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    <title>CRONACA di FOGGIA - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di FOGGIA: ultime notizie e news di oggi della provincia di Foggia in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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    <item>
      <title>«Un ragazzo brillante, stava per fare gli esami di terza media»: a Manfredonia il dolore per Antonio, morto a 14 anni in moto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2000061/un-ragazzo-brillante-stava-per-fare-gli-esami-di-terza-media-a-manfredonia-il-dolore-per-antonio-morto-14-anni-in-moto.html</link>
      <description>I compagni di classe lo hanno ricordato con dei fiori sul suo banco. Il ragazzino è morto nell’incidente avvenuto nella serata di ieri alla periferia del comune foggiano mentre era in sella ad un motociclo guidato da un amico 15enne rimasto ferito</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Antonio Sinisi,incidente</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:34:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Era un ragazzo ben inserito nella comunit&agrave; scolastica, aveva un buon rapporto con i compagni di classe e si accingeva a svolgere gli esami di terza media che iniziano l&rsquo;11 giugno. &Egrave; una notizia che ha creato enorme dolore e sconcerto&raquo;. Lo ha detto Lara Vinciguerra, dirigente scolastica della scuola secondaria di primo grado Giantommaso Giordani di Manfredonia (Foggia) frequentata da Antonio Sinisi, il ragazzino di 14 anni morto nell&rsquo;incidente avvenuto nella serata di ieri alla periferia del comune foggiano mentre era in sella ad un motociclo guidato da un amico 15enne rimasto ferito.</p> <p>Antonio frequentava la terza D e i compagni di classe hanno questa mattina deposto dei fiori sul suo banco che hanno ricoperto di frasi, cos&igrave; come la sua sedia. Hanno anche affisso un cartellone pieno di frasi. &laquo;Eri un ragazzo brillante ed indimenticabile, ma la tua assenza ora ci ha spezzato il cuore. Ti ameremo sempre. Per noi sei stato un grande amico&raquo; - recita una frase.</p> <p>&laquo;Venerd&igrave; una psicologa, che nella scuola ha gi&agrave; svolto durante l&rsquo;anno scolastico 80 ore, sar&agrave; presente per tre ore dalle 9 alle 12 per ascoltare e sostenere i ragazzi provati dalla perdita del loro compagno - continua la dirigente. Tra l'altro siamo sconvolti anche perch&eacute; il ragazzo ferito, &egrave; stato un nostro alunno e lo scorso anno ha terminato le scuole medie ed ora frequenta il primo anno delle superiori. Antonio aveva la passione per i motori, che curava oltre l&rsquo;orario scolastico. A scuola veniva sempre a piedi. Era un bravo ragazzo. Figlio unico. Ricordo i suoi genitori. Siamo in attesa di conoscere la data dei funerali a cui prenderemo parte. E&rsquo; un giorno di grande tristezza&raquo;</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Elicottero caduto ad Apricena, i familiari dei passeggeri contro l'archiviazione: «Non è stato un incidente»</title>
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      <description>Nella tragedia del 2022 morirono sette persone tra cui i due piloti. Ma le indagini della Procura di Foggia hanno escluso responsabilità penali. Il 2 luglio deciderà il gip Massarelli</description>
      <category>alidaunia,luigi ippolito,andrea nardelli</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:18:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>I familiari di 5 delle 7 vittime della tragedia del 5 novembre 2022 quando un elicottero dell&rsquo;Alidaunia in volo dalle Isole Tremiti a Foggia si schiant&ograve; causando la morte di 2 piloti e 5 passeggeri, si oppongono alla richiesta della Procura di archiviare le indagini a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e disastro. I legali dei parenti dei 5 passeggeri ipotizzano eventuali responsabilit&agrave; di equipaggio e vettore per presunte carenze organizzative e di vigilanza, sollecitando ulteriori indagini; interrogatori dei propri consulenti e di alcuni testimoni; acquisizione di ulteriore documentazione. Il 2 luglio in camera di consiglio il gip Cecilia Massarelli ascolter&agrave; le ragioni dei legali delle vittime. Nei mesi successivi decider&agrave; se porre la parola fine all&rsquo;indagine penale, come chiede il pm. O accogliere le richieste dei ricorrenti e ordinare alla Procura di svolgere ulteriori accertamenti.</p> <p>L&rsquo;elicottero decoll&ograve; alle 9.19, atterraggio previsto a Foggia alle 9.40. Nello schianto avvenuto alle 9.30 in agro di Apricena persero la vita il pilota Luigi Ippolito, 60 anni di Foggia; il copilota Andrea Nardelli, 39 anni; il medico sanseverese Maurizio De Girolamo, 64 anni, in servizio al 118 alle Tremiti che tornava a casa; la famiglia slovena in vacanza sul Gargano; Bostjan Rigler, 54 anni; la moglie Mateja Curk-Rigler, 44 anni; i figli Jon e Liza di 14 e 13 anni. Gli avv. Marco Scillitani e Fiorenzo Ceri per i familiari del dottor De Girolamo; la collega Barbara Riffer per la famiglia slovena si oppongono alla richiesta di archiviazione delle accuse depositata lo scorso 13 novembre 2025 dopo tre anni di accertamenti, dal pm Matteo Stella.</p> <p>Secondo la Procura &ldquo;dalle indagini non si rivelano elementi indiziari sulla cui scorta sia possibile ravvisare sicure responsabilit&agrave; colpose rilevanti per causare il disastro a carico dei vari soggetti a vario titolo interessati dal volo&rdquo;: piloti, proprietari elicottero, manutentori. Richiamandosi alla consulenza affidata a 2 ufficiali dell&rsquo;aeronautica militare e un docente universitario di strutture aeronautiche, ed alla relazione degli ispettori Ansv (agenzia nazionale per la sicurezza del volo), il pm ritiene che l&rsquo;elicottero fosse adeguatamente equipaggiato e manutenuto (pur non essendo dotato di avviso di prossimit&agrave; al suolo, n&eacute; di registratore di dati, voci e rumori in volo ma si tratta di strumentazioni non previste); e che pilota e copilota fossero esperti e qualificati.</p> <p>Nella ricostruzione del pm sarebbero state le condizioni meteo avverse a causare lo schianto: forti raffiche di vento e fitta nebbia. Quando il radar altimetrico segnal&ograve; che il velivolo era vicino al suolo, non ci fu il tempo di riprendere quota: lo schianto avvenne dopo soli 3 secondi. L&rsquo;elicottero urt&ograve; col ventre la cima di alcuni alberi, ne impatt&ograve; altri con le pale del rotore che si ruppe, rendendo il mezzo ingovernabile e il conseguente schianto in una radura rocciosa in localit&agrave; Castelpagano, nelle campagne di Apricena. I 7 a bordo morirono sul colpo. L&rsquo;ultima comunicazione tra pilota e centro informazioni volo di Brindisi &egrave; delle 9.27, quindi 3 minuti e mezzo prima dell&rsquo;incidente, senza che furono segnalate avarie o variazioni al piano di volo stabilito. Per la Procura il disastro sarebbe stato &ldquo;determinato da una convergenza di molteplici fattori, tra cui spiccano quello meteorologico e quello normativo&rdquo; (l&rsquo;utilizzo di sistemi di tracciamento del volo e anticollisione col terreno quando si procede col volo a vista non sono previsti) &ldquo;ciascuno dei quali non sarebbe stato sufficiente a causare lo schianto senza il concorso di ognuno degli altri. Ma senza che siano emersi profili di responsabilit&agrave; colposo a carico di nessuno. E&rsquo; probabile che l&rsquo;elicottero abbia incontrato condizioni non compatibili col volto a vista, mentre erano sufficienti per intraprenderlo al momento del decollo da San Domino&rdquo;.</p> <p>Conclusioni contestate nelle 3 distinte richieste di opposizione depositate dagli avv. Scillitani, Cieri e Rudolf con le varie consulenze allegate. I legali dei familiari di 5 vittime sostengono a vario titolo che le condizioni meteo avverse erano gi&agrave; prevedibili al momento del decollo; che in quella situazione non si doveva volare a vista; che ci sarebbero quindi responsabilit&agrave; di piloti e di Alidaunia. Da qui la richiesta al gip di non archiviare le accuse; disporre nuove indagini; interrogare consulenti di parte e vari testimoni; acquisire, come chiede l&rsquo;avv. Marco Scillitani, &ldquo;tutta la documentazione sui rapporti tra Regione Puglia e Alidaunia per ricostruire i controlli effettuati e le prescrizioni imposte&rdquo;.</p> <p></p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Tragedia a Manfredonia, scooter fuori controllo: muore un 14enne, ferito il conducente 15enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1999746/tragedia-a-manfredonia-scooter-fuori-controllo-muore-un-13enne-ferito-il-conducente-15enne.html</link>
      <description>E' accaduto la sera del 2 giugno. Esclusa l’ipotesi dello scontro con un’auto. L'incidente potrebbe essere stato causato dall’alta velocità e forse un'impennata. Nessuno dei due ragazzi indossava il casco</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (redazione online (foto maizzi))</author>
      <category>MANFREDONIA,13ENNE MORTO,incidente</category>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:29:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Aveva compiuto 14 anni da 20 giorni, Antonio Sinisi, il ragazzino morto in seguito a un incidente avvenuto ieri sera alla periferia di Manfredonia (Foggia) mentre era in sella ad un motociclo guidato da un amico 15enne rimasto ferito ed elitrasportato a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia). Le condizioni del ferito non sarebbero gravi. L&rsquo;incidente &egrave; avvenuto in una zona periferica della citt&agrave;, nei pressi di un cavalcavia sulla statale 89. </p> <p>I due sarebbero finiti contro un guardrail all&rsquo;esito, con ogni probabilit&agrave;, di una manovra errata, forse un&rsquo;impennata. Gli agenti della Polizia stradale stanno verificando l&rsquo;esatta dinamica dell&rsquo;accaduto. La posizione del 15enne (risultato negativo, si apprende, ai test effettuati per la possibile assunzione di alcool o sostanze alteranti) sar&agrave; valutata al termine della ricognizione cadaverica che potr&agrave; fornire maggiori risposte sulle cause del decesso.</p> <p>I due ragazzi, si apprende, non indossavano il casco e chi guidava non aveva l&rsquo;et&agrave; per farlo. Per guidare quel tipo di mezzo, infatti, bisogna aver compiuto 16 anni ed essere in possesso di regolare patentino. Come il 15enne sia entrato in possesso del mezzo, di propriet&agrave;, si apprende, di un familiare, &egrave; in fase di accertamento. Cos&igrave; come sono in corso indagini per capire perch&egrave; si trovassero in una zona periferica della citt&agrave;. &laquo;La morte di un ragazzo ci lascia senza parole. E&rsquo; un momento buio e di dolore per la nostra comunit&agrave;&raquo;, commenta il sindaco Domenico La Marca.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>2 giugno, a Manfredonia i migranti leggono la Costituzione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1999133/2-giugno-a-manfredonia-i-migranti-leggono-la-costituzione.html</link>
      <description>Il sindaco di Manfredonia: «Momento di riconciliazione di comunità esempio di integrazione»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>MANFREDONIA,MIGRANTI,2 GIUGNO,COSTITUZIONE</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 20:02:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche Mamadou e Bakary, migranti ex ospiti del centro di accoglienza di Borgo Mezzanone, nel Foggiano, in piazza del Popolo a Manfredonia, dove nel pomeriggio un gruppo di cittadini, compresi loro due, &egrave; stato coinvolto nella lettura di 54 articoli della Costituzione Italiana nell&rsquo;ambito delle celebrazioni degli 80 anni della Repubblica. Mamadou Diakite, originario della Costa d&rsquo;Avorio e Bakary Diabi, originario della Guinea, sono in Italia dal 2017 e oggi, dopo aver lasciato Borgo Mezzanone e aver intrapreso un percorso tra formazione e lavoro, si occupano di teatro e anche di mediazione culturale e attivit&agrave; di inclusione.  La lettura degli articoli della Costituzione da parte di cittadini del posto e migranti &egrave; stata preceduta da una 'camminata tricolor&egrave; con una grande bandiera portata in corteo fino alla piazza principale del paese. &laquo;&Egrave; un momento di riconciliazione di tutta la comunit&agrave; - ha detto all&rsquo;ANSA il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca - Mamadou e Bakary, insieme a tutti noi, rappresentano l&rsquo;integrazione perfetta e il senso di accoglienza della nostra citt&agrave;. C'&egrave; tutta la Manfredonia bella oggi qui&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, avviato il piano comunale per riparare strade e marciapiedi</title>
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      <description>Interessati anche il terminal bus della stazione e quello al rione Cep</description>
      <category>lavori,cantieri,bus</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 14:09:53 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Avviato in diversi quartieri della citt&agrave; il piano straordinario di manutenzione di strade e marciapiedi avviato dall&rsquo;Amministrazione comunale, con una serie di interventi che stanno interessando sia la viabilit&agrave; principale sia le aree a maggiore frequentazione da parte di cittadini, pendolari e utenti del trasporto pubblico.</p> <p>Nei giorni scorsi &egrave; stata completata la nuova segnaletica orizzontale lungo via Sbano e via Imperiale, a conclusione delle attivit&agrave; eseguite sui tratti interessati dai recenti lavori di rifacimento degli asfalti. Contestualmente sono stati realizzati nuovi attraversamenti pedonali e adeguate le rampe di accesso ai marciapiedi, con particolare attenzione all&rsquo;accessibilit&agrave; e alla mobilit&agrave; delle persone con ridotta capacit&agrave; motoria.</p> <p>Via Sbano, arteria che si sviluppa per oltre un chilometro, sar&agrave; interessata nelle prossime settimane da ulteriori interventi di riqualificazione nel tratto prospiciente l&rsquo;Istituto Giannone-Masi, dove sono programmati nuovi lavori su marciapiedi e pavimentazione stradale.</p> <p>Procedono anche le attivit&agrave; lungo via del Mare, dove, dopo il recente rifacimento di circa 1.400 metri quadrati di asfalto nel tratto oltre lo svincolo della tangenziale, sono in corso ulteriori lavorazioni che interesseranno circa 6.000 metri quadrati di carreggiata tra la SS 673 e l&rsquo;area urbana in direzione dei quartieri Diaz e Martucci. Gli interventi prevedono la rimozione della pavimentazione deteriorata e la successiva posa del nuovo manto stradale.</p> <p>Nell&rsquo;ambito dello stesso programma di manutenzione &egrave; gi&agrave; stato individuato il successivo intervento su viale Fortore, nel tratto compreso tra il sottopasso ferroviario e l&rsquo;intersezione con via di Salpi, una zona che da tempo presenta significative criticit&agrave; manutentive e che &egrave; stata oggetto di numerose segnalazioni da parte dei residenti.</p> <p>Ancora, sono stati completati i lavori di ripristino della pavimentazione nell&rsquo;area del Nodo Intermodale. L&rsquo;intervento ha riguardato il risanamento del sottofondo stradale nelle zone interessate da cedimenti e fessurazioni profonde, la realizzazione di nuove pavimentazioni bituminose, la sostituzione degli elementi danneggiati dei marciapiedi e la rigenerazione delle rampe di accesso. Nelle prossime settimane verr&agrave; eseguita la nuova segnaletica orizzontale che consentir&agrave; di completare definitivamente l&rsquo;opera.</p> <p>Ripresi inoltre i lavori di manutenzione straordinaria lungo via Risorgimento. Dopo una breve sospensione dovuta all&rsquo;approvvigionamento dei materiali necessari, le attivit&agrave; sono nuovamente in corso e comprendono il rifacimento di porzioni di marciapiede e la realizzazione di nuovi scivoli per l&rsquo;abbattimento delle barriere architettoniche. Seguir&agrave; il tracciamento della segnaletica orizzontale e la ridefinizione degli stalli di sosta, con l&rsquo;obiettivo di migliorare l&rsquo;ordine della circolazione e la fruibilit&agrave; degli spazi.</p> <p>A seguire, il programma interesser&agrave; anche via Eritrea e via Celestino Galliani, strade che presentano diffuse condizioni di degrado e necessitano di interventi di riqualificazione.</p> <p>Sono stati infine avviati i lavori nell&rsquo;area del capolinea Cep Ataf di viale Kennedy, dove il dissesto della pavimentazione, aggravato in alcuni punti dall&rsquo;azione delle radici degli alberi, aveva determinato situazioni di disagio e potenziale pericolo per utenti e operatori del trasporto pubblico. L&rsquo;intervento prevede il rifacimento dell&rsquo;asfalto, la sistemazione dei marciapiedi e la predisposizione di nuove aiuole che saranno interessate da future piantumazioni nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; coordinate con il settore Ambiente.</p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Foggia, auto con quattro 20enni a bordo si schianta contro un palazzo e prende fuoco: tutti feriti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1998599/foggia-auto-con-quattro-20enni-a-bordo-si-schianta-contro-un-palazzo-e-prende-fuoco-tutti-feriti.html</link>
      <description>Gli accertamenti clinici hanno inoltre escluso l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Nessuno è in pericolo di vita</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incidente,20enni,auto a fuoco,Policlinico Riuniti</category>
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      <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:52:44 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbero perso il controllo dell&rsquo;auto, una Mazda 3, schiantandosi contro uno stabile in viale Fortore, a Foggia. L&rsquo;incidente &egrave; avvenuto all&rsquo;alba e ha coinvolto quattro giovani, tutti di circa vent'anni. Stando a quanto si apprende, dopo essersi schiantati contro il palazzo, il mezzo ha preso fuoco. I quattro occupanti sono riusciti a scendere. Soccorsi dal personale sanitario del 118, sono stati trasportati in ospedale, al Policlinico Riuniti di Foggia, dove sono tuttora ricoverati nei reparti di ortopedia e neurochirurgia. Hanno riportato fratture costali multiple e fratture vertebrali ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. Gli accertamenti clinici hanno inoltre escluso l&rsquo;assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Sulla dinamica dell&rsquo;incidente sono in corso verifiche da parte degli agenti della polizia locale di Foggia.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lesina torna al voto in quattro sezioni: Consiglio di Stato conferma l’annullamento, si riapre la partita elettorale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1998000/lesina-torna-al-voto-in-quattro-sezioni-consiglio-di-stato-conferma-lannullamento-si-riapre-la-partita-elettorale.html</link>
      <description>Dopo la sentenza del Tar Puglia, anche il Consiglio di Stato ha respinto l’appello, confermando integralmente la necessità di tornare al voto nelle sezioni indicate (1-2-3-4)</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lesina</category>
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      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 20:58:21 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>A un anno dalle elezioni amministrative, si torna al voto a Lesina, in provincia di Foggia, in quattro sezioni. Per la seconda volta la giustizia amministrativa conferma la fondatezza delle ragioni sostenute dalla lista Lesina Futura. Dopo la sentenza del Tar Puglia, anche il Consiglio di Stato ha respinto l&rsquo;appello, confermando integralmente la necessit&agrave; di tornare al voto nelle sezioni indicate (1-2-3-4). </p> <p>La vicenda nasce dal ricorso della candidata sindaca della lista Lesina Futura, Alessandra Matarante, che alle elezioni di maggio 2025 aveva perso contro lo sfidante Leonardo Di Mauro Primiano (Lesina Azzurra) per soli due voti (1.298 preferenze contro le 1.300 del sindaco). Matarante aveva chiesto in via principale l&rsquo;annullamento del voto in tutte le sezioni ed in via subordinata la ripetizione del voto nelle quattro sezioni in cui avevano votato 13 persone (con disabilit&agrave;) con voto assistito. Il Tar aveva ritenuto fondate le irregolarit&agrave; contestate (provvedimento poi impugnato da Di Mauro), ossia la presunta mancanza dei certificati medici degli elettori diversamente abili che, nei giorni della consultazione elettorale, erano stati accompagnati alle urne per il voto, annullando l&rsquo;esito del voto. A guidare l&rsquo;ente attualmente c'&egrave; un commissario prefettizio. </p> <p>&laquo;Una decisione chiara, netta e definitiva che ristabilisce un principio fondamentale: la trasparenza e la regolarit&agrave; del voto rappresentano il cuore della democrazia e non possono mai essere messe in discussione - sostiene in una nota la candidata Matarante - . Abbiamo affrontato questa lunga battaglia con senso di responsabilit&agrave;, rispetto delle istituzioni e fiducia nella magistratura amministrativa, convinti fin dal primo giorno che fosse necessario fare piena luce su quanto accaduto durante le elezioni comunali del 2025. Oggi, dopo due pronunce consecutive, prima del Tar e ora del Consiglio di Stato, possiamo affermare con forza che le nostre ragioni erano fondate. Adesso la parola torna finalmente ai cittadini di Lesina&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Paura per un bagnante disperso nel Ticino: è un 23enne residente in Puglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1997999/paura-per-un-bagnante-disperso-nel-ticino-e-un-23enne-residente-in-puglia.html</link>
      <description>Le ricerche anche con un elicottero proseguiranno fino all’imbrunire</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia,bagnante disperso,ticino</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1997999/paura-per-un-bagnante-disperso-nel-ticino-e-un-23enne-residente-in-puglia.html</guid>
      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 20:51:05 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; un ragazzo di 23 anni di nazionalit&agrave; marocchina, residente a Foggia e in citt&agrave; da una decina di giorni ospite di una cugina, il bagnante disperso da questo pomeriggio nel Ticino a Vigevano.</p> <p>Le ricerche dei vigili del fuoco sono in corso dalle 15.30 in localit&agrave; Sayonara, nella zona del nuovo ponte, con sommozzatori, imbarcazioni e anche con l&rsquo;ausilio di un elicottero arrivato da Torino, ma per ora senza esito. Le ricerche proseguiranno fino all&rsquo;imbrunire.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Ferrovie del Gargano, torna operativa la tratta da San Severo a Peschici</title>
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      <description>Conclusi gli interventi di ammodernamento della linea ferroviaria per migliorare sicurezza ed efficienza. Il presidente Scarcia Germano: «Un servizio più affidabile nel periodo di maggiore affluenza»</description>
      <author>REDAZIONE FOGGIA</author>
      <category>san severo,tratta ferroviaria</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1996865/ferrovie-del-gargano-torna-operativa-la-tratta-da-san-severo-a-peschici.html</guid>
      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:44:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Torna pienamente operativa da oggi la tratta ferroviaria San Severo-Apricena-Sannicandro-Peschici Calenella. Si concludono cos&igrave; gli interventi di ammodernamento che hanno interessato la linea, lavori ritenuti necessari per migliorare gli standard di sicurezza e garantire una maggiore efficienza del servizio ferroviario.</p> <p>La riapertura rappresenta una notizia importante per i residenti del Gargano e per i numerosi turisti che si preparano a raggiungere il promontorio in vista delle vacanze estive del 2026. Con il ripristino della circolazione ferroviaria verranno infatti eliminati i bus sostitutivi introdotti durante il periodo dei cantieri e sar&agrave; possibile tornare a viaggiare con regolarit&agrave; lungo l'intera tratta.</p> <p>&laquo;Si tratta di lavori utili e importanti&raquo;, sottolinea Vincenzo Scarcia Germano, presidente di Ferrovie del Gargano. &laquo;Purtroppo gli interventi di questo primo lotto sono coincisi con una serie di riduzioni e soppressioni di servizi, ma i benefici che porteranno a tutti i viaggiatori saranno di gran lunga superiori ai disagi temporaneamente sopportati&raquo;. Il presidente ha inoltre evidenziato come il completamento delle opere consentir&agrave; di offrire un servizio pi&ugrave; affidabile proprio nel periodo di maggiore affluenza turistica. &laquo;Da luned&igrave; (oggi, ndr) si torner&agrave; a viaggiare con regolarit&agrave;, riducendo i disagi ed eliminando i bus sostitutivi. Ci scusiamo con gli utenti per gli inconvenienti registrati durante i lavori, ma questi interventi non erano pi&ugrave; rinviabili&raquo;. La riattivazione della linea arriva dunque in tempo per l'avvio della stagione estiva, confermando il ruolo strategico del collegamento ferroviario per la mobilit&agrave; del Gargano e per l'accoglienza dei visitatori.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Tragedia di Orta Nova, indagato per omicidio stradale il 16enne alla guida dell'auto sfuggita al posto di blocco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1997453/tragedia-di-orta-nova-indagato-per-omicidio-stradale-il-16enne-alla-guida-dell-auto-sfuggita-al-posto-di-blocco.html</link>
      <description>Oggi i funerali di uno dei quattro passeggeri a bordo, il 17enne Andrea Procaccino seduto sul sedile posteriore sinistro. Feriti in maniera non grave gli amici, tutti minori tra i 14 e i 16 anni, in auto con l’indagato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>orta nova</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1997453/tragedia-di-orta-nova-indagato-per-omicidio-stradale-il-16enne-alla-guida-dell-auto-sfuggita-al-posto-di-blocco.html</guid>
      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:39:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; stato denunciato, ed &egrave; dunque indagato, per omicidio stradale il 16enne, alla guida della Renault Megane station wagon con targa polacca, regolarmente assicurata ed intestata ad un cittadino polacco, che si &egrave; schiantata, nella notte tra sabato e domenica, ad Orta Nova contro un guardrail per poi finire in una cunetta per sfuggire ad un eventuale controllo dei Carabinieri, provocando la morte di uno dei quattro passeggeri a bordo, il 17enne Andrea Procaccino seduto sul sedile posteriore sinistro. Il fascicolo &egrave; di competenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari.</p> <p>La vittima aveva compiuto a gennaio scorso i 17 anni. E' morto sul colpo. Feriti in maniera non grave i quattro amici, tutti minori tra i 14 e i 16 anni, in auto con lui, tra cui, appunto, l&rsquo;indagato. Tre di loro sono gi&agrave; stati dimessi nella giornata di ieri. Tutti, compresa la vittima, avevano un tasso alcolemico superiore alla norma, le cui tracce sono state rilevate nel sangue e nelle urine. Due di loro sono risultati positivi anche ai cannabinoidi. &laquo;E' colpa mia. Ho fatto tutto io da solo. I carabinieri non hanno colpa&raquo;, avrebbe detto in lacrime il 16enne agli investigatori. Nel pomeriggio di oggi, intanto, presso la chiesa Beata Vergine Maria di Lourdes di Orta Nova, saranno celebrati i funerali della vittima.</p> <p>Stando a quanto si &egrave; appreso, i ragazzi, che stavano trascorrendo la serata in paese, sarebbero saliti a bordo dell&rsquo;auto e percorrendo le strade cittadine, ad un certo punto, avrebbero notato un&rsquo;auto dei carabinieri impegnati nei controlli del territorio soprattutto il sabato sera. Forse temendo le eventuali conseguenze in caso di controllo, il 16 enne alla guida ha accelerato. I carabinieri saliti a bordo dell&rsquo;auto di servizio li avrebbero inseguiti, mantenendo una distanza di una trentina di metri, per circa tre chilometri fuori dalla cinta urbana, finendo la corsa contro il guardrail ad una curva che avrebbero imboccato senza nemmeno accorgersene, considerato che sull'asfalto non sarebbero stati trovati segni di frenata. I carabinieri avrebbero, invece, rallentato la marcia proprio in prossimit&agrave; della curva, molto insidiosa e teatro gi&agrave; in passato di altri incidenti. Gli accertamenti degli agenti della polizia stradale sono ora volti ad accertare come il 16enne sia entrato in possesso dell&rsquo;auto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Fuggono al posto di blocco e si schiantano, i minori a bordo dell'auto tutti positivi all'alcol. Due anche ai cannabinoidi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1996663/fuggono-al-posto-di-blocco-e-si-schiantano-i-minori-a-bordo-dell-auto-erano-tutti-positivi-all-alcol-due-anche-ai-cannabinoidi.html</link>
      <description>Continuano anche gli accertamenti sull'auto con targa polacca utilizzata dai cinque. Al momento le indagini sono volte a comprendere come i minorenni siano entrati in possesso del veicolo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Andrea Procaccino,incidente mortale</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1996663/fuggono-al-posto-di-blocco-e-si-schiantano-i-minori-a-bordo-dell-auto-erano-tutti-positivi-all-alcol-due-anche-ai-cannabinoidi.html</guid>
      <pubDate>Sun, 31 May 2026 19:45:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Due ragazzini sono risultati positivi ai cannabinoidi, mentre su tutti e cinque &egrave; stato riscontrato un tasso alcolemico superiore alla norma, sia nel sangue sia nelle urine. Sarebbero questi i risultati delle analisi condotte sui cinque minorenni (tra i 14 e i 16 anni) che viaggiavano sull'auto coinvolta nell&rsquo;incidente stradale avvenuto la notte scorsa ad Orta Nova, nel Foggiano, nel quale &egrave; morto un 16enne, Andrea Procaccino, passeggero della vettura.</p> <p>Gli aspetti legati alla loro condizione sono oggetto di accertamenti da parte delle forze dell&rsquo;ordine che mantengono il pi&ugrave; stretto riserbo, anche perch&eacute; si tratta di una vera e propria tragedia che ha sconvolto la comunit&agrave; del Foggiano. Continuano anche gli accertamenti sull'autovettura con targa polacca utilizzata dai cinque. Non &egrave; risulta rubata, &egrave; intestata ad un cittadino polacco ed &egrave; regolarmente assicurata. Al momento le indagini sono volte a comprendere come i minorenni siano entrati in possesso dell&rsquo;autovettura.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Policlinico di Foggia, eseguiti i primi interventi di protesi al ginocchio con il robot MAKO 4</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1996452/policlinico-di-foggia-eseguiti-i-primi-interventi-di-protesi-al-ginocchio-con-il-robot-mako-4.html</link>
      <description>La nuova piattaforma robotica entra in funzione nell’Ortopedia Universitaria: già effettuati tre interventi e altri due in programma</description>
      <category>ospedale riuniti di foggia,robotica</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1996452/policlinico-di-foggia-eseguiti-i-primi-interventi-di-protesi-al-ginocchio-con-il-robot-mako-4.html</guid>
      <pubDate>Sun, 31 May 2026 16:13:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>L&rsquo;Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Foggia compie un ulteriore e significativo passo nel percorso di innovazione tecnologica e di sviluppo della chirurgia ad alta specializzazione.</p> <p>Eseguiti infatti presso il comparto operatorio della Struttura di Ortopedia Universitaria, diretta dal Prof. Giuseppe Maccagnano, i primi tre interventi di protesi di ginocchio mediante l&rsquo;impiego della piattaforma robotica MAKO 4. Ulteriori due procedure chirurgiche sono programmate in questi giorni a conferma della piena operativit&agrave; del sistema e del progressivo consolidamento dell&rsquo;attivit&agrave; clinico-assistenziale.</p> <p>L&rsquo;investimento, finalizzato al potenziamento della chirurgia ad alta complessit&agrave; e all&rsquo;innalzamento degli standard assistenziali e tecnologici dell&rsquo;Azienda Ospedaliero-Universitaria, si inserisce nell&rsquo;ambito del pi&ugrave; ampio progetto di innovazione tecnologica che comprende le piattaforme robotiche MAKO 4 e Da Vinci Xi intitolato &ldquo;Innovazione Tecnologica per il potenziamento della chirurgia robotica&rdquo; ed &egrave; realizzato con il sostegno della Regione Puglia nell&rsquo;ambito del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+2021-2027, Azione 8.4, per un importo di finanziamento complessivo pari ad &euro;. 6.149.500,00.</p> <p>La nuova piattaforma robotica MAKO 4 rappresenta una delle tecnologie pi&ugrave; avanzate nel settore della chirurgia protesica, con particolare riferimento alla chirurgia del ginocchio, consentendo un&rsquo;elevata precisione nell&rsquo;impianto protesico, una maggiore personalizzazione dell&rsquo;intervento chirurgico e un miglior recupero funzionale del paziente. La tecnologia robotica sar&agrave; inoltre utilizzata in maniera trasversale anche nei distretti articolari dell&rsquo;anca e della spalla, ampliando significativamente le possibilit&agrave; terapeutiche e il livello qualitativo delle prestazioni offerte ai cittadini della Capitanata.</p> <p>Particolarmente rilevante risulta altres&igrave; il valore formativo dell&rsquo;iniziativa che consente ai medici in formazione specialistica di acquisire competenze avanzate nell&rsquo;ambito della chirurgia robotica, favorendo la crescita professionale e il consolidamento di competenze altamente innovative all&rsquo;interno della scuola ortopedica universitaria foggiana.</p> <p>&ldquo;L&rsquo;introduzione della chirurgia robotica ortopedica &ndash; dichiara il Commissario Straordinario uscente del Policlinico di Foggia, Giuseppe Pasqualone &ndash; rappresenta un passaggio di rilevanza strategica anche ai fini della riduzione della mobilit&agrave; sanitaria extra-regionale poich&eacute; consente ai pazienti del territorio di accedere a trattamenti altamente specialistici direttamente presso il Policlinico di Foggia, senza la necessit&agrave; di rivolgersi a strutture fuori regione. Questo importante avanzamento tecnologico conferma il percorso di modernizzazione intrapreso dall&rsquo;Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia, orientato al miglioramento continuo della qualit&agrave; delle cure, alla sicurezza del paziente e al rafforzamento dell&rsquo;attrattivit&agrave; del sistema sanitario pubblico territoriale&rdquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>«Un ragazzo d'oro, l'amico di tutti»: chi era Andrea Procaccino, morto a 16 anni sulla strada dopo un inseguimento</title>
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      <description>Sgomento a Orta Nova. Il sindaco: «Nessuna corsa, nessuna sfida, nessun momento di leggerezza vale il prezzo di una vita spezzata». I funerali di Andrea saranno celebrati domani alle 16,30 nella chiesa Madonna di Lourdes</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Andrea Procaccino,incidente</category>
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      <pubDate>Sun, 31 May 2026 16:09:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Non ci sono parole, ho solo un nodo in gola che non se ne va. &Egrave; una di quelle mazzate che ti distruggono dentro, di quelle notizie che non vorresti mai ricevere. La tragedia di stanotte ha spezzato le gambe e il cuore a tutti noi dell&rsquo;Istituto di Istruzione Superiore Adriano Olivetti&raquo;. Lo scrive in post social Alfredo Coppola, docente di Andrea Procaccino, il ragazzo di 16 anni (ne avrebbe compiuti 17 a settembre) morto nel tragico incidente stradale avvenuto la notte scorsa ad Orta Nova durante un inseguimento con i carabinieri.</p> <p>&laquo;Andrea Procaccino non c'&egrave; pi&ugrave; - scrive il docente -. Un mio alunno, un ragazzo d&rsquo;oro che aveva ancora tutto da vivere. Sono letteralmente a pezzi. Andrea era davvero un pezzo di pane. Aveva una simpatia pazzesca, contagiosa, era sempre con il sorriso stampato in faccia. Era l&rsquo;amico di tutti, impossibile non volergli bene. E ora continuo a pensare a tutti quei momenti passati insieme a scuola. Ore trascorse tra i corridoi e le aule , anche dopo il suono dell&rsquo;ultima campanella, dove finivamo sempre a parlare dei tuoi progetti, a ridere, con le tue battute pronte che facevano svoltare la giornata a chiunque, anche quando eravamo stanchi morti. Non si pu&ograve; morire cos&igrave;, a 17 anni, in un maledetto secondo&raquo;. Il docente rivolge poi un appello ai compagni di classe di Andrea. &laquo;Lo so che ora vedete solo nero e provate un dolore immenso, ma vi prego, restate uniti - scrive - . Stringetevi forte. Andrea non avrebbe mai voluto vedervi tristi o arresi. Mi stringo con tutto il cuore alla famiglia di Andrea. Ai suoi genitori, che stanno affrontando il dolore pi&ugrave; grande e contro natura che possa esistere sulla terra. Fai buon viaggio, Andrea. Continua a ridere e a fare casino anche lass&ugrave;. Il tuo prof non ti dimenticher&agrave; mai&raquo;</p> <p>&laquo;Questa mattina Orta Nova si &egrave; svegliata con una notizia che ci lascia sgomenti e profondamente addolorati&raquo;, ha detto invece il sindaco di Orta Nova (Foggia), Domenico Di Vito.</p> <p>&laquo;Davanti a una tragedia cos&igrave; grande, ogni parola sembra insufficiente - continua il sindaco -. La perdita di una vita cos&igrave; giovane rappresenta una ferita profonda che colpisce l'intera comunit&agrave; ortese. In queste ore il nostro pensiero va anche agli altri ragazzi coinvolti nell&rsquo;incidente, ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione. Mentre attendiamo che le autorit&agrave; competenti accertino con precisione la dinamica dei fatti, sentiamo il dovere di fermarci a riflettere. Questa vicenda richiama tutti noi, istituzioni, famiglie, scuola e societ&agrave; civile, a una responsabilit&agrave; educativa ancora pi&ugrave; forte nei confronti delle nuove generazioni. I nostri giovani hanno bisogno di esempi, di ascolto, di punti di riferimento e della consapevolezza che il valore della vita viene prima di tutto. Nessuna corsa, nessuna sfida, nessun momento di leggerezza vale il prezzo di una vita spezzata. E quando a spezzarsi &egrave; la vita di un ragazzo, il dolore assume una dimensione ancora pi&ugrave; difficile da accettare. Oggi Orta Nova si raccoglie nel silenzio e nel dolore, stringendosi attorno alla famiglia del giovane scomparso e condividendo un lutto che appartiene all&rsquo;intera comunit&agrave;&raquo;. I funerali di Andrea saranno celebrati domani alle 16,30 nella chiesa Madonna di Lourdes di Orta Nova.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bunker segreto sotto un pollaio per coltivare marijuana: cinque arresti a Cerignola</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1996447/bunker-segreto-sotto-un-pollaio-per-coltivare-marijuana-cinque-arresti-a-cerignola.html</link>
      <description>Una piantagione sotterranea nascosta a 4 metri di profondità e accessibile tramite un ascensore azionato con radiocomando. Sequestrati circa 65 chili di marijuana</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bunker,pollaio,cerignola</category>
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      <pubDate>Sun, 31 May 2026 15:27:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Coltivavano marijuana in un bunker sotterraneo ricavato in un pollaio: vi si accedeva posizionandosi su un masso in cemento che si trasformava in ascensore con un radiocomando: in questo modo chi era sul masso poteva scendere nel locale interrato a quattro metri di profondit&agrave;. Per questo cinque persone, tra cui una donna, sono state arrestate dalla polizia di Andria, in flagranza di reato, per produzione di marijuana a Cerignola, dove gli agenti hanno individuato il bunker. </p> <p>Il forte odore presente nella zona, bench&eacute; non vi fosse alcuna traccia di piantagioni, ha consentito di individuare l'accesso al locale. Dopo diverse ore di ricerca, con l&rsquo;aiuto dei vigili del fuoco, i poliziotti sono riusciti ad individuare il vano segreto. All&rsquo;interno del bunker erano presenti, oltre a un sistema di videosorveglianza esterna, sofisticati impianti di illuminazione, irrigazione, essicamento, e circa 65 kg di marijuana, tra infiorescenze gi&agrave; in lavorazione e arbusti da lavorare. Dopo la convalida del gip di Foggia, per tre indagati &egrave; stata confermata la detenzione in carcere, ad altri due sono stati concessi i domiciliari.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Cerignola, maxi piantagione di marijuana in bunker sotterraneo: 5 arresti e 200 piante sequestrate</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1994516/cerignola-maxi-piantagione-di-marijuana-in-bunker-sotterraneo-5-arresti-e-200-piante-sequestrate.html</link>
      <description>Blitz della Squadra Mobile: nascoste sotto un pollaio in contrada Vallecannella, trovate 216 piante e 65 chili di marijuana. Tre in carcere, due ai domiciliari</description>
      <author>REDAZIONE FOGGIA</author>
      <category>marijuana,cerignola</category>
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      <pubDate>Sat, 30 May 2026 14:29:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La piantagione dove coltivare marijuana era in un bunker sottoterra nelle campagne di Cerignola con impianto di irrigazione, illuminazione e ventilazione.</p> <p>L&rsquo;hanno scoperta gli agenti della squadra mobile della Bat irrompendo nel locale, arrestando in flagranza 5 cerignolani, sequestrando 216 piante di canapa da cui ricavare l&rsquo;&rdquo;erba&rdquo;; e 65 chili e mezzo di marijuana gi&agrave; estirpata e in fase di essiccazione.</p> <p>Gli arrestati sono Pietro Palermo, 47 anni, proprietario del terreno; Laura Palermo, 43 anni; Cosmo Porcelli, quarantenne; Francesco Bollino, 49 anni; Francesco Parlati, 47 anni. Sono tutti di Cerignola.</p> <p>Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia Marialuisa Bencivenga dopo gli interrogatori di convalida ha parzialmente accolto le richieste del pubblico ministero Roberto Galli che chiedeva il carcere per tutti gli indagati.</p> <p>Richiesta accolta per Pietro Palermo, Porcelli e Parlati; e concessione dei domiciliari con braccialetto elettronico a Laura Palermo e Bollino. I 5 indagati sono difesi dall&rsquo;avv. Marcello Coletta che sollecitava misure cautelari meno grave, richieste parzialmente accolte per 2 sospettati. In 4 si sono avvalsi della facolt&agrave; di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari nell&rsquo;interrogatorio di garanzia, mentre Pietro Palermo ha reso dichiarazioni spontanee, dicendo d&rsquo;aver acquistato su internet i semi per la coltivazione; e sostenendo che l&rsquo;effettivo quantitativo sequestrato &egrave; inferiore a quello oggetto di contestazione, perch&eacute; le piante estirpate erano cadute in una cisterna, bagnandosi.</p> <p>Non c&rsquo;&egrave; nulla di casuale nel blitz della squadra mobile della Bat questura diretta dall&rsquo;ex dirigente della squadra mobile foggiana Alfredo Fabbrocini, che firma cos&igrave; l&rsquo;ennesima operazione a carico di cerignolani: prima la filiera dei furti d&rsquo;auto dai ladri ai ricettatori/riciclatori con 3 blitz e oltre 60 arresti; ora con la scoperta della piantagione.</p> <p>Dopo pedinamenti e appostamenti, i poliziotti hanno scoperto il bunker in contrada Vallecannella nell&rsquo;agro di Cerignola in un terreno di propriet&agrave; di Pietro Palermo recintato. Era sotto terra; dotato di impianto di risalita automatizzato; nascosto nella zona del pollaio.</p> <p>Negli atti d&rsquo;indagine si rimarca come il bunker fosse dotato &ldquo;di strumentazione di alto livello con impianti di irrigazione; illuminazione a led; ventilazione&rdquo;. C&rsquo;erano vasi con piante ancora in crescita; altre estirpate e da far essiccare per un peso di 65 chili e mezzo.</p> <p>Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia Marialuisa Bencivenga nel disporre il carcere per 3 indagati e mandare ai domiciliari la donna (madre di bambini) e Bollino incensurato, ha ritenuto sussistenti sia il pericolo di inquinamento delle prove sia quello di reiterazione del reato.</p> <p>Per il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Foggia &ldquo;le modalit&agrave; di coltivazione, quelle di occultamento della piantagione e la presenza di strumentazione sofisticata sono sintomatiche di un&rsquo;attivit&agrave; non certo occasionale&rdquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Cardiochirurgia pediatrica, doppio intervento tra Giovanni XXIII e Riuniti di Foggia: salvati due neonati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1995021/cardiochirurgia-pediatrica-doppio-intervento-tra-giovanni-xxiii-e-riuniti-di-foggia-salvati-due-neonati.html</link>
      <description>Operati dall’equipe del prof. Padalino al Giovanni XXIII di Bari e al Riuniti di Foggia. Prosegue la ripresa programmata per evitare ai piccoli di andare fuori regione  </description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>cardiochirurgia pediatrica,giovanni xxiii,ospedale riuniti</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1995021/cardiochirurgia-pediatrica-doppio-intervento-tra-giovanni-xxiii-e-riuniti-di-foggia-salvati-due-neonati.html</guid>
      <pubDate>Sat, 30 May 2026 11:41:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Due bambini, poche settimane di vita e condizioni cliniche estremamente complesse. Per entrambi la diagnosi e l'intervento tempestivo hanno fatto la differenza. Un neonato affetto da una grave coartazione dell'aorta &egrave; stato dimesso dopo un delicato intervento cardiochirurgico eseguito al Giovanni XXIII di Bari; una piccola nata alla ventiquattresima settimana di gestazione e del peso di appena 780 grammi &egrave; invece pronta a tornare a casa dopo un'operazione salvavita effettuata direttamente presso la Terapia Intensiva Neonatale degli Ospedali Riuniti di Foggia. Entrambi gli interventi sono stati realizzati dall'&eacute;quipe guidata dal prof. Massimo Padalino, direttore dell'Unit&agrave; operativa di Chirurgia delle Cardiopatie Congenite, assistito dall&rsquo;equipe della cardiologia e anestesia pediatrica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Bari.</p> <p style="font-weight: 400;">La prima richiesta di intervento &egrave; arrivata il 14 maggio dalla Terapia Intensiva Neonatale degli Ospedali Riuniti di Foggia, diretta dal dottor Gianfranco<span>&nbsp;</span>Maffei, per una neonata estremamente prematura, nata alla ventiquattresima settimana di gestazione e con un peso di appena 780 grammi. La piccola presentava un grave quadro clinico caratterizzato da insufficienza respiratoria e scompenso cardiaco severo. Una condizione che, se non trattata tempestivamente, avrebbe potuto comprometterne gravemente la sopravvivenza.</p> <p style="font-weight: 400;">La neonata &egrave; stata sottoposta a intervento cardiochirurgico di chiusura del dotto arterioso direttamente presso la Terapia Intensiva Neonatale di Foggia. L'operazione &egrave; stata eseguita dall'&eacute;quipe multidisciplinare del Policlinico - Ospedale Giovanni XXIII di Bari, trasferitasi presso la struttura foggiana per garantire il trattamento specialistico senza la necessit&agrave; di trasferire una paziente cos&igrave; fragile, assistita dai medici della Tin del Policlinico di Foggia con il direttore Maffei e lo specialista dott. Pio Liberatore. L'intervento si &egrave; svolto senza complicanze. Oggi la neonata respira autonomamente, le condizioni cliniche sono sensibilmente migliorate ed &egrave; prossima alla dimissione a domicilio.</p> <p style="font-weight: 400;">Il 20 maggio &egrave; stato eseguito l&rsquo;intervento sul neonato di appena un mese e mezzo e del peso di 4,3 chilogrammi, a cui era stata diagnosticata una coartazione istmica dell'aorta, una grave cardiopatia congenita caratterizzata dal restringimento dell'aorta. La diagnosi &egrave; stata effettuata dagli specialisti della Cardiologia Pediatrica dell'ospedale Giovanni XXIII che hanno avviato il piccolo al percorso terapeutico.</p> <p style="font-weight: 400;">La malformazione ostacolava il normale flusso sanguigno verso la parte inferiore del corpo e costringendo il cuore a un intenso superlavoro, cosa che avrebbe determinato progressivamente scompenso cardiaco e ipertensione arteriosa. L'intervento chirurgico &egrave; stato eseguito il 20 maggio nella sala operatoria dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII dal prof. Padalino assistito dell&rsquo;equipe dell'Unit&agrave; operativa di Anestesia Pediatrica affidata alla dottoressa Gerolmina Calabrese e<span>&nbsp;</span>della cardiologia pediatrica con i dottori Giovanni Meliota e Elena Massari.<span>&nbsp;</span>Il decorso post-operatorio &egrave; stato regolare e il bambino ha potuto fare ritorno a casa dopo pochi giorni.</p> <p style="font-weight: 400;">&laquo;La possibilit&agrave; di intervenire tempestivamente sia al Giovanni XXIII sia direttamente presso la Terapia Intensiva Neonatale di Foggia dimostra l'efficacia della rete pediatrica regionale e la capacit&agrave; dei nostri professionisti di lavorare in modo integrato- evidenzia il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce. &laquo;Questi due interventi &ndash; aggiunge il direttore sanitario, Danny Sivo- dimostrano come il lavoro integrato tra cardiochirurghi, cardiologi pediatrici, anestesisti, neonatologi e rianimatori stia consentendo di consolidare progressivamente un servizio strategico per tutta la Puglia, evitando alle famiglie trasferimenti fuori regione e garantendo risposte tempestive anche nelle situazioni pi&ugrave; delicate&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Manfredonia, ladri in azione allo sportello Atm Bper di piazza Marconi: danni ma fuggono a mani vuote</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1995020/manfredonia-ladri-in-azione-allo-sportello-atm-bper-di-piazza-marconi-danni-ma-fuggono-a-mani-vuote.html</link>
      <description>Ad agire, intorno alle 5 del mattino, sarebbero state tre persone incappucciate, fuggite a bordo di un Suv. Ingenti danni alla struttura. La tecnica quella della "marmotta"</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (redazione online (foto maizzi))</author>
      <category>MARMOTTA,MANFREDONIA</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1995020/manfredonia-ladri-in-azione-allo-sportello-atm-bper-di-piazza-marconi-danni-ma-fuggono-a-mani-vuote.html</guid>
      <pubDate>Sat, 30 May 2026 09:20:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Hanno messo un ordigno esplosivo, la classica "marmotta", all&rsquo;interno della fessura dello sportello Atm della filiale della banca Bper di piazza Marconi a Manfredonia che esplodendo ha provocato ingenti danni alla struttura, ma la banda &egrave; poi fuggita, a quanto si apprende, a mani vuote perch&eacute; non &egrave; riuscita a portar via il denaro contenuto nelle casse.</p> <p>Il tentato assalto &egrave; accaduto intorno alle 5 del mattino e il violento boato &egrave; stato avvertito dai residenti della zona. Ad agire, sarebbero state tre persone incappucciate, fuggite a bordo di un Suv. Sul posto hanno operato i carabinieri che hanno acquisito anche le immagini della videosorveglianza per riuscire a identificare i responsabili del tentato assalto al bancomat.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Mafia garganica, la lettera del boss Li Bergolis: «Io 27 anni in carcere da innocente». Ma le sentenze lo smentiscono</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1994413/mafia-garganica-la-lettera-del-boss-li-bergolis-io-27-anni-in-carcere-da-innocente-ma-le-sentenze-lo-smentiscono.html</link>
      <description>Figura di primo piano del clan dei montanari, è tornato libero nei giorni scorsi. Dice di essere stato incastrato da intercettazioni abusive: «Voglio riprendere la mia vita»</description>
      <author>Redazione Foggia</author>
      <category>li bergolis,lettera,boss,mafia garganica,foggia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1994413/mafia-garganica-la-lettera-del-boss-li-bergolis-io-27-anni-in-carcere-da-innocente-ma-le-sentenze-lo-smentiscono.html</guid>
      <pubDate>Sat, 30 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Dopo 27 anni di carcere, 15 dei quali passati inghiottito nel buio del regime del 41 bis, met&agrave; della mia vita &egrave; stata cancellata da innocente. Oggi voglio riprendere in mano la mia esistenza e vivere con la mia famiglia e gli affetti pi&ugrave; cari. Le sentenze si rispettano, e io ho espiato la mia pena anche se non la considero giusta&raquo;. Armando Li Bergolis, 51 anni, esponente dell&rsquo;omonima famiglia di allevatori garganici, scarcerato nei giorni scorsi dopo aver scontato 22 dei 27 anni (5 scontati per buona condotta) inflitti per mafia, droga, estorsione nel maxi-processo alla mafia garganica, scrive alla &ldquo;Gazzetta&rdquo; per dire d&rsquo;essere stato condannato da innocente. Quello che ha sempre affermato. Sia quando si costitu&igrave; in carcere il 2 settembre 2004, cio&egrave; 70 giorni dopo il maxi-blitz con 99 arresti. Sia quando la corte d&rsquo;assise di Foggia il 7 marzo 2009 lo condann&ograve; quale capo del potente e sanguinario clan Li Bergolis, assolvendolo da 5 omicidi a fronte della richiesta di ergastolo della Dda. Sentenze confermate integralmente in appello e Cassazione.</p> <p>&laquo;Ho pagato il mio conto con la giustizia, ma non posso tacere e non riferire che le carte dei processi rivelano anomalie che verranno approfondite nelle sedi giudiziarie. In tutti questi 22 anni&rdquo;, prosegue Armando Li Bergolis che aggiunge: &laquo;i giornalisti hanno riempito le pagine dei giornali scrivendo fiumi di parole su prove che per amore di verit&agrave; dovranno essere rivalutate. Tutto il mio processo si &egrave; retto su quella che hanno sempre definito la "prova regina": le intercettazioni ambientali abusive di Orti Frenti sbobinate e trascritte fuori dai luoghi consentiti dalla legge, perci&ograve; senza tutela e garanzia di verit&agrave; e fedelt&agrave;. Una vera e propria trappola. Io voglio semplicemente tentare di riprendere il percorso della mia vita. E non credo sia giusto restare in silenzio ed essere nuovamente etichettato da tutti come un capo mafia&raquo;.</p> <p>Ma se &laquo;i giornalisti in tutti questi 22 anni hanno riempito le pagine dei giornali&raquo;, &egrave; perch&eacute; la famiglia Li Bergolis ha riempito le cronache con morti e ammazzati e reati. Coinvolta prima nella faida contro i Primosa/Alfieri con 35 morti dal &rsquo;78 al 2010, tra cui il padre e lo zio di Armando che a sua volta rischi&ograve; ucciso 2 volte negli anni Novanta dai rivali. Su questo cosa ha da dire Armando Libergolis? E cosa vuol eventualmente riferire nella faida che ha visto suoi familiari (lui era chiaramente detenuto) schierati contro gli ex amici Romito pronti a rispondere colpo su colpo, che dal 2008 a oggi ha contato 36 sparatorie con 25 morti, 1 lupara bianca, 21 feriti/miracolati su entrambi i fronti?</p> <p>Ha ragione Armando Li Bergolis a definire &ldquo;prova regina&rdquo; le intercettazioni del summit di mafia del 3 dicembre 2003 nella masseria Orti Frenti dei Romito. Vi presero parte lui, il fratello Franco ergastolano, un cugino poi assassinato; i fratelli Franco e Mario Luciano Romito, ammazzati nel 2009 e 2017 dal clan Li Bergolis; e altri 2 garganici. I Romito agirono sostanzialmente da &ldquo;agenti provocatori&rdquo; perch&eacute; confidenti dei carabinieri (il che ha scatenato la guerra tra gli ex alleati che va avanti da 18 anni) che poterono registrare il colloquio in cui si parl&ograve; di morti ammazzati e affari illeciti. Ma tutte le eccezioni difensive sulla inutilizzabilit&agrave; e presunte irregolarit&agrave; di quelle captazioni furono sistematicamente analizzate e respinte in primo, secondo e terzo grado.</p> <p>&laquo;Le sentenze si rispettano&raquo;, scrive Armando Li Bergolis. Ha tutto il diritto di dichiararsi innocente. Ma le sentenze dicono che lui &egrave; (era) il capo del clan mafioso egemone sul Gargano.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Truffe alle assicurazioni, si autosospende avvocato di Cerignola arrestato nell’inchiesta di Trani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994414/truffe-alle-assicurazioni-si-autosospende-avvocato-di-cerignola-arrestato-nellinchiesta-di-trani.html</link>
      <description>Istanza della difesa al gip: «venuto meno il rischio di reiterazione del reato». In carcere due legali coinvolti nell’indagine su falsi incidenti stradali</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>TRUFFE,TRANI,AVVOCATO DI CERIGNOLA,DIMISSIONI</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1994414/truffe-alle-assicurazioni-si-autosospende-avvocato-di-cerignola-arrestato-nellinchiesta-di-trani.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 20:54:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span> Si &egrave; autosospeso dall&rsquo;Ordine forense di Capitanata l&rsquo;avvocato Giuseppe Gobbi, 47 anni, di Cerignola, arrestato nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta della Procura di Trani che ha portato complessivamente a sei misure cautelari per presunte truffe ai danni di compagnie assicurative attraverso la simulazione di incidenti stradali.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sulla base dell&rsquo;autosospensione, la difesa, rappresentata dall&rsquo;avvocato Marcello Coletta, annuncia la presentazione di un&rsquo;istanza al gip per la revoca o l&rsquo;attenuazione della misura cautelare, sostenendo il venir meno del rischio di reiterazione del reato.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il legale si &egrave; avvalso della facolt&agrave; di non rispondere nel corso dell&rsquo;interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Trani, Rossella Volpe. Anche un secondo avvocato cerignolano coinvolto nell&rsquo;inchiesta, Nicola De Santis, 55 anni, ha scelto di non rispondere, assistito dai legali Giacomo Lattanzio e Antonio Dipace.</span></p> <p><span>Per entrambi gli indagati, gli interrogatori si sono svolti a breve distanza dal blitz e, secondo le difese, non vi sarebbe stato il tempo utile per esaminare compiutamente gli atti dell&rsquo;inchiesta. Le indagini proseguono.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span> Si &egrave; autosospeso dall&rsquo;Ordine forense di Capitanata l&rsquo;avvocato Giuseppe Gobbi, 47 anni, di Cerignola, arrestato nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta della Procura di Trani che ha portato complessivamente a sei misure cautelari per presunte truffe ai danni di compagnie assicurative attraverso la simulazione di incidenti stradali.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sulla base dell&rsquo;autosospensione, la difesa, rappresentata dall&rsquo;avvocato Marcello Coletta, annuncia la presentazione di un&rsquo;istanza al gip per la revoca o l&rsquo;attenuazione della misura cautelare, sostenendo il venir meno del rischio di reiterazione del reato.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il legale si &egrave; avvalso della facolt&agrave; di non rispondere nel corso dell&rsquo;interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Trani, Rossella Volpe. Anche un secondo avvocato cerignolano coinvolto nell&rsquo;inchiesta, Nicola De Santis, 55 anni, ha scelto di non rispondere, assistito dai legali Giacomo Lattanzio e Antonio Dipace.</span></p> <p><span>Per entrambi gli indagati, gli interrogatori si sono svolti a breve distanza dal blitz e, secondo le difese, non vi sarebbe stato il tempo utile per esaminare compiutamente gli atti dell&rsquo;inchiesta. Le indagini proseguono.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Paura a Foggia, 11enne investita da un'auto in periferia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1994188/paura-a-foggia-11enne-investita-da-un-auto-in-periferia.html</link>
      <description>L'autista alla guida del veicolo si è subito fermata. La piccola è stata trasportata in ospedale in codice arancione: indaga la polizia locale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>incidente,foggia,auto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1994188/paura-a-foggia-11enne-investita-da-un-auto-in-periferia.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 16:56:30 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Una ragazzina di 11 anni &egrave; stata investita nel pomeriggio di oggi in corso del Mezzogiorno, alla periferia di Foggia. L&rsquo;incidente si &egrave; verificato intorno alle 15, all&rsquo;altezza del complesso ex Onpi.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Secondo le prime informazioni, la giovane stava attraversando la strada quando &egrave; stata travolta da una Hyundai Atos condotta da una 22enne del posto. La conducente si &egrave; immediatamente fermata per prestare soccorso e allertare il 118.</span></p> <p><span>La minorenne &egrave; stata trasferita in pronto soccorso in codice arancione. Al momento non sono note le sue condizioni. Sul posto la polizia locale per i rilievi e gli accertamenti del caso.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Mio padre denunciò e fu ucciso»: la lunga lettera di Giuseppe Ciuffreda, figlio di vittima di mafia, al procuratore Melillo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1994067/mio-padre-denuncio-e-fu-ucciso-la-lunga-lettera-di-giuseppe-ciuffreda-figlio-di-vittima-di-mafia-al-procuratore-melillo.html</link>
      <description>La risposta al discorso che il procuratore nazionale ha tenuto a Foggia: «Dai rappresentanti della magistratura e delle istituzioni non ho mai sentito due parole preziose e fondamentali: 'chiediamo scusa'»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Nicola Ciuffreda,Giovanni Melillo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1994067/mio-padre-denuncio-e-fu-ucciso-la-lunga-lettera-di-giuseppe-ciuffreda-figlio-di-vittima-di-mafia-al-procuratore-melillo.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 14:44:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Ciuffreda, figlio di Nicola Ciuffreda, l&rsquo;imprenditore edile ucciso a Foggia il 14 settembre del 1990 per essersi rifiutato di pagare il pizzo, (la mafia foggiana pretendeva due miliardi di lire) ha scritto una lunga lettera aperta al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, che recentemente a Foggia ha evidenziato che nel Foggiano &laquo;la situazione della criminalit&agrave; organizzata &egrave; peggiore di quella della Sicilia&raquo;. Ciuffreda in un lungo passaggio sottolinea &laquo;di provare un certo disagio per il fatto che nel suo discorso, e in tutti gli altri discorsi in materia che ho sentito pronunciare dai rappresentanti della magistratura e delle istituzioni, mi pare manchino due parole preziose e fondamentali: le parole 'chiediamo scusa - scrive -. Lei ci disegna una mafia forte, pericolosa e letale, ma a fronte di questo, anzich&eacute; esigere un forte potenziamento degli organici e delle strutture investigative, ci suggerisce di affrontarla a mani nude. Ci dice, in pratica, che per disarmare questi maledetti vampiri che succhiano il sangue della gente onesta basti presentarsi in Questura. Mi permette di avere qualche dubbio? Mio padre denunci&ograve;, e gli cost&ograve; la vita. Giovanni Panunzio (anche lui imprenditore edile ucciso il 6 novembre del 1992 dalla mafia) denunci&ograve;, e non mi risulta sia stato protetto, anzi! Non fosse stato per il coraggio di Mario Nero (testimone di giustizia scomparso nel 2021) probabilmente staremmo ancora cercando il suo assassino&raquo;. </p> <p>&laquo;&Egrave; chiaro - scrive l&rsquo;uomo -, che lei non ha nulla di cui scusarsi sul piano personale: tutta l&rsquo;Italia conosce il suo scrupolo e il suo impegno, ma lei non crede che ci sia qualcosa da affinare, da rivedere, da correggere nell&rsquo;azione dello Stato e della Magistratura"? In un passaggio della missiva sottolinea inoltre anche &laquo;che a volte denunciare e chiedere giustizia non sembra sortire effetto alcuno&raquo;.  La lettera si chiude con una consapevolezza: &laquo;Spero che potr&agrave; comprendere e perdonare quel sottile disagio che avverto quando c'&egrave; qualcuno che ci ammonisce con il ditino alzato perch&eacute; non siamo abbastanza eroi. Siamo tutti dalla stessa parte, certo; e dobbiamo attivarci insieme e in modo compatto. Ma dobbiamo farlo guardandoci negli occhi, confrontandoci nella chiarezza, nella sincerit&agrave; e persino nella franchezza, se serve. La mancanza di quel 'chiediamo scus&agrave;, mi creda, pesa molto&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Riaprì un anno fa dopo una rapina, ad Apricena nuovo colpo dei ladri nella storica gioielleria: «Inaccettabile»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1993845/riapri-un-anno-fa-dopo-una-rapina-ad-apricena-nuovo-colpo-dei-ladri-nella-storica-gioielleria-inaccettabile.html</link>
      <description>Aveva chiuso per i danni subiti per alcuni mesi, riaprendo i battenti ad aprile 2025. Ma la scorsa notte un nuovo ingente furto è stato messo a segno nella sua attività. La rabbia del giovane titolare, il 34enne Pio De Filippis: «Intervenga lo Stato»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>De Filippis 1887,gioielleria,rapina,Antonio Potenza</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1993845/riapri-un-anno-fa-dopo-una-rapina-ad-apricena-nuovo-colpo-dei-ladri-nella-storica-gioielleria-inaccettabile.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 12:02:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un anno e mezzo fa, il 10 dicembre del 2024, aveva subito un ingente furto alla sua gioielleria, De Filippis 1887, ad Apricena, comune in provincia di Foggia. Aveva chiuso per i danni subiti per alcuni mesi, riaprendo i battenti ad aprile 2025. A distanza di un anno circa, la scorsa notte un nuovo ingente furto &egrave; stato messo a segno ai danni della sua attivit&agrave;. &laquo;Ora chiedo l&rsquo;intervento dello Stato - ha detto il giovane titolare, il 34enne Pio De Filippis - Mi appello al Presidente della Repubblica e alla Presidente del Consiglio dei Ministri. Non &egrave; possibile andare avanti cos&igrave;&raquo;. </p> <p>Tutto &egrave; accaduto intorno alle 4 del mattino. Ad agire quattro persone a volto travisato vestite di scuro che, utilizzando con ogni probabilit&agrave; un flessibile, hanno divelto la porta d&rsquo;ingresso blindata , e una volta all&rsquo;interno, hanno sfondato le vetrine portando via gioielli, diamanti ed orologi, inserendoli in secchi, e fuggendo a bordo di un&rsquo;autovettura presumibilmente rubata. L&rsquo;allarme, stando al racconto del giovane titolare, &egrave; scattato ma giunti sul posto, i ladri erano gi&agrave; fuggiti. &laquo;La mia &egrave; una tra le attivit&agrave; storiche della nostra citt&agrave;. Da cinque generazioni. L&rsquo;aveva il mio tris nonno. Ma &egrave; impossibile continuare cos&igrave;. Nel caso non ci sia un supporto reale sar&ograve; costretto a chiudere&raquo;.</p> <p>Il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, ha raccontato che &laquo;questa mattina all&rsquo;alba ci sono persone che hanno pianto sulla mia spalla. &Egrave; inaccettabile. Apricena non si piega alla criminalit&agrave;. Non &egrave; accettabile che una famiglia che lavora, che investe, che tiene viva un&rsquo;attivit&agrave; storica della nostra citt&agrave;, debba vivere ancora una volta un dolore simile. Non &egrave; accettabile che Apricena debba subire la prepotenza di chi pensa di poter venire qui a seminare paura&raquo;. </p> <p>Il sindaco ha poi lanciato un messaggio chiaro a chi colpisce il territorio. &laquo;Apricena &egrave; una citt&agrave; di persone perbene, di famiglie, di commercianti, di imprenditori, di giovani, di cittadini che ogni giorno lavorano e investono nel futuro. Chi vive di furti, violenza e prepotenza non appartiene a questa comunit&agrave; e non avr&agrave; mai questa citt&agrave;. Cedo profondamente nelle istituzioni. Credo nello Stato. Credo nel lavoro delle Forze dell&rsquo;Ordine, che ringrazio per l&rsquo;impegno quotidiano. Ma oggi Apricena ha bisogno di sentire ancora pi&ugrave; forte la presenza dello Stato. La sicurezza dei cittadini, delle famiglie e delle attivit&agrave; economiche non pu&ograve; essere percepita come una battaglia solitaria&raquo;, ha concluso Potenza.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Foggia, con la truffa del finto nipote sottraggono 3mila euro a una 89enne: arrestati due napoletani in trasferta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1993840/foggia-con-la-truffa-del-finto-nipote-sottraggono-3mila-euro-a-una-89enne-arrestati-due-napoletani-in-trasferta.html</link>
      <description>I due ventenni, con precedenti penali, sono stati fermati nei pressi dello svincolo autostradale di Candela: si trovano ai domiciliari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>truffa,anziani</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1993840/foggia-con-la-truffa-del-finto-nipote-sottraggono-3mila-euro-a-una-89enne-arrestati-due-napoletani-in-trasferta.html</guid>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 10:29:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Due ventenni originari di Napoli, con precedenti penali, sono stati arrestati dai carabinieri per una truffa (per oltre tremila euro) ai danni di un&rsquo;anziana di 89 anni di Foggia. L&rsquo;anziana &egrave; stata contattata telefonicamente da un uomo fintosi il nipote, che le aveva preannunciato l&rsquo;arrivo a casa di un amico per recuperare denaro e monili in oro, proprio per scongiurare conseguenze legate a problemi economici. Uno degli indagati si sarebbe presentato alla porta della donna, rimasta sola, e dopo averla raggirata con il pretesto di dover risolvere gravi problemi bancari, sarebbe riuscito a farsi consegnare 2.000 euro in contanti e una carta di debito, allontanandosi poi a bordo di un&rsquo;auto insieme ad un complice. I due si sarebbero poi recati presso un locale istituto di credito, prelevando dallo sportello Atm ulteriori 1.500 euro, grazie al codice pin della carta che la donna aveva fornito telefonicamente all&rsquo;uomo che si era finto suo nipote. I carabinieri sono riusciti a rintracciare l&rsquo;autovettura in transito nei pressi dello svincolo autostradale di Candela (Foggia), recuperando, nel corso di una perquisizione all&rsquo;interno del veicolo, l&rsquo;intera refurtiva sottratta poco prima all&rsquo;anziana donna. Gli arresti sono stati convalidati dal fip che ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni a Napoli. I carabinieri stano verificando se i due possano essere gli autori di altre truffe messe a segno nel Foggiano.</p>]]></content:encoded>
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      <title>È crisi politica a San Severo: la sindaca Colangelo azzera la giunta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1992693/e-crisi-politica-a-san-severo-la-sindaca-colangelo-azzera-la-giunta.html</link>
      <description>L'annuncio ieri mattina con una dichiarazione pubblica con cui il primo cittadino ha spiegato le ragioni della decisione escludendo però le proprie dimissioni dalla carica</description>
      <category>Lidya Colangelo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1992693/e-crisi-politica-a-san-severo-la-sindaca-colangelo-azzera-la-giunta.html</guid>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 14:10:23 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il sindaco di San Severo Lidya Colangelo ha azzerato l'intera Giunta comunale, revocando con effetto immediato tutte le deleghe assessorili. L'annuncio ieri mattina con una dichiarazione pubblica con cui il primo cittadino ha spiegato le ragioni della decisione escludendo per&ograve; le proprie dimissioni dalla carica. Nei giorni scorsi si era dimesso dalla giunta non senza polemiche l&rsquo;assessore Gigi Marino.</p> <p>&laquo;Oggi, con grande senso di responsabilit&agrave; e non senza amarezza, ho deciso di azzerare l&rsquo;intera Giunta comunale, revocando con effetto immediato tutte le deleghe assessorili. Ho scelto di parlare solo adesso perch&eacute; non volevo che a guidarmi fossero la delusione, la rabbia o la fretta. In momenti delicati come questo serve lucidit&agrave;, serve equilibrio, serve soprattutto rispetto verso la citt&agrave; e verso i cittadini. Voglio essere chiara: ho deciso di azzerare la Giunta ma non di dimettermi. E non l&rsquo;ho fatto per una ragione molto semplice: io non posso permettermi di abbandonare San Severo nel pieno di una fase cos&igrave; importante e decisiva per il futuro della nostra comunit&agrave;. Le mie dimissioni significherebbero trascinare la citt&agrave; verso un lungo commissariamento, senza nemmeno restituire immediatamente la parola ai cittadini. Sarebbe un danno enorme per San Severo e inevitabilmente rallenterebbe e bloccherebbe opere e progettualit&agrave; fondamentali&raquo;, ha affermato la sindaca Colangelo che ha poi aggiunto: &laquo;In questi mesi si concludono progetti strategici legati al PNRR. Ci sono opere che stanno per partire e altre che attendono soltanto di essere completate. Penso al basolato del centro storico, alla riqualificazione delle periferie, al mercato giornaliero di via De Gasperi, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, al progetto e alla partecipazione al bando per la realizzazione della rete fognaria della zona CIP e a tanti altri interventi che questa citt&agrave; aspetta da anni. Marted&igrave; a nome dell&rsquo;intera Amministrazione comunale sono stata ricevuta a Roma dal Ministro dell&rsquo;Interno Matteo Piantedosi. In quella sede ho rappresentato e ottenuto una proroga per l&rsquo;ultimazione dei lavori del parcheggio interrato di Piazza Cavallotti, opera strategica per il futuro della citt&agrave;. Nel corso dell&rsquo;incontro abbiamo inoltre chiesto al Ministro un potenziamento delle Forze di Polizia sul territorio, perch&eacute; la sicurezza dei cittadini resta una priorit&agrave; assoluta e richiede attenzione concreta da parte dello Stato. Anche per questo motivo ritengo che oggi servano stabilit&agrave;, responsabilit&agrave; e continuit&agrave; amministrativa. Fermarsi adesso significherebbe mettere seriamente a rischio risultati concreti ottenuti con fatica, impegno e lavoro istituzionale.&raquo;</p> <p>&laquo;Io sento il peso della responsabilit&agrave; che i cittadini mi hanno affidato e non intendo sottrarmi. Governare significa esserci soprattutto nei momenti difficili, non scappare davanti ai problemi. Per questo rivolgo un appello forte e sincero alle forze politiche presenti in Consiglio comunale affinch&eacute; prevalgano maturit&agrave;, dialogo e senso delle istituzioni. San Severo oggi ha bisogno di amministratori responsabili, pronti a lavorare esclusivamente nell&rsquo;interesse della citt&agrave;. Ma voglio essere altrettanto chiara: non intendo aprire alcuna interlocuzione politica con chi ha contribuito ad alimentare questa crisi amministrativa trascinando la citt&agrave; dentro tensioni e dinamiche che nulla hanno a che vedere con il bene comune. San Severo merita seriet&agrave;, stabilit&agrave; e rispetto. Non accetter&ograve; condizionamenti, ricatti politici o personalismi che rischiano di compromettere il futuro della nostra comunit&agrave;&raquo;, rimarca la sindaca che infine aggiunge: &laquo;La politica deve avere il coraggio di guardare oltre gli egoismi e mettere al centro soltanto San Severo. Inizier&ograve; una serie di confronti con chi dimostrer&agrave; senso di responsabilit&agrave; e reale volont&agrave; di contribuire alla ricostruzione di una squadra di governo credibile, seria e capace.&raquo;</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Blitz all'alba tra Foggia e Bat: presa la banda degli assalti ai bancomat in Abruzzo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1992472/blitz-all-alba-tra-foggia-e-bat-smantellata-la-banda-degli-assalti-ai-bancomat-in-abruzzo.html</link>
      <description>L'operazione simultanea a San Severo, Cerignola e Trinitapoli. Alcuni degli indagati erano già in carcere</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>banda della marmotta,blitz,san severo,trinitapoli</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 09:57:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sei persone sono state arrestate nel Foggiano e nel Barlettano in un&rsquo;operazione dei Carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica, in provincia di Teramo, che ha smantellato un commando criminale specializzato in assalti esplosivi ai bancomat. Nei confronti dei sei, tutti dell&rsquo;area geografica in cui sono scattate le catture (San Severo, Cerignola e Trinitapoli), il Gip del Tribunale di Teramo ha emesso un&rsquo;ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della locale Procura della Repubblica, per concorso in tentato furto aggravato, ricettazione, porto illegale in luogo pubblico di materiale esplodente.  L&rsquo;indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Alba Adriatica e dalla Stazione di Martinsicuro, ha fatto piena luce su due tentativi di furto messi a segno lo scorso 25 marzo nella provincia di Teramo: il primo ai danni dello sportello Atm della banca BdM a Colonnella, il secondo all&rsquo;Ufficio Postale di Martinsicuro. Gli investigatori hanno ricostruito la composizione della banda, gli obiettivi e il modus operandi. Il gruppo criminale agiva con il metodo della 'marmott&agrave; (congegno metallico contenente polvere pirica che viene inserito nella fessura del bancomat per farlo saltare in aria). I colpi pianificati nel Teramano erano tuttavia falliti grazie a una chiamata al 112, che aveva permesso l&rsquo;intervento di una pattuglia e la conseguente fuga dei malviventi.  Le successive indagini hanno consentito di individuare tutti i membri del commando e i veicoli utilizzati, tra cui un&rsquo;auto rubata in provincia di Ascoli Piceno, impiegata come mezzo 'pulit&ograve; per fuggire dopo gli assalti. Gli inquirenti hanno accertato che la banda aveva la disponibilit&agrave; di numerosi congegni esplosivi artigianali ad alto potenziale, giudicati dagli esperti potenzialmente micidiali. I sei arrestati sono stati trasferiti in carcere in attesa degli interrogatori di garanzia.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Estorsioni a Foggia, il cassiere del clan ottiene i domiciliari: «Mediava con gli imprenditori»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1992471/estorsioni-a-foggia-il-cassiere-del-clan-ottiene-i-domiciliari-mediava-con-gli-imprenditori.html</link>
      <description>Il Riesame scarcera il 79enne fabbro Bellofatto. Contro di lui anche il pentito Francavilla</description>
      <category>Antonio Bellofatto,società foggiana,clan Moretti,Giuseppe Francavilla</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 09:53:52 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dopo 17 giorni in cella, ottiene gli arresti domiciliari Antonio Bellofatto, 79 anni, fabbro foggiano, presunto intermediario-cassiere dei clan della &ldquo;Societ&agrave;&rdquo;, finito in carcere nel blitz dell&rsquo;11 maggio scoro contrassegnato dall&rsquo;esecuzione di 18 ordinanze cautelari nei confronti di altrettanti foggiani accusati a vario titolo di 7 estorsioni, 7 tentativi di estorsione, 2 episodi di spaccio, 3 di possesso illegale di armi, reati aggravati dalla mafiosit&agrave; per metodi usati e per aver agevolato la &ldquo;Societ&agrave;&rdquo;. Il Tribunale della libert&agrave; di Bari ha parzialmente accolto il ricorso del difensore, l&rsquo;avv. Carlo Mari. Il legale chiedeva in prima istanza la scarcerazione perch&eacute; ammesso e non concesso che Bellofatto abbia fatto da intermediario, l&rsquo;avrebbe fatto non certo per un tornaconto personale non avendo intascato un solo euro, come raccontato dal pentito Giuseppe Francavilla. In subordine l&rsquo;avv. Mari sollecitava la concessione dei domiciliari anche in considerazione dei 79 anni del sospettato. Interrogato dopo l&rsquo;arresto, Bellofatto si avvalse della facolt&agrave; di non rispondere alle domande del gip. Le motivazioni della decisione del Tdl saranno depositate nei prossimi mesi.</p> <p>Bellofatto &egrave; accusato di 3 estorsioni a imprenditori, in concorso con i 2 principali indagati dell&rsquo;inchiesta della Dda: Francesco Abbruzzese alias &ldquo;Stoppino&rdquo;, elemento di spicco del clan Moretti, finito in cella l&rsquo;11 maggio; e Alessandro Moretti, detto &ldquo;Sassolino&rdquo;, nipote del boss Rocco Moretti, che non &egrave; arrivato vivo al blitz perch&eacute; ucciso in un agguato ancora impunito lo scorso 15 gennaio. A Bellofatto la Dda contesta d&rsquo;aver ritirato per conto dei due presunti complici mille/duemila euro ogni 3 mesi da un costruttore; 1500 euro periodicamente da un imprenditore; 2/3mila euro da un secondo costruttore in occasione di Pasqua, Natale e l&rsquo;estate.</p> <p>A chiamare in causa l&rsquo;anziano artigiano sono le parti offese che furono convocate in Questura e messe di fronte a quanto emergeva dalle intercettazioni sul fatto che pagassero il pizzo. Il primo costruttore in 3 interrogatori primo neg&ograve; di consegnare contante a Bellofatto, dicendo di pagarlo solo con bonifici per il lavoro di fabbro; poi verbalizz&ograve; d&rsquo;avergli prestato contante mai restituito; infine ammise di dargli 2mila euro chiesti a titolo di canone mensile per la guardiania nei cantieri, senza per&ograve; che l&rsquo;anziano avesse mai mandato nessun vigilante a espletare il servizio. L&rsquo;imprenditore sotto ricatto disse invece d&rsquo;aver pagato Bellofatto per alcuni lavori da fabbro eseguiti, ma soprattutto rifer&igrave; che &ldquo;Bellofatto veniva per conto di qualcuno a prendere 1500 euro ogni 3 mesi. Non mi ha mai detto a chi consegnasse il contante. N&eacute; io gliel&rsquo;ho chiesto&rdquo;. Infine il secondo costruttore nel parlare dei rapporti di lavoro con Bellofatto quale fabbro, aggiunse &ldquo;d&rsquo;avergli consegnato denaro in contante tramite un mio collaboratore, perch&eacute; Bellofatto mi disse che era opportuno fare qualche regalo a personaggi della malavita foggiana per stare tranquilli, senza mai dirmi chi fossero questi personaggi. Questa situazione va avanti da circa 10 anni: gli davo 3mila euro a Natale, Pasqua e d&rsquo;estate; da un anno i regali sono di 4mila euro&rdquo;.</p> <p>A questo quadro probatorio, a carico di Bellofatto ci sono le intercettazioni indirette che lo chiamerebbero in causa e le dichiarazioni del pentito Giuseppe Francavilla, ex capo clan che l&rsquo;ha indicato come un uomo cui i clan delegavano il compito di riscuotere il pizzo, aggiungendo per&ograve; che Bellofatto non prendeva per s&eacute; nemmeno un euro. Il gip nel disporre il carcere per l&rsquo;anziano foggiano rimarc&ograve; due aspetti: &ldquo;&egrave; gravato da 2 condanne per ricettazione e minaccia; e in questa inchiesta risponde di ben 3 estorsioni ai danni di facoltosi imprenditori di Foggia per un lasso di tempo prolungato e sistematico. Il che &egrave; particolarmente indicativo di proclivit&agrave; criminale; ha sfruttato la propria formale attivit&agrave; di fabbro per avere ingresso facilitato alle imprese e accesso privilegiato ai colloqui, senza destare sospetti e approfittando dei pregressi rapporti professionali per valutare la solidit&agrave; del contesto aziendale e la sua permeabilit&agrave; rispetto a pretese estorsive&rdquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Mafia garganica, sale la tensione: il boss Armando Li Bergolis libero dopo 22 anni, tra qualche mese tocca al fratello</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1992470/mafia-garganica-sale-la-tensione-il-boss-armando-li-bergolis-torna-in-liberta-tra-qualche-mese-tocca-al-fratello.html</link>
      <description>Figura di primo piano del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, il suo nome attraversa decenni di cronaca nera garganica</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Armando Li Bergolis,carcere,41 bis</category>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2026 09:37:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 22 anni di carcere tranne 44 giorni a piede libero nell&rsquo;estate 2008, il capo della mafia garganica &egrave; libero. Sette giorni fa Armando Li Bergolis, 51 anni compiuti a febbraio, allevatore di Monte Sant&rsquo;Angelo soprannominato &laquo;calcarulo&raquo;, esponente dell&rsquo;omonima famiglia coinvolta prima nella faida di Monte, quindi nell&rsquo;evoluzione in associazione criminale egemone sul Promontorio, si &egrave; lasciato alle spalle il carcere di Viterbo.</p> <p>Scontati i 27 anni (meno 5 per buona condotta) inflitti nel maxi processo alla mafia garganica, &egrave; tornato a vivere a Manfredonia. Gran parte della detenzione il malavitoso l&rsquo;ha trascorsa al duro regime del 41 bis.Nel maxi-processo (99 arresti il 23 giugno 2004; 107 imputati anche per 22 omicidi; 46 condanne definitive anche per 7 omicidi), Armando Li Bergolis fu condannato il 7 marzo 2009 dalla corte d&rsquo;assise di Foggia (sentenza confermata in appello a Bari il 15 luglio 2010 e in Cassazione il 4 ottobre 2011) a 27 anni per mafia, traffico di droga, estorsione e armi a fronte della richiesta di ergastolo della Direzione distrettuale antimafia di Bari. Che evit&ograve; perch&eacute; fu assolto da ulteriori accuse di tre estorsioni; e soprattutto dal triplice omicidio di faida di Giuseppe Quitadamo, Francesco Prencipe e Daniele De Nittis uccisi il 12 aprile 2001 vicino Peschici; dall&rsquo;omicidio sempre di faida di Biagio Silvestri assassinato in Foresta Umbra il 31 agosto 2008; dall&rsquo;omicidio di Matteo Mangini, sparato a Manfredonia davanti a un bar il 2 settembre 2001 per contrasti collegati al mondo della droga.</p> <p>Restano ancora detenuti il fratello maggiore Matteo Li Bergolis, che sconta 27 anni e con fine pena ormai prossimo, e il fratello minore Franco, condannato all&rsquo;ergastolo perch&eacute; riconosciuto colpevole oltre che di mafia, droga, armi estorsioni anche dell&rsquo;omicidio Mangini...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Casa Sollievo, Papa Leone «commissaria» l'Opera di San Pio: sotto la lente le finanze dell'ospedale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1991415/casa-sollievo-papa-leone-commissaria-l-opera-di-san-pio-sotto-la-lente-le-finanze-dell-ospedale.html</link>
      <description>Il Pontefice ha istituito una Commissione di indirizzo e vigilanza sulla Fondazione: ecco i membri</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Massimiliano Scagliarini)</author>
      <category>casa sollievo,papa leone</category>
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      <pubDate>Wed, 27 May 2026 12:39:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;ospedale fondato da Padre Pio naviga in un mare di debiti e rischia seriamente il fallimento, quindi serve una strategia per il salvataggio. Si legge cos&igrave; l&rsquo;intervento della Santa Sede, con un chirografo di papa Leone che ha commissariato Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo: le decisioni passano in mano a una commissione di indirizzo e vigilanza guidata da Maximino Caballero Ledo, spagnolo, un ex manager della sanit&agrave; privata americana che Papa Francesco ha voluto in Vaticano e che il suo successore ha confermato alla Segreteria per l&rsquo;Economia.</p> <p>Le voci che arrivano dall&rsquo;interno parlano di una sfiducia al direttore generale, Gino Gumirato, che &egrave; stato inserito in una commissione tecnica consultiva ma non nel direttorio che, scrive la Santa sede avr&agrave; il &laquo;compito di analizzare la situazione attuale della Fondazione e individuare le migliori soluzioni per una sempre maggiore efficienza, efficacia e sostenibilit&agrave; nel tempo della sua opera e della sua missione&raquo;. Ovvero, e con ogni probabilit&agrave;, dovr&agrave; scrivere il piano di risanamento che dovr&agrave; fare i conti con le norme italiane in materia di crisi d&rsquo;impresa: il Vaticano, infatti, sa bene che l&rsquo;ospedale rischia il fallimento. La Fondazione non &egrave; tenuta a presentare bilanci se non alla Segreteria di Stato.</p> <p>I numeri parlano di almeno 250 milioni di debiti, cifra probabilmente sottostimata: ci sono problemi enormi con i fornitori, che non vengono pagati e consegnano merce solo con pagamento a vista. Il tentativo di coinvolgere la Regione nel salvataggio &egrave; fallito, sia perch&eacute; i soldi non ci sono sia perch&eacute; il proprietario &egrave; il Vaticano: e oltretutto, in base ai conteggi della Asl Foggia, Casa Sollievo deve restituire diverse decine di milioni. C&rsquo;&egrave; un problema strutturale, perch&eacute; l&rsquo;ospedale &egrave; inefficiente, ha costi enormi e non satura nemmeno i tetti di spesa. Servono tagli. E soprattutto c&rsquo;&egrave; il rischio, tutt&rsquo;altro che remoto, che i creditori (a partire dai dipendenti) presentino istanza di fallimento.</p> <p>La composizione della commissione voluta dal Papa &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; un trattato. Nell&rsquo;organismo &egrave; stato nominato il vescovo di Foggia, monsignor Giorgio Ferretti, ma non l&rsquo;arcivescovo di Manfredonia, Franco Moscone, lo straordinario sacerdote piemontese nominato da papa Francesco che ha preso a cuore l&rsquo;ospedale di San Pio ed &egrave; diventato il terminale delle preoccupazioni dei lavoratori e della gente comune. Moscone, un uomo che sa parlare chiaro, ha rappresentato esattamente alla Santa Sede le proporzioni del disastro a cui va incontro Casa Sollievo. L&rsquo;ha pagata cara: non &egrave; un mistero che Gumirato, il padovano che sul biglietto da visita ha scritto &laquo;consulente di Obama&raquo;, goda dell&rsquo;amicizia del cardinale Parolin. In molti si aspettano ora che Moscone lasci Manfredonia. Ma diverse sono le voci che ritengono la nomina della commissione anche un preavviso di sfratto per Gumirato e il suo contratto d&rsquo;oro: nell&rsquo;organo tecnico - si fa notare - non avr&agrave; diritto di voto, dovr&agrave; solo fornire informazioni. A coordinare la commissione papale sar&agrave; Fabio Gasperini, segretario dell&rsquo;Apsa, ovvero l&rsquo;uomo (pescato da Papa Francesco in una delle &laquo;Big 4&raquo;) che ha le chiavi del patrimonio del Vaticano. E ci sar&agrave; anche il presidente dell&rsquo;Apsa, monsignor Giordano Piccinotti. La commissione si riunir&agrave; a Roma, e - dice Vatican News - avr&agrave; &laquo;piena capacit&agrave; di azione di compiere i necessari atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, riferendo direttamente al Papa prima di ogni decisione di particolare rilievo e comunque prima di adottare atti di particolare importanza o che abbiano decisiva e significativa incidenza sul patrimonio della Fondazione ovvero che ne modifichino lo Statuto&raquo;. Per chi ricorda le altre crisi della sanit&agrave; vaticana, questo sembra un film gi&agrave; visto.&nbsp;</p> <p>Gumirato respinge per&ograve; la tesi di una sfiducia nei suoi confronti. &laquo;La Commissione garantir&agrave; la continuit&agrave; di un presidio d&rsquo;eccellenza in campo medico, chirurgico e della ricerca scientifica. Ovviamente non &egrave; un commissariamento, &egrave; una Commissione di indirizzo e vigilanza, cos&igrave; come avviene in molti governi quando si occupano delle societ&agrave; partecipate. Avremo una prova di questo abbastanza a breve termine&raquo;. E' tuttavia probabile che in sede di rinnovo delle cariche, a giugno, il Vaticano nomini nuovi manager.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Le campagne di Foggia e della Bat pattumiere d'Italia: rifiuti dalla Campania scaricati e incendiati. Sei persone ai domiciliari I NOMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1991099/rifiuti-speciali-scaricati-a-foggia-e-nella-bat-19-arresti-dell-antimafia-pugliese.html</link>
      <description>Operazione dei carabinieri del Noe su richiesta della Dda di Bari. L'accusa: abbandonati anche rifiuti urbani in 64 siti. Sette persone sottoposte a obbligo di dimora. Sequestrati i camion e circa 2,5 milioni di euro</description>
      <category>dda bari,noe napoli</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1991099/rifiuti-speciali-scaricati-a-foggia-e-nella-bat-19-arresti-dell-antimafia-pugliese.html</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 07:58:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>Una operazione dei carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di&nbsp;</span><span>Bari</span><span>, ha portato all'arresto e alla notifica di misure cautelari nei confronti di una organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali provenienti da varie province della Campania e abbandonati in aree agricole delle province di Foggia e Bat.</span></p> <p><span>Circa 90 i carabinieri del Reparto Speciale dell'Arma e dei Comandi Provinciali di Napoli, Benevento,&nbsp;</span><span>Bari</span><span>, Roma, Caserta e Latina e Foggia impegnati nell'esecuzione di 19 provvedimenti cautelari. L'ipotesi alla base dell'iperazione &egrave; che tonnellate di rifiuti speciali siano stati scaricati illecitamente nei territori pugliesi da un'organizzazione collegata a gruppi criminali della Campania.</span></p> <p><span>I pm della Dda di Bari, Marco D'Agostino e Domenico Minardi, avevano chiesto il carcere per sei indagati e i domiciliari per gli altri 13. Dopo gli interrogatori preventivi, con una ordinanza di 467 pagine il gip di Bari, Ilaria Casu, ha disposto gli arresti domiciliari per sei persone (quelle per le quali era stato chiesto il carcere): Ilario Vernieri di 54 anni, Giacomo Campese di 63 anni da Cerignola, Mauro Campese di 42 anni, Francesco Pio Losurdo da Cerignola, Cosimo Roma e Daniele Mastrullo. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Lucia Calvio, Giuseppe Calvio, Matteo Antoniciello, Matteo Carosiello, Domenico Di Corcia, Biagio Campiglia e Luca D'Ambrosio. Divieto di esercizio dell'attivit&agrave; imprenditoriale per un anno per Stefano Falzarano, Aurelio Proia, Roberto Antonio Stanziano, Domenico Memoli, Giovanni De Simone e Gino Lori.</span></p> <p><span>Il gip ha inoltre disposto il sequestro dei mezzi utilizzati per lo scarico dei rifiuti, oltre che il sequestro preventivo di circa 3 milioni di euro nei confronti di dieci societ&agrave;. Respinta invece la richiesta di sequestrare le stesse societ&agrave;.</span></p> <p><span>L'indagine - secondo la Dda - ha consentito&nbsp;di scoprire una vera e propria filiera organizzata per lo smaltimento di ingenti quantit&agrave; di rifiuti speciali&ndash; in prevalenza scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di rifiuti urbani &ndash; provenienti da impianti di trattamento o recupero dislocati nelle province di Roma, Napoli, Caserta, Brindisi e Salerno. Migliaia di tonnellate di rifiuti sono quindi state trasportate e smaltite dentro cave in disuso,&nbsp; aree agricole (vigneti e uliveti) e capannoni dismessi nelle zone di Foggia, della Bat, di Bari, di Napoli e Frosinone, danneggiando anche aree sottoposte a vincolo e con enormi rischi per la salute.</span></p> <p><span>Il meccanismo era basato&nbsp;sulla classificazione fittizia dei rifiuti da parte degli impianti di produzione: venivano predisposti documenti falsi che indicavano il sito di destinazione dei rifiuti, esistente solo sulla carta, ma in questo modo ne veniva giustificato il trasporto (a cura di societ&agrave; compiacenti autorizzate) che poi si concludeva con l'abbandono. E dunque&nbsp;camion carichi di rifiuti urbani indifferenziati provenienti da impianti della provincia di Napoli, Salerno e Caserta si sono ripetutamente diretti verso le campagne tra Cerignola, San Severo, Lucera, e verso le aree dell&rsquo;Alto e del Basso Tavoliere. Sono stati individuati 64 siti di scarico abusivi.</span></p> <p>Alcune aree di campagna sono diventate, dice chi indaga, "delle autentiche discariche abusive a cielo aperto dove sono stati smaltiti, soprattutto in orari notturni, quantit&agrave; impressionati di rifiuti urbani e speciali". Spesso dopo lo scarico i rifiuti&nbsp; venivano dati alle fiamme, rendendo l&rsquo;aria irrespirabile: i video sono spesso finiti sui social, creando grave allarme. Nei primi mesi del 2026 il Noe ha eseguito gi&agrave; venti provvedimenti cautelari tra Puglia e Campania.</p> <p>&laquo;Ci troviamo di fronte a organizzazioni criminali che, al pari della mafia, sono impermeabili agli interventi repressivi&raquo;, ha detto il procuratore aggiunto Giuseppe Gatti, coordinatore della Dda di Bari. Nel 2021 le indagini, con l&rsquo;operazione Ombra, avevano gi&agrave; colpito &laquo;una componente principale dell'odierna compagine dedita al traffico organizzato di rifiuti&raquo;. &laquo;Quando parliamo di traffico, parliamo del modello con cui la criminalit&agrave; organizzata si muove e opera&raquo;, ha detto Gatti paragonando i rifiuti alla droga. &laquo;Il traffico &egrave; &nbsp;un reato di filiera, un reato che non si esaurisce in un solo momento ma presuppone una catena, con una fase a monte e una fase a valle&raquo;.</p> <h3>DECARO: SAREMO PARTE CIVILE</h3> <p>&laquo;Lo sversamento illecito dei rifiuti non &egrave; solo un crimine ambientale ma anche un&rsquo;ipoteca sul futuro della nostra terra e di chi la abiter&agrave;. Per questo la Regione Puglia depositer&agrave; atto di costituzione quale persona offesa sin dalla fase delle indagini preliminari, per poi costituirsi parte civile a seguito dell&rsquo;esercizio dell&rsquo;azione penale. Questa ci sembra un&rsquo;azione doverosa per difendere il nostro territorio e per supportare l&rsquo;azione di Magistratura e Forze dell&rsquo;Ordine, che ringraziamo, che oggi hanno inferto alla criminalit&agrave; organizzata un ennesimo colpo durissimo in favore della legalit&agrave; e della tutela dell&rsquo;ambiente pugliese&raquo;. Cos&igrave; il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, commentando positivamente l&rsquo;operazione portata a termine dai carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari che ha scoperchiato traffico e smaltimento illecito di rifiuti tra Campania e Puglia.  &laquo;Le azioni di contrasto al traffico e allo smaltimento illecito di rifiuti speciali nelle campagne e nelle aree agricole pugliesi oggi registrano un importante risultato - prosegue l&rsquo;assessora regionale all&rsquo;Ambiente, Debora Ciliento - La Puglia &egrave; troppo spesso scenario di azioni illecite in materia di smaltimento rifiuti, ma la collaborazione tra magistratura, forze dell&rsquo;ordine e istituzioni dimostra di essere sempre pi&ugrave; forte ed efficace. La Regione Puglia ringrazia tutti coloro che si sono adoperati per riportare legalit&agrave; e sicurezza nel nostro territorio&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, la «Società» continua a imporre il pizzo agli spacciatori: i prezzi imposti dal cartello dei clan</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1990024/foggia-la-societa-continua-a-imporre-il-pizzo-agli-spacciatori-i-prezzi-imposti-dal-cartello-dei-clan.html</link>
      <description>Era il nucleo dell’inchiesta «Game over» sul monopolio sullo spaccio della cocaina imposto in città dai mafiosi a grossisti e pusher</description>
      <author>redazione foggia</author>
      <category>società foggiana</category>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 13:19:10 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La &ldquo;Societ&agrave; foggiana&rdquo; continua a imporre il pizzo agli spacciatori costretti a rifornirsi di cocaina dai clan a prezzi imposti. Era il nucleo dell&rsquo;inchiesta &ldquo;Game over&rdquo; (82 arresti il 24 luglio 2023; 85 imputati ed al momento gi&agrave; 58 condanne e 1 patteggiamento) sul monopolio sullo spaccio della cocaina imposto in citt&agrave; a grossisti e pusher dai mafiosi. La circostanza emerge anche dall&rsquo;ultimo blitz che l&rsquo;11 maggio ha portato all&rsquo;arresto di 18 foggiani accusati a vario titolo di 7 estorsioni; altrettanti tentativi di estorsione; 2 imputazioni di detenzione ai fini di spaccio di 2 chili di cocaina; 3 di possesso illegale di armi. Scrivono i pm Bruna Manganelli e Luciana Silvestris nella richiesta d&rsquo;arresti accolta dal gip: &ldquo;Dalle indagini risulta oltre modo evidente la pervicacia del duo Alessandro Moretti&rdquo; (ucciso il 15 gennaio 2026, era il principale indagato dell&rsquo;inchiesta) &ldquo;e Francesco Abbruzzese&rdquo; (uno dei 18 arrestati) &ldquo;in particolare della facilit&agrave; con cui riescono a procurarsi le armi, con cui progettavano spedizioni punitive ai danni dei loro avversari, come nel caso di&hellip;&rdquo; (due noti spacciatori) &ldquo;che avevano opposto resistenza all&rsquo;assoggettamento all&rsquo;imposizione del prezzo e delle forniture di cocaina&rdquo;.</p> <p>Nel luglio 2025 Moretti riferisce a un interlocutore &ldquo;che in occasione del rifornimento mensile dello stupefacente, porter&agrave; con s&eacute; oltre alla cocaina anche una pistola per minacciare i due spacciatori&rdquo;. Questa l&rsquo;intercettazione cui si riferisce la DDa. Moretti: &ldquo;Mo&rsquo; ti faccio vedere. Il 19 abbiamo l&rsquo;appuntamento: questo &egrave; il pacco, e questa &egrave; la pistola? Che vuoi fare?&rdquo; prefigurandosi il colloquio con i pusher. &ldquo;Le pericolosit&agrave; di Moretti e Abbruzzese &egrave; desumibile anche dal progetto di uccidere un pregiudicato di Vieste&hellip; che a loro dire era debitore di 70mila euro&rdquo; rimarca la Dda. &ldquo;I due dapprima meditavano di sequestrarlo e picchiarlo con mazze da baseball. Abbruzzese poi si dichiarava pronto anche a ucciderlo, affermando: &lsquo;se no spariamolo, spariamolo direttamente&rsquo;&rdquo;.Non solo spacciatori e debitori nel mirino di Abbruzzese, che secondo l&rsquo;accusa ce l&rsquo;aveva a morte con due poliziotti della squadra mobile perch&egrave; a luglio 2025 gli sequestrarono una partita di droga. Tant&rsquo;&egrave; che il malavitoso nel blitz risponde oltre che di estorsioni e armi anche di detenzione ai fini di spaccio. &ldquo;Come risulta dalle intercettazioni all&rsquo;indomani del sequestro di droga&rdquo; proseguono i pm &ldquo;Abbruzzese non esit&ograve; a palesare il proprio rancore e predisporre azioni violente persino nei confronti di poliziotti che legittimamente avevano fatto il proprio dovere. Abbruzzese era particolarmente adirato e rancoroso per il sequestro di droga e armi nella sua campagna&rdquo;. Questa la captazione: &ldquo;Mo&rsquo; che trovo a&hellip;&rdquo; (un ispettore della mobile) &ldquo;diglielo che vengo alle case vostre, vi citofono, dove stanno le mogli e i figli. Non temiamo pi&ugrave; a nessuno. Che lo devono sapere che sto l&agrave;. Se vengono ci dobbiamo uccidere, dobbiamo fare le capriole. Come ti permetti entrare nella casa mia, sorta di scemo. Ma mo&rsquo; se li trovo glielo devo dire a&hellip;&rdquo; e fa il nome di un secondo poliziotto, un sovrintendente sempre della squadra mobile.</p> <p>Sembrano parole in fotocopia con quelle pronunciate da Abbruzzese nel 2015 quando era in corso la guerra di mafia tra il suo clan, il gruppo Moretti/Pellegrino/Lanza, e i rivali Sinesi/Francavilla. Abbruzzese e Moretti (arrestati a gennaio 2016 nel blitz Ripristino) parlavano dei nemici da colpire, ma meditavano azioni di fuoco anche contro un ispettore della mobile perch&egrave; faceva il proprio dovere indagando sui clan: &ldquo;Io sono un killer, bastardo in faccia... Quel cornuto di... lo devo sparare in testa. Lo devo sparare. Mo&rsquo; gli devo accendere la macchina".</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Scontri Torino-Juve, a Foggia spunta lo striscione per il tifoso ferito: «Il silenzio è di Stato»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio/1990016/scontri-torino-juve-a-foggia-spunta-lo-striscione-per-il-tifoso-ferito-il-silenzio-e-di-stato.html</link>
      <description>Proseguono i messaggi di solidarietà del mondo ultras per Marco Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni appartenente al gruppo Viking 1986</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Marco Basoccu,ultras,foggia</category>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 10:48:22 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono i messaggi di solidariet&agrave; del mondo ultras per Marco Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni appartenente al gruppo Viking 1986, ferito gravemente nei disordini scoppiati prima del derby di Torino. Nella notte in diverse citt&agrave; sono comparsi striscioni dedicati al giovane. Gli ultras Lazio hanno scritto: &laquo;Basta falsit&agrave;, prendetevi le vostre responsabilit&agrave;. Forza Marco non mollare&raquo;. </p> <p>&laquo;Se un ultras cade, il silenzio &egrave; di Stato. Marco non mollare&raquo;, si legge invece nello striscione degli ultras del Foggia, mentre quelli del Milan Giambellino hanno esposto la scritta: &laquo;La gente nei quartieri lo sa menzogne, abusi, infamit&agrave;, tieni duro vikingo lotta da ultr&agrave;&raquo;. </p> <p>Le fotografie degli striscioni sono state pubblicate in un post sul profilo Facebook privato di Loris Grancini, storico leader dei Viking 1986. &laquo;Un grazie immenso a chi ha dimostrato rispetto, vicinanza e umanit&agrave;. Il calcio dovrebbe essere anche questo&raquo;, scrive il capo ultras bianconero.</p>]]></content:encoded>
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      <title>San Giovanni Rotondo va al ballottaggio: con il derby Fini-Natale ci sarà un sindaco donna</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1989940/san-giovanni-rotondo-va-al-ballottaggio-con-il-derby-fini-natale-ci-sara-un-sindaco-donna.html</link>
      <description>Per la prima volta nella storia di questo Comune, a capo della rinnovata amministrazione ci sarà una donna</description>
      <author>Michele Toriaco</author>
      <category>sindaco,Rossella Fini e Floriana Natale</category>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 08:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Rossella Fini e Floriana Natale, entrambe avvocate, si sfideranno nel secondo turno di ballottaggio per conquistare la fascia di nuovo sindaco del Comune di San Giovanni Rotondo. Stando cos&igrave; le cose, per la prima volta nella storia di questo Comune, a capo della rinnovata amministrazione ci sar&agrave; una donna. Per essere eletti al primo turno bisognava ottenere, come totale di voti accreditati a ciascun candidato sindaco, la maggioranza assoluta del 50% pi&ugrave; 1 delle preferenze, mentre le due candidate pi&ugrave; votate, Fini (48 anni, centrosinistra, &ldquo;campo largo&rdquo;), e Natale (49 anni, centrodestra) non ci sono riuscite, ma in compenso hanno ottenuto pi&ugrave; voti rispetto ai restanti tre candidati sindaco: Giuseppe Siena (liste civiche), Roberto Cappucci (Rifondazione comunista) e Mimmo Longo (Udc-Sovranisti). Dunque, Floriana Natale (liste &ldquo;Cuore civico-Noi moderati. Noi ora-Citt&agrave; attiva. Fratelli d&rsquo;Italia. In Formazione e Forza Italia&rdquo;) e Rossella Fini (liste &ldquo;Con San Giovanni Rotondo. Movimento 5 Stelle. Partito democratico e Uniti per crescere&rdquo;) torneranno a sfidarsi al secondo turno di ballottaggio in programma domenica 7 e luned&igrave; 8 giugno prossimi.</p> <p>Lo prevede, come detto, la normativa elettorale vigente in base alla quale, per i Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti (&egrave; il caso di San Giovanni Rotondo che conta pi&ugrave; di 26mila abitanti) &egrave; prevista una seconda votazione &ldquo;da effettuarsi la seconda domenica successiva a quella in cui si &egrave; svolto il primo turno, qualora nessun candidato alla carica di sindaco abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi&rdquo;. A San Giovanni Rotondo si &egrave; tornati a votare per le comunali dopo quasi due anni dalla precedente tornata elettorale che a giugno 2024, nel secondo turno del ballottaggio, port&ograve; all&rsquo;elezione del sindaco Filippo Barbano la cui amministrazione (coalizione a trazione Movimento 5 Stelle), &egrave; poi decaduta nel novembre 2025 a seguito delle dimissioni di 9 consiglieri comunali (su 16 assegnati a questo Comune).</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Elezioni 2026, in 4 Comuni pugliesi c'è già il sindaco: a Candela vince il patron del Foggia Calcio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1989117/elezioni-2026-in-4-comuni-pugliesi-c-e-gia-il-sindaco-a-candela-vince-il-patron-del-foggia-calcio.html</link>
      <description>Si tratta di candidati unici che hanno battuto il quorum già nella serata di domenica: ora si attende l'ufficialità con il conteggio dei voti validi</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Giuseppe De Vitto,Michele Bisceglia,Fabio Tarantino</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 16:39:47 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="307" data-end="696">Due comuni del Salento, Martano e Ruffano, hanno gi&agrave; da ieri sera il nome dei rispettivi sindaci eletti ancora prima di procedere allo spoglio. A Martano &egrave; stato confermato il sindaco uscente, Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce che cos&igrave; si avvia verso il suo terzo mandato. Tarantino sostenuto da una lista civica era l&rsquo;unico candidato in corsa ed &egrave; stato sufficiente raggiungere il quorum dei votanti (40,01 %) per assicurargli l&rsquo;elezione.</p> <p data-start="307" data-end="696">Stesso discorso per Ruffano dove con una lista civica &egrave; stato eletto Antonio Cavallo. Si tratta di un ritorno per lui dopo l'arresto del marzo 2025 scattato nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta giudiziaria su un presunto sistema di appalti pubblici pilotati in cambio di regali e favori, sfociata poi nello scioglimento dell&rsquo;amministrazione comunale e il commissariamento del Comune.</p> <p data-start="307" data-end="696">Situazione analoga in provincia di Foggia: a Candela e a Mattinata, infatti, gli unici candidati in corsa per le elezioni hanno superato lo scoglio del quorum gi&agrave; nella serata di domenica.&nbsp;</p> <p data-start="307" data-end="696">A Candela l'affluenza definitiva ha raggiunto il 76,76%, blindando il candidato sindaco Giuseppe De Vitto, imprenditore e patron del Foggia Calcio e dell'Heraclea Club con Gennaro Casillo. A Mattinata invece ha conquistato la fascia tricolore Michele Bisceglia (affluenza del 53,79%). Ora bisogner&agrave; attender&agrave; l'ufficialit&agrave; con il calcolo dei voti validi.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Manfredonia, operai licenziati si reinventano imprenditori e aprono cooperativa: inaugurata oggi la Coopla Green</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988890/manfredonia-operai-licenziati-si-reinventano-imprenditori-e-aprono-cooperativa-inaugurata-oggi-la-coopla-green.html</link>
      <description>La cooperativa, nata dalla volontà di una parte dei lavoratori della ex Dopla, si occuperà di produzione di materiali in bioplastica certificata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Coopla Green,antonio decaro</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 13:19:55 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Siamo orgogliosi di questi lavoratori, la Puglia &egrave; orgogliosa perch&eacute; con determinazione e con impegno e soprattutto con tanto coraggio hanno deciso di occuparsi della loro azienda. Hanno tutelato i loro posti di lavoro, diventando loro imprenditori, attraverso un percorso di cooperazione&raquo;. </p> <p>Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, partecipando questa mattina a Manfredonia (Foggia) all&rsquo;inaugurazione ufficiale della Coopla Green, la cooperativa che si occuper&agrave; di produzione di materiali in bioplastica certificata, nata dalla volont&agrave; di una parte dei lavoratori della ex Dopla, azienda specializzata nella produzione di stoviglie monouso in plastica, chiusa nel 2023 con il licenziamento di tutti i 67 dipendenti. </p> <p>Venticinque di loro hanno dato vita alla cooperativa, sfruttando anche gli strumenti previsti dalla legge e con il sostegno economico di Legacoop Puglia. &laquo;&Egrave; anche un percorso legato alla sostenibilit&agrave;, perch&egrave; qui vengono prodotti elementi che sono legati alla tutela dell&rsquo;ambiente - ha continuato Decaro - Hanno visto la sostenibilit&agrave; ecologica, l&rsquo;ambiente non come una penalizzazione ma come una opportunit&agrave; per crescere e diventare competitivi anche sul mercato. Per noi &egrave; importante essere qui oggi a dimostrazione del fatto che quando uno pu&ograve; sognare qualcosa, quelle cose poi si possono fare&raquo;. </p> <p>&laquo;Oggi non celebriamo solo una riapertura, ma un nuovo inizio&raquo;, ha commentato Giovanni Guerra, presidente di Coopla Green. &laquo;Abbiamo attraversato mesi difficili, ma abbiamo scelto di restare, di investire su noi stessi e sul territorio. Coopla Green - conclude - nasce con l&rsquo;obiettivo di coniugare lavoro, innovazione e sostenibilit&agrave;, puntando su produzioni sempre pi&ugrave; attente all&rsquo;ambiente e su un modello industriale capace di durare nel tempo&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>«Accelerare il rimpasto al Comune di Foggia»: Pd e M5s chiedono alla sindaca di superare la fase di stallo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988887/accelerare-il-rimpasto-al-comune-di-foggia-pd-e-m5s-chiedono-alla-sindaca-di-superare-la-fase-di-stallo.html</link>
      <description>È uno dei passaggi del documento congiunto degli azionisti di maggioranza del campo largo, che chiedono alla sindaca Episcopo di accelerare sulla verifica ed evidentemente anche sul rimpasto in giunta</description>
      <category>episcopo,sindaca,foggia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988887/accelerare-il-rimpasto-al-comune-di-foggia-pd-e-m5s-chiedono-alla-sindaca-di-superare-la-fase-di-stallo.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 12:56:34 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>&laquo;Riteniamo grave che una necessaria verifica politica si sia trasformata in una fase prolungata di stallo, caratterizzata da tensioni continue all'interno della stessa maggioranza, che hanno rallentato l'azione amministrativa e impedito quel cambio di passo pi&ugrave; volte richiesto. I foggiani non possono pagare il prezzo di questo stallo: ogni giorno perso &egrave; un servizio non erogato, un atto non approvato, un'opportunit&agrave; che rischia di sfumare&raquo;. &Egrave; uno dei passaggi del documento congiunto di Pd e Cinquestelle al Comune di Foggia, ovvero gli azionisti di maggioranza del campo largo, che chiedono alla sindaca Episcopo di accelerare sulla verifica ed evidentemente anche sul rimpasto in giunta anche se alcune questioni sollevate sono state avviate a soluzione come l&rsquo;affidamento del trasporto pubblico ad Ataf oppure la collocazione, sia pur all&rsquo;inizio, dei cassonetti intelligenti per la raccolta dei rifiuti.</p> <p>Le due forze politiche fissano tuttavia una serie di questioni non pi&ugrave; procastinabili, come &laquo;la delibera sull'area ASI &mdash; la zona industriale di Foggia Incoronata &mdash; la cui risoluzione &egrave; strategica per attrarre imprese, sostenere quelle esistenti e creare posti di lavoro stabili sul territorio. Ogni ritardo su questo fronte &egrave; un segnale negativo per chi vuole investire a Foggia.&raquo;</p> <p>Molta attenzione viene riservata alla questione urbanica e al patrimonio pubblico: &laquo;Non siamo interessati a logiche di distribuzione degli incarichi, ma a risultati concreti e verificabili. &Egrave; necessario ristabilire un equilibrio politico che rispecchi la rappresentativit&agrave; delle forze di maggioranza e il voto dei cittadini. In questo quadro, il settore dell'urbanistica richiede un intervento immediato e una visione chiara. Il ritardo nel completamento del Piano Urbanistico Generale (PUG) &mdash; lo strumento con cui la citt&agrave; definisce come si costruisce, dove si recupera, quali spazi si tutelano &mdash; non &egrave; pi&ugrave; tollerabile&raquo;, si afferma nel documento di Pd e Cinquestelle che aggiunge: &laquo;Il PUG che abbiamo sostenuto e per cui ci siamo battuti &egrave; fondato su un principio preciso: niente nuovo consumo di suolo, ma rigenerazione di ci&ograve; che gi&agrave; esiste. Quartieri degradati da recuperare, aree dismesse da restituire alla citt&agrave;, periferie da ricucire &mdash; non nuove colate di cemento su terreni vergini. &Egrave; con questa visione che si risponde anche all'emergenza abitativa: non costruendo altrove, ma rimettendo in uso il patrimonio gi&agrave; disponibile. Il censimento degli immobili comunali &egrave; fermo, la graduatoria delle case popolari &egrave; scaduta e numerosi alloggi restano inutilizzati. Famiglie in difficolt&agrave; attendono una risposta che il Comune ha la possibilit&agrave; &mdash; e il dovere &mdash; di dare subito, senza consumare un metro quadro di suolo in pi&ugrave;. Non &egrave; accettabile che, a fronte di una richiesta costante di risorse ai cittadini attraverso le tasse locali, i servizi essenziali risultino carenti e il patrimonio pubblico resti inutilizzato. Ed intanto le mozioni approvate in Consiglio Comunale restano per lo pi&ugrave; lettera morta, ignorando il lavoro dei consiglieri. Strutture come Parco Citt&agrave;, il Centro Palmisano e il Centro per minori devono tornare a essere funzionali e aperte alla comunit&agrave; &mdash; spazi vivi, non edifici abbandonati.&raquo;</p> <p>&laquo;&Egrave; inoltre necessario intervenire sull'organizzazione degli uffici comunali per superare le inefficienze che rallentano l'azione amministrativa e lasciano senza risposta bisogni reali. L'assenza di supporto a progetti come "Organizziamo la Speranza" &mdash; un'iniziativa concreta di coesione sociale &mdash; &egrave; il segnale evidente che qualcosa nel funzionamento dell'ente va profondamente rivisto&raquo;, sottolineano Pd e Cinquestelle che rimarcano come &laquo;la partecipazione ai lavori della Giunta nasce da un senso di responsabilit&agrave; verso la citt&agrave;&raquo;. &laquo;&Egrave; ora indispensabile chiudere rapidamente questa fase di incertezza e restituire piena operativit&agrave; all'azione amministrativa. Foggia ha bisogno di risposte, di tempi certi e di un governo della citt&agrave; all'altezza delle sfide. Servono meno tatticismi e pi&ugrave; decisioni&raquo;, concludono Partito democratico e Cinquestelle.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, il concorso per addetto stampa del «Riuniti». Il Consiglio di Stato: non c’è motivo per bloccarlo ora</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988785/foggia-il-concorso-per-addetto-stampa-del-riuniti-il-consiglio-di-stato-non-ce-motivo-per-bloccarlo-ora.html</link>
      <description>Respinto anche in appello il ricorso di una dipendente che si riteneva danneggiata: dovrà pagare 2mila euro di spese all'ospedale</description>
      <category>ospedali riuniti foggia,giuseppe pasqualone,yanko tedeschi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988785/foggia-il-concorso-per-addetto-stampa-del-riuniti-il-consiglio-di-stato-non-ce-motivo-per-bloccarlo-ora.html</guid>
      <pubDate>Mon, 25 May 2026 12:31:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;azienda ospedaliera &laquo;Riuniti&raquo; di Foggia ha tutto il diritto di bandire un concorso pubblico per l&rsquo;assunzione di un addetto stampa, procedura che di per s&eacute; non toglie nulla ai diritti della dipendente che per un certo periodo si &egrave; occupata di svolgere gli stessi compiti. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, che in sede di discussione dell&rsquo;appello cautelare ha deciso la questione direttamente nel merito.</p> <p>Ad aprile il Tar Bari aveva gi&agrave; respinto l&rsquo;appello (presentato con l&rsquo;avvocato Fabrizio Lofoco) contro la decisione del commissario straordinario Giuseppe Pasqualone, che ha prima bandito il concorso per &laquo;giornalista pubblico&raquo; e quindi ha designato la commissione. L&rsquo;azienda ospedaliera aveva sospeso l&rsquo;avvio delle prove scritte del concorso dopo un decreto cautelare urgente. I giudici di Palazzo Spada hanno per&ograve; confermato la decisione del Tar, rilevando tra l&rsquo;altro che &laquo;la presentazione della domanda di partecipazione da parte della ricorrente integra un comportamento acquiescente oggettivamente incompatibile con la volont&agrave; di contestare la decisione di avviare la procedura selettiva&raquo;. E&rsquo; insomma incongruo chiedere ai giudici di annullare l&rsquo;indizione di un concorso a cui si &egrave; mostrato interesse a partecipare. Il candidato potr&agrave; fare ricorso, eventualmente, all&rsquo;esito della procedura, se emergeranno elementi in questo senso, &laquo;non potendo assurgere gli eventuali interessi &ldquo;intermedi&rdquo; &ndash; come quello del concorrente ad essere valutato da una Commissione imparziale e legittimamente formata &ndash; a titolo legittimante l&rsquo;immediata impugnazione giurisdizionale degli atti endoprocedimentali&raquo;.</p> <p>Il Tar aveva respinto il ricorso in quanto tardivo. La difesa della concorrente ha rilevato di essere partita dopo la nomina della commissione, in quanto ritenuta illegittima per &laquo;macroscopica incompetenza tecnica&raquo;. Una censura che i giudici mostrano di non condividere, anche perch&eacute; la scelta dei componenti della commissione &egrave; avvenuta (motivatamente) tra dipendenti del sistema sanitario. &laquo;Proprio l&rsquo;evidenziata eterogeneit&agrave; degli interessi che muovono la ricorrente, in relazione alla duplicit&agrave; degli atti impugnati ed al diverso segmento procedimentale cui essi ineriscono, non consente di far derivare dalla nomina della Commissione ipoteticamente illegittima un effetto di &ldquo;aggravamento&rdquo; del vizio asseritamente inficiante l&rsquo;atto di indizione del concorso&raquo;. Anche da qui la condanna al pagamento delle spese legali (2.000 euro), che in primo grado erano state compensate. A seguito della sentenza, il commissario uscente Pasqualone (al suo posto &egrave; stato nominato come direttore generale Yanko Tedeschi, che si insedier&agrave; a inizio giugno) disporr&agrave; a breve il riavvio del concorso.</p>]]></content:encoded>
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      <title>San Giovanni Rotondo, 50enne ferito con un colpo di pistola all'addome: indagano i carabinieri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988737/san-giovanni-rotondo-50enne-ferito-con-un-colpo-di-pistola-all-addome-indagano-i-carabinieri.html</link>
      <description>E' accaduto nella tarda serata di ieri. A quanto si apprende, il ferimento è avvenuto all’esterno di un’abitazione in una zona non lontana dal centro della città</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>san giovanni rotondo</category>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 09:15:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un 50enne &egrave; stato ferito con un colpo di pistola all&rsquo;addome a San Giovanni Rotondo nella tarda serata di ieri. A quanto si apprende, il ferimento &egrave; avvenuto all&rsquo;esterno di un&rsquo;abitazione in una zona non lontana dal centro della citt&agrave;. L&rsquo;uomo &egrave; stato trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato indagini e stanno verificando il movente del ferimento, che potrebbe anche essere legato a questioni personali.</p> <p>Al vaglio degli investigatori eventuali immagini utili alla ricostruzione dell&rsquo;episodio, estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza della zona.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Crolla solaio di fabbricato in un condominio a San Severo, danneggiate due auto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988121/crolla-solaio-di-fabbricato-in-un-condominio-a-san-severo-danneggiate-due-auto.html</link>
      <description>Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di San Severo e gli agenti della polizia locale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>san severo,solaio crollato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1988121/crolla-solaio-di-fabbricato-in-un-condominio-a-san-severo-danneggiate-due-auto.html</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 20:23:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il solaio di un fabbricato all&rsquo;interno di un condominio in via Teano Appulo a San Severo (Foggia) &egrave; crollato nel pomeriggio a causa probabilmente di fenomeni di infiltrazione che hanno danneggiato la struttura.  Stando a quanto si apprende, non ci sarebbero persone coinvolte. Nel crollo due autovetture parcheggiate nelle vicinanze sono state danneggiate. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di San Severo e gli agenti della polizia locale.</p>]]></content:encoded>
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