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	<title>One Mind</title>
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	<link>https://www.manuelmarangoni.it/onemind</link>
	<description>Quello che vorresti sapere o che non ti sei mai chiesto</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Jan 2023 21:14:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Attrazione e innamoramento: la differenza tra uomini e donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 09:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mente e corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle coppie innamorate, le differenze tra uomini e donne sono evidenti. Si attivano aree cerebrali diverse e la chimica agisce su livelli differenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È un fatto noto che i termini di attrazione per gli uomini e le donne siano diversi. Lo stesso vale per quanto riguarda la fase successiva, l&#8217;innamoramento, dove <strong>nei due sessi cambiano i tempi e i modi di agire</strong>.</p>



<p>Ma fino a che punto si spinge questa diversità? Ce lo dice in particolare uno studio di brain imaging, che ha scansionato l&#8217;attività del cervello mentre le coppie innamorate guardavano la foto dei loro partner.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cervello degli innamorati</h2>



<p>Negli uomini innamorati si attivavano i centri dell&#8217;elaborazione visiva e dell&#8217;eccitazione sessuale; quindi la vista dell&#8217;amata scatena nel maschio un desiderio sessuale. Come ha affermato una delle ricercatrici coinvolte, non c&#8217;è da stupirsi che gli uomini cerchino la pornografia visiva e che le donne tendano a «mettersi in vetrina», spendendo ore per migliorare il loro aspetto.</p>



<p>Nelle donne, invece, si attivano delle aree completamente diverse, quelle <strong>dedicate alla memoria e all&#8217;attenzione</strong> (per la precisione, il nucleo caudato e il setto). In altre parole, la donna valuta con più attenzione il partner, si getta meno alla &#8220;cieca&#8221; quando deve iniziare una relazione e impiega più tempo a innamorarsi.</p>



<p>Riassumendo con una frase molto schietta: «Gli uomini cercano oggetti sessuali, le donne oggetti di potere». Eppure non sono queste le caratteristiche più importanti, perché i dati dimostrano che sia per gli uomini sia per le donne <strong>contano di più la personalità e il carattere</strong>  —  e qua entriamo in un argomento davvero complesso, che dipende dal soggetto e dall&#8217;ambiente in cui è cresciuto. La valutazione &#8220;istintiva&#8221;, comunque, va in secondo piano rispetto a quella &#8220;razionale&#8221;.</p>



<span id="more-8416"></span>



<h2 class="wp-block-heading">Differenza di chimica</h2>



<p>Il cervello non è l&#8217;unica parte del corpo a essere diversa tra i due sessi durante l&#8217;innamoramento, perché ci mette del suo anche la chimica. <strong>L&#8217;amore è, in fin dei conti, una questione di chimica</strong>, come lo sono in generale le emozioni, l&#8217;umore e il nostro pensiero. Noi viviamo e respiriamo perché esiste un&#8217;infinità di scambi chimici dentro di noi. E la chimica agisce in modo diverso negli uomini e nelle donne.</p>



<p>Ci sono delle eccezioni, ma di solito gli uomini hanno livelli più alti delle sostanze chimiche che scatenano l&#8217;eros, mentre quelli che riguardano l&#8217;attaccamento sono più bassi. Per le donne è l&#8217;opposto.</p>



<p>È la chimica la causa della continua lotta di ideologia tra uomini e donne sul tema delle relazioni. Senza contare che la società incide non poco su come la coppia debba (o non debba) essere formata. In ogni caso, è evidente che <strong>la sfera della sessualità e dell&#8217;attaccamento viaggiano insieme</strong> ed è necessario che siano in armonia perché la coppia funzioni; se sono in contrasto, il rapporto diventa difficile.</p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice">Daniel Goleman, «Intelligenza sociale», Bur Rizzoli, 2019, pp. 202-204.</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/L-amore-e-tutta-chimica-?EW_FATHER=8602&amp;ART_TYPE=AOGGI" title="Prof. Alessandra Gaziottin - L'amore è tutta chimica?" alt="Prof. Alessandra Gaziottin - L'amore è tutta chimica?" target="_blank">Prof. Alessandra Gaziottin - L'amore è tutta chimica?</a></div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8416/attrazione-e-innamoramento-la-differenza-tra-uomini-e-donne/">Attrazione e innamoramento: la differenza tra uomini e donne</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Perché ci piace l&#8217;odore della pioggia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 09:06:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura e ambienti]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[natura e ambienti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'odore della pioggia deriva da una sostanza prodotta dai batteri e dagli oli rilasciati dalle piante, che le gocce portano a diffondersi nell'atmosfera.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>In breve</h2>



<p>L&#8217;odore della pioggia è una combinazione di <strong>sostanze disperse dal terreno quando le gocce impattano</strong>. Il motivo per cui lo troviamo &#8220;buono&#8221; deriva dalla nostra evoluzione.</p>



<span id="more-8412"></span>


<h2>Approfondimento</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Petricore, l&#8217;odore della pioggia</h3>



<p>Il termine preciso per indicare l&#8217;odore che la pioggia produce quando batte sulla terra asciutta è <em>petricore</em>. La parola inglese «petrichor» coniata nel 1964 deriva dalle due parole greche &#8220;petra&#8221; (pietra) e &#8220;ichor&#8221; (linfa).</p>



<p>L&#8217;odore, infatti, <strong>nasce da una combinazione di fattori</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>quando il tempo è asciutto, certe piante rilasciano degli oli che vengono dispersi in aria quando la pioggia li colpisce;</li>



<li> le gocce spingono in aria anche un&#8217;altra sostanza presente nel terreno, la <em>geosmina</em>, prodotta dai batteri e che ha <strong>il tipico odore di muschio</strong>;</li>



<li>infine, i fulmini possono dividere le molecole e formare ozono nell&#8217;atmosfera, che ha un odore simile al cloro.</li>
</ul>



<p>I primi due elementi formano il petricore. La mescolanza di tutti questi fattori genera l&#8217;odore di una giornata piovosa, che il vento disperde un po&#8217; ovunque.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché amiamo l&#8217;odore della pioggia?</h3>



<p>A non tutti piacciono le giornate piovose, specie se dobbiamo uscire di casa, ma l&#8217;inconfondibile odore della pioggia risveglia in chiunque una sensazione di piacere, di &#8220;buono&#8221;. Perché?</p>



<p>Una spiegazione è legata (come spesso succede) alla nostra evoluzione. <strong>La pioggia è da sempre importante per la vita</strong> e quindi per la nostra sopravvivenza. È molto probabile, quindi, che la nostra mente sia stata modificata nei millenni per apprezzare l&#8217;odore, così da ricordarci quanto sia essenziale la presenza della pioggia.</p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice"><a href="http://www.treccani.it/vocabolario/petricore_%28Neologismi%29/" title="Treccani - Petricore" alt="Treccani - Petricore" target="_blank">Treccani - Petricore</a></div>


<div class="sources-voice">«BBC Scienze» n. 72, gennaio 2019</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Petricore" title="Wikipedia - Petricore" alt="Wikipedia - Petricore" target="_blank">Wikipedia - Petricore</a></div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/shot/perche-ci-piace-lodore-della-pioggia/">Perché ci piace l’odore della pioggia?</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Il pensiero di Leibniz: Dio esiste perché niente accade senza un motivo</title>
		<link>https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8395/il-pensiero-di-leibniz-dio-esiste-perche-niente-accade-senza-un-motivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 09:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Miti e religione]]></category>
		<category><![CDATA[misteri]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[special-vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leibniz era certo dell'esistenza di Dio per il principio della ragion sufficiente: niente accade senza un motivo, quindi deve esserci un dio all'origine di tutto.</p>
The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8395/il-pensiero-di-leibniz-dio-esiste-perche-niente-accade-senza-un-motivo/">Il pensiero di Leibniz: Dio esiste perché niente accade senza un motivo</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Chi era Leibniz</h2>



<p>Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716) è stato un uomo dalla mente eccezionale. È stato definito uno dei pochi geni universali esistiti nella storia dell&#8217;umanità, cioè <strong>una persona con una sapienza e una conoscenza fuori dal comune</strong> e che copre numerosi campi. Ha ottenuto la laurea in filosofia a 17 anni e un dottorato in legge a 20.</p>



<p>I suoi contributi nella matematica li usiamo ancora oggi e vale la pena almeno di citarli: ha definito il significato di <em>funzione</em>, ha messo i primi paletti sugli integrali e sul metodo induttivo, cioè al sistema per trovare una regola precisa partendo da casi singoli particolari. Ha persino creato un <a rel="noreferrer noopener" aria-label="prototipo di calcolatrice (opens in a new tab)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stepped_Reckoner" target="_blank">prototipo di calcolatrice</a> e ha messo le basi per quella che oggi è l&#8217;informatica.</p>



<p>Ma Leibniz ha avuto un enorme ruolo anche nel pensiero filosofico, che è l&#8217;argomento che ci interessa in questo articolo. Tra le altre idee, grazie proprio al suo pensiero logico era arrivato <strong>a convincersi che Dio esistesse senza alcun dubbio</strong>. Vediamo di capire da dove sia nata questa sua convinzione.</p>



<span id="more-8395"></span>



<h2 class="wp-block-heading">Domanda: perché le cose funzionano in un certo modo?</h2>



<p>Sembra strano che un uomo tanto logico come Leibniz sia arrivato a una deduzione così &#8220;spirituale&#8221; come il fatto che tutto il creato sia sorretto da Dio. In realtà, il suo pensiero è molto più complicato e unisce la fisica con la religione.</p>



<p>Il suo punto di partenza è stato una critica: in passato si preferiva capire come funzionavano le cose, mentre per Leibniz è più importante <strong>capire &#8220;perché&#8221; funzionano in un certo modo</strong>. Detto altrimenti, bisogna capire da dove viene la forza che permette alla materia di esistere e di formare degli esseri coscienti come noi. È come dire: «qual è l&#8217;origine di tutto?».</p>



<h3 class="wp-block-heading"> Le monadi, unità indivisibili e spirituali</h3>



<p>Leibniz fonda la sua intuizione sul concetto di <em>monade</em> (dal greco «monas», cioè «unità»). Si tratta di una particella molto simile agli atomi, ma invece di essere materiale ha una sostanza solo spirituale. È in pratica <strong>un&#8217;entità da cui nasce il principio di forza e di azione</strong>, quello che poi va a muovere tutte le particelle materiali e le rende coscienti.</p>



<p>Leibniz non ha creato il concetto di monade soltanto perché gli piaceva l&#8217;idea, ma perché è l&#8217;unico che possa spiegare la &#8220;coscienza&#8221; che muove le particelle. Dal suo punto di vista, serve per forza un elemento non materiale (spirituale) per spiegare la formazione di una coscienza quando invece la materia è inerte.</p>



<p>Ecco alcuni concetti di base del ragionamento:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la realtà è composta da un numero infinito di monadi;</li><li>ogni monade racchiude la connessione dell&#8217;intero universo, cioè è come se fosse essa stessa un universo e se rappresentasse tutte le altre monadi;</li><li>nonostante il punto precedente, ogni monade è diversa rispetto alle altre, perché mostra la realtà intera da un punto di vista unico;</li><li>ogni essere vivente (inclusi noi) ha una monade dominante: l&#8217;anima;</li><li>Dio è la monade originaria da cui sono state create tutte le altre monadi;</li><li>le monadi possono morire solo se Dio viene annientato.</li></ul>



<p>Quello di monade non è un concetto immediato da capire, serve un po&#8217; di intuizione. Possiamo però arrivare a certe conclusioni. Per esempio, dai punti sopra possiamo <strong>capire che l&#8217;anima è immortale</strong>, perché è una monade e le monadi non possono essere distrutte finché Dio esiste.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dio esiste perché tutto segue un ordine</h3>



<p>Dai punti precedenti possiamo anche capire perché Dio <em>deve esistere per forza</em>. Infatti, ci possiamo rendere conto da soli che esiste un ordine ben preciso nel creato: alla notte segue il giorno, il tempo scorre sempre verso il futuro, la pianta nasce da un seme, nevica solo a certe condizioni ambientali, ecc.</p>



<p>Quindi <strong>ogni cosa avviene per un motivo ben preciso, un gioco di causa-effetto</strong>: si ha quell&#8217;effetto e non un effetto diverso, proprio perché c&#8217;è stata quella precisa causa a innescarlo. Secondo Leibniz, all&#8217;origine di tutto ci deve essere per forza un motore iniziale che abbia dato il via per creare quest&#8217;ordine; e il motore iniziale è Dio.</p>



<p>Riassumendo, Leibniz dimostra l&#8217;esistenza di Dio con la logica, secondo il principio della <em>ragion sufficiente</em>: ogni fatto che avviene ha una ragione sufficiente che spiega perché è accaduto proprio in quel modo e non diversamente. Non importa se noi esseri umani, che siamo limitati, non riusciamo a capire qual è la ragione. È così perché non può essere altrimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche al suo pensiero</h2>



<p>Naturalmente non tutti sono concordi con le deduzioni di Leibniz, altrimenti vivremmo in un mondo pieno di credenti. Al contrario, alcune statistiche moderne (anche se difficili da confermare, visto il tema delicato) <strong>parlano di un aumento degli atei e degli agnostici</strong>, di pari passo con l&#8217;aumentare del progresso e della libertà di pensiero.</p>



<p>In pratica, più siamo liberi di usare la logica e di formare le nostre idee personali, meno siamo religiosi. Ma anche altri esponenti del passato, come l&#8217;<a rel="noreferrer noopener" aria-label="illumista Voltaire (opens in a new tab)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Voltaire" target="_blank">illumista Voltaire</a>, hanno deriso Leibniz e la sua idea &#8220;ottimistica&#8221; che il nostro universo sia il migliore possibile, proprio perché è stato creato da Dio (la monade che ha generato tutte le altre).</p>



<p>Leibniz era decisamente un uomo logico. <strong>Perché non concordiamo tutti con lui?</strong></p>



<p>Provo a dare la mia opinione personale. Al di là di quanto hanno espresso i filosofi e i pensatori che sono venuti dopo di lui, ci sono due punti in particolare su cui Leibniz fa acqua:</p>



<ul class="wp-block-list"><li> l&#8217;idea che debba esserci per forza una mano cosciente ad aver creato  l&#8217;universo &#8220;ordinato&#8221; in cui viviamo. Infatti, quest&#8217;universo è ordinato  per noi, proprio perché ci abitiamo, ma non è detto che il suo sia  l&#8217;unico ordine possibile o il miglior ordine possibile. Potrebbe semplicemente essere nato per caso dopo innumerevoli errori. </li><li> l&#8217;idea che esistano delle verità universali (che Leibniz chiama <em>verità di ragione</em>), che sono ritenute valide senza bisogno di dimostrarle. Ne sono un esempio alcuni principi matematici e fisici, come il <a rel="noreferrer noopener" aria-label="principio di Archimede (opens in a new tab)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Archimede" target="_blank">principio di Archimede</a>; ed è vero, non abbiamo bisogno di dimostrare qualcosa che possiamo capire dalla semplice esperienza. Ma è qui il punto: si basa tutto sulla nostra esperienza e intuizione e soltanto perché adesso non riusciamo a dimostrare il contrario. È possibile che un giorno arriviamo anche a dimostrare l&#8217;indimostrabile. E siamo davvero sicuri che questi principi assoluti siano validi ovunque nell&#8217;universo? Se così non fosse?</li></ul>



<p> </p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gottfried_Wilhelm_von_Leibniz" title="Wikipedia - Biografia di Leibniz" alt="Wikipedia - Biografia di Leibniz" target="_blank">Wikipedia - Biografia di Leibniz</a></div>


<div class="sources-voice">«Atlante illustrato di filosofia pratica», Edizioni del Baldo, 2017, pp. 104-106</div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8395/il-pensiero-di-leibniz-dio-esiste-perche-niente-accade-senza-un-motivo/">Il pensiero di Leibniz: Dio esiste perché niente accade senza un motivo</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Perché il polo sud è più freddo del polo nord?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 10:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura e ambienti]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La differenza di temperatura tra Polo Sud e Polo Nord dipende dall'altitudine della superficie e da come l'aria si mantiene più mite a livello dell'oceano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>In breve</h2>



<p>La differenza di temperatura tra Polo Sud e Polo Nord dipende <strong>dall&#8217;altitudine della superficie</strong> e dal riscaldamento dell&#8217;aria.</p>



<p>Mentre i ghiacci del Polo Sud poggiano su un continente (l&#8217;Antartide), quelli del Polo Nord sono quasi a livello del mare. Inoltre, le acque oceaniche del nord riscaldano l&#8217;aria d&#8217;inverno.</p>



<span id="more-8386"></span>


<h2>Approfondimento</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Continente versus oceano</h3>



<p>La radiazione che i Poli ricevono dal Sole è all&#8217;incirca identica, perché il Sole arriva al massimo a 23,5° sull&#8217;orizzonte e non è mai alto; anzi, <strong>per sei mesi all&#8217;anno restano al buio totale</strong>. Quindi la quantità di calore derivata dal Sole non c&#8217;entra con la loro temperatura così diversa.</p>



<p>La reale differenza è il fatto che la zona del Polo Sud si trova in mezzo all&#8217;Antartide, un continente che si estende per 14 milioni di chilometri quadrati. La calotta glaciale, con uno spessore <a href="https://web.archive.org/web/20090203154809/http://www.mna.it/italiano/Scopri_Antartide/Ghiacci.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="che varia da 2,5 a 1,7 km (opens in a new tab)">che varia da 2,5 a 1,7 km</a>, è in alta quota e non a livello del mare.</p>



<p>Al contrario, al Polo Nord i ghiacci sono quasi a livello del mare, vicino all&#8217;acqua dell&#8217;oceano. <strong>E l&#8217;acqua oceanica scende raramente sotto i -2 °C</strong>, riscalda l&#8217;aria in inverno e la raffredda d&#8217;estate permettendo un clima più mite.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Temperature estreme</h3>



<p>Il risultato? Il Polo Nord vede temperature estive tra i -10 °C e i 10 °C, con picchi invernali di -58 °C. Il Polo Sud resta invece sugli 0 °C sulle coste e <strong>nel 2010 è arrivato a toccare i -98 °C</strong>, soppiantando il vecchio record di -89,2 °C che si era registrato a Vostok nel 1983!</p>



<p>Le temperature così estreme del Polo Sud si sono registrate all&#8217;interno di alcuni avallamenti nella calotta di ghiaccio, dove l&#8217;aria è più secca e quindi il poco calore nell&#8217;atmosfera si disperde.</p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1029/2018GL078133" title="Geophysical Research Letters - Analisi dei dati sulla temperatura estrema del 2010" alt="Geophysical Research Letters - Analisi dei dati sulla temperatura estrema del 2010" target="_blank">Geophysical Research Letters - Analisi dei dati sulla temperatura estrema del 2010</a></div>


<div class="sources-voice">«Focus» n. 324, ottobre 2019</div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/shot/perche-il-polo-sud-e-piu-freddo-del-polo-nord/">Perché il polo sud è più freddo del polo nord?</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;evoluzione ci ha resi bipedi: imperfetti e pieni di problemi</title>
		<link>https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8367/levoluzione-ci-ha-resi-bipedi-imperfetti-e-pieni-di-problemi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 08:33:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mente e corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[esseri umani]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essere bipedi ci ha dato dei vantaggi evolutivi, ma ci ha anche addossato vari problemi fastidiosi: dolori alla schiena, parti difficili, raffreddori potenti.</p>
The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8367/levoluzione-ci-ha-resi-bipedi-imperfetti-e-pieni-di-problemi/">L’evoluzione ci ha resi bipedi: imperfetti e pieni di problemi</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che l&#8217;<a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/3313/il-significato-della-vita-darwin-e-dio-a-confronto/">evoluzione procede per tentativi</a>, con l&#8217;unico scopo di far sopravvivere le specie più adatte e di estinguere le altre. Il guaio è che la selezione naturale non si preoccupa di eliminare anche i difetti o le parti non più necessarie degli esemplari che sopravvivono: se non sono un ostacolo alla vita, li lascia lì, ad accumularsi in un groviglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Imperfetti e fieri di esserlo</h2>



<p>Ed ecco che con il tempo anche l&#8217;essere umano ne sta pagando il prezzo. Ci vantiamo spesso di quanto siamo speciali e straordinari, ma la realtà è che <strong>il nostro corpo ha pregi e difetti come qualsiasi altro animale</strong>.</p>



<p>Abbiamo già visto diversi esempi che dovrebbero darci l&#8217;idea di quanto siamo imperfetti: per esempio, i nostri organi interni ci suggeriscono che <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/2963/luomo-non-e-carnivoro-e-i-suoi-organi-lo-dimostrano/">non siamo adatti</a> a mangiare carne, eppure ci siamo evoluti onnivori (la carne ci ha permesso di sviluppare un cervello più grande). Abbiamo dei <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/flash/lavorare-o-iniziare-la-scuola-prima-delle-10-e-una-tortura-va-contro-il-nostro-orologio-biologico/">comportamenti sociali</a> che vanno contro i nostri stessi interessi. Per non parlare di dove la tecnologia ci sta portando, rischiando di trasformarci in <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/flash/luomo-del-futuro-curvo-con-un-cervello-piccolo-e-una-membrana-negli-occhi-per-proteggerci-dalla-luce-degli-smartphone/">piccoli mostri</a>.</p>



<p>Ho descritto uno scenario peggiore di quanto non sia, però dovrebbe farci capire che l&#8217;evoluzione non ci ha reso perfetti, per il semplice fatto che renderci perfetti non è il suo scopo. <strong>Il suo obiettivo è solo di farci sopravvivere</strong>. Renderci bipedi, per esempio, ha richiesto 4 milioni di anni di tentativi e di fallimenti.</p>



<span id="more-8367"></span>



<h2 class="wp-block-heading">Un altro errore straordinario: camminare su due gambe</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Gli antichi vantaggi</h3>



<p>Alzarci in piedi sulle gambe, rinunciando a restare a quattro zampe, ci ha dato dei vantaggi enormi e ci ha staccato dalle altre belve. Ci ha permesso di correre sulla lunga distanza, di osservare il panorama da una posizione più alta avvistando i predatori in anticipo e di guadare i fiumi in modo agevole. Soprattutto, ci ha dato due braccia e due mani che sono state alla base del nostro progresso, perché manipolare gli oggetti e costruire strumenti non è certo da tutti.</p>



<p>Ma allo stesso tempo ci ha riempito di problemi che ci trasciniamo tutti i giorni. Tanto per citarne alcuni: <strong>mal di schiena, scoliosi, ernie, dolori cervicali</strong>&#8230; e un raffreddore molto fastidioso. Il tutto aggravato dalla nostra <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/2988/la-vita-sedentaria-non-solo-ci-limita-ma-puo-anche-ucciderci/">vita sedentaria</a> (anche questa un derivato della nostra evoluzione).</p>



<h3 class="wp-block-heading">I problemi recenti</h3>



<p>Il fatto è che prendere la nostra flessuosa colonna vertebrale, nata per stare in orizzontale, e metterla in verticale non è proprio il massimo dell&#8217;efficienza. Immaginate di prendere il vostro gatto e di costringerlo a stare tutto il giorno eretto su due zampe (poi, però, non lamentatevi se scapperà di casa).</p>



<p>Un elenco farà chiarezza del perché è tanto doloroso per noi camminare su due piedi.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>le vertebre sono sottoposte a forti pressioni, il collo deve sostenere una testa troppo pesante e che continua a oscillare.  <strong>Tutto il peso del corpo si scarica verso le ginocchia e due piedi</strong> che sono piuttosto fragili.</li><li>i seni mascellari hanno i canali rivolti verso l&#8217;alto: questo significa che il muco del raffreddore non trova uno spazio verso il basso dove uscire ed ecco il perché dei nasi costipati. Nei quadrepudi, invece, i seni mascellari sono in avanti e il muco viene espulso facilmente.</li><li><strong>il parto doloroso è un altro retaggio del bipedismo</strong>. Se si vuole restare in piedi, il bacino femminile non può allargarsi più di tanto; ma nel tempo il cervello (e la testa) dei neonati è cresciuto e in qualche modo deve passare dal bacino. L&#8217;evoluzione ha trovato un compromesso: la gravidanza dura 9 mesi e il cervello dei bambini esce immaturo, si sviluppa per due terzi dopo la nascita. Uno sviluppo evolutivo infelice che assomiglia molto a una &#8220;toppa&#8221; invece di una vera soluzione, perché porta a un parto doloroso; senza contare a quanti bambini nella storia umana sono morti durante la nascita.</li><li>il nostro ventre è esposto, vulnerabile, non più protetto dal nostro corpo. È una zona delicata che dovrebbe essere protetta. Per fortuna oggi siamo al di sopra della catena alimentare, ma i nostri antichi progenitori avevano un problema non da poco: i predatori avevano un punto facile dove azzannare.</li><li> quando siamo in piedi, l&#8217;articolazione dell&#8217;anca è spinta contro il suo rivestimento e si usura più facilmente; è a riposo solo quando è flessa a 90° come i quadrupedi.</li><li>gran parte dei <strong>problemi alle spalle parte dai muscoli posteriori</strong>, che sono troppo deboli per sostenere le varie sollecitazioni.</li><li>i fastidi alle ossa della colonna vertebrale e dei piedi sono quasi sempre dovuti a un carico eccessivo.</li></ul>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice">Focus n. 324, ottobre 2019</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://www.francescoconton.it/teorie/luomo-un-bipede-un-quadrupede/" title="L'osteopata Francesco Conton discute sul perché siamo quadrupedi" alt="L'osteopata Francesco Conton discute sul perché siamo quadrupedi" target="_blank">L'osteopata Francesco Conton discute sul perché siamo quadrupedi</a></div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8367/levoluzione-ci-ha-resi-bipedi-imperfetti-e-pieni-di-problemi/">L’evoluzione ci ha resi bipedi: imperfetti e pieni di problemi</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;importanza delle prove per dimostrare le affermazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2019 07:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mente e corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[esseri umani]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[il peggio dell'Uomo]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[special-psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si spaccia un fatto per verità, le affermazioni vanno acompagnate dalle prove. La fiducia o il sentito dire sono inutili e, a volte, molto pericolosi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Introduzione</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p> Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie.</p>
<cite>&#8211; Carl Sagan</cite></blockquote>



<p>La prossima volta che intervenite in una discussione, provate a farvi questa domanda: «Posso dimostrare quello che dico, <strong>in modo che l’altro non possa dichiarare il contrario?</strong>». Se la risposta è no, probabilmente appartenete al gruppo di persone che preferisce usare la fede invece di cercare delle certezze.</p>



<p>Prima di tutto vediamo di chiarire i due concetti di base: la fede e la dimostrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fede e dimostrazione: una lotta infinita</strong></h2>



<p>Per <em>fede</em> non intendo solo quella religiosa, ma qualsiasi tipo di fiducia secondo cui, anche senza prove, si dà per scontato che un&#8217;affermazione sia reale. I motivi possono essere vari: per esempio ci lasciamo convincere da una persona famosa; oppure siamo cresciuti con una certa mentalità; oppure, semplicemente, ci piace pensare che sia vera e non accettiamo la possibilità che possa essere sbagliata.</p>



<p>Invece con <em>metodo scientifico</em> intendo <strong>una dimostrazione sul campo</strong>: un&#8217;affermazione non può essere considerata vera senza prima raccogliere dei dati, scartare le ipotesi che la rendono falsa e sentire il parare di diversi individui (possibilmente esperti).</p>



<p>Detto in altre parole, la fede è un approccio soggettivo e personale per dimostrare un fatto, il metodo scientifico è un sistema oggettivo che dovrebbe valere per tutti.</p>



<p>Leggendo le due descrizioni sembrerebbe evidente che il metodo scientifico debba prevalere, perché è più rigoroso e non lascia spazio a dubbi; o meglio, ne lascia meno. Eppure non è così. Perché il popolo, a volte anche ben istruito, ha un rifiuto verso la dimostrazione dei fatti? Perché parla di complottismo, di pseudoscienza e di religione come se fossero dei dati assodati, anzi preferendo spesso criticare chi ne sa più di loro?</p>



<span id="more-7100"></span>



<h2 class="wp-block-heading">La fede è un approccio pericoloso per valutare un&#8217;affermazione</h2>



<p>A nessuno piace perdere. È una questione di orgoglio personale, ma anche di evoluzione e di sicurezza: <strong>la nostra mente si rifiuta di perdere</strong>. Se la famiglia o gli amici ci hanno cresciuto con un&#8217;idea, questa si sarà radicata nella nostra testa e sradicarla sarà davvero complicato. Lo diceva già Platone con il suo <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/4266/siamo-quasi-tutti-ignoranti-il-mito-della-caverna-di-platone/">mito della caverna</a>.</p>



<p>Finché la fede è limitata a noi stessi e all&#8217;astratto, si
potrebbe dire che il problema non si pone; anche se pure su questa affermazione ci sarebbe da discutere. Quando però la usiamo per pretendere la verità di un fatto, nascono degli orrori pericolosi. E sottolineo, <u>pericolosi</u>.</p>



<p>Internet aveva un nobile scopo alle origini, cioè diffondere la conoscenza. Nessuno allora si sarebbe aspettato che sarebbe stato <strong>un ottimo mezzo per diffondere anche l&#8217;ignoranza</strong>. Complottismi senza prove o con prove dubbie, bufale mediche, addirittura il ritorno a concetti medievali come la Terra piatta.</p>



<p>Possiamo fare alcuni esempi per renderci conto di quanto sia
pericoloso accettare le affermazioni senza avere delle prove in mano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;esempio (quasi) divertente: il fungo</h3>



<p>Partiamo da una storiella. Nel weekend avete deciso di
prepararvi un bel piatto di funghi e state pensando di raccogliere dei
prataioli. Sapete che alcuni funghi sono velenosi e non siete esperti, per cui una volta raccolti mostrate la foto su internet e il popolo della rete vi conferma la commestibilità del fungo, perché lo ha già mangiato.</p>



<p>Mentre tornate a casa in autobus, con i funghi visibili nella sportina che avete in grembo, uno sconosciuto si avvicina e vi spiega: «Le consiglio di non mangiare quei funghi, sono tossici. Si fidi, li vendo da anni e ho un negozio proprio qua di fronte». Qualche dubbio vi viene, ma poi decidete di ignorarlo: di sicuro lo fa per vendervi la sua merce e, dopotutto, <strong>vi siete già informati su internet</strong>. Così andate a casa, li cucinate e li mangiate. Il giorno dopo siete all&#8217;ospedale.</p>



<p>Cos&#8217;è successo? Il fatto è che avete messo su internet una
foto parziale del fungo, non completa, che sembrava per l&#8217;appunto un prataiolo; il popolo non vi conosce, non si premura di controllare meglio, e quindi dà la risposta ovvia: se è un prataiolo, è commestibile. Peccato che abbiate raccolto un&#8217;<em>amanita verna</em>, simile per l&#8217;aspetto al prataiolo (le differenze sono
minime) e incredibilmente tossica.</p>



<p>L&#8217;ho spacciata per una favola, ma sappiate che l&#8217;amanita
verna è uno dei funghi più velenosi che esistano: finire all&#8217;ospedale è la cosa migliore che possa capitarvi dopo averla divorata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Esempi di tutti i giorni</h3>



<p>Adesso immaginate di espandere l&#8217;esempio del fungo ad altri
settori. Avete bisogno di fortuna perché in questo periodo vi è capitato di tutto? Vi rivolgete a un cartomante, che vi spinge a spendere fior di quattrini in varie sedute. Vostro figlio sta molto male ma avete letto che i medicinali sono un complotto dello Stato per farvi spendere? Affidarvi a medicine alternative, non riconosciute, porterà con ogni probabilità ad aggravare le condizioni del bambino (se non sono riconosciute, un motivo ci sarà…).</p>



<p>Potremmo continuare all’infinito. Ritenete che il cambiamento climatico sia una propaganda senza senso? Andatelo a spiegare ai climatologi che &#8211; dati alla mano &#8211; vi stanno mostrando nero su bianco che gli uragani aumentano sempre più di intensità, i ghiacci si sciolgono a vista d’occhio (letteralmente) e la temperatura globale è in salita. <strong>Credete che i dogmi della vostra religione siano migliori degli altri?</strong> Prima di tutto, ricordatevi che sono stati degli uomini a scrivere quei dogmi e sono stati loro stessi ad affermare di averli scritti «perché dettati dall’alto», senza fornire uno straccio di prova; in secondo luogo, proprio perché non dimostrabili, i dogmi di una religione sono validi quanto quelli di un’altra religione, che magari professa una fede opposta; ed ecco quindi che in certe culture diventa lecito sottomettere la donna, <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/3435/caste-india-rigida-tradizione-millenaria/">dividere i popoli in caste gerarchiche</a> o pretendere che gli omosessuali finiranno all’inferno.</p>



<p>Le credenze popolari, i complotti, le voci di chi va contro
corrente spesso sono spazzatura pericolosa. A volte sono parole innocue, più spesso sono dannose. Può capitare che un &#8220;bastian contrario&#8221; abbia
ragione, ma in tal caso dovrebbe portare a sostegno delle prove per supportare le sue idee. Altrimenti stiamo parlando di aria fritta.</p>



<p><strong>Senza prove possiamo affermare tutto e il contrario di tutto e ritenerlo una verità</strong>. Senza prove, anche se abbiamo ragione, è come se fossimo in torto, perché non possiamo dimostrarlo nemmeno a noi stessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Siamo tutti ignoranti e dobbiamo ammetterlo</h2>



<p>Quello che dobbiamo capire è che ognuno di noi può essere esperto su uno o due settori, ma è ignorante su tutti gli altri. Possiamo permetterci di fare affermazioni sui nostri settori di competenza (perché abbiamo studiato, sperimentato e visto sul campo), mentre dobbiamo essere umili sugli altri argomenti. Essere umili significa <strong>accettare le affermazioni di chi è più esperto di noi sul tema</strong>, semplicemente perché può permetterselo ed è meno ignorante di noi.</p>



<p>Se lavorate da vent&#8217;anni come meccanici, non vi sognerete mai di accettare i consigli del primo venuto su come montare un motore. Avete una laurea in scienze dell&#8217;alimentazione e praticate da alimentaristi da dieci anni? Di sicuro troverete orribile l&#8217;idea della dieta vegana povera di nutrienti che un vostro paziente vi propone perché «l&#8217;ha trovata su internet e ha visto che è usata da molti».</p>



<p>Il riassunto è che in questioni dove non abbiamo esperienze dirette sul campo, non possiamo dare sentenze. Possiamo discutere, lanciare dei consigli, chiedere; ma <strong>se l&#8217;esperto vi dice che non è così, non è così, anche se voi non lo capite</strong>. Punto. Il fatto di aver letto su internet o sui libri una grande quantità di informazioni a favore della vostra tesi conta fino a un certo punto: voi non avete comunque esperienze dirette. Potreste aver frainteso o aver letto semplicemente le fonti sbagliate.</p>



<p>Sia chiaro, nemmeno le parole degli esperti devono essere prese per oro colato, l&#8217;uomo è per natura fallace e imperfetto. Tuttavia gli
esperti sono la migliore alternativa a noi stessi, che ne sappiamo poco o niente, per cui fino a prova contraria le loro affermazioni sono più concrete e valide delle nostre.</p>



<p>Se credete che non sia così, dimostratelo.</p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amanita_verna" title="Wikipedia - La scheda del fungo Amanita verna" alt="Wikipedia - La scheda del fungo Amanita verna" target="_blank">Wikipedia - La scheda del fungo Amanita verna</a></div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/vocelibera/limportanza-delle-prove-per-dimostrare-le-affermazioni/">L’importanza delle prove per dimostrare le affermazioni</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Perché i gatti hanno delle pieghe dietro le orecchie? A cosa servono?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 08:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali e piante]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[mammiferi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le pinne presenti nell'orecchio esterno dei gatti servono a convogliare i suoni e a dare la flessibilità rotatoria fino a 180°, garantendo un udito straordinario.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>In breve</h2>



<p>Le tasche (o <em>cerniere</em> o <em>pinne</em>) che si trovano sull&#8217;orecchio esterno del gatto <strong>servono per convogliare il suono</strong> e garantire al felino un udito straordinario.</p>



<p>La pinna aiuta l&#8217;orecchio a ruotare di 180° per catturare il suono su direzioni più ampie.</p>



<span id="more-8240"></span>


<h2>Approfondimento</h2>



<p>La tasca sull&#8217;orecchio esterno del gatto è l&#8217;elemento che permette ai nostri felini un udito straordinario. <strong>Aiuta l&#8217;orecchio a ruotare fino a 180°</strong>, in modo da catturare il suono da diverse direzioni e da convogliarlo nell&#8217;orecchio medio. Da qui il rumore arriva all&#8217;orecchio interno e quindi viene interpretato dal cervello.</p>



<p><strong>Non tutti i gatti hanno le pinne.</strong> La razza dello <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Scottish Fold (opens in a new tab)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scottish_Fold" target="_blank">Scottish Fold</a>, originaria della Scozia, ha le orecchie piegate in avanti a causa di una patologia genetica che viene chiamata «osteocondropisplasia» (infatti è consigliato non accoppiare due gatti con questa patologia, in modo che non passino il problema ai figli): nel suo caso le cerniere possono mancare o essere deformate.</p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://www.notizie.it/perche-i-gatti-hanno-delle-piccole-tasche-sulle-orecchie/" title="Notizie.it" alt="Notizie.it" target="_blank">Notizie.it</a> - Perché i gatti hanno delle piccole tasche sulle orecchie?</div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/shot/perche-i-gatti-hanno-delle-pieghe-dietro-le-orecchie-a-cosa-servono/">Perché i gatti hanno delle pieghe dietro le orecchie? A cosa servono?</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>È vero che i cibi naturali sono ormai scomparsi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 09:16:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura e ambienti]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[natura e ambienti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi nessun alimento che mangiamo assomiglia alla sua versione naturale. Frutta e ortaggi sono stati selezionati per apparire migliori, ma hanno perso i loro nutrimenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>In breve</h2>



<p>La frutta e gli ortaggi sono stati selezionati e incrociati per diventare più grandi, colorati e belli da vedere. Quasi nessun alimento che mangiamo assomiglia alla sua versione naturale.</p>



<p>La conseguenza è un gusto migliore, ma <strong>una forte riduzione dei valori nutritivi</strong> e dei minerali contenuti.</p>



<span id="more-8304"></span>


<h2>Approfondimento</h2>



<p>Ci sono produttori che vendono la merce spacciandola per cibo naturale. Dal punto di vista del contenuto e della genetica, alcuni alimenti sono senz&#8217;altro più naturali di altri, perché meno manipolati in laboratorio. In ogni caso, quasi nessun alimento che consumiamo tutti i giorni esiste più in natura.</p>



<p>La frutta e la verdura che compriamo <strong>sono il risultato di anni di selezione fatta dall&#8217;uomo</strong>, per esempio per garantire una certa dimensione o un certo colore. La conseguenza è che quello che abbiamo sulle nostre tavolo, è quasi sempre diverso dalla stessa versione &#8220;selvaggia&#8221;, lasciata crescere in natura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Frutta trasformata per apparire migliore</h3>



<p>Gli esempi non mancano. Le pesche, tanto per dire, erano molto simili alle ciliegie come aspetto e avevano un gusto più salato. <strong>Le carote erano bianche e sottili</strong>, e non arancioni e piene come le vediamo oggi. Le angurie erano minuscole e amare, tonde e dure da mangiare.</p>



<p>Non è solo l&#8217;aspetto ad aver risentito della selezione artificiale. Dal punto di vista nutrizionale abbiamo avuto una drastica <strong>riduzione di proteine, calcio, fosforo, ferro, vitamina B12 e vitamina C</strong>. Le verdure di oggi hanno soltanto due terzi dei minerali che possedevano quando crescevano in natura.</p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice">«BBC Scienze» n. 70, novembre 2018</div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/shot/e-vero-che-i-cibi-naturali-sono-ormai-scomparsi/">È vero che i cibi naturali sono ormai scomparsi?</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le nuvole possono pesare tonnellate. Come si formano e come restano sospese?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 08:38:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura e ambienti]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[fisica e chimica]]></category>
		<category><![CDATA[natura e ambienti]]></category>
		<category><![CDATA[nuvole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuvole possono pesare tonnellate, ma sono ampie e hanno poche gocce per metro cubo. L'aria dal basso riesce così a tenerle sospese.</p>
The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/shot/le-nuvole-possono-pesare-tonnellate-come-si-formano-e-come-restano-sospese/">Le nuvole possono pesare tonnellate. Come si formano e come restano sospese?</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>In breve</h2>



<p>Il vapore acqueo è meno denso dell&#8217;aria e tende a salire, fino a incontrare delle correnti più fredde. Lì le gocce restano sospese e formano le nuvole visibili.</p>



<p><strong>Le nuvole possono pesare varie tonnellate</strong>, ma la quantità d&#8217;acqua che hanno in ogni metro cubo è piccola e quindi l&#8217;aria dal basso le tiene sospese.</p>



<span id="more-8280"></span>


<h2>Approfondimento</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Come si formano le nuvole</h3>



<p>L&#8217;aria che ci circonda è fatta soprattutto da ossigeno e da azoto, e ha una densità media di 1,225 kg/m<sup>3</sup>. Invece una singola <strong>molecola di vapore acqueo è molto più leggera</strong>: è fatta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, e ha una densità media di appena 0,804 kg/m<sup>3</sup>.</p>



<p>Ecco perché l&#8217;acqua che evapora dai mari e dai laghi (cioè, il vapore acqueo) riesce a salire in cielo. Quando il vapore acqueo arriva a una certa altezza e incontra l&#8217;aria più fredda, <strong>si trasforma in goccioline</strong> e forma le nuvole che vediamo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nuvole pesantissime</h3>



<p>Un cumulo di un chilometro cubo contiene 0,2 g/m<sup>3</sup> e arriva a pesare 200 tonnellate. Teniamo conto che esistono nuvole ben più grandi e che una <strong>nuvola media si aggira attorno ai 0,5 g/m</strong><sup><strong>3</strong></sup><strong> d&#8217;acqua</strong>, quindi possiamo immaginare quanto possano arrivare a pesare.</p>



<p>Ci sono <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/667/come-prevedere-il-tempo-atmosferico-osservando-le-nuvole-senza-luso-di-strumenti/">nuvole di vario tipo</a> e hanno un peso variabile, ma possono anche arrivare a qualche centinaio di tonnellate. Nonostante questo, la quantità d&#8217;acqua che contengono ogni metro cubo è davvero piccola, per cui le gocce riescono a restare sospese grazie all&#8217;aria calda che sale dal basso.</p>



<p>E allora come si forma la pioggia? Le goccioline tendono a unirsi, aumentando di dimensioni. Quando diventano abbastanza grosse, l&#8217;aria calda dal basso non riesce più a sostenerle e <strong>la gravità le fa precipitare</strong> sotto forma di pioggia.</p>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice"><a href="http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/11/18/news/quanto_pesa_una_nuvola_sapevatelo-670026/?refresh_ce" title="National Geographic - Quanto pesa una nuvola?" alt="National Geographic - Quanto pesa una nuvola?" target="_blank">National Geographic - Quanto pesa una nuvola?</a></div>


<div class="sources-voice">«BBC Scienze» n. 66, luglio 2018</div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/shot/le-nuvole-possono-pesare-tonnellate-come-si-formano-e-come-restano-sospese/">Le nuvole possono pesare tonnellate. Come si formano e come restano sospese?</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Billy Milligan e le sue 23 personalità &#8211; Il primo criminale assolto per infermità mentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Marangoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 09:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone straordinarie]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[persone straordinarie]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[special-psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Billy Milligan aveva 23 personalità diverse che spesso interagivano e parlavano tra loro. È stato il primo criminale ad essere assolto per infermità mentale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 ottobre 1977, la polizia di  Columbus, in Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l&#8217;accusa di  aver rapinato, rapito e violentato tre studentesse all&#8217;interno del campus  universitario. Le prove contro di lui sono schiaccianti, ma a fine di tutta la storia sarà assolto per infermità mentale.</p>



<p>William Stanley Milligan (questo il suo nome intero) era affetto da un <a rel="noreferrer noopener" aria-label="disturbo dissociativo dell'identità (opens in a new tab)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_dissociativo_dell%27identit%C3%A0" target="_blank">disturbo dissociativo dell&#8217;identità</a> davvero unico: <strong>dentro di lui convivevano ben 23 personalità multiple</strong>, che a volte lottavano tra loro per uscire e altre volte collaboravano o persino parlavano tra loro. A queste personalità se ne deve aggiungere un&#8217;altra, chiamata «Maestro», che nella pratica era la fusione di tutte le altre 23 personalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il libro e la biografia</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Troppa gente in un&#8217;unica testa</h3>



<p>Il caso di Billy Milligan ha avuto una <strong>risonanza enorme dopo gli anni &#8217;70</strong> ed è ritornato alla ribalta di recente con il film <em><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Split (opens in a new tab)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Split_(film_2016_Shyamalan)" target="_blank">Split</a></em>. Il film, però, si è limitato a prendere spunto da Billy e non ha niente a che vedere con la sua reale biografia, che invece potete leggere nel libro <em>Una stanza piena di gente</em> di Daniel Keyes.</p>



<p>Quando ho cominciato a leggerlo, la mia prima impressione è stata che dovesse essere per forza un romanzo di fantasia. Il libro ha una trama così avvincente e ben scritta, che sembra un racconto psicologico esaltato dall&#8217;immaginazione dell&#8217;autore. In seguito mi sono informato e ho scoperto che, in effetti, dentro la testa di Billy era davvero così che le personalità interagivano tra loro.</p>



<p>L&#8217;autore ha scritto la biografia con la collaborazione diretta del <strong>«Maestro», la personalità di Billy che fondeva (e ricordava) tutte le altre</strong>. L&#8217;opera si è guadagnata una nomination al prestigioso <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Edgard Awards (opens in a new tab)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Award" target="_blank">Edgard Award</a> e ha vinto due premi nel 1986 e nel 1993.</p>



<span id="more-8294"></span>



<h2 class="wp-block-heading">La psicologia di Billy</h2>



<h3 class="wp-block-heading">La nascita delle personalità</h3>



<p>Billy ha cominciato a sviluppare le prime personalità sin da piccolo, a partire dai 9 anni, come mezzo di protezione per le violenze del pratigno. A quel tempo non era cosciente delle personalità: sapeva di avere dei vuoti di memoria e sentiva delle voci; spesso si trovava in luoghi nuovi senza sapere come ci era arrivato.</p>



<p>In seguito, le personalità si svilupparono. Alcune diventarono consapevoli di certe altre. In particolare <strong>Arthur, Ragen e Allen cercavano di gestire le personalità &#8220;scomode&#8221;</strong> che potevano mettere Billy nei guai. Arthur (la più logica e distaccata) stabilì delle regole: le personalità che le infrangevano erano dichiarate «indesiderabili» e non avevano il permesso di uscire.</p>



<p>In realtà, alcune personalità indesiderabili uscivano comunque allo scoperto senza che gli altri lo sapessero. In ogni caso, erano state tutte create per uno scopo: proteggere il Billy originale, che tentò più volte di suicidarsi. Ecco perché, a un certo punto, Arthur decise che Billy non sarebbe mai più uscito allo scoperto.</p>



<p>Durante la terapia, comunque, le personalità si dimostrarono collaborative, dichiarando che «quando William avrà imparato tutto quello che dobbiamo insegnargli, noi scompariremo». Ma era un percorso complicato: anche durante gli interrogatori al processo, <strong>continuavano a uscire varie personalità</strong>; e alcune, come Arthur e Ragen, non si fusero mai del tutto.</p>



<p>Il 4 dicembre 1978, Milligan fu dichiarato non colpevole degli stupri, per infermità mentale. In seguito fu trasferito in un manicomio di massima sicurezza, che fece regredire il suo disturbo invece di eliminarlo. La terapia riprese con il dottor Caul e raggiunse il successo nel 1991, quano Milligan fu dichiarato ormai &#8220;fuso&#8221; con le sue personalità (cioè guarito).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come agivano le personalità</h3>



<p>Le personalità si alternavano (più sotto trovate l&#8217;elenco completo). Nel libro si spiega chiaramente che nella testa di Billy esisteva una sorta di cerchio di luce e che le personalità dovevano entrarci per essere coscienti; tutte le altre restavano in disparte, dormienti. Alcune, pur rimanendo in disparte, erano consapevoli di cosa facessero le altre e addirittura parlavano tra loro in tempo reale.</p>



<p><strong>Ogni personalità aveva un proprio carattere e delle conoscenze specifiche</strong>, che le altre non potevano vantare. Tommy era l&#8217;esperto di elettronica ed era l&#8217;unico che riusciva a scappare da ogni situazione. In una condizione di pericolo, invece era Ragen a uscire, che sfruttava l&#8217;adrenalina e sviluppava una forza straordinaria. E poi c&#8217;era David, un bambino di 8 anni, che aveva il terribile compito di sopportare tutte le sofferenze evitandole agli altri.</p>



<p>Le personalità potevano essere sostituite da un momento all&#8217;altro. A volte agivano in contrasto tra loro: per esempio, Ragen si sentì costretto a rubare più volte del denaro per pagare i debiti, ma dopo i vuoti di memoria si accorgeva che altre personalità sperperavano sempre i soldi rubati.</p>



<p><strong>Riporto due passi interessanti del libro</strong>, che dovrebbero farvi capire la grande differenza tra una personalità e l&#8217;altra:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Lo sceriffo Harry Berkemer, della Franklin Jail, raccontò a un reporter del <em>Columbus Dispatch</em> che i suoi vice erano stati testimoni di una straordinaria dimostrazione di forza e resistenza quando Milligan era sotto il controllo di Ragen. Lo avevano portato nell&#8217;area ricreativa della prigione, e lui aveva eciso di prendere a pugni un sacco da boxe. «Lo colpì con forza per 19 minuti e mezzo di seguito», disse Berkemer. «Un uomo medio non riesce a colpirlo per più di tre minuti di fila senza sfinirsi. Lui ci si accanì con una tale violenza che pensavamo potesse essersi rotto un braccio, così lo portammo dal dottore per un controllo.» Ma Ragen non si era fatto nulla.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>La maestra consegnò i ciclostilati con il test di aritmetica. «Quando avete finito», disse, «potete lasciare i vostri fogli nei libri e andare a fare l&#8217;intervallo. Quando tornate, controllate le risposte. Poi li ritirerò e metterò i voti.»<br>Arthur guardò il test e sogghignò davanti ai problemi con le moltiplicazioni e le divisioni complesse. Prese una matita e arrivò velocemente in fondo alla pagina, risolvendo i problemi mentalmente e poi trascrivenddo le risposte. Quando ebbe terminato, mise il foglio nel libro, incrociò le braccia e si mise a fissare il vuoto.<br>Era tutto così elementare.</p></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;elenco delle personalità</h2>



<p>Ai tempi del processo iniziale, le personalità note erano soltanto 10. In seguito, il dottor Caul riuscì a far uscire anche le altre 13 personalità indesiderabili. A queste si aggiunge il Maestro.</p>



<p><strong>Il Maestro</strong>: 26 anni. È la fusione delle altre 23 personalità ed è stato il loro insegnante. Si riferisce agli altri come «gli androidi che ho creato io». È intelligente, sensibile e con un sottile senso dell&#8217;umorismo. Ha tutti i ricordi delle altre personalità ed è grazie a lui che Keyes è riuscito a scrivere il libro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le 10 personalità iniziali</h3>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>William Stanley Milligan («Billy»)</strong>: 26 anni. La personalità originaria o principale, successivamente denominata «Billy non integrato», «non fuso» o «Billy-U» (<em>Billy-unfused</em>). Non ha mai finito le superiori. Alto 1,82 m, pesa 86 kg. Occhi azzurri, capelli castani.</li><li><strong>Arthur</strong>: 22 anni. Razionale, freddo, parla con accento britannico e porta gli occhiali. Autodidatta in fisica e chimica, studia trattati di medicina. Legge e scrive perfettamente l&#8217;arabo. Sebbene sia un conservatore convinto e si consideri un capitalista, è un ateo. È stato il primo a scoprire l&#8217;esistenza di tutti gli altri.</li><li><strong>Ragen Vadascovinich</strong>: 23 anni. Iugoslavo, parla inglese con un forte accento slavo. Pesa 95 kg, ha capelli neri e lunghi baffi. Legge e scrive perfettamente in serbo-croato. Non vede i colori e infatti disegna sempre in bianco e nero. È l&#8217;esperto di armi e karate, e può esibire una forza straordinaria controllando il flusso di adrenalina. È ateo e comunista, e ha un grande istinto di protezione verso le donne e i bambini. Il suo compito è di proteggere le altre personalità (soprattutto i bambini): per farlo, usa spesso la violenza.</li><li><strong>Allen</strong>: 18 anni. È l&#8217;incaricato a trattare con la gente esterna. È agnostico, suona la batteria e dipinge ritratti. È l&#8217;unica personalità a fumare e destrimane. Porta i capelli con la riga a destra.</li><li><strong>Tommy</strong>: 16 anni. È l&#8217;esperto di elettronica e della fuga. Suona il sassofono e dipinge paesaggi.</li><li><strong>Danny</strong>: 14 anni. È sempre spaventato dalla gente. Da piccolo Billy ha fatto uscire questa personalità quando è stato costretto a scavarsi la fossa da solo per essere sepolto vivo: ecco perché dipinge solo nature morte.</li><li><strong>David</strong>: 8 anni. Assorbe tutto il dolore, fisico e mentale. È molto empatico, ma ha una scarsa concentrazione.</li><li><strong>Christene</strong>: 3 anni. All&#8217;asilo era la bambina che stava nell&#8217;angolo. È inglese e intelligente, ma soffre di dislessia. Disegna fiori e farfalle. Ha capelli biondi lunghi fino alle spalle e occhi azzurri.</li><li><strong>Christopher</strong>: 13 anni. Fratello di Christene, parla inglese. Suona l&#8217;armonica.</li><li><strong>Adalana</strong>: 19 anni. Lesbica, timida e introversa. Scrive poesie, cucina e si occupa della casa. Soffre di nistagmo.</li></ol>



<h3 class="wp-block-heading">Le 13 personalità indesiderabili</h3>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Philip</strong>: 20 anni. È il delinquente, che ha commesso furti e reati minori; usa sempre un linguaggio volgare.</li><li><strong>Kevin</strong>: 20 anni. Un delinquente simile a Philip, ma ama pianificare i colpi. Adora scrivere.</li><li><strong>Walter</strong>: 22 anni. L&#8217;australiano, che vorrebbe dedicarsi alla caccia grossa. Ha un forte senso dell&#8217;orientamento, ma reprime le sue emozioni.</li><li><strong>April</strong>: 19 anni. La prostituta. Elabora dei piani per vendicarsi del patrigno di Billy, svolge lavori di cucito e aiuta in casa. Le altre personalità la considerano matta.</li><li><strong>Samuel</strong>: 18 anni. L&#8217;ebreo, l&#8217;unica personalità a credere in Dio. È uno scultore.</li><li><strong>Mark</strong>: 16 anni. Non prende nessuna iniziativa e si limita a eseguire gli ordini degli altri, svolgendo anche i lavori più pesanti e noiosi. Se non ha niente da fare, fissa il muro.</li><li><strong>Steve</strong>: 21 anni. Imita la gente per prenderla in giro e ha portato Billy nei guai in diverse occasioni. È l&#8217;unico a non aver mai accettato la diagnosi di personalità multipla.</li><li><strong>Lee</strong>: 20 anni. È spiritoso e ama gli scherzi. Non si preoccupa delle conseguenze delle sue azioni.</li><li><strong>Jason</strong>: 13 anni. Isterico, con gli scoppi d&#8217;ira sfoga le pressioni accumulate da Billy, portando anche a dimenticarsi dei cattivi ricordi.</li><li><strong>Robert (Bobby)</strong>: 17 anni. Sogna sempre ad occhi aperti di viaggi e avventure. Non ha delle vere ambizioni.</li><li><strong>Shawn</strong>: 4 anni. È sordo, emettere dei ronzii per sentire le vibrazioni nella testa.</li><li><strong>Martin</strong>: 19 anni. Uno snob che ama apparire e darsi arie.</li><li><strong>Timothy (Timmy)</strong>: 15 anni. Ha avuto un incontro omosessuale mentre lavorava da un fiorista e quindi si è chiuso nel suo mondo.</li></ol>


<div class="sources-title">Fonti principali</div>


<div class="sources-voice">Daniel Keyes, «Una stanza piena di gente», Editrice Nord, 2009.</div>


<div class="sources-voice"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Billy_Milligan" title="Wikipedia - Biografia di Billy Milligan" alt="Wikipedia - Biografia di Billy Milligan" target="_blank">Wikipedia - Biografia di Billy Milligan</a></div>


<div class="sources-voice"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Una_stanza_piena_di_gente" title="Wikipedia - Il riassunto del libro «Una stanza piena di gente»" alt="Wikipedia - Il riassunto del libro «Una stanza piena di gente»" target="_blank">Wikipedia - Il riassunto del libro «Una stanza piena di gente»</a></div>


<div class="sources-voice"><a href="https://profilicriminali.it/2018/07/16/billy-milligan/" title="Profili Criminali - Billy Milligan" alt="Profili Criminali - Billy Milligan" target="_blank">Profili Criminali - Billy Milligan</a></div>The post <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind/8294/billy-milligan-e-le-sue-23-personalita-il-primo-criminale-assolto-per-infermita-mentale/">Billy Milligan e le sue 23 personalità – Il primo criminale assolto per infermità mentale</a> first appeared on <a href="https://www.manuelmarangoni.it/onemind">One Mind</a>.]]></content:encoded>
					
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