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		<title>Monti e Draghi bocciati dai mercati ma adorati dalla stampa di sistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 17:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia - Politica - Ambiente]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-4866 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min.jpg" alt="" width="1440" height="761" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-200x106.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-300x159.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-400x211.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-600x317.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-768x406.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-800x423.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-1024x541.jpg 1024w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min-1200x634.jpg 1200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/spread-min.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p><span class="fusion-dropcap dropcap">N</span>Niente, La7 e i giornalisti del mainstream, di ogni ordine e grado, che frequentano i salotti buoni della informazione proprio non ce la possono fare. A prescindere da quello di cui si parla una nuance, una toccatina contro Conte proprio non la possono evitare. Per converso con Mario Draghi, a prescindere, siamo sempre di fronte a un sovra partes intoccabile. Una sorte di virginea Beatrice che, se fosse ascoltata, ci porterebbe direttamente nell&#8217;Empireo al cospetto dell’Altissimo o, almeno, nel novero delle principali potenze galattiche salvando se non l’anima, devo dire abbastanza nera dell’intero Occidente, almeno le tasche dei padroni del vapore.</p>
<p>Ora, a dire il vero, di Giuseppe Conte ‘nun ce ne po’ fregà de meno’.  Quello di cui invece ci frega, e molto, è la correttezza del sistema della informazione, che forgia le umane menti ‘cicero pro domo’ editore, sia isso Elkann, sia isso Carlo e sia isso Urbano. Anche perché sono gli stessi che emanano fulmini e saette nei confronti delle fake news del mefistofelico web.</p>
<p>E così, ieri 21 novembre, dalla sora Gruber, per gli amici Lilly, c’era nientepopodimeno che Emiliano Fittipaldi, direttori di Domani edito dall’altrettanto nientepopodimeno che Carlo De Benedetti: icona storica del politically correct della imprenditoria italiana. Lo stesso genio incompreso che cacciò Steve Wozniak, socio di Steve Jobs, e il medesimo Steve, e che invece di tacere imitando quotidie Tafazzi pontifica.</p>
<p>E cosa dice Fittipaldi?  Dopo una banale concione sul diritto internazionale che implica necessariamente l’arresto di Netanyahu se approdasse sui sacri lidi italioti e con una magistratura indipendente, vanto almeno dell’Occidente europeo perché quello americano fa quello che gli pare da sempre, afferma: “Meloni è stata brava a gestire molto meglio del Conte 1 … ci ha permesso di avere uno spread basso …”.</p>
<p>Ora carta canta villan dorme. Dal sito Eurostat Dati si apprende che dal 2007 ad oggi il 2019 è stato l’anno (pienamente Conte I) con il più basso rapporto Deficit / PIL pari a -1,5%. Dalla sequenza storica dello spread, che viene citato ad mentula canis ossia solo quando conviene alla tesi di turno, risulta che il Conte I ebbe l’avversione dei mercati iniziale, che ne recuperò abbondantemente la sfiducia e che ebbe, fino alla fine del Conte II, una riduzione costante dello spread fino a stabilizzarsi, nonostante il COVID, intorno ai 100 punti base. Percorso inverso fatto dal Marione nazionale che nel corso del suo governo lo aumentò, fino a consegnarlo a più del doppio a Meloni che ha recuperato ma non ha ancora raggiunto il risultato del Conte II (vedi grafico in figura dal Sole 24 ore a cui ho sovrapposto le date di inizio – fine dei governi).</p>
<p>Anche in base al rapporti deficit PIL Conte è promosso a pieni voto avendo gestito interamente il 2019, anno pre Covid, e avendo ottenuto il miglior rapporte deficit PIL dal 2017.</p>
<div id="attachment_4871" style="width: 810px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4871" class="wp-image-4871 size-fusion-800" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-800x459.jpg" alt="" width="800" height="459" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-200x115.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-300x172.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-400x229.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-600x344.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-768x441.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-800x459.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com-1024x587.jpg 1024w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2024/11/deficit-PIL-com.jpg 1182w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-4871" class="wp-caption-text">Grafico dal rapporto Svimez 2024</p></div>
<p>Eh già, troppo complicato spiegare che questi governi tecnici sono stati un vero disastro. E ne sa qualcosa anche l’altro salvifico Mario che, pur avendo eseguito diligentemente l’agenda del Super Mario allora Governatore megagalattico europeo della BCE, vide declassare dalle agenzie di rating l’Italia, sentendosene pure offeso.</p>
<p>Insomma, a parte i giornali di De Benedetti e della famiglia Agnelli e a parte le burocrazie europee e Macron ai mercati questi taumaturgici governi tecnici di Mario e Mario Bis non sono piaciuti neanche un poco.</p>
<p>In compenso hanno disamorato l’elettorato al punto che la gente non va più neanche a votare.</p>
<p>E perché mai dovrebbero andarci visto che le testate giornalistiche mainstream ci spiegano tutti i giorni che occorre fare riforme con il pilota automatico ignorando la volontà popolare e il loro voto e che devono lasciare fare a Mario, Mario bis, a Macron e alle burocrazie europee?</p>
<p>Cari amici avremo a breve la Pravda italiana, i kolkhoz, e a capo della comunicazione Dmitrij Sergeevič Peskov. Avvisate Putin: non ha bisogno di mandare le armi atomiche in Occidente. Il modello sovietico ha già vinto. Se Orazio aveva ragione nel dire “Graecia capta ferum victorem cepit” &#8230; mamma mia come siamo caduti in basso!</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Storia della Autonomia Differenziata: complicità, vigliaccherie, inganni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 20:02:43 +0000</pubDate>
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<p><span class="fusion-dropcap dropcap">È</span> inutile abbaiare, meglio dire ragliare, alla luna come fanno Calderoli, Zaia e il governo tutto. Ma su questa questione della Autonomia occorre fare una seria riflessione e mettere un punto fermo su quanto avvenuto nel corso della Seconda Repubblica.</p>
<h3>Premessa</h3>
<p>Che la legge n.86 del 2024, meglio nota come ‘Spaccaitalia’, o Porcellum bis dal suo mentore Calderoli,  non fosse <em>palesemente</em> incostituzionale non era così pacifico. Però con qualche ragione la Consulta non l’ha dichiarata tale perché è una legge attuativa del disgraziato Titolo V della Costituzione. Forse ha pesato anche la necessità di non mettere in ulteriore difficoltà il Presidente della Repubblica che l’aveva promulgata in breve tempo. Nel merito le bocciature sono talmente demolitorie di tutta la legge che non solo dimostrano quanto approssimativa e ridicola fosse ma mi fanno sorgere il dubbio che sia il Titolo V che non sia normabile con una legge. Questo almeno per le finalità che si prefigge la Lega (Nord) e che sono in palese contrasto con il resto della Costituzione.</p>
<p>E qui, pur non essendo un costituzionalista ma semplicemente sapendo leggere scrivere e far di conto, la sentenza pare chiara quando afferma che la le intese tra lo Stato e la regione non possono trasferire intere materie, o ambiti di materie, ma solo specifiche funzioni legislative e amministrative, non solo, ma devono anche essere giustificate alla luce del principio di sussidiarietà.</p>
<p>Già questo, per noi umani, implica addio a sogni di gloria, come stabilire rappresentanza commerciali venete o lombarde a Pechino, Hong Kong e New York e addio anche alla Scuola Padana con insegnanti assunti direttamente dal MIT a stipendi da capogiro.</p>
<p>La sentenza boccia anche la sottrazione delle intese Stato Regioni al Parlamento, cosa che avevano provato a fare quasi di nascosto e furbescamente Gentiloni, Zaia, Boccia, Fontana, Gelmini, Bonaccini, Draghi, eccetera; boccia la sottrazione della materia LEP al parlamento e una loro definizione non uniforme su scala nazionale; il costo storico; l’architrave fiscale per cui le regioni più ricche possono trattenere gettito di imposte nazionali; e in più che la legge favoriva l’inefficienza premiando chi spende di più e peggio. Forse vale la pena semplificare per i più tonti che la torta è una e se qualcuno nel prende una fetta più grande agli altri ne tocca una più piccola, e questo non si può fare.</p>
<p>Insomma in altri termini, cari leghisti della prima e dell’ultima ora, se volete fare la secessione non la si può fare con questa Costituzione e con questa Costituzione non si può neanche fare una Repubblica Federale e tanto meno trasformare lo Stato Italiano in un informe paccottiglia di 20 statarelli. Come spesso ho avuto modo di scrivere la Porcellum Bis sarà anche una legge non palesemente incostituzionale ma è una legge palesemente ridicola e mi chiedo: ma come è stato possibile a produrre questa schifezza e che un intero Paese sia ostaggio del pratone di Pontida da 30 e più anni?</p>
<h3>Le cause remote della Porcellum Bis</h3>
<p>Tra il 1989 e il 1991un gruppo di sfaccendati capitanati da Bossi e Maroni, insieme a Miglio, Pagliarini, Borghezio e una giovane promessa del firmamento leghista, tale Calderoli, girava per le taverne della Padania a rimestare nei più putridi sentimenti antimeridionali che covavano sotto la cenere di una parte degli abitanti della Lombardia e del Veneto che, per qualche motivo, mostravano risentimento nei confronti del Sud e dei meridionali. Forse retaggio della massiccia immigrazione degli anni ’60 e ’70 e di due mondi che sono venuti improvvisamente in contatto senza capirsi e senza avere gli strumenti per farlo. Alla base un malcontento generale verso una politica che appariva corrotta e inefficace anche se oggi quei fatti che determinarono la caduta della prima Repubblica sembrerebbero roba da educande.</p>
<p>Il culmine della crisi si ebbe nel lancio di monetine nei confronti di Bettino Craxi il 30 aprile 93 all’Hotel Raphael di Roma.</p>
<p>Sempre in quel periodo trasmissioni RAI come Profondo Nord, 1991 e 1992, e Milano Italia, dal 1992 al 1994, condotte da un giovanissimo Gad Lerner, visibili su Rai Play, davano voce al malessere del Nord che, <strong>chissà per quale arcano motivo</strong>, si riversava contro i meridionali colpevoli di mangiare pane a tradimento e di essere corrotti e mafiosi e ritenuti responsabili di tutti i mali del Paese. L’antimeridionalismo, anzi l’odio nei confronti dei meridionali dei proto-leghisti, usci così dalle taverne della Padania e entrò nella case di tutti gli italiani.</p>
<h3>Il Nord tra scandali e corruzione</h3>
<p><strong>Cosa c’entravano i meridionali? </strong>Me lo chiedo perché la vicenda Mani Pulite è una vicenda essenzialmente lombarda. Nasce con lo scandalo del milanesissimo Pio Albergo Trivulzio, detto la Baggina, il 17 febbraio 1992 quando il socialista Mario Chiesa ricopriva la carica di presidente.</p>
<p>Come sono lombardo i maggiori scandali, <a href="https://ambulatoriopopolare.noblogs.org/sanita-in-lombardia/cronistoria-degli-scandali/">in specie della sanità</a>,  dell’ultimo trentennio e veneti gli altri.  Giusto per non dimenticare un piccolo florilegio:</p>
<p>1993 : Duilio Poggiolini, presidente della Commissione per i farmaci dell’allora CEE e iscritto alla P2, finisce nella bufera milanese di Tangentopoli.</p>
<p>1994 – L’ex Ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, liberale, viene arrestato per una tangente da 600 milioni di lire pagata dalla Glaxo SmithKline</p>
<p>1995 &#8211; 2013: con Roberto Formigoni, governatore lombardo: l’affaire Giuseppe Poggi Longostrevi e Giancarlo Abelli; quello della Fondazione Maugeri e San Raffaele; la clinica degli orrori Santa Rita; Pierangelo Daccò e i fondi neri del San Raffaele; crack San Raffaele e infiltrazioni mafiose nella sanità lombarda</p>
<p>2014: Cupola Frigerio – Greganti: tangenti e appalti per EXPO 2015</p>
<p>2016: Sistema Canegrati per appalti truccati settore odontoiatrico</p>
<p>2017: CTO Gaetano Pini dove Norberto Confalonieri (per gli amici “spaccaossa”) avrebbe rotto il femore ad una signora di 78 anni per poi rioperarla con una tecnica particolare  per “allenarsi” per un intervento che avrebbe poi dovuto fare nei giorni successivi presso la Clinica San Camillo di Milano (privata)</p>
<p>2018: Scandalo bustarelle al Pini e al Galeazzo (eccellenze sanitarie lombarde)</p>
<p>2000 – 2004: Crack della Banca Padana voluta da Bossi, Lega Nord</p>
<p>2007:  Mps acquistò dal Banco Santander la Antonveneta di Padova con un esborso di 9 miliardi di euro senza contare i debito di 7,5 miliardi con  Abn Amro (Operazione autorizzata da Mario Draghi governatore dei Bankit)</p>
<p>Novembre &#8211;  Giugno 2016: Crack Banche venete</p>
<p>2012: scandalo Tanzania. La Lega Nord investe i soldi dei rimborsi elettorali in iniziative che poco hanno a che fare con le finalità di un partito. Si scoprono spese folli della Famiglia Bossi. Frode da 49 milioni.</p>
<p>Dal 2011: Si tarocca la fattibilità della Pedemontana veneta che oggi perde decine di milioni</p>
<p>2011: Scandalo corruzione MOSE  e arresto per il Governatore del Veneto Galan</p>
<p>Potrei continuare e tutto ciò lo dico senza compiacimento e consapevole che scandali ci sono stati anche al Sud ma quelli del Nord sono subito messi nel dimenticatoio, mentre ogni questione meridionale viene enfatizzata al massimo.</p>
<h3>La lega delle origini e l’etnonazionalismo</h3>
<p>Tornando alla lega delle origini sul pratone di Pontida a partire dal 1990 si celebrano i raduni celtico padani con tanto di giochi e matrimoni celebrati con rito celtico, tra cui quello di Calderoli, con tanto di preventive corna in testa, tiri alla fune, cazzotti in faccia, lancio di tronchi oltre agli insulti ai terroni come ‘ammazza un terrone risparmia un milione’ ‘Forza Etna’, poi il canale d’Africa, posto al confine tra Toscana ed Emilia,  con i coccodrilli che mangiavano i migranti terroni che cercavano di attraversarlo. Nel mentre si bruciavano nelle strade le bandiere italiane e nel maggio 1997 un tanko, un trattore trasformato in una specie di carro armato, attraversa Piazza San Marco a Venezia proclamando la Repubblica Veneta. Tra il 1996 e il 1997 il dibattito pubblico prioritario era sulle proposte di Giancarlo Pagliarini di fare una moneta per il Sud e una per il Nord e Bossi proclamava le repubblica padana promuovendo  un referendum per la sua indipendenza. Bossi spiegava che l&#8217;etnonazionalismo, pensiero della destra estrema, “deve costituire un attacco al centralismo dello Stato”.</p>
<h3>La reazione della intellighenzia di sinistra e del Partito Democratico</h3>
<p>Spero nessuno di voi in un salotto di intellettuali, o sedicenti tali, si sia mai azzardato di dire che forse i Borbone non erano quella dinastia origine di tutti i mali che la pubblicistica antimeridionale ci propina da 163 anni.</p>
<p>Sareste stati accusati immediatamente con disprezzo di essere neoborbonici. Ora, preciso, che in questa accusa non c’è nulla di offensivo, tranne l’intenzione di chi così ti chiama.</p>
<p>I Neo Borbonici non hanno mai: urlato ‘ammazza un polentone riprenditi un milione’; bruciato la bandiera italiana; fatto proclami secessionistici; prodotto scandali finanziari; rubato nulla né devono restituire 49 milioni. La loro grande colpa è dire che forse il Regno Duosiciliano era meglio di quello che si dipinge e nel farlo capita che esagerino, come quando definirono il carcere piemontese di Fenestrelle un lager nazista.</p>
<p>Apriti cielo! Un indignato e arcinoto medioevalista, Alessandro Barbero, si trasforma in risorgimentalista e scrive un <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2020/08/20/i-mille-volti-di-alessandro-barbero/">poderoso volume</a> per contestare le tesi neoborboniche con l’unico effetto di dimostrare, con maggiore efficacia dei neoborbonici, che se Fenestrelle non era un lager nazista ne era una buona imitazione. Non mi risulta che né lui, né altri <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2020/09/10/corrado-augias-loblio-e-il-mancato-senso-dellironia-del-web/">intellettuali come Augias</a> si siano mai peritati di esprimere tale indignato furore nei confronti della Lega Nord di Bossi e affini.</p>
<h3>La Lega Nord infetta tutti i partiti</h3>
<p>Il 26 gennaio del 2024 Berlusconi scende in campo e a marzo vince le elezioni. Rispetto ai temi posti dalla Lega secessionista e della incompatibilità con l’allora An-MSI di Gianfranco Fini bypassa il problema semplicemente ignorandolo e forma una cinica doppia alleanza: al Nord Forza Italia corre con la Lega Nord e il cartello elettorale si chiama &#8216;Polo delle libertà’ , al Sud si presenta con Fini sotto le insegne del &#8216;Polo del buon governo &#8216;. Al solito Berlusconi pare poco attratto dai temi ideali e pensa solo a come, facendosi ‘concavo e convesso’ in funzione dell’interlocutore nazionalista con Fini e separatista con Bossi, può far prevalere i propri interessi. Nella alternanza Prodi Berlusconi che caratterizzò la politica di quegli anni ci fu un solo punto in comune: cancellare le infrastrutture al Sud, per problemi di finanza pubblica in funzione dell’ingresso in Europa, anche quelle già finanziate e autorizzate dal CIPE come la Lauria-Candela.</p>
<p>Il 22 dicembre del 1994 D’Alema stringe con Bossi il Patto delle sardine riconoscendo, a suo dire, il DNA popolare della lega dimenticando razzismo e etnonazionalismo e separatismo (e poi i populisti sono quelli del M5S!) e dando una patente di legittimità alla Lega di Bossi sacrificando tutto al fine tattico di far cadere il governo Berlusconi il 17 gennaio 1995 e alle successive elezioni del 1996 la Lega si presentò da sola e prese il nome di ‘Lega Nord per l’Indipendenza della Padania’. Nessun contrasto culturale alle idee della Lega Nord, ma anzi furono ammesse dalla sinistra nel novero dell’arco costituzionale questi razzisti e xenofobi, altro che Vannacci!</p>
<h3>Il Titolo V</h3>
<p>Con queste premesse, e pensando di attrarre l’elettorato romafobico padano, il 7 ottobre del 2001, promosso da un esausto governo di centrosinistra Amato &#8211; D’Alema, si tenne un referendum costituzionale di modifica del Titolo V che prevedeva la sostituzione di 7 articoli (114, 116, 117, 118, 119, 120, 127), la modifica di 2 articoli (123, 132) e l&#8217;abrogazione di 6 articoli o disposizioni (115, 124, 125 comma 1, 128, 129 e 130).</p>
<p>In sintesi si ridefinivano le materie rientranti nella potestà legislativa esclusiva e/o concorrente dello Stato e delle Regioni. Inoltre si abolivano istituzioni come il Commissario del Governo, la facoltà per il Governo di sollevare, rispetto alle leggi regionali, questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta, o questioni di merito dinanzi alle Camere, innescando in tal modo un controllo di tipo preventivo, restando soltanto un controllo di tipo successivo e per soli motivi di legittimità; aboliva il controllo di legittimità, da parte dello Stato, sugli atti amministrativi della regione (esercitato da un&#8217;apposita Commissione di controllo); aboliva il controllo, da parte della Regione, sugli atti delle Province e dei Comuni (esercitato dal CORECO).</p>
<p>Votò il 34% degli aventi diritto e fu approvato con il 64% dei voti scrutinati. In pratica fu approvata dal 21% degli aventi diritto. Meno di un quinto della popolazione italiana ha approvato una modifica così scellerata da influenzare negativamente tutto il Paese.</p>
<h3>I referendum secessionisti e le premesse culturali</h3>
<p>Nel 2010 Luca Ricolfi, scrive un libro che fa epoca  <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/05/per-ricolfi-un-divario-esiste-ma-a-favore-del-sud-pero-i-conti-pubblici-territoriali-dicono-altro/6379632/">‘Il sacco del Nord’</a>. Ricolfi ha fama di essere un grande sociologo ma in questo libro  sosteneva che “<em>Il tenore di vita del cittadino del Nord vale 26.714 euro, quello del cittadino del Sud 30.138, circa il 13% in più. Conclusione il divario c’è ma a favore del Sud</em>”. E giungeva a queste conclusioni perché valorizzava il tempo libero, maggiore al Sud per la maggiore disoccupazione, allo stesso modo per i disoccupati di Scampia e per i CEO delle Banche milanesi. Ovviamente la grancassa mediatica fu enorme, in specie sul Corriere della Sera che è sempre pronto a strombazzare ai quatto venti qualsiasi idiozia purché antimeridionale e quando lo dice il Corsera diventa subito dibattito mainstream e le opinioni sono sempre le stesse: sud assistito e fattori antropologici. Come la idiozia della <em>schadenfreude </em>tirata fuori da <a href="https://x.com/antoniopolito1/status/1251118311343034368">Polito</a> nei tragici momenti del COVID e del crollo della sanità lombarda. La stessa gran cassa che <a href="https://www.basilicata24.it/2018/12/paese-meriterebbe-elite-migliore-61252/">accompagnò le uscite quotidiane della Fondazione Hume</a> , presieduta sempre dal prode Ricolfi, per la nascita del Conte I con il calcolo dei soldi persi dagli italiani a causa dell’aumento dello spread legato alla formazione del governo. Peccato che la stessa fondazione si sia dimenticata di fare la stessa analisi sul governo Draghi che ereditò dal Conte II uno spread medio di 100 per lasciarlo a più del doppio.</p>
<p>Per anni e con nomi diversi la questione della autonomia rimase sottotraccia fino alla svolta dei referendum consultivi di Lombardia e Veneto del 22 ottobre del 2017.</p>
<p>Il referendum lombardo aveva come quesito:</p>
<p><em>“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell&#8217;unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l&#8217;attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all&#8217;articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all&#8217;articolo richiamato?”</em></p>
<p>Il referendum, fatto sulla base dell&#8217;articolo 52 dello Statuto Regionale, non prevedeva quorum per la sua validità ed era stato deliberato dal Consiglio Regionale.</p>
<p>Fu votato solo dal 36% degli elettori lombardi ma tanto bastò per ammantarlo da un appoggio popolare.</p>
<p>Il referendum veneto aveva il vago quesito:</p>
<p>“<em>Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”</em></p>
<p>Il referendum fu fatto sulla base di  un decreto emanato direttamente dal Presidente della Regione veneta <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Zaia">Luca Zaia</a>.</p>
<p>La data fissata, concordata con la Lombardia, aveva, secondo Luca Zaia, un valore altamente simbolico della volontà separatista poiché ricadeva nell’anniversario del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plebiscito_del_Veneto_del_1866">plebiscito di annessione del Veneto</a> al Regno d’Italia potendosi così riaffermare la “genetica voglia di autodeterminazione del popolo veneto”.</p>
<p>Il referendum fu approvato dal 57% dei cittadini.</p>
<p>Il fatto che entrambi i referendum ebbero origine da un impulso politico dei vertici regionali la dice lunga sulla necessità di questi vertici di trarre forza dalla volontà popolare, evidenziando che le spinte secessioniste e separatiste traevano forza dal popolo e non era un loro capriccio.</p>
<h3>Ancora una volta la sinistra sdogana la secessione per blandire l’elettorato padan<span style="text-decoration: underline;">o</span></h3>
<p>Ai referendum seguirono dei preaccordi tra alcune regioni e il governo centrale.</p>
<p>In particolare il 28 febbraio 2018 tra il Governo Gentiloni, ormai a fine mandato e un mese prima delle elezioni politiche, e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto furono firmati gli accordi preliminari in merito all’Autonomia Differenziata sottraendoli a qualsiasi trasparenza e al controllo del parlamento. Ancora una volta si fa l’occhiolino al Nord.</p>
<p>Il 28 aprile 2022 il ministro pro tempore degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, anche qui con un governo ormai agli sgoccioli, presentò il DDL sulla autonomia differenziata che, come ricordò il Presidente Mario Draghi nel suo ultimo discorso al Senato, faceva parte dei programmi del suo governo. Ci risiamo. La secessione mascherata da autonomia fa capolino nell’agenda Draghi.</p>
<p>In pratica tutto l’arco parlamentare ha giocato superficialmente e colpevolmente su una materia di enorme delicatezza senza mai una battaglia prima di tutto culturale contro le idee e la propaganda leghista.</p>
<p>Anzi, non è mancato al processo autonomista il supporto del Partito Democratico che con Emanuele Felice ne spiegava le ragioni nel 2014 scrivendo un libro dal titolo ambizioso <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2021/01/26/perche-il-sud-e-rimasto-indietro/">‘Perché il Sud è rimasto indietro’</a> in cui si sosteneva la tesi delle origini antropologiche del divario e in sostanza scriveva che al Sud erano state date tutte le opportunità, ma ora il Nord era in ginocchio e il Sud doveva fare da solo.</p>
<p>D’altro canto nella commissione bicamerale per il federalismo fiscale  presieduta da Giorgetti dal 2013 al 2018 sono proprio i parlamentari del PD a dare il maggiore aiuto al presidente Giorgetti, mentre i parlamentari del Sud di ogni partito latitavano. In particolare è istruttiva la lettura integrale della seduta del 30 aprile 2015 quando Giorgetti chiede la secretazione degli atti: <em>“Sicuramente avrete nel vostro sistema la capacità di produrre questo tipo di dati, per cui vi pongo la seguente domanda. Se applicassimo non il 20 per cento, ma il 100 per cento della perequazione e non stabilizzassimo al <strong>45,8 per cento</strong>, quale sarebbe l’effetto di una perequazione piena del sistema che abbiamo così faticosamente costruito? I dati probabilmente sarebbero <strong>scioccanti,</strong> magari ce li fate avere in modo riservato o facciamo una seduta segreta, come avviene in Commissione antimafia</em>” e leggere gli interventi degli onorevoli PD è mortificante.</p>
<p><a href="https://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/62/audiz2/audizione/2015/04/30/indice_stenografico.0045.html"><strong>In quella seduta intervennero</strong></a><strong> solo i deputati del PD tutti del Nord (Federico Fornaro, Magda Angela Zanone, Maria Cecilia Guerra e Roger de Menech) e non certo per scandalizzarsi, anzi per contribuire a definire l’ennesimo scippo del Sud.</strong></p>
<h3> La sorpresa del cambio di rotta del PD</h3>
<p>Forse a far cambiare idea al PD c’è stata da un lato la sconfitta alle elezioni del 2022, specialmente al Sud, e dall’altro la sconfitta di Bonaccini, uno dei padri della autonomia in salsa democratica. Oppure, per pensare positivamente, a far cambiare idea è stata la mobilitazione di tutto quel mondo di sinistra, critico con il PD, dell’ex popolo viola come Marina Boscaino, che è stato l’anima del Movimento No AD, poi le iniziative di Massimo Villone e Anna Falcone, i libri di Marco Esposito, i libri di Viesti sulla Secessione dei ricchi, il disappunto di Gianola e altri pensatori meridionali. Anche i sindacati e quella parte dello zoccolo duro del PD che ha confuso la cultura assembleare con quella autonomista si è alla fine mobilitato. Ancora una volta però sembra più un riposizionamento tattico avendo fiutato il vento che una presa di posizione ideale e culturale.</p>
<p>Il risultato impensabile, e non altrimenti spiegabile senza la capacità organizzativa e di mobilitazione dei sindacati e del PD, della raccolta di oltre un milione e trecentomila firme, di cui solo 550.000 circa on line, ha spiazzato le istituzioni. <strong>Io, forte della esperienza di promotore con gli amici della Carta di Venosa di un </strong><a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/09/28/la-basilicata-non-deve-soccombere/"><strong>referendum consultivo in Basilicata</strong></a><strong> contro l’autonomia ne so ben qualcosa.</strong> Nel senso che finché in qualche modo non c’è stata la conversione del PD, e anche del M5S influenzato dalla componente meneghina, Buffagni in testa per esempio, che fino ad allora latitava abbiamo sentito una sostanziale indifferenza al tema.</p>
<p><strong>Se avesse vinto la sinistra e Bonaccini statene certi che, nottetempo e con maggiore intelligenza politica e minore trasparenza, l’Autonomia si sarebbe compiuta, magari con singoli accordi fatti con il favore delle tenebre. Vedi Gentiloni e Boccia. </strong></p>
<p>Alla Autonomia è mancato la copertura del PD e dei suoi collaterali e questa storia ha preso in contropiede anche il Presidente Mattarella che dopo alcuni interventi e ad alcuni richiami alla necessaria applicazione del Titolo V ha promulgato la legge 86-2024 (Porcellum bis) non ravvisando ‘palesi’  violazioni alla Costituzione. Vorrei anche vedere che li avesse ravvisati e poi approvata lo stesso e senza un rinvio alle camere o almeno delle notazioni o qualche sottolineatura sul fragile impianto della norma sotto il profilo costituzionale.</p>
<p>Preso in contropiede a tal punto da fargli dichiarare: <em>“Il presidente promulga leggi, emana decreti e ha regole da rispettare. In quasi dieci anni mi è capitato più volte di dover adottare decisioni che non condividevo, ritenendo una legge sbagliata o inopportuna; tuttavia, era stata varata dal Parlamento e avevo il dovere di promulgarla. Solo in un caso posso non farlo: se rilevo evidenti incostituzionalità ma non basta un dubbio, sennò usurperei i compiti della Corte Costituzionale”.</em></p>
<p>Una sorta di <em>excusatio non petita, accusatio manifesta</em> dimenticando le facoltà consentite dall’art. 74 della costituzione di rinvio alle camere di una legge.</p>
<p>Dal 1996 ad oggi il rinvio alle camere, secondo il sito statistiche della Camera dei deputati, è stato fatto 12 volte. Tre volte da Scalfaro, sette da Ciampi, uno da Napolitano e una volta anche da Mattarella nel 2017. Inoltre in base all’articolo 87 della costituzione ‘<em>Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l&#8217;unità nazionale</em>. Può inviare messaggi alle Camere’. Facoltà utilizzata quattro volte da Scalfaro, otto da Ciampi e una da Napolitano.</p>
<p>Insomma è chiaro che l’atteggiamento di Mattarella nei confronti della Autonomia se non ha indicato un favor nei confronti della legge ha però evitato ogni sottolineatura negativa, che forse un Presidente con sensibilità diverse avrebbe potuto fare utilizzando gli strumenti costituzionali degli artt. 74 e 87 e che forse, agli esiti della sentenza delle consulta, sarebbe stato opportuno fare.</p>
<p>Non posso fare a meno di chiedermi cosa avrebbero fatto presidenti rigorosi e popolari come Sandro Pertini e Carlo Azeglio Ciampi. I presidenti della Repubblica non devono mai guardare alla cronaca ma alla eredità storica e morale che lasciano al Paese. Più che noi sarà la Storia a giudicarli.</p>
<h3>Prendiamo atto</h3>
<p><strong> </strong>Calderoli e Zaia possono sbraitare quanto gli pare ma questa ridicola tiritera che da 30 anni ammorba il Paese disunendolo e gettando tossine tra la popolazione è finita per sempre con la sentenza della Consulta. <strong>Se vogliono la secessione sappiano, e lo sappiano tutti, che si mettono in un percorso eversivo già troppo tollerato nella seconda Repubblica fino ad ora e che se vogliono salvare la faccia modificando la legge rispettando i paletti messi dalla Corte ben venga. </strong>Spieghino al loro elettorato però che salta tutto il ciarpame legato alla pretesa di trattenere tasse sul territorio, dei LEP basati sul costo storico o sulle ‘gabbie salariali’ o su LEP differenziali per regione. I diritti in una unica comunità politica non possono variare in funzione del territorio in cui si risiede: sembra banale ma ci sono voluti trenta anni per renderlo evidente e finalmente certificati da una sentenza della Consulta. Qualcuno spieghi a Sabino Cassese e alla intera commissione sui LEP che devono vergognarsi, in specie quelli che partecipano su più tavoli in palese conflitto e specialmente Cassese che ha portato l’intero Paese su una discussione così avvilente in cui il vero obiettivo era, se siamo buoni, fossilizzare il divario Nord Sud per sempre. Se siamo cattivi di ampliarlo.</p>
<p>Ma ‘al nemico che fugge ponti d’oro’ e quindi vista la pietra tombale messa su questa scelleratezza sarebbe utile evitare il referendum che non potrebbe ottenere risultati migliori di quelli ottenuti con la sentenza, ma reintrodurrebbe nel dibattito pubblico tutte le tossine della mai sopita polemica Nord Sud. Oppure, e sarebbe meglio, proponiamo un referendum per l’abrogazione integrale del Titolo V e delle Regioni. Visto quello che combinano al Sud e al Nord meglio abrogarle che ci guadagniamo tutti e lasciare solo le vituperate province.</p>
<p><strong>Però ora che il vaso di Pandora è stato scoperchiato non sarebbe ora di riprendere in mano con serietà la questione dello Sviluppo del Sud?</strong></p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Le Istituzione, i media, i portatori del pensiero unico politicamente corretto, tutto il mainstream della seconda Repubblica ed i suoi protagonisti senza eccezione fa ed ha fatto, diciamolo, schifo. In questa breve cronistoria della Autonomia differenziata abbiamo esaminato solo questo aspetto. Ma c’è ben altro. La vicenda di Berlusconi e della informazione, l’abbandono del pacifismo e delle relazioni diplomatiche come mezzo per risolvere i conflitti, il doppio standard per valutare Putin e Netanyahu, i tentativi di trasformare i governi in esecutori dei dettati delle super burocrazie europee, la perdita dei valori fondamentali dell’Occidente e della democrazia. Insomma uno schifo e 360 gradi. Poi non lamentiamoci che la gente non voti.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2024/11/20/storia-della-autonomia-differenziata/">Storia della Autonomia Differenziata: complicità, vigliaccherie, inganni</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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		<title>Non solo elezioni: da Il Fatto Blog e Basilicata24</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 10:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Povera Basilicata  Il Fatto Quotidiano  blog 25 gennaio 2024  L’autonomia differenziata spacca l’Italia: ok la Lega, ma i patrioti di Meloni non si vergognano? Perdonate ma non capisco che tipo di Paese stiamo costruendo (o demolendo). L’Ue ha competenze esclusive nelle seguenti materie: unione doganale; regole di concorrenza per il mercato unico; politica monetaria; commercio e accordi  [...]</p>
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<h3>Il Fatto Quotidiano  blog</h3>
<p><strong>25 gennaio 2024</strong>  <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/25/lautonomia-differenziata-spacca-litalia-ok-la-lega-ma-i-patrioti-di-meloni-non-si-vergognano/7420984/"><strong>L’autonomia differenziata spacca l’Italia: ok la Lega, ma i patrioti di Meloni non si vergognano? </strong></a></p>
<p>Perdonate ma non capisco che tipo di Paese stiamo costruendo (o demolendo). L’Ue ha competenze esclusive nelle seguenti materie: unione doganale; regole di concorrenza per il mercato unico; politica monetaria; commercio e accordi internazionali; flora e fauna marine.</p>
<p><strong>13 febbraio 2024  <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/13/no-la-rai-non-e-la-bbc-ma-non-solo-per-sanremo/7444812/">No, la Rai non è la BBC ma non solo per Sanremo</a></strong></p>
<p>A Otto e Mezzo del 12 febbraio si parla della censura in Rai operata da Zia Mara ai danni di Dargen D’Amico per una banale osservazione sul ruolo degli immigrati nella economia italiana.</p>
<p><strong>19 febbraio 2024 <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/19/de-luca-sfaticato-quello-di-meloni-e-un-autogol-vedi-autonomia-differenziata/7451363/">De Luca sfaticato? Quello di Meloni è un autogol: vedi autonomia differenziata</a></strong></p>
<p>A quanto pare, per “yo soy Giorgia”, Vincenzo De Luca è uno sfaticato perché del ciclo di programmazione dei fondi europei 2014-2020 ha speso il 24% e quindi farebbe meglio a lavorare invece di manifestare contro l’autonomia differenziata. Niente da dire caro Vincenzo: colpito e affondato!</p>
<p><strong>26 febbraio 2024  <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/26/zelensky-e-la-lista-di-filoputiniani-si-pensi-bene-prima-di-ammettere-lucraina-in-ue/7459433/">Zelensky e la lista di filoputiniani: pensiamoci bene prima di ammettere l’Ucraina in Ue</a></strong></p>
<p>Leggo con sgomento sul Corriere della Sera una intervista dal titolo Zelensky, il grazie all’Italia: “Ma da voi molti fan di Putin, stiamo preparando una lista”. Non ci credo e rileggo e rileggo ancora, ma il titolo non cambia. E mi sorgono numerose domande. Cosa dovrebbe farne il governo di questa lista? Arresta le persone della lista o le esilia in qualche confino nazionale o ucraino?</p>
<p><strong>27 febbraio 2024  <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/27/unaltra-agenzia-ue-non-assegnata-a-roma-il-parametro-non-codificato-e-il-peso-politico/7459505/">Un’altra agenzia Ue non assegnata a Roma: il parametro non codificato è il peso politico</a></strong></p>
<p>Capisco che l’Italia intera sia impegnata a discutere di De Luca-Meloni, di Ferragni-Fedez, delle regionali ed europee, delle guerre nel mondo, dove più che attori siamo spettatori, capaci solo di accodarci alle scelte dei potenti, Usa in particolare, ma mai di prendere iniziative autonome.</p>
<p><strong>4 marzo 2024  <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/04/dopo-il-mandato-di-cattura-per-putin-perche-la-corte-penale-non-fa-lo-stesso-con-netanyahu/7467773/">Dopo il mandato di cattura per Putin, perché la Corte penale non fa lo stesso con Netanyahu? </a></strong></p>
<p>Il 17 marzo 2023 la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso due mandati di arresto nei confronti di Vladimir Putin e di Maria Alekseevna L’vova-Belova. Le accuse sono infamanti e motivate dalla deportazione di ucraini, specialmente bambini, e di un insieme di norme volte a ‘russizzarli’.</p>
<p><strong>11 marzo 2024 <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/11/regionali-se-in-abruzzo-ce-stata-una-pioggerellina-in-basilicata-ci-sara-il-diluvio/7475412/">Regionali: se in Abruzzo c’è stata una pioggerellina, in Basilicata ci sarà il diluvio </a></strong></p>
<p>“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova” diceva Agatha Christie. Vale anche in politica?</p>
<p><strong>13 marzo 2024  <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/13/senza-gli-elettori-5stelle-e-i-disillusi-dalla-sinistra-yo-soy-giorgia-governera-ancora-40-anni/7477999/">Senza gli elettori 5stelle e i disillusi dalla sinistra, ‘yo soy Giorgia’ governerà ancora 40 anni</a></strong></p>
<p>Non è difficile. Mi ero appena sintonizzato sulla Maratona Mentana mentre diceva che nella sede del comitato elettorale di D’Amico si stava appalesando D’Alfonso snocciolandone il curriculum da oligarca locale del Pd. Un attimo dopo i dati dell’affluenza: da record negativo.</p>
<h3>Basilicata24</h3>
<p><strong>25 gennaio 2024  <a href="https://www.basilicata24.it/2024/01/spaccaitalia-che-fine-faranno-il-sud-e-la-basilicata-133855/">Spaccaitalia: che fine faranno il Sud e la Basilicata?</a></strong></p>
<p>Se Bardi, Rosa, Latronico e quanti altri sono convinti della bontà del loro appoggio alla Autonomia Differenziata che spieghino le loro ragioni in sedute pubbliche e con contraddittorio</p>
<p><strong>4 febbraio 2024  <a href="https://www.basilicata24.it/2024/02/autonomia-differenziata-e-nuova-classe-dirigente-regionale-che-la-speranza-sia-lultima-a-morire-134242/">Autonomia differenziata e nuova classe dirigente regionale: “che la speranza sia l’ultima a morire”</a></strong></p>
<p>Mentre Vito Bardi e Gianni Rosa si trasformano nei ventriloqui di Calderoli</p>
<p><strong>18 febbraio 2024  <a href="https://www.basilicata24.it/2024/02/basilicata-elezioni-il-pd-vuole-battere-questa-destra-oppure-vuole-distruggere-il-m5s-134638/">Basilicata, elezioni: “Il Pd vuole battere questa destra oppure vuole distruggere il M5S”?</a></strong></p>
<p>&#8220;Se è così ditelo, così almeno la finiamo di prenderci per il deretano. Chiedo per un amico&#8221;</p>
<p><strong>4 marzo 2024 <a href="https://www.basilicata24.it/2024/03/la-tragedia-di-gaza-e-lipocrisia-delloccidente-135113/">La tragedia di Gaza e l’ipocrisia dell’Occidente</a></strong></p>
<p>Con una mano inviamo aiuti umanitari ai palestinesi e con l’altra armiamo i loro carnefici</p>
<p><strong>7 marzo 2024  <a href="https://www.basilicata24.it/2024/03/autonomia-differenziata-chi-chiagne-e-chi-fotte-135195/">Autonomia differenziata: chi chiagne e chi fotte</a></strong></p>
<p>Tempo di elezioni e di riflessioni. Il centro destra serra compatto i ranghi e il centro sinistra fa vergognosamente harakiri</p>
<p><strong>15 marzo 2024 <a href="https://www.basilicata24.it/2024/03/elezioni-in-basilicata-non-resta-che-la-disobbedienza-civica-135469/">Elezioni in Basilicata. Non resta che la disobbedienza civile</a></strong></p>
<p>Costituire il Comitato per l&#8217;astensionismo generativo e provare a cambiare davvero la politica e la Basilicata</p>
<h3>Sassilive</h3>
<p><strong>27 febbraio 2024 <a href="https://www.sassilive.it/cronaca/politica/elezioni-regionali-2024-pietro-de-sarlo-non-ci-sono-le-condizioni-per-una-mia-candidatura-a-presidente-per-il-centrosinistra/">L’attivista politico Pietro De Sarlo in una nota precisa che non ci sono le condizioni per una sua candidatura a presidente per il centrosinistra in vista delle prossime elezioni regionali.</a></strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2024/03/22/non-solo-elezioni-da-il-fatto-blog-e-basilicata24/">Non solo elezioni: da Il Fatto Blog e Basilicata24</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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		<title>Le elezioni in Basilicata, Io sono Giorgia e l&#8217;Autonomia differenziata: le mie tesi tra Basilicata 24 e Il Fatto Quotidiano Blog</title>
		<link>https://www.pietrodesarlo.it/2024/01/21/le-elezioni-in-basilicata-io-sono-giorgia-e-lautonomia-differenziata-le-mie-tesi-tra-basilicata-24-e-il-fatto-quotidiano-blog/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 20:44:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da Il Fatto Quotidiano Blog 24 aprile 2023:  Torna Di Maio e dà tre schiaffi agli italiani. E la destra ci risparmi la sceneggiata Alla fine Di Maio ci è riuscito! D’altro canto con tutto quel gran daffare che si era dato per sostenere l’elezione, poi fallita, a Presidente della Repubblica di Mario Draghi e  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2024/01/21/le-elezioni-in-basilicata-io-sono-giorgia-e-lautonomia-differenziata-le-mie-tesi-tra-basilicata-24-e-il-fatto-quotidiano-blog/">Le elezioni in Basilicata, Io sono Giorgia e l&#8217;Autonomia differenziata: le mie tesi tra Basilicata 24 e Il Fatto Quotidiano Blog</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4500" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata-.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--768x432.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--800x450.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--1024x576.jpg 1024w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata--1200x675.jpg 1200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2022/07/fatto-basilicata-.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3><strong>Da Il Fatto Quotidiano Blog </strong></h3>
<p><strong>24 aprile 2023:  </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/24/torna-di-maio-e-da-tre-schiaffi-agli-italiani-e-la-destra-ci-risparmi-la-sceneggiata/7140112/"><strong>Torna Di Maio e dà tre schiaffi agli italiani. E la destra ci risparmi la sceneggiata</strong></a></p>
<p><strong>Alla fine Di Maio ci è riuscito!</strong> D’altro canto con tutto quel gran daffare che si era dato per sostenere l’elezione, poi fallita, a Presidente della Repubblica di Mario Draghi e poi quella riuscita della rielezione di Mattarella un premio lo meritava.</p>
<p><strong>29 maggio 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/29/lucia-annunziata-si-dimette-dalla-rai-perche-non-condivide-loperato-del-governo-che-centra/7176737/"><strong>Lucia Annunziata si dimette dalla Rai perché ‘non condivide l’operato del governo’: che c’entra?</strong></a></p>
<p>Secondo <strong>Liberties</strong>, un’organizzazione che si occupa della salvaguarda dei diritti umani nell’Unione Europea, in una democrazia moderna “lo scopo di una stampa libera è quello di assicurare che il popolo sia libero di ricevere e diffondere <strong>informazioni che non siano manipolate</strong> o al servizio di una particolare persona, organizzazione o interesse.</p>
<p><strong>1 giugno 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/01/ma-una-domanda-seria-a-draghi-e-monti-i-giornalisti-del-salotto-buono-lhanno-mai-fatta/7180122/"><strong>Ma una domanda seria a Draghi e Monti i giornalisti del salotto buono l’hanno mai fatta?</strong></a></p>
<p>In un esilarante duetto, nella puntata del 30 maggio di <strong>DiMartedì</strong>, tra Ginevra Bompiani e Carlo Calenda, quest’ultimo ha spiegato che non vuole fare il campo largo con il <strong>M5S</strong> perché sono un ‘disvalore’ per il Paese. Complimenti alla faccia di bronzo per uno che si è appena lanciato con Renzi stracci putridi pieni di opportunismi, convenienze e furbizie: un vero faro per le future generazioni.</p>
<p><strong>23 giugno 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/23/perche-il-mes-e-da-riformare-e-non-da-sottoscrivere/7205111/"><strong>Perché il Mes è da riformare e non da sottoscrivere</strong></a></p>
<p>Non era ancora il <strong>Mes</strong> ma il 5 agosto 2011 il governo Berlusconi ricevette una lettera dal neogovernatore della Bce Draghi, cofirmata dal suo predecessore <strong>Trichet</strong>, in cui si prescrivevano un insieme di misure per ‘risanare’ le finanze pubbliche italiane.</p>
<p><strong>29 giugno 2023: <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/29/il-mes-andrebbe-rivisto-ma-non-capisco-perche-non-sia-la-sinistra-a-sostenerne-linadeguatezza/7212336/">Il Mes andrebbe rivisto, ma non capisco perché non sia la sinistra a sostenerne l’inadeguatezza</a></strong></p>
<p>A proposito del Mes ritengo opportuno, come contributo alla discussione, riportare una sintesi del<em> position paper</em> sulla <strong>riforma del Mes </strong>pubblicato il 12 novembre 2020 da Lucas Guttemberg, direttore della scuola della fondazione Jaques Delors: difficile immaginare qualcosa di più europeista. Il documento è stato pubblicato mentre era in discussione la riforma del Mes <strong>di cui oggi si chiede l’approvazione</strong>.</p>
<p class="title-article blog-title"><strong>9 AGOSTO 2023:</strong> <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/09/in-questestate-cheta-si-nascondono-pericoli-e-minacce-parto-dai-cinesi/7255613/"><strong>In quest’estate cheta si nascondono pericoli e minacce. Parto dai cinesi</strong></a></p>
<p>Agosto capo di inverno, dicevano i vecchi e in effetti l’estate sta finendo tra incendi e grandinate ma senza grossi scossoni politici e sociali. Chi guarda, per antico costume, i tg della sera alla mezza pensione Miramare di Rimini si tranquillizza con la solita sequenza: Mattarella, Ucraina e Sangiuliano che fa sfoggio di cultura, quella che ha.</p>
<p><strong>17 settembre 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/17/draghi-per-la-competitivita-in-europa-che-dio-ci-aiuti/7292761/"><strong>Draghi per la competitività in Europa? Che Dio ci aiuti!</strong></a></p>
<p><strong>Mario Draghi</strong>, classe 1947, ha appena ricevuto l’incarico da Ursula Von Der Leyen di preparare un<em> position paper</em> sulla competitività europea.</p>
<p><strong>23 settembre 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/23/il-governo-monti-non-ci-salvo-dalla-crisi-quella-scelta-di-napolitano-lascia-interrogativi/7301635/"><strong>Il governo Monti non ci salvò dalla crisi: quella scelta di Napolitano lascia interrogativi</strong></a></p>
<p>“Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo <strong>cruciale</strong> che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare<strong> entro la fine di settembre 2011.</strong> Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio”. Scrivevano Draghi-Trichet al governo Berlusconi il <strong>5 agosto 2011.</strong></p>
<p><strong>17 ottobre 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/10/17/ringrazio-coloro-che-aldo-grasso-chiama-postillatori-semmai-temo-gli-apodittici/7324379/"><strong>Ringrazio coloro che Aldo Grasso chiama postillatori: semmai, temo gli apodittici</strong></a></p>
<p>“<strong>Sì, ma…</strong> Nel circo mediatico avanza tracotante una nuova figura, è quella del <strong>postillatore</strong>.”</p>
<p><strong>19 novembre 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/10/loccidente-ha-perso-la-sua-superiorita-morale-pagheremo-tutti-per-cio-che-accade-a-gaza/7349270/"><strong>L’Occidente ha perso la sua superiorità morale: pagheremo tutti per ciò che accade a Gaza</strong></a></p>
<p>Per democrazie occidentali si intendono l’insieme degli Stati che si contrappongono da un punto storico, culturale e politico alle autocrazie, agli Stati confessionali e più in generale all’Oriente.</p>
<p><strong>6 dicembre 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/06/il-ponte-sullo-stretto-sha-da-fare-non-lo-so-ma-due-ragioni-del-no-mi-irritano/7373520/"><strong>Il ponte sullo Stretto s’ha da fare? Non lo so, ma due ragioni del No mi irritano</strong></a></p>
<p>Era una notte buia e tempestosa… anzi no, quando giovane ingegnere 23enne di belle speranze e modesto aspetto varcavo il portone del terzo palazzo uffici di San Donato.</p>
<p><strong>13 dicembre 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/13/trenord-sui-treni-troppo-alti-colpa-delle-gallerie-basse-meno-male-che-e-il-sud-a-fare-pasticci/7381173/"><strong>Trenord sui treni troppo alti: ‘Colpa delle gallerie basse’. Meno male che è il Sud a fare pasticci</strong></a></p>
<p>Siamo alle solite. Questo Sud sprecone, inconsistente e <strong>pasticcione</strong>, mentre al Nord sudano e pagano per tutti. Ancora una volta una conferma e per fortuna la stampa di sistema, esclusivamente nord <em>oriented</em>, non ha infierito.</p>
<p><strong>14 dicembre 2023: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/14/ha-stato-draghi-anzi-conte-mi-spiace-che-i-soy-giorgia-abbia-ritrattato/7383171/"><strong>Ha stato Draghi… anzi Conte. Mi spiace che I soy Giorgia abbia ritrattato</strong></a></p>
<p>“Per alcuni la politica estera è stata semplicemente farsi fotografie con Germania e Francia, anche senza portare a casa niente”. Sarà anche una voce dal sen fuggita di <em>I soy Giorgia</em> ma la questione è pertinente.</p>
<p><strong>17 gennaio 2024: </strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/17/cara-schlein-si-candidi-alle-europee-e-poi-cacci-i-satrapi-locali-per-esempio-nella-mia-basilicata/7411807/"><strong>Cara Schlein, si candidi alle Europee e poi cacci i satrapi locali. Per esempio nella mia Basilicata</strong></a></p>
<p>Cara Elly, non c’è nulla di più fastidioso dei consigli non richiesti specialmente quando sono come la carità pelosa, ossia interessati.</p>
<h3>Da Basilicata 24</h3>
<p><strong>20 giugno 2023: <a href="https://www.basilicata24.it/2023/06/bardi-si-entusiasma-per-nulla-la-verita-sulle-condizioni-della-basilicata-126929/">Bardi si entusiasma per nulla: la verità sulle condizioni della Basilicata</a></strong></p>
<p class="occhiello">&#8220;Da un presidente di Regione ci si aspetta un minimo di visione e di proposte di lungo termine invece di un infantile entusiasmo per dinamiche che nulla c’entrano con l’amministrazione regionale e che nel lungo periodo sono invece dannose&#8221;</p>
<p><strong>14 luglio 2023: <a href="https://www.basilicata24.it/2023/07/il-naufragio-dellautonomia-differenziata-127824/">L’Autonomia Differenziata rischia il naufragio</a></strong></p>
<p class="occhiello">Un Paese disunito, con una spesa pubblica orientata al Nord, nessun piano di infrastrutture e nessuna idea su come recuperare il gap Nord Sud. Scontenti al Nord e scontenti al Sud: i primi che continueranno a sentirsi fregati e i secondi che grazie al dibattito sulla Autonomia hanno scoperto di essere fregati</p>
<p><strong>15 Luglio 2023: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/07/sulla-zes-unica-per-il-sud-ce-poco-da-esultare-127884/"><strong>Sulla ZES unica per il Sud c’è poco da esultare</strong></a></p>
<p>Il governo Meloni e la storia della ricottina</p>
<p><strong>29 agosto 2023: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/08/latto-eroico-del-ministro-calderoli-129363/"><strong>L’atto eroico del ministro Calderoli</strong></a></p>
<p>Perché mai la mafia dovrebbe avere a cuore le sorti di questo Paese, visto che sull’operato destabilizzante del DDL Spaccaitalia se ne catafottono sia al Colle sia ‘Los Patriotas’ di ‘Io sono Giorgia’?</p>
<p><strong>16 settembre 2023: <a href="https://www.basilicata24.it/2023/09/lautonomia-differenziata-e-la-testa-sotto-la-sabbia-130007/">L’Autonomia differenziata e la testa sotto la sabbia</a></strong></p>
<p class="occhiello">Sempre più al Sud ci si rende conto di essere ‘cornuti e mazziati’: poca spesa pubblica, zero o quasi infrastrutture, visione sullo sviluppo nulla e in aggiunta sentirsi anche dire che … ‘sono terroni’</p>
<p><strong>2 ottobre 2023: <a href="https://www.basilicata24.it/2023/10/elezioni-il-m5s-la-matematica-e-la-storia-130498/">Elezioni: Il M5S, la matematica e la storia</a></strong></p>
<p class="occhiello">&#8220;Vendersi l’anima in cambio di un progetto vincente per cambiare le cose può avere un senso, farlo per una perdente ammucchiata dove conta solo la conquista del potere e così condannarsi alla irrilevanza è da fessi&#8221;</p>
<p><strong>18 ottobre 2023: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/10/basilicata-verso-le-elezioni-non-si-capisce-un-granche-131005/"><strong>Basilicata verso le elezioni: non si capisce un granché</strong></a></p>
<p>“Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!” affermava Mao Zedong</p>
<p><strong>30 ottobre 2023: <a href="https://www.basilicata24.it/2023/10/elezioni-regionali-in-basilicata-spettacolo-non-entusiasmante-131355/">Elezioni regionali, in Basilicata spettacolo non entusiasmante</a></strong></p>
<p>A breve ci saranno le elezioni regionali. Al momento rispetto alle tornate precedenti non si registrano innovazioni di metodo e di merito e, onestamente, lo spettacolo sino ad ora offerto non entusiasma</p>
<p><strong>10 novembre 2023: <a href="https://www.basilicata24.it/2023/11/il-governo-dei-patrioti-odia-il-sud-131662/">Il governo dei ‘patrioti’ odia il Sud</a></strong></p>
<p class="occhiello">La falsa narrazione della politica nord-centrica sul Mezzogiorno è smentita dai dati</p>
<p><strong>20 novembre 2023: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/11/aldo-cazzullo-e-la-narrazione-sui-neoborbonici-131954/"><strong>Aldo Cazzullo e la narrazione sui neoborbonici</strong></a></p>
<p>La polemica serve a coprire le verità sulle condizioni storiche e attuali Mezzogiorno</p>
<p><strong>23 Novembre 2023: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/11/il-sud-i-neoborbonici-e-aldo-cazzullo-132130/"><strong>Il Sud, i neoborbonici e Aldo Cazzullo</strong></a></p>
<p>&#8220;Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire&#8221;</p>
<p><strong>11 Dicembre 2023: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/12/basilicata-elezioni-chiorazzo-e-parte-del-sistema-non-estraneo-al-sistema-132571/"><strong>Basilicata, elezioni: “Chiorazzo è parte del sistema, non estraneo al sistema”</strong></a></p>
<p>&#8220;Il M5S mostra gravi carenze di iniziativa politica per essere il primo partito lucano alle scorse politiche&#8221;</p>
<p><strong>29 Dicembre 2023: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/12/basilicata-elezioni-angelo-chiorazzo-la-casa-nostra-e-il-rischio-suicidio-del-m5s-133052/"><strong>Basilicata, elezioni: Angelo Chiorazzo, “la casa nostra” e il rischio suicidio del M5S</strong></a></p>
<p>Impossibile comprendere la logica della fase pre-elettorale nel campo che si propone di battere Bardi e Co. Materia per psicologi o per una serie televisiva horror, o comica se si preferisce, ma non banale</p>
<p><strong>09 Gennaio 2024: </strong><a href="https://www.basilicata24.it/2024/01/elezioni-chiorazzo-si-chiorazzo-no-la-storia-infinita-133329/"><strong>Elezioni. Chiorazzo sì Chiorazzo no: la storia infinita</strong></a></p>
<p>Centrosinistra in commedia: sarà uno spasso vedere come usciranno dal cul de sac in cui si sono cacciati e da cui per uscirne ci vorrà un sac de cul</p>
<p class="post-title"><strong>14 Gennaio 2024: <a href="https://www.basilicata24.it/2024/01/elezioni-basilicata-elencare-i-problemi-non-significa-avere-anche-le-soluzioni-133508/?share_from=facebook&amp;fbclid=IwAR0KIM0J3dBKKSidLrKy3_qBQof0u7EsTQBgqwV1a1aOEq-27jXvNGgvnpc">Elezioni, Basilicata: “elencare i problemi non significa avere anche le soluzioni”</a></strong></p>
<p class="occhiello">Sulla sanità solo chiacchiere senza fondamento: se ti viene un infarto in uno dei nostri paesini di montagna?</p>
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		<title>La Basilicata non deve soccombere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 15:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia - Politica - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Audizione Comitato Referendum Basilicata presso I CCP Affari Istituzionali del Consiglio Regionale della Basilicata: Relazione del Comitato  Craco  La Basilicata non deve soccombere Il comunicato stampa della Prima Commissione Il no del Comitato Referendum Basilicata: “Il parere dei cittadini lucani deve contare come quello dei lombardi e veneti. Bisogna difendere gli interessi  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-5"><h1 style="text-align: center;">Audizione Comitato Referendum Basilicata presso I CCP <em>Affari Istituzionali</em> del Consiglio Regionale della Basilicata: Relazione del Comitato</h1>
<div id="attachment_4778" style="width: 910px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4778" class="wp-image-4778 size-full" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco.jpg" alt="" width="900" height="657" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco-200x146.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco-300x219.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco-400x292.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco-600x438.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco-768x561.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco-800x584.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/Craco.jpg 900w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><p id="caption-attachment-4778" class="wp-caption-text">Craco</p></div>
<h1 style="text-align: center;">La Basilicata non deve soccombere</h1>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
<h1><strong><a href="https://www.consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/notizia.html?t=ACR&amp;id=253146&amp;fbclid=IwAR3l8WWjGBv4jWLv3zXJ0g5MjISrtDlspLouegohSfQ-79J5H_-l5stA-9Q">Il comunicato stampa della Prima Commissione</a></strong></h1>
</li>
</ul>
<p><strong><span class="light-obj-name h6">Il no del Comitato Referendum Basilicata: “Il parere dei cittadini lucani deve contare come quello dei lombardi e veneti. Bisogna difendere gli interessi della nostra terra”</span></strong></p>
<p>La prima Commissione consiliare (Affari istituzionali) del Consiglio regionale della Basilicata, presieduta da Gianuario Aliandro (Lega), si è riunita questo pomeriggio presso l’Aula del Parlamentino del Consiglio regionale, in via Verrastro.</p>
<p>Nel primo punto all’ordine del giorno, sono stati approvati a maggioranza i verbali delle sedute precedenti. Il consigliere Cifarelli ha espresso parere negativo al verbale riguardante la seduta del 12 settembre, che aveva esaminato le candidature per la nomina del Presidente dell’Ente di Gestione del Parco Naturale regionale del Vulture e del Presidente dell’Ente di Gestione del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano.</p>
<p>L’organismo consiliare ha, poi, proceduto all’esame dell’atto amministrativo n. 349/2023, attinente alla sostituzione e alla nomina del componente del Consiglio direttivo dell’Ente di gestione del Parco archeologico, storico naturale delle chiese rupestri del materano, in rappresentanza del Comune di Montescaglioso. Il presidente Aliandro ha descritto il contenuto dell’atto, riguardante “la nomina dell’ingegnere Monica Ditaranto quale componente del Consiglio direttivo dell’Ente Parco, in rappresentanza del Comune di Montescaglioso, in sostituzione di Anna Cifrese”.</p>
<p>La prima Commissione consiliare, inoltre, si è espressa sulla delibera della Giunta regionale n. 372 del 23 giugno 2023, relativa alla nomina del Direttore generale dell’Azienda sanitaria di Potenza ASP. L’organismo consiliare, nel corso della seduta, ha licenziato, con voto favorevole a maggioranza, l&#8217;atto relativo alla &#8220;nomina a Direttore generale dell’Azienda sanitaria del capoluogo lucano del dottor Antonello Maraldo, il cui incarico avrà una durata di tre anni&#8221;.</p>
<p>I lavori della Commissione sono proseguiti con l’esame dell’atto n. 356/2023, inerente alla nomina del Direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata. Nello specifico, il presidente Aliandro ha illustrato l’atto che decreta “la nomina del dottor Antonio Fasanella quale Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata per un periodo pari a cinque anni decorrenti dalla data di insediamento”.</p>
<p>È seguita l’audizione del Comitato Referendum Basilicata, che ne aveva fatto espressamente richiesta, “in merito all’autonomia differenziata, ai sensi dell’art. 19 dello Statuto regionale riguardante il referendum consultivo”. Il Comitato ha presentato una relazione esplicativa, dal titolo “La Basilicata non deve soccombere”, con l’obiettivo di esporre alla Commissione “le ragioni dell’iniziativa referendaria con i relativi quesiti”. Il documento spiega le ragioni per cui il Comitato intende “raccogliere le firme per indire dei referendum consultivi in base all’art. 19 dello Statuto regionale finalizzati a far esprimere i lucani sull’autonomia differenziata e sulle sue conseguenze”.</p>
<p>L’ingegner Pietro De Sarlo ha sintetizzato le finalità del Comitato: “Riteniamo che una materia così importante, come quella dell’autonomia differenziata debba trovare un’ampia discussione democratica visto che gli esiti di questa norma, se approvata, peseranno sul futuro di intere generazioni della Basilicata e del Sud in genere. Il referendum consultivo in materia di autonomia differenziata fu indetto dai Presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia il 22 ottobre 2017, per avviare la richiesta di autonomia differenziata, che trova sbocco nell’attuale ddl Calderoli: il parere dei cittadini lucani deve contare come quello dei lombardi e veneti. Vi chiediamo, pertanto, quali rappresentanti istituzionali, di difendere gli interessi di questa terra”.</p>
<p>Ha rimarcato la posizione del Comitato, a nome anche degli altri componenti, Valentino Romano: “Vogliamo esprimere il dissenso al disegno di legge sull’autonomia differenziata. Siamo favorevoli a un’idea di federalismo che parta dal basso e coinvolga le comunità locali, riallacciandoci al pensiero di Gaetano Salvemini”.</p>
<p>Nel corso del dibattito è intervenuto, per il Comitato, l’ex consigliere regionale, Enzo Acito, sostenendo come “l’autonomia differenziata sia stata, di fatto, già anticipata nella recente riforma del Codice degli appalti”.</p>
<p>I consiglieri regionali Sileo e Quarto hanno rilevato “l’importanza della relazione del Comitato, frutto di un’analisi attenta e che merita uno studio approfondito da parte della Commissione”, sottolineando che “pur essendo favorevoli all’autonomia differenziata, l’attuazione di questo percorso avrebbe necessariamente bisogno di una classe dirigente più che virtuosa, capace di garantire, anche nelle regioni più piccole, le stesse opportunità che ci sono negli altri territori italiani”.</p>
<p>Il consigliere Giorgetti ha rimarcato la sua “contrarietà all’autonomia differenziata&#8221;. “Sono tra i sottoscrittori della proposta del Comitato &#8211; ha affermato Giorgetti &#8211; poiché ritengo che la nostra regione ne sarebbe molto svantaggiata”. Infine, il consigliere Leggieri, nel ringraziare il Comitato “per aver fornito una documentazione puntuale con proposte e quesiti”, ha delineato l’opportunità di “mettere in campo un confronto sull’argomento che coinvolga l’intero Consiglio regionale”.</p>
<p>Hanno partecipato ai lavori della prima Commissione consiliare, oltre al presidente Aliandro, i consiglieri regionali Bellettieri (FI), Quarto (FdI), Sileo e Giorgetti (Gruppo Misto), Polese (Iv-RE), Cifarelli (Pd), Leggieri (M5s).</p>
<div class="font-weight-bold text-secondary">MBL</div>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
<h1><strong>LA RELAZIONE DEL COMITATO REFERENDUM BASILICATA</strong></h1>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Premessa</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel ringraziare il Presidente e l’intera Commissione per aver convocato la odierna audizione al fine di agevolare la comprensione dei temi referendari da noi posti in materia di Autonomia Differenziata abbiamo ritenuto opportuna, oltre all’esposizione orale, la formulazione e la redazione del presente documento scritto che viene fornito sia in forma cartacea sia in forma digitale. Speriamo con questo di aver fatto cosa gradita all’intera Commissione, che meglio potrà seguire le nostre argomentazioni, e agli Uffici incaricati della verbalizzazione.  Chiediamo la messa agli atti del presente documento.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le premesse culturali e storiche del progetto di Autonomia Differenziata<a style="font-size: 16px; background-image: url('img/anchor.gif');" name="_Toc146530503"></a></h3>
<p style="text-align: justify;">Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno D’Italia, in sostituzione del Regno di Sardegna, e l’Italia, almeno in apparenza, fu unita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto Unitario nacque molto prima e l’accelerazione finale iniziata con le guerre napoleoniche e, con un processo a volte discontinuo con incertezze di percorso e incoerenze di forme e sostanze, si concluse 60 anni dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto autonomista / secessionista di alcune regioni e forze politiche è iniziato 40 anni fa e, sottotraccia, le volontà disgregatrici della Unità Nazionale permangono.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le trame risorgimentali e le trame separatiste</h3>
<p style="text-align: justify;">Giusto per fare un piccolo florilegio delle trame risorgimentali ricordiamo la Repubblica Napoletana nel 1799, il parlamento delle Due Sicilie nel 1820  e ancora nel 1848, mentre, sempre nel 1848, Vittorio Emanuele II, succeduto al Re Tentenna Carlo Alberto, inviava i bersaglieri a Genova a sedare con sangue, stupri e terrore il governo autonomo cittadino proclamato dai mazziniani. Qui si posero le radici di uno Stato violento, che alla sete di giustizia sociale del brigantaggio rispose con gli stessi strumenti utilizzati a Genova, con una violenza a cui i Borbone non avevano neanche lontanamente pensato per sedare le varie rivolte sociali. Stato che nacque portando in sé l’origine del fascismo, nato dalla saldatura tra gli interessi del Nord borghese e industriale e quelli del latifondo al Sud e che vide protagonista la violenza, come sistema per risolvere i conflitti sociali, non solo a Genova ma anche a Pietrarsa nel 1863 e a Milano nel 1898 con Bava Beccaris .</p>
<p style="text-align: justify;">C’è stato persino un momento in cui si pensava che i Borbone, e il Regno delle Due Sicilie, potessero essere gli unificatori del Bel Paese, tanto che Giuseppe Verdi scrisse l’inno La Patria in favore di Re Ferdinando II. Sotto traccia i comitati carbonari, la massoneria, e tante piccole e grandi iniziative che sfuggivano ai radar della maggioranza della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come per l’Unità d’Italia ci vollero 60 anni di lavorio sotterraneo non si può parlare di Autonomia Differenziata senza riconoscerne le origini nella matrice secessionista e antimeridionalista nata 40 anni fa con la Lega Nord sui prati di Pontida quando si propagandava la secessione della Padania dal resto d’Italia o, almeno, come affermava Giancarlo Pagliarini, parlamentare della Lega Nord dal 1992 al 2006 e Ministro del bilancio e della programmazione economica dal maggio 1994 al gennaio 1995 durante il primo Governo Berlusconi, proclamando la necessità di una Italia a due velocità con due monete diverse: la lira del Nord e la lira del Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">La visione antimeridionalista era evidente nei raduni leghisti sui prati di Pontida o tra i riti dell’ampolla consumati tra il Moncenisio e la Laguna Veneta, i giochi celtico padani a suon di cazzotti in faccia e tiri alla fune ritmati da slogan come: “ammazza un terrone risparmia un milione” o “Forza Etna” e altre amenità  del genere. Il 9 maggio 1997 un gruppo di separatisti veneti occupò con un ‘Tanko’, rudimentale carro armato montato su un trattore, piazza San Marco a Venezia e le bandiere italiane venivano bruciate nelle piazze del Nord. Qualche malversazione come quelle che costrinse il Trota, figlio di Umberto Bossi, alle dimissioni da consigliere regionale lombardo, e il fallimento della Banca Padana ha frenato l’immagine ‘<em>diversa</em>’ del Nord e della Lega Nord ma gli autori di queste prodezze continuano da 40 anni a coltivare un disegno secessionista dove ‘ognuno è padrone a casa propria’ e dove finalmente si potrà realizzare il ‘canale d’Africa’ che separa il Sud dal nord Italia e dove i coccodrilli mangiano i terroni che cercano di attraversarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">A queste ‘correnti’ di pensiero non fu estraneo, anzi ne fu protagonista, Roberto Calderoli che si sposò in prime nozze con rito celtico: non riusciamo a ritenere che si sia trasformato in un fervente meridionalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo senza tema del ridicolo e senza che la società civile e il ceto intellettuale e dirigente del Paese reagisse. Anzi, il responsabile economico protempore del PD, Emanuele Felice, mandava nel 2013 alle stampe un libro dal titolo impegnativo, <em>Perché il Sud è rimasto indietro</em>, dove si mettevano insieme i più triti luoghi comuni sulla natura antropologica del divario e si invitavano i ‘terroni’ a selezionare meglio la propria classe dirigente perché con tutti i guai che aveva il Nord o il Sud se la cavava da solo o amen.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tutte le critiche che si possono fare ai politici del Sud ci pare che il fatto che il ceto dirigente del Sud sia peggio di quello del Nord sia tutto da dimostrare. Oppure pensate sul serio che i presidenti Occhiuto e Bardi siano peggio di Fontana, Formigoni o Zaia oppure che Manfredi sia peggio di Sala?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La vera differenza tra i politici del Nord e quelli del Sud, rectius tra la classe dirigente del Nord e quella del Sud, è che al Nord nessuno si vergogna di difendere gli interessi del proprio territorio, al Sud sì. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tanto che nella riunione del 30 aprile 2015, quando la commissione bicamerale sul federalismo fiscale doveva approvare i coefficienti perequativi previsti in Costituzione e Giorgetti, attuale ministro dell’economia e Finanza, spaventato dal loro costo chiese la secretazione degli atti, nessun deputato e senatore del Sud, membro della commissione, era presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010 Luca Ricolfi, presidente della Fondazione Hume e dell’Osservatorio del Nord Ovest, struttura della Università di Torino, in un saggio che fece epoca, <em>Il sacco del Nord</em>, a pagina 143 del suo libro sosteneva che “<em>Il tenore di vita del cittadino del Nord vale 26.714 euro, quello del cittadino del Sud 30.138, circa il 13% in più. Conclusione il divario c’è ma a favore del Sud</em>”. Ma come arrivava a queste conclusioni Ricolfi? Il tenore di vita lo definiva come sommatoria di tre componenti: il potere di acquisto, al Sud diceva che era inferiore dell’11% rispetto al nord; i consumi pubblici, affermava che al Sud erano inferiori del 29,6%; ma attribuendo un valore al tempo libero, terza componente che misura il tenore di vita  e che al Sud abbonda per la disoccupazione e la mancanza di opportunità, ecco che la somma si ribalta: al Sud beneficiano di 7.000 euro l’anno in più come controvalore del maggior tempo libero che vale allo stesso modo per un disoccupato di Scampia o un amministratore di banca in via Brera a Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una palese sciocchezza, ma il titolo del libro fece breccia, probabilmente pochi lo lessero ma occupò dibattiti e influenzò la pubblica opinione in modo significativo e il titolo fu un pretesto per tutte le fantasiose denigrazioni del Sud e dei suoi abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrambi i libri dicevano la stessa cosa: del Sud non se ne può più e la causa dei suoi mali sono i meridionali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Un lungo cammino verso l’Autonomia Differenziata</h3>
<p style="text-align: justify;">Con queste premesse il 7 ottobre del 2001, promosso da un esausto governo di centrosinistra, si tenne un referendum costituzionale di modifica del Titolo V che prevedeva la sostituzione di 7 articoli (114, 116, 117, 118, 119, 120, 127), la modifica di 2 articoli (123, 132) e l&#8217;abrogazione di 6 articoli o disposizioni (115, 124, 125 comma 1, 128, 129 e 130).</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi si ridefinivano le materie rientranti nella potestà legislativa esclusiva e/o concorrente dello Stato e delle Regioni. Inoltre si abolivano istituzioni come il Commissario del Governo, la facoltà per il Governo di sollevare, rispetto alle leggi regionali, questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta, o questioni di merito dinanzi alle Camere, innescando in tal modo un controllo di tipo preventivo, restando soltanto un controllo di tipo successivo e per soli motivi di legittimità; aboliva il controllo di legittimità, da parte dello Stato, sugli atti amministrativi della regione (esercitato da un&#8217;apposita Commissione di controllo); aboliva il controllo, da parte della Regione, sugli atti delle Province e dei Comuni (esercitato dal CORECO).</p>
<p style="text-align: justify;">Votò il 34% degli aventi diritto e fu approvato con il 64% dei voti scrutinati. In pratica fu approvata dal 21% degli aventi diritto. Un quinto della popolazione italiana ha approvato una modifica così scellerata da influenzare negativamente tutto il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">La modifica maggiore riguardò le materie su cui si può chiedere l’Autonomia Differenziata, che sono:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;</li>
<li>Commercio con l’estero;</li>
<li>Tutela e sicurezza del lavoro;</li>
<li>Istruzione (fatto salvo per l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con l’esclusione dell’istruzione e della formazione negli istituti scolastici professionali);</li>
<li>Professioni;</li>
<li>Ricerca scientifica e tecnologica;</li>
<li>Sostegno all’innovazione per i settori produttivi;</li>
<li>Tutela della salute;</li>
<li>Alimentazione;</li>
<li>Ordinamento sportivo;</li>
<li>Protezione civile;</li>
<li>Governo del territorio;</li>
<li>Porti e aeroporti civili;</li>
<li>Grandi reti di trasporto e di navigazione;</li>
<li>Ordinamento della comunicazione;</li>
<li>Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;</li>
<li>Previdenza complementare e integrativa</li>
<li>Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;</li>
<li>Valorizzazione dei beni culturali e promozione e organizzazione di attività culturali;</li>
<li>Valorizzazione dei beni ambientali;</li>
<li>Casse di risparmio e casse rurali;</li>
<li>Aziende di credito a carattere regionale;</li>
<li>Enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">La domanda che sorge spontanea è come si potrà parlare ancora di Stato Unitario se tutte le Regioni dovessero chiedere l’Autonomia su tutte le 23 materie previste. Un esempio lo abbiamo in questi giorni quando il Governo sulla questione dei migranti deve negoziare sia in Europa sia con le 21 regioni e province autonome per la collocazione dei centri di accoglienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra domanda è su quali materie, vista l’adesione della Regione Basilicata al progetto Calderoli, la Regione intende chiedere l’autonomia e con quali risorse una regione piccola come la Basilicata riuscirà a farvi fronte.</p>
<p style="text-align: justify;">Per anni e con nomi diversi, ricordate la devolution?, la questione della autonomia rimase sottotraccia fino alla svolta dei referendum consultivi di Lombardia e Veneto del 22 ottobre del 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum lombardo aveva come quesito:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell&#8217;unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l&#8217;attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all&#8217;articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all&#8217;articolo richiamato?”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum, fatto sulla base dell&#8217;articolo 52 dello Statuto Regionale, non prevedeva quorum per la sua validità ed era stato deliberato dal Consiglio Regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu votato dal 36% degli elettori lombardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum veneto aveva questo quesito:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum fu fatto sulla base di  un decreto emanato direttamente dal Presidente della Regione veneta <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Zaia">Luca Zaia</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La data fissata, concordata con la Lombardia, aveva, secondo Luca Zaia, un valore altamente simbolico della volontà separatista poiché ricadeva nell’anniversario del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plebiscito_del_Veneto_del_1866">plebiscito di annessione del Veneto</a> al Regno d’Italia potendosi così riaffermare la “genetica voglia di autodeterminazione del popolo veneto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum fu approvato dal 57% dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che entrambi i referendum ebbero origine da un impulso politico dei vertici regionali la dice lunga sulla necessità di questi vertici di trarre forza dalla volontà popolare, evidenziando che le spinte secessioniste e separatiste traevano forza dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà l’adesione in Lombardia fu scarsa e modesta in Veneto. Ma su un tema così importante i presidenti di regione Fontana e Zaia chiesero e ottennero un mandato specifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo che anche in Basilicata e in tutte le regioni del Sud e del Nord si sia chiamati ad esprimersi su un tema che scuote alla base i vincoli unitari in modo che sia chiara a tutta Italia la posta in gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai referendum seguirono dei preaccordi tra alcune regioni e il governo centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare il 28 febbraio 2018 tra il Governo Gentiloni, ormai a fine mandato e un mese prima delle elezioni politiche, e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto furono firmati gli accordi preliminari in merito all’Autonomia Differenziata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 28 aprile 2022 il ministro pro tempore degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, anche qui con un governo ormai agli sgoccioli, presentò il DDL sulla autonomia differenziata che, come ricordò il Presidente Mario Draghi nel suo ultimo discorso al Senato, faceva parte dei programmi residui del governo.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica tutto l’arco parlamentare ha giocato superficialmente e colpevolmente su una materia di enorme delicatezza.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="_Toc146530506"></a>Il residuo fiscale</h3>
<p style="text-align: justify;">A giustificare le richieste di autonomia differenziata del Nord si è sempre utilizzata, impropriamente, l’espressione “<strong>residuo fiscale</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema sempre riproposto è che le regioni del Nord ad elevato PIL finanziano il Sud ma che questo finanziamento di ‘solidarietà’ deve avere un limite.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto occorre fare chiarezza sul significato di Residuo Fiscale. Questo venne concettualizzato dal premio Nobel del 1986 James Buchanan, nel suo saggio <em>Federalism and fiscal equity</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo termine si intende la differenza tra quanto i singoli individui forniscono al finanziamento pubblico e quanto ricevono in termini di spesa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché il presupposto di ogni comunità politica o sociale, piccola a piacere, è quello dell’omogeneo del trattamento in tutta la comunità delle persone a parità di reddito, ne consegue, secondo Buchanan,  che in qualsiasi parte di essa l’individuo decida di risiedere riceverà lo stesso trattamento. Il residuo fiscale maggiore di un territorio deriva semplicemente dal fatto che in quel territorio per vari motivi sono concentrati individui con redditi più elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, secondo Buchanan, giustificava il differente residuo fiscale tra i vari Stati degli USA e dal punto di vista etico il trasferimento di risorse tra gli Stati più ricchi e quelli più poveri. Il residuo fiscale è un diritto degli individui, e in una unica comunità politica la mutualità e solidarietà è tra individui e non tra i territori. Così come la tassazione riguarda gli individui e non i territori. Mutatis mutandis questo vale anche per le regioni italiane, per le province all’interno della stessa regione, per le città all’interno della stessa provincia, per i quartieri all’interno della stessa città e persino all’interno di un singolo condominio.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si mette in discussione questo principio non ha più ragione di essere la comunità nazionale o la comune amministrazione di un condominio. Tant’è che sui principi di uguaglianza si basano tutte le Costituzioni e nessuna Costituzione può prevedere che alcuni abbiano diritti superiori degli altri in base alla frazione di territorio in cui risiedono. Quindi utilizzare il residuo fiscale nei termini con cui è comunemente utilizzato per giustificare l’autonomia differenziata significa proporre la secessione, oltre a una manifesta incapacità culturale. A riprova, se su questa base si chiede l’autonomia differenziata regionale, poi qualcuno chiederà quella provinciale, quella comunale quella di quartiere ecc. e viene meno qualsiasi sentimento di comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio pratico per chiarire la questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo un pensionato che risieda in un comune della Val Brembana e che prende 2.000 euro di pensione al mese. Se decidesse di trasferirsi in un altro comune italiano, per esempio della Val D’Agri, dovrebbe avere, in base ai principi del residuo fiscale, lo stesso diritto a essere curato e più o meno gli stessi servizi pubblici a cui è abituato. Però come sappiamo dalla pratica corrente non è così, perché in Lombardia si possono utilizzare economie di scala e di scopo rispetto alla Basilicata, che è grande la metà del Veneto e ha un decimo dei suoi abitanti, e quindi, sul piano teorico, si dovrebbe spendere di più in Basilicata che in Lombardia per dare lo stesso servizio sanitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi nel comune della Val Brembana, che ipotizziamo abbia 1.000 abitanti, come l’ipotetico comune della Val D’Agri, risiedessero 100 pensionati a 2.000 euro al mese e nel comune della Val D’Agri solo 50 a 500 euro al mese, nel comune della Val Brembana entrerebbero ogni mese 200.000 euro di denaro fresco con ovvie conseguenze sulle produzioni e servizi locali (p.e. frutta e verdura o badanti) e quindi sul PIL mentre nel comune della Val D’Agri solo 25.000 euro. Questo giustifica un PIL decisamente minore, <em>ceteris paribus</em>, nel comune della Val D’Agri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nostra pratica corrente sappiamo benissimo che tanti emigrati tornerebbero volentieri al proprio comune di origine ma non lo fanno per timore della scarsa qualità della assistenza sanitaria e dei servizi pubblici. Questo, come abbiamo visto, incide anche sul PIL.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La verità sulla spesa pubblica</h3>
<p style="text-align: justify;">Tutto il dibattito che si è sviluppato sulla Autonomia Differenziata parte dal presupposto che al Sud si drenino risorse enormi a fronte di nessuna produzione di ricchezza e questo nonostante i tanti interventi straordinari a favore del Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">È proprio grazie al dibattito sui LEP, ossia Livelli Essenziali di Prestazione, che sta  venendo in luce una realtà completamente diversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sillogismo dell’attuale DDL Calderoli dice che per fare l’autonomia differenziata occorre garantire gli stessi diritti sociali e civili in tutto il Paese. Svimez osserva che per farlo occorrono almeno 100 miliardi anno, questo implica che già oggi non sono garantiti gli stessi diritti civili e sociali in tutto il Paese nell’omertoso silenzio di stampa e classe dirigente e vertici delle Istituzioni … da sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre quindi smentire alcuni luoghi comuni da cui nasce il progetto della Autonomia Differenziata e lo facciamo grazie ai dati dei Conti Pubblici Territoriali prodotti dalla Agenzia per la Coesione Territoriale, voluta da Carlo Azeglio Ciampi e vigilata direttamente dal Presidente del Consiglio, che pubblica ogni anno i dati della spesa pubblica ripartita per regione. Questi contengono una serie storica scorrevole di 10 anni, sono consultabili con semplici query, e dettagliano la ripartizione di oltre 1.109 miliardi di euro per il 2021. Le spese monitorate rappresentano il 100% della spesa pubblica corrente.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il Nord produce di più e deve avere di più?</h3>
<p style="text-align: justify;">A parte la legittimità costituzionale di una affermazione del genere occorre dire che già oggi è così. Nel grafico seguente abbiamo messo in correlazione il PIL, in ascisse, e la Spesa Pubblica pro capite corrente, in ordinate, del 2021. L’indice massimo di correlazione è 1, quello minimo 0. Quindi un indice di correlazione di 0,75 indica una correlazione elevata e nello specifico ci dice che già oggi dove c’è PIL maggiore c’è spesa pubblica maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4782 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-totali.png.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-totali.png-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-totali.png-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-totali.png-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-totali.png-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-totali.png.jpg 640w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" />Se dividiamo il grafico della figura in quatto quadranti, in cui il primo quadrante in alto a sinistra, rappresenta l’area dove la spesa pubblica media per abitante è superiore alla spesa media Nazionale mentre il PIL è inferiore alla media, vediamo che non c’è nessuna regione. Quindi? Nessuna regione può essere classificata come regione che approfitta delle altre regioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo quadrante, in alto a destra, rappresenta l’area dove sia il PIL sia la spesa pubblica sono sopra la media nazionale, procedendo in senso orario nel terzo quadrante abbiamo le ragioni che hanno un PIL superiore e una spesa pubblica inferiore alla media nazionale. In questa area troviamo solo due regioni, Toscana e Veneto, ma per importi trascurabili. Nel quarto e ultimo quadrante sia il PIL sia la spesa pubblica sono inferiori alla media nazionale. Quindi dove c’è la spoliazione predicata del Sud nei confronti del Nord? Dove è il ‘sacco del Nord’ propagandato da Ricolfi e alla base della Autonomia Differenziata?<a name="_Toc146530509"></a>Al Sud vivono di assistenza?<a name="_Toc146530509"></a> Sud vivono di assistenza?</p>
<h3 style="text-align: justify;">Al Sud vivono di assistenza?</h3>
<p style="text-align: justify;">In realtà se questa volta mettiamo in correlazione il PIL con la spesa per le Politiche Sociali vediamo, nel grafico seguente, che la correlazione aumenta addirittura a 0,85. Ossia si spende di più per le politiche sociali dove il PIL è maggiore. In questa voce sono comprese le spese di previdenza, interventi in campo sociale, assistenza e beneficienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4783 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-sociali.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-sociali-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-sociali-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-sociali-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-sociali-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/spese-sociali.jpg 640w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" />Nel quadrante di quelli con PIL superiore alla media e spesa per politiche sociali inferiore c’è solo il Veneto. Mentre in questo caso ci sono due regioni del centro (Umbria e Marche) che hanno una spesa media superiore e un PIL inferiore alla media nazionale. Ma anche in questo caso siamo prossimi all’incrocio delle rette che dividono il grafico e quindi si tratta di una dimensione trascurabile.</p>
<p style="text-align: justify;">In Lombardia siamo a 8.003 euro anno pro capite in Campania a 5.491. I dipendenti delle istituzioni non profit, secondo l’Istat, sono, nel 2021, 181 per ogni 10.000 abitanti in Lombardia mentre in Campania solo 55. Alla base della diversa occupazione nel non profit tra Lombardia e Campania ci sono questioni antropologiche, come sempre ci fanno credere, o è un problema di risorse?</p>
<h3 style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4784 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/occupati-terzo-settore.png" alt="" width="577" height="665" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/occupati-terzo-settore-200x231.png 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/occupati-terzo-settore-260x300.png 260w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/occupati-terzo-settore-400x461.png 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/occupati-terzo-settore.png 577w" sizes="(max-width: 577px) 100vw, 577px" /></h3>
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<h3 style="text-align: justify;">Al Sud evadono le tasse?</h3>
<p style="text-align: justify;">Pare proprio di no, in figura si vede che l’indice di correlazione tra il PIL e le entrate tributarie è addirittura di 0,97. Quello che stupisce è in realtà l’incidenza delle entrate fiscali sul PIL che è praticamente uguale ovunque. Poiché la Costituzione recita all’art. 53 che “<em>Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività</em>” ci saremmo aspettati un aumento della incidenza delle imposte pagate nelle regioni con maggiore PIL Pro capite.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4785 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/PIl-Tassa.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/PIl-Tassa-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/PIl-Tassa-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/PIl-Tassa-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/PIl-Tassa-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/PIl-Tassa.jpg 640w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" />La stima della evasione non è semplice, ma oltre alla evasione c’è anche l’elusione di tante imprese che pagano tasse risibili in Olanda o nei paradisi fiscali europei e che risiedono prevalentemente al Nord e di cui nessuna parla mai.</p>
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<h3 style="text-align: justify;">Il Sacco del Sud</h3>
<p style="text-align: justify;">Insomma a guardare i dati più che sacco del Nord dobbiamo parlare di sacco del Sud. Nella tabella seguente riportiamo i dati della spesa pubblica corrente nei vari settori pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorso a parte il gap infrastrutturale tra Nord e Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettendo insieme le due cose risulta un insostenibile differenziale di trattamento tra Nord e Sud e, nel caso di Autonomia Differenziata occorre ristabilire la <em>par conditio</em> tra le regioni, perché il Sud non vuole, non può e non deve soccombere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno il Mezzogiorno d’Italia (Sud e Isole) beneficia di una spesa pubblica corrente inferiore di quasi 100 miliardi di euro l’anno in meno rispetto al centro nord e non ha infrastrutture decenti.</p>
<p style="text-align: justify;">In che modo e in quale maniera l’Autonomia Differenziata rappresenta una opportunità per il Sud? Come corregge questi squilibri? Lo chiediamo con forza a tutti i meridionali favorevoli a questa riforma.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4786 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/proseptto-generale.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/proseptto-generale-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/proseptto-generale-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/proseptto-generale-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/proseptto-generale-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/proseptto-generale.jpg 640w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4790 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/tab.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/tab-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/tab-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/tab-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/tab-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/tab.jpg 640w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3>Le cause storiche del divario Nord – Sud</h3>
<p style="text-align: justify;">L’Unità tra il Piemonte e la Lombardia era chiara da motivare. La Lombardia, come il Veneto, era sotto il dominio austriaco che aveva un’altra lingua e appariva esotico rispetto ai luoghi e quindi la retorica risorgimentale poteva puntare sull’italianità e sull’appartenenza allo stesso popolo. La retorica aveva solidi appigli e non aveva bisogno d’altro che non l’anelito della ricongiunzione delle italiche genti e la Nazione italica aveva bisogno di un unico Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le stesse argomentazioni non potevano valere per giustificare l’annessione del Regno delle Due Sicilie alla nuova Italia sotto la corona dei Savoia. I Borbone erano una dinastia naturalizzata napoletana da secoli. Tra l’altro essendo il Regno il più grande d’Italia in un primo momento era proprio stato visto come il regno ‘unificatore’, tanto che Giuseppe Verdi compose per Ferdinando II l’inno La Patria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quindi la necessità di dipingere il Regno delle Due Sicilie come l’impero del male e i Borbone come la peggiore dinastia in assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il Plebiscito la rivolta dei briganti rese necessaria una nuova narrazione che dipingeva dei poveri contadini come antropologicamente portati a delinquere. A questo ci pensò Lombroso a cui la pubblica Università piemontese ha dedicato un museo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la malastampa sui Borbone e poi sui briganti si riversò infine su tutti i meridionali generando quello che Carlo Levi definiva il complesso di inferiorità dei meridionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so come altro spiegare il disinteresse delle classi politiche e dirigenti del Sud verso il proprio territorio se non con questo complesso di inferiorità così ben descritto da Levi.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso far risalire le origini del divario ai Borbone o alla antropologia dei meridionali non trova spazio nei numeri.</p>
<p style="text-align: justify;">Numeri prodotti dalla Università di Siena e che ci dicono che dal 1871 il divario Nord Sud è peggiorato di circa 30 punti e che alcune regioni come la Campania e la Sicilia che nel 1871 avevano un PIL pro capite sopra la media nazionale (la Campania) o prossima (la Sicilia) ora sono tra le regioni più povere d’Italia e d’Europa e se la logica ha ancora un senso in questo Paese questo significa che le classi dirigenti che sono venute dopo i Borbone per il Sud hanno fatto peggio di loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4787 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica.jpg 640w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Come è maturato il divario in sintesi</h3>
<p style="text-align: justify;">La Basilicata risorgimentale chiedeva due cose al nuovo Stato Unitario: la distribuzione delle terre cosiddette usurpate, retaggio dei diritti feudali, e il collegamento veloce tra lo Ionio e il Tirreno.</p>
<p style="text-align: justify;">La riforma agraria e la distribuzione delle terre avvenne nel 1950, 90 anni dopo la realizzazione della Unità e quando il Paese si lasciva indietro il proprio passato contadino per abbracciare l’industrializzazione e ancora oggi attendiamo la strada di collegamento veloce tra Ionio e Tirreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per decidere il tracciato ferroviario tra Salerno e Reggio Calabria ci vollero trenta anni di discussioni perché al razionale tracciato proposto dalla commissione Lavori Pubblici presieduta dal banchiere milanese Antonio Allievi, detto tracciato interno che valorizzava l’enorme piana tra Metaponto e Sibari, si oppose strenuamente fino ad averla vinta il moliternese Petruccelli della Gattina che con motivazioni ‘singolari’ chiedeva in sostanza l’attuale tracciato ferroviario.</p>
<p style="text-align: justify;">Così si ottennero due effetti: un ritardo enorme rispetto al Nord che nel frattempo veniva riempito di infrastrutture e un tracciato poco utile allo sviluppo del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’insieme delle due fece sì che Zanardelli dovette a inizio ‘900 traversare la regione a dorso di mulo lasciandolo interdetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra il 1950 e il 1970 si sviluppa l’industria per scelta solo al Nord provocando ondate migratorie verso in Nord e quando negli anni ’80 si cercò di recuperare era ormai troppo tardi perché iniziava lo sviluppo del settore dei servizi, poi la globalizzazione e quando finalmente si pensava di mettere mano a qualche infrastruttura al Sud, come la Lauria – Candela si doveva entrare in Europa e tutto fu di nuovo bloccato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non però l’Alta Velocità ferroviaria che arriva fino a Napoli, non le inutili autostrade come la BreBeMi o la Pedemontana fatte al Nord.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico periodo in cui la divergenza si attenuò è stato nel periodo in cui l’economia del Sud beneficiava delle rimesse degli emigranti che pensavano di rientrare nella terra di origine e oltre a comperare elettrodomestici per le proprie case costruivano edifici e comperavano terreni. Salvo poi a abbandonare il progetto perché, al contrario dei veneti, le proprie terre di origine erano troppo lontane dai mercati significativi del Nord Ovest.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ultima considerazione riguarda la mitologia della Cassa Per il Mezzogiorno e in genere dell’intervento straordinario finanziato in vario modo (FERS o PNRR).</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre distinguere cosa è ordinario e cosa è straordinario. Se al Nord una autostrada a 4 corsie è ordinario questo stesso intervento non può essere considerato straordinario al Sud.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4788 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-2.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-2-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-2-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-2-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-2-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/serie-storica-2.jpg 640w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">La politica dello struzzo e gli intellettuali italiani</h3>
<p style="text-align: justify;">Tutta la prima metà dell’800 fu caratterizzata da un insieme di riunioni clandestine di carboneria e massoneria ignote alla maggioranza dei cittadini che promosse il progetto unitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi gruppi di intellettuali sfuggirono talmente ai radar della politica e dei governi costituiti tanto che proprio i protagonisti di questi ‘circoli’ unitari finirono per assumere posizioni di rilievo nei governi degli Stati preunitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni esempi sono il principe Neri Corsini nel granducato di Toscana e Liborio Romano nel Regno della Due Sicilie. Per non parlare di Francesco De Santis che insegnò alla Nunziatella fino al 1848 tanto da formare i vertici dell’esercito delle Due Sicilie alla causa unitaria e gli effetti si videro solo  una decina di anni dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">All’epoca questi movimenti sfuggirono anche ai radar della gran parte della  popolazione e nessun anticorpo al progetto unitario e nessuna reazione sul piano culturale maturò nella società civile degli Stati Preunitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Analogamente oggi nessuna reazione sul piano culturale si vede in Italia a un progetto secessionista che dura da più di 40 anni. Anzi i ‘separatisti’ o in una versione più edulcorata gli ‘autonomisti’ occupano da 40 anni posizioni di rilievo nella organizzazione dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo del già citato Giancarlo Pagliarini ma anche di Bobo Maroni e in epoche più recenti di Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli, che di là dalle dichiarazioni ufficiali, mi paiono conservare le idee secessioniste della Lega delle origini. Idee secessioniste nascoste allora da parole come ‘devolution’ e oggi da Autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">A queste idee nessun anticorpo pare emergere nella cosiddetta società civile, anzi per lungo tempo le idee della Lega hanno preso piede anche nel ceto dirigente intellettuale di sinistra e di tutti quelli che attribuiscono al Sud il fallimento dello Stato unitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente di più falso e se non ci si libera da 162 anni di pubblicistica antimeridionale  sarà difficile contrastare sul piano culturale il progetto secessionista.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo vedere una Stato italiano compresso tra l’identità europea e quella localistica, costretto da un lato alla cessione di sovranità verso l’Europa e dall’altro alla cessione di sovranità su materie fondamentali a favore delle regioni non fa ben sperare sul futuro unitario del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno Stato costretto a continue mediazioni in Europa e al proprio interno, finirà per assumere su di sé la responsabilità di tutte le inefficienze e i fallimenti e non resterà che la riforma in senso presidenziale della governance generale per tenere formalmente unito il Paese ma che dovrà, per necessità di cose, essere accompagnato da uno stato di polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Come per tutta la prima metà dell’800 nessuna classe intellettuale e dirigente contrastò sul piano culturale e intellettuale la necessità dell’Italia unita oggi nessun intellettuale e nessun appartenente al ceto dirigente politico e non avversa l’idea della autonomia sul piano culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anzi il virus della Autonomia, o se preferite della secessione, contagia anche vasti strati del ceto intellettuale meridionale che in riunioni più o meno palesi inizia a chiedersi se alla fine questa idea secessionista non convenga anche al Sud, anzi più al Sud che al Nord.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa operazione di contrasto sul piano culturale non può non passare attraverso una operazione verità sui conti pubblici e sulle reali ragioni del progressivo divario Nord Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa nostra richiesta di referendum ha lo scopo anche di mettere in discussione 162 anni di pubblicistica antimeridionale che attribuisce al Mezzogiorno il fallimento del progetto Unitario.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="_Toc146530514"></a>I quesiti referendari che intendiamo proporre</h3>
<p style="text-align: justify;">Per tutte queste, e per ancora altre ragioni, intendiamo opporci al DDL sulla Autonomia Differenziata, non per presa di posizione o per avversità a una parte politica, ma per necessità di sopravvivenza della Basilicata e del Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non possiamo neanche più accontentarci della sopravvivenza. L’Autonomia differenziata ha scoperchiato un vaso di Pandora pieno di tutte le ingiustizie che patiamo al Sud, anche a causa della nostra acquiescenza storica alle ragioni del Nord.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro NO alla Autonomia Differenziata è anche l’inizio di un ragionamento per individuare il nostro piano per il futuro, il nostro piano di sviluppo e questi referendum sono necessari e servono per aprire un dibattito pubblico sulle nostre prospettive.</p>
<p style="text-align: justify;">È un NO per affermare l’impossibilità senza infrastrutture e con una spesa pubblica corrente inferiore di quasi 5.000 euro anno per abitante rispetto al centro nord di invertire la rotta e ridurre il divario Nord Sud Autonomia o non Autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un NO di retroguardia di chi non vuole cambiare le cose, ma un NO di rilancio per rendere evidenti le nostre necessità e il nostro potenziale di sviluppo: un NO per cambiare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">È anche un modo per dire che non esistono dei cittadini italiani più uguali di altri ed è un modo per dire che se si sono espressi i cittadini lombardi e veneti con i referendum sulla richiesta di autonomia è giusto che possano esprimersi anche i cittadini lucani, sperando di essere di esempio per le altre regioni del Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">È anche un fatto di dignità umana, un fatto di rispetto verso noi stessi la nostra storia e le future generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi i quesiti, dando ampia disponibilità a trovare con la Commissione una stesura definitiva che sia coerente con gli assetti normativi attuali:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Opposizione al DDL sulla Autonomia Differenziata</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Sulla legittimità e difetto di rappresentanza della adesione della Regione Basilicata al DDL sulla Autonomia Differenziata formulata da Vito Bardi nella Conferenza Stato Regioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Quesito:  Volete voi che la Regione Basilicata si opponga al DDL sulla Autonomia Differenziata e nel caso di sua approvazione presenti ricorso alla Corte Costituzionale?</p>
<ol style="text-align: justify;" start="2">
<li>Esercizio dell’autonomia su tutte le materie previste</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Sulla completa attuazione della Autonomia e sulla par condicio tra le regioni italiane sulla situazione di partenza al momento della approvazione della autonomia).</p>
<p style="text-align: justify;">Quesito:   Volete voi che, nella denegata ipotesi in cui il DDL sulla Autonomia Differenziata venga approvato, la Regione Basilicata chieda l’autonomia su tutte le 23 materie di legislazione concorrente previste dall’art. 117 della Costituzione corredate da una dotazione economica e infrastrutturale di partenza in modo da garantire la par condicio con le altre regioni?</p>
<ol style="text-align: justify;" start="3">
<li>Tassazione dei proventi delle estrazioni e fonti energetiche lucane</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Sull’utilizzo delle tasse nazionali maturate sul territorio regionale in analogia sulla pretesa delle regioni del nord di finanziare l’autonomia regionale con le risorse provenienti da tasse nazionali maturate sui territori regionali).</p>
<p style="text-align: justify;">Quesito:  Volete voi che nell’ambito del DDL Calderoli la Regione Basilicata, qualora diventi legge, eserciti la richiesta di Autonomia  Differenziata in relazione alle Materie Energetiche  e che richieda di trattenere tutte le tasse nazionali sui profitti delle estrazioni di combustibili fossili, la loro raffinazione e tutte le imposte e tasse derivanti dalla produzione e distribuzione di energia da tutte le fonti possibili (termico, eolico, idroelettrico, fotovoltaico) e imponga alle compagnie petrolifere la costituzione di un fondo per il ripristino ambientale dei centri oli e dei pozzi dismessi e incidentati?</p>
<ol style="text-align: justify;" start="4">
<li>Ridefinizione dei LEA</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Sulla penalizzazione della regione Basilicata nella attuale definizione dei LEA).</p>
<p style="text-align: justify;">Quesito: Volete voi che la Regione Basilicata presenti richiesta di ridefinizione dei LEA che non tengono conto delle economie di scala e di scopo penalizzando una regione come la Basilicata che è grande come la metà del Veneto e con un numero di abitanti di un decimo del Veneto?</p>
<ol style="text-align: justify;" start="5">
<li>Trasparenza sulla determinazione dei LEP</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">(Sulla democrazia e trasparenza e sulla pretesa del governo di secretare atti che smentiscono gran parte dei luoghi comuni sul Mezzogiorno e fanno comprendere alla pubblica opinione le reali motivazioni del progetto di legge sulla Autonomia Differenziata)</p>
<p style="text-align: justify;">Quesito: Volete voi che la Regione Basilicata monitori costantemente i lavori della Commissione per i LEP e ne renda pubblici i documenti e i verbali e che chieda la desecretazione di tutti i documenti relativi alla determinazione dei LEP, dei Fondi Perequativi e di tutti gli altri documenti utili per la comprensione di tutti gli aspetti relativi alla Autonomia Differenziata?</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="_Toc146530515"></a>Osservazioni sullo Statuto e sul rendere effettiva la partecipazione democratica</h3>
<p style="text-align: justify;">Poiché manca ancora la legge attuativa dello Statuto ci permettiamo alcuni sommessi spunti propositivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più semplice riguarda la possibilità, peraltro già prevista in sede nazionale, di raccogliere le firme on line ( DPCM 9 settembre 2022 ) per tutte le tipologie di partecipazione democratica (Capo 1 Statuto Regione Basilicata).</p>
<p style="text-align: justify;">Più complesso il quadro generale degli istituti di partecipazione con riguardo a due questioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima è la difformità, regione per regione, dei limiti di accesso e delle forme di partecipazione. Viene spontaneo chiedersi se la Costituzione, che garantisce parità di diritti per tutti i cittadini italiani, venga rispettata nel momento in cui i diritti di partecipazione sono così variegati da regione a regione sia nelle forme che nei limiti di accesso.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4791" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti.jpg" alt="" width="1140" height="522" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti-200x92.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti-300x137.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti-400x183.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti-600x275.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti-768x352.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti-800x366.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti-1024x469.jpg 1024w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-statuti.jpg 1140w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></p>
<p style="text-align: justify;">A questo link un quadro sinottico di confronto tra le regioni ( <a href="https://www.riformeistituzionali.gov.it/media/1402/allegato-1-schede-regionali-istituti-partecipazione.pdf">https://www.riformeistituzionali.gov.it/media/1402/allegato-1-schede-regionali-istituti-partecipazione.pdf</a> ) . In particolare sui referendum consultivi l’interpretazione di questo istituto differisce molto tra le regioni. In molte si distingue tra referendum consultivo obbligatorio ( art. 133, secondo comma, della Costituzione ) e facoltativo dove spesso non si fa riferimento alla raccolta delle firme e sembra che l’iniziativa sia consentita solo ai consiglieri regionali e Presidenti di Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Emblematici i referendum consultivi del 2017 in materia di autonomia differenziata di Lombardia e Veneto dove l’iniziativa fu presa direttamente dai  Presidenti delle rispettive Giunta Regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda riguarda la Basilicata che  ha una vera anomalia per il numero di firme necessarie per le Leggi di Iniziativa Popolare (LIP) vedi tabella seguente.</p>
<p style="text-align: justify;">In altri termini se la Regione Basilicata applicasse l’incidenza delle firme necessarie per la LIP sul numero di abitanti Nazionale, della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna la situazione sarebbe la seguente (invece delle 4000 firme richieste)In sintesi andrebbe significativamente abbassato il numero di firme necessarie per la LIP, ma questo numero è previsto già in Statuto, mentre non è previsto nulla in Statuto per quanto riguarda il referendum consultivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4793 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-2.jpg" alt="" width="777" height="362" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-2-200x93.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-2-300x140.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-2-400x186.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-2-600x280.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-2-768x358.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/confronto-2.jpg 777w" sizes="(max-width: 777px) 100vw, 777px" />Quindi al fine di facilitare l’accesso alle forme di democrazia diretta prevista in statuto e nelle more delle necessarie modifiche statutarie si potrebbe ridurre il numero delle firme richieste sui referendum consultivi da 5.000 a una cifra compresa tra le 500 firme e le 1000.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre infine affrontare il tema della ammissibilità</p>
<p style="text-align: justify;">I referendum del 2017 di Lombardia e Veneto hanno avuto una lunga gestazione che ha portato alla  sentenza della Corte Costituzionale n. 118 del 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso i quesiti referendari costituiscono un precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre la Consulta della Regione Emilia Romagna ha approvato la raccolta delle firme per la LIP con un testo che, se approvato dai referendum, blocca ogni iniziativa di richiesta di autonomia differenziata.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel seguito il comunicato stampa  In allegato delibera e relativa comunicazione di ammissibilità della raccolta firme in Emilia Romagna ricevuti dal Comitato No Ad dell’Emilia Romagna.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4794" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/emilia.jpg" alt="" width="643" height="530" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/emilia-200x165.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/emilia-300x247.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/emilia-400x330.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/emilia-600x495.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/emilia.jpg 643w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="_Toc146530516"></a>Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Egregio Presidente, consiglieri tutti, siete i nostri rappresentanti da noi liberamente scelti per la difesa degli interessi della nostra comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo richieste personali, non abbiamo altre ambizioni se non metterci a vostra disposizione e a disposizione della intera comunità a beneficio di questa piccola ma grande regione perché pensiamo che meriti un futuro migliore di quello che è stato il suo passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci saranno a breve le prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, speriamo di ritrovarvi tutti nel prossimo Consiglio e a voi chiediamo aiuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non potremmo fare a meno di chiedere a tutte le forze politiche e a tutti i candidati a presidente di questa Regione conto del loro orientamento sulla questione della autonomia differenziata e come intendono fare fronte alle sfide per il futuro della nostra terra.</p>
<p><strong>Allegato 1</strong>  <a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/All.-3-Prot-21-07-2023-0018565-U-Allegato-NA°-1-Delibera-n.-13-del-2023-pdl-autonomia-differenziata-timbrato-Emilia.pdf">All. 3 &#8211; Prot&#8211;21-07-2023-0018565-U &#8211; Allegato NÂ° 1 &#8211; Delibera-n.-13-del-2023-pdl-autonomia-differenziata-timbrato Emilia</a></p>
<p><strong>Allegato 2</strong> <a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/alla-4-Prot-21-07-2023-0018565-U-File-primario-comunicazione-ammissibilitA-timbrato-Emilia-1.pdf">alla 4 &#8211; Prot&#8211;21-07-2023-0018565-U &#8211; File primario &#8211; comunicazione-ammissibilitÃ -timbrato Emilia (1)</a></p>
<p style="text-align: justify;">AUDIZIONE DEL 27 SETTEMBRE 2023 DEL COMITATO REFERENDUM BASILICATA PRESSO LA PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE AFFARI ISTITUZIONALI, COMPONENTI</p>
<p style="text-align: justify;">Presidente: Gianuario Aliandro &#8211; Gruppo Lega Salvini Basilicata</p>
<p style="text-align: justify;">Membri:      Gerardo Bellettieri &#8211; Gruppo Forza Italia per Bardi</p>
<p style="text-align: justify;">Gerardina SIleo &#8211; Gruppo Misto</p>
<p style="text-align: justify;">Gino Giorgetti &#8211; Gruppo Misto</p>
<p style="text-align: justify;">Massimo Zullino &#8211; Gruppo Basilicata Oltre</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo Baldassarre &#8211; Gruppo Idea Per un’altra Basilicata</p>
<p style="text-align: justify;">Piergiorgio Quarto &#8211; Gruppo Fratelli D’Italia</p>
<p style="text-align: justify;">Maurizio Marcello Giorgio Pittella &#8211; Gruppo Prospettive Lucane</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Cifarelli &#8211; Gruppo Comunità Democratica – Partito Democratico</p>
<p style="text-align: justify;">Mario Polese Gruppo-  Italia Viva Renew Europe</p>
<p style="text-align: justify;">Gianni Leggieri &#8211; Gruppo Movimento 5S</p>
<p>RELATORI COMITATO REFERENDUM</p>
<p>Pietro de Sarlo</p>
<p>Valentino Romano</p>
<p style="text-align: justify;">Potenza 27 settembre 2023</p>
</div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/09/28/la-basilicata-non-deve-soccombere/">La Basilicata non deve soccombere</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>COMUNICATO STAMPA LE MINACCE DELLA MAFIA AL MINISTRO CALDEROLI: I CITTADINI HANNO DIRITTO DI SAPERE LA VERITA’</title>
		<link>https://www.pietrodesarlo.it/2023/09/02/comunicato-stampa-le-minacce-della-mafia-al-ministro-calderoli-i-cittadini-hanno-diritto-di-sapere-la-verita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2023 10:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia - Politica - Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pietrodesarlo.it/?p=4769</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/09/02/comunicato-stampa-le-minacce-della-mafia-al-ministro-calderoli-i-cittadini-hanno-diritto-di-sapere-la-verita/">COMUNICATO STAMPA LE MINACCE DELLA MAFIA AL MINISTRO CALDEROLI: I CITTADINI HANNO DIRITTO DI SAPERE LA VERITA’</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-6"><p><img decoding="async" class="wp-image-4770 size-full aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp.jpg" alt="" width="986" height="828" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp-200x168.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp-300x252.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp-400x336.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp-600x504.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp-768x645.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp-800x672.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/09/COMUNICATO-STAMPA-calderoli-omp.jpg 986w" sizes="(max-width: 986px) 100vw, 986px" /></p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>ATTO DI DIFFIDA STRAGIUDIZIALE E MESSA IN MORA: REFERENDUM NO AD</title>
		<link>https://www.pietrodesarlo.it/2023/08/01/atto-di-diffida-stragiudiziale-e-messa-in-mora-referendum-no-ad/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 06:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalla Carta di Venosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA: AUTONOMIA DIFFERENZIATA: LA BASILICATA NON DEVE SOCCOMBERE IL COMITATO REFERENDUM BASILICATA DIFFIDA BARDI, CICALA E ALIANDRO Un gruppo di cittadini, che si riconoscono nei valori della Carte di Venosa, nel mese di marzo 2023 costituirono il Comitato Referendum Basilicata, nell’intento di promuovere iniziative referendarie di contrasto all’approvazione del DDL Calderoli sulla Autonomia  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/08/01/atto-di-diffida-stragiudiziale-e-messa-in-mora-referendum-no-ad/">ATTO DI DIFFIDA STRAGIUDIZIALE E MESSA IN MORA: REFERENDUM NO AD</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-7"><p><img decoding="async" class="wp-image-4741 size-large aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-1024x573.jpg" alt="" width="1024" height="573" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-200x112.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-300x168.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-400x224.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-600x336.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-768x430.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-800x447.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1-1024x573.jpg 1024w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/regione-basilicata-1080x604-1.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h3>COMUNICATO STAMPA:</h3>
<p style="text-align: center;">AUTONOMIA DIFFERENZIATA: LA BASILICATA NON DEVE SOCCOMBERE</p>
<p style="text-align: center;">IL COMITATO REFERENDUM BASILICATA <strong>DIFFIDA</strong> BARDI, CICALA E ALIANDRO</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di cittadini, che si riconoscono nei valori della Carte di Venosa, nel mese di marzo 2023 costituirono il Comitato Referendum Basilicata, nell’intento di promuovere iniziative referendarie di contrasto all’approvazione del DDL Calderoli sulla Autonomia Differenziata, meglio noto come Spaccaitalia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato in data 4 aprile 2023 chiese al Presidente del Consiglio Regionale, Carmine Cicala, di conoscere i riferimenti normativi e organizzativi per poter avviare la raccolta firme previsti nello Statuto della Regione Basilicata all’articolo 19, comma 2, e di mettere a conoscenza l’intero Consiglio Regionale della iniziativa referendaria.</p>
<p style="text-align: justify;">In data 3 maggio 2023 il Presidente Cicala rispondeva che allo stato la legge regionale prevista al citato comma 2 non era stata ancora varata ma che nelle more ci si poteva rivolgere all’Ufficio Legislativo e Segreteria Commissioni Consiliari e metteva a conoscenza della iniziativa tutti i consiglieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 14 maggio il Comitato Referendum Basilicata inviava PEC di sollecito e al Presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali, Gianuario Aliandro, la richiesta di essere ascoltati in pubblica audizione per poter esporre le ragioni dell’iniziativa e dei quesiti referendari proposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi la Regione Basilicata con un atteggiamento da muro di gomma e dilatatorio, in tutte le sue componenti, ancora non risponde alle richieste del Comitato Referendum Basilicata violando il diritto dei cittadini alla partecipazione democratica della vita pubblica per cui, in data odierna, il Comitato <strong>ha presentato formale diffida </strong>ad adempiere ai propri doveri istituzionali nei confronti del Presidente della Giunta Vito Bardi, del Consiglio regionale Carmine Cicala e del presidente della Prima Commissione Gianuario Aliandro.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ricorda che il Referendum Consultivo in materia di Autonomia Differenziata fu indetto dai Presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia il 22 ottobre 2017 per avviare la richiesta di Autonomia Differenziata, che trova sbocco nell’attuale DDL Calderoli, e che la Consulta della Regione Emilia Romagna ha dato via libera per la raccolta delle firme per una Legge di Iniziativa Popolare contro l’autonomia differenziata: <strong>il parere dei cittadini lucani deve contare come quello dei lombardi, veneti, emiliani e romagnoli mentre evidentemente per Bardi, Cicala e Aliandro i cittadini lucani hanno minori diritti dei cittadini del Nord!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre la Regione dorme si moltiplicano le adesioni al Comitato Referendum Basilicata da parte di semplici cittadini e dalla parte più sensibile e attenta della politica lucana sia a livello di partiti sia a livello di singoli consiglieri regionali.  </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A tutti chiediamo di aderire al Comitato Referendum con due sole discriminanti: l’amore per la Basilicata e il Sud e l’avversione al progetto Spaccaitalia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>31 luglio 2023 </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per aderire alla carta di Venosa scrivi a: <a href="mailto:cartadivenosa@gmail.com">cartadivenosa@gmail.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Per aderire al Comitato Referendum scrivi a:  <a href="mailto:comitatoreferendumbasilicata@gmail.com">comitatoreferendumbasilicata@gmail.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli aderenti al Comitato: Enzo Acito, Giovanni Bulfaro, Nicola Campanelli, Francesco Castelgrande, Donatella Cavallo, Giovanni Colangelo, Antonio Dell’Arso, Pietro De Sarlo, Vito Epifania, Antonio Feo, Porzia Fidanza, Gino Giorgetti, Giacinto Grieco, Aldo Laspagnoletta, Gianni Leggieri, Giovanni Lettieri, Teresa Lettieri, Arnaldo Lomuti, Nicola Manfredelli, Giovanni Perrino, Gianni Pittella, Felicetta Renna, Valentino Romano, Luciano Sabia, Aldo Santarsiero, Fabrizio Santarsiero, Pierluigi Scaldaferri, Francesco Topi, Donato Tummolo, Massimo Vaccaro, Elena Vigilante, Angelo Zullino, Massimo Zullino</p>
<p style="text-align: justify;">Nel seguito atto di diffida.</p>
<h3>ATTO DI DIFFIDA</h3>
<p style="text-align: center;">ATTO DI DIFFIDA STRAGIUDIZIALE E MESSA IN MORA</p>
<p style="text-align: justify;">Al sig. Presidente della Giunta Regionale della Basilicata, <strong>Vito Bardi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al sig. Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, <strong>Carmine Cicala</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al sig. Presidente della Prima Commissione Affari Istituzionale del Consiglio Regionale della Basilicata, <strong>Gianuario Aliandro</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Comitato Promotore per il Referendum Consultivo sull&#8217;Autonomia Differenziata</strong> in persona del responsabile p.t. Pietro Francesco Maria De Sarlo, n. a  Napoli il 2.4.56 e res. in &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; C.F. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-, che dichiara di voler ricevere ogni comunicazione relativa al presente atto all’indirizzo pec: comitatoreferendumbasilicata@pecprivato.it</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>espone</strong></p>
<p style="text-align: justify;">quanto segue:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>il Comitato, da tempo impegnato per chiarire ai cittadini lucani i rischi ed i costi collegati all&#8217;approvazione del DDL sull&#8217;Autonomia Differenziata, ha promosso varie iniziative (incontri, dibattiti, convegni, comunicati stampa) per contrastare un provvedimento legislativo assunto a livello nazionale senza alcun coinvolgimento dei cittadini residenti nei vari territori;</li>
<li>al fine di dare voce ai “silenziosi” e consentire a chi corre il rischio di pagare sulla propria pelle scelte politiche scellerate, di esprimere il proprio pensiero in maniera chiara e diretta, chiedeva alla Regione Basilicata di poter indire un Referendum Consultivo ai sensi del Capo I dello Statuto, che intende favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte più importanti, senza delega alcuna;</li>
<li>nelle varie interlocuzioni con gli Uffici preposti (Presidenza del Consiglio Regionale, Presidenza I^ Commissione Affari Istituzionali, Ufficio Legislativo e Segreteria Generale della Giunta), veniva chiaramente indicata la volontà di indire un Referendum Consultivo, con l&#8217;indicazione dei quesiti e la richiesta di chiarimenti in ordine alle procedure da adottare per la raccolta delle firme, sulla base dell&#8217;art.19 (comm.1-2) del vigente Statuto della Regione Basilicata;</li>
<li>in particolare, quello citato era il contenuto della nota del 4.4.23 (all.1), riscontrata con Pec del 3.5.23 con cui il Presidente del Consiglio Regionale comunicava che la L.R. che dovrebbe regolamentare la raccolta firme non era (è) ancora stata approvata, per cui – nelle more – era possibile rivolgersi agli uffici competenti (all.2);</li>
<li>in data 13.5.23 il Comitato chiedeva un&#8217;audizione al Presidente della I^ Commissione consiliare permanente (all.3), rimasta priva di riscontro;</li>
<li>analoga sorte toccava alla nota di sollecito del 14.6.23 (all.4), nonché a quella indirizzata all&#8217;Ufficio Legislativo Regionale sempre il 13.5.23 (all.5), nonché alla richiesta/sollecito del Consigliere regionale Gianni Leggieri in data 16.6.23 (all.6).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Tanto premesso, si fa rilevare come dal 4.4.23 (ovvero, quasi 4 mesi) la Regione Basilicata non abbia ancora fornito alcuna risposta precisa in ordine alle richieste presentate.</p>
<p style="text-align: justify;">Con ciò procrastinando, sine die, un momento di confronto democratico previsto dalla Costituzione e sancito dallo Statuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le formali risposte fornite, se pur ammissibili, sono in netto contrasto con le norme di buon andamento dell’amministrazione (art.97 Cost.), nonché con la granitica giurisprudenza al riguardo che impone, in ogni caso, anche con un’interpretazione estensiva dei termini richiamati da altra legge, di fornire una risposta entro tempi ragionevoli e, comunque, non superiori a 60 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni diversa interpretazione renderebbe il cittadino completamente inane dinanzi ad una P.A. che potrebbe decidere di rispondere, o anche di non rispondere, a proprio completo piacimento; ciò costituirebbe senz’altro un arbitrio che, si ritiene, nessuno voglia legittimare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, poiché il Comitato Promotore del Referendum sull&#8217;Autonomia Differenziata ovviamente non può e comunque non intende nel modo più assoluto per un verso consentire all’inadempiente REGIONE BASILICATA comportamenti ed omissioni che la legge ed il contratto indiscutibilmente vietano e, rispettivamente, esigono si censuri, per altro verso subire nei suoi interessi l’ulteriore pregiudizio, ogni giorno più grave ed intollerabile, che l’illegittimo comportamento denunciato gli procura;</p>
<p style="text-align: justify;">col presente atto, nel tentativo estremo di provocare una risposta concreta e il conseguenziale adempimento da parte dell’ENTE</p>
<p style="text-align: justify;">INVITA E DIFFIDA</p>
<p style="text-align: justify;">il Presidente della Giunta Regionale della Basilicata <strong>Vito Bardi</strong>, legale rappresentante p.t.,</p>
<p style="text-align: justify;">il Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata <strong>Carmine Cicala</strong>,</p>
<p style="text-align: justify;">il Presidente della I^ Commissione permanente del Consiglio Regionale della Basilicata <strong>Gianuario Aliandro</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a volere</strong></p>
<p style="text-align: justify;">senza ulteriore ritardo, ripristinare gli atti ed i comportamenti dovuti in adempimento degli obblighi di legge, di quelli regolamentari, di quelli contrattuali e di rito, ai fini del più completo adempimento delle obbligazioni assunte e connaturate al ruolo ed alla funzione, <strong>provvedendo all’immediata comunicazione dei dati richiesti in ordine alle modalità di raccolta firme per l&#8217;indizione di un Referendum Consultivo,</strong> evitando ogni ulteriore ritardo che incida sui diritti del Comitato e dei cittadini lucani;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>avverte</strong></p>
<p style="text-align: justify;">i destinatari del presente invito e contestuale diffida che, in mancanza di adempimento entro il termine di rito, saranno assunti, secondo le modalità di legge, i necessari e dovuti provvedimenti, anche in relazione ad eventuali responsabilità penali in caso di omissione e/o adempimento parziale, nonché per il risarcimento dei danni conseguenti alla inattività e/o al ritardo nella risposta che inciderebbe negativamente sulla possibilità di far esprimere il popolo lucano prima che il provvedimento legislativo venga approvato definitivamente dal Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Potenza, 31 luglio 2023</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Comitato Promotore del Referendum sull&#8217;Autonomia Differenziata</p>
<p style="text-align: justify;">Pietro Francesco Maria De Sarlo</p>
<p><a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Allegato-1-.jpg"><strong>Allegato 1</strong></a></p>
<p><a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Allegato-2.pdf"><strong>Allegato 2</strong></a></p>
<p><a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Allegato-3.pdf"><strong>Allegato 3</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Allegato-4.jpg">Allegato 4</a> </strong></p>
<p><a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Allegato-5.pdf"><strong>Allegato 5</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Allegato-6.jpg">Allegato 6</a> </strong></p>
<h3>RASSEGNA STAMPA</h3>
<p>31 luglio 2023 &#8211;<a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Video-WhatsApp-2023-07-31-ore-21.33.37.mp4"> <strong>TG3 Basilicata</strong> </a></p>
<p>31 luglio 2023 &#8211; Basilicata 24 &#8211; <strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/07/autonomia-differenziata-la-basilicata-non-deve-soccombere-3-128527/">Autonomia differenziata: la Basilicata non deve soccombere</a> </strong></p>
<p>31 luglio 2023 &#8211;  Sassi Live &#8211;  <strong><a href="https://www.sassilive.it/cronaca/politica/autonomia-differenziata-la-basilicata-non-deve-soccombere-comitato-referendum-basilicata-diffida-bardi-cicala-e-aliandro/">Autonomia differenziata, la Basilicata non deve soccombere. Comitato Referendum diffida Bardi, Cicala, ALiandro</a> </strong></p>
<p>1 agosto &#8211; Il Quotidiano del Sud &#8211; <a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine-1-WhatsApp-2023-08-01-ore-23.41.44.jpg"><strong>Referendum,</strong> diffidata la regione</a></p>
<p>1 agosto 2023 &#8211; Melandro News &#8211; <strong><a href="https://www.melandronews.it/2023/08/01/autonomia-differenziata-la-basilicata-non-deve-soccombere-il-comitato-referendum-diffida-la-regione/">Autonomia differenziata, “La Basilicata non deve soccombere”. Il Comitato Referendum diffida la Regione </a></strong></p>
<p>1 agosto 2023 &#8211; Gazzetta della Val D&#8217;Agri &#8211; <a href="https://www.gazzettadellavaldagri.it/autonomia-differenziata-il-comitato-referendum-basilicata-diffida-bardi-cicala-e-aliandro/"><strong>Autonomia differenziata: Il comitato referendum Basilicata diffida Bardi, Cicala e Aliandro</strong></a></p>
<p>1 Agosto 2023 &#8211; Melandro News &#8211; <a href="https://www.melandronews.it/2023/08/01/autonomia-differenziata-la-basilicata-non-deve-soccombere-il-comitato-referendum-diffida-la-regione/"><strong>Autonomia differenziata, “La Basilicata non deve soccombere”. Il Comitato Referendum diffida la Regione </strong></a></p>
<p>3 &#8211; agosto 2023 &#8211; Cronache Lucane &#8211; <strong><a href="https://www.lecronachelucane.it/2023/08/01/referendum-ancora-non-varata-la-legge-attuativa-prevista-dallo-statuto-regionale/">Referendum, ancora non varata le legge attuativa prevista dallo statuto regionale</a></strong></p>
<h3>PRIMA RISPOSTA DALLA REGIONE</h3>
<p>1 agosto 2023 &#8211; Prima risposta del Presidente della Prima commissione : <a href="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/08/Riscontro-richiesta-audizione.pdf"><strong>Ad agosto siamo chiusi, se me parla a settembre</strong></a></p>
</div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/08/01/atto-di-diffida-stragiudiziale-e-messa-in-mora-referendum-no-ad/">ATTO DI DIFFIDA STRAGIUDIZIALE E MESSA IN MORA: REFERENDUM NO AD</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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		<title>Il mio NO all&#8217;Autonomia sui quotidiani</title>
		<link>https://www.pietrodesarlo.it/2023/04/23/il-mio-no-allautonomia-sui-quotidiani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 10:48:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fatto Quotidiano blog 17 aprile 2023 - Con l’autonomia differenziata, il governo ridurrà l’Italia a uno Stato medievale che conterà zero Il tema dell’Autonomia Differenziata continua a rimanere sottotraccia, quasi fosse un atto che non riguarda la vita dei cittadini. Alcuni, che si sentono furbi, pensano che sia un modo per le regioni  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/04/23/il-mio-no-allautonomia-sui-quotidiani/">Il mio NO all&#8217;Autonomia sui quotidiani</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-8"><p><strong><img decoding="async" class="size-fusion-800 wp-image-4724 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-800x450.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-200x113.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-300x169.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-400x225.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-600x338.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-768x432.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-800x450.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-1024x576.jpg 1024w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag-1200x675.jpg 1200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/fatto-bas-immag.jpg 1280w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></strong></p>
<h3><strong>Il Fatto Quotidiano blog </strong></h3>
<p><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/17/con-lautonomia-differenziata-il-governo-ridurra-litalia-a-uno-stato-medievale-che-contera-zero/7132603/"><strong>17 aprile 2023</strong></a> &#8211; <strong>Con l’autonomia differenziata, il governo ridurrà l’Italia a uno Stato medievale che conterà zero </strong></p>
<p>Il tema dell’Autonomia Differenziata continua a rimanere sottotraccia, quasi fosse un atto che non riguarda la vita dei cittadini. Alcuni, che si sentono furbi, pensano che sia un modo per le regioni settentrionali di trattenere imposte sul proprio territorio invece di regalare soldi ai terroni che, si sa, sono sfaticati.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/11/la-basilicata-che-si-oppone-allautonomia-differenziata-perche-vogliamo-il-referendum/7126368/">11 aprile 2023</a> &#8211; La Basilicata che si oppone all’autonomia differenziata: perché vogliamo il referendum</strong></p>
<p>L’ipocrisia è il peggior nemico della verità. E allora occorre squarciare il velo di menzogne su questa riforma della Autonomia Differenziata. Innanzitutto sulle sue radici che nulla hanno a che fare con il regionalismo previsto in Costituzione, bensì con quell’humus rappresentato all’inizio degli anni 90 dalle trasmissioni di Lerner come Profondo Nord e Milano Italia: un misto di mistificazione identitaria regionale, separatismo e razzismo nei confronti dei ‘terroni’. Su Rai Play è ancora possibile rivedere il delirio leghista.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/03/29/nasce-il-comitato-per-i-lep-ideato-da-calderoli-al-sud-dico-occhio-al-portafogli/7110480/">29 marzo 2023</a> &#8211; Nasce il comitato per i Lep ideato da Calderoli. Al Sud dico: occhio al portafogli</strong></p>
<p>E così è nato il Comitato per i Lep inventato da Roberto Calderoli e che già nell’acronimo indica una precisa volontà: Clep, come radice di cleptomani. Un buon auspicio per una legge sospettata di togliere a chi ha poco e dare a chi ha tanto.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/03/23/elly-schlein-attacca-le-riforme-di-destra-del-pd-ora-parli-contro-autonomia-differenziata-e-mes/7102543/">23 marzo 2023</a> &#8211; Elly Schlein attacca le riforme di destra del Pd: ora parli contro autonomia differenziata e Mes!</strong></p>
<p>Che dire di Elly Schlein? Sembra spuntare da ET, e comunque è uno spettacolo vederla demolire una dopo l’altra tutte le riforme di destra fatte dal Pd: dal Jobs act all’abolizione dell’articolo 18. È ancora più straordinario vedere con quale nonchalance abbia fatto proprie le bandiere storiche del M5S, dal reddito di cittadinanza al salario minimo, strappandole di mano a un attonito Conte, che su queste bandiere era stato crocifisso proprio dal Pd e dalla stampa collegata.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/03/12/che-succede-se-io-sono-elly-invece-di-giorgia-manca-ancora-una-leadership-per-un-futuro-migliore/7092389/">12 marzo 2023</a>  &#8211; Che succede se ‘io sono Elly’ invece di Giorgia? Manca ancora una leadership per un futuro migliore </strong></p>
<p>‘Si nasce incendiari, si muore pompieri’, Pitigrilli dixit. Chi lo sa se può essere declinato anche al femminile? Al momento ‘io sono Giorgia’ ha già capito che se non vuole fare la fine di Giuseppe Conte, attaccato tutti i giorni pari e pure quelli dispari domenica inclusa ma solo dopo la messa dalla stampa del mainstream, deve sposare il credo liberista e l’agenda Draghi.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/15/che-voto-a-fare-tanto-fanno-quello-che-gli-pare-lho-sentito-al-mercato-e-capisco-il-perche/7065937/">15 febbraio 2023</a> &#8211; Che voto a fare? Tanto fanno quello che gli pare”. L’ho sentito al mercato e capisco il perché</strong></p>
<p>Poco prima del voto delle ultime regionali uno degli argomenti in cima alle discussioni politiche è stata l’Autonomia Differenziata. Il presupposto della riforma, almeno quello ufficiale perché quello reale è il più becero secessionismo strisciante, è che le Regioni essendo più vicine ai cittadini ne conoscono meglio le esigenze e i bisogni.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/04/non-capisco-lentusiasmo-del-governo-sul-decreto-calderoli-ma-e-un-paese-serio-questo/6985205/">4 febbraio 2023</a> &#8211; Non capisco l’entusiasmo del governo sul decreto Calderoli. Ma è un paese serio questo?</strong></p>
<p>Lo ammetto, non capisco l’entusiasmo di tutto il Consiglio dei ministri sul Decreto di Legge Calderoli, altrimenti detto ‘Spacca Italia’. Non capisco innanzitutto la premessa, ossia che il ddl nasca: “per favorire la semplificazione delle procedure, l’accelerazione procedimentale, la sburocratizzazione”. Perdonatemi, qualcuno ha evidenza che le classi politiche e amministrative regionali siano migliori di quelle nazionali e sappiano produrre migliori risultati?</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/02/autonomia-differenziata-il-divario-nord-sud-sarebbe-legge-ma-gli-intellettuali-pensano-a-giarrusso/6982450/">2 febbraio 2023</a> &#8211; Autonomia differenziata, il divario Nord-Sud sarebbe legge. Ma gli intellettuali pensano a Giarrusso</strong></p>
<p>Se avessi la certezza di una reale volontà di stabilire in modo corretto i Lep (Livelli Essenziali nelle Prestazioni) e di finanziarli mi metterei tranquillo in poltrona con popcorn e Coca cola a godermi lo spettacolo. Già, perché definire i Lep significa definire il ‘minimo della pena’ uguale per tutti i territori italiani. Ma quanto costa? &#8211;</p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/11/09/cina-la-germania-ci-fa-affari-dove-la-notizia-piuttosto-pensiamo-allitalia-fanalino-di-coda/6862712/">9 novembre 2022</a> &#8211; Cina, la Germania ci fa affari: dov’è la notizia? Piuttosto, pensiamo all’Italia fanalino di coda </strong></p>
<p>All’improvviso con l’ultimo incontro fra Xi Jinping e Olaf Scholz scopriamo che la Germania ha rapporti commerciali con la Cina. Mah! Dov’è la notizia? C’è da chiedersi dove erano giornalisti e politici italiani nel corso degli ultimi 10 anni quando, dati Eurostat alla mano, la Germania ha incrementato i propri scambi con la Cina del 52,9% raggiungendo una quota pari al 5,3% del proprio Pil e l’Olanda li ha incrementati del 94,2% raggiungendo nel 2020 una quota del 13,4% del Pil.</p>
<h3><strong>Basilicata 24 </strong></h3>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/04/i-politici-del-sud-si-vergognano-di-difendere-gli-interessi-del-proprio-territorio-124723/">20 aprile 2023</a> &#8211; I politici del Sud si vergognano di difendere gli interessi del proprio territorio</strong></p>
<p>Peccato che non si possa fare come nelle squadre di calcio: pochi mesi di ‘prestito’ di Calderoli e Giorgetti al Sud e tutto si smonterebbe in un fiat</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/04/autonomia-differenziata-bardi-e-i-consiglieri-regionali-diano-la-parola-ai-lucani-124455/">14 aprile 2023</a> &#8211; REFERENDUM</strong> <strong>Autonomia differenziata, Bardi e i consiglieri regionali diano la parola ai lucani</strong></p>
<p>Se Bardi e la maggioranza sono in buona fede non avranno difficoltà ad affrontare un dibattito pubblico e un voto referendario in cui avranno modo di convincere i lucani delle loro ragioni, se ne hanno</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/04/autonomia-differenziata-la-basilicata-non-deve-soccombere-124308/">7 aprile 2023</a> &#8211; Autonomia differenziata, la Basilicata non deve soccombere</strong> &#8211;</p>
<p>Comitato cittadini propone 5 referendum consultivi</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/04/myrta-merlino-e-la-lisciata-di-pelo-ai-leghisti-124187/">4 aprile 2024</a> &#8211;  Myrta Merlino e la lisciata di pelo ai leghisti</strong></p>
<p>Ogni volta che bisogna spendere qualche spicciolo al Sud viene fuori la tiritera del Meridione inoperoso, mafioso, incapace</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/03/autonomia-differenziata-la-fuffa-dei-livelli-essenziali-delle-prestazioni-123912/">29 marzo 2023</a> &#8211; Autonomia differenziata: la fuffa dei Livelli Essenziali delle Prestazioni</strong></p>
<p>E così è nato il Comitato per i LEP, inventato da Calderoli e che già nell’acronimo indica una precisa volontà: CLEP, che ha la stessa radice di cleptomane: dal greco κλέπτω, rubare</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/03/la-storia-bandita-la-grancia-e-lautonomia-differenziata-123765/">26 marzo 2023</a> &#8211; La storia bandita, la Grancia e l’autonomia differenziata</strong></p>
<p>&#8220;La storia del Brigantaggio, dei nostri morti ed eroi, è la sola dove i contadini abbiano combattuto per i contadini&#8221;</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/03/autonomia-differenziata-e-unita-ditalia-sono-un-ossimoro-123450/">17 marzo 2023</a> &#8211; Autonomia differenziata e Unità d’Italia sono un ossimoro</strong></p>
<p>Oggi il 162esimo anniversario della nascita dello Stato Italiano: il presidente Mattarella dica qualcosa</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/03/decreto-spaccaitalia-vito-bardi-e-consapevole-delle-sue-scelte-122888/">3 marzo 2023</a> – Decreto Spaccaitalia: Vito Bardi è consapevole delle sue scelte?</strong></p>
<p>Nell’ambito dell’Autonomia Differenziata ha chiesto di trattenere in Basilicata le imposte sui profitti delle estrazioni?</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/02/cara-elly-il-peggio-viene-ora-122748/">27 febbraio 2023</a> &#8211;  Cara Elly, il peggio viene ora</strong></p>
<p>Lettera aperta alla nuova segretaria del Pd</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/02/gentile-myrta-merlino-rispondo-a-una-sua-domanda-retorica-122067/">4 febbraio 2023</a> &#8211; Gentile Myrta Merlino, rispondo a una sua domanda retorica</strong></p>
<p>Alcune osservazioni sulla trasmissione ‘L’aria che tira’ del 3 febbraio 2023</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/01/autonomia-differenziata-seppellira-tutti-e-i-nuovi-poveri-del-nord-patiranno-come-quelli-del-sud-121859/">30 gennaio 2023</a> &#8211; Autonomia differenziata seppellirà tutti e i nuovi poveri del nord patiranno come quelli del sud</strong></p>
<p>Il complesso di inferiorità dei meridionali verso il nord è diventato il complesso degli italiani, in specie settentrionali, verso il nord Europa</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/01/il-pnrr-non-salvera-il-sud-e-il-paese-mentre-lautonomia-differenziata-dara-il-colpo-di-grazia-121215/">12 gennaio 2023</a> &#8211; Il Pnrr non salverà il Sud e il Paese, mentre l’autonomia differenziata darà il colpo di grazia</strong></p>
<p>Ci stiamo indebitando non si capisce bene per fare cosa e al servizio di quale visione sul futuro</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2022/12/gli-apparati-del-pd-cambieranno-pelle-ma-non-molleranno-losso-120379/">12 dicembre 2022</a> &#8211; Gli apparati del Pd cambieranno pelle, ma non molleranno l’osso</strong></p>
<p>Dall’autonomia differenziata alle politiche di destra: Bonaccini, Emiliano, De Luca, Decaro, De Filippo e altri incollati a quel che resta del partito, pronti a distruggerlo per di mantenere un piccolo pezzo di potere</p>
<p><strong><a href="https://www.basilicata24.it/2022/10/a-suon-di-legnate-il-referendum-per-lannessione-al-piemonte-e-il-dna-degli-italiani-118760/">22 ottobre 2022</a> &#8211; A suon di legnate: il referendum per l’annessione al Piemonte e il Dna degli italiani</strong></p>
<p>Ignorare le dinamiche su cui è nato lo Stato unitario non ci aiuta a capire perché nel nostro DNA ci sia sempre l’idea che a risolvere i nostri problemi debba sempre essere lo ‘straniero’</p>
<h3><strong>Affari italiani</strong></h3>
<p><strong><a href="https://www.affaritaliani.it/puglia/pietro-de-sarlo--il-sud-sia-pro-attivo-per-il-suo-futuro-844546.html">14 marzo 2023</a> &#8211; Pietro De Sarlo: &#8216;Il Sud sia pro-attivo per il suo futuro&#8217;</strong></p>
<p>Continua il dibattito sulle opportunità del PNRR e sull&#8217;applicazione incerta e per molti &#8216;inquietante&#8217; dell&#8217;Autonomia differenziata.</p>
<p><strong><a href="https://www.affaritaliani.it/puglia/autonomia-differenziata-ci-vorranno-100-miliardi-di-euro-838144_mm_922216_mmc_3.html">5 febbraio  2023</a> &#8211;  Autonomia differenziata, ci vorranno 100 miliardi di euro</strong></p>
<p>Le riflessioni di Pietro De Sarlo sull&#8217;Autonomia differenziata e i suoi effetti sul Sud e sul Nord dell&#8217;Italia.</p>
</div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/04/23/il-mio-no-allautonomia-sui-quotidiani/">Il mio NO all&#8217;Autonomia sui quotidiani</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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		<title>Le iniziative referendarie dei promotori della Carta di Venosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 09:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalla Carta di Venosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AUTONOMIA DIFFERENZIATA: LA BASILICATA NON DEVE SOCCOMBERE Proposti 5 referendum consultivi Il processo di formazione della legge sulla Autonomia Differenziata mostra la discriminazione storica nei confronti del Mezzogiorno con le evidenze numeriche sia dei Conti Pubblici Territoriali sia delle stime sull’ammontare dei Livelle Essenziali delle Prestazioni necessari per garantire omogenei diritti civili e sociali  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrodesarlo.it/2023/04/08/le-iniziative-referendarie-dei-promotori-della-carta-di-venosa/">Le iniziative referendarie dei promotori della Carta di Venosa</a> proviene da <a href="https://www.pietrodesarlo.it"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-9"><p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4672 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min.jpeg" alt="" width="1600" height="1308" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-200x164.jpeg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-300x245.jpeg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-400x327.jpeg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-600x491.jpeg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-768x628.jpeg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-800x654.jpeg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-1024x837.jpeg 1024w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-1200x981.jpeg 1200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min-1536x1256.jpeg 1536w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/referendum-logo-min.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>AUTONOMIA DIFFERENZIATA: LA BASILICATA NON DEVE SOCCOMBERE</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Proposti 5 referendum consultivi </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="fusion-dropcap dropcap">I</span>l processo di formazione della legge sulla Autonomia Differenziata mostra la discriminazione storica nei confronti del Mezzogiorno con le evidenze numeriche sia dei Conti Pubblici Territoriali sia delle stime sull’ammontare dei Livelle Essenziali delle Prestazioni necessari per garantire omogenei diritti civili e sociali in tutte le regioni italiane, smontando così una dopo l’altra le falsità storiche sulla distribuzione della spesa pubblica corrente tra le regioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La costituzione di un Comitato LEP, infarcito di esperti di <em>latinorum, </em>da un lato esautora il Parlamento dalla definizione dei LEP, che è innanzitutto un <strong>atto politico</strong>, dall’altro sembra più orientato a dare una patente di legittimità costituzionale a una legge che tutto è tranne che rispettosa dei principi di uguaglianza dei cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà l’humus culturale da cui nasce questo processo <strong>eliminando ogni ipocrisia è un diffuso sentimento antimeridionale al Nord e  questo teatro indegno e irrispettoso dell’intelligenza delle persone</strong> serve solo a giustificare quello che è sempre stato fatto: <strong>zero al sud, di qualsiasi cosa si tratti!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi e per molti altri motivi in base all’art. 19 comma 1 e 2 dello statuto della regione Basilicata e sulla base degli esempi dei referendum consultivi di Lombardia e Veneto del 22 ottobre 2017 un gruppo di cittadini che si riconosce nei principi della <strong>Carta di Venosa</strong> ha inviato una PEC ai competenti uffici della regione Basilicata chiedendo di attivare la procedura per la richiesta di <strong>REFERENDUM CONSULTIVO</strong> sui quesiti esposti nel seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiede ai consiglieri Regionali di attivarsi per supportare e rendere esecutiva la richiesta (sono sufficienti 7 consiglieri) e a parlamentari e politici di tutti i partiti di contribuire alla raccolta di firme che intendiamo avviare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo di cittadini, inoltre, ha avviato consultazioni con primari studi legali per produrre un <strong>RICORSO ALLA COMMISSIONE EUROPEA</strong> per la difforme applicazione della distribuzione dei fondi PNRR rispetto all’accordo che li ha istituiti e di valutare il ricorso per discriminazione territoriale in violazione ai principi della <strong>CARTA DEI DIRITTI SOCIALI.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Analoghe iniziative sono previste da promotori della Carta Di Venosa di altre regioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per partecipare al Comitato Referendum Basilicata scrivere a: <a href="mailto:comitatoreferendumbasilicata@gmail.com"><strong>comitatoreferendumbasilicata@gmail.com</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per aderire alla Carta di Venosa scrivere a: <strong>cartadivenosa@gmail.com</strong></p>
<h3>Il testo dei referendum</h3>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4674 aligncenter" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min.jpeg" alt="" width="1138" height="1600" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-200x281.jpeg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-213x300.jpeg 213w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-400x562.jpeg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-600x844.jpeg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-728x1024.jpeg 728w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-768x1080.jpeg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-800x1125.jpeg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min-1092x1536.jpeg 1092w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/testi-referendum-min.jpeg 1138w" sizes="(max-width: 1138px) 100vw, 1138px" /></p>
<h3>La rassegna stampa</h3>
<p>6 aprile 2023  <strong>Telenorba <a href="https://norbaonline.it/2023/04/06/in-basilicata-un-comitato-per-dire-no-all-autonomia-differenziata/">In Basilicata un comitato per dire no all’autonomia differenziata</a></strong></p>
<p>6 aprile 2023 <strong>Le Cronache <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1225370871681227&amp;extid=NS-UNK-UNK-UNK-IOS_GK0T-GK1C&amp;mibextid=2Rb1fB&amp;ref=sharing">AUTONOMIA DIFFERENZIATA, COMITATO A POTENZA</a> </strong></p>
<p>6 aprile 2023 <strong>TRNh24 <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BH21Wm66Izg">No all’Autonomia differenziata, comitato per un referendum</a></strong></p>
<p>7  aprile 2023 <strong>Basilicata 24</strong> <strong><a href="https://www.basilicata24.it/2023/04/autonomia-differenziata-la-basilicata-non-deve-soccombere-124308/">Autonomia differenziata, la Basilicata non deve soccombere</a></strong></p>
<p>7 aprile 2023 <strong>Sassilive <a title="Permalink to Comitato Referendum Basilicata presenta alla Regione Basilicata richiesta per 5 referendum consultivi contro il DDL sull’autonomia differenziata" href="https://www.sassilive.it/cronaca/politica/comitato-referendum-basilicata-presenta-alla-regione-basilicata-richiesta-per-5-referendum-consultivi-contro-il-ddl-sullautonomia-differenziata/" rel="bookmark">Comitato Referendum Basilicata presenta alla Regione Basilicata richiesta per 5 referendum consultivi contro il DDL sull’autonomia differenziata</a></strong></p>
<p>10 aprile 2023 &#8211; <strong>Giornalemio &#8211; <a href="https://giornalemio.it/politica/autonomia-differenziata-5-referendum-per-non-cancellare-la-basilicata/">Autonomia differenziata.5 Referendum per non cancellare la Basilicata</a></strong></p>
<p>11 aprile 2023<strong> Il Fatto quotidiano blog &#8211; <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/11/la-basilicata-che-si-oppone-allautonomia-differenziata-perche-vogliamo-il-referendum/7126368/">La Basilicata che si oppone all’autonomia differenziata: perché </a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/11/la-basilicata-che-si-oppone-allautonomia-differenziata-perche-vogliamo-il-referendum/7126368/">il referendum</a></strong></p>
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<p><strong><a title="Permalink to Comitato Referendum Basilicata presenta alla Regione Basilicata richiesta per 5 referendum consultivi contro il DDL sull’autonomia differenziata" href="https://www.sassilive.it/cronaca/politica/comitato-referendum-basilicata-presenta-alla-regione-basilicata-richiesta-per-5-referendum-consultivi-contro-il-ddl-sullautonomia-differenziata/" rel="bookmark"> </a></strong></p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>La carta di venosa si presenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 08:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalla Carta di Venosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREMESSA Dopo un lungo periodo di appannamento delle problematiche legate alla cosiddetta “questione meridionale”, gli scenari che si stanno delineando con gli sconvolgimenti provocati dalla crisi economico-sociale e dall’emergenza sanitaria ripropongono, in forma ancora più pressante, il rilancio di tale problematica che richiede, al fine di porre un freno al declino dell’Italia e di  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-10 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-10"><p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4667 size-full" src="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min.jpg" alt="" width="987" height="277" srcset="https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min-200x56.jpg 200w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min-300x84.jpg 300w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min-400x112.jpg 400w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min-600x168.jpg 600w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min-768x216.jpg 768w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min-800x225.jpg 800w, https://www.pietrodesarlo.it/wp-content/uploads/2023/04/Manifesto-carta-di-venosa-min.jpg 987w" sizes="(max-width: 987px) 100vw, 987px" /></p>
<ol>
<li>
<h3 style="text-align: justify;">PREMESSA</h3>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Dopo un lungo periodo di appannamento delle problematiche legate alla cosiddetta “questione<br />
meridionale”, gli scenari che si stanno delineando con gli sconvolgimenti provocati dalla crisi<br />
economico-sociale e dall’emergenza sanitaria ripropongono, in forma ancora più pressante, il<br />
rilancio di tale problematica che richiede, al fine di porre un freno al declino dell’Italia e di far<br />
avanzare la coesione sociale e territoriale, una rinnovata presa di coscienza da parte dell’intera<br />
comunità nazionale.<br />
Se il riequilibrio tra le aree del paese è rimasto impegno disatteso e problema irrisolto, la causa va<br />
ricercata anche nell’assenza di una rappresentanza meridionale limpida e credibile e nella rinuncia<br />
a contrastare la condizione di sudditanza, subalternità e marginalità, a cui è stato spinto il Sud fin<br />
dall’unità d’Italia.<br />
Il meridionalismo omologato alle politiche dettate dagli interessi prevalenti delle aree ricche del<br />
paese ripropone con forza la necessità riprendere una iniziativa culturale autentica ed ampia, che<br />
attualizzi il pensiero e l’impegno degli studiosi e delle personalità del secolo scorso e che, allo<br />
stesso tempo, sia capace di riprendere e riaffermare la valenza della “meridionalità” che in termini<br />
di cultura e di civiltà ha contrassegnato e contraddistinto il Sud nel corso dei secoli, anche in virtù<br />
della sua centralità e di crocevia essenziale nell’area del Mediterraneo.<br />
La “meridionalità” non è solo lo studio delle vicende del Sud a partire dall’unità d’Italia, ma<br />
l’approfondimento e la messa in atto di azioni capaci di diventare progetto politico, sociale,<br />
economico, utile all’intero paese; uno sforzo, innanzitutto culturale, per passare dalla “fase delle<br />
considerazioni” a quella delle “soluzioni”, tanto più innovative quanto più in grado di recuperare<br />
una identità culturale e civile che affonda le radici nel patrimonio di conoscenze e di elaborazioni<br />
che ci è stato tramandato e che aspetta di essere tradotto in progetto politico e sociale in grado di<br />
raccogliere le nuove sfide dello sviluppo partecipato dal basso, dell’integrazione e della<br />
condivisione dei processi economici e sociali, del superamento dei divari, delle disparità, delle<br />
disuguaglianze. Si tratta di recuperare il passato per costruire il futuro, avendo ben chiara la<br />
distinzione con le esperienze negativamente sperimentate di un certo “meridionalismo di<br />
maniera” e “ribellismo di facciata”.<br />
Adesso non è più il tempo per anacronistici ideologismi e sterili personalismi. Adesso è il tempo<br />
della consapevolezza, della partecipazione, dell’integrazione, della condivisione,<br />
dell’autodeterminazione dal basso delle comunità locali e dello sviluppo partecipativo. Adesso è il<br />
tempo di uscire dal ricatto del Pil e di dare valore e spazio ai principi della libertà e della<br />
democrazia, alla solidarietà umana, allo sviluppo a misura di uomo e di natura. Adesso è il tempo<br />
dell’integrazione e della valorizzazione delle risorse anche in termini di genere e di generazioni.<br />
Adesso è il tempo di impastare di nuovo terra e anima, come è sempre stato il Sud con la sua<br />
civiltà.<br />
La Carta di Venosa, Rete Meridionalista interterritoriale e intergenerazionale si prefigge, pertanto,<br />
di contribuire a costruire un nuovo meridionalismo all’altezza delle sfide che i processi in atto<br />
richiedono, e di svolgere un’ampia e diffusa azione culturale e informativa attraverso cui acquisire<br />
la piena consapevolezza della propria condizione.</p>
<ol style="text-align: justify;" start="2">
<li>
<h3>RIFERIMENTI STORICO-CULTURALI MERIDIONALISTI</h3>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">La piattaforma culturale meridionalista, nata dall’incontro tenutosi il 9 ottobre a Venosa, basa la<br />
propria azione intellettuale nell’ambito di un riferimento chiaro e preciso a quel meridionalismo<br />
democratico, popolare, per certi versi e per l’epoca rivoluzionario, che all’inizio del Novecento<br />
tentava risolutamente di superare, criticandole aspramente per essere rimaste sul piano delle<br />
congetture teorie, le analisi che, da metà anni Settanta, il napoletano Pasquale Villari della Destra<br />
storica aveva condotto nei riguardi delle politiche governative del primo quindicennio unitario,<br />
discriminanti per il Mezzogiorno, razziste e autoritarie nei confronti delle popolazioni meridionali.<br />
Il meridionalismo moderato liberale di Pasquale Villari, Sidney Sonnino, Leopoldo Franchetti,<br />
Giustino Fortunato, volto in campo sociale alla critica verso l’immobilismo con cui le nuove<br />
istituzioni unitarie avevano lasciato le masse popolari del Mezzogiorno in balia ad un sistema<br />
sociale semi-feudale gestito dal ceto agrario borghese latifondista, non andava oltre la richiesta<br />
utopica tutta racchiusa nel cosiddetto “mito del buongoverno” e non aveva quel respiro politico<br />
profondo capace di modificare i rapporti di forza tra il ceto industriale politico e i ceti deboli e<br />
sfruttati del Mezzogiorno. Un meridionalismo, quello dei “rassegnati, &#8211; così venivano definiti gli<br />
intellettuali che si raccolsero intorno alla rivista “Rassegna settimanale” fondata nel 1878 dai<br />
giovani toscani Franchetti e Sonnino – che lo storico Rosario Villari avrebbe correttamente<br />
definito «insolubile nell’ambito della costruzione liberale dello Stato» e di una monarchia sabauda<br />
chiusa nell’ambito dei recinti di un’oligarchia militare e aristocratica che si nutriva di contenuti<br />
gravemente elitari e profondamente illiberali dal punto di vista sociale e politico. Tanto che<br />
Antonio Gramsci, criticando Giustino Fortunato e Benedetto Croce («i reazionari più operosi della<br />
penisola»), li considerava intellettuali a tutela del blocco sociale industriale-agrario affinché «l’<br />
impostazione dei problemi meridionali non soverchiasse certi limiti, non diventasse<br />
rivoluzionaria».<br />
Visto le premesse sopra esposte, risulta chiaro che avviare un nuovo percorso politico-culturale in<br />
funzione di una svolta nelle politiche economiche e finanziare, legate alla irrisolta questione<br />
meridionale e al superamento del divario tra nord e sud dell’Italia, necessita innanzitutto della<br />
definizione di un quadro chiaro e di un riferimento storico-culturale preciso che noi, appunto,<br />
individuiamo nel meridionalismo storico, democratico, popolare che ha visto in Gaetano<br />
Salvemini, ad inizio del Novecento, uno degli elementi più attivi nella rottura e nella critica<br />
radicale al meridionalismo moderato dei “rassegnati, irrisolto nella concezione dello Stato liberale<br />
conservatore, piegato alle visioni autoritarie, illiberali, antipopolari della monarchia sabauda.<br />
«Lo Stato non farà mai nulla, come non ha fatto finora mai nulla»: queste le parole che Salvemini<br />
opponeva ai meridionalisti che fidavano sterilmente nel “mito del buongoverno”, invitando, in<br />
rotta anche con il Partito socialista che avrebbe lasciato nel 1911, alla costituzione di una forza<br />
politica e di un blocco sociale che si prestasse davvero a tutelare gli interessi del Mezzogiorno,<br />
totalmente svincolato da quella Destra storica e da quella Sinistra storica che nel 1882 avevano<br />
unite le forze inaugurando il cosiddetto “trasformismo” a tutela degli interessi del blocco agrario industriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Puntando al suffragio universale, pienamente impegnato nella battaglia</p>
<p style="text-align: justify;">antiprotezionista che l’economista salentino Antonio De Viti De Marco aveva da tempo, e per<br />
primo, iniziato agli inizi degli anni Novanta e che troverà intorno al nuovo giornale da Salvemini<br />
stesso fondato nel 1911 le migliori menti e i più valenti meridionalisti progressisti dell’epoca quali<br />
Ettore Ciccotti, Giovanni Carano Donvito, Umberto Zanotti Bianco, lo stesso Giustino Fortunato,<br />
oltre ai giovani Pietro Gobetti, Ernesto Rossi, Pietro Calamandrei. Un meridionalismo popolare e<br />
democratico, che avrà tra i suoi illustri esponenti Luigi Sturzo, Antonio Gramsci, Guido Dorso e che,</p>
<p style="text-align: justify;">perseguitato dal regime fascista, riemergerà dall’oscurità del carcere e dell’esilio nel secondo<br />
dopoguerra, cioè nella stagione più proficua del meridionalismo.<br />
Un meridionalismo al quale facciamo riferimento e che nella prima età repubblicana, oltre che<br />
produttore di idee e di progetti, scende finalmente nel campo della pratica e dell’attuazione<br />
politica grazie alla mobilitazione di intellettuali di varia provenienza, di tecnocrati, di economisti<br />
della Svimez, delle maggiori forze politiche popolari, della formazione di un blocco sociale ed<br />
economico, tutti uniti, concordi, impegnati e convinti che sviluppare e tutelare l’economia del<br />
Mezzogiorno serva a rilanciare lo sviluppo dell’intera Italia.<br />
Ed ecco che la riforma agraria, la Cassa del Mezzogiorno, l’industrializzazione del Sud, nel breve<br />
giro di un ventennio, riducono consistentemente un divario che aveva raggiunto durante il<br />
fascismo i livelli più alti.<br />
Un progetto di risanamento e di coesione nazionale che non sarà portato a termine e che, dagli<br />
inizi degli anni Novanta, sarà del tutto abbandonato in nome di una inesistente questione<br />
settentrionale, inventata dalla Lega Nord, ma di cui devono assumersi la piena responsabilità tutti i<br />
governi e i relativi partiti nazionali che si sono alternati al potere.<br />
La rete culturale meridionalista della Carta di Venosa si propone di ricreare il clima politico culturale</p>
<p style="text-align: justify;">necessario a riproporre all’attenzione della nazione l’irrisolta questione meridionale e di<br />
impegnare in questo tentativo istituzioni, forze politiche, intellettuali, attivisti, associazioni<br />
culturali e di categoria. D’altronde, tutti i temi trattati dai meridionalisti storici a cui facciamo<br />
riferimento, pur essendo decorsi decenni e pur essendo profondamente cambiata la società, sono<br />
tuttora attuali: emigrazione, divario, disuguaglianze, politiche commerciali, lotta alle mafie,<br />
riforma fiscale, infrastrutture carenti, riforma della giustizia, discriminazioni territoriali, apertura di<br />
relazioni con il Mediterraneo, tutela costituzionale dei diritti anche in termini di coesione sociale e<br />
territoriale</p>
</div></div></div></div></div>
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