</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>omicidio marangia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1959577/omicidio-dell-imprenditore-marangia-in-cella-dopo-13-anni-mandante-ed-esecutore-del-delitto-di-pulsano.html</guid>
      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:00:59 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Perch&eacute;, come ha fatto con quello&hellip; non lo pu&ograve; fare con questo?&raquo;. &Egrave; in questa frase la svolta delle indagini che ha portato dopo 13 anni all'arresto del presunto mandante e del sicario dell'omicidio di Martino Marangia, costruttore edile di 50 anni, avvenuto a Pulsano il 14 ottobre 2013. Una frase che ha consentito di riaprire indagini ormai chiuse, di arricchirle di nuovi elementi fino a chiedere e ottenere la custodia cautelare in carcere per il 59enne Mimmo Campo di San Giorgio, ritenuto l'esecutore materiale, e per il 59enne Anselmo Venere, figura di spicco della criminalit&agrave; ionica e individuato come l'uomo che avrebbe dato l'ordine di eliminare Marangia.</p> <p>A pronunciare quella frase &egrave; stato uno degli uomini pi&ugrave; vicini e fidati di Venere, uno di quelli che per gli investigatori non solo riceveva ordini e direttive dal capo mentre si trovava in carcere, ma eseguiva estorsioni, raccoglieva fondi per le spese legali e contribuiva a sostenere la sua detenzione. Per i pubblici ministeri Milto De Nozza della Direzione distrettuale Antimafia di Lecce e Francesca Colaci della procura ionica, che hanno coordinato l'inchiesta condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri agli ordini del maggiore Gennaro De Gabriele e del capitano Vito De Cesare, quella frase &egrave; una chiave di volta: viene pronunciata in riferimento a un'estorsione fatta da Venere ai danni di un imprenditore di Pulsano che aveva sporto denuncia e associata una ipotetica reazione di Venere verso quest'ultimo come accaduto &laquo;con quello&raquo;. Per gli inquirenti &laquo;quello&raquo; &egrave; proprio Martino Marangi, l'uomo che ne 2010 aveva affrontato senza paura Venere e dopo averlo disarmato di un coltello, lo aveva addirittura ferito. Uno smacco al prestigio criminale di Venere che doveva, secondo le logiche della malavita, essere lavato col sangue. Anche a distanza di tempo. Il delitto, infatti, viene commesso, circa tre anni dopo: &laquo;un omicidio alla scordata&raquo; come ha sottolineato il comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Antonio Marinucci. Una gragnola di colpi di pistola quando il 50enne stava rincasando.</p> <p>Gi&agrave; allora le indagini che si erano da subito concentrate su Venere, ma gli elementi raccolti all'epoca non consentirono di formare prove concrete per sostenere l'accusa nei suoi confronti. Ma il 25 aprile 2024, quando viene pronunciata la frase &laquo;Perch&eacute;, come ha fatto con quello&hellip; non lo pu&ograve; fare con questo?&raquo;, al situazione &egrave; diversa. Gli investigatori hanno gi&agrave; acquisito le dichiarazioni rese da Vito Mandrillo, pulsanese e collaboratore di giustizia che ha contribuito a smantellare il clan Agosta di cui &egrave; stato parte attiva, e quelle di Giorgio Tocci, un collaboratore di giustizia &ldquo;di fatto&rdquo; le cui parole sono state determinanti per l'arresto di un grande narcotrafficante come Marcello Lucchese di San Giorgio nel blitz &ldquo;Taros 2&rdquo;. Ed &egrave; proprio quest'ultimo a svelare che Mimmo Campo, detto &ldquo;Campiceddu&rdquo;, gli ha raccontato di aver eseguito quell'omicidio su richiesta di Venere. Tocci dichiara ancora che Campo quella sera indossava una tuta integrale plastificata, caschetto da lavoro ed una calzamaglia nastrata all&rsquo;altezza della gola: precauzioni estreme per non lasciare tracce. Ma c'&egrave; di pi&ugrave;. Tocci rivale anche che per crearsi un alibi, quella sera, Venere si rec&ograve; a San Giorgio e trascorse la serata nel locale di Lucchese che gli offr&igrave; la sua protezione.</p> <p>E cos&igrave; vengono cos&igrave; piazzate delle microspie e contemporaneamente avviati nuovi interrogatori. E dalle intercettazioni emergono quelli che per gli investigatori sono &ldquo;riscontri&rdquo;, conferme all'ipotesi accusatoria. Come il fatto che Venere indottrini le persone convocate dai carabinieri: &laquo;Tu devi fare le dichiarazioni che ti sto dicendo io&raquo; dice senza mezzi termini. Oppure che Campo subito dopo l'interrogatorio della moglie sia andato a cercare Tocci per ribadire di essere estraneo a un omicidio.</p> <p>Per il gip Alcide Maritati, per&ograve;, non ci sono dubbi: &laquo;Marangia &ndash; scrive il magistrato nelle 84 pagine del provvedimento - non doveva essere semplicemente eliminato per l&rsquo;affronto commesso ai danni del Venere, ma doveva essere ucciso con modalit&agrave; tali che tutti dovevano sapere cosa accade a chi osa fare un affronto e che nessuno si pu&ograve; sottrarre ad uno sgarbo commesso ai danni del Venere&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Castellaneta, aggredisce e picchia la convivente: arrestato in flagranza di reato 42enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1959787/castellaneta-aggredisce-e-picchia-la-convivente-arrestato-in-flagranza-di-reato-42enne.html</link>
      <description>E' stata la donna a telefonare ai carabinieri segnalando l'ennesima aggressione avvenuta all’interno dell’abitazione. La 40enne è stata trasportata in ospedale e medicata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>castellaneta</category>
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 11:04:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 42 anni &egrave; stato arrestato in flagranza dai carabinieri a Castellaneta con l&rsquo;accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente. </p> <p>L&rsquo;intervento &egrave; scattato nella notte dopo una richiesta di aiuto da parte della donna, una 40enne, che ha segnalato un&rsquo;aggressione avvenuta all&rsquo;interno dell&rsquo;abitazione condivisa. I militari della stazione locale, supportati dall&rsquo;Aliquota Radiomobile della Compagnia, sono intervenuti tempestivamente riscontrando una situazione di forte criticit&agrave;. </p> <p>All&rsquo;arrivo, i carabinieri hanno accertato i segni evidenti delle violenze subite dalla vittima. Nel corso degli accertamenti, la donna ha riferito anche di precedenti episodi di maltrattamenti durante la convivenza, mai denunciati in passato. La 40enne &egrave; stata soccorsa e trasportata all&rsquo;ospedale &laquo;San Pio&raquo; di Castellaneta, dove &egrave; stata medicata per le lesioni riportate, giudicate non gravi.  Sulla base degli elementi raccolti nell&rsquo;immediatezza dei fatti, per il 42enne &egrave; scattato l&rsquo;arresto in flagranza.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, Stadio Iacovone: dopo i Giochi del Mediterraneo la gestione andrà ai privati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1959181/taranto-parco-urbano-e-stadio-jacovone-dopo-i-giochi-del-mediterraneo-la-gestione-andra-ai-privati.html</link>
      <description>Anche per il parco urbano. Il Comune cerca una soluzione per gli impianti realizzati o ristrutturati in occasione della manifestazione sportiva di agosto</description>
      <author>Valentina Castellaneta</author>
      <category>jacovone,stadio jacovone</category>
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      <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:43:20 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Ci sono gi&agrave; delle manifestazioni d&rsquo;interesse per la gestione dello stadio Iacovone e per il Parco urbano sportivo&raquo;. A dirlo &egrave; stato il direttore generale del Comune di Taranto, Marco Lesto, confermando che il mercato si sta gi&agrave; muovendo. L&rsquo;amministrazione comunale, preoccupata per i costi degli imponenti impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo che si terranno dal 21 agosto al 3 settembre, sta gi&agrave; progettando il &laquo;day after&raquo;. Per lo stadio Erasmo Iacovone, infatti, &egrave; gi&agrave; pervenuta una manifestazione d&rsquo;interesse con proposta di project financing da parte della Ss Taranto. Parallelamente per il nascente Parco urbano sportivo &egrave; stata la societ&agrave; Mediterraneo a presentare una proposta.</p> <p>L&rsquo;obiettivo dichiarato dal Comune &egrave; chiaro: individuare operatori privati subito dopo la fine dei Giochi. La necessit&agrave; &egrave; garantire continuit&agrave; e sostenibilit&agrave; economica alle strutture. &laquo;Subito dopo i Giochi - ha dichiarato Lesto - vogliamo chiudere le procedure e individuare operatori privati&raquo;.</p> <p>L&rsquo;amministrazione comunale ha avviato un percorso condiviso su l&rsquo;utilizzo futuro delle strutture. Ieri durante il primo incontro &egrave; stata ribadita la volont&agrave; di trovare una strategia condivisa perch&eacute; gli impianti sportivi diventino una &laquo;leva di sviluppo duratura per il territorio&raquo;, come ha sostenuto il sindaco Piero Bitetti. L&rsquo;idea &egrave; cercare nuovi modelli gestionali e possibili schemi di partenariato pubblico-privato per la gestione dei costosi impianti. &laquo;Il Comune - ha detto Bitetti - non pu&ograve; permettersi di gestire direttamente gli impianti, quindi stiamo facendo valutazioni che possano attirare gli investimenti da parte dei privati o una co-partecipazione. Il nostro intento &egrave; farli funzionare, di renderli fruibili, di metterli a disposizione della collettivit&agrave;, puntando al know-how e alla promozione del settore sportivo. Non vogliamo assolutamente sottrarre le strutture alle associazioni sportive&raquo;.</p> <p>A fare il punto della situazione &egrave; stato l&rsquo;ingegnere Silvio Scarcella, coordinatore della struttura commissariale guidata da Massimo Ferrarese, che, durante l&rsquo;incontro tecnico, ha illustrato lo stato di avanzamento delle grandi opere destinate a lasciare un&rsquo;eredit&agrave; duratura al territorio. L&rsquo;impegno economico per il solo Comune di Taranto &egrave; imponente: circa 163 milioni di euro. Una cifra che non copre solo le grandi infrastrutture, ma anche interventi capillari come la ristrutturazione del Pala Mazzola, del campo sportivo di Talsano e il restyling di Villa Peripato.</p> <p>&laquo;L&rsquo;intervento pi&ugrave; importante - ha detto Scarcella - riguarda lo stadio Iacovone che sar&agrave; certificato per la Serie B e rispetter&agrave; i parametri Uefa 1&raquo;. Lo stadio, oltre ad essere integralmente coperto, avr&agrave; un nuovo sistema di illuminazione integrato che permetter&agrave; l&rsquo;eliminazione delle vecchie torri faro. Saranno installati due maxi schermi da 16x10 metri e un impianto audio di ultima generazione. Prevista un&rsquo;area hospitality per 150 persone, 8 nuovi bar e spogliatoi moderni.</p> <p>&laquo;Lo Stadio del Nuoto - ha aggiunto Scarcella - disporr&agrave; di due vasche (una da dieci e una da otto corsie) con una capienza di 2mila posti, rendendo l&rsquo;impianto idoneo per campionati mondiali e qualificazioni olimpiche&raquo;. Poi c&rsquo;&egrave; il Pala Ricciardi che per Scarcella sar&agrave; &laquo;il campo indoor di atletica pi&ugrave; a sud d&rsquo;Italia, con 1.500 posti a sedere&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Torna l'Uno Maggio a Taranto, sul palco Francesca Albanese: parlerà della Palestina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958966/torna-l-uno-maggio-a-taranto-sul-palco-francesca-albanese-parlera-della-palestina.html</link>
      <description>La relatrice speciale dell’Onu ospite del comitato dei «Cittadini liberi e pensanti»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>uno maggio taranto,francesca albanese</category>
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 19:56:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il primo ospite della XIII edizione di Uno Maggio Taranto Libero e Pensante &egrave; Francesca Albanese che ha accolto l&rsquo;invito del Comitato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti e dei direttori artistici di Uno Maggio Taranto, Michele Riondino, Antonio Diodato e Roy Paci (affiancati quest&rsquo;anno da Valentina Petrini): la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati il prossimo 1 maggio interverr&agrave; dal palco allestito nel parco archeologico delle mura greche intitolato a Massimo Battista. </p> <p>&laquo;L'uso della tortura psicologica e fisica da parte di Israele contro i palestinesi non &egrave; eccezionale, n&eacute; meramente punitivo: &egrave; strategico, deliberato ed &egrave; parte integrante del genocidio&raquo;: questo - ricordano gli organizzatori - &egrave; solo uno stralcio dell&rsquo;ultimo rapporto presentato a marzo scorso da Albanese che chiama alla responsabilit&agrave; i governi del mondo e ciascuno di noi in difesa del popolo palestinese e del diritto internazionale. </p> <p>Con &laquo;la certezza - aggiungono - di dare lo spazio dovuto ad una delle voci pi&ugrave; incisive di questo drammatico momento storico, Uno Maggio Taranto Libero e Pensante 2026 ha scelto e voluto con forza proporre al suo pubblico la voce di Francesca Albanese. Il concertone dal 2013 unisce musica, attivismo e denuncia sui temi del diritto alla salute e del lavoro. L&rsquo;unica anticipazione al momento del cast degli artisti riguarda la presenza della band Si Boom Voil&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Ancora un operaio morto sul lavoro: ecco chi era Domenico di Ponzio, 38enne colpito da un palo della luce nel cimitero di Taranto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958836/ancora-un-operaio-morto-sul-lavoro-ecco-chi-era-roberto-di-ponzio-38enne-colpito-da-un-palo-della-luce-nel-cimitero-di-taranto.html</link>
      <description>Originario del territorio tarantino, l’operaio era impegnato da tempo nel settore dei lavori pubblici e manutentivi, attività che svolgeva per conto della ditta incaricata degli interventi nell’area interessata da lavori di riqualificazione</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>roberto di ponzio,morto,taranto,operaio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958836/ancora-un-operaio-morto-sul-lavoro-ecco-chi-era-roberto-di-ponzio-38enne-colpito-da-un-palo-della-luce-nel-cimitero-di-taranto.html</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 17:21:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="249" data-end="579">Aveva 38 anni Domenico Di Ponzio, l&rsquo;operaio morto questa mattina a Taranto in un incidente sul lavoro avvenuto nel cimitero di San Brunone, nel quartiere Tamburi. L&rsquo;uomo, dipendente della ditta Tec Gen srl, &egrave; rimasto vittima di un grave incidente mentre era impegnato in attivit&agrave; lavorative legate alla manutenzione degli impianti.</p> <p data-start="581" data-end="902">Secondo una prima ricostruzione, un palo sarebbe improvvisamente caduto, probabilmente a causa delle condizioni meteo avverse, colpendolo in pieno mentre si trovava su una gru. L&rsquo;impatto si &egrave; rivelato fatale e i soccorritori del 118, insieme a carabinieri e Spesal, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.</p> <p data-start="904" data-end="1036">La vittima &egrave; stata raggiunta dai primi soccorsi direttamente sul luogo dell&rsquo;incidente, ma per il 38enne non c&rsquo;&egrave; stato nulla da fare.</p> <p data-start="1038" data-end="1492">La tragedia si inserisce in un contesto gi&agrave; segnato da altri gravi episodi sul lavoro nel Tarantino. Lo scorso 12 gennaio, nell&rsquo;area dell&rsquo;ex Ilva, aveva perso la vita il 46enne Claudio Salamida, precipitato durante un&rsquo;attivit&agrave; di controllo su un impianto. Pi&ugrave; recentemente, a inizio marzo, un altro operaio, Loris Costantino, 36 anni, era morto dopo essere precipitato da un&rsquo;altezza di circa dieci metri sempre all&rsquo;interno dello stabilimento siderurgico.</p> <p data-start="1494" data-end="1737">Sulla vicenda di Domenico Di Ponzio &egrave; intervenuto anche il pubblico ministero di turno, Raffaele Casto, che ha disposto gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell&rsquo;incidente e verificare eventuali profili di responsabilit&agrave;.</p> <p data-start="1739" data-end="1854">Una nuova morte sul lavoro che riaccende l&rsquo;attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri della provincia ionica.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, morì per malattia da esposizione all'amianto: un milione di euro agli eredi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958832/taranto-mori-per-malattia-da-esposizione-all-amianto-un-milione-di-euro-agli-eredi.html</link>
      <description>Vittima un operaio dell’indotto dell'Arsenale di Taranto. Condannato il ministero della Difesa</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,arsenale,amianto,morto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958832/taranto-mori-per-malattia-da-esposizione-all-amianto-un-milione-di-euro-agli-eredi.html</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 16:45:46 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Maxi risarcimento dal ministero della Difesa agli eredi di un lavoratore dell&rsquo;indotto dell&rsquo;Arsenale della Marina Militare di Taranto, deceduto dopo un tumore ai polmoni legato all&rsquo;esposizione ad amianto e ad altre sostanze nocive. Il Tribunale di Lecce ha condannato il dicastero al pagamento di circa 800mila euro in favore del coniuge e dei figli, riconoscendo la responsabilit&agrave; per la mancata tutela della salute del lavoratore. </p> <p>La decisione si aggiunge a quella gi&agrave; emessa nel novembre 2023 dal Tribunale di Taranto, in funzione di giudice del lavoro, che aveva disposto un risarcimento di circa 200mila euro per le sofferenze patite dal lavoratore durante la malattia, portando cos&igrave; il totale complessivo a circa un milione di euro.  Il caso si inserisce in un contesto noto sul territorio ionico, segnato da numerose vicende legate all&rsquo;esposizione professionale a sostanze pericolose. </p> <p>&laquo;Con sentenza del novembre 2023 - ricorda l&rsquo;avv. Giuseppe Mastrocinque, che ha difeso i congiunti del lavoratore - il Tribunale di Taranto aveva gi&agrave; ritenuto il ministero della Difesa responsabile per non aver garantito un ambiente di lavoro salubre e per non aver informato e protetto il lavoratore dai rischi derivanti dall&rsquo;esposizione a sostanze nocive. La sentenza del Tribunale di Lecce ha confermato le responsabilit&agrave;. Sono decisioni che riaffermano l&rsquo;equiparazione del diritto alla salute dei dipendenti dell&rsquo;indotto a quello dei lavoratori alle dirette dipendenze del ministero&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, maxi operazione nel mar Piccolo: sequestrati oltre 50 quintali di cozze</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958599/taranto-maxi-operazione-nel-mar-piccolo-sequestrati-oltre-50-quintali-di-cozze.html</link>
      <description>Oltre 50 quintali di prodotto privo di tracciabilità, a rischio per la salute. Il primo controllo è scattato su una banchina del secondo seno del Mar Piccolo, il resto a bordo di imbarcazioni ormeggiate</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>cozze,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958599/taranto-maxi-operazione-nel-mar-piccolo-sequestrati-oltre-50-quintali-di-cozze.html</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 16:23:46 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Maxi sequestro di mitili nel Mar Piccolo di Taranto. Durante un&rsquo;attivit&agrave; mirata di vigilanza, i militari della Capitaneria di porto-Guardia costiera, con il supporto del Servizio veterinario della Asl, hanno sequestrato oltre 50 quintali di prodotto privo di tracciabilit&agrave;. Il primo controllo &egrave; scattato su una banchina del secondo seno del Mar Piccolo, dove sono stati rinvenuti circa 21 quintali di mitili senza documentazione attestante la provenienza. Le verifiche sono poi proseguite nelle aree circostanti, consentendo di individuare ulteriori quantitativi a bordo di imbarcazioni ormeggiate, per un totale complessivo di circa 50 quintali, tutti riconducibili a movimentazioni non tracciate.</p> <p>I mitili, potenzialmente pericolosi per la salute, sono stati sottoposti a sequestro in quanto non era possibile comprovarne l'assenza di contaminazione da diossine, PCB o altre sostanze nocive. L&rsquo;operazione si inserisce nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; di controllo a tutela della salute pubblica. Le autorit&agrave; ribadiscono che &laquo;i prodotti ittici destinati al consumo devono provenire esclusivamente da canali autorizzati, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie lungo l&rsquo;intera filiera, dalla raccolta fino alla vendita&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, no alla alla privatizzazione per il mercato ortofrutticolo all'ingrosso</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958717/taranto-no-alla-alla-privatizzazione-per-il-mercato-ortofrutticolo-all-ingrosso.html</link>
      <description>Si allarga il fronte «bipartisan» contro la decisione del Comune riguardo al Me.Ta ubicato in contrada Pantano a Lido Azzurro.</description>
      <author>fabio venere</author>
      <category>taranto</category>
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:51:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Si allarga il fronte della protesta dopo l&rsquo;avvio da parte del Comune di una manifestazione di interesse per valutare la possibilit&agrave; di far gestire ad operatori privati il mercato ortofrutticolo all&rsquo;ingrosso (Me.Ta), ubicato in contrada Pantano a Lido Azzurro. Dunque, ai &ldquo;no&rdquo; secchi di Stano (M5s) e Stellato (Forza Italia) e alle forti perplessit&agrave;, avanzate preraltro dai banchi della maggioranza, di Boshnjaku (Misto), sulla vicenda interviene, opponendosi nettamente, il segretario provinciale del Partito socialista italiano, Paolo Castronovi (per la cronaca, gi&agrave; assessore e consigliere comunale di Taranto). Che, in una nota stampa, afferma: &laquo;La svendita di Taranto non &egrave; sviluppo. &Egrave; abbandono&raquo;.</p> <p>Secondo l&rsquo;esponente socialista, l&rsquo;Amministrazione comunale avrebbe imboccato una &laquo;deriva privatizzatrice&raquo; sistematica, frutto di una precisa scelta ideologica per dismettere il settore pubblico a favore dei privati, lasciando la cittadinanza priva di tutele. Per il Psi, non si tratta di episodi isolati, ma di un &laquo;disegno organico&raquo; per smontare il patrimonio pubblico costruito negli anni con il contributo dei contribuenti. &laquo;Questo schema si chiama con un nome preciso: dismissione del bene comune&raquo;, sottolinea Castronovi.</p> <p>Inoltre, la nota della federazione provinciale del Psi elenca con preoccupazione i settori finiti nel mirino della privatizzazione: Kyma Ambiente, ovvero l&rsquo;azienda che gestisce l&rsquo;igiene urbana, dove il dibattito sulla cessione ai privati metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro e la qualit&agrave; del servizio; asili nido comunali, con l&rsquo;avvio dell&rsquo;iter per due strutture pubbliche viene visto come un attacco al futuro della citt&agrave;, sottraendo servizi educativi al diritto per affidarli alla logica del profitto; e ora, prosegue l&rsquo;esponente socialista, toccherebbe la stessa sorte al Mercato generale Me.Ta, definito un presidio economico fondamentale per l&rsquo;agroalimentare e uno strumento di tutela per i consumatori, ma ora anch&rsquo;esso al vaglio della privatizzazione.</p> <p>&ldquo;Taranto - spiega Castronovi - &egrave; una citt&agrave; che ha gi&agrave; sofferto per decenni a causa dell&rsquo;industria pesante e di crisi economiche profonde; per questo necessita di investimenti pubblici e tutele, non di ulteriori impoverimenti&rdquo;. A fronte di questa situazione, il Psi chiede formalmente: l&rsquo;immediata sospensione di tutti gli iter di privatizzazione in corso; la convocazione di un tavolo pubblico con sindacati, associazioni di categoria e forze politiche; un piano industriale trasparente per Kyma Ambiente che ne garantisca la gestione pubblica e la stabilit&agrave; dei lavoratori; il ritiro degli atti riguardanti gli asili nido e un piano di valorizzazione pubblica per il mercato Me.Ta.</p> <p>Il segretario Castronovi conclude con un monito perentorio all&rsquo;Amministrazione: &laquo;Fermatevi. C&rsquo;&egrave; ancora tempo per tornare a governare nell&rsquo;interesse di Taranto&raquo;. Il Partito socialista assicura che continuer&agrave; a battersi affinch&eacute; i servizi pubblici non vengano ceduti, ma potenziati, mettendo le persone davanti ai bilanci.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, cade un palo della luce per il forte vento: muore sul colpo un operaio di 38 anni. Aperta inchiesta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958602/taranto-cade-un-palo-della-luce-per-il-forte-vento-muore-sul-colpo-un-operaio.html</link>
      <description>Secondo una prima ricostruzione l’uomo stava lavorando quando è stato colpito dal palo che sarebbe improvvisamente caduto probabilmente a causa del forte vento. Sul posto 118 e Spesal</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958602/taranto-cade-un-palo-della-luce-per-il-forte-vento-muore-sul-colpo-un-operaio.html</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:12:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un operaio &egrave; morto questa mattina dopo essere stato colpito da un palo della luce, caduto probabilmente a causa del forte vento, mentre stava eseguendo, su una gru, alcuni interventi a un impianto di illuminazione nei pressi del cimitero San Brunone di Taranto. Secondo una prima ricostruzione l&rsquo;uomo stava lavorando quando &egrave; stato colpito dal palo che sarebbe improvvisamente caduto. L&rsquo;operaio &egrave; morto sul colpo.</p> <p>Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il personale dello Spesal, il Nucleo ispettorato del lavoro e il personale sanitario del 118. Sul luogo dell&rsquo;incidente anche il pubblico ministero di turno, Raffaele Casto.&nbsp;</p> <p>La vittima &egrave; Roberto Di Ponzio, di 38 anni, dipendente della ditta Tec gen srl. L&rsquo;impatto si &egrave; rivelato fatale e i soccorritori intervenuti non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sono in corso gli accertamenti per stabilire l&rsquo;esatta dinamica ed eventuali profili di responsabilit&agrave;.&nbsp;</p> <p>&laquo;Manifestiamo vicinanza e solidariet&agrave; alla famiglia della giovane vittima, mentre aspettiamo di conoscere le cause e l&rsquo;esatta dinamica di questa ennesima tragedia che sconvolge la citt&agrave;, ritenendo improponibile, in questo come in altri casi analoghi, che si possa parlare di motivi accidentali o ancor peggio imprevedibili&raquo;. Lo dichiara Luigi Spinzi, segretario generale Cisl Taranto Brindisi, con riferimento all&rsquo;incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel capoluogo ionico in cui ha perso la vita Roberto Di Ponzio, 38 anni, dipendente di una ditta locale, colpito - secondo una prima ricostruzione - da un palo dell&rsquo;illuminazione pubblica caduto a causa del forte vento mentre operava con una gru nella manutenzione di un impianto nei pressi del cimitero San Brunone.</p> <p>&laquo;In tema di salute e sicurezza sul lavoro continuiamo a misurarci con una vera e propria emergenza nazionale - prosegue Spinzi - che non pu&ograve; prescindere dalla necessit&agrave; di un cambio di passo culturale generalizzato, n&eacute; dalla pressante rivendicazione di pi&ugrave; controlli, di pi&ugrave; responsabilit&agrave; aziendale, di pi&ugrave; personale dell&rsquo;Ispettorato del Lavoro, dell&rsquo;Inps, dell&rsquo;Inail, dello Spesal, delle Forze dell&rsquo;Ordine e, in definitiva, dall&rsquo;applicazione senza eccezioni di norme contrattuali e di leggi che pur esistono&raquo;.</p> <p>La Cisl Taranto Brindisi, conclude il segretario generale, &laquo;continuer&agrave; a tenere alta l&rsquo;attenzione, con le proprie federazioni di categoria, su tutte le questioni legate al lavoro, a qualunque lavoro, da eseguire in sicurezza, esigendo prevenzione, formazione, informazione&raquo;.</p> <h3>APERTA INCHIESTA</h3> <p>La Procura di Taranto ha aperto un&rsquo;inchiesta per fare luce sull'incidente sul lavoro avvenuto questa mattina durante lavori di manutenzione dell&rsquo;illuminazione pubblica nei pressi del cimitero San Brunone di Taranto. Vittima un elettricista di 38 anni, Domenico Di Ponzio (e non Roberto come si era appreso in un primo momento), deceduto dopo essere stato colpito da un palo della luce che, probabilmente a causa del forte vento, si &egrave; staccato dal braccio di una gru. L&rsquo;uomo, a quanto si &egrave; appreso, stava eseguendo interventi di manutenzione per conto di una ditta che aveva ricevuto in subappalto i lavori della pubblica illuminazione commissionati dal Comune di Taranto.</p> <p>La salma si trova nell&rsquo;obitorio dell&rsquo;ospedale Santissima Annunziata e resta a disposizione dell&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria in attesa dell&rsquo;affidamento dell&rsquo;autopsia. Il pm Raffaele Casto ha delegato lo Spesal per gli accertamenti sulla dinamica.</p> <h3>IL CORDOGLIO DEL SINDACO</h3> <p>&laquo;Desidero esprimere a nome mio e dell&rsquo;Amministrazione comunale, il profondo cordoglio per la tragica scomparsa dell&rsquo;operaio deceduto questa mattina in un incidente sul lavoro nei pressi del Cimitero di San Brunone al quartiere Tamburi. Le parole di fronte a questa tragica fatalit&agrave; rischiano di diventare davvero superflue. Le autorit&agrave; competenti sono impegnate per individuare la causa e ricostruire la dinamica del tragico evento. Confido che sapranno, come sempre, chiarire ogni aspetto, anche al fine di accertare eventuali responsabilit&agrave;&raquo;. Lo dichiara il sindaco di Taranto Piero Bitetti commentando l&rsquo;incidente mortale sul lavoro avvenuto questa mattina durante interventi di manutenzione a impianti di illuminazione pubblica nei pressi del cimitero San Brunone di Taranto. A perdere la vita un elettricista di 38 anni, Domenico Di Ponzio.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Pulsano, omicidio Marangia: dopo anni in carcere mandante ed esecutore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1958291/pulsano-omicidio-marangia-dopo-anni-in-carcere-mandante-ed-esecutore.html</link>
      <description>L'accusa è di omicidio volontario dell'imprenditore edile ucciso nel 2013: alla base del delitto ci sarebbe stata una vendetta maturata dopo vecchi contrasti legati a lavori edilizi.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (FRANCESCO CASULA)</author>
      <category>omicidio marangia</category>
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:13:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono finiti in carcere con l&rsquo;accusa di omicidio volontario il 57enne di San Giorgio Cosimo Campo e il 57enne di Pulsano Anselmo Venere ritenuti rispettivamente esecutore materiale e mandante dell&rsquo;omicidio di Martino Marangia, imprenditore edile di 50 anni ucciso il 14 ottobre 2013 a colpi di pistola a Pulsano.</p> <p>I carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto, agli ordini del maggiore Gennaro de Gabriele e del capitano Vito De Cesare hanno notificato poche ore fa l&rsquo;ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Lecce Alcide Maritati. Le indagini, coordinate dai pubblici ministero Milto De Nozza della Direzione distrettuale Antimafia di Lecce e Francesca Colaci della procura ionica, hanno permesso di fare luce sulla vicenda e inquadrare il delitto come una vendetta per una aggressione che Marangia avrebbe messo a segno nei confronti di Venere ben tre anni prima.</p> <p>Nel 2010, infatti, quest&rsquo;ultimo e l&rsquo;imprenditore avrebbero avuto grossi dissidi per alcuni lavori edili nell&rsquo;abitazione di Venere, esponente di spicco della mala pulsanese: alle minacce di quest&rsquo;ultimo, per&ograve;, Marangia avrebbe risposto senza paura e durante una spedizione punitiva organizzata da Venere nei suoi confronti avrebbe anche ferito in modo significativo lo stesso Venere e uno dei suoi uomini.</p> <p>Di qui, secondo quando ricostruito dagli inquirenti, la decisione di Venere di assoldare un sicario come Cosimo Campo che, dietro pagamento, avrebbe portato a termine il delitto.</p> <p>Venere, a dicembre scorso, &egrave; finito al centro di un'inchiesta che lo ha portato in cella: &egrave; ritenuto dagli inquinrenti il vertice di un organizzazione che gestiva le estorsioni nel versante orientale della provincia ionica. ed &egrave; proprio nel corso di quelle indagini che sono emerge intercettazioni che hanno confermato le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che in passato non erano bastate a incriminarlo.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Lo multano per divieto di sosta e aggredisce con violenza 2 vigili: arrestato a Laterza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1957803/lo-multano-per-divieto-di-sosta-e-aggredisce-con-violenza-2-vigili-arrestato-a-laterza.html</link>
      <description>L'uomo dovrà ora rispondere di oltraggio e violenza a pubblico ufficiale. I due agenti feriti sono stati medicati e hanno riportato prognosi rispettivamente di 10 e 15 giorni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>multa,aggressione,laterza,2 vigili</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1957803/lo-multano-per-divieto-di-sosta-e-aggredisce-con-violenza-2-vigili-arrestato-a-laterza.html</guid>
      <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 21:42:24 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Multato per divieto di sosta, reagisce con violenza e aggredisce due vigili urbani, provocando loro lesioni giudicate guaribili in 10 e 15 giorni. &Egrave; accaduto a Laterza, nel Tarantino, dove un uomo &egrave; stato arrestato dopo essere andato in escandescenza a seguito della contravvenzione. </p> <p>Secondo quanto ricostruito, l&rsquo;uomo avrebbe prima contestato il verbale per poi passare all&rsquo;aggressione fisica nei confronti degli agenti della Polizia Locale impegnati nel servizio di controllo del territorio. Sul posto sono intervenuti altri operatori e i carabinieri, che hanno bloccato il responsabile e lo hanno tratto in arresto. L'uomo dovr&agrave; ora rispondere di oltraggio e violenza a pubblico ufficiale. I due agenti feriti sono stati medicati e hanno riportato prognosi rispettivamente di 10 e 15 giorni. </p> <p>In una nota, il Comune di Laterza parla di &laquo;episodio increscioso che ha coinvolto alcuni agenti della Polizia Locale impegnati nello svolgimento del loro servizio&raquo;. Il sindaco Franco Frigiola e l&rsquo;amministrazione comunale "condannano l&rsquo;episodio ed esprimono la pi&ugrave; sincera vicinanza agli agenti coinvolti, augurando loro una pronta guarigione&raquo;, estendendo la solidariet&agrave; a tutta la Polizia Locale e alle forze dell&rsquo;ordine. </p> <p>&laquo;Chi indossa una divisa rappresenta lo Stato e si pone al servizio della comunit&agrave;. Il loro compito, spesso difficile e non sempre compreso, &egrave; garantire il rispetto delle regole e la sicurezza di tutti&raquo;, conclude la nota, richiamando ai valori di legalit&agrave; e rispetto reciproco.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, in Città Vecchia cambiano i parcheggi ma la sosta è un rebus</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1957500/taranto-in-citta-vecchia-cambiano-i-parcheggi-ma-la-sosta-e-un-rebus.html</link>
      <description>Per ora i lavori hanno interessato via Garibaldi e la piazzetta davanti alla parrocchia di San Giuseppe. In seguito toccherà anche a via di Mezzo</description>
      <author>Giovanna Calabrese</author>
      <category>città vecchia,Giovanni Patronelli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1957500/taranto-in-citta-vecchia-cambiano-i-parcheggi-ma-la-sosta-e-un-rebus.html</guid>
      <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:48:59 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dalle decisioni ai fatti: cambiano i parcheggi in Citt&agrave; Vecchia. Dopo la delibera numero 27 del 5 febbraio 2026, sono iniziati i lavori per trasformare le strisce bianche in blu, con l&rsquo;introduzione della sosta a pagamento anche nell&rsquo;area dell&rsquo;&ldquo;Isola Madre&rdquo;.</p> <p>Per ora i lavori hanno interessato via Garibaldi e la piazzetta davanti alla parrocchia di San Giuseppe. In seguito toccher&agrave; anche a via di Mezzo. Come spiegato dall&rsquo;assessore all&rsquo;Urbanistica Giovanni Patronelli, &laquo;l&rsquo;intervento fa parte di un piano pi&ugrave; ampio che prevede anche una diversa sistemazione dei parcheggi, passando dalla disposizione &ldquo;a cassonetto&rdquo; a quella &ldquo;a pettine&rdquo;. Nello stesso provvedimento &egrave; inclusa anche la regolamentazione dei parcheggi a strisce blu nella citt&agrave; vecchia&raquo;.</p> <p>L&rsquo;obiettivo &egrave; estendere le strisce a pagamento in tutta la zona e, secondo l&rsquo;assessore, si tratta anche di una risposta alle richieste arrivate dai residenti. Patronelli sottolinea inoltre che la scelta punta a favorire la rotazione dei veicoli nelle aree centrali, incentivando l&rsquo;utilizzo del parcheggio di piazzale Democrate e della navetta. Non &egrave; per&ograve; dello stesso avviso la presidente del comitato quartiere &ldquo;Citt&agrave; Vecchia&rdquo;, Annarita Casula Milfa: &laquo;La richiesta dei residenti non era quella di avere le strisce blu, ma dei posti riservati esclusivamente ai residenti. Non parliamo di assegnazioni individuali, ma di stalli dedicati, che &egrave; una cosa ben diversa dalle strisce a pagamento&raquo;. Casula Milfa fa inoltre riferimento all&rsquo;esperienza di Bari, sostenendo che &laquo;nelle ultime delibere del Comune sono stati previsti stalli esclusivi per i residenti&raquo;.</p> <p>In Citt&agrave; Vecchia, il tema della regolamentazione della sosta non &egrave; nuovo e riguarda soprattutto la richiesta, gi&agrave; emersa nel tempo, di stalli riservati ai residenti, pi&ugrave; che la semplice presenza delle strisce bianche o blu. Infatti, la presidente del comitato &ldquo;Citt&agrave; Vecchia&rdquo; aggiunge che, a suo avviso, la proposta di introdurre stalli riservati ai residenti non sarebbe stata accolta dal sindaco Piero Bitetti, che avrebbe scelto di mantenere l&rsquo;impostazione basata sul sistema delle strisce blu e sulla regolazione generale della sosta. Ma il nodo della questione riguarda anche le modalit&agrave; di avvio dei lavori. &laquo;Nessuno ci ha avvisato che sarebbero iniziati gli interventi - sottolinea Annarita Casula Milfa - in pi&ugrave; non ci sono neanche i parchimetri per pagare. I lavori sono stati anche fatti in maniera improvvisata: una macchina parcheggiata su una strada dove un piccolo tratto di stallo &egrave; bianco e l&rsquo;altra met&agrave; &egrave; blu&raquo;. Infatti, per poter rendere pienamente operativo il nuovo sistema, &egrave; necessaria anche l&rsquo;installazione della segnaletica verticale, al momento ancora non presente. L&rsquo;assessore all&rsquo;Urbanistica Giovanni Patronelli chiarisce che le strisce blu saranno completate progressivamente e che, fino al completamento della segnaletica verticale, il sistema non sar&agrave; pienamente operativo e non verranno emesse sanzioni. &laquo;Sono stati informati anche gli agenti della polizia locale&raquo;, afferma Patronelli. &Egrave; prevista inoltre l&rsquo;installazione di cinque parchimetri per il pagamento della sosta. &laquo;Una volta che i lavori saranno conclusi e completata l&rsquo;intera operazione - conclude l&rsquo;assessore -, informeremo i residenti cos&igrave; potranno procedere con la richiesta dei pass&raquo;. I cittadini, quindi, dovranno aspettare la fine dei lavori prima di poter richiedere i permessi.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Abbandonato nel bosco di Crispiano, fu ritrovato senza vita: chieste due condanne per la morte di Margheriti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1956354/abbandonato-nel-bosco-di-crispiano-fu-ritrovato-senza-vita-chieste-due-condanne-per-la-morte-di-margheriti.html</link>
      <description>La mattina del 3 dicembre i due amici della vittima, secondo l'accusa, avrebbero abbandonato l'uomo consapevoli non solo che il 51enne non avesse conoscenza della zona dove si trovavano, ma anche che fosse in uno stato di salute delicato</description>
      <category>Fedelino Margheriti,Torre Santa Susanna,Marzia Castiglia</category>
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      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 14:54:49 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; di 4 anni la richiesta di condanna per i due uomini finiti a processo per la morte di Fedelino Margheriti, il 51enne di Torre Santa Susanna che il 5 dicembre 2021 fu ritrovato privo di vita nelle campagne di Crispiano dopo due giorni di ricerche. Sotto accusa sono finiti infatti i due amici con cui nei giorni precedenti al ritrovamento del corpo, Margheriti si era recato nelle campagne alla ricerca di funghi: morte come conseguenza di altro reato &egrave; l'accusa mossa dal sostituto procuratore della Repubblica Marzia Castiglia che ieri mattina ha discusso dinanzi alla Corte d'assise, presieduta dal giudice Fulvia Misserini e a latere Loredana Galasso, che nella prossima udienza dovr&agrave; emettere il verdetto. Dopo l'accusa la parol&egrave; passata alle parti civili e ai difensori degli imputati, gli avvocati Raffaele Missere e Giuseppe Sorio, che hanno invece chiesto l'assoluzione per entrambi.</p> <p>La mattina del 3 dicembre, infatti, i due amici della vittima, secondo l'accusa, avrebbero abbandonato l'uomo nel bosco non vedendolo ricomparire nel luogo in cui si erano dati appuntamento per tornare a casa: per il pm Castiglia, infatti, la responsabilit&agrave; dei due uomini sta nel fatto di aver scelto di andare via e lasciare il compagno nel bosco nonostante fossero consapevoli che il 51enne non avesse conoscenza della zona &ldquo;Pentima rossa&rdquo; dove si trovavano. Non solo. Per l'accusa i due erano perfettamente a conoscenza del fatto che non solo l'uomo non avesse con s&eacute; il cellulare, ma si trovasse anche in uno stato di salute delicato. Gli imputati, quindi, decisero di tornare a casa senza nemmeno dare l'allarme alle autorit&agrave; rispetto alla scomparsa dell'uomo.</p> <p>Le ricerche del 51enne cominciarono nel pomeriggio del 3 dicembre dopo la denuncia dei familiari. Il 5 dicembre il corpo del 51enne fu individuato da alcuni vigili del fuoco: l'autopsia condotta dal medico legale Marcello Chironi evidenzi&ograve; che l'uomo era deceduto per arresto cardiaco dovuto a un'alterazione del ritmo cardiaco generata dallo stress psicofisico subito per la perdita dell'orientamento.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Ex Ilva, Jindal tenta di conquistare Taranto: «Il Governo prenda presto una decisione»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1956041/ex-ilva-jindal-tenta-di-conquistare-taranto-il-governo-prenda-presto-una-decisione.html</link>
      <description>Una questione che va oltre l’acciaio. Bitetti ha, infatti, sottolineato che «Taranto non è solo l’Ilva» e che il territorio deve combattere l’isolamento attraverso investimenti diversificati</description>
      <author>Valentina Castellaneta</author>
      <category>ex ilva,bitetti,jindal</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1956041/ex-ilva-jindal-tenta-di-conquistare-taranto-il-governo-prenda-presto-una-decisione.html</guid>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:00:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Un colloquio conoscitivo e non tecnico&raquo;, cos&igrave; il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha definito l&rsquo;incontro con Jindal. Il primo cittadino ieri mattina ha accolto alcuni rappresentanti della famiglia Jindal, in particolare Naveen e Venkatesh, rispettivamente padre e figlio, durante il loro tour istituzionale organizzato dall&rsquo;azienda siderurgica indiana nel territorio. Un incontro lampo e serratissimo, del gruppo indiano interessato all&rsquo;acquisto dell&rsquo;ex Ilva, che ha poi visitato lo stabilimento siderurgico di Taranto.</p> <p>La delegazione &egrave; stata accompagnata dal professore Riccardo Maria Monti, ex presidente dell&rsquo;Ice, Agenzia per la promozione all&rsquo;estero e l&rsquo;internazionalizzazione delle imprese italiane. Un &ldquo;ritorno di fiamma&rdquo; che dura da quasi un decennio. Proprio in questi primi mesi del 2026, il gruppo &egrave; tornato prepotentemente in pole position per l&rsquo;acquisizione di Acciaierie d&rsquo;Italia, dopo il tentativo del 2017 effettuato da un altro ramo della famiglia Jindal. Sempre la famiglia Jindal si &egrave; aggiudicata l&rsquo;acciaieria di Piombino ma anche in questo caso si tratta di un ramo familiare diverso da quello ricevuto ieri mattina a Palazzo di Citt&agrave;. Con il presidente Decaro c&rsquo;&egrave; stato, invece, un contatto telefonico in attesa di un saluto istituzionale da tenersi nella prima occasione utile.</p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand"><b><i>CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA</i></b></a></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Distrugge dati di 72 giornali online: i fari dell’Antimafia su un hacker di Taranto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955810/distrugge-dati-di-72-giornali-online-i-fari-dellantimafia-su-un-hacker-di-taranto.html</link>
      <description>L'uomo di 32 anni è accusato di accesso abusivo ed estorsione</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>taranto,hacker,antimafia,controlli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955810/distrugge-dati-di-72-giornali-online-i-fari-dellantimafia-su-un-hacker-di-taranto.html</guid>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Avrebbe sottratto dati dai server di testate giornalistiche minacciato di venderle nel dark web o di distruggerle. &Egrave; l'accusa mossa dalla Direzione distrettuale Antimafia di Lecce nei confronti di un hacker tarantino di 32 anni a cui nei giorni scorsi &egrave; stato notificato un avviso di conclusione delle indagini. Al termine del'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Milto De Nozza, il 32enne dovr&agrave; rispondere di accesso abusivo ai sistemi informatici, estorsione, danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici aggravati perch&egrave; come detto diverse societ&agrave; prese di mira svolgevano si occupavano di giornalismo, un'attivit&agrave; di interesse pubblico con rilevanza costituzionale.</p> <p>Dagli atti consultati dalla Gazzetta emerge che il tarantino, avrebbe agito in concorso con altri soggetti ancora non identificati, con i quali erano divisi compiti e ruoli nell'ideazione, nella preparazione e nell'esecuzione dei colpi da mettere a segno. Il sistema era semplice, per chi ha competenze particolarmente avanzate nel campo dell'informatica. L'indagato e i suoi complici...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Taranto, far west alle «Case parcheggio»: chiesto il processo per l'omicidio Nigro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955787/taranto-far-west-alle-case-parcheggio-chiesto-il-processo-per-l-omicidio-nigro.html</link>
      <description>Per Caforio a maggio prima udienza preliminare: il 38enne deve rispondere di omicidio, tentato omicidio e lesioni volontarie, con l’aggravante del metodo mafioso oltre che per alcuni reati in materia di armi</description>
      <author>ALESSANDRA CANNETIELLO</author>
      <category>Michele Caforio,Carmelo Nigro,Pietro Caforio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955787/taranto-far-west-alle-case-parcheggio-chiesto-il-processo-per-l-omicidio-nigro.html</guid>
      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:46:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; fissata a maggio l&rsquo;udienza preliminare per il 38enne Michele Caforio, arrestato il 16 luglio dello scorso anno per l&rsquo;omicidio del 45enne Carmelo Nigro, ucciso con un colpo di pistola alla testa durante il far west alle &laquo;Case parcheggio&raquo; nel quartiere Tamburi. Difeso dagli avvocati Franz Pesare e Salvatore Maggio , il 38enne deve rispondere di omicidio, tentato omicidio e lesioni volontarie, con l&rsquo;aggravante del metodo mafioso oltre che per alcuni reati in materia di armi. A chiedere il rinvio a giudizio nei suoi confronti &egrave; stato il pm della Dda di Lecce Milto De Nozza che ha coordinato l&rsquo;inchiesta assieme al sostituto procuratore Salvatore Colella della Procura ionica. Le indagini avrebbero consentito di cristallizzare la sparatoria come il tentativo di lavare l&rsquo;onta dell&rsquo;offesa subita dai Nigro che avevano sminuito il valore criminale e l&rsquo;influenza del gruppo Caforio nel contesto dello spaccio di droga.</p> <p>Quella sera Pietro Caforio, fratello del 38enne, era stato raggiunto proprio da Carmelo Nigro che avrebbe minacciato armato gli avversari offendendo il loro prestigio criminale definendoli &laquo;morti&raquo; o &laquo;falliti&raquo; determinando gli eventi accaduti in seguito. Una lettura confermata dal gip di Taranto Giovanni Caroli e dal giudice Angelo Zizzari di Lecce, ma anche dal tribunale del Riesame (e successivamente anche dai giudici della Cassazione) che nelle motivazioni con cui ha confermato il carcere per l&rsquo;imputato, aveva evidenziato come dalle intercettazioni ambientali avvenute subito dopo i fatti, fosse emerso che &laquo;il compiacimento provato da Caforio per i gravi delitti di sangue da lui compiuti si ricava dalle sue stesse parole &ldquo;Piacere ho provato sul bene di mio figlio proprio! Non l&rsquo;ho fatto mai ma ho provato solo piacere&rdquo;&raquo;. Affermazioni che sempre per il Riesame indicavano che il 38enne si fosse recato sul posto &laquo;non solo per vendicare la morte del fratello ma anche per riprendere il controllo del territorio&raquo;.</p> <p>Quella sera ad aprire per primo il fuoco, uccidendo Pietro Caforio, era stato il 45enne Carmelo Nigro. Poco prima di quel bagno di sangue nella lite era intervenuto Michele Caforio nel tentativo, a suo dire, di sedarla, per poi allontanarsi dai due uomini fino a quando aveva sentito il rumore degli spari. &Egrave; allora, infatti, che sarebbe tornato indietro e dopo aver visto il fratello Pietro esanime avrebbe strappato l&rsquo;arma dalle mani di Nigro uccidendolo con un proiettile alla testa. La sua furia si &egrave; poi indirizzata contro il 21enne Michael Pio Nigro, colpito al collo, e sul 66enne Vincenzo Fago, raggiunto da un colpo di pistola al ginocchio.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, nel quartiere Tamburi spacciavano in una casa popolare occupata abusivamente: tre arresti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955607/taranto-nel-quartiere-tamburi-spacciavano-in-una-casa-popolare-occupata-abusivamente-tre-arresti.html</link>
      <description>Il blitz antidroga dei carabinieri, sequestrate cocaina ed eroina. Arrestati tre uomini, di 27, 53 e 66 anni. Il 66enne era già agli arresti domiciliari per altra causa</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,blitz,droga,tamburi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955607/taranto-nel-quartiere-tamburi-spacciavano-in-una-casa-popolare-occupata-abusivamente-tre-arresti.html</guid>
      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:56:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Blitz antidroga dei carabinieri nel quartiere Tamburi di Taranto, dove &egrave; stata scoperta una base di spaccio all&rsquo;interno di un alloggio popolare occupato abusivamente. Tre uomini, di 27, 53 e 66 anni, sono stati arrestati con le accuse, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e occupazione abusiva di immobile. Il 66enne era gi&agrave; agli arresti domiciliari per altra causa. </p> <p>L&rsquo;operazione ha visto impegnati militari della sezione operativa della compagnia di Taranto e del nucleo investigativo, con il supporto di un elicottero, unit&agrave; cinofile e personale specializzato. Secondo quanto ricostruito, l&rsquo;abitazione, assegnata a una persona deceduta nel 2020, era stata trasformata in una vera base operativa per lo spaccio, dotata anche di sistemi per eludere i controlli delle forze dell&rsquo;ordine. </p> <p>Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati cocaina ed eroina, oltre a denaro contante ritenuto provento dell&rsquo;attivit&agrave; illecita. La droga, che stando ad una prima stima avrebbe potuto fruttare circa 11mila euro, sar&agrave; sottoposta ad analisi, mentre il denaro confluir&agrave; nel Fondo unico giustizia. L'immobile, di propriet&agrave; dell&rsquo;Arca Jonica, &egrave; stato posto sotto sequestro. I tre indagati sono stati trasferiti nel carcere Carmelo Magli.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, schianto tra una moto e un'auto nella borgata di Lama: muore 54enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955090/taranto-schianto-tra-una-moto-e-un-auto-nella-borgata-di-lama-muore-54enne.html</link>
      <description>In via Aleardi, in contrada Tre Fontane. Inutili i tentativi di soccorso: immediato l’intervento dei soccorritori del 118, che hanno provato a rianimare l’uomo per diversi minuti, senza esito</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,incidente mortale,lama</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1955090/taranto-schianto-tra-una-moto-e-un-auto-nella-borgata-di-lama-muore-54enne.html</guid>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 22:20:43 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 54 anni &egrave; morto questa sera nella borgata di Lama, a Taranto, dopo lo scontro tra la moto che stava conducendo e un&rsquo;auto, avvenuto in via Aleardi, in contrada Tre Fontane. La dinamica dell&rsquo;impatto &egrave; ancora in corso di accertamento, ma secondo le prime informazioni il motociclista si sarebbe scontrato con una Bmw in un urto molto violento.</p> <p>Immediato l&rsquo;intervento dei soccorritori del 118, che hanno provato a rianimare l&rsquo;uomo per diversi minuti, senza esito. Il 54enne &egrave; deceduto sul posto a causa delle gravi ferite riportate. Sul luogo dell&rsquo;incidente sono giunti anche gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia locale, che hanno avviato i rilievi per chiarire le cause dello schianto e verificare eventuali responsabilit&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Proroga illecita», sigilli ai Giardini Virgilio di Taranto: sotto accusa un funzionario comunale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1954675/proroga-illecita-sigilli-ai-giardini-virgilio-di-taranto-sotto-accusa-un-funzionario-comunale.html</link>
      <description>L'inchiesta, condotta dai carabinieri del Nas, ha portato al sequestro dell'area esterna dell'esercizio commerciale dove, secondo l'accusa, erano state installate delle strutture senza autorizzazione</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>Raffaele Casto,Giardini Virgilio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1954675/proroga-illecita-sigilli-ai-giardini-virgilio-di-taranto-sotto-accusa-un-funzionario-comunale.html</guid>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:27:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Abusi edilizi e una proroga concessa illecitamente. Sono le accuse mosse dal sostituto procuratore della Repubblica Raffaele Casto nei confronti di tre indagati coinvolti nell'inchiesta sui Giardini Virgilio, l'area comunale gestita dal 2017 dalla &laquo;Sergen Srl&raquo;.</p> <p>L'inchiesta, condotta dai carabinieri del Nas, ha portato al sequestro dell'area esterna dell'esercizio commerciale dove, secondo l'accusa, erano state installate delle strutture senza autorizzazione: tensostrutture e gazebo sotto i quali venivano somministrati cibi e bevande realizzate arbitrariamente da Cosimo Palmisano, 59enne tarantino indicato come amministratore di fatto della societ&agrave; che formalmente era intestata a un suo familiare. Nelle carte dell'inchiesta dei militari, si legge che le contestazioni del Comune per quelle opere sono partite gi&agrave; un anno fa ad aprile 2025: dopo un sopralluogo, infatti, i tecnici del Municipio non solo avevano individuato l'ampliamento illegittimo, ma gli uffici avevano annunciato un ordine di demolizione se non fossero state rimosse. Non solo. Il 22 aprile 2025 era stato anche inviato un preavviso di risoluzione della Convenzione, ma secondo quanto dichiarato agli inquirenti da una dirigente comunale, Palmisano aveva comunicato di avere eliminato gli abusi e aveva anche iniziato a pagare gli arretrati bloccando di fatto la possibilit&agrave; di interruzione del rapporto tra il Comune e la societ&agrave;. Per il pm in realt&agrave; quella dichiarazione era falsa e aveva l'obiettivo di continuare a &laquo;violare con pervicacia pi&ugrave; normative, probabilmente per acquisita consapevolezza di poter approfittare di una certa &ldquo;distrazione/indifferenza&rdquo; degli organi comunali competenti&raquo;.</p> <p>E a proposito di distrazione, un altro episodio &egrave; finito sotto i riflettori della Procura. A novembre 2025, infatti, il funzionario del Comune Giuseppe Cervellera, ha emesso una proroga alla concessione verso la Sergen Srl per i Giardini Viriglio: un atto nel quale sarebbe presente solo la sua firma e non quella della dirigente che invece qualche mese prima aveva inviato il preavviso di risoluzione del contratto. Per il pm Casto si tratta di un atto con il quale Cervellera, difeso dall'avvocato Gaetano Vitale, si sarebbe arrogato una funzione che non gli spettava, ma soprattutto aveva generato un atto che aveva un contenuto in contrasto con gli obiettivi dell'Amministrazione comunale. Cervellera, inoltre, secondo il magistrato, non avrebbe neppure menzionato nel provvedimento che la societ&agrave; convenzionata avesse realizzato opere edilizie abusive sull&rsquo;area comunale.</p> <p>La difesa di Palmisano, rappresentata dall'avvocato Alessandro Scapati, ha gi&agrave; impugnato i provvedimenti della Procura e toccher&agrave; quindi al tribunale del Riesme decidere se confermare o meno il sequestro.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Ego Food Fest 2026, Taranto capitale del Mediterraneo e della gastronomia internazionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1954571/ego-food-fest-tutto-pronto-per-l-ottava-edizione-a-taranto-4-giorni-tra-cucina-cultura-e-formazione.html</link>
      <description>Quattro giorni tra cucina, cultura e formazione. Tra gli appuntamenti, focus sulla cozza tarantina Presidio Slow Food, eventi diffusi in città e una festa finale con concerti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Ego Food Fest</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1954571/ego-food-fest-tutto-pronto-per-l-ottava-edizione-a-taranto-4-giorni-tra-cucina-cultura-e-formazione.html</guid>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:01:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; stata presentata nella sede della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto l&rsquo;ottava edizione di Ego Food Fest, in programma dal 17 al 20 aprile. Quattro giorni tra cucina, cultura e formazione con laboratori, degustazioni e incontri dedicati ai professionisti della ristorazione.&nbsp;</p> <p>Tema dell&rsquo;edizione 2026: &laquo;La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta&raquo;. Attesi protagonisti di rilievo internazionale, tra cui lo chef Enrico Bartolini e Barbara Nappini, insieme a cuochi, pizzaioli e giornalisti. "Questo &egrave; un regalo, un omaggio d&rsquo;amore alla nostra terra&raquo;, ha dichiarato la giornalista e conduttrice televisiva Monica Caradonna, ideatrice della manifestazione, spiegando che &laquo;Ego Food Fest nasce per valorizzare Taranto non solo per le criticit&agrave; ma per le sue bellezze storiche e gastronomiche&raquo;. "Porteremo oltre 170 ospiti e 30 testate giornalistiche per raccontare la Taranto bella&raquo;, ha aggiunto.</p> <p>Tra gli appuntamenti, focus sulla cozza tarantina Presidio Slow Food, eventi diffusi in citt&agrave; e una festa finale con concerti. &laquo;&Egrave; un&rsquo;opportunit&agrave; di crescita e di formazione, con 25 masterclass dedicate al mondo enogastronomico&raquo;, ha sottolineato Caradonna.</p> <p>Anche quest&rsquo;anno nel&nbsp;weekend&nbsp;EGO Food Fest propone, nella centralissima&nbsp;Villa Peripato&nbsp;di Taranto, una&nbsp;grande festa popolare con due serate&nbsp;(ingresso gratuito e degustazioni a pagamento) entrambe dedicate alla&nbsp;pizza, simbolo globale di condivisione, con&nbsp;70 maestri pizzaioli,&nbsp;50 pugliesi e 20 dal resto d&rsquo;Italia, che animeranno un viaggio nel gusto tra impasti contemporanei e ingredienti identitari, accompagnati dalla musica dal vivo gratuita:&nbsp;sabato 18 aprile&nbsp;si esibiranno in concerto i Vega80, mentre&nbsp;domenica 19 aprile&nbsp;ci sar&agrave; spettacolo musicale di Angelo Mellone e la sua band.</p> <p>Soddisfazione anche dal presidente della Camera di Commercio Vincenzo Cesareo: &laquo;Siamo lieti di essere nell&rsquo;organizzazione con l'ideatrice Monica Caradonna per questa iniziativa di grande successo. Portiamo il mondo a Taranto, con le eccellenze della cultura enogastronomica, in un momento importante anche in vista dei Giochi del Mediterraneo&raquo;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Martina Franca, scoperta una discarica abusiva di liquami, rifiuti agricoli e carcasse di animali: denunciato allevatore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1954501/martina-franca-scoperta-una-discarica-abusiva-di-liquami-rifiuti-agricoli-e-carcasse-di-animali-denunciato-allevatore.html</link>
      <description>L’allevatore avrebbe inoltre impiegato un lavoratore straniero clandestino e assoldato in nero</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>discarica abusiva,allevatore denunciato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1954501/martina-franca-scoperta-una-discarica-abusiva-di-liquami-rifiuti-agricoli-e-carcasse-di-animali-denunciato-allevatore.html</guid>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 11:36:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">I carabinieri forestali di Martina Franca e Mottola hanno denunciato il titolare di un allevamento bovino martinese. L&rsquo;allevatore, in una depressione naturale e mediante ulteriori scavi, avrebbe realizzato una vera e propria discarica abusiva di liquami zootecnici, assieme a rifiuti agricoli e carcasse di animali in putrefazione.<u></u><u></u></p> <p style="font-weight: 400;">I liquami, attraverso l&rsquo;impluvio di un corso d&rsquo;acqua episodico, finivano (addirittura attraversando anche una strada provinciale) all&rsquo;interno di terreni aperti, formando dei veri e proprio laghetti nauseabondi. All&rsquo;arrivo i militari si sono trovati dinanzi a concimaie ormai colme e strabordanti.<u></u></p> <p style="font-weight: 400;">Il controllo da parte dei veterinari sul benessere degli animali e sull&rsquo;identificazione, ha portato inoltre ad emettere una serie di prescrizioni tra le quali il blocco della movimentazione in entrata e uscita dei capi avicoli, bovini ed equini per mancato rispetto dei requisiti di identificazione e registrazione.<u></u><u></u></p> <p style="font-weight: 400;">I carabinieri hanno dunque messo i sigilli alle concimaie e ad un&rsquo;area di circa 1.800 metri quadri, denunciando all&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria l&rsquo;allevatore, contestandogli la realizzazione di una presunta discarica abusiva di rifiuti speciali, costituiti da circa 850 metri cubi di effluenti di allevamento sia palabili, sia liquidi, da rifiuti agricoli e carcasse di animali e la modifica dello stato dei luoghi dal punto di vista urbanistico e paesaggistico.<u></u><u></u></p> <p style="font-weight: 400;">L&rsquo;allevatore avrebbe inoltre impiegato nel lavoro di governo degli animali e pulizia dei locali un lavoratore straniero clandestino e assoldato in nero.&nbsp;<u></u></p> <p style="font-weight: 400;">L'allevatore &egrave; stato denunciato per i reati ambientali e per il favoreggiamento dell&rsquo;immigrazione clandestina e il lavoratore straniero &egrave; stato denunciato per essersi trattenuto sul territorio italiano con il permesso di soggiorno scaduto.<u></u><u></u></p> <p style="font-weight: 400;"></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Fuga di gas all'ex Ilva di Taranto, Acciaierie: «Era una simulazione interforze»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1953702/fuga-di-gas-all-ex-ilva-di-taranto-acciaierie-era-una-simulazione-interforze.html</link>
      <description>«Manovre di messa in sicurezza e gestione soccorsi in linea con procedure esistenti»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,ex ilva</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1953702/fuga-di-gas-all-ex-ilva-di-taranto-acciaierie-era-una-simulazione-interforze.html</guid>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:50:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Con riferimento ad alcune informazioni allarmistiche su presunte reali fughe di gas diffuse via social network nella giornata di oggi&raquo;, Acciaierie d&rsquo;Italia in As precisa che questa mattina nell&rsquo;area Cokeria dello stabilimento siderurgico di Taranto, &laquo;in applicazione del programma annuale delle simulazioni interforze di emergenza previste dal piano interno&raquo;, &egrave; stata eseguita la simulazione dello scenario &laquo;rilascio grave di gas coke da tubazione su linea di adduzione gas alle batterie 11/12&raquo;. </p> <p>L&rsquo;azienda aggiunge che &laquo;le simulazioni periodiche hanno la funzione di preparare i lavoratori e i responsabili dei servizi di soccorso sanitario, di vigilanza e dei vigili del fuoco aziendali a reagire in modo corretto al verificarsi di eventi riconducibili agli scenari simulati e di verificare, in linea con le previsioni normative, la loro preparazione, l&rsquo;idoneit&agrave; dei presidi di emergenza e il raggiungimento degli obiettivi previsti dai piani di emergenza&raquo;. </p> <p>Per queste ragioni &laquo;il personale viene chiamato, senza preavviso, a intervenire nella simulazione, applicando manovre di messa in sicurezza e gestione dei soccorsi in linea con le procedure esistenti. Nel corso di un anno - conclude la societ&agrave; - vengono eseguite circa 50 simulazioni della solo tipologia interforze&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Assalto al bancomat a Torricella: la tecnica della marmotta non funziona, banda in fuga senza bottino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1953527/assalto-al-bancomat-a-torricella-la-tecnica-della-marmotta-non-funziona-banda-in-fuga-senza-bottino.html</link>
      <description>Intorno alle 3 ignoti hanno fatto esplodere cariche per aprire l’ATM del Monte dei Paschi di Siena. Si sarebbero poi allontanati a bordo di un’Alfa Romeo, facendo perdere le proprie tracce</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>torricella,bancomat</category>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 16:08:50 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Assalto nella notte a uno sportello bancomat in piazza Monumento, a Torricella. Intorno alle 3 ignoti, utilizzando la cosiddetta tecnica della "marmotta&raquo;, hanno fatto esplodere cariche per aprire l&rsquo;ATM del Monte dei Paschi di Siena senza per&ograve; riuscire a impossessarsi del denaro. Due forti deflagrazioni hanno svegliato i residenti, provocando danni all&rsquo;area circostante. I malviventi, almeno quattro secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero allontanati a bordo di un&rsquo;Alfa Romeo, facendo perdere le proprie tracce.</p> <p>La struttura, ritenuta datata, avrebbe resistito all&rsquo;esplosione impedendo l&rsquo;accesso alla cassaforte.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Sava, competenti per territorio, insieme agli artificieri dell&rsquo;Arma, che hanno messo in sicurezza l&rsquo;area e avviato i rilievi. Presenti anche gli agenti della Polizia Locale. Acquisite le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Manduria.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Lama, per la vendetta contro il bodyguard chiusa l’inchiesta: due indagati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1953413/lama-per-la-vendetta-contro-il-bodyguard-chiusa-linchiesta-due-indagati.html</link>
      <description>L’agguato fu una risposta a una lite avuta alcuni giorni prima dinanzi a un locale. Sotto accusa oltre al giovane pistolero anche il padre che avrebbe nascosto la pistola</description>
      <author>ALESSANDRA CANNETIELLO</author>
      <category>lama</category>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:09:10 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; indagato con l&rsquo;accusa di aver nascosto l&rsquo;arma utilizzata dal figlio - il 20enne Silvano Birmano - nel tentato omicidio di bodyguard avvenuto a Lama lo scorso 14 settembre, il 49enne Antonio Birmano. L&rsquo;uomo, infatti, secondo la ricostruzione dell&rsquo;accusa, aveva custodito la pistola dopo la sparatoria per farla poi ritrovare in seguito agli inquirenti alcune settimane dopo l&rsquo;agguato. &Egrave; quanto emerge dall&rsquo;avviso di conclusione delle indagini notificato alcuni giorni fa dal pubblico ministero Raffaele Casto che ha ereditato il fascicolo di inchiesta dal sostituto procuratore Vittoria Petronella.</p> <p>Difesi entrambi dagli avvocati Marino Galeandro e Giuseppe D&rsquo;Ippolito, il 20enne &egrave; accusato non solo di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti ma anche di detenzione e porto in luogo pubblico di un&rsquo;arma clandestina: una semiautomatica calibro 9 modificata che avrebbe acquistato (rispondendo per questo anche di ricettazione) da un contatto di Massafra da lui indicato nel corso dell&rsquo;udienza di convalida con il gip Francesco Maccagnano. Proprio durante l&rsquo;interrogatorio con il gip Maccagnano, il 20enne aveva ammesso le proprie responsabilit&agrave; sostenendo di aver agito per &laquo;dare una lezione&raquo; per l&rsquo;umiliazione subita qualche tempo prima dal 33enne.</p> <p>Di porto in luogo pubblico, detenzione di arma clandestina e ricettazione risponde inoltre il 49enne che, come detto, avrebbe custodito la pistola utilizzata dal figlio Silvano nel commettere quella spedizione armata.</p> <p>Attualmente ai domiciliari, Silvano Birmano era stato arrestato dai carabinieri di Taranto a pochi giorni dalla sparatoria: le attivit&agrave; investigative dei militari dell&rsquo;Arma si erano fin da subito concentrate sull&rsquo;acquisizione di alcuni elementi indiziari, tra cui le videocamere di sorveglianza presenti nella zona che avevano mostrato i momenti immediatamente successivi al ferimento immortalando il percorso effettuato dal 20enne. Come anticipato l&rsquo;agguato sarebbe stato l&rsquo;epilogo di un diverbio avvenuto tra l&rsquo;indagato e il 33enne nelle settimane precedenti. Una spedizione punitiva per una lite avvenuta in un locale notturno. Dopo aver seguito in sella a un motociclo la vittima mentre rincasava a bordo della sua moto e in compagnia di un&rsquo;altra persona fortunatamente rimasta illesa, Silvano Birmano si era affiancato ai due uomini e secondo l&rsquo;accusa avrebbe esploso tre colpi di pistola, uno dei quali aveva raggiunto e ferito il 33enne provocandogli una lesione al bacino.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Marina di Ginosa, chiede soldi a un prete e poi lo aggredisce per rapinarlo: arrestato 62enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1953188/marina-di-ginosa-chiede-soldi-a-un-prete-e-poi-lo-aggredisce-per-rapinarlo-arrestato-62enne.html</link>
      <description>La tentata rapina si è consumata in casa del sacerdote. Il 62enne, un uomo del posto, si trova adesso ai domiciliari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>rapina,sacerdote,62enne arrestato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1953188/marina-di-ginosa-chiede-soldi-a-un-prete-e-poi-lo-aggredisce-per-rapinarlo-arrestato-62enne.html</guid>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 09:38:43 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Notte movimentata quella di qualche giorno fa a Marina di Ginosa, dove i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un 62enne del posto, presunto responsabile di tentata rapina e lesioni personali ai danni di un prete in pensione.</p> <p>L&rsquo;episodio si &egrave; verificato all&rsquo;interno dell&rsquo;abitazione della vittima, che ha richiesto l&rsquo;intervento delle forze dell&rsquo;ordine dopo essere stata aggredita. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il 62enne si sarebbe presentato dal sacerdote chiedendo del denaro e, al rifiuto opposto da quest&rsquo;ultimo, avrebbe reagito con violenza, tentando di impossessarsi del portafoglio e strattonando la vittima fino a farla cadere a terra.</p> <p>Dopo l&rsquo;aggressione l&rsquo;uomo si &egrave; dato alla fuga, ma grazie alla descrizione del prete (che conosceva l'aggressore) &egrave; stato rintracciato poco dopo presso la propria abitazione e arrestato.</p> <p>Sul posto &egrave; intervenuto anche il personale sanitario del 118, che ha prestato le prime cure al sacerdote per le lesioni riportate durante l&rsquo;aggressione. Le sue condizioni non sono gravi. L'uomo si trova agli arresti domiciliari.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Ex Ilva, ecco il piano di Flacks: «Posti di lavoro tutelati»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952470/ex-ilva-ecco-il-piano-di-flacks-posti-di-lavoro-tutelati.html</link>
      <description>Sei milioni di tonnellate di acciaio l’anno dal 2030, livelli occupazionali invariati</description>
      <author>Mimmo Mazza</author>
      <category>ex ilva,flacks,taranto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952470/ex-ilva-ecco-il-piano-di-flacks-posti-di-lavoro-tutelati.html</guid>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il gruppo Flacks non molla la presa sull&rsquo;ex Ilva. Mentre proseguono call e contatti tra i commissari di Ilva in As e Acciaierie d&rsquo;Italia e il gruppo indiano Jindal per meglio capire la proposta di realizzare nei fatti una mini Ilva (un solo forno elettrico da 2 milioni di tonnellate di acciaio l&rsquo;anno e 4mila dipendenti), gli americani continuano ad attendere una convocazione dal governo per discutere nel merito e dal vivo, senza ricorrere pi&ugrave; alla via epistolare.</p> <p>La <i>Gazzetta</i> ha avuto la possibilit&agrave; di consultare la presentazione del piano aziendale per Acciaierie d&rsquo;Italia redatto da Flacks, una strategia completa che delinea la crescita futura e le opportunit&agrave;.</p> <p>Il gruppo sottolinea di avere nel team membri che hanno ricoperto ruoli di alto livello in importanti industrie siderurgiche nei mercati Ue e Usa, con competenza operativa degli stabilimenti siderurgici, inclusi il riavvio della produzione e la vendita di asset.</p> <p>La strategia di decarbonizzazione si concentra sui forni ad arco elettrico a basse emissioni per sostituire gli altiforni tradizionali, in linea con gli standard ambientali. Obiettivo di produzione di acciaio (nel 2030): 6 milioni di tonnellate l&rsquo;anno, 4 delle quali da forno elettrico con mitigazione del rischio di sovracapacit&agrave; e funzionamento continuo di un altoforno tradizionale da 2 milioni di tonnellate l&rsquo;anno per garantire una produzione di ghisa vergine di alta qualit&agrave;...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, l'altolà della Regione alla raffineria Eni: «Riduca subito le emissioni»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952471/taranto-alt-alla-raffineria-riduca-subito-le-emissioni.html</link>
      <description>Il presidente Decaro chiede il riesame dell’Aia dopo che il petrolchimico aveva chiesto di aspettare fino al 2038</description>
      <author>Mimmo Mazza</author>
      <category>taranto,eni,raffineria</category>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 05:49:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha depositato istanza di riesame del provvedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciato all&rsquo;Eni per la raffineria di Taranto nel marzo del 2018) allo scopo di conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni prescritti nel rapporto di valutazione del danno sanitario dell&rsquo;anno 2024, avendo come riferimento il contributo tecnico trasmesso dalle Agenzie regionali e dall&rsquo;Asl di Taranto.</p> <p>L&rsquo;istanza &egrave; stata inviata al direttore generale della direzione generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica e per conoscenza all&rsquo;assessora regionale all&rsquo;Ambiente e al Clima, ad Arpa Puglia, all&rsquo;Aress Puglia, all&rsquo;Asl, al Comune e alla Provincia di Taranto oltre che naturalmente alla stessa Eni.</p> <p>La premessa essenziale dalla quale &egrave; partito il neo governatore &egrave; la delibera con quale il 10 marzo dell&rsquo;anno scorso, la Giunta regionale ha preso atto del &laquo;Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario nell&rsquo;area di Taranto ai sensi della L.R. n. 21/2012&raquo; redatto da Arpa Puglia, Aress Puglia e Asl di Taranto&rdquo;, che ha portato il dipartimento ambiente, paesaggio e qualit&agrave; urbana della Regione Puglia, nonch&eacute; sempre Arpa Puglia, Aress Puglia ed Asl Taranto ad invitare i gestori degli stabilimenti ricadenti nell&rsquo;area industriale di Taranto a varare il piano di riduzione contenente le misure e gli interventi da attuare per il conseguimento degli obiettivi di riduzione prescritti nel rapporto di valutazione del danno sanitario.</p> <p>In particolare, il rapporto in questione si conclude con la &laquo;conferma di una criticit&agrave; per l&rsquo;area di Taranto&raquo; con tutte le implicazioni normative relative sia alle autorizzazioni esistenti che ai nuovi stabilimenti, a migliore tutela della salute e dell&rsquo;ambiente.</p> <p>Cos&igrave;, il 13 giugno dell&rsquo;anno scorso, il dipartimento ambiente della Regione Puglia ha diffidato il gestore Eni &laquo;a presentare, entro 30 giorni dalla notifica della presente, il piano di riduzione contenente le misure e gli interventi da attuare per il conseguimento degli obiettivi di riduzione prescritti nel rapporto di valutazione danno sanitario per Taranto dell&rsquo;anno 2024, per la successiva valutazione ed approvazione da parte di Arpa, Aress e Asl&raquo;.</p> <p>L&rsquo;Eni dal canto suo ha rappresentato la disponibilit&agrave; ad individuare come piano di intervento, &laquo;la riduzione dei valori dei valori limite di esposizione per parametri CrIV, Arsenico, Cobalto, Nichel presso il camino E3 da concretizzare nel prossimo riesame della vigente Autorizzazione Integrata Ambientale&raquo;. Una risposta positiva, insomma, nella sostanza ma con tempi per&ograve; molto dilatata tanto che a ottobre scorso Arpa, Aress e Asl hanno precisato che &laquo;l&rsquo;eventuale procedura di riesame dovrebbe essere attivata non appena possibile e non alla scadenza dell&rsquo;attuale autorizzazione, fissata al 2034&raquo;. Ovvero tra 8 anni.</p> <p>Il dipartimento ambiente della Regione Puglia ha cos&igrave; invitato le Agenzie regionali e la Asl di Taranto a stabilire i criteri con i quali assegnare all&rsquo;Eni &laquo;obiettivi di riduzione proporzionati al contributo specifico&raquo;.</p> <p>Lo scorso 13 febbraio si &egrave; svolta una riunione al fine di determinare l&rsquo;obiettivo di riduzione delle emissioni dello stabilimento Eni utile a formulare istanza di riesame dell&rsquo;Aia alla competente Direzione del Ministero dell&rsquo;Ambiente, trasmettendo poi una relazione inerente l&rsquo;ipotesi di obiettivi di riduzione delle emissioni dello stabilimento in questione.</p> <p>D&rsquo;altronde il rapporto di valutazione del danno sanitario dell&rsquo;area di Taranto ha evidenziato un rischio sanitario residuo inaccettabile, fornendo indicazioni su inquinanti critici, sorgenti industriali e quote di rischio associate. Sulla base di tali evidenze, la relazione in questione ha individuato la quota di abbattimento che l&rsquo;azienda Eni &egrave; tenuta a garantire, in misura proporzionale al proprio contributo emissivo. Nelle conclusioni la relazione recita &laquo;al fine di garantire la massima tutela, si propone di applicare, in via cautelativa, il fattore di riduzione pi&ugrave; restrittivo (-36%) all&rsquo;intera sommatoria dei metalli As+Cr(VI)+Co+Ni (come previsti dall&rsquo;autorizzazione vigente). Tale approccio, improntato ai principi di precauzione e di prevenzione del danno alla fonte, consentirebbe di soddisfare simultaneamente i requisiti di abbattimento sia per il gruppo As-Ni-Co, sia per il cromo esavalente (Cr VI)&raquo;.</p> <p>Ecco, dunque, il motivo che ha spinto il presidente Decaro a chiedere la revisione dell&rsquo;Aia rilasciata alla raffineria di Taranto e aprire un nuovo fronte ambientale nella citt&agrave; dei due mari e delle tante sorgenti emissive.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Castellaneta Marina, travolti dall'auto dopo una lite: sei giovani feriti, uno è grave</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952469/castellaneta-marina-travolti-dall-auto-dopo-una-lite-sei-giovani-feriti-uno-e-grave.html</link>
      <description>L'episodio nel pomeriggio di Pasquetta all'esterno di una villa: il conducente dell'auto si è costituito</description>
      <author>Dario Benedetto e Francesco Casula</author>
      <category>castellaneta,incidente</category>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; stavo individuato ieri mattina, quando si &egrave; recato al Pronto Soccorso, il presunto responsabile dell&rsquo;investimento con l&rsquo;auto di numerosi giovanissimi dopo una lite: una strage sfiorata a Castellaneta Marina nel pomeriggio di Pasquetta che al momento conta almeno sei feriti di cui uno in prognosi riservata.</p> <p>Il conducente del mezzo &egrave; un giovane residente a Palagiano, che tra le 17:30 e le 18 di luned&igrave; scorso ha falciato sei giovanissimi, di et&agrave; compresa tra i 16 e i 20 anni.</p> <p>Il gruppo di amici, tutti residenti a Castellaneta, in quel momento sostava nei pressi di una villa privata di via Michael Collins, dove stava trascorrendo la Pasquetta. Stando al racconto di testimoni, tra alcuni dei giovanissimi e l&rsquo;autista del veicolo sarebbero volate parole pesanti per futili motivi: i ragazzi avrebbero invitato pi&ugrave; volte l&rsquo;uomo ad allontanarsi da quella strada, quest&rsquo;ultimo, secondo le testimonianze, avrebbe fatto l&rsquo;esatto contrario accendendo l&rsquo;auto e travolgendo l&rsquo;intero gruppo. Una volta resosi conto di quanto caduto, per&ograve;, il conducente del mezzo ha abbandonato l&rsquo;auto e si &egrave; allontanato a piedi. Alle forze dell&rsquo;ordine, nelle scorse ore, ha spiegato di essere stato accerchiato dal gruppo di giovani e di aver ingranato la marcia solo per difendersi da una probabile aggressione...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Veraleaks denuncia: «Fumo nero da cokerie dell'ex Ilva di Taranto, impianti da fermare»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952343/veraleaks-denuncia-fumo-nero-da-cokerie-dell-ex-ilva-di-taranto-impianti-da-fermare.html</link>
      <description>Secondo fonti aziendali è un fenomeno durato pochi minuti per via della manutenzione elettrica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>fumo nero,veraleaks,taranto,ex ilva</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952343/veraleaks-denuncia-fumo-nero-da-cokerie-dell-ex-ilva-di-taranto-impianti-da-fermare.html</guid>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:43:14 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Questa mattina alle 9.30 in una batteria delle cokerie dello stabilimento ex Ilva Acciaierie d&rsquo;Italia di Taranto &egrave; scattato l&rsquo;allarme per una anomalia del processo produttivo sulla linea sottoprodotti, di seguito si &egrave; sollevato fumo nero molto denso sia da un camino asservito alla cokeria che dall&rsquo;area bassa dell&rsquo;impianto, quindi fumo non convogliato&raquo;. </p> <p>E&rsquo; quanto denuncia l&rsquo;attivit&agrave; Luciano Manna di Veraleaks, per il quale &laquo;questo ulteriore episodio rappresenta un serio problema di sicurezza causato da impianti che non possono pi&ugrave; proseguire nella produzione, pertanto per la sicurezza dei cittadini e degli operai vanno assolutamente fermati&raquo;. </p> <p>Da fonti vicine all&rsquo;azienda si apprende che &laquo;il fenomeno &egrave; durato pochissimi minuti&raquo; e sarebbe stato &laquo;causato da una manutenzione elettrica in corso&raquo;. Le cokerie attualmente sono "ferme per manutenzione&raquo; e &laquo;non si registrano conseguenze&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Taranto, dopo i Riti un giro tra i crateri delle strade: ecco la città «colabrodo»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952229/taranto-dopo-i-riti-un-giro-tra-i-crateri-delle-strade-ecco-la-citta-colabrodo.html</link>
      <description>I rischi da Salinella a Paolo VI e dai Tamburi alla Città vecchia</description>
      <author>Giovanna Calabrese</author>
      <category>taranto</category>
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      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:01:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Strade ridotte a veri e propri crateri segnano diversi quartieri della citt&agrave;, dai Tamburi a Paolo VI, passando per Salinella fino alla Citt&agrave; Vecchia.</p> <p>Negli ultimi mesi Taranto si &egrave; trasformata in un grande cantiere a cielo aperto, con lavori in corso in ogni angolo della citt&agrave;. Complice il maltempo e le forti piogge, molti degli interventi realizzati si deteriorano rapidamente, rendendo necessario un costante lavoro di verifica e manutenzione. Alessio Procida, l&rsquo;emergency and disaster manager di Pista spiega: &laquo;Con il coordinamento dell&rsquo;ente controlliamo ogni giorno i cantieri e, quando riscontriamo danni, avviamo l&rsquo;iter di diffida verso le aziende responsabili, affinch&eacute; provvedano al corretto ripristino. In caso di mancato intervento, il Comune agisce direttamente, rivalendosi poi sui responsabili. Su cinque casi abbiamo gi&agrave; la certezza che le diffide non sono state rispettate. I lavori di ripristino partiranno subito dopo le festivit&agrave; pasquali&raquo;.</p> <p>Il disagio per i cittadini e per gli automobilisti &egrave; evidente. Tra crateri, rattoppi improvvisati, muoversi diventa difficile e pericoloso. Tonia Nigri, residente ai Tamburi, racconta: &laquo;Taranto sembra un cantiere continuo. Tra via Orsini e via Ludovico De Vincentis non si riesce pi&ugrave; a camminare: l&rsquo;altro giorno sono caduta, e come me pu&ograve; succedere a chiunque. Non si tratta di semplici buche, ma di veri crateri che rendono pericoloso muoversi anche a piedi&raquo;.</p> <p>Non &egrave; solo un problema di mobilit&agrave;, ma anche di sicurezza. Massimo Cassano, del quartiere Paolo VI e parte del gruppo &ldquo;Per un quartiere migliore&rdquo;, segnala: &laquo;Con i lavori in corso, tra Brt e interventi dell&rsquo;acquedotto, spesso si interviene in modo superficiale: si chiude con un po&rsquo; di asfalto e poi si va via, senza controlli adeguati. Il risultato &egrave; un manto stradale in condizioni critiche, con rischi concreti per automobilisti, motociclisti e pedoni&raquo;. Cassano sottolinea come la situazione sia particolarmente delicata in arterie principali e strade interne: &laquo;Da via R. Murri a corso Bruno Buozzi e nelle vie interne il manto stradale &egrave; fortemente compromesso. Le ambulanze, le auto e le moto devono fare attenzione ad ogni spostamento, e non c&rsquo;&egrave; quasi controllo sullo stato finale dei lavori&raquo;.</p> <p>Anche nella Citt&agrave; Vecchia la situazione non migliora. Daniela Sgro racconta: &laquo;Tra cantieri e crateri, avvallamenti e disagi, ci sono persino tubi che spuntano dall&rsquo;asfalto. Muoversi diventa pericoloso, sia a piedi che in macchina, e con le piogge la situazione peggiora ulteriormente&raquo;.</p> <p>In zona Salinella, la situazione non &egrave; da meno. Francesco Lattanzi dichiara &laquo;Il quartiere sar&agrave; protagonista dei Giochi del Mediterraneo, ma come ci presenteremo? In alcune zone mancano persino i marciapiedi, come in via Carlo Belli, in via Lago Alimini Grande e Piccolo tra strada dissestata e discarica. La mia domanda &egrave;: quando l&rsquo;evento sar&agrave; terminato, le infrastrutture realizzate saranno davvero custodite ? I fatti, al momento, dimostrano altro&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Castellaneta, bracciante perde l’uso delle gambe: indagini dello Spesal sui soccorsi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952230/castellaneta-bracciante-perde-luso-delle-gambe-indagini-dello-spesal-sui-soccorsi.html</link>
      <description>La testimonianza di un collega: «Caricato a mano su un furgone». La procura di Taranto nel frattempo ha aperto un fascicolo di indagine per lesioni gravi: nel registro degli indagati è finito al momento il titolare dell'azienda agricola.</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>castellaneta</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952230/castellaneta-bracciante-perde-luso-delle-gambe-indagini-dello-spesal-sui-soccorsi.html</guid>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:59:04 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Nessuno ha chiamato i soccorsi, ma un furgone 9 posti su cui il bracciante agricolo - ferito in un incidente nelle campagne di Castellaneta e che ora rischia di perdere l'uso delle gambe &ndash; &egrave; stato caricato &ldquo;a mano&rdquo; per essere condotto in ospedale. &Egrave; quanto emerge dalle prime testimonianze ascoltate dai tecnici dello Spesal che stanno indagando su quanto avvenuto il 29 marzo scorso in un'azienda agricola del versante occidentale della provincia. Il 30enne, di origini bengalesi, era impegnato a caricare i &ldquo;teli&rdquo; utilizzati per la copertura delle vigne su un camion: un'operazione che, visto il peso delle strutture, di solito richiede l'imepgno di quattro persone, ma quella domenica mattina a sistemare quei pesi, resi ancora pi&ugrave; rigidi e viscidi dalla copiosa pioggia caduta nei giorni precedenti, erano in tre. Al lavoro, infatti, c'erano la vittima, un collega e il titolare dell'azienza.</p> <p>Una volta sistemati i teli i tre sono saliti a bordo del mezzo, ma si sono accorti che alcuni sporgevano dal mezzo e cos&igrave; hanno deciso di risistemarli in sicurezza. Il 30enne &egrave; salito sul carico, mentre il datore di lavoro ha sciolto i &ldquo;nastri di sicurezza&rdquo; che bloccava il carico: a causa dei teli bagnati, per&ograve;, il 30enne ha perso l'equilibrio ed &egrave; caduto sull'asfalto. In quel momento, purtroppo, a causa della mancanza di blocchi, uno dei pesanti teli gli &egrave; precipitato addosso colpendolo alla testa e alla schiena. Il datore di lavoro e il collega lo hanno immediatamente spostato per accertarsi delle sue condizioni e poi il titolare dell'azienda ha chiamato con il suo telefono una persona che ha raggiunto il luogo circa 20 minuti pi&ugrave; tardi secondo le testimonianze. A quel punto il ferito &egrave; stato caricato a bordo: preso per le mani e le gambe dai presenti. Secondo i medici del &ldquo;San Pio&rdquo; che lo hanno immediatamente sottoposto a una serie di accertamenti, il 30enne ha riportato lesioni a una vertebra e anche al midollo. La ferita come detto avrebbe quindi avuto ripercussioni anche sul sistema nervoso e compromesso l'uso delle gambe.</p> <p>Sul posto sono intervenuti poco dopo gli investigatori dello Spesal che hanno sequestrato il mezzo sul quale l'uomo stava lavorando e avviato una serie di verifiche. Il 30enne &egrave; un richiedente asilo con un regolare permesso di soggiorno e un contratto di lavoro, che secondo alcune fonti, era in scadenza: le attivit&agrave; di verifica degli inquirenti si stanno concentrando sulla dinamica dell'incidente e sul rispetto delle norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro.</p> <p>Il lavoratore non &egrave; fortunatamente in pericolo di vita, ma la prognosi resta al momento riservata: i medici stanno infatti monitorando le sue condizioni di salute e cercando di fare il possibile per evitare che l'episodio possa arrecare danni permanenti.</p> <p>La procura di Taranto nel frattempo ha aperto un fascicolo di indagine per lesioni gravi: nel registro degli indagati &egrave; finito al momento il titolare dell'azienda agricola.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, canili e soccorso dei randagi: affidati gli appalti per 1,7 milioni di euro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952227/taranto-canili-e-soccorso-dei-randagi-affidati-gli-appalti-per-1-7-mln.html</link>
      <description>In Municipio chiuse le procedure di assegnazione. Il servizio è stato suddiviso in due lotti: gestione dei rifugi comunali e assistenza medica d’urgenza per i randagi del territorio</description>
      <author>FABIO VENERE</author>
      <category>canile</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952227/taranto-canili-e-soccorso-dei-randagi-affidati-gli-appalti-per-1-7-mln.html</guid>
      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:25:21 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Cura degli amici a quattro zampe, conclusa la procedura di gara da oltre 1,7 milioni di euro.</p> <p>In particolare, il servizio &egrave; stato suddiviso in due lotti: gestione dei rifugi comunali e assistenza medica d&rsquo;urgenza per i randagi del territorio.</p> <p>Nei giorni scorsi, infatti, &egrave; stato compiuto un passo decisivo per la gestione del randagismo e la tutela degli animali d&rsquo;affezione nel territorio di Taranto.</p> <p>Il Comune ha ufficialmente concluso la procedura per l&rsquo;affidamento dei servizi di ricovero, custodia e assistenza veterinaria, per un valore complessivo a base d&rsquo;asta che superava il milione e settecentomila euro.</p> <p>L&rsquo;appalto, aggiudicato formalmente il 23 marzo scorso, &egrave; stato articolato in due lotti distinti per garantire una gestione specialistica sia delle strutture di accoglienza che delle emergenze sanitarie.</p> <p>Il primo lotto riguardava i servizi inerenti la gestione operativa dei canili di propriet&agrave; comunale, comprensivi di custodia e mantenimento degli animali.</p> <p>Per questa tranche, l&rsquo;importo fissato dal bando come base di gara era di 833mila 606 euro. Ad aggiudicarsi il servizio &egrave; stata la societ&agrave; Mediterranea srl, che ha presentato un&rsquo;offerta di 791mila 925 euro garantendo cos&igrave; un risparmio per le casse comunali pur assicurando la continuit&agrave; di un servizio essenziale per il decoro e la sicurezza pubblica.</p> <p>Il secondo lotto, di natura strettamente sanitaria, &egrave; focalizzato sull&rsquo;espletamento del servizio di pronto soccorso veterinario e delle prestazioni sanitarie connesse per cani e gatti randagi rinvenuti sul territorio comunale. Si tratta di un servizio fondamentale per garantire interventi tempestivi in caso di incidenti o malattie gravi, che colpiscono gli animali senza padrone. La base di gara per questo lotto era fissata a 900mila euro; mentre l&rsquo;aggiudicazione &egrave; andata alla Clinica veterinaria San Raphael srl, con un importo di aggiudicazione pari a 877mila 500 euro. L&rsquo;intera operazione finanziaria mette in campo risorse importanti, per un totale aggiudicato di circa 1,6 milioni di euro, a fronte di una base d&rsquo;asta complessiva di 1 milione 733mila euro.</p> <p>L&rsquo;assegnazione definitiva a operatori specializzati come Mediterranea e Clinica San Raphael mira a stabilizzare i servizi di welfare animale, spesso al centro delle cronache per le difficolt&agrave; gestionali. Con la chiusura di questo iter burocratico, l&rsquo;Amministrazione comunale di Taranto punta, almeno nelle intenzioni, a offrire standard qualitativi pi&ugrave; elevati nel rapporto tra citt&agrave;, cittadini e animali randagi.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, servono spazi per gli archivi comunali: il Comune cerca immobili in affitto da usare come depositi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1952228/taranto-servono-spazi-per-gli-archivi-comunali-il-comune-cerca-immobili-in-affitto-da-usare-come-depositi.html</link>
      <description>La giunta Bitetti ha dato ufficialmente il via libera a un atto di indirizzo per il reperimento di un immobile in locazione da destinare a depositi archivistici.</description>
      <author>fabio venere</author>
      <category>comune di taranto</category>
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      <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:19:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Caccia a nuovi spazi per la &ldquo;memoria&rdquo; della citt&agrave;. Al via l&rsquo;indagine per il deposito degli archivi comunali.</p> <p>La macchina amministrativa si mette in moto per trovare una nuova &ldquo;casa&rdquo; ai propri documenti.</p> <p>La giunta Bitetti, infatti, ha dato ufficialmente il via libera a un atto di indirizzo per il reperimento di un immobile in locazione da destinare a depositi archivistici. L&rsquo;operazione, illustrata nella riunione dell&rsquo;esecutivo dall&rsquo;assessora al Patrimonio, Federica Stamerra, non &egrave; solo una questione di faldoni e scaffali, ma un tassello importante da inserire nel piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare del Municipio.</p> <p>La decisione nasce da una necessit&agrave; concreta: la mancanza di spazi idonei all&rsquo;interno delle propriet&agrave; comunali. Una ricognizione interna ha, infatti, confermato che nessun immobile di propriet&agrave; dispone attualmente delle caratteristiche tecniche necessarie, come la superficie adeguata o la capacit&agrave; di carico dei solai indispensabile per sostenere il peso degli archivi.</p> <p>Inoltre, la tutela della documentazione non &egrave; opzionale. Secondo la legge, gli archivi degli enti pubblici sono considerati patrimonio culturale nazionale e sono soggetti a tutela automatica. Trovare una sede adatta serve dunque a: garantire la corretta custodia della documentazione e l&rsquo;efficienza dei servizi; rispettare le normative sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione incendi; evitare potenziali sanzioni per cattiva conservazione e assicurare la continuit&agrave; di servizi essenziali come l&rsquo;accesso agli atti e le pratiche edilizie.</p> <p>Il Comune ha fissato dei paletti chiari per l&rsquo;indagine di mercato, che sar&agrave; condotta dalla direzione Patrimonio. L&rsquo;immobile (o gli immobili) ricercato deve possedere determinati requisiti tra cui, ad esempio, la superficie che dev&rsquo;essere non inferiore a 900 metri quadrati e la durata del contratto di locazione (6 anni).</p> <p>L&rsquo;avviso che verr&agrave; pubblicato dal Comune, inoltre, avr&agrave; natura meramente esplorativa e non vincolante: il Municipio si riserva il diritto di valutare la convenienza della prosecuzione dell&rsquo;iniziativa, senza obblighi contrattuali immediati.</p> <p>Sul fronte economico, l&rsquo;Amministrazione punta alla massima efficienza. La scelta della locazione passiva, del resto, &egrave; stata ritenuta preferibile rispetto a costi eccessivi da sostenere per l&rsquo;acquisto o la costruzione di un nuovo edificio, e risulta pi&ugrave; conveniente persino rispetto all&rsquo;esternalizzazione completa dei servizi di archiviazione.</p> <p>Per blindare la spesa, inoltre, sono previsti due passaggi-chiave: il canone proposto sar&agrave; sottoposto al vaglio dell&rsquo;Agenzia delle Entrate - Demanio per certificare che sia in linea con i prezzi di mercato e sul canone, ritenuto congruo, verr&agrave; anche applicata una riduzione del 15 per cento, come previsto dalla normativa vigente per il contenimento della spesa pubblica.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Da Taranto il dono di un antico documento: così riaffiora la storia di un asilo del 1861 di Città di Castello</title>
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      <description>Una donna acquista un antico atto in un mercatino dell’usato e lo invia al Comune: “Tanto dovevo”, il gesto che riporta alla luce le origini della comunità educante tifernate</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>taranto,città di castello,antico documento</category>
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      <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:14:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dal passato riaffiora la storia secolare della comunit&agrave; educante di Citt&agrave; di Castello tornata alla luce grazie al gesto di generosit&agrave; di una signora di Taranto, che ha donato al Comune umbro un documento manoscritto dell&rsquo;ente, in suo possesso, risalente al 1898.</p> <p>Si tratta di un mandato di pagamento a un falegname per la costruzione di 50 panche a due posti per l&rsquo;&laquo;asilo infantile di Citt&agrave; di Castello&raquo;. Da un&rsquo;immediata ricerca nei registri dell&rsquo;archivio storico del Comune di Citt&agrave; di Castello &egrave; emersa l&rsquo;esistenza dell&rsquo;asilo - spiega l&rsquo;ente - gi&agrave; dall&rsquo;anno 1861.</p> <p>La vicenda ha preso vita tra le mani dell&rsquo;assessora ai servizi educativi Letizia Guerri e della responsabile dell&rsquo;ufficio Nidi d&rsquo;infanzia e coordinamento pedagogico Benedetta Vitaloni, alla quale la donatrice ha indirizzato per posta ordinaria il plico contenente l&rsquo;atto. &laquo;Un bellissimo gesto di coscienza civica e civilt&agrave;&raquo;, ha commentato l&rsquo;assessora Guerri. &laquo;Abbiamo potuto stringere tra le nostre mani la testimonianza chiara e suggestiva di quanto la cultura dell&rsquo;infanzia, dell&rsquo;educazione, di una formazione finalizzata alla crescita democratica e alla giustizia sociale abbiano radici profonde e antiche a Citt&agrave; di Castello&raquo;, ha sottolineato Guerri, che, insieme a Vitaloni, ha invitato la signora di Taranto in citt&agrave;.</p> <p>La busta arrivata all&rsquo;ufficio Nidi d&rsquo;infanzia del Comune di Citt&agrave; di Castello, conteneva, anche una lettera della mittente che recitava: &laquo;Comprai anni fa antichi documenti presso un negozio di oggettistica di seconda mano. Credo che abbiano il diritto di tornare presso il comune di appartenenza. Tanto dovevo...&raquo;. Il documento &egrave; un mandato di pagamento con cui il Comune, nella persona del tesoriere Adolfo Maioli, rimbors&ograve; la spesa di 900 lire al signor Vincenzo Innocenti per il lavoro di falegnameria svolto.</p> <p>Dal Regolamento organico del 1866 si apprende che l&rsquo;asilo, costituito da un&rsquo;associazione di cittadini benefattori, accoglieva gratuitamente bambini poveri, orfani, figli di vedove di entrambi i sessi e, dietro pagamento, anche bambini non poveri, battezzati e vaccinati. Si legge poi all&rsquo;art. 27: &laquo;I bambini ammessi saranno trattati con perfetta uguaglianza; a tutti verr&agrave; distribuita al mezzo giorno una abbondante minestra&raquo;. A motivazione dell&rsquo;obiettivo si legge: &laquo;sollevare i figli dall&rsquo;abbetionem e miseria &egrave; preparare una generazione che sia decoro della Patria e d&rsquo;incremento alla civilt&agrave;&raquo;.  E&rsquo; stata anche ritrovata una locandina del 1861 che invitava "il pubblico tifernate&raquo; a una festa da ballo per la raccolta di fondi.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Taranto, la lettera dei sindacati all'arcivescovo Miniero: «Salviamo la Cittadella della Carità»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1950321/taranto-la-lettera-dei-sindacati-all-arcivescovo-miniero-salviamo-la-cittadella-della-carita.html</link>
      <description>La richiesta di incontro urgente di Fp Cgil, Cisl Fp, Fials e Ugl Salute al «“proprietario” della struttura sanitaria» voluta da monsignor Guglielmo Motolese.</description>
      <author>Valentina Castellaneta</author>
      <category>taranto,cittadella della carità</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1950321/taranto-la-lettera-dei-sindacati-all-arcivescovo-miniero-salviamo-la-cittadella-della-carita.html</guid>
      <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 12:44:49 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&Egrave; indirizzata all&rsquo;arcivescovo Miniero &laquo;come &ldquo;proprietario&rdquo; della struttura Cittadella della Carit&agrave;&raquo; la lettera aperta firmata dalle segreterie territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp, Fials e Ugl Salute. La richiesta &egrave; chiara: salvare la struttura sanitaria voluta da monsignor Guglielmo Motolese.</p> <p>Le organizzazioni sindacali, in particolare, lamentano &laquo;carichi di lavoro insopportabili&raquo; per i dipendenti che non percependo gli stipendi con regolarit&agrave; preferiscono rassegnare le dimissioni, cercare lavoro altrove o, addirittura, poter percepire almeno la Naspi. Una fuga che per i sindacalisti &egrave; un segnale &laquo;evidente e plastico dello stato di malessere sempre denunciato&raquo;. Inoltre i rappresentati sindacali continuano a manifestare perplessit&agrave; &laquo;sulla fattibilit&agrave; del piano concordatario e sulla sua stessa capacit&agrave; di garantire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e il futuro della Fondazione&raquo;.</p> <p>&laquo;Sono ormai mesi &ndash; scrivono Cosimo Sardelli, Fp Cgil, Flavia Cirac&igrave;, Cisl Fp, Emiliano Messina, Fiasl e Erika Telmo, Ugl Salute - che anche la puntualit&agrave; nei pagamenti delle retribuzioni dei lavoratori &egrave; venuta meno e si &egrave; ritornati all&rsquo;epoca in cui il pagamento delle retribuzioni era incerto e nebuloso&raquo;. I dipendenti, infatti, non hanno ancora percepito gli stipendi di febbraio e temono di non ricevere neanche quello di marzo. Una situazione che secondo i sindacati si protrae da troppo tempo e ora sembra non avere pi&ugrave; giustificazioni. &laquo;Ci chiediamo &ndash; hanno scritto nella missiva &ndash; quanto ancora le lavoratrici e i lavoratori della Fondazione devono attendere&raquo;. La richiesta al vescovo &egrave; di riprendere in mano le redini della Cittadella al fine di porre in essere senza ritardo tutte le iniziative necessarie a garantirne il futuro. Gi&agrave; a gennaio scorso, i lavoratori si erano radunati in sit-in, lamentando di non ricevere stipendi da tre mesi. Solo con l&rsquo;intervento dell&rsquo;Asl, che aveva pagato le fatture dovute alla struttura sanitaria, la situazione era rientrata. Per le organizzazioni sindacali con i cambi al vertice della Fondazione Cittadella della Carit&agrave;, non sarebbe cambiato nulla. &laquo;Si continua a navigare nella incertezza pi&ugrave; assoluta, tra timidezze, mancate iniziative e silenzi assordanti. Chi ha il compito e il dovere di intervenire e fare chiarezza lo faccia, altrimenti parli chiaramente alla citt&agrave; e ai lavoratori, comunicando le reali intenzioni sul futuro della stessa&raquo;.</p> <p>&laquo;La Cittadella della Carit&agrave; &ndash; aggiungono i segretari territoriali nella lettera al vescovo&ndash; non pu&ograve; e non deve morire Sarebbe un ulteriore sfregio all&rsquo;identit&agrave; collettiva e al futuro di questo territorio. Noi non lo permetteremo e per questo ci rivolgiamo a Lei per chiederLe di riprendere in mano le redini della struttura al fine di porre in essere senza ritardo tutte le iniziative necessarie a garantirne il futuro. Per questo Le chiediamo un incontro urgente per affrontare la questione, nella speranza che il tempo di Pasqua &ndash; tempo di attesa e di speranza &ndash; sia prodromico alla rinascita e alla nuova vita di Cittadella e delle famiglie che da essa traggono sostentamento&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>A Martina Franca la morte della Quarantana chiude il periodo di astinenza pasquale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1950323/a-martina-franca-la-morte-della-quarantana-chiude-il-periodo-di-astinenza-pasquale.html</link>
      <description>In piazza Garibaldi viene sparata la Quarantana, o Quarantena, il bamboccio dalle sembianze di una donna molta anziana da almeno il 1500 la rappresentazione della Quaresima</description>
      <author>Massimiliano Martucci</author>
      <category>quarantana</category>
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      <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 00:51:08 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La Quarantana &egrave; stata sparata, ieri sera, con la doppietta dal cacciatore e poi, mentre era ancora appesa, &egrave; stata bruciata con una lunga mazza impregnata di liquido infiammabile. Il freddo di queste sere di inizio primavera &egrave; stato riscaldato, in una piazza Garibaldi gremita di appassionati e di curiosi, da una sessione di quadriglia, la tradizionale danza meridionale al ritmo di tarantella, che ha anticipato il rito antico della fine della Quaresima. Onorati quelli della fede, la visita ai Sepolcri e la processione dei Misteri, pi&ugrave; istituzionali e forse destinati pi&ugrave; alle &eacute;lite, la morte della Quarantana resta l&rsquo;appuntamento popolare per eccellenza, quando la comunit&agrave; si incontrava per festeggiare finalmente la fine del periodo di penitenza.</p> <p>La Quarantana, o Quarantena, il bamboccio dalle sembianze di una donna molta anziana, &egrave; da almeno il 1500 la rappresentazione della Quaresima, in tutto il mondo cristiano, secondo quanto spiega Eugenio Imbriani, gi&agrave; docente di Antropologia presso l&rsquo;Universit&agrave; del Salento. Secondo la tradizione, trasmessa oralmente, chi si prende la responsabilit&agrave; di acchitarla, deve farlo per almeno sette anni. L&rsquo;associazione Terra Martinae ha raccolto il testimone per la Quarantana in piazza Garibaldi da Vito Colucci, il mitico proprietario del Bar Tripoli. L&rsquo;associazione di anno ad anno aggiunge elementi della tradizione contadina. Il bamboccio viene appeso con i sette alimenti che durante la Quaresima non si mangiano, tutti di origine animale. A Martina Franca &egrave; tradizione appendere anche la grattugia del formaggio. Storicamente si appende anche un&rsquo;arancia con sette piume, che corrispondono alle sette settimane del periodo pasquale. Sette &egrave; un numero ricorrente nelle tradizioni popolari legate al periodo.</p> <p>Il rito, fatto rivivere dall&rsquo;Associazione Culturale Terra Martinae e dagli Amici del Venerd&igrave; di Martina Franca, con la collaborazione della associazione San Giuseppe Onlus e con il patrocinio della Pro Loco e dell&rsquo;Assessorato alle Attivit&agrave; Culturali e allo Spettacolo del Comune di Martina Franca, nonostante le sue potenzialit&agrave; non &egrave; ancora un&rsquo;attrazione per le decine di turisti che in questi giorni passeggiano naso all&rsquo;ins&ugrave; per il vicoli del centro storico martinese. Del resto i volontari che hanno organizzato la fine della Quarantana lo fanno innanzitutto per tenere viva una tradizione, pi&ugrave; che per attirare turisti, mantenendo, nonostante le molte telecamere puntate, una certa genuinit&agrave; che fa di questo uno degli appuntamenti irrinunciabili dei riti quaresimali della Valle d&rsquo;Itria.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Settimana Santa, tutto è compiuto a Taranto: con la «bussata» del troccolante cala il sipario sui Riti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1949747/settimana-santa-tutto-e-compiuto-a-taranto-con-la-bussata-del-troccolante-cala-il-sipario-sui-riti.html</link>
      <description>Negli occhi e nei cuori restano le immagini, le parole del vescovo Ciro Miniero e il suo appello agli ultimi e agli emerginati, alle famiglie degli operai morti</description>
      <author>francesco casula</author>
      <category>Ciro Miniero,portone del carmine,settimana santa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1949747/settimana-santa-tutto-e-compiuto-a-taranto-con-la-bussata-del-troccolante-cala-il-sipario-sui-riti.html</guid>
      <pubDate>Sun, 05 Apr 2026 13:04:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Tre colpi di bordone, il portone del Carmine si spalanca: comincia l'ultimo atto della Settimana santa di Taranto 2026. Il troccolante varca il sagrato entra nel tempio seguito dall'intero corteo dei Misteri: nella chiesa di via D'Aquino i simulacri saranno deposti e riposeranno per un anno in attesa dei Riti 2027. Lacrime e abbracci tra i partecipanti, ma anche tra le migliaia di persone che hanno assistito all'appuntamento che si rinnova dal 1978. Le marce funebri risuonano in piazza Giovanni XXIII e accompagnano l'ingresso delle otto statue e anche quando il portone si chiude, le note di &ldquo;Ione&rdquo; continuano ad andare: la piazza si svuota velocemente e la citt&agrave; si prepara per la Pasqua.</p> <p>Negli occhi e nei cuori restano le immagini, le parole del vescovo Ciro Miniero e il suo appello agli ultimi e agli emerginati, alle famiglie degli operai morti. Loris Costantino e Caludio Salamida, nei due incidenti nell'ex Ilva di Taranto tra gennaio e marzo. Parole che hanno scosso le coscienze dei tarantini assiepati tra Giovedi eVenerdi tra il pendio san Domenico e via D'Aquino. E poi le parole dell'operatore umanitario Gennaro Giudetti e il suo invito alla preghiera perch&egrave; la pace torni a trionfare nei tanti teatri di conflitto. E poi le parole del Governatore Antonio Decaro affascinato dalla religiosit&agrave; popolare ionica che si &egrave; detto onorato di aver condiviso questo momento con la citt&agrave; dei due mari.</p> <p>Alle loro, nel pomeriggio di ieri, si sono aggiunte le parole del sindaco Piero Bitetti che ha ribadito come &laquo;Oltre ogni retorica, la citt&agrave; vive questo gesto come un momento di altissimo valore spirituale che chiude una tre giorni che ogni anno rinnova il nostro senso di appartenenza ad una comunit&agrave;. I Riti della Settimana Santa sono giorni di riflessione e condivisione, sono il superamento delle divisioni, il miracolo che ogni anno si compie in una citt&agrave; che sa unirsi anche nelle diversit&agrave;. Quest'anno - ha detto il primo cittadino - li ho vissuti con particolare intensit&agrave;, da sindaco di una comunit&agrave; che sento bisognosa di ascolto e di comprensione. Camminando per le strade ho avvertito il bisogno di parola, oltre una stretta di mano e un abbraccio. Ecco, questi giorni sono stati per me preziosi per ascoltare il punto di vista dei miei concittadini, in un clima non astioso ma reso accessibile da fede e spiritualit&agrave;. Conservo tutto, i sorrisi e le piccole promesse che mi hanno strappato per rendere Taranto pi&ugrave; vivibile. Tra i tanti concittadini che hanno affollato le vie delle processioni &ndash; ha sottolineato Bitetti - ho ritrovato anche quella che chiamo la &ldquo;Taranto che torna&rdquo;, che non &egrave; fatta solo di giovani, studenti e di fuori sede, ma di uomini e donne che per lavoro sono emigrati altrove. Conservo sempre come obiettivo, quello di poter dare loro la possibilit&agrave; di rientrare qui, da noi, e di creare le condizioni affinch&egrave; il loro talento sia speso nella nostra terra. Obiettivo che non &egrave; semplice speranza, ma programmazione che costruiamo giorno dopo giorno. Al termine di queste lunghe giornate di processioni e fede- ha concluso il sindaco - auguro ai tarantini Buona Pasqua, nella consapevolezza che le grandi sfide si vincono solo insieme&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Ex Ilva, il rilancio di Flacks: «Scommettiamo su Taranto»</title>
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      <description>Il gruppo americano: «Pronti a parlare coi sindacati, la gara sia trasparente»</description>
      <author>Mimmo Mazza</author>
      <category>flacks,taranto,ex ilva</category>
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      <pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:43:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Mister Michael Flacks &egrave; seriamente intenzionato a giocare un ruolo primario nel rilancio dell&rsquo;ex Ilva di Taranto, presentando un progetto che promette di essere un esempio di investimento sostenibile e socialmente inclusivo. A sottolinearlo - come la <i>Gazzetta</i> &egrave; in grado di rivelare - &egrave; Flacks Group in una articolata lettera inviata ai commissari straordinari di Ilva e Acciaierie d&rsquo;Italia in amministrazione straordinaria.</p> <p>Scelto dagli stessi commissari per un trattativa in esclusiva per la cessione del complesso aziendale ex Ilva, il gruppo americano &egrave; stato recentemente affiancato nella corsa per il siderurgico dagli indiani di Jjindal che propongono una mini Ilva (a Taranto un solo forno elettrico da 2 milioni di tonnellate d&rsquo;acciaio l&rsquo;anno) e paventano migliaia di esuberi (il personale passerebbe da poco meno di 10.000 unit&agrave; a poco pi&ugrave; di 4.000).</p> <p>Flacks, in sostanza, chiede ai commissari tempi brevi, una interlocuzione non pi&ugrave; cartolare ma fatta di confronti diretti, a voce e dunque meno ingessati, rassicura sulla sua solidit&agrave;, elencando un patrimonio immobiliare pari a 2,2 miliardi di dollari e rispetto alle garanzie finanziarie quasi sfida i commissari e Jindal. &laquo;Flacks Group ha lavorato e continua a lavorare - si legge nella lettera - assiduamente per strutturare le garanzie finanziarie necessarie. Impegni finanziari richiesti e di coinvolgere gli istituti finanziari a tal proposito. Tuttavia, dobbiamo rispettosamente far notare che, in assenza di un feedback chiaro sullo stato dell'accordo di compravendita, la nostra capacit&agrave; di discutere impegni vincolanti da parte degli istituti finanziari &egrave; significativamente e materialmente limitata.</p> <p>Si tenga inoltre presente che nessun acquirente in alcun processo di fusione e acquisizione &egrave; mai tenuto o ha mai accettato di fornire impegni di finanziamento per un piano aziendale quinquennale o capitale proprio a garanzia di tali impegni, in particolare nel contesto di un asset in forte difficolt&agrave; che deve affrontare significativi ostacoli giudiziari e un clima geopolitico sempre pi&ugrave; incerto che avr&agrave; un impatto sul prezzo dell'energia. A questo proposito, qualora - scrivono gli americani - un altro offerente concorrente fosse in grado di ottenere impegni vincolanti da istituti finanziari in questa fase pre-firma, saremmo rispettosamente e sinceramente lieti di essere messi in contatto con tali istituti, al fine di valutare se, e a quali condizioni, potremmo essere in grado di eguagliare le condizioni offerte dagli altri partecipanti al processo. Desideriamo chiarire in modo inequivocabile che formuliamo questa richiesta in uno spirito di trasparenza e buona fede. &Egrave; proprio alla luce di tale vincolo che Flacks Group richiede ai Commissari e/o alle autorit&agrave; governative competenti di valutare la possibilit&agrave; di concedere un finanziamento ponte temporaneo in relazione all&rsquo;esecuzione dell&rsquo;operazione&raquo;. </p> <p>Proprio di un finanziamento ponte per l&rsquo;ex Ilva si &egrave; discusso l&rsquo;altro ieri a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri quando i ministri interessati hanno fatto un punto sulla situazione dell&rsquo;acciaieria con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Presenti il ministro degli Affari europei, del Pnrr e della coesione Tommaso Foti, il ministro dell&rsquo;Ambiente Gilberto Pichetto, il ministro delle Imprese e made in Italy Adolfo Urso e anche il ministro dell&rsquo;Economia Giancarlo Giorgetti.</p> <p>Fonti vicine a Flacks fanno sapere che &laquo;il gruppo &egrave; immediatamente disponibile a incontrare i sindacati per illustrare nel dettaglio la bont&agrave; del proprio progetto. L&rsquo;obiettivo principale &egrave; quello di minimizzare gli esuberi e, soprattutto, di creare una vera e propria partnership con tutte le parti sociali coinvolte: non solo i sindacati, ma anche i Comuni di Taranto e Genova, e la Diocesi di Taranto. Questa apertura atipica per un investitore sottolinea la volont&agrave; di Michael Flacks di non essere un semplice acquirente, ma un partner di lungo periodo, profondamente radicato nel tessuto sociale ed economico dei territori interessati. Un aspetto cruciale del piano Flacks &egrave; l&rsquo;impegno a non distribuire dividendi e a non percepire compensi fino a quando Ilva non sar&agrave; tornata pienamente operativa e redditizia. Questa clausola, di grande impatto, dimostra la fiducia del gruppo nel potenziale di recupero dell'azienda e la sua dedizione totale al progetto di rilancio, mettendo al primo posto la stabilit&agrave; e la prosperit&agrave; futura di Ilva. Flacks crede nell&rsquo;Italia e vuole lavorare a stretto contatto con il Governo per risollevare l&rsquo;Ilva. Il gruppo &egrave; attualmente impegnato in trattative avanzate con i principali operatori di mercato italiani al fine di ottenere offerte di partecipazione azionaria nell&rsquo;operazione. Tali trattative stanno procedendo in modo costruttivo e siamo fiduciosi - proseguono le stesse fonti - che porteranno al coinvolgimento di partner italiani di comprovata reputazione, rafforzando ulteriormente la solidit&agrave; finanziaria e la credibilit&agrave; industriale della nostra proposta&raquo;. In questo contesto, Flacks si interroga apertamente sulla parit&agrave; di condizioni nella competizione: &laquo;Chiediamo di sapere se Jindal abbia fatto lo stesso&raquo;. Una domanda che richiede, come tutta la procedura d&rsquo;altronde, verit&agrave; e trasparenza.</p> ]]></content:encoded>
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