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    <title>CRONACA di FOGGIA - Ultima ora - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
    <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
    <description>La CRONACA di FOGGIA: ultime notizie e news di oggi della provincia di Foggia in tempo reale, dai principali quartieri e zone della città.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
      <link>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it</link>
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      <title>Checco Zalone diventa «dottore» in pianoforte jazz: il Conservatorio di Foggia gli conferisce la laurea ad honorem</title>
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      <description>Iniziativa del Conservatorio Umberto Giordano. La cerimonia il 23 giugno a Rodi Garganico</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>checco zalone,laurea ad honorem,foggia</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:36:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il conservatorio Umberto Giordano di Foggia conferir&agrave; la laurea ad honorem in pianoforte jazz a Pasquale Luca Medici, in arte Checco Zalone. La cerimonia di conferimento si terr&agrave; il 23 giugno alle 18 nell&rsquo;anfiteatro del conservatorio di Rodi Garganico, nell&rsquo;ambito della XXI edizione del Rodi Jazz Fest.</p> <p>&laquo;Un riconoscimento che il conservatorio Umberto Giordano - si legge in una nota - attribuisce ad un artista capace di coniugare comicit&agrave; ed eccellenti qualit&agrave; musicali, valorizzandone in particolare una dimensione meno nota al grande pubblico ma profondamente radicata nel suo percorso professionale: quella di pianista jazz&raquo;. Nel corso della cerimonia, Luca Medici terr&agrave; una lectio magistralis.</p> <p>L&rsquo;evento dedicato a Checco Zalone sar&agrave; preceduto da tre giornate di iniziative sul jazz, tra cui, domenica 21 giugno, 'Remembering Miles', omaggio a Miles Davis con la partecipazione di Mark Sherman, tra i pi&ugrave; autorevoli vibrafonisti della scena jazz internazionale, che si esibir&agrave; insieme ai docenti e agli studenti, proponendo un viaggio musicale attraverso le sonorit&agrave; e l&rsquo;eredit&agrave; artistica del grande trombettista americano.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Omicidio Mongiello a Foggia, arrestato un 43enne: il DNA sul cappellino incastra il presunto killer</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2020386/omicidio-mongiello-a-foggia-arrestato-un-43enne-il-dna-sul-cappellino-incastra-il-presunto-killer.html</link>
      <description>Le indagini della Squadra Mobile hanno portato all'identificazione di Luca Ceglia.. Decisivi le immagini di 218 telecamere, l'analisi del DNA e una telefonata anonima al 112.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia,omicidio mongiello</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2020386/omicidio-mongiello-a-foggia-arrestato-un-43enne-il-dna-sul-cappellino-incastra-il-presunto-killer.html</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 12:54:54 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; Luca Ceglia, 43enne incensurato di Foggia, il presunto autore dell&rsquo;omicidio di Giacomo Mongiello, il 45enne morto il 4 agosto 2024 dopo due giorni di ricovero, raggiunto da due colpi di fucile (la sera del 2 agosto), esplosi in via Sbano a Foggia. Ceglie risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico e di accensioni ed esplosioni pericolose. La sera del delitto, come documentato dalle telecamere di videosorveglianza, il killer era a bordo di una bici elettrica e indossava abiti neri, un berretto con visiera ed una mascherina. </p> <p>Gli investigatori della squadra mobile, coordinati dalla Procura di Foggia, hanno ricostruito l&rsquo;omicidio grazie alle dichiarazioni di circa sessanta persone, alla analisi delle celle telefoniche e alla acquisizione di 218 telecamere. Attraverso i video la polizia &egrave; riuscita a ricostruire i movimenti del presunto autore che durante la fuga, dopo il delitto, aveva gettato in un cassonetto della spazzatura il cappellino che indossava, poi recuperato da alcuni minori che per gioco lo avevano provato. Sul cappellino sono stati trovati residui di polvere da sparo ed &egrave; stato effettuato un lavoro di estrapolazione ed isolamento del dna di tutti i ragazzini che avevano maneggiato il berretto, riuscendo, cos&igrave;, ad individuare quello del 43enne. Al 112, inoltre, pochi giorni dopo il delitto, era giunta anche una chiamata anonima durante la quale veniva indicato il 43enne come presunto autore.</p> <p>Il presunto assassino di Giacomo Mongiello, il 45enne morto ad agosto 2024 dopo un agguato a colpi di fucile a Foggia, avrebbe pianificato con cura le fasi del delitto, appostandosi presso un chiosco cittadino che si trova lungo la via dove &egrave; avvenuto l&rsquo;omicidio e dove la vittima era solita fermarsi, almeno una ventina di minuti prima dell&rsquo;agguato. &Egrave; uno dei particolari che emergono dalle indagini sul delitto che hanno portato oggi all&rsquo;arresto di Luca Ceglia, 43enne incensurato di Foggia.  Il presunto killer avrebbe, inoltre, utilizzato una bicicletta a pedalata assistita per aggirare il traffico cittadino, di cui si sarebbe disfatto subito dopo il delitto abbandonandola e bruciandola a pochi metri dalla sua abitazione. La bici &egrave; stata ritrovata dalla polizia pochi giorni dopo l'omicidio. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, &egrave; stato poi possibile verificare che l&rsquo;uomo, dopo il delitto, si sarebbe disfatto anche degli abiti indossati, abbandonandoli in un parco nei pressi del tribunale: sui vestiti sono state ritrovate tracce di polvere da sparo. </p> <p>Tra gli aspetti ancora al vaglio della Procura, ci sono gli accertamenti sul movente: l&rsquo;ipotesi &egrave; quella di un collegamento con un altro fatto di sangue avvenuto in citt&agrave;, l&rsquo;omicidio di Nicola Di Rienzo, giovane di 21 anni ucciso nel novembre del 2022 in una vicenda legata a questioni relative allo spaccio di droga e del cui delitto fu accusato, processato e condannato un giovane parente di Ceglia.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Tragedia sul Gargano, turista muore nelle acque della Baia dei Porci a Vieste</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2020647/tragedia-nel-gargano-turista-muore-nelle-acque-della-baia-dei-porci.html</link>
      <description>L'uomo, pensionato 80enne residente a Padova, è morto dopo essere entrato in mare. Era in vacanza in Puglia con la moglie ed amici come ogni estate</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gargano,ezio riello,morto in mare</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 12:43:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tragedia sulle coste del Gargano nelle acque tra Vieste e Peschici. Un pensionato 80enne residente a Padova, Ezio Riello il suo nome, &egrave; morto dopo essere entrato in mare nella zona della Baia dei Porci.</p> <p>L'uomo, come riferisce Il Mattino di Padova, era in vacanza con la moglie e una coppia di amici sul promontorio, appuntamento in Puglia di ogni estate che purtroppo questa volta si &egrave; trasformata in tragedia.</p>]]></content:encoded>
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      <title>«Lasciarono che Foggia fosse sommersa dai rifiuti», vanno a processo Grandaliano e Antonicelli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2020526/lasciarono-che-foggia-fosse-sommersa-dai-rifiuti-vanno-a-processo-grandaliano-e-antonicelli.html</link>
      <description>Il Tribunale dispone il giudizio per l’ex presidente dell’agenzia Ager e per il direttore generale Amiu Puglia. «Grave che il Comune non si sia costituito parte civile»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>amiu puglia,ager puglia</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:43:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice dell&rsquo;udienza pre-dibattimentale di Foggia, Gabriele Marasco, ha disposto il giudizio per Gianfranco Grandaliano, ex direttore generale di Ager Puglia, di Massimiliano Piscitelli, temporary manager di Amiu Puglia e direttore degli impianti di trattamento meccanico-biologico di Foggia e Bari, e di Antonello Antonicelli, direttore generale di Amiu Puglia per interruzione di un servizio pubblico in relazione all&rsquo;accumulo di rifiuti urbani lungo le strade di Foggia nell&rsquo;estate del 2023.&nbsp;Prima udienza il 19 novembre.</p> <p>Secondo la pm Paola De Martino, in una situazione di emergenza dovuta al mancato funzionamento per manutenzione del termovalorizzatore di Manfredonia, gli imputati avrebbero omesso di adottare le determinazioni necessarie a prevenire il disservizio, consentendo che i rifiuti della citt&agrave; restassero in strada mentre i flussi di smaltimento venivano in parte dirottati verso altri territori.</p> <p>Parte civile &egrave; il Wwf con l&rsquo;avvocato Michele Vaira. &ldquo;Questo procedimento dimostra la volont&agrave; dei vertici di Amiu e di Ager di penalizzare Foggia a beneficio di altri territori, accettando il rischio che la nostra citt&agrave; diventasse una discarica a cielo aperto, secondo il presidente del Wwf, Maurizio Marrese. Il Tribunale ha confermato la citazione come responsabili civili di Ager Puglia e Amiu Puglia. &ldquo;La mancata costituzione di parte civile del Comune di Foggia - commenta l&rsquo;avvocato Vaira - &egrave; un pessimo segnale per la cittadinanza. &Egrave; la certificazione della sudditanza nei confronti del capoluogo e del disinteresse per la salubrit&agrave; dell&rsquo;ambiente&rdquo;.&nbsp;</p> <p>L'Amiu, in una nota, nel ribadire piena fiducia nell'operato della magistratura, definisce "infondatissima" l'accusa di aver intenzionalmente lasciato i rifiuti per strada a Foggia allo scopo di salvaguardare Bari. "aTle rappresentazione costituisce una lettura di parte, gi&agrave; confutata dal fatto che il Comune di Foggia &egrave; socio di Amiu Puglia (detenendo il 20% del capitale sociale), e comunque non coincidente con la contestazione penale. Come tale, pertanto, va respinta con fermezza". "Amiu Puglia - prosegue la nota - eserciter&agrave; nelle sedi processuali competenti ogni facolt&agrave; difensiva, anche in relazione alla propria citazione quale responsabile civile, riservandosi le iniziative opportune a tutela della propria reputazione laddove la dialettica pubblica trascenda i confini della corretta informazione. La societ&agrave; continuer&agrave; a operare al servizio dei territori e delle comunit&agrave; con la diligenza, l'imparzialit&agrave; e il senso di responsabilit&agrave; che ne hanno sempre contraddistinto l'azione".</p>]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, il metodo della Società per aiutare gli affiliati: nell'indagine sull'omicidio di «Sassolino» le conversazioni tra mafiosi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2020518/foggia-il-metodo-della-societa-per-aiutare-gli-affiliati-nell-indagine-sull-omicidio-di-sassolino-le-conversazioni-tra-mafiosi.html</link>
      <description>L'inchiesta della Dda sulla morte di Alessandro Moretti, nipote del boss: l'incontro con Abruzzese appena uscito dal carcere</description>
      <author>redazione foggia</author>
      <category>sassolino,stoppino,società foggiana</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:05:09 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Alessandro Moretti alias &ldquo;Sassolino&rdquo; raccomand&ograve; a Francesco Abbruzzese detto &ldquo;Stoppino&rdquo; appena scarcerato, di stare attento a possibile agguati ai suoi danni, e di muoversi con circospezione. Chiss&agrave; se avr&agrave; avuto il tempo di ripensare a quelle raccomandazioni all&rsquo;amico, &ldquo;Sassolino&rdquo; quando alle 8 di sera del 15 gennaio 2026 un killer in moto lo crivell&ograve; di colpi di pistola su via Sant&rsquo;Antonio in un agguato mafioso ancora impunito. Il colloquio tra i due malavitosi &egrave; uno dei tanti intercettati da Dda, squadra mobile e carabinieri nell&rsquo;inchiesta sfociata nel blitz dell&rsquo;11 maggio scorso con l&rsquo;arresto di 18 foggiani accusati a vario titolo di 14 estorsioni (7 portate a termine, 7 tentate) aggravate dalla mafiosit&agrave;. Abbruzzese, 49 anni, &egrave; di nuovo in cella perch&eacute; accusato di 9 taglieggi, droga e armi. Alessandro Moretti, classe &rsquo;91, nipote del boss Rocco Moretti, non &egrave; arrivato vivo al blitz in cui era tra i principali indagati perch&eacute; sospettato di 9 estorsioni.</p> <p>Il pomeriggio del 5 marzo 2025 le microspie registrarono questa conversazione tra i 2 mafiosi e l&rsquo;amico Fabrizio Bevilacqua pure arrestato lo scorso 11 maggio. Abruzzese era stato scarcerato il giorno prima da Vibo Valentia dov&rsquo;era detenuto dal 30 novembre 2018 per l&rsquo;inchiesta &ldquo;Decimazione&rdquo; con condanna a 8 anni, 10 mesi per mafia, estorsione e armi. Si incontr&ograve; con Moretti, libero da qualche tempo dopo una condanna a 7 anni e 4 mesi per mafia nella stessa operazione. Moretti: &ldquo;Mi dispiace a farti camminare con la bicicletta, hai capito Franc&ugrave;? Per&ograve; devi aprire gli occhi&rdquo;. Abbruzzese: &ldquo;Com&rsquo;&egrave; non lo so che devo aprire gli occhi?&rdquo;. Bevilacqua: &ldquo;Non devi stupidiare&rdquo;. Moretti: &ldquo;E ti devi muovere da solo&rdquo;. Abbruzzese: &ldquo;Tu lo vedi che io cammino da solo&rdquo;. Moretti: &ldquo;See, quando tu vedi per dire la mattina, se puoi evitare fratello mio evita, hai capito?&rdquo;. Abruzzese: &ldquo;No, la mattina io mo&rsquo; vado sul cantiere a lavorare&rdquo;.</p> <p>&ldquo;Nel corso dell&rsquo;incontro&rdquo; scrivevano il 14 novembre 2025 (quando Moretti era ancora vivo e indagato) i pm Bruna Manganelli e Luciana Silvestris nelle 349 pagine della richiesta di arresti poi accolta dal gip Angela De Santis, Moretti informa Abbruzzese che gli deve consegnare 500 euro; &ldquo;e gli riferisce com&rsquo;&egrave; meglio muoversi dentro Foggia. Glielo suggerisce proprio per tutelare il sodale da eventuali agguati. Entrambi sono stati infatti coinvolti nella guerra di mafia che nel 2015-2016 insanguin&ograve; Foggia&rdquo;. In 13 mesi ci furono 10 sparatorie con 3 morti e 11 feriti/miracolati conseguenza della rivalit&agrave; tra i Moretti/Pellegrino/Lanza e i nemici storici Sinesi/Francavilla.</p> <p>Per la Direzione distrettuale antimafia la captazione ha rilevanza perch&eacute; &ldquo;Moretti con la consegna del denaro a Abbruzzese sosteneva il sodale appena scarcerato, confermando una delle regole apicali che governano la &lsquo;Societ&agrave; foggiana&rsquo;, ossia il sostentamento degli affiliati, uno degli aspetti caratterizzanti delle associazioni mafiose&rdquo;. Le tre batterie della &ldquo;Societ&agrave;&rdquo; (la terza &egrave; Trisciuoglio/Tolonese) ciclicamente si fanno la guerra; lasciano morti e feriti sulle strade; &ldquo;ma evidenziano sempre una comunanza d&rsquo;intenti e di modalit&agrave; operative&rdquo;, il cui fine &egrave; &ldquo;reperire denaro da destinare all&rsquo;associazione, agli scopi associativi, al sovvenzionamento economico degli affiliati, all&rsquo;assistenza legale dei detenuti&rdquo;. Conclusioni? I clan &ldquo;nonostante i numerosi arresti subiti e le condanne patite, sono tuttora vitali. E i sodali si prodigano per garantire il benessere e il sostentamento dei vari appartenenti, con particolare riferimento a quelli detenuti&rdquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Vieste e il caso degli «usi civici»: i suoli dell'ex assessora Starace liberati per 5.500 euro dal dirigente comunale indagato</title>
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      <description>Nel 2022 quando era in giunta comunale la esponente del centrosinistra ha ottenuto l' «affrancazione» a un costo estremamente favorevole. Il sindaco Nobiletti: «Nessun conflitto di interessi, il problema interessa tutti»</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>VIESTE,CASE VACANZA,GRAZIAMARIA STARACE</category>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:05:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">&laquo;L&rsquo;<i>acquare, il seminare, il pernottare, il tagliare legna e raccogliere la manna</i>&raquo;. Ci volle il Tribunale della Regia camera, nel 1573, per riconoscere ai cittadini di Vieste il diritto di utilizzare il Bosco. Un decreto &laquo;<i>con il quale si proib&igrave; agli approfittatori gli abusi perpetrati sino a quale momento</i>&raquo;, e che tanto servirebbe oggi: perch&eacute; su questa storia, la storia (anzi l&rsquo;abuso) degli usi civici a Vieste, si gioca un altro capitolo della vicenda che mette insieme l&rsquo;ormai ex assessora Graziamaria Starace, il suo sindaco Giuseppe Nobiletti e il dirigente comunale nominato dal sindaco e con loro indagato per concussione, per aver revocato &laquo;per ripicca&raquo; la concessione demaniale all&rsquo;ex marito di Starace, Sandro Corso, a sua volta a processo per maltrattamenti nei confronti della ex moglie.</p> <p>La storia &egrave; complessa, e tocca interessi milionari nel principale centro turistico pugliese in cui, come abbiamo visto, Starace ha 14 case vacanza e (con la famiglia) una partecipazione in un grosso villaggio della litoranea. Ed &egrave; una storia, quella che racconteremo, su cui quasi nessuno, a Vieste, pu&ograve; dire di avere ragione: nemmeno chi si lamenta per i favoritismi altrui.</p> <p></p> <p><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand">CONTINUA A LEGGERE SULLA DIGITAL EDITION OPPURE ACQUISTA LA COPIA CARTACEA IN EDICOLA</a></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Uccise la moglie e diede fuoco all'auto fingendo incidente: Ciro Caliendo a processo immediato il 9 ottobre</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019641/uccise-la-moglie-e-diede-fuoco-all-auto-ciro-caliendo-a-processo-immediato.html</link>
      <description>Secondo la ricostruzione accusatoria, il 27 settembre 2024 l'uomo avrebbe provocato la morte della moglie Lucia Salcone utilizzando una miscela di benzina e gasolio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ciro caliendo,lucia salcone</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019641/uccise-la-moglie-e-diede-fuoco-all-auto-ciro-caliendo-a-processo-immediato.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 18:56:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Andr&agrave; direttamente a processo&nbsp;con rito immediato il 9 ottobre prossimo, davanti ai giudici della Corte d&rsquo;Assise di Foggia, l&rsquo;imprenditore vitivinicolo Ciro Salvatore Caliendo, 47enne di San Severo accusato dell'omicidio della moglie Lucia Salcone, morta il 27 settembre 2024 all'interno della sua auto in fiamme. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia, Mario De Simone, ha accolto la richiesta della procura disponendo il giudizio immediato nei confronti dell'uomo, detenuto in carcere dal 23 febbraio scorso. A Caliendo viene contestato il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di coniugio e dalla premeditazione.</p> <p>Secondo la ricostruzione accusatoria, l'uomo avrebbe provocato la morte della moglie utilizzando una miscela di benzina e gasolio. Prima dell'incendio, secondo l'impostazione della procura, la donna sarebbe stata colpita al capo, riportando due ferite lacero-contuse al cuoio capelluto nelle regioni fronto-parietale e parieto-occipitale destra. Successivamente sarebbe stato appiccato il fuoco all'interno della Fiat 500 L sulla quale si trovava la vittima. La morte sarebbe sopraggiunta per l'azione combinata delle fiamme e dell'ipossia causata dall'inalazione di monossido di carbonio.</p> <p>Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano le informative della polizia stradale di Foggia, i verbali di sequestro e di sommarie informazioni, i referti medici, le relazioni tecniche dei consulenti nominati dall'autorit&agrave; giudiziaria, una consulenza cinematica, gli esiti conclusivi delle attivit&agrave; investigative sulla morte della donna, le intercettazioni, l'interrogatorio dell'indagato del 27 febbraio 2026 e l'ordinanza cautelare emessa il 20 febbraio scorso. Tra le persone offese indicate nel decreto figurano i genitori della vittima, la figlia della coppia e altri familiari di Lucia Salcone.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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      <title>Sindaco di San Marco in Lamis indagato per tangenti: «Massima fiducia nella magistratura»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019517/sindaco-di-san-marco-in-lamis-indagato-per-tangenti-massima-fiducia-nella-magistratura.html</link>
      <description>Così Michele Merla in una nota diffusa dal suo difensore: si ipotizzano i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e falso documentale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>merla,san marco in lamis</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019517/sindaco-di-san-marco-in-lamis-indagato-per-tangenti-massima-fiducia-nella-magistratura.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 17:09:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di San Marco in Lamis (Foggia), Michele Merla, confida &laquo;pienamente nel lavoro della magistratura e degli organi inquirenti, ai quali assicura, come gi&agrave; fatto sin dagli albori della vicenda, la massima collaborazione affinch&eacute; ogni aspetto possa essere chiarito&raquo;. Lo scrive in una nota il suo difensore, Angelo Pio Gaggiano. Merla &egrave; indagato dalla Procura di Foggia in un&rsquo;indagine in cui si ipotizzano i reati di corruzione per l&rsquo;esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilit&agrave; e falso documentale. Con il sindaco sono indagati anche un dirigente comunale della cittadina garganica e tre imprenditori del Foggiano.</p> <p>&laquo;Si comprende la preoccupazione dei cittadini e - sottolinea il legale - il mio assistito sente il dovere di tutelare l'immagine del Comune e della comunit&agrave; che rappresenta. L'attivit&agrave; amministrativa proseguir&agrave; nel rispetto della legge, della trasparenza e dell&rsquo;interesse pubblico. Si ribadisce la fiducia, da parte dello stesso, nella giustizia. In questa fase preliminare, nel rispetto del segreto investigativo e delle garanzie previste dall&rsquo;ordinamento, si ritiene opportuno non entrare nel merito di ricostruzioni giornalistiche o ipotesi accusatorie che saranno opportunamente e compiutamente vagliate dagli organi preposti&raquo;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Foggia, tutto da rifare: la società resta con il rebus sul direttore sportivo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-foggia/2019227/foggia-tutto-da-rifare-la-societa-resta-con-il-rebus-sul-direttore-sportivo.html</link>
      <description>Sfuma l'ipotesi De Vito: il dirigente fa retromarcia e si accasa in Serie B alla Juve Stabia</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (raffaele fiorella)</author>
      <category>foggia calcio,enzo de vito,juve stabia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/calcio-foggia/2019227/foggia-tutto-da-rifare-la-societa-resta-con-il-rebus-sul-direttore-sportivo.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:11:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ripensamenti, retromarce e divorzi, nel calcio, sono all&rsquo;ordine del giorno anche in presenza di contratti a stabilire vincoli e termini degli obblighi reciproci. Figurarsi quando l&rsquo;intesa &egrave; solo verbale. Il matrimonio tra il Foggia ed Enzo De Vito &egrave; finito prima ancora di cominciare. Il dirigente irpino non sar&agrave; il direttore sportivo del Foggia per la stagione calcistica 2026/27: nel suo immediato futuro ci sono la Serie B e la Juve Stabia, che si &egrave; separata da Matteo Lovisa e ha individuato nel &laquo;diesse&raquo; ex Potenza e Avellino l&rsquo;uomo da porre a capo della sua area tecnica.</p> <p>Un fulmine a ciel sereno, il primo della nuova stagione, per un club che a quasi due mesi dalla retrocessione in Serie D non ha proceduto ad ufficialit&agrave; di alcun tipo, sta cercando di riorganizzarsi e resta sospeso, fra calcio dilettantistico e professionistico, in queste settimane di transizione che dovrebbero riportare i &laquo;Satanelli&raquo; nella Lega Pro, per colmare il posto lasciato libero dalla Ternana, sommersa dai debiti e costretta a ripartire dai Dilettanti.</p> <p>Vuota intanto, ora, &egrave; anche la poltrona da direttore sportivo del Foggia, che nei nuovi quadri dell&rsquo;area amministrativa e tecnica dovrebbe dar spazio ai ritorni in rossonero di Gianni Francavilla, come direttore generale, e Peppino Pavone, quale supervisore dell&rsquo;area tecnica e consulente della propriet&agrave;. Per il ruolo di ds torna in auge, cos&igrave;, la candidatura dell&rsquo;ex Catania Ivano Pastore, con cui c&rsquo;era stato un incontro prima di virare su De Vito, e ne spunta una nuova, quella di Alberto Gerbo, l&rsquo;ex centrocampista dei &laquo;Satanelli&raquo;, che di recente ha collaborato al fianco di Lovisa nell&rsquo;area tecnica della Juve Stabia. Entrambi, Pastore e Gerbo, negano di essere stati contattati dalla societ&agrave; rossonera, che mantiene il silenzio sul divorzio lampo da De Vito e per la panchina resta in pressing su Emilio Longo, nelle ultime stagioni in evidenza in C alla guida del Picerno e del Crotone. L&rsquo;altro ieri c&rsquo;&egrave; stato un incontro tra le parti: l&rsquo;allenatore campano ha dato la disponibilit&agrave; di massima a guidare il Foggia, condizionata alla riammissione in Serie C, che non sar&agrave; ufficiale prima della fine di luglio (entro il 20 luglio bisogner&agrave; presentare la domanda). Si vedr&agrave; se in questo caso il matrimonio andr&agrave; in porto e arriver&agrave; anche l&rsquo;ufficialit&agrave; a sancire l&rsquo;intesa sportiva ed economica o se ci sar&agrave; un dietrofront come accaduto con De Vito.</p> <p>Di certo c&rsquo;&egrave; che il club guidato da Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, dopo il disastro della retrocessione in D, &egrave; chiamato ad accelerare nella programmazione della prossima stagione, segnando un cambio di marcia e di linea nel modo di operare, rispetto al metodo fallimentare della prima parte del 2026, vissuta fra errori, confusione, scelte dettate da impulsivit&agrave; che hanno determinato la serie nera delle dieci sconfitte consecutive (un unicum nei 106 anni di storia del club) e la retrocessione in D senza nemmeno la prova d&rsquo;appello dei playout, nonostante i guai societari del Siracusa e del Trapani.</p> <p>Al 18 giugno il Foggia - in amministrazione giudiziaria almeno fino al prossimo 30 luglio - deve sciogliere i rebus che riguardano la direzione sportiva e la guida tecnica del club, ricostruire da zero la squadra - che non ha pi&ugrave; calciatori in organico - trovare una localit&agrave; per il ritiro pre-campionato (San Gregorio Magno e la Toscana tra le ipotesi), rifondare il settore giovanile dopo l&rsquo;esperienza fallimentare della scorsa stagione, in cui la gestione del vivaio &egrave; stata affidata alla fondazione &laquo;La Capitanata per lo Sport&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Foggia, ferroviere morto per aver respirato amianto: dopo 17 anni la Cassazione conferma la condanna per Fs</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019206/foggia-ferroviere-morto-per-aver-respirato-amianto-dopo-17-anni-la-cassazione-conferma-la-condanna-per-fs.html</link>
      <description>La famiglia dell’ex ferroviere delle Officine grandi riparazioni (OGR) di Foggia, esposto all’amianto durante il lavoro e deceduto il 28 marzo 2009 a causa di un mesotelioma</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia,amianto,fs,condanna,mesotelioma</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019206/foggia-ferroviere-morto-per-aver-respirato-amianto-dopo-17-anni-la-cassazione-conferma-la-condanna-per-fs.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 12:22:21 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La Cassazione ha confermato la condanna delle Ferrovie dello Stato per la morte dell&rsquo;ex ferroviere delle Officine grandi riparazioni (OGR) di Foggia, esposto all&rsquo;amianto durante il lavoro e deceduto il 28 marzo 2009 a causa di un mesotelioma.</p> <p>Nato ad Orta Nova e residente a Foggia, aveva lavorato alle dipendenze di RFI tra il 1969 e il 1971 come aggiustatore meccanico nella manutenzione dei rotabili ferroviari, intervenendo su motori, tubazioni, impianti elettrici e componenti che contenevano amianto. Le lavorazioni, stando a quanto si apprende dall&rsquo;osservatorio nazionale amianto, venivano svolte in ambienti privi di adeguata aerazione e senza efficaci misure di protezione, con una continua dispersione di polveri e fibre nell&rsquo;aria. Nel dicembre 2006 arrivarono i primi segnali della malattia e il 28 marzo 2009, l&rsquo;uomo mor&igrave; all&rsquo;et&agrave; di 68 anni, lasciando la moglie e due figli.</p> <p>Da quel momento inizi&ograve; una lunga battaglia per ottenere giustizia. Nonostante l'Inail avesse riconosciuto fin da subito l&rsquo;origine professionale della malattia, la famiglia - fa sapere l'osservatorio - ha dovuto affrontare un articolato percorso giudiziario per vedersi riconoscere integralmente i danni subiti. Le diverse pronunce hanno portato al riconoscimento di circa 200 mila euro per i danni della vittima e di circa 850 mila euro per il danno da lutto patito dalla moglie e dai figli. Nel frattempo, per&ograve;, la vedova &egrave; deceduta senza poter assistere alla conclusione definitiva della vicenda. Sono stati i due figli, oggi cinquantenni, a proseguire fino all&rsquo;ultimo una battaglia iniziata insieme ai genitori, portando avanti la memoria del padre e la ricerca della verit&agrave;. </p> <p>&laquo;Questa sentenza restituisce dignit&agrave; a una famiglia che ha atteso troppo tempo (diciassette anni dalla morte di Rocco ed oltre undici anni di battaglia giudiziaria) per ottenere giustizia e conferma ancora una volta le responsabilit&agrave; legate all&rsquo;esposizione all&rsquo;amianto nei luoghi di lavoro. &Egrave; una decisione importante non solo per i familiari di Rocco, ma anche per tutti coloro che hanno lavorato nelle Officine Grandi Riparazioni di Foggia e per le loro famiglie&raquo; dice il legale, Ezio Bonanni Presidente dell&rsquo;Osservatorio nazionale amianto e legale dei familiari.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Omicidio Dedda, il boss Moretti smentisce il pentito Gianluigi Troiano di Vieste</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019061/omicidio-dedda-il-boss-moretti-smentisce-il-pentito-gianluigi-troiano-di-vieste.html</link>
      <description>Gli interrogatori in corte d'assise: sotto processo d’appello c'è Giuseppe Albanese, condannato all’ergastolo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Capitanata,omicidio dedda,gianluigi troiano,giuseppe albanese</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2019061/omicidio-dedda-il-boss-moretti-smentisce-il-pentito-gianluigi-troiano-di-vieste.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:50:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Quattro mafiosi della &ldquo;Societ&agrave; foggiana&rdquo; tra cui il boss Rocco Moretti, smentiscono il pentito viestano Gianluigi Troiano. Lo conobbero in carcere a Bari, tutto qui: non l&rsquo;avevano mai frequentato n&eacute; prima n&eacute; dopo quell&rsquo;occasionale incontro, tantomeno parlarono con lui di affari privati e di malavita. Rocco Moretti ha anche escluso d&rsquo;aver detto a foggiani e viestani di non far vedere la Gazzetta del Mezzogiorno, l&rsquo;inserto di Capitanata, ai detenuti baresi per evitare che pentendosi riferissero quanto letto sostenendo d&rsquo;averlo appreso dai carcerati foggiani. Cos&igrave; gli interrogatori ieri in corte d&rsquo;assise d&rsquo;appello a Bari del capomafia Rocco Moretti e di altri 3 affiliati al clan: Leonardo Lanza, Ernesto Gatta e Fabio Tizzano. Tutti detenuti, per cui sono stati ascoltati in videoconferenza; i giudici li hanno citati quali testi a riscontro delle dichiarazioni rese da Troiano in aula il 15 ottobre 2025.</p> <p>Sotto processo c&rsquo;&egrave; Giuseppe Albanese, 46 anni, presunto componente del gruppo di fuoco del clan Moretti, condannato a Foggia all&rsquo;ergastolo per l&rsquo;omicidio di Rocco Dedda. Fu ucciso da 2 sicari con 3 colpi di pistola sull&rsquo;uscio di casa in via Capitanata il pomeriggio del 23 gennaio 2016. Agguato collegato alla guerra tra i Moretti/Pellegrino/Lanza e i Sinesi/Francavilla cui era ritenuta vicina la vittima, che tra settembre 2015 e ottobre 2016 cont&ograve; 10 sparatorie con 3 morti e 11 feriti/scampati.</p> <p>Albanese &egrave; detenuto dal 21 novembre 2018 sia per l&rsquo;omicidio Dedda sia per altre condanne per mafia, tentato omicidio ed estorsione. Si dice innocente; assiste alle udienze in videoconferenza da Parma dov&rsquo;&egrave; rinchiuso al 41 bis: &egrave; difeso dall&rsquo;avv. Francesco Santangelo. Il 7 luglio 2023 la corte d&rsquo;assise di Foggia inflisse l&rsquo;ergastolo a Albanese in base alle dichiarazioni di 2 pentiti. Il foggiano Carlo Verderosa riferisce che l&rsquo;imputato gli confid&ograve; in cella d&rsquo;aver ucciso Dedda. L&rsquo;ex boss di Altamura Pietro Antonio Nuzzi racconta che in carcere a Foggia nel luglio 2016 Alessandro Moretti (ammazzato lo scorso 15 gennaio in un agguato di mafia) nel vedere il filmato dei 2 killer in fuga diffuso dalla Dda gli disse d&rsquo;aver riconosciuto Albanese dal modo di camminare.</p> <p>Nel processo d&rsquo;appello si sono aggiunte le dichiarazioni di altri 2 pentiti. L&rsquo;ex boss Giuseppe Francavilla pentitosi a gennaio 2024, sostiene d&rsquo;aver riconosciuto a sua volta Albanese nel filmato. Troiano, ex affiliato al clan viestano Raduano, pentitosi nell&rsquo;autunno 2024, fornisce questa versione. &ldquo;Ero detenuto a Bari quando a fine 2018 furono arrestati esponenti del clan Moretti nel blitz Decimazione. In cella con me furono messi Alessandro Moretti, Leonardo Lanza, Fabio Tizzano, Ernesto Gatta che sapevano a quale clan io appartenessi. Rocco Moretti ci disse di farci la cella insieme perch&eacute; appartenenti alla stesa famiglia mafiosa. E ci raccomand&ograve; di non far leggere la Gazzetta di Capitanata ai baresi perch&eacute; &lsquo;quelli si pentono uno al giorno, poi raccontano le cose&rsquo;. Alessandro Moretti richiamandosi proprio alle raccomandazioni dello zio sul non far leggere la Gazzetta ai baresi, mi spieg&ograve; di venire da un&rsquo;esperienza simile. Mi confid&ograve; che avendo visto in cella il video dei sicari, gli era venuto spontaneo dire che uno dei due era Albanese per come camminava; Nuzzi si pent&igrave; e rifer&igrave; tutto. Alessandro Moretti aggiunse che Albanese era effettivamente uno degli esecutori dell&rsquo;omicidio Dedda&rdquo;.</p> <p>L&rsquo;interrogatorio di Alessandro Moretti, a riscontro delle rivelazioni di Troiano, fissato il 25 febbraio scorso salt&ograve; perch&eacute; il giovane mafioso era stato ammazzato 40 giorni prima. Da qui la decisione dei giudici d&rsquo;appello di convocare come testimoni Rocco Moretti, Lanza, Tizzano e Gatta, sentiti ieri. Hanno riferito la stessa versione: Troiano lo conobbero in cella e non parlarono mai di fatti loro. Anche perch&eacute;, dir&agrave; in arringa l&rsquo;avv. Santangelo, sarebbe stato assurdo confidarsi con uno sconosciuto dopo essere stati arrestati nel blitz Decimazione basato anche sulle rivelazioni di pentiti.</p> <p>Rocco Moretti ha inoltre escluso d&rsquo;aver invitato foggiani e viestano a farsi la cella insieme; e d&rsquo;essersi raccomandato perch&eacute; non facessero leggere la Gazzetta di Capitanata ai baresi. Anche perch&eacute; - hanno rimarcato i 4 testimoni - la si poteva acquistare in carcere a Bari, per cui chiunque tra i baresi poteva leggerla senza bisogno che gliela passassero i foggiani. Si torna in aula in autunno per requisitoria, arringa e sentenza.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Scontro tra auto e bicicletta a Foggia, ciclista in ospedale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2018936/scontro-tra-auto-e-bicicletta-a-foggia-ciclista-in-ospedale.html</link>
      <description>L'impatto intorno alle 7 lungo viale degli Artigiani, in una zona periferica ma trafficata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia,incidente,ciclista</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2018936/scontro-tra-auto-e-bicicletta-a-foggia-ciclista-in-ospedale.html</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:05:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un incidente tra un&rsquo;autovettura ed una bicicletta si &egrave; verificato questa mattina intorno alle 7 lungo viale degli Artigiani, in una zona periferica ma trafficata, a Foggia. Per cause ancora da accertare da parte degli agenti della polizia locale che stanno effettuando i rilievi i due mezzi si sono scontrati. Ad avere la peggio il 63enne alla guida della bicicletta che &egrave; stato trasportato col codice rosso in ospedale dai sanitari del 118. Il conducente dell&rsquo;autovettura si &egrave; subito fermato a prestare i primi soccorsi.</p> <p></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>L'ultimo saluto a Giorgio Pienabarca: il 17enne investito e ucciso a San Nicandro Garganico, chiesa gremita per i funerali FOTO/VIDEO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2018085/l-ultimo-saluto-a-giorgio-pienabarca-il-17enne-investito-e-ucciso-a-san-nicandro-garganico-chiesa-gremita-per-i-funerali.html</link>
      <description>Celebra le esequie il vescovo di San Severo. Fasci di rose bianche adornano il feretro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Redazione online (Video Maizzi))</author>
      <category>giorgio pienabarca,funerali,san nicandro garganico</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:34:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chiesa del Carmine gremita per l&rsquo;ultimo saluto al 17enne Giorgio Pienabarca, lo studente investito e ucciso alle 4 del mattino di venerd&igrave; 12 giugno mentre rientrava a casa da una festa di compleanno. La bara bianca, con fasci di rose bianche, &egrave; stata accolta nella chiesa accompagnata dai genitori, distrutti dal dolore, dai familiari, parenti, amici e compagni di classe del minore. Ad officiare la funzione, il vescovo di San Severo Giuseppe Mengoli.</p> <p><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_17/WhatsApp_Image_2026-06-17_at_18.31.12-1781714004219.jpeg" alt="" width="1220" height="649" /></p> <p>Oggi &egrave; lutto cittadino a San Nicandro Garganico, proclamato dal sindaco Matteo Vocale presente alle esequie. Rinviata anche la festa patronale. Attivit&agrave; commerciali della cittadina con le saracinesche abbassate in segno di dolore e rispetto. Fasci di rose bianche adornano l&rsquo;ingresso e le scale della chiesa.</p> <p><img src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2026_06_17/WhatsApp_Image_2026-06-17_at_18.31.13_(1)-1781714011961.jpeg" alt="" width="1220" height="650" /></p> <p>La morte del 17enne ha sconvolto la cittadina garganica e non solo. Ad investire Giorgio Pienabarca un amico di comitiva di 18 anni, agli arresti domiciliari per omicidio stradale, che, come lui, aveva partecipato alla stessa festa di compleanno e stava rientrando a casa a bordo di un&rsquo;autovettura quando, all&rsquo;altezza di una curva, ha investito il 17enne che procedeva a piedi in compagnia di un amico in direzione del paese, distante circa un chilometro dal luogo dell&rsquo;incidente.</p> <p><video width="300" height="150" controls="controls"> <source src="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/userUpload/WhatsApp_Video_20260617_at_183109.mp4" type="video/mp4" /></video></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Foggia, il «campo largo» ci ripensa e dà piena fiducia alla Episcopo: la sindaca verso il ritiro delle dimissioni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2017785/foggia-il-campo-largo-ci-ripensa-e-da-piena-fiducia-alla-episcopo-la-sindaca-verso-il-ritiro-delle-dimissioni.html</link>
      <description>Il 22 si torna in Consiglio comunale, segnale più concreto della volontà di non sospendere l’esperienza politico amministrativa del “campo largo” al Comune di Foggia</description>
      <author>REDAZIONE FOGGIA</author>
      <category>foggia,episcopo</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:24:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>I capigruppo consiliari del &ldquo;campo largo&rdquo; hanno concordato la convocazione del Consiglio comunale per il 22 giugno, luned&igrave;. La presidente dell&rsquo;assemblea comunale, Lia Azzarone, espressione del Pd, ha gi&agrave; convocato la riunione. E&rsquo; il segnale pi&ugrave; concreto della volont&agrave; di non sospendere l&rsquo;esperienza politico amministrativa del &ldquo;campo largo&rdquo; al Comune di Foggia e allo stesso tempo &egrave; un sostanziale invito alla sindaca Episcopo a rivedere la sua posizione e di fatto a ritirare le dimissioni. Ora toccher&agrave; alla sindaca decidere cosa fare anche sulla scorta di un documento firmato dai consiglieri comunali dal titolo quanto mai evocativo: &ldquo;Insieme fino alla fine&rdquo;.</p> <p>Nel documento politico viene sottolineato che &laquo;deve prevalere il senso di responsabilit&agrave; assunto nei confronti della cittadinanza in data 23 ottobre 2023 e proseguire, al fianco della sindaca alla quale confermiamo sostegno e fiducia, con compattezza e determinazione nella realizzazione degli impegni presi in campagna elettorale&rdquo;. &ldquo;L'impegno di tutti &egrave; di discutere delle eventuali divergenze nelle riunioni di maggioranza al fine di presentarsi sempre compatti nei Consigli comunali&rdquo;, prosegue il documento elaborato dai capigruppo della maggioranza di centrosinistra che nelle ultime settimane aveva registrato un forte sbandamento e non solo per via delle richieste di rivisitazione della giunta da parte di alcuni gruppi consiliari della costellazione del &ldquo;campo largo&rdquo;, ma anche per le bordate firmate da Partito democratico e Movimento Cinquestelle a proposito della programmazione e degli obiettivi, dalla manovra urbanistica al funzionamento della tecnostruttura.</p> <p>Nei giorni scorsi la sindaca Episcopo, prima di firmare le dimissioni, aveva revocato l&rsquo;incarico a due assessori entrambi espressione di Azione, ovvero Lorenzo Frattarolo (attivit&agrave; economiche) e Daniela Patano (polizia urbana e personale) e nominato assessore il socialista Luigi Ioerio (attivit&agrave; produttive) mantenendo l&rsquo;interim sul personale e la polizia urbana. Inoltre aveva revocato all&rsquo;assessore Giuseppe Galasso la delega all&rsquo;urbanistica, confermando tuttavia quella ai lavori pubblici.</p> <p>Ora si tratta di verificare se le garanzie chieste dalla sindaca Episcopo alla sua maggioranza saranno tali da convincerla a revocare le dimissioni e a presentarsi luned&igrave; mattina in Consiglio comunale per il voto sul bilancio dopo la diffida del prefetto.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Cerignola, assalto all'Atm Unicredit in pieno centro: la tecnica della marmotta ha colpito ancora</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2017522/cerignola-assalto-all-atm-unicredit-in-pieno-centro-la-tecnica-della-marmotta-ha-colpito-ancora.html</link>
      <description>Ad agire, alle 3.44 , una banda composta da quattro persone che è poi fuggita a bordo di un'auto di grossa cilindrata. In corso di quantificazione il bottino</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (redazione on line (foto Maizzi))</author>
      <category>cerignola,atm banca unicredit</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2017522/cerignola-assalto-all-atm-unicredit-in-pieno-centro-la-tecnica-della-marmotta-ha-colpito-ancora.html</guid>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:22:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Due esplosioni nel corso della notte hanno svegliato i residenti di corso Garibaldi a Cerignola (Foggia), dove poco prima delle 4 &egrave; stato assaltato lo sportello Atm della filiale della banca Unicredit con la tecnica della marmotta. Ad agire, stando a quanto si apprende, sarebbero state quattro persone, poi fuggite a bordo di un&rsquo;auto di grossa cilindrata. Il colpo sarebbe riuscito e il denaro sottratto &egrave; in corso di quantificazione. Sul posto stanno operando i carabinieri con gli artificieri arrivati da Bari. Al vaglio dei militari ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza. </p> <p>Tanta paura tra i residenti della zona. In molti sono stati svegliati nel cuore della notte dalle esplosioni. Solo dieci giorni fa, il 6 giugno, sempre a Cerignola, c'era stato un altro assalto alla filiale della banca Bpm nella stessa strada nel centro della citt&agrave;</p> <p>Sarebbe ingente il bottino dell&rsquo;assalto portato a termine durante la notte ai danni dello sportello Atm della filiale della banca Unicredit di corso Garibaldi in pieno centro a Cerignola, in provincia di Foggia. Ammonterebbe tra i 50 e i 60mila euro. Due le esplosioni avvertite dai residenti nel corso della notte. Ad agire, stando a quanto si apprende, quattro persone incappucciate, che hanno utilizzato la classica marmotta (ordigno esplosivo) per far saltare in aria lo sportello, fuggite poi a bordo di un&rsquo;autovettura di grossa cilindrata. Nella deflagrazione sarebbe rimasta danneggiata anche un&rsquo;autovettura parcheggiata nelle vicinanze. Indagini in corso da parte dei Carabinieri che stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza</p>]]></content:encoded>
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      <title>«Tangente da 300mila euro al sindaco per l'appalto della discarica». Bufera su Merla: è accusato anche di maltrattamenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2016904/tangente-da-300mila-euro-al-sindaco-per-l-appalto-della-discarica-bufera-su-metta-e-accusato-anche-di-maltrattamenti.html</link>
      <description>L'inchiesta sul primo cittadino di San Marco in Lamis nata dalla denuncia di un appaltatore: coinvolti marito e moglie a cui a marzo erano stati sequestrati 700mila euro</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>san marco in lamis,inchiesta,tangente,sindaco merla</category>
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      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Nelle perquisizioni di marzo saltarono fuori 700mila euro in contanti in casa dell&rsquo;imprenditore Giuseppe Caroprese e della moglie Rita De Maio, presunti corruttori per appalti di manutenzione poi portati a termine in maniera non corretta. Ora l&rsquo;inchiesta della Procura di Foggia fa un passo avanti e sfiora la politica: il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, potrebbe essere un dei terminali delle mazzette.</p> <p>&Egrave; questa l&rsquo;ipotesi del decreto di perquisizione firmato dal pm Giovanni Mongelli ed eseguito ieri dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza agli ordini del tenente colonnello Giovanni Andriani. Nel fascicolo sono indagate, a vario titolo e secondo le rispettive responsabilit&agrave;, almeno 14 persone (e due imprese) che rispondono di corruzione, turbativa, violenza privata, induzione indebita, falso ideologico e materiale, omissione di atti d&rsquo;ufficio, frode in pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici.</p> <p>L&rsquo;accusa nei confronti del sindaco nasce dalle rivelazioni di un imprenditore locale, che dopo aver subito l&rsquo;incendio di un escavatore ha raccontato delle collusioni tra imprese per manipolare l&rsquo;appalto da 7 milioni per la messa in sicurezza della ex discarica comunale aggiudicati alla ditta di Caroprese. E ha poi raccontato quanto gli sarebbe stato riferito dalla moglie dell&rsquo;imprenditore, Rita Demaio, che gli avrebbe rivelato di &laquo;godere della protezione sul doppio versante, politico e giudiziario. Politico perch&eacute; la stessa spiegava di godere di (un non meglio specificato) appoggio da parte del sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, a cui aveva consegnato personalmente la somma di 300mila euro in contanti&raquo;...<i></i></p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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      <title>San Nicandro Garganico, lutto cittadino il giorno dei funerali di Giorgio Pienabarca, il 17enne investito e ucciso</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2016495/san-nicandro-garganico-lutto-cittadino-il-giorno-dei-funerali-di-giorgio-pienabarca-il-17enne-investito-e-ucciso.html</link>
      <description>Saranno celebrati il 17 giugno alle 16 nella chiesa del Carmine. Il 18enne alla guida dell'auto che travolse Giorgio resta ai domiciliari. La difesa: «Faremo ricorso al Riesame»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>SAN NICANDRO GARGANICO</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2016495/san-nicandro-garganico-lutto-cittadino-il-giorno-dei-funerali-di-giorgio-pienabarca-il-17enne-investito-e-ucciso.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:48:07 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Saranno celebrati domani pomeriggio alle 16 nella chiesa del Carmine di San Nicandro Garganico (Foggia) i funerali del 17enne Giorgio Pienabarca, lo studente investito e ucciso alle 4 del mattino del 12 giugno mentre rientrava a casa da una festa di compleanno. Per domani &egrave; stato proclamato il lutto cittadino dal sindaco Matteo Vocale.  Ad investire Giorgio Pienabarca &egrave; stato un amico di comitiva che aveva partecipato alla stessa festa di compleanno e stava rientrando a casa a bordo di un&rsquo;autovettura quando, all&rsquo;altezza di una curva, ha travolto il 17enne che procedeva a piedi in compagnia di un amico in direzione del paese, distante circa un chilometro dal luogo dell&rsquo;incidente. </p> <p>L&rsquo;incidente &egrave; avvenuto all&rsquo;altezza di una curva e il 18enne avrebbe dichiarato di &laquo;non aver visto il 17enne che aveva impegnato la carreggiata che stava attraversando perch&eacute; in un punto in cui la curva &egrave; chiusa e cieca&raquo;. Ieri pomeriggio &egrave; stata effettuata l&rsquo;autopsia sul 17enne, poi il nulla osta da parte della magistratura e la fissazione delle esequie. Il gip del tribunale di Foggia Marialuisa Bencivenga ha convalidato l'arresto del 18enne alla guida e disposto i domiciliari. &laquo;Faremo ricorso al tribunale del riesame&raquo; annuncia il legale, l&rsquo;avvocato Ettore Censano.</p>]]></content:encoded>
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      <title>San Severo, fuori dal carcere il boss La Piccirella: è ai domiciliari in Abruzzo</title>
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      <description>Dopo sette anni liberato «Il professore» che era in cella a Lanciano: ha condanne per mafia, omicidi, droga e armi</description>
      <author>REDAZIONE FOGGIA</author>
      <category>san severo,giuseppe vincenzo la piccirella</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015594/san-severo-fuori-dal-carcere-il-boss-la-piccirella-e-ai-domiciliari-in-abruzzo.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:33:03 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dopo 7 anni in cella a Lanciano, ha ottenuto i domiciliari con braccialetto elettronico in un paese abruzzese Giuseppe Vincenzo La Piccirella, 68 anni, alias &ldquo;il professore&rdquo;, capo della mafia di San Severo, storico alleato di Rocco Moretti, boss della &ldquo;Societ&agrave; foggiana&rdquo;. Detenuto dal &rsquo;94 tranne 3 anni a piede libero, La Piccirella ha &ldquo;collezionato&rdquo; condanne per 50 anni per omicidio, mafia, estorsioni, droga, armi.</p> <p>Al momento sconta 16 anni e 1 mesi inflitti il 28 novembre 2025 nel processo Ares dalla corte d&rsquo;appello di Bari che gli dimezz&ograve; la pena rispetto ai 30 anni di primo grado, riconoscendolo colpevole di 29 capi d&rsquo;accusa: mafia, droga, duplice tentato omicidio, lesioni, estorsioni, armi, ricettazione, furto e ricettazione. Pende il ricorso difensivo in Cassazione: l&rsquo;imputato si dice innocente. La stessa corte d&rsquo;appello ha ora accolto l&rsquo;istanza degli avv. Luigi Marinelli e Giangregorio De Pascalis e concesso i domiciliari perch&eacute; &ldquo;sussistono tutt&rsquo;ora le esigenze cautelari vista gravit&agrave; dei fatti e personalit&agrave; dell&rsquo;imputato, ma non risultano di eccezionale rilevanza; possono essere salvaguardate dai domiciliari fuori regione&rdquo;.</p> <p>La Piccirella fu coinvolto nel blitz &ldquo;Day before&rdquo;: 100 arresti a Foggia e San Severo tra giugno &rsquo;95 e aprile &rsquo;96 per mafia, omicidi, droga e altri reati. Fu condannato a 27 anni quale affiliato alla &ldquo;Societ&agrave;&rdquo; (San Severo era una costola della mafia dauna) e per la lupara bianca di Nazario Palumbo, scomparso negli anni Novanta in una guerra tra clan sanseveresi. Scontata la pena, La Piccirella torn&ograve; libero a settembre 2014. Nuovo arresto il 16 novembre 2017 per il racket delle slot-machine per tentata estorsione a 4 imprenditori con pretesa di 100 euro per ogni macchinetta installata, e una tangente una tantum di 20mila euro. Segu&igrave; condanna a 3 anni e 4 mesi, ridotta in appello a 2 anni e 4 mesi, espiata. Come il malavitoso ha espiato i 3 anni, 6 mesi e 20 giorni inflitti per tentata estorsione aggravata dalla mafiosit&agrave; a Lazzaro D&rsquo;Auria, imprenditore salernitano con interessi nel Foggiano, da 8 anni sotto scorta, simbolo della ribellione al racket. Tra i complici di La Piccirella per il ricatto a D&rsquo;Auria da cui si pretendevano 200mila euro, c&rsquo;era Rocco Moretti pure condannato. Fu La Piccirella insieme a Moretti e altre 10 persone a affrontare a luglio 2017 D&rsquo;Auria e avvertirlo: &ldquo;ci devi dare 150mila euro l&rsquo;anno perch&eacute; nessuno ti ha mai rotto le scatole. Ricordati che qui sono scomparse un sacco di persone&rdquo;.</p> <p>Era detenuto per il racket delle slot-machine La Piccirella quando fu riarrestato il 6 giugno 2019 nel blitz Ares (52 arresti, 43 imputati, 90 capi d&rsquo;accusa, 36 condanne) che per la prima volta sanc&igrave; l&rsquo;autonomia della mafia sanseverese rispetto alla &ldquo;Societ&agrave;&rdquo;. La Piccirella insieme al socio Severino Testa &egrave; ritenuto al vertice dell&rsquo;omonimo clan che impose agli spacciatori di rifornirsi dal gruppo o pagare una percentuale sui guadagni. &ldquo;Come te lo devo dire, lui comanda a San Severo&rdquo; rifer&igrave; il pentito Carmine Palumbo alla Dda. Il 29 novembre 2022 a La Piccirella il Tribunale di Foggia inflisse 30 anni; in appello a Bari pena ridotta a 16 anni e 1 mese. Detto dello spessore criminale dell&rsquo;imputato, resta il fatto che una persona detenuta in carcere da 7 anni che si dice innocente &egrave; ancora in attesa della sentenza definitiva.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, l'estorsione per il Patek Philippe rubato: il Riesame respinge tutti i ricorsi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015596/foggia-l-estorsione-per-il-patek-philippe-rubato-il-riesame-respinge-tutti-i-ricorsi.html</link>
      <description>Il commerciante gambizzato a marzo dopo il furto dell'orologio da 160mila euro: «Utilizzabili le intercettazioni»</description>
      <author>redazione foggia</author>
      <category>patek rubato</category>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 11:20:05 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Intercettazioni valide e utilizzabili. Regge al ricorso difensiva la prova-regina dell&rsquo;inchiesta di Dda e squadra mobile a carico dei foggiani Daniele Barbaro, 35 anni, Ciro Spinelli (40), del cognato Luca Pompilio (34) e Giuseppe Bruno (18). Furono fermati lo scorso 25 marzo fermati per tentata estorsione e gambizzazione di un commerciante foggiano ferito a pistolettate in citt&agrave; la sera del 14 marzo, reati aggravati dal metodo mafioso. Il Tribunale della libert&agrave; di Bari ha ora rigettato la richiesta dell&rsquo;avv. Claudio Caira difensore di Barbaro, sia di dichiarare inutilizzabili le captazioni a carico del mafioso; sia di ritenere insussistente l&rsquo;aggravante mafiosa. Barbaro &egrave; detenuto ininterrottamente tra carcere e domiciliari dal 2008. Mentre lo scorso marzo era ai domiciliari per droga a Campomarino, fu intercettato chiamare i presunti complici; e ordinare in diretta a Spinelli di sparare al commerciante che negava d&rsquo;essere in possesso di un orologio Patek Philippe del valore di 160mila euro oggetto di rapina, per la cui restituzione malavitosi di Cerignola si sarebbero rivolti a Barbaro che per la mediazione contava di incassare tra 50 e 80mila euro.</p> <p>Gli avv. Claudio Caira e Paolo Ferragonio per Barbaro e Spinelli ricorsero direttamente in Cassazione per chiedere l&rsquo;inutilizzabilit&agrave; delle intercettazioni. Il ricorso per Spinelli verr&agrave; discusso il 24 giugno. Quello di Barbaro fu esaminato a maggio dalla Suprema corte; ma ritenendo trattasse anche questioni di merito mentre la Cassazione &egrave; giudice di legittimit&agrave;, lo convert&igrave; in riesame, mandando gli atti al Tribunale della libert&agrave; di Bari per pronunciarsi. Cos&igrave; in camera di consiglio davanti ai 3 giudici del Tdl si sono ritrovati l&rsquo;avv. Caira e il pm Dda Bruna Manganelli che ha chiesto e ottenuto il rigetto del ricorso. L&rsquo;avv. Caira sostiene che le intercettazioni a carico di Barbaro chieste dalla Dda e autorizzate dal gip di Bari, furono eseguite attraverso un software spia inoculato nel telefonino dell&rsquo;indagato. Il legale rimarcando che si tratta di un mezzo cos&igrave; invasivo, presuppone una motivazione rafforzata e rigorosa da parte del giudice secondo quanto previsto dal codice di procedura penale. Per l&rsquo;avv. Caira il riferimento al &ldquo;clima omertoso&rdquo; ipotizzato da polizia e Dda (tra l&rsquo;altro la difesa eccepisce che l&rsquo;informativa completa della squadra mobile non &egrave; stata messa a disposizione) cui fa riferimento il gip nell&rsquo;autorizzazione, sarebbe una motivazione generica e insufficiente al via libera alle captazioni. La difesa chiedeva anche al Tdl di dichiarare insussistente l&rsquo;aggravante d&rsquo;aver agito con metodo mafioso. Questo perch&eacute;, ha argomentato l&rsquo;avv. Caira, il commerciante dopo la gambizzazione si sarebbe rivolto a un parente mafioso per intercedere con Barbaro. Nell&rsquo;ottica difensiva ci si troverebbe quindi davanti a una trattativa tra due mafiosi (Barbaro e il parente della vittima estraneo all&rsquo;inchiesta) senza che potesse esserci coartazione mafiosa. Il pm Manganelli ha replicato che la motivazione del gip in relazione alle intercettazioni &egrave; esauriente perch&eacute; si fa un dettagliato riferimento agli indizi che le autorizzavano.</p> <p>Quanto all&rsquo;aggravante, il pm ha rimarcato come questa vicenda trasudi di mafia. Barbaro entr&ograve; a fare parte della &ldquo;Societ&agrave;&rdquo; sin da minorenne; Spinelli a sua volta &egrave; contiguo alla &ldquo;Societ&agrave;&rdquo;. Barbaro fu intercettato ordinare a Bruno di recarsi a casa del commerciante e minacciare la moglie perch&eacute; informasse il marito che c&rsquo;erano gli &ldquo;amici&rdquo; che volevano parlargli. Fu intercettato mentre in video-chiamata minacciava la vittima che negava d&rsquo;avere l&rsquo;orologio, dicendole: &ldquo;l&rsquo;orologio te lo sei preso tu: o ce lo dai, oppure ti do la mia parola che ti faccio azzoppare di testa a terra. Ti vengo a prendere sino a casa tua&rdquo;. Fu intercettato mentre subito dopo a fronte dei dinieghi del commerciante, ordin&ograve; a Spinelli di sparare: &ldquo;uccidilo a questo infamone&rdquo;. E Spinelli gambizz&ograve; la vittima che si rec&ograve; in pronto soccorso per farsi medicare, raccontando d&rsquo;essere stato ferito da uno sconosciuto.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Appalti pubblici truccati, perquisizioni nel Foggiano: indagati il sindaco di S. Marco in Lamis e tre imprenditori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2016100/perquisizioni-e-sequestri-nel-foggiano-indagine-su-appalti-pubblici-coinvolti-amministratori-e-imprenditori.html</link>
      <description>La Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta su presunti reati legati all’aggiudicazione di appalti per disinfestazioni e gestione del verde pubblico</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>gdf,foggia,pubblica amministrazione</category>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:15:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Perquisizioni e sequestri in corso dalle prime ore della mattinata di oggi 16 giugno da parte dei militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Foggia.&nbsp;I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale stanno eseguendo un decreto di perquisizione locale e domiciliare: l'indagine ipotizza i reati di corruzione per l&rsquo;esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilit&agrave; e falso documentale.</p> <p data-start="824" data-end="1092">Secondo quanto emerso dalle indagini, le contestazioni riguarderebbero presunte irregolarit&agrave; connesse all&rsquo;aggiudicazione di diversi appalti pubblici sul territorio provinciale, alcuni dei quali relativi ai servizi di disinfestazione e alla gestione del verde pubblico.</p> <p data-start="1094" data-end="1314">Tra i destinatari delle perquisizioni figurano il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, un dirigente dello stesso Comune e tre imprenditori residenti a San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Cerignola.</p> <p data-start="1316" data-end="1633">Contestualmente, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e della Compagnia di San Severo stanno acquisendo la documentazione relativa a numerose procedure di gara presso il Comune in questione e la Provincia di Foggia, in qualit&agrave; di stazioni appaltanti dei contratti oggetto degli accertamenti.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>L'assalto fallito al blindato nel Modenese, esclusa l'aggravante mafiosa per i banditi cerignolani: «È solo tentata rapina»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015471/l-assalto-fallito-al-blindato-nel-modenese-esclusa-l-aggravante-mafiosa-per-i-banditi-cerignolani-e-solo-tentata-rapina.html</link>
      <description>La Polizia che seguiva i sospettati da giorni sventò l’assalto arrestando in flagranza 14 persone in un podere di Vignola, in provincia di Modena, dove c’era il covo della banda</description>
      <author>Redazione Foggia</author>
      <category>foggia,cerignola,assalto nel modenese,tentata rapina</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015471/l-assalto-fallito-al-blindato-nel-modenese-esclusa-l-aggravante-mafiosa-per-i-banditi-cerignolani-e-solo-tentata-rapina.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:03:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Volevano assaltare il blindato, ma non agirono con metodo mafioso. Il Tribunale della libert&agrave; di Bologna in 21 pagine spiega perch&eacute; ha torto la difesa dei presunti rapinatori nel sostenere che il progetto non entr&ograve; nella fase esecutiva per cui non sussiste il reato di tentata rapina; ha invece ragione nel contestare l&rsquo;aggravante mafiosa. Il pomeriggio del 18 marzo 2026 una banda composta da almeno 17 persone si preparava a assaltare sull&rsquo;autostrada A/1 vicino Bologna il blindato della Battistolli con lingotti d&rsquo;oro per 7 milioni e 400mila euro diretto a Paderno Dugnano, nel Milanese. La Polizia che seguiva i sospettati da giorni svent&ograve; l&rsquo;assalto arrestando in flagranza 14 persone in un podere di Vignola, in provincia di Modena, dove c&rsquo;era il covo della banda. Altri 3 sospettati furono arrestati il 9 aprile e il 3 giugno su ordinanza del gip di Bologna chieste dalla Dda perch&egrave; il nuovo reato di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato introdotto a febbraio nel codice penale &egrave; di competenza della direzione distrettuale antimafia; e anche perch&eacute; viene contestata l&rsquo;aggravante d&rsquo;aver agito con metodo mafioso. Il 28 aprile il Tdl di Bologna si pronunci&ograve; sul ricorso di 12 indagati contro l&rsquo;ordinanza del gip emiliano che concordava con la Dda su tipologia di reato e aggravante mafiosa. I difensori nel chiedere la concessione dei domiciliari per 12 indiziati, sostennero l&rsquo;insussistenza del reato di tentata rapina e dell&rsquo;aggravante mafiosa; la Dda sollecitava il rigetto delle istanze. Il Riesame felsineo ha ora reso noto le motivazioni del provvedimento con cui conferm&ograve; che l&rsquo;accusa di tentata rapina regge, ma non l&rsquo;aggravante mafiosa.</p> <p>Secondo la difesa il piano non entr&ograve; nella fase esecutiva, per cui non si pu&ograve; contestare la tentata rapina. Il blindato della Battistolli sarebbe transitato per il tratto interessato dall&rsquo;assalto alle 20 del 18 marzo, mentre gli indagati furono bloccati poco prima delle 17. Assurdo pensare - obiettano i legali - che la banda si muovesse con 3 ore di anticipo, esponendosi al rischio di essere individuata. Nient&rsquo;affatto, replica il Tdl sottolineando 3 aspetti. Il cerignolano Francesco Pio Losurdo ritenuto l&rsquo;organizzatore del colpo, arriv&ograve; nel covo di Vignola alle 16.38: questo dimostrerebbe che la banda era pronta a entrare in azione. Lo stesso Losurdo parlando alle 16 con un coindagato disse che mancavano 4 ore all&rsquo;assalto, consigliando al presunto complice: &ldquo;falli dormire, digli che dormano: mancano ancora 4 ore&rdquo;. Infine se la banda entr&ograve; in azione poco prima delle 17, fu perch&eacute; alcuni indagati si resero conto della presenza massiccia della Polizia. &ldquo;Evidentemente gli indagati non stavano andando via per appostarsi in vista dell&rsquo;esecuzione dell&rsquo;assalto&rdquo; argomenta il Tdl &ldquo;ma avevano deciso di abbandonare il covo in anticipo rispetto all&rsquo;orario del colpo perch&eacute; allertati della presenza delle forze dell&rsquo;ordine&rdquo;.</p> <p>&ldquo;Le censure difensive devono invece ritenersi condivisibili e fondate sull&rsquo;insussistenza dell&rsquo;aggravante di aver agito con metodo mafioso&rdquo; scrive poi il Tdl. A dire della Dda le modalit&agrave; paramilitari programmate per l&rsquo;assalto al portavalori, &ldquo;lasciano chiaramente intendere la riconducibilit&agrave; dell&rsquo;azione militare a un&rsquo;organizzazione mafiosa foggiana. Modalit&agrave; esecutive chiaramente votate a eclatante violenza, tale da ingenerare assoggettamento e omert&agrave; nelle vittime e nella collettivit&agrave; territoriale, prospettando future ritorsioni&rdquo;. I difensori replicano che aver programmato metodi paramilitari non significa automaticamente che &ldquo;la condotta sia ammantata dalla matrice mafiosa&rdquo;. Il Tdl concorda. &ldquo;Dalla lettura del variegato materiale probatorio caratterizzato da intercettazioni, pedinamenti, appostamenti, perquisizioni e sequestri, non si evincono elementi che dimostrino l&rsquo;estrinsecazione del metodo mafioso. I fatti sono avvenuti nelle campagne di Modena, luogo non noto per fenomeni di infiltrazione mafiosa. Inoltre nelle azioni degli indagati non sono stati esplicitati nei confronti delle vittime richiami all&rsquo;appartenenza o vicinanza a sodalizi mafiosi. Non si comprende quindi da quale elemento le persone offese avrebbero dovuto essere convinte di trovarsi di fronte a una consorteria di origine mafiosa&rdquo;.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Le 14 case vacanza a Vieste dell'assessora regionale al Turismo. Starace: «Ma non le gestisco più io»</title>
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      <description>Un nuovo caso dopo l'indagine per concussione e il processo per abusi edilizi. «Conflitti di interesse? No, sono solo appartamentini aperti per tre mesi»</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>graziamaria starace,VIESTE,CASE</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015469/le-14-case-vacanza-a-vieste-dell-assessora-regionale-al-turismo-starace-ma-non-le-gestisco-piu-io.html</guid>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Nel curriculum che ha depositato (&egrave; un obbligo di legge) al momento della candidatura nelle lista &laquo;Decaro presidente&raquo;, Graziamaria Starace ha dichiarato di svolgere la professione di insegnante di sostegno. Ma, visti i redditi dichiarati (pubblici anche quelli), sarebbe pi&ugrave; corretto dire che l&rsquo;assessora regionale al Turismo &egrave; una imprenditrice turistica. Meglio ancora: che possiede 14 appartamenti, tutti di sua esclusiva propriet&agrave;, utilizzati come casa vacanze a Vieste.</p> <p>&Egrave; un caso, lampante ed evidente, di conflitto di interessi. Non dovrebbe nemmeno essere necessario spiegare il perch&eacute;. Le sue deleghe nell&rsquo;esecutivo riguardano politiche per il turismo e la promozione, sostegno all&rsquo;industria turistica, destinazioni turistiche, turismo sostenibile, regolazione dei flussi, turismo culturale e rurale, turismo lento e cammini, eventi strategici a valenza turistica, cooperazione internazionale, e quasi tutte incidono (possono incidere) sui suoi interessi patrimoniali.</p> <p>Ma vediamo nel dettaglio. Starace risulta proprietaria del 90% della A Casa Mia di Vieste, una srl semplificata (amministrata dalla madre), con codice Ateco 55.20.42 (servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze) che ha per oggetto sociale &laquo;realizzazione e gestione di attivit&agrave; turistico-alberghiere e ricettive in tutte le sue forme, sia direttamente che tramite terzi, realizzazione e gestione in proprio di villaggi turistici, campeggi, alberghi, centri vacanze, residence, case vacanze, affittacamere, b&amp;b di qualsiasi genere&raquo;...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, amministratore di condomini irreperibile: «È scappato in Thailandia». E scatta l'inchiesta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015466/foggia-amministratore-di-condomini-irreperibile-e-scappato-in-thailandia-e-scatta-l-inchiesta.html</link>
      <description>Crescono le segnalazioni: una ventina i palazzi coinvolti. Ipotesi di truffa e appropriazione indebita, indagini e denunce già alla Guardia di Finanza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia,thailandia,amministratore</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 20:25:51 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>Potrebbe essere fuggito all&rsquo;estero, forse in Thailandia, l&rsquo;ex amministratore di condom&igrave;ni Luigi Morsillo, al centro di una vicenda che si sta allargando a pi&ugrave; stabili della citt&agrave;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&Egrave; quanto riferiscono diversi condomini foggiani che da settimane non riuscirebbero a rintracciarlo, mentre si moltiplicano le segnalazioni e le denunce. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, sarebbero circa venti i condom&igrave;ni coinvolti in presunti casi di truffa e appropriazione indebita riconducibili allo stesso schema operativo.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il primo episodio segnalato riguarda un palazzo di via Rovelli, rimasto senza acqua per circa due giorni, mentre successivamente sono emerse ulteriori criticit&agrave; in diversi quartieri cittadini.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il caso pi&ugrave; rilevante riguarda un complesso di viale Luigi Pinto, dove si registrerebbe un ammanco superiore ai 200mila euro tra utenze condominiali e servizi non pagati, con debiti accumulati verso Acquedotto Pugliese e altri fornitori.</span></p> <p><span>L&rsquo;avvocato dei condomini ha gi&agrave; presentato una querela alla Guardia di Finanza per truffa e appropriazione indebita. Le indagini sono in corso.</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Videocamere di sorveglianza, bando da 100mila euro a Foggia: «Più sicurezza ai cittadini»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015072/videocamere-di-sorveglianza-bando-da-100mila-euro-a-foggia-piu-sicurezza-ai-cittadini.html</link>
      <description>Presentato il progetto per usufruire di un finanziamento regionale per incrementare la videosorveglianza e la sicurezza in città.</description>
      <author>REDAZIONE FOGGIA</author>
      <category>foggia,sos videosorveglianza</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015072/videocamere-di-sorveglianza-bando-da-100mila-euro-a-foggia-piu-sicurezza-ai-cittadini.html</guid>
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:56:53 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il Comune di Foggia ha presentato il progetto per usufruire di un finanziamento regionale per incrementare la videosorveglianza e la sicurezza in citt&agrave;. Presenti amministratori di condominio, responsabili degli istituti di vigilanza e cittadini.</p> <p>Si tratta di un progetto pilota sperimentale finanziato dalla Regione Puglia per 100mila euro &laquo;per aumentare la presenza di telecamere in citt&agrave; ed aiutare i cittadini ad essere maggiormente tutelati&raquo; ha spiegato l&rsquo;assessore alla sicurezza del Comune di Foggia, Giulio De Santis.</p> <p>L&rsquo;obiettivo &egrave; incrementare il livello di videosorveglianza nell&rsquo;area urbana, favorendo l&rsquo;integrazione tra quella comunale e quella privata.</p> <p>A breve verr&agrave; pubblicato un avviso pubblico per una manifestazione di interesse, ed i soggetti beneficiari saranno i condomini, gli operatori commerciali e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. I primi due - ai quali verr&agrave; destinato il 60 per cento del finanziamento - potranno concorrere per usufruire di un contributo spese equivalente al 50 per cento del costo di installazione dell&rsquo;impianto, per un importo massimo di 3mila euro; gli istituti scolastici - ai quali verranno destinati invece il 40 per cento dei fondi - potranno usufruire invece del 100 per cento della spesa, fino a un importo massimo di 4mila euro.</p> <p>Dopo la presentazione della richiesta, verr&agrave; assegnato automaticamente un punteggio, determinato dal numero di telecamere esterne che si vogliono installare, dal rischio e dal grado di incidenza di criticit&agrave; e pericoli nella zona di riferimento, dalle dimensioni del condominio, dal rischio legato all&rsquo;attivit&agrave; (per gli esercizi commerciali) e dal numero di studenti e studentesse che frequentano il plesso (per gli istituti scolastici).</p> <p>&laquo;L&rsquo;auspicio &egrave; che l&rsquo;iniziativa riscuota un elevato interesse e che la risposta sia tale da determinare un numero di domande superiore alla disponibilit&agrave; economica, ed incrementare la dotazione finanziaria a disposizione con risorse dell&rsquo;ente&raquo;, afferma l&rsquo;assessore De Santis.</p> <p>Attualmente in citt&agrave; sono attive 240 telecamere pubbliche che hanno garantito finora ottimi risultati in un ambito delicatissimo come quello della sicurezza. Questo progetto potrebbe quindi aumentare in maniera significativa l&rsquo;interazione tra pubblico e privato, pur nella rigorosa tutela della privacy e nell&rsquo;osservanza delle normative vigenti.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>San Nicandro Garganico, investì e uccise l'amico 17enne: convalidato l'arresto per il 18enne alla guida</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2015070/san-nicandro-garganico-investi-e-uccise-l-amico-17enne-convalidato-l-arresto-per-il-18enne-alla-guida.html</link>
      <description>Oggi l'autopsia di Giorgio Pienabarca. Fu investito e ucciso alle 4 del mattino di venerdì 12 giugno mentre rientrava a casa da una festa di compleanno, a cui aveva partecipato anche l’investitore</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>giorgio pienabarca,san nicandro garganico</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:33:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; stato convalidato l&rsquo;arresto dello studente 18enne di San Nicandro Garganico&nbsp; accusato dell&rsquo;omicidio stradale dell&rsquo;amico 17enne Giorgio Pienabarca, investito e ucciso alle 4 del mattino di venerd&igrave; 12 giugno mentre rientrava a casa da una festa di compleanno, a cui aveva partecipato anche l&rsquo;investitore. La vittima era a piedi e, in compagnia di un amico, stava percorrendo via Torre Mileto, a circa un chilometro dal centro cittadino. &laquo;Non l&rsquo;ho visto, non lo potevo vedere. Stavo facendo una curva chiusa, cieca e l&rsquo;ho trovato di fronte, stava attraversando la strada. Pensavo di aver investito un animale, mi sono fermato, sono sceso e mi sono accorto cosa era accaduto&raquo;, ha dichiarato il ragazzo al gip secondo quanto riferito dal suo legale, Ettore Censano. "Parliamo di un dramma - ha sottolineato all&rsquo;ANSA l&rsquo;avvocato -. La vittima si trovava a met&agrave; carreggiata, stava attraversando la strada per andare a prendere la navetta ed essere riaccompagnato a casa. Circostanza confermata anche dall&rsquo;amico che camminava con lui e che non aveva ancora impegnato l&rsquo;asse stradale&raquo;. Il 18enne &egrave; risultato positivo all&rsquo;alcool test e agli esami tossicologici.</p> <p>&laquo;Il ragazzo ha ammesso di aver bevuto un drink di benvenuto, due birre e mezzo bicchiere di vino ma di non versare in uno stato di alterazione. La positivit&agrave; ai cannabinoidi &egrave; relativa ad un uso fatto diversi giorni prima. Non procedeva ad alta velocit&agrave;, circostanza confermata anche dall&rsquo;amico che era in auto con lui e che ha sentito all&rsquo;improvviso il botto&raquo;. La vittima e il 18enne che lo ha investito si conoscevano, erano amici e facevano parte della stessa comitiva. &laquo;Appena resosi conto dell&rsquo;accaduto, ha tentato di prestare soccorso. Purtroppo quello che &egrave; accaduto poteva accadere a chiunque. Faremo richiesta di messa alla prova per tutelare il ragazzo che avrebbe dovuto sostenere a breve gli esami di maturit&agrave; e vedremo come procedere in tal senso&raquo;. Nel pomeriggio alle 15.30 &egrave; prevista l&rsquo;autopsia. I funerali saranno celebrati nel comune Garganico dove il sindaco Matteo Vocale ha disposto il lutto cittadino.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Da Bari a Manfredonia a bordo di Nave Italia: 12 giovani pazienti del Giovanni XXIII con “Via col vento”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2014957/da-bari-a-manfredonia-a-bordo-di-nave-italia-12-giovani-pazienti-del-giovanni-xxiii-con-via-col-vento.html</link>
      <description>Il progetto è esperienza educativa, terapeutica e di inclusione che li condurrà in navigazione fino Manfredonia, arrivo previsto il 20 giugno. A bordo laboratori e musica con equipaggio Marina Militare</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>giovanni xxiii,bari,brindisi</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:11:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dodici bambini e adolescenti affetti da patologie reumatologiche e nefrologiche croniche partiranno domani mattina dall&rsquo;ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari per raggiungere il porto di Brindisi, dove si imbarcheranno su Nave Italia, il brigantino goletta a vele pi&ugrave; grande del mondo, per prendere parte al progetto 'Via col vento", un&rsquo;esperienza educativa, terapeutica e di inclusione che li condurr&agrave; in navigazione fino al porto di Manfredonia, con arrivo previsto il 20 giugno.  La partenza &egrave; prevista alle 10 dall&rsquo;ospedale pediatrico, dove familiari, operatori sanitari e rappresentanti delle associazioni saluteranno i ragazzi prima del trasferimento in autobus verso Brindisi. L&rsquo;Apmarr, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare coordina il progetto, ideato e strutturato dalla scuola ospedaliera dell&rsquo;istituto comprensivo De Amicis-Laterza-Monte San Michele, attiva all&rsquo;interno dell&rsquo;ospedale pediatrico barese, che ha sviluppato un percorso educativo capace di integrare assistenza sanitaria, apprendimento ed esperienze di vita, offrendo ai ragazzi un&rsquo;opportunit&agrave; di crescita personale al di fuori dell&rsquo;ambiente ospedaliero.</p> <p>Per cinque giorni i partecipanti vivranno a bordo di Nave Italia con l&rsquo;equipaggio della Marina Militare un percorso fatto di attivit&agrave; laboratoriali, educative, musicali e ricreative, finalizzate a rafforzare autonomia, collaborazione, capacit&agrave; relazionali e fiducia nelle proprie potenzialit&agrave;, senza interrompere la continuit&agrave; dell&rsquo;assistenza sanitaria. Ad accompagnarli sar&agrave; un&rsquo;&eacute;quipe multidisciplinare composta da un dirigente medico dell&rsquo;unit&agrave; operativa di Reumatologia Pediatrica, dal dottor Mario Giordano per la Nefrologia e Dialisi Pediatrica, un infermiere, due docenti della scuola ospedaliera, due atelieristi culturali di media education della Cooperativa Sociale Il Nuovo Fantarca e un atelierista musicale.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Foggia, trovate 15 auto rubate e cannibalizzate: allarme ambientale nel torrente Carapelle</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2014850/foggia-trovate-15-auto-rubate-e-cannibalizzate-allarme-ambientale-nel-torrente-carapelle.html</link>
      <description>Gli ispettori della Civilis denunciano la presenza di carcasse abbandonate: «Fenomeno che mette a rischio l’ecosistema ambientale"</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia,carcasse auto</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:01:49 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Le carcasse di una quindicina di autovetture rubate, cannibalizzate (private cio&egrave; di parti o componenti), molte delle quali date anche alle fiamme, sono state ritrovate nel corso dell&rsquo;ultima settimana in provincia di Foggia dagli ispettori ambientali della Civilis. N&egrave; da notizia il comandante Giuseppe Marasco, che effettua giornalmente controlli insieme al nucleo della Civilis, lanciando l&rsquo;allarme sulla &laquo;diffusione del fenomeno che mette a rischio l&rsquo;ecosistema ambientale&raquo;.</p> <p>Stando a quanto riferito, le zone maggiormente interessate dal fenomeno sono la strada pedegarganica, la provinciale per la borgata di Mezzanone, il torrente Carapelle (dal lato che interessa la zona di Manfredonia), e nei pressi dell&rsquo;area dell&rsquo;ex pista di Mezzanone. Ma l&rsquo;allarme interessa, soprattutto, la presenza di una dozzina di carcasse nel torrente Carapelle. &laquo;Da circa due mesi - dichiara Marasco - sono presenti queste carcasse che non vengono ancora rimosse con possibili pericoli per l&rsquo;inquinamento delle falde acquifere e dei terreni. Molto spesso le carcasse che ritroviamo vengono abbandonate illecitamente su terreni coltivati a grano, ad ortaggi e questo aumenta il rischio di inquinamento&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>L'assessora Starace a processo per abusivismo nella casa vacanze di Vieste: «Ma è colpa del mio ex marito»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2014061/l-assessora-starace-a-processo-per-abusivismo-nella-casa-vacanze-di-vieste-ma-e-colpa-del-mio-ex-marito.html</link>
      <description>Dopo le accuse di concussione mosse dall'ex compagno (a sua volta accusato di maltrattamenti) spuntano le irregolarità nella struttura sul lungomare: «Ma ho sanato tutto»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (massimiliano scagliarini)</author>
      <category>graziamaria starace,vieste,inchiesta,abusivismo</category>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:46:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Un turista che cerca una casa vacanze a Vieste potrebbe, inconsapevolmente, ritrovarsi a chiamare al telefono l&rsquo;assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace. Il numero di cellulare della Starace campeggia in bella vista sulla pagina Facebook della struttura di famiglia. Un bel complesso con &laquo;bilocali e trilocali comodi, spaziosi e arredati con stile&raquo;, a pochi passi dal lungomare della cittadina. Anche questo &egrave; un pezzo della storia che da una settimana agita (e in certi casi fa sorridere) la politica pugliese: Starace &egrave; indagata per concussione ai danni dell&rsquo;ex marito Alessandro Corso, che &egrave; a sua volta a processo per maltrattamenti nei confronti della donna. Ma - si scopre ora - pure lei &egrave; finita a processo per reati paesaggistici relativi a quella struttura, pur sostenendo che non sia colpa sua.</p> <p>Ricapitoliamo. Nel 2024, a seguito di un litigio in famiglia per il quale intervengono i carabinieri, l&rsquo;allora assessora comunale al Turismo di Vieste, Graziamaria Starace viene ascoltata in caserma: pur confermando le vessazioni subite dal marito, la donna manifesta la volont&agrave; di non denunciare per tutelare il coniuge. Poi, per&ograve;, qualcosa cambia e la donna, nel frattempo andata via di casa, racconta tutto e sporge querela. Parte cos&igrave; la procedura prevista dal Codice rosso che non porta a misure cautelari perch&eacute; Starace, davanti ai militari, racconta di non temere altre aggressioni da parte del marito: &laquo;Vivo di fronte casa dei miei genitori, e quando esco sono sempre accompagnata&raquo;...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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      <title>Crisi al Comune di Foggia, il campo largo prova a ricompattarsi e fa pressing sulla sindaca Episcopo</title>
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      <description>Azione (esclusa dalla giunta) propone un patto di fine mandato. Ad una settimana dalla dimissioni della sindaca.il “campo largo” cerca di rimettere insieme i cocci</description>
      <author>REDAZIONE FOGGIA</author>
      <category>foggia,dimissioni episcopo,campo largo,crisi al comune</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:33:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Ad una settimana dalla dimissioni della sindaca Episcopo (termine ultimo per il ritiro &egrave; il 28 giugno), il &ldquo;campo largo&rdquo; cerca di rimettere insieme i cocci dopo una maratona di polemiche e prese di posizione. Il movimento Cinquestelle, sia pur con posizioni diversificate, punterebbe ad un ricompattamento della coalizione e al rilancio dell&rsquo;azione politico amministrativa anche se non mancano critiche al riguardo. Il leader del movimento, Giuseppe Conte, in una &ldquo;call&rdquo; aperta avrebbe fatto capire a chiare lettere che l&rsquo;esperienza di Foggia non va assolutamente mandata in soffitta. Si vedr&agrave;.</p> <p>Il dibattito &egrave; animato anche da Azione, il partito che ha perso due assessori in giunta in un solo colpo. A chiarire la situazione &egrave; proprio l&rsquo;ex assessore Frattarolo che sgombera il campo dalla commedia degli equivoci: &laquo;Il campo largo progressista &egrave; il progetto politico che ho contribuito a concretizzare con l&rsquo;elezione di Marida Episcopo e in cui continuo a credere, convintamente e lealmente. La mia sostituzione in Giunta, svoltasi serenamente e senza alcuno strascico polemico, non pu&ograve; e non deve essere presa a &lsquo;scusa&rsquo; per un salto di campo. Come ho ribadito, continuer&ograve; ad impegnarmi per l&rsquo;affermazione del Campo Largo Progressista e, con questa prospettiva, per la risoluzione della crisi amministrativa e il rilancio dell&rsquo;Amministrazione con cui ho avuto l&rsquo;onore e il piacere di lavorare.&raquo;</p> <p>Una posizione di fatto confermata anche da Michele Bruno, segretario cittadino di Azione: &laquo;A seguito anche della risultanze del confronto avuto all&rsquo;interno del partito cittadino, si conferma in maniera coerente con il mandato elettorale ricevuto, l&rsquo;adesione al progetto politico del centrosinistra che ha portato alla vittoria delle elezioni nel 2023, dopo il lungo commissariamento dovuto allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Pur non condividendo i tempi e le modalit&agrave; con cui la sindaca Episcopo ha gestito l&rsquo;intera fase di verifica che ha portato alla revoca dei soli assessori in quota al nostro partito, confidiamo tuttavia in un suo ripensamento per il bene della citt&agrave; e degli interessi dei foggiani&raquo;.</p> <p>&laquo;Prevalga in tutti un senso di responsabilit&agrave;, offrendo la disponibilit&agrave; del partito ad un patto di fine legislatura per la realizzazione di progetti chiari e con tempi certi di realizzazione, in materia di rigenerazione urbana, verde pubblico, strade , sicurezza, infrastrutture scolastiche che portino Foggia nel futuro ad essere un citt&agrave; di cui sentirsi orgogliosi. Foggia e i foggiani hanno bisogno di una strategia amministrativa verificabile che metta al centro i fatti e le competenze, lontano dalle logiche delle poltrone e vicino alle urgenze del territorio&raquo;, conclude Michele Bruno, segretario cittadino Azione Foggia.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Casa Sollievo, il no del Tar al ricorso contro la delibera che impone di restituire 32 milioni alla Regione</title>
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      <description>I giudici amministrativi: non c'è motivo di sospendere il provvedimento. La Asl è in credito anche di 1,5 milioni di euro per i farmaci</description>
      <category>gino gumirato,michelangelo armenise,casa sollievo della sofferenza</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:27:05 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Non c&rsquo;&egrave; un pericolo tale da richiedere la sospensione degli atti con cui la Asl Foggia ha certificato il valore economico delle cosiddette funzioni non tariffate svolte da Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, fissando una cifra significativamente inferiore rispetto a quanto gi&agrave; incassato dall&rsquo;Irccs del Vaticano. Lo ha stabilito il Tar di Bari, che ha respinto la richiesta presentata in questo senso dall&rsquo;ospedale, che si ritiene invece creditore della Regione per una cifra di circa 30 milioni.</p> <p>La questione &egrave; complessa e si inserisce nella situazione delicata in cui si trova Casa Sollievo, alle prese con un debito che sfiorerebbe i 250 milioni di euro. Il sistema sanitario rimborsa i privati in due modalit&agrave;: a &laquo;listino&raquo; per le prestazioni come interventi e ricoveri, e al costo per tutte le altre funzioni (&laquo;non tariffate&raquo;) che &egrave; difficile quantificare. Ad esempio il Pronto soccorso e la Terapia intensiva. Ci sono poi i farmaci, il cosiddetto &laquo;file F&raquo;, in cui i privati riassumono tutto ci&ograve; di cui chiedono il rimborso: Casa Sollievo &egrave; il maggior erogatore in Puglia.</p> <p>Nel 2025 il dipartimento Salute ha chiesto alla Asl di certificare il valore delle funzioni di Casa Sollievo. &Egrave; stata quindi insediato un gruppo di lavoro, coordinato dall&rsquo;allora direttore amministrativo della Asl, Michelangelo Armenise, che ha certificato anno su anno somme molto inferiori a quelle richieste dall&rsquo;ospedale, rivedendo ad esempio i costi del personale (che vengono rimborsati secondo i contratti collettivi) ed eliminando le prestazioni non previste dal contratto. Il controllo sui farmaci ha poi fatto emergere doppie richieste di rimborso, applicazione di prezzi pi&ugrave; alti rispetto al tariffario, erogazioni inappropriate: l&rsquo;Irccs deve restituire 1,5 milioni.</p> <p>Il tema emerge nelle riunioni fatte al tavolo del Sepac (la cabina di regia sulle crisi della Regione), convocato per scongiurare lo sciopero dopo che Casa Sollievo aveva annunciato la volont&agrave; di applicare il contratto della sanit&agrave; privata. A dicembre scorso il direttore generale dell&rsquo;ospedale, Gino Gumirato, ha detto che l&rsquo;ospedale era creditore della Regione per circa 80 milioni di euro. Successivamente, a marzo, dopo la certificazione, la richiesta &egrave; scesa a 32 milioni. La delibera della Asl Foggia impugnata dall&rsquo;Irccs non lo dice, ma la differenza tra quanto gi&agrave; incassato e quanto realmente dovuto &egrave; pari a circa 30 milioni, ma a favore della Regione: Casa Sollievo deve insomma restituire.</p> <p>Davanti al giudice amministrativo, dove Casa Sollievo ha impugnato la delibera sulle funzioni ma non i conteggi sui farmaci, la Regione (avvocato Paolo Scagliola) e la Asl (avvocato Francesco Follieri) hanno osservato che la questione potrebbe essere di competenza del Tribunale civile. In attesa di determinarlo, il Tar ha per&ograve; osservato che n&eacute; la Regione n&eacute; la Asl hanno (ancora) chiesto i soldi indietro a Casa Sollievo. &laquo;Non sono emersi - &egrave; scritto nell&rsquo;ordinanza della Seconda sezione (presidente Palliggiano, estensore Cortellessa) - quei necessari caratteri di attualit&agrave; e concretezza del pregiudizio paventato, il quale attiene invece a partite creditorie gi&agrave; incassate, soggette a verifica ex post, il recupero delle quali non risulta allo stato ancora avviato&raquo;. Fermo restando che l&rsquo;ospedale potr&agrave; fare appello, la partita passer&agrave; ora in mano al prossimo direttore generale della Asl, Tiziana Dimatteo, chiamata a mantenere la barra dritta rispetto agli erogatori privati che a Foggia sono storicamente molto forti e reticenti alle regole. <i>[m.sc.]</i></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Foggia, il clan voleva punire l'uomo dell'estorsione a Canonico: «Si era allontanato dai Francavilla»</title>
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      <description>Le rivelazioni del pentito Pettinicchio: chiesero un favore ai Li Bergolis, Lombardi ha rischiato di sparire</description>
      <author>Redazione Foggia</author>
      <category>clan francavilla,li bergolis,foggia,canonico</category>
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      <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 07:13:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il boss Emiliano Francavilla si sarebbe rivolto a esponenti del clan Li Bergolis per far sparire col metodo della lupara bianca Marco Lombardi, ritenendo che si fosse staccato dalla batteria Sinesi/Francavilla. Lo racconta Matteo Pettinicchio, ex braccio destro di Enzino Miucci (capo dei Li Bergolis), pentitosi il 30 gennaio 2025. Emiliano Francavilla &egrave; detenuto tra cella e domiciliari dal giugno 2011. &Egrave; stato a piede libero per appena quattro mesi da fine marzo 2022 al 22 luglio quando fu fermato perch&eacute; voleva uccidere il costruttore Antonio Fratianni. Secondo la Dda, in quei 4 mesi Emiliano Francavilla &laquo;si &egrave; alleato con un cerignolano per agevolare gli interessi di Enzo Miucci&raquo;, detenuto dal 2019 e alleato dei Sinesi-Francavilla, &laquo;sul controllo del mercato della droga a Vieste. Ha tentato di avvalersi degli appartenenti al clan Li Bergolis per progettare nel 2022 la lupara bianca di Marco Lombardi reo d&rsquo;essersi allontanato dal suo gruppo. Ha coagulato intorno a s&eacute; altri soggetti a lui fedeli per uccidere Fratianni&raquo;.</p> <p>Marco Lombardi, ritenuto vicino ai Sinesi/Francavilla, &egrave; stato condannato lo scorso febbraio in primo grado a 7 anni e 2 mesi per tentata estorsione all&rsquo;ex presidente del Foggia calcio, Nicola Canonico, per fargli cedere la societ&agrave;. Cos&igrave; il racconto di Pettinicchio alla Dda. &laquo;Lombardi prima era un amico di Emiliano, che per&ograve; ultimamente lo voleva far ammazzare. Quando Emiliano &egrave; uscito ha chiesto il piacere a un amico nostro, Roberto... Gli disse: &ldquo;vedi se lo puoi chiamare da te e lo fai sparire, non lo far trovare pi&ugrave;&rdquo;. Roberto prima gli disse s&igrave;, poi si tir&ograve; indietro. Emiliano non si fidava pi&ugrave; di Lombardi che si era tirato fuori dal gruppo. Lo voleva far ammazzare: questo &egrave; sicuro perch&eacute; ne ha parlato con me&raquo;. Per la Dda Emiliano Francavilla &laquo;ha dimostrato che anche dal carcere e dai domiciliari ha perseguito con inquietante determinazione un programma criminale per mantenere le posizioni egemoniche nel controllo degli affari criminali, prevedendo il ricorso a armi e fatti di sangue come principale strumento di risoluzione degli ostacoli&raquo;.</p> <p>Intanto i gip di Lanciano, Milano e Foggia hanno disposto il carcere per i tre indagati, convalidando il fermo della Dda che l&rsquo;8 giugno ha riportato in cella i fratelli Emiliano e Antonello Francavilla, e Ivan Narciso, accusati di mafia. Emiliano era ai domiciliari a Campomarino dove scontava 8 anni e 8 mesi per aver progettato a giugno 2022 l&rsquo;omicidio di Fratianni, sospettato d&rsquo;aver sparato nel marzo precedente a Nettuno a Antonello Francavilla ferendo gravemente il boss e il figlio minorenne. Antonello Francavilla era ai domiciliari a Cambiago vicino Milano: scontava 4 anni e 4 mesi perch&egrave; il 17 gennaio 2022 fu arrestato a Foggia in quanto girava con una pistola. Il solo Narciso era libero. I due fratelli (Antonello &egrave; difeso dall&rsquo;avvocato Rosario Marino, Emiliano dall&rsquo;avvocato Ettore Censano) si sono avvalsi della facolt&agrave; di non rispondere ai gip di Milano e Larino. Ha parlato Narciso, difeso dall&rsquo;avvocato Marino, per negare d&rsquo;appartenere a clan mafiosi e sostenere d&rsquo;aver partecipato a un innocuo incontro per dissipare i dissidi tra i fratelli Francavilla. Il gip di Foggia Marialuisa Bencivenga ha replicato che &laquo;il ruolo di paciere di Narciso era finalizzato a superare i dissidi tra i Francavilla che avrebbero potuto attentare alla stabilit&agrave; e prestigio del clan&raquo;.</p> <p>Ai Francavilla l&rsquo;accusa di mafia viene contestata a partire dal 2016 (quando furono condannati per questo reato nel processo Corona) quali &laquo;membri di vertice della batteria Sinesi/Francavilla, preposti insieme ai capi dei clan Moretti/Pellegrino/Lanza e Trisciuoglio/Tolonese all&rsquo;assunzione delle scelte pi&ugrave; significative sul piano delle strategie criminali adottate dalla Societ&agrave;. Visto il loro ruolo dirigenziale, i Francavilla abbracciavano, sostenevano, rafforzavano l&rsquo;alleanza militare tra la propria batteria e i Li Bergolis/Miucci del Gargano&raquo;. Quanto a Narciso &laquo;ha funzioni operative. S&rsquo;&egrave; posto al fianco di Emiliano, operando quale suo braccio destro; attuandone le direttive; consigliandolo nelle scelte strategiche; rappresentandolo all&rsquo;interno e esterno della batteria; organizzando e partecipando a summit mafiosi del marzo e aprile 2026; interloquendo con Antonello Francavilla in ordine anche alla gestione degli altri associati, e cercando di riappacificare i due fratelli Francavilla&raquo;.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Scontro auto moto a Foggia: ferito 23enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2012942/scontro-auto-moto-a-foggia-ferito-23enne.html</link>
      <description>Sul posto 118 e polizia locale</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>foggia</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 22:11:57 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Incidente stradale stasera intorno alle ore 20:30 su viale candelaro a Foggia. A scontrarsi un'auto Ford e un motociclo. Il conducente dell'auto si &egrave; immediatamente fermato a prestare i dovuti soccorsi. A bordo della moto, un giovane di 23 anni che &egrave; stato trasportato al pronto soccorso dall'ambulanza del 118. Non si conoscono le sue condizioni ma, a quanto pare, indossava il casco.</p> <p>Sul posto la polizia locale per ricostruire la dinamica dell'impatto.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Truffa degli investimenti online da oltre 44mila euro a Foggia, arrestato un 21enne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2012643/truffa-degli-investimenti-online-da-oltre-44mila-euro-a-foggia-arrestato-un-21enne.html</link>
      <description>Vittima una donna russa residente a Foggia: avrebbe versato 44.500 euro a falsi broker. La Polizia è intervenuta durante l'ultimo appuntamento per la consegna del denaro</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bitcoin,foggia,truffa</category>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 16:10:48 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un 21enne &egrave; stato arrestato dalla polizia perch&egrave; ritenuto responsabile di una truffa ai danni di una donna di nazionalit&agrave; russa residente a Foggia. L'operazione, condotta dal centro operativo per la sicurezza cibernetica di Bari e dalla sezione operativa di Foggia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, &egrave; scaturita dalla denuncia presentata dalla vittima presso la sezione operativa di Foggia che, contattata tramite WhatsApp da falsi broker finanziari operanti in Russia, &egrave; stata convinta a investire denaro con la promessa di alti guadagni, effettuando diversi bonifici e consegne di contanti a presunti corrieri, per un totale di 44.500 euro.</p> <p>Stando a quanto si apprende, i presunti truffatori le mostravano una piattaforma online che simulava investimenti e profitti in crescita. Quando per&ograve; la vittima ha manifestato la volont&agrave; di recuperare il capitale e i guadagni, le &egrave; stato richiesto di versare altre somme per sbloccare il denaro, con la minaccia di perdere tutto in caso di mancato pagamento. La polizia ha predisposto un servizio di osservazione in concomitanza di un appuntamento fissato per il ritiro di ulteriore denaro a domicilio, arrestando il 21enne, giunto poche ore prima in Italia, trovato in possesso di 8.000 euro, poco prima ricevuti dalla vittima.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Spaccio di droga, chieste condanne per oltre un secolo a 14 cerignolani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2012522/spaccio-di-droga-chieste-condanne-per-oltre-un-secolo-a-14-cerignolani.html</link>
      <description>Nel processo Cocktail in Corte d’appello a Bari. In attesa di giudizio 14 uomini, per lo più cerignolani accusati a vario titolo di traffico e spaccio di droga oltre, tra gli altri, di maxi-furto di 14 auto</description>
      <author>REDAZIONE FOGGIA</author>
      <category>CERIGNOLA,SPACCIO DI DROGA</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2012522/spaccio-di-droga-chieste-condanne-per-oltre-un-secolo-a-14-cerignolani.html</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:07:33 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il procuratore generale Francesco Barbanente ha chiesto 14 condanne a oltre un secolo di carcere nel processo Cocktail in corte d&rsquo;appello a Bari. In attesa di giudizio 14 uomini, per lo pi&ugrave; cerignolani accusati a vario titolo di traffico e spaccio di droga; maxi-furto di 14 auto; corruzione di un carabiniere per essere informati sullo stato delle indagini sul furto; possesso illegale di armi; estorsione; ricettazione; favoreggiamento. La maggior parte &egrave; detenuta tra carcere e domiciliari, ecco perch&eacute; l&rsquo;udienza si &egrave; svolta nonostante l&rsquo;ultima giornata dello sciopero nazionale degli avvocati penalisti.</p> <p>Il pg concludendo ieri la requisitoria iniziata nell&rsquo;udienza del 22 maggio, ha chiesto ai giudici della terza sezione della corte d&rsquo;appello di confermare integralmente la sentenza pronunciata il 21 giugno 2024 dal gup di Bari che condann&ograve; 15 imputati (in 14 hanno presentato appello) a complessivi 105 anni, 5 mesi e 20 giorni con pene oscillanti da 18 mesi a quasi 18 anni. Dopo la requisitoria il processo di secondo grado iniziato il 28 marzo 2025, &egrave; stato aggiornato all&rsquo;11 settembre per le arringhe difensive.</p> <p>Il nucleo centrale del processo, le cui fonti di prova sono essenzialmente intercettazioni, &egrave; rappresentato da uno dei principali affari della criminalit&agrave; cerignolana: i traffici di cocaina, marijuana e hashish. Le indagini di Dda e carabinieri sfociate nel blitz del 16 marzo 2023 con l&rsquo;esecuzione di 24 ordinanze cautelari (22 in carcere, 1 ai domiciliari, sospensione dal servizio del carabiniere inizialmente accusato di corruzione), fotografarono l&rsquo;esistenza di 3 clan di trafficanti che non erano in concorrenza ma collaboravano. A capo di uno dei tre sodalizi l&rsquo;accusa pone il settantenne Antonio Todisco per il quale il pg ha chiesto di confermare la condanna a 17 anni, 9 mesi e 10 giorni, la pena pi&ugrave; alta inflitta in primo grado. Come la conferma della pena - 13 anni e 4 mesi - il pg l&rsquo;ha invocata per Fabio Natale Tressante coinvolto nei 2 filoni principali dell&rsquo;inchiesta: il traffico di droga quale presunto braccio destro di Todisco; il maxi-furto d&rsquo;auto nello stabilimento di Melfi, con Tressante accusato anche di aver corrotto con una mazzetta di 1500 euro un appuntato dei carabinieri, condannato nel processo-gemello a Foggia a 16 mesi con derubricazione del reato in rivelazione di segreti d&rsquo;ufficio.</p> <p>Sono 29 gli imputati complessivi dell&rsquo;inchiesta Cocktail per 59 capi d&rsquo;accusa, per fatti datati 2017/2018: 3 imputazioni di traffico di droga contestate a 21 persone; 42 episodi di spaccio; 8 di detenzione e porto illegale di armi di fucili, pistole e mitra Kalashnikov; il furto di 14 tra Jeep Cherokee e Fiat 500 rubate il 22 luglio 2017 alla &ldquo;Sitral&rdquo; di Melfi; la connessa corruzione di un militare dell&rsquo;Arma; estorsione; favoreggiamento; ricettazione; e tentato omicidio di un automobilista avvenuto a Cerignola il 7 luglio 2017 quando la vittima fu massacrata di botte dopo un litigio per questioni di traffico.</p> <p>Il processo si sdoppi&ograve; in due tronconi nel luglio 2023 durante l&rsquo;udienza preliminare. 15 imputati optarono per il rito abbreviato davanti al gup che li condann&ograve;; altri 14 furono rinviati a giudizio, processati con rito ordinario dal Tribunale di Foggia che l&rsquo;11 dicembre 2025 assolse 2 persone e condann&ograve; le altre 12 (tra cui il carabiniere) a complessivi 145 anni e 8 mesi con pene da 1 a 30 anni di reclusione.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Vieste sotto choc per Martina Matassa, la studentessa fuorisede trovata morta a Bari: «Per sempre nei nostri cuori»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2012416/vieste-sotto-choc-per-martina-matassa-la-studentessa-fuorisede-trovata-morta-a-bari-per-sempre-nei-nostri-cuori.html</link>
      <description>Tanti i ricordi condivisi da amici e parenti: la sua morte è giunta in maniera improvvisa, probabilmente per cause naturali. Saranno gli accertamenti medico legali a chiarire le cause del decesso</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>20enne morta,studentessa,vieste,martina matassa</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2012416/vieste-sotto-choc-per-martina-matassa-la-studentessa-fuorisede-trovata-morta-a-bari-per-sempre-nei-nostri-cuori.html</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 10:51:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p><span>&laquo;Cara Martina, il tuo sorriso e la tua dolcezza resteranno per sempre nei nostri cuori&raquo;. &Egrave; uno dei tanti messaggi che questa mattina si leggono sui social dopo la morte di Martina Matassa, la giovane studentessa fuorisede originaria di Vieste trovata morta ieri a Bari, nel suo appartamento in via Giulio Petroni. Tanti i ricordi condivisi da amici e parenti: la sua morte &egrave; giunta in maniera improvvisa, probabilmente per cause naturali. Saranno gli accertamenti medico legali a chiarire le cause del decesso. A far scattare l'allarme &egrave; stata la madre, che tramite il gps ha verificato che la figlia si trovava in casa. Un passato da giovane atleta di pallavolo, a Bari svolgeva attivit&agrave; di assistenza agli anziani in una struttura del quartiere San Paolo: era prossima alla laurea.&nbsp;</span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Caso Starace, telefoni e registratori al setaccio: si scava nelle chat e nei veleni di Vieste</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011708/caso-starace-telefoni-e-registratori-al-setaccio-si-scava-nelle-chat-e-nei-veleni-di-vieste.html</link>
      <description>L’indagine che coinvolge l'assessora al Turismo ruota su una concessione demaniale al lido Verdemare dell’ex marito della Starace, Alessandro Corso imprenditore viestano</description>
      <author>filippo santigliano</author>
      <category>graziamaria starace,inchiesta,vieste</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011708/caso-starace-telefoni-e-registratori-al-setaccio-si-scava-nelle-chat-e-nei-veleni-di-vieste.html</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Tempi lunghi per l&rsquo;inchiesta del pm foggiano Paola De Martino che ha iscritto nel registro degli indagati i nomi dell&rsquo;assessore regionale al turismo Graziamaria Starace, cinquantenne viestana; del sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, coetaneo; del dirigente comunale Vincenzo Ragno, anche lui cinquantenne. L&rsquo;ipotesi di reato &egrave; concussione, l&rsquo;estorsione commessa dal pubblico ufficiale. L&rsquo;indagine ruota su una concessione demaniale al lido Verdemare dell&rsquo;ex marito della Starace, Alessandro Corso imprenditore viestano. La concessione fu revocata ad aprile 2025 quando la Starace era assessore comunale a Vieste; e ripristinata nel marzo scorso. L&rsquo;accusa ipotizza che la revoca fu una sorta di ripicca dalla Starace per via del rapporto conflittuale con l&rsquo;ex coniuge che intanto &egrave; sotto processo a Foggia per maltrattamenti. Se davvero l&rsquo;ipotesi di reato trovasse conferma, e gli indagati dicono che questo non avverr&agrave;, si tratterebbe del classico abuso di potere del politico...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Guardia medica turistica sul Gargano, l'allarme del sindaco di Vico: «Solo 18 medici su 40 necessari. Estate a rischio»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011527/guardia-medica-turistica-sul-gargano-l-allarme-del-sindaco-di-vico-solo-18-medici-su-40-necessari-estate-a-rischio.html</link>
      <description>Il primo cittadino Sciscio sui social accusa la Regione: «Servizio bloccato dopo il mancato stanziamento dei compensi integrativi»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>vico del gargano,raffaele sciscio,guardia medica</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011527/guardia-medica-turistica-sul-gargano-l-allarme-del-sindaco-di-vico-solo-18-medici-su-40-necessari-estate-a-rischio.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:54:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Il Gargano non &egrave; un territorio di serie B&raquo;. &Egrave; l&rsquo;allarme lanciato dal sindaco di Vico del Gargano, Raffaele Sciscio, che denuncia la carenza di medici per la Guardia Medica Turistica in vista della stagione estiva.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Secondo quanto riferito dal primo cittadino in un post pubblicato sui social, durante un incontro presso la sede dell&rsquo;Asl Foggia sarebbero stati assegnati soltanto 18 incarichi sui 40 necessari per garantire il servizio sul territorio.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Sciscio punta il dito contro la decisione della Regione Puglia di non stanziare, per il primo anno, i fondi destinati ai compensi integrativi per i medici, sostenendo che la mancanza di incentivi e di adeguate tutele abbia reso difficile il reclutamento dei professionisti.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Non si pu&ograve; pretendere &ndash; scrive il sindaco &ndash; che i medici garantiscano la sicurezza di milioni di turisti e residenti senza un riconoscimento economico aggiuntivo e lavorando in condizioni di emergenza&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il rischio, secondo Sciscio, &egrave; che durante l&rsquo;estate soltanto pochi turni possano essere coperti, in particolare nelle localit&agrave; dove gli incentivi sono previsti per legge, come le Isole Tremiti, o nei Comuni che potranno sostenere autonomamente i costi attraverso i propri bilanci.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>&laquo;Non &egrave; accettabile che l&rsquo;assistenza sanitaria dipenda dalle possibilit&agrave; economiche dei singoli Comuni &ndash; denuncia &ndash; la salute pubblica &egrave; un diritto universale&raquo;.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Il sindaco di Vico del Gargano richiama l&rsquo;attenzione anche sull&rsquo;impatto che una carenza del servizio potrebbe avere sui pronto soccorso gi&agrave; sotto pressione, considerando l&rsquo;arrivo dei flussi turistici estivi.</span></p> <p class="isSelectedEnd"><span>Da qui l&rsquo;appello agli altri sindaci del Gargano per la convocazione urgente di un tavolo istituzionale congiunto con Asl Foggia e assessorato regionale alla Sanit&agrave;: &laquo;Dobbiamo fare fronte comune prima che sia troppo tardi&raquo;.</span></p> <p><span>La richiesta &egrave; di un intervento immediato per evitare che l&rsquo;emergenza sanitaria comprometta la stagione turistica e la tutela di cittadini e visitatori.</span></p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>San Nicandro Garganico, arrestato per omicidio stradale il 18enne che ha travolto e ucciso l'amico 17enne dopo la festa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011413/san-nicandro-garganico-arrestato-per-omicidio-stradale-il-18enne-che-ha-investito-l-amico-17enne-dopo-la-festa.html</link>
      <description>Il giovane alla guida dell'auto è risultato positivo ai test su alcool e droga</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>san nicandro garganico,18enne arrestato</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011413/san-nicandro-garganico-arrestato-per-omicidio-stradale-il-18enne-che-ha-investito-l-amico-17enne-dopo-la-festa.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:07:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; stato arrestato in flagranza e posto ai domiciliari, con l&rsquo;accusa di omicidio stradale, il 18enne che la notte scorsa, intorno alle 4 del mattino, ha investito ed ucciso l&rsquo;amico 17enne Giorgio Pienabarca a San Nicandro Garganico, mentre il minorenne insieme ad un altro amico, stava rientrando a casa a piedi dopo aver partecipato ad una festa di compleanno in una sala ricevimenti del posto. Il giovane &egrave; risultato positivo all&rsquo;alcool test e ai testi tossicologici. Il 18enne, neo patentato, aveva partecipato alla stessa festa.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Orta Nova, per la banda della marmotta chieste 4 condanne dagli 8 ai 6 anni: i colpi tra il Molise e il Foggiano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011300/orta-nova-per-la-banda-della-marmotta-chieste-4-condanne-dagli-8-ai-6-anni-i-colpi-tra-il-molise-e-il-foggiano.html</link>
      <description>I 4 presunti ladri-bombaroli attualmente ai domiciliari e ieri presenti in udienza, respingono le accuse</description>
      <category>banda della marmotta,Antonio Battaglini,Francesco Di Michele,Lorenzo Di Michele</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2011300/orta-nova-per-la-banda-della-marmotta-chieste-4-condanne-dagli-8-ai-6-anni-i-colpi-tra-il-molise-e-il-foggiano.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 13:26:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Il pm ha chiesto 4 condanne per complessivi 28 anni e 6 mesi nel processo abbreviato a 4 presunti componenti della &ldquo;banda della marmotta&rdquo;. Sono accusati di associazione per delinquere, 3 assalti falliti a bancomat di Chieuti, Biccari e Bovino; porto e detenzione illegale di esplosivo.</p> <p>Il pubblico ministero Laura Simeone depositando una memoria scritta e tenuto conto della riduzione di un terzo prevista dal rito, ha chiesto la condanna degli imputati per tutti i reati contestati: 8 anni e 6 mesi per Antonio Battaglini, trentottenne di Orta Nova; 8 anni per Francesco Di Michele ventiquattrenne; 6 anni per il fratello Lorenzo Di Michele, ventinovenne, entrambi di Ordona; 6 anni anche per il loro compaesano Pasquale Schiavone di 43 anni.</p> <p>Gli avvocati Francesco Americo, Francesco Paolo De Sanctis, Michele Garofano, Gerardo Roscino e Matteo Tenace nelle arringhe hanno sollecitato assoluzioni e/o condanne al minimo della pena, rimarcando peraltro che gi&agrave; il Tribunale della libert&agrave; pronunciandosi sui ricorsi difensivi dopo gli arresti escluse la sussistenza del reato associativo.</p> <p>Il giudice per le udienza preliminari del Tribunale di Foggia, Cecilia Massarelli ha rinviato l&rsquo;udienza per pronunciare la sentenza.</p> <p>I 4 presunti ladri-bombaroli attualmente ai domiciliari e ieri presenti in udienza, respingono le accuse. Il processo si &egrave; celebrato nonostante lo sciopero nazionale dei penalisti trattandosi di imputati detenuti. Furono arrestati il 20 novembre 2025 su ordinanze in carcere firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Larino, in quanto l&rsquo;inchiesta inizialmente era condotta da Procura e dai carabinieri molisani. A Battaglini e Lorenzo Di Michele i provvedimenti di cattura vennero notificati in cella essendo gi&agrave; detenuti dal 17 dicembre 2024 perch&eacute; coinvolti in un&rsquo;indagine analoga di Procura foggiana e carabinieri (8 arresti) per 17 assalti a bancomat nel Foggiano e in fuori regione: Battaglini fu condannato in primo grado a 6 anni, 11 mese e 10 giorni; Lorenzo Di Michele a 7 anni, 1 mese, 20 giorni.</p> <p>L&rsquo;inchiesta di Larino contava 11 indagati di Foggia e provincia sospettati di aver messo a segno 9 colpi (5 fruttarono 193mila euro, altri 4 fallirono) in varie zone d&rsquo;Italia. Il giudice per le indagini preliminari di Larino vista la contestazione di associazione per delinquere con base nel Foggiano, trasmise gli atti per competenza territoriale alla magistratura dauna. Battaglini, i fratelli Di Lorenzo e Schiavone sono sotto processo a Foggia per gli assalti falliti a Chieuti la notte del 21 giugno 2024 alla Banca popolare di Milano; a Biccari e Bovino nella stessa notte del 10 agosto 2024 a Banca Popolare Pugliese e Bpm. Le esplosioni dei 3 bancomat infilando la marmotta nella fessura erogatrice dei soldi. causarono ingenti danni (e in occasione del colpo a Chieuti anche ferite e ustioni a Battaglini e Francesco Di Michele secondo gli inquirenti), ma senza fruttare un euro. L&rsquo;accusa si basa su filmati e intercettazioni.</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>«Io, pendolare e il mondo al contrario sui treni pugliesi dove il ritardo è la regola»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2010574/io-pendolare-e-il-mondo-al-contrario-sui-treni-pugliesi-dove-il-ritardo-e-la-regola.html</link>
      <description>Vita da passeggeri: imprevisti e cancellazioni sono all’ordine del giorno. Come l’aumento del costo dei biglietti</description>
      <author>Raffaele Fiorella</author>
      <category>trasporto ferroviario</category>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:27:12 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Nel mondo capovolto del trasporto ferroviario, in Puglia, il ritardo &egrave; la regola e la puntualit&agrave; l&rsquo;eccezione. Arrivare a destinazione, in orario, &egrave; probabile come vincere alla lotteria. Imprevisti, ritardi, cancellazioni: la vita del pendolare &egrave; un&rsquo;odissea quotidiana. Migliaia di pugliesi, ogni giorno, si svegliano per raggiungere con i treni regionali scuole, universit&agrave;, aziende, uffici e sanno che l&rsquo;intoppo &egrave; sempre dietro l&rsquo;angolo. La tratta Foggia-Bari &egrave; un percorso a ostacoli. Idem per chi si muove dal centro della Puglia verso sud (Lecce o Taranto) e viceversa.</p> <p>La puntualit&agrave; &egrave; un miraggio e il campionario dei ritardi ferroviari, nel &laquo;Tacco d&rsquo;Italia&raquo;, &egrave; sconfinato: guasti alla linea elettrica, problemi ai convogli, stop alla circolazione causati da furti di rame, suicidi o investimenti mortali sui binari che richiedono l&rsquo;intervento della polizia giudiziaria, rallentamenti dovuti alla presenza di persone non autorizzate sulla linea: in genere i migranti del Cara di Bari Palese, che scavalcano le recinzioni che costeggiano i binari costringendo i treni a fermarsi o rallentare la marcia. Dulcis in fundo i guasti ai passaggi a livello: quello di Bari Santo Spirito sta creando, da un po&rsquo;, disagi quasi quotidiani.</p> <p>Ritardi che mettono a dura prova la pazienza dei viaggiatori, di chi di rado riesce ad arrivare in orario a lezione o sul posto di lavoro, con tutte le conseguenze del caso: dover giustificare o recuperare i minuti di ritardo a fine turno, nella migliore delle ipotesi; subire procedimenti disciplinari nella peggiore.</p> <p>Ma non ci sono solo i ritardi (in media di 20-30 minuti ma con picchi che superano l&rsquo;ora) a trasformare i viaggi dei pendolari in un susseguirsi di peripezie e avventure. Altro grande problema &egrave; quello del sovraffollamento dei convogli. In particolare nelle prime ore della mattina, che siano &laquo;Pop&raquo; o &laquo;Rock&raquo;, i vagoni non sono capienti abbastanza per trasportare tutti gli studenti e lavoratori che scelgono di spostarsi utilizzando i treni. Si viaggia stipati come sardine, in piedi, uno a pochi centimetri dall&rsquo;altro, senza la possibilit&agrave; di raggiungere i servizi igienici in caso di necessit&agrave;.</p> <p>Situazione che spesso si verifica anche la domenica pomeriggio, su alcune tratte tipo la Foggia-Bari, quando in alcuni periodi dell&rsquo;anno, soprattutto a ridosso delle festivit&agrave;, dalla Bat e dall&rsquo;area metropolitana di Bari c&rsquo;&egrave; una vasta utenza che usa il treno per raggiungere il capoluogo di regione e trascorrervi qualche ora fra passeggiate e shopping.</p> <p>Sovraffollamento dei convogli che in questo periodo dell&rsquo;anno diventa ancora pi&ugrave; evidente perch&eacute; all&rsquo;utenza tradizionale si aggiungono i tanti turisti italiani e stranieri che scelgono la Puglia per le vacanze, dal Gargano al Salento, passando per Polignano, Ostuni, la Valle d&rsquo;Itria.</p> <p>Segnalazioni su ritardi, cancellazioni, disagi e disservizi animano il gruppo Facebook &laquo;Pendolari pugliesi&raquo;, che conta pi&ugrave; di 3.500 membri e pi&ugrave; volte si &egrave; fatto carico di promuovere incontri con la Regione Puglia per manifestare il malcontento di chi viaggia su rotaia, evidenziare tutto quello che non funziona cos&igrave; da dare un contributo concreto alla risoluzione dei problemi. Lamentele che corrono sui social, dove spesso si legge anche di studenti o lavoratori che esasperati dai ritardi decidono di riprendere a viaggiare su bus o in auto. Il contrario dell&rsquo;obiettivo a cui la mobilit&agrave; sostenibile deve tendere: incentivare l&rsquo;utilizzo dei treni per ridurre l&rsquo;inquinamento, il traffico nei centri urbani e sulle strade extraurbane, il rischio di incidenti stradali.</p> <p>Puntuali come un orologio svizzero, per&ograve;, anzich&eacute; i treni sono i rincari dei prezzi dei biglietti e abbonamenti per i regionali, stabiliti dalla Regione Puglia: la famigerata stangata di Capodanno, che piomba sulle tasche dei viaggiatori ogni anno, fra il 31 dicembre e il 1&deg; gennaio, a fronte di un servizio che nell&rsquo;ultimo triennio &egrave; peggiorato sempre di pi&ugrave;. Ritardi, cancellazioni, aumenti: benvenuti in Puglia. &laquo;Trenitalia si scusa per il disagio&raquo;.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>San Nicandro Garganico, Giorgio Pienabarca muore a 17 anni travolto dall'auto di un 18enne: tornavano da una festa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2010976/tragedia-a-san-nicandro-garganico-nella-notte-investito-a-pochi-metri-dal-centro-abitato-muore-17enne.html</link>
      <description>È accaduto intorno alle 4 della mattina, su via Torre Mileto, in località Tarantone. Il 18enne si è subito fermato per aiutarlo ed ha chiamato i soccorsi. Ma quando i sanitari sono giunti sul posto, per lui non c'era più nulla da fare</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (redazione online (foto Maizzi))</author>
      <category>san nicandro garganico,incidente mortale,17enne morto</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2010976/tragedia-a-san-nicandro-garganico-nella-notte-investito-a-pochi-metri-dal-centro-abitato-muore-17enne.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:34:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tragedia a San Nicandro Garganico intorno alle 4 del mattino. Su via Torre Mileto, localit&agrave; Tarantone, un ragazzo di 17 anni ha perso la vita a pochi metri dal centro abitato mentre con alcuni amici rientrava a piedi da una festa di compleanno. Il gruppo si trovava all&rsquo;altezza di una curva a circa un chilometro dal centro del paese quando un&rsquo;autovettura, guidata da un altro partecipante alla festa, lo ha travolto in pieno.</p> <p>Sul posto sono giunti i soccorsi che hanno tentato ogni manovra per tentare di salvare la vita al 17enne ma non c'&egrave; stato nulla da fare. Accertamenti in corso da parte delle forze dell&rsquo;ordine. La famiglia del minore &egrave; molto conosciuta. Il pap&agrave; &egrave; consulente del lavoro, mentre la mamma &egrave; un&rsquo;insegnante.&nbsp;</p> <h3>Giorgio Pienabarca rientrava da una festa</h3> <p>Si chiamava Giorgio Pienabarca il 17enne investito e ucciso a San Nicandro Garganico, comune garganico in provincia di Foggia, intorno alle 4 del mattino mentre, con amici, stava rientrando a casa a piedi dopo aver partecipato ad una festa di compleanno in una sala ricevimenti. L'auto che l&rsquo;ha investito era guidata da un ragazzo poco pi&ugrave; grande di lui, appena maggiorenne e neopatentato, che aveva partecipato alla stessa festa. Si &egrave; subito fermato per aiutarlo ed ha chiamato i soccorsi. Ma quando i sanitari sono giunti sul posto, per lui non c'era pi&ugrave; nulla da fare. Hanno tentato manovre di rianimazione ma senza esito. I carabinieri intervenuti sul posto stanno facendo tutti gli accertamenti del caso anche per valutare la posizione del 18enne. Pare che l'impatto sia avvenuto nei pressi di una curva e che i ragazzi a piedi stessero camminando nella stessa direzione dell&rsquo;autovettura.</p> <p>Scossa la comunit&agrave; Garganica. &laquo;Conosco la famiglia di Giorgio da anni. &Egrave; una tragedia che ci ha sconvolti&raquo;, ha dichiarato il sindaco Matteo Vocale. Il pap&agrave; &egrave; consulente del lavoro e la mamma &egrave; un&rsquo;insegnante che lavora in Friuli Venezia Giulia, ad Udine, e che, a quanto si apprende, sta facendo rientro a San Nicandro.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>«Falsi incidenti stradali a Cerignola», scarcerato il medico Specchio. Ai domiciliari altre quattro persone</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2010466/falsi-incidenti-stradali-a-cerignola-scarcerato-il-medico-specchio-ai-domiciliari-altre-quattro-persone.html</link>
      <description>Il Riesame dopo gli arresti della Procura di Trani per la truffa alle assicurazioni: indagate 32 persone</description>
      <author>Redazione Foggia</author>
      <category>cerignola,gianfranco specchio</category>
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      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 05:35:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Torna libero dopo 2 settimane agli arresti domiciliari Gianfranco Specchio, 80 anni, medico cerignolano. Lasciano il carcere e ottengono i domiciliari altri 4 indagati suoi concittadini: gli avvocati Giuseppe Gobbi e Nicola De Santis, di 47 e 45 anni; il medico Michele Marcandrea, 52 anni; il carabiniere Pierluigi Dipalo di 46 anni.</p> <p>E&rsquo; quanto deciso dal Tribunale della libert&agrave; di Bari che si &egrave; pronunciato sui ricorsi dei difensori dei 5 indagati (si attende la decisione per il sesto indiziato: Pasquale Doronzo, di San Ferdinando di Puglia, 58 anni, ex comandante della caserma dei carabinieri di Canosa di Puglia) che furono arrestati il 28 giugno nell&rsquo;inchiesta coordinata dalla Procura della repubblica di Trani su 8 presunti falsi incidenti stradali per truffare le compagnie assicurative e intascare i risarcimenti.</p> <p>L&rsquo;indagine conta 32 indagati di Cerignola, Foggia, Bat, Basilicata, Bari accusati a vario titolo di 22 capi d&rsquo;imputazione: 12 contestazioni di falsit&agrave; ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 1 di falsit&agrave; ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica utilit&agrave;; 3 corruzioni; 5 favoreggiamenti; 1 tentativo di depistaggio delle indagini.</p> <p>I fatti contestati vanno dal 2021 al 2025; e sono avvenuti tra Cerignola, Canosa di Puglia, Andria, Barletta. Il giiudice per le indagini preliminari Rossella Volpe accogliendo le richieste del pubblico ministero Ubaldo Leo a fine maggio firm&ograve; 6 ordinanze cautelari (5 in carcere, 1 ai domiciliari) nei confronti di 2 carabinieri, 2 medici, 2 avvocati. Gli indagati si dicono innocenti.</p> <p>L&rsquo;indagine fu avviata &ldquo;per talune anomalie e coincidenza che fecero ipotizzare che fossero in corso truffe assicurative. Gli 8 sinistri&rdquo; scrive il giudice per le indagini preloiminari del Tribunale di Trani nell&rsquo;ordinanza cautelare &ldquo;sono accomunati dalla circostanza che in tutti risultava coinvolto un veicolo con targa straniera (bulgara o romena); e in tutti vi era stato l&rsquo;intervento da solo del luogotenente Pasquale Doronzo, all&rsquo;epoca dei fatti comandante della caserma dei carabinieri di Canosa di Puglia, che non era impegnato al momento di rilevare l&rsquo;incidente in servizi di pattuglia&rdquo;.</p> <p>Nella prospettazione accusatoria, i due carabinieri avrebbero firmato annotazioni di servizio false sui rilievi eseguiti, utilizzate dagli avvocati per chiedere il risarcimento alle assicurazioni in pratiche corredate di presunti falsi certificati medici che attestavano lesioni ritenute dall&rsquo;accusa inesistenti o gonfiate.</p> <p>Ricostruzione contestata dal collegio difensivo negli articolati ricorsi esaminati dal Tribunale della libert&agrave; di Bari. Gli avvocati Marcello Coletta (per l&rsquo;avv. Gobbi); Rosario Marino e Giacomo Lattanzio (per l&rsquo;avv. Desantis); Stefania Specchio (per il dottor Specchio); Michele Pierno e Francesco Santangelo (per il carabiniere Di Palo); Michele Garofano (per il dottor Marcandrea) nel chiedere la scarcerazione dei 5 indagati hanno sostenuto la mancanza di gravi indizi; l&rsquo;insussistenza del reato di corruzione; eccepito che i medici non fossero incaricati di pubblico servizio, presupposto del reato.</p> <p>In subordine i legali sollecitavano misure cautelari meno gravi rispetto a quelle adottate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, tenuto conto anche del fatto che c&rsquo;&egrave; chi si &egrave; autosospeso dall&rsquo;Ordine forense (l&rsquo;avv. Gobbi &egrave; iscritto all&rsquo;ordine degli avvocati del Tribunale di Foggia) facendo venir meno quindi il rischio di reiterazione del reato. Le motivazioni dei provvedimenti assunti dai giudici del Tribunale della libert&agrave; di Bari che hanno rimesso in libert&agrave; Specchio e mandato dal carcere ai domiciliari Gobbi, Lattanzio, Marcandrea e Dipalo, saranno depositate nelle prossime settimane.</p> ]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Vieste, l'assessora Starace e il Codice rosso con le accuse all'ex marito: «Mi ha molestata, ma adesso mi sento al sicuro»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2010453/vieste-l-assessora-starace-e-le-accuse-all-ex-marito-mi-ha-molestata-ma-adesso-mi-sento-al-sicuro.html</link>
      <description>L'uomo (che nega tutto) è a processo a Foggia: ha denunciato l'ex moglie e il sindaco per la licenza tolta al suo lido. Il Tar bacchettò il Comune: «Revoche eccessive»</description>
      <author>massimiliano scagliarini</author>
      <category>graziamaria starace,vieste,alessandro corso,puglia</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/2010453/vieste-l-assessora-starace-e-le-accuse-all-ex-marito-mi-ha-molestata-ma-adesso-mi-sento-al-sicuro.html</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>La vicenda personale era nota, e la stessa Graziamaria Starace ne ha fatto cenno pubblicamente in alcune occasioni. A fine 2024 l&rsquo;attuale assessora regionale al Turismo, coinvolta in una indagine per concussione, ha raccontato ai carabinieri dei comportamenti persecutori e violenti dell&rsquo;ex marito Alessandro Corso. E potrebbe essere proprio il contenuto del fascicolo che nello scorso settembre ha portato Corso a processo davanti al Tribunale di Foggia, con l&rsquo;accusa di maltrattamenti aggravati, a convincere il governatore Antonio Decaro che la vicenda in cui &egrave; convolta la Starace vada trattata con la delicatezza del Codice rosso.</p> <p>Corso, 53 anni, &egrave; accusato dalla pm Claudia Pezone di una serie di gravi comportamenti che avrebbero costretto la moglie a una &laquo;intollerabile convivenza familiare&raquo;. Le indagini delegate ai carabinieri di Vieste sono partite da alcuni litigi. I militari, con l&rsquo;assistenza di una psicologa, hanno anche ascoltato i due figli minori della coppia. Nella richiesta di rinvio a giudizio la Procura ha contestato a Corso (difeso dagli avvocati Ilario Valente e Francesco Americo) una serie di comportamenti che l&rsquo;interessato nega, comprese aggressioni fisiche e messaggi offensivi inviati alla moglie fino all&rsquo;ottobre 2024. Alcune delle molestie sarebbero avvenute in pubblico o davanti ai figli minori...</p> <h3><a href="https://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/gazzettadelmezzogiorno/newsstand" target="_blank" rel="noopener">LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION E SUL CARTACEO</a></h3> ]]></content:encoded>
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