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    <title>CULTURA - La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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    <description>CULTURA: ultime notizie e news in Puglia e Basilicata, Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Potenza, Matera.</description>
    <language>it-it</language>
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      <title>La Gazzetta del Mezzogiorno</title>
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      <title>Cortili Aperti, ecco le dimore storiche aperte in tutta la Puglia nel weekend</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1985439/cortili-aperti-ecco-le-dimore-storiche-aperte-in-tutta-la-puglia-nel-weekend.html</link>
      <description>Da Lecce a Bitonto, passando per Francavilla Fontana, Taranto e il Salento: domenica 24 maggio oltre 450 luoghi esclusivi aprono gratuitamente al pubblico per la XVI Giornata Nazionale A.D.S.I. ETS. In programma visite, mostre, musica e aperture straordinarie</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>cortili aperti</category>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 16:39:58 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="385" data-end="857">Saranno Lecce, Bitonto, Francavilla Fontana, Taranto e numerosi centri del Salento i protagonisti pugliesi della XVI Giornata Nazionale dell&rsquo;Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, in programma domenica 24 maggio. Un appuntamento che, in contemporanea con il resto d&rsquo;Italia, consentir&agrave; ai visitatori di accedere gratuitamente a centinaia di luoghi normalmente chiusi al pubblico: castelli, palazzi nobiliari, ville, giardini, masserie e dimore storiche private.</p> <p data-start="859" data-end="1352">In Puglia il fulcro della manifestazione sar&agrave; ancora una volta &ldquo;Lecce Cortili Aperti&rdquo;, giunta alla XXXI edizione e organizzata dalla sezione regionale di A.D.S.I. ETS con il sostegno del Comune di Lecce. Dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.30 il centro storico del capoluogo salentino diventer&agrave; un grande museo diffuso con circa quaranta aperture tra palazzi storici, chiese, cortili, chiostri e giardini animati da concerti, visite guidate, mostre, performance artistiche e danze storiche.</p> <p data-start="1354" data-end="1739">Tra le novit&agrave; dell&rsquo;edizione 2026 figurano le aperture del Castello Carlo V, del Convitto Palmieri &ndash; Polo Biblio-Museale, di Palazzo Zimara, recentemente restaurato, e della Galleria d&rsquo;Arte Miglietta. Ampio spazio sar&agrave; dedicato anche alla musica popolare salentina, ai laboratori artigianali e ai percorsi guidati in lingua italiana e inglese curati dagli studenti delle scuole leccesi.</p> <p data-start="1741" data-end="1943">Accanto al programma culturale, la citt&agrave; ospiter&agrave; anche &ldquo;Artigianato d&rsquo;eccellenza 2026&rdquo;, mostra mercato dedicata al manufatto artistico locale, nazionale e internazionale allestita al Circolo Cittadino.</p> <p data-start="1945" data-end="2369">L&rsquo;iniziativa coinvolger&agrave; in maniera significativa anche il resto della regione. In provincia di Lecce apriranno le porte numerose dimore storiche tra Cavallino, Sternatia, Minervino di Lecce, Alessano, Gallipoli, Tricase e Santa Maria di Leuca. Visitabili, tra gli altri, il Palazzo Ducale dei Castromediano a Cavallino, Palazzo Marchesale Granafei a Sternatia, il Castello Nuovo di Minervino e Palazzo Briganti a Gallipoli.</p> <p data-start="2371" data-end="2696">In provincia di Brindisi le aperture si concentreranno soprattutto a Francavilla Fontana, dove sar&agrave; possibile visitare il Castello Imperiali e numerosi palazzi storici cittadini, mentre aderiranno alla manifestazione anche la Masseria Torleanzi di San Pietro Vernotico e il Castello Dentice di Frasso a San Vito dei Normanni.</p> <p data-start="2698" data-end="2973">Nel Barese, Bitonto ospiter&agrave; la XII edizione di &ldquo;Bitonto Cortili Aperti&rdquo;, trasformando il centro cittadino in un percorso tra corti, palazzi e residenze storiche private. Anche la provincia di Taranto parteciper&agrave; all&rsquo;iniziativa con l&rsquo;apertura straordinaria di Villa Pantaleo.</p> <p data-start="2975" data-end="3227">L&rsquo;evento nazionale coinvolger&agrave; oltre 450 dimore in tutta Italia e rappresenta, secondo A.D.S.I., un&rsquo;occasione per valorizzare il patrimonio storico e artistico custodito dai privati, promuovendo al tempo stesso turismo culturale e sviluppo sostenibile.</p> <p data-start="3229" data-end="3578">&ldquo;Le dimore storiche rappresentano l&rsquo;identit&agrave; dei territori e la memoria del passato&rdquo;, ha dichiarato il presidente di A.D.S.I. Puglia, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Carlo Fumarola</span></span>, sottolineando come la manifestazione consenta di riscoprire luoghi spesso inaccessibili e di trasmettere alle nuove generazioni il valore della tutela del patrimonio culturale.</p> <p data-start="3580" data-end="3826" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Grande attenzione sar&agrave; riservata anche al coinvolgimento delle scuole: centinaia di studenti saranno impegnati nell&rsquo;accoglienza dei visitatori, nelle visite guidate e nelle esibizioni musicali all&rsquo;interno delle dimore storiche aperte al pubblico.</p>]]></content:encoded>
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      <title>«Paz 70», 4 appuntamenti tra Bari, Lecce, Foggia e San Severo per ricordare il grande fumettista Andrea Pazienza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1983021/paz-70-4-appuntamenti-tra-bari-lecce-foggia-e-san-severo-per-ricordare-il-grande-fumettista-andrea-pazienza.html</link>
      <description>L'omaggio della Regione Puglia nel settantennale della nascita in programma dal 23 maggio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>andrea pazienza,paz 70,appuntamenti</category>
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      <pubDate>Fri, 22 May 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&ldquo;<strong>PAZ 70</strong>&rdquo; &egrave; l&rsquo;omaggio della Regione Puglia al genio di Andrea Pazienza nel settantennale della nascita in programma dal 23 maggio tra San Severo, Foggia, Bari e Lecce. Quattro appuntamenti nel segno di imparare-disegnare-raccontare-sovvertire, espressioni-chiave per avvicinarsi all&rsquo;opera di Pazienza, ricordarla e rilanciarla in questa nostra contemporaneit&agrave; che non sa pensare e non sa sorridere.</p> <p>Ogni incontro di &ldquo;PAZ 70&rdquo; riunir&agrave; esperti di fumetto e di narrazioni, rispettivamente sabato 23 maggio, ore 19.30 MAT Museo dell&rsquo;Alto Tavoliere a San Severo, per &ldquo;Imparare&rdquo; con Stefano Cristante, sociologo della cultura, Universit&agrave; del Salento; Luigi Damiani, imprenditore turistico, amico d&rsquo;infanzia di Pazienza; Enrico Fraccacreta, poeta e saggista, amico d&rsquo;infanzia di Pazienza; Antonello Vigliaroli, coordinatore dell&rsquo;Archivio Bibliografico &ldquo;Andrea Pazienza&rdquo;. Venerd&igrave; 12 giugno, ore 18:00 al Palazzetto dell&rsquo;Arte &ldquo;Andrea Pazienza&rdquo; di Foggia, per &ldquo;disegnare&rdquo; con Simone Angelini, fumettista e componente del Clap Museum Comics Lab di Pescara; Daniele Barbieri, semiologo e saggista; Francesca Romana Capone, esperta di fumetto, organizzatrice del Festival del Nerd; Antonello Vigliaroli, responsabile dell&rsquo;Archivio Bibliografico &ldquo;Andrea Pazienza&rdquo;. Venerd&igrave; 26 giugno, ore 18.00 Auditorium Archivio di Stato a Bari, per &ldquo;raccontare&rdquo; con Domenico Elia, docente di storia del fumetto, Universit&agrave; di Bari; Cinzia Leone, fumettista; Luca Raffaelli, saggista e giornalista. Infine venerd&igrave; 17 luglio, ore 19.00 Convitto Palmieri a Lecce, per &ldquo;sovvertire&rdquo; con Sergio Brancato, mediologo, critico e sceneggiatore, Universit&agrave; di Napoli; Stefano Cristante, sociologo della cultura, Universit&agrave; del Salento; Giuseppe Palumbo, fumettista; Carlotta Vacchelli ricercatrice e saggista, Nicola Lagioia, scrittore. Il progetto, ideato da Stefano Cristante e Luigi De Luca, &egrave; organizzato da Puglia Culture, promosso dai Poli Biblio-Museali di Puglia in collaborazione con l&rsquo;Amministrazione Comunale di San Severo. Il comitato scientifico riunisce Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Francesca Romana Capone, Stefano Cristante, Luca Raffaelli, Carlotta Vacchelli, Antonello Vigliaroli.</p> <p style="font-weight: 400;">Andrea Pazienza avrebbe compiuto quest&rsquo;anno settant&rsquo;anni. Era nato a<span>&nbsp;</span>San Benedetto del Tronto, la citt&agrave; di mamma Giuliana, il 23 maggio del 1956. Il suo pap&agrave;, Enrico, notevole acquerellista, era pugliese di San Severo, la citt&agrave; dove Andrea &egrave; cresciuto per poi fare il salto verso la vita. Una vita piena di disegni e di storie, di legami e amicizie fondamentali che hanno segnato la storia del fumetto e della cultura giovanile italiana, come quella di Andrea con Tanino Liberatore che aveva incontrato a Pescara, studenti entrambi del Liceo Artistico.&nbsp; Poi, nel 1974, Bologna, citt&agrave; cruciale in quegli anni magnifici e tragici. Anni di necessit&agrave; creative, per togliersi di dosso l&rsquo;asfissia del piombo e del sangue di una stagione che di fatto chiudeva la grande onda del Sessantotto. Fare movimento e fare rivista la chiave per ridestare ci&ograve; che la politica mortificava. Tanti con Andrea sono i protagonisti di quel &ldquo;rifiuto&rdquo; pieno di iniziative editoriali e di nuovi incontri, come quello con Stefano Tamburini, con cui Andrea fond&ograve; &ldquo;Cannibale&rdquo; insieme a Scozzari, a Mattioli e a Liberatore, per poi immergersi nella straordinaria impresa del settimanale &ldquo;Il male&rdquo;. Poi, all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;80, l&rsquo;invenzione di &ldquo;Frigidaire&rdquo;, la rivista diretta da Vincenzo Sparagna che fu una vera e propria fucina di talenti. E infine, nella seconda met&agrave; degli anni &rsquo;80, la collaborazione con le pagine di satira di &ldquo;Tango&rdquo;, diretto da Sergio Staino.</p> <p style="font-weight: 400;">&nbsp;Un racconto finito troppo presto quello di PAZ: un tempo per&ograve; moltiplicato nei tanti personaggi disegnati in cui il genio di Andrea s&rsquo;&egrave; incarnato, fondando uno stile e una lingua capaci di graffiare e far ridere: Pentothal, Zanardi, Francesco Stella, Pertini, Pompeo, Campofame, il cane Astarte, mentre il suo talento dilagava in mille altre collaborazioni per il teatro, la danza, il cinema.<span>&nbsp;</span>&nbsp;I personaggi di Andrea sono la rivelazione del suo stare nel mondo per osservarlo e tradurlo con la matita e il pennarello, una grande opera di poesia dove arte e vita si fondono fino all&rsquo;ultimo respiro.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Giovinazzo, le storie delle donne diventano arte pubblica: nasce l’opera Heimat di Jasmine Pignatelli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/svago-e-arte/1983546/giovinazzo-le-storie-delle-donne-diventano-arte-pubblica-nasce-lopera-heimat-di-jasmine-pignatelli.html</link>
      <description>Una scultura-memoriale nel giardino di via Papa Giovanni XXIII raccoglierà memorie e fotografie delle cittadine. Appello ai residenti: “Portate le storie delle vostre madri e nonne”</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>GIOVINAZZO</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 19:28:36 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="325" data-end="656">Le storie delle donne di Giovinazzo diventano un&rsquo;opera d&rsquo;arte pubblica. &Egrave; questo il senso di &ldquo;Heimat&rdquo;, il progetto dell&rsquo;artista e architetto Jasmine Pignatelli, finanziato dalla Citt&agrave; Metropolitana di Bari con fondi PNRR&ndash;PINQUA, che sar&agrave; realizzato nel giardino di via Papa Giovanni XXIII entro la fine di giugno.</p> <p data-start="658" data-end="964">L&rsquo;opera consiste in una scultura ambientale in corten che racchiude un cubo centrale, pensato come scrigno di memorie collettive: al suo interno saranno conservate fotografie, racconti e testimonianze delle donne del territorio, raccolte attraverso incontri e momenti di condivisione con la cittadinanza.</p> <p data-start="966" data-end="1208">Il progetto, il cui nome richiama il concetto tedesco di &ldquo;piccola patria&rdquo;, nasce con l&rsquo;obiettivo di costruire un archivio vivo e sentimentale della comunit&agrave; femminile locale, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di memoria condivisa.</p> <p data-start="1210" data-end="1480">L&rsquo;artista lancia un appello ai cittadini: portare fotografie di madri, figlie e nonne da non dimenticare, oppure inviare storie tramite mail o attraverso i canali dedicati, affinch&eacute; possano essere inserite nell&rsquo;opera e custodite al suo interno durante l&rsquo;inaugurazione.</p> <p data-start="1482" data-end="1848" data-is-last-node="" data-is-only-node="">&ldquo;Non cerchiamo eroine, ma storie da tramandare&rdquo;, spiega Pignatelli, raccontando come il progetto nasca da incontri e testimonianze di donne del territorio, simbolo di riscatto e identit&agrave; collettiva. Anche l&rsquo;amministrazione comunale sottolinea il valore emotivo e sociale dell&rsquo;iniziativa, che punta a rafforzare il legame tra memoria familiare e identit&agrave; comunitaria.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Medimex, tornano i Racconti al Teatro Fusco e i Book Stories: ecco il programma</title>
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      <description>Scatta il conto alla rovescia per l'International Festival &amp; Music Conference, in programma dal 17 al 21 giugno a Taranto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>medimex,Pet Shop Boys DREAMWORLD The Greatest Hits Live,Suede,Slowdive,NYC Redux Band playing the music of Ramones,Franco Battiato,teatro fusco</category>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2026 09:34:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Scatta il conto alla rovescia per il Medimex, l'International Festival &amp; Music Conference in&nbsp;programma dal 17 al 21 giugno a Taranto con i concerti di Pet Shop Boys DREAMWORLD The Greatest Hits Live, Suede, Slowdive, NYC Redux Band playing the music of Ramones e Agents of Time. Il programma si arricchisce con i&nbsp;<span>&nbsp;</span><i>Racconti</i><span>&nbsp;al Teatro Fusco,&nbsp;cinque appuntamenti dedicati ad alcune delle figure centrali della musica italiana ed internazionale, e i&nbsp;<em>Medimex Book Stories</em>, la sezione dedicata ai libri musicali curata e condotta da Corrado Minervini.</span></p> <h3><span>I Racconti</span></h3> <p><span>&nbsp;Mercoled&igrave; 17 giugno, ore 21,&nbsp;<b><i>Il mare nel cassetto</i></b><b><i>, la via di Franco Battiato</i></b><i>,</i><b>&nbsp;</b>narrazione di Silvia Boschero, musica di Giua (voce, chitarra, basso) e Ana&iuml;s Drago (violino ed elettronica).&nbsp;Lo spettacolo si snoda attraverso canzoni iconiche, creando un flusso di riflessioni che invita il pubblico a esplorare la propria interiorit&agrave;. Non &egrave; solo un tributo, ma un&rsquo;esperienza immersiva e riflessiva, capace di celebrare l&rsquo;unicit&agrave; e l&rsquo;eterna bellezza dell&rsquo;arte di Franco Battiato.&nbsp;Gioved&igrave; 18 giugno alle ore 21 al Teatro Fusco&nbsp;<b><i>Round About Miles</i>, &nbsp;</b>di e con Ugo Sbis&agrave; e Flavio Boltro (tromba), Roberto Ottaviano (sassofono), Eugenio Macchia (pianoforte), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria). Il 26 maggio del 1926, nasceva ad Alton, Illinois, una delle figure di maggior rilievo di tutta la storia del jazz, il trombettista Miles Davis. Nel primo centenario della sua nascita &ldquo;Round About Miles&rdquo;, recital di musica e parole, celebra la vita del grande trombettista, i suoi incontri, i suoi dischi pi&ugrave; noti. Venerd&igrave; 19 giugno, ore 21,&nbsp;<b><i>Jeff Buckley: It&rsquo;s Never Over, voce, eredit&agrave;, infinito</i></b>&nbsp;con Eugenio Finardi, conduce Cecile B, pi&ugrave; che un semplice racconto, l&rsquo;evento si propone come un&rsquo;esperienza: un&rsquo;occasione per riscoprire Jeff Buckley attraverso nuove prospettive e per lasciarsi attraversare dalla forza della sua musica e della sua storia. Perch&eacute;, come suggerisce il titolo del documentario, certe voci &mdash; e certe emozioni &mdash; non finiscono mai davvero.Sabato 21 giugno, ore 18.30 Teatro Fusco,&nbsp;<b>"<i>Musica nella mia mente" Carlo Massarini racconta Stevie Wonder</i></b>, con Carlo Massarini, intervento musicale del Fabio Lepore Jazz Quartet. Non vedente dalla nascita, nel 1963 a tredici anni ha il suo primo numero uno in classifica con&nbsp;<i>Fingertips.</i>&nbsp;Negli anni 60, nella scuderia Motown prosegue con una serie di hit internazionali, partecipa anche a Sanremo, ma &egrave; con gli anni 70 che il suo enorme talento e il suo lato compositivo viene fuori completamente. Arrivato alla maggiore et&agrave; infatti rinegozia con la Casa di Detroit il suo contratto, che gli lascia libert&agrave; totale nelle scelte artistiche. Un percorso che coincide con una grande rinascita della musica black nella quale si ritaglia un ruolo straordinario: multistrumentista, si appassiona alle nuove possibilit&agrave; delle tastiere elettroniche, e realizza una serie di capolavori assoluti, seguiti negli anni 80 e 90 da un successo commerciale ancora maggiore.&nbsp;Infine domenica 21 giugno, ore 18.30 Teatro Fusco, &ldquo;<b><i>In cerca della terra promessa" Carlo Massarini racconta Bruce Springsteen</i></b><i>,</i>&nbsp;con Carlo Massarini.</span></p> <h3><span>Book Stories</span></h3> <p><span>Dal 17 al 21 giugno al Caff&egrave; Letterario Cibo per la Mente di Taranto in programma&nbsp;<b>Medimex Book Stories</b>,&nbsp;la sezione dedicata ai libri musicali curata e condotta da Corrado Minervini, con ospiti&nbsp;<b>Nuto e Finaz (Bandabard&ograve;), Nicola Gaeta e Nicola Conte, Simone Avincola, Laura Rizzo, Maurizio Biancani e Stefano Senardi</b>. Mercoled&igrave; 17 giugno, ore 19, presentazione del libro&nbsp;<b><i>Se mi rilasso collasso, Trent&rsquo;anni di storia di un band improbabile</i></b><i>&nbsp;</i>(editore Baldini+Castoldi), con una &nbsp;conversazione per voce, chitarra e cajon&nbsp;con Nuto e Finaz. Il libro celebra la storia del gruppo toscano nato nel 1993 attraverso aneddoti, documenti e riflessioni personali.&nbsp; Il volume ripercorre l'evoluzione della band da improbabile combo folk-rock a fenomeno live capace di riempire piazze e festival italiani. Gioved&igrave; 18 giugno, ore 18.00, presentazione del libro&nbsp;<b><i>Black Beauty. Storie di Musica Nera</i>&nbsp;</b>(Low Edizioni)<b>&nbsp;</b>con l&rsquo;autore Nicola Gaeta e Nicola Conte. Un viaggio critico e narrativo attraverso oltre un secolo di musica afroamericana che segue una linea del tempo che non &egrave; soltanto cronologica, ma profondamente culturale, sociale, esistenziale. Ogni capitolo illumina un tempo, un contesto, ma soprattutto delle figure: celebri, dimenticate, emergenti, ciascuna raccontata in forma narrativa e critica, intrecciando biografia, contesto storico, poetica personale e tracce discografiche. Venerd&igrave; 19 giugno, ore 18, presentazione del libro<b>&nbsp;<i>Enzo Carella. Dolce tu per tu</i>,&nbsp;</b>con l&rsquo;autore Simone Avincola. La vita artistica e umana di Enzo Carella attraverso i racconti degli amici, dei musicisti e di chi lo ha sempre amato. Una storia mai raccontata prima, attraversata da luci e ombre, spiagge e camicie hawaiane, lambrette, palloni da calcio, borsoni che volano dal quinto piano, e boccette di atropina. Chitarre, fal&ograve;, abbracci, lacrime, partenze e ritorni in un viaggio emozionale alla riscoperta di un artista incredibile che ancora giace nell&rsquo;oblio del sommerso. Sabato 20 giugno ore 18 presentazione del libro&nbsp;<b><i>Il cielo in una stanza. Il 1960: Paoli, Mina e una canzone rivoluzionaria</i>&nbsp;</b>con l&rsquo;autrice Laura Rizzo. Il volume svela tanti aneddoti legati alla genesi del brano &ndash; l&rsquo;intestazione Mogol-Toang, i rifiuti, la prima incisione di Mina, le vicende personali di Paoli e della stessa interprete, la nascita della canzone d&rsquo;autore in casa Ricordi a Milano &ndash; e ribadisce con forza la posizione rivoluzionaria della canzone. Alle ore 18.30 presentazione del libro&nbsp;<b>&nbsp;<i>L'alchimista del suono. Cinquant'anni di musica al mixer</i></b>&nbsp;(Editore Fernandel)<b>&nbsp;</b>con l&rsquo;autore Maurizio Biancani e Stefano Senardi.&nbsp;Il libro &egrave; un viaggio nella musica italiana dagli anni Settanta a oggi, un memoir ricco di aneddoti, errori, intuizioni, notti insonni e momenti irripetibili vissuti al fianco di chi ha fatto la storia della canzone.&nbsp;Il racconto sincero e appassionato di Maurizio Biancani, storico sound engineer e produttore musicale, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna, che nel corso delfi anni ha registrato voci e musica di Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Pooh, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Zucchero e molti altri artisti.</span></p> <p><span></span></p>]]></content:encoded>
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      <title>Lino Banfi e il countdown per i suoi 90 anni, l'attore e comico pugliese: «Il segreto è non fermarsi mai»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1982994/lino-banfi-e-il-countdown-per-i-suoi-90-anni-l-attore-e-comico-pugliese-il-segreto-e-non-fermarsi-mai.html</link>
      <description>Al Salone del Libro: «è la prima volta mi fanno fare la figura dell’intellettuale»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lino banfi</category>
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      <pubDate>Sun, 17 May 2026 20:07:41 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un libro, un docufilm, una storia a fumetti e in arrivo un podcast. A 90 anni Lino Banfi racconta la parte pi&ugrave; intima e profonda della sua vita in '90. Non mi fai paura!' (HarperCollins) che ha portato sul palco della sala Oro nell&rsquo;edizione boom di presenze al Salone del Libro di Torino che si chiude domani. "&Egrave; la prima volta che mi fanno fare la figura dell&rsquo;intellettuale, come se io fossi uno che scrive chiss&agrave; quanti libri. Ho detto 'sentite, se proprio mi volete ricevere bene, alla grande, fate finta che ho otto, nove laure&egrave;. E poi io non miro al Premio Strega, ma almeno al Premio sambuca, un amaro di erbe, ecco a quello s&igrave;, se si desse a qualcuno, io lo pretendo&raquo; dice all&rsquo;ANSA Nonno Libero. Pensava di arrivare a 90 anni? &laquo;No, onestamente no. Pensavo di arrivarci vicino, per&ograve; arrivare sano, senza malanni, che fa rima con 90 anni, &egrave; bello. Vuol dire che ho seminato bene, ho innaffiato bene e quindi oggi posso pretendere i frutti buoni&raquo;. Nato Pasquale Zagaria l&rsquo;11 luglio 1936 ad Andria, l&rsquo;amatissimo attore pugliese si racconta nel romanzo della sua vita con entrambe le voci, sia quella di Pasquale che di Lino. "Mettevo da parte delle idee. Ho scritto altri libri per Mondadori, di spettacolo, sul mondo del calcio, per&ograve; i sentimenti nascosti, quelli che tieni per conto tuo, sia come Pasquale Zagaria che come Lino Banfi, li conservavo e pensavo, 'se riesco ad arrivare a 90 anni..&raquo;. Che differenza c'&egrave; tra Pasquale e Lino? &laquo;Pasquale &egrave; pi&ugrave; assennato, quello che dice conta fino a dieci, non fare stronzate, aspetta. L&rsquo;altro, Banfi, &egrave; pi&ugrave; il capocomico, deve sbrigarsi, pensa 'io devo far rider&egrave;. Ecco perch&eacute; il libro &egrave; venuto bene, perch&eacute; l&rsquo;hanno scritto in due, si sono alternati&raquo;. Mentre lo racconta passa a sorpresa Fiorello che lo abbraccia e dice: &laquo;con il Salone del Libro la carriera &egrave; completa&raquo; e poi si fanno una foto insieme e anche con la mamma di Rosario. Dai successi delle commedie sexy con Edwige Fenech e Barbara Bouchet alla consacrazione come &laquo;nonno d&rsquo;Italia&raquo;, che consiglio darebbe Banfi ai giovani? &laquo;Direi non fidatevi di un successo di tre minuti - parlo del mondo dello spettacolo - di un monologo che ti va bene in una trasmissione. La gente applaude, ma &egrave; solo l'inizio. Devi curarla questa cosa. Per&ograve; se uno vuole una cosa veramente, ci riesce&raquo;. Il seminario, il legame con l&rsquo;amata moglie Lucia, il pensiero del suicidio da giovane, la voglia di diventare famoso e l'incontro con Papa Francesco di cui Banfi porta sempre con s&eacute; una foto: tanti episodi e aneddoti nel libro come quando suo padre venne da Canosa a vederlo al Petruzzelli a Bari e Modugno gli disse 'vedi questo tuo figlio un giorno diventer&agrave; famos&ograve;.  &laquo;Mia moglie &egrave; il momento sempre pi&ugrave; toccante per me perch&eacute; sento la sua mancanza. A un certo punto Lucia stava talmente male che abbiamo desiderato la sua scomparsa. Abbiamo vissuto tutta la vita insieme, 71 anni dei quali 61 di matrimonio e 10 di fidanzamento&raquo; dice. &laquo;Papa Francesco ha fatto in tempo a chiamarmi bisnonno d&rsquo;Italia quando mi ha fatto gli auguri per telefono due anni fa, agli 88 anni" "Al suicidio ho pensato da giovane, a 17 anni, mentre mi esibivo in teatro e uno ubriaco dalla prima fila mi butt&ograve; addosso due o tre scorze di fico d&rsquo;India appena aperto. Per fortuna mio fratello pi&ugrave; grande che era l&igrave; ha capito che volevo fare una fesseria e mi ha salvato. Ero giovane, avevo tutti contro&raquo;. Come festeggerai il giorno del tuo compleanno? &laquo;la Rai mi ha gi&agrave; dato un bel premio: il docufilm 'Lino d&rsquo;Itali&agrave; che ho fatto sulla mia vita andr&agrave; in onda su Rai1 in prima serata il giorno del mio compleanno. Ho fatto tutto io con un regista bravo che si chiama Marco Spagnoli. Faccio la parte di Banfi e di Pasquale Zagaria&raquo;. Nonno libero? &laquo;Potrebbe diventare un&rsquo;ultima serie Bisnonno libero di 4-5 puntate. A me piacerebbe, ma non credo si far&agrave;&raquo;. Hanno fatto anche un fumetto, Lino Banfi. La commedia di una vit&agrave; (Tunu&eacute;). Cosa ne pensa? &laquo;Mi somiglia un p&ograve;, per&ograve; &egrave; bello che hanno preso solo la parte d&rsquo;amore fra me e Lucia, non le avventure di teatro&raquo;. Altri progetti? &laquo;Sto inventando un podcast 'Lino Podcast&rsquo;cos&igrave; sono io che intervisto gli altri. Vediamo che cosa viene fuori, vorrei inaugurarlo a settembre-ottobre&raquo;. Una miniera di progetti? &laquo;Due miniere. Ma &egrave; questo il segreto, non fermarsi mai. Sto facendo pi&ugrave; viaggi adesso che non in tutti i cinquant'anni, settant'anni di carriera. La sera sono rincoglionito, per&ograve; sono contento&raquo;. Hai paura di morire? Beh, si per&ograve; spero che quel giorno mi colga in vita, cio&egrave; di star bene quando muoio, senza soffrire. Ecco non mi piace soffrire&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Al Museo Civico di Bari il gran finale di «AudiovisivaMENTE»: cinema, fotografia analogica e intelligenza artificiale raccontano il futuro attraverso gli occhi degli studenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1982643/al-museo-civico-di-bari-il-gran-finale-di-audiovisivamente-cinema-fotografia-analogica-e-intelligenza-artificiale-raccontano-il-futuro-attraverso-gli-occhi-degli-studenti.html</link>
      <description>Il 21 maggio l’evento conclusivo del progetto: mostre, documentari, cinema immersivo e sperimentazioni digitali trasformano il quartiere Japigia in un laboratorio creativo di cittadinanza, ambiente e innovazione</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>audiovisivamente</category>
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      <pubDate>Thu, 14 May 2026 12:29:26 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[    <p data-start="429" data-end="1152">Le immagini possono documentare la realt&agrave;, ma anche trasformarla. Possono custodire la memoria di un quartiere, interrogare il presente e persino immaginare il futuro. &Egrave; da questa idea che nasce &laquo;<strong>AudiovisivaMENTE</strong> &ndash; Spazi ecologici e digitali&raquo;, il progetto educativo e creativo che negli ultimi mesi ha coinvolto centinaia di studenti baresi in un percorso tra cinema, fotografia analogica, tecnologie immersive e intelligenza artificiale. Mercoled&igrave; 21 maggio, dalle ore 17, il progetto vivr&agrave; il suo momento conclusivo al <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Museo Civico di Bari</span></span> con una grande restituzione pubblica aperta alla citt&agrave;, trasformando gli spazi museali in un luogo di incontro tra arte, scuola, ambiente e innovazione tecnologica.</p> <p data-start="1154" data-end="1644">Vincitore del bando CIPS &ndash; Cinema e Immagini per la Scuola 2025, nell&rsquo;ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal MiC &ndash; Ministero della Cultura e dal MIM &ndash; Ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito, &laquo;AudiovisivaMENTE&raquo; &egrave; stato ideato e realizzato da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Talea Produzioni ETS</span></span> insieme a una rete di partner culturali e scientifici composta dal Dipartimento di Informatica dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Bari, Zic Zic Edizioni, PugliArte e Cinema Splendor.</p> <p data-start="1646" data-end="2137">Il progetto ha coinvolto studenti e studentesse dell&rsquo;Istituto Comprensivo Japigia 1 Verga e dell&rsquo;ITET Lenoci-Euclide in un percorso trasversale che ha unito educazione audiovisiva, cittadinanza attiva e consapevolezza ambientale. Dalle macchine fotografiche a rullino ai software di montaggio, fino agli strumenti di IA generativa e alle videocamere immersive, i ragazzi hanno sperimentato il linguaggio audiovisivo come forma di espressione critica e strumento per raccontare il territorio.</p> <p data-start="2139" data-end="2506">Cuore simbolico dell&rsquo;intero progetto &egrave; stato il quartiere Japigia, trasformato in un grande laboratorio creativo diffuso. Strade, mercati, parchi, cortili e luoghi simbolici della citt&agrave; sono diventati scenari di esplorazioni urbane, reportage fotografici, interviste e produzioni cinematografiche capaci di restituire uno sguardo autentico sulla realt&agrave; contemporanea.</p> <p data-start="2508" data-end="3131">&laquo;Con AudiovisivaMENTE abbiamo voluto insegnare ai ragazzi non soltanto a usare le immagini, ma ad abitarle criticamente. Oggi viviamo immersi in un flusso continuo di contenuti audiovisivi e imparare a leggerli, interpretarli e persino metterli in discussione significa formare cittadini pi&ugrave; consapevoli&raquo;, spiega Cristina D&rsquo;Eredit&agrave;, operatrice di Educazione Visiva CIPS e socia Talea. Dello stesso avviso anche Dario Mattia, referente scientifico del progetto e presidente dell&rsquo;associazione promotrice: &laquo;Il cinema, in questo percorso, &egrave; diventato uno strumento di educazione dello sguardo e di relazione con il territorio&raquo;.</p> <p data-start="3133" data-end="3595">A sottolineare il valore educativo dell&rsquo;iniziativa &egrave; anche Patrizia Rossini, dirigente scolastica dell&rsquo;IC Japigia 1 Verga: &laquo;Non &egrave; stato soltanto un progetto didattico, ma un percorso capace di parlare linguaggi diversi e di arrivare dritto al cuore dei nostri alunni. Attraverso fotografia, cinema e tecnologie immersive, i bambini hanno imparato che ogni immagine porta con s&eacute; una responsabilit&agrave; e che raccontare il territorio significa anche prendersene cura&raquo;.</p> <p data-start="3597" data-end="4183">La serata del 21 maggio prender&agrave; il via alle ore 17 con l&rsquo;inaugurazione della mostra &laquo;Analogie ed Evoluzioni&raquo;, uno dei momenti pi&ugrave; suggestivi dell&rsquo;intero progetto. L&rsquo;esposizione costruisce un dialogo visivo tra fotografia analogica e intelligenza artificiale: da un lato gli scatti realizzati dai bambini durante le esplorazioni urbane a Japigia, dall&rsquo;altro le reinterpretazioni distopiche create dagli studenti del Lenoci-Euclide attraverso strumenti di IA generativa. Un confronto potente tra memoria e futuro, tra imperfezione della pellicola e costruzione artificiale dell&rsquo;immagine.</p> <p data-start="4185" data-end="4469">Alle ore 18 sar&agrave; invece presentata la pubblicazione ufficiale del progetto insieme alla piattaforma web interattiva dedicata ad &laquo;AudiovisivaMENTE&raquo;, pensata per raccogliere fotografie, riflessioni, materiali audiovisivi e testimonianze dell&rsquo;esperienza educativa vissuta dagli studenti.</p> <p data-start="4471" data-end="5066">Alle 18:30 spazio al cinema partecipato con la proiezione di &laquo;70126. Il Cineocchio&raquo;, documentario realizzato dalle classi quinte dell&rsquo;IC Japigia 1 Verga sotto la guida della documentarista Cristina D&rsquo;Eredit&agrave;. Attraverso immagini, interviste e racconti, i bambini restituiscono uno sguardo spontaneo sul quartiere Japigia e sui luoghi simbolici visitati durante il progetto, tra cui l&rsquo;ex Fibronit, oggi Parco della Rinascita, la sede della Regione Puglia e Orto Gentile. Nel documentario compaiono anche testimonianze di istituzioni e protagonisti dell&rsquo;impegno civico e ambientale del territorio.</p> <p data-start="5068" data-end="5477">Alle ore 19 il pubblico potr&agrave; vivere l&rsquo;esperienza immersiva di &laquo;Eco-Virtual Tour&raquo;, cortometraggio in tecnologia 360&deg; realizzato dagli studenti della scuola secondaria di primo grado dopo un percorso nella riserva naturale di Costa Ripagnola insieme ai tutor di PugliArte. Un lavoro che unisce paesaggio, sostenibilit&agrave; e nuove tecnologie audiovisive trasformando la natura in esperienza narrativa e sensoriale.</p> <p data-start="5479" data-end="5846">A chiudere la serata sar&agrave; &laquo;LoveBot&raquo;, cortometraggio firmato dagli studenti dell&rsquo;ITET Lenoci-Euclide con la guida del regista <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Antonio Palumbo</span></span>. Il film affronta il rapporto tra esseri umani, robotica ed emozioni, interrogandosi sui rischi dell&rsquo;analfabetismo digitale e sulle trasformazioni delle relazioni nell&rsquo;epoca dell&rsquo;intelligenza artificiale.</p> <p data-start="5848" data-end="6280" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La mostra &laquo;Analogie ed Evoluzioni&raquo; rester&agrave; visitabile fino al 24 maggio al Museo Civico di Bari. Ma il vero lascito di &laquo;AudiovisivaMENTE&raquo; va oltre l&rsquo;evento finale: dimostra concretamente come il cinema, quando entra nella scuola, possa trasformarsi in uno strumento di partecipazione, educazione dello sguardo e costruzione di cittadinanza. Al centro restano gli studenti, le loro immagini, le loro domande e la loro idea di futuro.</p>    ]]></content:encoded>
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      <title>Il premio Oscar Kevin Spacey ospite a Foggia per il festival Mònde 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1982471/kevin-spacey-ospite-a-foggia-per-il-festival-monde-2026.html</link>
      <description>Il 30 maggio al Teatro “Umberto Giordano” l’attore ospite della nona edizione del festival foggiano dedicato al cinema e alle storie dell’imprevisto.</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>kevin spacey,foggia</category>
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      <pubDate>Tue, 12 May 2026 19:59:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="86" data-end="284">Foggia si prepara ad accogliere uno degli annunci pi&ugrave; attesi della nona edizione di &ldquo;M&ograve;nde &ndash; L&rsquo;imprevisto&rdquo;, il festival del cinema e del racconto contemporaneo in programma dal 28 al 31 maggio 2026.</p> <p data-start="286" data-end="688">Sabato 30 maggio, al Teatro &ldquo;Umberto Giordano&rdquo;, sar&agrave; ospite <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Kevin Spacey</span></span>, protagonista di un incontro speciale inserito nel programma della manifestazione. L&rsquo;annuncio &egrave; arrivato con una comunicazione che anticipa il clima del festival: &laquo;We are delighted to announce the presence of Mr. Spacey&hellip;&raquo;, una frase che ha immediatamente acceso l&rsquo;attenzione sul cartellone di quest&rsquo;anno.</p> <p data-start="690" data-end="959">&ldquo;M&ograve;nde&rdquo; si conferma cos&igrave; un progetto culturale che intreccia cinema, narrazione e riflessione sul presente, scegliendo anche quest&rsquo;anno un tema identitario forte: l&rsquo;imprevisto. Un concetto che non &egrave; solo dichiarazione poetica, ma chiave di lettura dell&rsquo;intero festival.</p> <p data-start="961" data-end="1335">Davanti alla Chiesa delle Croci, luogo simbolico alle porte della citt&agrave;, l&rsquo;immagine dei ragazzi che giocano diventa punto di partenza di questa edizione: uno spazio semplice e quotidiano che si carica di significati. &Egrave; l&igrave; che il festival riconosce il senso del suo racconto, in un territorio di passaggio, storicamente attraversato da viandanti, pastori e rotte non lineari.</p> <p data-start="1337" data-end="1617">La Chiesa delle Croci, costruita fuori dalle antiche mura, richiama infatti un&rsquo;idea di cammino non programmato, fatto di deviazioni e ostacoli. Come la Via Crucis, che non &egrave; scelta ma attraversamento: una sequenza di tappe impreviste che definiscono il senso stesso del procedere.</p> <p data-start="1619" data-end="1907">&Egrave; proprio su questa tensione che si costruisce &ldquo;M&ograve;nde 2026&rdquo;: non ci&ograve; che &egrave; previsto, ma ci&ograve; che accade. Non la strada pi&ugrave; diretta, ma quella che obbliga a cambiare direzione. Anche il cinema, come la vita, diventa cos&igrave; uno spazio in cui l&rsquo;imprevisto non &egrave; errore ma possibilit&agrave; narrativa.</p> <p data-start="1909" data-end="2199">In questo contesto si inserisce la presenza di Kevin Spacey, che arricchisce il programma di un&rsquo;edizione che punta a trasformare Foggia in un luogo di incontro e attraversamento culturale. Un festival che invita a fermarsi in una citt&agrave; di passaggio, per lasciarsi attraversare dalle storie.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Ritratti Festival 2026, a Monopoli debutta «Di lume e di candela»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1982442/ritratti-festival-2026-a-monopoli-debutta-di-lume-e-di-candela.html</link>
      <description>Il 23 maggio al Teatro Radar l’anteprima del nuovo lavoro su Caravaggio firmato da Nicola Pedone: musica, parole e memoria per aprire la XXII edizione</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>ritratti</category>
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      <pubDate>Tue, 12 May 2026 18:01:49 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="256" data-end="598">Si apre il 23 maggio la XXII edizione di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ritratti Festival 2026</span></span>, con un&rsquo;anteprima nazionale dal forte valore simbolico e artistico. Al Teatro Radar andr&agrave; in scena &ldquo;DI LUME E DI CANDELA. Tre modelle per Caravaggio&rdquo;, monologo con musica firmato da Nicola Pedone e nato da un&rsquo;idea di Francesca Simone.</p> <p data-start="600" data-end="947">Lo spettacolo, in programma alle 21, rappresenta la prima assoluta del lavoro e apre ufficialmente il cartellone 2026 del festival diretto da Antonia Valente. L&rsquo;opera, resa possibile anche grazie alla collaborazione di familiari e collaboratori dell&rsquo;autore, scomparso di recente, prende forma come reading musicale tra parola, musica e immagini.</p> <p data-start="949" data-end="1275">Al centro della narrazione tre figure femminili legate alla pittura di Caravaggio: Anna Bianchini, Fillide Melandroni e Maddalena Antognetti, modelle e prostitute nella Roma tra Cinquecento e Seicento. Lo spettacolo restituisce voce e prospettiva a esistenze marginali, intrecciando biografia, storia e dimensione artistica.</p> <p data-start="1277" data-end="1579">La regia &egrave; di Carlo Bruni, con la voce narrante di Nunzia Antonino e un ensemble di musicisti impegnati tra repertorio barocco e contemporaneo. Le musiche e le immagini, selezionate dallo stesso Pedone, costruiscono un impianto evocativo che attraversa autori come Monteverdi, Kapsberger e Stradella.</p> <p data-start="1581" data-end="1936" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&rsquo;appuntamento inaugura il progetto speciale 2026 del festival, dedicato alla creativit&agrave; femminile, e apre un&rsquo;edizione che proseguir&agrave; fino al 19 luglio con concerti, performance e progetti diffusi tra il centro storico e il paesaggio di Monopoli, confermando la vocazione del festival come esperienza culturale condivisa tra musica, comunit&agrave; e territorio.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Quando l’incertezza incrina la verità: «Il ragionevole dubbio», il libro di Vitelli rilegge il caso Garlasco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1982119/quando-lincertezza-incrina-la-verita-il-ragionevole-dubbio-il-libro-di-vitelli-rilegge-il-caso-garlasco.html</link>
      <description>A Taranto il magistrato che assolse in primo grado Alberto Stasi nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi dialoga con il direttore della Gazzetta Mimmo Mazza sul libro che ripercorre la vicenda</description>
      <author>Maristella Massari</author>
      <category>garlasco</category>
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      <pubDate>Sat, 09 May 2026 14:33:40 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p>Dubbio &egrave; un sostantivo che nel lessico della giustizia pesa pi&ugrave; di una sentenza definitiva. Non quello istintivo, n&eacute; quello emotivo. Ma il dubbio ragionevole. Quello che nasce dagli elementi concreti, dalla nebbia delle contraddizioni che non si dirada, dai tasselli che non combaciano mai nell&rsquo;architettura finale del puzzle. &Egrave; intorno a questa idea, fragile e potentissima insieme, che l&rsquo;altra sera a Taranto si &egrave; sviluppato l&rsquo;incontro con Stefano Vitelli, il magistrato che assolse in primo grado Alberto Stasi nel processo per l&rsquo;omicidio di Chiara Poggi e che oggi ripercorre quella vicenda nel libro Il ragionevole dubbio di Garlasco (Piemme Edizioni), scritto a quattro mani con il giornalista Giuseppe Legato.</p> <p>Nella libreria gremita, introdotto dall&rsquo;ex consigliere regionale Michele Mazzarano, presidente dell&rsquo;associazione Paideia, Vitelli ha dialogato con il direttore della <i>Gazzetta del Mezzogiorno</i> Mimmo Mazza. Ma pi&ugrave; che la ricostruzione di uno dei casi di cronaca pi&ugrave; controversi d&rsquo;Italia, che proprio in queste ore rivela un clamoroso colpo di scena, &egrave; stato un viaggio dentro i limiti della giustizia umana, nella distanza che talvolta separa la verit&agrave; processuale dalla certezza assoluta.</p> <p>Vitelli ha spiegato che il ragionevole dubbio non coincide con una possibilit&agrave; astratta o fantasiosa. &Egrave; invece una incertezza fondata su elementi plausibili, concreti, verificabili. E proprio il caso Garlasco, ha sostenuto, continua a rappresentare un laboratorio inquieto di questa complessit&agrave;. Il magistrato &egrave; tornato sulla questione del dispenser nel bagno della villetta di Chiara Poggi, uno degli elementi simbolo del processo. L&rsquo;accusa aveva ritenuto plausibile che Alberto Stasi, dopo il delitto, si fosse lavato le mani sporche di sangue davanti al lavandino. Ma, secondo Vitelli, esisteva un&rsquo;alternativa altrettanto ragionevole: Stasi frequentava abitualmente quella casa e quell&rsquo;impronta poteva risalire semplicemente alla sera precedente, magari dopo una cena consumata insieme con quella che poi sarebbe diventata la vittima. A rendere meno lineare la ricostruzione accusatoria, inoltre, c&rsquo;era il fatto che il lavandino risultasse sporco ma privo di tracce ematiche. Una anomalia che, a suo giudizio, continuava a lasciare aperta una crepa interpretativa. Ancora pi&ugrave; delicata la riflessione sulla famosa telefonata al 118, diventata negli anni quasi un reperto emotivo collettivo, analizzato nei salotti televisivi pi&ugrave; che nelle aule giudiziarie. Vitelli ha raccontato di aver voluto verificare quanto il giudizio sulla freddezza della voce di Stasi fosse condizionato dalla conoscenza preventiva del caso. Per questo fece ascoltare quella registrazione a un vecchio amico estraneo alla vicenda. L&rsquo;uomo non colse distacco, ma paura e ansia. Molti anni dopo il magistrato ha scoperto che una esperienza simile era stata compiuta anche con uno studente non vedente, arrivato alle stesse conclusioni dopo l&rsquo;ascoltto della voce di Stasi. Ed &egrave; proprio qui che il ragionamento si &egrave; allargato oltre Garlasco, toccando il rapporto tra giustizia e spettacolarizzazione mediatica. Nei grandi casi di cronaca, ha spiegato, il rischio &egrave; che intuizioni, posture, esitazioni o percezioni soggettive diventino elementi capaci di orientare l&rsquo;opinione pubblica e talvolta persino il clima processuale. Uno dei passaggi pi&ugrave; forti della serata ha riguardato le indagini scientifiche e il pc di Stasi. Secondo Vitelli, gli accessi iniziali effettuati dagli investigatori furono compiuti in modo frettoloso e finirono per &laquo;sporcare&raquo; i dati informatici. Da l&igrave; nacque uno dei punti centrali del processo: verificare se Stasi avesse realmente lavorato alla tesi universitaria la mattina del delitto. La successiva perizia, ha ricordato il magistrato, port&ograve; a una conclusione inattesa: il pc dimostrava che il giovane aveva trascorso ore davanti allo schermo, prima visionando materiale pornografico e poi lavorando concretamente alla tesi. Un elemento che, nella lettura di Vitelli, apriva due interrogativi: il primo temporale, perch&eacute; restringeva la finestra utile per commettere l&rsquo;omicidio. Il secondo psicologico. Risultava difficile immaginare, almeno secondo la sua sensibilit&agrave; di giudice, che una persona potesse passare con continuit&agrave; e lucidit&agrave; da un delitto tanto violento alla revisione ordinaria di una tesi universitaria.</p> <p>Nel corso dell&rsquo;incontro &egrave; emerso anche il tema della bicicletta e delle testimonianze. Da una parte il dato scientifico del Dna della vittima sul pedale della bici di Stasi, dall&rsquo;altra una testimone ritenuta attendibile che per&ograve; descriveva una bicicletta diversa. Alla fine, pi&ugrave; ancora del caso Garlasco, &egrave; rimasta nell&rsquo;aria la riflessione sul valore dell&rsquo;incertezza. Vitelli ha sostenuto che dire &laquo;non lo so&raquo; non rappresenta una resa, ma un atto di onest&agrave; intellettuale. Una forma di umilt&agrave; che la giustizia dovrebbe conservare soprattutto quando si muove nei territori pi&ugrave; scivolosi, quelli in cui il clamore mediatico, la pressione collettiva e il bisogno di una verit&agrave; immediata rischiano di correre pi&ugrave; veloci delle prove stesse.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Alla Camera dei Deputati «Madri della Repubblica», il cofanetto che restituisce voce e memoria alle 21 donne della Costituente</title>
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      <description>Oggi nella Sala Enrico Berlinguer la presentazione del progetto editoriale di Kurumuny con il Comune di Melpignano: un omaggio alle protagoniste del Referendum istituzionale del 1946 nell’anno dell’80esimo anniversario della Repubblica </description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>kurumuny</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1981829/alla-camera-dei-deputati-madri-della-repubblica-il-cofanetto-che-restituisce-voce-e-memoria-alle-21-donne-della-costituente.html</guid>
      <pubDate>Thu, 07 May 2026 08:27:15 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="180"></p> <p data-start="524" data-end="1000">Approda nel cuore delle istituzioni italiane un progetto che intreccia memoria, arte e impegno civile. Sar&agrave; presentato oggi 7 maggio, alle ore 17, nella Sala Enrico Berlinguer della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Camera dei Deputati</span></span> a Roma, il cofanetto &ldquo;Madri della Repubblica. Le parole delle 21 donne della Costituente&rdquo;, iniziativa editoriale della casa editrice <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Kurumuny</span></span> realizzata in collaborazione con il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Comune di Melpignano</span></span>.</p> <p data-start="1002" data-end="1665">L&rsquo;appuntamento assume un forte valore simbolico e istituzionale, inserendosi nel 2026, anno in cui ricorre l&rsquo;80&deg; anniversario della nascita della Repubblica italiana, dell&rsquo;elezione dell&rsquo;Assemblea Costituente e del primo voto a suffragio universale esteso anche alle donne. Il riferimento &egrave; al <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Referendum istituzionale del 1946</span></span>, quando il 2 giugno il popolo italiano fu chiamato a scegliere la forma dello Stato e a eleggere i rappresentanti incaricati di redigere la Costituzione. Per la prima volta votarono anche le donne, con un&rsquo;affluenza altissima, intorno al 90%. Tra i 556 eletti, 21 furono donne: le prime a entrare nella storia parlamentare del Paese.</p> <p data-start="1708" data-end="1921">A queste figure &egrave; dedicato il cofanetto, che si propone di restituire visibilit&agrave; e riconoscimento a protagoniste fondamentali del percorso democratico italiano, spesso ancora poco conosciute dal grande pubblico. Il progetto si presenta in una forma originale e raffinata: 21 cartoline illustrate, una per ciascuna &ldquo;madre costituente&rdquo;, raccolte in un elegante cofanetto. Ogni ritratto &egrave; accompagnato da brani e dichiarazioni che restituiscono il percorso politico e umano di queste donne.&nbsp;Undici illustratrici e illustratori hanno contribuito alla realizzazione dell&rsquo;opera: Valeria Puzzovio, Sonia Cucculelli, Francesco Cuna, Paola Rollo, Bianca Moretti, Alessandra De Cristofaro, Alberto Giammaruco, Riccardo Gola, Giancarlo Nunziato, Betti Greco e Chiara Spinelli. Il coordinamento &egrave; affidato ad <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Alberto Giammaruco</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Margherita Macr&igrave;</span></span>.</p> <p data-start="2641" data-end="2900">&laquo;In quel giugno del 1946, quando entrammo in ventuno all&rsquo;Assemblea Costituente [...] dovevamo rappresentare le donne, tutte le donne, e batterci per i loro diritti&raquo;, ricordava <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nadia Spano</span></span>, una delle protagoniste di quella stagione. Le parole della parlamentare restituiscono il senso di una responsabilit&agrave; storica: quelle 21 donne contribuirono in modo decisivo alla definizione dei principi fondanti della Repubblica, ponendo le basi per diritti civili, sociali ed economici ancora oggi al centro del dibattito pubblico. Il cofanetto si inserisce infatti in una riflessione pi&ugrave; ampia sul lungo cammino verso la parit&agrave; di genere, un percorso avviato anche grazie al loro impegno e tuttora aperto, capace di interrogare il presente e orientare il futuro.</p> <p data-start="3454" data-end="3688">L&rsquo;evento romano &egrave; promosso da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Kurumuny</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Fondazione Giacomo Matteotti</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Comune di Melpignano</span></span>, e vedr&agrave; la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo culturale. Ad aprire l&rsquo;incontro saranno i saluti dell&rsquo;onorevole <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Roberto Morassut</span></span>, vicepresidente della Fondazione Matteotti. Seguiranno gli interventi dell&rsquo;onorevole <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Chiara Braga</span></span>, presidente del gruppo del Partito Democratico alla Camera, dell&rsquo;onorevole <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Livia Turco</span></span>, presidente della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Fondazione Nilde Iotti</span></span>, della sindaca di Melpignano <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Valentina Avantaggiato</span></span> e dell&rsquo;editore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giovanni Chiriatti</span></span>.<i></i></p>]]></content:encoded>
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      <title>«Mentre tutto brucia»: Armonia riparte dal Salento con un claim che ribadisce la necessità della lettura come gesto attivo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1981698/mentre-tutto-brucia-armonia-riparte-dal-salento-con-un-claim-che-ribadisce-la-necessita-della-lettura-come-gesto-attivo.html</link>
      <description>Anteprima il 10 maggio a Presicce-Acquarica per il festival letterario diffuso ideato dalla Libreria Idrusa di Alessano e dall’associazione NarrAzioni, con la collaborazione dello scrittore Mario Desiati</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>armonia,mentre tutto brucia</category>
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      <pubDate>Tue, 05 May 2026 18:22:32 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto [content-visibility:auto] supports-[content-visibility:auto]:[contain-intrinsic-size:auto_100lvh] R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:6d7ad80d-2cd4-422c-9971-f16b5f7bb46a-5" data-testid="conversation-turn-12" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">       <p data-start="365" data-end="903">Riparte il 10 maggio con un&rsquo;anteprima nel cuore del Salento la dodicesima edizione di <strong data-start="451" data-end="493">Armonia. Narrazioni in Terra d&rsquo;Otranto</strong>, il festival letterario diffuso ideato dalla Libreria Idrusa di Alessano e dall&rsquo;associazione NarrAzioni, con la collaborazione dello scrittore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Mario Desiati</span></span>. Un percorso che si snoder&agrave; fino a ottobre attraversando borghi e citt&agrave; &ndash; da Specchia a Lecce, da Alessano a Santa Maria di Leuca &ndash; per poi approdare a Bari, costruendo un dialogo continuo tra letteratura, territorio e comunit&agrave;. Il tema scelto per il 2026 &egrave; <strong data-start="934" data-end="959">&ldquo;Mentre tutto brucia&rdquo;</strong>, un titolo che non si limita a evocare la crisi del presente, ma ribadisce la necessit&agrave; della lettura come gesto attivo, capace di resistere, trasformare e generare senso anche nei momenti pi&ugrave; complessi. Un&rsquo;immagine potente, tradotta visivamente dall&rsquo;illustratore Marco Cazzato: una figura immersa nella lettura mentre tutto intorno &egrave; in fiamme, a suggerire che proprio nei tempi pi&ugrave; difficili si continua a immaginare.</p> <p data-start="1455" data-end="1757">Il primo appuntamento &egrave; fissato per domenica 10 maggio (ore 19, ingresso libero) nel Palazzo Ducale di Presicce-Acquarica, in collaborazione con &ldquo;Stregonerie. Premio Strega tutto l&rsquo;anno&rdquo;. Un incontro che intreccia passato e presente del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Premio Strega</span></span>, con ospiti di rilievo. Interverranno <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Stefano Petrocchi</span></span>, autore del libro <em data-start="1829" data-end="1846">Romanzo privato</em> dedicato a Maria Bellonci, e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Jana Karsaiov&aacute;</span></span>, gi&agrave; candidata al Premio Strega 2022. A moderare l&rsquo;incontro saranno Isabella Pedicini e Melania Petriello, con la partecipazione dello stesso Desiati.</p> <p data-start="2132" data-end="2556">Armonia si conferma molto pi&ugrave; di una rassegna di incontri: &egrave; il punto di arrivo di un lavoro continuo sulla promozione della lettura che coinvolge scuole, gruppi, laboratori e comunit&agrave; locali. In questo senso si inserisce anche il percorso per la costruzione del <strong data-start="2395" data-end="2440">Patto per la Lettura della Regione Puglia</strong>, che prender&agrave; avvio il 27 giugno a Lucugnano, rafforzando il legame tra istituzioni e pratiche culturali condivise.</p> <p data-start="2623" data-end="3084">Tra i momenti pi&ugrave; attesi, dal 21 al 24 maggio torna la tappa salentina dello Strega Tour, che per la prima volta far&agrave; tappa a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Specchia</span></span>, uno dei borghi simbolo del territorio. Qui si alterneranno le autrici e gli autori candidati all&rsquo;edizione 2026 del Premio Strega, tra cui <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Mauro Covacich</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Teresa Ciabatti</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Christian Raimo</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Michele Mari</span></span>. Il calendario proseguir&agrave; tra giugno e luglio con appuntamenti a Lucugnano, dove sar&agrave; protagonista il vincitore del Premio Calvino, e a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Santa Maria di Leuca</span></span> con un incontro speciale nell&rsquo;ambito di Discorsi Mediterranei. Il 26 luglio a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lecce</span></span> &egrave; atteso il vincitore o la vincitrice del Premio Strega 2026, in uno degli eventi centrali dell&rsquo;intera rassegna. Durante l&rsquo;estate, il format Armonia Off animer&agrave; Alessano e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Castrignano del Capo</span></span> con ulteriori incontri e presentazioni, mantenendo vivo il dialogo tra autori e pubblico.</p> <p data-start="3742" data-end="4099">Il percorso si estender&agrave; fino all&rsquo;autunno con nuove progettualit&agrave;. Dal 2 al 4 ottobre, a Santa Maria di Leuca, debutta <strong data-start="3861" data-end="3883">Pitch on the Beach</strong>, format dedicato allo scouting della narrativa emergente femminile, mentre a Bari l&rsquo;Agor&agrave; del Consiglio regionale ospiter&agrave; un incontro con uno dei protagonisti del Premio Strega 2026 e una mostra di libri d&rsquo;artista.</p> <p data-start="4142" data-end="4430">Il programma completo sar&agrave; presentato il <strong data-start="4183" data-end="4239">16 maggio al <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Salone Internazionale del Libro di Torino</span></span></strong>, nello stand della Regione Puglia, in un appuntamento che racconter&agrave; anche il rapporto tra il festival e le nuove generazioni, attraverso un progetto che coinvolge direttamente gli studenti. Con oltre dieci anni di attivit&agrave;, Armonia continua a costruire un modello culturale che mette al centro la relazione: tra libri e territori, tra autori e lettori, tra memoria e futuro. In un tempo che &ldquo;brucia&rdquo;, la letteratura si conferma cos&igrave; non come rifugio, ma come spazio vivo di confronto, comunit&agrave; e trasformazione.</p>       </section>]]></content:encoded>
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      <title>Mottola incontra Canterbury, storico dialogo nel segno di Becket</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1981608/mottola-incontra-canterbury-storico-dialogo-nel-segno-di-becket.html</link>
      <description>Delegazione pugliese ricevuta a Roma dalla arcivescova Mullally, ipotesi gemellaggio</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>mottola,thomas becket</category>
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      <pubDate>Mon, 04 May 2026 18:23:06 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Incontro storico nel segno del patrono Thomas Becket tra Mottola (Taranto) e Canterbury. Una delegazione dell&rsquo;associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket &egrave; stata ricevuta a Roma da Sarah Mullally, neo arcivescova di Canterbury, prima donna alla guida della Chiesa anglicana inglese, presente nella Capitale per un&rsquo;udienza con Papa Leone XIV.  Al centro del confronto, territorio, storia e tradizioni della cittadina in provincia di Taranto, unite alla citt&agrave; inglese dal culto del Santo. Al colloquio hanno preso parte il presidente degli Araldi Paolo Ludovico e il regista Antonio Minelli, direttore artistico di 'Thomas Becket A.D.1170', evento che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Un dialogo definito &laquo;intenso e proficuo&raquo;, che ha aperto alla possibilit&agrave; di una collaborazione tra le due realt&agrave; e all&rsquo;avvio di scambi istituzionali e culturali.</p> <p>Tra le ipotesi anche un gemellaggio e la partecipazione di una delegazione inglese alle celebrazioni mottolesi del martirio del Santo. </p> <p>&laquo;Abbiamo spiegato come Mottola sia una piccola Canterbury pugliese, per la devozione al Santo. Abbiamo inoltre raccontato della presenza delle reliquie, rinvenute durante i lavori di restauro della nostra Chiesa Madre, e di un affresco d&rsquo;epoca medievale del Santo&raquo; dichiarano Ludovico e Minelli. </p> <p>L&rsquo;incontro, richiesto all&rsquo;Anglican Centre di Roma, &egrave; stato preceduto da un confronto con Sir Torin Brown, Pilgrim Officer della Cattedrale di Canterbury, nell&rsquo;ambito del progetto Millennium 2027. Sul tavolo anche la valorizzazione di Mottola come nuova tappa dei pellegrinaggi dedicati a Becket. &laquo;&Egrave; il coronamento - concludono - di un legame secolare. Mottola custodisce con orgoglio il culto di Thomas Becket&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Women and the city, a Bari il festival sulle politiche di genere</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1981597/women-and-the-city-a-bari-il-festival-sulle-politiche-di-genere.html</link>
      <description>Dal 28 al 30 maggio, in programma oltre quaranta eventi e cento ospiti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>women and the city</category>
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      <pubDate>Mon, 04 May 2026 17:45:37 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tre edizioni a Torino, per la prima volta 'Women and the city' sbarca a Bari: il festival che ripensa citt&agrave; (e societ&agrave;) pi&ugrave; giuste e inclusive, ideato dalla Fondazione Torino Citt&agrave; per le Donne+ (TOxD+) per valorizzare il genere come motore di sviluppo sociale ed economico, propone in Puglia la prima edizione itinerante. Dal 28 al 30 maggio, la citt&agrave; accoglier&agrave; decine di eventi diffusi in alcuni dei suoi luoghi pi&ugrave; iconici, piazza del Ferrarese, il colonnato della Citt&agrave; Metropolitana, l&rsquo;ex Mercato del Pesce, coniugando politica e poesia, dibattiti e performance artistiche, in un ideale ponte che unisce Torino e Bari nel nome dei diritti e della parit&agrave; L'iniziativa prevede oltre 40 eventi gratuiti e pi&ugrave; di 100 ospiti italiani e internazionali. Tra questi Daria Bignardi, Silvia Salis, Elsa Fornero; la fotografa e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan e l&rsquo;attivista per i diritti umani e digitali Pegah Moshir Pour. Cuore della tre giorni sar&agrave; il primo 'Davos italiano delle politiche di genere', con sindache e sindaci delle principali citt&agrave; italiane e i vertici Anci per costruire politiche misurabili e replicabili. </p> <p>L&rsquo;edizione speciale &egrave; promossa dalla Citt&agrave; Metropolitana di Bari con l&rsquo;Ufficio della Consigliera di Parit&agrave;, in collaborazione con il Comune di Bari e il Municipio 1 e organizzata dalla Fondazione TOxD+. Il programma attraversa temi che vanno dal voto delle donne e l&rsquo;eredit&agrave; delle Madri Costituenti alla violenza economica e digitale, dall&rsquo;urbanistica alla medicina di genere, fino al volto femminile dei conflitti e alla leadership delle nuove generazioni. Tra le attivit&agrave; promosse, la diffusione del bugiardino con i sintomi dell&rsquo;amore malato, che sar&agrave; distribuito gratuitamente in 50.000 copie, e la petizione sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole. </p> <p>&laquo;Una tre giorni in cui Bari diventer&agrave; il luogo in cui si scrive un nuovo vocabolario della convivenza - dichiara il sindaco metropolitano di Bari Vito Leccese - una citt&agrave; capace di accogliere, riconoscere e valorizzare l&rsquo;unicit&agrave; di tutte e tutti. Una visione nuova e ambiziosa delle citt&agrave;, in cui le donne emergono, attraverso un profondo senso di riscatto storico e intellettuale, come protagoniste e motrici di trasformazione, generatrici e attivatrici di futuro&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Biagio Izzo al Roma Teatro di Cerignola: tutto esaurito per il gran finale di stagione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1977705/biagio-izzo-al-roma-teatro-di-cerignola-tutto-esaurito-per-il-gran-finale-di-stagione.html</link>
      <description>Il 29 aprile l’attore partenopeo chiude la stagione 2025/2026 con “L’Arte della Truffa”: pubblico delle grandi occasioni e biglietti esauriti in anticipo</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>biagio izzo</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/foggia/1977705/biagio-izzo-al-roma-teatro-di-cerignola-tutto-esaurito-per-il-gran-finale-di-stagione.html</guid>
      <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 19:21:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="255" data-end="541">Sar&agrave; Biagio Izzo a chiudere la stagione teatrale del Roma Teatro di Cerignola, con uno spettacolo gi&agrave; sold out. Mercoled&igrave; 29 aprile, alle ore 21, l&rsquo;attore partenopeo porter&agrave; in scena la commedia &ldquo;L&rsquo;Arte della Truffa&rdquo;, evento conclusivo del cartellone 2025/2026.</p> <p data-start="543" data-end="777">Ancora una volta la risposta del pubblico si &egrave; tradotta in un tutto esaurito registrato con largo anticipo, confermando il forte legame tra Biagio Izzo e gli spettatori cerignolani e il successo costante delle sue presenze in citt&agrave;.</p> <p data-start="779" data-end="987">Lo spettacolo, fuori abbonamento, rappresenta il momento finale di una stagione caratterizzata da una forte partecipazione e da una programmazione culturale che ha coinvolto un pubblico ampio e trasversale.</p> <p data-start="989" data-end="1260">La direttrice del Roma Teatro, Simona Sala, ha definito quella appena conclusa &ldquo;una stagione di grande soddisfazione&rdquo;, sottolineando la risposta costante e calorosa del pubblico e ringraziando spettatori, abbonati, sponsor e partner che sostengono il progetto teatrale.</p> <p data-start="1262" data-end="1478">Nel suo intervento, Sala ha evidenziato anche alcune iniziative dedicate all&rsquo;inclusione e al coinvolgimento sociale, oltre al lancio di nuove formule di abbonamento pensate per rafforzare il legame con il pubblico.</p> <p data-start="1480" data-end="1718" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In &ldquo;L&rsquo;Arte della Truffa&rdquo;, Biagio Izzo propone una commedia brillante fatta di equivoci e situazioni paradossali, nel solco della tradizione del teatro comico italiano. Una chiusura di stagione all&rsquo;insegna del sorriso e del tutto esaurito.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Lino Banfi, autobiografia senza paura scritta per i suoi «primi» 90 anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1977342/lino-banfi-autobiografia-senza-paura-scritta-per-i-suoi-primi-90-anni.html</link>
      <description>Da oggi nelle librerie la storia del comico andriese. La prima presentazione in programma al Teatro Kursaal di Bari il 26 maggio. Qui un estratto del libro</description>
      <author>lino banfi</author>
      <category>lino banfi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1977342/lino-banfi-autobiografia-senza-paura-scritta-per-i-suoi-primi-90-anni.html</guid>
      <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:09:42 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text"><em>Esce oggi la biografia di Lino Banfi &laquo;90 non mi fai paura!&raquo; edita da HarperCollins. Pubblichiamo un estratto del libro che ripercorre la vita del popolarissimo artista pugliese. La prima presentazione &egrave; in programma al Teatro Kursaal di Bari il 26 maggio.</em></p> <p class="GN4_text"></p> <p class="GN4_text">&laquo;Arrivati a Canosa (nel 1939, ndr) ci stabilimmo nella nuova casa e facemmo amicizia con tutto il vicinato, e pap&agrave;, soprannominato Riccardo l&rsquo;andrisaen, decise di portarmi subito da un fotografo. Evidentemente aveva gi&agrave; capito che nella mia vita l&rsquo;immagine avrebbe avuto un ruolo fondamentale. Di quella giornata esiste una sola fotografia, che conservo quasi come una reliquia. Sto in piedi, accanto a un cavalluccio a dondolo, uno di quelli che ti promettono grandi destini e cavalcate epiche pur rimanendo fermi! Con il senno di poi, quel cavallo forse era un segno: molti anni dopo sarei diventato Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Insomma, il cavallo c&rsquo;era gi&agrave; , mancava solo la croce. Sul retro della foto mio padre scrisse una dedica a uno dei suoi fratelli che stavano in Francia. La calligrafia era cos&igrave; particolare che oggi, forse, varrebbe pi&ugrave; della foto stessa.</p> <p>Poi arriv&ograve; la guerra. E quando la guerra arriva, lo fa sempre senza bussare. Le sirene, i rifugi, la paura che ti entra nelle ossa e non se ne va pi&ugrave;. A Canosa e Andria i bombardamenti non furono continui, ma furono sufficienti per insegnarci che la vita &egrave; come un granellino di sabbia, e pu&ograve; sparire in un batter d&rsquo;occhio senza rendersene conto. Era il 1943, i primi di novembre, faceva tanto freddo, io avevo gi&agrave; sette anni. Quella sera ci fu un bombardamento a opera della famigerata II Luftflotte, una flotta dell&rsquo;aviazione nazista. Ci furono pi&ugrave; di cinquanta morti. Poco prima era stata colpita anche Molfetta, ma per fortuna non ci fu un massacro, l&igrave; morirono soltanto in sei. Non potr&ograve; mai dimenticare la paura e le urla che sentivo per le strade di Canosa: ho ancora fissa nella mente l&rsquo;immagine di un uomo che correva in una viuzza vicino casa nostra e urlava di aver perso il padre. Io e mio fratello Giuseppe eravamo sul balcone e quando quell&rsquo;uomo torn&ograve;, due o tre ore dopo, lo risentimmo gridare: &laquo;Pap&agrave;, u so truvet senz caep&raquo;. Purtroppo avevamo capito bene la frase in dialetto: quel poveraccio aveva perso la testa a causa del bombardamento e il figlio aveva ritrovato il corpo. Una cosa tristissima, un trauma per tutti noi che non riuscimmo a dormire per diverse notti.</p> <p>Tornando alla paura della guerra e delle bombe, qui non posso non parlare di mio nonno Giuseppe, pap&agrave; di mio pap&agrave;; un uomo alto e magro, il pi&ugrave; magro degli Zagaria, con i baffi sempre curati e attorcigliati sulle punte, come quelli dei signori di un tempo. Portava sempre una tabacchiera in tasca, e la cosa mi incuriosiva molto. Quando queste benedette sirene suonavano, prima di scappare al rifugio, mi diceva sempre la stessa cosa: &laquo;Pasqual&igrave;, ricordati il pupazzo...&raquo;.</p> <p>Era un pupazzo che avevo costruito per far ridere gli altri bambini della mia et&agrave;. Le mamme disperate incontravano mio padre o mio nonno e dicevano: &laquo;Ricordate a Pasqualino di portare il pupazzo...&raquo;.libro</p> <p>Quel pupazzetto era oggettivamente brutto, ma aveva una sua funzione: mi permetteva di essere gi&agrave; un medicinale per i ragazzi tristi e impauriti. Era fatto con della mollica di pane indurita, un po&rsquo; di creta, un po&rsquo; di cemento. Avevo impastato tutto insieme e avevo formato la testa, su cui avevo disegnato gli occhi e i baffi. In mano teneva una spada, la Durlindana, perch&eacute; per me quel mio pupazzo era l&rsquo;Orlando furioso! E cos&igrave; , facendolo muovere in direzione degli altri bambini, iniziavo con lo spettacolo: &laquo;Ti spezzo la noce del capocollo! Ti metto l&rsquo;intestino a tracollo!&raquo;. Frasi che avete spesso sentito nei miei film e nei miei sketch comici. Ecco, se proprio volete saperla tutta, era stato mio zio Michele, il fratello di pap&agrave;, a insegnarmi quelle frasi. Lo faceva per far ridere noi bambini; per esempio, se un amico gli aveva fatto un torto, noi gli chiedevamo: &laquo;Zio, chi ti ha fatto del male?&raquo;. E lui rispondeva con le sue minacce improbabili: &laquo;Ah, se becco Giovannuzzo, gli spezzo la noce del capocollo, gli metto il menisco al posto del piede e l&rsquo;intestino a tracollo, gli spezzo anche la quinta vertebra della spina dorsele...&raquo; e noi ridevamo a crepapelle.&raquo;</p> <p></p> ]]></content:encoded>
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      <title>Kepos Fest 2026 a Putignano: quattro giorni di cultura tra grandi nomi e linguaggi contemporanei</title>
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      <description>Dal 25 al 28 giugno il festival de Il Tassello Mancante con Ranucci, Crepet, Cacciari, Tosca, Drusilla Foer e Sugaray Rayford. Tra gli ospiti anche il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>kepos fest</category>
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      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 20:05:38 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="337" data-end="588">Torna a Putignano Kepos Fest, il festival dedicato alla cultura contemporanea in programma dal 25 al 28 giugno 2026 e ospitato tra il Giardino dell&rsquo;Associazione Il Tassello Mancante e le Cantine Giovanni Aiello.</p> <p data-start="590" data-end="1018">La seconda edizione della rassegna riunir&agrave; protagonisti del panorama culturale e artistico nazionale e internazionale, tra giornalismo, musica, filosofia, teatro e narrazione. Tra i nomi attesi figurano il giornalista d&rsquo;inchiesta Sigfrido Ranucci, la cantautrice Tosca, lo psichiatra Paolo Crepet, il filosofo Massimo Cacciari, Drusilla Foer, Enzo Iacchetti e il musicista statunitense Sugaray Rayford con la Luca Giordano Band.</p> <p data-start="1020" data-end="1217">Il festival si conferma come un format culturale che punta sull&rsquo;incontro diretto tra pubblico e protagonisti, promuovendo la contaminazione tra linguaggi e la dimensione esperienziale degli eventi.</p> <p data-start="1219" data-end="1512">Alle Cantine Aiello spazio anche all&rsquo;attualit&agrave; e all&rsquo;approfondimento con il magistrato Stefano Vitelli e il giornalista Marco Travaglio. Nel programma &egrave; previsto inoltre un appuntamento con lo psicoanalista Massimo Recalcati, protagonista della lectio &ldquo;Genitori oggi: un mestiere impossibile&rdquo;.</p> <p data-start="1514" data-end="1665">Tra gli ospiti della manifestazione anche il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza, presente tra i protagonisti del confronto culturale il 28 giugno in dialogo con Marco Travaglio.</p> <p data-start="1667" data-end="1835" data-is-last-node="" data-is-only-node=""></p>]]></content:encoded>
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      <title>L’amore si accende e si consuma: la «Traviata» torna al Petruzzelli di Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1964751/lamore-si-accende-e-si-consuma-la-traviata-torna-al-petruzzelli-di-bari.html</link>
      <description>Questa sera la prima, repliche fino al 26. Un tutto esaurito che conferma la forza straordinaria del capolavoro di Giuseppe Verdi</description>
      <author>Livio Costarella</author>
      <category>teatro petruzzelli,traviata</category>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[ <p class="GN4_text">Un valzer che sfuma, un amore che si accende e si consuma, una festa che nasconde gi&agrave; il presagio della fine. <i>La traviata</i> torna al Teatro Petruzzelli - stasera alle 20.30 la prima, con sei repliche domani, e il 21, 22, 23, 24 e 26 aprile - e lo fa nel segno di un tutto esaurito che conferma la forza straordinaria del capolavoro di Giuseppe Verdi. Sul podio Jordi Bern&agrave;cer guida Orchestra e Coro del Petruzzelli, mentre il Corpo di Ballo dell&rsquo;Opera di Roma completa un allestimento che porta a Bari, per la Fondazione Petruzzelli, una firma di grande richiamo: la regia di Sofia Coppola, nata nel 2016 per il Teatro dell&rsquo;Opera di Roma, da un&rsquo;idea di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.</p> <p>Un progetto costruito - come racconta la regista collaboratrice Marina Bianchi - in un contesto inedito. &laquo;Fu una riunione surreale, all&rsquo;epoca: nessuno era in grado di conoscere appieno i segreti e le particolarit&agrave; dell&rsquo;opera lirica&raquo;. Proprio da questa distanza nasce lo sguardo di Coppola, con &laquo;uno sguardo nuovo, un occhio disincantato e mai schiavo&raquo;. L&rsquo;impianto visivo, raffinato ed essenziale, trova nei costumi di Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli uno dei suoi punti di forza: memorabile il &laquo;rosso Valentino&raquo; della festa di Flora, fino all&rsquo;immagine finale di Violetta, che &laquo;muore in una nuvola bianca, colma di camelie bianco rosato&raquo;.</p> <p>Nel doppio cast, Violetta &egrave; interpretata da Federica Guida e Diana Alexe, Alfredo da Stefan Pop e Tigran Melkonyan, Giorgio Germont da Andrzej Filonczyk e Min Kim, accanto a Anna Pennisi, Betty Makharinsky, Oronzo D&rsquo;Urso, Yisae Choi, Domenico Apollonio, Francesco Milanese, Prisco Blasi, Antonio Muserra e Pasquale Arcamone.</p> ]]></content:encoded>
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      <title>Torna l'Uno Maggio a Taranto, sul palco Francesca Albanese: parlerà della Palestina</title>
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      <description>La relatrice speciale dell’Onu ospite del comitato dei «Cittadini liberi e pensanti»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>uno maggio taranto,francesca albanese</category>
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 19:56:16 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il primo ospite della XIII edizione di Uno Maggio Taranto Libero e Pensante &egrave; Francesca Albanese che ha accolto l&rsquo;invito del Comitato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti e dei direttori artistici di Uno Maggio Taranto, Michele Riondino, Antonio Diodato e Roy Paci (affiancati quest&rsquo;anno da Valentina Petrini): la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati il prossimo 1 maggio interverr&agrave; dal palco allestito nel parco archeologico delle mura greche intitolato a Massimo Battista. </p> <p>&laquo;L'uso della tortura psicologica e fisica da parte di Israele contro i palestinesi non &egrave; eccezionale, n&eacute; meramente punitivo: &egrave; strategico, deliberato ed &egrave; parte integrante del genocidio&raquo;: questo - ricordano gli organizzatori - &egrave; solo uno stralcio dell&rsquo;ultimo rapporto presentato a marzo scorso da Albanese che chiama alla responsabilit&agrave; i governi del mondo e ciascuno di noi in difesa del popolo palestinese e del diritto internazionale. </p> <p>Con &laquo;la certezza - aggiungono - di dare lo spazio dovuto ad una delle voci pi&ugrave; incisive di questo drammatico momento storico, Uno Maggio Taranto Libero e Pensante 2026 ha scelto e voluto con forza proporre al suo pubblico la voce di Francesca Albanese. Il concertone dal 2013 unisce musica, attivismo e denuncia sui temi del diritto alla salute e del lavoro. L&rsquo;unica anticipazione al momento del cast degli artisti riguarda la presenza della band Si Boom Voil&agrave;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Polignano a Mare celebra Domenico Modugno: tre giorni tra musica, cinema e memoria per diventare capitale della canzone d’autore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1958709/polignano-a-mare-celebra-domenico-modugno-tre-giorni-tra-musica-cinema-e-memoria-per-diventare-capitale-della-canzone-dautore.html</link>
      <description>Dal 17 al 19 aprile torna «Polignano a Mare Città della Musica»: concerti, incontri, proiezioni e la firma di un accordo tra tre territori nel segno dell’eredità artistica di Modugno e del futuro del cantautorato</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>domenico modugno,polignano a mare</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1958709/polignano-a-mare-celebra-domenico-modugno-tre-giorni-tra-musica-cinema-e-memoria-per-diventare-capitale-della-canzone-dautore.html</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:37:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="146" data-end="379"></p> <p data-start="386" data-end="841">C&rsquo;&egrave; un luogo in cui la musica non &egrave; solo memoria, ma progetto. Un luogo in cui una voce continua a risuonare, trasformandosi in visione culturale. &Egrave; <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Polignano a Mare</span></span>, che dal 17 al 19 aprile torna a celebrare il suo legame con <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Domenico Modugno</span></span> attraverso la tre giorni &ldquo;<em><strong>Nel segno di Domenico Modugno: canzone d&rsquo;autore, cinema, luoghi del cuore&rdquo;</strong></em>, cuore del pi&ugrave; ampio progetto &ldquo;<strong>Polignano a Mare Citt&agrave; della Musica&rdquo;</strong>.</p> <p data-start="843" data-end="1278">Promossa dal Comune in collaborazione con <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Regione Puglia</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Puglia Culture</span></span>, con la direzione artistica di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Stefano Senardi</span></span> e il coinvolgimento del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Club Tenco</span></span> e del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Centro Sperimentale di Cinematografia</span></span> &ndash; Cineteca Nazionale, l&rsquo;iniziativa si configura come un laboratorio culturale diffuso che intreccia musica, cinema, formazione e territorio.</p> <p data-start="1280" data-end="1579">Al centro, la figura di Modugno: artista simbolo del Novecento italiano, capace di rivoluzionare la canzone d&rsquo;autore e di trasformarla in linguaggio universale. Ma la tre giorni non si limita alla celebrazione: guarda al presente e al futuro, mettendo in relazione generazioni, linguaggi e comunit&agrave;.</p> <p data-start="1581" data-end="2120">Uno dei momenti pi&ugrave; significativi sar&agrave; la firma dell&rsquo;accordo di collaborazione tra i Comuni di Polignano a Mare, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">San Pietro Vernotico</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lampedusa e Linosa</span></span>, in programma sabato 18 aprile alle ore 12 presso la Biblioteca di Comunit&agrave; &ldquo;Raffaele Chiantera&rdquo;. Un&rsquo;intesa senza precedenti che unisce territori legati alla vita e al percorso artistico di Modugno, con l&rsquo;obiettivo di costruire una rete stabile di valorizzazione culturale, capace di generare nuove progettualit&agrave; e rafforzare l&rsquo;identit&agrave; dei luoghi.</p> <p data-start="2122" data-end="2598">Il programma si articola in tre giornate dense di appuntamenti. Venerd&igrave; 17 aprile l&rsquo;apertura &egrave; affidata a un incontro con gli studenti delle scuole a indirizzo musicale, seguito dall&rsquo;inaugurazione ufficiale e dal concerto di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Syria</span></span>, accompagnata da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Massimo Germini</span></span>, negli spazi del Museo d&rsquo;Arte Contemporanea &ldquo;Pino Pascali&rdquo;. Un omaggio alla canzone d&rsquo;autore che attraversa il repertorio di Modugno e ne rilegge l&rsquo;eredit&agrave;.</p> <p data-start="2600" data-end="3161">Sabato 18 aprile il cuore della manifestazione: conferenze istituzionali, talk e momenti di approfondimento animeranno la citt&agrave;, con particolare attenzione al rapporto tra musica, interpretazione e linguaggi artistici. Alla Multisala Vignola si terranno incontri con esperti e operatori del settore, tra cui la presentazione in prima nazionale del volume <em data-start="2955" data-end="3008">Cantautori nelle scuole. Storie di canzoni d&rsquo;autore</em> (Pendragon, 2026), a cura di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Felice Liperi</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Paolo Talanca</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Francesco Guarino</span></span>.</p> <p data-start="3163" data-end="3662">Nel pomeriggio, spazio anche al Modugno attore, con un focus realizzato insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia che torna a Polignano dopo oltre vent&rsquo;anni, proponendo materiali d&rsquo;archivio e un dialogo con <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Luca Pallanch</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Massimiliano Pazzaglia</span></span>. La giornata si chiuder&agrave; con la proiezione del film <em data-start="3511" data-end="3536">Nel blu, dipinto di blu</em> (1959), diretto da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Piero Tellini</span></span>, ulteriore tassello di un racconto che attraversa musica e cinema.</p> <p data-start="3664" data-end="4100">Domenica 19 aprile la chiusura sar&agrave; affidata a un momento simbolico e partecipato: una parata di bande musicali che attraverser&agrave; la citt&agrave; fino al lungomare dedicato a Modugno, guidata da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Renzo Rubino</span></span>. Un gesto collettivo che rinnova il legame tra tradizione bandistica e contemporaneit&agrave;. Nel pomeriggio, una visita a San Pietro Vernotico offrir&agrave; l&rsquo;occasione di riscoprire altri luoghi chiave della sua storia.</p> <p data-start="4102" data-end="4536">&ldquo;Oltre la celebrazione, c&rsquo;&egrave; la costruzione di una visione&rdquo;, sottolineano le istituzioni coinvolte. Il progetto &ldquo;Polignano a Mare Citt&agrave; della Musica&rdquo; si sviluppa infatti lungo tutto l&rsquo;anno, con appuntamenti principali ad aprile e settembre, e punta a trasformare la citt&agrave; in un centro di riferimento nazionale per la canzone d&rsquo;autore, anche attraverso la prospettiva di un polo dedicato alla formazione e alla sperimentazione musicale.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Bari torna «Oltre il Segno»: il graphic journalism diventa formazione, racconto e futuro per una nuova generazione di autori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1958707/a-bari-torna-oltre-il-segno-il-graphic-journalism-diventa-formazione-racconto-e-futuro-per-una-nuova-generazione-di-autori.html</link>
      <description>Aperta la call nazionale per illustratori, fumettisti e giornalisti under 35: un percorso gratuito tra formazione, residenze artistiche e produzione editoriale per raccontare la realtà attraverso il fumetto</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>oltre il segno</category>
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      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:32:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="370" data-end="861">Raccontare la realt&agrave; con il disegno, trasformare l&rsquo;informazione in narrazione visiva, costruire un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare al rigore. &Egrave; da questa visione che prende forma la nuova edizione di &ldquo;<em><strong>Oltre il Segno</strong></em>&rdquo;, il percorso di alta formazione e professionalizzazione promosso dall&rsquo;<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Associazione Culturale Spine</span></span>, che per il 2026 lancia una call nazionale rivolta a illustratori, fumettisti, autori e giornalisti under 35 residenti in Italia.</p> <p data-start="863" data-end="1457">Il progetto, intitolato &ldquo;<strong>Oltre il Segno: l&rsquo;informazione a fumetti e il graphic journalism per ragazzi e young adult&rdquo;</strong>, nasce in collaborazione con <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">La Revue</span></span> e con il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Laboratorio Urbano Culturale Officina degli Esordi</span></span>, con il sostegno del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ministero della Cultura</span></span> e di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">SIAE</span></span> nell&rsquo;ambito del programma &ldquo;Per Chi Crea&rdquo; 2025. Un&rsquo;iniziativa che intercetta uno dei linguaggi pi&ugrave; vitali del presente, il graphic journalism, per formare professionisti capaci di leggere la contemporaneit&agrave; e restituirla in forma narrativa a un pubblico giovane.</p> <p data-start="1459" data-end="1849">Dopo una prima edizione dedicata al fumetto d&rsquo;autore, il progetto compie un passo ulteriore, concentrandosi sull&rsquo;informazione disegnata: uno spazio in cui si incontrano etica, ricerca, scrittura e immagine. L&rsquo;obiettivo &egrave; chiaro: fornire strumenti concreti a una nuova generazione di creativi, chiamati a raccontare il reale con linguaggi accessibili, contemporanei e culturalmente incisivi.</p> <p data-start="1851" data-end="2338">Saranno 12 i partecipanti selezionati attraverso la call: 6 tra autori e giornalisti e 6 tra illustratori e fumettisti. Per loro &egrave; previsto un percorso completamente gratuito di 88 ore, suddiviso in 56 ore di formazione in aula e 32 ore di residenze artistiche intensive, tutte in presenza negli spazi dell&rsquo;Officina degli Esordi di Bari. Un&rsquo;esperienza pensata non solo per trasmettere competenze, ma per accompagnare i partecipanti nella realizzazione concreta di un progetto editoriale.</p> <p data-start="2340" data-end="2846">Il programma didattico riunisce alcune delle voci pi&ugrave; autorevoli del panorama nazionale e internazionale: <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Andrea Coccia</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lorenzo Palloni</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Alessia Iotti</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Massimo Colella</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Leonardo Guardigli</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Emmanuel Guibert</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Sara Del Dot</span></span>. Un confronto diretto con professionisti che operano ogni giorno nel campo del racconto, dell&rsquo;immagine e dell&rsquo;informazione.</p> <p data-start="2848" data-end="3322">Alla formazione seguiranno due residenze artistiche guidate da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Marco Rizzo</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Rita Petruccioli</span></span>, durante le quali i partecipanti lavoreranno alla creazione di un volume antologico collettivo. La pubblicazione, sviluppata in collaborazione con La Revue, sar&agrave; pensata per un pubblico giovane e rappresenter&agrave; l&rsquo;esito concreto del percorso: un progetto editoriale reale, nato dall&rsquo;incontro tra scrittura, illustrazione e ricerca.</p> <p data-start="3324" data-end="3761">&ldquo;Oltre il Segno&rdquo; si distingue anche per la sua dimensione pubblica. Durante il percorso sono previsti momenti di confronto e presentazioni in contesti di rilievo nazionale come il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Salone Internazionale del Libro di Torino</span></span>, il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Treviso Comic Book Festival</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Pi&ugrave; Libri Pi&ugrave; Liberi</span></span>. Occasioni preziose di visibilit&agrave; e networking, che mettono i partecipanti in contatto con editori, operatori culturali e pubblico.</p> <p data-start="3763" data-end="4077">Le candidature sono aperte fino alle 23:59 del 30 aprile 2026. Per partecipare &egrave; necessario inviare la documentazione richiesta tramite il sito ufficiale del progetto. La selezione avverr&agrave; sulla base dei materiali inviati e di un colloquio motivazionale da remoto, con graduatoria finale prevista entro l&rsquo;8 maggio.</p> <p style="font-weight: 400;">Per ulteriori informazioni e dettagli sul progetto, modalit&agrave; di iscrizione e approfondimenti:<span>&nbsp;</span><a href="http://www.oltreilsegno.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.oltreilsegno.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1776162194795000&amp;usg=AOvVaw2cIbBKzjbVlZauK0IVY2te">www.oltreilsegno.it</a><span>&nbsp;</span>| email:<span>&nbsp;</span><a href="mailto:opencall@oltreilsegno.it">opencall@oltreilsegno.it</a><u>.</u></p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Marco Medved alla Deutsche Oper di Berlino, lascia il Teatro Petruzzelli di Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1956565/marco-medved-alla-deutsche-oper-di-berlino-lascia-il-teatro-petruzzelli-di-bari.html</link>
      <description>Il Maestro del Coro della Fondazione Petruzzelli assumerà l’incarico da agosto 2026. Carusi: «Percorso di eccellenza costruito a Bari»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>teatro petruzzelli,bari,marco medved,Nazzareno Carusi</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1956565/marco-medved-alla-deutsche-oper-di-berlino-lascia-il-teatro-petruzzelli-di-bari.html</guid>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 19:36:19 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="243" data-end="515">Il Maestro del Coro della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Fondazione Teatro Petruzzelli</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Marco Medved</span></span>, &egrave; stato nominato alla <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Deutsche Oper di Berlino</span></span>, dove succeder&agrave; all&rsquo;attuale direttore Jeremy Bines. L&rsquo;incarico avr&agrave; inizio nell&rsquo;agosto 2026.</p> <p data-start="517" data-end="808">A commentare la nomina &egrave; il sovrintendente <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nazzareno Carusi</span></span>, che ha sottolineato il lavoro svolto da Medved negli anni a Bari e il livello raggiunto dal coro del Petruzzelli, definendo il percorso artistico come un esempio di crescita condivisa e di eccellenza musicale.</p> <p data-start="810" data-end="1069" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Carusi ha inoltre evidenziato come l&rsquo;esperienza maturata a Bari abbia rappresentato per il maestro un passaggio decisivo verso una carriera di rilievo internazionale, salutando il nuovo incarico come un &ldquo;ponte ideale&rdquo; tra la cultura pugliese e quella tedesca.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Trani, al Polo Museale la mostra «L’Ombra e il Bagliore»: arte sacra e percorso nella luce della Pasqua</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942280/trani-al-polo-museale-la-mostra-lombra-e-il-bagliore-arte-sacra-e-percorso-nella-luce-della-pasqua.html</link>
      <description>Dal 29 marzo al 6 aprile tre opere di ambito napoletano del XVIII-XIX secolo e materiali d’archivio sulla Settimana Santa. In esposizione anche la Croce dei Misteri e fotografie storiche della processione dell’Addolorata</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>polo museale trani,bat</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1942280/trani-al-polo-museale-la-mostra-lombra-e-il-bagliore-arte-sacra-e-percorso-nella-luce-della-pasqua.html</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 20:04:39 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="398" data-end="649">Sar&agrave; visitabile dal 29 marzo al 6 aprile la mostra &laquo;L&rsquo;Ombra e il Bagliore&raquo;, ospitata al Polo Museale di Trani e promossa dalla Fondazione S.E.C.A. in collaborazione con il Polo Museale e l&rsquo;Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.</p> <p data-start="651" data-end="971">L&rsquo;esposizione propone un percorso che intreccia arte sacra e dimensione spirituale della Settimana Santa, sviluppando un itinerario simbolico che dal tema della Passione conduce alla Resurrezione. L&rsquo;obiettivo &egrave; valorizzare il legame tra estetica e spiritualit&agrave; attraverso opere di ambito napoletano del XVIII-XIX secolo.</p> <p data-start="973" data-end="1253">In mostra tre dipinti: <em data-start="996" data-end="1014">Cristo Redentore</em>, <em data-start="1016" data-end="1035">La cena in Emmaus</em> e <em data-start="1038" data-end="1050">Il tributo</em>, tutti riferibili al medesimo ambito storico-artistico. Le opere sono lette come parte di un percorso che ricalca il ritmo del Triduo Pasquale, trasformando la narrazione teologica in esperienza visiva.</p> <p data-start="1255" data-end="1607">Il percorso espositivo include anche la Croce dei Misteri conservata nel Santuario di Santa Maria di Colonna, oggetto devozionale barocco pensato come strumento di catechesi visiva, e una selezione di fotografie storiche della processione della Madonna Addolorata a Trani, risalenti agli anni &rsquo;40, &rsquo;50 e &rsquo;60, concesse dal fotografo Francesco Zecchillo.</p> <p data-start="1609" data-end="1712" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La mostra &egrave; a ingresso gratuito e sar&agrave; visitabile presso il Polo Museale di Trani, in piazza Duomo 8/9.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Al Bif&amp;st 2026 assegnati i premi Per il Cinema Italiano: tra i vincitori Barbara Bouchet</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942217/al-bif-st-2026-assegnati-i-premi-per-il-cinema-italiano-tra-i-vincitori-barbara-bouchet-e-davide-angiuli.html</link>
      <description>La giuria popolare, composta da 25 giurati e presieduta dalla regista Alessandra Lancellotti, ha decretato il miglior film e le migliori interpretazioni per la sezione dedicata ai titoli italiani</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bifest 2026,barbara bouchet</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942217/al-bif-st-2026-assegnati-i-premi-per-il-cinema-italiano-tra-i-vincitori-barbara-bouchet-e-davide-angiuli.html</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 08:46:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La giuria popolare, composta da 25 giurati e presieduta dalla regista Alessandra Lancellotti, ha assegnato i premi della sezione &ldquo;Per il Cinema Italiano&rdquo; del Bif&amp;st 2026. La giuria del concorso dedicato al cinema italiano comprendente lungometraggi, mediometraggi, film di finzione e documentari in anteprima italiana, ha assegnato i seguenti riconoscimenti: <strong>Premio Bif&amp;st &ldquo;Per il Cinema Italiano&rdquo; Menzione Speciale</strong>Tirrenica di Rosario MinerviniPer la capacit&agrave; di restituire, con uno sguardo poetico e formalmente rigoroso, la vita invisibile che scorre ai margini della Salerno-Reggio Calabria, opera monumentale del meridione d&rsquo;Italia fortemente connotata di simboli, interrogandoci sui temi di progresso, marginalit&agrave; e giustizia sociale.   <strong>Premio Bif&amp;st &ldquo;Per il Cinema Italiano&rdquo; Migliore Interpretazione Maschile</strong> Malich Ciss&egrave; e Giulio Beranek per Cattiva Strada di Davide AngiuliTra codici d&rsquo;onore e desiderio di libert&agrave;, Malich Ciss&egrave; e Giulio Beranek formano un duo indissolubile: facce diverse di una stessa entit&agrave;, radicati l&rsquo;uno nell'altro in modo complementare per restituire una tensione vitale e avventurosa, non sempre a servizio del bene e senza chiedere indulgenza allo spettatore, sulla soglia cruciale della vita adulta.  <strong>Premio Bif&amp;st &ldquo;Per il Cinema Italiano&rdquo; Migliore Interpretazione Femminile</strong> Barbara Bouchet per Finale:Allegro di Emauela PiovanoPer aver saputo incarnare con eleganza e sensibilit&agrave; un personaggio complesso, sospeso nelle memorie di una giovinezza eroica, ma deciso a determinare la fine del proprio destino terreno, Barbara Bouchet conferma la maturit&agrave; di un percorso artistico unico.   <strong>Premio Bif&amp;st &ldquo;Per il Cinema Italiano&rdquo; Miglior Regia</strong> Margherita Laterza e Rosa Maietta per CaprilegioPer aver trasformato la casa in un caleidoscopio di narrazioni intime, in grado di interrogare la memoria familiare quanto quella della grande Storia, e per riuscire, da una prospettiva soggettiva, ad affrescare un ricco universo del Novecento e del tempo presente, peculiarmente femminile.   <strong>Premio Bif&amp;st &ldquo;Per il Cinema Italiano&rdquo; Miglior Film</strong>Su Maistu di Gianfranco CabidduUn documentario che esplora la vita di Luigi Lai, il grande maestro di launeddas, lo strumento pi&ugrave; antico del mediterraneo, che, trasformando la &ldquo;respirazione circolare&rdquo; in una catarsi collettiva, ci fa assistere a una &ldquo;galoppata di cento cavalli&rdquo;. La trasmissione orale di un&rsquo;antica saggezza popolare viene catturata in un&rsquo;opera poetica che sublima il ruolo del cinema nel conservare i beni immateriali dell&rsquo;umanit&agrave;.  Inoltre, la giuria popolare degli spettatori ha assegnato il Premio Miglior Cortometraggio Sar&ograve; Breve &ldquo;Damiano Russo&rdquo; a Comando io di Pierdomenico Minafra.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Bif&amp;st 2026, il programma di sabato 28 marzo: gran finale con Checco Zalone e Abdellatif Kechiche</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942216/bif-st-2026-il-programma-di-sabato-28-marzo-gran-finale-con-checco-zalone-e-abdellatif-kechiche.html</link>
      <description>Nel pomeriggio inoltre l’ultimo degli Incontri di Cinema: è con l’attrice Valeria Golino che dialogherà con Paolo Mereghetti</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>Gennaro Nunziante,Checco Zalone,bifest,Abdellatif Kechiche</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942216/bif-st-2026-il-programma-di-sabato-28-marzo-gran-finale-con-checco-zalone-e-abdellatif-kechiche.html</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 08:41:53 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Grande chiusura, sabato 28 marzo, per il Bif&amp;st &ndash; Bari International Film&amp;TV Festival 2026. A partire dalle ore 10:00 il Teatro Petruzzelli ospiter&agrave; la proiezioni del film cult Vieni avanti cretino (1982) di Luciano Salce. A seguire, Lino d&rsquo;Italia. Storia di un ItALIENO di Marco Spagnoli. Un film di finzione e un documentario per celebrare i 90 anni di Lino Banfi, uno degli attori pi&ugrave; amati del nostro Paese, protagonista dell&rsquo;incontro con Marco Spagnoli e Steve Della Casa. Banfi ricever&agrave; il PREMIO BIF&amp;ST ARTE DEL CINEMA.</p> <p>Nel pomeriggio (16:30) l&rsquo;ultimo degli Incontri di Cinema: &egrave; con l&rsquo;attrice Valeria Golino che dialogher&agrave; con Paolo Mereghetti. Golino in serata ritirer&agrave; il PREMIO BIF&amp;ST ARTE DEL CINEMA, assegnato anche a Gennaro Nunziante, Checco Zalone (Luca Medici), e Abdellatif Kechiche. Gennaro Nunziante e Checco Zalone saranno anche premiati dall&rsquo;ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici) con il Premio Speciale ANEC &ldquo;Per aver contribuito incisivamente con Buen Camino alla valorizzazione delle sale cinematografiche quali luoghi di visione collettiva&rdquo;. In sala per &ldquo;Buen Camino&rdquo; saranno i produttori Giampaolo Letta, Amministratore Delegato di Medusa Film (che ha anche distribuito il film), Marco Cohen di Indiana Film e Niccol&ograve; Presta di MZL. Irene Maiorino, che condurr&agrave; la serata, con inizio alle 19:00, insieme al direttore artistico del festival, il giornalista e critico cinematografico, Oscar Iarussi, ricever&agrave; il PREMIO BIF&amp;ST SAN MARZANO.</p> <p>Saranno annunciati i vincitori della sezione in concorso Meridiana. L&rsquo;anteprima internazionale &egrave; Mektoub, My Love: Canto Due di Abdellatif Kechiche, e in platea saranno l&rsquo;attore protagonista Salim Kechiouche e il produttore Riccardo Marchegiani.</p> <p>Al Teatro Kursaal Santalucia in programma l&rsquo;ultima proiezione del concorso Meridiana con la visione di The Tree of Knowledge (A &aacute;rvore Do Conhecimento)di Eug&egrave;ne Green (ore 16:00), una favola nera su un giovane ragazzo che scappa dalle grinfie di un mostruoso orco legato al diavolo, accompagnato da un asino e un cane. Si chiude la retrospettiva dedicata ad Abdellatif Kechiche con le proiezioni di Mektoub, My Love: Canto Uno (ore 10:00) e la replica di Mektoub, My Love: Canto Due (ore 21:00).</p> <p>Al Cinema Piccolo di Santo Spirito le ultime repliche: Nomad Shadow di Eimi Imanishi (ore 18:00) e The Tree of Knowledge di Eug&egrave;ne Green (ore 20:30).</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Crescere un figlio: Leonardo Mendolicchio sfida il mito della virilità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942111/crescere-un-figlio-leonardo-mendolicchio-sfida-il-mito-della-virilita.html</link>
      <description>Lo psichiatra presenta il libro «Diventerai uomo» oggi alla Liberrima Ubik di Bari: «Mettere in crisi il maschile è una necessità clinica. La fragilità libera dall’inganno di pensare che basti la forza per stare al mondo»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it (Viviana Minervini)</author>
      <category>leonardo mendolicchio</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942111/crescere-un-figlio-leonardo-mendolicchio-sfida-il-mito-della-virilita.html</guid>
      <pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:44:29 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Sono molto ottimista&raquo;. <strong>Leonardo Mendolicchio</strong> lo dice con la lucidit&agrave; di chi, ogni giorno, osserva da vicino il disagio e le trasformazioni delle nuove generazioni. &Egrave; da questo sguardo clinico che nasce <strong><em>Diventerai uomo. Crescere un figlio oltre il mito della virilit&agrave;</em> </strong>(Mondadori), il saggio che presenter&agrave; oggi, venerd&igrave; 27 marzo a Bari, alle 18.30 alla Libreria Liberrima Ubik, in dialogo con le psicologhe Alessandra Campana e Maria Antonietta Scarcella.&nbsp;Psichiatra e psicoanalista, membro della Scuola lacaniana di psicoanalisi e dell&rsquo;Associazione mondiale di psicoanalisi, direttore del Centro disturbi del comportamento alimentare e del laboratorio di ricerca di Neuroscienze Metaboliche dell&rsquo;Istituto Auxologico italiano, Mendolicchio parte da una domanda tanto semplice quanto disarmante: cosa significa oggi diventare uomini?&nbsp;La risposta, spiega, affonda in un vuoto identitario sempre pi&ugrave; evidente. &laquo;I ragazzi non sanno dire cosa provano. Non trovano qualcosa che li aiuti a definire chi sono&raquo;. &Egrave; qui, prima ancora della violenza, che si consuma la frattura. Se il femminile ha costruito nel tempo un proprio significato attraverso emancipazione e conflitto, il maschile si ritrova oggi senza una bussola. &laquo;Viviamo cambiamenti epocali, anche per effetto della rivoluzione digitale, ma non abbiamo pi&ugrave; un riferimento identitario. I ragazzi si portano dietro i clich&eacute; del maschio virile, forte, potente, mentre il mondo parla di fragilit&agrave; e complessit&agrave;&raquo;.</p> <p>Due modelli che non si incontrano. &laquo;Da qui nasce una crisi di identit&agrave;&raquo;. Eppure, quel modello dominante continua a sedurre. &laquo;Viviamo nella performativit&agrave;: follower, risultati, successo. L&rsquo;identit&agrave; si misura su ci&ograve; che si ottiene. In questa logica, il modello dell&rsquo;uomo forte diventa allettante&raquo;.&nbsp;Il punto &egrave; che non regge. &laquo;Un&rsquo;identit&agrave; costruita su stereotipi rigidi entra inevitabilmente in crisi. Prima o poi quella forza vacilla, e se non hai altro a cui appellarti resti fuori&raquo;. &Egrave; il paradosso contemporaneo: il ritorno del machismo, anche nella politica globale &mdash; da Trump a Orb&aacute;n fino a Milei &mdash; e, allo stesso tempo, la sua inadeguatezza nella vita reale.&nbsp;Per Mendolicchio, la fragilit&agrave; &egrave; una soglia evolutiva. &laquo;Mettere in crisi il maschile non &egrave; un vezzo culturale, &egrave; una necessit&agrave; clinica. Quel modello non funziona pi&ugrave;. La fragilit&agrave; ci libera dall&rsquo;inganno di pensare che basti la forza per stare al mondo&raquo;.&nbsp;Eppure, &laquo;piangere &egrave; ancora vissuto come una perdita di identit&agrave;&raquo;. Il risultato &egrave; una polarizzazione: da un lato chi si ritrae, dall&rsquo;altro chi si rifugia in una virilit&agrave; tossica. &laquo;Sono sempre pi&ugrave; rari i modelli capaci di condividere le emozioni&raquo;.</p> <p>In questo contesto si inseriscono anche bullismo e cyberbullismo: &laquo;Il ragazzo che si sente perso usa aggressivit&agrave; e sopruso per darsi un posto nel gruppo. E oggi quel posto &egrave; amplificato dai social, dove la performance non solo costruisce identit&agrave;, ma si vende e produce anche vantaggi concreti&raquo;.&nbsp;La violenza, spesso, nasce dalla paura. &laquo;Chi si sente debole attacca&raquo;. Ed &egrave; un meccanismo che trova una forma estrema nei gruppi incel, fenomeno che Mendolicchio definisce &laquo;molto preoccupante e sottovalutato&raquo;.&nbsp;&laquo;Si tratta di comunit&agrave; online, soprattutto su Telegram, in cui ragazzi &mdash; ma sempre pi&ugrave; spesso anche uomini adulti &mdash; si convincono di non essere all&rsquo;altezza dell&rsquo;amore e della sessualit&agrave; perch&eacute; non rientrano in determinati parametri estetici&raquo;. Da qui prende forma &laquo;un sistema paranoico di pensiero&raquo;, in cui la frustrazione si trasforma in aggressivit&agrave; verso gli altri uomini e soprattutto verso le donne.&nbsp;&laquo;Si autoescludono e costruiscono un&rsquo;identit&agrave; fondata sull&rsquo;odio e sulla rivalsa&raquo;. Le donne diventano il bersaglio su cui proiettare il senso di esclusione. &laquo;&Egrave; una visione profondamente disturbante&raquo;.</p> <p>All&rsquo;interno di questi gruppi si sviluppa anche &laquo;una vera e propria algebra dell&rsquo;estetica&raquo;: volto, altezza, proporzioni vengono misurati come parametri decisivi per essere &ldquo;amabili&rdquo;. &laquo;Se sei dentro quei criteri esisti, altrimenti sei fuori&raquo;. Una semplificazione estrema, che si innesta per&ograve; su una societ&agrave; gi&agrave; ossessionata dalla performance e dall&rsquo;immagine.&nbsp;Non &egrave; una nuova maschilit&agrave;, chiarisce Mendolicchio, ma &laquo;una nuova forma di misoginia&raquo;, che non offre possibilit&agrave; di riscatto se non attraverso modifiche estetiche. &laquo;Non ha nulla a che vedere con l&rsquo;amore, con il desiderio, con la relazione. &Egrave; il sintomo di un maschile in crisi&raquo;.&nbsp;Sul piano educativo, il nodo resta il padre. &laquo;Siamo passati da una figura assente, incapace di orientare, a modelli onnipotenti che tornano a imporsi anche culturalmente. In realt&agrave; serve un padre che stia accanto, che viaggi insieme ai figli, soprattutto ai figli maschi, in un mondo che lui stesso fatica a comprendere&raquo;.</p> <p>Non esiste ancora una nuova grammatica del maschile compiuta, ma qualcosa si muove. &laquo;La Gen Z parla di salute mentale, delle proprie difficolt&agrave;. Vedo ragazzi che provano a stare nel mondo partendo dalle proprie fragilit&agrave;. Questo &egrave; un segnale forte. Per questo sono ottimista&raquo;.&nbsp;E allora, alla domanda finale &mdash; come si diventa uomini oggi &mdash; la risposta &egrave; chiara: &laquo;Avendo il coraggio di mettere in discussione i modelli che la societ&agrave; propone. Di esercitare il dubbio. Di essere autentici e condividere ci&ograve; che si vive&raquo;.&nbsp;Perch&eacute; la parola che manca, oggi, &egrave; una sola: &laquo;Coraggio. Pu&ograve; sembrare paradossale, ma molti uomini fingono forza e non hanno il coraggio di partire dalla verit&agrave; di s&eacute;. Servono coraggio e verit&agrave;&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Bif&amp;st 2026, Lino Banfi protagonista al Petruzzelli: «La storia di un itALIENO» tra cinema e memoria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942156/bif-st-2026-lino-banfi-protagonista-al-petruzzelli-la-storia-di-un-italieno-tra-cinema-e-memoria.html</link>
      <description>Al festival di Bari l’omaggio all’attore con il documentario di Marco Spagnoli e la proiezione di Vieni avanti cretino</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>lino banfi,bif&amp;st 2026</category>
      <guid>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1942156/bif-st-2026-lino-banfi-protagonista-al-petruzzelli-la-storia-di-un-italieno-tra-cinema-e-memoria.html</guid>
      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 19:30:35 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="257" data-end="625">Sar&agrave; <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lino Banfi</span></span> uno dei grandi protagonisti della giornata conclusiva del Bif&amp;st 2026 &ndash; <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bari International Film&amp;Tv Festival 2026</span></span>, in programma il 28 marzo al Teatro Petruzzelli di Bari. L&rsquo;attore, tra i volti pi&ugrave; amati della commedia italiana e simbolo della televisione popolare, ricever&agrave; anche il Premio Bif&amp;st arte del cinema.</p> <p data-start="627" data-end="964">La sua carriera sar&agrave; al centro di un incontro con il pubblico che seguir&agrave; una doppia proiezione speciale: il film cult <em data-start="746" data-end="768">Vieni avanti cretino</em> di Luciano Salce e un&rsquo;anteprima di trenta minuti del documentario <em data-start="835" data-end="873">Lino d&rsquo;Italia: storia di un itALIENO</em>, firmato dal regista <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Marco Spagnoli</span></span> e prodotto da Minerva Pictures.</p> <p data-start="966" data-end="1244">Il documentario racconta la parabola artistica e umana di Banfi attraverso materiali d&rsquo;archivio, testimonianze e una messa in scena teatrale che mette in dialogo l&rsquo;attore con la sua identit&agrave; anagrafica, Pasquale Zagaria, in un percorso tra ricordi, carriera e affetti familiari.</p> <p data-start="1246" data-end="1517">Sul palco del Petruzzelli, insieme a Banfi, sar&agrave; presente anche il regista Spagnoli, in un incontro moderato da Steve Della Casa, per ripercorrere le tappe fondamentali della vita dell&rsquo;attore: dagli inizi tra Canosa e Andria fino al successo televisivo e cinematografico.</p> <p data-start="1519" data-end="1785">Il progetto, girato in parte proprio al Teatro Petruzzelli, toccher&agrave; anche luoghi simbolo della vita dell&rsquo;attore come <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Andria</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Canosa di Puglia</span></span>, citt&agrave; profondamente legate alla sua formazione personale e artistica.</p> <p data-start="1787" data-end="1907" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&rsquo;appuntamento &egrave; fissato per sabato 28 marzo alle ore 10, per un omaggio che unisce cinema, memoria e identit&agrave; pugliese.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Bif&amp;st 2026, Buy e Procacci al Petruzzelli: «Tornare a illuminare il cinema con prodotti originali»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1942150/bif-st-2026-buy-e-procacci-al-petruzzelli-tornare-a-illuminare-il-cinema-con-prodotti-originali.html</link>
      <description>Al festival di Bari il confronto su passato e futuro dell’audiovisivo: «Difficile fare cinema oggi, ma i talenti non mancano»</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>bif&amp;st,margherita buy,domenico procacci</category>
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      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 18:56:51 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="261" data-end="630">Sul palco del Petruzzelli a Bari, l&rsquo;attrice <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Margherita Buy</span></span> e il produttore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Domenico Procacci</span></span>, ospiti della sesta giornata del Bif&amp;st e protagonisti di un confronto con il pubblico moderato da Angela Prudenzi.</p> <p data-start="632" data-end="1074">L&rsquo;occasione &egrave; stata la proiezione restaurata in 4K de <em data-start="686" data-end="699">La stazione</em>, film d&rsquo;esordio alla regia di Sergio Rubini e prima produzione della Fandango, a 35 anni dall&rsquo;uscita nelle sale. L&rsquo;opera, presentata al pubblico barese nella versione restaurata da Cinecitt&agrave; nel 2021, ha segnato un importante momento della storia del cinema italiano, collezionando numerosi riconoscimenti tra cui David di Donatello, Nastri d&rsquo;Argento e premi internazionali.</p> <p data-start="1076" data-end="1356">Ripercorrendo quell&rsquo;esperienza, Buy ha ricordato con ironia e intensit&agrave; le difficolt&agrave; del set: &laquo;Giravamo sempre di notte e faceva freddissimo, mi scongelavano i piedi con il phon&raquo;, ha raccontato l&rsquo;attrice, sottolineando per&ograve; la forte energia creativa che caratterizzava la troupe.</p> <p data-start="1358" data-end="1576">Procacci ha invece ricordato la nascita del progetto e l&rsquo;esordio della Fandango, evidenziando come la scelta di affidare la regia a Rubini si sia rivelata decisiva per la sua carriera anche dietro la macchina da presa.</p> <p data-start="1578" data-end="1903">Ampio spazio anche alle riflessioni sul presente del cinema italiano. Procacci ha parlato di una fase complessa per il settore, soprattutto per le opere prime e i giovani autori, sottolineando l&rsquo;incertezza delle regole produttive e distributive. &laquo;&Egrave; un momento difficile &ndash; ha affermato &ndash; pi&ugrave; complicato di quando ho iniziato&raquo;.</p> <p data-start="1905" data-end="2297">Sullo stesso tema, Buy ha denunciato il rischio di un sistema sempre pi&ugrave; chiuso e ripetitivo: &laquo;Si torna a lavorare sempre con le stesse persone, ma non &egrave; garanzia di qualit&agrave;. Servono libert&agrave; e coraggio per scegliere i talenti giusti&raquo;. L&rsquo;attrice ha inoltre criticato la standardizzazione prodotta dalle piattaforme digitali, invitando a &laquo;tornare a illuminare il cinema con prodotti originali&raquo;.</p> <p data-start="2299" data-end="2551">Procacci ha ribadito la necessit&agrave; di equilibrio tra esigenze produttive e artistiche, ricordando anche le difficolt&agrave; nel sostenere cast non convenzionali. &laquo;Chi non spara non sbaglia mai centro&raquo;, ha osservato, richiamando il valore del rischio creativo.</p> <p data-start="2553" data-end="2790">Nel confronto con il pubblico, il produttore ha infine espresso cautela verso le nuove generazioni che si avvicinano alla produzione cinematografica: &laquo;Non lo consiglierei come mestiere, ma asseconderei la passione di chi vuole provarci&raquo;.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Teatro, a processo Ponzio Pilato: il pubblico chiamato a giudicare giovedì 26 marzo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1941985/teatro-a-processo-ponzio-pilato-il-pubblico-chiamato-a-giudicare-giovedi-26-marzo.html</link>
      <description>Appuntamento a Bari nella chiesa del Redentore un evento tra storia e coscienza: accusa e difesa a confronto, sarà la platea a decidere la sentenza</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>processo a pilato</category>
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      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:28:13 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="238" data-end="505">Un processo simbolico per interrogarsi sulla responsabilit&agrave; individuale e sul peso delle scelte. Gioved&igrave; 26 marzo alle ore 20.00, presso la chiesa del Redentore di Bari, andr&agrave; in scena &ldquo;Processo a Pilato&rdquo;, iniziativa promossa da Zefiro APS Cultura e Sviluppo.</p> <p data-start="507" data-end="718">Al centro dell&rsquo;evento la figura di Ponzio Pilato e il gesto, rimasto emblematico, del &ldquo;lavarsi le mani&rdquo;: pu&ograve; davvero bastare evitare una decisione per sentirsi innocenti? E quanto &egrave; attuale, oggi, quella scelta?</p> <p data-start="720" data-end="1067">A guidare il pubblico in questa riflessione saranno il procuratore Roberto Rossi, nel ruolo dell&rsquo;accusa, e l&rsquo;avvocato Manuel Virgintino per la difesa. Attraverso una ricostruzione storica dei fatti e l&rsquo;ascolto di testimoni del tempo, i due daranno vita a un confronto serrato, al termine del quale sar&agrave; proprio il pubblico a esprimere il verdetto.</p> <p data-start="1069" data-end="1258" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un&rsquo;occasione per mettersi in discussione, riflettere sul concetto di responsabilit&agrave; e comprendere, forse, il tentativo di Pilato di sottrarsi a una decisione difficile. L&rsquo;ingresso &egrave; libero.</p>]]></content:encoded>
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      <title>A Monopoli la poesia si fa testimonianza del presente: Alessandro Cannavale alla Rendella con «La Rosa di Gaza»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1941836/a-monopoli-la-poesia-si-fa-testimonianza-del-presente-alessandro-cannavale-alla-rendella-con-la-rosa-di-gaza.html</link>
      <description>Il 27 marzo in biblioteca la masterclass del poeta e curatore invita a riflettere sul ruolo civile della parola poetica tra conflitto, memoria e nuove generazioni</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>alessandro cannavale</category>
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      <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:26:28 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="357" data-end="766">La poesia come strumento per attraversare il presente, raccontarne le fratture e restituire voce a esperienze spesso marginalizzate. &Egrave; questo il cuore dell&rsquo;incontro in programma venerd&igrave; 27 marzo, dalle 16 alle 18, alla <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Biblioteca Civica &ldquo;Prospero Rendella&rdquo;</span></span>, dove il poeta e curatore <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Alessandro Cannavale</span></span> terr&agrave; la masterclass dal titolo &ldquo;La Rosa di Gaza, la cucitura degli strappi&rdquo;.</p> <p data-start="768" data-end="1261">L&rsquo;appuntamento si inserisce nel percorso di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Generazione Rendella</span></span>, iniziativa promossa dall&rsquo;Assessorato alla Cultura del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Comune di Monopoli</span></span> e pensata soprattutto per studenti delle scuole superiori e universitari, ma aperta all&rsquo;intera cittadinanza. Il progetto si configura come uno spazio dinamico di formazione e confronto sui linguaggi della contemporaneit&agrave;, in cui le masterclass diventano occasioni privilegiate di dialogo diretto tra autori e pubblico.</p> <p data-start="1263" data-end="1790">Al centro dell&rsquo;incontro vi sar&agrave; la riflessione sul valore della poesia oggi, intesa non solo come espressione artistica, ma come pratica di testimonianza civile, capace di attraversare le ferite della storia e di restituirle in forma condivisa. In questo contesto, Cannavale dialogher&agrave; con <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nicola De Dominicis</span></span>, responsabile del progetto per <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Liberosso ETS</span></span>, approfondendo il ruolo della parola poetica nei contesti di conflitto e la sua funzione nel dare voce a realt&agrave; spesso invisibili.</p> <p data-start="1792" data-end="2345">Fulcro della masterclass sar&agrave; la raccolta &ldquo;La Rosa di Gaza&rdquo;, curata dallo stesso Cannavale, che riunisce le voci di poetesse palestinesi in una narrazione corale e diretta della vita nei territori segnati dalla guerra. Un&rsquo;opera che si propone come documento poetico e umano insieme, capace di costruire un ponte tra esperienze lontane e sensibilit&agrave; contemporanee. A rendere ancora pi&ugrave; incisivo il dialogo contribuiranno le video-testimonianze delle autrici, che offriranno al pubblico un contatto immediato con le storie e le parole raccolte nel volume.</p> <p data-start="2347" data-end="2618">L&rsquo;iniziativa si inserisce nel pi&ugrave; ampio obiettivo di Generazione Rendella: trasformare la biblioteca in un luogo vivo di produzione culturale, aperto alle nuove generazioni e al confronto collettivo, capace di coniugare radicamento territoriale e apertura internazionale. L&rsquo;ingresso &egrave; gratuito fino a esaurimento posti, per un appuntamento che si preannuncia come un momento di ascolto e consapevolezza, in cui la poesia torna a farsi strumento necessario per leggere il presente.</p>]]></content:encoded>
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      <title>Papaleo nella sua Basilicata: «Il Bene Comune è una carezza per il pubblico tra umorismo e poesia»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/basilicata/1941882/papaleo-nella-sua-basilicata-ne-il-bene-comune-una-carezza-per-il-pubblico-tra-umorismo-e-poesia.html</link>
      <description>L'attore e regista lucano a Potenza per il lancio promozionale dell’ultimo film</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>papaleo,basilicata</category>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 18:45:00 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Solidariet&agrave;, compartecipazione, senso di comunit&agrave;, che &egrave; quello che un p&ograve; comincia a vacillare oggi": sono alcuni dei valori de &laquo;Il Bene Comune&raquo;, il nuovo film di Rocco Papaleo - in Basilicata per il lancio - che ha voluto sottolineare il messaggio lanciato dalla storia ambientata nel Parco Nazionale del Pollino, alla ricerca del &laquo;Pino Loricato&raquo;. A Potenza, nel pomeriggio, l&rsquo;attore e regista di Lauria (Potenza) ha evidenziato ai giornalisti di &laquo;essere solo un povero artista che cerca di mettere in campo una carezza per il pubblico, in un misto di umorismo e poesia&raquo;.</p> <p>&laquo;Il bene comune - ha aggiunto - &egrave; un&rsquo;ambizione molto forte, almeno nella mia visione della societ&agrave;. Oggi l&rsquo;uguaglianza &egrave; un&rsquo;utopia forse irraggiungibile, per&ograve; che almeno nessun essere umano viva sotto la soglia del necessario. Aver girato tra Basilicata e Calabria testimonia l&rsquo;idea di comunit&agrave;. Posti incantevoli, straordinari, anche poco visti. Girare le mie storie da queste parti &egrave; un&rsquo;opportunit&agrave;, perch&eacute; oltre la storia attraente ed empatica posso contare su luoghi incantevoli che danno maggiore originalit&agrave;&raquo;.</p> <p>&laquo;Ho scelto la Basilicata - ha continuato - perch&eacute; mi piace e perch&eacute; &egrave; perfetta per le mie storie&raquo;, ha concluso etichettando questo suo ultimo lavoro come &laquo;il migliore film che io abbia fatto e sono soddisfatto di aver raggiunto il tono di questo film che &egrave; quello che mi rappresenta meglio&raquo;.</p> <p>Il tour di quattro giorni, partito ieri da Matera, prosegue nella multisala di Tito (Potenza), al cineteatro Due Torri di Potenza, poi ancora a Pisticci, Montescaglioso e Lagonegro. Il film &egrave; in contemporanea in sette sale della Basilicata. Nella chiacchierata con i giornalisti, hanno accompagnato Papaleo la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Gina Romaniello, e il giovane attore Andrea Fuorto.</p>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>«Nubifragio»: Nicola Ravera Rafele racconta a Bari la forza della natura e la fragilità umana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/cultura/1941733/nubifragio-nicola-ravera-rafele-racconta-a-bari-la-forza-della-natura-e-la-fragilita-umana.html</link>
      <description>Presentazione del nuovo romanzo dello sceneggiatore e scrittore italiano, un racconto corale di resilienza, paura del cambiamento e legami umani che resistono anche di fronte a eventi straordinari</description>
      <author>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it</author>
      <category>nicola ravera rafele,nubifragio</category>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:20:35 +0000</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p data-start="455" data-end="1000">Gioved&igrave; 26 marzo alle 18.30 alla Libreria Feltrinelli di Bari, <strong data-start="527" data-end="551">Nicola Ravera Rafele</strong> presenta il suo ultimo romanzo, <strong data-start="589" data-end="605">&ldquo;<em>Nubifragio</em>&rdquo;</strong> (HarperCollins), dialogando con Silvio Maselli. Il libro affronta il tema potente di una catastrofe naturale realmente accaduta: il nubifragio che ha colpito Stromboli, trasformato da Ravera in metafora di fragilit&agrave;, resilienza e tensioni profonde che attraversano le relazioni umane.</p> <p data-start="1002" data-end="1848">L&rsquo;autore, che ha vissuto in prima persona l&rsquo;esperienza devastante della notte in cui la sua casa sull&rsquo;isola &egrave; stata travolta dall&rsquo;acqua e dal fango, trasforma il trauma in letteratura. La storia segue Marta e Gerry, una coppia di quarantenni con una bambina di due anni, e un gruppo di amici e sconosciuti che si mescolano tra vacanzieri, architetti vanesio e figure misteriose. La loro settimana apparentemente perfetta si trasforma in attesa e consapevolezza di un disastro imminente: mentre la vita scorre tra chiacchiere leggere, battute e prime malinconie, il cielo si oscura, il vento cresce e la montagna inizia a crollare. Il nubifragio, reale e metaforico, diventa il motore emotivo e narrativo del romanzo, trasformando la paura e la precariet&agrave; in riflessioni sull&rsquo;unit&agrave; e sulla separazione tra le persone quando il mondo vacilla.</p> <p data-start="1850" data-end="2261">&ldquo;La catastrofe &egrave; pi&ugrave; grande di noi, ed &egrave; anche pi&ugrave; grande della vita&rdquo;, scrive Ravera Rafele, catturando con intensit&agrave; l&rsquo;imprevedibilit&agrave; della natura e la fragilit&agrave; dell&rsquo;esistenza. Un&rsquo;opera che unisce esperienza diretta, sensibilit&agrave; letteraria e capacit&agrave; di indagare i grandi temi del nostro tempo: cambiamento, paura, resilienza e legami umani. Lo scrittore e sceneggiatore italiano, gi&agrave; autore di titoli di successo come <em data-start="2340" data-end="2356">Ultimo Requiem</em> (2014), <em data-start="2365" data-end="2387">Il senso della lotta</em> (2017, selezionato nella dozzina del Premio Strega) e <em data-start="2442" data-end="2462">Tutto questo tempo</em> (2019), conferma con questo romanzo la sua capacit&agrave; di trasformare vicende personali e collettive in narrazione potente e corale, capace di emozionare e far riflettere sul nostro rapporto con la natura e con chi ci sta accanto.</p>]]></content:encoded>
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